NOTIZIARIO
DELLA COMUNITÀ PARROCCHIALE PER IL QUARTIERE
- DICEMBRE 2010 - ANNO LXI, N. 3
Buon Natale
La chiesa
che è in Dalmine
Una nuova
generazzione
di cattolici in
politica
Presepio in
famiglia
40 anni
di sport
Ordinazione
diaconale
di Don Morris
55° di
Sacerdozio
di Don Tommaso
Un operaio
in TV
PARROCCHIA
SACRO CUORE IMMACOLATO DI MARIA
Don Cristiano Pedrini
Via Pesenti, 50 - 24044 Dalmine Brembo
/ Fax
035 56.57.44 - Cell. 339.619.17.35
E-mail: [email protected]
Don Tommaso Barcella
Via P. Lazzaroni, 32 - 035 56.40.10 - Cell. 340.90.34.095
E-mail: [email protected]
Sito web dell’oratorio: www.oratoriobrembo.it
Sito web: www.parrocchie.it/dalmine/brembo
S
OMMARIO: In questo numero troviamo due argomenti centrali:
IL PRESEPIO E LA GRATUITÀ.
• La Scintilla di Natale
•“Costruire la città” è una rubrica che invita a riflettere sul contributo che i cattolici
possono dare per migliorare la vita delle nostre comunità e della nostra città. Forte
è il richiamo del Papa a formare da parte delle comunità una nuova generazione di
cattolici per la politica. Questo avviene anche attraverso iniziative che le parrocchie
promuovono insieme, per testimoniare l’unica Chiesa che è in Dalmine.
• La chiesa che è in Dalmine
• Una nuova generazione di cattolici in politica
• Continuano le testimonianze sulla presenza (o assenza) della gratuità nella nostra
vita. Testimonianze
• Ordinazione Diaconalre di Don Morris Pagnoncelli
• 55° di Sacerdozio di Don Tommaso Barcella
•Il Museo del Presepio è uno degli elementi che valorizza non solo il nostro
quartiere, ma la città di Dalmine.
Natale è il momento di grande impegno per gli Amici del Presepio, che promuovono
con la parrocchia il concorso “Presepio in famiglia”.
Vi invitiamo a inviare le foto dei vostri presepi familiari al sito dell’Oratorio.
• 40 anni di Sport: SS Calcio brembo
• Un operaio in TV
• Rubrica : Visti e letti per Voi
La Voce di Brembo
Notiziario della
Comunità parrocchiale
DIREZIONE:
Don Cristiano Pedrini
REDAZIONE:
Gianmario Barcella,
Gaudenzio Corna,
Michele Danesi,
Paolo Lecchi,
Marco Maestroni,
Claudio Pesenti,
Fabio Scarpellini,
Daniele Tomasoni
(webmaster del sito
dell’Oratorio)
Hanno collaborato a
questo numero:
Elda Previtali, Enzo
Suardi, don Morris
Pagnoncelli, Gruppo
Famiglia, don Diego
Gruppo catechisti e
animatori, Claudio
Pesenti, Claudio Danesi
presidente degli Amici
del Presepio,
Angelo Sorti, Antonio
Stefano Rigamonti,
Sergio Bertoletti,
Michele Danesi,
don Tommaso Barcella,
don Cristiano Pedrini
Fotografie di:
Fabio Scarpellini
Stampa:
CIEFFEGI Litografia srl
Lallio (BG)
Foto di copertina:
NATIVITA’
Statue in cartapesta
inizio sec.1900.
(Museo del Presepio)
SCUOLA D’INFANZIA “DON GIACOMO PIAZZOLI”
SCUOLA D’INFANZIA “S. FILIPPO NERI”
Via Pesenti, 57 - Tel. (035) 56.12.47
(scuola interparrocchiale)
V. Vittorio Veneto, 3 Tel. (035) 56.11.30
SCUOLA PRIMARIA “EDMONDO DE AMICIS”
Via 25 Aprile, 172 - Tel. (035) 56.24.20
DIREZIONE DIDATTICA
Viale Betelli, 17 - Tel. (035) 56.21.93
SCUOLA SECONDARIA 1° GRADO “ALDO MORO”
Via Olimpiadi, - Tel. (035) 56.15.26
REV.DE SUORE ORSOLINE
Tel. (035) 56.21.32
CENTRO DI PRIMO ASCOLTO
Viale Betelli, 1/A - Tel. (035) 37.02.20
MUSEO DEL PRESEPIO
Via 25 Aprile, 179 - Tel. (035) 56.33.83
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La Voce di Brembo
La scintilla di Natale
mezzanotte, ma non del 24
È dicembre. Manca ancora il
clima natalizio e mi ritrovo a dover scrivere queste righe senza
una brillante ispirazione e con
un bel po’ di stanchezza. Provo
dunque a leggere i vari articoli
di questo numero per poterli
“legare” tra loro e offrire una
possibile chiave di lettura. Incredibile. Stavolta sono gli articoli
che “legano” me. Mi mettono con
le spalle al muro, mi provocano,
mi convertono. Non nascondo
che questi primi mesi sono stati
difficili, alle prese con una ripartenza piuttosto faticosa e ingessata. Difficoltà in diverse famiglie, stupidi attriti, situazioni economiche faticose e malattie
improvvise ci hanno un po’ condizionato. Dopo un momento iniziale di sbigottimento però le difficoltà ci obbligano a reagire. La
sensazione invece che mi porto
dentro è un silenzio di rassegnata e addormentata stanchezza.
Ogni giornata è piena di mille
cose da fare, ciascuno pensa ai
suoi problemi e … si aspetta sempre qualcuno che “rompa il
ghiaccio”. Chiudersi nel privato
non può essere la soluzione ed è
evitare di vedere il problema solo perché si decide di tenere
chiusi gli occhi.
Dobbiamo e possiamo alzare il
livello dei nostri legami, abbiamo il diritto di desiderare relazioni più autentiche! Si comincia
dall’essere uomini che sanno dare la “sveglia” non a forza di tristi rimproveri e accuse, ma con
l’entusiasmo di una disponibilità
solare e generosa.
Capita a tutti di cascare nel tranello e anch’io devo ringraziare
la caparbietà di qualcuno, le piccole attenzioni di altri … e le ri-
ghe scritte da chi ha fatto o ripercorso importanti scelte di vita
(pag. 8-9-10-11) perchè mi hanno di nuovo “costretto” a guardare il cielo. Già … mi sento spesso,
per non so quale miracolo, obbligato a vedere il bello. È come
quando oggi, dopo lunghi giorni
di pioggia, sono uscito di casa e il
sole faceva esplodere l’erba e il
cielo di colori intensissimi. Quante volte avrò visto quel pezzo di
parco? Eppure oggi tutto gridava
la gioia della vita!
Resta vero che l’atmosfera esterna aiuta quella che sta “dentro” e
la pace interiore rasserena e illumina gli occhi per riscoprire il
“fuori”. È necessaria però una
“scintilla” per mettere in moto il
tutto.
In archivio trovo un’immagine di
Natale. Strana. Maria dorme
stringendo a sé il piccolo appena
nato. Dolore, gioia, preoccupazione, sorpresa … emozioni fortissime che terminano nell’abbandono di un riposo pieno di fiducia. L’abbraccio forte tra una
madre e un figlio non hanno cer-
to il sapore della resa, ma della
serenità di chi si sente al sicuro e
pronto per un risveglio pieno di
speranza.
La scintilla del Natale risvegli
tutta la nostra vita, ci permetta
di sentirci sorretti da un amore
rispettoso e tenace e ci incoraggi
ad offrire fiducia e libertà. Così
fa una mamma per il suo bambino, così fa Dio con noi. Nella
mangiatoia probabilmente c’era
paglia e fieno. Se come paglia ci
lasciassimo incendiare dalla
“scintilla di Natale”, se cioè imparassimo tutti la lezione di
quell’abbraccio … che Natale faremmo, che vita potremo ricominciare a scrivere!
Serve solo che la “scintilla” tocchi la paglia, che Gesù arrivi nella nostra vita. Buon Natale!
Approfitto delle righe che mi rimangono per rinnovare il mio
GRAZIE a tutta la comunità … Se
anche il mio sonno è spesso tranquillo lo devo certamente alla
pazienza e alla comprensione
che mi viene riservata. Ma … giusto per “complicarci un po’ la vita e il sonno”… dopo aver sentito
il Consiglio per gli Affari Economici e il Consiglio Pastorale abbiamo deciso di completare la ristrutturazione della nostra Chiesa. A fine giugno pensiamo di iniziare i lavori approfittando del
periodo estivo. Col nuovo anno
saremo più precisi sul tipo di intervento. Ancora uno sforzo, ma
per rendere sempre più bella la
nostra vita. Anche così ci diciamo in Chi crediamo e cosa sorregge la nostra esistenza. Anche
la Chiesa … è la scintilla di Natale, del nostro natale!
Don Cristiano
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La Voce di Brembo
Avvento 2010: Io GRATIS per te ...
Il tempo forte dell’AVVENTO inaugura il nuovo anno
liturgico e ci vuole preparare nel migliore dei modi a
vivere in pienezza il NATALE. Gesù si dona GRATUITAMENTE a ciascuno di noi, VIENE in ogni nostra FAMIGLIA.
Per accoglierlo dovremo SPALANCARE GLI OCCHI e
riconoscerlo in chi ci sta accanto, soprattutto dentro
le nostre case.
Ecco perché ogni settimana porremo attenzione e
cercheremo di “imparare la lezione” che ciascuno dei
nostri familiari (nonni, figli, mamme, papà …) ogni
giorno ci donano con la loro vita.
•
Ogni sera, TUTTA la FAMIGLIA si ritrova insieme per
pochi minuti di preghiera. Dopo aver acceso la CANDELA si prende il LIBRETTO settimanale e, seguendo
la traccia, si può stare insieme e pregare Gesù.
•
Il SABATO SERA (4 - 11 - 18 dic.) ci si può riunire a
gruppi di 3-4 famiglie per pregare insieme “LA CHIESA IN CASA”. A rotazione si fa visita ad ogni casa. E
dopo la preghiera una fetta di torta non guasta!
•
Il MERCOLEDI’ SERA (1 e 15 dic.) è proposto in cappellina dell’oratorio un incontro di riflessionepreghiera “IN ATTESA DEL NATALE” per tutti: giovani
e adulti, catechisti e genitori.
•
La DOMENICA POMERIGGIO in Oratorio sono organizzati giochi e lavoretti per Natale.
TEMI
I sett
Io LUCE per te
la saggezza dei NONNI
II sett
Io CORAGGIO per te
l’entusiasmo dei PICCOLI
III sett
Io GIOIA per te
la dolcezza della MAMMA
IV sett
Io FORZA per te
la tenacia del PAPA’
Sarebbe davvero bello se in Avvento potessimo “svegliarci”
dalle nostre abitudini e “darci una mossa”. Abbiamo solo
l’imbarazzo della scelta: Preghiera dello scolaro o partecipare alla Messa feriale, costruire il Presepio e iscriversi al concorso.
PROPOSTE e ATTIVITA’
Ogni settimana ci verrà donato un AQUILONE.
Opportunamente “tagliato, piegato e incollato”
diventerà un lato di una meravigliosa LANTERNA. Già, perché Natale è la festa della LUCE … e
in Avvento attendiamo svegli, con “le lampade
accese” Gesù, la “Luce vera che illumina il mondo”.
La chiesa che è in Dalmine
•
Il 6 gennaio, solennità dell’Epifania, con le LANTERNE accese vivremo il PRESEPIO VIVENTE alle ore 16.30 e riceveremo il premio del CONCORSO PRESEPI. Quindi … all’opera! Buon cammino...
Il senso della rubrica
L’espressione “La Chiesa che è in Dalmine”
è stata introdotta dal Vescovo Roberto Amadei per indicare le 7 parrocchie di Dalmine.
Al termine della visita pastorale, nel giugno
2003 riunì sacerdoti e consigli pastorali. “Il
primo passo da compiere è il passaggio dalle
7 parrocchie al “noi” che rende visibile l’unica Chiesa chiamata a servire il Signore nel
territorio di Dalmine … Gli abitanti di Dalmine potranno essere provocati dal Vangelo
se lo vedranno nella vita delle singole comunità e nelle loro reciproche relazioni. Perciò
il cristiano veramente maturo deve interessarsi
… sia del volto della propria comunità che …
del “noi” della Chiesa presente in Dalmine”.
Il richiamo dei vescovi alla sfida educativa e
del papa per una nuova generazione di cattolici pongono alle comunità parrocchiali il problema di come “rendere più fraternamente
umano il territorio”, di come essere punto di
riferimento di una città che si sta trasformando rapidamente, di come dare il proprio contributo per il suo futuro.
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La Voce di Brembo
Per un cammino comune
Itinerario per i bambini della Prima Comunione
e per i ragazzi della Cresima delle parrocchie di Dalmine
S
e dovessimo sfogliare il calendario parrocchiale delle nostre
comunità, ci accorgeremmo subito
di quanta energia noi spendiamo
per il cammino di catechesi dei ragazzi; non ci manca la fantasia nel
proporre e organizzare iniziative
capaci di catturare l’attenzione di
tutti, piccoli e grandi. E poi, quando
si è alla vigilia della celebrazione dei
sacramenti, siamo presi da un frenesia insolita: la voglia di fare tutto, e
bene, perché quello sia un giorno
speciale, ricordato con tanto piacere
e un po’ di nostalgia.
Oltre i confini parrocchiali
i fronte alla varietà e alla ricchezza delle diverse proposte,
le comunità di Dalmine ritengono
però importante vivere dei momenti
in comune. Ogni parrocchia ha una
sua storia, delle tradizioni più o meno consolidate, cammini differenziati a seconda dei destinatari: non possiamo però pensare che ognuno viva
sotto una campana di vetro, totalmente sganciato da ciò che gli accade intorno. Questo capita per la vita
quotidiana, il tram tram del lavoro e
della scuola, ma anche la vita spirituale e religiosa sente il bisogno di
una apertura, un dialogo-incontro
anche con altre realtà che probabilmente fanno qualcosa di diverso ma
altrettanto interessante.
D
I ragazzi delle medie
cco che allora ritorna l’iniziativa di incontrare tutti i ragazzi che, in 2a o 3a media, si stanno
preparando a ricevere il sacramento
della Cresima. Una conoscenza, per
altro favorita anche dalla condivisione di spazi extra-parrocchiali
(come la scuola o il mondo dello
sport), che facilita l’avvicinamento e
l’approfondimento di questo dono.
Non sono il solo a fare questo passo:
altri come me, più o meno convinti,
stanno preparandosi a questo. Un
grande dono per tutti darà l’incontro con il Vescovo Francesco, programmato per il 2 aprile: un’oppor-
E
tunità per valorizzare ancora meglio questo sacramento, che non
vuole essere il saluto definitivo e totale alle nostre parrocchie ma la
presa di coscienza che l’esperienza
cristiana ha molto da regalare all’uomo che cresce e desidera fare
delle scelte profonde e significative
nella sua vita. Il vescovo, con la sua
affabilità, in modo molto famigliare
ci preparerà all’incontro con lo Spirito. Un’esperienza che poi ognuno
di noi vivrà nelle singole comunità,
ma intuendo l’importanza di un
cammino comune. La Chiesa, e in
modo particolare le comunità del
nostro territorio, non è un insieme di
battitori liberi, che si muovono come
e quando vogliono, ma è l’insieme
dei cristiani che, attraverso doni e
carismi diversi, raggiungono obbiettivi comuni.
Prima comunione
partire da una richiesta fatta
da alcuni catechisti, per quest’anno proponiamo un’attività simile per i bambini che si preparano a
ricevere la prima Comunione. Un
giorno stupendo, che attira l’attenzione delle nostre parrocchie, coinvolgendo, anche solo per pura curiosità, anche le persone più distanti.
Non dobbiamo però rendere infantili
celebrazioni e feste come quest. Probabilmente le nostre energie sono
rapite da necessità belle, ma quasi
certamente non così importanti.
A
Tante volte rischia di cadere in secondo piano la bellezza e l’intensità
dell’incontro con Gesù nell’Eucaristia, esperienza da ripetere tutte le
domeniche, anche quando la banda
non c’è e la scenografia della chiesa
è più quotidiana. Aiuteremo i bambini a percepire una presenza diversa rispetto alle altre, difficile da cogliere, ma fondamentale nel momento in cui vogliamo costruire su basi
solide il nostro cammino spirituale.
Il lavoro che desideriamo fare ora è
un investimento sul futuro, perché
quanto di forte e di emozionante
sperimentano in questo periodo non
resti solo un vago ricordo ma lasci
un segno profondo.
S
ono esperienze, queste, che demoliscono i confini delle nostre
parrocchie, non per appiattire ma
per arricchire, non per far cadere
nell’anonimato ma per rendere tutti
un po’ più consapevoli della presenza della Chiesa in questo territorio.
Le parrocchie a Dalmine, ci sono e
vogliono offrire la loro testimonianza profetica in un mondo che sembra voler fare a meno di Dio. Guardiamo in faccia i ragazzi, coinvolti
nelle attività dei nostri Oratori, ascoltiamo i loro discorsi, lavoriamo
con loro. E ci accorgeremo di quanto
Dio sta facendo in mezzo a noi …
don Diego
C o s t r u i r e
l a
c i t t à
6
La Voce di Brembo
Una nuova generazione
di cattolici in politica
Una crisi non solo
socio-politica
... C’è una diffusa disponibilità
all’interno delle comunità cristiane a riconoscersi “cattolici
nell’Italia di oggi”, coltivando l’obiettivo di “un’agenda di speranza per il futuro del Paese”.
Tutto ciò assume un rilievo
maggiormente significativo nella congiuntura socio-economica
che stiamo attraversando. A ben
vedere, il problema non è soltanto economico, ma soprattutto culturale e trova riscontro in particolare nella crisi demografica, nella difficoltà a valorizzare appieno il ruolo delle
donne, nella fatica di tanti adulti nel concepirsi e porsi come educatori. A maggior ragione, bisogna riconoscere e sostenere
con forza e fattivamente l’insostituibile funzione sociale della
famiglia, cuore della vita affettiva e relazionale, nonché luogo
che più e meglio di tutti gli altri
assicura aiuto, cura, solidarietà,
capacità di trasmissione del patrimonio valoriale alle nuove
generazioni.
Fare fronte ai problemi attuali
non è compito facile, ma
nemmeno impossibile, se resta ferma la fiducia nelle capacità dell’uomo, si allarga il concetto di ragione e del suo uso e
ciascuno si assume le proprie responsabilità. Sarebbe, infatti, illusorio delegare la ricerca di so-
luzioni soltanto alle pubbliche autorità: i soggetti politici, il mondo
dell’impresa, le organizzazioni
sindacali, gli operatori sociale e
tutti i cittadini, in quanto singoli e
in forma associata, sono chiamati
a maturare una forte capacità di
analisi, di lungimiranza e di partecipazione.
Il bene comune
Muoversi secondo una prospettiva di responsabilità comporta
la disponibilità a uscire dalla ricerca del proprio interesse esclusivo, per perseguire insieme il bene
del Paese e dell’intera famiglia umana. La Chiesa, quando richiama l’orizzonte del bene comune –
categoria portante della sua dottrina sociale – intende infatti riferirsi al “bene di quel noi-tutti”, che
“non è ricercato per se stesso,
ma per le persone che fanno parte
della comunità sociale e che solo
in essa possono realmente e più
efficacemente conseguire il loro
bene” . In altre parole, il bene comune è ciò che costruisce e qualifica la città degli uomini, il criterio fondamentale della vita sociale e politica, il fine dell’agire umano e del progresso... Esso trova nei
valori
del
cristianesimo
l’“elemento non solo utile, ma indispensabile per la costruzione di
una buona società e di un vero sviluppo umano integrale”.
pello perché sorga una nuova
generazione di cattolici, persone interiormente rinnovate
che si impegnino nell’attività
politica senza complessi d’inferiorità. Tale presenza, certamente, non s’improvvisa; rimane, piuttosto, l’obiettivo a cui
deve tendere un cammino di formazione intellettuale e morale
che, partendo dalle grandi verità intorno a Dio, all’uomo e al
mondo, offra criteri di giudizio e
principi etici per interpretare il
bene di tutti e di ciascuno. Per la
Chiesa in Italia, che opportunamente ha assunto la sfida educativa come prioritaria nel
presente decennio, si tratta di
spendersi nella formazione di
coscienze cristiane mature, cioè
aliene dall’egoismo, dalla cupidigia dei beni e dalla bramosia
di carriera e, invece, coerenti
con la fede professata, conoscitrici delle dinamiche culturali e
sociali di questo tempo e capaci
di assumere responsabilità pubbliche con competenza professionale e spirito di servizio.
L’impegno socio-politico, con
le risorse spirituali e le attitudini che richiede, rimane una vocazione alta, a cui la Chiesa invita a rispondere con umiltà e
determinazione.
Benedetto XVI
La sfida educativa
Per questa ragione, rinnovo l’ap-
Per saperne di più: http://www.settimanesociali.it/
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La Voce di Brembo
Verso i sacramenti
Il perdono
Domenica 23 ottobre sono stati presentati
alla nostra comunità i 42 bambini che si
stanno preparando per ricevere il sacramento del perdono.
Tutti sono stati chiamati per nome e, come risposta, ogni bambino ha portato all’altare un pezzo di puzzle, la cui immagine
finale rappresentava la figura del “Padre
misericordioso”, simbolo di quel perdono che i bambini di seconda elementare riceveranno.
È stato infatti spiegato loro che, se anche sono divisi in 4 gruppi per necessità di spazi e impegni, appartengono
tutti al grande gruppo che insieme stanno camminando verso la grande meta del 10 aprile 2011, all’insegna del motto che “Insieme si può …”
Presentazione per la prima comunione
Domenica 14 novembre durante la celebrazione
della Messa delle ore 9,45 sono stati presentati alla
Comunità i bambini e le bambine che il 22 maggio riceveranno la Prima Comunione. Ognuno di loro, chiamato per nome dalle catechiste, ha portato all’altare
un aquilone colorato, simbolo del viaggio che quest’anno intraprenderanno per incontrare ancora più
profondamente Gesù.
Gli aquiloni sono stati uniti tra loro fino a creare
quattro lunghi striscioni colorati, a testimonianza
dell’entusiasmo che i nostri ragazzi e le nostre ragazze mettono in questa esperienza, contagiando con la
loro gioia anche gli adulti, i genitori e i catechisti.
Per lo scambio della pace sono scesi dall’altare e
hanno donato ai presenti un cuoricino, per dimostrare
il loro amore e per chiedere alla Comunità di accompagnarli per mano e di non lasciarli soli nelle scelte
che ogni giorno sono chiamati a compiere per rispondere alla chiamata di Dio.
Verso i doni dello Spirito Santo
Domenica 21 novembre sono stati presentati alla comunità i ragazzi (ben 48) che aspirano a ricevere i doni dello
Spirito Santo nel Sacramento della Cresima il prossimo 8
maggio. La celebrazione è iniziata con i ragazzi raccolti attorno al battistero, punto di partenza del loro cammino di
fede.
Prima dell’ascolto della parola di Dio tutti loro sono stati
chiamati per nome e la loro risposta chiara ed a gran voce è
stata “ECCOMI”, una risposta che ha manifestato volontà. La
chiamata è arrivata dall’altare ed a esso i ragazzi si sono
avvicinati, seguendo poi la celebrazione da questa posizione
privilegiata, uniti tra loro e con il Padre con un filo multicolore legato al polso come un filo lega l’aquilone che vola
alto nel cielo.
Dall’assemblea si è visto un gruppo generoso nel numero
e generoso nello spirito perché animati dalla voglia di fare,
di mettersi in gioco, vogliono diventare testimoni di Cristo in
questa società multietnica e multireligiosa.
Noi genitori non dobbiamo lasciare che facciano tutto da
soli. Dobbiamo accompagnarli per aiutarli a crescere da
cristiani, a tenere vivo il loro entusiasmo, con il nostro esempio e con la preghiera anche insieme a loro.
Incontri dei genitori
dei bambini di II elementare:
martedì 11 gennaio 2011 ore 20.45
martedì 25 gennaio 2011 ore 20.45
domenica 20 marzo ore 1700
domenica 10 aprile ore 1500:Festa del PERDONO
dei bambini di III elementare:
giovedì 13 gennaio 2011 ore 20.45
giovedì 27 gennaio 2011 ore 20.45
domenica 27 marzo ore 17.00
domenica 15 maggio: GIORNATA di RITIRO
domenica 22 maggio: PRIME COMUNIONI
dei ragazzi di II media:
giovedì 20 gennaio 2011 ore 20.45
giovedì 3 febbraio 2011 ore 20.45
domenica 1 maggio: GIORNATA di RITIRO
domenica 8 maggio: CRESIME
I l t e m a d e l l ’ a n n o p a s t o r a l e 2 0 1 0 - 11 - “ A g r a t i s ” … p e r c h é ?
8
La Voce di Brembo
Una giornata tipo, come tutte le altre,
Cosa succede anche oggi per cui
valga la pena di aprire gli occhi, alzarsi e affrontare tutto quello che
ci pioverà addosso?
Sembra sempre la stessa storia,
la stessa routine, le stesse persone.
È così semplice la risposta che nemmeno riusciamo a porcela e ci buttiamo nella vita di ogni giorno.
Vivendo il nostro presente con
spirito cristiano potremmo sperimentare ogni giorno sentimenti che
risveglino in noi la generosità, tipica dei bambini. Non c’è ragione per
non ricambiare un sorriso sincero,
un abbraccio rassicurante, una carezza consolatrice. Godremmo della
gioia di regalare noi a qualcun altro il nostro appoggio e il nostro
tempo. Ognuno di noi, ogni giorno,
ha mille occasioni per regalare al
prossimo qualcosa che non costa
soldi, ma che dà partecipazione,
presenza che supporta, silenzio e
sorrisi che confortano, carezze e
parole che danno coraggio.
Allora anche se oggi è lunedì,
siamo stanchi e chissà cosa succederà … regaliamo a chi condivide
con noi le ore di lavoro, a chi affronta vicino a noi i suoi problemi
quotidiani, regaliamo la solidarietà e l’appoggio nei momenti difficili, la nostra competenza e pro-
fessionalità accompagnate sempre
dalla carità cristiana. Nello sguardo
e nella carezza di chi sa rispondere
al soffocato urlo di aiuto e sostegno
c’è tutto l’insegnamento di Nostro
Signore.
E allora possiamo intuire cosa ci
porta ogni giorno a dedicarci con
partecipazione e amore alla nostra
giornata lavorativa; cosa può trasformare le giornate tristi e buie in
giornate capaci di regalarci una serenità positiva: è la gioia di donare,
di essere utili, di amare come Lui ci
ha insegnato … GRATUITAMENTE
Gratuità nel matrimonio
Sono passati quattordici anni
da quando ci siamo sposati. Il
giorno del matrimonio eravamo
così felici, che don Tommaso disse
che eravamo “proprio convinti”,
perché rispondevamo con voce alta e chiara.
Quante cose sono passate in
questi anni; la lavatrice, la caldaia, tre automobili, quattro apparecchi ai denti...quanti soldi!
Più di una volta il conto è andato
in rosso, ma “per fortuna”, ogni
volta, ci siamo ripresi.
Senza parlare della salute che
va e viene … I bimbi, poi, che ti
fanno correre al pronto soccorso
senza preavviso. Che avventura
il matrimonio! Eppure quando i
nostri sguardi si incontrano è
sempre un'emozione. Siamo così
fortunati, perché ci amiamo tanto.
Ciò che è passato, ciò che si è
perso erano solo cose, invece ciò
che abbiamo costruito è la nostra vita insieme, la fiducia, la
complicità, l'appoggio, il soccorso. La famiglia che abbiamo creato è nata dall'unione e dall'amore.
Don Tommaso, durante il cor-
so dei fidanzati, ci aveva detto che i
figli non sono nostri, ma sono un
dono del Signore; e così sono arrivati i primi due come un dono inatteso, ma molto ben accetto e, con
l'esempio dei nostri genitori, abbiamo imparato a fare il papà e la
mamma. La terza figlia l'abbiamo
cercata perché un bimbo piccolo
da accudire ti fa sentire “grande”,
ti fa sentire di servire a qualcuno;
speriamo solo di fare un buon lavoro.
In questi anni, è stato importantissimo sapere di essere circondati
da una famiglia più grande, disposta ad aiutarci in qualsiasi momento. Noi l'abbiamo sperimentato e
ancora oggi siamo pieni di gratitudine e di un amore speciale verso i
nostri genitori, fratelli e zii.
Siamo convinti, però, che tutta
questa”fortuna”viene dall'alto e da
una scelta nostra di affidarci umilmente a Dio che per primo ha creduto in noi e ha consacrato il nostro matrimonio.
E' come se ci avvolgesse una
“coperta calda”, e questo ci dà la
forza di andare avanti sereni.
9
La Voce di Brembo
il giornalino a gratis
...
Quando la gratuità finisce
Da anziani pensionati non avevo
messo in conto che potesse succedere a noi. Mia moglie mi ha detto
chiaramente che tra noi è finita.
Tante volte è capitato di scontrarci
tra noi, ma oggi è diverso. Senti che
dietro le parole non c’è più fiducia,
c’è stanchezza, non c’è voglia di
continuare insieme. Stavolta è diverso, per cui ho rinunciato a dire la
mia, per evitare di aumentare la cattiveria, l’aggressività. Non c’è disponibilità a trovare una mediazione o
un compromesso. Game out, come
dicono i ragazzi con i videogiochi.
Loro, i figli, per fortuna sono già fuori di casa e dalle nostre tensioni.
Devo incominciare una nuova vita, faccio tante cose, ma solo per me.
Prima c’era scambio, si faceva anche
per l’altro: oggi solo per me. Piccole
cose che si davano e si danno per
scontate nella nostra vita e invece
sono un fiume di gratuità. È come l’acqua, appunto: quando ero piccolo
dovevo andare con il secchio al pozzo e poi all’unica fontana del paese.
Oggi apri il rubinetto e ce n’è quanta
ne vuoi. Lo stesso è quella cosa lì che
chiamiamo amore, fatto di tante cose che sembrano non esistere quan-
do c’è, ma di cui senti la mancanza
quando finisce.
Il rischio, mi ha detto il medico, è
la depressione, il diventare cattivi,
essere pessimisti. Trovo un suggerimento in un libro: “Ciò che ora viviamo è il punto di partenza di ogni nostra preghiera ... Ora, adesso, in questo momento, Dio si vuole manifestare nella nostra vita, proprio attraverso le oscurità che solcano la nostra esperienza”. Suggerisce anche
un’immagine del Vangelo (Lc 2, 2535), quella del vecchio Simeone, che
prendendo in mano il piccolo Gesù
presentato al tempio esclama: “Ora
lascia, o Signore, che il
tuo servo vada in pace ...
perché i miei
occhi han visto la tua salvezza...”.
Ma io non
ho tra le braccia una salvezza e questa novità mi
sembra carica
solo di negati-
vità, di incapacità ad amare e a donare anche perchè, giorno per giorno, non c’è più nessuno a cui possa
donare qualcosa. Da giovane c’erano
altre energie per affrontare novità
negative, ma oggi? Per ora, posso solo pregare:
“Fa’, o Signore, che, come Simeone, io non abbia paura di questo
cambiamento che tu porti nella mia
vita, che non ti misuri con i miei
schemi, con le abitudini mentali. Fa’
che ti accolga nella tua novità, in ogni cosa che, intorno a me, è vera,
nuova e buona”.
10
La Voce di Brembo
Tu mi appartieni
T
i ho chiamato per nome: tu
mi appartieni”. È la frase biblica che io e i miei dodici compagni
abbiamo scelto per la nostra ordinazione diaconale, avvenuta il 30 ottobre
scorso. L’idea di appartenere a qualcuno non mi ha mai entusiasmato, perché mi ha sempre fatto pensare a una
riduzione della mia libertà: se sono di
qualcuno la mia libertà si ridimensiona perché devo sempre dipendere da
un altro. Quel “tu mi appartieni” mi è
sempre sembrata un’espressione arrogante, violenta, costringente, che si
può rivolgere ad una cosa, un oggetto,
un animale, ma mai ad una persona.
Puoi dire che il cellulare è tuo, che la
casa è tua, che l’automobile è la tua,
che il cane è il tuo … ma non puoi dire
a un altro “tu sei mio”! E’ un ragionamento che fila, non credete? Fino a
qualche anno fa ci credevo davvero …
Ora non più!
uando nella vita fai delle scelte
serie che richiedono una certa
decisione e che hanno il sapore di qualcosa di definitivo, non fai altro che scegliere di appartenere a qualcuno. Non
con le mani legate di chi si sente prigioniero, ma con le braccia aperte di
chi si sente libero per davvero, perché
ha capito che appartenere a qualcuno significa donare se stessi, senza
riserve. E allora è davvero bello, perché qui, e solo qui, puoi assaporare il
gusto della vita, quella vera! Solo nella
logica del dono puoi leggere, con gli
occhi di chi ama, la gioia grande sul
volto dei fratelli. Solo se capisci che la
salvezza della vita non sta nel trattenerla ma nel donarla completamente
agli altri, puoi vivere davvero una storia felice.
E se tutto questo vale tra noi uomini, figuratevi quando entra in gioco
Dio!!! Sono diventato diacono perché
Q
Menu a prezzo fisso
Pizza anche a mezzogiorno
Vasta scelta ristorante e pizze
Cucina Valtellinese
Locale climatizzato e insonorizzato
Con terrazza all’esterno
Saletta per compagnie
ho scelto di appartenere a Lui.
Il celibato non è per qualcosa,
ma per Qualcuno, per Lui. Il
ministero di un diacono si esercita autenticamente quando è legato alla consapevolezza di essere già di Qualcuno.
Io non ho scelto il sacrificio,
ho scelto Gesù, e nella mia vita ho sentito il desiderio di far
spazio a Lui. La scelta celibataria non si può comprendere al di fuori di questa logica. Accogliendo il dono del ministero, si sceglie di consegnare la vita al
Signore. In altre parole, non si sceglie il
celibato per salvarsi meglio l’anima, ma
perché il Signore, chiamandoti a servire
l’umanità da diacono e da prete poi, ti ha
scelto facendo diventare la tua vita segno
di una dedizione totale alla storia di ogni
uomo.
ppartenere a Dio significa riconoscere la sua cura per te, sentire il calore della sua mano di padre che
stringe forte la tua di figlio, scoprire che
Lui si fida di te e non ti abbandona alla
tua insicurezza, ma ti spinge a rischiare
l’amore in ogni momento, anche in quelli
più difficili.
È sorprendente il suo amore per me!
Ed è ancor più sorprendente quando ti
rendi conto che, ancora una volta, tutto
è racchiuso nella splendida cornice
della gratuità: non ho fatto niente per
ricevere un regalo così grande, non sono
nessuno per meritare così tanto nella vita; eppure Dio, quando si parla di amore,
non gioca mai al risparmio, ma si diverte
nella logica dello spreco.
ome non avere il cuore pieno di
gratitudine per l’immenso dono
che Dio mi ha fatto e che anche voi avete
custodito con la vostra preghiera? Sono
davvero riconoscente a Lui per la fiducia
che quotidianamente mi dimostra e a voi
A
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Chiuso il lunedì
24044 DALMINE (BG)
(Località Brembo)
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perché siete il campo di prova del mio
povero servizio, i destinatari del suo amore che passa anche attraverso di
me.
uell’indimenticabile sera della
mia ordinazione ho fatto delle
promesse e mi sono preso alcuni impegni, che continuo a sentire più come un
dono che mi è stato fatto, che come un
dovere che ho eroicamente assunto.
Sono impegni che riguardano l’obbedienza, il celibato, la carità, la preghiera, la conformazione della mia vita a
quella di Cristo e di fronte alle varie
domande ho detto, insieme ai miei 12
compagni: “Sì, lo voglio”. Vi chiedo
dunque una preghiera speciale perché io possa essere, nonostante le mie
povertà, servo fedele di quel Gesù che
ha incrociato la mia storia, che mi ha
fatto conoscere il Suo Amore e che mi
spinge oggi a donare tutta la mia vita
nel servizio dei fratelli perché altri lo
possano incontrare e conoscere. È in
queste mie mani vuote che lo Spirito
ha voluto posarsi, intrecciando profondamente e definitivamente la mia storia e quella di Dio...
Grazie di cuore!
Don Morris
Q
11
La Voce di Brembo
55 anni di prete
55 + 23 = 78. Una somma facile
facile, che contiene una vita, la mia.
D
avanti a questa somma mi soffermo spesso a pensare, a ricordare, a volte con nostalgia e anche
con qualche rimpianto. Mi accorgo allora di sbagliare, mi sento fuori dal tempo,
come una molecola che vaga nel nulla.
Perché è come immergersi in anni e in
giorni che non esistono, sono esistiti certamente, ma ora non più. Ora esisto qui,
nel presente, nell’oggi che il Signore mi
concede di vivere. Un presente che si
proietta nel futuro, giorno dopo giorno.
Certo è un futuro che si fa sempre più
corto qui in questa vita. Ma un futuro
che … ecco cosa diceva il vescovo Amadei: “… la fede ci dice che il bello della vita non sta dietro, ma sta davanti, in quel
futuro che si chiama Gesù”
devo ringraziare il SignoQ uanto
re! Mi ha dato un dono grandis-
simo, la grazia di vive in cinque comunità che hanno scandito le tappe della
mia vita di prete. Una comunità come
dono e grazia! Sono grato al Signore per
l’amore delle mie comunità, delle quali
ho avuto bisogno come di tanti fratelli e
amici, nelle quali ho sperimentare la
presenza del Signore in loro, a sentire i
doni che hanno ricevuto come ricaduta
nella mia stessa vita. Ho gioito della loro
gioia, condiviso le loro preoccupazioni,
sperimentato che soltanto rimanendo insieme possiamo crescere in umanità, E
considero grande grazia il mio ritorno a
Brembo, dopo aver completato l’incarico
di parroco e il mio breve soggiorno presso il Santuario di Stezzano.
M
i piace pensare alla comunità
come “paese”, cioè come un insieme di famiglie e di persone, ed anche
di cose. “Paese” vuol dire non essere
mai soli. Vuol dire sapere che nella
gente, nella terra che calpesti, nelle vie
che percorri, c’è qualcosa di tuo e della
tua vita, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti. Lì, puoi guardare negli
occhi ogni persona che incontri, puoi ricordare le persone del passato, uomini
donne bambini ragazzi giovani anziani,
volti occhi sorrisi … le case delle famiglie, i numeri pari o dispari, i malati nelle case, i saluti in strada … ti capita di Incontrare di anno in anno le stesse piccole cose della vita, i fiori che sporgono
dalle recinzioni, il ciuffo d’erba che cresce sempre nello stesso posto … E’ come
se tutto fosse la tua famiglia, la tua casa!
C
ome una pellicola infinita del
cuore scorrono davanti agli occhi le fatiche e le stanchezze della sera, i
progetti, le celebrazioni, le feste, le catechesi, i pellegrinaggi, le gite, l’oratorio,
la Sportiva, il ciclostile, il computer, i
consigli parrocchiali, le suore, i preti, le
incomprensioni, le attese, i debiti
(purtroppo)… E poi quanto altro ancora! I morti, i funerali, le prime Comunio-
ni, le Cresime, i Matrimoni, i Battesimi... Quanti? E le feste, il Natale, la Pasqua, la Madonna Pellegrina con le
belle devote e partecipate processioni.
Ed evento meraviglioso, le Ordinazioni
sacerdotali.
A
volte viene rivolta al prete una domanda: “Ma come fa a
sopportare tutto?” Non ho mai dato
una risposta precisa. Oggi risponderei
così: “Non si tratta di “sopportare” ma
di “portare” – E’ più bello, fa bene e fa
crescere.
Ora, cosa fa un prete, prete da cinquantacinque anni, in pensione? Continua a essere prete, ogni giorno. Ogni
giorno la Messa. Confesso che mi capita di emozionarmi ancora quando celebro, ancora più di una volta, sentirmi tanto piccolo, indegno di toccare
un mistero così grande, continuo ad
obbedire al comando di Gesù: “Fate
questo in memoria di me” E l’annuncio della Parola, il perdono, il conforto
ai malati … E poi la gioia di vedere
una comunità che programma, cresce, aggiorna metodo e azione pastorale …
P
er me, contento di fare quello
che mi è possibile, mi basta
Gesù Cristo, al quale voglio essere fedele; mi basta la Chiesa, che voglio
servire, questa chiesa di Brembo, mettendomi al passo con la sua storia che
sta vivendo e vivrà. Tutto ciò fin quando il Dio della vita metterà anche per
me la freccia verso l’Infinito.
Don Tommaso
12
La Voce di Brembo
Un anno di bilanci
Amici del Presepio
Natale, tempo di bilanci. In poche ri- stra. Speriamo di contraccambiare
ghe cerchiamo di riassumere quanto la visita.
fatto nell’anno trascorso.
Per mantenere viva la tradizione del
Per Natale 2009 abbiamo allestito Presepio, da un paio di anni facciauna grande mostra con 32 diorami mo degli incontri ogni 2 mesi con i
in un importante centro commercia- rappresentanti delle sezioni lombarle di Piacenza ed eravamo presenti a de dei presepisti. Lì è nata l’idea e la
Bassano del Grappa, con una mostra proposta, di organizzare a Bergamo
di 16 presepi artistici siciliani, men- il Congresso Internazionale (ogni 4
tre continuava la quotidiana
attività del museo nel periodo
BERGAMO 2016
di massima affluenza. Il 6 genVenite adoremus
naio in collaborazione con l’oratorio, in parrocchia c’è stata
Abbiamo proposto e ottenuto
la premiazione del “Concorso
che
presepi in famiglia” con la par- il Congresso Internazionale degli
tecipazione di 40 famiglie: un
Amici del Presepio nel 2016
modo per tenere viva la tradizione del Presepio.
Il 15 gennaio c’è stata la gradita vi- anni) per l’anno 2016.
sita del gruppo presepistico di Man- Il 10 Aprile, il Consiglio internazioresa (Spagna) circa 50 persone, ac- nale dell’ “Universails Foederatio
compagnati dal loro assessore alla Presepistica” ha accettato e ufficiacultura e dal nostro sindaco: un mo- lizzato la candidatura di Bergamo
mento gioviale in cui abbiamo avuto per organizzare il congresso intermodo di fraternizzare con una cul- nazionale. L’evento di risonanza
tura presepistica diversa dalla no- mondiale ha il titolo di Bergamo 20-
16 “Venite Adoremus”.
Il 18 Aprile eravamo presenti all’evento organizzato dai commercianti
di Dalmine “ExponiAmo Dalmine”
che ha visto la partecipazione di oltre ventimila visitatori.
Il 20 Maggio due nostri Amici hanno
partecipato al convegno ItaloMaltese (vedi cronaca).
Il 21 Maggio il Vescovo di Bergamo ha fatto visita al museo,
rimanendo favorevolmente sorpreso dell’attività che stiamo
svolgendo.
All’iniziativa regionale del 25
Settembre “Fai un pieno di cultura”, con il museo aperto di
notte, c’è stata una buona affluenza di pubblico.
A settembre la regione ha installato
nel museo un “Totem” informativo,
da cui è possibile accedere a tutti i
musei lombardi per informazioni e itinerari culturali. In collaborazione
con la Regione, è in corso la redazione del catalogo di un’importante
raccolta di presepi di carta degli inizi del 900, una delle poche raccolte
presenti sul territorio nazionale.
Per il Natale 2010 stiamo organizzando una vasta esposizione di diorami in un centro commerciale di
Mantova con circa 40 opere. In collaborazione con le sezioni di Ponte
San Pietro e Cividino Quintano stiamo allestendo due mostre nella città di Bergamo. Una in Città Alta
presso la chiesa del Carmine: il tema sviluppato riguarda gli “Angeli”
nel presepio. L’altra nella chiesa
della Maddalena in Città Bassa sul
tema “Il Presepio Bergamasco Antico”.
Le mostre fanno parte del cammino
artistico e spirituale in vista del
congresso internazionale del 2016.
Ogni anno presenteremo tutti gli
attori protagonisti del Presepio.
Claudio Danesi
Presidente dell’Associazione
13
La Voce di Brembo
20-23 maggio 2010, Gozo - Malta
Raduno Italo - Maltese
degli Amici del
Presepio
E’ stato un appuntamento straordinario. Con grande interesse gli Amici
Maltesi ci hanno accolto con più di
cento partecipanti sul loro territorio.
Venerdì è iniziato il nostro tour turistico, la prima tappa è stata nel villaggio più antico di Gozo, Xewkija,
dominato da una gigantesca chiesa,
la “Rotonda”, dedicata a s. Giovanni
Battista, considerata la terza chiesa
più alta d’Europa.
Si raggiunge poi il villaggio Nadur
dove si possono ammirare le opere
statuarie di Michael Cauchi, che lavora in maniera magistrale il gesso e
la terracotta.
Subito dopo siamo stati a Xagra famosa per i suoi siti preistorici. I templi di Ggantija sono le più antiche
strutture al mondo in posizione eretta senza sostegni, costituiscono uno
dei siti più affascinanti di Gozo. Comprendono due templi neolitici datati
intorno al quarto millennio
a.C..Ammirati i presepi di Aaron Agius, giovane artista, ci siamo diretti
nella capitale di Gozo: Victoria o
“città di Vittoria”, con una popolazione di circa settemila abitanti, la
località
p i ù
grande
di Gozo. Di
notevole rilievo e bellezza architettonica è la basilica
di San Giorgio, risalente al ‘600. Abbiamo visitato le opere presepistiche di
David Xuereb e Sebastiano Axiak. In
serata, nella chiesa di San Giacomo, il
“Chorus Urbanus”, diretto dal maestro
di fama internazionale John Galea, ha
offerto a tutti i presepisti un concerto di
alto livello. Presente Giovanna Debono,
il ministro della cultura .
Sabato è stato dedicato a Malta, l’isola
maggiore dell’arcipelago. A Mosta la
principale attrazione è la chiesa a pianta rotonda dedicata all’Assunzione, il
cui disegno è ispirato al Pantheon di
Roma. La cupola è tra le più grandi d’Europa. Abbiamo ammirato i presepi
della collezione privata di Lorry Gatt.
La Valletta, la capitale, fondata dai
Cavalieri di San Giovanni, è una bella
città d’arte. La capitale custodisce capolavori del Caravaggio, come San Gerola-
Concorso
“Presepio in famiglia”
L’Oratorio e il Museo del Presepio invitano i ragazzi e famiglie
a realizzare in casa il Presepio
PRESEPIO IN FAMIGLIA
La giuria visiterà i presepi di chi da la propria adesione.
Le iscrizioni si ricevono presso l’Oratorio o il Parroco
entro il 26 Dicembre 2010
Per tutti gli iscritti un premio sicuro.
Per i migliori una segnalazione di merito.
La premiazione sarà fatta il giorno dell’Epifania
Giovedì 6 Gennaio 2011 alle ore 18,00
mo e la Decapitazione di Giovanni
Battista, nota per il particolare della
firma vergata col sangue che sgorga
dal collo del martire. Altrettanto interessante lo spostamento a Mdina, la
città del silenzio.
Domenica mattina nel santuario di
Tà Pinu, dopo la messa celebrata da
Mons. Nicola G. Cauchiè, Angelo e Antonio gli hanno donato il volume “Il
Presepio Italiano”. Il Santuario di è
situato al centro dell’isola di Gozo. Sul
suo sagrato, il 26 Maggio 1993 Giovanni Paolo II celebrò la s. Messa.
Ci siamo lasciati con un arrivederci e
un sentito grazie. Malta realtà sorprendente, ricca e originale, una devozione profondamente radicata e
sentita.
Angelo e Antonio
Natività in terracotta
L’ O r a t o r i o e i l P r e s e p i o i n f a m i g l i a
14
La Voce di Brembo
Inviate le foto dei vostri presepi
al sito dell’Oratorio
Condividere la gioia
del presepio
in famiglia
Ho un ricordo, magico come solo
il Natale può esserlo, straordinario perché in famiglia bastano le
piccole cose per essere felici, piccoli gesti gratuiti che ci uniscono,
tutti insieme chinati accanto al
nostro lucente albero addobbato,
con l’emozione nel cuore e accanto vecchie scatole colme di pecorelle, pastori e muschio, l’asinello
e il bue, Giuseppe e Maria, la mangiatoia e Gesù bambino.
Ancora poche settimane ed è Natale, per le strade le luci scintillano, l’aria gelida punge la pelle,
allora via di corsa a casa al caldo,
ma non quel caldo materiale, il
caldo di essere a casa con le persone che ami, un abbraccio ai
bimbi, un bacio alla mamma, e la
voglia di sistemare vicino all’albero o sul mobile nell’angolo il Presepe, tutti insieme come una vera
famiglia, come Giuseppe e Maria,
come Gesù bambino che tra poco
verrà tra noi.
Anno dopo anno ne aggiungiamo
un pezzo, perché era bello lo scorso anno, ma qualcosa mancava,
gli ultimi aggiustamenti, qualche
lucina, la cometa ed ecco fatto, il
presepe più bello del mondo, non
perché ci abbiamo speso dei soldi,
“no quelli non contano, con l’aiuto
e la fantasia dei nostri figli possiamo farlo senza spendere nulla”
ma cosa più importante perché
l’abbiamo fatto tutti insieme.
Ed ora che cosa manca? Semplice,
una bella fotografia, esatto. Proprio qui volevo arrivare, l’Oratorio e le persone che lo vivono sono
come una grande famiglia, e allora perché non condividere con
loro il risultato finale? Non c’è un
premio in palio, ma la pura e semplice condivisione, diamo un pezzo della nostra gioia e della nostra soddisfazione anche agli altri, siamo le scelte che facciamo, e
un pezzo del nostro tempo passato insieme nella preparazione del
presepe, specialmente per i nostri
figli un giorno ci faranno assaporare ancora quel ricordo, non più
da figli ma da genitori.
Mandateci la fotografia del presepe
a
questo
indirizzo
[email protected] e quando sarà Natale, come per magia,
ritroverete la vostra fotografia e
quelle dei vostri amici pubblicata
sul sito internet dell’oratorio.
www.oratoriobrembo.it
Nella sezione “L’angolo del presepe” sul sito trovate disegni da scaricare, colorare e ritagliare, per
fare il presepe senza spendere
nulla, solo un pochino di tempo e
di fantasia in famiglia.
Non resta che augurarvi un felice
Natale, magico e ricco di momenti
d’amore.
Daniele T.
Manda la tua foto
direttamente da cellulare
con il codice QR .
O usalo per inviarci
commenti e consigli.
15
La Voce di Brembo
I chierichetti
Ciao a tutti, ora vi racconto la mia storia di chierichetta!!
Ho iniziato subito dopo la prima comunione. La prima volta ero agitata e avevo paura di sbagliare, ma
per fortuna c’era Don Sergio che mi aiutava. Poi
ogni volta che ho prestato servizio ho imparato cose
nuove e ho acquistato più sicurezza.
Dall’anno scorso è arrivato Don Morris e lui ha costituito un gruppo di chierichetti che ogni domenica si
incontra dopo messa in un salone o in un’aula per
programmare i turni della domenica successiva e, se a
qualcuno non è chiaro qualcosa, quello è il momento
giusto per chiederla!!!!!
Quest’anno il giorno 10 ottobre noi chierichetti abbiamo ricevuto il Mandato da Don Cristiano.
Alla fine della messa Morris ci ha regalato uno Yoyo , spiegandoci che noi dobbiamo portare la gioia di
essere cristiani agli altri, con il nostro servizio, ricordandoci sempre che la forza ci viene da Gesù , come
uno yo-yo che illuminandosi si srotola, ma resta sempre attaccato al filo che è la nostra fede.
Sull’altare eravamo più di 40 e ovviamente c’è posto
anche per altri! Le Messe sono tante e ci sono dei
bambini volenterosi che prestano servizio alle 7.30
della domenica mattina (anche perché gira voce che
RIEL CLEANING srl
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dopo la Messa Don Cristiano offre la colazione!!!!)
Ah! Dimenticavo la parte più bella … Nel mese di
maggio tutti gli anni andiamo in seminario dove ci
ritroviamo con tutti i chierichetti della Bergamasca e
tra giochi, spettacoli e balli, si passa una bellissima
giornata che si conclude con una Messa celebrata dal
nostro vescovo Francesco.
Vi aspettiamo numerosi!
Sofia C.
16
La Voce di Brembo
Il “camino”
dello stabilimento
È visibile anche dalle mura di città alta, è il simbolo degli
stabilimenti oggi Tenaris Dalmine ed è stato possibile vederla, non solo in lontananza con la scritta Dalmine, ma
anche dall’interno.
Il 12 ottobre scorso la “Fondazione Dalmine”, l’ente incaricato della valorizzazione dell’archivio dell’azienda, ha
celebrato il suo primo decennale di attività.
Per l’occasione è stata organizzata la visita alla ex torre
di refrigerazione, la cui struttura interna è ormai stata
smantellata. Ha un’altezza di 61,55 metri, con un diametro di 46 metri alla base e di 21,20
alla sommità. Pesa circa 2.200 tonnellate.
La struttura di cemento armato
era stata costruita nel 1952 su progetto dell’ing. Zampi con il compito
di disperdere il vapore dell’acqua
riscaldata dalla ex centrale elettrica degli stabilimenti.
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Festa degli anniversari di matrimonio
di Calsana Ermanno & C.
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17
La Voce di Brembo
Notizie dal mondo missionario
Nel mese di giugno, al termine di Insieme
in festa, il gruppo giovani ha dedicato una serata a Padre Fulgenzio, con “Una
pizza per l’Africa”.
Parte del ricavato (10 mila euro) è stato
offerto a Suor Rosangela insieme a
quanto raccolto nella serata di saluto a
lei dedicata. Con la somma di 4 mila euro circa intende realizzare alcuni laboratori artigianali per l’avviamento al lavoro dei giovani della sua casa di accoglienza. In questi giorni ci ha raggiunto
con una telefonata dicendo che il progetto è stato presentato e che aspetta l’approvazione per l’inizio dei lavori.
Chiede preghiere perché in Bolivia si sta
vivendo un momento difficile a causa di
alcune epidemie che si diffondono nelle
varie regioni; per questo motivo il Ministero ha disposto la chiusura delle scuole
anticipando esami e scrutini di fine anno
per evitare il diffondersi del contagio.
Prima di partire aveva chiesto di sostituire le due adozioni a distanza per
Griselte Tuari e Daniela Vasquez che duravano dal 2002 e che ormai hanno conseguito il diploma di 3° media.
Ben volentieri il Gruppo missionario si
farà carico di aiutare Rocio Beatriz Taraga, una bimba audiolesa di 6 anni, che
vive con la nonna ed altri fratellini e che
necessita di una scuola speciale mentre il
Gruppo Oratorio aiuterà Alex Ymenez, un
ragazzo di 10 anni costretto a lasciare la
scuola per aiutare la famiglia facendo piccoli lavori occasionali.
novella che Gesù ci ama e che è morto e risorto per tutti.
Al Centro missionario abbiamo donato
800 euro.
Il 17 ottobre, con una settimana di anticipo, si è celebrata la Giornata Missionaria
Mondiale. Tema della giornata è stato
“Gesù è per tutti i popoli”. Ad animare le
varie messe della domenica è stato un giovane laico di Stezzano, Michele, che collabora da anni con il C. M. Diocesano e con
l’Ufficio migranti e che ha visitato diversi
paesi dove operano i missionari diocesani:
Bolivia, Cuba, Equador. È stata un’occasione per far conoscere anche la preziosa opera dei laici che spesso affiancano i sacerdoti e suore nell’opera di evangelizzazione
e lanciare un messaggio a tante persone
sensibili al problema missionario e in particolare a quei giovani che già stanno pensando a “vacanze alternative”, disposti a
farsi contagiare dal “mal d’Africa” o meglio ancora dallo spirito missionario. A tal
proposito durante la S. Messa dei ragazzi
ha illustrato il contenuto della “sacca da
viaggio” del vero missionario:
Una videocamera per fissare ogni situazione di bisogno;
Un paio di sandali per “camminare” verso i
fratelli;
Il Vangelo per annunciare a tutti la buona
Padre Giancarlo Palazzini prima di rientrare in Malati è venuto in Parrocchia per
incontrare amici e benefattori. A lui è stato
offerto il ricavato del banco vendita del
Gruppo missionario, mille euro, che servirà
per tutte le iniziative pastoral9 della sua
missione a Phalula.
A metà dicembre sarà tra noi anche Padre
Daniele Curnis. Ci parlerà dei suoi progetti e faremo in modo di dare un contributo anche a lui, con la generosità che
sempre ci distingue.
Come gruppo missionario ci sentiamo grati
a tutti coloro che collaborano alla buona
riuscita delle varie iniziative. A volte sentiamo la difficoltà del nostro impegno, ma i
risultati positivi ci gratificano e ci spronano a continuare sperando di trovare nuovi
giovani collaboratori pieni di entusiasmo e
… fantasia.
Il Gruppo missionario
Anniversari di matrimonio
Si sono celebrati domenica 21 novembre gli anniversari di matrimonio delle
coppie festeggiate. Dopo la celebrazione
è seguito il pranzo nuziale presso l’oratorio.
Festa dell’Associazione
dei carabinieri
Sempre domenica 21 novembre, alla
messa delle 9,45 era presente l’Associazione dei carabinieri che hanno poi fatto
visita al Museo del Presepio. Tra le autorità presenti c’erano il sindaco e il
maresciallo.
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18
La Voce di Brembo
Buon Compleanno S.S. Brembo!
In occasione del quarantesimo anno della fondazione (era
il 1970), la Società Sportiva Brembo ha realizzato un libro
dei ricordi … dal titolo: “ Se son rose fioriranno: quarant’anni di attività della S.S. Brembo”, per ricordare in modo
concreto quanto è stato fatto dal 1970 ad oggi per i nostri
ragazzi.
La presentazione del libro si terrà sabato 18 dicembre 2010 all’Oratorio durante la festa dei quarant’anni della S.S.
Brembo e il tradizionale scambio di auguri agli atleti per il
prossimo Santo Natale.
La castagnata
È arrivato l’autunno e con esso la voglia di castagne.
Andare dal fruttivendolo? No! Prendiamo l’occasione per
passare insieme la domenica pomeriggio del 10 ottobre
sfruttando la disponibilità di una famiglia di Brembo, siamo andati a Parzanica, raccogliendo mille, macchè mille,
duemila castagne! Anche se dobbiamo ammettere che la
ricerca non è stata difficile e sicuramente le nostre risate
hanno superato di gran lunga il numero delle castagne.
E poi … è arrivato il momento di mangiarle! La domenica
successiva, nel pomeriggio, pur con qualche goccia di pioggia che ci ha fatto compagnia, ci siamo trovati per divertirci e fare qualche gioco. Nel momento della merenda,
all’insaputa di don Cristiano, abbiamo festeggiato il suo
secondo anniversario di presenza nella nostra parrocchia.
Sperando di aver inaugurato una lunga serie di pomeriggi
di gioco e divertimento in oratorio, vi aspettiamo numerosi nelle prossime domeniche di festa insieme.
19
La Voce di Brembo
Il personaggio
Sergio Bertoletti
UN OPERAIO in TV
43 anni, operaio alla Dalmine nel
reparto dei tubi di piccolo diametro: settore destinato a chiudere
perché la produzione verrà spostata in Romania. È alla sua quarta
partecipazione a Porta Porta in un
anno. Abita nel nostro quartiere, è
membro del Consiglio Pastorale,
allena una squadra di calcio di
bambini.
D - Come è nata la tua prima partecipazione?
R - È stato il sindacato a chiamarmi. Cercavano un lavoratore che
rappresentasse il mondo operaio,
con una famiglia, figli e mutuo da
pagare. Inoltre Tenaris era all’attenzione del mondo economico per
l’annuncio di una forte riduzione di
personale.
D - Raccontaci cosa avviene quando vai a Roma.
R - All’aeroporto viene a prenderti
un’auto che ti accompagna in albergo vicino agli studi di Via Teulada. Un’ora prima della trasmissione ti presenti e ti danno un
badge di riconoscimento. In una
saletta con un buffet incontri l’assistente di studio che si assicura della tua presenza. La prima volta c’era anche un avvocato per ricordarmi che di quanto dico in trasmissione mi assumo la responsabilità.
Si firma una liberatoria per auto-
rizzare l’azienda
alla messa in onda della tua immagine e di
quanto dici. C’è
Foto sopra e in basso a sinistra: Sergio con
Martina Stella e con il Ministro del lavoro Sacconi.
una eventuale picIn basso a destra, la moglie Sabrina con Raul Bova.
cola sistematina
da parte di una
truccatrice.
TV. Adesso mi chiedono di portare
D - Com’è lo studio? Andate in di- anche loro.
retta o la trasmissione viene regi- D - È cambiato il tuo modo di vedestrata?
re la TV sapendo cosa avviene?
R - La prima volta ero talmente R - Sì, perché so cosa succede, cosa
concentrato su quello che dovevo fanno i cameraman, gli assistenti,…
dire che non mi ero neanche accor- Diamo importanza a chi fa o appato di quanto avveniva e dell’am- re in TV, ma partecipandovi ti acbiente. Lo studio è situato in un pa- corgi che sono persone come te e
lazzo di 5 piani. Non è molto gran- come me, come noi.
de, ma sono le telecamere che lo D - Perché continuano ad invitarti?
fanno apparire più ampio.
Che idea ti sei fatto?
La registrazione viene fatta alle 6 R - Forse dò un’idea diversa di opedel pomeriggio, ma tutto avviene raio, capace di parlare senza alzacome se fossimo in diretta.
re la voce, capace di contraddire o
D - Com’è il presentatore?
di interrompere anche il ministro,
R - Bruno Vespa è una persona se necessario.
squisita, che si interessa di tutti i D - Come va in Tenaris?
suoi ospiti, non solo di quelli im- R - A rotazione c’è la cassa integraportanti. L’avevo giudicato diver- zione straordinaria per qualche
samente prima di conoscerlo.
giorno al mese. L’anno prossimo
D - Cosa volevi far sapere con la con 740 pensionamenti e prepentua partecipazione in TV?
sionamenti i dipendenti diventeR - Sulla questione del lavoro ho ranno circa 1.500.
voluto far capire che le aziende
hanno approfittato della crisi per
clp
portare all’estero la produzione. E
poi che le aziende hanno anche dei
doveri verso il territorio in cui sono
localizzate. Non possono solo pensare al profitto.
D - Qual è stata la reazione dei colleghi, in casa?
R - Contenti che ci fosse qualcuno
di loro a dire cosa pensiamo. Oggi,
che continuo ad essere invitato, c’è
anche forse un po’ di fastidio. I miei
figli all’inizio erano meravigliati, emozionati a vedere il loro papà in
20
La Voce di Brembo
Per una visione e lettura critica
Letto per voi
Visto per voi
Precious
L’ubicazione del bene
Regia: Lee Daniels. Sceneggiatura: Geoffrey Fletcher.
Soggetto: Sapphire. Produzione: Lee Daniels Entertainment; Smokewood Entertainment Group. Durata:
110 min. Origine: USA, 2009
Autore: Giorgio Falco
Editore: Einaudi, 2009;
Pagine: 141; - Prezzo: 16,00
Precious ha 16 anni ma ne dimostra almeno 30, è nera, povera e grassa. A scuola, dove si reca testardamente ogni
giorno, è preda degli scherzi cattivi dei compagni per la sua
mole e perché è rimasta indietro nelle classi.
Tutti la credono ritardata e si disinteressano di lei finché non
si accorgono che è incinta e la puniscono con l’espulsione.
Precious è incinta, per la seconda volta, da suo padre: ha 12
anni ha messo al mondo una bambina down, frutto dell’incesto. Sua madre non è da meno: gelosa, la schiavizza abusando a sua volta sessualmente di lei.
Ma Precious, pur semianalfabeta, è intelligente, curiosa e
percettiva: la sua ostinazione a continuare gli studi è in qualche modo dettata dalla coscienza che l’istruzione è la chiave
per sfuggire alla violenza e all’emarginazione, è ciò che la
renderà visibile al mondo, non più una macchia di unto nero da lavare via.
La sua insegnante, Miss Rain, le insegnerà a leggere e a scrivere incitandola a tenere un diario. L’inizio di un inferno, ma
anche di una redenzione: le prime, incerte parole che Precious faticosamente mette insieme compongono un quadro
di indicibile violenza e povertà, ma nello stesso tempo materializzano sogni, sentimenti e desideri.
Il film Precious è il più premiato dell’anno, vincitore di numerosi premi internazionali, tra cui due premi Oscar, è un’incredibile
racconto
sulla capacità di
crescere e superare gli ostacoli.
Il film è ispirato
dal libro Push, la
L’ubicazione del bene è un libro di racconti che va letto come se fosse un romanzo, cercando di uscirne senza sentirsi
troppo frantumati dentro. Lo scenario nel quale si svolgono
le storie narrate è
Cortesforza, un piccolo paesino immaginario che riesce
quindi a raffigurare
un quadro ancora
più vero della realtà
stesa. Un sobborgo
come tanti che costellano le uscite
della
tangenziale
milanese: un luogo
che pare l’emulazione fallita dei sobborghi americani. Ma a
differenza delle storie che Hollywood ci propina, qui, in queste pagine, non c’è
nulla da ridere. Giorgio Falco racconta le sue storie con una
durezza, con una assoluta mancanza di trasporto che toglie,
anzi taglia, il fiato. Uno scrittore che si fa osservatore dell’orrore, di quella continua speranza di una vita perfetta, immobile, e perciò irraggiungibile. Così è per tutti i suoi protagonisti, cristallizzati dentro tipologie comportamentali standard:
un “tipo maschile” destinato a una carriera irrisolta, il “tipo
femminile” a una maternità fallimentare.
Ma il vero protagonista, quello che accompagna tutti i personaggi che compaiono è Cortesforza: col suo voler essere
la città ideale di ogni operatore immobiliare, si dimostra una
non-città, un non-luogo, dove nessuno passeggia sui marciapiedi, dove senza autovettura non sei degno di cittadinanza, dove la cura del prato sembra di vitale necessità,
dove il vicino di casa è uno sconosciuto, un nemico, come
lo sono i tuoi colleghi di lavoro, le mamme casalinghe, la tua
stessa famiglia.
vita di Precious
Jones, che a sua
volta ripercorre la
vita reale di una
ragazza cresciuta
nel Bronx.
TRATTORIA
Via Sertorio, 36 - Dalmine - Quartiere Brembo
Tel. 035 561.653
Chiusura Martedì
SERRAMENTI E ARREDAMENTI
Via Marco Polo, 4 - 24044 DALMINE (BG)
Tel. / Fax 035 56.23.91
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Notizie dal fronte
La Voce di Brembo
Io sono ciò che scelgo
Sono Dan Orlowski e sono un
giocoliere, anzi no, sono uno
scrittore, anzi no, sono un pilota, ma vorrei essere un cantante, però non sarebbe male
nemmeno essere un artigiano,
però mi piacerebbe essere anche tante altre cose.
Un momento, forse è meglio
ricominciare tutto daccapo.
Sono Dan Orlowski e ancora
non sono nulla di tutto quanto elencato sopra, e non sono
nemmeno nulla di quanto ci
sarebbe potuto essere scritto. E
allora chi sono? Non lo so!
Come non lo sanno tanti di
voi immagino. Magari sapete
cosa vorrete essere, ma ancora
non lo siete realmente.
Quante volte vi hanno chiesto
“Cosa vuoi fare da grande?”
oppure, quando grandi lo eravate già, “E adesso, con questo
diploma, cosa puoi andare a
fare?”. Beh, non so voi, ma io,
Dan Orlowski, personalmente
mi sono sempre trovato abbastanza in imbarazzo a rispondere a queste domande. Prima
d’ora non m’ero mai posto il
perché di questa titubanza nel
rispondere, ma ora che sono
qui a scrivere mi pare d’averlo
capito. Forse quello che ci
mette a disagio non è il sapere
cosa vogliamo fare; tutti abbiamo un sogno e non vedo perché
non dovremmo essere liberi di
comunicarlo al mondo. Forse
quello che ci preoccupa è la paura di poter fallire durante il nostro percorso; sono tutte le ipotesi che ci passano per la testa,
quelle idee che nascono nei nostri pensieri e che spesso sono
motivo della rinuncia alla rincorsa e al raggiungimento dei
nostri obiettivi.
Dobbiamo fare una scelta, non
tanto cosa essere, ma chi essere,
puntare dritti al bersaglio e concentrare tutte le nostre forze per
raggiungere l’obiettivo che ci dà
piena soddisfazione, una soddisfazione che non dev’essere momentanea, ma che va ricercata
nel nostro intimo, individuata e
fatta emergere. Dobbiamo convincerci che in questo percorso,
che sicuramente prevede delle
difficoltà, apparentemente insormontabili, non siamo soli.
Le persone che ci vogliono bene
davvero sono sempre lì a supportarci se noi dimostriamo di
essere davvero appassionati a
quello che stiamo facendo. Non
basta però saper scegliere chi essere, ma bisogna saper mettere
in conto numerosi sacrifici e
rinunce per poter realizzare
quello in cui crediamo. Se dimostriamo di essere determinati, appassionati e umili, nel
senso di accettare anche qualche piccola sconfitta dalle quali
ripartire per fare meglio, sapremo guardare anche tutto ciò
che ci circonda con uno sguardo diverso, riusciremo a concentrarci su quanto è davvero
importante e a escludere quello che invece ci allontana dalla
nostra meta.
Quindi “io sono ciò che scelgo, ma sono quello che mi
impegno a diventare”; se riusciamo a realizzare concretamente questo pensiero, io sono convinto che la prossima
volta che qualcuno mi chiederà “E adesso, cosa puoi fare?”,
io potrò rispondere “Posso fare
tutto quello che voglio essere!”
D. O.
DALMINE (BG) • VIA BUTTARO 5/A
Tel. / Fax 035 56.67.35
Conosciamo il nostro quartiere
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La Voce di Brembo
Le vie di Brembo
Il quadrilatero compreso tra le Vie
Pesenti - 25 Aprile - S. Francesco
(con via Copernico) e Viale Pesenti
costituisce il terreno di fondazione
del nostro quartiere, di cui fu autore don Giacomo Piazzoli, il primo parroco di Brembo. Il racconto
di questa impresa lo si trova nel
libro “Le campane e la sirena” distribuito dalle nostre parrocchie nella scorsa primavera.
Fatto il disegno della lottizzazione e realizzate le strade
da parte della parrocchia,
occorreva dare loro un nome
per permettere ai nuovi abitanti di ricevere posta, denunciare in comune la residenza. Così don Giacomo
diede il nome anche alle vie.
La Via principale di collegamento con Dalmine fu dedicata al Vescovo di Bergamo
che nel 1949 aveva voluto la
parrocchia di Brembo. Mons.
Bernareggi. Attorno ci mise
sacerdoti bergamaschi come
don Botta e don Palazzolo,
ma anche il prete missionario Padre Lazzaroni, compagno di scuola di suo fratello
anch’esso missionario in Cina. A tre artisti rinascimentali dedicò tre vie parallele:
Michelangelo, Raffaello e
Bernini. Quattro se consideriamo anche il Beato Angelico, che sta fra Medioevo e
Rinascimento. A due esploratori (Marco Polo e al bergamasco Beltrami (sorgenti
Missisipi) e a un inventore
(Edison) sono dedicate altre
tre vie. Due vie sono dedicate a
personaggi del Risorgimento
(Martiri di Belfiore e Damiano
Chiesa) e una terza all’aviatore
della prima guerra mondiale
Francesco Baracca, quello del cavallino rampante, ripreso dalle
auto Ferrari. Infine la via parallela di Padre Lazzaroni venne dediChiesa
cata al patrono d’Italia, San Francesco, mentre alla sua collaboratrice, Santa Chiara, fu dedicata la
via a fondo chiuso che portava alle
case degli Stefanoni.
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La Voce di Brembo
Battesimi
30. PAOLICCHI VANESSA,
di Rodolfo e Monica Daria Fortunato
nata il 5 giugno 2010; battezzata il 14 nov. 2010
31. MOTTINI FABIO, di di Massimo e Cristina Alberti
nato il 5 giugno 2010; battezzato il 14 nov. 2010
29. FANTON GIORGIA, di Marco e Vera Biffi
32. PIRILLO SABRINA, di Maurizio e Ilena Taverna
nata il 6 ottobre 2009; battezzata il 28 nov. 2010
nata il 3 maggio 2010; battezzata il 24 ott. 2010
Matrimoni
1. FORESTI STEFANO (Brembo) e TOMASONI LAURA (Brembo) 28 ottobre
Un posto di cui non bisogna aver paura
D
omenica 7 novembre è stata una
domenica particolare. Quando
don Cristiano ci ha parlato di voler celebrare una messa domenicale al cimitero, non pensavo certo che volesse
portarci proprio i ragazzi e per di più,
voler far loro vivere un momento di
gioia al cimitero per vincere la paura
che spesso domina intorno al tema della morte. A me sembrava un controsenso perché non riuscivo a conciliare la
gioia con il cimitero. Però mi sono detta che comunque era una bella cosa e
pregare per i nostri cari avrebbe comunque fatto piacere a tutti. Si sperava proprio in una bella giornata con il
sole (eravamo vicini all’estate di san
Martino), ma nemmeno il sole ha voluto fare la sua parte. Anzi anche il clima sinceramente ci parlava di tristezza. Nonostante l’eventuale possibilità
di sospensione in caso di pioggia eravamo lì in tanti a rispondere a questa
proposta, tanto che la nuova chiesa,
costruita all’interno del Cimitero, non
riusciva a contenerci tutti. Così ci siamo
messi all’altare maggiore e davanti c’erano proprio loro i ragazzi con il loro sorriso gioioso, l’ entusiasmo che esprimevano nel cantare e lo stupore di vivere questa novità.
Già questo quadro che avevamo davanti
ci portava a cambiare parere sulla tristezza del cimitero. Poi sono state le parole di don Cristiano ad aiutarci a capire
quanto sia bello e importante spendere
bene la nostra vita qui adesso. Proprio
grazie al ricordo dei nostri cari, con la
loro testimonianza di fede e gli infiniti
gesti d’amore che abbiamo ricevuto da
loro, possiamo ancora oggi sperimentare
la loro presenza viva in noi. A questo
punto attraverso un video abbiamo ripercorso la vita di un personaggio caro
al cuore di tutti, Papa Giovanni Polo II°.
Nonostante le infinite volte che le abbiamo viste, queste immagini hanno sempre
comunque il potere di affascinare. La sua
vita spesa totalmente per Amore di Dio e
dei fratelli è una grande luce che conduce
a credere al Dio dei “vivi” e non dei
morti.
Le sorprese non erano finite. Oltre alla
gioia per le tante cose belle sentite,
neanche a farlo apposta c’era un'altra
persona che con la sua presenza ci diceva tutto questo, il nostro caro don
Tommaso. Proprio in quel giorno festeggiava il suo 55° anniversario di
messa, grande motivo di gioia per la
nostra comunità. I ragazzi hanno pensato di farlo felice con un regalo
(sciarpa e cappello) adatto ad un vero
tifoso della Juventus. Così nell’augurio
a don Tommaso è terminata la S. Messa che aveva messo dentro di noi tutti
sentimenti di gioiosa speranza e si era
davvero riusciti a conciliare la gioia
con il Cimitero, una bella cura contro
la paura dei morti.
Miriam F
DEFUNTI
ALDOBRANDI Angela Maria
Anni 88
Morta il 26 ottobre 2010
CAVALLERI Domenico
Anni 82
Morto il 28 ottobre 2010
FACCHINETTI Fausto
Anni 56
Morto il 26 novembre 2010
Parrocchia S. Cuore Immacolato di Maria
Brembo di Dalmine
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Gratuit 10
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NOVENA di NATALE
A partire da mercoledì 15 dicembre ci sarà
la possibilità di partecipare all’eucarestia nei
giorni feriali alle ore 8.30 e alle ore 20.00
LITURGIA
CONFESSIONI PER NATALE
RAGAZZI:
durante la catechesi … (17-18-21 dic.)
III MEDIA E ADO:
martedì 21 alle 20.30 a Brembo
… confessioni interparrocchiali GIOVANI
ADULTI:
giovedì 23 alle 20.30 confessioni comunitarie
venerdì 24
dalle 15.00 alle 19.30
e dalle 21,00 alle 22,30.
MESSA DI “MEZZANOTTE”
La messa di Natale sarà preceduta
da una VEGLIA alle ore 23.30
per trovare il “giusto clima”.
NATALE – sabato 25 DICEMBRE
Sante Messe: ore 00,00 (mezzanotte)
7,30 – 9,45 – 11,00 – 18,00
MESSE FESTIVE NATALIZIE
L’8 dicembre, il 1 e il 6 gennaio 2011
le messe festive saranno
alle 7.30 - 10.30 - 18.00
MERCATINO di NATALE
In occasione delle feste natalizie i catechisti
organizzano domenica 5 il “mercatino di
Natale”, mentre il gruppo missionario allestirà
sabato 11 e domenica 12 dicembre il consueto
BANCO VENDITA arricchito anche dalle STELLE
DI NATALE.
RACCOLTA DI GENERI ALIMENTARI
A partire dal giorno di Natale e per tutto il
tempo delle feste raccogliamo generi alimentari
a lunga scadenza. Il tutto è destinato al Centro
di Primo Ascolto di Dalmine.
VISITA AL MUSEO DEL PRESEPIO
Il Museo del Presepio è aperto per i residenti di
Brembo, con ingresso gratuito, nella mattinata
del 26 dicembre.
anno pastorale 2010-2011
CONCORSO PRESEPIO IN FAMIGLIA
I moduli di iscrizione saranno distribuiti
durante la catechesi. Tutti gli iscritti avranno un
premio che sarà consegnato nella celebrazione
del “PRESEPIO VIVENTE” il giorno dell’Epifania,
alle ore 16.30.
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Buon Natale - Parrocchia Brembo di Dalmine