Movimento, istituzione, élite:
il caso Reggio Calabria
• L’evento di rottura degli equilibri preesistenti è dato da una
innovazione istituzionale: la nascita delle regioni e la
conseguente formalizzazione dei capoluoghi regionali
(innovazione dall’esterno; in contrasto con gli interessi della
città; priva di strategie di accompagnamento credibili)
• Il movimento come discontinuità con un sistema che
fondava la sua legittimità su:
a) Potere clientelare essenzialmente centrato su figure di
notabili
b) Sistema partitico capace di aggregare interessi
particolaristici sotto il grande manto dell’appartenenza
ideologica
• Il movimento di rivolta frantuma entrambi questi pilastri del
sistema politico ma è incapace di creare un nuovo soggetto
abilitato alla gestione del potere e della rappresentanza degli
interessi
• E’ una rivolta acefala che travolge, nel corso del suo
svolgimento, tutti coloro che volta per volta tentano di
cavalcarla e, quando la leadership del movimento sembra
stabilmente assunta dal MSI, la stessa protesta muore
• Una rivolta antisistema che non trova alleanze e forza in sé
adeguate a superare le fratture che evidenzia
• Da una parte la leadership che egemonizza il movimento
radicalizza il conflitto con le istituzioni; dall’altro lato le
istituzioni si dimostreranno incapaci a condurre un’efficace
opera di mediazione
• Nelle elezioni immediatamente successive alla
rivolta, le politiche del 1972, nella città di Reggio
si registra il più alto tasso di partecipazione al
voto (91,1%) e di voti validi (88,3%). E’ un voto di
protesta che premia il MSI. Ma alle elezioni
successive questo voto di protesta viene
riassorbito da DC e PSI.
• La partecipazione elettorale diminuisce
progressivamente e nel 1994 il voto valido
espresso è di solo il 67,9%.
• Il movimento muore perché soffocato dalla
repressione poliziesca, ma muore soprattutto
perché si mostra incapace di generare esperienze
autonome e durature di presenza sociale
• L’identità forte del movimento, la regginità, pur
permanendo si trasforma, diventa una sorta di
riferimento mitico, tanto indiscutibile quanto
inadatto a concretizzare un punto di mediazione
tra interessi individuali ed interessi collettivi
I diversi modi della partecipazione politica
• Le modalità concrete di aggregazione e ricomposizione del
tessuto sociale possono racchiudersi in tre forme idealtipiche:
a) manipolazione (condivisione di strategie ed azioni fondate
sulla manipolazione: illegalità, delinquenza, mafia,
clientelismo, comitati d’affari, ecc.)
b) parcellizzazione (espansioni di relazioni di tipo comunitario o
associativo)
c) innovazione (movimenti sociali)
Queste tre tipologie hanno in comune il punto di partenza
dichiarato: la negazione di legittimità ed efficienza delle
istituzioni esistenti
• La carenza di élites in grado di ordinare e governare il
cambiamento ha determinato la crisi sociale della città di
Reggio Calabria
• A Reggio Calabria più che di élites creative, sono individuabili
élites di potere. Con l’aggravante che le élites del potere
reggino non sono state élites pubbliche e, come tali,
necessitanti di un rapporto e di una verifica con la
popolazione locale, ma sono state élites occulte, fondate su
appartenenze ed interessi personalistici.
• Le élites occulte svolgono un ruolo diametralmente opposto a
quelle pubbliche, un compito di diseducazione alla
partecipazione democratica, alla partecipazione pubblica
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movimenti sociali 23 - Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali