Etienne De Jouy nel Golfo di Gaeta
Written by daniele iadicicco
Monday, 25 August 2014 16:41 - Last Updated Tuesday, 09 September 2014 15:04
Etienne De Jouy ( (Versailles, 1764 - Saint-Germain-en-Laye 1846) è stato un incredibile autore
francese. Militare, giornalista e scrittore.
In Italia lo ricordiamo anche come librettista di molti
autori celebri, come Rossini, per cui scrisse il libretto di "Guglielmo Tell ". Nel suo libro "THE
HERMIT IN ITALY OR OBSERVATIONS ON THE MANNERS AND CUSTOMS OF ITALY" del
1825, descrive il passaggio e la visita del Golfo, toccando Itri, Mola e Gaeta, ne restò folgorato
tanto da scrivere: " i massimi sforzi della pittura combinati con quelli della poesia non
potrebbero che dare una debole idea di questa visione squisita"
Ecco la descrizione del Golfo:
"Vicino Itri, l’antica Mamurra, ci sono i resti di un mausoleo ed un po 'più in là sorge una torre a
cui il popolo del paese ha dato il nome di tomba di Cicerone, circa un miglio da Mola di Gaeta
siamo venuti in vista della città e della baia di Gaeta, con le isole del golfo di Napoli e il Vesuvio
in lontananza, i massimi sforzi della pittura combinati con quelli della poesia non
potrebbero che dare una debole idea di questa visione squisita
. Scendendo
alla locanda di Mola abbiamo apprezzato la deliziosa prospettiva, mentre a cena il vino di
questo luogo è considerato come un discendente dell'antico Falerno e il pesce pescato nella
baia è davvero rinomato tanto quanto l'abito del popolo, molto ordinato e anche elegante, le
donne portano i capelli legati in una sorta di corona sulle loro fronti e una breve sottoveste blu
con un corsetto rosso forma il resto del loro costume, le loro figure sono belle e nulla può
essere più voluttuoso rispetto ai loro costumi, la loro carnagione è bruna e gli occhi scintillanti e
neri espressivi pieni di sentimento o passione. Questo era il primo esemplare di look e moda
dell'antica Parthenope che seducente Syren diede il suo nome alla città di Napoli. L'interno
della città di Gaeta non ha niente di interessante da vantarsi di meno che non sia la banchina
che costeggia il mare, le strade sono generalmente strette storte e scure, al Duomo è un antico
vaso sacrificale che per una curiosa conversione, non affatto rara in Italia, viene utilizzata come
fonte battesimale. Sulla collina sopra la città si erge una torre chiamata torre d Orlando,
dovrebbe essere la tomba di Numatius Planco. Tra Mola e la città c’è una notevole quantità di
rovine che si estendono in mare, tali rovine passano sotto il nome di villa Formian di Cicerone,
era nelle vicinanze di questa villa che il grande oratore fu assassinato …."
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