L’oasi che dice Periodico dell’associazione Oasi Felice Stampato con il contributo dell’Università degli studi di Bologna Anno II Numero 5 COPIA GRATUITA Giugno 2003 ...ed il gatto ha ballato con il topo... Pagina 2 L’oasi che dice Dichiarazioni spontanee del presidente Alla fine mi son deciso: dopo le pressanti richieste del DIRETTORE RESPOSABILE, mi ritrovo qui seduto davanti ad uno dei tanti quaderni di Bill Gates a scrivere un articolo per “L’Oasi che dice”: io sono il Presidente a cui si riferisce il titolo dell’articolo, ma non “quello” famoso, semplicemente quello di Oasi Felice. Quando in ottobre nacque l’idea di un giornalino, Bobo mi diede il compito di scrivere un articolo di presentazione, invece ora (a causa dei miei “legittimi impedimenti”) mi trovo a scrivere un articolo nell’ultimo (but not the least) numero: quello in cui si dovrebbero tirare un pò le somme. Per cominciare sento di poter dire di non essere davanti ad un “libro bianco del Presidente” (il libretto completamente bianco che la sinistra giovanile ha consegnato a Berlusconi, ndr), nel senso che gli obiettivi da noi prefissati sono stati ampiamente raggiunti: siamo andati oltre i tre numeri (limite non superato dai precedenti tentativi), la partecipazione alla stesura è stata ampia, e per quanto C’era una volta la superbike Nei giorni scorsi si è svolto, presso il circuito di Scarperia, il quinto round del motomondiale. I numeri dicono 150.000 presenze, di certo un record, d’altra parte molti fra quei presenti avranno seguito negli scorsi anni lo spettacolo avvincente della Superbike. Un mondo a parte, più umano, più sportivo, in cui per pochi euro, puoi scambiare quattro chiacchiere con i piloti e perfino salire sui potenti bolidi da oltre180 cv. Un mondo in cui i piloti preferiscono ritrovarsi per una partita a beach volley sulla riviera romagnola piuttosto che prendere a sgomitate il team manager dell’avversario o scambiarsi commenti scortesi reciprocamente. Purtroppo per una serie di motivi dallo scorso anno, e ancor più nella corrente riguarda l’interessamento da parte del pubblico (studentesco e non) credo di poter oggettivamente affermare che sia stato a dir poco elevato! Ma tutto questo è stato possibile innanzitutto grazie a Bobo, su cui gravava il compito arduo di raccogliere, selezionare e armonizzare i vari scritti dei nostri giornalisti in erba, ed è anche a costoro a cui bisogna indirizzare lo sguardo se si cercano gli artefici di cotanto successo editoriale: Cisco e Antonio (la jena) con le loro interviste doppie, Samantha con le sue ricette, Lale con la chimica di tutti i giorni, Carlo con i suoi “documentari” sui consigli, Giorgia e Claudio e tutti coloro che hanno sottratto tempo prezioso ai loro affannosi studi per dedicarsi al giornalino. Quello che mi auguro è che ad ottobre si possa continuare con il numero sei: spero che l’entusiasmo che ci ha permesso di andare avanti venga ereditato dai lettori più giovani, coloro che potranno sostituirsi a noi alla guida non solo dal giornalino ma dell’Oasi stessa. La vita della facoltà è per noi come il ciclo vitale: un transitare infinito, nuovi elementi arrivano altri se ne vanno, ma con la consapevolezza che per ciò che abbiamo a disposizione dobbiamo ringraziare i nostri predecessori, e, con questo spirito, noi lavoriamo per coloro che verranno usando come “attrezzi” fondamentali la nostra volontà e il piacere di stare insieme. Con questo articolo annuncio inoltre che, essendo alla fine la mia carriera di studente di Chimica Industriale, devo lasciare l’adorata Oasi Felice sperando che, come ho fatto io, il mio successore sappia scegliere dei collaboratori adatti a cui affidare i compiti più gravosi, ed è a costoro che voglio indirizzare i miei più sinceri ringraziamenti: Cisco, Bobo, Lale, Antonio, Samantha, Matteo, Claudio, Willy, Gary e i rappresentati (Cisco, Carlo, Giorgio, Giorgia e Memme). Ora vi saluto augurandovi buone vacanze. Saverio stagione, la SBK sta perdendo molti appassionati a favore della classe regina e non è poi così difficile indovinarne i motivi. Dallo scorso anno infatti la Dorna ha introdotto in MotoGP dei “nuovi” regolamenti che copiano spudoratamente la SBK a mio parere con il preciso scopo di togliersi dalle scatole un concorrente scomodo. Di conseguenza, le case leader del settore motociclistico (Aprilia, Honda, Yamaha) hanno preferito concentrarsi sulla MotoGP impoverendo il mercato della concorrenza. Via le case, via i piloti: la Superbike ha visto andarsene campioni come Edwards, Bayliss e Haga, lasciando il povero Hogdson (in fuga solitaria verso il titolo iridato) senza un degno avversario. Inoltre la programmazione televisiva complica tutto: la Rai ha comprato il pacchetto dei diritti da La sette e non c’è speranza di riuscire a vedere una gara ad un ora decente, al massimo si potrà tirare oltre la mezzanotte per uno straccio di riassunto. All’inizio si parlava di otto dirette per seguire le gare più importanti… ma cosa vuol dire “importante”: non si tratta di partite di calcio in cui Milan-Juve è più import an te di J u veMaceratese! Nel mondo dei motori, abbassata la visiera l’adrenalina che scorre nelle vene, ogni gara è la decisiva. Possiamo solo rimpiangere i tempi di Di Pillo e l’entusiasmo con cui commentava le prodezze degli scatenati della SBK ed essere felici di esser stati testimoni di momenti unici del motociclismo mondiale. Lale L’oasi che dice Pagina 3 Lunga vita ai briganti... Quando il compagno-redattore Bobo mi ha chiesto di scrivere qualcosa sul torneo di calcetto, mi sono sentito come la proverbiale zanzara in una spiaggia di nudisti. Non sapevo letteralmente da che parte cominciare e per non fare torto né agli studenti indifferenti verso il torneo (che non hanno apprezzato il nostro slancio di sport), né ai lettorigiocatori (indignati con gli organizzatori del torneo perché obbligati a giocare in condizioni climatiche “roventi”), né ai lettori-tifosi (stessi motivi lettori-giocatori), ho preso la decisione di ringraziare tutti, collettivamente, e di non pungere nessuno. Sono stati tutti bravissimi: giocatori, allenatori e tifosi. Formazioni perfette, tattiche indovinate, non un giocatore fuori posizione, non un lancio sbagliato, non un gesto scomposto, tifo stupendo. Il girone A è stato il più combattuto. Oltre ai Da Boe, la promozione alle fasi finali è stata conquistata dai Polimeri dopo un’estenuante testa a testa con la squadra del II anno. Per dovere di cronaca è giusto segnalare come a decidere le sorti del girone è stata la mancanza di esperienza del II anno (alla loro prima partecipazione) piuttosto che i valori espressi in campo dai polimeri. Il girone B invece, non ha offerto notevoli spunti di rilievo: troppo forti i Briganti per non conquistare la testa del girone ed evitare così la semifinale di lusso con i da Boe. A Zemanlandia è bastato semplicemente dimostrarsi una squadra solida e ben organizzata per garantirsi l’accesso alla seconda fase. Le semifinali sono state condizionate dal caldo asfissiante che ha tagliato il fiato dei giovani atleti e non ha regalato lo spettacolo che gli spettatori si aspettavano. Il risultato finale è noto a tutti, e dal fischio finale della seconda semifinale è iniziato il conto alla rovescia per la finale. Quella che il campetto della Fortitudo ha ospitato è stata dunque la quarta finale consecutiva tra “I Briganti di Peppe” e “Da Boe”. E’ giusto ammettere che quella giocata giovedì 12/06/03 non è stata una finale come le altre, se non altro per il semplice motivo che le due squadre si sono affrontate per l’ultima volta in quanto i Da Boe non parteciperanno al prossimo torneo per raggiunti limiti di età. La partita, giocata con i tifosi divisi tra coloro che speravano nei Briganti (2/10), coloro che sperano nei Da Boe (7/10) e coloro che sperano che non vincesse nessuna delle due (sperare è sempre legittimo), è stata a tratti monotona e ha visto la superiorità tecnica e psicologica dei ragazzi del 4° anno prevalere sul collettivo dei Da Boe. Il trofeo è stato visto ai rigori Dai Briganti che si sono dimostrati freddi e cinici dal dischetto(4 su 4). Al resto ci ha pensato Mauriello che, neutralizzando due rigori, ha assicurato alla propria squadra la supremazia calcistica di Chimica Industriale per i prossimi dodici mesi. Tutto questo a dimostrazione del fatto che il torneo di calcetto di Chimica Industriale è stato costruito (quattro anni or sono) come un impero medioevale, come la Francia del Re Sole, come una società chiusa nella quale tutti sono al loro posto e non hanno vere speranze di scavalcare i valori delle squadre e sono obbligati a rimanere dove sono nati, perché così vuole lo squilibrio strutturale. Gli almanacchi, dunque, vedono I briganti portarsi sul definitivo 3 a 1, facendo così pendere l’ago della bilancia delle quattro finali disputate dalla loro parte e a incoronarli, di fatto, come i mostri sacri della storia calcistica di Via Risorgimento 4. Cisco Le pagelle dei briganti Cisco Partita=10 Torneo=9 Il vero eroe della finale. Sempre all’ altezza della situazione Alessandro Partita=8 Torneo=8 Una roccia: non sbaglia un intervento ed è sempre al posto giusto. Tommaso Partita=7 Torneo=7 Paga la sua inesperienza nelle partite che contano ma si conferma un ottimo gregario. Paolo Partita=7 Torneo=7,5 Sempre pronto a sacrificarsi per il bene della squadra. Fizz Partita=8 Torneo=7,5 genio e sregolatezza crea scompiglio nelle difese avversarie Nicky Partita=9 Torneo=10 E’ la sorpresa del torneo: capocannoniere del torneo si rivela l’arma in più dei suoi. Braun Partita=7 Torneo=9 Il leader storico dei Briganti, non sbaglia nulla. Marco Partita=8 Torneo=7,5 Solo due apparizioni per lui, sempre all’altezza della situazione. Checco Partita=9 Torneo=9 Fa praticamente reparto da solo, il vero valore aggiunto dei Briganti. Pagina 4 L’oasi che dice Scienziato non credo proprio che esista una scuola per scienziati dove si studia come diventare un poco alla volta Einstein non credo proprio che la nostra facoltà di collina sia un’accademia votata a produrre scienziati e magari neanche tecnologi mi basterebbe del tutto che venissero fuori persone, esseri umani dagli occhi e dal cuore aperto gente dalla insaziabile curiosità dalla voglia inesausta di fare, di indagare di accorgersi di quello che sta facendo di ciò che le sta capitando giorno per giorno dentro provette e alambicchi da sottoporre con cura a gascromatorgrafi petulanti indagatori computerizzati riconoscitori del vecchio perché il nuovo quello lo dobbiamo cercare ogni giorno e talvolta ci capita di incontrarlo d’un tratto magari sognando la notte senza necessità di balzare per questo da letti deserti abbandonati per correre a chiusi e deserti laboratori di spettri; in genere alla mattina le idee diventan più chiare, se sono concrete intuizioni, e svaniscono allegre, se sono soltanto ombre di sogni semplificazioni aberranti, fantasmi di ragionamenti che non reggono il pieno del giorno che si sciolgono alla luce del sole di tutti i giorni. E l’usare il pensiero il ragionamento verificato ogni sempre dall’evidenza dei fatti sperimentali è la base costante indispensabile per esser filosofi dell’oggi come dell’ieri se tu pensi che una volta non c’era la stupida distinzione così di moda oggi giorno di distinguere le scienze umane dalle altre dal disumano tecnologico, dal sospettabile prevedibile scienziato pazzo come da fumetti più innamorato delle sue folli idee teorie, stratagemmi che della nostra concreta attuale realtà di viventi. D’altra parte di deve osservare che non solo i veri scienziati ma anche i tecnologi adesso si preoccupano delle conseguenze che può avere la produzione di un mostro operata da qualcuno o qualcosa. perché non è conveniente neanche da un punto di vista strettamente economico avere conseguenze invivibili da facili arricchimenti senza cautele e se ne preoccupa quindi anche chi vuole comunque trarre guadagno da quello che fa e ancor più da quello che gli fanno gli altri guarda ad esempio cosa è capace di fare paperon de paperoni o un gardini qualunque milioni a palate perfino dall’ecologia così mi rimane difficile tracciare confini marcati fra teologi e laici fra scienziati e tecnologi fra buoni e cattivi vorrei proprio che la collina fosse o diventasse una fonte sospettabile di gente dall’occhio e dal cuore aperto dall’orecchio pronto capace di intendere e di volere quanto di nuovo e nascosto quanto di antico e apparente c’è dentro in ciascuno di noi e nel mondo che lieto che inerte che assurdo che terribilmente logico complicato riconducibile a pochi semplici elementi costitutivi ci circonda da sempre. e mi sembra che un poco di gente sensibile accorta preoccupata forte capace nonostante tutti i casini o probabilmente proprio per quello stia venendo fuori pian piano assieme con te e con me… Paolo Edgardo Todesco Pagina 5 L’oasi che dice La ricetta di Samantha: Mattonella di crema con limone e canditi Ingredienti per 4 persone: 9 350 g (abbondare non farà che bene!!!) di gelato alla crema 9 1 dl di panna fresca 9 12 biscotti savoiardi 9 4 cucchiai di alchermes 9 gocce di cioccolato 9 circa 20 g di canditi misti 9 la scorza grattugiata di un limone Trasferire il gelato in una terrina e lasciarlo ammorbidire. Mettete la panna in una ciotola e montatela a neve, aggiungetela al gelato (vi consiglio di tenerne un po’ da parte per la guarnizione finale!!!). Unite la scorza di limone e una parte dei canditi tritati e amalgamate bene. Trasferire il composto in 4 stampini rettangolari di circa 10-12 cm , livellate la superficie, coprite con carta di Al e mettete in freezer per almeno 3 ore. Bagnate velocemente i biscotti nell’alchermes e tagliate ogni savoiardo a metà. Sformate gli stampini sui piatti individualmente( è utile per fare questo passare gli stampini per pochi secondi in H2O in modo da facilitare il “distacco” del semifreddo dalle pareti dello stampo!!). Una volta sul piatto decorateli con i biscotti sulla superficie e sui lati. Guarnite infine i semifreddi con i ciuffetti di panna tenuti da parte, i canditi e le gocce di cioccolato e servite immediatamente. Arrivederci alla prossima portata, Samantha Habemus papam! Dunque dopo una contesa, per la verità serena e corretta, abbiamo trovato il successore del prof. Trombetti, che dopo tre anni di ottimo lavoro, per il quale lo ringraziamo e ci complimentiamo lascia la presidenza. Sale pertanto sul soglio presidenziale il prof. Trifirò, che proprio mercoledì, infatti, al primo turno delle elezioni ha battuto per 37 voti a 28 il prof. Ricci, raggiungendo il quorum del 50% più degli aventi diritto al voto e quindi la presidenza. Alcuni commenti si impongo: indubbiamente entrambi i candidati erano, e sono, stimabilissimi docenti e scienziati, uomini di grandi capacità e competenza. Proprio per questo al vincitore vanno i nostri complimenti ed auguri, allo sconfitto attestati di stima e, in ogni caso, l’indubbio riconoscimento della sua correttezza nell’accettare il risultato. Pensiamo che con queste elezioni si possa, e si debba, dare avvio ad una fase nuova ed importante della vita della nostra facoltà, che sappia, nella continuità con il molto di positivo delle passate gestioni saper dare un colpo di ala. Ci troveremo, infatti, di fronte a grandi problemi nel futuro prossimo, con un ordinamento didattico che dopo i primi anni di applicazione, mostra tutti i suoi limiti e la necessità di una profonda riforma. Riforma che dovrà saper coniugare sostenibilità e Punti di vista... A Cuba centinaia di persone sono state incarcerate con l'accusa di terrorismo, per ordine di un presidente eletto coll'imbroglio; probabilmente molti di loro verranno condannati a morte da un tribunale militare senza un pubblico processo. Per la geografia il carcere si trova a Guantanamo, unica zona dell'isola sotto amministrazione USA. Per la storia (con la s minuscola) il presidente in questione si chiama George W Bush. AM valore, che dovrà riguardare meri elementi organizzativi ed altri più strutturali, che dovrà rigettare assurdi vincoli come debiti formativi per i laureati triennali delle sedi decentrate, e che invece dovrà garantire la massima accessibilità alle lauree specialistiche e ai dottorati per favorire la formazione di una nuova classe di ricercatori. Riforma che si svolgerà sotto la spada di Damocle di una nuova controriforma ministeriale, che sarà difficile interpretare e che forse tenterà strumentalmente di imporre vincoli agli accessi e selezione sociale. Dovremo saper affrontare il cambiamento intercorso nella struttura dell’industria, e dell’industria chimica italiana, facendoci motori di sviluppo, perché la competitività si deve giocare sulla qualità e non sulla riduzione dei costi e dei diritti, e proprio in quest’ottica l’università potrà trovare un ruolo importante, che le permetta di essere non l’ancella di potentati esterni ma motore autonomo di una modernizzazione del paese fondata sui diritti, l’equità e la qualità. Sono compiti difficili ma sappiamo che devono essere affondati e possono essere risolti. Possono essere risolti lavorando unitariamente, senza riproporre ipotetici diritti divini di qualche dipartimento, ma facendoci protagonisti, tutti, docenti, personale tecnico e studenti, di un progetto ambizioso ed alto. Ci fa piacere che nelle parole del nuovo preside, prima e dopo l’elezione, ci sia stata una grande attenzione alla didattica ed agli studenti; sono elementi che dimostrano una sensibilità positiva ed una volontà di lavoro in comune che lascia ben sperare per il futuro. Noi, da parte nostra, siamo pronti a lavorare insieme per contribuire a costruire dalla nostra facoltà quella che è sempre stata la nostra idea di università: una libera comunità votata ai diritti all’uguaglianza al sapere, luogo di formazione accessibile, sostenibile, autonomo e democratico. Antonio Pagina 6 L’oasi che dice Perle industriali (resoconto semiserio della festa di facoltà –pure lei non molto seria-) Doveva essere che quando il gatto non c'è i topi ballano. In realtà di gataz ghe ne erano molti e molto pericolosi per lo sputtanamento fatale. Ho sentito gente chiedere una cartina alla Tonelli, mentre assisteva come unica spettatrice di un Italia Finlandia finita 2 a 0 per noi, e dire "la voglio... al tornasole"; ho visto Morselli con una maglia da erasmus inglese allucinante aggirarsi furtivo tra le persone come se stesse progettando un assalto da operazione Overlord verso non so quale entità vivente (bastava che respirasse). Ho visto Lunazzi (...) ingurgitare due pezzi di focaccia contemporaneamente. Ho visto due bellissimi cani Bianco e Nero che si chiamavano uno" Forza" e l'altro "Juve". Ho visto un Todesco da grande Fratello nascosto dietro il faretto come un ombra dannata alla ricerca del Carpediem da telecamera. Ho visto tanti fusti di birra calda non finiti che mi hanno lasciato un pò perplesso. Ho visto gente tirarsi l'acqua (e quando sei fatto di acqua eh? non ce ne più per nessuno), ho visto ragazze ballare come cagne e altre ballare come cigni. Ho visto scarpe delle più svariate mode (mancavano giusto i Mars boot, quelli che stanno progettando alla NASA), dallo stivaletto con filetto intrecciato sulla coscia (molto fine), al mocassino più tardo e fuori moda di qualche barboso ricercatore sofista alla ricerca della pietra filosofale. Ho visto una Discreta Organizzazione Chimica (D. O.C) per quanto riguarda cibi e bevande con l'unica sfiga dello spillatore surriscaldato perche' qualcuno ha chiesto una speciale edizione straordinaria di birra alla spina da 5 L. Erano presenti anche ingegneri i quali si saranno resi conto della superiorità di qualità, quantità e organizzazione di vita che c'è da noi (a parte lo spillatore of course). Un problema serio è stato quello per cui combatteremo una nuova guerra un giorno sicuramente: L'ACQUA. Si dice "compra una bottiglia alla coop che noi la mandiamo nel terzo mondo". Cazzo li abbiamo presi in parola, però l' acqua per noi? Ieri sera dopotutto erano giusto quei 28 celsius con 85 % di umidità! Un caldo africano insomma. Ho visto gente spillare il braccio di altre persone per recuperare sudore che scendeva e gocciolava dal gomito. Ho visto ardere al fuoco la facoltà e l' NMR esplodere liberando dal vaso Dewar elio liquido che rinfrescava tutta Bologna finchè non mi sono accorto che si trattava di un semplice miraggio. Ho visto il mio capo con un sorriso a 40 denti dalla gioia mentre teneva in braccio un pupetto e accarezzava i cani forza juve per mezz'ora. Ho odorato differenti nuvole di fumo diverso, dalla skunk al pollinaccio al tocco da 1 g di sabbia sabbiosa di via Zamboni con il tipo che lo stava facendo che si sentiva un grande perchè era riuscito a prendere 0.2g in più dell' ultima volta per lo stesso prezzo. Il top del top si è raggiunto quando è uscita quella torta (un gusto al cioccolato e uno alla vaniglia,credo). Ad ogni fetta, per me, avrebbero dovuto allegare in omaggio Per far due conti... 300 i litri di birra serviti da un povero spillatore di 300 Watt di potenza 112 i litri di vino spillati da due cannucce fastidiosissime 18 i kg di pasta fredda sapientemente condita dalle nostre cuoche (Ilaria Samantha e Giurgiazaza) 6 i kg di ciambella 40 i kg di ciliegie 7 i salami affettati, 5 i chili di mortadella, 3 quelli di formaggio 18 i litri d’acqua (inferiorità numerica rispetto a vino e birra!) 16 i litri di the 30 quelli di succo di frutta… ED E’ FINITO TUTTO! un litro d' acqua (inizierà così la 4° guerra mondiale) per creare un amalgama tipo calcestruzzo da colare accettabile da essere inghiottita. buona eh? Perbacco ma una torta cosi' noi la chiamiamo "biiiocca" soprattutto per giugno. I più "pesanti" hanno suggerito il toccio della torta nel mercurio ( densità =14 g/ml). Sono mancati invece angurie e meloni che secondo me avrebbero fornito un accettabile ed economico risvolto fruttifero e rinfrescante alla serata. Le ciliege cmq hanno convinto tutti. La musica è stata uno scandalo. Chi ha fornito computer e MP3 puo' darsi fuoco tranquillamente (così si rinfresca dall' afa) che nessuno sentirà la sua mancanza. Il tributo iniziale per i professori con perle degli anni 60 mi ha fatto capire come siamo "rimastoni" dietro questi canoni da " la musica del babbo e della mamma era la migliore...". E per sottolinerare questa cosa si è partiti con musica attuale tipo chihuahua o YMCA pietosissime e ripetute addirittura un paio di volte mi sembra. pietà. Dall' altro dei nostri hardisk da 40 GB che contengono centinaia e centinaia di MP3 queste sono le perle che siamo riusciti a cavar fuori? Che figura ci facciamo coi Grandi? Il sistema Dolby doppia cassa in compenso mi è sembrato piuttosto professionale, sicuramente proprietà di chi YMCA lo vede solo sule magliette d8ei gay. E' mancato qualche esperimento pazzo tipo centrare L. con un bel pò di riso freddo in faccia e chiedergli come facevano i cinesi a separare i chicchi enantiomerici (+) da quelli (-) 50 anni fa senza XRD e dicroismo (scusate questa era imparziale...). Cmq ho visto una generazione giovane che si muove e si dà da fare travolgere di vita una Sempre Utile ma ormai Barbosa generazione persa in fismi mentali e disabituata e lenta di fronte alla nuova tech. (neanche troppo valà..). Insomma ho visto giovani PERLE industriali.... questo è l'importante. Ho visto anche qualche pirla industriale (me escluso) ogni tanto.... concludo qui...un bacio a tutti! Adolfo Pagina 7 L’oasi che dice L’intervista doppia: Bordoni - Caretti I Rolling stones Daniele Nome Silvia Ricercatore Professione Chimico Chimica Industriale Laureata in Chimica Industriale 1986 Anno 1986 110 e lode Voto 110 Matematica II Argomento mai capito Varowschiane 1850 € Quanto guadagna Abbastanza Sinistra Destra o sinistra Sinistra Poche volte Si è mai ubriacato/a Innumerevoli volte No Ha mai fumato uno spinello Si - Quando l’ultimo Non mi ricordo Cazzo La parolaccia che dice più spesso Cazzo Favorevole a: • No No Case chiuse Si e No Legalizzazione droghe leggere Si • Si Si Numero chiuso • Ha mai dovuto pagare per • No • No • No Assolutamente Un concorso Assolutamente Lavorare Assolutamente • Una multa Assolutamente • Per il sesso Assolutamente Si No Un esame Top Secret Chi sarà il nuovo preside? Un Cherubino Un Industriale Chi dovrebbe essere il nuovo preside Una persona molto capace 18 Quando la Prima Volta Tardi Due settimane fa L’Ultima Tardi Certo Ha mai tradito il suo compagno/a No Considerato il peso, sotto Posizione preferita a letto Tutte No E’ mai stato/a corteggiata da un suo prof. Tanti Si Da un suo studente/essa No Tra di voi chi è più: Io affascinante Io Entrambi Valido/a come ricercatore/trice Lui Un commento su • Cretino • Prolisso (molto calmo) Pazzo Un fortunato Speriamo sia sindaco • • • • Ottima persona Lo devo ringraziare per non aver preso servizio • George Bush Inadeguato Biscarini Tenero Saddam Hussein Infame Rocco Siffredi Ignobile Sergio Cofferati Vedremo Longoni Buono Berlusconi No Iapalucci Il prof che inviterebbe a cena Tanti Una cena non si nega a nessuno Il prof che non inviterebbe mai Pochissimi Onesta Un pregio dell’altro Amabilità Molto incasinata Un difetto dell’altro Troppo morbido Nessuna Quante bugie ha detto Nessuna pietre che rotolano ancora I Rolling Stones sono sicuramente considerati i rivali diretti dei Beatles. La prima formazione vede insieme il leader Mick Jagger, Keith Richards, Brian Jones e Bill Wydam. L’esordio del gruppo, all’inizio degli anni ’60, tocca il genere blues e risente di influenze nere. Nel 1965 Mick e Keith si cimentano con composizioni proprie; è in quest’anno, con l’album Out of our heads, che compare la celebre canzone (I can’t get no) satisfaction. Dal lavoro successivo si nota un balzo interpretativo e compositivo. Nel 1966 cominciano i guai con la polizia e il 1967 risulta disastroso per Jagger e compagni. Bill Wydam si trova ad Atene mentre gli USA rovesciano il governo greco per paura del Comunismo; sempre in quell’anno vengono arrestati e processati per uso di stupefacenti. Brian Jones si difende così: “Fumiamo hashish e basta. Io ho l’asma e le sostanze che prendo sono solo per quella.” Le vicende violente del 1969 si riflettono sul gruppo. Brian (classe 1943), dopo aver manifestato divergenze di interesse con gli altri componenti, registra un album con i musicisti tradizionali marocchini di Joujouka e il 3 luglio viene trovato morto in una piscina. Lo sostituisce Mick Taylor, promessa blues formatosi nella scuola di John Mayall. Nel 1971 esce l’album Sticky fingers contenente brani epocali come Wild horses e Brown sugar; la copertina è firmata da Andy Warhol. Nel 1976, circa un anno e mezzo dopo l’abbandono di Taylor (rimpiazzato da Ron Wood), si ha la svolta black con qualche accenno al funky e al reggae. (Continua a pagina 8) Pagina 8 L’oasi che dice Pietre che rotolano ancora (Continua da pagina 7) Cinque anni più tardi, per l’uscita dell’album Tattoo you, il gruppo collabora con molti artisti quali Pete Townshend degli Who (di cui avremo modo di parlare in futuro) e Sonny Rollins. Dalla seconda metà degli anni ’80 la vena compositiva non è più brillante, così Mick Jagger e compagni vivono del lavoro fatto nel passato. Successivamente Bill Wydam lascia il posto a Daryl Jones. Curiosa è la nascita dell’album Rock ‘n ’roll circus (di cui esiste anche la versione video). Nel 1995 viene scovato uno show prenatalizio, rimasto nascosto dal dicembre 1968, preparato dagli Stones con alcuni amici tra cui Jethro Tull, Who, John&Yoko. Da questo, la decisione di farne un disco. Ancora oggi la gente acclama questo gruppo: non avranno più il piglio dei tempi migliori, ma continuano la loro marcia. Feffe Discografia consigliata Out of our heads (1965) Aftermath (1966) Beggar’s banquet (1968) Let it bleed (1969) Sticky fingers (1971) Anthology 1971-1977 (1979) Tattoo you (1981) Singles collection (1989) Jump back-The best of Rolling Stones 1971-1993 (1993) Rock ‘n’ Roll circus (1995) Fourty Licks (2002) Distanze Che bello questo silenzio. Quando inizia a farsi sera, il sole la smette finalmente di violentare le facciate delle case ed inizia ad accarezzarle, e quei colori che vedi solo a Bologna cominciano a mostrarsi ed a splendere. Qui su questo tetto si sta bene. Davvero. C’è tutto questo bell’intorno di tegole e terrazze che sembrano uno sterminato giardino, e un po’ d’aria che spezza l’afa, ed una birra, qui di fianco a me. L’ultima birra di Anversa. Me ne sarò portate una decina, ed una dopo l’altra le ho fatte brindare qui su questo tetto, quando mi sembrava il momento. Quest’unica sopravvissuta riposava in una strana bottiglia piccola e tozza, ed è uscita schiumeggiando felice e mostrandosi nel suo colore quasi nero. E’ davvero forte, ed ha quel gusto che tutte le volte al primo sorso mi fa ricordare quelle camerette d’albergo ordinate e asettiche e quelle stradine sempre troppo vuote, e quei mitici negozietti che hanno appagato la mia sete, sempre aperti alle ore più impensate. A pensare che siamo riusciti a mettere il culo su quel pullman ed a partire per il Belgio, dopo aver fantasticato su improbabili pseudoliceali gite per tutto il semestre c’è quasi da rimanerci male. Si sente vociare, stanno apparecchiando un’altra serata qui nel pratello. Mi sa che anche stasera parteciperò, almeno per un po’. Ormai sono quattro anni che abito questa strada. Mi sembra sempre più un posto a parte che non è quartiere e non è paese ma che riesce Che dire per concludere l’ultimo numero dell’anno… Grazie, grazie e grazie ancora a tutti quelli che hanno avuto la pazienza di “sbattersi” per macchiare d’inchiostro queste pagine, dagli abitudinari a quelli che hanno fatto solo una piccola comparsa. Spero che l’anno prossimo si riesca ad andare avanti ancora, sarebbe una bella conquista… Nel frattempo in bocca al lupo ed in culo alla balena a tutti per i vostri esamini ed esamoni, e se a qualcuno in vacanza viene la voglia di dare una mano sarà accolto a braccia aperte. Ciao a tutti! Bobo ad accoglierti ed a farti provare questo senso di appartenenza a cui mi sono attaccato e che mi fa pensare, adesso su questo tetto, che sarà difficile trovare la forza e la voglia di staccarsi, se un giorno ce ne sarà bisogno. Sono felice di aver incontrato il pratello con tutte le sue contraddizioni ed il suo alcool e le sue nostalgie, a pensare che ci sono finito per puro caso devo dire di essere stato parecchio fortunato. Ogni tanto forse fa bene staccarsi un po’ e guardare da lontano tutte le cose che sei riuscito ad avere, per capire che forse non è poi tutto così grigio come sei abituato a guardare. Sarà anche questo po’ di birra che fa diventare subito più malinconici, o questi radiohead che accompagnano questo tramonto tardoprimaverile, ma stasera, davvero, sto bene. Ci sarà tempo per ripensare agli esami, al metodo Montecarlo, a quella ragazza con i capelli troppo colorati, a quest’Italia così imbruttita, ed a tutto quello che non funziona (e le cose sono tante), ma adesso va bene così. I radiohead sono quasi alla fine, e la mia birra inizia a scarseggiare. Ed allora dedico quest’ultimo sorso a tutti i compagni di viaggio che sono passati per di qua e mi hanno fatto compagnia in questi mesi così pieni di cambiamenti, sperando che possano continuare ad esserci altre luminose serate, ed a tutti quelli che ho perso per strada, che magari prima o poi ritroverò… Salute. B L’oasi che dice Periodico dell’associazione Oasi Felice Presidente dell’Associazione Caria Saverio Direttore responsabile Kaswalder Francesco Caporedattore Zagano Carlo