Giornale scolastico di informazione e cultura dell’I.I.S. di Via delle Scienze di Colleferro Inter Nos A NN O VI II Grafica a cura di Irene De Franceschi , II E N °2 Benedetta hai spento la luce? Sì, ma tu hai abbassato il riscaldamento? Sommario: A proposito di clima Pag. 1 Sabato a scuola, il giorno dei morti viventi 2 Omologazione: schiavi della moda 2 Pizza, amore e fantasia! 3 Arriva la pista! 3 Liceonews 3 Intervista al prof. Gentile 4 A proposito di crisi . Una mia amica a Sanremo DICEMBRE 2011 4/5 Irish Christmas 6 Saltatempo 6 Sessualità 7 Battle Field:3 e Call of Duty: Modern Warfare 3 7 Educare alla cittadinanza e alla legalità 8 Redazione Inter Nos Responsabile del progetto: Prof. Luigi Moratti Con la collaborazione delle prof.sse Alessandra Romiti, Roberta Leoni e dell’a.t. Romina Martella www.liceomarconicolleferro.it Via delle Scienze te. 0697304157 La 17esima Conferenza sul clima, a Durban,della Organizzazione meteorologica dell'Onu (Wmo):ancora tante belle parole, nella saga del già detto! In un mondo che continua a bruciare carbone e petrolio per produrre energia, continuano ad aumentare le emissioni di CO2 che causano il riscaldamento globale. Il rischio di destabilizzare il sistema climatico terrestre cresce, così, di giorno in giorno. I danni provocati dagli eventi meteorologici hanno già imposto alla società un „‟pedaggio‟‟ che poche economie sono in grado di assorbire con facilità. Questo genere di impatto economico è aumentato in maniera drammatica negli ultimi anni. Solo nel 2011 sono stati registrati diversi episodi catastrofici in tutto il mondo. In Australia ci sono stati migliaia di evacuati e decine di morti per una delle alluvioni più disastrose della storia del Paese ed eventi di questo tipo hanno minacciato anche America, Europa ed Asia. Nemmeno l‟Italia ha evitato la furia delle piogge che hanno provocato decine di morti e una grave perdita economica. Il 30 ottobre, dopo un settembre che risulta essere stato il più caldo dal 1800, un nubifragio allaga Roma. Altri ne seguiranno in Liguria e in Sicilia. La domanda che ci si pone è la seguente: quali calamità può ancora avere in serbo il riscaldamento globale? Anche se esistono già prove evidenti del legame tra cambiamenti climatici e fenomeni meteorologici estremi, le istituzioni governative non ne tengono conto. Livelli sempre più alti delle precipitazioni, cicloni tropicali sempre più distruttivi continueranno a minacciare il mondo intero. Senza contare il ristagno della corrente oceanica e lo scioglimento della calotta polare nell‟ Antartico: eventi a dir poco rischiosi. Ognuno di essi dovrebbe essere considerato da un punto di vista politico-globale. I governi e le industrie che non riescono a mettere in atto valide misure protettive del clima devono in parte ritenersi responsabili delle conseguenze e ridurre le proprie emissioni. I Paesi industrializzati non possono chiudere gli occhi di fronte ad un problema del genere. Tuttavia saranno i Pesi in via di sviluppo a dover pagare il prezzo più alto e a dover subire gli effetti più gravi del surriscaldamento globale. Ma fino a che punto è possibile misurare l‟ influenza dell‟ uomo sul sistema climatico? Fino a che punto le misure di riduzione della CO2 possono influire positivamente? Per rispondere dobbiamo fare rifermento a diversi studi compiuti da vari enti specifici come il WWF e l‟ONU. Secondo gli scienziati e gli specialisti in climatologia, i fenomeni climatici che noi chiamiamo estremi sono sempre stati considerati il limite dell‟orizzonte conosciuto, ma oggi si ripetono con frequenza e domani potrebbero diventare routine. Lo studio dell‟ONU che ha coinvolto 2000 scienziati ha dimostrato che <<il caldo e le piogge tropicali diventeranno la norma, e in Europa è praticamente certo che aumenteranno le ondate di gelo e calore estremo, i cicloni e le inondazioni>>. Se non si ricorre all‟ adozione di politiche che investono nelle energie rinnovabili, ci troveremo davanti ad uno scenario spaventoso caratterizzato soprattutto dalla distruzione degli ambienti naturali quali taiga, tundra e assisteremo al progressivo scioglimento dei poli. In questa situazione catastrofica dobbiamo avere il coraggio e la volontà di intervenire per cambiare le cose. Certo è che i mezzi di trasporto producono gran parte dell‟ inquinamento globale, però è anche vero che i maggiori responsabili siamo noi, con il nostro comportamento, con gli impianti che utilizziamo, con le costruzioni “energivore” che possediamo. C'è un mondo di cose che possiamo fare, tante piccole azioni che insieme danno un effetto visibile: cominciamo a spegnere tutti gli elettrodomestici lasciati in stand-by, lasciamo a casa l‟ auto, non abusiamo di aria condizionata o riscaldamento, ricicliamo i nostri rifiuti, non stiamo le ore a farci la doccia... Dovremo rivedere tutti il nostro stile di vita, essere consapevoli di quello che faremo e rinunciare a tutto ciò che sarà superfluo e dannoso per l'ambiente, per non entrare in un pericoloso vortice che potrebbe travolgerci e spazzarci via prima del tempo. BENEDETTA DUKIC, III F 2 I NT E R NO S A NNO V I I I N° 2 Sabato a scuola, il giorno dei morti viventi ...non stiamo parlando di zombies, ma di studenti che molto si avvicinano a questa mostruosa categoria! Ogni sabato scruto attentamente l‟orologio, aspettando il suono della campanella: sono ansioso infatti di uscire da scuola e godermi la metà del sabato e la domenica. Però fra compiti e dormire un po‟, alla fine il tempo da dedicare alla famiglia e a me stesso è sempre troppo poco. Se poi pratichi un‟ attività agonistica è la fine: le competizioni sportive si svolgono nei weekend e quindi bisogna scegliere se assentarsi da scuola oppure rinunciare alla gara. In Italia il dibattito sulla settimana corta si è aperto da molto tempo, lasciando la facoltà di scelta ai singoli consigli d‟istituto, ma attualmente sono davvero poche le scuole che hanno la settimana breve mentre in tutti paesi dell‟Europa è normale andare a scuola da lunedì a venerdì dalle 8 alle 1400. E’vero che sei ore di scuola sono un po‟ troppe, ma ci sarebbero obbligatoriamente due ricreazioni. Inoltre immaginate cosa sarebbe avere tutto il sabato libero? Potreste dormire fino a tardi due giorni di seguito e avere più tempo per voi stessi e la vostra famiglia. Non saremmo solo noi studenti a godere dei vantaggi di questa scelta. Verrebbe meno la lotta tra docenti per ottenere il sabato libero; coloro che non abitano a Colleferro viaggerebbero un giorno in meno, la scuola risparmierebbe elettricità, gas e altri servizi costosi, il fenomeno dell‟assenteismo cronico degli studenti durante questa giornata si manifesterebbe meno. E, dal nostro punto di vista, i compiti per il lunedì si potrebbero svolgere di venerdì, avendo due giorni liberi per poi dire:-Scuola? Se ne riparlerà tra due giorni-. Insomma, come si può dire di no alla prospettiva di più giorni di vacanza? Invece nella nostra scuola ci sono dei ritmi serrati, si studia in continuazione e al massimo puoi riposarti solo un giorno, tornando il lunedì più stanchi di prima. Questa opinione non è isolata, anzi ampiamente condivisa, non so se dalle famiglie, ma certamente da molti altri ragazzi. Spero con questo articolo di spingere tutti ad una riflessione in merito al problema, magari per il prossimo anno. CLAUDIO VALERIO PARBONI, IA Omologazione: schiavi della moda Sono finite le vacanze, sono passati tre mesi dall‟inizio della scuola, ci si riabitua subito alla presenza di nuovi compagni, nel mio caso, anche se si sente la mancanza dell‟estate. La scuola è proprio il luogo dove si riesce a capire quanto influisca la moda nella vita degli adolescenti. Chi di voi non ha una kefiah? Chi di voi non ha i pantaloni della Frankie Garage? Chi di voi non ha gli storici personaggi della Disney sugli indumenti? E quanti esempi ci sarebbero ancora… Beh, dal gruppo non posso togliermi neanche io, proprio io che scrivo questo articolo. Infatti ho una Kefiah, una maglia di Minnie, degli orecchini pendenti … Chiediamoci adesso come mai, a ben vedere, in sostanza siamo tutti vestiti nella stessa maniera? Sarà forse che abbiamo gusti praticamente uguali, identici, spiccicati, sarà che nella maggior parte dei casi ci sentiamo più sicuri ad indossare capi che “vanno di moda” , vestiti che sappiamo che molte altre persone hanno. Probabil- mente parte della colpa di questo fenomeno si deve attribuire ai commessi dei negozi che ci spingono a comprare lo stesso modello di jeans, la maggior parte delle volte di marca, e noi, non sentendoci i soli a possedere quella cosa, ci convinciamo e la compriamo. Per alcuni la moda è una vera e propria schiavitù, un circolo vizioso, spesso i giovani sono costretti a indossare abiti e gingilli che non sono nel loro stile, ma che “devono” indossare. In realtà, nessuno ci obbliga a vestirci in un certo modo, siamo noi, la nostra debolezza, la nostra insicurezza, la paura di non piacere e di non essere accettati che ci spinge ad agire così. Se un individuo fosse sicuro di sé non avrebbe bisogno di omologarsi, ma riuscirebbe a trovare un proprio stile e non lasciarsi condizionare. Come fare per non assomigliare a nessun altro? Ognuno, se si guarda bene in fondo e scava, si accorgerà che è diverso da chiunque altro … come fare, però, per trasmetterlo anche fuori, a tutti gli altri? Indossando qualcosa che ci piace, anche se è strana, magari di un co- lore sgargiante, una maglietta con una scritta che ci rappresenti, insomma, qualcosa che ci faccia spiccare in mezzo a tutti, che ci faccia riconoscere. Questo non significa mettersi in mostra, significa soltanto far vedere veramente chi siamo. Certamente non è semplice perché la moda è il frutto di una società che punta tutto sull‟aspetto esteriore. Per far vedere il nostro essere, però, bisogna passare sopra a tutto e tutti: la timidezza, i giudizi della gente, e spesso accade che veniamo emarginati, messi da parte, e allora le persone che ci riescono sono poche, a volte gli adolescenti neanche ci provano perché forse già sanno che “fine” faranno. Questo perché nessuno, anche la persona più asociale di questa scuola , vuole stare da sola; tutti vogliamo appartenere a un gruppo, che ci fa sentire più sicuri, anche perché, da che mondo è mondo, in ogni comitiva il modo di vestire dei suoi membri rappresenta un simbolo di appartenenza. ELISA FIORE, IF A NNO V I I I N° 2 I NT E R NO S 3 Pizza, amore e fantasia! “All you need is love” recitava una famosa canzone dei Beatles. No! All we need is pizza! Chi dice “pizza” dice Italia, tant‟è vero che il termine è entrato nel dizionario di molte lingue senza essere tradotto: dice genuinità, poiché in un solo piatto si raggruppano tutti i tipi di nutrienti, o almeno la maggior parte, ma so- prattutto dice allegria! Perché la pizza è ormai diventata il cibo per eccellenza delle feste di compleanno, delle cene tra amici, sia a casa che nei pub, e della ricreazione, indubbiamente per gli studenti il momento più bello della scuola dopo l‟uscita. Esistono infinite tipologie di pizza, ma quella per eccellenza, la regina (nel vero senso della parola!) indiscussa, è la pizza margherita. Secondo la tradizione, venne creata nel giugno 1889 dal cuoco Raffaele Esposito della pizzeria Brandi, per onorare la regina d'Italia, Margherita di Savoia; i condimenti (pomodoro, mozzarella e basilico) rappresentavano la bandiera italiana. Poi, nel corso degli anni, sono nati molti altri tipi: dalla diavola a quella con i fagioli, passando per la vegetariana e la quattro formaggi. E che dire dell‟appetitosa pizza con la Nutella? Leggendo questo, una domanda sorge spontanea: perché la frase “che pizza!” è diventato sinonimo di “che noia!”, quando questo piatto è quanto di più buono, allegro e fantasioso ci sia? L‟ipotesi più accreditata sostiene che l‟espressione derivi dal linguaggio cinematografico: la pizza era la bobina di nastro che si montava sul proiettore (il nome viene dalla somiglianza con la pizza da mangiare). Quando una bobina era particolarmente voluminosa e noiosa c'era l'espressione "che pizza!", la quale poi è entrata nel linguaggio comune per indicare, appunto, una cosa noiosa. Oppure c‟è chi sostiene che sia una metafora indicante qualcosa di “piatto”, (facendo leva sul doppio significato del termine: piatto come noioso e piatto come spessore), rappresentato proprio dalla pizza. In ogni caso, cari “pizzofili”, possiamo stare tranquilli: nessuno offenderà mai il nostro amato cibo! Anzi, sapete una cosa? A forza di scrivere mi è venuta fame: chissà se la pizzeria è ancora aperta! MADDALENA MORATTI, IF Arriva la pista! Ci stiamo avvicinando al Natale: vetrine illuminate, dolcetti a volontà, riunioni a casa di amici e parenti per le tradizionali tombolate natalizie. Colleferro si riempie di insegne luminose e, nonostante non sia una città bellissima e molto salutare, c‟è un‟attrazione particolare per tutti i ragazzi (e non) … la Pista! Da qualche anno a questa parte nel piazzale della piscina comunale viene montata la pista di pattinaggio che si stanzia per più o meno un mese. Ai suoi lati, come sempre, sono presenti degli spazi per cambiarsi le scarpe e consentire di riposarsi tra una pattinata e l‟altra, nonché dei punti di ristoro dove ci si può rilassare bevendo una tazza di cioccolata calda o assaggiando le squisite ciambelle di Homer. Inutile dire che è un punto di incontro e di aggregazione per tutte quelle persone che vogliono passare il periodo di Natale in modo diverso dal solito. Il bello della pista è che chiunque può usufruire di un divertimento alla portata di tutti: non è importante saper pattinare, beh, certo, forse è meglio saperlo fare, ma si può sempre imparare. Le persone più coraggiose, pur essendo inesperte, si buttano nella mischia, rischiano più volte di cadere e provocano le risate di coloro che osservano dal di fuori. Poi, fra questi che arrancano e cercano di sopravvivere, ci sono i più bravi che si fanno strada leggiadri suscitando lo stupore e l‟invidia degli spettatori. Dun- que, anche se non siete dei patiti del pattinaggio e non sapete fare le evoluzioni della Kostner, di certo non vi annoierete! Secondo me, con l‟arrivo della pista arriva anche il Natale: è indispensabile, infatti, per rendere questo periodo un po‟ più “magico”e contribuire a creare nuovi incontri che siano essi amicizie o, perché no, anche amori. PS: Volete un consiglio? Non prendete i pattini con i lacci: sono più scomodi e si rischia di inciampare! Detto questo, buona pattinata e buon Natale a tutti!!! ELISA FIORE, IF LICEONEWS! L‟alunna Sabina Cenciarelli (talvolta anche articolista di Inter nos), diplomatasi lo scorso anno, si è aggiudicata la XII edizione del Premio “Gabriella Borghini”. La premiazione ha avuto luogo il 3 Dicembre scorso alla presenza dell‟Ing. Borghini , marito della stimata docente del nostro Liceo, dei figli Vittorio e Rossella, del Dirigente Scolastico Prof. Antonio Sapone e dell‟Assessore alla cultura del Comune di Colleferro Dott.ssa Cinzia Sandroni. La cerimonia ha visto alternarsi brani di musica classica suonati da studenti del Liceo e dalla Prof.ssa Marina Salvatori, a poesia recitate dalla Prof.ssa Antonietta Pastorelli. I più vivi complimenti a Sabina da parte della redazione di Inter nos! 4 I NT E R NO S A NNO V I I I N° 2 InteRvista al prof. Gentile Quali saranno i progetti, i concorsi e i corsi quest’ anno? In cosa consisteranno? 1. I progetti: Sono tanti quelli presentati e approvati dal Collegio dei Docenti. Si è cercato, quando possibile, di rispettare il tema dell‟anno del nostro Liceo, ovvero Scienza e democrazia. Si riportano di seguito i titoli e gli insegnanti responsabili o i proponenti esterni, con brevi cenni sui contenuti: 1 Libri liberi (prof. V. Gentile); le attività si struttureranno in due momenti distinti e paralleli: uno dedicato ad un invito alla lettura con un Torneo fra sette classi, ed un altro ad un cineforum pomeridiano; il tema di quest‟anno è Utopia e Distopia: quale futuro? 2 Gara interliceale di traduzione dal greco o ellenistico (proff. M.L. Chiaradonna ed E. Sanzi) 3 Chaos e kosmos (proff. M.L. Chiaradonna ed E. Sanzi ed A. Pagliei): è una rivista online dove vi sono raccolti tutti i testi che, a partire dal 2000, sono scritti per il ciclo di lezioni "Chaos e Kosmos".(http:// www.chaosekosmos.it/). 4 Viaggio nella storia (storia, archeologia, arte) (associazione socio-culturale "Metis") 5 Attività musicali e coro (prof.ssa M. Salvatori): l‟anno scorso è nato un laboratorio musicale. I ragazzi erano divisi in due sezioni: classica e rock-pop. Si pensa di fare altrettanto quest‟anno. 6 Rivoluzione scientifica moderna e le sue radici nel mondo Classico (prof.sse A. Pagliei e G. Rossano) 7 Laboratorio teatrale (sig. L. Simonelli): con la collaborazione con l‟attore Luca Simonelli 8 Educare alla cittadinanza e alla legalità (prof.sse L. Caiati e T. Roscioli): il progetto è svolto con la collaborazione del carcere di Paliano e prevede il contributo di personaggi illustri. 9 Olimpiadi di fisica, matematica, scienze naturali (prof.sse G. Pagano, N. Bezzi, A. Pagliei) 10 Colleferro rewind (prof. L. Moratti): Il progetto prevede la produzione di un DVD sulla famosa battaglia di Sacriporto avvenuta nell‟82 a.C. sul nostro territorio, in località Piombinara. 11 Preferisco leggere (casa editrice Einaudi): propone ai ragazzi l‟acquisto di libri per formare una Biblioteca scolastica. Il progetto si integra con Libri Liberi del prof. Gentile. 12 Simulazione all’interno della FAO (provincia di Roma e United Network): simulazione di una seduta nella sede della FAO a Roma, rigorosamente in lingua inglese; ha il costo di 110 euro, a carico dei partecipanti. 2. I concorsi: Ogni giorno raccolgo bandi relativi a concorsi che arrivano da tutta Italia. Selezionare quelli più interessanti non è cosa facile. Una volta individuato un concorso preparo un estratto del bando per distribuirlo nelle classi. Escludo a priori i bandi che prevedono il pagamento di una quota: oltre a ritenerlo discriminatorio e comunque non sufficientemente democratico, penso che sia del tutto inutile avventurarsi in quel tipo di concorsi, dal mo- mento che su uno stesso argomento ci sono spesso dei doppioni. Per esempio, generalmente sulla Shoah ci sono ogni anno almeno 5-6 concorsi. Chi si occupa dell'organizzazione e della scelta delle varie attività? Naturalmente in prima linea ci sono io, in quanto titolare della Funzione Strumentale Area 2. Ma mi avvalgo della collaborazione di diversi colleghi. Senza l‟aiuto dei colleghi difficilmente ci sarebbero un‟efficiente diffusione dei concorsi e conseguentemente l‟adesione da parte dei ragazzi. Fra tutti, ci sono la prof.ssa Alessandra Romiti e la prof.ssa Monica Archilletti. Cosa consiglierebbe agli alunni fra le varie proposte? Fra tutte, i due laboratori: teatro e musica. Sicuramente perché sono particolarmente sensibile alle espressioni artistiche, e mi incuriosisce sempre vedere come i ragazzi possano mettere alla prova le proprie abilità e la propria creatività che spesso sono inespresse, o quanto meno non sempre sono visibili a scuola. Inviterei i ragazzi, inoltre a partecipare in maniera più attiva ai concorsi che, contrariamente a ciò che pensano molti, non è una perdita di tempo. Il fatto che lo sforzo non si traduca in voto sul registro non vuol dire che non c‟è un valido motivo per partecipare a un concorso. CRISTINA OLMISANI, II F A PROPOSITO DI CRISI... Per saperne di più abbiamo chiesto chiarimenti al Direttore della filiale di Valmontone della Banca San PaoloIntesa, Dott. Riccardo Paolacci. (La seconda parte dell’articolo nel prossimo numero) Le cause della grave crisi economica che ha pervaso e pervade il mondo occidentale sono state individuate, a seconda delle varie correnti di pensiero, nella “crisi del capitalismo”, nel fallimento delle politiche liberali applicate dai governi nella convinzione che i mercati finanziari siano in grado di autoregolamentarsi e di trovare sempre una posizione di equilibrio, nella caduta del marxismo, nella forte spinta demografica dei paesi emergenti, etc. L‟approfondire queste e le altre argomentazioni adottate per giustificare il sorgere della crisi ci porterebbe molto lontano. Credo che, in questo momento, sia più opportuno accentrare l‟attenzione sui pochi fattori concreti che hanno ottenuto l‟effetto di fungere da catalizzatori della crisi stessa..La peculiarità del mondo occidentale é sempre stata, fino a pochi anni fa, quella di ideare e produrre beni e servizi che poi venivano esportati in tutti i mercati mondiali con conseguente produzione di ricchezza che ha generato dei forti flussi immigratori dai paesi “marginali”. Per abbattere il costo del lavoro, che a causa dei diritti acquisiti dai lavoratori nel mondo occidentale era una grandezza poco comprimibile anche in presenza della spinta dei lavoratori stranieri, molti imprenditori hanno deciso di trasferire, parzialmente o interamente, la produzione in paesi come la Cina, l‟India, la Corea ed altri, ottenendo un‟immediata e consistente contrazione del costo del lavoro. Tale operazione economica é stata effettuata nella convinzione che, comunque, l‟occidente avrebbe mantenuto una posizione predominante nell‟economia mondiale. CONTINUA NELLA PAGINA SEGUENTE... A NNO V I I I N° 2 I paesi dove sono state impiantate le nuove fabbriche, invece, hanno “inusitatamente” iniziato, nel tempo, ad ideare, progettare e produrre servizi e prodotti investendo su istruzione e ricerca ed ottenendo una forte espansione economica. Nei paesi occidentali, in seguito alla citata delocalizzazione delle produzioni, si é avuta la chiusura di molte fabbriche, con conseguente crescita della disoccupazione e, altrettanto conseguente riduzione dei consumi interni generata dal generale impoverimento della popolazione; la riduzione dei consumi ha generato un ulteriore calo della produzione con nuova disoccupazione e così di seguito in un circolo, non certo virtuoso. Facciamo un passo indietro; Tra il 2000 ed il I NT E R NO S 2005 l’economia statunitense ha visto crescere di oltre il 50 % il valore degli immobili a causa del forte incremento della domanda. Questa spinta all‟acquisto é stata generata dalla facilità con cui le banche hanno concesso mutui (SUBPRIME) senza curarsi della capacità di rimborso dei richiedenti. Gli stessi istituti hanno cartolarizzato i citati mutui vendendoli ad altre società che hanno successivamente emesso titoli obbligazionari “garantiti” dai suddetti mutui. Nel 2007 i prezzi degli immobili hanno avuto una flessione e sono aumentate le insolvenze da parte dei mutuatari. Le banche si sono trovate con immobili del valore più basso dei mutui accordati ed in crisi di liquidità. Si é, inoltre, preso coscienza che il portafoglio di molte banche era pieno dei titoli derivati su citati (c.d. titoli tossici) a fronte dei quali non esisteva un adeguato valore reale; tutto questo ha portato al fallimento di diverse banche ed ha indotto i governi ad effettuare degli interventi straordinari per evitare il propagarsi dei tracolli citati. La concomitanza dei fattori indicati e l‟effetto che la citata crisi finanziaria ed economica ha avuto sulla popolazione, in termini di sfiducia e di perdita di ricchezza e potere d‟acquisto,é stata e continua ad essere devastante. di credito, emettendo obbligazioni, dilazionando i pagamenti ai fornitori, etc.) o ricorrendo al “capitale proprio” detto anche capitale di rischio. Le azioni sono dei titoli rappresentativi di una parte del capitale societario; chi compra un‟azione diventa socio dell‟azienda ed ha, quindi, il diritto di partecipare alle assemblee, di partecipare agli utili aziendali attraverso la distribuzione dei dividendi. L‟andamento della borsa riflette le aspettative degli investitori circa l‟andamento economico delle aziende e, quindi, dell‟economia di una nazione. In una situazione di crisi, quando le aspettative sono negative, l‟offerta di titoli prevarrà sulla domanda causando una riduzione dei prezzi ed una flessione degli indici e viceversa. Dott. Riccardo Paolacci Una mia amica a Sanremo: che soddisfazione! Ed è così che tra un‟interrogazione ed un‟altra, abbiamo ricevuto la BELLA NOTIZIA! Dopo un po‟ di concerti qui e lì, la nostra Sara avrà l‟opportunità di partecipare al 62°Festival della canzone Italiana di SANREMO! Infatti Sabato 26 e Domenica 27 Novembre, è andata a Valmontone per uno Stage di canto, che l‟ha poi portata ( a sua insaputa! ) alle selezioni di Sanremo Giovani. Lo stage è stato fatto dal Produttore discografico di Laura Pausini, ed è stato lui stesso a scegliere tre ragazze da accompagnare in questa irripetibile avventura; Naturalmente non poteva non scegliere Sara :la sua semplicità, la sua solarità, ma soprattutto la s u a bravura lo hanno convinto e sono sicura c h e avrebbero convinto ognuno di voi se solo foste stati li presenti. Purtroppo ancora non sappiamo se verrà presa o meno, ma siamo più che fiduciosi, perché in realtà crediamo nella sua passione, nel suo talento, ma soprattutto in lei e come abbiamo aspettato per “IO CANTO” aspetteremo per Sanremo. Aspettate… ASPETTATE! Non ditemi che non lo sapete?! Devo parlarvene ASSOLUTAMENTE! Non è affatto la prima volta che Sara ha la possibilità di partecipare a un programma televisivo,infatti già l‟anno scorso ha provato a partecipare al programma dei cosiddetti „Giovani Talenti‟ con G. Scotti, riuscendoci meravigliosamente; Ricordo la sera in cui si è esibita: Io, il divano, il cuscino in mano (senza un preciso motivo), e tanta ansia! Cantò quel brano alla perfezione, come al suo solito; Il giorno dopo andai a scuola, entrai in classe, e, ricordo, che tutte eravamo orgogliose di lei. Come d'altronde lo siamo adesso; Sapere che sta vivendo la sua passione senza curarsi di niente e senza alcuna paura, non può che renderci felici e coscienti del fatto che non è importante chi sei o da dove vieni, ma è importante quello che fai, quello che vuoi,quello che sogni ma soprattutto quello che metti in tutto ciò. Lei in questo caso ha messo anima e cuore e a noi non resta altro che augurarle Buona fortuna. Per concludere vorrei dedicare a Sara questa frase, dalla canzone Sunrise di Norah Jones: “ S U R PR I S E , S U R PR I S E ! COULDN’T FIND IT IN YOUR EYES… BUT I’M SURE IT’S WRITTEN ALL OVER MY FACE!” CHIARA COCULO, IV A 5 I NT E R NO S 6 A NNO V I I I N° 2 Irish Christmas La festa più attesa dell‟anno, più sentita e senz‟altro la più magica è alle porte: Natale! Ogni anno addobbiamo il nostro albero, prepariamo il presepe e il 24 scartiamo i regali…. Ma negli altri Paesi come lo trascorrono il Natale? Beh, sinceramente non conosco le tradizioni di ogni Paese del mondo, ma posso almeno esporvi quelle Irlandesi. Il periodo natalizio incomincia l‟8 Dicembre quando si appendono le decorazioni e si prepara l‟albero e finisce il 6 Gennaio, conosciuto come “Little Christmas” oppure “Epifania”, quando cioè tutti gli addobbi vengono rimossi. E fin qui, direte, è come in Italia. Ci sono però numerose tradizioni che noi non usiamo, per esempio lasciare una candela accesa vicino alla finestra la sera della Vigilia, la quale rappresentava un simbolo di benvenuto per Maria e Giuseppe e, successivamente, durante le persecuzioni, segnalava che la casa era sicura e vi si poteva svolgere la messa. Era, inoltre, usanza lasciare la tavola apparecchiata e la porta aperta dopo il pasto così che qualsiasi povero viandante si potesse fermare a mangiare. Tra le tradizioni ancora in uso vi è quella di lasciare un bicchiere di Guinness e una fetta di mince pie (dolce Natalizio dei Paesi anglosassoni che consiste in una torta ripiena di canditi, noci, brandy, e frutta secca) per Babbo Natale e una carota per Rudolph, la renna dal naso rosso. Detto questo non mi rimane che augurarvi Nollaig Shona Duit (Buon Natale in Gaelico) we open our presents... But in the other countries how do they spend their Christmas? Well i don‟t know the christmas traditions of every single country but I can illustrate the Irish ones. Christmas time begins on 8th December, when we decorate the tree and hang up the decorations, and it ends on 6th January, which is known as “Little Christmas” or “Epiphany”, when you take down the decorations. For now, you‟ll say, everything is just like in Italy. There are, though, many traditions that we don‟t have here, for example leaving a candle lit by the window on Christmas Eve, this was a welcome symbol for Mary and Joseph, afterwards, during the persecutions, it would mean that the house was safe and you could perform mass. Another tradition was to leave the table set after the meal and the door open so that any poor wanderer could stop and eat. Among the traditions that are still in use, there‟s the one to leave a glass of Guinness and a slice of mince pie for Santa Clause and a carot for Rudolph, his red nosed reindeer. With this said, there‟s nothing left for me to do than wish you Nollaig Shona Duit (Merry Christmas in Gaelic)! The most waited holiday of the year, and without doubt the most magical is just around the corner: Christmas! Every year we decorate our tree, prerpare the Christmas Crib and on 24th December GEMMA PITOTTI, II B Saltatempo Autore: Stefano Benni Casa Editrice: Feltrinelli Prezzo: 8/9 Euro ca. Anno: 2001 “...Per me è sempre stato così, mi piace dove tutto scorre forte, dove c’è pericolo. Adesso la corrente mi ha fregato...” “ ...Se passi la rapida poi torna la calma e in fondo c’è il mare...” Due frasi, due pensieri che raccolgono alcuni dei temi più profondi e delicati trattati in questo bellissimo romanzo di Stefano Benni: i problemi degli adolescenti, le brutte compagnie, la droga. Già, la droga. Un tunnel dal quale sembra davvero difficile uscire, ma aiutati dalle persone care e dagli amici ce la si può fare: si può passare la rapida e trovare quell‟immenso mare limpido che è la vita. Un tema che si dipana in mezzo a tanti altri pensieri, che si rincorrono nella fantasiosa mente del giovane protagonista, Lupetto, un ragazzino con un dono speciale: un orologio interno, l’orobilogio che, con i suoi strani magici rintocchi gli permette di spostarsi avanti e indietro nel tempo. Così il piccolo Lupetto, diventato Saltatempo, racconta tutta la sua adolescenza scandita dagli sbalzi improvvisi dell‟orobilogio e caratterizzata da spettacolari elementi fantastici. Il ragazzo cresce nel suo piccolo paesino di montagna, circondato da persone che gli vogliono bene, amici, parenti, gnomi diabolici, ma anche da persone malvagie e senza scrupoli che disturberanno la tranquilla vita del protagonista e del suo paesino che verrà spinto nel minaccioso vortice di cemento della modernità. Come tutti noi, Lupetto ha momenti di vita felice e momenti tristi, in cui domina la perdita, del primo amore o delle persone care. Con il suo orobilogio intravede ritagli scomposti di futuro, alcuni belli, altri angoscianti, segni di un‟Italia che cambia, della nascita di nuove città, dell‟avanzata del comunismo, della trasformazione del mondo. Attraverso uno stile molto leggero, discorsivo e scorrevole, abbellito e reso stravagante dall‟utilizzo di parole buffe e bizzarre, oltre che dagli immancabili neologismi benniani, l‟autore affronta argomenti profondi, addolciti dalla simpatia e dalla semplicità di Benni, ma trattati comunque con quel tocco di giusta serietà che ne evidenzia l‟importanza e aiuta a far pensare e riflettere. Un libro per tutti, quindi, giovani e adulti, rutilante, magico, apocalittico, divertentissimo! Ebbene sì, mi avete scoperto: sono una benniana convinta!Quindi datemi retta: rifletterete e vi divertirete. Parola di lettrice vorace ed esigente! CLARISSA CIANFONI, II C A NNO V I I I N° 2 I NT E R NO S Sessualità: tabù o libera espressione? Regà, il tema è questo…ma è un tabù per tutti o… campo libero? Sappiamo troppo o troppo poco di certe questioni? Io sono assolutamente convinta che, se se ne parlasse di più adesso nelle scuole, non avremmo tante ragazze madri a camminare molto poco tranquille per la città come se il loro bambino non pesasse sul fatto che sono giovani. Naturalmente, non è solo un problema di “bebè” da portare a spasso; infatti le situazioni da analizzare sono molte, dalla conoscenza del corpo umano alla conoscenza delle malattie veneree. Ma soprattutto è un problema di maturità, come dice la Littizzetto nel film “Genitori e figli”…“ non è mica una gara a chi la smolla prima?!‟‟ Inoltre, siamo educati al suono, al movimento, al linguaggio, per- ché non educare alle emozioni verso l‟altro per scoprire e risolvere ogni nostro più intimo dubbio? Sarebbe una normalissima ora di scuola dove verrebbero spiegate e risolte le nostre perplessità, e soprattutto dove tutti verrebbero a conoscenza delle stesse cose, evitando così quel deleterio passaparola del “me l‟ha detto la mia amica più grande” in quanto, si sa, questo genere di discorsi legati al sentito dire non ci aiuteranno mai invece a capire cosa ve- ramente va capito e evitato. Avete presente quando comprate un telefono nuovo? Inizialmente ignorate le istruzioni, ma alla prima difficoltà il libretto è la prima cosa che ci viene in mente. Ecco, l‟educazione sessuale a scuola sarebbe come avere un libretto delle istruzioni sul mondo della sessualità, maschile e femminile! Ammettiamolo, a quanti di noi non incuriosirebbe tale “materia”? Perché è normale che ognuno provi delle sensazioni e delle emozioni, e allo stesso tempo si ponga domande alle quali neanche l‟amica più fidata saprebbe rispondere. Da tanto se ne parla, ma nessun ministro fino ad ora è riuscito a realizzare tale comune desiderio… ma noi non demordiamo! Ilaria Carbone I A Battle Field:3 e Call of Duty: Modern Warfare 3 È da poco uscito nei negozi il miglior sparatutto in prima persona degli ultimi anni Battle Field:3. Migliaia i gamer che hanno assaltato i negozi di videogiochi per averlo. Come dargli torto? La beta rilasciata dalla società produttrice circa tre settimane fa ha riscosso il consenso e l‟ entusiasmo di molti appassionati della saga dato il suo ineguagliabile multiplayer. Vi descriverò questo nuovo mondo creato on-line (dato che sono riuscito a comperare una copia in edizione limitata), la guerra ha inizio. La simulazione della gravità è stata ulteriormente migliorata in questa nuova versione del gioco. Il giocatore può sdraiarsi, (cosa che in Bad Company 2 non era possibile fare) questo permetterà agli esperti cecchini di rendersi completamente invisibili allo sguardo del nemico. Sarà molto più complicato sbloccare gadget e accessori per le 4 classi utilizzabili, sotto questo punto di vista l‟ idea è stata ripresa da Callo f Duty: Modern Warfare 2, infatti non sarà come in Bad Company dove una volta sbloccato un accessorio era automaticamente disponibile su qualsiasi arma, qui dovrete dimostrare le vostre abilita tattiche con qualunque arma. In questo tipo di multiplayer on-line non troverete mai nabbi o camper, dato che sono state ampliamente aumentate le possibilità di aiutare i propri compagni di gioco. E lo stesso tipo di gioco li esclude. Questo è indubbiamente il miglior simulatore di guerra mai giunto su Playstation 3 o Xbox 360, qualunque gamer dovrebbe averlo nella propria raccolta. Rigiocabilità:alta. Livello multiplayer: imperdibile. Votazione ottenuta su GameInformer e Multiplayer.it: 9. Un‟ altro titolo degno di nota e senza dubbio Modern Warfare 3ovviamente rivale di Battle Field 3. Dal punto di vista grafico la differenza tra i due e pressoché nulla tra per qualche piccolo calo di grafica su Playstation 3. Naturalmente la storia di Modern Warfare è molto più accattivante rispetto all‟ altro, tutti aspettiamo di sapere come si comporteranno Soap e Nicolai e se il buon, caro , vecchi Ghost ritornerà dall‟ altra mondo dopo il colpo di magnum di Sheperd. Le sostanziali differenze con la serie di Battle Field sono: un‟ evidente supremazia sulle trame di ogni uscita, B.F.3 è molto più simpatico e comico rispetto ad M.W.3 che ha una storia lunga tre videogiochi molto più misteriosa ed intrigante(insomma “attizza “ molto di piu). Naturalmente il multiplayer è inferiore a B.F.3. Ci saranno novità sulla differenziazione dei ruoli (copiata a B.F.3) e qualche nuova modalità ma non oltre, la cosa che però mi obbliga a sconsigliarne l‟ acquisto è la seguente: M.W.3 è la patria di tutti i non- giocatori(detti anche nabbi e camper), data la sua irrealtà. Infine vi consigli di acquistare Callo f Duty per la storia e per gioca re con gli amici on-line, se invece volete avere un‟ esperienza di gioco intensiva e reale giocate a Battle Field 3. ANDREA MAROTTA, II E Il “personaggio” del mese e’… il latino! Cosa ne pensate del latino? Be‟, la maggior parte degli alunni pensa che…che sia difficile, ci sono troppe cose da ricordare, tutti quei verbi da imparare a memoria!! Che faticaccia!! Noi ne sappiamo qualcosa. Di certo vi ricorderete i primi approcci con il latino, quando si studiano la prima, la seconda declinazione, i primi verbi, i complementi… Tutto sembra molto insensato, immotivatamente faticoso, esageratamente astruso. E le versioni da tradurre?? Sembra che questi Romani dicano cose senza senso, che siano sempre alle prese con caprini, ovini, pirati, cinghiali, isole, mucche varie che ci sembrano molto lontani dai nostri tempi… Che roba strana che scrivevano questi Romani! Non si annoiavano a scrivere sempre le stesse cose? Probabilmente per arrivare a tradurre Virgilio ed Orazio c‟è bisogno di correre come Heidi in un ambiente agreste tra mucche e caprette. Insomma, non abbiate paura di “sporcarvi” troppo o di affaticarvi, perché prima di arrivare alla partita vera e propria c‟è bisogno di un duro allenamento. E cosa ne pensate voi, “miei cari piccoli lettori”? La maggior parte dei nostri amici pensa che sia insensato studiarlo. Alcuni ritengono che tutto sommato non sia proprio così pesante. Ma quasi tutti pensano che non c‟entri nulla con il liceo scientifico. I prof di lettere, naturalmente, non la pensano così, e affermano che, essendo una materia in cui serve molta logica, anch‟essa come la matematica “apre la mente”. Personalmente lo affrontiamo con lo stesso spirito con cui si affronta un mostro che ci chiama a sfide sempre più difficili ma più gratificanti. Non ci resta, quindi, che augurare a tutti i nostri “guerrieri” un solenne e molto poco agreste ad maiora! GIADA TALONE E JACKIE LENZI, I D 7 8 I NT E R NO S A NNO V I I I N° 2 Educare alla cittadinanza e alla legalita’ In collegamento con il progetto già avviato lo scorso anno, "Educare alla cittadinanza e alla legalità", alcune classi del nostro liceo scientifico Guglielmo Marconi hanno aderito ad un approfondimento sulla legalità, in collaborazione con l'istituto penitenziario di Paliano. Le classi coinvolte nell'attività sono state: III C, III E, IV A, IV B, IV C, IV E, V G, VH e ad esse sono stati distribuiti dei questionari per rilevare alcuni dati statistici relativi al pensiero dei giovani nei confronti della legalità e della criminalità. Dai risultati ottenuti abbiamo dedotto che: nel ns. territorio la criminalità non è un problema sociale, ovvero i ragazzi non lo percepiscono; i ragazzi che commettono reati sono persone comuni e vengono spinti dalla povertà e dalla disoccupazione; il carcere viene visto come un luogo di rieducazione e risocializzazione in quanto la sua funzione principale è quella di educare alle regole della convivenza ; per quanto riguarda il problema delle pene, il 33% dei ragazzi intervistati ritengono che le pene inflitte oggi non sono eccessive, il 26% ritiene che dal carcere si dovrebbe comunque sempre uscire; il 33% degli intervistati ritiene che nel carcere i detenuti dovrebbero avere la possibilità di studiare o lavorare, il 17% è favorevole a contatti affettivi con i familiari ; solo il 15% è favorevole ad un'alternativa al carcere ma solo per i tossicodipendenti o gli alcolisti; per quanto riguarda l'ergastolo il 31% dice che va mantenuto, solo il 4% che va abolito ; per la pena di morte il 31% ritiene che sia sbagliata ; una volta usciti dal carcere le persone hanno difficoltà a trovare un lavoro lo pensa solo il 34% degli intervistati; il 19% ritiene che i detenuti, una volta usciti, abbiano definitivamente scontato la loro colpa; per finire il 36% risponde che farebbe entrare in casa un nuovo amico il cui padre è oppure è stato in carcere. Una riflessione su quanto emerso dalle interviste ci porta a formulare una domanda: cosa significa educare alla cittadinanza e alla legalità? Semplicemente far capire ai cittadini quanto sia importante vivere in conformità con le leggi per poter vivere in una comunità. Lo scrittore Erri De Luca ha detto, a proposito del concetto di legalità:"non è un codice, non è una divisa da indossare né la disciplina di un ordine: la legalità è un sentimento. Combina rispetto e timore, misura il grado di lealtà di una comunità". Di conseguenza, possiamo capire di quanto il rispetto che ogni singolo individuo ha verso il prossimo non sia fine a se stesso, ma contribuisca allo sviluppo e al miglioramento dell'assetto sociale e della convivenza civile. Ogni uomo è un vero uomo quando non limita la libertà dell'altro in quanto, un uomo che manca di rispetto verso il prossimo, manca di rispetto anche verso se stesso. SARA SCHIETROMA, IV E