PLUS MAGAZINE
02
IN QUESTO NUMERO:
RUBRICHE:
MODA
MEDICINA E SALUTE
BENESSERE
RECENSIONI
FILM, LIBRI, FUMETTI,
MOSTRE, MUSICA E TEATRO
PROPOSTE:
CONVENZIONI
PER GLI ASSOCIATI
70ª Mostra del cinema di Venezia:
L’inossidabile George
apre la passerella: fan in delirio
GIUSEPPE TORNATORE: LA MIGLIORE OFFERTA DEL CINEMA ITALIANO RAPHAEL GUALAZZI: UNA BUONA MUSICA
SUONA IN QUALSIASI LINGUA TAORMINA FILM FEST: LA KERMESSE SICILIANA RICCA DI OSPITI INTERNAZIONALI
MIGUEL ANGEL GURRIA: ITALIA E LAVORO, QUALE FUTURO? REF13: ROMA EUROPA FESTIVAL 2013
MAPPAMONDO: ETIOPIA, ALLA SCOPERTA DELLA CULLA DELL’UMANITÀ
LE
A
N
ZIOafabi.it
A
N all
Supplemento trimestrale per la cultura e il tempo libero
a “La voce dei bancari” - settembre 2013
E ciati
N
IO so
IZ w.as
D
E ww
PLUS MAGAZINE
Supplemento a “La voce dei bancari”
Periodico trimestrale per la cultura e il tempo libero
In questo numero:
Redazione e Amministrazione
Via Guarini, 4 – 10123 Torino
Tel. 011 5611153
Fax 011 540096
www.associatiallafabi.it
2Copertina 70ª Mostra del cinema di Venezia. L’inossidabile George apre la passerella: fan in delirio
6 Protagonisti
Giuseppe Tornatore. La migliore offerta del cinema italiano
10 Protagonisti
Raphael Gualazzi: una buona musica suona in qualsiasi lingua
14 Eventi
Taormina Film Fest. La kermesse siciliana ricca di ospiti internazionali
16 Tecnofuturo
Miguel Angel Gurría. Italia e lavoro, quale futuro?
20 Eventi
Ref13: Roma Europa Festival 2013
Direttore Responsabile
Paolo Panerai
Direttore Editoriale
Mauro Bossola
Caporedattore
Paola Gomiero
Segreteria di Redazione
Milena Lagnese
24 Moda
Chiccosissimamente
Photo Editor
Cosimo Torraco
Alessandro Lercara
Hanno collaborato a questo numero:
Pietro Gentile, Dario Migliardi,
Barbara Odetto, Benedetta Breveglieri,
Salvatore Taormina.
Fotografie
Archivio Il Tucano Viaggi, Archivio Stilisti,
Archivio Teatro Regio, Archivio Comune di Torino,
Archivio Taormina Film Fest, Archivio Mostra
del cinema di Venezia, Archivio Roma Europa Festival,
Franco56, Daniele Solavaggione, Salvatore Taormina.
Pubblicità
Nova Labor Servizi srl
Via Guarini, 4
10123 Torino
Tel. 011 5611153
Fax 011 540096
Grafica e impaginazione
Fantinel Graphic Designers – Torino
La redazione non si assume alcuna responsabilità per notizie, foto, marchi, slogan utilizzati dagli inserzionisti.
Il materiale inviato non viene restituito.
È vietata e perseguibile civilmente e penalmente ai sensi della legge sul diritto d’autore
ogni forma di riproduzione dei contenuti di
questa rivista, compresi gli spazi pubblicitari,
senza autorizzazione scritta dell’editore.
In copertina
George Clooney
LUS
IP
FAB
SU
02
30 Medicina e salute Prevenzione in rosa. Da IRM check up dedicati all’universo 32
36
38
femminile
Nuove tecnologie nella chirurgia refrattiva: Femtolasik
Chirurgia estetica: una scelta consapevole
La salute del piede affidata al professionista
40 Benessere
La Kinesiologia per il benessere dell’individuo
42 Recensioni
Film, libri, fumetti, mostre, musica, teatri
48 Mappamondo
Etiopia: alla scoperta della culla dell’umanità
54 Iniziative associatiConvenzioni nazionali Paola Gomiero
Direttore Fabi Plus
Editoriale
Cari lettori,
per la nostra copertina abbiamo scelto il volto internazionale di George Clooney, incontrato a Venezia insieme a Sandra Bullock in occasione della presentazione del suo ultimo film “Gravity”.
Molte le pagine riservate al cinema, come quelle
dedicate ai numerosi artisti partecipanti al Taormina Film Fest. Una ‘chicca’ per i cinefili l’incontro/intervista con il regista Giuseppe Tornatore, che ci parla
anche della sua ultima e pluripremiata produzione,
“La migliore offerta”, già ampiamente apprezzata sul
grande schermo.
La rubrica moda per la nuova stagione ci invita
ad essere ‘chic e raffinati’ con capi di assoluta eleganza proposti da Moncler, Bruno Magli, Antonio Marras, Luisa Beccaria, Cantarelli e Borbonese, interessanti firme della moda italiana.
Altre interviste di sicuro interesse, dal talentuoso
artista di Urbino Raphael Gualazzi ad uno dei grandi
“decisori” della scena mondiale, Miguel Angel Gurria,
Segretario Generale dell’OCSE, intervistato in occasione del Festival dell’Economia di Trento, che ci spiega
come sia posizionata l’Italia, nell’utilizzo della tecnologia, rispetto al resto del mondo.
Torino - Parco Colletta
(foto franco56)
Per gli appassionati di mostre è in arrivo un autunno ricco di proposte in tutta Italia e
per chi soggiorna nella capitale suggeriamo il grande appuntamento “Roma Europa Festival 2013” giunto alla 28 ma edizione. Quest’anno saranno dodici i teatri romani che ospiteranno per due mesi il mondo dell’arte, della prosa, della danza e della musica.
Per chi ama viaggiare, ecco un itinerario insolito nell’affascinante Etiopia: “La culla
dell’umanità”, con le sue bellezze selvagge e i suoi popoli misteriosi.
E ora parliamo di convenzioni: sconti e offerte hanno suscitato grande apprezzamento tra i nostri Associati, in particolare quella stipulata con Alpitourworld, che prevede il
12% di sconto cumulabile con le offerte di catalogo.
Vi auguro buona lettura e buon autunno.
Arrivederci a dicembre.
[email protected]
settembre 2013 | Plus Magazine | EDITORIALE
01
COPERTINA
70ª Mostra del cinema di Venezia:
L’INOSSIDABILE GEORGE G
APRE LA
PASSERELLA:
FAN IN DELIRIO
k a cura di PAOLA GOMIERO
foto Archivio Festival
2
eorge Clooney, dopo aver trascorso l’estate nella sua villa di Laglio, è arrivato a Venezia in splendida forma.
Ormai abitué della kermesse veneziana, è
giunto al Festival in compagnia di Sandra Bullock per presentare “Gravity”: il film di Alfonso
Cuaron che ha aperto la 70a edizione della Mostra d’Arte Cinematografica.
E sul tappeto rosso della pellicola George
non ha deluso nessuno. Elegantissimo, in smoking nero, si è soffermato a lungo con fan e fotografi senza trascurare Sandra.
È stato anche molto generoso con i giornalisti trattenendosi a lungo con loro e, avvicinatosi
alla transenna che delimita lo spazio dedicato,
proprio prima di varcare la soglia dell’ingresso
alla Sala Grande per la cerimonia di inaugurazione, alla classica domanda sulla sua vita sentimentale ha risposto in italiano: “fidanzarmi?
Ci penserò”.
Anche in conferenza stampa, riempita da
giornalisti all’inverosimile, come pochi divi
sanno fare, non è mancato il suo classico e simpatico umorismo.
Alla domanda su com’è avere l’illusione di
COPERTINA
GRAVITY
essere soli nell’universo, Clooney ha risposto che: “all’inizio non è stato facile crederci, perché...aveva comunque tutta
la troupe attorno!”.
In molti poi sono stati curiosi di sapere come lui e Sandra Bullock si sono preparati per interpretare una prova
tanto dura a livello sia fisico che mentale e lui ha risposto:
“abbiamo fatto parecchio yoga insieme per allenare la nostra
flessibilità. E ci siamo riusciti! Diciamo che per Sandra è stato
più difficile, perché aveva molte più scene da girare; per questo
lei ha avuto un allenatore fin da subito. Io, invece, per prepararmi bevevo parecchio”.
Sandra Bullock ha invece spiegato: “mi sono allenata
molto, perché volevo essere forte e dare al mio personaggio un
aspetto particolare, quasi androgino, Rayan è una donna che
ha subito una grave perdita che l’ha svuotata del suo lato materno. Per cui era
necessario provare a rimuovere anche dal suo corpo i lineamenti femminili. E
in effetti nel corso delle riprese ho avvertito il cambiamento”.
Nel film “Gravity”, Sandra Bullock interpreta la dottoressa Ryan Stone, un
brillante ingegnere medico alla sua prima missione sullo Shuttle, mentre Matt
Kowalsky (George Clooney) è un astronauta veterano al comando della sua ultima missione prima del ritiro.
Durante quella che sembra una passeggiata nello spazio di routine, ecco che
accade il terribile incidente. Lo Shuttle
viene distrutto e Stone e Kovalsky rimangono a volteggiare nella più totale oscurità completamente soli e attaccati l’uno
all’altra.
Il silenzio assordante è la conferma della
perdita definitiva di ogni contatto con la
Terra e, con esso, ogni speranza di essere
salvati. La paura si trasforma in panico e
ogni boccata d’aria consuma il poco ossigeno rimasto.
Ma l’unica strada verso casa potrebbe essere quella di spingersi ancora più lontano, nella terrificante distesa dello spazio.
Il film, davvero emozionante, è stato l’apertura giusta per il Festival, per dare immediatamente il senso di come vanno le
cose. Il nero e il vuoto dello spazio, i corpi
delle star che fluttuano e scompaiono nel
nulla.
Il film a ben osservare non è forse l’esatta
sintesi dello stato del cinema d’oggi, sospeso senza (più) peso nell’etere e nello
spazio e affollato di suoni e di messaggi
subliminali sul potere delle grandi potenze economiche vecchie e nuove come
quella descritta dai satelliti cinesi russi e
americani.
Oltre alle difficoltà tecniche legate alla fase di riprese, che hanno necessitato di una tecnologia ad hoc “lavoravamo su una specie di piattaforma
luminosa” racconta George “dove bisognava stare attenti a non reagire alle
macchine che si muovevano verso di te a gran velocità”, una delle difficoltà
più grandi è stata abituare corpo e mente all’assenza di gravità.
“Nello spazio ci si muove in maniera incredibilmente lenta, ma nello stesso
tempo bisogna comunicare in modo più veloce rispetto alla parlata normale”
spiega ancora Clooney. “Quando abbiamo iniziato le prove Sandra proprio
non ci riusciva; ma dopo poco tempo ha iniziato a controllare molto di più i
movimenti e io ogni volta mi chiedevo: <Ma come cavolo fa?> C’è poco da
dire: è stata straordinaria”.
Sandra Bullock e George Clooney sul “red carpet” della Mostra.
settembre 2013 | Plus Magazine | COPERTINA
3
COPERTINA
“Tutto merito degli astronauti che ho potuto consultare mentre giravamo il
film” racconta l’attrice. “Li chiamavo dal mio cellulare; loro erano sulla base
spaziale e stavano ad ascoltare tutte le mie domande bizzarre, dandomi consigli soprattutto sulla fisicità da adottare in determinate situazioni. Mi hanno
fatto sentire molto piccola, perché ho capito che chi fa questo mestiere ha una
passione straordinaria per la vita”. E a coloro che le hanno chiesto come fa
a mantenersi così in forma e mantenere la propria bellezza, ha risposto:
“avere un bambino di tre anni da sollevare e portare in giro ogni giorno aiuta
molto. Tra l’altro questo film mi ha aiutato a riflettere sul cosa ci fa alzare ogni
mattina con la voglia di vivere. Per me la risposta è proprio il mio bambino”.
George sulla questione non si è espresso e neppure se l’è sentita di
rispondere quando gli hanno chiesto se sia giusto che Barack Obama
mandi le truppe in Siria. Però ha confermato di essere proprietario di un
satellite in Sudan “lo usiamo per monitorare la situazione e le atrocità che
vengono commesse”.
E poi, proprio prima di lasciare la sala, ha riacceso il microfono: “e non
volete sapere un mio parere sul nuovo Batman di Ben Affleck?”. E conclude
in modo ironico la conferenza stampa.
Sempre a proposito dell’umorismo di Clooney, Sandra Bullock, in
un’altra occasione così si è espressa sul collega: “io e George siamo stati
separati alla nascita. Mi sento la sua versione femminile. Andiamo pazzi per
l’hip hop d’annata, quello degli anni 90’. È stata una gioia per tutti averlo
sul set, soprattutto dopo che con Cuaron ha accettato di fargli sottoscrivere
una tregua sui suoi soliti e micidiali scherzi. Quando ha finito i suoi giorni di
lavorazione è sceso un velo di tristezza”.
4
PROTAGONISTI
Giuseppe Tornatore
LA MIGLIORE
OFFERTA
DEL CINEMA
ITALIANO I
di Dario Migliardi
06
L SUO ULTIMO FILM “La migliore offerta”, le cui musiche
sono ancora una volta composte e arrangiate dal grande Maestro
Ennio Morricone, continua a mietere successi, dopo aver fatto incetta di premi ai David di Donatello. A luglio ha vinto sei Nastri
d’Argento 2013 del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici a
Taormina e ha ricevuto il Premio Giovani Cinematografici al Festival
di Collisioni 2013, è soddisfatto?
Sì, il film è andato bene fin dall’inizio e quindi sono molto contento.
“La migliore offerta”, ha una storia così intrigante, avvolgente,
che cattura subito fin dalla primissima scena, come è nata l’idea di
questo film?
Nasce dal mio metodo tradizionale di lavoro che è quello di lasciare macerare le idee a lungo, anche per anni. Questa storia ha avuto una genesi molto lunga. Solo quando le storie maturano e mi
danno l’energia e lo sprint per volerle veramente realizzare, allora
decido che è arrivato il momento giusto.
Ha avuto tante riscritture?
Anche questo nasce da una lunga sedimentazione, da tentativi,
da lunghe azioni, prove, trasformazioni e riscritture, abbandoni,
riprese e revisioni della scrittura, e poi finalmente ecco la grande
magia, l’alchimia.
Lavora sempre così?
Abitualmente sì.
“La migliore offerta”, può essere considerato anche un omaggio
all’arte?
Se dicessi che ho fatto il film per fare un omaggio all’arte, le direi
una bugia colossale. Non è stata quella la molla che mi ha ispirato.
Però mi piaceva il mondo delle aste e la figura del battitore mi at-
PROTAGONISTI
traeva. Mi sembrava un mondo originale e poco raccontato dal cinema
ed era funzionale alla geometria della storia. E quindi, come mi capita
sempre quando devo fare un film e mi devo confrontare con mondi
e ambienti che magari non conosco molto, ovviamente studio, mi informo, frequento e cerco. Incontro persone che possono darmi la loro
esperienza e questo è l’aspetto più divertente del mio mestiere.
È stato così anche quando ha girato “La leggenda del pianista sull’oceano”?
Era un film ambientato su un transatlantico tra l’Italia e gli Stati Uniti
all’inizio del secolo scorso. Dovevo vivere in un ambiente come quello
per poter fare un film. E allora mi documentai, lessi molto e cercai anche i progetti delle navi per capire com’era la vita a bordo.
Per “La migliore offerta”, ha incontrato qualcuno che l’ha ispirata?
Ho incontrato due, tre battitori d’aste, mi sono fatto spiegare il loro ruolo, le regole deontologiche della loro funzione che sono molto rigorose,
ho frequentato successivamente qualche asta e piano piano ho elaborato
la mia storia.
“La migliore offerta” ha visto anche un grosso investimento produttivo,
lei che rapporti ha con i produttori?
Ho sempre avuto buoni rapporti con chi produce i miei film. Anche se so
che in ogni film c’è sempre un momento di tensione, poi se l’opera viene
bene ogni tensione si trasforma. Se invece non ha il successo che si sperava, i rapporti si possono anche incrinare, ma generalmente no. Con i
produttori con i quali ho lavorato sono sempre rimasto in ottimi rapporti
anche quando poi non abbiamo più lavorato assieme. Ovviamente è una
formula chimica elettrica, – ride, mentre ne spiega il significato – perché il loro mestiere è molto difficile, duro ed è sempre più difficile. Loro
devono trovare i margini per finanziare il film, il regista deve fare il film
come l’ha pensato e loro cercano di semplificare e ridurre. C’è sempre
una tendenza da parte loro a ridurre e da parte
tua a inseguire le cose come le avevi pensate.
Ed è lì che poi si possono creare conflitti, anche
violenti, che si possono ricomporre nel film se
è la storia che tutti volevano realizzare.
In questi giorni c’è ancora la polemica sul tax
credit, lei con chi sta? Crede che questa forma
di finanziamento possa aiutare a produrre più
film?
Il tax credit è uno strumento ormai in uso in
tutti quei Paesi in cui si dà un minimo di importanza al cinema. È quasi innaturale che in
Italia si debba ancora lottare o mobilitarsi per
convincere il governo, anche in questi tempi di
difficoltà. È uno strumento necessario, prima
di tutto perché non è un’elargizione di soldi
e poi perché consente un finanziamento che
successivamente ritorna. Annullarlo o ridurlo
drasticamente significa indurre il produttore a
produrre di meno o addirittura a non produrre
più e il problema del nostro cinema è che dobbiamo fare più film.
Lei ha lavorato con tantissimi attori tutti
molto importanti come Ben Gazzara, Tim Roth,
Philippe Noiret, Marcello Mastroianni, Gérard
Depardieu, Roman Polaňski, Geoffrey Rush,
etc.. qual è quello che l’ha sorpreso di più?
Sono stati tanti gli attori con i quali ho lavorato e sono stato molto fortunato, ma gli attori
settembre 2013 | Plus Magazine | PROTAGONISTI
07
PROTAGONISTI
che mi hanno sorpreso sono molti, li ha praticamente citati tutti e sono attori che non ti
fanno pesare la loro grandezza o la loro grande
esperienza. Ciò che mi colpisce è che affrontano il loro lavoro con una bella dose di umiltà e
di sano atteggiamento artigianale che è ciò che
mi fa apprezzare di più l’animo di un grande
artista. Sono attori che hanno girato magari
centinaia di film e tu sei alla tua prima esperienza e lavorano con te ad armi pari, senza
farti sentire in un atteggiamento di inferiorità.
Come è stato il confronto con un attore/regista come Roman Polaňski in “Una pura formalità”, era intimorito?
No, non sono mai stato intimorito dalla sua
grande personalità, ma mi aspettavo che potesse dire un giorno, sia pure per istinto, qualcosa
da regista, sarebbe stata la cosa più naturale.
Per esempio, avrebbe potuto dirmi di piazzare
la macchina da presa in un altro posto rispetto
alla prospettiva in cui l’avevo messa io. E invece non si è mai permesso di suggerire, ha fatto
l’attore e basta. Gli attori più sono grandi e più
sono semplici nei rapporti umani, meno sono
grandi e più si complicano le cose. In genere
la difficoltà è con l’attore che non ha raggiunto
una sicurezza professionale e ha dei margini
di inquietudine, di insicurezza. Con questo
tipo di attore ci possono essere delle frizioni o
delle difficoltà di comprensione.
Cos’è che avvicina l’attore al regista?
C’è un mediatore straordinario tra il regista e
l’attore, che è il personaggio. Allora il rapporto
tra regista e attore è direttamente proporzionale all’amore che l’attore ha verso il proprio
08
personaggio e che il regista nutre per
la storia di cui spesso è anche autore.
Lei ha una grande conoscenza del
linguaggio cinematografico e ogni sua
inquadratura è come una pennellata
di un artista sulla propria tela. Qual è
stato il piano sequenza più difficile che
ha girato?
Non ho fatto tanti piani sequenza nei
miei film e non ho mai seguito quella filosofia che dice che sono come
delle medaglie. Il piano sequenza
nasce da un’esigenza molto povera,
nasce quando si doveva risolvere una
giornata di lavoro che sarebbe andata
troppo per le lunghe e per non sforare
con il programma si diceva “giriamo
legato”. Successivamente dopo la Nouvelle Vague e gli anni ‘60 si ricercava
quell’aspetto anche un po’ snob da
cinema colto e da cinefilo che era il piano sequenza.
Non mi sono mai detto “Adesso faccio un bel piano sequenza”. Se la storia,
la sceneggiatura ha bisogno di quel determinato linguaggio come trovata linguistica, armonica con il racconto, allora lo realizzo, ma non ho
mai fatto un’inquadratura pensando di essere un virtuoso.
I piani sequenza più difficili che ho fatto sono due. Il primo riguarda i
titoli di testa di “Una pura formalità”, l’altro è un piano sequenza molto
curioso ne “L’uomo delle stelle”, quando più abitanti del paese provano
il copione con la famosa frase “Domani è un altro giorno”. Tutte e due
erano già concepiti in sceneggiatura.
Ne “La migliore offerta”, c’è un grande uso discreto degli effetti speciali
e del digitale, non si userà più la pellicola?
Il mio ultimo film è stato girato tutto in digitale.
Come si è trovato?
Mi sono trovato benissimo – ride, con un sorriso da bambino soddisfatto come se avesse trovato un nuovo gioco con cui divertirsi – lo dico
conservando totalmente la mia religione e il mio amore per la pellicola.
Però è una scelta che prima o poi avrei dovuto fare. E poiché lavorare
in pellicola ultimamente non ti dà più la possibilità di ottenere la stessa
qualità che si riusciva a ottenere fino a dieci, vent’anni fa, allora ho deciso di varcare il Rubicone.
C’è arrivato per gradi?
Due tre anni fa avevo fatto un documentario sul produttore Goffredo
Lombardo, erano tante interviste e la scelta del digitale fu quasi obbligatoria perché altrimenti i costi sarebbero lievitati enormemente.
E quando ho fatto “La migliore offerta”, d’accordo con il direttore della
fotografia, abbiamo fatto dei provini, delle comparazioni tra la pellicola
e il digitale e poi ho maturato che si trattava di fare il passo e non sono
per niente pentito e penso che andrò avanti così.
PROTAGONISTI
É
di DARIO MIGLIARDI
foto di Daniele Solavaggione
10
uno degli artisti italiani più talentuosi e bravi nati negli ultimi anni.
Per fortuna non arriva dai “talents” o da qualsiasi altra trasmissione televisiva. Il suo è un percorso serio, fatto di studi al Conservatorio e di conoscenza degli stili musicali da strada come lo stridepiano, il ragtime e il blues. È italiano ma la sua musica è riconosciuta
universale in tutto il mondo. Dopo aver stravinto il Festival di Sanremo
Giovani nel 2012, primo premio e premio della Critica (non era mai successo prima), ha iniziato a girare per l’Europa con la sua musica così originale e così divertente. Per un artista come lui l’Italia gli sta un po’ stretta
e da qualche tempo si è trasferito a vivere a Londra dove i contagi musicali
raggiungono alti livelli di interesse. Scrive e compone indifferentemente
in inglese o in italiano a seconda di quello che viene meglio.
Il cantare in italiano o in inglese, può essere realmente un valore aggiunto, capace di fare la differenza tra una canzone e l’altra decretandone
il successo?
Secondo me una buona musica dovrebbe suonare in qualsiasi lingua,
ovviamente ogni lingua ha una sua particolare abitudine. L’inglese a
PROTAGONISTI
sopra a un’altra musica, la sfida diventa davvero affascinante.
RaphaeI
Gualazzi:
La tua musica non ha uno stile italiano. Ci
racconti le tue contaminazioni musicali?
Come ho detto prima, tutta la scuola dello stride-piano è un genere che nasce e si sviluppa in
America tra la fine degli anni ‘10 e gli anni ‘40
del secolo scorso. È un’evoluzione del ragtime
e ha come capi scuola Fats Waller, Mary Lou
Williams, Willie ‘The Lion’ Smith, Earl Hines,
insomma sono tanti grandi jazzisti. E poi c’è
il mondo vocale che parte dal blues delle origini fino al soul di Johnny “Guitar” Watson, Gil
Scott-Heron, Curtis Mayfield, Al Green questi
tanto per fare dei nomi, ma ce ne sarebbero
tantissimi altri.
In Happy Mistake il tuo ultimo album c’è
una bella improvvisazione e una dedica a un
film di Federico Fellini, Amarcord. Tu sei di Urbino, ti senti vicino culturalmente a quella terra
romagnola?
Mi sento attratto dalla mia terra, anche se è un
anno e mezzo che non ci abito più. Linguisticamente è come se fossi connesso alla Romagna,
tant’è che ultimamente molti Comuni si sono
una buona
musica suona in qualsiasi
lingua
mio avviso è molto percussivo anche nei tempi veloci, mentre l’italiano
si valorizza molto nei tempi larghi, perché è una lingua bella, solare,
dolce, che riesce a essere piena di significato sia in poche parole che con
tante parole.
Uno dei brani con cui ti sei fatto conoscere è Don’t Stop, la cover dei
Fleetwood Mac. Quanto è importante cantare in inglese per te?
Diciamo che il mio cantare in inglese deriva dalla musica a cui sono affezionato e che mi ha conquistato, mi affascina e mi ispira. È una musica particolare e poco conosciuta in Italia, lo stride-piano, una derivazione
del blues del mondo afro-americano.
Infatti la prima pubblicazione del 2005 Love Outside the window era completamente in inglese, mentre nel secondo album ho deciso con piacere
di valorizzare la lingua italiana.
Quali sono i pregi della nostra lingua?
Ha un suono bellissimo e dico sempre che è la sfida più grande scrivere in italiano, perché l’italiano è già una musica di per sé, è come se
suonasse già senza musica. Così, quando devi aggiungere una musica
staccati e si sono legati alle Marche. E quindi
ho pensato di celebrare il grande maestro Nino
Rota, autore della musiche di Amarcord con il
suo tema bellissimo, semplice e appassionato
ma anche versatile, stupendo ed eterno. E ho
deciso di rivisitarlo in una libera improvvisazione perché quando una musica è così bella e
perfetta, sarebbe stupido tentare di affrontarlo
in modo ancora più complesso di quello che
già è. E poi è un film al quale sono davvero
molto legato.
Ti piace la tua regione, che rapporto hai con
le tue “radici”?
Le Marche sono divise geograficamente in tre
parti molto differenti fra loro. C’è la zona Picena, quella Dorica e poi c’è il Montefeltro, e
storicamente il territorio aveva come capitale
settembre 2013 | Plus Magazine | PROTAGONISTI
11
PROTAGONISTI
la musica a essere protagonista. Perché per me è importante che il mondo musicale rimanga al centro del mio progetto.
Urbino. Qui il mecenatismo del Duca Federico II da Montefeltro ha ospitato moltissimi artisti come Piero della Francesca, Giorgio Martini, Francesco Laurana e ci sarebbe
ancora una lista infinita da scrivere. Stiamo
parlando del periodo del Rinascimento e il
Ducato è stato uno dei punti di riferimento
più importati per la nostra cultura. A Urbino
è nata una delle prime Università d’Europa e
da molti anni è riconosciuta come patrimonio
mondiale dell’Unesco. Ci sono quindi tutti i
presupposti per essere una bella regione con
un passato degno di essere citato.
Vorresti scrivere per il cinema?
Sarebbe un progetto stupendo e mi piacerebbe tanto poterlo attuare e rappresentare. Penso
che nella mia professione ci siano tanti aspetti e le opportunità richiedono un determinato
percorso e una certa esperienza. Comunque se
mi si presentasse l’occasione sarei ben felice di
affrontare questo nuovo percorso.
C’è un film che ti ha particolarmente attratto
e che avresti voluto comporre la colonna sonora?
Onestamente non mi sono mai proiettato in
questa direzione. Posso dirti che ci sono dei
film che mi sono piaciuti molto. Sono appassionato al genere biografico che parla di grandi
persone e che ne rivela l’umanità e la loro quotidianità. Per esempio mi è piaciuto molto Le
vie en rose, una formidabile ricostruzione della
vita di Edith Piaf, del regista Olivier Dahan e
anche Ray il film di Tom Hackford, dove Jamie
Foxx interpreta il grande Ray Charles.
I tuoi video sono apparentemente molto
semplici da interpretare, ci sei tu con il tuo carisma e tutto ruota attorno alla tua musica.
Come nasce un tuo videoclip come per esempio
Sai (ci basta un sogno), ci sei tu con il pianoforte
e dei palloncini bianchi attorno.
Il regista del videoclip è Laurent Seroussi. Lui
ha sviluppato la sua idea molto pittorica e l’unica raccomandazione che gli ho fatto è stata
quella di mantenere la semplicità perché fosse
12
Dopo Reality and Fantasy quanto è cambiata la tua vita?
Si è intensificata molto e di questo sono felice, anche se mi sento sempre lo stesso musicista che ero prima. Quello che faccio ora è sempre
stato quello che avrei voluto fare, girare per le città e fare concerti in città
diverse. Ciò che mi piace di più è il rapporto che ho con i miei musicisti
e con il pubblico. La mia vita comunque è migliorata tantissimo, anche
se ogni cosa ha il suo prezzo, per esempio ciò che riguarda i rapporti con
le persone care a cui posso dedicare poco tempo. Purtroppo non vedo la
mia famiglia molto spesso e questo mi addolora un po’.
Ti eserciti al pianoforte per otto, nove ore al giorno?
Se non sono in tournée assolutamente sì. Il pianoforte è uno strumento
che racchiude in sé un’orchestra e potrebbe essere frainteso come uno
strumento facile da suonare, invece è molto indiretto perché è molto
difficile conoscerlo ed entrare in armonia con esso. È uno studio che
non finisce mai. Quando invece sono in giro per concerti mi esercito
per un’ora al soundcheck, poi il concerto dura due ore, per cui ho tre ore
assicurate di musica. E mi manca non poter dedicare altro tempo.
Caterina Caselli, la tua discografica, dice che un artista come te nasce
una volta ogni 90 anni, sei d’accordo? Condividi?
Non lo sapevo e sono molto lusingato ma non saprei autodefinirmi.
Quello che so è l’amore che ho per la musica ed è una dedizione che
non smetterò mai di esercitare.
Come ti trovi a vivere a Londra?
Molto bene anche se Urbino è sempre dentro al mio cuore.
Raphael Gualazzi deve ancora fare il soundcheck del suo concerto che terrà fra qualche ora al Summer Camp Grulandia. Lo osservo mentre sale
sul palco, con attenzione prepara i suoni e comunica con il tecnico del
suono. Quando si siede di fronte al pianoforte, anche se non è ancora
buio e le luci del teatro non sono ancora preparate, appena le sue dita
sfiorano e toccano il pianoforte tutto attorno si inebria della sua armonia, dei tasti neri e bianchi sfiorati a volte con dolcezza altre volte con
forza e dinamismo. L’incanto del suo concerto sta per nascere.
EVENTI
Taormina
Film Fest
La kermesse siciliana
ricca di ospiti
internazionali
di SALVATORE TAORMINA
S
i è aperta con “Man Of Steel-L’uomo d’acciaio” la rassegna internazionale del Festival del Cinema di Taormina. Il regista Zack Snyder
ha riportato per la sesta volta sullo schermo Superman, riscuotendo
subito un grande successo di pubblico e di critica, registrando il “tutto
esaurito”. Mattatore della serata è stato il Premio Oscar Russel Crowe,
giunto a Taormina con il cast del film quasi al completo tra i quali segnaliamo la presenza di Michael Shannon e Henry Cavill (Clark Kent).
La seconda giornata è stata dedicata all’incontro con un altro importante Premio Oscar: Giuseppe Tornatore, che ha tenuto la Taoclass
“Sud e Regia” e ha poi ricevuto al Teatro Antico il prestigioso “Premio
Cariddi”; da segnalare l’intervento in video conferenza di Francesco
Rosi. Appuntamento importante anche per la solidarietà S.A.S.: il
Principe Alberto II di Monaco ha ricevuto il premio “Taormina Humanitarian Award” per l’impegno della sua fondazione verso la difesa della
biodiversità e del bacino Mediterraneo. Madrina d’eccezione della serata è stata la sempre splendida Ornella Muti.
Moltissime le presenze illustri negli incontri che si sono susseguiti: da Nino Frassica a Rocco Papaleo e Giovanni Veronesi, da Franco
Battiato a Enrico Brignano, da Lino Banfi a Alessandro Siani, tanto per
citarne alcuni. Ampio spazio è stato dato al Cinema Italiano; su tutti
il film di Marco Risi: “Cha Cha Cha” con i bravissimi Luca Argentero e
Eva Herzigova.
In alto: Meg Ryan durante la premiazione.
Qui sopra: Mario Sesti, Direttore Editoriale del Festival
e Tiziana Rocca, General Manager.
48
14
Importanti partecipazioni anche nel campo della musica: da Hanggun che ha ricevuto il “Premio Speciale FAO/Taormina” ed ha cantato un
brano in diretta, al “nostro” Roberto Vecchioni, vincitore della 3a edizione del Taormina Media Award “W. Goethe”, il premio internazionale di
EVENTI
giornalismo istituito dal comune di Taormina.
Molte le Miss (di ieri e di oggi) presenti al Festival. Madrine d’eccezione sono state anche le
attrici Giorgia Surina, Margareth Madè e Gloria
Guida, premiate con il “Premio Città di Tao”.
Importante presenza fissa al Festival è stata
quella di Ronn Moss (il Ridge di Beautiful) a
cui è stato consegnato il “Premio La Botte”.
Un festival a tutto tondo, che ha visto la sua
apoteosi con l’arrivo dei divi americani Meg
Ryan e Jeremy Irons, ma che non ha mancato
di strizzare l’occhio alla classica commedia
all’italiana e alle fiction televisive di casa nostra. Inoltre è stata data una grande attenzione alle iniziative legate ai giovani come le Tao
Class per i ragazzi del Campus e l’interessante iniziativa dei Cortometraggi amatoriali realizzati dai ragazzi della Provincia di Messina
in occasione della Manifestazione “Corto Tendenza Festival” del Comune di Barcellona P.G.
che ha visto la vittoria del cortometraggio di
Giorgio Speciale dal titolo “Il tema”, una sicura promessa del cinema italiano.
La serata finale ha visto la presenza del Premio Oscar Marisa Tomei e di Gigi Proietti e
la proiezione del film “The Lone Ranger” con
In alto:
la premiazione
di Marisa Tomei
e Gigi Proietti.
Qui a fianco:
tra le celebrità
presenti al Festival
Jeremy Irons, Russel
Crowe e Ron Moss.
Johnny Depp e Armie Hammer. La 59a edizione del Taormina Film Fest, guidata dal
Direttore Editoriale Mario Sesti e dalla General Manager Tiziana Rocca, si chiude con un
grande successo registrando un aumento di
pubblico e di gradimento da parte della critica
internazionale. Un Festival ben organizzato e
di primissimo livello che mi permetto di consigliare a tutti. Al prossimo anno.
settembre 2013 | Plus Magazine | EVENTI
15
TECNOFUTURO
Italia&Lavoro,
TECNOFUTURO
quale futuro?
Intervista al Segretario Generale dell’OCSE
Miguel Angel Gurría
di PIETRO GENTILE
L
e nuove tecnologie stanno influenzando sempre più la nostra vita, in molti casi semplificandola. Il rovescio della medaglia sta nel fatto che la nostra
Nazione non ha investito massicciamente negli ultimi vent’anni nello sviluppo tecnologico. Ad esempio, ci troviamo ad essere grandi utilizzatori di
SmartPhones, Tablet, Notebook, ma non produciamo tali strumenti e molto
spesso nemmeno i software che li gestiscono. Nonostante tutti i passi avanti
fatti, siamo una delle nazioni OCSE più arretrate nell’utilizzo di Internet. Anche la
diffusione della Banda Larga è cresciuta al rallentatore negli ultimi anni rispetto alle
altre nazioni sviluppate ma anche rispetto a quelle in via di sviluppo.
L’Italia è quindi sempre più un utilizzatore passivo delle nuove tecnologie prodotte
e controllate dai paesi asiatici in particolar modo Corea e Cina. È questo un “treno”
che l’Italia potrebbe aver perso.
Nel maggio 2013 l’OCSE, l’Organizzazione mondiale per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, ha pubblicato il Rapporto sull’andamento dell’economia in Italia.
Nel dossier si legge che “l’Italia ha avviato un ambizioso programma di riforme volto a
ripristinare la sostenibilità delle finanze pubbliche e migliorare la crescita a lungo termine.
Assieme alle misure intraprese a livello dell’area dell’euro, questi auspicati interventi hanno ridotto i rischi di rallentamento
economico e potrebbero aiutare l’Italia a uscire dalla recessione
già nel corso del 2013”.
Unitamente al Rapporto, l’OCSE aveva indicato alcune
raccomandazioni di carattere fiscale e finanziario: “I risultati ottenuti grazie alle recenti riforme strutturali devono essere
consolidati attraverso l’implementazione di ulteriori misure
volte a promuovere la crescita e migliorare la competitività. L’obiettivo è che il paese intraprenda nel più breve tempo possibile
la strada di una crescita sana”.
Parlando del settore bancario, secondo l’OCSE, sebbene il
sistema in Italia “si sia dimostrato complessivamente solido, diversi istituti di credito hanno incontrato gravi difficoltà. Il settore
finanziario rimane esposto a rischi sistemici, occorre incoraggiare
le banche ad aumentare gli accantonamenti per perdite e continuare a incitarle a soddisfare le loro esigenze di capitale”.
settembre 2013 | Plus Magazine | TECNOFUTURO
17
TECNOFUTURO
Nonostante la parola “crescita” sia citata più volte nel Rapporto e nelle
Raccomandazioni, sembra essere ancora il “rigore” la “parola d’ordine”
dell’OCSE per quanto riguarda l’Italia.
La crescita in Italia si è fermata e purtroppo tale fenomeno ha accentuato il formarsi di sacche di diseguaglianza che minano nel profondo
la coesione sociale in una nazione che negli anni passati era riuscita a
trovare uno stabile equilibrio, anche grazie alle famiglie ed alle comunità locali.
Nel corso del Festival dell’Economia di Trento, il Segretario Generale
OCSE Miguel Angel Gurría ha tenuto una conferenza dedicata alle “Diseguaglianze nel mondo ed all’interno delle nazioni”.
Per capire il fenomeno della diseguaglianza è necessario partire dai
numeri. Oggi il reddito medio dei paesi OCSE è 9 volte più alto rispetto
a quello dei paesi poveri, con un divario del 30% rispetto ad una generazione fa. “Quest’anno l’OCSE – ha dichiarato Gurría – si confronta attorno al tema: «It’s all about people: Jobs, Equality and Trust». Nella sola area
dell’euro, il tasso di disoccupazione ha raggiunto un livello record del 12%.
I giovani sono i più colpiti da questo fenomeno. In Italia la disoccupazione
è arrivata al 12,5%, quella giovanile è al 38%. Nell’agenda dei governi deve
rientrare quindi come priorità la promozione dell’orientamento professionale
e di un’adeguata transizione dalla scuola al lavoro, così come la riqualificazione del lavoro”.
Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare, su tali argomenti, nel
corso dell’edizione 2013 del Festival dell’Economia di Trento, il Segretario Generale dell’OCSE Miguel Angel Gurrìa.
Lo sviluppo di nuove tecnologie si sta spostando verso altri lidi al di
fuori dell’Europa. Cosa può succedere se la ricchezza creata dal settore
tecnologico continuerà a crescere a ritmi così elevati distribuendo tale
benessere ai pochi occupati nel settore al di fuori del nostro continente?
Crede che l’Italia abbia definitivamente “perso il treno” dell’innovazione?
Perché pensa che vi debba essere la fine della storia domani? Non
è che domani mattina dobbiamo tutti comprare o investire in nuove
tecnologie perché dopodomani ci sarà la fine del mondo!! No, non concordo con l’affermazione secondo la quale l’Italia abbia perso il treno
dell’innovazione.
Nel settore delle nuove tecnologie non è
mai troppo tardi. Tutti gli investimenti fatti
nelle nuove tecnologie fra due anni saranno
obsoleti. Vi sono settori in cui chi ha investito
più tardi ha perfino avuto vantaggi competitivi
in quanto si è potuto avvalere dell’ultimo ritrovato disponibile sul mercato.
Può darsi che l’Italia sia in ritardo considerando il dato aggregato, ma non bisogna
dimenticare che la struttura dell’economia
italiana è costituita da piccole e medie imprese. L’Italia è il paese in cui le piccole e medie
imprese hanno trovato il modo di integrarsi
al meglio anche grazie alle nuove tecnologie.
Normalmente quando si parla di piccole o medie imprese lo stereotipo è quello di aziende
con basso livello tecnologico, processi arretrati,
mancanza di connessione con i mercati esteri.
In Italia invece le piccole e medie imprese che
fanno parte dei cosiddetti Distretti Industriali
riescono ad integrarsi grazie alle nuove tecnologie all’interno di quella che oggi viene definita la “Global Value Chain” la Catena Globale
di Valore.
Ovviamente queste aziende non potranno
competere con l’Asia o il Messico sul lato del
costo del lavoro, ma sicuramente potranno
competere ad alto livello sulla conoscenza, sulla creatività e sul design. Per un Paese come
l’Italia la tecnologia può rendere possibile anche l’esportazione della “cultura” di cui voi siete estremamente forti, avendo inoltre un mercato di riferimento sempre più grande.
Prenda ad esempio la Spagna. La Spagna sta
già avendo un surplus commerciale nonostante la crisi e non esporta solamente “Jamón”!!
La Spagna esporta già oggi tecnologia, talenti, conoscenza. Sfortunatamente stanno
anche esportando “persone”, spesso i migliori,
così come sta avvenendo per la Grecia, l’Italia,
il Portogallo e da qualche tempo anche per
l’Irlanda che fino a qualche anno fa “importava” talenti ed oggi li esporta a causa della crisi
economica. Ma il messaggio di base è che queste nazioni, compresa l’Italia, inevitabilmente
devono spostare la propria economia verso i
servizi, le nuove tecnologie, l’Economia della
Conoscenza, integrando tali servizi nel mix di
esportazione.
Riguardo al settore bancario, non crede che a
forza di rafforzare il capitale la stretta del credito possa essere eccessiva per i paesi in crisi come
Spagna e Italia che hanno un sistema bancario
con grandi players molto solidi?
18
TECNOFUTURO
Non concordo con il fatto che le banche oggi siano
eccessivamente capitalizzate. A mio avviso in questo
momento le banche hanno
la giusta capitalizzazione. Il
problema è che rischiamo
di nuovo di trovarci nella
stessa condizione del 2008
e non possiamo correre questo rischio a livello globale.
Io penso che vi sia stato
un grande progresso nella
consapevolezza da parte dei
Top Manager Bancari, dei
regolatori, dei leader politici che le banche sono così
importanti, troppo importanti per essere lasciate solo
nelle mani dei regolatori o
addirittura solo dei banchieri.
Gli Stati Uniti sono stati i primi a trovarsi nelle condizioni di crisi nel 2008, la crisi
finanziaria è stata immediata, così come rapida è stata la soluzione che gli USA hanno
trovato.
Poi la crisi, il “virus”, ha attraversato l’Atlantico ed ha colpito gli UK e gli europei hanno detto «è un problema Anglosassone!». Ma i
“virus” non hanno “passaporto”, non sono soggetti a Schengen e così il problema è arrivato
in Europa.
L’Europa non ha generato il problema, inizialmente la crisi non è stata violenta, ma tale
è diventata perché gli europei si sono mossi lentamente nel ricapitalizzare le proprie
banche. È inevitabile che le banche abbiano
iniziato a prestare meno soldi, perché questa
crisi è la peggiore della nostra vita, parlo della
mia e della sua vita perché noi “non eravamo
presenti nel 1929” per cui per noi questa è la
peggiore crisi finanziaria della storia.
Noi non siamo ancora usciti dalla crisi e le
banche non sono ancora al sicuro. Non stiamo vivendo “tempi normali”. Dobbiamo prima normalizzare il sistema. Le banche hanno
il “dovere di sopravvivere” e dopo la sopravvivenza hanno il compito di prestare denaro ed
intermediare i risparmi. Questo non sta ancora accadendo in Europa ed in particolare in
certe nazioni tra cui Spagna ed Italia.
Come si torna alla normalità? Lo si fa solo
dopo aver passato, non solo ai raggi x, ma addirittura effettuando una “risonanza magnetica” che ripulisca in modo preciso e specifico
i bilanci di ogni singola banca. È una questione di tempo ma anche di
convinzione. Se si continua a guardare i risultati dei singoli trimestri
come in passato non si andrà molto lontano.
Miguel Angel Gurrìa (1950)
è un Economista e Diplomatico
Messicano, Segretario Generale
dell’OCSE dal 1 ° giugno 2006.
Gurrìa si è laureato in Economia presso l’Università Nazionale Autonoma del Messico
(UNAM) e ha intrapreso studi
post-laurea presso l’Università
di Leeds, nel Regno Unito e presso l’Università di Harvard, negli Stati Uniti.
È stato Ministro messicano degli Affari Esteri (1994-1997) e Ministro delle Finanze (1998-2000).
Gurrìa è stato Presidente e Amministratore Delegato della Banca
Nazionale di sviluppo del Messico (NAFIN) e Presidente e Amministratore Delegato della Banca Commercio Estero (Bancomext).
Ha lavorato, dal 2010, in qualità di Commissario per la Commissione a Banda Larga per lo sviluppo digitale per l’utilizzo di tecnologie a banda larga come un fattore chiave per lo sviluppo sociale
ed economico.
Il 30 settembre 2010 è stato riconfermato dall’OCSE per un secondo mandato di cinque anni dopo il suo primo periodo terminato
il 1 ° giugno 2011.
settembre 2013 | Plus Magazine | TECNOFUTURO
19
EVENTI
ROMA
EUROPA
FESTIVAL
2013
di BENEDETTA BREVEGLIERI
The Art Reacts. Testualmente “l’arte reagisce”. Ecco lo slogan dello straordinario appuntamento autunnale con l’arte e la musica
del Roma Europa Festival 2013, in scena sui palcoscenici capitolini dal
25 settembre al 24 novembre 2013. Alla sua 28a edizione, il Festival
quest’anno registra addirittura 41 performance con oltre 60 artisti del
grande palcoscenico internazionale. Dodici i teatri di Roma che ospitano il mondo dell’arte, della prosa, della danza e della musica.
Una missione contemporanea messa in scena da una rete istituzionale consolidatissima: il Ministero dei Beni Culturali, l’Università La
Sapienza, l’Accademia di Santa Cecilia, il Comune di Roma, La Provincia, la Regione, Telecom Italia e i teatri romani più celebri - il Vascello,
l’Eliseo, l’avanguardista Palladium - danno vita alla testimonianza più
avvincente dell’arte e della cultura contemporanea in Europa.
Un programma vastissimo quello di quest’anno: Emanuel Gat,
Thomas Ostermeier, Antonio Latella, Sasha Walz, Jan Fabre e Carlo
Boccadoro per citare la generazione più “beat” di questo nostro secolo.
20
EVENTI
Artisti non più giovanissimi e che da quasi mezzo secolo tentano
ininterrottamente di dare voce al cambiamento artistico di una cultura
che implode perché non ha più risorse. E poi artisti più giovani come
Alessandro Sciarroni, Tabea Martin, Simona Bertozzi, Nicola Galli, Claudia Catarzi e Anna Basti che aprono l’edizione 2013 di DNA (Danza
Nazionale Autoriale).
Una misticanza artistica che potrebbe quasi, in un primo momento,
condurre lo spettatore nel caos mentale. Non è così.
È una linea lunga, nemmeno troppo sottile, che abbraccia danza, prosa, musica, arti visive e digitali e racconta come l’arte reagisca e combatta, sebbene di denaro non ne venga più investito a sufficienza, sebbene
il mondo cambi faccia così velocemente. “Occorre forse accettare che nulla
cambi affinché tutto cambi?” ha dichiarato Monique Veaute, Presidente
della Fondazione Roma Europa Festival alla presentazione del programma autunnale. “Oppure, auspicare che finalmente tutto si muova e che la
cultura, che è il nostro lavoro, venga finalmente considerata come il motore
della conoscenza, del rispetto dei valori, di un dibattito che apre nuove prospettive di crescita? È possibile questo o stiamo rincorrendo un’utopia? Roma
Europa è in presa diretta col mondo e con i suoi creatori, al centro di un dibattito continuo con le realtà culturali che ci circondano e con cui lavoriamo:
dall’Asia all’Africa, dall’Europa agli Stati-Uniti”.
Il Festival si apre con The Goldlandbergs, poema sonoro di Emanuel
Gat, dedicato alla natura delle relazioni, e continua con la musica di
Thomas Ostermeier, che porta sul palcoscenico il capolavoro di Henrik
Ibsen, Hedda Gabler, un ritratto di donna crudele nella perenne ricerca
di un’indipendenza che non riesce ad ottenere. Con Yasmeen Godder,
invece, e il suo See her Change, la donna diventa una creatura fluida, in
trasformazione perpetua, simbolo della nostra condizione sociale.
Sasha Walz ci raccoglie tutti in una dimensione primitiva che alla
musica sinfonica di Edgar Varèse, Arcana, si accompagna quella percussiva di Iannis Xenakis, Rebond B, e quella di Claude Vivier.
Riprende la fragilità della vita umana Alessandro Sciarroni in
Untitled – I will be there when you die, che sostituisce la scontata visione
di un artista che vagabonda, con la delicatezza di un artista che danza.
Il nostro Antonio Latella, per contro, ci costringe anch’esso ad una
riflessione dolorosa attraverso il libro Le Benevole di J. Littell, per indagare il sentimento nazista di menzogna e morte che ha giustificato l’olocausto assieme agli attori e musicisti della Schauspielhaus Wien. Di un
approccio estetico diverso i Muta Imago, che indagano un’altra crisi,
quella del mondo arabo, e in particolare quella delle speranze e delusioni nate e morte attorno a Piazza Tahrir nel centro del Cairo.
Di potere e violenza si occupa anche la leggendaria creazione di Jan
Fabre, The Power of Theatrical Madness, dove il teatro si trasforma in
una crudele creatura che abolisce il palcoscenico come è da tradizione
concepito. Tuttavia, la storia cruda fa poi posto all’amore profano dei
miti di Tristano e Isotta rivisitate nell’opera mutimediale di Santasangre
e nel colore del folclore amerindo, con le leggende d’amore peruviane.
Con Tebea Martin e il suo Duet for two dancers, invece, siamo di fronte
alla società e al comportamento umano nella quotidianità lavorativa. Al
centro l’ansia delle aspettative, i canoni imposti dal proprio ambito professionale, il timore di scelte sbagliate, il tutto condito con una raffinata
ironia e un senso tutto sommato ottimistico.
E poi la famosa e attesissima compagnia La
Sociètas Raffaello Sanzio con Romeo Castellucci che presentano The Four Season Restaurant,
simbolo del rifiuto dell’artista, della negazione
dell’immagine e di una sorta di contratto sociale che porta irrimediabilmente alla solitudine.
I temi ambientali e gli effetti dei cambiamenti climatici sono ripresi da una poetica della testimonianza, con video dal Vietman e dalla
Cina e diventano i protagonisti di Sfumato, del
coreografo Rachid Ouramdane, che racconta
la fragilità delle persone comuni attraverso la
musica di Jean-Baptiste Julien.
settembre 2013 | Plus Magazine | EVENTI
21
EVENTI
plicità. Lo fanno attraverso forme ed estetiche molto diverse, quasi che la
molteplicità sia l’unica cifra unificante di quel momento confuso e quasi
imprendibile che cerchiamo di definire contemporaneità. Sono artisti che
continuano spesso a elaborare temi, traumi, innovazioni e rotture che hanno caratterizzato il Novecento, come a dire che per pensare il presente non
si può prescindere dal secolo breve, anche nella creazione artistica. In questa
necessità di essere saldamente qui e ora, il nostro pensiero non sfugge alla
necessità di immaginare il futuro”.
La sperimentazione regge l’intera struttura di Roma Europa Festival. L’intenzione principale non è la solita denuncia trita e ritrita. La
diversità culturale, che vive nelle espressioni artistiche di una sessantina di individui, ha lo scopo di farci immergere in una dimensione
che per quanto difficile e spesso incomprensibile possa sembrare, vuole solo farci riflettere su come noi tutti, insieme all’arte e al mondo,
stiamo cambiando. Una riflessione sull’involuzione (vedi Latella con
la guerra nazista o la più recente guerra civile in Mozambico ricordata
in quest’occasione da Panaibra Canda) ma anche una testimonianza
più aperta e fiduciosa verso una collettività di forme artistiche che convivono grazie all’amore e alla volontà di aprire sempre di più le frontiere dell’arte alla quotidianità più semplice ed ordinaria. Non essere
più staccati e spettatori tout court. Essere noi, dentro di lei: e quindi la
danza dentro il teatro, il teatro nella musica, la musica nelle arti visive.
Abbiamo in fondo permesso a forme di comunicazioni diverse dalla
scrittura di impadronirsi delle nostre abitudini, dovremmo volere che
anche l’arte diventasse, in qualche misura e a nostra misura, ovviamente, una beata abitudine.
“Grazie a Roma Europa – dice Paolo Damiani, conosciuto pittore romano e fedele fruitore di Roma Europa Festival da vent’anni – siamo
testimoni, a 360 gradi, di tutto quello che accade nel mondo dell’arte. E lo
siamo nell’attimo esatto in cui si fa spettacolo. Diventiamo spettatori di arti
visive, ma poi di musica nel teatro e della performance teatrale nella musica.
La complessità dell’arte è riconosciuta in quanto tale, senza una distinzione
netta fra espressioni specifiche. E quindi sei spettatore di un balletto, ma lo
sei pure di un’istallazione e di un opera musicale. Guardi uno spettacolo di
prosa, ma sei accolto in una dimensione di arti visive contemporanee. Nulla
è distinto. Ed è a mio parere un messaggio molto forte e preciso di quello che
ci sta accadendo”.
Anche When we were Old di Emmanuel Jouthe
e Chiara Frigo parla di ambiente: una foresta
pluviale trasformata in città e una vecchia stazione di benzina in un parco. Cicli compositi
di costruzione e disfacimento, con vecchio e
nuovo che si ritrovano.
“Gli artisti che abbiamo invitato – spiega Fabrizio Grifasi, Direttore di Roma Europa – ci
offrono il loro sguardo sull’uomo del nostro tempo,
le sue contraddizioni, le sue ansie, la sua molte-
22
E infatti, accanto alle opere degli artisti, il pubblico può interagire
proprio per dare senso a quella linea “non troppo sottile” che ci accompagna dalla vecchia tradizione artistica a quella di oggi, e alcuni spettacoli potranno essere visti in diretta streaming. Quest’anno, come novità
assoluta, sarà disponibile una nuova applicazione dedicata alle attività
del Festival, con dei codici da utilizzare nelle pagine del programma
per scaricare gratuitamente i contenuti multimediali connessi a ogni
spettacolo, così come gli speciali di Sky Arte HD e la documentazione
di ogni evento che sarà disponibile sulla web TV di Roma Europa.
Il Festival è un po’ tutto questo. L’arte che reagisce, ma che include.
L’arte europea che ci abbraccia, ma che protesta. Monique Veaute spera
che con la rassegna il confine tra arte, danza, design, fotografia e teatro
venga superato. Sicuramente Roma Europa ci è vicina, quanto meno
come provocazione e risposta ad una società che non ha forse più molto chiaro in cosa investire e come recuperare quella risorsa, profonda e
prima, rappresentata proprio dal nostro patrimonio artistico.
MODA
Nuova stagione e nuovo gioco di parole per raccontare lo stile che i couturier
hanno studiato per lei e per lui. Outfit e accessori non sono semplici anti freddo, ma vere opere
d’arte che descrivono la storia e la personalità di chi li indossa e di chi li ha creati. La parola
d’ordine è eleganza che va oltre la sua etimologia e diventa ricerca, studio e approfondimento.
Perché essere chic – anzi, chiccosissimamente raffinati – non passa mai di moda.
>>> BARBARA ODETTO
(foto Archivio Stilisti)
MODA
MONCLER
A QUALCUNO PIACE CALDO
Cos’hanno in comune il trench, la giacca vis-à-vis e il chiodo nell’universo Moncler? Semplice,
sono i nuovi must di questo brand che prosegue la tendenza iniziata da qualche stagione
volta a reinterpretare il duvet in maniera totalmente nuova. Pur mantenendo fede ai requisiti
tecnici che da sempre la caratterizzano, la griffe crea soluzioni estetiche alternative con un
twist in più. La rivisitazione non si limita solo all’utilizzo della piuma, ma passa per l’estetica
e stravolge il concetto di anti freddo. Linee e tagli importanti sono definiti da dettagli couture
che enfatizzano la silhouette. Tinte chiare come lo champagne, il tortora e il grigio mélange
si alternano ai toni del cammello, mentre accenti di giallo e di bianco si uniscono al noir. Le
proposte si arricchiscono infine di tonalità nuove come il burgundy, il verde e il ruggine; le fantasie sono invece illuminate dal lurex e le stampe a fiori oppure marmorizzate tono su tono.
Indossare Moncler, dunque, non significa solo essere protette dalle temperature più rigide, ma
vivere uno stile perfetto sulla neve e ideale in città.
>>> www.moncler.com
PASO DOBLE
BRUNO MAGLI
Classico e contemporaneo al tempo stesso: è questo l’uomo Bruno
Magli che per i mesi più freddi opta per i tradizionali mocassini college con frange e nappine rivisitati però con materiali nuovi come la crosta, il camoscio slavato e il ponyskin
stampa animalier. Davvero interessante è l’accostamento
di colori intensi e profondi come il nero, il
dark bordeaux, il blu navy e il verde bottiglia
per il mocassino con mascherina, proposto in
vitello abrasivato in versione bicolor. Accanto all’intramontabile
stringata fa capolino l’anfibio in vitello con inserti in “cervo tridimensionale” nelle sfumature
del verde e del plum, per un lui che osa con disinvoltura. Chi opta per il lusso estremo sceglie invece i mocassini in coccodrillo proposti nei classici colori del nero e del
blu, ma anche nei toni più caldi del cuoio e del bordeaux. Per la donna
le calzature e gli accessori firmati Bruno Magli sono in coccodrillo e
si colorano nei vivaci toni del rosa, del verde brillante e del lilla. Gli
stivali cavaliere e i mocassini realizzati con lavorazioni artigianali
in pellami pregiati sono invece abbinati alla nuova messenger
bag. La nuance più cool è l’acquamarine proposta anche nella
versione bicolor con il brown. Un must have al quale non si può
certo rinunciare
>>> www.brunomagli.it
settembre 2013 | Plus Magazine | MODA
25
MODA
BRIT STYLE
Antonio Marras, poliedrico e mai banale, si ispira ad una lei di altri tempi che
ama l’arte, la letteratura, i viaggi, la
città, ma anche la campagna e il giardinaggio. Una lady dagli accenti british
che mixa elementi del passato con capi
attuali, senza dimenticare stile e personalità. La collezione autunno-inverno
sceglie una mescolanza di materiali, forme e fantasie in cui preziosi jacquard si
uniscono alla tappezzeria in velluto devorè e a ruvidi tweed maschili, a gessati
e galles mélange. Naturalmente non mancano l’organza di seta e il raso di
cotone pesante. I colori sono decisi: grigi e marroni illuminati da improvvisi
lampi di luce che variano dai gialli ai fucsia, dai bianchi intensi ai rossi accesi.
Splendide le giacche vintage in tweed, arricchite da ricami che sembrano “rubati” ai campi della campagna inglese, così come le coperte militari che diventano grandi pastrani. Non mancano infine intarsi di tessuti a rose ed elementi
floreali, pizzo macramé e perle. Un’unione solo in apparenza discordante che
offre affascinanti dicotomie che esaltano la femminilità in maniera nuova.
>>> www.antoniomarras.it
26
MODA
BORBONESE
THE AVIATOR
La donna icona di Borbonese per questa seconda parte dell’anno è
Amelia Earhart, pioniera del volo in solitaria, la prima lady a trasvolare
sull’Atlantico dopo Lindbergh e la prima persona ad attraversare il Pacifico, nel 1932. Per il suo carattere indipendente e contemporaneo Lady
Lindy è la testimonial perfetta di queste bags concepite intorno all’idea
del viaggio. L’estetica delle divise da aviatore è stata tradotta con il segno
della “V” o chevron, che ricorre nella costruzione delle borse, nella loro
forma, nei dettagli a punta delle maniglie, nello schema compositivo
delle lavorazioni patchwork e dei ricami che riconducono al volo, questa
volta della farfalla, già codice di Borbonese dagli anni ’80 quando la
maison tradusse gli splendidi disegni di Giacomo Balla. Tornando ad
oggi, i materiali sono morbidi e sensuali come da tradizione del brand,
mentre le nuances giocano con il grigio perla, il blush, il lampone e si fanno complici del guardaroba femminile con gli immancabili cuoio e nero.
ANTONIO MARRAS
>>> www.borbonese.com
settembre 2013 | Plus Magazine | MODA
27
MODA
MOONLIGHT
Tenebra e luce, seduzione e introspezione, colore e femminilità: questi
elementi compongono la collezione fall-winter 2013 di Luisa Beccaria
in un sottile gioco di contrasti, in bilico tra simbolismo e sensualità.
La donna alla quale si ispira è iper femminile e sensibile, ama le
forme morbide e scivolate, i pizzi macramè di lana e tulle ricamati in
ciniglia. Per il giorno vuole praticità e sceglie cappotti nove decimi in
tweed, tailleur e gonne alla caviglia, maxi cardigan e tubini affusolati
in tulle stretch e ancora ampie gonne plissé con stampe arabesque
e pois di ispirazione decò. Per la sera predilige invece la sinuosità e
indossa abiti accesi da bagliori d’oro e pizzi metallizzati. La palette
cromatica ha toni quasi lunari che spaziano dal panna al bianco con
tonalità del blu notte, del bluette, del turchese, del verde emerald,
dell’acid green sino ad arrivare al gold. Colori sussurrati che fanno
sognare sotto le stelle dei cieli invernali.
>>> www.luisabeccaria.it
LUISA BECCARIA
28
MODA
A SERIOUS MAN
Il guardaroba Cantarelli ha uno stile che si riconosce
dai tagli dei capi, dalla ricerca dei tessuti e dalla cura
dei particolari sartoriali. Tutto è rigorosamente Made
in Italy ed è studiato per un uomo che sa ciò che vuole. Gli abiti sono realizzati con le disegnature tipiche
del brand – madras, tartan, overcheck – mentre i colori spaziano dalle tonalità della carta da zucchero al
blu polveroso passando per i marroni caldi ed eleganti,
il glacé, i bruciati, i nocciola e i beige freddi; non mancano poi il sabbia tendente al grigio con decorazioni che
vanno dal ruggine al terra di Siena e all’ocra e ancora
punti di verde e di rosso. Accanto ad una linea con una
vestibilità più slim sia nelle giacche e nei cappotti sia
negli abiti, il brand propone anche una gamma destrutturata e easy chic. Perché Cantarelli veste l’uomo con
eleganza in ogni momento della giornata.
CANTARELLI
>>> www.cantarelli.it
settembre 2013 | Plus Magazine | MODA
29
MEDICINA E SALUTE
di Barbara Odetto (foto A. Lercara)
Prevenzione in rosa
Da IRM check up dedicati all’universo femminile
Lo stile di vita, è risaputo, incide in maniera significativa sulla salute
e sul benessere delle persone; nel caso
dell’universo femminile, poi, ai fattori
connessi allo stile di vita se ne aggiunge
un altro legato alla sfera sessuale: l’ingresso nello stato di menopausa, infatti,
può determinare l’insorgere di una serie
di patologie e problematiche più o meno
invasive – carcinoma al seno e all’utero,
osteoporosi – che tuttavia, se indagate
nel corso degli anni attraverso programmi di prevenzione mirati, possono essere bloccate ai primi segni di insorgenza
o comunque curate.
Senza creare allarmismi ingiustificati, è bene sapere che il tumore al seno
colpisce una donna su dieci. Non solo:
ogni anno nel nostro paese vengono
diagnosticati trentasettemila nuovi casi,
molti dei quali però sono risolti con successo. La mortalità per questa patologia,
fortunatamente, è diminuita in maniera
sensibile sia grazie ai costanti progressi
della ricerca medica sia perché sempre
più donne si sottopongono a screening
periodici. Spesso infatti la palpazione
del seno fatta in autonomia non basta a
diagnosticare la patologia e si rendono
necessari esami specifici quali la mammografia e l’ecografia mammaria.
30
La prevenzione è davvero un alleato
prezioso: per questa ragione il centro
IRM (Indagini Ricerche Mediche) di Pianezza propone un interessante percorso
senologico integrato, studiato in funzione dell’età. Al di sotto dei 40 anni è bene
effettuare una visita senologica – che consiste nell’anamnesi, nell’ispezione e nella
palpazione – associata ad una ecografia
mammaria; al di sopra dei 40 anni invece
è utile integrare il percorso di screening
con la mammografia, da effettuarsi una
volta all’anno. Entrambi gli esami diagnostici non sono né invasivi né dolorosi e,
soprattutto, sono altamente specifici.
Parallelamente è stato sviluppato un
mini check-up ginecologico che prevede, oltre agli esami ematochimici, il PAP
TEST, la visita ginecologica ed il controllo senologico. Lo screening senologico
e quello ginecologico possono essere
abbinati tra di loro ed, eventualmente,
adeguati alle esigenze specifiche delle pazienti ed al loro quadro diagnostico.
Presso IRM è attivo anche un ambulatorio di osteoporosi, altro argomento
delicato e fondamentale per l’universo
rosa dal momento che il suo insorgere è
spesso legato alla menopausa. In questa
fase della vita della donna si ha infatti una
riduzione nella formazione degli estrogeni, che svolgono un’azione protettiva nei
confronti del tessuto osseo. La patologia
è piuttosto diffusa e interessa il 25% delle
donne con età superiore ai 40 anni, il 33%
delle signore sopra i 60 anni e il 66% di
quelle oltre gli 80 anni. Classificata come
malattia sistemica dello scheletro, l’osteoporosi causa una progressiva riduzione
della massa ossea e un deterioramento
della microarchitettura del tessuto osseo,
che diventa quindi più fragile e facilmente soggetto alle fratture. Particolarmente
a rischio in tal senso sono le anche, la colonna vertebrale e il polso.
Nel centro IRM è possibile effettuare un percorso di prevenzione specifico
composto di due fasi: la prima prevede
la visita specialistica di valutazione dell’osteoporosi e la densitometria ossea,
fondamentali per individuare la presen-
za della patologia e l’eventuale grado di
avanzamento; la seconda fase, consigliata soltanto alle pazienti con un marcato
sviluppo della patologia, prevede un pacchetto di esami ematochimici altamente
specifici, tra cui CTX, vitamina D, fosfatasi alcalina ossea.
Sulla base dei risultati ad ogni donna
viene consigliato un percorso specifico
da seguire che consiste sia nella cura attraverso medicinali mirati, sia nella pratica di attività fisica e nell’individuazione di
un adeguato regime alimentare.
Centro IRM Indagini Ricerche Mediche
Via Torino 19 – Pianezza (To)
Tel. 011 9662585
www.ricerchemediche.it
[email protected]
ES - Essersani
Corso Regina Margherita 304 – Torino
Tel. 011 7499617
www.essersani.it
[email protected]
Convenzione associati FABI Plus:
•priorità di accesso ai programmi di
prevenzione;
•20% di sconto su visite specialistiche
private;
•10% di sconto su esami diagnostici
privati.
MEDICINA E SALUTE
di Emanuela Truzzi (foto A. Lercara)
Il Dr. Claudio Panico
è Primario di due reparti all’Ospedale
Oftalmico di Torino: Traumatologia Oculare
e Oculistica Generale.
La Traumatologia oculare è una disciplina
altamente specialistica di cui esistono solo due
Reparti in Italia, a Torino e a Napoli.
Nuove tecnologie nella chirurgia refrattiva:
FEMTOLASIK
Dr. Panico, racconti ai nostri lettori la
sua storia professionale.
Professionalmente sono nato nel reparto di traumatologia dell’Oftalmico
di Torino e sono sempre rimasto interno da oltre trent’anni. Qui affrontiamo
tutta la chirurgia oculare, dal trapianto
della cornea alla cataratta, dalla correzione dei difetti di refrazione, fino
alla chirurgia della retina con i corpi
estranei, i distacchi di retina, la rottura
del bulbo. Sono titolare di un corso di
32
Pronto Soccorso e Chirurgia Traumatologica presso la Scuola di Specialità in
Oftalmologia dell’Università di Medicina di Torino.
Con il passare degli anni, oltre a continuare il nostro aggiornamento internazionale, ho iniziato ad essere invitato come chirurgo a corsi e congressi
di chirurgia in diretta. Ad esempio al
congresso inglese svoltosi a Windsor e
trasmesso via satellite a una platea di
400 oculisti riuniti a più di 300 miglia
di distanza. In quell’occasione eseguii
due interventi di microchirurgia della cataratta praticata attraverso due
piccolissimi fori, tecnica che nel 2004
era poco diffusa in Gran Bretagna. Più
recente è stato l’invito ad eseguire in
diretta una chirurgia combinata, cioè
un intervento di cataratta associato
ad una chirurgia della retina con una
tecnica mininvasiva a piccolo taglio al
congresso internazionale SOI svoltosi a
Milano, nel maggio 2012.
Ultimamente abbiamo operato i tre
ragazzi della Val di Susa a cui è scoppiata una bomba a mano alcuni mesi
fa. Li abbiamo soccorsi una domenica,
aprendo due sale operatorie contemporaneamente e operando dalle sette
del mattino alle cinque del pomeriggio.
Il ragazzo più grave ha perso anche
una mano e dopo 4-5 ore di intervento chirurgico di ricostruzione del bulbo
oculare ci siamo dovuti arrendere e abbiamo dovuto asportarlo. L’altro occhio
percepiva ancora la luce, quindi abbiamo effettuato il trapianto della cornea,
ricostruito il bulbo, asportato la cataratta, riaccollato il distacco di retina e
fermato l’emorragia. I 2 ragazzi più colpiti sono stati rioperati tutti e due per
tre volte nel giro di un mese e mezzo
e adesso hanno un residuo di capacità
visiva e confidiamo che possano recuperare ancora. Il terzo ragazzo ha subito un solo intervento ed ha un’ottima
MEDICINA E SALUTE
visione in entrambi gli occhi. Arrivano
spesso casi molto gravi in quanto gestiamo l’unico pronto soccorso regionale oculare aperto 24 ore al giorno per
365 giorni.
Ci parli delle nuove tecnologie utilizzate per trattare casi meno disperati e
garantire un miglior benessere.
L’oculistica è una delle scienze mediche che ha avuto lo sviluppo più rapido
negli ultimi anni. L’evoluzione tecnologica degli strumenti diagnostici e terapeutici è stata tale da rendere rapidamente obsolete le proprie attrezzature
nell’arco di pochissimi anni.
Abbiamo effettuato investimenti importanti per comprare i nuovi laser con
cui trattare i difetti di refrazione come
la miopia, l’astigmatismo, l’ipermetropia e adesso anche la presbiopia.
Oggi siamo in grado di trattare anche
i pazienti oltre i 40 anni riuscendo a far
portare meno gli occhiali da vicino.
L’ultimo laser è stato acquisito l’anno
scorso e abbiamo maturato un followup di un anno e mezzo. Ogni quattro
anni sostituiamo i nostri laser, alla scadenza del leasing d’acquisto, in modo
da contare sempre sul massimo della
tecnologia. Questo per quanto riguarda la professione privata, mentre il sistema sanitario nazionale in tempi di
spending review non può gestire investimenti così importanti che superano
il milione di euro. Anche se avessimo
accesso a tali risorse sarebbero destinate a risolvere patologie più complesse.
La chirurgia refrattiva si può assimilare
parzialmente alla chirurgia estetica e
quindi non è così indispensabile, anche
se ci sono dei difetti di vista importanti,
per i quali non è soltanto un mero desiderio di migliorare il proprio aspetto
estetico ma una reale necessità. Con un
difetto grave che comporti l’uso di lenti
troppo forti, la visione diventa scarsa
anche con gli occhiali, mentre grazie al
trattamento laser o l’utilizzo delle lenti
a contatto la visione migliora molto.
Quali sono stati i progressi più recenti
in tal senso, Dr. Panico?
Per molti anni abbiamo utilizzato i
laser a eccimeri, mentre ora ci sono
un brand conosciuto al grande pubblico che produce ottiche per cannocchiali, lenti per occhiali, obiettivi fotografici, lenti per telescopi astronomici con
una reputazione elevatissima da oltre
duecento anni e costantemente al top
dell’industria ottica mondiale. Di questi laser a femtosecondi ce ne sono due
in Piemonte ma di questa qualità con
piattaforma Zeiss ce ne sono solo tre
in tutta Italia.
quelli a femtosecondi, come il modello che abbiamo acquisito di recente.
Il femtosecondo è un’unità di misura
di tempo uguale a un miliardesimo di
milionesimo di secondo ed è il tempo
impiegato da un elettrone per passare
da uno stato ad un altro. Utilizzando
impulsi così brevi questo laser può applicare un’energia molto piccola con un
bassissimo effetto termico e provocare
un traumatismo praticamente irrilevante, pur essendo terapeuticamente
molto efficace e molto sicuro. Il nostro
appartiene già alla 4ª generazione. Abbiamo acquisito una piattaforma Zeiss,
il marchio migliore e più innovativo che
opera in questa tecnologia. Si tratta di
Come si svolge questo intervento?
Il paziente non si accorge assolutamente di nulla e anche dopo l’intervento
non prova alcun dolore, il recupero
della vista è pressoché istantaneo. Se i
pazienti vengono operati il venerdì noi
promettiamo di poter andare a lavorare già il lunedì. Con il laser a eccimeri
il primo giorno e la prima notte erano
dolorose, si doveva rimanere al buio
tre o quattro giorni e tenere le lenti a
contatto per cinque, mentre prima di
poter stare al computer per tutta una
giornata lavorativa dovevano passarne
quindici; con il femtolaser il recupero è
immediato. Gli interventi vengono effettuati presso la Clinica Fornaca dove
abbiamo una sala operatoria dedicata
che utilizziamo in esclusiva e i laser
sono di nostra proprietà, non della clinica. Avevamo bisogno di poter contare
su un ambiente sterile che non venisse
utilizzato da nessun altro.
settembre 2013 | Plus Magazine | MEDICINA E SALUTE
33
MEDICINA E SALUTE
sivo matura fino ai 18 anni e bisogna
considerare che esiste un intervallo di
variabilità individuale per cui per avere
la garanzia della massima stabilità del
risultato è consigliabile attendere fino
ai 22/23 anni. La nostra esperienza ventennale ci conferma che il difetto che
andremo a correggere non peggiorerà
più, a meno che sia in atto una malattia
miopica evolutiva, destinata a peggiorare durante tutto il corso della vita. In
questi casi bisogna chiarire bene al paziente che si resetta la miopia e dopo
due o tre anni ci sarà un nuovo peggioramento. Se i criteri di selezione sono
corretti i casi di un nuovo intervento
sono rarissimi. Il mio consiglio è quello
di farsi regalare l’intervento per la laurea. È un bel regalo!
Oggi siamo in grado di correggere tutti i quattro tipi di difetti di refrazione,
intervenendo su miopia, astigmatismo,
ipermetropia e presbiopia.
Dr. Panico, ci sono dei limiti di età da
rispettare per effettuare l’intervento?
Noi consigliamo di attendere i 22/23
anni e interveniamo solo a quell’età.
Prima operiamo soltanto coloro che
devono effettuare un concorso che richieda il massimo della capacità visiva
come per entrare nei carabinieri o in
alcuni reparti specializzati dell’esercito o per gli allievi piloti. Il sistema vi-
Quali sono gli esami da affrontare
prima di sottoporsi a questo intervento?
Individuare un difetto di vista che sia
compatibile con quello trattabile con il
laser e quindi non estremo. I casi più
complessi si possono correggere meglio con la chirurgia o con delle lenti
intraoculari. Inoltre il difetto non deve
essere progressivo. Si misura lo spessore della cornea con la pachimetria e
si esegue una topografia corneale per
rilevare irregolarità della superficie corneale. Se la cornea è regolare il laser
effettua un ottimo lavoro altrimenti,
come nel caso del cheratocono che
rappresenta un criterio di esclusione
assoluta, preferiamo non intervenire.
Il criterio ispiratore di questa chirurgia
è di essere una tecnica a complicanze
tendenti a zero. Tutti quei casi che possono comportare un minimo rischio li
escludiamo.
Per quanto riguarda la cataratta, intervenite sempre con il femtolaser?
Stiamo valutando di utilizzarlo ma la
nostra tecnica tradizionale ad ultrasuoni è eccellente, non necessita di anestesia, si pratica una fessura di 1,8 mm
nella cornea attraverso cui viene infilata
una lente pieghevole, arrotolata come
una foglia di sigaro e il paziente va a
casa con le sue gambe, senza bendaggi
e dopo 24 ore vede bene. È un intervento che effettuiamo con la stessa tecnica
anche in ospedale. L’altro nostro cavallo di battaglia sono gli interventi sulla
retina. Una chirurgia mininvasiva senza punti con un recupero molto rapido
che comprende tutta la chirurgia della
macula e la terapia della degenerazione maculare senile. Siamo stati uno dei
cinque centri specialistici in Italia ad
aver condotto queste sperimentazioni.
Gli interventi maculari li associamo sovente alla cataratta. Eseguiamo anche
la chirurgia del distacco di retina, una
chirurgia molto complessa che richiede
un training lunghissimo e pochi oculisti sono in grado di affrontare.
Diversamente dalle molteplici strutture
low cost sorte negli ultimi anni, possiamo paragonare l’equipe del Dr. Panico al team Ferrari di F1, un’eccellenza
italiana inimitabile dove tecnologia e
capitale umano si coniugano allo stato
dell’arte!
Dr. CLAUDIO PANICO - Oculista
C.so Vittorio Emanuele II 62 - Torino
Tel. 011 542593
Fax. 011 9112810
www.oculistapanico.it
[email protected]
Convenzione associati FABI Plus:
sconto del 10% su ogni tipo di
prestazione, sia diagnostica che
chirurgica non coperta da assicurazione
34
MEDICINA E SALUTE
di Emanuela Truzzi (foto A. Lercara)
Maria Luisa Pozzuoli
Quando la richiesta di una paziente
va al di fuori dell’armonia fisiologica
della figura, come si comporta Dott.ssa
Pozzuoli?
Se mi viene richiesto un cambiamento
radicale che reputo non armonico cerco
di persuadere la paziente spiegando tutte le problematiche legate a quel tipo di
correzione. Nel caso ritenga il risultato
di cattivo gusto, posso anche declinare
l’intervento. Con l’ausilio di tabelle antropometriche cerco sempre di evidenziare quali risultati si possono ottenere
mantenendo un’armonia del proprio
corpo e quali difficoltà funzionali si incontrano quando si vuole esagerare.
una scelta consapevole
Parlando di chirurgia mammaria,
può essere necessario ricorrervi a seguito
di una gravidanza per ritornare allo stato precedente?
Ritornare al seno precedente alla gravidanza e all’allattamento è impossibile.
Con la gravidanza avvengono modificazioni strutturali a carico dei legamenti di
Cooper che sono irreversibili. Questi legamenti si allentano e non c’è più il reggiseno dermico naturale, il seno scende
e sembra svuotato. In questo caso si
parla di ptosi mammaria. Utilizzando le
protesi più moderne, pur non riuscendo
a replicare la tonicità di un seno naturale
lo si rimodella per dare nuovamente alla
donna un’immagine armoniosa con un
seno bello alla vista e al tatto. Personalmente scelgo le migliori protesi mammarie Allergan e Mentor, garantite a vita.
nista sia laureato. I medici specialisti in
chirurgia plastica o dermatologia sono
le figure professionali di elezione, le uniche a possedere le conoscenze anatomiche indispensabili per operare sul derma. Sembra un’affermazione scontata,
ma oggi non lo è. Sicuramente è importante stabilire un’empatia con il medico
che prende in cura la propria immagine.
Non bisogna aver timore di affermare
esplicitamente che cosa si vuole ottenere, sia un ritocco che non deve farsi
notare come un intervento più evidente.
Per un chirurgo plastico il successo più
grande è quello di riuscire a soddisfare i
desideri della paziente.
Per quanto riguarda l’invecchiamento
del viso, che cosa si può fare senza ricorrere a un vero e proprio lifting?
Premesso che il processo di invecchiamento comincia a 25 anni, le regole
basilari sono quelle della prevenzione.
Evitare l’esposizione ai raggi solari, il
fumo, l’alcol, le abitudini di vita viziate
e lo scarso riposo. Anche l’alimentazione va curata. Si può iniziare con un cosmeceutico, una crema che nasce dalla
sperimentazione di un’azienda specializzata soltanto in questo tipo di prodotto, formulato per i diversi tipi di pelle.
Parliamo di medicina estetica: è un trattamento propedeutico a una serie di metodiche ben conosciute che vanno appli-
CHIRURGIA
ESTETICA:
È un piacere conoscere la Dott.ssa Maria Luisa Pozzuoli, medico specialista
in Chirurgia Maxillo Facciale e Master
in Chirurgia Estetica Morfodinamica: 14
anni dedicati allo studio conseguendo
sempre il massimo dei voti e una professione esercitata con eccellenti risultati.
Oggi più che mai è importante affidarsi a mani competenti ed esperte, non
solo nell’ambito chirurgico ma anche
per la cura dell’aspetto estetico complessivo della persona. Quali sono i passaggi
che si possono affrontare prima di arrivare a veri e propri interventi chirurgici?
Innanzitutto assicurarsi che il professio-
36
MEDICINA E SALUTE
cate in ambulatorio con competenza. Si
va da un soft peeling per eliminare le
cellule morte a un restyling completo a
radiofrequenza, una tecnica che scalda
il derma e ha effetto tensore sulle fibre
collagene, inducendo la produzione di
nuovo collagene e quindi con un’azione
che si protrae nel tempo. Sono tante le
tecniche con effetto sinergico che si possono applicare per raggiungere risultati
assolutamente naturali.
Come medico estetico lei persegue
un’armonia del volto e del corpo senza
eccessi che evidenzino un intervento innaturale.
Si può iniziare un percorso. Chiedo sempre alle mie pazienti di descrivere che
cosa suscita più fastidio e molte non
sanno rispondere. Vorrebbero genericamente un cambiamento, ma non sanno
esattamente in quale direzione e chiedono di essere supportate. Oppure si fissano su un difetto microscopico trascurandone altri molto più evidenti. Questo
dimostra come la psicologia giochi un
ruolo prevalente. Utilizzo delle foto pre e
post trattamento per documentare l’efficacia degli interventi che attuo, come
l’applicazione di un filler o una biostimolazione con fattori di crescita piastrinici,
in modo che la paziente possa dare una
valutazione oggettiva del risultato raggiunto.
Per effettuare gli interventi chirurgici
a quali strutture si affida Dott.ssa Pozzuoli?
Presso la Clinica Fornaca a Torino, la Columbus a Milano e Villa Parioli a Roma.
Qui eseguo interventi di mastoplastica,
rinoplastica, liposuzione, blefaroplastica,
addominoplastica. In studio non eseguo
alcuna chirurgia.
E il pubblico maschile cosa chiede di
preferenza? È vero che c’è una differenza tra i pazienti torinesi e quelli di Milano e Roma?
Certamente! A Torino i pazienti vengono
nel mio studio per informarsi ma sono
molto indecisi e raramente passano
all’azione. A Milano e Roma invece sono
più decisi. Quando giungono alla prima
visita mi chiedono esattamente un certo
tipo di intervento. Il pubblico maschile
è molto più esigente e vanitoso di quello femminile, ma anche più riservato.
Nessuno vuole ammettere di fare ricorso alla chirurgia estetica. Mentre tra le
donne la classe sociale è eterogenea, i
maschi appartengono quasi sempre alle
categorie dirigenziali o imprenditoriali.
Gli interventi più richiesti sono tossina
botulinica e filler per le rughe del viso e
poi liposuzione e rinoplastica.
Riferendoci alle figure professionali
che propongono trattamenti di medicina e chirurgia estetica, oggi esiste una
certa giungla. Cosa ci dice in proposito?
Sono in molti a proporre trattamenti,
dal centro estetico al medico dentista.
Entrambi non hanno la professionalità
per intervenire in questo ambito. Esistono colleghi che attrezzano il proprio
studio per effettuare interventi di chirurgia come mastoplastiche e liposuzioni, facendo correre gravissimi rischi
alle pazienti. È importante comprendere che si tratta di una chirurgia a tutti
gli effetti e necessita di sale operatorie
attrezzate, un’equipe multidisciplinare
con anestesisti e rianimatori. C’è un rischio intraoperatorio e perioperatorio, è
indispensabile disporre di attrezzature
di primo livello. Ci si accorge della superficialità di certi approcci soltanto quando
avviene un incidente grave. È necessario
uno screening mirato dei pazienti, non
tutti possono venire operati e non si devono far correre rischi inutili. Suggerisco
alle pazienti di valutare attentamente la
professionalità delle figure a cui affidare
la propria salute e avere consapevolezza
dei rischi a cui si espongono accettando di sottoporsi a una chirurgia low cost
oppure a una medicina estetica generica
e approssimativa che non sia in grado di
certificare provenienza e qualità di protesi e sostanze impiegate.
Quindi una scelta consapevole e oculata affidandoci a una figura professionale come la Dott.ssa Pozzuoli, che
esercita con successo da molti anni!
Dott.ssa MARIA LUISA POZZUOLI
Chirurgo Estetico
e Chirurgo Maxillo Facciale
Per prenotazioni:
•Torino:
Studio Medico
Via Pietro Micca 21 - Torino
Tel. 011 6989797
Cell. 345 3105694
•Milano:
Clinica “Columbus”
Via Michelangelo Buonarroti 48
Milano
Cell. 345 3105694
•Roma:
Clinica “Villa Parioli”
Via F. Giordano 8 - Roma
Cell. 345 3105694
www.dottoressapozzuoli.com
[email protected]
Convenzione associati FABI Plus:
sconto del 10% sui trattamenti
di medicina estetica
settembre 2013 | Plus Magazine | MEDICINA E SALUTE
37
MEDICINA E SALUTE
di Emanuela Truzzi (foto A. Lercara)
logia presso l’Università di Pisa. Le due
materie sono strettamente legate e consequenziali per produrre una diagnosi
corretta: il posturologo ricerca la causa
di un’errata postura e se il problema
coinvolge le strutture del piede, il podologo è il professionista specializzato che
si occupa di curarla.
Che cos’è la postura?
La nostra posizione nello spazio è regolata da informazioni che giungono alla
struttura del nostro sistema nervoso
centrale dai recettori posturali quali per
esempio: l’apparato vestibolare, il recettore oculare, l’apparato stomatognatico,
la pelle e il piede. Questi recettori forniscono contemporaneamente delle informazioni che consentono al nostro corpo
di attuare delle contrazioni muscolari
per mantenere, ad esempio, la stazione
eretta. I recettori devono fornire delle
La SALUTE DEL PIEDE
affidata al professionista
Il Dott. Luca Traversone
è un podologo laureato presso
la facoltà di Medicina e Chirurgia
di Genova in podologia
con un master in posturologia.
Ha tre studi in città e provincia.
Ci spieghi meglio la figura del podologo, Dott. Traversone. Di cosa si occupa?
Il podologo si occupa della salute del
piede e delle patologie legate alla deambulazione. Dopo la laurea in podologia
ho voluto completare la mia formazione
professionale con un Master in Posturo-
informazioni coerenti affinché noi manteniamo delle posizioni, delle posture
corrette. La postura corretta è quella che
genera il minor dispendio energetico.
Una postura sbagliata nasce quando un
recettore lavora male e passa al sistema
nervoso centrale informazioni incoerenti. Entro certi limiti il nostro organismo
riesce a compensarle, oltre si innescano
stati patologici. Una cicatrice che altera
la sensibilità, un piede che non svolge
fisiologicamente le fasi del passo oppure un grave difetto della vista possono
procurare informazioni incoerenti e dare
adito a posture scorrette. Il ruolo del posturologo è quello di individuare qual è
il recettore che dà l’informazione sbagliata e incoerente che genera il difetto
di postura. Se ricade nell’ambito di sua
competenza lo cura, altrimenti lo affida
ad altro posturologo specialista in quel
recettore disfunzionale.
Quali sono i motivi per cui una persona può rivolgersi a un podologo?
A Torino la professione del podologo è
38
MEDICINA E SALUTE
ancora poco conosciuta, siamo soltanto
otto. Spesso ci si rivolge di preferenza, a
seconda del problema, all’ortopedico o
all’estetista. In generale qualsiasi dolore
alle strutture del piede durante la deambulazione e non, dovrebbe indirizzare il
paziente al podologo. Spesso si rivolgono a noi gli sportivi per correggere un
difetto biomeccanico nello svolgimento
del passo che ne limita le prestazioni.
Oppure la persona che lavora in piedi
tutto il giorno e vuole risolvere il dolore alle estremità. Il podologo è in grado
di fare una diagnosi, una prescrizione
di ortesi plantare e direttamente la sua
realizzazione in quanto in possesso di
autorizzazione del Ministero della Salute come costruttore di dispositivi medici
su misura.
Spesso le donne fanno riferimento ai
centri estetici per risolvere problemi di
minore entità. È corretto?
Assolutamente no. Anche un semplice
callo, un’ipertrofia cutanea ricorrente,
può avere una causa disfunzionale che
va diagnosticata e curata. Questo è un
processo che un centro estetico non può
affrontare, il personale non ha le basi
scientifiche per farlo e non è autorizzato
per legge a porre in atto alcuna cura. Il
centro estetico può migliorare l’aspetto
delle estremità, ma non curarle. Utilizzare strumenti destinati al personale
sanitario con poca cognizione non porta
ad alcun vantaggio, anzi può essere peggiorativo.
Quali sono le patologie che più frequentemente provocano danni alla salute del piede?
Ho svolto la mia tesi sul piede diabetico
e continuo a collaborare con gli ambulatori del centro diabetologico del San
Giovanni Vecchio-Molinette. Il diabete
è una patologia invalidante che provoca gravi danni alle strutture vascolari e
nervose, limitando la funzionalità delle
estremità. Rimuovere un ipercheratosi
da un piede diabetico richiede la massima cautela per non procurare ulcere.
Non intervenire nella maniera corretta
rimanendo troppo superficiali può mascherare una lesione che invece andrebbe scoperta e curata tempestivamente.
Il paziente diabetico deve affidarsi ad
un podologo, essere educato circa la
sua patologia e controllato continuamente per prevenire complicazioni che,
se trascurate, diventano di difficile risoluzione. È vera la consuetudine che prevenire è meglio che curare, ma pochi la
mettono in pratica.
Quali sono le categorie di sportivi che
si rivolgono alle sue cure, Dott. Traversone?
Ad esempio i calciatori, che hanno frequentemente male al piede e alla gamba. In quel caso dobbiamo effettuare
un’analisi biomeccanica del loro passo
durante la corsa ed eventualmente correggere un movimento non fisiologico,
compensandolo con un plantare o una
diversa scarpetta. Oppure le ballerine,
che a causa della posizione sulle punte
presentano sovente unghie spaccate o
incarnite che ne limitano la performance, allora si pone in atto la riabilitazione
ungueale. La corsa è molto traumatica
per le estremità e se il piede del podista
non svolge correttamente la dinamica
del passo è necessario ridistribuire le
pressioni generate dal gesto atletico attraverso un plantare. In ambito sportivo
si possono realizzare delle piccole ortesi
digitali in silicone che servono a proteggere e limitare gli attriti e le pressioni
nella scarpetta. Questo elimina il dolore e permette alle strutture infiammate di guarire. Sono utili sia agli sportivi
professionisti sia ai dilettanti o anche a
chi ha una piccola deformità in un dito
che ne limita la deambulazione.
Ci sono professioni che richiedono calzature particolari che provocano disagi
o traumi al piede.
Nel caso di un diabetico le scarpe antinfortunistiche non sono proprio le calzature ideali e possono procurare lesioni.
Si deve intervenire creando una struttura
protettiva e al tempo stesso non traumatica per le delicate strutture anatomiche
dei portatori di tale patologia.
Parliamo di noi donne che per vanità
costringiamo i nostri piedi dentro calzature belle a vedersi ma faticose e traumatiche da portare. Cosa ci consiglia?
Un tacco alto indossato tutto il giorno
provocherà dei danni mentre porta-
Luca Traversone
to saltuariamente per una serata o un
evento non genererà alcun problema,
sempre che a monte non ci siano patologie che rendano pericolosa la calzata
anche per 10 minuti. A lungo termine i
tacchi alti provocano metatarsalgie e,
qualora ci sia una predisposizione genetica, l’insorgenza dell’alluce valgo.
Anche le scarpe completamente piatte
come le ballerine causano problemi di
talloniti e tendiniti al tendine di Achille. La scarpa migliore è quella che consente una distribuzione equilibrata della pressione tra avampiede e tallone. Il
tacco ideale è intorno ai 4 centimetri.
Dott. LUCA TRAVERSONE - Podologo
• Via Giannetti 7a (zona Gran Madre)
Torino - Tel. 011 8399088
• Via Abeg 43 - Borgone di Susa (To)
Cell. 347 0744686
• Via Mazzini 3/B - Settimo Torinese (To)
Tel. 011 3745581
Cell. 347 0744686
www.podologist.it
[email protected]
Convenzione associati FABI Plus:
sconto del 15% su visita podologica e
posturale
settembre 2013 | Plus Magazine | MEDICINA E SALUTE
39
BENESSERE
di Barbara Odetto (foto A. Lercara)
Chiara, come si è avvicinata alla Kinesiologia?
Nel 1994 ho iniziato a frequentare dei
corsi di massaggio e per anni ho approfondito questo aspetto. Sentivo però che
mi mancava una parte che andasse oltre
ciò che era puramente solo strutturale e
che dovevo completare la mia formazione. Ho scoperto la Kinesiologia quasi per
caso e mi sono subito appassionata; mi
sono iscritta all’Istituto IKSEN di Maurizio Piva, che oltre 30 anni fa ha introdotto in Italia questa disciplina, e sono
diventata operatore abilitato AKSI.
La Kinesiologia
per il benessere
dell’individuo
Come si articola una seduta?
Dopo un primo incontro in cui pongo
delle domande specifiche per conoscere
la persona e i suoi eventuali disagi, definisco con il soggetto l’obiettivo che consiste nel passare dal disturbo che avverte
al contattare il potenziale che serve per
la sua eliminazione. La motivazione ha
un ruolo fondamentale per sviluppare il
potenziale dell’individuo, per questo bisogna scoprire qual è e dov’è il blocco,
ma soprattutto occorre capire se chi si
sottopone ad una seduta kinesiologica
vuole realmente stare bene. Durante la
seduta non mi limito quindi ad ascoltare,
Ne parliamo con Chiara Mattea
P
otenzialmente ogni persona ha tutte le risorse necessarie per vivere in equilibrio con se
stessa, con gli altri e con l’ambiente che la circonda. I fattori di stress che intervengono più o
meno quotidianamente e che creano disarmonia, però, sono molteplici e il loro accumularsi
può dare vita a tensioni di carattere fisico, psicologico, emotivo e non solo. Un valido aiuto
per ritrovare un benessere generale è la Kinesiologia, una tecnica riequilibrativa che attraverso la valutazione del tono muscolare dell’individuo è in grado di definire esattamente lo
stato di salute dell’organismo.
Il fondatore di questa affascinante disciplina è il medico chiropratico americano Dott.George Joseph Goodheart Jr. che nel 1964 pubblicò sulla rivista Digest of Chiropractic Economics un articolo sulla Kinesiologia applicata. Le sue teorie trovarono il favore di molti suoi
colleghi e a poco a poco il metodo si diffuse con successo grazie ad un suo stretto collaboratore, il Dott. John Thie, non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il pianeta. Per conoscere
meglio la disciplina e i suoi diversi benefici abbiamo incontrato Chiara Mattea, da tempo
operatrice in Kinesiologia e istruttrice di Touch for Health, Touch for Learning ed Energia
Tibetana, che con grande solarità ci ha raccontato in modo chiaro come avviene una seduta e come il soggetto interessato recupera in poco tempo il proprio benessere psico-fisico.
40
ma osservo anche il linguaggio del corpo perché mi fornisce delle indicazioni
importanti. Dopo la prima fase procedo
con il test muscolare e attraverso questo
evidenzio quale tecnica è più adatta per
portare la persona alla motivazione e al
raggiungimento del traguardo.
In cosa consiste il test muscolare?
Mentre il soggetto cerca di mantenere
una posizione stabilita a priori di un arto
superiore o inferiore, effettuo per pochi
secondi una pressione ferma e costante
sul muscolo. Non misuro la forza fisica, ma la prontezza di riflesso che ha il
muscolo: la variazione di tono da stabile
BENESSERE
a non stabile o vice versa ci indica se e
su quale aspetto occorre lavorare. La disarmonia può essere di carattere fisico,
ad esempio strutturale o biochimico,
ma anche di tipo nutrizionale, emotivo,
mentale o puramente energetico. Dopo il
test chiedo al corpo dove intervenire per
raggiungere l’obiettivo e, sempre attraverso questo, ricevo la risposta. L’aspetto interessante è che talvolta il corpo mi
offre indicazioni diverse dalla mia idea
originaria, questo perché – ad esempio
– un disagio articolare o posturale può
essere legato ad un aspetto emozionale.
Io traduco i messaggi che ricevo e lavoro
in quella direzione, utilizzando la tecnica
più adatta per ognuno.
Quali tecniche adotta dopo il test muscolare?
Dipende dalla risposta che ricevo dall’organismo. Ho un ventaglio molto ampio,
composto da più di 200 tipi di tecniche
diverse. Alcune di queste puramente
strutturali, altre più legate all’aspetto
emotivo o energetico della persona. Eseguo tutte quelle che il sistema mi comunica essere necessarie. Tra queste, l’utilizzo di riequilibri di Energia Tibetana e
dei Fiori di Bach rappresentano – per il
mio lavoro con la persona – un buonissimo supporto.
Come “lavorano” i Fiori di Bach?
Questo tipo di floriterapia considera le
emozioni e la personalità del soggetto,
che sono alla base del sintomo che si
manifesta nel corpo: il fiore avvia il processo di trasformazione dell’emozione,
che passa da negativa a positiva, sino a
far scomparire del tutto il disturbo fisico,
espressione di un disagio molto più profondo. Individuando il fiore attraverso i
test spesso si hanno delle sorprese perché quello evidenziato non è il fiore che
toglie il sintomo, ma quello che serve per
produrre il cambiamento necessario ad
andare verso l’obiettivo.
Che cos’è l’Energia Tibetana?
Si tratta di una tecnica che considera
la presenza nell’essere umano di figure
a forma di 8 o infinito che vorticano in
armonia. Ce ne sono di grandi, che interessano tutto il corpo, di medie – ad
esempio nella testa, nel tronco e nelle
gambe – e di piccole, per lo più nelle articolazioni e nelle cicatrici.
Quando si verificano dei traumi fisici o
emotivi queste figure non si muovono
più in maniera fluida e armonica e devono quindi essere riequilibrate. Alcuni
benefici del migliorare il flusso a forma
di 8 sono: alleviamento del dolore fisico,
riduzione del gonfiore, aumento del movimento delle articolazioni, più energia
e vitalità e centratura. É possibile anche
che sia macchie cutanee che cicatrici
sbiadiscano.
Quanto dura una seduta di Kinesiologia?
Negli adulti dai cinquanta minuti all’ora,
nei bambini sono sufficienti quarantacinque minuti.
A chi consiglia questa tecnica?
A tutti coloro che hanno come obiettivo
il proprio benessere psico-fisico e il mantenimento della salute. La Kinesiologia
non è utilizzata a livello diagnostico e,
soprattutto, non sostituisce assolutamente la medicina tradizionale. La sua finalità è il riequilibrio energetico di tutte le
componenti della persona, per cui ha un
approccio olistico, inoltre non è invasiva
e dunque è perfetta per tutti, dai neonati
agli anziani. Da anni collaboro con vari
enti e la applico anche su persone con
disabilità fisiche, emotive e mentali con
risultati a volte sorprendenti.
Ci sono disturbi sui quali la Kinesiologia ha presa maggiore?
Proprio perché dipende dall’obiettivo di
benessere di ciascun individuo, tutti gli
squilibri possono essere affrontati: dal
mal di schiena ai problemi di coordinazione, alle intolleranze di vario genere,
dai disturbi alimentari agli attacchi di
panico e carenza di autostima; ancora
dai tic nervosi alla fatica cronica, dalla dislessia all’iperattività sia nei bambini che
negli adulti, dalla difficoltà di relazione
con altri alla difficoltà di concentrazione o di relazione con il mondo esterno.
E, a mio avviso ancora più importante,
la Kinesiologia risulta essere una modalità per entrare in contatto con il nostro
mondo interno che è di gran lunga molto
più grande ed affascinante di ciò che percepiamo essere fuori da noi.
CHIARA MATTEA - Kinesiologa
Riceve su appuntamento:
•Corso Susa 64/F - Caselette (To)
•C/o Audido Via Pianezza 36
Alpignano (To)
•C/o Topos Via Pinelli 23 - Torino
•Lunigiana (Toscana)
Cell. 338 7582718
[email protected]
Convenzione associati FABI Plus:
sconto del 10%
settembre 2013 | Plus Magazine | benesserE
41
plus magazine cinema
3 GRAVITY
Regia: Alfonso Cuarón
Data uscita: 03/10/2013
Cast: George Clooney, Sandra
Bullock
Trama: La brillante dottoressa Ryan Stone (Sandra Bullock) è alla sua prima missione a bordo dello shuttle; Matt
Kovalsky (George Clooney) è
invece un astronauta esperto
al suo ultimo volo prima della
pensione. Ma quella che sembrava una normale passeggiata nello spazio si trasforma in
una catastrofe e lo shuttle vie-
film
un agente di polizia (Nicolas
Cage) sulle tracce di un serial
killer, Robert Hansen (John
Cusack), nelle gelate pianure
dell’Alaska. Ad aiutarlo è l’unica donna (Anessa Hudgens)
sfuggita alle grinfie dello psicopatico. Nonostante il suo
lato oscuro, il maniaco, conduceva un’esistenza di pacifico padre di famiglia e aveva
un ruolo attivo nella propria
comunità.
ne distrutto, lasciando Stone
e Kowalsky completamente
soli, collegati solo fra loro e
fluttuanti nell’oscurità. Il silenzio assordante in cui sono
immersi significa che hanno
perso ogni contatto con la
Terra... e ogni speranza di salvezza.
3 IL CACCIATORE DI DONNE
Regia: Scott Walker
Data uscita: 10/10/2013
Cast: Nicolas Cage, Radha
Mitchell, John Cusack, Vanessa Hudgens, Katherine
LaNasa, Dean Norris, Curtis
Jackson, Jodi Lyn O'Keefe,
Ryan O'Nan, Gia Mantegna
Trama: La storia, ispirata a
fatti realmente accaduti, vede
42
3 DIANA
Regia: Oliver Hirschbiegel
Data uscita: 13/10/2013
Cast: Naomi Watts, Naveen
Andrews, Douglas Hodge, Geraldine James, Juliet Stevenson,
Charles Edwards, Cas Anvar,
Laurence Belcher
Trama: Il film ricostruisce
l’affaire tra la Principessa Diana Spencer e un medico paki-
stano, il dottor Hasnat Kahn,
che lei incontrò nel ‘95, quando si recò a far visita ad un
suo amico che aveva appena
subito un intervento chirurgico al cuore. Nel 2008 Kahn
parlò pubblicamente della
sua storia con la Principessa. Alle rivelazioni di Kahn,
fecero seguito quelle di Paul
Burrell, segretario di Diana, il
quale confermò che il medico pakistano era stato il vero
amore della Principessa, e
che Dodi Al Fayed era stato
solo un pretesto per farlo ingelosire.
3 CAPTAIN PHILLIPS
Regia: Paul Greengrass
Data uscita: 7/11/2013
Cast: Tom Hanks, Catherine Keener, Michael Chernus,
Max Martini, Chris Mulkey,
Yul Vazquez, David Warshofsky, Corey Johnson, John Magaro, Angus MacInnes, San
Shella, Mark Holden, Vincenzo Nicoli, Louis Mahoney, Gigi
Raines
Trama: Nell’aprile 2009 il
Capitano Richard Phillips, comandante della MV Maersk
Alabama, viene catturato, con
la sua nave, dai pirati somali.
Phillips coraggiosamente si
offre come ostaggio per proteggere la sua ciurma e rimane in mano dei pirati tre gior-
autunno
ni prima di essere liberato da
un team di U.S. .
3 QUESTIONE DI TEMPO
Regia: Richard Curtis
Data uscita: 7/11/2013
Cast: Domhnall Gleeson, Rachel McAdams, Bill Nighy,
Tom Hollander, Margot Robbie, Lydia Wilson, Vanessa
Kirby
Trama: All’età di 21 anni, Tim
Lake scopre di essere in grado di viaggiare nel tempo.
Dopo l’ennesima, deludente
festa di Capodanno, il padre
di Tim rivela a suo figlio che
gli uomini della loro famiglia
hanno sempre avuto il potere
di viaggiare attraverso il tempo. Tim non può cambiare la
storia ma può cambiare quel
che accade e che è accaduto
nella sua vita, perciò decide
di rendere il suo mondo migliore trovandosi una fidanzata. Sfortunatamente questa
impresa non sarà facile come
potrebbe sembrare.
recensioni
SCRIVERE
La vita non è in rima
(per quello che ne so)
di Luciano Ligabue
La vita non è in rima vuol
dire da un lato che i conti non sempre tornano.
Dall’altro che, per fortuna,
non siamo costretti a vivere
secondo uno schema precostituito. E anche questo
libro ha uno schema libero. Al centro c’è la scrittura
di Ligabue, in tutte le sue
forme. Si parte dalle parole
delle sue canzoni, dei suoi
libri, dei suoi film e si arriva
a parlare del suo modo di
vedere il mondo.
La lingua e il dialetto, la famiglia e la politica, il dolore,
la speranza, l’arte, il calcio,
il sesso, l’amore, l’amicizia,
la memoria, la felicità di riuscire a sentirsi anche solo
per un momento «leggero,
nel vestito migliore, nella testa un po’ di sole ed in bocca
una canzone».
Dentro la scrittura di Ligabue c’è una scelta delle
parole che rappresenta un
punto di vista sulla vita.
Ma soprattutto c’è tanta
musica, che trasforma e am-
libri
plus magazine letture
plifica il senso di
ogni parola. Perché per ogni cosa
detta c’è sempre
un motivo e quel
motivo è spesso
il modo in cui la
canzone ci entra
nelle vene, diventa parte di noi.
Un libro pieno di
spunti sorprendenti, di acume,
di dolcezza, di
ironia che farà
scopr irea Luciano Ligabue a chi
ancora non lo conosce bene, ma
stupirà anche chi
( c omea o g nu no
dei suoi tantissimi fan) pensa di sapere già tutto di lui.
EXPO 58
di Jonathan Coe
L'Exposition Universelle et
Internationale de Bruxelles
del 1958 è il primo evento
del genere dopo la Seconda
Guerra Mondiale. La tensione politica tra la
Nato e i paesi del
blocco sovietico
è al suo culmine.
In piena Guerra
Fredda, dietro la
facciata di una
ma n i festa zione
che si propone di
avvicinare i popoli della Terra,
fervono operazioni d'intelligence
in cui le grandi
potenze si spiano
a vicenda. Incaricato di sovrintendere alla gestione
del pub Britannia
nel
padiglione
inglese è un giovane copywriter
del Central Office
of Information di
TAKEN
di Erin Bownman
Londra, Thomas Foley, che
si trova così catapultato al
centro di un mondo d'intrighi internazionali di cui
diventa un'inconsapevole
pedina.
A Claysoot, una
piccola comunità
isolata dal resto
del mondo da alte
mura, tutti i ragazzi scompaiono
il giorno in cui
compiono diciotto
anni. Non appena
scocca l’ora fatidica, la terra trema,
il vento infuria e
del giovane non
rimane traccia.
Ecco perché, a pochi mesi
dal suo compleanno, Gray si
prepara ad affrontare il terribile destino che lo attende. Ma, un giorno, trova per
caso una misteriosa lettera
della madre, morta ormai
da molti anni, che lo spinge
a reagire.
Insieme con Emma, la ragazza di cui è innamorato,
decide quindi di fuggire
dalla città per scoprire che
cosa si nasconde dietro le
invalicabili mura di Claysoot. Quello che Gray non sa
è che là fuori lo aspetta un
segreto inquietante…
settembre 2013 | Plus Magazine | RECENSIONI
43
f&c
plus magazine fumetti e cartoons
MAGICA DISNEY
3000 volte Topolino
Comicon Edizioni
Brossurato, 238 pagine a colori
Formato cm 19 x 26
€ 22,00
L’affacciarsi del primo numero di Topolino in formato
“Libretto”, nell’aprile del 1949,
ha sicuramente determinato
una vera e propria rivoluzio-
ne nel mondo del fumetto
italiano e dell’immaginario
popolare. Il volume ripercorre
la vita editoriale del personaggio dai suoi esordi nei primi anni trenta, in
formato giornale,
fino all’uscita del
numero 3.000 del
Topolino libretto
pubblicato a maggio del 2013. Un
volume importante, curato nella sua
ricerca iconografica, davvero imperdibile per tutti gli
amanti dell’universo Disney che
tanto ha fatto sognare i bambini di
tantissime generazioni.
44
di Salvatore Taormina (il Tao)
denti sottopagati continuino
ad andare al lavoro tutte le
mattine con lo stesso zelo etc.
Lacernet scruta il mondo delle aziende con grande acume
descrivendolo con umorismo
e gaudente crudeltà intellettuale, riuscendo a non mancare un solo bersaglio nell’illustrazione della cruda realtà
lavorativa di tutti i giorni. Irresistibile.
COME SOPRAVVIVERE
IN AZIENDA
Edizioni Q Press - Manu Lacernet
Brossurato, 48 pagine in b/n
Formato cm 16,5 x 24
€ 9,90
Si tratta di un’importante
guida pratica per uscire vivi
dallo spietato mondo dell’Azienda. Dal sesso in ufficio
ai curriculum vitae truccati,
affronta senza timore i temi
più scabrosi e disparati. Risponde a domande sugli
azionisti, sul perché dipen-
 Appuntamenti
autunno
 ROMICS: FESTIVAL DEL FUMETTO DI ROMA
3/6 ottobre 2013
c/o Nuova Fiera di Roma – Via Portuense
Una splendida mostra consigliata soprattutto per famiglie con bambini. Quasi assente del tutto il settore
del collezionismo, la mostra è incentrata su videogiochi, competizioni per cosplayer e nuove uscite editoriali.
momento di presentazione al pubblico di tutte le principali novità del settore da parte di tutte le principali
case editrici italiane. Ampio spazio dedicato anche ai
“Games” e alle gare per i cospleyer che tingono di “Colore” la città per tutti e 4 i giorni della manifestazione.
Presenti anche molti rivenditori di alto antiquariato
fumettistico e di tavole originali.
 BOLOGNA COMICS
12/13 ottobre 2013
c/o Palanord – Via Stalingrado 81
La mostra è incentrata sul collezionismo di fumetti e
figurine, ma non mancano le presentazioni di volumi e
mostre a tema. Consigliata.
 PADOVA COMICS
1/3 novembre 2013
Fiere di Padova - Via N.Tommaseo 59
Una fiera dedicata a un pubblico variegato, presenti
sia il settore del collezionismo che l’editoria dedicata
alle nuove generazioni.
 LUCCA COMICS AND GAMES
31 ottobre/3 novembre 2013
Piazza Napoleone/del Giglio - Centro di Lucca
La principale fiera del fumetto italiana e la terza a livello internazionale (dopo San Diego e Angouleme), vi
si riuniscono tutti i principali editori nazionali, punto
d’incontro per giovani fumettisti che possono far visionare i loro lavori agli “Editor” delle case editrici e
 REGGIO EMILIA
30 novembre/1° dicembre 2013
Centro fieristico Mancatale - Via Filangieri 15
All’interno della manifestazione “Cambi e scambi”
dove oltre ai fumetti potrete trovare giocattoli, profumi, libri antichi etc.
La mostra principe per i collezionisti di fumetti, dove si
può trovare il meglio dell’alto antiquariato del settore.
IO SÒ CARMELA
Edizioni Becco Giallo
Alessia di Giovanni
e Monica Barengo
Brossurato, 148 pagine a colori
Formato cm 15 x 21
€ 15,00
15 aprile 2007, Carmela Cirella si getta dal settimo piano
di un palazzo nel quartiere
Paolo VI di Taranto.
Aveva solo 13 anni ed era stata stuprata da più persone.
Abbandonata dalle istituzioni, chiusa in un centro di
recupero e i suoi violentatori
liberi come se nulla fosse mai
accaduto.
Il volume racconta la sua storia basandosi sul suo diario
ritrovato dopo la morte.
È un grido di aiuto, di rabbia e
anche di speranza.
Perché Carmela possa diventare il simbolo della ribellione contro questi abusi
indegni di un’umanità che si
definisce civile spesso solo a
parole.
recensioni
mostre
plus magazine arte, scienza
e costume
infatti esprimono la poetica della scultrice attraverso forme che rimandano
alla materia primordiale al suo evolversi
e trasformarsi in creazioni artistiche.
Govone (Cn) - Castello Reale
Piazza Vittorio Emanuele 1
0173 58103
www.comune.govone.cn.it
ANTONELLO DA MESSINA
Fino al 12 gennaio 2014
Il progetto espositivo propone un’indagine articolata e uno sguardo originale
sulla figura del grande pittore del Quattrocento e sul suo tempo, attraverso lo
studio degli intrecci storico-artistici e
delle controversie ancora aperte.
Rovereto (Tn) - Mart Rovereto
Corso Bettini 43
0464 438887
www.mart.trento.it
ALL YOU NEED IS LOVE
John Lennon artista, attore, performer
Fino al 20 ottobre 2013
“All you need is Love” intende render
conto, per la prima volta in Italia, degli esiti del multiforme talento di John
Lennon, solo di riflesso considerato in
quest’occasione nella celeberrima veste
di musicista e indagato, invece, come artista visivo e attore.
Modena - Galleria Civica
Corso Canalgrande 103
059 2032911/059 2032940
www.comune.modena.it/galleria
MARIA CRISTINA CARLINI
Fare Secondo Natura
Fino al 3 novembre 2013
La mostra mette in luce lo stretto legame
estetico dell’artista con la natura e con i
suoi elementi intesi come fonte di inesauribile ispirazione. Le opere esposte
ENRICO BAJ
Bambini, ultracorpi & altre storie
Fino al 20 dicembre 2013
L’esposizione presenta un gruppo di
opere fondamentali dell’artista milanese degli anni Cinquanta e una serie
di rari documenti, manifesti, riviste,
fotografie che restituiscono il clima di
scambi culturali, amicizie, polemiche, tipico del periodo in cui Milano si afferma
come centro autorevolissimo dell’avanguardia internazionale, in uno dei suoi
momenti culturalmente più vividi.
Milano - Fondazione
Arnaldo Pomodoro
Vicolo Lavandai 2/a - 02 89075394
www.fondazionearnaldopomodoro.it
ARCHIMEDE. ARTE E SCIENZA
DELL'INVENZIONE
Fino al 12 gennaio 2014
Una mostra sulla figura di Archimede,
ingegno del III secolo a.C.. L'esposizione
rivela i tanti aspetti del geniale scienziato siracusano illustrando lo straordinario contributo che hanno dato le sue
indagini ed invenzioni alla conoscenza
del mondo antico e dei secoli a venire.
Roma - Musei Capitolini
Piazza del Campidoglio 1 - 06 0608
www.museicapitolini.org
settembre 2013 | Plus Magazine | RECENSIONI
45
plus magazine musica
musica
autunno
un album molto più personale rispetto
agli ultimi lavori, con un forte ritorno
alle origini, dove ripercorrerà la sua intera carriera artistica iniziata nel 2004
con il cd multi platino “Back to Bedlam”,
realizzato all’epoca insieme al produttore Tom Rothrock, tornato di nuovo a lavorare con lui insieme all’altro producer
Martin Terefe.
Samuele Bersani
NUVOLA NUMERO NOVE
L’ottavo disco di inediti di Samuele Bersani, “Nuvola Numero Nove”, uscirà il
prossimo 10 settembre 2013 su etichetta
Sony Music, a quattro anni di distanza
dal precedente “Manifesto Abusivo”.
L’annuncio l’ha dato su Facebook lo stesso cantautore riminese, spiegando che
fra un album e l’altro ci ha messo come
al solito un po’ di anni perché, per poter
scrivere delle storie inedite, aveva innanzitutto la necessità di viverle. “Nuvola Numero Nove” non è però un disco al
100% autobiografico, in quanto racconta anche storie che non lo riguardano
direttamente ma che gli sono soltanto
passate davanti.
Oltre al titolo del nuovo album, Samuele
Bersani ha reso nota anche la copertina,
in cui compaiono la sagoma del volto del cantautore e l’immagine di una
spiaggia deserta.
Placebo
LOUD LIKE LOVE
La tracklist del nuovo album dei Placebo, “Loud Like Love”, è finalmente nota.
Ci avviciniamo quindi a grandi passi
verso l’uscita del settimo album di inediti della band di Brian Molko, prevista
il 16 settembre 2013, a ben quattro anni
di distanza dal precedente “Battle for
the Sun”. “Loud Like Love” sarà messo in
vendita in cinque diversi formati: cd, vinile, download, digipack e un cofanetto
super deluxe in sole 1000 copie autografate dalla band con cd, vinile, dvd con
contenuti speciali, poster, ecc.
46
Il nuovo album è anticipato dal singolo
“Too Many Friends”, che è invece disponibile in digital download su iTunes già
dal 9 luglio. L’album “Loud Like Love” sarà
supportato da un tour europeo che prenderà il via da Varsavia il 12 novembre e
toccherà anche l’Italia per un’unica data
a Bologna, Unipol Arena di Casalecchio
di Reno, il 23 novembre.
James Blunt
MOON LANDING
Il nuovo album di James Blunt “Moon
Landing” uscirà il 22 ottobre 2013 e sarà
il quarto cd in studio del cantautore
inglese che in nove anni di carriera ha
venduto circa 17 milioni di album e 20
milioni di singoli in tutto il mondo. Eppure sono trascorsi soltanto alcuni mesi
da quando Blunt aveva annunciato il
proprio ritiro dalla scena musicale per
dedicare più tempo a sé stesso, ma evidentemente gli è bastato fermarsi un
po’ e ricaricare le batterie, soprattutto
a livello mentale, per ritrovare la giusta
ispirazione e impegnarsi alla composizione della sua nuova fatica discografica.
James Blunt ha dichiarato che si tratta di
Elton John
THE DIVING BOARD
Dopo l’album di inediti intitolato “The
captain & the kid” lanciato sul mercato
nel lontano 2006, finalmente Elton John
ritorna con un nuovo e unico album intitolato “The diving board”.
Si tratta sicuramente di un passaggio,
anzi un ritorno, verso il vecchio stile che
caratterizzava il sound del Sir inglese: un
sound caratterizzato dal tipico trinomio
pianoforte-basso-batteria.
Lo stile di “The diving board” ricorda
moltissimo quello che caratterizzava gli
album anni ’70 di Elton, come il famosissimo “Home Again”.
L’album sarà disponibile in diverse versioni che vanno da quella standard in
CD, a quella in vinile (per i collezionisti)
fino a quella digitale: quest’ultima sarà
una versione deluxe che conterrà i 19
brani standard più l’inedita bonus track
intitolata “Candlelit bedroom” e altre tre
canzoni registrate durante i live.
recensioni
teatro
plus magazine teatro
Il Teatro Regio di Torino è il teatro lirico della città
di Torino, nonché uno dei più grandi ed importanti
d'Italia, ed uno dei teatri italiani più rilevanti nel
panorama europeo ed internazionale.
Stagione 2013-2014
L’ITALIA IN OPERA
Tredici opere, due balletti, uno spettacolo in prima assoluta, un Gala dedicato a Giuseppe Verdi: mai prima d’ora nella
storia del Teatro Regio si è realizzata una Stagione tanto densa quanto la prossima.
Nella nuova Stagione l’attenzione è concentrata sulla
grande musica italiana, in particolare su quella di Verdi e di
Puccini ai quali vengono dedicati due festival.
Il sipario si aprirà il 9 ottobre con il verdiano Simon Boccanegra (9-23/10) diretto dal maestro Gianandrea Noseda, nello
splendido allestimento firmato per il Teatro Regio da Sylvano
Bussotti; protagonisti del melodramma ambientato a Genova:
Ambrogio Maestri, María José Siri e Michele Pertusi.
Il Festival Verdi proseguirà quindi con due tra le opere non
solo più popolari, ma anche più paradigmatiche del Verdi “politico” e “sociologico”: Rigoletto (17-25/10) e La traviata (18-27/10),
presentate in due allestimenti che fanno parte del repertorio
del teatro e la cui esecuzione musicale sarà affidata a due direttori esperti quali Donato Renzetti e Renato Palumbo e a
nuovi protagonisti: Devid Cecconi, Laura Giordano e Piero Pretti per Rigoletto e Irina Lungu, Massimo Giordano e Marco Di
Felice per Traviata.
A novembre (14-16/11), il tributo a Giuseppe Verdi si arricchirà ulteriormente grazie alla prima assoluta di Verdi, narrar
cantando, lo spettacolo di Marco Paolini e Mario Brunello in cui
verrà messo in luce il Verdi librettista, regista, impresario, patriota e politico.
A dicembre (18 e 22/12), a conclusione dell’anno dedicato al
compositore in occasione del 200° anniversario della nascita,
un Gala lirico-sinfonico con tre ampie selezioni da Macbeth, Il
trovatore, Aida e un cast d’eccezione: Barbara Frittoli, Marcelo
Álvarez e Marianne Cornetti. Le serate si arricchiranno di degustazioni con meraviglie gastronomiche dell’Emilia, terra
natale di Verdi.
Tornando alla Stagione, a novembre (7-17/11), un altro protagonista dell’italianità nell’opera: Gioachino Rossini, Il barbiere
di Siviglia, sotto la direzione di Alessandro De Marchi, nell’allestimento firmato da Luisa Spinatelli. Protagonista un cast
dotato di grande vis comica che annovera Antonino Siragusa,
Laura Polverelli, Paolo Bordogna, Vito Priante e Nicola Ulivieri.
Facendo un salto in avanti nel calendario, maggio (7-18/5),
l’ultima opera scritta da Rossini appena trentasettenne: Guglielmo Tell. Sul palcoscenico del Regio verrà presentato un
nuovo allestimento, realizzato in coproduzione con il Rossini
Opera Festival, firmato dal regista Graham Vick e diretto da
Gianandrea Noseda. Nel ruolo del protagonista, uno degli artisti più eleganti del panorama internazionale: Carlos Álvarez;
a condividere le gesta del patriota svizzero ci saranno inoltre
Angela Meade, John Osborn, Mirco Palazzi e Giacomo Prestia.
Il capolavoro del repertorio serio rossiniano manca a Torino da
48 anni.
BIGLIETTERIA
DEL TEATRO REGIO
Piazza Castello 215 – Torino
Tel. 011 8815241/242
www.teatroregio.torino.it
[email protected]
Convenzione associati FABI: sconto
del 10% sui singoli biglietti
settembre 2013 | Plus Magazine | RECENSIONI
47
MAPPAMONDO
ETIOP
alla scoperta della
Popoli misteriosi, grandiose scenografie
e affascinanti paesaggi naturalistici
Nel cuore di una natura grandiosa, che ha disegnato montagne, canyon
impressionanti, altopiani immensi, laghi e fiumi, pianure e savane, vulcani, deserti di sale e distese di lava, gli eredi di antiche civiltà convivono
con etnie primordiali. Tutto in Etiopia ci parla di una terra antichissima.
48
MAPPAMONDO
PIA
“culla dell’umanità”
STORIE DI VIAGGI
E VIAGGIATORI
LA STORIA DELL’ETIOPIa è un intreccio di avvenimenti affascinanti e leggendari come l’incontro tra il Re Salomone e la Regina di Saba,
l’avventuroso viaggio dell’Arca dell’Alleanza, la
grandezza del regno di Axum e la nascita del
Cristianesimo, l’ascesa dell’Islamismo, il mitico Re Lalibela e le undici chiese scolpite nella
roccia, ottava Meraviglia del Mondo.
L’Etiopia è forse il luogo dove è iniziato il
cammino dell’uomo. Qui, nella depressione
dell’Afar e nella valle dell’Omo, sono venuti
alla luce i resti dei nostri più remoti antenati.
Questa affascinante realtà di “culla dell’umanità” convive con quella sontuosa, monumentale, di alta spiritualità, testimoniata dalle chiese
rupestri.
Nella leggendaria “Terra di Punt”, ricca di
ebano, avorio, oro grezzo, incenso, mirra e di
quelle misteriose fragranze che i sacerdoti bruciavano all’ombra delle piramidi, mitizzata dagli egizi e dagli antichi greci come la “fresca isola
celestiale”, crocevia di migrazioni e terra di frontiera tra le genti arabiche e i popoli dell’Africa
Nera, si sono fuse nel tempo culture profondamente diverse.
È un’energia speciale quella che porta il popolo etiope ad interiorizzare la propria fede, a
recludersi fisicamente in luoghi remoti, costruendo chiese che sono fortezze, intagliate
nella roccia, a strapiombo su baratri inaccessibili, sino a diventare immense e silenziose
preghiere di pietra. Un’energia che ha origini
lontanissime e affonda le radici nella storia e
nel mito.
a pag. 48
Etiopia, Africa di riti ed antiche liturgie:
un sacerdote copto ad Axum, culla della
cristianità copta. (Daniele Pellegrini)
a fianco
Cruciforme, monolitica ed ipogea, la
superba basilica di San Giorgio a Lalibela
lascia stupefatti. (Cinzia Bassani)
settembre 2013 | Plus Magazine | MAPPAMONDO
49
MAPPAMONDO
Si deve risalire al 330 quando, miracolosamente
scampati ad una tempesta, i siriani Frumenzio
ed Edesio furono fatti prigionieri ad Axum, dove
regnava Ella Hamida. Divenuto precettore del
giovane principe Ezana, lo convertì al cristianesimo e divenne col tempo il primo vescovo d’Etiopia: scompaiono dalle monete axumite i simboli
sabei del sole e della luna, si affaccia la croce.
L’Etiopia accoglie gli esuli monofisiti delle persecuzioni, moltiplica le conversioni e si distacca
sempre più dall’ortodossia cattolica.
Si rafforzano da quel momento i legami con Bisanzio e, soprattutto nell’altopiano centro-settentrionale ed in Eritrea, l’arte si sviluppa intorno
a modelli autoctoni: la pittura su legno e le miniature richiamano influssi siro-armeni e copti,
l’architettura si ispira a schemi basilicali siriani
con interni a navate, pareti stuccate e piccole
cupole di origine bizantina. E mentre l’Impero
Etiope si richiude in se stesso, quasi per forza
centripeta, l’arte – di riflesso – incapace di elaborare una cultura propria, perfeziona schemi e
modelli acquisiti e offre nella pittura esempi di
grande interesse.
Molte chiese sono ricoperte di dipinti all’esterno
come all’interno: la pittura veste ogni superficie,
un “horror vacui” che produce labirinti di segni,
teste angeliche, la vita di Gesù e dei santi, i miracoli di Maria.
Dopo il XV secolo l’iconografia e la composizione iniziano ad accogliere anche le influenze europee, mentre prevalgono il tipo umano
e l’ambiente di genere etiopico. Ma l’influenza
straniera non superò l’iconografica: il disegno
rimaneva schematico e fisso, mancavano equilibrio compositivo e vitali modelli creativi. Le figure sono ancora stereotipate, i gesti impacciati,
l’assenza di spazialità e la scelta di rappresenta-
50
re su un unico piano le figure in diversi atteggiamenti sono i soli criteri
compositivi. Solo in tempi più recenti la pittura etiopica tradizionale ha
acquisito maggiore morbidezza: i soggetti si sono arricchiti di nuove iconografie anche profane, la prospettiva, da orizzontale, diventa – forse per
influenze indo-persiane – a volo d’uccello, un realismo crescente si fa strada, superando in parte il carico simbolico e ieratico che contraddistingueva
la pittura nel passato.
Verso la fine dell’Ottocento, con l’introduzione della fotografia in Etiopia,
crebbe anche l’esigenza di una ritrattistica più naturalistica e gradualmente
più viva, ricca di dettagli, traboccante di vitalità e di fantasia. Ai soggetti sacri si affiancano così episodi mitologici e storici, da San Giorgio che uccide
il Drago alla Regina di Saba, dagli eserciti egiziani invasori fermati dall’imperatore etiopico Giovanni IV alle truppe italiane sconfitte da Menelik II ad
Adua. Il disegno è conciso e preciso, le campiture di colore più armoniche,
MAPPAMONDO
a pag.50
un leggero chiaroscuro (forse un prestito dalla tecnica fotografica?) sottolinea
alcuni particolari, i dettagli si moltiplicano (ricami a stellette, dischi, panneggi e ondulazioni): la pittura etiope racconta la storia e diventa storia.
Essere avvolti dai colori di questi cicli pittorici è un’esperienza profonda
e indimenticabile, e uno dei momenti migliori per scegliere di visitare
l’Etiopia è quello delle feste tradizionali copte: tutta la traboccante vitalità
espressiva dell’arte e della cultura etiope, la carica emotiva e spirituale di un
popolo è lì, nei rituali precisi e nelle liturgie commoventi che si dispiegano
ad Axum, a Lalibela o nella cornice delle chiese del Lago Tana soprattutto
tra gennaio ed aprile.
Una giovane Afar accanto alla sua tenda. Gli Afar,
anche denominati Danakil o Dancali, originari della
Dancalia, terra fra le più inospitali al mondo, hanno
i lineamenti affilati degli arabi, sono allevatori
di dromedari, dediti ad una povera pastorizia,
all’estrazione e al commercio del sale. (Carla Milone)
Un monaco copto sulla soglia di una chiesa a
Lalibela. Le chiese di Lalibela non si innalzano verso
il cielo, ma sprofondano nella terra. Capolavoro di
intaglio nella roccia, si nascondono ieratiche spesso
collegate da passaggi sotterranei. (Anna Dardanelli)
A nord del Lago Tana, attraversato dal corso del Takazzé che nei millenni
ha scavato gole profondissime, dirupi e falesie vertiginose, si sviluppa il
complesso territorio del Simien. Questa è l’area montagnosa più importan-
L’immagine di San Giorgio che trafigge il drago in un
monastero del Lago Tana. Gli affreschi sulle pareti
di queste chiese sono come tessuti, stupefacenti
esplosioni di colori. (Anna Dardanelli)
te d’Etiopia e una delle più grandiose scenografie d’Africa. Vi si trovano diverse cime di 4000 metri e la montagna più alta del paese, il Ras Dashen,
che con i suoi 4620 metri è anche la quarta d’Africa, preceduta solo dal
Kilimanjaro, dal Monte Kenya e dal Ruwenzori.
Un pellegrino avvolto nel bianco “shamma”, la tunica
tradizionale, prega dinnanzi alla porta di una chiesa a
Lalibela. (Anna Dardanelli)
Il territorio del Simien è il risultato di un’intensa attività vulcanica con impressionanti eruzioni di lava. La fase della glaciazione e, in seguito, il periodo delle grandi piogge si accanirono su quella superficie di magma indurito, disgregandolo, insinuandosi, mordendolo, scavandolo fino a ridurlo
ad un intricato intersecarsi di valloni, forre, canyon, tra i quali emergono,
come relitti sopravvissuti di lontane ere, fantasmagoriche guglie, montagne, ambe e frammenti di piane. I simboli per eccellenza di quest’area
montagnosa, santuario naturalistico oggi protetto, sono la volpe del Simien, la “volpe rossa”, da alcuni denominata “ sciacallo rosso”, il Walia Ibex,
che gli italiani ribattezzarono “stambecco abissino”, e la “scimmia Gelada”,
La caratteristica architettura di un villaggio con i
“tucul”, le capanne circolari dal tetto in paglia, che
punteggia un verdissimo paesaggio dell’altopiano
subito dopo la stagione delle piogge. (Salvatore Renis)
settembre 2013 | Plus Magazine | MAPPAMONDO
51
MAPPAMONDO
La piana di Dallol. I surreali paesaggi
e gli incredibili colori della Dancalia. (Carla Milone)
un babbuino dalla macchia rossa sul petto, detto
anche “scimmia leone” per la foltissima criniera
del maschio.
A nord est invece c’è un’altra Etiopia, quella dura
e difficile della Dancalia, un ambiente irreale,
apocalittico, fatto di deserti lavici e aree vulcaniche, luogo infernale e metafisico dove ancor oggi
si snodano lente le carovane con i dromedari e
i loro carichi di sale, che si lasciano alle spalle
Pastorello incontrato sulle montagne del Simien, regione di
grandiosi panorami. (Anna Dardanelli)
Originali ed eleganti nella loro semplicità gli ornamenti
di questa donna appartenente all’etnia Mursi, che vive
nell’Etiopia meridionale. Le donne Mursi sono famose per il
caratteristico piattello labiale di terracotta. (Carla Milone)
52
scenari danteschi per i mercati e le frescure degli
altopiani.
ganizzazione sono ancora – ma forse per poco – quelle tribali, tramandate
nel tempo.
E poi ci sono le terre del sud, dove forse è iniziato il cammino dell’uomo. Nel territorio delimitato dalla fossa tettonica di Galla, che raccoglie
le acque di numerosi bacini lacustri e si spinge
lungo l’immensa frattura della Rift Valley sino ai
laghi Chew Bahir e Turkana, vivono numerose
etnie, per lo più classificate come popolazioni di
discendenza nilotica. Dalla città di Arba Minch,
capoluogo della regione Gamo Gofa, 450 chilometri circa a sud della capitale Addis Abeba, si
abbandona l’Africa degli altopiani e delle terre
coltivate per un’Africa dove la savana si stende a
perdita d’occhio, dove l’unica legge e l’unica or-
Harar, nel settore orientale, in prossimità del confine con la Somalia, non
è Etiopia, è un frammento di terra yemenita incastonata in terra etiope con
nell’aria quell’abbandono indolente, tipico della penisola sud-arabica. La
cultura musulmana porta con sé la bianca architettura, il canto del muezzin dai minareti, l’intimità segreta delle case arredate di cuscini dove, pigramente, le donne rimangono distese, una certa vanità, il gusto della bellezza
e un’attenzione verso quei piaceri che danno al vivere un’apparenza più
leggera. Due gli edifici in modo diverso legati alla storia: la residenza di
Ras Makonnen, il padre di Ras Tafari divenuto imperatore col nome di
Hailé Sellassié e la casa di Arthur Rimbaud. Molti appassionati del viaggio
come metafora della vita romantica, si avvicinano ad Harar come pellegrini
al tempio. E qui i versi di Rimbaud del celebre “Le Bateau Ivre” vibrano
ancora intensi.
MAPPAMONDO
Scorcio di Harar, isola etnica e linguistica dell’est etiopico,
quarta città santa del mondo islamico, antico e favoloso
emporio di commerci citata nelle cronache dei viaggiatori
dell’Ottocento. Qui si respirano già le atmosfere proprie
della cultura costiera del Corno d’Africa. (Salvatore Renis)
Dancalia. Carovane in movimento. I dromedari sono ancor
oggi utilizzati per il trasporto del sale verso i mercati degli
altopiani, ma la loro sopravvivenza è a rischio.
Con il nuovo impulso dato dall’attuale governo alla
costruzione di strade si presume verranno presto sostituite
dai camion. (Christian Le Tily)
IL TUCANO VIAGGI RICERCA
primo operatore in Etiopia
Il Tucano Viaggi Ricerca è stato il primo operatore ad organizzare viaggi in Etiopia, destinazione dalle grandissime potenzialità culturali,
etnografiche e naturalistiche. Nel 1984 essendo
l’area settentrionale ancora chiusa al turismo,
l’organizzazione di Willy Fassio iniziava ad effettuare una serie di sopralluoghi nella regione
dei laghi e nell’intatta realtà etnografica della
“Valle dell’Omo” sino al lago Turkana, al confine
con il Kenya.
Successivamente, con l’apertura al turismo delle
regioni del nord e la creazione di strutture ricettive, l’Etiopia è diventata una meta sempre più
richiesta dal viaggiatore e capace di soddisfare
interessi diversi. Da sempre Il Tucano propone
un esauriente panorama di viaggi in Etiopia spaziando dalle scenografie delle terre del nord alla
stupefacente Dancalia sino ai villaggi e alle etnie
della regione dei laghi e della valle dell’Omo.
• L’offerta più completa sull’Etiopia.
• Management italiano e un team di guide locali parlanti italiano qualificate.
L’Etiopia è una realtà composita e affascinante, dove la “culla dell’umanità”
convive con quella sontuosa, monumentale, di alta spiritualità, testimoniata dalle chiese rupestri. È la leggendaria “Terra di Punt”, ricca di ebano,
avorio e di quelle misteriose fragranze che i sacerdoti bruciavano all’ombra
delle piramidi, crocevia di migrazioni tra le genti arabiche e i popoli dell’Africa Nera.
• Alberghi selezionati nell’ambito delle strutture migliori.
• Consultando i Plus Tucano a lato di ogni itinerario, scoprirai per ciascun viaggio i dettagli
che fanno la differenza. Per informazioni e prenotazioni:
IL TUCANO VIAGGI RICERCA
Piazza Solferino 14 G – Torino
Tel. 011 5617061
www.tucanoviaggi.com
[email protected]
Convenzione FABI sconto del 10%
Sul sito tutta la programmazione viaggi e l’elenco
delle nostre Agenzie partner.
settembre 2013 | Plus Magazine | MAPPAMONDO
53
CONVENZIONI
Conve nzioni
nazionali
AVIS AUTONOLEGGIO
Noleggio veicoli con le migliori tariffe
per ogni esigenza di viaggio.
Per gli associati FABI:
• sconto fino al 10% sulla Tariffa Giornaliera, Weekend, Settimanale Standard Italia e Standard Estero.
Sulle tariffe di noleggio auto in Italia,
Avis ha il piacere di offrire agli associati
FABI, l’inclusione nel prezzo del chilometraggio illimitato.
Per accedere alla convenzione:
– collegarsi al sito
www.avisautonoleggio.it ;
–contattare il Centro Prenotazione
Avis al numero 199 100133, soggetto
a tariffazione specifica;
– recarsi presso gli uffici di noleggio
Avis.
ALPITOURWORLD
Gruppo leader in Italia per i viaggi organizzati.
Per gli associati FABI:
• riduzione del 12 % sulle quote pacchetti viaggio con voli I.T.C. pubblicate su tutti i cataloghi Alpitour, Villaggi Bravo, Francorosso e Karambola,
consultabili anche sui siti:
www.alpitour.it
www.villaggibravo.it
www.francorosso.it
www.karambola.it
• riduzione del 10% sulle quote dei soli
servizi a terra e pacchetti con voli di
linea pubblicate sui cataloghi Alpitour, Villaggi Bravo, Francorosso e
Karambola;
• riduzione dell’8% sui prodotti Viaggidea (quote pubblicate da catalogo,
54
consultabili anche sul sito
www.viaggidea.it );
• riduzione del 5% sulle quote pubblicate da catalogo in vigore per il solo
volo charter e per le prenotazioni
effettuate con la promozione LAST
(offerte ultime disponibilità).
Per informazioni e prenotazioni:
Centro Prenotazioni tel. 011 19690202
[email protected].
Il codice sconto identificativo della
convenzione è visibile sulla newsletter
presente su www.associatiallafabi.it
BRITISH INSTITUTES
Azienda leader nel campo
dell’insegnamento della lingua inglese.
Docenti madrelingua qualificati, ampia scelta di corsi e soluzioni, storia ed
esperienza nel campo, oltre 200 sedi
su tutto il territorio italiano: British Institutes è la risposta a chi cerca un aggiornamento professionale, un esame
universitario o semplicemente a chi
vuole conoscere la lingua inglese.
Per gli associati FABI:
• test d’ingresso gratuito;
• sconto del 10% sui corsi collettivi;
• sconto del 5% sui corsi individuali.
Elenco sedi British Institutes su
www.britishinstitutes.it
CONBIPEL
ABBIGLIAMENTO
Da sempre sinonimo di stile e qualità
per tutti italiani.
Una grande passione per l’abbigliamento donna, uomo e bambino raccontata
in più di cinquant’anni di storia e centocinquanta punti vendita diretti in Italia.
Per gli associati FABI che sottoscrivono
la Partnership ‘Con Te Card’ i seguenti
privilegi:
• 20% di sconto su tutti i capi Conbipel
fino a fine anno;
• 30% di sconto in occasione del lancio
delle nuove collezioni;
• saldi esclusivi in anteprima 4 volte
l’anno;
• promozioni dedicate.
L’elenco dei punti vendita è visibile su
www.conbipel.it
Per attivare la card scaricare e seguire
le indicazioni riportate sulla newsletter
visibile su www.associatiallafabi.it
DUE RUOTE NEL VENTO
Tour Operator che si occupa di realizzare viaggi in bicicletta e trekking in
tutta Italia, Europa e in tutto il Mondo
(Tunisia, Cuba, Messico).
Per gli associati FABI:
• sconti diversificati fino all’8% su tutti i
viaggi in bicicletta, a piedi, con gli sci,
con i pattini a rotelle e trekking in Italia e in Europa, nel catalogo cartaceo e
nel sito www.dueruotenelvento.com
Per informazioni e prenotazioni:
tel. 011 4372057 – fax 011 4304621
[email protected]
EC MALTA SCUOLA
LINGUA INGLESE
Corsi per tutti anche per tutta la famiglia: i genitori possono accompagnare
i figli e frequentare i corsi programmati
per gli adulti, ma con gli stessi orari dei
ragazzi, per poter trascorrere insieme
la vacanza studio e dare l’opportunità
anche ai genitori di migliorare la lingua
inglese, un po’ “appannata” nelle reminiscenze scolastiche.
Informazioni sui corsi sul sito
www.ecenglish.com/Malta
Per gli associati FABI:
• potete scaricare la news letter
con tutti i costi convenzionati dal sito
www.associatiallafabi.it
CONVENZIONI
FAXIFLORA
Spedizione fiori on-line.
Azienda leader nella trasmissione floreale in Italia e nel mondo. Faxiflora
opera da oltre vent’anni sul mercato,
avvalendosi di una propria organizzazione di fioristi associati con regolare
contratto, distribuita su tutto il territorio nazionale e costituita da migliaia di
fioristi in grado di soddisfare con professionalità e competenza le richieste
di consegne di omaggi floreali.
Per gli associati FABI:
• sconto del 10% per acquisti on-line
su www.faxiflora.it nella sezione dedicata alla convenzione oppure contattando il numero verde 800 618667
- tel. 0171 694004 - [email protected]
Inoltre al raggiungimento di € 100,00
di spesa, anche con più ordini (max 3),
l’associato riceverà in regalo il libro “Le
parole dei fiori”.
La password identificativa della convenzione è visibile sulla newsletter presente
sul sito www.associatiallafabi.it
IL TUCANO VIAGGI
Tour Operator che da oltre trent’anni
organizza viaggi d’autore culturali, naturalistici ed etnografici, su misura per
piccoli gruppi o individuali.
Per gli associati FABI:
• sconto del 10% su pacchetto da catalogo “tutto compreso”;
• sconto del 10% su preventivi per viaggi individuali su misura;
• sconto del 12% su base familiare o
amici (gruppo minimo 4 persone).
Sulle pratiche non vengono applicati i
diritti di iscrizione.
I cataloghi oggetto della convenzione
sono quelli pubblicati in forma cartacea e on-line, integrati e aggiornati sul
sito www.tucanoviaggi.com
Per informazioni e prenotazioni:
tel. 011 5617061 – fax 011 515805
[email protected]
IMPERATORE TRAVEL
Tour Operator, con esperienza venten-
nale, in grado di proporre ogni formula di viaggio.
Oltre 1.500 soluzioni per soggiorni
classici, in alberghi 5 stelle lusso, Bed
& Breakfast, Villaggi, Residence, Ville,
Tour culturali e Vacanze tematiche,
sportive, benessere, religiose nelle
località più belle d’Italia: Campania,
Ischia e Capri, Sicilia e Isole Eolie,
Lampedusa, Pantelleria e altre isole
minori, Sardegna, Puglia, Calabria, Basilicata, Lazio e ora anche Nord Italia.
Per gli associati FABI:
• sconti fino al 12% sulle quote da catalogo pubblicate su
www.imperatore.it
• quota individuale di gestione
pratica: adulti € 15,00 anziché
€ 30,00 - bambini 2/12 anni € 10,00
anziché € 15,00;
• assicurazione annullamento viaggio
gratuita.
Per informazioni e prenotazioni:
direttamente dall’associato telefonando al numero 081 3339550, oppure via
fax al numero 081 908486, o via mail
[email protected] (Sig.ra Ida Restituto)
DOTT. ENRICO
ROLLA – ISTITUTO WATSON
Centro di Psicologia Cognitiva Comportamentale e Scuola di Specializzazione Post-Universitaria.
Oltre ai programmi di terapia individuale e di gruppo è specializzato nella
terapia online e telefonica per il trattamento di svariati disturbi.
Per gli associati FABI:
• sconto del 10%
Per informazioni e prenotazione appuntamenti online: tel./fax 011 5611102
[email protected]
www.iwatson.com
LAVAZZA
A MODO MIO FAVOLA
Lavazza A Modo Mio Favola è frutto della collaborazione tra Lavazza ed Electrolux. Un incontro magico tra l’eccellenza
dell’espresso e la tecnologia di uno dei
marchi più conosciuti e apprezzati nel
settore degli elettrodomestici.
Per gli associati FABI: offerte dedicate per macchina espresso Lavazza A
Modo Mio.
Per l’ordine scaricare l’apposito coupon di adesione dal sito
www.associatiallafabi.it
MASSIMO REBECCHI BOUTIQUE
Stilista italiano nato a Viareggio nel
1954. La sua carriera nella moda inizia
a soli 20 anni, quando iniziò a disegnare alcuni capi che ottennero subito un
grande successo. Dal 1989 ha aperto
una serie di negozi monomarca in Italia e all’estero, che hanno permesso
alla griffe di essere oggi presente nelle
città più importanti del panorama della moda. La convenzione con Virginia
Srl, industria di confezioni della linea
abbigliamento e accessori del gruppo
Massimo Rebecchi, prevede le sconto
nei punti vendita Massimo Rebecchi.
Per gli associati FABI:
• sconto del 10% presso tutti i punti
vendita (negozi e outlet).
L’elenco dei punti vendita è visibile su
www.massimorebecchi.it
MONDADORI
ABBONAMENTI RIVISTE
Una delle principali società europee
nel settore editoriale, la sua mission è
di favorire la diffusione della cultura e
delle idee con una produzione che tocca ogni genere e raggiunge tutti i lettori.
Per gli associati FABI:
• sconti fino al 78% su abbonamenti
settimanali, mensili e periodici.
settembre 2013 | Plus Magazine | CONVENZIONI
55
CONVENZIONI
Per informazioni: telefonare al Servizio
Clienti 199 111999, oppure inviare una
mail a [email protected]
Per sottoscrivere gli abbonamenti scaricare l’apposito coupon di adesione
dal sito www.associatiallafabi.it
NH HOTELS
È una delle 25 maggiori
catene alberghiere al mondo e una delle principali in Europa. Gestisce circa
400 alberghi (di cui 53 in Italia). La convezione per gli associati FABI riguarda
gli alberghi in Italia e prevede:
• tariffe specifiche per l’NH Machiavelli, Touring e President di Milano,
per l’NH Leonardo da Vinci e Vittorio
Veneto di Roma e per l’NH Excelsior
di Siena, mentre per gli altri alberghi
NH in Italia è previsto uno sconto del
15% sulla miglior tariffa disponibile al
momento della prenotazione.
Il codice identificativo della convenzione è visibile sulla news letter presente
sul sito www.associatiallafabi.it
Per prenotazioni individuali:
Centro Prenotazioni: 848 390 398
[email protected]
Per prenotazioni gruppi:
Ufficio Gruppi: 800 160 199
[email protected]
POLIZZA AUTO
Per il tramite della Biverbroker condizioni agevolate sulle tariffe relative alle
coperture assicurative riguardanti autovetture, camper e moto.
Per gli associati FABI:
• RC Autovettura: sconto fino al 62%;
• ARD (incendio, furto, kasko, ecc.):
sconto fino al 40%;
• eventi naturali e atti vandalici: sconto fino al 40%.
Per richiedere il preventivo accedere al
sito www.fabi.polizze.it “area preventivi auto e camper” e seguire le indicazioni. Per informazioni scrivere a:
[email protected]
POLIZZA CASA
Per il tramite della Biverbroker condizioni agevolate sulle tariffe relative
alle coperture assicurative riguardanti
la casa/abitazione (dimora abituale o
56
saltuaria) e precisamente:
• RC capo famiglia - incendio - furto.
Per richiedere un preventivo compilare
la modulistica allegate alla newsletter
sul sito www.associatiallafabi.it
SALMOIRAGHI & VIGANO’
Salmoiraghi & Viganò marchio leader
nel panorama dell’ottica al dettaglio
con 500 punti vendita in Italia.
Per gli associati FABI:
• sconto del 20% su occhiali da vista
completi di lenti;
• sconto del 15% su occhiali da sole;
• sconto del 10% su lenti a contatto;
• sconto del 5% su strumentazione ottica non elettronica (telescopi, binocoli, bussole, e oltre 200 strumenti per
hobby, sport e tempo libero).
Sul sito www.salmoiraghievigano.it potrete visualizzare le ultime promozioni
e l’elenco dei punti vendita.
SIMPLY GROUP SRL
Simply Group srl rappresenta la Diamond Resorts International che è
specializzata in località e proprietà di
vacanza con un programma basato su
punti di scambio.
Per gli associati FABI:
• Simply Group Srl mette a disposizione
gratuitamente, per ogni iscritto che
ne faccia richiesta, un Voucher Resort
per una settimana di soggiorno dal
valore di € 750,00 a Tenerife o Costa
del Sol per un minimo di due persone
pagando solo le Spese Amministrative,
comprensive di Assicurazione Mondial
Assistance, di € 48,00 a persona.
Per ogni dettaglio scaricare la newsletter dal sito www.associatiallafabi.it
Per Informazioni e prenotazioni:
Centro informazioni - 02 99775000
oppure scrivere all’indirizzo
[email protected]
STARPROMO
OGGETTISTICA ON LINE
Propone oggetti promozionali e idee
regalo sia per aziende che per i singoli
con un ricco catalogo di prodotti di ab-
bigliamento, oggettistica, accessori da
ufficio e casa personalizzabili.
Per gli associati FABI:
• sconto da un minimo dell’8% secondo il prodotto scelto.
Per utilizzare la convenzione è necessario registrarsi nell’area riservata del
portale www.starpromo.it
La password identificativa della convenzione è visibile sulla newsletter presente su www.associatiallafabi.it
TOP SARDINIA
Tour Operator nato nel 1983, si colloca,
per numero di passeggeri e per volume
di traffico, tra i leader nazionali sulla
destinazione Sardegna.
Per gli associati FABI:
• sconto fino al 13% sulle quote da
catalogo e del 18% sulle quote delle
strutture speciali.
I cataloghi sono disponibili in tutte le
agenzie di viaggio nazionali, oltre che
sul sito www.topsardinia.it
Prenotazioni: direttamente dall’associato telefonando al n° 06 512991 o via
e-mail [email protected]
UNITELMA SAPIENZA
UNIVERSITA’ TELEMATICA
“Braccio” telematico della prestigiosa
Università romana La Sapienza, con
sede a Roma, Viale Regina Elena 295,
è un’Università pubblica non statale istituita con decreto del Ministero
dell’Istruzione, dell’Università e della
Ricerca in data 7 maggio 2004, con
peculiarità di formazione universitaria
tramite internet. Unitelma Sapienza è
autorizzata a rilasciare i seguenti titoli
di studio: Laurea, Laurea Magistrale,
Diploma di specializzazione, Dottorato
di Ricerca e Master Universitari di I e II
livello, validi a tutti gli effetti di legge.
Per gli associati FABI riduzione sulla
retta annuale di iscrizione. Esempio:
• Corso di laurea € 1.500,00;
• Corso di laurea magistrale e laurea
magistrale a ciclo unico € 1.700,00.
Troverete le informazioni su iscrizioni, immatricolazioni, valutazioni preimmatricolazioni ed elenco corsi su
www.unitelma.it
PLUS MAGAZINE
Periodico trimestrale dell’Associazione
Fabi Plus per la cultura e il tempo libero
Numero 24 - settembre 2013
Reg. presso il tribunale di Torino
n. 5919 dell’8/11/2005
Redazione e Amministrazione
Via Guarini, 4 – 10123 Torino
Tel. 011 5611153
Fax 011 540096
www.fabiplus.org/magazine.html
[email protected]
Direttore editoriale
Paola Gomiero
Direttore responsabile
Mauro Bossola
Caporedattore
Pietro Gentile
In questo numero:
2Copertina 70ª Mostra del cinema di Venezia. L’inossidabile George apre la passerella: fan in delirio
6 Protagonisti
Giuseppe Tornatore. La migliore offerta del cinema italiano
10 Protagonisti
Raphael Gualazzi: una buona musica suona in qualsiasi lingua
14 Eventi
Taormina Film Fest. La kermesse siciliana ricca di ospiti internazionali
16 Tecnofuturo
Miguel Angel Gurría. Italia e lavoro, quale futuro?
20 Eventi
Ref13: Roma Europa Festival 2013
24 Moda
30 Medicina e salute
32
36
38
Chiccosissimamente
Prevenzione in rosa. Da IRM check up dedicati all’universo femminile
Nuove tecnologie nella chirurgia refrattiva: Femtolasik
Chirurgia estetica: una scelta consapevole
La salute del piede affidata al professionista
40 Benessere
La Kinesiologia per il benessere dell’individuo
42 Recensioni
Film, libri, fumetti, mostre, musica, teatri
48 Mappamondo
Etiopia: alla scoperta della culla dell’umanità
54 Iniziative associatiConvenzioni nazionali
Segreteria di redazione
Milena Lagnese
Photo editor
Alessandro Lercara, Cosimo Torraco
Hanno collaborato a questo numero:
Benedetta Breveglieri, Dario Migliardi,
Barbara Odetto, Giuliana Rebaudo,
Mariangela Salvalaggio, Salvatore Taormina,
Emanuela Truzzi.
Fotografie
Archivio Il Tucano, Archivio Stilisti, Archivio Teatro
Regio, Archivio Comune di Torino, Archivio Taormina
Film Fest, Archivio Mostra Venezia, Archivio Roma
Europa Festival, Franco56, Roberto Morzone, Daniele
Solavaggione, Salvatore Taormina.
Pubblicità
Nova Labor Servizi srl
Via Guarini, 4
10123 Torino
Tel. 011 5611153
Fax 011 540096
Grafica e impaginazione
Fantinel Graphic Designers – Torino
Stampa
Garabello Artegrafica – San Mauro Torinese
La redazione non si assume alcuna responsabilità per notizie, foto, marchi, slogan utilizzati dagli inserzionisti.
Il materiale inviato non viene restituito.
È vietata e perseguibile civilmente e penalmente ai sensi della legge sul diritto d’autore ogni forma di riproduzione dei contenuti
di questa rivista, compresi gli spazi pubblicitari, senza autorizzazione scritta dell’editore.
In copertina
George Clooney
LUS
SU
24
IP
FAB
Torino: vivere la città
58 Protagonisti
Mario Turetta. Una giornata da re: il Polo Reale di Torino
62 Eventi
Social Media Week: Torino
capitale del digitale
Le rubriche
65 Gusti e piaceri
67 Idee e servizi
72 Comunicazione e immagine
70 Protagonisti
Margherita Granbassi. Torno in pedana per continuare a sognare
74 Itinerari
Torino, secondo noi ...
Le proposte
76 Visite guidate
80 Conferenze e corsi
81 Convenzioni territoriali
83 I luoghi del gusto
84 Le gite
85 Biglietteria
87 Gli esperti rispondono
92 La parola ai lettori
PLUS MAGAZINE
24
IN QUESTO NUMERO:
RUBRICHE:
MODA
MEDICINA E SALUTE
BENESSERE
RECENSIONI
MAPPAMONDO
GUSTI E PIACERI
IDEE E SERVIZI
COMUNICAZIONE E IMMAGINE
TORINO SECONDO NOI
GLI ESPERTI RISPONDONO
LA PAROLA AI LETTORI
PROPOSTE:
VISITE GUIDATE
CONFERENZE E CORSI
CONVENZIONI PER GLI ASSOCIATI
GITE – SPETTACOLI
70ª Mostra del cinema di Venezia:
L’inossidabile George
apre la passerella: fan in delirio
GIUSEPPE TORNATORE: LA MIGLIORE OFFERTA DEL CINEMA ITALIANO RAPHAEL GUALAZZI: UNA BUONA MUSICA
SUONA IN QUALSIASI LINGUA TAORMINA FILM FEST: LA KERMESSE SICILIANA RICCA DI OSPITI INTERNAZIONALI
MIGUEL ANGEL GURRIA: ITALIA E LAVORO, QUALE FUTURO? REF13: ROMA EUROPA FESTIVAL 2013
MARIO TURETTA: UNA GIORNATA DA RE SOCIAL MEDIA WEEK: TORINO CAPITALE DEL DIGITALE
MARGHERITA GRANBASSI: TORNO IN PEDANA PER CONTINUARE A SOGNARE
Periodico dell’Associazione FABI Plus per la cultura e il tempo libero
Pubblicazione trimestrale Numero XXIV- settembre 2013
Poste Italiane Spa – Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - NO/TORINO N._1/2013
:
O
N TTÀ
I A CI
R
O L
TVERE
VI
Scarica

Scarica il Magazine in formato PDF