INDICE
Spettacoli La non-scuola sul palcoscenico
21/04/12
2
Sette Sere
Capitale europea, Matera è in pole
21/04/12
4
Sette Sere
Cassani: "1 milione il nostro budget"
21/04/12
5
Sette Sere
spettacoli Una serata per Faber
21/04/12
6
Sette Sere
spettacoli barocco maestoso
21/04/12
7
Sette Sere
spettacoli aspettando Muti e la Chicago orchestra
21/04/12
Sette Sere
spettacoli Tibet d'essai
21/04/12
10
Sette Sere
Cultura: tagli pesanti, solo il Mic si salva
21/04/12
11
Sette Sere
ANTEPRIMA RAVENNA FESTIVAL
26/04/12
13
Ravenna e Dintorni
Spettacolare e suggestiva, la notte delle creature
26/04/12
Ravenna e Dintorni
Dantone, Brunello, Bollani tutti sul palco dell’Alighieri
26/04/12
Ravenna e Dintorni
Marco Rosetti, un ravennate a Broadway
30/04/12
15
18
Il Resto del Carlino Ravenna
Turismo, tutti a casa. Oppure all'estero
30/04/12
14
16
Corriere Romagna Ravenna
Marzo nero per i lidi ravennati, bene Cervia
30/04/12
9
19
Repubblica Affari & Finanza
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sette sere
21/04/2012
RAVENNA i Il Teatro delle Albe tra spettacoli, incontri, riflessioni e laboratori
La non-scuola sul palcoscenico
Come ogni primavera, anche
quest'anno il movimento teatrale sotterraneo e brulicante della
non-scuola del Teatro delle Albe
è arrivato al palcoscenico del teatro Rasi. E lo ha fatto per la ventesima edizione. La non-scuola è
quel fare teatro che la compagnia
ravennate delle Albe pratica con
gli adolescenti delle scuole superiori della città: un'esperienza teatrale antiaccademica, che
abbatte i ruoli e le generazioni,
che scorre attraverso un contatto
eversivo rispetto agli schemi precostituiti della pedagogia teatrale
alla cui origine risiede quella necessità di relazione con l'altro che
muove l'intero andamento artistico della compagnia. Fino al
24 aprile, con tutte le serate che
iniziano alle 21 al Rasi, ci sono
spettacoli che, quest'anno, sono
accompagnati da quattro novità: un laboratorio fotografico, la
presentazione di spettacoli ospiti
che ci sono stati il 13 e 14 aprile,
una tre gioIni di riflessione sulla
pedagogia e un incontro sul rapporto tra teatro e rugby.
Venerdì 20 aprile l'Itsct «Giuseppe Ginanni» debutta in Leonce e
Lena, liberamente tratto da George Biichner; sabato 21 tocca al
liceo artistico «Pier Luigi Nervi»
insieme all'Istituto d'Arte per il
Mosaico «Gino Severini» dar vita
a Uccelli, liberamente tratto da
Aristofane; infine martedì 24 il
gruppo sostenuto da Assessorato
al Decentramento del Comune
di Ravenna / Istituto Comprensivo Statale «Mario Montanari» /
Lyons Club Ravenna Dante Alighieri presenta Pace! No, scusate,
era solo un sogno... liberamente
I RAGAllI DI «ERESIA DELLA FELICITÀ»
tratto da La pace di Aristofane.
Il laboratorio fotografico Fotocopie, realizzato in collaborazione con l'Associazione Culturale
Osservatorio Fotografico, svi
luppa un percorso laboratoriale
per tutto il periodo del festival:
Claire Pasquier e Cesare Fabbri
condurranno un gruppo di giovani interessati alla fotografia a
raccontare - attraverso la costruzione di piccole storie visive - ciò
che accade durante le prove della
non-scuola.
Dialoghi sulla non-scuola è la due
giorni di riflessione tra teatro e
pedagogia che si terrà sabato 21
aprile dalle 14.30 alle 17.30 e
domenica 22 aprile dalle 11 alle
17 al teatro Rasi con il coordinamento di Marco Martinelli e la
partecipazione di diversi ospiti
oltre, naturalmente, alle guide
della non-scuola. Tra i partecipanti i componenti del collettivo
di critica teatrale Altre Velocità,
i fondatori della rivista Gli asini,
bimestrale di educazione e intervento sociale, i componenti della
rivista Stratagemmi — Prospettive Teatrali, la storica del teatro
Laura Mariani, la redazione del
Tamburo di Kattrin, webzine di
informazione e critica teatrale, il
critico e studioso teatrale Massimo Marino, lo scrittore e intellettuale di origine algerina Tahar
Lamri, il gruppo curatoriale di
CorpoGiochi di Ravenna, l'associazione milanese Olinda, impegnata nella relazione tra teatro e
società, Mario Cubeddu, ideatore del festival Settembre dei poeti,
Rodolfo Sacclettini e Cristina
Ventrucci, della direzione artistica triennale Santarcangelo '12 '13
'14. Festiva! Internazionale del Teatro in Piazza, e la giovane regista
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21/04/2012
cinematografica Alice Rohrwacher. Si tratterà di una tavola rotonda a partire dalle esperienze
della non-scuola e di Eresia della
felicità (il coro majakovskiano realizzato nel luglio 2011 al festival
di Santarcangelo), un dialogo tra
artisti, studiosi, critici, organizzatori. La due-giorni si chiuderà con la presentazione del film
Corpo Celeste — opera prima di
Alice Rohrwacher, presentata
al festival di Cannes 2011 nella Quinzaine des Réalizateurs
— che verrà •proiettato domenica
22 aprile alle 20.30 al Palazzo
del cinema e dei congressi di
Ravenna, in collaborazione con
Mosaico d'Europa Film Fest. La
stessa Rohrwacher terrà anche
un incontro coordinato da Tahar
Lamri sabato 21 alle 11 al teatro
Rasi all'interno del progetto ParoleErranti.
Infine ci sarà l'incontro dal titolo Terzo tempo!, un dialogo
sulla non-scuola e il rugby, un
confronto tra il Ravenna Rugby
Football Club e il Teatro delle
Albe/Ravenna Teatro per interrogarsi sui potenziali punti in
comune e le connessioni possibili tra i due rispettivi mondi, in
programma lunedì 23 aprile alle
21 al Rasi.
Continuano inoltre,
anche
quest'anno, due collaborazioni
della non-scuola. Quella con Simone Marzocchi - trombettista,
compositore, attore e didatta che a ogni debutto accompagna
l'ingresso degli spettatori a teatro
con un pezzo originale composto
per l'occasione. E quella con l'illustratore, fumettista e pittore
ravennate Davide Reviati che
espone al Rasi il proprio disegno
originale scelto dalla non-scuola
per questa edizione del festival.
Informazioni: Ravenna Teatro, via di
Roma 39, tel. 0544/36239, www.tea-
trodellealbe.com
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sette sere
21/04/2012
CULTURA I Ravenna 2019, l'analisi dopo il forum fra le candidate all'Almagià
Capitale europea, Matera è in iole
Daniela Verlicchi
Capitale europea della cultura, si
scoprono le prime carte. Il convegno di sabato 14 aprile all'Almagià
(«Capitale europea della Cultura:
quale modello per l'Italia e per l'Europa?») che ha riunito assieme 11
delle 18 aspiranti a diventare capitali della cultura nel 2019 è stato molto istruttivo per capire a che punto
è e dove sta andando Ravenna nella
gara del 2019.
LE TESTE DI SERIE
Tra le più avanti nel percorso, Ravenna se la dovrà comunque giocare
con altre due città che sabato hanno
mostrato di aver qualcosa da dire in
questa sfida. Prima di tutto Matera, che ha dalla sua anche il fattore
«geopolitico» (è una città del Sud
dopo 3 capitali europee italiane del
Nord), ma anche un progetto intelligente e sponsor a sei zeri come Eni,
Telecom e Fiat. «Abbiamo coinvolto
la Rai in un evento dal titolo MateRa
in cui verranno discusse pubblicamente con i cittadini le ragioni della
candidatura - ha spiegato il manager di Matera 2019 Paolo Verri Il
30 gennaio abbiamo lanciato l'iniziativa "Mettici la faccia" nella quale
i materani faranno da sponsor alla
candidatura e con Telecom abbiamo
ideato un progetto per ridurre il digital divide. Infine abbiamo cercato
di coinvolgere i circa 830mila lucani
sparsi in giro per il mondo creando
un sito nel quale ognuno più fare la
sua donazione». Tante idee, un consulente (Verri) che ha già vinto altre
competizioni di questo tenore per 1
milione e 200 milà euro di budget.
Strategia completamente diversa
per Venezia, che si candida con tutto il Nord-Est. E qui sta il suo punto
forte o debole, a seconda dei punti
di vista. Se infatti i detrattori parlano di una candidatura «sbagliata»
perché fuori target e con un territorio difficile da coinvolgere (troppo
ampio), il responsabile di Venezia
2019 Maurizio Cecconi ribatte: «La
competizione sta cambiando, l'Europa guarda alle macroregioni e se
Venezia saprà trovare una dimensione non disneyana di relazione
con i suoi territori e l'entroterra a
sua volta userà il capoluogo come
palcoscenico, possiamo farcela».
Il tema proposto per la candidatura
è il rapporto tra cultura ed economia. In campo, le Fondazioni Bancarie per un badget che non immaginiamo molto dissimile dalle altre
big.
AGGUERRITE
Poi ci sono le «piccole ma agguerrite»: Perugia-Assisi (in tandem)
e Siena. La prima punta sulla sua
dimensione già per certi versi internazionale, come polo universitario
globale, territorio con il maggior
numero di multinazionali dopo la
Lombardia e sede di importanti festival. Ma anche sul recupero di una
rete di piccoli teatri che potrebbero
diventare il palcoscenico del 2019.
Siena, dal canto suo, «lavorerà sull'imprenditorialità creativa - spiega
Pier Luigi Sacco -: siamo un polo
globale di creatività e l'obiettivo è
sfruttare i legami che già abbiamo
con diverse città europee».
LE ALTRE
Tra le altre, c'è chi può contare sulla sua fama europea nell'organizzazione di eventi (Mantova con il
festivalLetteratura), chi su un «Urbino International center» nuovo
di zecca che a ottobre ospiterà una
conferenza Onu sulla transizione
nello Yemen e chi punta sulla rete
regionale (Lecce: «Ristruttureremo
tutti i contenitori culturali e rafforzeremo il sistema turistico salentino»). Per qualcuno la corsa è appena
cominciata (Amalfi: «Fino a tre settimane fa non sapevamo nemmeno
di esser candidate»), e per altri ufficialmente deve ancora cominciare:
a Brindisi si aspettano le elezioni di
maggio per designare gli organismi
della candidatura. Come ha avvertite il responsabile della candidatura
di Venezia Cecconi: «Questa è una
maratona, non sempre chi parte prima arriva in fondo».
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«Via il marcio dai partiti,
ma non vanno demoniazati.
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Cassani: «1 milione il nostro budget»
Al convegno «Capitale europea della Cultura: quale modello per l'Italia e per l'Europa?» di sabato 14 aprile il coordinatore di
Ra-venna 2019 Alberto Cassani ha chiarito
che il budget per la candidatura della città
dei mosaici a capitale europea della Cultura
sarà di 1 milione di euro nei prossimi 3 anni.
«La metà circa arriverà da sponsor privati - analizza Cassani - e sarà investita nell'organizzazione di eventi
ed azioni sul territorio». Per la struttura (composta da 4 persone),
invece, saranno impiegati circa 100mila euro lordi annui. Cassani si
definisce «molto soddisfatto» dei risultati del convegno di sabato 14.
«Ravenna sta costruendo una candidatura forte, per modello, strumenti e temi sui quali lavoriamo». Paura delle concorrenti, magari
assenti, che hanno ancora carte scoperte? «Se la valutazione sarà
fatta con procedure rigorose, sul metodo, il grado di coinvolgimento
dei cittadini e, in altrrparole, sul dossiérdi candidatura, siamo ben
posizionati. Altro paio di maniche è la geopolitica: e qui l'Aquila e il
Sud fanno paura».
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,Via il
doi partiti,
ma non vanno demonizzati,
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21/04/2012
RAVENNA i La Bandenmadrè al teatro Alighieri
Una serata per Faber -
Sarà un omaggio a Faber sentito e decisamente multidisciplinare quello che il Mama's Club ha organizzato per martedì 24 al teatro Alighieri di Ravenna,
per la conclusione del progetto Bandeandrè, che il
club ravennate promuove per il terzo anno consecutivo grazie al sostegno e alla partecipazione attiva
dell'azienda Tavar di Ravenna. Il titolare Daniele
Baldini è infatti un imprenditore abituato a lavorare
con i grandi artisti, da Battisti a Dalla, e con la sua
azienda ha realizzato anche pavimentazioni per il teatro alla Scala di Milano.
La passione per De Andrè ha fatto nascere una collaborazione non solo con il Mama's Club, da sempre in prima linea per queste iniziative cittadine, ma
anche con lo scultore Mauro Bartolotti, che a De
Andrè ha dedicato l'opera in ferro Re Carlo Martello
(esposta nel foyer del teatro), e il cantante e chitarrista Gianluigi Tartaull, leader della Bandenadrè
che omaggerà Faber all'Alighieri. Con lui sul palco
ci saranno infatti, dalle 20.30, Nazzarena Galassi
(voce), Caterina Sangiorgi (flauti e voce), Loretta
Pompignoli (percussioni), Stefano Fabbri (percussioni), Raimondo Raimondi (chitarra, mandolino),
Giacomo Sangiorgi (basso) e Luca Vassura (fisarmonica). Sarà un viaggio musicale per raccontare Fabrizio De Andrè, poeta e musicista ma anche
uomo in mezzo ad altri uomini, attraverso canzoni
storiche e più recenti per capirne l'impegno coerente
di tutta una vita: raccontare e difendere gli ultimi,
contro l'arroganza di qualsiasi potere, perché «non
esistono poteri buoni». In apertura della serata, alcuni studenti si esibiranno insieme alla Bandeandrè,
concludendo il percorso sul cantautore promosso
dall'associazione Bandeandrè, in collaborazione con
il servizio alle Politiche Giovanili del Comune di
Ravenna.
Info 0544/212889, 333/3908789.
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21/04/2012
Federico Savi n i
L'evento che chiude la stagione
d'opera del teatro Alighieri di
Ravenna è anche il più atteso
tra quelli in calendario ed è un
evento in tutti i sensi. Il Rinaldo
di Handel che andrà in scena a
Ravenna venerdì 20 alle 20.30
e domenica 22 alle 15.30 è infatti non solo un'opera maestosa
in sé per sé, ma sarà ulteriormente valorizzata, resa gigantesca
nell'imponente allestimento di
Pier Luigi Pizzi, creato nel 1985
al teatro di Reggio Emilia, che
oggi è partner dell'Alighieri e del
Comunale di Ferrara per questa
riproposizione.
Al tempo l'opera diretta da
Pizzi approdò anche alla Fenice
di Venezia, a Pisa, a Madrid,
Lisbona e Ginevra, a conferma
del talento visionario di uno dei
grandi registi d'opera e scenografi non solo italiani. In un marmoreo salone i personaggi, in azzurro-oro i cristiani di Goffredo
di Buglione, in rosso-porpora i
saraceni cfi Argante, si muovono
trasportati su macchine - enormi
cavalli, troni e barche - mosse da
uno squadrone di mimi mascherati come nel teatro giapponese
kabuki che svelano al pubblico la
macchina teatrale, l'artificio che
è uno dei punti di forza dell'opera barocca. Quello che Pizzi
mette in scena è dunque il «rituale del teatro», sul cui palcoscenico si muovono autentiche icone
(«il pubblico non ha familiarità
con gli eroi cavallereschi messi
in scena da Handel» dice Pizzi).
Il capolavoro handeliano segnò
il debutto del compositore a
Londra e l'opera -- riscritta diverse volte ma sempre cantata in italiano - ebbe per anni un successo
travolgente. Il giovane Handel
compose in soli quindici giorni la
musica su libretto di Aaron Hill
che prese spunto dalle epopee
ariostesche e di Torquato Tasso.
In buca, a rendere l'evento an-.
che più interessante, ci sarà
l'ensemble barocco ravennate di
fama internazionale Accademia
Bizantina, diretto da Ottavio
Dantone, specialista del repertorio barocco che torna all'A-
lighieri dopo aver suonato già
l'anno scorso un altro capolavoro di Handel, il Giulio Cesare.
«Da un punto di vista musicale
il Rinaldo è un'opera giovanile
e molto diversa - spiega Ottavio
Dantone -. Sono due capolavori ma certamente nel Rinaldo
prevale un brio trascinante, con
molti bellissimi cambi d'atmosfera, perfettamente funzionali poi
a quello che accade sul palco».
L'avevate già portato in scena?
«Sì, sempre con Pizzi, alla Scala
nel 2005, e c'era con me anche
qualche altro musicisti dell'Ac-
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cademia Bizantina. Rinaldo è
stato il primo grande successo di
Handel, venuto a Londra dopo
una lunga esperienza italiana,
e ovviamente la musica risente molto dello stile italiano del
primissimo '700. Credo che una
parte determinante del successo
di quest'opera sia anche dovuta
al libretto, molto incentrato sulla
magia e quindi adatto a soluzioni
sceniche spettacolari, di grande
presa. I personaggi sono molto ben caratterizzati, imponenti
come le' macchine che Pizzi usa
sul palco. La musica segue di
conseguenza da queste premesse
spettacolari».
Sù quale versione di Rinaldo
vi siete basati?
«Su quella riscritta da Hàndel
vent'anni dopo la prima. E' più
snella, manca un personaggio
ma così riesce ad essere di impatto anche superiore, nel complesso uno spettacolo davvero maestoso, molto colorato».
Sia Accademia Bizantina che
Pizzi hanno lavorato tantissimo sul barocco, c'è un'affinità elettiva?
«Di sicuro l'allestimento di Pier
Luigi Pizzi non potrebbe essere
più barocco, è davvero perfetto
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per quell'idea di riproposizione
filologica che perseguiamo da
tempo. Il nostro ensemble è noto
per il fatto di suonare strumenti
originali dell'epoca, ma quando
parlo di approccio filologico questo non significa che non si possa
rispettare lo spirito della musica
barocca solo in questo modo.
Alla Scala, ad esempio, usammo
per lo più strumenti di oggi, in
quella situazione è solo richiesto
uno sforzo maggiore per calarsi
nello spirito barocco originario,
di sicuro lo strumento originale
aiuta».
Hàndel ha scritto il Rinaldo
in italiano, ottenendo un successo clamoroso a Londra. E'
stata una tappa importante
per l'opera in italiano?
<■ Per l'opera in generale e per
Hàndel in particolare lo è stata
di certo. Però l'opera era già italiana per antonomasia prima e lo
sarebbe rimasta, non è un caso
per Hàndel e altri compositori
di allora l'apprendistato in Italia
fosse inevitabile. La storia musicale di Hàndel è particolarissima perché aveva alle spalle una
formazione tedesca, comprese
appieno i segreti dell'opera italiana e nel tempo sviluppò uno stile
più inglese, andando a comporre
numerosi oratori. Ha fatto storia
a sé, insomma, e allo stile italiano ha donato, attraverso le sue
opere, un'orchestrazione più ricca e raffinata. Negli ultimi anni a
Londra la compagnia di Hàndel
rivaleggiava con quella di un
compositore italiano, Porpora,
che in quella fase proponeva una
musica più al passo coi tempi e
in effetti riusciva quasi sempre a
far lavorare per sé i cantanti migliori».
Le difficoltà principali a dirigere un'opera del genere?
»Nell'opera, che implica sempre
la presenza di cantanti sul palco
mentre l'orchestra è distaccata,
in buca, la difficoltà maggiore è
quella di legare insieme quello
che accade sul palco con il lavoro
dei musicisti. E' una macchina
complessa con degli ingranaggi
dietro ai quali lavorano decine di
persone. Molto bello anche per
questo».
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Rinaldo di Georg Friedrich ~del,
diretto da Pier Luigi Pizzi. Al teatro
Alighieri di Ravenna venerdì 20 alle
20.30 e domenica 22 alle 15.30. Info
0544/249244.
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21/04/2012
RAVENNA I ASPETTANDO MUTI E LA CHICAGO ORCHESTRA
E' lo stesso programma del Ravenna Festival a definirlo un «concerto straordinario« e non è certo per via del
campanilismo o del marketing che l'uso dei superlativi è
dovuto a proposito del concerto che venerdì 27 aprile
alle 21 al Pala de André vedrà Riccardo Muti dirigere la
Chicago Symphony Orchestra nell'evento che di fatto apre
il multiforme calendario del Ravenna festival 2012.
Per l'occasione Muti e l'orchestra affronteranno un repertorio novecentesco, di sicura presa e grande raffinatezza,
che dalla suite de Il Gattopardo di Nino Rota si dipanerà
nella musica di due maestri assoluti del primo Novecento
come Richard Strauss (del quale verrà eseguita Tod und
Verkldrung - Morte e trasfigurazione, poema sinfonico op. 24)
e Dmitrij Shostakovich (Quinta Sinfonia in re minore).
Il concerto è già sold out, e in effetti non è precisamente una cosa da tutti i giorni (e nemmeno da
tutti i Festival) avere Muti a Ravenna come direttore della grande compagine orchestrale incontrata
dal maestro per la prima volta nel lontano 1973. La
nomina di Muti a direttore musicale dal complesso è
del 2010 e per questa data ravennate l'orchestra ren
derà omaggio a Nino Rota, al quale il maestro è assai
legato. Rota esaminò infatti un giovanissimo Muti
al conservatorio di Bari, attribuendogli un 10 e lode
«per come potrai suonare domani«. Orecchio lungo.
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21/04/2012
Dal 3 maggio la rassegna cinematografica del Ravenna Festival
Tibet d'essai
Anna De Lutiis
Il cinema come mezzo propedeutico all'immersione sensoriale e
spirituale del Ravenna Festival.
«Quest'anno il Festival si avvicina più rapidamente - ha detto De
Rosa, sovrintendente di Ravenna
Manifestazioni - e si spalma in più
mesi da aprile, con il concerto del
27 in cui Riccardo Muti dirigerà
la Chicago Symphony Orchestra,
a maggio con Allegromosso, XI
european youth music festival, per
proseguire con Nobilissima visione,
dal 9 giugno a 15 luglio, e concludersi con la Trilogia verdiana
d'autunno dal 9 al 18 novembre.
In maggi& avrà luogo anche la
rassegna di film dedicati al Tibet,
propedeutica alla preparazione
della settimana che in luglio vedrà a Ravenna una delegazione di
monaci tibetani che porteranno
in città le loro tradizioni fatte di
canti, danze e cerimonie particolarmente suggestive».
«Il successo della rassegna dell'assai dello scorso anno, dedicata
all'Africa - ha aggiunto Franco
Masotti, direttore artistico di
Ravenna Festval - ci ha indotto a ripetere l'esperienza. Anche
quest'anno i film sono strettamente legati al 'cuore' del Festival, il
Tibet, e abbiamo individuato una
coppia di giovani cineasti tibetani
indipendenti, coppia anche nella
vita. Si tratta di Ritu Sarin, nata
a New Delhi, e Tenzing Sonam,
nato nel Darjeeling, ma da genitori tibetani rifugiati. I due hanno realizzato documentari, video
installazioni e un film a soggetto,
premiato al Toronto International
Film Festivàl. Sono stati ospitati nei più importanti festival del
mondo e questa sarà la prima
rassegna organica su di loro organizzata in Italia. Inoltre saranno
presenti il 28 maggio, ultima serata, per dialogare con il pubblico
e rispondere alle domande sull'inquietante situazione del popolo
buddista». Il programma della
rassegna prevede anche la proiezione di un
film classico, Kundun,
di Martin Scorzese. Il
film ripercorre, dal ritrovamento all'investitura, la reincarnazione
umana del Buddha
della Compassione, il
successore del tredicesimo Dalai Lama (morto nel 1933)
in un bambino di due anni, il
Kundun che vuol dire «prescelto)>,
ma anche «presenza» e «oceano
di saggezza», tutti appellativi che
racchiudono l'essenza del Budda.
Kundun è il Budda reincarnato, il
nome che i monaci buddisti tibetani riservano al Sacro Signore, il
Dalai Lama.
La rassegna avrà inizio giovedì
3 maggio con Dreaming Lhasa
(2005), primo lungometraggio
di genere fiction prodotto dalla coppia di cineasti. Incentrato
sull'incontro tra Karma, regista
tibetana trapiantata a New York,
a Dharamsala in cerca delle sue
radici, e Dhondup, ex monaco fuggito dal Tibet che torna
in India per adempiere l'ultimo
desiderio della madre, il film
narra del viaggio che intraprenderanno alla riscoperta del sé.
Lunedì 14, il documentario The
Sun Behind the Clouds racconterà
la battaglia del Tibet per la sua
libertà (2010). Fulcro della narrazione sono i delicati rapporti tra
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Tibet e Cina, i tentativi di trovare
una soluzione pacifica all'invasione da parte del Dalai Lama, la
speranza diffusa tra le giovani generazioni tibetane di raggiungere
l'indipendenza.
The reincarnation of Khensur
Rinpoche (1991) e il sequel The
Thread of Karma (2007) saranno
proiettati nella serata di lunedì
21 maggio. La storia del monaco Choenzey e della ricerca della
reincarnazione del suo maestro
defunto Khensur Rinpoche ripercorsa nel primo, prosegue nel
secondo, a sedici anni di distanza.
Nell'ultima serata, lunedì 28
maggio, ci sarà un doppio appuntamento: l'incontro con i registi e
a seguire The Shadow circus: The
CIA in Tibet (1998), realizzato con
materiali d'archivio e interviste ai
combattenti della resistenza e agli
agenti segreti della Cia sopravvissuti. Il documentario rivela così,
pèr la prima volta, un capitolo
sconosciuto della storia recente
del Tibet, il coinvolgimento della
Cia contro l'invasione cinese, ribaltando tutti i preconcetti anche
sui servizi segreti americani.
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21/04/2012
L'assessore Isola disegna il futuro: «Serve un bilancio di comunità. Nel 2013 l'area vasta dei musei in Romagna»
Cultura: tagli pesanti, solo il Mic si salva
Manne! Potetti
«Dal 2010 al 2012 siamo stati
costretti a razionalizzare pesantemente le risorse per la cultura
faentina, ma la nostra città vuole
mantenere un ruolo centrale in
questo contesto a livello romagnolo, sapendo bene che a livello
locale non abbiamo Fondazioni
che suppliscono al ruolo pubblico dal punto di vista dei finanziamenti, come avviene a Ravenna, Forlì, Cesena e Imola».
Massimo Isola, assessore alla
Cultura, cerca di disegnare un
futuro comunque credibile per le
realtà locali, ben sapendo che la
sforbiciata ai finanziamenti è stata molto pesante, sia per le istituzioni culturali (Mic, Pinacoteca,
ecc), e ancor più per gli eventi
(tagliato il Fac, ridotto in maniera drastica il contributo al Mei ed
in parte anche al Masini).
Assessore Isola, la cultura per
Faenza è sempre stata un fattore identitario. Oggi non rischia
di essere messo in discussione
con questi tagli?
«La situazione generale non ha
ammesso altre strade, i bilanci
dei Comuni sono stati colpiti
duramente dalle politiche nazionali dei governi. Non per
questo la cultura uscirà di scena
da Faenza, anzi, ma dobbiamo
essere in grado di arrivare in
poco tempo, un anno, ad un bi-
lancio culturale di comunità, il
pubblico ormai non può più sostenere tutto da solo o quasi».
Fra gli istituti culturali e gli
eventi avete favorito di gran
lunga i primi, il Mic in particolare, che continua a ricevere
I milione di euro, personale
compreso. Perché? Cosa produce per la città?
«E' vero, abbiamo fatto una
scelta netta, che però non cancella una pluralità di eventi,
seppur ridotti, che continuano a
vivere in città. Il Mic è il capitolo centrale della trasformazione
che stiamo tentando di operare.
11 Museo della ceramica ha subito comunque una riduzione
di contributi considerevole, da
800mila euro a 500mila euro
in soli due anni. Vogliamo valorizzarlo perché fa parte della
storia della città, ci rappresenta a livello internazionale, ma
questo sappiamo che non basta
più. Con la Fondazione Mic e la
scuola Minardi abbiamo aperto
un percorso di maggior coinvolgimento della città verso il museo, con tanti appuntamenti ed
eventi che trovano al Mic il loro
sbocco naturale. Stiamo inoltre lavorando per arrivare con
Ravenna e Forlì, dove Faenza è
capofila, ad un sistema d'area
vasta romagnola dei musei con
Mar e San Domenico. Il 2013
sarà cruciale per questo, se andrà in porto il piano faremo un
salto in avanti notevole anche
dal punto di vista economico,
con la messa in rete di più servizi».
E la biblioteca comunale riuscirà a mantenere gli attuali
servizi? Quando avrà un direttore a tempo pieno?
«Dovremmo riuscirci, la novità del wi-fi ha portato nuovo
pubblico giovane nelle sale della
Manfrediana. Entro fine anno
ci sarà il bando pubblico per il
nuovo direttore, questo è l'impegno che ci possiamo prendere
per il 2012».
.
Il Masini, seppur tagliato
(da 305mila euro del 2010 a
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230mila del 2012), rimane un
punto fermo per la cultura locale e non solo?
«Non c'è dubbio, Accademia
Perduta ha garantito in questi
anni qualità ed innovazione e
Faenza è diventata una piazza
riconosciuta nel panorama nazionale. Poi stiamo cercando
di costruire un polo del teatro
contemporaneo con i ragazzi di
Wam, un obiettivo ambizioso».
Dopo le polemiche dell'anno scorso (furono promosse
scommesse on line legate al
concerto di Radio Bruno), Masini Estate cambierà o no?
«Tutto il cartellone sarà centrato più sul teatro, utilizzando lo
spazio di piazza della Molinella.
E' finita l'epoca dei grandi concerti, oggi non ce li possiamo
più permettere purtroppo, puntiamo su spettacoli 'minori', ma
di qualità».
Nel capitolo «eventi» avete
lanciato Kart, un cartellone
d'arte contemporanea «fatta in
casa», che nulla c'entra col Fac
(tagliato a fine 2011). Cosa vi
aspettate?
«Col taglio del Fac abbiamo risparmiato ben 120mila euro,
così non si poteva più andare
avanti, non avevamo più i mezzi. Kart ha obiettivi completamente diversi dal Fac, intanto è
molto più economico, le risorse
arrivano tutte da privati. Noi
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press unE
sette sere
21/04/2012
miriamo a valorizzare chi fa
arte contemporanea nella nostra città, cercando di far emergere nuovi protagonisti, sarà
una sorpresa per tanti, ne sono
certo».
Il capitolo della musica è variegato, più penalizzato di tutti
pare essere il Mei: i fondi passano da 90mila euro del 2010 a
30mila del 2012. Supersound
si farà di nuovo? Esiste un problema Sangiorgi o sono solo
chiacchiere?
«Non esiste un caso Sangiorgi.
Supersound si farà, tutti devono
fare i conti con minor risorse, in
questo caso c'è l'abbinamento
con la Notte Bianca, la Cabina
di regia per questo porterà altre
risorse importanti. Bene Faenza Rock, che sta crescendo in
un'ottica di unione dei comuni,
a cui abbineremo anche l'attività delle sale prova in città».
E la musica classica? Dopo la
chiusura della Fondazione Savini (meno 30mila euro) cosa
dobbiamo aspettarci in futuro?
«In questo caso c'è una novità
rilevante, con la Sarti e grazie
alla collaborazione della Toscanini di Parma e dell'Emilia
Romagna Festival, avremo per
la prima volta una stagione di
musica classica faentina composta da 10 concerti, 5 in autunno/inverno e altri 5 in primavera/estate».
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press unE
26/04/2012
E'. N N
r\I -1•ORr\
Muti con la Chicago Symphony Orchestra
L'edizione 2012 del Ravenna Festival si apre venerdì 27 aprile alle 21, al
Palazzo Mauro De André, con una straordinaria anteprima: Riccardo Muti e
la "sua" Chicago Symphony Orchestra. In programma la Suite Sinfonica da II
Gattopardo di Nino Rota, il poema sinfonico Tod und Verklarung (Morte e
trasfigurazione) di Richard Strauss e la Sinfonia n. 5 di Dmitrij Shostakovic.
«La Chicago Symphony Orchestra — ha sottolineato Muti in più occasioni — è
un'orchestra imponente, poderosa, ma anche straordinariamente versatile,
che risente ancora dell'impostazione ricevuta dai grandi Fritz Reiner e Georg
Solti». Riccardo Muti è il decimo direttore musicale della compagine orchestrale. Quella di Ravenna è la data conclusiva di un tour europeo in sei tappe iniziata il 15 aprile nella Sala Grande del Conservatorio di Mosca.
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Danlone. Bruna°, Bollari
lutti sud palco dell• kligtlieri
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press unE
26/04/2012
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Spettacolare e suggestiva, la notte delle creature
Sabato 28 aprile, in piazza del Popolo a Faenza, si celebreranno i 25 anni della cooperativa
ZeroCento con il suggestivo spettacolo La notte delle creature, alle 21. Gli eventi, organizzati in
collaborazione con Legacoop Ravenna e Accademia Perduta/Romagna Teatri, saranno tutti
ad ingresso gratuito ed inizieranno già alle 16 con "La Piazza in Festa", un susseguirsi ininterrotto di animazioni e giochi per bambini e ragazzi. La compagnia Terzostudio proporrà poi Alto Livello, uno spettacolo di trasformismo e illusionismo sui trampoli, prima di lasciare, alle 21,
spazio alle performances di "nouveau cirque" di grandissimi artisti, acrobati, equilibristi, contorsionisti, tessutisti, statue di fuoco, angeli volanti, sirene contorsioniste (nella foto) della notte delle creature. Lo spettacolo coinvolgerà Piazza del Popolo in tutta la sua estensione, utilizzando le strutture che la incorniciano: dai portici e dalle finestre di Palazzo Manfredi alla Torre
Civica, dal Palazzo del Podestà fino alla Torre di Piazza della Legna.
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press unE
26/04/2012
I
.........
Dantone, Brunello, Bollari
tutti sul palco dell'Alighieri
Una settimana fitta di appuntamenti al teatro
Alighieri, grazie alla stagione "Ravenna Musica",
curata dall'Associazione Angelo Mariani.
Si comincia sabato 28 aprile con l'Accademia Bizantina, uno degli orgogli musicali della città di Ravenna e tra i più vivaci ensembles di musica antica
del panorama internazionale, andrà in scena, diretta da Ottavio Dantone. Il programma del concerto prevede uno dei massimi capolavori di Johann
Sebastian Bach, i Sei Concerti Brandeburghesi.
Poi sarà la volta dell'Orchestra della Toscana, che
mercoledì 2 maggio allineerà sul palco dell'Alighieri i suoi 45 musicisti. Insieme all'orchestra, si esibirà nel doppio ruolo di direttore e solista, il violoncellista Mario Brunello, un artista dall'indiscusso
talento — nel 1986 è il primo artista italiano a vince-
re il Concorso Caikovskij di Mosca — per l'impegno a
servizio della musica con progetti innovativi che
coinvolgono forme d'arte diverse e per la capacità,
proprio attraverso la sperimentazione di diversi generi artistici, di avvicinare il grande pubblico alla
musica. Il programma del concerto sarà interamente dedicato a Robert Schumann e proporrà il Concerto in la minore op. 129 per violoncello e orchestra e la Sinfonia in si bemolle magg. op. 38 n. 1.
Infine, giovedì 3 maggio, arriva Stefano Bollani, che, reduce dai successi televisivi di "Sostiene
Bollani", si esibirà in trio insieme ai musicisti che lo
hanno accompagnato nel fortunato programma di
Rai Tre: il bassista Jesper Bodilsen e il batterista
Morten Lund.
I concerti avranno inizio alle ore 20.30.
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Dantone. Brunello, Bollarti
tutti sud palco dell'Alighieri
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:21Miiiiffi e
Corriere
press LIETE
30/04/2012
di Ravenna Faenza-Lugo e Imola
«Tre anni fa alla Carnegie Hall di New York
il pianista Nazzareno Carusi rappresentò
in prima assoluta una mia opera»
di Vania Rivalta
RAVENNA. L'epifania
arrivò con Star Wars, con
quella colonna sonora
composta da John Williams che dispiega al
massimo le potenzialità
di un'orchestra e che non
a caso è stata eseguita da
alcune delle più famose filarmoniche del mondo.
«Rimasi folgorato», spiega Marco Rosetti, 33enne musicista ravennate
che di recente è stato
scritturato per comporre
i brani di un musical, Anthropomorphic di Tim
Young, che andrà in scena a Broadway e il cui debutto è previsto per il 4 ottobre.
Rosetti inizia a suonare
L'INTERVISTA
q
IL KRSONAP S IO
«Negli Usa c'è una mentalità aperta
a loro non importa se sei famoso o sconosciuto
ti giudicano solo per il tuo lavoro»
rebbe per forza di cose la
qualità».
Come giudica il panorama musicale ravennate, anche alla luce
della candidatura a Capitale della Cultura
2019?
«Le potenzialità ci sarebbero, perché ci sono
molti locali che danno la
possibilità di fare musica
live. Però ci sono problemi di ordine culturale: da
una parte al Gamba 7 è
stato fatto fermare un
concerto alle 21.30 perché
disturbava, dall'altra ci
sono sempre i soliti circoli autoreferenziali, ristretti, che non offrono
possibilità. La realtà è
che l'unico festival serio
è davvero Ravenna festi-
L'opera di Tim Young debutterà il 4 ottobre. «È la storia di una presa di coscienza nella vita di un giovane, della scoperta dell'intolleranza sociale»
Marco Rosetti, un ravennate a Broadway
Il musicista è stato scritturato per comporre i brani del musical "Anthropomolphic"
la chitarra a 12 anni, dopo
essere «impazzito per i
Led Zeppelin»; prende lezioni private, si diploma
al conservatorio di Adria
e poi alla Los Angeles Music Academy. Rientrato
in Italia, lavora in progetti propri, nell'accompagnamento musicale di artisti pop e in trasmissioni
televisive come "Il Sarchiapone" di Rai 3 e "Ciak
si ride". Comincia anche
a comporre jingle per
spot pubblicitari e sigle
per varie trasmissioni. A
queste attività, si affianca quella di insegnante alla scuola di musica Mikrokosmos di Ravenna.
Grazie alla musica di
Williams comincia ad appassionarsi alle colonne
sonore, ai musical e ai
compositori classici,
compiendo un viaggio a
ritroso che dai contemporanei lo ha portato fino a
Claudio Monteverdi. 01-
tre all'autore del soundtrack di Star Wars, i
compositori di colonne
sonore che apprezza di
più sono Hans Zimmer (Il
gladiatore, Rain man, Il
re leone, Pirati dei Caraibi, solo per citare alcuni
dei lavori più famosi) e
Danny Elfman, le cui note
hanno accompagnato
molte pellicole di Tim
Burton (tra cui La sposa
cadavere, Alice in Wonderland e Batman) e gli
Spider-man di Sam Raimi.
Come è nato questo
rapporto con gli Stati Uniti?
«Mentre se mandi un
curriculum in Italia non
succede nulla, negli Usa
ti rispondono, sia che si
tratti di un sì o di un no.
Mediamente trascorro ogni sera un'ora a cercare
contatti oltre oceano e
qualche rapporto si è sviluppato. C'è
una mentaliPagina
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tà molto
più aperta, a loro
non importa se sei famoso o sconosciuto,
giovane o
vecchio. Ti
giudicano
per il tuo lavoro».
Che tipo di
musical è Ant hr o p omo rphic?
«Ha uno stile oscuro, alla Tim Burton. È la storia
di una presa di coscienza
nella vita di un giovane,
della scoperta dell'intolleranza sociale, e la narrazione si sviluppa tra
l'attimo in cui, con l'intenzione di suicidarsi, il
protagonista spara un
colpo di pistola e l'attimo
in cui il colpo lo raggiunge».
Che tipo di lavoro le è
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o Rosetti, int ravennate a Bristdwa
:21Mit'ffl e
Corriere
press LIETE
30/04/2012
di Ravenna Faenza-Lugo e Imola
stato chiesto?
«Il musicista
con cui la produzione aveva lavorato
finora è stato
licenziato,
per cui oltre
alla composizione di
cinque brani originali si tratta
anche di
rior chestrare quanto composto
finora da qualcun'altro. Il
lavoro che ho inviato fino
a oggi è piaciuto, la direzione è quella giusta.
Comporre per un musical
significa rispettare uno
stile particolare, che deve
lasciare spazio alla recitazione e alla regia».
È la prima volta che una sua opera viene rappresentata negli Usa?
«No, tre anni fa, alla
Carnegie Hall di New
York, il pianista Nazzareno Carusi rappresentò in
prima assoluta "Riminescenza da Tosca". Carusi
è uno dei pochi che dà
spazio anche a giovani
sconosciuti, cosa che altri, per pigrizia o ignoranza, non fanno».
È possibile vivere facendo musica?
«Si potrebbe, ma in Italia c'è il problema degli
hobbisti che fanno concorrenza sleale. Tu sei un
professionista, offri un
servizio di qualità, paghi
le tasse. L'hobbista va a
suonare per una pacca
sulla spalla e i gestori dei
locali, che vogliono riempire la serata, non badano
alla qualità artistica. Ci
sarebbe spazio per tutti
se gli hobbisti suonassero
quando non lo fanno i
professionisti o se, in alternativa, chiedessero le
stesse cifre. Allora il metro di giudizio divente-
val, che ha dato anche a
gente sconosciuta la possibilità di presentare un
lavoro. Nel 2011 ho presentato un progetto "La
favola di Bu e Flic", con
musica e testi miei. Nessuno si ricorda che Ravenna ha dato i natali a
ottimi musicisti, come il
chitarrista Andrea Morelli, che suona per Cremonini, o Claudio Dirani, batterista dei Modà, o
Giovanni De Luigi, la
cui voce va un po' stretta
a questa città. Ravenna
capitale della cultura? Temo manchi l'humus. Sfido a fermare qualsiasi ravennate e a fargli due domande su San Vitale. Dopo di che si vede. Noi abbiamo il privilegio e il dovere di conoscere certe
cose. Siamo gli unici che
possono leggere Dante
nella lingua in cui è stato
scritto. Vale la pena farlo».
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o Rosetti, int ravennate a Bristdwa
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press LinE
il Resto del Carlino
Ravenna
30/04/2012
Marzo nero per i lidi ravennati, bene Cervia
In recupero il capoluogo e la collina. L'ultimo weekend di aprile porta ottimismo
BENE Cervia, benino Ravenna città e
s ghella, male Faenza e malissimo lidi ravennati. Il rapporto sulle presenze turistiche di marzo nella nostra provincia segna
in generale una flessione del 3,6 per cento
che tuttavia dipende interamente dal crollo dei flussi lungo la costa compresa tra
Ca.salborsetti e Lido di Savio, dove le preE' PARTITA la stagione delle serate del ballo in spiaggia. Sabato sera dal Tequila all'Hanabi quasi tutti i bagni di Marina di Ravenna
hanno fatto festa fino a mezzanotte: aperti il Sottomarino, lo Zanzibar, il Toto e il Tikoa, oltre ai due
già citati. Tanti giovani ravennati,
soprattutto liceali, hanno riempito i bagni di Marina e quelli aperti
di Punta, per festeggiare e per concedersi un drink e qualche ora di
ballo. Tutto si è svolto all'insegna
del divertimento senza eccessi particolari; sono stati infatti pochissimi gli episodi che hanno turbato
la quiete: alle 22 è dovuto intervenire il 118 per aiutare una ragazza
che aveva alzato un po' troppo il
gomito e alle 23 sono state chiamate le forze dell'ordine, per mettere
line a quella che si è dimostrata essere una piccola zuffa fra giovani
senze sono diminuite del 31 per cento ri.
spetto allo stesso mese del 2011.. L'inten
trimestre è tutto col segno meno. Va deci.
samente meglio la città d'arte che chiudt
marzo con un progresso del 2,5 per cento.
Nello stesso periodo, la città del sale mo.
stra segni di chiaro recupero, dopo un bi.
mestre grigio: Cervia totalizza poco più di
nel retro di uno degli stabilimenti
in festa. A parte piccoli episodi, la
Marina di notte si è perciò dimostrata essere, ancora una volta, località di grande richiamo per i giovani, nonstante non si registrino
più_ le affluenze, soprattutto di forestieri, riscontrabili gli anni addie-
SERA A M4R1NS
Molte feste in spiaggia
e sbatto sotto controllo.
11. problema stradelli
iL
tro. La Duna degli orsi, fino al
2010 grande centro di richiamo,
continua per il terzo anno di fila a
tenere chiuse le serrande per le serate di lappy hour' del sabato e
della domenica che l'avevano resa
tanto celebre al pubblico bologne-
CZI:CEFt:'''Z'Z
La
. prima
tintarella
30mila presenze, con un recupero quasi
del 6 per cento. Da segnalare l'ottimo dato di Brisighella (da 1.322 a 2.327 pernottamenti) mentre Faenza scende dell'S,l per
cento. Va ancora peggio però a Lugo che
perde quasi mille pernottamenti arretra
del 20 per cento. Ma i dati di quest'ultimo
weekend lasciano spazio all'ottimismo.
se elnotlenese.
GLI OPERATORI balneari si sono detti soddisfatti dell'esito complessivo di questo primo weekend
di mare: «Non ci sono più gli spostamenti di una volta, ma sono arrivati comunque tantissimi ragazzi e, fortunatamente, non abbiamo
avuto disordini; la stagione dovrebbe essere definitivamente cominciata».
Sabato stranamente 'debole' per
Mirabilandia che, nonostante il
clima abbia quasi sfiorato 30 gradi, all'ingresso ha fatto segnare
un'affluenza di 7800 persone. E'
però bastata una domenica di tempo incerto, per dirottare il pubblico dal mare al parco giochi, che ieri ha ospitato più di 15000 appassionati di montagne resse ed eln.0rioni aderenaliniche. Oggi, nel
grande parco della Standiana„ sarà
invece presente il campione del
mondo di niotocross Tony Cairoli, pronto ad affrontare gli stuntman del famoso spettacolo 'Scuola
di polizia'.
SUL I- RON
Marina, tuttavia,
non sono mancate le lamentele dì
chi vorrebbe le istituzioni maggiormente attive nel controllo degli stradelli e nella regolamentazione del traffico post serata, «per far
fronte ai soliti problemi», come dice il rappresentate di Lista del mare, Luca Rosetti che torna a segnalare le troppe auto parcheggiate in
divieto di sosta negli stradelli, dove «restrigono la carreggiata, rendendo inagevole il transito dei
mezzi di soccorso» e contro il troppo abbandono di vetro lungo le
strade.
Alessandro Cicognani
eieristi sl)aitati a Porto Corsiiti, hanno approfittato della giornata di sole e delle
teniperanire quasi estive
per prendere la tiiitarella.
c(3ra nessun pu mati e
130ehissiine auto nel parbcam,,iatore zna
lungo gli stradelli e in viale
delle Nazioni le vettureP ar e heggitte non nianeivano' e
davanti ad alcuni stabilimenti i posti erano tutti occupati, Primi lettini e primi.
scontrini: i bagni. si sono
trezzarsi peidnotiovseon
a norrnat veaglla
e nriseitt2eljasen i, trini fiscali e 110 1" ricevute co ' n
. . .ip ici
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press unE
la &ottava
AFFARKFINANZA
30/04/2012
NET, ECONONIV 2,11,117111,01,r
Turismo, tutti a casa. Oppure all'estero
L'OSSERVATORIO DI CARTA Sì
FOTOGRAFA LE SPESE DEGLI
ITALIANI NELLE VAZANZE DI
PASQUA: MOVIMENTI IN CALO IN
ITALIA, CRESCONO SOLO QUELLI
ALL'ESTERO GRAZIE AI VOLI LOW
COST. E DA NOI UNA GRAN PARTE
DEI BUDGET FAMILIARI SONO
FINITI IN BENZINA. MEGLIO DI
TUTTI LE REGIONI DEL NORD EST
Filippo Santelli
Roma
Partire. Magari a risparmio, ma partire. Anche questa Pasqua molti italiani non hanno rinunciato al loro
weekend di vacanza. E la necessità
di fare economia non li ha trattenuti in Italia, anzi: con l'opportunità di
un volo low costo una meta a portata di macchina sono più dell'anno
scorso quelli che hanno scelto l'estero, un campanello d'allarme per
i nostri operatori turistici. A farlo
suonare è l'osservatorio CartaSi sulle spese per le vacanze, che ha monitorato i pagamenti fatti dagli
italiani con moneta elettronica nella
settimana di Pasqua e nelle tre precedenti. Il flusso totale quest'anno è
stato di 2,3 miliardi, cresciuto del
4,6% rispetto a Pasqua 2011. Dato
parziale, su cui incidono la propensione e la possibilità di usare le carte
di credito o prepagate. «Ma depurato - spiegaFrancesco Pallavicino, direttore marketing di CartaSi - dalla
variazione delle tessere in circolazione. E il trend è netto: i soldi spesi
sul territorio italiano salgono
dell'1,6%. In termini reali, conside-
dersi un ultimo fine settimana sulle
piste. Così dietro alle solite destinazioni, le grandi città di Regno Unito,
Francia e Germania, i Paesi dove più
si sono dilatatele spese degli italiani
sono Svizzera (+14,1%) e Austria
(+9,1%). Sintomo che molti, sci in
macchina, hanno attraversato ivalichi alpini, a tutto discapito delle nostre montagne. «È stata una Pasqua
sottotono», conferma Elisabetta
Dotto, albergatrice di Cortina. Nelle
Dolomiti il nocciolo duro dei turisti
invernali, tra il 70 e 1'80%, è costituito da'italiani. «Due su dieci quest'anno non sono venuti - continua
- è stato I'anpo delle cancellazitfil».
Colpa della poca neve, ma anche,
pensano a Cortina, della pubblicità
negativa causata dalla retata natalizia della Finanza. E i prezzi? «Su
quelli siamo in linea con Austria e
Svizzera», risponde Dotto. «Le prime due regioni di provenienza dei
nostri clienti sono Lazio ed Emilia
Romagna. Loro sono mancati, mentre sono cresciuti gli arrivi dalle zone
più vicine, specie il Veneto».
Proprio le Venezie, nel confronto
tra Pasqua 2011 e 2012, si rivelano le
regioni italiane che più hanno incrementato le spese turistiche con
carta. Stabile il Sud, crescita modesta (+3,7%) per il Centro. I flussi più
importanti si sono registrati al Nord,
più a Nord-Est (+9,1%) che a'Nord
Ovest (+4,6%), con il Friuli al +9,8%,
il Veneto al +9,2% e il Trentino Alto
Adige addirittura al +14,1%. Sono
anche le regioni dove è stata più evidente la propensione a scegliere l'estero. In Italia i settori di spesa, se si
esclude benzina e agenzie viaggio,
mostrano tutti un trend negativo.
Reggono gli alberghi (-0,6%), soffrono i ristoranti (-2,3%).
«ARoma c'è stataunasensibile diminuzione dei turisti italiani», dice
Nazzareno Sacchi, presidente della
Fipe, la Federazione dei Pubblici
Esercenti, nella Capitale. «Ma abbiamo compensato con l'aumento
degli stranieri. Un vero rovesciamento: di norma a Pasqua gli italiani sono il 60-70%, quest'anno si sono fermati al 40». E se per ora il fatturato ha retto, considerata la propensione al consumo in caduta il timore è che «a fine anno possa diminuire del 10-15%».
Per gli operatori la strategia sembra obbligata: puntare sui turisti
stranieri. Negli ultimi mesi però la
crisi economica si è inasprita un po'
ovunque, incidendo sulla capacità
di spesa dei vicini europei. Secondo
Francesco Pallavicino di CartaSi
«per tutto il 2011 l'aumento dei pagamenti elettronici dall'estero ha
bilanciato il calo dell'Italia Ma in
questo inizio di 2012 ha cominciato
a diminuire». Con poche eccezioni.
La Germania, da cui arriva un quinto delle spese turistiche straniere. E
i Brics, gli emergenti, la cui quota è
cresciuta fino al 7,2% del totale, con
punte per Russia e Cina. Nel lungo
periodo gli affari si faranno con loro,
al momento però incidono poco.
Quest'estate a far quadrare i conti
del turismo saranno ancora gli italiani con qualche risparmio da parte, sempre che abbiano voglia dello
"stesso mare". O i tedeschi, se preferiranno le nostre spiagge a quelle di
Grecia e Turchia.
Nazzareno
Sacchi,
presidente
della Fipe di
Roma. Anche
le città d'arte
hanno avuto
un calo di
presenze
O RIPRODUZIONE RISERVATA
rata l'inflazione, virano in negativo.
Mentre esplodono i pagamenti oltre
confine, più 13,8%».
La fetta nazionale resta ancora la
più grande: 1,7 miliardi contro i 600
milioni di quella estera. Le cifre sul
tipo di spese però sono ben poco patriottiche. In Italia aumentano quasi solo i pagamenti per il carburante
(+13,9%), su cui influiscono i continui rincari alla pompa. Mentre oltreconfine, dove pure il costo del
pieno si fa sentire (+43,6%), crescono in doppia cifra anche le spese per
biglietti aerei (+18,7%), alberghi
(+18,3%) e ristoranti (+10,6%).
E' stata una Pasqua anticipata rispetto all'anno scorso e questo ha
permesso ai patiti della neve di go-
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`prismi, (odia casa. Oppure all'estero
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press unE
Reobblica
AFFARISSINANZA
30/04/2012
NET, ECONONIV 2,11,117111,01,r
L'INTERVISTA; FEDERTURISMO
"Promozione poco efficace e poca presenza online"
II presidente di
Federturismo
Renzo lodo
«E' stata una Pasqua poco brillante, con un calo di
presenze tra il 5 e il 22% a secondo della città». stima
Renzo lorio, presidente diFederturismo- Confindustria.
Male spese degli italiani all'estero sono cresciute.
«Non credo sia un'indicazione di preferenza. Mi
preoccupadi più il calo del reddito disponibile diimprese e famiglie, evidente da 6-7 mesi. Con altre tasse in arrivo peggiorerà».
Gli stranieri?
«Negli ultimi tre anni sono cresciuti, oggi sono il
55% del totale. Per questo resto ottimista. I flussi dai
vari Paesi si compensano, e i Brics crescono. Certo
breve non sarà la Cina a salvarci».
Come competere sul mercato globale?
«Smettiamo di pensare che in Italia si viene per
forza. Di paesi belli ce ne sono tanti, la gente lo sa. Va
migliorata la promozione, non possiamo dare 21
messaggi diversi, uno per Regione. E gli operatori devono fare offerte chiare e acquistabili online». (fs.)
RIPRODUZIONE RISERVATA
IL BUDGET DEGLI ITALIANI A PASQUA
Spese per tipologia
14,5%
RISTORANTI
ANTICIPO
CONTANTE
10,3%
LINEE AEREE
25,3%
6,2%
ATTIVITÀ RICREATIVE
5,5% AGENZIE VIAGGIO
3 5% TRASPORTI PERSONE
E 2,9% NOLEGGIO
Q
—
CARBURANTE
15,7%
ALBERGHI
1,3%
14,9% •
PEDAGGI
follie: Canali
IL PESO DELLA BENZINA
Spesa per tipologia, variazione %
+15 '3 +14,6
+10,5
+6,9
+2,2
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'prismi, (odia casa. Oppure all'estero
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