Settembre 2007 Parrocchia SS. Carlo e Luigi Pontevecchio di Magenta Stampato in proprio anno 6/47 Il Granello di… Ave Maria …Il Signore è con te Foto d’archivio festa patronale Processione anno 2006 6/47 pag. 1 Il Granello di… Settembre 2007 Salmo. Di Davide. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare ad acque tranquille mi conduce. Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome. Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio il mio capo. Il mio calice trabocca. Felicità e grazia mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, e abiterò nella casa del Signore per lunghissimi anni. Le date delle prossime pubblicazioni de “il Granello di …” sono: Domenica 30 Settembre 2007 Domenica 11 Novembre 2007 Domenica 16 Dicembre 2007 Ricordiamo a tutti coloro che avranno la cortesia di pubblicare articoli e o scritti di farli pervenire entro dieci giorni prima della data di pubblicazione. Grazie a tutti La redazione 6/47 pag. 2 Il Granello di… Settembre 2007 Se dovessi attraversare una valle oscura non temerei alcun male perché Salmo 22 Carissimi parrocchiani, entriamo da oggi nella preparazione della festa patronale. Maria Bambina: è lei la nostra patrona! Ci troveremo per tre sere nel Santuario ad invocarla e chiederle di condurci a Gesù. Giovedì sera, poi, in preghiera, porteremo la sua statua nella chiesa parrocchiale, con una piccola processione. Esporremo la Santa Eucaristia, Cristo in mezzo a noi, e cominceremo la nostra adorazione eucaristica che si prolungherà per tutta la notte e tutto il giorno successivo. Avremo durante la settimana la possibilità di confessarci. Che cosa sarà dunque la nostra festa patronale? Un’occasione preziosa per riconfermare la nostra fede in Cristo presente in noi, la sua Chiesa. Le vicende di questi giorni ci fanno sentire che anche oggi, da vari fronti, la Chiesa è perseguitata. Ma questo non ci spaventa. Anzi Gesù disse: “Beati i perseguitati a causa della giustizia perché di essi è il regno dei cieli” (Mt 5, 10). La persecuzione ha sempre fatto bene alla Chiesa. E’ una sofferenza che ci purifica e ci costringe a ritornare all’essenziale: dire no alla menzogna, al peccato e vivere la vita nuova dei figli di Dio. Rallegriamoci! In questa valle oscura – come dice il Salmo 22 – non dobbiamo avere paura perché Lui è con noi! Buona festa patronale. don Eusebio 6/47 pag. 3 Il Granello di… Settembre 2007 Cammino verso la festa Patronale Con Maria la nostra Patrona … lunedì 3 settembre ore 20:30: martedì 4 settembre ore 20:30: mercoledì 5 settembre ore 20:30: S. Rosario in Santuario S. Rosario in Santuario S. Rosario in Santuario …Verso Gesù: ADORAZIONE EUCARISTICA giovedì 6 settembre ore 20:30: Preghiera in Santuario. Piccola processione verso la Chiesa Parrocchiale portando la Madonna, è Lei che ci porta Gesù ore 21:00: Esposizione del SS. Sacramento Adorazione notturna. venerdì 7 settembre: Adorazione tutto il giorno ore 17:00: Adorazione per ragazzi elementari e medie ore 18:00: Adorazione per adolescenti giovani ore 19:00: Riposizione del SS. Sacramento SANTE CONFESSIONI : ragazzi delle elementari - martedì 4 settembre, ore 16:00 : adolescenti e giovani - mercoledì 5 settembre, ore 16:00 : adulti - sabato 8 settembre, ore 09:00 - 12:00 ore 16:00 - 19:00 domenica 9 settembre ore 10:30: S. Messa solenne ore 20:45: processione Via Isonzo, Via Valle, Via San Luigi e ritorno lunedì 10 settembre 6/47 ore 10:30: S. Messa in suffragio dei defunti ore 20:45: processione Via Isonzo, Via Don Barberi e ritorno in Santuario. pag. 4 Il Granello di… Settembre 2007 Festa Patronale di Pontevecchio Settembre 2007 Giovedì 6 settembre ore 21.00 : Momento di preghiera presso la Chiesa parrocchiale Venerdì 7 settembre ore 21.00 : Apertura “Pesca di Beneficenza” ore 21.00 : Spettacolo teatrale “PORA GENT CHE RIBILOT ” con la compagnia Taia e Midega di Corbetta presso il CineTeatro parrocchiale Sabato 8 settembre ore 21.30 : Serata musicale dal vivo “ CIAO, GIOVANNINO … ” con la compagnia Amici della Musica e dello Spettacolo di Milano presso il cortile interno di Villa Castiglioni. Un omaggio alla vita e alla musica di Giovanni D’Anzi in occasione del centenario della sua nascita. Domenica 9 settembre dalle ore 8 alle ore 20 : Mercatino di artigianato, pittura e prodotti tipici lungo via Isonzo * * la via sarà chiusa al traffico a partire dalla notte di sabato 8 settembre ore 9.30: Gara Ciclistica 12° Trofeo “C. Versetti” a.m. organizzato da “Cicli Battistella M.T.B.” Ritrovo presso il “Bar Gaggiana” di Ponte Vecchio ore 10.00 – 19.00 : presso il salone della Scuola Materna “G.Fornaroli” allestimento della Mostra Fotografica sul Naviglio di E.Tunesi e della Mostra dei “LAVORI di ARTIGIANATO”dei Giovani del C.S.E. di Ponte Vecchio ore 10.30: Santa Messa presieduta dal Parroco Don Eusebio Stefanoni ore 14.00 – 18: Intrattenimento per piccoli e grandi : GIOCHI - ARTISTI DI STRADA - GONFIABILI Torneo di Calcio “Oratorio” presso il campo sportivo parrocchiale ore 20.45: Processione religiosa : via Isonzo – via Valle – via S.Luigi – e ritorno ore 22: Fuochi d’artificio presso il campo sportivo “F. Rolla” di Ponte Vecchio Lunedì 10 settembre ore 10.30: “Ufficio Generale” in suffragio dei defunti della parrocchia ore 20.45: Processione religiosa : via Isonzo – via Don Barberi e ritorno il Comitato Civico di Ponte Vecchio ringrazia tutti coloro che hanno partecipato all’organizzazione della Festa Patronale Il Presidente del Comitato Civico G. Ranzani 6/47 pag. 5 Il Granello di… Vi accludo due foto che i miei seminaristi diocesani hanno preso nell´aula di latino e greco del primo anno di teologia. Ieri, in tutto il Perú si é concluso il primo semestre e cosí c´é stato l´esame di latino e greco. Qui in Perú, approffittando della FESTA DELLA PATRIA 28 DI LUGLIO 1821, data che commemora la liberazione dell´occupazione straniera del Perú e approffittando che fa freddo (11°/13° sopra zero) e non ci sono riscaldamenti, ci sono le vacanze della scuola come da voi il tempo di Natale. La fine dell´anno scolastico quí é dopo la Immacolata fino a marzo (dal 21 Dicembre comincia l´Estate). Nel 1821 fu martirizzato un camilliano peruano, Padre Marieluz a cui é dedicato questo Noviziato, per non 6/47 Settembre 2007 rivelare il segreto della confessione dei cospiratori: fu sepolto vivo nella fossa comune, per cui non hanno potuto dichiararlo santo, ma nei libri di spiegazione del catechismo, in Italia, per catechisti era sempre citato come esempio del secreto confessionale. Il Noviziato camilliano si trova a 1.600 m, di strada sassosa, polverienta, attraversata in superfice da ruscelli di scarichi di fogna, dalla unica strada in Perú che attraversa le Ande e scende poi alla selva amazzonica, selva che continua anche in Brasile. Il Noviziato é a 50 km da Lima, ascendendo 600 metri sopra il livello del mare. Il Noviziato si trova nella nuova diocesi di Chosica (pron. Ciosica) dedicata a San Martín de Porres, nella parrocchia "Nuestra Señora del Santo Rosario". che sono sulla riva sinistra del fiume Rimac (=che parla, nella lingua originale quechua: pag. 6 Il Granello di… pron. checiua), mentre il noviziato é sulla riva destra. Tra il Noviziato e il ponte sulla strada asfaltata c´é una cappellina, dove ogni sabato sera celebro la messa per la gente che vive lungo la nostra "stra spin", per cosí dire e descritta sopra: gente scappata da Ayacucho (Aiacucio) per sfuggire alla morte per mano di terroristi che infesta(va)no le Ande: bambini/e tutti vogliono fare l´accolito e ognuno porta ogni sabato il disegno a colori del vangelo della Domenica. Domenica scorsa il disegno di San Camillo con in braccio il malato-Gesú, perché era la sua festa. e per sabato prossimo: Marta-Maria-Gesú in Betania. Il nuvo vescovo (tedesco) ha costruito la sua casa e il Seminario non a Chosica, paese di benestanti e di vacanze, fresco d´estate Settembre 2007 e calorino d´inverno, ma in. Huaicán, paese molto povero e infestato ancora al tempo della costruzione da poverissimi e da terroristi. Devo scendere 15 Km. per insegnare latino e greco. Un paese di povertá estrema: lí i giovani si preparano a vivere non solo con Gesú povero, ma anche con i poveri gesú. Sono tante le mie gioie di vivere con questa gente. Chissà se merito la gioia nell´al di lá. Che pensate? Scusate la dimenticanza dell´italiano, dell´ortografia e sintassi...Grazie a tutti per partecipare alle mie gioie con la collaborazione che non chiedo perché siete informati sempre sulle povertá in tutto il mondo: anche nel Paese che ho lasciato. Scusate perché prima avevo poco tempo. 17/07/07 Vs. affmo padre angelo L’amore per i bambini e la gioia di dedicare loro alcune ore del nostro tempo libero, ci hanno spinto ad accettare, senza nessuna esitazione, l’invito di don Eusebio: quello di servire ai ragazzi il pasto di mezzogiorno, il lunedì, il mercoledì e il giovedì, per tre settimane. Il nostro gruppo, sorto timidamente e umilmente, è stato, da subito, molto affiatato e gioioso di condividere emozioni e piccoli, ma importanti, servizi ricchi di amore e di attenzioni. Ognuno di noi si è sentito “nonno” di tutti, non solo dei propri amatissimi nipotini. L’esperienza che abbiamo vissuto è stata tanto breve, quanto intensa e meravigliosa; pertanto, a Dio piacendo, siamo tutti pronti a ripeterla il prossimo anno. I bambini delle elementari, i ragazzi delle medie, gli adolescenti, sono la speranza del nostro futuro; perciò siamo consapevoli che poter stare vicini alla loro crescita e poter fare qualcosa per loro è importantissimo per noi e ci dà tanta gioia. Ringraziamo pertanto il Signore che ci ha concesso questo dono; ringraziamo di cuore anche quei nonni che, pur spiacenti di non poter condividere con noi questa stupenda esperienza, ci hanno accompagnato e sostenuto ogni giorno con la loro preghiera: il più efficace di tutti gli aiuti. I nonni 6/47 pag. 7 Il Granello di… Settembre 2007 La mia mamma mi ha portato la vostra lettera, il vostro abbraccio. Allora eccomi qui, a ricambiare quell’ abbraccio e a ringraziarvi di tutto cuore. Insieme alla lettera ho ricevuto anche la photo scattata proprio il giorno della Prima Comunione. I vostri bellissimi e luminosi sorrisi sono proprio il riflesso della grande gioia che avete provato nel ricevere per la prima volta Gesù, per avergli aperto la porta invitandolo ad abitare nel vostro cuore, come l’Amico più prezioso che mai vi deluderà e che vi sarà accanto, prendendovi per mano in ogni istante della vostra vita. Sapete, mi ha molto colpito quel grande NO che avete scritto nella lettera, il NO al “regalo-ricordo-bomboniera” a favore del SI a un “gesto di amicizia e solidarietà verso altri ragazzi”. Per me è molto importante che sappiate che quel SI si è tramutato in azioni concrete: una gita al mare per bambini che mai avrebbero potuto andarci, una visita medica per un ragazzino in carrozzina a causa di un vaccino scaduto, una passeggiata al parco per bambini che quotidianamente cercano le lattine nei cassonetti della spazzatura per rivenderle e che per un pomeriggio hanno potuto gustarsi un gelato come tutti i bambini del mondo hanno diritto…senza dimenticare l’asilo che, anche grazie a voi, non è stato chiuso. Un grazie sincero è anche per le vostre insegnanti che vi accompagnano nel cammino con tanta cura, aiutandovi a crescere aperti, sensibili e attenti ai bisogni dei fratelli che avete in tutto il mondo. Oggi insieme ad alcuni dei “miei” bambini abbiamo piantato dei semi che mi ha regalato una cara amica: abbiamo preparato il terreno, estirpato le erbacce, seminato e annaffiato. Sbocceranno bellissimi fiori viola e azzurri. Accadrà la stessa cosa nei vostri cuori: Gesù vi ha posto il Suo seme. Se ne avrete cura, nelle vostre vite si dischiuderanno frutti buonissimi, colorati, profumati e contagerete di bontà tutti coloro che vi saranno accanto. Ju përqafoj fort (vi abbraccio forte) Sabrina Tirana 18.05.2007 6/47 pag. 8 Il Granello di… Sono sempre più convinta che il Signore molto spesso ci mette sul cammino alcune persone per le quali, se accogliamo con disponibilità il Suo invito, possiamo rappresentare un’occasione di speranza e, spesso, di cambiamento. Malgrado qualcuno sia sempre in agguato a ripeterci che non è facendo qualcosa di buono per una, due, cinquanta, cento persone che cambiamo il mondo, io continuo a credere nell’assoluta necessità di accogliere i Suoi numerosi inviti. E così è stato il giorno in cui Eriona mi ha chiesto di andare a trovare Arion che abitava in un quartiere vicino al suo. Arion è un ragazzino di 13 anni costretto sulla sedia a rotelle a causa di una gravissima forma di poliomielite. Ma non si tratta di una poliomielite “qualsiasi”. Nell’anno in cui è stato sottoposto alla vaccinazione anti-polio tantissimi bambini come lui si sono ammalati contraendo questa forma terribile perché lo stato albanese ha somministrato vaccini scaduti importati dalla Cina. Il risultato è stato una vera catastrofe. E nessuna famiglia colpita da tale tragedia ha mai ricevuto alcun “risarcimento” (almeno di natura economica). In quell’incontro ricordo di aver pensato che certo, non potevo in alcun modo intervenire nei confronti di questo dramma, ma quel giorno il Signore aveva messo sul mio cammino Arion. Ho così deciso di portarlo a fare una visita da un professore albanese specializzato proprio per questo tipo di patologie il quale, dopo un’accuratissima visita, ha emesso il verdetto. Con un delicatissimo intervento di micro chirurgia di raddrizzamento di un piede Arion avrebbe potuto cominciare un lento ma graduale recupero che, in seguito ad una riabilitazione personalizzata, gli avrebbe permesso di lasciare la sedia a rotelle a favore delle stampelle. Non dimenticherò l’espressione di meraviglia che ha Settembre 2007 attraversato gli occhi di Arion nell’ascoltare quelle parole e l’immediata disillusione nel sentire il prezzo dell’intervento. Mai la famiglia avrebbe, infatti, potuto sostenerne il costo per due motivi: si trattava di una cifra altissima (l’intervento sarebbe stato privato) e la famiglia è poverissima. Il padre di Arion era infermiere in uno sperduto villaggio del nord dell’Albania e aveva deciso di trasferirsi vicino a Tirana, perdendo il proprio lavoro, sperando di trovare un aiuto maggiore per il figlio. Immediatamente ho chiesto al professore di fissare la data per l’intervento. Mi erano infatti rimasti ancora dei fondi dalla somma che mamma mi aveva portato a Pasqua e che era fatta proprio delle singole offerte delle persone del mio paese. Ancora una volta era possibile aiutare qualcuno, ed in uno modo splendido, cambiando la qualità della vita, grazie alla generosità degli abitanti di Ponte Vecchio. Così, il 21 giugno 2007 Arion è stato sottoposto all’operazione che è riuscita perfettamente. Certo, ci vorrà tempo, ma Arion camminerà. E insieme ad Arion vi scrivo il mio GRAZIE, sincero ed autentico, per continuare ad aver cura dei vostri fratelli in qualsiasi parte del mondo si trovino, con spirito solidale, cuore aperto e braccia tese. Grazie per continuare a credere che da soli non siamo nulla ma insieme, tra di noi e con Lui, possiamo fare molto. Sabrina 6/47 pag. 9 Il Granello di… Come ben sappiamo la nostra chiesa parrocchiale è dedicata ai Santi Carlo Borromeo e Luigi Gonzaga. Ciò è, con tutta probabilità, dovuta al fatto che i promotori della sua edificazione furono l’ing. Carlo Castiglioni ed il primo parroco di Pontevecchio Luigi Introini. Fra i due Santi il più conosciuto è sicuramente San Carlo Borromeo vescovo di Milano dal 1564 (dopo essere stato amministratore della diocesi dall’anno precedente) sino alla morte, avvenuta nel 1584. Fu un grande riformatore della diocesi milanese introducendo la consuetudine delle visite pastorali in tutte le comunità delle pievi, della più estesa diocesi del mondo. Instancabile applicatore dei dettami del Concilio di Trento promosse le scuole della dottrina cristiana. Fu particolarmente attivo nella pratica cristiana della carità e dell’assistenza ai malati, in particolare durante la peste che colpì Milano nel 1576. Proveniente da un’antica famiglia nobiliare (figlio del Conte Giberto II e Margherita de’ Medici) donò tutti i suoi beni all’Ospedale Maggiore di Milano. Fu canonizzato nel giorno di Ognissanti del 1610 da Papa Paolo V. San Luigi, primogenito del Marchese Ferrante Gonzaga, nacque il 9 marzo 1568; dopo gli studi, a Firenze e a Madrid, all’età di 18 anni cedette al fratello Rodolfo il diritto di primogenitura rinunciando quindi a tutti i privilegi e alle ricchezze del marchesato. Giovanissimo fece voto di castità alla Madonna e da allora condusse vita austera, di carità, penitenza e digiuno. A Roma nel 1591 portando assistenza ai malati durante l’epidemia di tipo petecchiale contrasse il morbo e morì all’età di 23 anni. L’incontro fra i due Santi è richiamato da un mosaico realizzato nella lunetta sopra il portone d’ingresso della chiesa. Il mosaico “veneziano” di buona fattura collocato nella lunetta della facciata principale raffigura San Carlo Borromeo che somministra la prima comunione al giovane Luigi Gonzaga (durante una visita alla diocesi di Brescia il 6/47 Settembre 2007 22 luglio del 1580). Secondo il Liber Cronichon di don Luigi Introini questo mosaico fu donato dall’ing. Carlo Castiglioni (fatto eseguire dai suoi eredi). Il progetto è del pittore Aldo Carpi – allora direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Brera - mentre l’esecuzione del mosaico sarebbe di certo Giorgio Craputto – veneziano. La nostra festa Patronale non risulta però legata alla dedicazione della nostra chiesa parrocchiale in quanto legata alla secolare devozione popolare alla Santa Vergine Maria. In altri numeri del nostro giornalino si è cercato di richiamare l’antica devozione della nostra comunità alla Madonna. Le dedicazioni delle prime due chiese di Pontevecchio, che hanno assolto la funzione di parrocchiale, si richiamavano a questa antica devozione: Santa Maria Nascente e Santa Maria Immacolata. La nostra festa non poteva quindi che essere legata alla protezione della Madonna. Più pag. 10 Il Granello di… precisamente essa è legata ai festeggiamenti riguardanti la Natività della Beata Vergine Maria [nella domenica successiva alla ricorrenza dell’otto settembre], che, nel nostro territorio un tempo fortemente viticolo, doveva anche corrispondere alla festa della vendemmia. Già nel 1584 nella chiesetta di Pontevecchio, dove celebravano i Padri Celestini, era stata rilevata la presenza di un dipinto che rappresentava la nascita della Vergine, ma doveva trattarsi di un dipinto di modeste dimensioni [così almeno era descritto]. Per ricordare l’evento della Natività della Madonna cui la chiesa era dedicata era stato, successivamente, Settembre 2007 realizzato il dipinto che noi oggi possiamo osservare nella nostra chiesa che rappresenta, appunto, la nascita di Maria. Il nostro dipinto è sicuramente posteriore alla fondazione della prima chiesetta della frazione in quanto sono evidenti le caratteristiche pittoriche del Seicento. La qualità dell’immagine, del tratto pittorico, del contrasto chiaroscurale e la sua composizione ci fa pensare ad un dipinto del XVII secolo. L’immagine appena accennata di Sant’Anna, sullo sfondo, potrebbe far pensare ad un’aggiunta postuma tanto è “protetta” dal fondo scuro. L’opera pittorica la cui esecuzione è apprezzabile è stata realizzata ad olio su tela [di cm 150x250]. Non risulta ancora attribuita; il suo più recente restauro risale al 1986 per opera di D.A. Tripodi. Anche nell’Assunta di Magenta si può ammirare un dipinto riguardante la Natività di Maria la cui composizione è presente anche nel dipinto della nostra parrocchiale. Cosa certa è che la nostra pala risulta inequivocabilmente legata ad una commissione promossa per arricchire il patrimonio pittorico e la chiesetta di Pontevecchio dei Padri Celestini. Da un approfondito esame del lato inferiore, del dipinto, sono emerse le insegne simboliche dei monaci Celestini di Magenta: la Croce che si intrecciata con una “S” che richiama lo Spirito Santo che si intreccia con la Croce. Felice Sgarella A seguito dell’inaugurazione della nuova sede di Pontevecchio, i volontari della Croce Azzurra colgono l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno contribuito al futuro acquisto di un Fiat Doblò con le loro generose offerte. Ricordiamo che queste ultime sono sempre molto gradite e possono essere versate presso la sede stessa (vicino agli spogliatoi dello Stadio Comunale “Fausto Rolla”), dal lunedì al venerdì, dalle ore 17,00 alle ore 18,00. Ancora grazie di cuore e buona festa patronale a tutti. I volontari della Croce Azzurra Pontevecchio 6/47 pag. 11 Il Granello di… Settembre 2007 Nel giorno DELL’ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA Mercoledì, 15 agosto 2007 Nella sua grande opera "La Città di Dio", Sant’Agostino dice una volta che tutta la storia umana, la storia del mondo, è una lotta tra due amori: l’amore di Dio fino alla perdita di se stesso, fino al dono di se stesso, e l’amore di sé fino al disprezzo di Dio, fino all’odio degli altri. Questa stessa interpretazione della storia come lotta tra due amori, tra l’amore e l’egoismo, appare anche nella lettura tratta dall’Apocalisse, che abbiamo sentito ora. Qui, questi due amori appaiono in due grandi figure. Innanzitutto vi è il dragone rosso fortissimo, con una manifestazione impressionante ed inquietante del potere senza grazia, senza amore, dell’egoismo assoluto, del terrore, della violenza. Nel momento in cui san Giovanni scrisse l’Apocalisse, per lui questo dragone era realizzato nel potere degli imperatori romani anticristiani, da Nerone fino a Domiziano. Questo potere appariva illimitato; il potere militare, politico, propagandistico dell’impero romano era tale che davanti ad esso la fede, la Chiesa appariva come una donna inerme, senza possibilità di sopravvivere, tanto meno di vincere. Chi poteva opporsi a questo potere onnipresente, che sembrava in grado di fare tutto? E tuttavia, sappiamo che alla fine ha vinto la donna inerme, ha vinto non l’egoismo, non l’odio; ha vinto l’amore di Dio e l’impero romano si è aperto alla fede cristiana. 6/47 Le parole della Sacra Scrittura trascendono sempre il momento storico. E così, questo dragone indica non soltanto il potere anticristiano dei persecutori della Chiesa di quel tempo, ma le dittature materialistiche anticristiane di tutti i periodi. Vediamo di nuovo realizzato questo potere, questa forza del dragone rosso nelle grandi dittature del secolo scorso: la dittatura del nazismo e la dittatura di Stalin avevano tutto il potere, penetravano ogni angolo, l’ultimo angolo. Appariva impossibile che, a lunga scadenza, la fede potesse sopravvivere davanti a questo dragone così forte, che voleva divorare il Dio fattosi bambino e la donna, la Chiesa. Ma in realtà, anche in questo caso alla fine, l’amore fu più forte dell’odio. Anche oggi esiste il dragone in modi nuovi, diversi. Esiste nella forma delle ideologie materialiste che ci dicono: è assurdo pensare a Dio; è assurdo osservare i comandamenti di Dio; è cosa di un tempo passato. Vale soltanto vivere la vita per sé. Prendere in questo breve momento della vita tutto quanto ci è possibile prendere. Vale solo il consumo, l’egoismo, il divertimento. Questa è la vita. Così dobbiamo vivere. E di nuovo, sembra assurdo, impossibile opporsi a questa mentalità dominante, con tutta la sua forza mediatica, propagandistica. Sembra impossibile oggi ancora pensare a un Dio che ha creato l’uomo e che si è pag. 12 Il Granello di… fatto bambino e che sarebbe il vero dominatore del mondo. Anche adesso questo dragone appare invincibile, ma anche adesso resta vero che Dio è più forte del dragone, che l’amore vince e non l’egoismo. Avendo considerato così le diverse configurazioni storiche del dragone, vediamo ora l’altra immagine: la donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi, circondata da dodici stelle. Anche quest’immagine è multidimensionale. Un primo significato senza dubbio è che è la Madonna, Maria vestita di sole, cioè di Dio, totalmente; Maria che vive in Dio, totalmente, circondata e penetrata dalla luce di Dio. Circondata dalle dodici stelle, cioè dalle dodici tribù d’Israele, da tutto il Popolo di Dio, da tutta la comunione dei santi, e ai piedi la luna, immagine della morte e della mortalità. Maria ha lasciato dietro di sé la morte; è totalmente vestita di vita, è assunta con corpo e anima nella gloria di Dio e così, posta nella gloria, avendo superato la morte, ci dice: Coraggio, alla fine vince l’amore! La mia vita era dire: Sono la serva di Dio, la mia vita era dono di me, per Dio e per il prossimo. E questa vita di servizio arriva ora nella vera vita. Abbiate fiducia, abbiate il coraggio di vivere così anche voi, contro tutte le minacce del dragone. Questo è il primo significato della donna che Maria è arrivata ad essere. La "donna vestita di sole" è il grande segno della vittoria dell’amore, della vittoria del bene, della vittoria di Dio. Grande segno di consolazione. Ma poi questa donna che soffre, che deve fuggire, che partorisce con un grido di dolore, è anche la Chiesa, la Chiesa pellegrina di tutti i tempi. In tutte le generazioni di nuovo essa deve 6/47 Settembre 2007 partorire Cristo, portarlo al mondo con grande dolore in questo modo sofferto. In tutti i tempi perseguitata, vive quasi nel deserto perseguitata dal dragone. Ma in tutti i tempi la Chiesa, il Popolo di Dio vive anche della luce di Dio e viene nutrito - come dice il Vangelo - di Dio, nutrito in se stesso col pane della Santa Eucaristia. E così in tutta la tribolazione, in tutte le diverse situazioni della Chiesa nel corso dei tempi, nelle diverse parti del mondo, soffrendo vince. Ed è la presenza, la garanzia dell’amore di Dio contro tutte le ideologie dell’odio e dell’egoismo. Vediamo certamente che anche oggi il dragone vuol divorare il Dio fattosi bambino. Non temete per questo Dio apparentemente debole. La lotta è già cosa superata. Anche oggi questo Dio debole è forte: è la vera forza. E così la festa dell’Assunta è l’invito ad avere fiducia in Dio ed è anche invito ad imitare Maria in ciò che Ella stessa ha detto: Sono la serva del Signore, mi metto a disposizione del Signore. Questa è la lezione: andare sulla sua strada; dare la nostra vita e non prendere la vita. E proprio così siamo sul cammino dell’amore che è un perdersi, ma un perdersi che in realtà è l’unico cammino per trovarsi veramente, per trovare la vera vita. Guardiamo Maria, l’Assunta. Lasciamoci incoraggiare alla fede e alla festa della gioia: Dio vince. La fede apparentemente debole è la vera forza del mondo. L’amore è più forte dell’odio. E diciamo con Elisabetta: Benedetta sei tu fra tutte le donne. Ti preghiamo con tutta la Chiesa: Santa Maria prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen. pag. 13 Il Granello di… Anche quest’estate abbiamo assistito alla distruzione di parchi e boschi in tutta Italia, spesso a causa di incendi dolosi, appiccati da persone che forse non si rendono conto del danno che procurano alla natura e all’uomo. Purtroppo anche bellissimi angoli del nostro bosco hanno subito questa triste sorte. Questi sconsiderati che incendiano le bellezze della natura forse si illudono di fare un dispetto ad altre persone, ma in realtà procurano danno anche a se stessi, perché le foglie e le fronde degli alberi proteggono l’uomo dall’inquinamento, filtrando l’aria che respiriamo e liberandola dalle impurità. Se vogliamo avere una dimostrazione pratica di ciò, è sufficiente che in autunno accarezziamo una foglia caduta: ci troveremo infatti con le dita sporche di fuliggine. Vorrei ora ricordare un episodio molto triste accaduto alcuni anni fa nel nostro bosco, dove si trovava una piccola capanna frequentata dai pescatori. Essa era in legno grezzo ed era situata nei pressi del Ramo Delizia, non lontano dal ponticello di legno. Era circondata da querce, robinie, salici e ontani neri. Nelle sue vicinanze si trovavano anche un tavolo e alcune panche in legno, una pompa manuale per ricavare l’acqua sorgiva e dei battelli attraccati in riva al Ramo, che servivano per le battute di pesca sul Ticino e sul Ramo stesso. Al termine di queste ultime, ogni domenica, i pescatori si riunivano presso la capanna per raccontarsi scherzosamente le proprie avventure e disavventure, mentre consumavano un modesto pasto con il pesce appena pescato e qualche buon salamino. Anch’io ho frequentato spesso questo posto e posso dire che si passavano davvero dei bei momenti in lieta compagnia, immersi nella pace della natura. Ma un brutto mattino, al posto della deliziosa capannina, abbiamo trovato un mucchio di cenere. Durante la notte infatti dei vandali le avevano dato fuoco, distruggendola insieme a Settembre 2007 parte del bosco circostante. Ancora oggi coloro che la frequentavano si chiedono il perché di questa maldestra bravata. Speriamo davvero che tutto questo non debba più accadere, perché il bosco è vita e bellezza. Esso è bello in primavera per i suoi fiori e i suoi profumi; è bello d’estate per le sue fresche ombre; è bello in autunno per i colori delle sue foglie; è bello d’inverno perché diventa trasparente e silenzioso; è bello quando splende il sole per i suoi raggi che penetrano tra la folta vegetazione e riempiono il bosco di una luce incantevole; è bello quando piove perché porgendo l’orecchio al tic-tac delle gocce che cadono sembra di ascoltare una musica; è bello quando soffia il vento perché osservando le cime degli alberi che ondeggiano sembra di assistere ad una danza della natura; è bello quando c’è la nebbia perché diventa grigio e misterioso; è bello quando c’è la neve perché osservando il manto candido si possono notare innumerevoli orme lasciate dagli abitanti del bosco e i rami carichi di neve sembrano inchinarsi al tuo passaggio. In definitiva, il bosco è sempre bello e utile e per questo lo dobbiamo rispettare e proteggere. Marco Faccendini 6/47 pag. 14 Il Granello di… Settembre 2007 Sembra trascorso solo il tempo di un battito di ciglia, ma esattamente 10 anni fa, il 5 settembre 1997, il cammino terreno di Madre Teresa di Calcutta è giunto al suo termine. L’intera vita e l’intensa opera di Madre Teresa hanno avuto la forza di riflettere la gioia di amare Dio e il prossimo, specialmente i più bisognosi. La sua risposta alla richiesta di Gesù “Vieni, sii la Mia luce” l’ha resa simbolo della compassione di Dio nel mondo, testimone vivente del Suo Amore. Al cuore stesso del suo rapporto intimo con Dio erano le parole di Gesù sulla Croce: “Ho sete” (Gv.19:28). “Placare la sete di amore e di anime di Gesù in unione con Maria, la Madre di Gesù,” – disse Giovanni Paolo II – “era divenuto il solo scopo dell’esistenza di Madre Teresa, e la forza interiore che le faceva superare se stessa e andare da una parte all’altra del mondo al fine di adoperarsi per la salvezza e la santificazione dei più poveri tra i poveri”. Quando un giornalista le chiese: “Madre, che posto dà a Gesù nella sua vita?”, lei rispose immediatamente: “Gli do tutto il posto”. Questa totale appartenenza a Gesù traspare chiaramente nella seguente meditazione che Madre Teresa compose nel 1983, a Roma. “Chi dite che io sia?” (Matteo 16:15) Tu sei Dio. Tu sei Dio da Dio. Tu sei Generato, non creato. Tu sei della stessa Sostanza del Padre. Tu sei il Figlio del Dio Vivente. Tu sei la Seconda Persona della Santissima Trinità. Tu sei Una Sola Cosa con il Padre. Tu sei nel Padre fin dal principio: Tutto è stato creato da Te e dal Padre. Tu sei il Figlio Prediletto nel Quale il Padre si è compiaciuto. Tu sei il Figlio di Maria, concepito dallo Spirito Santo nel grembo di Maria. Tu sei nato a Betlemme. Tu sei stato avvolto in fasce da Maria e posto in una mangiatoia piena di paglia. Tu sei stato tenuto al caldo dal fiato dell’asino che ha portato Tua Madre, con Te nel Suo grembo. Tu sei il Figlio di Giuseppe, conosciuto dalla gente di Nazareth come il Falegname. Tu sei un uomo comune, senza molto cultura, secondo il giudizio delle persone colte di Israele. Chi è Gesù per me? Gesù è il Verbo di Dio fatto Carne. Gesù è il Pane di Vita. Gesù è la Vittima offerta per i nostri peccati sulla Croce. Gesù è il Sacrificio offerto nella Santa Messa per i peccati del mondo e per i miei. Gesù è la Parola da proclamare. Gesù è la Verità da dire. Gesù è la Via da percorrere. Gesù è la Luce da accendere. Gesù è la Vita da vivere. Gesù è l’Amore da amare. Gesù è la Gioia da condividere. Gesù è il Sacrificio da offrire. 6/47 Gesù è la Pace da donare. Gesù è il Pane di Vita da mangiare. Gesù è l’affamato da nutrire. Gesù è l’assetato da dissetare. Gesù è l’ignudo da vestire. Gesù è il senza-tetto da accogliere. Gesù è l’ammalato da curare. Gesù è la persona sola da amare. Gesù è ogni essere umano che non è voluto, da accettare. Gesù è il lebbroso cui lavare le ferite. Gesù è il mendicante cui sorridere Gesù è l’alcolizzato che va ascoltato. Gesù è il malato di mente da proteggere. Gesù è il piccolo che va abbracciato. Gesù è il cieco a cui fare guida. Gesù è il muto cui offrire la nostra voce. Gesù è lo zoppo con cui camminare. Gesù è il drogato di cui essere amico. Gesù è la prostituta che va allontanata dal pericolo e resa amica. Gesù è il prigioniero da visitare. Gesù è l’anziano da servire. Per me Gesù è il mio Dio. Gesù è il mio Sposo. Gesù è la mia Vita. Gesù è il mio unico Amore. Gesù è il mio Tutto in Tutto. Gesù è Ogni Cosa per me. Gesù, ti amo con tutto il mio cuore, con tutto il mio essere. Gli ho dato tutto, persino i miei peccati, e Lui mi ha sposato a Se stesso in tenerezza e amore. Adesso e per tutta la vita io sono la sposa del mio Sposo Crocifisso. Amen. pag. 15 Il Granello di… Settembre 2007 Quando le fu chiesto dal confessore della congregazione il permesso di scrivere un libro su di lei Madre Teresa acconsentì con il seguente appello, che rende inequivocabile lo spirito che la animava e che tuttora si perpetua nella congregazione delle Missionarie della Carità: “Dica loro che non siamo qui per il lavoro, ma per Gesù e che tutto quel che facciamo lo facciamo per Lui. Siamo anzitutto delle religiose, non assistenti sociali, insegnanti, infermiere o dottoresse; siamo delle suore, delle religiose che servono Gesù nei poveri: Lui curiamo, a lui diamo da mangiare, lui vestiamo, visitiamo confortiamo nei poveri, nei derelitti, nei malati, negli orfani e nei moribondi. Tutto quel che facciamo – le nostre preghiere, il nostro lavoro e le nostre sofferenze – è per lui. La nostra vita non ha altra ragione o motivazione. Si tratta di un punto che molti non capiscono. Io servo Gesù ventiquattro ore al giorno e qualunque cosa faccio la faccio per lui, e lui me ne dà la forza. Amo lui nei poveri e i poveri in lui, il Signore però viene sempre al primo posto … Quando arriva un visitatore in questa casa, lo conduco in cappella a pregare un momento e gli dico: salutiamo anzitutto il padrone di casa. Gesù è qui. E’ per lui che lavoriamo e a lui dedichiamo noi stesse. E’ lui che ci dà la forza di continuare questa vita e di farlo con gioia. Senza di lui non potremmo fare quel che facciamo o comunque continuare a farlo per tutta una vita ... Senza Gesù la nostra vita sarebbe assurda e incomprensibile; solo lui la spiega”; “… Padre, dica loro che lo facciamo per Gesù”. Alle consorelle più giovani spiegava sempre “Nei poveri vi prendete cura di Cristo. Lavate le sue ferite, ripulite le sue piaghe, fasciate le sue membra. Sappiate guardare al di là delle apparenze, ascoltate le parole pronunciate da Gesù tanto tempo fa, parole valide tutt’oggi: “Quel che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, lo avete fatto a me”. Quando servite i poveri, servite nostro Signore Gesù Cristo”. Queste, e molte altre, non sono solamente affascinanti parole destinate a svanire nel vento; sono state una realtà profondamente radicata nell’animo di Madre Teresa, una testimonianza evidente agli occhi di chi non voglia nascondersi dietro la cecità dei propri pregiudizi e dello scetticismo. Quasi 50 anni (dal 1948 al 1997) spesi all’incontro, all’aiuto ed al servizio dei più emarginati tra gli emarginati, degli intoccabili, degli abbandonati e rifiutati da tutti a causa delle malattie; una vita spesa ad essere “una matita nelle mani di Dio”. Ancora, soleva dire :“i poveri hanno fame di Dio, vogliono sentire parlare di Nostro Signore, non si preoccupano eccessivamente delle cose materiali, ma vogliono sentirsi dire che hanno un Padre in Cielo, un Padre che li ama.” “Lo facciamo per Gesù”. Paolo Garavaglia 6/47 pag. 16 Il Granello di… Settembre 2007 Quando un bimbo arriva in famiglia porta con sé felicità e meraviglia; porta con sé gioia e stupore e subito riempie la casa di amore ! Da quel momento mamma e papà devono ammettere, in tutta onestà, che c’è un nuovo lavoro da imparare senza diplomi e senza studiare. E’ il duro lavoro del genitore che ha bisogno di mani, di testa e di cuore, ha bisogno di forza e voglia di amare e del Buon Dio da poter pregare. Questo mestiere non ha uno stipendio, né assicurazioni contro furto ed incendio. Ma la paga è grande fin dal mattino quando ti svegli col tuo bimbo vicino ! Questo libretto è dedicato a tutti coloro che si sono lanciati nella grande avventura dell’essere genitori e a tutte le persone che ogni giorno li aiutano in mille modi (maestre del S. Angelo comprese ! ) Rossella G. 6/47 pag. 17 Il Granello di… Settembre 2007 Un’avventura chiamata Gesù ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra”. (At. 1, 8) In questo periodo post Pentecoste ciascuno di noi è invitato ad essere testimone di fede in Gesù Cristo. La cosa sembra facile se riduciamo il tutto alla nostra interpretazione personale della parola TESTIMONIANZA e TESTIMONE. In fondo abbiamo ricevuto tutti chi più e chi meno, un’educazione alla fede cristiana, partecipiamo alla S.Messa tutte le domeniche e alle altre feste comandate. Abbiamo chi più chi meno momenti di preghiera e d’ascolto della parola ai quali partecipare, atti caritatevoli, volontariato, e chi più ne ha ne metta. Addentrandomi meglio nel significato delle due parole, mi sono sentito poco in linea con ciò che ho trovato. Certo potete dirmi sono affari tuoi questo è vero, ma ho scoperto che tra il dire ed il fare ci sta di mezzo un gran mare. Il testimone oculare non è nient’altro che una persona la quale ha partecipato attivamente ad un fatto avvenuto; in altre parole ha visto, sentito, toccato. Non parla per sentito dire, né tanto meno per ripetere cose altrui, ma dà del suo, parla di se stesso e di ciò che ha conosciuto, visto, provato. Il testimone di fede è chi, dopo aver incontrato Cristo, averlo sentito, averci parlato e visto agire, si mette alla sua sequela continuando l’opera di Cristo stesso, diventando Educatore alla fede per coloro che a loro volta lo incontreranno. In altre parole, la veridicità della testimonianza deve trovare poi riscontro con la vita che una persona conduce. Io non posso dire: “ Siamo tutti figli di un unico Dio ”, se poi per primo faccio distinzione tra il colore della pelle, tra le religioni, tra le diverse lingue. Non posso capire cos’è veramente l’Amore (caritasagape) se, quando l’Amore mi chiede sacrificio, io lo scarto perché indaffarato a pensare a me ed alle mie cose. Non posso appartenere alla Chiesa se metto da parte ciò che la Chiesa stessa mi dice solo perché è lontana dal mio modo di pensare e di vedere. La testimonianza parte da un’esperienza vissuta, provata, pagata anche molte volte col proprio sangue da chi ha incontrato Gesù Cristo. In quest’incontro hanno capito che Amare è lo scambio reciproco del dono della propria vita. Gli Apostoli hanno dato testimonianza di quello che avevano visto e vissuto: “ La Resurrezione e la Passione di Cristo”; non hanno celebrato sermoni sul come o cosa si doveva fare. Hanno mostrato a tutti la strada da percorrere prendendo le persone per mano e sorreggendole nel loro cammino di fede. Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. In verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica. (Gv.15,15-17) Certo oggi soprattutto abbiamo il bisogno di incontrare persone così. Non dobbiamo però dimenticare che ciascuno di noi è chiamato, sia pure nei suoi limiti, a partecipare all’avvento del regno di Dio. Ugo Salmoiraghi 6/47 pag. 18 Il Granello di… Settembre 2007 ENTRATE Offerte domenicali e feriali Offerte candele Offerte x celebrazioni, sacramenti e funzioni Offerte benedizioni natalizie Offerte per casa parrocchiale Offerte attività oratoriane e parrocchiali Offerte missionarie Offerte varie Contributo comune di Magenta Rimborso assicurazione Pesca di beneficenza Acconto abbonamento Famiglia Cristiana TOTALE ENTRATE €. 46.399,00 16.125,00 26.837,00 11.840,00 18.225,00 4.250,00 2.302,70 5.964,20 4.537,89 1.800,00 6.795,00 2.470,00 147.545,79 USCITE Spese Gas - ENEL – Acqua Spese acquisto cera Spese assicurazioni Spese ufficio cancelleria – telefono Spese manutenzione ordinaria Spese riparazione campane Spese varie Contributo a missioni Contributo curia Pagamento ditta NI-RO Costruzioni Pagamento ditta Termoidraulica Pagamento riparazioni edili Spese pesca di beneficenza TOTALE USCITE €. 15.192,62 5.850,00 7.200,00 4.993,18 5.262,86 3.000,00 3.820,86 1.000,00 1.264,04 79.200,00 2.200,00 6.400,00 1.674,80 137.058,36 SALDO CASSA E BANCHE AL 31/12/2006 10.487,43 P.S.: SI RENDE NOTO ALLA COMUNITA’ CHE NEL MESE DI APRILE 2007 LA CASA PARROCCHIALE E’ STATA DEFINITIVAMENTE PAGATA. 6/47 pag. 19 Il Granello di… Settembre 2007 Fotografie di archivio Feste Patronali anni 20 6/47 pag. 20