DICEMBRE 2010 RIVISTA DELLA COOPCA SOCIETÀ COOPERATIVA CARNICA DI CONSUMO Direttore responsabile: Carlo Alberto Mainardis Segretaria di redazione: Licia Busolini Reg. Trib. Tolmezzo 3/49 del 24.12.1949 Stampa: Cartostampa Chiandetti Scoprire il disegno… e realizzarlo Pensando al percorso della Cooperativa Carnica lungo le strade della propria vita e in vista del traguardo di non poco conto dell’inaugurazione del nuovo Centro Distribuzione, peraltro già attivo dal mese di Luglio del corrente anno, mi sono passate per la mente alcune parole del reverendo Martin Luther King. Se non puoi essere un pino sul monte, sii una saggina nella valle, ma sii la migliore piccola saggina sulla sponda del ruscello. Se non puoi essere un albero, sii un cespuglio. Se non puoi essere una via maestra sii un sentiero. Se non puoi essere il sole, sii una stella. Sii sempre il meglio di ciò che sei. Cerca di scoprire il disegno che sei chiamato ad essere, poi mettiti a realizzarlo nella vita. Con l’amore che questa azienda ha saputo ispirare ai propri dipendenti, mi piace pensare che ogni mossa che la Cooperativa compie sia un passo di avvicinamento non già alla realizzazione del proprio “disegno” ma di accostamento alla scoperta di quale sia e di quanto continui a rappresentare l’ideale stesso per il quale essa è nata. Decisioni, programmi, realizzazioni… scelte, insomma, che talvolta non convincono del tutto chi guarda alla Cooperativa in quanto socio, consumatore, cliente, fornitore o anche dipendente, ma che vengono assunte dopo ponderate riflessioni e ragionamenti a largo raggio. Scelte talvolta obbligate, chè certo non ci si può permettere di fermarsi a guardare la frenesia che ci circonda e che, quasi fosse dotata di una forza centrifuga, marginalizza chi perde il passo. Perché se la posizione geografica indubbiamente può essere una penalizzazione, la nostra storia e la capacità di superare momenti difficili che abbiamo dimostrato in oramai quasi 105 anni di vita sono la nostra marcia in più. Insieme con il capitale rappresentato dai nostri Soci e dai nostri Dipendenti e Collaboratori. A CURA DELLA SEGRETERIA DI REDAZIONE EDITORIALE Scelte consapevoli IL NUOVO CENTRO DISTRIBUZIONE È già una realtà attiva L’UNIONE FA LA FORZA Nasce il Consorzio Cooperativo Regionale INAUGURAZIONE A Udine è stata inaugurata la “piattaforma deperibili” RISTRUTTURAZIONI Cominciando da Trieste e Loria LE PAGINE DELLE SPIGHE Una differenza lunga 50 anni In gita sulle ombre del Palladio LA PAGINA DEI BAMBINI Una favola per Natale 2 DICEMBRE 2010 Il nuovo Centro Distribuzione Continuando a parlare di scelte, una di non poco valore, sia dal punto di vista più pragmaticamente operativo piuttosto che dal punto di vista economico, è stata senza dubbio quella di realizzare il nuovo Centro Distribuzione in Carnia, ad Amaro. Ne abbiamo già dato conto ma non ci pare superfluo ribadire che essa è stata, per certi versi, una scelta irrinunciabile. Soprattutto se letta nella prospettiva del nostro secolare radicamento al territorio. Perciò, con malcelato orgoglio, guardiamo all’arrivo della prossima primavera quando, circondati dai nostri Soci e da quanti hanno, nelle più svariate forme, contribuito alla realizzazione, festeggeremo l’inaugurazione della nuova, imponente, struttura. Che, nel frattempo, è già operativa. Infatti tutta l’operatività logistica fa capo al nuovo Centro Distribuzione fin dallo scorso mese di luglio, per quanto DICEMBRE 2010 riguarda il ricevimento e lo stoccaggio delle merci e le successive operazioni di preparazione e consegna ai Punti di Vendita e ai Clienti. Cogliamo l’occasione per ringraziare attraverso le pagine del nostro periodico tutti i dipendenti del Magazzino e della Logistica per la disponibilità e l’impegno che hanno dimostrato in occasione del trasferimento nella nuova struttura. Non è stato di poco conto, infatti, trasferire quanto stoccato in 4 magazzini diversi, per un totale di circa 14.000 pallet, nel periodo relativamente breve intercorrente tra il 12 luglio (data di inizio dell’operatività presso il Centro Distribuzione di Amaro) e il 7 agosto (data di conclusione del trasferimento delle merci e di quant’altro contenuto negli immobili nei quali si articolava la nostra attività). Ciò senza sospendere né il ricevimento né la preparazione e la consegna delle merci a punti vendita e clientela. Grazie di cuore a tutti! Avete dato prova di un significativo sentimento di appartenenza alla nostra Cooperativa e questo vi rende merito… Al presente procedono alacremente i lavori di completamento delle strutture che dovranno accogliere tutti gli uffici aziendali. Si ritiene che i lavori possano concludersi nel corso del prossimo mese di febbraio, dopodiché si darà corso al completamento del trasferimento presso la nuova struttura. All’interno dei nuovi locali troveranno, altresì, spazio anche l’Ufficio di Presidenza e la Sala per le riunioni consiliari, gli archivi e gli spazi preposti per ogni altra operatività aziendale. 3 4 DICEMBRE 2010 Ma diamo la parola al sig.Mauro Crosilla, Direttore organizzativo della Coopca, che vive in prima persona tutte le problematiche legate sia alla realizzazione del Centro Distribuzione che dell’avvio dell’attività lavorativa al suo interno. “Il Centro Distribuzione di Amaro rappresenta davvero un salto di qualità per le metodologie operative aziendali, sia in relazione alla produttività che in relazione alla sicurezza sul lavoro e ad ogni altra implicazione legata alle normative sul lavoro e all’adeguamento ottimale ai programmi aziendali. La zona dedicata al ricevimento merci è dotata di 15 portoni per lo scarico delle merci. Sia i portoni che le pedane di ancoraggio ai mezzi da scaricare sono dotate di impianto elettrico. Gli spazi adeguati davanti a ciascuna apertura e i muletti di ultima generazione consentono uno scarico più rapido, azzerando di fatto i tempi di attesa degli automezzi dei fornitori e consentendo un’operazione di stoccaggio pressoché immediata. Specularmente la zona dedicata alla spedizione delle merci è dotata di 15 pedane, anche in questo caso elettriche, che consentono un carico veloce e senza attese, che genera automaticamente un miglioramento delle modalità di consegna quanto a puntualità e rispetto dei previsti calendari dei rifornimenti. La preparazione delle merci, poi, con il nuovo sistema “voice” determina una maggiore produttività e una preparazione più agile mentre diminuisce notevolmente le possibilità di errore. Un primo approccio con la nuova struttura decisamente positivo, insomma, con la prospettiva di poter sostenere anche moli di lavoro più consistenti come è nei nostri auspici. Positiva anche l’esperienza della costruzione dell’immobile, pur nella sua complessità, se si considera che la posa della prima pietra è avvenuta il 13 luglio 2009 e che, come dicevamo, abbiamo iniziato ad operare nella nuova struttura il 12 luglio 2010. Associandomi ai ringraziamenti sopra espressi per tutto il nostro personale dipendente di Sede, vorrei esprimere un plauso anche all’Impresa appaltatrice e a quelle che stanno realizzando tutta l’impiantistica.”. DICEMBRE 2010 5 Dall’archivio aziendale riproponiamo la pagina de “La Voce” dedicata alla realizzazione del Magazzino Centrale in via della Cartotecnica a Tolmezzo. Era il mese di dicembre dell’anno 1979. Nelle pagine precedenti alcune vedute d’interno del nuovo Centro Distribuzione e degli Uffici in corso di completamento. 6 DICEMBRE 2010 L’unione fa la forza unedì 20 settembre 2010 è stato costituito, con la paternità congiunta della COOPCA Società Cooperativa Carnica di Consumo di Tolmezzo (UD) e delle COOPERATIVE OPERAIE di TRIESTE, ISTRIA e FRIULI Società Cooperativa di Trieste, un nuovo soggetto consortile chiamato CONSORZIO COOPERATIVO REGIONALE SOCIETÀ CONSORTILE A R.L.. Il novello Consorzio nasce come coronamento di un lavoro propedeutico che ha visto impegnate le due Cooperative per la migliore risposta alle comuni intenzioni di collaborazione ma anche alle legittime L esigenze di autonomia decisionale e gestionale. I diversi colloqui preparatori intervenuti a vari livelli hanno avuto come punto centrale la presa d’atto e il rispetto delle singole esperienze e della secolare storia che, pur con percorsi diversi e identità ben definite, accomuna le due Cooperative. Solo su queste solide basi di reciproco rispetto e considerazione, si è poi costruito l’impianto del Consorzio e si sono puntualizzati gli obiettivi, commerciali ed organizzativi, cui il Consorzio stesso punta. In particolare, ciò che il Consorzio si propone di realizzare è: la gestione unitaria di un “magazzino dei freschi”, allocato a Udine, per l’acquisto, la preparazione e la distribuzione sul territorio delle merci, allo scopo di realizzare sinergie e di garantire un servizio rispettoso della qualità, della convenienza e del rispetto per l’ambiente; dare vita ad un soggetto qualificato nella distribuzione organizzata della nostra Regione per la rappresentazione delle istanze dei propri associati nei riguardi delle Istituzioni Pubbliche, i Soggetti e gli Enti preposti in sede di studio e realizzazione dei piani commerciali territoriali; divenire punto di riferimento, di coesione e di aggregazione anche per altre Cooperative di Consumo o di Servizi e comunque altre Società che svolgano attività affini e/o connesse a quelle del Consorzio; sarà prerogativa del Consorzio, ai fini del conseguimento dei propri scopi statutari, poter avviare e concludere accordi con altri Enti, promuovere e partecipare ad altri Consorzi Cooperativi, gestire o creare magazzini provvedendo alla loro gestione, promuovere o partecipare ad ogni altra attività che consenta un miglioramento o comunque un raggiungimento degli scopi per i quali il Consorzio stesso è stato costituito. Il progetto è stato presentato preliminarmente anche ai rappresentanti istituzionali delle Centrali Cooperative Regionali, presidente di LegaCoop FVG dott.Renzo Marinig e presidente di ConfCooperative dott. Franco Bosio. La presentazione ha ovviamente toccato ogni aspetto attinente il nascente Consorzio ma anche le due realtà Cooperative regionali, con la loro storia e l’adesione al proprio territorio di nascita e di sviluppo, la presenza capillare sul territorio regionale di entrambe le Cooperative a raggiungere tutte le Province regionali e gli aspetti più propriamente commerciali delle quote di mercato e del fatturato. Confortati dalle risposte positive avute dai propri Rappresentanti, COOPCA e COOP.OPERAIE hanno messo a punto e definito il progetto arrivando, come dicevamo in apertura, alla sigla dell’Atto Costitutivo e degli Accordi sociali che regoleranno le attività ed ogni rapporto intercorrente fra le Cooperative costituenti e tra il Consorzio e gli eventuali altri soggetti coinvolti nell’iniziativa. Ai fini più strettamente organizzativi dell’avvio del Consorzio, lo stesso si è avvalso della collaborazione della Cooperativa ASTERCOOP Società Cooperativa di Udine, che ha messo a disposizione l’esperienza acquisita nella sua attività di prestazione di servizi quali la terziarizzazione di processi logistici aziendali in ogni fase della catena, la movimentazione di beni, prodotti, attrezzature e merci e la gestione di magazzini. DICEMBRE 2010 7 Piattaforma Freschi ASTERCOOP inaugurazione, da parte di ASTERCOOP, della “Piattaforma freschi”, avvenuta venerdì 22 ottobre u.s., ci dà occasione per illustrare un progetto, forse addirittura un sogno, e la sua realizzazione. Una realizzazione che dà forma e sostanza all’ideale stesso che ha animato fin dal suo sorgere il Movimento Cooperativo e, in particolare, la nascita di alcune realtà Cooperative nella nostra Regione. Come sempre accade per le opere dell’uomo, anche questo progetto ha avuto bisogno, oltre che della capacità di proiezione di alcuni (che possiamo ben definire “pionieri”), anche di una gestazione che ne pianificasse la concretizzazione. Non ci pare ardito, dunque, citare fra coloro che prima di altri ne hanno sognato la realizzazione il Presidente della LegaCoop FVG, dott. Renzo Marinig, che già ipotizzava la possibilità di mettere in campo sinergie economiche tra le 3 grandi Cooperative del nostro Territorio Regionale. Una sinergia, o una serie di sinergie, che consentissero di superare le vedute limitate ai propri orizzonti di ciascuna singola Cooperativa per abbracciare tutto il variegato panorama economico cooperativo regionale, dando risposta al comune interesse a collaborare senza prescindere dall’autonomia e sovranità di ciascuna Cooperativa. Da queste premesse dunque, è nato un nuovo soggetto consortile chiamato CONSORZIO COOPERATIVO REGIONALE, del quale abbiamo parlato più estesamente nell’articolo dedicato. Sottolineiamo, in questa sede, solamente quanto il lavoro propedeutico alla realizzazione di questo progetto abbia coinvolto non solo le due Cooperative protagoniste della sua costituzione, ma anche i Rappresentanti istituzionali delle Centrali Cooperative Regionali. Significativo l’apporto della Cooperativa ASTERCOOP, che, oltre a mettere a disposizione del progetto la propria esperienza, è anche proprietaria dell’immobile che ospita la piattaforma freschi alla quale l’attività del Consorzio si appoggerà. L’ Questi i preamboli, doverosi per comprendere il significato dell’opera e la soddisfazione con la quale l’evento dell’inaugurazione è stato accolto e partecipato. Il pomeriggio di venerdì 22 ottobre, dunque, gli ospiti venivano accolti nella struttura che ospita la piattaforma deperibili, da 2 maxischermi sui quali venivano proiettate delle slide che illustravano la genesi dell’impresa: n Anni ’90 • Il primo passo, con Coopca che affida ad Astercoop parti rilevanti della filiera ortofrutticola presso il Mercato Agroalimentare di Udine n Nuovo Millennio • La logistica, si realizza un primo progetto di terziarizzazione che vede come attori Coopca ed Astercoop. n 2010 • L’evoluzione, Coopca e Astercoop progettano e realizzano la nuova piattaforma deperibili aggiungendo alla filiera dell’ortofrutta anche salumi e latticini n Ottobre 2010 • Il CCR, le due storiche Cooperative regionali, la Coopca di Tolmezzo e le Cooperative Operaie di Trieste, costituiscono il Consorzio Cooperativo Regionale che trova sede presso la piattaforma deperibili di Astercoop. Il presidente di Astercoop, Livio Nanino, ha così introdotto l’ufficialità della cerimonia: “Per realizzare un manufatto come questo, bisogna prima pensarlo, non tanto dal punto di vista costruttivo, ma di contenuti e di destinazione d’uso. Ebbene il progetto trova l’humus dove germogliare nello stretto rapporto, ormai più che decennale, tra due cooperative, Aster Coop e Cooperativa Carnica e permette di passare dall’ideazione alla realizzazione. 8 DICEMBRE 2010 Una realizzazione per la quale si può ben dire di aver fatto un lavoro straordinario, visto che il cantiere si è aperto praticamente ad Aprile dell’anno in corso. Gran parte della realizzazione è stata eseguita da importanti cooperative friulane. Non per protezionismo! Non per vicinanze associative! Ma per pervicace volontà della committente Aster Coop di ottenere il miglior risultato imprenditoriale. E questo è stato tanto più agevole da ottenere nell’interazione con chi ha saputo ascoltarci ed interpretare le nostre esigenze, offrendo il proprio bagaglio di competenze e mettendolo a disposizione del progetto con un atteggiamento proattivo, direi COOPERATIVO. Un atteggiamento che anche noi, in quanto Cooperativa, abbiamo scritto nel nostro DNA. Questa realizzazione nasce da una precisa scelta di Aster Coop, da una analisi onesta delle proprie debolezze, ma anche e soprattutto delle proprie peculiarità e punti di forza. Debolezza di fronte all’internazionalizzazione alla quale le Cooperative devono opporre il radicamento al territorio, tipico delle vere cooperative e, pertanto, contemporaneamente anche nostre peculiarità e punto di forza. La scelta, poi, si compendia nell’evidenza che la vocazione di filiera per noi non è uno slogan, è un dovere! Noi pensiamo che per partecipare ad una filiera, soprattutto quando questa filiera nasce ed è prerogativa di un territorio, prima che business sia necessario condividere la cultura. Di questa cultura, di questo radicamento, sono un chiaro esempio anche COOPCA e COOP. OPERAIE ed è perciò che è motivo di orgoglio poter anticipare che La nuova struttura è pronta per l’inaugurazione. Nella pagina precedente alcuni momenti della cerimonia. con loro stiamo per realizzare altri importanti progetti.” Da parte sua, il nostro Presidente, nel proprio intervento, ha voluto sottolineare “l’orgoglio di rappresentare una delle storiche Cooperative della Regione, La Cooperativa Carnica di Tolmezzo, nata nel lontano 1906. Orgoglio per la Storia passata che questa Cooperativa vanta e per la ottimistica visione del futuro che, pur in un periodo nel quale la congiuntura economica è ben poco favorevole a progetti di espansione o anche solo di consolidamento, bene è rappresentata dall’imponente opera che la Coopca sta realizzando nel Suo territorio storico. Quella Carnia troppe volte “agitata” come un vessillo di pessimismo o una realtà scarsamente favorita nei piani economici di livello. Proprio in questo tempo e in questa terra, la Coopca ha progettato e realizzato il proprio nuovo Centro Distribuzione.” Dai progetti alla realizzazione, ecco alcuni dati e alcuni numeri che rappresentano la nuova Piattaforma Deperibili, all’interno della quale è già operativo il Reparto Deperibili della Coopca. • 6.800 mq di celle frigo di cui 2000 destinati a Surgelati (-25°), 3000 alla linea Salumi e Latticini (2/4°) e 1700 per la linea Ortofrutta (+ 12°) per uno stoccaggio a temperatura controllata • Servizio certificato • Aree dotate di scaffalature e copertura in radiofrequenza • Impianto Fotovoltaico per oltre 500 Kw nominali • Investimento complessivo in opera per 6 milioni di EURO. DICEMBRE 2010 9 Da Trieste a Loria alla Rete TRIESTE are corso alla ristrutturazione di un Supermercato ha implicazioni ben più ampie del semplice “risistemare” l’immobile aggiornando la disposizione della merce secondo le, eventuali, nuove filosofie commerciali. Certamente l’intervento non può prescindere dall’esigenza di adeguare la struttura anche all’aumentato numero delle referenze in vendita né al legittimo desiderio di raggiungere un obiettivo che migliori i risultati del negozio in termini di attrazione della clientela e di conseguente aumento delle vendite. Nel caso specifico del Supermercato di via Pirano a Trieste, la sfida era anche quella di rafforzare l’immagine della Coopca nel capoluogo della nostra Regione. Se, poi, il suddetto Supermercato fa parte di una catena di negozi, la ristrutturazione stessa diventa anche banco di prova per i successivi interventi strutturali. Con queste premesse, a metà febbraio 2010 abbiamo, dunque, avviato i programmati lavori di ristrutturazione, con una serie di interventi volti a modificare in modo radicale l’impostazione del Supermercato inteso come “scatola” di contenimento della nostra attività commerciale. Dalla pavimentazione alle scaffalature, dai banchi ai frigoriferi, dalla tinteggiatura delle pareti agli impianti tutti passando per il corridoio d’ingresso e lo spazio dedicato all’ufficio e al banco accoglienza, arrivando alla caratterizzazione del Punto Vendita, con un notevole sforzo fisico ed economico che ha coinvolto il personale della Cooperativa del negozio di Trieste, degli altri negozi che hanno collaborato e delle Sede con gli uffici commerciali e con la logistica. D Il tutto “condito” dalla pazienza e dalla fedeltà dimostrate da Soci e Clienti, ai quali rivolgiamo un sentito ringraziamento, che hanno continuato a visitarci in quei giorni “polverosi”, sopportando i disagi, i rumori e il turbinoso spostamento della posizione dei prodotti che facevano da contorno all’avanzamento dei lavori. Il Supermercato è stato chiuso al pubblico solamente nei tre giorni conclusivi dei lavori, per consentire la sistemazione degli ultimi dettagli e la preparazione della veste migliore con la quale ripresentarsi alla Clientela. Il 22 luglio le porte del Supermercato si sono riaperte sulla nuova realtà orientata in modo prevalente alla proposta dei prodotti alimentari “freschi” anche con l’introduzione di un reparto pescheria adeguato nella dimensione e nell’assortimento. All’interno del reparto salumi e latticini sono state predisposte la pizzeria e la panetteria. L’una con un’ampia proposta di pizze intere o a trancio, preparate dal personale del Supermercato, e con la possibilità di asporto. L’altra a proporre la doratura del pane surgelato precotto che, esposto in appositi armadi vetrati, consente alla clientela di servirsi da sola. La macelleria, per finire, pur rimanendo nella zona del negozio in cui era presente prima della ristrutturazione, ha assunto una maggiore visibilità. Nel contempo si sono previsti due percorsi interni al Supermercato che consentissero, soprattutto al visitatore quotidiano, di optare 10 DICEMBRE 2010 per la spesa veloce per la quale si sono accorpati nella zona più prossima all’ingresso i reparti ortofrutta, salumi e latticini, surgelati e macelleria, piuttosto che per la fruizione di tutti gli spazi espositivi e, quindi, di tutto l’assortimento disponibile. A distanza di qualche mese ci pare di poter dire che i Clienti hanno confermato la riuscita della ristrutturazione, non solo attraverso espressioni verbali di apprezzamento ma anche dimostrando di riconoscerci quale punto di riferimento per gli acquisti quotidiani. Anche sulla base di questo consenso la Coopca darà corso, progressivamente, alla riambientazione di altri Supermercati per renderli conformi alla nuova veste indossata per primo dal Supermercato di Trieste. LORIA sette anni dalla acquisizione del Supercoop di Loria, Coopca ha deciso di intervenire in modo radicale sul lay-out, sul display, sulla ambientazione, sull’assortimento e sulla linea prezzi. In collaborazione con esperti del settore di Coop Italia è stato preparato un nuovo lay-out per dare un’immagine nuova ed accattivante del punto vendita, con lo spostamento del reparto ortofrutta all’entrata del negozio; razionalizzazione del reparto salumi ed aumento dello spazio dedicato alla gastronomia, in particolare del take-away; creazione di una zona centrale per l’esposizione e l’evidenziazione in maniera massiccia delle offerte speciali; inserimento del forno per la doratura del pane accostato alla proposta della vendita del pane a libero servizio; caratterizzazione del reparto vini e, in generale, riproposizione secondo le più innovative indicazioni da parte degli esperti di settore, di ogni altro Reparto. Contestualmente si è posto mano anche ai prezzi di vendita per far sì che gli stessi possano esprimere maggiore competitività rispetto al mercato di riferimento. Sul fronte dell’immagine si è intervenuti sulle basi di uno specifico studio grafico volto ad ottenere un maggior risalto delle merci anche con l’ausilio di una specifica teoria sul cromatismo. Colori forti come il nero e il blu, scaffali profilati e dotati di chiare segnalazioni, banchi avvolgenti e capienti per l’esposizione dei prodotti, dunque, che hanno contribuito ad ottenere un risultato professionale e gradevole al tempo stesso. I lavori di ristrutturazione sono durati circa due mesi durante i quali, inevitabilmente, i clienti hanno A dovuto subire alcuni disagi e gratificarci della loro comprensione. Dopo una chiusura obbligata di tre giorni per consentire il migliore completamento delle opere strutturali e della sistemazione dei prodotti in esposizione, giovedì 14 ottobre 2010 il negozio si è proposto nella sua nuova veste, invitando i clienti abituali e, perché no, anche quelli nuovi o meno affezionati, a festeggiare con cappuccino e brioches al mattino e assaggi dei piatti tradizionali carnici, quali polenta e frico, nel corso della giornata. La risposta, in termini di gradimento, da parte della clientela, è stata molto positiva ma auspichiamo che i risultati possano ancora essere migliorati, grazie al coinvolgimento entusiasta e convinto del nostro personale che, nell’occasione, vogliamo pubblicamente ringraziare. DICEMBRE 2010 11 Le pagine delle “Spighe” Una differenza lunga 50 anni… ome “Anziani del Lavoro” della nostra Cooperativa, talvolta, ci vantiamo della nostra conoscenza dell’Azienda e di come siamo stati testimoni di una serie di cambiamenti che hanno radicalmente trasformato il modo di lavorare nel nostro settore, il commercio. Per provarlo, abbiamo voluto ipotizzare una “intervista doppia” rispettivamente ad un gerente di uno spaccio della Cooperativa Carnica di 50 anni fa e al responsabile di un supermercato della Coopca di oggi… Per fare ciò, abbiamo cercato nella nostra memoria, sia in quella delle esperienze vissute direttamente che in quella generata dalle nozioni che si sono apprese da ogni altra fonte disponibile, per stilare un vocabolario dei termini utilizzati rispettivamente. Certamente per alcune lettere i termini erano tanti mentre per altre ci si è trovati dinanzi ad un abbinamento non facile. In alcuni casi, poi, si sarebbero voluti scrivere dei nomi propri. I nomi delle persone pensando ai quali certe C parole prendevano forma: • il gerente dello Spaccio del proprio paese o sua moglie, onnipresente dietro il grande banco di legno e sempre pronta a dispensare consigli alle clienti; • ancora i gerenti, che venivano in ufficio per sbrigare mansioni professionali ma non mancavano mai di portare un sorriso e di dimostrarsi interessati anche alla vita degli impiegati con i quali, verificando operazioni e conteggi, condividevano stralci della propria; • l’operaio del Mulino con cui si sono condivise fatiche ed NEL 1960 A ASSEMBLEA dei SOCI Per sapere, capire, partecipare... OGGI ASSORTIMENTO A Da lavorare perché il cliente lo trovi nella migliore condizione B CONSEGNA A DOMICILIO C Perché il gerente era attrezzato al trasporto anche di quantitavi grandi e il cliente, spesso, aveva solo la gerla Perché alcuni clienti potevano venire solo di domenica a fare la spesa Perché in cassa i prodotti si fanno leggere e riconoscere COLLECTION C DOMENICA D Perché il cliente vuole poter scegliere da una proposta vasta e completa BARCODE BACCALÁ B apprensioni derivanti, a chi scrive, da un primo lavoro faticoso e apparentemente senza grandi prospettive; • le colleghe e i colleghi di lavoro della Cantina che, tra un imbottigliamento e una cisterna da pulire, raccontavano aneddoti di persone che finiva per conoscere anche chi che non le aveva mai incontrate; • le dipendenti della Cooperativa che condividevano lo spogliatoio nella vecchia Sede e stringevano rapporti di amicizia che continuano ad essere importanti anche se la frequentazione non è delle più assidue; • Direttori, Presidenti, Amministratori che abbiamo conosciuto realmente o solo dai documenti che ce ne hanno tramandato le qualità professionali, la ricchezza di umanità e il profilo morale. E che abbiamo stimato e apprezzato. Potrebbe essere un altro “elenco alfabetico”. Ma sarebbe davvero molto lungo perché la Coopca è una giovane signora più che centenaria e molte persone hanno intrecciato la propria storia con la sua. D Perché adesso è ancora più facile fare la raccolta dei punti DISPLAY Per la fila, per le informazioni, per i suggerimenti… EMANCIPAZIONE E Perché molte donne si sono affrancate da una condizione di sudditanza lavorando in Cooperativa Carnica E ESPOSITORE Perché certi articoli si fanno notare 12 DICEMBRE 2010 F G FIGURINE RACCOLTA Perché ci ricordiamo ancora dell’Olandesina GERENTE Perché era lui che identificava la Cooperativa FIDELITY CARD F G Perché il cliente affezionato ha il suo nome sullo scontrino GDO Perché spesso si parla per sigle H H Lettera muta, si diceva a scuola… perché non c’erano tante parole straniere nel nostro vocabolario H INVENTARIO I Una volta all’anno si “toccavano” tutto gli articoli presenti nel negozio. Per contarli e controllarli. I LIBRETTO DELLA SPESA L Perché i soldi contanti non erano sempre disponibili Sovente, oltre alla vendita di alimentari, il gerente gestiva anche una “mescita di vino” Perché per raggiungere i paesi durante l’inverno si affrontavano vere e proprie peripezie IPERMERCATO Perché ci trovi proprio tutto Per non girare a vuoto cercando gli articoli che servono MARKETING M NEVE N Perché il “marchio” fa la differenza LAY-OUT L MESCITA M HOUSE BRAND Perché vogliamo capire le aspettative dei clienti per poterle soddisfare NON-FOOD N Per non dover correre da un negozio all’altro anche per le piccole cose di uso quotidiano OLIO O Uno dei prodotti che richiedevano cure speciali. Nel suo caso per non lasciarlo gelare durante l’inverno O OFFERTA Perchè rende “speciale” la spesa DICEMBRE 2010 PASTA TRE “C” P La pasta della Cooperatica Carnica Consumo. Quella dello slogan “Mangia ogni dì pasta 3 C” PACKAGING P QUADERNO Q Quello con la copertina nera e i profili delle pagine rossi… su cui riportare gli appunti più importanti Q Perché a fine anno la Cooperativa riprendeva gli importi della spesa e ci riconosceva uno sconto R SPACCIO S Aperto in quasi ogni Paese della Carnia… Davvero “vicino a te, ogni giorno” Perché, con alcuni accorgimenti, una bicicletta diventava un ottimo mezzo di trasporto T UOMINI… e DONNE U Quelli che hanno speso la loro vita in Cooperativa, contribuendo a renderla la grande Azienda che è Perché aspettavamo l’arrivo del nostro giornalino e lo leggevamo tutto d’un fiato V Ma anche crusca, semola, pannello di lino e gli altri mangimi… del Mulino della Cooperativa Perché dagli spacci ai supermercati agli ipermercati… anche le parole si adattano alla modernità Perché l’assortimento va di pari passo con la stagionalità TAKE-AWAY Per venire incontro a chi ha sempre meno tempo Quella che emerge da un libro che voleva essere un omaggio alla Cooperativa… e chissà se c’è riuscito VISUAL MERCHANDISING Perchè farsi riconoscere è molto importante ZECCA… di STATO ZOOLATTE Z Per capire dove siamo posizionati UNA VITA IN COOPERATIVA CARNICA U VOCE DELLA COOPERAZIONE V QUOTE di MERCATO STOCK S TRICICLO T Perché anche gli articoli amano pavoneggiarsi con gli abiti più adatti alla situazione RETAIL STORES RISTORNO R 13 Z Perchè molte cose sono solo in apparenza diverse. Altre sono radicalmente cambiate. A cominciare dalla valuta… 14 DICEMBRE 2010 Cercare le impronte del Palladio Q uesto è stato il senso della gita che gli Anziani del Lavoro della Coopca hanno fatto domenica 19 settembre. Ed è stato un piacevole cercare e un bellissimo trovare. Facile, peraltro, essendo la splendida città di Vicenza, meta principale della gita, intrisa della presenza del grande architetto. Guidati da 2 preparate e simpatiche guide, abbiamo percorso le strade vicentine sovente con il naso volto all’insù, incantati dalle facciate dei palazzi e dai racconti che ne tratteggiavano la storia. Abbiamo visto lo scorrere placido del fiume Bacchiglione e la frenesia delle persone che affollavano Piazza dei Signori, occupata per buona parte da un mercatino di piante e fiori. Abbiamo voluto sperimentare le prove che ci proponevano le guide per renderci conto dei prodigi architettonici che il Palladio metteva in atto nelle sue costruzioni per correggere suggestioni prospettiche o per proporre particolari impressioni volumetriche. Siamo rimasti ad ascoltare come la storia stessa dell’economia vicentina abbia avuto come centro vitale la piazza e la cinquecentesca, maestosa, Basilica Palladiana (detto Palazzo della Regione), mentre ci veniva raccontato che il Comune di Vicenza installò già nel Trecento, sulla Torre Bissara che si erge sull’angolo meridionale della piazza, il primo orologio meccanico ad uso pubblico. Ci siamo avventurati all’interno di alcuni edifici di culto tentando di conciliare il desiderio di ammirare con la necessità di tenere un atteggiamento consono ai luoghi, sperando di non aver disturbato riti e preghiere. Per il pranzo siamo saliti a Monte Berico consentendo, a chi lo desiderava, di entrare, per un omaggio alla Madonna, nel famoso Santuario a Lei dedicato. Poi, già sulla via del ritorno perché quando si sta bene in compagnia il tempo davvero vola, pur solo dall’esterno, abbiamo potuto ammirare Villa Almerico Capra, detta La Rotonda, appena fuori le mura cittadine. Essa stessa è senza dubbio ispirata al Pantheon di Roma, ed è forse la villa Palladiana più conosciuta, rappresentando una delle più celebri eredità al mondo in ambito architettonico. E, per finire, abbiamo “sfidato” l’eccessiva preoccupazione della nostra capogruppo, che cercava di farci desistere dall’intenzione di arrivare fino a Marostica, paventando la possibilità di rimanere intrappolati nel traffico in considerazione che, nella stessa giornata, si teneva un’adunata di alpini nella vicina Bassano del Grappa. Abbiamo fatto bene, vero Licia? La piazza di Marostica meritava di correre un rischio. Ed è forse il richiamo più forte a ritornare in questi luoghi per vedere quanto altro di meraviglioso propongono. Per esempio, la tradizionale “Partita di scacchi” che richiama ospiti da tutta Italia e non solo, della quale abbiamo visto solo le strutture ancora allestite. Insomma, un’altra giornata nella quale il connubio bei posti e ottima compagnia ha arricchito quella che poteva essere solo una banale gita. E un altro tassello di ricordi per un gruppo di amici che gode di queste possibilità di incontrarsi ringraziando, forse mai abbastanza, la Coopca che lo rende possibile. DICEMBRE 2010 I l pastore Jacob era indeciso e la sua incertezza aleggiava sul suo gregge rendendo inquiete le bestie. Oramai per lui era tempo di rimettersi in cammino, chè la sua vita era scandita dal ritmo degli spostamenti del gregge fin da prima che lui nascesse. Il suo, infatti, era un popolo di nomadi e lui non sarebbe stato capace di vivere nessun’altra vita se non la sua. Quello che non riusciva a decidere era come comportarsi con il vecchio asino il cui dorso era stato per Jacob bambino il trono privilegiato dal quale guardare la frenesia delle attività degli adulti e la dondolante culla dei suoi sogni infantili. Ultimamente Homer faticava a tenere il passo del gregge, per non parlare della sua difficoltà a reggere il peso della soma, pur se oramai era davvero ben poca cosa, e della sofferenza per una piaga che gli si era aperta sulla groppa. Jacob si era rigirato nel suo giaciglio tutta la notte, tenuto desto dall’urgenza di prendere una decisione. Ma, infine, sul far del giorno, aveva stabilito di trasferire il gregge in un pascolo non troppo distante e di lasciare Homer nel fortuito ricovero che aveva trovato nella campagna appena fuori il villaggio di Betlemme. Ne approfitterò, si disse, per lasciare anche la vecchia Yocha, la mucca, che, nell’ultimo trasferimento, si è presa una grossa spina ad una zampa e la ferita non si è ancora del tutto rimarginata. Così fece. Ripromettendosi di tornare prima possibile dai suoi animali per verificare la loro condizione e, poi, ricongiungerli al gregge, caricò le sue cose sugli altri asini della carovana, radunò il gregge, indicò ai figli la posizione da tenere durante il cammino per vigilare che nessun capo andasse perduto, fece accomodare sua moglie, con l’ultimo nato fra le braccia, sul dorso dell’asino che lei stessa aveva portato in dote, riempì le mangiatoie per Homer e Yocha, e si mise in cammino. Yocha non diede segno di sentirsi abbandonata e si girò verso la mangiatoia cominciando a ruminare... Homer invece manifestò apertamente il suo stupore nel vedere che il suo padrone si allontanava mentre lui era costretto a star fermo. Ma come? Jacob era sempre stato particolarmente 15 La pagina dei bambini affettuoso con lui e ora… gli voltava le spalle? Forse Jacob aveva mal interpretato qualche suo atteggiamento considerando che non avesse più voglia di lavorare ma non era così… Jacob! Jacob! Ja… Ja… ragliò Homer e dalla gola gli uscì un suono che pareva un lungo lamento. Se avesse potuto parlare si sarebbe spiegato e Jacob lo avrebbe capito. Homer non sapeva cosa fosse il tempo e certo non sapeva misurarlo, ma in quella sua triste giornata egli percepì un vuoto nel quale gli sembrò di stare immerso a lungo. E questo è il tempo che passò dalla partenza di Jacob e del gregge. Lo spiraglio di sole che entrava dall’apertura del ricovero nel quale si trovavano Homer e Yocha, si era pian piano ritirato fino a scomparire del tutto e aveva lasciato posto all’oscurità, quando si udirono dei passi. Jacob… pensò Homer, è tornato a prendermi. E, in effetti, la sagoma di un uomo oscurò con il suo profilo la visione del cielo stellato. Ma quando uno strano luccichio nel cielo notturno gli illuminò il volto, Homer vide che non era Jacob. E che non era solo. Con lui c’era una ragazza. Giovanissima. Bella di una bellezza che mosse una sorta di commozione perfino nel cuore del vecchio asino e bloccò le mascelle ruminanti di Yocha. E stanca… tanto che entrambi gli animali si spostarono per farle posto sulla paglia fra di loro. La ragazza si posò su quel letto di fortuna e rivolse loro un dolce sorriso. Vista da vicino era ancora più bella, anche se (Homer se ne accorse perché quel volto aveva catturato il suo sguardo) la sua fronte era imperlata da piccole gocce di sudore e le sue labbra erano piegate in una lieve smorfia di dolore. Homer e Yocha, se mai avessero potuto parlare, di certo non avrebbero saputo raccontare quello che avvenne subito dopo. Se mai fossero stati dotati della parola, avrebbero forse solo detto di aver avuto una sorta di sogno. Un sogno nel quale avevano visto una luce fulgida abbracciare la ragazza stesa sul misero giaciglio che condivideva con loro. E, quando la luce si era smorzata, loro avevano potuto vedere un neonato adagiato sulla stessa paglia mentre nell’aria si spandeva un canto che diceva “Gloria in excelsis Deo” e tutti i pastori che stazionavano nei dintorni si affacciavano incuriositi al loro riparo. Ma Homer e Yocha, se pure non avevano la parola, avevano il cuore… e quella sera il loro sembrò battere più forte del solito mentre i loro occhi si posarono sul bambino che adesso dormiva sereno fra le braccia della ragazza. E, forse, proprio il cuore suggerì loro di avvicinarsi e di contribuire con il loro stesso fiato a scaldare quel corpicino. La ragazza, Maria la chiamava l’uomo che era con lei, accarezzò i loro musi mentre il piccolo Gesù, godendo del tepore del loro fiato, aprì gli occhi e rivolse loro un incredibile sorriso. E quando Jacob tornò per sincerarsi che stessero bene, trovò modo di aiutare anche la piccola famigliola perché, anche se non avrebbe saputo spiegare come o perché, immaginò che avesse a che fare con l’energia e la vitalità che le sue bestie avevano ritrovato in una sola notte e con la serenità che gli era scesa nel cuore davanti al neonato. Che notte straordinaria! Una notte che, nei secoli futuri, sarebbe stata ricordata come la Notte Santa.