COMUNICATO STAMPA
STAGIONE D’OPERA E BALLETTO 2013
NEL DUECENTOCINQUANTESIMO ANNIVERSARIO
DALL’INAUGURAZIONE DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA
La Fondazione Teatro Comunale di Bologna si avvia a celebrare nel 2013 i
duecentocinquant’anni dall’inaugurazione, avvenuta il 14 maggio 1763 con l’opera Il trionfo di
Clelia di Christoph Willibald Gluck.
La Stagione d’Opera e Balletto 2013 è di particolare importanza; una stagione dalle linee di
programmazione artistica che, proseguendo il percorso già delineato nel 2012, ha l’obiettivo di
consolidare il ruolo centrale della nostra Fondazione lirica nel panorama culturale nazionale e
internazionale quale autentico motore, oltre che punto di riferimento, delle attività musicali,
culturali ed artistiche della città e del territorio, anche nell’ambito della formazione e della
divulgazione.
Assieme a quella dei duecentocinquant’anni dalla Fondazione del Teatro Comunale, la Stagione
d’Opera e Balletto 2013 festeggia altre due importanti ricorrenze, ossia i duecento anni dalla
nascita di Giuseppe Verdi e Richard Wagner, compositori profondamente legati all’eredità
culturale di Bologna e della nostra Istituzione.
Nel celebrare queste ricorrenze, il Teatro intende tuttavia andare al di là del mero intento
celebrativo, servendosene invece come strumento di approfondimento, partendo proprio dalla
straordinaria ricchezza della produzione lirica di Giuseppe Verdi e di Richard Wagner e del
contesto storico e culturale nel quale hanno operato. Contesto dal quale è più che mai utile trarre
tutti i collegamenti con il presente e con i linguaggi sonori del nostro tempo, per comprendere a
pieno quanto sia importante il messaggio che dalla tradizione musicale arriva sino ai giorni nostri.
Oltre alla valorizzazione delle attività del Teatro in occasione del 250° anniversario della sua
fondazione, nonché della doppia ricorrenza del bicentenario della nascita di Verdi e Wagner, tra le
caratteristiche principali della nuova stagione d’Opera e Balletto spiccano almeno due elementi:
-
il primo è legato all’internazionalizzazione della linea artistica, con particolare riferimento a
importanti progetti di coproduzione e collaborazione con alcuni tra i principali teatri e
festival internazionali;
-
il secondo è l’incremento della proposta sul versante musicale contemporaneo, unita alla
valorizzazione del repertorio musicale italiano del nostro tempo.
Confermando la centralità della Fondazione lirica bolognese all’interno del sistema teatrale
regionale – in un contesto di sempre maggiore e proficua collaborazione con gli altri operatori – il
Teatro Comunale di Bologna prosegue nel cammino intrapreso nella passata Stagione con
l’allestimento di “Jakob Lenz”, sottolineando la necessità di aprire il Teatro ai nuovi linguaggi,
dove la tecnologia e la multimedialità si incontrano con le formazioni vocali e strumentali, dando
vita a inedite creazioni di alto livello artistico. Se da un lato è indispensabile rinnovare il
tradizionale repertorio del teatro d’opera con titoli contemporanei che appartengono pienamente al
nostro patrimonio musicale e culturale, dall’altro occorre avvicinare nuove fasce di pubblico, spesso
poco inclini alla rappresentazione lirica tradizionale, tuttavia interessate ad interagire con forme
moderne d’arte e di comunicazione.
In questa direzione, prosegue, anche per il 2013, il Progetto The Schoenberg Experience, che vede
il Teatro Comunale capofila, assieme al Comune di Bologna, di un progetto interdisciplinare
dedicato alla figura del compositore Arnold Schoenberg, alla cui realizzazione hanno dato un
apporto determinante l’Arnold Schoenberg Center di Vienna e le principali istituzioni musicali e
culturali bolognesi.
Per quanto riguarda la Stagione Lirica, si conferma il numero di sette opere in abbonamento, con
l’aggiunta di un’opera fuori abbonamento, Don Perlimplin di Bruno Maderna, nella ricorrenza
del quarantesimo anniversario della scomparsa di una delle principali figure del secondo Novecento
musicale.
La programmazione della Stagione d’Opera e Balletto 2013 si sviluppa dunque lungo un percorso
tracciato da una serie di ricorrenze estremamente significative, a cui abbiamo voluto fare
riferimento come occasione per aprire nuove finestre sulle attuali linee di rappresentazione del
grande repertorio lirico a livello internazionale.
Accanto a capolavori operistici di Giuseppe Verdi e Richard Wagner, ampiamente presenti nel
cartellone - dal Macbeth inaugurale al Nabucco, sino ad arrivare a Der fliegende Holländer e al
Parsifal, che inaugurerà la Stagione d’Opera 2014 - segnaliamo la prima rappresentazione italiana
della nuova edizione critica de Il trionfo di Clelia di Christoph Willibald Gluck, che andrà in
scena esattamente duecentocinquant’anni dopo il suo debutto assoluto sul palcoscenico del Bibiena,
il 14 maggio 2013.
Non mancheranno opere legate al repertorio moderno e contemporaneo, che costituiscono
altrettante occasioni per riflettere sulle sonorità del nostro tempo, come la prima rappresentazione
nel nostro Paese di Divorzio all’italiana di Giorgio Battistelli (il cui soggetto è tratto dal celebre
film di Pietro Germi) insieme all’omaggio a due grandi compositori del Novecento come Benjamin
Britten – di cui ricorre il centenario dalla nascita e del quale verrà allestito The turn of the screw
– e Bruno Maderna, con il suo Don Perlimplin, opera di rara esecuzione.
Centrale in questa linea progettuale è la proposta con cui si apre la programmazione della
Stagione d’Opera, con la nuova produzione del Teatro Comunale del Macbeth di Giuseppe Verdi
la cui messa in scena è affidata all’americano Robert Wilson, uno dei più importanti artisti viventi
e uno dei più interessanti registi d’opera al mondo.
La scelta di Bob Wilson è dovuta a due ragioni principali: la prima è legata alla straordinaria
immaginazione innovativa, multimediale e visionaria che lo contraddistingue e che si sposa
perfettamente con il paesaggio visivo onirico e allucinato evocato da un titolo quale il Macbeth
verdiano; la seconda è legata al determinante lavoro svolto dal regista texano nel corso della sua
lunga carriera sul teatro di William Shakespeare, che rende questa nuova interpretazione
particolarmente interessante sul piano del contributo all’avanzamento delle forme di
rappresentazione del grande repertorio drammaturgico-musicale.
Le proposte legate al Balletto presentano due compagnie di spicco nel panorama della danza
italiana, quali Artemis Danza di Monica Casadei, uno dei più straordinari talenti italiani della
nuova generazione, particolarmente apprezzata all’estero, e Maggiodanza di Firenze, diretta da
Francesco Ventriglia, con cui si rinnova una collaborazione con il nostro Teatro ormai consolidata
e incentrata sul grande repertorio coreografico contemporaneo, quest’anno con tre protagonisti
d’eccezione, quali William Forsythe, Andonis Foniadakis e Jiři Kyliàn.
La Stagione 2013 si inaugura martedì 5 febbraio con il primo dei due titoli verdiani: Macbeth di
Giuseppe Verdi, in una nuova produzione del Teatro Comunale. Sul podio dell’Orchestra e del
Coro del Teatro ritorna Roberto Abbado, mentre la regia, le scene, la coreografia e l’ideazione luci
portano la firma di Robert Wilson, uno dei più grandi registi d’opera viventi, che si cimenta per la
prima volta con il capolavoro verdiano. Nelle atmosfere di questo nuovo Macbeth, l’immaginario
wilsoniano, come sempre immerso in un paesaggio visivo caratterizzato da un magistrale impiego
delle luci, attinge profondamente alla produzione visiva dell’artista danese Olafur Eliasson.
In scena, Dario Solari si alterna con Angelo Veccia nel ruolo di Macbeth, mentre Tatiana
Serjan e Anna Pirozzi danno corpo e voce a Lady Macbeth. Riccardo Zanellato e Carlo Cigni
interpretano Banco, Roberto De Biasio e Lorenzo Decaro interpretano Macduff mentre Gabriele
Mangione dà corpo e voce a Malcom.
Decima opera lirica di Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, Macbeth dopo l'iniziale
successo, il 14 marzo 1847, al Teatro della Pergola di Firenze, cadde nell'oblio, e in Italia fu
riesumata con strepitoso successo al Teatro alla Scala il 7 dicembre 1952, con Maria Callas nel
panni della protagonista femminile, che fece entrare l’opera definitivamente in repertorio. Il titolo
torna sul palcoscenico del Teatro Comunale dopo un’assenza di otto anni.
Il primo appuntamento con l’opera di Wagner è mercoledì 13 marzo 2013, con Der fliegende
Holländer (L’olandese volante), opera romantica in tre atti su libretto dello stesso compositore,
nel suggestivo allestimento del Teatro Comunale di Bologna la cui regia, scene e costumi portano la
firma del regista e artista greco naturalizzato francese Yannis Kokkos.
Sul podio, torna a dirigere Orchestra e Coro del Teatro Comunale il direttore tedesco Stefan Anton
Reck, già assistente di Claudio Abbado e grande conoscitore della musica di Wagner.
Nota anche con il titolo de Il vascello fantasma, quest’opera che Richard Wagner diresse per la
prima volta alla Semperoper di Dresda il 2 gennaio 1943 e che ebbe la sua ‘prima’ italiana proprio
al Teatro Comunale di Bologna il 14 novembre 1877, segna la prima presa di distanza del
compositore tedesco dall’opera convenzionale per gettare le basi di un rinnovamento del linguaggio
musicale. Tema dell’opera è l’amore incondizionato come strumento per il raggiungimento della
purificazione.
La storia – cha narra di un capitano condannato a navigare sino al giorno del giudizio universale – è
tratta da una leggenda folcloristica nordeuropea.
Nel cast: Mark S. Doss e Thomas Hall si alternano nel ruolo di Der Holländer, Duccio Dal Monte
dà voce a Daland, Anna Gabler ed Elena Popovskaya si alternano nel ruolo di Senta, Marcel
Reijans ed Erik Fennel si alternano nel ruolo di Erik, Gabriele Mangione è Der Steuermann
mentre Monica Minarelli interpreta Mary.
L’appuntamento con il belcanto è ad aprile – debutto sabato 13 – con la ripresa di Norma, di
Vincenzo Bellini nell’allestimento del Teatro Comunale di Bologna in coproduzione con il Teatro
Verdi di Trieste e la Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari.
Realizzata per il Teatro Petruzzelli di Bari, dove l’opera andò in scena la sera stessa in cui si
sprigionò il rogo che distrusse il teatro, il 27 ottobre 1991, Norma venne realizzata da Federico
Tiezzi sui bozzetti dei sipari e dei fondali disegnati dal grande artista Mario Schifano.
Riallestita dal Teatro Comunale, il capolavoro del lirismo vocale di Bellini è un’opera piena di
pagine solenni e memorabili, a cominciare dall’indimenticabile aria del “Casta Diva”, scritta per
Giuditta Pasta e resa immortale da Maria Callas.
Nel ruolo di Norma, debutta il grande soprano Mariella Devia, alla quale si alterna Radostina
Nikolaeva, Carmela Remigio e Patrizia Biccirè vestono i panni di Adalgisa, Aquiles Machado e
Tomislav Mužek vestono i panni di Pollione mentre Sergey Artamonov interpreta il ruolo di
Oroveso.
Sul podio dell’Orchestra e del Coro torna il Direttore principale del Teatro, Michele Mariotti, che
proprio nella direzione di “Norma” al Teatro Regio di Torino lo scorso maggio, ha riscosso le
critiche positive della stampa internazionale. Questo sarà, per il direttore principale, il primo di
alcuni importanti impegni che lo vedranno protagonista tanto nella Stagione d’Opera quanto nella
Stagione Sinfonica, alla guida della compagine orchestrale e corale della Fondazione.
In occasione del duecentocinquantesimo anniversario dall’inaugurazione del Teatro Comunale,
avvenuta il 14 maggio 1763, il 14 maggio 2013 ritorna sul palco del Teatro Il trionfo di Clelia di
Christoph Willibald Gluck, in una nuova edizione critica a cura di Arcadia.
L’opera di Gluck, mai più andata in scena (fatta eccezione per una ripresa a Lugo ma non nella sua
versione originale), ritorna nel teatro per cui venne realizzata originariamente. All’epoca le scene e i
costumi furono disegnati dallo stesso Antonio Galli Bibiena, l’architetto che progettò il Teatro
Comunale.
In questa nuova produzione, che ambienta l’azione in un parallelismo tra il mondo classico e i moti
rivoluzionari dei primi decenni del ventesimo secolo, la regia e le scene sono affidate al giovane
regista inglese Nigel Lowery mentre la direzione musicale è affidata a Giuseppe Sigismondi De
Risio, curatore dell’edizione critica.
L’appuntamento con l’opera contemporanea è con Divorzio all’italiana del compositore Giorgio
Battistelli su libretto dello stesso compositore liberamente adattato da Pietro Germi, Alfredo
Giannetti e Ennio de Concini.
L’opera, commissionata al compositore dall’Opéra National de Lorraine dove è andata in scena il
23 marzo 2009, è un vero e proprio inedito in Italia, e debutterà al Teatro Comunale martedì 11
giugno 2013. Giorgio Battistelli omaggia Pietro Germi firmando libretto e musica di un’opera che
racconta uno spaccato della Sicilia degli anni Cinquanta, dove si consuma un delitto d’onore in cui
passione, gelosia, tradimenti sono ritratti in una partitura grottesca, ironica e pungente.
I personaggi rappresentano i cliché del perbenismo e del maschilismo di un’Italia d’altri tempi,
esaltati nella parodia dei rapporti tra due famiglie dell’aristocrazia siciliana. Una commedia
tragicomica en travesti, rappresentazione alla rovescia del mondo matriarcale del nostro Sud.
L’estro creativo e fantasioso di un celebre regista come David Pountney restituisce freschezza e
vitalità al quadro parodistico di Battistelli.
Sul podio il direttore d’orchestra francese Daniel Kawka, recentemente nominato Direttore
Principale dell’Orchestra della Toscana. Il cast vede il gradito ritorno di Alfonso Antoniozzi nelle
vesti di cantante – dopo il successo come regista de “La Traviata” – nel ruolo en travesti di Donna
Rosalia, affiancato da Cristiano Cremonini, Gabriele Ribis, Marco Bussi, Nicolò Ceriani,
Alessandro Spina, Sonia Visentin, Daichi Fujiki, Maurizio Leoni e Mattia Olivieri.
Il secondo appuntamento con l’opera verdiana è nella ripresa di Stagione, dopo la pausa estiva –
debutto sabato 19 ottobre – con Nabucco, nell’allestimento del Teatro Comunale.
Opera in quattro parti su libretto di Temistocle Solera, è considerata l’opera più risorgimentale del
compositore di Busseto. La regia asciutta di Yoshi Oida, regista giapponese che si è formato con
Peter Brook, per il quale è stato anche interprete, proietta la storia in uno spazio senza tempo,
stilizzando le scene e i costumi, in una rarefazione elegante e quasi metafisica.
Con Nabucco, Michele Mariotti dirige il suo secondo titolo della Stagione 2013 sul podio
dell’Orchestra e del Coro del Comunale, proseguendo il suo lavoro di ricerca sul repertorio
verdiano.
Nel cast, Roberto Frontali nei panni di Nabucco, Sergio Escobar nel ruolo di Ismaele, Vitalij
Kowaljow e Sergey Artamonov nel ruolo di Zaccaria, Anna Pirozzi e Maria Billeri nel ruolo di
Abigaille mentre Veronica Simeoni si cala nel ruolo di Fenena.
L’omaggio a Benjamin Britten – di cui nel 2013 ricorre il centenario dalla nascita – chiude la
Stagione, nel novembre 2013 (debutto martedì 19) con il capolavoro The turn of the screw (Giro
di vite) nell’allestimento del Teatro Comunale di Bologna.
Opera lirica in un prologo e due atti su libretto di Myfanwy Piper tratto dal celebre racconto di
Henry James, The turn of the screw racconta la storia di una giovane istitutrice che lotta per
strappare i bambini Miles e Flora dall’influenza degli spettri di Miss Jessel e del servo Quint.
Andata in scena per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia il 14 settembre 1954, l’opera
viene proposta nel suggestivo allestimento con la regia di Giorgio Marini, le scene di Edoardo
Sanchi e i costumi di Elena Cicorella.
Jonathan Webb, direttore inglese particolarmente esperto di Britten, dirige l’Orchestra del Teatro
Comunale insieme ad un cast di grande interesse, a cominciare da Cristina Zavalloni che si
alternerà nel ruolo di Miss Jessel insieme a Patrizia Orciani, Laura Cherici nel ruolo di Mrs
Grose, la governante; Anne Williams-King e Chiara Taigi nel ruolo de L’Istitutrice, e Randall
Bills nelle parti de Il Prologo e Quint.
Altra ricorrenza importante che il Teatro Comunale intende celebrare nel 2013 è quella del
quarantennale dalla scomparsa di uno dei più importanti compositori italiani: il veneziano Bruno
Maderna, del quale verrà allestita nel maggio 2013 (venerdì 3 e sabato 4) Don Perlimplin,
ovvero Il trionfo dell’Amore e dell’Immaginazione, ballata amorosa di Federico Garcìa Lorca
datata 1961. Precursore dello strutturalismo assieme a musicisti come Stockhausen, Nono e Boulez,
Bruno Maderna è stato anche uno dei precursori nell’utilizzo dei mezzi musicali elettronici; il suo
nome è legato alla creazione dello Studio di Fonologia della RAI di Milano, nel 1955, uno dei
principali centri di ricerca, sperimentazione e produzione musicale internazionale nell’Europa del
dopoguerra. A quell’epoca e a quell’esperienza è legato Don Perlimplin, del 1962, che
originariamente nasce per la radio e trova ispirazione da una favola dialogata di Garcìa Lorca.
Un fine conoscitore della musica contemporanea come Marco Angius – che si è contraddistinto
nella passata Stagione per l’eccellente direzione dello “Jakob Lenz” di Wolfgang Rihm – è
nuovamente chiamato a cimentarsi con un capolavoro della musica contemporanea.
Sul versante della Danza, il primo dei due appuntamenti della Stagione 2013 – debutto martedì 25
giugno - è con una compagnia italiana, Artemis Danza di Reggio Emilia, diretta dalla coreografa
Monica Casadei, alla quale il Teatro Comunale, in occasione dei 200 anni dalla nascita di Verdi e
Wagner, ha commissionato uno spettacolo dal suggestivo titolo de La doppia notte. Aida –
Tristan su musiche dei due compositori trascritte per Orchestra a cura di Claudio Scannavini.
Nella creazione coreografica di Monica Casadei, si fonderanno i temi della notte e dell’amore.
“Amore fatale, amore irresistibile, amore disperato, amore sublime, amore e morte. Fulcro di
questa dimensione il duetto di Tristano e Isotta del secondo atto. Abitualmente contrapposti, Verdi
e Wagner si ritroveranno accomunati, attraverso il corpo della danza”.
Chiude la sezione del Balletto uno spettacolo di Maggiodanza – con cui prosegue una proficua
collaborazione – dedicato a tre grandi figure di coreografi del XXI secolo come William Forsythe,
Andonis Foniadakis e Jiři Kyliàn. L’allestimento, realizzato dal Teatro del Maggio Musicale
Fiorentino, vede in scena i solisti e il Corpo di Ballo della Compagnia Maggiodanza.
La Stagione 2013 si conclude idealmente con l’opera inaugurale della Stagione 2014, che vedrà
nuovamente sul palcoscenico del Teatro lirico bolognese, nel centenario della prima
rappresentazione italiana – avvenuta il 1 gennaio 1914 al Teatro Comunale di Bologna – Parsifal di
Richard Wagner, in uno straordinario e innovativo allestimento del Théàtre de La Monnaie di
Bruxelles affidato alla regia di Romeo Castellucci. Dirigerà l’Orchestra e il Coro il Maestro
Roberto Abbado.
Bologna, 21 settembre 2012
L’Ufficio stampa
Sara Piagno
Tel. 051 529947 – [email protected]
Per info: 051 529958 - www.comunalebologna.it
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