Suggerimenti per strutturare percorsi di
orientamento in vista delle scelte
successive alla Scuola Media
Introduzione
Perché “orientiamoci”? Perché non solo i ragazzi
hanno bisogno di “orientarsi”, ma anche, prima di
loro, gli adulti che dovrebbero aiutarli nel lungo
percorso, fino al termine della scuola secondaria di
I° grado, soprattutto nella fase finale che porta alla
prima scelta importante della loro vita: cosa fare
dopo gli esami? Proseguire gli studi? Indirizzarsi a
corsi professionalizzanti? Quale è la scelta migliore
per ciascuno? Cosa si deve aver ben chiaro prima di
scegliere? Quali sono le “offerte”? Cominciamo
parlando di due parole fondamentali ……
Parole - chiave
SCELTA OBBLIGO
E’ uno degli aspetti
fondamentali del
percorso di
orientamento, che, in
realtà, è appunto un
percorso di SCELTA.
Ma i ragazzi sanno
scegliere? E gli adulti
sanno insegnare a
scegliere?
Punto dolente della nostra scuola.
Se ne ragiona dall’Ottocento,
appariva come punto di forza
della scuola media unificata,
quasi una bandiera per la reale
affermazione di gran parte diritti
costituzionali, ma nel 2010
l’Italia non ha ancora raggiunto
quello che in gran parte dei paesi
occidentali è un dato di fatto da
tempo: l’obbligo scolastico a 18
anni
Impariamo a
scegliere
Suggerimenti per aiutare i nostri
alunni a compiere scelte consapevoli
Educare a scegliere non è certo cosa da poco,
ma un insegnante può cercare di aiutare i
ragazzi, anche solo facendoli riflettere su
alcuni aspetti fondamentali del processo di
scelta: non ci si deve affidare ad un generico
“mi piace”, ma è necessario avere ben chiare
sia le possibilità che ci vengono offerte sia le
risorse che sono a nostra disposizione.
Impariamo a scegliere:
suggerimenti operativi
Programmazione motivata e condivisa con gli
studenti, in relazione anche alle necessità
evidenziate, di attività didattiche per riflettere sul sé,
sugli altri, sulla relazione, sull’ambiente.
Lettura di testi di vario genere a tema, con
l’utilizzo di schede di comprensione, letture e
discussioni sulle tematiche dell’adolescenza, visione
di film, discussioni guidate e libere, circle time.
 Questionari di autovalutazione da completare
individualmente e da discutere collettivamente (vedi
dopo le schede e le proposte in rete)
Organizzazione di attività che favoriscano la libera espressione
di sentimenti, opinioni e valutazioni, tali da accompagnare gli
studenti nell’analisi delle proprie capacità e dei propri
interessi, attraverso i seguenti percorsi formativi:
•Riconoscere la scelta di orientamento come situazione-problema e
organizzare il percorso di soluzione
•Definire i termini della propria scelta personale
•Identificare le informazioni necessarie e individuare e quelle ancora da
reperire
•Far emergere le proprie preferenze e aspirazioni
•Identificare e valutare le competenze acquisite in ambito scolastico e non
•Individuare i condizionamenti della propria situazione familiare e
ambientale
•Costruire un percorso orientativo che tenga conto in modo realistico di
abilità, interessi e condizionamenti
•Formulare una relazione/uno schema finale sul procedimento e i risultati
del percorso di scelta effettuato
Suggerimenti operativi:
la simulazione
• Divisione in gruppi, attribuzione a ciascuno di un compito
organizzativo (la festa di compleanno, un’uscita per andare al
cinema, l’acquisto di un regalo per un amico…),
• Discussione interna al gruppo sull’individuazione di ciò
che serve per attuare il proprio progetto e di ciò che si ha a
disposizione (le risorse disponibili e quelle necessarie),
stesura delle fasi del percorso.
• Verbalizzazione scritta
• Condivisione con la classe da parte di ciascun gruppo.
• Conclusioni: come “funziona” la scelta? Elaborazione di
uno schema riassuntivo condiviso.
Dalla simulazione alla realtà, attraverso discussioni
a gruppi e collettive, riflessioni scritte individuali,
colloqui personali
Riapplichiamo quanto abbiamo scritto nello schema precedente
alla nostra realtà: cosa serve sapere PRIMA di scegliere il tuo
futuro dopo la fine del I° ciclo di istruzione?
1)Devi “leggere” bene dentro di te e capire cosa ti piacerebbe,
ma anche cosa sai fare adesso, quali sono realmente le tue risorse
2) Devi sapere cosa ti viene offerto dall’esterno (le scuole, il
lavoro…)
3)Devi calibrare ciò che vorresti con ciò che puoi fare, cioè con
le risorse reali (anche materiali, come percorsi da compiere, costi
e risorse economiche a disposizione, permesso dei genitori e
tanto altro)
Materiali utilizzabili
Schede di autovalutazione in copia cartacea
 Schede di autovalutazione in file word
(questionario.doc)
Esempi di schede da compilare in rete:
– http://www.jobtel.it/Default.aspx?sezid=10&action=test&id=4
&idt=14
– http://orientamento.regione.fvg.it/Questionario_inf/Login.aspx
?ReturnUrl=%2fQuestionario_inf%2fquestionario%2fquestion
ario.aspx
 Letture antologiche: cfr il materiale cartaceo raccolto
dalle FS per l’orientamento e la copia esemplificativa
dei quaderni di lavoro
Obbligo: tra diritto e dovere
La parola obbligo spaventa i ragazzi, che infatti
vedono il venire a scuola come un “obbligo”, un
dovere per definizione non piacevole. Forse se fossero
vissuti in un’epoca o in luoghi dove i diritti dei
bambini venivano/vengono ignorati, il lavoro minorile
è normale e l’istruzione privilegio di pochi, i nostri
ragazzi comprenderebbero come l’”obbligo” scolastico
è per loro più un diritto inviolabile, mentre il dovere di
farlo rispettare è soprattutto del mondo adulto.
Parliamo di “obbligo scolastico”:
le prime disposizioni legislative del Regno
d’Italia
• 1859 - L’obbligo scolastico inizia con la legge Casati del
1859, che prevedeva la gratuità e obbligatorietà della
scuola elementare
• 5 lug 1877 - Caduta la Destra storica, la Sinistra liberale
riesce a far approvare quella legge del 15 luglio 1877, nota
con il nome del Ministro della PI Coppino, che sancisce in
particolar modo l' obbligatorietà del corso inferiore della
scuola elementare che da due anni passa a tre,
comminando sanzioni pecuniarie ai genitori che non
provvedevano all' adempimento dell'obbligo scolastico dei
figli.
Obbligo tra scuola e formazione
nella legislazione più recente
• 11 feb 1998 - Contratto di formazione e lavoro e
inadempimento dell'obbligo formativo: ovvero tutto ciò
che è reale è razionale, nota a Cass. 11 febbraio 1998
• 17 mag 1999 - Con la L. 53, infatti, è stato "ridefinito ed
ampliato", dopo tre anni di applicazione, l'obbligo
formativo introdotto dall'art. 68 della legge 17 maggio
1999, n. 144 che ha consentito la realizzazione dei corsi
biennali dell'obbligo formativo in tutte le province
• 12 lug 2000 - 22. Viene esclusa l'attività formativa
aggiuntiva prevista per l'assolvimento dell'obbligo
formativo all'interno del percorso di apprendistato, di cui al
DPR 12 luglio 2000
• 26 gen 2007 - Si ricorda che il richiamato accordo non
permette l'assolvimento dell'obbligo scolastico nella
formazione professionale ma solo nei corsi (istruzioneformazione o formazione-istruzione) sperimentali triennali
di cui all'accordo quadro del 26/1/2007. Il dispositivo
amministrativo precisa che : nel caso in cui l'Istituzione
scolastica non abbia co-progettato il percorso prescelto
dovrà trasmettere la domanda dello studente, corredata dal
necessario “nulla osta”, per l'iscrizione ...
Le scuole superiori
L’offerta delle Scuole superiori cambia ogni anno, sia per
l’adeguamento a disposizioni di legge in continua
evoluzione, sia per la volontà dei singoli istituti di
rispondere alle esigenze dell’utenza e dle mondo del
lavoro. Pe ril dettaglio dell’offerta formativa dlele scuole
della provincia si rimanda al sito dell’Osservatorio
Scolastico Provinciale, che, oltre a riportare indicazioni su
ogni scuola, contiene i link con i siti dei vari istituti.
http://osp.provincia.pisa.it/search-g/per_istituzioneS.asp
I corsi professionalizzanti
ANNO SCOLASTICO 2011/2012
Il riordino dell’istruzione secondaria superiore prevede che
gli Istituti Professionali, così come gli Istituti Tecnici e i
Licei, possono rilasciare esclusivamente diplomi di istruzione
secondaria superiore al termine di un percorso di cinque anni.
Per continuare ad assicurare un’offerta formativa che
risponda alle esigenze e alle aspettative di tutti i ragazzi e in
linea con le specifiche richieste del mercato del lavoro
locale, la Toscana ha costruito il nuovo Sistema di
Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) , che
permette ai giovani, in un percorso triennale, di conseguire
una qualifica professionale regionale.
Dall’anno scolastico 2011/2012 gli studenti in uscita
dalla scuola media, pertanto, dovranno frequentare un
percorso quinquennale d’istruzione liceale, tecnica o
professionale per conseguire un diploma di istruzione
secondaria superiore, o un percorso triennale di
Istruzione e Formazione Professionale per conseguire
una qualifica professionale regionale.
Il sistema regionale di IeFP si articola in percorsi triennali
fondati, sulla base di un accordo tra Regione e USR , sulla
progettazione congiunta di Istituti Professionali ed
Enti di formazione accreditati dalla Regione.
Si accede al sistema di IeFP iscrivendosi ad un Istituto
professionale, frequentandone un primo anno e proseguendo
nella scuola o presso un ente di formazione professionale
accreditato dalla Regione.
La scuola e l’ente rilasciano la stessa qualifica professionale
regionale attraverso modalità didattiche e formative differenti
per permettere a tutti i ragazzi di raggiungere una solida
preparazione di base e acquisire qualificate competenze
professionali.
Il primo anno, fortemente orientativo, permette ai ragazzi, di
capire le proprie attitudini e quindi di scegliere la modalità
formativa che meglio risponde alle proprie aspettative.
Elenco dei corsi attivi in Toscana nell’a.s. 2011/2012
http://www.giovanisi.it/files/2011/09/Scheda_dati_progetti_ips2011-12-3.pdf
I link utili
• http://ufficioscolasticopisa.indire.it/nuovo/index.php
• http://ufficioscolasticopisa.indire.it/~pipv2/nuovo/istituties
cuole_cartina.php
• http://www.istruzione.it/
• http://fse.regione.toscana.it/fse2/jsp/ddw/ipub/index.jsp
• Elenco dei corsi IeFP attivi in Toscana nell’a.s. 2011/2012
http://www.giovanisi.it/files/2011/09/Scheda_dati_progetti
_ips2011-12-3.pdf
• http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sitoRT/Contenuti/sezioni/lavoro_formazione/formazione/rubri
che/piani_progetti/visualizza_asset.html_1775933335.html
Link interessanti
• http://www.scuolelivigno.it/orienta/index.htm
• http://www.orientamentoirreer.it/irre/materiali/
5%20burba.pdf
Un tentativo di prevenire la dispersione: il
modello toscano di Istruzione-formazione
Il ritiro del modello toscano
di Istruzione-formazione
2.11.2010, la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionali i commi
2-3 dell’art 3 della Legge Regionale toscana, L.R. n.63 del 2009, in
materia di istruzione e formazione professionale in cui si prevedevano le
modalità di assolvimento dell’obbligo scolastico e di conseguimento della
qualifica professionale triennale. Si trattava di un primo biennio
interamente e solamente scolastico e di un terzo anno professionalizzante
realizzabile o dalle scuole accreditate o dalle agenzie formative regionali
con modalità integrate. Per la Regione Toscana non si trattava solo di una
previsione, perché in questi anni di transizione la norma è stata già
applicata e sperimentata, ci si apprestava quindi a farla diventare
definitiva, nonostante norme nazionali abbiano esplicitamente previsto la
possibilità di assolvimento dell’obbligo anche nei percorsi regionali di
formazione professionale.
Motivi dell’illegittimità del modello
La Corte Costituzionale ne ha dichiarato l’illegittimità per due ragioni.
1) La prima è di metodo. La Regione Toscana avrebbe violato il principio di
leale collaborazione con lo Stato, perché avrebbe deciso unilateralmente senza
attendere che fossero introdotti gli accordi fra Stato e Regioni espressamente
previsti dalla legge. Ad avviso della Corte essi si sono realizzati solo con
l’Accordo in Conferenza Stato-Regioni del 29 aprile 2010 che fissa repertori e
standard delle figure professionali del sistema di IFP.
2)
La seconda è sostanziale. La Corte, accogliendo le tesi del ricorso della
Presidenza del Consiglio dei Ministri del gennaio di 2010, ritiene che quello
previsto dalla Regione Toscana sia un percorso formativo terzo, diverso da
quelli contemplati per assolvere l’obbligo. La sua struttura romperebbe l’unità
del sistema di istruzione e formazione e costituirebbe un ibrido rispetto ai
percorsi sia ordinari che sperimentali.
Sistema regionale di istruzione e formazione professionale
(dal Sito della Regione Toscana)
Il Sistema Regionale di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) prende avvio dall’anno scolastico e formativo
2011/2012 dopo un lungo iter normativo e di confronto tra i soggetti istituzionali e le parti economiche e sociali interessate.
L’evoluzione della normativa nazionale di riferimento ha portato alla necessità di ridefinire l’architettura del Sistema
Regionale in coerenza con le scelte strategiche adottate dalla Regione Toscana nell’attuale fase transitoria di attuazione della
riforma del secondo ciclo di istruzione e formazione professionale.
Alcuni elementi chiave della normativa nazionale hanno, quindi, delineato il quadro di riferimento per la definizione del
Sistema e per l’integrazione tra il sistema dell’Istruzione (in particolare dell’Istruzione Professionale) e il sistema regionale
della formazione professionale.
In particolare, il decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito con modificazioni nella legge 2 aprile 2007, n. 40 e, in
particolare, l’articolo 13, comma 1-quinques prevede l’emanazione di apposite linee guida nazionali, al fine di realizzare
organici raccordi tra i percorsi degli istituti tecnico-professionali e i percorsi di istruzione e formazione professionale
finalizzati al conseguimento di qualifiche e diplomi professionali, di competenza delle regioni, compresi in un apposito
repertorio nazionale. Con intesa in Conferenza Unificata del 16 dicembre 2010, recepita con Decreto del MIUR n. 4 del 18
gennaio 2011, vengono approvate tali Linee guida, che indicano, tra l’altro, elementi utili per la stipula degli accordi tra
Regioni e Uffici Scolastici Regionali.
Un altro passaggio rilevante per l’attuazione della riforma è stato rappresentato dall’approvazione del D.P.R. 15 marzo 2010
n. 87 “Regolamento recante norme concernenti il riordino dell’istruzione professionale”, che, all’art. 2, comma 3, prevede
che gli Istituti professionali possano svolgere, in regime di sussidiarietà e nel rispetto delle competenze esclusive delle
Regioni in materia, un ruolo integrativo e complementare rispetto al sistema di Istruzione e Formazione Professionale, di cui
al capo III del decreto legislativo n.226/2005, ai fini del rilascio delle qualifiche e dei diplomi professionali inclusi in un
repertorio nazionale previsto dall’art.13 della citata legge n.40/2007.
Tali qualifiche sono state definite con Accordo Stato – Regioni del 29 aprile 2010 recepito con Decreto Interministeriale del
15 giugno 2010 riguardante il primo anno di attuazione dell’anno scolastico e formativo 2010-2011 dei percorsi di Istruzione
e Formazione Professionale a norma dell’art. 27 comma 2 del D.Lgs 226 del 17 ottobre 2005.
- Dgr n. 40 del 31 gennaio 2011 - Allegato C, elenco dei percorsi di istruzione e
formazione professionale di durata triennale da attivarsi per l'anno scolastico
2011-2012 da parte dagli Istituti professionali di Stato della Toscana.
- Dgr n. 69 del 14 febbraio 2011 - Accordo per la realizzazione nell’anno
scolastico 2011/2012 di percorsi di Istruzione e Formazione Professionale di
durata triennale, in regime di sussidiarietà, da parte degli Istituti Professionali
statali della Regione Toscana, ai sensi dell’art.2, comma 3 del D.P.R. 15 marzo
2010, n.87.
- Dgr del 04.07.2011, n. 549 concernente l'”Approvazione degli Indirizzi per la
realizzazione dell'offerta regionale di istruzione e formazione professionale per
l'anno scolastico e formativo 2011-2012”.
- Dgr N. 591 DEL 11.07.2011 concernente "DGR 532/06 smi Approvazione
disciplinare sistema delle competenze.Modifiche e integrazioni.
- Slides presentate all'incontro con IPS della Toscana nel seminario del 13.07.2011
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