L’Amore per Cristo come servizio al malato Ce.Se.Vo.Ca Centro Servizi per il Volontariato di Capitanata L’Amore per Cristo come servizio al malato Iniziativa realizzata in collaborazione con: Ce.Se.Vo.Ca Centro Servizi per il Volontariato di Capitanata Via Arpi, 66 - 71100 Foggia tel. e fax: 0881.568648 - [email protected] - www.cesevoca.it Corso di formazione per volontari in oncologia Ce.Se.Vo.Ca Centro Servizi per il Volontariato di Capitanata L’Amore per Cristo come servizio al malato Corso di formazione per volontari in oncologia Si ringrazia il Ce.Se.Vo.Ca. “Centro di Servizi per il Volontariato in Capitanata”, per aver voluto sostenere in toto le spese di Pubblicazione di questo Manuale. Associazione “Il Cireneo” ONLUS San Giovanni Rotondo L’Amore per Cristo come servizio al malato Essere volontario: stare accanto al più debole, secondo la spiritualità di Padre Pio da Pietrelcina. “…Se so che una persona è afflitta sia nell’anima che nel corpo, che non farei presso del Signore per vederla libera dai suoi mali? Volentieri mi addosserei, pur di vederla andar salva, tutte le sue afflizioni.” Si ringrazia la Casa Sollievo della Sofferenza “I.R.C.C.S di San Giovanni Rotondo”, ospedale fondato da Padre Pio da Pietrelcina, nella persona del suo Presidente Sua Eccellenza Monsignor Domenico D’Ambrosio, per aver voluto accreditare l’Associazione “Il Cireneo” al servizio di volontariato. Si ringrazia la Lega Tumori, Sezione di Milano, in particolare il Presidente della sez. provinciale di Milano professor Gianni Ravasi e la d.ssa Fusco del settore Volontariato, per aver voluto offrire collaborazione, fornendo il proprio materiale informativo che solo in alcuni passaggi è stato adeguato alle esigenze operative dell’Associazione “Il Cireneo”, ma che, per lo più, è stato riportato integralmente. Dal Manuale del Volontariato, i capitoli estratti sono stati trascritti in toto. “C’è un energia nella volontà d’amare capace di sciogliere le resistenze del dolore, capace di creare il ponte della comunicazione, oltre ogni limite patologico. Basta solo bussare alla porta del cuore di ogni essere umano, piccolo o grande che sia. Noi ci abbiamo provato!” Associazione “Il Cireneo” 4 L’ A m o r e p e r C r i s to PREFAZIONE La solidarietà è un dono che rende ricchi d’amore. Grazie per averlo compreso! L’Associazione “Il Cireneo” nasce a San Giovanni Rotondo il 24 Maggio 2001 per dire grazie in modo fattivo ed operoso della guarigione di Matteo Pio Colella, mio figlio, per intercessione di Padre Pio, da una grave meningite fulminante complicata da CID: tutto è accaduto tra gennaio e febbraio 2000. Da allora sono passati sette anni, durante i quali l’Associazione è cresciuta ed ha operato sul territorio e su più fronti, affiancata dal suo Gruppo di Preghiera, che apporta il sostegno spirituale sotto la guida di fra Nicola Monopoli. Gli amici che sostengono l’Associazione sono sparsi in tutta Italia e attualmente sono più di tremila. L’Associazione agisce in più direzioni: assistenza ai disabili, terapie relazionali in acqua e non, ascolto delle persone sole o in difficoltà e accoglienza, ma in questi anni abbiamo constatato, operando e vivendo incontri e situazioni di ogni tipo, che l’esigenza più forte è quella del supporto ai malati oncologici e alle loro famiglie. Così, visto che continuamente veniamo chiamati in ospedale o ospitiamo famiglie costrette a lunghe terapie, è nata l’idea di collaborare con La Casa Sollievo della Sofferenza e per questo ringraziamo con tutto il cuore don Vincenzo D’arenzo, vicedirettore dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio che ha fatto da cross over tra noi e l’ospedale, guidandoci e aiutandoci nella realizzazione di questo progetto di collaborazione, che ci auguriamo possa germogliare e divenire servizio per chi ha bisogno, secondo l’insegnamento di Padre Pio, che diceva di portare “l’Amore al letto del Malato”. Voglia essere questo un Suo progetto e pertanto benedetto e guidato da Lui, dalla Mamma Celeste e dallo Spirito Santo. c o m e s e r v i z i o al m ala t o Il Presidente Ippolito Maria Lucia 5 Signore, quante volte attraverso i corridoi con un nodo alla gola ho visto bimbi con le flebo, anziani in carrozzella, volti emaciati, occhi spaesati. Sei in ognuno di loro, sei in ognuno di noi quando il dolore è la lama che trafigge il corpo è il tormento che sconvolge l’anima. In un attimo i progetti svaniscono, i sorrisi si offuscano, il sole non riscalda più. Tutto ciò che era desiderato si dissolve nella sofferenza che incalza e tramortisce. O Dio, Dio Buono, dammi la Tua forza. Signore Tu, che ti sei fatto inchiodare Tu, non mi abbandonare e se vuoi guariscimi perché possa ancora sorridere alla vita ed amare. E se nel Tuo progetto d’Amore non c’è guarigione, dammi la mano. Dammela in quell’uomo che mi curerà e in quello che col suo sorriso mi darà sollievo e il mio dolore salverà un cuore. 6 I. M. L. L’ A m o r e p e r C r i s to PRESENTAZIONE “Amare e saper amare”. Questa è la ricetta della Carità, diceva il dottor Sanguinetti sul numero 17 (15 settembre 1952) del nostro giornale.”Amare vuol dire dare agli altri e specialmente a chi ha bisogno, a chi soffre quanto di meglio abbiamo in noi stessi e di noi stessi, e darlo sorridenti e lieti nella rinuncia al nostro egoismo, al nostro godimento, al nostro piacere, al nostro orgoglio! La superficialità è il pantano nel quale gli uomini hanno affogato l’Amore: e alla sete del godimento, del divertimento hanno sacrificato i sacri vincoli e i doveri della famiglia, al miraggio del benessere materiale hanno sacrificato tutti i valori dello spirito che sono i soli valori eterni e indistruttibili; ma dopo tale sacrificio tutti hanno la bocca amara, tutti sono insoddisfatti, affannosamente insoddisfatti...” Saper amare Iddio, ma anche le sue creature; saper amare lo splendore del creato, ma anche la nostra miseria di uomini soggetti alla malattia e alla morte; saper gioire delle bellezze della creazione, ma anche della nostra sofferenza; saper amare l’umiltà, ma saper rendere grazie a Dio dei doni che ci ha fatti; saper amare quel poco di bene che è in fondo al nostro cuore, ma saper amare soprattutto il bene che vediamo negli altri. E questo bene, proprio questo degli altri, lo dobbiamo cercare con il più amorevole ed umile lanternino, e non dobbiamo mai dimenticare che non vi è anima, anche la più perversa, nella quale non alberghi, anche se nascosta da sembrare introvabile, una piccola luce di bene, un tenue raggio di bontà. Dobbiamo noi saperlo trovare, dobbiamo noi saper aprire queste anime chiuse e l’unica chiave che può aprirle è l’amore, è il «saper amare». Il «saper amare» spesso può costarci molto: può costarci il nostro orgoglio che troppo spesso vogliamo nobilitare chiamandolo dignità, prestigio, personalità (ma se sappiamo guardarci sinceramente nello specchio della nostra coscienza vedremo c o m e s e r v i z i o al m ala t o 7 ghignare il nostro orgoglio!); può costarci la tranquillità dello spirito, perchè se abbiamo un minimo di cuore l’accostarci alle disgrazie e alle miserie del nostro prossimo turba la nostra tranquillità (guardiamoci nel solito specchio e vi vedremo ghignare il nostro egoismo!); può costarci una parte del nostro tempo, che ci è tanto prezioso perchè abbiamo da attendere a gravi ed importantissimi affari (e il solito specchio ci farà vedere ghignare la nostra avidità o la nostra sete di guadagno o di godimento!); può costarci anche del denaro (e il solito specchio impertinente e importuno ci mostrerà la nostra avarizia!). Ma se sapremo pagare con serena ed umile semplicità tali prezzi tutt’altro che proibitivi, quale sorriso vedremo splendere per noi sul viso di Gesù! E siate certi che tale sorriso vale infinitamente più di qualunque prezzo. Provate e ne avrete una inimmaginabile gioia. Più grande, più serena, più pura di qualsiasi altra gioia che la vita possa darci! Don Vincenzo D’Arenzo Vicedirettore generale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio Dall’articolo “Un viandante assorto e distratto” di Casa Sollievo della Sofferenza 8 L’ A m o r e p e r C r i s to INTRODUZIONE L’Associazione “Il Cireneo” dedica questo progetto ai “Grandi della Carità”, Vangelo vissuto e Segno dell’amore di Dio che è diventato amore per i fratelli, con l’augurio che, ognuno di noi spinto da una fede profonda e sorretto dalla preghiera, cerchi ogni giorno, nel proprio piccolo, di imitarli e seguirli sulla via che, attraverso il servizio e l’offerta, conduce a Dio. La Carità non è solo elemosina, non è solo beneficenza, è soprattutto “compassione”, è disponibilità intellettuale e del cuore, è ascolto, è farsi vicino a chi soffre, è vedere Cristo nel fratello, è, come hanno saputo ben fare i Santi, passare dall’adorazione del Santissimo davanti al Tabernacolo al sorriso e alla mano tesa per colui che è sofferente o solo. Roma - Tor Vergata 19 Agosto 2000 Giovanni Paolo II parla ai giovani, le sue “Sentinelle del Mattino”, i suoi “Hooligans della Fede”, nella veglia conclusiva della Giornata Mondiale della Gioventù: “Oggi credere in Gesù e seguire le sue orme o quelle dei primi apostoli e testimoni, comporta una presa di posizione, non di rado quasi un nuovo martirio: il martirio di chi, oggi come ieri, è chiamato ad andare contro corrente per seguire il Maestro…forse a voi non verrà chiesto il sangue, ma la fedeltà a Cristo certamente si! Una fedeltà da vivere nelle situazioni di ogni giorno: penso ai fidanzati e alle difficoltà di vivere, entro c o m e s e r v i z i o al m ala t o 9 il mondo di oggi, la purezza nell’attesa del matrimonio. Penso alle giovani coppie e alle prove a cui è esposto il loro impegno di reciproca fedeltà. Penso ai rapporti tra amici e alla tentazione della slealtà che può insinuarsi tra loro… Questa sera vi consegnerò il Vangelo. È il dono che il Papa vi lascia in questa veglia indimenticabile. La parola contenuta in esso è la parola di Gesù. Se l’ascolterete nel silenzio, nella preghiera, facendovi aiutare a comprenderla per la vostra vita dal consiglio saggio dei vostri sacerdoti ed educatori, allora incontrerete Cristo e lo seguirete, impegnando giorno dopo giorno la vita per Lui. In realtà è Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate, è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso, è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita, è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare. È Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna” San Luigi Orione da Lettere I “La Carità deve essere il nostro slancio e il nostro ardore, la nostra vita: noi siamo i garibaldini della carità di Gesù Cristo… Non penetreremo le coscienze, non convertiremo la gioventù… senza una grande Carità, e un vero sacrificio di noi, nella Carità di Cristo. V’è una corruzione, nella società, spaventosa; vi è un’ignoranza di Dio spaventosa; vi è un materialismo, un odio spaventoso: solo la Carità potrà ancora condurre a Dio i cuori e le popolazioni, e salvarle”. 10 L’ A m o r e p e r C r i s to Madre Teresa di Calcutta da “Il mio libro di preghiere”: “Atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, causa della nostra gioia”. Oh cuore di Maria Sempre Vergine; oh Cuore, il più Santo, il più Puro, il più Perfetto che Dio Onnipotente abbia mai formato in ogni creatura; oh Cuore pieno di Grazia e dolcezza, trono di amore e misericordia, immagine del Cuore adorabile di Gesù, noi, le tue figlie, le Missionarie della Carità, troviamo la nostra gioia e consolazioe nel consacrarci a Te, amandoTi e onorandoTi. Ti ringraziamo per tutte le grazie che hai ottenuto per noi dalla Misericordia divina e, in particolare, per il privilegio di essere state scelte dal tuo divino Figlio per estinguere la sete di anime attraverso… il nostro spenderci incessantemente nelle città e nei villaggi… alla ricerca dei malati, degli infermi e dei moribondi, di cui prenderci cura temporale e spirituale, effettuando simili servizi apostolici per quanto umili e insignificanti possano sembrare. Oh cara Madre, ci rendiamo pienamente conto della nostra debolezza, delle ribellioni della nostra natura, delle insidie del mondo e del demonio che ci circondano; abbiamo capito che, lasciate sole, siamo totalmente incapaci di realizzare lo scopo… di fare qualcosa degna della gloria di Dio e del tuo onore. Eppure sotto la tua potente protezione, ci sarà qualcosa che noi possiamo fare, qualcosa per la quale noi possiamo sperare? Tu sei la donatrice delle grazie del tuo divino Figlio, Tu sei la nostra Madre, e la più tenera delle madri, la Madre della Misericordia e dell’Amore, la causa della nostra gioia. Oh, abbi pietà di noi e delle anime che cerchiamo di condurre al tuo divino Figlio; caccia via i pericoli ai quali noi e loro siamo esposti, disperdi i nostri nemici, sostieni la nostra debolezza, assistici in ogni momento della nostra vita, guidaci alla fine della nostra rotta attraverso l’oceano di questo mondo. Ottieni per noi la grazia della perseveranza nella nostra vocazione, benedici… le anime affidate alla nostra cura; benedici le nostre famiglie, gli amici e benefattori; conduci tutti noi c o m e s e r v i z i o al m ala t o 11 al rifugio della felicità eterna, dove speriamo di benedirti, di lodarTi e di amarTi in eterno con tutti gli eletti. Amen. San Giuseppe Moscati da “Giuseppe Moscati il Medico Santo di Napoli” di Antonio Tripodoro S.I. Ama la verità, mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi. E se la verità ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio… Ricordatevi che viver è missione, è dovere, è dolore… In tutte le vostre opere, mirate al Cielo, all’Eternità e alla vita dell’anima, e vi orienterete allora molto diversamente da come vi suggerirebbero pure considerazioni umane, e la vostra attività sarà ispirata al bene. Don Tonino Bello da “Le mie notti insonni” Coraggio. Alzatevi e levate il capo. Muovetevi. Fate qualcosa, il mondo cambierà. Anzi, sta già cambiando. Non li vedete i segni dei tempi? Gli alberi mettono già le prime foglie. E sul nostro cielo il rosso di sera non è ancora scolorito… Qui sulla terra è l’uomo che attende il ritorno del Signore. Lassù nel cielo è il Signore che attende il ritorno dell’uomo. Ritorno che si potrà realizzare con la preghiera, con la vita di povertà, di giustizia, di limpidezza, di trasparenza, di amore, con la testimonianza evangelica e con una forte passione di solidarietà. Mentre per questo cammino di ritorno ci affidiamo a Maria, Regina dei Martiri, Vergine dell’attesa e Madre della Speranza, mettiamo in pratica ciò che ci suggerisce sant’Agostino: “Aiuta coloro con i quali cammini, per poter raggiungere Colui col quale desideri rimanere” 12 L’ A m o r e p e r C r i s to san camillo de lellis “Culto d’Amore dovuto a Cristo, Dio e Uomo, ammalato nei poveri”… “Morire a se stessi per vivere a Gesù Cristo crocifisso nel malato”… “I poveri infermi sono pupilla et cuore di Dio et… quello che facevamo agli stessi poverelli era fatto allo stesso Dio” c o m e s e r v i z i o al m ala t o 13