DICEMBRE 2010
RIVISTA DELLA COOPCA
SOCIETÀ COOPERATIVA CARNICA
DI CONSUMO
Direttore responsabile: Carlo Alberto Mainardis
Segretaria di redazione: Licia Busolini
Reg. Trib. Tolmezzo 3/49 del 24.12.1949
Stampa: Cartostampa Chiandetti
Scoprire il disegno…
e realizzarlo
Pensando al percorso della Cooperativa Carnica lungo le strade della propria vita e
in vista del traguardo di non poco conto dell’inaugurazione del nuovo Centro
Distribuzione, peraltro già attivo dal mese di Luglio del corrente anno, mi sono passate
per la mente alcune parole del reverendo Martin Luther King.
Se non puoi essere un pino sul monte, sii una saggina nella valle,
ma sii la migliore piccola saggina sulla sponda del ruscello.
Se non puoi essere un albero, sii un cespuglio.
Se non puoi essere una via maestra sii un sentiero.
Se non puoi essere il sole, sii una stella.
Sii sempre il meglio di ciò che sei.
Cerca di scoprire il disegno che sei chiamato ad essere,
poi mettiti a realizzarlo nella vita.
Con l’amore che questa azienda ha saputo ispirare ai propri dipendenti, mi piace
pensare che ogni mossa che la Cooperativa compie sia un passo di avvicinamento
non già alla realizzazione del proprio “disegno” ma di accostamento alla scoperta di
quale sia e di quanto continui a rappresentare l’ideale stesso per il quale essa è nata.
Decisioni, programmi, realizzazioni… scelte, insomma, che talvolta non convincono
del tutto chi guarda alla Cooperativa in quanto socio, consumatore, cliente, fornitore
o anche dipendente, ma che vengono assunte dopo ponderate riflessioni e
ragionamenti a largo raggio.
Scelte talvolta obbligate, chè certo non ci si può permettere di fermarsi a guardare la
frenesia che ci circonda e che, quasi fosse dotata di una forza centrifuga, marginalizza
chi perde il passo.
Perché se la posizione geografica indubbiamente può essere una penalizzazione, la
nostra storia e la capacità di superare momenti difficili che abbiamo dimostrato in
oramai quasi 105 anni di vita sono la nostra marcia in più. Insieme con il capitale
rappresentato dai nostri Soci e dai nostri Dipendenti e Collaboratori.
A CURA DELLA SEGRETERIA DI REDAZIONE
EDITORIALE
Scelte consapevoli
IL NUOVO CENTRO DISTRIBUZIONE
È già una realtà attiva
L’UNIONE FA LA FORZA
Nasce il Consorzio
Cooperativo Regionale
INAUGURAZIONE
A Udine è stata inaugurata
la “piattaforma deperibili”
RISTRUTTURAZIONI
Cominciando da Trieste e Loria
LE PAGINE DELLE SPIGHE
Una differenza lunga 50 anni
In gita sulle ombre del Palladio
LA PAGINA DEI BAMBINI
Una favola per Natale
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DICEMBRE 2010
Il nuovo Centro Distribuzione
Continuando a parlare
di scelte, una di non poco
valore, sia dal punto di
vista più pragmaticamente
operativo piuttosto che dal
punto di vista economico,
è stata senza dubbio
quella di realizzare il nuovo
Centro Distribuzione in
Carnia, ad Amaro.
Ne abbiamo già dato conto ma non ci pare superfluo
ribadire che essa è stata, per certi versi, una scelta
irrinunciabile. Soprattutto se letta nella prospettiva del
nostro secolare radicamento al territorio.
Perciò, con malcelato orgoglio, guardiamo all’arrivo della
prossima primavera quando, circondati dai nostri Soci
e da quanti hanno, nelle più svariate forme, contribuito
alla realizzazione, festeggeremo l’inaugurazione della
nuova, imponente, struttura.
Che, nel frattempo, è già operativa. Infatti tutta
l’operatività logistica fa capo al nuovo Centro
Distribuzione fin dallo scorso mese di luglio, per quanto
DICEMBRE 2010
riguarda il ricevimento e lo stoccaggio
delle merci e le successive operazioni
di preparazione e consegna ai Punti di
Vendita e ai Clienti.
Cogliamo l’occasione per ringraziare
attraverso le pagine del nostro periodico
tutti i dipendenti del Magazzino e della
Logistica per la disponibilità e l’impegno
che hanno dimostrato in occasione del
trasferimento nella nuova struttura.
Non è stato di poco conto, infatti,
trasferire quanto stoccato in 4
magazzini diversi, per un totale di circa
14.000 pallet, nel periodo relativamente
breve intercorrente tra il 12 luglio (data
di inizio dell’operatività presso il Centro
Distribuzione di Amaro) e il 7 agosto
(data di conclusione del trasferimento
delle merci e di quant’altro contenuto
negli immobili nei quali si articolava la
nostra attività). Ciò senza sospendere
né il ricevimento né la preparazione e
la consegna delle merci a punti vendita
e clientela.
Grazie di cuore a tutti! Avete dato
prova di un significativo sentimento di
appartenenza alla nostra Cooperativa
e questo vi rende merito…
Al presente procedono alacremente i
lavori di completamento delle strutture
che dovranno accogliere tutti gli uffici
aziendali. Si ritiene che i lavori
possano concludersi nel corso del
prossimo mese di febbraio, dopodiché
si darà corso al completamento del
trasferimento presso la nuova struttura.
All’interno dei nuovi locali troveranno,
altresì, spazio anche l’Ufficio di
Presidenza e la Sala per le riunioni
consiliari, gli archivi e gli spazi preposti
per ogni altra operatività aziendale.
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DICEMBRE 2010
Ma diamo la parola al sig.Mauro
Crosilla, Direttore organizzativo della
Coopca, che vive in prima persona
tutte le problematiche legate sia alla
realizzazione del Centro Distribuzione
che dell’avvio dell’attività lavorativa al
suo interno.
“Il Centro Distribuzione di Amaro
rappresenta davvero un salto di qualità
per le metodologie operative aziendali,
sia in relazione alla produttività che in
relazione alla sicurezza sul lavoro e ad
ogni altra implicazione legata alle
normative sul lavoro e all’adeguamento
ottimale ai programmi aziendali.
La zona dedicata al ricevimento merci
è dotata di 15 portoni per lo scarico
delle merci. Sia i portoni che le pedane
di ancoraggio ai mezzi da scaricare
sono dotate di impianto elettrico. Gli
spazi adeguati davanti a ciascuna
apertura e i muletti di ultima
generazione consentono uno scarico
più rapido, azzerando di fatto i tempi
di attesa degli automezzi dei fornitori
e consentendo un’operazione di
stoccaggio pressoché immediata.
Specularmente la zona dedicata alla
spedizione delle merci è dotata di 15
pedane, anche in questo caso
elettriche, che consentono un carico
veloce e senza attese, che genera
automaticamente un miglioramento
delle modalità di consegna quanto a
puntualità e rispetto dei previsti
calendari dei rifornimenti.
La preparazione delle merci, poi, con
il nuovo sistema “voice” determina
una maggiore produttività e una
preparazione più agile mentre
diminuisce notevolmente le possibilità
di errore.
Un primo approccio con la nuova
struttura decisamente positivo,
insomma, con la prospettiva di poter
sostenere anche moli di lavoro più
consistenti come è nei nostri auspici.
Positiva anche l’esperienza della
costruzione dell’immobile, pur nella
sua complessità, se si considera che la
posa della prima pietra è avvenuta il
13 luglio 2009 e che, come dicevamo,
abbiamo iniziato ad operare nella
nuova struttura il 12 luglio 2010.
Associandomi ai ringraziamenti sopra
espressi per tutto il nostro personale
dipendente di Sede, vorrei esprimere
un plauso anche all’Impresa
appaltatrice e a quelle che stanno
realizzando tutta l’impiantistica.”.
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Dall’archivio aziendale riproponiamo la pagina de “La Voce” dedicata alla realizzazione del Magazzino Centrale
in via della Cartotecnica a Tolmezzo. Era il mese di dicembre dell’anno 1979.
Nelle pagine precedenti alcune vedute d’interno del nuovo Centro Distribuzione e degli Uffici in corso di completamento.
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L’unione fa la forza
unedì 20 settembre
2010
è
stato
costituito, con la
paternità congiunta
della COOPCA Società
Cooperativa Carnica di
Consumo di Tolmezzo (UD) e delle COOPERATIVE
OPERAIE di TRIESTE, ISTRIA e FRIULI Società
Cooperativa di Trieste, un nuovo soggetto
consortile chiamato CONSORZIO COOPERATIVO
REGIONALE SOCIETÀ CONSORTILE A R.L..
Il novello Consorzio nasce come coronamento di un
lavoro propedeutico che ha visto impegnate le due
Cooperative per la migliore risposta alle comuni
intenzioni di collaborazione ma anche alle legittime
L
esigenze di autonomia
decisionale e gestionale.
I diversi colloqui
preparatori intervenuti a
vari livelli hanno avuto
come punto centrale la presa
d’atto e il rispetto delle singole esperienze e della
secolare storia che, pur con percorsi diversi e
identità ben definite, accomuna le due Cooperative.
Solo su queste solide basi di reciproco rispetto e
considerazione, si è poi costruito l’impianto del
Consorzio e si sono puntualizzati gli obiettivi,
commerciali ed organizzativi, cui il Consorzio
stesso punta. In particolare, ciò che il Consorzio si
propone di realizzare è:
la gestione unitaria di un “magazzino dei freschi”, allocato a Udine, per l’acquisto, la
preparazione e la distribuzione sul territorio delle merci, allo scopo di realizzare sinergie e di
garantire un servizio rispettoso della qualità, della convenienza e del rispetto per l’ambiente;
dare vita ad un soggetto qualificato nella distribuzione organizzata della nostra Regione per la
rappresentazione delle istanze dei propri associati nei riguardi delle Istituzioni Pubbliche, i
Soggetti e gli Enti preposti in sede di studio e realizzazione dei piani commerciali territoriali;
divenire punto di riferimento, di coesione e di aggregazione anche per altre Cooperative di
Consumo o di Servizi e comunque altre Società che svolgano attività affini e/o connesse a quelle
del Consorzio;
sarà prerogativa del Consorzio, ai fini del conseguimento dei propri scopi statutari, poter
avviare e concludere accordi con altri Enti, promuovere e partecipare ad altri Consorzi
Cooperativi, gestire o creare magazzini provvedendo alla loro gestione, promuovere o
partecipare ad ogni altra attività che consenta un miglioramento o comunque un
raggiungimento degli scopi per i quali il Consorzio stesso è stato costituito.
Il progetto è stato presentato preliminarmente
anche ai rappresentanti istituzionali delle Centrali
Cooperative Regionali, presidente di LegaCoop FVG
dott.Renzo Marinig e presidente di ConfCooperative
dott. Franco Bosio.
La presentazione ha ovviamente toccato ogni
aspetto attinente il nascente Consorzio ma anche le
due realtà Cooperative regionali, con la loro storia
e l’adesione al proprio territorio di nascita e di
sviluppo, la presenza capillare sul territorio
regionale di entrambe le Cooperative a raggiungere
tutte le Province regionali e gli aspetti più
propriamente commerciali delle quote di mercato e
del fatturato.
Confortati dalle risposte positive avute dai propri
Rappresentanti, COOPCA e COOP.OPERAIE hanno
messo a punto e definito il progetto arrivando, come
dicevamo in apertura, alla sigla dell’Atto Costitutivo
e degli Accordi sociali che regoleranno le attività ed
ogni rapporto intercorrente fra le Cooperative
costituenti e tra il Consorzio e gli eventuali altri
soggetti coinvolti nell’iniziativa.
Ai fini più strettamente organizzativi dell’avvio
del Consorzio, lo stesso si è avvalso della
collaborazione della Cooperativa ASTERCOOP
Società Cooperativa di Udine, che ha messo a
disposizione l’esperienza acquisita nella sua
attività di prestazione di servizi quali la
terziarizzazione di processi logistici aziendali in
ogni fase della catena, la movimentazione di beni,
prodotti, attrezzature e merci e la gestione di
magazzini.
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Piattaforma Freschi ASTERCOOP
inaugurazione, da parte di ASTERCOOP,
della “Piattaforma freschi”, avvenuta venerdì
22 ottobre u.s., ci dà occasione per illustrare
un progetto, forse addirittura un sogno, e la sua
realizzazione.
Una realizzazione che dà forma e sostanza
all’ideale stesso che ha animato fin dal suo sorgere
il Movimento Cooperativo e, in particolare, la
nascita di alcune realtà Cooperative nella nostra
Regione.
Come sempre accade per le opere dell’uomo, anche
questo progetto ha avuto bisogno, oltre che della
capacità di proiezione di alcuni (che possiamo ben
definire “pionieri”), anche di una gestazione che ne
pianificasse la concretizzazione.
Non ci pare ardito, dunque, citare fra coloro che
prima di altri ne hanno sognato la realizzazione il
Presidente della LegaCoop FVG, dott. Renzo
Marinig, che già ipotizzava la possibilità di mettere
in campo sinergie economiche tra le 3 grandi
Cooperative del nostro Territorio Regionale.
Una sinergia, o una serie di sinergie, che
consentissero di superare le vedute limitate ai
propri orizzonti di ciascuna singola Cooperativa
per abbracciare tutto il variegato panorama
economico cooperativo regionale, dando
risposta al comune interesse a collaborare senza
prescindere dall’autonomia e sovranità di
ciascuna Cooperativa.
Da queste premesse dunque, è nato un nuovo
soggetto consortile chiamato CONSORZIO
COOPERATIVO REGIONALE, del quale abbiamo
parlato più estesamente nell’articolo dedicato.
Sottolineiamo, in questa sede, solamente quanto
il lavoro propedeutico alla realizzazione di
questo progetto abbia coinvolto non solo le due
Cooperative protagoniste della sua costituzione,
ma anche i Rappresentanti istituzionali delle
Centrali Cooperative Regionali.
Significativo l’apporto della Cooperativa
ASTERCOOP, che, oltre a mettere a disposizione
del progetto la propria esperienza, è anche
proprietaria dell’immobile che ospita la piattaforma
freschi alla quale l’attività del Consorzio si appoggerà.
L’
Questi i preamboli, doverosi per comprendere il
significato dell’opera e la soddisfazione con la
quale l’evento dell’inaugurazione è stato accolto e
partecipato.
Il pomeriggio di venerdì 22 ottobre, dunque, gli
ospiti venivano accolti nella struttura che ospita la
piattaforma deperibili, da 2 maxischermi sui quali
venivano proiettate delle slide che illustravano la
genesi dell’impresa:
n Anni ’90
• Il primo passo, con Coopca che affida ad
Astercoop parti rilevanti della filiera
ortofrutticola presso il Mercato Agroalimentare
di Udine
n Nuovo Millennio
• La logistica, si realizza un primo progetto di
terziarizzazione che vede come attori Coopca
ed Astercoop.
n 2010
• L’evoluzione, Coopca e Astercoop progettano
e realizzano la nuova piattaforma deperibili
aggiungendo alla filiera dell’ortofrutta anche
salumi e latticini
n Ottobre 2010
• Il CCR, le due storiche Cooperative regionali,
la Coopca di Tolmezzo e le Cooperative
Operaie di Trieste, costituiscono il Consorzio
Cooperativo Regionale che trova sede presso
la piattaforma deperibili di Astercoop.
Il presidente di Astercoop, Livio Nanino, ha così
introdotto l’ufficialità della cerimonia:
“Per realizzare un manufatto come questo, bisogna
prima pensarlo, non tanto dal punto di vista
costruttivo, ma di contenuti e di destinazione d’uso.
Ebbene il progetto trova l’humus dove germogliare
nello stretto rapporto, ormai più che decennale, tra
due cooperative, Aster Coop e Cooperativa Carnica e
permette di passare dall’ideazione alla realizzazione.
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DICEMBRE 2010
Una realizzazione per la quale si può ben dire di aver
fatto un lavoro straordinario, visto che il cantiere si è
aperto praticamente ad Aprile dell’anno in corso.
Gran parte della realizzazione è stata eseguita da
importanti cooperative friulane.
Non per protezionismo! Non per vicinanze associative!
Ma per pervicace volontà della committente Aster
Coop di ottenere il miglior risultato imprenditoriale.
E questo è stato tanto più agevole da ottenere
nell’interazione con chi ha saputo ascoltarci ed
interpretare le nostre esigenze, offrendo il proprio
bagaglio di competenze e mettendolo a disposizione
del progetto con un atteggiamento proattivo, direi
COOPERATIVO. Un atteggiamento che anche noi, in
quanto Cooperativa, abbiamo scritto nel nostro DNA.
Questa realizzazione nasce da una precisa scelta di
Aster Coop, da una analisi onesta delle proprie
debolezze, ma anche e soprattutto delle proprie
peculiarità e punti di forza.
Debolezza di fronte all’internazionalizzazione alla
quale le Cooperative devono opporre il radicamento
al territorio, tipico delle vere cooperative e, pertanto,
contemporaneamente anche nostre peculiarità e
punto di forza.
La scelta, poi, si compendia nell’evidenza che la
vocazione di filiera per noi non è uno slogan, è un
dovere!
Noi pensiamo che per partecipare ad una filiera,
soprattutto quando questa filiera nasce ed è
prerogativa di un territorio, prima che business sia
necessario condividere la cultura.
Di questa cultura, di questo radicamento, sono un
chiaro esempio anche COOPCA e COOP. OPERAIE ed
è perciò che è motivo di orgoglio poter anticipare che
La nuova struttura è pronta per l’inaugurazione.
Nella pagina precedente alcuni momenti della cerimonia.
con loro stiamo per realizzare altri importanti progetti.”
Da parte sua, il nostro Presidente, nel proprio
intervento, ha voluto sottolineare “l’orgoglio di
rappresentare una delle storiche Cooperative della
Regione, La Cooperativa Carnica di Tolmezzo, nata nel
lontano 1906. Orgoglio per la Storia passata che
questa Cooperativa vanta e per la ottimistica visione
del futuro che, pur in un periodo nel quale la
congiuntura economica è ben poco favorevole a
progetti di espansione o anche solo di consolidamento,
bene è rappresentata dall’imponente opera che la
Coopca sta realizzando nel Suo territorio storico.
Quella Carnia troppe volte “agitata” come un vessillo
di pessimismo o una realtà scarsamente favorita nei
piani economici di livello.
Proprio in questo tempo e in questa terra, la Coopca
ha progettato e realizzato il proprio nuovo Centro
Distribuzione.”
Dai progetti alla realizzazione, ecco alcuni dati e
alcuni numeri che rappresentano la nuova
Piattaforma Deperibili, all’interno della quale è già
operativo il Reparto Deperibili della Coopca.
• 6.800 mq di celle frigo di cui 2000 destinati a
Surgelati (-25°), 3000 alla linea Salumi e Latticini
(2/4°) e 1700 per la linea Ortofrutta (+ 12°) per
uno stoccaggio a temperatura controllata
• Servizio certificato
• Aree dotate di scaffalature e copertura in
radiofrequenza
• Impianto Fotovoltaico per oltre 500 Kw nominali
• Investimento complessivo in opera per 6 milioni
di EURO.
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Da Trieste a Loria alla Rete
TRIESTE
are corso alla ristrutturazione
di un Supermercato ha
implicazioni ben più
ampie del semplice “risistemare”
l’immobile aggiornando la
disposizione della merce secondo
le, eventuali, nuove filosofie
commerciali.
Certamente l’intervento non può
prescindere dall’esigenza di
adeguare la struttura anche
all’aumentato numero delle
referenze in vendita né al legittimo
desiderio di raggiungere un
obiettivo che migliori i risultati del
negozio in termini di attrazione
della clientela e di conseguente
aumento delle vendite.
Nel caso specifico del Supermercato
di via Pirano a Trieste, la sfida
era anche quella di rafforzare
l’immagine della Coopca nel
capoluogo della nostra Regione.
Se, poi, il suddetto Supermercato
fa parte di una catena di negozi,
la ristrutturazione stessa diventa
anche banco di prova per i
successivi interventi strutturali.
Con queste premesse, a metà
febbraio 2010 abbiamo, dunque,
avviato i programmati lavori di
ristrutturazione, con una serie di
interventi volti a modificare in
modo radicale l’impostazione del
Supermercato inteso come
“scatola” di contenimento della
nostra attività commerciale.
Dalla
pavimentazione
alle
scaffalature, dai banchi ai frigoriferi,
dalla tinteggiatura delle pareti agli
impianti tutti passando per il
corridoio d’ingresso e lo spazio
dedicato all’ufficio e al banco
accoglienza, arrivando alla
caratterizzazione del Punto
Vendita, con un notevole sforzo
fisico ed economico che ha
coinvolto il personale della
Cooperativa del negozio di Trieste,
degli altri negozi che hanno
collaborato e delle Sede con gli
uffici commerciali e con la logistica.
D
Il tutto “condito” dalla pazienza e
dalla fedeltà dimostrate da Soci e
Clienti, ai quali rivolgiamo un
sentito ringraziamento, che hanno
continuato a visitarci in quei
giorni “polverosi”, sopportando i
disagi, i rumori e il turbinoso
spostamento della posizione dei
prodotti che facevano da contorno
all’avanzamento dei lavori.
Il Supermercato è stato chiuso al
pubblico solamente nei tre giorni
conclusivi dei lavori, per
consentire la sistemazione degli
ultimi dettagli e la preparazione
della veste migliore con la quale
ripresentarsi alla Clientela.
Il 22 luglio le porte del
Supermercato si sono riaperte
sulla nuova realtà orientata in
modo prevalente alla proposta dei
prodotti alimentari “freschi” anche
con l’introduzione di un reparto
pescheria
adeguato
nella
dimensione e nell’assortimento.
All’interno del reparto salumi e
latticini sono state predisposte la
pizzeria e la panetteria. L’una
con un’ampia proposta di pizze
intere o a trancio, preparate dal
personale del Supermercato, e
con la possibilità di asporto.
L’altra a proporre la doratura del
pane surgelato precotto che,
esposto in appositi armadi vetrati,
consente alla clientela di servirsi
da sola. La macelleria, per finire,
pur rimanendo nella zona del
negozio in cui era presente prima
della ristrutturazione, ha assunto
una maggiore visibilità. Nel
contempo si sono previsti due
percorsi interni al Supermercato
che consentissero, soprattutto al
visitatore quotidiano, di optare
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DICEMBRE 2010
per la spesa veloce per la quale si
sono accorpati nella zona più
prossima all’ingresso i reparti
ortofrutta, salumi e latticini,
surgelati e macelleria, piuttosto
che per la fruizione di tutti gli spazi
espositivi e, quindi, di tutto
l’assortimento disponibile.
A distanza di qualche mese
ci pare di poter dire che i Clienti
hanno confermato la riuscita della
ristrutturazione, non solo
attraverso espressioni verbali
di apprezzamento ma anche
dimostrando di riconoscerci quale
punto di riferimento per gli acquisti
quotidiani. Anche sulla base di
questo consenso la Coopca
darà corso, progressivamente,
alla riambientazione di altri
Supermercati per renderli
conformi alla nuova veste
indossata per primo dal
Supermercato di Trieste.
LORIA
sette
anni
dalla
acquisizione
del
Supercoop di Loria,
Coopca ha deciso di intervenire
in modo radicale sul lay-out, sul
display, sulla ambientazione,
sull’assortimento e sulla linea
prezzi.
In collaborazione con
esperti del settore di Coop
Italia è stato preparato un
nuovo lay-out per dare
un’immagine nuova ed
accattivante del punto
vendita, con lo spostamento
del
reparto
ortofrutta
all’entrata del negozio;
razionalizzazione del reparto
salumi ed aumento dello
spazio dedicato alla gastronomia, in particolare del
take-away; creazione di una zona centrale per
l’esposizione e l’evidenziazione in maniera massiccia
delle offerte speciali; inserimento del forno per la
doratura del pane accostato alla proposta della
vendita del pane a libero servizio; caratterizzazione
del reparto vini e, in generale, riproposizione
secondo le più innovative indicazioni da parte
degli esperti di settore, di ogni altro Reparto.
Contestualmente si è posto mano anche ai prezzi di
vendita per far sì che gli stessi possano esprimere
maggiore competitività rispetto al mercato di
riferimento.
Sul fronte dell’immagine si è intervenuti sulle basi
di uno specifico studio grafico volto ad ottenere un
maggior risalto delle merci anche con l’ausilio di una
specifica teoria sul cromatismo. Colori forti come il
nero e il blu, scaffali profilati e dotati di chiare
segnalazioni, banchi avvolgenti e capienti per
l’esposizione dei prodotti, dunque, che hanno
contribuito ad ottenere un risultato professionale e
gradevole al tempo stesso.
I lavori di ristrutturazione sono durati circa due mesi
durante i quali, inevitabilmente, i clienti hanno
A
dovuto subire alcuni disagi e
gratificarci
della
loro
comprensione.
Dopo una chiusura obbligata
di tre giorni per consentire il
migliore completamento
delle opere strutturali e della
sistemazione dei prodotti in
esposizione, giovedì 14
ottobre 2010 il negozio si è
proposto nella sua nuova
veste, invitando i clienti
abituali e, perché no, anche
quelli nuovi o meno
affezionati, a festeggiare con
cappuccino e brioches al
mattino e assaggi dei piatti
tradizionali carnici, quali
polenta e frico, nel corso
della giornata.
La risposta, in termini di
gradimento, da parte della clientela, è stata molto
positiva ma auspichiamo che i risultati possano
ancora essere migliorati, grazie al coinvolgimento
entusiasta e convinto del nostro personale che,
nell’occasione, vogliamo pubblicamente ringraziare.
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Le pagine delle “Spighe”
Una differenza lunga 50 anni…
ome “Anziani del Lavoro”
della nostra Cooperativa,
talvolta, ci vantiamo della
nostra conoscenza dell’Azienda e di
come siamo stati testimoni di una
serie di cambiamenti che hanno
radicalmente trasformato il modo di
lavorare nel nostro settore, il
commercio.
Per provarlo, abbiamo voluto
ipotizzare una “intervista doppia”
rispettivamente ad un gerente di uno
spaccio della Cooperativa Carnica di
50 anni fa e al responsabile di un
supermercato della Coopca di oggi…
Per fare ciò, abbiamo cercato nella
nostra memoria, sia in quella delle
esperienze vissute direttamente che
in quella generata dalle nozioni che
si sono apprese da ogni altra fonte
disponibile,
per
stilare
un
vocabolario dei termini utilizzati
rispettivamente.
Certamente per alcune lettere i
termini erano tanti mentre per altre
ci si è trovati dinanzi ad un
abbinamento non facile.
In alcuni casi, poi, si sarebbero voluti
scrivere dei nomi propri. I nomi delle
persone pensando ai quali certe
C
parole prendevano forma:
• il gerente dello Spaccio del proprio
paese o sua moglie, onnipresente
dietro il grande banco di legno e
sempre pronta a dispensare
consigli alle clienti;
• ancora i gerenti, che venivano in
ufficio per sbrigare mansioni
professionali ma non mancavano
mai di portare un sorriso e di
dimostrarsi interessati anche alla
vita degli impiegati con i quali,
verificando operazioni e conteggi,
condividevano stralci della propria;
• l’operaio del Mulino con cui si
sono condivise fatiche ed
NEL 1960
A
ASSEMBLEA dei SOCI
Per sapere, capire, partecipare...
OGGI
ASSORTIMENTO
A
Da lavorare perché il cliente lo trovi nella migliore
condizione
B
CONSEGNA A DOMICILIO
C
Perché il gerente era attrezzato al trasporto anche
di quantitavi grandi e il cliente, spesso, aveva solo
la gerla
Perché alcuni clienti potevano venire solo di
domenica a fare la spesa
Perché in cassa i prodotti si fanno leggere e
riconoscere
COLLECTION
C
DOMENICA
D
Perché il cliente vuole poter scegliere da una
proposta vasta e completa
BARCODE
BACCALÁ
B
apprensioni derivanti, a chi scrive,
da un primo lavoro faticoso e
apparentemente senza grandi
prospettive;
• le colleghe e i colleghi di lavoro
della Cantina che, tra un
imbottigliamento e una cisterna
da pulire, raccontavano aneddoti
di persone che finiva per
conoscere anche chi che non le
aveva mai incontrate;
• le dipendenti della Cooperativa che
condividevano lo spogliatoio nella
vecchia Sede e stringevano rapporti
di amicizia che continuano ad
essere importanti anche se la
frequentazione non è delle più
assidue;
• Direttori, Presidenti, Amministratori
che abbiamo conosciuto realmente
o solo dai documenti che ce ne
hanno tramandato le qualità
professionali, la ricchezza di
umanità e il profilo morale. E che
abbiamo stimato e apprezzato.
Potrebbe essere un altro “elenco
alfabetico”.
Ma sarebbe davvero molto lungo
perché la Coopca è una giovane
signora più che centenaria e molte
persone hanno intrecciato la propria
storia con la sua.
D
Perché adesso è ancora più facile fare la raccolta
dei punti
DISPLAY
Per la fila, per le informazioni, per i suggerimenti…
EMANCIPAZIONE
E
Perché molte donne si sono affrancate da una
condizione di sudditanza lavorando in
Cooperativa Carnica
E
ESPOSITORE
Perché certi articoli si fanno notare
12
DICEMBRE 2010
F
G
FIGURINE RACCOLTA
Perché ci ricordiamo ancora dell’Olandesina
GERENTE
Perché era lui che identificava la Cooperativa
FIDELITY CARD
F
G
Perché il cliente affezionato ha il suo nome sullo
scontrino
GDO
Perché spesso si parla per sigle
H
H
Lettera muta, si diceva a scuola… perché non
c’erano tante parole straniere nel nostro
vocabolario
H
INVENTARIO
I
Una volta all’anno si “toccavano” tutto gli articoli
presenti nel negozio. Per contarli e controllarli.
I
LIBRETTO DELLA SPESA
L
Perché i soldi contanti non erano sempre
disponibili
Sovente, oltre alla vendita di alimentari, il gerente
gestiva anche una “mescita di vino”
Perché per raggiungere i paesi durante l’inverno
si affrontavano vere e proprie peripezie
IPERMERCATO
Perché ci trovi proprio tutto
Per non girare a vuoto cercando gli articoli che
servono
MARKETING
M
NEVE
N
Perché il “marchio” fa la differenza
LAY-OUT
L
MESCITA
M
HOUSE BRAND
Perché vogliamo capire le aspettative dei clienti
per poterle soddisfare
NON-FOOD
N
Per non dover correre da un negozio all’altro
anche per le piccole cose di uso quotidiano
OLIO
O
Uno dei prodotti che richiedevano cure speciali.
Nel suo caso per non lasciarlo gelare durante
l’inverno
O
OFFERTA
Perchè rende “speciale” la spesa
DICEMBRE 2010
PASTA TRE “C”
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La pasta della Cooperatica Carnica Consumo.
Quella dello slogan “Mangia ogni dì pasta 3 C”
PACKAGING
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QUADERNO
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Quello con la copertina nera e i profili delle pagine
rossi… su cui riportare gli appunti più importanti
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Perché a fine anno la Cooperativa riprendeva gli
importi della spesa e ci riconosceva uno sconto
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SPACCIO
S
Aperto in quasi ogni Paese della Carnia… Davvero
“vicino a te, ogni giorno”
Perché, con alcuni accorgimenti, una bicicletta
diventava un ottimo mezzo di trasporto
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UOMINI… e DONNE
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Quelli che hanno speso la loro vita in Cooperativa,
contribuendo a renderla la grande Azienda che è
Perché aspettavamo l’arrivo del nostro giornalino
e lo leggevamo tutto d’un fiato
V
Ma anche crusca, semola, pannello di lino e gli
altri mangimi… del Mulino della Cooperativa
Perché dagli spacci ai supermercati agli
ipermercati… anche le parole si adattano alla
modernità
Perché l’assortimento va di pari passo con la
stagionalità
TAKE-AWAY
Per venire incontro a chi ha sempre meno tempo
Quella che emerge da un libro che voleva essere un
omaggio alla Cooperativa… e chissà se c’è riuscito
VISUAL MERCHANDISING
Perchè farsi riconoscere è molto importante
ZECCA… di STATO
ZOOLATTE
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Per capire dove siamo posizionati
UNA VITA IN COOPERATIVA CARNICA
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VOCE DELLA COOPERAZIONE
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QUOTE di MERCATO
STOCK
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TRICICLO
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Perché anche gli articoli amano pavoneggiarsi
con gli abiti più adatti alla situazione
RETAIL STORES
RISTORNO
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Perchè molte cose sono solo in apparenza diverse.
Altre sono radicalmente cambiate. A cominciare
dalla valuta…
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DICEMBRE 2010
Cercare le impronte del Palladio
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uesto è stato il senso della
gita che gli Anziani del Lavoro della Coopca hanno
fatto domenica 19 settembre.
Ed è stato un piacevole cercare e
un bellissimo trovare. Facile, peraltro, essendo la splendida città
di Vicenza, meta principale della
gita, intrisa della presenza del
grande architetto.
Guidati da 2 preparate e simpatiche guide, abbiamo percorso le
strade vicentine sovente con il
naso volto all’insù, incantati dalle
facciate dei palazzi e dai racconti
che ne tratteggiavano la storia.
Abbiamo visto lo scorrere placido
del fiume Bacchiglione e la frenesia delle persone che affollavano
Piazza
dei
Signori,
occupata per buona parte da un
mercatino di piante e fiori.
Abbiamo voluto sperimentare le
prove che ci proponevano le
guide per renderci conto dei prodigi architettonici che il Palladio
metteva in atto nelle sue costruzioni per correggere suggestioni
prospettiche o per proporre particolari impressioni volumetriche.
Siamo rimasti ad ascoltare come
la storia stessa dell’economia vicentina abbia avuto come centro
vitale la piazza e la cinquecentesca, maestosa, Basilica Palladiana (detto Palazzo della
Regione), mentre ci veniva raccontato che il Comune di Vicenza
installò già nel Trecento, sulla
Torre Bissara che si erge sull’angolo meridionale della piazza, il
primo orologio meccanico ad uso
pubblico.
Ci siamo avventurati all’interno
di alcuni edifici di culto tentando
di conciliare il desiderio di ammirare con la necessità di tenere un
atteggiamento consono ai luoghi,
sperando di non aver disturbato
riti e preghiere.
Per il pranzo siamo saliti a Monte
Berico consentendo, a chi lo desiderava, di entrare, per un
omaggio alla Madonna, nel famoso Santuario a Lei dedicato.
Poi, già sulla via del ritorno perché quando si sta bene in compagnia il tempo davvero vola, pur
solo dall’esterno, abbiamo potuto
ammirare Villa Almerico Capra,
detta La Rotonda, appena fuori le
mura cittadine.
Essa stessa è senza dubbio ispirata al Pantheon di Roma, ed è
forse la villa Palladiana più conosciuta, rappresentando una delle
più celebri eredità al mondo in
ambito architettonico.
E, per finire, abbiamo “sfidato”
l’eccessiva preoccupazione della
nostra capogruppo, che cercava
di farci desistere dall’intenzione
di arrivare fino a Marostica, paventando la possibilità di rimanere intrappolati nel traffico in
considerazione che, nella stessa
giornata, si teneva un’adunata di
alpini nella vicina Bassano del
Grappa.
Abbiamo fatto bene, vero Licia?
La piazza di Marostica meritava
di correre un rischio.
Ed è forse il richiamo più forte a
ritornare in questi luoghi per vedere quanto altro di meraviglioso
propongono.
Per esempio, la tradizionale “Partita di scacchi” che richiama
ospiti da tutta Italia e non solo,
della quale abbiamo visto solo le
strutture ancora allestite.
Insomma, un’altra giornata nella
quale il connubio bei posti e ottima compagnia ha arricchito
quella che poteva essere solo
una banale gita.
E un altro tassello di ricordi per
un gruppo di amici che gode di
queste possibilità di incontrarsi
ringraziando, forse mai abbastanza, la Coopca che lo rende
possibile.
DICEMBRE 2010
I
l pastore Jacob era indeciso e la sua
incertezza aleggiava sul suo gregge
rendendo inquiete le bestie.
Oramai per lui era tempo di rimettersi
in cammino, chè la sua vita era
scandita dal ritmo degli spostamenti
del gregge fin da prima che lui
nascesse. Il suo, infatti, era un popolo
di nomadi e lui non sarebbe stato
capace di vivere nessun’altra vita se
non la sua.
Quello che non riusciva a decidere era
come comportarsi con il vecchio asino
il cui dorso era stato per Jacob
bambino il trono privilegiato dal quale
guardare la frenesia delle attività degli
adulti e la dondolante culla dei suoi
sogni infantili. Ultimamente Homer
faticava a tenere il passo del gregge,
per non parlare della sua difficoltà a
reggere il peso della soma, pur se
oramai era davvero ben poca cosa, e
della sofferenza per una piaga che gli
si era aperta sulla groppa.
Jacob si era rigirato nel suo giaciglio
tutta la notte, tenuto desto dall’urgenza
di prendere una decisione. Ma, infine,
sul far del giorno, aveva stabilito di
trasferire il gregge in un pascolo non
troppo distante e di lasciare Homer nel
fortuito ricovero che aveva trovato
nella campagna appena fuori il
villaggio di Betlemme.
Ne approfitterò, si disse, per lasciare
anche la vecchia Yocha, la mucca, che,
nell’ultimo trasferimento, si è presa una
grossa spina ad una zampa e la ferita
non si è ancora del tutto rimarginata.
Così fece.
Ripromettendosi di tornare prima
possibile dai suoi animali per verificare
la loro condizione e, poi, ricongiungerli
al gregge, caricò le sue cose sugli altri
asini della carovana, radunò il gregge,
indicò ai figli la posizione da tenere
durante il cammino per vigilare che
nessun capo andasse perduto, fece
accomodare sua moglie, con l’ultimo
nato fra le braccia, sul dorso dell’asino
che lei stessa aveva portato in dote,
riempì le mangiatoie per Homer e
Yocha, e si mise in cammino.
Yocha non diede segno di sentirsi
abbandonata e si girò verso la
mangiatoia cominciando a ruminare...
Homer invece manifestò apertamente
il suo stupore nel vedere che il suo
padrone si allontanava mentre lui era
costretto a star fermo. Ma come?
Jacob era sempre stato particolarmente
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La pagina dei bambini
affettuoso con lui e ora… gli
voltava le spalle? Forse Jacob
aveva mal interpretato qualche suo
atteggiamento considerando che
non avesse più voglia di lavorare
ma non era così…
Jacob! Jacob! Ja… Ja… ragliò Homer e
dalla gola gli uscì un suono che pareva
un lungo lamento. Se avesse potuto
parlare si sarebbe spiegato e Jacob lo
avrebbe capito.
Homer non sapeva cosa fosse il tempo
e certo non sapeva misurarlo, ma in
quella sua triste giornata egli percepì
un vuoto nel quale gli sembrò di stare
immerso a lungo. E questo è il tempo
che passò dalla partenza di Jacob e
del gregge.
Lo spiraglio di sole che entrava
dall’apertura del ricovero nel quale
si trovavano Homer e Yocha, si era
pian piano ritirato fino a scomparire
del tutto e aveva lasciato posto
all’oscurità, quando si udirono dei
passi.
Jacob… pensò Homer, è tornato a
prendermi.
E, in effetti, la sagoma di un uomo
oscurò con il suo profilo la visione
del cielo stellato. Ma quando uno
strano luccichio nel cielo notturno
gli illuminò il volto, Homer vide che
non era Jacob. E che non era solo.
Con lui c’era una ragazza.
Giovanissima. Bella di una bellezza
che mosse una sorta di commozione
perfino nel cuore del vecchio asino e
bloccò le mascelle ruminanti di
Yocha. E stanca… tanto che
entrambi gli animali si spostarono
per farle posto sulla paglia fra di
loro.
La ragazza si posò su quel letto di
fortuna e rivolse loro un dolce sorriso.
Vista da vicino era ancora più bella,
anche se (Homer se ne accorse perché
quel volto aveva catturato il suo
sguardo) la sua fronte era imperlata da
piccole gocce di sudore e le sue labbra
erano piegate in una lieve smorfia di
dolore.
Homer e Yocha, se mai avessero
potuto parlare, di certo non
avrebbero saputo raccontare quello
che avvenne subito dopo. Se mai
fossero stati dotati della parola,
avrebbero forse solo detto di aver
avuto una sorta di sogno. Un sogno
nel quale avevano visto una luce
fulgida abbracciare la ragazza stesa
sul misero giaciglio che condivideva
con loro. E, quando la luce si era
smorzata, loro avevano potuto
vedere un neonato adagiato sulla
stessa paglia mentre nell’aria si
spandeva un canto che diceva “Gloria
in excelsis Deo” e tutti i pastori che
stazionavano nei dintorni si
affacciavano incuriositi al loro riparo.
Ma Homer e Yocha, se pure non
avevano la parola, avevano il cuore…
e quella sera il loro sembrò battere più
forte del solito mentre i loro occhi si
posarono sul bambino che adesso
dormiva sereno fra le braccia della
ragazza.
E, forse, proprio il cuore suggerì loro di
avvicinarsi e di contribuire con il loro
stesso fiato a scaldare quel corpicino.
La ragazza, Maria la chiamava l’uomo
che era con lei, accarezzò i loro musi
mentre il piccolo Gesù, godendo del
tepore del loro fiato, aprì gli occhi e
rivolse loro un incredibile sorriso.
E quando Jacob tornò per sincerarsi
che stessero bene, trovò modo di
aiutare anche la piccola famigliola
perché, anche se non avrebbe
saputo spiegare come o perché,
immaginò che avesse a che fare
con l’energia e la vitalità che le sue
bestie avevano ritrovato in una
sola notte e con la serenità che gli
era scesa nel cuore davanti al
neonato.
Che notte straordinaria!
Una notte che, nei secoli futuri,
sarebbe stata ricordata come la Notte
Santa.
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Dicembre 2010