HCM24 - QVNews pubbl. trimestrale registrazione 267/2004 tribunale Milano Poste Italiane Spa - Sped. A. P. -70% - LO/MI N.1/2011 - Anno IX N°64 -dicembre - marzo 2013
SPECIALE ANNIVERSARIO
QUANTA
VILLAGE
NEWS
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Dicembre -Marzo
2013
I nostri primi 15 anni
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Quanta
FisioMed
Poliambulatorio
Visite specialistiche
Trattamenti
SPORTIVA NON AGONISTICA
TECAR
SPORTIVA AGONISTICA
LASER
ORTOPEDICA
ULTRASUONI
DIETOLOGICA
IONOFORESI
OSTEOPATICA
ELETTROSTIMOLAZIONE
CARDIOLOGICA
MASSOTERAPIA
FISIATRICA
MASSAGGIO SPORTIVO
ALLERGOLOGICA-IMMUNOLOGA
MASSAGGIO DECONTRATTURANTE
TEST ALLERGOLOGICI
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IN QUESTO NUMERO
P E N S I E R I . I N . L I B E R T À
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Si può ancora creare lavoro?
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SPECIALE ANNIVERSARIO
Milano da salvare.
Da 15 anni a testa alta.
EDITORIALE
BUON COMPLEANNO QUANTA
AMARCORD
HANNO DETTO...
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Analisi sugli investimenti nello sport
TRIBUNA STAMPA
TANTO TUONÒ CHE PIOVVE
SALUTE
STAGIONE BIANCA
36
I consigli di Fisiomed
LAVORO
APPRENDISTATO
37
Tra sogno e realtà
EVENTI
16
UNA ANNO CON LaVERDI
40
30
AREA BIMBI
A LEZIONE DI INGLESE
42
Ecco cosa è successo dopo la nostra denuncia
HOCKEY
FIGLI DI UN DIO MINORE
I
18
13
SALVINI
ITALIA
1
Intervista a due giovani promesse...
AGENDA
SPORT
15
anni
TORNEI E CORSI
33
TUTTI GLI EVENTI VILLAGE
43
Ecco cosa vi aspetta per il 2013
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EDITORIALE
Buon compleanno, Quanta
“È una città dove ci sono più semafori che alberi, più discoteche che licei classici, più happy hour che librerie”.
Non è la descrizione di una nuova Gotham City o di qualche megalopoli cresciuta tra le dune di un emirato.
È Milano.
Raccontata nel suo ultimo libro da Giacomo Poretti, il
Giacomo che con Aldo e Giovanni dà vita da anni ad uno
dei fenomeni più belli e intelligenti dello spettacolo italiano. Non c’è esagerazione nelle sue parole: Milano è così,
ed è talmente così che persino un inguaribile ottimista intriso di ‘milanesità’ come Matteo Salvini, nell’intervista
pubblicata in questo numero dice: “Milano è da salvare.
Così non si può più”.
Ed eccoci qui, insomma, in un fine anno triste e deprimente come non accadeva da tempo, con il governo della
Regione caduto sotto il peso degli scandali, con un Comune
che arranca tra incertezze e passi falsi, mentre la scadenza
dell’Expo si fa sempre più vicina e gran parte delle opere
previste e promesse sono ancora di là da venire.
Per non parlare dei risultati di ricerche come quella promossa di recente dalla Camera di Commercio di Milano e
dall’Associazione Globus e Locus di Piero Bassetti, che alla
fine devono arrendersi davanti a deprimenti evidenze”:
Milano non ha finora conosciuto una relazione virtuosa
tra internet e crescita. Non è tra le città che hanno visto
aumentare il Pil grazie alla rete, né tra quelle che hanno
fatto crescere la rete grazie all’aumento del Pil. Solo il 27%
delle aziende utilizzano Skype e iPad, solo l’11% si serve
di cloud computing”. Come dire: esiste una bella forbice tra
la modernità esibita e quella reale. In questo contesto, aggravato da una crisi economica e occupazionale del Paese
che non induce certo all’ottimismo, anche se può apparire
poco elegante parlare di se stessi, diventa quasi una boccata
d’aria fresca guardare ai traguardi raggiunti quest’anno
dal Gruppo Quanta, dentro e fuori le mura amiche del
Village. Approdando come meglio non avrebbe potuto al
traguardo dei 15 anni di vita, il Gruppo guidato da Umberto e Illo Quintavalle non solo chiuderà anche l’esercizio
2012 con un bilancio caratterizzato dal segno ‘+’ ( il che di
questi tempi appare quasi miracoloso), ma lo fa con una serie d’iniziative, di progetti e d’investimenti che sembrano
far parte d’altri tempi, dei tempi di quell’imprenditoria
milanese illuminata che pur nel rispetto di valori etici irrinunciabili aveva regalato a Milano il primato nel
mondo del lavoro ed il titolo di capitale morale del Paese.
E poiché da sempre la storia, la civiltà, la vita sociale si
nutrono di simboli, possiamo anche noi vedere nella statua collocata all’interno del Village - che un tempo impreziosiva la sede della Montedison - il simbolo dello spirito
che anima il Gruppo: ai tempi era l’immagine dell’energia
pulita, oggi lo è dell’energia che Quanta trasmette nel lavoro e nello sport.
E a proposito di sport – che Quanta ha onorato ai massimi
livelli regalando alla città l’unico scudetto e l’unica Supercoppa di un 2012 per il resto infelice - non si può passare
sotto silenzio l’atteggiamento degli ultimi mesi dell’Assessora allo Sport Chiara Bisconti che a memoria di chi scrive
non ha riscontri nella lunga storia dell’Amministrazione
milanese. Mi permetto una breve digressione personale per
dire che dal 1973 ho avuto la fortuna di scrivere di sport
nei più importanti quotidiani e network nazionali e dunque d’aver ben presenti problemi, diffi coltà ma anche
grandi risorse dello sport milanese. Ebbene, mai – in quarant’anni di professione – mi era capitato di assistere allo
spettacolo deprimente e indegno di un assessore milanese
che rifiuta il dialogo, magari anche la polemica, con chi al di là e al di sopra delle colorazioni politiche – opera e investe da anni nello sport di Milano. Lo spettacolo diventa
anche avvilente quando poi non è supportato da scelte
all’altezza (e il pezzo di Toni Cappellari ne fornirà la
conferma) ma solo da proclami populisti (‘Rifare il Vigorelli!’, ‘Aprire le piscine di notte!’, ‘Al CSI il Centro Cattaneo!’) che niente hanno a che fare con una moderna e
razionale politica dello sport di una metropoli come Milano. Intanto la città continua ad avere come unico stadio
per l’atletica l’Arena. La costruì Napoleone nel 1807. Vogliamo dire che forse, nel frattempo, qualcosa è successo?
Ma tant’è.
L’importante è fare il bel gesto di restituire la dotazione
personale di biglietti per S. Siro. Restituisse anche le deleghe allo sport il gesto sarebbe perfetto.
Dario Colombo
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PENSIERI IN LIBERTÀ
SI PUÒ ANCORA
CREARE LAVORO?
RIFLESSIONI DI FINE ANNO SUL PAESE CHE CHIEDE
LAVORO E CREA NEL CONTEMPO OSTACOLI DI OGNI
TIPO A CHI LO PUÒ OFFRIRE
di UMBERTO QUINTAVALLE
Presidente Quanta
L
a domanda nemmeno tanto retorica è: si può ancora
creare lavoro in Italia?
O meglio: si può ancora creare lavoro e occupazione così
come lo si è fatto per anni e così come lo si fa nel resto del
mondo, ovvero guardando all’interesse della
propria azienda ma anche al rispetto delle leggi, dei propri collaboratori, dell’ambiente e più
in generale di tutto il mondo che ruota attor“Siamo
no al sistema impresa?
un esempio – a fine anno lo Stato si prende il 70% degli
utili di un’azienda che fa bene mentre, se è in perdita, le
uniche prospettive sono l’azzeramento patrimoniale, il fallimento economico e morale, il tribunale?
Del resto, basta soffermarsi su un recente
studio della Banca Mondiale, dal titolo “Fare
Impresa nel mondo” facilmente consultabili
dietro
sul web (www.doingbusiness.org) per
a paesi considerati anche
capire il senso della mia affermazione.
da Terzo Mondo” Tale studio colloca l’Italia complessivamenSe ci dovessimo attenere soltanto ai numeri e
alle statistiche che ogni anno vengono punte al 75° posto tra 185 paesi esaminati, altualmente forniti dalle istituzioni più autorecuni dei quali da noi considerati da Terzo
voli la risposta è: no.
Mondo o di incerta collocazione geografica
Eppure…
in particolare al 133° posto come sistema fiscale favorevole
Eppure c’è un articolo 1 della Costituzione che ci ricorda
alle imprese; al 160° come capacità di far rispettare i conche l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.
tratti; al 109° per la facilità nell’avere un allacciamento alla
Eppure c’è un Presidente della Repubblica che non perde
rete elettrica; al 100° per ottenere un permesso edile; al 97°
(lodevolmente) occasione per ricordare al Paese che il lavoper la possibilità di un imprenditore di accedere al credito.
ro è la base, il principio di ogni pacifica coesistenza sociale.
Aggiungiamoci la penuria storica di materie prime e di
Eppure ci sono partiti e sindacati che non fanno altro che
energie che da sempre siamo costretti ad importare; aginvocare lavoro per i giovani. Eppure c’è una Chiesa che atgiungiamoci un costo del lavoro tra i più elevati al mondo;
traverso i suoi esponenti più autorevoli invoca il lavoro come
aggiungiamoci un sistema fiscale e previdenziale dove per
un diritto dell’uomo.
anni l’hanno fatta da padroni legislazioni avventuristiche e
E dunque…?
cattiva gestione e si capisce come il ‘no’ iniziale alla domanE dunque la vera domanda da porsi è: come pensare di dare
da posta nell’incipit di questo pezzo sia davvero scontato.
un lavoro a quegli oltre 2 milioni e 900 mila disoccupati,
giovani e non, del nostro Paese se chi quel lavoro lo può dare
Vi ha posto rimedio in qualche modo il governo dei tecnici?
viene posto quotidianamente in condizioni che è dir poco
Macché. Basterebbe la definizione del presidente di Condefinire vergognose?
findustria Squinzi (“È una schifezza”) con cui ha liquidato
Come pensare di rovesciare una tendenza se – tanto per fare
appena eletto la Legge sul lavoro del ministro Fornero per
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PENSIERI IN LIBERTÀ
Fonte: www.doingbusiness.com
capire come anche da quel fronte gli stimoli e gli aiuti per
chi vuole fare impresa in Italia siano – per ora – un miraggio.
Noi in Quanta che – non avendo l’autorevolezza del presidente di Confindustria – più modestamente consideriamo la
legge Fornero mediocrissima se non pessima, ci chiediamo:
in che modo, con provvedimenti di questo genere, si pensa di
aiutare a creare nuova occupazione quegli imprenditori che
come me formano il 65% del tessuto produttivo nazionale?
Paradossalmente queste considerazioni vengono al termine
di un anno straordinariamente positivo per noi della Quanta, come si dice più in dettaglio in altre pagine di questo
giornale. Ma proprio questi risultati e l’energia che da essi
ne deriva per affrontare con stimoli ancora maggiori il 2013
alle porte non possono farci tacere sulle grandi difficoltà che
ogni giorno si frappongono tra la nostra mission di imprenditori e gli obiettivi ad essa connessi.
Ne citerò soltanto tre, che vogliono essere anche una modesta traccia di lavoro per l’attuale Presidente del Consiglio
e per quello che eventualmente verrà dopo di lui, affinchè il
Tabella riassuntiva
delle valutazioni
della World Bank
da “Fare impresa”,
“Doing Business”
riguardanti l’Italia.
Il posizionamento
va riferito
ai principali sistemi
economici del
mondo.
sistema impresa Italia torni ad essere quello straordinario
volano di crescita del Paese che è stato per anni ma anche
utile strumento di promozione del Paese per farci uscire dalle secche vergognose di classifiche – come quelle della Banca
Mondiale – che ogni anno ci vedono progressivamente ma
regolarmente retrocedere verso il fondo.
1.Corruzione e concussione, veri cancri per la concorrenza e il libero mercato, spudoratamente in crescita specie
nella Pubblica Amministrazione.
2.Infiltrazioni mafiose e malavitose in genere, che ormai
hanno trovato anche a Milano, come testimoniato dalle
cronache recenti, un terreno assai fertile.
3.Credibilità del sistema giudiziario, dove sentenze lentissime e spesso palesemente inique hanno ricadute pesantissime e costosissime per le imprese.
Invocare lavoro e occupazione senza metter mano a questi
problemi significa ingannare la pubblica opinione e soprattutto coloro che lavoro e occupazione non ce l’hanno: il crimine peggiore.
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verso il loro sindaco.
Disaffezione che rischia di essere di ben altra consistenza da
qui alla fine del mandato se il Sindaco non cambierà registro
e se, come purtroppo sopra accennavo, non si affronteranno
artiamo anche in questo caso dai numeri, quelli di un con ben altra lucidità e determinazione almeno altre due
sondaggio commissionato dal ‘Corriere della Sera’ a Re- tematiche da brividi che riguardano il nostro futuro di milanato Mannheimer che registra un impietoso calo di consensi nesi e che mi risultano, a leggere i giornali, mal o malissimo
impostate da questa Amministrazione.
– attorno al 10% - per la Giunta guidata
Che vorrebbe chiudere di fatto Linate, se
dall’avvocato Pisapia.
– come si sussurra – lo si vorrebbe destiDopo un anno e mezzo dal suo insedia“Disaffezione che rischia nare solo alla tratta Milano-Roma, oggi
mento, dunque, l’amministrazione nata
vittima di una concorrenza del treno per
dalla forte delusione sulla gestione del
di essere di ben altra
molte ragioni imbattibile. Verrebbe così
quinquennio Moratti si ritrova a fare i
a scomparire uno dei pochi aeroporti ‘
consistenza
da
qui
alla
conti con la realtà di un entusiasmo che
cittadini’ in grado di offrire – soprattutnon c’è più, di una fiducia che ogni giorf ine del mandato
to a chi lavora – uno straordinario struno viene meno, nonostante l’assenza di
se
il
Sindaco
mento come lo sono analoghi aeroporti
un’opposizione carismatica e di alto
non cambierà registro” nel cuore di Londra (Stansted), San Paprofilo in grado non solo di contrastare
olo (Congonhas), Washington (Reagan),
la Giunta in carica ma anche di fornire
tanto per citarne alcuni. Con il risultato
proposte alternative di forte spessore.
di dirottare il traffico su un aeroporto, quello di Malpensa
E così, come lo era negli anni della Giunta Moratti, Milano che – oltre ad aver già visto la ‘fuga’ di moltissime compa-
AMMINISTRAZIONE PISAPIA:
PER ORA CONSENSI IN CALO
P
continua ad essere una brutta Milano, dove anche interventi
tutto sommato azzeccati come quello dell’ Area C non hanno mutato il volto di una città lontana anni luce dal ‘mood’
delle metropoli a cui vorrebbe (e dovrebbe) paragonarsi.
Dai graffiti degradanti dalla sporcizia imperate; dalle ignobili organizzazioni malavitose che spingono assillanti e
spesso vendicativi disperati anche giovanissimi a mendicare
agli angoli delle nostre strade, alle polveri sottili che diventano sempre meno sottili fino alle domeniche senz’auto che,
lungi dal risolvere il problema, creano solo disagi a chi nelle
domeniche trova un importante momento per le proprie attività lavorative. Niente di tutto questo è stato affrontato o
risolto.
Dopo tempi lunghissimi, è decollato ora anche il nuovo
PGT che avrebbe dovuto aiutarci a capire come evolverà
l’urbanistica della città ma che essendo malissimo definito sarà fonte, a non finire, di costosi ricorsi al Tar mentre
continua su altri fronti lo sperpero di denaro pubblico che
va sotto il nome di Milano Sport a cui nessuno – a partire
dall’Assessore Bisconti – pare voler metter fine.
Difronte a tutto ciò (e non solo) si
spiegano abbastanza facilmente i numeri di
Renato
Mannehimer sulla
disaffezione
dei milanesi
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A proposito dei quali non si può non andare alle cronache
recenti, quelle di un centro sportivo comunale chiuso per infiltrazioni mafiose; quelle di un Consigliere regionale eletto
con i voti di scambio della ‘ndrangheta; quelle sulle possibili mani della malavita organizzata sui lavori dell’Expo. Ma
cosa sta succedendo alla nostra città?
Ecco: questa è la risposta che i milanesi si aspettano dal loro
sindaco, soprattutto ora che con la riorganizzazione delle
provincie a Milano toccherà il rango di città metropolitana.
Certi titoli non basta raccoglierli con i decreti del Governo,
occorre anche meritarseli sul campo. Per una grande Milano
occorre un grande sindaco: Pisapia è l’uomo giusto?
PENSIERI IN LIBERTÀ
gnie aeree – è da sempre sgradito ai milanesi, scomodo da
raggiungere, per di più gravato da sentenze contrarie in più
gradi di giudizio per i danni arrecati al vicino ambiente del
Parco del Ticino, patrimonio protetto della UE.
Mal pensàa: così avevano definito i vecchi lombardi questo aeroporto; ed è incredibile e fa molto mal pensaà anche
oggi come i nostri politici - di destra come di sinistra - non
sappiano (o vogliano?) ascoltare le istanze dei milanesi che
hanno bisogno di un aeroporto rapidamente e facilmente
raggiungibile, per poter lavorare con efficienza e competitività almeno per quel che riguarda i voli a breve-medio raggio. Oggi lo abbiamo e siamo contenti, non sentiamo affatto
l’esigenza di dover cambiare per peggiorare grazie alla nostra
casta politica ed a chissà quali interessi collegati.
L’ASSESSORA BISCONTI:
COME ILLUDERE E POI DELUDERE
I
l silenzio in questi tre mesi è stato assordante.
Non un commento da parte del Presidente di Milano
Sport e del suo vice ai nostri rilievi pubblici fatti al loro
operato ed al bilancio 2011 della loro società.
Non una difesa, a prescindere e doverosa, di fronte ad attacchi così duri e circostanziati. Nulla.
Ma neppure un commento da parte dell’Assessora allo
Sport Bisconti: e qui all’ incomprensione e alla perplessità
si aggiunge il disappunto e – diciamo pure - l’offesa di
chi per due volte le ha teso
la mano (personalmente e attraverso questo giornale) con
“Quella classe
l’unico fine di avviare una
collaborazione tra pubblico e imprenditoriale, di
privato a tutto vantaggio dei cui mi onoro di far
milanesi e non ne ha avuto
parte, ha bisogno
risposta.
Di più: oltre a negarsi più
di ben altro”
volte alle nostre telefonate
(maleducazione) ha adottato
una serie di provvedimenti che vanno nella direzione diametralmente opposta a quella prospettata (incompetenza
e arroganza). Di questa casta non se ne può proprio più.
È questa la Milano illuminata che va verso l’Expo? È questa la Milano che invoca a gran voce la ripresa economica
e l’impegno di quella classe imprenditoriale che negli anni
ha fatto grande la nostra città?
‘Quella’ classe imprenditoriale, di cui mi onoro di far parte, ha bisogno di ben altro.
Nonostante però le Fornero, le Bisconti, i Pisapia e le
Milano Sport anche in questo 2012 che sta per chiudere, noi alla Quanta abbiamo dimostrato di saper far
bene, eccome, il nostro mestiere. Non solo per i risultati positivi di bilancio (quasi un miracolo di questi
tempi) ma soprattutto per la sana energia, la coesione, l’entusiasmo che pervadono tutte le Società del
nostro Gruppo ed ogni angolo del nostro Village
cosa che chiunque vi passi può avvertire. Lo testimoniano i tanti progetti portati a termine anche
quest’anno, i successi sportivi, l’apprezzamento
della gente.
Che sono la miglior cartolina di auguri per un
2013 che ci auguriamo possa regalarci altri sorrisi, altre soddisfazioni, altro orgoglio.
Auguri a tutti !
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AMARCORD
HANNO DETTO
HANNO FATTO...
Milano Sport: analisi e riflessioni
sulle promesse dell’amministrazione.
dI TONI CAPPELLARI*
M
odesta proposta per un giochino in
vista delle prossime vacanze nata-
lizie.
Occorrente: qualche quotidiano milanese
degli ultimi mesi scampato alla raccolta
differenziata, un po’ di memoria e soprattutto tanta pazienza per non farsi cogliere
dallo sconforto e rovinarsi il periodo delle
feste.
PALALIDO. Unico impianto coperto
milanese (il Forum è nel comune di
Assago) con una capienza superiore ai
3.500 posti. Costruito nel 1960, ha visto
sotto le sue volte alcuni degli eventi più
significativi dell’ultimo mezzo secolo,
sportivi e non: dagli scudetti del Simmenthal alla nomina di Berlinguer a
segretario del PCI; dal concerto dei Rolling Stones ai trionfi di Nino Benvenuti;
dal processo del Movimento Studentesco a De Gregori ai trionfi del Gonzaga
Volley. Avendovi trascorso più tempo che
con la mia famiglia, credo di poter dire
con una certa autorevolezza: un pezzo di
storia italiana che però, come tutti i pezzi
di storia, ad un certo punto aveva bisogno
di un po’ di maquillage. E inizia il nostro
gioco natalizio.
Maggio 2011: i nostri amministratori ci annunciano la ristrutturazione
dell’impianto portandone la capienza
a 5.500 posti. Consegna: marzo 2012.
Costo dell’operazione: 8 milioni di euro
(€600.000 la demolizione e €7,4 milioni
per la ricostruzione). Fondamentale la
sponsorizzazione Armani (€ 2,4 milioni
per sei anni).
Marzo 2012: il cantiere non decolla,
intoppi burocratici e complicazioni formali fanno slittare la consegna a gennaio
2013.
Aprile 2012 : durante i lavori spuntano
blocchi di amianto. Stop ai lavori.
Settembre 2012: ripartono i lavori e la
consegna slitta a marzo 2013.
Novembre 2012: finisce la demolizione
ma sbuca altro amianto. La consegna
slitta a settembre 2013.
Hanno detto: Chiara Bisconti: “Da questo momento esigo risposte certe e tempi
sicuri. Non aspetteremo oltre”. (Gazzetta
dello Sport 13/11/2012).
Pierfrancesco Barletta, Presidente Milanosport: “Consegneremo ad Armani il
nuovo Palalido per l’inizio della stagione
sportiva 2013-14” (Corriere della sera
23/09/2012).
Stato dell’arte:ad oggi l’impianto è chiuso
da 2 anni e mezzo, con un ritardo già di 8
mesi sulla consegna prevista.
(Piccolo inciso. La Giunta Moratti aveva
deciso di intitolare il Palalido a Cesare
Rubini che in quell’impianto aveva vinto
con l’Olimpia ‘solo’ sei scudetti e una
Coppa dei Campioni. Ovviamente la
nuova Giunta ha rinnegato e deciso che
il nome sarà PalaAJ (pecunia non olet).
Né l’Olimpia ha mai fatto sapere il suo
parere in tal senso).
CENTRO ISEO. Centro sportivo nel
quartiere Affori dotato di piscina coperta,
palazzetto, campo da calcio a 11 con tribuna e campi da tennis.
Nel 2008 passa in gestione da Milano
Sport a ASD Milano Sportiva società
gestita da Massimiliano Bonocore.
Nel 2011 esplode l’inchiesta “ReduxCaposaldo” che scoperchia il mondo
della ‘ndrangheta in Lombardia. Il gip
Giuseppe Gennari scopre che Bonocore
aveva contatti frequenti con il clan Flachi e che il centro Iseo era controllato da
loro. Scatta la chiusura della struttura per
infiltrazioni mafiose. Il Comune ri-affida
la struttura a Milano Sport. Il cambio
non piace al clan e nell’ottobre del 2011
un misterioso incendio doloso devasta
l’intero centro sportivo, poi nel dicembre
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2011 atti vandalici distruggono la piscina.
Secondo gli inquirenti c’è la mano della
‘ndrangheta. Pisapia parla di “atto intimidatorio contro il Comune” . Bisconti
dichiara: “Il Palazzetto rinascerà! Iseo
diventerà l’icona della città contro le
infiltrazioni delle mafie”.
Morale: chi non ha controllato?
CENTRO XXV APRILE. Zona Fieracity , unica pista d’atletica a Milano dopo
la chiusura del Giuriati( l’Arena non
è sempre disponibile). Nel luglio 2011
viene posata la nuova pista a sei corsie
prefrabbicata.Il bando è stato vinto da
Unieco e Biffi, con Mondo Rubber arrivata seconda che presenta ricorso. Il Politecnico di Milano in data 14/07/2011 dà
parere negativo: la superficie sintetica è
troppo dura e poco elastica; la FIDAL
non concede l’omologazione della pista.
Nel frattempo MondoRubber vince
il ricorso al Tar perché dimostra che
Unieco non aveva i requisiti previsti . Il
Tribunale condanna con sentenza definitiva Milano Sport a risarcire MondoRubber dei danni subiti.
Mentre si registra questo clamoroso
autogol si parla di campo di allenamento
coperto (a Milano non esiste) con tribunetta, due palestre, spogliatoi e nuove
aree per calcio e tennis.
Costo dei lavori: € 2,4milioni (€2 milioni
dal Comune Milano e 400mila euro dal
CONI)
Barletta euforico dichiara: “I lavori sono
stati programmati così da mantenere
aperto il centro e garantire il servizio agli
utenti. Il XXV Aprile tornerà ad essere
centro di eccellenza capace di ospitare
grandi eventi. Un vanto per Milano che si
candida a capitale dell’atletica” (Gazzetta
dello sport novembre 2012-11-12).
Basterebbero questi tre esempi recenti
per dare un’idea della sciagurata politica
seguita dalle diverse amministrazioni che
si sono succedute a Milano nella gestione
di Milano Sport (ma non solo).
Ma non si può chiudere questa parentesi
senza giocoforza fare una piccola rassegna stampa di quanto è stato pubblicato
dalla stampa nazionale sul tema.
Corriere della Sera, 1993: “Il CMSR
(padre di Milano Sport ndr) è una idrovora capace di risucchiare ogni anno
decine di miliardi di passivo”.
La Repubblica, settembre 2011: “Nel
corso degli anni l’assessorato non ha mai
affrontato veramente i problemi di Milanosport; piuttosto ha seguito la politica
del continuare a riempire un secchio
bucato”.
Sole 24 ore, 2011: “il Presidente di Milano
Sport per difendere la qualità di una
piscina gestita dalla municipalizzata cita
personaggi famosi che la frequentano”.
Per esempio alla Cozzi, che è un ottima
struttura, abbiamo profitti. Abbiamo
anche clienti noti come Martina Colombari o Cattelan…”
Affari Italiani, 2012. Barletta (nella
foto) Presidente Milano Sport: “Milano
Sport sopravviverà? Assolutamente sì.
All’interno di Milano Sport ci sono
grandi risorse umane, sono persone di
grande competenza che lavorano con
grande spirito di sacrificio. Sono competenze rare da trovare…
Le risorse, le persone, le esperienze di
Milano Sport saranno sul mercato per
essere noi consulenti di altri soggetti che
erogano servizi sportivi, che siano privati o pubblici. Noi ragioniamo con un
sistema integrato di sport tra privato e
pubblico. Per questo Milano Sport vuole
fare la sua parte per aiutare i centri sportivi privati che possono avere bisogno di
una consulenza”.
Speriamo di no.
* Sviluppo Nuovi Progetti e Pubbliche Relazioni
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L’INTERVISTA
MILANO
DA SALVARE
Intervista a cuore aperto a Matteo
Salvini, milanese e milanista prima
ancora che uomo politico, per cercare di
capire se l’ex-capitale morale del Paese
può riconquistare il primato di un tempo
dI DARIO COLOMBO
A
ssieme a Maroni è uno degli uomini-simbolo della
‘nuova’ Lega, anche se in realtà sulla scena milanese (ma
non solo) lui c’è dal 1993, quando venne eletto per la prima
volta in consiglio comunale. Non male per uno che di anni ne
ha solo 40: basta poco per capire che ne ha passati la metà a
fare politica. Il prossimo anno, insomma, taglierà il traguardo
dei 20 anni passati tra consigli comunali, parlamento europeo, e giunte varie,ma soprattutto passati in primissima linea
– talvolta mettendoci faccia e petto in prima persona - per
portare avanti le battaglie della Lega. Ma prima ancora che
leghista Matteo Salvini è milanese autentico, di quelli che
s’incazzano se vedono gettare un pacchetto di sigarette per
terra (“Una cosa impensabile per un milanese vero”), di quelli
che soffrono se vedono una piscina comunale sporca (“È ora
di affidarle a chi le sappia davvero gestire”), di quelli che quasi
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L’INTERVISTA
si mettono a piangere se sentono parlare di Milan, il ‘suo’ Milan, agli sceicchi
(“Piuttosto ai russi…”). Insomma, il personaggio giusto per guardare Milano e più
in generale la Lombardia con lo spirito di
chi c’è nato, ha messo su famiglia, vorrebbe
farci crescere al meglio i propri figli. E
così – senza volerci attribuire colorazioni
e passioni politiche che non appartengono alla filosofia Quanta - per una volta
abbiamo abbandonato i percorsi tradizionali di questo spazio-intervista per una
bella chiacchierata con un milanese doc,
fatta seduti al tavolino di un tranquillo
caffè tra la Galleria e Palazzo Marino, in
un continuo andirivieni di simpatizzanti
o semplici avventori che lo riconoscono,
vogliono salutarlo, si congratulano per
l’ultima apparizione televisiva. Insomma,
dovessimo basarci sul numero di contatti/
caffè dovremmo dire che il gradimento è
alto: non così il suo per la città che ci circonda.
Com’è messa Milano?
“Da milanese e non da politico ringrazio Dio
di esser nato a Milano ma dico che la qualità
è peggiorata e peggiora costantemente. Dai
mezzi pubblici alla pulizia, dalla puntualità
all’efficienza dei servizi è tutto un continuo
degrado. Purtroppo”.
Come mai?
“Disaffezione, disattenzione della classe
politica, poi è chiaro che caos chiama caos,
degrado chiama degrado. L’allontanamento
della classe politica dai problemi reali della
città porta inevitabilmente anche la disaffezione dei cittadini. Perché chiaro che una
situazione come questa non è attribuile solo
alle amministrazioni che si sono succedute:
hanno la loro bella fetta di responsabilità gli
imprenditori, la cultura, la chiesa insomma
un po’ tutti”.
Se l’aspettava?
“Sarò onesto: no. I milanesi non erano così.
Adesso mi sono trovato ad aspettare anche 30’
il tram perché qualcuno aveva lasciato l’auto
parcheggiata sui binari. Una cosa inconcepibile per il ‘ milanese’ che conoscevo io. Per questo dico: colpa della classe politica, ma anche
un bel decadimento del cittadino”.
Dica la verità: ma la classe politica, al di
là degli schieramenti, è ancora in grado di
percepire gli umori della gente?
“Secondo me sì. Ma può farlo soltanto la politica ‘buona’, quella che non vive il potere per
il potere ma sa mettersi al servizio dei cittadini, sa stare in mezzo a loro, vive i loro stessi
problemi”.
Anche gli umori dei giovani?
“Anche quelli. C’è in giro tanta voglia di
partecipazione, tanta capacità di esprimere
idee e progetti che la politica può intercettare.
Chiaro che bisogna avere le antenne giuste e
soprattutto la volontà di coinvolgere i giovani. Gli slogan non bastano più”.
Tra le tante non-risposte di Milano ai
giovani c’è sicuramente anche quella sullo
sport, uno dei pochi valori ‘trasversali’
sui quali invece una classe politica seria
dovrebbe impegnarsi…
“Sono d’accordo. Io sono cresciuto facendo
atletica al ‘XXV Aprile’, adesso leggo che è
stato rifatto il rivestimento della pista spendendo fior di quattrini pubblici ed è stato
rifatto col culo. Vuol dire proprio che non c’è
una cultura in questo senso”.
Il risultato è che Milano è stata la prima
DA COMUNISTA PADANO A EUROPARLAMENTARE...
CHI E MATTEO SALVINI?
Nato a Milano, 9 marzo 1973, diplomato al liceo classico,
è consigliere comunale di Milano (dal 1993) ed è stato
segretario provinciale della Lega Nord (dal 1998 al gennaio
2010). All’interno del movimento leghista ha svolto anche
diverse attività giornalistiche sul quotidiano “La Padania” e
Radio Padania Libera.
Nel 1997 era capolista nelle elezioni per il cosiddetto
parlamento della Padania della corrente “Comunisti Padani”
che ottenne 5 seggi su 210.
Un giovanissimo Salvini agli esordi in politica
Attività parlamentare
Dal 2004 al 2006 è stato deputato del Parlamento europeo,
eletto per la lista della Lega Nord nella circoscrizione nordovest con 14.000 preferenze.
Nel 2006 viene eletto alle elezioni amministrative
consigliere comunale a Milano con oltre 3.000 preferenze.
È capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale a
Milano dal 2006 e vice segretario Nazionale della Lega
Lombarda. È stato membro del Movimento Giovani Padani.
Alle elezioni politiche del 2008 è stato eletto parlamentare
alla Camera dei deputati nella circoscrizione Lombardia 1.
Il 7 giugno 2009 viene eletto al Parlamento Europeo e si
dimette da parlamentare italiano.
Il 2 giugno 2012 è eletto nuovo Segretario nazionale della
Lega Lombarda con 403 voti. Dopo la sua elezione ha
deciso di lasciare l’incarico di capogruppo e consigliere
comunale della Lega Nord a Milano.
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L’INTERVISTA
città in Europa ad avere uno stadio –
l’Arena – costruito da Napoleone, adesso
dopo due secoli è rimasta praticamente
ferma a quello…
“Questo è il risultato di una certa politica
che ha sempre visto lo sport come passatempo
per i ricchi. Ragionando in questo modo è
chiaro che di impianti non se ne costruiscono.
Da questo punto di vista sto attivando vari
meccanismi della comunità europea per
avere fondi da destinareall’impiantistica
sportiva milanese”.
A proposito di impianti, è quasi scontata
una domanda sul ruolo di Milano Sport e
sulla cronica incapacità di mettere insieme
il pubblico e il privato per offrire ai milanesi un servizio migliore…
“Sono sincero: paghiamo da anni l’ottusità del
pubblico che continua a pensare di dover fare
quello che non è in grado di fare. Il risultato è
che io per primo se devo portare mio figlio in
una piscina lo porto in un impianto privato”
E dunque…?
“E dunque dico da anni che bisogna chiudere Milano Sport. Per necessità. Perché
non si può presentare ogni anno un bilancio
in rosso per 7-8 milioni che vanno ripianati con soldi pubblici. Prendiamone atto:
il bilancio del ‘pubblico’ nella gestione degli
impianti sportivi è fallimentare”.
Peraltro su questi temi la Lega è sempre sembrata un po’ lontana, nonostante
riguardino un aspetto della società che ha
a che fare con il benessere e la salute dei cittadini: è un’impressione sbagliata?
“La scelta di mettere un tecnico come Filippo
Grassia alla guida dell’Assessorato allo Sport
della ragione dimostra che siamo sensibili
anche su questo tema e vogliamo esserci. L’obiettivo è quello di riattivare tutto quello
che non è calcio, dal rugby all’atletica al
nuoto, insomma gli sport che fanno ‘ cultura’
sportiva”.
In compenso siete tutti belli allineati sulla
fede rossonera …anno difficile, no?
“Una vera sofferenza, altrochè. Ma ne verremo fuori anche questa volta a testa alta.
Per il resto noi leghisti siamo democratici e
tolleranti ma se uno è milanista è meglio”
E se arrivano gli sceicchi?
(Sospirone)“Preferirei vedere il Milan in
mano a imprenditori brianzoli, se proprio
dovessi scegliere… Al limite anche russi...”
Russi e sceicchi a parte, si va verso un
nuovo governo della ragione. Che Lombardia ci aspetta, slogan a parte?
“Una Lombardia pulita. L’immagine della
nostra regione legata agli scandali non deve
più esistere. Eppoi una regione più giovane,
più fresca, che ritorni ad essere identificata
con quello che da sempre è stato il valoresimbolo dei lombardi, ovvero il lavoro.
Le energie ci sono, sono ottimista”.
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TRIBUNA STAMPA
TANTO TUONO’
CHE PIOVVE
Milano Sport mette fine alla pratica del ricorso al lavoro interinale denunciata
nel numero scorso da questo giornale: non risolve il male alla radice, ma è un piccolo segnale.
L
a pratica, portata avanti per anni
con impudente disinvoltura, era
quella del ricorso massiccio al lavoro
internale per la gestione ordinaria
degli impianti sportivi milanesi di
proprietà di Milano Sport.
Senza far ricorso ad appalti come
prevede la legge quando l’importo di
spesa necessario è superiore ai 40mila
euro, soprattutto senza che tutto questo portasse benefici né al bilancio
della società (chiuso anche per il 2011
con un disavanzo – a carico dei contribuenti – di 11.750,562 euro) né,
soprattutto, alla qualità del servizio
offerto, puntualmente oggetto di critiche e lamentele da parte dei cittadini,
puntualmente riprese dagli organi di
stampa di ogni colore e tiratura.
Come si suol dire con espressione
forse un po’ truculenta ‘cornuti e mazziati’, laddove i soggetti in questione
erano ovviamente i cittadini milanesi,
costretti a pagare per un disservizio
perpetuato da anni per vedere poi a
fine anno scomparire parte dei loro
soldi nei buchi di bilancio creati dallo
stesso disservizio.
Niente di nuovo sul fronte milanese,
verrebbe da dire parafrasando Remarque, e anche sullo specifico di questa
prassi a dir poco ‘curiosa’ nello scorso
numero di questo giornale avevamo
denunciato il totale, assordante silenzio della Giunta milanese, in particolare dell’ Assessorato allo Sport, su
un tema che configurava non solo un
aspetto etico (disservizio per i milanesi) ma anche qualcosa di più serio
e grave (mancato ricorso a regolari
appalti per la fornitura del lavoro
interinale).
La nostra denuncia aveva avuto anche
ampia eco sulla stampa senza peraltro
che dal fronte Milano Sport e Assessorato ci fossero repliche o argomentazioni di alcun genere. Non vedo, non
sento, non parlo.
Ma, evidentemente, se pubblicamente
si è scelta la strada del silenzio, negli
ovattati e luminosi uffici di via Dogana
qualcosa dev’essersi mosso se improvvisamente, a metà novembre, è stata
diffusa la notizia di un accordo raggiunto tra i vertici di Milano Sport e
le organizzazioni sindacali per la chiusura di tutti i contratti di lavoro interinale e una “nuova riorganizzazione
di Milano Sport, con un sostanzioso
risparmio per le casse della società e un
rilancio dei servizi di Milano Sport”.
Evviva.
Peccato che per arrivare a tutto questo ci sia voluta le decisa e puntuale
denuncia del nostro giornale, peccato
che di tutto questo nessuno – dentro e
fuori il Comune – si fosse mai accorto
o, forse, si fosse accorto e avesse preferito tacere.
E così il cambio di indirizzo assume
il significato di un’ammissione di
colpa che rende ancor più giustificata
la nostra eterna richiesta: “Deinde
Milano Sport delenda est” (copyright
Catone).
D.C.
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15
anni
SPECIALE ANNIVERSARIO
15 ANNI
AL GALOPPO
Nella foto il Quanta
Building Headquares
milanese del Gruppo.
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15 ANNI
Quindici anni sono un tempo
sufficiente per fare bilanci ma
soprattutto progetti. Ecco la
storia di un Gruppo che oggi è in
controtendenza con il mercato.
E che continua a investire.
di ILLO QUINTAVALLE
General Manager Quanta Spa
E
ra il 21 dicembre 1997, vigilia di
Natale, quando arrivò la lettera dal
Ministero del Lavoro.
La nostra richiesta di iscrizione all’Albo delle aziende di fornitura di lavoro
temporaneo era stata accolta. Si accendeva il semaforo verde che avrebbe
dato il via libera alla nascita del Gruppo Quanta: non poteva esserci miglior
regalo di Natale né miglior viatico per
chi – come il sottoscritto – iniziava
proprio in quei giorni il proprio percorso universitario.
A dire il vero agli inizi proprio Quanta
non era. La società si chiamava Antex
e solo nel 1999, quando la società passò interamente nelle mani della nostra
famiglia, fu coniato il marchio Quanta,
acronimo nato dalla fusione di Quintavalle e Antex.
Ma se cambiava il nome, non cambiavano i presupposti che erano stati alla
base del progetto iniziale e che sarebbero rimasti negli anni a seguire, punto di partenza di quel successo che è
successo di idee e di programmazione
prima ancora che di numeri di bilancio.
Che comunque, come sempre, aiutano
– e non poco – a cogliere le dimensioni
di questo percorso che ci ha portati da
zero ad un fatturato di 117 milioni di
euro, con 10 società operative presenti
in 5 paesi, con oltre 5000 persone che
quotidianamente, direttamente o attraverso contratti di somministrazione
di lavoro, prestano la loro opera per il
Gruppo.
15 ANNI
NEL MERCATO
DEL LAVORO
di MASSIMILIANO ARDINO
HR Manager Corporate
Scrivere un articolo sui 15 anni di un’agenzia per il lavoro significa ripercorrere 15 anni di storia del mercato del lavoro italiano.
Scrivere un articolo sui 15 anni di Quanta per me significa riportare alla
mente ciò che è stata la mia vita professionale (e non solo) negli ultimi
tre lustri. Essendo ormai prossimo ai 40 anni - secondo Picasso l’età in
cui ci si sente finalmente giovani, ma è troppo tardi – mi sono pertanto,
inesorabilmente, perso nel vagare tra i ricordi.
Tranquilli, vi risparmio le dieci pagine che ho scritto (e già archiviato nel
cestino) relative alla mia storia personale e professionale e mi concentro
su Quanta, partendo dal lontano 1997, anno memorabile per tre eventi
che egemonizzarono l’agenda mediatica: la clonazione della pecora Dolly,
l’entrata in vigore degli accordi di Schengen e la promulgazione della
legge 196, il cosiddetto “Pacchetto Treu”, che innovava profondamente un
mercato del lavoro caratterizzato da una cronica mancanza di flessibilità.
La fine del monopolio pubblico del collocamento al lavoro comportò la
nascita delle società di lavoro interinale. Tra le prime società ad ottenere
l’autorizzazione ministeriale ci fu la protagonista di questo anniversario
che, il 22 gennaio 1998, avviò in missione il suo primo lavoratore temporaneo, “capostipite” di una lunga serie di professionisti che grazie a Quanta
hanno coronato le loro ambizioni lavorative e grazie ai quali il progetto
Quanta si è potuto sviluppare.
Nata a fine 1997 con quattro filiali (Milano, Ragusa, Roma e Treviso) e
una decina tra dipendenti e collaboratori, il 30 luglio 1999 l’allora Quanta
Lavoro Temporaneo Spa si trasferì in Corso di Porta Ticinese 12 con 33
nomi sul suo libro matricola; piccola nota egocentrica: ad inizio marzo
2002 entrai anch’io a far parte del mondo Quanta.
A seguito della legge 33 del 2003, nota come “Legge Biagi”, la società
assunse l’attuale denominazione di Quanta Agenzia per il Lavoro Spa. A
metà del 2009 ebbe luogo il trasferimento all’interno del Quanta Sport Village e nel computo degli oltre 200 dipendenti facevano ormai parte anche
i colleghi delle altre società che, in Italia e all’estero, erano state costituite negli anni formando il Gruppo Quanta. Ad oggi – nell’anno in cui la
legge 92, detta “Riforma Fornero”, ha ridisegnato il mercato del lavoro – il
Gruppo è composto da circa 250 persone.
Meriterebbero tutti - compresi gli ex colleghi che hanno contribuito a rendere Quanta ciò che è ora - di essere citati in questo articolo, ma la mia
memoria rischierebbe di far torto a qualcuno. A loro va il mio più sincero e
sentito ringraziamento, sia per questo importante tratto di strada percorso
assieme, sia per aver contribuito a trasformare un ragazzo, che 15 anni
fa apprendeva della nascita del lavoro interinale dai media, in un quasi
quarantenne orgoglioso di far parte di uno straordinario gruppo di persone
e di professionisti.
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Il tutto con una crescita nell’anno
che sta per chiudersi del 6% in Italia, del 45% (!) all’estero, dell’11% di
Gruppo consolidato: numeri d’altri
tempi, verrebbe da dire, quando le
aziende potevano contare su mercati
in crescita, sulla certezza del diritto,
su norme del lavoro che – se non
proprio favorevoli – comunque non
erano neppure manifestamente contrarie (per non dire ostili) a chi voleva fare impresa, a chi voleva creare
occupazione.
Tutto ciò – e non è banale sottolinearlo nel momento in cui la nostra
società si appresta a tagliare il traguardo dei 15 anni – mantenendo
sempre e comunque, nei momenti
difficili come in quelli più positivi, la
barra del timone dritta su un unico
punto cardinale di riferimento: quello dell’etica e della correttezza.
Illo Quintavalle,
General Manager
Quanta Spa
TUTTO SOTTO
CONTROLLO
di JOSÉ FRANCISCO CRUANYES
AGUILAR - CIO Corporate
Collaboro con Quanta da più di 8 anni.
In questo tempo, con grandi progetti e grandi
investimenti, abbiamo portato l’assetto tecnologico di Quanta da azienda familiare a multinazionale. Dal foglio di calcolo siamo passati al ERP
globale.
Nel nostro settore, la tecnologia e l’informatica
sono fattori importantissimi nella competizione
quotidiana con i nostri concorrenti. Dobbiamo
essere sempre un passo avanti a loro. Per questo abbiamo un team interno di progettazione e
sviluppo software che crea e mantiene strumenti
software all’avanguardia per tutta l’azienda.
Questi strumenti devono raggiungere le nostre
filiali e i nostri clienti sempre e comunque. Per
raggiungere questo obbiettivo abbiamo realizzato un’importante infrastruttura informatica.
Dalla rete che collega tutte le filiali, ai due
Etica e correttezza nei confronti dei
giovani in cerca di lavoro; etica e
correttezza nei confronti delle azien-
modernissimi data center: uno nella nostra sede
di Milano presso il Quanta Village, e uno nuovo,
a Cremona, dove ha la sede il reparto IT, che
garantisce la disponibilità, persistenza e sicurezza dei dati aziendali e dei servizi erogati.
Questi sistemi devono funzionare 24 ore al giorno
tutti i giorni dell’anno.
Sempre più i commerciali devono poter accedere
ai dati aziendali ovunque si trovino con i più svariati dispositivi: telefoni, tablet, notebook etc. E i
dati richiesti devono essere quindi reperiti, organizzati, analizzati, presentati e disponibili.
Le prossime sfide sono l’inclusione e gestione dei
nostri utenti ‘nomadi’ nella rete con sicurezza e
affidabilità.
La mia responsabilità è quindi far sì che la tecnologia in Quanta funzioni sempre e sempre meglio.
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de con cui negli anni ci siamo trovati e
ci troviamo a collaborare; etica e correttezza nei confronti delle Istituzioni,
delle parti sociali, delle associazioni
d’impresa.
Se questa è stata e sarà la nostra stella polare, è altrettanto chiaro che ad
essa si sono poi affiancate una grande
intuizione nel cogliere con anticipo le
possibili evoluzioni ed i mutamenti del
mercato nazionale e internazionale; la
capacità di una visione a lungo termine;
il coraggio di investire negli uomini e
nelle strutture, dando al gruppo quelle
“gambe solide” in un mondo dove queste diventano ogni giorno di più una
rarità, e non solo tra la concorrenza.
Frutto di questa capacità di ‘guardare
oltre’ è stata senza dubbio la scelta di
posizionarci anche sul mercato estero,
uscendo dal provincialismo delle imprese italiane. Esportiamo esperienza
e professionalità, importiamo conoscenze e indicazioni che ci aiutano –
appunto – a ‘guardare oltre’ le vicende non sempre limpide di casa nostra.
Con risultati di fatturato e d’immagine
più che lusinghieri, come testimoniano
ad esempio i dati della nostra filiale
USA, che in 10 anni ha raggiunto i
10 milioni di fatturato legando il nome
Quanta – e non è banale – a colossi
dell’aereospaziale come Boeing e Agusta Westland o a mercati come quello
dell’auto nel Michigan.
Lo stesso dicasi per la Romania, per il
Brasile, per la Svizzera, dove siamo ormai gli specialisti riconosciuti nell’ambito delle risorse umane per l’artigianato e l’edilizia.
A questi traguardi che già da soli basterebbero a riempirci d’orgoglio e a
farci guardare al prossimo futuro con
la giusta (ma ponderata) dose d’ottimismo, il Gruppo ha saputo aggiungere
anche quelli – non meno straordinari
– raggiunti sul fronte dello sport e del
10.000 ABITI
SU MISURA
di MAURIZIO ZAVATTARI
Marketing & Operation Manager
Ero poco più che ventenne quando, agli inizi del mio cammino professionale, il mio mentore, professionista serio ed illuminato, mi insegnava che
l’artigianalità nel mondo dei servizi è tutto.
Mi diceva “La spinta all’industrializzazione, con le sue inevitabili standardizzazioni, porta con sé qualche eccesso di approssimazione”.
In questo modo la logica della costruzione dell’abito su misura, tipica
delle migliori botteghe di sartoria, diveniva uno dei primissimi appunti che
annotavo sul taccuino del mio percorso professionale.
Molti anni dopo, forte di un’esperienza decennale tra le fila della prima
società al mondo nel mercato del “temporary work”, mi accingevo a varcare per la prima volta l’ingresso del Quanta Sport Village portando con
me tante ambizioni ed il taccuino degli insegnamenti ricevuti.
Il lavoro di questi ultimi 3 anni ha richiesto un importante investimento di
energie, ha coinvolto tutte le funzioni aziendali e tanti, tanti colleghi.
Insieme abbiamo lavorato per apportare miglioramenti organizzativi e
di processo che consolidassero e valorizzassero le identità della nostra
azienda, dei nostri colleghi e del loro modo di lavorare e servire con passione, impegno e competenza clienti, candidati e lavoratori.
Un servizio artigianale, frequentemente prodotto su misura, ritagliato sulle
specificità di quell’azienda e sulle esigenze di quel lavoratore.
Una dedizione umana, prima che professionale, al fare bene, al fare con
orgoglio, al fare concreto, a risolvere anziché creare problemi.
Ecco allora che i miglioramenti organizzativi e la progettazione dei sistemi
- dal nuovo database candidati al CRM, dal sistema ERP ai nuovi siti web,
tanto per citarne alcuni - hanno avuto come principio cardine la salvaguardia ed il consolidamento di quell’approccio artigianale che, negli anni,
ha contraddistinto i servizi del Gruppo Quanta: in Italia e all’estero.
Si è trattato di valorizzare la capacità di orientarsi all’interno di problemi
complessi, di indagare, con competenza e capacità di ascolto, le aspettative del committente, di definire i criteri per una piena personalizzazione
del servizio. In una parola si è trattato di valorizzare una delle più importanti identità del Gruppo Quanta: l’amore per il lavoro fatto bene, a regola
d’arte.
Quali risultati?
Festeggiamo oggi una performance in netta controtendenza rispetto al
mercato.
Negli ultimi 11 mesi abbiamo avviato al lavoro dieci mila persone.
Dieci mila abiti su misura per chi era in cerca di una prospettiva professionale.
Dieci mila soluzioni su misura per le oltre mille aziende che hanno riconosciuto il valore aggiunto del nostro approccio artigianale.
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15 ANNI
QUANTA
DIVISIONE SOGNI
di PIETRO GALEOTO
Coordinatore Comunicazione
e Immagine Corporate
Un frullato di sogni… il mio primo anno in Quanta, vorrei che fosse rappresentato così. Non ho altre immagini o concetti che meglio possano
esprimere il mio percorso in questo Gruppo.
Nel Novembre 2011 ho risposto a un annuncio su Infojob.
Firma del contratto
Novembre 2011. Sono “una Partita Iva” a Milano da poco, invio il mio Cv
rispondendo a un annuncio su InfoJob. Mi contattano, tre colloqui e firmo
il contratto per un lavoro della durata di sei mesi.
Incontro il Presidente del Gruppo, un uomo autorevole, dal tono di voce
sicuro che mi indica alcune foto sulla parete della sala riunioni. Lavoro,
sport, valori… da tre generazioni. Non c’è voluto molto a capire dove
ero e di cosa si stava parlando. E che bisognava dare il meglio di sé, per
essere all’altezza della situazione.
Non pensavo potesse succedere veramente. È successo.
Un libretto blu
Mi occupo di marketing e comunicazione da circa quindici anni, professionalmente ho la stessa “età” del Gruppo Quanta. Non lo scrivo per parlare di me, solo per dire che raramente mi sono imbattuto in una brochure
aziendale fatta così. Come? Un piccolo libretto blu un po’ anonimo con
dentro numeri e info, dove i numeri del fatturato si sovrapponevano a
quelli dei lavoratori. Mi sono chiesto: dov’erano finiti i valori, la capacità
di guardare lontano, di realizzare i sogni, che avevo percepito nel mio
primo giorno di lavoro? Bisognava fare subito qualcosa… un intervento
drastico. Un momento, sarà mai proponibile in un’azienda padronale e
cosi formale? Sì.
Oggi la comunicazione celebrativa dei quindici anni del Gruppo Quanta
parla il linguaggio di Facebook e mette in luce l’Italia migliore. I numeri di
quel libretto blu hanno una faccia, un nome e un cognome…
Non pensavo potesse succedere veramente. È successo.
La rivoluzione
Marzo 2012. Molto prima del previsto si consolida il mio rapporto con la
Quanta e si ufficializza il mio ruolo all’interno dell’Azienda.
Ricordo che andai via dalla mia bella Lecce, un po’ di anni fa, destinazione
Bologna, esasperato da un contesto pressapochista e poco gratificante.
Oggi ho uno stipendio garantito tutti i mesi per fare il lavoro che ho sempre voluto, per il quale ho studiato e accumulato esperienza. A un anno di
distanza posso dirmi soddisfatto, perché attualmente si può rispondere
ad un annuncio di lavoro, come quello al quale ho risposto io, direttamente dal sito www.quanta.com. Ma anche da Twitter, Linkedin, Facebook e molto presto ci sarà un’ulteriore rivoluzione, della quale non si
può ancora svelare nulla.
Non pensavo potesse succedere veramente. È successo.
Nel Novembre 2011 ho risposto a un annuncio su infojob.
sociale, due attività che hanno come riferimento la salute ed il benessere del
cittadino: dunque fondamentali.
Quello che era il Dopolavoro Montecatini-Montedison, parco-chiuso che
stava avviandosi verso il viale del tramonto, è stato trasformato in un centro
sportivo modello, per la qualità delle
strutture, dei servizi offerti, dei risultati
sportivi raggiunti.
Oltre 20 milioni d’investimenti in 15
anni non sarebbero bastati da soli a
rendere il Quanta Sport Village quello
che è se non fossero stati sostenuti da
una professionalità e soprattutto da una
passione che animano indistintamente
il campione di hockey fresco di scudetto come l’illustre specialista del centro
FisioMed. I nuovi campi da beach volley, l’ammodernamento di ingresso e
parcheggi, la nuova realtà del centro
di medicina sportiva sono solo tappe
‘inevitabili’ – verrebbe da dire – di un
percorso di crescita che proprio perché
sostenuto da professionalità e passione
non può che aspirare continuamente al
meglio.
Dove ‘il meglio’ – perché no? – è anche il meglio nelle competizioni che
le nostre squadre affrontano nelle più
diverse discipline: ed ecco lo scudetto
nell’hockey, ecco la Supercoppa, ecco
l’approdo della squadra di tennis alla
serie C e tanto altro ancora.
Insomma, a 15 anni di distanza da quel
Natale 1997 che ci aveva riempiti di
soddisfazione ma anche di tante responsabilità, crediamo di poter dire che
anche questo Natale 2012 possa essere
segnato in rosso, nella piccola-grande
storia della Quanta. Per i risultati raggiunti, per le prospettive verso il futuro,
ma soprattutto per l’apprezzamento
che il nostro lavoro e la nostra condotta
hanno raccolto sul campo.
Per noi, sono la cosa più importante.
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15 ANNI
15
anni
L’Italia che “Mi Piace”
C’è un’Italia che non appare sui giornali o in TV,
che silenziosamente, giorno dopo giorno, crea
valore. Un’Italia che non accetta sotterfugi,
che si comporta con dignità e senso etico. C’è
un’Italia per la quale il merito e le capacità sono
l’unico criterio di valutazione. È a questa Italia
che da 15 anni il nostro Gruppo si rivolge.
Vogliamo raccontare l’Italia migliore. Segui su facebook la nostra pagina:
L’Italia che “Mi piace” e raccontaci la tua storia. Intanto ti raccontiamo la nostra...
www.quanta.com
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15 ANNI
2013
Stato
Foto
Luogo
Avvertimento importante
Scrivi qualcosa...
Amici
GRUPPO QUANTA
Novembre 2012
15
anni
Il Quanta Sport Village cambia nome
Pubbica
GRUPPO QUANTA
Settembre 2012
15
anni
Siglato un accordo con la Libia, il Gruppo apre a Tripoli
la sua prima filiale nei Paesi Arabi
QUANTA ITALIA - Il Village Cresce
Estate 2012
15
anni
Nuovo ingresso, 2 nuovi campi da beach volley , 4
nuovi spogliatoi e nasce Quanta Fisiomed il poliambulatorio di fisioterapia e medicina dello sport
GRUPPO QUANTA
5 maggio 2012
15
anni
HC MIlano 24 Quanta vince il suo 2° scudetto
qualche mese dopo vincerà la Supercoppa
GRUPPO QUANTA
2011
15
anni
alla conquista del Brasile con due nuove società
GRUPPO QUANTA
2010
15
anni
Apertura della quarta filiale americana, in Florida a Tampa Bay.
In Italia parte Quanta Agricoltura oggi leader nel settore.
GRUPPO QUANTA
2009
15
anni
Viene inaugurata la nuova filiale di Philadelphia
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GRUPPO QUANTA
2007
15
anni
Apertura di una nuova filiale negli USA, a Charleston, dove la
Quanta USA diviene fornitore ufficiale di Global Aeronautica
(50% Boeing e 50% Alenia Aeronautica) e di una filiale in
Svizzera, a Bioggio
15 ANNI
GRUPPO QUANTA
2009
15
anni
Nasce il Quanta Building e Il Gruppo Quanta trasferisce il
proprio headquarter all’interno del Quanta Village.
Prende forma il sogno imprenditoriale che unisce lo sport al
mondo del lavoro e della formazione.
GRUPPO QUANTA - Nasce la divisione Aerospaziale
2005/2004
15
anni Il 2004 è l’anno di nascita della Divisione Aerospaziale, subito
dopo è la volta di TLC/IT e Pubblica Amministrazione. Nasce
anche la divisione dedicata all’appalto di servizi che si affianca
alle già operative Divisione Ricerca e Selezione del Personale e
Divisione Outplacement.
GRUPPO QUANTA
2005
15
anni
Aperta in Romania, la seconda filiale di Timisoara
GRUPPO QUANTA
2002
15
anni Si fonda Quanta Resurse Umane Srl con sede a Bucarest, in
Romania, oggi in una nuova e prestigiosa sede tra le più all’avanguardia nell’ambito della formazione.
GRUPPO QUANTA
2001
15
anni
Si apre, a Detroit, Quanta Staffing Solutions,
oggi Quanta USA conta ben 5 sedi sul territorio americano.
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15 ANNI
15
anni
GRUPPO QUANTA - Nasce Quanta Risorse Umane
2000
Si dà vita a Quanta Risorse Umane, società dedicata ai servizi
di formazione e amministrazione del personale partner del
British Institute, con diverse sedi sul territorio, le principali a
Milano e Roma.
GRUPPO QUANTA
2000
15
anni
Quanta si espande in Svizzera, stabilendo la propria sede
vicino a Lugano: si tratta del primo sbarco all’estero di una
società interinale italiana con uno staff composto da giovanissimi tecnici.
GRUPPO QUANTA
1998
15
anni
Umberto Quintavalle chiama al suo fianco Vincenzo Mattina,
statista, sindacalista e storico, futuro Vice Presidente del
Gruppo. 4 le filiali operative: Milano, Roma, Treviso e Ragusa
GRUPPO QUANTA
1999
15
anni
Nasce Quanta Lavoro Temporaneo, dopo una transazione
economica interna al Gruppo
15
anni
GRUPPO QUANTA - Arriva il Village!
1998
Acquisizione del 24 Sport Village e rilancio della struttura.
Oggi un’oasi di 62.000 mq di verde, sport e relax a pochi
minuti dal centro di Milano che ospiterà negli anni centinaia
di eventi aziendali e sarà una delle prime strutture a proporre
i Camp Estivi. Nel campionato 98/99 L’HC Milano 24 Quanta
vince lo scudetto.
GRUPPO QUANTA
1997
15
anni
Umberto Quintavalle, futuro Presidente della società, diviene
socio al 50% di ANTEX WORKER SERVICE SPA, tra le prime
ad ottenere l’autorizzazione ministeriale per operare nella
somministrazione.
“Tutto questo è stato reso possibile grazie ad un gruppo di
collaboratori straordinario, tutti profondamente
ed eternamente nel cuore di chi guida questo Gruppo,
anche se lo spazio ci impedisce di citarli singolarmente”.
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1997
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15 ANNI
UNA VITA
IN ROSSOBLU
Ministoria dei 15 anni di vita del Village
visti dall’osservatorio privilegiato di
chi ogni giorno affronta il difficile ma
entusiasmante compito di guidarlo
di RIKI TESSARI*
N
el 1996 venni ingaggiato
dall’Hockey Club Milano 24
per giocare il campionato di hockey
in line che in quegli anni stava muovendo i primi passi come nuova disciplina in Italia.
Fu così che conobbi Umberto Quintavalle proprio in qualità di Presidente
della squadra, e siccome da cosa nasce
cosa, dopo due anni di militanza nella
squadra, nel 1998, più precisamente il
2 aprile, mi invitò ad assistere alla conferenza stampa della presentazione del
24 Sport Village.
Da quel giorno la mia vita si è tinta di
rosso blu e oggi, dopo la bellezza di 15
anni passati in questo
Gruppo, vorrei raccontare un po’ di storia dell’attuale Quanta
Village.
Quel giorno, il 2 aprile del
1998, il 24 Sport Village si
presentava come un grande parco verde
all’interno del quale c’erano alcuni
campi da tennis, una piscina e un
campo da calcio, oltre alla club house,
ma tutto lasciato un po’ allo sbando e
poco curato.
Ricordo che durante il giro di visita del
centro, in alcuni punti le ortiche erano
alte più di un metro, nulla a che vedere
con quello che è oggi il Quanta Village.
Da allora il Gruppo, presieduto da
Umberto Quintavalle, ha investito
moltissimo per trasformare un dopo
lavoro in un centro polifunzionale dove
le parole “sport e lavoro” formano un
connubio vincente.
zione procedevano speditamente. Di
grande impatto fu la realizzazione di
tre campi da calcetto a 7 in erba sintetica, tra i primi in assoluto ad essere
costruiti a Milano, che presero il posto
dello storico campo da calcio a 11 dove
negli anni ‘70 si allenava anche il Milan
di Liedholm.
Allo stesso tempo vennero costruiti anche un campo da basket, uno da
volley, uno da hockey in line, uno per
il pattinaggio in linea, una pista da
mountain bike e una palestra pesi.
Venne ristrutturata poi anche tutta la
club house a partire dal ristorante, dal
bar passando poi per la sala carte e sala
TV.
Già dai primi mesi dell’estate del 1998
il centro aprì al pubblico con alcune
attività già presenti e funzionanti quali
la piscina e il tennis. Nel frattempo, i
lavori di ristrutturazione e trasforma-
Verso la fine di quell’anno 2002 passai
dall’occuparmi solo di attività sportive al
gestire anche i servizi generali del centro,
mentre dal 2004 mi fu affidata anche la
responsabilità del servizio di ristorazione.
Durante i miei primi quattro anni
(1998-2002) mi occupai dell’organizzazione e della gestione di alcune attività sportive, in primis quelle sui pattini in line, le uscite didattiche sportive
rivolte alle scuole pubbliche e private e
i camp estivi.
Nel 2002 si realizzò il primo campo da
beach volley e beach soccer di Milano,
intuendo con grande anticipo quello
che sarebbe stato il grande successo
che avrebbero avuto in futuro gli sport
sulla sabbia.
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15 ANNI
Questi i numeri
dei nostri primi 15 anni:
• 540.000 frequentatori
• 8.000.000 presenze
• 355 tornei organizzati
• 580 eventi aziendali
• 14.500 bambini iscritti ai
corsi
• 54 squadre che hanno svolto
attività agonistiche
Una veduta aerea del Quanta Village.
Nella pagina precedente Riki Tessari e la statua all’ingresso
della struttura, simbolo di forza ed energia.
Nel 2006 ecco il primo cambio di
denominazione del centro. Il 24 Sport
Village si trasformò in Quanta Sport
Village dando così il via al percorso
che avrebbe portato ad abbinare sport
e lavoro in una unica location.
Successivamente nel 2007, la proprietà
decise di investire ancora per migliorare alcune strutture e realizzarne di
nuove e così vennero costruiti tre nuovi
campi da tennis in sintetico e un campo
pratica golf con tanto di putting green
e pitching green, attività che però non
riscontrò grande successo tanto da
essere soppiantata nel 2010 da altri tre
campi da tennis in sintetico, uno dei
quali dotato di tribune capaci di ospitare fino a 700 persone.
Nel 2008 venne inaugurata la più
importante delle opere realizzate al
Quanta Sport Village; la costruzione
dell’headquarter della Quanta, Società
capo Gruppo che opera nel mondo
della somministrazione di lavoro e
formazione, iniziando così di fatto il
percorso che vede legati a doppio filo
sport e lavoro. Una splendida costruzione capace di contenere ben 48 uffici,
7 sale di formazione e 1 sala conference
da 130 posti, il tutto con un’architettura che ha permesso a questa opera di
calarsi nel verde del Quanta Sport Village senza “farsi troppo notare”.
Personalmente fu un momento molto
importante della mia vita in rosso blu,
in quanto concise con il mio passaggio a A.D. del Quanta Village, quindi
grandissima emozione in quell’anno
per me indimenticabile.
Sempre nel 2010, la vecchia pista
da hockey in line che misurava 20m
x 40m, venne sostituita da una più
grande, 25m x 50m, dotata di pavimentazione e balaustre di ultimissima
generazione divenendo la migliore in
assoluto in Italia.
E arriviamo ai giorni nostri nei quali
sono stati fatti ulteriori investimenti
dei quali abbiamo già raccontato nei
numeri precedenti della nostra rivista, ma che ricordiamo comunque in
quanto sono stati veramente importanti.
Tra gennaio e marzo di quest’anno
sono stati realizzati due nuovi campi da
beach volley/tennis con annessi quattro nuovi spogliatoi interrati dedicati
a queste discipline, mentre durante il
mese di agosto sono stati ristrutturati
gli spogliatoi dedicati all’hockey in
line, ma soprattutto è stata riorganiz-
• 480 persone impiegate a
vario titolo
zata totalmente la modalità di ingresso
e uscita dal Quanta Sport Village con
un unico varco posizionato dove in precedenza c’era l’uscita, dotato di nuova
struttura di primo contatto e di controllo accessi. Ciò ha reso il Quanta
Sport Village ancora più sicuro. Allo
stesso tempo sono stati realizzati 40
ulteriori posti auto, attualmente se ne
contano oltre 170.
Dopo tutti questi anni, segnati da continui investimenti, con una costante
crescita di frequentatori che a vario
titolo hanno frequentato il Quanta
Sport Village, è arrivato il momento
di cambiare denominazione per la
seconda, e credo ultima, volta.
L’ osmosi creatasi tra lo sport e il mondo
del lavoro e le diverse sinergie generate,
ci hanno indotto a decidere di chiamarci “Quanta Village, sport e lavoro”.
Oggi, gli attuali 53.000 diversi frequentatori che generano circa 800.000 presenze annue, si sommano a quelli di questi 15 anni di storia del Quanta Village
portando così a totalizzare numeri veramente impressionanti per un centro così
giovane ma capace di essersi imposto
come punto di riferimento per Milano.
*AD Quanta Village
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HOCKEY
FIGLI DI
UN DIO MINORE
Intervista a Emanuele Ferrari e
Carlo Corbani i due giovani talenti
del team di hockey che a 16 anni
hanno già fatto il loro
esordio in prima squadra
di FEDERICA MOSCHIANO
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HOCKEY
I
l sogno nel cassetto? Metter piede stabilmente in
prima squadra, quell’Hockey Milano campione
d’Italia di cui hanno ‘annusato il profumo’ ad inizio
di stagione in occasione di Supercoppa e coppa Italia.
Un profumo che in realtà Emanuele Ferrari e Carlo
Corbani sentono da dieci anni, da quando – si fa per
dire – avevano appena imparato a camminare e già
indossavano i pattini in-line sulla pista del Quanta,
l’uno per la voglia di fare uno sport che non fosse il
calcio, l’altro attratto da un film sull’hockey che l’aveva fatto impazzire.
Perché Corbani&Ferrari, classe 1996, sono arrivati
ad indossare la maglia con lo scudetto all’incredibile età di 16 anni avendo già alle spalle dieci anni
trascorsi a battere i portieri (Ferrari, l’attaccante) e
a fermare gli attaccanti (Corbani, il portiere), in un
gioco degli estremi che rende ancora più divertente
e curiosa questa intervista, sfociata poi in un duetto
parallelo in stile Iene (da goderselo, sulla pagina
facebook della squadra facebook.com/HCMILANO24QUANTA) dove anche in fatto di allenatori
i due hanno gusti diversi che più diversi non si può.
Ma la sostanza non cambia:tutti e due sono grandi
promesse del team di Ricky Tessari, tutti e due –
soprattutto – sono la dimostrazione di come si possa
arrivare a 16 anni a far convivere (e bene) la passione
e l’impegno che richiede lo sport ad alto livello con
lo studio e tutto il resto di una vita ‘normale’ da adolescente. Meditate, gente, meditate.
Cosa vi ha portato a scegliere questo sport?
E. “Ho cominciato a 6 anni, mi rendevo già conto
che tutti i miei amici e compagni di scuola parlavano
e praticavano solo il calcio. Volevo fare qualcosa di
diverso. Abitando vicino al Quanta Village, luogo di
culto di molti sport, ho chiesto ai miei genitori di
portarmi a scegliere uno sport, che non fosse il calcio
e qui ho scoperto l’hockey in-line. Devo dire che è
stato amore a prima vista”.
C. “Io ho cominciato un anno dopo, ma mi sono poi
sempre allenato con Emanuele. Per me è stato un po’
diverso. La mia scelta era mirata. Da piccolo sono
stato folgorato da un film che parlava di hockey e,
casualmente, in classe avevo una compagna che praticava pattinaggio e che mi ha dato la soffiata in merito
alla squadra hockey del Quanta. Avevo capito che
quella sarebbe stata la mia strada. Non contento, pratico sia quello in line che quello su ghiaccio a Varese
sempre e solo come portiere. Dall’altra parte, quando
ho cominciato, mi hanno detto di fare quello.”
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HOCKEY
Amici, parenti, insegnanti, cosa
dicono di voi?
E. “Ci vedono quasi come degli alieni.
Abbiamo scelto uno sport poco conosciuto, ma ci rispettano. Qualcuno
sgrana ancora gli occhi quando nomino
l’hockey in-line, come a chiedersi –
cos’è?-, ma la cosa non mi turba. I miei
genitori mi hanno sempre appoggiato,
con gli amici mi ritrovo, comunque, a
parlare di calcio (Inter?), i miei insegnanti, anche quello di motoria, non
sembrano particolarmente interessati.
L’importante è, dicono, prima lo studio
poi la passione. E così sia. ”
C. “Sicuramente siamo un po’ fuori
dalla norma dei ragazzi della nostra
età, e questo non mi dispiace. Frequento i miei amici, parlo anche io di
calcio (non a caso nell’intervista video,
alla domanda Tessari o Mourinho,
Carlo risponde Mourinho), in fondo
non siamo fuori dal mondo. I miei
genitori mi supportano e, al contrario
di Emanuele, i miei insegnanti mi facilitano nella mia carriera sportiva: se ho
impegni sportivi particolari che intralciano lo studio, con loro mi organizzo
per non rimanere indietro.”
Riuscire a conciliare lo studio con
l’attività sportiva agonistica non è
facile. E per il resto? Dovete fare
rinunce? Quanto vi impegna questo
sport?
E. “Devo dire che, per ora, non ho
ancora rinunciato a nulla. Ci alleniamo 3 ore al giorno tutti i giorni. Poi
abbiamo le partite nel weekend. Riesco
comunque a vedere gli amici e stare
con la fidanzata. E se devo comunque
scegliere tra il mio sport e altro, lo sport
viene prima, perché mi piace tanto.”
C. “Anche io non rinuncio a niente.
Probabilmente diventerà sempre più
impegnativo, ma quando saremo al top
non avremo più la scuola!”
Avete quasi raggiunto il livello massimo, vi siete affacciati alla prima
squadra, Campione d’Italia. Cosa
volete di più? Il vostro obiettivo?
E. “Siamo ancora giovani e l’obiettivo è
quello di giocare da titolari nella serie
A e vincere lo scudetto. E perché no,
girare il mondo con la squadra. Sono
determinato e voglio raggiungere i
massimi livelli”.
E DOPO LO SCUDETTO LA SUPERCOPPA
Dopo lo scudetto conquistato lo scorso
maggio contro Trieste, la stagione dell’HC
Milano 24 Quanta si è aperta con un altro
titolo, ovvero la Supercoppa conquistata
battendo gli Asiago Vipers. Vittoria per 6
a 5 per gli uomini di Tessari al termine di
una partita tiratissima, risoltasi solo nel
finale. Dopo la conquista della Supercoppa è stata la volta della Coppa Italia, dove
i rossoblu si sono qualificati per la finalissima (data da definire) eliminando nei quarti la neopromossa Molinese, e – nel girone
di semifinale - battendo Padova e Asiago e pareggiando con Vicenza.
Dopo il prologo di Supercoppa e Coppa Italia ha preso il via la stagione regolare, che ha
visto l’HC Milano 24 Quanta infilare tre vittorie consecutive e una sconfitta.
La serie B è partita il 1° dicembre e le Giovanili al via il 16.
C. “Non lo so…vorrei dire soltanto
che punto a giocare in serie A!”
È ancora presto per parlare di cedimenti e sconforto, ma avete mai pensato di tirarvi indietro?
E. “Ancora no, forse all’inizio non ero
contentissimo di giocare con ragazzi
più grandi, ma i miei genitori e l’allenatore mi hanno aiutato molto”.
C. “Direi di no, gioco con i miei compagni da sempre e non ho mai avuto
nessun momento di sconforto. Forse
più di delusione come quando ti capita
più volte di seguito di perdere la finale
con la stessa squadra.”
Che tipo di consiglio dareste ad un
giovane (anzi giovanissimo!) che si
avvicina allo sport?
E. e C. “Fai sport e non mollare al
primo ostacolo!”
C’è qualcosa che non vi va giù nel
vostro ambiente?
E. e C. “I giovani calciatori che dicono
che noi dell’hockey siamo sui pattini e quindi non facciamo fatica e
non sudiamo. Che vengano a fare un
allenamento di hockey e poi ne riparliamo!”
Immaginando di incontrarli di nuovo
tra un bel po’ di anni, prima di lasciarli
andare all’allenamento quotidiano,
non resisto e gli chiedo:
Finita la vostra carriera sportiva
(anche se siete solo all’inizio!), cosa
pensate di fare dopo?
La risposta è all’unisono: “Gli allenatori!”.
Attenzione, Tessari, attenzione…
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SPORT
BEACH
CRONACA DI UN SUCCESSO
In alto un’immagine
del Torneo di Beach
Tennis Indoor Quanta
dello scorso novembre.
A destra una partita
estiva di Beach Volley.
uno sport che sarà
protagonista al Village,
anche in inverno, grazie
al Milano Beach Volley
Mikasa.
I
l 10 e 11 novembre si è svolto il torneo di Beach Tennis Indoor Quanta
Village.
Circa 60 le coppie iscritte nel primo
torneo lombardo di beach tennis valevole per la stagione FIT 2012/2013,
giocatori e giocatrici provenienti
da diverse regioni d’Italia (Veneto,
Toscana, Emilia Romagna, Piemonte,
Toscana e Puglia) insieme al folto
gruppo della vicina Svizzera hanno
dato vita ad un torneo senza precedenti
e di ottimo livello a conferma del buon
momento che sta vivendo il panorama
del beach tennis in Lombardia.
Nel doppio femminile open la veneta
Michela Bucciol e la campionessa lombarda Rebecca Pizzi hanno avuto la
meglio per 6-3 sul team milanese composto da Simona Corti e Vittoria Ghedin e, sempre nella giornata di sabato,
Luca Esposito e Paola La Malfa si sono
aggiudicati il doppio misto open battendo in finale la coppia Svizzera formata da Yves Fornasier e Laura Galli
per 4-0 4-2.
La domenica invece è stata la volta
dei maschi dove, per la prima volta in
Lombardia, il limitato 4^ categoria ha
visto ai nastri di partenza ben 24 coppie
iscritte, i vincitori sono stati il milanese
Fabrizio Santi e il romagnolo Luca
Montanari che in finale hanno sconfitto il team lombardo formato da Luca
Bruno e da Matteo Savoldi per 6-2.
Il doppio maschile open, evento clou
della due giorni milanese, è andato ai
piemontesi Davide Bellini e Mattia
Stoissa.
Una nota di merito all’organizzazione
capeggiata da Mariano Borrelli che,
seppur con qualche imprevisto e dovuto
in gran parte al cattivo tempo, è riuscita
a portare a termine in modo perfetto
la manifestazione e alla Decathlon,
sponsor della manifestazione che ha
omaggiato i vincitori dei tornei con un
buono da spendere in tutta la catena dei
negozi sportivi.
Risultati
Doppio Femminile Open: Michela
Bucciol e Rebecca Pizzi
Doppio Misto Open: Luca Esposito e
Paola La Malfa
Doppio Maschile limitato 4a categoria:
Fabrizio Santi e Luca Montanari
Doppio Maschile Open: Davide Bellini e Mattia Stoissa
VOLLEY
Da Gennaio parte Il Milano Beach
Volley Mikasa Circuit si svolgera’ in 4
tappe in altrettanti impianti milanesi.
Ovviamente il Quanta Village è in
prima fila.
Questi gli appuntamenti:
CIRCUITO FEMMINILE
1^ tappa
13 gennaio 2013
2^ tappa
17 febbraio 2013
3^ tappa
17 marzo 2013
4^ tappa
21 aprile 2013
CIRCUITO MASCHILE
1^ tappa
03 febbraio 2013
2^ tappa
03 marzo 2013
3^ tappa
07 aprile 2013
4^ tappa
05 maggio 2013
MASTER FINALE
maggio 2013
tutte le info su:
www.lombardia.federvolley.it
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SPORT
DA DICEMBRE
A TUTTO TENNIS
Q
uesto il programma degli appuntamenti che si concluderà con la cena
di Natale:
Il 2 Dicembre si è svolto il Torneo Sociale
Singolare Maschile e Femminile
I prossimi appuntamenti:
•10-15 DICEMBRE: Settimana Aperta
ai genitori
Da lunedì 10 a sabato 15, tutti i parenti
dei ragazzi sono invitati ad assistere alle
lezioni di tennis e di atletica sui campi
5-6-7-8-9-10-11.
•15 DICEMBRE: Torneo di Natale 2012
Il torneo si giocherà presso i campi 7-8-
9-10-11.
Questo il programma della giornata:
ore 15.00:
Singolare maschile e femminile per i nati
nel 2004-5-6-7-8,
ore 16.30: Singolare maschile e femminile
per i nati nel 2000-1-2-3
ore 18.00: Singolare maschile e femminile
per i nati nel 1996-97-98-99
Seguirà la Cena di Natale. A partire dalle
20 la cena conclusiva del torneo.
Durante la cena saranno premiati i vincitori; per chi vorrà, poi, si continuerà a festeggiare la fine del torneo in compagnia.
Ricordiamo che la scuola tennis resterà
chiusa dal 7 al 9 Dicembre per Sant’Am-
brogio e l’Immacolata e dal24 Dicembre
al 5 Gennaio per le vacanze di Natale.
Ma saranno tante le sfide per tutto il prossimo anno a iniziare da Gennaio:
12-13 GENNAIO
“NAKE SPORT” Junior
Rodeo Quanta 2013
Torneo singolare maschile e femminile
under 10-12-14
19-20 GENNAIO
“NAKE SPORT” Senior Tour
Rodeo Quanta 2013
Torneo singolare maschile e femminile
limitato 3.1
Segui tutte le info sul Gruppo facebook Quanta Tennis School
CARLO CAZZANIGA
Classifica 2.7
Qualifiche:
Istruttore federale di 2° livello.
Titolo di Coach Accademia
Sanchez-casal Barcellona
Migliori risultati da giocatore:
qualificazione ai campionati
italiani under 16;
vittorie in numerose tappe
circuito Nike junior tour;
attività juniores tornei ETA;
partecipazione ai tornei
“Avvenire”, “Bonfiglio” e tornei
ITF10.000 $ e ATP Challenger
25.000 $
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SPORT
SINCRONIZZATO MASCHILE
NEL NOME DI TARZAN
Il nuoto sincronizzato è una disciplina nata al maschile.
Tra i primi protagonisti ci fu Tarzan...
Al Village è possibile prendere lezioni tutti i lunedì.
T
utti associano il nuoto sincronizzato
ad Esther Williams e i suoi faraonici show hollywoodiani.
Ma leggendo bene i giornali si scopre
che il nuoto sincronizzato è nato proprio
dagli uomini. Di certo non era uno sport
ufficiale, e non si chiamava nuoto sincronizzato. Lo chiamavano nuoto artistico,
e magari erano le prime sperimentazioni
di una attitudine di muoversi nell’acqua
in modo articolato e coreografico. Ci furono le prime gare internazionali, iniziarono a partecipare le donne e poi partì
il business, tutto al femminile. O quasi.
Non mancano infatti immagini di reper-
torio in cui star del nuoto sincronizzato si esibiscono insieme a degli uomini.
Esther Williams ricorda in particolare
quella volta all’Aquacade con Johnny
Weissmuller, famoso Tarzan cinematografico, anche lui, come lei, campione
di nuoto. Conferma che da sempre gli
uomini erano in qualche modo coinvolti
in questo sport, già da novembre è possibile frequentare qui al Village un corso
di nuoto sincronizzato maschile allenandosi con i SyncDifferent (nazionale di
nuoto sincronizzato maschile). La notizia ha già attirato l’attenzione dei media,
il Corriere della Sera ha dedicato loro
una servizio fotografico, proprio qui nella nostra piscina e anche Radio Monte
Carlo ne ha parlato all’interno della trasmissione “Teo in Tempo Reale” con Teo
Teocoli, il quale ha chiacchierato a lungo
con Gian Mario Felicetti, responsabile
del progetto.
IL CORSO
SI SVOLGE TUTTI I LUNEDI
19.30 - 20.00 appuntamento al Bar del
Quanta Village
20.00 – 21.30 in vasca
Per informazioni scrivi a
[email protected]
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SALUTE
È ARRIVATA
LA STAGIONE BIANCA!
Alessandro Koenig, specialista del
Poliambulatorio Quanta Fisiomed,
ci da’ qualche consiglio su come prepararsi
al meglio per gli sport invernali...
di ALESSANDRO KOENIG*
È
tempo di neve ormai! …si avvicina l’inverno e presto le nostre
montagne s’ammanteranno di bianco
e ci richiameranno, come ogni stagione, per praticare le più svariate attività!
…ma per poter beneficiare dell’attività in montagna ed evitare spiacevoli
disavventure è necessario tener presente un concetto fondamentale: la
montagna è, comunque, un ambiente
impegnativo!
La temperatura diminuisce mano
a mano che ci portiamo in alto; così
pure la quantità di ossigeno a disposizione per i nostri muscoli; ed inoltre i cambi di pendenza ed i dislivelli
si susseguono ininterrottamente mettendo alla prova continuamente i
nostri apparati organici: ne consegue
che le attività in montagna risultano
più faticose per il nostro organismo.
Ecco dunque che diventa saggio programmare un periodo preparatorio di
allenamento fisico che ci permetta di
arrivare preparati sul posto.
Preziosissimo, di base, sarà il lavoro
aerobico, prolungato, per allenare
la resistenza: ad esempio un po’ di
bicicletta o una bella marcia o una
buona passeggiata a passo ben spedito, magari coi bastoni da trekking,
così utili anche per allenare le braccia, o anche qualche decina di minuti
di corsa o qualche vasca in piscina a
buon ritmo.
Poi, a partire dalla muscolatura degli
arti inferiori, per proseguire con quella
addominale, del rachide e degli arti
superiori, dovremo fare in modo di
tonificare i muscoli ed immagazzinare
un po’ di potenza, con esercizi in serie
mirati ed utili circuiti rapidi: flessioni
sulle gambe, addominali, flessioni sulle
braccia, affondi sulle ginocchia, sollevamenti sulle punte e così via ripetendo.
Infine esercizi di allungamento, da fare
in fase di riscaldamento ed al termine
pure delle sedute di allenamento.
Direi che 2 – 3 sedute alla settimana
di allenamento, per un periodo di 3
– 4 settimane, possono garantirci un
minimo di condizione per affrontare
con serenità gli impegni montani.
Ottimo modo per incrementare il
livello di preparazione può esser quello
di muoversi a piedi in città il più possibile, così come fare qualche rampa di
scala in più, quando se ne abbia l’opprtunità, a tutto benefico dei nostri
quadricipiti, motori così importanti in
ambiente montano.
Certo poi, però, starà al buon senso
individuale di ciascuno di noi il non
esagerare e l’evitare gli sforzi e gli
strapazzi, così pericolosi, soprattutto
in condizioni ambientali già difficili,
commisurando le attività da intraprendere con il proprio grado di allenamento ed ascoltando attentamente i
segnali, ad esempio di affaticamento,
che il nostro corpo ci invia!
Non dimentichiamo, inoltre, di controllare sempre le previsioni meteo e
che siamo equipaggiati con indumenti
adatti e con attrezzatura idonea, perchè la montagna è sì bellissima, ma per
goderne pienamente la bellezza e per
beneficiare dei suoi magnifici salutari
effetti, spetta a noi non commettere
alcun anche piccolo errore!
Buona preparazione allora e buon
divertimento a tutti!
*Specialista in Ortopedia
e Traumatologia
esperto di Medicina di Montagna,
Poliambulatorio Quanta FisioMed
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LAVORO
LA FAVOLA
DELL’APPRENDISTATO
Sogno o realtà alle soglie del 2013
di MASSIMO QUIZIELVÙ*
I
l Direttore Generale era di buon
umore, aveva concluso contratti
importanti e il 2013 sarebbe stato un
anno straordinario. La riunione a cui
avrebbe partecipato a momenti, però,
lo preoccupava non poco. I progetti che
aveva acquisito gli davano una visibilità
di quattro anni e richiedevano assunzioni di 50 nuovi dipendenti da collocare in 7 diverse città, da Milano a
Napoli. Sapeva bene che il Consiglio
di Amministrazione non avrebbe mai
avvallato un incremento di risorse a
tempo indeterminato di questa dimensione e, d’altra parte, l’esigenza era
quella di giovani ingegneri, che avrebbero dovuto essere formati e che non
potevano essere, quindi, inseriti con
contratti a termine.
La cosa che lo irritava maggiormente
era la sicurezza che questi nuovi contratti, se ben gestiti, erano solo l’inizio di una crescita che sarebbe andata
ben oltre nel tempo e avrebbe consentito all’azienda di stabilizzare ben più
di 50 persone.
Con questo umore combattuto, entrò
nella sala riunioni dove lo attendeva il
Direttore delle Risorse Umane e dopo
un frettoloso saluto, il DG esordì:
“allora Giorgio, come pensi di risolvere la situazione? Tra cinque giorni ci
sarà il CDA e devo avere delle proposte credibili”.
Giorgio Guerini, quasi cinquantenne,
abituato a gestire situazioni difficili e
con una storia di oltre quindici anni
nell’azienda, conosceva bene Pietro
Riboldi, che era Direttore Generale
ormai da cinque anni, dopo essere stato
suo collega come Direttore Commerciale, e sapeva bene che non avrebbe
potuto prendere tempo.
Guerini riassunse i termini del problema: “tu vuoi 50 nuovi ingegneri operativi in due mesi, quindi, considerando
che dobbiamo formali sull’attività specifica per due settimane, devono essere
selezionati in poco più di un mese, in
sette piazze diverse e non siamo in
grado di offrire un contratto a tempo
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LAVORO
indeterminato”.
“Non farla così semplice - replicò con
un mezzo sorriso Riboldi - sai bene
che per prendere il progetto ho dovuto
tenere i costi all’osso e che non possiamo permetterci costi di selezione e
di formazione e men che meno possiamo avere dei costi del personale
troppo elevati!”.
“Non puoi pensare, però, - reagì Guerini - che il mio ufficio, che è già sottodimensionato, dopo gli ultimi tagli, per
l’attività ordinaria, possa seguire questo
progetto. Oltre tutto, stiamo parlando
di risorse che tu non vuoi perdere e
quindi dobbiamo immaginare una
soluzione che ci consenta nel tempo di
integrarle nei nostri organici”.
“Capisco le difficoltà - tagliò corto
Riboldi - ma entro dopodomani voglio
una soluzione credibile, non deludermi!”
Con una pacca sulla spalla ad un attonito Guerini la riunione si poteva considerare conclusa.
Guerini, rientrando in ufficio, si sentiva piuttosto abbattuto, le difficoltà
affrontate negli ultimi anni erano state
molte; la Riforma del mercato del
lavoro del Ministro Fornero gli stava
creando mille problemi sia di aggiornamento che di impatto sull’operatività
quotidiana, il suo ufficio era ridotto a
tre collaboratori per gestire oltre quattrocento dipendenti... e ora questo! Si
sentiva veramente a pezzi, mentre si
sistemava nella sua poltrona pensando
che, se questo progetto saltava, anche il
suo bonus di fine anno avrebbe fatto la
stessa fine.
In quell’istante si affacciò alla porta
Roberta Rizzi, una collaboratrice affidabile e brillante che si occupava delle
attività di reclutamento.
“Cosa ti serve Roberta?”, l’apostrofò
Guerini. “Volevo relazionarti dell’incontro sull’apprendistato a cui ho partecipato”, replicò Rizzi.
La prima reazione di Guerini fu di
rimandare il tutto ad un momento più
tranquillo, ma Roberta era una ottima
collaboratrice e rinviare senza motivo
non sarebbe stato motivante.
“Accomodati e raccontami tutto, disse, con un sorriso recuperato a fatica,
Guerini - quando avrai finito di relazionarmi vorrei sentire la tua opinione
anche sul nuovo progetto di reclutamento degli Ingegneri che sai”.
“In realtà - esordì Roberta - sono
venuta immediatamente, perché credo
che l’apprendistato potrebbe essere una
soluzione per il nostro problema”.
“Dai Roberta - replicò
seccato Guerini sento parlare a
diverso titolo di
apprendistato
da
quando
avevo i calzoni
corti e i problemi di gestione e formativi sono sempre stati superiori ai vantaggi, senza contare che, anche volendo
tentare, la nostra operazione coinvolge
7 diversi siti e richiederebbe organizzazione e tutor in ogni città. Dammi
retta, pensiamo ad altro!”
“Lasciami spiegare meglio - insistette
Roberta - e poi decidi. Quello che ho
in mente è l’apprendistato in somministrazione, che ci consentirebbe di avere
la flessibilità che vogliamo e affidare la
gestione all’esterno senza appesantire la
nostra attività”.
“Roberta - riprese Guerini - so bene
che l’apprendistato ci da una importante riduzione dei costi previdenziali, riducendoli dei due terzi, ma
dovremmo sostenere i costi dell’Agenzia per il Lavoro e quelli per la
formazione e avremmo poi gli obblighi di assunzione finale che in questo
momento non possiamo assicurare”.
“Per una volta il Ministro Fornero l’ha
fatta giusta - replicò Roberta – Tutto
il processo di formazione è oggi più
snello utilizzando l’apprendistato in
somministrazione, perché ci si svincola
dalla formazione “Regionale” e sono le
stesse Agenzie per il Lavoro tramite i
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propri Enti Formativi e gli Enti Bilaterali ad assicurare la corretta erogazione
e l’apprendimento e certificazione della
qualifica da acquisire. Quanta, l’Agenzia che ha organizzato il Convegno a
cui ho partecipato, assicura di coprire
i costi della formazione, sia per le due
settimane di formazione precedente
all’assunzione che per la formazione in
corso di contratto!”
“Rimane il problema dei costi dell’Agenzia e poi come facciamo alla fine del
contratto?
Deve assumerli Quanta?” Domandò
Guerini.
“Qui viene il bello - concluse Roberta una volta definita la durata dell’apprendistato, fino ad un massimo di 36 mesi,
che nel nostro caso sarebbero perfetti, la persona viene assunta proprio
da Quanta come apprendista con contratto a tempo indeterminato. Al termine dei 36 mesi, se la persona venisse
valutata negativamente, il rapporto si
concluderebbe, come prevede il Testo
unico sull’apprendistato. Se, come è
auspicabile, la valutazione sarà positiva,
la conferma dell’assunzione potrebbe
essere effettuata da noi, se ne sussistono le condizioni, o da Quanta beneficiando per altri 12 mesi degli sgravi!
Ovviamente i costi per il servizio ci
sono, ma ho calcolato che, considerando i risparmi di ricerca e selezione,
di formazione trasversale e professionale e di amministrazione dello stesso
personale (elaborazione buste paga,
cud, permessi, malattie, infortuni, etc.)
e che godiamo dei benefici contributivi, i vantaggi economici e organizzativi sono estremamente interessanti!”.
Guerini sorrise incredulo: “non posso
crederci! messa in questi termini
avremmo risolto il nostro problema!
Roberta, hai solo un giorno per presentarmi un progetto che porterò all’attenzione del Direttore Generale”.
Roberta si mise in contatto con il referente commerciale di Quanta, che
organizzò una riunione di approfondimento con lo specialista dell’apprendistato, il responsabile della formazione
e la responsabile dell’amministrazione
del personale somministrato, il progetto rispettò i tempi richiesti a tutti
i livelli, fu approvato e le selezioni e
gli inserimenti furono completati nei
tempi previsti e ...tutti vissero felici e
contenti!
Viviamo in un mondo dove, ormai,
neppure le favole hanno il lieto fine e
sono particolarmente contento, attra-
verso questo racconto che non si riferisce ad una storia realmente accaduta,
ma unisce diversi elementi di tante storie che si sono realizzate in questi mesi,
di offrire un lieto fine riconducibile al
mondo del lavoro.
È un lieto fine che si riferisce all’apprendistato in somministrazione che,
è mia forte convinzione, rappresenta
uno strumento efficace, flessibile e conveniente per tutte quelle aziende, e
sono più di quelle che comunemente si
crede, vogliono crescere, hanno necessità di assumere risorse e stabilizzarle
nel tempo ma sono frenate dalle tante
difficoltà che conosciamo.
Quanta crede molto a questa opportunità e ha investito e sta investendo
molto nelle competenze e nell’organizzazione per realizzare l’apprendistato in
somministrazione con la massima sicurezza e qualità, ma come sa bene chi
legge il QVN, noi crediamo nei sogni e
crediamo che con il lavoro e l’impegno
arrivi anche il lieto fine.
Buon Natale e un felice Anno Nuovo a
tutti.
* Consigliere Delegato
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EVENTI
UN ANNO
CON LA GRANDE MUSICA
laVerdi conclude l’anno nel nome dell’eccellenza con l’Ambrogino d’oro assegnato
al Direttore Xian Zhang e un cartellone ricchissimo.
I prossimi appuntamenti con la
Grande Musica:
DICEMBRE
laVERDI BAROCCA
mercoledì 12 dicembre ore 20.30
CORELLI Concerto grosso n. 1 in Re
maggiore op. 6
VIVALDI ‘’La Stravaganza” Concerto III
in Sol maggiore RV 301
VIVALDI Concerto per Violoncello e Orchestra in do minore RV 401
VIVALDI Concerto per violino e orchestra in Mi minore RV 273
VIVALDI ‘’La Stravaganza’’ Concerto VI
in Sol minore RV 316
CORELLI Concerto grosso n. 8 in Sol
minore op. 6 ‘’Fatto per la Notte di
Natale’’
STAGIONE SINFONICA
giovedì 13 dicembre ore 20.30
venerdì 14 ore 20.00
domenica 16 ore 16.00
DVO ÁK Vodník, poema sinfonico op.
107; Concerto in Si minore per violoncello e orchestra op. 104; Sinfonia n. 6
in Re maggiore op. 60
CRESCENDO IN MUSICA
giovedì 15 dicembre ore 15.30
UNA FIABA SULLE PUNTE…
AJKOVSKIJ Lo Schiaccianoci
CONCERTO STRAORDINARIO
domenica 16 dicembre ore 19.30
BRITTEN A Ceremony of Carols per
arpa e coro di voci bianche Friday Afternoons per pianoforte e coro di voci
bianche
STAGIONE SINFONICA
giovedì 20 dicembre ore 20.30
venerdì 21 ore 20.00
domenica 23 ore 16.00
VACCHI Prospero o dell’armonia,
melologo per attore e orchestra. Testo
da La tempesta di William Shakespeare
MOZART Concerto in Re minore per
pianoforte e orchestra n. 20 K. 466,
Sinfonia n. 41 in Do maggiore K.551,
Jupiter
DOMENICA MATTINA CON laVERDI
domenica 23 dicembre ore 11.00
SCHUMANN
THOMAS Raymond: Ouverture
SCHUMANN Introduzione e Allegro Appassionato per pianoforte e orchestra
BERWALD Sinfonia n.3 in Do maggiore, Singulière
STAGIONE SINFONICA
sabato 29 dicembre ore 20.30
domenica 30 ore 16
lunedì 31 ore 20.
martedì 1 gennaio 2013 ore 16.00
BEETHOVEN Sinfonia n. 9 in Re minore
op. 125 per soli, coro e orchestra
GENNAIO
STAGIONE SINFONICA
giovedì 3 gennaio ore 20.30
venerdì 4 ore 20
domenica 6 ore 16
STRAUSS Vier letzte lieder
BRUCKNER Sinfonia n. 3 in Re minore
laVERDI BAROCCA
sabato 5 gennaio 2013
JOHANN SEBASTIAN BACH Weihnachtsoratorium BWV 248 per soli, coro e
orchestra- ore 17.30 (prima, seconda,
terza parte); ore 19.00 (Cena); ore
20.30 (quarta, quinta, sesta parte)
STAGIONE SINFONICA
giovedì 10 gennaio ore 20.30
venerdì 11 ore 20.00
domenica 13 ore 16.00
MENDELSSOHN Meeresstille und
glückliche Fahrt op. 27
BRITTEN Serenata per tenore, corno e
orchestra d’archi op. 31
MENDELSSOHN Sinfonia n. 3 in La minore, op. 56, Scozzese
DOMENICA MATTINA CON laVERDI
domenica 13 gennaio ore 11.00
VERDI/PASCULLI Gran Concerto per
oboe e archi su temi de I Vespri siciliani
VERDI/LOVREGLIO Fantasia da concerto per clarinetto e orchestra su motivi
de La Traviata
VERDI Balletto per la versione francese
de Il Trovatore (1857)
STAGIONE SINFONICA
giovedì 17 gennaio ore 20.30
venerdì 18 ore 20.00
domenica 20 ore 16.00
BRAHMS Ein deutsches Requiem per
soli e coro op. 45
CRESCENDO IN MUSICA
sabato 19 gennaio ore 15.30
TANTE NOTE CON GLI OTTONI
Con gli Ottoni de laVerdi
Narratore Ivan Fossati
STAGIONE SINFONICA
giovedì 24 gennaio ore 20.30
venerdì 25 ore 20.00
domenica 27 ore 16
BRAHMS Concerto n. 1 per pianoforte e
orchestra in Re min. op. 15
MENDELSSOHN Sinfonia n. 5 in Re
maggiore op. 107, La Riforma
CRESCENDO IN MUSICA
sabato 26 gennaio ore 15.30
IMPARIAMO A COLPIRE LE PERCUSSIONI (Narratore Ivan Fossati)
STAGIONE SINFONICA
giovedì 31 gennaio ore 20.30
venerdì 1 febbraio ore 20.00
domenica 3 ore 16.00
DVO AK Husitskà ouverture op. 67
Romanza per violino e orchestra in Fa
minore op. 11
Mazurek in Mi minore per violino e orchestra op. 49
Sinfonia n. 5 in Fa maggiore op.76
FEBBRAIO
CRESCENDO IN MUSICA
sabato 2 febbraio ore 15.30
UN QUINTETTO A TUTTA VOCE: GLI
ALTI E BASSI
STAGIONE SINFONICA
giovedì 7 febbraio ore 20.30
venerdì 8 ore 20.00
domenica 10 ore 16
BEETHOVEN Sinfonia n. 4 in Si bemolle
maggiore op. 60
BRAHMS Sinfonia n. 4 in Mi minore
op. 98
laVERDI BAROCCA
mercoledì 13 febbraio ore 20.30
BACH Suite n. 1 in Do maggiore BWV
1066
Suite n. 2 in Si minore BWV 1067
VIVALDI Concerto per viola d’amore e
orchestra in Re minore RV 394
Viola d’amore Gabriele Mugnai
Concerto per viola d’amore, liuto e orchestra in Re minore RV 540
BACH Suite n. 3 in Re maggiore BWV
1068
Suite n. 4 in Re maggiore BWV 1069
STAGIONE SINFONICA
giovedì 14 febbraio ore 20.30
venerdì 15 ore 20.00
domenica 17 ore 16.00
BARBER Meditazione e danza della
vendetta di Medea op. 23a; STRAUSS
Salome: danza dei sette veli op 54;
DE FALLA El amor brujo: danza rituale del fuoco; RIMSKY - KORSAKOV
Shéhérazade op 35
CONCERTO STRAORDINARIO
sabato 16 febbraio ore 20.30
BEETHOVEN con la Banda Osiris
CRESCENDO IN MUSICA
sabato 16 febbraio ore 15.30
ROLL OVER BEETHOVEN
Beethoven e la Banda Osiris
Direttore Jader Bignamini
STAGIONE SINFONICA
giovedì 21 febbraio ore 20.30
venerdì 22 ore 20.00
domenica 24 ore 16.00
DOMENICA MATTINA CON laVERDI
domenica 24 febbraio ore 11.00
BIZET; ADAM Si j’étais roi - Ouverture
(1852); VOLKMANN Concerto per violoncello (1855)
BIZET Sinfonia in Do Maggiore (1855)
STAGIONE SINFONICA
giovedì 28 febbraio ore 20.30
venerdì 1 marzo ore 20.00
domenica 3 ore 16.00
MAHLER Sinfonia n. 3 in Re minore
Tutte le informazioni dettagliate sui
concerti su www.laverdi.org
Per i Soci Quanta Village
biglietti a abbonamenti ridotti.
BIGLIETTERIA E INFO
Auditorium di Milano
Fondazione Cariplo
Largo Gustav Mahler
mar/dom 14.30/19
tel. 02.83389.401/402/403
[email protected]
Sportello dedicato presso
MY LINK POINT CADORNA
Piazza Cadorna 14,
lun/sab 10/18 - dom 10/16
tel. 02.85.11.4865
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AREA BIMBI
TRAVELLING TO HIP-HOP
Cari bambini, Matteo per il saggio di Natale ha deciso di diventare
un campione di hip-hop. Ci riuscirà?
di GIULIA GORGOGLIONE
Christmas is coming and Matteo has heard that at Quanta Village children are
having the hip - hop lessons!
“Why not?” He thought... He wants to
try that. He knows it‛s a dance that comes from the US and it‛s very “cool”! But
what is the right equipment?Just have a
look!
BASEBALL CAP
BAGGY JEANS
OVERSIZE
T-SHIRT
SNEAKERS
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10-15 DICEMBRE
Settimana Aperta ai genitori
Da lunedì 10 a sabato 15, tutti i parenti dei ragazzi sono invitati ad assistere alle lezioni di tennis e
di atletica sui campi 5-6-7-8-9-10-11.
15 DICEMBRE
Torneo di Natale 2012
Il torneo si giocherà presso i campi 7-8-9-10-11.
Questo il programma della giornata:
ore 15.00: Singolare maschile e femminile per i
nati nel 2004-5-6-7-8,
ore 16.30: Singolare maschile e femminile per i
nati nel 2000-1-2-3
ore 18.00: Singolare maschile e femminile per i
nati nel 1996-97-98-99
Segue Cena di fine torneo
A partire dalle 20 la cena conclusiva del torneo,
durante la quale saranno premiati i vincitori. Per
chi vorrà, poi, ci sarà l’occasione per continuare a
festeggiare la fine del torneo in compagnia.
Per informazioni e prenotazioni:
tel: 02 83387231 - 02.66200285
AGENDA
TENNIS
e-mail: [email protected]
[email protected]
Ricordiamo che la Scuola Addestramento Tennis
rimarrà chiusa nei seguenti giorni:
da Venerdì 7 a Domenica 9 Dicembre, in occasione di Sant’Ambrogio e dell’Immacolata
da Lunedì 24 Dicembre a Sabato 5 Gennaio, in
concomitanza delle Vacanze Natalizie.
12-13 GENNAIO
“NAKE SPORT” Junior
Rodeo Quanta 2013
Torneo singolare maschile e femminile under
10-12-14
19-20 GENNAIO
“NAKE SPORT” Senior Tour
Rodeo Quanta 2013
Torneo singolare maschile e femminile limitato
3.1
segui tutte le info sul Gruppo facebook
Quanta Tennis School
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BEACH VOLLEY
AGENDA
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Gennaio - Maggio 2013 - Milano Beach Volley Mikasa Winter Circuit
Circuito regionale invernale di beach volley,
promosso da Fipav Lombardia e Fipav Milano in
collaborazione con Beach Volley Marconi, PalaUno, Quanta Sport Village e Centro Pavesi Fipav.
Otto tappe, da gennaio a maggio per un massimo
di 32 coppie.
CORSI
AL BRITISH
INSTITUTES
Prima tappa: circuito femminile 13 gennaio 2013,
maschile 03 febbraio 2013
Seconda tappa: femminile 17 febbraio 2013, maschile 03 marzo 2013
Segui il gruppo su facebook
“Beach Volley al Quanta Sport Village”
HOCKEY: LE PARTITE
AL QUANTA VILLAGE
CORSI DI INGLESE GENERALE
(40 ore) Livello Base (A1)
Inizio Lunedì 04 Febbraio
Lunedì e mercoledì dalle 19.00 alle 20.30
CORSI DI INGLESE GENERALE
(40 ore) Livello Intermedio: (B1)
Inizio Martedì 5 Febbraio
Martedì e giovedì dalle 19.00 alle 20.30
sabato 22 dicembre 2012
19,00
MILANO 24 QUANTA
GHOST PADOVA
Pausa festività fino al 2 gennaio
quando si riprenderà regolarmente
CORSI DI BUSINESS ENGLISH
sabato 12 gennaio 2013
19,00
MILANO 24 QUANTA
MAMMUTH ROMA
CORSI DI CONVERSAZIONE
(Individuale e di mini-gruppo, orari da
concordare)
sabato 26 gennaio 2013
19,00
MILANO 24 QUANTA
HOCKEY EMPOLI
NOVITÀ
ENGLISH FOR THE
FASHION INDUSTRY
2 o 9 febbraio
Finale di Coppa Italia
(data da confermare)
Corsi individuali e di mini-gruppo (2-3
persone )
In partenza tutto l’anno
Inizio Sabato 9 Febbraio
Sabato mattina dalle 9.30 alle 12.30
Le iscrizioni sono già aperte.
British Institutes
Sede di Milano-Affori
(Quanta Village)
Via Assietta, 19 - 20161 Milano
02 54065438
[email protected]
sabato 16 febbraio 2013
19,00
MILANO 24 QUANTA
SPORT MONLEALE
sabato 2 marzo 2013
19,00
MILANO 24 QUANTA
ASIAGO VIPERS
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I BAMBINI PROTAGONISTI
Festa di San Silvestro
SABATO
Per festeggiare l’Anno Nuovo, Quanta Village propone un evento all’insegna della musica e dell’arte. Una serata di festeggiamenti dedicata ai
più piccoli, dalle ore 20 fino al 2013.
15 e 22 dicembre
cena con animazione per i
più piccoli
JUNIOR CLUB
SPECIAL BRUNCH
16 dicembre
con laboratori creativi per i
ragazzi dai 2 ai 12 anni...
il prezzo per gli adulti è di 25
euro, 15 per i bambini
(fino ai 12 anni d’età).
Pacchetto: 2 adulti e 2 bambini, 70 euro
14 Febbraio
SAN VALENTINO
16 Febbraio
CARNEVALE
8 Marzo
FESTA DELLA DONNA
Per Info e Prenotazioni:
tel. 02 83387231
02.66200285
e-mail:
[email protected]
[email protected]
AGENDA
JUNIOR CLUB
ore 20
Gli adulti troveranno ad accoglierli il pianista Fabrizio Paglionico, un aperitivo di benvenuto e il caminetto acceso; i più piccoli, invece, saranno
accompagnati a tavola. Ad attenderli un Menu pensato su misura per
loro: Gnocchetti al pomodoro, Nuggets di pollo e crocchette di patate,
Crostata di albicocche.
ore 21
I bimbi, coinvolti nel Laboratorio di musica e pittura, daranno sfogo alla
loro creatività.
Suddiviso in tre fasi dalla durata complessiva di due ore, il laboratorio
guiderà i piccoli artisti a suon di musica a decorare una t-shirt per il
2013.
I protagonisti della serata dipingeranno spontaneamente le immagini
che la musica suggerisce loro, aiutati dalle tate, creando una maglietta
da conservare come ricordo...
Gli adulti inizieranno nel frattempo a cenare
Questo il Menu :
antipasto di gratinati di mare e di terra
flan di zucca con gamberi dorati
timballo di riso venere agli asparagi e scampi
trancio di ricciola selvaggia al forno con verdure dell’orto di stagione
millefoglie di panettone con crema di mascarpone e frutti di bosco
a mezzanotte, cotechino e lenticchie.
acqua, vino, spumante, e caffè.
dalle ore 23
Nell’ultima ora dell’anno i bambini esporranno le proprie opere, rientrando poi nella Sala Ristorante con i genitori.
Alle 23.45 Fabrizio Paglionico riprenderà la sua performance fino allo
scoccare della Mezzanotte, momento in cui si brinderà all’Anno Nuovo
sulle note del walzer.
Musiche rock ‘n’ roll, boogie boogie e soul scalderanno la serata fino
alla chiusura.
il prezzo è di 75 € per gli adulti e 30 per i bambini
Info e Prenotazioni: tel. 02 83387231 - 02.66200285
e-mail: [email protected]
[email protected]
ti aspettiamo!
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TENNIS
Manuela Zoni
STUDIO MEDICO
Enrico Pozzi
339 1147069
[email protected]
tel. 02 39565590
02 39565589
fax. 0283387812
[email protected]
CALCIO
BEACH VOLLEY
PATTINAGGIO
HOCKEY
Marco Uda
02 83387564
[email protected]
[email protected]
PISCINA
CORSI DIVING
AGONISMO NUOTO
Cristina Maggi
02 66216167
[email protected]
AREA FITNESS
BALLO
Cristina Maggi
02 66216167
[email protected]
RUNNING
Reception
02 6621611
[email protected]
USCITE DIDATTICHE
Marco Uda
02 83387564
[email protected]
JUNIOR CLUB
Silvia Ghisio
02 83387231
[email protected]
CAMP
Reception
02 6621611
[email protected]
PUBBLICITÀ E
SPONSORIZZAZIONI
Antonio Cappellari
02 83387427
[email protected]
EVENTI AZIENDALI
CONGRESSUALI
E P R I VAT I
Silvia Ghisio
02 83387231
[email protected]
RISTORANTE
PIZZERIA
APERTURA DA LUN A SAB
12,30 - 14,30 E 19,30 - 23,00
DOMENICA 12,30 - 14,30
02 66200285
[email protected]
Q U A N TA A G E N Z I A
PER IL LAVORO
09,00-18,00
02 8330191
[email protected]
C O R S I Q U A N TA
RISORSE UMANE
09,00-18,00
02 54065439
[email protected]
CORSI BRITISH
INSTITUTES
09,00-18,00
Giulia Gorgoglione
02 54065438
[email protected]
2012
I
63
settembre/dicembre
2012
DIRETTORE RESPONSABILE
Dario Colombo
[email protected]
ORARI DI
APERTURA
DEL CENTRO
DA LUNEDÌ A SABATO
08,00-24,00
DOMENICA
08,00-20,00
CHIUSURA NELLE
GIORNATE DI FESTIVITÀ
NAZIONALE
SEGRETERIA
Monica Lagomanzini
[email protected]
H A N N O C O L L A B O R AT O
Umberto Quintavalle,
Massimo Quizzielvù,
Illo Quintavalle, Riki Tessari,
Toni Cappellari, Massimiliano Ardino,
Maurizzio Zavattari, Josè Cruanyes,
Pietro Galeoto, Giulia Gorgoglione,
Federica Moschiano, Marco Cattelan.
PROGETTO GRAFICO
ORARI DI
APERTURA
RECEPTION
Creature Milano 19
Matteo Guerra
ART DIRECTOR
Pietro Galeoto
DA LUNEDÌ A VENERDÌ
10,00-20,00
SABATO
09,00-18,00
DOMENICA
10,00-13,00
CHIUSO IN REDAZIONE
il 3 settembre 2012
LA TIRATURA DI QUESTO NUMERO
13.500 copie
02 6621611
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Prenotazioni dei Campi
da Tennis, Calcetto,
Beach Volley
tramite servizio
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S TA M PA
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QVN - QUANTA VILLAGE NEWS
EDITORE: HCM
Via Assietta 19 - 20161 Milano
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Pubblicazione trimestrale
registrata presso
il Tribunale di Milano
N° 267 del 13 Aprile 2004
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QVN dicembre marzo n.64 - Tennis Club Quanta, Milano