INDICE Spettacoli La non-scuola sul palcoscenico 21/04/12 2 Sette Sere Capitale europea, Matera è in pole 21/04/12 4 Sette Sere Cassani: "1 milione il nostro budget" 21/04/12 5 Sette Sere spettacoli Una serata per Faber 21/04/12 6 Sette Sere spettacoli barocco maestoso 21/04/12 7 Sette Sere spettacoli aspettando Muti e la Chicago orchestra 21/04/12 Sette Sere spettacoli Tibet d'essai 21/04/12 10 Sette Sere Cultura: tagli pesanti, solo il Mic si salva 21/04/12 11 Sette Sere ANTEPRIMA RAVENNA FESTIVAL 26/04/12 13 Ravenna e Dintorni Spettacolare e suggestiva, la notte delle creature 26/04/12 Ravenna e Dintorni Dantone, Brunello, Bollani tutti sul palco dell’Alighieri 26/04/12 Ravenna e Dintorni Marco Rosetti, un ravennate a Broadway 30/04/12 15 18 Il Resto del Carlino Ravenna Turismo, tutti a casa. Oppure all'estero 30/04/12 14 16 Corriere Romagna Ravenna Marzo nero per i lidi ravennati, bene Cervia 30/04/12 9 19 Repubblica Affari & Finanza Pagina 1 di 20 press unE sette sere 21/04/2012 RAVENNA i Il Teatro delle Albe tra spettacoli, incontri, riflessioni e laboratori La non-scuola sul palcoscenico Come ogni primavera, anche quest'anno il movimento teatrale sotterraneo e brulicante della non-scuola del Teatro delle Albe è arrivato al palcoscenico del teatro Rasi. E lo ha fatto per la ventesima edizione. La non-scuola è quel fare teatro che la compagnia ravennate delle Albe pratica con gli adolescenti delle scuole superiori della città: un'esperienza teatrale antiaccademica, che abbatte i ruoli e le generazioni, che scorre attraverso un contatto eversivo rispetto agli schemi precostituiti della pedagogia teatrale alla cui origine risiede quella necessità di relazione con l'altro che muove l'intero andamento artistico della compagnia. Fino al 24 aprile, con tutte le serate che iniziano alle 21 al Rasi, ci sono spettacoli che, quest'anno, sono accompagnati da quattro novità: un laboratorio fotografico, la presentazione di spettacoli ospiti che ci sono stati il 13 e 14 aprile, una tre gioIni di riflessione sulla pedagogia e un incontro sul rapporto tra teatro e rugby. Venerdì 20 aprile l'Itsct «Giuseppe Ginanni» debutta in Leonce e Lena, liberamente tratto da George Biichner; sabato 21 tocca al liceo artistico «Pier Luigi Nervi» insieme all'Istituto d'Arte per il Mosaico «Gino Severini» dar vita a Uccelli, liberamente tratto da Aristofane; infine martedì 24 il gruppo sostenuto da Assessorato al Decentramento del Comune di Ravenna / Istituto Comprensivo Statale «Mario Montanari» / Lyons Club Ravenna Dante Alighieri presenta Pace! No, scusate, era solo un sogno... liberamente I RAGAllI DI «ERESIA DELLA FELICITÀ» tratto da La pace di Aristofane. Il laboratorio fotografico Fotocopie, realizzato in collaborazione con l'Associazione Culturale Osservatorio Fotografico, svi luppa un percorso laboratoriale per tutto il periodo del festival: Claire Pasquier e Cesare Fabbri condurranno un gruppo di giovani interessati alla fotografia a raccontare - attraverso la costruzione di piccole storie visive - ciò che accade durante le prove della non-scuola. Dialoghi sulla non-scuola è la due giorni di riflessione tra teatro e pedagogia che si terrà sabato 21 aprile dalle 14.30 alle 17.30 e domenica 22 aprile dalle 11 alle 17 al teatro Rasi con il coordinamento di Marco Martinelli e la partecipazione di diversi ospiti oltre, naturalmente, alle guide della non-scuola. Tra i partecipanti i componenti del collettivo di critica teatrale Altre Velocità, i fondatori della rivista Gli asini, bimestrale di educazione e intervento sociale, i componenti della rivista Stratagemmi — Prospettive Teatrali, la storica del teatro Laura Mariani, la redazione del Tamburo di Kattrin, webzine di informazione e critica teatrale, il critico e studioso teatrale Massimo Marino, lo scrittore e intellettuale di origine algerina Tahar Lamri, il gruppo curatoriale di CorpoGiochi di Ravenna, l'associazione milanese Olinda, impegnata nella relazione tra teatro e società, Mario Cubeddu, ideatore del festival Settembre dei poeti, Rodolfo Sacclettini e Cristina Ventrucci, della direzione artistica triennale Santarcangelo '12 '13 '14. Festiva! Internazionale del Teatro in Piazza, e la giovane regista Pagina 2 Pagina 2 di 20 press unE sette sere 21/04/2012 cinematografica Alice Rohrwacher. Si tratterà di una tavola rotonda a partire dalle esperienze della non-scuola e di Eresia della felicità (il coro majakovskiano realizzato nel luglio 2011 al festival di Santarcangelo), un dialogo tra artisti, studiosi, critici, organizzatori. La due-giorni si chiuderà con la presentazione del film Corpo Celeste — opera prima di Alice Rohrwacher, presentata al festival di Cannes 2011 nella Quinzaine des Réalizateurs — che verrà •proiettato domenica 22 aprile alle 20.30 al Palazzo del cinema e dei congressi di Ravenna, in collaborazione con Mosaico d'Europa Film Fest. La stessa Rohrwacher terrà anche un incontro coordinato da Tahar Lamri sabato 21 alle 11 al teatro Rasi all'interno del progetto ParoleErranti. Infine ci sarà l'incontro dal titolo Terzo tempo!, un dialogo sulla non-scuola e il rugby, un confronto tra il Ravenna Rugby Football Club e il Teatro delle Albe/Ravenna Teatro per interrogarsi sui potenziali punti in comune e le connessioni possibili tra i due rispettivi mondi, in programma lunedì 23 aprile alle 21 al Rasi. Continuano inoltre, anche quest'anno, due collaborazioni della non-scuola. Quella con Simone Marzocchi - trombettista, compositore, attore e didatta che a ogni debutto accompagna l'ingresso degli spettatori a teatro con un pezzo originale composto per l'occasione. E quella con l'illustratore, fumettista e pittore ravennate Davide Reviati che espone al Rasi il proprio disegno originale scelto dalla non-scuola per questa edizione del festival. Informazioni: Ravenna Teatro, via di Roma 39, tel. 0544/36239, www.tea- trodellealbe.com Pagina 2 Pagina 3 di 20 press unE sette sere 21/04/2012 CULTURA I Ravenna 2019, l'analisi dopo il forum fra le candidate all'Almagià Capitale europea, Matera è in iole Daniela Verlicchi Capitale europea della cultura, si scoprono le prime carte. Il convegno di sabato 14 aprile all'Almagià («Capitale europea della Cultura: quale modello per l'Italia e per l'Europa?») che ha riunito assieme 11 delle 18 aspiranti a diventare capitali della cultura nel 2019 è stato molto istruttivo per capire a che punto è e dove sta andando Ravenna nella gara del 2019. LE TESTE DI SERIE Tra le più avanti nel percorso, Ravenna se la dovrà comunque giocare con altre due città che sabato hanno mostrato di aver qualcosa da dire in questa sfida. Prima di tutto Matera, che ha dalla sua anche il fattore «geopolitico» (è una città del Sud dopo 3 capitali europee italiane del Nord), ma anche un progetto intelligente e sponsor a sei zeri come Eni, Telecom e Fiat. «Abbiamo coinvolto la Rai in un evento dal titolo MateRa in cui verranno discusse pubblicamente con i cittadini le ragioni della candidatura - ha spiegato il manager di Matera 2019 Paolo Verri Il 30 gennaio abbiamo lanciato l'iniziativa "Mettici la faccia" nella quale i materani faranno da sponsor alla candidatura e con Telecom abbiamo ideato un progetto per ridurre il digital divide. Infine abbiamo cercato di coinvolgere i circa 830mila lucani sparsi in giro per il mondo creando un sito nel quale ognuno più fare la sua donazione». Tante idee, un consulente (Verri) che ha già vinto altre competizioni di questo tenore per 1 milione e 200 milà euro di budget. Strategia completamente diversa per Venezia, che si candida con tutto il Nord-Est. E qui sta il suo punto forte o debole, a seconda dei punti di vista. Se infatti i detrattori parlano di una candidatura «sbagliata» perché fuori target e con un territorio difficile da coinvolgere (troppo ampio), il responsabile di Venezia 2019 Maurizio Cecconi ribatte: «La competizione sta cambiando, l'Europa guarda alle macroregioni e se Venezia saprà trovare una dimensione non disneyana di relazione con i suoi territori e l'entroterra a sua volta userà il capoluogo come palcoscenico, possiamo farcela». Il tema proposto per la candidatura è il rapporto tra cultura ed economia. In campo, le Fondazioni Bancarie per un badget che non immaginiamo molto dissimile dalle altre big. AGGUERRITE Poi ci sono le «piccole ma agguerrite»: Perugia-Assisi (in tandem) e Siena. La prima punta sulla sua dimensione già per certi versi internazionale, come polo universitario globale, territorio con il maggior numero di multinazionali dopo la Lombardia e sede di importanti festival. Ma anche sul recupero di una rete di piccoli teatri che potrebbero diventare il palcoscenico del 2019. Siena, dal canto suo, «lavorerà sull'imprenditorialità creativa - spiega Pier Luigi Sacco -: siamo un polo globale di creatività e l'obiettivo è sfruttare i legami che già abbiamo con diverse città europee». LE ALTRE Tra le altre, c'è chi può contare sulla sua fama europea nell'organizzazione di eventi (Mantova con il festivalLetteratura), chi su un «Urbino International center» nuovo di zecca che a ottobre ospiterà una conferenza Onu sulla transizione nello Yemen e chi punta sulla rete regionale (Lecce: «Ristruttureremo tutti i contenitori culturali e rafforzeremo il sistema turistico salentino»). Per qualcuno la corsa è appena cominciata (Amalfi: «Fino a tre settimane fa non sapevamo nemmeno di esser candidate»), e per altri ufficialmente deve ancora cominciare: a Brindisi si aspettano le elezioni di maggio per designare gli organismi della candidatura. Come ha avvertite il responsabile della candidatura di Venezia Cecconi: «Questa è una maratona, non sempre chi parte prima arriva in fondo». Pagina 3 «Via il marcio dai partiti, ma non vanno demoniazati. Pagina 4 di 20 sette sere Cassani: «1 milione il nostro budget» Al convegno «Capitale europea della Cultura: quale modello per l'Italia e per l'Europa?» di sabato 14 aprile il coordinatore di Ra-venna 2019 Alberto Cassani ha chiarito che il budget per la candidatura della città dei mosaici a capitale europea della Cultura sarà di 1 milione di euro nei prossimi 3 anni. «La metà circa arriverà da sponsor privati - analizza Cassani - e sarà investita nell'organizzazione di eventi ed azioni sul territorio». Per la struttura (composta da 4 persone), invece, saranno impiegati circa 100mila euro lordi annui. Cassani si definisce «molto soddisfatto» dei risultati del convegno di sabato 14. «Ravenna sta costruendo una candidatura forte, per modello, strumenti e temi sui quali lavoriamo». Paura delle concorrenti, magari assenti, che hanno ancora carte scoperte? «Se la valutazione sarà fatta con procedure rigorose, sul metodo, il grado di coinvolgimento dei cittadini e, in altrrparole, sul dossiérdi candidatura, siamo ben posizionati. Altro paio di maniche è la geopolitica: e qui l'Aquila e il Sud fanno paura». Pagina 3 ,Via il doi partiti, ma non vanno demonizzati, Pagina 5 di 20 ,A22,22Z. press unE sette sere 21/04/2012 RAVENNA i La Bandenmadrè al teatro Alighieri Una serata per Faber - Sarà un omaggio a Faber sentito e decisamente multidisciplinare quello che il Mama's Club ha organizzato per martedì 24 al teatro Alighieri di Ravenna, per la conclusione del progetto Bandeandrè, che il club ravennate promuove per il terzo anno consecutivo grazie al sostegno e alla partecipazione attiva dell'azienda Tavar di Ravenna. Il titolare Daniele Baldini è infatti un imprenditore abituato a lavorare con i grandi artisti, da Battisti a Dalla, e con la sua azienda ha realizzato anche pavimentazioni per il teatro alla Scala di Milano. La passione per De Andrè ha fatto nascere una collaborazione non solo con il Mama's Club, da sempre in prima linea per queste iniziative cittadine, ma anche con lo scultore Mauro Bartolotti, che a De Andrè ha dedicato l'opera in ferro Re Carlo Martello (esposta nel foyer del teatro), e il cantante e chitarrista Gianluigi Tartaull, leader della Bandenadrè che omaggerà Faber all'Alighieri. Con lui sul palco ci saranno infatti, dalle 20.30, Nazzarena Galassi (voce), Caterina Sangiorgi (flauti e voce), Loretta Pompignoli (percussioni), Stefano Fabbri (percussioni), Raimondo Raimondi (chitarra, mandolino), Giacomo Sangiorgi (basso) e Luca Vassura (fisarmonica). Sarà un viaggio musicale per raccontare Fabrizio De Andrè, poeta e musicista ma anche uomo in mezzo ad altri uomini, attraverso canzoni storiche e più recenti per capirne l'impegno coerente di tutta una vita: raccontare e difendere gli ultimi, contro l'arroganza di qualsiasi potere, perché «non esistono poteri buoni». In apertura della serata, alcuni studenti si esibiranno insieme alla Bandeandrè, concludendo il percorso sul cantautore promosso dall'associazione Bandeandrè, in collaborazione con il servizio alle Politiche Giovanili del Comune di Ravenna. Info 0544/212889, 333/3908789. Pagina 3 Pagina 6 di 20 press unE sette sere 21/04/2012 Federico Savi n i L'evento che chiude la stagione d'opera del teatro Alighieri di Ravenna è anche il più atteso tra quelli in calendario ed è un evento in tutti i sensi. Il Rinaldo di Handel che andrà in scena a Ravenna venerdì 20 alle 20.30 e domenica 22 alle 15.30 è infatti non solo un'opera maestosa in sé per sé, ma sarà ulteriormente valorizzata, resa gigantesca nell'imponente allestimento di Pier Luigi Pizzi, creato nel 1985 al teatro di Reggio Emilia, che oggi è partner dell'Alighieri e del Comunale di Ferrara per questa riproposizione. Al tempo l'opera diretta da Pizzi approdò anche alla Fenice di Venezia, a Pisa, a Madrid, Lisbona e Ginevra, a conferma del talento visionario di uno dei grandi registi d'opera e scenografi non solo italiani. In un marmoreo salone i personaggi, in azzurro-oro i cristiani di Goffredo di Buglione, in rosso-porpora i saraceni cfi Argante, si muovono trasportati su macchine - enormi cavalli, troni e barche - mosse da uno squadrone di mimi mascherati come nel teatro giapponese kabuki che svelano al pubblico la macchina teatrale, l'artificio che è uno dei punti di forza dell'opera barocca. Quello che Pizzi mette in scena è dunque il «rituale del teatro», sul cui palcoscenico si muovono autentiche icone («il pubblico non ha familiarità con gli eroi cavallereschi messi in scena da Handel» dice Pizzi). Il capolavoro handeliano segnò il debutto del compositore a Londra e l'opera -- riscritta diverse volte ma sempre cantata in italiano - ebbe per anni un successo travolgente. Il giovane Handel compose in soli quindici giorni la musica su libretto di Aaron Hill che prese spunto dalle epopee ariostesche e di Torquato Tasso. In buca, a rendere l'evento an-. che più interessante, ci sarà l'ensemble barocco ravennate di fama internazionale Accademia Bizantina, diretto da Ottavio Dantone, specialista del repertorio barocco che torna all'A- lighieri dopo aver suonato già l'anno scorso un altro capolavoro di Handel, il Giulio Cesare. «Da un punto di vista musicale il Rinaldo è un'opera giovanile e molto diversa - spiega Ottavio Dantone -. Sono due capolavori ma certamente nel Rinaldo prevale un brio trascinante, con molti bellissimi cambi d'atmosfera, perfettamente funzionali poi a quello che accade sul palco». L'avevate già portato in scena? «Sì, sempre con Pizzi, alla Scala nel 2005, e c'era con me anche qualche altro musicisti dell'Ac- Pagina 7 di 20 cademia Bizantina. Rinaldo è stato il primo grande successo di Handel, venuto a Londra dopo una lunga esperienza italiana, e ovviamente la musica risente molto dello stile italiano del primissimo '700. Credo che una parte determinante del successo di quest'opera sia anche dovuta al libretto, molto incentrato sulla magia e quindi adatto a soluzioni sceniche spettacolari, di grande presa. I personaggi sono molto ben caratterizzati, imponenti come le' macchine che Pizzi usa sul palco. La musica segue di conseguenza da queste premesse spettacolari». Sù quale versione di Rinaldo vi siete basati? «Su quella riscritta da Hàndel vent'anni dopo la prima. E' più snella, manca un personaggio ma così riesce ad essere di impatto anche superiore, nel complesso uno spettacolo davvero maestoso, molto colorato». Sia Accademia Bizantina che Pizzi hanno lavorato tantissimo sul barocco, c'è un'affinità elettiva? «Di sicuro l'allestimento di Pier Luigi Pizzi non potrebbe essere più barocco, è davvero perfetto press unE sette sere 21/04/2012 per quell'idea di riproposizione filologica che perseguiamo da tempo. Il nostro ensemble è noto per il fatto di suonare strumenti originali dell'epoca, ma quando parlo di approccio filologico questo non significa che non si possa rispettare lo spirito della musica barocca solo in questo modo. Alla Scala, ad esempio, usammo per lo più strumenti di oggi, in quella situazione è solo richiesto uno sforzo maggiore per calarsi nello spirito barocco originario, di sicuro lo strumento originale aiuta». Hàndel ha scritto il Rinaldo in italiano, ottenendo un successo clamoroso a Londra. E' stata una tappa importante per l'opera in italiano? <■ Per l'opera in generale e per Hàndel in particolare lo è stata di certo. Però l'opera era già italiana per antonomasia prima e lo sarebbe rimasta, non è un caso per Hàndel e altri compositori di allora l'apprendistato in Italia fosse inevitabile. La storia musicale di Hàndel è particolarissima perché aveva alle spalle una formazione tedesca, comprese appieno i segreti dell'opera italiana e nel tempo sviluppò uno stile più inglese, andando a comporre numerosi oratori. Ha fatto storia a sé, insomma, e allo stile italiano ha donato, attraverso le sue opere, un'orchestrazione più ricca e raffinata. Negli ultimi anni a Londra la compagnia di Hàndel rivaleggiava con quella di un compositore italiano, Porpora, che in quella fase proponeva una musica più al passo coi tempi e in effetti riusciva quasi sempre a far lavorare per sé i cantanti migliori». Le difficoltà principali a dirigere un'opera del genere? »Nell'opera, che implica sempre la presenza di cantanti sul palco mentre l'orchestra è distaccata, in buca, la difficoltà maggiore è quella di legare insieme quello che accade sul palco con il lavoro dei musicisti. E' una macchina complessa con degli ingranaggi dietro ai quali lavorano decine di persone. Molto bello anche per questo». Pagina 4 Rinaldo di Georg Friedrich ~del, diretto da Pier Luigi Pizzi. Al teatro Alighieri di Ravenna venerdì 20 alle 20.30 e domenica 22 alle 15.30. Info 0544/249244. Pagina 8 di 20 press unE sette sere 21/04/2012 RAVENNA I ASPETTANDO MUTI E LA CHICAGO ORCHESTRA E' lo stesso programma del Ravenna Festival a definirlo un «concerto straordinario« e non è certo per via del campanilismo o del marketing che l'uso dei superlativi è dovuto a proposito del concerto che venerdì 27 aprile alle 21 al Pala de André vedrà Riccardo Muti dirigere la Chicago Symphony Orchestra nell'evento che di fatto apre il multiforme calendario del Ravenna festival 2012. Per l'occasione Muti e l'orchestra affronteranno un repertorio novecentesco, di sicura presa e grande raffinatezza, che dalla suite de Il Gattopardo di Nino Rota si dipanerà nella musica di due maestri assoluti del primo Novecento come Richard Strauss (del quale verrà eseguita Tod und Verkldrung - Morte e trasfigurazione, poema sinfonico op. 24) e Dmitrij Shostakovich (Quinta Sinfonia in re minore). Il concerto è già sold out, e in effetti non è precisamente una cosa da tutti i giorni (e nemmeno da tutti i Festival) avere Muti a Ravenna come direttore della grande compagine orchestrale incontrata dal maestro per la prima volta nel lontano 1973. La nomina di Muti a direttore musicale dal complesso è del 2010 e per questa data ravennate l'orchestra ren derà omaggio a Nino Rota, al quale il maestro è assai legato. Rota esaminò infatti un giovanissimo Muti al conservatorio di Bari, attribuendogli un 10 e lode «per come potrai suonare domani«. Orecchio lungo. Pagina 5 Pagina 9 di 20 press unE sette sere 21/04/2012 Dal 3 maggio la rassegna cinematografica del Ravenna Festival Tibet d'essai Anna De Lutiis Il cinema come mezzo propedeutico all'immersione sensoriale e spirituale del Ravenna Festival. «Quest'anno il Festival si avvicina più rapidamente - ha detto De Rosa, sovrintendente di Ravenna Manifestazioni - e si spalma in più mesi da aprile, con il concerto del 27 in cui Riccardo Muti dirigerà la Chicago Symphony Orchestra, a maggio con Allegromosso, XI european youth music festival, per proseguire con Nobilissima visione, dal 9 giugno a 15 luglio, e concludersi con la Trilogia verdiana d'autunno dal 9 al 18 novembre. In maggi& avrà luogo anche la rassegna di film dedicati al Tibet, propedeutica alla preparazione della settimana che in luglio vedrà a Ravenna una delegazione di monaci tibetani che porteranno in città le loro tradizioni fatte di canti, danze e cerimonie particolarmente suggestive». «Il successo della rassegna dell'assai dello scorso anno, dedicata all'Africa - ha aggiunto Franco Masotti, direttore artistico di Ravenna Festval - ci ha indotto a ripetere l'esperienza. Anche quest'anno i film sono strettamente legati al 'cuore' del Festival, il Tibet, e abbiamo individuato una coppia di giovani cineasti tibetani indipendenti, coppia anche nella vita. Si tratta di Ritu Sarin, nata a New Delhi, e Tenzing Sonam, nato nel Darjeeling, ma da genitori tibetani rifugiati. I due hanno realizzato documentari, video installazioni e un film a soggetto, premiato al Toronto International Film Festivàl. Sono stati ospitati nei più importanti festival del mondo e questa sarà la prima rassegna organica su di loro organizzata in Italia. Inoltre saranno presenti il 28 maggio, ultima serata, per dialogare con il pubblico e rispondere alle domande sull'inquietante situazione del popolo buddista». Il programma della rassegna prevede anche la proiezione di un film classico, Kundun, di Martin Scorzese. Il film ripercorre, dal ritrovamento all'investitura, la reincarnazione umana del Buddha della Compassione, il successore del tredicesimo Dalai Lama (morto nel 1933) in un bambino di due anni, il Kundun che vuol dire «prescelto)>, ma anche «presenza» e «oceano di saggezza», tutti appellativi che racchiudono l'essenza del Budda. Kundun è il Budda reincarnato, il nome che i monaci buddisti tibetani riservano al Sacro Signore, il Dalai Lama. La rassegna avrà inizio giovedì 3 maggio con Dreaming Lhasa (2005), primo lungometraggio di genere fiction prodotto dalla coppia di cineasti. Incentrato sull'incontro tra Karma, regista tibetana trapiantata a New York, a Dharamsala in cerca delle sue radici, e Dhondup, ex monaco fuggito dal Tibet che torna in India per adempiere l'ultimo desiderio della madre, il film narra del viaggio che intraprenderanno alla riscoperta del sé. Lunedì 14, il documentario The Sun Behind the Clouds racconterà la battaglia del Tibet per la sua libertà (2010). Fulcro della narrazione sono i delicati rapporti tra Pagina 10 di 20 Tibet e Cina, i tentativi di trovare una soluzione pacifica all'invasione da parte del Dalai Lama, la speranza diffusa tra le giovani generazioni tibetane di raggiungere l'indipendenza. The reincarnation of Khensur Rinpoche (1991) e il sequel The Thread of Karma (2007) saranno proiettati nella serata di lunedì 21 maggio. La storia del monaco Choenzey e della ricerca della reincarnazione del suo maestro defunto Khensur Rinpoche ripercorsa nel primo, prosegue nel secondo, a sedici anni di distanza. Nell'ultima serata, lunedì 28 maggio, ci sarà un doppio appuntamento: l'incontro con i registi e a seguire The Shadow circus: The CIA in Tibet (1998), realizzato con materiali d'archivio e interviste ai combattenti della resistenza e agli agenti segreti della Cia sopravvissuti. Il documentario rivela così, pèr la prima volta, un capitolo sconosciuto della storia recente del Tibet, il coinvolgimento della Cia contro l'invasione cinese, ribaltando tutti i preconcetti anche sui servizi segreti americani. Pagina 5 sette sere press unE 21/04/2012 L'assessore Isola disegna il futuro: «Serve un bilancio di comunità. Nel 2013 l'area vasta dei musei in Romagna» Cultura: tagli pesanti, solo il Mic si salva Manne! Potetti «Dal 2010 al 2012 siamo stati costretti a razionalizzare pesantemente le risorse per la cultura faentina, ma la nostra città vuole mantenere un ruolo centrale in questo contesto a livello romagnolo, sapendo bene che a livello locale non abbiamo Fondazioni che suppliscono al ruolo pubblico dal punto di vista dei finanziamenti, come avviene a Ravenna, Forlì, Cesena e Imola». Massimo Isola, assessore alla Cultura, cerca di disegnare un futuro comunque credibile per le realtà locali, ben sapendo che la sforbiciata ai finanziamenti è stata molto pesante, sia per le istituzioni culturali (Mic, Pinacoteca, ecc), e ancor più per gli eventi (tagliato il Fac, ridotto in maniera drastica il contributo al Mei ed in parte anche al Masini). Assessore Isola, la cultura per Faenza è sempre stata un fattore identitario. Oggi non rischia di essere messo in discussione con questi tagli? «La situazione generale non ha ammesso altre strade, i bilanci dei Comuni sono stati colpiti duramente dalle politiche nazionali dei governi. Non per questo la cultura uscirà di scena da Faenza, anzi, ma dobbiamo essere in grado di arrivare in poco tempo, un anno, ad un bi- lancio culturale di comunità, il pubblico ormai non può più sostenere tutto da solo o quasi». Fra gli istituti culturali e gli eventi avete favorito di gran lunga i primi, il Mic in particolare, che continua a ricevere I milione di euro, personale compreso. Perché? Cosa produce per la città? «E' vero, abbiamo fatto una scelta netta, che però non cancella una pluralità di eventi, seppur ridotti, che continuano a vivere in città. Il Mic è il capitolo centrale della trasformazione che stiamo tentando di operare. 11 Museo della ceramica ha subito comunque una riduzione di contributi considerevole, da 800mila euro a 500mila euro in soli due anni. Vogliamo valorizzarlo perché fa parte della storia della città, ci rappresenta a livello internazionale, ma questo sappiamo che non basta più. Con la Fondazione Mic e la scuola Minardi abbiamo aperto un percorso di maggior coinvolgimento della città verso il museo, con tanti appuntamenti ed eventi che trovano al Mic il loro sbocco naturale. Stiamo inoltre lavorando per arrivare con Ravenna e Forlì, dove Faenza è capofila, ad un sistema d'area vasta romagnola dei musei con Mar e San Domenico. Il 2013 sarà cruciale per questo, se andrà in porto il piano faremo un salto in avanti notevole anche dal punto di vista economico, con la messa in rete di più servizi». E la biblioteca comunale riuscirà a mantenere gli attuali servizi? Quando avrà un direttore a tempo pieno? «Dovremmo riuscirci, la novità del wi-fi ha portato nuovo pubblico giovane nelle sale della Manfrediana. Entro fine anno ci sarà il bando pubblico per il nuovo direttore, questo è l'impegno che ci possiamo prendere per il 2012». . Il Masini, seppur tagliato (da 305mila euro del 2010 a Pagina 11 di 20 230mila del 2012), rimane un punto fermo per la cultura locale e non solo? «Non c'è dubbio, Accademia Perduta ha garantito in questi anni qualità ed innovazione e Faenza è diventata una piazza riconosciuta nel panorama nazionale. Poi stiamo cercando di costruire un polo del teatro contemporaneo con i ragazzi di Wam, un obiettivo ambizioso». Dopo le polemiche dell'anno scorso (furono promosse scommesse on line legate al concerto di Radio Bruno), Masini Estate cambierà o no? «Tutto il cartellone sarà centrato più sul teatro, utilizzando lo spazio di piazza della Molinella. E' finita l'epoca dei grandi concerti, oggi non ce li possiamo più permettere purtroppo, puntiamo su spettacoli 'minori', ma di qualità». Nel capitolo «eventi» avete lanciato Kart, un cartellone d'arte contemporanea «fatta in casa», che nulla c'entra col Fac (tagliato a fine 2011). Cosa vi aspettate? «Col taglio del Fac abbiamo risparmiato ben 120mila euro, così non si poteva più andare avanti, non avevamo più i mezzi. Kart ha obiettivi completamente diversi dal Fac, intanto è molto più economico, le risorse arrivano tutte da privati. Noi Pagina 7 press unE sette sere 21/04/2012 miriamo a valorizzare chi fa arte contemporanea nella nostra città, cercando di far emergere nuovi protagonisti, sarà una sorpresa per tanti, ne sono certo». Il capitolo della musica è variegato, più penalizzato di tutti pare essere il Mei: i fondi passano da 90mila euro del 2010 a 30mila del 2012. Supersound si farà di nuovo? Esiste un problema Sangiorgi o sono solo chiacchiere? «Non esiste un caso Sangiorgi. Supersound si farà, tutti devono fare i conti con minor risorse, in questo caso c'è l'abbinamento con la Notte Bianca, la Cabina di regia per questo porterà altre risorse importanti. Bene Faenza Rock, che sta crescendo in un'ottica di unione dei comuni, a cui abbineremo anche l'attività delle sale prova in città». E la musica classica? Dopo la chiusura della Fondazione Savini (meno 30mila euro) cosa dobbiamo aspettarci in futuro? «In questo caso c'è una novità rilevante, con la Sarti e grazie alla collaborazione della Toscanini di Parma e dell'Emilia Romagna Festival, avremo per la prima volta una stagione di musica classica faentina composta da 10 concerti, 5 in autunno/inverno e altri 5 in primavera/estate». Pagina 7 Pagina 12 di 20 press unE 26/04/2012 E'. N N r\I -1•ORr\ Muti con la Chicago Symphony Orchestra L'edizione 2012 del Ravenna Festival si apre venerdì 27 aprile alle 21, al Palazzo Mauro De André, con una straordinaria anteprima: Riccardo Muti e la "sua" Chicago Symphony Orchestra. In programma la Suite Sinfonica da II Gattopardo di Nino Rota, il poema sinfonico Tod und Verklarung (Morte e trasfigurazione) di Richard Strauss e la Sinfonia n. 5 di Dmitrij Shostakovic. «La Chicago Symphony Orchestra — ha sottolineato Muti in più occasioni — è un'orchestra imponente, poderosa, ma anche straordinariamente versatile, che risente ancora dell'impostazione ricevuta dai grandi Fritz Reiner e Georg Solti». Riccardo Muti è il decimo direttore musicale della compagine orchestrale. Quella di Ravenna è la data conclusiva di un tour europeo in sei tappe iniziata il 15 aprile nella Sala Grande del Conservatorio di Mosca. Pagina 20 20 Danlone. Bruna°, Bollari lutti sud palco dell• kligtlieri Pagina 13 di 20 press unE 26/04/2012 '. N N.."-\[ . ) Spettacolare e suggestiva, la notte delle creature Sabato 28 aprile, in piazza del Popolo a Faenza, si celebreranno i 25 anni della cooperativa ZeroCento con il suggestivo spettacolo La notte delle creature, alle 21. Gli eventi, organizzati in collaborazione con Legacoop Ravenna e Accademia Perduta/Romagna Teatri, saranno tutti ad ingresso gratuito ed inizieranno già alle 16 con "La Piazza in Festa", un susseguirsi ininterrotto di animazioni e giochi per bambini e ragazzi. La compagnia Terzostudio proporrà poi Alto Livello, uno spettacolo di trasformismo e illusionismo sui trampoli, prima di lasciare, alle 21, spazio alle performances di "nouveau cirque" di grandissimi artisti, acrobati, equilibristi, contorsionisti, tessutisti, statue di fuoco, angeli volanti, sirene contorsioniste (nella foto) della notte delle creature. Lo spettacolo coinvolgerà Piazza del Popolo in tutta la sua estensione, utilizzando le strutture che la incorniciano: dai portici e dalle finestre di Palazzo Manfredi alla Torre Civica, dal Palazzo del Podestà fino alla Torre di Piazza della Legna. Pagina 21 Pagina 14 di 20 press unE 26/04/2012 I ......... Dantone, Brunello, Bollari tutti sul palco dell'Alighieri Una settimana fitta di appuntamenti al teatro Alighieri, grazie alla stagione "Ravenna Musica", curata dall'Associazione Angelo Mariani. Si comincia sabato 28 aprile con l'Accademia Bizantina, uno degli orgogli musicali della città di Ravenna e tra i più vivaci ensembles di musica antica del panorama internazionale, andrà in scena, diretta da Ottavio Dantone. Il programma del concerto prevede uno dei massimi capolavori di Johann Sebastian Bach, i Sei Concerti Brandeburghesi. Poi sarà la volta dell'Orchestra della Toscana, che mercoledì 2 maggio allineerà sul palco dell'Alighieri i suoi 45 musicisti. Insieme all'orchestra, si esibirà nel doppio ruolo di direttore e solista, il violoncellista Mario Brunello, un artista dall'indiscusso talento — nel 1986 è il primo artista italiano a vince- re il Concorso Caikovskij di Mosca — per l'impegno a servizio della musica con progetti innovativi che coinvolgono forme d'arte diverse e per la capacità, proprio attraverso la sperimentazione di diversi generi artistici, di avvicinare il grande pubblico alla musica. Il programma del concerto sarà interamente dedicato a Robert Schumann e proporrà il Concerto in la minore op. 129 per violoncello e orchestra e la Sinfonia in si bemolle magg. op. 38 n. 1. Infine, giovedì 3 maggio, arriva Stefano Bollani, che, reduce dai successi televisivi di "Sostiene Bollani", si esibirà in trio insieme ai musicisti che lo hanno accompagnato nel fortunato programma di Rai Tre: il bassista Jesper Bodilsen e il batterista Morten Lund. I concerti avranno inizio alle ore 20.30. Pagina 20 20 Dantone. Brunello, Bollarti tutti sud palco dell'Alighieri Pagina 15 di 20 :21Miiiiffi e Corriere press LIETE 30/04/2012 di Ravenna Faenza-Lugo e Imola «Tre anni fa alla Carnegie Hall di New York il pianista Nazzareno Carusi rappresentò in prima assoluta una mia opera» di Vania Rivalta RAVENNA. L'epifania arrivò con Star Wars, con quella colonna sonora composta da John Williams che dispiega al massimo le potenzialità di un'orchestra e che non a caso è stata eseguita da alcune delle più famose filarmoniche del mondo. «Rimasi folgorato», spiega Marco Rosetti, 33enne musicista ravennate che di recente è stato scritturato per comporre i brani di un musical, Anthropomorphic di Tim Young, che andrà in scena a Broadway e il cui debutto è previsto per il 4 ottobre. Rosetti inizia a suonare L'INTERVISTA q IL KRSONAP S IO «Negli Usa c'è una mentalità aperta a loro non importa se sei famoso o sconosciuto ti giudicano solo per il tuo lavoro» rebbe per forza di cose la qualità». Come giudica il panorama musicale ravennate, anche alla luce della candidatura a Capitale della Cultura 2019? «Le potenzialità ci sarebbero, perché ci sono molti locali che danno la possibilità di fare musica live. Però ci sono problemi di ordine culturale: da una parte al Gamba 7 è stato fatto fermare un concerto alle 21.30 perché disturbava, dall'altra ci sono sempre i soliti circoli autoreferenziali, ristretti, che non offrono possibilità. La realtà è che l'unico festival serio è davvero Ravenna festi- L'opera di Tim Young debutterà il 4 ottobre. «È la storia di una presa di coscienza nella vita di un giovane, della scoperta dell'intolleranza sociale» Marco Rosetti, un ravennate a Broadway Il musicista è stato scritturato per comporre i brani del musical "Anthropomolphic" la chitarra a 12 anni, dopo essere «impazzito per i Led Zeppelin»; prende lezioni private, si diploma al conservatorio di Adria e poi alla Los Angeles Music Academy. Rientrato in Italia, lavora in progetti propri, nell'accompagnamento musicale di artisti pop e in trasmissioni televisive come "Il Sarchiapone" di Rai 3 e "Ciak si ride". Comincia anche a comporre jingle per spot pubblicitari e sigle per varie trasmissioni. A queste attività, si affianca quella di insegnante alla scuola di musica Mikrokosmos di Ravenna. Grazie alla musica di Williams comincia ad appassionarsi alle colonne sonore, ai musical e ai compositori classici, compiendo un viaggio a ritroso che dai contemporanei lo ha portato fino a Claudio Monteverdi. 01- tre all'autore del soundtrack di Star Wars, i compositori di colonne sonore che apprezza di più sono Hans Zimmer (Il gladiatore, Rain man, Il re leone, Pirati dei Caraibi, solo per citare alcuni dei lavori più famosi) e Danny Elfman, le cui note hanno accompagnato molte pellicole di Tim Burton (tra cui La sposa cadavere, Alice in Wonderland e Batman) e gli Spider-man di Sam Raimi. Come è nato questo rapporto con gli Stati Uniti? «Mentre se mandi un curriculum in Italia non succede nulla, negli Usa ti rispondono, sia che si tratti di un sì o di un no. Mediamente trascorro ogni sera un'ora a cercare contatti oltre oceano e qualche rapporto si è sviluppato. C'è una mentaliPagina 16 di 20 tà molto più aperta, a loro non importa se sei famoso o sconosciuto, giovane o vecchio. Ti giudicano per il tuo lavoro». Che tipo di musical è Ant hr o p omo rphic? «Ha uno stile oscuro, alla Tim Burton. È la storia di una presa di coscienza nella vita di un giovane, della scoperta dell'intolleranza sociale, e la narrazione si sviluppa tra l'attimo in cui, con l'intenzione di suicidarsi, il protagonista spara un colpo di pistola e l'attimo in cui il colpo lo raggiunge». Che tipo di lavoro le è Pagina 25 o Rosetti, int ravennate a Bristdwa :21Mit'ffl e Corriere press LIETE 30/04/2012 di Ravenna Faenza-Lugo e Imola stato chiesto? «Il musicista con cui la produzione aveva lavorato finora è stato licenziato, per cui oltre alla composizione di cinque brani originali si tratta anche di rior chestrare quanto composto finora da qualcun'altro. Il lavoro che ho inviato fino a oggi è piaciuto, la direzione è quella giusta. Comporre per un musical significa rispettare uno stile particolare, che deve lasciare spazio alla recitazione e alla regia». È la prima volta che una sua opera viene rappresentata negli Usa? «No, tre anni fa, alla Carnegie Hall di New York, il pianista Nazzareno Carusi rappresentò in prima assoluta "Riminescenza da Tosca". Carusi è uno dei pochi che dà spazio anche a giovani sconosciuti, cosa che altri, per pigrizia o ignoranza, non fanno». È possibile vivere facendo musica? «Si potrebbe, ma in Italia c'è il problema degli hobbisti che fanno concorrenza sleale. Tu sei un professionista, offri un servizio di qualità, paghi le tasse. L'hobbista va a suonare per una pacca sulla spalla e i gestori dei locali, che vogliono riempire la serata, non badano alla qualità artistica. Ci sarebbe spazio per tutti se gli hobbisti suonassero quando non lo fanno i professionisti o se, in alternativa, chiedessero le stesse cifre. Allora il metro di giudizio divente- val, che ha dato anche a gente sconosciuta la possibilità di presentare un lavoro. Nel 2011 ho presentato un progetto "La favola di Bu e Flic", con musica e testi miei. Nessuno si ricorda che Ravenna ha dato i natali a ottimi musicisti, come il chitarrista Andrea Morelli, che suona per Cremonini, o Claudio Dirani, batterista dei Modà, o Giovanni De Luigi, la cui voce va un po' stretta a questa città. Ravenna capitale della cultura? Temo manchi l'humus. Sfido a fermare qualsiasi ravennate e a fargli due domande su San Vitale. Dopo di che si vede. Noi abbiamo il privilegio e il dovere di conoscere certe cose. Siamo gli unici che possono leggere Dante nella lingua in cui è stato scritto. Vale la pena farlo». Pagina 25 o Rosetti, int ravennate a Bristdwa Pagina 17 di 20 press LinE il Resto del Carlino Ravenna 30/04/2012 Marzo nero per i lidi ravennati, bene Cervia In recupero il capoluogo e la collina. L'ultimo weekend di aprile porta ottimismo BENE Cervia, benino Ravenna città e s ghella, male Faenza e malissimo lidi ravennati. Il rapporto sulle presenze turistiche di marzo nella nostra provincia segna in generale una flessione del 3,6 per cento che tuttavia dipende interamente dal crollo dei flussi lungo la costa compresa tra Ca.salborsetti e Lido di Savio, dove le preE' PARTITA la stagione delle serate del ballo in spiaggia. Sabato sera dal Tequila all'Hanabi quasi tutti i bagni di Marina di Ravenna hanno fatto festa fino a mezzanotte: aperti il Sottomarino, lo Zanzibar, il Toto e il Tikoa, oltre ai due già citati. Tanti giovani ravennati, soprattutto liceali, hanno riempito i bagni di Marina e quelli aperti di Punta, per festeggiare e per concedersi un drink e qualche ora di ballo. Tutto si è svolto all'insegna del divertimento senza eccessi particolari; sono stati infatti pochissimi gli episodi che hanno turbato la quiete: alle 22 è dovuto intervenire il 118 per aiutare una ragazza che aveva alzato un po' troppo il gomito e alle 23 sono state chiamate le forze dell'ordine, per mettere line a quella che si è dimostrata essere una piccola zuffa fra giovani senze sono diminuite del 31 per cento ri. spetto allo stesso mese del 2011.. L'inten trimestre è tutto col segno meno. Va deci. samente meglio la città d'arte che chiudt marzo con un progresso del 2,5 per cento. Nello stesso periodo, la città del sale mo. stra segni di chiaro recupero, dopo un bi. mestre grigio: Cervia totalizza poco più di nel retro di uno degli stabilimenti in festa. A parte piccoli episodi, la Marina di notte si è perciò dimostrata essere, ancora una volta, località di grande richiamo per i giovani, nonstante non si registrino più_ le affluenze, soprattutto di forestieri, riscontrabili gli anni addie- SERA A M4R1NS Molte feste in spiaggia e sbatto sotto controllo. 11. problema stradelli iL tro. La Duna degli orsi, fino al 2010 grande centro di richiamo, continua per il terzo anno di fila a tenere chiuse le serrande per le serate di lappy hour' del sabato e della domenica che l'avevano resa tanto celebre al pubblico bologne- CZI:CEFt:'''Z'Z La . prima tintarella 30mila presenze, con un recupero quasi del 6 per cento. Da segnalare l'ottimo dato di Brisighella (da 1.322 a 2.327 pernottamenti) mentre Faenza scende dell'S,l per cento. Va ancora peggio però a Lugo che perde quasi mille pernottamenti arretra del 20 per cento. Ma i dati di quest'ultimo weekend lasciano spazio all'ottimismo. se elnotlenese. GLI OPERATORI balneari si sono detti soddisfatti dell'esito complessivo di questo primo weekend di mare: «Non ci sono più gli spostamenti di una volta, ma sono arrivati comunque tantissimi ragazzi e, fortunatamente, non abbiamo avuto disordini; la stagione dovrebbe essere definitivamente cominciata». Sabato stranamente 'debole' per Mirabilandia che, nonostante il clima abbia quasi sfiorato 30 gradi, all'ingresso ha fatto segnare un'affluenza di 7800 persone. E' però bastata una domenica di tempo incerto, per dirottare il pubblico dal mare al parco giochi, che ieri ha ospitato più di 15000 appassionati di montagne resse ed eln.0rioni aderenaliniche. Oggi, nel grande parco della Standiana„ sarà invece presente il campione del mondo di niotocross Tony Cairoli, pronto ad affrontare gli stuntman del famoso spettacolo 'Scuola di polizia'. SUL I- RON Marina, tuttavia, non sono mancate le lamentele dì chi vorrebbe le istituzioni maggiormente attive nel controllo degli stradelli e nella regolamentazione del traffico post serata, «per far fronte ai soliti problemi», come dice il rappresentate di Lista del mare, Luca Rosetti che torna a segnalare le troppe auto parcheggiate in divieto di sosta negli stradelli, dove «restrigono la carreggiata, rendendo inagevole il transito dei mezzi di soccorso» e contro il troppo abbandono di vetro lungo le strade. Alessandro Cicognani eieristi sl)aitati a Porto Corsiiti, hanno approfittato della giornata di sole e delle teniperanire quasi estive per prendere la tiiitarella. c(3ra nessun pu mati e 130ehissiine auto nel parbcam,,iatore zna lungo gli stradelli e in viale delle Nazioni le vettureP ar e heggitte non nianeivano' e davanti ad alcuni stabilimenti i posti erano tutti occupati, Primi lettini e primi. scontrini: i bagni. si sono trezzarsi peidnotiovseon a norrnat veaglla e nriseitt2eljasen i, trini fiscali e 110 1" ricevute co ' n . . .ip ici tPel-eaciepdae, naznal,,..contesttlalinnelenin, li ponit.', ' io I,L, p rni E il flusZ7o è avn dwatdoeaiviaenttti nili: dell'anno dal I ir gi° g ha registrato unsabP:t)rne ne'Utne'tiV() ano ia sheara. (louando diVerSi bato di presenze a Marina. Sa- PriDie f elsilte, °rganizzato le bato pomeriQ ,.uio torta invece nati, aia anche diversi ero- Nirn, turc per i lidi nr.,ermaii. berle Cervin Pagina 18 di 20 press unE la &ottava AFFARKFINANZA 30/04/2012 NET, ECONONIV 2,11,117111,01,r Turismo, tutti a casa. Oppure all'estero L'OSSERVATORIO DI CARTA Sì FOTOGRAFA LE SPESE DEGLI ITALIANI NELLE VAZANZE DI PASQUA: MOVIMENTI IN CALO IN ITALIA, CRESCONO SOLO QUELLI ALL'ESTERO GRAZIE AI VOLI LOW COST. E DA NOI UNA GRAN PARTE DEI BUDGET FAMILIARI SONO FINITI IN BENZINA. MEGLIO DI TUTTI LE REGIONI DEL NORD EST Filippo Santelli Roma Partire. Magari a risparmio, ma partire. Anche questa Pasqua molti italiani non hanno rinunciato al loro weekend di vacanza. E la necessità di fare economia non li ha trattenuti in Italia, anzi: con l'opportunità di un volo low costo una meta a portata di macchina sono più dell'anno scorso quelli che hanno scelto l'estero, un campanello d'allarme per i nostri operatori turistici. A farlo suonare è l'osservatorio CartaSi sulle spese per le vacanze, che ha monitorato i pagamenti fatti dagli italiani con moneta elettronica nella settimana di Pasqua e nelle tre precedenti. Il flusso totale quest'anno è stato di 2,3 miliardi, cresciuto del 4,6% rispetto a Pasqua 2011. Dato parziale, su cui incidono la propensione e la possibilità di usare le carte di credito o prepagate. «Ma depurato - spiegaFrancesco Pallavicino, direttore marketing di CartaSi - dalla variazione delle tessere in circolazione. E il trend è netto: i soldi spesi sul territorio italiano salgono dell'1,6%. In termini reali, conside- dersi un ultimo fine settimana sulle piste. Così dietro alle solite destinazioni, le grandi città di Regno Unito, Francia e Germania, i Paesi dove più si sono dilatatele spese degli italiani sono Svizzera (+14,1%) e Austria (+9,1%). Sintomo che molti, sci in macchina, hanno attraversato ivalichi alpini, a tutto discapito delle nostre montagne. «È stata una Pasqua sottotono», conferma Elisabetta Dotto, albergatrice di Cortina. Nelle Dolomiti il nocciolo duro dei turisti invernali, tra il 70 e 1'80%, è costituito da'italiani. «Due su dieci quest'anno non sono venuti - continua - è stato I'anpo delle cancellazitfil». Colpa della poca neve, ma anche, pensano a Cortina, della pubblicità negativa causata dalla retata natalizia della Finanza. E i prezzi? «Su quelli siamo in linea con Austria e Svizzera», risponde Dotto. «Le prime due regioni di provenienza dei nostri clienti sono Lazio ed Emilia Romagna. Loro sono mancati, mentre sono cresciuti gli arrivi dalle zone più vicine, specie il Veneto». Proprio le Venezie, nel confronto tra Pasqua 2011 e 2012, si rivelano le regioni italiane che più hanno incrementato le spese turistiche con carta. Stabile il Sud, crescita modesta (+3,7%) per il Centro. I flussi più importanti si sono registrati al Nord, più a Nord-Est (+9,1%) che a'Nord Ovest (+4,6%), con il Friuli al +9,8%, il Veneto al +9,2% e il Trentino Alto Adige addirittura al +14,1%. Sono anche le regioni dove è stata più evidente la propensione a scegliere l'estero. In Italia i settori di spesa, se si esclude benzina e agenzie viaggio, mostrano tutti un trend negativo. Reggono gli alberghi (-0,6%), soffrono i ristoranti (-2,3%). «ARoma c'è stataunasensibile diminuzione dei turisti italiani», dice Nazzareno Sacchi, presidente della Fipe, la Federazione dei Pubblici Esercenti, nella Capitale. «Ma abbiamo compensato con l'aumento degli stranieri. Un vero rovesciamento: di norma a Pasqua gli italiani sono il 60-70%, quest'anno si sono fermati al 40». E se per ora il fatturato ha retto, considerata la propensione al consumo in caduta il timore è che «a fine anno possa diminuire del 10-15%». Per gli operatori la strategia sembra obbligata: puntare sui turisti stranieri. Negli ultimi mesi però la crisi economica si è inasprita un po' ovunque, incidendo sulla capacità di spesa dei vicini europei. Secondo Francesco Pallavicino di CartaSi «per tutto il 2011 l'aumento dei pagamenti elettronici dall'estero ha bilanciato il calo dell'Italia Ma in questo inizio di 2012 ha cominciato a diminuire». Con poche eccezioni. La Germania, da cui arriva un quinto delle spese turistiche straniere. E i Brics, gli emergenti, la cui quota è cresciuta fino al 7,2% del totale, con punte per Russia e Cina. Nel lungo periodo gli affari si faranno con loro, al momento però incidono poco. Quest'estate a far quadrare i conti del turismo saranno ancora gli italiani con qualche risparmio da parte, sempre che abbiano voglia dello "stesso mare". O i tedeschi, se preferiranno le nostre spiagge a quelle di Grecia e Turchia. Nazzareno Sacchi, presidente della Fipe di Roma. Anche le città d'arte hanno avuto un calo di presenze O RIPRODUZIONE RISERVATA rata l'inflazione, virano in negativo. Mentre esplodono i pagamenti oltre confine, più 13,8%». La fetta nazionale resta ancora la più grande: 1,7 miliardi contro i 600 milioni di quella estera. Le cifre sul tipo di spese però sono ben poco patriottiche. In Italia aumentano quasi solo i pagamenti per il carburante (+13,9%), su cui influiscono i continui rincari alla pompa. Mentre oltreconfine, dove pure il costo del pieno si fa sentire (+43,6%), crescono in doppia cifra anche le spese per biglietti aerei (+18,7%), alberghi (+18,3%) e ristoranti (+10,6%). E' stata una Pasqua anticipata rispetto all'anno scorso e questo ha permesso ai patiti della neve di go- Pagina 23 `prismi, (odia casa. Oppure all'estero Pagina 19 di 20 press unE Reobblica AFFARISSINANZA 30/04/2012 NET, ECONONIV 2,11,117111,01,r L'INTERVISTA; FEDERTURISMO "Promozione poco efficace e poca presenza online" II presidente di Federturismo Renzo lodo «E' stata una Pasqua poco brillante, con un calo di presenze tra il 5 e il 22% a secondo della città». stima Renzo lorio, presidente diFederturismo- Confindustria. Male spese degli italiani all'estero sono cresciute. «Non credo sia un'indicazione di preferenza. Mi preoccupadi più il calo del reddito disponibile diimprese e famiglie, evidente da 6-7 mesi. Con altre tasse in arrivo peggiorerà». Gli stranieri? «Negli ultimi tre anni sono cresciuti, oggi sono il 55% del totale. Per questo resto ottimista. I flussi dai vari Paesi si compensano, e i Brics crescono. Certo breve non sarà la Cina a salvarci». Come competere sul mercato globale? «Smettiamo di pensare che in Italia si viene per forza. Di paesi belli ce ne sono tanti, la gente lo sa. Va migliorata la promozione, non possiamo dare 21 messaggi diversi, uno per Regione. E gli operatori devono fare offerte chiare e acquistabili online». (fs.) RIPRODUZIONE RISERVATA IL BUDGET DEGLI ITALIANI A PASQUA Spese per tipologia 14,5% RISTORANTI ANTICIPO CONTANTE 10,3% LINEE AEREE 25,3% 6,2% ATTIVITÀ RICREATIVE 5,5% AGENZIE VIAGGIO 3 5% TRASPORTI PERSONE E 2,9% NOLEGGIO Q — CARBURANTE 15,7% ALBERGHI 1,3% 14,9% • PEDAGGI follie: Canali IL PESO DELLA BENZINA Spesa per tipologia, variazione % +15 '3 +14,6 +10,5 +6,9 +2,2 +13 wm g..., c3,6.9o ,,,,.. =i-L S c.2 " , ,(, 4.4iLs „5:5 ,z..c-) ...,....,sr ,.4345' ce £2- .„?cs:2, ,,, wgkeneata 5}&'3 ,...zrct.44, Reo -5'7 -2,1 -2 g 5 i •Thg, Nata: CartaSi Pagina 23 'prismi, (odia casa. Oppure all'estero Pagina 20 di 20