Casa - Residenza - Politiche Sociali - Immigrazione - Diritti - Dal 1993, il giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora proposta indecente L’inchiesta del mese “Bologna e la sicurezza” pag. 4/7 Schediamoli tutti “Piazza Grande ai mondiali antirazzisti” pag.8 “Il tuo 5x1000 a Piazza Grande” pag 13 “On the road. Gli appuntamenti del mese” pag 14, 15 come i tassisti bolognesi. etnica. Piazza Grande è senza dubbio in talmente alto da far desistere lo Stato dal Come avevamo anticipato nel numero di confermarci che questo interesse è schedatura biometrica non solo viola i parlato, il limite della decenza politica si è impegnato anche in questo mese, ne La proposta del Ministro degli Interni di Dicevamo che il tema meritava un fanno saltare dalla sedia, ma verrà L’unica utilità di questo provvedimento è ad allargare il coro variegato delle voci approvata, dal Parlamento. italiani un boccone altisonante e sensa- ra., puntando l’attenzione anche su due A sobbalzare per fortuna sono stati in sfuggiranno. coinvolgendo personaggi autorevoli come le proteste contro una proposta che giugno, l’inchiesta sulla sicurezza ci ha abbiamo prodotto una seconda puntata. approfondimento, abbiamo provato allora che esprimono la loro idea di città sicuquartieri, Borgo Panigale e il Pilastro, il nuovo questore e testimoni privilegiati La cronaca politica nazionale non fa che giustificato. schedare i minori rom è di quelle che comunque discussa, e probabilmente tanti, in questi giorni non sono mancate emana un netto fetore di discriminazione quella lista e ci preme aggiungere che la diritti umani fondamentali, ma costituisce un inutile spreco di risorse. dare in pasto alla xenofobia diffusa degli zionalistico: schediamoli tutti e non ci Non conosciamo i dati, ma probabilmente il costo di un’operazione simile sarebbe portarlo a termine. Ma intanto se ne è spostato (più in basso), e il Governo ha fatto la sua sterile manifestazione di muscoli. L’emergenza rom (una determinazione particolare dell’emergenza sicurezza) si gonfia nonostante l’Italia sia al quattordicesimo posto tra i paesi europei per il numero di rom presenti sul territo- rio nazionale: sono 150-170.000, rispetto agli 800.000 della Spagna, i 300.000 di Francia e Inghilterra (dati pubblicati da Redattore sociale) . - Segue a pag 2 PRODURRE QUESTO GIORNALE COSTA 0,50 EURO • QUELLO CHE DATE IN PIU’ E’ IL GUADAGNO DEL DIFFUSORE QUALSIASI RICHIESTA DI SOLDI AL DI LA’ DELL’OFFERTA LIBERA NON E’ AUTORIZZATA Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L27/02/2004 N.46) ART.1 comma 2 DCB - Bo (Num. 6 per Poste Spa) piazza G rande Giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora “Tendere un giornale è meglio che tendere una mano” *** Proprietà Associazione Amici di Piazza Grande Onlus Direttore Responsabile Leonardo Tancredi Caporedattore Jacopo Fiorentino *** Redazione via Libia, 69 40138 Bologna Tel. 051 342328 Fax. 051 3370669 Ai lettori Come di consueto in numero di luglio di Casalecchio di Reno i mondiali antirazzi- mesi fino a fine agosto. L’inchiesta dil Milano i prossimi mondiali di calcio dei Piazza Grande rimarrà in strada per due questo mese è l’ideale proseguimento del nostro lavoro dello scorso numero perchè anche questa volta abbiamo scelto di occuparci del tema della sicurezza. Nelle pagine dell’inchiesta trovate, tra le altre cose, la storia della “ronda” di anziani autocostituitasi a Borgo Panigale, l’intervista al Questore di Bologna e ai tassisti che incessantemente girano per la città. sti di calcio, e perchè si terranno a senza tetto. A pag 10 e 11 trovate i nostri consigli per le letture dell’estate. l’ormai consueta rubrica “On the road”, con gli appuntamenti culturali del prossimo mese. Buona lettura e buone vacanze! vate, una volta tanto, molto sport. pag 12 - La pagina dell’Associazione pag 13 *** Tipografia Nuova Cesat Firenze Registrato presso il Tribunale di Bologna il 15/09/1995 n°6474 2 piazza grande • n°146 • 07/08.08 - L’inchiesta del mese - La città migrante Idea Grafica: Jacopo Fiorentino Bologna 01.07.2008 Anno XV - Numero 146 16 pagine pag 3 pag 10, 11 *** *** - Accade davvero - La cultura è nelle spiagge Distribuzione Antonino Palaia Immagini La foto in prima pagina è di Marika Puicher pag 2 pag 8, 9 *** *** - Ai lettori .- Sport e diritti Questo perchè a luglio si terranno a [email protected] Hanno collaborato a questo numero: Paola Faranda, Gianni De Vincentis Agenda, Sara Visintin, Salvatore Ognimè, Vincenzo Conte, Anna Trotta. pag 1 pag 4, 5, 6, 7 Nelle pagine che seguono l’inchiesta tro- www.piazzagrande.it *** - Bologna e la sicurezza A pagina 14 e 15, invece, pubblichiamo *** In Redazione: Mauro Picciaiola, Marinella Elia, Carlotta Zarattini, Clementina Pigoni, Gabriella Penna, Filippo Pavoncelli, Giuseppe Mele, Marika Puicher, Alessandro Casadio, Salvatore Giampiccolo, Giulia Lasagni. Sommario - Gli appuntamenti del mese pag 14, 15 ATTENZIONE!! Piazza Grande cerca disegnatori, fumettisti e affini. Contattateci senza esitazioni chiamando lo 051342328, o scrivendo a [email protected] - Dove andare per pag 16 - segue da pag 1 operatori sociali, volontari, associazioni Eppure vendeva il giornale in quel luogo Eppure gli italiani sono i più spaventati si occupano dell’integrazione scolastica tutti. d’Europa. I rom da noi sono pochi ma cattivissimi? Conoscere le condizioni di vita nei campi nomadi di uomini e donne, maggiorenni e minorenni è un passo necessario per approntare le strategie più adatte a favorire il loro l’inserimento sociale e, di conseguenza, minare le basi dei comportamenti criminosi. Ma una schedatura a tappeto non pare la via migliore per raggiungere questo risul- tato, meglio sarebbe sostenere il lavoro di che frequentano i campi ogni giorno, che dei minori, dell’accompagnamento al lavo- da anni ed era conosciuta e ben voluta da ro e ai servizi sociali e sanitari. Sappiamo bene che il comportamento dei Queste sono azioni concrete, la schedatu- le, vi chiediamo di collaborare, di chia- ra delle impronte è solo polvere negli occhi. E gli effetti di questo clima cominciano essere evidenti: una donna serba di circa sessant’anni, una delle prime venditrici di Piazza Grande è stata aggredita verbal- mente da una guardia giurata in servizio nostri diffusori non è sempre irreprensibimarci per segnalare eventuali molestie o comportamenti sgradevoli, siamo pronti a fare da mediatori. Proviamo a essere costruttivi. di Leonardo Tancredi [email protected] presso un supermercato, in modo tanto violento da procurarle uno svenimento. Abbonati a Piazza Grande Per abbonarsi e ricevere ogni mese il giornale a casa propria, basta un versamento sul c/c postale n. 54400320, intestato all'Associazione Amici di Piazza Grande Onlus. Causale: "Abbonamento giornale". Potete anche telefonare allo 051 342328 dalle 9.00 alle 13.00 alla Redazione del giornale. Per i privati la quota indicativa di sottoscrizione è di 31 euro annue. Per enti, biblioteche e associazioni 51 euro Accade d@vvero Dal nostro sito, una rubrica che parla di casa, nuove povertà, diritti, immigrazione. A Bologna e non solo 08.06.08 di fronte alla sede del Comune di di Mariano Tuccella nione del consiglio. Motivo della pro- Bologna: condannato l’assassino Il primo ottobre 2007 Mariano Tuccella, un clochard cinquantenne originario della provincia di Campobasso, era stato aggredito in prossimità del mercato delle Erbe nel centro di Bologn. Dopo qualche giorno di coma l'uomo era deceduto. A causarne la morte le botte subite da Vincenzo D'Amore, 20 anni di Palermo, che lo aveva preso di mira. ADesso il Gup di Bologna, Alberto Gamberini, ha condannato il venten- ne a nove anni di reclusione con il rito abbreviato. Il pm Enrico Cieri aveva chiesto 11 anni di carcere. D'Amore, pentite e disperato, ha pianto amare lacrime durante tutta l'udienza e, tramite il suo legale Silvia Pirri, si è proposto per una Toronto, mentre era in corso una riutesta la chiusura di un rifugio per homeless da 65 posti letto. Gaetan Heroux, un attivista del gruppo, ha cercato di entrare negli edifici di City Hall per parlare con il sindaco David Miller, ma al suo ingresso la polizia lo ha bloccato con un’ordinanza che gli proibisce di avvicinarsi per un anno non solo alla sede del Comune, ma parte civile l'associazione "Avvocati di strada". D'Amore, la sera dell'aggressione, aveva bevuto troppo in un'osteria di vi del Pratello. Era la prima volta che beveva la tequila bum bum che gli aveva dato letteralmente alla testa. Il giovane palermitano aveva raccon- stato. «Volevamo incontrare il sindaco Miller - spiega al Corriere Canadese A.J. Withers, organizzatrice del grup- po - perché da ieri mattina mancano in città 65 posti letto del centro University Settlement di Grange Street per ristrutturazioni, quindi noi due anni in città abbiamo perso oltre le multe alle persone che vivono per strada sono aumentate del 288 per cento negli ultimi tre anni. Invece di aiutarci, ci multano. Ieri abbiamo chiesto un incontro anche con i con- siglieri, ma loro si sono rifiutati di vederci. Ci hanno detto che ci avreb- picchiandolo tanto forte da mandarlo in coma. Insieme a D'Amore c'erano un minorenne e un terzo amico che, però, non aveva partecipato all'aggressione. Povertà, attivista arrestato a City Hall È finita con un arresto la protesta zione sulla condizione degli homeless in città. «Volevamo preparare un posto sicuro per la serata perché pioveva - continua a raccontare A.J. Withers - ma i poliziotti ci hanno detto di allontanarci e hanno tagliato sono stati assegnati venti giorni di cure. @@@ 20.06.08 trovano in questa condizione di disagio. dichiarato di sentirsi vittima degli nelle proprie autovetture all’interno delle aree di parcheggio di sicurez- che aveva una casa normale… una @@@ vita normale. In questo Paese la stragrande maggioranza delle perso- 27.06.08 Usa: Dalla casa a 4 stanze alla casa a 4 ruote ne non si rende conto di quanto sia vicino il baratro della miseria”. Il quotidiano inglese The Guardian e @@@ altri media statunitensi hanno pubblicato un’inchiesta sul fenomeno divenendo un’autentica piaga sociale che ha stupito non poco gli stessi di dibattiti televisivi molto seguiti dal pubblico. Si è appurato infatti che il fenomeno sta colpendo 30.06.08 A cena con il finanziere... per beneficenza Omaha (Nebraska). Oltre 2 milioni di dollari per una cena con Warren Buffett. L'asta on line, alla sesta edizione e come nelle precedenti destinata a raccogliere soldi da destinare in beneficienza, si è chiusa con un sempre di più nuovo record: 2.110.100 dollari, il triplo dei 650mila dello scorso anno. professionisti della middle class americana, che travolti dalla crisi di questi ultimi mesi si vedono costretti quattro ruote, perché la scelta obbli- ti. la sicurezza fisica di coloro che si za… sono come me. Gente normale, un rifugio temporaneo sul suolo pubper aver cercato di bloccare gli agen- a disposizione per garantire almeno eventi. “ Le persone che dormono Si passa in questo modo dalla casa blico. Una persona è stata arrestata Santa Barbara ( California) ha messo trasportato in ospedale, dove gli lesioni personali. L'aggredito è stato mezzanotte, perché i manifestanti non avevano il permesso di montare passa le notti in uno dei 12 parcheg- Guy , nell’intervista concessa, ha sotto la pioggia di notte». La polizia ha sgomberato il tendone, intorno a poi pignorata e messa all’incanto. ne, è stato bloccato e arrestato per a rinunciare alle loro abitazioni. poverty di fronte a City Hall. Ieri coalizione anti-povertà si sono riuniti zio di nettezza urbana ora in pensio- autori e che ha innescato una serie della Ontario coalition against mattina una ventina di membri della L'aggressore, un ex autista del servi- riuniti nel parco Allan Gardens, tra ancora dentro. Così siamo rimasti 26.06.08 uomo che ne picchiava selvaggia- Dal reportage è emersa un realtà la tenda mentre alcuni di noi erano @@@ un'auto del Nucleo operativo del polizia. Sabato scorso, una quaranti- Jarvis e Dundas, per una manifesta- mobili della abitazione che gli è stata gi di sicurezza che la Municipalità di negli States. chiesto del denaro tirandolo per la genza è stato costretto a vendere i male servizio di guardia, gli agenti di binieri di passaggio. Durante un nor- È la seconda volta in pochi giorni in cui il gruppo si è trovato di fronte alla Per far fronte alla situazione d’emer- Ora vive nella sua autovettura e bero arrestato e così siamo andati via». seguito alla crisi dei subprimes. degli agenti di una pattuglia di cara- dei “ senza fissa dimora” che sta na tra attivisti e senzatetto si sono maglia e lui, ubriaco, aveva regito solo grazie al tempestivo intervento chiediamo che il sindaco lo sostitui- tato che il senzatetto, in prossimità del mercato delle Erbe, gli aveva Roma, a Cagliari ed è stato salvato mente un altro, accasciato a terra. 300 posti, migliaia di pasti l’anno, e era stata ammessa, invece, come vittima di un brutale pestaggio in via di allontanarsi, la polizia lo ha arre- Quando Gaetan Heroux si è rifiutato provvisionale di 100 mila euro al fracivile nel processo. Al processo non Un uomo senza fissa dimora è stato comando provinciale ha notato un sca e trovi altri 65 posti. Non solo, in tello di Tuccella, costituitosi parte dormiva in strada anche a Nathan Phillips Square. futura tività di assistenza ai senzatetto. Il gip ha riconosciuto anche una Cagliari, pestato un clochard che c o n q u a t t r o s t a n z e alla casa su gata per chi vede la propria abitazio- ne messa all’incanto è giusto quella di andare a vivere nella propria autovettura, o se si è fortunati, nel L'anonimo vincitore si è aggiudicato una cena da consumare con il finanziere Buffett, l'uomo più ricco d'America, in una steakhouse di New York. Volendo, potrà portare a tavola con sè fino a sette amici. I 2 milioni abbondanti di dollari andranno alla Glide Foundation, associazione che si occupa dei poveri e dei clochard di San Francisco. proprio camper. Guy Trevor è un architetto d’interni che ha perso il proprio lavoro in a cura di Jacopo Fiorentino [email protected] piazza grande • n°146 • 07/08.08 3 L’inchiesta del mese La “Primavera” di Borgo Panigale La notizia che a Borgo Panigale fossero attivi dei gruppi di cittadini che la sera pattugliavano la città ci aveva messo in allarme e scoprire di che si trattava ci era sembrato doveroso. A Borgo Panigale è attivo un gruppo di cittadini che la sera pattuglia il quartiere. Se ne è par- lato tanto, ma abbiamo preferito comunque andare a scoprire di persona di che si tratta. Siamo arrivati a Borgo Panigale e in particolare al villaggio Ina, con il sole che picchiava forte, il mercatino tra le case era quasi in dismissione, mamme e bambini in giro tra le bancarelle, un’atmosfera molto tranquilla e persone di provenienze diverse sedute sulle panchine che discorrevano tra loro amabilmente. Vladimiro Luti ci aspetta al capolinea del 13, è un signore alto e ben piazzato dall’aspetto bonario. È lui il coordinatore del gruppo. Ci fa strada verso la sede del sindacato pensionati che, ci ha spiegato, ospita il gruppo Primavera, cosi si chiama que- sto organismo di recente costituzione, ci spiega anche che noi siamo gli ultimi di una lunga serie di giornalisti che li hanno assediati per giorni. “Nelle prime settimane Sky, Canale 5, il Corriere, il Carlino, Rete4, soprattutto rete 4, ci hanno tormentato.” Ci dice il coordinatore. Il fatto è che il loro gruppo è diventato attivo in prossimità delle elezioni in una città tradizionalmente di sinistra come Bologna e questa circostanza non poteva che alimentare polemiche e stru- mentalizzazioni. Gli chiediamo subito come mai e quando si è pensato a questa forma di con- trollo del territorio. Il viso del signor Luti si compone in un’espressione suggestiva e anche quello che dice si colora cinematograficamente: “Questo non è il Bronx”, gli chiediamo cosa intende e lui ci dice con decisione che il quartiere è molto tran- quillo, non si sono verificati episodi gravi ma ci racconta che in seguito a fatti spiacevoli, il furto con destrezza degli incassi di due esercizi pubblici, gli abitanti erano un po’ in allarme. Da qui il mobilitarsi di cittadini e istituzioni e la nascita del Gruppo Primavera che gode dell’appoggio del quartiere e dell’assessorato affari generali e istituzionali del comune di Bologna nella persona dell’Assessore Libero Mancuso. In particolare le risorse arrivano ai volontari dal bilancio di quartiere, anche se, va detto, le risorse si riducono a ben poco, se sono armati solo di telefono cellulare e la divisa è una sem- plice giacca imbottita con distintivo per 4 piazza grande • n°145 • 06.08 l’inverno e una polo azzurra, sempre Foto. Veduta dall’alto di Borgo Panigale decisa: “Già il nome stesso fa vedere la neutro. ronda parla di “servizio armato svolto bilanci l’attività è partita il 2 aprile, fregiata di distintivo, d’estate. differenza, il Devoto-Oli sotto il termine Ma ci chiediamo è possibile che la per- da due o più militari per compiti di poli- derivare ai cittadini di borgo panigale meno abbiamo compiti di polizia”. Comunque, ancora non si possono fare quando ormai le giornate si stavano zia” e noi non siamo armati né tanto allungando e quindi il sopraluogo veni- sticamente in una fisiologica anorma- Si definiscono dei semplici “passeggia- stava più all’aperto. destrezza ci sono sempre stati e allora strati, non mettono le mani addosso. E in effetti l’occupazione del territorio cezione della scarsa sicurezza possa da due fatti che possono rientrare statilità? Ovvero dei piccoli furti con perché tutto questo allarme sociale? Ad ogni modo, da questi due episodi si tori”: non arrestano, non sono paleHanno un compito civico in senso ampio, che va al di là delle ore serali va effettuato quando ancora c’era luce, le serate erano più tiepide, e la gente da parte dei cittadini dissuade gli sban- dati a delinquere e questa di per sé è un’indicazione di come si possa vincere arriva alla costituzione del gruppo e si perché hanno un grosso radicamento tore, anche per il suo passato nella lo su tutto lo spazio urbano che presi- ri. siano svuotati, che i segnali stradali La sera, anche prima che scoppiasse il siano per cercare un po’ di refrigerio, il quar- sceglie il Vladimiro Luti come coordinapolizia municipale. Sono 22 pensionati e non sono tutti alti come il loro coordinatore, né sono palestrati o campioni di lotta, ma un manipolo di “giovani” pensionati al servizio sul territorio quindi operano un controldiano: controllano che i cassonetti siano in ordine, che i tombini non ecc. otturati durante gli acquazzoni. Si sono definiti “ cittadinanza parteci- della comunità. pata”. Prima che il progetto parta, si sotto- A questo punto gli facciamo una formazione ( polizia di stato, carabinie- succede se vi trovate a fronteggiare un pongono a una lunga e approfondita domanda che ci appare naturale: “che il degrado e superare l’insicurezza. Semplicemente rivitalizzando i quartie- caldo e ci fosse la necessità di uscire tiere si animava anche, i bimbi stavano a giocare ai giardinetti e gli anziani sulle panchine a scambiare due chiacchiere. Il sig. Luti ci racconta un episodio. “Una sera durante il consueto percorso di episodio più brutale e che necessita di controllo i tre nostri eroi passano nei delle indicazioni precise sul comporta- rimento ad uno stupro per esempio o la porta è aperta, entrano e interroga- spiacevoli. di Verona? ri, guardia di finanza e polizia munici- pale) e sarà lo stesso Luti a fornire mento da tenere in caso di episodi Si raccomanda a tutti la prudenza, di munirsi di grande spirito di osservazio- ne, dovendo fornire alle autorità più dati possibili intorno agli eventuali delinquenti pizzicati sul fatto. Sono squadre di tre che, dalle 19 alle un intervento immediato?” Faccio rifead un episodio di pestaggio tipo quello “Qui interviene il senso civico di ciascu- no e la risposta è personale come è originalità e lei prontamente risponde che ora è più tranquilla…tanto ci siete voi che passate!”. Al di là di questo fatterello di cronaca specifica attività che ci troviamo a svol- ci gere nel gruppo”. La risposta non lascia spazio a dubbi ma a qualche perples- sità sì. mana, in giro per il quartiere, principal- questo organismo la cittadinanza mente sotto i portici dove sono avvenu- no la proprietaria sul perché di questa personale il modo di reagire a questo tipo di stimoli, anche al di fuori della 20,30, nell’orario di chiusura dei nego- zi, si avvicendano una volta alla setti- pressi di un negozio e si accorgono che Forse, pensiamo, con la costituzione di potrebbe, nel sentirsi più protetta, familiare, alle nostre insistenze perchè fosse raccontato qualche episodio particolare, accaduto in questi due mesi, che ci possa illuminare sul reale vantaggio che una operazione del genere possa apportare alla collettività, il coordinatore del gruppo nicchia, non si sbilancia, non sappiamo se perché ti i due episodi incriminati, ma anche accampare delle pretese che, in casi realmente non è successo nulla oppure coop non vanno perché lì c’è la “sicu- richiedere un comportamento meno potrebbero rivelarsi affrettati. alle scuole, per i giardinetti, solo alla come quello ipotizzato, potrebbero rezza” privata dell’iper mercato. prudente, più aggressivo. Ma come mai questa iniziativa? Non Come dire, dal momento che si è venu- con le ronde padane? sovrintende alla sicurezza ci si potreb- avete paura che possa essere confusa Il sig. Luti prende subito una posizione to a creare un organismo ufficiale che be aspettare da esso un comportamen- to consono, quindi più attivo, meno perché non vuole dare giudizi che di Marinella Elia e Giulio Centamore Insicurezza reale e percepita. Intervista al questore di Bologna Dallo scorso 21 aprile Bologna ha un nuovo questore. Luigi Merolla, dopo quasi cinque anni a Verona, è arrivato in piazza Roosevelt. Capire che idea ha della sicurezza l’uomo che dirige l’attività della polizia di Stato sul territorio è importante anche per delineare meglio lo scenario futuro del rapporto tra allarmi securitari e risposte delle forze dell’ordine. Al questore Merolla abbiamo chiesto cosa intende quando parla di sicurezza e se ritiene Bologna una città sicura. “L’idea di sicurezza di cui parliamo è quella urbana perché oggi come oggi ci sono svariate forme di sicurezza necessarie ad assicurare quella equazione che è alla base dell’ordinamento democratico, cioè sicurezza uguale libertà. Quindi per poter essere liberi si deve essere effettivamente sicuri nello svolgimento delle proprie incombenze quotidiane, si deve essere sicuri sul lavoro, vediamo che nel nostro paese il maggior numero di tragedie colgono il cittadino nel momento in cui diventa lavoratore. Calando questo discorso generale sul particolare bolognese, partiamo con una nota positiva cioè che è una società questa che non è afflitta, come altre province italiane soprattutto del sud, dalla criminalità organizzata. Ciò non di meno essendo una provincia molto ricca e piena di risorse è sicuramente una provincia appetibile per le organizzazioni criminali in termini di riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite. Per cui pur partendo da questo profilo di soddisfazione teniamo alto un livello di guardia per vigilare che non ci siano infiltrazioni di organizzazioni mafiose nel tessuto sociale. Fin qui tutto bene. Ma questa città ha dei problemi specifici rispetto alla sicurezza? Il problema di Bologna da qualche tempo a questa parte resta quello della criminalità diffusa la cui incidenza, estremamente elevata nelle rilevazioni statistiche, fa sì che la qualità della vita bolognese che sotto altri aspetti è molto alta, abbia delle considerazioni negative. Questa criminalità diffusa è determinata da un elevato numero di delitti denunciati che nel solo 2007 sono stati circa 79000 nella provincia di Bologna. Delitti in quanto somma di tutte le tipologie delittuose, dall’omicidio alla truffa informatica. Un totale così ampio di reati che non sono di gran conto per la società nel suo complesso, ma che incide fortemente su quella che è la percezione di sicurezza dei cittadini. Si tratta di una somma di furti in appartamenti, di furti su auto dove un ladro per rubare pochi spiccioli rompe il vetro della macchina procurando un danno economico considerevole. Furti in appartamenti non ricchi ma modesti che sono quelli che maggiormente si prestano alle offese di questo tipo di ladro che entra sottrae gli oggetti d’oro appartenenti alla famiglia e scappa via con un bottino che non è sicuramente ingente, però è quanto queste persone avevano e incide sul loro patrimonio d ricordi e così via. Parlo di un elevato numero di borseggi, che magari possono essere di poco conto come la cifra destinata alla spesa quotidiana di una massaia o di grandi entità come quella della pensione. In questo quadro qual è il peso del cosiddetto degrado urbano? A quanto detto, si aggiunge che alcune zone della città capoluogo in particolare vengono percepite come degradate dai cittadini che vi abitano a causa delle trasformazioni epocali accelerate negli ultimi anni: negozi mutati nella loro conduzione, soggetti stranieri che si sono sostituiti agli esercenti precedenti, presenze nell’ambito della zona Un vecchhio sgombero di Via Casarini. Foto di Jorge Dan Lopez universitari di giovani che sono sempre in cambiamento extracomunitari sbandati che vivono di espedienti e che pur non commettendo reati ma per il solo fatto di stare seduti per strada a chiedere l’elemosina ingenerano un senso di timore nei cittadini. Quindi a quella che è una percezione di insicurezza concreta si affianca anche quella che è una percezione di insicurezza che non ha delle rispondenze reali in termini di reati subiti. La somma di questi fattori dà la fotografia della Bologna di oggi. È opinione diffusa che esista un rapporto tra i cambiamenti sociali di cui lei parla e l’aumento della criminalità diffusa. Si tratta solo di luogo comune e pregiudizio oppure rilevate un nesso reale nella vostra attività di controllo del territorio? Il rapporto esiste nel senso che è innegabile che tra le persone denunciate e le persone arrestate è alto il numero di immigrati; è anche vero però che è molto alto il numero di immigrati clandestini. L’immigrazione rappresenta sicuramente un fattore di cambiamento nello scenario delle nostre città, ma è anche un evento inarrestabile perché è connesso alle dinamiche della vita moderna e di un mondo in cui le distanze si sono andate accorciando. L’importante è riuscire ad assorbire e canalizzare nella legalità del lavoro e dei comportamenti gli immigrati e quindi prendere la parte migliore dell’immigrazione stessa e tenere lontana la parte incline alla delinquenza. In un’intervista che ci ha rilasciato recentemente, l’Assessore Libero Mancuso diceva che uno dei fattori che genera la percezione di insicurezza è l’indebolimento della coesione sociale per cui Bologna era famosa in Italia. In questi primi mesi in città ha avuto modo di farsi un’idea a proposito? Sicuramente io non ho un’idea diretta perché sono a Bologna solo dal 21 aprile, però dai racconti che sento e dalle conoscenze pure esterne, perché vivevo in Italia e non all’estero, so che c’è stata una città più coesa e con un grande senso civico che si è costruito negli anni che non si è perso, ma si è diluito L’inchiesta del mese anche con il diventare la città più anziana rispetto al passato. Se si potesse vedere la composizione anagrafica di 100 cittadini in 40 anni, dal 1968 a oggi e adesso, si vedrebbe che probabilmente quella era una città più giovane con una presenza di lavoratori più alta; oggi invece sono le fasce più anziani quelle più elevate e che tendenzialmente sono portate a sentirsi più deboli, più impressionabili. Perché poi per il resto l’università è la più antica del mondo ha sempre rappresentato una caratterizzazione della diversità di Bologna rispetto a altre aree metropolitane del Nord Italia. Certo ci sono alcuni fenomeni di costume che sono maggiormente accentuati al giorno d’oggi, quali la maggiore inclinazione della popolazione giovanile e dei fuori sede alle droghe al consumo di sostanze, rispetto a un’università del Medioevo dove forse era l’abuso di alcol dei goliardi che poteva dare fastidio al segmento più anziano della popolazione. Chiaramente l’inclinazione alle sostanze stupefacenti fa sì che parassitariamente ci sia un alto numero di spacciatori anomalo rispetto alla popolazione. Anche questo è un altro fattore di peggioramento di queste società rispetto a quella del passato. Questi sono i problemi dal suo punto di vista. Avete un piano per risolverli? L’impegno delle forze di polizia con il coordinamento del nuovo prefetto Angelo Tranfaglia e il coinvolgimento delle forze di polizia locali, grazie all’intesa con l’amministrazione comunale, è finalizzato a svolgere interventi sempre meglio coordinati per contrastare le piccole fenomenologie delittuose che in grande numero affliggono la popolazione. Contemporaneamente a garantire ai cittadini in queste zone di maggiore degrado la presenza di forze di polizia e l’invito a quanti non si adeguano a dei comportamenti corretti a tenerli e quindi in tal modo si spera in un arco di tempo medio di migliorare la percezione di insicurezza. Crede sarebbe opportuno anche un intervento del Legislatore? Sono in corso allo studio, nel momento in cui si è preso atto di questa situazione, delle misure. A me come tecnico non spetta stabilire quali esattamente però notiamo con soddisfazione che sono problemi di primaria attenzione sia per il governo che per l’opinione pubblica e riteniamo che i provvedimenti che verranno preso saranno utili a migliorare la situazione. Non tocca a noi stabilire quali quelli che ci danno adopriamo. Una delle caratteristiche dei bolognesi è uno spiccato senso civico che porta a volte a una “iperattività” nel denunciare i crimini, facendo innalzare statisticamente il numero dei reati in città. Questo in qualche modo contribuisce a dare di Bologna pericolosa? Noi ne prendiamo la positività. Queste statistiche sono sicuramente ingenerose rispetto alla fotografia della città perché rispecchiano anche un’alta tendenza alla denuncia che è magari assente in altre province italiane. Non porrei l’accento, però, su questo argomento perché noi auspichiamo che ci sia un alto livello di collaborazione dei cittadini: solo grazie a mirate denunce riusciamo a orientare più efficacemente le nostre attività repressive e preventive. di Leonardo Tancredi [email protected] piazza grande • n°146 • 07/08.08 5 L’inchiesta del mese San Donato. Sindrome da moschea La questione-sicurezza ha coinvolto fra gli altri anche il quartiere San Donato, Bologna, al centro di aspre polemiche circa la possibile costruzione di una nuova moschea in area Caab (Centro Agro- Alimentare Bolognese). Una delle principali preoccupazioni riguardava il timore di dar vita a un luogo che potesse diventare punto di ritrovo per la comunità musulmana e dunque una possibile fonte di insicurezza per il quartiere. La vicenda risale al maggio 2007 quando la Giunta ha dato il via libera ad una permuta di terreni con il Centro di Cultura Islamica che avrebbe permes- Al centro della foto l’Assessore Mancuso ad una manifestazione so al Comune di rientrare in possesso turbato profondamente i cittadini e il abitanti, sia perchè l’area era coltivata coinvolgerà anche la nuova per l’ampliamento di una scuola) e al nel giro di un mese non era però questi furono sottoposti a dure sentire parte integrante del tessuto costruire una nuova moschea. quartiere. Secondo un’indagine svolta di un area in Via Felsina (necessaria Centro di avere un terreno sul quale L’attuale moschea di via Pallavicini clima di allarmismo che si era diffuso realmente riscontrabile a livello del dal MeDeC, Centro Demoscopico deve infatti da tempo far fronte a forti Metropolitano, sul quartiere San venerdì, giorno di preghiera “se l’integrazione sociale degli disagi legati alla capienza degli spazi: il obbligatoria per l’Islam, ospita dagli 800 ai 1000 fedeli, che raddoppiano durante le festività, ma sarebbe in realtà idonea per 700 persone. Le ristrettezze dell’edificio costringono i fedeli a pregare sui tappeti nel cortile, Donato in ottobre, emerge infatti che immigrati è sicuramente vista come un problema consistente, allo stesso tempo non vi è nessuna sindrome xenofoba e repulsiva in atto. La stragrande maggioranza dei cittadini scarsamente attrezzata, sia perchè discriminazioni. Nella zona, divenuta in breve un ghetto, fu avviato un lavoro di riqualificazione da parte ha dotato l’area di una grande quantità Le polemiche che in settembre aveva- ad una maggiore mescolanza sociale, e no riempito le pagine dei giornali sono una stima molto alta del quartiere. Centro di cultura islamica di sostituire verdi. Oggi gli abitanti sembrano avere Dal sondaggio del Medec dello scorso proposito della localizzazione della qualità della vita in una scala di 10 sia grossi problemi di viabilità. affrontare e risolvere la questione. Ciò Già nel maggio 2007 si accende la polemica intorno al progetto: l’opposizione esterna dei dubbi in moschea come il modo adeguato di smentisce molti stereotipi che descrivono certe zone del quartiere (emblematico il Pilastro) come pervase da forme isteriche di rigetto etnico e vicenda-moschea, oggi ancora aperta. di servizi, impianti sportivi e aree contare la questione del parcheggio, inesistente, che ogni settimana crea L’approvazione del quartiere non è però stata sufficiente per risolvere la ottobre risulta che: “l’84 % apprezza la e riconosce il percorso partecipato a sociale. dell’amministrazione che ha portatato ammette il diritto di culto degli islamici con la pioggia e con il sole, senza popolazione immigrata facendola zona in cui vive e il 60% ritiene che la pari a 7, non di rado considerata migliore se confrontata alla città nel suo complesso. Inoltre il 78 % si dichiara molto affezionato al quartiere.” Il sondaggio passa quindi ad analizzare i problemi che risultano cessate per mesi fino alla richiesta del la fondazione con un’associazione riconosciuta, che a livello legale mantiene gli stessi obblighi di chiarezza contabile ma permette un risparmio notevole nei costi necessari alla sua istituzione. Il Centro viene subito accusato di essere un interlocutore poco credibile e di avere qualcosa da nascondere da parte dell’opposizione. All’indomani delle elezioni politiche del merito alla modalità di permuta dei religioso.” essere maggiormente avvertiti dagli 15 aprile che hanno incoronato il una fondazione da parte del Centro Secondo una ricerca di Dario Melossi problemi del traffico (29 %), progetto moschea è ancora sostenuto trasparenza delle entrate. Ma è nei Emilia-Romagna” pubblicata in (22 %) e il rapporto con gli immigrati Sindaco Cofferati mettono a tacere le terreni, chiedendo la costituzione di che dia adeguate garanzie sulla primi giorni di settembre che il dibattito si incendia coinvolgendo i cittadini. Il 7 settembre al circolo la su “Multiculturalismo e sicurezza in “Quaderni di città sicure” nel 1999, “il rapporto tra le due figure del deviante criminale e dell’immigrato Fattoria del quartiere San Donato si tenderebbero a sovrapporsi discutere del progetto moschea, con specialmente in coloro che si sentono inviti, indirizzati alla comunità trama dei rapporti sociali (ivi compresi tenne un incontro pubblico per accesi dibattiti che sfociano in espliciti musulmana, a rinunciare al confronto e ad abbandonare l’idea di potersi nell’immaginario popolare, più vulnerabili e meno connessi alla rapporti sociali con gli immigrati). La ricerca su devianza e criminalità ha abitanti, che sono nell’ordine: i dell’ambiente (25%), della sicurezza (20 %) tutti percepiti in forme non particolarmente acute. E’ pur vero che al calare della sera prende piede una governo di Silvio Berlusconi a Roma il dal Comune e le rassicurazioni del insinuazioni di ripensamento dovuto all’exploit della Lega Nord che nel frattempo ha raddoppiato i suoi elettori in certa inquietudine: solo il 37 % Emilia Romagna. solo, e al buio, senza timore. Da In pochi giorni il clima politico cambia più sicuri sono proprio quelli del stop del comune alla moschea. dichiara di avventurarsi in strada da notare che gli abitanti che si sentono Pilastro. radicalmente ed il 29 aprile arriva lo La fondazione e la scissione dall’Ucoii trasferire nel quartiere. mostrato che almeno alcuni dei fattori Alla fine di ottobre, conclusosi il diventano termini imprescindibili per la Il rilievo mediatico dato alle fenomeni sono associati a un individuata un’area nelle adiacenze di permetterebbe la costruzione della contestazioni della Lega Nord e degli altri comitati anti-moschea esaspera i toni della vicenda sfociando in un clima cittadino di tensione e pregiudizio. La giunta decide dunque di intraprendere un percorso pubblico che coinvolga le associazioni del quartiere, il Comune e il Centro di Cultura Islamica per arrivare ad un accordo congiunto sul che aumentano la paura di questi sentimento di debolezza sociale e vulnerabilità come un minor stato socio-economico, l’età, l’isolamento. A notizie di tipo criminale.” interessato dall’immigrazione interna. dagli anni sessanta-settanta La nascita del Pilastro in quegli anni fu segnata da gravi disagi per i suoi nuova moschea. Ad oggi i termini della questione non di cultura islamica presidiata da tre e l’Amministrazione ricomincino a dia- membri dell’amministrazione e tre del a che fare con l’immigrazione sono stipulazione dell’atto di permuta che accordo che prevedeva l’istituzione di maggior parte delle notizie che hanno mezzi di comunicazione per cui la reciproca conoscenza tra le parti. 6 piazza grande • n°146 • 07/08.08 dei terreni, e venne inoltre sancito un una fondazione che gestisse il Centro Il quartiere San Donato è stato fin L’ “emergenza” che sembrava aver Via Fiorini che permetteva la permuta questo va aggiunto il contributo dei luogo in cui sarebbe sorta la nuova costruzione e per promuovere una percorso partecipato, venne Centro. La “profonda insicurezza” che aveva portato alla mobilitazione delle associazioni di quartiere si è così risolta grazie al dialogo e alla reciproca conoscenza tra le parti coinvolte. La stessa conoscenza che ha permesso ai primi immigrati italiani di integrarsi nella comunità cittadina e che se sono mutati, aspettando che il Centro logare. di Clementina Pigoni [email protected] Via lavavetri e mendicanti. Ora Foggia è più sicura A Foggia il Consiglio Comunale ha approvato un “pacchetto” per contrastare il cosiddetto “degrado” della città. Pubblichiamo un articolo dei nostri colleghi foggiani del giornale “Foglio di via” che racconta cosa è successo. colpire chi sostanzialmente chi non può difen- dersi. E se è condivisibile la lotta allo «sfrut- tamento dei minori», poco chiara è la “guerra” lanciata contro «lavavetri ed accattoni». Anche perché, mendicanti e lavavetri (esclusi quei pochi che infastidiscono gli automobilisti) non incidono nel settore della delinquenza, del furto o della violenza sulle donne. Al contrario, a Foggia ci sono ambulanti immigrati senza licenza che lavorano onestamente per spedire i soldi alle loro famiglie; lavavetri che rispettano da bravi commercianti il volere di chi sosta con l’auto nella loro sfera di pulizia; questuanti che oltre a stendere la mano o il cappello per racimolare qualche spicciolo non stuprano la vita con il semplice sguardo. E tutti sono liberi di muoversi secondo coscienza, volere o possibilità economiche. Con il “pacchetto sicurezza” approvato lo Comunque, si capirà meglio la situazione dalla Giunta guidata dal sindaco di centrosini- nel capoluogo Dauno ci si prepara alla raccol- scorso 16 maggio dal Consiglio Comunale e stra Orazio Ciliberti, la città di Foggia potrà sentirsi molto più sicura. Perché se è vero che sono state adottate alcune misure – come la riduzione della Tarsu e l’istituzione del “vigile di prossimità - per andare incontro ai commercianti che quotidianamente subiscono rapine ed intimidazioni, è anche vero che il documento approvato parla chiaro: «Lotta a 360 gradi all’esercizio e alla pratica di tutte le attività abusive, quali l’abusivismo commer- ciale, la vendita di merci contraffatte, l’accattonaggio, le attività di lavavetri». Anche a Foggia, dunque, l’Amministrazione Comunale ha deciso di fare la voce grossa contro i poveri che allungano la mano per strada per raccogliere qualche spicciolo ed i lavavetri “armati” di spazzole in diversi incroci della città per provare a sopravvivere nell’angolo di terra dalla mille emergenze. Un dato certo, però, è che i foggiani potranno stare più tranquilli: d’accordo, non sapranno mai chi undici ani fa ha assassinato l’ex-direttore dell’Ufficio del Registro, Francesco Marcone; non cono- quando il “pacchetto” sarà attuativo. Intanto, ta dei pomodori e dei frutti della terra. Con un unico grande handicap: l’atavica mancanza di posti letto per italiani ed immigrati, sia clandestini sia con permesso di soggiorno. Ad oggi, infatti, è piuttosto facile fare la conta: 24 posti letto per soli uomini al Conventino gestito dalla Caritas diocesana; 25 per soli uomini immigrati nella chiesa di Gesù e Maria; 8 per sole donne nella parrocchia di Santissimo Salvatore. A questi, però, vanno aggiunti i 50 posti letto riservati solo a lavo- ratori stranieri dell’Albergo Diffuso realizzato a Cerignola. Quello di Foggia, invece, pur se inaugurato cinque mesi fa non è mai entrato in funzione ed i 50 posti letto continuano ad essere inutilizzati. Insomma, i luoghi in cui dormire riparati dal freddo per clochard ed immigrati sono troppo pochi per un territorio in cui, specie nel periodo estivo, si supera di gran lunga la presenza di mille cittadini senza dimora, ma con una storia alle spalle tutta da raccontare. sceranno mai il volto dell’omicida di Leonardo di Emiliano Moccia Nazionale ammazzato nel 2004; non si met- del giornale di strada “Foglio di Via”. Biagini, consigliere comunale di Alleanza terà fine alle continue richieste di estorsioni, agli strozzini, alla mafia locale che echeggia sotto il nome di “società”, all’usura, allo spaccio di droga. Insomma, tra le tante priorità di intervento il Consiglio Comunale ha deciso di Ambulanti. Foto di Emiliano Facchinelli Direttore responsabile Web: www.fratellidellastazione.com Bologna vista dal taxi Di sicurezza, tra paura, percezione e realtà si parla in ogni contesto cittadino. Doveroso allora ascoltare esponenti di una cate- goria che per lavoro si trova a percorrere in lungo e largo le strade della città alle ore più svariate, i tassisti. Siamo, quindi, andati in giro per i parcheggi dei Taxi di Bologna a raccogliere la loro voce A dispetto del gran parlare dell’allar- me sicurezza che caratterizzerebbe le città italiane, i nostri intervistati concordano nel ritenere Bologna “una città complessivamente sicura, anche se non del tutto esente da problemi, soprattutto legati al degrado della zona universitaria e del centro in generale, che però non necessariamente genera criminalità”, come ci dice Vittorio, tassista da 8 mesi, incontrato nel parcheggio di via Calori. Il giudizio positivo sulla situazione attuale, comunque, è accompagna- to, soprattutto nelle parole di coloro i quali lavorano da più tempo, dall’i- dea che la città negli anni sia peg- giorata, anche se le cause segnalate sono diverse. Daniele, da 15 anni tassista, considera che “la città negli anni è diventata più insicura, per vari motivi; un po’ la questione del- l’immigrazione, un po’ l’impoverimento generale, ecc.”. Secondo Davide, 11 anni di lavoro come tassista, incide molto sulla sicurezza “l’allarmismo dei media sulla questione degli extracomunita- ri”, con il conseguente svuotamento L’inchiesta del mese delle strade; “20 anni fa, alle 3 di notte via indipendenza era piena di gente, ora non c’è più nessuno” ci racconta; “è chiaro che tra tutti quelli che arrivano – aggiunge – ci sono anche delinquenti, ma quelli ci sono anche tra di noi”. Alla domanda su eventuali brutte esperienze occorse durante l’orario di lavoro, soprattutto nelle ore not- turne, ci rispondono che alcuni epi- sodi ci sono, ma che, come dice Davide, “ sono cose che sono sem- pre successe”. Vittorio ci racconta che alcune volte gli è capitato che dei Rom si rifiutassero di pagargli la corsa una volta arrivati a destinazio- ne, e in quei casi c’è poco da fare; “per chiamare la polizia bisognerebbe tenerli chiusi nel taxi, ma il più delle volte è meglio fare quello che dicono e non rischiare” ci dice. Per quanto riguarda le possibili solu- zioni ai problemi esistenti in città le risposte sono varie: molti ritengono che sarebbe sufficiente un maggior pattugliamento, magari a piedi e non in macchina, da parte delle forze dell’ordine anche se, come ammette un nostro intervistato, “ sbandati e delinquenti non è che si lasciano spaventare”, mentre altri pensano che la soluzione non debba essere solo di polizia. “ Sarebbe utile una maggiore attività sociale e ricreativa nei luoghi dove si sa che c’è spaccio, in modo da integrare più che con- trollare” afferma Andrea, tassista da 1 anno. In generale non è del tutto positiva la valutazione su alcuni provvedi- menti locali quali le ronde, considerate inutili o anche rischiose. Secondo Vittorio “determinate atti- vità è bene che vengano portate avanti dalle Forze dell’Ordine, per evitare fenomeni negativi”, Di parere opposto Daniele, intervistato al par- cheggio di Garganelli, che ritiene che le ronde “possono avere effetti positivi, ma hanno bisogno di un certo appoggio dell’opinione pubblica”; “sulla questione si è , invece, creata una polemica eccessiva, ben oltre quello che è il fatto concreto” aggiunge. Si può dire, quindi, che la percezione di sicurezza da parte dei nostri inter- vistati sia nel complesso positiva, certamente lontana dall’allarmismo generalizzato che circonda il tema sia a livello locale che nazionale, pur non mancando la consapevolezza dell’esistenza di alcuni problemi innegabili. di Giuseppe Mele [email protected] piazza grande • n°146 • 07/08.08 7 Sport e diritti A Casalecchio tornano i mondiali antirazzisti Finalmente di nuovo luglio e finalmente si torna in campo per uno dei nostri appuntamenti calcistici preferiti: i Mondiali Antirazzisti. Mercoledi 9 luglio l’apertura con un incontro sul Social Forum Mondiale, ospite il ministro dell’educazione dello stato del Parà in Brasile, giovedì il primo fischio, ma non dell’arbitro, in questo torneo si prova a farne a meno. I mondiali antirazzisti, alla loro seconda edizione bolognese (le precedenti 10 edizioni si sono svolte a Montefiorino e Montecchio), si prospettano carico di emozioni ed energie positive. Un appuntamento realmente multiculturale: duecento squadre e più di quattromila atleti provenienti da tutto il mondo si incontreranno sui campi di gioco, ma soprattutto attorno a questi. Un pretesto per scambiarsi idee e confrontarsi mostrando un’immagine del calcio, ma soprattutto del suo tifo, completamente diversa da quella che ci restituiscono le cronache dei media. Questo lo scopo degli organizzatori (UISP, Istoreco e Progetto Ultrà): utilizzare il calcio in maniera positiva, mostrare che la convivenza tra squadre e tifosi opposti è possibile, e che la xenofobia nello sport è un problema risolvibile. Perchè di fronte ad un pallone siamo tutti uguali, ed è confrontandosi con persone con usanze e stili di vita diversi che si può crescere ed arricchirsi, aprirsi a quello sconosciuto che troppo spesso la nostra ignoranza ci porta ad identificare come un nemico, un avversario da battere. Ci saranno squadre provenienti dai posti più lontani, come il Brikama Football Club proveniente da Banjul, capitale della Gambia, e la Texas Republica Anti Border Patrol, nata dall’unione di due squadre: una proveniente da Leeds, in Inghilterra e l’altra formata da anarchici texani. Moltissime le adesioni anche da parte di comunità di immigranti presenti in Italia, soprattutto a Bologna, tra cui due comunità di ragazzi afgani rifugiati politici ospitati dalla Caritas. E moltissime le squadre di associazioni attive sul territorio, tra cui anche quella di Piazza Grande, alla nostra prima partecipazione al torneo. Si gioca per combattere il razzismo, per divertirsi lasciando a casa competitività e agonismo. E il gioco violento sarà duramente punito: la tattica migliore per vincere il torneo sarà proprio la correttezza e il rispetto dell’avversario. Al secondo fallo cattivo ed intenzionale la vittoria verrà data a tavolino alla squadra avversaria, e per evitare qualsiasi tipo di scontro, semifinali e finali saranno decise ai rigori. Un torneo che è una festa, l’immagine di come può essere il calcio lontano dalle televisioni e dai riflettori dei grandi stadi. Quel calcio che si gioca sulle strade delle favelas a piedi nudi, o nelle periferie delle città europee con le porte costruite con tre pali di legno legati insieme, quello che si gioca finché fa buio, finché c’è 8 piazza grande • n°146 • 07/08.08 La squadra di Piazza Grande che parteciperà ai prossimi mondiali antirazzisti fiato. Quello che basta un pallone e che parla tutte le lingue del mondo. Ci si incontrerà dentro, ma anche fuori dal campo. Sarà la piazza Antirazzista il luogo di presentazione e di confronto tra tutti i partecipanti al mondiale, dove ognuno potrà presentare il proprio materiale sul tema della lotta alle discriminazioni e al razzismo, ma anche dove si svolgeranno incontri, dibattiti, proiezioni di film e documentari sul tema del tifo e del razzismo nello sport. Il Mondiale sarà una festa anche per chi a questo preferisce il basket, la pallavolo, il rugby o il cricket, sport che appassiona soprattutto le comunità indiane, pakistane e bengalesi che vivono a Bologna. E allora vi aspettiamo numerosi a Casalecchio di Reno, sia per sostenere la nostra squadra, ma soprattutto per appoggiare un’iniziativa unica nel nostro paese! di Carlotta Zarattini [email protected] Il programma mondiali antirazzisti mercoledi 9 luglio 18.30 Tenda UISP (ITA/ENG) incontro con Iracy Gallo (Ministro all’Educazione dello Stato del ParàBrasile) e Antonio Fattore (consulente Stato del Parà) sul tema: Social Forum Mondiale 2009 a Belem e lotta contro le discriminazioni. Intervengono Simone Gamberini, Vincenzo Manco, Carlo Balestri 21.00 Area Concerti Los Fastidios (I) e DJ (fino ore 2) giovedi 10 luglio 16.00 - 19.00 Campi torneo di calcetto (eliminatorie: partite da 2x10 minuti, 1 partita per ogni squadra) 17.30 Piazza Antirazzista (ITA) dibattito sulle stragi di Marzabotto e Casalecchio con l’avv. Speranzoni 21.00 Tenda UISP Pizzica 21.00 Area Concerti Boikot (ES), Diva Scarlet (I), Deluxe (F) e DJ (fino ore 2) venerdi 11 luglio 10.00 - 19.00 Campi torneo (eliminatorie: partite da 2x10 minuti, 3 partite per ogni squadra) 21.00 corteo e spettacolo itinerante con gruppi di samba con partenza dal campeggio e arrivo al Lido di Casalecchio, dove si svolgerà uno spettacolo pirotecnico 23.00 Area Concerti esibizioni di samba e DJ (fino ore 4) sabato 12 luglio 10.00 - 13.00 Campi torneo (eliminatorie: partite da 2x10 minuti, 1 partita per ogni squadra) 10.00 Spazio ingresso tribuna torneo di basket 10.00 Spazio verde velodromo torneo di pallavolo 14.00 - 19.00 Campi I-VI torneo femminile di calcetto 14.00 - 19.00 Campi VII-XI torneo di cricket 16.00 - 19.00 Campi XII-XIV torneo di rugby 19.00 - 21.00 Piazza Antirazzista (ITA/DE) Testimonianza partigiana con Rosario Bentivegna 22.00 Area Concerti Amir (I) e Talco (I) and The Peacocks (CH); a seguire DJ (fino ore 4.30) Alcune regole generali: - Si gioca in 6+1. - La misura dei campi è di circa 40x20m. - Ogni partita ha la durata d 20 minuti. - Le sostituzioni sono libere. - La rimessa laterale viene effettuata da terra. - Il portiere può raccogliere con le mani i retropassaggi. - Non esiste off-side. Alcune regole per scoraggiare il gioco violento: - Al primo fallo cattivo ed intenzionale di una squadra, indipendentemente se succeda in area o meno, verrà fischiato il rigore. - Al secondo fallo cattivo ed intenzionale di una squadra, indipendentemente dal giocatore che lo commette, verrà decretata la vittoria a tavolino della squadra avversaria. - Se una partita viene interpretata in modo eccessivamente competitivo dalle due squadre in gioco, entrambe le squadre perderanno l‘incontro. - Se una squadra perde due partite a tavolino per comportamento antisportivo, verrà sospesa dal torneo. - Negli ultimi due anni queste regole hanno dato buon esito, contribuendo a distendere e rendere più amichevole il clima sui campi da gioco. Milano. La scala del calcio Sport e diritti (senzatetto) Nel settembre 2009 si svolgeranno a Milano i mondiali di calcio dei senza tetto. In gara a settembre 64 nazioni e 700 atleti. Acanfora (Milano MyLand): “Occasione di riscatto: il 40% dei partecipanti dichiara di aver migliorato la situazione abitativa dopo la partecipazione, il 38% ha trovato un lavoro degno.” MILANO - Milano capitale del calcio di strada: a settembre 2009 la città ospiterà la settima edizione della Homeless world cup. Al parco Sempione si sfideranno 64 nazioni e 700 giocatori senza fissa dimora, per dare vita a una grande manifestazione sportiva e sociale. “Con questo evento Milano sarà capitale dello sport e di tolle- ranza”, commenta Massimo Acanfora, presidente di “Milano, MyLand”, l’associazione sportiva senza fini di lucro nata per organizzare l’Hwc 2009. La Homeless world cup non sarà solo un momento di sport, ma soprattutto un’occasione di riscatto per tante persone, uomini e donne, che vivono in una condi- zione di disagio (senza tetto, nomadi, abitanti di baraccopoli, ragazzi di strada). Il rapporto sociale, che viene stilato ogni anno sulla situazione degli atleti, rileva infatti che il 40% dei partecipanti ha dichiarato di aver migliorato la propria situazione abitativa dopo aver partecipato al torneo, il 38% ha trovato un lavoro dignitoso, il 90% ha acquisito maggiore fiducia in se stesso. Il 77% dei partecipanti alle Hwc ha dichiarato inoltre che questa esperienza ha cambiato in modo significativo la sua vita. La “Scala” dello street soccer sarà allestita nell’area dell’Arena Civica e del parco Sempione: tre arene costruite ad hoc, trasportabili e realizzate con materiali soste- nibili progettate dalla facoltà di design del Politecnico di Milano e dallo studio Laboratorio 51. Questi piccoli stadi ospiteranno una ventina di partite, di fronte a un pubblico previsto di circa 100mila spettatori. “La passione e il cuore risaltano nella candidatura di Milano -dice Mel Young presidente della Homeless world cup- la passione di risolvere la condizione dei senza fissa dimora, la passione per il calcio, la passione per ospitare il miglior torneo di sempre”. Parallelamente alle gare si svolgeranno incontri, convegni, concerti e feste di piazza. In campo ci sarà anche “Nuova multietnica”, la rappresentativa italiana guidata da Bogdan Kwappik, già campione del mondo di street soccer nel 2004 a Goteborg e nel 2005 a Edimburgo. (Ilaria Sesana) © Copyright Redattore Sociale Il giorno di Italia e Romania Racconto ironico del regolamento di conti tra italiani e rumeni su un campo di calcio. Venerdì 13, giorno di Italia-Romania, partita fondamentale, se l’Italia perde è fuori dagli Europei. Sfido la pioggia battente e attraverso la città per raggiungere l’unico posto di Bologna dove potrò incontrare anche degli amici rumeni. La Scuola popolare di musica Ivan Illich. Le prime persone che incontro nel giardino della scuola sono Daniel e tutto il suo clan. Prima mi saluta con affetto, poi si ferma, mi fissa e mi chiede: “ Forza…?”. Tocca a me completare e posso scegliere se continuare la frase con Italia o con Romania. “Nicolita! È normale no?”. Risposta esatta, tutti ridono di approvazione. Mi sono guadagnato una birra. Banel Nicolita è una giovane ala destra rumena, a 19 anni giocava già in Divizia A, la massima serie rumena, prima col Timisoara poi con la Steaua Bucarest. È un giocatore molto generoso, in campo corre per 3 e ogni tanto segna anche dei gol. La scorsa stagione ne ha fatto uno al Real Madrid, pare non abbia dormito per i due giorni seguenti. Banel Nicolita è rom, e di calciatori rom nelle nazionali europee ce ne sono ben pochi. Le squadre entrano in campo a Zurigo e le immagini che arrivano in via Corticella sono nitide, più vere del vero, proiettate sul muro della saletta dei concerti della scuola di musica. Giallo e azzurro sul verde del prato fanno un bel contrasto cromatico. Sono eccitato per lo spettacolo della televisione, come i miei genitori cinquant’anni fa. Cinque file di sedie, dieci per ogni fila, tutto esaurito, sala gremita in ogni ordine di posti. In prima fila la torcida rumena, in seconda un nucleo italiano, dalla terza in poi un misto italo-rumeno che vanta numerose presenze di disfattisti italici passati al nemico. Daniel è lì in mezzo e non riesce a non arringare la platea: di tanto in tanto dal marasma di voci sale a galla il nome di qualche uomo politico nefasto e anche Marco Civoli e Salvatore Bagni ven- Immagine tratta dal sito http://www.homelessworldcup.org/ gono zittiti da commenti su espulsioni, cpt e lavoro nero. Intanto dall’altra parte del muro giocano inesorabilmente a calcio. I calciatori italiani hanno l’ansia addosso sin dal primo minuto, come se ne mancassero cinque alla fine e avessero un gol da recuperare. Attaccano istericamente, sono là, quasi ce la fanno e invece niente. Piovono palloni nell’area di rigore rumena, i calciatori in maglia azzurra saltano in sequenza ritmata, ma sempre un attimo prima o un attimo dopo che la palla passi sopra le loro teste. Non facciamo gol. I rumeni difendono in undici e poi in un attimo sono davanti al nostro portiere. Succede due volte in pochi minuti. Ma non tirano meglio di quanto il portiere sia bravo a parare. Urge un giro di birre. “È una partita di calcio, è solo una partita di calcio, non ci sono vendette da consumare, né diritti da difendere. Posso tifare Italia senza sentirmi in colpa. Sono italiano e tengo per l’Italia. È normale no? È sempre stato così. Dal gol di Bottega all’Argentina, ai mondiali del ’78, il mio primo ricordo calcistico. Avevo otto anni.” Mi ripasso in mente la lezione, ma intanto altri italiani a Zurigo cominciare a urlare “chi non salta un rumeno è”. Si sente forte e chiaro dalle casse dell’Ivan Illich. È normale, è un coro che si sente in tutti gli stadi di Italia, ma perché qualche giorno prima nessuno aveva cantato “chi non salta è un olandese”? Mi vergogno un po’, faccio un sorso di birra e spero che i rumeni davanti a me non se ne siano accorti. La partita continua e la Romania centra in pieno il palo a destra del portiere italiano. Daniel s’incazza e mi ricorda tanto mio padre. Io me la rido e un gruppetto di bambini seduti a terra davanti allo schermo comincia a urlare “Bologna-Bologna”. E che c’entra il Bologna? Hanno trovato un accordo calcistico coi loro “colleghi” rumeni? Il primo tempo finisce e nessuno ha segnato. Si va fuori nel giardino allagato dalla pioggia. Birra in mano, via ai commenti. Daniel continua a sostenere l’urgenza politica della vittoria della Romania, niente da fare caro Daniel oggi non andiamo d’accordo, ma poi un ragazzo aggiunge “voi ci cacciate dall’Italia, noi vi cacciamo dall’Europeo.” Non fa una piega. “Ma no, ve bene anche un pareggio – interviene Aghiran che sembra voler mediare - Per noi sì, voi tornate a casa lo stesso.” Spietati questi rumeni. E allora rientriamo in campo a Zurigo come all’Ivan Illich. Ricomincia la rumba, passano i minuti non cambia nulla sulla parete, l’atmosfera si scalda tra le sedie. Gianluca Zambrotta, italiano, passa la palla di testa a Adrian Mutu in segno di distensione tra i popoli. Rifiutare l’invito sarebbe scortese e l’attaccante rumeno segna. Noi zero, loro uno. L’Ivan Illich è una bolgia, urlano un po’ tutti, rom, rumeni, rom-rumeni, italianipro, italiani-contro, tanto chi se ne frega. Daniel agita la panza e improvvisa un ballo caraibico. Uno spettacolo memorabile. Le affinità con il mio genitore si fanno sempre più corpose. Ma il ballo gli si strozza come un’ernia, passano pochi minuti e il sig. Panucci Christian segna. Questa volta gli strepiti sono solo italici, i rumeni restano di pietra. Siamo di nuovo pari. Mentre la telecamera insegue il sig. Panucci esultante con la mano sul cuore, si scorge sullo sfondo uno striscione, c’è scritto “Italia unica patria”, il font, chissà perché ricorda molto il ventennio. Forse me ne sono accorto solo io, proprio non me la vogliono far godere sta partita. Mancano dieci minuti alla fine, difensori italiani e attaccanti rumeni si stropicciano un po’ in area, un rumeno cade e l’arbitro fischia un rigore. Mentre nella stanza si è riattivata la bolgia, la mia testa si guadagna un angolo appartato di valutazione analitica degli eventi: sul dischetto si avvicina Adrian Mutu, se segna sarà una doppietta, due gol in due partite e ottime possibilità che la Romania superi il turno. Mutu potrebbe essere capocannoniere degli europei. E chi ha scommesso 10 euro su di lui? Io. Bene. Mutu tira, Buffon para. Addio sogni di gloria. Nei minuti che restano dall’altra parte del muro non succede niente che valga la pena ricordare. Ai commenti post partita si preferiscono unanimemente le salsicce rumene alla griglia. “Un 30% di maiale, 30 di vitello e 30 non so che”. Una salsiccia multiculturale. Pedalando verso casa ripenso ai calciatori rom. Ce n’è sicuramente un altro, si chiama Zlatan Ibrahimovic. I suoi genitori sono emigrati dalla Bosnia verso la Svezia. Loro figlio, nato in un quartiere di Malmö popolato da immigrati, è riuscito a diventare uno dei migliori giocatori del mondo. Come sarebbe andata se i coniugi Ibrahimovic avessero scelto l’Italia come paese d’accoglienza? di Leonardo Tancredi [email protected] piazza grande • n°146 • 07/08.08 9 State freschi. La cultura è nelle spiagge Consigli di lettura per l’estate La questua di Curzio Maltese In un Paese prostrato ai piedi del papa e quale, uno dei peggiori – cala il silenzio su quasi tutte le notizie scomode per il Vaticano; fuori dal coro quattro gatti subito criminalizzati a destra-destra-centro come a centro-centro-centro-sinistra. In una situazione così preoccupante il successo di «Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)» di Piergiorgio Odifreddi era apparsa più che una bella notizia, quasi l’inizio di una controffensiva. Nel suo libro il matematico affronta un viaggio nelle “sacre scritture” e nella storia del cristianesimo sino a oggi; comprensibile che, in una cavalcata così lunga, ci fosse poco spazio per lo «sterco del demonio», il vil denaro che entra nelle casse del Vaticano. Ma ora Curzio Maltese colma questa lacuna con «La questua» (Feltrinelli, 176 pagine, 14 euri) che ben documenta «quanto costa la Chiesa agli italiani». Se davvero, come dice un motto dei latini, «l’uomo è il suo nome» la penna di Odi-freddi dovrebbe essere intinta in trattenuta voglia di vendetta; invece il suo stile è caldo, appassionato, ironico: come si chiamasse Amori-caldi. Ricordate il film «Una giornata particolare»? Quando Sophia Loren dice a Marcello Mastroianni che «l’inquilino del secondo piano è antifascista» lui risponde: «no, è il fascismo che è contro quell’inquilino». Lo stesso accade a Odifreddi, costretto a difendere la sua libertà (e quella di tutti) dalle prepotenze vaticane, e a Maltese che nelle prime pagine spiega che non si sarebbe impicciato delle casse di san Pietro «se non fosse stata la Chiesa a occuparsi molto, troppo di me e di altri 58 milioni di connazionali». Ingerenze clericali sino a far cadere Prodi, secondo Maltese. Una preferenza politica di B-16 per Berlusconi? No l’opzione per la destra «sta nel diverso atteggiamento nei confronti della perenne questua di denaro pubblico da parte del Vaticano». Due conti: anche se in pochi lo sanno, la Chiesa cattolica costa agli italiani ben più «dell’odiato ceto politico». Secondo i calcoli più ottimisti (per noi) incassa 4 miliardi e mezzo di euro ogni anno ma poi «c’è la voce variabile dei finanziamenti ai Grandi eventi […] per una media annua di 250 milioni di euro». C’è ancora molto altro: a partire dai vantaggi fiscali, «l’elenco è infinito, nazionale e locale». Nessuno ne scrive o, se accade, viene oscurato come per il pamphlet «Chiesa padrona», scritto da Roberto Beretta, un (incauto) collaboratore di «Avvenire», e rifiutato dalle librerie, non solo cattoliche. Lo stile di Maltese è piacevole (anche con la sapiente costruzione dei colpi di scena, come quello magistrale a pagina 45), le affermazioni sempre documentate; naturalmente si può dissentire da qualche giudizio politico (povero Francesco Caruso trattato come un punching ball) 10 piazza grande • n°146 • 07/08.08 ma l’importante è che un libro del genere rompa l’omertà, sia letto e meditato. «La questua» è stato scritto con la collaborazione di due radicali: il fiscalista Carlo Pontesilli e Maurizio Turco, segretario di www.anticlericale.net e deputato. La prefazione è firmata da Ezio Mauro, direttore di «La repubblica» dove Maltese scrive. E qui si potrebbe aprire una non piccola polemica perché se quel quotidiano lascia spazio a commenti e inchieste non asservite a B-16 però si fa perdonare nell’alto dei cieli spargendo profumo di incenso nelle cronache come nella sua impostazione complessiva. Ma questo è ovviamente un altro discorso: contro l’altra «casta», quella dei giornalisti, e/o contro quel «terrorismo mediatico» che «La repubblica» da sempre coltiva. di stile» ovviamente), per Guimares Rosa e Susan Sontag, per Wilde e la Yorcenar senza trascurare Cicerone, Manzoni, Poe, i sogni e i gatti. D’accordo mancano Chandler, Dick e Ursula Le Guin ma contenete lo sdegno: considerate che in 96 pagine non ci poteva star tutto. Piuttosto Sono razzista, ma sto cercando di smettere di Guido Barbujanni se volete far sul serio comprate subito i quaderni e cominciate a prendere appunti. Ah, per il paragrafo finale «quello in cui spieghi la vera sostanza del tuo racconto» seguite il consiglio di Irwin Shaw, «puoi cancellarlo». Perché il metodo giusto è «Show, dont tell», mostra senza dirlo; insomma se devi spiegare ciò che hai scritto… puoi gettarlo via. faccia a chi legge luoghi comuni e prova a capirne il senso ma anche a stimarne… i guasti. Guido Barbujanni è docente di genetica a Ferrara, già autore fra l’altro dell’utilissimo «L’invenzione delle razze» (Bompiani 2006) mentre Pietro Cheli è soprattutto giornalista. I due hanno ripreso vari materiali per il «Festival della mente» di Sarzana e infatti il loro argomentare appare spesso quello della pacata chiacchierata, anche se poi ogni affermazione viene documentata in nota. I due autori chiariscono subito che, nel ragionare e raccontare, sosterranno tre cose. In primo luogo che «l’umanità è fatta di gente diversa, con aspetto e mentalità diverse e che queste differenze sono in parte generiche cioè ereditarie» ma chiarendo subito: «nessuna delle differenze che ci inquietano, ci irritano o ci ostacolano nel rapporto con gli altri ha origini genetiche note ma tutte dipendono da differenze culturali» e ancora che nella specie umana: «non ci sono i gruppi distinti biologicamente che troviamo in Il bello del libretto (136 pagine per 10 euri) «Sono razzista, ma sto cercando di smettere» è la semplicità con cui butta in di Gianni Boccardelli Viviscrivi di Christiana De Caldas Brito «Lo sai che in giapponese opportunità e rischio hanno lo stesso ideogramma?». Chi legge accetterà la sfida che Christiana De Caldas Brito rivolge? Siamo alle prime pagine di «Viviscrivi» (96 pagine per 9 euri) con il sottotitolo «Verso il tuo racconto» appena uscito da Eks&tra editore e bisogna decidere se buttarsi nel rischio e/o opportunità – ma anche nel piacere e nella fatica – di cercare i racconti che «son già dentro di voi» e dunque, «in una visione socratica […] prenderne coscienza e usare degli accorgimenti per tirarli fuori». Piacevolissimo e utilissimo questo librino, anche solo a leggerlo; se poi volete fare sul serio «eseguite gli esercizi», magari in compagnia e/o competizione con un amico-amica. Sempre tenendo presente la frase iniziale di Antonio Machado: «Viandante non esiste una strada, la strada si fa camminando». Il primo passo del camminare è «l’idea e il suo sviluppo» ovvero «portare un po’ di chiarezza sul processo creativo». Ricordando che anche il lavoro artistico di solito è 90 per cento traspirazione (sudore insomma) e solo 10% ispirazione. Il secondo passo è «la trama» cioè «trovare il filo conduttore del tuo racconto» mentre il terzo è «il punto di vista». Nel quarto passo occorre fare alcune promesse e vedere come mantenerle. E adesso via: il quinto passo è già «preparare la nascita del tuo racconto» e avanti così fino al 16° passo, «la revisione» che sarebbe poi rileggersi «con attenzione e spirito critico, come se stessi leggendo un racconto scritto da un’altra persona». La seconda sezione è sul «racconto autobiografico». La terza si addentra sugli «ostacoli». Per esempio non hai «una stanza tutta per te» (come invocava Virginia Woolf) e «l’ispirazione non arriva» oppure devi fare i conti con «i luoghi comuni»: questo De Brito non lo dice ma è un match terribile, bisogna sempre star pronti per non farsi tradire dalla frase vecchia come il cucco (ecco ci sono cascato: cosa sarà poi il cucco?). Ci sono poi consigli «se scrivi in una lingua che non è la tua», come lei che è brasiliana. La quarta e ultima sezione sono le letture (e di nuovo esercizi): in particolare Elias Canetti, Franz Kafka, Primo Levi, Isaak Babel, Marcel Proust, Rainer Maria Rilke. Che questi nomi però non vi ingannino: Arianna-Christiana vi guiderà nel labirinto dello scrivere passando per Agostino di Ippona e Amado, per Benjamin e Borges, per Calvino e Chatwin, per Flaubert e Hesse, per Joyce e Kerouac, per Melvile e Orwell, per Pennac e Quenau («Esercizi Due avvertenze o meglio una notizia e una cattiveria. Eks&tra ha deciso di non accettare le forche caudine (capperi, un altro luogo comune) della distribuzione, perciò se volete il libro chiedetelo a www.eksetra.net o al numero 051 6810350. Malignità finale: se per caso avete da poco acquistato in edicola i fascicoli su “come si scrive” fate il confronto: Christiana De Caldas Brito stravince per qualità e prezzo. di Daniele Barbieri altre specie, per esempio negli orangutan, e che si chiamano razze». Se qualche volta il pregiudizio – ovvero un giudizio dato prima di conoscere a fondo i fatti o le persone – può essere utile, assai più spesso ci inganna. Siamo inconsapevoli che spesso qualcuno “fabbrica” - un oggi il razzismo astutamente si vernicia parlando di insuperabili differenze culturali o religiose. Ma ci sono casi in cui le inesistenti razze possono essere polemicamente rovesciate contro i razzisti. E’ il caso di due bei libri che fin dalla copertina usano questo termine per provocare. Almalgrab ovvero lo specchio delle brame di Guergana Radeva «Luz sapeva leggere i colori». Anime che «si smagliano», città viventi, violentate, con «accento incancellabile», sciolte nel jazz che flirtano con i venti. Il Cantaombre vende ogni notte «fisicità diverse». Clessidre dove la sabbia è un’anima, «ovaie in tilt», brevi storie di ostriche e rubini, Pierrot che è anche Pierrette, sfere celesti, la vecchia dai piedi palmati, specchi, topi, occhi gialli, la magia del cinque che - si sa - parte dai fiori… «la vita attorcigliata come un nastro di Moebius sul palmo della mano» e poi vampiri, ragni albini, lune che pendono come bottoni scuciti, orologi che sospirano, rose dei venti, vergini puttane, cimiteri, ombre che si regolano sulla tabellina del tre. C’è «il sale delle lacrime e lo zucchero dei sogni», ovviamente «i cani lievitano sopra i tetti scompigliando nugoli di gatti volanti», i nomi vanno letti al contrario e quando il cielo «starnutisce» è meravigliato, «come la faccia di un vecchio che si è appena sparato una sega». Stop al panico (o alla curiosità?). Non siete caduti in un trip da acido, in un quadro di Dalì o fra le note di … (fate voi, ognuno ha i suoi “sabba” musicali). Siete precipitati – ed è un piacere se non mancate di coraggio - nelle pagine di Guergana Radeva, nome che quasi certamente non avete sentito (è il suo primo libro) ma che se continua a scrivere così diverrà punto di riferimento per chi non ne può più di storie trite condite con parole banali. pezzo alle volta, con sapienza - identità di comodo: amici o nemici per “scienza” salvo poi ammettere che non c’è nulla di vero come per la celebre frase di Goering (braccio destro di Hitler) «decido io chi è ebreo». Questo è il quadro di partenza. Che i due sviluppano con sapienza zig-zagando fra l’oggi (Martin Amis, la Lega, Tariq Ramdan, l’assassinio di Giovanna Reggiani, il calciatore Zoro) e il passato (De Gobineau, Kant, Linneo, il caso Dreyfus...) permettendoci di conoscere anche vicende dimenticate e ripescando testi poco noti; valga per tutti il bellissimo «Otto ebrei» scritto, alla fine del 1944, da Giacomo De Benedetti. Bisogna soprattutto fare i conti con «l’ingombrante bagaglio del buon senso» cioè quella certezza, spesso inconscia e dunque più pericolosa, di essere capaci a «distinguere immediatamente il bene dal male, il giusto dall’ ingiusto, il bello dal brutto». L’uso improprio della parola “razza” sopravvive (persino a sinistra) anche se Il primo è «La razza in campo» (ovvero «per una storia della rivoluzione nera nel calcio») di Mauro Valeri, pubblicato nel 2005 da Edup. Il secondo è «Razza partigiana» di Carlo Costa e Lorenzo Teodonio (Iacobelli, 2008) che racconta la storia di Giorgio Marincola, morto nella Resistenza ma dimenticato fors’anche perché, pur se italiano, il colore della sua pelle non era quello previsto. E’ un libro di cui riparleremo presto su «Piazza Grande» ma che ora ci serve per chiudere un cerchio visto che nella pagina d’apertura contiene (insieme a «The Partisan» di Leonard Cohen) una secca affermazione proprio di Barbujanni: «La biologia ci dice che tenere in vita il concetto di razza è irragionevole». Se si potesse ancora scherzare – forse non è il caso – la frase finale sarebbe: qualcuno avvisi Maroni e i suoi soci. di Daniele Barbieri Il romanzo si chiama «Almalgrab ovvero lo specchio delle brame» (248 pagine per 14 euro) ed è bene spiegare subito che quella strana parola nel titolo indica «la/ pars celati/, la virtù interiore». Lo edita Silvia De Marchi nella piccola coraggiosa collana Mangrovie (a pagina 3 si spiega la particolarità di queste piante con le radici «fra terra e acqua») dove trovano collocazione le opere di scrittori e scrittrici stranieri «che hanno scelto la lingua italiana per esprimersi». Migranti fra Paesi e culture che talora maneggiano il nuovo linguaggio con stupefacenti capacità, come la sinora ignota Guergana Radeva. Che ci viene presentata così: nata in Bulgaria nel ‘67, laureata in ingegneria elettronica, in Italia dal ’91 «sulla cresta della grande onda migratoria», domestica, cameriera, pizzaiola... Sposata da una quindicina d’anni, vive con tre cani e quattro gatti in Maremma, «saggiando a fusione lenta il salmastro dell’Argentario, lo zolfo sotterraneo di Saturnia e il mercurio delle terre rosse del Morellino in cerca dell’Opera: un romanzo alternativo». E sembra averla subito trovata l’opera con la maiuscola perché questo «Amalgrab» ipnotizza al punto che viene da dirle grazie proprio per quello che lei definisce «il dono infantile della meraviglia». La trama? E’ come se le moderni nipoti di Alice passassero di qua e di là fra specchi come scatole cinesi, fuggendo dai labirinti e dunque creandone. I personaggi sono monadi, diadi, triadi e tetradi… Un rebus? Eppure man mano tutto si chiarisce. Una favola nera, immorale che recupera il fascino e l’orrore degli antichi miti con umani e animali che si accoppiano, infilandosi nei misteri del Carnevale (il mondo sottosopra), scombussolando il tempo e i numeri, le colpe e le virtù, il mestruo e l’anima. Persino i mobili aumentano di peso e i bambini spariscono nella Città comatosa, inevitabilmente «nel varco di Carnevale». Assolutamente da leggere: se almeno in letteratura preferite che i desideri prevalgono sulla paura, che il veramente nuovo e strano cacci il vecchio noioso, fatevi prendere per mano da maga Radeva. di Gianni Boccardelli Quando il teatro è reciproco La cultura è nelle spiagge Giovedi 26 giugno si è tenuto lo spettacolo di teatro reciproco intitolato "Specchio, specchio delle mie brame..." per concludere il percorso di orientamento di gruppo che è stato rivolte alle donne che usufruiscono del dormitorio di viale Lenin e che è stato gestito dall'Associazione Amici di Piazza Grande Onlus Uno spettacolo di natura interattiva, il termine di un percorso comune da celebrare e una serata estiva: questi gli ingredienti che il 26 giugno hanno animato il giardino della struttura Casa del Riposo Notturno Madre Teresa di Calcutta in viale Lenin 20 a Bologna. Lo spettacolo, con un titolo dal retrogusto favolistico e accattivante “Specchio, specchio delle mie brame..”, si inserisce nel filone del teatro reciproco di cui ha tutte le peculiarità pur rivisitandole per dare risalto alla specificità dell’iniziativa. Il teatro reciproco è infatti un “teatro di comunità” che proietta sul palcoscenico l’intreccio di storie ed esperienze personali nella convinzione che siano degne di attenzione. Il tutto avvalendosi di una struttura scenica fluida che permette, e anzi incoraggia, l’interazione e il ribaltamento dei ruoli. La reciprocità appunto. “Specchio, specchio delle mie brame..” ha segnato il termine del percorso di orientamento di gruppo che è stato rivolto alle donne che usufruiscono del dormitorio di viale Lenin e che è stato gestito dall’associazione Amici di Piazza Grande Onlus. Ma l’intento non è stato meramente celebrativo. In linea con la natura fortemente e volutamente interattiva dello spettacolo, ciò che gli organizzatori hanno voluto creare è stata “un’occasione di incontro con le operatrici e gli operatori che a vario titolo hanno dei rapporti con le donne coinvolte dal progetto e/o potrebbero averne”. Il percorso di orientamento di gruppo si è inserito nel progetto SIID, Servizio Itinerante Inserimento Donna, rivolto alle donne in situazioni di estrema indigenza e di cui l’Associazione Amici di Piazza Grande è l’ente attuatore. Il SIID, nonostante si rivolga espressamente alle donne, non si muove da un’ottica ghettizzante ma da una considerazione realistica. Infatti come dichiara Maria Assunta Serenari dell’Associazione in un’intervista “Le donne sono sicuramente nelle strade in numero molto inferiore rispetto agli uomini e questo è una fortuna da un lato. Dall’altro però quelle che arrivano a quel punto di grande disagio sono persone che hanno ben più bisogno degli uomini, bisogno di protezione, bisogno di affetto, bisogno di luoghi propri”. All’interno del progetto SIID l’obiettivo della piena integrazione sociale e lavorativa delle destinatarie è perseguito attraverso iniziative che muovono dalla considerazione delle stesse donne come soggetti attivi in un’ottica partecipativa e flessibile. Quella stessa ottica partecipativa che ha trovato un riflesso speculare nella natura interattiva dello spettacolo e quella stessa flessibilità che la forma prescelta, il teatro reciproco, ha saputo tradurre agilmente nella fluidità scenica. di Viviana Melchiorre [email protected] piazza grande • n°146 • 07/08.08 11 Storie come fogli di via. La città migrante Intervista a Giampaolo Trevisi, scrittore e poliziotto La vita di una donna o un uomo stranieri non comunitari in Italia è scandita da impegni burocratici pressanti, a volte drammatici. Un passaggio obbligato è quello delle code all’ufficio immigrazione della questura. Giampaolo Trevisi, vice questore di Verona, ha raccolto le storie ascoltate e vissute nei sei anni di servizio all’Ufficio immigrazione della città scaligera e ne ha fatto un libro di racconti, Fogli di via (Emi, 127 pagine, 8 euro). 18 storie che raccontano problemi concreti quanto possono esserlo una richiesta di permesso di soggiorno, di asilo politico o di ricongiungimento familiare, ma che cercano una conclusione in un finale onirico e fiabesco. Con Trevisi partiamo proprio dalla fine: la chiusura surreale è solo una scelta stilistica o è un espediente narrativo per rendere le storie più “appetibili”, per farle arrivare meglio? Diciamo che è stato un modo per far finire le storie un po’ meglio rispetto a quello che nella realtà succede veramente. In realtà il titolo originale doveva essere” Racconti strani…eri” perché erano racconti sì stranieri dato che i protagonisti sono soprattutto loro e non io che sono un poliziotto, e poi come vedi sono strani perché hanno tutti questo finale un po’ fantasioso. Insomma, se ti devo dire la verità il libro è nato come una specie di fuga perché io scrivevo di notte e questo diventava un modo per poter tornare a fare il mio lavoro il giorno dopo. Di solito le giornate all’ufficio immigrazione si concludevano sempre con un fallimento perché lavoravi tanto ma non riuscivi mai a accontentare tutti come avresti voluto. Invece dandogli questo finale è un modo come un altro per far credere anche a me di aver terminato meglio la giornata. Ma c’è anche la seconda finalità il fatto di fare questo finale così rende ilo racconto più fruibile e nello stesso modo porta a far riflettere su una determinata questione. Leggendoli di seguito insieme si può riflettere su quello che è l’asilo politico, il ricongiungimento familiare, ecc. Ho visto anche alcuni bambini che hanno letti i racconti avvicinarsi più facilmente a dei temi che se si affrontassero solo dal punto di vista giuridico sarebbe una noia. Però è nato tutto soprattutto come una fuga da parte mia perché mi consentiva di staccarmi dalla realtà. Si può dire quindi che ti sei posto anche una finalità divulgativa o educativa? Al di là di ideologie politiche sono riuscito a affrontare, anche in occasione di presentazioni in sede locale, questi argomenti con gente che altrimenti non avrebbe mai affrontato il problema immigrazione perché su questi temi spesso si ragiona a compartimenti stagni. Questi racconti ti danno almeno la possibilità di parlarne, di riflettere, per cui tra virgolette c’è una finalità educativa. Ti dico che di solito le presentazioni sono sempre molto lunghe perché ogni racconto ti permette di spaziare su diverse questioni. 12 piazza grande • n°146 • 07/08.08 Tutto è partito da un racconto L’Africa in un cassonetto che ha vinto il primo premio al concorso “Narratori in divisa.” Si parla di un’operazione di polizia contro gli ambulanti senegalesi che finisce con una magica scoperta. Quello in realtà è il padre di tutti i racconti con quello ho partecipato a un concorso organizzato dalla rivista della polizia che si chiama “Polizia moderna” che fa un po’ ridere perché sembra Donna moderna. Avevo appena fatto quel servizio alla ricerca dei “vu cumprà” in centro. È quasi tutto vero perché il giorno dopo quel servizio giravo in borghese quando ho visto un vu compra, che ovviamente non mi aveva riconosciuto senza divisa, che nascondeva la sua roba all’interno di un cassonetto che mi ha guardato e mi ha detto: “…perché c’è la polizia di là” e io mi sono messo a ridere. Allora ho collegato le cose ed è venuto fuori questo racconto. L’Africa in un cassonetto è stato il primo, ma mi ha dato lo spunto per tutti gli altri. È anche vero che quel titolo da un po’ il senso a tutto poteva essere quello il titolo di tutti i racconti, credo che sia importante che ognuno di noi qualunque lavoro faccia possa trovare l’africa in un cassonetto, dietro l’angolo cioè mettersi nei panni di chi sta dall’altra parte della scrivania o dello sportello e di non rimanere ancorati al nostro quotidiano. È un mio pregiudizio pensare che una questura non sia un ambiente florido di scrittori? Come vedono i tuoi colleghi questo secondo lavoro? All’inizio è stato un po’ strano perché comunque c’è chi ti dice, dentro e fuori la questura, tu sei poliziotto e devi fare il poliziotto, perché scrivi? Non è previsto che un poliziotto scriva… e poi la solita battuta: se scrive ha poco da lavorare. In realtà questi racconti li ho scritti nei miei sei anni di ufficio immigrazione in cui lavoravo dalle 8 del mattino alle 9 di sera,cosa che mi ha aiutato a perdere tutti i capelli. Ho scritto quando andavo in ferie, un po’ di notte quando soffrivo di insonnia. È stato un lavoro durato un anno e mezzo non in un mese, poi chi ha avuto modo di leggere i racconti li ha apprezzati. Ti dico non è il racconto di una mosca bianca, sono sentimenti che tanti poliziotti sentono io li ho tirati fuori con i racconti, altri li tengono dentro. C’è chi dice sei contro la polizia, no è un modo per far capire che anche in polizia c’è gente che certe cose le sente e cerca di svolgere il suo lavoro nel migliore dei modi, poi i risultati per una serie di moti- vi, metti le norme ecc. non sono così evidenti. Però in un racconto, Almeno quaranta, in cui 40 poliziotti scortano un gruppo di immigrati durante il viaggio nel loro paese d’origine, l’oggetto della tua critica è proprio la negligenza e la scarsa sensibilità di alcuni poliziotti… In polizia come in tanti altri ambienti c’è chi svolge il suo lavoro come fosse una missione e chi come fosse un lavoro normale. In quel racconto si parla di quelle persone che lo svolgono senza interesse, senza passione e soprattutto senza rispetto per delle persone sicuramente più sfortunate perché per noi era un viaggio di andata e ritorno invece per loro era solo andata e per tornare nel loro paese. Era una critica per quella parte della polizia. Credi che sia necessaria una maggiore formazione per gli agenti impegnati in servizi così delicati? Sì, soprattutto nel rapporto con i cittadini extracomunitari. Non nascondo che la maggior parte degli interventi su strada sono a carico di cittadini extracomunitari nel 99% dei casi clandestini o irregolari come li si vuole chiamare. Allora il rischio è che il poliziotto superficiale o non particolarmente attento possa fare l’equazione extracomunitario uguale delinquente, quindi una formazione culturale su questo non guasterebbe non solo in polizia ma un po’ ovunque anche sui giornali per esempio. Penso che una percentuale altissima dei regolarmente soggiornanti sono persone che si comportano nel migliore dei modi, sono integrate e cercano di fare di tutto per integrarsi. ma anche per i clandestini è sbagliato generalizzare perché c’è chi non ha nessuna voglia di integrarsi e chi farebbe carte false per un permesso di soggiorno. Una critica al tuo libro mi pare inevitabile: non credi che ti si possa rimproverare un po’ di retorica? Ti ringrazio, è la prima volta che mi viene fatta questa critica, di solito ricevo sempre critiche positive, ti ringrazio perché sicuramente è possibile che qualcuno la veda così, ma non è con quello scopo che l’ho fatt. Capisco che è un pensiero che può venire fuori, il poliziotto che se ne lava le mani un po’ alla Ponzio Pilato. Anzi ovunque vado finisco per parlare di determinati argomenti, e uno degli scopi era proprio quello, fare arrivare quei temi a più persone. Non è un lavarsene Foto Archivio Piazza Grande le mani, o dire guardate che siamo anche buoni. Ne La fuga innocente l’occupazione di una chiesa da parte di famiglie rom si risolve con la fuga giocosa di un gruppo di bambini. Nella realtà temo che sarebbe finita peggio. Che spazio c’è nella realtà per la soluzione dei problemi dei migranti? Esistono soluzioni normative che potrebbero migliorare le cose, non dico risolvere tutti i problemi. Devo dire la verità se io mi trovassi davanti un foglio bianco e dovessi scrivere io la normativa sarei in grossa difficoltà, è vero che scrivere racconti fantastici facilita la cosa. Credo che determinate cose si possano realmente risolvere, per esempio una legge sui rifugiati politici, per cui i riconoscimenti si possano avere in tempi più brevi; invece di restrizioni dovrebbe esserci agevolazione per il ricongiungimento familiare che è uno strumento importante per l’integrazione. La prima cosa da fare sarebbe facilitare la vita a chi sta regolarmente e aspetta un anno due anni per avere un appuntamento, allungare la durata dei permessi di soggiorno, perché molto spesso ci sono permessi che durano solo un anno per lavori a tempo determinato. Ecco pretendiamo che gli immigrati si integrino ma non facciamo niente per agevolarli. Io comunque sono un poliziotto e sono pure contento di esserlo, e credo che se si trovassero soluzioni normative le cose migliorerebbero anche dal punto di vista della sicurezza, perché la polizia avrebbe più risorse per colpire quelli che sono i “cattivi”, italiani o stranieri. In realtà si spende moltissimo in un apparato burocratico enorme che fornisce, secondo me, un servizio scadente e nello stesso tempo ci fa perdere uomini e mezzi in maniera straordinaria. Qual è il tuo prossimo progetto letterario? Finita sta cosa la promozione di Fogli di via che è andata anche bene, mi dice la casa editrice stamperà altre copie, tornerò a un libro sul G8 che avevo abbandonato. Adesso mi stavo dedicando a questa cosa qua, anche se è un terreno ancora più minato. Ero uno dei funzionari aggregati a Genova nel 2001, avevo fatto dei turni con dei nuclei pronto impiego, quindi in qualche modo l’ho vissuto direttamente, compreso la scuola Diaz, dove per fortuna non sono entrato, sono restato fuori. Ti terrò informato. di Leonardo Tancredi [email protected] La pagina dell’associazione ASSOCIAZIONE AMICI DI PIAZZA GRANDE ONLUS: le attività L'Associazione Amici di Piazza Grande Onlus è il luogo in cui i cittadini svantaggiati si organizzano per risolvere i propri problemi, per mettere assieme capacità e idee, per costruire occasioni di reddito, per affrontare il problema della abitazione, per migliorare le prestazione dei servizi della città e per autogestirsi. L’Associazione, in oltre dieci anni di vita ha dato impulso ad una progettualità ricca di iniziative. Attualmente tra le attività di Piazza Grande ci sono il giornale, il BiciCentro, la Sartoria, il Teatro, il Servizio Mobile di Sostegno e lo Sportello di Avvocato di strada. Per info e preventivi Tel.051349383 Faremondi Cooperativa sociale di Piazza Grande sgomberi cantine e appartamenti pulizia piazzali e giardini trasporti e consegne in città e provincia tinteggiatura appartamenti smaltimento materiali vari assistenza e riparazione biciclette elettriche Preventivi e informazioni Telefono 051 4222046 Cellulare 392 9888574 Avvocato di strada Lo sportello legale al servizio delle persone senza fissa dimora I ricevimenti Tel. 051397971, Fax 0513370670 Cell. 3939895695 Sede di Avvocato di strada Sportello di diritto penale: lunedi ore 15 - 17 Sportello di diritto civile: giovedi ore 15 - 17 Si riceve anche senza appuntamento. Via Lodovico Berti 2/9. Bus: 33, 35, 86 Casa del riposo notturno “Massimo Zaccarelli”. Sportello di diritto penale e civile: il secondo e il quarto giovedì del mese. Ore 19 - 20. Si riceve anche senza appuntamento. Via del Lazzaretto 15. Bus: 17, 18 - “Rifugio notturno solidarietà”. Sportello di diritto civile e penale: terzo giovedì del mese dalle 20 alle 21. Si riceve anche senza appuntamento. Via del Gomito 22. Bus: 25 - Struttura “Madre Teresa di Calcutta”. Sportello di diritto civile e penale: quarto giovedì del mese dalle 19.30 alle 20.30. Si riceve anche senza appuntamento. Viale Lenin 20, Bologna. Bus: 25 2008 Il cinque per mille della tua dichiarazione dei redditi a Piazza Grande La legge finanziaria n. 266/2005 ha introdotto per l'anno 2007 la possibilità per La possibilità di scelta della destinazione pari a cinque per mille dell'imposta sul di sussidarietà fiscale, poiché i finanzia- tutti i contribuenti di destinare una quota reddito delle persone fisiche a enti non profit che abbiano le seguenti finalità: a) sostegno del volontariato, delle onlus, canismo potranno integrare o anche sostituire quelli pubblici. L'Associazione Amici di Piazza Grande sciute; idonee a beneficiare del diritto al "cinque di altre fondazioni e associazioni ricono- b) finanziamento della ricerca scientifica e delle università; c) finanziamento della ricerca sanitaria; residenza del contribuente; Il contribuente può decidere di destinare il cinque per mille dell'IRPEF relativa al periodo di imposta 2007, apponendo la firma in uno dei quattro appositi riquadri che figurano nei modelli di dichiarazione specificando il codice fiscale del soggetto preferito. Sede legale: Via Antonio Di Vincenzo 26/F (BO) Tel: 051.372223 Fax: 051.4158361 Sito web: www.cooplastrada.it Mail: [email protected] menti versati dai cittadini con questo mec- delle associazioni di promozione sociale e d) attività sociali svolte dal comune di Servizi di pulizia e custodia - servizi di accoglienza, orientamento e accompagnamento di persone disagiate cinque per mille rappresenta un esempio Questa disposizione non è alternativa al meccanismo dell'otto per mille, e non rappresenta una spesa ulteriore per il contribuente. Onlus è tra le organizzazioni non profit per mille". Dal 1993 Piazza Grande Onlus promuove iniziative concrete per contrastare l'esclusione sociale e affermare i diritti delle persone senza fissa dimora. Per aiutare sempre più persone abbiamo bisogno del sostegno di tutti. Da quest'anno un modo semplice per sostenere l'Associazione è devolvere il 5x1000 della propria dichiarazione dei redditi. La destinazione del 5x1000 è una scelta soggettiva, che non incide sul tuo reddito. Ti proponiamo di devolvere il tuo all'Associazione Amici di Piazza Grande Onlus inserendo nello spazio dedicato al 5x1000 il codice fiscale dell'Associazione: 92038070378 piazza grande • n°146 • 07/08.08 13 On the road Gli appuntamenti dell’estate di Piazza Grande Musica 9 luglio, ore 21 Melody Garlot musica per la notte Piazza Verdi Ingresso gratuito Info: 051 203040 La voce jazz e blues dell’americana Melody Garlot presenta l’album ‘Worrisome heart’, undici pezzi scritti per le notti in cui non si ha voglia di dormire e di fare niente di particolare. 11 luglio, ore 21.30 Comaneci in concerto 18 luglio, ore 21.30 29 luglio, ore 21.30 Piazza Santo Stefano Piazza Verdi Mike Patton e la canzone italiana Ingresso gratuito Info: 051 203040 La voce dei Faith No More in ‘Mondo cane’, una celebrazione delle canzoni italiane anni ’50 e ’60: da Modugno a Celentano, da Paoli a Tenco. Mike Patton è accompagnato dalla Filarmonica Arturo Toscanini e dalla Band Coralli di Torino. Juno Falls neo folk dall’Irlanda Ingresso gratuito Info: 051 203040 Per la rassegna ‘Julive’, il gruppo irlandese presenta l’ultimo lavoro ‘Weightless’. 31 luglio, ore 21.30 Joan as Police Woman 20 luglio, ore 21 Chico César porta il Brasile in città Piazza Santo Stefano Ingresso gratuito Info: 051 203040 Un ponte tra Brasile e musica d’autore italiana. Un doppio concerto con Chico César, una delle nuove voci brasiliane, e Jacaré, gruppo italiano vincitore del premio Iceberg 2007. Parco 11 settembre 2001 24 luglio, ore 21.30 Ingresso gratuito Piazza Santo Stefano Via Riva Reno 72 Il coro di Taiwan Info: 051 6493772 Ingresso gratuito Prende il nome dalla celebre Nadia Comaneci il trio ravennate di pop acustico. Dopo due ep autoprodotti, il gruppo presenta il suo disco di esordio, ‘Volcano’. 13 luglio, ore 21.30 Il Conservatorio in un omaggio a Bach Basilica di S. Paolo Maggiore Via de’ Carbonesi 18 Ingresso gratuito Piazza Santo Stefano ospita il National Experimental Chorus of Taiwan, coro di Taiwan formato da 40 elementi che propone musiche popolari taiwanesi. A seguire la McMurry University Wind Ensemble, 45 strumentisti provenienti dal Texas che propongono musiche del novecento di autori inglesi e americani. 26 luglio, ore 21.30 Folk punk tzigano Info: 051 221483 I musicisti del Conservatorio ‘G.B. Martini’ in un concerto tutto dedicato a Johann Sebastian Bach. il ritorno di Kusturica Ingresso gratuito Ingresso gratuito Piazza Verdi Piazza Santo Stefano Info: 051 203040 Emir Kusturica & The No Smoking Orchestra tornano a Bologna con uno spettacolo completamente nuovo. Protagoniste come sempre le atmosfere balcaniche, mescolate con rock e punk. My awesome mixtape dal vivo per ‘Julive’ Piazza Verdi Ingresso gratuito Info: 051 203040 Uno dei gruppi più interessanti dell’indie rock italiano in concerto per la rassegna ‘Julive’. 5 luglio, ore 21 Info: 051 203040 Si intitola ‘To Survive’ l’ultimo lavoro di Joan As Police Woman, l’autrice, cantante e multistrumentista che ha stregato i fan di tutto il mondo. 1 agosto, ore 21.30 La bossa nova di Toquinho Info: 051 203040 ‘Contro tutte le sbarre del mondo’, uno spettacolo che racconta la creatività e la forza dell'amore per la liberazione della persona umana. Lo spettacolo sarà accompagnato dalla musica dal vivo del Quartetto Klez. La voce di Ginevra Di Marco, il pianoforte di Francesco Magnelli (entrambi ex Csi) e i fiati di Enzo Avitabile accompagnano ‘Canta libera terra’, una performance teatrale con 50 ragazzi. La voce narrante di Fabio Galanti racconta la storia di Giuseppe Di Matteo, ucciso dalla mafia a soli 13 anni perché figlio di un pentito. Lo spettacolo, che vedrà la piazza trasformarsi in un campo di grano della Sicilia, è organizzato insieme a Cooperare con libera terra, l’agenzia che si occupa di coltivare i terreni confiscati alle mafie. Cortile d’Ercole Via Zamboni 33 Uno spettacolo ispirato al celebre saggio di Hannah Arendt sui crimini dei nazisti. Con Paolo Bigatto. Per la rassegna ‘Di santa ragione’, aperta fino al 10 luglio. 14 luglio, ore 21.30 Arriva ‘Bahok’ la danza multiculturale Ingresso gratuito Info: 051 203040 Il grande artista brasiliano rende omaggio alla sua terra con un concerto dedicato ai cinquant'anni della bossa nova. 27 luglio, ore 21.30 Ingresso gratuito Come ogni anno si rinnova la memoria del 2 agosto 1980 e della strage fascista alla stazione di Bologna. Per non dimenticare e chiedere finalmente la verità sulla strage si può usare anche la musica. Tutti in piazza quindi per il concerto dell’Orchestra del Comunale, diretta da Vito Clemente. 11 agosto, ore 21.30 Yuri Bashmet e Massimo Quarta Musica dalla Spagna Ingresso gratuito Cortile del Terribilia Piazza Santo Stefano Yuri Bashmet, definito dal Times ‘uno dei più grandi musicisti viventi al mondo’, e Massimo Quarta, violinista di fama internazionale accompagnati dalla prestigiosa orchestra dei Moscow Soloists, composta dai migliori giovani diplomati del Conservatorio di Mosca. 14 piazza grande • n°146 • 07/08.08 1 agosto, ore 21.30 Paladozza Ingresso 30 euro Info: 051 6153370 La Fura dels Baus porta in scena il suo ultimo lavoro ‘Imperium’, interpretato unicamente da donne. Una protesta contro le differenti forme di potere, un invito a pensare contro corrente e ad accogliere il piacere della diversità. 18 e 19 luglio, ore 21.30 Teatro e integrazione Pinacoteca Nazionale Cortile del Terribilia Info: 051 203040 Londinese di origini bengalesi, il coreografo Akram Khan è la star che ha cambiato il panorama della danza contemporanea internazionale. In ‘Bahok’, la sua compagnia incontra quattro danzatori classici del Balletto nazionale cinese. 15 luglio, ore 21.45 Il cabaret dei Tingeltangel Piazza San Giuseppe Via Belle Arti 56 I Tingeltangel erano i mitici locali tedeschi, pieni di fumo, sedie e tavolini, dove si facevano spettacoli di cabaret. Lì, negli anni ’20, Karl Valentin si esibiva di fronte al suo pubblico. Oggi il suo repertorio di sketch, monologhi, dialoghi e atti unici torna a vivere sul palco. Info: 051 203040 Ingresso gratuito Info: 051 203040 Lo spettacolo ‘Io’ unisce le due forme di creatività di Antonio Rezza: forma e drammaturgia. Info: 051 203040 Da 22 al 29 agosto, ore 21.30 Ingresso gratuito In ‘Grande circo inferno’, la Compagnia Teatro dell’Argine riflette sull’utilità del teatro nel processo di integrazione di chi è da poco arrivato in un paese straniero. Guardando con un occhio ad Aristofane e con l’altro a Brecht. Via Indipendenza 44 Ingresso gratuito Piazza Verdi Via Belle Arti 56 Chiostro dell’Arena del Sole Piazza Santo Stefano Antonio Rezza Piazza Azzarita 8 Dall’Africa l’arte dei Griot Ingresso gratuito ‘Por la tierra el canto’, ovvero un assaggio della musica spagnola fra ’800 e ’900, con Paolo Forlani chitarra e Saverio Mazzoni letture. Info: 3343998767 21 luglio, ore 21.30 Pinacoteca Nazionale Ingreso gratuito Ex Ospedale Roncati Viale Pepoli 5 Ingresso gratuito Piazza Santo Stefano Piazza Maggiore 29 luglio, ore 21 Oltre le sbarre Ingresso gratuito Museo di Palazzo Poggi Ingresso gratuito Fura dels Baus Piazza Santo Stefano La banalità del male Piazza Santo Stefano 15 e 16 luglio, ore 21.30 Libera dalla mafia 8 luglio, ore 21 2 agosto 1980, un concerto per non dimenticare 15 luglio, ore 21 16 luglio, ore 21.30 Teatro 2 agosto, ore 21.15 Lotta, lavoro e amore Ecco i canti delle donne Concerto di canti popolari con Paola Sabbatani, voce e fisarmonica, e Roberto Bartoli, contrabasso, a favore della ‘Casa delle donne per non subire violenza’. “Gentili lettori, gli appuntamenti di questo numero sono gratuiti, tranne quelli accompagnati da questa faccina” Da 10,50 a 13,40 euro Info: 051 2910910 Il circo della pace Piazza Scaravilli Ingresso gratuito All’inizio degli anni ’90 nel sottosuolo di Bucarest vivevano centinaia di bambini abbandonati. Grazie a Miloud, clown di origine francese, alcuni di loro sono diventati giocolieri, acrobati e pagliacci, ma soprattutto ambasciatori di speranza per tutti i bambini la cui infanzia viene negata. 23 e 24 agosto Reading sul fiume In Africa i Griot sono musicisti, cantastorie, narratori, insomma i custodi della cultura orale e della memoria collettiva. La loro arte arriva a Bologna, attraverso la musica e le danze degli Anyewa Mandeng e del suo fondatore Sourakhata Dioubate. 25 luglio, ore 21.30 Lighea Pinacoteca Nazionale Cortile del Terribilia Via Belle Arti 56 Ingresso gratuito Info: 051 203040 Lo spettacolo è liberamente ispirato al racconto di Giuseppe Tomasi di Lampedusa ‘La Sirena’. L’ambientazione sonora sono le libere elaborazioni per clarinetto basso delle Suite per violoncello solo di J. S. Bach. Via Triumvirato/via Emilia Ingresso gratuito Prenotazione obbligatoria Info: 340 730460 Uno spettacolo itinerante lungo la riva sinistra del fiume Reno. Durante il percorso il pubblico incontrerà poeti, musicisti, installazioni, attori. Con Compagnia d’arte Drummatica, Compagnia Avvolte l’inverso di Raffaello Ugo, Stella Saladino, Teatro dei Mignoli, Nicola Frangione. Cinema 5 luglio, ore 22 Un’orchestra per il cinema ritrovato 25 luglio, ore 21.45 Giuseppe Battiston presenta ‘Non pensarci’ Ingresso gratuito Dal 9 al 16 luglio I cortometraggi del cinema lesbico Parco 11 settembre 2001 Via Riva Reno 72 Ingresso gratuito Info: 051 6493772 Giunge alla seconda edizione ‘Some prefer cake’, rassegna di di cinema lesbico. corti Protagoniste cineaste indipendenti da tutto il mondo e di tutti i generi, fino all’animazione. 10 luglio, ore 20 Meduse Via Serlio 25/2 Da 4 a 5,50 euro Info: 333 8793477 Uno dei più divertenti film della stagione, ‘Non pensarci’ di Gianni Zanasi, introdotto dall’attore Giuseppe Battiston. Il film e l’attore sono anche all’Arena Gran Reno di Casalecchio, sempre venerdì 25 (ore 21.45, nel centro commerciale Carrefour, ingresso 5 euro). 28 luglio, ore 21.45 Persepolis Parco 11 settembre 2001 Via Riva Reno 72 Ingresso gratuito Info: 051 6493772 Dal fumetto all’animazione, Marjane Satrapi continua a raccontare il suo Iran. 6 agosto, ore 21 Match Point Cinema Odeon Via Mascarella 3 Ingresso gratuito Info: 051 6569003 Incroci di vite a Tel Aviv in ‘Meduse’, pellicola vincitrice del premio Camera d’Or all’ultimo Festival di Cannes. In sala anche gli autori Shira Geffen e Etgar Keret. 16 luglio, ore 21.30 6 luglio, ore 21.15 Ragazzi Piazza Verdi 9 luglio, ore 21 Info: 051 20340 Giardino del Guasto Bologna noir Ingresso gratuito Ingresso gratuito I crimini della banda della Uno Bianca, fra il 1987 e il 1994, sconvolsero Bologna e l’Italia. Una storia nera ricostruita in tutte le sue ombre per il ciclo ‘Bo noir’. Info: 051 203040 Arena Puccini 3 agosto, ore 21.15 Gli anni dell’Uno Bianca Piazza Verdi Piazza Maggiore L’Orchestra del Comunale, diretta da Timothy Brock, accompagna dal vivo la proiezione di storici corti come ‘Entr’acte’ di René Clair e ‘Le ballet mecanique’ di Fernand Legér. Incontri Negli anni ’80 Bologna si tinge di nero e diventa teatro di violenze e sequestri. Ripercorre quell’epoca l’incontro ‘Paura a Bologna – storie di rapimenti bolognesi’, primo appuntamento del ciclo ‘Bo-noir’. 7 luglio, ore 21.30 L’isola dei pirati 18 agosto, ore 20 Notte di tango al Baraccano L’Israele di Lizzie Doron Piazza Nettuno 3 Sala Borsa Ragazzi Incontro con la scrittrice israeliana Lizzie Doron, autrice di ‘Perché non sei venuta prima della guerra?’. La serata fa parte di ‘Sotto la stella di Davide: Festival della letteratura israeliana 2008’, in programma fino al 16 luglio. Giardini del Baracccano Viale Gozzadini 1-3 Notte di tango al Baraccano con la serata ‘La Milonga’. Memo Gino Paoli a Ferragosto Il cantautore genovese in piazza Maggiore per il tradizionale concerto del 14 agosto Ferragosto, in programma come del tradizionale concerto di ogni anno in Piazza Maggiore. Inizia con uno degli ultimi successi di Woody Allen la rassegna cinedelle Officine matografica Minganti, che propone film gratuiti ogni mercoledì e giovedì di agosto. L’autore di capolavori indimenticabili come ‘Il cielo in una stanza’ e ‘Senza fine’ sarà accompa- 20 agosto, ore 21.30 gnato per l’occasione dal jazzi- sta Danilo Rea. Paoli rimane uno dei più grandi espo- nenti della musica italiana, capace di traghettarla dalle ‘canzonette’ a qualcosa di molto vicino alla poe- Via Andreini sia, insieme ad altri grandi della scuola genovese Info: 051 6337511 del 14 agosto, oltre ai suoi più grandi successi, l’arti- come Fabrizio De André e Luigi Tenco. Nel concerto sta proporrà le più belle canzoni del cinema. Il film di Mark Herman è un excursus nell’Inghilterra degli anni ’80, sospesa tra scioperi e libero mercato. Lo spettacolo è gratuito, ma gli spettatori sono invitati a portare le sedie da casa. Parco Pasolini 22 luglio, ore 21.45 Info: 051 6337511 Sandra Ceccarelli e ‘Il resto della notte’ Via Pirandello Ingresso gratuito Nel 1994 ‘L’odio’ di Mathieu Kassovitz anticipava già le rivolte e le tensioni delle banlieues parigine. Oggi il film è più attuale che mai e merita di essere rivisto. Lo spettacolo è gratuito, ma gli spettatori sono invitati a portare le sedie da casa. 26 agosto, ore 21 Arena Puccini Via Serlio 25/2 Da 4 a 5,50 euro Info: 333 8793477 L’attrice Sandra Ceccarelli introduce il film di Sandro Munzi ‘Il resto della notte’, di cui è protagonista. Fantascienza anni ’60 all’Arena Orfeonica Arena Orfeonica Via Broccaindosso 50 Ingresso 3 euro Proiezione del film di Antonio Margheriti ‘I criminali della galassia’. Prima del film il progetto di ‘Videoinstallazioni Superfici1.0’ a cura delle ronde Hansy-Lumen. 10 luglio, ore 21 24 agosto, ore 15 Piacere e divieti con Oliviero Toscani Viaggio a Misa Cortile d’Ercole Da 7 a 8 euro Museo di Palazzo Poggi Via Zamboni 33 Una lezione del fotografo Oliviero Toscani sul tema ‘Si può fare? Il piacere e i divieti nel pubblico e nel privato’. L’incontro rientra nel ciclo ‘Di santa ragione’. 13 luglio, ore 15.45 Un giorno di nonviolenza Eremo di Ronzano Via di Gaibola 18 Info: 051 581443 Una giornata per parlare di nonviolenza e per festeggiare i 30 anni del centro Il Melograno (www.centromelograno.it). Ingresso gratuito Prenotazione obbligatoria Ingresso gratuito Ingresso gratuito Ingresso gratuito La compagnia Abruzzo Tucur presenta le avventure di un piccolo marinaio tra colpi di scena, tempeste, bonacce e pirati cattivissimi. L’evento rientra nella rassegna ‘Estate al Guasto’, che fino al 15 settembre propone spettacoli e animazioni per i più piccoli. Info: 051 6569003 Via della Liberazione 15 Giardino Gino Cervi Info: 051 2965700 Via Belle Arti 56 Ingresso gratuito Info: 051 2194411 Laboratori e animazioni per scoprire la nuova Sala Borsa. Succede nella rassegna ‘Riapre Sala Borsa. Vieni, andiamoci di corsa’, in programma fino al 30 luglio. L’8 luglio in programma c’è ‘Alberi parlanti e cavalli magici’, letture animate e costruzione di un taccuino di viaggio con Marica Morichetti della Cooperativa Culturale Giannino Stoppani. Parco di Villa Spada Via Casaglia 1 Ingresso gratuito Una rassegna di letture, narrazioni e brevi performances teatrali con gli attori del Teatro dei Mignoli. Un mercatino dove i più piccoli potranno esporre libri, giochi, figurine e tutto ciò che desiderano scambiare. Per gli adulti, invece, una mostra mercato di oggetti di artigianato artistico. 22 luglio, ore 21.30 Caccia al tesoro in piazza Verdi Piazza Verdi Ingresso gratuito Prenotazione consigliata Info: 339 6185682 Una caccia al tesoro collettiva, organizzata dalla rivista Argo, per riscoprire la piazza come luogo da vivere. Indizi musicali, narrativi, poetici, pittorici, geografici, storici per scoprire dov’è nascosto il tesoro che tutti cerchiamo. Una banda di musici, giocolieri, attori e cantori per una serata di divertimento aperta a tutti. 4 agosto, ore 21 Il Gorilla Quadrumano Via Pietralata 58/60 Ingresso gratuito Info: 051 526311 Gag clownesche, musica e poesia. ‘I sogni nella valigia’ è uno spettacolo onirico a cura di Luca Rosetti. Rientra nella rassegna ‘Saragozza dei bambini’, in programma fino al 31 luglio. Fra i prossimi appuntamenti ‘Lino il topolino coraggioso’, il 25 luglio alle 21. 12 luglio Notte sotto le stelle al Giardino del Guasto Giardino del Guasto Via del Guasto Ingresso gratuito Info: 339 5733829 13 luglio, ore 17.30 Angeli nel parco Ingresso gratuito Quartiere Saragozza Info: 051 916750 Dal 27 al 29 agosto, ore 21 Via del Paleotto 1 Sul palco i sogni di un clown Marzabotto Visita agli scavi archeologici dell’antica città etrusca di Misa. Prenotazione obbligatoria al numero di telefono 051 916750. Casa del Paleotto 8 luglio, ore 21 Bimbi e accompagnatori possono fermarsi con il pigiamino a dormire sotto le stelle del Giardino del Guasto, in una notte a cura di Antonella Tandi. Area scavi archeologici Il mercatino del baratto Info: 051 4433307 Offerta libera Tanti incontri alla nuova Sala Borsa Cortile del Terribilia Officine Minganti Grazie, signora Thatcher! Via del Guasto 8 luglio, ore 17 Pinacoteca Nazionale Sarà Gino Paoli il protagonista L’odio delle banlieues 20 luglio, ore 16 Piccola storia di una macchia nera Parco 11 settembre 2001 Giardino del Guasto Via del Guasto Offerta libera Info: 339 5733829 Il re è disposto a tutto pur di entrare in possesso del Gorilla Quadrumano, un fantastico animale. Ma per riuscirci dovrà affrontare mille avventure. 15 agosto Festa di Ferragosto al Paleotto Casa del Paleotto Via del Paleotto 1 Ingresso gratuito Giochi con l’acqua, laboratori creativi, clownerie. Dalle 10 fino al tardo pomeriggio si fa festa con Ugo Paciugo alla Casa del Paleotto. A cura della compagnia ‘Rosaspina. Un teatro’ Via Riva Reno 72 Ingresso gratuito Info: 051 6493772 La poetica storia di una Macchia N e ra c uri o s a e se n si b i l e , a l l a ricerca di nuovi amici. A cura dell'associazione Baba Jaga. Lo spettacolo rientra nella rassegna ‘Sentieri nel parco’, in programma ogni domenica (con un incontro finale il 30 luglio), sempre alle 17.30. ‘On the road’ è realizzato in collaborazione con AGENDA (www.agendanet.it) Per segnalazioni e comunicati si può scrivere all’indirizzo email [email protected] o telefonare allo 051 330155. piazza grande • n°146 • 07/08.08 15 Informazioni e punti di ascolto 1. Comune di Bologna, Servizio Sociale Adulti Per tutti gli adulti in difficoltà, dai 18 ai 65 anni. Via Sabatucci, 2. Tel. 051/245156. Aperto dal lunedi al sabato dalle h.9 alle h.13 2. Associazione Posto d’Ascolto ed Indirizzo Città di Bologna. Informazioni relative a dormitori, mense, docce. 1° binario Stazione Centrale - Piazza Medaglie D’Oro, Tel. 051/244044. Dal lun al ven, h.9-12, 15-18, sab h.9-12 1. Lista per entrare nei dormitori. Per le persone che vogliono essere inserite nella lista unica per l’accesso alle strutture di accoglienza notturna. Lun-Sab, h.10 13, presso il Servizio Sociale Adulti di via Sabatucci n.2 4. Centro di Ascolto Italiani della Caritas Adulti italiani in difficoltà, assistenza, informazioni e percorsi di reinserimento sociale. Via S. Alò n.9, Bologna. Tel. 051 221296, fax 051 273887. Lun, Mart, Merc, h.9-11.30. Giov, h.14-16.30 (senza appuntamento). 5. Centro di Ascolto Immigrati della Caritas Diocesana Ascolto, informazioni e assistenza per persone straniere. Via Sant'Alò 9, 40126 Bologna. Tel. 051 221296, Fax 051 273887 Lun 14-16; giov e ven 9-11.30 6. Servizio Integrazione Interculturale del Comune di Bologna Cittadini stranieri con permesso di soggiorno o in attesa di regolarizzazione. Informazioni e orientamento. Viale Vicini 20, Tel. 051/2195500. Lun h.9-13, mart e giov h.15-18, sab, h.9-13 7. Associazione L’Arca Ascolto e informazione per tutte le persone disagiate. Via Zago, 14, Tel. 051/6390192. Dal lun al ven h.15-19 8. Ufficio Casa Comune di Bologna Informazioni su bandi per la assegnazione della casa. Viale Vicini, 20 , Bologna. Tel. 051/2194332. Lun- ven, h.8,30-13, mart e giov, h.14.30-17 ----------------------------------------------------Aiuto e assistenza legale 8. Servizio Integrazione Interculturale del Comune di Bologna Consulenza ai cittadini stranieri. Viale Vicini 20, Bologna. Tel. 051/2195500. Lun h.9-13, mart e giov h.15-18, sab, h.9-13 Dove andare per... 1 4 . I s t i t u t o B e r e t t a Via XXI Aprile 15 ,Tel.051/6162211 Distribuzione numeri, dal lun al ven, h.8-9 e h. 14. Sab soltanto al mattino. Domenica pronto soccorso odontoiatrico h.8-13 1 5 . P o l i a m b u l a t o r i o A U S L Via Tiarini 10/12 Tel.051/706345. Dal lun al ven. Dalle ore 7.30 vengono distribuiti 10 numeri. ----------------------------------------------------Pasti gratuiti 7. Associazione L'Arca Via Zago, 14, Bologna. Tel. 051/6390192. Dal lun al ven, h.15.30-19 3. Centro Diurno Comune di Bologna Distribuisce pasti caldi su segnalazione dei Servizi Sociali. Via del Porto, 15/C, Bologna Tel. 051 521704. Tutti i giorni dell'anno h.12.30 - 18. 1. Centro Beltrame Comune di Bologna Distribuisce pasti caldi agli ospiti del centro stesso - Via F. Sabatucci, 2. Tel. 051 245073. 16. Oratorio di San Donato Tutte le domeniche mattina alle ore 10.10 colazione. Via Zamboni, 10, Bologna. Tel. 051/226310 17. Mensa dell'Antoniano Distribuisce pasti caldi (max 64). Tutti i giorni dale 11.30 alle 12. Si accede dopo un colloquio presso il Centro di Ascolto Antoniano in Via Guinizelli, 3 Bologna. Tel. 051/3940211. 4. Mensa della Fraternità Caritas Diocesana Fornisce pasti caldi. Via Santa Caterina, 8/A. Tel. 051/6448015. Tutti i giorni mensa h.18-19. 18. Punto d'incontro della Venenta Distribuisce alimenti. Via Serlio, 25, Bologna. Mart e Giov, h.10-12 19. Parrocchia Cuore Immacolato di Maria Distribuzione di cibo da cucinare. Via Mameli, 5, Bologna Tel. 051/400201. Mart, h.10-12, Ven, h.15.30- 17.30 22. Parrocchia S. Maria Maddalena Offre alimenti. Via Zamboni, 47. Tel.051/244060. Merc, h.10-12 Donato, 36. Tel. 051/244090. Dal Lun al Ven, h.1617.30 28. Parrocchia S. Giuseppe Cottolengo Distribuisce indumenti, Via Don Orione 1, Tel. 051/435119. A giovedì alterni, h.16-18 29. Parrocchia S. Giuseppe Lavoratore Distribuisce indumenti in genere. Via Marziale, 7, Tel.051/322288. Il primo e terzo mercoledì di ogni mese, h.15-17 23. Parrocchia S.S. Angeli Custodi Distribuzione abbigliamento. Via Lombardi, 37. Tel.051/356798. Tutti i merc, h.9-10. ----------------------------------------------------Dove dormire 1. Centro Beltrame Offre 115 posti letto. Via F. Sabatucci, 2. Tel. 051/245073. Si accede tramite la lista del Servizio Sociale Adulti, nell’ufficio adiacente. 30. Casa del Riposo Notturno M.Zaccarelli Offre 80 posti letto. Via Carracci, 69. Aperto h.19-8. Si accede tramite la lista del Servizio Sociale Adulti, via Sabatucci 2. 31. Opera di Padre Marella Offre 60 posti letto. Via del Lavoro, 13. Tel. 051/244345. Aperto h.8-17 25. Rifugio Notturno della Solidarietà Offre 30 posti letto a persone tossicodipendenti senza dimora. Via del Gomito, 22/2. Tel.051/324285 Aperto h.19-9.30. 32. Casa del Riposo Notturno Offre 32 posti letto per adulti italiani e immigrati con permesso di soggiorno e rifugiati politici. Via Lombardia, 36. Tel.051/493923.Si accede sulla base di una lista di accesso, cui ci si può segnare ogni sera dalle 19 alle 20 presso la sruttura. La permanenza massima è di una settimana dalla prima sera. 33. Struttura Madre Teresa di Calcutta Offre 19 posti letto per sole donne. Viale Lenin, 20. Tel.051/531742. Aperto h.19-9. Si accede tramite la lista del Servizio Sociale Adulti, via Sabatucci 2. ----------------------------------------------------Un servizio per i tuoi problemi 21. Parrocchia S. Maria della Misericordia Distribuisce razioni di generi alimentari. P.zza Porta Castiglione, 4. Tel. 051/332755. La distribuzione avviene al sabato munendosi alle ore 8.00 di un numero con cui si prenota il ritiro che avviene dalle h.9.30 alle 11. 9. Associazione Amici di Piazza Grande Onlus Assistenza e percorsi di recupero per senza fissa dimora. Via Libia, 69, Bologna. Tel. 051/342328. 23. Parrocchia S.S. Angeli Custodi Distribuzione generi alimentari. Via Lombardi 37, Tel. 051/356798. Lun e merc h.15 - 18, mart h.15 - 16. giov h.15 - 17. Venerdi centro d’ascolto h.15 - 17 3. Centro Diurno Comune di Bologna Accoglienza, relazione d'aiuto e ascolto, attività per il tempo libero e laboratoriali. Via del Porto, 15/C. Tel. 051/521704. Tutti i giorni h.12.30- 18. Associazione che si batte contro la tratta e a favore delle vittime della prostituzione. Ascolto, Counseling, informazioni legali e assistenza psicologica. Attivo un telefono acceso 24 ore su 24: 3929008001. Sito web: www.fioridistrada.it. Email: [email protected] Disagio relazionale A.S.P.I.C. Associazione per lo Sviluppo Psicologico dell'Individuo e della Comunità Servizio psico-socioassistenziale. Via De' Gombruti 18. Tel / Fax 0516440848. Il centro è aperto (previo appuntamento) dal lunedì al venerdi. Disagio psichico 39. Percorso vita Informazioni e assistenza a persone con disagio mentale e alle loro famiglie, attività culturali e ricreative, gruppi di auto-aiuto. Via Polese, 23. Tel/Fax 051/273644 Alcool Alcolisti Anonimi Gruppi di auto-aiuto. Tel. 335/8202228 Acat h.9 - 19, Cell. 3491744897 Carcere 40. A.VO.C. Associazione volontari carcere Attività in carcere, sostegno psicologico e sociale a detenuti ed ex-detenuti. Piazza del Baraccano, 2. Tel. 051/392680 41. Gruppo carcere del Centro Poggeschi Attività di animazione e lavoratori all'interno del carcere e progetti di inclusione sociale. Via Guerrazzi 14. Tel.051/220435 2 4 . U V a P A s s A (Unione Volontari al Pratello Associazione d'Aiuto) Attività pomeridiane presso l'Istituto Penale Minorile di via del pratello e la comunità per minori non accompagnati Il Villaggio. Info: [email protected] - cell. 3407640627, stefano. Tossicodipendenze 1. Drop In. Spazio dedicato all’accoglienza delle persone con problemi di tossicodipendenza. Lun - sab, h.1116 presso il Drop In di via Paolo Fabbri (cancello verde) 42. Il Pettirosso Comunità di accoglienza per tossicodipendenti e autoaiuto per familiari. Via dei Mattuiani, 1. Tel. 051/330239 dormire, mangiare, lavarsi, curarsi, lavorare. A Bologna 28. Avvocato di strada, Associazione Amici di Piazza Grande. Consulenza e assistenza legale gratuita per le persone senza dimora. Segreteria aperta tutti i giorni dal lun al ven, 9- 13.15 - 18 in Via Lodovico Berti 2/9, Bologna. Tel 051/397971. Cell.3939895695. Sportello penale tutti i lunedi dalle 15 alle 17, sportello civile tutti i giovedi dalle 15 alle 17. ----------------------------------------------------Unità di strada Unità di Aiuto del Comune di Bologna Intervento di strada con camper attrezzato. Tel. 051204308 Fax 051203799. Il servizio viene svolto tutti i giorni. Punti di sosta del camper: Piazza Puntoni, h.17-18, Via Bovi Campeggi, h.18-19 9. Servizio Mobile di Sostegno Associazione Amici di Piazza Grande Onlus. Informazioni, generi alimentari, abiti, panni o coperte alle persone che dimorano in strada. Tel.051/349383. Servizio attivo lun, merc e ven, h.21-24. Il giov h.9-12 ----------------------------------------------------Assistenza medica gratuita 10. Poliambulatorio Biavati Visite mediche gratuite per persone non assistite dal Servizio Sanitario Nazionale e persone in stato di grave indigenza. Strada Maggiore, 13m Bologna. Tel.051/226310. Aperto tutti i giorni h.17.30 - 19 (senza appuntamento). 11. Croce Rossa Italiana Somministrazione farmaci, attrezzatura ortopedica e occhiali. Via del Cane, 9. Tel. 051/581858. Lun, Merc, Ven, h.8-14. Mart, Giov, h.8-17 12. Sokos Visite mediche gratuite per immigrati privi di assistenza sanitaria, persone senza fissa dimora e tossicodipendenti. Si prescrivono visite specialistiche, farmaci ed esami. Via de' Castagnoli 10. Tel. 0512750109. Lun h.17-19.30. Merc, h.16-19, sab, h.9-11.30 13. Centro per la salute delle donne straniere e dei loro bambini Vengono erogate prestazioni a donne e bambini stranieri. Poliambulatorio Zanolini, Via Zanolini, 2. Tel. 051/4211511. Lun, h.12-18. Mart, h.15-19. Giov, h.12-19. Ven, h.10.30-14 Urgenze odontoiatriche ----------------------------------------------------Bagni e docce calde 4. Centro S. Petronio Caritas Diocesana Servizio docce Via S. Caterina 8/A Bus 20-21 Tel. 051/6448015. Prenotazione alla mattina h.9-11.30. Gli stranieri debbono prenotare il Mart mattino per usufruire dei servizi il Mart e il Merc dalle 14 alle 15. Gli italiani debbono prenotare il Ven mattino o Lun mattino per usufruire dei servizi il Lun dalle 14 alle 15. Le donne, italiane e straniere, usufruiscono del servizio il Giov, dalle 14 alle 15. 24. Bagni pubblici Toilette e servizio gratuito di lavanderia, con lava-asciuga, per persone senza fissa dimora. Piazza IV Novembre Tel. 051 372223. Aperto sempre h.9/20 1. DROP IN Servizio docce per persone senza dimora tre giorni a settimana. Aperto dal lun al ven h.11-16. Via Paolo Fabbri, di fronte al 172. Tel. 051 4210722. ----------------------------------------------------Distribuzione abiti 17. Antoniano Fornisce vestiario. Via Guinizelli, 13. Tel. 051/3940211.Merc e ven, h.9.30-11.30. Tel. 051/244044 7. Associazione L'Arca Fornisce vestiario a chi si presenta direttamente. Via Zago, 14. Bus 38, Tel. 051/6390192. Dal lun al ven, h.15.30- 19 26. Opera San Domenico Distribuisce vestiario a max 25 persone ogni giorno. Piazza San Domenico, 5/2 Tel. 051/226170. Lun e giov, h.8-10 19. Parrocchia Cuore Immacolato di Maria Distribuzione vestiario. Via Mameli, 5. Tel. 051/400201. Tutti i Merc, h.9-11 27. Parrocchia S. Egidio Distribuzione vestiario. Via S. Centro accoglienza La Rupe Promozione sociale e progetti di inserimento lavorativo per persone con problemi di marginalità. Via Rupe, 9. Sasso Marconi. Tel. 051/841206. 35. Laboratorio Abba-Stanza Destinato a persone senza fissa dimora e individui con gravi disagi sociali. Via Della Dozza, 5/2. Tel/Fax 051/6386000. Cittadini Stranieri NUMERO VERDE SERVIZIO SANITARIO Servizi plurilingue di informazione e mediazione culturale - 800 663366 36. Ufficio Stranieri della CGIL. Via Guglielmo Marconi 69 - Tel 0516087190 Fax 051251062. Lun-ven, h.9-13, 15-18. Il sab, h.9-13 Maternità 37. SAV, Servizio Accoglienza alla Vita Via Irma Bandiera, 22. Tel. 051/433473. Dal lun al giov, h.9.30-12.30 e h.15.30-17.30 Comunità S.Maria della Venenta Onlus Accoglienza in comunità e in case famiglia di ragazze madri. Via della Venenta, 42/44/46. Argelato (Bo) Tel. 051/6637200. Aperta tutto l'anno Donne che hanno subito abusi e violenze 38. Casa della Donna per non subire violenza Ascolto, assistenza psicologica e legale, ospitalità temporanea, gruppi di auto-aiuto e sostegno. Via Dell'Oro, 3. Tel. 051/333173. Lun-ven, h.9-18 S.O.S. Donna NUMERO VERDE 800 453009 Linea telefonica contro la violenza, fornisce informazioni, aiuto, consulenza ed assistenza psicologica e legale. Tel. 051/434345 fax 051/434972. Lun, mart e ven, h. 20-23, giov, h.15-17.30 Fiori di strada S.A.T. Servizio Accoglienza Tossicodipendenti. Presso Casa Gianni, Via Rodolfo Mondolfo, 8. Tel. 051/453895. Aperto tutti i giorni previo appuntamento. Aids Telefono verde Aids della Ausl Bologna:800 856 080 43. C.A.S.A. Centro Attività Servizi della USL Bologna Informazioni e servizi sanitari a persone affette da HIV e sieropositive. Via S. Isaia, 90. Tel. 0516494521. Dal lun al ven, h.8-14. 44. ANLAIDS Gestisce una Casa Alloggio, un centro diurno per persone con Hiv e sieropositive ed una linea telefonica per informazioni e supporto con esperti. Organizza gruppi di auto-aiuto e laboratori artigianali gratuiti. Via Irnerio, 53. Tel. 051/6390727. Per informazioni e aiuto sulla malattia 051/4210817 - La linea funziona lun, mart e giov, h.16-20. La sede è aperta dal lun al ven, h.9-13 45. IDA Iniziativa Donne Aids Informazione, prevenzione e tutela dei diritti per persone con Hiv, AIDS e persone detenute. Via San Mamolo, 55. Bus 29-30 Tel/Fax 051/581373. Cell. 339/8711149 46. LILA Lega Italiana per la Lotta contro l' AIDS. Ascolto, accoglienza, informazioni, assistenza, centro di documentazione e consulenza legale e previdenziale. Via Agucchi, 290/A. Tel. 051/6347644 - 051/6347646. Info: 051/6350025 (lun, merc, ven, h.18.30-20)