L’oasi che dice
Periodico dell’associazione Oasi Felice
Stampato con il contributo dell’Università degli studi di Bologna
Anno II Numero 5
COPIA GRATUITA
Giugno 2003
...ed il gatto
ha ballato
con il topo...
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L’oasi che dice
Dichiarazioni spontanee del presidente
Alla fine mi son deciso: dopo le
pressanti richieste del DIRETTORE
RESPOSABILE, mi ritrovo qui seduto davanti ad uno dei tanti quaderni di Bill Gates a scrivere un articolo
per “L’Oasi che dice”: io sono il Presidente a cui si riferisce il titolo
dell’articolo, ma non “quello” famoso, semplicemente quello di Oasi Felice.
Quando in ottobre nacque l’idea di
un giornalino, Bobo mi diede il compito di scrivere un articolo di presentazione, invece ora (a causa dei miei
“legittimi impedimenti”) mi trovo a
scrivere un articolo nell’ultimo (but
not the least) numero: quello in cui si
dovrebbero tirare un pò le somme.
Per cominciare sento di poter dire di
non essere davanti ad un “libro bianco del Presidente” (il libretto completamente bianco che la sinistra
giovanile ha consegnato a Berlusconi, ndr), nel senso che gli obiettivi da
noi prefissati sono stati ampiamente
raggiunti: siamo andati oltre i tre numeri (limite non superato dai precedenti tentativi), la partecipazione alla
stesura è stata ampia, e per quanto
C’era una volta la
superbike
Nei giorni scorsi si è svolto, presso il
circuito di Scarperia, il quinto round del
motomondiale. I numeri dicono 150.000 presenze, di certo un record,
d’altra parte molti fra quei presenti avranno seguito negli scorsi anni lo spettacolo avvincente della Superbike. Un
mondo a parte, più umano, più sportivo,
in cui per pochi euro, puoi scambiare
quattro chiacchiere con i piloti e perfino
salire sui potenti bolidi da oltre180 cv.
Un mondo in cui i piloti preferiscono
ritrovarsi per una partita a beach volley
sulla riviera romagnola piuttosto che
prendere a sgomitate il team manager
dell’avversario o scambiarsi commenti
scortesi reciprocamente.
Purtroppo per una serie di motivi dallo
scorso anno, e ancor più nella corrente
riguarda l’interessamento da parte
del pubblico (studentesco e non) credo di poter oggettivamente affermare
che sia stato a dir poco elevato!
Ma tutto questo è stato possibile innanzitutto grazie a Bobo, su cui gravava il compito arduo di raccogliere,
selezionare e armonizzare i vari
scritti dei nostri giornalisti in erba,
ed è anche a costoro a cui bisogna
indirizzare lo sguardo se si cercano
gli artefici di cotanto successo editoriale: Cisco e Antonio (la jena) con
le loro interviste doppie, Samantha
con le sue ricette, Lale con la chimica di tutti i giorni, Carlo con i suoi
“documentari” sui consigli, Giorgia
e Claudio e tutti coloro che hanno
sottratto tempo prezioso ai loro affannosi studi per dedicarsi al giornalino.
Quello che mi auguro è che ad ottobre si possa continuare con il numero
sei: spero che l’entusiasmo che ci ha
permesso di andare avanti venga ereditato dai lettori più giovani, coloro
che potranno sostituirsi a noi alla
guida non solo dal giornalino ma
dell’Oasi stessa.
La vita della facoltà è per noi come il
ciclo vitale: un transitare infinito,
nuovi elementi arrivano altri se ne
vanno, ma con la consapevolezza che
per ciò che abbiamo a disposizione
dobbiamo ringraziare i nostri predecessori, e, con questo spirito, noi lavoriamo per coloro che verranno usando come “attrezzi” fondamentali
la nostra volontà e il piacere di stare
insieme.
Con questo articolo annuncio inoltre
che, essendo alla fine la mia carriera
di studente di Chimica Industriale,
devo lasciare l’adorata Oasi Felice
sperando che, come ho fatto io, il
mio successore sappia scegliere dei
collaboratori adatti a cui affidare i
compiti più gravosi, ed è a costoro
che voglio indirizzare i miei più sinceri ringraziamenti: Cisco, Bobo,
Lale, Antonio, Samantha, Matteo,
Claudio, Willy, Gary e i rappresentati (Cisco, Carlo, Giorgio, Giorgia e
Memme).
Ora vi saluto augurandovi buone vacanze.
Saverio
stagione, la SBK sta perdendo molti
appassionati a favore della classe regina
e non è poi così difficile indovinarne i
motivi.
Dallo scorso anno infatti la Dorna ha
introdotto in MotoGP dei “nuovi” regolamenti che copiano spudoratamente la
SBK a mio parere con il preciso scopo
di togliersi dalle scatole
un concorrente scomodo. Di conseguenza, le
case leader del settore
motociclistico (Aprilia,
Honda, Yamaha) hanno
preferito concentrarsi
sulla MotoGP impoverendo il mercato della
concorrenza. Via le case, via i piloti: la
Superbike ha visto andarsene campioni
come Edwards, Bayliss e Haga, lasciando il povero Hogdson (in fuga solitaria
verso il titolo iridato) senza un degno
avversario.
Inoltre la programmazione televisiva
complica tutto: la Rai ha comprato il
pacchetto dei diritti da La sette e non
c’è speranza di riuscire a vedere una
gara ad un ora decente, al massimo si
potrà tirare oltre la mezzanotte per uno
straccio di riassunto. All’inizio si parlava di otto dirette per seguire le gare più
importanti… ma cosa vuol dire
“importante”: non si tratta di partite di calcio in
cui Milan-Juve è più import an te di J u veMaceratese! Nel mondo
dei motori, abbassata la
visiera l’adrenalina che
scorre nelle vene, ogni
gara è la decisiva.
Possiamo solo rimpiangere i tempi di
Di Pillo e l’entusiasmo con cui commentava le prodezze degli scatenati
della SBK ed essere felici di esser stati
testimoni di momenti unici del motociclismo mondiale.
Lale
L’oasi che dice
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Lunga vita ai briganti...
Quando il compagno-redattore Bobo mi ha chiesto di scrivere qualcosa sul torneo di calcetto, mi sono
sentito come la proverbiale zanzara
in una spiaggia di nudisti. Non sapevo letteralmente da che parte cominciare e per non fare torto né agli
studenti indifferenti verso il torneo
(che non hanno apprezzato il nostro
slancio di sport), né ai lettorigiocatori (indignati con gli organizzatori del torneo perché obbligati a
giocare in condizioni climatiche
“roventi”), né ai lettori-tifosi (stessi
motivi lettori-giocatori), ho preso la
decisione di ringraziare tutti, collettivamente, e di non pungere nessuno.
Sono stati tutti bravissimi: giocatori, allenatori e tifosi. Formazioni
perfette, tattiche indovinate, non un
giocatore fuori posizione, non un
lancio sbagliato, non un gesto
scomposto, tifo stupendo.
Il girone A è stato il più combattuto. Oltre ai Da Boe, la promozione
alle fasi finali è stata conquistata
dai Polimeri dopo un’estenuante
testa a testa con la squadra del II
anno. Per dovere di cronaca è giusto segnalare come a decidere le
sorti del girone è stata la mancanza
di esperienza del II anno (alla loro
prima partecipazione) piuttosto che
i valori espressi in campo dai polimeri.
Il girone B invece, non ha offerto
notevoli spunti di rilievo: troppo
forti i Briganti per non conquistare
la testa del girone ed evitare così la
semifinale di lusso con i da Boe.
A Zemanlandia è bastato semplicemente dimostrarsi una squadra solida e ben organizzata per garantirsi
l’accesso alla seconda fase.
Le semifinali sono state condizionate dal caldo asfissiante che ha
tagliato il fiato dei giovani atleti e
non ha regalato lo spettacolo che
gli spettatori si aspettavano. Il risultato finale è noto a tutti, e dal fischio finale della seconda semifinale è iniziato il conto alla rovescia
per la finale.
Quella che il campetto della Fortitudo ha ospitato è stata dunque la
quarta finale consecutiva tra “I Briganti di Peppe” e “Da Boe”.
E’ giusto ammettere che quella giocata giovedì 12/06/03 non è stata
una finale come le altre, se non altro per il semplice motivo che le
due squadre si sono affrontate per
l’ultima volta in quanto i Da Boe
non parteciperanno al prossimo torneo per raggiunti limiti di età.
La partita, giocata con i tifosi divisi
tra coloro che speravano nei Briganti (2/10), coloro che sperano nei
Da Boe (7/10) e coloro che sperano
che non vincesse nessuna delle due
(sperare è sempre legittimo), è stata
a tratti monotona e ha visto la superiorità tecnica e psicologica dei ragazzi del 4° anno prevalere sul collettivo dei Da Boe.
Il trofeo è stato visto ai rigori Dai
Briganti che si sono dimostrati
freddi e cinici dal dischetto(4 su 4).
Al resto ci ha pensato Mauriello
che, neutralizzando due rigori, ha
assicurato alla propria squadra la
supremazia calcistica di Chimica
Industriale per i prossimi dodici
mesi.
Tutto questo a dimostrazione del
fatto che il torneo di calcetto di
Chimica Industriale è stato costruito (quattro anni or sono) come un
impero medioevale, come la Francia del Re Sole, come una società
chiusa nella quale tutti sono al loro
posto e non hanno vere speranze di
scavalcare i valori delle squadre e
sono obbligati a rimanere dove sono nati, perché così vuole lo squilibrio strutturale.
Gli almanacchi, dunque, vedono I
briganti portarsi sul definitivo 3 a 1,
facendo così pendere l’ago della
bilancia delle quattro finali disputate dalla loro parte e a incoronarli,
di fatto, come i mostri sacri della
storia calcistica di Via Risorgimento 4.
Cisco
Le pagelle dei briganti
Cisco Partita=10 Torneo=9 Il vero eroe
della finale. Sempre all’ altezza della situazione
Alessandro Partita=8 Torneo=8 Una roccia: non sbaglia un intervento ed è sempre
al posto giusto.
Tommaso Partita=7 Torneo=7 Paga la sua
inesperienza nelle partite che contano ma
si conferma un ottimo gregario.
Paolo Partita=7 Torneo=7,5 Sempre
pronto a sacrificarsi per il bene della
squadra.
Fizz Partita=8 Torneo=7,5 genio e sregolatezza crea scompiglio nelle difese avversarie
Nicky Partita=9 Torneo=10 E’ la sorpresa
del torneo: capocannoniere del torneo si
rivela l’arma in più dei suoi.
Braun Partita=7 Torneo=9 Il leader storico dei Briganti, non sbaglia nulla.
Marco Partita=8 Torneo=7,5 Solo due
apparizioni per lui, sempre all’altezza
della situazione.
Checco Partita=9 Torneo=9 Fa praticamente reparto da solo, il vero valore aggiunto dei Briganti.
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L’oasi che dice
Scienziato
non credo proprio
che esista una scuola
per scienziati
dove si studia
come diventare
un poco alla volta
Einstein
non credo proprio
che la nostra
facoltà di collina
sia un’accademia
votata
a produrre scienziati
e magari
neanche tecnologi
mi basterebbe del tutto
che venissero fuori
persone, esseri umani
dagli occhi
e dal cuore aperto
gente dalla insaziabile
curiosità
dalla voglia inesausta
di fare, di indagare
di accorgersi
di quello che sta facendo
di ciò
che le sta capitando
giorno per giorno
dentro provette
e alambicchi
da sottoporre con cura
a gascromatorgrafi
petulanti
indagatori computerizzati
riconoscitori
del vecchio
perché il nuovo
quello lo dobbiamo
cercare ogni giorno
e talvolta ci capita
di incontrarlo
d’un tratto
magari sognando la notte
senza necessità
di balzare per questo
da letti deserti
abbandonati per correre
a chiusi e deserti
laboratori di spettri;
in genere alla mattina
le idee diventan
più chiare,
se sono concrete
intuizioni,
e svaniscono allegre,
se sono soltanto
ombre di sogni
semplificazioni aberranti,
fantasmi di ragionamenti
che non reggono
il pieno del giorno
che si sciolgono
alla luce del sole
di tutti i giorni.
E l’usare il pensiero
il ragionamento
verificato ogni sempre
dall’evidenza dei fatti
sperimentali
è la base costante
indispensabile
per esser filosofi
dell’oggi
come dell’ieri
se tu pensi
che una volta non c’era
la stupida distinzione
così di moda oggi giorno
di distinguere
le scienze umane
dalle altre
dal disumano tecnologico,
dal sospettabile
prevedibile
scienziato pazzo
come da fumetti
più innamorato
delle sue folli idee
teorie, stratagemmi
che della nostra concreta
attuale realtà di viventi.
D’altra parte di deve osservare
che non solo i veri scienziati
ma anche i tecnologi
adesso si preoccupano
delle conseguenze
che può avere
la produzione di un mostro
operata da qualcuno
o qualcosa.
perché non è conveniente
neanche da un punto di vista
strettamente economico
avere
conseguenze invivibili
da facili arricchimenti
senza cautele
e se ne preoccupa quindi
anche chi vuole comunque
trarre guadagno
da quello che fa
e ancor più da quello
che gli fanno gli altri
guarda ad esempio
cosa è capace
di fare
paperon de paperoni
o un gardini qualunque
milioni a palate
perfino dall’ecologia
così mi rimane difficile
tracciare confini marcati
fra teologi e laici
fra scienziati e tecnologi
fra buoni e cattivi
vorrei proprio
che la collina
fosse
o diventasse
una fonte
sospettabile
di gente
dall’occhio
e dal cuore
aperto
dall’orecchio pronto
capace di intendere
e di volere
quanto di nuovo
e nascosto
quanto di antico
e apparente
c’è dentro
in ciascuno di noi
e nel mondo
che lieto
che inerte
che assurdo
che terribilmente logico
complicato
riconducibile
a pochi
semplici elementi
costitutivi
ci circonda da sempre.
e mi sembra
che un poco di gente
sensibile
accorta
preoccupata
forte
capace
nonostante tutti
i casini
o probabilmente
proprio per quello
stia venendo fuori
pian piano
assieme con te
e con me…
Paolo Edgardo Todesco
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L’oasi che dice
La ricetta di Samantha:
Mattonella di crema
con limone e canditi
Ingredienti per 4 persone:
9 350 g (abbondare non farà che
bene!!!) di gelato alla crema
9 1 dl di panna fresca
9 12 biscotti savoiardi
9 4 cucchiai di alchermes
9 gocce di cioccolato
9 circa 20 g di canditi misti
9 la scorza grattugiata di un limone
Trasferire il gelato in una terrina e
lasciarlo ammorbidire.
Mettete la panna in una ciotola e
montatela a neve, aggiungetela al
gelato (vi consiglio di tenerne un
po’ da parte per la guarnizione finale!!!).
Unite la scorza di limone e una
parte dei canditi tritati e amalgamate bene.
Trasferire il composto in 4 stampini rettangolari di circa 10-12 cm ,
livellate la superficie, coprite con
carta di Al e mettete in freezer per
almeno 3 ore.
Bagnate velocemente i biscotti
nell’alchermes e tagliate ogni savoiardo a metà.
Sformate gli stampini sui piatti individualmente( è utile per fare
questo passare gli stampini per pochi secondi in H2O in modo da facilitare il “distacco” del semifreddo dalle pareti dello stampo!!).
Una volta sul piatto decorateli con
i biscotti sulla superficie e sui lati.
Guarnite infine i semifreddi con i
ciuffetti di panna tenuti da parte, i
canditi e le gocce di cioccolato e
servite immediatamente.
Arrivederci alla prossima portata,
Samantha
Habemus papam!
Dunque dopo una contesa, per la verità serena e corretta, abbiamo trovato il
successore del prof. Trombetti, che
dopo tre anni di ottimo lavoro, per il
quale lo ringraziamo e ci complimentiamo lascia la presidenza. Sale pertanto sul soglio presidenziale il prof.
Trifirò, che proprio mercoledì, infatti,
al primo turno delle elezioni ha battuto per 37 voti a 28 il prof. Ricci, raggiungendo il quorum del 50% più degli aventi diritto al voto e quindi la
presidenza. Alcuni commenti si impongo: indubbiamente entrambi i candidati erano, e sono, stimabilissimi
docenti e scienziati, uomini di grandi
capacità e competenza. Proprio per
questo al vincitore vanno i nostri complimenti ed auguri, allo sconfitto attestati di stima e, in ogni caso,
l’indubbio riconoscimento della sua
correttezza nell’accettare il risultato.
Pensiamo che con queste elezioni si
possa, e si debba, dare avvio ad una
fase nuova ed importante della vita
della nostra facoltà, che sappia, nella
continuità con il molto di positivo delle passate gestioni saper dare un colpo
di ala. Ci troveremo, infatti, di fronte
a grandi problemi nel futuro prossimo,
con un ordinamento didattico che dopo i primi anni di applicazione, mostra tutti i suoi limiti e la necessità di
una profonda riforma. Riforma che
dovrà saper coniugare sostenibilità e
Punti di vista...
A Cuba centinaia di persone sono
state incarcerate con l'accusa di terrorismo, per ordine di un presidente
eletto coll'imbroglio; probabilmente molti di loro verranno condannati a morte da un tribunale militare
senza un pubblico processo. Per la
geografia il carcere si trova a Guantanamo, unica zona dell'isola sotto
amministrazione USA. Per la storia
(con la s minuscola) il presidente in
questione si chiama George W Bush.
AM
valore, che dovrà riguardare meri elementi organizzativi ed altri più strutturali, che dovrà rigettare assurdi vincoli come debiti formativi per i laureati triennali delle sedi decentrate, e
che invece dovrà garantire la massima
accessibilità alle lauree specialistiche
e ai dottorati per favorire la formazione di una nuova classe di ricercatori.
Riforma che si svolgerà sotto la spada
di Damocle di una nuova controriforma ministeriale, che sarà difficile interpretare e che forse tenterà strumentalmente di imporre vincoli agli accessi e selezione sociale. Dovremo saper
affrontare il cambiamento intercorso
nella struttura dell’industria, e
dell’industria chimica italiana, facendoci motori di sviluppo, perché la
competitività si deve giocare sulla
qualità e non sulla riduzione dei costi
e dei diritti, e proprio in quest’ottica
l’università potrà trovare un ruolo importante, che le permetta di essere non
l’ancella di potentati esterni ma motore autonomo di una modernizzazione
del paese fondata sui diritti, l’equità e
la qualità. Sono compiti difficili ma
sappiamo che devono essere affondati
e possono essere risolti. Possono essere risolti lavorando unitariamente,
senza riproporre ipotetici diritti divini
di qualche dipartimento, ma facendoci
protagonisti, tutti, docenti, personale
tecnico e studenti, di un progetto ambizioso ed alto. Ci fa piacere che nelle
parole del nuovo preside, prima e dopo l’elezione, ci sia stata una grande
attenzione alla didattica ed agli studenti; sono elementi che dimostrano
una sensibilità positiva ed una volontà
di lavoro in comune che lascia ben
sperare per il futuro. Noi, da parte nostra, siamo pronti a lavorare insieme
per contribuire a costruire dalla nostra
facoltà quella che è sempre stata la
nostra idea di università: una libera
comunità votata ai diritti
all’uguaglianza al sapere, luogo di
formazione accessibile, sostenibile,
autonomo e democratico.
Antonio
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L’oasi che dice
Perle industriali
(resoconto semiserio della festa di facoltà –pure lei non molto seria-)
Doveva essere che quando il gatto non
c'è i topi ballano. In realtà di gataz
ghe ne erano molti e molto pericolosi
per lo sputtanamento fatale. Ho sentito gente chiedere una cartina alla Tonelli, mentre assisteva come unica
spettatrice di un Italia Finlandia finita
2 a 0 per noi, e dire "la voglio... al
tornasole"; ho visto Morselli con una
maglia da erasmus inglese allucinante
aggirarsi furtivo tra le persone come
se stesse progettando un assalto da
operazione Overlord verso non so
quale entità vivente (bastava che respirasse). Ho visto Lunazzi (...) ingurgitare due pezzi di focaccia contemporaneamente. Ho visto due bellissimi
cani Bianco e Nero che si chiamavano
uno" Forza" e l'altro "Juve". Ho visto
un Todesco da grande Fratello nascosto dietro il faretto come un ombra
dannata alla ricerca del Carpediem da
telecamera. Ho visto tanti fusti di birra calda non finiti che mi hanno lasciato un pò perplesso. Ho visto gente
tirarsi l'acqua (e quando sei fatto di
acqua eh? non ce ne più per nessuno),
ho visto ragazze ballare come cagne e
altre ballare come cigni. Ho visto
scarpe delle più svariate mode
(mancavano giusto i Mars boot, quelli
che stanno progettando alla NASA),
dallo stivaletto con filetto intrecciato
sulla coscia (molto fine), al mocassino
più tardo e fuori moda di qualche barboso ricercatore sofista alla ricerca
della pietra filosofale. Ho visto una
Discreta Organizzazione Chimica (D.
O.C) per quanto riguarda cibi e bevande con l'unica sfiga dello spillatore
surriscaldato perche' qualcuno ha
chiesto una speciale edizione straordinaria di birra alla spina da 5 L. Erano
presenti anche ingegneri i quali si
saranno resi conto della superiorità di
qualità, quantità e organizzazione di
vita che c'è da noi (a parte lo spillatore of course). Un problema serio è
stato quello per cui combatteremo una
nuova guerra un giorno sicuramente:
L'ACQUA. Si dice "compra una bottiglia alla coop che noi la mandiamo
nel terzo mondo". Cazzo li abbiamo
presi in parola, però l' acqua per noi?
Ieri sera dopotutto erano giusto quei
28 celsius con 85 % di umidità! Un
caldo africano insomma. Ho visto
gente spillare il braccio di altre persone per recuperare sudore che scendeva
e gocciolava dal gomito. Ho visto ardere al fuoco la facoltà e l' NMR esplodere liberando dal vaso Dewar
elio liquido che rinfrescava tutta Bologna finchè non mi sono accorto che
si trattava di un semplice miraggio.
Ho visto il mio capo con un sorriso a
40 denti dalla gioia mentre teneva in
braccio un pupetto e accarezzava i
cani forza juve per mezz'ora. Ho odorato differenti nuvole di fumo diverso,
dalla skunk al pollinaccio al tocco da
1 g di sabbia sabbiosa di via Zamboni
con il tipo che lo stava facendo che si
sentiva un grande perchè era riuscito a
prendere 0.2g in più dell' ultima volta
per lo stesso prezzo. Il top del top si è
raggiunto quando è uscita quella torta
(un gusto al cioccolato e uno alla vaniglia,credo). Ad ogni fetta, per me,
avrebbero dovuto allegare in omaggio
Per far due conti...
300 i litri di birra serviti da
un povero spillatore di 300
Watt di potenza
112 i litri di vino spillati da
due cannucce fastidiosissime
18 i kg di pasta fredda
sapientemente condita dalle
nostre cuoche (Ilaria Samantha e Giurgiazaza)
6 i kg di ciambella
40 i kg di ciliegie
7 i salami affettati,
5 i chili di mortadella,
3 quelli di formaggio
18 i litri d’acqua (inferiorità
numerica rispetto a vino e
birra!)
16 i litri di the
30 quelli di succo di frutta…
ED E’ FINITO TUTTO!
un litro d' acqua (inizierà così la 4°
guerra mondiale) per creare un amalgama tipo calcestruzzo da colare accettabile da essere inghiottita. buona
eh? Perbacco ma una torta cosi' noi la
chiamiamo "biiiocca" soprattutto per
giugno. I più "pesanti" hanno suggerito il toccio della torta nel mercurio
( densità =14 g/ml). Sono mancati invece angurie e meloni che secondo me
avrebbero fornito un accettabile ed
economico risvolto fruttifero e rinfrescante alla serata. Le ciliege cmq hanno convinto tutti. La musica è stata
uno scandalo. Chi ha fornito computer
e MP3 puo' darsi fuoco tranquillamente (così si rinfresca dall' afa) che nessuno sentirà la sua mancanza. Il tributo iniziale per i professori con perle
degli anni 60 mi ha fatto capire come
siamo "rimastoni" dietro questi canoni
da " la musica del babbo e della mamma era la migliore...". E per sottolinerare questa cosa si è partiti con musica
attuale tipo chihuahua o YMCA pietosissime e ripetute addirittura un paio
di volte mi sembra. pietà. Dall' altro
dei nostri hardisk da 40 GB che contengono centinaia e centinaia di MP3
queste sono le perle che siamo riusciti
a cavar fuori? Che figura ci facciamo
coi Grandi? Il sistema Dolby doppia
cassa in compenso mi è sembrato
piuttosto professionale, sicuramente
proprietà di chi YMCA lo vede solo
sule magliette d8ei gay. E' mancato
qualche esperimento pazzo tipo centrare L. con un bel pò di riso freddo in
faccia e chiedergli come facevano i
cinesi a separare i chicchi enantiomerici (+) da quelli (-) 50 anni fa senza
XRD e dicroismo (scusate questa era
imparziale...). Cmq ho visto una generazione giovane che si muove e si dà
da fare travolgere di vita una Sempre
Utile ma ormai Barbosa generazione
persa in fismi mentali e disabituata e
lenta di fronte alla nuova tech.
(neanche troppo valà..). Insomma ho
visto giovani PERLE industriali....
questo è l'importante. Ho visto anche
qualche pirla industriale (me escluso)
ogni tanto.... concludo qui...un bacio a
tutti!
Adolfo
Pagina 7
L’oasi che dice
L’intervista doppia:
Bordoni - Caretti
I Rolling stones
Daniele
Nome
Silvia
Ricercatore
Professione
Chimico
Chimica Industriale
Laureata in
Chimica Industriale
1986
Anno
1986
110 e lode
Voto
110
Matematica II
Argomento mai capito
Varowschiane
1850 €
Quanto guadagna
Abbastanza
Sinistra
Destra o sinistra
Sinistra
Poche volte
Si è mai ubriacato/a
Innumerevoli volte
No
Ha mai fumato uno spinello
Si
-
Quando l’ultimo
Non mi ricordo
Cazzo
La parolaccia che dice più spesso
Cazzo
Favorevole a:
•
No
No
Case chiuse
Si e No
Legalizzazione droghe
leggere
Si
•
Si
Si
Numero chiuso
•
Ha mai dovuto pagare per
•
No
•
No
•
No
Assolutamente
Un concorso
Assolutamente
Lavorare
Assolutamente
•
Una multa
Assolutamente
•
Per il sesso
Assolutamente
Si
No
Un esame
Top Secret
Chi sarà il nuovo preside?
Un Cherubino
Un Industriale
Chi dovrebbe essere il nuovo preside
Una persona molto capace
18
Quando la Prima Volta
Tardi
Due settimane fa
L’Ultima
Tardi
Certo
Ha mai tradito il suo compagno/a
No
Considerato il peso, sotto
Posizione preferita a letto
Tutte
No
E’ mai stato/a corteggiata da un suo
prof.
Tanti
Si
Da un suo studente/essa
No
Tra di voi chi è più:
Io
affascinante
Io
Entrambi
Valido/a come ricercatore/trice
Lui
Un commento su
•
Cretino
•
Prolisso (molto calmo)
Pazzo
Un fortunato
Speriamo sia sindaco
•
•
•
•
Ottima persona
Lo devo ringraziare per non aver
preso servizio
•
George Bush
Inadeguato
Biscarini
Tenero
Saddam Hussein
Infame
Rocco Siffredi
Ignobile
Sergio Cofferati
Vedremo
Longoni
Buono
Berlusconi
No
Iapalucci
Il prof che inviterebbe a cena
Tanti
Una cena non si nega a nessuno
Il prof che non inviterebbe mai
Pochissimi
Onesta
Un pregio dell’altro
Amabilità
Molto incasinata
Un difetto dell’altro
Troppo morbido
Nessuna
Quante bugie ha detto
Nessuna
pietre che rotolano ancora
I Rolling Stones sono sicuramente
considerati i rivali diretti dei Beatles.
La prima formazione vede insieme il
leader Mick Jagger, Keith Richards,
Brian Jones e Bill Wydam.
L’esordio del gruppo, all’inizio degli
anni ’60, tocca il genere blues e risente di influenze nere.
Nel 1965 Mick e Keith si cimentano
con composizioni proprie; è in
quest’anno, con l’album Out of our
heads, che compare la celebre canzone (I can’t get no) satisfaction.
Dal lavoro successivo si nota un balzo
interpretativo e compositivo.
Nel 1966 cominciano i guai
con la polizia e
il 1967 risulta
disastroso per
Jagger e compagni.
Bill Wydam si
trova ad Atene
mentre gli USA
rovesciano
il
governo greco
per paura del
Comunismo; sempre in quell’anno
vengono arrestati e processati per uso
di stupefacenti.
Brian Jones si difende così:
“Fumiamo hashish e basta. Io ho
l’asma e le sostanze che prendo sono
solo per quella.”
Le vicende violente del 1969 si riflettono sul gruppo.
Brian (classe 1943), dopo aver manifestato divergenze di interesse con gli
altri componenti, registra un album
con i musicisti tradizionali marocchini
di Joujouka e il 3 luglio viene trovato
morto in una piscina.
Lo sostituisce Mick Taylor, promessa
blues formatosi nella scuola di John
Mayall.
Nel 1971 esce l’album Sticky fingers
contenente brani epocali come Wild
horses e Brown sugar; la copertina è
firmata da Andy Warhol.
Nel 1976, circa un anno e mezzo dopo
l’abbandono di Taylor (rimpiazzato da
Ron Wood), si ha la svolta black con
qualche accenno al funky e al reggae.
(Continua a pagina 8)
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L’oasi che dice
Pietre che
rotolano ancora
(Continua da pagina 7)
Cinque anni più tardi, per l’uscita
dell’album Tattoo you, il gruppo collabora con molti artisti quali Pete Townshend degli Who (di cui avremo
modo di parlare in futuro) e Sonny
Rollins.
Dalla seconda metà degli anni ’80 la
vena compositiva non è più brillante,
così Mick Jagger e compagni vivono
del lavoro fatto nel passato.
Successivamente Bill Wydam lascia il
posto a Daryl Jones.
Curiosa è la nascita dell’album Rock
‘n ’roll circus (di cui esiste anche la
versione video).
Nel 1995 viene scovato uno show prenatalizio, rimasto nascosto dal dicembre 1968, preparato dagli Stones con
alcuni amici tra cui Jethro Tull, Who,
John&Yoko. Da questo, la decisione
di farne un disco.
Ancora oggi la gente acclama questo
gruppo: non avranno più il piglio dei
tempi migliori, ma continuano la loro
marcia.
Feffe
Discografia consigliata
Out of our heads (1965)
Aftermath (1966)
Beggar’s banquet (1968)
Let it bleed (1969)
Sticky fingers (1971)
Anthology 1971-1977 (1979)
Tattoo you (1981)
Singles collection (1989)
Jump back-The best of Rolling Stones
1971-1993 (1993)
Rock ‘n’ Roll circus (1995)
Fourty Licks (2002)
Distanze
Che bello questo silenzio.
Quando inizia a farsi sera, il sole la
smette finalmente di violentare le facciate delle case ed inizia ad accarezzarle, e quei colori che vedi solo a Bologna cominciano a mostrarsi ed a splendere.
Qui su questo tetto si sta bene. Davvero. C’è tutto questo bell’intorno di tegole e terrazze che sembrano uno sterminato giardino, e un po’ d’aria che
spezza l’afa, ed una birra, qui di fianco
a me. L’ultima birra di Anversa. Me ne
sarò portate una decina, ed una dopo
l’altra le ho fatte brindare
qui su questo tetto, quando
mi sembrava il momento.
Quest’unica sopravvissuta
riposava in una strana bottiglia piccola e tozza, ed è
uscita schiumeggiando felice e mostrandosi nel suo
colore quasi nero. E’ davvero forte, ed ha quel gusto
che tutte le volte al primo sorso mi fa
ricordare quelle camerette d’albergo
ordinate e asettiche e quelle stradine
sempre troppo vuote, e quei mitici negozietti che hanno appagato la mia sete, sempre aperti alle ore più impensate. A pensare che siamo riusciti a mettere il culo su quel pullman ed a partire
per il Belgio, dopo aver fantasticato su
improbabili pseudoliceali gite per tutto
il semestre c’è quasi da rimanerci male.
Si sente vociare, stanno apparecchiando un’altra serata qui nel pratello. Mi
sa che anche stasera parteciperò, almeno per un po’. Ormai sono quattro anni
che abito questa strada. Mi sembra
sempre più un posto a parte che non è
quartiere e non è paese ma che riesce
Che dire per concludere l’ultimo numero dell’anno…
Grazie, grazie e grazie ancora a tutti quelli che hanno avuto la pazienza di “sbattersi” per macchiare d’inchiostro queste pagine, dagli abitudinari a quelli che hanno fatto solo una piccola comparsa.
Spero che l’anno prossimo si riesca ad andare avanti ancora, sarebbe
una bella conquista… Nel frattempo in bocca al lupo ed in culo alla
balena a tutti per i vostri esamini ed esamoni, e se a qualcuno in vacanza viene la voglia di dare una mano sarà accolto a braccia aperte.
Ciao a tutti!
Bobo
ad accoglierti ed a farti provare questo
senso di appartenenza a cui mi sono
attaccato e che mi fa pensare, adesso
su questo tetto, che sarà difficile trovare la forza e la voglia di staccarsi, se
un giorno ce ne sarà bisogno. Sono
felice di aver incontrato il pratello con
tutte le sue contraddizioni ed il suo
alcool e le sue nostalgie, a pensare che
ci sono finito per puro caso devo dire
di essere stato parecchio fortunato.
Ogni tanto forse fa bene staccarsi un
po’ e guardare da lontano tutte le cose
che sei riuscito ad avere, per capire che
forse non è poi tutto così
grigio come sei abituato a
guardare.
Sarà anche questo po’ di
birra che fa diventare subito
più malinconici, o questi
radiohead che accompagnano questo tramonto tardoprimaverile, ma stasera,
davvero, sto bene.
Ci sarà tempo per ripensare agli esami,
al metodo Montecarlo, a quella ragazza con i capelli troppo colorati, a
quest’Italia così imbruttita, ed a tutto
quello che non funziona (e le cose sono tante), ma adesso va bene così.
I radiohead sono quasi alla fine, e la
mia birra inizia a scarseggiare. Ed allora dedico quest’ultimo sorso a tutti i
compagni di viaggio che sono passati
per di qua e mi hanno fatto compagnia
in questi mesi così pieni di cambiamenti, sperando che possano continuare ad esserci altre luminose serate, ed a
tutti quelli che ho perso per strada, che
magari prima o poi ritroverò…
Salute.
B
L’oasi che dice
Periodico dell’associazione
Oasi Felice
Presidente dell’Associazione
Caria Saverio
Direttore responsabile
Kaswalder Francesco
Caporedattore
Zagano Carlo
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