PLUS MAGAZINE 02 IN QUESTO NUMERO: RUBRICHE: MODA MEDICINA E SALUTE BENESSERE RECENSIONI FILM, LIBRI, FUMETTI, MOSTRE, MUSICA E TEATRO PROPOSTE: CONVENZIONI PER GLI ASSOCIATI 70ª Mostra del cinema di Venezia: L’inossidabile George apre la passerella: fan in delirio GIUSEPPE TORNATORE: LA MIGLIORE OFFERTA DEL CINEMA ITALIANO RAPHAEL GUALAZZI: UNA BUONA MUSICA SUONA IN QUALSIASI LINGUA TAORMINA FILM FEST: LA KERMESSE SICILIANA RICCA DI OSPITI INTERNAZIONALI MIGUEL ANGEL GURRIA: ITALIA E LAVORO, QUALE FUTURO? REF13: ROMA EUROPA FESTIVAL 2013 MAPPAMONDO: ETIOPIA, ALLA SCOPERTA DELLA CULLA DELL’UMANITÀ LE A N ZIOafabi.it A N all Supplemento trimestrale per la cultura e il tempo libero a “La voce dei bancari” - settembre 2013 E ciati N IO so IZ w.as D E ww PLUS MAGAZINE Supplemento a “La voce dei bancari” Periodico trimestrale per la cultura e il tempo libero In questo numero: Redazione e Amministrazione Via Guarini, 4 – 10123 Torino Tel. 011 5611153 Fax 011 540096 www.associatiallafabi.it 2Copertina 70ª Mostra del cinema di Venezia. L’inossidabile George apre la passerella: fan in delirio 6 Protagonisti Giuseppe Tornatore. La migliore offerta del cinema italiano 10 Protagonisti Raphael Gualazzi: una buona musica suona in qualsiasi lingua 14 Eventi Taormina Film Fest. La kermesse siciliana ricca di ospiti internazionali 16 Tecnofuturo Miguel Angel Gurría. Italia e lavoro, quale futuro? 20 Eventi Ref13: Roma Europa Festival 2013 Direttore Responsabile Paolo Panerai Direttore Editoriale Mauro Bossola Caporedattore Paola Gomiero Segreteria di Redazione Milena Lagnese 24 Moda Chiccosissimamente Photo Editor Cosimo Torraco Alessandro Lercara Hanno collaborato a questo numero: Pietro Gentile, Dario Migliardi, Barbara Odetto, Benedetta Breveglieri, Salvatore Taormina. Fotografie Archivio Il Tucano Viaggi, Archivio Stilisti, Archivio Teatro Regio, Archivio Comune di Torino, Archivio Taormina Film Fest, Archivio Mostra del cinema di Venezia, Archivio Roma Europa Festival, Franco56, Daniele Solavaggione, Salvatore Taormina. Pubblicità Nova Labor Servizi srl Via Guarini, 4 10123 Torino Tel. 011 5611153 Fax 011 540096 Grafica e impaginazione Fantinel Graphic Designers – Torino La redazione non si assume alcuna responsabilità per notizie, foto, marchi, slogan utilizzati dagli inserzionisti. Il materiale inviato non viene restituito. È vietata e perseguibile civilmente e penalmente ai sensi della legge sul diritto d’autore ogni forma di riproduzione dei contenuti di questa rivista, compresi gli spazi pubblicitari, senza autorizzazione scritta dell’editore. In copertina George Clooney LUS IP FAB SU 02 30 Medicina e salute Prevenzione in rosa. Da IRM check up dedicati all’universo 32 36 38 femminile Nuove tecnologie nella chirurgia refrattiva: Femtolasik Chirurgia estetica: una scelta consapevole La salute del piede affidata al professionista 40 Benessere La Kinesiologia per il benessere dell’individuo 42 Recensioni Film, libri, fumetti, mostre, musica, teatri 48 Mappamondo Etiopia: alla scoperta della culla dell’umanità 54 Iniziative associatiConvenzioni nazionali Paola Gomiero Direttore Fabi Plus Editoriale Cari lettori, per la nostra copertina abbiamo scelto il volto internazionale di George Clooney, incontrato a Venezia insieme a Sandra Bullock in occasione della presentazione del suo ultimo film “Gravity”. Molte le pagine riservate al cinema, come quelle dedicate ai numerosi artisti partecipanti al Taormina Film Fest. Una ‘chicca’ per i cinefili l’incontro/intervista con il regista Giuseppe Tornatore, che ci parla anche della sua ultima e pluripremiata produzione, “La migliore offerta”, già ampiamente apprezzata sul grande schermo. La rubrica moda per la nuova stagione ci invita ad essere ‘chic e raffinati’ con capi di assoluta eleganza proposti da Moncler, Bruno Magli, Antonio Marras, Luisa Beccaria, Cantarelli e Borbonese, interessanti firme della moda italiana. Altre interviste di sicuro interesse, dal talentuoso artista di Urbino Raphael Gualazzi ad uno dei grandi “decisori” della scena mondiale, Miguel Angel Gurria, Segretario Generale dell’OCSE, intervistato in occasione del Festival dell’Economia di Trento, che ci spiega come sia posizionata l’Italia, nell’utilizzo della tecnologia, rispetto al resto del mondo. Torino - Parco Colletta (foto franco56) Per gli appassionati di mostre è in arrivo un autunno ricco di proposte in tutta Italia e per chi soggiorna nella capitale suggeriamo il grande appuntamento “Roma Europa Festival 2013” giunto alla 28 ma edizione. Quest’anno saranno dodici i teatri romani che ospiteranno per due mesi il mondo dell’arte, della prosa, della danza e della musica. Per chi ama viaggiare, ecco un itinerario insolito nell’affascinante Etiopia: “La culla dell’umanità”, con le sue bellezze selvagge e i suoi popoli misteriosi. E ora parliamo di convenzioni: sconti e offerte hanno suscitato grande apprezzamento tra i nostri Associati, in particolare quella stipulata con Alpitourworld, che prevede il 12% di sconto cumulabile con le offerte di catalogo. Vi auguro buona lettura e buon autunno. Arrivederci a dicembre. [email protected] settembre 2013 | Plus Magazine | EDITORIALE 01 COPERTINA 70ª Mostra del cinema di Venezia: L’INOSSIDABILE GEORGE G APRE LA PASSERELLA: FAN IN DELIRIO k a cura di PAOLA GOMIERO foto Archivio Festival 2 eorge Clooney, dopo aver trascorso l’estate nella sua villa di Laglio, è arrivato a Venezia in splendida forma. Ormai abitué della kermesse veneziana, è giunto al Festival in compagnia di Sandra Bullock per presentare “Gravity”: il film di Alfonso Cuaron che ha aperto la 70a edizione della Mostra d’Arte Cinematografica. E sul tappeto rosso della pellicola George non ha deluso nessuno. Elegantissimo, in smoking nero, si è soffermato a lungo con fan e fotografi senza trascurare Sandra. È stato anche molto generoso con i giornalisti trattenendosi a lungo con loro e, avvicinatosi alla transenna che delimita lo spazio dedicato, proprio prima di varcare la soglia dell’ingresso alla Sala Grande per la cerimonia di inaugurazione, alla classica domanda sulla sua vita sentimentale ha risposto in italiano: “fidanzarmi? Ci penserò”. Anche in conferenza stampa, riempita da giornalisti all’inverosimile, come pochi divi sanno fare, non è mancato il suo classico e simpatico umorismo. Alla domanda su com’è avere l’illusione di COPERTINA GRAVITY essere soli nell’universo, Clooney ha risposto che: “all’inizio non è stato facile crederci, perché...aveva comunque tutta la troupe attorno!”. In molti poi sono stati curiosi di sapere come lui e Sandra Bullock si sono preparati per interpretare una prova tanto dura a livello sia fisico che mentale e lui ha risposto: “abbiamo fatto parecchio yoga insieme per allenare la nostra flessibilità. E ci siamo riusciti! Diciamo che per Sandra è stato più difficile, perché aveva molte più scene da girare; per questo lei ha avuto un allenatore fin da subito. Io, invece, per prepararmi bevevo parecchio”. Sandra Bullock ha invece spiegato: “mi sono allenata molto, perché volevo essere forte e dare al mio personaggio un aspetto particolare, quasi androgino, Rayan è una donna che ha subito una grave perdita che l’ha svuotata del suo lato materno. Per cui era necessario provare a rimuovere anche dal suo corpo i lineamenti femminili. E in effetti nel corso delle riprese ho avvertito il cambiamento”. Nel film “Gravity”, Sandra Bullock interpreta la dottoressa Ryan Stone, un brillante ingegnere medico alla sua prima missione sullo Shuttle, mentre Matt Kowalsky (George Clooney) è un astronauta veterano al comando della sua ultima missione prima del ritiro. Durante quella che sembra una passeggiata nello spazio di routine, ecco che accade il terribile incidente. Lo Shuttle viene distrutto e Stone e Kovalsky rimangono a volteggiare nella più totale oscurità completamente soli e attaccati l’uno all’altra. Il silenzio assordante è la conferma della perdita definitiva di ogni contatto con la Terra e, con esso, ogni speranza di essere salvati. La paura si trasforma in panico e ogni boccata d’aria consuma il poco ossigeno rimasto. Ma l’unica strada verso casa potrebbe essere quella di spingersi ancora più lontano, nella terrificante distesa dello spazio. Il film, davvero emozionante, è stato l’apertura giusta per il Festival, per dare immediatamente il senso di come vanno le cose. Il nero e il vuoto dello spazio, i corpi delle star che fluttuano e scompaiono nel nulla. Il film a ben osservare non è forse l’esatta sintesi dello stato del cinema d’oggi, sospeso senza (più) peso nell’etere e nello spazio e affollato di suoni e di messaggi subliminali sul potere delle grandi potenze economiche vecchie e nuove come quella descritta dai satelliti cinesi russi e americani. Oltre alle difficoltà tecniche legate alla fase di riprese, che hanno necessitato di una tecnologia ad hoc “lavoravamo su una specie di piattaforma luminosa” racconta George “dove bisognava stare attenti a non reagire alle macchine che si muovevano verso di te a gran velocità”, una delle difficoltà più grandi è stata abituare corpo e mente all’assenza di gravità. “Nello spazio ci si muove in maniera incredibilmente lenta, ma nello stesso tempo bisogna comunicare in modo più veloce rispetto alla parlata normale” spiega ancora Clooney. “Quando abbiamo iniziato le prove Sandra proprio non ci riusciva; ma dopo poco tempo ha iniziato a controllare molto di più i movimenti e io ogni volta mi chiedevo: <Ma come cavolo fa?> C’è poco da dire: è stata straordinaria”. Sandra Bullock e George Clooney sul “red carpet” della Mostra. settembre 2013 | Plus Magazine | COPERTINA 3 COPERTINA “Tutto merito degli astronauti che ho potuto consultare mentre giravamo il film” racconta l’attrice. “Li chiamavo dal mio cellulare; loro erano sulla base spaziale e stavano ad ascoltare tutte le mie domande bizzarre, dandomi consigli soprattutto sulla fisicità da adottare in determinate situazioni. Mi hanno fatto sentire molto piccola, perché ho capito che chi fa questo mestiere ha una passione straordinaria per la vita”. E a coloro che le hanno chiesto come fa a mantenersi così in forma e mantenere la propria bellezza, ha risposto: “avere un bambino di tre anni da sollevare e portare in giro ogni giorno aiuta molto. Tra l’altro questo film mi ha aiutato a riflettere sul cosa ci fa alzare ogni mattina con la voglia di vivere. Per me la risposta è proprio il mio bambino”. George sulla questione non si è espresso e neppure se l’è sentita di rispondere quando gli hanno chiesto se sia giusto che Barack Obama mandi le truppe in Siria. Però ha confermato di essere proprietario di un satellite in Sudan “lo usiamo per monitorare la situazione e le atrocità che vengono commesse”. E poi, proprio prima di lasciare la sala, ha riacceso il microfono: “e non volete sapere un mio parere sul nuovo Batman di Ben Affleck?”. E conclude in modo ironico la conferenza stampa. Sempre a proposito dell’umorismo di Clooney, Sandra Bullock, in un’altra occasione così si è espressa sul collega: “io e George siamo stati separati alla nascita. Mi sento la sua versione femminile. Andiamo pazzi per l’hip hop d’annata, quello degli anni 90’. È stata una gioia per tutti averlo sul set, soprattutto dopo che con Cuaron ha accettato di fargli sottoscrivere una tregua sui suoi soliti e micidiali scherzi. Quando ha finito i suoi giorni di lavorazione è sceso un velo di tristezza”. 4 PROTAGONISTI Giuseppe Tornatore LA MIGLIORE OFFERTA DEL CINEMA ITALIANO I di Dario Migliardi 06 L SUO ULTIMO FILM “La migliore offerta”, le cui musiche sono ancora una volta composte e arrangiate dal grande Maestro Ennio Morricone, continua a mietere successi, dopo aver fatto incetta di premi ai David di Donatello. A luglio ha vinto sei Nastri d’Argento 2013 del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici a Taormina e ha ricevuto il Premio Giovani Cinematografici al Festival di Collisioni 2013, è soddisfatto? Sì, il film è andato bene fin dall’inizio e quindi sono molto contento. “La migliore offerta”, ha una storia così intrigante, avvolgente, che cattura subito fin dalla primissima scena, come è nata l’idea di questo film? Nasce dal mio metodo tradizionale di lavoro che è quello di lasciare macerare le idee a lungo, anche per anni. Questa storia ha avuto una genesi molto lunga. Solo quando le storie maturano e mi danno l’energia e lo sprint per volerle veramente realizzare, allora decido che è arrivato il momento giusto. Ha avuto tante riscritture? Anche questo nasce da una lunga sedimentazione, da tentativi, da lunghe azioni, prove, trasformazioni e riscritture, abbandoni, riprese e revisioni della scrittura, e poi finalmente ecco la grande magia, l’alchimia. Lavora sempre così? Abitualmente sì. “La migliore offerta”, può essere considerato anche un omaggio all’arte? Se dicessi che ho fatto il film per fare un omaggio all’arte, le direi una bugia colossale. Non è stata quella la molla che mi ha ispirato. Però mi piaceva il mondo delle aste e la figura del battitore mi at- PROTAGONISTI traeva. Mi sembrava un mondo originale e poco raccontato dal cinema ed era funzionale alla geometria della storia. E quindi, come mi capita sempre quando devo fare un film e mi devo confrontare con mondi e ambienti che magari non conosco molto, ovviamente studio, mi informo, frequento e cerco. Incontro persone che possono darmi la loro esperienza e questo è l’aspetto più divertente del mio mestiere. È stato così anche quando ha girato “La leggenda del pianista sull’oceano”? Era un film ambientato su un transatlantico tra l’Italia e gli Stati Uniti all’inizio del secolo scorso. Dovevo vivere in un ambiente come quello per poter fare un film. E allora mi documentai, lessi molto e cercai anche i progetti delle navi per capire com’era la vita a bordo. Per “La migliore offerta”, ha incontrato qualcuno che l’ha ispirata? Ho incontrato due, tre battitori d’aste, mi sono fatto spiegare il loro ruolo, le regole deontologiche della loro funzione che sono molto rigorose, ho frequentato successivamente qualche asta e piano piano ho elaborato la mia storia. “La migliore offerta” ha visto anche un grosso investimento produttivo, lei che rapporti ha con i produttori? Ho sempre avuto buoni rapporti con chi produce i miei film. Anche se so che in ogni film c’è sempre un momento di tensione, poi se l’opera viene bene ogni tensione si trasforma. Se invece non ha il successo che si sperava, i rapporti si possono anche incrinare, ma generalmente no. Con i produttori con i quali ho lavorato sono sempre rimasto in ottimi rapporti anche quando poi non abbiamo più lavorato assieme. Ovviamente è una formula chimica elettrica, – ride, mentre ne spiega il significato – perché il loro mestiere è molto difficile, duro ed è sempre più difficile. Loro devono trovare i margini per finanziare il film, il regista deve fare il film come l’ha pensato e loro cercano di semplificare e ridurre. C’è sempre una tendenza da parte loro a ridurre e da parte tua a inseguire le cose come le avevi pensate. Ed è lì che poi si possono creare conflitti, anche violenti, che si possono ricomporre nel film se è la storia che tutti volevano realizzare. In questi giorni c’è ancora la polemica sul tax credit, lei con chi sta? Crede che questa forma di finanziamento possa aiutare a produrre più film? Il tax credit è uno strumento ormai in uso in tutti quei Paesi in cui si dà un minimo di importanza al cinema. È quasi innaturale che in Italia si debba ancora lottare o mobilitarsi per convincere il governo, anche in questi tempi di difficoltà. È uno strumento necessario, prima di tutto perché non è un’elargizione di soldi e poi perché consente un finanziamento che successivamente ritorna. Annullarlo o ridurlo drasticamente significa indurre il produttore a produrre di meno o addirittura a non produrre più e il problema del nostro cinema è che dobbiamo fare più film. Lei ha lavorato con tantissimi attori tutti molto importanti come Ben Gazzara, Tim Roth, Philippe Noiret, Marcello Mastroianni, Gérard Depardieu, Roman Polaňski, Geoffrey Rush, etc.. qual è quello che l’ha sorpreso di più? Sono stati tanti gli attori con i quali ho lavorato e sono stato molto fortunato, ma gli attori settembre 2013 | Plus Magazine | PROTAGONISTI 07 PROTAGONISTI che mi hanno sorpreso sono molti, li ha praticamente citati tutti e sono attori che non ti fanno pesare la loro grandezza o la loro grande esperienza. Ciò che mi colpisce è che affrontano il loro lavoro con una bella dose di umiltà e di sano atteggiamento artigianale che è ciò che mi fa apprezzare di più l’animo di un grande artista. Sono attori che hanno girato magari centinaia di film e tu sei alla tua prima esperienza e lavorano con te ad armi pari, senza farti sentire in un atteggiamento di inferiorità. Come è stato il confronto con un attore/regista come Roman Polaňski in “Una pura formalità”, era intimorito? No, non sono mai stato intimorito dalla sua grande personalità, ma mi aspettavo che potesse dire un giorno, sia pure per istinto, qualcosa da regista, sarebbe stata la cosa più naturale. Per esempio, avrebbe potuto dirmi di piazzare la macchina da presa in un altro posto rispetto alla prospettiva in cui l’avevo messa io. E invece non si è mai permesso di suggerire, ha fatto l’attore e basta. Gli attori più sono grandi e più sono semplici nei rapporti umani, meno sono grandi e più si complicano le cose. In genere la difficoltà è con l’attore che non ha raggiunto una sicurezza professionale e ha dei margini di inquietudine, di insicurezza. Con questo tipo di attore ci possono essere delle frizioni o delle difficoltà di comprensione. Cos’è che avvicina l’attore al regista? C’è un mediatore straordinario tra il regista e l’attore, che è il personaggio. Allora il rapporto tra regista e attore è direttamente proporzionale all’amore che l’attore ha verso il proprio 08 personaggio e che il regista nutre per la storia di cui spesso è anche autore. Lei ha una grande conoscenza del linguaggio cinematografico e ogni sua inquadratura è come una pennellata di un artista sulla propria tela. Qual è stato il piano sequenza più difficile che ha girato? Non ho fatto tanti piani sequenza nei miei film e non ho mai seguito quella filosofia che dice che sono come delle medaglie. Il piano sequenza nasce da un’esigenza molto povera, nasce quando si doveva risolvere una giornata di lavoro che sarebbe andata troppo per le lunghe e per non sforare con il programma si diceva “giriamo legato”. Successivamente dopo la Nouvelle Vague e gli anni ‘60 si ricercava quell’aspetto anche un po’ snob da cinema colto e da cinefilo che era il piano sequenza. Non mi sono mai detto “Adesso faccio un bel piano sequenza”. Se la storia, la sceneggiatura ha bisogno di quel determinato linguaggio come trovata linguistica, armonica con il racconto, allora lo realizzo, ma non ho mai fatto un’inquadratura pensando di essere un virtuoso. I piani sequenza più difficili che ho fatto sono due. Il primo riguarda i titoli di testa di “Una pura formalità”, l’altro è un piano sequenza molto curioso ne “L’uomo delle stelle”, quando più abitanti del paese provano il copione con la famosa frase “Domani è un altro giorno”. Tutte e due erano già concepiti in sceneggiatura. Ne “La migliore offerta”, c’è un grande uso discreto degli effetti speciali e del digitale, non si userà più la pellicola? Il mio ultimo film è stato girato tutto in digitale. Come si è trovato? Mi sono trovato benissimo – ride, con un sorriso da bambino soddisfatto come se avesse trovato un nuovo gioco con cui divertirsi – lo dico conservando totalmente la mia religione e il mio amore per la pellicola. Però è una scelta che prima o poi avrei dovuto fare. E poiché lavorare in pellicola ultimamente non ti dà più la possibilità di ottenere la stessa qualità che si riusciva a ottenere fino a dieci, vent’anni fa, allora ho deciso di varcare il Rubicone. C’è arrivato per gradi? Due tre anni fa avevo fatto un documentario sul produttore Goffredo Lombardo, erano tante interviste e la scelta del digitale fu quasi obbligatoria perché altrimenti i costi sarebbero lievitati enormemente. E quando ho fatto “La migliore offerta”, d’accordo con il direttore della fotografia, abbiamo fatto dei provini, delle comparazioni tra la pellicola e il digitale e poi ho maturato che si trattava di fare il passo e non sono per niente pentito e penso che andrò avanti così. PROTAGONISTI É di DARIO MIGLIARDI foto di Daniele Solavaggione 10 uno degli artisti italiani più talentuosi e bravi nati negli ultimi anni. Per fortuna non arriva dai “talents” o da qualsiasi altra trasmissione televisiva. Il suo è un percorso serio, fatto di studi al Conservatorio e di conoscenza degli stili musicali da strada come lo stridepiano, il ragtime e il blues. È italiano ma la sua musica è riconosciuta universale in tutto il mondo. Dopo aver stravinto il Festival di Sanremo Giovani nel 2012, primo premio e premio della Critica (non era mai successo prima), ha iniziato a girare per l’Europa con la sua musica così originale e così divertente. Per un artista come lui l’Italia gli sta un po’ stretta e da qualche tempo si è trasferito a vivere a Londra dove i contagi musicali raggiungono alti livelli di interesse. Scrive e compone indifferentemente in inglese o in italiano a seconda di quello che viene meglio. Il cantare in italiano o in inglese, può essere realmente un valore aggiunto, capace di fare la differenza tra una canzone e l’altra decretandone il successo? Secondo me una buona musica dovrebbe suonare in qualsiasi lingua, ovviamente ogni lingua ha una sua particolare abitudine. L’inglese a PROTAGONISTI sopra a un’altra musica, la sfida diventa davvero affascinante. RaphaeI Gualazzi: La tua musica non ha uno stile italiano. Ci racconti le tue contaminazioni musicali? Come ho detto prima, tutta la scuola dello stride-piano è un genere che nasce e si sviluppa in America tra la fine degli anni ‘10 e gli anni ‘40 del secolo scorso. È un’evoluzione del ragtime e ha come capi scuola Fats Waller, Mary Lou Williams, Willie ‘The Lion’ Smith, Earl Hines, insomma sono tanti grandi jazzisti. E poi c’è il mondo vocale che parte dal blues delle origini fino al soul di Johnny “Guitar” Watson, Gil Scott-Heron, Curtis Mayfield, Al Green questi tanto per fare dei nomi, ma ce ne sarebbero tantissimi altri. In Happy Mistake il tuo ultimo album c’è una bella improvvisazione e una dedica a un film di Federico Fellini, Amarcord. Tu sei di Urbino, ti senti vicino culturalmente a quella terra romagnola? Mi sento attratto dalla mia terra, anche se è un anno e mezzo che non ci abito più. Linguisticamente è come se fossi connesso alla Romagna, tant’è che ultimamente molti Comuni si sono una buona musica suona in qualsiasi lingua mio avviso è molto percussivo anche nei tempi veloci, mentre l’italiano si valorizza molto nei tempi larghi, perché è una lingua bella, solare, dolce, che riesce a essere piena di significato sia in poche parole che con tante parole. Uno dei brani con cui ti sei fatto conoscere è Don’t Stop, la cover dei Fleetwood Mac. Quanto è importante cantare in inglese per te? Diciamo che il mio cantare in inglese deriva dalla musica a cui sono affezionato e che mi ha conquistato, mi affascina e mi ispira. È una musica particolare e poco conosciuta in Italia, lo stride-piano, una derivazione del blues del mondo afro-americano. Infatti la prima pubblicazione del 2005 Love Outside the window era completamente in inglese, mentre nel secondo album ho deciso con piacere di valorizzare la lingua italiana. Quali sono i pregi della nostra lingua? Ha un suono bellissimo e dico sempre che è la sfida più grande scrivere in italiano, perché l’italiano è già una musica di per sé, è come se suonasse già senza musica. Così, quando devi aggiungere una musica staccati e si sono legati alle Marche. E quindi ho pensato di celebrare il grande maestro Nino Rota, autore della musiche di Amarcord con il suo tema bellissimo, semplice e appassionato ma anche versatile, stupendo ed eterno. E ho deciso di rivisitarlo in una libera improvvisazione perché quando una musica è così bella e perfetta, sarebbe stupido tentare di affrontarlo in modo ancora più complesso di quello che già è. E poi è un film al quale sono davvero molto legato. Ti piace la tua regione, che rapporto hai con le tue “radici”? Le Marche sono divise geograficamente in tre parti molto differenti fra loro. C’è la zona Picena, quella Dorica e poi c’è il Montefeltro, e storicamente il territorio aveva come capitale settembre 2013 | Plus Magazine | PROTAGONISTI 11 PROTAGONISTI la musica a essere protagonista. Perché per me è importante che il mondo musicale rimanga al centro del mio progetto. Urbino. Qui il mecenatismo del Duca Federico II da Montefeltro ha ospitato moltissimi artisti come Piero della Francesca, Giorgio Martini, Francesco Laurana e ci sarebbe ancora una lista infinita da scrivere. Stiamo parlando del periodo del Rinascimento e il Ducato è stato uno dei punti di riferimento più importati per la nostra cultura. A Urbino è nata una delle prime Università d’Europa e da molti anni è riconosciuta come patrimonio mondiale dell’Unesco. Ci sono quindi tutti i presupposti per essere una bella regione con un passato degno di essere citato. Vorresti scrivere per il cinema? Sarebbe un progetto stupendo e mi piacerebbe tanto poterlo attuare e rappresentare. Penso che nella mia professione ci siano tanti aspetti e le opportunità richiedono un determinato percorso e una certa esperienza. Comunque se mi si presentasse l’occasione sarei ben felice di affrontare questo nuovo percorso. C’è un film che ti ha particolarmente attratto e che avresti voluto comporre la colonna sonora? Onestamente non mi sono mai proiettato in questa direzione. Posso dirti che ci sono dei film che mi sono piaciuti molto. Sono appassionato al genere biografico che parla di grandi persone e che ne rivela l’umanità e la loro quotidianità. Per esempio mi è piaciuto molto Le vie en rose, una formidabile ricostruzione della vita di Edith Piaf, del regista Olivier Dahan e anche Ray il film di Tom Hackford, dove Jamie Foxx interpreta il grande Ray Charles. I tuoi video sono apparentemente molto semplici da interpretare, ci sei tu con il tuo carisma e tutto ruota attorno alla tua musica. Come nasce un tuo videoclip come per esempio Sai (ci basta un sogno), ci sei tu con il pianoforte e dei palloncini bianchi attorno. Il regista del videoclip è Laurent Seroussi. Lui ha sviluppato la sua idea molto pittorica e l’unica raccomandazione che gli ho fatto è stata quella di mantenere la semplicità perché fosse 12 Dopo Reality and Fantasy quanto è cambiata la tua vita? Si è intensificata molto e di questo sono felice, anche se mi sento sempre lo stesso musicista che ero prima. Quello che faccio ora è sempre stato quello che avrei voluto fare, girare per le città e fare concerti in città diverse. Ciò che mi piace di più è il rapporto che ho con i miei musicisti e con il pubblico. La mia vita comunque è migliorata tantissimo, anche se ogni cosa ha il suo prezzo, per esempio ciò che riguarda i rapporti con le persone care a cui posso dedicare poco tempo. Purtroppo non vedo la mia famiglia molto spesso e questo mi addolora un po’. Ti eserciti al pianoforte per otto, nove ore al giorno? Se non sono in tournée assolutamente sì. Il pianoforte è uno strumento che racchiude in sé un’orchestra e potrebbe essere frainteso come uno strumento facile da suonare, invece è molto indiretto perché è molto difficile conoscerlo ed entrare in armonia con esso. È uno studio che non finisce mai. Quando invece sono in giro per concerti mi esercito per un’ora al soundcheck, poi il concerto dura due ore, per cui ho tre ore assicurate di musica. E mi manca non poter dedicare altro tempo. Caterina Caselli, la tua discografica, dice che un artista come te nasce una volta ogni 90 anni, sei d’accordo? Condividi? Non lo sapevo e sono molto lusingato ma non saprei autodefinirmi. Quello che so è l’amore che ho per la musica ed è una dedizione che non smetterò mai di esercitare. Come ti trovi a vivere a Londra? Molto bene anche se Urbino è sempre dentro al mio cuore. Raphael Gualazzi deve ancora fare il soundcheck del suo concerto che terrà fra qualche ora al Summer Camp Grulandia. Lo osservo mentre sale sul palco, con attenzione prepara i suoni e comunica con il tecnico del suono. Quando si siede di fronte al pianoforte, anche se non è ancora buio e le luci del teatro non sono ancora preparate, appena le sue dita sfiorano e toccano il pianoforte tutto attorno si inebria della sua armonia, dei tasti neri e bianchi sfiorati a volte con dolcezza altre volte con forza e dinamismo. L’incanto del suo concerto sta per nascere. EVENTI Taormina Film Fest La kermesse siciliana ricca di ospiti internazionali di SALVATORE TAORMINA S i è aperta con “Man Of Steel-L’uomo d’acciaio” la rassegna internazionale del Festival del Cinema di Taormina. Il regista Zack Snyder ha riportato per la sesta volta sullo schermo Superman, riscuotendo subito un grande successo di pubblico e di critica, registrando il “tutto esaurito”. Mattatore della serata è stato il Premio Oscar Russel Crowe, giunto a Taormina con il cast del film quasi al completo tra i quali segnaliamo la presenza di Michael Shannon e Henry Cavill (Clark Kent). La seconda giornata è stata dedicata all’incontro con un altro importante Premio Oscar: Giuseppe Tornatore, che ha tenuto la Taoclass “Sud e Regia” e ha poi ricevuto al Teatro Antico il prestigioso “Premio Cariddi”; da segnalare l’intervento in video conferenza di Francesco Rosi. Appuntamento importante anche per la solidarietà S.A.S.: il Principe Alberto II di Monaco ha ricevuto il premio “Taormina Humanitarian Award” per l’impegno della sua fondazione verso la difesa della biodiversità e del bacino Mediterraneo. Madrina d’eccezione della serata è stata la sempre splendida Ornella Muti. Moltissime le presenze illustri negli incontri che si sono susseguiti: da Nino Frassica a Rocco Papaleo e Giovanni Veronesi, da Franco Battiato a Enrico Brignano, da Lino Banfi a Alessandro Siani, tanto per citarne alcuni. Ampio spazio è stato dato al Cinema Italiano; su tutti il film di Marco Risi: “Cha Cha Cha” con i bravissimi Luca Argentero e Eva Herzigova. In alto: Meg Ryan durante la premiazione. Qui sopra: Mario Sesti, Direttore Editoriale del Festival e Tiziana Rocca, General Manager. 48 14 Importanti partecipazioni anche nel campo della musica: da Hanggun che ha ricevuto il “Premio Speciale FAO/Taormina” ed ha cantato un brano in diretta, al “nostro” Roberto Vecchioni, vincitore della 3a edizione del Taormina Media Award “W. Goethe”, il premio internazionale di EVENTI giornalismo istituito dal comune di Taormina. Molte le Miss (di ieri e di oggi) presenti al Festival. Madrine d’eccezione sono state anche le attrici Giorgia Surina, Margareth Madè e Gloria Guida, premiate con il “Premio Città di Tao”. Importante presenza fissa al Festival è stata quella di Ronn Moss (il Ridge di Beautiful) a cui è stato consegnato il “Premio La Botte”. Un festival a tutto tondo, che ha visto la sua apoteosi con l’arrivo dei divi americani Meg Ryan e Jeremy Irons, ma che non ha mancato di strizzare l’occhio alla classica commedia all’italiana e alle fiction televisive di casa nostra. Inoltre è stata data una grande attenzione alle iniziative legate ai giovani come le Tao Class per i ragazzi del Campus e l’interessante iniziativa dei Cortometraggi amatoriali realizzati dai ragazzi della Provincia di Messina in occasione della Manifestazione “Corto Tendenza Festival” del Comune di Barcellona P.G. che ha visto la vittoria del cortometraggio di Giorgio Speciale dal titolo “Il tema”, una sicura promessa del cinema italiano. La serata finale ha visto la presenza del Premio Oscar Marisa Tomei e di Gigi Proietti e la proiezione del film “The Lone Ranger” con In alto: la premiazione di Marisa Tomei e Gigi Proietti. Qui a fianco: tra le celebrità presenti al Festival Jeremy Irons, Russel Crowe e Ron Moss. Johnny Depp e Armie Hammer. La 59a edizione del Taormina Film Fest, guidata dal Direttore Editoriale Mario Sesti e dalla General Manager Tiziana Rocca, si chiude con un grande successo registrando un aumento di pubblico e di gradimento da parte della critica internazionale. Un Festival ben organizzato e di primissimo livello che mi permetto di consigliare a tutti. Al prossimo anno. settembre 2013 | Plus Magazine | EVENTI 15 TECNOFUTURO Italia&Lavoro, TECNOFUTURO quale futuro? Intervista al Segretario Generale dell’OCSE Miguel Angel Gurría di PIETRO GENTILE L e nuove tecnologie stanno influenzando sempre più la nostra vita, in molti casi semplificandola. Il rovescio della medaglia sta nel fatto che la nostra Nazione non ha investito massicciamente negli ultimi vent’anni nello sviluppo tecnologico. Ad esempio, ci troviamo ad essere grandi utilizzatori di SmartPhones, Tablet, Notebook, ma non produciamo tali strumenti e molto spesso nemmeno i software che li gestiscono. Nonostante tutti i passi avanti fatti, siamo una delle nazioni OCSE più arretrate nell’utilizzo di Internet. Anche la diffusione della Banda Larga è cresciuta al rallentatore negli ultimi anni rispetto alle altre nazioni sviluppate ma anche rispetto a quelle in via di sviluppo. L’Italia è quindi sempre più un utilizzatore passivo delle nuove tecnologie prodotte e controllate dai paesi asiatici in particolar modo Corea e Cina. È questo un “treno” che l’Italia potrebbe aver perso. Nel maggio 2013 l’OCSE, l’Organizzazione mondiale per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, ha pubblicato il Rapporto sull’andamento dell’economia in Italia. Nel dossier si legge che “l’Italia ha avviato un ambizioso programma di riforme volto a ripristinare la sostenibilità delle finanze pubbliche e migliorare la crescita a lungo termine. Assieme alle misure intraprese a livello dell’area dell’euro, questi auspicati interventi hanno ridotto i rischi di rallentamento economico e potrebbero aiutare l’Italia a uscire dalla recessione già nel corso del 2013”. Unitamente al Rapporto, l’OCSE aveva indicato alcune raccomandazioni di carattere fiscale e finanziario: “I risultati ottenuti grazie alle recenti riforme strutturali devono essere consolidati attraverso l’implementazione di ulteriori misure volte a promuovere la crescita e migliorare la competitività. L’obiettivo è che il paese intraprenda nel più breve tempo possibile la strada di una crescita sana”. Parlando del settore bancario, secondo l’OCSE, sebbene il sistema in Italia “si sia dimostrato complessivamente solido, diversi istituti di credito hanno incontrato gravi difficoltà. Il settore finanziario rimane esposto a rischi sistemici, occorre incoraggiare le banche ad aumentare gli accantonamenti per perdite e continuare a incitarle a soddisfare le loro esigenze di capitale”. settembre 2013 | Plus Magazine | TECNOFUTURO 17 TECNOFUTURO Nonostante la parola “crescita” sia citata più volte nel Rapporto e nelle Raccomandazioni, sembra essere ancora il “rigore” la “parola d’ordine” dell’OCSE per quanto riguarda l’Italia. La crescita in Italia si è fermata e purtroppo tale fenomeno ha accentuato il formarsi di sacche di diseguaglianza che minano nel profondo la coesione sociale in una nazione che negli anni passati era riuscita a trovare uno stabile equilibrio, anche grazie alle famiglie ed alle comunità locali. Nel corso del Festival dell’Economia di Trento, il Segretario Generale OCSE Miguel Angel Gurría ha tenuto una conferenza dedicata alle “Diseguaglianze nel mondo ed all’interno delle nazioni”. Per capire il fenomeno della diseguaglianza è necessario partire dai numeri. Oggi il reddito medio dei paesi OCSE è 9 volte più alto rispetto a quello dei paesi poveri, con un divario del 30% rispetto ad una generazione fa. “Quest’anno l’OCSE – ha dichiarato Gurría – si confronta attorno al tema: «It’s all about people: Jobs, Equality and Trust». Nella sola area dell’euro, il tasso di disoccupazione ha raggiunto un livello record del 12%. I giovani sono i più colpiti da questo fenomeno. In Italia la disoccupazione è arrivata al 12,5%, quella giovanile è al 38%. Nell’agenda dei governi deve rientrare quindi come priorità la promozione dell’orientamento professionale e di un’adeguata transizione dalla scuola al lavoro, così come la riqualificazione del lavoro”. Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare, su tali argomenti, nel corso dell’edizione 2013 del Festival dell’Economia di Trento, il Segretario Generale dell’OCSE Miguel Angel Gurrìa. Lo sviluppo di nuove tecnologie si sta spostando verso altri lidi al di fuori dell’Europa. Cosa può succedere se la ricchezza creata dal settore tecnologico continuerà a crescere a ritmi così elevati distribuendo tale benessere ai pochi occupati nel settore al di fuori del nostro continente? Crede che l’Italia abbia definitivamente “perso il treno” dell’innovazione? Perché pensa che vi debba essere la fine della storia domani? Non è che domani mattina dobbiamo tutti comprare o investire in nuove tecnologie perché dopodomani ci sarà la fine del mondo!! No, non concordo con l’affermazione secondo la quale l’Italia abbia perso il treno dell’innovazione. Nel settore delle nuove tecnologie non è mai troppo tardi. Tutti gli investimenti fatti nelle nuove tecnologie fra due anni saranno obsoleti. Vi sono settori in cui chi ha investito più tardi ha perfino avuto vantaggi competitivi in quanto si è potuto avvalere dell’ultimo ritrovato disponibile sul mercato. Può darsi che l’Italia sia in ritardo considerando il dato aggregato, ma non bisogna dimenticare che la struttura dell’economia italiana è costituita da piccole e medie imprese. L’Italia è il paese in cui le piccole e medie imprese hanno trovato il modo di integrarsi al meglio anche grazie alle nuove tecnologie. Normalmente quando si parla di piccole o medie imprese lo stereotipo è quello di aziende con basso livello tecnologico, processi arretrati, mancanza di connessione con i mercati esteri. In Italia invece le piccole e medie imprese che fanno parte dei cosiddetti Distretti Industriali riescono ad integrarsi grazie alle nuove tecnologie all’interno di quella che oggi viene definita la “Global Value Chain” la Catena Globale di Valore. Ovviamente queste aziende non potranno competere con l’Asia o il Messico sul lato del costo del lavoro, ma sicuramente potranno competere ad alto livello sulla conoscenza, sulla creatività e sul design. Per un Paese come l’Italia la tecnologia può rendere possibile anche l’esportazione della “cultura” di cui voi siete estremamente forti, avendo inoltre un mercato di riferimento sempre più grande. Prenda ad esempio la Spagna. La Spagna sta già avendo un surplus commerciale nonostante la crisi e non esporta solamente “Jamón”!! La Spagna esporta già oggi tecnologia, talenti, conoscenza. Sfortunatamente stanno anche esportando “persone”, spesso i migliori, così come sta avvenendo per la Grecia, l’Italia, il Portogallo e da qualche tempo anche per l’Irlanda che fino a qualche anno fa “importava” talenti ed oggi li esporta a causa della crisi economica. Ma il messaggio di base è che queste nazioni, compresa l’Italia, inevitabilmente devono spostare la propria economia verso i servizi, le nuove tecnologie, l’Economia della Conoscenza, integrando tali servizi nel mix di esportazione. Riguardo al settore bancario, non crede che a forza di rafforzare il capitale la stretta del credito possa essere eccessiva per i paesi in crisi come Spagna e Italia che hanno un sistema bancario con grandi players molto solidi? 18 TECNOFUTURO Non concordo con il fatto che le banche oggi siano eccessivamente capitalizzate. A mio avviso in questo momento le banche hanno la giusta capitalizzazione. Il problema è che rischiamo di nuovo di trovarci nella stessa condizione del 2008 e non possiamo correre questo rischio a livello globale. Io penso che vi sia stato un grande progresso nella consapevolezza da parte dei Top Manager Bancari, dei regolatori, dei leader politici che le banche sono così importanti, troppo importanti per essere lasciate solo nelle mani dei regolatori o addirittura solo dei banchieri. Gli Stati Uniti sono stati i primi a trovarsi nelle condizioni di crisi nel 2008, la crisi finanziaria è stata immediata, così come rapida è stata la soluzione che gli USA hanno trovato. Poi la crisi, il “virus”, ha attraversato l’Atlantico ed ha colpito gli UK e gli europei hanno detto «è un problema Anglosassone!». Ma i “virus” non hanno “passaporto”, non sono soggetti a Schengen e così il problema è arrivato in Europa. L’Europa non ha generato il problema, inizialmente la crisi non è stata violenta, ma tale è diventata perché gli europei si sono mossi lentamente nel ricapitalizzare le proprie banche. È inevitabile che le banche abbiano iniziato a prestare meno soldi, perché questa crisi è la peggiore della nostra vita, parlo della mia e della sua vita perché noi “non eravamo presenti nel 1929” per cui per noi questa è la peggiore crisi finanziaria della storia. Noi non siamo ancora usciti dalla crisi e le banche non sono ancora al sicuro. Non stiamo vivendo “tempi normali”. Dobbiamo prima normalizzare il sistema. Le banche hanno il “dovere di sopravvivere” e dopo la sopravvivenza hanno il compito di prestare denaro ed intermediare i risparmi. Questo non sta ancora accadendo in Europa ed in particolare in certe nazioni tra cui Spagna ed Italia. Come si torna alla normalità? Lo si fa solo dopo aver passato, non solo ai raggi x, ma addirittura effettuando una “risonanza magnetica” che ripulisca in modo preciso e specifico i bilanci di ogni singola banca. È una questione di tempo ma anche di convinzione. Se si continua a guardare i risultati dei singoli trimestri come in passato non si andrà molto lontano. Miguel Angel Gurrìa (1950) è un Economista e Diplomatico Messicano, Segretario Generale dell’OCSE dal 1 ° giugno 2006. Gurrìa si è laureato in Economia presso l’Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM) e ha intrapreso studi post-laurea presso l’Università di Leeds, nel Regno Unito e presso l’Università di Harvard, negli Stati Uniti. È stato Ministro messicano degli Affari Esteri (1994-1997) e Ministro delle Finanze (1998-2000). Gurrìa è stato Presidente e Amministratore Delegato della Banca Nazionale di sviluppo del Messico (NAFIN) e Presidente e Amministratore Delegato della Banca Commercio Estero (Bancomext). Ha lavorato, dal 2010, in qualità di Commissario per la Commissione a Banda Larga per lo sviluppo digitale per l’utilizzo di tecnologie a banda larga come un fattore chiave per lo sviluppo sociale ed economico. Il 30 settembre 2010 è stato riconfermato dall’OCSE per un secondo mandato di cinque anni dopo il suo primo periodo terminato il 1 ° giugno 2011. settembre 2013 | Plus Magazine | TECNOFUTURO 19 EVENTI ROMA EUROPA FESTIVAL 2013 di BENEDETTA BREVEGLIERI The Art Reacts. Testualmente “l’arte reagisce”. Ecco lo slogan dello straordinario appuntamento autunnale con l’arte e la musica del Roma Europa Festival 2013, in scena sui palcoscenici capitolini dal 25 settembre al 24 novembre 2013. Alla sua 28a edizione, il Festival quest’anno registra addirittura 41 performance con oltre 60 artisti del grande palcoscenico internazionale. Dodici i teatri di Roma che ospitano il mondo dell’arte, della prosa, della danza e della musica. Una missione contemporanea messa in scena da una rete istituzionale consolidatissima: il Ministero dei Beni Culturali, l’Università La Sapienza, l’Accademia di Santa Cecilia, il Comune di Roma, La Provincia, la Regione, Telecom Italia e i teatri romani più celebri - il Vascello, l’Eliseo, l’avanguardista Palladium - danno vita alla testimonianza più avvincente dell’arte e della cultura contemporanea in Europa. Un programma vastissimo quello di quest’anno: Emanuel Gat, Thomas Ostermeier, Antonio Latella, Sasha Walz, Jan Fabre e Carlo Boccadoro per citare la generazione più “beat” di questo nostro secolo. 20 EVENTI Artisti non più giovanissimi e che da quasi mezzo secolo tentano ininterrottamente di dare voce al cambiamento artistico di una cultura che implode perché non ha più risorse. E poi artisti più giovani come Alessandro Sciarroni, Tabea Martin, Simona Bertozzi, Nicola Galli, Claudia Catarzi e Anna Basti che aprono l’edizione 2013 di DNA (Danza Nazionale Autoriale). Una misticanza artistica che potrebbe quasi, in un primo momento, condurre lo spettatore nel caos mentale. Non è così. È una linea lunga, nemmeno troppo sottile, che abbraccia danza, prosa, musica, arti visive e digitali e racconta come l’arte reagisca e combatta, sebbene di denaro non ne venga più investito a sufficienza, sebbene il mondo cambi faccia così velocemente. “Occorre forse accettare che nulla cambi affinché tutto cambi?” ha dichiarato Monique Veaute, Presidente della Fondazione Roma Europa Festival alla presentazione del programma autunnale. “Oppure, auspicare che finalmente tutto si muova e che la cultura, che è il nostro lavoro, venga finalmente considerata come il motore della conoscenza, del rispetto dei valori, di un dibattito che apre nuove prospettive di crescita? È possibile questo o stiamo rincorrendo un’utopia? Roma Europa è in presa diretta col mondo e con i suoi creatori, al centro di un dibattito continuo con le realtà culturali che ci circondano e con cui lavoriamo: dall’Asia all’Africa, dall’Europa agli Stati-Uniti”. Il Festival si apre con The Goldlandbergs, poema sonoro di Emanuel Gat, dedicato alla natura delle relazioni, e continua con la musica di Thomas Ostermeier, che porta sul palcoscenico il capolavoro di Henrik Ibsen, Hedda Gabler, un ritratto di donna crudele nella perenne ricerca di un’indipendenza che non riesce ad ottenere. Con Yasmeen Godder, invece, e il suo See her Change, la donna diventa una creatura fluida, in trasformazione perpetua, simbolo della nostra condizione sociale. Sasha Walz ci raccoglie tutti in una dimensione primitiva che alla musica sinfonica di Edgar Varèse, Arcana, si accompagna quella percussiva di Iannis Xenakis, Rebond B, e quella di Claude Vivier. Riprende la fragilità della vita umana Alessandro Sciarroni in Untitled – I will be there when you die, che sostituisce la scontata visione di un artista che vagabonda, con la delicatezza di un artista che danza. Il nostro Antonio Latella, per contro, ci costringe anch’esso ad una riflessione dolorosa attraverso il libro Le Benevole di J. Littell, per indagare il sentimento nazista di menzogna e morte che ha giustificato l’olocausto assieme agli attori e musicisti della Schauspielhaus Wien. Di un approccio estetico diverso i Muta Imago, che indagano un’altra crisi, quella del mondo arabo, e in particolare quella delle speranze e delusioni nate e morte attorno a Piazza Tahrir nel centro del Cairo. Di potere e violenza si occupa anche la leggendaria creazione di Jan Fabre, The Power of Theatrical Madness, dove il teatro si trasforma in una crudele creatura che abolisce il palcoscenico come è da tradizione concepito. Tuttavia, la storia cruda fa poi posto all’amore profano dei miti di Tristano e Isotta rivisitate nell’opera mutimediale di Santasangre e nel colore del folclore amerindo, con le leggende d’amore peruviane. Con Tebea Martin e il suo Duet for two dancers, invece, siamo di fronte alla società e al comportamento umano nella quotidianità lavorativa. Al centro l’ansia delle aspettative, i canoni imposti dal proprio ambito professionale, il timore di scelte sbagliate, il tutto condito con una raffinata ironia e un senso tutto sommato ottimistico. E poi la famosa e attesissima compagnia La Sociètas Raffaello Sanzio con Romeo Castellucci che presentano The Four Season Restaurant, simbolo del rifiuto dell’artista, della negazione dell’immagine e di una sorta di contratto sociale che porta irrimediabilmente alla solitudine. I temi ambientali e gli effetti dei cambiamenti climatici sono ripresi da una poetica della testimonianza, con video dal Vietman e dalla Cina e diventano i protagonisti di Sfumato, del coreografo Rachid Ouramdane, che racconta la fragilità delle persone comuni attraverso la musica di Jean-Baptiste Julien. settembre 2013 | Plus Magazine | EVENTI 21 EVENTI plicità. Lo fanno attraverso forme ed estetiche molto diverse, quasi che la molteplicità sia l’unica cifra unificante di quel momento confuso e quasi imprendibile che cerchiamo di definire contemporaneità. Sono artisti che continuano spesso a elaborare temi, traumi, innovazioni e rotture che hanno caratterizzato il Novecento, come a dire che per pensare il presente non si può prescindere dal secolo breve, anche nella creazione artistica. In questa necessità di essere saldamente qui e ora, il nostro pensiero non sfugge alla necessità di immaginare il futuro”. La sperimentazione regge l’intera struttura di Roma Europa Festival. L’intenzione principale non è la solita denuncia trita e ritrita. La diversità culturale, che vive nelle espressioni artistiche di una sessantina di individui, ha lo scopo di farci immergere in una dimensione che per quanto difficile e spesso incomprensibile possa sembrare, vuole solo farci riflettere su come noi tutti, insieme all’arte e al mondo, stiamo cambiando. Una riflessione sull’involuzione (vedi Latella con la guerra nazista o la più recente guerra civile in Mozambico ricordata in quest’occasione da Panaibra Canda) ma anche una testimonianza più aperta e fiduciosa verso una collettività di forme artistiche che convivono grazie all’amore e alla volontà di aprire sempre di più le frontiere dell’arte alla quotidianità più semplice ed ordinaria. Non essere più staccati e spettatori tout court. Essere noi, dentro di lei: e quindi la danza dentro il teatro, il teatro nella musica, la musica nelle arti visive. Abbiamo in fondo permesso a forme di comunicazioni diverse dalla scrittura di impadronirsi delle nostre abitudini, dovremmo volere che anche l’arte diventasse, in qualche misura e a nostra misura, ovviamente, una beata abitudine. “Grazie a Roma Europa – dice Paolo Damiani, conosciuto pittore romano e fedele fruitore di Roma Europa Festival da vent’anni – siamo testimoni, a 360 gradi, di tutto quello che accade nel mondo dell’arte. E lo siamo nell’attimo esatto in cui si fa spettacolo. Diventiamo spettatori di arti visive, ma poi di musica nel teatro e della performance teatrale nella musica. La complessità dell’arte è riconosciuta in quanto tale, senza una distinzione netta fra espressioni specifiche. E quindi sei spettatore di un balletto, ma lo sei pure di un’istallazione e di un opera musicale. Guardi uno spettacolo di prosa, ma sei accolto in una dimensione di arti visive contemporanee. Nulla è distinto. Ed è a mio parere un messaggio molto forte e preciso di quello che ci sta accadendo”. Anche When we were Old di Emmanuel Jouthe e Chiara Frigo parla di ambiente: una foresta pluviale trasformata in città e una vecchia stazione di benzina in un parco. Cicli compositi di costruzione e disfacimento, con vecchio e nuovo che si ritrovano. “Gli artisti che abbiamo invitato – spiega Fabrizio Grifasi, Direttore di Roma Europa – ci offrono il loro sguardo sull’uomo del nostro tempo, le sue contraddizioni, le sue ansie, la sua molte- 22 E infatti, accanto alle opere degli artisti, il pubblico può interagire proprio per dare senso a quella linea “non troppo sottile” che ci accompagna dalla vecchia tradizione artistica a quella di oggi, e alcuni spettacoli potranno essere visti in diretta streaming. Quest’anno, come novità assoluta, sarà disponibile una nuova applicazione dedicata alle attività del Festival, con dei codici da utilizzare nelle pagine del programma per scaricare gratuitamente i contenuti multimediali connessi a ogni spettacolo, così come gli speciali di Sky Arte HD e la documentazione di ogni evento che sarà disponibile sulla web TV di Roma Europa. Il Festival è un po’ tutto questo. L’arte che reagisce, ma che include. L’arte europea che ci abbraccia, ma che protesta. Monique Veaute spera che con la rassegna il confine tra arte, danza, design, fotografia e teatro venga superato. Sicuramente Roma Europa ci è vicina, quanto meno come provocazione e risposta ad una società che non ha forse più molto chiaro in cosa investire e come recuperare quella risorsa, profonda e prima, rappresentata proprio dal nostro patrimonio artistico. MODA Nuova stagione e nuovo gioco di parole per raccontare lo stile che i couturier hanno studiato per lei e per lui. Outfit e accessori non sono semplici anti freddo, ma vere opere d’arte che descrivono la storia e la personalità di chi li indossa e di chi li ha creati. La parola d’ordine è eleganza che va oltre la sua etimologia e diventa ricerca, studio e approfondimento. Perché essere chic – anzi, chiccosissimamente raffinati – non passa mai di moda. >>> BARBARA ODETTO (foto Archivio Stilisti) MODA MONCLER A QUALCUNO PIACE CALDO Cos’hanno in comune il trench, la giacca vis-à-vis e il chiodo nell’universo Moncler? Semplice, sono i nuovi must di questo brand che prosegue la tendenza iniziata da qualche stagione volta a reinterpretare il duvet in maniera totalmente nuova. Pur mantenendo fede ai requisiti tecnici che da sempre la caratterizzano, la griffe crea soluzioni estetiche alternative con un twist in più. La rivisitazione non si limita solo all’utilizzo della piuma, ma passa per l’estetica e stravolge il concetto di anti freddo. Linee e tagli importanti sono definiti da dettagli couture che enfatizzano la silhouette. Tinte chiare come lo champagne, il tortora e il grigio mélange si alternano ai toni del cammello, mentre accenti di giallo e di bianco si uniscono al noir. Le proposte si arricchiscono infine di tonalità nuove come il burgundy, il verde e il ruggine; le fantasie sono invece illuminate dal lurex e le stampe a fiori oppure marmorizzate tono su tono. Indossare Moncler, dunque, non significa solo essere protette dalle temperature più rigide, ma vivere uno stile perfetto sulla neve e ideale in città. >>> www.moncler.com PASO DOBLE BRUNO MAGLI Classico e contemporaneo al tempo stesso: è questo l’uomo Bruno Magli che per i mesi più freddi opta per i tradizionali mocassini college con frange e nappine rivisitati però con materiali nuovi come la crosta, il camoscio slavato e il ponyskin stampa animalier. Davvero interessante è l’accostamento di colori intensi e profondi come il nero, il dark bordeaux, il blu navy e il verde bottiglia per il mocassino con mascherina, proposto in vitello abrasivato in versione bicolor. Accanto all’intramontabile stringata fa capolino l’anfibio in vitello con inserti in “cervo tridimensionale” nelle sfumature del verde e del plum, per un lui che osa con disinvoltura. Chi opta per il lusso estremo sceglie invece i mocassini in coccodrillo proposti nei classici colori del nero e del blu, ma anche nei toni più caldi del cuoio e del bordeaux. Per la donna le calzature e gli accessori firmati Bruno Magli sono in coccodrillo e si colorano nei vivaci toni del rosa, del verde brillante e del lilla. Gli stivali cavaliere e i mocassini realizzati con lavorazioni artigianali in pellami pregiati sono invece abbinati alla nuova messenger bag. La nuance più cool è l’acquamarine proposta anche nella versione bicolor con il brown. Un must have al quale non si può certo rinunciare >>> www.brunomagli.it settembre 2013 | Plus Magazine | MODA 25 MODA BRIT STYLE Antonio Marras, poliedrico e mai banale, si ispira ad una lei di altri tempi che ama l’arte, la letteratura, i viaggi, la città, ma anche la campagna e il giardinaggio. Una lady dagli accenti british che mixa elementi del passato con capi attuali, senza dimenticare stile e personalità. La collezione autunno-inverno sceglie una mescolanza di materiali, forme e fantasie in cui preziosi jacquard si uniscono alla tappezzeria in velluto devorè e a ruvidi tweed maschili, a gessati e galles mélange. Naturalmente non mancano l’organza di seta e il raso di cotone pesante. I colori sono decisi: grigi e marroni illuminati da improvvisi lampi di luce che variano dai gialli ai fucsia, dai bianchi intensi ai rossi accesi. Splendide le giacche vintage in tweed, arricchite da ricami che sembrano “rubati” ai campi della campagna inglese, così come le coperte militari che diventano grandi pastrani. Non mancano infine intarsi di tessuti a rose ed elementi floreali, pizzo macramé e perle. Un’unione solo in apparenza discordante che offre affascinanti dicotomie che esaltano la femminilità in maniera nuova. >>> www.antoniomarras.it 26 MODA BORBONESE THE AVIATOR La donna icona di Borbonese per questa seconda parte dell’anno è Amelia Earhart, pioniera del volo in solitaria, la prima lady a trasvolare sull’Atlantico dopo Lindbergh e la prima persona ad attraversare il Pacifico, nel 1932. Per il suo carattere indipendente e contemporaneo Lady Lindy è la testimonial perfetta di queste bags concepite intorno all’idea del viaggio. L’estetica delle divise da aviatore è stata tradotta con il segno della “V” o chevron, che ricorre nella costruzione delle borse, nella loro forma, nei dettagli a punta delle maniglie, nello schema compositivo delle lavorazioni patchwork e dei ricami che riconducono al volo, questa volta della farfalla, già codice di Borbonese dagli anni ’80 quando la maison tradusse gli splendidi disegni di Giacomo Balla. Tornando ad oggi, i materiali sono morbidi e sensuali come da tradizione del brand, mentre le nuances giocano con il grigio perla, il blush, il lampone e si fanno complici del guardaroba femminile con gli immancabili cuoio e nero. ANTONIO MARRAS >>> www.borbonese.com settembre 2013 | Plus Magazine | MODA 27 MODA MOONLIGHT Tenebra e luce, seduzione e introspezione, colore e femminilità: questi elementi compongono la collezione fall-winter 2013 di Luisa Beccaria in un sottile gioco di contrasti, in bilico tra simbolismo e sensualità. La donna alla quale si ispira è iper femminile e sensibile, ama le forme morbide e scivolate, i pizzi macramè di lana e tulle ricamati in ciniglia. Per il giorno vuole praticità e sceglie cappotti nove decimi in tweed, tailleur e gonne alla caviglia, maxi cardigan e tubini affusolati in tulle stretch e ancora ampie gonne plissé con stampe arabesque e pois di ispirazione decò. Per la sera predilige invece la sinuosità e indossa abiti accesi da bagliori d’oro e pizzi metallizzati. La palette cromatica ha toni quasi lunari che spaziano dal panna al bianco con tonalità del blu notte, del bluette, del turchese, del verde emerald, dell’acid green sino ad arrivare al gold. Colori sussurrati che fanno sognare sotto le stelle dei cieli invernali. >>> www.luisabeccaria.it LUISA BECCARIA 28 MODA A SERIOUS MAN Il guardaroba Cantarelli ha uno stile che si riconosce dai tagli dei capi, dalla ricerca dei tessuti e dalla cura dei particolari sartoriali. Tutto è rigorosamente Made in Italy ed è studiato per un uomo che sa ciò che vuole. Gli abiti sono realizzati con le disegnature tipiche del brand – madras, tartan, overcheck – mentre i colori spaziano dalle tonalità della carta da zucchero al blu polveroso passando per i marroni caldi ed eleganti, il glacé, i bruciati, i nocciola e i beige freddi; non mancano poi il sabbia tendente al grigio con decorazioni che vanno dal ruggine al terra di Siena e all’ocra e ancora punti di verde e di rosso. Accanto ad una linea con una vestibilità più slim sia nelle giacche e nei cappotti sia negli abiti, il brand propone anche una gamma destrutturata e easy chic. Perché Cantarelli veste l’uomo con eleganza in ogni momento della giornata. CANTARELLI >>> www.cantarelli.it settembre 2013 | Plus Magazine | MODA 29 MEDICINA E SALUTE di Barbara Odetto (foto A. Lercara) Prevenzione in rosa Da IRM check up dedicati all’universo femminile Lo stile di vita, è risaputo, incide in maniera significativa sulla salute e sul benessere delle persone; nel caso dell’universo femminile, poi, ai fattori connessi allo stile di vita se ne aggiunge un altro legato alla sfera sessuale: l’ingresso nello stato di menopausa, infatti, può determinare l’insorgere di una serie di patologie e problematiche più o meno invasive – carcinoma al seno e all’utero, osteoporosi – che tuttavia, se indagate nel corso degli anni attraverso programmi di prevenzione mirati, possono essere bloccate ai primi segni di insorgenza o comunque curate. Senza creare allarmismi ingiustificati, è bene sapere che il tumore al seno colpisce una donna su dieci. Non solo: ogni anno nel nostro paese vengono diagnosticati trentasettemila nuovi casi, molti dei quali però sono risolti con successo. La mortalità per questa patologia, fortunatamente, è diminuita in maniera sensibile sia grazie ai costanti progressi della ricerca medica sia perché sempre più donne si sottopongono a screening periodici. Spesso infatti la palpazione del seno fatta in autonomia non basta a diagnosticare la patologia e si rendono necessari esami specifici quali la mammografia e l’ecografia mammaria. 30 La prevenzione è davvero un alleato prezioso: per questa ragione il centro IRM (Indagini Ricerche Mediche) di Pianezza propone un interessante percorso senologico integrato, studiato in funzione dell’età. Al di sotto dei 40 anni è bene effettuare una visita senologica – che consiste nell’anamnesi, nell’ispezione e nella palpazione – associata ad una ecografia mammaria; al di sopra dei 40 anni invece è utile integrare il percorso di screening con la mammografia, da effettuarsi una volta all’anno. Entrambi gli esami diagnostici non sono né invasivi né dolorosi e, soprattutto, sono altamente specifici. Parallelamente è stato sviluppato un mini check-up ginecologico che prevede, oltre agli esami ematochimici, il PAP TEST, la visita ginecologica ed il controllo senologico. Lo screening senologico e quello ginecologico possono essere abbinati tra di loro ed, eventualmente, adeguati alle esigenze specifiche delle pazienti ed al loro quadro diagnostico. Presso IRM è attivo anche un ambulatorio di osteoporosi, altro argomento delicato e fondamentale per l’universo rosa dal momento che il suo insorgere è spesso legato alla menopausa. In questa fase della vita della donna si ha infatti una riduzione nella formazione degli estrogeni, che svolgono un’azione protettiva nei confronti del tessuto osseo. La patologia è piuttosto diffusa e interessa il 25% delle donne con età superiore ai 40 anni, il 33% delle signore sopra i 60 anni e il 66% di quelle oltre gli 80 anni. Classificata come malattia sistemica dello scheletro, l’osteoporosi causa una progressiva riduzione della massa ossea e un deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo, che diventa quindi più fragile e facilmente soggetto alle fratture. Particolarmente a rischio in tal senso sono le anche, la colonna vertebrale e il polso. Nel centro IRM è possibile effettuare un percorso di prevenzione specifico composto di due fasi: la prima prevede la visita specialistica di valutazione dell’osteoporosi e la densitometria ossea, fondamentali per individuare la presen- za della patologia e l’eventuale grado di avanzamento; la seconda fase, consigliata soltanto alle pazienti con un marcato sviluppo della patologia, prevede un pacchetto di esami ematochimici altamente specifici, tra cui CTX, vitamina D, fosfatasi alcalina ossea. Sulla base dei risultati ad ogni donna viene consigliato un percorso specifico da seguire che consiste sia nella cura attraverso medicinali mirati, sia nella pratica di attività fisica e nell’individuazione di un adeguato regime alimentare. Centro IRM Indagini Ricerche Mediche Via Torino 19 – Pianezza (To) Tel. 011 9662585 www.ricerchemediche.it [email protected] ES - Essersani Corso Regina Margherita 304 – Torino Tel. 011 7499617 www.essersani.it [email protected] Convenzione associati FABI Plus: •priorità di accesso ai programmi di prevenzione; •20% di sconto su visite specialistiche private; •10% di sconto su esami diagnostici privati. MEDICINA E SALUTE di Emanuela Truzzi (foto A. Lercara) Il Dr. Claudio Panico è Primario di due reparti all’Ospedale Oftalmico di Torino: Traumatologia Oculare e Oculistica Generale. La Traumatologia oculare è una disciplina altamente specialistica di cui esistono solo due Reparti in Italia, a Torino e a Napoli. Nuove tecnologie nella chirurgia refrattiva: FEMTOLASIK Dr. Panico, racconti ai nostri lettori la sua storia professionale. Professionalmente sono nato nel reparto di traumatologia dell’Oftalmico di Torino e sono sempre rimasto interno da oltre trent’anni. Qui affrontiamo tutta la chirurgia oculare, dal trapianto della cornea alla cataratta, dalla correzione dei difetti di refrazione, fino alla chirurgia della retina con i corpi estranei, i distacchi di retina, la rottura del bulbo. Sono titolare di un corso di 32 Pronto Soccorso e Chirurgia Traumatologica presso la Scuola di Specialità in Oftalmologia dell’Università di Medicina di Torino. Con il passare degli anni, oltre a continuare il nostro aggiornamento internazionale, ho iniziato ad essere invitato come chirurgo a corsi e congressi di chirurgia in diretta. Ad esempio al congresso inglese svoltosi a Windsor e trasmesso via satellite a una platea di 400 oculisti riuniti a più di 300 miglia di distanza. In quell’occasione eseguii due interventi di microchirurgia della cataratta praticata attraverso due piccolissimi fori, tecnica che nel 2004 era poco diffusa in Gran Bretagna. Più recente è stato l’invito ad eseguire in diretta una chirurgia combinata, cioè un intervento di cataratta associato ad una chirurgia della retina con una tecnica mininvasiva a piccolo taglio al congresso internazionale SOI svoltosi a Milano, nel maggio 2012. Ultimamente abbiamo operato i tre ragazzi della Val di Susa a cui è scoppiata una bomba a mano alcuni mesi fa. Li abbiamo soccorsi una domenica, aprendo due sale operatorie contemporaneamente e operando dalle sette del mattino alle cinque del pomeriggio. Il ragazzo più grave ha perso anche una mano e dopo 4-5 ore di intervento chirurgico di ricostruzione del bulbo oculare ci siamo dovuti arrendere e abbiamo dovuto asportarlo. L’altro occhio percepiva ancora la luce, quindi abbiamo effettuato il trapianto della cornea, ricostruito il bulbo, asportato la cataratta, riaccollato il distacco di retina e fermato l’emorragia. I 2 ragazzi più colpiti sono stati rioperati tutti e due per tre volte nel giro di un mese e mezzo e adesso hanno un residuo di capacità visiva e confidiamo che possano recuperare ancora. Il terzo ragazzo ha subito un solo intervento ed ha un’ottima MEDICINA E SALUTE visione in entrambi gli occhi. Arrivano spesso casi molto gravi in quanto gestiamo l’unico pronto soccorso regionale oculare aperto 24 ore al giorno per 365 giorni. Ci parli delle nuove tecnologie utilizzate per trattare casi meno disperati e garantire un miglior benessere. L’oculistica è una delle scienze mediche che ha avuto lo sviluppo più rapido negli ultimi anni. L’evoluzione tecnologica degli strumenti diagnostici e terapeutici è stata tale da rendere rapidamente obsolete le proprie attrezzature nell’arco di pochissimi anni. Abbiamo effettuato investimenti importanti per comprare i nuovi laser con cui trattare i difetti di refrazione come la miopia, l’astigmatismo, l’ipermetropia e adesso anche la presbiopia. Oggi siamo in grado di trattare anche i pazienti oltre i 40 anni riuscendo a far portare meno gli occhiali da vicino. L’ultimo laser è stato acquisito l’anno scorso e abbiamo maturato un followup di un anno e mezzo. Ogni quattro anni sostituiamo i nostri laser, alla scadenza del leasing d’acquisto, in modo da contare sempre sul massimo della tecnologia. Questo per quanto riguarda la professione privata, mentre il sistema sanitario nazionale in tempi di spending review non può gestire investimenti così importanti che superano il milione di euro. Anche se avessimo accesso a tali risorse sarebbero destinate a risolvere patologie più complesse. La chirurgia refrattiva si può assimilare parzialmente alla chirurgia estetica e quindi non è così indispensabile, anche se ci sono dei difetti di vista importanti, per i quali non è soltanto un mero desiderio di migliorare il proprio aspetto estetico ma una reale necessità. Con un difetto grave che comporti l’uso di lenti troppo forti, la visione diventa scarsa anche con gli occhiali, mentre grazie al trattamento laser o l’utilizzo delle lenti a contatto la visione migliora molto. Quali sono stati i progressi più recenti in tal senso, Dr. Panico? Per molti anni abbiamo utilizzato i laser a eccimeri, mentre ora ci sono un brand conosciuto al grande pubblico che produce ottiche per cannocchiali, lenti per occhiali, obiettivi fotografici, lenti per telescopi astronomici con una reputazione elevatissima da oltre duecento anni e costantemente al top dell’industria ottica mondiale. Di questi laser a femtosecondi ce ne sono due in Piemonte ma di questa qualità con piattaforma Zeiss ce ne sono solo tre in tutta Italia. quelli a femtosecondi, come il modello che abbiamo acquisito di recente. Il femtosecondo è un’unità di misura di tempo uguale a un miliardesimo di milionesimo di secondo ed è il tempo impiegato da un elettrone per passare da uno stato ad un altro. Utilizzando impulsi così brevi questo laser può applicare un’energia molto piccola con un bassissimo effetto termico e provocare un traumatismo praticamente irrilevante, pur essendo terapeuticamente molto efficace e molto sicuro. Il nostro appartiene già alla 4ª generazione. Abbiamo acquisito una piattaforma Zeiss, il marchio migliore e più innovativo che opera in questa tecnologia. Si tratta di Come si svolge questo intervento? Il paziente non si accorge assolutamente di nulla e anche dopo l’intervento non prova alcun dolore, il recupero della vista è pressoché istantaneo. Se i pazienti vengono operati il venerdì noi promettiamo di poter andare a lavorare già il lunedì. Con il laser a eccimeri il primo giorno e la prima notte erano dolorose, si doveva rimanere al buio tre o quattro giorni e tenere le lenti a contatto per cinque, mentre prima di poter stare al computer per tutta una giornata lavorativa dovevano passarne quindici; con il femtolaser il recupero è immediato. Gli interventi vengono effettuati presso la Clinica Fornaca dove abbiamo una sala operatoria dedicata che utilizziamo in esclusiva e i laser sono di nostra proprietà, non della clinica. Avevamo bisogno di poter contare su un ambiente sterile che non venisse utilizzato da nessun altro. settembre 2013 | Plus Magazine | MEDICINA E SALUTE 33 MEDICINA E SALUTE sivo matura fino ai 18 anni e bisogna considerare che esiste un intervallo di variabilità individuale per cui per avere la garanzia della massima stabilità del risultato è consigliabile attendere fino ai 22/23 anni. La nostra esperienza ventennale ci conferma che il difetto che andremo a correggere non peggiorerà più, a meno che sia in atto una malattia miopica evolutiva, destinata a peggiorare durante tutto il corso della vita. In questi casi bisogna chiarire bene al paziente che si resetta la miopia e dopo due o tre anni ci sarà un nuovo peggioramento. Se i criteri di selezione sono corretti i casi di un nuovo intervento sono rarissimi. Il mio consiglio è quello di farsi regalare l’intervento per la laurea. È un bel regalo! Oggi siamo in grado di correggere tutti i quattro tipi di difetti di refrazione, intervenendo su miopia, astigmatismo, ipermetropia e presbiopia. Dr. Panico, ci sono dei limiti di età da rispettare per effettuare l’intervento? Noi consigliamo di attendere i 22/23 anni e interveniamo solo a quell’età. Prima operiamo soltanto coloro che devono effettuare un concorso che richieda il massimo della capacità visiva come per entrare nei carabinieri o in alcuni reparti specializzati dell’esercito o per gli allievi piloti. Il sistema vi- Quali sono gli esami da affrontare prima di sottoporsi a questo intervento? Individuare un difetto di vista che sia compatibile con quello trattabile con il laser e quindi non estremo. I casi più complessi si possono correggere meglio con la chirurgia o con delle lenti intraoculari. Inoltre il difetto non deve essere progressivo. Si misura lo spessore della cornea con la pachimetria e si esegue una topografia corneale per rilevare irregolarità della superficie corneale. Se la cornea è regolare il laser effettua un ottimo lavoro altrimenti, come nel caso del cheratocono che rappresenta un criterio di esclusione assoluta, preferiamo non intervenire. Il criterio ispiratore di questa chirurgia è di essere una tecnica a complicanze tendenti a zero. Tutti quei casi che possono comportare un minimo rischio li escludiamo. Per quanto riguarda la cataratta, intervenite sempre con il femtolaser? Stiamo valutando di utilizzarlo ma la nostra tecnica tradizionale ad ultrasuoni è eccellente, non necessita di anestesia, si pratica una fessura di 1,8 mm nella cornea attraverso cui viene infilata una lente pieghevole, arrotolata come una foglia di sigaro e il paziente va a casa con le sue gambe, senza bendaggi e dopo 24 ore vede bene. È un intervento che effettuiamo con la stessa tecnica anche in ospedale. L’altro nostro cavallo di battaglia sono gli interventi sulla retina. Una chirurgia mininvasiva senza punti con un recupero molto rapido che comprende tutta la chirurgia della macula e la terapia della degenerazione maculare senile. Siamo stati uno dei cinque centri specialistici in Italia ad aver condotto queste sperimentazioni. Gli interventi maculari li associamo sovente alla cataratta. Eseguiamo anche la chirurgia del distacco di retina, una chirurgia molto complessa che richiede un training lunghissimo e pochi oculisti sono in grado di affrontare. Diversamente dalle molteplici strutture low cost sorte negli ultimi anni, possiamo paragonare l’equipe del Dr. Panico al team Ferrari di F1, un’eccellenza italiana inimitabile dove tecnologia e capitale umano si coniugano allo stato dell’arte! Dr. CLAUDIO PANICO - Oculista C.so Vittorio Emanuele II 62 - Torino Tel. 011 542593 Fax. 011 9112810 www.oculistapanico.it [email protected] Convenzione associati FABI Plus: sconto del 10% su ogni tipo di prestazione, sia diagnostica che chirurgica non coperta da assicurazione 34 MEDICINA E SALUTE di Emanuela Truzzi (foto A. Lercara) Maria Luisa Pozzuoli Quando la richiesta di una paziente va al di fuori dell’armonia fisiologica della figura, come si comporta Dott.ssa Pozzuoli? Se mi viene richiesto un cambiamento radicale che reputo non armonico cerco di persuadere la paziente spiegando tutte le problematiche legate a quel tipo di correzione. Nel caso ritenga il risultato di cattivo gusto, posso anche declinare l’intervento. Con l’ausilio di tabelle antropometriche cerco sempre di evidenziare quali risultati si possono ottenere mantenendo un’armonia del proprio corpo e quali difficoltà funzionali si incontrano quando si vuole esagerare. una scelta consapevole Parlando di chirurgia mammaria, può essere necessario ricorrervi a seguito di una gravidanza per ritornare allo stato precedente? Ritornare al seno precedente alla gravidanza e all’allattamento è impossibile. Con la gravidanza avvengono modificazioni strutturali a carico dei legamenti di Cooper che sono irreversibili. Questi legamenti si allentano e non c’è più il reggiseno dermico naturale, il seno scende e sembra svuotato. In questo caso si parla di ptosi mammaria. Utilizzando le protesi più moderne, pur non riuscendo a replicare la tonicità di un seno naturale lo si rimodella per dare nuovamente alla donna un’immagine armoniosa con un seno bello alla vista e al tatto. Personalmente scelgo le migliori protesi mammarie Allergan e Mentor, garantite a vita. nista sia laureato. I medici specialisti in chirurgia plastica o dermatologia sono le figure professionali di elezione, le uniche a possedere le conoscenze anatomiche indispensabili per operare sul derma. Sembra un’affermazione scontata, ma oggi non lo è. Sicuramente è importante stabilire un’empatia con il medico che prende in cura la propria immagine. Non bisogna aver timore di affermare esplicitamente che cosa si vuole ottenere, sia un ritocco che non deve farsi notare come un intervento più evidente. Per un chirurgo plastico il successo più grande è quello di riuscire a soddisfare i desideri della paziente. Per quanto riguarda l’invecchiamento del viso, che cosa si può fare senza ricorrere a un vero e proprio lifting? Premesso che il processo di invecchiamento comincia a 25 anni, le regole basilari sono quelle della prevenzione. Evitare l’esposizione ai raggi solari, il fumo, l’alcol, le abitudini di vita viziate e lo scarso riposo. Anche l’alimentazione va curata. Si può iniziare con un cosmeceutico, una crema che nasce dalla sperimentazione di un’azienda specializzata soltanto in questo tipo di prodotto, formulato per i diversi tipi di pelle. Parliamo di medicina estetica: è un trattamento propedeutico a una serie di metodiche ben conosciute che vanno appli- CHIRURGIA ESTETICA: È un piacere conoscere la Dott.ssa Maria Luisa Pozzuoli, medico specialista in Chirurgia Maxillo Facciale e Master in Chirurgia Estetica Morfodinamica: 14 anni dedicati allo studio conseguendo sempre il massimo dei voti e una professione esercitata con eccellenti risultati. Oggi più che mai è importante affidarsi a mani competenti ed esperte, non solo nell’ambito chirurgico ma anche per la cura dell’aspetto estetico complessivo della persona. Quali sono i passaggi che si possono affrontare prima di arrivare a veri e propri interventi chirurgici? Innanzitutto assicurarsi che il professio- 36 MEDICINA E SALUTE cate in ambulatorio con competenza. Si va da un soft peeling per eliminare le cellule morte a un restyling completo a radiofrequenza, una tecnica che scalda il derma e ha effetto tensore sulle fibre collagene, inducendo la produzione di nuovo collagene e quindi con un’azione che si protrae nel tempo. Sono tante le tecniche con effetto sinergico che si possono applicare per raggiungere risultati assolutamente naturali. Come medico estetico lei persegue un’armonia del volto e del corpo senza eccessi che evidenzino un intervento innaturale. Si può iniziare un percorso. Chiedo sempre alle mie pazienti di descrivere che cosa suscita più fastidio e molte non sanno rispondere. Vorrebbero genericamente un cambiamento, ma non sanno esattamente in quale direzione e chiedono di essere supportate. Oppure si fissano su un difetto microscopico trascurandone altri molto più evidenti. Questo dimostra come la psicologia giochi un ruolo prevalente. Utilizzo delle foto pre e post trattamento per documentare l’efficacia degli interventi che attuo, come l’applicazione di un filler o una biostimolazione con fattori di crescita piastrinici, in modo che la paziente possa dare una valutazione oggettiva del risultato raggiunto. Per effettuare gli interventi chirurgici a quali strutture si affida Dott.ssa Pozzuoli? Presso la Clinica Fornaca a Torino, la Columbus a Milano e Villa Parioli a Roma. Qui eseguo interventi di mastoplastica, rinoplastica, liposuzione, blefaroplastica, addominoplastica. In studio non eseguo alcuna chirurgia. E il pubblico maschile cosa chiede di preferenza? È vero che c’è una differenza tra i pazienti torinesi e quelli di Milano e Roma? Certamente! A Torino i pazienti vengono nel mio studio per informarsi ma sono molto indecisi e raramente passano all’azione. A Milano e Roma invece sono più decisi. Quando giungono alla prima visita mi chiedono esattamente un certo tipo di intervento. Il pubblico maschile è molto più esigente e vanitoso di quello femminile, ma anche più riservato. Nessuno vuole ammettere di fare ricorso alla chirurgia estetica. Mentre tra le donne la classe sociale è eterogenea, i maschi appartengono quasi sempre alle categorie dirigenziali o imprenditoriali. Gli interventi più richiesti sono tossina botulinica e filler per le rughe del viso e poi liposuzione e rinoplastica. Riferendoci alle figure professionali che propongono trattamenti di medicina e chirurgia estetica, oggi esiste una certa giungla. Cosa ci dice in proposito? Sono in molti a proporre trattamenti, dal centro estetico al medico dentista. Entrambi non hanno la professionalità per intervenire in questo ambito. Esistono colleghi che attrezzano il proprio studio per effettuare interventi di chirurgia come mastoplastiche e liposuzioni, facendo correre gravissimi rischi alle pazienti. È importante comprendere che si tratta di una chirurgia a tutti gli effetti e necessita di sale operatorie attrezzate, un’equipe multidisciplinare con anestesisti e rianimatori. C’è un rischio intraoperatorio e perioperatorio, è indispensabile disporre di attrezzature di primo livello. Ci si accorge della superficialità di certi approcci soltanto quando avviene un incidente grave. È necessario uno screening mirato dei pazienti, non tutti possono venire operati e non si devono far correre rischi inutili. Suggerisco alle pazienti di valutare attentamente la professionalità delle figure a cui affidare la propria salute e avere consapevolezza dei rischi a cui si espongono accettando di sottoporsi a una chirurgia low cost oppure a una medicina estetica generica e approssimativa che non sia in grado di certificare provenienza e qualità di protesi e sostanze impiegate. Quindi una scelta consapevole e oculata affidandoci a una figura professionale come la Dott.ssa Pozzuoli, che esercita con successo da molti anni! Dott.ssa MARIA LUISA POZZUOLI Chirurgo Estetico e Chirurgo Maxillo Facciale Per prenotazioni: •Torino: Studio Medico Via Pietro Micca 21 - Torino Tel. 011 6989797 Cell. 345 3105694 •Milano: Clinica “Columbus” Via Michelangelo Buonarroti 48 Milano Cell. 345 3105694 •Roma: Clinica “Villa Parioli” Via F. Giordano 8 - Roma Cell. 345 3105694 www.dottoressapozzuoli.com [email protected] Convenzione associati FABI Plus: sconto del 10% sui trattamenti di medicina estetica settembre 2013 | Plus Magazine | MEDICINA E SALUTE 37 MEDICINA E SALUTE di Emanuela Truzzi (foto A. Lercara) logia presso l’Università di Pisa. Le due materie sono strettamente legate e consequenziali per produrre una diagnosi corretta: il posturologo ricerca la causa di un’errata postura e se il problema coinvolge le strutture del piede, il podologo è il professionista specializzato che si occupa di curarla. Che cos’è la postura? La nostra posizione nello spazio è regolata da informazioni che giungono alla struttura del nostro sistema nervoso centrale dai recettori posturali quali per esempio: l’apparato vestibolare, il recettore oculare, l’apparato stomatognatico, la pelle e il piede. Questi recettori forniscono contemporaneamente delle informazioni che consentono al nostro corpo di attuare delle contrazioni muscolari per mantenere, ad esempio, la stazione eretta. I recettori devono fornire delle La SALUTE DEL PIEDE affidata al professionista Il Dott. Luca Traversone è un podologo laureato presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di Genova in podologia con un master in posturologia. Ha tre studi in città e provincia. Ci spieghi meglio la figura del podologo, Dott. Traversone. Di cosa si occupa? Il podologo si occupa della salute del piede e delle patologie legate alla deambulazione. Dopo la laurea in podologia ho voluto completare la mia formazione professionale con un Master in Posturo- informazioni coerenti affinché noi manteniamo delle posizioni, delle posture corrette. La postura corretta è quella che genera il minor dispendio energetico. Una postura sbagliata nasce quando un recettore lavora male e passa al sistema nervoso centrale informazioni incoerenti. Entro certi limiti il nostro organismo riesce a compensarle, oltre si innescano stati patologici. Una cicatrice che altera la sensibilità, un piede che non svolge fisiologicamente le fasi del passo oppure un grave difetto della vista possono procurare informazioni incoerenti e dare adito a posture scorrette. Il ruolo del posturologo è quello di individuare qual è il recettore che dà l’informazione sbagliata e incoerente che genera il difetto di postura. Se ricade nell’ambito di sua competenza lo cura, altrimenti lo affida ad altro posturologo specialista in quel recettore disfunzionale. Quali sono i motivi per cui una persona può rivolgersi a un podologo? A Torino la professione del podologo è 38 MEDICINA E SALUTE ancora poco conosciuta, siamo soltanto otto. Spesso ci si rivolge di preferenza, a seconda del problema, all’ortopedico o all’estetista. In generale qualsiasi dolore alle strutture del piede durante la deambulazione e non, dovrebbe indirizzare il paziente al podologo. Spesso si rivolgono a noi gli sportivi per correggere un difetto biomeccanico nello svolgimento del passo che ne limita le prestazioni. Oppure la persona che lavora in piedi tutto il giorno e vuole risolvere il dolore alle estremità. Il podologo è in grado di fare una diagnosi, una prescrizione di ortesi plantare e direttamente la sua realizzazione in quanto in possesso di autorizzazione del Ministero della Salute come costruttore di dispositivi medici su misura. Spesso le donne fanno riferimento ai centri estetici per risolvere problemi di minore entità. È corretto? Assolutamente no. Anche un semplice callo, un’ipertrofia cutanea ricorrente, può avere una causa disfunzionale che va diagnosticata e curata. Questo è un processo che un centro estetico non può affrontare, il personale non ha le basi scientifiche per farlo e non è autorizzato per legge a porre in atto alcuna cura. Il centro estetico può migliorare l’aspetto delle estremità, ma non curarle. Utilizzare strumenti destinati al personale sanitario con poca cognizione non porta ad alcun vantaggio, anzi può essere peggiorativo. Quali sono le patologie che più frequentemente provocano danni alla salute del piede? Ho svolto la mia tesi sul piede diabetico e continuo a collaborare con gli ambulatori del centro diabetologico del San Giovanni Vecchio-Molinette. Il diabete è una patologia invalidante che provoca gravi danni alle strutture vascolari e nervose, limitando la funzionalità delle estremità. Rimuovere un ipercheratosi da un piede diabetico richiede la massima cautela per non procurare ulcere. Non intervenire nella maniera corretta rimanendo troppo superficiali può mascherare una lesione che invece andrebbe scoperta e curata tempestivamente. Il paziente diabetico deve affidarsi ad un podologo, essere educato circa la sua patologia e controllato continuamente per prevenire complicazioni che, se trascurate, diventano di difficile risoluzione. È vera la consuetudine che prevenire è meglio che curare, ma pochi la mettono in pratica. Quali sono le categorie di sportivi che si rivolgono alle sue cure, Dott. Traversone? Ad esempio i calciatori, che hanno frequentemente male al piede e alla gamba. In quel caso dobbiamo effettuare un’analisi biomeccanica del loro passo durante la corsa ed eventualmente correggere un movimento non fisiologico, compensandolo con un plantare o una diversa scarpetta. Oppure le ballerine, che a causa della posizione sulle punte presentano sovente unghie spaccate o incarnite che ne limitano la performance, allora si pone in atto la riabilitazione ungueale. La corsa è molto traumatica per le estremità e se il piede del podista non svolge correttamente la dinamica del passo è necessario ridistribuire le pressioni generate dal gesto atletico attraverso un plantare. In ambito sportivo si possono realizzare delle piccole ortesi digitali in silicone che servono a proteggere e limitare gli attriti e le pressioni nella scarpetta. Questo elimina il dolore e permette alle strutture infiammate di guarire. Sono utili sia agli sportivi professionisti sia ai dilettanti o anche a chi ha una piccola deformità in un dito che ne limita la deambulazione. Ci sono professioni che richiedono calzature particolari che provocano disagi o traumi al piede. Nel caso di un diabetico le scarpe antinfortunistiche non sono proprio le calzature ideali e possono procurare lesioni. Si deve intervenire creando una struttura protettiva e al tempo stesso non traumatica per le delicate strutture anatomiche dei portatori di tale patologia. Parliamo di noi donne che per vanità costringiamo i nostri piedi dentro calzature belle a vedersi ma faticose e traumatiche da portare. Cosa ci consiglia? Un tacco alto indossato tutto il giorno provocherà dei danni mentre porta- Luca Traversone to saltuariamente per una serata o un evento non genererà alcun problema, sempre che a monte non ci siano patologie che rendano pericolosa la calzata anche per 10 minuti. A lungo termine i tacchi alti provocano metatarsalgie e, qualora ci sia una predisposizione genetica, l’insorgenza dell’alluce valgo. Anche le scarpe completamente piatte come le ballerine causano problemi di talloniti e tendiniti al tendine di Achille. La scarpa migliore è quella che consente una distribuzione equilibrata della pressione tra avampiede e tallone. Il tacco ideale è intorno ai 4 centimetri. Dott. LUCA TRAVERSONE - Podologo • Via Giannetti 7a (zona Gran Madre) Torino - Tel. 011 8399088 • Via Abeg 43 - Borgone di Susa (To) Cell. 347 0744686 • Via Mazzini 3/B - Settimo Torinese (To) Tel. 011 3745581 Cell. 347 0744686 www.podologist.it [email protected] Convenzione associati FABI Plus: sconto del 15% su visita podologica e posturale settembre 2013 | Plus Magazine | MEDICINA E SALUTE 39 BENESSERE di Barbara Odetto (foto A. Lercara) Chiara, come si è avvicinata alla Kinesiologia? Nel 1994 ho iniziato a frequentare dei corsi di massaggio e per anni ho approfondito questo aspetto. Sentivo però che mi mancava una parte che andasse oltre ciò che era puramente solo strutturale e che dovevo completare la mia formazione. Ho scoperto la Kinesiologia quasi per caso e mi sono subito appassionata; mi sono iscritta all’Istituto IKSEN di Maurizio Piva, che oltre 30 anni fa ha introdotto in Italia questa disciplina, e sono diventata operatore abilitato AKSI. La Kinesiologia per il benessere dell’individuo Come si articola una seduta? Dopo un primo incontro in cui pongo delle domande specifiche per conoscere la persona e i suoi eventuali disagi, definisco con il soggetto l’obiettivo che consiste nel passare dal disturbo che avverte al contattare il potenziale che serve per la sua eliminazione. La motivazione ha un ruolo fondamentale per sviluppare il potenziale dell’individuo, per questo bisogna scoprire qual è e dov’è il blocco, ma soprattutto occorre capire se chi si sottopone ad una seduta kinesiologica vuole realmente stare bene. Durante la seduta non mi limito quindi ad ascoltare, Ne parliamo con Chiara Mattea P otenzialmente ogni persona ha tutte le risorse necessarie per vivere in equilibrio con se stessa, con gli altri e con l’ambiente che la circonda. I fattori di stress che intervengono più o meno quotidianamente e che creano disarmonia, però, sono molteplici e il loro accumularsi può dare vita a tensioni di carattere fisico, psicologico, emotivo e non solo. Un valido aiuto per ritrovare un benessere generale è la Kinesiologia, una tecnica riequilibrativa che attraverso la valutazione del tono muscolare dell’individuo è in grado di definire esattamente lo stato di salute dell’organismo. Il fondatore di questa affascinante disciplina è il medico chiropratico americano Dott.George Joseph Goodheart Jr. che nel 1964 pubblicò sulla rivista Digest of Chiropractic Economics un articolo sulla Kinesiologia applicata. Le sue teorie trovarono il favore di molti suoi colleghi e a poco a poco il metodo si diffuse con successo grazie ad un suo stretto collaboratore, il Dott. John Thie, non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il pianeta. Per conoscere meglio la disciplina e i suoi diversi benefici abbiamo incontrato Chiara Mattea, da tempo operatrice in Kinesiologia e istruttrice di Touch for Health, Touch for Learning ed Energia Tibetana, che con grande solarità ci ha raccontato in modo chiaro come avviene una seduta e come il soggetto interessato recupera in poco tempo il proprio benessere psico-fisico. 40 ma osservo anche il linguaggio del corpo perché mi fornisce delle indicazioni importanti. Dopo la prima fase procedo con il test muscolare e attraverso questo evidenzio quale tecnica è più adatta per portare la persona alla motivazione e al raggiungimento del traguardo. In cosa consiste il test muscolare? Mentre il soggetto cerca di mantenere una posizione stabilita a priori di un arto superiore o inferiore, effettuo per pochi secondi una pressione ferma e costante sul muscolo. Non misuro la forza fisica, ma la prontezza di riflesso che ha il muscolo: la variazione di tono da stabile BENESSERE a non stabile o vice versa ci indica se e su quale aspetto occorre lavorare. La disarmonia può essere di carattere fisico, ad esempio strutturale o biochimico, ma anche di tipo nutrizionale, emotivo, mentale o puramente energetico. Dopo il test chiedo al corpo dove intervenire per raggiungere l’obiettivo e, sempre attraverso questo, ricevo la risposta. L’aspetto interessante è che talvolta il corpo mi offre indicazioni diverse dalla mia idea originaria, questo perché – ad esempio – un disagio articolare o posturale può essere legato ad un aspetto emozionale. Io traduco i messaggi che ricevo e lavoro in quella direzione, utilizzando la tecnica più adatta per ognuno. Quali tecniche adotta dopo il test muscolare? Dipende dalla risposta che ricevo dall’organismo. Ho un ventaglio molto ampio, composto da più di 200 tipi di tecniche diverse. Alcune di queste puramente strutturali, altre più legate all’aspetto emotivo o energetico della persona. Eseguo tutte quelle che il sistema mi comunica essere necessarie. Tra queste, l’utilizzo di riequilibri di Energia Tibetana e dei Fiori di Bach rappresentano – per il mio lavoro con la persona – un buonissimo supporto. Come “lavorano” i Fiori di Bach? Questo tipo di floriterapia considera le emozioni e la personalità del soggetto, che sono alla base del sintomo che si manifesta nel corpo: il fiore avvia il processo di trasformazione dell’emozione, che passa da negativa a positiva, sino a far scomparire del tutto il disturbo fisico, espressione di un disagio molto più profondo. Individuando il fiore attraverso i test spesso si hanno delle sorprese perché quello evidenziato non è il fiore che toglie il sintomo, ma quello che serve per produrre il cambiamento necessario ad andare verso l’obiettivo. Che cos’è l’Energia Tibetana? Si tratta di una tecnica che considera la presenza nell’essere umano di figure a forma di 8 o infinito che vorticano in armonia. Ce ne sono di grandi, che interessano tutto il corpo, di medie – ad esempio nella testa, nel tronco e nelle gambe – e di piccole, per lo più nelle articolazioni e nelle cicatrici. Quando si verificano dei traumi fisici o emotivi queste figure non si muovono più in maniera fluida e armonica e devono quindi essere riequilibrate. Alcuni benefici del migliorare il flusso a forma di 8 sono: alleviamento del dolore fisico, riduzione del gonfiore, aumento del movimento delle articolazioni, più energia e vitalità e centratura. É possibile anche che sia macchie cutanee che cicatrici sbiadiscano. Quanto dura una seduta di Kinesiologia? Negli adulti dai cinquanta minuti all’ora, nei bambini sono sufficienti quarantacinque minuti. A chi consiglia questa tecnica? A tutti coloro che hanno come obiettivo il proprio benessere psico-fisico e il mantenimento della salute. La Kinesiologia non è utilizzata a livello diagnostico e, soprattutto, non sostituisce assolutamente la medicina tradizionale. La sua finalità è il riequilibrio energetico di tutte le componenti della persona, per cui ha un approccio olistico, inoltre non è invasiva e dunque è perfetta per tutti, dai neonati agli anziani. Da anni collaboro con vari enti e la applico anche su persone con disabilità fisiche, emotive e mentali con risultati a volte sorprendenti. Ci sono disturbi sui quali la Kinesiologia ha presa maggiore? Proprio perché dipende dall’obiettivo di benessere di ciascun individuo, tutti gli squilibri possono essere affrontati: dal mal di schiena ai problemi di coordinazione, alle intolleranze di vario genere, dai disturbi alimentari agli attacchi di panico e carenza di autostima; ancora dai tic nervosi alla fatica cronica, dalla dislessia all’iperattività sia nei bambini che negli adulti, dalla difficoltà di relazione con altri alla difficoltà di concentrazione o di relazione con il mondo esterno. E, a mio avviso ancora più importante, la Kinesiologia risulta essere una modalità per entrare in contatto con il nostro mondo interno che è di gran lunga molto più grande ed affascinante di ciò che percepiamo essere fuori da noi. CHIARA MATTEA - Kinesiologa Riceve su appuntamento: •Corso Susa 64/F - Caselette (To) •C/o Audido Via Pianezza 36 Alpignano (To) •C/o Topos Via Pinelli 23 - Torino •Lunigiana (Toscana) Cell. 338 7582718 [email protected] Convenzione associati FABI Plus: sconto del 10% settembre 2013 | Plus Magazine | benesserE 41 plus magazine cinema 3 GRAVITY Regia: Alfonso Cuarón Data uscita: 03/10/2013 Cast: George Clooney, Sandra Bullock Trama: La brillante dottoressa Ryan Stone (Sandra Bullock) è alla sua prima missione a bordo dello shuttle; Matt Kovalsky (George Clooney) è invece un astronauta esperto al suo ultimo volo prima della pensione. Ma quella che sembrava una normale passeggiata nello spazio si trasforma in una catastrofe e lo shuttle vie- film un agente di polizia (Nicolas Cage) sulle tracce di un serial killer, Robert Hansen (John Cusack), nelle gelate pianure dell’Alaska. Ad aiutarlo è l’unica donna (Anessa Hudgens) sfuggita alle grinfie dello psicopatico. Nonostante il suo lato oscuro, il maniaco, conduceva un’esistenza di pacifico padre di famiglia e aveva un ruolo attivo nella propria comunità. ne distrutto, lasciando Stone e Kowalsky completamente soli, collegati solo fra loro e fluttuanti nell’oscurità. Il silenzio assordante in cui sono immersi significa che hanno perso ogni contatto con la Terra... e ogni speranza di salvezza. 3 IL CACCIATORE DI DONNE Regia: Scott Walker Data uscita: 10/10/2013 Cast: Nicolas Cage, Radha Mitchell, John Cusack, Vanessa Hudgens, Katherine LaNasa, Dean Norris, Curtis Jackson, Jodi Lyn O'Keefe, Ryan O'Nan, Gia Mantegna Trama: La storia, ispirata a fatti realmente accaduti, vede 42 3 DIANA Regia: Oliver Hirschbiegel Data uscita: 13/10/2013 Cast: Naomi Watts, Naveen Andrews, Douglas Hodge, Geraldine James, Juliet Stevenson, Charles Edwards, Cas Anvar, Laurence Belcher Trama: Il film ricostruisce l’affaire tra la Principessa Diana Spencer e un medico paki- stano, il dottor Hasnat Kahn, che lei incontrò nel ‘95, quando si recò a far visita ad un suo amico che aveva appena subito un intervento chirurgico al cuore. Nel 2008 Kahn parlò pubblicamente della sua storia con la Principessa. Alle rivelazioni di Kahn, fecero seguito quelle di Paul Burrell, segretario di Diana, il quale confermò che il medico pakistano era stato il vero amore della Principessa, e che Dodi Al Fayed era stato solo un pretesto per farlo ingelosire. 3 CAPTAIN PHILLIPS Regia: Paul Greengrass Data uscita: 7/11/2013 Cast: Tom Hanks, Catherine Keener, Michael Chernus, Max Martini, Chris Mulkey, Yul Vazquez, David Warshofsky, Corey Johnson, John Magaro, Angus MacInnes, San Shella, Mark Holden, Vincenzo Nicoli, Louis Mahoney, Gigi Raines Trama: Nell’aprile 2009 il Capitano Richard Phillips, comandante della MV Maersk Alabama, viene catturato, con la sua nave, dai pirati somali. Phillips coraggiosamente si offre come ostaggio per proteggere la sua ciurma e rimane in mano dei pirati tre gior- autunno ni prima di essere liberato da un team di U.S. . 3 QUESTIONE DI TEMPO Regia: Richard Curtis Data uscita: 7/11/2013 Cast: Domhnall Gleeson, Rachel McAdams, Bill Nighy, Tom Hollander, Margot Robbie, Lydia Wilson, Vanessa Kirby Trama: All’età di 21 anni, Tim Lake scopre di essere in grado di viaggiare nel tempo. Dopo l’ennesima, deludente festa di Capodanno, il padre di Tim rivela a suo figlio che gli uomini della loro famiglia hanno sempre avuto il potere di viaggiare attraverso il tempo. Tim non può cambiare la storia ma può cambiare quel che accade e che è accaduto nella sua vita, perciò decide di rendere il suo mondo migliore trovandosi una fidanzata. Sfortunatamente questa impresa non sarà facile come potrebbe sembrare. recensioni SCRIVERE La vita non è in rima (per quello che ne so) di Luciano Ligabue La vita non è in rima vuol dire da un lato che i conti non sempre tornano. Dall’altro che, per fortuna, non siamo costretti a vivere secondo uno schema precostituito. E anche questo libro ha uno schema libero. Al centro c’è la scrittura di Ligabue, in tutte le sue forme. Si parte dalle parole delle sue canzoni, dei suoi libri, dei suoi film e si arriva a parlare del suo modo di vedere il mondo. La lingua e il dialetto, la famiglia e la politica, il dolore, la speranza, l’arte, il calcio, il sesso, l’amore, l’amicizia, la memoria, la felicità di riuscire a sentirsi anche solo per un momento «leggero, nel vestito migliore, nella testa un po’ di sole ed in bocca una canzone». Dentro la scrittura di Ligabue c’è una scelta delle parole che rappresenta un punto di vista sulla vita. Ma soprattutto c’è tanta musica, che trasforma e am- libri plus magazine letture plifica il senso di ogni parola. Perché per ogni cosa detta c’è sempre un motivo e quel motivo è spesso il modo in cui la canzone ci entra nelle vene, diventa parte di noi. Un libro pieno di spunti sorprendenti, di acume, di dolcezza, di ironia che farà scopr irea Luciano Ligabue a chi ancora non lo conosce bene, ma stupirà anche chi ( c omea o g nu no dei suoi tantissimi fan) pensa di sapere già tutto di lui. EXPO 58 di Jonathan Coe L'Exposition Universelle et Internationale de Bruxelles del 1958 è il primo evento del genere dopo la Seconda Guerra Mondiale. La tensione politica tra la Nato e i paesi del blocco sovietico è al suo culmine. In piena Guerra Fredda, dietro la facciata di una ma n i festa zione che si propone di avvicinare i popoli della Terra, fervono operazioni d'intelligence in cui le grandi potenze si spiano a vicenda. Incaricato di sovrintendere alla gestione del pub Britannia nel padiglione inglese è un giovane copywriter del Central Office of Information di TAKEN di Erin Bownman Londra, Thomas Foley, che si trova così catapultato al centro di un mondo d'intrighi internazionali di cui diventa un'inconsapevole pedina. A Claysoot, una piccola comunità isolata dal resto del mondo da alte mura, tutti i ragazzi scompaiono il giorno in cui compiono diciotto anni. Non appena scocca l’ora fatidica, la terra trema, il vento infuria e del giovane non rimane traccia. Ecco perché, a pochi mesi dal suo compleanno, Gray si prepara ad affrontare il terribile destino che lo attende. Ma, un giorno, trova per caso una misteriosa lettera della madre, morta ormai da molti anni, che lo spinge a reagire. Insieme con Emma, la ragazza di cui è innamorato, decide quindi di fuggire dalla città per scoprire che cosa si nasconde dietro le invalicabili mura di Claysoot. Quello che Gray non sa è che là fuori lo aspetta un segreto inquietante… settembre 2013 | Plus Magazine | RECENSIONI 43 f&c plus magazine fumetti e cartoons MAGICA DISNEY 3000 volte Topolino Comicon Edizioni Brossurato, 238 pagine a colori Formato cm 19 x 26 € 22,00 L’affacciarsi del primo numero di Topolino in formato “Libretto”, nell’aprile del 1949, ha sicuramente determinato una vera e propria rivoluzio- ne nel mondo del fumetto italiano e dell’immaginario popolare. Il volume ripercorre la vita editoriale del personaggio dai suoi esordi nei primi anni trenta, in formato giornale, fino all’uscita del numero 3.000 del Topolino libretto pubblicato a maggio del 2013. Un volume importante, curato nella sua ricerca iconografica, davvero imperdibile per tutti gli amanti dell’universo Disney che tanto ha fatto sognare i bambini di tantissime generazioni. 44 di Salvatore Taormina (il Tao) denti sottopagati continuino ad andare al lavoro tutte le mattine con lo stesso zelo etc. Lacernet scruta il mondo delle aziende con grande acume descrivendolo con umorismo e gaudente crudeltà intellettuale, riuscendo a non mancare un solo bersaglio nell’illustrazione della cruda realtà lavorativa di tutti i giorni. Irresistibile. COME SOPRAVVIVERE IN AZIENDA Edizioni Q Press - Manu Lacernet Brossurato, 48 pagine in b/n Formato cm 16,5 x 24 € 9,90 Si tratta di un’importante guida pratica per uscire vivi dallo spietato mondo dell’Azienda. Dal sesso in ufficio ai curriculum vitae truccati, affronta senza timore i temi più scabrosi e disparati. Risponde a domande sugli azionisti, sul perché dipen- Appuntamenti autunno ROMICS: FESTIVAL DEL FUMETTO DI ROMA 3/6 ottobre 2013 c/o Nuova Fiera di Roma – Via Portuense Una splendida mostra consigliata soprattutto per famiglie con bambini. Quasi assente del tutto il settore del collezionismo, la mostra è incentrata su videogiochi, competizioni per cosplayer e nuove uscite editoriali. momento di presentazione al pubblico di tutte le principali novità del settore da parte di tutte le principali case editrici italiane. Ampio spazio dedicato anche ai “Games” e alle gare per i cospleyer che tingono di “Colore” la città per tutti e 4 i giorni della manifestazione. Presenti anche molti rivenditori di alto antiquariato fumettistico e di tavole originali. BOLOGNA COMICS 12/13 ottobre 2013 c/o Palanord – Via Stalingrado 81 La mostra è incentrata sul collezionismo di fumetti e figurine, ma non mancano le presentazioni di volumi e mostre a tema. Consigliata. PADOVA COMICS 1/3 novembre 2013 Fiere di Padova - Via N.Tommaseo 59 Una fiera dedicata a un pubblico variegato, presenti sia il settore del collezionismo che l’editoria dedicata alle nuove generazioni. LUCCA COMICS AND GAMES 31 ottobre/3 novembre 2013 Piazza Napoleone/del Giglio - Centro di Lucca La principale fiera del fumetto italiana e la terza a livello internazionale (dopo San Diego e Angouleme), vi si riuniscono tutti i principali editori nazionali, punto d’incontro per giovani fumettisti che possono far visionare i loro lavori agli “Editor” delle case editrici e REGGIO EMILIA 30 novembre/1° dicembre 2013 Centro fieristico Mancatale - Via Filangieri 15 All’interno della manifestazione “Cambi e scambi” dove oltre ai fumetti potrete trovare giocattoli, profumi, libri antichi etc. La mostra principe per i collezionisti di fumetti, dove si può trovare il meglio dell’alto antiquariato del settore. IO SÒ CARMELA Edizioni Becco Giallo Alessia di Giovanni e Monica Barengo Brossurato, 148 pagine a colori Formato cm 15 x 21 € 15,00 15 aprile 2007, Carmela Cirella si getta dal settimo piano di un palazzo nel quartiere Paolo VI di Taranto. Aveva solo 13 anni ed era stata stuprata da più persone. Abbandonata dalle istituzioni, chiusa in un centro di recupero e i suoi violentatori liberi come se nulla fosse mai accaduto. Il volume racconta la sua storia basandosi sul suo diario ritrovato dopo la morte. È un grido di aiuto, di rabbia e anche di speranza. Perché Carmela possa diventare il simbolo della ribellione contro questi abusi indegni di un’umanità che si definisce civile spesso solo a parole. recensioni mostre plus magazine arte, scienza e costume infatti esprimono la poetica della scultrice attraverso forme che rimandano alla materia primordiale al suo evolversi e trasformarsi in creazioni artistiche. Govone (Cn) - Castello Reale Piazza Vittorio Emanuele 1 0173 58103 www.comune.govone.cn.it ANTONELLO DA MESSINA Fino al 12 gennaio 2014 Il progetto espositivo propone un’indagine articolata e uno sguardo originale sulla figura del grande pittore del Quattrocento e sul suo tempo, attraverso lo studio degli intrecci storico-artistici e delle controversie ancora aperte. Rovereto (Tn) - Mart Rovereto Corso Bettini 43 0464 438887 www.mart.trento.it ALL YOU NEED IS LOVE John Lennon artista, attore, performer Fino al 20 ottobre 2013 “All you need is Love” intende render conto, per la prima volta in Italia, degli esiti del multiforme talento di John Lennon, solo di riflesso considerato in quest’occasione nella celeberrima veste di musicista e indagato, invece, come artista visivo e attore. Modena - Galleria Civica Corso Canalgrande 103 059 2032911/059 2032940 www.comune.modena.it/galleria MARIA CRISTINA CARLINI Fare Secondo Natura Fino al 3 novembre 2013 La mostra mette in luce lo stretto legame estetico dell’artista con la natura e con i suoi elementi intesi come fonte di inesauribile ispirazione. Le opere esposte ENRICO BAJ Bambini, ultracorpi & altre storie Fino al 20 dicembre 2013 L’esposizione presenta un gruppo di opere fondamentali dell’artista milanese degli anni Cinquanta e una serie di rari documenti, manifesti, riviste, fotografie che restituiscono il clima di scambi culturali, amicizie, polemiche, tipico del periodo in cui Milano si afferma come centro autorevolissimo dell’avanguardia internazionale, in uno dei suoi momenti culturalmente più vividi. Milano - Fondazione Arnaldo Pomodoro Vicolo Lavandai 2/a - 02 89075394 www.fondazionearnaldopomodoro.it ARCHIMEDE. ARTE E SCIENZA DELL'INVENZIONE Fino al 12 gennaio 2014 Una mostra sulla figura di Archimede, ingegno del III secolo a.C.. L'esposizione rivela i tanti aspetti del geniale scienziato siracusano illustrando lo straordinario contributo che hanno dato le sue indagini ed invenzioni alla conoscenza del mondo antico e dei secoli a venire. Roma - Musei Capitolini Piazza del Campidoglio 1 - 06 0608 www.museicapitolini.org settembre 2013 | Plus Magazine | RECENSIONI 45 plus magazine musica musica autunno un album molto più personale rispetto agli ultimi lavori, con un forte ritorno alle origini, dove ripercorrerà la sua intera carriera artistica iniziata nel 2004 con il cd multi platino “Back to Bedlam”, realizzato all’epoca insieme al produttore Tom Rothrock, tornato di nuovo a lavorare con lui insieme all’altro producer Martin Terefe. Samuele Bersani NUVOLA NUMERO NOVE L’ottavo disco di inediti di Samuele Bersani, “Nuvola Numero Nove”, uscirà il prossimo 10 settembre 2013 su etichetta Sony Music, a quattro anni di distanza dal precedente “Manifesto Abusivo”. L’annuncio l’ha dato su Facebook lo stesso cantautore riminese, spiegando che fra un album e l’altro ci ha messo come al solito un po’ di anni perché, per poter scrivere delle storie inedite, aveva innanzitutto la necessità di viverle. “Nuvola Numero Nove” non è però un disco al 100% autobiografico, in quanto racconta anche storie che non lo riguardano direttamente ma che gli sono soltanto passate davanti. Oltre al titolo del nuovo album, Samuele Bersani ha reso nota anche la copertina, in cui compaiono la sagoma del volto del cantautore e l’immagine di una spiaggia deserta. Placebo LOUD LIKE LOVE La tracklist del nuovo album dei Placebo, “Loud Like Love”, è finalmente nota. Ci avviciniamo quindi a grandi passi verso l’uscita del settimo album di inediti della band di Brian Molko, prevista il 16 settembre 2013, a ben quattro anni di distanza dal precedente “Battle for the Sun”. “Loud Like Love” sarà messo in vendita in cinque diversi formati: cd, vinile, download, digipack e un cofanetto super deluxe in sole 1000 copie autografate dalla band con cd, vinile, dvd con contenuti speciali, poster, ecc. 46 Il nuovo album è anticipato dal singolo “Too Many Friends”, che è invece disponibile in digital download su iTunes già dal 9 luglio. L’album “Loud Like Love” sarà supportato da un tour europeo che prenderà il via da Varsavia il 12 novembre e toccherà anche l’Italia per un’unica data a Bologna, Unipol Arena di Casalecchio di Reno, il 23 novembre. James Blunt MOON LANDING Il nuovo album di James Blunt “Moon Landing” uscirà il 22 ottobre 2013 e sarà il quarto cd in studio del cantautore inglese che in nove anni di carriera ha venduto circa 17 milioni di album e 20 milioni di singoli in tutto il mondo. Eppure sono trascorsi soltanto alcuni mesi da quando Blunt aveva annunciato il proprio ritiro dalla scena musicale per dedicare più tempo a sé stesso, ma evidentemente gli è bastato fermarsi un po’ e ricaricare le batterie, soprattutto a livello mentale, per ritrovare la giusta ispirazione e impegnarsi alla composizione della sua nuova fatica discografica. James Blunt ha dichiarato che si tratta di Elton John THE DIVING BOARD Dopo l’album di inediti intitolato “The captain & the kid” lanciato sul mercato nel lontano 2006, finalmente Elton John ritorna con un nuovo e unico album intitolato “The diving board”. Si tratta sicuramente di un passaggio, anzi un ritorno, verso il vecchio stile che caratterizzava il sound del Sir inglese: un sound caratterizzato dal tipico trinomio pianoforte-basso-batteria. Lo stile di “The diving board” ricorda moltissimo quello che caratterizzava gli album anni ’70 di Elton, come il famosissimo “Home Again”. L’album sarà disponibile in diverse versioni che vanno da quella standard in CD, a quella in vinile (per i collezionisti) fino a quella digitale: quest’ultima sarà una versione deluxe che conterrà i 19 brani standard più l’inedita bonus track intitolata “Candlelit bedroom” e altre tre canzoni registrate durante i live. recensioni teatro plus magazine teatro Il Teatro Regio di Torino è il teatro lirico della città di Torino, nonché uno dei più grandi ed importanti d'Italia, ed uno dei teatri italiani più rilevanti nel panorama europeo ed internazionale. Stagione 2013-2014 L’ITALIA IN OPERA Tredici opere, due balletti, uno spettacolo in prima assoluta, un Gala dedicato a Giuseppe Verdi: mai prima d’ora nella storia del Teatro Regio si è realizzata una Stagione tanto densa quanto la prossima. Nella nuova Stagione l’attenzione è concentrata sulla grande musica italiana, in particolare su quella di Verdi e di Puccini ai quali vengono dedicati due festival. Il sipario si aprirà il 9 ottobre con il verdiano Simon Boccanegra (9-23/10) diretto dal maestro Gianandrea Noseda, nello splendido allestimento firmato per il Teatro Regio da Sylvano Bussotti; protagonisti del melodramma ambientato a Genova: Ambrogio Maestri, María José Siri e Michele Pertusi. Il Festival Verdi proseguirà quindi con due tra le opere non solo più popolari, ma anche più paradigmatiche del Verdi “politico” e “sociologico”: Rigoletto (17-25/10) e La traviata (18-27/10), presentate in due allestimenti che fanno parte del repertorio del teatro e la cui esecuzione musicale sarà affidata a due direttori esperti quali Donato Renzetti e Renato Palumbo e a nuovi protagonisti: Devid Cecconi, Laura Giordano e Piero Pretti per Rigoletto e Irina Lungu, Massimo Giordano e Marco Di Felice per Traviata. A novembre (14-16/11), il tributo a Giuseppe Verdi si arricchirà ulteriormente grazie alla prima assoluta di Verdi, narrar cantando, lo spettacolo di Marco Paolini e Mario Brunello in cui verrà messo in luce il Verdi librettista, regista, impresario, patriota e politico. A dicembre (18 e 22/12), a conclusione dell’anno dedicato al compositore in occasione del 200° anniversario della nascita, un Gala lirico-sinfonico con tre ampie selezioni da Macbeth, Il trovatore, Aida e un cast d’eccezione: Barbara Frittoli, Marcelo Álvarez e Marianne Cornetti. Le serate si arricchiranno di degustazioni con meraviglie gastronomiche dell’Emilia, terra natale di Verdi. Tornando alla Stagione, a novembre (7-17/11), un altro protagonista dell’italianità nell’opera: Gioachino Rossini, Il barbiere di Siviglia, sotto la direzione di Alessandro De Marchi, nell’allestimento firmato da Luisa Spinatelli. Protagonista un cast dotato di grande vis comica che annovera Antonino Siragusa, Laura Polverelli, Paolo Bordogna, Vito Priante e Nicola Ulivieri. Facendo un salto in avanti nel calendario, maggio (7-18/5), l’ultima opera scritta da Rossini appena trentasettenne: Guglielmo Tell. Sul palcoscenico del Regio verrà presentato un nuovo allestimento, realizzato in coproduzione con il Rossini Opera Festival, firmato dal regista Graham Vick e diretto da Gianandrea Noseda. Nel ruolo del protagonista, uno degli artisti più eleganti del panorama internazionale: Carlos Álvarez; a condividere le gesta del patriota svizzero ci saranno inoltre Angela Meade, John Osborn, Mirco Palazzi e Giacomo Prestia. Il capolavoro del repertorio serio rossiniano manca a Torino da 48 anni. BIGLIETTERIA DEL TEATRO REGIO Piazza Castello 215 – Torino Tel. 011 8815241/242 www.teatroregio.torino.it [email protected] Convenzione associati FABI: sconto del 10% sui singoli biglietti settembre 2013 | Plus Magazine | RECENSIONI 47 MAPPAMONDO ETIOP alla scoperta della Popoli misteriosi, grandiose scenografie e affascinanti paesaggi naturalistici Nel cuore di una natura grandiosa, che ha disegnato montagne, canyon impressionanti, altopiani immensi, laghi e fiumi, pianure e savane, vulcani, deserti di sale e distese di lava, gli eredi di antiche civiltà convivono con etnie primordiali. Tutto in Etiopia ci parla di una terra antichissima. 48 MAPPAMONDO PIA “culla dell’umanità” STORIE DI VIAGGI E VIAGGIATORI LA STORIA DELL’ETIOPIa è un intreccio di avvenimenti affascinanti e leggendari come l’incontro tra il Re Salomone e la Regina di Saba, l’avventuroso viaggio dell’Arca dell’Alleanza, la grandezza del regno di Axum e la nascita del Cristianesimo, l’ascesa dell’Islamismo, il mitico Re Lalibela e le undici chiese scolpite nella roccia, ottava Meraviglia del Mondo. L’Etiopia è forse il luogo dove è iniziato il cammino dell’uomo. Qui, nella depressione dell’Afar e nella valle dell’Omo, sono venuti alla luce i resti dei nostri più remoti antenati. Questa affascinante realtà di “culla dell’umanità” convive con quella sontuosa, monumentale, di alta spiritualità, testimoniata dalle chiese rupestri. Nella leggendaria “Terra di Punt”, ricca di ebano, avorio, oro grezzo, incenso, mirra e di quelle misteriose fragranze che i sacerdoti bruciavano all’ombra delle piramidi, mitizzata dagli egizi e dagli antichi greci come la “fresca isola celestiale”, crocevia di migrazioni e terra di frontiera tra le genti arabiche e i popoli dell’Africa Nera, si sono fuse nel tempo culture profondamente diverse. È un’energia speciale quella che porta il popolo etiope ad interiorizzare la propria fede, a recludersi fisicamente in luoghi remoti, costruendo chiese che sono fortezze, intagliate nella roccia, a strapiombo su baratri inaccessibili, sino a diventare immense e silenziose preghiere di pietra. Un’energia che ha origini lontanissime e affonda le radici nella storia e nel mito. a pag. 48 Etiopia, Africa di riti ed antiche liturgie: un sacerdote copto ad Axum, culla della cristianità copta. (Daniele Pellegrini) a fianco Cruciforme, monolitica ed ipogea, la superba basilica di San Giorgio a Lalibela lascia stupefatti. (Cinzia Bassani) settembre 2013 | Plus Magazine | MAPPAMONDO 49 MAPPAMONDO Si deve risalire al 330 quando, miracolosamente scampati ad una tempesta, i siriani Frumenzio ed Edesio furono fatti prigionieri ad Axum, dove regnava Ella Hamida. Divenuto precettore del giovane principe Ezana, lo convertì al cristianesimo e divenne col tempo il primo vescovo d’Etiopia: scompaiono dalle monete axumite i simboli sabei del sole e della luna, si affaccia la croce. L’Etiopia accoglie gli esuli monofisiti delle persecuzioni, moltiplica le conversioni e si distacca sempre più dall’ortodossia cattolica. Si rafforzano da quel momento i legami con Bisanzio e, soprattutto nell’altopiano centro-settentrionale ed in Eritrea, l’arte si sviluppa intorno a modelli autoctoni: la pittura su legno e le miniature richiamano influssi siro-armeni e copti, l’architettura si ispira a schemi basilicali siriani con interni a navate, pareti stuccate e piccole cupole di origine bizantina. E mentre l’Impero Etiope si richiude in se stesso, quasi per forza centripeta, l’arte – di riflesso – incapace di elaborare una cultura propria, perfeziona schemi e modelli acquisiti e offre nella pittura esempi di grande interesse. Molte chiese sono ricoperte di dipinti all’esterno come all’interno: la pittura veste ogni superficie, un “horror vacui” che produce labirinti di segni, teste angeliche, la vita di Gesù e dei santi, i miracoli di Maria. Dopo il XV secolo l’iconografia e la composizione iniziano ad accogliere anche le influenze europee, mentre prevalgono il tipo umano e l’ambiente di genere etiopico. Ma l’influenza straniera non superò l’iconografica: il disegno rimaneva schematico e fisso, mancavano equilibrio compositivo e vitali modelli creativi. Le figure sono ancora stereotipate, i gesti impacciati, l’assenza di spazialità e la scelta di rappresenta- 50 re su un unico piano le figure in diversi atteggiamenti sono i soli criteri compositivi. Solo in tempi più recenti la pittura etiopica tradizionale ha acquisito maggiore morbidezza: i soggetti si sono arricchiti di nuove iconografie anche profane, la prospettiva, da orizzontale, diventa – forse per influenze indo-persiane – a volo d’uccello, un realismo crescente si fa strada, superando in parte il carico simbolico e ieratico che contraddistingueva la pittura nel passato. Verso la fine dell’Ottocento, con l’introduzione della fotografia in Etiopia, crebbe anche l’esigenza di una ritrattistica più naturalistica e gradualmente più viva, ricca di dettagli, traboccante di vitalità e di fantasia. Ai soggetti sacri si affiancano così episodi mitologici e storici, da San Giorgio che uccide il Drago alla Regina di Saba, dagli eserciti egiziani invasori fermati dall’imperatore etiopico Giovanni IV alle truppe italiane sconfitte da Menelik II ad Adua. Il disegno è conciso e preciso, le campiture di colore più armoniche, MAPPAMONDO a pag.50 un leggero chiaroscuro (forse un prestito dalla tecnica fotografica?) sottolinea alcuni particolari, i dettagli si moltiplicano (ricami a stellette, dischi, panneggi e ondulazioni): la pittura etiope racconta la storia e diventa storia. Essere avvolti dai colori di questi cicli pittorici è un’esperienza profonda e indimenticabile, e uno dei momenti migliori per scegliere di visitare l’Etiopia è quello delle feste tradizionali copte: tutta la traboccante vitalità espressiva dell’arte e della cultura etiope, la carica emotiva e spirituale di un popolo è lì, nei rituali precisi e nelle liturgie commoventi che si dispiegano ad Axum, a Lalibela o nella cornice delle chiese del Lago Tana soprattutto tra gennaio ed aprile. Una giovane Afar accanto alla sua tenda. Gli Afar, anche denominati Danakil o Dancali, originari della Dancalia, terra fra le più inospitali al mondo, hanno i lineamenti affilati degli arabi, sono allevatori di dromedari, dediti ad una povera pastorizia, all’estrazione e al commercio del sale. (Carla Milone) Un monaco copto sulla soglia di una chiesa a Lalibela. Le chiese di Lalibela non si innalzano verso il cielo, ma sprofondano nella terra. Capolavoro di intaglio nella roccia, si nascondono ieratiche spesso collegate da passaggi sotterranei. (Anna Dardanelli) A nord del Lago Tana, attraversato dal corso del Takazzé che nei millenni ha scavato gole profondissime, dirupi e falesie vertiginose, si sviluppa il complesso territorio del Simien. Questa è l’area montagnosa più importan- L’immagine di San Giorgio che trafigge il drago in un monastero del Lago Tana. Gli affreschi sulle pareti di queste chiese sono come tessuti, stupefacenti esplosioni di colori. (Anna Dardanelli) te d’Etiopia e una delle più grandiose scenografie d’Africa. Vi si trovano diverse cime di 4000 metri e la montagna più alta del paese, il Ras Dashen, che con i suoi 4620 metri è anche la quarta d’Africa, preceduta solo dal Kilimanjaro, dal Monte Kenya e dal Ruwenzori. Un pellegrino avvolto nel bianco “shamma”, la tunica tradizionale, prega dinnanzi alla porta di una chiesa a Lalibela. (Anna Dardanelli) Il territorio del Simien è il risultato di un’intensa attività vulcanica con impressionanti eruzioni di lava. La fase della glaciazione e, in seguito, il periodo delle grandi piogge si accanirono su quella superficie di magma indurito, disgregandolo, insinuandosi, mordendolo, scavandolo fino a ridurlo ad un intricato intersecarsi di valloni, forre, canyon, tra i quali emergono, come relitti sopravvissuti di lontane ere, fantasmagoriche guglie, montagne, ambe e frammenti di piane. I simboli per eccellenza di quest’area montagnosa, santuario naturalistico oggi protetto, sono la volpe del Simien, la “volpe rossa”, da alcuni denominata “ sciacallo rosso”, il Walia Ibex, che gli italiani ribattezzarono “stambecco abissino”, e la “scimmia Gelada”, La caratteristica architettura di un villaggio con i “tucul”, le capanne circolari dal tetto in paglia, che punteggia un verdissimo paesaggio dell’altopiano subito dopo la stagione delle piogge. (Salvatore Renis) settembre 2013 | Plus Magazine | MAPPAMONDO 51 MAPPAMONDO La piana di Dallol. I surreali paesaggi e gli incredibili colori della Dancalia. (Carla Milone) un babbuino dalla macchia rossa sul petto, detto anche “scimmia leone” per la foltissima criniera del maschio. A nord est invece c’è un’altra Etiopia, quella dura e difficile della Dancalia, un ambiente irreale, apocalittico, fatto di deserti lavici e aree vulcaniche, luogo infernale e metafisico dove ancor oggi si snodano lente le carovane con i dromedari e i loro carichi di sale, che si lasciano alle spalle Pastorello incontrato sulle montagne del Simien, regione di grandiosi panorami. (Anna Dardanelli) Originali ed eleganti nella loro semplicità gli ornamenti di questa donna appartenente all’etnia Mursi, che vive nell’Etiopia meridionale. Le donne Mursi sono famose per il caratteristico piattello labiale di terracotta. (Carla Milone) 52 scenari danteschi per i mercati e le frescure degli altopiani. ganizzazione sono ancora – ma forse per poco – quelle tribali, tramandate nel tempo. E poi ci sono le terre del sud, dove forse è iniziato il cammino dell’uomo. Nel territorio delimitato dalla fossa tettonica di Galla, che raccoglie le acque di numerosi bacini lacustri e si spinge lungo l’immensa frattura della Rift Valley sino ai laghi Chew Bahir e Turkana, vivono numerose etnie, per lo più classificate come popolazioni di discendenza nilotica. Dalla città di Arba Minch, capoluogo della regione Gamo Gofa, 450 chilometri circa a sud della capitale Addis Abeba, si abbandona l’Africa degli altopiani e delle terre coltivate per un’Africa dove la savana si stende a perdita d’occhio, dove l’unica legge e l’unica or- Harar, nel settore orientale, in prossimità del confine con la Somalia, non è Etiopia, è un frammento di terra yemenita incastonata in terra etiope con nell’aria quell’abbandono indolente, tipico della penisola sud-arabica. La cultura musulmana porta con sé la bianca architettura, il canto del muezzin dai minareti, l’intimità segreta delle case arredate di cuscini dove, pigramente, le donne rimangono distese, una certa vanità, il gusto della bellezza e un’attenzione verso quei piaceri che danno al vivere un’apparenza più leggera. Due gli edifici in modo diverso legati alla storia: la residenza di Ras Makonnen, il padre di Ras Tafari divenuto imperatore col nome di Hailé Sellassié e la casa di Arthur Rimbaud. Molti appassionati del viaggio come metafora della vita romantica, si avvicinano ad Harar come pellegrini al tempio. E qui i versi di Rimbaud del celebre “Le Bateau Ivre” vibrano ancora intensi. MAPPAMONDO Scorcio di Harar, isola etnica e linguistica dell’est etiopico, quarta città santa del mondo islamico, antico e favoloso emporio di commerci citata nelle cronache dei viaggiatori dell’Ottocento. Qui si respirano già le atmosfere proprie della cultura costiera del Corno d’Africa. (Salvatore Renis) Dancalia. Carovane in movimento. I dromedari sono ancor oggi utilizzati per il trasporto del sale verso i mercati degli altopiani, ma la loro sopravvivenza è a rischio. Con il nuovo impulso dato dall’attuale governo alla costruzione di strade si presume verranno presto sostituite dai camion. (Christian Le Tily) IL TUCANO VIAGGI RICERCA primo operatore in Etiopia Il Tucano Viaggi Ricerca è stato il primo operatore ad organizzare viaggi in Etiopia, destinazione dalle grandissime potenzialità culturali, etnografiche e naturalistiche. Nel 1984 essendo l’area settentrionale ancora chiusa al turismo, l’organizzazione di Willy Fassio iniziava ad effettuare una serie di sopralluoghi nella regione dei laghi e nell’intatta realtà etnografica della “Valle dell’Omo” sino al lago Turkana, al confine con il Kenya. Successivamente, con l’apertura al turismo delle regioni del nord e la creazione di strutture ricettive, l’Etiopia è diventata una meta sempre più richiesta dal viaggiatore e capace di soddisfare interessi diversi. Da sempre Il Tucano propone un esauriente panorama di viaggi in Etiopia spaziando dalle scenografie delle terre del nord alla stupefacente Dancalia sino ai villaggi e alle etnie della regione dei laghi e della valle dell’Omo. • L’offerta più completa sull’Etiopia. • Management italiano e un team di guide locali parlanti italiano qualificate. L’Etiopia è una realtà composita e affascinante, dove la “culla dell’umanità” convive con quella sontuosa, monumentale, di alta spiritualità, testimoniata dalle chiese rupestri. È la leggendaria “Terra di Punt”, ricca di ebano, avorio e di quelle misteriose fragranze che i sacerdoti bruciavano all’ombra delle piramidi, crocevia di migrazioni tra le genti arabiche e i popoli dell’Africa Nera. • Alberghi selezionati nell’ambito delle strutture migliori. • Consultando i Plus Tucano a lato di ogni itinerario, scoprirai per ciascun viaggio i dettagli che fanno la differenza. Per informazioni e prenotazioni: IL TUCANO VIAGGI RICERCA Piazza Solferino 14 G – Torino Tel. 011 5617061 www.tucanoviaggi.com [email protected] Convenzione FABI sconto del 10% Sul sito tutta la programmazione viaggi e l’elenco delle nostre Agenzie partner. settembre 2013 | Plus Magazine | MAPPAMONDO 53 CONVENZIONI Conve nzioni nazionali AVIS AUTONOLEGGIO Noleggio veicoli con le migliori tariffe per ogni esigenza di viaggio. Per gli associati FABI: • sconto fino al 10% sulla Tariffa Giornaliera, Weekend, Settimanale Standard Italia e Standard Estero. Sulle tariffe di noleggio auto in Italia, Avis ha il piacere di offrire agli associati FABI, l’inclusione nel prezzo del chilometraggio illimitato. Per accedere alla convenzione: – collegarsi al sito www.avisautonoleggio.it ; –contattare il Centro Prenotazione Avis al numero 199 100133, soggetto a tariffazione specifica; – recarsi presso gli uffici di noleggio Avis. ALPITOURWORLD Gruppo leader in Italia per i viaggi organizzati. Per gli associati FABI: • riduzione del 12 % sulle quote pacchetti viaggio con voli I.T.C. pubblicate su tutti i cataloghi Alpitour, Villaggi Bravo, Francorosso e Karambola, consultabili anche sui siti: www.alpitour.it www.villaggibravo.it www.francorosso.it www.karambola.it • riduzione del 10% sulle quote dei soli servizi a terra e pacchetti con voli di linea pubblicate sui cataloghi Alpitour, Villaggi Bravo, Francorosso e Karambola; • riduzione dell’8% sui prodotti Viaggidea (quote pubblicate da catalogo, 54 consultabili anche sul sito www.viaggidea.it ); • riduzione del 5% sulle quote pubblicate da catalogo in vigore per il solo volo charter e per le prenotazioni effettuate con la promozione LAST (offerte ultime disponibilità). Per informazioni e prenotazioni: Centro Prenotazioni tel. 011 19690202 [email protected]. Il codice sconto identificativo della convenzione è visibile sulla newsletter presente su www.associatiallafabi.it BRITISH INSTITUTES Azienda leader nel campo dell’insegnamento della lingua inglese. Docenti madrelingua qualificati, ampia scelta di corsi e soluzioni, storia ed esperienza nel campo, oltre 200 sedi su tutto il territorio italiano: British Institutes è la risposta a chi cerca un aggiornamento professionale, un esame universitario o semplicemente a chi vuole conoscere la lingua inglese. Per gli associati FABI: • test d’ingresso gratuito; • sconto del 10% sui corsi collettivi; • sconto del 5% sui corsi individuali. Elenco sedi British Institutes su www.britishinstitutes.it CONBIPEL ABBIGLIAMENTO Da sempre sinonimo di stile e qualità per tutti italiani. Una grande passione per l’abbigliamento donna, uomo e bambino raccontata in più di cinquant’anni di storia e centocinquanta punti vendita diretti in Italia. Per gli associati FABI che sottoscrivono la Partnership ‘Con Te Card’ i seguenti privilegi: • 20% di sconto su tutti i capi Conbipel fino a fine anno; • 30% di sconto in occasione del lancio delle nuove collezioni; • saldi esclusivi in anteprima 4 volte l’anno; • promozioni dedicate. L’elenco dei punti vendita è visibile su www.conbipel.it Per attivare la card scaricare e seguire le indicazioni riportate sulla newsletter visibile su www.associatiallafabi.it DUE RUOTE NEL VENTO Tour Operator che si occupa di realizzare viaggi in bicicletta e trekking in tutta Italia, Europa e in tutto il Mondo (Tunisia, Cuba, Messico). Per gli associati FABI: • sconti diversificati fino all’8% su tutti i viaggi in bicicletta, a piedi, con gli sci, con i pattini a rotelle e trekking in Italia e in Europa, nel catalogo cartaceo e nel sito www.dueruotenelvento.com Per informazioni e prenotazioni: tel. 011 4372057 – fax 011 4304621 [email protected] EC MALTA SCUOLA LINGUA INGLESE Corsi per tutti anche per tutta la famiglia: i genitori possono accompagnare i figli e frequentare i corsi programmati per gli adulti, ma con gli stessi orari dei ragazzi, per poter trascorrere insieme la vacanza studio e dare l’opportunità anche ai genitori di migliorare la lingua inglese, un po’ “appannata” nelle reminiscenze scolastiche. Informazioni sui corsi sul sito www.ecenglish.com/Malta Per gli associati FABI: • potete scaricare la news letter con tutti i costi convenzionati dal sito www.associatiallafabi.it CONVENZIONI FAXIFLORA Spedizione fiori on-line. Azienda leader nella trasmissione floreale in Italia e nel mondo. Faxiflora opera da oltre vent’anni sul mercato, avvalendosi di una propria organizzazione di fioristi associati con regolare contratto, distribuita su tutto il territorio nazionale e costituita da migliaia di fioristi in grado di soddisfare con professionalità e competenza le richieste di consegne di omaggi floreali. Per gli associati FABI: • sconto del 10% per acquisti on-line su www.faxiflora.it nella sezione dedicata alla convenzione oppure contattando il numero verde 800 618667 - tel. 0171 694004 - [email protected] Inoltre al raggiungimento di € 100,00 di spesa, anche con più ordini (max 3), l’associato riceverà in regalo il libro “Le parole dei fiori”. La password identificativa della convenzione è visibile sulla newsletter presente sul sito www.associatiallafabi.it IL TUCANO VIAGGI Tour Operator che da oltre trent’anni organizza viaggi d’autore culturali, naturalistici ed etnografici, su misura per piccoli gruppi o individuali. Per gli associati FABI: • sconto del 10% su pacchetto da catalogo “tutto compreso”; • sconto del 10% su preventivi per viaggi individuali su misura; • sconto del 12% su base familiare o amici (gruppo minimo 4 persone). Sulle pratiche non vengono applicati i diritti di iscrizione. I cataloghi oggetto della convenzione sono quelli pubblicati in forma cartacea e on-line, integrati e aggiornati sul sito www.tucanoviaggi.com Per informazioni e prenotazioni: tel. 011 5617061 – fax 011 515805 [email protected] IMPERATORE TRAVEL Tour Operator, con esperienza venten- nale, in grado di proporre ogni formula di viaggio. Oltre 1.500 soluzioni per soggiorni classici, in alberghi 5 stelle lusso, Bed & Breakfast, Villaggi, Residence, Ville, Tour culturali e Vacanze tematiche, sportive, benessere, religiose nelle località più belle d’Italia: Campania, Ischia e Capri, Sicilia e Isole Eolie, Lampedusa, Pantelleria e altre isole minori, Sardegna, Puglia, Calabria, Basilicata, Lazio e ora anche Nord Italia. Per gli associati FABI: • sconti fino al 12% sulle quote da catalogo pubblicate su www.imperatore.it • quota individuale di gestione pratica: adulti € 15,00 anziché € 30,00 - bambini 2/12 anni € 10,00 anziché € 15,00; • assicurazione annullamento viaggio gratuita. Per informazioni e prenotazioni: direttamente dall’associato telefonando al numero 081 3339550, oppure via fax al numero 081 908486, o via mail [email protected] (Sig.ra Ida Restituto) DOTT. ENRICO ROLLA – ISTITUTO WATSON Centro di Psicologia Cognitiva Comportamentale e Scuola di Specializzazione Post-Universitaria. Oltre ai programmi di terapia individuale e di gruppo è specializzato nella terapia online e telefonica per il trattamento di svariati disturbi. Per gli associati FABI: • sconto del 10% Per informazioni e prenotazione appuntamenti online: tel./fax 011 5611102 [email protected] www.iwatson.com LAVAZZA A MODO MIO FAVOLA Lavazza A Modo Mio Favola è frutto della collaborazione tra Lavazza ed Electrolux. Un incontro magico tra l’eccellenza dell’espresso e la tecnologia di uno dei marchi più conosciuti e apprezzati nel settore degli elettrodomestici. Per gli associati FABI: offerte dedicate per macchina espresso Lavazza A Modo Mio. Per l’ordine scaricare l’apposito coupon di adesione dal sito www.associatiallafabi.it MASSIMO REBECCHI BOUTIQUE Stilista italiano nato a Viareggio nel 1954. La sua carriera nella moda inizia a soli 20 anni, quando iniziò a disegnare alcuni capi che ottennero subito un grande successo. Dal 1989 ha aperto una serie di negozi monomarca in Italia e all’estero, che hanno permesso alla griffe di essere oggi presente nelle città più importanti del panorama della moda. La convenzione con Virginia Srl, industria di confezioni della linea abbigliamento e accessori del gruppo Massimo Rebecchi, prevede le sconto nei punti vendita Massimo Rebecchi. Per gli associati FABI: • sconto del 10% presso tutti i punti vendita (negozi e outlet). L’elenco dei punti vendita è visibile su www.massimorebecchi.it MONDADORI ABBONAMENTI RIVISTE Una delle principali società europee nel settore editoriale, la sua mission è di favorire la diffusione della cultura e delle idee con una produzione che tocca ogni genere e raggiunge tutti i lettori. Per gli associati FABI: • sconti fino al 78% su abbonamenti settimanali, mensili e periodici. settembre 2013 | Plus Magazine | CONVENZIONI 55 CONVENZIONI Per informazioni: telefonare al Servizio Clienti 199 111999, oppure inviare una mail a [email protected] Per sottoscrivere gli abbonamenti scaricare l’apposito coupon di adesione dal sito www.associatiallafabi.it NH HOTELS È una delle 25 maggiori catene alberghiere al mondo e una delle principali in Europa. Gestisce circa 400 alberghi (di cui 53 in Italia). La convezione per gli associati FABI riguarda gli alberghi in Italia e prevede: • tariffe specifiche per l’NH Machiavelli, Touring e President di Milano, per l’NH Leonardo da Vinci e Vittorio Veneto di Roma e per l’NH Excelsior di Siena, mentre per gli altri alberghi NH in Italia è previsto uno sconto del 15% sulla miglior tariffa disponibile al momento della prenotazione. Il codice identificativo della convenzione è visibile sulla news letter presente sul sito www.associatiallafabi.it Per prenotazioni individuali: Centro Prenotazioni: 848 390 398 [email protected] Per prenotazioni gruppi: Ufficio Gruppi: 800 160 199 [email protected] POLIZZA AUTO Per il tramite della Biverbroker condizioni agevolate sulle tariffe relative alle coperture assicurative riguardanti autovetture, camper e moto. Per gli associati FABI: • RC Autovettura: sconto fino al 62%; • ARD (incendio, furto, kasko, ecc.): sconto fino al 40%; • eventi naturali e atti vandalici: sconto fino al 40%. Per richiedere il preventivo accedere al sito www.fabi.polizze.it “area preventivi auto e camper” e seguire le indicazioni. Per informazioni scrivere a: [email protected] POLIZZA CASA Per il tramite della Biverbroker condizioni agevolate sulle tariffe relative alle coperture assicurative riguardanti la casa/abitazione (dimora abituale o 56 saltuaria) e precisamente: • RC capo famiglia - incendio - furto. Per richiedere un preventivo compilare la modulistica allegate alla newsletter sul sito www.associatiallafabi.it SALMOIRAGHI & VIGANO’ Salmoiraghi & Viganò marchio leader nel panorama dell’ottica al dettaglio con 500 punti vendita in Italia. Per gli associati FABI: • sconto del 20% su occhiali da vista completi di lenti; • sconto del 15% su occhiali da sole; • sconto del 10% su lenti a contatto; • sconto del 5% su strumentazione ottica non elettronica (telescopi, binocoli, bussole, e oltre 200 strumenti per hobby, sport e tempo libero). Sul sito www.salmoiraghievigano.it potrete visualizzare le ultime promozioni e l’elenco dei punti vendita. SIMPLY GROUP SRL Simply Group srl rappresenta la Diamond Resorts International che è specializzata in località e proprietà di vacanza con un programma basato su punti di scambio. Per gli associati FABI: • Simply Group Srl mette a disposizione gratuitamente, per ogni iscritto che ne faccia richiesta, un Voucher Resort per una settimana di soggiorno dal valore di € 750,00 a Tenerife o Costa del Sol per un minimo di due persone pagando solo le Spese Amministrative, comprensive di Assicurazione Mondial Assistance, di € 48,00 a persona. Per ogni dettaglio scaricare la newsletter dal sito www.associatiallafabi.it Per Informazioni e prenotazioni: Centro informazioni - 02 99775000 oppure scrivere all’indirizzo [email protected] STARPROMO OGGETTISTICA ON LINE Propone oggetti promozionali e idee regalo sia per aziende che per i singoli con un ricco catalogo di prodotti di ab- bigliamento, oggettistica, accessori da ufficio e casa personalizzabili. Per gli associati FABI: • sconto da un minimo dell’8% secondo il prodotto scelto. Per utilizzare la convenzione è necessario registrarsi nell’area riservata del portale www.starpromo.it La password identificativa della convenzione è visibile sulla newsletter presente su www.associatiallafabi.it TOP SARDINIA Tour Operator nato nel 1983, si colloca, per numero di passeggeri e per volume di traffico, tra i leader nazionali sulla destinazione Sardegna. Per gli associati FABI: • sconto fino al 13% sulle quote da catalogo e del 18% sulle quote delle strutture speciali. I cataloghi sono disponibili in tutte le agenzie di viaggio nazionali, oltre che sul sito www.topsardinia.it Prenotazioni: direttamente dall’associato telefonando al n° 06 512991 o via e-mail [email protected] UNITELMA SAPIENZA UNIVERSITA’ TELEMATICA “Braccio” telematico della prestigiosa Università romana La Sapienza, con sede a Roma, Viale Regina Elena 295, è un’Università pubblica non statale istituita con decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in data 7 maggio 2004, con peculiarità di formazione universitaria tramite internet. Unitelma Sapienza è autorizzata a rilasciare i seguenti titoli di studio: Laurea, Laurea Magistrale, Diploma di specializzazione, Dottorato di Ricerca e Master Universitari di I e II livello, validi a tutti gli effetti di legge. Per gli associati FABI riduzione sulla retta annuale di iscrizione. Esempio: • Corso di laurea € 1.500,00; • Corso di laurea magistrale e laurea magistrale a ciclo unico € 1.700,00. Troverete le informazioni su iscrizioni, immatricolazioni, valutazioni preimmatricolazioni ed elenco corsi su www.unitelma.it PLUS MAGAZINE Periodico trimestrale dell’Associazione Fabi Plus per la cultura e il tempo libero Numero 24 - settembre 2013 Reg. presso il tribunale di Torino n. 5919 dell’8/11/2005 Redazione e Amministrazione Via Guarini, 4 – 10123 Torino Tel. 011 5611153 Fax 011 540096 www.fabiplus.org/magazine.html [email protected] Direttore editoriale Paola Gomiero Direttore responsabile Mauro Bossola Caporedattore Pietro Gentile In questo numero: 2Copertina 70ª Mostra del cinema di Venezia. L’inossidabile George apre la passerella: fan in delirio 6 Protagonisti Giuseppe Tornatore. La migliore offerta del cinema italiano 10 Protagonisti Raphael Gualazzi: una buona musica suona in qualsiasi lingua 14 Eventi Taormina Film Fest. La kermesse siciliana ricca di ospiti internazionali 16 Tecnofuturo Miguel Angel Gurría. Italia e lavoro, quale futuro? 20 Eventi Ref13: Roma Europa Festival 2013 24 Moda 30 Medicina e salute 32 36 38 Chiccosissimamente Prevenzione in rosa. Da IRM check up dedicati all’universo femminile Nuove tecnologie nella chirurgia refrattiva: Femtolasik Chirurgia estetica: una scelta consapevole La salute del piede affidata al professionista 40 Benessere La Kinesiologia per il benessere dell’individuo 42 Recensioni Film, libri, fumetti, mostre, musica, teatri 48 Mappamondo Etiopia: alla scoperta della culla dell’umanità 54 Iniziative associatiConvenzioni nazionali Segreteria di redazione Milena Lagnese Photo editor Alessandro Lercara, Cosimo Torraco Hanno collaborato a questo numero: Benedetta Breveglieri, Dario Migliardi, Barbara Odetto, Giuliana Rebaudo, Mariangela Salvalaggio, Salvatore Taormina, Emanuela Truzzi. Fotografie Archivio Il Tucano, Archivio Stilisti, Archivio Teatro Regio, Archivio Comune di Torino, Archivio Taormina Film Fest, Archivio Mostra Venezia, Archivio Roma Europa Festival, Franco56, Roberto Morzone, Daniele Solavaggione, Salvatore Taormina. Pubblicità Nova Labor Servizi srl Via Guarini, 4 10123 Torino Tel. 011 5611153 Fax 011 540096 Grafica e impaginazione Fantinel Graphic Designers – Torino Stampa Garabello Artegrafica – San Mauro Torinese La redazione non si assume alcuna responsabilità per notizie, foto, marchi, slogan utilizzati dagli inserzionisti. Il materiale inviato non viene restituito. È vietata e perseguibile civilmente e penalmente ai sensi della legge sul diritto d’autore ogni forma di riproduzione dei contenuti di questa rivista, compresi gli spazi pubblicitari, senza autorizzazione scritta dell’editore. In copertina George Clooney LUS SU 24 IP FAB Torino: vivere la città 58 Protagonisti Mario Turetta. Una giornata da re: il Polo Reale di Torino 62 Eventi Social Media Week: Torino capitale del digitale Le rubriche 65 Gusti e piaceri 67 Idee e servizi 72 Comunicazione e immagine 70 Protagonisti Margherita Granbassi. Torno in pedana per continuare a sognare 74 Itinerari Torino, secondo noi ... Le proposte 76 Visite guidate 80 Conferenze e corsi 81 Convenzioni territoriali 83 I luoghi del gusto 84 Le gite 85 Biglietteria 87 Gli esperti rispondono 92 La parola ai lettori PLUS MAGAZINE 24 IN QUESTO NUMERO: RUBRICHE: MODA MEDICINA E SALUTE BENESSERE RECENSIONI MAPPAMONDO GUSTI E PIACERI IDEE E SERVIZI COMUNICAZIONE E IMMAGINE TORINO SECONDO NOI GLI ESPERTI RISPONDONO LA PAROLA AI LETTORI PROPOSTE: VISITE GUIDATE CONFERENZE E CORSI CONVENZIONI PER GLI ASSOCIATI GITE – SPETTACOLI 70ª Mostra del cinema di Venezia: L’inossidabile George apre la passerella: fan in delirio GIUSEPPE TORNATORE: LA MIGLIORE OFFERTA DEL CINEMA ITALIANO RAPHAEL GUALAZZI: UNA BUONA MUSICA SUONA IN QUALSIASI LINGUA TAORMINA FILM FEST: LA KERMESSE SICILIANA RICCA DI OSPITI INTERNAZIONALI MIGUEL ANGEL GURRIA: ITALIA E LAVORO, QUALE FUTURO? REF13: ROMA EUROPA FESTIVAL 2013 MARIO TURETTA: UNA GIORNATA DA RE SOCIAL MEDIA WEEK: TORINO CAPITALE DEL DIGITALE MARGHERITA GRANBASSI: TORNO IN PEDANA PER CONTINUARE A SOGNARE Periodico dell’Associazione FABI Plus per la cultura e il tempo libero Pubblicazione trimestrale Numero XXIV- settembre 2013 Poste Italiane Spa – Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - NO/TORINO N._1/2013 : O N TTÀ I A CI R O L TVERE VI