Quadrimestrale di informazione - anno VIII - numero 16 - Pubblicato a Bologna - Settembre 2009 - € 1,00 - Reg. Tribunale di Bologna n° 7210 del 21 marzo 2002
notizie e consigli a tutela dei cittadini
CONOSCERE è POTERE
Torniamo a parlare di MALASANITà: sapevate che possiamo assistervi in pratiche di
risarcimento avviabili fino a dieci anni dalla diagnosi o dall’evento?
EDITORIALE a pag. 3
PUNTEGGIO
FALLIMENTARE
Non sembra positivo il bilancio dei primi anni del regime di patente a punti
a pag. 12
IL DISASTRO è ASSICURATO
...IL PROPRIETARIO NO!
Il terremoto in Abruzzo ha riaperto il delicato capitolo delle polizze anti-calamità
a pag. 26
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EDITORIALE
CONOSCERE è POTERE
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ari lettori, l’attenzione ed il gradimento sempre crescenti che mostrate nei confronti del nostro magazine ci riempiono di orgoglio e contemporaneamente ci mettono di fronte alla responsabilità del
dover rispondere prontamente, numero dopo numero, alle vostre esigenze e richieste relative ai temi
di maggiore attualità inerenti al nostro settore d’intervento, tanto ampio quanto ricco di specificità e
complesse articolazioni.
A
bbiamo scelto quindi in questo numero di tornare a parlare di “malasanità e dintorni” con due
brevi articoli all’interno del notiziario A.N.T.A.C.C.I.S. (pag. 31 e pag. 32) e con le riproposizione
delle recensioni (tratte dai siti internet di Espresso e Repubblica - pagg. 20-22) di due libri molto importanti
di recente uscita, che trattano in modo dettagliato di questo argomento e dei suoi intrecci a volte non
limpidi con il mondo della politica e degli affari. Ci interessa approfondire queste tematiche insieme
a Voi, raccogliere tutte le informazioni e le casistiche, ed a questo fine Vi invitiamo a raccontarci le
Vostre esperienze e formularci le Vostre domande, alle quali ci premureremo di rispondere contando
sul valido supporto degli esperti del pool di specialisti che ci affiancano nella gestione delle pratiche
di risarcimento per danni da malasanità, le quali, forse non è sufficientemente noto, possono essere
avviate fino a dieci anni dalla diagnosi o dall’evento.
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i ricordiamo infatti che ormai da tempo abbiamo puntato l’attenzione della nostra attività professionale su questo delicato aspetto spesso trascurato o mal gestito del mondo dell’infortunistica:
a tutti gli iscritti A.N.T.A.C.C.I.S. è da subito garantita la consulenza completa e interamente gratuita,
attraverso l’analisi accurata di tutta la documentazione fornita e lo studio approfondito del caso al fine
di valutare l’opportunità di avviare una pratica di richiesta di risarcimento danni. La pratica viene poi
seguita con la consueta perizia dall’agenzia affiliata infortunistica TADDIA di zona, che si occupa di
avviare tutte le procedure necessarie per l’accertamento e la quantificazione dei danni ed il conseguimento del risarcimento più rapido ed equo, senza naturalmente richiedere alcun esborso anticipato al
Cliente, come da sua consuetudine operativa.
E
d ecco quindi chiuso il cerchio che ha anche in questa rivista un suo importante segmento: nel momento in cui ci ritroviamo a saldare l’informazione, la fornitura del servizio e il soddisfacimento
del Cliente attraverso la miglior tutela dei suoi diritti possiamo ritenerci soddisfatti, e così siamo certi
sarete soddisfatti anche Voi, che continuate a seguirci affettuosamente ormai da anni su queste pagine.
Buona lettura!
3
in questo numero
FATEVI SENTIRE!
Le auto a zero emissioni sarebbero pericolose
a causa della loro silenziosità
L’AVVOCATO RISPONDE
8
IL PERICOLO IN VIAGGIO
10
PUNTEGGIO FALLIMENTARE
12
Una microlesione da incidente
è sufficiente a configurare la riduzione
della capacità lavorativa?
La strage ferroviaria di Viareggio riporta
l’attenzione sulla sicurezza dei trasporti delle
sostanze pericolose
Non sembra positivo il bilancio
dei primi anni del regime di patente a punti
QUANTO VALE UNA VITA
Prima della tragedia alla Thyssen
si era deciso di risparmiare
sulla messa in sicurezza
nonostante le indicazioni contrarie
del consulente assicurativo
13
è IN ARRIVO L’AUTO SPIA
è sempre vivo il dibattito sulle nuove tecnologie
che accrescono la sicurezza e limitano la privacy
IN BREVE 16 - 17
LO SPECIALE DI QUESTO NUMERO:
LEGGERE FA BENE...ALLA SALUTE 18
Il giornalismo d’inchiesta
punta l’obiettivo sulla malasanità
4
7
14
INDICE
FACCIAMOCI VALERE:
QUANDO LA SICUREZZA DIVENTA PERICOLO
22
I dissuasori fuori norma possono creare seri problemi all’auto e al guidatore
A NORMA DI LEGGE 24
IL DISASTRO è ASSICURATO...IL PROPRIETARIO NO!
Il terremoto in Abruzzo ha riaperto
il delicato capitolo delle polizze anti-calamità
NOTIZIARIO A.N.T.A.C.C.I.S.
METTITI ALLA PROVA
IN POLE POSITION
26
27 - 30
Un simulatore di guida consente a chiunque
di provare l’ebbrezza della Formula 1
32
LA STRAGE QUOTIDIANA VA A PEDALI
33
Un morto al giorno è l’incredibile bilancio degli incidenti mortali per i ciclisti
Area di servizio - la rubrica dell’autotrasportatore
VANTAGGI E SVANTAGGI DEI SUPERCAMION
34
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Agenzie affiliate e ditte convenzionate
46 - 48
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I convenzionati che offrono le migliori condizioni
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Le migliori onoranze funebri d’Italia
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53
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FATEVI SENTIRE!
Le auto a zero emissioni sarebbero pericolose a causa della loro silenziosità
(articolo di Vincenzo Borgomeo su Repubblica Motori)
F
ine del mito dell’auto elettrica silenziosa come una barca
a vela: la Ue sta per mettere in
pista una norma che obbligherà
queste auto a simulare lo stesso
rumore delle altre macchine. Il
motivo è tutto legato alla sicurezza stradale perché auto che
non emettono nessun rumore
sarebbero troppo pericolose per
bambini, non vedenti, pedoni o
i ciclisti.
è
stato calcolato che una macchina elettrica che viaggia
a bassa velocità produce appena 3 decibel, un livello quasi
impercettibile per i pedoni,
mentre a 60 chilometri orari il
rombo eguaglia quello di un
aspirapolvere. Nulla. Fra l’altro
è vero che ci sono anche auto a
benzina molto silenziose (vedi
le Bmw serie 7 o le Mercedes
Classe S) ma il bassissimo
rumore del motore a bassa
velocità è compensato da quello
del rotolamento dei giganteschi
pneumatici che si fanno sempre
sentire. Le auto elettriche invece non hanno neanche questo
tipo di possibilità “sonora”:
le loro gomme strettissime e
a basso coefficiente di rotolamento non fanno praticamente
rumore neanche sul pavé.
L
e associazioni americane di
non vedenti sono state le
prime a scendere in campo e
il fenomeno del pericolo delle
auto elettriche è ormai
noto, ma in
mancanza
di una seria
legislazione
il rischio è
quello di
scatenare la
(altrettanto
pericolosa)
fantasia di
piccoli produttori. Così ci sono
kit che fanno sembrare auto
elettriche delle locomotive,
Jumbo Jet e auto da corsa. Ma
anche cavalli, mucche o moto.
Spettacolare la bicicletta elettrica che riproduce il “sound” di
un’Harley Davidson o la piccola Smart della Brabus che ha
lo stesso rumore di una muscle
car americana spinta da un
possente 8 cilindri a V. Tutti kit
peraltro molto raffinati perché
hanno un sensore laser-wireless
posizionato sulla ruota: in questo modo, oltre a rilevare i dati
sulla velocità, il sistema regola
l’intensità della musica in base
alle esigenze, arrivando perfino
a simulare una perfetta accelerazione.
I
n mezzo a questo delirio
di idee più o meno folli la
proposta più interessante arriva
dalla Lotus Engineering che
ha messo a punto una tecnologia per riprodurre il suono di
motore da applicare alle auto
elettriche. Battezzato “Safe &
Sound” questo congegno emette un suono molto particolare,
udibile soltanto nella parte anteriore dell’auto e non percettibile da chi siede in auto. Quindi
perfetto per la cosiddetta “fase
di avvicinamento dell’auto”,
quella più utile per avvertire
gli altri utenti della strada“Safe
& Sound” si applica anche alle
auto ibride (non a caso è stato
sperimentato su una Toyota
Prius) e in questo caso entra in
funzione solo quando l’auto
funziona in modalità elettrica.
A
l momento, in ogni caso,
non si sa quale dei tanti
sistemi in commercio verrà
adottato per risolvere il problema della “troppa silenziosità”
delle auto elettriche. Una cosa
è certa: se il legislatore della
Ue non interverrà presto la
situazione rischia di degenerare
e davvero a breve potremmo
trovarci in una specie di giungla dove le macchine faranno i
rumori più strani.
7
?
L’AVVOCATO RISPONDE
UNA MICROLESIONE DA INCIDENTE
è SUFFICIENTE A CONFIGURARE
LA RIDUZIONE
DELLA CAPACITà LAVORATIVA?
(risponde l’avv. Angelo Pisarro)
C
apita spesso che un’automobilista rimanga coinvolto in
un incidente stradale ove oltre al
danno alla propria autovettura
riporti la compromissione del
proprio status psicofisico, ovvero
riporta delle lesioni.
C
ome è noto ogni alterazione
psicofisica di un soggetto
comporta una incidenza in senso
negativo sulla capacità motoria
del soggetto stesso, nonché sulla
sua capacità di produrre reddito,
quindi sulla capacità lavorativa.
S
e l’automobilista del caso concreto ha subito della macrolesioni (quelle che nel sistema tabellare sono comprese tra il 10% ed
il 100%), non ci dovrebbero essere
problemi nel riconoscimento di un
danno da riduzione della capacità
lavorativa. Ci si è chiesti se si possa affermare la medesima cosa nel
caso in cui un soggetto riporti nel
sinistro una invalidità permanente
ricompresa nell’apparato tabellare
delle cosidette “lesioni micropermanenti”.
8
S
econdo una criticabile decisione della Corte di Cassazione sent n. 9553/09, chiamata
a decidere sul punto, il danno da
riduzione della capacità lavorativa
risulta escluso nei casi in cui i
postumi invalidanti permanenti
siano legati al danno micropermanente, che come tale, non inficia
l’attività del danneggiato in modo
influente.
N
el caso di specie “gli ermellini” (cioè i giudici della Corte
di Cassazione) hanno escluso che il
danneggiato, riportante una lesione accertata in punti 5% e relativa
ad un mignolo della mano destra,
abbia subito il danno ulteriore da
riduzione della capacità lavorativa.
A
parere di chi scrive, l’orientamento adottato dalla predetta
Corte, risulta essere censurabile,
in quanto vi sono dei postumi
invalidanti e permanenti, che su
alcune categorie di lavoratori (liberi professionisti quali avvocati,
medici, commercialisti, consulenti
aziendali...) comportano, per la
loro stessa natura, un’impossibilità per il danneggiato di porre in
essere qualsivoglia azione motoria
e qundi una impossibilità oggettiva nel porre in essere la propria
prestazione lavorativa. In tal modo
il dannggiato non riesce a produrre il reddito sperato e di fatto le
lesioni subite nel sinistro incidono notevolmente sulla capacità
lavorativa.
D
a ultimo occorre evidenziare
come dal punto di vista processuale la prova del mancato guadagnio, o meglio della riduzione
della capacità lavorativa, risulta
essere molto difficile da attuare, in
quanto a volte non si riesce a provare che quelle determinate lesioni
abbiano inciso in senso negativo,
direttamente e causalmente, sulla
capacità lavorativa del danneggiato.
S
i spera ovviamente, anche
per un’esigenza di giustizia
sostanziale, in un’inversione di
tendenza dei giudici di legittimità.
9
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IL
PERICOLO
IN
VIAGGIO
La strage ferroviaria di Viareggio riporta l’attenzione
sulla sicurezza nei trasporti delle sostanze pericolose
(articolo di Ettore Livini su Repubbblica.it)
teoria) da una rigida procedura
di controlli ma su cui l’Agenzia nazionale della sicurezza
ferroviaria (Ansf) ha da tempo
acceso un faro: “Un’attenzione
particolare - recita il suo ultimo
rapporto - va posto in merito alla
non conformità rilevate sul materiale rotabile per le merci pericolose, soprattutto relativamente ai
trasporti di Trenitalia”. Precisazione indispensabile visto che
le ferrovie italiane garantiscono
la trazione all’88% dei viaggi di
questo tipo, trasportando però
carri di proprietà di terzi.
U
S
ono i “sorvegliati speciali”
delle ferrovie italiane. Poco
più di trenta treni al giorno
d’inverno (la metà tra aprile e
ottobre). In tutto 450 vagoni che
ogni 24 ore corrono su e giù per
le rotaie della penisola, carichi
di merci pericolose: nel 40% dei
casi si tratta di Gpl, il micidiale
innesco esplosivo di Viareggio.
M
a ci sono anche polietilene cinque-sei convogli
alla settimana - acido fluoridrico, ammoniaca, toluolo e
persino tritolo. Materiale ad
altissimo rischio, protetto (in
10
n allarme inascoltato? Gli
esperti assicurano che malgrado tutto - non c’è da
preoccuparsi: spedire questi
prodotti in treno “è molto più
sicuro che farli viaggiare per strada”, dice Marco Ponti, docente
di economia dei trasporti al
Politecnico di Milano. E al di là
dell’emotività legata al tragico
incidente di lunedì notte, “un
chilo di Gpl su rotaia ha costi
sociali e umani molto inferiori
rispetto a quello che si sposta su
ruote”, conferma Carlo Vaghi
della Bocconi. “Il problema aggiunge - è che le responsabilità
dei controlli sono ancora troppo
frazionate”.
L
a ferrocisterna della Gatx
esplosa a Viareggio era in
apparenza un paziente modello
(aveva solo 4 anni di età) con
troppi medici al capezzale.
Come tutti i 450 vagoni dei Gpl
Express in servizio quotidiano
sulla rete ferroviaria della penisola. Il primo specialista che ne
benedice il decollo è l’omologatore. Esamina il carro fresco
di fabbrica. Misurandone con
calibri e sensori elettronici la
solidità e la robustezza, in base
a parametri standard stabiliti
dalla Ue. Diversi, come ovvio, a
seconda delle sostanze pericolose da caricare.
O
ttenuto il “libretto di
circolazione”, l’onere di
manutenzione e revisioni dei
mezzi per il trasporto di merci pericolose passa in capo al
titolare. I ritmi sono stabiliti per
legge. La cisterna, l’elemento
più delicato, va controllata da
cima a fondo ogni quattro anni.
I tecnici incaricati passano ai
raggi X la struttura esterna per
evidenziare possibili microfratture. Testano ogni singola
valvola di carico e scarico, snodi delicatissimi per un sistema
che deve pompare a bordo 45
tonnellate di gas sotto pressione, altamente infiammabile ed
esplosivo. Esame passato a pieni voti lo scorso 2 marzo dalla
ferrocisterna esplosa in Versilia.
Pianale, ruote e assali (l’imputato numero uno per l’incidente)
devono invece essere controllati
ogni sei anni.
L
a lista dei responsabili della
sicurezza dei viaggi ad
alto rischio su rotaia si allunga
ancora una volta che il treno
si mette in marcia. Il primo
filtro è negli uffici delle aziende
che noleggiano i vagoni. Una
precisa direttiva europea stabilisce che debbano nominare
un “responsabile merci pericolose”. Incaricato di verificare in
via documentale che il titolare
abbia effettuato tutti i controlli
previsti dalla legge. Poi arriva
la prova sul campo. Un checkup molto empirico, ma in teoria
altrettanto efficace, che qui da
noi è quasi sempre a carico
di Trenitalia. I “verificatori”
(spesso lo stesso conducente)
“prima di avviare il locomotore
analizzano lo stato di salute delle
balestre, danno un occhio a eventuali perdite e allo stato generale
di manutenzione”, spiega Mario
Castaldo, diretto della divisione
cargo dell’azienda.
T
utti i convogli che trasportano merci a rischio in Italia
passano attraverso questa trafila di sicurezza apparentemente
a prova di bomba. Ma tanti
controlli, si lamenta qualcuno,
possono esser sinonimo di nessun controllo. Le responsabilità
sono parcellizzate. E l’allarme
della Agenzia per la sicurezza
ferroviaria sembra confermare
che alla prova pratica - malgrado il rigido quadro normativo
- queste “bombe su rotaia” non
sono poi affidabili al 100%.
“Servono verifiche più serie, fatte
da un’authority
indipendente
- dice Edoardo Zanchini,
responsabile
trasporti di
Legambiente
- un organo
ancora più
indispensabile
ora che il servizio
non è garantito
in esclusiva dal
monopolio pubblico”.
L’
inchiesta avviata dopo
la strage di Viareggio
cerca di capire dove si è aperta una falla in questa rete di
norme in apparenza difficili
da dribblare. Ma il dramma
lascia aperta un’altra domanda
preventiva: “Com’è possibile che
un convoglio carico di sostanze ad
altissimo rischio passi nel centro di
una città?”, sintetizza per tutti
Zanchini. Uno studio statistico
delle Università di Bologna e
di Roma (in collaborazione con
le Ferrovie) sui punti più critici
della rete - Mantova e Livorno - ha stabilito che la soglia di
rischio sociale dei trasporti di
merci pericolose in centri abitati
è “accettabile”, pur consigliando ove possibile “l’utilizzo di
percorsi a minimo impatto”.
“In effetti questo incidente può
essere l’occasione per fare qualche
riflessione sulla composizione e il
tragitto di questi treni - ammette
Ponti - anche se imporre un allungamento dei percorsi a un settore
già in difficoltà potrebbe decretarne
il fallimento”. “La possibilità di un
incidente per le merci pericolose
trasportate su rotaia è infinitamente inferiore a quello degli altri
mezzi di trasporto”, getta acqua
sul fuoco Vaghi. Un decimo
rispetto alla strada, dicono
gli esperti. Un incidente ogni
cento milioni di anni per ogni
chilometro percorso, precisa lo
studio delle Università di Roma
e Bologna. “Non solo. Per i treni
almeno esiste un sistema di regole.
Fragili fin che si vuole, ma regole - conclude il docente della
Bocconi - mentre nei centri della
città possono entrare ogni giorno
camion e cisterne carichi di sostanze ad altissimo rischio”. La lobby
della gomma, ma non è una
sorpresa, è molto più forte ed
efficace dei paladini (malgrado
tutto) della rotaia.
11
PUNTEGGIO
FALLIMENTARE
Non sembra positivo il bilancio
dei primi anni del regime di patente a punti
(tratto da Repubblica Motori)
numero di luglio de il Centauro
organo ufficiale Asaps - sta per
compiere 6 anni. Qualche risultato
positivo s’è visto. Si poteva far
meglio? Sì si poteva far meglio.
All’inizio la patente a punti ha
prodotto una sua primordiale
efficacia dissuasiva, e si sono visti
i risultati col calo degli incidenti,
poi col tempo gli italiani, molto
bravi a capire come funziona il
sistema, hanno messo da parte
la paura e hanno tirato fuori la
strategia”.
D
I
l sistema della patente a punti fa acqua da tutte le parti:
è vero che dal 2003 sono stati
detratti 50 milioni di punti, ma
nessuno si spaventa più perché
il recupero è quasi automatico.
Al punto che con l’ultimo regalo dello scorso primo luglio (altri 2 punti in omaggio per i più
fortunati) molti sono arrivati a
quota 26 punti.
N
on solo: secondo le statistiche sono solo 205.958 i
conducenti che hanno ultimato
i corsi di recupero in sei anni. E
appena 99.857 i conducenti che
hanno perso tutta la dotazione,
cioè un risibile 0,28%
“L
12
a famosa patente a punti spiega in un’inchiesta il
opo la nota sentenza della
Corte Costituzionale del
2005, permetteva di non comunicare chi era il conducente
alla guida, infatti si è aperto un
fiume di passaggi di infrazioni
a nonni e vecchi zii.
V
a detto però
che i conducenti che hanno
ultimato il corso
per il recupero
punti in questi
anni sono stati
solo 205.958, cioè
appena 1,7%
di quelli che li
avevano in parte
persi. I punti
totali recuperati
sono stati solo
1.327.655, appena il 2,6% dei 50
milioni di punti
persi. Questo
perché i condu-
centi si sono accorti che con appena 2 anni di buona condotta i
punti si recuperano tutti.
“N
el frattempo - spiega
Giordano Biserni,
presidente dell’Asaps - i bravini o fortunati dal luglio del 2003
di punti ne hanno già ricevuti in
omaggio 4, due per ogni biennio
senza infrazioni. A luglio prossimo se ne aggiungeranno 2 e
diventeranno 6. Ottimo! Avremo
un bonus gratuito per passare col
semaforo rosso almeno una volta,
tornando al campo base di quota 20. Potremo fare 2 belle corse
eccedendo di oltre 60 km/h il limite
massimo di velocità oppure potremo permetterci anche due sbronzette da 10 punti di prelievo l’una.
Ce ne avanzeranno ancora 6 di
punti. Hai voglia a divertirti...”.
QUANTO VALE UNA VITA
Prima della tragedia alla Thyssen si era deciso di risparmiare sulla messa
in sicurezza nonostante le indicazioni contrarie del consulente assicurativo
(articolo di Lorenza Pleuteri su Repubblica.it)
V
entimila euro, il prezzo di
un’automobile, lo stipendio mensile di un manager,
un gioiello. E forse, è il dubbio
che si insinua nei familiari e
nel pubblico, il prezzo di sette
vite umane. Ventimila euro è
il costo dell’impianto antincendio fisso e automatico per
la linea 5, la linea della strage
del 6 dicembre 2007, che venne
raccomandato alle acciaierie
Thyssen Krupp di Torino da un
consulente delle assicurazioni
Axa, l’ingegnere chiamato a
ispezionare la fabbrica pochi
mesi prima dell’incidente e a
dare indicazioni sulle migliorie tecniche e organizzative da
apportare.
C
ollocare rilevatori e ugelli
in tutto lo stabilimento,
dispositivi per il blocco di
macchinari e tubi pieni di oli
minerali, avrebbe comportato
un esborso complessivo di 80
mila euro. Invece, nonostante
le indicazioni dell’ingegnere, si
trattò sugli interventi da realizzare, limando le prescrizioni
iniziali. E alla fine non venne
fatto nulla, perché la fabbrica
torinese stava per sbaraccare. A parlare di soldi e prescrizioni
rimaste sulla carta è stato lo
stesso consulente dell’Axa, Andrea Brizzi, il teste dell’accusa
ieri sentito in aula per cinque
ore filate. “Io trasmisi la bozza
con le raccomandazioni - parole
sue - Il documento doveva essere
sottoscritto dai
dirigenti della
multinazionale
ed essermi restituito. Non ho
più avuto niente.
Poi ho saputo che
l’azienda disse
che le prescrizioni, su cui ci fu
una successiva
trattativa, sarebbero state prese
in considerazione
al momento del
trasferimento a
Terni”.
D
alla deposizione
dell’ingegnere alla fine messo
in crisi dalla difesa sulla valutazione della capacità effettiva
delle cisterne di oli minerali - è
emerso che le valutazioni per
abbassare la franchigia, da 100
a 50 milioni, vennero fatte sulla
base del possibile danno economico provocato da un “sinistro”. La linea che stava più a
cuore era la 4, perché produceva di più e uno stop avrebbe
comportato una perdita monetaria enorme. La 5, quella della
strage, era invece considerata
“di serie B”, perché rendeva
meno. Ed è venuto fuori che,
sempre a parere dell’esperto
dell’Axa, “le squadre per le emergenze non rispondevano ai nostri
standard”.
P
er i familiari delle vittime,
poco avvezzi ai distinguo
tecnici e alla materia trattata,
stremati dalla udienza fiume,
l’amarezza è arrivata con la
bacchettata del giudice a latere.
Il magistrato ha fatto rimuovere il cartello con i volti dei sette
morti e la scritta “non uccideteci
una seconda volta”, collocato per
protestare contro le modifiche
al testo unico sulla sicurezza.
“Che nessuno pensi di influenzare
le nostre decisioni con qualsivoglia
forma di pressione - ha ripetuto il
giudice a vedove e figli - Comprendiamo profondamente i vostri
sentimenti, ma stiamo facendo
un processo. Non costringetemi a
prendere decisioni drastiche. Qui
dentro valgono le regole”.
13
è IN ARRIVO L’AUTO SPIA
è sempre vivo il dibattito sulle nuove tecnologie
che accrescono la sicurezza e limitano la privacy
(articolo di Roberto Calabrò su Repubblica Motori)
L’
unico grosso inconveniente che pone l’utilizzo
dell’auto intelligente è rappresentato dalla violazione della
privacy perché i dati sensibili
forniti dalle vetture al sistema
centrale renderebbero possibile
il controllo degli spostamenti
dei cittadini automobilisti e
quindi un monitoraggio completo di abitudini di vita, orari,
tragitti, comportamenti alla
guida.
U
è
di qualche tempo fa la
notizia dell’arrivo dell’”auto intelligente”: una vettura
dotata di dispositivi wireless
in grado di “dialogare” con le
altre vetture e con una centrale operativa, con lo scopo
di snellire il traffico, ridurre
drasticamente il numero degli
14
incidenti, calibrare la velocità e
conseguentemente il consumo
di benzina. Un progetto che
è in avanzata fase di sperimentazione e che presuppone
l’uso di tecnologie che facciano
viaggiare le informazioni e
le cataloghino in un enorme
database.
na sorta di “Grande Fratello” del volante che ha
messo in allarme l’Authority
europea sulla privacy. Proprio
sull’ITS, l’Intelligence Transport System, si è espresso
Giovanni Buttarelli, il Garante
europeo aggiunto per la protezione dei dati personali, che
ha sollevato alcune questioni
rilevanti.
“N
ell’architettura e nell’implementazione dei progetti la protezione dei dati sensibili è
un elemento-chiave per il successo
dell’Intelligence Transport System”, ha dichiarato.
S
ono diversi gli aspetti che
vanno considerati nell’elaborazione di un sistema di trasporto intelligente che non violi
la legislazione europea, in particolare le direttive 95/46 sulla
privacy e 2002/58 sulla privacy
nelle telecomunicazioni. Ad
iniziare dai parametri giuridici
che permettano l’elaborazione
dei dati. Secondo il Garante
bisogna pensare a un sistema in
cui il trattamento dei dati sensibili sia possibile su una base
volontaria, come accade oggi:
l’utente, in questo caso l’automobilista, può dare o rifiutare
il consenso o può spegnere il
dispositivo di trasmissione dei
dati nel caso in cui non voglia
essere rintracciato.
I
l Garante, poi, sottolinea il
fatto che gli utenti debbano
essere pienamente informati
sui loro diritti e sulle modalità
in cui le informazioni personali
vengono processate dal sistema. Un diritto all’informazione
che, in accordo alla normativa
europea vigente, deve prevedere l’accesso ai propri dati,
la possibilità di rettificarli e,
in alcuni casi, di rifiutare che
vengano elaborati.
M
a l’elemento forse più importante dell’intera ma-
teria riguarda la sicurezza delle
informazioni che non dovranno
essere utilizzare da terze parti.
A
d ogni modo, tiene a
sottolineare il Garante, le
osservazioni fatte non vogliono
essere un freno allo sviluppo
del progetto, ma al contrario
rappresentare “un’occasione unica per prendere in considerazione
i principi della protezione dei dati
sensibili e sviluppare quindi una
visione di successo per la realizzazione del Sistema di Trasporto
Intelligente in Europa”.
U
n’altra limitazione che
deve essere fatta presente
riguarda gli scopi per cui i dati
provenienti dall’auto vengono
processati. Questi scopi, statistici o di altra natura, dovranno
essere chiaramente definiti.
V
isto e considerato che l’osservazione degli spostamenti dei cittadini fornisce un
enorme mole di dati, il Garante
ritiene che esista “il concreto
rischio di una raccolta enorme e
sproporzionata di dati personali”. Cosa che andrebbe evitata
minimizzando il numero delle
informazioni solo a quei campi strettamente necessari per
il funzionamento del sistema
come, ad esempio, lo stato del
traffico, gli incidenti o l’opportunità di percorsi alternativi.
P
roprio per questo motivo,
uno dei punti più importanti dell’intera questione riguarda la tutela dell’anonimato:
nell’elaborare i programmi
dell’ITS, i ricercatori dovranno prevedere la possibilità di
rendere anonime le generalità
degli utenti che hanno fornito i
propri dati personali attraverso
i dispositivi collocati sulle loro
vetture.
15
IN BREVE
Automobilisti a sinistra in Italia?
I
n un Paese che va da sempre a destra, e sempre più a destra,
perché tanti automobilisti marciano imperterriti sulla corsia
di sinistra in autostrada? Nessuno ha mai spiegato loro che è
quella riservata al sorpasso e che, appena superato il veicolo che precede, devono subito rientrare sulle corsie interne?
Eppure, ogni tanto un avviso sul display elettronico ricorda:
“Tenere la destra”. Niente da fare. A meno che non si tratti di
un terribile equivoco e la maggioranza degli italiani non scambi quel messaggio per un imperativo di carattere politico... A
poco o nulla servono le segnalazioni acustiche o luminose: i
mezzi fari d’ordinanza, la freccia a sinistra, i lampeggiatori, i
vigorosi colpi di clacson... L’italiano medio al volante va a sinistra come l’italiano medio alle urne va a destra. E il bello è che
quando finalmente si sposta, rassegnandosi a lasciare libera la corsia esterna, subito dopo si risposta per
occuparla di nuovo anche quando non ne avrebbe alcun bisogno. Sarà perché lungo il guard-rail magari si sentono più sicuri, sarà perché tutti credono di essere i più veloci o perché a 129 chilometri all’ora
ritengono di non poter essere superati da nessuno, fatto sta che in autostrada i sinistrorsi abbondano
e quasi se ne vantano. Ma, a parte il rispetto del Codice stradale, è anche una questione di sicurezza: a
volte, quando due o tre colonne di autoveicoli marciano in parallelo, “allungare” un po’ e superare un
“trenino” di tir o di utilitarie può contribuire a decongestionare il traffico, oltre che a guadagnare una
“via di fuga”. Tenete la destra e, almeno in autostrada, staremo tutti meglio.
La lentezza imposta
(tratto da Repubblica Motori)
L
a sperimentazione durerà sei mesi, ed è iniziata questa estate. Per verificare l’efficacia di un dispositivo (sviluppato dalla British Division
of Technolution) capace di limitare la velocità massima di un veicolo in
funzione del limite vigente sul tratto di strada percorso. E così, gli automobilisti londinesi potrebbero vivere una piccola rivoluzione copernicana.
L’Intelligent Speed Adaption (IPA), abbinato ad un modulo GPS e controllando la centralina del motore, può essere tarato in due modalità: in advisory mode, uno smiley sul computer di bordo cambia la propria espressione
a seconda della velocità, più o meno elevata; in voluntary mode, raggiunto
il limite massimo previsto, il conducente non riceverà alcun feedback dal pedale destro, epurato dalla
sua funzione. Districandosi fra le ovvie proteste e lamentele (soprattutto in tema di sicurezza), a partire
dall’estate avrà inizio la fase di test; il dispositivo verrà applicato ad autobus e taxi.
L’auto volante
(tratto da autoblog.it)
N
el week end del 6 e 7 giugno si è svolto nel Connecticut
il tradizionale concorso d’eleganza di Greenwich, che
quest’anno ha avuto un’ospite d’eccezione: la Terrafugia Transition al suo debutto. Si tratta di un veicolo polivalente che da
anni viene annunciato come vera e propria “auto volante”. il
CEO dell’azienda Carl Dietrich, la definisce propriamente un
“roadable aircfraft”, quindi un aereo utilizzabile anche su strada.
In 30 secondi è possibile passare con la sola pressione di un pulsante dall’assetto di volo a quello stradale, grazie alle ali ripiegabili laterali. La velocità massima è di circa 185 km/h ed il prezzo
è poco inferiore ai 200.000 dollari. L’autonomia dichiarata è di
740 km con un consumo, su strada, di circa 7,5 l/100km, grazie al propulsore Rotax 912S da 100Cv.
(tratto da autoblog.it)
16
IN BREVE
P
Arriva l’Airbag per i pedoni
otrebbe essere una rivoluzione nell’ambito della sicurezza stradale stavolta volta ai pedoni, ovvero,
come vediamo dalle foto, un vero e proprio airbag, appunto, pedonale. Un’esigenza nata dall’enorme rischio che corrono i pedoni in tutta Europa, per quanto ci riguarda, che vede vittime soprattutto
fra anziani e bambini travolti dalle auto per gli effetti disastrosi che l’impatto col parabrezza e col muso
della vettura comporta. A questo si potrebbe porre tuttavia rimedio, almeno così ammettono all’Università di Cranfield che ha sede nel Regno Unito che ha realizzato sperimentalmente questo particolare
airbag pedonale. Tale dispositivo di sicurezza è posto tra il motore e l’intercapedine al di sotto del tergicristallo, in caso di urto con un ostacolo, quale potrebbe essere un
pedone, viene stimolato un particolare sensore che attiva il sistema
che gonfia il classico palloncino prima che l’eventuale malcapitato
tocchi il parabrezza dell’auto e attutendo la ricaduta della persona.
Ciò non impedirà,una volta apertosi l’airbag, la vista della strada
da parte del conducente, a cui resta una visuale utile per evitare
di provocare un successivo incidente. Il nuovo airbag, sperimentato anche su una Fiat Stilo, potrebbe vedere la sua comparsa entro
cinque anni e ci si aspetta che per quel periodo tale dispositivo, se
perfettamente funzionante, sia reso obbligatorio in tutte le vetture
circolanti. Plaude l’Euroncap per l’iniziativa che, come sostiene il
prestigioso Ente, in questo modo l’attenzione alla sicurezza stradale
si va diversificando e completando con una dotazione di sicurezza
a bordo e… fuori-bordo.
I
Ferrari...per pochi eletti
l suo palmares ne ha decretato il successo. E, di riflesso, anche il costo: durante l’asta “Leggenda e Passione”, svoltasi a Maranello, un anonimo collezionista ha
sborsato 9.020.000 Euro per aggiudicarsi una Ferrari 250 Testa Rossa datata 1957. La quarta fra le trentaquattro costruite,
proprio quella che corse nel campionato Scca, raggiungendo
il quarto posto assoluto nella 1.000 chilometri di Buenos Aires. Scontato, quindi, raggiungesse l’apice fra le Ferrari del
tempo che fu: la precedente detentrice del “primato”, una
250 GT California Spider del 1961, venne battuta due anni
orsono a 7.040.000 Euro. Per la cronaca, hanno trovato degna sistemazione – solo per citarne alcune – una Maserati
MC12 Corsa (700.000 Euro), una Ferrari F40 (260.000 Euro) e
le splendide Ferrari 250 Berlinetta Tour de France (2,1 milioni di Euro) e 250 California LWB (1.920.000 euro).
(tratto da autoblog.it)
A
Maxirata...fatale
ndavano dal concessionario e, convinti di fare un buon affare, firmavano una serie di piccole cambiali che venivano prospettate come “favorevoli” condizioni di pagamento rateale. In realtà queste
nascondevano percentuali di interesse assai superiori alla soglia del tasso di usura previsto dalla legge.
E alla fine c’era la “rata grande”, con la cosiddetta “cambialona”. è quanto ha scoperto la guardia di finanza di San Sepolcro che ha bloccato il complesso meccanismo usuraio, i tassi arrivavano fino all’82%
annuo, messo in opera dal titolare di una concessionaria. L’uomo, 64 anni, che ha evaso il fisco per 10
milioni di euro, è stato denunciato anche per usura. Il sistema è stato scoperto durante una normale
verifica fiscale che ha permesso di scoprire una “vera e propria contabilità parallela”. Nel giro, venuto
alla luce durante i controlli sui conti correnti, è emerso che almeno 17 clienti sono caduti nella trappola.
Alla fine, se l’acquirente non era in grado di pagare la “cambialona”, il debito veniva rinnovato mediante sottoscrizione di altrettante cambiali, fino al raggiungimento di cifre notevolmente superiori al
reale costo dell’autovettura..
(tratto da Repubblica motori)
17
FOCUS ON
Lo speciale di questo numero
LEGGERE FA BENE
...ALLA SALUTE
Il giornalismo d’inchiesta
punta l’obiettivo sulla malasanità
(articoli di su Gianluca DeFeo su Espresso.it
e Maria Novella De Luca su Repubblica.it)
La Fiera delle Sanità
R
icordate Lady Asl? La
regina degli abbordaggi ai
fondi della sanità, con prestazioni inventate e tangenti concrete che hanno fatto perdere ai
contribuenti 80 milioni di euro?
Nella leggendaria suite dello
Sheraton che ospitava il suo
quartiere generale, Anna Iannuzzi, Lady Asl, dava udienza
sotto una bandiera con le chiavi
di San Pietro. “E lei era devotissima a Sant’Antonio: ragione per
la quale consegnava agli uomini di
Dio buste piene di contanti da dare
in beneficenza. I prelati, dai cardinali Bertone e Ruini al vescovo
Apicella accettano la beneficenza e
si fanno fotografare insieme a lei.
Ma è la donna ad essere conscia
che la vicinanza ai monsignori è
un viatico per chi vuole fare affari
in sanità”.
C’
è ancora il Papa re? Sì,
a Roma esiste un regno
pontificio. Che agisce per opere
di bene e realizza spesso buone operazioni chirurgiche ma
18
viene finanziato con denaro
pubblico. “Tra gli stakeholder
della sanità romana, il numero
uno è il Vaticano. È il più grande
imprenditore medico della regione e drena somme ingentissime,
fuori da ogni regola, che vanno
ad alimentare otto ospedali gestiti
direttamente dalle strutture religiose, due policlinici universitari e
una pletora di case di cura. Oltre
a due istituti di ricovero e cura a
carattere scientifico, di cui uno di
diritto internazionale: il pediatrico
Bambin Gesù che è addirittura
territorio del Vaticano, quindi del
tutto autonomo dallo Stato italiano
ancorché generosamente finanziato
con la nostra fiscalità generale, e
l’Idi (Istituto dermopatico dell’Immacolata)”.
L
a prima radiografia completa della presenza pontificia
nella pubblica assistenza viene
presentata da Daniela Minerva
nel suo libro-inchiesta “La fiera
delle Sanità” (Rizzoli, 2009): un
volume che in dieci capitoli
traccia la deriva del settore in
Italia, dalla Lombardia delle
privatizzazioni alla Campania
dello sfascio, dagli infermieri
calabresi a mano armata alla
lottizzazione dei baroni, dalla
Sicilia degli sprechi al modello
emiliano. Quello di Daniela Minerva, giornalista de “L’Espresso”, è un atto d’amore verso il
Servizio sanitario nazionale, il
sogno di eguaglianza davanti
alla malattia sancito dalla Costituzione e cavalcato da Barack
Obama nella campagna che lo
ha portato alla Casa Bianca.
In Italia invece le cure pubbliche stanno sprofondando nel
baratro nei buchi di bilancio,
tradite da una classe politica
che alimenta l’inefficienza e determina la sfiducia dei cittadini:
“Cancellare i diritti per mettere le
mani su una torta da 100 miliardi
di euro”. In questa slavina, il
Lazio presenta l’anomalia più
macroscopica con uno Stato
estero che fornisce assistenza,
spesso di ottimo livello, per
conto dello Stato italiano.
I
l volume setaccia la situazione del Gemelli, del Campus
biomedico realizzato dall’Opus
Dei (32 milioni annui, con
FOCUS ON
Lo speciale di questo numero
un costo per ricovero passato
dai 2483 euro del 2005 a 2910
del 2007), del Bambin Gesù
(50 milioni dalla Regione e
altrettanti dalla Finanziaria),
dell’Istituto dermatologico Idi
(30 milioni l’anno dalla Regione
per 300 letti). E ricorda: “Più di
un cattolico ha sentito una fitta
al cuore quando all’inizio del
2008, proprio all’indomani della
pubblicazione del primo piano
di rientro del deficit sanitario
programmato dalla giunta
Marrazzo che taglia i budget
di tutti i nosocomi capitolini,
Benedetto XVI, parlando agli
amministratori locali, ha chiosato: “Sappiamo bene quanto siano
gravi le difficoltà che deve affrontare nell’ambito della sanità la
Regione Lazio, ma dobbiamo ugualmente constatare come sia non di
rado drammatica la situazione delle
strutture sanitarie cattoliche, anche
assai prestigiose e di riconosciuta
eccellenza internazionale”. Il risultato? “Fatto sta, però, che alla fine
di maggio 2008 il piano di rientro
è ancora lettera morta, ma è pronta
la delibera che assegna 71 milioni
per il campus dell’Opus Dei (a
fronte dei 32 destinati inizialmente nel 2007) e 550 al Policlinico
Gemelli (204 erano stati destinati
nel 2007)”.
La Casta Bianca
U
n sistema malato, che
peggiora di anno in anno.
Corrotto in ogni piega, inquina-
to in ogni angolo. Assediato da
truffe, ruberie, scandali e malversazioni. Dove ogni azione,
dalla prescrizione di un farmaco
alla richiesta di un ricovero,
dalla scelta di un’ analisi clinica
all’ assegnazione di un posto
all’ ospedale, risponde alla pura
e semplice logica del business,
piuttosto che alla cura e alla
tutela del paziente. Viaggio tra
i dissesti del Sistema sanitario
nazionale, un bene prezioso, un
tempo tra i migliori d’ Europa,
oggi ammalato di una “lottizzazione politica che ha le caratteristiche di un cancro”, che si diffonde
e avanza con la complicità di
una «casta bianca», fatta di
medici, amministratori, case
farmaceutiche, partiti e Regioni.
D
ieci anni dopo “Camici e
pigiami”, Paolo Cornaglia
Ferraris, pediatra genovese che
con quel libro-scandalo mise a
nudo il «sistema» che stava corrompendo (con la complicità dei
medici) la sanità italiana, torna
a denunciare quanto accade tra
le corsie degli ospedali e negli
ambulatori delle Asl, ma anche
nelle segreterie dei partiti e nelle anticamere dei ministeri. Qui
regna appunto “La casta bianca”,
(Mondadori, 2008), e l’ inchiesta
parte dalle truffe sui ricoveri (la
cui durata non sarebbe decisa
in base alle esigenze del malato,
ma sulla base dei rimborsi delle
Regioni), svela i meccanismi di
corruzione dell’ industria del
farmaco, per arrivare all’ inestricabile parentopoli che governa
le facoltà di Medicina e i Policlinici universitari. Un vero
attacco a quel sistema Sistema
Sanitario Nazionale che sarebbe
ancora “una grande risorsa per l’
Italia - dice Cornaglia Ferraris
- con 13mila ricoveri in ospedale ogni anno, oltre 79 milioni di
giornate di degenza, 4 milioni e
700mila interventi chirurgici, 1337
strutture ospedaliere pubbliche
e private”. “Ma questa straordinaria rete, che dal dopoguerra ad
oggi ha portato la salute a milioni
di persone, ha ridotto ai minimi
storici la mortalità infantile, ha
conquistato impensabili vittorie
contro il cancro, è ormai divorata
da un gruppo di potere - aggiunge
Cornaglia Ferraris, oggi medico
dei bimbi figli degli immigrati
clandestini - che in nome di due
«principi», denaro e carriera, sta
sfasciando tutto”.
E
d è al sofisticato meccanismo del fare denaro
rubando soldi pubblici che
Cornaglia Ferraris dedica uno
dei capitoli più interessanti di
questo viaggio (allucinante)
nei mali della Sanità italiana.
Tutto ruota attorno ai rimborsi
dei ricoveri e delle prestazioni
che gli ospedali o le strutture
convenzionate ottengono dalle
Asl. Basta falsificarne il numero o moltiplicarne la quantità,
al di là delle reali esigenze del
paziente, per ottenere flussi
di denaro a volte incredibili,
come nel recente scandalo della
clinica «Villa Pini» di Chieti. Le
truffe sono note, eppure reiterate. Spiega Cornaglia Ferraris:
“Le tariffe sono diverse a seconda
del tipo di ricovero. Quelli con
dimissione in giornata o con una
sola notte valgono poco. Quelli
con due o più notti valgono di più.
Dopo un certo numero di giorni,
che si chiama valore soglia, scatta
un aumento giornaliero che non
conviene quasi mai. Ecco svelate le
ragioni per cui spesso, dopo dieci
giorni, vi buttano fuori, oppure vi
19
FOCUS ON
Lo speciale di questo numero
dimettono, e vi ricoverano il giorno
dopo, un’ altra volta”. Il tutto navigando in quella zona grigia di
leggi e norme dove l’ abuso può
essere mascherato da prestazione regolare.
C
ornaglia passa poi ad
analizzare un altro grande
“malaffare” consumato sulla
pelle dei pazienti: le prescrizioni
(drogate) di farmaci, che il medico somministra seguendo proprie logiche di mercato (regali,
premi, tangenti) piuttosto che
il reale bisogno dei malati. “Il
60% degli antibiotici viene assunto
senza che ce ne sia reale bisogno”.
Sistema diffuso e corrotto, di
cui Big Pharma (il cartello delle
multinazionali della farma-
20
ceutica) è l’ esempio eclatante.
“L’ investimento maggiore di Big
Pharma - scrive Cornaglia - non
va in ricerca e sviluppo, bensì in
marketing e amministrazione”. E,
citando uno studio americano
che mette in luce i rapporti con
l’industria, aggiunge: “L’ 83%
dei medici riceve pasti gratuiti, il
78% campioni di farmaci, il 35%
riceve rimborsi per le spese di
partecipazioni a convegni, il 28%
percepisce onorari per conferenze
o per l’ arruolamento dei pazienti
nei trial”, ossia nei gruppi di
sperimentazione dei farmaci. La
situazione italiana sarebbe di
poco dissimile, e Cornaglia cita
una seconda ricerca (made in
Italy) in cui “sono state valutate le
prescrizioni di alcuni farmaci pri-
ma e dopo che un certo numero di
medici era stato invitato a convegni
in lussuosi alberghi”.
S
enza parlare della pubblicità
che porta all’ assunzione
di farmaci inutili, la ricerca
sponsorizzata, e il lucrosissimo
mercato dei brevetti. Un business enorme, una piaga che si
allarga. Perché a tutto questo,
presente anche in altri paesi,
in Italia si aggiunge la lottizzazione dei partiti, della Chiesa e,
addirittura, della Massoneria. I
soldi della Sanità vogliono dire
infatti appalti, posti di lavoro,
carriere nelle aziende ospedaliere, cattedre all’ università. E
dall’analisi dei “poteri in campo”, agli alberi genealogici delle
famiglie che di padre in figlio,
di parente in parente si tramandano i posti nei policlinici e nelle facoltà di Medicina, attraverso concorsi truccati e dottorati
ad personam, ci si sente alla fine
di questo viaggio intrappolati in
una ragnatela in cui il paziente
conta poco o niente. “Questo non
vuol dire che in Italia non ci siano
aree sane, professionisti eccellenti conclude Cornaglia Ferraris, che
dopo l’ uscita del libro “Camici
e pigiami” venne licenziato dall’
ospedale Gaslini di Genova - eppure noi oggi rischiamo di perdere
un sistema sanitario pubblico
buono come quello che ci siamo
conquistati negli ultimi 40 anni.
L’ allarme è forte, bisogna che la
gente se ne renda conto. Per questo
ho creduto fosse giusto raccontare
la parte malata del sistema e non
quella sana”.
21
FACCIAMOCI
VALERE
Modalità e procedure per ricorsi e reclami
QUANDO LA SICUREZZA
DIVENTA PERICOLO
I dissuasori fuori norma possono creare seri problemi all’auto e al guidatore
(tratto da Al Volante)
Prima il verbale
e il metro
S
C
hiamateli come volete: dissuasori della velocità, dossi
artificiali, rallentatori. Di sicuro,
chi li affronta con il piede
pesante rischia di danneggiare
l’auto. Il fatto è che certi Comuni installano dossi più alti di
quanto prescrive il Codice della
strada. Col risultato (anche se si
procede lentamente) di mettere a repentaglio pneumatici,
22
sospensioni e cerchi, oltre agli
spoiler delle vetture sportive.
E la schiena come sta?
I
n questo caso (e ancor più se
avete subìto lesioni fisiche ),
potete chiedere il risarcimento
dei danni al Comune dov’è
installato il dosso. Però è una
procedura “faticosa”.
e un dissuasore troppo alto
ha danneggiato la vostra
auto, chiedete il risarcimento al
Comune. Ma attivatevi subito:
fate verbalizzare l’accaduto
dalle Forze dell’ordine, dopo
averle avvertite, e chiedete copia del documento. Dopodiché,
tornate sul “luogo del delitto”
muniti di metro e macchina fotografica. Per ottenere il rimborso il dosso deve avere misure
diverse da quelle previste dalla
legge: verificatelo. Attenzione:
non dovete aver superato la
velocità consentita (sarà il Giudice a stabilire se i danni sono
compatibili con il limite in quel
tratto)
Poi la denuncia
al Comune
U
na volta certi che il dosso
sia fuori misura, denunciate l’incidente al Comune inviandogli una lettera raccomandata.
FACCIAMOCI VALERE
Modalità e procedure per ricorsi e reclami
tra il serio ed il faceto...IL CASO DI TROPEA
Riportiamo di seguito
l’ironica denuncia pubblicata
su www.tropea24ore.it, che
si presenta come “un blog dichiaratamente contro l’Amministrazione comunale di Tropea”,
cittadina calabrese afflitta
come tante altre (non solo al
Sud) da problemi di gestione
ed amministrazione della cosa
pubblica.
Nella sezione del sito
denominata Viabilità: lo stato
delle rete stradale tropeana e provinciale un’ampia documentazione fotografica descrive
i dissuasori e ne attribuisce
direttamente la responsabilità
all’assessore:
“Secondo fonti autorevoli, l’amministrazione comunale
sarebbe in procinto di indire un concorso di idee volto a trovare una collocazione ai dissuasori del traffico
voluti ed acquistati (ovviamente con i nostri soldi € 6.160,00) dal sig. Nino Valeri, assessore alla viabilità del
comune di Tropea. Stando al si dice, parrebbe, infatti, che tali pirulini non siano in regola con la normativa
antinfortunistica nonché con il Codice della Strada e, pertanto, da rimuovere con urgenza essendo già stati
causa di diversi incidenti stradali.
Aiutiamo i nostri amministratori facendo delle valide proposte.
Eccone alcune delle più originali:
) Adotta una mazzara; concorso riservato ai possessori di nani da giardino trafugati. (57);
2) Regaliamole per Natale ai nostri amministratori perché se le leghino al collo. (31);
3) Ottimi pesi da utilizzare per ancorare barche. (6);
4) Diamole a Goldrake perchè le usi al posto delle lame rotanti o dell’alabarda spaziale. Mazzare spaziali. Che
ne dite? (3);
5) Il lancio della mazzara. Una nuova disciplina sportiva da introdurre alle Olimpiadi di Pechino 2008.
(13);
6) Facciamole mangiare all’assessore Valeri al posto del pandoro. (7).
(ndr.: accanto ad ogni proposta viene riportato il numero di preferenze che la stessa ha ricevuto dai
visitatori del sito, ai quali appunto si dà la possibilità di compilare un form rispondendo al quesito
“Fai una proposta o vota la tua preferita”!)
Nessuna risposta entro sette
giorni? Dopo aver fotografato
i danni, fate riparare l’auto e
conservate la fattura.
mento; eventuali testimonianze;
fattura della riparazione. Se
avete subito lesioni, serve il
certificato medico.
Meglio insistere
Infine il Giudice di pace
Attenzione
all’arredamento
I
S
N
nviate un sollecito al Comune, allegando: foto del cartello che segnala il limite di velocità e il dosso; verbale della Forze
dell’ordine che avete chiamato
in occasione del danneggia-
e il Comune non risponde
o non vuole risarcirvi, per
somme fino a 2.582,28 euro fate
un atto di citazione al Giudice
di pace della stesso città. Oltre
questa cifra, dovrete rivolgervi
al Tribunale. Fino a 516,47 euro
non siete obbligati a farvi assistere da un legale.
el caso di grossi rallentatori di cemento, il Comune
potrà definirli “arredo urbano”
per evitare i vincoli imposti dal
Codice. Comunque, deciderà il
Giudice.
23
A
NORMA DI LEGGE
Sentenze interessanti e aggiornamenti legislativi
Passaggio col semaforo rosso:
se la targa non è ben leggibile
il verbale è da annullare
è
questo uno dei principi con cui il GdP di Lecce con una sentenza
depositata il 9 aprile scorso ha accolto il ricorso proposto da un’automobilista avverso un verbale elevato da agenti di PM per il presunto
attraversamento dell’incrocio stradale col semaforo proiettante luce rossa. La pronuncia conferma l’illegittimo utilizzo, da parte dei VVUU, degli apparecchi Photored che per il Giudice di Pace di Lecce
non rispettano nessuna delle regole imposte dalle norme e più volte ribadite da recenti pronunce della
Cassazione. Per il Giudice adito, infatti, l’apparecchio in questione non consente di derogare alla regola generale della contestazione immediata delle infrazioni. Peraltro, il photored per essere utilizzato
legittimamente deve scattare due foto ad un intervallo di tempo ben preciso l’una dall’altra e deve
essere installato ad una certa altezza per non essere manomettibile. Nel caso, viceversa, nella seconda
foto la targa è illeggibile, e quindi non consente di addebitare con certezza l’infrazione al ricorrente, né
il verbale risulta sottoscritto e pertanto “non può ritenersi rispettoso delle norme del CdS che nel caso della
contestazione non immediata impongono una serie di attività per nulla dimostrate nel corso del procedimento”.
(tratto da Diritto.it)
D
Anche i pedoni
lotteranno con le multe
evono essere tassativamente multati i pedoni che hanno la brutta
abitudine di attraversare la strada fuori dalle strisce pedonali. Il monito arriva dalla Cassazione che ha convalidato la sanzione amministrativa disposta dalla polizia municipale di Massa nei confronti di Enzo B.,
colpevole di aver attraversato la carreggiata senza servirsi degli appositi
passaggi pedonali sistemati ad una distanza di 20 metri dal luogo dell’attraversamento. Inoltre, annota Piazza Cavour, nel caso in cui il pedone
abbia attraversato fuori dalle strisce e sia rimasto vittima di un incidente
la colpa è sempre sua. La sanzione amministrativa nei confronti di Enzo
B. era stata convalidata dal giudice di pace di Massa nel settembre 2004.
Inutilmente l’uomo ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo fra l’altro
che nel verbale con cui era stato multato mancava l’indicazione della norma violata. La seconda sezione civile (sentenza 11421) ha respinto il ricorso di Enzo B. e ha osservato che legittimamente era stato multato avendo
“attraversato la strada al di fuori delle strisce pedonali poste a circa 20 metri dal luogo dell’attraversamento”.
Ancora la Suprema Corte spiega che per violazioni del codice della strada “la mancata indicazione della
norma che prevede la sanzione contestata non comporta di per sè la nullità della contestazione della violazione
dove l’interessato sia stato posto in condizione di conoscere il fatto addebitato e la contestazione sia stata idonea
a garantire l’esercizio del diritto di difesa”. “Raramente però gli automobilisti rispettano le strisce pedonali”: il
Codacons commenta così la sentenza della Cassazione. “E’ vero che il Codice della strada disciplina chiaramente l’attraversamento pedonale - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - ma è altrettanto vero che le
strisce raramente vengono rispettate dagli automobilisti, i quali non lasciano la dovuta precedenza ai pedoni. Una
siffatta situazione, generalizzata su tutto il territorio, rende quindi indifferente per il pedone attraversare sulle
strisce o fuori dalle strisce. Senza contare che in molte città, Roma in testa, le zebre sono spesso poco visibili perchè
quasi del tutto cancellate dall’asfalto”. Il Codacons invita pertanto i pedoni “a rivalersi sul Comune quando
ricevano una multa per aver attraversato lontano dalle strisce, nei casi in cui le zebre siano poco visibili, cancellate
o mai rispettate dagli automobilisti”. Insomma, lo scontro pedoni-automobilisti è appena iniziato...
(tratto da Repubblica Motori)
24
agenzia di Magenta (MI)
agenzia di Reggio Emilia
agenzia di Imola
I
Agenzie in festa
n questa pagina vi proponiamo alcune immagini scattate durante i party di inaugurazione di
alcune tra le agenzie di più recente apertura, occasioni che hanno raccolto con gioia e buon auspicio
l’interesse e l’attenzione delle comunità locali.
C
on queste istantanee “a campione” però è nostro intento simbolicamente festeggiare tutte le agenzie d’Italia, vecchie e nuove, e rendere omaggio a tutti i titolari che ogni giorno rinnovano con
entusiasmo il proprio impegno professionale al servizio della Clientela, contribuendo a consolidare la
posizione di infortunistica TADDIA al top del suo settore su scala nazionale: continuate così!
sempre in pole position
25
IL DISASTRO è ASSICURATO
...IL PROPRIETARIO NO
Il terremoto in Abruzzo ha riaperto il delicato capitolo
delle polizze anti-calamità
(tratto da acsa.it - Agenzia di stampa quotidiana nazionale)
D
opo il terremoto che ha
devastato qualche mese fa
l’Aquila e colpito alcuni gioielli architettonici d’Abruzzo è
tornata l’ipotesi di una polizza
casa obbligatoria contro le calamità naturali .
M
a dal fronte delle assicurazioni che stanno alla
finestra per capire se veramente
il mercato da oltre 6 miliardi di
euro l’anno vedrà lo start-up,
non sono ancora disponibili
ventagli di offerte per i proprietari di abitazioni private stimati
in circa 30 milioni.
L
a quota di mercato per la
cosiddetta “protezione
familiare”che comprende anche
i danni causati da eventi naturali come il terremoto, è fin
troppo bassa. Tanto che alcune
compagnie assicuratrici fanno sapere che non è possibile
parlare di una ‘’quota di mercato’’ per gli eventi catastrofici,
perché sostanzialmente un prodotto di questo tipo è venduto,
se si considerano le Compagnia
Assicurative tradizionali, solamente da AXA. Se si guarda a
questa polizza ‘’Axa protezione
familiare per il terremoto’’, che è
parte integrante della polizza
‘’protezione familiare’’, si vede
che assicura la casa per i danni
materiali in caso di terremoto,
compresi quelli di incendio,
esplosione, scoppio subiti
direttamente dalla casa. Non
sono però assicurati i danni di
‘’mareggiata, marea, maremoto,
inondazioni, alluvioni, umidità,
stillicidio, trasudamento, infiltra-
26
zione, erosione
vulcanica’’.
llo stesso
modo
non sono
assicurabili i
danni a case
costruite
interamente
in muratura.
Sono esclusi
poi i danni
‘’indiretti’’
come cambiamenti di
costruzione e
anche i maggiori costi derivanti
dall’adeguamento del fabbricato a normative eventualmente
entrate in vigore successivamente alla sua costruzione. Insomma, quello dell’assicurazio�ne contro le calamità naturali è
un terreno molto scivoloso.
A
L’
assicurazione indennizza
il valore della ricostruzione della casa, escludendo il
valore del terreno e i maggiori
costi derivanti dall’adeguamento del fabbricato a normative
eventualmente entrate in vigore
successivamente alla sua costruzione. In caso di danno da
terremoto un sinistrato che si
aggira le macerie, dovrebbe in
primis avvisare la sua agenzia
entro 7 giorni.
S
e non rispetta i tempi può
anche perdere il diritto
all’indennizzo. Deve poi conservare le tracce e i residui del
sinistro fino alquando il perito
incaricato dalla compagnia
abbia effettuato il sopralluogo
per stimare il danno. I periti,
naturalmente, devono indagare sulle circostanze, natura
e causa del danno, e verificare
l’esistenza della casa assicurata. Il proprietario di una casa
terremotata poi, acquista il
diritto al pagamento dell’intero
indennizzo solo se dà garanzia
della riparazione o ricostruzione della casa.
A
ltrimenti l’indennizzo
viene ridotto in base al
grado di vetustà dell’edificio, e
indicazioni come l’ubicazione
e le modalità di costruzione.
Inoltre, l’indennizzo può essere
pagato entro 30 giorni ma solo
se non ci sono contestazioni da
parte dell’assicurato. Quando
l’indennizzo è almeno di 30.000
euro l’assicurato ha diritto di
ottenere il pagamento di un
acconto del 50%, ma perché
la compagnia sia obbligata a
pagare l’anticipo devono essere
passati 90 giorni dalla data di
denuncia del sinistro ed almeno
30 dall’anticipo.
anno IV numero VIII settembre 2009
800-14.19.66
NOTIZIARIO
DELL’ASSOCIAZIONE
edizione riservata ai lettori
di taddiaInforma
27
A.N.T.A.C.C.I.S. CURIOSITà
elogio
degli Accessori dimenticati
Gli
specchietti
Ai miei tempi, quando
presi la patente e cominciai a guidare, lo
specchietto retrovisore
era unico e solo, collocato all’interno dell’abitacolo, in posizione
spesso scomoda: poteva servire magari per
pettinarsi i capelli o per
rifarsi il trucco, più che
per guidare con maggior sicurezza. E chi
ne montava uno o addirittura due all’esterno
dell’auto, veniva scambiato in genere per un
fanatico, un maniaco
della guida sportiva o
un pazzo spericolato.
Quello era considerato, insomma, un lusso,
un optional, un accessorio da esibizionisti.
Le frecce
Oggi che gli specchietti esterni sono obbligatori, di
serie, anche sulle utilitarie o sulle city car, dobbiamo soltanto benedire chi li ha imposti per legge.
Nella congestione del traffico urbano, e ancor più
su strada o in autostrada, i due retrovisori aiutano il
guidatore a non commettere manovre azzardate e
rischiose; a non svoltare a destra o a sinistra, senza
aver prima accertato che da dietro non arrivi nessuno; a compiere sorpassi in velocità, senza mettere
a repentaglio la propria e l’altrui incolumità.
Aiutano o, meglio, dovrebbero aiutare. Nel senso
che non tutti gli automobilisti hanno la sana abitudine di consultarli regolarmente. E così, in città, si
vedono macchine che improvvisamente girano di
qua o di là come se circolassero da sole; su strada o peggio ancora in autostrada si trovano di frequente auto, camion e tir che cambiano direzione o
corsia senza neppure mettere la freccia.
Guidare a testa alta, raccomandano i vecchi istruttori di guida: cioè guardano avanti, per prevenire
incidenti. O guidare “in difesa”, si potrebbe anche
dire. Ma, proprio per difendersi meglio, è consigliabile guardare avanti e anche indietro, in modo da
prevedere che cosa potrà fare chi ci precede e chi
ci segue.
Articoli
Avete presente gli indiani, i pellerossa dell’epopea
western? Bene, nella giunga moderna del traffico
urbano ed extra-urbano, guidate alla loro maniera:
usando le frecce. No, non quelle infuocate o avvelenate che in certi vecchi film si vedono colpire i cowboys o le “giubbe blu” e incendiare i carri dei pionieri,
le case di legno e le palizzate dei fortini assediati.
Ma piuttosto quelle di cui è dotata ogni automobile, le
frecce luminose e lampeggianti per svoltare a destra
o a sinistra oppure per cambiare corsia di marcia. Per
la propria sicurezza e per quella altrui, è molto importante segnalare tempestivamente le proprie intenzioni
sia nelle strade di città sia in quelle fuori città, in modo
da avvertire chi segue perché possa comportarsi di
conseguenza. Attenzione: sto per girare; oppure sto
per superare e mi sposto a sinistra; o ancora sto per
accostare e mi sposto a destra. Così chi viene dietro
può rallentare, frenare, spostarsi a sua volta.
Tempestivamente, vuol dire per tempo. Non all’ultimo
momento o magari quando abbiamo già cominciato la
manovra di svolta o di sorpasso. Bisogna farlo prima
di girare il volante e magari dopo aver guardato bene
nello specchietto retrovisore, per assicurarsi di non
tagliare la strada a chi segue. Tanto più in autostrada,
dove i tempi sono più rapidi in rapporto alla velocità.
Ma la freccia serve molto anche in città, per girare
a sinistra o a destra, in mezzo alle altre macchine
e soprattutto alle moto o ai motorini che circondano
minacciosamente l’automobilista proprio come gli indiani nel Far West.
di
Giovanni Valentini
su
Repubblica Motori
A.N.T.A.C.C.I.S. INFORMA
SANITÀ in crisi: UN + 184% di denunce in dieci anni
scoraggia PERSINO i futuri medici
Sono circa quattro
milioni e mezzo gli interventi chirurgici effettuati ogni
anno nelle strutture sanitarie italiane. Un numero elevato reso possibile dai circa
6 mila chirurghi che, ogni
giorno, utilizzano il bisturi
nelle sale operatorie del nostro Paese. E che difendono il loro lavoro a dispetto
di quello che pensa l’opinione pubblica e di quello
che emerge dai media. La
chirurgia italiana è una delle più efficienti al mondo,
con picchi di eccellenza in
settori come trapianti, robotica e laparoscopia, dove
l’Italia occupa il secondo
posto alle spalle degli Stati Uniti. Eppure negli ultimi
dieci anni si sono moltiplicate (+184%) le denunce
per ‘malasanità’ da parte
di pazienti appena operati.
A segnalare il dato sono gli
esperti della Società italiana di chirurgia (Sic).
Il dato, lamentano i chirurghi, è paradossale “se pensiamo che la stessa Oms riconosce a livello internazionale il grado di eccellenza raggiunto dalla chirurgia
italiana”. Al medico col bisturi viene spesso attribuita
la responsabilità di disservizi e carenze degli ospedali, nonostante sia stata sottratta loro la possibilità di
gestire risorse umane e materiali, pertinenza esclusiva degli amministratori, evidenziano. “Ma se pensiamo che 9 medici su 10 che subiscono una denuncia
vengono poi assolti - sottolinea Enrico De Antoni, presidente Sic - forse chiariamo meglio la situazione. E’
assurdo che nel nostro Paese ci sia una legislazione
che scarica sul singolo medico ogni responsabilità
per qualsiasi evento della ‘catena di montaggio’, nonostante nella situazione attuale il medico sia assolutamente assente da posizioni direttive”.
Il codice penale attualmente in vigore in Italia non tutela il lavoro dei chirurghi, troppe volte accusati senza motivo di malasanità. “E’ un codice del 1930 che
va cambiato, come avvenuto in altri Paesi, perché
non contempla la specifica per la sanità”, afferma De
Antoni. “Il nostro codice - polemizza - non considera l’intervento chirurgico come un atto terapeutico.
Ogni volta che operiamo, quindi, andiamo incontro ad
un’ipotesi di reato. E’ una situazione insostenibile”.
I dati della Sic sono chiari:
nel corso della propria vita
professionale, 8 medici su
10 riceveranno una richiesta
di risarcimento e molti di loro
incorreranno in un processo
giudiziario, accusati ingiustamente di “malpractice”. Un
terzo dei chirurghi, inoltre,
passerà la propria carriera
sotto processo. Il costo delle
assicurazioni personali per
colpa professionale è salito
negli ultimi anni del 300%,
mentre le compagnie assicurative - termina la Sic - arrivano oggi ad incassare circa
500 milioni di euro per i premi nel settore sanitario.
E intanto crolla il mito del chirurgo che “armato” di bisturi
può salvare una vita. Tempi
lunghi per affermarsi e costi
elevati per studiare spingono
i giovani a intraprendere altre strade. “Anche in Italia, come nel resto del mondo,
sono in calo i ragazzi che studiano per diventare chirurghi”. “è un problema internazionale, non solo italiano - premette De Antoni, presidente Sic - Una volta,
per un posto da chirurgo, si presentavano 5-6 persone. Oggi riusciamo a stento a coprire i posti disponibili”. Il presidente spiega il motivo di questo disamore. “L’impegno temporale e finanziario che comporta
questa professione non è secondario - sottolinea poiché un ragazzo deve studiare almeno 6 anni per
laurearsi, altri 6 per specializzarsi e almeno altri 6 per
avere quell’affermazione professionale sul mercato.
Quasi vent’anni nei quali si fanno tanto sacrifici e si
ottiene poco, specialmente in termini economici”.
Ma anche il contenzioso medico-legale ha un suo
peso. “Se pensiamo che un terzo dei chirurghi andrà sotto processo nella sua carriera per una denuncia per malasanità - aggiunge De Antoni - capiamo
perché i ragazzi preferiscono altre professioni”. E’
inoltre cambiata l’immagine che si ha generalmente
del chirurgo. “Una volta - prosegue il presidente della
Sic - svolgevamo un mestiere prestigioso e gratificato. Oggi il chirurgo è più che altro un dipendente che
per fare strada deve avere qualche appoggio politico.
Anche questo ha avuto un peso nella disaffezione dei
giovani”.
notizia di
Adnkronos Salute
A.N.T.A.C.C.I.S. UTILITIES
LA NOSTRA CARTELLA CLINICA:
DIRITTI, DOVERI E RESPONSABILITà
La cartella clinica, essendo un atto pubblico
(art. 2699 c.c), è sottoposta alla normativa contenuta
nella legge n. 241 del 1990. Legge sull’accesso e la
trasparenza degli atti della pubblica amministrazione
stabilisce: “Le pubbliche amministrazioni determinano
per ciascun tipo di procedimento in quanto non sia
già disposto per legge o per regolamento, il termine
cui esso deve concludersi; qualora le pubbliche amministrazioni non provvedano, il termine è di trenta
giorni”. Le strutture ospedaliere quindi, possono stabilire i tempi di attesa per il ritiro della cartella clinica,
i quali possono superare i trenta giorni. Tale discorso
si estende anche alle cliniche private convenzionate.
Secondo la circolare del Ministero della Sanità n. 61
del 19/12/86 la documentazione clinica cartacea deve
essere conservata illimitatamente. Per quanto riguarda le radiografie ed altri esami diagnostici effettuati, devono essere conservati almeno per venti anni.
E’importante ricordare che
le case di cura private sono
tenute a conservare la documentazione clinica e darne
copia al paziente (art. 19 D.M.
05/08/1977). I principali requisiti della cartella clinica sono:
veridicità, completezza e chiarezza; quest’ultimo ribadito
attraverso una decisione del
Garante per il trattamento dei
dati personali. La responsabilità della corretta compilazione della stessa è del primario
del reparto e si estende fino
alla consegna presso l’archivio centrale, dopo la quale il
responsabile della custodia
della cartella clinica diventa il
Direttore sanitario.
Tratto
da
Malasanità.it
INCONTRACI ON LINE: WWW.ANTACCIS.ORG o SCRIVICI: [email protected]
A.N.T.A.C.C.I.S. NEWS VIII - set 2009
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30
Il botulino viene prodotto in laboratorio dal batterio Clostridium Botulinum
e ha un’azione specifica di blocco del
rilascio dell’acetilcolina a livello delle giunzioni tra nervi e muscoli striati
(placche neuromuscolari). L’acetilcolina
è la sostanza che viene rilasciata dal nervo motore per trasmettere al muscolo lo
stimolo per la contrazione. Il Botulino indebolisce selettivamente il muscolo sul
quale viene iniettato in dosi minime
con una siringa dotata di un piccolissimo ago. L’effetto sulle rughe è indiretto: il farmaco non serve a riempire le
rughe come i classici fillers. Le rughe di
espressione si formano in seguito alla
contrazione dei muscoli della fronte e
dai corrugatori. Indebolendo i muscoli,
le pieghe delle pelle non si formano
più e i solchi si attenuano gradualmente
fino scomparire.
...cancella le rughe,
conserva la tua
espressività

L’effetto è immediato?
No. Il rilassamento dei muscoli e la
scomparsa delle rughe avvengono
gradualmente, da 2 a 7 giorni.
L’iniezione
è dolorosa?
L’iniezione
è dolorosa?
No,No,
grazie
all’ago
sottilissimo
il fastidio
grazie
all’ago
sottilissimo
è minimo.
il fastidio è minimo.
Ci sono ematomi, lividi, gonfiori?
No. Si può tornare subito alle normali
attività. Raramente possono comparire
dei piccoli lividi che si possono facilmente coprire con il fondotinta.
Quali rughe si possono trattare?
Si trattano prevalentemente le rughe
glabellari (alla radice del naso), le
“zampe di gallina” al lato degli occhi e
le rughe della fronte. Ma anche sulle
labbra è possibile trattare con successo
le fastidiose rughette verticali del labbro superiore.
Cos’è il cosiddetto lifting non
chirurgico ottenuto mediante
il Botulino?
Indebolendo i muscoli del viso
Cos’è
il cosiddetto
lifting verso
non chirurgico
che “tirano”
la pelle
il basottenuto
mediante
il Botulino?
so, si può
ottenere
un moderato
Indebolendo
muscoli del viso che
“tirae naturalei risollevamento
delle
no” la pelle verso il basso, si può ottenere
strutture cadenti del viso.
un moderato e naturale risollevamento
è
così possibile
risollevare
delle strutture
cadenti del
viso.
sopracciglio
cadente, ilinnalzare
èilcosì
possibile risollevare
sopraccipunta del
naso, tonificare
gliolacadente,
innalzare
la punta del
pelle cadente
delcadente
collo, del
naso,latonificare
la pelle
collo ,elevare
elevare la
la pelle
pelle rilassata
rilassata ai lati
della bocca
ai latiecc.
della bocca ecc.
Qual è l’azione del Botulino
sulla sudorazione?
Con questo farmaco si può bloccare
completamente la sudorazione nelle
sedi dove causa più spesso problemi
personali: le mani, le ascelle e i piedi.
Quanto dura?
L’effetto della tossina è temporaneo.
Il trattamento deve essere ripetuto 2-3
volte all’anno.
Quanto costa?
Dipende dalla quantità di tossina
iniettata e quindi dal numero di zone
che vengono trattate.
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Che cosa è e come funziona
il Botulino?
BOTULINO
se lo conosci
lo preferisci
Il trattamento
con Botulino
Il trattamento
con botulino
è pericoloso?
S
è pericoloso?
Se l’operatore è esperto e conosce bene gli effetti del farmaco
eel’operatore
è esperto
e conosce
bene
della zona
da trattagli l’anatomia
effetti del farmaco
e l’anatomia
della
zona
da
trattare,
i
rischi
sono
pressoché
re, i rischi sono pressoché nulli.
nulli.
La tossina botulinica è un veleno?
Sì ma a dosi molto alte, come per la
maggior parte dei farmaci. Le quantità di sostanza iniettate per uso
estetico sono infinitamente inferiori a quelle letali. I rischi di blocco
respiratorio o altro sono perciò inesistenti.
è vero che non si conoscono
gli effetti a lungo termine
della tossina?
I primi lavori scientifici sul botulino
risalgono a più di 20 anni fa e l’uso
in estetica esiste da più di 10 anni.
è perciò falso affermare che non
si conoscono gli effetti a lungo
termine. Non è un caso che l’uso in
estetica sia stato approvato, prima
che in Italia, dall’FDA americano e da
nazioni europee come Francia e Gran
Bretagna.
p
que orta co
sto
n te
vale annunc
com io:
EXT
R
per A BONe
DI V la VIS US
ALU
ITA
OMA TAZIONE
GGI
O
è vero che il trattamento con tossina
botulinica genera un aspetto statico,
inespressivo e innaturale?
Il blocco dei muscoli non è mai totale. La diminuzione dei movimenti della
fronte, della glabella e delle zampe di
gallina non è mai innaturale se il trattamento viene eseguito da un operatore
esperto. L’effetto globale è quello di
un viso disteso e più rilassato. La contrazione dei muscoli riprende gradualmente e, qualora non si fosse soddisfatti
dell’effetto, basta non ripetere il trattamento e tutto torna come prima dopo
qualche mese.
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NON è UN SOGNO,
è POSSIBILE!
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31
METTITI ALLA PROVA
IN POLE POSITION
Un simulatore di guida consente a chiunque
di provare l’ebbrezza della Formula 1
(articolo di Vincenzo Borgomeo su Repubblica Motori)
M
assa non è in grado di
spremere a dovere la sua
F60? Hamilton non si lancia
nei sorpassi come dovrebbe?
Raikkonen sbaglia le traiettorie? Chi pensa di fare meglio
di loro - invece di criticarli dal
divano con i pop corn in mano
- può fare un viaggetto a Lione,
in Francia, dove al prezzo di 90
euro può sfidare in pista uno di
questi campioni e vedere se è
possibile fare di meglio.
B
envenuti a I-Way, il più
grande centro di simulatori
di guida di F1 del mondo: 5000
metri quadri, 18 vere scocche in
carbonio di F1 e una serie infinita di computer che riescono a
riprodurre qualsiasi condizione
di guida su qualsiasi tracciato.
Le macchine sono disposte in
fila per due, sei per hangar,
con un sistema di luci che
rende l’atmosfera ancora più
futuribile di quello che è. E già
perché qui di futuro c’è molto
visto che queste F1 si muovono
“regalando” (si fa per dire...)
accelerazioni e decelerazioni
fino a 2g, praticamente reali,
grazie a un sofisticato sistema
idraulico.
I
nsomma da queste monoposto, soprattutto se non si
è più che allenati, si scende a
pezzi. E non è un caso che della
I-Way faccia parte anche una
Spa per rilassarsi e un grande
centro massaggi.
I
n ogni caso non si vive solo
di F1. Così per i clienti ci
32
sono a disposizione anche
simulatori di auto da rally o
monoposto da Le Mans: tutte
macchine che, però, per essere
guidate al meglio impongono
lo stesso abbigliamento dei
piloti. “Al meglio” si riferisce
ovviamente all’effetto scenico
perché ovviamente le pedane pur ballando a destra e a
sinistra, in alto e in basso, alla
fine sono pur sempre immobili
e queste monoposto potrebbero
essere quindi guidate in maglietta e costume.
“M
a non è solo un problema di immagine - spiegano alla I-Way - perché i nostri
simulatori hanno il preciso scopo
di ingannare il cervello del pilota,
facendogli credere davvero di essere in pista. Quindi anche casco e
tuta ignifuga sono molto più
importanti di quanto non possa
sembrare”. Gli stessi schermi,
piazzati davanti le macchine,
sono infatti studiati apposta
per offrire diverse messe a fuoco, dando l’impressione a chi
siede al volante di avere davvero a che fare con una situazione
reale.
T
est scientifici hanno infatti
dimostrato che i piloti che
“guidano” un simulatore di F1
della I-Way e quelli che vanno
in pista con macchine vere hanno le stesse sensazioni: stessi
battiti, stessa produzione di
adrenalina, stesso stress. Solo il
pericolo è molto diverso... “Ma
questo, per fortuna, il cervello lo
dimentica ben presto - spiegano
alla I-Way - e la sensazione di
realismo è assoluta”.
LA STRAGE QUOTIDIANA
VA A PEDALI
Un morto al giormo è l’incredibile bilancio
degli incidenti mortali per i ciclisti
(articolo di Vincenzo Borgomeo su Repubblica Motori)
A
vete presente il numero
dei ciclisti che partecipano al Giro d’Italia e quelli
che fanno il Tour De France?
Immaginate un maxi incidente
in cui muoiano tutti di colpo.
è questa la tragedia che ogni
anno si consuma sulle strade
italiane dove la mancanza di
rispetto per chi va in bici da
parte di automobilisti e soci (e
il poco rispetto del codice da
parte di chi pedala) sta assumendo dimensioni preoccupanti.
O
gni giorno infatti in Italia
perde la vita un ciclista e
40 sono finiscono in ospedale
per ferite più o meno gravi. è
quanto emerge da un’inchiesta
pubblicata sull’ultimo numero
del Centauro, organo ufficiale
dell’Asaps, che vi raccontiamo
in anteprima. I numeri parlano
di una vera emergenza perché
secondo le statistiche nel 2007
(fonte Istat) in 15.713 incidenti
sono morti 352 ciclisti, +11%
rispetto al 2005, 14.535 sono
rimasti feriti +16,5%. Insomma
parliamo di quasi 1000 morti
negli ultimi 3 anni.
E
chi obietta che rispetto ai
6000 morti l’anno per incidenti stradali le vittime che pedalano sono poca cosa sbaglia
di grosso: il rischio di mortali-
tà, calcolando come valore medio 1, per i ciclisti è 2,18, il più
alto in assoluto, più del doppio
rispetto al valore base. Si pensi
che per le autovetture il tasso
di mortalità è pari a 0,78, per
i camion è 0,67, per i pullman
0,48, per i ciclomotori 1,06. Le
moto fanno peggio (1,96) ma
non arrivano al livello dei ciclisti. Non solo. “La percentuale dei
ciclisti - spiegano all’Asaps - fra
le vittime della strada è passata dal
5,3% del 2004 al 6,9% nel 2007.
Quella dei feriti è passata dal 3,7
al 4,5%. E l’analisi dei dati non
è meno preoccupante perché si
scopre che i bambini da 0-14 anni
che hanno perso la vita con la bici
nel 2007 sono stati 12 (11 maschi
e 1 femmina). Due nella fascia fino
a 5 anni (di cui uno trasportato), 1
in quella che va da 6 a 9. Nell’età
da 10 a 14 anni si conta il numero
più alto in assoluto con 9 morti,
mentre le vittime fra gli over 65
sono 170 (141 maschi e 29 femmine), pari al 48%”. Le regioni che
contano più vittime sono infine
Lombardia, Emilia Romagna e
Veneto, dove circolano più bici
per antica tradizione.
33
AREA DI SERVIZIO
La rubrica dell’autotrasportatore
VANTAGGI E SVANTAGGI
DEI SUPERCAMION
Come sarà il futuro dell’autotrasporto
dopo l’introduzione delle modifiche normative sui limiti dimensionali
(articolo di Paolo Uggè su conftrasporto.it)
“U
no studio commissionato dall’Unione Europea
dimostrerebbe che l’aumento delle
dimensioni e dei pesi dei veicoli
industriali potrebbe avere effetti
positivi sul trasporto”. Questa
affermazione, che lascia intendere un possibile parere favorevole, è scritta nei documenti
conclusivi della Commissione
trasporti. Impossibile per ora
prevedere come potrà essere
recepita una simile novità dai
comuni cittadini, in particolare
modo dagli utenti della strada;
34
possibilissimo
invece dedurre
che l’ipotesi
di vedere in
circolazione in
un futuro più o
meno prossimo
dei “supercamion” non sia
poi così remota. Come in
ogni decisione
che coinvolge
diversi interessi, i pareri non
saranno concordanti: tra gli
stessi operatori
del trasporto
non vi è uniformità di vedute anche se i più
sarebbero addirittura contrari.
I
favorevoli sostengono la
tesi che l’aumento dei pesi
e delle dimensioni provocherebbe una riduzione dei mezzi
in circolazione, garantendo
quindi meno congestione, un
minor inquinamento, una maggior fluidità della circolazione
e una maggior redditività del
veicolo. Una tesi non nuova:
il problema era stato sollevato infatti già nei primi anni
90 dall’allora amministratore
delegato dell’Iveco, Gianfranco
Boschetti, che sosteneva come
il possibile incremento del 20
per cento, da realizzarsi attraverso una nuova combinazione
a sei assi a 48 tonnellate avrebbe prodotto una riduzione del
27 per cento dell’occupazione
stradale, mentre un incremento
del peso da 40 a 60 tonnellate avrebbe diminuito di circa
il 20 per cento il consumo di
combustibile e delle emissioni
gassose.
I
contrari evidenziano, invece,
innanzitutto il danno creato
dall’usura delle infrastrutture,
l’ingombro dei nuovi veicoli e
la perdita di competitività delle
imprese nazionali rispetto ai
concorrenti esteri. Oggi infatti
un vettore comunitario può
circolare in Italia con un peso
massimo consentito pari a 40
tonnellate, regola che non si
applica al vettore nazionale che
effettua invece i trasporti interni a 44 tonnellate e ha quindi
una maggior competitività del
10 per cento.
M
a la vera e rischiosissima conseguenza che in
AREA DI SERVIZIO
La rubrica dell’autotrasportatore
realtà potrebbe generarsi con
l’arrivo dei super camion non
sembra essere stata presa in
considerazione dai super esperti europei. Il risultato, infatti,
potrebbe essere esattamente
l’opposto di quello ipotizzato
e determinare invece che una
diminuzione, un aumento del
traffico pesante e della congestione, ma soprattutto la perdita di competitività del trasporto modale alternativo.
il “tuttostrada”, vanificando
tutte le politiche a sostegno del
trasporto via ferro e via mare
che sia nel nostro Paese ma anche in tutta Europa sono state
intraprese, mediante la messa a
disposizione di notevoli risorse.
C
erto, la sostituzione del
parco circolante potrebbe
essere agevolata e questo porterebbe a una rapida sostitu-
zione dei veicoli tecnicamente
obsoleti e più inquinanti con
vantaggi per i costruttori degli
automezzi pesanti, ma altrettanto certa è la necessità che
una decisione venga assunta
non solo dopo una attenta valutazione sui costi e sui benefici, ma anche dell’impatto che in
termini di rispetto ambientale
e sicurezza della circolazione
inevitabilmente si verrebbe a
determinare.
L’
effetto della maggior
concorrenza porterebbe a
un abbattimento dei prezzi di
trasporto: gli imprenditori marginali, per ottenere un viaggio
in più, ridurrebbero i prezzi
al quintale, pensando di poter
recuperare la perdita grazie
alla possibilità di poter trasferire più merce, col solo risultato
di riversare le conseguenze su
coloro che pagano il trasporto che, per unità di prodotto,
diminuirebbe, finendo con il
divenire più concorrenziale del
trasporto effettuato con altre
modalità. La maggior flessibilità e l’inesistenza di controlli
seri sia su strada sia nelle
aziende, indirizzerebbe così la
domanda di trasporto verso
35
fiorire
le vostre idee
facciamo
per comunicare meglio
per dare visibilità all’attività
per incrementare le vendite
progettazione marchi
studi di immagine coordinata
grafica ed impaginazione
campagne pubblicitarie
gadget personalizzati
decorazione vetture aziendali
Publi&Marketing
36
Via Commenda 38 - S. Lazzaro di Savena (BO) - tel. 051. 46.77.22 - e-mail: [email protected]
insieme a Voi dal 1990
Agenzie in tutta Italia
per tutelare i vostri DIRITTI
e farvi ottenere
il giusto RISARCIMENTO
del vostro incidente stradale
in questo numero diamo il benvenuto
alle nuove agenzie di
Frascati (RM) - Grosseto
Imola (nuova gestione) -Mazara del Vallo (TP)
Pescara - Termini Imerese (PA)
ed al Centro raccolta pratiche di
Concordia Sulla Secchia (MO)
37
TADDIA IN ITALIA
Le schede delle agenzie affiliate
accanto a voi
in tutta Italia
LOMBARDIA
BRESCIA
25123 - Via Pusterla n° 16
tel. 030 29 06 414 fax 030 28 100 49
e-mail: [email protected]
CINISELLO BALSAMO (MI)
20092 - Via Martinelli 31
tel. 02 910 84 328 - fax 02 918 10 46
e-mail: [email protected]
BUSTO ARSIZIO (VA)
21052 - Via Quintino Sella n° 41a
tel. 0331 69 56 10 fax 0331 68 54 23
e-mail: [email protected] .it
GALLARATE (VA)
21013 - Via Mazzini n° 1
tel. 0331 77 43 85 fax 0331 77 37 85
e-mail: [email protected]
MAGENTA (MI)
20013 - Via Cattaneo 43
tel. 02 365 44 143 - fax 02 365 44 251
e-mail: [email protected]
MANTOVA
46100 – Viale Montello n° 19/a
tel./fax 0376 22 01 27
e-mail: [email protected]
MILANO NORD
20125 - Via Arbe, 31
tel. 02 89 690 489 fax 02 89 692 126
e-mail: [email protected]
VARESE
21100 - Via Sanvito Silvestro n° 111
tel. 0332 82 42 58 fax 0332 21 06 72
e-mail: [email protected]
PIEMONTE
Alessandria
15100 – Spalto Rovereto 33A
tel. /fax 0131 224 190 - cell. 334 223 90 22
e-mail: [email protected]
38
NEW ENTRY
...QUESTO SPAZIO è libero per te!
per informazioni sull’apertura
di un’agenzia in franchising
nella tua zona chiama
051 467573 o invia una mail a
[email protected]
TRENTINO
ALTO ADIGE
TRENTO
38100 - Via S. Marco 21
tel 0461 182 04 40 - fax 0461 182 06 36
e-mail: [email protected]
VENETO
VERONA
37135 - Via Tombetta 142/a
tel./fax 045 582 013
e-mail: [email protected]
FRIULI
VENEZIA GIULIA
SELEZIONIAMO CANDIDATI TITOLARI
VALLE
D’AOSTA
SELEZIONIAMO CANDIDATI TITOLARI
LIGURIA
RIVA LIGURE (IM)
18015 – Via Aurelia 32
tel./fax 0184 48 65 11
e-mail: [email protected]
TADDIA CONSIGLIA
Le aziende convenzionate regione per regione
aziende di qualità scelte da
LOMBARDIA
Carrozzeria Meridiana
Via Del Gregge 1/C
tel. 0331.302.080 Lonate Pozzolo
Carrozzeria Ellegi
Via Ranchet 9°
tel. 0331.245.400 Gallarate (VA)
Carrozzeria Zoccarato
Via Ortigara 13
Tel. 0331.619.318 Fagnano Olona
Carrozzeria Autovittani Service
Via Asiago 23
Tel. 031.57.32.10 Loc. Tavernola (CO)
Carrozzeria Moderna
Via Tentorio 2/g
Tel 031.52.41.65 Camerlata (CO)
Tea Onoranze funebri
Carrozzeria Girotti
Via Nenni 8
Via P. Carcano, 5
Tel. 0376.31.97.11- Mantova
Tel. 031.51.25.93 Maslianico (CO)
Carrozzeria Mondini
Carrozzeria Emiliana
Via Circonvallazione est, 21
Via Gorizia 34
Tel 0376.39.84.69 - Porto Mantovano (MN)
Tel. 0332.53.28.26 Luino (VA)
Carrozzeria Artigiana
Carrozzeria F.lli Fasola
Via Dello Stadio, 18
Via Monte Generoso 48
Tel. 02 9790987 Magenta (Mi)
Tel. 0332.26.21.73 Varese
Carrozzeria Veicoli Industriali Serena S.N.C.
Carrozzeria Europa
Viale Industria
Via Volta 7
Tel. 02 9754452
Tel. 0332.53.04.55 - Germignaga (VA)
Boffalora Ticino (Mi)
Carrozzeria Prestige
Carrozzeria Porta & Marcato S.N.C.
Via Verdi 79
Via C. Castiglioni, 17
Tel. 0332.51.00.77 Germignaga (VA)
Tel. 029015451 Arluno (Mi)
Carrozzeria Torcaso
Carrozzeria D.G. Car
s.a.s.
Via Molino Galli 1
Via Nilde Iotti, 11
Tel. 0332 650346 Cuveglio (VA)
Tel. 02 9746598 uggiono (Mi)
Carrozzeria Carroccio
Carrozzeria Peo Car
Via Oberdan 1
Via Togliatti, 21
Tel. 0331.40.13.10 Legnano (MI)
Tel. 02 97485148 Corbetta (Mi)
Carrozzeria Junior
Soccorso Stradale Gps Di Petrocelli
Via delle Rimembranze 60
Via V. Veneto, 58
Tel. 0331.62.00.72 Busto Arsizio (VA)
Tel. 02 90110788 Vittuone (Mi)
Carrozzeria Delta Car
Via Cesare Battisti 17
Tel. 0331.64.17.77 Olgiate Olona (VA)
Carrozzeria S. Giovanni
Carrozzeria Pisarra
Via M. Pastello n. 46
Via Salvo D’Acquisto 2
tel. 045 8778539 S. Giovanni L. (VR)
Tel. 0331.50.12.94 Castellana (VA)
Carrozzeria De Crestani M.
Carrozzeria Salini Giorgio
Via Bolzano n. 19
Via G. D’Annunzio 3/A
tel. 045 8205156 Verona
Tel. 0331.45.82.59 Legnano (MI)
Autosoccorso Steven
Via Valassina 125 mobile 339.440.62.80
PADERNO DUGNANO
Nuova Carrozzeria Sport dal 1982
Rinaldi Assicurazione
Strada Forlanini, 56
Via Madonnina, 14 tel. 0362.41.943
tel. 0131 225089/222615 ALESSANDRIA
NOVA MILANESE
SuperCar autorizzata Peugeot
Carrozzeria f.lli Zaniboni
Via dell’Artigianato, 55
Via Triumplina 185
tel. 0131 946601 - VALENZA (AL)
Tel. 030.20.051.90 BRESCIA
Arezzoli Loris autorizzata FIAT
ABCons – Consulenza assicurativa
Via Vinzaglio, 54
Via Della Volta 37
tel. 0131 227094 - ALESSANDRIA
Tel. 030.35.33.131 BRESCIA
Carrozzeria autoriparazioni Negro Renzo
Allianz RAS
Strada per Moncalvo, 8 - tel. 0142 926106
Via Trento 127
ALTAVILLA MONFERRATO (AL)
Tel. 030.38.11.27 BRESCIA
Autolavaggio Rapido
Carrozzeria Emme di Cerutti Mauro
Spalto Borgoglio 29
Via Moie, 9/f
Zona stazione ferroviaria - ALESSANDRIA
Tel. 030.271.25.04 Bovezzo (BS)
Carrozzeria Marengo autorizzata LANCIA
Carrozzeria Borgonovi
Via Carlo Pisacane, 9
Via Martinelli 2
tel. 0131 253061 - ALESSANDRIA
Tel. 0376.37.01.91 Ostigliese (MN)
UISP - Unione Italiana Sport per Tutti
Autosalone Carrozzeria Effe Auto
Via San Lorenzo, 107
Via D.Alighieri, 49
tel. 0131 253265 - Alessandria
Tel. 0376.25.31.81 Bagnolo S.Vito (MN)
Carrozzeria Fatigati
Carrozzeria Flisi
Via Acqui n. 2
Via Nuvolari, 13 Tel. 0376.49.495
tel. 0131 240109 - Alessandria
Montanara di Curtatone (MN)
Nuova Carrozzeria Cristo
Centro Polispecialistico Igea
Via De Pretis n. 7/9
Via Spinelli 6
tel. 0131 381731- Alessandria
Tel 0376.39.66.41 Porto Mantovano (MN)
www.infortunistica.it
VENETO
PIEMONTE
39
TADDIA IN ITALIA
Le schede delle agenzie affiliate
accanto
a voi
in tutta
Italia
EMILIA ROMAGNA
ARGENTA (FE)
44011 - Via Mazzini, 2/A
tel./fax 0532 85 28 78
e-mail: [email protected]
BOLOGNA
40138 - Via Massarenti, 180/A
tel. 051 63 69 452 r.a. - fax 051 34 65 66
e-mail: [email protected]
BOLOGNA 1
40133 - Via Emilia Ponente, 76/78
tel. 051 31 37 63 - fax 051 64 27 670
e-mail: [email protected]
CENTO (FE)
44042 - Viale Bulgarelli 7/B
tel. 051 683 04 08 - fax 051 68 57 966
e-mail: [email protected]
CONCORDIA SULLA SECCHIA (MO)
centro raccolta pratiche
41033 - Via Mazzini 34
tel./fax 0535 190 19 54
FERRARA
44100 - Corso Porta Po, 121/B
tel. 0532 24 19 57 - fax 0532 21 71 33
e-mail: [email protected]
FORLI' (FC)
47100 - Via Primavera, 27/29
tel. 0543 31 401 - fax 0543 45 81 12
e-mail: [email protected]
FUNO DI ARGELATO (BO)
40050 - Via Galliera, 182/184
tel. 051 66 47 623 - fax 051 86 50 399
e-mail: [email protected]
GRANAROLO EMILIA (BO)
40057 - Via S. Donato 149/D
tel./fax 051 605 65 53
e-mail: [email protected]
IMOLA (BO)
40026 - Via Emilia, 308/B
tel. 0542 27 951 - fax 0542 610 680
e-mail: [email protected]
MEDICINA (BO)
40059 - Via A. Saffi 112
tel. 051 69 70 725 - fax 051 69 71 469
e-mail: [email protected]
MOLINELLA (BO)
40062 - Via Marconi, 6
tel./fax 051 88 71 77
e-mail: [email protected]
RASTIGNANO (BO)
40067 - Via Andrea Costa, 13
tel. 051 626 05 42 - fax 051 626 54 75
e-mail: [email protected]
40
REGGIO EMILIA
42100 - Via Regina Elena n° 3
tel 0522 511 672 – fax 0522 184 07 04
e-mail: [email protected]
SAN GIOVANNI IN PERSICETO (BO)
40017 - Circonvallazione Dante, 24
Tel 051 687 18 46 - Fax 051 687 58 55
e-mail: [email protected]
SAN GIUSEPPE DI COMACCHIO (FE)
44020 - Via Lido di Pomposa n° 47
tel. 0533 38 29 01 - fax 0533 38 81 19
e-mail: [email protected]
SAN LAZZARO DI SAVENA (BO)
40068 - Via Emilia, 50
tel. 051 62 71 477 - fax 051 627 59 30
e-mail: [email protected]
SASSO MARCONI (BO)
40037 - Via Don Minzoni 3
tel./fax 051 675 19 20
e-mail: [email protected]
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...QUESTO SPAZIO è libero per te!
per informazioni sull’apertura
di un’agenzia in franchising
nella tua zona chiama
051 467573 o invia una mail a
[email protected]
TADDIA CONSIGLIA
Le aziende convenzionate regione per regione
aziende
di qualità
scelte da
EMILIA ROMAGNA
www.infortunistica.it
Centro fisioterapia Esterapica
Via Pitteri 7/H
Tel. 0532/741920 Ferrara
Gommauto
Via Copernico, 1
Tel. 0543.722345 FORLì
Dott. Pietro Occhialini
Via Gramsci, 89 - Tel. 0543.405338 - FORLì
Dott. Sante Borghesi
Via Stegher, 9 - Tel. 0543.402222 - FORLì
Motofficina Bisi
Via Bologna 154/A
tel. 0532/7667614 - Ferrara
Officina Cobianchi Enzo
Via Mameli 13
Tel. 051-881002 MOLINELLA (BO)
Officina Energy
Via Firenze, 10
Tel. 0543.703841 - FORLì
Officina Sassi & figlio
V.le Appennino, 509
Tel. 0543.85509 - FORLì
Onoranze funebri Zanotti
Via Gramsci 276 Tel. 051/711011
CASTELMAGGIORE (BO)
Poliambulatorio Kripton
Via Palazzola, 11
Tel. 0543.32044 FORLì
Poliambulatorio Genesy
Via S. Stefano 130
Tel. 051.303684 Bologna
Poliambulatorio Castellano
Via Emilia Ponente, 51 Tel. 051/943330
CASTEL SAN PIETRO T. (BO)
Poliambulatorio Il Girasole
Via prov. superiore 19/C
Tel 051-6900340 - MOLINELLA (BO)
Poliambulatorio privato Eliodent
via Marconi 6 Medicina (BO)
Soccorso stradale Zerbini
Via Cavo benedettino 31/1
Tel. 051-6908696
S. MARIA CODIFIUME (FE)
Soccorso stradale Roncarati Remo
Via Chendi, 18
Tel. 0532/61690 - Ferrara
Carrozzeria Eurcar
Via Fioravanti 3 Tel. 051.82.19.49
S. G. in Persiceto (BO)
Soccorso stradale Pol-Car
Via Cavamento, 24 Tel. 051/823837
S. G. in Persiceto (BO)
Autocarrozzeria Quaquarelli
Via Castelfranco, 26/a Tel. 051.82.73.50
S. G. in Persiceto (BO)
Car Service
Via Matteotti 35/A
Tel. 051/366868 - Bologna
Officina e ricambi Sassi Moto
Via Pacciardi 41 - Tel. 0543.796.811 - FORLì
Gonnella Moto
Via Saffi, 96 Tel. 051/857375 - MEDICINA (BO)
Autocarrozzeria Dallari
Via U. Degola 8
Tel. 0522 921188 Reggio Emilia
Eurocarrozzeria
Via della Corte 10/c
Tel. 0522 941809 Cavriago (RE)
Autocarrozzeria Andreotti
Via Cafiero 12
Tel. 0522 381949 Reggio Emilia
Autoservice Mundial
Via Albinoni 1
Tel. 0522 306278 Reggio Emilia
Sanitaria Ortopedia Lodosan srl
V.le Umberto 5°
Tel. 0522 454944 Reggio Emilia
Autofficina Corradini
Via Lincoln 1/b tel. 0522 514646 - 514747
Reggio Emilia
Carrozzeria Ariston
Via Speranza 39 Tel. 051.46.22.43
S. Lazzaro di Savena (BO)
Carrozzeria Testoni
Corso Italia 486
Tel. 0532.84.71.83 Mirabello (FE)
Carrozzeria Gnani
Via Righi 2
Tel. 0543.72.21.34 Forlì
Carrozzeria Romualdi Ermes
Via della resistenza 307
Tel. 051.85.24.50 Medicina (BO)
Carrozzeria Sivieri Claudio
Via Alta 9
Tel. 0532.86.09.47 Copparo (FE)
Carrozzeria Forlivese
Via Padulli 11/b
Tel. 0543.70.08.61 Forlì
Farmosanitas
Via Largo de Calboli, 9
Tel. 0543.24.222 - Forlì
Autocarrozzeria Walter Albonetti
Via Costiera, 33/F - Tel. 0543.781091
VILLA SELVA – Forlì
Carrozzeria 2000
Via Copernico, 12
Tel. 0543.722257 Forlì
Carrozzeria La Moderna
Via delle Vigne, 2/d
Tel. 0543.479442 Forlì
Carrozzeria Azzurra
Via N. Sacco, 21 Tel. 0543.722357
Pieve acquedotto - Forlì
Autocarrozzeria Guardigli e Vestrucci
Via G. di Vittorio, 16/18 - Tel. 0543.767461
TERRA DEL SOLE - FORLI’
Carrozzeria Autogross
Via Galliera 56
Tel. 051.86.07.04 Funo di A. (BO)
Carrozzeria Cattani Bruno
Via Sillaro 2442
Tel. 051.85.06.40 Medicina (BO)
Carrozzeria Ferroni
Via delle Arti 3Tel. 0533.38.02.07
S. G. di Comacchio (FE)
Carrozzeria Dall’Olio
Via dell’Artigianato 277
Tel. 051.85.16.07 Medicina (BO)
Centro clinico di Ionoforesi
Via Saffi 21
Tel. 051.6970572 MEDICINA (BO)
Carrozzeria Patracchini
via Faccini 25 Tel. 0532.838.143
CESTA DI COPPARO (FE)
Carrozzeria Bernardi
Via del Mobiliere 7
Tel. 051.53.13.06 Bologna
Carrozzeria Michelino
Via Michelino 115
Tel. 051.512.016 Bologna
Tecnocarr
Via Ca’ dell’Orbo 34/3 Tel. 051.782.255
VILLANOVA DI CASTENASO (BO)
Carrozzeria Menegatti
Via Circonvallazione 24/B
Tel. 0533.53.300 Massa Fiscaglia (FE)
Carrozzeria Futura
Via dell’Artigianato 21 Tel. 0532.82.11.29
Poggio Renatico (FE)
Carrozzeria F.lli Piva
Via Veneziani 41
Tel. 0532.97.70.88 Ferrara
Carrozzeria Salmi Ermes
Via Guarini 9
Tel. 0532.20.63.83 Ferrara
Carrozzeria Beltrami
Via C.Cattaneo 78
Tel. 0532.91.684 Ferrara
Carrozzeria Battaglia e Bolognesi
Via Modena 232 Tel. 0532.52.355 Ferrara
Centro fisioterapia Idrokinetik
Via Gran Bretagna
Tel. 0425/760416 - OCCHIOBELLO (RO)
Vitali AutoMoto
Via Battisti 82/84
Tel. 051/880404 - MOLINELLA (BO)
Motor Bike Racing
Via Battisti 70/B
Tel. 051-881178 MOLINELLA (BO)
Assistenza domiciliare Cooperativa S. Anna
Corso Porta Po 59
Tel. 0532/210021 Ferrara
Autocarrozzeria Piva Desio & C.
Via Pomposa Nord, 4/G
tel. 0533/710231 - Codigoro (Fe)
Autocarrozzeria Marmo
Via Morandi 14
tel. 051/817810 S. PIETRO IN CASALE (BO)
Autocarrozzeria 4 torri
Via Ungarelli 14 14
tel./fax 0532/767424 Ferrara
Autocarrozzeria Moderna
Via Meucci 4/A
Tel. 0532-804833 - ARGENTA (FE)
Autocarrozzeria Ferrari
Via Stradone Marmorta 22/C
Tel. 051-884171 MOLINELLA (BO)
Autocarrozzeria Gurioli e Bonazzi
Via prov. superiore 107
Tel. 051-883008 MIRAVALLE (BO)
Autocarrozzeria Guidotti
Via Stradone Marmorta 28
Tel. 051-884091 - MOLINELLA (BO)
Autocarrozzeria Castaldini
Via Zavaglia 11
Tel. 051-882549 MOLINELLA (BO)
Autocarrozzeria S&G
Via Spina, 91
Tel. 0533/81463 - Comacchio (Fe)
Autocarrozzeria verniciatura Rapidcar
Via Balestra 1
0543.89.289 CARPENA - FORLì
Autodemolizione Morselli
Via Modena, 28/A
tel. 051/903350 - Cento (FE)
Autodemolizione Vandelli
Via prov. superiore 65
Tel. 051-883242 S. MARTINO IN ARGINE (BO)
Autofficina Rubini
Via Gramsci 100
Tel. 051/711495 CASTEL MAGGIORE (BO)
Autofficina Carlotti Roberto
Via Zavaglia 7
Tel. 051-882252 MOLINELLA (BO)
Autopratiche Motta
Via Malagu 3
Tel. 0532/91355 Ferrara
Autosalone Maccanti
Viale Adriatico 36
Tel. 0532.81.91.70 Masi Torello (FE)
Carrozzeria Olimpic Motors Service
Via Emilia Ponente 248
Tel. 051.31.23.12 Bologna
Carrozzeria Italcar
Via Caduti di Amola 24
Tel. 051.40.14.03 BOLOGNA
Carrozzeria Dello Scalo
Via della Bastia 21
Tel. 051. 61.91.111 C. DI CASALECCHIO (BO)
Carrozzeria Cabras
Via Viazza Sinistra 2/G
Tel. 051-805408 MEZZOLARA (BO)
Carrozzeria Carrara
Via Piersanti Mattarella 3
Tel. 0425.75.83.77 S.Maria M. (RO)
Carrozzeria Cartacio
Via Turati 17
Tel. 051-887839 MOLINELLA (BO)
Carrozzeria F.lli Guidotti
Via S. Antonio, 2
tel. 051/6821011 - Sala Bolognese (BO)
Carrozzeria Roncassaglia
Via Podgora 105
Tel. 051-880672 MOLINELLA (BO)
Carrozzeria Balboni
Via Casal del Lupo 30/a Tel. 0532.83.01.79
Sabbioncello S.V. (FE)
Nuova Carrozzeria B &B
Via Vittorio Emanuele III
Tel. 0533.65.40.04 Migliaro (FE)
Carrozzeria Forlani
Via dei Mestieri 27 Tel. 0533.38.04.05
S. G. di Comacchio (FE)
41
TADDIA IN ITALIA
Le schede delle agenzie affiliate
accanto a voi in tutta Italia
TOSCANA
BIENTINA (PI)
56031 - Via Marco Polo 30/B
tel. 0587 755 209 – fax 0587 756 842
e-mail: [email protected]
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tel. 051 850640
Medicina (BO)
MARCHETTI
Via Tassoni 15
tel. 0733 812758
Civitanova Marche (MC)
CARRARA
Via P. S. Mattarella, 3
tel. 0425 758377
Santa Maria M. (RO)
CARROZZERIA DEL SOLE
Via De Marino
tel. 0823 751052
S. Felice a Cancello (CE)
MELE PIETRO EREDI
Via Mazzini 5
tel. 0784 878461
Siniscola (NU)
Carrozzeria Viscardi
Via Dante da Maiano n° 320
tel. 06 41400512
Roma
AUTO MOTO FUTURA
Via Dell’artigianato 21
tel. 0532 821129
Poggio Renatico (FE)
CTS Auto computer
Via Cese
tel. 0824 946040
Puglianello (BN)
SIVIERI CLAUDIO
S. p. per Formignana, 35
tel. 0532 860947
Copparo (FE)
Balboni
Via Casal del Lupo 30/A
tel. 0532 830179
Sabbioncello S.V. (FE)
F.LLI PROIETTI
Via Dei Cori 15
tel. 06 9536637
Palestrina (RM)
PORTA & MARCATO
Via C. Castiglioni, 17
tel. 02 9015451
CITY CAR
Arluno (MI)
Via Ripuaria 125
tel. 081 8616361
Pompei (NA)
segnalazioni da CASERTA
segnalazioni
da MILANO NORD
segnalazioni da
ROSSANO CALABRO
48
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nei pre segnalazioni!
v
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segnalazioni da
CASTELLAMMARE
DEL GOLFO
Il settore funebre italiano negli ultimi anni si sta modificando ed evolvendo attraverso una
pluralità di leggi e regolamenti regionali che da un lato hanno introdotto nuovi diritti ed
opportunità per dolenti ed imprese funebri, dall’altro presentano aspetti critici sul fronte
dell’omogeneità delle norme che risultano veicolo di perplessità e possibili problemi.
In questo nuovo panorama normativo ed operativo la FENIOF, presente da più di 44 anni, si pone
a fianco e supporto delle imprese funebri che credono in questa particolare e delicata attività e che
intendono farla evolvere verso obiettivi di professionalità e qualità del servizio; in quest’ottica è
nata la partnership in esclusiva con TADDIAgroup – Divisione Sinistri Mortali, che si avvale
della collaudata esperienza del marchio TADDIA nella gestione delle pratiche di risarcimento al
fine di ampliare il più possibile il ventaglio di soluzioni per la tutela dei diritti dei cittadini e il
conforto delle famiglie.
È possibile richiedere il modulo associativo alla segreteria nazionale FENIOF
telefonando al n° 051 6650285 o inviando una e-mail all’indirizzo [email protected]
Associandosi si ha diritto ad una pluralità di servizi ed assistenze
oltre ad agevolazioni e sconti per consulenze, corsi e convenzioni.
F.E.N.I.O.F.- Federazione Nazionale Imprese Onoranze Funebri
Via P.Miliani, 7/A – 40132 Bologna Tel. 051/6650285 – Fax 051/6650283
e.mail [email protected] - sito internet: www.feniof.it
49
DIVISIONE SINISTRI MORTALI PARTNERS
Le migliori Onoranze funebri per un conforto totale
TADDIA
group - DIVISIONE SINISTRI MORTALI,
in collaborazione con le agenzie affiliate “infortunistica TADDIA” in tutta Italia e operando
autonomamente su tutto il territorio nazionale nelle aree ancora scoperte, attraverso una rete
di accordi con gli operatori del settore solleva gli eredi dalle gravose e spiacevoli incombenze
derivanti dagli incidenti più gravi, attreverso una serie di servizi:
•
•
•
•
Assistenza immediata
Anticipo delle spese per il funerale il loculo e gli adempimenti burocratici
Visite presso centri medici di fiducia per la quantificazione del trauma psicologico subito dagli eredi
Gestione professionale pratiche di risarcimento
S
i può quindi offrire un conforto completo e discreto ai parenti del defunto, evitando al contempo il rischio di quelle ignobili
speculazioni a cui spesso capita di assistere in questi casi e che fanno leva proprio sulla fragilità e la mancanza di assistenza
in cui può capitare di trovarsi l’erede.
In queste pagine riportiamo l’elenco delle imprese di Onoranze funebri con cui collaboriamo,
in costante incremento a dimostrazione della serietà e della professionalità dei nostri operatori.
BASILICATA
•
IMPRESA FUNEBRE GIASI EMANUELE & C. S.n.c. Via San Biagio n° 9 tel. 0835 332043 MATERA
Via Lucana n° 241 tel. 0835 319444 MATERA
CAMPANIA
•
ONORANZE FUNEBRI EREDI DI PAOLO S.a.s.
Via Lepanto n° 74 tel 081 8632141 - POMPEI (NA)
•
ONORANZE FUNEBRI CESARANO
Via Napoli 85 tel. 081 8712395 CASTELLAMMARE DI S. (NA)
•
LA TEANESE SERVICE Via degli Artigiani - tel. 0823 657139 - TEANO (CE)
•
MAMMARELLA di CARLO LOMELLI
Corso S. Giovanni a Teduccio n°265 - tel. 081 5592270 - NAPOLI
•
O.F. RICCIARDI SRL
Piazza S. Francesco, 2 - tel. 0823 961856 - CAPUA (CE)
•
ONORANZE E TRASPORTI FUNEBRI VECCHIONE Via Brennero Vico II 4 tel. 0823 847649 S. M. C. VETERE (NA)
EMILIA
ROMAGNA
•
ONORANZE FUNEBRI BIAGI MARIO FRANCO Via Marconi n° 45/3 tel. 051 6640042 BENTIVOGLIO BO
Via Garibaldi n° 14 tel. 051 6640042 BENTIVOGLIO BO
Via Nazionale n° 219 tel. 051 6640042 ALTEDO BO
Via delle Fonti n° 76/2 ab tel. 051 6640042 BOLOGNA Via della Certosa n° 10 L tel. 051 6640042 BOLOGNA
Via Bentini n° 28/a tel. 051 6640042 BOLOGNA
Via Libertà n° 15 tel. 051 6640042 SAN GIORGIO DI PIANO BO Via Chiesa n° 13/b tel. 051 6640042 CASTEL MAGGIORE BO Via San Donato n° 221/a tel. 051 6640042 GRANAROLO E. BO
Via Galliera n° 75 tel. 051 6640042 FUNO BO
Via Centese n° 42 tel. 051 6640042 ARGELATO BO
Via Garibaldi n° 14 tel. 051 6640042 MINERBIO BO
Via Nazionale n° 219 tel. 051 6640042 MALALBERGO BO
tel. 051 6640042 SAN VENANZIO BO
tel. 051 6640042 SAN PIETRO IN CASALE BO
•
BOCCACCINI GIORGIO ONORANZE FUNEBRI Via Monsignor Manfrini n° 6/8 tel. 0533 313155 COMACCHIO FE
•
BOCCACCINI PIERANGELO & C. S.n.c. ONORANZE FUNEBRI
COMACCHIESI Via Monsignor Manfrini n° 14/16 tel. 0533 313131 COMACCHIO FE
•
I.p.f. CAMPORESI S.r.l. POMPE FUNEBRI Via S.Pellegrino Laziosi n° 24 tel. 0543 32260 FORLI FC
Viale dell’Appennino n° 180 tel. 0543 554640 FORLI FC •
ONORANZE FUNEBRI CITTA’ DI BOLOGNA Via della Certosa n° 10 N tel. 051 6153939 BOLOGNA
•
ONORANZE FUNEBRI DALL’OSSA VINICIA E C. S.n.c.
Via L. Fava n° 1080 tel. 051 857497 MEDICINA BO
Via Gramsci n°4/d tel. 051 857428 CASTELGUELFO BO •
DELLA CASA SRL
Via Moreali, 205 059 366999 MODENA
•
FELISATTI ONORANZE FUNEBRI Via Mazzini n° 16 tel. 0532 870778 COPPARO FE •
ONORANZE FUNEBRI TIZIANO GRANDI Via Amendola N° 37/41 tel. 0542 26523 IMOLA BO
Via Nuovo Sabbioso n° 63 tel. 0542 26523 TOSCANELLA DI D. BO
•
IMPRESA FUNEBRE ARGENTA IFA-DUE S.r.l.
Via Cristo n° 1/d tel. 0532 804006 ARGENTA FE Via Meucci n° 3/a tel. 0532 804006 ARGENTA FE
Via Molinetto n° 2/b tel. 0532 804006 LONGASTRINO FE
Via Fascinata n° 49/a tel. 0532 804006 SANTA MARIA C. FE
•
LA GENERALE ONORANZE FUNEBRI di Falanga Laura
Piazza Bianconcini n° 13/14 tel. 0542 23147 IMOLA BO •
ONORANZE FUNEBRI LANDI di Landi Stefano e C. S.n.c.
Viale Appennino n° 183/185 tel. 0543 67452 FORLI FC
Viale Roma n° 25 tel. CIVITELLA DI ROMAGNA FC •
ONORANZE FUNEBRI L’UMANITARIA di Fabio e Ottavo
Strollo
Via Silvio Pellico n° 5/a-b tel. 051 941116 CASTEL S. PIETRO BO
Via Idice n°155/c 051 929875MONTERENZIO BO
Via Palestro n° 45/d tel. 051 941868 CASTEL S. PIETRO BO •
ONORANZE FUNEBRI MALAGUTI LORENZO
Via Donati n° 22 tel. 051 904001 CENTO FE
Via Molino n° 25 tel. 051 904001 MOLINO ALBERGATI FE
Via Matteotti 051 tel. 904001 CASTEL D’ARGILE FE •
ONORANZE FUNEBRI F.LLI MALAVOLTI di Malavolti Belinda
Via Capponi n° 8 tel. 0534 22061 PORRETTA TERME BO •
ONORANZE FUNEBRI e LAPIDI MINGARDI MARIO e C. S.n.c.
Via Marconi n° 18 tel. 051 801177 BUDRIO BO
•
AGENZIA ONORANZE FUNEBRI NETTUNO Via M. E. Lepido 55/a tel. 051 400131 BOLOGNA 50
(ultimo aggiornamento luglio 2009)
•
PREMIATA IMPRESA ONORANZE FUNEBRI OTTANI Via Marconi n° 30/2 tel. 051 6640034 BENTIVOGLIO BO
Via Castellina n° 14 tel. 051 871215 ALTEDO BO
Via Centese n° 153 ARGELATO BO
in collaborazione con
Via Matteotti n° 80 tel. 051 6640034 CASTELLO D’ARGILE BO
Via Donati n° 1 tel. 051 6835900 CENTO FE •
ONORANZE FUNEBRI PARMEGGIANI
Via Bologna n° 17/a tel. 051 825414 S. GIOVANNI IN P. BO
•
ONORANZE FUNEBRI PIZZOTTI Via Donati n° 22 tel. 051 904001 CENTO FE
Piazza Battaglini tel. 051 904001 MIRABELLO
FE •
P.T.M. di Marani e Patuelli e C. Viale Oriani n° 1 tel. 0545 78880 LUGO RA
Via Roma n° 6 tel. 0532 318323 MORDANO RA
Via Monti n° 31 tel. 0545 78880 FUSIGNANO RA
Via Grassi n° 13 tel. 0545 78880 ARGENTA FE
w w. oanni
f i a rsit sta
h e modificando
n a . c o m ed evolvendo attraverso un
Il settore
funebre italiano negliwultimi
Via Gramsci n° 10 tel. 0545 78880 COTIGNOLA
RA
pluralità
di leggi
e regolamenti regionali che da un lato hanno introdotto nuovi diritti e
Via Ballardini n° 15 tel. 0545 78880 BARBIANO
RA
per dolenti ed imprese funebri, dall’altro presentano aspetti critici sul front
•
ONORANZE FUNEBRI RIDOLFI S.r.l.opportunità
dell’omogeneità
Via Duca Valentino n° 5 tel. 0543 33969 FORLI
FC delle norme che risultano veicolo di perplessità e possibili problemi.
Via Trieste n° 13 tel. 0543 33969 FORLI FC In questo nuovo panorama normativo ed operativo la FENIOF, presente da più di 44 anni, si pon
a fianco e supporto delle imprese funebri che credono in questa particolare e delicata attività e ch
Via Cavour n° 187 tel. 0543 493312 MELDOLA
FC
•
ONORANZE FUNEBRI SAN SIMONEintendono farla evolvere verso obiettivi di professionalità e qualità del servizio; in quest’ottica
nata la partnership in esclusiva con TADDIAgroup – Divisione Sinistri Mortali, che si avval
Via Bentivoglio n° 57 tel. 0532 847803 FERRARA
FE
della collaudata esperienza del marchio TADDIA nella gestione delle pratiche di risarcimento a
FE
Corso Italia n° 422 tel. 0532 847803 MIRABELLO
fine di ampliare il più possibile il ventaglio di soluzioni per la tutela dei diritti dei cittadini e
Piazza Castello n° 12 tel. 0532 847803 POGGIO RENATICO FE conforto delle famiglie.
•
ZUFFOLI ONORANZE FUNEBRI di Zuffoli
Roberto & C. S.n.c.
È possibile richiedere il modulo associativo alla segreteria nazionale FENIOF
RENATICO FE
Via Dell’Artigianato n° 2 tel. 0532 825322 POGGIO
telefonando al n° 051 6650285 o inviando una e-mail all’indirizzo [email protected]
Via Masi n° 129/b tel. 0532 825322 S. BARTOLOMEO IN B. FE
Associandosi si ha diritto ad una pluralità di servizi ed assistenze
FE
Viale Adriatico n° 50/b tel. 0532 825322 MASI TORELLO
Via Bologna n° 167/b tel. 0532 825322 FERRARA FE oltre ad agevolazioni e sconti per consulenze, corsi e convenzioni.
FRIULI
VENEZIA GIULIA
•
ONORANZE FUNEBRI MANSUTTI SAS
Via Chiusaforte, N° 48 - tel. 0432 481481 - UDINE
F.E.N.I.O.F.- Federazione Nazionale Imprese Onoranze Funebri
Via P.Miliani, 7/A – 40132 Bologna Tel. 051/6650285 – Fax 051/6650283
•
ONORANZE FUNEBRI DE CECCO SNC
e.mail [email protected] - sito internet: www.feniof.it
Via G. Oberdan, 4 - tel. 0427 71400 - MANIAGO - PN
LAZIO
•
BRUNI & BRUNI di BRUNI ANDREA
Via Cornelia, 224 tel. 06 61522628 ROMA
•
CAROSI FUNERAL SERVICE di CAROSI MANUELE
Via G. Galilei, 58 tel. 06 92708550 APRILIA LT
•
CIRCIO ARREDA SRL ONORANZE FUNEBRI
Via F. Baracca tel. 0771 608459 SANTI COSMA e DAMIANO LT
•
AGENZIA FUNEBRE IL PARADISO di MAURIZIO FAZIOLI
Via Boccafatta, 1 tel. 0761 748323 SORIANO NEL CIMINO VT
GLOBAL FUNERAL SERVICE S.a.s. Di Tramontano E. & Marinelli A. •
Via Consolare Latina n° 35 tel. 06 97304121 COLLEFERRO Roma
Via Ottaviano Petrucci n° 24 tel. 06 61697939 FIUMICINO Roma
Via Della Bonifica di Torrimpietra TORRIMPIETRA-FIUMICINO Roma •
ONORANZE FUNEBRI LA FRUSINATE
Via Marittima, 291 tel. 0775 292060 FROSINONE
•
ONORANZE FUNEBRI GIORGIO LORENZETTI SNC
Via Aurelia, 393/B tel. 06 66016263 ROMA
•
FLORIS ARTE - TRAMONTANO A. & C. S.n.c. Via Consolare Latina n° 35 tel. 06 97304121 COLLEFERRO Roma
•
MANCUSO SRL
Via L. Bertarelli, 147 06 43588050 ROMA
•
ONORANZE FUNEBRI MARIANI
Via Dante Alighieri, 132 tel. 06 9034733 RIANO RM
•
S. ANTONINO SAS di MARIANI R. & C.
Via Roma, 44 tel. 06 9079511 CASTELNUOVO DI PORTO RM
•
ONORANZE FUNEBRI TASSONI & GRAMICCIA SRL
Via Delle Vigne Nuove, 80 tel. 06 87191919 ROMA
•
ONORANZE FUNEBRI VILLA FIORELLI SRL
Via Terni, 95 tel. 06 7010555 ROMA
•
VIOLA & ZOMPARELLI SAS di DI NARDO ROBERTO
Via San Bartolomeo tel. 0771 531992 FONDI LT
•
AGENZIA FUNEBRE TORRIMPIETRA
Via O. Petrucci n° 24 tel. 06 61699233 TORRIMPIETRA - FIUMICINO
LOMBARDIA
•
ONORANZE FUNEBRI BINI ALESSANDRO Via Ambaraga n° 121 tel. 030 2004191 MOMPIANO BS
Via Milano n° 9 030 2004602 BOVEZZO BS
DIVISIONE SINISTRI MORTALI PARTNERS
Le migliori Onoranze funebri per un conforto totale
•
BINI & MAIOLINI S.n.c. ONORANZE FUNEBRI BRESCIANE Via Chiusure n° 1/c tel. 030 314303 BRESCIA
Via Brescia n° 1 030 314303 RODENGO SAIANO BS
Via Brescia 030 314303 NAVE BS •
ONORANZE FUNEBRI BORELLA di TURCHI M. Via G. Paisiello n° 7 tel. 02 66018080 CINISELLO BALSAMO MI
•
ONORANZE FUNEBRI E ADDOBBI BORIN S.n.c. Via Don Davide Albertano n° 13 tel. 0331 632485 BUSTO ARSIZIO VA
•
BUSTESE POMPE FUNEBRI S.r.l. Di Mismirigo Enrico e Lina
Viale Rimembranze n° 48 tel. 0331 623343 BUSTO ARSIZIO VA
Viale Rimembranze n° 58 BUSTO ARSIZIO VA
Piazza S. Ambrogio n° 5 LAINATE Piazza Toselli n° 1 BARSANO Via Verdi CASSANO MAGNAGO
•
C.O.F. CONSORZIO ONORANZE FUNEBRI S.r.l. Via Aleramo n° 29 tel. 02 6125036 CINISELLO BALSAMO MI
Via Matteotti n° 58 02 2409498 SESTO SAN GIOVANNI MI
Piazza della Chiesa n° 3/4 039 790429 MUGGIò MI
Via Roma n° 50 02 9106544 PADERNO DUGNANO MI
Via San Martino n° 15 02 99047796 PALAZZOLO MILANESE MI
Via Fornari n° 50 Ang. Caterina da Forlì 02 48750503 MILANO
•
Viale Lombardia n° 17 02 57503230 ROZZANO MI
•
POMPE FUNEBRI DELL’ORTO Via Marco Polo n° 3/5 tel. 0362 326055 SEREGNO MI
•
ONORANZE FUNEBRI FONTANILI & MERLI S.r.l.
Via Pezzotti n° 54 tel. 02 8463220 MILANO
Via C. Baroni n° 14/c tel. 02 8260262 MILANO
•
F.LLI FERRARIO-ADDOBBI e ONORANZE FUNEBRI dei F.lli Ferrario di Botticelli P. & C. S.n.c. Via Marco Polo n° 14 tel. 0331 631057 BUSTO ARSIZIO VA
•
ONORANZE FUNEBRI GORIO ELSA & C. S.n.c. Via Ciro Menotti n° 15 tel. 0331 632573 BUSTO ARSIZIO VA •
ONORANZE FUNEBRI LA BOVISA S.r.l. Piazza Schiavone n° 10 tel. 02 39313380 MILANO •
ONORANZE FUNEBRI MAGENTA S.r.l. Via Washington n° 76 tel. 02 468281 MILANO
•
ONORANZE FUNEBRI MAIOLINI ALBINO Via Brescia n° 1 tel. 030 2400306 RODENGO SAIANO BS •
ONORANZE FUNEBRI MANCINI Viale Marelli n° 186 tel. 02 22470629 SESTO SAN GIOVANNI MI
•
ONORANZE FUNEBRI NEBULONGHI Via Capsoni Siro n° 9 tel. 02 66222895 MILANO
Via Pasta Giuditta n° 132 tel. 02 66226061 MILANO
Via Val di Bondo n° 14 tel. 02 66203598 MILANO
•
POMPE FUNEBRI NUOVA CANZI Via Alberto Da Giussano n° 5/7 tel. 0362 851164 GIUSSANO MI
•
ONORANZE FUNEBRI IMPRESA ROMA Via Ravenna n° 16 tel. 02 537907 MILANO
Via Filippo degli Organi n° 9 tel. 02 5694952 MILANO
Viale Certosa n° 300 tel. 02 537907 MILANO
Via Missori n° 12 02 tel. 5694952 MONZA MI
•
LA GIUSSANESE di Citterio E. & C. Pompe Funebri Via Milano n° 13 tel. 0362 850774 GIUSSANO MI
•
ONORANZE FUNEBRI GRUPPO LA VARESINA SOFAM
Viale Certosa n° 303 tel. 02 38001070 MILANO
Via Casoretto n° 39 MILANO
Via Castelfidardo n° 8 MILANO
Via Forze Armate n° 201 MILANO
Via S. Dionigi n° 119/A MILANO
Via Tina Di Lorenzo n° 3 MILANO
Via A.T. Trivulzio n° 14 MILANO
Via Milano n° 304 BARANZATE DI BOLLATE MI
Via Lomellina n° 1 BUCCINASCO MI
Via Mazzini n° 17 ERBA MI
Via Repubblica n° 27 NOVATE MI
Via Sempione n° 68 PERO MI
Via Stoppani n° 7 RHO MI
Via F.lli Rosselli n° 5 SETTIMO MILANESE MI
Via Cesare Battisti n° 8 VIMODRONE MI
Via Giacomo Leopardi n° 20/D VIMODRONE MI
Via Piave n° 6/8 BOLLATE MI
Via Majnoni n° 8 ERBA MI
Via Vecchia Vigevanese n° 9/F CORSICO MI
Via Vecchia Vigevanese n° 9/F ASSAGO MI
Via Vecchia Vigevanese n° 9/F TREZZANO SUL NAVIGLIO MI
Via Vecchia Vigevanese n° 9/F BUCCINASCO MI
Via Ugo Foscolo n° 27 SENAGO MI •
O.F. La Varesina Sofam - SCIANNAMEO MARIO Viale Certosa n° 303 MILANO MI •
O.F. La Varesina Sofam - SOMENSI Via L. Tolstoj n° 3 SENAGO MI •
O.F. La Varesina Sofam - GANZERLI Via F. Sforza n° 47 MILANO MI •
O.F. La Varesina Sofam - PALERMO e TERENGHI Via A. De Gasperi n° 1 CASATENOVO LC •
O.F. La Varesina Sofam - LA SENAGHESE Via Ugo Foscolo n° 27 SENAGO MI
Via Repubblica n° 27 SENAGO MI •
O.F. La Varesina Sofam - GANDOLA EGIDIO Via Principessa Torre Tasso n° 7 BELLAGIO CO
•
O.F. La Varesina Sofam - LA DUOMO Corso Porta Nuova n° 32 MILANO MI
Via Lomellina n° 1 BUCCINASCO MI
•
POMPE FUNEBRI PEDRAZZINI UNIVERSAL s.r.l. Viale Matteotti n° 34 tel. 026194614 CUSANO MILANINO MI
Via Roma n° 13 tel. 02 6151787 CORMANO MI •
PIROVANO A. Ag. ONORANZE FUNEBRI Via Aleramo n° 29 02 6128585 CINISELLO BALSAMO MI
Largo XXV Aprile n° 4 039 321298 MONZA MI
Viale Agnelli n° 34 0371 429229 LODI LO
•
ONORANZE FUNEBRI RIBOLDI
Via Libertà n° 2/a atel. 039 2782684 MUGGIò MI •
ONORANZE FUNEBRI RONDO’ di Zaffarano Piero Maurizio
Viale G. Matteotti n° 151 tel. 02 2421019 SESTO S. GIOVANNI MI •
LOMBARDIA POMPE FUNEBRI S. AMBROGIO S.r.l. Piazza A. Gramsci n° 58 tel. 02 66048174 CINISELLO BALSAMO MI •
O.F. SAN CRISTOFORO S.r.l. Via XXIX Maggio n° 54 tel. 0331 777655 LEGNANO MI
Via Matteotti n° 21 LONATE POZZOLO VA
Via Torino n° 21 CASORATE SEMPIONE MI
Via Cav. Colombo n° 19 CASSANO MAGNAGO MI
Via Donatello n° 1 GALLARATE VA
MARCHE
•
ONORANZE FUNEBRI CORVATTA MARIO Via G.Oberdan n° 28 tel. 0733 968086 TOLENTINO MC
•
IMPRESA FUNEBRE CUDINI CUDINI S.n.c. di Nunzio & Marco Cudini
Corso F.lli Cairoli n° 152 tel. 0733 230652 MACERATA MC
Via Macerata n° 97 tel. 0733 53161 MONTE SAN GIUSTO MC •
EREDI DI LUZI FERNANDO
Via G. da Palestrina n° 127 0734 224679 FERMO MC
•
FERRI FERRUCCIO & C. S.n.c. CENTRO SERVIZI-POMPE FUNEBRI Via Brunelleschi n° 24 tel. 0734 676135 PORTO SAN GIORGIO AP
Via Umberto I n° 670 tel. 0734 997346 PORTO SANT’ ELPIDIO AP
•
ONORANZE FUNEBRI MERCURI Via Camilli n° 2 tel. 0734 750705 SERVIGLIANO AP
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Redazione: via Commenda 38 - S. Lazzaro di Savena (BO) Tel. 051/46.77.22 Fax 051/627.01.54
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