ANNO XIX N. 9
9 MARZO 2012
EURO 1,50
centonove
Settimanale di Politica, Cultura, Economia
Il candidato a sindaco di Palermo
apre al Pdl. E agli scenari futuri
A PAG. 9
Alla corte del preside Romano
Un concorso “sospetto” dietro i crediti
gonfiati all’Università di Messina
A PAG.
17
Ruby
L’alleanza? Costa
Andrea Romano
Massimo Costa
SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE A REGIME SOVVENZIONATO 45% (ME)
Ruby, verbali a luci rosse
Testimonianze in procura sugli incontri
della ragazza marocchina
A PAG. 18
L’INCHIESTA
Invalidati
REVOCATE META’ DELLE PENSIONI IN SICILIA. DAI CASI CHOC DI AUTISTI-CIECHI AI DIPENDENTI
COMPLICI DELL’INPS DI MESSINA E PALERMO. ECCO QUANTO CI COSTANO I FINTI DISABILI
il punto
9 MARZO 2012
centonove
EDIT
Locomotiva
fuori binario
DOPO ALCUNI ANNI di vivaci
polemiche lʼAnas, per un
importo di 800 milioni, ha
appaltato i lavori della
Siracusa-Ragusa. Ventʼanni per
appaltare unʼopera in Sicilia
sembra quasi un tempo
accettabile, considerati i tempi
di realizzazione della MessinaPalermo. E considerate pure le
premesse del governatore
Raffaele Lombardo, che ha
scoperto la lentezza della spesa
comunitaria e ha deciso ora di
dare un colpo di acceleratore,
non sorprende che ad
aggiudicarsi i lavori sia stato il
soggetto proponente
dellʼopera, un consorzio a metà
tra Tecnis e Maltauro. Eʼ un film
che si ripete...Stupisce invece,
la virtuosa virata di Giampiero
DʼAlia, capogruppo al Senato
dellʼUdc, che dice da un poʼ di
tempo cose da buon padre di
famiglia: con i soldi stanziati
per lʼaumento di capitale del
Ponte, si sarebbe potuto
comprare un tremo per mille
pendolari e forse sullo Stretto
ci sarebbe qualche disservizio
in meno. Dice cose giuste
DʼAlia, al punto di affermare
una banalità: la società Stretto
di Messina va chiusa
immediatamente. Drena e
brucia risorve, lʼopera è stata
definanziata e non si farà mai.
Se solo il presidente della
Regione anzichè parlare a
vanvera dellʼopera-madre, si
dedicasse a nomiare qualche
dirigente generale secondo
competenze e non tessere di
partito, forse accelerebbe la
spesa comunitaria e la Sicilia
perderebbe qualche treno in
meno. Oggi perdiamo su tutto.
Peppe Lumia
Pd, la democrazia difficile
Le primarie sono una competizione non la ratifica dei desideri di chi li organizza.
Inutile andare al voto se deve diventare pretesto di nuove autolesionistiche divisioni
DI DOMENICO BARRILÀ
MI CHIEDO SE TUTTE LE volte che si vota per le primarie
allʼinterno della coalizione di centrosinistra, e non vince il
candidato indicato dal Pd, ne debba nascere una sorta di ibrido
teatrale, a metà strada tra Otello e Filomena Marturano. Se deve
vincerle per forza il concorrente designato dal Pd, tanto vale
evitarle, si risparmierebbero tempo, soldi e stress. Chi immagina
epiloghi già scritti dovrebbe venire allo scoperto e dircelo, a
cominciare dai giornalisti che poi ci ricamano sopra perché è
uscita la sorpresa e perché loro non lʼavevano prevista.
Alle primarie palermitane spero abbia vinto un candidato degno,
sostenuto e votato (fino a prova contraria) da elettori degni. In ogni
caso si è votato, e se qualcuno i voti se li è comprati peggio per lui,
perché significa che è nato vecchio, anzi politicamente morto, e
non durerà a lungo. Adesso ci sono un paio di indagati per presunti
brogli, un brutto viatico, un sasso che potrebbe diventare una
valanga e riconsegnare il comune ad un brutto centrodestra.
Forse perche temevano esiti del genere, i milanesi o i romani si
aspettavano che su quella ruota uscisse Rita Borsellino, ma i
milanesi e i romani vivono a casa loro, più comodamente dei
siciliani, i loro giovani non emigrano e le loro donne non devono
fare miracoli quotidiani per portare il cibo in tavola e mandare i figli
a scuola. Loro non sanno nemmeno che in Sicilia la politica non
cʼentra nulla con la politica, ma rappresenta la principale
complicazione della drammatica realtà quotidiana.
Speriamo che le primarie palermitane non affossino le primarie
tout court. I fatti dicono che i candidati espressi attraverso primarie
vere e pulite, in genere vincono le elezioni amministrative, perché
la gente li percepisce più vicini e per questo si sente
responsabilizzata nel sostenerli. Il caso di Cagliari, roccaforte del
centrodestra, e quello di Milano, diventato negli anni feudo
Vicecaposervizio: Daniele De Joannon In redazione: Gianfranco Cusumano, Alessio Caspanello, Michele Schinella Segreteria di redazione:
Rossana Franzone, Rosa Lombardo, Francesco Pinizzotto - Garante
del lettore Attilio Raimondi - Editore: Kimon scrl: Via S. Camillo, 8 MESSINA tel.: 090/9430208 Fax: 090/9430210 P. Iva 02131540839 Registrazione Tribunale di Messina n. 11- 92 del 4 maggio 1992 Iscritto al
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n° 90443839 Copie arretrate Euro 3,00;
Internet: http://www.centonove.it
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centonove
SETTIMANALE REGIONALE
DI POLITICA
CULTURA ED ECONOMIA
Direttore responsabile
inquietante di Cielle e della Lega, valgono più di qualsiasi
ragionamento politico. Sono stati due sovvertimenti inattesi, figli
della spinta guadagnata con le primarie.
Si dice che il regista della vittoria di Fabrizio Ferrandelli sia Beppe
Lumia, sostenitore della giunta regionale presieduta da Raffaele
Lombardo e avversario dellʼattuale segreteria isolana del Pd.
Possiedo memoria lontanissima di Lumia, avendolo conosciuto
più venti anni fa al coordinamento dei movimenti politici cittadini,
allʼindomani di tangentopoli. Aveva già allora una raffinata
capacità di analisi politica, i suoi interventi erano lunghi, forse
troppo, ma pieni di logica. Dava lʼidea di una persona preparata e
piuttosto ambiziosa. Una promessa mantenuta per entrambe le
voci, potremmo dire, per questo non ci trovo nulla di inatteso nella
sua alleanza con il governatore siciliano, che pure fatico a
condividere. Voglio ricordare quelle riunioni romane e sperare che
un pizzico dello spirito di allora gli sia rimasto. La Sicilia è in
difficoltà e la situazione potrebbe sfuggire di mano, non sarebbe
tollerabile lʼennesimo aborto delle speranze. Lo sappia Beppe
Lumia, da ora in avanti, nel bene e nel male, sarà tra coloro che
dovranno rispondere dello stato dei fatti.
P.S. A proposito di politica alla siciliana. Angelino Alfano è sempre
più tenero, come quel tonno che si taglia con un grissino. Una
diga. Il suo capo chiama, lui risponde e non si presenta da Mario
Monti, perché papà non vuole che si parli di certi argomenti. Poi,
come gli adolescenti che vengono sorpresi a masturbarsi, cambia
discorso e dice che Bersani dovrebbe sostituire Crozza alla Rai.
Lui invece, poverino, alla Rai non può neanche andarci perché
non gli viene accordato il permesso. Insomma non può sostituire
nessuno, perché sarebbe troppo autobiografico se sostituisse
nessuno.
Distribuzione Gaetano Toscano Sas via Corbino Orso n. 9/11 - 98124 MESSINA
telefono 090/692508 Distributore regionale Eagleservices via M.Rapisardi, 62
95021 Acicastello (Ct) Pubblicità legale-istituzionale-commerciale: Via San
Camillo, 8 Messina Tel. 090/9430208 Fax: 090/9430211-9430210. Tariffe pubblicitarie (1 modulo cm3,5 x 4,5); Manchette prima pagina Euro 206, 58; Finestrella prima pagina Euro 438,99; commerciali a mod. Euro 41,32; Finanziaria/Appalti/Gare a mod Euro 129,11; Legali/Aste/Sentenze a mod. Euro 129,11; redazionali Euro 77,47; una pagina interna Euro 1.446,08; ultima pagina Euro 1.807,6 Posizione di rigore + 20%. Colore + Euro 387,34.
Graziella Lombardo
Questo periodico è associato alla
Unione Stampa Periodica Italiana
pagina 2
Certificato Ads n. 7367
del 14/12/2011
Sommario
centonove
9 MARZO 2012
PRIMO PIANO
La fabbrica degli invalidi
Pratiche manomesse, scatta lʼinchiesta
allʼInps di Messina. Viaggio in una regione
dove il numero delle pensioni è da record
A PAGINA 6/7/8
TOP SECRET
COMUNE DI MESSINA
POLITICA
Danno erariale,
denuncia per i dirigenti
Quando l’alleanza... Costa
Il candidato sindaco di Palermo apre al Pd.
E agli scenari futuri
A PAGINA 9
Primarie, caccia al colpevole
La vittoria di Fabrizio Ferrandelli
spacca tutto il centrosinistra
A PAGINA
Ruggeri cade sul casello
10/11
Il progetto dei palazzi di Viale Italia a Messina, da trasferire in via La Farina
Lente sugli spostamenti del commissario
dellʼAto3. Con lʼauto di servizio
A PAGINA
12
La Stu? Trasloca
I palazzi di Viale Italia trasferiti in via La Farina
A PAGINA 13
Stop al traffico... dei rifiuti
POSTER
Il sindaco di Terme Vigliatore Bartolo
Cipriano chiede lʼeco-indennizzo
Hollywoodiano di Sicilia
A PAGINA
22
Pdl allo sbando: arriva Rizzo «Spiegate chi era Fava ai giovani»
A Lipari scende in campo lʼex Difersore Civico
A PAGINA 14
L’ombra del commissariamento
A Barcellona protrebbero saltare le elezioni
A PAGINA 15
A tu per tu con Alessandro Gallo, che nelle
scuole racconta la criminalità vista “dallʼinterno”
A PAGINA 23
A PAGINA
42
La produzione di Bruno La Padula in mostra
A PAGINA 43
A PAGINA
26
Il Comitato per lʼistituzione non molla dopo
lʼultimo dietrofront dellʼArs
A PAGINA 27
Quando la Grazia è imbattibile
Minuta, bionda, occhi azzurri. Ecco la bella
messinese che nessuno mette ko
A PAGINA
Dalla pistola all’ago
28
Corsi di ricamo e cucito per le detenute di Gazzi
A PAGINA 29
A Santa Teresa di Riva tutta lʼopposizione
insieme per sconfiggere Alberto Morabito
A PAGINA 16
La prima donna medico di Messina
Il documentarista prende di mira in un video il
vescovo Zambito. Con qualche parolaccia
A PAGINA 24/25
Gela, “Provincia o morte!”
Il Listone delle meraviglie
Elena, i miei primi 100 anni
Andavamo in Piazza del Popolo
Lo stabile sarebbe dovuto divenire una
struttura per disabili. Ma mancano i fondi
PAG.31
NOMINE
Santo Stafano Medio riscopre Santi Tafarella
A PAGINA 38/39
Zanghì, mister satira
Ex Ciss, ricominciamo da tre
Vincenzo Franza
PAG.13
RUBRICHE
4/5
Settegiorni
30
Qui, scuola
30
Istruzioni per l'Uso
36
Occorre Sapere
36
Uomini & Business
36
Notizie dai Consulenti
36
Consumatori
40/41 Libri/La Classifica
44/45
Weekend
46/47
Lettere & Commenti
46
Messina Drastica
46
Heritage
46
Ecologia e Ambiente
47 Eliodoro
47 150 Parole da Palermo
47
Antibuddaci
47
Animal House
ECONOMIA
Laureevirtuali,buferasuRomano
Il preside di Scienze Politiche sotto accusa
A PAGINA
17
A PAGINA
31
I verbali in procura di Messina sugli incontri
della ragazza marocchina
A PAGINA 18/19
Messina, guerra sulla Falce
A PAGINA
32
Finisce la pace tra lʼEnte Porto e lʼAutorità
Portuale per una concessione sul molo
norimberga
A PAGINA
33
Amore, diamoci un taglio
Lo Stretto dei ricorsi
Una 27enne di SantʼAgata Militello accusata
di aver accoltellato il fidanzato
Messina e Catania capitali delle vertenze. I
dati della Commissione tributaria regionale
A PAGINA 35
A PAGINA
21
MESSINA
Ristorante in Galleria
per il portiere Cecere
MESSINA. Il portiere del Messina Mimmo Cecere “mette
piede” alla Galleria Vittorio
Emanuele. Il calciatore, forte
dei consensi dei “Fratelli la
Bufala”, ha preso in affitto i
grandi locali ex Elva sotto i
portici per aprire un nuovo ristorante-pizzeria.
MESSINA. Ritorna il Partito Liberale a Messina. Segretario provinciale è
lʼavvocato Massimo Rizzo. Tra gli aderenti, il presidente dellʼAiga Alberto Vermiglio, il senatore Enzo Palumbo, lʼex consigliere provinciale Salvatore Piccolo e la dorella del defunto sottosegretario Antonio DʼAquino.
Maregrosso, silenzio assenzo
La Regione riacquista la titolarità del litorale
in zona sud. Anche se...
Chiude il Trifiletti di Milazzo. Attori in protesta.
A PAGINA 20
MESSINA. Direttori in arrivo
per gli Ersu (Ente Regionale
per il diritto allo Studio Universitario) di Messina e di Palermo. A ricoprire le due poltrone vacanti da tempo saranno rispettivamente Francesca
Ruggeri, la più alta in grado
negli uffici del capoluogo dello Stretto, e Mimmo Giubilaro,
dirigente dellʼassessorato allʼIstruzione.
Torna il Partito Liberale
Segretario è Rizzo
Il gruppo Franza investe 30 milioni nella
riqualificazione dellʼex industria
Ruby, testimonianze a luci rosse
Teatro, cala il sipario
Ruggeri e Giubilaro
direttori di due Ersu
MESSINA
Shopping alla Montecatini
SICILIA
MESSINA. Offensiva in corso
contro i dirigenti del comune
di Messina che hanno ricevuto compensi straordinari per
commissioni di aggiudicazione gare. Il collegio dei revisori dei conti di palazzo Zanca ha
inoltrato un esposto alla Procura della Corte dei conti per
danno erariale. Secondo la denuncia, le somme “extra” percepite, violano il principio dellʼonnicomprensività dello stipendio dirigenziale.
pagina 3
Grazia Rigolizio
PAG.
28
9 MARZO 2012
7giorni
centonove
MESSINA. IL TRIBUNALE DICE SÌ AL CONCORDATO PREVENTIVO
CHI SALE
L
Antonio Fazio
MESSINA. Anche durante le
crisi, il consigliere comunale
non perde il suo aplomb britannico. In piena emergenza
rifiuti, quando la spazzatura
si accumulava fuori dai cassonetti, Fazio, scavalcando i
muntarozzi di munnizza, ha
continuato imperterrito a depositare plastica, vetro e carta negli appositi cassonetti
per la differenziata.
L Gianpiero D’Alia
MESSINA. Il coordinatore
regionale dellʼUdc ha interrogato il premier Monti sulla
ricapitalizzazione della società Stretto usando un
esempio inattaccabile:
“Con i 61,3 milioni si sarebbero potuti acquistare 6 treni per ovviare alla situazione
sempre più drammatica dei
pendolari siciliani».
L
Demoter, l’ultimo... atto
L’impresa “si travaserà” nella Cubo Spa,
che già da mesi sta assorbendo gli ex dipendenti
MESSINA. Ultimi lampi per la Demoter. Che
presto cambierà pelle. La sezione
Fallimentare del tribunale di Messina ha
depositato, giovedi 8, il provvedimento di
ammissione di Demoter Spa (oggi in
liquidazione) alla procedura di concordato
preventivo (un accordo fra imprenditore e
creditori), con nomina di Antonino Orifici
quale giudice delegato e di Maurizio Lipani
quale commissario giudiziale.“Ritengo che il
provvedimento di ammissione non
rappresenti affatto una sorpresa - ha
spiegato il liquidatore Maurizio Cacace - ma
bensì ha reso di fatto possibile la
conservazione del know how della Demoter
in capo allʼassuntore
Cubo Spa (una sorta di
“garante” della procedura,
ndr) che potrà proseguire
in tutte le attività di
cantiere”.
Si chiude così lʼepopea di
una delle imprese di
Carlo Borella
maggiore successo nel
settore edilizio a Messina,
caduta in bassa fortuna a causa del mancato
rilascio del certificato antimafia
(indispensabile per poter accedere ad appalti
pubblici”, a causa dellʼaccusa per il patron
della Demoter, Carlo Borella, di
DIRITTI DEI DISABILI
L Giuseppe Rodi
MESSINA. Lʼaveva detto e
si è avverato. Il “denunciatore compulsivo” aveva
puntato il dito contro la pericolosità della linea Taormina-Messina, e, puntuale,
un treno ha deragliato nei
pressi di Letojanni. I maligni hanno osservato che,
con tutte le denunce che
Rodi lancia, per la legge dei
grandi numeri prima o poi
qualcuna si avvera.
L Salvatore
Coppolino
BARCELLONA. Il consigliere provinciale, senza
grandi proclami, riesce
sempre a ritagliarsi poltrone di prestigio. Non solo è
stato eletto nel coordinamento provinciale del Pdl,
ma è stato nominato anche
segretario amministrativo
del “comitato”.
SOCIETA’
Guardia di Finanza, arriva generale Cuneo
PALERMO. Cambio al vertice della guardia di finanza in Sicilia. Il generale di corpo d'armata Domenico Achille lascia la
guida per assumere lʼincarico di comandante interregionale
della guardia di finanza dell'Italia Meridionale. Al suo posto arriva il generale di divisione Fabrizio Cuneo, romano, che nell'ultimo periodo ha coordinato missioni in Albania.
Fortunato
Romano
MESSINA. Il deputato regionale del Mpa incassa il
“sì” dellʼArs con un ordine
del giorno a favore del trasporto pubblico locale e sui
collegamenti con le isole
minori. Il testo chiede una
inversione di tendenza per
i collegamenti con le piccole isole, già alle prese con
difficoltà di ordine strutturale-geografico.
favoreggiamento. Durante gli anni migliori, il
2007 e 2008, la Demoter era arrivata a risultati
operativi da due milioni e mezzo di euro. Da
qualche mese, parte dei dipendenti avevano
iniziato a migrare verso la Cubo Spa.
Maestra di Messina picchia alunni, chiesto il giudizio
In piazza contro le barriere architettoniche
MESSINA. Si sono date appuntamento il 10 marzo, in Contrada Badessa, a Faro Superiore, per protestare pacificamente in nome dei disabili e
dei loro diritti, in una città disseminata di barriere architettoniche di ogni
tipo. Sei associazioni messinesi (Aifvs, Meter e Miles, Senza Barriere,
Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, il Centro Helen Keller e Legambiente dei Peloritani) e un unico obiettivo: quello di sensibilizzare la cittadinanza al tema della legalità e al rispetto dei diritti dei più deboli.
MESSINA. PETIZIONE PER LE DUE CAGNETTE DELLA CASERMA ZUCCARELLO
Una casa per Zara e Zuccarella
MESSINA. Si sono mobilitati in 130 per salvare Zara e Zuccarella, due randagie di 7 e 4 anni che sono nate e hanno sempre vissuto nel cortile della
caserma “Zuccarello”. Prelevate dallʼaccalappiacani dopo qualche lamentela, le due cagnette sono state allontanate dal loro habitat naturale e condotte al canile di Castanea. Sterilizzate, vaccinate e “microchippate”, Zuccarella e Zara dovevano essere rilasciate come previsto per gli animali inoffensivi. Ma una vita per strada per loro, abituate a scorrazzare circondate
dallʼaffetto dei lavoratori della caserma, le avrebbe condannate a morte certa. Centinaia di persone hanno firmato una petizione indirizzata al questore di Messina, Carmelo Gugliotta, per
salvare le due randagie. Alcuni dipendenti della caserma si sono persino offerti di
costruire un recinto dove
ospitarle negli orari di apertura al pubblico. Il questore si è
detto disposto a dare il suo
consenso affinché tornino a
“casa” purché qualcuno garantisca di occuparsene.
pagina 4
MESSINA. La Procura di Messina ha chiesto il rinvio a giudizio
per l'insegnante di 62 anni della scuola elementare Boer di Messina accusata di avere insultato e picchiato i suoi alunni. L'insegnante era stata sospesa per due mesi nel dicembre scorso a
seguito di un'indagine scattata dopo le denunce presentate dai
genitori di alcuni bambini. La polizia con una telecamera nascosta aveva ripreso l'insegnante.
Passeggiata botanica a Forte San Jachiddu
MESSINA. Gestito dalla cooperativa sociale "Scirin", il parco ecologico S. Jachiddu di Messina riprende le attività in vista della primavera: domenica 11 marzo, alle ore 10, si svolgerà, in collaborazione col CAI, una passeggiata botanica dedicata all'erica (pianta dalle cui radici si fabbricano pipe e zampogne) e al biancospino.
Banca DatiFranco Teresi, così il comitato scientifico
PALERMO. Costituito all'assessorato dell'Economia un comitato scientifico per coordinare la banca dati della legislazione regionale intitolata al giurista Franco Teresi. Ne fanno parte, oltre
all'assessore per l'Economia, al segretario generale, all'avvocato generale, al ragioniere generale della Regione, i professori delle Università siciliane: Salvatore Raimondi, Guido Corso,
Maria Immordino, Filippo Salvia, Antonio Romano Tassone, Antonio Ruggeri, Agatino Cariola e Giuseppe Verde,Salvatore
Sammartino, Salvo Andò, il presidente delle sezioni riunite della Corte dei Conti della Sicilia, Rita Arrigoni e Riccardo Virgilio,
presidente del Consiglio di Giustizia amministrativa della Sicilia.
Messina, al via le Olimpiadi delle Scienze Naturali
MESSINA. Mancano ormai pochi giorni allʼavvio delle Olimpiadi delle Scienze Naturali, la competizione organizzata
dallʼAnisn e rivolta agli studenti delle scuole secondarie di
secondo grado. Come nelle precedenti edizioni, le olimpiadi si svolgeranno nella città dello Stretto, allʼistituto E. Majorana, il 15 marzo. Il termine ultimo per le iscrizioni scadrà il
prossimo lunedì 12.
7giorni
centonove
9 MARZO 2012
ROSA E NERO
Comiso. una scuola per Bufalino
RAGUSA. L'istituto comprensivo di Pedalino, frazione di
Comiso, sarà intitolato allo scrittore Gesualdo Bufalino. L'iter burocratico per intitolare l'istituto all'autore di 'Diceria dell'untoré si è concluso positivamente dopo 4 anni. "Intitolare una scuola a Bufalino - dice la dirigente Giovanna Campo - è un onore che risponde a una precisarichiesta del territorio e intende colmare un vuoto che risuona forte nella nostra coscienza: non c'é in provincia di Ragusa una scuola
che porti il nome di questo illustre scrittore".
E’ morta la nonnina di Rebera
Una delle immagini contenute nel volume
LETTURE. IL LIBRO FOTOGRAFICO “IL VAGABONDO DELLE STELLE”, DI PIPPO LACAVA
Messina in 50 anni di immagini
MESSINA. Attimi di vita, attimi di
storia e di emozioni personali che
raccontano mezzo secolo della città
di Messina e dellʼItalia, quelli
immortalati dagli scatti del
fotoreporter Pippo Lacava e oggi
racchiusi e riproposti nel libro
fotografico “Il vagabondo delle
stelle”, redatto e curato da Geri
Villaroel. Il volume, che sarà presto
in libreria, è stato presentato il 28
febbraio presso il Royal Palace
Hote, dal Rotary Club Messina.
«Conoscendo Pippo e la sua
brillante carriera - racconta Geri
Villaroel, giornalista cinematografico
e direttore del periodico mensile
Moleskine - gli ho proposto di
raccogliere i suoi piccoli pezzetti di
vita per costruirne un vissuto della
“nostra” storia, dando la possibilità a
tutti di poterlo condividere e
custodire e così abbiamo fatto». Dai
luoghi storici e monumentali alle
rappresentazioni della città, come il
Vascelluzzo, lʼAgosto messinese col
teatro dei Dodicimila in Piazza
Municipio, Mata e Grifone, mitici
fondatori della città, ai volti noti dello
spettacolo. Dalla famosa Rassegna
Cinematografica di Messina ai tanti
illustri ospiti dellʼIrrera a mare alla
Fiera Campionaria, fino ad unʼAnita
Ekberg ritratta danzante al lido di
Mortelle, “Il vagabondo sotto le
stelle” racchiude in un diario visivo
unʼintera epoca, una storia
fotografica che mostra un tempo di
tradizioni, modi di vivere e di
pensare che oggi sono
profondamenti mutati. La luce
giusta, la posa più propizia, lʼattimo
fuggente colto e catturato, fanno
intuire la grande arte di Pippo
Lacava, che la sua rolleiflex ce
lʼaveva sempre in spalla, per
immortalare i politici della città e
provincia susseguitisi a quelli
nazionali di spicco in visita, fino ad
arrivare a Papa Woytyla, fotografato
mentre salutava la Madonnina del
Porto. Non mancano gli scoop, da
Bettino Craxi che stava per perdere i
calzoni alle foto della prima donna in
Italia che diventò uomo. Ma anche
degrado sociale, eventi storici come i
moti di Reggio Calabria e fatti di
cronaca che fecero scalpore sul
panorama nazionale e
internazionale. Insomma, Lacava
era sempre sul posto giusto al
momento giusto. (R.L.)
IL CONVEGNO
Acli, la ricetta per ricostruire il paese
MESSINA. “Rigenerare comunità per ricostruire il paese”. È questo il tema dellʼassemblea congressuale delle “Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani” di Messina, che si terrà venerdì 9 marzo, alle 15, al PalAntonello. “Rigenerare le comunità - spiega il presidente provinciale Antonio Gallo - è il presupposto di qualsiasi rigenerazione sociale. Con il loro radicamento territoriale, le Acli messinesi sono chiamate a svolgere
un compito fondamentale: non solo gestire attività o servizi, ma dare vita a spazi di condivisione, a ragioni di convivenza e prospettive di futuro.
Ricostruire il Paese è un compito molto ambizioso, ma è anche una responsabilità cui nessun cittadino può sottrarsi». Allʼincontro, durante il
quale saranno eletti i delegati ai congressi regionali e nazionali, interverranno Gaetano Tripodo della Caritas di Messina, il docente Luigi DʼAndrea, Don Sergio Siracusano dellʼArcidiocesi di Messina, gli ex sindaci
della città dello Stretto Salvatore Leonardi e Franco Providenti, il deputato regionale Lino Leanza e il presidente delle Acli Sicilia Santino Scirè.
AGRIGENTO. Eʼ morta la nonnina di Ribera, Caterina
Quartararo, che il 22 novembre dello scorso anno aveva
compiuto la veneranda età di 103 anni. Donna Caterina
è nata nel 1908, si è sposata con Giovanni Scoma nel
1929, ha avuto quattro figli, ben diciassette nipoti e tanti
pronipoti. E' stata festeggiata nella sua abitazione per il
centenario dall' allora sindaco Antonino Scaturro che le
ha offerto una targa e un mazzo di rose rosse. Era la riberese più anziana della città.
Addio Fresta, storico di Giarre
CATANIA. Si è spento a 88 anni Sebastiano Fresta, fra i
più illustri storici di Giarre. "Il preside", come tutti lo chiavano, si era laureato in Lettere ed era in pensione dal 1989,
insignito del Diploma di Medaglia d' oro ai benemeriti della
Scuola. Ha dedicato le sue ricerche alle fonti di Storia della Contea di Mascali.
Una delle immagini contenute nel volume
ESPROPRI. IL COMUNE DI SAN FRATELLO RISCHIA IL DISSESTO
Un campetto da 3 milioni
SAN FRATELLO. Da un dissesto ad un altro. Quando San
Fratello pensava di essere riuscita a risollevarsi dopo la frana
che ha trascinato un pezzo di paese a valle, ecco arrivare un
altro tipo di dissesto: quello economico. Il piccolo comune
nebroideo che diede i natali alla famiglia di Bettino Craxi, lo
statista socialista, è stato condannato dalla Cassazione a
pagare 2 milioni 700 mila euro per un esproprio risalente a 39
anni fa a favore della famiglia Mancuso. Il sindaco Salvatore
Sidoti Pinto allarga le spalle. «Eʼ un colpo mortale per le nostre
casse - spiega - speravamo in cuor nostro che la vicenda si
risolvesse ma ormai è stata messa la parola fine. Abbiamo
chiesto aiuto alla Regione. Chiediamo un sussidio
straordinario per evitare di dichiarare dissesto finanziario.
Avevo fissato un appuntamento con il presidente Raffaele
Lombardo ma il presidente era rimasto bloccato a Roma e
lʼabbiamo rinviato». La Cassazione ha rigettato il ricorso
dellʼamministrazione comunale confermando la sentenza
della Corte dʼappello di Catania. I 2 milioni 700 mila euro, con
gli interessi, sfioreranno i 3 milioni. Frutto di 39 anni di
sentenze ed opposizioni basate su varie interpretazioni
dellʼestensione del terreno, 13 mila metri quadri secondo le
stime del comune, 27 mila metri quadri, invece, stando alle
carte catastali prodotte dalla famiglia e sulla categoria
dʼappartenenza, che i titolari rivendicano come zona
edificabile e non terreno agricolo.
pagina 5
CHI SCENDE
M Mario Foti
MESSINA. Il sindaco di Furnari ha conferito il primo incarico della sua gestione ad
Antonino Belardo, il fratello
di Paola, una candidata non
eletta della lista civica che ha
capeggiato alle elezioni dello
scorso novembre. Lʼavvocato Foti si è così attirato le dure critiche dellʼopposizione.
M Dino Sturiale
MESSINA. La mattina nuoce
ai bioritmi del fotografo. Durante la conferenza stampa
del Pd sulla Stu, infatti, Sturiale ha impiegato qualche
minuto a verificare cosa non
funzionasse nella sua macchian fotografica prima di capire che stava tentando di
mettere a fuoco con il coperchio ancora sopra lʼobiettivo.
M Felice Calabrò
MESSINA. Il consigliere comunale del Pd è un impulsivo. Durante la votazione per
la presidenza della commissione consiliare allʼurbanistica, il responso delle urne ha
scatenato lʼira di Calabrò, che
ha sferrato un pugno su una
porta. Che ha avuto, però, la
meglio sulle nocche del consigliere. Calabrò, infatti, ha
passato la mattina a tamponarsi il sangue.
M Nunzio Rosso
MESSINA. Per dimostrare
che ha occhi solo per la consorte Beatrice Belfiore (vicepresidente della Quinta Circoscrizione), il penalista
messinese ha quasi del tutto
evitato il processo “più mediatico” di Messina. Rosso,
infatti, si è presentato al Tribunale dei Minori, dove cʼera
Ruby Rubacuori, a udienza
praticamente terminata.
M Alberto De Luca
MESSINA. Il giovane dirigente regionale di Fli “scivola”
sullʼaperitivo, correndo il rischio di dare corpo alle voci
che lo vogliono in rientro nel
Pdl. De Luca, infatti, ha partecipato allʼAperitivo Eoliano
organizzato a Messina da
Ciccio Rizzo, candidato a sindaco di Lipari. De Luca si è
giustificato: «Al richiamo di
Ciccio non posso resistere».
primopiano
9 MARZO 2012
centonove
ESCLUSIVO. Pratiche manomesse, scatta l’inchiesta all’Inps di Messina
La fabbrica degli invalidi
Un dipendente truccava le carte per creare falsi malati. Viaggio in una regione
dove il numero delle pensioni è da record. Ma ora scattano le revoche
di Michele Schinella
MESSINA. Entrava nel sistema
informatico, peraltro coperto da
password, e manometteva i verbali delle
commissioni mediche. Dʼincanto, con un
colpo di mouse, chi non era stato
dichiarato invalido dai medici lo era
diventato e già pregustava di incassare
un assegno mensile: in tutto, secondo i
primi accertamenti, una trentina di
persone. Antonio Sareri Iraci,
infermiere in servizio alla sede di via
Romagnosi di Messina, colto con le mani
sulla tastiera dal direttore sanitario
Francesco Papalia, è stato trasferito a
Catania. I magistrati della Procura di
Messina ora indagano per capire che tipo
dʼaccordo vi fosse con i beneficiari del
provvidenziale intervento e se vi sia stato
lo zampino di intermediazione di
sbrigaffacende o uomini dei patronati che
prosperano nel business dellʼinvalidità
civile. Come è accaduto a Palermo, dove
nella giornata di mercoledì 7 marzo sono
state arrestate 7 persone accusate di
fare parte di unʼorganizzazione dedita
alla truffa allʼInps proprio mediante la
manomissione informatica delle pratiche:
chi aveva trovato il modo per realizzarla
è un ex dirigente dellʼIstituto ma tre dei
complici sono responsabili dei patronati
Fenalca ed Informafamiglia, due delle
decine di patronati che spuntano come
funghi in ogni città e in ogni paese della
regione: solo a Messina città se ne
contano 30.
Ciechi che guidano la vespa, percettori di
indennità di accompagnamento che
tengono fede alla mission e
accompagnano altri aspiranti invalidi con
il Suv a effettuare le visite mediche,
invalidi al 100% che giocano a calcio.
La Sicilia, nella speciale classifica delle
regioni a più alto tasso di invalidi, non è
nelle primissime posizioni (è quinta), ma
per fare un esempio, ha gli stessi invalidi
civili della Lombardia benchè abbia una
una popolazione pari alla metà.
Non passa giorno così che non vengono
smascherati falsi invalidi: dalla Guardia
di Finanza o dallo stesso Istituto di
previdenza sociale. Quattromila e 800
sono state sinora le prestazioni revocate
dallʼInps in Sicilia a seguito delle verifiche
straordinarie ordinate nel 2010 dal
presidente Antonio Mastropasqua In
termini percentuali sono stati trovati in
Antonio
Mastropasqua
FALLIMENTI
L’informatizzazione
rimane sulla carta
Al palo la riforma presentata
come panacea di tutti i mali
MESSINA. La panacea di tutti i mali (ritardi, truffe e
pratiche smarrite) del mondo invalidità civile doveva
essere lʼinformatizzazione dellʼintera procedura che
si svolge tra le commissioni mediche dellʼAzienda
sanitaria, che effettua la prima visita, e lʼInps, che
controlla in seconda battuta ed eroga la prestazione.
«Garantirà trasparenza e celerità», ha promesso il
presidente dellʼInps Antonio Mastropasqua.
Doveva partire dal primo gennaio del 2010 ed è
rimasta, in Sicilia più che altrove, invece al palo.
Dal primo luglio del 2010 al 31 agosto del 2011, su
48mila visite effettuate solo mille e 400 sono stati
elaborati dalla commissione medica dellʼAsp 5
attraverso la procedura informatica, il 3% in termini
percentuali. A Palermo, invece su 104mila visite,
lʼinformatizzazione è avvenuta in 31mila e 800 casi,
il 30%; A Caltanissetta delle oltre 20 pratiche
incardinate, 12mila e 500 sono state inseriti nel
sistema informatico, il 60%.
Francesco Poli, da sei mesi commissario
straordinario dellʼazienda provinciale di Messina,
allarga le braccia: «Ho avuto modo di constatare che
in effetti è così. Non ne conosco i motivi. Nelle
prossime settimane vedremo di rimediare»,
promette il manager e consulente dellʼassessore alla
Sanità Massimo Russo. (M.S.)
pagina 6
L'ITALIA
A CONFRONTO
Il Sud è davvero il
regno degli invalidi?
Un teorema che trova
– eccezioni a parte conferma nei dati
Inps. Sembra quasi
che la dieta
mediterranea, il sole,
il mare facciano male
alla salute. Mentre
l'inquinamento,
stress metropolitano,
i grassi del
tramezzino e persino
la nebbia siano dei
toccasana. Nella
graduatoria
nazionale - elaborata
sulla base del
rapporto tra il
numero delle
prestazioni Inps
riservate agli invalidi
e la popolazione
residente – al primo
posto spicca
l'Umbria. Nella
paciosa regione di
San Francesco,
quasi 7 residenti su
100 sono affetti da
una qualche
disabilità. E il loro
assegno medio,
427,89 euro, è anche
il più “ricco” d'Italia.
Seguono Calabria,
Campania e
Sardegna. La Sicilia
occupa il settimo
posto con 5,49
prestazioni ogni
cento residenti. In
coda alla graduatoria
Lombardia, Veneto,
Piemonte ed Emilia
Romagna.
Praticamente il
motore d'Italia.
Anche se in senso
assoluto è proprio la
Lombardia la regione
in cui vive il maggior
numero di invalidi –
340.288 su una
popolazione di oltre
9,9 milioni – questi
sono appena una
manciata in più
rispetto ai 340.184
della Campania, che
però conta ben 4
milioni di abitanti in
meno. La Sicilia,
infine, conta circa
110mila abitanti più
del Veneto, ma gli
invalidi sono 277.178,
ben 104mila in più.
buona salute il 20% di coloro che sono
stati chiamati a visita straordinaria. Se si
applicasse la percentuale di falsi invalidi
al numero complessivo dei beneficiari
degli assegni di Sicilia (280mila persone)
si scoprirebbe che ci sono altre 50mila
persone che incassano una pensione cui
non avrebbero diritto.
IL CASO MESSINA. Tra le provincie di
Sicilia, in proporzione alla popolazione
residente, Messina può vantare il numer
più alto di invalidi: sono erogate in tutto
46mila pensioni (erano 34mila nel 2007).
Il record è in parte frutto di un altro dato
da guinness dei primati: la metà delle
pensioni vengono accordate da decisioni
giudiziarie, puntellate da consulenze
mediche che smentiscono i medici del
servizio pubblico deputati a vistare gli
aspiranti invalidi. La possibilità di
ottenere la pensione attraverso la via
giudiziaria è cosi alta che tutti coloro,
20mila all’anno, che non riescono ad
ottenere la pensione in prima battuta
fanno ricorso. E così il contenzioso in
materia previdenziale che deve
sopportare l’Inps provinciale, così, non
ha eguali in Italia.
Lʼanomalia ha spinto, nel corso di un
convegno pubblico tenuto nel 2009,
Franco Patanè, uno dei medici in
servizio da due decenni allʼInps di
Messina, a sbottare: «La medicina non è
una scienza esatta, è vero. Ma non è
possibile che la nostra valutazione sia
completamente travolta dai consulenti
medici dei giudici. Chi li seleziona? Con
primopiano
centonove
GLI INCASSI
DEI MEDICI
Quaranta visite in
quattro ore, una ogni 6
minuti di media. Totale
per ogni componente
dalle commissione
medica? Dai 300 ai 400
euro a pomeriggio.
Lʼelevato numero delle
domande dirette ad
ottenere la pensione di
invalidità (a Messina
se ne presentano
40mila allʼanno) e la
mancata
informatizzazione delle
pratiche ha chi se ne
avvantaggia.
I componenti delle
commissioni mediche,
pagati a visita,
lʼinformatizzazione
non lʼhanno mai
sollecitata. Una breve
sosta alla cittadella
della salute del
“Mandalari”, dove di
pomeriggio
affluiscono le decine di
aspiranti invalidi,
permette di farsi una
mezza idea.
«Anche volendo, se
fosse implementata
completamente la
procedura informatica
più di 10 visite in 4 ore
non si potrebbero fare.
Caricare tutti i dati nel
sistema man mano che
la visita viene svolta
non è cosa agevole»,
ammette uno dei
medici della
commissione. (M.S.)
quali criteri?», si è domandato davanti ad
unʼaffollata platea.
EVENTI PARTICOLARI. Èʼ stato grazie
ad una sentenza di un giudice (e alla
perizia di un medico) che ha ottenuto la
pensione di accompagnamento perché
affetto da grave demenza (cui ha diritto
chi non è in grado di occuparsi di se
stesso) Adolfo, ex autista dellʼAzienda
trasporti municipalizzata.
Ma il demente di Messina più che dalla
visita clinica di revisione cui è stato
sottopostoa è stato tradito dal nuovo
lavoro che si era messo a svolgere.
Adolfo dopo essere andato in pensione a
seguito di unʼaggressione subita a bordo
del bus, si è trasformato usando il
fuoristrada nuovo di zecca in
accompagnatore di disabili, le cui sedie a
rotelle spingeva sino alle stanze delle
commissioni mediche. Dove un giorno è
stato notato dal medico dellʼInps che
qualche giorno dopo lo ha sottoposto a
revisione. Molto esosa per le casse
dellʼente previdenziale sarà una recente
sentenza dei giudici, che sempre sulla
scorta di una consulenza medica, hanno
premiato la tenacia di Antonino
Catarinella Mancuso. Che, nel 1991, a
50 anni, ha presentato richiesta di
pensione dʼinvalidità. Il primo consulente
ha stabilito che non ce n'erano gli
estremi. Il suo legale Teresa Notaro,
uno dei più gettonati in materia
previdenziale con studio a Messina, in
provincia e in altre città della Sicilia, ha
chiesto al giudice di nominare un altro
consulente. Questi alcuni anni dopo ha
stabilito che al richiedente, la pensione
spetta sì, ma dal momento in cui ha
effettuato la visita. Il legale non si è
accontentato e ha chiesto la
rinnovazione della perizia. Il giudice
glielʼha accordata: il nuovo perito, anni
dopo ancora ha a sua volta stabilito che
la pensione tocca, ma dalla visita da lui
effettuata. Lʼavvocato ha chiesto così di
rinnovare nuovamente la perizia. Il
giudice del Tribunale di Patti, Pietro
Siciliano, ancora una volta ha detto sì.
Ma nel collegio di cui faceva parte
Giuseppe Forzano e Salvatore
Gigante ci ha messo Davide Donzelli,
perito che si era già pronunciato in
precedenza: i tre si sono pronunciato non
solo perchè Antonino Catarinella
Mancuso ottenga la pensione, ma perchè
la riceva dal momento della
presentazione dellʼistanza, ovvero dal
1991 (con arretrati, interessi e
rivalutazione). LʼInps si è opposta alle
conclusione dei tre medici, invano.
RAPPORTO ANMIL
“Donne, disabilità e lavoro tra sicurezza e qualità della vita»
MESSINA. Sul lavoro, le donne si infortunano più degli uomini. Dal secondo rapporto Anmil emerge infatti che nel 2010, su 89000 infortuni avvenuti in Italia,
oltre 43000, cioè il 50,7%, interessano le donne e 45000 gli uomini, cioè il 49,3%.
Il settore con la più elevata incidenza di infortuni femminili è quello della sanità con lʼ11%, seguito dai servizi alle imprese (servizi di pulizia), dal commercio e dal settore statale tutti intorno al 10%. Anche il tasso di disabilità
femminile riportato dallʼIstat pari al 6,2% della popolazione è maggiore di quello maschile pari al 3,4. LʼAnmil di Messina ha inaugurato lʼapertura di un proprio Patronato e di un Caf per far fronte alla problematica della sua utenza. Le
donne rappresentano il 40% degli occupati, ma sono interessate dal 31,6%
complessivamente di infortuni, dal 24% con esiti di inabilità permanente e
dalʼ8,1% da infortuni mortali. LʼAnmil, grazie allʼamministrazione comunale
di Messina, inaugurerà nellʼarea individuata, tra il Tribunale e lʼAteneo di Messina, un monumento commemorativo ai mutilati ed invalidi del lavoro. (M.V.)
9 MARZO 2012
IN CIFRE. Il dato in Sicilia delle indennità revocate
Ne son “guariti” 4.344
DI ETTORE IACONO
ANCHE GLI INVALIDI
possono guarire, ma i
numeri del presidente
dell'Inps, Antonio
Mastropasqua, sulla lotta
ai falsi malati nel 2011,
non convincono molti. In
Italia su 250mila controlli
programmati, ben 34.752
(28,42 per cento)
sarebbero i casi in cui va
revocata la pensione. Per
54mila, invece, la
posizione è ancora da
definire. A rischio i 36.902
che non si sono presentati
alla visita. La Sicilia pare
sia una terra in cui si
guarisce abbastanza,
anche se l'Isola figura solo
al sesto posto in Italia
dopo Campania,
Basilicata, Molise, Umbria
e Lazio. Nel 2011 sono
stati 26.579 gli invalidi
chiamati dall'Inps, ma le
visite effettuate sono state
soltanto 12.913. E in 4.344
casi (33,64 per cento) i
medici hanno revocato le
prestazioni, mentre per
5.811 la posizione è da
definire. Gli assenti
ingiustificati sono risultati
5.873. Questo il quadro
reso noto da
Mastropasqua. E le
polemiche non sono
mancate. Non solo perché
si parla di invalidi migliorati
con le cure fino a ridurre al
di sotto del 74 per cento la
loro disabilità (il minimo
per aver diritto a una
prestazione) e non di falsi
pagina 7
malati, ma anche perché i
numeri non tornano ad
associazioni ed istituzioni.
INVALIDITA SICILIA
NEL 2011.
Ma in Sicilia quanti sono
davvero gli invalidi civili?
Ben 277.178, e dall'Inps
ricevono in media 391,8
euro al mese. In Sicilia,
secondo l'osservatorio
statistico dell'Istituto
nazionale della previdenza
sociale, nel 2011 sono
lievitati il numero degli
invalidi civili (+3,76 per
cento rispetto al 2010,
quando le prestazioni
erano 267.145) e l'importo
medio erogato (da 384,5 a
391,8 euro). Moderato
l'aumento delle pensioni –
da 100.336 a 101.168 –
più marcato quello delle
indennità, che nel 2011
hanno raggiunto quota
176.010 a fronte delle
166.809 dell'anno
precedente.
Nel dettaglio, le
prestazioni per le persone
non vedenti - i ciechi civili
secondo la terminologia
burocratica - sono in lieve
aumento, passando dalle
29.361 del 2010 alle
29.652 dello scorso anno;
calano da 8.391 a 8.366
quelle per i sordomuti;
crescono gli interventi a
favore degli invalidi
parziali da 47.863 a
48.547. Ma il vero boom
riguarda gli invalidi totali:
in un solo anno sono
passati da 181.530 a
190.613, ben novemila in
più in tutta la Sicilia. Tre
nuovi invalidi al cento per
cento ogni giorno.
LE PROVINCE
IN CIFRE
Il maggior numero delle
prestazioni Inps arrivano a
Palermo: 66.499, per un
importo medio pari a
391,57 euro. Segue
Catania con 47.687 e un
importo di 383,72 euro,
mentre Messina riceve
46.661 prestazioni da
405,59 euro. Sono 26.289
gli assegni erogati ad
Agrigento, 23.174 a
Trapani, 22.796 a
Siracusa. Tutte al di sotto
le altre province siciliane.
Il maggior numero di
ciechi, sordomuti ed
invalidi parziali risiede a
Palermo, mentre Catania
e Messina occupano il
secondo e il terzo posto.
Ma è sul numero degli
invalidi totali, cioè le
persone che non possono
espletare da soli le normali
azioni quotidiane, che
Messina (con 35.499
prestazioni) supera
Catania (31.402),
piazzandosi alle spalle del
capoluogo (44.997).
L'importo medio
dell'assegno mensile
erogato dall'Inps è più
“pesante” per i pensionati
di Ragusa (409,74 euro) e
di Messina (405,59 euro).
Tutti gli altri non
raggiungono la soglia dei
400 euro mensili. Cifre
che, comunque, non
rendono certo la vita facile
a persone costrette a fare i
conti con gravi disabilità.
primopiano
9 MARZO 2012
MESSINA. Inchiesta sulle “reversibilità”. Undici sotto indagine
I furbetti dell’Inpdap
La Finanza alle calcagna di chi incassa la pensione del coniuge defunto. Fascicolo già in Procura,
adesso è caccia ai funzionari compiacenti. Il direttore Floccari accusa: “Manca il coordinamento”
DI ALESSIO
CASPANELLO
MESSINA. Lʼinchiesta è partita, in
sordina, qualche mese fa: con le
pensioni di reversibilità, a Messina, cʼè
chi ha fatto il furbo. Nove nomi, per
iniziare, sui quali la Guardia di Finanza
della compagnia provinciale di Messina
ha indagato, aprendo un fascicolo che,
in Procura, è finito sulla scrivania del
pubblico ministero Fabrizio Monaco, ai
quali se ne sono aggiunti, in extremis,
altri tre. Soggetti che, a vario titolo,
ricevono la pensione del coniuge
defunto senza averne titolo, le cui
posizioni sono tuttora al vaglio.
Lʼindagine, infatti, è ancora in fase
embrionale, motivo per il quale non
sono stati nemmeno inviati avvisi di
garanzia. Tra gli indagati, però, cʼè
qualche nome pesante. Accanto
allʼinchiesta madre, poi, se ne sono
aperte altre. Se la prima infatti era
diretta a scoprire chi avesse preso per
anni pensioni di congiunti morti senza
averne titolo, un altro ramo, attualmente
coperto dal più stretto riserbo, vuole
accertare chi, tra i funzionari
dellʼInpdap, ha fatto il “doppio gioco”,
rendendo possibile la truffa.
LE IPOTESI. Inizialmente, nellʼautunno
del 2011, i reparti della compagnia
provinciale di Messina delle Fiamme
Gialle hanno lavorato su una denuncia
proveniente dallo stesso istituto di
previdenza, che ha permesso di
“scovare” il primo caso. A questo, se ne
sono aggiunti man mano altre decine,
riguardanti per lo più soggetti che
percepivano pensioni di reversibilità
senza averne i requisiti previsti dalla
normativa. Dalle segnalazioni, il campo
si è ristretto ai dodici per i quali è in
corso lʼindagine con lʼipotesi di reato di
truffa, indagine che non si è ancora
chiusa e per la quale nelle prossime
settimane saranno inviati i primi avvisi di
garanzia. Sotto la lente degli
investigatori, però, sono presto finiti una
serie di funzionari dellʼistituto
previdenziale, senza lʼaiuto dei quali,
ritengono gli inquirenti, la truffa non
sarebbe stato possibile portarla avanti.
Nella foto in alto
Giovanni Floccari,
che da gennaro
dirige lʼistituto
Inpdap
di Messina.
Floccari succede
a Giuseppe Amato
La pensione di
reversibilità è la
quota parte della
pensione
complessiva che
spetta ad uno dei
due coniugi al
sopraggiungere
della morte
dell'altro.
Alla morte di una
persona, il coniuge
comincia a
percepire parte max 60% - della
pensione del de
cuius. La
reversibilità
riguarda tutti i
trattamenti
pensionistici di cui
beneficiava il
coniuge: pensione
di anzianità, di
guerra, di inabilità.
La pensione di
reversibilità dura a
vita e si cumula con
quelle che il coniuge
percepisce.
Nel caso in cui il
coniuge superstite
percepisca già un
reddito la pensione
di reversibilità verrà
percepita con un
ulteriore calo del
25%.
La reversibilità non
è prevista nei fondi
pensione privati o di
categoria, che lo
prevedono con
limitazioni o
maggiori oneri
contributivi.
centonove
IL DIRIGENTE ACCUSA. Dal primo
gennaio del 2012, Vincenzo Floccari è
il dirigente dellʼufficio provinciale
messinese dellʼInpdap. Reggino,
quarantatreenne, Floccari ha preso il
posto di Giuseppe Amato. E benchè
lʼinchiesta sia iniziata quando lui ancora
non era a Messina, non solo non si
sottrae alle domande, ma fornisce
qualche particolare in più. “Lʼindagine è
partita su scala nazionale - spiega
Floccari - ad opera della Guardia
di Finanza. A Messina tutto è
partito da un primo caso in cui una
professoressa incassava da dieci
anni una pensione che non le era
dovuta. In quel caso - continua - il
processo è stato celebrato per
direttissima, cʼè stato già un primo
dibattimento, e mi risulta che si sia
risolto con una condanna”. Una goccia
nel mare magnum delle truffe sulle
pensioni, anche perchè i numeri sono
enormi. Il personale dipendente
pubblico iscritto allʼInpdap ammonta a
36mila unità nella sola provincia di
Messina. Lʼistituto, la cui sigla è
lʼacronimo di istituto nazionale di
previdenza per i dipendenti della
pubblica amministrazione, dal primo
gennaio è stato accorpato allʼInps,
passando quindi sotto la giurisdizione di
questo, ed eroga ogni mese 35600
pensioni. Di queste, 13500 sono di
reversibilità. Come si controllano le
irregolarità su numeri così grandi? Eʼ un
cruccio che Floccari non esita a
denunciare. “Annualmente esistono
delle commissioni interne che verificano
sia lʼesistenza in vita degli aventi diritto,
con particolare attenzione per gli
ultraottantenni e per i casi particolari. Ci
avvaliamo - spiega il dirigente - di un
sistema di controlli incrociati, ma da soli
è chiaramente impossibile. E mi duole
dire che gli enti locali non ci aiutano”.
Secondo una legge risalente agli anni
ʻ30, infatti, i comuni dovrebbero inviare
notizie della morte dei pensionati alle
anagrafi tributarie e previdenziali. E
invece no. “Nonostante sia un obbligo di
legge, i comuni non ottemperano alla
norma”, accusa Floccari. “Il problema è
questo, non abbiamo supporto e non
riusciamo ad eseguire tutti i controlli con
le sole nostre forze. AllʼInpdap di
Messina siamo unʼottantina, cinque in
meno di qualche anno fa, e presto il
numero si ridurrà ancora a causa del
pensionamento di qualche dipendente”.
FOCUS
Come ti truffo l’istituto:
la Sicilia in testa
Dall’insegnante in provincia al dipendente
pubblico Trapanese. Record a Palermo
PALERMO. L'ultima “stima” è stata svolta dal Nucleo
Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi
Comunitarie della Guardia di Finanza, in stretta
collaborazione con l'Inpdap: una “analisi di rischio” tra i
due milioni e 700mila che beneficiano di una pensione
gestita dall'Istituto di previdenza dei dipendenti pubblici,
attraverso lʼincrocio di diverse banche dati finalizzato
allʼemersione di posizioni pensionistiche Inpdap
intestate a persone decedute.
Individuati "casi sospetti", è così scattata, il 16 gennaio
scorso, un'operazione in 45 province, che ha portato alla
denuncia di 79 truffatori e all'arresto in flagranza di
quattro persone che avevano incassato illecitamente
complessivi 8 milioni di euro.
In Sicilia, lʼoperazione più importante è stata messa a
segno a Palermo: tredici persone che riscuotevano in
veste di "delegati" le pensioni di soggetti deceduti da
tempo. Il danno per l'istituto previdenziale viene
calcolato in un milione e trecentomila euro. In un caso e'
stata intascata la pensione per 26 anni dopo la morte del
vero beneficiario. A Catania, invece, una truffa per oltre
500 mila euro è stata scoperta dalla Guardia di Finanza
del capoluogo etneo, a metà febbraio, che ha
denunciato per truffa aggravata ai danni dello Stato tre
persone di Mascalucia, Gravina di Catania e Adrano,
che avrebbero percepito le pensioni di parenti deceduti
pagina 8
da diverso tempo. I militari hanno anche sequestrato
due conti correnti bancari ed un libretto di risparmio
postale.
Tra gli altri casi accertati in Sicilia vi sono quelli di una
insegnante, della provincia di Messina, che riscuoteva,
dal 1999, la pensione della madre deceduta; una tutrice,
che sin dal 1986, ogni mese, é andata allo sportello a
ritirare la pensione spettante ad un familiare defunto, e
di un dipendente pubblico in provincia di Trapani, che si
recava allo sportello a riscuotere la pensione della
madre morta, assentandosi senza permesso dal proprio
posto di lavoro. La modalità delle truffe è risultata
articolata: sono stati scoperti sia coloro che non
rinunciavano al prelievo in contanti presso lo sportello
postale, sia quelli che preferivano il più comodo
accredito in conto corrente con successivo prelievo
bancomat. La maggiore concentrazione di truffe è stata
accertata a Roma e Palermo.
(A.C.)
Politica
9 MARZO 2012
centonove
MAI CON IL PDL. Carmelo Briguglio
IL CANDIDATO SINDACO DEL TERZO POLO. Massimo Costa
GRANDI MANOVRE. Il candidato sindaco di Palermo apre al Pdl. E agli scenari futuri
Quando l’alleanza... Costa
Insorgono Mpa e Fli, che con il coordinatore siciliano Carmelo Briguglio chiarisce: «Massimo dice
di essere stato equivocato». Ma l’intesa tra l’Udc e Grande Sud potrebbe “spuntare” il Terzo Polo
DI DANIELE DE JOANNON
PALERMO. «Massimo Costa ha
spiegato che è stato semplicemente
equivocato. Non cʼè nessuna apertura al
Pdl in programma». Carmelo Briguglio
prova a chiarire il giallo nato dalle
dichiarazioni del candidato a sindaco di
Palermo fortemente voluto da Futuro e
Libertà, il partito di cui è coordinatore
regionale. «Anche lʼApi è sulle nostre
stesse posizioni: nessuna corsa insieme
al Popolo delle Libertà», aggiunge
categoricamente. Una posizione che
anche lʼMpa ha ribadito, ma che ancora
non ha trovato eco nellʼUdc di Gianpiero
DʼAlia, aperturista della prima ora e in
pieno flirt con Gianfranco Miccichè di
Grande Sud (regista accreditato della
possibile riappacificazione), che il leader
centrista non vedremme male come
candidato alla presidenza della Regione.
PARALLELI. Quanto sta accadendo
attorno al candidato del Terzo Polo regala
unʼimmagine speculare dei travagli interni
al Partito democratico in queste ore. Come
per il Pd, anche per il Terzo Polo le
amministrative potrebbero diventare il
“punto dʼappoggio” per attuare una serie di
strategie. Se infatti quanto sta accadendo
a Palermo (con il segretario regionale
Giuseppe Lupo “alla sbarra” e il prevalere
delle istanze che guardano al Terzo Polo)
è espressione delle manovre a livello
nazionale, con i capicorrente dei
protagonisti siciliani (i “montiani” Letta,
Fioroni e DʼAlema) perfettamente allineati
contro Pierluigi Bersani, il film che si
proietta nelle sale del “Terzo Polo”
potrebbe avere come finale una
“spuntatina” alle due ali dello
schieramento: ovvero Futuro e Libertà e,
soprattutto, Mpa.
REBUS UDC. Perché, in fin dei conti, una
candidatura Costa con il sostegno di
Miccichè e una apertura al Pdl potrebbe
tranquillamente fare a meno dellʼappoggio
dei futuristi e, soprattutto, di quel
Movimento per lʼAutonomia verso il quale il
coordinatore centrista Gianpiero DʼAlia
mostra sempre più insofferenza. E che,
sulla distanza, costituisce un poʼ per tutti
un ostacolo a un quadro politico che
potrebbe ulteriormente cambiare (complici
le riduzioni dei parlamentari ed eventuali
leggi elettorali) con un “felice incontro” tra i
moderati, da quelli del Pd a gli altri del Pdl,
in una Italia con altri e diversi partiti.
COSTA DIXIT. “Se il Pdl decide di
condividere i miei programmi è ben
accettio”, aveva dichiarato Costa,
sollevando un vespaio. «Noi di Fli a
Palermo e in Sicilia siamo alternativi al Pdl
e al vecchio assetto di potere, senza se e
senza ma: da Massimo Costa ai potenziali
alleati, lo tengano tutti ben in mente.
Altrimenti ognuno per la sua strada», ha
tuonato il vicecoordinatore nazionale
Fabio Granata. Poche ore prima, così si
era espresso Briguglio: «Massimo Costa
sa fin dal primo momento e col suo
consenso che è impossibile che Fli accetti
il Pdl nella coalizione che lo sostiene nella
candidatura a sindaco. Futuro e Libertà è
vincolato a questa posizione da un
Congresso regionale e ancor più dalla
consapevolezza che il disastro
amministrativo e morale di Palermo è
targato Cammarata-Pdl. Se Costa ci ha
ripensato ne prenderemo atto e ne
trarremo le conseguenze politiche». E, sul
punto, si era registrato anche lʼintevento
del Mpa con il capogruppo al Senato,
Giovanni Pistorio: «Sappiamo bene che
Massimo Costa è un ragazzo brillante e
risolve problemi, ma quello della
ricomposizione dell'area moderata mi
pare fuori dalla sua portata. E' meglio che
Costa si concentri sul programma per
Palermo, che mi pare già un impegno
molto oneroso anche per un giovane dalle
grandi risorse come lui. "Per quanto
concerne l'area moderata non so bene
cosa s'intenda. Noi Autonomisti, per
esempio, non siamo affatto moderati nel
difendere gli interessi della nostra terra,
che il Pdl siciliano, a Roma come a
Palermo, ha tradito».
MA DAL PDL. La notizia dellʼapertura ha
bloccato la discesa ufficiale in campo del
suo ex mentore, il presidente dellʼArs
Francesco Cascio. E così è stata
commentata dal coordinatore provinciale
del Pdl, Francesco Scoma: «L'eventuale
scelta del Popolo delle Libertà di sostenere
Massimo Costa per la corsa a sindaco di
Palermo sarebbe legata all'allargamento
della coalizione per i prossimi
appuntamenti elettorali. Aspettiamo anche
l'incontro del Terzo Polo - ha aggiunto
Scoma - Non possiamo ignorare le parole
di Costa che rappresentano un fatto
importante. Queste aprono un
ragionamento che certamente non può
durare all'infinito. Se saranno superati i veti
incrociati, credo sarà possibile convergere
su Costa. Altrimenti non avremo alcuna
difficoltà a schierare Cascio che ha già
dato la sua disponibilità».
COLPI DI FORBICE
Ars, 20 deputati in meno
La riduzione passa in Commissione al Senato
PALERMO. «Siamo ad un passo da una riforma statutaria di importanza epocale. Il via libera della Commissione Affari Costituzionali del Senato al ddl approvato in Ars, anticipando le altre regioni e in linea con le determinazioni della Conferenza delle Assemblee Legislative d'Italia, è un risultato fondamentale nel percorso intrapreso da questo Parlamento». Lo ha detto il presidente dell'Ars, Francesco Cascio, commentando l'okay del Senato alla riduzione dei deputati dell'Assemblea Regionale Siciliana da 90 a 70. «Mi sono molto battuto - aggiunge Cascio - in
questa direzione, trovando, dopo le iniziali resistenze, la sensibilità trasversale dei deputati, perché credo che a fronte di una
realtà storica e sociale mutata quel numero di parlamentari, originariamente previsto dai padri costituenti, non abbia più moti-
pagina 9
vo di esistere». «La politica e il legislatore - sottolinea Cascio hanno, infatti, anche il dovere di interpretare la realtà senza arroccarsi su posizioni anacronistiche e dunque era necessario un
cambio di rotta, tanto più in un momento in cui l'attuale numero
degli inquilini di Palazzo dei Normanni risulta sproporzionato rispetto al rapporto con il territorio e si traduce perciò solo in un'implementazione dei costi della politica». «Auspico - conclude Cascio - che con questo passaggio, che peraltro lascia intatto l'assetto del testo varato dall'Ars rispettando la nostra autonomia,
si possa concludere positivamente un iter faticoso premiando
così il segnale di buona volontà e la risolutezza del parlamento
regionale siciliano che, in questa direzione, ha fatto una scelta
coraggiosa andando anche a intaccare vecchie logiche di sistema». La riduzione dei parlamentari è stata approvata dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato all'unanimità (Pdl, Pd,
Lega, Mpa, Idv) le modifiche agli statuti non solo della Sicilia, ma
anche delle altre due Regioni a statuto speciale, il Friuli Venezia
Giulia e la Sardegna».
Politica
9 MARZO 2012
ALL’ULTIMO SANGUE. La vittoria di Fabrizio Ferrandelli spacca tutto il centrosinistra
RITORNI
Primarie, caccia al colpevole
Sgarbi punta su Cefalù
Rita Borsellino presenta un ricorso alla commissione di garanzia mentre si indaga sui presunti
brogli. Il Pd pronto a esplodere se il risultato venisse bocciato. In bilico il segretario Giuseppe Lupo
DI ALIDA AMICO
PALERMO. Le primarie hanno avuto un
epilogo alla siciliana: sono finite “a schifio”.
Ma la loro appendice potrebbe essere
peggiore con due appuntamenti quasi
contemporanei: il responso della
commissione di garanzia (che potrebbe
annullarle) e la sfiducia al segretario
regionale del Pd. La sconfitta di Rita
Borsellino - anche se per una manciata di
voti (151) - e lʼaffermazione di Fabrizio
Ferrandelli, il bancario trentunenne, già
capogruppo (ripudiato) di Idv a Sala delle
Lapidi (adottato da una fetta di
democratici), sta scatenando una guerra
fratricida nel Pd siciliano e dintorni. Un day
after primarie senza precedenti. Sullo
sfondo anche i risvolti giudiziari (per
sospetti brogli ed irregolarità), che
coinvolgono per ora due Francesca
Trapani e il compagno Maurizio Sulli,
rappresentanti della lista Ferrandelli, su cui
sta indagando la magistratura. A
completare il poco idilliaco “quadretto”,
anche il blitz dei carabinieri nella sede del
Pd, in via Bentivegna, per acquisire i
verbali con lʼelenco dei votanti al quartiere
Zen. «Contro di me cʼè una campagna
ordita col metodo Boffo: una macchina del
fango in azione», ha attaccato lo stesso
Ferrandelli. «Ma io vado avanti - ha
ribadito - non permetterò a nessuno di
tradire il voto dei palermitani... Sono il
candidato del centro sinistra, di tutto il
centro sinistra che intendo unire».
FAIDE E VELENI. Sarà, ma le primarie
palermitane si stanno evolvendo nel
peggiore dei modi. Eʼ già trascorsa una
settimana ad altissima tensione: ma
nonostante la riconta delle schede,
continua lo stillicidio delle polemiche e dei
sospetti, delle reciproche accuse. Sono
arrivati a quota 30, i ricorsi pervenuti alla
Commissione di garanzia per le primarie:
uno è stato sottoscritto dalla stessa
Borsellino. La commissione, costituita da
due docenti universitari (e presieduta
centonove
«Con me sarà capitale del turismo»
CEFALUʼ. Dopo aver offerto Salemi a
Rita Borsellino, Vittorio Sgarbi, sindaco dimissionario della cittadina trapanese, ha annunciato la propria candidatura a primo cittadino di Cefalù, promettendo che farà diventare la cittadina capitale del turismo siciliano. Il critico dunque non molla e vuol continuare la vita politica comunale. La sua
lista? Sarà sotto le insegne del neo
partito della Rivoluzione, il soggetto
politico che sarà presente nelle città
siciliane dove a maggio si andrà al voto per le amministrative. Il 17 marzo
nell'hotel Sea Palace (sul lungomare
di Cefalù) alle 16 è in programma la presentazione alla stampa della candidatura a sindaco. «Chiamerò in lista i giovani della città e comunque gente che
sia animata dalla voglia del “fare».
NEL LUOGO DELLO “SCANDALO”. Fabrizio Ferrandelli festeggia l’8marzo allo Zen
PER CEFALÙ. Vittorio Sgarbi
dallʼex Pm Di Lello) sarà chiamata ad
esprimersi a fine settimana, sulla regolarità
del voto. Intanto per domenica prossima, è
stata convocata lʼassemblea regionale del
Pd, con allʼordine del giorno la sfiducia al
segretario Giuseppe Lupo, sponsor della
candidatura Borsellino (insieme al leader
nazionale Pierluigi Bersani).
RESA DEI CONTI NEL PD. La mozione
per chiedere la testa di Lupo è stata
presentata da 188 membri
dellʼassemblea del partito. «Non sono un
tagliatore di teste, ma il segretario
regionale tragga le dovute conseguenze
dal risultato delle primarie», era stata
lʼesplicita richiesta di dimissioni avanzata
dal capogruppo del Pd allʼArs Antonello
Cracolici subito dopo il verdetto delle
urne. Mentre per Francantonio
Genovese dellʼarea Innovazioni (altro
profilerebbe sarebbe una reggenza
transitoria del partito (lʼelezione del
nuovo segretario si svolgerebbe invece
dopo il voto amministrativo).
LʼAMAREZZA DI RITA. Intanto Rita
Borsellino ha dichiarato di prendere
«atto dellʼesito dello scrutinio». «Ho
massimo rispetto per il comitato
organizzatore - ha dichiarato in una nota
- ed è lo stesso rispetto che ho per il
tavolo dei garanti che sta esaminando le
irregolarità, sollevate sia sul piano
politico che etico... Ci sono state
denunce ai seggi e sui mass media - ha
rilevato lʼeuro parlamentare - che gettano
pesantissime ombre. Ombre che
rischiano di vanificare gli sforzi fatti finora
dal centro sinistra per costruire una forte
e credibile alternativa di governo per
Palermo».
sponsor di Ferrandelli, che potrebbe
riprendere in mano le redini del partito), il
“vero sconfitto” non è da ricercare tra i
candidati, ma tra i “vertici dei partiti, a
cominciare dal Pd”.
LUPO DA SFIDUCIARE. Intanto il
segretario Lupo - a cui viene contestata
la “imposizione” della candidatura
Borsellino alle primarie - non ha
intenzione di dimettersi in vista
dellʼassemblea di domenica. «Se ci
saranno i numeri - ha anticipato - ne
prenderò atto. Ma non farò alcuna scelta
prima di questo appuntamento». Lupo
starebbe però tentando di fare saltare il
numero legale allʼassemblea di
domenica: per decidere la sfiducia al
segretario deve infatti essere presente la
metà più uno dei suoi membri (che in
tutto sono 360).La soluzione che si
AGRIGENTO
Aspettando Angelino
che raccoglie un pezzo di società civile agrigentina, ed è una sua possibile nomination, cʼera stato il clamoroso
capeggiato dalla battagliera imprenditrice Piera Gracef- passaggio di Piero Luparello - medico chirurgo e sefa. Nonostante le cronache locali riportino indiscrezioni sui gretario cittadino del Pd (già udicino cuffariano) - nella
“lavori in corso” ed i voltafaccia dellʼultimora, i partiti tradi- cerchia dellʼex Guardasigilli. Ben presto però, la sua
zionali sono ancora in panne. La grande incognita, resta candidatura si è sgonfiata.
AGRIGENTO. Allʼombra dei Templi, soprattutto i partiti tra- innanzitutto il Pdl di Angelino Alfano.
NO DEL PD A GRILLO. Così come sembra tramontata, la
dizionali continuano ad annaspare. Restano infatti in alto RISCHIO DEBACLE PDL. Il partito di Berlusconi, che candidatura di Nicola Grillo, un altro avvocato agrigentino
mare le candidature per la poltrona di sindaco.
alle ultime amministrative fece il
corteggiato dalla “grande coalizione”: un rasA sentire il tam tam agrigentino, un poʼ tutti i parpienone di voti sfiorando il 40%,
semblement che comprende il Pd, lʼMpa, il Fli,
titi avrebbero non poche difficoltà anche a comstavolta - stando ai risultati di un reGrande Sud (e per ultimo anche lʼApi dellʼex sepilare anche le liste. Finora, le candidature cercentissimo “sondaggio” - rischienatore Nuccio Cusumano). Grillo - sognando
te sono 3: quella del sindaco uscente Marco
rebbe il tracollo: racimolerebbe soforse di interpretare il ruolo del “Monti agrigentiZambuto (appoggiato dallʼUdc e dal Patto per
lo il 10 per cento dei consensi. Fiuno” aveva auspicato il sostegno anche dei beril territorio), quella del consigliere comunale
tando la possibile debacle elettolusconiani («Senza il Pdl non mi candido!», aveuscente del Pd Peppe Arnone (ambientalista
rale nella sua città, Alfano vorrebva dichiarato dopo un recente vertice romano
dellʼarea Lumia), e dellʼavvocato penalista Totò
be puntare su una candidatura
con il segretario nazionale pidiellino). Ma la granPennica. Questʼultimo è stato designato dalesterna al partito. Che ancora non
de “ammucchiata” tra Pd, Pdl ed Mpa - proprio
Marco Zambuto
Beppe Arnone
lʼassemblea di Epolis, il movimento cittadino
arriva. Nei mesi scorsi, in vista di
nella patria di Alfano - viene considerata “fuori di-
Il leader del Pdl non scioglie in nodo elezioni
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centonove
Politica
9 MARZO 2012
LA TRAPPOLA DI “STRISCIA”. Ad
alimentare il clima di tensione post
primarie contribuiscono anche le acide
accuse di clientelismo: come il recente
video di “Striscia la Notizia” su Davide
Faraone (risultato terzo alle primarie) e i
suoi contatti con la Cooperativa “Palermo
migliore” (il deputato ha già annunciato
una raffica di querele, smentendo le
voci). Insomma, un pesante gioco al
massacro. Con “faide” interne al Pd e ad
Idv. Nonché le richieste di dimissioni, che
arrivano fino a Bersani. «La lezione
siciliana - commenta il senatore Beppe
Lumia, sponsor di Ferrandelli - dovrebbe
servire in primo luogo a Bersani, che
deve voltare pagina, mettendo da parte
un metodo sbagliato: quando si sceglie
un sindaco, non ci devono essere
candidature calate dallʼalto».
IDV: VOTO DROGATO. Una “vittoria” al
cianuro, quella del giovane Ferrandelli:
sulla quale - nonostante i 9.943 voti
raccolti nei 31 gazebo - adesso pende
anche il “verdetto” del collegio di garanzia.
Orlando ed Idv, dopo avere denunciato
“lʼinquinamento del voto” e le “primarie
drogate” hanno infatti preannunciato che
non voteranno mai Ferrandelli (“Sta con il
Pd che sostiene Lombardo, un Cuffaro
senza cannoli”). «Le nostre denunce di
forte inquinamento del voto, da parte del
centro destra - rincara la dose il segretario
provinciale di Idv Pippo Russo - si stanno
dimostrando abbastanza concrete. Cʼè in
corso lʼindagine della magistratura aggiunge Russo - francamente tutto ciò
lascia presumere che queste primarie non
siano state assolutamente limpide. Per cui,
vanno annullate». E non è detto che non
salti fuori, in assenza della Borsellino, la
candidatura dello stesso Orlando o del
segretario Fabio Giambrone.
ARGENTO: NO AL REFERENDUM.
Anche i lettiani (pro Ferrandelli), domenica
11 marzo voteranno la sfiducia al
segretario Lupo. «Ci dispiace che il
segretario Lupo - rileva Angelo Argento,
responsabile dellʼarea Letta nellʼisola - non
abbia colto lʼoccasione per fare un atto
dʼamore verso questo partito,
dimettendosi». Dagli elettori del centro
sinistra, che a Palermo sono andati alle
urne - secondo Argento - è stata
“strappata” anche la “foto di Vasto”:
lʼalleanza Pd, Idv e Sel. «Non ha più senso
parlare di referendum contro Lombardo e
lʼMpa, che a Roma sostiene il governo
Monti. Dobbiamo invece costruire anche in
Sicilia - conclude lʼesponente lettiano unʼalleanza che si allarghi al centro
riformista e dia risposte ai bisogni dei
siciliani».
CALMA PIATTA. In riva allo Stretto, le consultazioni preventive sarebbero un ostacolo
Messina senza candidati
Nessun dibattito all’interno dei democratici su chi potrebbe correre per la fascia tricolore.
La città sarà destinata ad avere un pretendente deciso dall’alto. Ma dalla società civile...
MESSINA. Cʼè “Reset”, che si pone
come soggetto programmatico e rifugge
un ingresso nella politica “elettorale”. Ci
sono anche “Officina delle idee” e
“Cittadinanza attiva”, che a loro volta
aggregano altre associazioni. E poi
quasi il nulla. A Messina è cominciato il
grande conto alla rovescia in vista delle
amministrative del 2013, a meno che
non accada un incidente di percorso
che le anticipi, risolvendo il problema
del doppio incarico del sindaco
Giuseppe Buzzanca del Pdl. Ma il
“fermento”, attualmente, riguarda solo
ed esclusivamente la cosiddetta
“società civile”. Perchè, dal
centrosinistra, e in particolar modo dal
Pd, non viene alcun segnale. Anzi,
nellʼottica di futuri progetti centristi tra
lʼex segretario e leader in riva allo
Stretto, Francantonio Genovese, e il
coordinatore regionale dellʼUdc,
Gianpiero DʼAlia, una ipotesi di
primarie potrebbe rompere le uova nel
paniere a una linea che non prevede
consultazioni preliminri per scegliere il
candidato sindaco. Perché, se a
Palermo quadrerà tutto, con un
possibile tandem Fabrizio FerrandelliMassimo Costa, nellʼottica di una
divisione regionale il capoluogo dello
Stretto Messina potrebbe non toccare al
Pd. E, in tal caso, le primarie potrebbero
solo diventare un “fastidio” per
candidature “condivise” targate Udc
(che ancora non si è espresso) o Fli,
che invece ha già messo sul tavolo delle
future trattative lʼassessore regionale al
Turismo, Daniele Tranchida. In mezzo,
poi, ci sono altri piccoli particolari da
definire. Come la nuova legge elettorale
nazionale, la riduzione o meno di
deputati (alla Camera e allʼArs) e al
Senato, nonché il possibile
abbassamento dei consiglieri comunali
a quaranta (invece di quarantacinque),
qualora il censimento dovesse essere
pubblicato in Gazzetta Ufficiale prima
dellʼindizione dei comizi elettorali,
Luigi Beninati
L’EX SINDACO. Franco Providenti
sancendo che la città, ormai, è scesa al
di sotto dei duecentocinquantamila
abitanti. Una serie di circostanze che
dovranno essere pesate con il bilancino
per assicurare a tutti poltrone e “scatti”
di carriera. A creare il “problema” delle
primarie, quindi, non sarà il Pd che, per
palese maggioranza numerica dellʼarea
Genovese, è stato anche incapace di
esprimere una mozione diversa da
quella dellʼex segretario nei momenti
elettivi. E, da questo punto di vista, il
partito democratico e il Popolo delle
Libertà, che ha rinnovato i suoi vertici
votando la mozione unica del
coordinatore provinciale eletto
Buzzanca, sono nelle identiche
condizioni. A Messina, poi, chi volesse
fare un passo avanti non può sperare
certo nellʼappoggio di Beppe Lumia, la
cui longa manus si estende
solo sulla provincia
tirrenica, e a livello di
finanziamenti comunitati. A
giocare la partita delle
primarie, quindi, restano la
società civile e i partiti
minori. A sognare di tornare
sindaco, ad esempio, è
Franco Providenti, che
mediterebbe di ricreare le
stesse condizioni che lo
portarono a scendere in
pista nel 1994, vincendo
grazie a uno svarione di Forza Italia. Il
magistrato fa perno su “Cittadinanza
attiva”. Nellʼambito della stessa area,
cʼè anche Luigi Beninati, che di
Providenti fu assessore al Bilancio, oggi
tra gli animatori di “Officina delle Idee”.
Nessuna notizia, invece, di Antonio
Saitta, fondatore di “Vince Messina”,
candidato sindaco nel 2003 e
vicesindaco di Genovese dal 2005 al
2007. Il docente-avvocato, infatti, punta
più a scendere in campo nella corsa per
la conquista del rettorato dellʼUniversità
di Messina. In sordina, poi, qualcuno nel
Pd ha provato a proporre la candidatura
al presidente di Confindustria, Ivo
Blandina. Mentre, tempo fa,
trasversalmente si pensava di portare
avanti il capo del Genio Civile, Gaetano
Sciacca. (D.D.J.)
scussione” dai democratici. Ed anche la candidatura Grillo - IL SONDAGGIO. Ma ad impensierire i piani alti della politi- Riccardo Gallo), che alla Provincia è il primo partito (con
caldeggiata soprattutto dal leader del Mpa Roberto Di Mau- ca agrigentina sarebbe un recentissimo sondaggio sul “toto 8 consiglieri) - potrebbe catalizzare anche i voti dellʼarea
ro - sembra sia tramontata.
sindaco”. In base al quale Arnone si piazzerebbe al 29%, se- di centro destra (Pippo Scalia, nel recente congresso proIL CORTEGGIAMENTO A PENNICA. Mentre il Grande Sud guito dal sindaco uscente Zambuto al 26% e dal candidato vinciale del Pdl, ha auspicato lʼapertura verso lʼUdc).
di Michele Cimino, dovrà scegliere se continuare a stare di Epolis al 16%. Il rassemblement della “grande coalizio- FONTANA O IACOLINO? Ma in casa berlusconiana, a dinella “grande coalizione” (di cui fa parte anche il Pd), oppu- ne”(Pd, Mpa, Fli, Grande sud ed Api) - in base al test eletto- re lʼultima parola, sarà solo Angelino Alfano: se non si trore allearsi con il Pdl (magari sostenendo insieme il candida- rale - sarebbe a quota 14%, il Pdl al 10% ed il Pd al 5%. Il verà un candidato esterno credibile, potrebbe essere invitato di Epolis, Totò Pennica). «Noi siamo aperti a
sondaggio - che segnala il buon piazto ad “immolarsi” lʼattuale parlamentare naziotutti - mette le mani avanti la presidente di Epolis
zamento di Arnone ed il positivo trend
nale Enzo Fontana, oppure lʼeuro deputato SalGraceffa - purché ci sia lʼappoggio al nostro prodi Epolis - sancirebbe anche il crollo
vatore Iacolino. Ma con i bollettini di guerra sforgetto, ed alla luce del sole siano accettate le noverticale di Pdl ed il Pd.
nati dai sondaggi, a chi toccherà indossare la
stre condizioni”. Sia la “grande coalizione” che il
ZAMBUTO AL BALLOTTAGGIO?
sgradevole veste di “candidato di bandiera” a perPdl, sono intanto alla ricerca di una candidatura
Scontato che il sindaco di Agrigendere? I maligni, fanno circolare il nome di Fontacredibile. Mentre Idv, Sel e la federazione di sinito verrà eletto al secondo turno. In
na, già presidente della Provincia. Che Alfano,
stra, hanno indetto domenica prossima le “pricaso di ballottaggio, lo stesso Zamnon vorrebbe più ricandidare al Parlamento. In
marie” per designare il loro candidato (in pole pobuto - il quale oltre che dallʼUdc, è
tal modo, avrebbe anche la “scusa” allʼindomani
sition, cʼè lʼex deputato regionale, ed attuale sesostenuto dal Patto territoriale (cadel voto, per lasciarlo a casa, visti gli spazi ristretti
Salvatore Pemmica
Lillo Miccichè
gretario di Sel, Lillo Miccichè).
peggiato dal consigliere provinciale
per un posto al sole a Roma. (A.A.)
pagina 11
Politica
9 MARZO 2012
PALAZZO ZANCA. Lente sugli spostamenti del commissario dell’Ato3. Con l’auto di servizio
Ruggeri cade sul casello
Venti viaggi ad agosto dalla sede dell’Ato3 a Falcone, località in cui villeggia. Una vicenda simile
a quella che ha inguaiato anni fa il suo “mentore” Buzzanca. E l’opposizione ne chiede la testa
DI ALESSIO CASPANELLO
MESSINA. Che il destino di Giuseppe
Buzzanca e di Antonio Ruggeri fosse
legato a doppio filo, era noto sin dal giorno
successivo allʼelezione del primo a
sindaco di Messina, e della nomina del
secondo a suo capo di Gabinetto. Di
Buzzanca, Ruggeri è il braccio destro,
messo a capo dellʼAto3 e della segreteria
per lʼemergenza Giampilieri. E anche
nellʼuso improprio delle auto di servizio,
secondo una esposto. A Buzzanca è
costata una condanna per peculato, ai
tempi in cui era presidente della Provincia,
lʼaver usato lʼauto di servizio per farsi
accompagnare a Bari, in viaggio di nozze.
Per Ruggeri, allo stesso modo, la Procura
ha aperto un fascicolo sullʼuso “disinvolto”
dellʼauto di servizio. Secondo quanto
racconta un esposto, non è chiaro lʼuso
che se ne è fatto, della Fiat Bravo
aziendale dellʼAto3, durante il mese di
agosto del 2011. Quando lʼauto andava e
veniva da Messina a Falcone e viceversa.
Proprio a Falcone ha casa Antonio
Ruggeri. E vi passa le vacanze. A qualche
porta di distanza da Giuseppe Buzzanca,
a Portorosa.
GALEOTTO QUEL CASELLO.
Nellʼesposto preso in considerazione dalla
polizia giudiziaria, corredato di ricevute del
telepass e fatture carburante, cʼè il
percorso che lʼauto di servizio dellʼAto3 ha
percorso una ventina di volte ad agosto:
Gravitelli, via Cavalieri della Stella,
Falcone. A Gravitelli si trova lʼisola
ecologica dellʼAto, in via Cavalieri della
Stella ci sono gli uffici direzionali. E a
Falcone? Niente, apparentemente. Perchè
la località rientra tra le competenze dellʼAto
Messina 2, non lʼAto3 di cui Ruggeri è
commissario liquidatore dopo esserne
stato presidente. Unʼoccasione, quella dei
viaggi sospetti di Ruggeri che il Partito
Democratico non si è lasciato sfuggire.
IL PD CHIEDE LA TESTA... “La vicenda
ci porta a chiedere le dimissioni del
OOPS...
Il commissario liquidatore dell’Ato3 Antonio Ruggeri
liquidatore dellʼAto3 Antonio Ruggeri scrivono a due mani il segretario cittadino
Giuseppe Grioli ed il coordinatore dei
consiglieri Felice Calabrò - Per altre
ragioni abbiamo espresso lʼassoluta
inopportunità della permanenza di tale
incarico in capo a Ruggeri. Oggi continuano i due - le dimissioni da
liquidatore le chiediamo per la vicenda
dellʼutilizzo dellʼauto di servizio per
trasferte fuori comune che appaiono
palesemente estranee alle funzioni svolte
dallʼamministratore della società. A meno
che non sia in grado di fornire spiegazioni
plausibili, le dimissioni sono un atto
dovuto. Il sindaco - conclude la nota - sarà
chiamato ad intervenire qualora Ruggeri
non dovesse dimettersi”.
..E RUGGERI SI DIFENDE. Il
commissario dellʼAto3, la sua difesa la
affida ad un comunicato di poche righe, in
cui puntualizza che “lʼuso dellʼauto di
servizio è avvenuto per motivi istituzionali.
Dopo il mio insediamento - scrive Ruggeri
- ho provveduto a vendere unʼauto di
rappresentanza Alfa Romeo
precedentemente acquistata e nella
disponibilità dei presidenti ed che mi
hanno preceduto. Quindi ho disposto che
lʼautista, in comando rientrasse in organico
del Comune, e infine svolgo la funzione di
commissario a titolo gratuito”.
centonove
SINDACATI
Cisl e Cgil, il pieno
di rappresentanze
MESSINA. La Cisl conserva il primato
tra le rappresentanze sindacali al comune di Messina, nonostante perda un
seggio, passando dai dieci delle scorse consultazioni ai nove dellʼapertura
delle urne di giovedi 8 marzo. Il testa a
testa, prevedibilmente, ha visto confrontarsi Cisl e Cgil, che in due hanno
preso oltre la metà dei 1642 votanti per
le consultazioni delle rappresentanze
sindacali unitaria a palazzo Zanca. Dal
reponso delle urne del 5, 6 e 7 marzo, il
più votato è risultato Saro Contestabile, capolista della Cisl, che di preferenze ne ha conquistate
194 su un totale di 565
conquistati dalla lista,
che si è aggiudicata nove seggi. Exploit pure
per Peppe Previti, capolista per la Cgil: 135
voti personali, 471 di liContestabile
sta e otto seggi incamerati. La Uil è stata votata 212 volte ed ha preso 4 seggi: il più votato
è il capolista Emilio Di
Stefano. 148 voti e tre
seggi per la Diccap
(Bertano ha superato il
capolista Aloi), 113 (e
Previti
due seggi, con il capolista De Francesco superato da Giordano) per il Csa, 62 ed un
seggio per la Silpol e infine 3 voti (con
quattro esponenti in lista) per la Usb.
SI INDAGA SULLA DIRIGENZA. Da due
settimane, i corridoi di palazzo Zanca sono
“presidiati” da carabinieri e finanzieri in
borghese, che stanno raccogliendo
parecchio materiale sulla gestione “allegra”
della cosa pubblica. A tappeto. nel mirino
degli investigatori ci sono i controversi
rapporti tra palazzo Zanca e le partecipate,
ed una serie di circostanze poco chiare
nellʼerogazione del fondo per il salario
accessorio della dirigenza di palazzo
Zanca. Sotto la lente dʼingrandimento ci
sono settecentomila euro, una “torta” che i
dirigenti del comune di Messina si sono
spartiti e sulla quale oggi la magistratura
vuole vederci chiaro.
CONVENTION
Il ritorno di Madaudo
Il Psdi riparte da Messina. L’ex sottosegretario
rifonda il partito e chiama a raccolta i militanti
Dino Madaudo
MESSINA. Il partito socialdemocratico riparte da Messina.
Spazzato via dalla rivoluzione mancata di Tangentopoli
allʼinizio degli anni ʻ90, ridotto a percentuali decimali (0,7% e
57mila voti al Senato per le politiche del 2006), il partito del sole
nascente e delle onde si ripresenta ai vecchi elettori e tenta di
accaparrarne di nuovi. A fare gli onori di casa, alla presenza
dellʼattuale segretario Renato DʼAndria, sarà Dino Madaudo,
parlamentare per quattro legislature, sottosegretario alla Difesa
e alle Finanze negli anni ʻ80 e ʼ90 e numero uno del partito a
Messina per anni e anni, prima della dissoluzione e della
diaspora. Sabato dieci marzo, alle 18 al salone delle Bandiere
pagina 12
di palazzo Zanca, i vecchi esponenti del Psdi si ritroveranno.
“Ma non sarà un amarcord - assicura Madaudo - anzi, posso
preannunciare che i giovani saranno più dei vecchi”. Nel
frattempo, in attesa di conoscere chi ne farà parte, la sigla Psdi
si presenterà alle amministrative di Barcellona. Con quale
schieramento, però, al momento è stato ancora deciso. “A
livello locale ancora non abbiamo deciso”, chiosa Madaudo. A
Messina, il Psdi il suo exploit lʼha ottenuto nel 1978,
consultazione amministrativa nella quale ha incamerato otto
consiglieri comunali ed il vicesindaco Nino Interdonato. “Oggi
a Messina - spiega Madaudo - saremmo chiaramente
allʼopposizione, visto lo sfascio che lʼamministrazione sta
provocando”, dichiara sicuro lʼex sottosegretario, che poi
aggiunge “ancora non abbiamo discusso della collocazione
nello scacchiere politico. Alla sinistra rimprovero il fatto che
abbia aperto una crisi politica “al buio” solo per il piacere di far
cadere il governo Berlusconi. Al momento, comunque, siamo
equidistanti”.
centonove
Politica
9 MARZO 2012
MI SPOSTO AL CENTRO. Rendering dell’intervento più contestato: i tre palazzo di viale Italia che si trasferiranno
MESSINA. I tre palazzi di viale Italia si “trasferiranno” in via La Farina
La Stu? Trasloca
La decisione in conferenza dei capigruppo di lunedi 12: si tenta la soluzione “salomonica”
all’intervento più contestato della società del Tirone. Avversata dal Pd. Con distinguo
MESSINA. Alla fine i tre palazzi di viale
Italia previsti dalla Stu del Tirone si
sposteranno in via La Farina. O sul viale
San Martino. Lʼaccordo che si troverà per
far digerire lʼindigesto progetto della
società di trasformazione umana che
cambierà volto allʼantico borgo
preterremoto del Tirone è questo: la
volumetria dei tre contestatissimi palazzi
che avrebbero dovuto sorgere sulla
sommità del parcheggio del Tirone
sporgendo da viale Italia, sarà trasferita
alla “fossa” di via La Farina, la depressione
a cielo aperto e sotto il livello della strada
oggi adibita a parcheggio. La seconda
alternativa è più suggestiva, ma
percorribile con più difficoltà. E cioè che i
soci della Stu si accollino la soddisfazione
economica dei creditori, e rilevino lʼisolato
88, il palazzo di proprietà del comune di
Messina sul viale san Martino, che andrà
altrimenti allʼasta giudiziaria. Secondo le
stime della Quattropareti (socio della Stu al
3,5%), sia in via La Farina che in viale San
Marino, il coefficiente di guadagno dalla
fabbricazione e vendita degli ottantadue
appartamenti previsti dal piano industriale
della Stu resterebbe immutato. La
proposta sarà presentata nella conferenza
dei capigruppo di lunedi 12, e proverrà da
consiglieri dei partiti della maggioranza
che sostiene lʼamministrazione retta da
Armando Hyerace
Giuseppe Buzzanca. Combinazione, una
proposta analoga lʼaveva lanciata, a
dicembre, lʼordine degli architetti.
IL FUTURO DELLA STU. Che i palazzi
vadano costruiti è fuori discussione.
Dallʼaffare, i privati che a vario titolo
detengono il 70% delle quote della Stu
Tirone hanno calcolato di ricavarne
almeno una decina di milioni di euro: è
quello il “break even point” fissato dagli
investitori per rientrare dalle spese e
produrre utili. Lʼunico modo, quindi, è
quello di edificare gli ottantadue
appartamenti. Anche perchè la Stu, oggi,
si barcamena in mezzo ai problemi. Con la
Garboli, socio al 36% ormai assorbita dalla
Pizzarotti e che ha espresso ferma volontà
di uscire dallʼaffare, e con la Demoter di
Carlo Borella (11,33% delle azioni) in
liquidazione in seguito al crollo degli affari
derivanti dalla mancata concessione del
certificato antimafia, di fatto sono in bilico
quasi metà delle quote dellʼintero
azionariato (compreso il 30% in mano al
Comune). Come se ne esce? Le quote in
vendita possono essere acquistare tramite
gara o per mezzo dellʼacquisto del ramo
dʼazienda dellʼimpresa uscente. Se nel
caso della Demoter in liquidazione,
lʼipotesi può essere fattibile anche dal
punto di vista economico, immaginare che
unʼazienda acquisti un ramo dʼimpresa
della Pizzarotti per partecipare alla Stu è
pura fantascienza. E quindi, il 36% delle
azioni andrà a gara. Eʼ lʼunico modo per il
quale la Stu ha possibilità di sopravvivere,
soggetta come è al “fuoco amico”.
IL PD ATTACCA. A sparare a palle
incatenate contro la società di
trasformazione urbana è il Pd. “I progetti
contenuti nel piano industriale sono
incompatibili con un'idea di riqualificazione
di un quartiere storico come il Tirone”, ha
tuonato il segretario cittadino Giuseppe
Grioli. A portare a supporto motivi
urbanistici e legislativi è stato il consigliere
del quarto quartiere Armando Hyerace: la
Stu si sarebbe sostituita ad un piano
particolareggiato che in zona era previsto
dal prg ma non era stato mai attuato.
Secondo Grioli, poi, la costituzione stessa
della società di trasformazione sarebbe
illegittima per vizi di forma. Quella esposta
nella proposta di delibera che il Pd si
appresta a varare per chiedere al consiglio
di revocare in autotutela tutto il percorso
della Stu (lungo ormai undici anni), ha
specificato Grioli, è la linea ufficiale del
partito. Poi cʼè la linea “ufficiosa”: quattro
consiglieri, anchʼessi del Pd, che la Stu la
difendono a spada tratta. “Il lamentato
sacco edilizio è stato più volte smentito dai
responsabili della Stu”, scrivono.
DIETRO LE QUINTE
Democratici diviso due
L’ala che fa capo a Picciolo è favorevole alla Stu.
E la coalizione si prepara a governare
Nicola Barbalace
MESSINA. Due terzi sono fermamente contro, un terzo è
apertamente a favore. Il Partito Democratico si frantuma sul
sostegno alla Stu. Se la linea ufficiale del partito, infatti, è quella di
presentare in consiglio comunale una delibera per la revoca in
autotutela della delibera del 2001 che ha dato vita alla Stu per una
lunga serie di motivi (circostanze sopravvenute dopo lʼalluvione di
Giampilieri, mancanza di interesse pubblico e irregolarità formali
nellʼiter di costituzione), lʼala dei democratici che fa capo al
deputato regionale Giuseppe Picciolo (quindi Nicola Barbalace,
Giorgio Caprì, Daniele Zuccarello ed il “cavallo di ritorno”
Tanino Caliò, ex Udc e Pid e già presidente della Stu) si schiera
pagina 13
apertamente a favore del progetto. Mercoledi 7 il cortocircuito:
mentre in sala commissioni il segretario cittadino Giuseppe
Grioli, cinque consiglieri comunali e due del IV quartiere illustrano
i contenuti che comporranno la proposta di delibera di revoca,
dieci metri più in là, nel corridoio, i quattro “scissionisti”
distribuiscono una nota in cui lodano gli intenti della società di
trasformazione. “La linea ufficiale del partito è la nostra”, tuona
Grioli, sostenuto nel ragionamento da Tani Isaia, Gaetano
Gennaro e Felice Calabrò. Una delibera, quella del Pd, di
valenza più strategica che reale: di arrivare in aula ha poche
speranze, di essere approvata quasi zero. Però traccia la strada
che il Pd si impegna a seguire non più come partito dʼopposizione,
ma come coalizione di governo. E cioè anche sconfessare scelte
prese quando Francantonio Genovese era sindaco (le linee
guida della Stu sono arrivate in consiglio nel 2006, e sono passate
ponendo loro sopra quasi una “questione di fiducia”) e oggi
ritenute non più sostenibili. Scelte che, oggi, hanno evidenziato
crepe difficilmente saldabili nella coalizione. (A.C.)
Politica
9 MARZO 2012
LIPARI. L’opposizione si compatta su Marco Giorgianni. La maggioranza si sfalda
Pdl allo sbando: arriva Rizzo
Senza l’uscente Bruno non si trova un nome su cui puntare. Il 18 marzo si terranno
le primarie. L’ex difensore civico si avvia all’appuntamento con il Vento Eoliano in poppa
DI LAURA LA GRECA
LIPARI. Lʼunica cosa certa è che lʼunico
candidato a sindaco con una coalizione
ben definita, è quella di Marco Giorgianni,
già vice sindaco e cugino dellʼonorevole
Gianpiero DʼAlia. Tutto il resto della
campagna elettorale di Lipari è da
scrivere ad appena due mesi al voto (si
andrà alle urne il 6 e 7 maggio). Si chiama
“Patto per le Eolie” (Udc, Fli, Pd e Nuovo
Giorno) il “contenitore” perfettamente
allineato nel sostegno a Giorgianni. A
caccia del candidato è ancora il Pdl che,
eclissata lʼipotesi della candidatura
dellʼarmatore Sergio La Cava, ha deciso
di indire le primarie, fissate per il 18
marzo. A parteciparvi saranno con ogni
probabilità Angela Mazziotta, che aveva
già corso per la poltrona di Sindaco di
Lipari nel 2007, riscuotendo un successo
piuttosto modesto e Ciccio Rizzo, partito
con il suo “Vento Eoliano” in poppa, tanto
che molti lo danno per candidato certo
anche nel caso in cui non dovesse essere
designato dalle primarie. Rizzo tenta
dunque la strada dellʼappoggio del Pdl
locale, che di fatto non ha un candidato
forte, ma non è escluso che possa tentare
la scalata a Piazza Mazzini anche da
solo. «Se dovesse emergere la mia
candidatura alle primarie - commentachiederemo al Pdl di sottoscrivere il
nostro programma; in caso contrario
cercheremo coalizioni alternative sulla
base di obiettivi comuni». Altra novità,
quella che sta facendo discutere di più, è
la candidatura, questa sì ufficiale, di
Ersilia Pajno, in passato stretta
collaboratrice di Michele Giacomantonio,
allʼepoca in cui i seguaci della sua lista
civica “Una speranza per le Eolie” lo
avevano eletto primo cittadino per ben
due volte. Ma la cosa che fa scalpore nel
commentare la decisione della Pajno, non
è tanto la sua figura, al contrario molto
apprezzata in maniera trasversale per la
sua competenza e professionalità, bensì il
L’avvocato Ciccio Rizzo
quadro dal quale questa candidatura
prende forma. Pajno è infatti sostenuta
dalla lista “Il Faro”, ovvero gli autonomisti
che alle scorse elezioni portarono in
consiglio Gesuele Fonti e Francesco
Megna, nonché unʼala definita addirittura
“estrema”: “La Voce Eoliana”, il comitato
cittadino ribattezzato dei “o Park”, che lo
scorso anno diede per alcuni mesi filo da
torcere ad un Mariano Bruno che aveva
dato per già bellʼe fatto un “Parco
Nazionale delle Eolie” tanto necessario
quanto lacunoso e confusionario in molti
punti. «Non vedo come queste posizioni
si possano conciliare con quelle che
siamo tradizionalmente abituati ad
attribuire alla dottoressa Pajno»,
commenta Angelo Sidoti, promotore di un
gruppo che dovrebbe formare una lista
civica e, in un primo momento, in odore di
sindacatura, cui ha poi rinunciato «per
impegni di lavoro presi al nord, che mi
terranno lontano dalle Eolie e perché il
gruppo, sebbene animato da ottime
personalità, non ha riscosso il necessario
consenso alla buona riuscita del
progetto». Le circostanze sembrano
insomma dare poche chances alla Pajno
e qualcuno paventa lʼipotesi che in realtà
si tratti solo del mero tentativo da parte
del gruppo che la sostiene di assicurarsi
almeno un posto nel Consiglio Comunale
a venire. Quanto poi alla candidatura di
Angelo Merenda, non cʼè ancora niente di
sicuro. Dovrebbe essere il candidato
sostenuto dallʼMpa locale, le voci lo
vogliono tra i partecipanti alle primarie del
Pdl, ma lui smentisce. Si dice disponibile
a collaborare, sulla base della
condivisione di un progetto, non si affibbia
nessuna etichetta di partito e, di fatto, la
sua candidatura non è ancora ufficiale. Il
Pd, dopo un travagliato dibattito interno
che aveva animato e quasi contrapposto
centonove
SAN PIER NICETO
Il Terzo polo
nel Calderone
Candidatura bis per il medico
SAN PIER NICETO. Lʼopposizione di
San Pier Niceto anticipa tutti e presenta il proprio candidato a sindaco,
a riprovarci sarà nuovamente Luigi
Calderone, medico massimalista, ma
questa volta per lui si profilano nuove e significative alleanze da contrapporre allʼuscente Franco Pitrone. Infatti oltre ai gruppi consiliari di
opposizione, “Democrazia Sociale”
e “Viva San Pier Niceto Viva”, a sostegno ci saranno pure i rappresentanti locali del Pd, Mpa, Udc e Fli. Inoltre potrà contare sullʼappoggio di
una componente del Pdl. proveniente dallʼarea ex Forza Italia. Gia lunedì
sera, in una riunione, alla presenza di
numerosi sostenitori, Calderone ha
ricevuto lʼinvestitura ufficiale. Per
lʼoccasione sono stati presenti gli
onorevoli Francantonio Genovese,
Franco Rinaldi ed il segretario provinciale del Pd, Nino Bartolotta, che
hanno garantito il loro totale appoggio alla lista Calderone. Sono previste a giorni visite di altri big della politica regionale e nazionale.
GAB. AV.
vecchia e nuova guardia del partito, ha
alla fine scelto di appoggiare Giorgianni
«per proseguire un cammino iniziato
insieme allʼUdc cinque anni fa, in
opposizione allʼamministrazione in
carica» spiega il consigliere Giacomo
Biviano nel commentare una decisione
che tiene a definire unanime, dato che le
voci di una spaccatura del partito si erano
fatte nelle ultime settimane molto
pressanti. Biviano precisa poi che “«uno
sguardo alla rosa dei candidati ha
ulteriormente confermato che appoggiare
Marco Giorgianni era la strada da
intraprendere». Sulla stessa lunghezza
dʼonda Adolfo Sabatini, consigliere de “Il
Nuovo Giorno” che non aveva mai fatto
mistero di ambire ad un accordo «con le
parti migliori di tutte le forze attualmente
allʼopposizione a sostegno del candidato
dellʼUdc per onorare il lavoro di questi 5
anni».
VILLAFRANCA
NuovaMente sfida De Marco
e Costagiorgiano
Il nuovo gruppo si inserisce nella corsa
alle amministrative. Nino La Rosa fa sapere...
VILLAFRANCA. Lʼassociazione “NuovaMente Villafranca” lancia la sfida a Matteo De Marco e Pietro Costagiorgiano. Il nuovo gruppo, costituitosi in questi giorni, si
inserisce nella corsa per le amministrative tra i due esponenti che con ogni probabilità rappresenteranno altrettante liste civiche pronte a scendere in campo. A presiedere “pro tempore” l'associazione è Antonino Certo in attesa che il movimento socio-politico-culturale compia i
passi necessari per depositare ufficialmente la lista. Sul
nonché una violazione di precise norme statutarie». «Ci
nome del candidato a sindaco resta, invece, il mistero e
ha sempre fatto sorridere - precisano - la diceria che quepare che i membri dell'associazione abbiano intenzione
sta associazione è stata costituita per finalità elettorali;
di farlo venir fuori in modo democratico tra tutti i composono valutazioni becere, interessate, tipiche di parvenù
nenti del gruppo. Nel frattempo, dopo le “difficoltà” emerdella politica che, dopo avere dormito per cinque anni, si
se sulla paventa candidatura dell'avvocato Francesco
improvvisano grandi strateghi, pronti solo ad elemosinaMarullo, resta da capire la posizione che pore posti in lista e voti per se o per qualcun”altrebbe assume l'architetto Pietro Merlino. E
tro”. Lʼassociazione I Cittadini - prosegue la
mentre una associazione scende in campo
lettera - auspica un sereno confronto, in un
un'altra prende le distanze dal mondo politicontesto di pluralità di candidature, a garanco. L'avvocato Nino La Rosa, presidente de
zia di un corretto processo democratico, an"I Cittadini" di Villafranca, ha diffuso una letche al fine di offrire le nostre riflessioni e le
tera aperta ai villafranchesi, con la quale
nostre proposte». Infine l'invito alla cittadismentisce «le voci in merito alle presunte
nanza ad essere «presente ed attiva sulla
candidature da parte dei soci». Infatti, spiescena politica, a valutare attentamente i proga La Rosa, «la partecipazione a competigrammi e le promesse» ed a pretendere dai
zioni elettorali costituirebbe un tradimento
candidati «un codice etico di buona amminidei fini istituzionali della nostra associazione Nino La Rosa
strazione e trasparenza». (GAB. AV.)
pagina 14
centonove
Politica
9 MARZO 2012
BARCELLONA. I giochi politici si fermano. In settimana potrebbero saltare le amministrative
L’ombra del commissariamento
Il Partito delle Libertà rinvia le consultazioni interne al 25 marzo in attesa di conoscere
l’esito della relazione prefettizia. L’Udc rompe ufficialmente con il Pd. E cerca alleati
DI
GIUSEPPE PULIAFITO
BARCELLONA. Sono giorni di attesa
per la politica barcellonese, perché la
prossima settimana si dovrebbe
conoscere la relazione della
commissione prefettizia, nominata per
verificare eventuali infiltrazioni della
criminalità nella gestione del Comune.
Nelle ultime ore crescono infatti le voci
che danno sempre più concreta tale
ipotesi, con un conseguente
commissariamento dellʼente ed un rinvio
delle elezioni di almeno 18 mesi, tanto
quando dura il mandato dei commissari
prefettizi. Davanti a questo scenario
così incerto, le uniche certezze restano
le candidature di Santi Calderone,
sostenuto da almeno quattro movimenti
civici trasversali, e di Maria Teresa
Collina, vincitrice delle primarie della
Sinistra, orfana del Pd. Tutto il resto è
ancora in gioco, considerato che il
Popolo delle Libertà ha posticipato le
primarie al 25 marzo, ufficialmente per
allargare il campo dei partecipanti con
lʼinserimento di Marcella Sidoti, insieme
ai già confermati Rosario Catalfamo,
Nicola Marzullo, Paolo Genovese e
Gianni Pino. Nella scelta però potrebbe
influire anche lʼattesa di conoscere
lʼesito dellʼispezione e di valutare anche
eventuali allargamenti della coalizione
ad altre forze politiche dellʼarea di
centro. Il Terzo Polo, così come inteso a
livello nazionale, dopo la decisione del
consigliere comunale dellʼUdc Giuseppe
Trifilò, di ritirare la propria disponibilità
ad accettare la candidatura a sindaco
per la coalizione, si è praticamente
dissolto sui tavoli di una difficile intesa
elettorale. LʼMpa potrebbe infatti
dirottare le sue attenzioni sul progetto di
Santi Calderone, ma non è esclusa
unʼapertura rispetto allʼipotesi di
candidatura dellʼex vicesindaco Giusi
Turrisi. Il Pd rischia di spaccarsi, tra
coloro che sarebbero pronti a sostenere
Il sindaco Candeloro Nania
Maria Teresa Collina, e chi invece
vorrebbe trovare una candidatura
interna o condivisa con gli altri partiti del
centro. In questo contesto, è arrivato
anche il chiarimento della posizione
dellʼUdc, sulla scelta di Trifilò a
rinunciare alla candidatura e sulle
prossime scelte: “«Trifilò, avendo
valutato attentamente il quadro politico
in cui tale offerta è maturata, ha ritenuto
– afferma il segretario comunale
Carmelo Torre - di non lasciarsi
trasportare dal semplice canto di sirene
pronte a riempirlo di elogi. Infatti, tutti
appaiono interessati a trovare una
faccia credibile da presentare alla
scettica opinione pubblica barcellonese,
sperando che questo, unitamente ad
una ennesima formula innovativa,
possa distogliere lʼattenzione dei nostri
concittadini dalla mancanza di solide e
condivise basi programmatiche su cui
costruire il futuro della prossima
legislatura. Noi riteniamo invece che le
elezioni amministrative del 6 e 7 maggio
prossimo debbano rappresentare per
tutte le forze politiche locali un
importante appuntamento per un
serrato confronto programmatico che
nasca da una analisi seria, profonda ed
attenta della nostra città e del contesto
in cui è posizionata. Occorre cercare di
mettere in campo soluzioni ai problemi
specifici ed ai problemi di sistema,
specialmente per ciò che concerne la
capacità dellʼEnte Comune, progettare
strategie ed alleanze, ma anche
sviluppare capacità di studio, ricerca di
sinergie, per produrre crescita sociale e
sviluppo del territorio. Noi vogliamo
mettere in campo un grande progetto
per Barcellona».
SINAGRA
Enza Maccora ci riprova
Enzo Ioppolo fa lo stratega
«Obiettivo di questa candidatura - si lege in una nota - è un progetto fatto di uomini e di donne che non vogliono più assistere impotenti alla politica dellʼimmobilismo e delle chiacchiere». In casa
Pd rimangono da sciogliere alcuni nodi, infatti, erano ben quattro i
nomi degli aspiranti alla carica di primo cittadino, oltre ad Enza Maccora pare vi fosse la disponibilità o velleità del sindacalista Enzo
Caputo, Michele Orifici e di Emanuele Giglia, attuale presidente
del consiglio. Con chi si schiereranno? Sembra essere certa, nonostante non sia stata ufficializzata, la candidatura di Enzo Ioppolo, ex sindaco e cognato dellʼuscente Scarso.
Cʼè chi maliziosamente afferma che dalla posizione di “neutralità” del sindaco Scarso ne trarrà,
infatti, vantaggio il cognato Ioppolo. Ancora nulla
è scritto. Considerato che quattro candidati a sindaco sembrano veramente tanti per un comune
come quello di Sinagra.
Enza Maccora
Giuseppina Laguidara
L’avvocato scioglie le riserve. L’ex primo cittadino studia
SINAGRA. Enza Maccora ci spera ancora. Dopo avere perso la poltrona di sindaco cinque anni fa per una manciata di voti, si ripresenta alla
competizione elettorale sostenuta dal circolo “numero uno” del partito democratico di Sinagra.
Questa volta non avrà come avversario Gaetano
Scarso, che non tenterà il bis, ma il commercialista Leone Agnello, già vice sindaco, e Carmelo
Rizzo, assessore uscente. Maccora ha sciolto le
riserve in occasione della festa della donna.
pagina 15
TORRENOVA
Sfiduciato Russo
Fachile “tradisce”
Con un colpo di scena la preside
porta il comune alle urne
TORRENOVA. Si
è mossa alla stregua del personaggio che non ti
aspetti, il quale irrompe nei film
gialli sparigliando
le carte. A Torrenova il volto dellʼinsospettabile
“traditore” è quello di una donna: Bianca Fachile
Bianca Fachile.
Grazie al suo voto è passata la mozione di sfiducia in consiglio comunale
che ha spodestato il sindaco Benedetto Russo, proiettando Torrenova in
piena campagna elettorale. Il commissario inviato dala Regione, Filippo Ribaudo, traghetterà il comune fino al voto di maggio. Dopo tre anni ed otto mesi di “obbedienza” al sindaco Benedetto Russo la preside Bianca Fachile,
per scelta “responsabile autonoma”,
lunedì sera ha dato scacco matto al
“re”. Durante la concitata seduta consiliare ha presentato al presidente del
consiglio, Salvatore Castrovinci, ed al
notaio della riunione, il segretario Daniela Messina, le dichiarazione scritte
e motivate del suo “no” al proseguimento del mandato amministrativo al
sindaco Benedetto Russo. Momenti
fatali che hanno sorpreso il primo cittadino, sempre assistito dallʼex vice
sindaco Piero Ferrante, ma soprattutto ribaltato le aspettative degli 11 consiglieri (9 della lista di maggioranza
“Torrenova nel Cuore” e due indipendenti) che aspettavano di raggiungere
il quorum della sfiducia con il tentennante “dissociato” Claudio Fiocco. La
deriva che ha travolto il sindaco Russo, il vicesindaco Franco Dolce, gli assessori Nicolò Mileti, Maria Princiotta,
Giuseppe Palmeri, Daniele Radici è
partita dalla recente scoperta di un progetto “occultato”, e poi venuto alla luce, riguardante una discarica da realizzare in pieno centro storico, nella zona archeologica di località Cave di Scodonì. Eʼ anche nato un comitato spontaneo, con duemila sottoscrittori che
dicono “No alla discarica di Scudonì”.
«Ho visto gente piangere per le loro
abitazioni vicino alla futura discarica»,
dichiara la preside dagli occhi verdi,
sostenendo che è la prima volta che
tanta gente, senza osservare il colore
politico di appartenenza, o simpatie
elettorali si unisce per difendere il territorio dal futuro degrado. Ma un torto
recente la preside Fachile lo ha ricevuto dagli amministratori e mostra la
delibera in cui viene sacrificata lʼarea
esterna della scuola media della città,
togliendo spazio per le attività sportive degli studenti, e magari ripristinare
un parcheggio. Un torto che ha lasciato il segno nellʼintimo pensiero della
preside Fachile. (Nino Dragotto)
Politica
9 MARZO 2012
centonove
S. TERESA DI RIVA. Tutta l’opposizione decide di compattarsi per sconfiggere Alberto Morabito
ITALA
Il Listone delle meraviglie
La giunta Miceli
perde Di Ciuccio
Fli, Udc, Sicilia Vera e Mpa alla ricerca di una “sintesi”. Il più votato alle passate
amministrative, Tanino Maggioloti cerca casa: «Ho lasciato l’onorevole Buzzanca»
DI
MASSIMO FERRARO
SANTA TERESA DI RIVA. Sembra
essersi chiuso il cerchio attorno al vasto
spazio dentro il quale si muovono tutti i
gruppi che si contrappongono al sindaco
uscente Alberto Morabito. Nel corso di
un summit con i massimi riferimenti di
ogni partito sarebbe stato stilato un
accordo di massima tra il Fli, Udc, Mpa e
Sicilia Vera divisa tra gli amici di Nino
Bartolotta e quelli dellʼonorevole Cateno
De Luca. Lʼintenzione è quella di stare
tutti assieme per non disperdere le forse
e dare vantaggi alla coalizione
avversaria. Nel mega-contenitore
troverebbero spazio anche i sostenitori
dellʼex vicesindaco Pippo Lombardo ed i
giovani del Pd area “ Impastato”. Adesso
per lanciare definitivamente la coalizione
bisogna trovare la sintesi sul nome del
candidato a sindaco con ognuno dei
gruppi che dovrebbe avanzare un
ipotesi, i nomi che circolano sono
sempre i soliti, Lenzo e Turiano per
lʼUdc, Todaro per il Fli, Salvatore Puglisi
per lʼMpa, Racco per Sicilia Vera. Sarà
uno di loro a dover, verosimilmente,
trainare un listone che si annuncia molto
agguerrito.
Qualora non si dovesse trovare una
sintesi tra i gruppi allora i maggiorenti
delle aree politiche interessate
dovrebbero pescare allʼesterno dei
propri contenitori ed allora potrebbero
rientrare in gioco sia lo stesso
vicesindaco Pippo Lombardo che lʼex
sindaco Carlo Lo Schiavo, attualmente
fermo ai box.
Intanto Alberto Morabito incassa gli
attestati di stima dellʼonorevole
Giuseppe Buzzanca nel corso del
congresso provinciale del Pdl e dice di
avere «la squadra a buon punto»
strizzando lʼocchio a Tanino Maggioloti
primo degli eletti nel 2007 che però non
trovò posto in consiglio comunale
essendo la sua lista giunta terza. Il
Tanino Maggioloti
diretto interessato resta in posizione
dʼattesa e dichiara: «aspetto di sentire i
programmi, sino ad adesso si è parlato
solo di poltrone io sono interessato
invece ai problemi della gente». Lʼex
vicesindaco – ai tempi della gestione Lo
Schiavo – fa sapere di aver
abbandonato le orme politiche del suo
riferimento storico Peppino Buzzanca
«in quanto sono state prese iniziative e
decisioni a Santa Teresa sopra la mia
testa e senza che io venissi interpellato,
cosa che mi ha ferito e che non posso
accettare dopo tanti anni di militanza».
In pratica il tecnico della Provincia
Regionale di Messina non ha digerito
lʼaccordo stilato dal binomio BuzzancaFichera col sindaco Morabito a sua
completa insaputa che ha partorito la
nomina in giunta di Maria Concetta
Muscolino e la prossima candidatura di
Santino Veri. «Da questo momento in
avanti - sottolinea Maggioloti - non faccio
più riferimento allʼonorevole Buzzanca e
con i miei amici mi muovo in perfetta
autonomia». Altro dato certo è che sia
lʼassessore Agnoni, affiancato dal
capogruppo Pippo Arpi e da Ernesto
Sigillo, che il vice-presidente del
consiglio David Trimarchi, pur facendo
parte insieme al consigliere provinciale
Lalla Parisi della corrente Santi Formica,
non sosterranno mai lʼex vicesindaco
Pippo Lombardo in un percorso di
candidatura a sindaco come gli stessi
dichiarano ai nostri microfoni. «Non
abbiamo motivo di invertire rotta sostiene David Trimarchi - e
confermiamo il pieno appoggio
allʼamministrazione uscente di cui siamo
stati parte integrante e dopo che i
massimi riferimenti provinciali del Pdl
hanno gratificato il lavoro di Alberto
Morabito».
ITALA. La giunta comunale di Itala guidata dal dottore Antonio Miceli perde
ancora pezzi mentre si avvicinano le
elezioni amministrative di primavera.
Dopo il vice sindaco Salvatore Cacciola, anche lʼassessore allo Sport Salvatore Di Ciuccio ha abbandonato lʼincarico amministrativo, aggiungendosi alla lista dei prossimi aspiranti candidati
che appoggerebbero il rivale di Miceli,
lʼex primo cittadino Antonino Crisafulli. Ma proprio il possibile coinvolgimento degli ex assessori nella compagine di Crisafulli ha rafforzato la fronda
del gruppo dei “delusi” da entrambi gli
schieramenti. Sembra che si susseguano, infatti, gli incontri “segreti” per
la formazione di un nuovo “terzo polo”
che le voci di corridoio vorrebbero guidato dallʼattuale presidente del Consiglio Comunale Carmine Berlinghieri,
imprenditore vicino allʼonorevole Cateno De Luca. Berlinghieri negli ultimi
tempi ha dimostrato di voler prendere
nettamente le distanze dai due contendenti alla poltrona di primo cittadino:
«Sicuramente non sarò candidato con
Antonio Miceli. Ci siamo resi conto che
le politiche degli ultimi venticinque anni, condizionate sempre dallo stesso
duopolio, hanno portato scarsi risultati e creato solo disastri che ci hanno
portato al dissesto finanziario, serve
una svolta radicale». Anche un “navigato” amministratore come lʼavvocato
Giuseppe Caminiti, attuale consigliere
di opposizione, intravede positivamente la nascita della nuova compagine alternativa. «Bisogna dare voce ai dissidenti - spiega - mi auguro che si riesca
a creare un buon gruppo». Intanto il giovane architetto Carmelo Miceli smentisce alcune indiscrezioni circolate in
paese che davano per un probabile suo
ingresso in giunta in sostituzione del
dimissionario Cacciola, tuttavia garantisce il proprio supporto al fianco dell'attuale sindaco nella ormai imminente tornata elettorale. Tutto questo mentre restano ancora pochi giorni per
sciogliere gli ultimi nodi visto che il termine ultimo per la presentazione delle
liste è stato fissato per il prossimo undici aprile. (Ant. Bon.)
SANT’ALESSIO SICULO
E’ lotta tra Fichera e Cacciola
Sia il vice sindaco che il presidente del consiglio
vogliono prendere le redini del comune
S. ALESSIO SICULO. Si fanno sempre più febbrili le
trattative per tentare di ricucire una maggioranza spaccata
in due. A nulla è valso il tentativo del presidente del consiglio
Giuseppe Cacciola, di fare un passo indietro e proporre un
nome super partes pur di tenere salda la maggioranza.
Invano. Perché il vicesindaco Rosanna Fichera di ritirare la
sua candidatura non ne vuole sentire palare. Dunque
presidente del consiglio da un lato e vice sindaco dallʼaltro
vivono ormai da tempo separati in casa e si parlano
digrignando i denti. I due restano schierati in pole position
per contendersi una sola poltrona. Intanto si susseguono
sino a notte fonda le riunioni nella sala convegni dellʼhotel continuià amministrativa coinvolgendo una rosa di giovani
“Solemar” di proprietà del sindaco Giovanni Foti per cercare che diano un maggior impulso alla crescita del paese». Al
di sbloccare questo empasse amministrativo. Ecco che da presidente del consiglio Cacciola, avrebbero garantito il
giorni circola un terzo nome espressione della stessa supporto tra gli altri anche i consiglieri Carmelo Palio e
maggioranza. Franco Santoro, gestore dei depuratori Antonino Lo Monaco. Usciranno di scena invece gli
comunali della zona jonica, che potrebbe concorrere alla assessori Orazio Labate, Domenico Aliberti e Domenico
sindacatura. Un nome che, per i veterani della politica, non Silicato, che avrebbero comunque “giurato” fedeltà a
farebbe breccia nello scacchiere politico. Intanto il primo Cacciola. Ufficiale invece è la nomina della professoressa
cittadino uscente Giovanni Foti, giunto al secondo mandato, Pina Basile alla carica di assessore al Turismo. Impegnata
non ha ancora ufficialmente sciolto le riserve. Ma
in prima fila da oltre un anno ad organizzare
non sembra avere dubbi a garantire lʼappoggio
eventi, convegni e manifestazioni di carattere
a Giuseppe Cacciola 52 anni, funzionario della
culturale e sociale. Per il resto tutto ancora top
provincia regionale di Messina. Il più accreditato
secret. Stato confusionale per quel che rimane
in paese per il suo crisma politico. A giorni
dellʼattuale minoranza. A presentarsi, dovrebbe
inaugurerà la sede del comitato elettorale nella
essere Agatino Guscio, avvocato, già ex
centrale via Nazionale. «La mia non è una
sindaco negli anni novanta per un decennio.
candidatura imposta – ha spiegato Cacciola Difficile ancora pronosticare la vittoria.
ma frutto di una riflessione che possa dare Giovanni Foti
Giuseppe Pistone
pagina 16
Sicilia
centonove
Franco Tomasello
9 MARZO 2012
Andrea Romano
Francesco Astone
SCIENZE POLITICHE. Il preside sotto accusa per le irregolarità che mettono a rischio i titoli di studio
Lauree virtuali, bufera su Romano
Il Consiglio di facoltà, affidato al vice Franco Astone, costretto alla seconda sanatoria. Le irregolarità compiute
per bandire concorsi nella sua disciplina. L’ultimo posto di ricercatore? A Carmen Trimarchi, allieva di 48 anni
DI MICHELE SCHINELLA
MESSINA. AllʼUniversità di Catania in
organico ce nʼè uno solo. A Palermo
neanche uno. Nei novantasei atenei italiani
di docenti di Storia delle Istituzioni politiche
se ne contano in tutto 42. Sei di questi
insegnano alla facoltà di Scienze politiche
dellʼUniversità di Messina. Che tuttavia ha
continuato a bandire concorsi di ricercatore
della disciplina del preside Andrea
Romano sulla base “di una sofferenza di
docenti”. Per crearla è stato necessario
trasmettere- in sede di offerta formativa - al
ministero dellʼUniversità e della Ricerca
dati “gonfiati” dei crediti formativi di Storia
delle Istituzione politiche, materia al cui
posto, nel Manifesto degli studi (quello cui
fanno riferimento gli studenti) in alcuni
corsi di laurea, ne compariva come valida
per la laurea unʼaltra. Eʼ così accaduto che
il preside Andrea Romano ha potuto
aumentare il numero dei docenti della sua
materia, in tutto il resto dʼItalia in via di
estinzione, arruolando da ultimo Carmen
Trimarchi, divenuta ricercatrice a 48 anni,
ma gli studenti hanno rischiato di vedersi
annullare le lauree sostenendo esami che
secondo lʼOfferta formativa comunicata al
ministero non erano valide o valevano in
termini di crediti meno di quanto valessero
per il ministero. Eʼ stato così necessario
procedere sinora a due sanatorie.
Una prima sanatoria lʼaveva decretata il
dirigente generale del Miur, Marco
Tomasi, lo scorso novembre. La seconda
lʼha delibera il Consiglio di Facoltà
mercoledì 7 marzo 2012, modificando ex
post il regolamento di facoltà. I
rappresentanti degli studenti lo avevano
già chiesto. Lo hanno ribadito nel corso
dellʼultimo Consiglio: «Vogliamo sapere chi
è il responsabile di tutto questo», hanno
fatto mettere a verbale. Andrea Romano,
che al Consiglio non si è presentato ed è
stato sostituito dal neo vice preside
Franco Astone, lʼultimo degli arrivati in
facoltà ma braccio destro del rettore
Franco Tomasello, è finito sul banco degli
accusati. Non solo degli “errori” si è
avvantaggiata la sua disciplina ma è
lʼunico - come risulta dai verbali del
Consiglio di Facoltà - ad essere in
possesso della password necessaria per
trasmettere i dati al ministero. Il preside
però corregge: «La password è a
disposizione dei vari coordinatori dei corsi
di laurea. Non me lʼhanno mai chiesta, è
vero». E poi aggiunge: «Ce lʼhanno anche
gli uffici amministrativi diretti da Fausto
Gennuso, il dirigente delle Segreterie». Il
dirigente corleonese nella sostanza lo
smentisce: «Eʼ vero. Ma non lʼho mai
usata».
Carmen Trimarchi, colei che è si è
avvantaggiata degli errori attribuiti al
preside Romano, è uscita vittoriosa da un
concorso svolto a maggio del 2010 ma
tenuto per due volte. Ha prevalso su altri
due candidati (6 non si sono presentati),
grazie ad una monografia e a due
comunicazioni a 2 convegni di 10 e 15
pagine, tutte realizzate nel 2007, a 45 anni.
Il presidente della commisione del
concorso? Andrea Romano.
Due anni prima, invece, lo stesso concorso
per ricercatrice era finito nel nulla:
«Nessuno dei 2 candidati è idoneo». Maria
Concetta Basile, allieva prediletta di
Andrea Romano, che le aveva affidato
dottorati di ricerca ed attività di
insegnamento, vincitrice predestinata delle
prove, fu clamorosamente bocciata: «Eʼ
positivo il giudizio sulla produzione
scientifica e i titoli, ma è negativa la
valutazione tanto sulle prove scritte quanto
su quelle orali» «Cosa è accaduto?», si
sono chiesti in molti. A capo della
commissione cʼera Daniela Novarese,
allieva di Andrea Romano, divenuta
docente ordinario. Della stessa disciplina è
ricercatrice Vittoria Calabrò, nipote della
stessa Daniela Novarese, (la cui sorella e il
cui cognato sono impiegati come
amministrativi nello stesso Dipartimento).
Ricercatrice è pure Patrizia De Salvo.
Associato è diventato Provvidenza
Pelleriti che lavora a fianco di Maria
Antonella Cocchiara, che è invece
ordinario. Totale: un uomo il preside e 5
donne.
PROVVEDIMENTI
Il ministro boccia lo Statuto
E’ arrivata da Roma la nota che manda all’aria i piani
del Magnifico: in forse l’autoproroga sino a ottobre del 2013
Antonio Saitta
MESSINA. Franco Tomasello allo Statuto deliberato il 30 ottobre scorso ha affidato le speranze di prolungare il suo mandato (in scadenza il 30 ottobre del 2011) alla guida dellʼateneo di
Messina sino al 30 ottobre del 2013.
Ma al ministero dellʼUniversità il documento che, attuando la legge Gelmini, ha disegnato il nuovo volto dellʼateneo, non è piaciuto. «Il Ministero ha formulato vari rilievi. Dovremo lavorare
sodo per rimediare», ha ammesso Tomasello dinanzi ai componenti delle commissione che avevano lavorato per elaborare
lo Statuto, riuniti appositamente nella giornata di giovedì. Quali siano i rilievi giunti dal ministero il rettore non lʼha voluto
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svelato, ma secondo alcune indiscrezioni riìguardano tra gli altri proprio la norma di autoproroga che aveva fatto gridare allo
scandalo e aveva indotto un gruppo di 200 docenti, guidati dallʼaspirante rettore Antonio Saitta, a presentare un ricorso gerarchico al ministero. Da cui nei giorni scorsi era pure arrivata
una risposta: «Il ricorso che avete proposto non è ammissibile
ma il ministero dellʼUniversità sta attentamente valutando lo Statuto dellʼateneo di Messina». Dallʼattenta valutazione sono nati i rilievi che ora fanno vacillare la sua poltrona. Franco Tomasello aveva proposto e ottenuto lʼautoproga del suo mandato e
di quello degli organi collegiali nellʼestate del 2010: ma il Tar prima e il Cga dopo lo hanno sonoramente bocciato: «Eʼ illegale
ed antidemocratico. Può essere fonte di responsabilità contabile e penale». Franco Tomasello dopo la seconda pronuncia
ha detto: «Non cambia nulla»: Ma per cercare di si era costituito personalmente con tre suoi avvocati. Tra questi Franco Astone, incaricato di guidare come vicepreside la facoltà di Scienze
politiche fuori dai marosi delle lauree virtuali. (M.S.)
Sicilia
9 MARZO 2012
centonove
IL CASO. La ragazza marocchina che ha inguaiato il premier non incanta i giudici
Ruby, testimonianze a luci rosse
Condanna con perdono giudiziale per il furto al centro estetico di Ester Fragata. Che finisce a giudizio
per induzione alla prostituzione. Ecco i verbali con i protagonisti della Messina-bene tra massaggi e aperitivi
DI MICHELE SCHINELLA
MESSINA. «Non ho mai rubato niente in
vita mia. Sono innocente». Karima El
Marguoh, in arte Ruby, la ragazza
marocchina di 21 anni cresciuta a Letojanni
che ha messo nei guai il premier Silvio
Berlusconi, è pure scoppiata in lacrime
ma non ha incantato Michele Saya. Il
giudice del Tribunale dei Minori di Messina
lʼha condannata e le ha concesso il
perdono giudiziale. La decisione segna un
mezzo punto a favore di Ester Fragata, la
titolare del centro estetico che lʼha ospitata
per un periodo, e di Goffredo Sturniolo, il
legale con cui è uscita un paio di volte, finiti
a Messina sotto processo penale sulla
base delle accuse che Ruby, fece negli
uffici della Questura il 17 febbraio del 2009,
dove gli uomini della polizia lʼavevano
condotta su richiesta di Ester che
lʼaccusava di averle sottratto un bracciale
dʼoro da 3mila euro. Ora il giudice Michele
Saya si è convinto che lʼaccusa nei
confronti della giovane marocchina fosse
fondata. Il processo per Ester e Goffredo
inizierà invece il 3 maggio del 2012.
Entrambi avevano conosciuto Ruby a
Messina nei primi mesi del 2009
(quando - stando ai
documenti ufficiali - la
ragazza ha da qualche
mese compiuto 16
anni), un anno prima
che la ragazza
arrivata a Milano,
entrasse nella
corte delle
ragazze
minorenni del
premier Silvio
Berlusconi.
Se il premier
con lʼaccusa
di
sfruttamento
della
prostituzione minorile e concussione è
stato rinviato a giudizio a Milano, a mille
chilometri di distanza, Ester deve difendersi
di induzione alla prostituzione, Goffredo di
tentata violenza sessuale.
TESTIMONI SCOMODI. «Se vieni al
centro con qualche facoltoso cliente Ruby
dopo un massaggio sarà disponibile ad
avere qualche rapporto con te. Hai visto
quantʼè bella. Perchè non lʼavvii nel circuito
dei club privee? Faremo affari. Mi sono
rifiutato». «Goffredo aveva un dado di
gommapiuma di colore giallo che gli era
stato regalato in occasione della sua
laurea. Sui lati cʼera scritto leccare,
scopare, toccare». Sono queste le
testimonianze che hanno puntellato le
accuse che Ruby ha messo nero su bianco
negli uffici di via Placida mentre nella
stanza accanto Ester Fragata sporgeva nei
suoi confronti denuncia per il furto del
bracciale.
La prima è di Nello Liotta, titolare di centro
Snai a Santa Teresa Riva e organizzatore
di feste in discoteca, inguaia Ester Fragata,
titolare del centro “Nail Art” di via Argentieri.
La seconda è di Manuela Miller,
legata a
Goffredo
Ester Fragata
Sturniolo, da una relazione sentimentale
durata 5 anni.
Sono state raccolte dagli uomini dela
polizia di Stato a ottobre del 2011, due anni
e mezzo dopo le denunce di quel 17
febbraio. Le indagini, infatti, coordinate dal
sostituto Federica Rende, rimaste in
pausa per lunghi mesi sono ripartite
quando Ruby è diventata famosa per aver
messo nei guai il presidente del Consiglio.
QUEL GIORNO...“Il padrone di casa,
Goffredo, ha preso due dadi di quaranta
centimetri, di colore giallo con le scritte
nere. Sui lati di uno cʼera scritto:
succhiare, leccare, toccare, scopare,
eccetera. Sui lati dellʼaltro, cʼera scritto
bocca, tette, eccetera. Nel corso del gioco
è uscito fuori che uno dei presenti mi
doveva toccare il seno. Mi sono rifiutata. E
così sono stata minacciata da Ester: se
non lo avessi fatto mi avrebbe fatto
dormire per strada” Ero scappata dalla
casa famiglia, a cui ero stata affidata. Un
amico, Andrea Ipsaro Passione, titolare di
un bar, mi ha presentato ad Ester. Che si
è impegnata a darmi vitto e alloggio in
cambio del mio lavoro. Dal 6 gennaio ho
iniziato a dormire al centro su un divano
dello stesso centro. Che chiudeva alle 20.
Oltre quellʼorario si presentavano alcune
ZOOM
Il mistero della notte in Questura
MESSINA. A Milano Berlusconi oltre che per
sfruttamento della prostituzione minorile ma anche
per concussione per aver usato il suo potere per fare
rilasciare Ruby, fermata dagli uomini della Questura
dopo la denuncia di una sua amica che lʼaccusava di averle
sottratto degli oggetti. «Ruby era minorenne e senza documenti e
andava affidata ai Servizi sociali e non a Nicole Minetti, collaboratrice di
Berlusconi», hanno tuonato i pm. Ruby, un anno prima a Messina, la
sera del 17 febbraio del 2011 in Questura, dove arriva alla 22 e 30, si
trovava nella stessa condizione. Accusata di furto, minorenne su cui
gravava un decreto del Tribunale dei minori del 27 gennaio del 2009
che confermava lʼaffidamento ai Servizi sociali. A cui è stata affidata
alle 20 e 15 del 18 febbraio. 24 ore dopo lʼarrivo negli uffici di Via
Placida, dove, secondo la versione ufficiale, è stata trattenuta
ininterrottamente per 24 ore. (M.S.)
Karima El Marguoh, in arte Ruby
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centonove
Sicilia
9 MARZO 2012
persone anziane amiche di Ester.
Questʼultima pretendeva che io praticassi
a queste persone dei massaggi. Prima
che io praticassi il massaggio, si
denudavano ed indossavano dei
perizoma. Sempre queste persone
chiedevano che massaggiassi le loro parti
intime. Mi sono rifiutata ogni volta
scoraggiando le loro avances. Quando
qualcuno di questi clienti si lamentava che
non esaudissi i loro desideri, questa mi
sgridava e minacciava di buttarmi per
strada. Cercava di convincermi che che
se avessi praticato qualche massaggio
particolare avremmo guadagnato un
sacco di soldi». Ti ricordi il nome di
qualcuno?, gli chiedono gli agenti che
verbalizzano i suoi racconti: «Si, una di
queste persone anziane era un certo
Lorenzo Campagna. E poi cʼerano altri di
cui ricordo solo i nomi». «Alcuni giorni
della settimana uscivo con Ester e con i
suoi amici. Andavamo in ristorante, in
discoteca, o nelle abitazioni dei suoi
amici». Nel corso di queste escursioni,
secondo il raccontò della giovane
marocchina, si andava oltre i limiti. Con il
gioco dei dadi, ad esempio. Ma non solo.
“Ester e i suoi amici fumavano, bevevano,
assumevano sostante allucinogene”.
Ma le accuse più gravi sono per uno degli
amici di Ester, il legale Goffredo Sturniolo.
«Lʼ11 c.m. (febbraio del 2009) quando
lʼultimo cliente andava via prima Ester ed io
facevamo la doccia. Fatto ciò, Ester mi
dava per vestirmi un perizoma ed un
reggiseno. Lei era vestita allo stesso modo.
Voleva giocare con i cuscini. Stavo al
gioco. Ad un certo punto ho visto sbucarmi
da dietro Goffredo. Subito mi sono coperta
con un lenzuolo. Lui da dietro mi stringeva
le braccia e mi spingeva in bagno. «Non ce
la faccio più ho voglia di scoparti”, mi
diceva. Ho reagito e sono riuscito a
divincolarmi. Dopo un po Ester mi
convinceva ad uscire per andare in
discoteca. Durante il tragitto Goffredo ha
tentato di toccarmi le parti intime mettendo
una mano tra le cosce. In discoteca mi ha
toccato il seno e le gambe e ha tentato di
baciarmi nel collo, stringendomi a lui. Mi
divincolavo e gli davo uno schiaffo. Il giorno
dopo Ester mi sgridava e mi tirata in faccia
un blocco di appunti. Dovevo cambiare
atteggiamento perchè Goffredo era ricco e
specialmente io avevo bisogno dei suoi
soldi», dice Ruby agli inquirenti.
DIFESA. «Sono tutte bugie che la ragazza
si è inventata per difendersi dallʼaccusa di
aver rubato», hanno messo nero su bianco
in due denunce per calunnia Ester Fragata
e Goffredo Sturniolo. Ma non è bastato per
salvarli da un processo.
A DOMANDA RISPONDE
Il dado che “incastra” Goffredo
I giochi pericolosi raccontati in Procura da chi vi partecipava
MESSINA. Testimonianze a
favore di Ruby.
Testimonianze a favore di
Ester e Goffredo. Nel
fascicolo del pm Federica
Rende, titolare delle
indagini, ci sono i racconti
delle persone che hanno
conosciuto Ruby nei primi
mesi del 2009. Cʼè chi la
difende. Chi difende i suoi
accusati. Ma cʼè un dato
certo: il centro estetico di via
Argentieri è in affitto, come si
può leggere sul cartello
incollato alla vetrata
dʼingresso.
A CARICO. Nello Liotta, il
26 ottobre del 2011, agli
inquirenti ha raccontato: «Ho
conosciuto Ester nellʼestate
del 2008. Ci siano scambiati
i numeri di cellulare. Dopo
qualche tempo mi ha
chiamato pregandomi di
raggiungerla al suo centro
estetico. Giunto sul posto,
dopo avermi fatto accedere
allʼinterno, con il suo fare
ammaliante mi propose di
usufruire di un massaggio
gratuito, completo di un
rapporto sessuale ad opera
di una sua dipendente, di cui
non ricordo il nome ma sono
sicuro fosse dellʼest. Al mio
rifiuto, poichè non sono
abituato a fare sesso al di
fuori del tetto coniugale, mi
ha prospettato la possibilità
di guadagnare tantissimi
soldi. Mi disse che, visto che
organizzavo feste notturne a
Taormina, bastava che gli
procurassi clienti facoltosi
amanti del sesso a
pagamento, poichè aveva
numerose belle ragazze,
italiane e non, che già
faceva prostituire alle sue
dipendenze. Mi rifiutai. Ester
continuò ad insistere
inviandomi a pensarci
meglio. Poi mi propose
nuovamente di consumare
un rapporto sessuale. Andai
via. Successivamente mi ha
contattato nuovamente
riproponendomi di accettare
la sua proposta. In un locale
del centro di Messina Ester
mi presentò Ruby, come sua
cugina proveniente
dallʼEgitto», ha dichiarato
Nello Liotta ancora ai agenti
di polizia, cui ha raccontato
di come la titolare del centro
estetico Nail Art gli avesse
prospettato la disponibilità di
Ruby a rapporti sessuali e gli
avesse chiesto di inserirla
nel circuito dei club privee.
Le dichiarazioni del titolare
di un punto Snai di Santa
Teresa e di Ruby risultano
riscontrate - nellʼimpianto
accusatorio - da Graziana
Cubeta, titolare di
unʼagenzia di hostess di
Messina, che ebbe modo di
conoscere la ragazza
marocchina: «Lʼho
conosciuta insieme a Ester.
Mi ha contattato quando è
scappata dal centro. Ruby
mi ha raccontato che Ester
la sfruttava. Non la pagava.
La teneva dentro il Centro. la
faceva dormire sola. Le
dava solo vitto e alloggio. La
lʼaveva. Una sera in un
locale lʼho incontrato con
Ester, con il suo amico
Fabio Codraro, e con una
ragazza di nome Karima,
che mi fu presentata come
cugina di Ester», ha
raccontato la ragazza. Che
indica un dado giallo (Ruby
parla di due dadi) ed
ammette che la relazione tra
lui e Goffredo era stata
tormentata ed era sfociata
anche in denunce penali che
avevano anche condotto ad
una sua condanna nel 2006.
Il cartello di affitto sulla vetrina del centro massaggi
trattava male. Se nʼè
scappata per questo. Mi ha
raccontato che Ester lʼha
portata a casa di un suo
amico dove è iniziato il gioco
dei dadi. Siccome lei si era
rifiuta di stare a quel gioco e
respingeva tutte le avances
che le facevano i clienti del
centro estetico allora Ester
la rimproverava sempre», ha
detto nella notte tra il 17 e il
18 febbraio del 2009,
Graziana Cubeta, quando si
trovò insieme a Giuseppe
Vizzari, a casa del quale
Ruby ha alloggiato dopo
essere scappata dal Centro
di via Argentieri, in
Questura. Da allora non è
stata più risentita dagli
inquirenti.
Manuela Miller, 36 anni, è
una ex fidanzata di Goffredo
Sturniolo. «Il dado ce
Silvio Berlusconi
pagina 19
«Dopo la condanna ci siamo
riavvicinati e abbiano ripreso
la storia sino al 2009», ha
precisato la ragazza.
A DISCARICO. Fabio
Codraro, dentista, amico di
Goffredo, ha raccontato:
«Dopo aver bevuto un
aperitivo al ristorante Davai,
Goffredo ci ha invitato a
casa sua. Lì abbiano
ascoltato musica e
sorseggiato qualche
bevanda. Ruby si è
addormentata su una sedia.
Non abbiamo giocato a dadi
nè con Ester nè con Ruby,
anzi non ho mai giocato a
dadi con nessuno. Non ho
mia assistito a scambio di
soldi tra Goffredo Ester e
Ruby. Goffredo in mia
presenza non ha mai
importunato Ruby».
Altro amico di Goffredo,
interrogato dagli
investigatori, è Clemente
Mazzù, suo compagno di
scuola e collega di
Università: «Ho partecipato
alla festa di laurea di
Goffredo. Ho frequentato al
sua casa. Non ho mai visto
dadi di nessun tipo a casa
sua», ha riferito, interrogato
ai poliziotti.
Paolo Zampaglione,
avvocato e amico di
Goffredo ha riferito: «Una
sera lʼho raggiunto in un
ristorante era con due
ragazze, una mi fu
presentata come Ester,
lʼaltra, Karima, come la
cugina. Avevano finito di
mangiare. Ruby ricevette
una telefonata e chiese a
Goffredo di accompagnarla.
I due andarono via. Rimasi
con Ester, che mi invitò al
suo Centro estetico. Ci
andai: feci due trattamenti
per risolvere i miei problemi
di schiena che mi
torturavano. Il primo fu
gratuito, per il secondo pagai
40 euro».
ACCUSATO. Gli inquirenti
hanno sentito anche chi da
Ruby è stato accusato di
aver preteso particolari
massaggi.
Lorenzo Campagna,
avvocato 48 anni, indicato
da Ruby come colui che
aveva preteso gli
massaggiasse le parti intime
durante un massaggio, ha
dichiarato: «Ero un cliente
del centro, dove ho visto
fugacemente una sola volta
Ruby. I trattamenti di
massaggio e pulizia del viso
mi sono stati praticati
sempre da Ester. Non mi
sono mai trattenuto oltre
lʼorario di chiusura del
centro», ha puntualizzato.
LʼORIGINE. Come Ruby sia
arrivata al centro di Ester lo
ha spiegato Andrea Ipsaro
Passione, titolare del bar
“Cavallino Caffè”: «Alla fine
di gennaio 2009 si è
presentata al mio bar
chiedendomi se potevo
assumerla come cameriera.
Mi disse che aveva 15 anni,
di nazionalità egiziana. Ero
interessato allʼoperazione.
Chiamai il consulente del
lavoro Nico Cannavò ma
quando mi disse che non
aveva i documenti dʼidentità
ho desistito. Un giorno al bar
venne Ester che mi confidò
che cercava personale per il
suo centro. Li misi così in
contatto».
Sicilia
9 MARZO 2012
centonove
Enzo Sindoni
La protesta dell’associazione teatrale “Borgo Antico” davanti al teatro Trifiletti di Milazzo
IL CASO. I comuni non hanno i fondi per sfruttare le strutture. A Milazzo chiude il Trifiletti
Teatro, cala il sipario
L’amministrazione Pino non ha i fondi per il servizio antincendio. Gli attori protestano
in abiti di scena. Pace del mela taglia il budget. A rilanciare è Capo d’Orlando
DI GIANFRANCO CUSUMANO
MESSINA. Li ristrutturano con
investimenti milionari, ma poi non sempre
riescono a sfruttarli a dovere. Quello dei
teatri comunali, in provincia di Messina è
un mondo in chiaroscuro. Con il taglio dei
fondi agli enti locali trovare le risorse per le
iniziative ricreative diventa un problema. A
Milazzo, ad esempio, il teatro Trifiletti
inaugurato un anno e mezzo fa, è stato
chiuso per mancanza di fondi non solo per
allestire le rassegne, ma anche per la
normale amministrazione. Per lʼesecutivo
Pino è risultato fatale il mancato
pagamento di 250 euro per il servizio
antincendio. Struttura inagibile per
ospitare il pubblico e chiusura (si spera
temporanea) dellʼimmobile con la
conseguente cancellazione degli
spettacoli. A protestare in abiti da scena,
davanti al teatro, gli attori dell'associazione
teatrale "Borgo Antico", guidata dal regista
Enzo Paci. Gli stessi che doveva utilizzare
per salire sul palco ed esibirsi nella
commedia dialettale "Un ragazzo di
campagna". All'ingresso del teatro
cartelloni di protesta all'indirizzo
dell'amministrazione comunale guidata da
Carmelo Pino. "Amministrazione...questi
fantasmi", "Curnuti e mazziati", "AAA
cercasi teatro" si leggeva. Su facebook è,
invece, stato aperto un gruppo dal titolo
"No alla chiusura del Trifiletti". «Ho
appreso solo il giorno prima che cʼerano
dei problemi di natura economica legati
alla convenzione Consip e
tempestivamente mi sono adoperata per
cercare di ovviare alle criticità - replica
lʼassessore Stefania Scolaro - Dallʼufficio
Ragioneria, però, è emerso che non
essendo servizi essenziali non poteva
esserci la copertura della spesa (il comune
si avvia verso il default, ndr). Una
questione dunque meramente gestionale
che esula dalla competenza dellʼorgano
politico che però – questo lo capisco
benissimo – finisce con lʼessere il
destinatario della protesta». Ma cosa
avviene negli altri comuni? Nei piccoli
centri la questione è quasi la stessa. A
SantʼAngelo di Brolo dai primi del ʻ900 cʼè il
teatro comunale Achille Saitta. «Lo
utilizziamo saltuariamente per
rappresentazioni locali. Abbiamo tentato di
fare un circuito su sollecitazione della
Provincia regionale di Messina, ma non è
stato mai concretizzato nulla». Stessa
situazione a Novara di Sicilia, dove il teatro
viene utilizzato per piccole rassegne.
A Pace del Mela, nonostante il successo
degli ultimi anni, il sindaco Pippo Sciotto ha
tagliato del 30% le risorse e per il prossimo
anno si prevede un nuovo taglio. A gestirlo
una fondazione. «Riusciamo ad avere un
cartellone di qualità grazie a sponsor e
rapporti personali - dice Sciotto - Lʼesempio
pratico è stato il nuovo spettacolo con
Ficarra e Picone che il mese scorso ha
registrato sold out per ben cinque sere di
seguito. Quello che vogliamo dare tramite il
teatro è un messaggio culturale - turistico continua - Pace del Mela ha tante
potenzialità, non è solo il comune di cui si
parla ogni volta per aspetti ambientali. Eʼ
anche vero che dobbiamo fare i conti con
la crisi, e non credo che potremo
mantenere gli stessi standard anche per le
prossime rassegne. Questo non significa
che getteremo la spugna».
Lʼamministrazione, infatti, è in attesa di un
finanziamento regionale di un milione 800
mila euro per ristrutturare il teatro e
ampliare i 460 posti disponibili».
Situazione diversa a Capo dʼOrlando. «Il
teatro è stato realizzato una decina di anni
fa con un progetto di finanza - spiega il
sindaco Enzo Sindoni - ogni anno
investiamo tra i 70 e 80 mila euro che però,
in parte, recuperiamo con lo
sbigliettamento. Abbiamo varie rassegne,
da quella teatrale (a dicembre è stata
inaugurata con uno spettacolo di Massimo
Lopez) a quella jazz e di cabaret con
comici di Colorado e Zelig, le trasmissione
di Mediaset. Eʼ vero che cʼè crisi - conclude
Sindoni - però ritengo che investire in
cultura in questi momenti sia determinante.
Addirittura abbiamo avviato anche un
corso di recitazione teatrale gratuito».
Anche Patti punta molto sul cineteatro
Joppolo, la cui stagione è partita il 12
gennaio (in cartellone Paola Gassman,
Pamela Villoresi). A gennaio è stata
assegnata la gestione quadriennale
allʼAssociazione Filokòn, anche se il
contratto non è stato ancora firmato.
«Sono particolarmente soddisfatto - ha
detto il sindaco Mauro Aquino - poiché
dopo tanto tempo è stata affidata la
gestione. Finalmente la struttura potrà
ritornare a essere al centro della vita
Culturale della Città».
SVOLTE
E Tranchida punta sul Tirsi
in questo modo eviteremo che i teatri chiudano o che rimangano nel limbo di programmazioni locali. Grazie al
Tirsu tenteremo di farli rimanere aperti almeno 80 giorni
lʼanno». Allʼattenzione dellʼassessore cʼè una bozza di
statuto predisposta dal dirigente Lucio Caracuasi. «Lʼintento è quello di avvicinare la gente a questa nobile arte
- continua Daniele Tranchida - rivitalizzare le strutture e
dare ossigeno alle compagnie che così potranno uscire dai confini territoriali e farsi conoscere anche fuori provincia». A dare la disponibilità a partecipare al consorzio decine
di strutture messinesi da Capo dʼOrlando a
Patti, Milazzo, SantʼAngelo di Brolo. Lʼunico
comune di medie dimensioni che non ha potuto aderire è Barcellona dove non esiste il
teatro comunale. Lʼappalto per la realizzazione del nuovo Mandanici è stato assegnato nei
Daniele Tranchida
giorni scorsi.
In fase di avvio un circuito di spettacoli che interessi
i piccoli palchi. Ad aderire all’iniziativa 55 centri
PALERMO. Un circuito di spettacoli da allestire nei piccoli teatri comunali. La ricetta per rilanciare la cultura nei centri minori è dellʼassessore regionale al Turismo, Daniele Tranchida. Si chiama Tirsi (Teatri intermedi della regione siciliana), si tratta di un consorzio di teatri che in questo modo potranno ospitare rassegne senza gravare sulle casse comunali. Ad
aderire allʼavviso di chiamata pubblica sono
stati 55 centri. «Utilizzeremo fondi europei per
mettere in rete gli spettacoli - dice Tranchida -
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centonove
Sicilia
9 MARZO 2012
S. AGATA MILITELLO. Una ventisettenne accusata di avere accoltellato l’ex fidanzato
Amore, diamoci un taglio
Francesca Picillo rimane ai domiciliari. Durante una colluttazione ha ferito con un coltello
Benedetto Vinci. Il racconto inedito di Angela, sorella del ragazzo. «Cos’ l’ho salvato»
DI FEDERICA IPSARO PASSIONE
SANTʼAGATA MILITELLO. Ventisette
anni da poco compiuti lei, Francesca
Picilli. Venticinque anni lui, Benedetto
Vinci. Si amavano. Poi la rottura. Stavano
tentando di ritornare insieme, fino a
quando tra di loro non si è messo il
destino, sotto forma di un coltello affilato. E
unʼaccusa di tentato omicidio da parte
della procura di Patti per la giovane
santagatese. Il Gip del tribunale di Patti
Maria Pina Scolaro, infatti, ha convalidato
e confermato la misura cautelare degli
arresti domiciliari per Picilli, accusata di
tentato omicidio per lʼaccoltellamento del
fidanzato, Benedetto Vinci, la notte tra
sabato e domenica scorsi. Nellʼudienza di
convalida la ragazza è stata sentita dal
Gip, alla presenza degli avvocati difensori
Alfredo e Marco Vicari, che hanno puntato
tutto sulla derubricazione dellʼipotesi di
reato da tentato omicidio a lesioni gravi. La
ragazza rimane dunque agli arresti
domiciliari. Ma cosa è successo di
preciso? Ad accertarlo saranno gli
inquirenti, ma la sorella di Benedetto,
Angela Vinci, ancora scossa, racconta la
sua versione (a famiglia si costituirà parte
civile al processo). I due giovani tornano a
casa di lui dopo una serata passata in
discoteca. «Bellissima serata.
Tranquillissima. Siamo stati bene», dice lui
alla sorella maggiore Angela. Si ritirano
nella stanza di Benedetto. I due ragazzi,
ex-fidanzati, stavano riprovando a tornare
insieme. Lei lo aveva lasciato per un suo
ex, ma adesso aveva chiuso il rapporto e
rivoleva indietro Benedetto. Lui le era
affezionato, ma non era pronto a
riallacciare nuovamente una relazione
seria. Così ogni tanto, negli ultimi tempi,
uscivano insieme o si vedevano a casa
sua. Augurata la buona notte alla sorella,
dunque, entrano in stanza, ma dopo un poʼ
Angela sente il fratello gridare il suo nome:
entra nella camera da letto e lo trova
ricoperto di sangue allʼaltezza della parte
sinistra del costato, il lato del cuore. Subito
non ne comprende la gravità: lo shock di
vedere suo fratello sanguinante è forte.
Mentre cerca dʼaccertarsi della ferita
chiede ripetutamente alla ragazza cosa
sia successo. Francesca dapprima, con le
mani alla testa, sostiene di non sapere
cosa sia accaduto: «Non lo so! Non lo so»
urla, ma la ragazza insiste non
credendole, allora cambia versione ed
insinua, secondo il racconto di Angela: «Si
è dato una coltellata da solo». Ma con
unʼaltra domanda e la risposta immediata
del fratello si viene a scoprire che invece
sarebbe stata lei, la Picilli, ad affondare nel
petto del ragazzo una lama di coltello
lunga 9,5 cm, trapassandogli la gabbia
toracica.
Nel giro di qualche minuto i fidanzati si
trovano davanti al portone di casa, ed
aspettano che la sorella della vittima
prenda la macchina per andare
allʼospedale. Il tempo di fare il giro del
Francesca Picilli
palazzo, perché la vettura è parcheggiata
in una strada adiacente alla Via Medici,
residenza dei Vinci, che il ragazzo cade a
terra sul marciapiede supino già in arresto
respiratorio. «Era in una pozza di sangue.
Ho incominciato ad urlare a squarciagola
che qualcuno accorresse o chiamasse
unʼambulanza. Francesca restava
immobile a guardare e piangere, ma
nessuno si è affacciato. Non respirava più
e quando gli ho visto il colore grigio della
morte in faccia ho capito che dovevo
intervenire in qualche maniera», dice la
sorella. Angela prova ad alzarlo, ma non ce
Benedetto Vinci
la fa, dunque in una frazione di secondo
comprende lʼunica cosa da farsi: un
massaggio cardiaco al petto e la
respirazione artificiale. Miracolosamente il
fratello riprende a respirare. La Picilli allora
proferisce parola, rivolgendosi alla sorella
del fidanzato: «Se tu e Benedetto da oggi
in poi non mi vorrete più salutare io lo
comprenderò» avrebbe detto. Arrivati
allʼospedale di SantʼAgata Militello lʼequipe
medica nel referto scrive “ferita dʼarma da
taglio” e, da prassi, avverte le forze
dellʼordine.
Passeranno 6 lunghissime ore prima che
Vinci verrà trasportato dʼurgenza in
elicottero allʼospedale Cervello di Palermo,
in quanto la lama ha oltrepassato la pleura
e si sospettano danni al polmone sinistro.
Intanto i carabinieri effettuano i
sopralluoghi e dopo aver ascoltato le parti
ed il testimone, constatano che in effetti la
vicenda è andata così come appena
raccontato. I medici del Cervello, ad oggi,
non si pronunciano sul tempo di guarigione
del giovane, né sui danni fisici effettivi che
ha riportato. Per il momento è opportuno
che il riversamento di sangue venga
drenato del tutto per poi verificare lʼeffettivo
stato degli organi.
A SantʼAgata Militello non si parla dʼaltro.
Perchè il coltello si trovava nella sua
stanza? Si domandano tutti. E le
indiscrezioni sul “caratteraccio” di
Francesca Picilli si sprecano. Per i clienti
del take away familiare, nella piazza
centrale, non era insolito vedere Francesca
inveire con rabbia contro i parenti. Unʼaltra
volta, si sarebbe trovata a Capo dʼOrlando
in compagnia di unʼamica residente a
Torrenova quando, inspiegabilmente, le si
scagliò contro, raccontano testimoni. Con i
suoi ex gli scatti di rabbia, a quanto pare,
non erano rari. Leggende metropolitane,
gelosie? Non si sa. I legali della ragazza,
Marco e Alfredo Vicari, sostengono che si
sia trattato di un incidente. Anche la
famiglia Vinci potrebbe essere dʼaccordo.
Determinante per chiarire i fatti sarà la
testimonianza di Benedetto.
L’ESPERTO
Violenza tra coppie? E’ lo stress
E’ sempre più difficile mantenere la calma all’interno
di un rapporto. Ma bisogna coglierne i campanelli di allarme
MESSINA. La violenza tra i giovani innamorati? Questione di
stress. Gli esperti sono tutti concordi. «Quando si è in mare spiega il terapeuta Domenico Iannetti - bisogna scontare l'imprevedibilità. Può esplodere da un momento all'altro la tempesta capace di mettere a dura prova anche le imbarcazioni
più robuste. Certo, anche la tempesta forse può essere prevista dando il debito credito agli "avvisi ai naviganti". Dunque
tante volte con più informazioni e più accortezze si può scampare "l'evento"». Di fronte a un evento gli elementi da considerare sono soprattutto due: quanti e quali aspetti della vita
risultano cambiati, e fino a che punto riteniamo che la nuova
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situazione sia da noi governabile. «Per esempio di fronte al
tradimento del coniuge - continua Iannetti - dobbiamo chiederci fino a che punto è il segnale di una rottura insanabile
della coppia, e fino a che punto il tradito ne farà una tragedia
in gran parte sceneggiata al proprio interno. Vivendo siamo
tutti esposti agli stressor. Chi si ritiene allergico del tutto all'idea di dover bene o male affrontare gli stressor dovrebbe subito mettersi in causa e chiedere aiuto a uno specialista. L'evento stressante ci può provenire esattamente da tutto ventiquattr'ore su ventiquattro. La vita coniugale e di convivenza
è una fonte enorme per gli stressor. I litigi tra fidanzati costituisce spesso un ottovolante emotivo capace di sballottarti
ben bene. Certi matrimoni - continua Iannetti - sono più travagliati di una via Crucis e il disaccordo e la contesa non lasciano mai spazio a un briciolo di collaborazione. Poi ci sono
le separazioni che all'inizio possono apparire come la via verso la salvezza ma che non infrequentemente risultano impossibili da digerire anche dopo molti anni tormentosi».
Sicilia
9 MARZO 2012
centonove
TERME VIGLIATORE. Il sindaco Bartolo Cipriano chiede l’eco-indennizzo
Stop al traffico...dei rifiuti
Ogni giorno il comune viene attraversato da decine di autocompattatori provenienti
da tutta la provincia per arrivare alla discarica di Tirreno Ambiente. Ecco perchè
DI GIANFRANCO CUSUMANO
BARCELLONA. Se per Johnny
Stecchino il problema di Palermo era il
“traffico”, per il sindaco di Terme
Vigliatore, Bartolo Cipriano è il
traffico...legato al trasporto di rifiuti.
Cipriano ha scritto allʼassessorato
regionale allʼEnergia, Giosuè Marino, a
Tirreno Ambiente, società che gestisce la
discarica di Mazzarrà SantʼAndrea, e al
prefetto di Messina, unʼaccorata lettera in
cui dice basta al passaggio degli
autocompattatori della Dusty, la società
che gestisce lo smaltimentio dei rifiuti
dellʼAto 2 di Barcellona, dalle proprie
arterie. Ogni anno a causa delle continue
manutenzioni il comune spende circa 30
mila euro per ripristinare lʼasfalto e pulire
gli eventuali residui che i mezzi lasciano
dietro di se. Cipriano, in sostanza, chiede
un ecoindennizzo a TirrenoAmbiente.
«Anche se la discarica ufficialmente si
trova nel territorio di Mazzarrà
SantʼAndrea - spiega il primo cittadino - di
fatto lʼimpianto è a 200 metri dal nostro
comune. A loro vanno i benefici, a noi tutti
i disagi» Nella lettera Cipriano evidenzia
«i gravissimi disagi sopportati dalla
collettività del Comune di Terme
Vigliatore», il pericolo igienico-sanitario
cui è continuamente sottoposta, nonché il
massiccio e preoccupante impatto
ambientale, tutti causati dal servizio di
raccolta e conferimento dei rifiuti soliti
urbani nella discarica sita nel confinante
Comune di Mazzarrà S. Andrea.
Nello specifico, i problemi sarebbero legati
principalmente allʼubicazione della
discarica. «Benché in catasto ricada in una
zona periferica del Comune di Mazzarrà S.
Andrea, di fatto è ubicata nel Comune di
Terme Vigliatore - scrive - La stessa,
infatti, risulta essere ad una distanza di
meno di 200 metri dal centro abitato della
frazione di Vigliatore di questo comune. La
collocazione della discarica fa sì che a
sopportare tutti i disagi della sua presenza
sia esclusivamente il Comune di Terme
Vigliatore. Infatti, eventuali inquinamenti
delle falde acquifere interessano solo
quelle di questo Comune, posto a valle
della discarica, così come, a causa della
direzione dei venti prevalentemente
spiranti da sud a nord, interessa
l'atmosfera del Comune di Terme
Vigliatore l'inquinamento ambientale
provocato dalla presenza della discarica in
questione». Come se non bastasse cʼè
anche il percorso per il conferimento che
complica le cose.
«Ne consegue che i mezzi che
conferiscono in discarica - continua seguono un percorso che attraversa
Bartolo Cipriano
unicamente il territorio di Terme Vigliatore,
il quale subisce anche tutte le ripercussioni
negative causate dal transito giornaliero di
innumerevoli autocompattatori. Difatti, per
come è articolato il sistema viario del
comprensorio, ad essere giornalmente
interessato dal traffico degli
autocompattatori è esclusivamente il
Comune di Terme Vigliatore, che viene
attraversato per tutta la sua lunghezza da
autocompattatori provenienti da tutta la
Sicilia (quella di Mazzarrà S. Andrea è
l'unica discarica della provincia di
Messina), con tutte le connesse
conseguenze nocive e dannose: perdita di
percolato ed emissione di fetori
insopportabili; dissesti del manto stradale
e conseguenti danneggiamenti delle
sottostanti tubazioni della rete idrica e
fognaria (riparate tutti i giorni); pericolo
inquinamento falde acquifere (discarica a
pochi metri dai pozzi di captazione acqua
potabile) etc. Il tutto, come è evidente, oltre
a costituire grave pregiudizio per la
struttura viaria, costituisce, soprattutto nel
periodo estivo, pericolo per la salute e
grave pregiudizio per una delle attività
preminenti del Comune. Terme Vigliatore
è infatti una cittadina a spiccata vocazione
turistica, dove è presente una rinomata e
fiorente stazione termale, che subisce
anch'essa gli effetti negativi derivanti dal
transito dei predetti mezzi. Si aggiunga,
inoltre, che il percolato, che fuoriesce dagli
autocompattatori, rende le strade viscide e
scivolose, costituendo così anche pericolo
per la circolazione».
Cipriano anche in passato aveva scritto
alle autorità competenti a trovare soluzioni,
senza tuttavia ad oggi avere ottenuto
riscontro alcuno, al di fuori di un impegno
di massima a corrispondere al Comune di
Terme Vigliatore l'equo indennizzo,
assunto in una riunione dal Prefetto. Il
comune chiede una viabilità alternativa per
il conferimento in discarica dei rifiuti e il
riconoscimento di un un equo indennizzo
alla cittadinanza del Comune di Terme
Vigliatore per tutti i disagi arrecati.
BARCELLONA
Ahia, il pignoramento
to provvisorio fino allo scorso novembre servizi di raccolta e
smaltimento dei rifiuti in alcuni comuni dell' Ato Me 2, ha fatto notificare dall' ufficiale giudiziario all' Ato ed a tutti i creditori terzi a cominciare da 13 Comuni che fanno parte della società d' ambito, oltre a tutte le banche interessate alla gestione dei conti correnti, un decreto di pignoramento per oltre 4
milioni di euro reso immediatamente esecutivo dal Giudice
delle esecuzioni del Tribunale civile di Patti. Ciò
ha di fatto paralizzato l' attività e qualsiasi pagamento al gestore del servizio e alla discarica che
riceve i rifiuti.
La Dusty ha riunito i sindacati e ha deciso di andare avanti, anche se a rilento, contando nel senso di responsabilità degli operai che rischiano di
non vedersi pagate le spettanze. Ha già anticipato oltre 3 milioni di euro. Il legale dellʼAto ha
già impugnato il decreto ingiuntivo, il giudice si è
Salvatore Re
riservato di decidere.
Caruter blocca i conti dell’Ato poichè chiede 4 milioni
di crediti. E i comuni non possono pagare l’Ato
BARCELLONA. Se in passato lʼAto 2 non riusciva a pagare le ditte che smaltivano i comuni, ora
ha il problema diverso: i comuni vorrebbero versare il dovuto ma lʼAto, guidato dal commissario
Salvatore Re, non può accettare i soldi. Una storia grottesca quella che vede protagonisti lʼambito territoriale che coinvolge 38 comuni, la Dusty,
la società catanese che si occupa della raccolta,
e la Caruter di Brolo che ha ottenuto il pignoramento di 4 milioni di euro dalle casse dellʼente sovracomunale. Caruter aveva gestito in affidamen-
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centonove
Sicilia
9 MARZO 2012
L’INTERVISTA. A tu per tu con Alessandro Gallo, che nelle scuole racconta la criminalità vista “dall’interno”
«Per favore spiegate chi era Fava ai giovani»
Figlio di un camorrista, dimostra che è possibile avere un futuro “pulito” anche nel contesto sbagliato.
«Ma occorre lavorare tutti i giorni per mantenere vivo il ricordo di chi ha combattuto per la legalità»
DI ARMANDO MONTALTO
Messina. Due settimane di tour, incontri
con studenti, convegni e lezioni di legalità.
Dal 2 marzo Alessandro Gallo, giovane
scrittore campano, è in giro per la Sicilia a
spiegare cosʼè la Camorra. Racconta con
una verve narrativa stupefacente gli uomini
e le donne appartenenti allʼuniverso
criminale. Gallo descrive dallʼinterno storie
di disagio e solitudine che fanno da terreno
di coltura per la criminalità. Ma soprattutto è
testimone di quella parte della società civile
che si ribella ai sistemi mafiosi e, con un
sorriso giocoso, spiega il modo per
sconfiggere la “Piovra”.
SCIMMIE. Lʼoccasione per questo vero e
proprio “antimafia tour” è la presentazione
del nuovo romanzo di Gallo. Scimmie,
edito da Navarra Editore di Palermo,
racconta le storie di tre adolescenti che
nella Napoli degli anni 80 tentano di
diventare camorristi. I protagonisti
conducono vite segnate da solitudine e
sofferenza, mali comuni a molte realtà
moderne, e cercano il riscatto. Pummarò,
Panzarotto e Bacchettone hanno come miti
Antonio Bardellino e Renato Cutulo e
ambiscono a avere a fianco una donna
“con la calibro 38”. I protagonisti, però,
avranno modo di imbattersi nella legalità
attraverso lʼincontro con Giancarlo Siani. Il
giornalista del “Mattino”, ucciso dalla
Camorra nel 1985, è lʼeroe positivo del
romanzo cui il libro è dedicato.
UNA VITA SOSPESA. Il testo di Scimmie
è ampiamente autobiografico.
Gallo conosce bene la
Camorra, nato nel Rione
Traiano di Napoli, è cresciuto ai
margini della criminalità. La
cugina, Nikita, è considerata la
prima donna killer nella storia
della camorra e somiglia alla
donna “con la calibro 38” del
romanzo. Il padre di Gallo è in
prigione per associazione
mafiosa. «Ho vissuto
L’AUTORE. Alessandro Gallo
unʼadolescenza - spiega Gallo - di
contraddizioni e avvenimenti paradossali,
spesso dovevo difendere me e la mia
famiglia, in nome di unʼidentità differente, in
nome di una scelta diversa da quella presa
da mia cugina. In famiglia sono lʼunico che
ha scelto di difendere la propria storia. Una
scelta avvenuta per unʼesigenza di
rappresentarsi per quel che si è e non per
quel che gli altri raccontano». Durante gli
incontri il giovane drammaturgo racconta
con serenità le sue esperienze, affabula i
giovani delle scuole, ma anche i
rappresentanti della società civile. «Nel
2004 mio padre, dal quale mia
madre aveva divorziato quando
avevo 4 anni, fu arrestato spiega Gallo - per associazione
mafiosa. Mi sentivo coccolato e
nello stesso tempo odiato solo
perché sulle prime pagine di un
giornale scrissero su di lui che
era uno “scissionista”.
Allʼimprovviso, cadde come un
castello di sabbia tutto quello
che mia madre aveva
costruito negli anni. Ho
accettato, per evitare ritorsioni e minacce, il
silenzio durante la mia adolescenza da
cugino di Nikita. Ma allʼetà di diciotto anni
non potevo accettare che io e i miei fratelli
vedessimo bruciare, per colpa di mio
padre, quel che mia madre aveva costruito
negli anni con onore e coraggio».
A SCUOLA DI MEMORIA. Durante il suo
tour in Sicilia Alessandro Gallo ha visitato
molte scuole. Lʼautore lavora da diversi
anni a progetti sulla legalità soprattutto a
Bologna, sua città dʼadozione. «Spesso gli
studenti delle scuole sʼimmedesimano
negli adolescenti raccontati in “Scimmie”,
da nord a sud i ragazzi sono simili. In
Sicilia, però, ho notato delle differenze».
Gallo è un fiume in piena quando racconta
le sue esperienze con gli adolescenti e si
rammarica delle forti lacune riscontrate tra i
giovani siciliani. «In Campania da ventʼanni
si lavora sul campo, le associazioni visitano
le scuole e raccontano di Siani e degli altri.
Oggi, ogni ragazzo conosce la storia della
Camorra. «In Sicilia quasi nessuno tra gli
studenti che ho incontrato conosce la storia
di Pippo Fava. Durante gli incontri più volte
lo Stato è associato alla Mafia. Forse aggiunge Gallo - si è lavorato poco sulla
legalità».
IL CORAGGIO. «Ho deciso di raccontare
storie di Camorra perché sono stanco di
delegare ad altri. Lo Stato deve continuare
nellʼopera di lotta alle mafie. Ma la società
civile deve mantenere la mamoria». La
paura è un tema costante durante gli
incontri sulla legalità. «Se non avessi paura
non sarei umano, la paura mi fa credere di
più in quello che faccio – spiega con tono
serio Gallo. Mamma mi dice sempre di
stare attento. Ma io posso essere un
modello. Solo informando i giovani si può
fare vincere la legalità».
TOUR
Gli appuntamenti per presentare “Scimmie”
DAL 2 E FINO AL 10 MARZO Alessandro Gallo presenta il suo romanzo “Scimmie”. Ha già fatto incontri in diverse città della Sicilia. Gli ultimi incontri saranno sabato 10 marzo a Mazara del Vallo presso il Palazzo della Legalità dove verrà presentato il romanzo e si dibatterà di criminalità organizzata con
Iʼassessore Riccardo La Rosa, Salvatore Inguì, Ottavio Navarra e lʼautore. A
Marsala alle 21 al Baluardo Velasco Alessandro Gallo, in veste di attore, metterà in scena lo Spettacolo teatrale “Di carne” tratto da “Scimmie”.
BELLI&RIBELLI
Rita Atria e gli altri
Segreti di famiglia inconfessabili. Le storie
di quelli che hanno detto no alla mafia.
Il primo fu Peppino Impastato, ma a raccontare la mafia
dallʼinterno sono stati diversi. Tra i tanti bisogna ricordare Rita
Atria e la cognata Piera Aiello. In Sicilia sono molti i cosiddetti
pentiti ma pochi, senza aver commesso alcun crimine, hanno
avuto il coraggio di testimoniare le loro esperienze familiari.
Peppino Impastato negli ultimi anni è stato celebrato da film,
spettacoli teatrali e canzoni. Oggi è diventato unʼicona dal
sapore pop. Ma nella Cinisi degli anni settanta era un giovane
cresciuto in una famiglia mafiosa che denunciava le ingiustizie.
Gridava forte Peppino, dalla sua “Radio Aut” sbeffeggiava il
boss Tano Badalamenti. Lo chiamava “don Tano seduto”. Nel
1966, titola “Mafia, una montagna di merda” un articolo sul
giornale “LʼIdea socialista”. Impastato con lʼironia e il sorriso
accusava pubblicamente la Mafia e per questo fu ucciso nella
notte tra lʼ8 e il 9 maggio del 1978. Rita Atria perde a undici anni
il padre Vito, mafioso della famiglia di Partanna. Nel 1991 di
anni ne ha diciassette e perde il fratello anche lui mafioso.
Decise allora di collaborare con il giudice Paolo Borsellino,
raccontò tutto quello che sapeva, segreti raccontati dai familiari.
Ma Rita era giovane, troppo giovane, e una settimana dopo la
Strage di via DʼAmelio si tolse la vita. Restano le sue parole del
suo diario:«Prima di combattere la mafia devi farti un autoesame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di
te, puoi combattere la mafia che cʼè nel giro dei tuoi amici, la
mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarsi».
Piera Aiello, cognata di Rita, decide di collaborare subito dopo
la morte del marito e anche lei racconta al giudice Borsellino tutti
i segreti di famiglia. Continua a vivere nascosta dopo oltre
ventʼanni. (A. M.)
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Peppino Impastato
Sicilia
9 MARZO 2012
PATTI. Il documentarista prende di mira in un video il vescovo Zambito. Con qualche parolaccia di troppo
Zanghì, mister satira
I consiglieri di opposizione firmano un documento in cui contestano l’iniziativa. Ma l’ironico
giornalista va per la sua strada. E scherza sui comuni al voto. Nel mirino il senatore Nania
DI PAMELA ARENA
PATTI. Ha prodotto per la Rai numerosi
documentari di viaggio. E' stato direttore
della fotografia per alcune produzioni per il
canale Yacht & Sail su sky, ha girato
documentari in tutto il mondo, dalla Cina a
alla Bulgaria. Ma Franco Zanghì, 50 anni,
ritorna sempre a Patti (dove gestisce il
teatro comunale), il suo comune di origine.
Quasi sempre per fare polemica. Con la
sua arma: i video satirici su youtube. Una
polemica, sana e genuina. Ha cominciato
lʼanno scorso con i video sullʼex vice
sindaco Cisco Gullo, nel tempo ha puntato
sempre in alto, fino al vescovo di Patti,
Ignazio Zambito. Scatenando un terremoto
politico. I consiglieri comunali di
opposizione, indignati dal contenuto di un
breve filmato ironico, hanno messo sotto
accusa il video satirico in cui Zanghì
rappresenta la caricatura di monsignor
Zambito, con tanto di mitra (religiosa),
mentre dice la sua sulla sfilata dei carri in
maschera fissata per la prima domenica di
quaresima. Un video, questo, nato proprio
per cercare di mettere fine alle polemiche
che erano nate a seguito della decisione
dellʼamministrazione
comunale di far slittare
la sfilata da martedì,
impedita dalle avverse
condizioni del tempo, a
domenica. Pare, infatti,
che qualcuno avrebbe
addirittura auspicato
lʼintervento del vescovo
per evitare lʼeventuale
esecuzione della sfilata.
Da qui la decisione di
Zanghì di diffondere un
video satirico che, però,
metteva in bocca al
vescovo due parolacce
che hanno fatto gridare
allo scandalo 15
consiglieri comunali che
con un documento hanno voluto esternare
la loro solidarietà a Monsignor Ignazio
Zambito. «Il rispetto delle istituzioni, siano
esse civili o religiose, è un valore
imprescindibile di ogni comunità che voglia
definirsi civile. Far pronunciare ad
un'autorità morale parole che mai
pronuncerebbe, non è' esercizio di satira,
ma piuttosto manifestazione di esecrabile
intolleranza nei confronti di chi ha una
sensibilità religiosa. Per queste ragioni
esprimiamo la nostra più sincera solidarietà
al Vescovo di Patti, fulgida guida della
nostra comunità, ma esprimiamo anche
l'auspicio che la nostra città sappia
stigmatizzare tali comportamenti,
distinguendo tra libertà di critica e libertà di
offendere. Patti non ha bisogno di uomini di
cultura senza cultura, nè di dignitari senza
dignità». Il riferimento, seppur velato,
pagina 24
centonove
centonove
Sicilia
9 MARZO 2012
sarebbe rivolto anche ad un contenzioso
tra Zanghì e il Comune per la mancata
rimozione di un tabellone digitale
pubblicitario nonostante non abbia le
necessarie autorizzazioni. Il consigliere
comunale di opposizione, Filippo Tripoli,
aggiunge: «Noi siamo dʼaccordo alla libertà
di satira che riteniamo un ottimo stimolo per
la riflessione politica, ma non crediamo che
bisogna essere volgari lanciando, peraltro,
un messaggio sbagliato alla nuova
generazione. Questi atteggiamenti
irriguardosi nei confronti del Vescovo di
Patti, infondono modelli culturali negativi su
cui non potevamo tacere». A non farsi
attendere è stata la replica di Zanghì che,
oltre a precisare che il video non voleva
offendere nessuno, ha voluto ribattere ai
consiglieri che hanno gridato allo scandalo:
«Non è mia intenzione offendere né il
vescovo, né la Chiesa, né tantomeno la
comunità cattolica di cui mi onoro di far
parte. Capisco che due parolacce possano
turbare qualcuno, ma visto il loro uso
comune non credo che si possa gridare
allo scandalo che, a mio avviso, dovrebbe
essere invocato per cose ben più gravi –
dichiara Zanghì –. Inoltre, mi è stato riferito
che il primo ad essersi fatto due risate sia
stato proprio il Vescovo che, da uomo di
grande cultura ed intelligenza, non si è
minimamente offeso. Riguardo al
documento nato dopo la pubblicazione del
video – continua il giornalista – ringrazio i
15 consiglieri firmatari del foglio per avermi
fornito nuovo materiale per la satira, ma,
soprattutto, ci tengo a precisare che proprio
queste persone commettono un atto
offensivo nei confronti del vescovo quando
ad ogni appuntamento elettorale gli
chiedono voti». A mettere fine alle
polemiche era stato comunque lo stesso
monsignor Zambito che aveva comunque
pagina 25
sminuito la portata del
video, sostenendo di
voler rispettare la
libertà di stampa e che
in ogni caso non
poteva essere certo
chiamato ad
autorizzare alcuna
manifestazione. Ma la
satira di Zanghì ,
iniziata in occasione
delle elezioni comunali
di Patti, sembra essere
un esperimento che
sarà esportato ora in
altri comuni perché
ritenuto da molti lʼunico
modo sottile per far
emergere il “non
detto”. Un ulteriore
video che al momento
sta facendo scalpore è quello realizzato a
richiesta di un gruppo di ragazzi di
Barcellona Pozzo di Gotto, fautori del blog
“Elezioni a Barcellona”. Nel nuovo video
viene realizzato un omino che dovrebbe
essere la caricatura del padre salesiano,
Salvino Raia, il quale invita i fedeli ad
andare a votare per le primarie dopo la
messa in modo da partecipare alla vita
politica della comunità, esortandoli, tra
lʼaltro, a non dare ascolto al senatore
(Mimmo Nania del Pdl, ndr). «Ho accettato
la richiesta dei ragazzi fautori del blog per
fare informazione con uno stile ironico –
dichiara Zanghì – anche perché Barcellona
non gode di un notiziario di informazione
online forse a causa del timore di ciò è
successo al giornalista Beppe Alfano.
Anche cittadini di altri comuni che
andranno al voto mi hanno chiesto di
realizzare questi video per stimolare la
campagna elettorale».
Nella foto grande
una caricatura del
vescovo di Patti,
Ignazio Zambito.
A sinistra padre
Salvino Raia
che dal pulpito
invita i fedeli a votare
per le primarie
della sinistra
nel comune
di Barcellona.
In alto il giornalista
Franco Zanghì,
con lʼinseparabile
telecamera che lʼha
accompagnato
nei reportage in giro
per il mondo
Sicilia
9 MARZO 2012
L’EDIFICIO. L’ex Ciss di Pergusa
PERGUSA. Lo stabile sarebbe dovuto divenire una struttura per disabili. Ma mancano i fondi
Ex Ciss, ricominciamo da tre
Tanti sono i milioni di euro che servono per il recupero dell’edificio per il quale ne sono già stati
stanziati quasi nove. L’allarme del sindaco Garofalo: «Non vogliamo un’altra cattedrale nel deserto»
DI CINZIA NICITA
ENNA. La struttura ex Ciss di Pergusa
rischia di diventare lʼennesima incompiuta
a causa della mancanza dei fondi
necessari al suo completamento. A
lanciare il grido dʼallarme sul futuro
dellʼimmobile è stato il primo cittadino di
Enna Paolo Garofalo, che ha inviato una
missiva al Ministro della Salute, Renato
Balduzzi, allʼAssessore Regionale alla
Sanità, Massimo Russo, e alla
deputazione nazionale e regionale
espressione del territorio ennese, per
sollecitare il reperimento di finanziamenti
necessari allʼutilizzo della struttura e la
firma dellʼAccordo programma quadro tra
Stato e Regione Siciliana.
IL PROGETTO. Commissionato dalla
Ausl 4 di Enna, il progetto prevede la
realizzazione di una struttura
interprovinciale a carattere socio-sanitario
per la riabilitazione funzionale dei soggetti
portatori di disabilità fisiche, psichiche e
sensoriali, mediante il riutilizzo di un
edificio costruito negli anni ʼ50 per essere
adibito ad Istituto per lʼassistenza proinfanzia e adesso abbandonato. I lavori
sono stati finanziati con Decreto
Dirigenziale emesso dal Ministero della
Salute nel settembre 2005 per un importo
complessivo di oltre 8 milioni di euro,
grazie ai fondi dellʼex art.20 posti a carico
del Ministero della Salute per il 95% e
della regione Sicilia per il restante 5%.
Lʼobiettivo del progetto è quello di
realizzare un “punto di eccellenza” che sia
in grado di rispondere alle esigenze di
tante famiglie che si trovano a vivere con
parenti che hanno bisogno di cure
adeguate e specifiche. La struttura
possiede spazi e locali molto ampi e
sostanzialmente lʼ idea è quella di
dividerla, una volta ultimata, in due grandi
reparti, medicina fisica e riabilitazione
cardio-polmonare e di dotare la struttura
di ambienti di interesse generale, camere
di degenza, ambienti di servizio per il
personale medico e aule per la
formazione. Particolarmente rlevante
sarà, inoltre, la dotazione di attrezzature di
primo piano che potranno consentire
interventi specifici per quanti hanno
bisogno di supporti allʼavanguardia.
IL SINDACO. Paolo Garofalo
centonove
LʼALLARME DI GAROFALO. «Siamo
fortemente preoccupati - spiega il sindaco
Paolo Garofalo - perché la definizione
degli ultimi provvedimenti da attuare
tarda ad arrivare, mettendo a rischio
unʼopera per cui sono già stati spesi quasi
9 milioni di euro e per la quale il nostro
Comune ha concesso lo stabile e lʼarea
allʼAsp di Enna. A determinare questo
stato di fatto è il ritardo della firma
dellʼApq tra Stato e Regione Siciliana. Il
rischio è quello di ritrovarsi con
lʼennesima “cattedrale nel deserto” da
consegnare in mano ai vandali. Se tutto
ciò dovesse verificarsi la responsabilità
sarà dei soggetti che con la loro inerzia
stanno determinando questa probabilità,
causando un danno alla Comunità
siciliana e rendendo inutile lʼingente
somma spesa fino ad ora». La somma
necessaria per completare i lavori esterni
ed arredare lo stabile è di circa 3 milioni e
400mila euro, dei quali 1 milione e
200mila per i lavori esterni, compreso lo
svincolo autostradale, e la restante parte
per lʼarredo e le attrezzature necessarie
al funzionamento. «Appare evidente continua il primo cittadino - che lasciare
lʼopera incompleta e non funzionante
significa appalesare lʼidea che la Pubblica
Amministrazione sia capace solo di
determinare e generare sprechi
ingiustificabili e non più tollerati dalle
Comunità amministrate. Di contro,
completare i lavori e rendere funzionante
la struttura, significherebbe offrire alla
Sicilia un centro di eccellenza sanitaria
rara nellʼIsola, ed alla Comunità ennese
unʼopportunità di sviluppo, ad oggi utile e
necessaria. Ai Parlamentari eletti nel
collegio di Enna, si chiede di impegnarsi
direttamente affinché la questione possa
trovare immediata soluzione. Sarebbe
inconcepibile, un ulteriore silenzio, anche
da parte dei parlamentari che dalla
comunità ennese sono stati eletti per
garantire lo sviluppo dellʼIsola, anche delle
zone interne e della provincia di Enna,
lasciata sempre più in mano al destino».
Allʼappello del primo cittadino si uniscono i
rappresentanti dei gruppi consiliari ed, in
particolare, dei capigruppo di Pd e PdL,
Salvatore Cappa e Dario Cardaci, che
sottolineano come «sia necessario un
impegno trasversale da parte di tutti gli
attori chiamati in causa nella missiva,
superando le divisioni determinate dal
colore politico, in modo da dimostrare, una
volta tanto, che la Pubblica
Amministrazione sia capace di rendere
produttivi gli investimenti nel territorio, in
grado di generare non solo occupazione
ma anche servizi di eccellenza».
L’ESPERTO
Il “punto” di Nicola Baldari
Il commento del Direttore Generale dell’Asp
in attesa della perizia di completamento
Nicola Baldari
ENNA. Sulla vicenda del fabbricato ex Ciss di Pergusa, “in attesa”
di essere ristrutturato per essere adibito a centro interprovinciale
per la riabilitazione funzionale dei soggetti portatori di disabilità
fisiche, psichiche e sensoriali, si è espresso anche il Direttore
Generale dellʼAzienda Sanitaria Provinciale Nicola Baldari. «Al
momento - scrive il direttore in un comunicato - si è in attesa degli
allacciamenti alle reti (Enel e Gas) per effettuare le verifiche della
Direzione Lavori propedeutiche alla relazione di regolare
esecuzione e al collaudo, ed è in corso di redazione da parte della
Azienda il progetto esecutivo di completamento. La perizia di
completamento - prosegue Baldari - è afferente ad uno specifico
pagina 26
finanziamento previsto dal competente Servizio 3-Gestione degli
investimenti dellʼAssessorato della Salute finalizzato
allʼassegnazione delle risorse ed inserito nel programma
pluriennale di interventi in materia di ristrutturazione edilizia,
accreditamento ed adeguamento a norma del patrimonio sanitario
pubblico, ed in particolare fa riferimento al progetto denominato
“Lavori di Completamento spazi esterni al Crim” per complessivi
un milione e quattrocento mila euro. Con tale perizia di
completamento si realizzerà il previsto svincolo a raso, previsto dal
parere Anas in conferenza dei servizi, la sistemazione di tutti gli
spazi esterni, le via di accesso e le recinzioni, nonché le altre
opere necessarie. Inoltre -conclude il comunicato - è previsto
anche uno specifico finanziamento inserito nel programma
pluriennale di interventi in materia di ristrutturazione edilizia,
accreditamento ed adeguamento a norma del patrimonio sanitario
pubblico, denominato “Acquisizione di tecnologie ed attrezzature”
da destinare al Crim per complessivi due milioni di euro per le
attrezzature».
centonove
Sicilia
9 MARZO 2012
RIVOLUZIONI. Il Comitato per l’istituzione non molla dopo l’ultimo dietrofront dell’Ars
Gela, “Provincia o morte!”
Prima la bocciatura del disegno di legge che avevano portato in Assemblea, poi l’abolizione
e quindi la sopravvivenza degli enti: «Siamo pronti a ricominciare di nuovo. Raccogliendo le firme»
DI ALIDA AMICO
GELA. La recente approvazione della
norma “salva Province” made in Sicilia
ha mandato su tutte le furie gli aderenti al
comitato per lʼistituzione della decima
provincia regionale di Gela. “Alla luce di
quanto avvenuto nel parlamento
regionale - hanno scritto in una nota
polemica indirizzata al Presidente
dellʼArs Francesco Cascio, le 41
associazioni e movimenti che fanno
parte del comitato di lotta gelese riguardo al mantenimento delle Province
in Sicilia, abbiamo una domanda da
porle: a che gioco stiamo giocando? Non
riusciamo più a comprendere né le
finalità, né le regole».
DDL GELA PROVINCIA: BOCCIATO!
Già lo scorso mese di dicembre, il voto
dellʼArs aveva “stoppato” la proposta di
legge di iniziativa popolare che
prevedeva la nascita della decima
provincia siciliana. Sala dʼErcole aveva
infatti cancellato con un colpo di spugna
il disegno di legge sottoscritto da 18.652
firme, raccolte per lo più nella quinta città
dellʼisola, oltre che nei comuni viciniori
(Mazzarino, Butera, Niscemi, Licata,
Piazza Armerina). LʼAula, accogliendo la
proposta della prima Commissione Affari
istituzionali, aveva deciso di non
procedere allʼesame degli articoli del
testo di legge numero 611, definendo la
proposta di legge come “improponibile”.
IL NO DELLʼARS. «Nel momento in cui è
vivo e aperto il dibattito istituzionale sul
processo riformatore - aveva esordito in
Aula il presidente della Commissione
Riccardo Minardo del Mpa - tendente alla
soppressione degli enti intermedi, al fine di
ridurre i costi dellʼapparato pubblico, risulta
essere non conforme il perseguimento dei
predetti obiettivi». Una bocciatura tout
court, insomma, che aveva suscitato
grande amarezza tra i rappresentanti del
comitato promotore per Gela provincia,
presenti alla seduta dellʼArs.
MAXIEMENDAMENTO TRASVERSALE.
Nonostante da 2 anni la maggioranza
governativa e lo stesso presidente della
Regione Lombardo agitino la bandiera
dellʼabolizione delle Province siciliane,
con il recente voto “trasversale” dellʼAula
è stato approvato un maxi emendamento
che, di fatto, non recepisce neanche una
virgola di quanto disposto dal decreto
Monti. Il quale prevedeva qualche ritocco:
di affidare a tali enti funzioni di mero
indirizzo, abolendo le giunte e
ridimensionando il numero dei consiglieri
provinciali (solo 10), eletti però dai
Comuni. Nel testo approvato dallʼArs
invece, che rinvia ad una successiva
legge da “votare entro il 31 dicembre
2012” - nellʼambito di una più
complessiva “ristrutturazione” del sistema
degli enti locali, compresi i Comuni, le
Province e soprattutto la Regione”, come
ha sottolineato lo stesso Lombardo - è
stato invece bloccato il rinnovo delle
PER LA DECIMA PROVINCIA. Il comitato Gelese di fronte a Palazzo dei Normanni
IL PRESIDENTE DELL’ARS. Francesco Cascio
giunte e dei consigli nelle 2 Province di
Caltanissetta e Ragusa (che saranno
entrambe commissariate fino al 2013).
IL VOTO DEI DEPUTATI GELESI.
Insomma, un inatteso dietrofront per la
compagine governativa, lʼapprovazione
della norma “salva Province”, passata
nei giorni scorsi con il voto favorevole
anche dei due parlamentari gelesi, Lillo
Speziale del Pd e Pino Federico del
Mpa (presidente della Provincia nissena,
dimissionario per lʼincompatibilità con la
carica di parlamentare). Contrario,
invece, il terzo deputato gelese, Miguel
Donegani del Pd (insieme ai colleghi
Mattarella, Di Benedetto e Termine,
presentatore di un emendamento pro
istituzione della Provincia di Gela, poi
bocciato).
MAGGIORANZA DIVISA. Nella
compagine governativa regionale non cʼè
unità dʼintenti sul come riformare questi
enti: cʼè chi vorrebbe riproporli (senza
ridurne le competenze) come Lino
Leanza. E chi invece, come il
capogruppo del Pd Antonello Cracolici,
sollecita da tempo il recepimento del
decreto Monti. Mentre Pdl e Pid sono
contrari alla loro “soppressione acritica”.
Insomma, un bailamme. Dopo mesi di
annunci e trattative, lʼArs ha approvato
solo il rinvio delle elezioni per le Province
di Ragusa e Caltanissetta. Mentre la
legge che doveva abolire le Province - o
almeno tagliare giunte e consigli - va in
soffitta.
GELESI BEFFATI. Ed a farne le spese,
a sentire le proteste del comitato gelese che reclama da tempo il distacco di Gela
dalla Provincia di Caltanissetta - sarebbe
la loro proposta di legge di iniziativa
popolare. Permanendo lʼattuale status
quo, infatti, niente decima Provincia. E
neanche la speranza di capeggiare un
eventuale consorzio di Comuni, lʼente
che avrebbe dovuto subentrare alle
Province una volta soppresse. «Adesso
è chiaro che da parte della Regione non
cʼè nessuna intenzione di abolire le
Province - attacca Giulio Cordaro,
presidente dellʼassociazione
consumatori “Libera” che aderisce al
comitato promotore gelese - ma noi non
intendiamo mollare: incontreremo
nuovamente i capigruppo dellʼArs, per
capire in che termini, entro il 31
dicembre, la Regione intende rivederne il
ruolo. A questo punto entreremo in gioco
a gamba tesa e faremo di tutto per
raggiungere il nostro obiettivo».
REGIONE INAFFIDABILE. Filippo
Franzone, portavoce del comitato pro
Gela provincia, non demorde. «In seguito
alla bocciatura della nostra iniziativa
legislativa - commenta - stavamo
lavorando anche ad uno statuto, per il
libero consorzio dei Comuni. Ma dopo
che la Regione ha stabilito che le
Province possono rimanere - rileva
Franzone - rimangiandosi quello che ci
avevano detto in prima commissione, ci
sentiamo presi in giro. Non cʼè da fidarsi
da questa classe politica regionale. Oggi
annunciano un programma, domani un
altro e dopo domani un altro ancora. Ma
noi continueremo la nostra battaglia preannuncia spalleggiato da Carlo
Varchi dellʼassociazione “Cittadini attivi”
- ripartiremo daccapo. Se necessario,
raccoglieremo nuovamente le firme. E
continueremo a pretendere lʼautonomia
del nostro territorio».
J’ACCUSE
Franzone contro Lombardo
Il presidente dei promotori attacca il Governatore
GELA. Conservano ancora il video del comizio di Lombardo a Gela. «In piazza Umberto I, nel 2007, noi avevamo lo striscione, che
da 4 anni portiamo sempre durante tutte le manifestazioni elettorali, con su scritto: “La fascia Sud della Sicilia reclama la decima
provincia”». Filippo Franzone, presidente del comitato pro Gela
provincia, ricorda la promessa fatta dal governatore agli 80 mila gelesi. «Lombardo, vedendo lo striscione, disse dal palco che Gela
aveva tutti i titoli per diventare provincia». «Quando infatti nel 2010
furono raccolte oltre 18 mila firme in calce al ddl ed i gelesi furono
ad un passo dallʼobiettivo di diventare provincia - racconta Franzone - ecco che il governatore si riscopre abolizionista di Province. Per noi gelesi, è stata una beffa. Finché, lo scorso dicembre, il
ddl è stato bocciato dallʼArs. «Dopo di che Lombardo se ne esce
pagina 27
dicendo che le Province vanno mantenute». Alcune settimane fa,
sia la Provincia di Caltanissetta che di Ragusa, erano state infilate
nellʼelenco degli enti locali (insieme a 148 Comuni) in cui a maggio
si sarebbe votato. Ma dal comitato gelese era arrivata lʼennesima
avvisaglia. «Siccome non ci riconosciamo allʼinterno della Provincia di Caltanissetta, non andremo a votare ed inviteremo i gelesi
ad astenersi dal voto, con una campagna elettorale parallela a quella ufficiale dei partiti», fu lʼintimazione del comitato gelese. Poi, giorni fa, il contrordine: niente elezioni, restano ancora in vita le province. «Lavoriamo da 6 anni a questo obiettivo di Gela provincia rammenta Franzone - gli ultimi 2 anni per portare a termine la proposta di iniziativa popolare, per via della normativa farraginosa. Sapevamo che questa era una battaglia complessa e difficile: perché
lʼinteresse dei parlamentari siciliani - chiose - non è lo sviluppo del
territorio e della Sicilia, ma accertarsi che nel prossimo mandato
siano nuovamente rieletti. E poi, manomettere le circoscrizioni elettorali, che coincidono con le Province, potrebbe premiarne alcuni,
ma soprattutto penalizzarne altri...». (A.A.)
Sicilia
9 MARZO 2012
centonove
PERSONAGGI. Minuta, bionda, occhi azzurri. Ecco la bella messinese che nessuno mette ko
Quando la Grazia è imbattibile
Campionessa di karate, passato da barman, Rigolizio si prepara alle internazionali di Milano, dopo l’ultima vittoria
al Palasanfilippo. Storia di una ragazza tutto pepe salita sul tatami a 24 anni. Che si racconta: «Così ho cambiato vita»
DI
CHIARA MICCOLI
MESSINA. Occhi
azzurri, capelli biondi,
viso angelico, un metro e
cinquanta dʼaltezza, a
vederla non si direbbe
ma sul tatami è
imbattibile. Cintura nera
di karate, Grazia
Rigolizio, 31enne
messinese, da cinque
anni consecutivi è
campionessa regionale e
da due anche a livello
internazionale. Sabato 3
marzo ha stravinto (si è
qualificata al primo
posto) alla fase regionale
del campionato italiano
assoluto
femminile
di karate
kumite. E,
nellʼattesa
dei prossimi
incontri che si
disputeranno il
15 aprile, racconta la
sua vita da
campionessa. Una vita
fatta di sudore e sacrifici
che ruota tutta, anche dal
punto di vista
professionale, attorno allo
sport. Di mattina insegna
attività motoria di base nelle
scuole dellʼinfanzia per conto
della “Sport Center Cristo Re”, la
palestra in cui si allena e di cui è
proprietaria insieme ad Aldo
Capritti. Il pomeriggio si occupa
invece del gruppo giovanile (bambini
di età compresa tra i 5 e gli 11 anni)
che la frequenta. «Il karate mi ha
cambiato la vita – confessa Grazia –
Perché oltre ad intraprendere una
carriera agonistica mi ha permesso di
fare un lavoro che mi piace». Prima di
allora, Grazia lavorava come barman
nei locali notturni per mantenersi gli
studi (a marzo conseguirà la laurea in
Scienze politiche). «Era
unʼoccupazione divertente ma quando
ho scoperto il karate lʼho
progressivamente abbandonata perchè
ho capito che volevo fare altro nella
vita». A 24 anni incontra per caso il
maestro Aldo Capritti e comincia ad
allenarsi con lui, dedicandosi anima e
corpo a questa disciplina. «Il maestro
ha avuto subito fiducia in me –
racconta – Se non fosse stato per lui e
per i suoi insegnamenti non ce lʼavrei
mai fatta. E poi mi hanno aiutata la
mia predisposizione fisica e il mio
carattere grintoso e competitivo». Due
qualità che nel giro di pochi anni, a
partire dal 2004, hanno condotto Grazia
alle prime competizioni regionali per poi
accedere a quelle nazionali e
internazionali. Nel 2008 è stata
campionessa regionale e nello stesso
anno ha guadagnato il bronzo ai
campionati italiani assoluti di Lanciano.
«Quella è
stata la mia
prima
esperienza in campo nazionale.
Unʼemozione indimenticabile – racconta
– Ho vinto 5 incontri consecutivi e mi
sono ritrovata sul podio con
pluricampionesse senza rendermi conto
di come avessi fatto. Finora sono la
prima tra Messina e provincia ad
ottenere risultati simili in ambito
nazionale. Una grande soddisfazione
non solo per me ma anche per il mio
maestro». Nel 2009 ha partecipato agli
Open internazionali di Milano,
nel 2010 ha conquistato il
terzo posto agli Open di
Campania e lʼanno dopo
lʼoro negli stessi campionati.
Il 31 marzo parteciperà agli
Open internazionali di Milano.
LE DUE FACCE
DI GRAZIA RIGOLIZIO
La bella Grazia Rigolizio
durante un combattimento e sul
podio dopo la vittoria. Sopra in un
momento di “svago” . Grazia
Rigolizio di recente ha tenuto
insieme al suo maestri Aldo
Capritti della Sport Center un
corso di auodifesa per donne
nellʼambito di un progetto
nazionale organizzato in sinergia
con il Coni e a Messina con il
Cedav, centro
donneantiviolenza.
pagina 28
Una prova importante per misurare il suo
grado di preparazione – osserva – in
vista dei campionati nazionali di aprile.
«Se lʼesito sarà positivo – dichiara – Ho
buone probabilità di farcela». Ma qual è
il segreto del suo successo in una
disciplina che nellʼimmaginario comune
è vista come prettamente maschile?
«Non è assolutamente vero – afferma
Grazia – Nel karate, al contrario, cʼè
molta eleganza nei movimenti.
Insomma, non mi sento un maschiaccio.
Si può essere femminili anche
indossando il karate gi (la tradizionale
“divisa” dei karateka) perché la
femminilità dipende non da cosa fai ma
da come lo fai. E poi – sottolinea – il
karate non è uno sport in cui, come si
crede, predomina la forza fisica, perciò
gli uomini non sono necessariamente
avvantaggiati. È una disciplina che
richiede massima rapidità, tecnica e una
forza di tipo esplosivo che anche le
donne possono avere. Lo scopo non è
mettere ko lʼavversario. Il punteggio
viene dato sulla base della tecnica». Per
raggiungere risultati importanti è però
necessario avere costanza e spirito di
sacrificio. «Per arrivare dove sono
(Grazia è attualmente cintura nera 2°
dan e questʼanno conquisterà il terzo
dan per età e meriti sportivi, ndr) ho fatto
un lavoro durissimo e continuo a farlo.
Mi alleno tutti i giorni sacrificando anche
la mia vita privata. Eppure non mi pesa
perché lo faccio per pura passione. E
non ho alcun rimpianto, se non quello di
non avere iniziato a praticare il karate
prima. Lo amo perché è uno sport
individuale che dà la possibilità di
misurarsi con se stessi. Alcuni mi
etichettano come una fanatica, altri –
aggiunge ridendo - mi temono». In
effetti, dietro a quel viso dʼangelo, si
nasconde una grinta da far paura. «Di
solito la sferro solo quando sono sul
tatami – dice – Certo, se mi trovassi in
una situazione di pericolo, saprei come
difendermi».
centonove
Sicilia
9 MARZO 2012
Accanto alcuni lavori
delle detenute
di Gazzi alle prese
con ricami e abiti
da sposa. In basso
la responsabile
del progetto,
Fiorella Provenzano
PROGETTI. Corsi di ricamo e cucito per le detenute di Gazzi
Dalla pistola all’ago
Dietro le sbarre un vero e proprio atelier per “Solo donne. Non donne sole”.
Ecco come da Messina parte il piano di reinserimento. Aspettando la libertà
DI MANUELA VENTO
MESSINA. Non sapevano tenere
neppure un ago in mano ma adesso
hanno imparato a cucire abiti, pantaloni,
gonne, borse, cappelli, stole, manufatti
per la cucina e per la toilette. “Le donne a
Gazzi sono diventate allieve e hanno
dimenticato di essere detenute”. Lo
afferma la dottoressa Fiorella
Provenzano responsabile del progetto
“Solo donne Non donne sole” che si è
concluso dentro la struttura carceraria di
Gazzi. Le allieve a Gazzi hanno studiato
la storia del ricamo, del cucito e le varie
tecniche alla base della sartoria sia a
mano che a macchina. Riassaporare il
gusto della libertà, iniziare un sentiero
Patrizia Valguarnera
nuovo, rifarsi una vita e avere aspettative
nel futuro. Ricominciare. Ecco perché le
detenute di Gazzi si sono impegnate.
“Imparare la professione di ricamatrice o
sarta ha portato ad un miglioramento del
loro comportamento allʼinterno del
carcere. Allʼinizio del corso in ricamo e
cucito cʼera tanta confusione – spiega la
progettista - ma in seguito
allʼapplicazione di queste donne è
cresciuta la motivazione e si è rivelata
una vera attitudine alla professione e al
lavoro”. Il progetto ha dato un contributo
concreto per abbandonare il passato
pieno di insidie allo scopo di abbattere
lʼemarginazione e la discriminazione
economica che impediscono
lʼinserimento di donne detenute nel
tessuto produttivo della realtà. “Scontare
una pena impegnandosi a imparare un
mestiere – continua Provenzano – porta
ad un riscatto sociale. Si tratta di donne
con un gran decoro. Che portano dentro
la sofferenza. Donne segnate dalla
mancanza del loro mondo affettivo. Non
parlano dei loro figli nè dei loro mariti”. Il
carcere è un luogo dove la donna è
sospesa. Eʼ priva di libertà e di emozioni.
La donna detenuta affronta con grande
difficoltà il malessere della sua
condizione. “Oltre al disagio della vita
condotta in carcere, cʼè un profondo
coinvolgimento psicologico legato alla
sfera della famiglia. Il lavoro è stato
fondamentale – prosegue – per il
trattamento educativo e di
risocializzazione delle detenute”. Il
sostegno e il supporto a queste donne in
un percorso di crescita professionale per
costruire o ricostruire una nuova identità
sociale è stato il filo conduttore degli
operatori. Partecipare ad un corso
professionale rende il soggetto ristretto
partecipe e protagonista di una vita
normale perchè dimostra a se stesso di
possedere un valore. La sperimentazione
dei dispositivi formativi di “Solo donne
non donne sole” è orientata a
determinare un incremento
occupazionale grazie allʼacquisizione di
professionalità facilmente spendibili
come quella proposta dal progetto. “Solo
donne non donne sole” è stato realizzato
dalle associazioni Cbt e Freeman onlus
in sinergia con la pubblica
amministrazione. Durante il corso di
formazione professionale le allieve hanno
preso parte ad una serie di lezioni e
incontri posti da alcuni docenti su vari
temi. Il percorso socio-lavorativo ha
consentito alle donne non solo di aver
acquisito una professione ma anche di
affrancarsi dalla condizione di detenuta
per riappropriarsi di quella di donna. In
condizione di non libertà si sono
accorciate le distanze tra luogo della
pena e collettività. “Abbiamo avuto due
aule: una di alta sicurezza per le detenute
con lunghe pene e una di media
sicurezza per le altre. Tutte però
volevano lavorare alla realizzazione
dellʼabito da sposa presentato a fine
corso; così entrambe le aule hanno
applicato perline e merletti collaborando
serenamente. Si è manifestata anche
grande solidarietà quando abbiamo
chiesto di scrivere un racconto inventato;
e chi non era alfabetizzato - conclude
Provenzano - ha ricevuto lʼaiuto della
compagna che sapeva scrivere”.
FINANZIAMENTI
Diciotto progetti per imparare un mestiere
PER UNA SOMMA complessiva di 2.993.505 risultano 8 i progetti finanziati dal fondo sociale europeo volti allʼinclusione socio-lavorativa di detenuti soggetti ad esecuzione penale esterna. Più 12.077.393 per la realizzazione di 18 progetti sperimentali per lʼinclusione sociale di soggetti adulti in esecuzione penale. Tra questi ultimi
cʼè anche il progetto della struttura carceraria di Gazzi “non donne sole ma solo donne” per cui sono serviti 364.500 euro. “Quello della casa circondariale di Gazzi – dice Piero Fina responsabile regionale gestione fondi - è il progetto meno esoso”.
“Eʼ uno dei progetti rivolto a donne detenute - afferma Patrizia Valguarnera dirigente assessorato regionale alla famiglia – ma ci sono corsi come quello per taglio e lavorazione del legno, maestri dʼascia e resinatori, operatore di area marina rivolti a
soli uomini. Altri sono misti come Saperi e sapori ”. Sono 633 i detenuti arrivati alla
work experience cioè che hanno imparato una professionalità. “Speriamo – conclude Valguarnera – che avvenga davvero un reinserimento sociale”. (M.V.)
pagina 29
Qui, scuola
9 MARZO 2012
MESSINA. RISTAMPA DELL’OPUSCOLO SULL’ILLUSTRE SCIENZIATO, NELL’AMBITO DEL PROGETTO SCOLASTICO DEL LICEO A LUI INTITOLATO
Seguenza concede il “bis”
INIZIATIVE
Si studia tecniche
di impresa
L’azienda Cambria ospita
due studentesse lituane
DI MARIA TIZIANA SIDOTI
MESSINA. A fine
settembre c'era stato il
restauro della targa
marmorea, là dove aveva
avuto i natali, per volontà
del Kiwanis Club Messina
"centro". Oggi c'è un
opuscolo che ne ripercorre
sinteticamente la vita per
iniziativa del liceo a lui
intitolato. O meglio c'è dal
2006-2007. Ma ora se ne
ripropone una ristampa. Il
personaggio è Giuseppe
Seguenza, scienziato
messinese. Che nella seconda metà
dell'800 fece grande Messina con le sue
scoperte ma oggi dopo la mortal fine
rischia di cadere anche sotto i colpi
inesorabili dell'oblio. Il testo è "Conoscere
Giuseppe Seguenza. Uomo di scienza e di
cultura". Che sarà presentato il 14 marzo
alle 10 al Salone delle Bandiere al
Comune di Messina. «Fu curato da me,
quando ero docente al liceo Seguenza,
con preside Marcello Marsala, nell'ambito
dell'orientamento scolastico, perchè
almeno gli alunni identificassero il
personaggio che fu illustre non con le
mura dell'istituto ma con la persona»,
racconta Vincenzo
Caruso, curatore del
testo. Che spiega: «La
ristampa è stata voluta
dall'attuale preside, Maria
Rosaria Mangano, con
l'obiettivo di sensibilizzare
gli studenti ma anche il
resto della cittadinanza ad
un illustre accanto ad altri
del suo tempo, come
Bisazza, Cacopardo,
Mitchell». A Messina molti
sanno che c'è un liceo
scientifico a lui intitolato,
pochi sanno del largo,
della piazza e della targa
a lui dedicate a 2 passi
dalla farmacia che da
generazioni è dei
Seguenza, e pochissimi
centonove
Sopra Giuseppe
Seguenza.
Accanto una immagine
dellʼerbario storico.
Nella foto in basso
carta geografica
conoscono chi fu Giuseppe Seguenza.
Ossia il naturalista, mineralogista e
paleontologo che ebbe fama mondiale e
prestigiosi riconoscimenti, dalla medaglia
d'argento all'Esposizione internazionale di
Parigi al Premio Wollaston della
Geological Society di Londra su
segnalazione di Darwin, di cui fu poi socio
come di quasi tutte le Accademie d'Italia.
«Accanto a cose complesse sull'opera
scientifica di Seguenza, in effetti, questa è
la sola sintetica che spiega in poche parole
chi era», dice Caruso. Che sarà alla
presentazione con la preside del liceo, con
Antonia Messina, ordinario di Petrologia e
Geologia del Cristallino dell'Università di
Messina, dove Seguenza fu docente e si
conserva la scrivania, Walter Fucile, uno
degli studenti che partecipò alle ricerche,
Luigi, discendente e titolare della storica
farmacia, e Elvira Amata, assessore
comunale all'Arredo Urbano. «Alla Amata
chiederemo ancora una volta la degna
sistemazione della tomba che giace "in
temporaneo avello", come da iscrizione
del 1916, per mancanza di fondi, nei
sotterranei della Galleria Monumentale: al
tempo il Municipio si era impegnato per il
"decretato posto d'onore" accanto a
Bisazza e per un monumento. A causa del
terremoto e della II guerra mondiale la
salma rimase lì e il monumento non si fece
mai. Ora pare che dopo l'inoltro della
richiesta da parte del discendente la
Commissione Uomini Illustri abbia trovato
una collocazione per la salma senza però
il monumento», conclude Caruso.
MAISON “CAMBRIA” diventa meta
della cultura europea. Nei giorni
scorsi, e fino al primo maggio,
lʼazienda vitivinicola Cambria
insegnerà tecniche dʼimpresa a
giovani studenti provenienti da alcune
nazionalità europee. Lʼesperienza è
cominciata con due giovani
studentesse provenienti dalla Vilnius
University della Lituania. Si chiamano
Simona Mazenyte, 22 anni e di Jilia
Mackevic, 21 anni, e stanno
svolgendo il loro erasmus
International Bussiness School in
azienda dal primo febbraio e
resteranno a Furnari fino al primo
maggio. A guidarle è la responsabile
marketing dellʼAzienda vitivinicola
Cambria, Nancy Astone che oltre a
queste studentesse, ha ospitato nei
giorni scorsi un altro gruppo di giovani
studenti provenienti da 5 nazionalità
diverse nellʼambito di un progetto
multilaterale organizzato dal liceo
classico “Valli” di Barcellona Pozzo di
Gotto, su iniziativa dellʼinsegnante di
lingue Lina La Vena. Il progetto
Comenius, denominato “Antichi
Mestieri”, prevedeva la riscoperta di
antichi mestieri attraverso visite
guidate di musei, aziende locali e
alcune località caratteristiche siciliane.
Unʼiniziativa che ha visto la
partecipazione, oltre agli studenti
siciliani, anche di 15 studenti
provenienti dalla Germania, Ungheria,
Olanda, Bulgaria e Spagna, ospitati
dagli alunni del liceo barcellonese per
una settimana. «Si tratta di una buona
occasione per far capire come si
possa lavorare nella nostra realtà
riscoprendo le tradizioni e
sponsorizzando gli antichi mestieri
che hanno caratterizzato il territorio –
dichiara Nancy Astone - Noi crediamo
molto nei giovani. Con queste
occasioni - conclude – è possibile
promuovere al meglio le nostre località
e le attività presenti”.
Pamela Arena
ISTRUZION PER L’USO di Andrea Smith
Al via i corsi di Tirocinio
Formazione Attiva
IL MINISTERO DELLʼISTRUZIONE, dellʼUniversità e
della Ricerca, dopo aver acquisito i pareri favorevoli
del Ministero per la Pubblica amministrazione e semplificazione e del Mef,, ha reso noto il numero dei posti disponibili per le immatricolazioni al Tirocinio Formativo Attivo (TFA) per la scuola secondaria di primo
e secondo grado. Il TFA è un corso di preparazione allʼinsegnamento di durata annuale istituito dalle università che attribuisce, allʼesito di un esame finale, il titolo di abilitazione allʼinsegnamento in una delle classi di concorso previste dal d.m. n. 39/1998. Il Miur prevede di avviare le prove di accesso al TFA entro e non
oltre giugno 2012. Per lʼanno accademico 2011/2012 i
posti disponibili per le immatricolazioni al
TFA per lʼinsegnamento nella scuola secondaria di primo grado sono 4.275, definiti in ambito regionale per ciascun ateneo. Per le immatricolazioni al TFA per
lʼinsegnamento nella scuola secondaria
di secondo grado invece, i posti disponibili sono
15.792. In Sicilia sono previsti 335 posti per la scuola
secondaria di primo grado e 1.610 per la scuola secondaria di secondo grado. Possono partecipare alle
selezioni per l'accesso ai primi bandi al TFA coloro che
entro la data di presentazione della domanda di iscrizione al test nazionale sono in possesso di una laurea
del vecchio ordinamento riconosciuta dal d.m. 39/98 e
degli eventuali esami richiesti per poter avere accesso all'insegnamento; di una laurea del nuovo ordinamento specialistica o magistrale riconosciuta dal d.m.
n. 22/2005 e degli eventuali crediti formativi per poter
pagina 30
avere accesso all'insegnamento; del diploma ISEF, già
valido per lʼaccesso allʼinsegnamento di educazione
fisica, per i TFA di Scienze Motorie. Il MIUR ha anche
chiarito che, chi, entro lʼanno accademico 2010/2011,
era in possesso di una delle lauree previste, ma non ha
ancora completato il percorso con gli esami o i crediti
richiesti, potrà, senza limiti di anno accademico, acquisire i crediti o gli esami necessari per poi partecipare alle prove di accesso al TFA che saranno bandite di anno in anno. Allo stesso modo, chi, nellʼanno accademico 2010/2011, era iscritto a uno dei percorsi di
laurea previsti, potrà partecipare alle prove di accesso al TFA una volta in possesso dei requisiti necessari (laurea e crediti o esami). Sono inoltre previste ammissioni in soprannumero senza esami per gli ammessi alle SSIS che hanno successivamente sospeso
la frequenza. Rimane ancora il dubbio per la partecipazione dei docenti di ruolo.
9 MARZO 2012
Economia
centonove
Vincenzo Franza
L’area Montecatini nella zona del Ciantro di Milazzo
MILAZZO. Il Gruppo Franza investe 30 milioni di euro nella riqualificazione dell’ex industria
Shopping alla Montecatini
La società ha ottenuto le ultime autorizzazioni dopo un iter lungo cinque anni. Previsti negozi
e una multisala cinematografica. «Non faremo l’ennesimo centro commerciale». Tutti i dettagli
DI GIANFRANCO CUSUMANO
MILAZZO. Guai a chiamarlo centro
commerciale. Ma un poʼ gli assomiglia.
Dalla riqualificazione della ex industria
Montecatini (su cui esiste il vincolo
industriale dela Soprintendenza) verrà
fuori una sorta di “cittadella dello shopping
e del divertimento” nel cuore di Milazzo,
porta delle Eolie, e punto di riferimento per
tutta la valle del Mela. Il progetto della
Caronte & Tourist, società del Gruppo
Franza, una novità in provincia di Messina,
ha ottenuto le autorizzazioni necessarie
per avviare i lavori nel corso di una recente
conferenza di servizi. Lʼultima dopo un
calvario burocratico lungo quasi cinque
anni. Lʼinvestimento previsto è di 30 milioni
di euro. Prevede in una superficie di ben
43 mila metri quadri, di cui 13 al coperto e
ben 23 fabbricati fatiscenti da ristrutturare,
attraverso il recupero architettonico dei
volumi esistenti e la ricostruzione degli
edifici originari demoliti. All' intero
numerosi esercizi commerciali, quattro
ristoranti, un cinema multisala, un centro
direzionale, un parcheggio e un "Museo
della fabbrica" per ricordare l' antica attività
della Montecatini. Prima di vedere ruspe
ed operai nellʼarea alle spalle della vecchia
stazione che nel secolo scorso ospitava
una delle industrie più fiorenti del territorio,
però, ne passerà del tempo. Allʼufficio
tecnico comunale dovrà prima essere
depositato il progetto esecutivo per le
necessarie autorizzazioni edilizie. Nella
migliore delle ipotesi i lavori cominceranno
tra sei mesi. Ma a distanza di cinque anni
dallʼavvio del procedimento e la stasi dei
centri commerciali in tutta lʼisola ha senso
investire decine di milioni? A rispondere è
lʼingegnere Vincenzo Franza. «La tipologia
è sempre più valida - afferma il manager - il
tempo sta confermando che la nostra idea
è sempre più vincente. Perchè - lo
ribadisco - il nostro non sarà un centro
commerciale. Il modello classico,
specialmente nel catanese dove sono
nate le prime mega strutture commerciali,
sono in crisi. Oggi lʼidea è quella di non
consumare nuovo territorio». Franza non
nasconde che cinque anni fa dal punto di
vista economico cʼera il boom, mentre ora
si «procederà con più calma, con
maggiore attenzione ai costi».
«Costruiremo appoggiandoci a imprese
locali che intendono affiancarci
nellʼiniziativa. Poi cominceremo con la
commercializzazione di questi immobili
che potranno essere ceduti: dal
supermercato (1500 mq) ai negozi. Il
contratto per la gestione della multisale è
chiuso da tempo con una ditta di Catania».
La ristrutturazione degli immobili costerà
intorno ai 15 milioni di euro. «Adesso
siamo occupati a redigere la progettazione
definitiva - continua - e a predisporre la
bonifica delle aree». Lʼingegnere Franza
segue da vicino le vicende di Milazzo.
«Acquistare i Molini Lo Presti? (altro
immobile storico nel porto, ndr). Con la
crisi è cambiato il modello economico.
Prima bisogna avere chiaro cosa si può
realizzare nellʼarea. Fino a quando
lʼamministrazione comunale non chiarirà la
destinazione urbanistica difficilmente
qualche azienda si lancerà
nellʼoperazione. Prima il Comune detti le
regole e poi gli imprenditori arriveranno. Lo
stesso vale per gli altri immobili come la
vecchia stazione dove la vecchia giunta
voleva trasferire gli uffici giudiziari. Io
allʼinterno dei Molini Lo Presti vedrei, ad
esempio, una sorta di centro direzionale.
Trasferirei gli uffici della capitaneria di
porto in modo da lasciare liberi i locali del
Molo Marullo da sfruttare per motivi turistici
come localini o ristoranti che si affaccino
sul porticciolo turistico. In caso contrario la
capitaneria potrebbe anche essere
ospitata in uno degli edifici della
Montecatini» conclude sorridendo Franza.
RICORRENZE
Quattro candeline per il Corolla
Anniversarsario per il Parco. Con Melita Toniolo
Parco Corolla
MILAZZO. Il Parco Corolla festeggia quattro anni. Il parco commerciale venerdì 9 marzo alle ore 17,30, festeggerà la ricorrenza con il
taglio di una maxi torta con ospiti dʼeccezione: Melita Toniolo (volto
noto di programmi come “Grande Fratello 7” e “Colorado Cafè”) e direttamente da Zelig, il comico Giancarlo Kalabrugovic. Il Parco commerciale Corolla, per iniziativa della famiglia Calcagno, apre i battenti nel 2008 e continua ad espandersi fino ad oggi, raggiungendo
i 98.000 mq di superficie di cui 33.000 coperti ed il resto destinato a
parcheggi (2.000 posti auto). A differenza dei classici centri commerciali che insistono in un unico contenitore, il Parco Corolla è stato ideato e costruito seguendo la logica dei parchi commerciali e cioè
con grossi contenitori settoriali separati. Oggi questa logica riscuote enorme successo grazie alla maggiore specializzazione dei pun-
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ti vendita che si sviluppano su superfici nettamente più grandi, così
da dare al cliente finale maggiore scelta nel settore di suo interesse.
I collegamenti pedonali fra i negozi sono stati curati nei minimi dettagli, sviluppando aree verdi attrezzate ed una piazza centrale di
1.000 mq con giochi per bambini, panchine e gazebo. Non mancano quindi i luoghi dʼincontro e relax per i clienti, ma anche di ristoro
con un Mychef, un Mc Donald ed un bar. Grande attenzione è stata
posta nella scelta degli operatori che hanno ottenuto un grande successo fin dai primi giorni di apertura, facendo registrare risultati record. Lʼipermercato è gestito da Ipercoop. Il settore sportivo è affidato a Decathlon, azienda leader a livello europeo. Eʼ Bruno il negozio che occupa il settore elettronica ed elettrodomestici, in campo ormai dal 1936 con una distribuzione che a livello siciliano ha raggiunto i 14 punti vendita. Per quanto riguarda la casa, il giardino ed
il bricolage in genere, il Parco Corolla offre le competenze di Bricocenter una catena di negozi leader in Italia con più di 100 punti vendita che con 3.000 mq di superficie offre una scelta pressoché completa
Economia
9 MARZO 2012
LA LIBERAZIONE. Ruspe al lavoro sul litorale di Maregrosso
MESSINA. La Regione riacquista dall’Autorità portuale la titolarità del litorale in zona sud. Anche se...
Maregrosso, silenzio assenso
L’assessorato al Territorio “interpreta” le norme, e si riprende l’area grazie al silenzio del ministero
delle Infrastrutture. Storia di una “terra di nessuno”. Abbandonata per dieci anni
DI ALESSIO CASPANELLO
MESSINA. “Le aree demaniali comprese
tra i torrenti Portalegni e Zaera a
Maregrosso sono da ritenersi, a tutti gli
effetti, ai sensi dell'articolo 32 dello Statuto
assegnati al demanio regionale”. A meno
che il ministero delle Infrastrutture non sia
di parere contrario. La nota che è arrivata
sulla scrivania dellʼassessore alle
Manutenzioni Pippo Isgrò ad inizio
settimana mette fine ad una “vacatio” di un
decennio abbondante su un territorio,
quello dellʼaffaccio a mare giusto a ridosso
del centro cittadino, diventato zona di
nessuno e rimasto così fino ad oggi. Ad
inviarla è stato Giovanni Arnone, dirigente
dell'assessorato Territorio ed ambiente
della Regione Sicilia, che ha anche
precisato che le aree sono da ritenersi di
proprietà regionale a far data dal 27 marzo
2008, data in cui è stato adottato il nuovo
piano regolatore del porto di Messina. Ma
le cose stanno davvero così? Forse.
SE IL MINISTERO NON RISPONDE.
Come stanno le cose lo spiega Francesco
Bonasera, dirigente dellʼufficio periferico
del Demanio marittimo: “il 14 dicembre
scorso si è tenuto un incontro alla
Capitaneria di Porto di Messina tra
lʼagenzia del demanio regionale, il
Comune, lʼassessorato e lʼAutorità
portuale, per capire chi avesse titolarità
sulle aree, se fosse di competenza statale
o regionale - spiega Bonasera - ma dopo
varie discussioni non si è arrivato ad una
decisione”. A quel punto, lʼassessorato
prende in mano la situazione. “Eʼ stata
emanata una nota chiarificatrice - prosegue
- in cui lʼassessorato rivendica, a suo modo
di vedere, la titolarità delle aree. Oggi
siamo in attesa di avere notizie da parte del
ministero, non abbiamo ancora risposte in
merito. In base alla normativa vigente -
centonove
continua Bonasera - abbiamo dedotto che
lʼarea è nostra, quindi, a meno che
qualcuno non smentirà la nostra “versione
dei fatti”, lʼarea è nostra”. Perchè per dieci
anni non si è capito di chi fosse la titolarità
dellʼarea? Semplice. Nessuno lʼaveva
richiesta. “La zona era stata prevista come
espansione del porto, è stata adibita ad
arera di sviluppo industriale - continua
Bonasera - Di fatto quellʼarea non è di
sviluppo industriale e non ha attinenza con
le attività portuali. Lʼautorità portuale ha
chiesto aree da adibire a pertinenza
portuale, e la zona di Maregrosso non vi
rientrava, quindi lʼabbiamo reclamata noi”.
E da domani? Cosa cambierà? Nulla,
apparentemente.
COSA CAMBIA. “Praticamente solo il fatto
che saremo noi gli interlocutori”. Eʼ laconico
Giovanni Arnone. Il dirigente
dellʼassessorato regionale al Territorio
spiega infatti che, alla fine, cambierà solo il
concedente, non le modalità di
concessione. “Lʼamministrazione che deve
rilasciare le concessioni demaniali è
lʼassessorato al Territorio e ambiente e non
più lʼAutorità portuale: è solo un cambio di
titolarità e nientʼaltro”. Stessa sorte per tutte
le attività ed i programmi che sullʼarea
dovranno sorgere. “Compatibilmente con
gli usi che si possono fare del demanio
marittimo - dichiara Arnone - non è motivo
ostativo di alcunchè il fatto che le aree
siano transitate alla regione come titolarità
del demanio marittimo”. Nessun problema,
quindi, per le attività industriali e produttive.
Tranne che per il fatto che la zona è ancora
“terra di nessuno.
CONTINUA LO SBARACCAMENTO.
l'Amministrazione comunale, viste le
novità, ha inviato ad Arnone una nota per
comunicare la ripresa delle operazioni di
risanamento. Nella comunicazione a firma
Pippo Isgrò, alla quale è stata allegato il
report dell'attività già svolta, viene indicata
la programmazione di massima per
proseguire nelle operazioni di demolizione
dei manufatti presenti. “Nei prossimi giorni scrive Isgrò - dopo il parere del
dipartimento regionale, si potrà intanto
demolire un manufatto abusivo di circa 800
metri quadrati, che permetterà di
proseguire nell'opera di riconsegna
dell'intera area alla pubblica fruizione”. Che
passa per i settantaquattro manufatti su cui
Isgrò informa la Regione. Di questi 16
risultano “occupati abusivamente”; 4 “posti
sotto sequestro”; oltre 20 con concessione
scaduta e contestuale richiesta di rinnovo;
per altri invece sono in corso indagini da
part dellʼautorità giudiziaria. nel frattempo,
cʼè da abbattere il mostro da 800 metri
quadrati.
ZOOM
Il libro dei sogni
I progetti per il recupero del waterfront
si scontrano con la dura realtà
Gianfranco Scoglio
MESSINA. Terra di nessuno, si, ma con una convergenza di programmi e progetti che nessunʼaltra zona della città può vantare. Il litorale messinese che dal porto arriva fino a Tremestieri è parecchio
appetito. Almeno sulla carta. Chiarita l a titolarità delle zone tra la foce del torrente Portalegni di via Tommaso Cannizzaro e Maregrosso, allʼAutorità portuale resta lʼarea compresa tra torrente Guidari e
Tremestieri. Iniziando dall'estrema zona sud, è in dirittura dʼarrivo la
firma sul contratto dellʼappalto per lʼampliamento dello scalo con la
la Sigenco S.P.A. di Catania. Accanto al nuovo porto, è in fase di progettazione la piastra logistica, che si comporrà di tre moduli indipendenti. Al momento la progettazione riguarda il primo, che occu-
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pa lʼarea che da san Filippo arriva fino a Pistunina. Il secondo modulo, eventualmente, si spingerà in direzione opposta, a Contesse.
La piastra logistica fa parte degli interventi programmati dal Piau,
acronimo di “piani innovativi in ambito urbano”, vecchio pallino dellʼassessore allo Sviluppo economico Gianfranco Scoglio. Il Piau,
in sostanza, è un piano di gestione al quale dovrebbe essere data
attuazione mediante piani particolareggiati. La piastra logistica (per
la quale il comune di Messina ha i fondi necessari alla sola progettazione) è il primo, e potrebbe arrivare a costare, per i tre moduli, settanta milioni di euro. Poi cʼè la marina con porto canale ed isolotto
artificiale che va dal cavalcavia a Maregrosso, per la quale è in corso la gara dʼappalto e che, secondo una stima, non costerà meno di
trecento milioni di euro. Il masterplan dellʼopera è stato messo a punto dall'architetto spagnolo Oriol Bohigas. Da quindici anni, poi, si
parla della fantomatica via del mare, che dovrebbe risolvere i problemi dellʼattraversamento dei tir in città. Il masterplan, però, non la
contempla. E, perchè tutto si avveri, bisogna che le ferrovie liberino
lʼaffaccio a mare dai binari. (A.C.)
centonove
Economia
9 MARZO 2012
CONTESE. Finisce la pace tra l’Ente Porto e l’Autorità Portuale per una concessione sul molo Norimberga
Messina, guerra sulla Falce
Rosario Madaudo, a capo degli uffici che dovrebbero attuare la zona franca, diffida
il presidente Lo Bosco per un ampliamento dove approdano le navi del gruppo Franza
DI MICHELE SCHINELLA
MESSINA. Mentre il Tribunale di Messina
ha nominato il perito che deve perimetrare
le aree di rispettiva competenza, è
scoppiata nuovamente la guerra tra Ente
Porto ed Autorità Portuale. Lʼincidente
diplomatico si era sfiorato nel corso della
vertenza dei Cantieri navali Palumbo, ma il
conflitto sindacale si era poi sgonfiato,
garantendo per qualche settimana la pace.
Finchè Rosario Madaudo, a capo dellʼEnte
porto, ha scoperto che il presidente
dellʼAutorità portuale, Dario Lo Bosco,
aveva dato corso alla richiesta di rilascio di
concessione demaniale marittima per
lʼampliamento del molo Norimberga, nella
zona Falcata della città, dove attraccano le
navi del gruppo Franza. Madaudo ha così
preso carta e penna, scrivendo a Lo Bosco:
“Il molo ricade in unʼarea per gran parte
nostra. Cʼè ampia documentazione sul
punto. Non siete competenti ad esprimervi”,
ha ammonito il presidente, forte di una
Rosario Madaudo
Dario Lo Bosco
sentenza del Consiglio di Giustizia
amministrativa della Sicilia che due anni fa
ha stabilito che tutte le aree che rientrano
nel demanio della Regione sono di
competenza dellʼEnte creato per
lʼattuazione della zona franca di Messina.
«Tra queste vi è parte del molo
Norimberga. Ho più volte chiesto
allʼAutorità portuale la riconsegna delle
aeree, ma lʼoperazione non è andata mai in
porto. Siamo stati così costretti a rivolgerci
al Tribunale che ora ha nominato un
consulente tecnico», spiega Madaudo. Che
osserva: «Si è sempre detto che i tir
debbano essere portati fuori della città e il
traffico navale debba essere concentrato
tutto sul porto di Tremestieri ed invece si da
il via libera ad operazioni che vanno in
direzione contraria». Sul molo Norimberga
approdano le navi del gruppo Franza, che
accolgono centinaia di autoarticolati e
camion costretti poi a percorrere le vie
centrali di Messina, città dotata da anni di
un commissario straordinario per
lʼemergenza traffico. Vincenzo Franza,
amministratore del Gruppo imprenditoriale
più importante della città, osserva:
«Lʼallargamento del molo va in direzione
dellʼalleggerimento del traffico sulla città. Ci
sarà maggiore possibilità di stoccaggio
finchè il porto di Tremestieri non verrà
costruito», spiega lʼarmatore che guarda
quanto accade nella zona Falcata,
bocconcino prelibato su cui hanno messo
gli occhi vari imprenditori. Tra questi la Elios
petroli Srl. Alla società riconducibile a
Gaetano Basile, lʼAutorità portuale ha dato
il via libera alla costruzione di un deposito di
Gpl su unʼarea di propria competenza. Ma
a chi accusa che dietro allʼoperazione ci sia
proprio il gruppo Franza, intenzionato a
realizzare un servizio di rifornimento per le
navi che approdano al Norimberga,
lʼingegner Vincenzo risponde: «Eʼ vero,
abbiamo un progetto di bunkeraggio di
questo tipo che teniamo nei cassetti. Ma
lʼoperazione di Basile non cʼentra nulla con
noi. Le navi vanno a gasolio non a
metano».
L E G A L M E N T E
TRIBUNALE DI ENNA
FALLIMENTO N° 12/98
Si rende noto che innanzi il G.D. Dott. Calogero Commandatore, allʼudienza del 4 giugno 2012 ore 12,00, presso il Tribunale di Enna si procederà alla deliberazione sull'offerta e all'eventuale gara tra gli offerenti per la vendita
senza incanto del seguente bene immobile:
- piena proprietà, del fabbricato sito in Catenanuova (En)
Via Europa nn. 14 e 16 e Via Massimo, consistente in tre
elevazioni fuori terra, escluso il piano primo del fabbricato,
censito al NCEU foglio 1/A ( ex foglio 5 e 1) part. 828, sub
4 nat. A/3, vani 4, Via Europa piano terra; foglio 1/A (ex foglio 5 e 1) part. 828, sub 5, nat. C/6, Via Massimo p.t.; foglio 1/A (ex foglio 5 e 1), part. 828 sub 3 Via Massimo pia-
PROVINCIA REGIONALE DI MESSINA
Esito di gara
Si rende noto lʼesito della gara ad evidenza pubblica svoltasi il 22.12.2011 presso il 1°U.D. del V dipartimento con sede in via Lucania, 20 avente per oggetto:”Servizio disciplinato dallʼart.160 della L.R.
n.25/93 relativo alla rimozione dei rifiuti abbandonati nelle aree site allʼesterno del perimetro dei centri abitati della provincia di Messina e successiva attività di trasporto, recupero e smaltimento degli stessi presso impianti autorizzati”.
Pubblicazione sulla GUCE n.204 del 22.10.2011 e GURI n.127 del 28.10.2011; Importo a base dʼasta; Euro 551.160,00 di cui Euro 9.081,00 per gli oneri di sicurezza non soggetti a ribasso
Soggetto aggiudicatario: Ditta Caruter s.r.l. – Brolo
Soggetti partecipanti:3 Soggetti ammessi:2
Procedure di ricorso Organismo responsabile delle procedure di ricorso è il T.A.R. della Sicilia Sez.
di Catania. Il ricorso va presentato entro 30 giorni dalla data della pubblicazione secondo quanto previsto dagli artt. 21 e 23-bis della legge n.1034 del 6 dicembre 1971 e ss.mm.ii.
IL R.U.P.
Dott.ssa Rosaria Patanè
Il Dirigente
Dott.ssa Carolina Musumeci
no 2 (lastrico solare edificabile), il tutto meglio descritto nella perizia di stima disponibile in Cancelleria.
PREZZO BASE Euro 14.553,64, eventuali offerte in aumento non inferiori a Euro 500,00.
Le offerte, in carta legale da Euro 14.62, nella forma di
proposta irrevocabile di acquisto dovranno essere depositate in Cancelleria entro le ore 12,00 giorno precedente la
vendita,in busta chiusa con allegato assegno circolare non
trasferibile intestato alla procedura pari al 10% del prezzo
offerto. In caso di aggiudicazione il pagamento del prezzo,
oltre il 15% per spese trasferimento, va effettuato entro 60
giorni. Maggiori informazioni in Cancelleria.
Il Cancelliere Dott. Carmelo Lentini
ENTE CONSORZIO RETE FOGNANTE
TAORMINA, GIARDINI-NAXOS, LETOJANNI, CASTELMOLA.
Sito internet:www.consorzioretefognantetaormina.it
Avviso esito di gara
Si comunica che a seguito di gara (CIG 3492200E97 – CUP C82D11000150004) con procedura ed
offerta economicamente più vantaggiosa è risultata aggiudicataria la R.T.I. Capogruppo La Ingegneria & Appalti, via V.E. Orlando n.68 Rodì Milici-Me, con un importo di Euro 822.500,00 al netto di ribasso pari al 6% oltre oneri sicurezza e iva al 10% totale 932.250,00.
Giardini Naxos 02 marzo 2012
Il Responsabile del Procedimento
Dott. Ing.Stefano Codevilla
Il presidente
Giuseppe Manuli
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Economia
9 MARZO 2012
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centonove
centonove
Economia
9 MARZO 2012
Il presidente della commissione tributaria regionale, Umberto Puglisi
GIUSTIZIA TRIBUTARIA. Messina e Catania capitali delle vertenze. I dati della Commissione regionale
Lo Stretto dei ricorsi
Nel giudizio di appello i cittadini vincono il 44,93% dei processi. In primo grado
il contribuente vince di più ad Enna. (72,2%). Ad Agrigento l’amministrazione resiste
PALERMO. Il ricorrente non ha sempre
ragione, ma solo nella metà dei casi. I
giudici tributari siciliani, infatti,
accolgono i ricorsi dei contribuenti nel
46,79% delle pronunce. O, almeno,
questo avviene in primo grado, dove gli
enti impositori (Agenzia delle entrate,
Agente della riscossione, Enti Locali ed
altre amministrazioni finanziarie)
vincono il 22,16% delle controversie ed
il 31,05% ha un esito diverso
(inammissibilità del ricorso, cessazione
della materia del contendere, rinuncia,
etc.).
Nel giudizio di appello i contribuenti
vincono il 44,93% dei processi, mentre il
35,03% delle decisioni è a favore
dellʼAmministrazione, ed un restante
20,05% ha un esito differente, dovuto a
cause di cessazione diverse, fra cui la
rinunzia, la cessata materia del
contendere o lʼestinzione del giudizio.
I dati sono stati esposti nella relazione
che il Presidente della Commissione
Tributaria Regionale della Sicilia,
Umberto Puglisi, ha esposto nel corso
dellʼinaugurazione dellʼanno giudiziario
tributario, a Palazzo Steri, a Palermo, lo
scorso 3 marzo.
In primo grado il contribuente vince di
più ad Enna, dove gli enti impositori
soccombono nel 72,72% delle
controversie e vincono solo nel 12,61%
dei casi. Amministrazione finanziaria
vittoriosa soprattutto ad Agrigento, dove
vede riconosciute le proprie ragioni nel
32,43% dei ricorsi.
A Messina, invece, sono state decise in
favore del contribuente 4.225 (49,39%)
controversie, 1.847 (21,59%) hanno
avuto esito favorevole lʼAmministrazione
finanziaria e 2.482 (29,02%) hanno dato
altro esito processuale. In secondo
grado la sezione staccata più “amica”
del contribuente è Caltanissetta, dove il
cittadino-ricorrente ha vinto il 72,82%
degli appelli, quella “nemica” è Messina
che ha dato torno al contribuente nel
50,53% dei casi (nel restante 18,68% gli
appelli si sono conclusi con altri esiti
processuali). “Si tratta, in buona
sostanza, di risultati abbastanza
equilibrati – ha osservato il Presidente
della Commissione Tributaria Regionale
di Palermo, Umberto Puglisi - ove si
consideri che il ricorso iniziale in primo
grado è sempre proposto dal
contribuente, mentre in appello non
sono infrequenti i ricorsi
dellʼAmministrazione”.
Tali dati subiscono un ribaltamento se
ponderati rispetto al valore della
controversia, almeno per quelle
intentante contro lʼAgenzia delle entrate.
Per le cause dʼimporto più rilevante, le
vittorie dellʼAmministrazione finanziaria
superano il 50%. Nel periodo tra lʼ1
luglio 2010 ed il 30 giugno 2011, sono
stati presentati 52.817 nuovi ricorsi, di
cui 6.563 relativi a tributi locali (pari al
12,4%), 46.241 (86,6%) relativi a tributi
non locali e 13 relativi ad altre
fattispecie. Le province più gravate di
nuovi ricorsi sono quelle di Catania
(2.215 su tributi locali e 16.715 su tributi
non locali), Messina (1.361 e 8.709) e
Palermo (785 e 5.247). Mentre i nuovi
appelli proposti di fronte alla
Commissione Tributaria Regionale
ammontano a 7.282, di cui 606 per
tributi locali (8,3%), 4.870 per tributi non
locali (66,9%) e 1.806 (24,8%) per altre
fattispecie. Queste ultimi quasi
integralmente proposti contro le
sentenze della Commissione Tributaria
Provinciale di Catania (1.717 su 1.806).
Nel merito, i ricorsi proposti riguardano
ancora, in larga misura, i tributi erariali
(circa il 52 %), ma è in crescita il
contenzioso relativo ai tributi locali
(8,3%) come pure quello relativo ai
ricorsi avanzati nei confronti di atti dei
concessionari della riscossione.
Il Presidente Puglisi, durante la
cerimonia tenutasi a Palazzo Steri lo
scorso 3 marzo, ha anche evidenziato
come, nonostante una lenta ma
continua diminuzione del numero di
giudici operanti in Sicilia, sia stato
definito un notevole numero di
controversie.
In sintesi, a fronte di 7.282 procedimenti
sopravvenuti, presso la Commissione
Tributaria Regionale, il numero dei
processi definiti è stato di 4.759 con il
conseguente aumento della pendenza
da 14.125 a 17.048 procedimenti,
mentre presso le varie Commissioni
Provinciali il numero di cause pendenti è
passato da 152.454 a 167.693.
Delle nuove controversie instaurate
“Il carico delle Commissioni tributarie
provinciali – ha annotato Puglisi - è
appesantito dalle numerose richieste di
sospensiva, che, per quanto formulate
sovente con mera clausola di stile,
rappresentano, in vari casi, problemi
reali, destinati ad aggravarsi con la crisi
economica in atto e la tendenza e del
fisco ad anticipare lʼazione esecutiva”.
CONVEGNI
Quando i comuni fanno i conti
Ad Alcamo convegno dell’Anci
sulle disposizioni del “Salva Italia”
ALCAMO. Il cosiddetto decreto “salva Italia”, ha apportato ulteriori novità nel settore economico-finanziario degli
Enti Locali e dei tributi locali. LʼAnci Sicilia e lʼIfel hanno, pertanto, voluto dedicare una giornata di approfondimento che
si terrà ad Alcamo lunedì 12 marzo dal tema “La manovra finanziaria e gli effetti sul sistema degli Enti Locali”. Tra le altre novità che interessano i Comuni, lʼabrogazione del “Consiglio tributario” che la legislazione precedente esaltava come il grimaldello da utilizzare nella lotta allʼevasione ed allʼelusione fiscale e contributiva. La soppressione del “Consiglio tributario” lascia direttamente ai Comuni il compito di or-
ganizzare la propria struttura per collaborare con lʼAgenzia
delle entrate, con quella del territorio e con lʼInps, nella lotta
allʼevasione ed allʼelusione.
Il D.L. n. 201/2011 è intervenuto anche in materia di riscossione dei tributi locali che potrà rimanere in capo ad Equitalia (ed alle società dalla stessa partecipate) per un ulteriore
anno e, quindi, fino al 31 dicembre 2012.
Resta ferma, comunque, lʼesigenza per le Amministrazioni
locali di impegnare nellʼattività di accertamento sempre più
risorse economiche ed umane, provvedendo alla riorganizzazione degli uffici e dei servizi, riservando la stessa attenzione anche a quella serie di funzioni complementari che devono essere esercitate con la stessa efficacia (contenzioso,
partecipazione alla lotta allʼevasione fiscale e riscossione).
Il ritorno in capo agli Enti Locali dellʼattività di riscossione è
solamente rinviata di un anno. La valenza economica di tale attività implica lʼimpossibilità di affidamenti diretti, in spregio alle regole sulla concorrenza. Ai Comuni dal 2013 reste-
pagina 35
ranno tre possibili soluzioni: gestione diretta, in house o affidamento con procedura ad evidenza pubblica.
Intanto la Serit, lʼAgente della riscossione che opera in Sicilia, ha elevato da 10 mila a 20 mila euro la soglia entro la quale è possibile accedere alla rateizzazione del debito tributario, a semplice istanza del contribuente. Per i debiti inferiori
alla soglia dei 20 mila euro basterà presentare domanda su
un apposito modulo disponibile presso tutti gli Uffici della Serit o scaricabile via internet dal sito della Serit. Il richiedente
la rateizzazione dovrà attestare di trovarsi in stato di temporanea difficoltà economica. La rateizzazione, fino ad un massimo di sessanta rate di pari importo, potrà essere concessa anche in presenza di azioni cautelari già avviate (ipoteche e fermi amministrativi).
Le tre relazioni sono affidate a Silvia Scozzese, direttore
scientifico dellʼIfel, a Lucio Catania, segretario comunale
e giudice tributario, che si occuperà e ad Andrea Ferri,
responsabile ufficio tributi Ifel.
Economia
9 MARZO 2012
OCCORRE SAPERE di Salvatore Cifalà
UOMINI&BUSINESS
Carburanti, piaga per i consumatori Ue
I dati sulle valutazioni di mercato bocciano il settore
combustibili. Nel mirino ci sono anche i servizi finanziari
IL SETTORE DEGLI investimenti
(comprese le pensioni e i titoli) e i servizi
immobiliari e ipotecari sono i mercati che
creano più insoddisfazione tra i
consumatori di tutta l'UE, come risulta
dall'ultimo quadro di valutazione dei
mercati dei beni di consumo presentato
dalla Commissione europea. Tra i mercati
dei beni, quelli delle automobili usate e
dei combustibili ottengono la valutazione
più bassa. Come nel 2010, i mercati dei
servizi continuano a risultare poco
performanti e i servizi finanziari e i servizi
di rete si situano al di sotto della media.
La fornitura di elettricità e il mercato dei
carburanti sono quelli che hanno
registrato il maggiore deterioramento
rispetto al 2010. Le scelte dei
consumatori, la facilità di passare da un
erogatore di servizi a un altro o di
cambiare tariffe e le differenze dei prezzi
tra paesi sono anche oggetto di
valutazione. Sulla base di questi risultati
la Commissione sottoporrà a test i
mercati del credito al consumo e dei
combustibili.
Il Commissario responsabile per la salute
e i consumatori John Dalli ha affermato:
"Il valore che il mercato unico riveste per i
consumatori è misurato sulla base di
quanto esso può offrire in termini di prezzi
più bassi, più ampia scelta, trasparenza e
soddisfazione. Grazie al quadro di
valutazione possiamo individuare gli
ambiti in cui tali aspettative non si
realizzano e rispondere ai bisogni reali
dei consumatori”.
Il quadro annuale di valutazione dei
mercati dei beni di consumo elenca 51
mercati dei servizi e dei beni,
corrispondenti a più di 60% dei bilanci dei
nuclei familiari. I mercati dei servizi
continuano a registrare prestazioni
insoddisfacenti e i servizi finanziari (ad
esempio il credito al consumo) e i servizi
di rete (ad esempio l'elettricità) si situano
al di sotto della media. I settori peggiori
sono quelli dei servizi di investimento,
che comprendono pensioni e titoli, i
servizi immobiliari e ipotecari.
I mercati dei beni di consumo appaiono
funzionare molto meglio. Le eccezioni
sono date dal mercato delle automobili
usate e da quello dei carburanti per
NOTIZIE DAI CONSULENTI DEL LAVORO
Pensioni, sempre più costi per le aziende
SEMPRE PIUʼ COSTI sulle aziende. Il Decreto legge “salva Italia” prevede infatti la possibilità proseguire lʼattività lavorativa, fruendo di incentivi, fino allʼetà di settantʼanni. Certamente lʼincentivo produce anche un
vantaggio per le casse della previdenza pubblica che oltre a rinviare negli anni lʼinizio dellʼerogazione della pensione, ne riduce anche lʼimporto
che complessivamente andrà a pagare al beneficiario. Il lavoratore avrà
oltre ad una pensione più alta anche il vantaggio per gli anni di flessibilità di continuare a percepire lo stipendio ovviamente di importo maggiore a quello che avrebbe percepito se fosse andato in pensione al momento di maturazione dei nuovi requisiti entrati in vigore dal primo gennaio 2012. Proprio questo ultimo aspetto costituisce, invece, per le aziende un onere imprevisto sia di carattere economico che organizzativo, posto che potrebbero addirittura trovarsi con un
nuovo assunto che, invece di sostituire, come
previsto, il pensionando sostituendone anche
il costo, andrà a sommarsi sia allʼuno che allʼaltro.
In tali casi opera infatti lʼefficacia delle disposizioni di cui allʼarticolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300, quindi non si può licenziare.
A ben vedere dunque si tratta solo delle aziende che occupano più di 15 dipendenti, mentre per le altre resta lʼapplicazione del principio di indennizzo della legge 604/1966. Quindi in questo
caso trovano applicazione le regole generali, che prevedono la possibilità di licenziare per giusta causa o giustificato motivo. Chi intende rimanere al lavoro fino a 70 anni, infatti, potrà essere licenziato solo con queste motivazioni non essendo applicabile lʼeccezione prevista dallʼart.
2118 codice civile c.d. recesso ad nutum.
Lo stato torna a ribadire lʼintenzione di tutelare i lavoratori che si trovano
in un particolare momento della propria vita in cui, in passato per lʼeffetto delle finestre di uscita, ora abrogate, adesso per lʼapplicazione del principio di flessibilità, rischierebbero di trovarsi senza lavoro e senza pensione. Principio sacrosanto ma perché non prevedere ad esempio un minimo incentivo anche per le aziende che si troveranno a dover sostenere questo maggiore ed imprevisto onere che nel caso, ad esempio, di un
commesso di un negozio si aggira sui 30.000,00 euro per ogni anno di ritardo?
centonove
autoveicoli, che sono risultati agli ultimi
posti. Rispetto al 2010 i mercati
dell'elettricità e dei carburanti sono quelli
che si sono maggiormente deteriorati il
che può spiegare il malumore dei
consumatori per i prezzi dell'elettricità e
dei carburanti. Se si esamina la facilità
percepita di cambiare il fornitore o le
tariffe e se si esamina anche l'effettiva
propensione dei consumatori a tali
cambiamenti, i mercati ipotecari, quelli
degli investimenti (comprese le pensioni
e i titoli) e dell'elettricità presentano i
risultati più bassi sui 14 mercati dei
servizi. Il 64% dei consumatori è
soddisfatto della scelta di beni o fornitori
(su tutti i mercati). Ciò fa pensare che per
i consumatori il problema non sia quello
della scelta quanto piuttosto quello della
fiducia negli operatori commerciali e della
capacità di raffrontare le offerte.
La Commissione europea avvierà due
studi di mercato sul credito al consumo, la
cui direttiva sarà sottoposta a riesame nel
2013, e su quello dei carburanti, che ha
registrato il maggiore deterioramento a
partire dal 2010. Si tratta del quarto
maggiore mercato in termini di quota del
bilancio dei nuclei familiari. Per diversi
degli altri mercati problematici come
l'elettricità o i servizi finanziari al dettaglio
sono stati già effettuati studi approfonditi.
PRIVATIZZAZIONI
Eurodeputati Pd: «Fate
chiarezza su Tiorrenia»
BRUXELLES. "Bisogna al più
presto fare chiarezza su tutta la
procedura di privatizzazione di
Tirrenia per scongiurarne il blocco.
Le conseguenze sarebbero
gravissime". Eʼ lʼallarme lanciato
dagli eurodeputati del Pd David
Sassoli, Andrea Cozzolino, Sergio
Cofferati e Debora Serracchiani che
hanno presentato alla Commissione
europea un'interrogazione sulla
vicenda Tirrenia. "Occorre sapere scrivono - se la vendita alla
Compagnia Italiana di Navigazione
è compatibile con le normative
comunitarie in materia di tutela della
concorrenza e, in caso negativo,
apportare tutti i correttivi necessari
a concludere una trattativa che si
trascina da troppo tempo. Dopo le
parole del ministro Passera - si
legge in una nota - è più forte la
preoccupazione di una bocciatura
da parte dell'Unione Europea della
procedura di vendita. Immediate e
pesanti sarebbero le ricadute in
termini occupazionali, per quanti
lavorano alle dipendenze della
Tirrenia Navigazione, e sociali, per
quanti usufruiscono di un
fondamentale servizio di
collegamento terraferma/isole.
Tutto questo si può scongiurare
soltanto se si ha contezza dei
problemi e si interviene subito",
concludono gli
eurodeputati.
pagina 36
ERSU DI ENNA
Nicola Gagliardi nel cda
ENNA. L'assessore regionale per l'istruzione e la formazione professionale Mario Centorrino ha nominato l'agirino Nicola Gagliardi componente
del consiglio di amministrazione dell'Ersu (Ente regionale per il diritto allo
studio universitario) di Enna. La nomina è stata fatta in rappresentanza
della Regione. Nicola Gagliardi vanta
una lunga esperienza amministrativa,
dipendente regionale presso l'Asi di
Enna, ha ricoperto la carica di sindaco
di Agira, assessore provinciale e durante la passata amministrazione provinciale è stato vice presidente della
provincia.
POLITICHE AGRICOLE
Randarro consigliere del ministro
CATANIA. Il ministro delle Politiche
agricole, Mario Catania, ha nominato
l'avvocato Luigi Randazzo consigliere
giuridico del ministro con delega relativa alle problematiche collegate alla tutela del consumatore. Nato e laureatosi
a Catania, 27 anni, da sempre attivo e
impegnato nel sociale, l' avv. Randazzo
è presidente nazionale dell' Ugipi (Unione Giovani Professionisti Italiani) e presidente provinciale di Assoconsum.
CONSUMATORI
La notifica delle multe
DI FRANCESCO SURIA
UNA RECENTE sentenza della Corte di Cassazione
dà ragione ad un automobilista che aveva proposto
opposizione ad una cartella di pagamento emessa per
alcuni verbali di contravvenzione la cui regolare notifica
contestava. In particolare il ricorrente sosteneva la
nullità della notifica dei verbali avvenuta nel luogo
risultante dai registri Pra il cui destinatario, tuttavia, era
risultato sloggiato. Secondo la Corte di Cassazione la
disposizione contenuta nell'art. 201 Codice della
Strada, comma 3 - a norma del quale "comunque, le
notificazioni si intendono validamente eseguite quando
siano fatte alla residenza, domicilio o sede del
soggetto, risultante dalla carta di circolazione ..." – si
deve interpretare nel senso che la validità della
notificazione non è fondata sul semplice tentativo della
stessa presso uno dei luoghi risultanti dai documenti ivi
menzionati, bensì sul necessario espletamento delle
formalità previste per l'ipotesi d'irreperibilità del
destinatario, sia per quanto riguarda la notificazione
ordinaria, sia per quella postale. Ne consegue che,
nell'ipotesi di trasferimento del trasgressore in un luogo
non annotato sulla carta di circolazione, la notificazione
(sia ordinaria che postale), per essere valida, richiede
necessariamente l'espletamento delle formalità
previste dall'art. 140 codice procedura civile, per il caso
d'irreperibilità del destinatario. Nel caso portato a
conoscenza della Suprema Corte in effetti non vi era
prova del rispetto delle formalità di cui all'art. 140 c.p.c.
e conseguentemente, per quanto i verbali risultavano
essere stati notificati presso lʼindirizzo risultante dal
Pra, la cartella di pagamento impugnata è stata
annullata per difetto di notifica dei verbali.
Consulente legale
Adiconsum Messina
centonove
RISCOPRIRE
TAFARELLA
Dedicato al musicista autore di Sinatra
il palco di Santo Stefano medio
PAG. 38
poster
9 MARZO 2012
ELENA, I MIEI PRIMI
CENTO ANNI
Parla la prima donna medico
di Messina che compie un secolo di vita
PAG. 42
MURALES DI UMANITA VARIA
TOXICITALY
I RIFIUTI SECONDO
PERGOLIZZI
Antonio Romagnolo. A destra la copertina del libro.
MILAZZO. IL TRENTENNE HA PUBBLICATO L’E-BOOK “SONO IO LA TUA ARIA”
Se Romagnolo scala Amazon
Sul portale mondiale dei libri è arrivato al secondo posto tra le migliori recensioni d’Italia
DI
GIANFRANCO CUSUMANO
MILAZZO. Scrivere un libro era il suo sogno.
Ma scalare le vette di Amazon, il portale
mondiale specializzato nella vendita di libri, era
una cosa che andava oltre lʼimmaginabile.
Eppure al milazzese Antonio Romagnolo, 37
anni, dal 1997 a Cambridge, in Inghilterra, è
successo tutto questo. Il volume (formato e-
INDOVINA
CHI E’?
book per Kindle e cartaceo) si intitola “Sono io
la tua aria” (0,99 centesimi), «un romanzo spiega lʼautore - che prende vita grazie
allʼesigenza di comprendere lʼuniverso
femminile». Universo che, a quanto pare,
Romagnolo ha riletto nel modo migliore
possibile visto che la settimana scorsa “Sono io
la tua aria” si è piazzato al secondo posto della
classifica italiana di Amazon tra i libri con le
recensioni migliori (al primo posto il libro di
Unʼinchiesta sui
Mercanti di rifiuti.
Così definisce il suo
nuovo libro,
“ToxicItaly”, il
milazzese Antonio
Pergolizzi, 38 anni,
specializzato in
giornalismo
dʼinchiesta.
Pergolizzi prende di
mira il business dei
rifiuti e tutto quelolo
che ruota attorno.
«L'idea di fondo di
questo libro è quella
di dare una visione
quanto più
esaustiva possibile
del fenomeno
criminale legato al
ciclo dei rifiuti –
spiega - Che
significa anche
leggere la storia del
capitalismo italiano
e mondiale
attraverso la “lente”
dei rifiuti. Questi,
dunque, come
paradigma per
rappresentare, da
un altro punto di
osservazione, la
società e l'economia
di ieri e di oggi. Non
ci sono opinioni, ma
fatti e numeri legati
da un ragionamento
sistemico».
Lʼobiettivo di
Pergolizzi è quello di
spiegare con dati e
storie giudiziarie le
ragioni, i metodi, i
pericoli del sistema.
Isaacson Walterc
“Steve Jons”) e al
sesto posto nella
classifica dei
“Romanzi Rosa”. “Gli
ostacoli più grandi
che ho trovato nel
calarmi nei panni di
una straniera
disinibita sono stati:
quello di non vivere in
un corpo da donna, e
di scoprire dʼavere
avuto da sempre un
occhio esclusivamente maschio (straniero lo
sono da 14 anni) – spiega Romagnolo - Così
ho dovuto studiare ancora, facendo delle
ricerche, ascoltando attentamente ogni
parola, ed osservando ogni dettaglio di
questo nuovo mondo. Durante questo periodo
di inteso lavoro investigativo e creativo ho
compreso che le donne hanno la qualità di
mostrare le proprie imperfezioni, di mettere a
nudo la propria vulnerabilità, e dʼessere
autentiche quando comprendono dʼavere
l'opportunità di dare amore. Inoltre ho avuto
lʼonore di scorgere la finezza intellettiva
femminile, che ho cercato di riprodurre nel
romanzo. Questʼintensa esperienza in fine mi
suggerisce che un mondo con meno cravatte
sarebbe un mondo molto migliore”. Il libro in
versione cartacea si può acquistare su
amazon.com ed in versione digitale su
amazon.it.
Romagnolo in Inghilterra ha giocato a rugby
per un decennio, e si è laureato in scienze
motorie prima di rispolverare la passione
verso la scrittura. “Cambiare rotta mi ha dato
l'opportunità di studiare Scrittura Creativa e
Counselling all'Institute of Continuing
Education della University of Cambridge”
racconta il milazzese. Antonio Romagnolo
lavora part-time, rispettivamente come
Personal Trainer prevalentemente nel campo
del Rugby, e come Supervisor nel campo del
Catering, ed inoltre scrive; traduce tesi di
laurea e/o articoli scientifici per studenti
Italiani. «Attualmente sono impegnato nella
scrittura della sceneggiatura di uno
cortometraggio ambientato in Sicilia assieme
ad un regista ed un fotografo greci – conclude
lʼautore milazzese - ho da poco pubblicato la
traduzione del mio primo romanzo e sto
scrivendo il mio secondo libro».
CONCORSI
Due famosi registi
UBALDO VINCI MITICO PRESIDENTE del cineforum Don Orione e due registi di
fama mondiale premiati a Messina nel 1975. Sono queste le indicazioni per indovinare i nomi dei personaggi ritratti nella foto a sinistra. Il volto della scorsa
settimana (foto a destra), invece, è stato
svelato da Franz Di Stefano. La sua
email è arrivata in redazione vePer partecipare
nerdì 2 marzo alle 9.08 con la rial quiz inviare
sposta giusta: Il professor
la soluzione all’indirizzo email
Nunziante Cesarò. Il signor
[email protected],
Di Stefano ha vinto tre abboallegando i propri dati
namenti al settimanale Cenpersonali e recapiti
tonove che verranno attivati a
partire dal mese di aprile 2012.
pagina 37
posterpersonaggi
9 MARZO 2012
centonove
EVENTI. Santo Stefano Medio riscopre l’italian genius che scrisse anche per Frank Sinatra
Tafarella, hollywoodiano di Sicilia
Direttore della banda “minzanota” dal 1908 al 1921, Messina celebra il musicista che volò in America, dove fu
apprezzato solista e compositore. La memoria di un virtuoso dello strumento, personaggio innovativo e "vulcanico" della musica
Santi Tafarella
junior, figlio
del maestro Tafarella.
Nella foto in basso,
uno dei pochi
spartiti ritrovati
e messi
a disposizione
dal figlio Santi junior,
di una delle centinaia
di composizioni
del maestro
Santi Tafarella
(questa dedicata
a La Bella Siciliana)
DI MARIA TIZIANA SIDOTI
MESSINA. Due note piene in ferro
incorniciano due targhe. Così come tutta la
sua vita fu un viaggio in musica, tra spartiti,
concerti ed incisioni di dischi, dall'Italia
all'America, da Torino al cospetto di re
Vittorio Emanuele III, appena quindicenne,
a Messina, dalla Sicilia a New York fino a
Hollywood: una straordinaria parabola tra
innovazione, successi e risalite dopo
difficoltà di un musicista ai tempi
considerato geniale, dalle italiche latitudini
a quelle d'oltroceano. La vita è quella del
maestro Santi Tafarella, nato a Torino, ma
di sangue siciliano con padre e madre di
Partinico. Che siculo fu anche d'adozione,
anzi messinese, e più precisamente
"minzanoto" o, come si dice da queste
parti, "mezzanoto", perchè a Santo Stefano
I Circoscrizione hanno voluto fare un gesto
duraturo, perchè chi verrà qui, vedrà la
targa e il palco, e sarà sempre vivo il
ricordo di Tafarella», a parlare è Pietro De
Salvo, consigliere della I Circoscrizione e
nel comitato promotore dell'evento,
insieme ad Anacleto Busà, Felice Amato,
Toti Abate e Giacomo Geraci.
RISCOPERTA DI UN GENIO. E quella del
palco è la terza tappa di un percorso
iniziato nel 2008 con una mostra per i 120
anni della banda minzanota, voluta dal
suddetto comitato con il sostegno anche
della parrocchia di Santa Maria dei
Giardini. Che attraverso le ricerche sulla
storia del corpo musicale ha portato a
riscoprire il Tafarella, soffiando quasi per
caso sulla polvere dell'oblio dei ricordi degli
anziani e rivivendo su grammofono il suono
dei 78 giri del maestro. «Si era un pò persa
la memoria ma mano mano che
procedevano le ricerche è nata una
passione per questo personaggio che fu un
Medio diresse dal 1908 al 1921 la banda
musicale. E le due targhe, l'una
d'intitolazione, l'altra a ripercorrerne l'opera,
sono a Santo Stefano Medio,
villaggiomessinese, dove lo sguardo si
piega alle spalle ai Peloritani e innanzi allo
Jonio, tra due contrade di vallata, divise
dall'omonimo torrente, terra di mezzo tra S.
Stefano Briga più in alto e S. Margherita più
giù. Sono lì dal 27 gennaio scorso, quando
si è celebrata la dedicazione del palco
musicale, restaurato dal Comune di
Messina, a Tafarella. «Il ricordo dei nostri
anziani e di tanti appassionati ci ha spinto a
intitolare il palco ad un personaggio
importante come Tafarella: S. Stefano
Medio, infatti, ai primi del '900 ha avuto
un'elitè non indifferente, non solo di politici
come il senatore Martino. Così le
associazioni "Ambiente e/è vita" e
"Valdemone Cultura e Ambiente", e tutta la
RICERCHE
Una vallata di storie
Dall'Omu Sabbaggiu alla "guerra" per l'acqua
Il maestro Santi Tafarella da giovane
MESSINA. Oltre al catalogo sulla banda e il maestro
Tafarella, le ricerche "minzanote" negli anni hanno
prodotto diversi volumi sulle terre di S. Stefano, da quello
su Gaetano Martino e la vallata di S. Stefano del Busà
sempre con Felice Amato, responsabile provinciale
dell'associazione "Ambiente e/è vita", a "Il Camiddu e
l'Omu Sabbaggiu", sull'omonima pantomima, e "La vallata
di S. Stefano Medio: la natura, il territorio, i segni
dell'uomo", autore Busà con collaborazione di Abate e
Pietro De Salvo. Che è in fase di ricerca, invece, sulla storia
delle acque "minzanote". «Sono acque di sorgiva, 100 litri
di portata al secondo. Oggi il Comune di Messina da una
decina d'anni non si approvvigiona più di quest'acqua ma
pagina 38
in passato ci fu una vera guerra: il Comune fece un decretò
di esproprio per averla, visto che Messina era distrutta a
seguito della II guerra mondiale. Ci fu una causa e il
consorzio minzanoto vinse per un antico diritto di
possesso per cui l'acqua era dei mulini e non del demanio.
Il consorzio poi fece un accordo, donando alla città l'acqua
da ottobre a marzo, e nel resto dell'anno, anche in estate,
l'eccedenza rispetto a quella per l'agrumicoltura, anche per
il passaggio della Vara. In questi tempi di crisi sarebbe
opportuno che l'amministrazione raggiungesse di nuovo
un accordo con il consorzio, avrebbe acqua potabile e
gratis. L'importanza dell'acqua è anche sottolineata dal
fatto che il flusso venne regolato con l'orologio della
chiesa, tanto che si dava al sagrestano un contributo per
mantenerlo in funzione, perchè altrimenti per un minuto
d'acqua c'era "sciarra" tra i contadini», racconta il De
Salvo.
M.T.S.
centonove
posterpersonaggi
La banda di Santo Stefano Medio sul palco intitolato al maestro Tafarella la sera dell'inaugurazione dopo il restauro
genio, così come il giornale italo-americano
"L'Italiano" diretto da Barzini nel '23 lo
definì», racconta Busà. Tanto che in poco
più di 2 mesi si giunse alla redazione di un
catalogo della mostra "120° Anniversario
della Fondazione della Banda Musicale di
S. Stefano Medio", dove ampia parte è
dedicata al Tafarella: un lavoro a 4 mani di
Busà e Amato, oggi in attesa della II
edizione. «Un lavoro intenso di ricerca,
autofinanziato, in un tempo ristretto
abbiamo fatto i salti mortali, e una grossa
mano ce l'hanno data come collaboratori,
padre Giovanni Pelleriti, l'assessore
Salvatore Magazzù, il consigliere De Salvo,
Carmelo Parisi, Abate, Geraci, Santino
Magazzù e Gaetano Mangione,
condividendo l'entusiasmo ma anche le
difficoltà: è stato come una sorta di
mosaico che abbiamo messo insieme»,
seguita Busà. Prima i ricordi dei minzanoti,
di chi lo conobbe e di chi seppe di lui
attraverso i racconti dei nonni o dei padri.
Come il Busà stesso, il cui padre Gaetano,
cultore di musica e suonatore di mandolino,
undicenne, sentì suonare il maestro,
rimanendone "quasi rapito ed entusiasta
per la bravura e i virtuosismi",
collezionandone i dischi incisi in America,
oggi solo in 2 giunti al Busà junior, e
raccontando poi al figlio giovanissimo. I
racconti di quando tra gli anni '20 e '40 si
ballava per il Carnevale a suon di 78 giri del
maestro. «C'erano almeno 8-10 sale da
ballo e gli anziani dicono che si ballava una
porta sì ed una no», dice De Salvo. Poi la
lotta contro l'oblio, tra poche tracce rimaste
in paese in dischi e spartiti, è arrivata nella
Discoteca di Stato, negli archivi delle più
importanti biblioteche di Roma e
all'Accademia di Santa Cecilia, e lo scarso
materiale disponibile nei testi specialistici.
Poi la decisione di ricostruirne la storia sia
italiana che americana attraverso i parenti.
«Non si sapeva niente, solo il nome,
qualcosa da una lettera della figlia Theresa
su un sito musicale, Radio Dimuske's.
Tentammo attraverso la comunità
minzanota-americana, e poi con una
ricerca telefonica dei Tafarella in America e
l'aiuto di parenti riuscii a mettermi in
contatto con il figlio Santi junior che ha
messo a disposizione il materiale, poco
rimasto in suo possesso, e attraverso il
nostro catalogo ha scoperto che un
ricercatore dell'Illinois, Spottswood, ha fatto
una ricerca, dove è citata tutta la
discografia del maestro: oggi i figli viventi a
cui non è rimasto nulla, neanche lo
strumento, tranne pochi spartiti e foto,
anche per via di un incendio agli Universal
Studios dove il padre lavorò, sono
commossi per il lavoro fatto dalla comunità
minzanota», riprende Busà.
UN INNOVATORE. Attraverso foto,
incisioni, aneddoti e spartiti se ne traccia un
ritratto di un uomo nato e vissuto con la
musica nel Dna. Il padre Antonino,
diplomato al conservatorio e direttore della
banda militare e d'orchestra, educò alla
quarta arte i figli: Santi alla cornetta, Harry
al clarinetto e Vincenzo alla tromba. Santi
seguì sin dai 14 anni il padre in giro per
l'Italia, da Torino a Siena a Messina in vari
concerti, suonando da solista, tanto da
esser apprezzato dal re Vittorio Emanuele
III, anche par come compositore di un
brano per una delle principesse. Fu anche
lui militare, arruolandosi nel III Reggimento
Fanteria di Messina, nella cui banda suonò,
partecipando alla I guerra mondiale. Dal
1908 diresse la banda di S. Stefano Medio
e talvolta anche di Naso e Salice.
«Introdusse molte novità, rivoluzionando la
maniera di porgere la musica: volle una
pedana semicircolare in legno, poi divenuto
un palco in cemento e ferro battuto,
illuminato con lampade ad acetilene, oggi
restaurato e uno dei 2 palchi fissi in Italia, in
modo da poter dirigere i musicanti raccolti
intorno a lui ed eseguire brani da solista,
introdusse così la maniera piemontese di
suonare, ereditata dalla cultura tedesca,
non suonando più alla maniera
gattopardesca», spiega Busà. Che
aggiunge: «Inserì anche degli elementi
scenografici, come ne "La Palestrina", sulla
battaglia di Palestro, dove oltre agli
strumenti si udivano i botti dei mortaretti e i
rumori della battaglia». Da uno spartito per
tamburo si sa che durante l'esecuzione
della medesima parte della banda si
spostava: un'esecuzione non più statica
ma in movimento, più realistica, come se
fosse un vero campo di battaglia.
Divulgatore e amante della musica tanto da
insegnare a tanti l'arte, dal classico al
I genitori di Santi Tafarella, Antonino e Maria Antonia Di Paola, entrambi di Partinico
pagina 39
9 MARZO 2012
popolare, un genio creativo e vulcanico il
suo che emerge da vari aneddoti degli
anziani. Come quando, tornando dalla
festa di S. Biagio ad Altolia sul tipico
carretto siciliano, insieme ai componenti
della banda, continuò a suonare dal
classico al jazz la sua cornetta e i
compagni di ventura non riuscivano a star
dietro ai suoi virtuosismi, tanto che questi
ultimi, aggiungendosi questa fatica a quella
della processione e del viaggio sulle
trazzere di Sicilia, all'arrivo stramazzarono
sul pavimento. O quando a Taormina,
deluso di non esser stato chiamato a
dirigere alla manifestazione principale, con
la sua banda tenne un concerto in una
piccola piazza vicino a quella più
importante, dove era stato invitato un altro
maestro a suonare, e superò con i suoi
tanto in bravura il collega che gli spettatori
del concerto principale si spostarono tutti a
sentire il Tafarella ed i suoi.
UN TALENTO OLTREOCEANO. Nel '21
emigrò con la moglie, originaria di
Guidomandri, tal Carmela Freni, e i 5 figli
negli U.S.A. stabilendosi a New York.
«Qui ci fu un accrescimento della sua
cultura musicale, diresse orchestre, tra cui
quella Italiana Tafarella può considerarsi
un'antesignana di quella di Arbore, potè
incidere dischi anche con le sue
composizioni, era poliedrico.
Recentemente lo stesso Arbore in una
trasmissione sul 150 esimo d'Italia ha
detto che negli anni '20 i primi a suonare
jazz a New Orleans furono due siciliani, e,
pensando anche al successo del
Tafarella, si capisce come ci fosse un
grande fiorire di questa musica
proveniente da musicisti meridionali e
siciliani che imposero un gusto musicale»,
evidenzia Busà. Incise per importanti
etichette del tempo, come la Columbia
Records, solo a New York tra il '23 e il '40,
108 suoi brani, dalle polke ai valzer alle
mazurche, fu arrangiatore e solista in
formazioni di importanti strumentisti, dalla
Passaic Orchestra alla Dante Carrozzini,
in noti locali come l'Hollenden Hotel Ball
Room, amato anche per le esecuzioni di
musica classica come "Il volo del
calabrone", esibendosi non solo con la
cornetta ma anche con la tromba. Nel '29
la crisi per il crollo di Wall Street colpì
anche il Tafarella. Che, pur perdendo
tutto, continuò a far musica. «La musica
era la sua vita», dice Busà. Alle difficoltà
economiche si aggiunsero nefasti eventi
come la morte della moglie. Nel '43 vola
ad Hollywood insieme alla seconda
moglie, anche lei per parte dei genitori, di
origine messinese, Caterina Bianco, e i 3
figli delle seconde nozze, Joseph, artista
con il nome di Steve Rossi, Theresa e
Santi junior. Qui prima copiatore di spartiti,
risalì la china, come arrangiatore e
compositore anche di colonne sonore agli
Universal Studios, e musiche per show
radiofonici di Frank Sinatra. «La ricerca
continua, il bello di Tafarella è che ancora
oggi ha tanto da dire. Lo studio sulla
banda e sul maestro ci vuole, e
l'intenzione è di divulgare la seconda
edizione del catalogo alle accademie
specialistiche così anche illustri studiosi
possono continuare a ricercare, di istituire
un premio per tromba e di creare un polo
museale a Santo Stefano Medio: la
politica deve capire che senza risorse
però non si può far nulla, la ricerca serve
per valorizzare il patrimonio del nostro
territorio, così come la banda e l'opera di
Tafarella lo sono», conclude Busà.
posterlibri
9 MARZO 2012
centonove
PRESENTAZIONI. Alla Ciofalo di Messina “Casca il mondo casca la terra”
mi tradisce ad ogni istante; appena io mi
giro già lui mi sta tradendo”. Eʼ la battuta
di ironia e spirito con cui Fiorello si
inserisce nellʼesposizione della trama
sviluppata dalla preside. “Ma quando
Vittoria si accorge che non è uno sbaglio,
- continua la scrittrice - cade nella follia di
tutte quelle domande che si pone la
mente sentendosi offesa per la sfida
arrecata: chi può sedere sul nostro
trono? Chi può sostituirci? Chi è meglio
di noi? Eʼ lʼoffesa arrecata dal tradimento
che ci interessa!” La scrittrice non ama la
definizione di “amante” ma preferisce
usare il termine “sostegno”, “stampella
del rapporto di coppia” o addirittura “vera
e propria cura”, quando lʼamante entra
nella nostra vita a tempo indeterminato.
“Al momento in cui subentra una terza
persona, è meglio farsi delle domande
sul proprio rapporto col marito o con la
moglie. Una coppia con problematiche e
con dinamiche che sono fuori dal
rapporto delle due persone, come
gelosie morbose e litigi continui, trovano
nel “sostegno” la soluzione”. Scatta una
risata dal pubblico quando Catena
Fiorello, con lʼabilità della cabarettista
purosangue, fa intervenire una coppia di
sessantenni dal pubblico che confessa di
non aver mai avuto bisogno di “sostegni”,
“cure” e “stampelle” in trentacinque anni
di matrimonio. “Curavo il mio spasimo
per la delusione d'amore scrivendo il mio
libro in cattività ed ho escluso ogni altro
tipo di droga” – conclude ancora con un
sorriso sferzante. Non ancora esausti né
saturi, i numerosi fans accorrono per
guadagnare ultime gag e per strappare
autografi accerchiandola ed esortandola
a scrivere ancora per loro.
La famiglia secondo Catena
La scrittrice di casa Fiorello torna in libreria con la storia
di tre donne. Fra tradimenti e quotidiane rivalse
DI MANUELA VENTO
MESSINA. Casca il mondo casca la terra
di Catena Fiorello è il romanzo più
venduto della storica libreria Ciofalo di
Messina. Catena si lascia andare e gioca
con il pubblico lettore durante la
presentazione del suo ultimo libro. Una
formula avvincente. Meglio dei fratelli
Rosario e Beppe Fiorello, showman e
attore. Patrimonio genetico incredibile.
Talento di famiglia accattivante. Da
giornalista, per le riviste Gioia e Grazia,
ed autrice televisiva per Maurizio
Costanzo a scrittrice di quattro romanzi;
prossimamente, con una collaborazione
dellʼAccademia dʼarte drammatica Silvio
DʼAmico, sarà regista cinematografica
del suo romanzo "Picciridda" ambientato
a Letojanni, terra dʼorigine della famiglia
Fiorello. Più che una presentazione,
esposta dalla preside Giuseppina Costa
dellʼistituto nautico Caio Duilio, "è una
cena tra amici". Definisce così lʼincontro
col pubblico durato più di due ore durante
il quale la scrittrice ha stretto la mano,
conversato, scherzato e "arruffianato" i
suoi lettori. Invita ad avvicinarsi subito al
microfono una giovane donna che grazie
al suo libro “Picciridda” ha iniziato ad
amare la lettura e precisa:
“questo per me vale più di un
premio magna carta e più di
mille riconoscimenti”. È un
romanzo che si apre con la
storia di un tradimento che
però rimane sullo sfondo per
fare da lente
dʼingrandimento alle
problematiche reali della
famiglia di oggi. Una storia
dove prevalgono le figure
femminili, Vittoria, Vicky e
Anna. Con unʼaspettativa
angosciante perché non è
A CURA DI CARMELO CELONA
solo il tradimento il pilastro
portante. La storia è
ambientata in Salento da
cui la donna protagonista
non vede lʼora di fuggire
per recarsi a Roma e
frequentare lʼuniversità.
“Ho scelto il Salento
perché è simile alla Sicilia:
una terra bellissima, ma se
la guardi con gli occhi
incazzati, comʼè lo sguardo
della protagonista o quello
dei suoi abitanti - vedi un
brutto posto. Anche noi
siciliani quando guardiamo
la nostra terra soffriamo afferma la scrittrice - e ci
arrabbiamo nel vederla
abbandonata a se stessa”.
Sullo sfondo cʼè unʼamata
Roma; dalle vetrine griffate
Catena Fiorello alla libreria Ciofalo
o dei gioiellieri alle periferie
suburbane abbandonate.
errore; e così anche Vittoria. “La
“La signora di Chantecler citata nel
protagonista fa come chiunque altro romanzo ha fatto una donazione e a sto
tranne me; penso sempre che ogni uomo
punto al prossimo romanzo mi scateno
con tutte le marche”. Afferma
scherzosamente Catena Fiorello
provocando una forte risata
di Felice Irrera
dʼapprovazione. Vittoria incontra lʼuomo
perfetto: ricco, bello,
Un uomo di borgata
intelligente e titolato; il suo
Michele Giardina - Prova dʼautore di Catania
obiettivo sarà essere la
Con il patrocinio del Comune, la partecipazione della Società Operaia “Garibaldi” e la
migliore donna, madre e
collaborazione di sponsor privati, sarà presentato a Ispica, giovedì 22 marzo alle ore
moglie. Eʼ una donna
18, nei locali dello storico sodalizio ispicese, lʼultimo libro “Un uomo di borgata” di Mibellissima, elegante e mai
chele Giardina, edito da Prova dʼAutore di Catania. Presente lʼautore, la serata sarà alvolgare; e la bellezza è il suo
lietata dalla partecipazione dellʼattore Carlo Cartier che leggerà alcuni brani del libro.
maggiore interesse. Tende ad
essere anche una madre
Carlos Ruiz Zafón - Il prigioniero del
Wislawa Szymborska - La gioia di scriperfetta. Ma tutti questi livelli
cielo - Mondadori
vere. Tutte le poesie (1945-2009). Tedi perfezione tenderanno a
Amy Bratley - Amore, zucchero e sto polacco a fronte - Adelphi
sgretolarsi quando legge un
cannella - Newton Compton
Pierre Dukan - La dieta Dukan
sms sul cellulare del marito.
Sperling & Kupfer
Jeff
Kinney
Diario
di
una
schiappa.
Tutte le persone tradite
La dura verità - Il Castoro
Clara Sàanchez - La voce invisibile
allʼinizio pensano ad un
del vento - Garzanti libri
wuz.it
LA CLASSIFICA
1
2
3
LACERTI DI LETTURE
Se l’istruzione pesa
ESSERE ISTRUITI non basta, serve
lʼintelligenza. “Voleva dimostrare che se lʼistruzione
pesa un etto, lʼintelligenza può arrivare al chilo, e lui
che a dialogare era poco abituato, a meditare aveva
dedicato quasi tutta la vita, trascorsa fin dall'infanzia
ad attraversare le stagioni preceduto dalle sue greggi”.
“Certi pezzi di malacarne che non valgono nulla e
passano la vita come le talpe a scavare il terreno sotto i
piedi di chi vale qualcosa ”. Sono un cancro invisibile
che lentamente devasta lʼefficienza e lʼarmonia sociale.
La legge spesso costringe il buon senso e lʼintelligenza.
“promossi quel giovane e sentii salire alle orecchie
due fiammelle dʼorgoglio, per essere riuscito a forzare
nel cerchio della legalità lʼintelligenza dellʼuomo”.
Eʼ la serietà che rende spesso la vita tragica.
“Forse la vita è un gioco e trasformarla in tragedia è da
4
5
6
frasi che fanno un racconto, diverso da quello narrato dall’autore
stupidi ” . “Ciò che gli altri chiamavano reputazione, lei
considerava una quotidiana insopportabile ginnastica
di ipocrite cerimonie, di improbabili e perciò sordide
millantate esistenze”. Quanta vita sacrifichiamo per
lʼopinione altrui. Lo sguardo esprime lʼessenza di un uomo.
“Lʼautorevole credibilità dello sguardo. Lʼespressione
dura e impassibile di chi ha percorso la vita senza
trovarci granchè dʼinteressante ”.
Lʼamore invade in maniera inaspettata e imprevedibile.
“Dellʼamore non te ne accorgi, perché incomincia
quando è già cominciato” . La vita normale, per la quale
siamo disposti a tutto. “A me la vita normale ha sempre
fatto schifo. Eʼ fatta di gente che striscia a mendicare il
grano che gli occorre per campare, di persone che si
sbattono e dicono solo quello che gli serve per salire
qualche gradino e fare le scarpe a chi gli sta di fianco, è
questa la vita: voglio venirne fuori prima che sia
finita”. La politica vista dalla lucida concretezza di un
pagina 40
pastore. “Io alla politica non ci ho mai creduto. Partiti,
sindacati, sono come quei cani bianchi che quando
sono sdraiati insieme alle pecore li confondi con loro,
che anche loro sembrano pecore, però se una bestia si
stacca dalle altre non esistano a inseguirla, a
morsicarla ai garretti, fino a quando non rientra nel
gregge. Tutto questo per far piacere al padrone, che se
sennò chi glielo dà da mangiare ”.
Ad un amico colpito da un male incurabile.
“Aveva gli occhi infossati in due sacche gonfie come
contenitori di lacrime pronte allʼuso. Chiese «Cosa
posso fare??» «Niente, cerca di limitare i danni, in
fondo stai celebrando la cari-catura di una religione, il
primato del consumo, lʼefficacia del farmaco, il
rapporto causa effetto, lʼimportanza vitale del denaro,
lʼindifferenza di Dio»”.
Lacerti tratti da: “Un destino ridicolo”
Fabrizio De Andrè e Alessandro Gennari
centonove
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9 MARZO 2012
NOVITA’. Lo sguardo e il mondo enigmatico delle donne in un nuovo volume
Il cinema? E’ psicanalisi
Ne “La distanza amorosa” la messinese Rosamaria Salvatore analizza
la contaminazione tra l’arte cinematografica e la clinica. Con queste sorprese
MESSINA. Cinema e pensiero psicanalitico
nellʼorizzonte di una reciproca
contaminazione, senza imprigionare lʼarte
cinematografica in una diagnosi clinica. Non
a caso, nel suo omaggio alla scrittrice e
regista Marguerite Duras, un maestro come
Lacan affermava che lʼartista anticipa
sempre lo psicanalista e, lontano da
unʼinterpretazione restrittiva sullʼopera
dʼarte, interrogarsi sulle procedure
compositive di un film significa fare “di
questa singola e particolare opera di
finzione un luogo privilegiato per leggere e
interrogare modi di funzionamento del
pensiero psicoanalitico”. Parte da questa
stimolante premessa metodologica il libro
della messinese Rosamaria Salvatore,
docente di Storia e critica del cinema
(Università di Padova), dal titolo “La
Rosamaria Salvatore
distanza amorosa. Il cinema interroga la
psicoanalisi” (Quodlibet Studio, Macerata
esperienze cinematografiche, ci sembra che in
2011). Il volume viene presentato a Messina, lunedì 12
questʼopera il cineasta, attraverso un lavoro di
marzo, alle ore 15, presso la sede di Universiteatrali, a
concentrazione totale sulla protagonista, ci faccia
Villa Pace, su iniziativa del Centro Interdipartimentale di
precipitare al cuore della questione: la possibilità per il
Studi sulle Arti Performative, con interventi dei docenti
singolo di assumere la propria esistenza, il proprio
Dario Tomasello e Alessia Cervini, alla presenza
destino, a partire da unʼorigine costellata da un
dellʼautrice. Lʼanalisi di alcuni film, in questo contesto, è
ventaglio di aspettative e segni che ne tracciano la
guidata dallʼidea di “guardare allʼopera artistica come
venuta al mondo”. La seconda parte, invece, si
scenario privilegiato per cogliere elementi strutturali che
concentra sulle “Declinazioni dello sguardo”, in una
ordinano e regolano alcuni momenti della
chiave innovativa e con unʼanalisi interessante di “Film”
concettualizzazione psicanalitica”, come scrive
(1965), scritto da Samuel Beckett, interpretato da
nellʼintroduzione la studiosa, membro della Scuola
Buster Keaton e girato da Alan Schneider, e di “Caché”
Lacaniana di Psicoanalisi. Con “La distanza amorosa”,
(“Niente da nascondere”, 2005), diretto da Michael
ha realizzato unʼanalisi rigorosa e appassionante,
Haneke. Dopo “la rappresentazione del continente
strutturata in due parti. La prima – dal titolo “Infedeli alla
oscuro e enigmatico della donna”, emerge un
legge, fedeli al desiderio: donne nel cinema” – è
significativo pensiero sullo sguardo, traendo spunto
incentrata sul film “LʼHistoire dʼAdèle H” di François
dalla teoria di Lacan, profondamente intrecciato con “la
Truffaut e sullʼambivalenza del desiderio (“Né con te, né
tessitura delle immagini cinematografiche”. Una teoria
senza di te”) sempre nel cinema di Truffaut, prima di
che Rosamaria Salvatore affronta con cura, offrendo
analizzare “La felice disarmonia dei corpi femminili nel
prospettive inedite, nel segno di una visione artistica
cinema” di Marco Ferreri e, subito dopo, quattro film di
Carl Theodor Dreyer (“La passione di Giovanna dʼArco”, che continua a interrogare e stimolare lo spettatore sui
significati più profondi dellʼesistenza, consentendo
“Dies Irae”, “Ordet, la parola” e “Gertrud”).
anche alla psicanalisi di intuire nuove verità e spunti
Nella prima parte, lʼautrice affronta il tema dellʼorigine.
interpretativi, senza illudersi di trovare risposte
Scrive Rosamaria Salvatore, in relazione ad Adele H:
definitive.
“Forse con maggiore rigore e intensità rispetto ad altre
APPUNTAMENTI
Torna la valigia dei sogni al cineforum Orione
MESSINA. Dal 15 marzo, il
"Cineforum Don Orione" darà
seguito alla propria stagione
cinematografica con la terza
edizione de "La Valigia dei Sogni - 4
serate con il grande cinema
d'autore", dedicata quest'anno alle
grandi attrici italiane del secondo
dopoguerra. In sinergia con il
Cinema Lux e con il Centro
Sperimentale di Cinematografia Cineteca Nazionale, con la
Filmoteca Regionale Siciliana, con
la Federazione Italiana Circoli del
Cinema, con Europa Cinemas, con
l'Associazione Culturale Arknoah e
l'ERSU di Messina, ogni giovedì
sera per 4 settimane, fino al 5
aprile, sarà possibile vedere in
splendide pellicole 35 mm, per
l'occasione rese fruibili dalle
suddette cineteche, 4 capolavori del
cinema italiano, raccolti in un'unica
kermesse per rendere omaggio a
quattro attrici indimenticabili, che
hanno contribuito alla fascinazione
internazionale che il nostro cinema
ha saputo suscitare presso gli
spettatori di tutto il mondo: Sophia
Loren, col film "La Ciociara" di De
Sica, giovedì 15 marzo, al cinema
Lux, alle 20.45; Silvana Mangano,
con il film "Riso Amaro" di De Santis,
giovedì 22 marzo; Giulietta Masina,
con "La Strada" di Fellini, giovedì 29
marzo; e Anna Magnani, con
“Vulcano” di Mieterle, giovedì 5
aprile. Le proiezioni saranno
introdotte dai docenti dellʼAteneo di
Messina Alessia Cervini, Dario
Tomasello e Fabio Rossi, con
unʼintroduzione storico-critica e,
lʼultimo incontro, dallo storico del
cinema Nino Genovese, presidente
del Cineforum Don Orione.
Per maggiori informazioni:
[email protected], sito
Internet www.cineforumorione.it.
pagina 41
Fabio
Rossi
PRESENTAZIONI
Lo sguardo sul caos nella Dolce vita
l libro di Fabio Rossi sull’aspetto linguistico del capolavoro di Fellini
MESSINA. “La dolce vita” di
Federico Fellini risale al 1960
ma non smette di essere
analizzato e studiato per il suo
linguaggio cinematografico
innovativo. Il libro “Uno
sguardo sul caos. Analisi
linguistica della Dolce Vita con
la trascrizione integrale dei
dialoghi” (Casa Editrice Le
Lettere di Firenze), scritto con
rigore metodologico ed
efficace spirito divulgativo da
Fabio Rossi, docente di
Linguistica italiana e Storia e
critica del cinema presso
lʼUniversità di Messina, si
concentra su un aspetto
sinora trascurato del film:
quello linguistico e in parte
semiotico. Il volume viene
presentato a Messina venerdì
9 marzo, alle ore 18, presso il
Circolo Pickwick.
Diviso in tre capitoli, “Uno
sguardo sul caos” trascrive,
per la prima volta in un libro, i
dialoghi del film e si sofferma
sui neologismi felliniani (come
dolce vita e paparazzo), prima
di procedere a un
approfondimento sul piano
dellʼanalisi linguistica, e
semiotica, e a un confronto tra
dialoghi e sceneggiatura. Per
Fabio Rossi, “i suoni
costituiscono lʼaspetto più
interessante, più innovativo e
meno invecchiato della Dolce
vita”. Affrontando “la partitura
acustica” del capolavoro di
Fellini, con protagonista
Marcello Mastroianni, lʼautore
evidenzia quanto il regista
desse valore alla “mescidanza
linguistica e agli inevitabili
incidenti comunicativi che ne
derivano”, ai quali “assegnava
un valore metaforico
evidentissimo, che pare,
proprio, questo sì, la cifra
distintiva del film, molto di più
di ogni sterile polemica sulla
dolcezza o amarezza della
vita romana o italiana”. Con il
tocco felliniano, emerge
“Roma, nella sua veste di
capitale del cinema e proprio
per questo novella Babele e
regno della mistificazione”,
presentata come luogo per
eccellenza “della massima
confusione, dellʼimpossibilità
di districarsi nei meandri di
una realtà gaddiana e in
conoscibile”.
Lʼautore cita, come esempio,
la scena in cui la diva
americana Sylvia Rank,
interpretata da Anita Ekberg,
si trova al centro di una stanza
dʼalbergo, circondata da
giornalisti che le fanno
domande in italiano, inglese e
francese, come esempio di
plurilinguismo e confusione
complessiva, in una
situazione realistica e
simbolica al tempo stesso.
Nella sua analisi linguistica,
Rossi sottolinea anche come
siano “gli errori di
comunicazione” a
caratterizzare “le scene più
profonde e moderne del film”,
sia quando domina
lʼincertezza sulla provenienza
dei suoni, sia quando
prevalgono le incomprensioni
tra i personaggi. “I rumori
incorniciano un film – scrive il
docente universitario – che,
ancora a mezzo secolo
dallʼuscita, sembra continuare
a comunicare moltissimo,
proprio mettendo a nudo i limiti
della comunicazione e le
condizioni di funzionamento
dello stesso linguaggio
cinematografico”.
Nel passaggio dalla
sceneggiatura di partenza alla
realizzazione filmica, inoltre,
“La dolce vita” rappresenta un
esempio intermedio tra la
cosiddetta sceneggiatura di
ferro e la totale riscrittura dei
dialoghi sul set, in unʼopera
che “segna lʼabbandono della
trama classica, di ascendenza
neorealistica, e lo sfaldarsi
non soltanto della centralità
del personaggio, ma della
storia stessa”.
9 MARZO 2012
poster8marzo
centonove
L’INTERVISTA. Compie un secolo di vita la prima donna medico di Messina
Elena, i miei primi 100 anni
Una storia d’amore e di emancipazione vissuta con determinazione
e coraggio. Attraversando due guerre, la malaria. E i maschilisti
DI MANUELA VENTO
MESSINA. Ultima di
quattro sorelle, una
diplomata e due laureate
in Matematica e in Lettere,
Elena Tricomi Altadonna
è il primo medico
provinciale dʼItalia. Una
scelta insolita la laurea in
Medicina e Chirurgia per
gli anni trenta. Anche se la
madre insisteva per la sua
iscrizione in Lingue
straniere non ha mai
cambiato idea. Un modello
di emancipazione
femminile per la festa della
donna dellʼ8 marzo
appena trascorso. La
dottoressa Tricomi, ha
compiuto centʼanni il 24
novembre 2011. Arriva
frettolosamente nel suo
salotto. Elegante, dentro
un golfino di lana rossa e
lo sguardo concentrato.
Inizia a parlare della
grande avventura che è
stata la sua vita. “Al primo
anno del mio corso di
laurea noi donne eravamo solo tre, lʼanno
successivo due hanno abbandonato gli
studi, finché sono rimasta lʼunica donna
docenti compresi. Ho incontrato
moltissime difficoltà ma il giorno dopo la
mia specializzazione in malariologia già
lavoravo. Ho sconfitto la malaria a
Messina e in tutta la zona ionica”. Elena
Tricomi si è laureata allʼAteneo di
Messina nel 1937 e raggiunge presto
lʼemancipazione economica, intellettuale
e politica. “Ho dovuto lottare contro un
sistema retrogrado e condizionante,
fondato su una cultura che poneva lʼuomo
Elena Tricomi
Sopra Elena Tricomi,
la prima a destra,
allʼistituto di Igiene
dellʼUNiversità
di Palermo nel 1953.
Nella foto accanto,
festa della Befana
a Messina
il 12 gennaio
del ʻ64:
Elena Tricomi
consegna un dono ai
bambini poliomelitici
al centro e relegava le energie più vitali ai
margini della società. Mi sono armata di
molto coraggio per affrontare un percorso
spesso contro tutto e tutti”. Sembrano
lontani i tempi in cui il mondo femminile
finisce sullʼuscio di casa mentre la
dottoressa Elena parla da dietro la sua
scrivania storica. Specializzata in
malariologia viene trasferita nella valle
dellʼAlcantara con il difficile compito di
debellare la malattia endemica. “Ricevere
gli incarichi più difficili era la maniera degli
uomini di ostacolarmi - spiega la
dottoressa - ma io sono andata sempre
avanti. E sono stata assunta dal Comitato
di Sanità pubblica come dirigente della
Sezione sanitaria antimalarica, istituita a
Gaggi, che comprendeva cinque comuni
da Giardini Naxos a Francavilla”. Ha
iniziato una professione in un contesto
sconosciuto, complicato dai disagi della
malattia endemica e pericoloso per via
della seconda guerra mondiale in atto.
“Le campane suonate dal prete per
annunciare la fine della guerra sono un
ricordo indelebile. La situazione dopo la
guerra è andata a normalizzarsi e, tornata
al mio lavoro - racconta - ho scoperto la
preziosa collaborazione dei medici militari
americani. Gli alleati, avevano saputo che
insieme al mio staff sanitario curavo la
malaria soltanto con il solfato di chinino e,
mi hanno detto che solo questo farmaco
non poteva bastare ad uccidere i gameti
presenti nel sangue del malato; ed era
necessario aggiungere le compresse di
Atebrin”. Tra le attrezzature fornite dagli
americani cʼera anche il DDT. La
sostanza nociva, allʼepoca era
confezionata in pani che venivano sciolti
in acqua, serviva a disinfestare case,
acquitrini e vasche irrigue della zona
Ionica dove la zanzara Anopheles,
portatrice di malaria, deponeva le uova.
“Poi sono stata trasferita a Santa Teresa
di Riva, in pochi anni anche lì ho sconfitto
la malaria, e dal Ministero della Sanità mi
è arrivata la nomina di Avventizia di prima
categoria, cioè ero una precaria di oggi”.
Nonostante la legge sulle pari opportunità
del 1951 la strada alle donne rimaneva
sbarrata. “Ogni bando di concorso istituito
per la sostituzione del personale andato
in pensione - ricorda la signora Tricomi in calce ai documenti richiesti
concludeva: dal seguente bando sono
esclusi i candidati di sesso femminile.
Dopo alcuni anni, cʼè stata una grande
mobilitazione femminile. Le prime ad
agire sono state le donne laureate in
legge che aspiravano alla carriera di
notaio o di magistrato; per contattarci
hanno estrapolato i nominativi all'ordine
dei Medici di tutta Italia e quindi anche di
Messina. E ci hanno contattato
singolarmente. Dopo aver pagato una
quota, abbiamo affidato la nostra causa
ad uno dei migliori avvocati di Roma che
ha difeso i nostri diritti nelle sedi
opportune. Così - ricorda orgogliosa la
Signora Tricomi - finalmente nel 1961 fu
applicata la legge sulle pari Opportunità e
si sono pubblicati regolari concorsi senza
alcuna discriminazione. Era lʼaprile del
1961 quando fu bandito il primo concorso
per Medico provinciale dal Ministero della
Sanità per titoli ed esami. Ho partecipato
al concorso, superato lʼesame e sono
stata nominata Medico Provinciale.
Finalmente - conclude - per la prima volta
in Italia, una donna!”
I DATI
Una città di supercentenari
LʼITALIA Eʼ UN paese per vecchi, ma Messina è una città per centenari. Anzi per
ultracentenari. “Sono errori di trentʼanni fa i duecentoventuno supercentenari,
cioè le persone nella fascia dʼetà compresa da 100 a 120 anni, che risultano ancora nei nostri archivi. Alcuni – spiega Santino Lembo staff Ced di Messina –
hanno cambiato città e residenza per seguire i figli e altri, invece, non ci hanno
mandato alcuna comunicazione di morte. Il problema si dovrebbe risolvere attivando la Polizia municipale per verificare se effettivamente esistono ancora quelle persone centenarie registrate in quelle residenze”. Lʼistituto nazionale di statistica indica che in Italia risiedono più di sedicimila persone nate nella prima
decade del secolo scorso; di questi ben 13.040 sono donne e solo 3.105 uomini. Gli anziani messinesi sono il 14,9%, nella fascia dʼetà compresa da 70 a 120
anni (22.218 femmine e 14.446 maschi). Una sproporzione che si riscontra nella
popolazione generale dove le donne sono sempre più degli uomini: su 245.505
persone, 117.521 sono uomini e 127.984 sono donne. (M.V.)
pagina 42
centonove
postermostre
9 MARZO 2012
EVENTI. Il tempio di un intellettuale a tutto tondo in mostra a Ragusa
Andavamo in Piazza del Popolo
La produzione dell’architetto Ernesto Bruno La Padula nella sede della Guardia
di Finanza. Dalle contaminazioni della scuola romana al Palazzo della civiltà
Andrea e Silvia, nipoti di La Padula e Livia la moglie del fratello Emilio
DI GIADA DROCKER
RAGUSA. Nel suo studio, in
Piazza del Popolo n°3, a due
passi da via Margutta
gravitavano gli intellettuali, i
creativi, quegli artisti a tutto
tondo che per la cultura e di
cultura vivevano. E' questa la
cornice che racchiude la
produzione di Ernesto Bruno La
Padula, architetto, in una
mostra che gode del Patrocinio
del Ministero dei Beni culturali e
che è stata allestita nella nuova
sede della Guardia di Finanza in
piazza Libertà, a Ragusa, una
piazza forgiata da un progetto
proprio di La Padula. Una dei
padri del razionalismo in
architettura, Ernesto Bruno La
Padula, nato del 1902 a Pisticci,
primogenito di una famiglia
numerosissima, composta da 8
figli, viene citato come uno degli
architetti del Fascismo, per
«necessità» più che per
convinzione dal momento che
la sua storia personale, quella
foto di Matteotti celata dietro altre immagini,
racconta tutt'altro. La mostra, curata dalla nipote
Silvia La Padula con il prezioso aiuto ed i ricordi
della madre, Livia Natoli La Padula, moglie del
fratello di Ernesto, Emilio anch'egli architetto,
racconta la sua produzione artistica. Dalle prime
«contaminazioni» della Scuola Romana, fino agli
omaggi a Morandi, Sironi e Mafai, passando per
quell'opera architettonica conosciuta nel mondo
come «Palazzo della Civiltà», il nuovo colosseo,
il palazzo dell'Eur il cui bozzetto a tempera è
custodito al Moma, Museum of Modern art, di
New York. «Erano artisti a tutto tondo - spiega
Silvia La Padula; gli architetti curavano tutti i
dettagli; dagli arredi ai complementi, alle maniglie
delle porte, le vetrate, i decori, le opere d'arte, in
Ernesto
la Padula
insegna
all'Università,
è con il
fratello Emilio.
Nella foto in
basso,
Il progetto
originale conservato al
MOMA, NY
del palazzo
della civiltà
EUR
un unicum armonico in cui linee e senso dovevano
essere compiute». Il percorso della mostra si snoda
attraverso le prime produzioni pittoriche, i progetti,
gli abbozzi di ritratto in un periodo che dagli anni '20
arriva fino a pochi mesi dalla morte con alcune
opere incompiute. In una prima fase il Fascismo è
pagina 43
promotore di architettura, vengono indetti bandi
pubblici a cui possono partecipare solo gli iscritti al
partito. «L'autarchia imposta dal Duce comporta
una ribellione del movimento culturale che continua
ad attingere alle riviste clandestine del Nord Europa
e Ernesto La Padula da architetto integrale continua
a produrre, scrivere, dipingere ed insegnare. Il suo
progetto del Palazzo della Civiltà, che risale al
1937, parzialmente rimaneggiato dall'architetto del
Duce, Piacentini rappresenta un edificio in cui linea
e funzione si bilanciano in un unicum ponderato ed
attento. E' comunque simbolo del passaggio tra I e
II Millennio». Il post guerra segna l'abbandono dei
grandi progetti: «Intellettuali ed architetti non sono
coinvolti nella ricostruzione con danni enormi al
patrimonio culturale nazionale. Non più piazze ma
quartieri dormitorio. Ernesto La Padula dipinge una
Roma ferita in cui i colori e i toni della Scuola
Romana - racconta la nipote Silvia - diventano più
freddi e drammatici. Se ne va in Argentina dove
viene accolto con onori ed incarichi di prestigio.
Torna in Italia nel 1963, muore all'improvviso nel
1968. Nella sua produzione, si tocca il senso della
famiglia, la definizione attenta dello spazio».
L'utilizzo di supporti pittorici diversi, ad esempio la
masonite trattata con sabbia e cementite,
conferiscono a parte della sua produzione una
poesia rapita, interrotta bruscamente dalla morte.
«Ernesto Bruno La Padula amava coinvolgere tutti
gli artisti nelle sue imprese - conclude Silvia - per
dare appunto la completezza nelle realizzazioni,
dalle vetrate ai complementi d'arredo". Oggi lo
studio Lapadula di Via dell'Oca, 27 a Roma ora
ospita l'Archivio di Stato.
La mostra è visitabile fino al 15 Marzo nei locali del
Comando provinciale della Guardia di Finanza.
posterweekend
9 MARZO 2012
come... dove... quando...
venerdi' 9 marzo
CATANIA. “SILENT
AS ...” nuova creazione
per 8 danzatori ispirata
a posteriori a “Il silenzio
delle sirene” di Franz
Kafka. Da unʼidea di
Roberto Zappalà e
Nello Calabrò,
coreografia e regia
Roberto Zappalà.
Teatro Stabile di
Catania ore 21
MUSICA
sabato 10 marzo
CATANIA. Al Dea
BendataBoca do Rio in
Brasilian Live Music,
con Francesca Calabrò
(voce), Salvo Varrasi
(chitarra e voce),
Valerio Pellegrino
(batteria e percussioni).
Ore 21.30
PALERMO. Al Bier
Garten l'appuntamento
con Fritz Kalkbrenner. Il
CATANIA. “SILENT
AS ...” nuova
creazione per 8
danzatori ispirata a
posteriori a “Il silenzio
delle sirene” di Franz
Kafka. Da unʼidea di
Roberto Zappalà e
Nello Calabrò,
coreografia e regia
Roberto Zappalà.
Teatro Stabile ore 21
dj tedesco giunge nel
capoluogo siculo per la
prima volta e per l'unica
data meridionale di un
tour che lo sta portando
in giro per l'Europa.
Ore 22.30
CAPO DʼORLANDO. Il
cabarettista di Zelig
Paolo Migone, al Cine
Teatro Rosso di San
Secondo. Ore 21
L’Orchestra Les Eléments
GRANDE SUCCESSO per lʼOrchestra “Les Eléments”
al Palacultura “Antonello” di Messina. Lʼensemble barocco, ospite della Filarmonica Laudamo, si è fatto apprezzare in un repertorio dedicato ad alcuni tra i più famosi concerti strumentali di Bach. Lʼapproccio esecutivo di questa pregevole formazione – fondata dal flautista Piero Cartosio, che ne è anche il direttore, e dal clavicembalista Basilio Timpanaro – è guidato dal rispetto delle coordinate storico-stilistiche dei brani e da una, conseguente, grande attenzione filologica. Lʼesegesi della partitura viene
poi arricchita dalla buona sensibilità espressiva dei singoli musicisti; qualità di primaria importanza nel momento in cui si decide di restituire le composizioni eseguite al loro ristretto organico originario.
E se alcune scelte di tempo sembrano talora dare poco spazio alla
cantabilità nei concerti bachiani, particolarmente efficace, sul piano
della sintesi eufonica e della pertinenza espressiva, risulta lʼesecuzione dei brani di Telemann. Applausi convinti, al termine.
di Marco Olivieri
Amicizia speciale tutta da ridere
“QUASI AMICI” (“INTOUCHABLES”), il film francese scritto e diretto da Olivier Nakache ed Erik Toledano, combina con efficacia uno sguardo acuto sulla società e lʼattenzione alle sfumature di individui ai margini. Emarginati a causa della propria origine, come Driss (Omar Sy),
nato in Senegal, o perché rimasto paralizzato dopo un incidente con
il parapendio, come è avvenuto al ricco aristocratico Philippe
(François Cluzet). In una villa elegantissima, si assiste al divertente
confronto tra mondi antitetici e, smontando luoghi comuni e pietismi
sullʼhandicap, i due saranno capaci di instaurare un rapporto profondo. Ben scritta, la commedia tocca piccole e grandi verità – combinando vita, arte e musica - come capita di rado nelle produzioni italiane degli ultimi anni. In fase di sceneggiatura, il personaggio di Driss,
tra radici strappate e presente nella banlieu, andava sviluppato, ma
il risultato è esilarante.
“Quasi amici” di O. Nakache e E. Toledano
In programma nella sala “Visconti”
e nelle multisale Uci Cinemas e Iris di Messina
Fano, per la regia di
Alessio Pizzech;
protagonista
Sebastiano Lo
Monaco. Teatro
Comunale. ore 21
PALERMO. Julia
sull'albero, regia di
Mari Siragusa, con
Mari Siragusa e Dario
Frasca. AllʼAgricantus.
Ore 17.30
CATANIA.
“SILENT AS ...”
nuova creazione
per 8 danzatori
ispirata a “Il
silenzio delle
sirene” di Franz
Kafka. Da
unʼidea di
Roberto Zappalà
e Nello Calabrò,
coreografia e
regia Roberto
Zappalà. Teatro
Stabile di Catania
ore 21
TRECASTAGNI.
'Per non morire di
mafia' - dal librodenuncia di
Pietro Grasso - è
tratta lʼomonima
versione scenica
di Nicola Fano,
Scritto, interpretato e diretto dall’enfante prodige Paravidino
DI GIGI GIACOBBE
MESSINA. Dario Tomasello lo
ha invitato varie volte a
Messina in convegni teatrali e
pure in quella kermesse alla
Laudamo, appellata
“Paradosso sullʼautore”,
ruotante attorno alla nuova
drammaturgia italiana di cui
Fausto Paravidino è un
esponente di spicco.
Genovese di nascita,
Paravidino con quella faccia
da bambino non sembra che
compirà 36 anni il prossimo 15
giugno. Eppure, questo enfant
prodige del teatro italiano che
a soli 14 anni comincia a
Fausto Paravidino
lavorare in teatro ha già alle
spalle un curriculum
eccezionale. A 19 anni si mette in luce scrivendo e
dirigendo “Trinciapollo”. A 22 riceve il premio UBU
per aver scritto la migliore novità italiana titolata
“Due fratelli- Tragedia da camera in 53 giorni” e a
23 anni appare nel film “La vita degli angeli” di Pupi
Avati e in “Vuoti a perdere” di Massimo Costa.
Arriva poi “Texas” alla Biennale di Venezia,
interpreta il ruolo di “Ranocchia” nella serie
televisiva “Romanzo criminale” con la regia di
Stefano Sollima e nel 2009 è nei panni di Gianni
Schicchi nella miniserie televisiva “Moana”,
dedicata alla vita di Moana Pozzi. Nel 2010 viene
invitato a recitare nella prestigiosa Comedie
Francaise di Parigi dopo essere transitati negli
anni Goldoni, Pirandello, DʼAnnunzio, Pasolini,
Dario Fo e i nostri Spiro Scimone e Francesco
anniversari
A lezione di jazz con il Brass Group
Sting, 25 anni di carriera a Taormina
Fondazione “The Brass
Group” di Palermo.
Il programma
dellʼiniziativa, che si
articolerà nel corso di
un mese e mezzo,
spazia dai principi di
fisica, acustica,
elettronica e
informatica per i luoghi
della musica e nella
composizione musicale
ed esecuzione
strumentale, ai luoghi e
agli spazi per le attività
musicali nella città
contemporanea fino
appunto alla musica
jazz come paradigma
esemplificativo e
applicativo.
ACIREALE. 'La
scuola delle mogli' di
Moliere, con Enrico
Guarneri e Patrizia
Pellegrino. Teatro
Maugeri, ore 21
TRECASTAGNI. 'Per
non morire di mafia' dal libro-denuncia di
Pietro Grasso - è tratta
lʼomonima versione
scenica di Nicola
Il diario di Mariapia
musica
PALERMO. Si è tenuta
giovedì 8 marzo,
allʼUniversità di
Palermo, la prima
lezione del corso
sperimentale dedicato
allʼIngegneria della
musica, nel quale le
lezioni dei professori si
intrecceranno con
concerti, momenti di
guida allʼascolto e
conferenze di critici.
Promosso nellʼambito
delle attività formative
integrative, il corso
nasce dalla
collaborazione tra
diversi corsi di laurea
della facoltà di
Ingegneria e dalla
domenica 11 marzo
MESSINA. Una commedia neoplastica alla Sala Laudamo
di Cesare Natoli
NUOVEVISIONI
centonove
TAORMINA. Sarà il
teatro antico di Taormina
una delle tre tappe del
tour italiano 2012 di
Sting. Il 13 luglio,
dunque, avrà luogo
quello che probabilmente
sarà il più rilevante
evento della stagione
musicale estiva in Sicilia,
uno show di grandissimo
spessore internazionale
capace di attirare nella
Perla dello Jonio, quel
turismo dʼelite già visto lo
scorso anno in occasione
del concerto di Carlos
Santana. E gli
organizzatori dellʼevento
sono i medesimi, a
cominciare da Carmelo
Sframeli. Nella scorsa stagione ha presentato alla
Laudamo “La malattia della Famiglia M” e da questa
sera, venerdì 9 sino a domenica sarà protagonistaregista-autore di “Il diario di Mariapia- Una
commedia neoplastica”.
Come in tanti altri suoi lavori, il tema di questa pièce
ruota attorno alla famiglia di Paravidino, in
particolare su sua madre Maria Pia Cristofolini,
medico e ammalata di cancro. Lui vede la madre
oltremodo depressa e ne parla col medico curante,
la dott.ssa Varese, che in passato aveva condiviso
con sua madre il progetto dʼun libro di medici che
raccontano la propria malattia. La madre torna ad
essere medico, trova una spinta vitale e comincia a
scrivere un diario. Quando muore, Fausto
Paravidino riordina gli appunti, li manda ad amici e
da non perdere
Costa che debutta con la
sua nuova società, la
Musica da Bere srl, e che
collaborerà anche questa
volta con Taormina Arte.
Il concerto di Sting avrà
poi il patrocinio del
Comune di Taormina.
Compositore, cantante,
autore, attore, attivista,
Sting sarà
accompagnato a
Taomina da una band
formata dal suo
chitarrista storico
Dominic Miller, e poi da
David Sancious
(tastiere), Vinnie Colaiuta
(batteria), Peter Tickell
(violino elettrico) e Jo
Lawry (voce).
La donna perfetta ai Magazzini
MESSINA. Il regista
messinese Vincenzo
Tripodo mette in scena lo
spettacolo teatrale “la
donna perfetta”
interpretato da Mariella
Lo Sardo. Stavolta non
sotto lʼala del Teatro
Vittorio Emanuele di
Messina. Lo spettacolo
sarà ai Magazzini del
Sale sabato 10 e
domenica 11 marzo ore
21 solo con
prenotazione. Senza
escludere comicità, il
messaggio retrogrado
della donna decorativa in
“la donna perfetta” è
ispirato allʼopera di Jean
Cocteau “la voix
pagina 44
mollata; mi ricorda tante
amiche”. “La donna
perfetta” è un titolo nato
dalla voce inglese
registrata di una
bambolina, giunta
dallʼAmerica con Tripodo
e presente durante le
prove. La voce della
bambola rassicura il
humaine” del 1930. Al
telefono cʼera “la voce
umana” troppo umana di
Anna Magnani nel film
del 1948. “Ritengo quella
lettura troppo
melodrammatica che
andava bene per quegli
anni ma –
confessa il
regista – ho
sempre provato
profonda
simpatia per
questo tipo di
donna: è una
donna patetica,
vittima delle sue
scelte sbagliate
e che sapeva
Vincenzo
sarebbe stata
Tripodo
marito come fa un
“angelo del focolare”.
“Abbiamo estrapolato
una serie di frasi, che
potevano andare bene
con il testo di Cocteau,
tipiche della donna volta
a costruirsi solamente
compiacendo lʼuomo –
spiega Lo Sardo – ma in
realtà si tratta di una
donna che soffre”. Né il
regista né lʼattrice
credono più a questa
donna sofferente o
giacente in un letto; la
comicità con cui hanno
trattato il personaggio di
Cocteau è ispirata
dallʼanacronismo del
modello femminile che
risale a 50 anni fa ma
ancora oggi presente.
posterweekend
centonove
lunedi' 12 marzo
per la regia di
Alessio Pizzech;
con Sebastiano Lo
Monaco. Teatro
Comunale. ore 21
PALERMO. Julia
sull'albero, regia di
Mari Siragusa, con
Mari Siragusa e
Dario Frasca.
AllʼAgricantus. Ore
17.30
CATANIA.
Parson
Dance
Company,
vera e propria
icona della
'Post Modern
Dance'
statunitense,
al Teatro
Metropolitan
ore 21.30
MESSINA.
“La grafologia
- Chi scrive
disegna se
stesso”.
Incontro con
la grafologa
Barbara
Taglioni.
Circolo
Pickwick,
alle 20
martedi' 13 marzo
C. DʼORLANDO.
'Ben Hur - una storia
di ordinaria periferia'
di Gianni Clementi,
con Paolo Triestino,
Nicola Pistoia,
Elisabetta De Vito,
regia Nicola Pistoia.
Al CineTeatro Rosso,
ore 21.
PALERMO. Ala Sala
Wenders dei Cantieri
parenti e suo zio Cesare gli manda pure un diario
della madre.« Da allora – scrive Paravidino - ho
sempre cercato il modo di tradurre questa materia
in qualcosa di fruibile per gli altri. Un poʼ perché le
esperienze trasformanti della mia vita sono la
materia più attuale dalla quale io possa attingere,
un poʼ perché era implicito nel mandato del diario
stesso. Ho pensato di metterlo in scena tale e
quale, ho provato a scrivere dei soggetti per il
cinema e sono passati tre anni. Poi è arrivato il
pretesto, una richiesta dellʼIstituto Italiano di
Cultura a Stoccolma per una rappresentazione al
Dramaten, il teatro di Bergman, regista caro a mia
madre che mi aveva allevato nella contemplazione
delle sofferenze di Liv Ullmann prima di mostrarmi
le sue. Così ho scritto questa commedia per tre
attori che interpretano più personaggi». I tre attori
sono Iris Fusetti, lo stesso Paravidino e Monica
Samassa. « Cʼè poi un ribaltamento nella nostra
messa in scena – scrive ancora Paravidino – Iris e
io (attori e testimoni) interpretiamo tutti i personaggi
(noi compresi) che interagiscono con Monica
Samassa (attrice) che interpreta mia madre, che
non conosceva prima di leggere la pièce. Sembra
che funzioni, cʼè una specie di scambio di ruoli che
fa sì che la pièce riesca a vivere come pièce più
che come testimonianza affrancandola dal ricatto
emotivo che ne minaccia lʼoperazione “Guardate
che tutto è vero”. Quello che cerchiamo di portare
in scena – continua ancora Paravidino – è una
festa del teatro e una sfida alla recitazione. Morire è
dare pian piano lʼaddio alle cose che sapevamo
fare. Diventare grandi attori è conquistarsi
lʼeconomia. Se noi non riusciamo più a muoverci,
ad avere una vita autonoma, a parlare bene, a
pensare bene, siamo ancora persone? Se noi
facciamo lo stesso in scena siamo ancora attori?
Pensiamo di sì, ma non lo diamo per scontato, è il
lavoro che stiamo facendo. La pièce comincia con
uno spettacolo di Shakespeare, la festa del teatro
per eccellenza, continua con dei virtuosismi, cambi
di stile, passaggi di luogo, due attori che fanno una
pletora infinita di personaggi, poi pian piano, a
mano a mano che la protagonista perde le sue
facoltà la cosa diventa più semplice fino ad arrivare
a qualcosa di molto vicino al nulla, ma che invece è
pieno di qualcosa».
mostre
Lo Zodiaco di Luca Indaco
TAORMINA. “Lo Zodiaco ed
oltre…” è il titolo della
personale di Luca Indaco che,
sotto lʼegida di “Omaggio a
Taormina”, organizzata
dallʼassociazione “Arte &
Cultura a Taormina”,
inaugurata il 2 marzo, ospite
della “Fondazione Mazzullo”
presso il Palazzo Duchi di S.
Stefano sino al 28 dello stesso
mese. Unʼesposizione di
incisioni, olii, sculture, che
rende conto in maniera
panoramica del talento del
giovane artista taorminese, che
lo ha già portato ad esporre al
Padiglione Italiab della 54°
Biennale di Venezia curata da
Vittorio Sgarbi. Un talento che
viene fuori in modo prepotente -
e potente - soprattutto nelle 12
incisioni che rappresentano i
segni zodiacali del titolo,
eseguite con la tecnica
dell'acquaforte su matrice di
zinco, e nelle 3 incisioni,
realizzate con la tecnica
xilografica su matrice di legno,
rappresentanti le “Isole Matrioske”. Il segno continuo,
deciso, forte nella sua
consapevolezza dellʼincidere fa
da contraltare a soggetti dalla
resa quasi fiabesca. Nelle tele,
“Le isole”, dapprima quasi
indefinite ed appena
abbozzate, moltiplicandosi
acquisiscono unʼidentità
iconografica femminile piena e
conclamata, divenendone alla
fine tout - court il simbolo.
Culturali della Zisa
sarà proiettato
'Bungalow', per il
cineclub 'La deutsche
vita' con la rassegna
dal titolo 'I ragazzi ci
guardano Storie di
infanzia e
adolescenza,
processi di
identificazione e
maturazione'.
9 MARZO 2012
mercoledi' 14 marzo
PACE DEL MELA
'4 5 6' di Mattia Torre,
con Massimo De
Lorenzo, Carlo De
Ruggeri, Cristina
Pellegrino e Franco
Ravera. Auditorium
Comunale, ore 21.
TRECASTAGNI.
'Occidente solitario' di
Martin McDonagh,
regia Juan Diego
Puerta Lopez. Con
Claudio Santamaria,
Filippo Nigro, Nicole
Murgia, Massimo De
Santis. Al Teatro
Comunale, ore 21
PALERMO. Al Centro
Culturale Biotos Cena
Concerto 'La mensa
sonora' di Biber Fuori abbonamento;
Ore 21
CATANIA
giovedi' 15 marzo
PALERMO.
Quintetto per chitarra
ed archi di Luigi
Boccherini, con
l'ensemble
'Alessandro Scarlatti'
e la partecipazione
solistica di Marco
Cappelli e Andrea
Fossà. Ore 21 al
Teatro Politeama
Garibaldi
TRECASTAGNI
. 'Occidente
solitario' di
Martin
McDonagh,
regia Juan
Diego Puerta
Lopez, è una
storia di
incomunicabilità
e vendette
familiari che
schiera in scena
il magnifico
quartetto
formato da
Claudio
Santamaria,
Filippo Nigro,
Nicole Murgia,
Massimo De
Santis. Teatro
Comunale, ore
21
DE GUSTIBUS di Massimo Lanza
I Brunelli da non perdere
Un momento dello spettacolo. Sotto, Lucia Sardo
La nave delle spose
All’Ambasciatori lo spettacolo di Lucia Sardo
per la regia di Giuseppe Dipasquale
CATANIA. Quanta storia è passata dalle donne? E quante
storie segrete di dolore, lacerazione, speranza, passione, ne
hanno attraversato i cuori, senza che mai se ne sapesse nulla:
quella delle donne è una storia in gran parte segreta,
dimenticata, rimossa, persino “indimenticabile” perché mai
annotata, registrata, considerata come realtà di cui prender
atto. E parliamo di tutte le donne, in gran parte del mondo e in
ogni epoca. Ma si tratta anche di una storia che procede verso
unʼemancipazione totale: non si tratta soltanto realizzare leggi
che stabiliscano in modo certo la totale
parità tra uomini e donne, ma soprattutto
di vincere culture millenarie che le hanno
relegate, mute e mortificate nella loro
dignità, ai confini della storia. Procede in
questa direzione il senso de “La nave
delle spose”, lo spettacolo prodotto dal
Teatro Stabile di Catania a partire da
unʼidea di Lucia Sardo ed Elvira Fusto, in
scena al Teatro Verga dallʼ8 al 30 marzo
per la regia di Giuseppe Dipasquale; in
scena, oltre alla stessa Sardo, ci sono
Miko Magistro, Ornella Brunetto,
Annalisa Canfora, Giada Colonna,
Valeria Sara Costantin, Enzo Gambino, Rosario Minardi,
Federica Sandrini, Luana Toscano; le musiche sono di Mario
Incudine, i costumi di Marella Ferrera, i movimenti scenici di
Donatella Capraro, le luci di Franco Buzzanca. La storia è
quella di otto donne, otto siciliane tutte molto diverse tra loro,
che sʼimbarcano alla volta dellʼAmerica apparentemente per
sposarsi, ma in realtà per realizzare definitivamente il loro
sogno di libertà. Ad imbarcarsi sulla “nave delle donne” sono:
«Rosa che ha 12 anni, è venuta da un paese dellʼentroterra
siciliano. Quando le è arrivato il pacco del promesso sposo
dallʼAmerica, con dentro il vestito per maritarsi, non aveva
ancora il ciclo mestruale. Sogna un matrimonio romantico, e
scoprirà, imbarcata a forza, che sotto quel vestito si cela un
sacrificio. Maria, la sordomuta, è stata scelta per la dote del
silenzio. Ha 16 anni, porta due grandi pietre nelle tasche, il solo
mezzo per comunicare con gli altri. Iolanda è una trentenne
che sta fuggendo da un marito mafioso. Santina è una sorta di
barbona pazza. Giulia detta July, è una ventenne aristocratica
siciliana, figlia di un astronomo taorminese. Gina è unʼorfana,
una trovatella della ruota, cresciuta in un convento di suore.
Emma, infine, è una prostituta alle dipendenze di una tenutaria
palermitana».
Paolo Randazzo
pagina 45
PER IL BRUNELLO DI MONTALCINO il 2007 è una
grande annata. Classificata allʼepoca con cinque stelle, il massimo dei voti, lʼattesa per provare i “nuovi” vini era dunque davvero spasmodica tra addetti ai lavori
ed appassionati. Durante lʼannuale kermesse “Benvenuto Brunello” sempre ben organizzata dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino ho avuto modo
di provare tantissimi Brunello ʼ07 e lʼimpressione generale è stata positiva. Tanti vini ben fatti e di sicura
longevità, tanti vini originali che ben rispecchiano il terroir da dove nascono e soprattutto il vitigno che li genera, il Sangiovese. Lʼimpressione è che passato il
momento in cui andavano di moda i vini in stile californiano per intenderci, come magari li richiedeva il
mercato Usa, da parte dei produttori si sia colta subito lʼopportunità di tornare allʼantico con vini vera
espressione di un territorio che da sempre consente
di ottenere grandi vini con il Sangiovese. Non ho lo
spazio per citare tutti i vini che mi hanno colpito ma se
durante i vostri giri dovreste imbattervi in un Brunello
ʼ07 di Salvioni non esitate a comprarlo e metterlo in
cantina riproponendovi di aprirlo ancora tra un paio
dʼanni. Buono anche il Brunello ʼ07 San Lorenzo, balsamico e fresco, molto piacevole anche il Brunello Fornace ʼ07 de Le Ragnaie profondo e persistente. Grande piacevolezza anche per il Brunello ʼ07 di Gianni
Brunelli Le Chiuse di Sotto, tipico e coerente al vitigno
dʼorigine. Da non perdere il Brunello ʼ07 Tenuta Nuova di Giacomo Neri, ampio, speziato ed elegante, di
rara eleganza anche lʼAltero ʼ07 di Poggio Antico.
SICILIA DA ASSAGGIARE!
Busiate al ragù di scorfano
IN QUESTA RUBRICAproviamo a raccontare la storia della Sicilia attraverso le ricette della tradizione.
Ingredienti: 600 g busiate, 400 g di filetti di scorfano, 30 g pinoli, 100 g cipolla di Giarratana, aglio rosso di Nùbia, 30 g di uva sultanina, 1 dl di Marsala,
vino bianco, 500 g passata di pomodoro, 150 g di
mollica fresca, sale, olio extravergine dʼoliva, pepe. Fare ammorbidire lʼuva sultanina nel Marsala.
Nel frattanto in una padella capiente mettete lʼolio,
la cipolla tritata, lʼaglio rosso intero e fare rosolare
a fuoco basso. Aggiungere i filetti di scorfano, salare, pepare e sfumare con del vino bianco. Unire
la passata di pomodoro e fare cuocere per 30 minuti circa. Aggiustare di sale e pepe e solo a fine
cottura unire lʼuva sultanina sgocciolata dal Marsala. Cuocere la pasta, scolarla e mantecarla in una
padella con il pesce. Servire spolverando il tutto
con agghia e muddica, ossia la mollica tostata condita con aglio e olio extravergine dʼoliva.
Disio Hostaria
Via dei Monti, 98049 - Serro
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posterlettere&...
9 MARZO 2012
MESSINA DRASTICA di Fabio Amato
HERITAGE
Vatti a fidare di manager e giornalisti
A occhi chiusi
MESSINA. Incontro gli amici per
strada, mentre passeggio per la nostra
città e mi dicono: "Scrivi per Centonove? E parli di
Messina? E cosa dici? Rimango attonito . Ma cosa
devo scrivere su una città devastata dalla siccità,
dalla spazzatura, dall'olezzo delle persone che
non possono lavarsi, dai resti organici ed
alimentari lasciati da tutti gli intellettuali che hanno
partecipato alla "Notte della Cultura". Una città che
sembra la scenografia del film "Fuga da New
York" . Basta cambiare il titolo e diventa "Fuga da
Messina". Scappiamo tutti da questa città.
Messinesi non fate figli. Andiamocene in Burkina
Faso, e staremo meglio sicuramente. A chi invece
non vuole o non può scappare (come me),
propongo un giro panoramico con visite guidate
per la nostra città nei punti cruciali e più
caratteristici per motivarli maggiormente a restare.
Potremmo chiamare tutto ciò "La settimana della
Controcultura ". Lunedì: Visita guidata agli angoli
più nascosti della città, suggestivo, per vedere le
montagne di spazzatura, suppellettili varie,
automobili, resti di motocicli e biciclette, nature
morte, opere uniche fatte dai cittadini messinesi,
che giustamente non possono tenere la
spazzatura in casa. Martedì: Visita guidata alle
buche delle strade, trasformate in vulvani artificiali
attivi, oppure in vasche sulfuree-termali gratuite
per tutti. Anche a Messina abbiamo le Terme!
Mercoledì: visita guidata alle pozzanghere,
trasformate in piscine comunali dove si terranno
dei corsi di nuoto ed acqua-gym, con docenti
specializzati. Giovedì: visita guidata all'acquedotto
della nostra città, esempio unico al mondo di
acquedotto tardo Romanico e quindi non
sufficiente ed adeguato ai nostri tempi. Infatti
restiamo sempre senza acqua! Venerdì: visita
guidata alle scale sparse nella nostra città, che
uniscono le varie strade creando dei percorsi
alternativi con scorciatoie e belvederi panoramici,
da dove poter ammirare rifiuti organici,
spazzatura, bottiglie rotte, mattonelle e sanitari
vari, sterpaglie e quant'altro. Molto caratteristico
ed istruttivo per la raccolta differenziata. Sabato:
visita guidata ai Tir, camions rimorchi che
attraversano la nostra città per farsi una cultura
completa di tutte le marche e tipologie. Istruttivo ed
esaustivo. Rimane la domenica. Cosa facciamo?
Ma andiamo al mare, sulla spiaggia, sdraiamoci al
sole e godiamoci la splendidea natura che ci
circonda e che nessun amministratore, sindaco,
politico, o chicchessia sia mai riuscito per fortuna a
distruggere. E godiamo , ad occhi chiusi.
ECOLOGIA E AMBIENTE
DIBATTITI DI ROCCO CHIRIELEISON
centonove
TUTTI, IN QUANTO UMANI, siamo soggetti a fare delle errate valutazioni o a
spararle grosse su questo o quellʼargomento. Ma quando gli “attori” sono grandi
manager o affermati giornalisti le attenuanti sono difficili da trovare. Mi riferisco ad
una partecipazione di Chicco Testa alla trasmissione di radio 3 “Tutta la città ne
parla” dello scorso 6 marzo e ad un articolo di Nicola Porro su “il Giornale” dello
scorso 21 febbraio. Chicco Testa, nel corso della discussione che verteva sulla
Tav in Val di Susa e sulla valutazione costi-benefici dellʼopera, si è lanciato in una
serie di similitudini paradossali affermando che con lʼanalisi costi-benefici oggi
non avremmo lʼAutostrada del Sole, né gli antichi romani avrebbero costruito le
strade consolari e gli acquedotti. Inoltre, ha continuato, trattandosi di unʼopera
concordata con lʼUnione Europea, non possiamo fare questa “cattiva figura” dopo
ventʼanni di discussioni. E poi, concludeva, che lʼimpegno economico per lʼItalia
sarebbe limitato, visto che buona parte dei capitali li mette lʼEuropa (!!?).
Beh, che un ex presidente di Legambiente ed ex deputato di Pci e Pds, nonché
professore universitario e manager di una serie di importanti società pubbliche e
private, consideri, anche se come paradosso, la Tav (ma probabilmente anche il
ponte sullo stretto) necessaria come le strade consolari e gli acquedotti costruiti
dagli antichi romani, o anche come lʼAutostrada del Sole, dimostra una grossa
miopia, vicina alla cecità. Infatti a nessuno può sfuggire che oggi, così come
siamo sullʼorlo del fallimento (individuale e come paese) per i consumi superflui e
gli sprechi, così siamo sulla via di non ritorno in materia ambientale per gli
eccessi e gli abusi fatti, specialmente nellʼultimo secolo. Insomma, oggi
dovrebbe essere chiaro a tutto il mondo che questo ritmo di consumi – compreso
quello del territorio – sta portando alla catastrofe ambientale. Si dovrebbe capire
che bisogna categoricamente evitare di arrecare altre ferite allʼambiente, così
come si dovrebbe fare tesoro delle esperienze negative maturate per fare in
modo che nei paesi in via di sviluppo si convoglino aiuti (economici e in knowhow) affinché non si muoia più per insufficienza di cibo e di acqua e per malattie,
e, nello stesso tempo, agire affinché quei paesi non commettano il gravissimo
errore fatto dai ricchi paesi occidentali e salvaguardino il loro ambiente cercando
di mantenere un più intelligente e utile contatto con la natura. Per quanto
riguarda poi il ragionamento (!) che gli abitanti della Val di Susa, e gli italiani tutti,
non dovrebbero preoccuparsi del costo dellʼopera perché buona parte dei soldi li
mette lʼEuropa, dovrebbe servire da cartina di tornasole per valutare le qualità
manageriali di questʼuomo visto che dimostra di credere che i soldi europei
arrivino da un altro pianeta e non dai suoi cittadini, e quindi anche da noi italiani.
Per quanto riguarda il vice direttore de “il Giornale”; Nicola Porro se la prende,
usando molto sarcasmo, con il fatto che il Governo Monti ha introdotto nel testo
del disegno di legge sulla corruzione pubblica anche una fattispecie generale di
corruzione tra privati. E se la prende a cuore perché sarebbe un disastro per i
tribunali che si intaserebbero inutilmente, dice lui, di un nuovo reato che ha “quel
sapore orribilmente moralistico di volere perseguire un obiettivo etico con la
sanzione penale”. E perché, secondo lui, la corruzione “per definizione è
pubblica” mentre nel privato basterebbe il diritto civile e quello commerciale,
mentre “per i casi più gravi esistono già i reati di bancarotta o eventualmente di
truffa”. Questa la sintesi dellʼarticolo. Mi chiedo: ma è così difficile capire la gravità
della corruzione? Se un medico si fa corrompere da una società farmaceutica per
prescrivere un certo farmaco, statene certi che il valore della corruzione
rappresenterà un costo per il produttore del farmaco, e come tutti i costi anche
questo andrà a scaricarsi sul prezzo di vendita, e quindi sulla collettività. Lo
stesso per un dirigente del settore acquisti di una società privata qualsiasi che si
fa pagare sottobanco per privilegiare quel certo fornitore e non un altro. Del resto
non sarà certamente un caso se il nostro paese detiene dei poco encomiabili
primati, alcuni anche mondiali, in materia di prezzi al consumo.
[email protected]
Rendiamo omaggio
agli uomini illustri
DI SERGIO BERTOLAMI
MESSINA. La Provincia che
intitola la Galleria d'arte moderna e contemporanea al critico dʼarte Lucio Barbera. La Giunta municipale che approva le sepolture del libraio Antonino Bonazinga e del giornalista Franco Bonardelli
nellʼarea del Gran Camposanto destinata
agli Uomini illustri. Vivaddio qualcosa cambia a Messina. Si accresce la considerazione verso «lʼeccezionale esperienza di
alcuni tra i protagonisti dellʼetà trascorsa
ma presente; vivi oltre il tempo loro concesso, in virtù dʼintramontabili magisteri
esercitati ben al di là dei ruoli specifici». Le
parole sono proprio di Bonardelli. Alla sua
memoria la libreria Ciofalo ha dedicato il libro “Angeli maestri. Le guide spirituali allʼimpegno culturale” e rieditato la mostra
“Coccodrilli d'autore”, pagine commemorative pubblicate dai quotidiani giunta la
notizia della morte di eminenti personalità.
Questʼanno, però, lʼesposizione cominciava col ricordo commosso del suo curatore. Solo a febbraio del 2010 Franco mi spediva per posta poche righe ed un foglio di
Gazzetta: «Ti invio questa pagina dedicata al mio Maestro, alla quale particolarmente tengo, anche in funzione di riferimento a una ben identificabile e affidabile
linea culturale». Si riferiva a Gianfranco
Contini, che apprezzava quanto mai. Gli
telefonai curioso di sapere quale fosse il fil
rouge che vi intravvedeva. Come Contini
si districava fra gli “scartafacci” non utilizzati dagli scrittori nella versione ultima dei
loro scritti – che tuttavia potevano diventare “organicamente validi” – così in un mio
libro che avrebbe dovuto recensire, ma
che non ho mai voluto presentare pubblicamente, scorgeva affinità di metodo. Forse nella ricerca dei segni del quotidiano e
del marginale, che allʼimprovviso divengono rivelatori di realtà cui finora pochi hanno prestato attenzione. Valeva la pena di
discuterne, di continuare a lavorarci su,
provare con modestia a dare un contributo alla ricerca. Ad altri estendo il suo invito.
[email protected]
di Anna Giordano
Tornano i falchi, nonostante il fuoco
GLI INCENDI DIVORANO ettari ed ettari, anche in questi mesi invernali, poi continuano in primavera, esplodono in estate e proseguono in autunno. Pezzi, pezzetti, intere colline, la mano che appicca il fuoco sa quasi sempre quando pioverà, ed ecco che un intera collina sopra
Orto Liuzzo scompare nelle fiamme il giorno prima dellʼalluvione del 21 novembre scorso. Ma chi li appicca non
sempre lo fa se poi piove, e comincia a bruciare sotto forte dei Centri, vicino Salice, poi nella zona di Forte Campone, ed ancora, Monte Castelluccio, quelli che vedo e
chissà quanti sono quelli che distruggono, silenziosamente, senza troppi clamori e quasi nessun intervento,
ettari ed ettari di macchia mediterranea, praterie substeppiche, alberi che crescono dopo anni da un prece-
dente incendio, destinati a non diventare mai grandi in questa terra senza speranza. Il Corpo Forestale fa quel che
può, ridotti allʼosso in un territorio enorme da controllare, a riportare legalità
lontano dalla città che assume sempre
più lʼaspetto perfetto dellʼanarchia assoluta, che poi si trasferisce, armi e bagagli, sui monti un
tempo placidi, ora assaliti da cavallette umane. Moto da
motocross sfrecciano e tentano di rompere i recinti che
lʼAzienda Foreste ha realizzato con grande cura. Superano gli ostacoli semplicemente creando pericolosissimi
percorsi che moto dopo moto, diventano i primi e irreversibili solchi di nuovo dissesto. Irrompono con la loro tremenda sonorità nel silenzio dei monti, interrompono camminate piacevoli e il suono della natura. Con targhe e non,
diventano i padroni di un territorio, avvilenti invasori della pace altrui. Eppure, nonostante gli sforzi convinti di frui-
pagina 46
tori e distruttori della natura, il fascino dei Peloritani non
cede di un passo. Lʼerica fiorisce, la ginestra tra poco
esploderà di un giallo ineguagliabile, i ruscelli si faranno
strada con le cascate ancora intonse, i pendii ripidi si staglieranno con le ombre che la terra che gira farà fare al
sole, spesso celato da nubi, nel nome del clima oceanico
che qui impera e comanda. Gli incendi saranno i precursori di nuove frane, insieme alle ruspe mai ferme che assillano gli angoli ancora salvi di un Comune che ha avuto
la sventura quasi costante, di essere amministrato da chi
non ama questa terra, ma ha a cuore spesso, gli interessi di pochi e ha viaggiato senza scoprire che altrove il rispetto di ciò che di unico si possiede, è lʼarma migliore per
un economia sana e alla portata di tutti. Gli errori sono
compiuti e ancora si compiono, pagheremo il prezzo di
questa cecità, fatta anche di indifferenza e di tracotanza.
Nel frattempo aspetto i falchi, i primi sono già arrivati, nel
cielo di questa terra che amo.
poster...commenti
centonove
ANALISI. Dopo le primarie a Palermo emergono le contraddizioni del centrosinistra
Pd, l’intricata matassa
DI
FRANCESCO PALAZZO
PALERMO. Parliamoci chiaro.
Anche se non ci fossero stati i 151
voti di vantaggio di Ferrandelli
sulla Borsellino, e quest'ultima
avesse prevalso sul filo di lana, il
dato politico di queste primarie
non sarebbe poi cambiato di
molto. Il male è preesistente al
voto nei gazebo. Questo
centrosinistra è profondamente
spaccato in due parti. A far da
spartiacque l'esperienza del Pd
alla regione. Il consenso espresso
nei gazebo, non ha fatto altro che
registrare e immortalare questo
quadro. Chi si aspettava che le
primarie potessero fare da
unguento su una ferita ormai
purulenta ha tentato un azzardo
senza speranza. In primis il
segretario regionale del Pd
Giuseppe Lupo. Ma non è soltanto
lui ad aver fatto finta di non capire.
Un po' tutti nel partito hanno
chiuso a chiave nello sgabuzzino
la questione e si sono concentrati
sul braccio di ferro del 4 marzo,
sperando chissà cosa. Adesso la
disputa si riapre. E già ci ha
pensato un leader nazionale,
Enrico Letta, a dire che da
Palermo viene fuori una richiesta
di allargamento della coalizione. A
ruota seguiranno, non ci vorrà
molto, i fautori, all'interno del PD
siciliano, di questa soluzione. Che
siccome il partito non riesce a
risolvere con gli strumenti previsti,
tipo il referendum, la scarica sulle
spalle di Palermo oggi e sulla
Sicilia domani, quando si andrà a
votare per la regione. Ma anche i
netti oppositori fuori dal Partito
Democratico hanno scelto la
scorciatoia senza dirimere il punto
nodale. Nessun patto siglato in
qualche albergo palermitano
poteva sciogliere come il sale
sulla minestra due prospettive
politiche così divaricanti sul futuro
della Sicilia. Ora il malato si è
aggravato. Il responso dei
gazebo, più che appianarlo, ha
approfondito il solco esistente tra
le due parti. E non ci riferiamo ai
segretari di partito o alle
nomenclature varie, ma proprio
all'elettorato del centrosinistra.
Può essere pure che dalle stanze
delle segreterie si arrivi alla fine a
sposare la soluzione più o meno
unitaria di facciata. Ma c'è una
parte molto consistente di elettori
ed elettrici che dice chiaramente
che non voterà mai il candidato
vincente alle primarie. E non è un
fatto personale, crediamo, ma
Giuseppe Lupo
proprio una visione
profondamente diversa sugli
orizzonti immediati e a medio
termine della politica siciliana. E'
una fotografia strappata a metà
dagli stessi elettori. Sin da subito i
leader democratici vincenti,
sventolando scompostamente le
decine di voti in più, hanno chiesto
la testa del segretario nazionale.
Come se da Roma venisse il
problema, il virus contaminante.
Storia vecchia. Come sempre, le
cose non stanno così. Il problema è
tutto siciliano. I paragoni con le
primarie svoltesi a Genova, Milano,
Napoli o Cagliari sono fuori luogo.
Perché quelli che oggi rimproverano
al segretario nazionale l'imposizione
di una candidatura, sono gli stessi
che nel 2008, alle regionali,
fortissimamente vollero il bollo
ufficiale di Roma sulla candidatura di
Anna Finocchiaro alla presidenza
della regione. Senza passare dalle
primarie, che pareva male, e poi
perdendo in modo molto più
disastroso di come oggi Giuseppe
Lupo viene sconfitto alle primarie.
Eppure, sono ancora lì a
dare le carte. Non
scherziamo. Dei problemi
del PD siciliano non è
Bersani il colpevole. Cosi
come, guardando a tutto il
centrosinistra, è inutile
tirare nella bagarre Di
Pietro o Vendola. E qui che
la questione va risolta,
andando alla fonte del
problema, senza isterismi
e senza ipocrisie.
Spiegando chiaramente al
corpo elettorale cosa si
vuole fare. Se le strade
delle due parti in causa si
divaricheranno ne
prenderemo atto subito.
Inutile affidare,
nuovamente, al segreto
dell'urna delle elezioni di
primavera lo sbrogliamento
della matassa. Così come
capiremo le eventuali ragioni
comuni, se ci sono, che potrebbero
sostenere la continuazione di un
percorso. Comprendiamo che una
campagna elettorale è il momento
sbagliato per fare questi
ragionamenti. Ma il tempo passato è
stato male utilizzato e ormai il muro è
davanti a tutti. Ma si lasci perdere
Roma. I partiti, a livello nazionale,
avranno tanti problemi. Ma in questo
caso non c'entrano proprio nulla.
ANIMAL HOUSE di Roberto Salzano
Prevenzione a quattro zampe
MESSINA. Ormai gli animali domestici sono trattati a
tutti gli effetti come veri e propri componenti delle
famiglie italiane. Eppure ci sono molti padroni che
ricordano di condurre il proprio amico a quattro
zampe ad una visita veterinaria solo in condizioni di
urgenza e necessità. È per questo motivo che non si
può non pubblicizzare unʼiniziativa volta ad
incentivare un più frequente e regolare rapporto tra
padroni e veterinari. Unʼiniziativa che torna per il
settimo anno, dopo avere riscosso grandi successi.
LʼAnmvi (Associazione Nazionale dei Medici
Veterinari Italiani) e Hillʼs Pet Nutrition promuovono
per il mese di marzo la “Stagione della prevenzione”.
La campagna mira a dare un forte impulso alla cura
degli animali domestici: lʼedizione 2012 parte già con
un record, dal momento che hanno
deciso di aderire ben quattromila
ambulatori, con un incremento dellʼ11%
rispetto allo scorso anno. Ciò che conta
veramente è che una normale visita di
controllo preventivo può essere decisiva
affinché un animale di casa goda di ottima salute,
perché diverse tra le malattie che più di frequente
rendono difficile la vita agli amici a quattro zampe
risultano essere controllabili grazie ad un periodico
esame dal veterinario. Patologie che colpiscono gli
apparati scheletrico, cardio-circolatorio, nervoso,
metabolico, renale, visivo, uditivo ed ematico di cani
e gatti possono essere tranquillamente prevenute
ricorrendo alla consulenza del medico veterinario.
Per sapere dove per prenotare la visita gratuita è
possibile collegarsi al sito
www.stagionedellaprevenzione.it.
pagina 47
9 MARZO 2012
ELIODORO
Il nomade stanziale
CATANIA. Un campo di
calcio trasformato in
accampamento per
nomadi, una parte di
boschetto recintata e
accessibile solo a chi ci
vive dentro, una
baraccopoli alle spalle
del cimitero, costruita
con lamiere e travi di
legno. Sono cinque gli
insediamenti di rom nella
periferia sud della città,
da dove escono in cerca
di elemosina e, in
alternativa vista che la
generosità è sempre
minore, di piccola
refurtiva. Una situazione
insostenibile, non tanto
per i nomadi che non
sembrano soffrire per
condizioni di vita che
dovrebbero essere
inaccettabili, ma per gli
involontari "vicini di
casa", costretti a subire il
degrado del quartiere e
condizioni di rischio
continuo. E il campo di
calcio, invaso da roulotte
fatiscenti, e a pochi metri
dall'aeroporto. Il
benvenuto a Catania!
150 PAROLE DA PALERMO
Otto marzo e dintorni
“A VOI FEMMINE la patente dovrebbe essere strappata in mille pezzetti” – così mi ha apostrofato un passante perché, a causa di unʼautomobile in seconda fila, ho impiegato qualche istante di troppo nel calcolare lo spazio tra la mia macchina e quella che stavo incrociando. La cosa che mi ha più ferito non è stata la
frase, pur ingiusta e pesante (guido da oltre trentʼanni:
tranne qualche banale tamponamento, sino a oggi non
ho causato danni a nessuno), ma il fatto che la donna
che stava accanto a quellʼuomo abbia accompagnato
la frase con un complice sorriso. Ora, non voglio enfatizzare lʼaccaduto dando troppo peso a un antifemminismo di maniera purtroppo diffuso a Palermo, ma a
quella donna che ha fatto da spalla allʼinsulto nei miei
confronti, vorrei dire qualcosa. Alla fine, tutto ritorna:
se non sta allʼerta, il signore un giorno la patente di donna vorrà strapparla anche a lei.
Maria DʼAsaro
ANTIBUDDACI di Dino Calderone
Aiutare la vita
MESSINA. I centri di aiuto alla vita sono attivi da
molti anni e si basano sullʼimpegno di volontari
che dedicano tutte le energie disponibili a questa nobile
causa. La responsabile del Centro di Aiuto alla vita “Vittoria
Quarenghi”, Irene Visigoti, mi ha recapitato una lettera
indirizzata al Direttore e agli operatori dei Consultori di
Messina. Una lettera intensa, dai contenuti molto forti,
coinvolgente. Vengono elencati alcuni dati a livello locale
che fanno comprendere immediatamente come il numero
degli aborti effettuati a Messina sia in forte aumento e che
quindi sarebbe necessario e urgente migliorare i servizi per
prevenire questo fenomeno. I dati sono effettivamente
drammatici. Sommando gli aborti effettuati nelle tre
strutture sanitarie (Policlinico, Papardo, Piemonte) il
numero è di 535 nel 2009 e di 806 nel 2010, con un
incremento veramente impressionante. Non è solo
lʼembrione umano a farne le spese. Prevenire lʼaborto
significa evitare di procurare alla donna un grave trauma sul
piano psichico che lʼaccompagnerà per tutta la vita. Ma è
tutta la società a risentirne sul piano etico e sociale. Eʼ
chiaro quindi che il problema non si riduce al rafforzamento
e miglioramento dei Consultori. Tutte le agenzie educative
dovrebbero, sostiene giustamente Visigoti, promuovere
una cultura attenta al rispetto della vita.
[email protected]
La Camera di Commercio di Messina, in sinergia con l’Assessorato Regionale alle Attività
Produttive, scommette sui processi di internazionalizzazione a favore delle imprese, promuovendo
la Nautica e la cantieristica messinese, con lo scopo di fornire al mondo imprenditoriale
un panorama di azioni e di attività utili a razionalizzare la loro presenza all'estero.
A tal fine, dal 4 all’8 marzo, circa 15 operatori provenienti dagli Emirati Arabi, dagli Stati Uniti
d’America e dalla Russia hanno visitato la città dello Stretto e la sua provincia,
incontrando l’imprenditoria locale.
Queste le aziende aderenti al progetto Internauta: Acquamarina, Aicon, Aquamar, Calemar, Marinello,
Nadir Marine, Naval Team, Saver, Costruzioni Nautiche Marino
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Ruby, verbali a luci rosse Alla corte del preside Romano L`alleanza