Teoria base della chimica la materia è costituita da atomi energia radiante L’atomo è fatto da particelle distinguibili, protone, neutrone ed elettrone, i protoni e i neutroni sono addensati nel nucleo, gli elettroni si muovono nel vuoto. ----------------------------------------------------------------------------------------Forze elettrostatiche tengono insieme l’atomo. Attenzione: sono attrattive o repulsive a seconda della carica. Sono forze fondamentali che spiegano molte caratteristiche della materia. ----------------------------------------------------------------------------------------------- Com’è fatto l’atomo ------------------------------------------------------------------------------------------ massa carica particelle ________________________________________________ + (1,6 x 10-19C) 1,67 x 10-24 g protone (nucleo) 1,67 x 10-24 g non carico neutrone (nucleo) - (1,6 x 10-19C) 9,11 x 10 –28 g elettrone -----------------------------------------------------------------------ordine di grandezza ________________________________________________ 10-23 g massa totale 10-22 cm3 volume totale 100-500 pm (10-12 m) diametro totale 10-2 pm diametro nucleo ------------------------------------------------------------------------ Forze elettrostatiche Contributi separati E Risultante dal bilanciamento di forze attrattive e repulsive, con formazione di un legame tra il nucleo e gli elettroni r L’elemento Numero atomico Z Massa atomica Z è uguale al numero di protoni presenti nel nucleo di un atomo. Z identifica l’elemento Per esempio ogni atomo che contiene esattamente 47 protoni nel suo nucleo è un atomo di argento (silver). Z determina le proprietà chimiche di un elemento. NUMERO DI MASSA A: è dato dalla somma del numero di protoni Z e del numero di neutroni N del nucleo Gli elettroni girano attorno al nucleo in volumi a cui è stato dato il nome di orbitali. Ogni orbitale può contenere al massimo due elettroni. Ogni orbitale ha forma e dimensioni precise. Le forme si ripetono su gusci concentrici che chiamiamo livelli. Il concetto di livello è associato all’energia di interazione con il nucleo. Regole di riempimento La prima regola è dovuta a considerazioni energetiche A partire dal livello più interno, più vicino al nucleo: dalle forme s alle p alle d alle f, esistono quindi dei sottolivelli di energia, corrispondenti alle forme Orbitali e capacità elettronica dei primi quattro livelli di energia. n Sottolivelli Numero di orbitali per tipo 1 s 1 s 1 p 3 s 1 p 3 d 5 s 1 p 3 d 5 f 7 2 3 4 Numero di orbitali per n (n2) Massimo numero di elettroni (2n2) 1 2 4 8 9 18 16 32 Si riempiono i livelli a partire da n più piccolo Esistenza sottolivelli legati alla forma OGNI ATOMO HA UNA PROPRIA CONFIGURAZIONE ELETTRONICA H = 1s1 C = 1s2 2s2 2p2 O = 1s2 2s2 2p4 REGOLA DELL’OTTETTO (CON ECCEZIONI) GLI ATOMI REAGISCONO TRA LORO PER ARRIVARE ALLA CONFIGURAZIONE DEI GAS NOBILI (LIVELLO COMPLETO) REAGIRE : FORMARE O CAMBIARE LEGAMI LEGAME COVALENTE H = 1s1 1s2 He C = 1s2 2s2 2p2 1s2 2s2 2p6_ Ne O = 1s2 2s2 2p4 1s2 2s2 2p6_ Ne GRUPPO IA IIA IIIA IVA VA VIA Strutture di Lewis VIIA VIII Una semplice rappresentazione del legame chimico, un elettrone che lega due nuclei tra di loro. elettrone nuclei Carbonio quarto gruppo La molecola del metano Una sostanza gassosa a 25°C Propano CH3CH2CH3 CH2(OH)CH2(OH) ACIDO ACETICO, gruppo funzionale acido -COOH CH3COOH C6H12O6 C6H12O6 H OH H O HO HO OH H H OH H C6H12O6 H OH H H O OH OH H HO HO HO OH H H H HO OH H H -H2O O H OH Un polimero (dal greco molte parti) è una macromolecola ovvero una molecola dall'elevato peso molecolare (>10.000) costituita da un gran numero di piccole molecole (i monomeri) uguali unite a catena mediante la ripetizione dello stesso tipo di legame (covalemte) Monomero Ogni piccola molecola che subisce una reazione di incorporazione in una grande molecola fatta da unità molto simili. Composizione delle fibre naturali FIBRE NATURALI Cellulosa Emicellulosa Le composizioni variano in base a: • • • • Tipo di pianta Parte della pianta (foglie, gambo, fiore, etc.) Età della pianta Periodo vegetativo Lignina SOURCES OF NATIVE CELLULOSE FOR TEXTILE APPLICATIONS Cellulose: linear polymer β-(14)-D-glucopyranose Cotton plants (Gossypium) Natural fibers typical composition Flax (Linum Usitatissimum) Applicazioni della cellulosa Innumerevoli campi di applicazione Polimeri Meteorologia Ottica TESSILE Edilizia Cristalli liquidi FARMACEUTICO CARTARIO ALIMENTARE Nella seconda metà del secolo XIX i tentativi di dissolvere la cellulosa cominciarono ad avere Nella seconda metà del secolo XIX i tentativi di dissolvere la cellulosa e in qualche decinad’anni d’anni si si arrivò ai processi di filatura: nel 1855 cominciarono ad avere successo e successo in qualche decina arrivò ai processi il chimico Giorgio di filatura: nel 1855 il chimico Giorgio Andemars preparò il nitrato di cellulosa o Andemars preparò il nitrato di cellulosa o nitrocellulosa. nitrocellulosa. Nel 1857 Schweitzer scoprì che la soluzione ammoniacale idrossido di Nel 1857 Schweitzer scoprì che la soluzione ammoniacale di idrossido di dirame rame scioglie la cellulosa. scioglie la cellulosa. Nel 1884laHilaire de Chardonnet realizzò la prima preparazione Nel 1884 Hilaire de Chardonnet realizzò prima preparazione industriale di fibre chimiche: le fibre industriale di nitrato di chimiche: cellulosa. di fibre le fibre di nitrato di cellulosa. Nel 1890 L.H.Despaisses sviluppò ilNelprocesso cuproammoniacale. 1890 L.H.Despaisses sviluppò il processo cuproammoniacale. Nel 1892 F.Cross e E.J.Bevan svilupparono il processo viscosa partendo da Nel 1892 F.Cross e E.J.Bevan svilupparono il processo viscosa partendo da polpa di legno. polpa di legno. Nei primi decenni del nuovo secolo Nei molti sorsero diversi paesiin diversi paesi primiimpianti decenni del nuovo secoloin molti impianti sorsero d’Europa e negli USA. d’Europa e negli USA. All’inizio le fibre cellulosiche, tutte denominate “seta artificiale”, vennero prodotte All’inizio le fibre cellulosiche, tutte denominate “seta artificiale”, vennero come filo continuo,proprio perché nate come imitazione della seta. prodotte come filo continuo,proprio perché nate come imitazione della seta. Verso il 1920 iniziò la produzione del fiocco, conlacaratteristiche richiamavano Verso il 1920 iniziò produzione del fiocco,che con caratteristiche che per molti aspetti quelle del cotone. richiamavano per molti aspetti quelle del cotone. Nel 1925 venne imposta la denominazione “Rayon” tutti i filati“Rayon” prodotti Nel 1925 venne imposta laadenominazione a tuttiper i filati via prodotti per via chimica dalla cellulosa. Nei alla successivi 15 anni si arrivò alla motivi distinzione, chimica dalla cellulosa. Nei successivi 15 anni si arrivò distinzione, per motivi merceologici e di manutenzione dei manufatti, tra rayon die merceologici e di manutenzione deiper manufatti, tra rayon di cellulosa rigenerata cellulosa rigenerata e rayon costituiti da composti di cellulosa (in genere rayon costituiti da composti di cellulosa genere esteri di cellulosa). esteri di(in cellulosa). La viscosa è una fibra tessile artificiale inventata nel 1883 dal chimico francese conte Hilaire Bernigaud de Chardonnet. Pochi anni dopo, nel 1891, il metodo industriale per la produzione di viscosa fu brevettato in Gran Bretagna dai chimici Charles Cross, Edward Bevan e Clayton Beadle. Chiamata dapprima seta artificiale e dal 1924 rayon, la viscosa fu creata per rispondere alla richiesta di tessuti simili alla seta ma più economici. Può essere utilizzata per produrre tessuti con usi molto diversi che vanno dai vestiti alle tele che rivestono l'interno dei pneumatici. La viscosa, nelle varie forme e varietà, rappresenta circa il 14% delle fibre artificiali prodotte dall'industria. Viene prodotta a partire dalla polpa di legno degli alberi (ma anche dal cotone, dalla paglia, ecc.) trattata con una soluzione di soda caustica (NaOH); viene quindi aggiunto solfuro di carbonio (CS2) e si forma xantogenato di cellulosa che viene ulteriormente disciolto con altra soda caustica. La soluzione colloidale viene estrusa; i filamenti che escono dalla filiera formano la viscosa. Facendo passare questa soluzione in una sottile fessura posta in un bagno di acido solforico si può ottenere il cellophane, oppure attraverso piccoli ugelli si ottiene il rayon. I primi tentativi di realizzare in Italia una industria di quella che allora era denominata "seta artificiale" ebbero una svolta decisiva quando una società di navigazione, la SNIA: "Società di Navigazione Italo Americana", avente per scopo l'esercizio dei trasporti marittimi tra Italia e Stati Uniti, con il mutare del mercato dei noli, decise di investire nell'attività industriale i capitali esuberanti. Si operò, pertanto l'assorbimento della Società Viscosa di Pavia (1920), della Italiana Fabbriche Viscosa di Venaria (1920) e della Italiana Seta Artificiale di Cesano Maderno (1921). Il programma proseguì nel 1925 quando veniva iniziata la costruzione del nuovo stabilimento di Torino Stura e nel 1927 la SNIA Viscosa assumeva il controllo del Gruppo Seta Artificiale con gli stabilimenti di Varedo e di Magenta; La produzione annua di rayon che nel 1920 era di soli 500 mila kg, al momento della crisi mondiale del 1929 aveva superato i 9 milioni 500 mila kg. Il proprietario del gruppo Riccardo Gualino si era avventurato in eccessi speculativi e si era trovato in urto con il governo in carica, che non lo aiutò a superare la crisi. Dopo un interregno di Senatore Borletti, si fece largo un imprenditore che aveva fatto esperienza nel settore tessile con il commercio in Polonia e in Unione Sovietica: Franco Marinotti. Il nome commerciale della produzione era "seta Gloria". Negli stessi anni l'industria della seta artificiale si sviluppò: a Châtillon, in Val d'Aosta localizzazione scelta per usufruire della vicinanza alle centrali elettriche, che costruì impianti anche a Ivrea e a Vercelli (Società Soie de Chattillon) a Pallanza, con uno stabilimento di acetato della Rhodiaseta, poi divenuta Rhodiatoce (con brevetti RhônePoulenc) a Gozzano (Novara) con uno stabilimento con il processo al cuproammonio che utilizza cellulosa finissima (linters di cotone) della società Bemberg a Pizzighettone (Cremona) per la produzione di cordene (fibra ad alto modulo per le tele utilizzate nella fabbricazione dei pneumatici). Nel frattempo il legislatore aveva proibito l'uso del nome seta per i prodotti non derivanti dal baco da seta, e quindi l'industria della seta artificiale cambiò nome ed adottò quella di rayon. L'approssimarsi della seconda guerra mondiale fece nascere il problema dell'approvvigionamento della cellulosa, di cui l'Italia era tributaria dall'estero con il tentativo di utilizzare la "canna gentile" (Arundo donax), capace di consentire una produzione legnosa annua molto più elevata di quella caratteristica delle essenze arboree già da tempo impiegate. I LINTERS DI COTONE Se il cotone, come abbiamo visto, non viene impiegato come “dissolving pulp “ (è il nome tecnico della pasta di legno per le fibre), un’altra fonte di cellulosa ben più pura di quella contenuta nelle piante è quella dei linters di cotone. Prende questo nome la corta peluria che avvolge i semi del cotone. Quando le fibre di cotone (10 – 50 mm di lunghezza) vengono separate dal seme, rimane appunto il materiale fibroso (lunghezza inferiore a 10 mm) chiamato linters, che a sua volta viene raccolto per uso tessile. I semi vengono poi mandati all’estrazione degli oli per uso alimentare. I linters sono una fonte di cellulosa quasi pura (titolo in alfa-cellulosa ca. 98% ), quindi di qualità superiore a quella delle cellulose di estrazione arborea, più costosa. Trovano applicazione nella produzione di cellulosa rigenerata con il processo al cuproammonio e, talora, per la produzione di fibre speciali con il processo viscosa. I progressi che si sono verificati nella selezione delle essenze arboree e delle tecniche di preparazione delle cellulose hanno consentito l’ottenimento di prodotti speciali con i processi viscosa anche non partendo dai linters, mentre la produzione della fibra al cuproammonio è sicuramente rimasta legata ai linters. Ancorché di qualità elevata, anche questo materiale necessita di una raffinazione: i linters vengono sottoposti a depurazione meccanica, ad un trattamento con soda e infine alla sbianca. L’alto tenore di alfa-cellulosa, il minimo contenuto di inquinanti come emicellulose, pentosani, sostanze pectiche, ne fanno il materiale più puro tra quelli che si possono impiegare per la produzione delle fibre cellulosiche. Nella fase di xantazione si addiziona alla massa il solfuro di carbonio, che, reagendo con la soda, forma il composto intermedio ditiocarbonato; questo agisce sull’alcali-cellulosa dando origine allo xantogenato sodico di cellulosa. Chimicamente lo xantogenato è un estere della cellulosa con l’acido ditiocarbonico (H2OCS2 ). TRIACETATE Usage Scenarios Polarizer films for LCD projectors Specialized overhead projector transparencies Specialized photographic film Motion picture film Production of animation cels Packaging Major industrial acetate fiber uses Apparel: linings, blouses, dresses, wedding and party attire, home furnishings, draperies, upholstery and slip covers. Industrial uses: cigarette and other filters, ink reservoirs for fiber tip pens. High absorbency products: diapers and surgical products. The original Lego bricks were manufactured from cellulose acetate from 1949 to 1963. Award Ribbon: Rosettes for equestrian events, dog/cat shows, corporate awards, advertising and identification products all use cellulose acetate ribbon. KEM High End Playing Cards used at the World Series Of Poker & Major Casino Poker rooms are made of Cellulose Acetate. LE FIBRE ARTIFICIALI: • Le fibre artificiali cellulosiche • Si chiamano cellulosiche perché si ottengono trattando la cellulosa naturale (la stessa che costituisce le fibre vegetali) di piante ad alto fusto come faggio, eucaliptus, conifere ecc., opportunamente trasformata e sciolta con solventi, e successivamente filata sotto forma di fibra tessile in filo continuo, oppure in fiocco (fibra discontinua). fibre artificiali di origine vegetale • Le fibre artificiali di origine vegetale furono le prime fibre tessili inventate dall’uomo e furono prodotte per la prima volta verso la fine dell’800, quando la sempre maggiore richiesta di fibra pregiate, soprattutto seta, spinge a cercare nuove soluzioni. • Vennero conosciute anche con la denominazione di seta artificiale, ma per l’opposizione dei commercianti della seta vennero poi chiamate rayon (dal francese “raggio, raggio di luce” a motivo della loro spiccata lucentezza). Rayon • Sotto il nome Rayon oggi si comprendono tutte le fibre artificiali derivanti dalla cellulosa, anche se strettamente parlando, il Rayon sarebbe cellulosa rigenerata sottoposta o meno a reazioni chimiche. • Il primo tipo di rayon prodotto industrialmente fu il rayon alla nitrocellulosa per opera del conte di Chardonnet che nel 1886 lo brevettò con il nome di seta artificiale. • Tuttavia tale prodotto presentava due gravi inconvenienti: altro costo e infiammabilità, e venne sostituito da altri tipi di fibre artificiali. Viscosa: • detta anche rayon viscosa, è ottenuta dalla cellulosa ed è disponibile sia in filo continuo che in fiocco. Ha mano dolce e aspetto serico, buona resistenza all'usura ed elevata capacità igroscopica. Esiste anche versione "fr" (filame retard) ed alta tenacità. Marchi: "Viscose" e "ProViscose" (70% viscosa/ 30% Lyocell) by Lenzing; "Enka Viscose" by Acordis; "Rayon FCT2000", "Argentea", "Iriden " by Nuova Rayon (Snia Group); "Sicrem" (alta tenacità) by Sicrem (IVG Group). viscosa • Dal primo decennio del secolo in poi la viscosa iniziò ad avere grande successo e divenne la più importante fibra artificiale, un primato che ancora oggi detiene, rappresentando una produzione pari a circa l’80% del totale delle fibre artificiali. La viscosa si è infatti inserita come alternativa alle fibre naturali estive seta e cotone. • L’Italia è stata fin dai primi anni uno dei maggiori produttori della fibra; altri paesi europei di maggiore importanza per la produzione di questa fibra sono Germania e Olanda. Produzione della cellulosa • La viscosa si ottiene a partire da cellulosa il più possibile pura (á-cellulosa o cellulosa nobile) come quella che proviene dai linters di cotone, ossia dalla corta peluria che rimane aderente al seme di cotone. Altre fonti più economiche di cellulosa sono costituite dal legno delle conifere (abeti, pini selvatici) e di latifoglie (pioppi, eucaliptus, betulle, faggi) che offrono fibre cellulosiche particolarmente adatte all’uso industriale. Preparazione della viscosa • il processo della preparazione della viscosa non è una sintesi chimica. Si tratta di solubilizzare la cellulosa con opportuni trattamenti chimici e di rigenerarla in modo tale da farle assumere un nuovo arrangiamento molecolare e successivamente filarla attraverso opportune filiere, ottenendo filamenti continui. • La produzione della viscosa si svolge quindi in due fasi. La prima comprende la formazione della soluzione di filatura, cioè la viscosa. La seconda fase comprende la filatura vera e propria, da cui si ottiene la formazione delle bavelle che poi, riunite, comporranno il filo di rayon viscosa (filatura). Caratteristiche e proprietà del rayon viscosa • I filamenti di rayon viscosa appaiono lisci, candidi e molto lucenti. • Si può quindi affermare che la viscosa è una fibra al 100% vegetale, dotata della brillantezza tipica della seta, della traspirabilità e del confort del cotone e del lino, dell’anallergenicità delle fibre naturali. • Nel settore tessile è presente in tessitura per foderame, tessuti per abbigliamento e per arredamento; trova il suo impiego ideale in maglieria. • Per ottenere la viscosa opaca le fibre vengono sottoposte ad opacizzazione. Rayon fiocco • Allo scopo di ottenere filati con caratteristiche diverse da quelle dei rayon continui, e simili a quelle dei filati di cotone o di lana aventi superficie pelosa, mano morbida, sezione poco regolare, lucentezza poco evidente, buona sofficità, maggior potere isolante (mano calda), si procede all’operazione del taglio dei filamenti continui in tratti di eguale lunghezza, che costituiscono il cosiddetto fiocco. • La lunghezza del taglio varia con l’impiego cui il fiocco è destinato, e solitamente è conforme alla lunghezza delle fibre di cotone (fiocco cotoniero 30-40 mm.) o di lana (fiocco laniero 60-120 mm) con le quali può essere mescolato. Di solito prima del taglio le bave vengono fatte passare fra coppie di cilindri scanalati che conferiscono alle fibre un’arricciatura stabile, simile a quella naturale della lana (testurizzazione), la quale rende possibili le successive operazioni di filatura, favorendo il legame tra le fibre. Cupro: • è una fibra ottenuta dai linters di cotone ed è prodotta sia come filo continuo sia come materia prima. E' atossica, anallergica, antistatica ed ha doti di traspirabilità e morbidezza: per questo è detta "seta ecologica". Marchi: "Cupro", è un'esclusiva "by Bemberg". Rayon Cupro • Il rayon cupro, o rayon cupro-ammoniacale, o seta Bemberg (dal nome della ditta che lo produce), è una fibra artificiale prodotta sfruttando la solubilità della cellulosa nel liquido di Schweitzer (soluzione di solfato di rame 10%, soda 10% e ammoniaca concentrata). • Dopo la solubilizzazione e l’estrusione dalle filiere, la fibra è coagulata in un bagno di acido solforico diluito (filatura a umido) ottenendo dei filamenti notevolmente plastici che vengono sottoposti a stiro, così da ottenere una fibra più sottile della seta naturale (processo Bemberg introdotto negli anni ’20). In tal modo i filati possiedono titoli molto bassi, sono più soffici dei comuni rayon e molto resistenti. Acetato: • è un filo continuo derivato dalla cellulosa. Ha una mano morbida e delicata, aspetto serico, colori vivi e brillanti, buone doti di traspirabilità, igroscopicità, antistaticità e comfort. Marchi: "Situssa", "Situssa Fresh", "Silene", "Silfresh", "Silcolor", "Novalene", "Silnova", "Dicelesta" by Novaceta. Acetato • L’acetato di cellulosa, a parte il rayon alla nitrocellulosa, è l’unica fibra artificiale di origine vegetale costituita da esteri della cellulosa, cioè da un derivato chimicamente diverso dalla cellulosa originaria. Gli altri tipi di rayon sono invece costituiti da cellulosa rigenerata, chimicamente uguale a quella naturale. Oggi è al secondo posto per importanza e produzione nel campo delle fibre cellulosiche. Carta tessile: • è una fibra ottenuta dalla cellulosa il cui filo trattato chimicamente ha una mano inamidata e cartacea.