José Pedro Manglano Castellari
Parlare con Gesù
La mia orazione d’ogni giorno
LA QUARESIMA E LA
SETTIMANA SANTA
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SOMMARIO
Due idee iniziali...................................................................... 4
Orazione iniziale..................................................................... 4
Orazione finale........................................................................5
La quaresima...........................................................................6
Giorno 1° - Mercoledì delle ceneri......................................... 6
Giorno 2° - Giovedì dopo le ceneri.........................................7
Giorno 3° - Venerdì dopo le ceneri.........................................8
Giorno 4° - Sabato dopo le ceneri...........................................9
Giorno 5° - Prima Domenica................................................ 10
Giorno 6° - Primo Lunedì..................................................... 11
Giorno 7° - Primo Martedì....................................................12
Giorno 8° - Primo Mercoledì................................................ 13
Giorno 9° - Primo Giovedì....................................................14
Giorno 10° - Primo Venerdì..................................................15
Giorno 11° - Primo Sabato....................................................17
Giorno 12° - Seconda Domenica.......................................... 18
Giorno 13° - Secondo Lunedì............................................... 19
Giorno 14° - Secondo Martedì..............................................20
Giorno 15° - Secondo Mercoledì.......................................... 21
Giorno 16° - Secondo Giovedì..............................................22
Giorno 17° - Secondo Venerdì..............................................23
Giorno 18° - Secondo Sabato................................................24
Giorno 19° - Terza Domenica...............................................25
Giorno 20° - Terzo Lunedì....................................................26
Giorno 21° - Terzo Martedì.................................................. 26
Giorno 22° - Terzo Mercoledì.............................................. 27
Giorno 23° - Terzo Giovedì.................................................. 28
Giorno 24° - Terzo Venerdì.................................................. 29
Giorno 25° - Terzo Sabato.................................................... 30
Giorno 26° - Quarta Domenica.............................................30
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Giorno 27° - Quarto Lunedì..................................................31
Giorno 28° - Quarto Martedì................................................ 32
Giorno 29° - Quarto Mercoledì.............................................33
Giorno 30° - Quarto Giovedì................................................ 33
Giorno 31° - Quarto Venerdì................................................ 34
Giorno 32° - Quarto Sabato.................................................. 35
Giorno 33° - Quinta Domenica.............................................37
Giorno 34° - Quinto Lunedì..................................................37
Giorno 35° - Quinto Martedì................................................ 38
Giorno 36° - Quinto Mercoledì.............................................39
Giorno 37° - Quinto Giovedì................................................ 40
Giorno 38° - Quinto Venerdì............................................... 41
Giorno 39° - Quinto Sabato.................................................. 41
Giorno 40° - Domenica delle palme.................................... 42
La Settimana Santa............................................................... 44
Lunedì Santo......................................................................... 44
Martedì Santo........................................................................45
Mercoledì Santo.................................................................... 46
Giovedì Santo....................................................................... 46
Venerdì Santo....................................................................... 47
Sabato Santo......................................................................... 48
Domenica di Resurrezione....................................................48
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LA QUARESIMA E LA
SETTIMANA SANTA
Un suggerimento per l’utilizzo di questo libretto, che ti aiuterà a pregare.
Ogni giorno puoi cominciare leggendo l’orazione iniziale; poi puoi
passare a leggere il testo del giorno; prosegui parlando con Dio e la
Madonna di ciò che il testo ti suggerirà; in fine puoi concludere con
l’orazione finale.
Due idee iniziali
1. E’ PROIBITO CORRERE. Il testo è breve; non avere
fretta di finirlo. Non basta solo leggere.
2. LA PARTE MIGLIORE DEL LIBRO. Sai qual è la
parte migliore di questo libro? Quella che non è scritta:
la conversazione che tu personalmente avrai con Dio.
Orazione iniziale
Signore mio, Gesù, credo fermamente che sei qui. In questi
brevi minuti di orazione voglio chiederti alcune cose e
ringraziarti.
CHIEDERTI la grazia di rendermi conto che Tu esisti, mi
ascolti e mi ami. Tanto è vero che hai voluto soffrire e morire
liberamente per me sulla croce e rinnovare ogni giorno questo
sacrificio nella messa.
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E RINGRAZIARTI con fatti per l’amore tu hai per me: sono
tuo, sono nato per te, Signore cosa vuoi da me?
Orazione finale
Non mi sprona ad amarti, Dio mio,
il cielo che tu stesso mi hai riservato,
né mi sprona l’inferno tanto temuto,
ad evitare di commettere peccato.
Sei Tu che mi sproni, Signore; mi sprona il vederti
inchiodato alla Croce ridotto una piaga.
Mi sprona il tuo corpo ferito
mi spronano gli oltraggi e la morte che hai subito.
Infine, mi sprona tanto il tuo amore per me,
che anche se non ci fosse Cielo ti amerei,
e anche se non ci fosse inferno ti temerei.
Non devi più darmi altro perché io ti ami;
e anche se ciò che spero non lo sperassi,
ti amerei lo stesso come ti amo adesso.
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La quaresima
Giorno 1° - Mercoledì delle ceneri
Perché la Quaresima. Che assurdità! Se ci fai caso noi uomini
abbiamo sempre l’io in bocca: mi hanno offeso, devo fare
sempre tutto io, ce l’hanno con me, quella cosa era mia o per
me, io ho fatto goal, io ho detto quella cosa, mi piace, cosa
penseranno di me, … e mille altre frasi che coniugano l’io, il
me, il mio.
E oggi, mercoledì delle ceneri, la Chiesa ci ricorda che: polvere
sei e in polvere tornerai. Sai cosa vuol dire? Dio creò Adamo
dalla terra, e con la morte il nostro corpo tornerà a essere terra,
e la nostra anima tornerà a Dio.
a) Se avremo amato Dio godremo di Lui per l’eternità
b) Se, invece, avremo amato l’IO, il MIO, l’A ME, non
potremo stare in Cielo, perché lì possono andare solo coloro
che hanno amato e amano Dio. E anche questo durerà per
sempre.
Questo è il motivo per cui la Quaresima comincia così:
dobbiamo crescere nell’amore di Dio e andar dimenticando –
eliminando- il nostro Io. E’ un tempo propizio per considerare
che il mio corpo si trasformerà in polvere; per ricordare che
devo occuparmi della vita della mia anima; per preparami a
ricevere la salvezza e l’amore di Gesù che commemoreremo
nella Settimana Santa.
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Dì alla Vergine che ti piacerebbe vivere la Quaresima così come lei
desidera. E chiedile che ti aiuti a trascorrere bene questi momenti di
preghiera per tutti i 40 giorni. E di questo anche il Signore se ne
rallegrerà.
Ora è il momento in cui rivolgerti a Dio a parole tue, commentandogli
qualcosa di quello che hai letto. Quando avrai finito, leggi l’orazione finale.
Giorno 2° - Giovedì dopo le ceneri
La santa Messa. A metà pomeriggio Giorgio entra di corsa in
cucina e dice a sua moglie: “Ciao cara, vado a cambiarmi. Io e
Filippo andiamo a fare una partita di tennis prima che faccia buio”. “Ma
Giorgio -obietta sua moglie- è tardi! E poi avevo preparato una cenetta
squisita: carne alla borgognese, verdure e torta al limone!”. “Mi dispiace,
cara, -risponde Giorgio- mangiala tu. Io prenderò un panino al volo
in un bar”.
Dopo cinque minuti Giorgio è già per strada e sua moglie non
può trattenere le lacrime e scoppia a piangere.
“Non mi ama”, dice singhiozzando davanti alla cenetta
succulenta che aveva preparato per suo marito.
Qualunque moglie dovesse leggere questo libretto
simpatizzerebbe per questa donna, e perfino molti uomini le
darebbero ragione, senza pensare che quasi tutti siamo
colpevoli di mancanze di delicatezza simili e forse maggiori.
Mancanze di delicatezza con Gesù. Disprezzo dell’amore che
ha profuso per noi. Indifferenza di fronte al Grande Banchetto
-l’Eucarestia, la Comunione- al quale siamo costantemente
invitati.
Vai a messa tutte le volte che ti è possibile? Anticipi i compiti
per poter stare col tuo Amico, accompagnandolo nella
Passione, perché la messa non è altro che questo? Che bel
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proposito: durante la Quaresima andare a messa spesso,
ogni giorno se mi è possibile.
Ora puoi dirgli quello che non è scritto, commentando il testo appena letto e
le domande. Poi termina con l’orazione finale.
Giorno 3° - Venerdì dopo le ceneri
Non ammettere scuse. Quando l’Ungheria fu invasa dai
comunisti, molti uomini di chiesa furono arrestati e tra loro
anche il cardinal Mindszenty. Trascorse in carcere molti anni,
anni di vero e proprio martirio. Fu liberato soltanto quando
l’Ungheria si rese indipendente dalla Russia, ad una età molto
avanzata, ma poco tempo dopo morì.
Durante gli anni della prigionia diede un grande esempio
cristiano di fortezza e di fedeltà a Dio e alla Chiesa. Raccontano
che visse con molta fermezza l’astinenza. Questo
comandamento della Chiesa prevede che i cristiani, in età
compresa tra i 14 e i 60 anni, non mangino carne i venerdì di
tutto l’anno. Al di fuori della Quaresima questa penitenza può
essere sostituita con un altro atto penitenziale (preghiere,
piccole mortificazioni, elemosina), ma nel tempo di Quaresima
no.
Tutti i venerdì e solo i venerdì, gli davano carne a cena. Il
Cardinale sapeva perfettamente che, date le circostanze, non era
obbligato in coscienza a rispettare questa legge della Chiesa, ma
non ne prese mai. Voleva vivere quella mortificazione
liberamente.
Nelle sue memorie riporta questo dialogo avuto col comandante
della prigione, un giorno che la polizia non ne poteva più di
quel suo comportamento:
Le sembra che sono i prigionieri a dettare legge qua dentro?
No, non credo che sia così.
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E allora mangi quello che le viene dato.
Io il venerdì non mangio carne.
Guardi che non le darò altro.
Nemmeno io le chiederò altro. Ma se mi dà della
carne il venerdì non ne mangerò.
In questo caso io la punirò.
Sono disposto ad accettare qualunque castigo.
Quel giorno il pranzo rimase sulla tavola. Lo portarono via
poco prima della cena, consistente anche questa volta il una
fetta di carne.
La scena si ripeté anche nei venerdì successivi, finché si
decisero a dargliela di domenica.
Ora puoi dire al Signore quanto segue, ma pensando che ti stai rivolgendo
personalmente al Signore e che Egli ti sta ascoltando.
Signore, quante volte io compatisco me stesso e trovo scuse per non fare
penitenza, o per non obbedire a mia madre la Chiesa. A volte quando
devo studiare o fare sport sono in grado di fare grandi sforzi, e anche di
soffrire. Invece, quando devo fare le cose per amore tuo mi tiro indietro. Se
ti amassi di più sarei più generoso e forte. Io ti amo, Signore, ma vorrei
amarti ancora di più. La prossima volta che, di fronte alla possibilità di
offrirti una mortificazione, mi verrà in mente qualche scusa, la scaccerò
perché ti amo. Per esempio, vivrò l’astinenza dalla carne, perché ti amo.
Giorno 4° - Sabato dopo le ceneri
La sua Croce e la mia. La Croce di Cristo non si è limitata al
legno che ha portato sulle spalle e sul quale poi lo hanno
inchiodato. E’ stata anche il dolore della solitudine, l’ingiustizia
sofferta, gli insulti ricevuti. Quelli di allora e quelli di tutta la
storia. Il dolore che prova per ciò che io ho fatto di male oggi
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nei confronti di una persona, o di me stesso o nei suoi
confronti. Questa è la sua Croce. Per questo io sono
RESPONSABILE DELLA CROCE DI GESU’. E la croce che
io devo prendere ogni giorno per seguirlo non è fatta di legno.
La mia croce è il dolore di una malattia, l’ingiustizia che subisco,
la stanchezza nel lavoro, lo sforzo per vincere la pigrizia, per
essere generoso nel dare le mie cose. La mia croce consiste nel
lavorare bene anche quando ne ho poca voglia, nel sapermi
sottomettere e obbedire quando invece non vorrei, ecc…
La mia croce è IL DOLORE CHE PROVOCA A VOLTE
AGIRE SECONDO IL VOLERE DI DIO, AMARE GLI
ALTRI - più di me stesso-, E AMARE ME STESSO NEL
MODO GIUSTO, perfezionandomi e non danneggiandomi.
Signore, durante questa Quaresima voglio prendere la mia croce ogni
giorno perché voglio seguirti. Aiutami ad essere generoso!
Continua a parlare al Signore a parole tue.
Giorno 5° - Prima Domenica
Confessione. Papà e mamma sono intenti a lavorare in
giardino e chiedono alla piccola Sofia di apparecchiare la tavola.
Sofia, che sta guardando il suo programma preferito in tv,
risponde di sì, ma poi resta davanti la televisione. Così, quando
i suoi genitori rientrano, trovano la tavola ancora da fare.
Questo a loro dispiace, ma non si arrabbiano più di tanto
perché capiscono che la disobbedienza di Sofia è stata dettata
dalla distrazione e dall’interesse per le sue cose, e non da
malizia.
Una sera, invece, Vanessa, la figlia più grande, dopo una
discussione coi suoi genitori davanti la porta di casa, sbotta
dicendo: “Sono stufa di sentirmi dire a che ora devo tornare! Tornerò
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quando mi pare e piace, vi piaccia o no!”. E se ne va, sbattendo la
porta,
In questo caso è chiaro che il comportamento di Vanessa è più
malizioso. Si tratta di una disobbedienza cercata e voluta, carica
di disprezzo per i suoi genitori e di rifiuto della loro autorità.
Tra la disobbedienza di Sofia e quella di Vanessa, c’è una bella
differenza. Ebbene, questa è la differenza che esiste, dal punto
di vista di Dio, tra il peccato veniale e quello mortale: una
differenza sostanziale. Il peccato mortale distrugge la presenza
di Dio in me, interrompe la mia relazione con Dio: è come
sbattergli la porta in faccia e andare via.
Signore ti chiedo aiuto perché mi renda sempre più conto che i miei peccati
sono azioni che ti fanno soffrire, momenti in cui mi dimentico di Te, scelgo
ciò che conviene a me, mettendo da parte Te o gli altri; ed è questo che ti fa
soffrire. Fa che io provi dolore per i miei peccati, un dolore d’amore.
Fai passare più di un giorno prima di confessarti se hai commesso un
peccato mortale? Ti addolorano veramente i peccati veniali? Madre mia,
meglio morire piuttosto che peccare!
Continua a parlare con Dio a parole tue.
Giorno 6° - Primo Lunedì
Dio si occupa di tutto perché vede tutto. Filippo, uno degli
apostoli, era amico di Natanaele, e un giorno gli dice di aver
incontrato Gesù, il Figlio di Dio e glielo vuole presentare.
Natanaele, pur dubitando che il fabbro di un piccolo paesino
come Nazaret possa essere il Messia, acconsente e va con
Filippo incontro a Gesù. Sappiamo come continua la storia.
Gesù con una sola frase lo converte: QUANDO TI TROVAVI
SOTTO IL FICO, IO TI HO VISTO.
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Natanaele avrà fatto qualcosa sotto il fico, avrà compiuto
un’azione o formulato un pensiero di cui solo lui era a
conoscenza. Ciononostante, Gesù l’aveva visto. E se qualcuno
vede ciò che solo noi sappiamo o facciamo, questi deve essere
Dio. Per questo Natanaele risponde a Gesù senza mezzi
termini: Tu sei il Figlio di Dio.
Questa mattina, quando ti sei alzato, Dio ti stava guardando.
Quello che hai pensato quando quell’amico ti ha parlato, Dio lo
ha visto. Quella cosa che hai tenuta per te perché nessuno te la
chiedesse, Dio l’ha vista. Lo sforzo per sorridere di fronte a
quella persona che ti sta antipatica, Dio l’ha visto,… E
POICHE’ DIO VEDE TUTTO CIO’ CHE TI
APPARTIENE, TUTTO RIGUARDA ANCHE LUI.
Dio mio, fa che abbia sempre presente che sono costantemente alla tua
presenza. Quante gioie posso darti durante una giornata! E anche quanti
dolori posso arrecarti in un solo giorno! Credo che mi vedi e che mi ascolti!
Grazie, e aumentami la fede!
Continua a parlare con Dio a parole tue.
Giorno 7° - Primo Martedì
Il peccato. Ogni volta che parlo di peccato, specialmente di
quello mortale, mi torna alla memoria il triste ricordo di una
tragedia cui ho assistito anni fa.
Un bambino di circa tre anni stava correndo nel prato di fronte
casa sua, inseguito dalla mamma: “Vieni qui, Enrico! - gli gridava
- Non attraversare la siepe!”. Ma Enrico non le diede retta, superò
la siepe, oltrepassò le macchine parcheggiate lungo il
marciapiedi, e, arrivato in mezzo alla carreggiata una macchina
che passava lo prese in pieno e lo fece letteralmente volare in
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aria. Il suo corpicino fece vari metri di volo prima di atterrare,
tutto malconcio, ai piedi di sua madre.
A parte il fatto che Enrico era troppo giovane per poter
rispondere dei suoi atti, la scena ricorda molto l’atteggiamento
di Dio con i peccatori. “Vieni qui, vieni qui!”, grida pieno di
ansia, quando vede un’anima correre verso il peccato. Ma il
peccatore, intento solo a fare ciò che lui desidera, fa finta di
non sentire la voce di Dio e va volontariamente incontro alla
morte. La stupidità è un elemento costantemente presente
quando si parla di peccato.
Signore, io non voglio offenderti, ma a volte mi dimentico di Te, e quando
arriva il momento della tentazione, mi faccio prendere dalla stupidità.
Perdonami, Signore. Sin da ora voglio odiare il peccato, anche quelli
piccoli, e ti chiederò perdono anche di questi nella confessione.
Commenta al Signore qualcosa di ciò che hai letto. Poi termina con la
preghiera finale.
Giorno 8° - Primo Mercoledì
Dio non si spaventa di me. Forse avrai visto il film ”Tarzan a
New York”. Descrive le divertenti avventure di Tarzan e Cita
quando vengono trasferiti dalla giungla alla città dei grattacieli,
dove, tra lo stupore generale, gliene capitano di tutti i colori.
Tra le tante, a Cita capita che, appena entrata nella sua camera
dell’Hotel, vede riflessa la sua brutta immagine nello specchio
dell’armadio. Per lo spavento lancia un bramito terribile e
scappa di corsa fuori dalla stanza. Non poteva immaginare che
quel terribile mostro che le era apparso nella sua stanza fosse la
sua immagine riflessa in un semplice specchio.
La scena finisce bene: Cita trova rifugio tra le braccia di Tarzan,
che la tranquillizza accarezzandola affettuosamente. Tarzan le
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voleva bene così com’era: col suo pelo scuro, la sua espressione
irrazionale, e il suo sguardo smarrito.
Dio ama ciascuno di noi infinitamente di più. Sa meglio di
chiunque altro come siamo fatti, conosce i nostri errori, ed è
cosciente che siamo miseri e che abbiamo molti difetti. Ci
conosce molto bene e sa che, oltre ai difetti, ci sono altre cose
buone, e soprattutto, il desiderio di migliorare.
Dio non si spaventa della nostra bruttezza.
Grazie, Dio mio, perché ami me e ciascuno degli uomini più di quanto
tutte le madri del mondo possano voler bene ai loro figli; non ti spaventi di
fronte alla nostra inettitudine, né alle nostre miserie, e ci accogli con un
amore infinitamente più grande di quello che Tarzan aveva per Cita. Il
problema è che quando io vado scoprendo quanto sono cattivo (limiti,
errori, miserie, ecc.) mi posso spaventare e pensare che non posso diventare
santo, che non ti posso stare accanto. E’ allora che rischio di scoraggiarmi,
di dimenticarmi che tu mi ami così come sono, e di allontanarmi da Te.
Signore, fa che non mi succeda mai! E se qualche volta dovesse succedere,
tornerò da te di corsa per raccontarti quello che mi è capitato.
Commenta al Signore qualcosa di ciò che hai letto. Poi termina con la
preghiera finale.
Giorno 9° - Primo Giovedì
La conversione. La quaresima è un buon momento per una
profonda conversione. Conversione significa cambiare la
direzione della tua vita, forse troppo pervasa di pigrizia e dedita
solo alle cose facili. Quante volte ricerchi la felicità conducendo
una vita comoda! E invece sai bene che per ottenere la felicità
ciò che serve è amare, servire gli altri, darsi con generosità.
E’ un paradosso: per vivere (ed essere felice), bisogna morire,
non cercare una felicità fatta di comodità. Per avere, bisogna
dare. Gesù in questo può aiutarti. Ti propongo un punto molto
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concreto su cui cambiare, se pensi che ti possa servire: abolire
la legge del gusto. Questo significa smetterla di fare le cose
perché ti piacciono, ti attirano, perché ti vanno a genio. Un
cristiano fa le cose per fare piacere a Gesù, perché Lo rallegra
che facciamo una cosa, piuttosto che un’altra.
Madre mia, fa che mi comporti in modo da far piacere a tuo Figlio. Che
abolisca in me la legge del gusto. Questa è la scelta che mi tocca fare: essere
schiavo dei miei capricci, o vivere col desiderio di essere schiavo di Dio.
Preferisco la seconda possibilità. Maria, tu però aiutami.
Continua a parlare con Dio a parole tue.
Giorno 10° - Primo Venerdì
Pregava per i sequestratori. Il 12 aprile del 1993 fu
sequestrata una giovane ragazza di Madrid, Anabel Segua,
mentre faceva footing vicino casa sua. Dopo due anni e mezzo
fu ritrovato il suo corpo senza vita.
Suo padre – José – è stato sempre un esempio come persona e
come cristiano, e lo è stato anche il quell’occasione. Di lui
trascrivo ciò che rispose ad una intervista fatta da un giornalista
di Mundo cristiano.
Due anni e mezzo: in cosa è cambiato José Segua, il padre di
Anabel?
Sicuramente nella fede.
Ma, mi sembra di poter dire che questa fede non è un fatto
recente?
No, in famiglia siamo stati educati ad una profonda
vita di fede. Solo che situazioni del genere ti portano
ad avvicinarti di più a Dio. Certo, ci sono momenti
in cui ti prende il dubbio, o meglio l’angoscia: come
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può Dio permettere certe cose? Ma in fondo
siamo consapevoli che Dio ne sa di più.
E la ribellione? Può uno riuscire a non ribellarsi?
La mia esperienza è che si può: non so come, ma
col suo aiuto io ci sono riuscito.
E l’odio? Si può vincere l’odio senza essere un eroe?
Di odio non ne abbiamo mai avuto. Mi faceva la
stessa domanda un giornalista pochi giorni dopo il
rapimento, in questa stessa stanza, quando eravamo
in un altro stato d’animo, e ho dovuto rispondere la
stessa cosa. Forse a lei ora lo posso spiegare meglio
e so già che mi capirà: sin dal principio ho pregato
per Anabel e per i suoi sequestratori, alcune volte
prima per lei e poi per loro, altre volte al contrario
prima per loro e poi per lei, sperando che Dio
rimuovesse la loro coscienza. E questo sin
dall’inizio. Naturalmente loro sono soggetti alla
legge e dovranno essere giudicati secondo quanto
hanno fatto.
Odio no. Penso che se la loro testa funziona bene
staranno soffrendo quanto me. Per quanto possano
essere speciali, è impossibile che siano tranquilli, che
possano dormire bene. Specialmente se gli manca la
preghiera e se non hanno qualcuno in cui confidare e
con cui sfogarsi.
Signore, credo in Te. Quanto aiuto dai ai tuoi figli perché si comportino
come ti comporteresti Tu! Quando non capisco qualcosa, fa che abbia la
certezza che tu ne sai più di me. Che io ami e preghi per coloro che non mi
vogliono bene o che agiscono contro di me. Amare i nemici! Questo è ciò che
voglio fare. Ma ci riuscirò solo col tuo aiuto. Maria, aiuta i tuoi figli!
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Commenta al Signore qualcosa di ciò che hai letto. Poi termina con la
preghiera finale.
Giorno 11° - Primo Sabato
La morte. Ti sarà capitato di assistere alla proiezione di qualche
filmino di amici che hanno trascorso le vacanze in qualche bel
posto. E magari a un certo punto hanno bloccato l’immagine su
qualche fotogramma in cui si vedono loro con una espressione
stupida, uno sguardo accigliato, un sorriso ingenuo, ecc… La
cosa risulta divertente e tutti si mettono a ridere.
Diverso sarà quando Dio fermerà la pellicola della nostra vita:
quello potrà essere un momento brutto o un momento buono
della nostra esistenza. Per questo dobbiamo essere sempre
pronti, con l’anima in grazia di Dio, per accogliere la morte che
non è altro se non un cambio di casa. Per questo Gesù ripeteva:
Vegliate e pregate, perché non conoscete né il momento né l’ora.
Sei cosciente che Gesù ti può chiamare in ogni momento? E
che conviene morire bene, perché paragonata con la vita
terrena, quella che ci attende in cielo vale molto di più e durerà
per sempre?
Madre mia, aiutami a essere pronto per quando Gesù mi chiamerà. Ma
non in un modo qualsiasi, ma con tutta la grazia possibile. Tu sei la piena
di grazia, cosicché in te non c’è mai stato nulla che si opponesse a Dio. Lui
ha potuto compiere attraverso di te tutto ciò che ha voluto, perché tu lo hai
lasciato fare. E’ così che io voglio vivere e morire.
Commenta al Signore qualcosa di ciò che hai letto. Poi termina con la
preghiera finale.
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Giorno 12° - Seconda Domenica
Avremo tutta l’eternità per riposare. “Chiunque – ha detto
Joaquín NavarroValls, portavoce ufficiale della Santa Sede –
avendo meno responsabilità del Papa, ha trovato il suo modo
per riposare, salvaguardandosi i fine settimana, facendo sport,
cose tutte lecite e forse anche necessarie. Nel caso del Papa non
esiste niente di tutto ciò. La sua unica possibilità di riposare è
quella di passeggiare sul terrazzo del suo appartamento. In dieci
anni di pontificato saranno state dieci le volte che ha potuto
farsi una gita in montagna. Tutte le volte che gli è stato detto:
«Santo Padre, è stanco!», invariabilmente la risposta che ha
dato, con un pizzico di umorismo, è stata: «Abbiamo tutta
l’eternità per riposare!»”.
Come ha detto André Frossard - anche lui con una linea di
umorismo - “Finora, l’unico modo che si è scoperto per
obbligarlo a lasciare il lavoro è stato l’anestesia totale”.
E in Uruguay diceva: “Gesù Cristo nostro Signore è per noi
anche guida e modello. Di lui la gente diceva: «Ha fatto bene
ogni cosa». Ognuno di noi - assunta mediante la fede la sua
condizione di figlio di Dio in Cristo - deve sforzarsi di seguire
le sue orme nel lavoro di ogni giorno. Come si legge nel
Vecchio Testamento, a Dio bisogna offrire doni senza difetti. I
cristiani potranno essere sale della terra e luce del mondo se
sapranno svolgere un lavoro qualitativamente ben fatto, con
amore di Dio e con spirito di servizio verso il prossimo.”
Signore, voglio lavorare seriamente, anche quando sentirò la
stanchezza. Sin da ora, quando comincerò a lavorare offrirò tutto a Te.
Per questo cercherò di fare del mio meglio, in modo da offrirti un lavoro
senza difetti. E già solo per il fatto che è il regalo che ti farò, il mio lavoro
risulterà importante. Questo è il mio proposito: durante la Quaresima
lavorare bene per Te, e stancarmi a forza di lavorare.
Continua a parlare con Dio a parole tue.
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Giorno 13° - Secondo Lunedì
Amare i nemici. Perdonare tutti e sempre. “Il 13 maggio del
1981, festa della Madonna di Fatima, migliaia di persone erano
a Piazza S. Pietro per ascoltare Giovanni Paolo II. Una bimba
bionda con gli occhi azzurri alza le sue manine verso il Papa,
che se la prende in braccio e la solleva verso l’alto, sorridente.
Niente poteva far presagire - commenta don Stanislao, il
segretario del Papa - quello che sarebbe successo di lì a poco.
Mentre il Papa stava facendo il secondo giro della piazza, il
turco Alì Agca gli sparò contro. (…). Io ero seduto come
sempre dietro al Papa e la pallottola cadde, nonostante la sua
forza, tra me e lui. L’altra sfiorò a bruciapelo il suo gomito
destro e proseguì la sua corsa, andando a ferire altre persone
(…).
Nessuno credeva che quanto accaduto fosse possibile (…). Vidi
che il Santo Padre era stato colpito e gli chiesi: «Dov’è ferito?», e
lui mi rispose: «Al ventre». E io ancora: «Sente dolore?»? E lui mi
rispose: «Si!».
Il Santo Padre non ci guardava. Aveva gli occhi chiusi, soffriva
molto e ripeteva brevi giaculatorie. Se non ricordo male, diceva
soprattutto: «Maria, Madre mia! Maria, Madre mia!».
Appena giunti all’ospedale trovammo un manicomio. Una cosa
è ricevere il Papa; diverso è invece vederselo arrivare
sanguinante e privo di sensi (…). L’operazione durò cinque ore
e venti. Le pulsazioni del cuore erano quasi impercettibili. Tutti
temevamo il peggio. Appena prima dell’intervento ero riuscito
ad amministrargli il sacramento dell’unzione degli infermi. Il
Santo Padre era in stato di incoscienza.
La speranza crebbe durante il corso dell’operazione, in modo
graduale. All’inizio sembrava che la morte fosse inevitabile: il
Papa aveva perso tre quarti del suo sangue.
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E’ straordinario che la pallottola non abbia colpito nel suo
tragitto nessun organo vitale. Un piombo di nove millimetri è
un proiettile di una brutalità inaudita. Per non causare danno in
una parte così complessa del corpo, ha dovuto seguire una
traiettoria improbabile.
E’ passata ad alcuni millimetri
dall’aorta. Se l’avesse toccata, sarebbe morto all’istante. Non ha
colpito la spina dorsale in nessun punto, diciamo pure, in modo
miracoloso.
Il Papa è stato in serio pericolo di morte fino al 15 luglio. Ma
non appena gli è stato possibile, è andato al carcere a fare visita
al suo assassino, Alì Agca. E’ rimasto con lui parecchio tempo a
parlare, dopo averlo perdonato e avendo anche cercato di
aiutarlo”.
Signore, che esempio per me. E’ stato come Te, quando hai perdonato i
tuoi carnefici dalla Croce: “Perdonali, Padre”. Fa che io sappia perdonare
sempre! Aiutami! Come cristiano non posso custodire alcun rancore verso il
prossimo, succeda quel che succeda.
Continua a parlare con Dio a parole tue.
Giorno 14° - Secondo Martedì
Tacere. Dopo aver condannato Gesù, Pilato comanda che
venga flagellato. Due rozzi soldati scaricano tutte le loro forze
sulle spalle del Signore. Sulla sacra sindone si possono contare
novanta colpi. Ogni frusta era composta da varie corde, e in
ognuna di esse erano inseriti dei pezzetti di piombo appuntiti e
taglienti che hanno ferito tutto il corpo del nostro Dio. Gesù ha
sofferto tutto questo per te e per me. Era una cosa così
dolorosa che molti condannati morivano durante la
flagellazione.
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Maria, nostra Madre, assiste a tutto ciò e soffre in modo
indicibile, ma tace perché vuole che Gesù ci salvi, ed è per
questo che deve morire.
Madre, fa che anche io sappia tacere: senza contestare sempre i miei
genitori, senza protestare, senza dire sempre l’ultima parola. Anche se ho
ragione, ed ho motivi per protestare,… che stia zitto. Anche Tu avresti
potuto dire molte cose, e sei stato zitto. Mi viene difficile, ma Tu aiutami:
che sappia tacere.
Continua a parlare con Dio a parole tue.
Giorno 15° - Secondo Mercoledì
Il mostro fu curato. Lo racconta J. Urteaga. “Accadde in un
piccolo paesino della Spagna. I protagonisti sono un ragazzo
malato, la sua famiglia, una edicola dedicata alla Madonna e
molte preghiere.
Il ragazzo aveva 14 anni, era allegro, dinamico, sportivo e
incapace di stare fermo un solo istante. Nel lasso di un tempo
brevissimo il ragazzo ha subìto un cambiamento molto brusco.
Una paralisi progressiva lo ha immobilizzato su una sedia a
rotelle, e tutta quella contagiosa allegria si è trasformata in un
inferno, specialmente per la famiglia. Fisicamente si sentiva
inutile e spiritualmente si era trasformato in un mostro egoista:
tutti lo dovevano servire, dovevano prendersi cura di lui e non
era mai contento di niente.
Nel cuore della mamma si accese una luce di speranza: lo
avrebbe portato all’edicola della Madonna, avrebbe pregato per
la sua guarigione e sarebbe avvenuto il miracolo.
Giunse il giorno. Davanti al cancello dell’edicola si trova una
donna che si rivolge a voce alta alla Vergine, senza preoccuparsi
della gente che si trova intorno a lei:
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- «Maria, devi guarire mia figlia! E’ la mia piccola! Curala, Maria!
Fa che la diagnosi sia sbagliata! Che non sia cancro! Questa
bambina è tutto ciò che ho nella vita! Come puoi togliermela!
Maria, che non sia cancro! Anche lei te lo chiede e mi ha
detto di venire a pregarti qui all’edicola. Ti prego, Maria, che
non sia cancro!»
Poco dopo la donna in lacrime per la sua piccola si allontana
dal cancello dell’edicola.
A quel punto l’altra madre, quella del nostro ragazzo, si avvicina
a suo figlio e, con ansia e dolcezza allo stesso tempo, gli
chiede:
- «Figlio mio, hai già pregato la Vergine?»
E si realizza il prodigio.
- «Sì, mamma, ho chiesto la guarigione… Ho chiesto alla Vergine
che non sia cancro».
Signora mia, anche io a volte sono un autentico mostro di egoismo. Se
essere cristiani è somigliare a Te, … devi cambiarmi. Fa che io pensi agli
altri! Che faccia più per gli altri e meno per me! Che aiuti, che faccia
favori, che mi renda conto di ciò di cui hanno bisogno o di quello che li
potrebbe rendere allegri! Curami, Madre mia, e dammi un cuore generoso!
Grazie.
Continua a parlare con Dio a parole tue.
Giorno 16° - Secondo Giovedì
La vocazione. Un regista sta cercando una attrice che possa
fare da protagonista nel suo film. Si trova nel suo ufficio,
seduto al tavolo cosparso di foto fornitegli dalle agenzie
cinematografiche. Dopo un po’ ne sceglie una, la guarda con
attenzione e chiama la sua segretaria: “Questo è il tipo di donna
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di cui ho bisogno. Chiamala e prendi un appuntamento per
domani mattina”.
Certo c’è una grande differenza tra un regista cinematografico e
Dio, tra Hollyood e il Cielo. Ma l’esempio ci può servire per
farci un’idea sul perché della nostra esistenza. Prima che il
mondo fosse, Dio aveva già pensato l’intero universo e aveva
scelto i protagonisti per questo film, che è la storia umana, fino
alla fine dei tempi. Aveva passato in rassegna le foto delle
infinite anime che avrebbe potuto creare, e, di fronte alla tua
immagine, si è fermato e ha detto: “Voglio dare la mia vita a
questa persona, perché possa essere felice. Ho bisogno di lei
per una parte unica e molto personale; e poi potrà godere della
mia presenza per tutta l’eternità. Sì, la creerò”. Ora sai qual è
la tua missione. Sei un protagonista. Dal fatto che tu faccia
o no ciò che Dio ha pensato per te ne va della felicità e della
salvezza di molte persone. I tuoi amici hanno bisogno che tu li
aiuti a conoscere Gesù.
Madre mia, aiutami a rispondere di sì ai piani che Dio ha su di
me, come hai fatto tu. Signore, voglio ciò che vuoi, quando tu
lo vuoi, come tu lo vuoi e finché tu lo vuoi.
Commenta al Signore qualcosa di ciò che hai letto. Poi termina con la
preghiera finale.
Giorno 17° - Secondo Venerdì
Amare fino al martirio. Siamo in Canada. Una banda di
sequestratori cattura padre Bressini in compagnia di un
delinquente che si era da poco convertito al cristianesimo, e li
sottopone a dolorosissime torture. Un martirio lento e
raffinato: un giorno gli tolgono un’unghia, il giorno dopo una
falangetta, e così per alcune settimane. Padre Bressini chiede
che scrivano al Superiore dei gesuiti: “Mi è rimasto un solo dito
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intero, mi hanno strappato diverse unghie con i denti. Per sei
volte mi hanno bruciato sei falangi. Solo in una mano mi hanno
torturato con ferri incandescenti e col fuoco diciotto volte, e
durante il supplizio mi obbligano a cantare”.
Quanto toccò la stessa sorte al suo compagno, questi ad un
certo punto gli disse: “Padre Bressini, non ce la faccio più. Sto
per crollare. Presto, mi faccia vedere le sue mani! Queste mi
insegnano come amare Dio”.
Quando guardiamo un crocifisso e vediamo quelle mani e quei piedi trafitti
dai chiodi, ed il capo coronato di spine, dovremmo dire anche noi:
“Nella tua Croce vedo come tu mi hai amato, Signore. Le tue piaghe mi
daranno la forza per sostenere –con amore- le piccole croci che si presentano
lungo la vita”.
Continua a parlare con Dio a parole tue.
Giorno 18° - Secondo Sabato
Non molto: tutto! Avrai visto il film “I magnifici sette”. Ci
sono alcuni messicani che vogliono ingaggiare Yul Brinner
perché li difenda da alcuni banditi. Si tratta di contadini molto
poveri. Gli offrono tutto quello che hanno avvolto in un
panno. Yul vede la loro generosità e poi dice: “Mi hanno
sempre offerto molto, ma mai tutto”. E naturalmente accetta.
Di’ ora a Gesù: con tutto l’amore che Tu hai per me (hai dato la vita per
me), non posso fare il tirchio, dandoti del mio, anche se mi può sembrare
molto; ti do tutta la mia vita, e voglio tutto ciò che Tu vuoi.
Continua a parlare con Dio a parole tue.
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Giorno 19° - Terza Domenica
Tre modi di far soffrire Dio. Vi sono tre modi in cui un figlio
può far soffrire e piangere sua madre. Uno è il più elementare,
ed è quello di attaccarla direttamente insultandola o dandole
uno schiaffo; ma ve ne sono altri due. Il primo è quello di fare
del male al proprio fratello. Se mi metto a picchiare mio fratello
in presenza di mia madre, soffrirà più che se io stessi colpendo
lei.
L’altro consiste nel fare qualcosa di male a me stesso, qualcosa
che mi danneggi. Dato che mia madre mi vuole bene, questa
cosa la farebbe soffrire. Immagina che ti veda mentre ti tagli un
braccio: non lo sopporterebbe.
Dio ti guarda costantemente – non come una spia, ma come
qualcuno che ti vuol bene – e soffre ogni volta che ti vede fare
qualcosa che FA SOFFFRIRE QUALCUN ALTRO, perché
quella persona è figlia Sua, soffre ogni volta che ti vede mentre
FAI DEL MALE A TE STESSO, oppure ogni volta che FAI
DEL MALE DIRETTAMENTE A LUI.
Per evitare questo una buona abitudine da adottare è quella di
fare ogni sera, prima di andare a letto, un ripasso della giornata,
un esame di coscienza e chiedere perdono a Dio per le cose che
lui ha visto e che non gli sono piaciute.
L’esame di coscienza lo puoi fare chiedendoti: come mi sono
comportato oggi con Dio? Come mi sono comportato con gli
altri? Come mi sono comportato con me stesso?
Dio mio, a partire da ora farò l’esame tutte le sere. E ti chiederò perdono
per il male che ho fatto durante il giorno in uno dei tre modi. E ti
ringrazierò per la tua compagnia. Tu ricordamelo, e grazie.
Commenta al Signore qualcosa di ciò che hai letto. Poi termina con la
preghiera finale.
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Giorno 20° - Terzo Lunedì
Il vero povero è l’egoista. “Vi sono diversi tipi di egoismo racconta Madre Teresa di Calcutta -. In India c’è gente che
muore di fame. Un pugno di riso per loro è prezioso. Nei paesi
occidentali, invece, la povertà è di altro genere. Nessuno muore
di fame, e i poveri non sono così numerosi come in India. Ma
esiste un altro tipo di povertà, quella spirituale, che è
peggiore. La gente non crede in Dio, non prega, non ama,
pensa solo a se stessa. E’ una povertà dell’anima, una aridità del
cuore per la quale è molto più difficile trovare rimedio”.
Può darsi che anche tu soffra di questa povertà?
Chiedi a Gesù e a Maria di non soffrire di questa povertà di spirito; che ti
aiutino ad amarli ogni giorno di più e a ricorrere a loro in ogni tua
necessità. E che ti aiutino anche ad amare gli altri. Gesù, Maria, fate che
io non mi dimentichi mai di pregare al mattino e alla sera! Che io sia
generoso, perché il vero povero è l’egoista.
Continua a parlare con Dio a parole tue.
Giorno 21° - Terzo Martedì
Confessioni malfatte. Raccontano di un operaio che un
giorno aveva trovato a terra una banconota da mille dollari.
Dato che in America le banconote si somigliano tutte, non vi
aveva fatto particolare attenzione, e l’aveva conservata nel
portafogli. Giorni dopo, era entrato in Banca per chiedere
quanto valeva quella banconota. Inutile dire con quale stupore
aveva appreso che la somma equivaleva al suo stipendio di tre
mesi.
Capita con una certa frequenza di incontrare persone che non
sanno di possedere oggetti di valore a casa: un quadro di un
pittore famoso, un oggetto antico, delle monete rare, un
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francobollo di grande valore, ecc. E se ci pensiamo forse ci
viene un po’ di invidia. Ma lo stesso capita a noi: non ci
rendiamo conto che possediamo un tesoro di enorme valore: il
Sacramento della Penitenza. Sappiamo che serve non solo per
perdonare i peccati gravi, ma anche quelli veniali; che aumenta
la grazia santificante e ci comunica una grazia speciale per
scacciare le tentazioni. Tuttavia, riteniamo che non ci aiuti più
di tanto, che non ci migliori granché, che ci confessiamo
sempre degli stessi peccati senza fare passi in avanti, ecc. Se la
pensiamo così, molto probabilmente le nostre confessioni non
sono ben preparate. La Confessione è un sacramento che Gesù
ha pagato con la sua vita, e noi dobbiamo curarla con la
massima attenzione.
Faccio bene l’esame? Chiedo perdono con vero dolore? Mi accuso dei peccati
con chiarezza, anche di quelli veniali? Faccio un serio proposito di non
commetterli più? Faccio poi la penitenza?
Continua a parlare con Dio a parole tue.
Giorno 22° - Terzo Mercoledì
Riparare le offese. Padre, perdonali perché non sanno quello
che fanno! Queste furono tra le ultime parole che Gesù
pronunziò prima di morire sulla Croce. Dio perdona ogni volta
che gli chiediamo scusa, ma purtroppo non tutti gli uomini
chiedono scusa e abbandonano quei comportamenti che
offendono il Signore. Ci sono sale cinematografiche in cui
proiettano filmacci, si sentono conversazioni spesso volgari, si
leggono notizie di omicidi e sequestri; sono all’ordine del
giorno episodi di furti o truffe. E tu, quando passi davanti ad
un luogo dove sai che si offende il Signore, o quando vieni a
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sapere di azioni del genere, ti ricordi di chiedere perdono per
questa gente che non sa quello che fa?
Gesù, perdonali perché non se ne rendono conto!
Commenta al Signore qualcosa di ciò che hai letto. Poi termina con la
preghiera finale.
Giorno 23° - Terzo Giovedì
Eroi anonimi. “Sono cosciente - pregava Newman - che, nonostante
i miei errori, desidero vivere e morire per la gloria di Dio. Desidero donare
me stesso a Lui come uno strumento a sua disposizione, a costo di
qualunque sacrificio personale”.
Oggi puoi fare tua l’orazione di Newman, un convertito inglese
che tanto ha fatto per la chiesa del suo paese: Signore, anche se
non valgo nulla, sono pronto a fare quello che Tu vuoi!
Ti copio parte di un articolo di un giornalista e ti incoraggio a
voler essere un eroe anonimo che fa favori normali: “Non avrei
mai pensato che stare a contatto con la malattia e la sofferenza
degli altri mi avrebbe fatto tanto bene. In viaggio per Lourdes,
una signora mezzo cieca e senza piedi stava recitando il rosario.
Leggendo sul suo volto un’aria preoccupata, le chiesi se avesse
bisogno di qualcosa. Ed ella mi rispose: «Mi riempie di tristezza
questo signore nel lettino accanto a me». Mi venne un nodo alla
gola e pensai: Dio mio, questa signora è ridotta veramente male
fisicamente e, ciononostante, si preoccupa delle sofferenze degli altri!
Era proprio il protagonista di questo episodio a raccontarmelo
qualche giorno fa nel suo paese di origine. E’ un uomo di
mezza età che, da alcuni anni, assieme a sua moglie, assiste
come barelliere volontario i malati diretti a Lourdes. Tanti -la
maggior parte anche donatori di sangue- che non si tirano
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indietro, come lui, anche nelle più piccole occasioni per aiutare
gli altri, sono dei veri eroi anonimi”.
Tu ci hai spiegato che quello che facciamo agli altri lo facciamo a Te. Per
questo, Gesù, voglio essere generoso con gli altri. Ed in concreto, in questi
giorni di Quaresima cercherò di fare molti favori agli altri. Tu ricordamelo,
per favore, e sappi che li farò per amore tuo e per loro. Almeno un favore
al giorno!
Continua a parlare con Dio a parole tue.
Giorno 24° - Terzo Venerdì
Atti di ringraziamento. Come saprai, quando mangiamo
qualcosa, ad esempio un panino, per un po’ di tempo rimane
come panino dentro di noi finché non lo assimiliamo,
trasformandolo nel nostro corpo. Per questo, dopo aver fatto la
Comunione, per circa dieci minuti, Gesù continua ad essere
presente dentro di noi, lo stesso che trasformava l’acqua in
vino, che guariva i ciechi e gli storpi, e lo stesso che morì in
croce per perdonare i nostri peccati. E allora, perché non ne
approfitti dopo la messa per stare alcuni minuti seduto a parlare
con Lui, che si trova fisicamente presente dentro di te? E’ il
momento migliore per ringraziarlo di tutto quello che ti ha
dato, per pregare per i tuoi familiari e amici, per chiedergli
perdono dei tuoi peccati e aiuto per far andar bene una cosa
che ti sta a cuore.
Grazie, perdonami e aiutami di più!
Continua a parlare con Dio a parole tue.
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Giorno 25° - Terzo Sabato
Salutare i tabernacoli. Molti commentavano a santa Teresa
che avrebbero voluto vivere ai tempi di Gesù, ma lei rispondeva
a tutti che era una cosa che non riusciva a capire, perché
secondo lei la differenza tra quel Gesù e il Gesù che sta nel
tabernacolo era minima.
Ringrazialo perché Gesù ha voluto restare con te. E dimostralo
con i fatti. Ogni volta che fai una genuflessione davanti al
tabernacolo, curala bene, dicendo con il cuore: Ti amo Gesù,
grazie! Fai la comunione preparandoti bene, e falla con
frequenza. Fagli visita ogni giorno, ecc.
Se, quando sei in macchina, in autobus o in motorino, facessi
attenzione a quante chiese trovi lungo la strada, ti renderesti
conto che il Signore sta in molti tabernacoli cui non fai
attenzione. E non c’è bisogno di girare tanto; il Signore
l’abbiamo vicino a noi: in oratorio, nella chiesa vicino casa, ecc.
Ti suggerisco un proposito: ogni volta che passi davanti una
chiesa, di’ al Signore nel tabernacolo: Gesù, so che sei qui!
Oppure recita una comunione spirituale: Vorrei, Signore, riceverti
con la purezza, l’umiltà e la devozione con cui ti ricevette la tua santissima
Madre, con lo spirito ed il fervore dei santi.
Continua a parlare con Dio a parole tue.
Giorno 26° - Quarta Domenica
Dolore dei tuoi peccati.
– Che crimine orrendo ha commesso quest’uomo per averlo dovuto
pagare con una morte così atroce? Domandò un maomettano
ad un sacerdote, vedendo il crocifisso che aveva sul
tavolo.
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–
Lui non ha fatto nulla di male, -gli rispose-. Era
completamente innocente.
– E allora, chi lo ha inchiodato sulla croce?
– Siamo stati noi uomini con i nostri peccati –esclamò il
sacerdote con rammarico.
– Ora capisco –aggiunse il maomettano pieno di
compassione- perché porti sempre con te l’immagine del
crocifisso.
Hai pensato qualche volta che il peccato torna a crocifiggere
Gesù in Croce? Il Signore si aspetta che, ora che ci ha redenti,
lo amiamo con i fatti. E amare significa anche dirgli: mi
dispiace!
Quando ti prepari per la confessione, cerca di chiedere
veramente scusa per i peccati, e chiedigli anche che ti faccia
provare dolore, dolore d’amore.
Se ora hai in mano un crocifisso, puoi parlare con Gesù in Croce
commentandogli queste cose. Gesù, fa che non mi abitui a vederti in Croce.
E ogni volta che vedrò un crocifisso cercherò di ricordarmi di dirti: Ti amo!
Commenta al Signore qualcosa di ciò che hai letto. Poi termina con la
preghiera finale.
Giorno 27° - Quarto Lunedì
Non arrendersi davanti a un “no”. “Nel settembre del 1980 racconta Madre Teresa di Calcutta - sono stata a Berlino Est,
dove stavamo per aprire la nostra prima casa in un paese
comunista. Ero arrivata a Berlino Ovest con una sorella che
sarebbe rimasta nell’altra Berlino per iniziare il lavoro.
Avevamo chiesto il visto per lei, ma non avevamo avuto alcuna
risposta. In tal caso, ci avevano detto che sarebbe potuta restare
a Berlino Est solo per un giorno. Così iniziammo a pregare il
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memorare alla Vergine. Dopo pochi minuti suonò il telefono, e ci
dissero che non c’era niente da fare: la sorella sarebbe dovuta
rientrare con me entro 24 ore. Siccome, però, non ci
arrendiamo mai davanti a un “no” come risposta,
continuammo a pregare e, all’ottavo memorare, suonò di nuovo il
telefono. Risposi e dall’altro lato mi dissero: «Congratulazioni!
Le hanno concesso il visto. Può restare». Le avevano concesso
un visto per sei mesi, come avevano fatto per le altre sorelle.
Così potemmo passare dall’altro lato del muro e trascorrere la
giornata insieme. Il giorno dopo tornai a Berlino Ovest,
ringraziando la Vergine per quanto aveva fatto”.
Madre mia, aumentami la fede e fa che mi renda conto che per le cose che
sono per il bene di Dio e degli altri un “no” significa “continua a pregare”,
perché tu ci ascolti sempre.
Continua a parlare con Dio a parole tue.
Giorno 28° - Quarto Martedì
Apostolato. Quanti amici hai avvicinato a Dio durante l’ultimo
mese? E quest’anno? E l’anno scorso? E in tutta la tua vita?
Molti pensano che aiutare gli altri ad essere cristiani migliori è
compito dei sacerdoti e dei religiosi. Niente di più falso! Prima
di salire al cielo, Gesù disse che dovevamo essere suoi testimoni
fino agli estremi confini della terra. Essere suoi testimoni
significa parlare di Dio ai nostri amici, invitarli ad andare a
messa per ricevere il Signore, preoccuparci della loro vita
spirituale, incoraggiarli a migliorare la loro vita cristiana in
modo concreto, aiutarli a confessarsi con frequenza, pregare
qualche volta assieme a loro, ecc.
Ora puoi parlare con Gesù di 3 amici tuoi, chiedere aiuto per
loro, e vedere in che modo puoi aiutarli perché si avvicinino a Dio.
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Giorno 29° - Quarto Mercoledì
Orme sulla neve. Logroño. Un dicembre particolarmente
freddo. La città è coperta di neve. San Josemaría Escrivá, che
ha solo 14 anni, sta andando a scuola. All’improvviso qualcosa
richiama fortemente la sua attenzione: - Ma …che cosa sono?
Impronte di piedi nudi sulla neve! E di chi saranno?
Poco lontano da lì vede un carmelitano scalzo che si dirige
verso il suo convento, appena fuori dalla città. - Sono sue! - dice
tra sé Josemaría. - Povero sacerdote! Chissà quanto freddo starà
sentendo!.
Questo episodio lo scuote interiormente. - Se questo sacerdote è
capace di sacrificarsi così per amore a Dio, io cosa devo fare per Lui?
Senza che nessuno se ne renda conto, a partire da quel
momento comincia a sentire un grande desiderio di avvicinarsi
a Dio. Così comincia ad andare a messa e a fare la comunione
ogni giorno, a confessarsi con più frequenza e a offrire
quotidianamente sacrifici per amore a Dio e alle anime.
Signore, e io cosa dovrò fare per amore a Te?
Continua a parlare con Dio a parole tue.
Giorno 30° - Quarto Giovedì
Presenza di Dio. Una mamma che ha il bambino nella culla, si
occupa delle faccende di casa, stira, pulisce, lava i piatti…, ma
sempre col pensiero al suo piccolo. Questa madre vive alla
presenza del suo bambino e non lo perde mai di vista.
Allo stesso modo possiamo comportarci noi col Signore. In
ogni situazione, mentre studiamo, facciamo sport, siamo a
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lezione o andiamo per strada, mentre mangiamo o andiamo a
dormire possiamo parlare col Signore, rivolgergli una
giaculatoria, chiedergli aiuto, ecc.
Se non hai una giaculatoria da ripetere durante il giorno, la
Quaresima è un buon momento per sceglierla. In questo modo
il Signore si sentirà più accompagnato e più ben voluto. Ti
posso suggerire qualche giaculatoria come: Gesù ti amo!, oppure
Signore perdonami perché sono un peccatore! Nei giorni trascorsi,
inoltre, sono venute fuori diverse occasioni in cui poter dire
giaculatorie. Per esempio, quando vedi un crocifisso, quando
passi davanti ad una chiesa, quando offri un piccolo sacrificio, o
quando ti vengono mille scuse per non offrirlo, quando ti rendi
conto che stai seguendo solo la legge del gusto, ecc.
Puoi fare un po’ di esame per vedere quanto ti stai impegnando da questo
punto di vista. Signore, io voglio ricordarmi di Te e rivolgerti
molte giaculatorie durante il giorno. Ricordamelo. E anche tu,
Angelo custode.
Continua a parlare con Dio a parole tue.
Giorno 31° - Quarto Venerdì
Purezza. “Per difendere la propria purezza san Francesco
d’Assisi si rotolò nella neve, san Benedetto si gettò in un
roveto, san Bernardo si tuffò in uno stagno ghiacciato... Tu,
che hai fatto?” scriveva san Josemaría in Cammino.
In questo modo i santi sono fuggiti dalle occasioni di peccato e hanno
tagliato corto con le tentazioni. Anche tu, come loro, hai delle tentazioni.
Madre mia, fa che anch’io, come loro, sia forte per non mettermi in
occasione di peccato (vedere la tv da solo, per esempio) e per tagliare subito
corto con le tentazioni.
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Quando avrò tentazioni, reciterò subito un Ave Maria, e con
Te mi sentirò più forte.
Commenta al Signore qualcosa di ciò che hai letto. Poi termina con la
preghiera finale.
Giorno 32° - Quarto Sabato
Che errore fare i confronti con gli altri! Pietro era stato un
uomo molto fortunato. Aveva avuto due genitori molto
affettuosi, e la sua infanzia era stata veramente felice. Era un
ragazzo sveglio e a scuola aveva avuto sempre buoni voti. Ebbe
successo nella vita e la sua posizione sociale era più che agiata.
Si sposò con una bella ragazza, ottima donna di casa e buona
madre di famiglia, che lo adorava, ritenendolo il migliore uomo
del mondo. In due parole, ebbe un’esistenza felice, in
un’atmosfera tranquilla, libera da tensioni e da frustrazioni. E
poi, la sua era stata una vita irreprensibile e godeva tra tutti di
una ottima reputazione.
La vita di Giovanni era stata tutt’altra cosa. Visse un’infanzia
difficile. I suoi genitori discutevano sempre e spesso
minacciavano di separarsi. Forse a causa della sua debolezza
emotiva, o forse per non avere una testa brillante, a scuola i
risultati erano stati sempre scarsi. Riuscì a conseguire la laurea
con difficoltà e il lavoro che aveva trovato gli permetteva a
stento di vivere. Non avendo modo di mettere da parte qualche
soldo, temeva sempre di ammalarsi o di subire un grave
incidente. Aveva vissuto in un quartiere malfamato, rumoroso e
poco raccomandabile, pieno di case vecchie e ammucchiate una
sull’altra. Sua moglie era apatica e brontolona. Per questo ogni
tanto Giovanni beveva un po’ troppo, perdeva la pazienza e
imprecava a casa.
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Entrambi i personaggi di cui stiamo parlando erano cattolici ed
erano ligi ai loro doveri religiosi. Pietro andava a messa e si
comunicava spesso. Giovanni solo le domeniche, le feste
comandate e in qualche altra occasione. Dio li chiamò a sé quasi
contemporaneamente e comparvero al suo cospetto per essere
giudicati. Entrambi andarono in cielo, ma il giudizio riservò
loro una sorpresa inattesa. Per Pietro fu quella di non ottenere
il posto che si aspettava. -“Sì, sei stato buono” –gli aveva detto
Dio–, ma come potevi fare a non esserlo? Non hai avuto mai un
problema o una contrarietà. Le tue passioni erano, per tua natura,
moderate, e non hai mai avuto forti tentazioni. Sì, sei stato un uomo
virtuoso, ma saresti dovuto diventare un uomo santo”.
Giovanni, dal canto suo, ricevette una sorpresa ancora più
grande perché si trovò più avanti, e fu posto più in alto.
–“Certo, -gli aveva detto il Signore- saresti potuto essere migliore, ma
almeno hai lottato. Non ti sei compianto eccessivamente e non hai mai
gettato la spugna.
Considerando le tue ristrettezze e le circostanze in cui sei vissuto, non ti sei
comportato poi così male e anzi hai fatto buon uso delle grazie che ti ho
elargito”.
Tu a chi pensi di somigliare? Il Signore ci chiede di essere santi.
Non fare paragoni con le altre persone. Potrebbero aver avuto
vite simili a quella di Giovanni.
Gesù che mi confronti solo con Te e che ti imiti in tutto.
Continua a parlare con Dio a parole tue.
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Giorno 33° - Quinta Domenica
Perdonare sempre. Un giorno, Madre Teresa di Calcutta, si
imbatté in una donna in fin di vita, che era stata abbandonata
dal figlio, riversa sopra un mucchio di spazzatura.
La Madre la prese in braccio e la portò alla casa di Kalighat.
Quella donna non si lamentava del suo stato, ma solo del fatto
che suo figlio l’avesse abbandonata in quello stato. Non riusciva
a perdonarlo. Madre Teresa, che voleva che quella donna
morisse in grazia di Dio, cercava di convincerla: -”Deve perdonare
suo figlio -le diceva- è carne della sua carne e sangue del suo sangue.
Senza dubbio ha fatto quel che ha fatto in un momento di follia e sarà già
pentito. Si comporti come una vera madre e lo perdoni. Se ha chiesto a Dio
di perdonarle i suoi peccati, deve perdonare quel che le ha fatto suo figlio.
Se lo fa, Dio ricompenserà la sua generosità con un posto in cielo”. La
donna, che aveva continuato ad opporsi, alla fine cedette alla
Grazia. -“Lo perdono, lo perdono” - disse piangendo. E poco dopo
morì.
Dio mio, dammi grazia ed amore per perdonare sempre; che
non ci sia giorno che mi corichi serbando rancore per qualcuno,
anche se fossi certo di averne motivo. Tu mi hai perdonato!
Commenta con Dio quello che ti ha colpito in questo brano. Dopo termina
con l’orazione finale.
Giorno 34° - Quinto Lunedì
Dolore dei peccati perché pensava a te. “Che mal di denti!
Non posso studiare, né leggere, né giocare, e non posso neppure dormire” -si
lamentava sconsolato.” Qualche volta sarà capitato anche a te di
avere un forte dolore? Che angoscia sopportarlo!
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Ebbene, il dolore dei peccati NON è di questo genere. Per
perdonarci nella confessione Dio ci chiede di provare dolore, e
questo dolore consiste in tre cose: 1) riconoscere che si è
peccato volontariamente; 2) desiderare di non averlo fatto; 3)
proporsi di non farlo più e, per questo, porre in atto i mezzi
opportuni.
E’ una cosa buona provare dolore per i peccati commessi.
Cristo, in quanto uomo, soffrì tutti i dolori della sua Passione
venti secoli fa. Ma in quanto Dio è eterno, fuori dal tempo: non
c’è per Lui un prima e un dopo. Tutto è presente adesso
davanti a Lui. Sono la stessa cosa l’anno 580, il 1990 oppure il
3150.
E nell’anno 30, quando si caricò la Croce e gli bucarono le mani
ed i piedi coi chiodi, nella sua mente divina sapeva tutto quello
che io - e qualunque altro uomo – avremmo fatto adesso ed in
qualsiasi altro momento della storia. Per questo, nell’anno 30
PENSAVA A TE, E TU ERI PRESENTE NELLA SUA
PASSIONE.
Concedimi, Signore, il dolore dei miei peccati. Dolore d’amore. Ciò che io
faccio, ti riguarda. Tu pensavi a me durante la Passione. E ogni
giorno, in ogni Messa, rinnovi la tua Passione. E la rinnovi
pensando a me. Ti ringrazio, ma aumentami il dolore dei miei
peccati.
Continua parlandone con Dio a parole tue
Giorno 35° - Quinto Martedì
Posso aiutarti in qualcosa, Dio mio? In un’opera dello
scrittore brasiliano Pedro Bloch ho trovato un dialogo con un
bambino che mi ha commosso profondamente.
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-Preghi Dio? –chiede Bloch.
-Si. Ogni notte –risponde il bambino.
-E cosa Gli chiedi?
-Niente. Gli chiedo se posso aiutarlo in qualcosa.
E ora io mi domando cosa proverà Dio ascoltando questo
bambino che si rivolge a Lui, non come la maggior parte degli
adulti, chiedendo soldi, salute, amore, o annoiandolo con
lamentele, proteste per come va il mondo, ma semplicemente
offrendosi per dargli una mano in qualcosa, se ne avesse
bisogno?
Rivolgiti spesso a Dio in questo modo.
Commenta con Dio quello che ti ha colpito in questo brano. Dopo termina
con l’orazione finale.
Giorno 36° - Quinto Mercoledì
Essere fedele nel poco. Plinio, uno scrittore romano
dell’antichità, racconta che alcuni sicari assassinarono un uomo
che aveva un cane. Il cane, rimasto senza padrone, rimase
insieme al corpo del suo padrone per molti giorni, per impedire
che gli avvoltoi e gli sciacalli lo divorassero.
Parla anche di un altro cane di un cittadino romano condannato
a morte che non volle allontanarsi dal carcere dov’era rinchiuso
il suo padrone. Anche dopo l’esecuzione –aggiunge– rimase
vicino al corpo morto, gemendo con tristi latrati. E quando il
corpo del padrone fu gettato nel Tevere si gettò nel fiume e lo
videro fare ogni sforzo per impedire che il cadavere andasse a
fondo.
E’ l’istinto degli animali. Non possiamo parlare di autentico
amore. Però, l’impressione che si ha è che anche le creature
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irrazionali ci diano lezioni su come rendere grazie, amare ed
essere fedeli agli altri.
Tu, sei fedele nel poco? Parli male di qualcuno che non è presente? Quando
prendi un impegno, poi lo mantieni? Dici sempre la verità, anche se in cose
di poco conto? Inganni nel gioco? Signore che io sia fedele nel poco, che sia
fedele agli altri e a Te.
Continua parlandone con Dio a parole tue.
Giorno 37° - Quinto Giovedì
Grazia. Un paio di anni fa, mentre due amici stavano andando
in barca a vela vicino a Bakio una forte mareggiata li travolse.
Solo uno di loro indossava il giubbotto di salvataggio e questi
chiese all’altro: -“Sei in Grazia di Dio?”. L’altro confessò di non
esserlo ed il primo gli diede il suo giubbotto perché lui aveva
Gesù nell’anima e sapeva che, se fosse annegato, sarebbe
andato in cielo.
Ti rendi conto di quanto è importante stare in Grazia di Dio,
come questo ragazzo, che rischiò di morire annegato perché il
suo amico potesse vivere con Gesù nella sua anima?
Gesù ha detto che Dio vive nell’anima di chi è in Grazia. Vive
con me, mi aiuta, mi da luce per capire, forza per lottare e
vincere, desideri buoni, amore, comprensione, etc. Dio vivendo
in me, mi dona una vita nuova, diversa. Per questo vivere in
Grazia di Dio è la cosa più importante: perché è vivere con
Dio.
Chiedi che i tuoi amici e la tua famiglia vivano sempre in Grazia di Dio.
Continua parlandone con Dio a parole tue
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Giorno 38° - Quinto Venerdì
Scoraggiarsi è una sciocchezza. Ascolta il consiglio che dà
un netturbino a Momo: “Vedi Momo, è così: certe volte si ha davanti
una strada lunghissima. Si crede che è troppo lunga; che mai si potrà
finire, uno pensa. Ed allora si comincia a fare in fretta. E sempre più in
fretta. E ogni volta che alzi lo sguardo, però, hai l’impressione che la
strada che rimane da pulire non finisca mai. E ti sforzi ancora di più, e ti
viene la paura e alla fine resti senza fiato… e non ce la fai più… e la
strada sta sempre là davanti. Non è così che si deve fare. Non si deve mai
pensare alla strada tutta in una volta, tutta intera, capisci? Si deve
soltanto pensate al prossimo passo, al prossimo respiro, al prossimo colpo
di scopa. Sempre soltanto al gesto che viene dopo. E di colpo uno si accorge
che, passo dopo passo, ha fatto tutta la strada. Non si sa come… e non si
è senza respiro”.
Esser santo, amare molto il Signore, o qualsiasi altra meta, alla
fine la si raggiunge, ma è necessario fare un passo alla volta. Per
questo non scoraggiarti mai: fa bene le piccole cose che ti tocca
fare oggi.
Che io non mi scoraggi, Signore, perché è una sciocchezza! A poco a poco,
con poche piccole cose, riuscirò a realizzare le cose grandi che desidero- e che
anche Tu vuoi- nella mia vita.
Continua parlandone con Dio con parole tue.
Giorno 39° - Quinto Sabato
Prendere il posto di Gesù. Barabba è un personaggio del
Vangelo cui non si dà molta importanza, però, se ci facciamo
attenzione, rappresenta ciascuno di noi. Quando Barabba
doveva essere giustiziato per aver ucciso un soldato,
presentarono Gesù alla folla, e fu fatto uno scambio, decisero
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di giustiziare lui anziché Barabba. Il Signore accetta lo scambio
con ciascuno di noi per non farci morire spiritualmente e
perché possiamo nascere di nuovo alla vita della Grazia dopo il
peccato ed arrivare a conquistarci il cielo. E ha fatto tutto ciò
perché avessimo l’opportunità di amarlo.
E noi uomini abbiamo ripagato questo suo amore con peccati e mancanza
d’amore. Gesù sapeva che lo avremmo ripagato così, che saremmo stati
degli ingrati. Eppure decise lo stesso di darsi a noi perché lo potessimo
amare.
Immagina ora di prendere il posto di Gesù in Croce, giorno dopo giorno,
sopportando per Lui il lavoro che devi svolgere, i fastidi, le cose che non ti
riescono, le piccole contrarietà, prendendo così la tua croce di ogni giorno e
portandola con allegria.
Continua parlandone con Dio a parole tue.
Giorno 40° - Domenica delle palme
E’ necessario dar gloria a Dio. I discepoli “condussero l’asina e
il puledro, misero loro addosso i mantelli e vi fecero sedere sopra Gesù.
Allora la maggior parte della folla stese i suoi mantelli per la strada,
mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li spargevano lungo il cammino.
La moltitudine che lo precedeva e che lo seguiva gridava dicendo: Osanna
al Figlio di Davide! Benedetto Colui che viene nel nome del Signore!
Osanna nel più alto dei cieli!” (Mt 21,7-9).
Come lodavano Dio! Lodare una persona è come dirgli: “Come
sei stato bravo a fare questo!” oppure: “Sei un vero amico!” o qualche
altra frase del genere.
Lodare significa riconoscere come buona un’azione compiuta,
apprezzarla e riconoscerne il merito a chi la ha compiuta. E
questo procura gioia sia in chi loda sia in chi riceve la lode.
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Lodare Dio è un obbligo per tutte le creature. E’ bene che tu
lodi molte volte Dio, che Gli dica quanto è buono, che lo
ringrazi per aver fatto bene questa o quella cosa, per la bellezza
del mondo, etc. E quando reciti il Gloria fallo con questa
consapevolezza.
Gloria al Padre e al Figlio ed allo Spirito Santo; com’era in principio e
ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Continua parlandone con Dio a parole tue.
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La Settimana Santa
Abbiamo la fortuna di sapere dal Vangelo quello che ha fatto Gesù
Cristo in ciascun giorno di questa settimana. E’ la settimana più
importante di tutto l’anno. Con ogni gesto ed ogni parola ha voluto
insegnarci qualcosa. Parla con Lui di questo.
Giovedì, venerdì e domenica ci sono i Riti della Settimana Santa. Anche
se il giovedì ed il venerdì non è obbligatorio assistervi, sarebbe bello se
ci potessi andare tutti e tre i giorni!
Lunedì Santo
Che ha fatto oggi Gesù?
Gesù ha dormito nel paese di Betania, in casa di Lazzaro, Marta
e Maria, i suoi migliori amici. A metà mattina è salito a
Gerusalemme, distante quattordici chilometri da Betania.
Lungo il cammino, verso ora di pranzo, ha avuto fame e si è
avvicinato ad un fico pieno di foglie, ma senza frutti e per
questo ha comandato che seccasse all’istante. Giunto a
Gerusalemme, si è diretto verso il Tempio dove si è imbattuto
in una folla di commercianti in affari, e li ha scacciati via a
frustate, rimproverandoli per non aver alcun rispetto di Dio e
delle cose di Dio. Di sera è stato sul monte degli ulivi dove si è
fermato a pregare, prima di riprendere il cammino per Betania.
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Forse Dio non trova neppure in te i frutti che sperava. Chiedigli perdono.
Tratti con rispetto Dio e le sue cose? Come ti comporti a Messa, in
oratorio o in Chiesa? Fai con cura la genuflessione? Quando senti
bestemmie chiedi perdono a Dio interiormente?
Guarda come Gesù si impegnava tutti i giorni a dedicare un po’ di tempo
alla preghiera –come stai facendo adesso tu– . Non tralasciarla mai, anche
se fosse per pochi minuti.
Martedì Santo
Gesù torna a Gerusalemme.
Assieme ai suoi discepoli passa nuovamente dal luogo in cui
aveva maledetto il fico. Vedendo in lontananza il Tempio ne
profetizza la sua distruzione. I discepoli si rattristano perché
Gesù annuncia loro che nel giro di due giorni lo metteranno a
morte.
I cristiani, imitando Lui, hanno imparato a compiere sempre la
volontà di Dio Padre, al di sopra di ogni cosa. Per esempio,
Giovanna d’Arco, quando stava a capo dei suoi soldati francesi,
durante una grande battaglia contro l’Inghilterra, seppe da Dio
che quel giorno sarebbe stata ferita. Allora una sua amica la
incitò a non andare a combattere, ma Giovanna le rispose in
tono ironico: -“Vai tu a dire ai miei generali che Giovanna d’Arco non
combatterà perché ha paura di essere ferita?!”. E, detto questo, andò
piena di coraggio a combattere accanto ai suoi uomini ed
effettivamente subì una grave ferita.
Ah, se non avessimo paura di accettare la volontà di Dio! Signore, Tu
vuoi sempre il meglio per me! Voglio quello che Tu vuoi, perché Tu lo vuoi
e quando Tu lo vuoi.
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Mercoledì Santo
Gesù si ferma a Betania.
Simone il lebbroso, che era stato guarito da Gesù, lo invita a
mangiare a casa sua, per manifestare la sua riconoscenza.
Mentre sono a tavola, entra in casa una donna di nome Maria,
rompe un vasetto di profumo preziosissimo e lo versa sui piedi
del Signore. Poi li bacia e li asciuga con i suoi capelli. Gesù
apprezza questa manifestazione di affetto.
Nello stesso momento Giuda si rivolge ai capi del popolo
giudeo e dice loro: -“Che mi date se ve lo consegno?”. E quelli,
rallegrati dalla notizia, gli promettono di dargli del denaro.
Sei grato come Simone per le volte che il Signore ha guarito anche te dai
tuoi peccati? Ogni volta, dopo esserti confessato, ringraziaLo per averti
perdonato.
A Gesù piacerà che oggi tu abbia, verso di Lui, qualche manifestazione di
affetto, come Maria. Pensa come potresti fargli piacere oggi.
Giovedì Santo
L’ultima cena.
La mattina del giovedì, Pietro e Giovanni precedono gli altri a
Gerusalemme per preparare la cena. La sera si ritrovano tutti
nel Cenacolo e lì Gesù lava i piedi ai suoi discepoli, uno per
uno. Dopo, sedutosi a tavola, celebra la prima Messa: dà loro da
mangiare il Suo Corpo ed il Suo Sangue, e li consacra sacerdoti
perché da quel momento saranno loro a celebrare la messa.
Giuda esce prima dal Cenacolo per preparare il tradimento.
Gesù passa a salutare sua Madre e si dirige nell’orto degli ulivi.
Lì prega e suda sangue pensando a quello che lo aspetta. I
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discepoli si addormentano. Arriva Giuda con quelli della
sinagoga e lo bacia. Subito lo catturano, mentre i suoi discepoli
fuggono. Lo portano al palazzo di Caifa, il Sommo Sacerdote, e
lì lo interrogano per tutta la notte, senza farlo dormire.
Fai tu compagnia al Signore oggi che è solo. Fa il proposito di non
abbandonarlo mai e di visitarlo con frequenza nel tabernacolo.
Venerdì Santo
Oggi muore.
All’alba del venerdì si svolge il processo. Ha sonno, freddo. Lo
hanno picchiato. Decidono di condannarlo e Lo conducono da
Pilato. Giuda, pentito, non è capace di tornare dalla Vergine a
chiedere perdono, e si impicca. I giudei preferiscono Barabba.
Pilato si lava le mani e comanda che Gesù venga crocifisso.
Prima, però, ne ordina la flagellazione. La Vergine è presente
quando viene martoriato il corpo di suo Figlio a colpi di frusta.
Poi Gli mettono sul capo una corona di spine, e si burlano di
Lui. Gesù percorre Gerusalemme carico della Croce. Nel salire
al Calvario incontra nuovamente sua Madre. Simone Lo aiuta a
portare la Croce. Quando sono circa le dodici lo inchiodano alla
croce. Da lì ci affida Sua Madre come Madre nostra e verso le
tre muore, consegnando lo spirito al Padre. Per certificare la
Sua morte Lo trafiggono con una lancia.
Di sera Giuseppe di Arimatea e Nicodemo schiodano il Corpo
di Gesù e lo affidano alle braccia di Sua Madre. Sono circa le
sette quando lo depongono nel sepolcro.
Signore, concedimi di avere dolore di amore!
Porta in tasca un Crocifisso e bacialo con frequenza.
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Sabato Santo
Gesù è morto.
Tutto il giorno di oggi il Suo corpo riposa nel sepolcro, freddo
e senza vita. Ora ci rendiamo conto di quanto pesano i nostri
peccati. Gesù è morto per redimerci.
Siamo tristi. Anche la Vergine Maria è triste, ma serena perché
sa che risusciterà. Gli Apostoli, trovato il coraggio di tornare, le
si fanno accanto ed Ella li consola.
Passa questo giorno unito alla Vergine, e con Lei stai con Gesù nel
sepolcro. Fai il proposito di correre nel grembo della Vergine quando ti sei
separato da Lui.
Domenica di Resurrezione
Quando si fa giorno, alcune donne vanno al sepolcro dove
Gesù era stato sepolto e scoprono che il suo Corpo non c’è più.
Un angelo dice loro che è risorto. Corrono dalla Vergine Maria
e dagli Apostoli per dare loro la grande notizia: “E’ risorto!”.
Pietro e Giovanni corrono al sepolcro, vedono le bende per
terra e credono che Gesù è Dio. Lo sconforto che avevano
avuto il giorno prima, si trasforma in una immensa allegria. E
subito lo comunicano al resto degli Apostoli e ai discepoli. E
tutti rimangono con la Vergine aspettando il momento in cui
incontreranno nuovamente il Signore.
Da allora, tutti noi cristiani possiamo rivolgerci al Signore che è vivo. Oggi
siamo molto felici, ed è il momento di ringraziare ininterrottamente Dio.
Come Pietro e Giovanni, anche tu devi preoccuparti che i tuoi amici
sappiano che Gesù è risuscitato, ed si rivolgano con frequenza a Lui.
Chiedigli aiuto per questa tua intenzione.
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