Carissimi/e,
con la domenica 27 novembre, 1^ di Avvento, è
iniziato un nuovo Anno Liturgico, un nuovo
dono del Signore, per approfondire, di settimana in
settimana, e testimoniare la nostra Fede.
Secondo antichissima tradizione, poi, l'Anno Liturgico
inizia
con il TEMPO DI AVVENTO, "tempo
sacramentale" per prepararci alla "celebrazione" del
Santo Natale del Signore nostro Gesù Cristo.
Santo Natale, festa ancor tanto cara alla nostra
gente, nonostante le "profanazioni" del consumismo e
del neo-paganesimo, e di una "falsa laicità" che, col
pretesto di un "democratico rispettare" le pretese di
alcuni, di fatto umilia e rifiuta le aspettative dei più.
Sarà necessario che almeno noi/che diciamo di
crederci,
sappiamo
"purificare"
il
S.Natale;
ridonandogli il suo significato più profondo e vero
(oltre che "bello"); non dimenticando (anzi, magari,
riscoprendoli) i suoi più autentici aspetti tradizionali.
Così il S. Natale sia per tutti voi e per ciascuno:
non si riduca a una bella cerimonia, ma un
avvenimento attuale, un vero "incontro" con il Signore
Gesù, che si "incarna" che vuole continuare in noi il
mistero della sua Incarnazione.
Per questo, nell'affetto che viene dal Signore, auguro
un Buon e Santo Natale
("Guta Bainacht" come
dicevano i nostri vecchi).
Buon Natale: siate voi il Cristo Gesù che vuol nascere
oggi.
Di cuore
ORARI LITURGICI
SANTO NATALE
SABATO 24 dic. ore 9.00-11.45: CONFESSIONI;
" 14.30-18.oo: CONFESSIONI;
Ore 23.30: S. MESSA DI MEZZANOTTE
(Puntualità; partecipazione).
DOMENICA 25 dic.: NATIVITÀ' di N.S. GESÙ' CRISTO.
Ore 9.oo: S.MESSA(A CASTELLETTO));
Ore 10.15: S.MESSA (IN PARROCCHIALE);
Ore 18.00: S.MESSA (IN PARROCCHIALE).
LUNEDÌ'
26 dic
.: Ore 9.oo: S.MESSA (A CASTELLETTO)
Ore 10.15: S.MESSA (IN PARROCCHIALE);
MARTEDÌ' 27 dic.:
ore 16.oo: S.Messa;
MERCOLEDÌ' 28 dic. ore 16.oo: S.Messa;
GIOVEDI' 29 dic.
ore 16.oo: S.Messa;
VENERDÌ 30 dic.
ore 16.oo: S.Messa;
SABATO 31 dic.
Ore 18.00: S.MESSA (OMAGGIO A MARIA)
Ore 20.30-21.30: VEGLIA DI FINE ANNO;
DOMENICA 1° genn .: Ore 9.oo: (A CASTELLETTO) (OMAGGIO A
MARIA);
Ore 10.15: (IN PARROCCHIALE) (OMAGGIO A
MARIA);
Ore 18.oo: (IN PARROCCHIALE) (OMAGGIO A
MARIA);
LUNEDÌ'
2 genn. :
Ore 16.oo: S. Messa;
MARTEDÌ' 3 genn.:
Ore 16.oo: S. Messa;
MERCOLEDÌ' 4 genn. Ore 16.oo: S.Messa;
d. P.
08.12.2011.
Solennità dell'Immacolata.
GIOVEDÌ
5 genn:
SIGNORE);
Ore 18.oo: S. MESSA (NELL'EPIFANIA dei
VENERDI' 6 genn.: EPIFANIA DEL SIGNORE
Ore 9.oo: (A CASTELLETTO)
Ore 10.15: (IN PARROCCHIALE);
Ore 18.oo: (IN PARROCCHIALE).
SABATO 7 genn.:
Ore 18.oo S.Messa (Nel Battesimo di Gesù)
DOMENICA 8 genn.: BATTESIMO di GESÙOre 9.oo: S.Messa (A CASTELLETTO);
Ore 10.15: S.Messa (IN PARROCCHIALE)
Ore 18.oo: S.Messa (IN PARROCCHIALE).
NB.: Potrà darsi che, soprattutto nei giorni feriali, qualche orario
subisca qualche variazione. Verificare sempre, a inizio settimana,
sui relativi "Foglietti degli avvisi parrocchiale".
•
PREGARE CON IL SIGNORE GESU’
II Padre Nostro
3°.
Premessa: Conclusa la 1^ parte di questa "preghiera", in
questo nostro 3° "articolo", iniziamo una breve riflessione sulla
2^ parte, in cui più esplicitamente. Gesù ci insegna che cosa e
come "chiedere" a Dio quei beni che sono necessari alla nostra
vita personale e comunitaria. Incominciamo con la prima:
"DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO:"
Questa domanda corrisponde alla 3^ della versione
dell'evangelista Luca.
Una riflessione generale:
a) Questa, più che una "domanda", è un "ATTO DI FEDE"
(di fiducia) nella consapevolezza della bontà paterna di Dio
(lo si riconosce come nostro Padre.., Basandosi appunto
sul fatto che Dio è nostro Padre (come Gesù afferma
chiaramente), con questa "invocazione" ne mettiamo in
risalto le caratteristiche:
soprattutto quella per cui è (era) compito proprio del padre
provvedere alle necessità (materiali e spirituali) dei figli.
Questa domanda diventa perciò una:
b) BENEDIZIONE: un dire bene di Dio, perché è un vero
Padre...(e, possiamo aggiungere, anche Madre...).L'esporre
questa domanda, come per le precedenti, per noi, diventa
anche un:
c) IMPEGNO ad accogliere e usare bene dei BENI che Dio
ci dona; a collaborare con Lui perché questi BENI possano
realizzarsi per noi e per gli altri...per tutti gli uomini.....
d) Con questa domanda infine noi ci comportiamo da
FIGLI, che sanno "riconoscere" il Padre........
Nota: La traduzione letterale (dal testo originale) di questa
domanda dovrebbe essere questa: IL NOSTRO PANE
SOPRASOSTANZIALE DA' A NOI OGNI-GIORNO. dove, il
termine
"sovrasostanziale"
indicherebbe
un
cibo
soprannaturale, spirituale...che può venire direttamente solo
da Dio... Ma può voler anche dire: "essenziale",
"necessario...alla vita", per cui deve trattarsi di un
"pane"....quotidiano.
Ora ci soffermiamo alle singole "parti" della frase:
1°) DACCI... IL NOSTRO: cioè: DA' A NOI IL NOSTRO. Si
tratta di una domanda comunitaria (di famiglia) che ci
impegna a una condivisione sia nel chiedere che nel
ricevere (in un aspetto "orizzontale"). A NOI: a me, alla
mia famiglia, alla mia comunità, a tutta l'umanità.....
2°) IL PANE:
a) Con "pane" si intende innanzitutto il nutrimento (ciò
che conserva e fa crescere-sviluppare la vita fisica (del
corpo) e comprendere e riassume tutti gli altri alimenti
(cibo e bevanda) e tutti i beni materiale per una vita
"umana": l'acqua, la casa, i vestiti, ecc..la salute (le
medicine); ecc.....
Il tema poi sì allarga si problema della FAME e della
MISERIA (che attanagliano una buona parte del mondo
umano di oggi...); e delle INGIUSTIZIE SOCIALI (fatti che
coinvolgono comportamenti personali (e familiari),
sociali...internazionali. Situazioni che esigono PERSONE
"GIUSTE" ed EDUCATIVE (che educhino se stessi e gli
altri al LAVORO, alla SOBRIETÀ', al RISPETTO DELLE
COSE (del CREATO)...al NON-SPRECO, ecc....
b) Ma l'essere umano non è solo "corpo" (non gli basta il
mangiare, il bene e divertirsi....); l'uomo è una realtà
corporeo-spirituale: oltre la fame fisica, ha una fame e
una sete più profonde (che è sua propria): FAME DI
SENSO, di SAPIENZA......FAME DI PAROLA DI DIO
("Non di solo pane vive l'uomo ma di ogni parola che esce
dalla bocca di Dio" (Mt 4,4). e sete di ACQUA VIVA (cfr.
Giovanni, cap. 4°). Con questa domanda noi così
chiediamo di, e ci impegniamo a, "mangiare" (e
condividere) il CIBO che è la PAROLA DI DIO; ad
abbeverarci al SENSO-VALORE (della vita) che solo Dio
può darci, e cioè la sua volontà ("Mio cibo è fare la volontà
del Padre", dice Gesù).
c) Per noi cristiani (cattolici) vi è poi un altro CIBO
NECESSARIO, che è il CIBO EUCARISTICO: il Sacramento
del CORPO e del SANGUE del Signore nostro Gesù Cristo;
di quel Signore che si fa appunto PANE (cibo) e VINO
(bevanda), con il suo corpo e il suo sangue, con i quali
vuole comunicarci la POTENZA DELLA SUA PASQUA (di
risurrezione = la vita piena, totale...eterna...).
d) E' perciò anche domanda di essere ammessi al
BANCHETTO CELESTE del REGNO, dove potremo
NUTRIRCI della VISIONE dell'unico DIO, per partecipare
alla GIOIA del nostro Signore, alla sua VITA....
3°) OGGI....QUOTIDIANO: può sembrare una ripetizione
ma invece si tratta di una specie di assoluto, che mette in
risalto:
a) La bontà e la sollecitudine con cui il Padre celeste
accompagna la vita dei suoi figli, e provvede
incessantemente alle loro necessità (oggi.... perché domani
potrebbe essere troppo tardi...'.').'
b) La fiducia (certa) che Dio provvederà anche domani,
come provvede oggi (e ha provveduto ieri....).
c) diventa invito a non lasciarsi dominare dall'ansia (dalle
pre-occupazioni) per il domani...dalla ansia per le cose
secondarie....
d) A non lasciarsi dominare dalla SMANIA di possedere...di
godere...di consumare..(Cfr Matteo 6,25)....
SIAMO ANCORA CRISTIANI?
Per una "Nuova Evangelizzazione"
Iniziamo questa nostra riflessione da un articolo
apparso sul quotidiano di "ispirazione cristiana"
AVVENIRE, del 12.11.2011, a firma "Roberto Timossi,
dal titolo " I nuovi pagani e l'abbaglio dei
postcristiani".
Ecco la parte principale del testo:
" I pagani sono nuovamente tra di noi e da molto
tempo,
se
riconduciamo
sotto
questa
ègida
(denominazione) coloro che tendono a divinizzare
aspetti del mondo naturale (certo ecologismo) o
immanente o vivono seguendo un'etica individualistica
("fare ciò che mi sento di fare o mi pare).. Ricordano
il paganesimo anche certi riti collettivi della nostra
epoca che hanno bisogno di individuare nuovi eroi da
mitizzare, scelti di volta in volta tra i personaggi dello
spettacolo, dello sport, della cultura e della politica.
Oggi le visioni mitologiche si sprecano e per
rendersene conto basta seguire alcuni programmi
televisivi di maggior successo, specie a quelli a
partecipazione popolare, che purtroppo ci consegnano
sempre più spesso esempi di scarso rispetto di se
stessi e quindi della dignità della persona umana.
Il narcisismo, il consumismo, così fortemente presenti
tanto nei mass media
quanto nell'esistenza
quotidiana, hanno alla base una strisciante (=che non
si nota facilmente ma che c'è!) cultura paganoedonistica, che finisce per esaltare valori del tutto
esteriori come il successo e l'aspetto fisico, mentre il
modello di vita da seguire diventa quello di chi non ha
vincoli e non si pone limiti, se non quello del primato del
proprio ego (egoismo).
Naturalmente non sono estranee al neopaganesimo le
nuove forme di religiosità solitamente definite
"postcristiane" (a volte promosse anche da preti..) che
tentano di costruire dei culti o delle teologie in grado di
rispondere ai bisogni immediati e al disagio esistenziale
degli individui dei nostri giorni.....sono riconducibili a
questo filone anche molti scritti o pronunciamenti di
cristiani che pensano di rinnovare la loro fede aprendosi
a altredottrine o a altri culti.....".(sincretismo (miscuglio)
religioso”.
Le riflessioni che abbiamo riportato qui sopra, ci
richiamano il tema principale che sta alla base della
riflessione e delle scelte pastorali, che la Chiesa italiana
(e la nostra parrocchia in particolare) sta portando
avanti (da un certo tempo).
E’ il tema della NUOVA-EVANGELIZZAZIONE o della
INIZIAZIONE CRISTIANA.
Per liberarci dall'abbraccio di questo nuovo paganesimo,
che ci avvolge, non sempre vistoso, ma che penetra
dappertutto come lo smog, e che ci sta "soffocando" ,
togliendoci l' "ossigeno", che sta facendo morire per
"asfissia" le nostre "chiese domestiche" (famiglie) e le
nostre Comunità parrocchiali.
E’ NECESSARIO che, coloro che si professano cattolici
(che chiedono i sacramenti) escano da una semplice
anagrafica appartenenza o pratica cristiana, per
RIAPPROPRIARSI DELLA FEDE (rievangelizzazione) e per
avviare i bambini e i ragazzi (i figli) alla Fede (Prima
evangelizzazione).
Ci fermiamo a quest’ultimo aspetto:
LA PRIMA EVANGELIZZAZIONE (o INIZIAZIONE
CRISTIANA dei BAMBINI e RAGAZZI (i FIGLI!; i
“TUSI”!).
DIVENTARE CATTOLICI ED ESSERE CATTOLICI
non significa “PASSARE DI BATTESIMO, DI
PRIMA COMUNIONE, DI CRESIMA, ecc…” (Se ci
fermiamo a questo è paganesimo). (E neanche
essere “innamorati” di questo o quel prete: è
paganesimo, idolatria). O essere legati a questa
o a quella tradizione religiosa o popolare: se
fosse solo questo sarebbe paganesimo..; ecc.. )
ESSERE CATTOLICI (e non pagani) significa:
- “CONOSCERE (e AMARE)” GESÙ’, ESSERE
INNAMORATI DI GESÙ
(impegnandosi a
conoscere e vivere la Parola di Dio e ciò che i
Sacramenti comportano, esigono;
- e, in Gesù, “ONORARE IL PADRE (Dio Padre) e
la Santa Madre Chiesa”.
Un IMPEGNO che deve vedere le FAMIGLIE e i
GENITORI
al
PRIMO
POSTO.
La
PRIMA
EVANGELIZZAZIONE
(ragazzi,
figli)
e
la
RIEVANGELIZZAZIONE (adulti e giovani (figli) ) deve
iniziare in famiglia. Certamente con l’aiuto della
Comunità, ma in famiglia. E’ qui che ci giochiamo il
nostro futuro, il futuro dei figli !
NATALE , FESTA CRISTIANA
UNA RIFLESSIONE e PROPOSTA per VIVERE IL NATALE DA
CRISTIANI !
NATALE, E' un aggettivo latino "natalis" (che significa "natalizio"),
che in italiano è diventato un sostantivo, per indicare,
genericamente, la "nascita" di Gesù, che è stata fatta "cadere" il
25 dicembre.
Ma nel linguaggio della LITURGIA CATTOLICA vi sono alcune
precisazioni da fare.
A) Di per sé il 25 dicembre non è propriamente il NATALE, ma :
la NATIVITÀ di Gesù:(il suo giorno natalizio, che viene celebrato
in due momenti):
a)
LA
SANTA
MESSA
DI
MEZZANOTTE: durante la quale
saremo
chiamati
a
vivere
l'esperienza sacramentale della
Nascita di Gesù (e del parto di
Maria...);
b) Le SANTE MESSE dell' Aurora o del Giorno, con le quali siamo
chiamati a vivere l'esperienza dei
pastori, che, su indicazione degli
angeli, hanno fatto visita al
Bambino già nato (e posto in una
mangiatoia).
Il 25 dicembre però, nella Liturgia, è solo l'inizio del Natale
cristiano, che si estende poi a:
B) II TEMPO DI NATALE che dura una quindicina di giorni, con
alcuni momenti specifici:
a) l’ OTTAVA DI NATALE (dal 25 dic. al 1° genn.), che,
liturgicamente, formano UN SOLO GIORNO.
Nella domenica, che cadesse in
questi 8 giorni, si festeggia la
Santa Famiglia di Nazaret (di
Gesù, Maria e Giuseppe.....);
e
tutte
le
nostre
famiglie.......
b) l' OTTAVO GIORNO, il 1° gennaio, Solennità della DIVINA
MATERNITÀ' di MARIA, in cui siamo invitati a fare le seguenti
esperienze di Fede:
Noi invece in questo giorno,
nell'esperienza
dei
MAGI,
celebriamo la "chiamata alla
Fede", non solo
del popolo
ebreo
(nella persona dei
pastori) ma anche dei popoli non
ebrei (nella persona dei Magi).
L' EPIFANIA poi è legata anche alla "tradizione della BEFANA
(storpiatura popolare di "Epifania") con la quale i genitori
cristiani si sostituiscono ai MAGI nel fare dei simbolici doni ai
loro bambini, che rappresentano il BAMBINO GESÙ'.
- La "circoncisione" di Gesù (avvenuta nel giorno 8° di vita),
con la quale Gesù è stato "riconosciuto come ebreo" e ha
ricevuto il nome;
- Le congratulazioni per la sua maternità, che anche Maria,
secondo la tradizione ebraica, ha
ricevuto da parenti e amici (e
anche noi siamo chiamati a
rendere omaggio a Maria.......);
Ricordiamo anche il "significato" dei TRE DONI dei MAGI:
- Oggigiorno, per noi, in questo giorno viene celebrata anche
la GIORNATA MONDIALE per la PACE; e il CAPODANNO CIVILE
(quest'anno il 2012 dopo Cristo).
c) L' EPIFANIA: (il 6 gennaio)(Epifania, in greco, significa:
"manifestazione di una persona, cosa, che avviene, in
particolare, quando questa persona "nasce".
Per i Greco-ortodossi, infatti, essa corrisponde alla nostra
"NATIVITÀ'".
ORO, che riconosce Gesù come RE (il Re Messia);
INCENSO, che riconosce Gesù come DIO;
MIRRA, che riconosce Gesù come vero uomo, che con la sua
morte salverà l'Umanità intera.
d) II BATTESIMO di GESÙ: la domenica successiva al 6 gennaio.
Festa che conclude il "TEMPO DI NATALE" .
ANGOLO DEI RAGAZZI
E' già da qualche settimana che alla televisione non
fanno altro che trasmettere pubblicità natalizia, per
invitare la gente agli acquisti; e che le strade sono tutte
addobbate e illuminate (anche se Gesù, la LUCE vera,
non è ancora "nato").
- "Ai miei tempi non era cosi, brontola nonno Bepi. In
questo periodo si andava su per il bosco a cercare
muschio per fare il presepio. Si raccoglieva anche della
sabbia per fare le strade. Da fine novembre e poi dal 14
dicembre, c'erano le NOVENE dell’ Immacolata e di
Natale;e si andava a "Cantare la Stella, per annunciare
che Gesù stava per "nascere.
Per noi, il periodo di Avvento era un vero e proprio
"tempo" di preparazione al Santo Natale. Ora invece...."
Tommaso e Giulia ascoltano sempre con molto interesse
il loro nonno. Egli è come un libro di storia, una vera
miniera di racconti veri e interessanti.'
- Per fare poi il cielo stellato si prendeva della carta
azzurra, continua il nonno, e ci si incollava sopra tante
stelline di carta gialla e in mezzo una stella cometa - e
con la carta stagnola, continua Tommaso, facevi il
ruscello e un bei laghetto, non è vero nonno?
- E davanti alla capanna del Bambinello? – domanda
Giulia.
- Una strada lunga, risponde il nonno, che partiva dai
monti, ed era piccola piccola, ma più si avvicinava e
più si allargava, fino a diventare quasi una piazza
davanti alla capanna.
- Allora, anche quest'anno, ci aiuterai a fare il presepe,
non è vero, nonno?- dicono i due fratellini .
- Sì, dice il nonno, perché che Natale è senza il presepe?
- E non hai in serbo una sorpresa anche per il presepe di
quest'anno?.- Certo che c'è, ma ormai rischia di non essere più una
sorpresa, birbanti dei miei nipotini. Quest'anno ci
prepareremo in maniera speciale al Natale. Lo faremo
mettendo ai bordi della strada del presepe, tanti sassolini,
uno per ogni azione buona che faremo. - Oh si; Oh sì; -gridano i due fratellini, e vedrai nonno, che
lunga e bella sarà la strada del presepe quest'anno!...
"
- Bene, dice il nonno, e allora all'opera. Incominciamo
intanto a fare sempre e senza lamentale le lezioni; poi ad
aiutare la mamma a preparare la tavola; quindi andremo
sempre a catechismo e lo studieremo poi a casa; non
mancheranno mai le preghiere del mattino e della sera (e
guarderemo meno la televisione , useremo il minimo
indispensabile il telefonino- e non mangeremo "poci"...e io
non fumerò più la pipa...)-metteremo via, così, tanti soldini
per
partecipare
alle
iniziative
di
solidarietà;
parteciperemo attivamente alle Ss.Messe dell'Avvento; ci
andremo a confessare per bene; cercheremo di non
bisticciare più …
Giulia e Tommaso capiscono
che la strada del presepe,
cioè del
Natale, può
diventare lunga e larga,
sempre di più, e bella e vera!
e così fare una sorpresa al
nonno Bepi e al Bambino
Gesù.
(Liberamente presa da L.
Ferraresso).
ANGOLO UMORISTICO
Il medico mi ha proibito di mangiare gelati...
- E tu, cosa fai?
- Li lecco !
DON FRANCESCO ZECCHINATI
- CENTO ANNI DALLA NASCITA
UN SUO RICORDO AUTOBIOGRAFICO
Una donna si sta provando un paio di jeans e chiede al
marito: "Caro, mi ingrassano?".
E lui: "Ma non li devi mica mangiare!".
Trepidante mi arrischio a tracciare la scheda cronologica della
mia esistenza. Non ci metterò vanità: né inutile sottovalutazione.
In un negozio, un uomo chiede di poter acquistare una
maglia. La commessa gli chiede: "La taglia?". E lui: "No, la
metto intera!".
Sono nato il 5 giugno 1911 a Rotzo sull'Altopiano di Asiago,
allora ancora appoggiato al confine dell'Impero austroungarico. L'atto dell'esistenza e della vita lo ricevo
inconsciamente come tutti i bambini: saprò più tardi che quello
è il più gran dono che Dio mi ha fatto: essere, esistere, avere la
vita... Verranno poi altri doni dalla Bontà di Dio: la vita cristiana, il
sacerdozio, la vocazione paolina...
La guerra 1915-18 mi porta lontano e al ritorno comincio le
elementari, terminate nel 1924. Dopo due anni passati sui verdi
pascoli, tra i boschi incantevoli delle nostre montagne prealpine,
entravo il 4 novembre 1926, in Alba, nella "Scuola Tipografica",
così si chiamava allora il nostro Istituto. Il ginnasio, il noviziato e la
Professione religiosa hanno coronato quel periodo sereno e di
intensa formazione, e all'inizio del 1933 sono trasferito a Roma con
tutta la nostra classe per gli studi di filosofia e di teologia. Qui
passo vent'anni all'ombra del Beato Giaccardo e del Venerato
Fondatore, Don Alberione. Fin d'allora, ancora prima del
sacerdozio (1939) sono impegnato nella scuola e nella
formazione dei giovani aspiranti del ginnasio.
Poi l'estero.
Un tale, al ristorante, chiama il cameriere e dice: Cameriere, il mio tovagliolo è sporco!".
E il cameriere:
- Come? L'ho già dato a cinque altri clienti e nessuno si è
lamentato!".
Due ladri si incontrano dopo tanto tempo, uno dice: "Per
venire qui ho preso un aereo". E l'altro: "A chi?".
Qual è il colmo per il re dei nani?
Farsi chiamare "altezza".
Qual è il colmo per un oculista?
Sposare la propria pupilla.
Due amici stanno litigando. Uno dice all'altro: "Tu stai zitto!
Sei così ignorante che non sapresti distinguere un asino da
un cavallo!". "Perché, dice l'altro, ti ho mai detto che sei un
cavallo?".
La maestra chiede a Pierino: "Pierino, quanto fa uno per
uno?". E Pierino: "Non fa male a nessuno!".
Il medico chiede al paziente: "Le capita mai di sentire delle
voci senza vedere nessuno?". "Si!", dice il paziente. "E
quando in particolare?. "Quando parlo al telefono?".
Incontrandomi una mattina assai presto, nel 1952, Don
Alberione mi bloccò: «Oh, ti cercavo. Ti mando in Colombia».
Stavo per dire che non sapevo dov'era, che non c'ero mai stato,
quando mi interruppe: «Per questo ti mando: fatti insegnare come si
fa il passaporto e ...parti presto: lì ne hanno bisogno!». Così,
senza commenti!
Parto perciò, per mare allora, e arrivo in Colombia di là del
Mediterraneo, di là dell'Atlantico, sulle coste del Pacifico,
passando il Canale del Panamà: meravigliosa costruzione, opera
gigantesca, che mi ha fatto un po' dimenticare la Patria, e la
struggente nostalgia dei miei verdi pascoli di Rotzo... Sto in
Colombia tre anni come responsabile di quella fondazione e mi
preparo per entrare nel mitico Messico. Qui passo vent'anni
forse i più attivi e belli, i più laboriosi e faticosi della mia
vita. Sono per sette anni maestro del noviziato e poi per otto
anni responsabile delle nostre Case. Case fiorenti di gioventù e di
imprese apostoliche: librerie, tipografie, seminario, comunità
numerose e lavoro sacerdotale e pastorale. Molto lavoro ed un
ministero della Parola tutto speciale: con un confratello
indimenticabile, avevamo organizzato nelle vacanze, le
cosiddette "Settimane del Vangelo" percorrendo dal Nord al
Sud l'immenso territorio messicano, portando sulle labbra e nel
cuore, per iscritto o sulle onde delle radio locali, il Vangelo di Gesù,
l'esempio di Paolo e il fremito apostolico di Don Alberione e della
ormai grande Famiglia Paolina.
Senz'altro non ho fatto tutto bene!... Ma neanche, spero
d'aver fatto tutto male!
Un cestello di rose... ed anche di spine!...
Infine, come non bastasse tutto questo, dopo qualche
tempo di esplorazione e di approcci eccomi a Los Angeles, nella
fantasmagorica California, bagnata dall'onda impetuosa del
Grande Oceano, non sempre "Pacifico", che sconvolge e distrugge,
di tanto in tanto, l'esuberante sviluppo architettonico dei suoi
lussuosi quartieri. Però, nonostante le ferite inferte dai sismi e
dai maremoti, Los Angeles rimane pur sempre la Città di
Hollywood, di Disneyland, degli "Studios", del cine e del FarWest!
Los Angeles: dove il mio Signore mi ha permesso di realizzarmi
appieno nel mondo meno sofisticato del popolo hispano o messicano
e dove ho trovato tanta soddisfazione nell'apostolato della Parola
con la padronanza dell'idioma spagnolo che era ormai diventato la mia
"seconda lingua".
Ed ora eccomi di nuovo a Roma, la città dei Cesari, la città dei
Papi: ne avevo conosciuta ed amata la storia, dai tunnels catacombali
alla sacralità della Tomba di Pietro: all'arte classica, medioevale,
rinascimentale fino ai moderni quartieri...
A Lei però, alla Vergine Santa che mi ha accompagnato nella
lunga giornata, serena o nuvolosa della vita, consegno in pochi versi, il
lento mio declino...
«Nell'incerto cammin della vita, lungo la via, a Te
m'appoggiai, o dolce Maria!
Il sentiero cosparso di rovi e duri sassi
attardava il lento andare de' miei passi.
Anche la tenebra, il dubbio e la tempesta
imbiancaron in tant'anni la mia testa.
Eppur non dando ascolto a fatiche ed ozio fede
servai al mio Dio nel Sacerdozio.
Non io, Maria! Ma Tu tenendomi per mano mi
portasti oltre i mari assai lontano...
Ed ora serenamente riposo sul tuo petto per
arrivare incolume di Dio al cospetto».
P. Francesco Zecchinati
della Società San Paolo
Roma, 25 Gennaio 1994
LA PAGINA DEGLI EMIGRANTI
È Natale 2011
Come passano in fretta questi Natali! Il Natale di quando
eravamo bambini è ora un ricordo lontano nei tempi; poi
venne la scuola, il collegio, l’università. Poi venne per noi
la guerra e furono Natali al rombo dei cannoni, al
crepitio delle mitragliatrici, in mezzo al deserto senza il
presepe, senza l’affetto dei nostri cari lontani e, anziché
un
bella tavola imbandita dei nostri migliori cibi
tradizionali e il panettone Motta, gallette, scatolette,
dura pagnotta e tanta sabbia. Natale 1941: natale di
guerra in Marmarica (Libia). Ricordo benissimo. Oggi è
Natale di Marmarica nel caposaldo tra bastioni rocciosi,
sabbia e cespugli giganti. Scrivo, come posso, nella
buca tutta mia, là con il 2° battaglione mitraglieri 6^
compagnia divisione “Pavia”, dove la guerra infuria e ci
tiene inchiodati da settimane. Si grida alla mezzanotte
del 25 dicembre 1941. Da una buca all’altra: “Buon
Natale”, “Buon Natale”, fino a tardi.
Poi i miei “mitraglieri” si sono radunati in cerchio accanto
alla buca del loro comandante, il sottotenente Gianni
Dal Pozzo (il sottoscritto); abbiamo scambiato gli auguri
di “Buon Natale” estesi alle nostre famiglie. Ricordavano
momenti sereni e tranquilli in famiglia, alla Messa di
mezzanotte e, qualcuno, come me, faceva un pensiero
alla fidanzata.
Continuammo a lungo a parlare, tutti nel cerchio
attorno alla buca tutta mia, stretta quanto basta per
non crollarmi addosso, quando sopra ci passò un
Gherman (carro armato) inglese. La mattino in cui ci
attaccarono i carri armati tutti pensarono di trovarci
dentro, al mio posto, come una sogliola con il casco.
Stavamo per rientrare nelle buche vicine, quando arrivò
d’improvviso il “Buon Natale” del nemico: qualche
tracciante, poi una fitta rete di proiettili Colorado, e questa
volta nessun velivolo in cielo e nessun scoppio di granate.
Era il loro Buon Natale fiammeggiante di mille raggi color
argento e oro. Siamo balzati in piedi e veniva voglia di
gridare laggiù, oltre al caposaldo: “Buon Natale” a tutti
voi, inglesi, irlandesi, australiani, indiani.
È durato vari minuti lo spettacolo natalizio sulla soglia della
Marmarica. Ce lo siamo goduto tutto e sembrava che la
guerra fosse finita stanotte, la notte santa di Natale, in cui
gli angeli scesero dal cielo, si posarono sulla grotta di
Betlemme e cantarono: “Pace in terra agli uomini di buona
volontà”.
2011 anni da allora sono passati!
Ecco la nostra risposta al “Buon Natale” inglese. Poi attimi
di silenzio e dalla zona di buio dapprima flebili e quasi
lamentose, poi sempre più forti fino ad assordare gli animi
rigonfi di commozione, le note di un’armonia a voce:
“Tu scendi dalle stelle….” Erano rivolte laggiù a portare il
nostro saluto, il nostro “Buon Natale”, nell’assurda illusione
di farle arrivare oltre i capisaldi, oltre la zona minata, oltre
le buche, al di là del respiro lungo del deserto che certo le
spegneva, quelle note, a poche decine di metri.
Ma forse arrivarono, lontano, oltre il mare, da dove partiva
il reticolo delle traccianti verso il cielo.
Perché di colpo finì lo spettacolo, tornò il silenzio assoluto e
il buio si fece più fitto.
Anche l’armonica tacque come se l’intesa arcana tra luci
e musica avesse creato il prodigio dello scambio del “Buon
Natale”; prima dell’alba che avrebbe segnato un altro
giorno di guerra. .
Natale 2011
Festa della vita che perenne fluisce e si rinnova, festa
della famiglia, che nell’amore rinsalda i suoi legami; per il
credente, festa del rinnovato mistero dell’Incarnazione:
“L’Infinito si fa umano e colma l’abisso lontano con la
pienezza della sua presenza”.
Sentite, cari paesani di Rotzo: suonano a festa le
campane portando in ognuno di noi la serenità e la
pace del Bambino Gesù; aggiungiamo al loro festoso
saluto quello dei migranti, specialmente giovani, per
lavoro lungo le vie del mondo. Possano essi trovare
ovunque siano impegnati in qualsiasi loro attività, la
solidarietà fraterna della gente: Buona fortuna!
Carissimi Castellettani, più che una necessità obbligata
lo scambio degli auguri , diventa per un dovere fare gli
auguri agli Ober, ai Crosatti. Auguro forti e calorosi, per
quanto di bello e di buono conserviamo e alimentiamo
nel cuore!
Per le vostre famiglie auguri di serenità e benessere! E
per tutti noi, mettiamola pure nel conto, giacché il
veloce trascorrere del tempo ce la fa constatare
particolarmente preziose. Auguri di prospera salute per
tanti anni sereni da trascorrere nel tepore domestico,
allietati dall’indicibile dolcezza che sanno darci i nostri
nipotini.
Auguri di buon Natale e Capodanno a tutti.
Gianni Dal Pozzo Ober
Nato a Castelletto di Rotzo il 13 dicembre 1913
150 ANNI DELL’UNITA’ D’ITALIA
17 marzo 1861 -17 marzo 2011
Mi sovvien un verso di Dante che dice "l'itala gente
dalle molte vite"...
Finalmente dopo 15 secoli di invasioni e di dominazione
straniera, crudele e spietata,l'Itala gente lotta per la sua
indipendenza e la sua unità riuscendo in 70 anni a
scacciare anche lo spietato straniero Austro-Ungarico.
Marzo 1848: Carlo Alberto dei Savoia, re del Piemonte
uno piccolo stato indipendente e libero dallo straniero,
osava sfidare il nemico dichiarandogli guerra!
Varca con il suo esercito il Ticino al grido dell'inno di
Mameli: "Fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta..."
Novembre 1918: l'itala gente dopo tre guerre
d'indipendenza è ancora ai ferri caldi con l'eterno
rivale; ancora vicino a un fiume: il Piave, sacro per noi.
C'è ancora l'itala gente con i suoi fanti, artiglieri, alpini,
bersaglieri e "bocia" del '99 che cantavano, audaci e
decisi, un'altra nota melodia: "il Piave mormorava,
gonfio e impetuoso, da qui non passa lo straniero; qui si
vince o si muore".
Al Piave c'era tutta l'Italia decisa e ben armata, c'era il
piemontese, il lombardo, il ligure, il toscano, il romano,
tutto il sud e le isole; giovani accanto a veterani, ma,
specialmente, c'era il Veneto più che mai guerriero e
pronto alla riscossa in prima fila.
Dicevano i veneti: li abbiamo respinti sul Cengio, sul
Pasubio, sull'Ortigara, e perché non sul Piave?!
Ci fu la resa incondizionata del tracotante e superbo
nemico, costretto a risalire in fretta le valli che aveva
orgogliosamente varcato per decenni e decenni.
4 novembre 1918: il nemico getta le armi e si arrende,
l'itala gente ha finalmente vinto, dopo tre guerre
d'indipendenza e la Prima Guerra Mondiale che io
chiamo appunto la quarta guerra d'indipendenza.
Dovunque sventola la bandiera tricolore, in tutta
Italia, anche nella lontana America! Pure un piccolo
paese dell'Illinois (USA) dove era emigrata la mia
famiglia.
C'ero anch'io quel giorno d avevo appena 5 anni. Il
nostro tricolore sventolava vicino alla bandiera
americana. Accanto a queste due vite naturali, il
Piave e il Ticino, accostiamo altre due vite parallele,
questa volta umane: Carlo Alberto e Vittorio
Emmanuele III entrambi della casa reale Savoia.
Il primo ricordato anche per la sconfitta di Novara, la
"fatal Novara" descritta da Carducci nell'ode
Piemonte.
Il secondo per la vittoria di Vittorio Veneto nel 1918.
DATE STORICHE
( Per decenni o quinquenni )
602: Agilulfo, re dei Longobardi prende e distrugge
Padova: la zona tra Astice e Brenta (compreso
l'Altopiano)
passa
sotto
Vicenza,
anche
ecclesiasticamente.
917: 2° DIPLOMA dell'imperatore BERENGARIO che
riconferma al vescovo di Padova Sibicone i diritti feudali
anche sull'Altopiano, Rotzo compreso. In questo
documento si parla di "Arimanni" (uomini di lingua
germanica) che abitano nella Pedemontana e Canal
del Brenta (da essi i primi colonizzatori dell'Altopiano?).
942: DIPLOMA dei re Ugo e Lotario che confermano il
diploma di Berengario del 917.
1117: Un grande terremoto sconvolge anche l'Alto
Vicentino, particolarmente la zona di Casotto. In quella
occasione, una enorme frana caduta dallo Spitz di
Tonezza, formò quella cava di sabbia e ghiaia che è
tuttora sfruttata in quella zona....
Itala gente dalle molte vite, amiamo questa Italia,
ricordiamo i nostri combattenti, i nostri caduti,
formuliamo loro una calda preghiera; amiamo la
nostra bandiera e diciamo, anche a coloro che se la
dimenticano, che noi vogliamo sempre quella
perché ci ha dato la libertà, l'unità e, l'indipendenza.
1227: viene eletto papa ONORIO III, il quale inserì
ufficialmente nel Canone (elenco) dei Santi la nostra
S.Gertrude.
Gianni Dal Pozzo Ober Classe 1913
1297: Dalla DECIMA PAPALE di quell'anno, si ricava che
S.Gertrude in Rotzo era l'unica chiesa avente beneficio
1227: Un documento testimonia l' OMAGGIO di un CERO
DI SETTE LIBBRE, col quale Rovegliana (Recoaro)
riconosceva ROTZO (in particolare la chiesa di
S.Margherita) come sua matrice.
parrocchiale (quindi unica parrocchia) dell' Altopiano
occidentale..).
1302-03: Secondo l'abate Dal Pozzo a questo periodo
risalirebbe l'esistenza di un monastero femminile
attorno alla chiesa di S.Margherita, ove trovò rifugio
Margherita, la compagna di fra' Dolcino, perseguiti
per eresia.
1312: La REGGENZA (quindi anche Rotzo) passa sotto
la protezione degli Scaligeri di Verona.
1322:16.09: Cangrande della Scala attribuisce a Rotzo
gli stessi confini che il trattato di Pra del Varda (1204)
attribuiva al Comune di Castelletto.
1392: Documento in cui si parla di terreni "in hora S.
Margherite de Castellare" (starebbe per Castelletto;.
Secondo GC. Bortoli sarebbe il primo documento che
cita la nostra chiesa di S.Margherita.
1417: DUCALE di TOMMASO MOCENIGO che
conferma i privilegi che i SETTE COMUNI godevano da
immemorabili anni.
1487: Incursione degli austriaci (tedeschi) dell'arciduca
Sigismondo, che si sarebbero accampati nella zona di
Campolongo, chiamata tuttora "Pra dei Tedeschi".
Secondo i Nalli da qui gli austriaci si sarebbero ritirati;
per il Dal Pozzo invece il paese fu incendiato.
1562 II papa Pio IV conferma il GIUSPRATONATO che il
Comune di Rotzo e i suoi uomini avevano sul beneficio
della parrocchia.
1602: Prima traduzione in lingua cimbra del CATECHISMO,
compilato nel 1597 da S.Roberto Bellarmino.
1657 29.07: A seguito del contributo dato dagli uomini
dell'Altopiano nella guerra di Candia, Venezia rinnova ai
Sette Comuni le esenzioni daziarie. Che diverrà nel 1662
10.10: Esenzione da tutte le tasse.
1732 23.01: Nasce l'abate AGOSTINO DAL POZZO.
1797 12.05: La Repubblica di Venezia scioglie i 7 Comuni
dall'obbligo di fedeltà:
08.07: I Sette Comuni passano sotto i francesi;
17.10: I Sette Comuni passano sotto il dominio
austriaco.
1807 29.06:
COMUNI.
Cessa di esistere la REGGENZA DEI SETTE
1842: 2" edizione, rinnovata e corretta, del Catechismo
in lingua cimbra.
1897: I minatori rotzesi (impegnati nelle miniere in
Germania e nella costruzione del Piovan), regalano il bei
reliquiario in onore di S.Barbara
1912 31.01:
Nasce a Rotzo, Padre GIACOMO
SPAGNOLO (Spagnol), da Matteo Pietro e Stefani
Catterina, fondatore delle Suore missionarie saveriane di
Parma.....
18.12: tra le decine di morti per lo scoppio di una
miniera a Brambauer (Dortmund-Germania) vi sono
anche 4 rotzesi: Domenico Canale (nato nel 1886).
Costa Matteo Ciprian(1893), Dal Pozzo Giovanni Chiodar
(1887) e Stella Antonio (1879), che da due anni si era
stabilito a Rotzo.
1917 10.06; 19.06: In queste date, nell'ambito della
battaglia dell'Ortigara, avvennero due atti dimostrativi
delle truppe italiane, contro quelle austriache
sistemate in zona Sabaus e dintorni (respinti). Gli
austriaci ne lasciarono ricordo nel Monumento
attualmente
appoggiato
al
campanile
della
parrocchiale.
1922 11.06: Inaugurazione del MONUMENTO AI CADUTI,
opera dei lapicidi rotzesi fratelli STEFANI (Arturo, Severino,
Matteo, Francesco e Guido) su disegno dell'ing. Antonio
Saccardo e dell’arch. Vincenzo Bonato (di Schio).
Scultore Egisto Caldana da Vicenza.
1927 02.05: Apertura dell'Asilo infantile parrocchiale;
30.10: Benedizione e inaugurazione
ricostruita chiesa parrocchiale.
della
1937: II prof. Giovanni Soranzo esegue le pitture della
lunetta sopra l'altare, delle otto vele delle due cupole
interne, e il quadro della morte di S.Gertrude.
1957 22.04: Costituzione del GRUPPO A.N.A. di Rotzo.
1967 02.03: Con la partenza di don Tiziano Salvagnin,
Rotzo rimane definitivamente senza cappellano.
23.03: SENTENZA TERRACINA sugli USI CIVICI.
05.10: La Scuola Materna passa sotto la gestione
dell' ECA (Ente Comunale Assistenza).
1972 21.11: Soppressione del VICARIATO di Rotzo.
1977:
Don Angelo Baldan lascia Rotzo, e viene
sostituito da don Giuseppe Miglioretto.
1987 25.08: Inaugurazione Monumento all'Alpino.
ANGOLO DELLA POESIA
Canpane de Nadale
Gera la note de Nadale:
drio le piante scure
on siélo nero nero.
Distante camini che fumava
fìnestrèle che sluséa de oro
porte che sbatociava.
Tuti spetava el Banbinelo,
nissun osava, nissun cantava,
anca le bestie no le sbrajiava.
A mezanote justa
se ga svejà le canpane,
on sonar de alegressa
se gà rodolà zo par le canpagne.
Sonava quela grossa,
la medana, la piccia,
le fasea on tal bordelo
ch'el canpanil xe resta de sasso.
I batoci i andava e vegnéa |
Drento ste boche sbalancà,
i clamava zente
par tuta la contrà.
La canpanèa pi picola,
par farse sentir mèjo,
la ga manda on scravasso de boti
da far tremar parfìn el sielo.
In meso a sto furioso canpanò
tuti se ga svejà :òmini,done, putèi
i se ga messi in strada.
ciamando anca le bestie da la stala.
Ravoltolaj in te i boti,
pieni de letissia in tel core,
i gà adora el Banbinelo
nato anca sto ano
solo par amore.
Mariarosa Cera
UN MISSIONARIO “ PARTICOLARE”
ORIGINARIO DI ROTZO.
Nello scorso mese di agosto,
una decina di parrocchiani
di Pedrengo (Bergamo) ha
effettuato
nelle
isole
Salomone
(Oceania,
a
nord-est dell'Australia) una
"escursione
missionaria,
chiamata
"Orma
11",
perché seguiva ad altre 10
precedenti.
Scorrendo i cognomi dei
partecipanti, oltre ad alcuni
di
chiaro
"stampo
lombardo, ne spicca uno
tipicamente "rotzese", quello
di CADIERARO (Alfio).
Accompagnati da un loro prete, dopo 24 ore di
volo effettivo (via Dubai, Brisbane (Australia) e
Isola di Gaudalcanal), hanno raggiunto risola di
Gizo, nell'arcipelago delle Salomone, poco sotto
l'Equatore, accolti dal vescovo locale, Mons.
Luciano e ospitati in strutture costruite nelle
precedenti missioni da altri gruppi italiani,
essendo a conoscenza dell'inglese, e giovani
animatori di Oratorio, hanno avviato tra le
centinaia di ragazzi di Gizo, e delle aggregate
isole di Moli e Nila, un progetto di ATTIVITÀ'
ASSOCIATIVA, una novità per quella gente. Il nostro
Alfio è stato soprattutto di supporto "culinario" (cioè
da cuoco del gruppo).
Riportiamo qui di seguito la sua testimonianza
riguardante questa esperienza:
"Al ritorno dalle isole Salomon il mio pensiero rivive
con emozione i momenti trascorsi durante il mese
di agosto ripensando al rapporto instaurato con le
persone incontrate.
Non avendo partecipato alle attività con i giovani,
ho avuto l'occasione di entrare in contatto con le
persone adulte che a vario titolo si avvicinavano
alla missione.
Non posso dimenticare l'accoglienza avuta nelle
occasioni in cui è stato possibile lavorare assieme;
in particolare ricordo le cuoche di Gizo e di Nila
con le quali si era instaurato un ottimo rapporto.
Però ciò che più mi ha colpito e che ritorna
frequentemente nei miei pensieri, è la situazione
trovata nei villaggi visitati: mi chiedo che cosa
possa fare ancora per loro.
Per ora posso solo trasmettere questo desiderio
affinchè qualcun altro, magari assieme a me,
possa ripetere questa esperienza costruttiva che
non è solamente portare aiuto ma principalmente
rivedere il nostro stile di vita.”
Caldieraro Alfio
10^ FESTA DELLA MONTAGNA
A CAMPOLONGO DI ROTZO,
11 sett. 2011.
In occasione del 10° anniversario della INAUGURAZIONE della chiesetta
di S.FRANCESCO, in Campolongo di Rotzo, al termine della S.Messa
concelebrata e presieduta da Mons. Antonio Menegazzo, vescovo emerito
del Darfur, in Sudan ( Africa)vi è stato anche un intervento del nostro
Sindaco'
Ne riportiamo il testo, riveduto e autorizzato dallo stesso.
Il mio benvenuto a tutti
in questa nostra, vostra
terra meravigliosa. Terra
antica e bellissima.
Ringrazio
Sua
Eccellenza
Mons.
Antonio
Menegazzo
che
ama
essere
chiamato
"Padre"!
Allora grazie Padre
Antonio per la sua
presenza
qui
oggi
assieme a Padre Olindo
e a Padre Ugo.
Grazie anche al nostro Arciprete don Pierangelo Panozzo che,
come sempre, partecipa e coordina attivamente questa
giornata importante. Un grazie poi a tutti coloro che hanno
voluto partecipare alla preparazione di questa santa Messa,
in particolare ad Alberto, vero fulcro organizzativo, da tanti
anni, di questo nostro stare assieme. Ma il mio grazie più
grande, a nome di tutta la Gente di Rotzo va a voi, amici,
fratelli del Terz'Ordine Francescano. Voi ci onorate con la
vostra presenza, ci insegnate il rispetto, dimostrate
attaccamento verso questa "Porziuncola alpina" anche da
noi tanto amata. Ci date l'esempio per proseguire nelle
quotidiane difficoltà, nelle avversità e nelle gioie della vita in
spirito di francescana letizia. Grazie a tutti voi, in particolar modo
a Silvana. Stateci vicino, aiutateci a far bene il nostro difficile
compito di amministratori di questa terra meravigliosa, in modo
fraterno, responsabile e generoso come avete fatto per un
intero decennio. Grazie!
Abbiamo bisogno di voi, del vostro cuore grande e semplice,
che fu del poverello di Assisi; ci onora poter ricevere ogni anno,
con voi, la benedizione di San Francesco al quale questa
chiesetta è dedicata.
Perché celebrare una festa per la montagna, cos'è, davvero,
oggi, la montagna? La montagna è una terra bellissima. Spazi
verdi e incontaminati, aria fresca e frizzante e cicli azzurro
cobalto. Sì la montagna è anche questo: meraviglia del creato
e luogo di vita per le creature, per le molteplici specie di piante
ed animali. Ma questa terra è anche terra aspra, dove non
sempre risulta facile vivere; terra di pochi, terra poco ascoltata.
Questa è terra "svuotata". Svuotata cento anni fa da una guerra
che obbligò, in poche ore, i nostri nonni ad abbandonare le loro
case per regio Decreto. Scesero a valle, in pianura, con le loro
povere cose, caricando in fretta sui carri, trainati da asini e
mucche, l'essenziale per affrontare l'ignoto.
Caricarono i loro vecchi, custodi delle tradizioni e della vita della
montagna, i bambini, speranza per un futuro che appariva
cupo ed angosciante, caricarono poco cibo e due coperte per
le intemperie. E partirono. Parlavano una lingua, il "cimbro"
troppo simile al tedesco per poter pretendere di essere amati
dai potenti e dagli intelligenti del tempo: "Quando arriveranno,
sputate loro sul viso, perché sono spie del nemico austriaco" così
scrivevano alcuni giornali del tempo.
Erano solo poveri uomini e donne, vittime di un conflitto non
voluto, col cuore in ansia per i figli inviati al fronte, senza più
casa, senza il necessario per vivere, privati persino dell'onore
dovuto alle persone oneste e perbene. Furono accettati,
protetti, capiti dalla povera gente della pianura che li ospitò
nelle loro case condividendo stalle e fienili, pane duro e frutti
della terra, povere cose segno di rispetto e di amicizia che i
"grandi" non seppero dare.
TESI DI LAUREA
Terra "svuotata" poi dall'emigrazione. Tornati a vivere quassù,
terra madre e matrigna, non trovarono lavoro e pane per
poter vivere con decoro. E allora altro non restava da fare
che salire sulle navi per la lontana Australia, per gli Stati Uniti
d'America, per il Brasile, il Venezuela, l'Argentina. Per gli altri
stati d'Europa, Svizzera, Francia e Belgio soprattutto per
riempire le miniere, per lavorare nel ventre di quella terra che
qui non seppe dare ascolto ai propri figli.
Vogliamo ricordarli oggi tutti i nostri emigranti, l'altra metà del
nostro cuore che pulsa in tutto il mondo e dir loro il nostro
grazie per aver mostrato i valori autentici di questi paesi in
ogni angolo della Terra.
Il 14 novembre 2011 ho conseguito la laurea in Tecniche Audioprotesiche
all’Università Degli Studi di Verona dal titolo “L’ALLENAMENTO ACUSTICO
COME METODO RIABILITATIVO NELL’ADULTO PROTESIZZATO.”
La tesi sperimentale tratta il delicato argomento della riabilitazione che il
paziente ipoacusico dovrebbe seguire per ottenere ottimi risultati con gli
apparecchi acustici.
Terra che può essere "svuotata" oggi da leggi sbagliate frutto
di una mentalità, lasciatemi dire, scellerata, che vede nei
piccoli paesi di montagna i luoghi di spreco del denaro
pubblico, paesi da chiudere, da eliminare in nome del
contenimento delle spese degli enti territoriali e del migliore
svolgimento delle funzioni amministrative. Bugie! Questi paesi
non fanno sprechi! Questa gente presidia una terra amata,
terra difficile da vivere, ma che non può essere può essere
abbandonata per niente al mondo! Gli amministratori di
questo e di tutti i piccoli paesi di montagna non percepiscono
ingenti compensi, non lavorano per gloria e visibilità ma per
disinteressato senso civico e per dar risposta ai bisogni della
loro Gente, nella gratuità. Non credete a ciò che vogliono
farvi credere: gli sprechi di denaro pubblico si compiono
altrove non certo nei nostri piccoli comuni di montagna che
costituiscono invece il presidio di questa terra bellissima ed
aspra, madre e matrigna, terra di pietre e di generoso dono.
Grazie a tutti voi per la numerosa presenza che ci rincuora e
ci esorta a continuare a vivere quassù.
A tutti, vicini e lontani un fraterno abbraccio montanaro.
Lucio Spagnolo - Sindaco di Rotzo
L’idea di affrontare questo argomento, nasce dalla mia esperienza di
tirocinio svolta presso un’azienda di protesi acustiche. Lo scopo
dell’elaborato è quello di dimostrare l’applicabilità e l’utilità di un percorso
riabilitativo studiato appositamente per il paziente. Esso si compone di
tests, in parte mantenuti tali altri invece modificati rispetto all’originale
letteratura medica, e di prove audiometriche tonali e vocali per evidenziare
il guadagno protesico. L’iter riabilitativo ha una durata di circa 2, 3 mesi, in
base alle capacità di adattamento del paziente alle protesi. L’allenamento
acustico è il metodo utilizzato per sviluppare le capacità di percezione e
discriminazione di suoni (toni puri presentati con l’audiometro) e di
materiale verbale (fonemi, parole, frasi). Esso consente alla corteccia
cerebrale di tornare a decodificare tali suoni sfruttando il residuo uditivo
del paziente e l’amplificazione degli apparecchi acustici. I tests
(discriminazione uditiva semplice e complessa, ripetizione di parole
semplici, test di confusione fonemica) si compongono di parole o intere frasi
che il paziente deve ripetere, dapprima in modalità visiva e uditiva, poi solo
uditiva. In base agli errori commessi, l’audioprotesista sarà in grado di
modificare la taratura e permettere così una migliore discriminazione. Per
rendere tali prove più difficili, esse vengono eseguite anche in ambiente
rumoroso.
Lo studio da me condotto, ha focalizzato l’attenzione su 19 persone
ipoacusiche, con una fascia d’età compresa tra i 30 e gli 80 anni con sordità
postverbali dalle più leggere alle più gravi. Tutti hanno eseguito una visita
otorinolaringoiatrica e si sono presentati in studio per l’applicazione delle
protesi acustiche. Ho sottoposto le suddette persone all’iter riabilitativo
precedentemente esposto e si sono ottenuti alcuni importanti risultati. I
pazienti, dopo 2 mesi, avevano riacquistato una buona discriminazione
verbale, erano in grado di seguire una conversazione, parlare al telefono e
guardare la tv. Sono ritornati a svolgere la loro normale vita lavorativa e
famigliare. Le persone erano soddisfatte per aver raggiunto in breve tempo
gli obiettivi inizialmente preposti, portando così gli apparecchi acustici
quotidianamente.
Spagnolo Nathalie
LE NOTIZIE DI TIBERIO
Sulle nostre Montagne del nostro Altopiano che ci sono delle
Tantissime Parrocchie che fanno parte del Vicariato di Asiago
con una presenza delle alcune e alle varie Comunità Cristiane e
Parrocchiali ; dietro a tutto questo c’è la nostra Diocesi di
Padova e perché c'è il Nostro migliore Amico di tutti noi è lui si
chiama con il VESCOVO ANTONIO MATTIAZZO.
E proprio lui si farà il Capo dei alcuni e ai vari Rappresentanti di
questi Diaconi, Arcipreti, Sacerdoti e
Parroci di queste
Parrocchie che ci sono nel nostro Veneto.
Quando che lui ha deciso di venire qui insieme con noi è
perché secondo me nel mio punto di vista e quello di riposarsi
meglio per poi il giorno seguente iniziare con il suo cammino di
Programmazione e Organizzazione anche con dei alcuni e ai
vari Incontri di questi Sacerdoti, Catechisti, Animatori,
Animatrici, e nei alcuni Gruppi come dei Giovanissimi, e nei
Ragazzi e alle Varie Ragazze che si Incontra con negli altri
Gruppi che si va nelle varie Comunità Cristiane e Parrocchiali,
poi si va verso alle seguenti Visite di queste Parrocchie per
Incontrare anche con il Gruppo di vari Consigli Pastorali e
Parrocchiali.
IL mio Amico Vescovo Antonio Mattiazzo poi farà una
occasione che si potrà fare ad una Celebrazione Eucaristica
per il Sabato Sera oppure alla Domenica durante la Mattina.
Ora ci parliamo ad un Argomento che possiamo a fare delle
cose Interessanti; ma alle nostre cose Che si riguarda attraverso
dei alcuni e ai vari momenti tra il Mese di Settembre fino con ad
un Periodo di Giugno perché ci sarà delle Iniziative per le varie
ed alcune Attività di tantissime e Nelle altre Proposte.
Nel Libretto di Alta Burg la Voce con il numero 79° Giomalino
della nostra Parrocchia di Rotzo che era venuto con il tempo di
Estate nel 2011 ho già fatto delle mie Notizie Di Costa Tiberio e
si trova alle pagine numeri di 39 e 40.
Quello che io ho scritto e per tutti quelli che ci sono dei miei e
tantissimi Amici e tantissime Amiche che ci sono dentro di me
stesso ma anche quelli che ci sarà dei miei Carissimi Sacerdoti
Di tutte e alle varie Parrocchie che ci sono.
In quest'Anno del 2011 il vostro Amico Costa Tiberio Scriverà delle
ultime Notizie che io farò
E nel prossimo con 82°Giomalino in Alta Burg la Voce dopo il
Tempo del Santo Natale Parlerò attraverso il Libretto che si
chiama delle Varie Preghiere Tra le Lodi e i Vespri.
Finalmente siamo giunti al Termine delle Vacanze di Estate
perché poi si Ricomincia con il Tempo di tutti e ai vari Lavori e il
Tempo con tutte alle seguenti Scuole che ci sono ad Ovunque
Che tra di noi possiamo andare a Frequentare le Scuole di
Elementari, Medie, Alle Superiori, e Soprattutto anche con la
Scuola di Ragioneria per andare poi alle varie Università di
Padova,Trento, Verona e la Città di Milano che ha cominciato
proprio al 12 di Settembre fino con il 23 Dicembre e perché poi si
arriva alle varie ed alcune Vacanze Natalizie.
Nella nostra Parrocchia di Rotzo ci abbiamo anche con una
Madonna e si chiama con la Santa Gertrude che è la Patrona
della nostra Comunità Cristiana e Parrocchiale quindi si può fare
ad una Santa Messa per quella Festa Patronale che si farà al 17 di
Marzo; e poi anche con il 28 di Settembre perché poi si Inizia
anche con dei Anni di Scolastico, Nel Anno di Catechismo,Del
Anno Liturgico e un Anno Pastorale e Parrocchiale Tra 2011 e nel
2012.
In questa Festa poi si potrà a fare la 1° Domenica; oppure nella 2°
Domenica di Ottobre per cui approfittiamo in questa circostanza
per ufficializzare ad un Inizio dell' nuovo Anno Pastorale in
particolare modo che ci abbiamo invitato alla Santa Messa delle
Ore 10,15 con dei alcuni e ai vari Ragazzi e alle nostre Ragazze
che ci sono delle Scuole di Elementari e nella Scuola Media con
alle Rispettive Famiglie per dare così ad un Inizio Solenne
Celebrazione Eucaristica presentandoli ad una Classe nel nuovo
Anno Scolastico e del Anno di Catechismo.
Con questi Catechisti che tra di loro si Accompagnano sull'
Altare perché proprio lì ci farà delle seguenti Preghiere con nei
Ragazzi e alle Ragazze del Catechismo Durante la Santa Messa
con una Processione di un Offertoriale tra cui ci sarebbe dei
alcuni e nei vari Lavori Scolastici in Particolare significativi per ad
ogni Scuola che ci ha preparato nei seguenti cose che ci sono
per Ad un esempio come dei Quaderni, Zaini e nei Cartelloni che
ci Rappresentano ad ogni Scuola Che ci sia nelle Scuole di
Elementari e di una Scuola Media.
Questo è il mio Grande Sogno per Realizzare ad una
importante L'Animazione della Santa Messa per la Domenica
Mattina con questi Ragazzi e alle seguenti Ragazze che si farà
ad una Celebrazione Eucaristica per insegnare delle Canzoni
e nei seguenti Canti attraverso sulla nostrachiesa Parrocchiale
di una Santa Gertrude a Rotzo.
Con la Stagione nel Tempo delle Vacanze di Estate ci
sarebbe anche con una L'Animazione di Questi nostri Ragazzi
e nelle nostre Ragazze che si può Cantare, Suonare fare
molte cose eniziative con le Attività di Estate; Ed io poi farò
con una Collaborazione di questi Momenti di quella
occasione per fare anche questo per tutti gli Amici che ci
sono dentro di me.
E' per questo ci sarebbe con un grande futuro che io ho una
cosa Interessante nella nuova strada della mia vita che poi un
giorno farò un Corso per diventare come un Animatore Di
queste Parrocchie di Tresche Conca, Cesuna e poi anche
con nelle altre Parrocchie di Stoccareddo e la Parrocchia di
Sasso.
Dal il nostro Amico
Costa Tiberio
LE NOTIZIE DI VANIA
Si sta avvicinando il S. Natale ed io sono molto contenta
perché in questo periodo assieme agli operatori ed amici
della Cooperativa San Matteo e Luigi di Asiago, iniziamo a
preparare dei bei lavoretti dipingendo con vari colori con i
pennelli pigne, tazzine , piatti per preparare delle belle
composizioni o decoupage.
A me piace molto questo tipo di attività e quando vedo che
il lavoretto che ho realizzato è venuto bene gioisco nel mio
cuore e sono felice. Un Buon Natale a tutti da CERATO
Vania
CRONISTORIA PARROCCHIALE
Dal 1° ottobre al 30 novembre 2011.
02.10, Dm: FESTA AUTUNNALE DI S.GERTRUDE: Nella 1^ domenica dopo
il 28 sett. Onoriamo la nostra patrona con la preghiera e l'impegno ad
imitarne le caratteristiche: amore per la Parola di Dio (Bibbia) e la
santa Liturgia.
07.10, Vn: PIOGGIA, SOLE e NEVE: Dopo un mese di tempo
praticamente estivo, durante la notte è piovuto. In mattinata, dopo un
violento acquazzone il cielo si è rasserenato, grazie a un forte vento,
che ha portato cielo variabile con temperatura fredda. Sulle cime più
alte (Pasubio) una leggera spolveratina di neve.
16.10, Dm: L' UNITALSI Altopiano è ospite della nostra Comunità per la
sua annuale Festa sociale. La S.Messa è presieduta da d.Pierangelo,
che è anche assistente ecclesiastico dell'Unitalsi Altopiano .
19.10, Me: PIOVE per due giorni. Poi torna il bel tempo.
23.10: Dm: CONFERMAZIONE di sette nostri ragazzi, nella chiesa di
Roana, assieme ai ragazzi di Roana e Mezzaselva (vedi Foto in 4^ di
copertina);
25.10, Mt: Dopo alcuni giorni soleggiati (ma freddi) ieri sera è iniziato a
piovigginare. Oggi PIOGGIA continua. In serata INCONTRO con tutti i
GENITORI per informare e prospettare il cambiamento che la diocesi ci
chiede di avviare riguardo al CATECHISMO DEI RAGAZZI (Iniziazione
cristiana). (Scarsa partecipazione).
26.10, Me: Oggi ritorna un TEMPO bello, piuttosto tiepido, per la
stagione,
31.10, Ln. Vigilia di TUTTI I SANTI. Proponiamo, in sostituzione della
estranea Festa (?) di Halloween, di vivere la sera della VIGILIA di TUTTI i
SANTI, con una più appropriata "HOLYWEEN", o in chiesa (Veglia) o in
famiglia (con le Litanie dei Santi, ecc....).
l°.11: Mt: TUTTI I SANTI, con la s.Messa al pomeriggio, a cui è seguita la
PROCESSIONE al Cimitero. Bella giornata. Tanta gente.
04.11, Vn: PIOVE: una pioggia non forte (da noi;in altre parti d'Italia
invece gravi danni). Seguiranno giorni variabili, ma per lo più piovosi.
06.11, Dm: Una pausa della pioggia permette di festeggiare la
ricorrenza del "4 novembre", con s.Messa, corteo e celebrazione al
Monumento al Caduti.
09.11, Mt: Ritorna il SOLE: Belle giornate, però con temperatura
lentamente in calo, specie alla notte. (Sopra i 1800-2000 m. c'è la
NEVE). Per noi è l' ESTATE DI SAN MARTINO!
13.11, Dm: Inizio parrocchiale dell' ANNO FORMATIVO a cui sono
invitati tutti.
27.11, Dm: PRIMA CONFESSIONE per i 5 ragazzi di 4^ La celebriamo
durante la S.Messa delle ore 10.15.
SALUTI DAL BRASILE
Carissimi amici de Rotzo ,
A causa de un pocca de pigrissia mentale e per tanto lavoro no go
podesto scrivere nei due ultimi numeri dela rivista Altaburg. Simmo
drio vivere una situasion insolita nel Brasile, o piuttosto qua nel Sud.
Siamo stati molti anni come miserioni ,con poco da fare e il mondo
creseva. Adesso me par che succede l’inverso : manca, gente per
lavorare in tutte le attività, dai i lavori più semplici a quei più
spessialisati.
Fin quando che la dura non so, tanti dise che la dovaria durare fin a
quando che ghe sarà la Coppa del Mondo de calcio nel 2014. Ma co
se pensa qhe con una producion agricola e industriale qhe cresce i!
5.6% a l'anno a ghe vorrai avere almeno una ragionabile struttura
de trasporto, ma nei ultimi 40-50 anni no se ga più fato gnente.
Girare per le nostre strade non asfaltate e ritornare sensa che
succeda gnente la xe na fortuna, perchè tra busi e macchine, ghe
vole proprio raccommandarse a, tutti i santi e angeli del paradiso .
Simmo drio arrivare a Natale. Che noi cristiani sappiamo dare una
speranza di pace come che cantava quela notte santa i angeli sora
la grotta e lasciare un poco stare la preocupassione per l’ euro, il
dollari , la borsa. Ecco se Dio vole spero de poterve scrivere ancora
nel prossimo numero.
A tutti i nostri amici e parenti Dal Pozzo e Brandalise Un Felice e
Santo Natale, sono i auguri de Lidio Dal Pozzo e famiglia. Grassie
IL MIO CAMMINO
L’idea di percorrere il Cammino di Santiago è nata quando
Massimo mi ha regalato per il mio compleanno un libro sul
percorso. Tutto però sembrava solo un sogno molto
difficile da realizzare (famiglia, lavoro, la lunga assenza
da casa, ecc.).
A gennaio 2011, durante una delle tante escursioni con
l’amico, nonché collega, Paolo lancio l’idea di fare il
cammino assieme, visto il buon affiatamento durante le
uscite. La risposta è stata subito affermativa, mancava
soltanto la mia conferma. Ho chiesto alla famiglia il
consenso e l’ho ottenuto; ora avevo bisogno solo della
possibilità di avere un mese di ferie, che mi è stato
concesso facilmente.
Settembre è stato il mese scelto, data la minore affluenza
di pellegrini e per le condizioni meteorologiche favorevoli.
Il timore di non portare a termine l’impresa, avendo letto
esperienze di altri pellegrini con vesciche o peggio con
tendiniti, era molto forte.
Abbiamo quindi iniziato i preparativi e l’allenamento.
Riuscire ad avere uno zaino più leggero possibile è stato
quasi più difficile che percorrere i 930 km. Metti e togli,
togli e metti, siamo arrivati a 13 Kg.
Il giorno della partenza, prevista per il 5 settembre 2011,
si stava avvicinando e crescevano le emozioni. Abbiamo
comprato i biglietti per il treno e l’aereo e siamo partiti.
Questo il viaggio: Vicenza – Parigi, Parigi – Bayonne,
Bayonne - Saint-Jean-Pied-de-Port in treno. Dopo 20 ore
siamo arrivati a destinazione, dove abbiamo comprato le
credenziali, documenti che attestano con un timbro il
percorso compiuto. Il giorno 07.09.2011, dopo aver
trascorso la notte, siamo partiti ufficialmente per il
Cammino.
La prima tappa, quella sulla carta più difficile sia per la
lunghezza
che
per
il
dislivello,
consiste
nell’attraversamento dei Pirenei dalla Francia alla
Spagna; l’abbiamo superata facilmente. Avevamo
percorso 27 Km, ne mancavano 900.
Il susseguirsi delle tappe, le notti passate negli
“albergue” (rifugi), le partenze a notte fonda, gli
incontri con pellegrini (molti nonostante fosse
settembre) di varie nazionalità, i paesaggi dalla
vegetazione rigogliosa dei Pirenei, alle distese aride
delle “mesetas”, al verde della Galizia, i “bocadilli”
(panini imbottiti), il menù del pellegrino e le tante
chiese, grandi opere architettoniche. Oltre i lati positivi
del Cammino anche quelli negativi: in primis le vesciche
e due brutte tendiniti che hanno reso ancora più
difficile il percorso, perseguitandomi fino al termine.
Un momento molto toccante è stato l’arrivo alla Croce
di ferro, dove solitamente i pellegrini posano una pietra
portata da casa: anche noi abbiamo depositato una
pietra piccola, ma carica di significato (sasso preso
all’Ortigara).
Abbiamo macinato chilometri su chilometri, guidati da
frecce gialle e conchiglie, simboli del cammino, e
quando abbiamo visto un pilastro sul lato del sentiero
con l’indicazione 100 Km a Santiago ci siamo resi conto
di essere a un passo dalla meta. Il 30.09.11 siamo
arrivati a Santiago: l’ingresso nella piazza gremita di
pellegrini è stata un’immensa gioia e ancor più ritrovare
amici conosciuti all’inizio e persi poi di vista. Dopo la
messa
in
cattedrale,
caratterizzata
dal
rito
dell’aspersione col Botafumeiro (incensiere tra i più
grandi al mondo), con la benedizione del pellegrino e dopo
aver ricevuto la Compostela (attestato dell’avvenuto
cammino), ci siamo riposati per un giorno intero.
In seguito, siamo partiti con meta Muxià, distante 90 km
da effettuarsi in tre tappe. Dopo tanto peregrinare,
arrivare all’oceano è stata un’emozione grande.
Là sulle sponde dell’oceano
Atlantico sorge il Santuario da
Barca. Il viaggio è continuato
con
destinazione
Capo
Finisterre.
La tradizione vuole che qui i pellegrini compiano un bagno
nell'oceano in segno di purificazione, brucino un
indumento indossato durante il Cammino stesso e infine
raccolgano una delle conchiglie che si trovano su una
spiaggia a prova dell'avvenuto pellegrinaggio.
A Finisterre è terminato il nostro Cammino, siamo tornati
a Santiago in pullman dove ci aspettava l’aereo per il
rientro in Italia. All’aeroporto il destino ha voluto farci
incontrare un pellegrino di Schio che ci ha offerto un
passaggio da Bergamo, destinazione dell’aereo, fino a
casa. Un’esperienza coinvolgente, unica; abbiamo
sofferto, gioito, dubitato, pregato ed esultato: sensazioni
uniche e forse irripetibili, per cui auguriamo a tutti:
“Buen camino!”
Bruno Slaviero
AMICIAD IN VIAGGIO
Il 7 gennaio 2012 un gruppo di sostenitori : Paolo–Antonella da
Asiago, Silvia da Lusiana, Chiara - Rosanna da Padova, guidati dal
Dott. Gilbert ritorneranno in Ciad per approfondire e verificare i
progetti in corso o in programmazione presso la comunità guidata
dall’Abbè Prospère, parroco di Koumra e referente Amiciad.
Il Consiglio Direttivo Amiciad
ha deliberato in questi giorni
l’acquisto di un Pick up che, assieme a diverso materiale sanitario,
vestiario ed altro, verrà portato in Ciad da “Missionland 13”, una
carovana umanitaria di mezzi destinati a varie missioni.
Missionland ( www.missionland.it ) nasce nel 2001 da un gruppo di
9 vicentini appassionati di fuoristrada, guidati da Roberto Maculan.
Dal 2001 ad oggi sono state ultimate 12 edizioni di Missionland, e
sono stati portati 44 mezzi di trasporto.
La carovana “Missionland
13” formata da 5 mezzi tra
camion e fuori strada,
partita dall’Italia il 15
Dicembre, consegnerà in
diverse missioni del Ciad
il materiale trasportato e
arriverà a N’Djamena
(Ciad) il 6 gennaio dopo
15.000 Km.
Il 7 gennaio il Pick up
Amiciad verrà consegnato
al gruppo proveniente
dall’Italia e guidato dal
Dott. Gilbert che, dopo il trasferimento a Koumra, assegneranno
alla Missione di Abbè Prospere.
I nostri Amici nel corso della permanenza si divideranno in due
gruppi, il primo si fermerà nei Foyer per approfondire e visionare la
gestione e l’organizzazione con l’intento di migliorare la formazione
scolastica e la condizione umana dei circa 70 ragazzi.
Il secondo gruppo si trasferirà a N’Garo per sviluppare il progetto di
avvio della cooperativa agricola ed inoltre per poter individuare il
responsabile dell’azienda attorno al quale creare un primo nucleo di
agricoltori.
Un agronomo della zona, amico del Dott. Gilbert, sarà l’esperto a cui
verrà affidata la guida e l’insegnamento per la coltivazione dei terreni.
Le nuove scomesse sono
molto impegnative ma
con l’aiuto e la sensibilità
dei tanti sostenitori ce la
faremo.
E’ importante che ognuno
di noi collabori e porti un
amico
a
conoscere
l’Amiciad attraverso il
“passa parola” e/o con il nostro sito www.amiciad.com per allargare la
base sociale al motto “FATTI SOCIO” .
Mentre scriviamo, le “Donne di Rotzo” stanno confezionando alcuni
articoli natalizi che saranno posti in vendita ed il ricavato andrà
all’Amiciad.
In questi giorni è stata pubblicata nell’annuario Fiasp (
www.fiaspvicenza.org ) la Marcia : 1^ Caminada “Un passo con
l’Amiciad” organizzata a Rotzo per il prossimo 15 agosto in
collaborazione tra i Rotzo’s Boys e la Pro Loco di Rotzo.
La data può sembrare ancora lontana ma protagonista dell’intera
giornata sarà Amiciad con tantissime novità, quindi segnamo nel
calendario l’importante appuntamento e non prendete impegni: più
siamo e più ci uniamo allo spirito dell’Amiciad.
Non importa quanto si dà ma quanto amore si mette nel dare
Madre Teresa di Calcutta
Luciana Cera – Antonio Giaretta
MOSTRA PRESEPI
Il Santo Natale trasforma l’atmosfera di tutti i paesi, e anche a
Rotzo, questo clima di luce e calore trova una sua
manifestazione particolare presso l’antica chiesetta di S.
Margherita dove per il 13° anno viene allestita la “ Mostra dei
100 Presepi”. Una rassegna di natività creata da varie persone
sia di Rotzo che dei paesi vicini, che per la ricchezza di
materiali usati per la costruzione la rende unica nel suo genere
in tutto l’altopiano.
All’interno della mostra, inoltre, è stato allestito un presepe
animato con scenografie di notte e giorno , statuine in
movimento, rappresentante alcuni luoghi caratteristici del
nostro paese in miniatura attorniato da tutti i presepi realizzati
per l’occasione che propongono una fantasia senza limiti e
confini che non
manca di sbalordire ed entusiasmare il
visitatore.
La Mostra sarà aperta dal giorno 25 dicembre e resterà
aperta fino al 08 gennaio e domenica 15 e 22 gennaio dalle
ore 14.30 alle ore 18.30 ed offre senz’altro al visitatore, lo
stupore per la visione di presepi, costruiti con sapienza e
maestria, nell’utilizzo delle più semplici risorse che la natura ci
offre, come pure nell’originalità di costruzione di opere che
faranno apprezzare veramente l’abilità artistica nella
realizzazione di personali rappresentazioni del presepio.
Di contorno alla mostra sono da ricordare la rassegna dei “
Presepi all’aperto” una iniziativa nata precedentemente alla
Mostra, con la quale le famiglie o gruppi di famiglie, nelle corti
o in altri luoghi caratteristici (come le vecchie fontane),
preparano dei presepi, di dimensioni e forme tra le più varie.
Presso la Mostra o in chiesa parrocchiale (negli scaffali) si
potranno gratuitamente ritirare le apposite cartine
topografiche, indicanti l'itinerario.
Questo darà al turista anche la possibilità di visitare il paese,
uno tra quelli dell'Altopiano, che forse ha conservato meglio
l'impronta tradizionale.
FERRARESI Massimo
PELLEGRINO A S.ANTONIO
PELLEGRINAGGIO ALLA BASILICA DEL SANTO DI
PADOVA
Anche quest’anno, come avviene dall’anno 1945, il nostro “vecio”
alpino Cristiano Dal Pozzo ha voluto mantenere fede al voto
fatto a Sant’Antonio da Padova e si è recato in pellegrinaggio al
suo Santuario.
Il primo dicembre, giorno del suo 98° compleanno, accompagnato
dal figlio Gianni e dal sottoscritto, si è recato presso la Basilica
del Santo a Padova dove ha partecipato alla celebrazione di una
Santa Messa officiata dal Rettore della Basilica, Padre Enzo
Poiana, un friulano, pure lui Alpino e successivamente si è
raccolto in preghiera davanti alla tomba del Santo.
Il nostro Alpino, nel lontano 1945, quando era prigioniero in un
campo di concentramento nazista a Linz (Austria), ha fatto voto
a Sant’Antonio che, se fosse ritornato vivo dalla prigionia,
sarebbe andato in pellegrinaggio ogni anno, il giorno del
compleanno, presso la Basilica a Padova. Questa tradizione si è
ripetuta ogni anno e Cristiano, di buon mattino, prendeva la
prima corriera a Castelletto, si recava a Padova per
l’adempimento del suo voto e poi ritornava a Rotzo, dopo essere
passato da Grisignano di Zocco per fare visita ai suoi fratelli. Da
alcuni anni, vista l’età avanzata, lo accompagniamo noi per questa
importante occasione e
quest’anno, dopo la celebrazione
liturgica e la visita alla Basilica, siamo stati ospiti a pranzo dai
Frati di San Francesco che hanno festeggiato calorosamente il
nostro illustre cittadino. Al pomeriggio siamo passati da
Mestrino a trovare una sua sorella (Rita di 88 anni) e poi
abbiamo fatto visita anche a suo cugino Gianni Dal Pozzo, pure
lui classe 1913, che festeggia il suo 98° compleanno il 13
dicembre e che lo scorso anno è ritornato a Rotzo per una
visita al paese nativo ed ai parenti.
Il 27 dicembre, il Rettore della Basilica del Santo effettuerà
una visita a Rotzo per trovare Cristiano e trascorrere con lui
qualche ora e per assaggiare la nostra famosa polenta
“consìdera”. Sarà un’ulteriore occasione per rinsaldare
l’amicizia fra Rotzo e i responsabili della Basilica di
Sant’Antonio da Padova, il Santo verso il quale tanta devozione
hanno sempre avuto i nostri genitori e nonni.
Ai due cugini Cristiano e Gianni gli auguri di tutta la comunità
di Rotzo, di arrivare in salute fino al prestigioso traguardo del
secolo di vita, che a Rotzo pochi uomini hanno potuto
raggiungere.
Dal Pozzo Matteo
ANNO XX ° - N°81 A questo numero hanno collaborato:
Caldieraro Alfio, Cera Luciana, Cera Mariarosa,
Cerato Vania, Costa Alberto, Costa Paolina, Costa
Tiberio, Dal Pozzo Gianni, Dal Pozzo Lidio, Dal Pozzo
Matteo,
Ferraresi Massimo, Ferraresi Matteo,
Giaretta Antonio, Panozzo Don Pierangelo, Slaviero
Bruno, Spagnolo Lucio, Spagnolo Nathalie, Stefani Don
Sergio,
Stampato in proprio e diffuso tra le famiglie
Della Comunità Cristiana di Rotzo;
Via Roma,72 – 36010 – ROTZO – Vicenza - ITALIA
Tel. e fax 0424 – 691004
Foto:
In copertina: Presepio Vivente al Bostel ;
Sul retro: I ragazzi che hanno ricevuto il sacramento
della Confermazione.
ALTABURG “LA VOCE “ E
TUTTO SU ROTZO SU:
www.rotzo.net
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