Venezia 24 maggio 2010
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Premessa
Il PIL da solo non basta
Perché ?
NON DICE NULLA DEL BENESSERE E DELLA FELICITÀ DELLA
POPOLAZIONE, NÈ DELLA SOSTENIBILITÀ DELLO SVILUPPO
SOCIALE E AMBIENTALE
LA QUALITÀ DELLA VITA NON è SOLO PIL
NECESSITÀ DI INDICATORI ALTERNATIVI CHE MISURINO
L’EFFETTIVO LIVELLO DI BENESSERE
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2
Obiettivo
COSA NON VOGLIAMO FARE:
demolire il PIL
costruire un indicatore unico (almeno per ora)
COSA VOGLIAMO FARE:
Elaborare un vettore di indicatori che a livello
territoriale (provincia) consenta di:
valutare l’integrazione tra sistemi locali;
individuare nuovi fattori di competitività;
identificare policy per generare un circolo virtuoso
di crescita.
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3
Gli sviluppi recenti internazionali
A partire da un dibattito internazionale ormai condiviso (Sen, Stiglitz, …) i
principali eventi istituzionali sono:
OCSE (2004)
lancia il Global Project on Mesauring the Progress of
Society ponendo al centro del dibattito la necessità di
individuare nuovi indicatori
Commissione europea
(agosto 2009)
presenta la comunicazione “Non solo
PIL. Misurare il progresso in un mondo
in cambiamento” indicando 5 misure per
l’elaborazione di indicatori ambientali e
sociali
Commissione Sarkozy
(settembre 2009)
presenta un rapporto dove evidenzia
l’uso improprio e parziale degli
indicatori socio-economici e individua
otto aree tematiche da monitorare
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4
L’esperienza italiana
Fondazione Symbola
PIQ – Prodotto Interno di Qualità –
misura quanta parte della ricchezza è
legata alla qualità e all’innovazione
Organizzazione Sbilanciamoci
QUARS – Indice di Qualità dello
Sviluppo Regionale – misura la
qualità della vita nelle regioni italiane
Legambiente
Ecosistema urbano – Rapporto sulla
vivibilità ambientale dei capoluoghi di
provincia italiani
Sole 24Ore
Dossier Qualità della vita – misura la
vivibilità delle provincie italiane
Sole 24Ore/Centro Studi
Sintesi
BIL – Benessere Interno Lordo –
tenta di andare oltre il PIL
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Perché il Veneto?
È UN SISTEMA ECONOMICO REGIONALE COLLOCATO NELL’AREA
PIÙ DINAMICA DEL PAESE
HA REGISTRATO UNA CRESCITA ECLATANTE NEL MEDIO LUNGO
PERIODO
Aspetti peculiari:
1)
2)
3)
4)
tasso di imprenditorialità elevato;
sistema locale di piccole e medie imprese con specializzazione manifatturiera;
apertura internazionale;
piena occupazione.
Ma a fronte della ricchezza accumulata fino agli anni ’90:
1) allentamento della crescita
2) bassa produttività
3) dubbi sull’intensità dell’innovazione
In un contesto attuale di crisi economica persistente
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Veneto regione d’Europa
Pil a partità di potere d'acquisto per abitante.
Anno 2007.
PIL a parità di potere di acquisto per abitante. Anno 2007
Lussemburgo
Irlanda
Paesi Bassi
Svezia
Austria
Veneto (IT)
Danimarca
Finlandia
Regno Unito
Germania
Belgio
Francia
Spagna
Italia
Cipro
Grecia
Slovenia
Repubblica Ceca
Malta
Portogallo
Estonia
Slovacchia
Ungheria
Lituania
Lettonia
Polonia
Romania
Bulgaria
68.500,0
36.900,0
32.900,0
30.600,0
30.600,0
30.300,0
30.200,0
29.400,0
29.100,0
28.800,0
28.800,0
27.000,0
26.200,0
25.800,0
23.300,0
23.100,0
22.100,0
19.900,0
19.000,0
18.800,0
17.100,0
16.900,0
15.600,0
14.800,0
13.900,0
13.600,0
10.400,0
9.400,0
0
20000
40000
Fonte: elab. Unioncamere del Veneto su dati Eurostat
IL VENETO È UNA DELLE AREE PIÙ RICCHE E
DINAMICHE IN EUROPA COME TESTIMONIANO I DATI:
è tra i Paesi a più elevato Pil pro capite:
Veneto = 30.300 euro
Media UE-27 = 24.900 euro
Media Italia = 25.800 euro
Il Pil del Veneto è di 145,5 miliardi di euro e
contribuisce per una quota pari all’1,2% al
Pil dell’UE
60000
80000
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Il Veneto in Italia
TURISMO
Caratteristiche
del
VENETO
 1° regione italiana per presenze
(60 milioni circa)
 1° regione italiana per arrivi
(14 milioni circa)
 Venezia è al 2° posto come città
più attraente per turisti stranieri
con 5,2 milioni di arrivi nel 2008
FISCALITÀ
• Contribuisce alla perequazione
con 127 miliardi di euro pari a
3.400 euro per abitante
• Pressione tributaria: 32,9% del
Pil regionale
• Residuo fiscale procapite: 4.315
euro (anno 2007)
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RICCO CAPITALE ECONOMICO
interconnesso a un
RICCO CAPITALE SOCIALE
La carenza di senso civico, rispetto
delle regole, altruismo e attenzione
alle persone sembra essere correlata
ad un modesto capitale economico
8
Misura del benessere ?
DEFINIZIONE DEL BENESSERE
Non è un concetto oggettivo ma dipende dalla percezione soggettiva relativa a:
condizioni ambientali
condizioni economiche
situazione familiare
stress
rete di rapporti sociali
tempo libero
salute
equità (economica e sociale, politica) ecc.
VALUTAZIONE DEL BENESSERE
Dipende dalla funzione di preferenza soggettiva valutata in un contesto
multidimensionale
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Benessere e progresso: le variabili
diverse dal PIL
Obiettivi intermedi
Obiettivi finali
Economia
Ambiente
Reddito (flusso)
Terra
Ricchezza (stock)
Acqua
Politica e governo
Atmosfera
Partecipazione, diritti
Biodiversità
Sicurezza
Benessere percepito dagli individui
Accesso ai servizi
Sanità
Cultura
Conoscenza
Cultural heritage
Lavoro
Leisure
Benessere materiale
E una dimensione orizzontale
Libertà
Povertà
Relazioni sociali
Ineguaglianza
Sostenibilità
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Rischio e vulnerabilità
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Gli indicatori semplici:
PIL
Sistema
Produttivo
1. AREA TEMATICA:
RICCHEZZA ECONOMICA
Imposizione
fiscale
Rischi
Consumi
oggi
Reddito
Disponibile
Ricchezza
Consumi
“collettivi”
Protesti
Consumi
correnti
Consumi
domani
Consumi
Durevoli
Depositi
bancari
Risparmi
Indicatori disponibili
Indicatori mancanti
Benessere
Individui
Altre forme di
Asset allocation
Indicatori scartati
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Gli indicatori semplici:
2. AREA TEMATICA:
SANITÀ
PIL
Speranza
di vita
Assistenza
sanitaria
Strutture
di offerta
Mortalità
infantile
Malattie
croniche
Indicatori disponibili
Malattie
Cardocircolatorie
Indicatori mancanti
Indicatori scartati
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Gli indicatori semplici:
CO2
Rischio
sismico
PIL
Indicatori
di carico
Urbanizzazione
Policy =
mitigazione
3. AREA TEMATICA:
AMBIENTE
Rischio
idrologico
Eco
sistema
Depurazione
acque
Raccolta
differenziata
Obiettivi
finali
Verde
urbano
Indicatori disponibili
Indicatori mancanti
Auto
euro4
Benessere
individuale
Indicatori scartati
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… e gli altri indicatori
ISTRUZIONE
RELAZIONI
SOCIALI
SICUREZZA
LAVORO
TEMPO LIBERO
Tasso iscrizione
universitaria
Organizzazioni di
volontariato
Numero furti, rapine,
omicidi
Tasso occupazione
15-64 anni
strutture culturali
ricreative
Laureati
Donatori di sangue
Tasso mortalità per
incidenti stradali
Indice di
imprenditorialità
Indice di sportività
Diplomati
Cooperative sociali B
Truffe e frodi
Tasso di
disoccupazione
Indice assorb.libri
Tasso iscrizione
scuola superiore
% stranieri su
residenti
Minorenni denunciati
per delitto
Tasso di
disoccupazione
femminile
Bar e ristoranti
Biblioteche
Condannati
Agenzie di viaggio
Istituti per l'infanzia
Minori condannati
Spesa annua procapite
per spettacoli
Istituti scolastici
Tasso di disoccupazione
Indice di vecchiaia
Tasso di occupazione
stranieri
Veicoli per km di rete
stradale
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Problematiche ed estensioni nel
processo di selezione e valutazione
indicatori semplici
Ad oggi: riassunto della letteratura, selezione e commento indicatori
Passi successivi:
dimostrare la non correlazione con indicatori già noti (PIL)
dimostrare la variabilità relativa a differenziazioni territoriali
sovra - macro (Veneto in Europa, solo qualitativa)
provinciale (le province del Veneto, prima analisi quantitativa)
misure del benessere
policy
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Aggregazione degli Indicatori
Calcolo di Indici aggregati
Motivazioni ed obiettivo: l’aggregazione sintetizza l’informazione,
sia per identificare politiche che per un confronto tra ambiti territoriali
Vantaggi:
visibilità delle performance complessive
comparabilità degli ambiti territoriali
formalizza e rende esplicite le preferenze adottate per la
procedura di calcolo (ed il conseguente ranking)
Svantaggi:
inevitabile perdita di informazione
dipendenza dalla modellizzazione e dal sistema delle preferenze
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Problematiche ed estensioni nel
processo di aggregazione (1)
Chi assegna le preferenze (“pesi”)? Un esperto? Diversi
esperti? Politici, manager, portatori di interessi … ?
Come valutare il consenso tra diversi Attori? E, di conseguenza,
la variabilità di opinioni …?
Analisi di sensitività rispetto alle variazioni dei parametri 
maggiore o minore robustezza in funzione delle diverse
preferenze espresse.
Clusterizzazione: raggruppare realtà caratterizzate da valori
sufficientemente prossimi tra loro degli indicatori  similarità tra
differenti realtà territoriali
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Problematiche ed estensioni nel
processo di aggregazione (2)
Il valore “aggregato” di un criterio è calcolato per mezzo di un
opportuna funzione matematica che ha per argomenti i valori dei
sotto-criteri (Multi Attribute Value Theory)
Procedura bottom-up: dal livello inferiore (indicatori) fino alla radice
dell’albero decisionale (valore dell’ INDICE)
INDICE (Livello 0)
Livello 1: 8 Aree tematiche
(Ambiente, Salute, etc.)
…..
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….
…
Livello 2: Indicatori semplici
(PIL, CO2, scolarità, …)
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Il PIL non è tutto…
…e le prime analisi lo dimostrano!
AMBIENTE
Valore aggiunto procapite
VALORE AGGIUNTO
per abitante
TONNELLATE
Tonnellate
di CO2 per abitanteCO2
per abitante
Valore aggiunto
per abitante (euro)
27.000 a
25.000 a
21.200 a
16.100 a
12.700 a
34.000
27.000
25.000
21.200
16.100
(16)
(24)
(22)
(17)
(24)
Tonn. CO2
per abitante
11,3 a
5,5 a
3,2 a
1,4 a
-7,8 a
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54,8
11,3
5,5
3,2
1,4
(21)
(18)
(21)
(21)
(22)
La pressione ambientale è minore al SUD (CO2 bassi),
ma le province del NORD dimostrano una maggiore
attenzione all’ambiente (maggiore raccolta
differenziata e presenza di auto Euro 3-4).
19
Il PIL non è tutto…
…e le prime analisi lo dimostrano!
SANITÀ
Valore
aggiuntoAGGIUNTO
procapite
VALORE
per abitante
Valore aggiunto
per abitante (euro)
27.000 a
25.000 a
21.200 a
16.100 a
12.700 a
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34.000
27.000
25.000
21.200
16.100
(16)
(24)
(22)
(17)
(24)
MORTALITA’ INFANTILE
Mortalità infantile
ogni 1.000 abitanti
Mortalità infantile
ogni 1.000 nati vivi
4,21
3,61
2,99
2,65
1,21
a 6,53
a 4,21
a 3,61
a 2,99
a 2,65
(21)
(20)
(20)
(17)
(25)
Una gestione responsabile delle risorse (spesso limitate)
diminuisce la mortalità infantile e incrementa la speranza
di vita. L’inquinamento e i fattori di stress favoriscono il
numero di decessi per tumori e malattie cardiocircolatorie.
20
Il PIL non è tutto…
…e le prime analisi lo dimostrano!
SOCIALE
Valore
aggiuntoAGGIUNTO
procapite
VALORE
per abitante
Donatori sangue ogni 1.000 ab.
DONATORI DI SANGUE
ogni 1.000 abitanti
Valore aggiunto
per abitante (euro)
27.000 a
25.000 a
21.200 a
16.100 a
12.700 a
34.000
27.000
25.000
21.200
16.100
(16)
(24)
(22)
(17)
(24)
Donatori sangue
ogni 1.000 abitanti
29,2 a
25,1 a
14,4 a
11,7 a
5,9 a
48,3
29,2
25,1
14,4
11,7
(22)
(21)
(21)
(15)
(24)
La presenza di donatori di sangue testimonia maggiore
solidarietà e senso civile. Il risultato va contro i più diffusi
e spesso errati luoghi comuni. Allo stesso tempo le
associazioni di volontariato insistono maggiormente nei
territori dove il PIL è più alto.
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21
Le province del Veneto oltre il PIL
Tasso standardizzato di mortalità per tumori
(ogni 10.000 abitanti)
31
30
30,3
30,0
29
28,6
27,8
28
27
26,6
26,1
26,5
26,3
26,2
26
25
Ricorso al pronto soccorso ogni 1.000 abitanti
24
700
23
Belluno Padova Rovigo
Treviso Venezia Verona Vicenza
Media
Veneto
Media
Italia
600
572,3
558,1
528,6
486,2
500
460,7
394,5
400
352,2
376,4
333,3
300
200
100
0
Belluno
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Padova
Rovigo
Treviso
Venezia
Verona
Vicenza
Media
Veneto
Media
Italia
22
Le province del Veneto oltre il PIL
Grado di urbanizzazione
2,5
2,25
2,14
2,03
2,02
1,90
2,0
1,9
1,6
1,54
1,5
1,07
1,0
Incidenza % raccolta differenziata
0,5
80
69,1
70
0,0
Belluno
Padova
Rovigo
Treviso
Venezia
Verona
Vicenza
Media
Veneto
Media
Italia
60
50
55,6
55,1
53,9
52,5
48,6
47,8
37,4
40
27,7
30
20
10
0
Belluno
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Padova
Rovigo
Treviso
Venezia
Verona
Vicenza
Media
Veneto
Media
Italia
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Prime conclusioni sulla valutazione
del benessere
L’analisi degli indicatori semplici non è sufficiente, perché si presta ad
interpretazioni ambigue.
Occorre un approccio maggiormente articolato sia a livello statistico che
decisionale (modello di aggregazione e valutazione).
La crisi economica richiede nuovi strumenti di lettura ed interpretazione
(nuovi fattori di competitività).
NON CERCHIAMO UN INDICATORE SINTETICO MA UN SET DI
INDICATORI PER UNA LETTURA INTEGRATA DEI FENOMENI
Obiettivo finale del lavoro è quello di fornire, sulla base dei punti
precedenti, un ausilio alla individuazione di politiche di sviluppo
territoriale definite su una metrica di benessere multimensionale.
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GRAZIE PER L’ATTENZIONE
I preliminary draft relativi alle prime fasi del progetto sono
disponibili sul sito della Camera di Commercio di Venezia
www.ve.camcom.it a partire da lunedì 31 maggio p.v.
a cura del Gruppo di lavoro “Oltre il PIL”
Roberto Crosta, Gian Angelo Bellati,
Serafino Pitingaro, Alessandra Grespan,
Silvio Giove, Mario Volpe
Michele Bacco, Andrea Favaretto
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PIL - TrevisoSystem