Settembre 2007
Parrocchia SS. Carlo e Luigi Pontevecchio di Magenta
Stampato in proprio
anno 6/47
Il Granello di…
Ave Maria …Il Signore è con te
Foto d’archivio festa patronale
Processione anno 2006
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pag. 1
Il Granello di…
Settembre 2007
Salmo. Di Davide.
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.
Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.
Le date delle prossime pubblicazioni de “il Granello di …” sono:
Domenica 30 Settembre 2007
Domenica 11 Novembre 2007
Domenica 16 Dicembre 2007
Ricordiamo a tutti coloro che avranno la cortesia di pubblicare articoli e o scritti
di farli pervenire entro dieci giorni prima della data di pubblicazione.
Grazie a tutti
La redazione
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Il Granello di…
Settembre 2007
Se dovessi attraversare una valle oscura non temerei alcun male perché
Salmo 22
Carissimi parrocchiani, entriamo da oggi nella preparazione della festa
patronale. Maria Bambina: è lei la nostra patrona! Ci troveremo per tre sere
nel Santuario ad invocarla e chiederle di condurci a Gesù.
Giovedì sera, poi, in preghiera, porteremo la sua statua nella chiesa
parrocchiale, con una piccola processione. Esporremo la Santa Eucaristia,
Cristo in mezzo a noi, e cominceremo la nostra adorazione eucaristica che si
prolungherà per tutta la notte e tutto il giorno successivo. Avremo durante
la settimana la possibilità di confessarci.
Che cosa sarà dunque la nostra festa patronale? Un’occasione preziosa per
riconfermare la nostra fede in Cristo presente in noi, la sua Chiesa.
Le vicende di questi giorni ci fanno sentire che anche oggi, da vari fronti, la
Chiesa è perseguitata. Ma questo non ci spaventa. Anzi Gesù disse: “Beati i
perseguitati a causa della giustizia perché di essi è il regno dei cieli” (Mt 5,
10). La persecuzione ha sempre fatto bene alla Chiesa. E’ una sofferenza che
ci purifica e ci costringe a ritornare all’essenziale: dire no alla menzogna, al
peccato e vivere la vita nuova dei figli di Dio.
Rallegriamoci! In questa valle oscura – come dice il Salmo 22 – non dobbiamo
avere paura perché Lui è con noi!
Buona festa patronale.
don Eusebio
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Il Granello di…
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Cammino verso la festa Patronale
Con Maria la nostra Patrona …
lunedì 3 settembre
ore 20:30:
martedì 4 settembre
ore 20:30:
mercoledì 5 settembre ore 20:30:
S. Rosario in Santuario
S. Rosario in Santuario
S. Rosario in Santuario
…Verso Gesù: ADORAZIONE EUCARISTICA
giovedì 6 settembre
ore 20:30: Preghiera in Santuario. Piccola processione verso la Chiesa
Parrocchiale portando la Madonna, è Lei che ci porta Gesù
ore 21:00: Esposizione del SS. Sacramento
Adorazione notturna.
venerdì 7 settembre:
Adorazione tutto il giorno
ore 17:00: Adorazione per ragazzi elementari e medie
ore 18:00: Adorazione per adolescenti giovani
ore 19:00: Riposizione del SS. Sacramento
SANTE CONFESSIONI
: ragazzi delle elementari - martedì 4 settembre, ore 16:00
: adolescenti e giovani
- mercoledì 5 settembre, ore 16:00
: adulti
- sabato 8 settembre, ore 09:00 - 12:00
ore 16:00 - 19:00
domenica 9 settembre ore 10:30: S. Messa solenne
ore 20:45: processione Via Isonzo, Via Valle, Via San Luigi e ritorno
lunedì 10 settembre
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ore 10:30: S. Messa in suffragio dei defunti
ore 20:45: processione Via Isonzo, Via Don Barberi e ritorno in Santuario.
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Il Granello di…
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Festa Patronale di Pontevecchio
Settembre 2007
Giovedì 6 settembre
ore 21.00 :
Momento di preghiera presso la Chiesa parrocchiale
Venerdì 7 settembre
ore 21.00 :
Apertura “Pesca di Beneficenza”
ore 21.00 :
Spettacolo teatrale “PORA GENT CHE RIBILOT ” con la compagnia Taia e Midega
di Corbetta presso il CineTeatro parrocchiale
Sabato 8 settembre
ore 21.30 :
Serata musicale dal vivo “ CIAO, GIOVANNINO … ” con la compagnia Amici della
Musica e dello Spettacolo di Milano presso il cortile interno di Villa Castiglioni.
Un omaggio alla vita e alla musica di Giovanni D’Anzi in occasione del centenario della sua nascita.
Domenica 9 settembre
dalle ore 8 alle ore 20 : Mercatino di artigianato, pittura e prodotti tipici lungo via Isonzo *
* la via sarà chiusa al traffico a partire dalla notte di sabato 8 settembre
ore 9.30:
Gara Ciclistica 12° Trofeo “C. Versetti” a.m. organizzato da “Cicli Battistella M.T.B.”
Ritrovo presso il “Bar Gaggiana” di Ponte Vecchio
ore 10.00 – 19.00 : presso il salone della Scuola Materna “G.Fornaroli” allestimento della Mostra
Fotografica sul Naviglio di E.Tunesi e della Mostra dei “LAVORI di
ARTIGIANATO”dei Giovani del C.S.E. di Ponte Vecchio
ore 10.30:
Santa Messa presieduta dal Parroco Don Eusebio Stefanoni
ore 14.00 – 18: Intrattenimento per piccoli e grandi : GIOCHI - ARTISTI DI STRADA - GONFIABILI
Torneo di Calcio “Oratorio” presso il campo sportivo parrocchiale
ore 20.45:
Processione religiosa : via Isonzo – via Valle – via S.Luigi – e ritorno
ore 22:
Fuochi d’artificio presso il campo sportivo “F. Rolla” di Ponte Vecchio
Lunedì 10 settembre
ore 10.30:
“Ufficio Generale” in suffragio dei defunti della parrocchia
ore 20.45:
Processione religiosa : via Isonzo – via Don Barberi e ritorno
il Comitato Civico di Ponte Vecchio ringrazia
tutti coloro che hanno partecipato all’organizzazione della Festa Patronale
Il Presidente del Comitato Civico
G. Ranzani
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Il Granello di…
Vi accludo due foto che i miei seminaristi
diocesani hanno preso nell´aula di latino e
greco del primo anno di teologia. Ieri, in
tutto il Perú si é concluso il primo
semestre e cosí c´é stato l´esame di
latino
e
greco.
Qui
in
Perú,
approffittando della FESTA DELLA
PATRIA 28 DI LUGLIO 1821, data che
commemora
la
liberazione
dell´occupazione straniera del Perú e
approffittando che fa freddo (11°/13°
sopra zero) e non ci sono riscaldamenti, ci
sono le vacanze della scuola come da voi il
tempo di Natale. La fine dell´anno
scolastico quí é dopo la Immacolata fino a
marzo (dal 21 Dicembre comincia
l´Estate). Nel 1821 fu martirizzato un
camilliano peruano, Padre Marieluz a cui é
dedicato questo Noviziato, per non
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rivelare il segreto della confessione dei
cospiratori: fu sepolto vivo nella fossa
comune, per cui non hanno potuto
dichiararlo santo, ma nei libri di
spiegazione del catechismo, in Italia, per
catechisti era sempre citato come
esempio del secreto confessionale. Il
Noviziato camilliano si trova a 1.600 m, di
strada sassosa, polverienta, attraversata
in superfice da ruscelli di scarichi di
fogna, dalla unica strada in Perú che
attraversa le Ande e scende poi alla selva
amazzonica, selva che continua anche in
Brasile. Il Noviziato é a 50 km da Lima,
ascendendo 600 metri sopra il livello del
mare. Il Noviziato si trova nella nuova
diocesi di Chosica (pron. Ciosica) dedicata
a San Martín de Porres, nella parrocchia
"Nuestra Señora del Santo Rosario". che
sono sulla riva sinistra del fiume Rimac
(=che parla, nella lingua originale quechua:
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Il Granello di…
pron. checiua), mentre il noviziato é sulla
riva destra. Tra il Noviziato e il ponte
sulla strada asfaltata c´é una cappellina,
dove ogni sabato sera celebro la messa
per la gente che vive lungo la nostra "stra
spin", per cosí dire e descritta sopra:
gente scappata da Ayacucho (Aiacucio)
per sfuggire alla morte per mano di
terroristi che infesta(va)no le Ande:
bambini/e tutti vogliono fare l´accolito e
ognuno porta ogni sabato il disegno a
colori del vangelo della Domenica.
Domenica scorsa il disegno di San Camillo
con in braccio il malato-Gesú, perché era
la sua festa. e per sabato prossimo:
Marta-Maria-Gesú in Betania. Il nuvo
vescovo (tedesco) ha costruito la sua casa
e il Seminario non a Chosica, paese di
benestanti e di vacanze, fresco d´estate
Settembre 2007
e calorino d´inverno, ma in. Huaicán,
paese molto povero e infestato ancora al
tempo della costruzione da poverissimi e
da terroristi. Devo scendere 15 Km. per
insegnare latino e greco. Un paese di
povertá estrema: lí i giovani si preparano
a vivere non solo con Gesú povero, ma
anche con i poveri gesú. Sono tante le mie
gioie di vivere con questa gente. Chissà se
merito la gioia nell´al di lá. Che pensate?
Scusate la dimenticanza dell´italiano,
dell´ortografia e sintassi...Grazie a tutti
per partecipare alle mie gioie con la
collaborazione che non chiedo perché
siete informati sempre sulle povertá in
tutto il mondo: anche nel Paese che ho
lasciato.
Scusate perché prima avevo poco tempo.
17/07/07 Vs. affmo padre angelo
L’amore per i bambini e la gioia di dedicare loro alcune ore del nostro tempo libero, ci
hanno spinto ad accettare, senza nessuna esitazione, l’invito di don Eusebio: quello di
servire ai ragazzi il pasto di mezzogiorno, il lunedì, il mercoledì e il giovedì, per tre
settimane.
Il nostro gruppo, sorto timidamente e umilmente, è stato, da subito, molto affiatato e
gioioso di condividere emozioni e piccoli, ma importanti, servizi ricchi di amore e di
attenzioni. Ognuno di noi si è sentito “nonno” di tutti, non solo dei propri amatissimi
nipotini.
L’esperienza che abbiamo vissuto è stata tanto breve, quanto intensa e meravigliosa;
pertanto, a Dio piacendo, siamo tutti pronti a ripeterla il prossimo anno.
I bambini delle elementari, i ragazzi delle medie, gli adolescenti, sono la speranza del
nostro futuro; perciò siamo consapevoli che poter stare vicini alla loro crescita e poter
fare qualcosa per loro è importantissimo per noi e ci dà tanta gioia.
Ringraziamo pertanto il Signore che ci ha concesso questo dono; ringraziamo di cuore
anche quei nonni che, pur spiacenti di non poter condividere con noi questa stupenda
esperienza, ci hanno accompagnato e sostenuto ogni giorno con la loro preghiera: il più
efficace di tutti gli aiuti.
I nonni
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Il Granello di…
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La mia mamma mi ha portato la vostra lettera, il vostro abbraccio. Allora eccomi qui, a
ricambiare quell’ abbraccio e a ringraziarvi di tutto cuore.
Insieme alla lettera ho ricevuto anche la photo scattata proprio il giorno della Prima
Comunione. I vostri bellissimi e luminosi sorrisi sono proprio il riflesso della grande
gioia che avete provato nel ricevere per la prima volta Gesù, per avergli aperto la
porta invitandolo ad abitare nel vostro cuore, come l’Amico più prezioso che mai vi
deluderà e che vi sarà accanto, prendendovi per mano in ogni istante della vostra vita.
Sapete, mi ha molto colpito quel grande NO che avete scritto nella lettera, il NO al
“regalo-ricordo-bomboniera” a favore del SI a un “gesto di amicizia e solidarietà verso
altri ragazzi”. Per me è molto importante che sappiate che quel SI si è tramutato in
azioni concrete: una gita al mare per bambini che mai avrebbero potuto andarci, una
visita medica per un ragazzino in carrozzina a causa di un vaccino scaduto, una
passeggiata al parco per bambini che quotidianamente cercano le lattine nei cassonetti
della spazzatura per rivenderle e che per un pomeriggio hanno potuto gustarsi un
gelato come tutti i bambini del mondo hanno diritto…senza dimenticare l’asilo che,
anche grazie a voi, non è stato chiuso.
Un grazie sincero è anche per le vostre insegnanti che vi accompagnano nel cammino
con tanta cura, aiutandovi a crescere aperti, sensibili e attenti ai bisogni dei fratelli
che avete in tutto il mondo.
Oggi insieme ad alcuni dei “miei” bambini abbiamo piantato dei semi che mi ha regalato
una cara amica: abbiamo preparato il terreno, estirpato le erbacce, seminato e
annaffiato. Sbocceranno bellissimi fiori viola e azzurri. Accadrà la stessa cosa nei
vostri cuori: Gesù vi ha posto il Suo seme. Se ne avrete cura, nelle vostre vite si
dischiuderanno frutti buonissimi, colorati, profumati e contagerete di bontà tutti
coloro che vi saranno accanto.
Ju përqafoj fort (vi abbraccio forte)
Sabrina
Tirana 18.05.2007
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Il Granello di…
Sono sempre più convinta che il Signore molto
spesso ci mette sul cammino alcune persone
per le quali, se accogliamo con disponibilità il
Suo
invito,
possiamo
rappresentare
un’occasione di speranza e, spesso, di
cambiamento. Malgrado qualcuno sia sempre
in agguato a ripeterci che non è facendo
qualcosa di buono per una, due, cinquanta,
cento persone che cambiamo il mondo, io
continuo a credere nell’assoluta necessità di
accogliere i Suoi numerosi inviti. E così è
stato il giorno in cui Eriona mi ha chiesto di
andare a trovare Arion che abitava in un
quartiere vicino al suo. Arion è un ragazzino
di 13 anni costretto sulla sedia a rotelle a
causa di una gravissima forma di poliomielite.
Ma non si tratta di una poliomielite
“qualsiasi”. Nell’anno in cui è stato sottoposto
alla vaccinazione anti-polio tantissimi bambini
come lui si sono ammalati contraendo questa
forma terribile perché lo stato albanese ha
somministrato vaccini scaduti importati dalla
Cina. Il risultato è stato una vera catastrofe.
E nessuna famiglia colpita da tale tragedia ha
mai ricevuto alcun “risarcimento” (almeno di
natura economica). In quell’incontro ricordo
di aver pensato che certo, non potevo in alcun
modo intervenire nei confronti di questo
dramma, ma quel giorno il Signore aveva
messo sul mio cammino Arion. Ho così deciso
di portarlo a fare una visita da un professore
albanese specializzato proprio per questo
tipo
di
patologie
il
quale,
dopo
un’accuratissima visita, ha emesso il verdetto.
Con un delicatissimo intervento di micro
chirurgia di raddrizzamento di un piede Arion
avrebbe potuto cominciare un lento ma
graduale recupero che, in seguito ad una
riabilitazione personalizzata, gli avrebbe
permesso di lasciare la sedia a rotelle a
favore delle stampelle. Non dimenticherò
l’espressione
di
meraviglia
che
ha
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attraversato gli occhi di Arion nell’ascoltare
quelle parole e l’immediata disillusione nel
sentire il prezzo dell’intervento. Mai la
famiglia avrebbe, infatti, potuto sostenerne
il costo per due motivi: si trattava di una
cifra altissima (l’intervento sarebbe stato
privato) e la famiglia è poverissima. Il padre
di Arion era infermiere in uno sperduto
villaggio del nord dell’Albania e aveva deciso
di trasferirsi vicino a Tirana, perdendo il
proprio lavoro, sperando di trovare un aiuto
maggiore per il figlio. Immediatamente ho
chiesto al professore di fissare la data per
l’intervento. Mi erano infatti rimasti ancora
dei fondi dalla somma che mamma mi aveva
portato a Pasqua e che era fatta proprio
delle singole offerte delle persone del mio
paese. Ancora una volta era possibile aiutare
qualcuno, ed in uno modo splendido,
cambiando la qualità della vita, grazie alla
generosità degli abitanti di Ponte Vecchio.
Così, il 21 giugno 2007 Arion è stato
sottoposto all’operazione che è riuscita
perfettamente. Certo, ci vorrà tempo, ma
Arion camminerà.
E insieme ad Arion vi scrivo il mio GRAZIE,
sincero ed autentico, per continuare ad aver
cura dei vostri fratelli in qualsiasi parte del
mondo si trovino, con spirito solidale, cuore
aperto e braccia tese. Grazie per continuare
a credere
che da soli
non siamo
nulla
ma
insieme,
tra di noi e
con
Lui,
possiamo
fare molto.
Sabrina
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Il Granello di…
Come ben sappiamo la nostra chiesa
parrocchiale è dedicata ai Santi Carlo
Borromeo e Luigi Gonzaga. Ciò è, con tutta
probabilità, dovuta al fatto che i promotori
della sua edificazione furono l’ing. Carlo
Castiglioni ed il primo parroco di
Pontevecchio Luigi Introini. Fra i due Santi
il più conosciuto è sicuramente San Carlo
Borromeo vescovo di Milano dal 1564 (dopo
essere stato amministratore della diocesi
dall’anno precedente) sino alla morte,
avvenuta nel 1584. Fu un grande
riformatore
della
diocesi
milanese
introducendo la consuetudine delle visite
pastorali in tutte le comunità delle pievi,
della più estesa diocesi del mondo.
Instancabile applicatore dei dettami del
Concilio di Trento promosse le scuole della
dottrina cristiana. Fu particolarmente attivo
nella pratica cristiana della carità e
dell’assistenza ai malati, in particolare
durante la peste che colpì Milano nel 1576.
Proveniente da un’antica famiglia nobiliare
(figlio del Conte Giberto II e Margherita de’
Medici) donò tutti i suoi beni all’Ospedale
Maggiore di Milano. Fu canonizzato nel
giorno di Ognissanti del 1610 da Papa Paolo
V. San Luigi, primogenito del Marchese
Ferrante Gonzaga, nacque il 9 marzo 1568;
dopo gli studi, a Firenze e a Madrid, all’età
di 18 anni cedette al fratello Rodolfo il
diritto di primogenitura rinunciando quindi
a tutti i privilegi e alle ricchezze del
marchesato. Giovanissimo fece voto di
castità alla Madonna e da allora condusse
vita austera, di carità, penitenza e digiuno.
A Roma nel 1591 portando assistenza ai
malati durante l’epidemia di tipo
petecchiale contrasse il morbo e morì all’età
di 23 anni.
L’incontro fra i due Santi è richiamato da
un mosaico realizzato nella lunetta sopra il
portone d’ingresso della chiesa. Il mosaico
“veneziano” di buona fattura collocato nella
lunetta della facciata principale raffigura
San Carlo Borromeo che somministra la
prima comunione al giovane Luigi Gonzaga
(durante una visita alla diocesi di Brescia il
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22 luglio del 1580). Secondo il Liber
Cronichon di don Luigi Introini questo
mosaico fu donato dall’ing. Carlo
Castiglioni (fatto eseguire dai suoi eredi). Il
progetto è del pittore Aldo Carpi – allora
direttore dell’Accademia delle Belle Arti di
Brera - mentre l’esecuzione del mosaico
sarebbe di certo Giorgio Craputto –
veneziano.
La nostra festa Patronale non risulta però
legata alla dedicazione della nostra chiesa
parrocchiale in quanto legata alla secolare
devozione popolare alla Santa Vergine
Maria.
In altri numeri del nostro giornalino si è
cercato di richiamare l’antica devozione
della nostra comunità alla Madonna. Le
dedicazioni delle prime due chiese di
Pontevecchio, che hanno assolto la funzione
di parrocchiale, si richiamavano a questa
antica devozione: Santa Maria Nascente e
Santa Maria Immacolata. La nostra festa
non poteva quindi che essere legata alla
protezione
della
Madonna.
Più
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Il Granello di…
precisamente essa è legata ai festeggiamenti
riguardanti la Natività della Beata Vergine
Maria [nella domenica successiva alla
ricorrenza dell’otto settembre], che, nel
nostro territorio un tempo fortemente
viticolo, doveva anche corrispondere alla
festa della vendemmia.
Già
nel
1584
nella
chiesetta
di
Pontevecchio, dove celebravano i Padri
Celestini, era stata rilevata la presenza di un
dipinto che rappresentava la nascita della
Vergine, ma doveva trattarsi di un dipinto
di modeste dimensioni [così almeno era
descritto]. Per ricordare l’evento della
Natività della Madonna cui la chiesa era
dedicata era stato, successivamente,
Settembre 2007
realizzato il dipinto che noi oggi possiamo
osservare
nella
nostra
chiesa
che
rappresenta, appunto, la nascita di Maria. Il
nostro dipinto è sicuramente posteriore alla
fondazione della prima chiesetta della
frazione in quanto sono evidenti le
caratteristiche pittoriche del Seicento. La
qualità dell’immagine, del tratto pittorico,
del contrasto chiaroscurale e la sua
composizione ci fa pensare ad un dipinto
del XVII secolo. L’immagine appena
accennata di Sant’Anna, sullo sfondo,
potrebbe far pensare ad un’aggiunta
postuma tanto è “protetta” dal fondo scuro.
L’opera pittorica la cui esecuzione è
apprezzabile è stata realizzata ad olio su tela
[di cm 150x250]. Non risulta ancora
attribuita; il suo più recente restauro risale
al 1986 per opera di D.A. Tripodi. Anche
nell’Assunta di Magenta si può ammirare
un dipinto riguardante la Natività di Maria
la cui composizione è presente anche nel
dipinto della nostra parrocchiale. Cosa certa
è
che
la
nostra
pala
risulta
inequivocabilmente
legata
ad
una
commissione promossa per arricchire il
patrimonio pittorico e la chiesetta di
Pontevecchio dei Padri Celestini. Da un
approfondito esame del lato inferiore, del
dipinto, sono emerse le insegne simboliche
dei monaci Celestini di Magenta: la Croce
che si intrecciata con una “S” che richiama
lo Spirito Santo che si intreccia con la
Croce.
Felice Sgarella
A seguito dell’inaugurazione della nuova sede di Pontevecchio, i volontari della Croce
Azzurra colgono l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno contribuito al futuro
acquisto di un Fiat Doblò con le loro generose offerte. Ricordiamo che queste ultime sono
sempre molto gradite e possono essere versate presso la sede stessa (vicino agli
spogliatoi dello Stadio Comunale “Fausto Rolla”), dal lunedì al venerdì, dalle ore 17,00
alle ore 18,00.
Ancora grazie di cuore e buona festa patronale a tutti.
I volontari della Croce Azzurra Pontevecchio
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Il Granello di…
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Nel giorno DELL’ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA Mercoledì, 15
agosto 2007
Nella sua grande opera "La Città di Dio",
Sant’Agostino dice una volta che tutta la
storia umana, la storia del mondo, è una
lotta tra due amori: l’amore di Dio fino
alla perdita di se stesso, fino al dono di
se stesso, e l’amore di sé fino al
disprezzo di Dio, fino all’odio degli altri.
Questa stessa interpretazione della
storia come lotta tra due amori, tra
l’amore e l’egoismo, appare anche nella
lettura
tratta
dall’Apocalisse,
che
abbiamo sentito ora. Qui, questi due
amori appaiono in due grandi figure.
Innanzitutto vi è il dragone rosso
fortissimo, con una manifestazione
impressionante ed inquietante del potere
senza grazia, senza amore, dell’egoismo
assoluto, del terrore, della violenza.
Nel momento in cui san Giovanni scrisse
l’Apocalisse, per lui questo dragone era
realizzato nel potere degli imperatori
romani anticristiani, da Nerone fino a
Domiziano. Questo potere appariva
illimitato; il potere militare, politico,
propagandistico dell’impero romano era
tale che davanti ad esso la fede, la Chiesa
appariva come una donna inerme, senza
possibilità di sopravvivere, tanto meno di
vincere. Chi poteva opporsi a questo
potere onnipresente, che sembrava in
grado di fare tutto? E tuttavia, sappiamo
che alla fine ha vinto la donna inerme, ha
vinto non l’egoismo, non l’odio; ha vinto
l’amore di Dio e l’impero romano si è
aperto alla fede cristiana.
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Le
parole
della
Sacra
Scrittura
trascendono sempre il momento storico. E
così, questo dragone indica non soltanto il
potere anticristiano dei persecutori della
Chiesa di quel tempo, ma le dittature
materialistiche anticristiane di tutti i
periodi. Vediamo di nuovo realizzato
questo potere, questa forza del dragone
rosso nelle grandi dittature del secolo
scorso: la dittatura del nazismo e la
dittatura di Stalin avevano tutto il
potere, penetravano ogni angolo, l’ultimo
angolo. Appariva impossibile che, a lunga
scadenza, la fede potesse sopravvivere
davanti a questo dragone così forte, che
voleva divorare il Dio fattosi bambino e la
donna, la Chiesa. Ma in realtà, anche in
questo caso alla fine, l’amore fu più forte
dell’odio.
Anche oggi esiste il dragone in modi
nuovi, diversi. Esiste nella forma delle
ideologie materialiste che ci dicono: è
assurdo pensare a Dio; è assurdo
osservare i comandamenti di Dio; è cosa
di un tempo passato. Vale soltanto vivere
la vita per sé. Prendere in questo breve
momento della vita tutto quanto ci è
possibile prendere. Vale solo il consumo,
l’egoismo, il divertimento. Questa è la
vita. Così dobbiamo vivere. E di nuovo,
sembra assurdo, impossibile opporsi a
questa mentalità dominante, con tutta la
sua forza mediatica, propagandistica.
Sembra impossibile oggi ancora pensare a
un Dio che ha creato l’uomo e che si è
pag. 12
Il Granello di…
fatto bambino e che sarebbe il vero
dominatore del mondo.
Anche adesso questo dragone appare
invincibile, ma anche adesso resta vero
che Dio è più forte del dragone, che
l’amore vince e non l’egoismo. Avendo
considerato così le diverse configurazioni
storiche del dragone, vediamo ora l’altra
immagine: la donna vestita di sole con la
luna sotto i suoi piedi, circondata da
dodici stelle. Anche quest’immagine è
multidimensionale. Un primo significato
senza dubbio è che è la Madonna, Maria
vestita di sole, cioè di Dio, totalmente;
Maria che vive in Dio, totalmente,
circondata e penetrata dalla luce di Dio.
Circondata dalle dodici stelle, cioè dalle
dodici tribù d’Israele, da tutto il Popolo
di Dio, da tutta la comunione dei santi, e
ai piedi la luna, immagine della morte e
della mortalità. Maria ha lasciato dietro
di sé la morte; è totalmente vestita di
vita, è assunta con corpo e anima nella
gloria di Dio e così, posta nella gloria,
avendo superato la morte, ci dice:
Coraggio, alla fine vince l’amore! La mia
vita era dire: Sono la serva di Dio, la mia
vita era dono di me, per Dio e per il
prossimo. E questa vita di servizio arriva
ora nella vera vita. Abbiate fiducia,
abbiate il coraggio di vivere così anche
voi, contro tutte le minacce del dragone.
Questo è il primo significato della donna
che Maria è arrivata ad essere. La "donna
vestita di sole" è il grande segno della
vittoria dell’amore, della vittoria del
bene, della vittoria di Dio. Grande segno
di consolazione. Ma poi questa donna che
soffre, che deve fuggire, che partorisce
con un grido di dolore, è anche la Chiesa,
la Chiesa pellegrina di tutti i tempi. In
tutte le generazioni di nuovo essa deve
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partorire Cristo, portarlo al mondo con
grande dolore in questo modo sofferto.
In tutti i tempi perseguitata, vive quasi
nel deserto perseguitata dal dragone. Ma
in tutti i tempi la Chiesa, il Popolo di Dio
vive anche della luce di Dio e viene
nutrito - come dice il Vangelo - di Dio,
nutrito in se stesso col pane della Santa
Eucaristia. E così in tutta la tribolazione,
in tutte le diverse situazioni della Chiesa
nel corso dei tempi, nelle diverse parti
del mondo, soffrendo vince. Ed è la
presenza, la garanzia dell’amore di Dio
contro tutte le ideologie dell’odio e
dell’egoismo.
Vediamo certamente che anche oggi il
dragone vuol divorare il Dio fattosi
bambino. Non temete per questo Dio
apparentemente debole. La lotta è già
cosa superata. Anche oggi questo Dio
debole è forte: è la vera forza. E così la
festa dell’Assunta è l’invito ad avere
fiducia in Dio ed è anche invito ad imitare
Maria in ciò che Ella stessa ha detto:
Sono la serva del Signore, mi metto a
disposizione del Signore. Questa è la
lezione: andare sulla sua strada; dare la
nostra vita e non prendere la vita. E
proprio così siamo sul cammino dell’amore
che è un perdersi, ma un perdersi che in
realtà è l’unico cammino per trovarsi
veramente, per trovare la vera vita.
Guardiamo Maria, l’Assunta. Lasciamoci
incoraggiare alla fede e alla festa della
gioia: Dio vince. La fede apparentemente
debole è la vera forza del mondo. L’amore
è più forte dell’odio. E diciamo con
Elisabetta: Benedetta sei tu fra tutte le
donne. Ti preghiamo con tutta la Chiesa:
Santa Maria prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte.
Amen.
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Il Granello di…
Anche quest’estate abbiamo assistito alla
distruzione di parchi e boschi in tutta Italia,
spesso a causa di incendi dolosi, appiccati da
persone che forse non si rendono conto del
danno che procurano alla natura e all’uomo.
Purtroppo anche bellissimi angoli del nostro
bosco hanno subito questa triste sorte. Questi
sconsiderati che incendiano le bellezze della
natura forse si illudono di fare un dispetto ad
altre persone, ma in realtà procurano danno
anche a se stessi, perché le foglie e le fronde
degli
alberi
proteggono
l’uomo
dall’inquinamento, filtrando l’aria che respiriamo
e liberandola dalle impurità. Se vogliamo avere
una dimostrazione pratica di ciò, è sufficiente
che in autunno accarezziamo una foglia caduta:
ci troveremo infatti con le dita sporche di
fuliggine.
Vorrei ora ricordare un episodio molto triste
accaduto alcuni anni fa nel nostro bosco, dove
si trovava una piccola capanna frequentata dai
pescatori. Essa era in legno grezzo ed era
situata nei pressi del Ramo Delizia, non lontano
dal ponticello di legno. Era circondata da
querce, robinie, salici e ontani neri. Nelle sue
vicinanze si trovavano anche un tavolo e alcune
panche in legno, una pompa manuale per
ricavare l’acqua sorgiva e dei battelli attraccati
in riva al Ramo, che servivano per le battute di
pesca sul Ticino e sul Ramo stesso. Al termine
di queste ultime, ogni domenica, i pescatori si
riunivano presso la capanna per raccontarsi
scherzosamente le proprie avventure e
disavventure,
mentre
consumavano
un
modesto pasto con il pesce appena pescato e
qualche buon salamino. Anch’io ho frequentato
spesso questo posto e posso dire che si
passavano davvero dei bei momenti in lieta
compagnia, immersi nella pace della natura.
Ma un brutto mattino, al posto della deliziosa
capannina, abbiamo trovato un mucchio di
cenere. Durante la notte infatti dei vandali le
avevano dato fuoco, distruggendola insieme a
Settembre 2007
parte del bosco circostante. Ancora oggi coloro
che la frequentavano si chiedono il perché di
questa maldestra bravata.
Speriamo davvero che tutto questo non debba
più accadere, perché il bosco è vita e bellezza.
Esso è bello in primavera per i suoi fiori e i suoi
profumi; è bello d’estate per le sue fresche
ombre; è bello in autunno per i colori delle sue
foglie; è bello d’inverno perché diventa
trasparente e silenzioso; è bello quando
splende il sole per i suoi raggi che penetrano
tra la folta vegetazione e riempiono il bosco di
una luce incantevole; è bello quando piove
perché porgendo l’orecchio al tic-tac delle
gocce che cadono sembra di ascoltare una
musica; è bello quando soffia il vento perché
osservando le cime degli alberi che ondeggiano
sembra di assistere ad una danza della natura;
è bello quando c’è la nebbia perché diventa
grigio e misterioso; è bello quando c’è la neve
perché osservando il manto candido si possono
notare innumerevoli orme lasciate dagli abitanti
del bosco e i rami carichi di neve sembrano
inchinarsi al tuo passaggio. In definitiva, il
bosco è sempre bello e utile e per questo lo
dobbiamo rispettare e proteggere.
Marco Faccendini
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Sembra trascorso solo il tempo di un battito di ciglia, ma esattamente 10 anni fa, il 5 settembre 1997, il
cammino terreno di Madre Teresa di Calcutta è giunto al suo termine.
L’intera vita e l’intensa opera di Madre Teresa hanno avuto la forza di riflettere la gioia di amare Dio e il
prossimo, specialmente i più bisognosi. La sua risposta alla richiesta di Gesù “Vieni, sii la Mia luce” l’ha
resa simbolo della compassione di Dio nel mondo, testimone vivente del Suo Amore. Al cuore stesso del suo
rapporto intimo con Dio erano le parole di Gesù sulla Croce: “Ho sete” (Gv.19:28). “Placare la sete di amore
e di anime di Gesù in unione con Maria, la Madre di Gesù,” – disse Giovanni Paolo II – “era divenuto il solo
scopo dell’esistenza di Madre Teresa, e la forza interiore che le faceva superare se stessa e andare da una
parte all’altra del mondo al fine di adoperarsi per la salvezza e la santificazione dei più poveri tra i poveri”.
Quando un giornalista le chiese: “Madre, che posto dà a Gesù nella sua vita?”, lei rispose immediatamente:
“Gli do tutto il posto”. Questa totale appartenenza a Gesù traspare chiaramente nella seguente meditazione
che Madre Teresa compose nel 1983, a Roma.
“Chi dite che io sia?” (Matteo 16:15)
Tu sei Dio.
Tu sei Dio da Dio.
Tu sei Generato, non creato.
Tu sei della stessa Sostanza del Padre.
Tu sei il Figlio del Dio Vivente.
Tu sei la Seconda Persona della Santissima Trinità.
Tu sei Una Sola Cosa con il Padre.
Tu sei nel Padre fin dal principio:
Tutto è stato creato da Te e dal Padre.
Tu sei il Figlio Prediletto
nel Quale il Padre si è compiaciuto.
Tu sei il Figlio di Maria,
concepito dallo Spirito Santo nel grembo di Maria.
Tu sei nato a Betlemme.
Tu sei stato avvolto in fasce da Maria
e posto in una mangiatoia piena di paglia.
Tu sei stato tenuto al caldo dal fiato dell’asino
che ha portato Tua Madre, con Te nel Suo grembo.
Tu sei il Figlio di Giuseppe,
conosciuto dalla gente di Nazareth come il
Falegname.
Tu sei un uomo comune, senza molto cultura,
secondo il giudizio delle persone colte di Israele.
Chi è Gesù per me?
Gesù è il Verbo di Dio fatto Carne.
Gesù è il Pane di Vita.
Gesù è la Vittima offerta per i nostri peccati sulla
Croce.
Gesù è il Sacrificio offerto nella Santa Messa
per i peccati del mondo e per i miei.
Gesù è la Parola da proclamare.
Gesù è la Verità da dire.
Gesù è la Via da percorrere.
Gesù è la Luce da accendere.
Gesù è la Vita da vivere.
Gesù è l’Amore da amare.
Gesù è la Gioia da condividere.
Gesù è il Sacrificio da offrire.
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Gesù è la Pace da donare.
Gesù è il Pane di Vita da mangiare.
Gesù è l’affamato da nutrire.
Gesù è l’assetato da dissetare.
Gesù è l’ignudo da vestire.
Gesù è il senza-tetto da accogliere.
Gesù è l’ammalato da curare.
Gesù è la persona sola da amare.
Gesù è ogni essere umano che non è voluto, da
accettare.
Gesù è il lebbroso cui lavare le ferite.
Gesù è il mendicante cui sorridere
Gesù è l’alcolizzato che va ascoltato.
Gesù è il malato di mente da proteggere.
Gesù è il piccolo che va abbracciato.
Gesù è il cieco a cui fare guida.
Gesù è il muto cui offrire la nostra voce.
Gesù è lo zoppo con cui camminare.
Gesù è il drogato di cui essere amico.
Gesù è la prostituta che va allontanata dal pericolo e
resa amica.
Gesù è il prigioniero da visitare.
Gesù è l’anziano da servire.
Per me
Gesù è il mio Dio.
Gesù è il mio Sposo.
Gesù è la mia Vita.
Gesù è il mio unico Amore.
Gesù è il mio Tutto in Tutto.
Gesù è Ogni Cosa per me.
Gesù, ti amo con tutto il mio cuore, con tutto il mio
essere. Gli ho dato tutto, persino i miei peccati, e Lui
mi ha sposato a Se stesso in tenerezza e amore.
Adesso e per tutta la vita io sono la sposa del mio
Sposo Crocifisso. Amen.
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Quando le fu chiesto dal confessore della congregazione il permesso di scrivere un libro su di lei
Madre Teresa acconsentì con il seguente appello, che rende inequivocabile lo spirito che la animava
e che tuttora si perpetua nella congregazione delle Missionarie della Carità:
“Dica loro che non siamo qui per il lavoro, ma per Gesù e che tutto quel che facciamo lo facciamo
per Lui. Siamo anzitutto delle religiose, non assistenti sociali, insegnanti, infermiere o dottoresse;
siamo delle suore, delle religiose che servono Gesù nei poveri: Lui curiamo, a lui diamo da
mangiare, lui vestiamo, visitiamo confortiamo nei poveri, nei derelitti, nei malati, negli orfani e nei
moribondi. Tutto quel che facciamo – le nostre preghiere, il nostro lavoro e le nostre sofferenze – è
per lui. La nostra vita non ha altra ragione o motivazione. Si tratta di un punto che molti non
capiscono. Io servo Gesù ventiquattro ore al giorno e qualunque cosa faccio la faccio per lui, e lui
me ne dà la forza. Amo lui nei poveri e i poveri in lui, il Signore però viene sempre al primo posto
… Quando arriva un visitatore in questa casa, lo conduco in cappella a pregare un momento e gli
dico: salutiamo anzitutto il padrone di casa. Gesù è qui. E’ per lui che lavoriamo e a lui dedichiamo
noi stesse. E’ lui che ci dà la forza di continuare questa vita e di farlo con gioia. Senza di lui non
potremmo fare quel che facciamo o comunque continuare a farlo per tutta una vita ... Senza Gesù la
nostra vita sarebbe assurda e incomprensibile; solo lui la spiega”; “… Padre, dica loro che lo
facciamo per Gesù”.
Alle consorelle più giovani spiegava
sempre “Nei poveri vi prendete cura di
Cristo. Lavate le sue ferite, ripulite le
sue piaghe, fasciate le sue membra.
Sappiate guardare al di là delle
apparenze,
ascoltate
le
parole
pronunciate da Gesù tanto tempo fa,
parole valide tutt’oggi: “Quel che avete
fatto al più piccolo dei miei fratelli, lo
avete fatto a me”. Quando servite i
poveri, servite nostro Signore Gesù
Cristo”.
Queste, e molte altre, non sono
solamente affascinanti parole destinate
a svanire nel vento; sono state una
realtà
profondamente
radicata
nell’animo di Madre Teresa, una
testimonianza evidente agli occhi di chi
non voglia nascondersi dietro la cecità
dei propri pregiudizi e dello
scetticismo. Quasi 50 anni (dal 1948 al
1997) spesi all’incontro, all’aiuto ed al
servizio dei più emarginati tra gli
emarginati, degli intoccabili, degli
abbandonati e rifiutati da tutti a causa
delle malattie; una vita spesa ad essere
“una matita nelle mani di Dio”.
Ancora, soleva dire :“i poveri hanno
fame di Dio, vogliono sentire parlare di Nostro Signore, non si preoccupano eccessivamente delle
cose materiali, ma vogliono sentirsi dire che hanno un Padre in Cielo, un Padre che li ama.”
“Lo facciamo per Gesù”.
Paolo Garavaglia
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Quando un bimbo arriva in famiglia
porta con sé felicità e meraviglia;
porta con sé gioia e stupore
e subito riempie la casa di amore !
Da quel momento mamma e papà
devono ammettere, in tutta onestà,
che c’è un nuovo lavoro da imparare
senza diplomi e senza studiare.
E’ il duro lavoro del genitore
che ha bisogno di mani, di testa e di cuore,
ha bisogno di forza e voglia di amare
e del Buon Dio da poter pregare.
Questo mestiere non ha uno stipendio,
né assicurazioni contro furto ed incendio.
Ma la paga è grande fin dal mattino
quando ti svegli col tuo bimbo vicino !
Questo libretto è dedicato a tutti coloro che si sono lanciati nella grande
avventura dell’essere genitori e a tutte le persone che ogni giorno li
aiutano in mille modi (maestre del S. Angelo comprese ! )
Rossella G.
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Un’avventura chiamata Gesù
ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete
testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi
confini della terra”. (At. 1, 8)
In questo periodo post Pentecoste ciascuno di noi è invitato ad essere testimone di
fede in Gesù Cristo. La cosa sembra facile se riduciamo il tutto alla nostra
interpretazione personale della parola TESTIMONIANZA e TESTIMONE.
In fondo abbiamo ricevuto tutti chi più e chi meno, un’educazione alla fede cristiana,
partecipiamo alla S.Messa tutte le domeniche e alle altre feste comandate.
Abbiamo chi più chi meno momenti di preghiera e d’ascolto della parola ai quali
partecipare, atti caritatevoli, volontariato, e chi più ne ha ne metta.
Addentrandomi meglio nel significato delle due parole, mi sono sentito poco in linea
con ciò che ho trovato. Certo potete dirmi sono affari tuoi questo è vero, ma ho
scoperto che tra il dire ed il fare ci sta di mezzo un gran mare. Il testimone oculare
non è nient’altro che una persona la quale ha partecipato attivamente ad un fatto
avvenuto; in altre parole ha visto, sentito, toccato. Non parla per sentito dire, né tanto
meno per ripetere cose altrui, ma dà del suo, parla di se stesso e di ciò che ha
conosciuto, visto, provato. Il testimone di fede è chi, dopo aver incontrato Cristo,
averlo sentito, averci parlato e visto agire, si mette alla sua sequela continuando
l’opera di Cristo stesso, diventando Educatore alla fede per coloro che a loro volta
lo incontreranno. In altre parole, la veridicità della testimonianza deve trovare poi
riscontro con la vita che una persona conduce. Io non posso dire: “ Siamo tutti figli di
un unico Dio ”, se poi per primo faccio distinzione tra il colore della pelle, tra le
religioni, tra le diverse lingue. Non posso capire cos’è veramente l’Amore (caritasagape) se, quando l’Amore mi chiede sacrificio, io lo scarto perché indaffarato a
pensare a me ed alle mie cose. Non posso appartenere alla Chiesa se metto da
parte ciò che la Chiesa stessa mi dice solo perché è lontana dal mio modo di
pensare e di vedere. La testimonianza parte da un’esperienza vissuta, provata,
pagata anche molte volte col proprio sangue da chi ha incontrato Gesù Cristo. In
quest’incontro hanno capito che Amare è lo scambio reciproco del dono della propria
vita. Gli Apostoli hanno dato testimonianza di quello che avevano visto e vissuto: “
La Resurrezione e la Passione di Cristo”; non hanno celebrato sermoni sul come o
cosa si doveva fare. Hanno mostrato a tutti la strada da percorrere prendendo le
persone per mano e sorreggendole nel loro cammino di fede.
Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. In
verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un
apostolo è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, sarete beati
se le metterete in pratica. (Gv.15,15-17)
Certo oggi soprattutto abbiamo il bisogno di incontrare persone così. Non dobbiamo
però dimenticare che ciascuno di noi è chiamato, sia pure nei suoi limiti, a
partecipare all’avvento del regno di Dio.
Ugo Salmoiraghi
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ENTRATE
Offerte domenicali e feriali
Offerte candele
Offerte x celebrazioni, sacramenti e funzioni
Offerte benedizioni natalizie
Offerte per casa parrocchiale
Offerte attività oratoriane e parrocchiali
Offerte missionarie
Offerte varie
Contributo comune di Magenta
Rimborso assicurazione
Pesca di beneficenza
Acconto abbonamento Famiglia Cristiana
TOTALE ENTRATE
€.
46.399,00
16.125,00
26.837,00
11.840,00
18.225,00
4.250,00
2.302,70
5.964,20
4.537,89
1.800,00
6.795,00
2.470,00
147.545,79
USCITE
Spese Gas - ENEL – Acqua
Spese acquisto cera
Spese assicurazioni
Spese ufficio cancelleria – telefono
Spese manutenzione ordinaria
Spese riparazione campane
Spese varie
Contributo a missioni
Contributo curia
Pagamento ditta NI-RO Costruzioni
Pagamento ditta Termoidraulica
Pagamento riparazioni edili
Spese pesca di beneficenza
TOTALE USCITE
€.
15.192,62
5.850,00
7.200,00
4.993,18
5.262,86
3.000,00
3.820,86
1.000,00
1.264,04
79.200,00
2.200,00
6.400,00
1.674,80
137.058,36
SALDO CASSA E BANCHE AL 31/12/2006
10.487,43
P.S.: SI RENDE NOTO ALLA COMUNITA’
CHE NEL MESE DI APRILE 2007 LA CASA
PARROCCHIALE
E’
STATA
DEFINITIVAMENTE PAGATA.
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Fotografie di archivio Feste Patronali anni 20
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Ave Maria …Il Signore è con te