Dis. E.Mazzoni Zarini
Dis. E.Mazzoni Zarini
I MAI VISTI
curiosando nel Fondo Storico “Biblioteca dell’Università Popolare”
A CENTO ANNI DALLA
PRIMA GUERRA MONDIALE
A CENTO ANNI DALLA
PRIMA GUERRA MONDIALE
MUN
E
CO
FI A ddee
RA
ll
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Sala dei Consoli, 5 agosto - 6 settembre 2014
•• T IP O
G
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Sala dei Consoli, 5 agosto - 6 settembre 2014
FI R E N
di
Z
progetto:
a. stoppioni
progetto:
a.stoppioni
curiosando nel Fondo Storico “Biblioteca dell’Università Popolare”
FI R E N
di
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progetto:
a. stoppioni
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a.stoppioni
I MAI VISTI
Dis. E.Mazzoni Zarini
Dis. E.Mazzoni Zarini
I MAI VISTI
curiosando nel Fondo Storico “Biblioteca dell’Università Popolare”
A CENTO ANNI DALLA
PRIMA GUERRA MONDIALE
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a. stoppioni
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a. stoppioni
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I MAI VISTI
A CENTO ANNI DALLA
PRIMA GUERRA MONDIALE
A CENTO ANNI DALLA
PRIMA GUERRA MONDIALE
Nella Premessa a Dentro la guerra, in Ricordi di un fiorentino, Ottone Rosai ci dice:
Uscito miracolosamente dalla guerra e tornato a casa dopo cinque anni complessivi passati tra le caserme, le trincee e
gli ospedali mi detti a rifrugare tra le mie carte che avevo in parte nelle mie tasche e altre nella cassetta d’ordinanza e
vi trovai tanti appunti che messi d’accordo con tutto quello che ancora la mia mente serbava potei fin dal 1919 mettere
insieme il libro che se pure affrettato mi pare travasi degnamente la storicità di quel periodo che va dall’anteguerra fino
alla fine di quella. «Il libro di un teppista» uscì infatti verso la fine del 1919 presso l’editore Vallecchi di Firenze.
Nel 1930 parendomi il «Teppista» un po’ troppo affrettato e scheletrico e essendomisi tutti quei fatti messi a giusta
distanza dalla memoria trovai opportuno rincominciare l’opera soffermandomi più a lungo nella descrizione e creando
così un complesso più comprensibile e maggiormente armonico. A fine lavoro tra i tanti titoli che mi proposi «Dentro
la guerra» mi parve il più aderente. Nell’opera ho voluto dare la precisa sensazione che un cuore d’Italiano, un
semplice soldato, un popolano vivo e intelligente, ha provato nell’attraversare tutto quel periodo di vita italiana che va
dal 1914 al 1919.
Nella Premessa a Dentro la guerra, in Ricordi di un fiorentino, Ottone Rosai ci dice:
Uscito miracolosamente dalla guerra e tornato a casa dopo cinque anni complessivi passati tra le caserme, le trincee e
gli ospedali mi detti a rifrugare tra le mie carte che avevo in parte nelle mie tasche e altre nella cassetta d’ordinanza e
vi trovai tanti appunti che messi d’accordo con tutto quello che ancora la mia mente serbava potei fin dal 1919 mettere
insieme il libro che se pure affrettato mi pare travasi degnamente la storicità di quel periodo che va dall’anteguerra fino
alla fine di quella. «Il libro di un teppista» uscì infatti verso la fine del 1919 presso l’editore Vallecchi di Firenze.
Nel 1930 parendomi il «Teppista» un po’ troppo affrettato e scheletrico e essendomisi tutti quei fatti messi a giusta
distanza dalla memoria trovai opportuno rincominciare l’opera soffermandomi più a lungo nella descrizione e creando
così un complesso più comprensibile e maggiormente armonico. A fine lavoro tra i tanti titoli che mi proposi «Dentro
la guerra» mi parve il più aderente. Nell’opera ho voluto dare la precisa sensazione che un cuore d’Italiano, un
semplice soldato, un popolano vivo e intelligente, ha provato nell’attraversare tutto quel periodo di vita italiana che va
dal 1914 al 1919.
Accanto a Ricordi di un fiorentino e a Il libro di un teppista di Ottone Rosai la Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa espone,
in questa mostra bibliografica che vuole commemorare la Prima Guerra Mondiale, i tesori del Fondo Storico “Biblioteca
dell’Università Popolare”.
Accanto a Ricordi di un fiorentino e a Il libro di un teppista di Ottone Rosai la Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa espone,
in questa mostra bibliografica che vuole commemorare la Prima Guerra Mondiale, i tesori del Fondo Storico “Biblioteca
dell’Università Popolare”.
Fra tutti i documenti scelti ne voglio segnalare ancora uno che raccoglie le poesie scritte da Giuseppe Ungaretti dal 1914
al 1919. Se le prime due poesie furono pubblicate su LACERBA (numero del 7 febbraio 1915) e Il Porto Sepolto fu fatto
stampare da Ettore Serra a Udine in 80 esemplari nel 1916, il documento qui esposto ci presenta le vecchie poesie riviste
dall’autore e fatte uscire a Roma per Edizioni di Novissima nel 1936 con il titolo L’allegria. Il libretto alto 18 cm. scarsi
contiene le raccolte Ultime, Il Porto Sepolto, Naufragi, Girovago, Prime ed è aperto su una poesia cara al poeta dove è
espresso il dramma e la precarietà del momento storico e della condizione umana. Il titolo è Soldati.
Fra tutti i documenti scelti ne voglio segnalare ancora uno che raccoglie le poesie scritte da Giuseppe Ungaretti dal 1914
al 1919. Se le prime due poesie furono pubblicate su LACERBA (numero del 7 febbraio 1915) e Il Porto Sepolto fu fatto
stampare da Ettore Serra a Udine in 80 esemplari nel 1916, il documento qui esposto ci presenta le vecchie poesie riviste
dall’autore e fatte uscire a Roma per Edizioni di Novissima nel 1936 con il titolo L’allegria. Il libretto alto 18 cm. scarsi
contiene le raccolte Ultime, Il Porto Sepolto, Naufragi, Girovago, Prime ed è aperto su una poesia cara al poeta dove è
espresso il dramma e la precarietà del momento storico e della condizione umana. Il titolo è Soldati.
Firenze, 5 agosto 2014
Firenze, 5 agosto 2014
Andrea Stoppioni
Andrea Stoppioni
Inaugurazione
martedì 5 agosto ore 18:00
Orario
lunedì - venerdì 9.00 - 18.30
sabato 9.00 - 13.00
Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa
P.zza di Parte Guelfa - 50123 Firenze
tel. 055 2616030 - fax 055 2616031
e mail [email protected]
Inaugurazione
martedì 5 agosto ore 18:00
Orario
lunedì - venerdì 9.00 - 18.30
sabato 9.00 - 13.00
Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa
P.zza di Parte Guelfa - 50123 Firenze
tel. 055 2616030 - fax 055 2616031
e mail [email protected]
A CENTO ANNI DALLA
PRIMA GUERRA MONDIALE
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Nella Premessa a Dentro la guerra, in Ricordi di un fiorentino, Ottone Rosai ci dice:
Uscito miracolosamente dalla guerra e tornato a casa dopo cinque anni complessivi passati tra le caserme, le trincee e
gli ospedali mi detti a rifrugare tra le mie carte che avevo in parte nelle mie tasche e altre nella cassetta d’ordinanza e
vi trovai tanti appunti che messi d’accordo con tutto quello che ancora la mia mente serbava potei fin dal 1919 mettere
insieme il libro che se pure affrettato mi pare travasi degnamente la storicità di quel periodo che va dall’anteguerra fino
alla fine di quella. «Il libro di un teppista» uscì infatti verso la fine del 1919 presso l’editore Vallecchi di Firenze.
Nel 1930 parendomi il «Teppista» un po’ troppo affrettato e scheletrico e essendomisi tutti quei fatti messi a giusta
distanza dalla memoria trovai opportuno rincominciare l’opera soffermandomi più a lungo nella descrizione e creando
così un complesso più comprensibile e maggiormente armonico. A fine lavoro tra i tanti titoli che mi proposi «Dentro
la guerra» mi parve il più aderente. Nell’opera ho voluto dare la precisa sensazione che un cuore d’Italiano, un
semplice soldato, un popolano vivo e intelligente, ha provato nell’attraversare tutto quel periodo di vita italiana che va
dal 1914 al 1919.
Nella Premessa a Dentro la guerra, in Ricordi di un fiorentino, Ottone Rosai ci dice:
Uscito miracolosamente dalla guerra e tornato a casa dopo cinque anni complessivi passati tra le caserme, le trincee e
gli ospedali mi detti a rifrugare tra le mie carte che avevo in parte nelle mie tasche e altre nella cassetta d’ordinanza e
vi trovai tanti appunti che messi d’accordo con tutto quello che ancora la mia mente serbava potei fin dal 1919 mettere
insieme il libro che se pure affrettato mi pare travasi degnamente la storicità di quel periodo che va dall’anteguerra fino
alla fine di quella. «Il libro di un teppista» uscì infatti verso la fine del 1919 presso l’editore Vallecchi di Firenze.
Nel 1930 parendomi il «Teppista» un po’ troppo affrettato e scheletrico e essendomisi tutti quei fatti messi a giusta
distanza dalla memoria trovai opportuno rincominciare l’opera soffermandomi più a lungo nella descrizione e creando
così un complesso più comprensibile e maggiormente armonico. A fine lavoro tra i tanti titoli che mi proposi «Dentro
la guerra» mi parve il più aderente. Nell’opera ho voluto dare la precisa sensazione che un cuore d’Italiano, un
semplice soldato, un popolano vivo e intelligente, ha provato nell’attraversare tutto quel periodo di vita italiana che va
dal 1914 al 1919.
Accanto a Ricordi di un fiorentino e a Il libro di un teppista di Ottone Rosai la Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa espone,
in questa mostra bibliografica che vuole commemorare la Prima Guerra Mondiale, i tesori del Fondo Storico “Biblioteca
dell’Università Popolare”.
Accanto a Ricordi di un fiorentino e a Il libro di un teppista di Ottone Rosai la Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa espone,
in questa mostra bibliografica che vuole commemorare la Prima Guerra Mondiale, i tesori del Fondo Storico “Biblioteca
dell’Università Popolare”.
Fra tutti i documenti scelti ne voglio segnalare ancora uno che raccoglie le poesie scritte da Giuseppe Ungaretti dal 1914
al 1919. Se le prime due poesie furono pubblicate su LACERBA (numero del 7 febbraio 1915) e Il Porto Sepolto fu fatto
stampare da Ettore Serra a Udine in 80 esemplari nel 1916, il documento qui esposto ci presenta le vecchie poesie riviste
dall’autore e fatte uscire a Roma per Edizioni di Novissima nel 1936 con il titolo L’allegria. Il libretto alto 18 cm. scarsi
contiene le raccolte Ultime, Il Porto Sepolto, Naufragi, Girovago, Prime ed è aperto su una poesia cara al poeta dove è
espresso il dramma e la precarietà del momento storico e della condizione umana. Il titolo è Soldati.
Fra tutti i documenti scelti ne voglio segnalare ancora uno che raccoglie le poesie scritte da Giuseppe Ungaretti dal 1914
al 1919. Se le prime due poesie furono pubblicate su LACERBA (numero del 7 febbraio 1915) e Il Porto Sepolto fu fatto
stampare da Ettore Serra a Udine in 80 esemplari nel 1916, il documento qui esposto ci presenta le vecchie poesie riviste
dall’autore e fatte uscire a Roma per Edizioni di Novissima nel 1936 con il titolo L’allegria. Il libretto alto 18 cm. scarsi
contiene le raccolte Ultime, Il Porto Sepolto, Naufragi, Girovago, Prime ed è aperto su una poesia cara al poeta dove è
espresso il dramma e la precarietà del momento storico e della condizione umana. Il titolo è Soldati.
Firenze, 5 agosto 2014
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martedì 5 agosto ore 18:00
Orario
lunedì - venerdì 9.00 - 18.30
sabato 9.00 - 13.00
Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa
P.zza di Parte Guelfa - 50123 Firenze
tel. 055 2616030 - fax 055 2616031
e mail [email protected]
Andrea Stoppioni
Inaugurazione
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Orario
lunedì - venerdì 9.00 - 18.30
sabato 9.00 - 13.00
Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa
P.zza di Parte Guelfa - 50123 Firenze
tel. 055 2616030 - fax 055 2616031
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presentazione - Biblioteche comunali fiorentine