Casa - Residenza - Politiche Sociali - Immigrazione - Diritti - Dal 1993, il giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora
proposta indecente
L’inchiesta del mese
“Bologna e la sicurezza”
pag. 4/7
Schediamoli tutti
“Piazza Grande
ai mondiali antirazzisti”
pag.8
“Il tuo 5x1000 a
Piazza Grande”
pag 13
“On the road.
Gli appuntamenti del mese”
pag 14, 15
come i tassisti bolognesi.
etnica. Piazza Grande è senza dubbio in
talmente alto da far desistere lo Stato dal
Come avevamo anticipato nel numero di
confermarci che questo interesse è
schedatura biometrica non solo viola i
parlato, il limite della decenza politica si è
impegnato anche in questo mese, ne
La proposta del Ministro degli Interni di
Dicevamo che il tema meritava un
fanno saltare dalla sedia, ma verrà
L’unica utilità di questo provvedimento è
ad allargare il coro variegato delle voci
approvata, dal Parlamento.
italiani un boccone altisonante e sensa-
ra., puntando l’attenzione anche su due
A sobbalzare per fortuna sono stati in
sfuggiranno.
coinvolgendo personaggi autorevoli come
le proteste contro una proposta che
giugno, l’inchiesta sulla sicurezza ci ha
abbiamo prodotto una seconda puntata.
approfondimento, abbiamo provato allora
che esprimono la loro idea di città sicuquartieri, Borgo Panigale e il Pilastro,
il nuovo questore e testimoni privilegiati
La cronaca politica nazionale non fa che
giustificato.
schedare i minori rom è di quelle che
comunque discussa, e probabilmente
tanti, in questi giorni non sono mancate
emana un netto fetore di discriminazione
quella lista e ci preme aggiungere che la
diritti umani fondamentali, ma costituisce
un inutile spreco di risorse.
dare in pasto alla xenofobia diffusa degli
zionalistico: schediamoli tutti e non ci
Non conosciamo i dati, ma probabilmente
il costo di un’operazione simile sarebbe
portarlo a termine. Ma intanto se ne è
spostato (più in basso), e il Governo ha
fatto la sua sterile manifestazione di
muscoli. L’emergenza rom (una determinazione particolare dell’emergenza sicurezza) si gonfia nonostante l’Italia sia al
quattordicesimo posto tra i paesi europei
per il numero di rom presenti sul territo-
rio nazionale: sono 150-170.000, rispetto
agli 800.000 della Spagna, i 300.000 di
Francia e Inghilterra (dati pubblicati da
Redattore sociale) .
- Segue a pag 2
PRODURRE QUESTO GIORNALE COSTA 0,50 EURO • QUELLO CHE DATE IN PIU’ E’ IL GUADAGNO DEL DIFFUSORE
QUALSIASI RICHIESTA DI SOLDI AL DI LA’ DELL’OFFERTA LIBERA NON E’ AUTORIZZATA
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piazza
G rande
Giornale di strada di Bologna
fondato dalle persone senza dimora
“Tendere un giornale è meglio
che tendere una mano”
***
Proprietà
Associazione Amici
di Piazza Grande Onlus
Direttore Responsabile
Leonardo Tancredi
Caporedattore
Jacopo Fiorentino
***
Redazione
via Libia, 69 40138 Bologna
Tel. 051 342328
Fax. 051 3370669
Ai lettori
Come di consueto in numero di luglio di
Casalecchio di Reno i mondiali antirazzi-
mesi fino a fine agosto. L’inchiesta dil
Milano i prossimi mondiali di calcio dei
Piazza Grande rimarrà in strada per due
questo mese è l’ideale proseguimento
del nostro lavoro dello scorso numero
perchè anche questa volta abbiamo scelto di occuparci del tema della sicurezza.
Nelle pagine dell’inchiesta trovate, tra le
altre cose, la storia della “ronda” di
anziani autocostituitasi a Borgo Panigale,
l’intervista al Questore di Bologna e ai
tassisti che incessantemente girano per
la città.
sti di calcio, e perchè si terranno a
senza tetto.
A pag 10 e 11 trovate i nostri consigli
per le letture dell’estate.
l’ormai consueta rubrica “On the road”,
con gli appuntamenti culturali del
prossimo mese.
Buona lettura e buone vacanze!
vate, una volta tanto, molto sport.
pag 12
- La pagina dell’Associazione
pag 13
***
Tipografia Nuova Cesat Firenze
Registrato presso il Tribunale
di Bologna il 15/09/1995 n°6474
2 piazza grande • n°146 • 07/08.08
- L’inchiesta del mese
- La città migrante
Idea Grafica:
Jacopo Fiorentino
Bologna
01.07.2008
Anno XV - Numero 146
16 pagine
pag 3
pag 10, 11
***
***
- Accade davvero
- La cultura è nelle spiagge
Distribuzione
Antonino Palaia
Immagini
La foto in prima pagina
è di Marika Puicher
pag 2
pag 8, 9
***
***
- Ai lettori
.- Sport e diritti
Questo perchè a luglio si terranno a
[email protected]
Hanno collaborato a questo
numero:
Paola Faranda, Gianni De Vincentis
Agenda, Sara Visintin, Salvatore
Ognimè, Vincenzo Conte, Anna
Trotta.
pag 1
pag 4, 5, 6, 7
Nelle pagine che seguono l’inchiesta tro-
www.piazzagrande.it
***
- Bologna e la sicurezza
A pagina 14 e 15, invece, pubblichiamo
***
In Redazione:
Mauro Picciaiola, Marinella Elia,
Carlotta Zarattini, Clementina
Pigoni, Gabriella Penna, Filippo
Pavoncelli, Giuseppe Mele, Marika
Puicher, Alessandro Casadio,
Salvatore Giampiccolo, Giulia
Lasagni.
Sommario
- Gli appuntamenti del mese
pag 14, 15
ATTENZIONE!!
Piazza Grande cerca disegnatori, fumettisti e affini.
Contattateci senza esitazioni chiamando lo 051342328, o
scrivendo a [email protected]
- Dove andare per
pag 16
- segue da pag 1
operatori sociali, volontari, associazioni
Eppure vendeva il giornale in quel luogo
Eppure gli italiani sono i più spaventati
si occupano dell’integrazione scolastica
tutti.
d’Europa. I rom da noi sono pochi ma cattivissimi?
Conoscere le condizioni di vita nei campi
nomadi di uomini e donne, maggiorenni e
minorenni è un passo necessario per
approntare le strategie più adatte a favorire il loro l’inserimento sociale e, di conseguenza, minare le basi dei comportamenti criminosi.
Ma una schedatura a tappeto non pare la
via migliore per raggiungere questo risul-
tato, meglio sarebbe sostenere il lavoro di
che frequentano i campi ogni giorno, che
dei minori, dell’accompagnamento al lavo-
da anni ed era conosciuta e ben voluta da
ro e ai servizi sociali e sanitari.
Sappiamo bene che il comportamento dei
Queste sono azioni concrete, la schedatu-
le, vi chiediamo di collaborare, di chia-
ra delle impronte è solo polvere negli
occhi.
E gli effetti di questo clima cominciano
essere evidenti: una donna serba di circa
sessant’anni, una delle prime venditrici di
Piazza Grande è stata aggredita verbal-
mente da una guardia giurata in servizio
nostri diffusori non è sempre irreprensibimarci per segnalare eventuali molestie o
comportamenti sgradevoli, siamo pronti a
fare da mediatori. Proviamo a essere
costruttivi.
di Leonardo Tancredi
[email protected]
presso un supermercato, in modo tanto
violento da procurarle uno svenimento.
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Accade
d@vvero
Dal nostro sito, una rubrica che parla di casa, nuove povertà, diritti, immigrazione. A Bologna e non solo
08.06.08
di fronte alla sede del Comune di
di Mariano Tuccella
nione del consiglio. Motivo della pro-
Bologna: condannato l’assassino
Il primo ottobre 2007 Mariano
Tuccella, un clochard cinquantenne
originario
della
provincia
di
Campobasso, era stato aggredito in
prossimità del mercato delle Erbe nel
centro di Bologn. Dopo qualche giorno di coma l'uomo era deceduto. A
causarne la morte le botte subite da
Vincenzo D'Amore, 20 anni di
Palermo, che lo aveva preso di mira.
ADesso il Gup di Bologna, Alberto
Gamberini, ha condannato il venten-
ne a nove anni di reclusione con il
rito abbreviato. Il pm Enrico Cieri
aveva chiesto 11 anni di carcere.
D'Amore, pentite e disperato, ha
pianto amare lacrime durante tutta
l'udienza e, tramite il suo legale
Silvia Pirri, si è proposto per una
Toronto, mentre era in corso una riutesta la chiusura di un rifugio per
homeless da 65 posti letto. Gaetan
Heroux, un attivista del gruppo, ha
cercato di entrare negli edifici di City
Hall per parlare con il sindaco David
Miller, ma al suo ingresso la polizia lo
ha bloccato con un’ordinanza che gli
proibisce di avvicinarsi per un anno
non solo alla sede del Comune, ma
parte civile l'associazione "Avvocati
di strada".
D'Amore, la sera dell'aggressione,
aveva bevuto troppo in un'osteria di
vi del Pratello. Era la prima volta che
beveva la tequila bum bum che gli
aveva dato letteralmente alla testa.
Il giovane palermitano aveva raccon-
stato.
«Volevamo incontrare il sindaco
Miller - spiega al Corriere Canadese
A.J. Withers, organizzatrice del grup-
po - perché da ieri mattina mancano
in città 65 posti letto del centro
University Settlement di Grange
Street per ristrutturazioni, quindi noi
due anni in città abbiamo perso oltre
le multe alle persone che vivono per
strada sono aumentate del 288 per
cento negli ultimi tre anni. Invece di
aiutarci, ci multano. Ieri abbiamo
chiesto un incontro anche con i con-
siglieri, ma loro si sono rifiutati di
vederci. Ci hanno detto che ci avreb-
picchiandolo tanto forte da mandarlo
in coma. Insieme a D'Amore c'erano
un minorenne e un terzo amico che,
però, non aveva partecipato all'aggressione.
Povertà, attivista arrestato a City
Hall
È finita con un arresto la protesta
zione sulla condizione degli homeless
in città. «Volevamo preparare un
posto sicuro per la serata perché pioveva - continua a raccontare A.J.
Withers - ma i poliziotti ci hanno
detto di allontanarci e hanno tagliato
sono stati assegnati venti giorni di
cure.
@@@
20.06.08
trovano in questa condizione di disagio.
dichiarato di sentirsi vittima degli
nelle proprie autovetture all’interno
delle aree di parcheggio di sicurez-
che aveva una casa normale… una
@@@
vita normale. In questo Paese la
stragrande maggioranza delle perso-
27.06.08
Usa: Dalla casa a 4 stanze alla
casa a 4 ruote
ne non si rende conto di quanto sia
vicino il baratro della miseria”.
Il quotidiano inglese The Guardian e
@@@
altri media statunitensi hanno
pubblicato un’inchiesta sul fenomeno
divenendo un’autentica piaga sociale
che ha stupito non poco gli stessi
di dibattiti televisivi molto seguiti dal
pubblico.
Si è appurato infatti che il fenomeno
sta
colpendo
30.06.08
A cena con il finanziere...
per beneficenza
Omaha (Nebraska). Oltre 2 milioni di
dollari per una cena con Warren
Buffett. L'asta on line, alla sesta edizione e come nelle precedenti destinata a raccogliere soldi da destinare
in beneficienza, si è chiusa con un
sempre
di
più
nuovo record: 2.110.100 dollari, il
triplo dei 650mila dello scorso anno.
professionisti della middle class
americana, che travolti dalla crisi di
questi ultimi mesi si vedono costretti
quattro ruote, perché la scelta obbli-
ti.
la sicurezza fisica di coloro che si
za… sono come me. Gente normale,
un rifugio temporaneo sul suolo pubper aver cercato di bloccare gli agen-
a disposizione per garantire almeno
eventi. “ Le persone che dormono
Si passa in questo modo dalla casa
blico. Una persona è stata arrestata
Santa Barbara ( California) ha messo
trasportato in ospedale, dove gli
lesioni personali. L'aggredito è stato
mezzanotte, perché i manifestanti
non avevano il permesso di montare
passa le notti in uno dei 12 parcheg-
Guy , nell’intervista concessa, ha
sotto la pioggia di notte». La polizia
ha sgomberato il tendone, intorno a
poi pignorata e messa all’incanto.
ne, è stato bloccato e arrestato per
a rinunciare alle loro abitazioni.
poverty di fronte a City Hall. Ieri
coalizione anti-povertà si sono riuniti
zio di nettezza urbana ora in pensio-
autori e che ha innescato una serie
della Ontario coalition against
mattina una ventina di membri della
L'aggressore, un ex autista del servi-
riuniti nel parco Allan Gardens, tra
ancora dentro. Così siamo rimasti
26.06.08
uomo che ne picchiava selvaggia-
Dal reportage è emersa un realtà
la tenda mentre alcuni di noi erano
@@@
un'auto del Nucleo operativo del
polizia. Sabato scorso, una quaranti-
Jarvis e Dundas, per una manifesta-
mobili della abitazione che gli è stata
gi di sicurezza che la Municipalità di
negli States.
chiesto del denaro tirandolo per la
genza è stato costretto a vendere i
male servizio di guardia, gli agenti di
binieri di passaggio. Durante un nor-
È la seconda volta in pochi giorni in
cui il gruppo si è trovato di fronte alla
Per far fronte alla situazione d’emer-
Ora vive nella sua autovettura e
bero arrestato e così siamo andati
via».
seguito alla crisi dei subprimes.
degli agenti di una pattuglia di cara-
dei “ senza fissa dimora” che sta
na tra attivisti e senzatetto si sono
maglia e lui, ubriaco, aveva regito
solo grazie al tempestivo intervento
chiediamo che il sindaco lo sostitui-
tato che il senzatetto, in prossimità
del mercato delle Erbe, gli aveva
Roma, a Cagliari ed è stato salvato
mente un altro, accasciato a terra.
300 posti, migliaia di pasti l’anno, e
era stata ammessa, invece, come
vittima di un brutale pestaggio in via
di allontanarsi, la polizia lo ha arre-
Quando Gaetan Heroux si è rifiutato
provvisionale di 100 mila euro al fracivile nel processo. Al processo non
Un uomo senza fissa dimora è stato
comando provinciale ha notato un
sca e trovi altri 65 posti. Non solo, in
tello di Tuccella, costituitosi parte
dormiva in strada
anche a Nathan Phillips Square.
futura tività di assistenza ai senzatetto. Il gip ha riconosciuto anche una
Cagliari, pestato un clochard che
c o n q u a t t r o s t a n z e alla casa su
gata per chi vede la propria abitazio-
ne messa all’incanto è giusto quella
di andare a vivere nella propria
autovettura, o se si è fortunati, nel
L'anonimo vincitore si è aggiudicato
una cena da consumare con il finanziere Buffett, l'uomo più ricco
d'America, in una steakhouse di New
York. Volendo, potrà portare a tavola
con sè fino a sette amici. I 2 milioni
abbondanti di dollari andranno alla
Glide Foundation, associazione che si
occupa dei poveri e dei clochard di
San Francisco.
proprio camper.
Guy Trevor è un architetto d’interni
che ha perso il proprio lavoro in
a cura di Jacopo Fiorentino
[email protected]
piazza grande • n°146 • 07/08.08 3
L’inchiesta del mese
La
“Primavera”
di Borgo
Panigale
La notizia che a Borgo Panigale
fossero attivi dei gruppi di cittadini
che la sera pattugliavano la città ci
aveva messo in allarme e scoprire
di che si trattava ci era sembrato
doveroso. A Borgo Panigale è attivo
un gruppo di cittadini che la sera
pattuglia il quartiere. Se ne è par-
lato tanto, ma abbiamo preferito
comunque andare a scoprire di persona di che si tratta.
Siamo arrivati a Borgo Panigale e in
particolare al villaggio Ina, con il sole
che picchiava forte, il mercatino tra le
case era quasi in dismissione, mamme
e bambini in giro tra le bancarelle,
un’atmosfera molto tranquilla e persone di provenienze diverse sedute sulle
panchine che discorrevano tra loro
amabilmente.
Vladimiro Luti ci aspetta al capolinea
del 13, è un signore alto e ben piazzato
dall’aspetto bonario. È lui il coordinatore del gruppo.
Ci fa strada verso la sede del sindacato
pensionati che, ci ha spiegato, ospita il
gruppo Primavera, cosi si chiama que-
sto organismo di recente costituzione,
ci spiega anche che noi siamo gli ultimi
di una lunga serie di giornalisti che li
hanno assediati per giorni.
“Nelle prime settimane Sky, Canale 5,
il Corriere, il Carlino, Rete4, soprattutto
rete 4, ci hanno tormentato.” Ci dice il
coordinatore.
Il fatto è che il loro gruppo è diventato
attivo in prossimità delle elezioni in una
città tradizionalmente di sinistra come
Bologna e questa circostanza non poteva che alimentare polemiche e stru-
mentalizzazioni.
Gli chiediamo subito come mai e quando si è pensato a questa forma di con-
trollo del territorio.
Il viso del signor Luti si compone in
un’espressione suggestiva e anche
quello che dice si colora cinematograficamente: “Questo non è il Bronx”, gli
chiediamo cosa intende e lui ci dice con
decisione che il quartiere è molto tran-
quillo, non si sono verificati episodi
gravi ma ci racconta che in seguito a
fatti spiacevoli, il furto con destrezza
degli incassi di due esercizi pubblici, gli
abitanti erano un po’ in allarme. Da qui
il mobilitarsi di cittadini e istituzioni e la
nascita del Gruppo Primavera che gode
dell’appoggio del quartiere e dell’assessorato affari generali e istituzionali del
comune di Bologna nella persona
dell’Assessore Libero Mancuso.
In particolare le risorse arrivano ai
volontari dal bilancio di quartiere,
anche se, va detto, le risorse si riducono a ben poco, se sono armati solo di
telefono cellulare e la divisa è una sem-
plice giacca imbottita con distintivo per
4 piazza grande • n°145 • 06.08
l’inverno e una polo azzurra, sempre
Foto. Veduta dall’alto di Borgo Panigale
decisa: “Già il nome stesso fa vedere la
neutro.
ronda parla di “servizio armato svolto
bilanci l’attività è partita il 2 aprile,
fregiata di distintivo, d’estate.
differenza, il Devoto-Oli sotto il termine
Ma ci chiediamo è possibile che la per-
da due o più militari per compiti di poli-
derivare ai cittadini di borgo panigale
meno abbiamo compiti di polizia”.
Comunque, ancora non si possono fare
quando ormai le giornate si stavano
zia” e noi non siamo armati né tanto
allungando e quindi il sopraluogo veni-
sticamente in una fisiologica anorma-
Si definiscono dei semplici “passeggia-
stava più all’aperto.
destrezza ci sono sempre stati e allora
strati, non mettono le mani addosso.
E in effetti l’occupazione del territorio
cezione della scarsa sicurezza possa
da due fatti che possono rientrare statilità? Ovvero dei piccoli furti con
perché tutto questo allarme sociale?
Ad ogni modo, da questi due episodi si
tori”: non arrestano, non sono paleHanno un compito civico in senso
ampio, che va al di là delle ore serali
va effettuato quando ancora c’era luce,
le serate erano più tiepide, e la gente
da parte dei cittadini dissuade gli sban-
dati a delinquere e questa di per sé è
un’indicazione di come si possa vincere
arriva alla costituzione del gruppo e si
perché hanno un grosso radicamento
tore, anche per il suo passato nella
lo su tutto lo spazio urbano che presi-
ri.
siano svuotati, che i segnali stradali
La sera, anche prima che scoppiasse il
siano
per cercare un po’ di refrigerio, il quar-
sceglie il Vladimiro Luti come coordinapolizia municipale.
Sono 22 pensionati e non sono tutti alti
come il loro coordinatore, né sono palestrati o campioni di lotta, ma un manipolo di “giovani” pensionati al servizio
sul territorio quindi operano un controldiano: controllano che i cassonetti
siano in ordine, che i tombini non
ecc.
otturati durante gli acquazzoni.
Si sono definiti “ cittadinanza parteci-
della comunità.
pata”.
Prima che il progetto parta, si sotto-
A questo punto gli facciamo una
formazione ( polizia di stato, carabinie-
succede se vi trovate a fronteggiare un
pongono a una lunga e approfondita
domanda che ci appare naturale: “che
il degrado e superare l’insicurezza.
Semplicemente rivitalizzando i quartie-
caldo e ci fosse la necessità di uscire
tiere si animava anche, i bimbi stavano
a giocare ai giardinetti e gli anziani
sulle panchine a scambiare due chiacchiere.
Il sig. Luti ci racconta un episodio. “Una
sera durante il consueto percorso di
episodio più brutale e che necessita di
controllo i tre nostri eroi passano nei
delle indicazioni precise sul comporta-
rimento ad uno stupro per esempio o
la porta è aperta, entrano e interroga-
spiacevoli.
di Verona?
ri, guardia di finanza e polizia munici-
pale) e sarà lo stesso Luti
a fornire
mento da tenere in caso di episodi
Si raccomanda
a tutti la prudenza, di
munirsi di grande spirito di osservazio-
ne, dovendo fornire alle autorità più
dati possibili intorno agli eventuali
delinquenti pizzicati sul fatto.
Sono squadre di tre che, dalle 19 alle
un intervento immediato?” Faccio rifead un episodio di pestaggio tipo quello
“Qui interviene il senso civico di ciascu-
no e la risposta è personale come è
originalità e lei prontamente risponde
che ora è più tranquilla…tanto ci siete
voi che passate!”.
Al di là di questo fatterello di cronaca
specifica attività che ci troviamo a svol-
ci
gere nel gruppo”. La risposta non lascia
spazio a dubbi ma a qualche perples-
sità sì.
mana, in giro per il quartiere, principal-
questo organismo la cittadinanza
mente sotto i portici dove sono avvenu-
no la proprietaria sul perché di questa
personale il modo di reagire a questo
tipo di stimoli, anche al di fuori della
20,30, nell’orario di chiusura dei nego-
zi, si avvicendano una volta alla setti-
pressi di un negozio e si accorgono che
Forse, pensiamo, con la costituzione di
potrebbe, nel sentirsi più protetta,
familiare, alle nostre insistenze perchè
fosse raccontato qualche episodio
particolare, accaduto in questi due
mesi, che ci possa illuminare sul reale
vantaggio che una operazione del
genere possa apportare alla collettività,
il coordinatore del gruppo nicchia, non
si sbilancia, non sappiamo se perché
ti i due episodi incriminati, ma anche
accampare delle pretese che, in casi
realmente non è successo nulla oppure
coop non vanno perché lì c’è la “sicu-
richiedere un comportamento meno
potrebbero rivelarsi affrettati.
alle scuole, per i giardinetti, solo alla
come quello ipotizzato, potrebbero
rezza” privata dell’iper mercato.
prudente, più aggressivo.
Ma come mai questa iniziativa? Non
Come dire, dal momento che si è venu-
con le ronde padane?
sovrintende alla sicurezza ci si potreb-
avete paura che possa essere confusa
Il sig. Luti prende subito una posizione
to a creare un organismo ufficiale che
be aspettare da esso un comportamen-
to consono, quindi più attivo, meno
perché non vuole dare giudizi che
di Marinella Elia e Giulio Centamore
Insicurezza
reale e
percepita.
Intervista al
questore di Bologna
Dallo scorso 21 aprile Bologna ha
un nuovo questore. Luigi Merolla,
dopo quasi cinque anni a Verona, è
arrivato in piazza Roosevelt.
Capire che idea ha della sicurezza
l’uomo che dirige l’attività della
polizia di Stato sul territorio è
importante anche per delineare
meglio lo scenario futuro del rapporto tra allarmi securitari e risposte delle forze dell’ordine.
Al questore Merolla abbiamo chiesto cosa intende quando parla di
sicurezza e se ritiene Bologna una
città sicura.
“L’idea di sicurezza di cui parliamo è
quella urbana perché oggi come oggi ci
sono svariate forme di sicurezza
necessarie ad assicurare quella
equazione che è alla base
dell’ordinamento democratico, cioè
sicurezza uguale libertà. Quindi per
poter essere liberi si deve essere
effettivamente sicuri nello svolgimento
delle proprie incombenze quotidiane, si
deve essere sicuri sul lavoro, vediamo
che nel nostro paese il maggior numero
di tragedie colgono il cittadino nel
momento in cui diventa lavoratore.
Calando questo discorso generale sul
particolare bolognese, partiamo con una
nota positiva cioè che è una società
questa che non è afflitta, come altre
province italiane soprattutto del sud,
dalla criminalità organizzata. Ciò non di
meno essendo una provincia molto ricca
e piena di risorse è sicuramente una
provincia appetibile per le organizzazioni criminali in termini di riciclaggio di
denaro proveniente da attività illecite.
Per cui pur partendo da questo profilo
di soddisfazione teniamo alto un livello
di guardia per vigilare che non ci siano
infiltrazioni di organizzazioni mafiose
nel tessuto sociale.
Fin qui tutto bene. Ma questa città
ha dei problemi specifici rispetto
alla sicurezza?
Il problema di Bologna da qualche
tempo a questa parte resta quello della
criminalità diffusa la cui incidenza,
estremamente elevata nelle rilevazioni
statistiche, fa sì che la qualità della vita
bolognese che sotto altri aspetti è molto
alta, abbia delle considerazioni negative. Questa criminalità diffusa è determinata da un elevato numero di delitti
denunciati che nel solo 2007 sono stati
circa 79000 nella provincia di Bologna.
Delitti in quanto somma di tutte le tipologie delittuose, dall’omicidio alla truffa
informatica. Un totale così ampio di
reati che non sono di gran conto per la
società nel suo complesso, ma che incide
fortemente su quella che è la percezione di sicurezza dei cittadini. Si tratta di
una somma di furti in appartamenti, di
furti su auto dove un ladro per rubare
pochi spiccioli rompe il vetro della macchina procurando un danno economico
considerevole. Furti in appartamenti
non ricchi ma modesti che sono quelli
che maggiormente si prestano alle offese di questo tipo di ladro che entra sottrae gli oggetti d’oro appartenenti alla
famiglia e scappa via con un bottino che
non è
sicuramente ingente, però è quanto
queste persone avevano e incide sul
loro patrimonio d ricordi e così via.
Parlo di un elevato numero di borseggi,
che magari possono essere di poco
conto come la cifra destinata alla spesa
quotidiana di una massaia o di grandi
entità come quella della pensione.
In questo quadro qual è il peso del
cosiddetto degrado urbano?
A quanto detto, si aggiunge che alcune
zone della città capoluogo in particolare
vengono percepite come degradate dai
cittadini che vi abitano a causa delle
trasformazioni epocali accelerate negli
ultimi anni: negozi mutati nella loro
conduzione, soggetti stranieri che si
sono sostituiti agli esercenti precedenti,
presenze nell’ambito della zona
Un vecchhio sgombero di Via Casarini. Foto di Jorge Dan Lopez
universitari di giovani che sono sempre
in cambiamento extracomunitari sbandati che vivono di espedienti e che pur
non commettendo reati ma per il solo
fatto di stare seduti per strada a chiedere
l’elemosina ingenerano un senso di
timore nei cittadini. Quindi a quella che
è una percezione di insicurezza concreta
si affianca anche quella che è una
percezione di insicurezza che non ha
delle rispondenze reali in termini di
reati subiti. La somma di questi fattori
dà la fotografia della Bologna di oggi.
È opinione diffusa che esista un
rapporto tra i cambiamenti sociali
di cui lei parla e l’aumento della criminalità diffusa. Si tratta solo di
luogo comune e pregiudizio oppure
rilevate un nesso reale nella vostra
attività di controllo del territorio?
Il rapporto esiste nel senso che è innegabile che tra le persone denunciate e
le persone arrestate è alto il numero di
immigrati; è anche vero però che è
molto alto il numero di immigrati clandestini. L’immigrazione rappresenta
sicuramente un fattore di cambiamento
nello scenario delle nostre città, ma è
anche un evento inarrestabile perché è
connesso alle dinamiche della vita
moderna e di un mondo in cui le distanze si sono andate accorciando.
L’importante è riuscire ad assorbire e
canalizzare nella legalità del lavoro e
dei comportamenti gli immigrati e quindi prendere la parte migliore dell’immigrazione stessa e tenere lontana la
parte incline alla delinquenza.
In un’intervista che ci ha rilasciato
recentemente, l’Assessore Libero
Mancuso diceva che uno dei fattori
che genera la percezione di insicurezza è l’indebolimento della coesione sociale per cui Bologna era
famosa in Italia. In questi primi
mesi in città ha avuto modo di farsi
un’idea a proposito?
Sicuramente io non ho un’idea diretta
perché sono a Bologna solo dal 21 aprile, però dai racconti che sento e dalle
conoscenze pure esterne, perché vivevo
in Italia e non all’estero, so che c’è
stata una città più coesa e con un grande senso civico che si è costruito negli
anni che non si è perso, ma si è diluito
L’inchiesta del mese
anche con il diventare la città più anziana rispetto al passato. Se si potesse
vedere la composizione anagrafica di
100 cittadini in 40 anni, dal 1968 a oggi
e adesso, si vedrebbe che probabilmente quella era una città più giovane con
una presenza di lavoratori più alta; oggi
invece sono le fasce più anziani quelle
più elevate e che tendenzialmente sono
portate a sentirsi più deboli, più impressionabili. Perché poi per il resto l’università è la più antica del mondo ha sempre rappresentato una caratterizzazione
della diversità di Bologna rispetto a
altre aree metropolitane del Nord Italia.
Certo ci sono alcuni fenomeni di costume che sono maggiormente accentuati
al giorno d’oggi, quali la maggiore inclinazione della popolazione giovanile e
dei fuori sede alle droghe al consumo di
sostanze, rispetto a
un’università del Medioevo dove forse
era l’abuso di alcol dei goliardi che
poteva dare fastidio al segmento più
anziano della popolazione. Chiaramente
l’inclinazione alle sostanze stupefacenti
fa sì che parassitariamente ci sia un alto
numero di spacciatori anomalo rispetto
alla popolazione. Anche questo è un
altro fattore di peggioramento di queste
società rispetto a quella del passato.
Questi sono i problemi dal suo
punto di vista. Avete un piano per
risolverli?
L’impegno delle forze di polizia con il
coordinamento del nuovo prefetto
Angelo Tranfaglia e il coinvolgimento
delle forze di polizia locali, grazie all’intesa con
l’amministrazione comunale, è finalizzato a svolgere interventi sempre meglio
coordinati per contrastare le piccole
fenomenologie delittuose che in grande
numero affliggono la popolazione.
Contemporaneamente a garantire ai
cittadini in queste zone di maggiore
degrado la presenza di forze di polizia e
l’invito a quanti non si adeguano a dei
comportamenti corretti a tenerli e quindi in tal modo si spera in un arco di
tempo medio di migliorare la percezione
di
insicurezza.
Crede sarebbe opportuno anche un
intervento del Legislatore?
Sono in corso allo studio, nel momento
in cui si è preso atto di questa situazione, delle misure. A me come tecnico
non spetta stabilire quali esattamente
però notiamo con soddisfazione che
sono
problemi di primaria attenzione sia per
il governo che per l’opinione pubblica e
riteniamo che i provvedimenti che
verranno preso saranno utili a migliorare la situazione. Non tocca a noi stabilire quali quelli che ci danno adopriamo.
Una delle caratteristiche dei
bolognesi è uno spiccato senso civico che porta a volte a una “iperattività” nel denunciare i crimini,
facendo innalzare statisticamente il
numero dei reati in città. Questo in
qualche modo contribuisce a dare
di Bologna pericolosa?
Noi ne prendiamo la positività. Queste
statistiche sono sicuramente ingenerose
rispetto alla fotografia della città perché
rispecchiano anche un’alta tendenza
alla denuncia che è magari assente in
altre province italiane. Non porrei l’accento, però, su questo argomento perché noi auspichiamo che ci sia un alto
livello di collaborazione dei cittadini:
solo grazie a mirate denunce riusciamo
a orientare più efficacemente le nostre
attività
repressive e preventive.
di Leonardo Tancredi
[email protected]
piazza grande • n°146 • 07/08.08 5
L’inchiesta del mese
San
Donato.
Sindrome
da moschea
La questione-sicurezza ha coinvolto fra gli altri anche il quartiere
San Donato, Bologna, al centro di
aspre polemiche circa la possibile
costruzione di una nuova moschea
in area Caab (Centro Agro-
Alimentare Bolognese). Una delle
principali preoccupazioni
riguardava il timore di dar vita a
un luogo che potesse diventare
punto di ritrovo per la comunità
musulmana e dunque una possibile
fonte di insicurezza per il
quartiere.
La vicenda risale al maggio 2007 quando la Giunta ha dato il via libera ad
una permuta di terreni con il Centro di
Cultura Islamica che avrebbe permes-
Al centro della foto l’Assessore Mancuso ad una manifestazione
so al Comune di rientrare in possesso
turbato profondamente i cittadini e il
abitanti, sia perchè l’area era
coltivata coinvolgerà anche la nuova
per l’ampliamento di una scuola) e al
nel giro di un mese non era però
questi furono sottoposti a dure
sentire parte integrante del tessuto
costruire una nuova moschea.
quartiere. Secondo un’indagine svolta
di un area in Via Felsina (necessaria
Centro di avere un terreno sul quale
L’attuale moschea di via Pallavicini
clima di allarmismo che si era diffuso
realmente riscontrabile a livello del
dal MeDeC, Centro Demoscopico
deve infatti da tempo far fronte a forti
Metropolitano, sul quartiere San
venerdì, giorno di preghiera
“se l’integrazione sociale degli
disagi legati alla capienza degli spazi: il
obbligatoria per l’Islam, ospita dagli
800 ai 1000 fedeli, che raddoppiano
durante le festività, ma sarebbe in
realtà idonea per 700 persone. Le
ristrettezze dell’edificio costringono i
fedeli a pregare sui tappeti nel cortile,
Donato in ottobre, emerge infatti che
immigrati è sicuramente vista come un
problema consistente, allo stesso
tempo non vi è nessuna sindrome
xenofoba e repulsiva in atto. La
stragrande maggioranza dei cittadini
scarsamente attrezzata, sia perchè
discriminazioni. Nella zona, divenuta in
breve un ghetto, fu avviato un lavoro
di riqualificazione da parte
ha dotato l’area di una grande quantità
Le polemiche che in settembre aveva-
ad una maggiore mescolanza sociale, e
no riempito le pagine dei giornali sono
una stima molto alta del quartiere.
Centro di cultura islamica di sostituire
verdi. Oggi gli abitanti sembrano avere
Dal sondaggio del Medec dello scorso
proposito della localizzazione della
qualità della vita in una scala di 10 sia
grossi problemi di viabilità.
affrontare e risolvere la questione. Ciò
Già nel maggio 2007 si accende la
polemica intorno al progetto:
l’opposizione esterna dei dubbi in
moschea come il modo adeguato di
smentisce molti stereotipi che
descrivono certe zone del quartiere
(emblematico il Pilastro) come pervase
da forme isteriche di rigetto etnico e
vicenda-moschea, oggi ancora aperta.
di servizi, impianti sportivi e aree
contare la questione del parcheggio,
inesistente, che ogni settimana crea
L’approvazione del quartiere non è
però stata sufficiente per risolvere la
ottobre risulta che: “l’84 % apprezza la
e riconosce il percorso partecipato a
sociale.
dell’amministrazione che ha portatato
ammette il diritto di culto degli islamici
con la pioggia e con il sole, senza
popolazione immigrata facendola
zona in cui vive e il 60% ritiene che la
pari a 7, non di rado considerata
migliore se confrontata alla città nel
suo complesso. Inoltre il 78 % si
dichiara molto affezionato al
quartiere.” Il sondaggio passa quindi
ad analizzare i problemi che risultano
cessate per mesi fino alla richiesta del
la fondazione con un’associazione riconosciuta, che a livello legale mantiene
gli stessi obblighi di chiarezza contabile
ma permette un risparmio notevole nei
costi necessari alla sua istituzione. Il
Centro viene subito accusato di essere
un interlocutore poco credibile e di
avere qualcosa da nascondere da parte
dell’opposizione.
All’indomani delle elezioni politiche del
merito alla modalità di permuta dei
religioso.”
essere maggiormente avvertiti dagli
15 aprile che hanno incoronato il
una fondazione da parte del Centro
Secondo una ricerca di Dario Melossi
problemi del traffico (29 %),
progetto moschea è ancora sostenuto
trasparenza delle entrate. Ma è nei
Emilia-Romagna” pubblicata in
(22 %) e il rapporto con gli immigrati
Sindaco Cofferati mettono a tacere le
terreni, chiedendo la costituzione di
che dia adeguate garanzie sulla
primi giorni di settembre che il
dibattito si incendia coinvolgendo i
cittadini. Il 7 settembre al circolo la
su “Multiculturalismo e sicurezza in
“Quaderni di città sicure” nel 1999, “il
rapporto tra le due figure del deviante
criminale e dell’immigrato
Fattoria del quartiere San Donato si
tenderebbero a sovrapporsi
discutere del progetto moschea, con
specialmente in coloro che si sentono
inviti, indirizzati alla comunità
trama dei rapporti sociali (ivi compresi
tenne un incontro pubblico per
accesi dibattiti che sfociano in espliciti
musulmana, a rinunciare al confronto e
ad abbandonare l’idea di potersi
nell’immaginario popolare,
più vulnerabili e meno connessi alla
rapporti sociali con gli immigrati). La
ricerca su devianza e criminalità ha
abitanti, che sono nell’ordine: i
dell’ambiente (25%), della sicurezza
(20 %) tutti percepiti in forme non
particolarmente acute. E’ pur vero che
al calare della sera prende piede una
governo di Silvio Berlusconi a Roma il
dal Comune e le rassicurazioni del
insinuazioni di ripensamento dovuto
all’exploit della Lega Nord che nel frattempo ha raddoppiato i suoi elettori in
certa inquietudine: solo il 37 %
Emilia Romagna.
solo, e al buio, senza timore. Da
In pochi giorni il clima politico cambia
più sicuri sono proprio quelli del
stop del comune alla moschea.
dichiara di avventurarsi in strada da
notare che gli abitanti che si sentono
Pilastro.
radicalmente ed il 29 aprile arriva lo
La fondazione e la scissione dall’Ucoii
trasferire nel quartiere.
mostrato che almeno alcuni dei fattori
Alla fine di ottobre, conclusosi il
diventano termini imprescindibili per la
Il rilievo mediatico dato alle
fenomeni sono associati a un
individuata un’area nelle adiacenze di
permetterebbe la costruzione della
contestazioni della Lega Nord e degli
altri comitati anti-moschea esaspera i
toni della vicenda sfociando in un clima
cittadino di tensione e pregiudizio. La
giunta decide dunque di intraprendere
un percorso pubblico che coinvolga le
associazioni del quartiere, il Comune e
il Centro di Cultura Islamica per
arrivare ad un accordo congiunto sul
che aumentano la paura di questi
sentimento di debolezza sociale e
vulnerabilità come un minor stato
socio-economico, l’età, l’isolamento. A
notizie di tipo criminale.”
interessato dall’immigrazione interna.
dagli anni sessanta-settanta
La nascita del Pilastro in quegli anni fu
segnata da gravi disagi per i suoi
nuova moschea.
Ad oggi i termini della questione non
di cultura islamica presidiata da tre
e l’Amministrazione ricomincino a dia-
membri dell’amministrazione e tre del
a che fare con l’immigrazione sono
stipulazione dell’atto di permuta che
accordo che prevedeva l’istituzione di
maggior parte delle notizie che hanno
mezzi di comunicazione per cui la
reciproca conoscenza tra le parti.
6 piazza grande • n°146 • 07/08.08
dei terreni, e venne inoltre sancito un
una fondazione che gestisse il Centro
Il quartiere San Donato è stato fin
L’ “emergenza” che sembrava aver
Via Fiorini che permetteva la permuta
questo va aggiunto il contributo dei
luogo in cui sarebbe sorta la nuova
costruzione e per promuovere una
percorso partecipato, venne
Centro. La “profonda insicurezza” che
aveva portato alla mobilitazione delle
associazioni di quartiere si è così
risolta grazie al dialogo e alla reciproca
conoscenza tra le parti coinvolte. La
stessa conoscenza che ha permesso ai
primi immigrati italiani di integrarsi
nella comunità cittadina e che se
sono mutati, aspettando che il Centro
logare.
di Clementina Pigoni
[email protected]
Via
lavavetri e
mendicanti.
Ora Foggia è
più sicura
A Foggia il Consiglio Comunale ha approvato un “pacchetto” per contrastare il
cosiddetto “degrado” della città.
Pubblichiamo un articolo dei nostri colleghi foggiani del giornale “Foglio di via”
che racconta cosa è successo.
colpire chi sostanzialmente chi non può difen-
dersi. E se è condivisibile la lotta allo «sfrut-
tamento dei minori», poco chiara è la “guerra” lanciata contro «lavavetri ed accattoni».
Anche perché, mendicanti e lavavetri (esclusi
quei pochi che infastidiscono gli automobilisti)
non incidono nel settore della delinquenza,
del furto o della violenza sulle donne. Al contrario, a Foggia ci sono ambulanti immigrati
senza licenza che lavorano onestamente per
spedire i soldi alle loro famiglie; lavavetri che
rispettano da bravi commercianti il volere di
chi sosta con l’auto nella loro sfera di pulizia;
questuanti che oltre a stendere la mano o il
cappello per racimolare qualche spicciolo non
stuprano la vita con il semplice sguardo. E
tutti sono liberi di muoversi secondo coscienza, volere o possibilità economiche.
Con il “pacchetto sicurezza” approvato lo
Comunque, si capirà meglio la situazione
dalla Giunta guidata dal sindaco di centrosini-
nel capoluogo Dauno ci si prepara alla raccol-
scorso 16 maggio dal Consiglio Comunale e
stra Orazio Ciliberti, la città di Foggia potrà
sentirsi molto più sicura. Perché se è vero che
sono state adottate alcune misure – come la
riduzione della Tarsu e l’istituzione del “vigile
di prossimità - per andare incontro ai commercianti che quotidianamente subiscono
rapine ed intimidazioni, è anche vero che il
documento approvato parla chiaro: «Lotta a
360 gradi all’esercizio e alla pratica di tutte le
attività abusive, quali l’abusivismo commer-
ciale, la vendita di merci contraffatte, l’accattonaggio, le attività di lavavetri». Anche a
Foggia, dunque, l’Amministrazione Comunale
ha deciso di fare la voce grossa contro i poveri che allungano la mano per strada per raccogliere qualche spicciolo ed i lavavetri
“armati” di spazzole in diversi incroci della
città per provare a sopravvivere nell’angolo di
terra dalla mille emergenze. Un dato certo,
però, è che i foggiani potranno stare più tranquilli: d’accordo, non sapranno mai chi undici
ani fa ha assassinato l’ex-direttore dell’Ufficio
del Registro, Francesco Marcone; non cono-
quando il “pacchetto” sarà attuativo. Intanto,
ta dei pomodori e dei frutti della terra. Con
un unico grande handicap: l’atavica mancanza di posti letto per italiani ed immigrati, sia
clandestini sia con permesso di soggiorno. Ad
oggi, infatti, è piuttosto facile fare la conta:
24 posti letto per soli uomini al Conventino
gestito dalla Caritas diocesana; 25 per soli
uomini immigrati nella chiesa di Gesù e
Maria; 8 per sole donne nella parrocchia di
Santissimo Salvatore. A questi, però, vanno
aggiunti i 50 posti letto riservati solo a lavo-
ratori stranieri dell’Albergo Diffuso realizzato
a Cerignola. Quello di Foggia, invece, pur se
inaugurato cinque mesi fa non è mai entrato
in funzione ed i 50 posti letto continuano ad
essere inutilizzati. Insomma, i luoghi in cui
dormire riparati dal freddo per clochard ed
immigrati sono troppo pochi per un territorio
in cui, specie nel periodo estivo, si supera di
gran lunga la presenza di mille cittadini senza
dimora, ma con una storia alle spalle tutta da
raccontare.
sceranno mai il volto dell’omicida di Leonardo
di Emiliano Moccia
Nazionale ammazzato nel 2004; non si met-
del giornale di strada “Foglio di Via”.
Biagini, consigliere comunale di Alleanza
terà fine alle continue richieste di estorsioni,
agli strozzini, alla mafia locale che echeggia
sotto il nome di “società”, all’usura, allo spaccio di droga. Insomma, tra le tante priorità di
intervento il Consiglio Comunale ha deciso di
Ambulanti. Foto di Emiliano Facchinelli
Direttore responsabile
Web: www.fratellidellastazione.com
Bologna
vista
dal taxi
Di sicurezza, tra paura, percezione e realtà si parla in ogni contesto cittadino. Doveroso allora
ascoltare esponenti di una cate-
goria che per lavoro si trova a
percorrere in lungo e largo le
strade della città alle ore più
svariate, i tassisti. Siamo, quindi,
andati in giro per i parcheggi dei
Taxi di Bologna a raccogliere la
loro voce
A dispetto del gran parlare dell’allar-
me sicurezza che caratterizzerebbe
le città italiane, i nostri intervistati
concordano nel ritenere Bologna
“una città complessivamente sicura,
anche se non del tutto esente da
problemi, soprattutto legati al degrado della zona universitaria e del centro in generale, che però non necessariamente genera criminalità”,
come ci dice Vittorio, tassista da 8
mesi, incontrato nel parcheggio di
via Calori.
Il giudizio positivo sulla situazione
attuale, comunque, è accompagna-
to, soprattutto nelle parole di coloro
i quali lavorano da più tempo, dall’i-
dea che la città negli anni sia peg-
giorata, anche se le cause segnalate
sono diverse. Daniele, da 15 anni
tassista, considera che “la città negli
anni è diventata più insicura, per
vari motivi; un po’ la questione del-
l’immigrazione, un po’ l’impoverimento generale, ecc.”.
Secondo Davide, 11 anni di lavoro
come tassista, incide molto sulla
sicurezza “l’allarmismo dei media
sulla questione degli extracomunita-
ri”, con il conseguente svuotamento
L’inchiesta del mese
delle strade; “20 anni fa, alle 3 di
notte via indipendenza era piena di
gente, ora non c’è più nessuno” ci
racconta; “è chiaro che tra tutti
quelli che arrivano – aggiunge – ci
sono anche delinquenti, ma quelli ci
sono anche tra di noi”.
Alla domanda su eventuali brutte
esperienze occorse durante l’orario
di lavoro, soprattutto nelle ore not-
turne, ci rispondono che alcuni epi-
sodi ci sono, ma che, come dice
Davide, “ sono cose che sono sem-
pre successe”. Vittorio ci racconta
che alcune volte gli è capitato che
dei Rom si rifiutassero di pagargli la
corsa una volta arrivati a destinazio-
ne, e in quei casi c’è poco da fare;
“per chiamare la polizia bisognerebbe tenerli chiusi nel taxi, ma il più
delle volte è meglio fare quello che
dicono e non rischiare” ci dice.
Per quanto riguarda le possibili solu-
zioni ai problemi esistenti in città le
risposte sono varie: molti ritengono
che sarebbe sufficiente un maggior
pattugliamento, magari a piedi e non
in macchina, da parte delle forze
dell’ordine anche se, come ammette
un nostro intervistato, “ sbandati e
delinquenti non è che si lasciano
spaventare”, mentre altri pensano
che la soluzione non debba essere
solo di polizia. “ Sarebbe utile una
maggiore attività sociale e ricreativa
nei luoghi dove si sa che c’è spaccio,
in modo da integrare più che con-
trollare” afferma Andrea, tassista da
1 anno.
In generale non è del tutto positiva
la valutazione su alcuni provvedi-
menti locali quali le ronde, considerate inutili o anche rischiose.
Secondo Vittorio “determinate atti-
vità è bene che vengano portate
avanti dalle Forze dell’Ordine, per
evitare fenomeni negativi”, Di parere
opposto Daniele, intervistato al par-
cheggio di Garganelli, che ritiene che
le ronde “possono avere effetti positivi, ma hanno bisogno di un certo
appoggio dell’opinione pubblica”;
“sulla questione si è , invece, creata
una polemica eccessiva, ben oltre
quello che è il fatto concreto”
aggiunge.
Si può dire, quindi, che la percezione
di sicurezza da parte dei nostri inter-
vistati sia nel complesso positiva,
certamente lontana dall’allarmismo
generalizzato che circonda il tema
sia a livello locale che nazionale, pur
non mancando la consapevolezza
dell’esistenza di alcuni problemi
innegabili.
di Giuseppe Mele
[email protected]
piazza grande • n°146 • 07/08.08 7
Sport e diritti
A Casalecchio
tornano i
mondiali
antirazzisti
Finalmente di nuovo luglio e finalmente si torna in campo per uno dei
nostri appuntamenti calcistici preferiti: i Mondiali Antirazzisti.
Mercoledi 9 luglio l’apertura con un
incontro sul Social Forum Mondiale,
ospite il ministro dell’educazione
dello stato del Parà in Brasile, giovedì il primo fischio, ma non dell’arbitro, in questo torneo si prova a
farne a meno.
I mondiali antirazzisti, alla loro seconda
edizione bolognese (le precedenti 10 edizioni si sono svolte a Montefiorino e
Montecchio), si prospettano carico di
emozioni ed energie positive. Un appuntamento realmente multiculturale: duecento squadre e più di quattromila atleti
provenienti da tutto il mondo si incontreranno sui campi di gioco, ma soprattutto
attorno a questi. Un pretesto per scambiarsi idee e confrontarsi mostrando
un’immagine del calcio, ma soprattutto
del suo tifo, completamente diversa da
quella che ci restituiscono le cronache
dei media. Questo lo scopo degli organizzatori (UISP, Istoreco e Progetto Ultrà):
utilizzare il calcio in maniera positiva,
mostrare che la convivenza tra squadre e
tifosi opposti è possibile, e che la xenofobia nello sport è un problema risolvibile.
Perchè di fronte ad un pallone siamo tutti
uguali, ed è confrontandosi con persone
con usanze e stili di vita diversi che si
può crescere ed arricchirsi, aprirsi a
quello sconosciuto che troppo spesso la
nostra ignoranza ci porta ad identificare
come un nemico, un avversario da battere.
Ci saranno squadre provenienti dai posti
più lontani, come il Brikama Football
Club proveniente da Banjul, capitale
della Gambia, e la Texas Republica Anti
Border Patrol, nata dall’unione di due
squadre: una proveniente da Leeds, in
Inghilterra e l’altra formata da anarchici
texani. Moltissime le adesioni anche da
parte di comunità di immigranti presenti
in Italia, soprattutto a Bologna, tra cui
due comunità di ragazzi afgani rifugiati
politici ospitati dalla Caritas. E moltissime le squadre di associazioni attive sul
territorio, tra cui anche quella di Piazza
Grande, alla nostra prima partecipazione
al torneo.
Si gioca per combattere il razzismo, per
divertirsi lasciando a casa competitività e
agonismo. E il gioco violento sarà duramente punito: la tattica migliore per vincere il torneo sarà proprio la correttezza
e il rispetto dell’avversario. Al secondo
fallo cattivo ed intenzionale la vittoria
verrà data a tavolino alla squadra
avversaria, e per evitare qualsiasi tipo di
scontro, semifinali e finali saranno decise
ai rigori.
Un torneo che è una festa, l’immagine di
come può essere il calcio lontano dalle
televisioni e dai riflettori dei grandi stadi.
Quel calcio che si gioca sulle strade delle
favelas a piedi nudi, o nelle periferie
delle città europee con le porte costruite
con tre pali di legno legati insieme, quello che si gioca finché fa buio, finché c’è
8 piazza grande • n°146 • 07/08.08
La squadra di Piazza Grande che parteciperà ai prossimi mondiali antirazzisti
fiato. Quello che basta un pallone e che
parla tutte le lingue del mondo.
Ci si incontrerà dentro, ma anche fuori
dal campo. Sarà la piazza Antirazzista il
luogo di presentazione e di confronto tra
tutti i partecipanti al mondiale, dove
ognuno potrà presentare il proprio materiale sul tema della lotta alle discriminazioni e al razzismo, ma anche dove si
svolgeranno incontri, dibattiti, proiezioni
di film e documentari sul tema del tifo e
del razzismo nello sport.
Il Mondiale sarà una festa anche per chi
a questo preferisce il basket, la pallavolo, il rugby o il cricket, sport che appassiona soprattutto le comunità indiane,
pakistane e bengalesi che vivono a
Bologna.
E allora vi aspettiamo numerosi a
Casalecchio di Reno, sia per sostenere la
nostra squadra, ma soprattutto per
appoggiare un’iniziativa unica nel nostro
paese!
di Carlotta Zarattini
[email protected]
Il programma mondiali antirazzisti
mercoledi 9 luglio
18.30 Tenda UISP (ITA/ENG)
incontro con Iracy Gallo (Ministro
all’Educazione dello Stato del ParàBrasile) e Antonio Fattore (consulente
Stato del Parà) sul tema: Social Forum
Mondiale 2009 a Belem e lotta contro le
discriminazioni. Intervengono Simone
Gamberini, Vincenzo Manco, Carlo
Balestri
21.00 Area Concerti
Los Fastidios (I) e DJ (fino ore 2)
giovedi 10 luglio
16.00 - 19.00 Campi
torneo di calcetto (eliminatorie: partite
da 2x10 minuti, 1 partita per ogni squadra)
17.30 Piazza Antirazzista (ITA)
dibattito sulle stragi di Marzabotto e
Casalecchio con l’avv. Speranzoni
21.00 Tenda UISP
Pizzica
21.00 Area Concerti
Boikot (ES), Diva Scarlet (I), Deluxe
(F) e DJ (fino ore 2)
venerdi 11 luglio
10.00 - 19.00 Campi
torneo (eliminatorie: partite da 2x10
minuti, 3 partite per ogni squadra)
21.00
corteo e spettacolo itinerante con gruppi
di samba con partenza dal campeggio e
arrivo al Lido di Casalecchio, dove si
svolgerà uno spettacolo pirotecnico
23.00 Area Concerti
esibizioni di samba e DJ (fino ore 4)
sabato 12 luglio
10.00 - 13.00 Campi
torneo (eliminatorie: partite da 2x10
minuti, 1 partita per ogni squadra)
10.00 Spazio ingresso tribuna
torneo di basket
10.00 Spazio verde velodromo
torneo di pallavolo
14.00 - 19.00 Campi I-VI
torneo femminile di calcetto
14.00 - 19.00 Campi VII-XI
torneo di cricket
16.00 - 19.00 Campi XII-XIV
torneo di rugby
19.00 - 21.00 Piazza Antirazzista
(ITA/DE)
Testimonianza partigiana con Rosario
Bentivegna
22.00 Area Concerti
Amir (I) e Talco (I) and The
Peacocks (CH); a seguire DJ (fino ore
4.30)
Alcune regole generali:
- Si gioca in 6+1.
- La misura dei campi è di circa 40x20m.
- Ogni partita ha la durata d 20 minuti.
- Le sostituzioni sono libere.
- La rimessa laterale viene effettuata da
terra.
- Il portiere può raccogliere con le mani i
retropassaggi.
- Non esiste off-side.
Alcune regole per scoraggiare il gioco
violento:
- Al primo fallo cattivo ed intenzionale di
una squadra, indipendentemente se succeda in area o meno, verrà fischiato il
rigore.
- Al secondo fallo cattivo ed intenzionale
di una squadra, indipendentemente dal
giocatore che lo commette, verrà decretata la vittoria a tavolino della squadra
avversaria.
- Se una partita viene interpretata in
modo eccessivamente competitivo dalle
due squadre in gioco, entrambe le squadre perderanno l‘incontro.
- Se una squadra perde due partite a
tavolino per comportamento antisportivo,
verrà sospesa dal torneo.
- Negli ultimi due anni queste regole
hanno dato buon esito, contribuendo a
distendere e rendere più amichevole il
clima sui campi da gioco.
Milano.
La scala
del calcio
Sport e diritti
(senzatetto)
Nel settembre 2009 si svolgeranno a
Milano i mondiali di calcio dei senza
tetto. In gara a settembre 64 nazioni
e 700 atleti. Acanfora (Milano
MyLand): “Occasione di riscatto: il
40% dei partecipanti dichiara di aver
migliorato la situazione abitativa
dopo la partecipazione, il 38% ha trovato un lavoro degno.”
MILANO - Milano capitale del calcio di
strada: a settembre 2009 la città ospiterà
la settima edizione della Homeless world
cup. Al parco Sempione si sfideranno 64
nazioni e 700 giocatori senza fissa dimora,
per dare vita a una grande manifestazione
sportiva e sociale. “Con questo evento
Milano sarà capitale dello sport e di tolle-
ranza”, commenta Massimo Acanfora, presidente di “Milano, MyLand”, l’associazione
sportiva senza fini di lucro nata per organizzare l’Hwc 2009.
La Homeless world cup non sarà solo un
momento di sport, ma soprattutto un’occasione di riscatto per tante persone,
uomini e donne, che vivono in una condi-
zione di disagio (senza tetto, nomadi, abitanti di baraccopoli, ragazzi di strada). Il
rapporto sociale, che viene stilato ogni
anno sulla situazione degli atleti, rileva
infatti che il 40% dei partecipanti ha
dichiarato di aver migliorato la propria
situazione abitativa dopo aver partecipato
al torneo, il 38% ha trovato un lavoro
dignitoso, il 90% ha acquisito maggiore
fiducia in se stesso. Il 77% dei partecipanti alle Hwc ha dichiarato inoltre che questa
esperienza ha cambiato in modo significativo la sua vita.
La “Scala” dello street soccer sarà allestita
nell’area dell’Arena Civica e del parco
Sempione: tre arene costruite ad hoc, trasportabili e realizzate con materiali soste-
nibili progettate dalla facoltà di design del
Politecnico di Milano e dallo studio
Laboratorio 51. Questi piccoli stadi ospiteranno una ventina di partite, di fronte a
un pubblico previsto di circa 100mila spettatori. “La passione e il cuore risaltano
nella candidatura di Milano -dice Mel
Young presidente della Homeless world
cup- la passione di risolvere la condizione
dei senza fissa dimora, la passione per il
calcio, la passione per ospitare il miglior
torneo di sempre”. Parallelamente alle
gare si svolgeranno incontri, convegni,
concerti e feste di piazza. In campo ci sarà
anche “Nuova multietnica”, la rappresentativa italiana guidata da Bogdan
Kwappik, già campione del mondo di
street soccer nel 2004 a Goteborg e nel
2005 a Edimburgo. (Ilaria Sesana)
© Copyright Redattore Sociale
Il giorno di
Italia e
Romania
Racconto ironico del regolamento di
conti tra italiani e rumeni su un campo
di calcio.
Venerdì 13, giorno di Italia-Romania, partita fondamentale, se l’Italia perde è fuori
dagli Europei. Sfido la pioggia battente e
attraverso la città per raggiungere l’unico
posto di Bologna dove potrò incontrare
anche degli amici rumeni. La Scuola popolare di musica Ivan Illich.
Le prime persone che incontro nel giardino
della scuola sono Daniel e tutto il suo clan.
Prima mi saluta con affetto, poi si ferma,
mi fissa e mi chiede: “ Forza…?”. Tocca a
me completare e posso scegliere se continuare la frase con Italia o con Romania.
“Nicolita! È normale no?”.
Risposta esatta, tutti ridono di approvazione. Mi sono guadagnato una birra.
Banel Nicolita è una giovane ala destra
rumena, a 19 anni giocava già in Divizia A,
la massima serie rumena, prima col
Timisoara poi con la Steaua Bucarest. È un
giocatore molto generoso, in campo corre
per 3 e ogni tanto segna anche dei gol. La
scorsa stagione ne ha fatto uno al Real
Madrid, pare non abbia dormito per i due
giorni seguenti. Banel Nicolita è rom, e di
calciatori rom nelle nazionali europee ce
ne sono ben pochi.
Le squadre entrano in campo a Zurigo e le
immagini che arrivano in via Corticella
sono nitide, più vere del vero, proiettate
sul muro della saletta dei concerti della
scuola di musica. Giallo e azzurro sul verde
del prato fanno un bel contrasto cromatico. Sono eccitato per lo spettacolo della
televisione, come i miei genitori cinquant’anni fa.
Cinque file di sedie, dieci per ogni fila,
tutto esaurito, sala gremita in ogni ordine
di posti. In prima fila la torcida rumena, in
seconda un nucleo italiano, dalla terza in
poi un misto italo-rumeno che vanta
numerose presenze di disfattisti italici passati al nemico. Daniel è lì in mezzo e non
riesce a non arringare la platea: di tanto in
tanto dal marasma di voci sale a galla il
nome di qualche uomo politico nefasto e
anche Marco Civoli e Salvatore Bagni ven-
Immagine tratta dal sito http://www.homelessworldcup.org/
gono zittiti da commenti su espulsioni, cpt
e lavoro nero.
Intanto dall’altra parte del muro giocano
inesorabilmente a calcio.
I calciatori italiani hanno l’ansia addosso
sin dal primo minuto, come se ne mancassero cinque alla fine e avessero un gol da
recuperare. Attaccano istericamente, sono
là, quasi ce la fanno e invece niente.
Piovono palloni nell’area di rigore rumena,
i calciatori in maglia azzurra saltano in
sequenza ritmata, ma sempre un attimo
prima o un attimo dopo che la palla passi
sopra le loro teste. Non facciamo gol.
I rumeni difendono in undici e poi in un
attimo sono davanti al nostro portiere.
Succede due volte in pochi minuti. Ma non
tirano meglio di quanto il portiere sia
bravo a parare.
Urge un giro di birre.
“È una partita di calcio, è solo una partita
di calcio, non ci sono vendette da consumare, né diritti da difendere. Posso tifare
Italia senza sentirmi in colpa. Sono italiano
e tengo per l’Italia. È normale no? È sempre stato così. Dal gol di Bottega
all’Argentina, ai mondiali del ’78, il mio
primo ricordo calcistico. Avevo otto anni.”
Mi ripasso in mente la lezione, ma intanto
altri italiani a Zurigo cominciare a urlare
“chi non salta un rumeno è”. Si sente forte
e chiaro dalle casse dell’Ivan Illich. È normale, è un coro che si sente in tutti gli
stadi di Italia, ma perché qualche giorno
prima nessuno aveva cantato “chi non
salta è un olandese”?
Mi vergogno un po’, faccio un sorso di
birra e spero che i rumeni davanti a me
non se ne siano accorti.
La partita continua e la Romania centra in
pieno il palo a destra del portiere italiano.
Daniel s’incazza e mi ricorda tanto mio
padre. Io me la rido e un gruppetto di
bambini seduti a terra davanti allo schermo comincia a urlare “Bologna-Bologna”. E
che c’entra il Bologna? Hanno trovato un
accordo calcistico coi loro “colleghi” rumeni?
Il primo tempo finisce e nessuno ha
segnato. Si va fuori nel giardino allagato
dalla pioggia. Birra in mano, via ai commenti. Daniel continua a sostenere l’urgenza politica della vittoria della Romania,
niente da fare caro Daniel oggi non andiamo d’accordo, ma poi un ragazzo aggiunge
“voi ci cacciate dall’Italia, noi vi cacciamo
dall’Europeo.” Non fa una piega.
“Ma no, ve bene anche un pareggio –
interviene Aghiran che sembra voler
mediare - Per noi sì, voi tornate a casa lo
stesso.” Spietati questi rumeni.
E allora rientriamo in campo a Zurigo
come all’Ivan Illich. Ricomincia la rumba,
passano i minuti non cambia nulla sulla
parete, l’atmosfera si scalda tra le sedie.
Gianluca Zambrotta, italiano, passa la
palla di testa a Adrian Mutu in segno di
distensione tra i popoli. Rifiutare l’invito
sarebbe scortese e l’attaccante rumeno
segna. Noi zero, loro uno.
L’Ivan Illich è una bolgia, urlano un po’
tutti, rom, rumeni, rom-rumeni, italianipro, italiani-contro, tanto chi se ne frega.
Daniel agita la panza e improvvisa un ballo
caraibico. Uno spettacolo memorabile. Le
affinità con il mio genitore si fanno sempre
più corpose.
Ma il ballo gli si strozza come un’ernia,
passano pochi minuti e il sig. Panucci
Christian segna. Questa volta gli strepiti
sono solo italici, i rumeni restano di pietra.
Siamo di nuovo pari.
Mentre la telecamera insegue il sig.
Panucci esultante con la mano sul cuore, si
scorge sullo sfondo uno striscione, c’è
scritto “Italia unica patria”, il font, chissà
perché ricorda molto il ventennio.
Forse me ne sono accorto solo io, proprio
non me la vogliono far godere sta partita.
Mancano dieci minuti alla fine, difensori
italiani e attaccanti rumeni si stropicciano
un po’ in area, un rumeno cade e l’arbitro
fischia un rigore.
Mentre nella stanza si è riattivata la bolgia,
la mia testa si guadagna un angolo appartato di valutazione analitica degli eventi:
sul dischetto si avvicina Adrian Mutu, se
segna sarà una doppietta, due gol in due
partite e ottime possibilità che la Romania
superi il turno. Mutu potrebbe essere
capocannoniere degli europei. E chi ha
scommesso 10 euro su di lui? Io.
Bene. Mutu tira, Buffon para. Addio sogni
di gloria.
Nei minuti che restano dall’altra parte del
muro non succede niente che valga la
pena ricordare.
Ai commenti post partita si preferiscono
unanimemente le salsicce rumene alla griglia. “Un 30% di maiale, 30 di vitello e 30
non so che”. Una salsiccia multiculturale.
Pedalando verso casa ripenso ai calciatori
rom. Ce n’è sicuramente un altro, si chiama Zlatan Ibrahimovic. I suoi genitori
sono emigrati dalla Bosnia verso la Svezia.
Loro figlio, nato in un quartiere di Malmö
popolato da immigrati, è riuscito a diventare uno dei migliori giocatori del mondo.
Come sarebbe andata se i coniugi
Ibrahimovic avessero scelto l’Italia come
paese d’accoglienza?
di Leonardo Tancredi
[email protected]
piazza grande • n°146 • 07/08.08 9
State
freschi.
La cultura è nelle spiagge
Consigli
di lettura
per l’estate
La questua
di Curzio Maltese
In un Paese prostrato ai piedi del papa e quale, uno dei peggiori – cala il silenzio
su quasi tutte le notizie scomode per il
Vaticano; fuori dal coro quattro gatti
subito criminalizzati a destra-destra-centro come a centro-centro-centro-sinistra.
In una situazione così preoccupante il
successo di «Perché non possiamo essere
cristiani (e meno che mai cattolici)» di
Piergiorgio Odifreddi era apparsa più che
una bella notizia, quasi l’inizio di una
controffensiva. Nel suo libro il matematico affronta un viaggio nelle “sacre scritture” e nella storia del cristianesimo sino
a oggi; comprensibile che, in una cavalcata così lunga, ci fosse poco spazio per
lo «sterco del demonio», il vil denaro che
entra nelle casse del Vaticano. Ma ora
Curzio Maltese colma questa lacuna con
«La questua» (Feltrinelli, 176 pagine, 14
euri) che ben documenta «quanto costa
la Chiesa agli italiani».
Se davvero, come dice un motto dei latini, «l’uomo è il suo nome» la penna di
Odi-freddi dovrebbe essere intinta in
trattenuta voglia di vendetta; invece il
suo stile è caldo, appassionato, ironico:
come si chiamasse Amori-caldi. Ricordate
il film «Una giornata particolare»?
Quando Sophia Loren dice a Marcello
Mastroianni che «l’inquilino del secondo
piano è antifascista» lui risponde: «no, è
il fascismo che è contro quell’inquilino».
Lo stesso accade a Odifreddi, costretto a
difendere la sua libertà (e quella di tutti)
dalle prepotenze vaticane, e a Maltese
che nelle prime pagine spiega che non si
sarebbe impicciato delle casse di san
Pietro «se non fosse stata la Chiesa a
occuparsi molto, troppo di me e di altri
58 milioni di connazionali».
Ingerenze clericali sino a far cadere
Prodi, secondo Maltese. Una preferenza
politica di B-16 per Berlusconi? No l’opzione per la destra «sta nel diverso
atteggiamento nei confronti della perenne questua di denaro pubblico da parte
del Vaticano». Due conti: anche se in
pochi lo sanno, la Chiesa cattolica costa
agli italiani ben più «dell’odiato ceto politico». Secondo i calcoli più ottimisti (per
noi) incassa 4 miliardi e mezzo di euro
ogni anno ma poi «c’è la voce variabile
dei finanziamenti ai Grandi eventi […] per
una media annua di 250 milioni di euro».
C’è ancora molto altro: a partire dai vantaggi fiscali, «l’elenco è infinito, nazionale
e locale».
Nessuno ne scrive o, se accade, viene
oscurato come per il pamphlet «Chiesa
padrona», scritto da Roberto Beretta, un
(incauto) collaboratore di «Avvenire», e
rifiutato dalle librerie, non solo cattoliche.
Lo stile di Maltese è piacevole (anche con
la sapiente costruzione dei colpi di scena,
come quello magistrale a pagina 45), le
affermazioni sempre documentate; naturalmente si può dissentire da qualche
giudizio politico (povero Francesco
Caruso trattato come un punching ball)
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ma l’importante è che un libro del genere
rompa l’omertà, sia letto e meditato. «La
questua» è stato scritto con la collaborazione di due radicali: il fiscalista Carlo
Pontesilli e Maurizio Turco, segretario di
www.anticlericale.net e deputato. La prefazione è firmata da Ezio Mauro, direttore
di «La repubblica» dove Maltese scrive. E
qui si potrebbe aprire una non piccola
polemica perché se quel quotidiano lascia
spazio a commenti e inchieste non asservite a B-16 però si fa perdonare nell’alto
dei cieli spargendo profumo di incenso
nelle cronache come nella sua impostazione complessiva. Ma questo è ovviamente un altro discorso: contro l’altra
«casta», quella dei giornalisti, e/o contro
quel «terrorismo mediatico» che «La
repubblica» da sempre coltiva.
di stile» ovviamente), per Guimares Rosa
e Susan Sontag, per Wilde e la Yorcenar
senza trascurare Cicerone, Manzoni, Poe,
i sogni e i gatti. D’accordo mancano
Chandler, Dick e Ursula Le Guin ma contenete lo sdegno: considerate che in 96
pagine non ci poteva star tutto. Piuttosto
Sono razzista,
ma sto cercando di smettere
di Guido Barbujanni
se volete far sul serio comprate subito i
quaderni e cominciate a prendere appunti. Ah, per il paragrafo finale «quello in
cui spieghi la vera sostanza del tuo racconto» seguite il consiglio di Irwin Shaw,
«puoi cancellarlo». Perché il metodo giusto è «Show, dont tell», mostra senza
dirlo; insomma se devi spiegare ciò che
hai scritto… puoi gettarlo via.
faccia a chi legge luoghi comuni e prova
a capirne il senso ma anche a stimarne…
i guasti. Guido Barbujanni è docente di
genetica a Ferrara, già autore fra l’altro
dell’utilissimo «L’invenzione delle razze»
(Bompiani 2006) mentre Pietro Cheli è
soprattutto giornalista. I due hanno
ripreso vari materiali per il «Festival della
mente» di Sarzana e infatti il loro argomentare appare spesso quello della pacata chiacchierata, anche se poi ogni affermazione viene documentata in nota.
I due autori chiariscono subito che, nel
ragionare e raccontare, sosterranno tre
cose. In primo luogo che «l’umanità è
fatta di gente diversa, con aspetto e
mentalità diverse e che queste differenze
sono in parte generiche cioè ereditarie»
ma chiarendo subito: «nessuna delle differenze che ci inquietano, ci irritano o ci
ostacolano nel rapporto con gli altri ha
origini genetiche note ma tutte dipendono da differenze culturali» e ancora che
nella specie umana: «non ci sono i gruppi
distinti biologicamente che troviamo in
Il bello del libretto (136 pagine per 10
euri) «Sono razzista, ma sto cercando di
smettere» è la semplicità con cui butta in
di Gianni Boccardelli
Viviscrivi
di Christiana De Caldas Brito
«Lo sai che in giapponese opportunità e
rischio hanno lo stesso ideogramma?».
Chi legge accetterà la sfida che
Christiana De Caldas Brito rivolge? Siamo
alle prime pagine di «Viviscrivi» (96 pagine per 9 euri) con il sottotitolo «Verso il
tuo racconto» appena uscito da Eks&tra
editore e bisogna decidere se buttarsi nel
rischio e/o opportunità – ma anche nel
piacere e nella fatica – di cercare i racconti che «son già dentro di voi» e dunque, «in una visione socratica […] prenderne coscienza e usare degli accorgimenti per tirarli fuori».
Piacevolissimo e utilissimo questo librino,
anche solo a leggerlo; se poi volete fare
sul serio «eseguite gli esercizi», magari
in compagnia e/o competizione con un
amico-amica. Sempre tenendo presente
la frase iniziale di Antonio Machado:
«Viandante non esiste una strada, la
strada si fa camminando».
Il primo passo del camminare è «l’idea e
il suo sviluppo» ovvero «portare un po’ di
chiarezza sul processo creativo».
Ricordando che anche il lavoro artistico di
solito è 90 per cento traspirazione (sudore insomma) e solo 10% ispirazione. Il
secondo passo è «la trama» cioè «trovare il filo conduttore del tuo racconto»
mentre il terzo è «il punto di vista». Nel
quarto passo occorre fare alcune promesse e vedere come mantenerle. E adesso
via: il quinto passo è già «preparare la
nascita del tuo racconto» e avanti così
fino al 16° passo, «la revisione» che
sarebbe poi rileggersi «con attenzione e
spirito critico, come se stessi leggendo un
racconto scritto da un’altra persona».
La seconda sezione è sul «racconto autobiografico». La terza si addentra sugli
«ostacoli». Per esempio non hai «una
stanza tutta per te» (come invocava
Virginia Woolf) e «l’ispirazione non arriva» oppure devi fare i conti con «i luoghi
comuni»: questo De Brito non lo dice ma
è un match terribile, bisogna sempre star
pronti per non farsi tradire dalla frase
vecchia come il cucco (ecco ci sono
cascato: cosa sarà poi il cucco?). Ci sono
poi consigli «se scrivi in una lingua che
non è la tua», come lei che è brasiliana.
La quarta e ultima sezione sono le letture
(e di nuovo esercizi): in particolare Elias
Canetti, Franz Kafka, Primo Levi, Isaak
Babel, Marcel Proust, Rainer Maria Rilke.
Che questi nomi però non vi ingannino:
Arianna-Christiana vi guiderà nel labirinto
dello scrivere passando per Agostino di
Ippona e Amado, per Benjamin e Borges,
per Calvino e Chatwin, per Flaubert e
Hesse, per Joyce e Kerouac, per Melvile e
Orwell, per Pennac e Quenau («Esercizi
Due avvertenze o meglio una notizia e
una cattiveria. Eks&tra ha deciso di non
accettare le forche caudine (capperi, un
altro luogo comune) della distribuzione,
perciò se volete il libro chiedetelo a
www.eksetra.net o al numero 051
6810350. Malignità finale: se per caso
avete da poco acquistato in edicola i
fascicoli su “come si scrive” fate il confronto: Christiana De Caldas Brito stravince per qualità e prezzo.
di Daniele Barbieri
altre specie, per esempio negli orangutan, e che si chiamano razze». Se qualche volta il pregiudizio – ovvero un giudizio dato prima di conoscere a fondo i fatti
o le persone – può essere utile, assai più
spesso ci inganna. Siamo inconsapevoli
che spesso qualcuno “fabbrica” - un
oggi il razzismo astutamente si vernicia
parlando di insuperabili differenze culturali o religiose. Ma ci sono casi in cui le
inesistenti razze possono essere polemicamente rovesciate contro i razzisti. E’ il
caso di due bei libri che fin dalla copertina usano questo termine per provocare.
Almalgrab ovvero lo specchio
delle brame
di Guergana Radeva
«Luz sapeva leggere i colori». Anime che
«si smagliano», città viventi, violentate,
con «accento incancellabile», sciolte nel
jazz che flirtano con i venti. Il Cantaombre vende ogni notte «fisicità diverse». Clessidre dove la sabbia è un’anima,
«ovaie in tilt», brevi storie di ostriche e
rubini, Pierrot che è anche Pierrette, sfere
celesti, la vecchia dai piedi palmati, specchi, topi, occhi gialli, la magia del cinque
che - si sa - parte dai fiori… «la vita
attorcigliata come un nastro di Moebius
sul palmo della mano» e poi vampiri,
ragni albini, lune che pendono come bottoni scuciti, orologi che sospirano, rose
dei venti, vergini puttane, cimiteri, ombre
che si regolano sulla tabellina del tre. C’è
«il sale delle lacrime e lo zucchero dei
sogni», ovviamente «i cani lievitano
sopra i tetti scompigliando nugoli di gatti
volanti», i nomi vanno letti al contrario e
quando il cielo «starnutisce» è meravigliato, «come la faccia di un vecchio che
si è appena sparato una sega».
Stop al panico (o alla curiosità?). Non
siete caduti in un trip da acido, in un
quadro di Dalì o fra le note di … (fate voi,
ognuno ha i suoi “sabba” musicali). Siete
precipitati – ed è un piacere se non mancate di coraggio - nelle pagine di
Guergana Radeva, nome che quasi certamente non avete sentito (è il suo primo
libro) ma che se continua a scrivere così
diverrà punto di riferimento per chi non
ne può più di storie trite condite con
parole banali.
pezzo alle volta, con sapienza - identità
di comodo: amici o nemici per “scienza”
salvo poi ammettere che non c’è nulla di
vero come per la celebre frase di Goering
(braccio destro di Hitler) «decido io chi è
ebreo».
Questo è il quadro di partenza. Che i due
sviluppano con sapienza zig-zagando fra
l’oggi (Martin Amis, la Lega, Tariq
Ramdan, l’assassinio di Giovanna
Reggiani, il calciatore Zoro) e il passato
(De Gobineau, Kant, Linneo, il caso
Dreyfus...) permettendoci di conoscere
anche vicende dimenticate e ripescando
testi poco noti; valga per tutti il bellissimo «Otto ebrei» scritto, alla fine del
1944, da Giacomo De Benedetti. Bisogna
soprattutto fare i conti con «l’ingombrante bagaglio del buon senso» cioè quella
certezza, spesso inconscia e dunque più
pericolosa, di essere capaci a «distinguere immediatamente il bene dal male, il
giusto dall’ ingiusto, il bello dal brutto».
L’uso improprio della parola “razza”
sopravvive (persino a sinistra) anche se
Il primo è «La razza in campo» (ovvero
«per una storia della rivoluzione nera nel
calcio») di Mauro Valeri, pubblicato nel
2005 da Edup. Il secondo è «Razza partigiana» di Carlo Costa e Lorenzo
Teodonio (Iacobelli, 2008) che racconta
la storia di Giorgio Marincola, morto nella
Resistenza ma dimenticato fors’anche
perché, pur se italiano, il colore della sua
pelle non era quello previsto. E’ un libro
di cui riparleremo presto su «Piazza
Grande» ma che ora ci serve per chiudere un cerchio visto che nella pagina d’apertura contiene (insieme a «The
Partisan» di Leonard Cohen) una secca
affermazione proprio di Barbujanni: «La
biologia ci dice che tenere in vita il concetto di razza è irragionevole». Se si
potesse ancora scherzare – forse non è il
caso – la frase finale sarebbe: qualcuno
avvisi Maroni e i suoi soci.
di Daniele Barbieri
Il romanzo si chiama «Almalgrab ovvero
lo specchio delle brame» (248 pagine per
14 euro) ed è bene spiegare subito che
quella strana parola nel titolo indica «la/
pars celati/, la virtù interiore». Lo edita
Silvia De Marchi nella piccola coraggiosa
collana Mangrovie (a pagina 3 si spiega la
particolarità di queste piante con le radici
«fra terra e acqua») dove trovano collocazione le opere di scrittori e scrittrici
stranieri «che hanno scelto la lingua italiana per esprimersi». Migranti fra Paesi e
culture che talora maneggiano il nuovo
linguaggio con stupefacenti capacità,
come la sinora ignota Guergana Radeva.
Che ci viene presentata così: nata in
Bulgaria nel ‘67, laureata in ingegneria
elettronica, in Italia dal ’91 «sulla cresta
della grande onda migratoria», domestica, cameriera, pizzaiola... Sposata da una
quindicina d’anni, vive con tre cani e
quattro gatti in Maremma, «saggiando a
fusione lenta il salmastro dell’Argentario,
lo zolfo sotterraneo di Saturnia e il mercurio delle terre rosse del Morellino in
cerca dell’Opera: un romanzo alternativo». E sembra averla subito trovata l’opera con la maiuscola perché questo
«Amalgrab» ipnotizza al punto che viene
da dirle grazie proprio per quello che lei
definisce «il dono infantile della meraviglia».
La trama? E’ come se le moderni nipoti di
Alice passassero di qua e di là fra specchi
come scatole cinesi, fuggendo dai labirinti
e dunque creandone. I personaggi sono
monadi, diadi, triadi e tetradi… Un rebus?
Eppure man mano tutto si chiarisce. Una
favola nera, immorale che recupera il
fascino e l’orrore degli antichi miti con
umani e animali che si accoppiano, infilandosi nei misteri del Carnevale (il
mondo sottosopra), scombussolando il
tempo e i numeri, le colpe e le virtù, il
mestruo e l’anima. Persino i mobili
aumentano di peso e i bambini spariscono nella Città comatosa, inevitabilmente
«nel varco di Carnevale».
Assolutamente da leggere: se almeno in
letteratura preferite che i desideri prevalgono sulla paura, che il veramente nuovo
e strano cacci il vecchio noioso, fatevi
prendere per mano da maga Radeva.
di Gianni Boccardelli
Quando il
teatro è
reciproco
La cultura è nelle spiagge
Giovedi 26 giugno si è tenuto lo spettacolo di teatro reciproco intitolato
"Specchio, specchio delle mie
brame..." per concludere il percorso
di orientamento di gruppo che è stato
rivolte alle donne che usufruiscono
del dormitorio di viale Lenin e che è
stato gestito dall'Associazione Amici
di Piazza Grande Onlus
Uno spettacolo di natura interattiva, il termine di un percorso comune da celebrare
e una serata estiva: questi gli ingredienti
che il 26 giugno hanno animato il giardino
della struttura Casa del Riposo Notturno
Madre Teresa di Calcutta in viale Lenin 20
a Bologna.
Lo spettacolo, con un titolo dal retrogusto
favolistico e accattivante “Specchio, specchio delle mie brame..”, si inserisce nel
filone del teatro reciproco di cui ha tutte le
peculiarità pur rivisitandole per dare risalto alla specificità dell’iniziativa. Il teatro
reciproco è infatti un “teatro di comunità”
che proietta sul palcoscenico l’intreccio di
storie ed esperienze personali nella convinzione che siano degne di attenzione. Il
tutto avvalendosi di una struttura scenica
fluida che permette, e anzi incoraggia,
l’interazione e il ribaltamento dei ruoli. La
reciprocità appunto. “Specchio, specchio
delle mie brame..” ha segnato il termine
del percorso di orientamento di gruppo
che è stato rivolto alle donne che usufruiscono del dormitorio di viale Lenin e che è
stato gestito dall’associazione Amici di
Piazza Grande Onlus. Ma l’intento non è
stato meramente celebrativo. In linea con
la natura fortemente e volutamente interattiva dello spettacolo, ciò che gli organizzatori hanno voluto creare è stata
“un’occasione di incontro con le operatrici
e gli operatori che a vario titolo hanno dei
rapporti con le donne coinvolte dal progetto e/o potrebbero averne”.
Il percorso di orientamento di gruppo si è
inserito nel progetto SIID, Servizio
Itinerante Inserimento Donna, rivolto alle
donne in situazioni di estrema indigenza e
di cui l’Associazione Amici di Piazza
Grande è l’ente attuatore. Il SIID, nonostante si rivolga espressamente alle
donne, non si muove da un’ottica ghettizzante ma da una considerazione realistica.
Infatti come dichiara Maria Assunta
Serenari dell’Associazione in un’intervista
“Le donne sono sicuramente nelle strade
in numero molto inferiore rispetto agli
uomini e questo è una fortuna da un lato.
Dall’altro però quelle che arrivano a quel
punto di grande disagio sono persone che
hanno ben più bisogno degli uomini, bisogno di protezione, bisogno di affetto,
bisogno di luoghi propri”.
All’interno del progetto SIID l’obiettivo
della piena integrazione sociale e lavorativa delle destinatarie è perseguito attraverso iniziative che muovono dalla considerazione delle stesse donne come soggetti attivi in un’ottica partecipativa e flessibile. Quella stessa ottica partecipativa
che ha trovato un riflesso speculare nella
natura interattiva dello spettacolo e quella
stessa flessibilità che la forma prescelta, il
teatro reciproco, ha saputo tradurre agilmente nella fluidità scenica.
di Viviana Melchiorre
[email protected]
piazza grande • n°146 • 07/08.08 11
Storie
come fogli
di via.
La città migrante
Intervista a
Giampaolo Trevisi,
scrittore e poliziotto
La vita di una donna o un uomo stranieri non comunitari in Italia è scandita da impegni burocratici pressanti, a volte drammatici. Un passaggio
obbligato è quello delle code all’ufficio immigrazione della questura.
Giampaolo Trevisi, vice questore di
Verona, ha raccolto le storie ascoltate e vissute nei sei anni di servizio
all’Ufficio immigrazione della città
scaligera e ne ha fatto un libro di
racconti, Fogli di via (Emi, 127 pagine, 8 euro). 18 storie che raccontano
problemi concreti quanto possono
esserlo una richiesta di permesso di
soggiorno, di asilo politico o di
ricongiungimento familiare, ma che
cercano una conclusione in un finale
onirico e fiabesco.
Con Trevisi partiamo proprio dalla
fine: la chiusura surreale è solo una
scelta stilistica o è un espediente
narrativo per rendere le storie più
“appetibili”, per farle arrivare
meglio?
Diciamo che è stato un modo per far finire le storie un po’ meglio rispetto a quello che nella realtà succede veramente. In
realtà il titolo originale doveva essere”
Racconti strani…eri” perché erano racconti sì stranieri dato che i protagonisti
sono soprattutto loro e non io che sono
un poliziotto, e poi come vedi sono strani
perché hanno tutti questo finale un po’
fantasioso.
Insomma, se ti devo dire la verità il libro
è nato come una specie di fuga perché io
scrivevo di notte e questo diventava un
modo per poter tornare a fare il mio
lavoro il giorno dopo. Di solito le giornate all’ufficio immigrazione si concludevano sempre con un fallimento perché
lavoravi tanto ma non riuscivi mai a
accontentare tutti come avresti voluto.
Invece dandogli questo finale è un modo
come un altro per far credere anche a
me di aver terminato meglio la giornata.
Ma c’è anche la seconda finalità il fatto di
fare questo finale così rende ilo racconto
più fruibile e nello stesso modo porta a
far riflettere su una determinata questione. Leggendoli di seguito insieme si può
riflettere su quello che è l’asilo politico, il
ricongiungimento familiare, ecc. Ho visto
anche alcuni bambini che hanno letti i
racconti avvicinarsi più facilmente a dei
temi che se si affrontassero solo dal
punto di vista giuridico sarebbe una
noia. Però è nato tutto soprattutto come
una fuga da parte mia perché mi consentiva di staccarmi dalla realtà.
Si può dire quindi che ti sei posto
anche una finalità divulgativa o educativa?
Al di là di ideologie politiche sono riuscito
a affrontare, anche in occasione di presentazioni in sede locale, questi argomenti con gente che altrimenti non
avrebbe mai affrontato il problema immigrazione perché su questi temi spesso si
ragiona a compartimenti stagni.
Questi racconti ti danno almeno la possibilità di parlarne, di riflettere, per cui tra
virgolette c’è una finalità educativa. Ti
dico che di solito le presentazioni sono
sempre molto lunghe perché ogni racconto ti permette di spaziare su diverse
questioni.
12 piazza grande • n°146 • 07/08.08
Tutto è partito da un racconto
L’Africa in un cassonetto che ha
vinto il primo premio al concorso
“Narratori in divisa.” Si parla di
un’operazione di polizia contro gli
ambulanti senegalesi che finisce con
una magica scoperta.
Quello in realtà è il padre di tutti i racconti con quello ho partecipato a un concorso organizzato dalla rivista della polizia che si chiama “Polizia moderna” che
fa un po’ ridere perché sembra Donna
moderna. Avevo appena fatto quel servizio alla ricerca dei “vu cumprà” in centro.
È quasi tutto vero perché il giorno dopo
quel servizio giravo in borghese quando
ho visto un vu compra, che ovviamente
non mi aveva riconosciuto senza divisa,
che nascondeva la sua roba all’interno di
un cassonetto che mi ha guardato e mi
ha detto: “…perché c’è la polizia di là” e
io mi sono messo a ridere. Allora ho collegato le cose ed è venuto fuori questo
racconto. L’Africa in un cassonetto è
stato il primo, ma mi ha dato lo spunto
per tutti gli altri. È anche vero che quel
titolo da un po’ il senso a tutto poteva
essere quello il titolo di tutti i racconti,
credo che sia importante che ognuno di
noi qualunque lavoro faccia possa trovare l’africa in un cassonetto, dietro l’angolo cioè mettersi nei panni di chi sta dall’altra parte della scrivania o dello sportello e di non rimanere ancorati al nostro
quotidiano.
È un mio pregiudizio pensare che
una questura non sia un ambiente
florido di scrittori? Come vedono i
tuoi colleghi questo secondo lavoro?
All’inizio è stato un po’ strano perché
comunque c’è chi ti dice, dentro e fuori
la questura, tu sei poliziotto e devi fare il
poliziotto, perché scrivi? Non è previsto
che un poliziotto scriva… e poi la solita
battuta: se scrive ha poco da lavorare.
In realtà questi racconti li ho scritti nei
miei sei anni di ufficio immigrazione in
cui lavoravo dalle 8 del mattino alle 9 di
sera,cosa che mi ha aiutato a perdere
tutti i capelli. Ho scritto quando andavo
in ferie, un po’ di notte quando soffrivo
di insonnia. È stato un lavoro durato un
anno e mezzo non in un mese, poi chi ha
avuto modo di leggere i racconti li ha
apprezzati. Ti dico non è il racconto di
una mosca bianca, sono sentimenti che
tanti poliziotti sentono io li ho tirati fuori
con i racconti, altri li tengono dentro. C’è
chi dice sei contro la polizia, no è un
modo per far capire che anche in polizia
c’è gente che certe cose le sente e cerca
di svolgere il suo lavoro nel migliore dei
modi, poi i risultati per una serie di moti-
vi, metti le norme ecc. non sono così
evidenti.
Però in un racconto, Almeno quaranta, in cui 40 poliziotti scortano un
gruppo di immigrati durante il viaggio nel loro paese d’origine, l’oggetto della tua critica è proprio la negligenza e la scarsa sensibilità di alcuni
poliziotti…
In polizia come in tanti altri ambienti c’è
chi svolge il suo lavoro come fosse una
missione e chi come fosse un lavoro
normale. In quel racconto si parla di
quelle persone che lo svolgono senza
interesse, senza passione e soprattutto
senza rispetto per delle persone sicuramente più sfortunate perché per noi era
un viaggio di andata e ritorno invece per
loro era solo andata e per tornare nel
loro paese. Era una critica per quella
parte della polizia.
Credi che sia necessaria una maggiore formazione per gli agenti
impegnati in servizi così delicati?
Sì, soprattutto nel rapporto con i cittadini extracomunitari. Non nascondo che la
maggior parte degli interventi su strada
sono a carico di cittadini extracomunitari
nel 99% dei casi clandestini o irregolari
come li si vuole chiamare. Allora il
rischio è che il poliziotto superficiale o
non particolarmente attento possa fare
l’equazione extracomunitario uguale
delinquente, quindi una formazione culturale su questo non guasterebbe non
solo in polizia ma un po’ ovunque anche
sui giornali per esempio. Penso che una
percentuale altissima dei regolarmente
soggiornanti sono persone che si comportano nel migliore dei modi, sono integrate e cercano di fare di tutto per integrarsi. ma anche per i clandestini è sbagliato generalizzare perché c’è chi non
ha nessuna voglia di integrarsi e chi
farebbe carte false per un permesso di
soggiorno.
Una critica al tuo libro mi pare inevitabile: non credi che ti si possa rimproverare un po’ di retorica?
Ti ringrazio, è la prima volta che mi
viene fatta questa critica, di solito ricevo
sempre critiche positive, ti ringrazio perché sicuramente è possibile che qualcuno
la veda così, ma non è con quello scopo
che l’ho fatt. Capisco che è un pensiero
che può venire fuori, il poliziotto che se
ne lava le mani un po’ alla Ponzio Pilato.
Anzi ovunque vado finisco per parlare di
determinati argomenti, e uno degli scopi
era proprio quello, fare arrivare quei
temi a più persone. Non è un lavarsene
Foto Archivio Piazza Grande
le mani, o dire guardate che siamo
anche buoni.
Ne La fuga innocente l’occupazione
di una chiesa da parte di famiglie
rom si risolve con la fuga giocosa di
un gruppo di bambini. Nella realtà
temo che sarebbe finita peggio. Che
spazio c’è nella realtà per la soluzione dei problemi dei migranti?
Esistono soluzioni normative che potrebbero migliorare le cose, non dico risolvere tutti i problemi. Devo dire la verità se
io mi trovassi davanti un foglio bianco e
dovessi scrivere io la normativa sarei in
grossa difficoltà, è vero che scrivere racconti fantastici facilita la cosa. Credo che
determinate cose si possano realmente
risolvere, per esempio una legge sui rifugiati politici, per cui i riconoscimenti si
possano avere in tempi più brevi; invece
di restrizioni dovrebbe esserci agevolazione per il ricongiungimento familiare
che è uno strumento importante per l’integrazione. La prima cosa da fare sarebbe facilitare la vita a chi sta regolarmente e aspetta un anno due anni per avere
un appuntamento, allungare la durata
dei permessi di soggiorno, perché molto
spesso ci sono permessi che durano solo
un anno per lavori a tempo determinato.
Ecco pretendiamo che gli immigrati si
integrino ma non facciamo niente per
agevolarli. Io comunque sono un poliziotto e sono pure contento di esserlo, e
credo che se si trovassero soluzioni normative le cose migliorerebbero anche dal
punto di vista della sicurezza, perché la
polizia avrebbe più risorse per colpire
quelli che sono i “cattivi”, italiani o stranieri. In realtà si spende moltissimo in
un apparato burocratico enorme che fornisce, secondo me, un servizio scadente
e nello stesso tempo ci fa perdere uomini
e mezzi in maniera straordinaria.
Qual è il tuo prossimo progetto letterario?
Finita sta cosa la promozione di Fogli di
via che è andata anche bene, mi dice la
casa editrice stamperà altre copie, tornerò a un libro sul G8 che avevo abbandonato. Adesso mi stavo dedicando a
questa cosa qua, anche se è un terreno
ancora più minato. Ero uno dei funzionari aggregati a Genova nel 2001, avevo
fatto dei turni con dei nuclei pronto
impiego, quindi in qualche modo l’ho vissuto direttamente, compreso la scuola
Diaz, dove per fortuna non sono entrato,
sono restato fuori. Ti terrò informato.
di Leonardo Tancredi
[email protected]
La pagina dell’associazione
ASSOCIAZIONE AMICI DI PIAZZA GRANDE ONLUS: le attività
L'Associazione Amici di Piazza Grande Onlus è il luogo in cui i cittadini svantaggiati si organizzano per risolvere i propri problemi, per mettere
assieme capacità e idee, per costruire occasioni di reddito, per affrontare il problema della abitazione, per migliorare le prestazione dei servizi
della città e per autogestirsi. L’Associazione, in oltre dieci anni di vita ha dato impulso ad una progettualità ricca di iniziative. Attualmente tra le
attività di Piazza Grande ci sono il giornale, il BiciCentro, la Sartoria, il Teatro, il Servizio Mobile di Sostegno e lo Sportello di Avvocato di strada.
Per info
e preventivi
Tel.051349383
Faremondi
Cooperativa sociale di Piazza Grande
sgomberi cantine e appartamenti
pulizia piazzali e giardini
trasporti e consegne in città e provincia
tinteggiatura appartamenti
smaltimento materiali vari
assistenza e riparazione biciclette elettriche
Preventivi e informazioni
Telefono 051 4222046
Cellulare 392 9888574
Avvocato
di strada
Lo sportello legale
al servizio delle persone
senza fissa dimora
I ricevimenti
Tel. 051397971, Fax 0513370670
Cell. 3939895695
Sede di Avvocato di strada
Sportello di diritto penale: lunedi ore 15 - 17
Sportello di diritto civile: giovedi ore 15 - 17
Si riceve anche senza appuntamento.
Via Lodovico Berti 2/9. Bus: 33, 35, 86
Casa del riposo notturno “Massimo Zaccarelli”. Sportello di diritto penale e civile: il
secondo e il quarto giovedì del mese. Ore 19 - 20. Si riceve anche senza appuntamento. Via del Lazzaretto 15. Bus: 17, 18
- “Rifugio notturno solidarietà”. Sportello di diritto civile e penale: terzo giovedì del
mese dalle 20 alle 21. Si riceve anche senza appuntamento. Via del Gomito 22. Bus:
25
- Struttura “Madre Teresa di Calcutta”. Sportello di diritto civile e penale: quarto giovedì del mese dalle 19.30 alle 20.30. Si riceve anche senza appuntamento.
Viale Lenin 20, Bologna. Bus: 25
2008
Il cinque
per mille della
tua dichiarazione
dei redditi a
Piazza Grande
La legge finanziaria n. 266/2005 ha introdotto per l'anno 2007 la possibilità per
La possibilità di scelta della destinazione
pari a cinque per mille dell'imposta sul
di sussidarietà fiscale, poiché i finanzia-
tutti i contribuenti di destinare una quota
reddito delle persone fisiche a enti non
profit che abbiano le seguenti finalità:
a) sostegno del volontariato, delle onlus,
canismo potranno integrare o anche sostituire quelli pubblici.
L'Associazione Amici di Piazza Grande
sciute;
idonee a beneficiare del diritto al "cinque
di altre fondazioni e associazioni ricono-
b) finanziamento della ricerca scientifica e
delle università;
c) finanziamento della ricerca sanitaria;
residenza del contribuente;
Il contribuente può decidere di destinare il
cinque per mille dell'IRPEF relativa al
periodo di imposta 2007, apponendo la
firma in uno dei quattro appositi riquadri
che figurano nei modelli di dichiarazione
specificando il codice fiscale del soggetto
preferito.
Sede legale:
Via Antonio Di Vincenzo 26/F (BO) Tel: 051.372223
Fax: 051.4158361 Sito web: www.cooplastrada.it
Mail: [email protected]
menti versati dai cittadini con questo mec-
delle associazioni di promozione sociale e
d) attività sociali svolte dal comune di
Servizi di pulizia e custodia - servizi di accoglienza, orientamento e
accompagnamento di persone disagiate
cinque per mille rappresenta un esempio
Questa disposizione non è alternativa al
meccanismo dell'otto per mille, e non rappresenta una spesa ulteriore per il contribuente.
Onlus è tra le organizzazioni non profit
per mille". Dal 1993 Piazza Grande Onlus
promuove iniziative concrete per contrastare l'esclusione sociale e affermare i
diritti delle persone senza fissa dimora.
Per aiutare sempre più persone abbiamo
bisogno del sostegno di tutti.
Da quest'anno un modo semplice per
sostenere l'Associazione è devolvere il
5x1000 della propria dichiarazione dei
redditi. La destinazione del 5x1000 è una
scelta soggettiva, che non incide sul tuo
reddito. Ti proponiamo di devolvere il tuo
all'Associazione Amici di Piazza Grande
Onlus inserendo nello spazio dedicato al
5x1000 il codice fiscale dell'Associazione:
92038070378
piazza grande • n°146 • 07/08.08 13
On the road
Gli appuntamenti dell’estate di Piazza Grande
Musica
9 luglio, ore 21
Melody Garlot
musica per la notte
Piazza Verdi
Ingresso gratuito
Info: 051 203040
La voce jazz e blues dell’americana Melody Garlot presenta l’album
‘Worrisome heart’, undici pezzi
scritti per le notti in cui non si ha
voglia di dormire e di fare niente
di particolare.
11 luglio, ore 21.30
Comaneci in concerto
18 luglio, ore 21.30
29 luglio, ore 21.30
Piazza Santo Stefano
Piazza Verdi
Mike Patton
e la canzone italiana
Ingresso gratuito
Info: 051 203040
La voce dei Faith No More in
‘Mondo cane’, una celebrazione
delle canzoni italiane anni ’50 e
’60: da Modugno a Celentano, da
Paoli a Tenco. Mike Patton è
accompagnato dalla Filarmonica
Arturo Toscanini e dalla Band
Coralli di Torino.
Juno Falls
neo folk dall’Irlanda
Ingresso gratuito
Info: 051 203040
Per la rassegna ‘Julive’, il gruppo
irlandese presenta l’ultimo lavoro
‘Weightless’.
31 luglio, ore 21.30
Joan as Police Woman
20 luglio, ore 21
Chico César
porta il Brasile in città
Piazza Santo Stefano
Ingresso gratuito
Info: 051 203040
Un ponte tra Brasile e musica
d’autore italiana. Un doppio concerto con Chico César, una delle
nuove voci brasiliane, e Jacaré,
gruppo italiano vincitore del premio Iceberg 2007.
Parco 11 settembre 2001
24 luglio, ore 21.30
Ingresso gratuito
Piazza Santo Stefano
Via Riva Reno 72
Il coro di Taiwan
Info: 051 6493772
Ingresso gratuito
Prende il nome dalla celebre Nadia
Comaneci il trio ravennate di pop
acustico. Dopo due ep autoprodotti, il gruppo presenta il suo disco
di esordio, ‘Volcano’.
13 luglio, ore 21.30
Il Conservatorio
in un omaggio a Bach
Basilica di S. Paolo Maggiore
Via de’ Carbonesi 18
Ingresso gratuito
Piazza Santo Stefano ospita il
National Experimental Chorus of
Taiwan, coro di Taiwan formato da
40 elementi che propone musiche
popolari taiwanesi. A seguire la
McMurry
University
Wind
Ensemble, 45 strumentisti provenienti dal Texas che propongono
musiche del novecento di autori
inglesi e americani.
26 luglio, ore 21.30
Folk punk tzigano
Info: 051 221483
I musicisti del Conservatorio ‘G.B.
Martini’ in un concerto tutto dedicato a Johann Sebastian Bach.
il ritorno di Kusturica
Ingresso gratuito
Ingresso gratuito
Piazza Verdi
Piazza Santo Stefano
Info: 051 203040
Emir Kusturica & The No Smoking
Orchestra tornano a Bologna con
uno spettacolo completamente
nuovo. Protagoniste come sempre
le atmosfere balcaniche, mescolate con rock e punk.
My awesome mixtape
dal vivo per ‘Julive’
Piazza Verdi
Ingresso gratuito
Info: 051 203040
Uno dei gruppi più interessanti
dell’indie rock italiano in concerto
per la rassegna ‘Julive’.
5 luglio, ore 21
Info: 051 203040
Si intitola ‘To Survive’ l’ultimo
lavoro di Joan As Police Woman,
l’autrice, cantante e multistrumentista che ha stregato i fan di tutto
il mondo.
1 agosto, ore 21.30
La bossa nova
di Toquinho
Info: 051 203040
‘Contro tutte le sbarre del mondo’,
uno spettacolo che racconta la
creatività e la forza dell'amore per
la liberazione della persona
umana. Lo spettacolo sarà accompagnato dalla musica dal vivo del
Quartetto Klez.
La voce di Ginevra Di Marco, il pianoforte di Francesco Magnelli
(entrambi ex Csi) e i fiati di Enzo
Avitabile accompagnano ‘Canta
libera terra’, una performance teatrale con 50 ragazzi. La voce narrante di Fabio Galanti racconta la
storia di Giuseppe Di Matteo, ucciso dalla mafia a soli 13 anni perché figlio di un pentito. Lo spettacolo, che vedrà la piazza trasformarsi in un campo di grano della
Sicilia, è organizzato insieme a
Cooperare con libera terra, l’agenzia che si occupa di coltivare i terreni confiscati alle mafie.
Cortile d’Ercole
Via Zamboni 33
Uno spettacolo ispirato al celebre
saggio di Hannah Arendt sui crimini dei nazisti. Con Paolo Bigatto.
Per la rassegna ‘Di santa ragione’,
aperta fino al 10 luglio.
14 luglio, ore 21.30
Arriva ‘Bahok’
la danza multiculturale
Ingresso gratuito
Info: 051 203040
Il grande artista brasiliano rende
omaggio alla sua terra con un concerto dedicato ai cinquant'anni
della bossa nova.
27 luglio, ore 21.30
Ingresso gratuito
Come ogni anno si rinnova la
memoria del 2 agosto 1980 e della
strage fascista alla stazione di
Bologna. Per non dimenticare e
chiedere finalmente la verità sulla
strage si può usare anche la musica. Tutti in piazza quindi per il
concerto dell’Orchestra del
Comunale, diretta da Vito
Clemente.
11 agosto, ore 21.30
Yuri Bashmet
e Massimo Quarta
Musica dalla Spagna
Ingresso gratuito
Cortile del Terribilia
Piazza Santo Stefano
Yuri Bashmet, definito dal Times
‘uno dei più grandi musicisti viventi
al mondo’, e Massimo Quarta, violinista di fama internazionale accompagnati dalla prestigiosa orchestra
dei Moscow Soloists, composta dai
migliori giovani diplomati del
Conservatorio di Mosca.
14 piazza grande • n°146 • 07/08.08
1 agosto, ore 21.30
Paladozza
Ingresso 30 euro
Info: 051 6153370
La Fura dels Baus porta in scena il
suo ultimo lavoro ‘Imperium’,
interpretato unicamente da donne.
Una protesta contro le differenti
forme di potere, un invito a pensare contro corrente e ad accogliere
il piacere della diversità.
18 e 19 luglio, ore 21.30
Teatro e integrazione
Pinacoteca Nazionale
Cortile del Terribilia
Info: 051 203040
Londinese di origini bengalesi, il
coreografo Akram Khan è la star
che ha cambiato il panorama della
danza contemporanea internazionale. In ‘Bahok’, la sua compagnia
incontra quattro danzatori classici
del Balletto nazionale cinese.
15 luglio, ore 21.45
Il cabaret
dei Tingeltangel
Piazza San Giuseppe
Via Belle Arti 56
I Tingeltangel erano i mitici locali
tedeschi, pieni di fumo, sedie e
tavolini, dove si facevano spettacoli di cabaret. Lì, negli anni ’20, Karl
Valentin si esibiva di fronte al suo
pubblico. Oggi il suo repertorio di
sketch, monologhi, dialoghi e atti
unici torna a vivere sul palco.
Info: 051 203040
Ingresso gratuito
Info: 051 203040
Lo spettacolo ‘Io’ unisce le due
forme di creatività di Antonio
Rezza: forma e drammaturgia.
Info: 051 203040
Da 22 al 29 agosto, ore 21.30
Ingresso gratuito
In ‘Grande circo inferno’, la
Compagnia Teatro dell’Argine
riflette sull’utilità del teatro nel
processo di integrazione di chi è
da poco arrivato in un paese straniero. Guardando con un occhio ad
Aristofane e con l’altro a Brecht.
Via Indipendenza 44
Ingresso gratuito
Piazza Verdi
Via Belle Arti 56
Chiostro dell’Arena del Sole
Piazza Santo Stefano
Antonio Rezza
Piazza Azzarita 8
Dall’Africa
l’arte dei Griot
Ingresso gratuito
‘Por la tierra el canto’, ovvero un
assaggio della musica spagnola fra
’800 e ’900, con Paolo Forlani chitarra e Saverio Mazzoni letture.
Info: 3343998767
21 luglio, ore 21.30
Pinacoteca Nazionale
Ingreso gratuito
Ex Ospedale Roncati
Viale Pepoli 5
Ingresso gratuito
Piazza Santo Stefano
Piazza Maggiore
29 luglio, ore 21
Oltre le sbarre
Ingresso gratuito
Museo di Palazzo Poggi
Ingresso gratuito
Fura dels Baus
Piazza Santo Stefano
La banalità del male
Piazza Santo Stefano
15 e 16 luglio, ore 21.30
Libera dalla mafia
8 luglio, ore 21
2 agosto 1980,
un concerto
per non dimenticare
15 luglio, ore 21
16 luglio, ore 21.30
Teatro
2 agosto, ore 21.15
Lotta, lavoro e amore
Ecco i canti delle donne
Concerto di canti popolari con
Paola Sabbatani, voce e fisarmonica, e Roberto Bartoli, contrabasso,
a favore della ‘Casa delle donne
per non subire violenza’.
“Gentili lettori,
gli appuntamenti di questo numero sono gratuiti,
tranne quelli accompagnati da questa faccina”
Da 10,50 a 13,40 euro
Info: 051 2910910
Il circo della pace
Piazza Scaravilli
Ingresso gratuito
All’inizio degli anni ’90 nel sottosuolo di Bucarest vivevano centinaia di bambini abbandonati.
Grazie a Miloud, clown di origine
francese, alcuni di loro sono diventati giocolieri, acrobati e pagliacci,
ma soprattutto ambasciatori di
speranza per tutti i bambini la cui
infanzia viene negata.
23 e 24 agosto
Reading sul fiume
In Africa i Griot sono musicisti,
cantastorie, narratori, insomma i
custodi della cultura orale e della
memoria collettiva. La loro arte
arriva a Bologna, attraverso la
musica e le danze degli Anyewa
Mandeng e del suo fondatore
Sourakhata Dioubate.
25 luglio, ore 21.30
Lighea
Pinacoteca Nazionale
Cortile del Terribilia
Via Belle Arti 56
Ingresso gratuito
Info: 051 203040
Lo spettacolo è liberamente ispirato al racconto di Giuseppe Tomasi
di Lampedusa ‘La Sirena’.
L’ambientazione sonora sono le
libere elaborazioni per clarinetto
basso delle Suite per violoncello
solo di J. S. Bach.
Via Triumvirato/via Emilia
Ingresso gratuito
Prenotazione obbligatoria
Info: 340 730460
Uno spettacolo itinerante lungo la
riva sinistra del fiume Reno.
Durante il percorso il pubblico
incontrerà poeti, musicisti, installazioni, attori. Con Compagnia
d’arte Drummatica, Compagnia
Avvolte l’inverso di Raffaello Ugo,
Stella Saladino, Teatro dei Mignoli,
Nicola Frangione.
Cinema
5 luglio, ore 22
Un’orchestra
per il cinema ritrovato
25 luglio, ore 21.45
Giuseppe Battiston
presenta ‘Non pensarci’
Ingresso gratuito
Dal 9 al 16 luglio
I cortometraggi
del cinema lesbico
Parco 11 settembre 2001
Via Riva Reno 72
Ingresso gratuito
Info: 051 6493772
Giunge alla seconda edizione
‘Some prefer cake’, rassegna di
di
cinema
lesbico.
corti
Protagoniste cineaste indipendenti
da tutto il mondo e di tutti i generi, fino all’animazione.
10 luglio, ore 20
Meduse
Via Serlio 25/2
Da 4 a 5,50 euro
Info: 333 8793477
Uno dei più divertenti film della
stagione, ‘Non pensarci’ di Gianni
Zanasi, introdotto dall’attore
Giuseppe Battiston. Il film e l’attore sono anche all’Arena Gran Reno
di Casalecchio, sempre venerdì 25
(ore 21.45, nel centro commerciale Carrefour, ingresso 5 euro).
28 luglio, ore 21.45
Persepolis
Parco 11 settembre 2001
Via Riva Reno 72
Ingresso gratuito
Info: 051 6493772
Dal fumetto all’animazione,
Marjane Satrapi continua a raccontare il suo Iran.
6 agosto, ore 21
Match Point
Cinema Odeon
Via Mascarella 3
Ingresso gratuito
Info: 051 6569003
Incroci di vite a Tel Aviv in
‘Meduse’, pellicola vincitrice del
premio Camera d’Or all’ultimo
Festival di Cannes. In sala anche
gli autori Shira Geffen e Etgar
Keret.
16 luglio, ore 21.30
6 luglio, ore 21.15
Ragazzi
Piazza Verdi
9 luglio, ore 21
Info: 051 20340
Giardino del Guasto
Bologna noir
Ingresso gratuito
Ingresso gratuito
I crimini della banda della Uno
Bianca, fra il 1987 e il 1994, sconvolsero Bologna e l’Italia. Una storia nera ricostruita in tutte le sue
ombre per il ciclo ‘Bo noir’.
Info: 051 203040
Arena Puccini
3 agosto, ore 21.15
Gli anni dell’Uno Bianca
Piazza Verdi
Piazza Maggiore
L’Orchestra del Comunale, diretta
da Timothy Brock, accompagna
dal vivo la proiezione di storici
corti come ‘Entr’acte’ di René Clair
e ‘Le ballet mecanique’ di Fernand
Legér.
Incontri
Negli anni ’80 Bologna si tinge di
nero e diventa teatro di violenze e
sequestri. Ripercorre quell’epoca
l’incontro ‘Paura a Bologna – storie
di rapimenti bolognesi’, primo
appuntamento del ciclo ‘Bo-noir’.
7 luglio, ore 21.30
L’isola dei pirati
18 agosto, ore 20
Notte di tango
al Baraccano
L’Israele di Lizzie Doron
Piazza Nettuno 3
Sala Borsa Ragazzi
Incontro con la scrittrice israeliana
Lizzie Doron, autrice di ‘Perché
non sei venuta prima della guerra?’. La serata fa parte di ‘Sotto la
stella di Davide: Festival della letteratura israeliana 2008’, in programma fino al 16 luglio.
Giardini del Baracccano
Viale Gozzadini 1-3
Notte di tango al Baraccano con la
serata ‘La Milonga’.
Memo
Gino Paoli a Ferragosto
Il cantautore genovese in piazza Maggiore
per il tradizionale concerto del 14 agosto
Ferragosto, in programma come
del tradizionale concerto di
ogni anno in Piazza Maggiore.
Inizia con uno degli ultimi successi
di Woody Allen la rassegna cinedelle
Officine
matografica
Minganti, che propone film gratuiti
ogni mercoledì e giovedì di agosto.
L’autore di capolavori indimenticabili come ‘Il cielo in una stanza’ e ‘Senza fine’ sarà accompa-
20 agosto, ore 21.30
gnato per l’occasione dal jazzi-
sta Danilo Rea. Paoli rimane uno dei più grandi espo-
nenti della musica italiana, capace di traghettarla
dalle ‘canzonette’ a qualcosa di molto vicino alla poe-
Via Andreini
sia, insieme ad altri grandi della scuola genovese
Info: 051 6337511
del 14 agosto, oltre ai suoi più grandi successi, l’arti-
come Fabrizio De André e Luigi Tenco. Nel concerto
sta proporrà le più belle canzoni del cinema.
Il film di Mark Herman è un excursus nell’Inghilterra degli anni ’80,
sospesa tra scioperi e libero mercato. Lo spettacolo è gratuito, ma
gli spettatori sono invitati a portare le sedie da casa.
Parco Pasolini
22 luglio, ore 21.45
Info: 051 6337511
Sandra Ceccarelli
e ‘Il resto della notte’
Via Pirandello
Ingresso gratuito
Nel 1994 ‘L’odio’ di Mathieu
Kassovitz anticipava già le rivolte
e le tensioni delle banlieues parigine. Oggi il film è più attuale che
mai e merita di essere rivisto. Lo
spettacolo è gratuito, ma gli spettatori sono invitati a portare le
sedie da casa.
26 agosto, ore 21
Arena Puccini
Via Serlio 25/2
Da 4 a 5,50 euro
Info: 333 8793477
L’attrice Sandra Ceccarelli introduce il film di Sandro Munzi ‘Il resto
della notte’, di cui è protagonista.
Fantascienza anni ’60
all’Arena Orfeonica
Arena Orfeonica
Via Broccaindosso 50
Ingresso 3 euro
Proiezione del film di Antonio
Margheriti ‘I criminali della galassia’. Prima del film il progetto di
‘Videoinstallazioni Superfici1.0’ a
cura delle ronde Hansy-Lumen.
10 luglio, ore 21
24 agosto, ore 15
Piacere e divieti
con Oliviero Toscani
Viaggio a Misa
Cortile d’Ercole
Da 7 a 8 euro
Museo di Palazzo Poggi
Via Zamboni 33
Una lezione del fotografo Oliviero
Toscani sul tema ‘Si può fare? Il
piacere e i divieti nel pubblico e
nel privato’. L’incontro rientra nel
ciclo ‘Di santa ragione’.
13 luglio, ore 15.45
Un giorno di nonviolenza
Eremo di Ronzano
Via di Gaibola 18
Info: 051 581443
Una giornata per parlare di nonviolenza e per festeggiare i 30
anni del centro Il Melograno
(www.centromelograno.it).
Ingresso gratuito
Prenotazione obbligatoria
Ingresso gratuito
Ingresso gratuito
Ingresso gratuito
La compagnia Abruzzo Tucur presenta le avventure di un piccolo
marinaio tra colpi di scena, tempeste, bonacce e pirati cattivissimi.
L’evento rientra nella rassegna ‘Estate al Guasto’, che fino al 15
settembre propone spettacoli e
animazioni per i più piccoli.
Info: 051 6569003
Via della Liberazione 15
Giardino Gino Cervi
Info: 051 2965700
Via Belle Arti 56
Ingresso gratuito
Info: 051 2194411
Laboratori e animazioni per scoprire la nuova Sala Borsa. Succede
nella rassegna ‘Riapre Sala Borsa.
Vieni, andiamoci di corsa’, in programma fino al 30 luglio. L’8 luglio
in programma c’è ‘Alberi parlanti e
cavalli magici’, letture animate e
costruzione di un taccuino di viaggio con Marica Morichetti della
Cooperativa Culturale Giannino
Stoppani.
Parco di Villa Spada
Via Casaglia 1
Ingresso gratuito
Una rassegna di letture, narrazioni
e brevi performances teatrali con
gli attori del Teatro dei Mignoli.
Un mercatino dove i più piccoli
potranno esporre libri, giochi, figurine e tutto ciò che desiderano
scambiare. Per gli adulti, invece,
una mostra mercato di oggetti di
artigianato artistico.
22 luglio, ore 21.30
Caccia al tesoro
in piazza Verdi
Piazza Verdi
Ingresso gratuito
Prenotazione consigliata
Info: 339 6185682
Una caccia al tesoro collettiva,
organizzata dalla rivista Argo, per
riscoprire la piazza come luogo da
vivere. Indizi musicali, narrativi,
poetici, pittorici, geografici, storici
per scoprire dov’è nascosto il tesoro che tutti cerchiamo. Una banda
di musici, giocolieri, attori e cantori per una serata di divertimento
aperta a tutti.
4 agosto, ore 21
Il Gorilla Quadrumano
Via Pietralata 58/60
Ingresso gratuito
Info: 051 526311
Gag clownesche, musica e poesia.
‘I sogni nella valigia’ è uno spettacolo onirico a cura di Luca Rosetti.
Rientra nella rassegna ‘Saragozza
dei bambini’, in programma fino al
31 luglio. Fra i prossimi appuntamenti ‘Lino il topolino coraggioso’,
il 25 luglio alle 21.
12 luglio
Notte sotto le stelle
al Giardino del Guasto
Giardino del Guasto
Via del Guasto
Ingresso gratuito
Info: 339 5733829
13 luglio, ore 17.30
Angeli nel parco
Ingresso gratuito
Quartiere Saragozza
Info: 051 916750
Dal 27 al 29 agosto, ore 21
Via del Paleotto 1
Sul palco
i sogni di un clown
Marzabotto
Visita agli scavi archeologici dell’antica città etrusca di Misa.
Prenotazione obbligatoria al numero di telefono 051 916750.
Casa del Paleotto
8 luglio, ore 21
Bimbi e accompagnatori possono
fermarsi con il pigiamino a dormire
sotto le stelle del Giardino del
Guasto, in una notte a cura di
Antonella Tandi.
Area scavi archeologici
Il mercatino
del baratto
Info: 051 4433307
Offerta libera
Tanti incontri
alla nuova Sala Borsa
Cortile del Terribilia
Officine Minganti
Grazie, signora Thatcher!
Via del Guasto
8 luglio, ore 17
Pinacoteca Nazionale
Sarà Gino Paoli il protagonista
L’odio delle banlieues
20 luglio, ore 16
Piccola storia
di una macchia nera
Parco 11 settembre 2001
Giardino del Guasto
Via del Guasto
Offerta libera
Info: 339 5733829
Il re è disposto a tutto pur di
entrare in possesso del Gorilla
Quadrumano, un fantastico animale. Ma per riuscirci dovrà affrontare mille avventure.
15 agosto
Festa di Ferragosto
al Paleotto
Casa del Paleotto
Via del Paleotto 1
Ingresso gratuito
Giochi con l’acqua, laboratori creativi, clownerie. Dalle 10 fino al
tardo pomeriggio si fa festa con
Ugo Paciugo alla Casa del
Paleotto. A cura della compagnia
‘Rosaspina. Un teatro’
Via Riva Reno 72
Ingresso gratuito
Info: 051 6493772
La poetica storia di una Macchia
N e ra c uri o s a e se n si b i l e , a l l a
ricerca di nuovi amici. A cura dell'associazione Baba Jaga. Lo
spettacolo rientra nella rassegna
‘Sentieri nel parco’, in programma ogni domenica (con un incontro finale il 30 luglio), sempre
alle 17.30.
‘On the road’ è realizzato
in collaborazione con
AGENDA (www.agendanet.it)
Per segnalazioni e comunicati
si può scrivere all’indirizzo email [email protected] o
telefonare allo 051 330155.
piazza grande • n°146 • 07/08.08 15
Informazioni e punti di ascolto
1. Comune di Bologna, Servizio Sociale Adulti
Per tutti gli adulti in difficoltà, dai 18 ai 65 anni. Via
Sabatucci, 2. Tel. 051/245156. Aperto dal lunedi al
sabato dalle h.9 alle h.13
2. Associazione Posto d’Ascolto ed Indirizzo Città
di Bologna. Informazioni relative a dormitori, mense,
docce. 1° binario Stazione Centrale - Piazza Medaglie
D’Oro, Tel. 051/244044. Dal lun al ven, h.9-12, 15-18,
sab h.9-12
1. Lista per entrare nei dormitori. Per le persone che
vogliono essere inserite nella lista unica per l’accesso
alle strutture di accoglienza notturna. Lun-Sab, h.10 13, presso il Servizio Sociale Adulti di via Sabatucci n.2
4. Centro di Ascolto Italiani della Caritas Adulti italiani in difficoltà, assistenza, informazioni e percorsi di
reinserimento sociale. Via S. Alò n.9, Bologna. Tel. 051
221296, fax 051 273887. Lun, Mart, Merc, h.9-11.30.
Giov, h.14-16.30 (senza appuntamento).
5. Centro di Ascolto Immigrati della Caritas
Diocesana Ascolto, informazioni e assistenza per persone straniere. Via Sant'Alò 9, 40126 Bologna. Tel. 051
221296, Fax 051 273887 Lun 14-16; giov e ven 9-11.30
6. Servizio Integrazione Interculturale del Comune
di Bologna Cittadini stranieri con permesso di soggiorno
o in attesa di regolarizzazione. Informazioni e orientamento. Viale Vicini 20, Tel. 051/2195500. Lun h.9-13,
mart e giov h.15-18, sab, h.9-13
7. Associazione L’Arca Ascolto e informazione per
tutte le persone disagiate. Via Zago, 14, Tel.
051/6390192. Dal lun al ven h.15-19
8. Ufficio Casa Comune di Bologna Informazioni su
bandi per la assegnazione della casa. Viale Vicini, 20 ,
Bologna. Tel. 051/2194332. Lun- ven, h.8,30-13, mart e
giov, h.14.30-17
----------------------------------------------------Aiuto e assistenza legale
8. Servizio Integrazione Interculturale del Comune
di Bologna Consulenza ai cittadini stranieri. Viale Vicini
20, Bologna. Tel. 051/2195500. Lun h.9-13, mart e giov
h.15-18, sab, h.9-13
Dove
andare
per...
1 4 . I s t i t u t o B e r e t t a Via XXI Aprile 15
,Tel.051/6162211 Distribuzione numeri, dal lun al ven,
h.8-9 e h. 14. Sab soltanto al mattino. Domenica pronto
soccorso odontoiatrico h.8-13
1 5 . P o l i a m b u l a t o r i o A U S L Via Tiarini 10/12
Tel.051/706345. Dal lun al ven. Dalle ore 7.30 vengono
distribuiti 10 numeri.
----------------------------------------------------Pasti gratuiti
7. Associazione L'Arca Via Zago, 14, Bologna. Tel.
051/6390192. Dal lun al ven, h.15.30-19
3. Centro Diurno Comune di Bologna Distribuisce
pasti caldi su segnalazione dei Servizi Sociali. Via del
Porto, 15/C, Bologna Tel. 051 521704. Tutti i giorni dell'anno h.12.30 - 18.
1. Centro Beltrame Comune di Bologna Distribuisce
pasti caldi agli ospiti del centro stesso - Via F. Sabatucci,
2. Tel. 051 245073.
16. Oratorio di San Donato Tutte le domeniche mattina alle ore 10.10 colazione. Via Zamboni, 10, Bologna.
Tel. 051/226310
17. Mensa dell'Antoniano Distribuisce pasti caldi (max
64). Tutti i giorni dale 11.30 alle 12. Si accede dopo un
colloquio presso il Centro di Ascolto Antoniano in Via
Guinizelli, 3 Bologna. Tel. 051/3940211.
4. Mensa della Fraternità Caritas Diocesana
Fornisce pasti caldi. Via Santa Caterina, 8/A. Tel.
051/6448015. Tutti i giorni mensa h.18-19.
18. Punto d'incontro della Venenta Distribuisce alimenti. Via Serlio, 25, Bologna. Mart e Giov, h.10-12
19. Parrocchia Cuore Immacolato di Maria
Distribuzione di cibo da cucinare. Via Mameli, 5, Bologna
Tel. 051/400201. Mart, h.10-12, Ven, h.15.30- 17.30
22. Parrocchia S. Maria Maddalena Offre alimenti.
Via Zamboni, 47. Tel.051/244060. Merc, h.10-12
Donato, 36. Tel. 051/244090. Dal Lun al Ven, h.1617.30
28. Parrocchia S. Giuseppe Cottolengo Distribuisce
indumenti, Via Don Orione 1, Tel. 051/435119. A giovedì
alterni, h.16-18
29. Parrocchia S. Giuseppe Lavoratore Distribuisce
indumenti in genere. Via Marziale, 7, Tel.051/322288. Il
primo e terzo mercoledì di ogni mese, h.15-17
23. Parrocchia S.S. Angeli Custodi Distribuzione abbigliamento. Via Lombardi, 37.
Tel.051/356798. Tutti i merc, h.9-10.
----------------------------------------------------Dove dormire
1. Centro Beltrame Offre 115 posti letto. Via F.
Sabatucci, 2. Tel. 051/245073. Si accede tramite la lista
del Servizio Sociale Adulti, nell’ufficio adiacente.
30. Casa del Riposo Notturno M.Zaccarelli
Offre 80 posti letto. Via Carracci, 69. Aperto h.19-8. Si
accede tramite la lista del Servizio Sociale Adulti, via
Sabatucci 2.
31. Opera di Padre Marella Offre 60 posti letto. Via
del Lavoro, 13. Tel. 051/244345. Aperto h.8-17
25. Rifugio Notturno della Solidarietà Offre 30 posti
letto a persone tossicodipendenti senza dimora. Via del
Gomito, 22/2. Tel.051/324285 Aperto h.19-9.30.
32. Casa del Riposo Notturno Offre 32 posti letto per
adulti italiani e immigrati con permesso di soggiorno e
rifugiati politici. Via Lombardia, 36. Tel.051/493923.Si
accede sulla base di una lista di accesso, cui ci si può
segnare ogni sera dalle 19 alle 20 presso la sruttura. La
permanenza massima è di una settimana dalla prima
sera.
33. Struttura Madre Teresa di Calcutta Offre 19 posti
letto per sole donne. Viale Lenin, 20. Tel.051/531742.
Aperto h.19-9. Si accede tramite la lista del Servizio
Sociale Adulti, via Sabatucci 2.
----------------------------------------------------Un servizio per i tuoi problemi
21. Parrocchia S. Maria della Misericordia
Distribuisce razioni di generi alimentari. P.zza Porta
Castiglione, 4. Tel. 051/332755. La distribuzione avviene
al sabato munendosi alle ore 8.00 di un numero con cui
si prenota il ritiro che avviene dalle h.9.30 alle 11.
9. Associazione Amici di Piazza Grande Onlus
Assistenza e percorsi di recupero per senza fissa dimora.
Via Libia, 69, Bologna. Tel. 051/342328.
23. Parrocchia S.S. Angeli Custodi
Distribuzione generi alimentari. Via Lombardi 37, Tel.
051/356798. Lun e merc h.15 - 18, mart h.15 - 16. giov
h.15 - 17. Venerdi centro d’ascolto h.15 - 17
3. Centro Diurno Comune di Bologna Accoglienza,
relazione d'aiuto e ascolto, attività per il tempo libero e
laboratoriali. Via del Porto, 15/C. Tel. 051/521704. Tutti
i giorni h.12.30- 18.
Associazione che si batte contro la tratta e a favore delle
vittime della prostituzione. Ascolto, Counseling, informazioni legali e assistenza psicologica. Attivo un telefono
acceso 24 ore su 24: 3929008001. Sito web: www.fioridistrada.it. Email: [email protected]
Disagio relazionale
A.S.P.I.C. Associazione per lo Sviluppo Psicologico
dell'Individuo e della Comunità Servizio psico-socioassistenziale. Via De' Gombruti 18. Tel / Fax
0516440848. Il centro è aperto (previo appuntamento)
dal lunedì al venerdi.
Disagio psichico
39. Percorso vita
Informazioni e assistenza a persone con disagio mentale
e alle loro famiglie, attività culturali e ricreative, gruppi
di auto-aiuto. Via Polese, 23. Tel/Fax 051/273644
Alcool
Alcolisti Anonimi
Gruppi di auto-aiuto. Tel. 335/8202228
Acat
h.9 - 19, Cell. 3491744897
Carcere
40. A.VO.C. Associazione volontari carcere
Attività in carcere, sostegno psicologico e sociale a detenuti ed ex-detenuti. Piazza del Baraccano, 2. Tel.
051/392680
41. Gruppo carcere del Centro Poggeschi Attività di
animazione e lavoratori all'interno del carcere e progetti
di inclusione sociale. Via Guerrazzi 14. Tel.051/220435
2 4 . U V a P A s s A (Unione Volontari al Pratello
Associazione d'Aiuto) Attività pomeridiane presso
l'Istituto Penale Minorile di via del pratello e la comunità
per minori non accompagnati Il Villaggio.
Info: [email protected] - cell. 3407640627, stefano.
Tossicodipendenze
1. Drop In. Spazio dedicato all’accoglienza delle persone con problemi di tossicodipendenza. Lun - sab, h.1116 presso il Drop In di via Paolo Fabbri (cancello verde)
42. Il Pettirosso
Comunità di accoglienza per tossicodipendenti e autoaiuto per familiari. Via dei Mattuiani, 1. Tel. 051/330239
dormire,
mangiare,
lavarsi,
curarsi,
lavorare.
A Bologna
28. Avvocato di strada, Associazione Amici di Piazza
Grande. Consulenza e assistenza legale gratuita per le
persone senza dimora. Segreteria aperta tutti i giorni dal
lun al ven, 9- 13.15 - 18 in Via Lodovico Berti 2/9,
Bologna. Tel 051/397971. Cell.3939895695. Sportello
penale tutti i lunedi dalle 15 alle 17, sportello civile tutti i
giovedi dalle 15 alle 17.
----------------------------------------------------Unità di strada
Unità di Aiuto del Comune di Bologna Intervento di
strada con camper attrezzato. Tel. 051204308 Fax
051203799. Il servizio viene svolto tutti i giorni. Punti di
sosta del camper: Piazza Puntoni, h.17-18, Via Bovi
Campeggi, h.18-19
9. Servizio Mobile di Sostegno Associazione Amici di
Piazza Grande Onlus. Informazioni, generi alimentari,
abiti, panni o coperte alle persone che dimorano in strada. Tel.051/349383. Servizio attivo lun, merc e ven,
h.21-24. Il giov h.9-12
----------------------------------------------------Assistenza medica gratuita
10. Poliambulatorio Biavati Visite mediche gratuite
per persone non assistite dal Servizio Sanitario
Nazionale e persone in stato di grave indigenza. Strada
Maggiore, 13m Bologna. Tel.051/226310. Aperto tutti i
giorni h.17.30 - 19 (senza appuntamento).
11. Croce Rossa Italiana Somministrazione farmaci,
attrezzatura ortopedica e occhiali. Via del Cane, 9. Tel.
051/581858. Lun, Merc, Ven, h.8-14. Mart, Giov, h.8-17
12. Sokos Visite mediche gratuite per immigrati privi di
assistenza sanitaria, persone senza fissa dimora e tossicodipendenti. Si prescrivono visite specialistiche, farmaci
ed esami. Via de' Castagnoli 10. Tel. 0512750109. Lun
h.17-19.30. Merc, h.16-19, sab, h.9-11.30
13. Centro per la salute delle donne straniere e dei
loro bambini Vengono erogate prestazioni a donne e
bambini stranieri. Poliambulatorio Zanolini, Via Zanolini,
2. Tel. 051/4211511. Lun, h.12-18. Mart, h.15-19. Giov,
h.12-19. Ven, h.10.30-14
Urgenze odontoiatriche
----------------------------------------------------Bagni e docce calde
4. Centro S. Petronio Caritas Diocesana Servizio
docce Via S. Caterina 8/A Bus 20-21
Tel. 051/6448015. Prenotazione alla mattina h.9-11.30.
Gli stranieri debbono prenotare il Mart mattino per usufruire dei servizi il Mart e il Merc dalle 14 alle 15. Gli italiani debbono prenotare il Ven mattino o Lun mattino per
usufruire dei servizi il Lun dalle 14 alle 15. Le donne, italiane e straniere, usufruiscono del servizio il Giov, dalle
14 alle 15.
24. Bagni pubblici Toilette e servizio gratuito di lavanderia, con lava-asciuga, per persone senza fissa dimora.
Piazza IV Novembre Tel. 051 372223. Aperto sempre
h.9/20
1. DROP IN Servizio docce per persone senza dimora
tre giorni a settimana. Aperto dal lun al ven h.11-16. Via
Paolo Fabbri, di fronte al 172. Tel. 051 4210722.
----------------------------------------------------Distribuzione abiti
17. Antoniano Fornisce vestiario. Via Guinizelli, 13. Tel.
051/3940211.Merc e ven, h.9.30-11.30. Tel.
051/244044
7. Associazione L'Arca Fornisce vestiario a chi si presenta direttamente. Via Zago, 14. Bus 38, Tel.
051/6390192. Dal lun al ven, h.15.30- 19
26. Opera San Domenico Distribuisce vestiario a max
25 persone ogni giorno. Piazza San Domenico, 5/2 Tel.
051/226170. Lun e giov, h.8-10
19. Parrocchia Cuore Immacolato di Maria
Distribuzione vestiario. Via Mameli, 5. Tel. 051/400201.
Tutti i Merc, h.9-11
27. Parrocchia S. Egidio Distribuzione vestiario. Via S.
Centro accoglienza La Rupe
Promozione sociale e progetti di inserimento lavorativo
per persone con problemi di marginalità. Via Rupe, 9.
Sasso Marconi. Tel. 051/841206.
35. Laboratorio Abba-Stanza Destinato a persone
senza fissa dimora e individui con gravi disagi sociali. Via
Della Dozza, 5/2. Tel/Fax 051/6386000.
Cittadini Stranieri
NUMERO VERDE SERVIZIO SANITARIO Servizi plurilingue di informazione e mediazione culturale - 800
663366
36. Ufficio Stranieri della CGIL. Via Guglielmo
Marconi 69 - Tel 0516087190 Fax 051251062. Lun-ven,
h.9-13, 15-18. Il sab, h.9-13
Maternità
37. SAV, Servizio Accoglienza alla Vita
Via Irma Bandiera, 22. Tel. 051/433473. Dal lun al giov,
h.9.30-12.30 e h.15.30-17.30
Comunità S.Maria della Venenta Onlus Accoglienza
in comunità e in case famiglia di ragazze madri. Via
della Venenta, 42/44/46. Argelato (Bo) Tel.
051/6637200. Aperta tutto l'anno
Donne che hanno subito abusi e violenze
38. Casa della Donna per non subire violenza
Ascolto, assistenza psicologica e legale, ospitalità temporanea, gruppi di auto-aiuto e sostegno. Via Dell'Oro, 3.
Tel. 051/333173. Lun-ven, h.9-18
S.O.S. Donna
NUMERO VERDE 800 453009
Linea telefonica contro la violenza, fornisce informazioni,
aiuto, consulenza ed assistenza psicologica e legale. Tel.
051/434345 fax 051/434972. Lun, mart e ven, h. 20-23,
giov, h.15-17.30
Fiori di strada
S.A.T.
Servizio Accoglienza Tossicodipendenti. Presso Casa
Gianni, Via Rodolfo Mondolfo, 8. Tel. 051/453895.
Aperto tutti i giorni previo appuntamento.
Aids
Telefono verde Aids della Ausl Bologna:800 856 080
43. C.A.S.A.
Centro Attività Servizi della USL Bologna
Informazioni e servizi sanitari a persone affette da HIV e
sieropositive. Via S. Isaia, 90. Tel. 0516494521. Dal lun
al ven, h.8-14.
44. ANLAIDS
Gestisce una Casa Alloggio, un centro diurno per persone con Hiv e sieropositive ed una linea telefonica per
informazioni e supporto con esperti. Organizza gruppi di
auto-aiuto e laboratori artigianali gratuiti. Via Irnerio,
53. Tel. 051/6390727. Per informazioni e aiuto sulla
malattia 051/4210817 - La linea funziona lun, mart e
giov, h.16-20. La sede è aperta dal lun al ven, h.9-13
45. IDA Iniziativa Donne Aids
Informazione, prevenzione e tutela dei diritti per persone con Hiv, AIDS e persone detenute. Via San Mamolo,
55. Bus 29-30
Tel/Fax 051/581373. Cell. 339/8711149
46. LILA
Lega Italiana per la Lotta contro l' AIDS. Ascolto, accoglienza, informazioni, assistenza, centro di documentazione e consulenza legale e previdenziale. Via Agucchi,
290/A. Tel. 051/6347644 - 051/6347646. Info:
051/6350025 (lun, merc, ven, h.18.30-20)
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