dell’
Cronaca
Jonio
24 luglio 2011
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acireale Piazza Duomo ha ospitato un recital messo in scena dagli ospiti della Comunità Giovanni XXIII
Pinocchio presta la voce al disagio
La splendida cornice di piazza Duomo, ad Acireale, ha ospitato uno spettacolo che poteva essere frettolosamente definito
come l’ennesima riedizione della storia di Pinocchio; un fortunato scritto di Collodi che ha ricevuto le etichette più strane, da
racconto per i più piccoli a testo massonico contenente codici
segreti. Ma bastava fermarsi qualche minuto ad osservare i dinamismi che si susseguivano sul palco, per rendersi conto che
qualcosa di speciale si stava consumando.
I personaggi mostravano delle caratteristiche insolite
e chi li interpretava una freschezza e una semplicità che catturava l’attenzione. I dialoghi, le musiche,
la presenza di un gruppo di attori lontani dagli stereotipi, invitava lo spettatore ad interrogarsi. Ogni
frase, ogni gesto, se analizzati, mettevano in crisi la
banale quotidianità che spesso ci vede protagonisti,
costruita su pregiudizi, su manie di potere e di sopraffazione, su gerarchie nelle quali il più forte è chi
non ha bisogno dell’altro, ma al contrario lo usa e lo
strumentalizza. Sarebbe diventato uno spettacolo
nello spettacolo, poter ascoltare i pensieri dei tanti
spettatori che seguivano rapiti l’evento.
Artefice di questa interessante parentesi è stata la
Comunità Giovanni XXIII, realtà conosciuta e dai
frutti decisamente generosi. Comunità che nasce da
un progetto ormai ventennale, scaturito da una storia d’amore fra due giovani, Marco Lovato e Laura
Lubatti, i quali, seguendo l’invito di don Oreste Benzi, hanno scelto di aprire la loro famiglia ai più bisognosi. Una comunità di amore che negli anni si è
ampliata, arricchita da figli naturali e altri “rigenerati
nell’amore”.
In seno a questa singolare avventura, dieci anni fa, Laura ha
deciso di avviare una compagnia teatrale. «Far teatro con chi è
ferito dalla vita, con chi ha problemi di handicap, con chi vive
sulla sua pelle abbandoni, rifiuti, ferite difficilmente sanabili è
per me un grande dono» scrive l’ideatrice nelle prime pagine
del libro “Dov’è Pinocchio”, dove racconta l’esperienza vissuta.
I laboratori, che hanno permesso la rielaborazione del testo tra-
dizionale della storia di Pinocchio, hanno prodotto dei personaggi che presentano degli aspetti decisamente originali: niente
magie per la fata turchina, ma la concretezza di una mamma
buona e severa che trepida per i suoi figli; un paese dei balocchi, dove il male si chiama mafia e dove il prezzo per divertirsi è
non vedere e non parlare; un papà Geppetto che si prende cura
di pezzi di legno da bruciare, trasformandoli in burattini, ecc.
Tutto il progetto, precisa Laura, parte dalla scelta «di far teatro per esprimere stati d’animo o aspetti del proprio
vissuto, trovando nella rappresentazione scenica uno
strumento di comunicazione. I nostri ragazzi hanno
molti doni e hanno un gran bisogno di tirarli fuori.
Sono doni frutto delle loro capacità, delle loro diversità e, purtroppo, anche delle loro sofferenze».
Alla fine dello spettacolo, Laura e Marco, hanno ricordato che la condivisione non prevede salvatori e
salvati, ma tutti siamo protagonisti di un unico progetto di amore, che si realizza all’ombra della croce.
L’ultimo momento della serata ha visto protagonista
Fratel Carlo (Comunità San Camillo), che dopo i dovuti ringraziamenti alla Comunità Giovanni XXIII,
per aver accettato di partecipare con lo spettacolo ai
festeggiamenti in onore di San Camillo, ha invitato i
presenti a recitare una preghiera mariana. Quando i
temi conduttori sono l’amore, la solidarietà, la condivisione, concludere con la preghiera è stata una scelta
adeguata e condivisa pienamente dal pubblico.
Anna Rosaria Gioeni
Università popolare, dall’anno prossimo gemellaggi con i Paesi europei
La serata estiva di conclusione dell’anno accademico dell’Università Popolare Giuseppe
Cristaldi contemporaneamente segna l’apertura del nuovo anno sociale 2011-12: si ringrazia la presidente, prof. Camilla Strano,
molto impegnata con slancio e competenza
nel suo mandato per diversi anni, che assume ora la carica di vice presidente, e si dà un
augurale benvenuto al nuovo presidente, preside Alfio Mazzaglia, che il 31 agosto andrà
in pensione. Nuovo segretario, il prof. Franco Battiato, tuttavia rimane in attività il prof.
Roberto Cristina, braccio destro della presidente uscente. Il corpo docente, presente al
completo, applaude calorosamente.
L’Università Popolare è un’istituzione ricca di
iniziative, tra di esse ci pare bello segnalare
l’ultimo magnifico concerto con il maestro
Enrico Sorbello nella monumentale chiesa di
Santa Maria del Suffragio; elevato è il numero di corsi, che la qualificano anche a livello
nazionale; la nuova sede, nell’ambito dell’ex
Studio teologico del Seminario vescovile,
darà un indiscutibile apporto alla sua vita. Lo
sguardo va mirato al
futuro, pertanto passiamo alla sostanziale conversazione con
Alfio Mazzaglia, che
dimostra un senso
di gratitudine per
l’ambita carica, che
gli permetterà di
estrinsecare le sue
straordinarie potenzialità con generosa
abnegazione.
Da una docente
web L’arch. Salvo Patanè nel Comitato di culturitalia.it
Un nuovo “Umanesimo”
“Cercherò di affermare le qualità del patrimonio ‘minore’; ad esso credo sia affidata la divulgazione e l’affermarsi del valore civico del bene comune nel rispetto e
nella salvaguardia delle identità locali, con
Il consigliere Salvo Patanè
le quali è possibile pensare ad una stagione di nuovo umanesimo”. Queste le parole
del consigliere provinciale Salvo Patanè,
all’indomani della sua nomina a componente del Comitato nazionale di coordinamento per lo sviluppo di www.culturitalia.it, il portale della cultura italiana del
ministero per i Beni e le attività culturali
dal quale sono accessibili risorse e documenti legati al patrimonio culturale nazionale. La nomina fa seguito ad un protocollo d’intesa tra il Ministero per i Beni
e le Attività Culturali e l’Unione Province
Italiane tendente all’esigenza di promuovere e divulgare il patrimonio culturale
italiano grazie a un sistema a rete,
-Ma cosa è Cultura Italia?
“È un portale aperto alle risorse integrate
nazionali e regionali per ottimizzare l’informazione e la fruizione dei dati anche
specifici, offrendo un servizio innovativo
di consultazione multimediale e multilingua del patrimonio digitale. Penso all’opera mai completata della digitalizzazione
delle risorse, alla catalogazione, allo scambio dei contenuti con archivi, biblioteche,
organismi pubblici e privati nazionali ed
esteri; penso a tutto quello che c’è da fare
per la valorizzazione dei cosiddetti ‘contenuti minori’, perle di cultura locale, e
all’immenso patrimonio dei centri storici
del tessuto nazionale”.
-Qual è il compito del Comitato nazionale
di coordinamento?
“Sostanzialmente elabora le linee d’indirizzo nazionale tenendo conto di quelle
regionali e internazionali; individua nuovi
partner e approva il piano elaborato dal
Comitato tecnico-scientifico. Se si tiene
conto del fatto che il nostro Paese secondo le stime più prudenti, detiene i due
terzi dell’intero patrimonio dell’arte occidentale, si capisce come questa sia un’esigenza particolarmente reale”.
“L’incarico di ricoprire questo prestigioso
ruolo è stato affidato al consigliere Patanè
in virtù delle sue competenze nel campo
culturale e professionale – ha detto il presidente della Provincia Giuseppe Castiglione –. Sono certo che come architetto
saprà mettere a frutto l’esperienza maturata nella Commissione consiliare Cultura
della quale è vice presidente, valorizzando
le peculiarità artistiche-culturali della nostra provincia”.
Lorena Leonardi
dell’Università Popolare, la prof. Giovanna
Marletta, apprendiamo che in cantiere c’è il
progetto Grutwig, ovvero programmazione
di gemellaggi con Polonia e Finlandia.
“E’ un’idea, nata nell’ultima riunione del consiglio direttivo, in cui
ero presente- spiega
la Marletta- progetti di gemellaggi con i
Paesi europei citati,
da allargare con molta probabilità nell’area dell’Est, coinvolgendo Ungheria,
Romania e Bulgaria.
Il mio atteggiamento
è senz’altro positivo,
perché il gemellaggio ha l’obiettivo di
avvicinare i popoli, venendo a contatto con
usi, costumi, tradizioni, cultura di nazioni di
cui sappiamo poco di concreto; conoscere dal
vivo popoli che conosciamo attraverso la Storia, è motivo di arricchimento e in vista dell’Europa Unita ha significato notevole per la
conoscenza dei regimi politici, avviando una
serie di scambi e informazioni”.
Attualmente è in preparazione il piano di
lavoro del prossimo anno accademico con la
stesura del libretto informativo. All’inizio di
settembre ci sarà l’inaugurazione del nuovo
anno 2011- 12, con una relazione del prof.
Giovanni Vecchio sui temi dell’Unità d’Italia
calati nel territorio.
A conclusione della serata, i ringraziamenti
al direttivo uscente e in particolare alla presidente, prof. Rosina Camilla Strano.”
Anna Bella
Linera Prima rassegna di piante commestibili organizzata in Parrocchia
Erbe saporite e benefiche
Il Gruppo Culturale Parrocchiale Linera, recentemente costituitosi per impulso di don
Antonino Vinci, ha presentato lo scorso 10
luglio la sua prima iniziativa per la conoscenza del territorio, coordinata da Manuela
Fresta. Con l’apporto della naturalista dott.
ssa Adele Maugeri, che ha svolto un’accurata
ricerca, sono state illustrate con immagini e
descrizioni analitiche le più comuni piante commestibili presenti nell’area etnea e in
generale in Sicilia e dei prototipi delle stesse
sono stati esposti all’ingresso del salone parrocchiale, coltivati ancora oggi dentro vasi
in molte case del paese. Sono state scelte per
bene dell’Umanità) e molto utilizzate nell’antichità per i loro benefici effetti sulla salute.
Esse, infatti, non solo danno sapore ai cibi,
ma contengono anche principi essenziali per
il nostro organismo. A tal proposito, l’ultima
parte dell’incontro è stata dedicata agli usi
“medicinali” di questa piante, tanto comuni
e poco conosciute dalle nuove generazioni,
sempre più immerse in un mondo consumistico e virtuale. L’iniziativa, sicuramente lodevole, sarà riproposta nelle prossime stagioni allo scopo di descrivere le piante relative
e per proporre delle ricette. Alcuni dei presenti hanno richiamato alla memoria l’antica
questa prima conferenza le piante che si sviluppano in modo completo in questa stagione: origano, prezzemolo, peperoncino, salvia,
menta, aglio, ortica e basilico; di tutte sono
state descritte le caratteristiche botaniche,
le provenienze, l’uso alimentare nell’ambito
di varie ricette popolari. L’iniziativa aveva
lo scopo di valorizzare e diffondere, nell’era
dei prodotti confezionati e dei supermercati,
l’uso di queste piante, chiamate “alimurgiche”, apprezzate nella cucina mediterranea di
oggi (dichiarata recentemente dall’UNESCO
raccolta delle ortiche, le cui cime venivano
utilizzate per l’alimentazione che, una volta
cotte, perdevano le caratteristiche urticanti.
Una curiosità: un’ampia area del territorio tra
Linera e Santa Venerina era, tra Settecento
e primo Ottocento, pienamente ricoperta di
ortiche e da esse prese il nome con cui ancora
oggi viene denominata: dalla vortica dioica,
per trasformazione linguistica dialettale si è
passati a Ortichetto e, infine, ad Ardichetto.
Giovanni Vecchio
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