Spediz. in Abb. Post. art. 2 comma 20/C L. 662/96 Filiale di Catania
Anno XVIII n°1 - marzo 2009
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Sicilia SCOUT
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Sicilia SCOUT
il giornale dei capi dell’AGESCI SICILIA
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Grande Capo?
Sommario
in questo numero
1.09
Editoriale di Ciro Cardinale.......................................................................3
Verifica del Convegno Capi, la parola al Consiglio Regionale...............4 - 5
L’Adultità non esiste (nel dizionario) di Dario Mangano................................6 - 7
La Partenza scout: Baden-Powell aveva già capito! di Luigi Perollo. ........8 - 9
Storia di una Partenza di Francesco Costa................................................10
Adultità, il tempo delle scelte di Vincenzo Neto.........................................11
È impossibile... di Serena Bastone e Lorena Provenzano..................................12
La Partenza: come riconoscere il momento della scelta
di Monica Grieco......................................................................................12
Estetica ed etica nell’educazione dei giovani di Antonio Bellingreri.............13 - 15
Cronache dal primo CFT di Sergio Lombardo. ...........................................16
Finalmente siamo partiti...a vele spiegate!!! di Annalisa Spadaro...............17-18
Accoglienza in Comunità Capi: piccolo vademecum
per il Capo Gruppo di Antonio Bertocchi......................................................18 - 19
Il progetto del Capo di Salvatore Settineri..................................................20 - 21
Responsabilità agli adolescenti: opportunità educativa
per la loro crescita di Vincenzo Semprevivo................................................22
Dalla Marcia della Pace di Ciro Cardinale. ...............................................23
Paolo dà voce e strada al Vangelo di Don Vincenzo Talluto. .......................24
DOCUMENTI UFFICIALI
Convocazione Assemblea - Relazioni Comitato
Relazioni Incaricati Branche e Settori, IRO, Fo.Ca.
Situazione Patrimoniale - Bilancio.......................................................25-50
Convocazione Assemblea Soci Coop. “La Nuova Zagara”...................51
SICILIA SCOUT Anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
Spediz. in Abb. Post. art. 2 comma 20/C L. 662/96 Filiale di Catania
Edito dall’Agesci Regione Sicilia per i suoi soci
Autorizzazione del Tribunale di Siracusa n.14 del 31/07/1992
Redazione: Via F.lli Bandiera, 82 - 95030 Gravina di Catania
tel. 095416561 - fax 0957500633
www.sicilia.agesci.it - [email protected]
Direttore responsabile: Luigi Perollo
Capo redattore: Ciro Cardinale
In redazione: Sergio Lombardo - Fabio Marino
Hanno collaborato: Antonio Bertocchi, Riccardo Francaviglia, Dario Mangano, Vincenzo Neto, Antonio Bellingreri, Annalisa Spadaro, Vincenzo Semprevivo, Monica Grieco, Salvatore Settineri, Serena Bastone, Lorena Provenzano, Francesco Costa, il Comitato Regionale, IRO, Fo.Ca. e tutti gli incaricati alle Branche e ai Settori
Realizzazione grafica: Sergio Lombardo
Foto: Fabio Marino, Sergio Lombardo, Ciro Cardinale
Stampa: Legofast s.a.s. di Francesco Schiera & C.
Viale Regione Siciliana SE, 5043 - Palermo
Tiratura di questo numero: 3.300 copie
Chiuso in redazione il 17-03-2009
in copertina: foto Fabio Marino - vignetta a pag. 16 : Riccardo Francaviglia
Editoriale
1.09
Sicilia SCOUT
Nel numero di agosto 2008 abbiamo pubblicato due interventi sulla scelta politica del capo.
Nel numero di dicembre 2008 abbiamo pubblicato la sintesi dei Responsabili regionali sul
Convegno capi di Enna.
Si tratta di pezzi “provocatori”, pubblicati proprio allo scopo di aprire un dibattito tra noi capi,
solleticando idee e proposte, chiedendo consensi e critiche. Ma finora invece nessuna lettera è
pervenuta alla redazione di questa rivista; nessuna mail è stata inviata alla Pattuglia regionale
stampa. Eppure “ufficiosamente” i due interventi citati hanno ricevuto forti critiche; i rumors ci
sono stati, eccome, fino ad arrivare a bollare Sicilia scout come “la Torre di Guardia del Comitato
regionale”, la Pravda del Politburo scautistico siciliano.
Ma non è così.
La nostra, vostra rivista è lo strumento per avvicinare di più i capi siciliani tra loro e con i vertici
regionali dell’Associazione; per aprire e provocare dibattiti costruttivi e promuovere confronti;
per fare crescere una coscienza critica e matura tra tutti noi, tra tutti voi sul significato di
essere capo scout oggi. Ecco perché Sicilia scout continua (e continuerà) ad affrontare temi
che – riteniamo e ci auguriamo – siano interessanti, a volte “caldi” o “spinosi”, ma sempre
significativi, come appunto quelli che riempiono le pagine del numero che state sfogliando in
questo momento. Tra le altre cose vogliamo parlare di adultità, partenza, laboratori di branca,
pace. Un reportage ricorda che il 31 dicembre 2008 si è svolta a Palermo la 41a Marcia per la pace,
che ha visto la partecipazione di tantissime persone che hanno preferito una fiaccola di speranza
alle grandi “abboffate” di fine anno. E tra questi – ovviamente – gli scout Agesci. La Partenza è
stata pure affrontata in questo numero, con articoli provenienti da diverse esperienze: quella di
Monica Grieco, incaricata regionale alla branca R/S, e le sensazioni dopo la Partenza e prima di
chiedere la possibilità di far parte di una comunità capi, quella di altre realtà scautistiche – come
gli scout di San Benedetto – ed infine quella di B.-P. In chiusura ritorniamo sugli argomenti
affrontati nel Convegno capi regionale del 15 e 16 novembre scorso, ripercorrendo la sua verifica
e rimeditando le sue parole-chiave, prima fra tutte quella “adultità” che a non pochi ha fatto
storcere il muso, ma che rende bene il concetto di cosa voglia dire essere oggi capo scout, adulto
significativo per i giovani, spesso privi di punti di riferimento sicuri, di fari che li guidino lungo
l’oscura rotta della vita. E Antonio Bellingreri ci fornisce al riguardo un lucido saggio, da leggere
e meditare con calma. La cronaca dal primo CFT della nostra regione e il giusto orgoglio per la
partenza di questa nuova era della formazione capi chiudono questa parte del giornale.
Nella seconda i documenti ufficiali della nostra regione prima dell’Assemblea del prossimo 16-17
aprile.
Buona lettura e soprattutto buona Pasqua a voi, ai vostri ragazzi ed alle vostre famiglie da me e
da tutta la Pattuglia regionale Stampa.
Ciro Cardinale
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
Sicilia SCOUT 1.09
Verifica del Convegno Capi,
la parola al Consiglio Regionale
Nel numero precedente di Sicilia Scout (dicembre 2008), Fabio e Antonella
hanno offerto la loro analisi dell’ultimo Convegno Capi che abbiamo vissuto a
Enna. Un evento del genere, nella sua lettura a posteriori, presenta un’ampia
varietà di elementi positivi ma anche negativi, sia sotto il profilo dei contenuti
che sotto quello dell’organizzazione. Certo, “l’ottimo è sempre nemico del
bene” e spesso è inevitabile “stirare” alcune soluzioni; un esempio per tutti:
l’Aula magna dell’Università Kore di Enna è una sede prestigiosa e situata al
centro della nostra regione, però era indubbiamente poco capiente.
L’analisi del Convegno – nei suoi contenuti e nella sua organizzazione –
offerta dai Responsabili regionali fa spazio adesso alla verifica elaborata dal
Consiglio regionale, una verifica che ha toccato sia i contenuti (la tavola
rotonda iniziale, le aree tematiche e i gruppi di lavoro) che l’organizzazione
(sede del Convegno, tempi, ecc.) nell’ottica di “fare esperienza e migliorare
sempre”. Del resto - è questo è stato un segno di grande maturità associativa
- il Consiglio regionale si è assunto la responsabilità della proposta e della
gestione del Convegno. Ma andiamo per punti:
LA TAVOLA ROTONDA INIZIALE: La Tavola Rotonda per alcune zone (Zona
Laghi, Zona Monrealese) ha deluso le aspettative; gli interventi a volte sono
apparsi scontati e lontani dalla nostra realtà, non sempre adeguatamente
cuciti dal relatore e in sintonia con l’obiettivo della Tavola Rotonda. Sono stati
apprezzati più alcuni interventi, magari più vicini al nostro modo di pensare
(Zona Netina, Zona Etnea delle Ginestre). La Zona Concordia ha, invece, trovato
interessante a tavola rotonda anche se “doveva essere utilizzata come stimolo
per instaurare un confronto immediato” (analoga aspettativa dalla Zona Torri).
Netto il giudizio della Zona Castelli Nisseni: “la tavola rotonda ha deluso le
nostre aspettative”. Per il C.G. Antonio Santonocito la tavola rotonda è stata
utile, “perché ci ha permesso di confrontarci con il mondo esterno, altrimenti
saremmo stati autoreferenziali”.
DOCUMENTO ISTRUTTORIO E GRUPPI DI LAVORO: costruivano il “cuore”
del Convegno Capi e per come essi sono stati proposti e vissuti la sintesi
della verifica del Consiglio regionale ottiene una striminzita sufficienza. Tra
gli elementi che devono costituire un rinnovato impegno per il futuro, la
migliore preparazione in Co.Ca., gruppi di lavoro più capaci di fare sintesi ed
elaborare proposte, più tempo per confrontarsi. Ma c‘è anche dell’altro: “Ottimo
documento istruttorio ma poi non tutti i coordinatori dei gruppi di lavoro
condividevano tale documento, influenzando in tal modo il lavoro del gruppo”
(Zona Laghi e Zona dello Stretto); molti Capi non hanno condiviso il termine
adultità preferendo espressioni come responsabilità (Zona Etna Alto Simeto,
Zona Megarese e Zona dello Stretto); critiche sono arrivate circa i contenuti
delle aree tematiche, apparsi “preconfezionati e con poco spazio al confronto”
(Zona Galatea e Zona dello Stretto); dello stesso avviso il C.G. Angelo Mazza per
il quale le aree tematiche apparse preconfezionate avrebbero potuto lasciare il
posto a linee più generali. Mazza sintetizza poi uno dei grossi problemi dei
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SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
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Sicilia SCOUT
gruppi di lavoro, il “poco tempo a disposizione” che ha certamente nociuto
al confronto e alla fase propositiva: di poco tempo per i gruppi, di scarsa
capacità di sintesi, di Capi talvolta poco preparati (scarso lavoro preparatorio
nelle Co.Ca.), di insufficiente messa in comune dei lavori di gruppo in plenaria
hanno parlato praticamente tutte le Zone e i Consiglieri Generali presenti al
Consiglio regionale. Nella sua griglia di sintesi la Zona Etnea delle Ginestre ha
evidenziato come sia stato utile, in Co.Ca. prepararsi al Convegno attraverso
l’analisi dei documenti istruttori (lo si è poi visto dalla qualità degli interventi
nei gruppi di lavoro). A proposito di preparazione preventiva, per il C.G. Anna Di
Marco sarebbe opportuno scegliere la coppia di animatori dei gruppi secondo
criteri che permettano a questi di vedersi almeno una volta per organizzare il
lavoro.
ORGANIZZAZIONE, TEMPI E STILE: lasciamo l’organizzazione per ultima
mentre possiamo dire che le critiche maggiori sono state rivolte allo stile offerto
durante la Messa e durante la notte. La Zona Galatea non ha poi condiviso
la proposta della veglia serale, giudicata “particolarmente lunga” dalla Zona
Elimi. Apprezzata l’idea di coinvolgere, durante i lavori del Convegno, la Branca
R/S (Zona Netina) anche se la Zona Aretusea ha parlato di “pochi momenti
effettivamente formativi” per i Rover e le Scolte presenti. Per quanto attiene
all’organizzazione, relativamente alla scelta del luogo del Convegno, non ci
sono dubbi, la valutazione è double-face: se da un lato alcune Zone hanno
apprezzato lo sforzo di individuare una struttura centrale (“non a caso
erano presenti 5 Co.Ca. su 7”, Zona Lilibeo) che consentisse una più ampia
partecipazione delle Comunità Capi, l’Aula magna dell’Univrsità Kore è stata
però giudicata “piccola, insufficiente e inadeguata” a contenere il numero dei
Capi presenti, e ciò ha nuociuto anche in termini di coinvolgimento e di stile.
In sintesi, la verifica del Consiglio regionale e la precedente analisi a caldo
dei responsabili regionali offrono adesso un quadro ampio e chiaro di ciò che
il Convegno Capi è stato sia nei suoi contenuti che nel suo stile di lavoro.
Antonella Lupo ha tenuto a precisare che i documenti preparatori non sono
“piovuti dall’alto” ma che le Co.Ca sono state coinvolte in più momenti nella
loro redazione. E se la Zona dello Stretto ha parlato di “verifica cruda ma
costruttiva” (con una Zona Conca d’Oro che, di rimando, sottolinea che da un
Convegno come quello appena vissuto si può ripartire per lavorare bene), di
apprezzamento per le “critiche sempre fraterne” ha parlato Fabio Caradonna
che ha voluto sottolineare come il Consiglio abbia ben lavorato nella fase
preparatoria del Convegno (qualche dubbio sul costante coinvolgimento – in
dimensione zonale – delle Co.Ca.).
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
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Sicilia SCOUT 1.09
L’adultità non esiste (nel dizionario)
Partiamo con un punto fermo: il
termine adultità non esiste nel
dizionario attuale, di conseguenza
è uno di quei termini che sono un
effetto dell’uso della lingua.
Non dobbiamo credere infatti
che la lingua sia un oscuro
oggetto di studio dei linguisti,
essa invece è una realtà viva che
si trasforma in continuazione. Di
conseguenza adultità è il classico
esempio di prodotto della lingua
che può collocarsi a metà tra la
lingua “consolidata” (quella che
si trova nei dizionari, che riporta
il pensiero comune) e quella
che non si trova nel dizionario
e che non è nemmeno un “atto
individuale” (come direbbero i
linguisti), cioè non è un’invenzione
spontanea; questo termine occupa
una posizione intermedia perché,
appunto, è utilizzato nell’ambito
della filosofia dell’educazione
(fondamentalmente è un termine
che si lega molto al lavoro di
Demetrio Duccio, curatore della
rivista “Adultità”) ed è un classico
esempio di neologismo; quindi è
un termine costruito.
Non sembra poi che adultità
derivi dalla lingua inglese, semmai
è il tentativo di trasformare in
sostantivo la parola adulto. Per
dirla tecnicamente, si tratta di un
suffisso nominale deaggettivante,
con quella “ità” che viene
attaccata ad “adulto” per renderlo
un sostantivo. Ma al di là delle
questioni
tecniche,
adultità
resta un neologismo con un uso
previsto nelle teorie dei linguisti
(i quali sanno – come abbiamo
accennato - che la materia con
cui hanno a che fare è una materia
che si trasforma). Credo però che
sia più importante concentrare
la nostra attenzione più che
sul senso proprio del termine,
sull’uso che ne viene fatto. Come
la linguistica ci insegna, la lingua
non è fatta solo di parole ma è
principalmente una questione di
sintassi, di grammatica, di frasi,
di discorsi piuttosto che di entità
(quali possono essere, appunto, le
parole), soprattutto nel caso di un
neologismo: stabilire quale possa
essere il significato di questa
parola è possibile solo partendo
dai suoi “usi”, dal modo in cui la
parola viene realmente adoperata.
Tra voi capi scout e la realtà
esterna alla vostra associazione
può, ad esempio, non esserci
univocità di prospettiva sul
termine adultità: proprio perché
si tratta di un neologismo, esso
nasce all’interno di una necessità
espressiva che può essere quella
di un gruppo abbastanza ristretto
(quello dei capi scout appunto);
Dall’adultità
Legato all’adultità è sicuramente il tema della partenza, atto simbolico
il momento di abbandonare il clan/fuoco e di attuare al di
E proprio alla partenza abbiamo voluto qui dedicare alcuni articoli,
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associazioni scout diverse
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Sicilia SCOUT
Qual è l’origine di questo termine, in quali contesti viene utilizzato, come viene interpretato? Perché nel corso dell’ultimo Convegno
capi ha acceso il dibattito? Lo abbiamo chiesto a Dario Mangano, docente di Semiotica presso l’Università degli Studi di Palermo,
componente del comitato di redazione della rivista E/C, autore della monografia “Semiotica e Design” (Carocci, 2008)
di conseguenza, per tutte le altre
realtà il termine adultità non avrà
un senso condiviso forte; se lo
avesse sarebbe già nel dizionario.
A questo punto, per passare da un
piano dei “significanti” a quello
dei “significati”, l’unico modo per
cercare di capire come funzioni
il senso di un termine nuovo è
quello di fare riferimento a termini
che gli sono in qualche rapporto,
di opposizione o di parentela
ad esempio: l’idea di adultità,
sostantivazione
dell’aggettivo
“adulto” va vista in rapporto non
al solo al significato di adulto ma
anche di fanciullezza, di fanciullo.
Ci rendiamo quindi conto che alla
fine il modo con cui si ragiona
in termini semiotici è quello
che ci permette di individuare i
“semi”, i nuclei di senso minimo
che è possibile attribuire a una
determinata parola.
Un esempio per tutti: la parola
testa, ha un senso molto diverso
se la si considera in un contesto
militare (la testa del ponte),
oppure se riferito all’anatomia
umana (la testa di un uomo o di
una donna), oppure se intendiamo
la testa di uno spillo. Cosa viene
mantenuto in tutti questi casi
della “testa”? Il “sema” relativo
al senso di superiorità, allo stare
in una posizione elevata, in alto,
all’essere un punto terminale.
Di conseguenza, quali possono
essere i semi di adultità? Quelli
di adulto, di persona che ha
raggiunto uno sviluppo psichico e
fisico (così viene definito un adulto
secondo il dizionario), di persona
“matura”, oppure i semi contrari
come fanciullo, fanciullezza,
inesperienza.
In sintesi, il problema di adultità
è che essendo un termine del
tutto nuovo è anche un termine
molto vago, che può assumere
un significato in un ambito
specifico ma che se lasciato
“libero”, non definito, rischia di
prendere il senso non solo della
parola adulto ma anche di quelle
che gli si possono accostare
per differenza. Utilizzarlo come
definizione di uno stato (“l’essere
adulti”) va bene ma lo si deve
imporre. E poi questo termine
non dovrebbe mai stare da solo:
se deve essere una bandiera,
bisogna costruire il discorso che
lo valorizza come tale. Altrimenti
rischia di rimanere una forma
vuota.
Dario Mangano
Docente di semiotica
alla partenza
attraverso il quale i rover e le scolte riconoscono che per essi è venuto fuori della comunità R/S le proprie scelte di vita.
facendo “dialogare” tra loro giovani, esperti, capi – anche di altre dall’Agesci – e perfino B.-P.
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Sicilia SCOUT 1.09
La partenza scout? Baden-Powell
Nell’immensa produzione letteraria del fondatore dello
Scautismo non troveremo mai un libro, un capitolo o un
accenno diretto al concetto di Partenza. Essa è infatti
una proposta originale del roversimo italiano e, in generale, di quello di scuola francofona. Però il concetto
di “Partenza” come sintesi di un cammino di crescita e
inizio di una fase di autonomia e maturità è trasversale
in tutti gli elementi del pensiero di Baden-Powell e lo
si legge tutt’altro che in filigrana, anzi è ben espresso
e costituisce una costante. Insomma, non chiamiamola
Partenza, però la “formazione del carattere” cos’altro
rappresenta se non l’attenzione alla crescita di ragazzi
e ragazze chiamati ad essere protagonisti originali del
cammino della loro vita? Non partiamo subito da B.-P.,
partiamo invece da coloro che in lui hanno cercato – e
trovato - le tracce della Partenza. Come nel caso di
Giancarlo Lombardi, che nel suo libro “I valori fondamentali alla base della Partenza” (Branche R/S, “Il Manuale
della Partenza”), non lascia spazio a molti dubbi: «Quali
i valori fondamentali [della Partenza]? Credo che uno sia
“l’autenticità”. Quell’insieme indispensabile di aspetti per
i quali si dice di una persona che essa è vera, che è se
stessa. Non è la completa serenità con se stessi che non
a tutti è dato di vivere, e tanto meno la sicurezza di sé,
spesso ostentata e non reale. E’ piuttosto la rinuncia al
«bluff», all’apparire; è il coraggio delle proprie idee e delle
proprie azioni; è la capacità di interiorizzare i gesti della
propria vita; è la ricerca della coerenza. Sono autentiche
sia le persone brillanti e di successo, che le persone
modeste e “in ombra”, ciascuno con il proprio stile e il
proprio modo. […]
Un altro valore è la “padronanza di sé”, che B.-P. chiama il “carattere”, a cui lo scautismo cerca di educare.
Sono le virtù della lirica “IF” di Kipling: essere capaci di
sentimenti profondi ma non esserne schiavi, saper amare
gli altri ma avere in gusto della solitudine, immergersi
negli impegni ma non farsene dominare, saper accettare
l’incomprensione e la calunnia, il successo e la disfatta
senza rimettere tutto in discussione. Ciò porta a darsi
uno stile personale, che è un altro valore al quale ho
sempre fatto riferimento quando mi interrogavo se dare
o no la Partenza ad un Rover o ad una Scolta».
Senza nulla togliere a Giancarlo Lombardi (ci mancherebbe altro), avete come l’impressione di aver già sentito
o letto qualche cosa di simile? Provate a sfogliare allora
“La strada verso il successo” di Baden-Powell: «Quando,
da ragazzo, cominci il viaggio della vita, sei naturalmente
portato a pensare di essere solo uno tra tanti, e a credere quindi che la cosa migliore da fare sia di seguire la
maggioranza. Questo modo di pensare è completamente
sbagliato. Ricorda che tu sei tu. Sei tu che devi vivere la
tua vita e, se vuoi riuscire a raggiungere la felicità, devi
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essere tu a guadagnartela. Nessun altro può farlo per te.
E, nel viaggio della vita, devi spingere la tua canoa con
la pagaia, non remare come in una barca. La differenza è
che, nel primo caso, tu guardi davanti a te e vai sempre
avanti, mentre nel secondo non puoi guardare dove vai
e devi affidarti ad altri che reggono il timone. […] Guida
da te la tua canoa, non contare sull’aiuto degli altri. Stai
partendo dal ruscello della fanciullezza per un viaggio
avventuroso; di lì passerai nel fiume dell’adolescenza; poi
sboccerai nell’oceano della virilità, per arrivare al porto
che vuoi raggiungere. […] Ricordati che a scuola non hai
ricevuto un’educazione completa per la tua vita adulta.
Più che altro ti è stato indicato come imparare. Se vuoi
riuscire nella vita devi ora completare da te la tua formazione». Per coloro che hanno poca dimestichezza con
il pensiero del fondatore dello scautismo, sgombriamo il
campo da un legittimo sospetto: in questa lunga pagaiata
sul fiume della vita, dove stanno gli altri, sulle sponde del
fiume oppure sono l’acqua che viene solcata dalla canoa?
In realtà l’essere capaci di guidare da soli la propria
canoa (torniamo quindi al concetto di Partenza), ha un
senso solo se questa azione viene condotta in mezzo agli
altri; e qui la formazione del carattere si intreccia con la
disponibilità costante al servizio, un servizio che per B.-P.
deve essere “competente e di qualità”.
Abbiamo citato Giancarlo Lombardi, citiamo allora
anche Alessandro Alacevich che, sempre nel “Manuale
della Partenza” (in realtà si tratta di uno scritto precedente), sostiene che il cammino verso la Partenza è
caratterizzato dall’educazione ad essere attivi operatori
di cambiamento nella società. Ma non si tratta di uno
dei punti del nostro Progetto Regionale, quando si parla
di essere “detonatori” di cambiamento nel territorio?
Alacevich riporta una definizione entrata a far parte
del patrimonio della nostra Associazione: «La Partenza
celebra il momento di risposta alla propria chiamata a
vivere al servizio dei fratelli, per il bene comune, nella
società concreta di oggi”. “Risposta a una chiamata”: è il
momento in cui si ha il coraggio di comunicare agli altri
di aver capito (o meglio, intuito) il disegno di Dio su se
stessi, e la volontà di mettersi in strada per realizzarlo.
“Vivere al servizio dei fratelli”: Dio ci parla e ci si manifesta attraverso gli altri. Lo spirito di servizio, acquisito
come tutte le «buone abitudini» - per citare B.-P. - nelle
piccole cose della vita quotidiana, nella costanza degli
impegni di servizio assunti come Clan e come singoli, è il
vero e proprio «stile» della Partenza. E’ lo stile che fa di
questa adesione una risposta libera e liberante, consapevole delle difficoltà dell’impegno ma forte di una carica di
disponibilità e di volontà di coerenza. “Operare per il bene
comune nella società concreta di oggi”: è il significato
«politico» della Partenza. Operare per il bene comune
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aveva già capito!
presuppone una matura e autentica capacità di agire,
consapevoli della complessità del reale e delle difficoltà di
agire nella società concreta, «politica», di oggi, ma anche
profondamente e positivamente convinti della possibilità
di cambiamento che l’intervento volontario e l’impegno
personale e comunitario possono innescare».
La riflessione di Alacevich, elaborata quasi 25 anni fa,
conteneva un punta di amarezza proprio a proposito
della capacità di essere “detonatori”: «In questo senso
le nostre riflessioni metodologiche e più ancora forse le
nostre concrete proposte educative, come Branca e come
Associazione, lasciano ancora parecchio a desiderare».
Dobbiamo dire che parecchio in questi anni è stato fatto,
soprattutto in termini di presenza consapevole e attiva
nel territorio, ma di questo potremo occuparci in un altro
momento. Torniamo invece a B.-P. che in ogni caso sull’argomento aveva idee ben chiare, ad iniziare dal fatto che “il
modo più rapido e sicuro di procurarsi felicità è di rendere
felici gli altri”: «Il nostro scopo dovrebbe essere di sviluppare l’Amore tramite il servizio del prossimo, al punto di farlo
passare avanti al servizio di se stessi. Il servizio non è solo
per il tempo libero. Il servizio dev’essere un atteggiamento
della vita che trova modi per esprimersi concretamente in
ogni momento» (da uno scritto per la Veglia Rover, data
ignota, circa 1927, riportato in “Taccuino”). Sull’educazione
del carattere riportiamo infine alcuni pensieri del fondatore, già presenti in “Headquarters’ Gazette” del 1914 e in
“Life’s snags and how to meet them”, di C. Arthur Pearson,
Londra, 1927: «È il carattere dei suoi cittadini, non la forza
delle sue armi, che eleva un Paese al di sopra degli altri
[…] Per «carattere» voglio che si comprenda che non penso
solamente ad un autocontrollo e autodisciplina passivi: il
concetto include anche, oltre a queste qualità, il desiderio
attivo di fare le cose. Non è solo l’ «essere» buoni, ma il
«fare» del bene che conta […] È qui dunque lo scopo più
importante della formazione scout: educare. Non istruire,
si badi bene, ma educare; la difficoltà di oggi consiste
nel tenere vivi questi ideali per i nostri ragazzi, poiché il
loro ambiente è così spesso sordido, e l’educazione è un
arrabattarsi per dare loro almeno una conoscenza scolastica superficiale, nei pochi anni del corso obbligatorio. Il
carattere, essenziale per la formazione di cittadini virili, è
troppo spesso lasciato all’apprendimento individuale, che
può dipendere dal caso, ma non ci si spreca per insegnare
ai ragazzi a comportarsi da uomini».
Certo, gli elementi della società di allora, quella post vittoriana e quella tra le due guerre, ci sono tutti ma l’essenza
del pensiero di B.-P. è valida ancora oggi e richiama molti
elementi che stanno alla base della proposta pedagogica
della nostra associazione che educa il Lupetto alla Partenza.
Luigi Perollo
Sicilia SCOUT
Per saperne di più:
Branca R/S,
MANUALE DELLA PARTENZA
(Borla, 1985)
D. Brasca, A. Cartoccio, A.
Casella Paltrinieri, P. Dal Toso,
C. Muratori, M. Neva, G. Zanoni,
IDEE E PENSIERI
SULL’EDUCAZIONE,
UNA RILETTURA DI
BADEN-POWELL
(Ed. Scout – Fiordaliso, 2007)
R. Massa, P. Bertolini (a cura di),
SAGGI CRITICI
SULLO SCAUTISMO
(Ed. Scout – Agesci/Nuova
Fiordaliso, 2001)
Robert Baden-Powell,
GIOCARE IL GIOCO
(Ed. Ancora, 1981)
Robert Baden-Powell,
LA STRADA VERSO
IL SUCCESSO
(Ed. Ancora, 1987)
Robert Baden-Powell,
L’EDUCAZIONE NON
FINISCE MAI
Ed. Nuova Fiordaliso, 1996)
Robert Baden-Powell,
GUIDA DA TE LA TUA CANOA
(Ed. Nuova Fiordaliso, 1995)
P. Dal Toso, M.C. Bestini (a cura di),
IL BUON CITTADINO
(Centro Documentazione Agesci, 2003)
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Sicilia SCOUT 1.09
Ore 16,00 di un sabato qualsiasi.
Fabio è al centro di un cerchio con attorno i rover ed i capi.
Il capo clan ripete, con una cadenza da oratore consumato, le parole previste per
la cerimonia.
Nell’aria una certa commozione. Molti dei presenti hanno visto Fabio crescere
letteralmente. Lupetto prima, esploratore, rover e, adesso la partenza.
Lo zaino con tutto l’occorrente è pronto. C’è dentro l’essenziale, in perfetto
stile scout. Quanti ricordi vengono in mente in quel momento, la promessa, la prima
specialità, la volta che ci si è persi sulle Madonie.
Fabio adesso è un uomo ed ha concluso il suo cammino scout. Stasera, davanti al fuoco
che si preparerà, in perfetta solitudine, avrà modo di riflettere su ciò che è stato e su
quello che sarà. Tanti anni di scautismo hanno lasciato un solco profondo nel carattere
di Fabio, si è temprato trovandosi in mille situazioni diverse al punto che egli si
chiede che persona sarebbe se non fosse stato scout.
Domani si dovrà essere testimoni, emulando gli apostoli del Cristo, di una scelta,
di un modo di vivere che va contro tendenza. Occorre dare una mano a nostro Signore,
bisogna esporsi, occorre essere lievito, lucerna sopra il moggio.
Fabio ha fatto una scelta precisa, prende in mano la sua vita e dice: “io lo voglio”.
Fatto! La cerimonia si è conclusa. E’ il momento di andare, gli ultimi saluti,
qualche abbraccio e via. Sentieri del bosco, solo il rumore delle proprie scarpe
accompagnato dal frusciare delle foglie o dal canto di qualche uccello che da l’allarme
ai suoi simili:” Attenti, passa l’uomo”…
E Fabio cammina, alla ricerca di un posto dove montare il proprio rifugio. La
solitudine aiuta a riflettere. Lontano dalle strade battute immerso nella natura può
pensare meglio:
- Cos’è questa partenza!
Fabio ha ricevuto davvero tanto, è arrivato il momento di dare, ha la volontà di
testimoniare la sua esperienza ed ha dei capi che hanno avuto fiducia in lui, di questa
sua esperienza fondata su basi solide, avendo fatti propri i valori dello scautismo. Ha
chiesto la partenza, in buona sostanza ha detto: “eccomi, sono pronto, sono con Cristo,
testimone laico di un modo di vivere contro tendenza. Non mi nasconderò, non delegherò
ad altri ciò che debbo fare da me, non mi vergognerò, anzi, avrò il coraggio della fede.
Comincia a fare buio, occorre prepararsi per la notte. Steso il telo, con un accorto
utilizzo di picchetti e cordino il rifugio in 40 minuti è fatto. Tocca al fuoco adesso.
Tolte le zolle di terra un bel fuoco a riflettore aiuterà a scaldarsi.
Ed eccolo davanti alla magia del fuoco. Il dolce tepore che emana contrasta col
freddo che arriva alle spalle. Ma questo non impedisce di continuare a pensare: “Quali
sono i valori a cui faccio riferimento?”
E, forse perché ispirato trova le risposte:
- Innanzitutto io sono vero, sono me stesso. Non voglio apparire ma, piuttosto,
essere. Mi sforzo ogni giorno di rimanere coerente. E’ difficile ed a volte cado, ma
piano piano, passo dopo passo avanzo.
Sono attento, attento ai bisogni degli altri, a cominciare dai bisogni dei miei
colleghi, dei miei compagni, ai bisogni dei più deboli, di coloro a cui occorre una
parola di conforto. Mi rendo conto, pensando queste cose, dei miei enormi limiti e di
quanta strada devo ancora fare.
Devo avere un atteggiamento, le persone che mi vedono devono pensare: “si vede che
è stato scout”. Nei limiti delle mie possibilità devo cercare di fare del bene.
Io resisto, alle tentazioni e a tutto quello che mi distoglie dal mio vero modo di
vivere, consapevole che non mancheranno le cadute, ma che da queste stesse cadute saprò
risollevarmi, e ne saprò trarre vantaggio.
Le stelle sono alte nel cielo, Cassiopea cerca di arrivare sopra l’Orsa. Il cielo,
diceva B.P., è come una grande coperta in cui le stelle sono i fori fatti dalle buone
azioni degli uomini che ti permettono di vedere la luce che c’è al di là. Domani, con
l’aiuto di Dio continuerò a bucare il cielo anch’io.
Francesco Costa, Commissario Regionale FSE
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SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
1.09
Sicilia SCOUT
Adultità, il tempo delle scelte
Il momento della Partenza, esperienza che il rover
e la scolta compiono a conclusione del loro cammino di formazione in terza branca, racchiude in se
tutto il simbolismo e i valori della strada. In primo
luogo Partenza vuol dire “mettersi in cammino”.
Non il camminare senza meta del vagabondo,
ma il procedere sicuro del pellegrino, di colui che
vuole giungere con tenacia alla meta prefissata. Il
pellegrinaggio ricorda all’uomo la sua condizione
di creatura di passaggio sulla terra, in cammino
verso la città celeste. Lungo questo peregrinare il
rover e la scolta, ormai adulti, non devono lasciarsi
incantare da mete effimere e passeggere o da facili
scorciatoie, ma devono puntare con passo deciso e
attento a quell’unica Meta per cui vale veramente la
pena di vivere. In secondo luogo, Partenza significa
rispondere con il proprio deciso “si” alla chiamata.
L’esperienza della strada comincia sempre con una
chiamata.
Il rover e la scolta hanno sperimentato molte volte
quella del loro capo all’inizio di ogni route. Passo
dopo passo, chilometro dopo chilometro, si comprende sempre di più che la vera “chiamata” arriva
da ben altra fonte: è la chiamata di Cristo. Da queste brevi considerazioni è facile comprendere come
la Partenza coincida con il momento delle scelte.
E’ la scelta del dono incondizionato e gratuito di
se ai fratelli, dell’apostolato: l’apostolato è amor di
Dio che trabocca nel dono di se stessi agli altri. In
una società sempre più relativista e lontana da Dio
lo scautismo cattolico propone l’adesione libera e
consapevole ad un progetto di vita personale al
servizio del prossimo. Questo progetto impone il
mantenersi sempre in cammino per verificare costantemente la propria condizione e la propria fede.
Solo in questa visione la Partenza può identificarsi
con il momento dell’adultità, intesa come capacità
di essere guida sicura per quei bambini, ragazzi o
giovani che tramite il capo vivono l’avventura scout.
La Partenza non è allora un punto di arrivo e guai
a considerarlo tale; essa è piuttosto una tappa di
un lungo cammino personale e tutto il lavoro svolto
nelle unità non è altro che la preparazione a questa
esperienza di vita adulta. In modo particolare, risulterà determinante quanto costruito durante gli anni
di clan/fuoco.
Tutta la formazione di terza branca deve essere
infatti indirizzata alla formazione dell’uomo e della
donna del domani, affinché siano capaci di incarnare e tradurre nella vita di ogni giorno l’ideale che
hanno scelto di servire: il capo serve Dio attraverso
i suoi ragazzi, sacrificandosi per loro e donandosi
senza attendersi alcuna ricompensa.
Voglio qui concludere con le parole di Giorgio Basadonna in “Spiritualità della Strada”: «C’è sempre
qualche scusa, qualche motivo che appare come
buono e serio per restare dove si è, per continuare
come si è, per non partire. Ma è paura, è vigliaccheria, è falsità (…). Bisogna uscire, mettersi per strada,
abbandonando il solito, le abitudini, anche le più
sacre, e mettersi a disposizione di Dio, della verità
tutta intera, dell’amore, della gioia che sono il vero
nostro destino». Il futuro dello scautismo cattolico
dipende allora in buona parte dalle scelte che tutti
noi, indipendentemente dal colore delle nostre uniformi, avremo il coraggio di fare.
Vincenzo Neto
Commissario Generale
Associazione Guide e Scouts San Benedetto
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
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impossibile non sentire quel campanello d’allarme, non riconoscere quella sensazione di
È
compiutezza che ti ritrovi a provare durante le attività, quando ti sembra che tutto sia già stato,
che quell’attività è già stata tua, ed ora non ti appartiene più.
Ti ritrovi a chiederti se hai ancora da donare, se ti sei speso completamente per gli altri. Se quei
ragazzi, alcuni dei quali per ragioni di età hanno condiviso con te poche esperienze, sono ancora disposti
ad ascoltarti e ad imparare da te. O magari sono pronti a prendere il tuo posto, ad essere da guida e da
stimolo per gli altri come lo sei stato tu.
E anche se la Partenza spaventa, e anche se il solo pensiero di abbandonare la comunità che con
fatica hai costruito, di non percorrere più la strada, quella che alla sera ti regala insieme al riposo,
una soddisfazione immensa, anche se tutto questo ti fa vacillare, non puoi non sentire il richiamo di
qualcos’altro che ti alletta, il desiderio di ricevere e dare di più.
Ma nonostante la certezza di avere concluso, la consapevolezza della maturità raggiunta e della
responsabilità acquisita, pochi sarebbero in grado di scegliere la partenza senza la conferma e l’appoggio
del capo che ti orienta senza forzare la tua decisione.
E allora scegli.
Scegli che anche se in fondo al tuo cuore senti che avresti ancora un pezzettino di te da regalare e poi
ancora e ancora, pur di non ammettere che sei tu a voler partire, capisci che non può essere diversamente.
“Per scegliere che tipi di uomini e donne vogliamo essere non possiamo posticipare: il tempo è ora.
Bisogna partire!”.
Ma per andare dove? E ora viene il bello e iniziano le domande. Perché se la partenza o la conclusione
del cammino scout arriva come un qualcosa di naturale, il difficile viene dopo quando realizzi che la fine
è un inizio, che la partenza è una partenza!
È un’adesione ai valori che lo scautismo ti ha insegnato, un inizio, il primo passo e non l’ultimo, una
dichiarazione di serietà e di fedeltà nell’essere se stessi e nel tenere fede alle scelte.
È allora che matura la scelta di essere capo, di mettere in pratica i valori a cui hai aderito. È la risposta
ad una chiamata. È un dichiarare la propria volontà ad agire: eccomi! Un eccomi alla vita che ci è stata
donata. Eccomi a Dio che ci ha donato la salute, la forza, la perseveranza, la tolleranza, la pazienza,
l’esistenza stessa e che ha chiesto ad ognuno di noi di non sprecare questi doni.
È un rischio e lo sappiamo.
È un salto nel vuoto e nonostante la paura di inciampare, di arrancare, di sbagliare questa Chiamata
non si può non sentirla!
Il tempo è ora…bisogna ripartire
Serena Bastone - Lorena Provenzano
da pochi mesi in una Comunità Capi
La Partenza: come riconoscere il momento della scelta
Quando si parla di Partenza sembra
che le idee siano chiare e lineari.
Spesso però non è così. Da manuale,
quando il giovane tra i 19 e i 21 anni
è nelle condizioni di saper scegliere si
giunge alla partenza.
L’esplicita definizione fa comprendere
che non è poi così difficile riconoscere che il rover Giuseppe è pronto a
partire. Realmente però gli staff si
interrogano sino in fondo, ed è giusto
così, se quella partenza ha alle spalle
la capacità di scegliere sporcandosi le
mani. Lo scenario storico che stiamo
vivendo porta sempre più verso la
spersonalizzazione e de-responsabilizzazione delle proprie azioni ed
in modo più specifico il mondo dei
nostri ragazzi. Educare, secondo la
nostra Associazione, è spingere la
persona a crescere all’insegna di quei
valori che attraverso l’autonomia
crea relazioni col mondo in maniera
matura e responsabile. La responsabilità è sinonimo di scelte. Gli R/S
non sono né banali né vuoti. Solo i
tempi di ciascuno di loro sono diversi
e personalissimi. Da questo, come ben
sappiamo, cuciamo un percorso unico
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e personale (ask the boy, ascolta il
ragazzo).
Un rover/scolta nel vivere il quotidiano si differenzia spesso dai suoi
coetanei perché sin da lupetto/coccinella è stato abituato ad individuare
la propria pista che diventa sentiero
e che in ultimo si trasforma in strada.
La sfida del nuovo millennio è sicuramente da parte d’ogni capo sollecitare i ragazzi a non farsi travolgere dal
fiume in piena dell’appiattimento sociale, ma continuare ad essere - come
da 100 anni a questa parte - “testata
d’angolo”.
Quando da solo l’educando si chiede
con scrupolosità intellettuale se i
valori della partenza li ha assimilati e
non si vuole dichiarare il falso, allora
si è sulla buona strada per fare scelte
consapevoli. Va attenzionato allora il
percorso di fede che il singolo rover
ha effettuato. Parte integrante della
strada dell’R/S è la propria vita di
fede.
Le sue scelte e la sua capacità di
discernere a partire dal Vangelo e in
comunione con la chiesa – propria
comunità. Ci si interroga se vive o
no il proprio battesimo nella triplice
dimensione profetica sacerdotale e
regale.
Chiediamoci allora: “conosce il Vangelo? Lo ha letto e sedimentato?”,
questo perché nella realtà di tutti i
giorni dovrà orientare la sua azione
d’amore verso gli altri, a partire dal
proprio battesimo. A ciò va legata la
lettura consapevole del proprio vissuto scout, all’insegna dei tanti anni di
scoutismo in cui ha messo a frutto le
proprie competenze, la conoscenza di
sé, le proprie idee, la sua volontà, la
costanza e la coerenza. Aggiungere a
ciò la consapevolezza di essere cittadino attivo, credendo e lavorando per
la pace, in una dimensione globale,
vuol dire realizzare quello che BadenPowell pensava sulla fraternità
internazionale. Se, infine, il rover e la
scolta hanno l’abitudine e la continuità nell’osservare la promessa, il loro
percorso è sicuramente proiettato
verso il successo.
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
Monica Grieco
Incaricata Regionale Branca R/S
Estetica ed etica nell’educazione dei giovani
di ANTONIO BELLINGRERI
Ordinario di Pedagogia Generale presso la Facoltà di Scienze della Formazione
Università degli Studi di Palermo
1. Gli ultimi due Rapporti IARD sulla condizione mai veramente la persona e non implica pertanto
giovanile in Italia «all’inizio del nuovo secolo», l’assunzione di nessuna responsabilità. È questo
pubblicati nel 2002 e nel 2007, evidenziano, tra gli giovane «esteta» che sembra oscillare «tra evasione e
altri, questo dato sintomatico: i giovani tendono a impegno»; con la notazione che, al fondo, un rifiuto
non scegliere il matrimonio e la famiglia come ideale di massima ad assumere con serietà la vita dispone a
di vita; amano però l’amore, propendono in numero concepire anche l’impegno nel senso di una costante
crescente a coinvolgersi in forme di convivenza promozione estetica dell’esistenza.
«senza
matrimonio»,
così
come
in
generale
privilegiano i rapporti di «socialità ristretta».
2. Riportando tutto nella prospettiva della pedagogia:
Chi sono questi giovani dei «Rapporti che ne è, con questi «giovani del nuovo secolo»,
giovani»? Sono i «post-adolescenti», ma anche dell’educazione? Nei diversi ambiti, a dispetto delle
quanti attraversano la prima o la piena o la buone intenzioni degli adulti, l’azione educativa che
tarda giovinezza. Essi in generale «non hanno non arrivi ad attivare l’istanza etica delle persone e
fretta di crescere» e vivono la loro età come una non si innesti in essa, è quasi condannata a restare,
lunga moratoria, sperimentando stili nuovi di nel migliore dei casi, istruzione tecnica: produzione
approssimazione alla vita adulta. Tendono per lo più di performance tecnicamente ben costrutte e
a mettere al primo posto, tra i valori che privilegiano, riuscite. Non può essere forse diversamente: il
l’«autorealizzazione»; e si capisce, dal contesto soggetto dell’azione educativa è, in senso proprio e
di tutte le interviste, che si fa riferimento ad una adeguato, il giovane che, all’interno di una relazione
riuscita di tipo professionale, ad un certo successo interpersonale empatica, è messo nella condizione
economico e alle gratificazioni personali. Fanno di poter trovare e scegliere qualche aspetto almeno
riferimento alla famiglia, ma è in primo luogo quella del suo autentico poter essere. Ora, se ogni ricerca
di appartenenza; mentre sono inferiori di numero è da lui intesa e vissuta solo come esplorazione di
le preferenze accordate alla scelta di sposarsi e di possibilità, senza altra tensione etica, dell’educazione
procreare - al matrimonio e alla famiglia, appunto, per lui probabilmente non ne è mai niente: si resta
«come istituzioni».
confinati sempre in una fase preliminare del lavoro e
È possibile, a partire da queste indagini della crescita educativa, condizione certo necessaria
psico-sociali, disegnare un profilo di questi giovani ma non sufficiente.
a cavallo dei due secoli. Vorrei richiamare qui, tra le
Questo
specifico
difetto
di
educazione
diverse «propensioni caratteristiche», quelle che, nel è forse causa e, nello stesso tempo, effetto
primo dei due testi, principio della «reversibilità delle dell’atteggiamento esistenziale prevalente; possiamo
scelte» e «rifiuto dell’assunzione di responsabilità». qualificarlo semplicemente come educazione morale
Sono, mi pare, i tratti che servono a denotare un distorta. Ed è interessante notare come la prima
tipo umano segnato da una prevalente percezione conseguenza di questa distorsione (quando non è
estetica della realtà, nel significato che oppone mancanza completa) sia il tendenziale smarrimento,
questo concetto ad etico. Può essere infatti così nel
giovane,
del
senso
stesso
dell’essere
e
intesa una figura dell’esistenza, definita da una dell’universo personale. Ci si percepisce piuttosto
ininterrotta esplorazione del possibile, che non come semplici individui segnati da un’inerziale
parrebbe mai destinata a finire; che non impegna tensione a ricercare un’«autorealizzazione», che
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
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Sicilia SCOUT 1.09
significa quasi esclusivamente vivere «per conto di cui nel primo dei citati Rapporti IARD, a motivo
proprio»; ci si preoccupa, per lo più d’accumulare della difficoltà, per un numero crescente di giovani
«esperienze» o spesso forse solo d’incrementare la e in forme e con percentuali diverse nelle aree del
quantità di «contenuti tecnologici». Probabilmente nostro Paese, a trovare un impiego (minimamente)
è da ricercare qui la radice della scelta a vivere da stabile e in molti casi per la penuria di abitazioni,
single, anche quando si è sposati o ci si trova ancora in special modo nei grandi centri. La tendenza però
in famiglia.
a procrastinare nel tempo le scelte percepite dai
Si deve aggiungere, nella prospettiva degli soggetti come irreversibili è un dato generale che
studi sociologici, che la percezione di sé come interessa tutte le tipologie di giovani, emergente con
individui impegnati per lo più in un processo evidenza dalle indagini: interessa pure (e, bisogna
d’intensificazione della propria esistenza singolare è aggiungere, soprattutto), le aree e le categorie
l’esito di una progressiva perdita del senso di un’etica sociali di giovani più ricchi (anche solo nel senso
comunitaria. In effetti, la «soggettivizzazione delle che sentono come meno gravoso il peso dei problemi
norme» e l’«accresciuta sfiducia nell’altro», così strutturali). È più esatto allora affermare quello
come la «prevalenza dei canali a doppia moralità» e «estetizzante» è un vero e proprio atteggiamento
la stessa «debolezza delle intenzionalità»: sono tutti esistenziale, indotto o liberamente assunto che sia.
fenomeni che dicono di soggetti non più definiti
dall’esser parte vivente di comunità viventi.
Vorrei qui concentrare l’attenzione solo su
una delle cause che conduce, a mio parere, ad un
Tanto i genitori quanto gli insegnanti, con tale diffuso way of being. La radice della difficoltà
un minimo di preoccupazione educativa, registrano a compiere il passaggio da un atteggiamento
un certo fallimento, con la riconosciuta incapacità esistenziale in prevalenza estetico ad uno segnato
a trasmettere una vita e una tradizione storica. È dalla scelta etica risiede forse principalmente in un
un altro aspetto del deficit di educazione morale: fondamentale deficit di educazione familiare: in
i giovani sembrano segnati in prevalenza da una sintesi, l’educazione morale incompiuta o malintesa
«coscienza puntuativa»: proiettati solo nel presente, va ricondotta ad una sottostante distorsione o
senza memoria senza speranza. Si eclissano, anche mancanza di educazione familiare.
in ragione di ciò, i valori e i modelli di riferimento
Il nesso tra educazione morale ed educazione
forti; per poi, talvolta, ricomparire all’orizzonte familiare può essere quasi intuitivo; è compito della
come lettere morte. Forse è sbagliato dire che la riflessione pedagogica evidenziarne l’essenzialità, il
crisi epocale in cui siamo coinvolti «cancelli tutti i suo carattere non accidentale o contingente. E di
valori»; questi, a ben vedere, subiscono una radicale fatto, l’assenza o l’inadeguatezza dell’educazione
trans-mutazione di senso in un generale processo di familiare dispone il soggetto ad essere influenzato
indebolimento che li porta a divenire piuttosto, da e formato/deformato da un senso comune che oggi
«grandi», valori «piccoli-piccoli».
tende a coincidere senza residui con l’opinione
pubblica
mass-mediale.
Il
sostanziale
deficit
3. Ora, scegliendo di assumere questo tratto di educazione morale viene allora mascherato
«estetizzante» come quello saliente dei nuovi giovani, dall’assunzione di pattern di pensiero e di condotte
forse si comprende già subito una ragione di fondo ritenute «ovvie» forse perché riconducibili in ultima
della loro difficoltà ad assumere come compiuto istanza al «mass-medialmente corretto»; ma si
ideale di vita e impegno stabile il matrimonio e la tratta per lo più di comportamenti «senza ethos» o
famiglia, in quanto realtà etiche in senso eminente.
comunque vissuti come «moralmente indifferenti».
Certo, molto spesso la giovinezza tende a
diventare quella «lunga moratoria psico-sociale» della
14
Appare evidente, nelle società occidentali
tarda
modernità,
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
una
diffusa
adiaforia
1.09
Sicilia SCOUT
pedagogica, vera e propria insensibilità all’universo individui e isole, ma per la cura e la benevolenza,
e alle preoccupazioni educative; sta divenendo per la fioritura della vita di altre persone, forma
moneta corrente in una società percorsa da altre, quel senso e quelle evidenze: nell’atto stesso in cui
altrettanto esiziali, forme adiaforiche, quella etica dispone a dimorare eticamente nel mondo.
e quella veritativa. Si tratta di un portato del
La vigilanza e il lavoro educativo dei coniugi,
relativismo e di una forma di tolleranza malintesa, in quanto coniugi e in quanto genitori, può/deve
che alla lunga riesce solo, nella vita delle persone
trasformarla in una vera e propria «microcomunità
e delle comunità, all’indifferenza. Di certo, molti
etica», dove ogni legame può diventare innanzitutto
genitori (si dovrebbe aggiungere, molti insegnanti e
parentela elettiva; e la famiglia viene a costituire
molti educatori) sembra abbiano abdicato al compito
nella struttura personale di ognuno dei suoi membri
stesso di educare, dissimulando con concessioni
un esistenziale. La generazione di cui è questione
all’ideologia permissiva oggi prevalente, una
nella microcomunità familiare coincide infatti con
sostanziale malafede dell’intelligenza.
l’avvenimento stesso della persona; ora, la famiglia,
4. La vita di famiglia in primis può diventare ambito in modo specifico e affatto caratteristico, è chiamata,
di autentica educazione morale se i coniugi scelgono attraverso le relazioni che istituisce, a formare,
di vivere il loro matrimonio come realtà etica in custodire e trasmettere nella persona un sentimento
senso eminente. Il patto coniugale è fondato sulla autenticamente etico dell’essere e dell’esistenza.
scelta di essere definiti dalla cura benevolente perché
Anzi, si potrebbe dire che l’educazione morale
l’altro, accolto - corpo e spirito - nella sua alterità nella famiglia consista originariamente in una
irriducibile, possa fiorire. Scegliere allora di essere formazione «ortopatica»: denoto con questa dizione
compagno/compagna «di destino» aiuta a formare la il «retto sentire», generato dall’innesto dell’istanza
coscienza della propria esistenza come dotata di un etica veritativa e spirituale della cura benevolente
senso, di una «destinazione» buona e desiderabile.
nel desiderio spontaneo di ogni soggetto di vivere e
Ma realtà etica in senso eminente è chiamata di vivere in pienezza. Non ci sarà mai, naturalmente,
ad essere la genitura: essa può esser fondata solo nessuna formazione adeguata del sentimento, se
sulla stessa scelta di benevolenza e di cura perché
la famiglia non diviene atmosfera etica o «clima
altre persone pervengano ad una vita ben riuscita.
empatico». L’essere conosciuti e amati - corpo e
L’altro/gli altri sono i figli che chiedono di essere
anima - in ciò che siamo e in ciò che possiamo essere
accolti - nel corpo e nell’anima - assumendo il
è alla radice della personale capacità di conoscere
radicale carattere di invio e di appello che costituisce
ed amare; e permanendo nello sguardo aperto sul
il loro avvento, con l’inizio della vita, nell’essere. La
mondo dall’altro, si attiva una disposizione abituale
responsabilità del loro destino dona un senso buono
a conoscersi e a scegliersi.
e desiderabile al patto genitoriale.
La virtù dell’educazione consiste forse
In ragione del patto coniugale e di quello
genitoriale la vita di famiglia diventa, per i figli ma nell’acquisto di questo speciale insight che ho
non meno per i genitori, spazio e tempo esistenziale proposto di chiamare interiorità personale oggettiva:
di formazione del senso originario delle parole ci consente di vederci e di sceglierci attraverso il
strutturali del vocabolario essenziale di ogni nostro esser visti da chi ci conosce e ci ama nel
persona. Esse formano delle evidenze elementari, modo della predilezione.
coincidenti con la prospettiva originale aperta sul
reale, l’universo personale nel quale di fatto ciascuno
Antonio Bellingreri
dimora. La scelta di non vivere più per se stessi, come
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
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Cronache dal primo CFT...
Sicilia SCOUT 1.09
«Sincerità, adesso è tutto così semplice…».
È il ritornello della canzone che ha vinto Sanremo giovani,
è la parola che può dare il titolo al CFT che si è svolto
dal 26 febbraio al 1 marzo a Santa Maria di Licodia, alle
pendici dell’Etna. È il primo CFT della regione, voluto
dalla Formazione Capi Regionale, che si è presa in carico
anche questo nuovo evento formativo. I nostri tirocinanti
sono una risorsa eccezionale che dobbiamo curare come
bene prezioso e unico, come lo è poi ogni persona che
incontriamo nella nostra Associazione, sia essa un capo,
un giovane, un ragazzo o un bambino. Nei quattro giorni
vissuti al campo l’argomento principale è stato l’uomo
e la donna che scelgono di donare il proprio tempo, il
proprio servizio facendo i capi educatori in Agesci;
l’uomo e la donna che, ricchi della loro storia personale,
intraprendono questo cammino pieno di difficoltà, ma
entusiasmante e alla fine gioioso; quell’accompagnare
il lupetto o la coccinella alla Partenza, attraverso
il metodo scout. In quei giorni, però, si è parlato
pochissimo di metodo scout. Come?, direte voi, ad un
campo di formazione non si parla di metodo? Ebbene sì,
ve lo ripeto: si è parlato pochissimo di metodo. Potete
chiederlo a Maria Rita, a Giuseppe, ad Ermelinda, a Danilo,
16
alle due Agnese e agli altri venti partecipanti al campo.
L’argomento fondamentale è stato capire le motivazioni
che hanno portato ognuno di loro a scegliere il servizio di
capo scout, la vocazione ad essere “catechista educatore
per mandato della Chiesa”, ad annunciare Gesù Cristo
con gioia. I tirocinanti hanno avuto modo di riflettere,
per trovare in se quell’uomo e quella donna che, aderendo
al patto associativo, sono disposti a mettersi sulla strada
insieme ai ragazzi, per poterli lasciare infine “davanti a
Cristo Risorto”.
Dicevamo all’inizio “sincerità”… e sì, perché i nostri giovani si sono confrontati sulla loro scelta a cuore aperto,
riflettendo sulle mille
difficoltà di ogni giorno ed hanno avuto
modo di pensare e
maturare sul perché
hanno scelto lo scautismo cattolico. Progetto del capo, patto
associativo, perché
progettarsi e progettare…, sono tutti
argomenti trattati al
CFT. Confrontandosi
con san Paolo - filo
conduttore del campo
- e la sua chiamata,
i tirocinanti hanno
avuto modo di incontrare padre Emanuele
e, attraverso la dolcezza di Antonella,
la forza coinvolgente
di Angelo, la competenza e l’allegria di
Riccardo, la saggezza
di Maria e Sergio e le
“coccole” mangerecce
mie e di Alessandro, i
giorni di campo sono
volati via veloci con una puntualità svizzera. Dimenticavo
“il bombolaro”, ma di lui non possiamo parlarne perché
dice che… “non c’era”, ma lo ringraziamo per il suo aiuto
prezioso. Gli occhi lucidi dei partecipanti e dello staff,
valgono più di mille parole. Tutti a casa! Consapevoli che
il lavoro fatto e quello che li aspetta non sarà facile, ma
con la certezza che il Signore ha messo un seme nei loro
cuori e che il vero campo inizia… domani!
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
Sergio Lombardo
Logista al campo!
Finalmente siamo partiti... … a vele spiegate!!!
Finalmente, anche noi come Regione Sicilia, abbiamo spiegato le vele e iniziato a traghettare lungo il nuovo Iter di
Formazione i nostri tirocinanti, stimati dalle ultime notizie dateci dalla segreteria in un numero di 308, niente male!!
I primi traghettatori sono stati Angelo Mazza, Antonella Rossi e Padre Emanuele Sapuppo, ai quali è toccato l’arduo
compito di iniziare per primi un’avventura nuova per tutti, ma anche l’occasione irripetibile di vedere per primi la
soddisfazione negli occhi dei capi tirocinanti nell’aver vissuto un momento unico e importante del loro percorso
formativo.
Non è stato semplice partire non solo dal punto di vista organizzativo, (stabilire calendario, trovare disponibilità,
indicare i posti, sistemare la modulistica e le modalità di iscrizione, elaborare linee guida, gestire eventuali iscrizioni
non a norma per problemi di censimento, ecc), quanto piuttosto per la responsabilità che, come Fo.Ca. regionale,
ci siamo sentiti nel cercare di garantire la maggiore qualità formativa possibile, scegliendo capi campo di provata
esperienza e solidità, dibattendo con loro possibili percorsi e logiche formative da proporre al campo, cercando di
costruire un armonioso quadro di riferimento comune (in questo senso nascono le linee guida girate ai capi campo),
nel quale far muovere i primi passi a questa nuova creatura formativa.
Il nostro Consiglio Regionale, già prima del Consiglio Generale del 2007 in cui furono votati i principi fondanti del
nuovo Iter, ha fatto una scelta coraggiosa, ma soprattutto a nostro avviso importante, pensare di affidare questi CFT
alla Fo.Ca. regionale, la quale, realizzandoli coprendo il più possibile, dal punto di vista territoriale, tutte le realtà
zonali avrebbe gestito l’evento in tutti i suoi aspetti non mancando di consolidare e rendere significativa l’azione
formativa delle Zone e delle Co.Ca. in ambito di tirocinio.
E così è stato fatto, ripetiamo non senza difficoltà e malintesi di vario tipo!
Avviare i CFT, infatti, ha comportato avviare una parallela e contestuale riflessione con gli IZT sul loro “ruolo
cerniera” tra il gruppo, la zona e la regione, nel percorso di formazione del tirocinante.
Abbiamo ipotizzato e condiviso con gli IZT e poi in Consiglio Regionale, una proposta strutturata del periodo del
tirocinio, proposta accolta anche a livello nazionale, tanto che la Commissione Tirocinio, che sta elaborando una
riflessione e un percorso da proporre al Consiglio Generale del 2010 (commissione di cui io faccio parte), ha da poco
girato a tutti gli Incaricati Regionali alla Fo.Ca. un quadro sinottico che, spiegando le fasi in cui si snoda il tirocinio
e specificando, di volta in volta, gli ambiti e le competenze, ha praticamente ufficializzato quanto da noi pattuglia
elaborato sullo stesso e riportato al Consiglio Regionale e agli IZT nell’incontro fatto in occasione del Convegno Capi.
Di questo siamo molto contenti perché testimonia il fatto che c’è una volontà a livello nazionale di uniformare una
linea di pensiero e d’azione che guardi allo stesso orizzonte e perché no, anche per il fatto che la nostra riflessione è
stata da traino e fondamentale per l’ulteriore riflessione della Commissione Tirocinio!
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
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Sicilia SCOUT 1.09
Accoglienza in Comunità Capi: Il nuovo percorso prevede una sinergia tra zona,
Gruppo e Regione, in cui il capo con le sue esigenze
formative e la sua unicità, viene messo al centro
di tutto, assicurandogli spazi, tempi e modalità
di confronto e formazione adeguati, che partono
dalla Co.Ca. e a lei ritornano, nutrendosi dei mille
strumenti a disposizione, tra cui fondamentale è il
Progetto del Capo.
A proposito di quest’ultimo è doveroso sottolineare
che tutta la logica del nuovo Iter di Formazione si
muove lungo l’importante concetto che il capo
sia colui il quale sente forte l’esigenza di formarsi
come educatore scout progettandosi un percorso
personale di formazione; progettazione che avviene
e, può avvenire, solo attraverso un unico strumento
Il progetto del capo, sul quale ancora una volta il
Consiglio Generale ha dato mandato alla Fo.Ca.
nazionale di avviare una riflessione, per ridare
dignità a questo strumento, trovando le modalità
più corrette per restituirlo realmente funzionale
ai capi e alle Co.Ca.(anche rispetto a questo tema
esiste una commissione sul Progetto del capo
della quale fa parte il nostro Incaricato alla Fo.Ca.
regionale Franco Tarantino). L’impegno, adesso, è
quello di pubblicare al più presto il nuovo Libretto
del Tirocinio regionale, cosicché il nuovo percorso
suggerito dalla Commissione Tiriocinio, (almeno
fino a nuove deliberazioni del Consiglio Generale),
possa essere consapevolmente conosciuto da tutti
i quadri associativi che intervengono in questa fase
formativa e dal tirocinante stesso. Inoltre avremo
modo di aggiornarvi anche sulle riflessioni in atto
sul Progetto del Capo.
Con l’augurio che il CFT possa costituire una pagina
importante della storia formativa dei tirocinanti
siciliani, in cui scoprire e riflettere sul senso ultimo
della vocazione all’essere capo “matita nelle mani
di DIO”, lasciamo che il viaggio continui a vele
spiegate, in attesa di fermarci in porto, ormeggiare
al prossimo RTT e, come è nostra consuetudine,
verificare la rotta percorsa, con onestà, profondo
senso di responsabilità per ciò che facciamo e
capacità di guardare oltre l’orizzonte, assaporando
già il gusto della prossima navigazione.
Annalisa Spadaro
Incaricata Regionale Formazione Capi
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Dopo le attività estive, alla ripresa autunnale, tutte le
Comunità Capi si ritrovano alle prese con l’organico di
gruppo, alcuni capi lasciano, altri provenienti dalle nostre
file, freschi di partenza, o dall’esterno, perché sedotti
o quanto meno incuriositi, dalla nostra associazione,
entrano.
Il cruccio che in questa fase dell’anno scout assilla ogni
Capo Gruppo è l’accoglienza da riservare a queste persone
che hanno deciso di scommettersi quali educatori nel
grande gioco dello scautismo.
Chi di noi ha un minimo di esperienza di vita di Comunità
Capi sa benissimo che entrare nel meccanismo dello
scautismo come adulti educatori, anche per chi ci
è sempre vissuto come educando, non è esente da
problematiche che a volte possono anche trasformarsi
in drammi che hanno come conseguenza l’abbandono
dell’esperienza da parte dei soggetti coinvolti che pur
essendo, all’inizio, dotati delle migliori intenzioni, ad un
certo punto non ce la fanno più a sostenere il ritmo e
anche lo “stress” che l’impegno comporta.
Diventa importante, quindi, dare ai nuovi entrati un quadro
chiaro di quello che è lo scautismo, quali responsabilità
comporta, su quali valori si fonda e quali impegni di
tempo e mentali richiede. Cominciamo con l’analizzare
brevemente quello che spinge una persona ad entrare in
Co.Ca.: credo, senza essere tanto lontano dalla realtà, che
la scelta di entrare da adulti nella nostra associazione sia
quella di voler dare un senso di utilità alla propria vita
mediante il servizio agli altri e quindi poter svolgere tale
servizio assieme ad un gruppo di persone motivate che
vivono tale impegno con responsabilità, forte adesione
e condivisione di valori comuni liberamente accettati e
cosa estremamente significativa, vissuti con gioia.
Quello che è richiesto alle nostre Co.Ca., e al Capo Gruppo
in particolare, è di calare nella realtà propria del gruppo
queste aspettative e di verificare insieme all’aspirante
Capo che le motivazioni nella sintonia di quanto richiesto
dall’Agesci e che le stesse siano vissute nello spirito
della Legge Scout e in particolare del Patto Associativo.
Ci sarà tempo, poi, perché tali scelte diventino sempre
più radicate nel vissuto del giovane capo mediante
strumenti metodologici quali il Progetto del Capo e la
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
piccolo vademecum per il Capo Gruppo
sperimentazione pratica sul campo durante il periodo del
Tirocinio.
Vediamo allora come vanno accolti i giovani capi nelle
nostre comunità e che cosa dobbiamo loro proporre
all’inizio del loro cammino di educatori, secondo me
una Co.Ca. deve dedicare a quest’aspetto almeno due
momenti (riunioni lunghe) specifici.
Un primo momento che potremmo definire della
“conoscenza”, nel quale i giovani capi vengono introdotti
per la prima volta in Comunità Capi: il Capo Gruppo
insieme alla Co.Ca. dovrà curare questo primo incontro
in modo particolare: non dovrebbe essere una riunione
formale ma più che altro un’occasione di festa, nel quale
vengono i nuovi vengono presentati alla comunità che
li accoglie e gli indica i primi impegni a cui sono stati
assegnati e le persone con cui si troveranno a lavorare.
Il tutto caratterizzato da un clima gioioso per far sentire,
da subito, proprio agio le persone che entrano, ma non
stravaccato: siamo una comunità educante, importante
far sentire che dentro la Co.Ca. si respira un clima di
fiducia reciproca e che si può contare gli uni su gli altri.
Un vassoio di dolci potrà rendere il clima meno
formale, io in alcune occasioni ho usato i cioccolatini
e la bottiglia di un amaro: spiegando che questi due
elementi simbolicamente rappresentavano le due facce
dell’impegno educativo, appunto il dolce e l’amaro.
Una parte importante di questo primo incontro potrebbe
essere una bella discussione “sul perché oggi vale la pena
educare”, seguita da un ascolto delle motivazioni e delle
aspettative dei nuovi entrati e di tutti i componenti della
Co.Ca. (esplicite e nascoste!), questo sia per capire quello
che ci si aspetta vicendevolmente dalla Co.Ca. ed anche
per poter ben calibrare la tappa ulteriore.
Il secondo momento, che io definirei del “contratto”,
dovrebbe essere caratterizzato da un clima più formale
nel quale la comunità fa conoscere ai nuovi capi il quadro
valoriale di riferimento e ne richiede una prima adesione
scommettendosi in essa.
Io consiglierei di cominciare con una presentazione
dei fondamenti dello scautismo (vita all’aperto,
autoeducazione, linguaggio simbolico, esperienza
1.09
Sicilia SCOUT
comunitaria, servizio, gioco, …), e proseguire, come
logica conseguenza, con le scelte del Patto Associativo (il
modo dell’AGESCI di interpretare i fondamenti). Quindi,
il Capo Gruppo presenterà ai nuovi entrati una sorta di
CONTRATTO INIZIALE i cui contenuti potrebbero essere:
- le aspettative espresse da nuovi entrati
nell’incontro precedente;
- la fiducia e l’accettazione reciproca quale
clima specifico dei una comunità educante
qual’è la Co.Ca.;
- la chiarezza della scelta di educare secondo
il metodo dello scautismo e dei suoi tempi di
impegno;
- il sistema valoriale dello scautismo che per gli
adulti in servizio educativo è esplicitato nel
Patto associativo.
Dopo la formulazione e le eventuali spiegazioni il
contratto iniziale andrà formalmente sottoscritto
dall’intera Comunità Capi.
Dopo la sottoscrizione, la riunione dovrebbe proseguire
con la consegna, da parte del Capo Gruppo del Patto
Associativo che sarà oggetto di un successivo importante
incontro di verifica comunitaria da parte di tutta la Co.Ca.
Un momento di preghiera, magari in un luogo significativo
per la Co.Ca. potrebbe efficacemente chiudere la fase
dell’accoglienza.
L’accoglienza dei nuovi Capi, dunque, ferma restando la
libertà di ciascuno di gestirne le modalità secondo una
logistica personale, deve avere, necessariamente un
significato ed una valenza estremamente simbolica ed
importante. In un mondo in cui tante ritualità servono
sono a salvare la faccia, questo dovrebbe mantenere
alto il suo livello di importanza, in cui il gesto e la
parola contengano un senso che duri nel tempo. Saper
accogliere, cioè, dovrebbe diventare non solo l’ultima
“fisima = trovata” delle grandi menti dello scautismo per
rendere più complicata la vita delle Co.Ca., bensì una
tappa integrante e irrinunciabile del percorso formativo
che una comunità educante propone ai suoi membri.
Antonio Bertocchi
Capo Campo campi per CG dal 1995 al 1999
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
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il progetto del capo
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Usualmente il termine “progetto” è preso a prestito dalla dimen-
sione dello spazio e, quindi, dalla geometria, se vogliano farne una delimitazione concettuale. Se nell’ambito dei progetti comunitari, lo spazio
si concretizza in una documento scritto, più o meno condiviso, tale
concezione può estendersi anche al livello personale e quindi all’ambito
soggettivo che è quello del progetto del capo? Per quanto il metodo
associativo abbia sottolineato la necessità e l’utilità di un progetto
scritto del capo, esso non corrisponde al vero testo nella sua globalità
e neppure alle singole parole in esso contenute; ogni progetto scritto
è riduttivo, per il semplice motivo che la mente funziona per immagini
(rappresentazioni) di cui solo una parte può tradursi in parole (vedi,
ad esempio, le difficoltà di tradurre in parole le emozioni, gli affetti,
il simbolico, ecc.). Vogliamo trasmettere una concezione di progetto
del capo che è innanzitutto intima, fortemente soggettiva, irripetibile,
creativa, non quantificabile, non sempre prevedibile (a differenza dei più
solidi progetti dell’architettura e della meccanica). Il progetto del capo
è un insieme di immagini interne (rappresentazioni) che fanno parte di
un più vasto progetto di sé, che include ricordi, sensazioni, idee, azioni,
adattamenti proiettati verso un ideale (mete, valori) che nello specifico
comprendono la complessità dell’azione educativa.
Così io penso il mio progetto di vita come un edificio in cui un ap-
partamento è dedicato all’essere capo; esso non si discosta dalle fondamenta dell’edificio ed ha rapporti con gli altri appartamenti (ad esempio
gli spazi condominiali, l’ascensore, le scale principali, ecc.), ma il suo
arredamento è peculiare ed originale; fanno parte di questo ambiente:
a) la formazione metodologica;
b ) la conoscenza del ragazzo in generale e di quelli a cui ci si rivolge in
maniera particolare;
c) la conoscenza e la partecipazione alla vita dell’associazione:
d) la memoria personale associativa;
e) le amicizie e le fraternità associative;
f) lo stile inteso quale caratteristica della propria immagine esteriore;
g) la relazione di questo appartamento e gli altri appartamenti personali
(il lavoro, la famiglia, la cultura, il tempo libero, ecc.).
La solidità dell’appartamento è quindi assegnata al proprio progetto di
vita, mentre la vivibilità del progetto del capo è affidata al valore delle
singole stanze. Se voi pensate al vostro progetto di capo come ad un
appartamento, dovrete capire innanzitutto quanto deve essere grande e
quindi misurare la disponibilità dell’essere capo rispetto all’edificio
complessivo; poi c’è l’uso delle singole stanze: dalla cucina, ovvero lo
spazio dedicato alla trasformazione dei cibi crudi in cotti (che possiamo
tradurre come l’interiorizzazione delle esperienze), al soggiorno (spazio
riservato alla comunità), alla stanza da letto, quale spazio di riposo del
capo, luogo che non deve mai mancare nel servizio di capo e persino al
bagno, come luogo di evacuazione di ogni aggressività personale, di
sentimenti negativi, ecc.
Il progetto del capo, come ogni appartamento, deve essere dotato di
una buona illuminazione, essa deriva dalla conoscenza che simbolicamente è, appunto, rappresentata dalla luce. Essa deve essere chiara,
non deve essere sciupata (nel senso che troppa riflessione fa perdere di
vista la realtà esterna), deve alternarsi con quella del giorno (cioè quella
proveniente dal creato), che è la conoscenza che nasce dall’evidenza,
mentre quella artificiale è quella che deriva dalla ricerca dell’uomo. Un
appartamento può essere semplice e, al contempo, elegante, se occupato
da oggetti cari; gli oggetti sono i ricordi, le buone esperienze, le immagini dei nostri fratelli e sorelle nello scautismo; qualche strumento ( ad
esempio una chitarra) può migliorare il clima per le armonie e la gestione
del sottofondo in assenza di silenzio. Come ogni appartamento in cui
vivono dei giovani, uno spazio deve essere riservato allo studio che la
dimensione del pensiero, della raccolta delle idee, della trasformazione e
dell’elaborazione intellettuale.
In conclusione, ognuno di noi può decidere quanto spazio dare a queste
stanze, con un comune denominatore che è la comodità che traduciamo
nella qualità di vita dello scautismo. Quando parliamo di qualità, non
intendiamo riferirci a degli standard assoluti, ma a quell’esclusivo stile
che è in noi e che nasce dai nostri bisogni e, non in ultimo, all’affidamento alla provvidenza che sempre ci offre qualcosa di insperato,
antiprogettuale e di misterioso, che umilmente e chiedendo scusa per la
limitazione, possiamo chiamare progetto di Dio.
Salvatore Settineri
già Incaricato Regione Sicilia Formazione Capi
Nota: la metafora della casa non è mia, ma è una
parafrasi del filosofo francese Bachelard, tratta da
“Psicoanalisi dello spazio”, da me letto in versione
originale, poi tradotto in Italia da Laterza.
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
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Sicilia SCOUT 1.09
Responsabilità agli Adolescenti:
opportunità educativa per la loro crescita
Laboratorio E/G - Enna - 7-8 marzo 2009
“I progressi migliori si verificano in quei Reparti in cui il
potere e la responsabilità del governo del Reparto sono
effettivamente nelle mani dei capi pattuglia. Aspettatevi
molto dai vostri capi pattuglia, e nove volte su dieci essi
saranno all’altezza delle vostre aspettative.” B.-P.
Racchiudere in poche righe ore di confronto, contributi
importanti e significativi, è un’impresa ardua, soprattutto
se protagonisti ne sono 250 capi provenienti da ogni parte
della regione a Enna pronti a raccogliere, nei due giorni del
7 e l’8 marzo, punti di vista diversi ma complementari sulla
responsabilità e il mondo adolescenziale come quelli del
prof. Luigi Sanlorenzo e del dott. Giancarlo Pintus.
B.-P. nei suoi scritti fa molto spesso riferimento
all’importanza educativa del “dare fiducia” ai ragazzi,
caricandoli di piccoli e grandi responsabilità verso se
stessi, le cose e gli altri. Nell’ottica dello slogan che nel
centenario dello scautismo ci ha rappresentato come
Associazione, “s’impara da piccoli a diventare grandi”,
abbiamo - soprattutto la sera del sabato - ribadito e
discusso sul concetto che il Capo Squadriglia di oggi,
educato al senso di responsabilità verso se stesso e gli altri,
sarà l’adulto capace un domani di assumersi nella vita, nel
lavoro e nella famiglia piccoli grandi responsabilità.
Questo concetto è stato bene espresso dal prof. Sanlorenzo,
consulente per lo sviluppo organizzativo e Wood Badge, il
quale ha anche sottolineato quanto l’esperienza di Capo
Squadriglia sia un esercizio di “leadership di servizio”
e, oggi più di ieri, una delle poche vie d’uscita per una
società senza sogni, in cui tutti delegano e attendono che
altri risolvano i piccoli e grandi problemi del Mondo. Il
prof. Sanlorenzo è riuscito a entusiasmare la platea dei
capi presenti (un bel colpo d’occhio avere davanti tutto
l’auditorium pieno), sia quando ha parlato dell’aspetto
sociale del problema e della “crisi di fiducia” che sta
attraversando il Mondo, che sfocia anche in una “crisi di
valori”, sia quando ha affrontato, grazie anche alla sua
esperienza di capo scout, la problematica legandola alla
pedagogia attiva che sta alla base della proposta scout
(imparare facendo). Gli interventi dei relatori sono stati
stimolanti (giusto per usare un termine diverso dall’ormai
monotono dire interessante), talvolta apparentemente
contraddittori, ma in realtà facce di una stessa medaglia,
che hanno sottolineato come il nostro modello educativo,
che segue un metodo attivo, si contrappone ad una realtà
adolescenziale sofferente di un “disagio psicologico” che
non può e non deve essere trascurato da chi come noi si
interessa di educazione. Il dott. Giancarlo Pintus (psicologo
e capo scout) è stato molto preciso e puntuale nel
descrive le caratteristiche dell’adolescente di oggi, inserito
nell’attuale contesto storico e sociale. Ha sottolineato
l’importanza della “reciproca relazione e intercambio
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tra ragazzi ed adulti” con particolare riferimento alle
relazioni che si instaurano nell’ambiente familiare (come è
cambiata la famiglia degli adolescenti anch’essi cambiati).
Il movimento scout ha lo scopo determinato di sostenere
i giovani nel loro sviluppo fisico ma anche mentale ecco
perché è importante capire la psicologia dell’età evolutiva
(che non è psicanalisi) come primo passo per riuscire nella
formazione dei ragazzi. Padre George (A.E. regionale di
Branca E/G) ha fatto chiarezza sul senso dell’educare alla
Fede e sugli elementi di grande efficacia che contiene il
metodo scout per un percorso catechetico. Ha sottolineato
anche l’importanza per i capi della riscoperta della
propria dimensione di Fede che diventa il perno attorno
al quale va strutturandosi la personalità per potere essere
“autentici Testimoni del Vangelo”. Interessante è stato poi
il confronto tra i capi che, divisi in piccoli gruppi, hanno
condiviso pensieri e idee su una tematica cosi importante
come quella della responsabilità comunque legata ad
un ruolo: il Capo Squadriglia. Sicuramente la pattuglia
regionale farà tesoro del confronto e dei suggerimenti di
tutti gli intervenuti e si metterà al lavoro per ri-elaborare
il Quaderno del Capo Squadriglia (un obiettivo dell’evento)
e produrre gli atti per far si che le cose dette diventino
patrimonio di tutti i capi della regione Sicilia, anche di
quelli che non erano presenti. Alla riuscita dell’evento
hanno contribuito altre persone, che voglio qui ringraziare:
Riccardo Francaviglia e Margherita Sgarlata, per lo
spettacolo serale; Nunzio Zagara, che ha coordinato gli
interventi dei relatori e il clan del Milazzo 2, per il servizio
svolto con molta discrezione e compostezza; gli Incaricati
Regionali alla Fo.Ca., Annalisa Spadaro e Franco Tarantino
(purtroppo assente), per la spinta che hanno dato ai
formatori regionali E/G a partecipare all’evento, tanto che
abbiamo registrato un’importante presenza (erano presenti
tutti i capi campo dei CFM E/G); gli Incaricati di Zona
di Branca E/G, per l’impegno nel raccogliere le adesioni
nelle proprie zone; Roberto Tarantello (ICM regionale),
per il pensiero avuto in apertura dei lavori del sabato;
Peppe La Porta (Incaricato Regionale al Terzo Settore), per
l’interessamento a reperire i locali e la Provincia Regionale
di Enna, per il patrocinio gratuito. Infine, voglio nominare
singolarmente tutti i ragazzi della pattuglia regionale che
con me hanno preparato l’incontro e coordinato i gruppi
di lavoro: Tiziana Paternò, Monica Segretario, Jenny Dezio,
Massimo Sicilia, Davide Drago, Fabio Mirabella, Daniele
Di Dio, Giusi Iannazzo, Paola Di Fiore, Antonio Rondone,
Piero Dioguardi. Ma anche Luigi Consoli, Angelo Mazza,
Alessandro Di Mauro, Giovanni Gabellone.
Buona Caccia.
Vincenzo Semprevivo
Incaricato Regionale Branca E/G
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
1.09
Dopo
25 anni Palermo è tornata ad ospitare
la marcia della pace di fine anno. La 41a
edizione si è svolta infatti nel Capoluogo dell’Isola il
31 dicembre scorso sul tema “Combattere la povertà,
costruire la pace”, riecheggiando così il messaggio del
papa per la Giornata mondiale della pace 2009. Promossa
dalla Commissione episcopale per i problemi sociali,
il lavoro, la giustizia e la pace, la Caritas italiana, Pax
Christi e l’Arcidiocesi di Palermo, la manifestazione ha
visto il raduno dei partecipanti in piazza Anita Garibaldi,
proprio dove il 15 settembre 1993 è stato ucciso dalla
mafia don Pino Puglisi. Nonostante ci si preparasse per
i festeggiamenti di fine anno, oltre 1200 manifestanti
“indomiti” hanno sfidato il freddo brandendo una fiaccola
ore 17,30
- Raduno
i partecipanti
e marciando
in silenzio di
fino tutti
alla cattedrale.
Tra questi,
presso l’Istituto Tecnico Industriale “A. Volta”, Via Passaggio dei Picciotti, 1
assoluti protagonisti sono stati gli scout, che hanno
portato la loro testimonianza all’interno della marcia e
ore 18,00 - Preghiera Ecumenica
Giuseppe Teresi, delegato regionale per i rapporti con
«Date loro voi stessi da mangiare» (Lc 9, 13)
la Conferenza episcopale siciliana, è stato coinvolto
Presiede
S.E.R. segreteria
Mons. Arrigo
Miglio, Vescovo
nella
organizzativa,
chedi Ivrea,
gli ha affidato il
Presidente della Commissione
coordinamento
di tutte leEpiscopale
realtà scout presenti, (Agesci,
per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace
Fse, San Benedetto). È stata una bellissima esperienza di
servizio fatto
tutti insieme, della
senza differenze
e con la piena
ore 19,30
- Partenza
Marcia
collaborazione di tutti. Dopo la preghiera ecumenica
svolta all’interno
dellaRotonda
palestra dell’istituto scolastico
ore 20,30
- Tavola
e presieduta
da mons.
Arrigo Miglio, presidente
“Lotta Volta
alla povertà
e solidarietà
globale”
presso ladella
Chiesa
di S. Domenico,episcopale
Piazza S. Domenico
Commissione
per i problemi sociali, il
Intervengono
lungo serpentone ha preso le sue mosse e si è snodato
P. Nicolas Buttet
per
le vie Comunità
di Palermo.
PrimaEucharistein”
tappa: la missione “Speranza
Fondatore
“Fraternité
eS.E.R.
Carità”
di Biagio
Conte,
il frate laico che ha voluto
Mons.
Giuseppe
Pasotto
ringraziare
tutti
i partecipanti
perLatini
il pensiero rivolto agli
Amministratore
Apostolico
Caucaso dei
Lucia Fronza
Crepaz
ultimi
della città,
assistiti amorevolmente dalla missione.
Presidenteverso
Movimento
Politico
l’Unità i partecipanti hanno
Ripartiti
piazza
san per
Domenico,
Claudio Mezzavilla
poi assistito alla tavola rotonda sul tema “Lotta alla
Direttore Caritas diocesi di Cuneo
povertà e solidarietà sociale”, che ha visto alternarsi al
Modera
microfono
diversi
oratori.
La manifestazione si è chiusa
S.E.R. Mons.
Tommaso
Valentinetti
Arcivescovo
Pescara-Penne,dove
Presidente
Christi
infine
alladicattedrale,
tuttiNazionale
hanno Pax
partecipato
ad una sentita celebrazione eucaristica di fine anno,
ore 23,30
Celebrazione
Eucaristica
officiata -dall’arcivescovo
Paolo
Romeo, un modo
nella Chiesa Cattedrale
alternativo al classico cenone, alle tradizionali abbuffate
Presiede
di
fine Mons.
anno, agli
“obbligatori”
divertimenti
che di solito
S.E.R.
Paolo
Romeo, Arcivescovo
di Palermo
caratterizzano la notte del 31 dicembre, che questa
volta si è trascorsa in modo assolutamente diverso, in
Sicilia SCOUT
preghiera ed in riflessione. Vivere questa esperienza
di fratellanza, comunione e preghiera è stato davvero
toccante; rinunciare ai festeggiamenti di fine anno per
essere vicini - almeno con l’intenzione e l’orazione - a
quelli che in tutto il mondo hanno negati i diritti sociali
e civili e soffrono le tragedie umane della fame e delle
tante guerre che ancora oggi lacerano il globo, ha reso
tutti i partecipanti più sensibili e vicini al prossimo. Mons.
Paolo Romeo ha chiesto ai partecipanti «di rinunciare alla
cena e di offrire il loro contributo da destinare per una
iniziativa in favore di persone che vivono in particolare
condizione di povertà». Ed a quanti viviamo in terra di
Sicilia ed in particolare a Palermo, sono ben note le
povertà di cui sono vittime le popolazioni locali e quelle
che continuamente sbarcano sui nostri litorali. Si tratta
spesso di una povertà materiale, legata al fenomeno
sempre rilevante della disoccupazione, ma anche di una
povertà culturale, di una povertà che scaturisce dalla
cattiva amministrazione della cosa pubblica che genera
e favorisce una illegalità diffusa, determinando ulteriori
fasce di povertà e di malessere nella nostra società. La
marcia per la pace scegliendo quest’anno Palermo, ha
voluto scegliere un «ponte tra Nord e Sud, tra Oriente
ed Occidente, con la volontà di rilanciare il dialogo tra
culture e religioni e sensibilizzare sui temi della povertà,
dei conflitti dimenticati, del cambiamento degli stili di
vita», come ha spiegato mons. Tommaso Valentinetti,
presidente di Pax Christi. E mons. Vittorio Nozza,
direttore della Caritas italiana, ha ricordato che «con
le difficoltà della finanza e dell’economia le povertà si
allargheranno», mentre non dobbiamo dimenticare le
“quattro strutture di peccato” evidenziate nel messaggio
papale: «l’abitudine ad uccidere, soprattutto attraverso
le guerre; l’abitudine a rubare, come accade attraverso
una globalizzazione che moltiplica le ricchezze ma le
distribuisce in maniera disuguale; l’abitudine a mentire,
ad esempio attraverso la manipolazione dei media e le
rappresentazioni conformistiche a vantaggio dei poteri
costituiti; l’abitudine a dimenticare i poveri».
Ciro Cardinale
Al termine della celebrazione,
rinfresco e scambio degli auguri
Segreteria informativa, adesione e prenotazioni
presso Caritas Diocesana, via Matteo Bonello, 2 – Palermo
dal lunedì al venerdì – ore 10,00/12,30 e 16,30/18,30
tel. 091 6077262, fax 091 6077261, cell. 335 7752055
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
23
,
Paolo dà voce e strada al Vangelo
Sarà riconosciuto dalla Chiesa come Apostolo delle Genti. Gli varranno tale titolo i
diversi anni e chilometri del suo percorso di Evangelizzazione.
Sulla strada di Damasco, gli occhi di Paolo annegano in un oceano di luce. Quando
potrà riaprirli s’accorgerà che il suo sguardo è diventato capace di penetrare l’orizzonte.
Gli appare, allora, il mondo come un’immensa distesa di volti da contemplare, di nomi da
pronunciare, di corpi da stringere. Le strade non servono più solo ad unire un punto ad un
altro. Sono per lui spazi d’incontro, traiettorie d’annuncio, percorsi d’anima, che disegnano
il profilo bellissimo del volto di Gesù intravvisto nel velo della luce quel giorno, quando
smise di essere Saulo.
Nella seconda lettera ai Corinzi, l’Apostolo, racconta di un’esperienza mistica nella
quale gli fu dato di udire “parole ineffabili che non è possibile ad un uomo proferire”
(2Cor 12,4). L’apostolo ha accolto una Parola, che non può trattenere tra le pareti anguste del
cuore. Egli percepisce con chiarezza che essa porta in sé l’esigenza irresistibile di risuonare
sotto ogni cielo e, soprattutto, nel petto di ogni donna e di ogni uomo.
Non è una scoperta semplice per Paolo, si tratta di un’autentica inversione di rotta.
Lui è “fariseo, figlio di farisei” (At 23,6), cresciuto nell’orgoglio della diversità di Israele,
fiero della circoncisione e della legge, segni dell’elezione di Dio ed elementi che fanno
l’unicità del popolo ebraico. Tutta la sua formazione si è consumata nell’opposizione noi-loro
e in un contesto dove il contatto con i non circoncisi non è cercato, ma subìto ed è generatore
d’impurità. I precetti della legge confinavano il pio ebreo in un recinto di regole alimentari
e sociali. Il risultato era un incontro con l’altro condito da forti dosi d’ansia. “Separatevi
dalle nazioni, non mangiate con loro, non agite come loro e non siate loro amici poiché le
loro azioni sono impure e tutto il loro modo di vivere é immondo e cosa abominevole sono
i loro sacrifici” – si legge nel Libro dei Giubilei (22, 16). Se l’accoglienza dello straniero di
passaggio in Israele restava un valore, non era altrettanto naturale per un ebreo il farsi
straniero in mezzo ai pagani. Liberarsi dal giogo dei pregiudizi e delle paure verso i non
circoncisi è, per Paolo, una fatica ed una rinascita.
È vero che Gesù invia la prima volta i dodici con la consegna di rivolgersi “piuttosto
alle pecore perdute della casa d’Israele” (Mt 10,6), ma è altresì vero che prende congedo da
loro con l’invito ad andare in tutto il mondo e di annunciare il vangelo ad ogni creatura (Mc
16,15). Del resto, lo stesso Gesù, quante volte ha sentito l’esigenza di “andare all’altra riva”?
E Pietro, dopo un’intera nottata buttato in un lago a non prender nulla, non ha forse riempito
la barca di 153 grossi pesci, quando ha calato la rete dall’altra parte della barca, quella che
lui non aveva scelto, quella che non aveva pensato potesse essere la parte giusta?
Paolo è l’uomo dell’altra riva, quella dove è possibile incontrare un’umanità chiusa
in un recinto di morte, incatenata nella solitudine di un cimitero (cfr Mc 5,1-20). È umanità
che vive un’esperienza ferita di Dio, senza paternità, senza fraternità o a paternità e fratellanza limitate. È umanità con cui Paolo può identificarsi, che comprende perché anche lui,
a lungo, ha vissuto la stessa esperienza di “relazione ferita con Dio” lenita solo dal balsamo
della legge. Solo il Cristo e il Cristo Crocifisso l’ha guarito, dischiudendogli l’orizzonte della
paternità di Dio e della fraternità fino al dono di sé. Nulla potrà trattenerlo dal correre verso
le genti. La passione per Dio lo spinge, ma anche quella per l’uomo. C’è una strada sola che
raggiunge l’Alto e quella strada passa attraverso l’altro.
Don Vincenzo Talluto
AE Zona Conca d’Oro
24
agesci sicilia
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Relazioni del Comitato
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RESPONSABILI REGIONALI
Nell’intervallo di tempo intercorso fra la scorsa assemblea ed oggi noi responsabili regionali (RR) ci siamo sforzati di
svolgere al nostro meglio i compiti che l’associazione attraverso norme stabilite ci chiede. Abbiamo avuto la fortuna
di aver svolto il nostro servizio (speriamo bene) cercando di rimanere nello spirito biblico del “servo inutile”; la
nostra azione può essere raggruppata in 5 “contenitori” che possono essere così intitolati e ricondotti per assonanza
ai compiti che le nostre norme stabiliscono essere specifiche per il nostro ruolo.
1. Migliorare il funzionamento del circuito regione-zona-regione
Abbiamo continuato la partecipazione ai consigli delle varie zone della nostra regione, avendo il piacere di essere
presenti in 13 zone. Questo nostro sforzo, inizialmente nato per l’esigenza di lanciare di persona uno strumento
nuovo (il questionario per la verifica del vecchio progetto) ma poi col tempo assolutamente sganciato da un vero e
proprio argomento di discussione preordinato, pensiamo sia stato un grosso investimento in termini di rinsaldamento
di rapporti oltre che occasione di conoscenze di giovani capi, di raccolta di brillanti idee e, soprattutto, di stimolo
per la nascita di disponibilità a ricoprire ruoli associativi necessari di cui eravamo da tempo scoperti. La pattuglia
stampa che attualmente ha fatto rinascere il nostro giornale Sicilia Scout si è quasi del tutto “autocreata” man mano
che in giro per le zone, facevamo presente il nostro rammarico per non aver ancora trovato disponibilità per questi
incarichi. Il grande favore incontrato per questa attività ci ha spinto a riproporla per l’anno a venire.
Allacciare rapporti “fra persone” piuttosto che “fra ruoli” abbiamo pensato, aiuti molto a reggere il gravoso carico
di lavoro associativo che tutti noi abbiamo a qualunque livello: è per questo che abbiamo molto tenuto a curare
alcuni atteggiamenti apparentemente “istituzionali”: siamo stati attenti a salutare e ringraziare tutti quei RdZ che
lasciavano il loro incarico per naturale scadenza ma anche accogliere e promettere il nostro supporto a tutti quei capi
che si accingevano ad iniziare questo ruolo, come è accaduto ai Responsabili della zona Erea che ci hanno richiesto
assistenza per la parte seminariale del loro convegno di zona, assistenza concretizzata nel “suggerimento” da parte
nostra di disponibilità in ambito regionale per i temi posti in discussione.
Pensiamo che possa essere bello sentire fra zona e regione un clima di famiglia allargata, non solo perché questo
possa giovare alla nostra associazione ma perché ci viene spontaneo in una comunità di fratelli comportarci così
pur avendo, quando necessario, quel rigore associativo che ruoli ed incarichi a volte ci chiedono. Ci siamo sforzati
di migliorare la qualità dei nostri consigli regionali, chiedendo ai fratelli del comitato regionale sforzi maggiori
sia in fatto di organizzazione che in fatto di contenuti: pensiamo che una buona riuscita di questo sforzo sia stato
il Consiglio regionale di maggio 2008 convocato alla base Fondo Auteri di Valderice (TP) dove lavoro intenso (il
documento istruttorio del convegno capi) e cornice naturalistica e paesaggistica hanno reso più facile il compito;
oggi in molti consiglieri regionali rimane il ricordo di quell’attività come “una bella attività” per la quale è valsa la
pena andare, come ci è stato scritto per email e per sms da alcuni componenti a fine attività.
Anche per questo motivo, riteniamo, sono stati veramente numerosi gli inviti avuti per presenziare a cerimonie,
dibattiti, anniversari e altro nei vari gruppi di tutta la nostra regione. Fabio ha condiviso il 50mo del gruppo di
Solarino (SR), la nascita del nuovo gruppo a Paceco (TP), la veglia del cantiere nazionale a Palermo, il saluto a nome
di tutti dato al consiglio regionale del MASCI, il saluto scritto inoltrato all’incontro di primavera MASCI a Gibilmanna
e all’assemblea nazionale dei castorini (Regalbuto, Ottobre 2008), l’anniversario del gruppo di Bagheria 1. Antonella
ha portato il nostro saluto al comitato nazionale del CNGEI, ha presenziato alla settimana sociale dei cattolici
a Caltagirone, ad altre intitolazioni di piazze a BP, oltre che puntualmente salutare a nome di tutti il sindaco di
Gravina di Catania, così sempre sensibile alle nostre esigenze.
2.
Assicurare il circuito regione-nazione-regione anche facendo conoscere a livello nazionale le esperienze
della nostra regione
Ci siamo sforzati di vivere con responsabilità il nostro ruolo di cerniera fra nazione e regione, non solo per il nostro
normale ruolo, ma anche consapevoli che per numero di associati, il peso politico che la nostra regione ha in alcuni
consessi, come il consiglio nazionale ed il consiglio generale è veramente grande e merita un impegno adeguato.
Fabio, ad esempio, ha accettato di coordinare la commissione nazionale “mozione 110, sulla verifica del riordino
delle strutture associative” e la commissione al consiglio generale sulla “figura del socio adulto” mentre Antonella
ha coordinato la commissione nazionale “verifica della figura del consigliere generale” e la commissione al Consiglio
generale “Verifica figura consigliere generale e flussi informativi”. Inoltre, ad oggi possiamo dire che, anche a costo
di sacrifici, non abbiamo mancato ad una sola riunione di consiglio nazionale, di pattuglia nazionale, e di Collegio
Giudicante Nazionale. Su nostro suggerimento, nel Consiglio Generale 2008 abbiamo avuto una consigliera di nomina
di capo scout e capo guida siciliana (Evelina Nicotra).
La nostra regione ha proposto in consiglio nazionale una linea politica di utilizzo del 5 per mille ottenuto dalle
famiglie dei nostri ragazzi e l’attuale formulazione di questa condotta oggi, è quasi del tutto, proveniente dal
pensiero della nostra regione. Come anche farina del nostro sacco è una buona parte del documento inviato come
comunicato stampa del comitato nazionale contro la legge 133 per la scuola e l’università; nella stesura è stato
fondamentale l’apporto di Fabio, di Antonella e dei due ICM nazionali.
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
27
Relazioni del Comitato
Il nostro pensiero riguardo la necessità di rispettare ad ogni costo la diarchia in unità miste, da tutti noi palesato
in assemblea regionale 2008, e poi stigmatizzato dai consiglieri generali in consiglio generale e dai RR in consiglio
nazionale, ha trovato un dato coerente con cui potevamo dare forza concreta alle nostre idee: solo 3 gruppi in tutta
la nostra regione si trovano oggi in difficoltà ad assicurare la diarchia in unità miste il che rappresenta il miglior
risultato a livello nazionale: merito degli sforzi della Fo.Ca. iniziati tanti anni fa e poi continuati.
In linea con la promozione di eventi formativi a carattere nazionale nella nostra regione, abbiamo gestito la
progettazione futura, con il supporto della regione, di un campo Bibbia nella zona Concordia, che speriamo possa
incontrare il positivo assenso del livello nazionale e decollare offrendo a tutta la regione una formidabile occasione
di arricchimento.
Abbiamo gioito con i nostri fratelli del consiglio nazionale della rinascita della nostra rivista Sicilia scout. Il numero
speciale sul convegno capi (con inserto EG) è stato distribuito a tutti i suoi componenti e successivamente molti
contatti ci sono stati da parte di altre regioni che ci chiedevano di pubblicare online l’eccellente inserto della branca
EG della regione Sicilia sullo scouting: abbiamo valorizzato tesori e risorse della nostra terra a vantaggio di tutta
l’associazione.
La nostra regione si è candidata a portare al consiglio generale del 2009 una “pietra miliare” continuando la tradizione
iniziata qualche anno fa che vede il pratone di Bracciano ospitare una roccia di ogni regione, a simboleggiare
l’appartenenza di questo luogo simbolico a noi caro, a tutto il territorio nazionale.
Infine, per questo argomento, riteniamo di esserci anche sforzati di essere di supporto e di raccordo fra zone e
nazionale anche per questioni legate ad interpretazioni autentiche da parte di Capo Guida e Capo Scout di alcune
norme regolamentari o statutarie. Per due zone, in particolare, (Elimi ed Aretusea) essendo nate delle questioni
locali bisognose di chiarimento, abbiamo esercitato il nostro ruolo di quadro-cerniera fornendo supporto a chi ce
lo richiedeva.
3.
Favorire la formulazione collegiale e condivisa della politica associativa e stabilire l’indirizzo con cui
questa si diffonde in Regione
Una grande passione ed una profonda attenzione è stata necessaria per guidare il comitato regionale durante tutto
l’anno trascorso per l’istruzione e la “costruzione” del nuovo progetto. Il lavoro è partito da lontano e desideriamo
brevemente riassumerlo per sottolineare il grande lavoro svolto dal consiglio regionale e da tutte le Co.Ca: Il 24
giugno 07 il Consiglio regionale definisce il percorso verso il Convegno Capi in vista del Progetto Regionale 20092013 ed una commissione valorizza i documenti preparatori della route e quanto emerso dalla route stessa (mozione
n.3/2007) e predispone il documento di base in vista del prossimo convegno capi. 6-7 ottobre 2007 il Consiglio
Regionale discute e approva il lavoro della commissione quindi il Comitato Regionale allargato alle branche e settori
predispone il documento istruttorio per il Convegno Capi e verifica il precedente progetto. Il 2 dicembre 2007 il
Consiglio Regionale discute ed elabora il documento istruttorio per il Convegno Capi che viene inviato a tutte le
Co.Ca quindi le Comunità Capi e le Zone in assemblea o in Consiglio di zona discutono il documento istruttorio e fanno
le proprie proposte e/o modifiche. In Consiglio regionale (febbraio 2008) e in Assemblea Regionale (Aprile 2008) si
verifica il progetto precedente. A Giugno 2008 in Consiglio Regionale i RdZ riportano quanto uscito dalle zone, si
definiscono le integrazioni e le modifiche per il documento istruttorio ed a settembre esce il numero di Sicilia Scout
con il documento istruttorio. Il 17 e 18 gennaio 2009 il Consiglio regionale e successivamente il comitato allargato
redige il progetto secondo le indicazioni del convegno ed eccoci arrivati all’assemblea regionale del 18 e 19 aprile
2009 che ci vede tutti impegnati per la stesura ed approvazione definitiva del Progetto Regionale 2009-2013.
In questo banco di prova il comitato regionale è stato molto coordinato verso la collegialità fra tutti i suoi
componenti. Non è stato facile da parte di noi RR dimostrare che la richiesta di collegialità non è sinonima di
mancanza di fiducia, di controllo curioso, di orientamento di pensiero ma al contrario è indice di verticalità dove
occorre e trasversalità dove necessita, di azioni coordinate ed efficienti che in un organo esecutivo sono essenziali
oltre ad essere dettato normativo dell’associazione. Ad oggi si può affermare che la strada verso la condivisione e
la collegialità del nostro comitato regionale è decisamente intrapresa e occorrerà solo perseverare per consolidarla.
La condivisione “allargata” ha anche fruttato che nei consigli regionali sia intervenuto il CdA della Cooperativa
La Nuova Zagara per condividere con tutta la regione la propria politica commerciale e strutturale: quando questo
non è stato possibile, nonostante richiesto, si è persa un occasione di condivisione e di dialogo fra parti diverse
dell’associazione. E di trasversalità ci si è anche occupati all’interno del comitato allargato dove la presenza di
un solo ICM ha necessariamente richiesto a noi RR di supportare l’incaricato al metodo nel suo ruolo. Questo ha
impegnato i RR ad interagire con branche e settori che inevitabilmente ed inconsapevolmente tendono a perdere
l’unitarietà del tutto essendo chiamati ad occuparsi di una parte, badando molto alla partecipazione alle riunioni.
Dopo l’introduzione del quorum all’interno di tutti i consessi associativi mentre il consiglio regionale ha reagito
incrementando la partecipazione dei RdZ (con massimi del 100% e minimi dell’80%) i comitati regionali e soprattutto
quelli allargati hanno purtroppo registrato una flessione. Su 4 comitati allargati 2 sono stati dichiarati nulli per
mancanza di quorum; stessi numeri, circa, possono essere riportati per il comitato regionale. E’ nostro preciso
impegno lavorare a che si incrementi la partecipazione a questi consessi dove, per dir la verità, la quantità e
l’impegno di lavoro sono enormi e pur tali, vengono egregiamente supportati dai componenti rispettivi. Non è
28
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
dunque il lavoro che è venuto e viene meno, ma la partecipazione fisica agli appuntamenti che, si sa, è legata alla
quantità del “cosiddetto tempo libero” di ciascuno.
Il coordinamento dei consiglieri generali, pur rispettando la loro “autonomia condizionata”, ha anche impegnato noi
RR, sia direttamente al consiglio generale del 2008, sia per la preparazione di quello cui fra poco parteciperemo.
Gestendo la loro interfaccia con tutta la regione, abbiamo chiesto ai CG di designare due di loro che si occupassero
di coordinare tutti gli altri; abbiamo supportato e incoraggiato questi due capi nel loro ruolo anche quando il loro
scoraggiamento è stato non indifferente davanti a volontà precise di non farsi coordinare e di mancanza di stile
che caratterizzano, per fortuna, solo una piccola minoranza di consiglieri generali. I rapporti con la cooperativa
La nuova Zagara sono stati al meglio gestiti dai nostri incaricati all’organizzazione; noi RR ci siamo limitati a
condividere con loro e con il CdA della coop, le linee di indirizzo politico che inevitabilmente diventano linee
di indirizzo commerciale e/o di erogazione di servizi. Per questo motivo almeno uno dei RR, insieme agli IRO ha
partecipato ad alcuni CdA della cooperativa dove era necessario essere presenti per co-gestire vicende, proprie della
cooperativa, ma dove il parere dell’associazione era importante e moralmente vincolante.
La rinascita di Sicilia scout ha necessitato, nei primi momenti di riorganizzazione, del supporto dei RR. In attesa
che si definissero i ruoli della pattuglia stampa, in sintonia con l’incaricato regionale alla comunicazione, abbiamo
coordinato l’uscita del primo numero, che era anche il numero istruttorio del convegno capi. Adesso la pattuglia sa
camminare da sola e si è in attesa di condividere il piano editoriale per l’anno 2009 ma si può già affermare che un
grosso lavoro è stato fatto, lavoro per il quale ci sentiamo di ringraziare chi lo profonde, anche per la volontà di
condividere tutti i comunicati stampa, condizione essenziale per la promozione ragionevole della nostra immagine
all’esterno. Proprio per tale promozione abbiamo fatto alcune interviste per un telegiornale ed un programma per
alcune reti televisive locali.
4.
Curare i rapporti con gli organismi civili ed ecclesiali, e favorire il dialogo interassociativo con altre
associazioni educative, non solo scout
Giocare da quadro regionale il gioco dello scautismo significa interfacciarsi con le istituzioni sia per offrire loro
servizi riconosciuti sia per richiedere secondo legge benefici e risorse da utilizzare in educazione d’eccellenza.
Anche quest’anno sono state completate le pratiche di richiesta di finanziamento all’assessorato regionale ai Beni
Culturali e si sono supportate tutte quelle zone (al momento poche) che hanno voluto presentare progetti ai Centri
di servizi per il volontariato (Bandi di perequazione). Soprattutto, i RR, insieme all’incaricato regionale al settore
ambiente, hanno coordinato più riunioni interassociative con CNGEI, MASCI, FSE e S.S. Benedetto al fine di mettere
a punto una proposta di protocollo di intesa fra enti parco regionali, assessorato regionale territorio ed ambiente,
associazioni scoutistiche siciliane per una fruibilità agevolata dei parchi siciliani. Sono state belle occasioni di
condivisione e fratellanza ma anche di fattiva operosità: abbiamo esitato un protocollo di intesa che al momento
è alla visione degli organi appositi dell’assessorato regionale dai quali attendiamo risposta. La collaborazione con
altre associazioni scout presenti in Sicilia, d’altro canto, è già consolidata nel nostro Centro Studi e Documentazione
dove l’intero comitato scientifico è già nei fatti interassociativo.
Su indicazione dei Presidenti dell’Associazione abbiamo organizzato insieme alla federazione di associazioni
cattoliche FOCSIV un laboratorio itinerante nella nostra regione dal titolo:”Fai una scelta di stile: scegli la legalità”.
In particolare sono stati allestiti 3 cantieri per giovani in 3 città siciliane: Catania, Palermo e Mazara del Vallo e 50
giovani circa di tutta Italia hanno fatto esperienza concreta di interculturalità, di diversità, di legalità. Per l’AGESCI
Nazionale questa collaborazione con la FOCSIV era un terreno di prova su cui misurare il grado di intesa delle due
associazioni ed i presidenti del comitato nazionale avevano chiesto a noi RR di impegnarci in prima persona in questa
attività-pilota che poi indicasse il metro su cui basare la futura collaborazione tra le due associazioni. L’attività
è stata un vero successo e per questo vogliamo ringraziare quanti hanno contribuito a questa buona riuscita ed in
particolare l’incaricato regionale al settore PNS, i gruppi della zona Conca d’oro e il gruppo Mazara del Vallo IV. I
vertici delle due associazioni hanno, successivamente, messo in cantiere un’altra attività in cui collaboreranno,
anche se non in Sicilia.
Nel maggio 2008 è partito il progetto “Formazione Quadri per il Terzo Settore (FQTS)” finanziato dalla Fondazione
per il Sud nella quale l’Agesci Sicilia è inserita attraverso il nostro incaricato regionale al Terzo Settore in stretto
coordinamento associativo con gli altri incaricati delle regioni del sud Italia. Il progetto prevede di formare adulti
a svolgere il ruolo di quadro nell’ambito delle politiche sociali, tema questo molto vicino al nostro essere capi. I RR
hanno coordinato la diffusione del bando di selezione, hanno raccolto i curricula e li hanno inoltrati con una lettera
di presentazione all’ente capofila: oggi 2 dei nostri capi sono stati selezionati come allievi di questo corso e noi
speriamo che a conclusione della loro attività formativa possano svolgere un servizio più competente nel settore.
Adesso stiamo per aderire come partner ad un altro progetto della Fondazione per il Sud per la “Salvaguardia del
patrimonio boschivo” ed inoltre svolgiamo, avendo come riferimento l’incaricato regionale al terzo settore, attività
di sorveglianza sulle eventuali richieste di partenariato che ci provengono dall’esterno e che potrebbero nascondere
adesioni a progetti non in linea con gli indirizzi associativi
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
29
Relazioni del Comitato
Per scelta del consiglio regionale, Antonella ha presentato, in qualità di rappresentante del socio fondatore AGESCI,
la sua candidatura al Gruppo di Intervento Territoriale di Banca Etica (GIT), è stata eletta, ed ha partecipato, quando
è stato possibile, a riunioni utili a definire il codice etico della banca.
Per rappresentare la nostra regione in ambito ecclesiale, attraverso il delegato ai rapporti con la CESI, Giuseppe
Teresi, siamo stati presenti in tutti gli appuntamenti della Conferenza Episcopale Siciliana (CESI), sia tavoli tecnici,
sia convegni, sia momenti seminariali. Inoltre non indifferente è stato lo sforzo di Giuseppe nel momento in cui
questa partecipazione gli ha richiesto anche di occuparsi in prima persona del coordinamento organizzativo e
logistico della marcia nazionale per la pace svolta a Palermo il 31 dicembre 2008.
Infine, per questo punto, abbiamo affrontato, ed è ancora in itinere, la riformulazione della nostra iscrizione al
Dipartimento Regionale della Protezione Civile (DRPC). E’ una materia abbastanza delicata dal momento che occorre
fissare, stabilire, il numero dei soci adulti che, in caso di allerta, possano essere disponibili ad intervenire a fianco
la Protezione Civile sul territorio regionale. E’ stato aperto un dibattito in consiglio regionale ed adesso l’incaricato
regionale EPC sta procedendo a compilare il formulario di legge secondo le direttive che sono scaturite.
5.
Gestire controversie
Gestire controversie non è mai una cosa piacevole ma, superato il momento acuto di crisi, lo sguardo retrospettivo ai
conflitti gestiti, alle loro tipologie, ed ai luoghi che ha coinvolto, può servire per costruire futuri migliori. Nel corso
del 2008 sono nettamente diminuite le conflittualità genitori-capi, cosa che nell’anno precedente avevano avuto
una grossa impennata. Preoccupante invece è l’incrementarsi di conflitti fra gruppi e zone. Nel 2008 ben 5 conflitti
sono nati in altrettante zone appartenenti a territori più disparati della Sicilia. Le cause sono fra le più varie: si va
dall’ostinazione a dover censire gruppi con situazioni palesi di difficoltà in formazione capi e numero, a questioni
riguardanti condotte statutarie apparentemente violate in assemblea/convegno zonale; da richieste di nomine a
capo esitate con parere negativo a presunti errori commessi da formatori in CFM.
Antonella Lupo e Fabio Caradonna, Responsabili regionali AGESCI Sicilia
CENTRO STUDI E DOCUMENTAZIONE SULLO SCAUTISMO IN SICILIA
AGESCI SICILIA
il principio guida del Centro è la convinzione che la riscoperta della
specificità delle intuizioni pedagogiche originarie sia utile a rilanciare
lo sviluppo dell’associazione o, comunque, a darle una maggiore
continuità. E per far questo riteniamo necessaria la raccolta sistematica
di tutto ciò che può documentare il passato dell’associazione.
Dalla Relazione del Comitato regionale all’Assemblea regionale 2008
Nell’ottica della salvaguardia della “nostra memoria” il Centro fornisce supporto alle richieste di scout e di
studiosi: molte le istanze esaudite nell’ultimo anno fornendo documenti, articoli, elaborazioni, bibliografie, foto,
informazioni, copie di riviste e censimenti, contributi per tesi universitarie, anniversari di Gruppo... Pur con le
sempre — purtroppo — poche risorse a disposizione abbiamo dato seguito (più o meno puntualmente) alle diverse
richieste sostenendo anche quei Gruppi che hanno iniziato a voler mettere “nero su bianco” la propria storia.
Il Centro ha raccolto gli inviti alle celebrazioni locali sia con la propria mostra fotografica e/o quella cartellonistica
(che intende implementare in vista del prossimo nuovo centenario) sia con il “Banchetto” di libri storici, novità,
cartoline celebrative. Dove non è potuto essere presente ha almeno inviato un messaggio augurale.
L’impegno consueto rimane sempre diviso tra il “realizzare” le diverse iniziative allo scopo di sensibilizzare
all’importanza della “memoria” e il ricercare le necessarie risorse umane.Il suo Comitato scientifico, con ruolo
propositivo, elaborativo e di consulenza (il compito programmatico è degli appositi organi AGESCI) si è riunito diverse
volte soprattutto nell’ottica di ideare la celebrazione per prossimo centenario dello scautismo in Sicilia.
Si rimanda infine al sito web per i dettagli di ciò in cui il Centro può essere utile (scambi, offerta di doppioni,
mostre…).
La documentazione
Si è accresciuto il patrimonio documentario soprattutto grazie a:
 generose donazioni e affidamenti ottenuti da capi ed ex capi scout e di altri centri studi;
 le consuete donazioni di cooperativa La Nuova Zagara e di Fiordaliso;
 donazioni e affidamenti delle altre associazioni scout della regione coinvolte.
30
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
La biblioteca (il cui catalogo è consultabile sul sito Web) ha superato le due migliaia di titoli. Abbiamo ripreso la
catalogazione dei libri per aggiornare il catalogo. L’emeroteca contiene oltre un centinaio di testate. Per l’archivio
continua il tentativo di recuperare vecchi documenti dei Commissariati regionali ASCI e AGI ancora sparsi. Ne è
iniziata l’indicizzazione grazie a una tesi di laurea fatta su di esso. Il livello nazionale, inoltre, sta predisponendo,
come ha già fatto per il catalogo dei libri, la possibilità di pubblicare sul proprio sito web anche gli indici degli
archivi regionali.
Le iniziative
É stata istituita la commissione che analizza le tesi sullo scautismo. Si è lavorato su quelle pervenute nei primi
due anni (2005-2007) con l’assegnazione della relativa borsa di studio di 500 euro (messa a disposizione dalla
Cooperativa La Nuova Zagara).
La convenzione stipulata con la Cooperativa La Nuova Zagara — che garantisce uno sconto del 20% sull’acquisto
di libri scout utili alla realizzazione di tesi e pubblicazioni di studi sullo scautismo — è stata utilizzata da diversi
universitari. Rimane aperta la convenzione di tirocinio universitario accesa con la Facoltà di Lettere dell’ateneo
catanese. Per il rinnovo delle altre che sono giunte a scadenza attendiamo eventuali richieste da parte di eventuali
studenti interessati.
Si è formalizzato il rapporto delle tre associazioni che fanno parte del comitato scientifico (MASCI, CNGEI, FSE) con
un apposito protocollo d’intesa con l’AGESCI Sicilia. Dopo oltre un anno di lavoro si è avuto lo storico accordo - che
ha visto i rappresentanti dello scautismo siciliano per la quarta volta “riuniti” negli ultimi quattro anni.
Abbiamo consolidato la struttura del “Banchetto” con un referente stabile per offrire, durante le occasioni di
incontro, l’opportunità di visionare e acquistare documenti storici e affini.
La vecchia mailing list degli “amici del Centro” rivolta a coloro che hanno interesse per le attività o hanno collaborato
in qualche maniera è stata migliorata: gli iscritti ricevono periodicamente via e-mail informazioni sulle iniziative
dello stesso. É uscito il primo numero di “Scrigno” la nuova newsletter del Centro che viene diffusa tra le associazioni
scout siciliane e agli altri centri studi italiani.
Pubblicata un’analisi sull’incidenza dello scautismo dell’AGESCI rapportata al territorio di riferimento; uno studio
reso possibile dal confronto dei dati dei censimenti con quelli dell’ISTAT, una sorta di annuario statistico regionale
che insieme ai dati delle “perdite” sui censiti vuole offrire un dato sulla presenza dell’AGESCI in regione, utile
all’elaborazione dei progetti dei vari livelli.
La realizzazione degli atti del convegno «Si impara da piccoli a diventare grandi» è ultimata; per la stampa si attende
solo la conferma del contributo richiesto lo scorso anno. Il libro potrà essere utilizzato come “biglietto da visita”
per presentarsi all’esterno: istituzioni, agenzie educative, scuola; per far conoscere loro il Metodo scout e farlo
apprezzare come risorsa per il territorio.
L’iniziativa dell’apertura serale del Centro la sera del primo mercoledì di ogni mese non ha ancora avuto la
frequentazione auspicata: gli interessati hanno privilegiato gli orari mattutini/pomeridiani. Comunque questa
possibilità continuerà.
Il Centro è stato inoltre presente alle due riunioni nazionali dei Centri documentazione AGESCI.
L’esterno
Soprintendenza archivistica regionale
Abbiamo iniziato l’iter per il riconoscimento dell’Archivio come “di notevole interesse storico”.
Contributi economici e servizi
Abbiamo ricevuto contributi da:
•
Assessorato regionale ai Beni Culturali, Ambientali e Pubblica Istruzione;
•
Centro Servizi per il Volontariato Etneo;
•
Cooperativa La Nuova Zagara arl.
Intendiamo continuare a consolidare rapporti di collaborazione con gli organi universitari, ecclesiastici e istituzionali.
I progetti futuri
I prossimi impegni più importanti saranno:
 la realizzazione degli atti dello stage «Lo ‘storico’ nello scautismo» l’iniziativa ha destato l’interesse della
cattedra di “Storia dell’associazionismo giovanile” del corso di laurea di Scienze dell’educazione dell’Università
degli Studi di Verona che intenderebbe inserirli nel piano di studi;
 un’analisi sull’incidenza dello scautismo delle principali associazioni presenti in regione rapportata al territorio
di riferimento;
L’elenco delle altre pubblicazioni previste nel prossimo futuro è pubblicato sul sito web del Centro.
Il Comitato scientifico su mandato del Consiglio regionale sta ideando le celebrazioni per il prossimo Centenario
dello scautismo in Sicilia per il 2010. Si conta di riproporre la collaborazione con il Settore Internazionale come per
il 2007.
Inoltre si dovrà ancora organizzare il materiale raccolto durante il centenario per metterlo a disposizione di tutti e
implementare la mostra espositiva.
Antonio Scalini, Incaricato al Centro Studi e Documentazione
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
31
Relazioni del Comitato
“Siate il cambiamento che volete vedere avvenire nel mondo”
(Mohandas Gandhi)
RELAZIONE AREA METODO
Premesso che sto “imparando facendo” il ruolo dell’ICM che, per me, non è ancora ben definito.
In questo mio primo anno ho tentato di essere presente a tutti gli eventi e, quando mi è stato richiesto, oltre a quando
era mio dovere istituzionale, ho portato il mio contributo.
Sicuramente assolvere a tutti i compiti dovuti al ruolo istituzionale non è certo facile specie quando manca il partner
associativo, l’ICM femminile, con la quale poter confrontarsi e decidere. E questo è sicuramente stato un punto di
debolezza.
Il punto di forza è sicuramente avere trovato degli incaricati di Branche e Settori che conoscono il loro mestiere e
portano avanti il loro impegno associativo con serietà ed impegno e hanno veramente voglia di collaborare e delle
Pattuglie veramente motivate.
Detto questo, tutti, branche e settori, hanno operato guardando al vecchio progetto regionale, e tentando di contribuire
all’approfondimento delle tematiche associative, pedagogiche e metodologiche, vedendo come ultimo evento di grande
partecipazione gli ultimi Laboratori/Bazar del 7 e 8 marzo scorso.
Negli anni passati erano poche le attività che impegnavano i Capi della Regione, oggi si sono sviluppate parecchie
attività, alle quali tutti guardiamo favorevolmente.
Manca ancora una integrazione forte fra le attività di alcuni settori e le branche e questo credo sarà l’impegno
dell’”area metodo” nei prossimi anni.
La relazione dell’area metodo non può prescindere dalle relazioni delle singole branche e dei settori che qui sono
riportate per farne parte integrante ed essenziale e che sono pienamente da me condivise.
Un ringraziamento personale a Sara Damino per tutto ciò che ha fatto per la Branca E/G, ed un ringraziamento doveroso
per Monica Grieco che sta assolvendo a due ruoli associativi: Incaricata Regionale di Branca e componente la Pattuglia
Nazionale di Branca R/S.
Roberto Tarantello
RELAZIONE DELLE BRANCHE 2008-2009
32
L/C
E/G
R/S
L’anno associativo trascorso, oggetto
della presente relazione, è stato
l’anno di passaggio dal vecchio al
nuovo
progetto
regionale,
caratterizzato, quindi, da attività già
previste in calendario regionale e
nazionale e/o volte alla continua
formazione e all’incontro con i capi
della Branca LC, attività di “lettura
dello stato” della branca al fine di
trarre alcune indicazioni utili per il
nuovo progetto regionale.
Varie sono state le occasioni di
incontro e scambio con i capi
siciliani,
sia
attraverso
la
partecipazione ad eventi specifici sia
grazie alla presenza della pattuglia
regionale presso alcune zone negli
incontri di branca.
La pattuglia regionale quest’anno ha
concentrato maggiormente i propri
sforzi
puntando
sull’aspetto
elaborativo
senza
trascurare
minimamente tutte quelle attività e
eventi per capi che oramai sono
diventati appuntamenti fissi sempre
molto partecipati (sia in termini
numerici che nella sostanza) e con un
occhio agli obiettivi del vecchio
Progetto Regionale che abbiamo
voluto in alcuni casi riprendere ed
approfondire.
L’anno passato ci ha visti impegnati
su tre fronti contemporaneamente:
• Il primo riguarda i rapporti con il
centrale e con la pattuglia
nazionale. Dopo questi mesi di
lavoro possiamo affermare che
oggi la Sicilia ha, a livello
nazionale, un determinato peso,
la chiamata di Monica in Pattuglia
Nazionale avvalora tale tesi, e che
i pensieri metodologici della
nostra regione vengono tenuti in
giusta considerazione.
“CONTRIBUIRE
ALL’APPROFONDIMENTO DI
TEMATICHE PEDAGOGICHE E
METODOLOGICHE”
I laboratori di branca sono sempre
stati i luoghi privilegiati per il
confronto
e
l’elaborazione
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
Siamo
infatti
coinvolti
pienamente
nell’organizzazione
del convegno Epppi, nel quale
saremo
la
regione
più
rappresentata in forza dei nostri
associati ma e degli eventi che
FORUM NAZIONALE DELLE
PATTUGLIE L/C 31-05/2-06 2008 Bracciano
Il Forum è nato per rispondere ad
un’esigenza dell’Associazione raccolta
da un obiettivo specifico del Progetto
nazionale: «Avviare un percorso di
verifica
dell’attuale
progressione
personale in Branca L/C, allo scopo di
valutarne l’attualità, con particolare
riferimento
alla
durata
della
pista/sentiero».
Nel tempo precedente il Forum è stato
realizzato un lavoro in regione per
fare il punto sul percorso di verifica
relativo alla Progressione Personale
con uno sguardo particolare al gioco
delle Prede e degli Impegni all’interno
di una visione più ampia della Pista e
del
Sentiero
scattando
una
“fotografia”, ossia la sintesi della
situazione reale, sulle modalità di
utilizzo del suddetto strumento
metodologico nei branchi e nei cerchi
siciliani.
L’obiettivo e il conseguente lavoro del
Forum è stato quello di compiere
un’attenta verifica dell’attuale gioco
delle prede/impegni; quindi sono stati
individuati i punti di forza e i punti di
debolezza dell’attuale sistema del
gioco
delle
prede/impegni,
elaborando
quali
elementi/caratteristiche aiutano o
ostacolano un determinato obiettivo.
È stata un’importante occasione di
confronto
e
di
crescita
ed
un’opportunità per contribuire al
lavoro in atto in Branca LC portando
l’esperienza e la realtà della nostra
regione. Molte le tematiche emerse e
gli
spunti
di
riflessione
ed
approfondimento:
ci
sentiamo
chiamati a continuare il lavoro già
intrapreso sulla Pista e il Sentiero in
B/C approfondendo anche gli altri
strumenti
della
Progressione
Personale così come individuato al
Forum.
PICCOLE ORME 2008 PER L/C
27 – 31/08/2008
Le piccole Orme si sono svolte dal 27
– 31 agosto 2008 in 7 località
differenti della Sicilia ed hanno visto
la partecipazione di oltre 200 lupetti
e
coccinelle
provenienti
prevalentemente dalla Sicilia.
I campi sono stati progettati e
programmati insieme con i capi
campo individuati.
metodologica, sono stati spazi entro i
quali, centinai di capi, hanno dato
sfogo alla loro voglia di discutere di
strumenti della metodologia ma anche
di ascoltare altri parlare di cose che
alla fine soddisfano i loro bisogni di
educatori scout (tematiche che si
legano con l’esperienza di servizio che
stanno svolgendo).
Dall’esperienza del laboratorio sullo
“Scouting” (marzo 2008), la pattuglia
E/G ha realizzato un documento dal
titolo “Lo Scouting” che racchiude
una serie di riflessioni e suggerimenti
per capire meglio questo elemento del
metodo, molto spesso ricondotto
molto “al fare” e poco “all’Essere”
(pensiamo che ci debba essere un
giusto equilibrio in questa cosa).
Molto interessante è stato il 7 e l’8
marzo 2009 il laboratorio sul Capo
Squadriglia.
Anche in quell’occasione, oltre ad
approfondire il ruolo del Capo Sq.
nelle vita del reparto, è stato
presentato molto bene la figura
dell’adolescente di quell’età chiamato
a essere un “leader responsabile”,
una persona alla quale dare
“fiducia”, cosa che purtroppo in altri
contesti non avviene.
“CONTRIBUIRE ASSIEME ALLA
FORMAZIONE CAPI E AGLI INCARICATI
AL COORDINAMENTO METODOLOGICO
ALLA DIFFUSIONE DELLA
RIFLESSIONE PEDAGOGICA E
METODOLOGICA”
Continua la collaborazione con la
Fo.Ca. regionale sempre attenta alle
dinamiche e agli aventi proposti dalla
branca, prova ne è l’importante
presenza di formatori eg all’ultimo
laboratorio (erano presenti tutti i capi
campo dei CFM EG). Ma, da
sottolineare, anche l’impegno della
Pattuglia Regionale EG che è
capillarmente presente in tutti gli
staff dei Campi di Formazione per capi
proposti in regione. Riteniamo che
questa è la condizione essenziale per
garantire pienamente la corretta
diffusione della riflessione pedagogica
e metodologica posta in atto dalla
branca eg ai vari livelli.
“ELABORARE MODALITÀ DI
MONITORAGGIO E DI VERIFICA DELLA
QUALITÀ DELLA FORMAZIONE AL
METODO”
riusciamo
a
realizzare
sia
quantitativamente ma soprattutto
qualitativamente.
Siamo inoltre coinvolti a pieno
titolo
nella
riscrittura
del
regolamento metodologico, dove
stiamo cercando di portare
all’attenzione di tutti le necessità
e i problemi che i capi siciliani
vivono e ai quali stiamo cercando
di dare risposte metodologiche.
• Il secondo fronte sul quale
abbiamo lavorato è la formazione
dei capi RS. Questo è purtroppo
un lato molto dolente della
branca. Noi abbiamo iniziato a
lavorare effettuando incontri
metodologici nelle varie zone e
poi abbiamo riproposto un
incontro formativo per capi.
Tale incontro ha visto la
partecipazione di circa 70
persone. Poche se si considerano
quanti capi svolgono servizio in
RS, e considerando a quanti capi
farebbe bene confrontarsi sugli
aspetti metodologici, tanti se si
considera che da anni sotto tale
aspetto la branca è stata ferma.
Questo anno ci siamo dedicati alla
catechesi in RS e su come gli
strumenti metodologici possono
aiutarci in tale percorso formativo
di scelte nei confronti dei nostri
ragazzi.
Il percorso formativo iniziato
l’anno scorso con la PP e i suoi
strumenti e proseguito questo
anno con la scelta di fede, fanno
parte di quel progetto che ci
siamo dati tre anni fa quando ci
siamo accorti che il problema più
grande che i capi si trovano ad
affrontare è il guidare i ragazzi a
fare delle scelte importanti che li
conducano alla Partenza.
In questa ottica crediamo che
tutti dobbiamo lavorare affinché il
confronto
metodologico
e
l’approfondimento della propria
conoscenza diventi patrimonio
personale di ogni capo. Manca,
infatti, secondo noi, attualmente
in
branca
il
senso
di
appartenenza, la voglia di
confrontarsi, di guardare oltre il
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
33
Relazioni del Comitato
Sono state realizzate sia riunioni di
verifica degli eventi precedenti,
effettuate ad inizio dell’anno scout,
tra i capi campo e gli staff che hanno
gestito i campi e tra i capi campo e
gli incaricati regionali, il referente
regionale Piccole Orme e la Pattuglia
regionale L/C, che riunioni di
progettazione e programmazione
durante l’anno per la realizzazione
degli eventi 2008.
Il lavoro che si è intrapreso negli
ultimi anni, e che si sta continuando
a fare, coinvolgendo sempre più i capi
campo e gli staff delle Piccole Orme, è
quello di progettare e di programmare
i campi in conformità alle linee guida
che negli ultimi anni sono emerse dal
lavoro fatto a livello nazionale da
tutti i Referenti Regionali Piccole
Orme, con particolare attenzione a
rendere l’evento sempre più un
passaggio
importante
per
la
Progressione Personale dei lupetti e
delle coccinelle che vivono l’ultimo
momento della loro pista/sentiero.
Inoltre da un’osservazione degli
elenchi
degli
iscritti,
anche
confrontati con quelli degli anni
precedenti, ci sembra che siano
sempre gli stessi gruppi a proporre
l’evento ai loro bambini
In tal senso, alla luce delle
osservazioni e delle riflessioni fatte
durante i campi e durante le riunioni
di verifica e programmazione, si è
scelto di proporre ai partecipanti ai
Cantieri
Regionali
svolti
a
Caltanissetta il 7-8 marzo 2009,
un’attività per far conoscere loro i
campi che si realizzano in Sicilia e la
valenza educativa che ciascun campo
può avere per i lupetti e le coccinelle.
Tale attività è stata progettata e
realizzata dai capi campo delle Piccole
Orme con il supporto dei relativi staff
e della Pattuglia Regionale L/C.
INCONTRO REGIONALE PER CAPI
CERCHIO: “IL SIMBOLISMO”
25/01/2009 – Caltanissetta.
Già dall’anno precedente è stato
intrapreso un percorso per i capi
cerchio con l’intento di favorire
l’incontro, la formazione e lo scambio
di esperienze nei cerchi siciliani.
Questo secondo incontro, che a
differenza del primo ha visto un
numero di partecipanti decisamente
inferiore, è stato caratterizzato da
34
In questi ultimi anni siamo stati
molto impegnati a seguire la corretta
attuazione del Sentiero nei reparti e
in questo siamo stati agevolati dalla
griglia di verifica elaborata dagli
Incaricati Regionali e dalla Pattuglia
Nazionale EG. Il ritorno che abbiamo
avuto in pattuglia e poi girato al
Nazionale
dei
questionari
che
riguardavano la seconda fase del
monitoraggio, è stato solo da parte
del 50% delle zone. Invitiamo per il
futuro una maggiore attenzione da
parte degli staff di reparto alla
condivisione delle informazioni con i
livelli superiori (Zona-Regione) per un
più qualificato riscontro di ciò che
facciamo; vorremmo evitare che tra 20
anni ci fossero 20 modi diversi di fare
Progressione Personale in branca eg.
Anche i Campi di Specialità in Regione
sono stati coinvolti in questa attività
di monitoraggio, infatti, con la
compilazione di un questionario da
parte dei ragazzi, avremo la loro
percezione sul nuovo Sentiero (dati in
elaborazione), ma anche fare un
punto su questi eventi. Ma non solo i
ragazzi sono stati chiamare a dare un
contributo per migliorare la proposta,
anche gli staff dei Campi di Specialità
sono
stati
impegnati
nella
compilazione di un questionario
sempre con l’obiettivo di verificare
l’effettiva uniformità di tutti i campi
svolti in regione e porre in atto
eventuali aggiustamenti. Il 97 % degli
staff ha risposto al questionario e
abbiamo girato il riepilogo al
Nazionale (il risultato è pubblicato sul
sito regionale). Questo conferma che
la pattuglia regionale è attenta e
segue gli staff dei campi di specialità,
affinché la proposta sia sempre
adeguata alle aspettative dei ragazzi.
proprio orticello.
È proprio partendo da queste
considerazioni
che
stiamo
studiando
un
percorso
di
coinvolgimento di tutti i capi RS,
ed è per questo che chiediamo a
tutti di impegnarsi affinché chi
svolga servizio in RS, e non solo
ovviamente, dedichi un po’ del
proprio tempo al confronto e alla
propria formazione metodologica.
• Abbiamo lavorato sugli eventi per
ragazzi realizzando gli EPPPI
2009, e gli altri campi per RS
(campo EPC; Ross; Cantiere
Nazionale).
Abbiamo anche iniziato a pensare
ad un progetto di un evento
regionale per il 2010, quale può
essere un Challenge e che si
concluda a Maggio nella giornata
dei giovani siciliani che la CESI
sta organizzando ad Agrigento.
“PROPORRE AL COMITATO INIZIATIVE
ED EVENTI SPECIFICI DELLA BRANCA”
Sono stati realizzate attività per
ragazzi e altre lanciate a inizio anno.
I Campi di Specialità crescono come
numero sia in termini di eventi e sia
in
termini
di
partecipazioni.
Quest’anno hanno partecipato oltre
450 eg per 59 specialità in calendario
e su 15 luoghi differenti. Siamo
sempre più convinti che la vera chiave
del successo dei campi di specialità è
riconducibile al coinvolgimento delle
zone e dei capi reparto delle zone,
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
Monica Grieco e Francesco Licata
due principali contenuti: il primo di
tipo formativo sul valore del
“simbolismo” nell’educazione dei
bambini; il secondo di tipo
organizzativo poiché sono state
gettate le basi per la realizzazione del
Volo regionale per le coccinelle del
prossimo giugno, evento già ideato lo
scorso anno.
La branca LC siciliana vuole
mantenere vivo l’interesse per
l’Ambiente Fantastico Bosco e ciò
incrementando la “rete” che dallo
scorso anno si è costituita.
Continua la voglia da parte dei capi
cerchio di incontrarsi fra loro: ciò sarà
concretizzato sia per ulteriori spunti
di formazione ed approfondimento
che per la preparazione del Volo
regionale.
CANTIERE REGIONALE PER CAPI B/C: “LA
SINFONIA DELLA PROGRESSIONE
PERSONALE” (“…altri strumenti di
progressione personale”)
7-8/03/2009 – Caltanissetta
Il cantiere realizzato ha visto la
partecipazione di oltre 100 capi della
branca L/C.
Il tema scelto continua un lavoro già
iniziato dalla branca negli anni
precedenti, in regione come a livello
nazionale,
di
riflessione
sulla
Progressione Personale.
In particolare, dopo aver lavorato
sulla Pista e sul Sentiero del Lupetto e
della Coccinella, si sta approfondendo
il confronto e la riflessione sugli
strumenti del metodo che completano
la Progressione Personale dei bambini.
All’evento i capi divisi in due Cantieri
si sono confrontati sulle Specialità e
sul Consiglio degli Anziani; poi, come
già detto, sullo strumento Piccole
Orme.
Le modalità di lavoro proposte hanno
consentito in un primo momento il
confronto e l’approfondimento dello
strumento metodologico trattato per
poi passare, in una seconda fase nei
gruppi di lavoro, alla simulazione
dell’uso dello strumento attraverso
l’elaborazione di schede che partono
dall’analisi e dai conseguenti obiettivi
educativi individuati per il singolo o
per l’intera comunità per poi arrivare
alle modalità di uso degli strumenti
stessi.
In questo evento la Pattuglia
Regionale LC e i Formatori LC presenti
ecco perché auspichiamo sempre
questa collaborazione.
Altro appuntamento che è diventato
una tradizione della branca eg è il
Campo dei Guidoncini Verdi Sicilia. Il
desiderio di conquistare la specialità
di squadriglia pensiamo sia entrato in
tutte le sedi e se non tutti arrivano a
conquistare
l’ambito
guidoncino
verde, resta il fatto che lo strumento
è stato rivalutato ma che soprattutto
l’Impresa è diventata un modo di fare
le cose sia in squadriglia e sia in
reparto. Quest’anno abbiamo voluto
legare alla conquista della specialità
di squadriglia anche un concorso che
alla fine premiasse il Diario di Bordo
più ben fatto. Questo perché
vorremmo abituare i ragazzi a non
trascurare, i dettagli, la presentazione
delle imprese realizzate e a stimolare
la fantasia nel cercare un modo
originale di raccontare le avventure
vissute.
“CURARE IL RAPPORTO CON I SETTORI
IN RELAZIONI ALLE NECESSITÀ DELLA
BRANCA”
Per questa cosa si è fatto poco o
niente, eccezion fatta per il Settore
Nautico con il quale abbiamo
condiviso ogni iniziativa che vedesse
coinvolta la branca. Ricordiamo tra
tutti il Fratelli della Costa del giugno
del 2008 dove hanno partecipato un
centinaio tra capi squadriglia e
vicecapi squadriglia sia dei reparti
nautici e a indirizzo nautico e sia di
altri reparti che hanno voluto vivere
una nuova esperienza. Nella stessa
data dei campi di specialità è stato
anche realizzato un campo di
avviamento alla Nautica a Catania per
eg.
Infine, le dimissioni per motivi
personali dell’Incaricata Regionale,
vogliamo ringraziare Sara Damino per
l’impegno, la disponibilità ed il senso
associativo
che
ha
saputo
testimoniare in tutti questi anni.
Vincenzo Semprevivo
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
35
Relazioni del Comitato
hanno lavorato insieme per favorire
l’approfondimento
metodologico
durante il cantiere; ciò è avvenuto
avendo dapprima condiviso, discusso
ed analizzato la proposta per i
partecipanti, poi, nella fase dedicata
ai gruppi di lavoro, riuscendo a
coordinare, gestire e monitorare
l’andamento dell’attività.
Le modalità di lavoro pensate per
coinvolgere pienamente i partecipanti
e costruire con loro il cantiere
ci hanno consentito di “osservare”
uno spaccato dei capi della branca: ci
sembra che ci sia un buon livello di
conoscenza degli strumenti ed ancora
qualche difficoltà nell’uso mirato di
questi sulla base dei bisogni dei
bambini e degli obiettivi educativi.
Nicoletta Tringale - Francesco Caramagno
RELAZIONE SETTORI 2008-2009
36
EPC
INTERNAZIONALE
FB
Il settore ha completato i progetti in
corso:
- due botteghe per la branca R/S
- incontri con le zone per esporre e
discutere il nuovo piano operativo
- supporto nel periodo estivo, per
oltre tre mesi, nei centri di
accoglienza sul territorio
- nello stesso periodo, come
associazione e settore, risposta
piuttosto debole alla richiesta di
capi nell'attività di gemellaggio
per antincendio proposta dal
Dipartimento
Regionale
di
Protezione Civile a Custunaci
- alcune zone hanno fatto il servizio
avvistamento incendi
- ottima risposta all'attività del
centenario del terremoto del 1908
a Messina. Sebbene attivati in
ritardo
rispetto
le
altre
associazione abbiamo coperto i
ruoli richiesti e messo in campo
circa 50 tra capi ed r/s in servizio
durante tutta l'attività
- il campo regionale EPC x R/S si è
svolto come di consueto alla base
di Siracusa, quest' anno abbiamo
avuto doppio mandato, prima del
campo è nata la necessità ed è
stato richiesto un campo parallelo
per capi, rivolto alle pattuglie di
zona. Tra staff ed allievi sono stati
coinvolti circa 70 capi e ragazzi,
alla verifica si è potuto riscontrare
Dal progetto regionale 2004-2008
“ in questi anni ci siamo interrogati
sulla validità del metodo, abbiamo
parlato di cicli vitali, abbiamo
analizzato nei nostri incontri capi
alcuni strumenti, arrivando sempre alla
stessa conclusione: se il metodo è
utilizzato bene è efficace perché
risponde alle esigenze primarie dei
bambini (gioco, ambiente fantastico),
dei ragazzi (l’avventura, l’ideare nuove
cose, il gioco) e infine dei giovani
(sentirsi parte di tutto il mondo, lo
spingere ogni giorno più in là i confini
del nostro giardino).
Carissimi, nel fare un bilancio
dell’esperienza vissuta l’anno scorso
è bene partire dal programma
pensato all’assemblea precedente.
Nei fatti, non è stato possibile
effettuare
tutte
le
attività
programmate.
Infatti bene possiamo raccontare
dell’esperienza della bottega della
fantasia: evento collocato ormai
all’interno del programma regionale
della branca r/s e che ha visto la
partecipazione di rovers e scolte
provenienti da tutta la Sicilia.
Riteniamo che l’obbiettivo (far vivere
a r/s momenti di servizio a diretto
contatto con i disabili per elaborare,
anche, riflessioni sul concetto di
“persone
diverse)
sia
stato
raggiunto; e i ragazzi abbiano
elaborato un pensiero diverso del
disabile.
Una riflessione a sé va fatta circa la
formazione dello staff per l’evento,
tenuto conto che si tratta sempre di
un’attività inserita negli eventi di PP
individuale.
L’attività
esperienziale
di
conoscenza con gli r/s che si
accingono a vivere l’esperienza del
pellegrinaggio a Lourdes si è
esaurita con una giornata di attività
piuttosto che un pernottamento
(così come era stata pensata) a
causa della scarsa partecipazione
“CITTADINI DEL MONDO”
Obiettivi generali :
- educare
alla
dimensione
internazionale dello scautismo.
- Essere promotori di cultura
internazionale.
Obiettivi specifici :
* collaborazione con le tre branche
per individuare percorsi educativi
sui
temi
della
dimensione
internazionale
e
della
multiculturalità.
* collaborazione con la formazione
capi per la definizione di attività
sempre sulle stesse tematiche, da
inserire nei CFM delle diverse
branche.
*
Analisi
delle
esperienze
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
il buon risultato dell'evento.
Il settore, all'incontro con il
nazionale, ha garantito, per il 2009,
almeno tre campi bosco, campi in
collaborazione con il Dipartimento
Nazionale di Protezione Civile, che
l'anno scorso, per vari motivi, non ha
avuto il risultato sperato. Quest' anno,
forti della passata esperienza, è
possibile garantire la riuscita di
almeno tre campi distribuiti sul
territorio siciliano.
Con l'apporto di Pietro Ferrato, il
settore ha fatto un balzo in avanti
con le attività radio, pur gemellate
con il settore internazionale, tutte le
stazioni (8) operative per il jamboree
on the air erano gestite e coordinate
da operatori (capi) del settore EPC,
anche
l'organizzazione
ed
il
monitoraggio video di tutto l' evento
è stato coordinato da Pietro Ferrato,
collaborato dai capi EPC che seguono
il settore radio.
È in fase di attuazione l'installazione
di un server e di una postazione pc in
segreteria
che
permetterà,
inizialmente solo al settore, poi a
tutta la regione, l'attività di
comunicazione in tempo reale
(incontri e passaggi di documenti
attraverso il server installato in
segreteria).
Pensiamo di rendere operativo il tutto
entro il 2009.
Gaetano Di Mauro
*
*
*
*
*
internazionali vissute dai nostri
ragazzi.
Migliorare la comunicazione e
l’informazione a livello regionale (
sito, mailinglist, Sicilia scout ).
Rispondere con l’impegno educativo alle
chiamate urgenti d’intervento che
provengono dalla nostra società
(intolleranza,
pregiudizio,
emarginazione, presunto primato di
civiltà o di religioni…..).
Fornire supporto e formazione
specifica su temi importanti e
attuali
(solidarietà,
giustizia,
sviluppo sostenibile, globalizzazione,
cooperazione).
Far vivere la gioia dell’incontro e
apprendere modelli di relazione
nuovi alle nostre comunità.
Rilanciare sempre e comunque la
centralità dell’uomo di fronte a
ogni altro meccanismo o sistema
che lo spinge ai margini o lo
schiaccia.
Durante quest’anno ci siamo posti
come
settore
alcuni
obiettivi:
innanzitutto essere di riferimento sul
territorio
per
facilitare
scambi
gemellaggi tra gruppi italiani ed esteri,
essere
divulgatori
di
contenuti
educativi alle branche sui temi
dell’interculturalità e della diversità, ed
essere
promotori
di
cultura
internazionale. Particolare attenzione
abbiamo dedicato alla diffusione di
notizie sugli eventi e campi a livello
internazionale attraverso la pagina
web. Abbiamo avviato la collaborazione
con le branche E/G ed R/S vorremmo
riuscire a coinvolgere con contenuti
appropriati anche la branca L/C. Non
siamo ancora riusciti a proporre
qualcosa alla formazione capi, è in
atto una un dialogo con gli incaricati
FoCa per inserire negli eventi di
formazione
regionali
contributi
sull’educazione alla mondialità e alla
dimensione
internazionale
della
fraternità scout. Sicuramente siamo
riusciti a dare un po’ di visibilità ad un
settore
“in
ombra”,
abbiamo
conquistato uno spazio ponendoci al
“servizio” dei nostri ragazzi.
degli r/s.
Altra attività pensata ma non svolta
è il pellegrinaggio al santuario
mariano come conclusione dell’anno
giubilare:
riteniamo
che
un
momento
di
condivisionepellegrinaggio-preghiera
sia
fondamentale
per
la
nostra
comunità, rammaricati per l’attività
non portata a termine, si riproporrà
per l’anno in corso.
Se purtroppo la nostra Comunità non
è cresciuta numericamente, però si
trova cresciuta dal punto di vista
esperienziale per questo è sempre
più rivolta ed accettata all’esterno
sia nei rapporti con l’Agesci Sicilia,
che all’interno della comunità
Nazionale Foulards Blancs.
Per quanto attiene ai rapporti
istituzionali con l’AGESCI possiamo
dire che si è continuato, così come
gli anni precedenti, a partecipare
agli incontri nazionali e alle
riunioni regionali in modo costante
e ciò a consentito una maggior
presa di credito del nostro settore
all’interno dell’associazione.
Per quanto riguarda i rapporti con
il MASCI questi sono stati
mantenuti a livello regionale in
considerazione
del
loro
coinvolgimento.
Siamo consapevoli del lavoro che le
singole Comunità locali nel loro
territorio
effettuano
(incontri
mensili, celebrazione 11 Feb., luce
della pace, servizio, …); riteniamo
però forse sia necessario che ci sia
una costante collaborazione e
scambio per meglio “accorciare le
distanze”.
Nella programmazione del nuovo
anno riteniamo essenziale dover
ripartire da una presa di coscienza
e consapevolezza della Comunità
regionale per cercare di crescere e
puntare più in alto.
Francesca, Roberto e don Leonardo Alessi
“Ci impegniamo a formare cittadini del
mondo ed operatori di pace, in spirito
di evangelica nonviolenza, affinché il
dialogo ed il confronto con ciò che è
diverso da noi diventi forza promotrice
di fratellanza universale.”
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
37
Relazioni del Comitato
Con questo spirito ci siamo mossi in
stretta intesa con l’incaricato al
metodo,le branche e gli altri settori.
Salvo Di Maria
PACE NONVIOLENZA E SOLIDARIETÀ
Attività 2008/2009
Iniziando un po’ a percorrere il mio sesto anno di mandato e di servizio al settore PNS, non posso che sottolineare che
sono in aumento le Zone, i Gruppi e i capi educatori che si interessano sempre maggiormente ai temi trattati e alle
proposte per l’Educazione alla Pace e l’Educazione alla Giustizia e alla Legalità. La coscienza dei siciliani capi dell’Agesci
si sta riscoprendo forte di tanta sensibilità, anche se ci sono sacche di resistenza e di apatia verso proposte che sono
fondanti della scelta del capo e dell’analisi approfondita del Patto Associativo.
In merito alla pattuglia regionale PNS, vorrei precisare inoltre che, tranne per qualche elemento, essa si compone e
poggia sulla disponibilità di capi di vari gruppi che svolgono servizio per un dato evento specifico e poi ritornano a fare
il servizio normale nella propria unità. Non è mai esistita una struttura fissa come non è mai stata una pattuglia
numerosa, anche per problemi logistici. Ho tuttavia ritenuto importante coinvolgere sempre quante più persone
possibili tentando di evitare il rischio di fregiarsi di un’appartenenza fine a se stessa spesso anche priva di contenuti.
COSA E’ STATO FATTO
Marzo 2008/Marzo 2009:
Marzo 2008 AVOLA(SR) Bottega della Fantasia “E sia pace nella terra”. Collaborazione con la Branca RS,
organizzando per la terza volta consecutiva una Bottega della Fantasia, sul tema della Memoria dell’Antimafia e della
Pace tra i popoli, con testimoni locali significativi (Giovanni Vaccarisi ex-educatore Agesci Avola3 invitato come
commerciante che aveva negli anni ‘90 denunciato il pizzo ad Avola, P. Di Rosa sociologo e responsabile della Scuola
Diocesana di Mediazione) che hanno stimolato la discussione; significativa anche la collaborazione con il
Coordinamento Provinciale di LIBERA Siracusa (Pino Pennisi). Buona la partecipazione di RS da tutta la Sicilia (da
Cinisi-PA a Messina, per un totale di più di 20 RS). Coinvolti per la Logistica Capi dell’Avola3 e RS del Noto1.
La bottega è da anni itinerante proprio perché abbiamo voluto scegliere dei posti significativi per i ragazzi. Infatti il
primo anno a Gravina di Catania (nella Segreteria Regionale), bene confiscato al “Clan” Santapaola, (ospiti Claudio Fava,
Dario Montana e P.Marcello Pulvirenti AE della Zona Galatea). Il secondo a Partinico (PA) presso la Cooperativa Sociale
“NOE” (NO Emarginazione) di LIBERA-Terra, bene confiscato al “Clan” Madonia, con il coinvolgimento nella Co.Ca. del
Partinico 2 per la logistica.
19 Luglio 2008 Palermo. Per il quarto anno consecutivo, animazione per bambini in Via D’Amelio col gioco “KAA della
Legalità” in collaborazione con l’incaricata PNS della Zona Conca D’Oro (Rosita
ad un’ottima partecipazione del Catania 14 (Branco, Reparto e Clan) e di gruppi più lontani come i Clan dell’Augusta 2,
Lentini 1, Noto 1, Modica 1, Enna 1, Gela 4 o un po’ più vicini come il Clan Zafferana Etnea 1.
Da questo incontro molti Clan faranno nascere delle collaborazioni con LIBERA. Infatti come ci dicevamo all’incontro
questi momenti non sono solo un modo per conoscere il dramma di famiglie che hanno avuto dei lutti ma sono anche
uno stimolo a fare degli incontri analoghi presso le comunità di appartenenza e nelle proprie città in collaborazione di
Associazioni come LIBERA-Catania o altri Cordinamenti provinciali di LIBERA, ove esistenti.
L’incontro è stato anche organizzato e inteso come un piccolo passo di “avvicinamento” al 19 Marzo a Casal di Principe
(XV dall’assassinio di Don Peppe Diana), e 20 e 21 Marzo a Napoli (XIV Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno
in ricordo di tutte le vittime delle mafie).
28 Febbraio - 1 Marzo 2009 Gela (CL) Bottega della Fantasia “Per amore del mio popolo non tacerò”. Quarta
“Bottega itinerante” con persone significative (Rosario Crocetta Sindaco della città di Gela e Renzo Caponetti
Ass.Antirachet di Gela), e testimonianze di capi-scout (Enrico Acia, ex-educatore Gela4 ed ex Consigliere Provinciale) o
gelesi che vogliono riscattare la città con azioni dal basso e con azioni collettive (Enzo Madonia ex-capo Gela4, oggi
Responsabile del CesvoP di Gela e Ottavio Mussari, giovane regista). La partecipazione degli RS è stata oltre le 20 unità
con ragazzi provenienti da varie zone della Sicilia, da Acireale (CT) a Capaci (PA). Per la logistica sono stati coinvolti
capi del GELA4 e capi del Noto1.
INIZIATIVE in CANTIERE:
Organizzazione autobus partenza da Catania, per partecipare al 19 Marzo 2009 a Casal di Principe (CE), per i XV anni
dell’assassinio camorristico di Don Peppe Diana (AE AGESCI Campania e Foulards Blanc), 20 e 21 Marzo Napoli per la
XIV edizione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo di tutte le vittime delle mafie” di LIBERA e
Avviso Pubblico.
Stiamo puntando a dei prezzi “popolari” per permettere ad un maggior numero di nostri ragazzi e capi di essere presenti
all’evento visto l’importanza che ricopre per noi dell’AGESCI.
La partecipazione a questi eventi non ricopre un mero scopo di memoria “cristallizzata”, quanto di memoria viva e
38
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
vivace e ricca di iniziative inerenti all’educazione e al “fare memoria”. Col settore PNS non siamo riusciti purtroppo a
fare altre iniziative nella Sicilia Occidentale. Ci riproponiamo di essere più incisivi in futuro sottolineando a tale
proposito che sarebbe forse opportuno nominare due incaricati PNS per la Sicilia, un incaricata/o per sensibilizzare la
parte Occidentale e uno/una per la parte Orientale.
Ci piacerebbe infatti riuscire ad organizzare un’iniziativa il 2 Aprile 2009 a Trapani, per l’anniversario della strage di
Pizzolungo, dove morirono al Signora Barbara Rizzo Asta e i suoi due bambini di 6 anni Giuseppe e Salvatore, invitando
le Zone limitrofe alla Zona Elimi a partecipare non solo alla mattina ma anche agl’incontri del pomeriggio/sera col
Coordinamento di LIBERA di Trapani. Contiamo di proporre questa idea di attività come settore PNS regionale in
collaborazione dell’Incaricato di Zona al PNS e al Comitato di Zona, affinché si prenda sempre più coscienza delle
vittime delle proprie città d’origine senza essere superficiali o disinteressati dei fatti accaduti nelle città della nostra
martoriata isola.
Per il 2009/2010 ci dovrebbe essere la Marcia della Pace “Perugia-Assisi”, l’utilizzo del condizionale è d’obbligo perché
ci sono dei problemi all’interno del Coordinamento della “Tavola della Pace” e anche i vertici dell’AGESCI ne vogliono
capire i motivi, quindi si ipotizzava forse uno slittamento alla primavera del 2010.
Per altre info si rimanda a dopo l’incontro dell’Area Metodo a Giugno del 2009.
Giovanni Mannino (Inc.Reg.Settore PNS – Referente Reg.per LIBERA)
AMBIENTE
In questo primo anno di ripresa del settore, l'attenzione è stata posta in primo luogo all'ascolto della realtà della regione
attraverso la partecipazione agli incontri previsti (assemblea, convegno capi, comitati allargati, consigli reg.) e ai
conseguenti contatti personali che da questi sono scaturiti. Ciò ha permesso di
redigere un programma, di individuare come obiettivi prioritari il migliorare, nei capi, la consapevolezza dei termini della
problematica "ambiente" e del ruolo che l'educare può giocare per il futuro del pianeta.
A questo scopo presto sul sito regionale saranno disponibili i primi "documenti" storici elaborati prevalentemente
nell'ambito delle Nazioni Unite, dei Ministeri dell'Istruzione e dell'Ambiente, associativi; tutti utili per costruire una
"cultura" che consenta poi di individuare azioni educative appropriate.
In secondo luogo è stato ripreso il dialogo con le altre associazioni scout (Masci, CNGEI, FSE) per elaborare il testo per
una possibile "Intesa" con la Regione Sicilana finalizzata ad un utilizzo responsabile dei luoghi all'interno delle aree
protette della regione.
Allo stato attuale, per i contatti avuti anche con i funzionari dell'assessorato, sembra possibile andare direttamente
all'elaborazione di un"disegno di legge".
Il bilancio e quindi positivo anche per la possibilità che si è aperta di collaborazione, in alcuni ambiti, con le altre
associazioni scout.
Pippo Vitali
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
39
Relazioni del Comitato
RELAZIONE FOrmazione CApi (FO.Ca.) 2008
“B.P. Meditò a lungo prima di definire
un programma di formazione capi (se era difficile per lui…)
Il sistema migliore gli parve quello
di far vivere agli allievi un’esperienza concreta di campo scout”
E noi…… Dopo lunga meditazione siamo…… NUOVAMENTE…… a Capo!
La relazione della fo.ca. si apre quest’anno riprendendo lo slogan che ci ha accompagnato all’annuale incontro
regionale con i Formatori, il cosiddetto RTT, perché ci sembra ben sintetizzare lo sforzo fatto in questi mesi
dalla formazione capi Regionale.
Dalla scorsa assemblea, quindi dall’aprile del 2008, sono cambiate tante cose; innanzitutto si è concluso un
mandato ed è iniziato il lavoro di un nuovo Incaricato Franco Tarantino, inoltre, nel giugno del 2008 si è
inserita la figura del nuovo assistente regionale alla Fo.Ca. Padre Marcello Pulvirenti. Due ingressi importanti
per il ruolo ricoperto che, come risulta facile intuire hanno determinato la ricerca di un nuovo equilibrio,
la condivisione di principi fondamentali, senza i quali non sarebbe potuta essere portata avanti nessuna
iniziativa da parte della Fo.Ca..
E’ stato necessario creare, inventare uno spazio per l’altro, trovando un linguaggio comune, luoghi e spazi di
condivisione, valorizzando e mettendo insieme le reciproche ricchezze, perchè se è bello vedere negli occhi
dei capi la voglia di spendersi per il prossimo, leggere nel loro volto la gioia del donarsi, è vero che per guidarli
verso la COMPETENZA, alla ricerca di FORMAZIONE, è necessario essere convincenti e trasparenti, testimoni veri
e convinti della passione formativa.
A complicare la costruzione del nuovo sicuramente ha contribuito l’assenza di un Progetto Regionale che
segnasse quasi d’obbligo la linea d’azione politica della Fo.Ca. e l’esigenza d’altronde di essere immediatamente
operativi per far partire a regime il nuovo Iter di Formazione Capi. Prima, quindi, di relazionare sugli obiettivi
che ci siamo posti, ci sembra doveroso scusarci se abbiamo avuto bisogno di tempi un po’ più dilatati per
carburare e per tutte le mancanze che questo ha prodotto, ma siamo convinti che in Formazione Capi occorre
necessariamente trovare una sintonia e una sinergia d’intenti per poter essere veramente significativi nelle
proposte.
Detto questo sottolineiamo che gli obiettivi che ci siamo posti come pattuglia fo.ca. hanno riguardato cinque
ambiti d’azione fondamentali:
1) La formazione dei capi della regione attraverso gli eventi istituzionali;
2) La formazione dei formatori, la condivisione delle linee politiche della Fo.Ca e l’elaborazione formativa;
3) La condivisione delle linee della Formazione Capi nazionale e il contributo regionale alle elaborazioni/
riflessioni condotte;
4) Il contributo qualificato e qualificante alla discussione e al confronto formativo in ambito regionale.
5) La costituzione di una pattuglia in grado di guardare con competenza la realtà formativa regionale
cercando di coglierne in germe i segni di malessere e le necessità formative;
1- La formazione dei capi della regione attraverso gli eventi istituzionali
Dall’ottobre del 2008 è entrato in vigore, in tutte le sue parti,il nuovo iter di formazione capi che ci ha
costretti a dover fare i conti con un quantitativo di campi nuovi da creare, elaborando in maniera funzionale
agli obiettivi formativi degli eventi il calendario, ponendo il problema, già per fortuna affrontato e in parte
risolto nell’anno precedente, di reperire formatori qualificati e d’esperienza per gestire Cft, Cam e CFM delle
diverse branche.
Non è stato un compito indolore, ha determinato a volte scelte difficili, poco comprensibili ai molti, ma che
sono state sempre pensate e volute con il massimo senso di responsabilità e condivisione da parte della
pattuglia di Fo.Ca.
40
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
Il calendario che prende in considerazione gli eventi dall’1 Ottobre 2008 a fine settembre 2009, vede attualmente la proposta di 7 cft da febbraio a maggio, 7 cfm e 3 cam per un totale di 17 eventi formativi.
Questo calendario così ricco ha comportato il dover affrontare alcune difficoltà oggettive:
- la difficoltà a reperire dei formatori disponibili a sposare le esigenze temporali del calendario;
-un numero raddoppiato di campi ai quali non corrisponde un raddoppiato numero di formatori esperti e
competenti che garantiscano la presenza di capi campo qualificati, senza dover fare sconti alla proposta;
-la necessità di collocare, per quanto possibile, i campi temporalmente in funzione del loro obiettivo formativo, tenendo conto del ritardo del dato reale dei tirocinanti, delle indisponibilità dei formatori, del ritardo
nell’invio della modulistica e di alcune linee guida da parte della fo.ca. nazionale.
Occorre spendere due parole in più per ogni tipologia di campo:
CFT: sono stati raddoppiati in calendario quando abbiamo avuto il dato ufficiale dei tirocinanti della segreteria; ovviamente era già stata da noi pensata questa possibilità e pensati gli eventuali staff, che hanno
visto l’eccezionalità della proposta di mettere un capo della pattuglia di fo.ca ,questo per permettere una
progettazione del campo in tempi utili, avendo cura di inserire nello staff il formatore che già dal prossimo
calendario sostituirà il membro di pattuglia.
Sicuramente pensiamo di collocare per il prossimo calendario i cft nella fascia autunno 2009-inverno 2010.
CFM: Vengono proposti 3 cfm L/C, 3 E/G e 1 R/S per garantire a quanti hanno partecipato ai cft e per quanti
ancora non avessero iniziato l’iter di formazione, pur non essendo più da tempo tirocinanti, la possibilità di
procedere nel proprio percorso formativo;
CAM: ne vengono proposti 3, uno per ogni branca nella stessa dato/periodo vista la necessità di dare attuazione alle modifiche avvenute con lo scorso Consiglio Generale;
CAEX: come più volte condiviso con il Consiglio Regionale, non ne viene proposto nessuno perché non pensiamo attualmente ci sia un’esigenza formativa significativa in questo senso.
Inoltre è per noi importante sottolineare che il nostro calendario è condiviso a livello nazionale con la nostra
Area dei Tre mari e che gli Incaricati dell’area hanno contezza degli eventi che vengono svolti in ognuna delle
regioni ad essa appartenenti.
2- La formazione dei formatori, la condivisione delle linee politiche della Fo.Ca e l’elaborazione formativa
Abbiamo cercato di raggiungere quest’obiettivo attraverso strade diverse:
RTT: Ha costituito un momento privilegiato, di confronto e verifica rispetto al nostro ruolo di formatori e al
nuovo orizzonte della formazione capi.
È stato un evento aperto a tutti i formatori, regionali e nazionali. Il tema scelto è stato “I nuovi orizzonti
della formazione”.
A livello nazionale si sta ancora molto discutendo sul ruolo del formatore unico, mentre il nuovo “orizzonte”
della formazione che si è delineato negli ultimi due anni è stato reso definitivo dal Consiglio Generale del 2008.
In tale iter troviamo, come novità, il CFT che è momento fondante del percorso del tirocinante. Rispetto a tale
argomento durante l’RTT, sono state fatte alcune riflessioni: sulla scelta di affidare i campi a capi di provata
esperienza, (molti dei quali capi campo nazionali), per garantire la solidità del capo quale testimone autentico
delle scelte del patto associativo e che ha chiara l’intenzionalità educativa. Inoltre si è discusso sulla struttura
e sui contenuti di tale incontro formativo e sull’importanza di una gestione sinergica del tirocinio da parte
delle zone della Fo.Ca. regionale e delle Co.Ca..
Sempre all’ RTT, abbiamo rivisto la modulistica campi e le schede d’iscrizione ai vari eventi formativi di
competenza regionale, ragionandoci insieme ed apportando le opportune modifiche.
A questo proposito sentiamo di doverci scusare con i Formatori, perché molto del lavoro fatto sulla modulistica
e poi stato annullato da alcune indicazioni definitive della Fo.Ca. nazionale, che arrivando in ritardo rispetto
alla necessità di far partire alcuni meccanismi, hanno fatto andare in autonomia molte regioni in prima
battuta, per poi uniformarle. Ci riferiamo ad esempio alle relazioni finali di tutti gli eventi a livello regionale,
alla scheda d’iscrizione al cft (per cui ci era stata lasciata discrezionalità in prima battuta) e agli altri eventi,
allo attestato di partecipazione finale al CFT ( per citarne alcuni). Ovviamente il lavoro fatto non è stato reso
SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
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Relazioni del Comitato
vano, anzi è stato utilizzato sempre, sotto forma diversa, per raggiungere lo scopo per cui era stato pensato
e comunque, vista l’anarchia che ha regnato fino a qualche anno fa in ambito formativo a livello nazionale,
siamo contenti della volontà di andare verso un’unica direzione anche da un punto di vista della modulistica
che consente una lettura efficace dei momenti formativi a livello nazionale. Infine, insieme ai capi campo
degli eventi regionali, abbiamo verificato, quanto sino ad ora si è fatto e si sono elaborate le linee da seguire
per il prossimo futuro. E’ stato un importante momento di verifica e confronto aperto dove crediamo, siano
state abbattute barriere e pregiudizi nati da incomprensioni o malintesi divenuti ormai sterili, quanto atavici
e ingiustificati.
INCONTRO CON I CAPI CAMPO DEI CFT: in occasione del Convegno capi regionale abbiamo realizzato un
incontro con i capi campo dei Cft, non solo per organizzare il calendario e sentire quindi le loro necessità in
termini di disponibilità temporale, ma soprattutto per confrontarci sull’obiettivo formativo dell’evento, sulla
riflessione avviata con gli IZT sul tirocinio, sulle linee guida da tenere in considerazione per progettare il
campo, scegliere lo staff e gestire l’evento stesso. A questo incontro è seguito la divulgazione a loro delle linee
guida e ulteriori chiarimenti sull’evento stesso. Ci sentiamo in quest’occasione di doverli ringraziare tutti per
aver avviato un bel percorso di condivisione e di confronto e per la loro disponibilità a svolgere un servizio per
un evento i cui tratti si sono delineati in corso d’opera e vanno ancora delineandosi.
Sicuramente con tutti ci fermeremo al prossimo Rtt a fare una verifica seria e leale sugli eventi svoltisi e sulle
linee future da seguire.
INCONTRO CON GLI IZT: sempre in occasione del Convegno Capi regionale è avvenuto un incontro con gli IZT
nel quale oltre a recepire le esperienze sul tirocinio delle varie zone, la pattuglia ha esposto la riflessione fatta
sulla gestione sinergica del tirocinio tra livello zonale e regionale e sul ruolo dell’IZT.
Avviare i CFT, infatti, ha comportato avviare una parallela e contestuale riflessione con gli IZT sul loro “ruolo
cerniera” tra il gruppo, la zona e la regione, nel percorso di formazione del tirocinante. Abbiamo ipotizzato e
condiviso con gli IZT e poi in Consiglio Regionale, una proposta strutturata del periodo del tirocinio, proposta
accolta anche a livello nazionale, tanto che la Commissione Tirocinio, che sta elaborando una riflessione e
un percorso da proporre al Consiglio Generale del 2010 ha da poco girato a tutti gli Incaricati Regionali alla
Fo.Ca. un quadro sinottico che, spiegando le fasi in cui si snoda il tirocinio e specificando, di volta in volta,
gli ambiti e le competenze, ha praticamente ufficializzato quanto da noi pattuglia elaborato sullo stesso e
riportato al Consiglio Regionale e agli IZT nell’incontro fatto in occasione del Convegno Capi. Di questo siamo
contenti perché testimonia il fatto che c’è una volontà a livello nazionale di uniformare una linea di pensiero e
d’azione e perché no, anche per il fatto che la nostra riflessione è stata da traino e fondamentale per l’ulteriore
riflessione della Commissione Tirocinio!
L’impegno, adesso, è quello di pubblicare al più presto il nuovo Libretto del Tirocinio regionale, cosicché
il nuovo percorso suggerito dalla Commissione Tiriocinio, (almeno fino a nuove deliberazioni del Consiglio
Generale), possa essere consapevolmente conosciuto da tutti i quadri associativi che intervengono in questa
fase formativa e dal tirocinante stesso.
COINVOLGIMENTO CAPI CAMPO CFA: ci fa piacere sottolineare un coinvolgimento sempre più evidente dei
capi campo nazionali nel circuito dei formatori regionali. L’obiettivo, ormai da anni, di questa formazione capi
è stato di offrire il massimo della qualità ai capi in formazione e ai formatori stessi, ecco perché abbiamo
gradatamente cercato di coinvolgere attraverso gli RTT, ma anche la gestione degli eventi, il maggior numero
di Formatori nazionali presenti nella nostra regione. In tal senso sicuramente strategica ed efficace è stata la
scelta di affidare quanto più possibile a capi Campo di CFA i CFT, perché crediamo che questi formatori avendo
già lavorato sull’aspetto vocazionale e sulla persona-capo abbiano un valore aggiunto da poter offrire nella
gestione e progettazione di campi, come i CFT, volti a far riflettere il capo sulla vocazione all’essere tale, sul
significato ultimo del suo servizio.
Speriamo che questo possa essere l’inizio per far entrare più facilmente nella nostra regione la cultura del
formatore unico, con pari dignità formativa, indipendentemente dalla struttura o livello in cui presta il suo
servizio.
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SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
CAMPO PER NUOVI FORMATORI: Un evento che vuole essere una sorta di introduzione per tutti i capi che
hanno deciso di intraprendere questo tipo di servizio. Riteniamo che la realizzazione di questo campo sia utile
non solo ai partecipanti, ma anche alla stessa Formazione Capi siciliana per svolgere al meglio il suo compito;
costituisce, infatti,un momento privilegiato per incontrare e conoscere i formatori, per intuirne i talenti e
poter indicare ai capi campo consapevolmente le risorse da inserire nei vari staff degli eventi formativi..
Hanno partecipato quest’anno 14 capi su 23 nuovi segnalati. Riteniamo che sicuramente l’esperienza maturata
al campo favorisca la consapevolezza del ruolo che i capi formatori rivestono. Certo ci dispiace sottolineare
ancora una volta, (lo abbiamo spesso fatto in Consiglio Regionale), che spesso le zone, le branche, non
utilizzano lo strumento del listone per fare delle segnalazioni e quindi per arricchire le risorse formative, che
chiaramente sono quanto mai necessarie, ma soprattutto non spronano i capi a sperimentarsi in forme di
servizio diverse, laddove ci siano i requisiti per farlo.
Facciamo presente inoltre che sono state verificate quest’anno le disponibilità dei formatori con scadenza
quadriennale di mandato e che quindi il listone 2009 pubblicato sul sito è frutto di questo lavoro, ribadiamo
comunque la possibilità di segnalare o auto segnalarsi in qualsiasi momento dell’anno scout inviando la scheda
alla segreteria regionale.
3-La condivisione delle linee della Formazione Capi nazionale e il contributo regionale alle
elaborazioni/riflessioni condotte.
Abbiamo cercato di essere come Incaricati sempre presenti agli Incontri a livello nazionale per dar voce alle
istanze formative della nostra regione e per poter contribuire alla riflessione/elaborazione formativa condotta
a livello regionale.
L’aver fatto parte i due Incaricati delle Commissioni Tirocinio e Progetto del Capo ci ha dato la possibilità di
portare le nostre riflessioni,(elaborate in pattuglia e condivise con i formatori), a livello nazionale, contribuendo attivamente al dibattito e in alcuni casi essendo da traino allo stesso, come nel caso del Tirocinio, del
percorso di formazione dei nuovi formatori, del modello del formatore unico, riflessioni già da tempo peraltro
avviate da questa formazione capi, che spesso ci fanno sentire un passo avanti rispetto alle elaborazioni a
livello nazionale. E’ stato bello ricevere quest’anno la richiesta dalla Regione Calabria di prendere parte al
nostro Campo per Formatori di Prima Nomina, condividendo il progetto del campo e quindi la necessità di uno
start formativo per chi si accinge a giocarsi nel ruolo di formatore, in cui abbiamo sempre creduto fortemente,
(anche se nei fatti non si è realizzato per una coincidenza di date del nostro evento con i loro CFT) . E’
importante sottolineare che in questo momento esiste un dibattito bello e stimolante tra i diversi Incaricati
Regionali alla Fo.Ca., un dibattito che punta realmente verso la qualità formativa..
4- Il contributo qualificato e qualificante alla discussione e al confronto formativo in ambito regionale.
Pensiamo che in questo senso la Fo.Ca. abbia lavorato alacremente, contribuendo sostanzialmente alla redazione del Documento Istruttorio al Convegno Capi Regionale, gestendo due su tre aree tematiche di discussione
allo stesso Convegno, suggerendo possibili risorse formative per la gestione dei gruppi di lavoro per la stesura
del Progetto Regionale, facendo sintesi in Consiglio Regionale e in Comitato sulla bozza del prossimo Progetto
regionale.
Inoltre importanti sono stati gli interventi ai Consigli Regionali, sia quelli formativi, come nel caso del
Consiglio Regionale di Ottobre in cui come pattuglia abbiamo fatto il punto della situazione sul nuovo iter
di formazione, sulle criticità del calendario e sul percorso del tirocinante e il ruolo della Fo.Ca. Istituzionale
e della Zona nel Tirocinio (IZT compresi), sia nel caso dei consigli regionali di chiarimento su malintesi o
equivoci, nati spesso dalla cattiva informazione sulle cose fatte, a volte da una non condivisione delle linee
politiche di questa Formazione Capi.
Inoltre, come sempre, importante e proficua è stata la collaborazione con l’area metodo e con le branche. Il
dialogo con l’ICM, la condivisione e la convergenza d’idee sull’importanza di un’azione sinergica dell’area metodo con la formazione capi, è sempre più tangibile ed evidente dalla numerosa partecipazione dei formatori
ai momenti di confronto metodologico proposti dalle tre branche e dall’inserimento dei membri delle varie
pattuglie nella rete formatori.
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Relazioni del Comitato
5-La costituzione di una pattuglia in grado di guardare con competenza la realtà formativa regionale cercando
di coglierne in germe i segni di malessere e le necessità formative.
La pattuglia di Fo.Ca. è una pattuglia che noi incaricati definiamo “sui Generis”perché pensiamo debba essere
costituita da persone d’eccellenza che possano dare una spinta reale, innanzitutto, dal punto di vista elaborativo
alla riflessione formativa in Sicilia e che abbiano contestualmente ottime capacità organizzative e gestionali
degli eventi. I membri di questa pattuglia non sono scelti secondo le simpatie personali degli incaricati, né
perché “amici degli amici”(proprio per poter essere garanzia di continuità del lavoro svolto in e per la Regione,
a prescindere da chi possano essere in quel frangente storico, gli Incaricati alla Formazione Capi), ma secondo
dei principi di cui elenchiamo i fondamentali: essere formatori senior, quindi garantire l’esperienza necessaria
per condurre momenti formativi ai quadri associativi, essere capaci in virtù di quest’esperienza di guardare oltre
l’immediatezza di un evento formativo e poterne pensare soluzioni formative nuove o vederne debolezze appena
percepibili; condividere la linea politica della Fo.Ca. espressa dagli Incaricati e dall’intera rete formatori, avere
delle competenze e conoscenze importanti delle elaborazioni formative e statutarie dell’Associazione. Questa per
noi è garanzia di qualità rispetto al servizio chiestoci.
Quest’anno proprio in quest’ottica abbiamo nutrito la pattuglia dell’apporto di un capo campo di CFA che per
la sua esperienza a livello nazionale può aiutarci ad ampliare la nostra visione rispetto ad alcuni aspetti della
formazione capi.
Siamo molto contenti della diversità di talenti presenti in pattuglia e soprattutto, siamo sereni per il clima di
chiarezza e onestà che anima e sorregge il nostro lavoro.
Ci auguriamo di poter fare molto di più del poco fatto, ma ci auguriamo di aver fatto soprattutto scelte
opportune per la formazione dei capi della nostra regione i quali leggendo questa frase di Madre Teresa di
Calcutta: “Fate che chiunque venga a voi se ne vada sentendosi meglio e più felice”, possano ripensando alle
persone che hanno contribuito alla loro formazione ringraziarli per averli condotti dinnanzi a Dio, colui che
solo dà senso al nostro servizio di educatori, “sentendosi meglio e più felici”.
Buona strada
Annalisa, Franco e Padre Marcello
Incaricati ed Assistente Regionale alla Formazione Capi
Area Organizzazione
In quest’anno trascorso, il secondo del nostro mandato, abbiamo cercato di individuare le necessità di un’associazione organizzata come la nostra, con migliaia di ragazzi e capi, con le loro necessità
di servizi adeguati, sia fisici, come la segreteria, la rivendita scout e le Basi, che telematici come il web.
Come rendere ai capi più agevole il loro servizio?
Come consentire ai ragazzi di sentirsi parte di una grande famiglia, dove alle domande effettuate, si
ottengono risposte?
Facciamo insieme quattro passi tra alcune parole chiave:
Supportare
La segreteria regionale deve essere il punto di riferimento efficiente dove tutti i servizi vengono erogati.
Dopo una verifica dei reali carichi di lavoro della nostra segreteria, abbiamo cercato di meglio definire
ruoli e necessità.
Soffriamo di un servizio a due velocità, uno legato agli eventi, campi scuola e campi per ragazzi, che
giustamente richiedono supporto ed attenzione, ed uno con ritmi meno strutturati legato alle relazioni
esterne, sempre maggiori e continue, ai rapporti con gli enti, anche di natura economica, alla gestione dei
bilanci ecc.
Dobbiamo essere efficienti e riuscire a portare avanti il lavoro su tutti i fronti.
Ci siamo confrontati a livello nazionale ed abbiamo verificato che le altre regioni di pari dimensioni, hanno
due impiegati e distinguono i carichi di lavoro.
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SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
1.09
Sicilia SCOUT
Riteniamo opportuno analizzare questa ipotesi.
Attualmente abbiamo attivato un part time di dodici ore settimanali per quattro mesi al fine di smaltire
l’arretrato, ciò ci permetterà di valutare con attenzione per il futuro, che soluzioni individuare, che tipo
di contratto eventualmente porre in essere e se sdoppiare i servizi: eventi e campi da una parte e amministrazione e segreteria generale dall’altra.
Riteniamo parimenti prioritario, potenziare le nostre strutture per meglio metterle a disposizione degli
associati. In questa direzione stiamo cercando, attraverso il Demanio di accompagnare la gestione delle
basi di proprietà dell’Ente Mario di Carpegna, nostro braccio immobiliare, finanziando le ristrutturazioni
necessarie e cercando di renderle un concreto biglietto da visita dello scoutismo siciliano.
In questa direzione proponiamo di destinare il contributo straordinario del nazionale per 18.000 alle basi
su citate e 10.000 per interventi nelle zone.
Dialogare
Ascoltare tutti, ma cercando di mediare le idee, utilizzando tre strumenti fondamentalmente, la stampa, il
web e la posta elettronica. Un grande ponte, non finto ma reale, cercando di mettere in rete tutti, è questo
Sicilia Scout, a breve anche Web, uno strumento per dare voce a tutti, non un quarto potere, anzi aiutateci
a non cadere in tentazione. Sicilia Scout uscirà con tre numeri annuali, nella nuova veste che avete
già visto, con approfondimenti tematici legati ai temi individuati dal nuovo progetto regionale e con la
possibilità di prevedere al suo interno inserti tematici gestiti dalle branche e dai settori e dalla Formazione
Capi. La pattuglia lavora con molto entusiasmo e siamo certi che in un clima di correzione fraterna, potrà
sempre di più centrare le aspettative dei capi della nostra regione. Il sito è un elemento centrale, sia per
la velocità delle comunicazioni che per la possibilità di essere gestito a più mani. Stiamo per risistemare
l’area destinata ai capi, realizzando un Sicilia Scout Web, uno spazio elettronico dove dar voce a tutti con
rapidità, favorire il dibattito, fornire notizie urgenti.
Collegare
Due grosse aree di intervento, la Cooperativa Scout e le realtà che ruotano attorno a noi.
La Nuova Zagara, continua il suo cammino verso una programmazione attenta nella gestione ed un sempre
crescendo supporto in servizi verso l’associazione. Lo scorso anno ha pagato per intero un numero di Sicilia
Scout e si è fatta carico di molte spese relative agli appuntamenti per capi.
Vogliamo continuare questa collaborazione e possibilmente potenziarla.
Ringraziamo questo consiglio di amministrazione che ha gestito con professionalità e spirito di servizio la
nostra cooperativa e ci auguriamo che il prossimo possa continuare nella stessa direzione.
La C.E.SI. ci ha visti presenti e propositivi, nella convinzione di poter dare un contributo autorevole anche
noi all’interno della chiesa. Stiamo lavorando, insieme alle altre associazioni sia nella Pastorale Giovanile,
sia nella Pastorale per l’ Educazione e la Formazione che nella Consulta Regionale Associazioni Laicali.
Molti appuntamenti ci attendono, cercheremo di portare il nostro stile e la nostra testimonianza.
Con le altre realtà scout, il dialogo continua ed anche la collaborazione, dopo la loro presenza al convegno
regionale, abbiamo avuto altre occasioni per essere insieme, speriamo che questa strada di condivisione
possa proseguire.
Efficientare
Cercare di creare sinergie, valorizzare al massimo il tempo che dedichiamo al nostro volontariato, su questa
linea le procedure automatiche di segnalazione per i campi fissi e mobili, la classificazione delle basi ad
interesse zonale ed i beni confiscati alla mafia ed affidati all’associazione, con schede dei servizi forniti
e, speriamo presto, un servizio di prenotazioni on line. Su questo chiediamo la collaborazione di tutti.
Vorremo poter fornire alle altre aree associative, dati periodici per le loro valutazioni, creare parametri
fissi per gli eventi, evitando che i campi o gli incontri abbiano costi diversi , oggi tra spese di viaggio e
quota campo raggiungiamo cifre sensibili.
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Relazioni del Comitato
Potenziare
Siamo tanti, veramente tanti, e dobbiamo raggiungere tutti, per questo dobbiamo potenziarci.
Molte cose ci scappano di mano, ma dobbiamo riuscire a farle.
A seguire trovate la relazione al bilancio, lo stato patrimoniale ed il conto consuntivo.
Il preconsuntivo ed il preventivo li ritroverete sul sito appena saranno approvati dal comitato regionale
che è in calendario in data successiva all’uscita di questo numero di Sicilia Scout e dopo che il consiglio
regionale avrà espresso il parere previsto.
Adesso abbiamo un nuovo progetto,ed una chiara strada tracciata per il futuro, nostro obiettivo è accompagnare, a volte preparare il terreno per far volare la nostra organizzazione sulle ali della competenza.
Vogliamo saper fare e saper far fare, questo è il nostro essere.
Maria Grazia e Giuseppe
PREMESSA E NOTE DI LETTURA AL BILANCIO
Il Bilancio è stato redatto con la suddivisione in quattro centri di spesa (e di entrata), che sono Coordinamento
Metodologico, Formazione Capi, Organizzazione, Comitato regionale, e fanno capo ai rispettivi Incaricati o,
per il centro di spesa Comitato regionale, ai Responsabili regionali.
Il Bilancio viene anche riclassificato secondo uno schema standard predisposto dall’Agesci nazionale per tutte
le Regioni scout.
ANALISI DEL CONSUNTIVO 2007-2008
Gli scostamenti più significativi rispetto al Preconsuntivo riguardano, nella parte Entrate:
A.1. minori riscossioni di quote dal Centrale - 1.661,90
A.2. 1.1.1 maggiori riscossioni da manifestazioni per capi e ragazzi + 4.851,00
A.2. 1.2.1 minori riscossioni da quote di eventi L/C per ragazzi - 6.524,00
A.2. 1.4.1 minori riscossioni da quote di eventi R/S per ragazzi - 5.203,40
A 2.2.1 maggiori riscossioni per eventi di formazione Capi + 3.583,37
A.2.3 maggiori riscossioni Organizzazione + 5.967,97
F.1.1 entrate straordinarie, maggiori riscossioni contributi e rimborsi + 23.575,74
F.1.3 entrate straordinarie, maggiori riscossioni varie
+ 2.056,22
Riguardo la maggiore entrata della voce A.1, la stessa si riferisce a minori trasferimenti dal Centrale derivanti
da una quota per socio censito leggermente sovrastimata.
Le altre differenze nelle entrate sono dovute, per le entrate legate allo svolgimento di attività o eventi, a
errate stime nella previsione, al mancato svolgimento di alcune attività o allo svolgimento di attività non
previste, ovvero, alla mancata o tardiva presentazione dei rendiconti delle attività o campi; in questi casi le
differenze sono comunque collegate alle spese per manifestazioni ed eventi (voci D.1. 2 e 4 della spesa), per
cui non hanno inciso sul risultato finale.
Le maggiori entrate del settore Organizzazione, voce A.2.3, si riferiscono alle quota parte del censimento
relativa all’assicurazione dei soci maggiorenni; anche questa maggiore entrata non incide sul risultato finale
poiché lo stesso importo dell’entrata (28.374,00) compare nella spesa alla voce D.3.2.1.
Nelle entrate straordinarie le maggiori riscossioni della voce F.1.1, pari ad euro 23.575,74, sono la somma
algebrica di componenti positivi e negativi: c’è stata la concessione da parte del Comitato Nazionale AGESCI di
un contributo speciale di euro 28.398,50, non preventivato e relativo alla quota derivante dalla destinazione
del 5 per mille in dichiarazione dei redditi; c’è stata anche la mancata concessione, ovvero la concessione in
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SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
misura inferiore a quanto preventivato, di alcuni contributi e rimborsi da parte di Enti locali ed altri organismi
(- 4.822,76)
La voce F.1.3 delle entrate straordinarie si riferisce invece per gran parte ad insussistenze del passivo, ovvero
a quote di debiti che non dobbiamo più pagare.
Circa le Spese si segnala:
B.1 .5 minori spese Centro Studi
- 3.937,51
D.1.2 minori spese della Branca L/C - 6.673,47 (vedi sopra minori riscossioni)
D.1.4 minori spese della Branca R/S - 6.239,57 (vedi sopra minori riscossioni)
D.1.7 minori spese (nessuna spesa) del settore Ambiente - 250,00
D.1.9 maggiori spese del settore P.N.S.
+ 2.797,04
D.1.10 maggiori spese del settore Nautico + 2.110,44
D.2.2 maggiori spese per eventi di formazione Capi + 2.012,20
D.3.2 2.1 maggiori spese per assicurazioni + 5.714,78
D.3.2 2.2 minori spese per strutture periferiche - 1.400,00
D.3.5 maggiori spese per terreni e basi
+ 1.206,00
D.3.6 minori spese del settore Comunicazione - 2.704,00
D.3.7 maggiori spese per accantonamenti
+ 1.594,50
G.1.2 uscite straordinarie, maggiori altre uscite + 31.144,53
Anche riguardo le spese possiamo dire che le differenze sono dovute a sovrastime nella previsione ovvero al
mancato svolgimento di alcune attività o allo svolgimento di attività non previste (fattori già evidenziati per
l’entrata).
Le minori spese per attività del Centro studi, voce B.1.5, si riferiscono alla realizzazione di un libro che è stata
rinviata.
Le maggiori spese per assicurazioni, voce D.3.2 2.2, sono correlate alle maggiori entrate.
Le minori spese per strutture periferiche, voce D.3.2 2.2, sono i ristorni integrativi alle Zone, dovuti per le
presenze dei Quadri zonali alle riunioni regionali: evidentemente non sempre tutti sono stati presenti.
Le minori spese del settore Comunicazione sono dovute al fatto che, in parte, di tali oneri si è fatta carico la
Cooperativa La Nuova Zagara.
Le maggiori uscite straordinarie si riferiscono per gran parte all’accantonamento della maggiore entrata straordinaria (vedi sopra sub F.1.1) relativa al contributo straordinario del Comitato Nazionale (5 per mille) ed in
parte a sopravvenienze passive.
Volendo analizzare nel complesso i risultati sopra esposti, possiamo dire che a fronte delle maggiori entrate ordinarie sopra evidenziate, pari a circa mille euro, si registrano minori spese ordinarie per un importo superiore,
circa 5.700 euro, per cui il risultato ordinario è pari a - € 11.881,95 a fronte di - € 19.816,14 del preconsuntivo;
in sostanza il Consuntivo nel complesso è migliore rispetto al dato del preconsuntivo di € 7.934,19. Grazie
al risultato delle partite straordinarie, pari a + € 3.487,43, l’anno 2007-2008 chiude un disavanzo pari a - €
8.394,52. Il riporto degli avanzi degli anni precedenti (€ 10.616,14) porta il risultato finale a + € 2.221,62.
Possiamo quindi affermare che, nel complesso, siamo riusciti ad impiegare certamente meglio che negli anni
precedenti le somme disponibili, utilizzando anche parte dell’avanzo degli anni precedenti.
Si segnala infine che la somma ricevuta dal Centrale come contributo straordinario, pari ad € 5.500,00 finanzia
parte della spesa del dipendente dell’AGESCI Sicilia, nell’ambito del progetto che ha permesso di far transitare
(nel 1999) detta spesa dalla Cooperativa La Nuova Zagara a carico del Bilancio regionale.
Precisiamo ulteriormente che la “Cassa del magazzino regionale” indicata nei conti patrimoniali alla voce A.1.6
è materialmente custodita dallo stesso magazziniere.
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AGESCI SICILIA - AREA ORGANIZZAZIONE
SITUAZIONE PATRIMONIALE AL 30-09-2008 (importi espressi in euro)
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i nostri errori
A pag. 23 del numero scorso (n. 4 – dicembre 2008) abbiamo presentato
i cinquant’anni del Gruppo Pachino1. In realtà l’anniversario riguardava
il Pachino2. Ci scusiamo dell’errore con gli interessati, rinnovando
ancora una volta gli auguri... per altri cinquant’anni insieme!!!
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SICILIA SCOUT - anno XVIII - numero 1 - marzo 2009
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