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VERBALE DI SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE
RIUNIONE DEL GIORNO 12 DICEMBRE 2008
N. 58
In data 12.12.2008 alle ore 18.00 presso la Sala Civica al piano terra della Rocca di Riva del
Garda si è riunito il Consiglio comunale, in seduta pubblica.
All’appello iniziale, effettuato dal Segretario su invito del Presidente, risultano presenti i signori:
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MOLINARI Claudio - Sindaco
ZUCCHELLI Mario - Presidente
SANTONI Giovanni
ZAMBOTTI Pier Giorgio
BENAMATI Tomaso
DAVES Carlo
CALZA' Luigi
BRUNELLI Maria Flavia
ZANONI Alessio
LORENZI Patrick
CALZA' Mario
VALANDRO Salvador
GRASSO Valeria
DALPONTE Andrea
GATTI Franco
ACCORSI Massimo
GRAZIOLI Luca
MUNARI Emilio
TRINCHIERI BENATTI Cristian
MORANDI Giorgio
LORENZI Emanuela
SERAFINI Mirella
BOMBARDELLI Ivo
CIVETTINI Giancarlo
MODENA Carlo
BENAGLIO Umberto
Risultano assenti i Consiglieri signori:
– MIRANTE MARINI Girolamo
– GIOVANAZZI Ernesto
– PEDERZOLLI Mauro
– DETONI Maurizio
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Partecipa il Segretario Generale del Comune, signor Alfredo Righi.
Partecipano alla riunione gli Assessori Pierluigi Bagozzi, Rosanna Giordani, Luigi Marino, Paolo
Matteotti, Adalberto Mosaner, Giancarlo Tonelli.
Ai sensi dell’art. 1 - 3° comma del Regolamento Interno per le adunanze del Consiglio comunale
è stato chiamato ad assistere all’adunanza, per i relativi punti di competenza, il dipendente
Responsabile dell’Area Programmazione, Bilancio e Contabilità – Rag. Capo Paolo Frnzinelli.
Riconosciuto il numero legale degli intervenuti, essendo presenti n. 26 Consiglieri comunali, il
signor Mario Zucchelli, nella sua qualità di Presidente, assume la presidenza e dichiara aperta la
riunione per la prosecuzione della trattazione dei seguenti argomenti, indicati nell’ordine del
giorno emanato con avviso dd. 27.11.2008, regolarmente notificato ed allegato sub lettera A),
come segue:
8. APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DEL COMUNE DI RIVA DEL
GARDA PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2009, DELLA RELAZIONE PREVISIONALE
E PROGRAMMATICA E DEL BILANCIO PLURIENNALE 2009/2011 E ALTRI
ALLEGATI (relatore Ass. Bagozzi)
Il Presidente invita il Consiglio comunale alla prosecuzione della
trattazione del punto n. 8 dell’ordine del giorno, di cui all’allegato B) al presente verbale.
PUNTO N. 8: APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DEL COMUNE DI
RIVA DEL GARDA PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2009, DELLA
RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA E DEL
BILANCIO PLURIENNALE 2009/2011 E ALTRI ALLEGATI
Presidente:
Confermo i due scrutatori, in quanto siamo in sessione di Bilancio, cioè il Consigliere
Benamati e la Consigliere Serafini. È aperta la discussione sul punto 8, relazione del Sindaco e
Bilancio 2009. Prego il Consigliere di prenotarsi, per chi intende intervenire. Grazie.
Prego Signor Sindaco, mozione d’ordine.
Sindaco:
Per mozione d’ordine credo di interpretare i sentimenti di tutti nel mandare un cordiale
augurio al nostro collega Consigliere Mauro Pederzolli che ha avuto questo spiacevole incidente
stradale e quindi in questo momento ha qualche difficoltà di salute. Gli mandiamo quindi un
cordiale augurio. L’ho sentito pochi secondi prima dell’inizio della riunione e mi ha detto di
portarvi il suo saluto e di scusare la sua assenza. Grazie.
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Presidente:
Grazie signor Sindaco. Prego i Consiglieri che intendono intervenire di prenotarsi.
Ha chiesto la parola il Consigliere Accorsi. Prego Consigliere.
Consigliere Accorsi:
Grazie Presidente.
“Signor Sindaco, signor Presidente, colleghe e colleghi Consiglieri. Il Bilancio comunale
è un momento di sintesi politica, oltre che di numeri; di rendiconto politico, prima che
economico. Le cifre che si scrivono in un Bilancio rappresentano, a mio avviso, l’espletamento
dell’azione politica. Ritengo quindi doveroso fare delle riflessioni. Questa consigliatura si avvia
alla fine, come il signor Sindaco ha sottolineato. Il 2009 sarà l’ultimo anno completo della
consiliatura. È quindi momento di resoconto, di risultanza, sia per il Sindaco, sia per la Giunta
che per ogni singolo Consigliere. Non si discutono i risultati di questi tre anni e mezzo, a mio
avviso positivi. Le scelte vanno viste nel loro insieme, un’azione politica si rivaluta nella sua
interezza e non dei singoli episodi. Nemmeno è messa in discussione la capacità amministrativa
del signor Sindaco, uomo probo, colto e fine conoscitore della macchina amministrativa.
Dopo questa premessa, però, vanno fatte delle considerazioni. Ho ascoltato con una certa
attenzione la sua relazione, signor Sindaco e, pur condividendola nella sostanza, qualche punto
mi ha quantomeno lasciato perplesso. Mi è parso di cogliere una certa lagnanza, come se ciò che
non va sia riferibile a tutti tranne che a lei.
Le difficoltà di lavoro dell’organo consiliare sono imputabili alla legislazione, certo, che
espropria il Consiglio comunale di molta parte di quello che, a mio avviso, dovrebbe essere il suo
compito, ovvero indicare la direzione all’Amministrazione; allo scarso impegno di alcuni
Consiglieri, sicuramente, e per quanto mi riguarda faccio subito il mea culpa; ma anche alla poca
volontà da parte sua, non so se per mancanza di tempo o altro, di coinvolgimento dei Consiglieri,
perfino della sua stessa maggioranza. Quante sono state le riunioni di questa sua maggioranza e
con quale frequenza? Una alla settimana? Una al mese o una all’anno? Delle poche Commissioni
consiliari permanenti – e precisamente l’Urbanistica, le Politiche sociali e la Commissione
Statuto e regolamento – escludendo la prima, per le altre si è andati dal poco – vedi
Commissione politiche sociali – al niente – leggi Commissione Statuto e regolamento. Si è
ritenuto, quindi, che le Commissioni fossero una perdita di tempo e non un momento di
condivisione e approfondimento delle problematiche della città e di crescita della sua classe
dirigente.
Come si forma una classe dirigente se non nel faticoso e a volte, lo ammetto, snervante
dibattito? Io credo che lei, in questo, abbia delle responsabilità. Come può un Consigliere sentirsi
coinvolto se non ha l’occasione di partecipare alla costruzione della sua città? Come può sentirla
la sua città? Sulla viabilità lei dice, la cito testualmente, “pare quasi che, ancora una volta, la
nostra zona sia stata trattata con un peso ed un impegno diversi da altre, dove non sembrano
esserci stati ostacoli di sorta a costruire strade, viadotti, ad aprire gallerie, nonostante ogni tipo di
problema”. Mi scusi, ma chi è il nostro uomo forte, il nostro rappresentante più autorevole? Sono
mancate le sinergie? Ma chi le doveva creare? In relazione alle strutture fieristico-congressuali
lei ha percepito un affaticamento da parte di Garda Trentino Fiere S.p.A., con un calo di tensione
realizzativa. Per quanto riguarda la Riva del Garda Srl, sempre citandola, lei dice che “negli
ultimi mesi sembra quasi avere perduto presenza ed efficacia di azione”. Mi scusi, ma se questo
fosse vero, chi ha il compito principale di indicare la rotta e di stimolare e coordinare le società
partecipate controllate? Non il Consiglio comunale, che spesso apprende le notizie più dal
giornale che dai canali istituzionali.
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Prendo atto con soddisfazione dell’avvio dei lavori di raddoppio della pista ciclabile sul
lungolago, previsti nel piano fascia lago, di cui chiesi timidamente l’inizio, assieme alla dorsale
interna, nel novembre 2006, durante la discussione del piano stesso. Condivido con lei il
passaggio sulle politiche industriali, per quanto riguarda la cartiera Fedrigoni, ovvero che la
Provincia valuti il piano industriale di Fedrigoni con il solo obiettivo di salvaguardare i posti di
lavoro e, con le dovute garanzie occupazionali, integri il valore immobiliare, lo acquisisca e poi
si rivolga all’Amministrazione comunale per discutere della destinazione urbanistica in cui la
cittadinanza di Riva, in particolare di Varone, possa esprimere il proprio pensiero.
Lei si è detto colpito che in tante manifestazioni autunnali la città si sia presentata chiusa.
Ha citato “Motorissima”. Io quel sabato e domenica ero di turno. Le assicuro che non ho visto
quasi nessuno in centro. Constato che da molti anni il centro storico di Riva del Garda è
interessato dai lavori che per mille motivi, senza colpa di nessuno, si intende, anche perché la
colpa per antonomasia è degli altri, impiegano tempi abbondantemente più lunghi di quelli
indicati sui relativi cartelloni di descrizione delle opere. Il parcheggio Pilati, il muro di via
Lipella, la piazza delle Erbe, la piazza Cesare Battisti, il lungolago D’Annunzio, il palazzo LuttiSalvadori, tanto per citare quelli che sono stati costantemente sotto i miei occhi.
Il teleriscaldamento poi, da due anni sta teleraffreddando il centro storico. Ma noi
fiduciosi speriamo nel domani, certo, ma con un po’ di timore, perché ci chiediamo quando
partiranno i lavori del palazzo di via Mazzini, e quelli della piazza Garibaldi, ma soprattutto
quanto dureranno. Il tempo non è una variabile da poco. I bilanci, per le imprese private, sono
annuali e non quinquennali.
Ho sentito suggerire che, per contrastare la diminuzione di lavoro, basta stare aperti di
più. Ho provato a riportare questa interessante teoria economica al mio personale, proponendo
loro di fare più ore, mantenendo inalterato lo stipendio. Non hanno accettato. Che forse l’idea sia
bislacca? Il cammino sinodale degli Stati generali non attivato, per troppo manifesta complessità,
come tutte le promesse inevase ha portato un senso di frustrazione diffusa in chi ci credeva.
Riconosco, condividendolo, il forte impegno da lei profuso nell’avvicinare Riva ad Arco, che ha
portato, se non al Comune unico, almeno alla gestione coordinata di alcuni servizi. Mi sembra
che talvolta ci sia poca voglia di semplificare, per paura di perdere qualche piccola posizione di
potere.
Anch’io ho qualche dubbio sulla Comunità di Valle, anche se qui in Consiglio non se ne è
parlato molto. Mi pare che i giochi siano già fatti. La mia preoccupazione non è solo per la
mancanza di chiarezza sui tempi di devoluzione delle competenze, ma sulla devoluzione delle
competenze stesse. Se queste non saranno chiare, ma soprattutto se le stesse saranno, come
sempre, di tutti e di nessuno, sarà un altro baraccone, con ulteriori costi e aumento della
burocrazia.
Ci si chiede, nel dibattito nazionale, se servano le province o se sia meglio che vengano
abolite. Noi facciamo delle micro-province i cui Consiglieri non saranno neppure eletti
direttamente, ma frutto di alchimie di gruppi politici. I partiti più forti faranno il bello e il cattivo
tempo, gli altri, per sopravvivere, metteranno insieme qualsiasi cosa.
Nel campo delle politiche sociali, settore delicato e difficile, mi pare si sia fatto un buon
lavoro. Siamo però in attesa dell’auspicato polo di servizi sociali per giovani e anziani, che sarà
situato nell’ex ospedale. Spero che in questo complesso troverà spazio anche un piccolo hospice.
Anche in campo culturale ci sono diversi sviluppi interessanti: il futuro teatro comunale,
il museo, la galleria civica, il polo culturale centrato sulla biblioteca.
Per quanto riguarda l’ambiente, la creazione del giardino botanico a Maso Ronch e il
completamento delle piste ciclabili, saranno un ulteriore fiore all’occhiello per la nostra bella
città. Ma c’è “un ma”: molti di questi importanti progetti e iniziative sono, ad oggi, ancora da
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realizzare. Il giudizio di questa consigliatura sarà quindi più o meno positivo, a seconda di quello
che si realizzerà nell’ultimo anno e mezzo. Bisogna quindi concentrarci sul completamento delle
opere, più che su nuove progettazioni.
Concludo dicendo che una classe dirigente, per crescere, ha bisogno di essere messa alla
prova, di essere sì guidata, ma con la finalità di essere resa autosufficiente. Perché, come dice lei,
il potere si esercita e non si occupa, e quindi va fatto esercitare a un maggior numero di persone,
per non correre il rischio di farlo occupare da pochi”. Grazie.
Presidente:
Grazie Consigliere Accorsi. Ha chiesto la parola il Consigliere Modena. Prego
Consigliere Modena.
^^^ Entra il Consigliere Mirante Marini: il numero dei presenti sale a 27. ^^^
Consigliere Modena:
Mi viene da sorridere, perché l’intervento che mi ha preceduto mi ha, in taluni passaggi,
colpito.
Avevo detto la settimana scorsa, quando il Sindaco ha fatto la sua relazione, che
quest’anno non avevo previsto di intervenire sul Bilancio, perché… poi vi parlo del Bilancio
insomma. Però la relazione del Sindaco, che mi sentirei di definire, in un certo senso, scioccante,
non so se sia stata fatta a questo fine ma sicuramente ha provocato una discussione, ha provocato
la voglia di dire qualcosa. Evidentemente lascia molti punti di domanda, ma la relazione del
Sindaco dimostra innanzitutto che il Sindaco – e forse questo è un messaggio che lui ha dato – sa
dove c’è del malcontento, ne è a conoscenza e vuole far sapere che lo sa. In un certo senso è un
messaggio che dice: “È inutile che veniate a raccontarmi delle storie, tanto in tutte queste cose
che io tocco so qual è la situazione, so quali sono i problemi”. Può avere ragione il Consigliere
Accorsi quando dice che se li conosce li deve risolvere, ma questo è un discorso che vedremo
poi.
Io sono rimasto favorevolmente colpito dalla relazione del Sindaco, perché ci sono tante
cose che avrei potuto dire io e che magari dico questa sera o che ho già detto. Anzi, in alcuni
passaggi mi sono sentito, in un certo senso, beneficiato di una conferma di teorie che sono state
espresse qui o fuori. Il Sindaco ha fatto una fotografia in cui ha messo il bene e il male, “ha fatto
una TAC alla città”, ha lasciato il suo testamento prima di passare il testimone a Mosaner – non
sappiamo quando lo farà, se lo farà alla scadenza o se nel passaggio in cui il Sindaco ha detto che
questa è l’ultima relazione, in quanto la prossima sarà tecnica, non sappiamo se questo vuol dire
che sarà così o se prima di allora ci saranno degli sviluppi. Li vedremo; si è sempre parlato di una
promessa di cambio della guardia in corsa, ognuno fa i propri conteggi, uno dice che se il
Sindaco va via prima poi si vota insieme agli altri Comuni e quindi si fanno sei anni, l’altro dice:
“Ma no, fermi, perché non ne vale la pena, vale invece la pena che faccia in modo diverso, che
arrivi molto più in là, in modo da permettere a Mosaner una campagna elettorale più lunga e più
fruttuosa”. Questa comunque è una cosa che vedremo.
È stato bello vedere che il Sindaco, in questa relazione, ha fatto la maggioranza e
l’opposizione, dimostrandosi… un giorno l’ho provocato, non so se lui si ricorda, ma credo di sì
perché ha una memoria da elefante e gli ho detto: “Non sei Molinari”, invece qui ha voluto essere
Molinari e ha voluto dimostrare che lui si sente libero, si sente libero dai vari legami e si sente
libero di “smazzolare” a suo piacere, come è l’uomo che abbiamo conosciuto.
Dicevo che non posso non condividere parte dei contenuti di questa relazione perché,
sorridete pure se lo ricordo, ma bene o male veniamo fuori dalla pancia della stessa balena
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bianca, che non c’è più, e quindi qualcosa di comune c’è, alcune battaglie sono state condivise
insieme e quindi queste sono cose che io, perlomeno, non dimentico, ma credo che non si
dimentichino. Allo stesso modo mi diletto a chiedermi, ma molti se lo chiedono probabilmente,
cosa sarebbe stato se dopo Tangentopoli non ci fosse stata quella scesa in campo di Berlusconi
che ha fatto quello che ha fatto. Del resto mi faccio anche una domanda, molto più attuale e
molto più locale. A dire la verità me la pongo da tempo: cosa sarebbe successo se in questo
stesso quadro politico, come è oggi, quella figura non ci fosse? Io credo che con le stesse
scacchiere in campo ci sarebbero delle diversità che potrebbero anche essere clamorose, rispetto
alla situazione attuale.
Arriviamo a livello provinciale e a livello locale: quali sono le alleanze in campo, adesso?
Le alleanze in campo sono in un certo senso talmente strane per cui ci troviamo a chiederci cosa
ci faccia Emanuela Lorenzi lì, perché non l’avete ancora fatta Assessore, visto che a Trento la
forza che la rappresenta è Assessore e qui lei è all’opposizione? Il Consigliere Accorsi qui è in
maggioranza…
(VOCE FUORI MICROFONO)
Io credevo che fosse ancora in maggioranza e stasera ha smazzolato anche lui, forse più di quello
che faremmo noi.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Il Sindaco in questa relazione ha tirato parecchio le orecchie ai suoi uomini. Io li definisco i suoi
uomini, perché li ha nominati lui. Non credo che le nomine siano state imposte e, conoscendo lui
il panorama, evidentemente li conosceva quando li ha nominati. Probabilmente sapeva anche già,
per averlo detto in più occasioni, ufficiali e non ufficiali, quello che qui dice di quella che io
definisco la generazione dei quarantenni. Lui non la definisce così, ma lo faccio io. Non me ne
vogliano quelli che sono presenti e quelli che, assenti, si comportano in modo diverso, ma per la
maggior parte in questa generazione si dimostra che spirito, amor proprio, voglia di fare per la
propria città e non per la propria visibilità, e non per il conto corrente, molte volte mancano.
Adesso ci sarà il rinnovo della Garda Trentino Fiere, di cui magari parliamo dopo, e ci
sarà una bella corsa, perché è una società che in passato non sembrava tra le più appetibili e
adesso, con tutto quel lavoro che c’è da fare lo diventerà, vedrete la corsa. Parlando di conto
corrente, ritengo sia giusto che chi si occupa di pubblico venga riconosciuto, perché perde del
tempo, perché si impegna, però bisognerebbe – e io parlo così perché sono considerato vecchio –
che prima fosse dimostrato da parte di tutti questi di aver fatto un po’ di gavetta, di aver fatto un
po’ di volontariato, di essersi un po’ impegnati anche in quelle cose che danno delle glorie molto
meno pesanti, in tutte quelle associazioni dove non si tira un euro. Qui ce ne sono tanti che lo
hanno fatto e che lo fanno ancora.
Prima parlavo di libertà del Sindaco, di sentirsi libero, del fatto che ha voluto dimostrarsi
per l’ennesima volta libero, slegato da Trento, dai principi, dai conti, dai re e dalle regine. Io
rivendico questa cosa anche per quanto riguarda noi – me, ma dico noi – il non dover rendere
conto a nessuno, l’aver portato sempre, insieme a questo Consiglio comunale, il pensiero di
Consiglieri, amministratori e cittadini, senza – l’ho sempre sostenuto e continuo a sostenerlo – le
targhe. L’unica volta che sono “stato targato” – da un lato non mi importa, dall’altro lato lo
ricordo – è stato quando mi hanno messo qui. Qualcuno ha deciso che io sono posto qui. Ma chi
ha deciso che io sono posto qui? Perché? Perché c’è questa mania di dire che il Consigliere
Accorsi è al centro e io sono qui? Non mi importa nulla, io sono amico del Consigliere Benaglio,
è stato il mio Vice Sindaco con Civettini, sto bene qui come starei bene lì, ma questa definizione
che c’è del dire che uno è collocato da una parte invece che da un’altra… quando bene o male la
lista che avevamo presentato non fa altro che richiamarsi al Partito popolare europeo, che
sicuramente contiene una gran parte di…
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Quindi io mi sono sempre sentito equidistante, tutto quello che ho detto e fatto è stato
perché molte volte io e il mio gruppo ci siamo incontrati, parlati, indipendentemente da tessere di
appartenenza, che peraltro io non ho, e per questo mi sento ancora più libero.
Abbiamo dimostrato ancora una volta in tutti i passaggi – e qui si arriva ancora una volta
ad arrabbiarsi, così come il Consigliere Accorsi stava facendo – serietà e condivisione, perché
laddove c’è stato da discutere di cose serie, abbiamo discusso di cose serie e spesse volte, quasi
sempre, le abbiamo condivise, dopo vi dico dove non c’è stata la condivisione, dimostrandoci
disponibili al dialogo e anche al voto. “L’incazzatura” – in questo caso uso veramente questo
termine, che non andrebbe detto – deriva da cosa? Primo, da quello che ho detto prima: quando
uno ti inquadra e ti dice: “Tu sei quello perchè sei quello”; secondo, quando le minoranze
vengono prese in giro, non notificate, gli si raccontano delle bugie, non si dicono loro le cose che
poi vengono fuori – perché, come si sa, le bugie hanno sempre le gambe corte – quando è così
semplice, visto che remiamo tutti sulla stessa barca, dire: “C’è questo problema, lo risolviamo in
questo modo. Cosa ne pensate! Siete d’accordo, sì o no?”. Invece no, si cerca di girare intorno, di
adottare le delibere con, perdonate il termine, colpi di mano, che non vuol essere un termine
spregiativo, ma vuol dare l’idea di cosa si tratta.
Molte volte noi veniamo e scopriamo delle cose forse, come ho detto in passato, perché
non siamo abbastanza preparati, forse perché non abbiamo abbastanza tempo di prepararci, forse
anche però perché non abbiamo delle strutture alle spalle che ci indicano come muoverci.
Arriviamo qui, diamo il nostro parere, con sincerità, e poi ci accorgiamo di aver fatto non bene il
nostro lavoro di Consiglieri.
Però occorre ricordare che tutti possiamo dare qualcosa, tutti cerchiamo di dare qualcosa
ed è tutto l’insieme di quel qualcosa che fa un patrimonio. Tutti i nostri qualcosa messi insieme
possono costruire qualcosa. Un’altra parte di questa incavolatura – che non chiamo più come
prima – è quando si vede l’arroganza di taluni amministratori, taluni Assessori, taluni
responsabili, che fa diventare opposizione. Si diventa opposizione proprio perché si sentono…
Vi porto l’esempio del voto che ho fatto la settimana scorsa, che ho fatto perché volevo fare il
contrario di quello che ha detto il Consigliere Zambotti, si diventa opposizione proprio per
opporsi a quello che si sente.
Oggi il Sindaco dice tante cose che noi abbiamo detto. Il Bilancio è l’insieme di una serie
di programmi, di cifre, che fanno seguito a un progetto iniziale, molti dei quali programmi,
leggendo il Bilancio, non avranno neanche possibilità di essere realizzati, perché se guardiamo il
Bilancio vedremo che si va oltre il 2010 e quindi o saranno realizzati dalla successiva
Amministrazione, che avrà la stessa idea, oppure si corre il rischio che Mosaner, quando sarà
Sindaco lui, cambi e faccia qualcos’altro. Il Bilancio non è altro che la progressiva realizzazione
di una serie di previsioni, di volta in volta adattato evidentemente al corso d’opera.
Tralascerei alcune cose, però a volo d’uccello segnalerei alcune delle cose che ho detto
prima, tanto per far vedere che ho visto il Bilancio, solo per quello. Una delle cose è il rapporto
che questa Amministrazione ha rispetto ai tempi delle opere pubbliche: ovvero è un rapporto con
l’eternità, in modo tale che, rispetto all’eternità, è sempre in anticipo. Lo diceva il Consigliere
Accorsi prima: io mi chiedo… ci sono alcune cose, sciocchezze, ma per esempio il Broglio, è
finito da alcuni mesi, dopo tanta pena, ma cosa ci voleva a finire quelle due aiuole che
rimanevano, per esempio? Sono quelle cose che il cittadino si chiede, il Consigliere anche,
perché il Consigliere non è altro che un cittadino come gli altri che, in più, si sente anche tirare la
giacca dagli altri cittadini che gli dicono: “Tu che sei in Comune – non sapendo che il
Consigliere non conta niente – quand’è che finisce quel lavoro?”. La risposta potete immaginare
quale possa essere.
(VOCE FUORI MICROFONO)
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Torno all’eternità, piazza Garibaldi è il prossimo passaggio, cominceranno i lavori in piazza
Garibaldi, perché ho ragione di credere, me l’ha detto il Sindaco, che un giorno o l’altro
cominceranno i lavori. Sarebbe però anche bello sapere quando finiranno, perché voi stessi dite
qui che prevedete di finire piazza Garibaldi nel 2010. Siccome prevedete di finirla nel 2010,
essendo previsioni abbastanza ottimistiche, sono un po’ preoccupato, senza voler usare termini…
Il teleriscaldamento: il Consigliere Accorsi l’ha detto, è un tele-raffreddamento.
Indipendentemente da tutto quello che ci siamo detti e dalle arrabbiature che ci sono, e che è
inutile che ripeta, il teleriscaldamento, quando ci sarà, sarà una cosa bellissima evidentemente. È
una dotazione per la città e, rispetto a prima, è una dotazione che mette la città davanti ad altre.
Ma, nella mia ignoranza operativa, da quel punto di vista, io mi chiedo: su tutti i soldi che si
spendono per fare il teleriscaldamento e su tutti i disagi che ci sono nel fare il teleriscaldamento,
forse l’investimento migliore sarebbe stato prendere un paio di personaggi che conoscessero la
cosa e facessero da raccordo.
Visitando i cantieri – perché mi tocca, non perché vada in giro a visitarli – mi accorgo che
una ditta primaria porta il tubo lungo la strada. Poi bisogna fare la pipa, quindi lo scavo. Poi
un’altra ditta fa l’altro pezzo – e questa ditta non si parla con la precedente – poi c’è ancora
un’altra ditta che collega la caldaia, dove ci sono altri artigiani che, tutti senza parlarsi, mettono a
posto le cose. Questo succede, in giro per Riva, voi smentite pure, e si bloccano tutti quanti.
È vero che su un lavoro del genere ci possono essere dei disagi, ci mancherebbe altro,
sappiamo tutti che i lavori portano anche dei disagi, però è anche vero che forse guardiamo le
cose macroscopiche e non vediamo quelle più semplici, che poi creano il disagio maggiore, il
disagio tangibile, il disagio minuto che tocca tutti quanti.
Quindi, fare e disfare. Oggi vedevo uno scavo finito ed asfaltato, non vi dico quanto
tempo fa, ricominciato oggi. Non dico dove, gli amministratori lo sapranno. È stato asfaltato
viale Rovereto e hanno tirato su i tombini il giorno dopo aver messo l’asfalto. Andate a spiegare
alla gente queste cose. Voi potete dirmi che la ditta qui, la ditta là, ma andate a spiegarlo alla
gente, che si passa, si assalta, si rulla, e poi passa un’altra squadra che tira su i tombini. Sono
cose che non stanno né in cielo né in terra.
Le Terme romane. Vi ringrazio che abbiate inserito in Bilancio quelle cose che ho
chiesto, di allargare il tetto. Vi ringrazio, ma mi chiedo: quello che ha fatto quel tetto, non poteva
pensare prima di farlo un po’ più largo? Io credo che con un metro normale, con una corda
metrica o anche con uno di quelli da 2 m, si poteva riuscire a misurarlo. Questa è la conferma che
a Riva del Garda il vecchio adagio del “fare e disfare è tutto un lavorare”, viene confermato.
Non vado avanti col Bilancio, perché ci sono delle cose più belle, la relazione del Sindaco
è più bella.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Non nei particolari, però, Sindaco, a grandi linee…
Ho letto molto meglio la sua relazione. Peraltro devo dire che non è neanche vero che
l’ho letta tanto bene, perché mi è rimasta talmente impressa quando l’ha letta lei che saprei
recitarne alcuni passaggi a memoria senza nemmeno rileggerla. Poi l’ho riletta per dovere…
(VOCE FUORI MICROFONO)
No, non è questione di adulazione, io dico quello che…
La seguo perché così mi è più facile. La viabilità: il discorso del collegamento con l’asta
dell’Adige mi trova d’accordo, di più, tanto che mi è buon testimone il Presidente del Consiglio
comunale che, in una sede in cui si discuteva di questo, ho detto: “Non stiamo a fare i pignoli, si
dà l’ok, si parte e poi, se volete fare una curva in più o una curva in meno, qualcuno deciderà di
farla ma intanto da Martignano ci portano giù…”
(VOCI FUORI MICROFONO)
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Purtroppo però noi abbiamo l’abitudine di farci del male. Il Sindaco chiederà alla Provincia di
partire e noi, per sostenerla, questa sera presentiamo un ordine del giorno in tal senso, che vi
leggerò dopo, per quello che può servire, ma comunque vorrei che ci fosse un’espressione – che
peraltro c’è già stata – del Consiglio comunale, spero unanime.
La vergogna della strada di Gronda. Farci dire noi dal Sindaco che bisogna vergognarsi
della strada di Gronda… la strada di Gronda è una vergogna, punto. Nemmeno le elezioni sono
state capaci di muovere i lavori della strada di Gronda, se nemmeno le elezioni hanno smosso i
lavori vuol dire che sono veramente fermi, inchiodati. Mi chiedo, a parte l’essere figli dello
stesso Dio – che poi vediamo nello stesso passaggio – qui faccio una sottolineatura e una colpa al
Sindaco: non è che forse diamo fastidio perché il Sindaco qualche volta non fa l’allineato con i
suoi? Ma se non fa l’allineato, cosa l’hanno mandato a Roma a fare? Non è che forse siamo
ancora i terroni del Trentino che eravamo una volta? È vero che ci sono stati problemi con la
ditta e cose del genere, ma in altri casi la signora Provincia risolve questi problemi nel giro di
pochi minuti.
Vi rubo un minuto, tanto in questa occasione si può fare. C’è stato un problema sulla
scuola, nei rapporti con il personale precario, un problema un po’ difficile da risolvere. Parlo
delle scuole non pubbliche, come quella che io rappresento. In discussione della Finanziaria la
Provincia, siccome ha il problema di una scuola che si chiama S. Michele, va in Consiglio – i
Consiglieri peraltro non se ne sono neanche accorti, perché ho chiesto delucidazioni ad alcuni di
loro e non sapevano neanche di cosa si trattasse – butta giù due righe e con quelle risolve tutto.
Con le due righe messe lì in qualunque momento si risolve, quindi si tratta di voler scrivere e
mettere dentro le due righe, cosa che, in taluni casi che ci riguardano, non viene fatta.
Adesso, cosa dobbiamo fare perché la strada di Gronda possa andare avanti? Cosa
dobbiamo fare per verificare se l’intervista del Presidente, che dice che ci darà quello che
abbiamo chiesto, o quantomeno metterà allo studio la possibilità di allungare la galleria per
portarla verso Limone, è vera o no? Dobbiamo aspettare le prossime elezioni? Cinque anni sono
tanti, bisognerebbe trovare il sistema per saperlo prima. Bisognerebbe che adesso, dalle parole, si
arrivasse ai fatti. Si parla del 2010, ma cosa ci daranno nel 2010? Un pezzetto, due pezzetti,
tutto? E poi 2010 a gennaio o 2010 a dicembre?
Poi parla del Maffei. Non vorrei nemmeno entrare nelle scelte del Maffei. Discutiamo
quando c’è da discutere sulle scelte, però una volta che le scelte sono fatte, le abbiamo fatte tutti
quanti e si va avanti. Si può non essere d’accordo su una scelta, ma nel momento in cui è stata
fatta si va avanti. Anche in questo caso io pongo l’eternità come termine, che si facciano queste
trattative, come dice il Sindaco, ma che si facciano alla luce del sole. Per me l’Amministrazione
non deve nascondersi, va e tratta con chi deve trattare, vede cosa deve tirare fuori e poi si tirano
le somme.
^^^ Esce il Consigliere Zambotti: il numero dei presenti scende a 26. ^^^
Sindaco:
Per mozione d’ordine vorrei comunicare a lei e al Consiglio che il Consiglio di Stato è
andato a sentenza e ha dato ragione al Comune.
Consigliere Modena:
Quindi non serve più trattare.
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Sindaco:
Diciamo che l’iter l’ha avvantaggiato nel fatto che il Consiglio di Stato, ci è arrivato
l’annuncio ieri, è andato a sentenza e ha dato ragione al Comune, nella partita che vedeva un
ricorso avverso l’originaria sentenza, peraltro sempre a noi favorevole, del Tar di Trento.
Consigliere Modena:
È una notizia che potrebbe accelerare le cose, anche perché io sono un po’ preoccupato,
riguardo all’accelerazione, dal passaggio in cui il Sindaco parla del Maffei, di una cosa da fare
quando, all’epoca, sarà già realizzato il compendio. So che ci vogliono dei tempi, però lo dà
come una cosa che… forse alcuni di noi non vedranno il Maffei.
Strutture fieristiche.
(VOCE FUORI MICROFONO)
L’importante è arrivarci con un po’ di lucidità.
Strutture fieristiche e congressuali. Qui si tratta di un argomento sul quale io mi sono più
volte espresso e sul quale ho detto che non si deve fare, ma sul quale però dico che se è stato
deciso di farlo si fa. Il Sindaco parla di affaticamento e sarebbe bello perdere un po’ di tempo
cercando di tradurre i termini che il Sindaco ha usato nella relazione, ma ci vuole del tempo,
perché dare l’esatta interpretazione richiede una sfaccettatura abbastanza vasta.
Parla di affaticamento, ma è un affaticamento reale, uno può essere affaticato per troppo
lavoro, o è un affaticamento indotto? Io temo che molti affaticamenti – siccome per essere
stanchi bisogna far fatica – possono anche essere indotti. Adesso vediamo che i programmi che
io ho pensati, quelli che io avevo pensati e che adesso dico che vanno fatti, non sono condivisi da
tutti i protagonisti che allora avevano suonato grancassa. Io avevo parlato, avevo urlato, avevo
votato contro la relazione del Sindaco. Quando ho votato contro la relazione del Sindaco uno dei
motivi principali era questo, adesso si accorgono che infatti… proprio loro che suonavano
grancassa e che facevano tutti i loro progetti, i loro programmi, si accorgono. Si sapeva, perché,
pur non essendo cervelli, con penna e carta o con una calcolatrice, i conti devono quadrare. Si
sapeva che la cosa non stava in piedi e si sapeva altrettanto che si partiva perché non si volevano
“rifiutare i soldi del principe”. Il Presidente Dellai aveva messo lì una certa cifra e nessuno
voleva rifiutarla. Tra parentesi, attenzione, io ricordo sempre che non è che sia stata regalata,
perché la GTF è in gran parte della Provincia, quindi la Provincia ha dato soldi a una società… vi
ricordo che il Palazzo dei congressi nell’operazione passa di mano, quindi non è che ci sia stato
regalato qualcosa, che sia arrivata la Madonna di Lourdes a portarci i soldi. Piuttosto i soldi si
sono bruciati, perché abbiamo fatto tutta quella melina e quella commedia del concorso
internazionale per far venire le ditte più importanti d’Europa, per inventarsi i progetti, la cosa è
costata non poco – non so quanto ma di sicuro non poco – perché un commissario mi diceva:
“Che bello, ho trovato una buona commissione, perché ogni volta che partecipò alla
commissione prendo x”, non vi dico quanto è x, ma comunque era qualcosa di interessante. Ma
non solo quello, è il minimo, c’era tutta l’operazione. Noi abbiamo fatto quella bellissima
presentazione, con foto, televisione, eccetera, adesso le nuvole non le vogliamo più. Non
vogliamo più le nuvole? Ci saranno anche dei danni a non fare le nuvole…
(VOCE FUORI MICROFONO)
Non piove più. Va be’…
(VOCE FUORI MICROFONO)
Adesso poi vediamo chi gestirà tutta questa operazione. Peraltro, anche togliendo le nuvole – io
ho dei ritagli della stampa che confermano la cosa, ma li so a memoria – i conti non quadrano lo
stesso, per la semplice ragione che con una fiera sola non si tiene in piedi un centro fieristico,
peraltro brutto, perché senza le nuvole diventa anche brutto. Ora non sto dicendo che bisogna
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fare le nuvole, però quando si sono fatte le nuvole qualcuno sapeva i conti, non è che sia
successo dopo. La crisi finanziaria, quella che è in atto adesso, è successa dopo, ma i conti delle
nuvole si conoscevano già prima.
Adesso vediamo chi lo gestirà, perché è un bel boccone. Il Sindaco da qualche parte dice
che sarà la Lido a dover sostenere, a dover caldeggiare, a dover spingere. Basterebbe che la Lido
spingesse le sue cose, come ha detto il Sindaco, e sarebbe già qualcosa.
Nella relazione del Sindaco, guarda caso, finisce il discorso delle fiere e incomincia
quello della Miralago. Sarà un caso? Non so, perché noi abbiamo letto sui giornali, tempo fa, che
uno dei responsabili della cosa pubblica, per quanto riguarda questo settore, ha sollecitato e
ipotizzato che potesse nascere una permuta tra Fiere e Miralago, perché Riva venisse a essere
proprietaria della Miralago. Tutto può essere giusto e tutto può essere sbagliato, non lo so, però
sarebbe anche bello capire perché e per come. L’unica cosa che posso dire è che viste lì,
attaccate, possono essere un caso le due cose messe lì dal Sindaco, oppure può darsi che il
Sindaco abbia un’idea in proposito o abbia in animo di dirci qualcosa riguardo all’argomento.
Politiche industriali, dice il titolo, in realtà si parla di Fedrigoni. Io mi ero genericamente
espresso sulla stampa riguardo all’argomento, in qualche occasione, quando era emerso il
problema per la prima volta, ora non ricordo. In quell’occasione dicevo che io non mi
scandalizzerei se, nel solco di quella mozione che abbiamo approvato, si utilizzassero
urbanisticamente i cubi della Fedrigoni per fare qualcos’altro, per non occupare del nuovo
territorio. A tale proposito mi verrebbe automatico di dire che abbiamo le varianti, ragioniamo
tutto quanto insieme.
La proposta del Sindaco però pare molto intelligente e ben articolata. Credo che non
possa non essere condivisa, pur con un difetto, che la allontana dalle varianti, perché
evidentemente – visto e considerato che sono sempre tutti rapportati all’eternità – ha dei tempi
che non credo siano percorribili in breve. Apprezzo quindi il ragionamento che deve tenere
presente la salvaguardia dei posti di lavoro, ovviamente la remunerazione della proprietà e la
salvaguardia del territorio, però occorrerebbe – e questo voglio sottolinearlo – che questo
ragionamento del Sindaco servisse a diventare un termine di paragone, un termine di misura
anche nei confronti di altre realtà o di altri casi che si presentassero.
Se vi sono dei sospesi o dei nodi da risolvere anche con altri, si segua questa via, che è
quella maestra, in modo tale che si possa poi ragionare più compiutamente sull’utilizzo del
territorio, sempre nel solco della mozione che avevamo qui approvato. Quindi le prossime
varianti al PRG che prima o poi arriveranno qui, in quest’occasione vedremo se questa strada che
giustamente il Sindaco indica per la Fedrigoni…
(VOCI FUORI MICROFONO)
Si vede che la Consigliera deve parlare.
Dicevo che vedremo quindi se, nel corso della discussione del PRG, questo nuovo modo
di ragionare, proposto dal Sindaco, possa essere adottato, proprio per il concetto espresso dal
Sindaco, che siamo figli dello stesso Dio.
Vado avanti perché altrimenti il tempo passa.
“MusicaRiva”. MusicaRiva è una cosa che io ho nel cuore, ma soprattutto mi dà il destro
per dire un sassolino che ho nella scarpa da tanti anni e mi fa molto male. “MusicaRiva” – ho
ringraziato Dario Mosaner quando l’ha detto in un’intervista – è stata una cosa nata quasi per
caso da me e da Dario Mosaner, che poi l’ha fatta sua, io ricordo che quando nacque lui era Vice
Sindaco e io lo chiamai dicendo: “C’è una cosa che va bene per te”. In realtà così è stato, ci sono
state queste sofferenze iniziali e si partì. “MusicaRiva” ha fatto poi la sua strada e credo che per
Riva del Garda una manifestazione del genere sia un orgoglio, perché le manifestazioni – anche
le altre che poi sono state perse – non si dovrebbero mollare, diventano valide nel momento in
verbale 12. 12. 08 /
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cui si proiettano nel futuro. Ma ricordo sempre che io, all’inizio, fui chiamato in un albergo del
centro, che non c’è più, ha cambiato nome, e il Sindaco di allora, assieme a grossi esponenti della
maggioranza provinciale di allora, mi disse: “Lascia perdere”. Devo dire che sono fiero di aver
fatto come Molinari, di aver preso i signori, uno era il Sindaco e gli altri erano degli Assessori
provinciali, e di averli mandati in quel luogo che non posso dire.
L’Inviolata. Non sono scandalizzato come il Consigliere Frizzi oggi. Io sono per il
concetto che ho detto prima: pur di portare a casa un risultato positivo, discutiamone, e poi
evidentemente ne ragioneremo quando sarà il momento di ragionarci. Ma discutiamone e
vediamo dove si arriva con la discussione, fin quando è necessario dare per ricevere.
Della classe dirigente, Sindaco, ho detto dei quarantenni delle società. Non si fa più la
gavetta, si sa, la gente nasce imparata, come dicono a Roma. Vedo che io di anni ne ho passati,
impegni ne ho ricoperti e mi sento sempre uno che deve imparare, invece abbiamo gente che,
forse perché ha studiato di più, o forse perché è più intelligente, perché adesso nel 2000 ci sono
vitamine che il Consigliere Accorsi vende, più potenti, arrivano tutti quanti imparati e soprattutto
rifiutano quel mix necessario – secondo me – per crescere essi stessi, usando l’esperienza di altri.
Non so se qualcuno le parlerà delle solennità, Sindaco, che lei ha messo nella relazione.
Io sì, per due motivi. Prima di tutto perché sono uno che, quando proprio non è impedito, cerca
di partecipare e, in secondo luogo, perché in quella del 4 novembre – che io ho sempre
considerato importante, non solo perché è il mio onomastico – dei signori qui presenti, non me
ne abbiano, c’erano quattro gatti. Il 2 di giugno ce n’erano di più, forse perché il clima era più
propizio. Tra parentesi il 4 novembre io ho assistito a un bellissimo discorso del Sindaco, su
quello di giugno ci sarebbe qualcosa in più da dire, ma quello del 4 novembre l’ho condiviso. Se
vogliamo far parte di una comunità, ci sono alcuni momenti in cui può essere scomodo, ma
bisogna sentirsi coinvolti. Non lo dico per sentirmi dire che sono bravo, ci mancherebbe altro,
ormai, ma un giorno ho tirato fuori il libretto, che ho trovato in Comune, per rileggermi tutta la
storia dell’evento, dell’impiccagione, perché sapevo, ma quando ne sentivo parlare c’era
qualcosa che mi mancava.
Io non pretendo che tutti vadano a studiare, però, siccome queste ricorrenze sono legate
tutte alla nostra storia, al nostro passato, e io credo che il nostro futuro non possa prescindere dal
passato, forse perché sono un illuso io credo che una certa identità che ci lega alla nostra città,
una certa rivanità io credo vada portata avanti, rivendicando quell’identità che forse molti non
sentono di avere, ma che io vado a ricercare. Io non sono uno studioso, non sono Molinari, ma
alcune cose base mi piace cercare di capirle, sarà la vecchiaia.
Torniamo alla classe dirigente. Ho parlato di egoismo, arroganza, invidia, protagonismo,
questa è la realtà. C’è più stimolo a mettere in ridicolo gli altri, che non a costruire facendo
vedere di essere bravi, non c’è bisogno di tirare fango sugli altri, se ognuno di noi è in grado di
fare la propria strada.
L’intelligenza, che in molti casi venne smentita, è quella di valorizzare tutti i protagonisti,
anche quelli che ci sono stati prima di noi e quelli che non sono con noi, perché non ci danno
fastidio. Cosa può interessare a Molinari ricordare in una cerimonia pubblica i sindaci che
l’hanno preceduto? Intanto è lui adesso il deus ex machina. Così succede anche negli altri luoghi.
Perché dimenticare chi ha dato, chi può dare, chi darebbe?
Non parlo del Comune unico perché qui ci sarebbe un capitolo…
Faccio però un cenno sulle politiche sociali. Devo dire che sulle cose che stanno andando
avanti posso solo complimentarmi, fatto salvo che c’è sempre quel discorso dell’eternità che
dicevo prima. Non sarebbe poi da Bilancio, ma sono un po’ preoccupato perché i nostri
personaggi, che in parte hanno seguito in prima persona la cosa, in questo momento sono in uno
stato meno felice di altri. Quindi sono un po’ preoccupato anche per il futuro, perché abbiamo
verbale 12. 12. 08 /
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avuto un direttore che è andato in pensione ed era una risorsa grossa, non so cosa stia
succedendo, se ne cercano degli altri, se ci sarà una sostituzione o qualcosa del genere; e
abbiamo anche quella figura di cui vi ho parlato. Questo mi preoccupa un po’, perché possiamo
avere tutte le idee che vogliamo, ma se le idee non hanno le gambe di chi le porta avanti è
difficile. Quindi, oltre che fare a Graziella Benini un grande augurio, io spero possa ancora dare
una mano alla città per portare avanti tutti questi discorsi.
Dell’eternità delle opere pubbliche che vengono citate ho già detto ed è inutile che mi
ripeta. Aspettiamo le varianti del PRG, che qui si citano.
C’è stata quella discussione che penso non abbiate dimenticato, in cui, secretando i lavori
della Commissione si è impedito ai Consiglieri comunali, non membri della Commissione, la
conoscenza dell’iter. I membri commissari, evidentemente legati alla segregazione, non possono
avere informato gli altri Consiglieri della cosa. Quindi succede che sappiamo che i membri
Consiglieri della Commissione non sono contenti, non so il perché ma non sono contenti, però
sappiamo anche che quando la problematica arriverà qui troverà della gente completamente
ignorante – non offendetevi, parlo per me – perché non saprà nulla dell’argomento e quindi non
so se la riunione informale del Consiglio sarà sufficiente per rendere edotti tutti quanti, per
spiegare le cose che la Commissione ha fatto in 8, 10, non so quante riunioni abbia fatto, perché
sono mesi che si parla di…
(VOCE FUORI MICROFONO)
Una parte l’abbiamo letto sui giornali, poi ne parliamo dopo, per fortuna ci sono i giornali che ci
aiutano a prepararci. Quindi non sembra che i commissari della Commissione urbanistica siano
soddisfatti. Io dunque aspetto con ansia questa riunione informale, anche se, ripeto, non so se
basterà perché, per quanto mi riguarda, occorrerà che mi vengano spiegate bene le cose, perché
non essendo un argomento di cui io mi occupi quotidianamente, avrò bisogno di spiegazioni
approfondite. Speriamo, ma il Sindaco l’ha già assicurato nel corso dell’ultima riunione, che nel
portare questa proposta saranno seguiti i criteri contenuti nella mozione. Aspettiamo e con calma
vedremo.
Le società. La Lido di Riva. Il Sindaco dice: maggiore impegno e maggiore
comunicazione, in sintesi. Dice che “vorrà garantire la celere prosecuzione dei lavori nel contesto
del rinnovo della concessione”, praticamente fa l’elenco di tutte le cose che la Lido, mi pare di
aver capito, avrebbe dovuto fare e non ha fatto, o che comunque non ha portato a conclusione.
Evidentemente c’è stato qualche inghippo, o qualche impegno che non ha permesso di perseguire
questi obiettivi. Peraltro c’è stata anche qualche volta in cui è andata per la sua strada, quindi se
nella discussione della Spiaggia degli Olivi tutti hanno detto una cosa diversa e la Lido è andata
avanti per la sua strada, e poi è andata male, pazienza, ognuno trarrà le proprie conseguenze.
La proposta è andata deserta, le associazioni di categoria, il coordinamento degli
imprenditori, tutta una serie di operatori avevano espresso delle considerazioni diverse, ma è
andata così. Va bene, andrà meglio la prossima volta.
La casa colonica. Ci sarà il rapporto degli inquilini da vedere.
Hotel Lido. Il Sindaco parla sempre criptato, adesso però compreremo i decoder, a
febbraio, e forse ce ne sarà sul mercato anche qualcuno che decripta il Sindaco. Per la verità non
ce n’è tanto bisogno, però il Sindaco a un certo punto dice che il Lido si deve dare da fare, sulla
dependance. Come, deve darsi da fare sulla dependance? Qua dentro il Sindaco, rispondendo a
me e a Pietro Matteotti, sul piano Cecchetto, ha detto che la dependance si demoliva. Allora deve
darsi da fare a fare cosa? A buttarla giù?
(VOCE FUORI MICROFONO)
Sindaco, è sempre melium abundare quam deficere. Quindi mi basta quello che aveva detto, in
questo momento.
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Accertato che la dependance era una battuta, parliamo poi del tennis e anche lì lei non
spiega del tennis, dice solo che c’è da fare qualcosa dove c’è il tennis. Leggendo le notizie del
tennis noi abbiamo saputo che il tennis va via perché diventerà un parcheggio, allora poi con
pazienza, come le formiche, ci siamo informati e abbiamo capito che al tennis viene fatto un
parcheggio finalizzato all’hotel Lido. Ecco perché quindi la Lido diventerà protagonista in questa
cosa, ecco l’urgenza di portare via il tennis: perché evidentemente i lavori devono andare di pari
passo con quelli dell’albergo e peraltro, con la velocità che hanno, non c’è neanche tanta fretta di
portare via il tennis.
Evidentemente quest’emergenza del tennis è nata dopo, perché altrimenti se ne sarebbe
parlato. Evidentemente, in corso d’opera, è nata l’emergenza parcheggi. Ma è nata un’altra
emergenza che il Sindaco cita, sempre nella lingua sindacale. La Lido “vorrà garantire la celere
prosecuzione dei lavori valutando la congruità e la sostenibilità da parte sua delle partite
finanziarie connesse, interagendo con i soci privati per il miglior esito dell’impresa”. Non so se
traduco bene, ma mi sembra che sia emerso un problema di tutt’altro genere. Sembra che il
famoso contributo che la società che costruisce deve ricevere, a causa di un decreto di un vostro
ministro, non sia più percorribile. Sembra che il decreto Bersani… questa è una barzelletta, mi fa
sorridere questa cosa, ma non facciamoci problemi per questo. Addirittura si dice in giro – ma io
non credo alle chiacchiere della gente, perché la gente è maligna – che si vuole cambiare la
componente azionaria, dando la maggioranza ai privati. So benissimo che non la volete fare,
perché è stato dichiarato, e quindi so che la gente scherza, anche perché se Dellai compra gli
impianti di risalita, vuoi che non trovi una leggina, come quella di prima delle due righe nella
Finanziaria, per sistemare il problema di una società di cui Comune e Provincia sono proprietari?
In merito all’AGS vi ho parlato del fare e disfare, della “trentalizzazione” dell’AGS. Tra
parentesi, se è vero, tutti quei signori che di corsa hanno aderito, adesso poveretti… non gli
cambierà la vita ma insomma, hanno preso una bella “trentalizzata”.
Poi vorrei parlarvi ancora dell’AGS e sempre perché io non riesco a tenermi aggiornato
su tutte, quindi può sfuggirmi molto, ne ho trovata una nuova, l’AGST, signori Consiglieri,
l’avete mai sentita nominare, voi?
(VOCE FUORI MICROFONO)
Ah sì? Io non avevo mai sentito parlare dell’AGST. Qualcuno me ne parlerà, è la società del
teleriscaldamento che si aggiunge alle altre società. Mi sembrava di non averla mai sentita. In
compenso ho sentito parlare dell’APM, di quella ho sentito parlare e su quella vorrei rubarvi 2
minuti, per parlarne. Tra parentesi anche su questa presenteremo un modesto ordine del giorno.
L’altra volta ho discusso in seduta segreta e l’ho fatto sinceramente convinto che alcune
cose vanno dette tra quattro mura. Poi mi sono accorto che si dicono le cose in seduta segreta e
addio. Non parlo di lei, Sindaco, ma ci si dimentica, qualcuno può dimenticare, perché non le
trova più sul verbale, anche perché essendo segreta la seduta ovviamente non c’è verbale.
Mi permetterei di dire alcune cose, quelle che volevo dire l’altra sera. La cosa l’avevo,
non dico archiviata, ma abbiamo avuto quella discussione, che andava in un certo senso… non
potendo io seguire tutto, ho preso in mano il famoso libricino, che non avevo letto. Confesso,
non avevo letto il libricino delle società. L’ho preso in mano e l’ho letto: mi si è accapponata la
pelle.
Immagino che l’Amministrazione l’abbia letto. Adesso devo cercare di usare dei termini
non impropri, altrimenti rischio di dire delle cose che non vorrei. Nella relazione della società
controllata APM ci dicono – a parte terminologie e modi di esprimersi, che dipendono da ognuno
di noi – che “nell’eseguire il proprio mandato APM ha operato per sistemi di area”. Io purtroppo
non ho studiato più di tanto e non capisco cosa vuol dire, pazienza, posso anche non capire.
“Quanto sopra è stato raggiunto a tariffe costanti da anni, con forti agevolazioni per i residenti e
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assimilati. Operando su stalli altamente frazionati”, cosa vuol dire stalli altamente frazionati?
Tanto ogni zona di stallo ha la sua macchinetta, non è che il Presidente dell’APM deve andare a
correre dietro alle macchine frazionate, perché ci sono parcheggi di qua e di là. “Con grandi
numeri di esenzioni gratuite, dal pagamento della tariffa”. Se mi ricordo – perché qualcosa me lo
ricordo – questa era una delle condizioni che erano state proposte dalla società, allorquando essa
nacque.
“Nel corso del 2007 è stato portato a termine all’80% il progetto parcheggio interrato
Terme romane, per complessivi 318 stalli, che sarebbero stati, se non ci fossero state le terme,
444, vendendo già sulla carta ben 100 di 104 stalli”, quindi vuol dire che 4 stalli non sono ancora
venduti.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Certo, io leggo all’epoca Sindaco. “… per 65 acquirenti”, il che significa che non è che i cittadini
si siano messi a correre per comprare gli stalli, 65 acquirenti per 100 stalli significa che
probabilmente tra gli acquirenti ci sono delle aziende che si sono comprati x numeri di stalli per
avere…
“La tempestività dell’azione realizzativa e commerciale della società”, vi prego di
ricordare questa frase, tanto che c’erano ancora stalli da vendere, “ha evitato che si trovasse a
gestire le proprie vendite in concorrenza con altre iniziative, oggi avviate per centinaia di stalli in
vendita. La società ha inoltre completato una serie di ulteriori interventi pubblici, il confinamento
dei reperti romani – posso immaginare cosa voglia dire – il rafforzamento delle fondazioni e la
perimetrazione per consentire al Comune la futura edificazione di una palazzina museale”. Ecco
perché c’erano ritardi, perché il Comune ha chiesto di rinforzare. Allora superi di spesa e ritardi
per colpa del Comune.
“Il sistema di illuminazione e il telecontrollo delle rovine che tutti ci invidiano”, arrivano
a sciami i turisti la sera a vedere il sistema di illuminazione e di telecontrollo, c’è il telecontrollo
perché ci portano via i sacchi neri dell’immondizia. È stato messo il telecontrollo. “La
realizzazione di una nuova, elegante ed attrezzata piazza cittadina”, forse si parla del Broglio,
non lo so, forse l’ha fatto l’APM. Attenzione, tenetevi forte: “Il sistema di irrigazione automatica
del verde pubblico sovrastante il parcheggio”. Io non so se qualcuno di voi – perché io sono
vecchio e anche un po’ orbo – ha visto il verde pubblico sovrastante il parcheggio. Poi la
delimitazione della piazza strada, la predisposizione della cabina AGS… che è una novità eh?
Perché tutti quanti, quando costruiscono, lo sanno prima, probabilmente all’APM l’hanno detto
quando hanno finito che c’era da fare la cabina dell’AGS, perché c’era anche da attaccare la
corrente.
Tra parentesi mi dicono, ma anche queste sono malelingue, ma l’Amministrazione lo sa,
che per taluni lavori fatti extra, se ci sono stati, il Comune ha dato qualche soldino per farli.
(VOCI FUORI MICROFONO)
Non dico che non fosse a Bilancio del Comune, ma siccome qui dicono…
(VOCI FUORI MICROFONO)
Sindaco, io sto leggendo questa cosa bellissima.
“A integrazione dell’appalto delle Terme romane, l’APM ha lanciato e assegnato altre
importanti gare tra cui gli scout – che sono i lupetti, una volta c’erano prima i lupetti poi gli scout
– telematico, impianti di sosta, parcheggi mobilità, aumento…” e così via. Questa operazione di
fare gli scout…
(VOCE FUORI MICROFONO)
Sindaco, so di cosa si tratta, però mi chiedo se, con tutto quello che c’era da fare in quel
momento, la questione degli scout fosse importante. Questa è la domanda che volevo farle: mi
rendo conto che è qualificante, ma mi rendo conto che prima finisco i lavori a casa mia e poi
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vado a propormi sull’esterno, con gli scout. Bisognerebbe sapere anche nel discorso costi e
ricavi, con il Bilancio che l’APM ha avuto, quanto ci vuole poi per riportarsi a casa i boyscout.
Ironico anche questo, Sindaco.
“A fronte degli investimenti l’APM ha incassato il contributo pubblico… chiude il
Bilancio con un utile”. Serve che qui vi ricordi quello che io ho detto in seduta segreta riguardo
agli ammortamenti? Immagino non serva. Se volete ve lo ricordo. Consigliere Ivo Bombardelli,
lei si è addirittura portato via i conti, perché voleva portarli alla Corte dei conti.
Sappiamo benissimo, anche chi fa finta di non saperlo, che gli ammortamenti sono stati
fatti in un modo che forse non è da tutti riconosciuto come corretto per un Bilancio, perché sono
stati posti in ammortamento dei costi che non fanno sicuramente parte dei lavori. Gli
ammortamenti si possono fare, i superi di spesa si possono ammortizzare, se un ingegnere ci
costa di più lo possiamo ammortizzare con il lavoro, perché fa parte del lavoro, ma il signor De
Biasi e l’impresa De Biasi non fanno parte del lavoro.
Il libercolo. Io ve lo porto ogni volta, credo l’abbia citato anche il Sindaco, ho visto che
ha citato una cosa che io ho tradotto in questo libercolo. Ma il bello deve ancora venire. Unico
fatto negativo: la sentenza del Consiglio di Stato. Essa ha comportato l’esborso di circa €
460.000 che, qui dice, va ad aumentare il costo ammortizzabile della struttura. Vedremo,
bisognerebbe che qualcuno ci guardasse dentro, magari presentiamo un ordine del giorno perché
l’Amministrazione ci guardi dentro.
“Ricordiamo che la sentenza è pervenuta…”, fate bene attenzione, “la sentenza è
pervenuta dopo il lavoro di una commissione di esperti composta da esperti del Comune – quindi
è colpa degli esperti del Comune – direzione lavori – quindi è colpa della direzione lavori –
esperti della Provincia – quindi è colpa della Provincia – riunitasi 15 volte nel corso di sette
mesi, la quale, dopo amplissimo contraddittorio, ha proceduto, con la firma del responsabile
unico – ha solo messo la firma – ad un’assegnazione corredata con una relazione di 60 pagine,
confermata dal Tar”. Il Tar non conferma, il Tar non ha confermato una relazione, il Tar ha
confermato che l’iter era stato giusto. “… successivamente verificata dal Presidente del collegio,
a mezzo di avvocati di fiducia”, tralascio i commenti su questo.
“Prenderà l’avvio, con apertura al pubblico di parcheggi Terme romane, essa sarà
particolarmente onerosa in quanto occorre abituare all’utenza cittadina. Sarà necessario tarare
procedure, impianti e sistemi di gestione e controllo, occorrerà addestrare il personale”. Ma
come? Sopra si sta già facendo, cosa c’è da tarare e da aggiornare, nel 2008? Io non voglio
entrare nel merito delle ditte che lavorano lì, ma vedo che lo fanno dappertutto, non è che a Riva
del Garda ci siamo inventati l’acqua calda. “Essa sarà ugualmente onerosa, anche sotto il profilo
economico-finanziario, per i consueti oneri di avviamento e per il peso economico dei reperti
romani, per la non ancora piena attribuzione all’APM dell’intero sistema della gestione del locale
della sosta del parcheggio, ancorché su aree non di proprietà comunale”. Allora l’APM vorrebbe
anche gestire il parcheggio del Monte Oro, quello “del Lazzara”, quello dell’oratorio, tutti i
parcheggi in costruzione e così via, si vede che qualcuno gliel’ha promesso. “… e per l’estrema
contenutezza dei livelli tariffari applicati”. Ma se sono così contenuti, perché non va giù
nessuno? Sono talmente contenuti che non va giù nessuno in quel parcheggio, salvo durante la
fiera di Sant’Andrea e in altri casi di necessità.
“In particolare il 2008 sarà un anno di transizione, di messa a regime del parcheggio.
Ricordiamo ancora che i reperti romani hanno causato costi aggiuntivi” attenzione, qualcuno
prenda carta e penna e si appunti questo, Lorenzi Emanuela, € 700.000, sono costi aggiuntivi
perché il Sindaco ha trovato le terme. “€ 700.000 formati da delimitazione area archeologica,
berlinese, parziale riprogettazione”. Poi “i maggiori costi quale differenza tra i migliori solai
realizzati e l’adozione di elementi prefabbricati al fine di recuperare parte del tempo perduto”,
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quindi, siccome erano in ritardo, per far vedere che arrivavano presto hanno aumentato i costi
cambiando il sistema di costruzione, utilizzando elementi prefabbricati più costosi, sempre a
causa dei ritrovamenti archeologici.
“Minori ricavi da parte di vendita degli stalli del terzo interrato, per un milione di euro”,
perché evidentemente le Terme non gli hanno permesso di vendere quei posti, e quindi “minori
ricavi per 30 anni, di 135.000 euro, a causa degli stalli a rotazione persi”, tanto non occupano
neanche quelli che ci sono.
Il totale, che la Consigliera Lorenzi ha fatto, dice che l’APM fa capire che il Comune, con
la storia delle Terme, dei posti mancanti e così via, non deve lamentarsi se all’APM sono
mancati 5 milioni di euro, quindi mette sul conto 5 milioni di euro. Se fate i conti, 1.000 euro più
135.000, più i 30 anni, più il costo di…
Torno al discorso originario, dicendo che noi, a questo punto, abbiamo motivo di ritenere
– ma c’è anche scritto sui giornali – che oltre ai costi De Biasi e di altri, che portano a circa un
milione di euro, ce ne sono in giro altrettanti, da coprire. Non so se ammortizzeranno anche
quelli. Quindi bisognerà che si arrivi alla fine e si consolidi. Una volta consolidati i
finanziamenti, penso si faranno dei mutui. Io allora dico che questa è l’occasione giusta perché la
proprietà, modificando lo statuto, faccia sì che quel tipo di operazioni, cioè l’accensione di mutui
sopra un certo importo, debbano andare in assemblea e quindi debbano passare da qui. Qui allora
andiamo a ragionare poi sulla società, sui soci, sull’opportunità di proseguire e come farlo.
Io credo che il Comune debba, non dico tutto insieme ma, un po’ alla volta, riprendere in
mano il bandolo della questione. Credo che si debba verificare innanzitutto quello che ho detto
l’altra volta – che assomiglia un po’ alla Bersani – quella decisione della CE di verificare come
va con le società pubbliche e private e fare un punto per vedere qual è la situazione giuridica di
questa società di servizi, tenendo presente la sentenza CE rispetto agli affidamenti diretti.
Bisognerebbe fare una specie di delibera ricognitoria.
L’altra volta il Sindaco mi ha risposto in modo abbastanza veemente, però sincero,
dicendo: “L’unica persona che sa qualcosa di questa storia è l’ex Segretario Righi”. Perché non
facciamo una Commissione, consiliare o non consiliare non mi importa, in cui si prende un
personaggio che ha seguito tutto l’iter, e si verifica se adesso ci sono degli step in cui valga la
pena – peraltro il Sindaco ha “sparato” alcune cose, la liquidazione della società per esempio – di
tirare qualche remo in barca, rispetto a tutte queste cose. Mi parrebbe una bella cosa, sia con noi
Consiglieri ma anche senza, non ha importanza, però cercare di capire a che punto siamo, dove
andiamo a parare e quanta utilità possiamo avere a mantenere quel tipo di società così com’è, con
quei soci, con quelle percentuali, perché temo che poi, andando avanti col tempo e aspettando il
tempo di bilanci – come capisco stia facendo l’Amministrazione, per andare coi piedi di piombo
– i buoi escono dalla stalla più passa il tempo. Secondo me varrebbe la pena cominciare a
lavorarci sopra. Noi, riguardo a questo, presenteremo un ordine del giorno, per la verità ne
presentiamo due, riguardo all’APM.
Non posso non dedicare un passaggio a InGarda, sembrerebbe strano se non ne parlassi,
anche se, per la verità, ne parlo solo per aggiungere qualcosa a ciò che il Sindaco ha detto nella
sua relazione. Vorrei che fosse capito però che non lo dico per dire “Io l’avevo detto”, ci
mancherebbe altro, però quando si costituì la società io fui l’unico – ricordo anche i luoghi dove
si discusse di questo – a dire che quel tipo di società, fatta così, non mi pareva l’ideale, anche
perché in giro per il Trentino nascevano società diverse. Forse perché sto vivendo un’esperienza
di quel tipo io ero molto più portato per un discorso cooperativo, perché era molto più
coinvolgente, perché poteva richiamare più soci. Si è fatto così e dico che probabilmente proprio
noi di Riva abbiamo voluto fare così perché con il gioco delle nostre diverse società abbiamo
messo giù gli archetti per avere poi le maggioranze all’interno di queste società.
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Poi i nodi vengono al pettine e quel tipo di società deve avere una via diversa. Adesso si
fanno dei ragionamenti che pongono anche qualche punto di domanda sul tipo di società. Alcuni
soci hanno espresso, anche in modo – non dico pesante – esplicito, delle perplessità sul tipo di
rapporto che esiste tra socio e società, sul tipo di coinvolgimento e soprattutto sul fatto che la
legge che istituiva quel tipo di società dava risorse e incarichi alla società tali che dovessero
seguire una certa strada. Io, mentre da un certo punto di vista sono contento dell’espressione del
Sindaco che dice che vuole “privatizzare” di più, sono sempre però stato – da quando ero
amministratore in poi – dell’idea che la pianificazione e la guida devono essere assolutamente
pubbliche. Aggiungo che anche nella situazione attuale, che non è bellissima, tra soci e società,
forse la scesa in campo del Sindaco come mediatore per trovare una soluzione a ipotesi che non
sono assolutamente distanti, ma che cozzano solo perché ci sono delle ragioni di principio, molto
probabilmente sarebbe utile per risolvere delle situazioni che si stanno incancrenendo e che
portano solo del male. Io sono convinto – e qui parlo di InGarda e posso parlare anche della Lido
– che molte volte i Presidenti delle nostre società sono molto probabilmente succubi o comunque
molto condizionati da posizioni esterne alla società o legate a qualcuno che vuol imporre alcune
scelte.
Quindi io non vedrei male, senza nulla togliere al Vice Sindaco – e prossimo Sindaco –
che scendesse in campo il Sindaco per trovare una soluzione ad alcune cose che sono di una
banalità assurda e si richiamano a una legge che tutti, a suo tempo, avevano condiviso.
Dice la Consigliera Lorenzi che basta così. Poi magari gli ordini del giorno li presento sul
secondo intervento. Grazie.
Presidente:
Grazie Consigliere Modena. Ha chiesto la parola il Consigliere Trinchieri. Prego
Consigliere.
^^^ Esce il Presidente Zucchelli: il numero dei presenti scende a 25. Assume la Presidenza ai
sensi dell’art. 26 comma 5 dello Statuto, il sig. Umberto Benaglio nella qualità di Consigliere
anziano. ^^^
Consigliere Trinchieri Benatti:
Grazie Presidente. Mi associo a quanto detto all’inizio dal Sindaco, rivolgendo al
Consiglio comunale la notizia che il Consigliere Pederzolli questa sera non può essere qui con
noi per un incidente, non entro nel merito. Sono stato raggiunto dal Consigliere alle 5 di
pomeriggio per telefono, mi ha avvisato dell’accaduto chiedendomi in modo caloroso di poter
comunque portare un contributo a una riflessione in sessione di Bilancio. Io ho accettato anche
perché il Consigliere Pederzolli in questi anni ha dimostrato un’attiva partecipazione. Quindi
sentendo il Presidente del Consiglio e il Sindaco, abbiamo ritenuto opportuno portare alla vostra
attenzione questa relazione del Consigliere Pederzolli che procedo a leggere. Grazie.
“Proprio due anni fa, in occasione della discussione relativa alla sessione di Bilancio,
aprivo il mio intervento segnalando che la maggioranza non corrispondeva agli impegni
enunciati dal Sindaco nel discorso di insediamento dell’attuale Consigliatura. Impegni che si
sarebbero incentrati sulla lettura a più voci della realtà di Riva del Garda e dal miglioramento
della relazione fra struttura comunale e cittadinanza. Ritengo che in questa esternazione può – e
deve – rientrare anche la relazione tra Giunta e Consiglieri comunali.
Nella relazione che ci ha presentato nella seduta scorsa ha citato un’iscrizione riportata
sul palazzo giuratorio di Caltagirone, nella quale vi è un invito a vigilare sulla cosa pubblica,
affermazione che può calzare perfettamente con le funzioni attribuite al Consigliere comunale. Il
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mio voleva essere un richiamo teso a evitare ogni possibile incomprensione, fatto sta che è
divenuta una sorta di previsione di quanto poteva succedere e che purtroppo è accaduto.
Perché l’Amministrazione comunale assume atteggiamenti poco collaborativi e di scarsa
disponibilità? Questa è la domanda che mi sono posto più di un anno fa, quando, nel mese di
agosto, presentavo un’interpellanza che manifestava un atteggiamento di scarsa disponibilità da
parte dell’Amministrazione comunale. Momento che segnava l’inizio di una ripetuta
indisponibilità ad agevolare le richieste che provenivano da una figura che, a norma di legge,
ricopre un ruolo che consente un incondizionato spazio di accesso agli atti, per finalità legate
all’esercizio del proprio mandato e che riveste le funzioni di indirizzo e controllo degli organi
costituzionali decisionali del Comune.
L’ufficio del Difensore civico, contestualmente interpellato in merito alla situazione,
stabilì che fu posto in essere un diniego certamente illegittimo e da allora i rapporti si sono
inaspriti. Da un lato gli uffici che ponevano ogni possibile limitazione adducendo motivazioni
poco convincenti, dall’altro chi lamentava la necessità di avere il giusto riconoscimento a
un’attività di controllo legittima. Un’escalation continua che, a furia di richieste, interventi degli
Uffici provinciali, è sfociata nell’ultima lettera dell’ufficio Autonomie locali della Provincia
Autonoma che ha riassunto quanto lamentavo, richiamando l’Amministrazione comunale ad un
comportamento maggiormente collaborativo. Una lettera con passaggi anche forti, che
brevemente riassumo per rendere maggiormente chiari ai colleghi Consiglieri i punti
fondamentali per l’attività del Consigliere.
“Con riferimento a quanto descritto dal Consigliere Pederzolli nella sua nota e dall’esame
dei documenti ad essa allegati, emergono alcuni aspetti che appaiono particolarmente rilevanti
nella gestione del diritto di accesso in favore dei Consiglieri. Ricordiamo che la formulazione
dell’art. 13 nasce proprio come risposta all’esigenza espressa dalle minoranze consiliari, di
disporre di un effettivo potere di controllo. Tre mesi e mezzo appaiono quindi decisamente
troppo e ingiustificati, soprattutto, per un rifiuto. Altro aspetto di rilievo nella segnalazione è
connesso alla natura degli atti cui è stato, di fatto, negato l’accesso, in particolare per quanto
riguarda la documentazione relativa all’indagine per la rilevazione dei bisogni, delle attese, del
livello di soddisfazione dei cittadini, in ordine ai servizi comunali, oggetto della citata richiesta
del 02.04.2008. Nella tardiva risposta, a firma del Segretario generale reggente, si specifica che si
è ritenuto di non rendere pubblici i risultati dell’indagine. Scelta legittima dell’Amministrazione,
ma questo non può certo comportare anche la sottrazione di tale documentazione all’accesso del
Consigliere che, come visto, ha in tal senso un diritto praticamente illimitato. In conclusione si
richiama, per il futuro, a un preciso e tempestivo riscontro delle richieste di accesso dei
Consiglieri comunali, ricordando la speciale protezione che al diritto del Consigliere è stata
accordata sia dal giudice penale che dalla magistratura contabile. Infatti in sede penale il diritto
del Consigliere di ottenere informazioni e notizie utili all’espletamento del mandato, trova come
corrispondente il dovere dell’ente territoriale di porre in essere le condizioni perché venga
concretamente esercitato, senza incontrare ostacoli o atteggiamenti ostruzionistici, che
configurerebbero illegittima manifestazione dell’attività amministrativa. Al riguardo si vede… –
una sentenza della cassazione penale. Ulteriormente, in modo analogo, è stato ritenuto che
l’illegittimo diniego di accesso opposto dal Sindaco al Consigliere comunale, costituisca, a fronte
dell’inequivocabile previsione normativa in materia, un comportamento caratterizzato da colpa
grave, tale da configurare responsabilità amministrativa in capo al Sindaco, qualora dal predetto
rifiuto sia derivata la condanna del Comune al pagamento delle relative spese di giudizio”.
Contando che i diritti previsti dall’ordinamento per consentire al Consigliere comunale
l’esercizio delle proprie funzioni istituzionali trovino, da parte dell’Amministrazione di Riva del
Garda, migliore accoglienza, con la convinzione che questo sia l’atto che pone fine a continue
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incomprensioni, rimane un senso di delusione, dovuto al fatto di dover essere ricorso ad enti
esterni per poter fare chiarezza, eppure ritengo di aver sempre proposto un atteggiamento corretto
e rispettoso sia del lavoro degli Uffici, che nel modo di porre le richieste. Nonostante ciò, il mio
impegno è sempre stato visto come un attacco e non come un atto di verifica di quanto posto in
essere; esigenza che nasceva da precise segnalazioni di cittadini.
Il primo accenno di cambiamento e di chiarezza nei rapporti è arrivato proprio in questi
giorni, con la risposta all’interpellanza che segnalava una disparità nell’accesso agli altri. Va
detto che, allegata alla stessa risposta, è presente una direttiva indirizzata a tutti i responsabili
d’area, con la quale veniva ribadito un univoco modus operandi in presenza di accessi da parte
dei Consiglieri comunali.
In merito ai rapporti segnalati in apertura, appare alquanto singolare che particolari e
vibranti lamentele siano arrivate, anziché dall’opposizione, da capigruppo della stessa
maggioranza e addirittura da un Consigliere provinciale. Nel mese di maggio di quest’anno due
capigruppo della maggioranza segnalavano l’importante necessità di aprirsi al confronto e di
instaurare un apporto costruttivo con i cittadini. Il primo esternava l’esigenza di tornare a parlare
con la gente, bisogno che nasce da un crescente senso di malessere che si respira e dal fatto che
non è più sufficiente lanciare slogan seduttivi per accontentare chi si aspetta scelte precise e
tempi certi. Il secondo invece rappresentava la mancanza di dialogo all’interno della stessa
maggioranza; incapacità di ascoltare non solo della Giunta e del Sindaco ma della stessa
maggioranza della Margherita, che ha soffocato ogni fermento di discussione. Una maggioranza
che è solo utile per alzare la mano in Consiglio, arresa al fatto di delegare il tutto a Sindaco e
Giunta, lasciando il manovratore a un’attività senza verifica, critica e proposta. Parole forti di
membri della stessa maggioranza che amministra, che non devono diventare un alibi, visto che
nel comunicato veniva rappresentata una mancanza di incontri che permettano di elaborare in
Consiglio un confronto con le opposizioni. Ritengo che con un concreto impegno di ciascun
membro del Consiglio si possano assumere tutte le informazioni indispensabili per poter
partecipare attivamente e con cognizione di causa al dibattito.
Forse è l’unico modo per accendere veramente i dibattiti e costringere la Giunta a
informare, descrivere e proporre in modo completo le varie proposte, è quello che veniva
riportato in uno dei comunicati, e cioè che bisognerebbe arrivare ad un voto di coscienza, dopo
aver seguito il dibattito. Di sicuro l’attuale sistema elettorale non permette un frequente scambio
di opinioni. Anche lei ha sottolineato questa difficoltà, evidenziando una non sufficiente
ampiezza di competenze che sono riconosciute dall’ordinamento, oltre che un incerto confine
dell’utilità dei suoi dibattiti. Deve prevalere, però, la volontà e la necessità di arrivare nella sala
consiliare con la conoscenza degli atti e la disponibilità ad ascoltare opinioni diverse. Solo così si
percepirà anche all’esterno quel segnale che può contribuire a rendere maggiormente interessante
la politica locale.
Una politica che sembra sempre più allontanarsi dal cittadino, che porta avanti progetti,
restando sorda alle segnalazioni e alle lamentele e che nell’ultima tornata elettorale per le
elezioni provinciali ha portato davanti all’urna, nel nostro Comune, solo il 61,87% degli aventi
diritto al voto, con un calo circa del 20% rispetto alle politiche di aprile, che collocano il nostro
Comune al terz’ultimo posto, tra i 223 comuni, come presenze al seggio. Un segnale importante
che dimostra che i cittadini sembrano arrivati al punto di accettare che le cose vadano come
devono andare, perdendo perfino l’interesse a eleggere un rappresentante politico locale nel
Consiglio provinciale. Motivo che deve portare a una riflessione che getti le basi per un
miglioramento del sistema politico e del metodo di gestione dello stesso.
Mi sono piaciute le parole del vescovo, Monsignor Bressan, che hanno descritto la
speranza cristiana come il fermento che anima l’impegno quotidiano dei credenti ed è tutt’altro
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che alienante. Essa inculca un coraggio nell’impegno sociale e per il progresso, che non può
venire soltanto dalla comunanza di interessi personali o dal desiderio di successo. Mi rallegra
notare che nella sua relazione chieda di non imporre l’ambizione personale ai destini della città,
in quanto Riva del Garda non deve essere usata. In queste affermazioni trovò però una sorta di
discordanza tra quanto detto e quanto lei stia vivendo in questa legislatura. Mi riferisco allo
status di Sindaco e senatore, che hanno, a mio avviso, pesato sulla città, perché un Sindaco parttime incide sulla gestione amministrativa. Pensiero che, a inizio 2008, era stato espresso anche
dall’allora Consigliere provinciale dei LeAli, Bassetti, che, con il gruppo Riva domani sostiene
questa maggioranza, nonché da altri esponenti del Consiglio provinciale trentino. Anche le parole
che lei ha usato, parlando del tema viabilità, possono sottintendere questa ricaduta negativa,
soprattutto quando afferma che “pare quasi che, ancora una volta, la nostra zona sia stata trattata
con un peso e un impegno diversi da altre”. La speranza è il sentimento cui tutti si aggrappano,
nell’attesa che l’attuale situazione di recessione possa trovare una rapida soluzione. La crisi
economica persistente deve portare a una maggiore previsione di impegno per sostenere le
persone più in difficoltà e quelle che, oramai, in buona parte si trovano a dover lottare con i
numeri per arrivare alla fine del mese. Ecco perché nel programma delle politiche sociali mi
conforta il perseguire del progetto per la realizzazione della Cittadella degli anziani, un progetto
che, entro il 2010, potrebbe veder muovere i primi passi che porteranno alla riqualificazione dei
servizi della neonata azienda pubblica dei servizi alla persona, Città di Riva.
La speranza è di veder partire i lavori entro la prima metà del 2010. Il progetto, per una
decina danni, dovrà lasciare spazio nel padiglione frontale dell’ex pronto soccorso ai locali che
dovranno continuare a ospitare la succursale del liceo Maffei, circostanza che si rende necessaria
per il ricorso proposto sull’area individuata per l’espansione scolastica dell’ex 5 maggio.
Dall’altra parte però vorrei fossero incentivati gli stanziamenti per il servizio Azione 10,
considerando la crisi che sta portando la chiusura di importanti aziende della nostra zona, unita al
continuo stillicidio di posti di lavoro che ogni giorno fanno cadere nella disperazione intere
famiglie. Il servizio, a mio avviso, si troverà a dover soddisfare una quantità di domande che
richiederanno stanziamenti maggiormente cospicui di quelli che oggi sono previsti per tale
servizio. L’auspicio sarebbe quello di poter estendere all’intero anno il servizio, adottando un
sistema che permetta di abbracciare la maggior parte dei richiedenti. Ricordo i numeri: 520
dipendenti, legati alle ormai imminenti chiusure o sospensioni dei servizi di aziende che
rivestono un’importante volano economico per le famiglie dell’Alto Garda, a cui bisogna
aggiungere il taglio di 41 posti effettuato a fine anno 2007, oltre ai 20 posti annunciati a
settembre 2008 dalla Cartiera del Garda, che porta ad un saldo di circa 600 posti, che fanno
cadere nel baratro dell’incertezza altrettante famiglie.
Credo che un ragionamento debba essere esteso anche per i giovani. Purtroppo la
mancanza di spazi e luoghi per gli stessi stanno facendo dilagare in maniera decisa i fenomeni
legati principalmente all’alcol, ma non si affievoliscono nemmeno quelli legati alla droga. Gli
angoli più nascosti della nostra città diventano meta per il ritrovo e allo stesso tempo del
proliferare di gruppi di ragazzi che – per noi è frustrazione – si spingono alla pratica di qualsiasi
esperienza che possa rompere la monotonia, arrivando al danneggiamento gratuito per trascorrere
il tempo. Il progetto della ristrutturazione dell’edificio Sacro Monte è un’opportunità per offrire
un punto di ritrovo per i giovani. L’importante è che anche questa struttura non diventi un clone
del centro giovani realizzato all’ex colonia Sabbioni. Una struttura di cui non si conoscono
l’entità e le possibilità di utilizzo e nemmeno le manifestazioni che vengono realizzate durante
l’anno.
Le politiche per i giovani passano anche attraverso la possibilità di costruirsi un futuro
familiare, che non può prescindere dalla base, costituita dalla casa di abitazione. Un metodo
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valido, oltre all’accesso ai mutui, specifici per le giovani coppie, garantiti dalla Provincia, è
quello concesso dalle cooperative edilizie. Proprio recentemente abbiamo accennato al progetto
di realizzazione previsto dalle cooperative Casa nostra e cooperativa Don Bosco – immagino ci
sia un errore qua. Mi arrivano notizie circa possibili ritardi nella tempistica, causa difficoltà di
cui non si conosce l’entità o il motivo. L’Amministrazione comunale è al corrente circa una
possibile data di avvio dei lavori di costruzione a San Nazzaro?
L’argomento casa consente di analizzare la situazione urbanistica della città. Dall’estate
scorsa si sta lavorando in Commissione consiliare ai lavori che porteranno alla variante al PRG.
Ritengo che nell’affrontare i lavori non vi sia stato un approccio e un percorso che permettesse il
miglior confronto da entrambe le parti, complici le insistenze di noi commissari, combinate alla
forse troppa rigidità dell’Assessore. Si è creata una condizione che non ha permesso di aprire
totalmente il dibattito, lasciando alcuni punti non perfettamente chiariti. L’auspicio è quello di
poter riscontrare in un’ulteriore riunione di commissione, a più voci richiesta e confermata in una
convocazione dopo la sessione di Bilancio, il lavoro completo a puntuale ricalcatura delle
indicazioni date dei commissari che, non va dimenticato, rappresentano un’espressione politicoamministrativa importante.
Mi aspetto che i successivi passaggi, che porteranno all’attenzione di tutti i Consiglieri la
proposta, vengano calendarizzati anche con l’avvio del nuovo anno e non in prossimità o durante
le festività natalizie, momento in cui l’attenzione è rivolta verso altre esigenze ed impegni. Non
deve essere dimenticato che la lavorazione della variante, oltre che dei punti enunciati dal
Sindaco nella relazione di previsione del Bilancio 2008, deve rispecchiarsi nelle volontà espresse
dal Consiglio comunale e racchiuse nella delibera 151 del 23 febbraio 2007, nonché nella
mozione 40, approvata in data 20 giugno 2008, rivolte a una maggiore tutela delle aree agricole e
a una necessità di contenere le eventuali scelte edificatorie, con il preciso obiettivo di preservare
e conservare ciò che rimane della conformazione naturale del nostro territorio. Obiettivi che sono
l’espressione della volontà popolare e, in tal senso, si inserisce anche l’approvazione del distretto
agricolo del Garda trentino, più semplicemente denominato Parco agricolo del Garda, che in un
rurale intendimento di salvaguardia, racchiude nelle sue finalità quelle rivolte alla salvaguardia,
qualificazione e potenziamento dell’attività agro-silvo-pastorale e alla promozione della
fruizione culturale, turistica e ricreativa dell’ambiente, oltre alla valorizzazione e al recupero
paesistico e ambientale delle fasce di collegamento tra aree urbanizzate e campagna, nonché alla
connessione delle aree esterne con i sistemi di verde urbano e alla promozione dell’equilibrio
ambientale dell’area a parco e delle zone circostanti.
Credo che l’intero Alto Garda debba fare una profonda riflessione sul proprio destino. È
ben vero che i numeri talvolta sono bugiardi e non sempre rispondenti alla realtà, ma va
comunque considerato che racchiudono una parte della realtà. Dico questo perché nell’annuario
statistico dell’anno 2006 del servizio provinciale vengono forniti i dati dell’espansione edilizia
dell’intero Comprensorio, dai quali si potevano desumere le concessioni edilizie staccate nel
corso dello stesso anno, pari a 722. Sono stati realizzati circa 700 appartamenti, prevalentemente
da due o quattro stanze. Sono stati autorizzati 97.240 m3 di nuove costruzioni o ampliamenti
nelle aree agricole. Sulla stampa il commento a tale pubblicazione veniva chiosato così: “Si sa
che la Busta e quello che è, con il completamento di progetti stradali e di altre infrastrutture,
resterà ancora ben poco. Terra inutilizzabile”. A meno che non arrivi la solita deroga, la solita
revisione dei piani urbanistici. Aggiunto questo non va dimenticato che il territorio del nostro
Comune risulta edificato per il 45%, una tra le percentuali più alte.
Altro aspetto che a mio giudizio merita ulteriori valutazioni è quello che si rivolge ad
un’etica nelle concessioni urbanistiche. L’obiettivo della giustizia deve essere quello principale,
al fine di evitare qualsiasi distinzione o paragone. Ne sono esempio alcune situazioni discusse
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anche in quest’aula, che hanno portato più Consiglieri ad esprimere il concetto che non devono
essere premiati i cosiddetti furbi, rispetto a coloro che propongono un atteggiamento corretto nei
confronti dell’Amministrazione comunale. Così come anche l’istituto della deroga deve essere
un ricorso dovuto a casi di effettiva esigenza e non un metodo per riuscire ad ottenere ulteriori
spazi, che altrimenti non si sarebbero mai concretizzati. Mi risulta che in un recente passato
Consiglieri comunali alquanto attenti all’ambiente, oggi uno di questi siede al tavolo della
Giunta, avevano proposto – e probabilmente hanno ottenuto – anche l’approvazione di una sorta
di codice etico per dare un’unica indicazione a cui attenersi nella maniera urbanistica. Segno,
quindi, che tale necessità era già emersa in tempi passati.
In alcune circostanze anche il metodo non è stato proprio condiviso e aperto al dialogo.
Lei cita come positiva, nel cambiamento, l’attitudine ad accettare sfide importanti, facendo un
riferimento particolare alla centrale di co-generazione della rete di teleriscaldamento. Il tempo ci
dirà se questa sfida avrà dei risvolti positivi. Pensare, anche solo minimamente, a una possibile
sconfitta, sarebbe un danno, oltre alla beffa. Dico beffa perché, per buona parte dei Consiglieri,
questo è stato un iter che ha espresso la mancata condivisione, il mancato dialogo e
approfondimento e che, ancora oggi, non permette una chiara percezione di quanto è stato
provato e si sta portando avanti.
Anche il progetto Winkler, che lei annovera tra le componenti positive della valutazione,
è stato oggetto di giudizi che ne esaltassero le peculiarità. È ben vero che il centro cittadino è in
fase di cambiamento, che tutto non è certamente negativo, probabilmente ci poteva essere
maggiore attenzione alle segnalazioni non solo dei Consiglieri ma anche dei cittadini, per evitare
quello che, di fatto, poi è stato proposto. Certo è che vi sono state, a livello di stampa, numerose
esternazioni critiche circa la desolazione delle nostre piazze, belle, probabilmente, da un punto di
vista ottico, ma fredde e godibili solo per il passeggio, quanto poco predisposte alla
socializzazione. Sull’urbanistica vorrei ricordare le parole del Consigliere Zambotti, che nello
scorso mese di ottobre rappresentavano che nella cementificazione tutti chiedono uno stop, ma
ormai siamo arrivati a un paradosso, che l’offerta del mercato immobiliare locale supera di gran
lunga la domanda. Ora, nel silenzio generale, si assiste alla costruzione dell’ennesima bruttura
della centralina per il teleriscaldamento e così accadrà per le future opere di interesse generale,
nuovo PalaFiere, lottizzazione Lazzara, area ex Cattoi per citarne alcune; e i cittadini della Busa
saranno costretti a vederne ancora delle belle.
Altre parole forti e critiche che arrivano sempre dall’interno della componente di governo
della nostra città, che accendono un sorriso ai Consiglieri di minoranza, che comprendono
anticipatamente l’esito finale, parole che dimostrano che si arriva a contestare un sistema o un
modo di operare, ma che, al momento della votazione, si dimentica di quanto detto e sordamente
tutto viene approvato. Spero che un domani i Consiglieri che oggi, prima contestano, salvo poi
approvare, non facciano come altri politici che, nel passato attori principali nelle scelte, hanno
successivamente gridato “Al lupo, al lupo” circa la situazione edificatoria della nostra zona.
Non posso esimere una considerazione sull’esposto presentato alla procura della
Repubblica sull’area Angelini. Voglio chiarire che il mio non è un attacco contro nessuno, ma
una ricerca della correttezza e del rispetto delle regole. Nel cammino dell’iter per l’ottenimento
della concessione ad edificare ho riscontrato delle anomalie degne di segnalazione, in quanto
violavano precise disposizioni e che potevano avere indotto in errore gli uffici comunali. Non ho
puntato il dito contro nessuno, ho solo rappresentato gli accadimenti, usando la maggiore
trasparenza e correttezza, chiedendo la valutazione circa possibili reati eventualmente posti in
essere. Non cerco glorie e soddisfazioni, né gioirò se verranno rilevate irregolarità, anzi, avrò
motivo di rammarico se emergeranno irregolarità. Sono anche cosciente che, qualora tutto si
risolverà nel nulla, sarò oggetto di attacchi e congetture di qualsiasi genere. Sono sereno e
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coscientemente convinto di avere esercitato un’attività di controllo che, richiamando quanto
affermato in apertura, qualsiasi Consigliere avrebbe potuto e dovuto esercitare, qualora venuto a
conoscenza del problema. Ritengo che attivarsi in questo senso sia la risposta che i cittadini
vogliono, chiedono ed esigono dall’Amministrazione comunale.
L’urbanistica e l’edilizia si coniugano con una buona viabilità, altro tema che lei ha
toccato nella sua relazione. Sull’argomento, nel mese di maggio 2007, ho presentato
un’interpellanza che ancora oggi non ha ricevuto risposta. La mia analisi sul tema parte dallo
studio che, nell’anno 2003, l’Amministrazione comunale ha commissionato all’urbanista Forer di
Trento. Il professionista, nella sua analisi, rappresentava la necessità, data la presenza della
realizzazione della nuova circonvallazione, di realizzare due vie di penetrazione, identificabili
nella statale 45-bis Riva-Arco e dalla strada provinciale 118. Tali arterie avrebbero dovuto
sopportare il carico veicolare diretto verso il centro città, per convogliarlo ai parcheggi, che
dovevano essere collocati nella prima cintura esterna della città, altezza del rione Degasperi,
Balter e zona Brione, per favorire l’accesso alla città con mezzi alternativi.
Lo stesso Forer affermava che la viabilità di penetrazione e di distribuzione interna
dell’organismo urbano è quella che consente di avvicinare l’utenza cittadina all’area antropizzata
a valenza generale, dove sono collocate le funzioni di interesse locale e sovracomunale. La
maglia viaria interna all’organismo urbano sarà composta prevalentemente da strade di quartiere
tranquillizzate e da strade residenziali. Sono interventi solo in parte presenti nella realtà locale,
che dovranno essere rafforzati e migliorati rispetto alle attuali soluzioni, per renderli efficienti
nella loro funzione e meglio compresi dalla cittadinanza.
Veniva altresì rappresentato che è prioritario gerarchizzare la rete stradale,
organizzandola e disciplinandola in modo coerente. Servono dei percorsi, non necessariamente
delle strade nuove, per mantenere il traffico di attraversamento fuori dal nucleo urbano compatto.
La penetrazione in città deve avvenire lungo assi specializzati, evitando eccessivi attraversamenti
di zone residenziali o ad alta sensibilità, disincentivando anche i flussi di attraversamento
interno.
Nelle scelte della Giunta comunale queste indicazioni sembrano essere dimenticate,
accantonate e disattese. Al di là della spesa che, vista la considerazione attribuita allo studio,
risulta inutile, la viabilità cittadina gravita proprio attorno alle zone definite ad alta sensibilità e
per tali si intendono le aree adiacenti agli istituti scolastici. Le vie di penetrazione che dovranno
sopportare lo spostamento circonvallazione-centro città vengono costellate di rotonde e semafori
che, a mio avviso, porteranno incolonnamenti pressoché costanti. Non dico che debbano essere
dei circuiti per la velocità, ma nemmeno un percorso ad ostacoli che inciderà sugli spostamenti e
sull’ambiente. Va ricordato che la progettazione dei futuri parcheggi a rotazione prevede che gli
stessi siano realizzati in zone centrali della città. Penso a quello del teatro o della fascia lago,
oltre al Pilati già esistente, circostanza che costringerà chi proviene da ovest o da nord della città
a utilizzare la viabilità che permette di raggiungere tale zona.
Un esempio di come si affronta il tema viabilità è arrivato proprio in questi giorni. Ad
inizio del mese è arrivata la comunicazione dell’affidamento ad un professionista del progetto di
riqualificazione del tratto di viale Trento, compreso tra la rotatoria della Storia e la rotatoria
dell’Inviolata. Tutto questo perché solo oggi ci si accorge che l’uscita del parcheggio
dell’oratorio crea ingenti difficoltà alla viabilità…”.
Sindaco:
Io non voglio dare contro a lei, perché è ambasciatore che non porta pena. Ma questa è
veramente una cosa non vera, perché che questa Amministrazione abbia in animo fin dal suo
inizio di predisporre un progressivo progetto di sistemazione dell’asse viario che, dal confine del
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Comune, arriva al santuario dell’Inviolata, è agli atti di tutti i bilanci che ho portato alla vostra
attenzione. Quindi, se mai, andrebbe riconosciuto che è proprio perché si è arrivati alla
conclusione dei lavori del parcheggio dell’oratorio e quindi non c’è più il problema del lavoro su
quel tratto di strada, che si può adesso assegnare quel tratto di strada. È proprio perché si è
arrivati all’inaugurazione della via Antonio Abbondio che adesso si può assegnare quel tratto di
strada. Io un po’ capisco, ma…
Consigliere Trinchieri Benatti:
“È ben vero che non si tratta di un parcheggio a rotazione, ma l’uscita dei veicoli in orari
che coincidono con le ore di punta rischia di diventare un serio problema. Questo è solo un
ulteriore motivo di riflessione sulla mobilità cittadina, un insieme di ragionamenti che, con
l’avvio dei progetti sulla fascia lago, dovranno portare a un definitivo ragionamento anche sul
destino di viale Rovereto.
Anche le scelte operate nel centro città, principalmente su viale Dante, fanno emergere
delle oggettive difficoltà legate alla mobilità dei mezzi, principalmente per quelli necessari al
rifornimento delle attività commerciali. Si assiste a regolare violazione delle disposizioni,
creando condizioni molto simili alla precedente situazione, quando sul viale era ammesso
parcheggiare. Tutto ciò è dovuto al mancato utilizzo del nuovo parcheggio interrato che, con i
suoi deficit organizzativi, riversa sulle vie adiacenti del centro numerosi mezzi, con il
conseguente caos in contro-lato di viale Dante. L’auspicio è che nell’immediato futuro vi sia la
disponibilità a un aggiornamento del piano urbano del traffico, in modo da pianificare un
adeguato sistema di spostamento all’interno della città, in armonia con le infrastrutture che si
andranno a realizzare.
Mi lascia perplesso anche il suo ragionamento sui lavori della variante ovest della città.
Nel descrivere la situazione, rappresenta di avere intrapreso numerosi dialoghi con il Presidente,
l’Assessore di volta in volta competente e con il dirigente del settore. Come tutti noi, però, ha
appreso dalla stampa della possibile apertura della stessa nell’anno 2010, che non è data per
certa, ma è un’indicazione di massima. Un segnale unito alle sue affermazioni di un trattamento
diverso rispetto ad altre zone del Trentino che dimostrano l’insuccesso del semplice dialogo. Va
ricordato che nello scorso mese di luglio 2007 si prospettavano almeno altri tre anni di attesa,
prima dell’apertura, con l’aggravio di dover ricorrere a tre appalti non preventivati: uno per
lavori di completamento, il secondo per impianti tecnologici ed il terzo per le pavimentazioni,
che hanno aumentato le previsioni di spesa e contestualmente portato ritardo all’iter dei lavori.
Non dobbiamo dimenticare che nell’estate di quest’anno la Provincia ha interrotto il
contratto con l’impresa Adanti causa i pesanti ritardi sui tempi pattuiti e per numerose
contestazioni in materia di contabilità. Attualmente dovrebbe essere in corso l’accertamento
tecnico che fissi in maniera incontestabile lo stato attuale dei lavori lungo i circa 3 km di strada,
nel momento in cui Adanti ha interrotto i lavori. Completata questa valutazione i lavori
potrebbero ripartire e consentire l’apertura della variante. La speranza è che l’apertura possa
avvenire effettivamente prima della conclusione dell’anno 2010, anche se le premesse non
lasciano andare a facili entusiasmi. Sono già cinque anni che i lavori incombono, almeno altri
due sembrano necessari, ulteriori ritardi potrebbero portare al collasso della viabilità nel cuore
della città, considerando che, contestualmente al proseguire della variante, si sta realizzando la
viabilità interna.
Un altro aspetto importante per la mobilità dell’alto Garda riguarda la necessità di
completare almeno il collegamento tra la nostra variante ovest e la viabilità verso la Vallagarina.
Non si sta chiedendo di avviare immediatamente i lavori del tunnel, lungo o corto che sia, quanto
di tenere con il vicino Comune di Arco la disponibilità e la volontà a creare un’agevole
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collegamento con la zona del Linfano, anche se, come lei ha affermato, si sarebbe dovuta avviare
senza indugio e senza titubanze l’opera del collegamento con Rovereto.
Mi hanno in parte sorpreso i toni che ha usato nella relazione: una determinazione che
dalle elezioni del maggio 2005 non si è ancora vista, una particolare criticità che è sempre stata
celata dalle risposte e dagli atteggiamenti di volta in volta assunti, mentre oggi, probabilmente, a
causa del volgere della legislatura, le lasciano maggiore possibilità di esternazione. In questo suo
modo di porsi si potrebbe leggere una sorta di autocritica, dovuta al fatto che, con una maggiore e
costante presenza, si sarebbero evitate buona parte delle situazioni negative che ha descritto. Sto
parlando della situazione dei progetti di area futura, in particolare il PalaFiere, la Spiaggia degli
Olivi e il Palazzo dei Congressi, con annesso Teatro comunale.
Conosciamo le note problematiche del sottosuolo della nostra città e ogni intervento che
prevede uno scavo è motivo di ritrovamenti. Ne è stato oggetto anche il progetto della Baltera,
dove è stata recentemente scoperta un’antica area artigianale, circostanza che ritarda l’iter
progettuale, che comunque trova già nei suoi coordinatori un motivo di ostacolo.
Sembra quasi incredibile: vi sono 12 società in cui il Comune è maggiore azionista o
socio. Ben quattro di queste seguono i progetti che dovrebbero rilanciare il futuro economico e
turistico della città e tutte queste sembrano non bastare. La vibrante critica che ha rivolto alla
società Lido di Riva del Garda la dice tutta, maggior controllo sulle società partecipate, GDF,
Riva del Garda Fiere e congressi e InGarda, ritardi nella procedura per l’affidamento in gestione
della Spiaggia degli Olivi, l’indicazione, tramite l’hotel Lido Palace s.p.a. di accelerare la
prosecuzione dei lavori di ristrutturazione dell’hotel. A questo si aggiunge la mancata
comunicazione circa un possibile ingresso in una s.r.l. riferita al golf, atteggiamenti che la
spingono a chiedere una relazione trimestrale che descriva le iniziative specifiche e peculiari
intraprese. Una sorta di fallimento quasi totale che non lascia presagire futuri certi per il
Consiglio di Amministrazione e per lo stesso Presidente. Critica in merito alla gestione
dell’assegnazione del complesso Spiaggia degli Olivi era arrivata già ad inizio anno da più voci,
chi diceva che l’atteggiamento della Lido era ambiguo, sia nell’indicazione delle finalità che il
nuovo complesso avrebbe dovuto assumere sia per quanto riguarda l’assegnatario della stessa
gestione. Intanto il tempo passa e da inizio anno siamo arrivati alla fine, ma non sembrano
esserci ancora idee chiare, incertezza acuita dal rimpallo di responsabilità che in questi giorni
hanno fatto risalto sulla stampa e che non lasciano certamente fiducia, sia nella cittadinanza sia
nella componente economica di cui, da tali progetti, si aspetta il rilancio.
Anche i rapporti tra le società che curano il rilancio dei nuovi spazi fieristici in un palazzo
un momento. Il cammino del progetto sembra passato dalla velocità di un treno in corsa, carico di
tutte le disponibilità necessarie ad alcune incertezze di carattere economico-gestionale che hanno
generato liti e il conseguente congelamento dell’iter. Proprio ieri è stata pubblicata la notizia
della remissione del mandato da parte del Presidente e del Consiglio di Amministrazione della
GTF, segno che le problematiche non si sono ancora risolte e, con molte probabilità, porteranno
un dilungarsi dei tempi per arrivare a una decisione definitiva sul destino del progetto che
comprende il nuovo polo fieristico. In ballo ci sono milioni di euro, è stato fatto un concorso di
idee per reperire un progetto che rendesse sempre più appetibile il polo fieristico. Le aree sulle
quali realizzare la struttura erano chiare fin dall’inizio, vengono richiesti già spazi per le fiere,
salvo poi non sapere se si sarà in grado di sostenere le spese delle strutture che saranno messe a
disposizione. Non va dimenticato che il progetto vincitore è stato proclamato il 19 ottobre 2006 e
che all’epoca erano state spese queste precise parole: “L’opera dovrà venire completata entro il
2009”. La scelta della Provincia Autonoma di individuare quale socio di minoranza Lido di Riva
del Garda S.p.A., società prevalente a capitale pubblico e locale, è motivata dal fatto che questa
società rappresenta l’espressione del gruppo societario che, per conto del Comune di Riva del
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Garda, esercita la funzione di regia e di controllo, relativamente al controllo dello sviluppo delle
attività fieristiche, fungendo da supporto per la società Riva del Garda Fiere e congressi S.p.A.,
ex PalaCongressi S.p.A., organizzatrice degli eventi fieristici e congressuali.
In questa situazione di stallo generale, la città aspetta. Attende risposte concrete alle
incertezze che l’Amministrazione comunale e le società delegate alla gestione dei progetti al
momento non riescono a dare. In un momento di contrazione economica riesce difficile lanciarsi
in investimenti senza sapere concretamente cosa ci aspetta nell’immediato futuro e ciò che sta
accadendo non fa comprendere con quali tempistiche sarà realizzato il cambiamento della nostra
città.
Non è esente da citazioni anche l’Alto Garda Parcheggi e mobilità S.p.A. Al di là della
vicenda della sanzione, che è stata pagata per gli errori dell’appalto dei lavori, della gestione, che
lei stesso ha definito improvvisata, mi sorprende la sua lettura circa la gestione tariffaria. Nel
mese di giugno di quest’anno ho presentato un’interpellanza che poneva due quesiti, riassunti
brevemente: il primo chiedeva se non ritenesse possibile concordare con il Consiglio di
Amministrazione della società e il pagamento della tariffa di sosta, applicando l’opportunità del
pagamento di frazioni di ora, possibilmente già a partire dalla prima. La sua risposta affermava:
“L’Amministrazione comunale, visto il contratto di servizio, ha indicato alla società APM le
tariffe massime per la sosta nel parcheggio Terme romane. La società può praticare le migliori
strategie per incentivare al massimo l’utilizzo della struttura. Essa ha già introdotto
autonomamente delle altre modifiche e sta concretamente operando assieme alle associazioni dei
commercianti”.
Il secondo quesito domandava se alla luce delle problematiche scelte operate dalla
Giunta, sia quantomeno opportuno evitare di addossare colpe dello scarso utilizzo del parcheggio
alla pigrizia dei cittadini, scegliendo piuttosto di intervenire sulla stampa facendo ammenda degli
errori, per invitare a condividere quanto è stato realizzato garantendo di offrire le migliori
condizioni sia di mobilità che di costi. La risposta è stata la seguente: “Come tutti hanno potuto
notare, l’utilizzo del parcheggio sta progressivamente crescendo”. Sicuramente per una parte ciò
è dovuto al fatto che siamo entrati nel pieno della stagione turistica, ma non sfugge che è
cresciuto anche l’utilizzo da parte dei cittadini residenti nell’Alto Garda, che stanno accorgendosi
dei vantaggi del parcheggiare nella nuova struttura Terme romane. Anche in Commissione
urbanistica ambiente e viabilità l’Assessore Matteotti, non più di due mesi fa, ha difeso l’operato
della società, l’utilizzo del parcheggio Pilati e il sistema del parcamento in generale. È stato
definito soddisfacente l’utilizzo dell’interrato, decantando anche il risultato economico dei primi
mesi. Per quanto concerne le tariffe, proprio dalla Giunta comunale, verso la fine del mese di
aprile 2008, era arrivato lo stop alla tariffa di 80 centesimi per i residenti, portata dagli Assessori
Matteotti e Bagozzi, su proposta del gruppo di lavoro. Ci sono state mozioni e altre iniziative
oggetto di discussione in Consiglio comunale, che chiedevano a più voci le dimissioni del
Presidente del Consiglio di Amministrazione della società, ma sono sempre state rimodulate
adducendo la necessità di arrivare dapprima all’ultimazione e, successivamente, alla redazione
della contabilità di cantiere. Nel frattempo vi sono stati altri scambi di opinione sulla gestione del
sistema parcheggi, con più di un Consigliere che manifestava criticità sull’andamento. La
risposta della Giunta, però, è sempre stata contraria alle critiche. Alla luce di quanto ha descritto,
suona alquanto strano che dopo solo due o tre mesi tutto sia divenuto un disastro. Certo è che,
come da lei segnalato, la mancata presenza degli addetti al controllo della sosta crea un indiretto
danno al Comune. Dal momento in cui l’Amministrazione comunale corrisponde un compenso, a
titolo di ristorno dei costi, ricevendo dalle sanzioni un ritorno economico delle operazioni, ecco
che, nel caso della mancata rilevazione di infrazioni, si riscontra il probabile danno. Tale
situazione contrasta con l’affermazione che il Presidente amministratore delegato aveva espresso
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nella risposta all’interpellanza presentata nell’anno 2005, dicendo che l’impiego degli ausiliari
risulta ottimale per l’economia del sistema APM-Città di Riva del Garda.
L’argomento sosta mi porta a una riflessione circa l’argomento, citato nella relazione,
oggetto di seduta segreta. Se, da un lato, come lei stesso afferma, sembra parzialmente risolversi,
dall’altro vi sono ancora ragioni che non portano a esprimere positività. Sono stati paventati
spostamenti che non sembrano essersi concretizzati, per motivi sconosciuti, circostanze che,
secondo il mio pensiero, non consentono la giusta armonia e, per chi è chiamato a reggere le fila,
la giusta serenità. Situazione che può incidere anche sulla produttività e l’efficacia del servizio,
alle quali si sono aggiunte le numerose richieste di mobilità e assegnazione ai diversi servizi.
Una rimodulazione delle risorse all’interno del servizio potrebbe portare a una maggior copertura
sul territorio che, con il servizio in convenzione, sembra risentirne.
Parlando del sistema APM-Città di Riva del Garda ho citato l’economia che, a mio
avviso, necessita di una riflessione e di una particolare attenzione. L’attuale momento deve
portare a un ragionamento verso le piccole aziende della città. L’attuale sistemazione dei
parcheggi e della viabilità possono incidere sull’esito dell’andamento delle stesse aziende. La
presenza nella nostra zona di numerosi supermercati di varia metratura, 5 fra centro città e prima
periferia, a cui vanno aggiunti i centri commerciali collocati sull’asse Riva-Arco, se da un lato
portano giovamento per il consumatore e che, nella politica del contendere se il cliente, portano a
ribassi nei prezzi e possibilità di posti di lavoro, dall’altro hanno la conseguenza di incidere sulla
sopravvivenza dei cosiddetti negozi di vicinato. Con ciò non voglio dire che non si debbano
consentire nuove aperture, quanto valutare, nella futura programmazione urbanistica, il peso che
attualmente rivestono sulla città tali tipologie di attività. È noto che nel corso dell’anno 2009
andrà ad aggiungersi un’ulteriore proposta commerciale nell’area dell’ex agraria di Riva, che
incrementerà la già folta schiera di supermercati. Centro commerciale a cielo aperto, viene
definita l’offerta delle attività del cuore della città. Nella progettazione futura della città si dovrà
porre attenzione a non svantaggiare ulteriormente le attività del centro che, già oggi, devono
registrare una posizione meno favorevole dei supermercati, che sono ubicati in zone ancora
raggiungibili dai mezzi. Questo però non deve essere l’alibi per continuare ad operare nell’attesa.
Anche il negozio di vicinato dovrà pensare a un possibile cambiamento delle abitudini, a partire,
ad esempio, dagli orari di apertura e dalla capacità di essere pronto a modificare la propria
offerta, in virtù del possibile cambiamento che la città potrà ricevere una volta ultimati i grandi
progetti. Anche i progetti minori, che rientrano tra le opere pubbliche che l’Amministrazione
comunale intende proporre nel proseguire della sua legislatura, vanno calati sulla città in maniera
oculata. Ritengo debba essere predisposta un’attenta programmazione dei cantieri. Certamente
gli uffici si adoperano in questo, ma un richiamo su quanto è previsto nel breve futuro, se non
calibrato, rischia di diventare un ulteriore ostacolo alla crescita economica della città. Penso al
centro e alle previsioni di interventi: palazzo Lutti-Salvadori, palazzo dell’archivio comunale, il
rifacimento di piazza Garibaldi e la ristrutturazione di palazzo San Francesco.
La periferia dovrà sopportare la risistemazione del tratto di viale Rovereto, compreso tra
l’Inviolata e San Nazzaro, oltre al proseguire dei lavori del teleriscaldamento. Questi sono alcuni
che, non intrecciati tra loro in modo armonico, per la durata, possono avere una ricaduta negativa
sulla stessa città.
Già durante l’anno in corso vi sono state numerose lamentele per l’apertura contestuale
di cantieri che hanno gravato in maniera decisa sulla viabilità o l’immagine della città. A queste
problematiche possono aggiungersi quelle legate alla burocrazia e ai ritrovamenti che, come nel
caso di piazza Battisti, hanno portato a un dilungarsi dei tempi piuttosto ampio. Nel breve futuro
tutte queste variabili dovranno essere le basi per la migliore programmazione delle varie opere
pubbliche che si andranno a realizzare.
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Alla luce di quanto esposto in questo mio intervento e per alcune parti rilevate dalla sua
relazione, riscontro in questa difficoltosa gestione un unico denominatore: il suo doppio incarico,
che non ha permesso una costante e continuativa gestione delle problematiche del regolare
percorso delle aspettative dei progetti. Dico questo perché, ripescando parole usate in precise
occasioni quali l’apertura del parcheggio interrato Terme romane, il Presidente della Provincia
Lorenzo Dellai aveva usato testuali parole: “Il territorio trentino sta guardando a Riva del Garda
perché questo posto è una grande porta verso il futuro. Insieme con il Comune e con le sue
società stiamo costruendo il futuro. Pensiamo alla realizzazione di un centro congressuale
all’avanguardia ma anche alla nuova idea di spazio pubblico e ad altri passaggi importanti.
Siamo realizzando la Riva dei prossimi decenni e al contempo il Trentino dei prossimi decenni”.
Era il 31 maggio scorso. Considerando la critica che ha espresso nei confronti dei responsabili
delle società partecipate, penso che la costruzione del futuro abbia bisogno di un registro deciso
e, a mio avviso, della possibile riduzione della società, in modo da creare minori possibilità…”
Sindaco:
Scusi, pretendo che anche questo sia a verbale. Su questo sono totalmente contrario,
perché questa è una grande mistificazione dei ruoli. Noi dobbiamo ricordarci bene che il Sindaco
non sostituisce il Presidente della società, cosa che qui si vorrebbe adombrare. Il signori
Presidenti della società si assumono le loro responsabilità, che sono profondamente diverse dalle
mie e sono profondamente diverse dalle vostre, cari signori Consiglieri.
Consigliere Trinchieri Benatti:
“Nonostante i richiami proposti, apprendo dalla sua relazione dell’imminente apertura di
un’ulteriore società che dovrà curare la gestione del teleriscaldamento. Si profila
l’incorporamento della società APM nella Lido, causa la gestione non proprio in linea con le
aspettative. Abbiamo società create ad hoc per la centrale di co-generazione e diverse che curano
la gestione della distribuzione dei servizi che, per competere, saranno assorbite dalla Trenta.
Viviamo in un periodo economico difficile eppure siamo costretti ad istituire una nuova società.
Il mio auspicio è che nell’immediato futuro vi possa essere la possibilità di evitare tale necessità.
Credo che alla luce delle esternazioni dei componenti della maggioranza delle
problematiche riscontrate nel rapporto con gli uffici, che ho ricordato, l’Amministrazione
comunale sappia, nel tempo che la separa dal termine della legislatura, aprire quel confronto
tanto prospettato all’epoca dell’insediamento, per consentire al Consiglio comunale di assumere
quel ruolo di ampia competenza che meriterebbe. Sull’argomento mi vengono in soccorso le
parole che l’ex magistrato di Milano, Gherardo Colombo, ha usato nell’incontro tenuto a Trento:
“La costituzione prevede una società orizzontale, dove tutti sono uguali, ma in realtà viviamo in
una società verticale”. Perché? Perché ognuno ha un piccolo interesse da difendere, per la scarsa
capacità di vedere lontano, per l’incapacità di vedere lontano e la scarsa capacità di ammettere i
propri limiti e per paura della libertà. Essere liberi significa scegliere, ma scegliere implica delle
responsabilità e le responsabilità provocano enormi fastidi. Ecco che, con la chiarezza delle idee,
con la coerenza e la partecipazione, i cittadini devono sentirsi liberi di far sentire tutti i giorni la
propria voce e di esprimere il proprio disaccordo. Aprire al dialogo, saper ascoltare e confrontarsi
senza la convinzione che il ruolo consenta una posizione di privilegio: questo, a mio avviso, è il
ruolo che deve ricoprire l’amministratore pubblico. Questo può essere uno dei motivi che hanno
portato alla scarsa affluenza alle urne nella scorsa tornata elettorale, circostanza che si è poi
tradotta nella mancata elezione diretta di un rappresentante, salvo il successivo ripescaggio.
Domanda che aveva posto anche il Vice Sindaco, il giorno successivo al voto, alle forze politiche
della Busa, chiedendo una possibile spiegazione al fatto che un territorio importante come il
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nostro, che ambisce ad essere il terzo polo urbano del Trentino, accetti di essere terra di
conquista per candidati provenienti da altrove.
Credo che da questa constatazione si debba ripartire per riavvicinare il cittadino alle
istituzioni, mettendo sullo stesso piano le esigenze della città in fatto di crescita generale, non
dimenticando che vi sono esigenze di vivibilità che sono più vicine al cittadino che al quotidiano.
Non bisogna cadere nell’errore di etichettare politicamente tutto: se io faccio questo è perché
sono di destra, se io invece faccio il contrario sono di sinistra. Ritengo che la scelta, la proposta e
l’affermazione, sia un fondamento di concretezza e di utilità per la città, debba essere accolta e
realizzata, a prescindere dal colore che può avere. Certamente deve essere data importanza ai
progetti in cantiere, ma anche non trascurare le piccole aspettative. Anche un parco giochi può
essere un’attenzione rivolta alla città, la previsione che porta a individuare un’area per le
manifestazioni che non sia la sola piazza delle Terme. Siamo una città a spiccato senso turistico,
ma mancano adeguate strutture che permettano alle famiglie di scegliere la nostra zona come
meta delle ferie. Tempo addietro una rivista tedesca specializzata nel settore aveva citato la
nostra zona come appetibile per bellezza e clima, ma rilevava proprio questa mancanza. È ovvio
che non tocca solamente al Comune provvedere a correggere questa lacuna, ma il suo ruolo deve
portare a sollecitare ogni intervento necessario, stimolando le associazioni di categoria e,
contemporaneamente, consentire le iniziative private che possano compiere l’offerta. Fiere,
congressi, sport e famiglia possono essere obiettivi per ripartire e rilanciare la nostra città.
Confido in questo cambiamento, affinché possa veramente trovare spazio una nuova generazione
politica, che porti idee nuove ed evitare quella possibile grettezza che oggi rallenta il processo di
cambiamento”.
La relazione termina qui, io mi associo a quanto detto dal Sindaco, portando gli auguri
per un rientro in pista.
Presidente:
Grazie Consigliere Trinchieri Benatti. Ha chiesto la parola la Consigliera Lorenzi
Emanuela.
^^^ Entrano il Presidente Zucchelli e il Consigliere Zambotti. Esce la Consigliera Brunelli: il
numero dei presenti sale a 26. ^^^
Consigliera Lorenzi Emanuela:
Grazie. Io sarò breve visto che gli altri Consiglieri sono stati molto bravi, si sono
preparati molto bene. Farò solo dei flash.
Sicuramente quando, circa una decina di anni fa, avevamo deciso di costituire queste
società, avevamo delle buone motivazioni, perché queste amministrazioni pubbliche ingessate
non permettevano di eseguire velocemente investimenti, di organizzarsi in tempi brevi e per
questo erano state costituite. Dalla relazione del Sindaco, stranamente, lui che è una persona
molto ottimista, anch’io leggo questo rammarico, perché il risultato non è stato quello sperato.
Adesso ci ritroviamo con parecchi problemi. È importante, come richiamava nelle sue varie
relazioni, rivedere le proprie posizioni, perché qui non ci sono più alternative. Importante è
rendersi conto. Ricordo Pietro Matteotti quando era intervenuto per tantissime ore sul contratto
con APM, qualcosa che non va è da parecchi anni che c’è, l’abbiamo manifestato più volte.
Adesso siamo alla conclusione del parcheggio, alla determinazione di tutti i costi e i nodi
vengono tutti al pettine.
Signor Sindaco, io non sarei arrabbiato solo con la cartiera del Varone. Dal mio punto di
vista entrambe le cartiere ci hanno un po’ presi in giro. Sicuramente ricattandoci con i posti di
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lavoro, perché questa è un’arma che spesso usano tutti quanti. Parlo di noi Consiglieri in genere
perché non abbiamo capito tutto il sistema. Adesso lo rilevo, anche se l’abbiamo fatto tante volte,
ora abbiamo il mostro che speriamo effettivamente entri in funzione, però l’impatto ambientale
rimane. Io ho parlato anche con qualche abitante della zona, alcuni ormai rassegnati per quello
che vedono, cioè per il Brione che non vedono, che sperano soprattutto di non avere problemi di
rumore. Il rumore è difficile da togliere. Io sono passata a fare una passeggiata e in quel momento
si sentiva questo rumore fastidioso di sottofondo. Speriamo che, come dalle carte che ci avevano
presentato le cartiere, questi decibel non saranno superati e che in pratica non ci saranno tanti
problemi.
Riprendo un attimo il discorso rifiuti, solo per puntualizzare sul metodo di lavoro. Io ho
votato contro, ma lo faccio per il metodo di lavoro, perché, per conto mio, in particolare per i
rifiuti, non si possono accettare passivamente dei conteggi. Secondo me anche in questo caso…
non so se ci sia ancora un rappresentante della Giunta in Comprensorio, ma comunque visto che
tocchiamo le tasche dei cittadini dobbiamo essere sicuri di quello che facciamo. Siccome io sono
abbastanza puntigliosa mi sono presa la briga di telefonare al Comune di Trento per capire come
mai hanno accettato un ordine del giorno per la copertura di questa tariffa rifiuti con gli utili della
Dolomiti Energia. Come diceva il Sindaco, ci sono dei problemi, però loro li hanno affrontati in
un’altra maniera. Prima mi hanno detto che rinunceranno ad alcuni investimenti per contenere la
tariffa, inoltre hanno avuto un confronto con la Provincia, che sta pensando di fare un
provvedimento particolare, perché anche la tariffa rifiuti non venga aumentata. Non posso dire di
più, ho detto che chiamerò il prossimo anno, quando ci saranno notizie più dettagliate, ma io
tengo soprattutto al metodo di lavoro. Per me ci sono delle possibilità per fare delle scelte
politiche e per conto mio questa Amministrazione non le ha fatte a sufficienza.
Riguardo al Bilancio, vedo che è presente il dott. Franzinelli, sono l’unica a fare qualche
domanda relativa al Bilancio. A pagina 24 della relazione previsionale 2009-2011, una cifra mi
ha fatto pensare. Questi proventi finanziari così alti, 350.000 euro: c’è scritto che sono interessi
attivi sul conto di tesoreria e degli interessi su una parte investita in strumenti finanziari. Non vi
sono molto chiari perché la cifra mi sembra piuttosto alta e sono andata a prendermi la relazione
dei revisori dell’anno scorso… mi sembra che investire così, avere questi interessi… avete
prelevato ai cittadini una cospicua tassazione perché avete tutti questi soldi e io non terrei tutti
questi soldi in questo modo, farei una minore tassazione al cittadino, lascerei i soldi a
disposizione al cittadino. L’anno scorso c’era scritto così: “In merito alla previsione di € 350.000
di interessi, di cui 250.000 euro una tantum”. La media allora dovrebbe essere di circa € 100.000,
vi chiedo quindi come mai invece prevedete sempre una cifra così considerevole.
La seconda osservazione riguarda le spese correnti per la Polizia locale. A pagina 21 della
relazione dei revisori di quest’anno c’è il rendiconto 2007 e le varie previsioni. Vi chiedo questo:
quando abbiamo deciso l’unificazione della Polizia municipale, ci sono state presentate delle
tabelle con i costi di previsione, che sono inferiori a quelle messe in Bilancio, non è che per caso
l’unificazione delle polizie in pratica ci porterà ancora degli aumenti di costo? Quando avete
fatto fare quello studio ai responsabili di questa Polizia locale unificata, uno dei motivi basilari
per l’unificazione era la diminuzione dei costi per cui chiedo come mai ci sono delle cifre molto
più alte
Riguardo alle opere pubbliche vorrei chiedere: a pagina 91, siccome il Sindaco parlava
del parcheggio dell’ex cimitero, che farà un parco, ci sono degli investimenti relativi a questo
parcheggio, vorrei sapere che prospettive ci sono, visto che nel 2010 finisce la legislatura, se la
conversione in parco verrà fatta prima o dopo. Vorrei anche consigliare al Sindaco, invece di fare
un parco a prato, magari di mettere qualche pianta a foglie larghe che catturi lo smog, perché
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viale Damiano Chiesa è molto trafficata, con parecchio inquinamento, in questo modo ci sarebbe
un riequilibrio dell’inquinamento.
A pagina 84 c’è l’ampliamento dei Vigili del fuoco, vorrei delle informazioni più
dettagliate.
A pagina 88 si parla della realizzazione della viabilità, l’incrocio all’istituto Floriani, mi
sembra di aver visto nelle variazioni di Bilancio che è stato spostato al 2009. Penso sia un
intervento molto urgente in quella zona, perché la mattina, se andate lì dalle 7.45 alle 8.30, c’è
veramente un traffico enorme. Sarebbe indispensabile sistemarlo al più presto.
Vorrei fare una nota anche al riguardo della vegetazione nelle rotonde, anche in quella
vicina all’istituto Floriani. Mi sembra che il risultato non sia stato granché, perché adesso c’è
parecchio seccume, almeno così sembra, e c’è poco verde. Siccome mi ricordo che l’Assessore
competente mi aveva detto – quando avevo chiesto di abbellirle perché sono rimaste per parecchi
mesi incolte – che stava facendo un progetto particolare, per cui ci voleva più tempo e
l’Amministrazione non aveva disponibilità, non so se anche lui si aspettasse un risultato del
genere.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Sì, Assessore, ma abbiamo bisogno di un po’ di verde, non tutto quel seccume. Io le porto
l’osservazione che mi hanno fatto alcuni cittadini. Ho guardato anch’io ed effettivamente c’è
tanto marrone e poco verde.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Allora Assessore, sa cosa le dico? Io ricordo cosa mi aveva risposto riguardo alle rotonde di
Arco, che non sono rotonde, e mi ha risposto con un po’ di disprezzo. Io personalmente – poi
ognuno ha le proprie idee – visto che dobbiamo andare su queste rotonde, visto che c’è traffico,
smog e puzza, vedere del verde, degli alberi verdi, fa più piacere che vedere delle cose marroni.
Tutto qui, ma sarà una questione personale.
A pagina 89, Sindaco, mi permetta di criticare sulla mia zona. Non è per interessi
personali, sa? Glielo dico perché sono lì e vedo. In via Guella rifate il tratto di marciapiede lato
sud. Allora, signor Sindaco, le dico cosa mi è successo l’altro giorno, così cerchiamo un attimo
di capirci: ho brontolato con il capo dei Vigili, quasi litigavo, e ho brontolato anche con
l’Assessore…
(VOCE FUORI MICROFONO)
Va bene, è lo stesso, il Vigile responsabile della zona.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Sì, glielo dico, le racconto. Mi dia un attimo. Non ha fatto una relazione lunga.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Ma lo sa che io mi arrabbio, no? Non è possibile che certe cose le veda solo io, è questo che mi
dà fastidio. Gli altri vanno in giro con il prosciutto sugli occhi? Io lì davanti a scuola non ho più
motivo di andarci, è stato un caso, perché mi sono resa disponibile ad andare a prendere due
bambini. Arrivò lì e parcheggiata nella zona per diversamente abili c’è una macchina; poi ce n’è
un’altra, grossa, parcheggiata davanti al cancello. Vedo che c’è questo Vigile che sta litigando
con il signore che ha parcheggiato nella zona disabili, però gli faccio notare che anche una
macchina così davanti al cancello crea dei problemi, perché praticamente io non vedo i bambini
uscire. Dopo tutto il lavoro che ha fatto l’Amministrazione nel chiudere la strada…
(VOCI FUORI MICROFONO)
… il lavoro fatto per chiudere la strada, per mettere in sicurezza i bambini, mi ritrovo una cosa
del genere. Allora sono stata richiamata dal vigile che mi ha detto: “Guardi cosa c’è sul
cruscotto”. C’era il cartellino del diversamente abile. Mi ha detto: “Ho capito”. Al signore
parcheggiato davanti hanno dato la multa, però ci capiamo un attimo, se ci sono più persone che
verbale 12. 12. 08 /
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hanno problemi cosa facciamo? È possibile che non riusciamo a organizzare l’uscita da scuola
dei bambini? A dare un servizio a queste persone che hanno problemi? Io ero scandalizzata
perché non è possibile fare una cosa del genere. Non abbiamo assolutamente messo in sicurezza
la zona.
Le faccio altre osservazioni, che non sono mie, Sindaco, perché poi mi dice che mi
occupo degli interessi personali, non sono miei interessi personali, questo mi è stato fatto notare
da alcuni genitori. Mi hanno chiesto: “Mi puoi spiegare come mai fate l’uscita della scuola a
nord, quando a sud c’è un marciapiede doppio, un cortile triplo di quello a nord, i bambini
potrebbero essere molto più in sicurezza e i genitori potrebbero andare a prendere i bambini con
più spazio?”. Rimetto la domanda a voi, perché io non conosco la risposta, così mi rispondete e
poi risponderò ai cittadini.
Mi permetta, signor Sindaco, di dirle alcune cose per le quali sono in disaccordo con lei,
in merito alle scelte che ha fatto. Neanche a farlo apposta, quel semaforo del Grez.
Sindaco:
Pensavo che finora fosse in accordo.
Consigliera Lorenzi Emanuela:
Mi dispiace per il Consigliere Pederzolli, ma mi ha raccontato come gli è successo. Lì la
logica metteva una rotonda. Avete detto tante cose, ma lì la logica metteva una rotonda, lo
spazio c’era, perché in giro ci sono delle rotonde molto più piccole, basta pensare a quella
all’ospedale di Arco, che è proprio in miniatura. Purtroppo a una certa ora lì i semafori vengono
spenti e, per dare le varie precedenze, per vedere la gente che arriva, c’è una certa difficoltà,
perché c’è tanto spazio. Per arrivare a vedere le macchine che arrivano dall’agraria bisogna quasi
mettersi in mezzo. È stato sfortunato il Consigliere Pederzolli, però è un problema, glielo dico
perché per me la rotonda sarebbe andata molto meglio.
Un’altra cosa a cui avevo già accennato in sede di capigruppo è la chiusura di viale Roma
nord. Per me in questo momento è inopportuna perché avete chiuso parecchie strade, convogliato
in poche altre strade tutto il traffico, per cui abbiamo un traffico piuttosto grosso in certo strade,
con tanto smog e tanto inquinamento. Io aspetterei un attimo per l’apertura di questa benedetta
circonvallazione, speriamo nei primi mesi del 2010, ma, finché non c’è, state creando parecchi
problemi sulle strade che rimangono. Poi non trovo giusto portare tutto il traffico su viale Lutti
per far entrare la gente nel parcheggio, dove c’è l’asilo. Gliel’ho già detto, a me sembra assurdo.
In questo momento lasciate almeno due strade di accesso, una è troppo poca.
Ho visto che i miei colleghi Consiglieri hanno parlato ancora di questa Commissione
urbanistica, che ha discusso parecchio su queste varianti del Piano regolatore. Anche a me hanno
riferito che non sono contenti di come sono state affrontate le varie problematiche, che alcune
non sono state affrontate del tutto. Glielo dico così, signor Sindaco, speriamo in questo Consiglio
comunale informale di avere la possibilità di esprimerci tranquillamente. Mi preoccupa molto
quello che ho letto sulla stampa riguardo a queste varianti. Sono apparse alcune notizie, ma
notizie che sicuramente creeranno dei problemi sul nostro territorio, per un’edificabilità fuori di
testa, così la chiamo io. Insomma, vedremo cosa riusciremo a fare. Sicuramente teniamo presente
la mozione del Consigliere Modena.
Riguardo alla cartiera del Varone io penso che se l’Amministrazione vuole può
velocizzare anche la questione dell’area, perché, di logica, io penso che un’area a disposizione
così grande ci permetterebbe di non consumare territori…
verbale 12. 12. 08 /
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Sindaco:
Scusi Consigliera, su questo tema… quell’area non è a disposizione.
Consigliera Lorenzi Emanuela:
Certo, lo so.
Sindaco:
Nessuno ha chiesto niente a nessuno, secondo i canali che devono essere usati.
Consigliera Lorenzi Emanuela:
Allora quello che è comparso sulla stampa è falso.
Sindaco:
La posizione dell’Amministrazione comunale di Riva del Garda, non del Sindaco
Molinari, è quella contenuta nella pagina della mia relazione. Se qualcuno ne mette in dubbio
anche solo una riga, lo denuncio.
Consigliera Lorenzi Emanuela:
Grazie Sindaco. Scusi, io parto da quello che ho letto sulla stampa. Adesso riprendo la
sua relazione.
(VOCE FUORI MICROFONO)
“… con un’ipotesi di accorpamento aziendale ad Arco”, l’ha scritto anche lei. È quello che c’era
sulla stampa.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Ho capito, signor Sindaco, però abbiamo l’Assessore provinciale da interpellare, vedere se si
sbriga un attimino, se prende a cuore la cosa. C’è questo piano industriale, l’hanno fatto, hanno
detto che l’hanno depositato in Comune. È logico, bisogna velocizzare con la Provincia, so che
non è nostra competenza. Ma siccome l’area è molto importante, dal mio punto di vista con le
varianti si potrebbe prendere in considerazione. È logico che bisogna super-velocizzare. Non è
nostro, ho capito.
Sindaco:
No, perché vuol dire che il Comune è interlocutore per una soluzione di un problema
industriale. Il Comune non è interlocutore per la soluzione di un problema industriale. Se noi
intendiamo discutere qui di urbanistica siamo evidentemente interessati, non foss’altro che chi ha
finora regolamentato sul PUP la materia ce lo deve venire a chiedere, ma noi non siamo di fronte
a un problema urbanistico, se accettiamo questa chiave di lettura siamo immediatamente in un
angolo e il Sindaco Molinari, su questa partita, non si farà mettere in un angolo.
Consigliera Lorenzi Emanuela:
Va bene, io la vedo in un’altra maniera, ma è lo stesso. Grazie signor Sindaco.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Sì, lo so, signor Sindaco. Io velocizzerei.
Sindaco:
… salvo la sua posizione, ovviamente. Lei su questa partita ha onestà intellettuale, lo
ripeto perché non era a verbale, così invece ci va. Molta gente su questa partita non ha onestà
intellettuale.
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Consigliera Lorenzi Emanuela:
Io ho finito, grazie.
Presidente:
Grazie Consigliera Lorenzi. Ha chiesto la parola il Consigliere Valandro. Prego
Consigliere.
Consigliere Valandro:
Grazie Presidente. “Personalmente attendo la relazione al Bilancio come uno dei pochi
momenti in cui in Consiglio comunale si riesce a spaziare, nella discussione, su più argomenti.
Uno dei pochi momenti in cui anche un Consigliere comunale riesce a dire quello che pensa,
nella sede più opportuna, libero dall’assillo di dover alzare la manina oppure affannarsi a dire il
contrario di tutto.
È scontata la prima ipotesi, per quanto mi riguarda, condividendo l’impianto e le azioni
contenute nella previsione di Bilancio per il 2009. Quindi uno si prepara, pensa alle cose che
vorrebbe sottolineare, ai temi da trattare, ai messaggi che vorrebbe lanciare, poi però, ahinoi – e
lo dico col sorriso – arriva il Sindaco e, con una relazione di 16 pagine, riassume tutto il possibile
e di più, lasciando a noi il compito ancor più arduo di sintetizzare i nostri pensieri e di analizzare
i suoi. Non mi rimane quindi, per comodità di relazione, che riprendere il discorso da dove
l’avevamo lasciato lo scorso anno.
Lo scorso anno abbiamo detto che Riva del Garda è una città che sta cambiando. Ci siamo
detti che questo è nella natura delle cose, che un corpo vivo quale è una cittadina come la nostra
non può non cambiare, evolversi, puntare. Non possiamo pretendere di pensare che Riva del
Garda rimanga ancorata all’idea che ciascuno di noi ha. Il Rosengarten, il Tiffany, la Vela d’oro,
il Natale rivano, sono splendidi ricordi, dei quali solamente, però, purtroppo non si vive.
Non possiamo pretendere di pensare che Riva del Garda resti immutata, mentre il mondo
fuori va a mille all’ora e i cambiamenti lo stravolgono di anno in anno, di mese in mese, di
settimana in settimana. In latino, “non progredi regredi est”: ce lo siamo detti e ci siamo detti che
questo è normale, che va accettata la sfida di trovare la giusta chiave di lettura per meglio
comprendere il cambiamento e per meglio tagliare il nostro agire su esso. Oggi il Sindaco, nella
sua relazione, ci chiede di trovare la misura per capire dove il fisiologico mutare porterà la città.
Ci chiede di trovare la misura di tale cambiamento, ci chiede di trovare la misura della nostra
città, della nostra comunità cittadina. Ma è corretto – e lo chiedo provocatoriamente – cercare la
misura di un soggetto che è in mutamento? È possibile trovare un ordine di grandezza a un corpo
che muta il suo essere? Non sarebbe come voler trovare la taglia giusta di un vestito per un corpo
che sta ancora crescendo? Non si rischierebbe di aver un vestito o troppo largo o troppo stretto?
È un lavoro improbo.
Senza voler far polemica e ribadendo la stima perché non c’è più su questi banchi, ma
solo come facile e calzante esempio, nemmeno Rocco Frizzi ci è riuscito. Troppo intento a
tagliare un vestito ormai fuori moda, non si è accorto, salvo lamentarsene quando ormai era
troppo tardi, che la città non lo seguiva più. Nonostante tutto l’impegno profuso, non ha ottenuto
i risultati sperati. La città gli ha mandato un segnale chiaro, la misura di Riva del Garda è
un’altra. Certo, l’esperienza di Frizzi avrebbe bisogno di ben altri approfondimenti, circa la crisi
delle ideologie, ma sicuramente rende l’idea di quanto sia difficile capire questo percorso.
Credo renda bene l’idea che è impossibile trovare la giusta misura per una città che
cambia. Allora, cosa è meglio fare? Le alternative non sono molte. O lasciare e gettare la spugna,
oppure ci si rimbocca le maniche e si cerca di fare tesoro dell’esperienza, si cerca di adattarsi, si
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cerca di conoscere cosa e chi si ha di fronte, si cerca di comprendere le esigenze di tutti e si cerca
di abbozzare le migliori risposte possibili. In poche parole, si cerca di governare il cambiamento.
Facile a dirsi, ovvio, più complicato è essere veramente in grado di provvedere a tale istanza.
Considerato poi, però, che non ci sono alternative, per chi vuole veramente prendere a
cuore le sorti di questo territorio, vuol dire sforzarsi di ascoltare la propria gente, i suggerimenti e
le lamentele che da essa arrivano ed essere in grado di fornire i mezzi e gli strumenti perché chi
si rivolge alla politica abbia concreti riscontri. Vuol dire cercare insistentemente la via per
portare sempre maggior benessere ai nostri territori. Ciò vale sia in ambito sociale ma anche in
ambito economico e lavorativo, in ambito urbanistico e ambientale, in ambito amministrativoburocratico. Quello che dobbiamo fare, a mio avviso, è adoperarci affinché il territorio viva in
armonia e chi vive il territorio goda di questa armonia. Ciò va fatto gestendo il potere in maniera
attenta, cercando di soddisfare interessi diffusi e non di parte e quindi alimentando quello che è
l’anello fondamentale di questo circolo virtuoso, il dialogo. Non ci può essere politica se non c’è
dialogo. Dialogo è inteso come sapersi rapportare con chi ci circonda, ascoltando, rispondendo,
interagendo. Un dialogo che deve essere verticale laddove si intendono i reciproci rapporti tra chi
amministra e la propria gente, un dialogo orizzontale se invece si interpretano i necessari rapporti
tra istituzioni politico-amministrative, tra amministrazioni locali e anche tra componenti di
questo Consiglio comunale.
In fondo lo sappiamo, fare politica vuol dire instaurare un filo diretto con le persone, vuol
dire curare i rapporti, vuol dire saper ascoltare e rispondere, anche quando il peso dell’agire
quotidiano si fa insopportabile e la voglia di continuare lascia il passo a un desiderio di meritato
riposo. Ogni buon politico, ogni buon amministratore, non può prescindere da questo enunciato.
Se lo fa sta già contravvenendo al suo mandato e i risultati, sia in termini amministrativi che
elettorali, non potranno che essere negativi. Per lavorare bene, quindi, occorre avere sempre un
canale di dialogo aperto con il proprio territorio.
È un territorio che muta, abbiamo detto. Muta e si evolve perché cambiano i suoi abitanti
e sarebbe sciocco ora pensare che anche chi è chiamato a governare questo cambiamento non
finisca per esserne toccato. È quindi normale pensare a una classe dirigente che sappia essere
felice interprete di questo evolversi. È normale preoccuparsi che ci sia qualcuno che possa
portare avanti il lavoro fatto e quindi sappia succedere all’attuale classe che dirige. È altresì
normale che non tutti siano adatti a farlo e che, quindi, si possa perdere energia e tempo nel
coltivare attese illusorie attorno a taluni. Pazienza. Succede. Non può però essere questo il metro
per valutare un’intera generazione, specialmente se le generazioni precedenti ci offrono
spettacoli poco edificanti.
Le querelle e la confusione societaria creata attorno alle fiere e ai parcheggi sono figlie
dell’attuale classe dirigente, non certo di quella costruenda, e su questa non potranno ricadere,
con esiti nefasti per la città intera. Una parola chiara e definitiva è necessaria, quindi, al
contrario, dovrebbe risaltare meglio il lavoro di chi ha saputo svolgere il proprio compito, magari
in silenzio, portando al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Si aiuta la città con merito, non
per investitura divina, si aiuta quindi la città se si premia chi, con merito, si dà da fare.
Certo, ci vuole coraggio per fare questo lavoro, ci vuole coraggio e voglia di mettersi in
gioco. Quest’ultima sicuramente non è mancata, nel passato novembre, a chi ha corso come
candidato alle elezioni provinciali. Quello che è mancato è stato il coraggio e l’acume per capire
che Riva del Garda non può rimanere senza un diretto rappresentante in Consiglio provinciale. È
mancato il coraggio di sotterrare vecchi rancori, vecchi pregiudizi, vecchi stereotipi e nuove
paure. Il risultato è quello di avere una Provincia che non vuole trattarci come figli di un altro
Dio, ma che senza indicazioni precise, provenienti da questa terra, sarà tentato di farlo. Il
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Sindaco, ne sono sicuro, si sarebbe risparmiato volentieri le prime cinque pagine della sua
relazione, sarebbe bastato più coraggio a novembre da parte di molti.
Ma non è questo l’argomento di discussione stasera, più impellente è sicuramente il tema
della crisi economica e di quanto, anche quella che è una crisi mondiale, abbia effetti e incida sul
cambiamento della nostra città. Sebbene ci sia ancora, dall’alto dei propri milioni e delle proprie
televisioni, chi professa ottimismo e tende a minimizzare, non nascondiamoci che la crisi
economica ci ha investito, tutti, anche qui a Riva del Garda. Basta guardarci in giro. Le nostre
industrie stanno tutte più o meno mettendo in atto misure di riduzione, più o meno temporanea,
del personale. L’economia stagna e il turismo, a noi così necessario, ne risente o ne risentirà. Non
è possibile non interrogarsi su cosa voglia dire questo e su quali possano essere le risposte. Non
ci si può girare tanto intorno, ma vanno dati chiari messaggi, risposte, per quanto ci è possibile,
concrete e dirette, in grado di lenire i disagi e di dimostrare che, grazie a un attento ascolto delle
esigenze, sappiamo portare il nostro contributo.
Ancora una volta va, quindi, fatto lo sforzo di ascoltare la gente, di dialogare con essa,
proponendo messaggi chiari, senza però fare l’errore di cadere nella banale rincorsa del
particolare. Si deve comunque fare lo sforzo di volare alto, di proporre idee e progetti che siano
capaci di dare una prospettiva e in grado di fornire uno sguardo su un futuro migliore. Credo che
questo sia importante, sia dal punto di vista metodologico che dal punto di vista concreto. Non
possiamo ridurci, in questo momento difficile, a rincorrere soltanto i problemi contingenti e i
dettagli che, singolarmente, ci vengono sottoposti. O, meglio, dobbiamo farlo ma dobbiamo
anche essere in grado di offrire una prospettiva che faccia capire alla nostra gente che si vuole
andare al di là della semplice cronaca quotidiana e che si pensa a un’idea di città che sappia
andare oltre.
Sono convinto che per governare i cambiamenti si possano offrire, assieme a prospettive
concrete, anche idee e immagini che siano in grado di disegnare un sogno di città che abbiamo in
mente. Non voglio scomodare esempi lontani, ma quanto fatto da Barack Obama negli Stati Uniti
è un ottimo esempio, il tentativo di tradurre un sogno, una visione, in realtà, credendoci fino in
fondo. Lo stesso Presidente eletto, nella sua campagna elettorale, ha più volte puntato alla
riscoperta della forza morale e intellettuale del suo Paese, alla riscoperta di una maggiore
responsabilità personale e collettiva, così come stiamo e cerchiamo di fare anche noi nella nostra
Riva del Garda. Parliamo di terzo polo urbano e di Comune unico con Arco come se fossero
delle chimere irraggiungibili. Cominciamo piuttosto a crederci veramente e a pensare che si può
fare sul serio qualcosa di grande. In Val di Ledro ci hanno creduto e lo hanno fatto. Cosa manca a
noi per fare questo salto di qualità? Abbiamo introdotto già alcune importanti collaborazioni
intercomunali, basta continuare con convinzione su questa strada, convincendo con forza chi
ancora, per convenienza anche personale, è titubante. La stessa convinzione che ci spinge,
quando parliamo di sicurezza dei cittadini, a farlo non demonizzando il diverso, lo straniero, ma
cercando di far capire che, nel nostro territorio, c’è posto per tutti e c’è bisogno di tutti.
Dobbiamo essere poi in grado di ragionare perché chi non ha una casa sappia che chi governa si
sta adoperando fattivamente per ovviare a tale disagio e, nel contempo, rassicuriamo con
adeguate misure chi una casa la ha che tale diritto non è un privilegio.
Parliamo con chi ha voglia di investire sul territorio e per il territorio, rassicurando che
tale prospettiva dà ottimi frutti, sia dal punto di vista dell’impegno che dal punto di vista del
ritorno. Una speranza anche per l’impianto societario che gira attorno al Comune e che ne fa il
raccordo con la Provincia. Occorre anche coraggio di cambiare, perché no, ma soprattutto
occorrono chiarezza e trasparenza di intenti. Una speranza perché la nostra terra continui a essere
terra di impresa e quindi che il lavoro continui a essere garantito tutta la nostra gente. Dobbiamo
adoperarci perché il lavoro, in proprio o dipendente, sia tutelato e incentivato.
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Dobbiamo essere in grado di disegnare quella che sarà la città che vogliamo,
coinvolgendo ragionamenti di carattere economico e sociologico. Dobbiamo fare in modo che la
parola innovazione non sia solo un enunciato, ma si traduca nell’aggiornamento di regolamenti e
procedure amministrative e diventi, per una volta, visibile, attraverso un’adeguata
comunicazione, anche a tutti i cittadini. Questo vale anche per i rapporti politici, dove la
comunicazione e la condivisione delle scelte non possono essere considerate secondarie. Siamo
convinti – e perciò dovremo cercare di farlo capire a tutti – che il territorio è una risorsa che va
sfruttata con attenzione e delicatezza, non con violenta noncuranza. La nostra terra ci appartiene
solo per il periodo contingente della nostra presenza su di essa, per tutto il resto è patrimonio
comune di chi verrà dopo di noi e quindi è nostro dovere consegnarla integra. Dobbiamo far sì
che lo sviluppo si coniughi, quindi, con la tutela ambientale. Dobbiamo stare al passo coi tempi,
sia dal punto di vista del progresso che dal punto di vista della difesa del nostro patrimonio.
Proviamo poi a parlare con le nuove generazioni, cercando di fare con loro lo sforzo di
superare l’apatia del facile disimpegno. Non c’è speranza se chi ha le maggiori energie non si
rimbocca le maniche e cerca di essere protagonista del proprio futuro. Pensiamo ai giovani che
devono riscoprire il gusto di impegnarsi riportare alla città la voglia di essere loro stessi i
protagonisti in un circolo virtuoso che comprende giovani e meno giovani. Solo così riusciremo a
declinare in maniera corretta la riconosciuta necessità di un ricambio generazionale all’interno
delle associazioni, ricambio di chi abbia voglia di seguire e rendere attuale l’esperienza di anni di
volontariato attivo.
Dovremo fare in modo che l’esperienza degli anziani, quindi, diventi risorsa per le
generazioni future e per questo va tutelata e curata, garantendo alla nostra gente la possibilità di
invecchiare serenamente, in sicurezza e con tranquillità. Solo così la città potrà sentirsi più viva,
dal centro alle periferie, dove i quartieri che troppo spesso si sentono così distanti dal palazzo
pretorio devono essere messi nelle condizioni di non essere più solo mere indicazioni
toponomastiche, ma veri e propri nuclei pulsanti della città. Ognuno con le sue specificità e i suoi
problemi da risolvere. In una città che cambia sono le periferie i primi anelli del sistema a
risentire del flusso migratorio. Dobbiamo conoscere le periferie per conoscere la nostra gente.
Dobbiamo aiutare le periferie per aiutare la nostra gente a vivere meglio.
Una visione, un sogno quindi, in grado di aiutarci a immaginare meglio come governare il
cambiamento che abbiamo di fronte. Il primo mandato Molinari, quello del 1993, aveva come
parola d’ordine il verbo “scassettare”, tirare fuori dai cassetti tutti i progetti rimasti lì a prendere
polvere. Facciamo così anche noi, prendiamo il sogno che abbiamo per Riva del Garda e
tiriamolo fuori dai nostri cassetti, non lasciamo che la polvere della quotidianità, della banalità,
della grettezza e della pigrizia di pensiero, della rincorsa al facile consenso sbiadisca il nostro
sogno. Scassettiamo i sogni.
Giusto per non sembrare eccessivamente un sognatore, o peggio, un peripatetico che gira
attorno ai problemi filosofeggiando, ho chiaramente presenti queste priorità.
Viabilità. Un collegamento viario che permetta di raggiungere la valle dell’Adige in
maniera comoda e immediata, non necessariamente con la macchina.
Strutture. Riva del Garda deve dotarsi di strutture che rappresentino bene la voglia di
primeggiare nei vari ambiti: meglio un cielo di nuvole che un altro capannone.
Urbanistica. Approvata la necessaria variante al PRG va fatta una seria considerazione
per evitare che il prossimo strumento urbanistico favorisca il proliferare di costruzioni che
servono più alle tasche degli speculatori che alle reali esigenze dei rivani.
Società. Se necessario si ripensi all’impianto societario che gira attorno al Comune,
avendo il coraggio di chiudere a venture che al momento sono viste e considerate solo dei pesi
per la comunità.
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Cultura. La prospettiva sul Conventino dell’Inviolata indicata dal Sindaco mi sembra
realistica. Palazzo Lutti-Salvadori è abbondantemente sufficiente per le esigenze delle
associazioni rivane.
Turismo. Si chiarisca cosa si vuole fare della partecipazione in InGarda. Ieri sì, oggi no,
domani?
Mi rendo benissimo conto che può essere un lavoro difficile, soprattutto quando la
stanchezza si fa sentire e lo slancio non è più quello di 15 anni fa. Di una cosa però sono sicuro e
questo mi dà ottimismo: ora come allora a Riva del Garda ci sono diverse persone a cui va dato
credito della serietà e della sincerità, al di là di ogni eventuale appartenenza. Ci sono persone che
non intendono usare la città per ambizione personale, ci sono persone con le quali condividere e
coltivare il gusto politico, esprimere una classe dirigente libera da frustrazioni, libera da servo
encomio, libera da condizionamenti esterni.
Sappiano fare, costoro che ci saranno, le cose migliori per la città, anche se mi sembra
una resa troppo facile non pensare di essere tra loro. Grazie”.
Presidente:
Grazie Consigliere Valandro, ha chiesto la parola il Consigliere Benamati. Prego
Consigliere.
Consigliere Benamati:
Una cosa molto veloce, visto che le varie relazioni mi hanno un po’ entusiasmato.
Partirò dalla relazione del Sindaco, che più o meno ho interpretato come ha fatto il
Consigliere Modena, cioè credo che sia un’eredità che il Sindaco, giustamente, nell’ultimo anno
– il 2009 sarà l’ultimo anno, perché poi ci sarà un Bilancio sicuramente di carattere tecnico, cose
da limare e da fare, per riconoscimento politico a chi verrà dopo, giustamente – credo ci abbia
lasciato delle priorità, anche abbastanza importanti. Devo dire che alcune priorità mi hanno
lasciato estremamente perplesso, perché alcune sono sul tappeto da molti anni ma sono state un
po’ lasciate lì, per varie cause. Sicuramente la causa non è da imputare al Sindaco, ma le
motivazioni sono sempre politiche e perciò riguardano tutti, di conseguenza tutti noi dobbiamo
metterci in gioco, soprattutto la maggioranza, perché alcune cose siano portate avanti.
Tra le priorità riconosco che, secondo me, il Sindaco ne ha accennate alcune di molto
importanti: la viabilità, che chiaramente non si esaurisce con la strada di Gronda, ma con tutto
ciò che riguarda il benessere della città e il collegamento esterno tra la città e le altre. Su questo
non possiamo che ragionare, secondo me, anche con i comuni vicini. Purtroppo qui non sempre
si è riuscito a chiarire, non solo con la Provincia.
Una delle priorità che vedevo anch’io era il Conventino dell’Inviolata. Io non voglio
dare l’interpretazione che ha dato il Consigliere Frizzi sul discorso del Conventino dell’Inviolata
perché conosco le difficoltà e non mi sembra che neanche il compianto Cesare Malossini avesse
chiarito del tutto l’obiettivo, come decanta il Consigliere Frizzi nel suo intervento. È tutto da
vedere, da discutere, l’unica cosa certa è che non si può lasciare in quelle condizioni un
patrimonio storico e culturale – e credo che il Sindaco volesse dire questo – uno dei patrimoni
più importanti della città, uno dei biglietti da visita. Chi, come me, è nato alla fine degli anni ’40,
sa benissimo che quella era una zona molto importante dal punto di vista storico e dal punto di
vista della sacralità, insomma non si può lasciare in questa maniera. Poi su cosa fare e cosa non
fare c’è da discutere e credo che averlo messo nelle priorità sia una cosa importante. Non basta
un intervento sul giornale. Io chiedo ai Consiglieri comunali di non pensare che con gli interventi
sui giornali si riesca a chiarire tutto, discutere eccetera. Questo vale per tutti, anche per il
verbale 12. 12. 08 /
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Sindaco. Vorrei che qui dentro ci fosse maggiore condivisione, chiaramente nel rispetto dei ruoli
o cose di questo genere; e poi anche che la città debba condividere determinate cose.
L’altra cosa prioritaria chiaramente riguarda l’economia. Noi abbiamo due grosse
situazioni di carattere economico, come giustamente dice il Consigliere Valandro, ma anche
come dice il Sindaco, vorrei che le società – indipendentemente dal fatto che i richiami siano a
una tale persona o a un’altra – svolgessero le loro funzioni, quella di promozione turistica, di
promozione del lavoro delle persone, quella di cercare – in questo momento di crisi economica,
non del tutto prevista, ma che ci è capitata in maniera anche grave sul collo – di mettersi in gioco
in questa maniera, cioè capire che i cambiamenti non sempre avvengono perché li vogliamo noi,
ma ci sono anche dei cambiamenti improvvisi. Sicuramente le cause non sono improvvise, ma gli
effetti lo sono. Consiglio quindi di tener presente tutta una serie di cose.
È chiaro che bisogna garantire, nel rispetto dei ruoli, che ci sia maggior chiarezza su
queste cose. Non mi sembra che anche gli articoli di giornale… chiaramente io ho l’informazione
dagli articoli di giornale, non so, forse in merito ai problemi che ci sono all’interno delle società
sarebbe opportuno qualche piccolo chiarimento, visto che noi siamo anche portatori di idee qui
dentro. Insomma, non mi sembra ci facciano una gran bella figura, a me non interessa se hanno o
non hanno i soldi, ma mi interessa il loro futuro, il futuro della città. Questo è importante. Questo
vale per la nostra società ma anche per la cartiera e soprattutto la cartiera Fedrigoni.
Personalmente in questo momento io ho meno timore sulla Cartiera del Garda, però sento
esprimere dei timori. Tastando il polso degli amici che ci lavorano, mi sembra che ci sia qualche
paura ma che non ci siano timori eccessivi.
Un’altra cosa che mi sembra il Sindaco volesse nella sua relazione è portare una certa
chiarezza in merito agli argomenti futuri sui quali dovremo discutere nel prossimo anno. Chiedo
quindi al Sindaco di coinvolgerci maggiormente. Io ritengo che noi Consiglieri comunali qui
abbiamo dell’esperienza, tante cose, tante idee e anche un po’ di entusiasmo, che ci sono rimasti
per dare il nostro contributo. In questo momento penso sia necessario anche il contributo
dell’opposizione, perché anche se andiamo verso la campagna elettorale le opposizioni sono
sempre importanti e lo sono proprio verso la fine della legislatura.
Signor Sindaco, credo che quella relazione sia tutta da approfondire e possibilmente qui
dentro, magari un po’ anche fuori.
Una breve cosa sul Bilancio. Io ho letto le opere pubbliche e mi sembra che anche nelle
opere pubbliche si sia adottato un criterio di priorità e di qualità. Siccome io non riesco sempre a
vedere come sono andate a finire le opere pubbliche e quali sono le situazioni, so che c’è qualche
disagio o cose di questo genere, però inviterei l’Assessore Matteotti, qualche volta, a farci una
piccola relazione sulla situazione delle opere pubbliche. So che lui tiene molto fra l’altro a queste
cose, magari per vederle in corso d’opera, visto che siamo verso la fine della legislatura, come
stanno andando avanti e qual è la loro qualità. Credo che questo ci permetterebbe di discutere
anche sulla qualità.
Credo di aver finito il mio intervento, anche perché volevo solo dare un contributo un
po’ improvvisato. In merito al discorso interessante che ha fatto il Consigliere Modena sulle
festività, a cui il nostro Sindaco tiene, credo non ci tenga solo il Sindaco ma che sia importante
conoscere la storia di Riva, soprattutto per quelli come me e il Consigliere Modena – ma anche
altri – che sono nati a Riva e ci stanno da parecchi anni. Non parlo poi del Consigliere
Benaglio… credo ci siano alcune celebrazioni che non sono solo tali, ma sono delle memorie
molto importanti, per le generazioni future. È chiaro che non è semplice fare un percorso storico,
perché la storia annoia, perché la storia è ricerca, perché la storia è fatta di documenti, ed è anche
una cosa un po’ vecchia. Vedo però che magari i giovani la seguono con un po’ di noia ma
quando cominciano ad avere 50 o 60 anni richiedono informazioni di carattere storico a me, che
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qualcosa di storia conosco, ogni tanto vengono a chiedere una serie di cose alle quali, per quanto
mi è possibile, rispondo. È chiaro che questo è un percorso da fare, non mi meraviglia che la
storia possa interessare, dai cinquant’anni in su, è sempre stato così, però è abbastanza
importante che ci siano delle novità in queste celebrazioni, nella riproposizione di alcune cose. È
chiaro che la resistenza va rivisitata – chiaramente non parlo di revisionismo o cose di questo
genere – ma con il rispetto profondo per quelle poche persone che l’hanno vissuta e che sono
rimaste. Della storia molta parte la fa il vissuto, oltre ai documenti, perché il vivere in situazioni
di pericolo, solo il dolore e il ricordo delle persone che l’hanno vissuto riescono a trasmetterlo.
In questo e nei prossimi anni ci sono parecchie cose. Pensiamo al 90° della prima guerra
mondiale, ma anche alla ricostruzione di Riva eccetera, ci sono cioè un sacco di cose che
secondo me dobbiamo passare alle nuove generazioni cercando di coinvolgerle. Io vedo anche
l’associazione di cui faccio parte: è un problema riuscire a rivolgerci alle nuove generazioni, ma
il problema siamo noi, perché magari ci raccontiamo le stesse identiche cose. Un po’ di novità va
sempre introdotta. Grazie.
Sindaco:
Lei sa, Consigliere, che proprio quest’anno, accedendo a una riflessione proposta per la
celebrazione del 3 novembre, nel 2009 ricorderemo i novant’anni dalla ricostruzione, con un
lavoro compiuto insieme ad alcune associazioni e assieme al museo. Il periodo che trascorsero le
nostre concittadine e i nostri concittadini, ritornati dalle baracche, fu un ancora periodo di
baracche, perché la città era semidistrutta, ma questo è scomparso dalla memoria collettiva. È
proprio all’interno della programmazione quindi, come lei sa.
Presidente:
Grazie signor Sindaco. Altri Consiglieri chiedono la parola? Allora è chiuso il primo
intervento. Per il secondo intervento?
(VOCI FUORI MICROFONO)
Consigliere Benamati:
Signor Sindaco, per mozione d’ordine, visto che non ci sono più primi interventi, magari
qualcuno vuole prepararsi un secondo intervento, compreso lei. Io propongo di discutere qualche
punto all’ordine del giorno, che abbiamo messo d’urgenza, e poi passare al secondo intervento
lunedì 15.
Presidente:
Credo, Consigliere Benamati, che non sia possibile. I punti in urgenza sono in data 15.
Sindaco:
Io posso fare qualche breve considerazione, anche se naturalmente il dibattito che c’è
stato meriterebbe un’organicità di risposta, per lo stesso motivo per cui ho anteposto alla mia
relazione introduttiva e integrativa… preferirei scriverla insomma, perché vorrei che rimanesse,
viste le considerazioni che sono state fatte.
Chiederei però due cose: la prima è se i colleghi Assessori volessero approfittare di
questo momento per qualche breve interpolazione rispetto a elementi tecnici contenuti nei primi
interventi che si sono succeduti, credo che sarebbe importante, perché probabilmente
sgraverebbero una parte della mia replica, nella quale mi dedicherei, piuttosto, ad alcuni temi
centrali, considerato l’impegno dei Consiglieri che sono voluti intervenire.
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41
La seconda cosa è molto semplice: mi sono permesso, se qualcuno dovesse assentarsi
durante la carrellata, di portare a tutte le Consigliere e i Consiglieri i volumi che abbiamo
presentato oggi, per i quarant’anni di Giacomo Floriani, con il lavoro sinergico, una volta tanto,
di ben tre associazioni culturali, l’associazione Pinter, il coro Anzolim de la Tor e gli Amici
dell’arte, invitandovi fin d’ora alle tre occasioni che avremo, domattina alle 10.30 all’istituto
tecnico Floriani, domenica mattina alle 11 presso la galleria civica Giuseppe Craffonara e
domenica sera alle 21 presso l’Auditorium del Conservatorio, nel corso delle quali verranno
presentati i tre contributi che queste tre associazioni, sotto l’egida del Comune, hanno dato. Ho
fatto la presentazione prima perché, se qualcuno si dovesse assentare nella prossima mezz’ora,
può passare qui e avvisare il messo che le consegna, altrimenti le consegniamo alla fine.
Prego signor Vice Sindaco.
^^^ Escono i Consiglieri Mirante Marini, Benaglio e Zambotti: il numero dei presenti scende a
23. ^^^
Vice Sindaco:
Grazie. Sarebbero molti gli spunti, ma li lascio magari alla carrellata del Sindaco con la
sua visione di insieme. Certo è che una di quelle sintesi che può essere fatta proprio per il gruppo
di competenze che gestiscono, quelle che mi interessano di più, è quella dell’idea che abbiamo
della città, di cosa è stato fatto, di cosa si vuole fare, se coltivare un sogno.
Devo dire che nel tempo, legandoli tra di loro, alcuni sogni sono stati perseguiti. Ricordo
che all’inizio degli anni ’90 si propose Winkler come progettista, non tanto in quanto progettista
dell’arredo urbano allora, ma con l’incarico della mobilità e dell’arredo urbano. Un’idea di città,
l’idea di coltivare un sogno collegato alla mobilità, al traffico, alla sosta, ai parcheggi e all’arredo
urbano. Evidentemente quest’idea si è coltivata, se a oggi alcune realizzazioni e alcune idee, che
ho sentito anche negli spunti della lettura dell’intervento del Consigliere Pederzolli, si sono svolti
come un’idea della città e alcune particolarità e alcune visioni sono state date dall’architetto
Cecchetto, come a suo tempo le ha date l’architetto Rossi.
È evidente che noi abbiamo questa indole a dire che quello che facciamo non è poi così
interessante, ma abbiamo avuto tre mani di tre validissimi professionisti nel panorama europeo,
Winkler, Cecchetto e Rossi. Come a Trento vanno sbandierando sempre gli architetti.ì Busquet,
Gregotti e Piano. Qualcuno è più importante, qualcuno meno, sullo scenario internazionale.
Hanno comunque dato un’impronta a un’idea della città ed è un’idea della città che porta ad
alcuni scenari che sono di spazio, di urbanistica, forse l’urbanistica che è più interessante da
coltivare e da vivere. Questo è quanto si sta perseguendo sostanzialmente da vent’anni in questa
città, ciò che è stata la sintesi del progetto Rossi, quella di dire che in tutto il perimetro urbano,
che va dalla centrale all’Inviolata, al Palazzo dei congressi, con tutto il polo scolastico, è il polo
calmierato della città, è quello all’interno del quale Winkler diceva, all’origine, “facciamo la
zona 20, la zona 30”. Vi stiamo arrivando, nel tempo, con calma e con cautela – perché poi ci si
lamenta dei lavori, dell’affastellarsi dei lavori – ma evidentemente l’idea è questa, cioè legare la
zona detta della “Cittadella dell’anziano” o della “Cittadella dell’accoglienza”, dove l’anziano
possa uscire dalla casa di riposo e, tranquillamente, a piedi, senza trovare una macchina, arrivare
in rocca o in fascia lago. Come era utopico, a suo tempo, il progetto che venne lanciato
dall’Assessorato all’urbanistica nel 1990, un piccolo sogno, quello di unire la Rocchetta al
Baldo. Nel 1990 Riva aveva la sua parte di fascia lago, una spiaggia un po’ ridotta, non vi era il
collegamento con Torbole, non vi era sul confine di Arco una spiaggia. Eppure partiamo dal
bastione e arriviamo al Circolo velico di Torbole, adesso, con…
(VOCE FUORI MICROFONO)
verbale 12. 12. 08 /
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… fatto fino al Paradiso. Ed è un paradiso, una di quelle cose che ci vengono invidiate da molti.
Siamo abbastanza abituati a farci un po’ di critica. È evidente che è una città da interpretare, una
città che ha una parte fondamentale della propria economia nel settore del turismo ma anche nel
settore manifatturiero. Quindi seguendo un po’ l’urbanistica, le attività produttive, l’industria e il
turismo, evidentemente avevamo seppellito quest’ascia, che questa sera ogni tanto ho sentito
riemergere, circa le relazioni e i rapporti con il manifatturiero. Attenzione: è una spina dorsale
della nostra città. Lo è dal 1956, per quanto riguarda una cartiera, ma lo è dapprima per un’altra.
Sono delle spine dorsali che hanno dato molto alla città e daranno, sperabilmente, molto alla
città, in un’economia mista che si è integrata molto bene. Il terziario è cresciuto assieme alle
prime iniziative turistiche degli anni della ripresa del dopoguerra, per arrivare fino ad oggi, con
delle iniziative di eccellenza. Io guardo sempre con curiosità e spero che la questione dell’hotel
Lido in poco tempo possa riprendere i lavori, so che sono stati assegnati, puntando sempre di più
alla qualità, e molti operatori ci credono.
È una città all’interno della quale, evidentemente, non si crede molto. Se però poi
vediamo gli interventi che fanno gli investitori privati della nostra città, sulle proprie strutture
alberghiere, diciamo che ci sono dei cortocircuiti che non funzionano tanto, perché non si punta a
migliorare la propria attività alberghiera, o la propria azienda, se non si crede nella stazione.
Credo invece che si creda molto nella stazione. Forse un tentativo di crederci sempre di più è
cercare di dare molto di più di quello che, forse, in qualche momento si è in grado di dare. Forse
ha ragione qualcuno quando dice che stiamo facendo in questo momento dei lavori, in una città
dedita anche a turismo e al commercio, e non è il momento opportuno per farli. Ci possono anche
essere degli errori, ci possono essere delle sottovalutazioni che sono maturate verso un altro
settore che io seguo, quello del commercio. Peraltro c’è un momento del fare, il Consigliere
Modena ha usato un altro termine per quanto riguarda l’evoluzione di questi ultimi anni, ha detto
che queste opere sono eterne. Quelle che devono ancora cominciare non so quando finiranno,
vedremo quando cominciano, in merito alle altre alcuni intoppi evidentemente ci sono stati.
Abbiamo cercato di porvi rimedio il più possibile, ragionando, dialogando anche con gli
operatori del settore, con i commercianti. Certo, alcuni problemi ci sono stati in questo inverno
per nulla clemente. L’anno scorso si era riusciti a fermarli un po’ prima. Questa facilmente è una
sottovalutazione e forse avremmo dovuto fermarci un po’ prima per riprendere un po’ più avanti.
In questo momento non è che il commercio stia vivendo momenti molto felici, quindi
un’attenzione anche particolare verso la categoria va posta da parte dell’Amministrazione,
durante questa crisi che sta attraversando tutti i settori. Le aperture nei confronti di un
contingentamento anche di opere, di lavori, in alcuni momenti è da apporre come un’agenda
fissa. Cioè dire che in un certo momento si sospende e basta, chiuso, altrimenti l’impresa, che sia
pubblica o che sia privata – è la stessa cosa, non cambia molto – in una fase molto precisa
bisogna dire che non si attivano nuove iniziative e si aspettano quei due mesi. Bisogna tenere
sempre in considerazione che comunque la città, avendo dilatato molto la propria offerta, deve
fare evidentemente qualche ragionamento, perché non è che si possano fare i lavori solamente in
due mesi nell’arco di un anno, a novembre e a marzo. L’idea c’è. Ho sentito nella relazione del
Consigliere Pederzolli una questione relativa a viale Dante, viale Roma, però su viale Dante e
viale Roma, rispetto a un primo sconcerto – non dell’anno scorso, di quest’anno – una gran parte
degli operatori sono soddisfatti, in modo particolare per quell’opera pubblica prevista, quella
dell’arredo urbano di tutto viale Dante, programmato in anni diversi. Un finanziamento del 2008
il Consiglio l’ha già approvato nell’ultima variazione di Bilancio e in questo Bilancio c’è la parte
est, come c’è un’ipotesi su viale San Francesco, in contiguità con la salita di piazza Battisti ed
altro.
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È evidente quindi che è un’idea di una città che si presenta e che dovrebbe presentarsi con
un salotto del commercio nel centro storico, come dico io. Recentemente ho letto un articolo,
un’inchiesta fatta da L’Adige sui centri commerciali, su quante aree commerciali ci sono sul
nostro territorio. Straordinariamente però, nel calcolo delle aree della nostra città, è stata inserita
la superficie di Acqua e sapone, sono state messe le superfici commerciali al di sotto dei 400 m².
È un’inchiesta di due pagine, sui centri commerciali. Riva ha rilasciato un’unica licenza
commerciale, antica, sopra i 1.500 m², le altre sono tutte al di sotto, tra gli 800 e i 1.500, e sono
quattro, le altre sono sotto. Dentro è riportata anche la licenza delle ceramiche del signor Dossi,
393 m². Non possiamo confondere i 6.000 con altri, Riva ha detto no alla proliferazione dei
centri commerciali, evidentemente tenendo fede a quello che la programmazione urbanistica
aveva previsto.
I sogni si possono fare, io non parlo di tetto di nuvole, o della Più Arco… che però hanno
permesso alla città di poter vedere che grandi gruppi sono interessati, progettano sulla nostra città
e hanno piacere a progettare, perché è una città che offre a questi gruppi di progettazione degli
spunti interessanti e nel vedere quei progetti, di entrambi i concorsi… vedremo anche il terzo che
farà la Città di Riva, che bandirà un concorso internazionale di progettazione per quel comparto.
Quindi è una città che è riuscita a dare, ad aprire e avere la possibilità di confrontarsi con
esperienze, con grandi gruppi di progettazione, a cercare di capirne il segno e interpretarlo.
Io credo che queste cose non siano di poco conto, ma siano molto rilevanti,
evidentemente sulle quali va fatta una riflessione. Ho sentito una polemica di ritorno sulla
questione degli Stati generali, molto probabilmente era la prosecuzione di un’idea molto più
corposa, quella di mettere in moto una discussione – come sollecitava il Consigliere Benamati.
Lui la legava all’interno del Consiglio, ma anche fuori su un percorso che si vuole dare alla
nostra città, alla nostra economia, e che è opportuno venga attivato, rispetto allo scenario dal
Sindaco descritto, con gli elementi problematici che ci sono. Non tanto quindi legati alle società
che svilupperà lui, ma sull’idea della città anche in termini urbanistici, cogliendo l’accenno che
faceva il Consigliere Valandro.
Chiudo sulla questione che ho sentito rimbalzare in alcuni interventi da parte dei
Consiglieri, sui lavori della Commissione urbanistica. Anche io mi attengo al segreto istruttorio,
peraltro devo dire una cosa: sulla variante si sono tenute 10 commissioni, non una, che hanno
lavorato per quasi 30 ore. Ritengo che in quel lavoro ci sia stato un apporto collaborativo dei
commissari al progettista: la variante non viene elaborata dai commissari, viene elaborata da un
tecnico a cui è stato dato un preciso ordine di lavori, con il quale ci si è confrontati su più temi e
con più disponibilità di dialogo da parte dei membri della Commissione, che hanno inciso anche
su alcune scelte in particolare. E’ tuttavia evidente che la responsabilità è stata posta in capo a un
professionista, che è stato incaricato e che – come il Sindaco, nella sua relazione, ha dato piena
fiducia al progettista – io ritengo uno dei professionisti, uno dei tecnici in materia urbanistica, più
preparati del Trentino. Sicuramente è un professionista che ha delle capacità che sono anche
quella di essere tranquillo nei confronti di alcuni momenti di screzio che ci possono essere. Ha
dato, quindi, un grande senso di pacatezza e di equilibrio nell’affrontare i lavori, dedicandovisi
anche in modo notevole, perché non ci sono molti professionisti disposti a dedicarsi per oltre 10
sedute, a suo tempo, sui lavori per la legge Gilmozzi e altrettante, se non di più, per la variante.
La città ha un’evoluzione, come è stato detto anche nella relazione del Sindaco, che ha
abbracciato tantissimi temi, ma evidentemente alcune parti fanno parte di un percorso che nasce
da molto lontano. È una relazione che affonda le radici nella storia stessa del Comune di Riva e
della municipalità rivana, passando per un filo conduttore che ha visto negli ultimi anni le
amministrazioni impegnate a dipanare una matassa, quella di un’idea di città che io credo sia
profonda. Credo, ancora, in quello che diceva il Consigliere Modena, nell’identità di una città,
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che ha chiamato rivanità, che però da tanti non è compresa, ma che invece deve avere una sua
specificità nei ragionamenti, nel momento in cui parliamo della nostra città, non parliamo delle
altre, parliamo della nostra. Quella rivanità intesa nel voler bene alla nostra città, nel voler dare il
massimo di noi stessi, con tutti i limiti che ognuno di noi può avere, ma sforzandosi e
applicandosi perché questo possa essere un sogno da coltivare, io penso possa essere un sunto
che può chiudere il mio intervento, nel senso di volere un po’ più bene non solo nelle relazioni e
nei rapporti, che qualche volta possono anche essere non del tutto improntati a un amore, ma che
ci sia un confronto vero su ciò che noi vogliamo: voler bene semplicemente alla nostra città.
Grazie.
Presidente:
Grazie Vice Sindaco Mosaner. Prego Assessore Matteotti.
Assessore Matteotti:
Mi piacerebbe rispondere alla sollecitazione del Consigliere Benamati e parlare a lungo
dei lavori. Quello che posso fare, non avendo lo spazio per spiegarmi più di tanto, è cercare di
informare la città, attraverso il bollettino comunale, di tutto ciò che succede per quanto riguarda
l’ambiente e le opere pubbliche. Quotidianamente io mi premuro di dare informazioni e dire
anche la più piccola cosa oppure quella più grande. Per esempio domani dovrebbe esserci un
articolo che parla dei distributori di acqua nelle scuole. Il mio sistema per comunicare ciò che si
fa è quello. Di solito il giornale viene informato, prende spunto, amplia la notizia o la riduce, a
suo garbo.
Assicuro però che tutto ciò che viene avanti – ed è molto – trova quella via, il bollettino
ufficiale del Comune. È un mezzo che secondo me funziona bene. Ci sarebbe un mare di cose da
dire a proposito dei lavori pubblici, ovviamente. Io stesso li interpreto in questa maniera: ho un
mandato del Sindaco e un Bilancio approvato. È chiaro che si rasentano fasi di impopolarità, c’è
poco da fare, a volte penso sia meglio stare fermi. Certi comuni ad esempio sono più fermi e
vanno incontro a minori critiche. Noi invece cerchiamo di fare il massimo di ciò che è previsto
nel Bilancio e per fare questo ovviamente a volte si deve, non dico forzare, ma mi rendo conto
che non tutti possono capire perché in questo momento si stia lavorando con il teleriscaldamento
in piazza Garibaldi. Faccio un inciso, da questo punto di vista la FIMET, l’AGS, non è
direttamente del Comune, noi siamo promotori. Lavorava anche adesso alle 18.30, ha lavorato
tutto il giorno e anche ieri sotto l’acqua. Qualche cantiere privato l’ha fatto, ma non tutti. Sono
stati anche ammirevoli, vanno ringraziati, li avete visti, proprio perché cercano di finire. L’anno
scorso abbiamo finito il 21 dicembre in viale Rovereto, si è finito il ponte, ancora rimpiango la
presenza di qualcuno dell’hotel Du Lac, ma è il solito sassolino. Comunque abbiamo finito il 21,
ma eravamo stati molto fortunati, nel senso che la stagione ce l’ha permesso, c’è stata solo una
piccola piena del torrente Albola.
Quest’anno – e qui vengo alla sostanza delle cose – il cronoprogramma è lì, lo potete
vedere sul sito del Comune, tutti i lavori di viale San Francesco dovevano essere finiti entro il
mese di novembre, secondo il programma, partendo a ottobre. Qui si ragiona su un lavoro
piuttosto corposo, quello del teleriscaldamento, che deve essere completato praticamente in due
mesi all’anno. I punti di attacco del lavoro di quest’anno erano 20 e la FIMET… Consigliere
Modena, ha lavorato quasi esclusivamente la FIMET a Riva del Garda, a volte lei vede una
squadra, ma non è che non si parlino, è la squadra dei saldatori. Finiscono un lavoro e magari poi
arriva una squadra che è di una ditta subappaltatrice, ma va lì per saldare, come quelli di oggi.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Sono squadre, anche della stessa FIMET, che intervengono.
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(VOCE FUORI MICROFONO)
Non sempre, sono squadre specializzate, perché saldare quella cosa, con l’isolante intorno, è un
lavoro specializzato. Magari hanno 4 o 5 cantieri contemporaneamente sul territorio. Hanno
iniziato i lavori su viale San Francesco appena terminati i problemi di viale Cannella. Hanno
finito la mattina su viale Cannella – e sono stati bravi perché in due giorni hanno fatto un lavoro
difficile – e il pomeriggio, immediatamente, erano già lì in viale San Francesco.
Il motivo è che si deve completare tutto in poco tempo, ma perché questa cosa, prima su
viale Dante est e poi su piazza Garibaldi, subito? Proprio perché la programmazione prevista per
metà piazza Garibaldi – la programmazione poi è mutata per fattori che non le posso spiegare,
glieli può spiegare il Sindaco, ma verrà fatta metà piazza Garibaldi e l’altra metà si farà nel 2010
– è per questa primavera però, per una questione che possono spiegare gli amici e colleghi
ingegnere e architetto, cioè l’assestamento, noi non potevamo lavorare in primavera, ci vogliono
almeno due mesi di assestamento, altrimenti qualsiasi pavimentazione viene a cedere. Volendo
fare la prima parte del progetto Winkler su piazza Garibaldi, ampiamente prevista, discussa e
presentata, si doveva per forza lavorare qui, non si poteva posticipare a gennaio. Mi rendo conto
che la cosa non fa felici quelli delle casette, ma tra non farla e fare una piazza che poi va a
cedere, io penso si debba ragionare così. Siamo riusciti a fare molto meglio, perché è piovuto
meno, viale Dante. Anche oggi ci siamo trovati con il progettista e con il signor Sindaco,
probabilmente riusciremo a farlo, ma per riuscire a fare viale Dante ovest, lo sa bene il Vice
Sindaco e lo spiegava oggi il progettista, secondo me è come saltare un torrente sui sassi senza
scivolare, per riuscire ad arrivare a farlo in primavera. Non dico sia azzardato, ma se riusciamo a
farlo… l’idea tra l’altro nasce su istanza dei commercianti che ci hanno detto: “Funziona bene”, e
qui vorrei aprire una polemica con il Consigliere Pederzolli, ci dice di tagliare fuori gli
attraversamenti, ma su viale Dante e su viale Roma è esattamente quello che abbiamo fatto e
direi anche con un certo coraggio, perché anche qui si rasenta l’impopolarità. Sono contento di
sentir dire dal Vice Sindaco che alcuni esercenti hanno avuto dei consistenti introiti nei loro
incassi, derivanti direttamente dalla pedonalizzazione, probabilmente sarebbero i primi ad
opporsi a una nuova riapertura. Capitano anche queste cose a Riva del Garda, momenti di forte
impopolarità, di difficoltà, in una situazione non ottimale, perché le casse – anche se a mio parere
stanno bene illuminate – sono provvisorie, lo sappiamo, ma prima dobbiamo finire – lo ripeto –
una metà di piazza Garibaldi, poi c’è l’altra metà, poi viale Dante, Porta San Michele, l’altra
metà di viale Dante e viale San Francesco. Ma qui si va ai posteri, che, come dice il Sindaco,
sicuramente saranno senz’altro più bravi di noi nel fare tutto viale Roma la cui previsione di
pedonalizzazione, Consigliera Lorenzi, non è una volontà mia, è una forte volontà del progettista
Winkler fin dal 1991, sempre confermata da tutte le amministrazioni. Ci siamo arrivati noi e
secondo me può anche essere un vanto. In questo momento però abbiamo scelto di dire che si
tenta di lavorare poi, disgraziatamente, vedete cosa succede dal punto di vista meteorologico, è
un po’ un’anomalia quella che sta succedendo, non potevamo prevederla. Mosaner dice che si
poteva anche evitare, io dico che abbiamo anche tentato di farlo in via Roma, lì probabilmente si
riuscirà ad asfaltare lunedì o martedì, vedremo, ma la viabilità non è stata interrotta e neanche
l’accesso agli esercizi commerciali, tutto ciò è stato salvaguardato proprio per il rapporto
continuo che c’è con l’associazione.
Questo è il mio punto di vista: il ragionamento è questo, abbiamo delle cose da fare,
cerchiamo di farle e poi le cose andranno meglio. Anch’io ho visto il buco in viale Rovereto e ne
chiederò il motivo, però è un bel viale, l’asfalto è anti-skid, sistemato, non ci sono buchi, quindi
la situazione alla fine, dopo questa sofferenza che c’è stata – non si può negarlo – dovrebbe
essere migliore e questo dovrebbe succedere anche nelle piazze. Il giudizio sulle piazze poi resta
a chiunque, non voglio dire che a me piacciono, mi piacciano abbastanza, ma vedo che il turista
verbale 12. 12. 08 /
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che viene a Riva dopo un anno si accorge che è stato fatto anche questo, ed è bello. È più difficile
che lo dica un locale, onestamente, perché c’è una passione per il luogo, se si sposta anche solo
una panca non si trova più il proprio riferimento e dà fastidio, però bisogna guardare con gli
occhi e vedere che per esempio al Broglio – lo ripeto e lo dico anche qui – per cinquant’anni c’è
stato un bruttissimo parcheggio, ho le foto, perché sapevo che saremmo arrivati a questo punto,
di com’era prima dell’intervento e come adesso. Possiamo prendere un terzo interlocutore,
mostrarle, e chiedere se sia meglio adesso o se fosse meglio prima, dal punto di vista ambientale,
non riuscendo sulle questioni del punto di vista paesaggistico, urbanistico o architettonico.
Winkler comunque era una persona conosciuta e apprezzata e mi fermo qui.
Confermo quello che dice il Sindaco: il lavoro su tutto viale Trento era già ampiamente
preordinato e adesso siamo in grado di risolvere alcuni problemi, il primo dei quali è quella
dannata uscita delle corriere sul viale che va a bloccare la rotonda. Adesso dovremo progettare
qualcosa che impedisca l’uscita direttamente, girando a sinistra, cosa che ci blocca la rotonda sia
in entrata che in uscita. Riusciremo dunque a fare un marciapiede davanti al Prati, per intenderci,
arrivando avanti con quel progetto di sicurezza, rivolto soprattutto alle fasce più deboli, che in
molti casi – vedete quanto si investe sulle piste ciclabili e sui passaggi pedonali – sta andando
secondo me abbastanza bene, però sono opinioni.
Le rotonde sono state progettate – lo sa bene l’Assessore Tonelli – dal dottor Altissimo,
che penso in Italia sia un’autorità in materia di verde…
(VOCE FUORI MICROFONO)
Insomma, ha vinto premi, sulle riviste trovo spesso sue pubblicazioni. Il nostro mandato – più
dell’Assessore Tonelli che mio – era quello di fare qualcosa di nuovo ma che non ci desse più
problemi, dal punto di vista dell’energia elettrica, dei tagli e dell’acqua. Quella cosa, se tutto va
bene, per 10 anni non la tocca più nessuno. Lei mi dice che la rotonda di Arco è più bella, ma sa
quanto costa irrigarla con l’acqua dell’acquedotto – perché loro non hanno l’acqua dei pozzi –
tagliare l’erba, mettere i fiorellini? Quella invece è preordinata per avere un’evoluzione naturale,
anche cromatica, nel corso dell’anno. Lei vedrà che anche davanti alla bottega del Miorelli
quell’erba, che era un’erba cinese, man mano che viene il freddo diventerà gialla.
(VOCI FUORI MICROFONO)
No, giapponese. Quell’erba cresce poco e diventerà gialla e ci sarà un effetto cromatico. Io mi
rendo conto che le persone possono chiedersi che cosa sia, se è paglia, visto che non è verde.
Quell’erba diventa gialla con un effetto cromatico che a me piace, ad altri no. Questo è solo per
dire – lei sa che il verde è un mio pallino – che è frutto di scelte oculate, che vanno spiegate.
Forse, quando vengono spiegate e motivate, come sto facendo con lei, possono essere apprezzate
o no.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Presidente:
Consigliera Lorenzi, per favore, nel secondo intervento. Prego Assessore.
Assessore Matteotti:
È una questione di gusti. Va bene, io ho finito. Aggiungo che sulla cartiera le previsioni,
le autorizzazioni per tutto quell’opificio – anche in questo caso non mi soffermo sulla questione
estetica, ma anche la centrale di Riva ha un impatto estetico massiccio, vedremo quando sarà
finita – dal punto di vista ambientale comunque l’APPA ci garantisce che tutti i parametri,
compreso il rumore, saranno migliorativi rispetto a prima. C’erano quattro caldaie in funzione,
ora ce ne sarà una sola. Il risultato finale dovrebbe essere migliorativo, sotto tutti i parametri. Lo
spero anch’io, non si possono mettere le mani sul fuoco per nessuno, però…
verbale 12. 12. 08 /
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(VOCE FUORI MICROFONO)
Sì, anche dal punto di vista acustico. Probabilmente ci siamo anche lì, vedremo l’effetto finale,
vedremo l’effetto che fa.
Mi dispiace non aver sentito alcuna annotazione sulle questioni ambientali, visto che sono
anche Assessore all’ambiente.
Parlavo con l’Assessore Bagozzi del Piano urbano del traffico – perché lui è Assessore al
traffico, abbiamo una competenza condivisa, viabilità e traffico – e sarà possibile, appena
passeremo di rango e non saremo più figli di un Dio minore, appena si percepirà che stanno
arrivando l’uno e l’altro – non ripeto che cosa – preventivare, mettere in cantiere
immediatamente il Piano del traffico. Diciamo che questa cosa ci ostacola fortemente, perché ci
sono delle sofferenze, soprattutto su viale Prati. Se fosse posta l’uscita su via Monte Oro, la
situazione viabilistica di Riva del Garda migliorerebbe in maniera drastica. Anche questa è una
cosa che va considerata. Grazie.
Presidente:
Grazie all’Assessore Matteotti. La parola all’Assessore Giordani. Prego Assessore.
Assessore Giordani:
A me pareva importante rispondere all’intervento che ha fatto il Consigliere Pederzolli,
laddove invitava l’Amministrazione comunale a potenziare interventi in materia di lavoro,
proprio in questo momento di difficoltà economica. Io vorrei solo dire che il lavoro fin
dall’inizio è stata una delle priorità di questa Amministrazione e questa Amministrazione si è
mossa avviando, già fino da quest’anno, nel 2008, altri interventi più ricchi e diversificati in
materia di lavoro, quindi non solo Azione 10, con interventi provvisori, ma anche Azione 9, che
dà più stabilità al lavoro, avvalendoci così di tutte le provvidenze che dà la Provincia – la
Provincia ha diversi interventi – quindi sfruttandoli al massimo. Tenete presente che l’intervento
che fa il Comune è di circa € 400.000 all’anno, non sono pochi. Abbiamo già avviato Azione 9 e
l’intendimento dell’Amministrazione è di potenziarlo ulteriormente anche nel 2009, per dare
ulteriori possibilità di posti più stabili e dare l’opportunità ad altri di entrare nell’Azione 10,
quindi diversificare e qualificare l’offerta. Su questo sicuramente ci siamo già da tempo e stiamo
proseguendo.
Presidente:
Grazie all’Assessore Giordani.
Assessore Bagozzi:
Grazie Presidente. Interventi per quanto riguarda il Bilancio vero e proprio sembra siano
arrivati solamente dalla Consigliera Lorenzi, che tra l’altro ringrazio, perché comunque
evidentemente ha fatto uno sforzo per valutare gli aspetti contabili del Bilancio e non solo quelli
prettamente politici. Se ho capito bene, le domande che lei poneva riguardavano sostanzialmente
gli interessi sia sulla tesoreria sia sugli investimenti che il Comune fa, adoperando le eccedenze
di cassa.
Naturalmente il servizio tesoreria, come tutti gli aspetti che riguardano
l’Amministrazione, è dato in affidamento tramite una gara e quindi anche lì i tassi di interesse
vengono concordati. Sono comunque tassi di interesse legati a quelli bancari classici, l’Euribor,
risentono dunque anche lì del tasso. In quel caso era piuttosto alto, nei tempi precedenti, adesso
vedremo per quanto riguarda il futuro.
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L’altro ragionamento invece riguardava gli investimenti che vengono fatti adoperando le
eccedenze di casa. Intanto c’è da spiegare che le eccedenze di casa sono quel denaro che rimane
in cassa in attesa di dover essere direttamente utilizzato. Un conto è l’impegno di spesa che viene
fatto attraverso il Bilancio e un conto è l’effettiva spesa del denaro speso. Anche per le opere
pubbliche c’è un lasso di tempo che intercorre tra l’impegno della spesa e la spesa effettiva. Non
è una tassazione del cittadino che viene utilizzato in maniera impropria, se vogliamo usare questo
termine. Anche in questo caso gli investimenti che vengono fatti sono differenziati anche
attraverso degli studi e dei sondaggi o gare che vengono fatti dal servizio finanziario. Adesso le
nostre eccedenze di cassa sono impegnate su tre fronti, che sono pronti contro termini,
obbligazioni e un’obbligazione assicurativa, quindi tutti interventi che ci consentono comunque
di arrivare ad avere quegli interessi che si ipotizzano nel Bilancio, che naturalmente è un
Bilancio di previsione, come è la natura stessa del Bilancio comunale.
Se ricordo bene, un altro aspetto riguardava i costi della Polizia municipale.
Probabilmente lei si riferisce a tabelle di qualche anno fa, quindi dei costi di qualche tempo fa.
La differenza di costi risente ovviamente degli aumenti normali e naturali che esistono per
quanto riguarda il personale dipendente. Sicuramente poi c’è l’aspetto del finanziamento da parte
della Provincia che influenzerà e andrà all’abbattimento dei costi. Sicuramente dovremo
verificare, lungo il periodo sia dell’anno prossimo sia degli anni successivi, come andranno a
evolversi queste spese che verranno monitorate. Tutto il passaggio non è fatto per aumentare le
spese ovviamente, le spese sono semplicemente quelle dei Vigili che vengono passati
direttamente al Comprensorio, insomma sono spese del personale e null’altro, anche perché per il
momento non si prevedono ristrutturazioni o altre cose.
Mi sembrava che queste fossero le domande, se non altro le principali che sono state
poste. Naturalmente io, con il mio ruolo e la mia delega, ero responsabile dei rapporti con il
Consiglio comunale. Quindi mi pongo disponibile nei confronti di tutti i Consiglieri comunali
quando avessero necessità di approfondire qualche aspetto, soprattutto del Bilancio. È anche
nell’ambito del mio ruolo che ho voluto, tutti gli anni, approfondire le slide che abbiamo
proiettato la volta scorsa. A mio parere dovrebbero essere uno strumento di facile lettura,
flessibile, da mantenere sempre ed eventualmente da consultare.
Se poi ci sono ulteriori osservazioni o suggerimenti per poterle ampliare, perché vengano
resi più chiaro alcuni aspetti, parlo di quelli prettamente contabili, per poter avere qualche
informazione maggiore, siamo sicuramente disponibili, io in primis, ma anche gli uffici. Ripeto,
la disponibilità c’è senz’altro.
Per quanto riguarda altre cose, ci sono temi che abbiamo leggermente toccato.
Sicuramente abbiamo parlato approfonditamente di quello dei rifiuti, vi rinnovo anche la
promessa di parlarne quando sarà possibile, magari concordando direttamente con il Presidente
del Consiglio una serata specifica, a tema, in cui approfondiremo anche tutte le tematiche. In
quell’occasione magari sarà opportuno che ci sia un rappresentante provinciale, quindi se la
Provincia ha intenzione di modificare la normativa sicuramente ce lo dirà il responsabile, che
immagino dovrebbe poter essere il responsabile delle politiche sui rifiuti, il dottor Gardelli della
Provincia.
Per quanto riguarda altre cose io sono abituato a vedere in casa nostra, quindi poi non so
gli altri comuni come possono riuscire ad adoperare altri fondi per abbassare la tariffa rifiuti,
evidentemente ognuno deve guardare sé. Se ci sono suggerimenti e la Consigliera Lorenzi potrà
darci dei suggerimenti in merito, siamo qua pronti ad accettarli.
Un’ultima cosa, solo un accenno, potremmo avere l’occasione di parlarne lunedì, perché
c’è il tema che riguarda i trasporti, se il Bilancio non si dilunga più di tanto potremmo avere
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l’occasione di fare qualche riflessione in merito al trasporto pubblico, che sicuramente è
collegato alla viabilità, a cui si è fatto cenno prima più volte, al Piano del traffico eccetera.
In alternativa, se il tempo non sarà adeguato, sicuramente dovremo riuscire a trovare un
momento in cui parlarne in maniera più approfondita, perché penso sia una delle tematiche che
magari adesso sono poco sentite ma che dovranno essere in futuro maggiormente tenute presente
sia dai Consiglieri comunali sia da tutta la popolazione.
Presidente:
Grazia Assessore Bagozzi. La parola al signor Sindaco. Prego.
Sindaco:
Grazie signor Presidente. Considerata l’ora e apprezzate le circostanze, come si usa dire
in gergo, io le chiederei la cortesia di poter svolgere la mia replica all’inizio della seduta di
lunedì. Grazie.
Presidente:
Il secondo intervento perciò lo faremo dopo l’intervento del Sindaco. Ci vediamo lunedì
15 alle ore 18.
^^^^^^^^^^
Sono le ore 22.50. Essendo stata raggiunta l’ora indicata nel programma dei lavori, la seduta
viene sospesa dal Presidente e i lavori riprenderanno alle ore 18.00 di lunedì 15.12.2008, come
da avviso di convocazione.
^^^^^^^^^^
IL PRESIDENTE
f.to Mario Zucchelli
IL SEGRETARIO GENERALE REGGENTE
f.to Anna Cattoi
sr.
Il Segretario Generale del Comune di Riva del Garda
certifica
che il presente verbale è stato approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 274 dd.
27.03.2009 senza rettifiche.
IL SEGRETARIO GENERALE
f.to dott.ssa Lorenza Moresco
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