Parrocchia Santa Maria della Consolazione Annus Sacerdotalis don Alfonso Capuano Indizione Cari fratelli nel Sacerdozio, nella prossima solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, venerdì 19 giugno 2009 – giornata tradizionalmente dedicata alla preghiera per la santificazione del clero –, ho pensato di indire ufficialmente un “Anno Sacerdotale” in occasione del 150° anniversario del “dies natalis” di Giovanni Maria Vianney, il Santo Patrono di tutti i parroci del mondo. Il Sacerdozio è l'amore del cuore di Gesù San Giovanni Maria Vianney Le date importanti La vita Le parole Le date importanti - 8 maggio 1786: Giovanni Maria Vianney nasce a Dardilly, vicino a Lione. È il quarto di sei figli, e passerà l’infanzia nella fattoria del padre, durante la tormentata epoca della Rivoluzione francese. I primi anni Dopo lo scoppio della Rivoluzione francese, il nuovo parroco di Dardilly prestò giuramento alla Costituzione civile del clero. Seguire un tale prete avrebbe significato per i Vianney non riconoscere l’autorità del Papa, per cui decisero di entrare nel circolo clandestino di un sacerdote “refrattario”. I primi anni Giovanni farà la sua prima confessione ai piedi del grande orologio, nel salone della casa natale, e non nella chiesa del villaggio, e riceverà l'assoluzione da un sacerdote clandestino. Due anni più tardi, la sua prima comunione in un fienile, durante una Messa clandestina celebrata da quel sacerdote ribelle. La vocazione A 17 anni, sceglie di rispondere alla chiamata di Dio: «Vorrei guadagnare delle anime al Buon Dio», dirà a sua madre, Marie Béluze. Suo padre, però, si oppone per due anni a questo progetto, perché le braccia mancano nella casa paterna. Le date importanti - 1806: avendo manifestato il desiderio di diventare sacerdote, Giovanni Maria Vianney comincia la sua formazione con l'Abate Balley, al presbiterio di Écully. La formazione C’era un ostacolo grave: gli mancava un minimo di istruzione. Per prima cosa dovette apprendere la grammatica latina. I suoi, sforzi sembravano essere senza frutto, ma poi qualche risultato cominciò ad arrivare grazie alla sua perseveranza e dopo un pellegrinaggio presso san Francesco Régis alla Louvesc per ottenere la grazia di vincere la propria ignoranza. La formazione Inattesa giunse, però, il 28 ottobre 1809 la chiamata alle armi nell’esercito napoleonico, impegnato su più fronti del continente, e il giovane ventitreenne fu costretto a partire, anche se ciò andava contro i suoi progetti. Per diverse circostanze casuali riuscì a disertare e, anche se ricercato, fu aiutato da alcune persone a nascondersi. Saputo della morte della madre (8 febbraio 1811), appena gli fu possibile, tornò a casa (marzo 1811). La formazione Ma qui trovò il padre in collera con lui per tutti i dolori e i problemi che la famiglia aveva dovuto subire a causa della sua diserzione. Giovanni Maria con profonda umiltà, e sinceramente dispiaciuto, chiese perdono al padre per l’accaduto, ma egli era convinto di essere stato guidato dalla Provvidenza. Infatti dopo la fortuita e non intenzionale fuga, egli aveva avuto la certezza che non dovesse seguire l’esercito di un nemico del Papa. La formazione Certo della sua vocazione, grazie all’esempio dell’Abate Balley, alla sua stima, incoraggiamento e insistenza presso i superiori della diocesi, affrontò dure prove. Inizialmente, infatti, venne rinviato dal seminario maggiore, in quanto ritenuto non idoneo agli studi necessari per l’esercizio del sacro ufficio. Don Balley si prese ogni responsabilità e dedicò tutto se stesso per farlo studiare e portare a compimento l’opera di Dio. Le date importanti - 23 giugno 1815: dopo una formazione lunga e spesso difficile, è ordinato diacono a Lione. - 13 agosto 1815: è ordinato sacerdote a Grenoble da Mons. Simon. Viene chiamato allora come vicario dall'Abate Balley a Écully. Il ministero Rimase a Écully per poco più di due anni, fino alla morte del suo protettore, avvenuta il 16 dicembre 1817. In questo periodo completò la formazione culturale e fu iniziato al ministero sacerdotale, vivendo un’esperienza ricca e determinante per tutto il suo successivo apostolato. Giovanni Maria si trovò sempre in identità di intenti con don Balley, quanto a spirito di abnegazione, di preghiera. di penitenza e di digiuno. Le date importanti - 13 febbraio 1818: arriva ad Ars come assistente della chiesa. - 1821: Ars riceve lo statuto di parrocchia e Giovanni Maria Vianney ne diventa il Parroco. Ars Ars, “l’ultimo villaggio della diocesi”, con circa duecentocinquanta abitanti, prevalentemente di umili condizioni. La gente non era atea o anticlericale, ma viveva una religiosità superficiale e banale, schiava dei propri comodi, talora mondani, secondo la mentalità dell’epoca. Ars Il giovane sacerdote si ritrovò da solo a portare il carico di tutta la comunità. La sua vita, in parole e in opere, aveva come primo obiettivo condurre le anime a Dio, come un vero pastore, secondo il cuore di Dio. Era una sfida ad altissimo rischio. Per questo dovette subire contestazioni e calunnie. Scelse però la via della penitenza, e piegò le ginocchia davanti all’Altissimo per strappare dalla dannazione le anime della sua parrocchia. Ars I primi anni ad Ars furono caratterizzati da una lotta serrata contro i vizi stigmatizzati dai predicatori dell’epoca come sintomo di secolarismo, quali il ballo, le osterie, la trascuratezza del precetto festivo. Si avvertiva di fatto il fenomeno di abbandono, soprattutto grave fra gli uomini, che era seguito alla rivoluzione francese. Egli spronò i suoi parrocchiani a condurre una intensa vita religiosa attraverso la partecipazione frequente ai sacramenti. Le parole Oh! figli miei, che cosa fa Nostro Signore nel Sacramento del suo amore? Ha preso il suo cuore buono per amarci, ed estrae da questo cuore una traspirazione di tenerezza e di misericordia per annegare i peccati del mondo. Quando abbiamo comunicato, se qualcuno ci dicesse: "Che cosa vi portate a casa?", potremmo rispondere: "Porto il cielo". Non dite che non ne siete degni. È vero: non ne siete degni, ma ne avete bisogno. Ars La sua azione pastorale era veemente e nello stesso tempo paziente: da un lato non si trattenne dal condannare senza mezzi termini i vizi dei paese, dall’altro lato coltivava la sua vigna con cure e premure, radunando piccoli gruppi orientati ad una vita cristiana il più coerente possibile, resa manifesta nella preghiera assidua e nella partecipazione attiva alle liturgie. Le parole Andiamo, anima mia, vai a conversare col buon Dio, a lavorare con Lui, a camminare con Lui, a combattere e soffrire con Lui. Lavorerai, ma Egli benedirà il tuo lavoro; camminerai, ma Egli benedirà i tuoi passi; soffrirai, ma Egli benedirà le tue lacrime. Quanto è grande, quanto è nobile, quanto è consolante fare tutto in compagnia e sotto gli occhi del buon Dio, e pensare che Egli vede tutto, conta tutto!… Più si prega, più si vuole pregare. Ars La sua vita era un appello continuo ai cristiani d’Ars. Anche se le sue parole non erano forse tanto alte e ricche di contenuto, egli riusciva a trasmettere e comunicare la fede con la sua coerenza perché viveva materialmente quanto predicava. E il suo zelo pastorale raggiunse anche le parrocchie vicine, attraverso il ministero della confessione, in occasione delle missioni popolari. Le parole La misericordia di Dio è come un torrente tracimato. Trascina i cuori al suo passaggio. Non è il peccatore che ritorna a Dio per chiedergli perdono, è Dio che corre dietro al peccatore e lo fa tornare a Lui. Diamo dunque questa gioia a questo Padre buono: ritorniamo a Lui … e saremo felici. Il buon Dio è sempre disposto a riceverci. La sua pazienza ci aspetta! Non si parlerà più dei peccati perdonati. Sono stati cancellati, non esistono più! Le date importanti apre la Casa della Provvidenza con l’idea di farne una scuola gratuita per le ragazze; diventerà più tardi un orfanotrofio. - Nel 1849, fonda la scuola maschile, che affida ai Fratelli della Sacra Famiglia di Belley. - 1824: Ars L’intensa cura pastorale di Giovanni Maria era attenta alle necessità dei più bisognosi. Per aiutare le giovani ragazze senza istruzione e di condizioni disagiate, istituì la Casa della Provvidenza. E successivamente creò anche un ambiente per ragazzi, ben sapendo quanto fosse importante l’istruzione, lui che aveva sperimentato i disagi dell’ignoranza; oltre ciò, egli si mostrava sempre pronto al soccorso e all’aiuto dei poveri e dei sofferenti. Le parole Un buon pastore, un pastore secondo il cuore di Dio, è il più grande tesoro che il buon Dio possa concedere a una parrocchia, ed uno dei doni più preziosi della misericordia divina. Il Sacerdozio è l'amore del cuore di Gesù. Lasciate una parrocchia per vent'anni senza sacerdote: vi si adoreranno le bestie. Il sacerdote non è sacerdote per se stesso, lo è per voi. Le date importanti - Verso il 1830: inizio dell'afflusso dei pellegrini e dei penitenti ad Ars. Continueranno a venire sempre più numerosi fino alla sua morte. Il Curato d’Ars non potrà più lasciare, in pratica, la sua parrocchia; si occuperà esclusivamente dei parrocchiani e dei pellegrini. Ars Ben presto la sua fama si diffuse nei paesi vicini, a motivo della santa condotta e del ministero svolto nel corso delle varie missioni popolari. Un numero sempre maggiore di pellegrini, attratti dal suo stile di vita, si presentò nella sua chiesa, per ricevere una parola di conforto nonché l’assoluzione sacramentale. Ars Nel suo “ufficio” di accoglienza, il confessionale, il curato d’Ars riuscì a riavvicinare a Dio molte anime che se ne erano allontanate e aiutò molte persone, che si affidavano alla guida spirituale, a compiere grandi passi nella fede. Dimostrò così d’avere un particolare dono di discernimento e di penetrazione dei cuori. Illustri fondatori di nuovi ordini nascenti si sarebbero confrontati con l’umile pastore. Le date importanti - A partire dal 1853, un’équipe di missionari diocesani viene ad aiutare il Santo Curato, "prigioniero" del confessionale e preso d’assalto dai pellegrini. - 1858: si contano circa 100.000 pellegrini quell’anno ad Ars. Il Curato d’Ars spende fino a 17 ore al giorno nel confessionale. Le parole Ci sono coloro che dicono: "Ho fatto troppo male, il Buon Dio non può perdonarmi". Si tratta di una grossa bestemmia. Equivale a mettere un limite alla misericordia di Dio, che non ne ha: è infinita. Quando il sacerdote dà l'assoluzione, bisogna pensare solamente a una cosa: che il sangue del buon Dio si riversa sulla nostra anima per lavarla, purificarla e renderla bella quanto lo era dopo il battesimo. Ars Il confessionale divenne così il campo di battaglia, dove trascorse la maggior parte di tempo del suo servizio pastorale ad Ars. Ma era anche il luogo dove i suoi fedeli potevano sperimentare la misericordia di Dio, che lui stesso aveva compreso lentamente, grazie alla riscoperta della morale alfonsiana. Sopra ogni cosa per don Vianney c’èra il “bon Dieu”. Salvare le anime significava infatti far conoscere Dio e cosi far diventare i fedeli discepoli di Cristo. Le date importanti - 4 agosto 1859: il Curato d’Ars muore spossato, verso le due del mattino, nel suo presbiterio. Ars In occasione delle sue esequie, la folla era composta da più di mille persone, fra cui il vescovo e tutti i sacerdoti della diocesi, venuti ad abbracciare colui che era già il loro modello. Le date importanti - 8 gennaio 1905: beatificazione per opera di Papa Pio X; viene dichiarato "patrono dei sacerdoti della Francia". - 31 maggio 1925: canonizzazione per opera di Papa Pio XI. - 1929: viene dichiarato "patrono di tutti i parroci dell'universo" da Papa Pio XI. L’Immacolata “Poco prima che il Curato d'Ars concludesse la sua lunga carriera piena di meriti, la Vergine Immacolata era apparsa, in un’altra regione di Francia, ad una fanciulla umile e pura, per trasmetterle un messaggio di preghiera e di penitenza, di cui è ben nota, da un secolo, l'immensa risonanza spirituale. In realtà la vita del santo sacerdote, di cui celebriamo il ricordo, era in anticipo un’illustrazione vivente delle grandi verità soprannaturali insegnate alla veggente di Massabielle. L’Immacolata Egli stesso aveva per l'Immacolata Concezione della Santissima Vergine una vivissima devozione, lui che nel 1836 aveva consacrato la sua parrocchia a Maria concepita senza peccato, e doveva accogliere con tanta fede e gioia la definizione dogmatica del 1854”. Giovanni XXIII, Sacerdotii nostri primordia Le parole Penso che, alla fine del mondo, la Santa Vergine sarà molto tranquilla, ma finché il mondo dura, la si tira da ogni lato … Quando le nostre mani hanno toccato degli aromi, profumano tutto ciò che toccano. Facciamo passare le nostre preghiere dalle mani della Santa Vergine, le profumerà. Gesù Cristo, dopo averci dato tutto ciò che poteva darci, vuole ancora farci eredi di ciò che ha di più prezioso, vale a dire della sua Santa Madre. Ars Oggi Ars accoglie 450.000 pellegrini ogni anno e il Santuario propone differenti attività. Nel 1986 è stato aperto un seminario per formare i futuri sacerdoti alla scuola del "Signor Vianney". Infatti, dove passano i santi, Dio passa con loro!