associazione culturale via della Pergola n. 25 50121 Firenze – Italia tel. +39 055 245723 [email protected] www.teatrodellelce.it codice fscale: 94135500489 partita IVA: 05859210485 Il nemico liberamente ispirato all'album “L'Énnemi” di Davide Calì e Serge Bloch | pubblicato da Éditions Sarbacane | adattamento e regia Marco Di Costanzo | con Erik Haglund | canto Lucia Sargenti | scene, luci, video-animazioni Beatrice Ficalbi | suono Andrea Pistolesi | produzione Teatro dell'Elce | in collaborazione con Teatro Solare | SPAM! rete per le arti contemporanee | Teatro Excelsior Reggello | con il sostegno di Regione Toscana Un soldato è sepolto da anni nella sua trincea, nel suo buco, pronto a combattere il nemico che si trova nel buco di fronte. I giorni passano nell'attesa di questo scontro. Il soldato sa, perché glielo hanno insegnato, che il nemico è terribile, assetato di sangue, privo di qualsiasi umanità. Ma passano i giorni e il nemico non si vede mai. L'album illustrato di Calì-Bloch ci ha ispirato una trasposizione in chiave contemporanea e esistenziale: che speranza ha "l'uomo nel buco" di costruire una società accogliente e aperta? Come potrà sfuggire alla solitudine esistenziale chi si sente minacciato dal mondo che lo circonda, colui che ha paura? “La sorpresa di ciò che accade, la magia, arriva tutta dall’interazione tra Erik Haglund, lo spazio e le video-animazioni, i tre ‘personaggi’ dello spettacolo, accompagnati dalla voce (anche narrante) di Lucia Sargenti che compone e campiona suoni dalla sua plancia musicale e conduce la vicenda come fa il vento con le nuvole. [...] Come può quest’uomo costruire una società accogliente e aperta? Su una questione così attuale Il nemico avanza una proposta inattuale: raccontando la vita per imparare a viverla. Abbiamo tutto quello che ci occorre, ma non riusciamo a gioirne, perché la realtà che conosciamo si è ridotta a un’immaginazione della nostra testa. Sfuggire alla paura della propria ombra si può facendo del mondo intero il destinatario fantastico del nostro messaggio in bottiglia o aeroplanino di carta. Avere fducia che qualcuno risponda è il primo passo sulla scala che ci porterà fuori dal buco.” Matteo Brighenti, paneacquaculture.net, 14 dicembre 2015 Il libro da cui lo spettacolo è tratto “Gli autori raccontano con parole e disegni la storia di un soldato. In un deserto ci sono due buchi. In uno sta il nostro protagonista, con il suo fucile, le munizioni, le razioni ci cibo scadente e il “manuale” che spiega tutto su come comportarsi in guerra e descrive minuziosamente il nemico, terribile e crudele: «Lui [il nemico, ndr] è una bestia. Non ha pietà di nessuno. Uccide donne e bambini. Uccide senza ragione. È colpa sua se c’è la guerra. So queste cose perché non sono uno stupido. Le ho lette sul manuale. Sul manuale c’è scritto tutto». Il soldato rimane nel suo buco. Non esce mai, perché sa che se uscisse il nemico gli sparerebbe, uccidendolo. Anche il nemico fa lo stesso. Un giorno però il soldato si stanca della monotonia e dell’immobilità della situazione e decide di uscire per attaccare il nemico e fnirla. Ma invece che trovare un mostro, si troverà a scoprire che il nemico, dopotutto, non è molto diverso da lui. La favola, nella sua semplicità, è incisiva e diretta. Non è ambientata in una particolare guerra, ma descrive in modo quasi archetipico, l’essenza della guerra, ovvero lo scontro tra persone simili tra loro, spinte al reciproco odio e alla violenza da un potere distante, bugiardo, che non esita a mandare al massacro le persone per tutelare (stando ovviamente ben al caldo e al sicuro) interessi egoistici e privilegi. [...] Una nota positiva va allo stile delle illustrazioni, essenziali ma incisive, che ricordano molto lo stile di Bruno Bozzetto, noto maestro del fumetto e dell’animazione italiane. La scelta di ridurre il paesaggio al deserto della pagina bianca, o poco più, porta l’attenzione sul protagonista e sul suo micromondo racchiuso nel buco (la trincea della guerra reale o la gabbia mentale del pregiudizio che chiude la mente di molti). Un simbolismo di facile decrittazione che non può che far rifettere su temi che, oggi più che mai, sono di stringente attualità”. Enrico Proserpio, lacritica.org, “Il nemico. Una favola contro la guerra”, 14 settembre 2015 "Il manuale dice tutto del nemico: dice che dobbiamo ucciderlo prima che lui uccida noi, perché è crudele e spietato. Se ci ucciderà, poi sterminerà le nostre famiglie e ancora non sarà soddisfatto: ucciderà i cani e tutti gli animali, brucerà i boschi, avvelenerà l'acqua. Il nemico non è un essere umano." Davide Calì, “Il nemico” Teatro dell'Elce – Associazione Culturale via della Pergola, 25 50121 Firenze Italia – tel. +39 055 245723 – [email protected] – www.teatrodellelce.it Note di regia Il principale spunto di interesse nell'album di CalìBloch è stato per me l'immagine dell'uomo nel buco. Mi è apparso subito con chiarezza il potenziale metaforico di questa icona e ho trovato molto stimolante la disposizione nitida del materiale narrativo: due buchi, due soldati, uno di fronte all'altro, uno contro l'altro. Senza che si siano mai visti. Mi ha affascinato la stratifcazione di temi che sottende questa “geometria”: senz'altro c'è la guerra, il confitto, il riconoscersi nell'altro. Ma questi elementi, evidenti alla prima lettura, non sono gli unici. Un uomo immerso nel suo buco, dunque, la sua trincea. Uno spazio piccolo, claustrofobico, da difendere con le unghie e coi denti: “È il mio buco, che diamine!”. Durante il lavoro ci siamo chiesti spesso in quanti buchi tendiamo a rinchiuderci, nella vita, malgrado essi siano angusti e logori. Buchi culturali, buchi esistenziali, buchi relazionali. Ne è nato uno spettacolo che è un inno a quello slancio salvifco che, nei momenti di grazia, ci spinge a tirarcene fuori. da “Il nemico” di Davide Calì e Serge Bloch Marco Di Costanzo L'impianto scenografco fotografato durante l'allestimento (@Tde 2015) Teatro dell'Elce – Associazione Culturale via della Pergola, 25 50121 Firenze Italia – tel. +39 055 245723 – [email protected] – www.teatrodellelce.it L'allestimento La solitudine del soldato è il punto di partenza per la trasposizione scenica dell'opera di Calì-Bloch- che abbiamo scelto. Una solitudine prolungata porta a vivere nella propria testa, a far prevalere l'immaginazione sul mondo sensibile. Questa interiorità l'abbiamo esplosa in una molteplicità di linguaggi: la presenza dell'attore Erik Haglund, essenzialmente corporea e non-verbale per tutta la durata dello spettacolo; il canto live di Lucia Sargenti che, con voce sola o sdoppiata dalle trame di una loop-station, crea le atmosfere sonore; le video-animazioni di Beatrice Ficalbi che interagiscono con l'azione e amplifcano gli stati emotivi. Fruibilità da 10 a 100 anni Lo spettacolo, a differenza dell'album da cui è tratto, non è stato ideato per un pubblico di ragazzi. Non è indirizzato a una fascia d'età particolare. Tuttavia, sulla base dell'esperienza delle repliche presentate in matinée fno ad oggi, abbiamo verifcato che la fruizione è estremamente attenta e partecipe a partire dai bambini del quarto anno della scuola primaria fno ai ragazzi degli ultimi anni delle scuole superiori. I temi trattati dallo spettacolo (il confitto, l'altro da sé, la paura, ecc.) lo rendono facilmente iscrivibile all'interno delle attività scolastiche del ramo umanistico. Il Teatro dell'Elce Il Teatro dell'Elce nasce a Firenze nel 2006 su iniziativa del regista Marco Di Costanzo, dell'attore Stefano Parigi e del sound designer Andrea Pistolesi. Insignite di vari riconoscimenti, le produzioni del Teatro dell'Elce sono distribuite su tutto il territorio nazionale e la compagnia è stata rappresentante dell'Italia al Festival International du Théâtre d'Alger 2010 e al Festival Internacional de Teatro por la Paz a Barrancabermeja (Colombia). L'attività del Teatro dell'Elce coniuga una continua ricerca formale con la volontà di rivolgersi a un pubblico il più possibile vasto e differenziato, al fne di produrre un teatro popolare di qualità. Materiale multimediale e contatti Per ulteriori informazioni è possibile contattare la compagnia per email [email protected] o per telefono +39 055 245723. Il materiale multimediale dello spettacolo e del lavoro della compagnia è consultabile sul sito www.teatrodellelce.it @ Michela Goretti Photographer Teatro dell'Elce – Associazione Culturale via della Pergola, 25 50121 Firenze Italia – tel. +39 055 245723 – [email protected] – www.teatrodellelce.it Il nemico SCHEDA TECNICA Crediti: liberamente ispirato all'album “L'Énnemi” di Davide Calì e Serge Bloch pubblicato da Éditions Sarbacane adattamento e regia Marco Di Costanzo con Erik Haglund canto Lucia Sargenti scene, video-grafca e luci Beatrice Ficalbi suono Andrea Pistolesi produzione Teatro dell'Elce in collaborazione con Teatro Solare di Fiesole, SPAM! rete per le arti contemporanee, Teatro Excelsior Reggello con il sostegno di Regione Toscana Durata: 55 minuti Tempo di montaggio/smontaggio: 4 ore. Codice SIAE dell'opera: 920913A. Programma musicale tutelato: non presente. Lo spettacolo prevede il montaggio di una struttura scenografca che necessita di uno spazio minimo di 6m di larghezza x 5m di profondità x 4,5m di altezza. È prevista la video-proiezione frontale su un'area di 5mx3,75m: tra la posizione del proiettore e il fondo della scena è necessaria una distanza adeguata in funzione dell'ottica del proiettore. È preferibile posizionare il proiettore a un'altezza maggiore rispetto a quella della scena. Alle spalle della struttura scenografca deve essere montato uno schermo di proiezione (in dotazione alla compagnia) di 5mx2,5m h. Lo schermo deve essere sospeso a 1,5m dal suolo, per cui è necessario disporre di una americana o di uno stangone che consentano la sospensione: diversamente, resta da concordare una modalità alternativa per il montaggio dello schermo (americana auto-portante, scrosce, ecc.). Impianto luci (adattabile): - 5 proiettori QPS 1000W con bandiere, porta gelatine e supporti a terra; - 2 sagomatori ETC 750 zoom 25°-50°; - dimmer e relativa console. Impianto suono: - impianto di diffusione stereofonico di potenza adeguata alla dimensione della sala; - diffusore-spia da installare all'interno della struttura scenografca; - mixer audio in regia e tre cavi bilanciati di lunghezza suffciente a collegare la scena con il mixer. Impianto video: - video-proiettore NEC PX800X con ottica adeguata per generare un'area di proiezione (frontale) di 5m x 3,75m e relativa attrezzatura di posizionamento. Responsabile tecnico: Beatrice Ficalbi, tel. 335 8064590, email [email protected]. Teatro dell'Elce – Associazione Culturale via della Pergola, 25 50121 Firenze Italia – tel. +39 055 245723 – [email protected] – www.teatrodellelce.it