Giornale scolastico di informazione e cultura dell’I.I.S. di Via delle Scienze di Colleferro
Inter Nos
A NN O VI II
Grafica a cura di Irene De Franceschi , II E
N °2
Benedetta hai spento la luce? Sì, ma tu hai
abbassato il riscaldamento?
Sommario:
A proposito di clima
Pag. 1
Sabato a scuola, il
giorno dei morti
viventi
2
Omologazione:
schiavi della moda
2
Pizza, amore e fantasia!
3
Arriva la pista!
3
Liceonews
3
Intervista al prof.
Gentile
4
A proposito di crisi .
Una mia amica a
Sanremo
DICEMBRE 2011
4/5
Irish Christmas
6
Saltatempo
6
Sessualità
7
Battle Field:3 e Call
of Duty: Modern
Warfare 3
7
Educare alla cittadinanza e alla legalità
8
Redazione Inter Nos
Responsabile del
progetto:
Prof. Luigi Moratti
Con la collaborazione
delle prof.sse
Alessandra Romiti,
Roberta Leoni e dell’a.t.
Romina Martella
www.liceomarconicolleferro.it
Via delle Scienze
te. 0697304157
La 17esima Conferenza sul clima, a Durban,della Organizzazione meteorologica
dell'Onu (Wmo):ancora tante belle parole, nella saga del già detto!
In un mondo che continua a bruciare carbone e petrolio per produrre
energia, continuano ad aumentare le
emissioni di CO2 che causano il
riscaldamento globale. Il rischio di
destabilizzare il sistema climatico
terrestre cresce, così, di giorno in
giorno. I danni provocati dagli
eventi meteorologici hanno già
imposto alla società un „‟pedaggio‟‟
che poche economie sono in grado
di assorbire con facilità. Questo
genere di impatto economico è aumentato in maniera drammatica
negli ultimi anni. Solo nel 2011
sono stati registrati diversi episodi
catastrofici in tutto il mondo. In
Australia ci sono stati migliaia di
evacuati e decine di morti per una
delle alluvioni più disastrose della
storia del Paese ed eventi di questo
tipo hanno minacciato anche America, Europa ed Asia. Nemmeno
l‟Italia ha evitato la furia delle piogge che hanno provocato decine di
morti e una grave perdita economica. Il 30 ottobre, dopo un settembre
che risulta essere stato il più caldo
dal 1800, un nubifragio allaga Roma. Altri ne seguiranno in Liguria e
in Sicilia. La domanda che ci si
pone è la seguente: quali calamità
può ancora avere in serbo il riscaldamento globale? Anche se esistono
già prove evidenti del legame tra
cambiamenti climatici e
fenomeni meteorologici
estremi, le istituzioni governative non ne tengono
conto. Livelli sempre più
alti delle precipitazioni,
cicloni tropicali sempre più
distruttivi continueranno a
minacciare il mondo intero.
Senza contare il ristagno
della corrente oceanica e lo
scioglimento della calotta
polare nell‟ Antartico: eventi a dir poco rischiosi.
Ognuno di essi dovrebbe
essere considerato da un
punto di vista politico-globale. I
governi e le industrie che non
riescono a mettere in atto valide
misure protettive del clima devono in parte ritenersi responsabili
delle conseguenze e ridurre le
proprie emissioni. I Paesi industrializzati non possono chiudere
gli occhi di fronte ad un problema del genere. Tuttavia saranno i
Pesi in via di sviluppo a dover
pagare il prezzo più alto e a dover subire gli effetti più gravi del
surriscaldamento globale. Ma
fino a che punto è possibile misurare l‟ influenza dell‟ uomo sul
sistema climatico? Fino a che
punto le misure di riduzione
della CO2 possono influire positivamente? Per rispondere dobbiamo fare rifermento a diversi
studi compiuti da vari enti specifici come il WWF e l‟ONU.
Secondo gli scienziati e gli specialisti in climatologia, i fenomeni climatici che noi chiamiamo
estremi sono sempre stati considerati il limite dell‟orizzonte
conosciuto, ma oggi si ripetono
con frequenza e domani potrebbero diventare routine. Lo studio
dell‟ONU che ha coinvolto 2000
scienziati ha dimostrato che <<il
caldo e le piogge tropicali diventeranno la norma, e in Europa è
praticamente certo che aumenteranno le ondate di gelo e calore
estremo, i cicloni e le inondazioni>>. Se non si ricorre all‟ adozione di politiche che investono
nelle energie rinnovabili, ci
troveremo davanti ad uno scenario spaventoso caratterizzato
soprattutto dalla distruzione
degli ambienti naturali quali
taiga, tundra e assisteremo al
progressivo scioglimento dei
poli. In questa situazione catastrofica dobbiamo avere il coraggio e la volontà di intervenire
per cambiare le cose. Certo è
che i mezzi di trasporto producono gran parte dell‟ inquinamento globale, però è anche
vero che i maggiori responsabili
siamo noi, con il nostro comportamento, con gli impianti che
utilizziamo, con le costruzioni
“energivore” che possediamo.
C'è un mondo di cose che possiamo fare, tante piccole azioni
che insieme danno un effetto
visibile: cominciamo a spegnere
tutti gli elettrodomestici lasciati
in stand-by, lasciamo a casa l‟
auto, non abusiamo di aria condizionata o
riscaldamento, ricicliamo
i nostri rifiuti, non stiamo le ore a
farci la doccia... Dovremo rivedere
tutti il nostro
stile di vita,
essere consapevoli di quello che faremo e
rinunciare a tutto ciò che sarà
superfluo e dannoso per l'ambiente, per non entrare in un
pericoloso vortice che potrebbe
travolgerci e spazzarci via prima
del tempo.
BENEDETTA DUKIC, III F
2
I NT E R NO S
A NNO V I I I
N° 2
Sabato a scuola, il giorno dei morti viventi
...non stiamo parlando di zombies, ma di
studenti che molto si avvicinano a questa
mostruosa categoria! Ogni sabato scruto
attentamente l‟orologio, aspettando il
suono della campanella: sono ansioso
infatti di uscire da scuola e godermi la
metà del sabato e la domenica. Però fra
compiti e dormire un po‟, alla fine il tempo da dedicare alla famiglia e a me stesso
è sempre troppo poco. Se poi pratichi un‟
attività agonistica è la fine: le competizioni sportive si svolgono nei weekend e
quindi bisogna scegliere se assentarsi da
scuola oppure rinunciare alla gara. In Italia
il dibattito sulla settimana corta si è aperto
da molto tempo, lasciando la facoltà di
scelta ai singoli consigli d‟istituto, ma
attualmente sono davvero poche le scuole
che hanno la settimana breve mentre in
tutti paesi dell‟Europa è normale andare a
scuola da lunedì a venerdì dalle 8 alle
1400. E’vero che sei ore di scuola sono un
po‟ troppe, ma ci sarebbero obbligatoriamente due ricreazioni. Inoltre immaginate
cosa sarebbe avere tutto il sabato libero?
Potreste dormire fino a tardi due giorni di
seguito e avere più tempo per voi stessi e
la vostra famiglia. Non saremmo solo noi
studenti a godere dei vantaggi di questa
scelta. Verrebbe meno la lotta tra docenti
per ottenere il sabato libero; coloro che
non abitano a Colleferro viaggerebbero un
giorno in meno, la scuola risparmierebbe
elettricità, gas e altri servizi costosi, il
fenomeno dell‟assenteismo cronico degli
studenti durante questa giornata si manifesterebbe meno. E, dal nostro punto di vista, i compiti per il lunedì si potrebbero
svolgere di venerdì, avendo due giorni
liberi per poi dire:-Scuola? Se ne riparlerà
tra due giorni-. Insomma, come si può dire
di no alla prospettiva di più giorni di vacanza? Invece nella nostra scuola ci sono
dei ritmi serrati, si studia in continuazione
e al massimo puoi riposarti solo un giorno,
tornando il lunedì più stanchi di prima.
Questa opinione non è isolata, anzi ampiamente condivisa, non so se dalle famiglie,
ma certamente da molti altri ragazzi. Spero con questo articolo di spingere tutti ad
una riflessione in merito al problema,
magari per il prossimo anno.
CLAUDIO VALERIO PARBONI, IA
Omologazione: schiavi della moda
Sono finite le vacanze, sono passati tre
mesi dall‟inizio della scuola, ci si riabitua subito alla presenza di nuovi compagni, nel mio caso, anche se si sente la
mancanza dell‟estate. La scuola è proprio il luogo dove si riesce a capire
quanto influisca la moda nella vita degli
adolescenti. Chi di voi non ha una
kefiah? Chi di voi non ha i pantaloni
della Frankie Garage? Chi di voi non ha
gli storici personaggi della Disney sugli
indumenti? E quanti esempi ci sarebbero
ancora… Beh, dal gruppo non posso
togliermi neanche io, proprio io che
scrivo questo articolo. Infatti ho una
Kefiah, una maglia di Minnie, degli
orecchini pendenti …
Chiediamoci
adesso come mai, a ben vedere, in sostanza siamo tutti vestiti nella stessa
maniera? Sarà forse che abbiamo gusti
praticamente uguali, identici, spiccicati,
sarà che nella maggior parte dei casi ci
sentiamo più sicuri ad indossare capi che
“vanno di moda” , vestiti che sappiamo
che molte altre persone hanno. Probabil-
mente parte della colpa di questo fenomeno si deve attribuire ai commessi dei negozi che ci spingono a comprare lo stesso
modello di jeans, la maggior parte delle
volte di marca, e noi, non sentendoci i soli
a possedere quella cosa, ci convinciamo e
la compriamo. Per alcuni la moda è una
vera e propria schiavitù, un circolo vizioso, spesso i giovani sono costretti a indossare abiti e gingilli che non sono nel loro
stile, ma che “devono” indossare. In realtà,
nessuno ci obbliga a vestirci in un certo
modo, siamo noi, la nostra debolezza, la
nostra insicurezza, la paura di non piacere
e di non essere accettati che ci spinge ad
agire così. Se un individuo fosse sicuro di
sé non avrebbe bisogno di omologarsi, ma
riuscirebbe a trovare un proprio stile e non
lasciarsi condizionare. Come fare per non
assomigliare a nessun altro? Ognuno, se si
guarda bene in fondo e scava, si accorgerà
che è diverso da chiunque altro … come
fare, però, per trasmetterlo anche fuori, a
tutti gli altri? Indossando qualcosa che ci
piace, anche se è strana, magari di un co-
lore sgargiante, una maglietta con una scritta che ci rappresenti, insomma, qualcosa
che ci faccia spiccare in mezzo a tutti, che
ci faccia riconoscere. Questo non significa
mettersi in mostra, significa soltanto far
vedere veramente chi siamo. Certamente
non è semplice perché la moda è il frutto di
una società che punta tutto sull‟aspetto
esteriore. Per far vedere il nostro essere,
però, bisogna passare sopra a tutto e tutti: la
timidezza, i giudizi della gente, e spesso
accade che veniamo emarginati, messi da
parte, e allora le persone che ci riescono
sono poche, a volte gli adolescenti neanche
ci provano perché forse già sanno che
“fine” faranno. Questo perché nessuno,
anche la persona più asociale di questa
scuola , vuole stare da sola; tutti vogliamo
appartenere a un gruppo, che ci fa sentire
più sicuri, anche perché, da che mondo è
mondo, in ogni comitiva il modo di vestire
dei suoi membri rappresenta un simbolo di
appartenenza.
ELISA FIORE, IF
A NNO V I I I
N° 2
I NT E R NO S
3
Pizza, amore e fantasia!
“All you need is love” recitava una famosa canzone dei Beatles. No! All we
need is pizza! Chi dice “pizza” dice Italia,
tant‟è vero che il termine è entrato nel
dizionario di molte lingue senza essere
tradotto: dice genuinità, poiché in un solo
piatto si raggruppano tutti i tipi di nutrienti, o almeno la maggior parte, ma so-
prattutto dice allegria! Perché la pizza è
ormai diventata il cibo per eccellenza delle
feste di compleanno, delle cene tra amici,
sia a casa che nei pub, e della ricreazione,
indubbiamente per gli studenti il momento
più bello della scuola dopo l‟uscita. Esistono infinite tipologie di pizza, ma quella
per eccellenza, la regina (nel vero senso
della parola!) indiscussa, è la pizza margherita. Secondo la tradizione, venne creata nel giugno 1889 dal cuoco Raffaele
Esposito della pizzeria Brandi, per onorare
la regina d'Italia, Margherita di Savoia; i
condimenti (pomodoro, mozzarella e
basilico) rappresentavano la bandiera italiana. Poi, nel corso degli anni, sono nati
molti altri tipi: dalla diavola a quella con i
fagioli, passando per la vegetariana e la
quattro formaggi. E che dire dell‟appetitosa pizza con la Nutella? Leggendo
questo, una domanda sorge spontanea:
perché la frase “che pizza!” è diventato
sinonimo di “che noia!”, quando questo
piatto è quanto di più buono, allegro e fantasioso ci sia? L‟ipotesi più accreditata
sostiene che l‟espressione derivi dal linguaggio cinematografico: la pizza era la
bobina di nastro che si montava sul proiettore (il nome viene dalla somiglianza con la
pizza da mangiare). Quando una bobina era
particolarmente voluminosa e noiosa c'era
l'espressione "che pizza!", la quale poi è
entrata nel linguaggio comune per indicare,
appunto, una cosa noiosa. Oppure c‟è chi
sostiene che sia una metafora indicante
qualcosa di “piatto”, (facendo leva sul doppio significato del termine: piatto come
noioso e piatto come spessore), rappresentato proprio dalla pizza. In ogni caso, cari
“pizzofili”, possiamo stare tranquilli: nessuno offenderà mai il nostro amato cibo!
Anzi, sapete una cosa? A forza di scrivere
mi è venuta fame: chissà se la pizzeria è
ancora aperta!
MADDALENA MORATTI, IF
Arriva la pista!
Ci stiamo avvicinando al Natale: vetrine illuminate, dolcetti a volontà, riunioni a casa di amici
e parenti per le tradizionali tombolate natalizie.
Colleferro si riempie di insegne luminose e,
nonostante non sia una città bellissima e molto
salutare, c‟è un‟attrazione particolare per tutti i
ragazzi (e non) … la Pista! Da qualche anno a
questa parte nel
piazzale della piscina comunale viene
montata la pista di
pattinaggio che si
stanzia per più o
meno un mese. Ai
suoi lati, come
sempre, sono presenti degli spazi per
cambiarsi le scarpe
e consentire di
riposarsi tra una
pattinata e l‟altra, nonché dei punti di
ristoro dove ci si può rilassare bevendo
una tazza di cioccolata calda o assaggiando le squisite ciambelle di Homer. Inutile
dire che è un punto di incontro e di aggregazione per tutte quelle persone che vogliono passare il periodo di Natale in modo diverso dal solito. Il bello della pista è
che chiunque può usufruire di un divertimento alla portata di tutti: non è importante saper pattinare, beh, certo, forse è meglio saperlo fare, ma si può sempre imparare. Le persone più coraggiose, pur essendo inesperte, si buttano nella mischia,
rischiano più volte di cadere e provocano
le risate di coloro che osservano dal di
fuori. Poi, fra questi che arrancano e cercano di sopravvivere, ci sono i più bravi
che si fanno strada leggiadri suscitando lo
stupore e l‟invidia degli spettatori. Dun-
que, anche se
non siete dei
patiti del pattinaggio e non
sapete fare le
evoluzioni
della Kostner,
di certo non vi
annoierete! Secondo me, con l‟arrivo della
pista arriva anche il Natale: è indispensabile, infatti, per rendere questo periodo
un po‟ più “magico”e contribuire a creare
nuovi incontri che siano essi amicizie o,
perché no, anche amori. PS: Volete un
consiglio? Non prendete i pattini con i
lacci: sono più scomodi e si rischia di
inciampare! Detto questo, buona pattinata
e buon Natale a tutti!!!
ELISA FIORE, IF
LICEONEWS!
L‟alunna Sabina Cenciarelli (talvolta anche articolista di Inter nos), diplomatasi lo
scorso anno, si è aggiudicata la XII edizione
del Premio “Gabriella Borghini”. La premiazione ha avuto luogo il 3 Dicembre
scorso alla presenza dell‟Ing. Borghini ,
marito della stimata docente del nostro
Liceo, dei figli Vittorio e Rossella, del Dirigente Scolastico Prof. Antonio Sapone e
dell‟Assessore alla cultura del Comune di
Colleferro Dott.ssa Cinzia Sandroni. La
cerimonia ha visto alternarsi brani di musica classica suonati da studenti del Liceo e
dalla Prof.ssa Marina Salvatori, a poesia
recitate dalla Prof.ssa Antonietta Pastorelli.
I più vivi complimenti a Sabina da parte
della redazione di Inter nos!
4
I NT E R NO S
A NNO V I I I
N° 2
InteRvista al prof. Gentile
Quali saranno i
progetti, i concorsi
e i corsi
quest’
anno? In cosa consisteranno?
1. I progetti: Sono
tanti quelli presentati
e approvati dal Collegio dei Docenti. Si è
cercato, quando possibile, di rispettare il
tema dell‟anno del nostro Liceo, ovvero
Scienza e democrazia. Si riportano di seguito i titoli e gli insegnanti responsabili o
i proponenti esterni, con brevi cenni sui
contenuti:
1 Libri liberi (prof. V. Gentile); le attività
si struttureranno in due momenti distinti e
paralleli: uno dedicato ad un invito alla
lettura con un Torneo fra sette classi, ed
un altro ad un cineforum pomeridiano; il
tema di quest‟anno è Utopia e Distopia:
quale futuro?
2 Gara interliceale di traduzione dal greco
o ellenistico (proff. M.L. Chiaradonna ed
E. Sanzi)
3 Chaos e kosmos (proff. M.L. Chiaradonna ed E. Sanzi ed A. Pagliei): è una rivista
online dove vi sono raccolti tutti i testi
che, a partire dal 2000, sono scritti per il
ciclo di lezioni "Chaos e Kosmos".(http://
www.chaosekosmos.it/).
4 Viaggio nella storia (storia, archeologia,
arte)
(associazione
socio-culturale
"Metis")
5 Attività musicali e coro (prof.ssa M.
Salvatori): l‟anno scorso è nato un laboratorio musicale. I ragazzi erano divisi in
due sezioni: classica e rock-pop. Si pensa
di fare altrettanto quest‟anno.
6 Rivoluzione scientifica moderna e le sue
radici nel mondo Classico (prof.sse A.
Pagliei e G. Rossano)
7 Laboratorio teatrale (sig. L. Simonelli):
con la collaborazione con l‟attore Luca
Simonelli
8 Educare alla cittadinanza e alla legalità
(prof.sse L. Caiati e T. Roscioli): il progetto è svolto con la collaborazione del carcere di Paliano e prevede il contributo di
personaggi illustri.
9 Olimpiadi di fisica, matematica, scienze
naturali (prof.sse G. Pagano, N. Bezzi, A.
Pagliei)
10 Colleferro rewind (prof. L. Moratti): Il
progetto prevede la produzione di un DVD
sulla famosa battaglia di Sacriporto avvenuta nell‟82 a.C. sul nostro territorio, in
località Piombinara.
11 Preferisco leggere (casa editrice Einaudi): propone ai ragazzi l‟acquisto di libri
per formare una Biblioteca scolastica. Il
progetto si integra con Libri Liberi del
prof. Gentile.
12 Simulazione all’interno della FAO
(provincia di Roma e United Network):
simulazione di una seduta nella sede della
FAO a Roma, rigorosamente in lingua
inglese; ha il costo di 110 euro, a carico
dei partecipanti.
2. I concorsi: Ogni giorno raccolgo bandi
relativi a concorsi che arrivano da tutta
Italia. Selezionare quelli più interessanti
non è cosa facile. Una volta individuato un
concorso preparo un estratto del bando per
distribuirlo nelle classi. Escludo a priori i
bandi che prevedono il pagamento di una
quota: oltre a ritenerlo discriminatorio e
comunque non sufficientemente democratico, penso che sia del tutto inutile avventurarsi in quel tipo di concorsi, dal mo-
mento che su uno stesso argomento ci
sono spesso dei doppioni. Per esempio,
generalmente sulla Shoah ci sono ogni
anno almeno 5-6 concorsi.
Chi si occupa dell'organizzazione e della
scelta delle varie attività?
Naturalmente in prima linea ci sono io, in
quanto titolare della Funzione Strumentale
Area 2. Ma mi avvalgo della collaborazione di diversi colleghi. Senza l‟aiuto dei
colleghi difficilmente ci sarebbero
un‟efficiente diffusione dei concorsi e
conseguentemente l‟adesione da parte dei
ragazzi. Fra tutti, ci sono la prof.ssa Alessandra Romiti e la prof.ssa Monica Archilletti.
Cosa consiglierebbe agli alunni fra le
varie proposte?
Fra tutte, i due laboratori: teatro e musica.
Sicuramente perché sono particolarmente
sensibile alle espressioni artistiche, e mi
incuriosisce sempre vedere come i ragazzi
possano mettere alla prova le proprie abilità e la propria creatività che spesso sono
inespresse, o quanto meno non sempre
sono visibili a scuola. Inviterei i ragazzi,
inoltre a partecipare in maniera più attiva
ai concorsi che, contrariamente a ciò che
pensano molti, non è una perdita di tempo.
Il fatto che lo sforzo non si traduca in voto
sul registro non vuol dire che non c‟è un
valido motivo per partecipare a un concorso.
CRISTINA OLMISANI, II F
A PROPOSITO DI CRISI...
Per saperne di più abbiamo chiesto chiarimenti al Direttore della filiale di Valmontone della Banca San PaoloIntesa, Dott. Riccardo Paolacci. (La seconda parte dell’articolo nel prossimo numero)
Le cause della grave crisi economica che
ha pervaso e pervade il mondo occidentale
sono state individuate, a seconda delle
varie correnti di pensiero, nella “crisi del
capitalismo”, nel fallimento delle politiche
liberali applicate dai governi nella convinzione che i mercati finanziari siano in
grado di autoregolamentarsi e di trovare
sempre una posizione di equilibrio, nella
caduta del marxismo, nella forte spinta
demografica dei paesi emergenti, etc.
L‟approfondire queste e le altre argomentazioni adottate per giustificare il sorgere
della crisi ci porterebbe molto lontano.
Credo che, in questo momento, sia più
opportuno accentrare l‟attenzione sui pochi fattori concreti che hanno ottenuto
l‟effetto di fungere da catalizzatori della
crisi stessa..La peculiarità del mondo occidentale é sempre stata, fino a pochi anni
fa, quella di ideare e produrre beni e servizi che poi venivano esportati in tutti i mercati mondiali con conseguente produzione
di ricchezza che ha generato dei forti flussi
immigratori dai paesi “marginali”. Per
abbattere il costo del lavoro, che a causa
dei diritti acquisiti dai lavoratori nel mondo occidentale era una grandezza poco
comprimibile anche in presenza della spinta
dei lavoratori stranieri, molti imprenditori
hanno deciso di trasferire, parzialmente o
interamente, la produzione in paesi come la
Cina, l‟India, la Corea ed altri, ottenendo
un‟immediata e consistente contrazione del
costo del lavoro. Tale operazione economica
é stata effettuata nella convinzione che, comunque, l‟occidente avrebbe mantenuto una
posizione predominante nell‟economia mondiale.
CONTINUA NELLA PAGINA SEGUENTE...
A NNO V I I I
N° 2
I paesi dove sono state impiantate le nuove
fabbriche, invece, hanno “inusitatamente”
iniziato, nel tempo, ad ideare, progettare e
produrre servizi e prodotti investendo su
istruzione e ricerca ed ottenendo una forte
espansione economica. Nei paesi occidentali, in seguito alla citata delocalizzazione
delle produzioni, si é avuta la chiusura di
molte fabbriche, con conseguente crescita
della disoccupazione e, altrettanto conseguente riduzione dei consumi interni generata dal generale impoverimento della
popolazione; la riduzione dei consumi ha
generato un ulteriore calo della produzione
con nuova disoccupazione e così di seguito in un circolo, non certo virtuoso. Facciamo un passo indietro; Tra il 2000 ed il
I NT E R NO S
2005 l’economia statunitense ha visto
crescere di oltre il 50 % il valore degli
immobili a causa del forte incremento
della domanda. Questa spinta all‟acquisto
é stata generata dalla facilità con cui le
banche hanno concesso mutui
(SUBPRIME) senza curarsi della capacità
di rimborso dei richiedenti. Gli stessi istituti hanno cartolarizzato i citati mutui
vendendoli ad altre società che hanno
successivamente emesso titoli obbligazionari “garantiti” dai suddetti mutui. Nel
2007 i prezzi degli immobili hanno avuto
una flessione e sono aumentate le insolvenze da parte dei mutuatari. Le banche si
sono trovate con immobili del valore più
basso dei mutui accordati ed in crisi di
liquidità. Si é, inoltre, preso coscienza che
il portafoglio di molte banche era pieno
dei titoli derivati su citati (c.d. titoli tossici) a fronte dei quali non esisteva un adeguato valore reale; tutto questo ha portato
al fallimento di diverse banche ed ha indotto i governi ad effettuare degli interventi straordinari per evitare il propagarsi
dei tracolli citati. La concomitanza dei
fattori indicati e l‟effetto che la citata crisi
finanziaria ed economica ha avuto sulla
popolazione, in termini di sfiducia e di
perdita di ricchezza e potere d‟acquisto,é
stata e continua ad essere devastante.
di credito, emettendo obbligazioni, dilazionando i pagamenti ai fornitori, etc.) o
ricorrendo al “capitale proprio” detto anche capitale di rischio. Le azioni sono dei
titoli rappresentativi di una parte del capitale societario; chi compra un‟azione diventa socio dell‟azienda ed ha, quindi, il
diritto di partecipare alle assemblee, di
partecipare agli utili aziendali attraverso la
distribuzione dei dividendi. L‟andamento
della borsa riflette le aspettative degli
investitori circa l‟andamento economico
delle aziende e, quindi, dell‟economia di
una nazione. In una situazione di crisi,
quando le aspettative sono negative,
l‟offerta di titoli prevarrà sulla domanda
causando una riduzione dei prezzi ed una
flessione degli indici e viceversa.
Dott. Riccardo Paolacci
Una mia amica a Sanremo: che soddisfazione!
Ed è così che tra un‟interrogazione ed
un‟altra, abbiamo ricevuto la BELLA
NOTIZIA! Dopo un po‟ di concerti qui e
lì, la nostra Sara avrà l‟opportunità di
partecipare al 62°Festival della canzone
Italiana di SANREMO! Infatti Sabato 26
e Domenica 27 Novembre, è andata a
Valmontone per uno Stage di canto, che
l‟ha poi portata ( a sua insaputa! ) alle
selezioni di Sanremo Giovani. Lo stage è
stato fatto dal Produttore discografico di
Laura Pausini, ed è stato lui stesso a scegliere tre ragazze da accompagnare in
questa irripetibile avventura; Naturalmente
non poteva non scegliere Sara :la sua semplicità, la sua solarità, ma soprattutto la
s u a
bravura lo
hanno
convinto
e sono
sicura
c h e
avrebbero
convinto
ognuno di voi se solo foste stati li presenti.
Purtroppo ancora non sappiamo se verrà
presa o meno, ma siamo più che fiduciosi,
perché in realtà crediamo nella sua passione, nel suo talento, ma soprattutto in lei e
come abbiamo aspettato per “IO CANTO”
aspetteremo per Sanremo. Aspettate…
ASPETTATE! Non ditemi che non lo
sapete?! Devo parlarvene ASSOLUTAMENTE! Non è affatto la prima volta che
Sara ha la possibilità di partecipare a un
programma televisivo,infatti già l‟anno
scorso ha provato a partecipare al programma dei cosiddetti „Giovani Talenti‟
con G. Scotti, riuscendoci meravigliosamente; Ricordo la sera in cui si è esibita:
Io, il divano, il cuscino in mano (senza un
preciso motivo), e tanta ansia! Cantò quel
brano alla perfezione, come al suo solito;
Il giorno dopo andai a scuola, entrai in
classe, e, ricordo, che tutte eravamo orgogliose di lei. Come d'altronde lo siamo
adesso; Sapere che sta vivendo la sua passione senza curarsi di niente e senza alcuna paura, non può che renderci felici e
coscienti del fatto che non è importante
chi sei o da dove vieni, ma è importante
quello che fai, quello che vuoi,quello che
sogni ma soprattutto quello che metti in tutto
ciò. Lei in questo caso ha messo anima e cuore e a noi non resta altro che augurarle Buona
fortuna. Per concludere vorrei dedicare a Sara
questa frase, dalla canzone Sunrise di Norah
Jones:
“ S U R PR I S E , S U R PR I S E !
COULDN’T FIND IT IN YOUR
EYES… BUT I’M SURE IT’S
WRITTEN ALL OVER MY
FACE!”
CHIARA COCULO, IV A
5
I NT E R NO S
6
A NNO V I I I
N° 2
Irish Christmas
La festa più attesa dell‟anno, più sentita e
senz‟altro la più magica è alle porte: Natale!
Ogni anno addobbiamo il nostro albero,
prepariamo il presepe e il 24 scartiamo i
regali…. Ma negli altri Paesi come lo trascorrono il Natale? Beh, sinceramente non
conosco le tradizioni di ogni Paese del mondo, ma posso almeno esporvi quelle Irlandesi. Il periodo natalizio incomincia l‟8 Dicembre quando si appendono le decorazioni
e si prepara l‟albero e finisce il 6 Gennaio,
conosciuto come “Little Christmas” oppure
“Epifania”, quando cioè tutti gli addobbi
vengono rimossi. E fin qui, direte, è come
in Italia. Ci sono però numerose tradizioni
che noi non usiamo, per esempio lasciare
una candela accesa vicino alla finestra la
sera della Vigilia, la quale rappresentava
un simbolo di benvenuto per Maria e Giuseppe e, successivamente, durante le persecuzioni, segnalava che la casa era sicura
e vi si poteva svolgere la messa. Era, inoltre, usanza lasciare la tavola apparecchiata
e la porta aperta dopo il pasto così che
qualsiasi povero viandante si potesse fermare a mangiare. Tra le tradizioni ancora
in uso vi è quella di lasciare un bicchiere
di Guinness e una fetta di mince pie (dolce
Natalizio dei Paesi anglosassoni che consiste in una torta ripiena di canditi, noci,
brandy, e frutta secca) per Babbo Natale e
una carota per Rudolph, la renna dal naso
rosso. Detto questo non mi rimane che
augurarvi Nollaig Shona Duit (Buon Natale in Gaelico)
we open our presents... But in the other
countries how do they spend their Christmas? Well i don‟t know the christmas
traditions of every single country but I can
illustrate the Irish ones. Christmas time
begins on 8th December, when we decorate
the tree and hang up the decorations, and it
ends on 6th January, which is known as
“Little Christmas” or “Epiphany”, when
you take down the decorations. For now,
you‟ll say, everything is just like in Italy.
There are, though, many traditions that we
don‟t have here, for example leaving a
candle lit by the window on Christmas
Eve, this was a welcome symbol for Mary
and Joseph, afterwards, during the persecutions, it would mean that the house was
safe and you could perform mass. Another
tradition was to leave the table set after the
meal and the door open so that any poor
wanderer could stop and eat. Among the
traditions that are still in use, there‟s the
one to leave a glass of Guinness and a
slice of mince pie for Santa Clause and a
carot for Rudolph, his red nosed reindeer.
With this said, there‟s nothing left for me
to do than wish you Nollaig Shona Duit
(Merry Christmas in Gaelic)!
The most waited holiday of the year, and
without doubt the most magical is just
around
the
corner:
Christmas!
Every year we decorate our tree, prerpare
the Christmas Crib and on 24th December
GEMMA PITOTTI, II B
Saltatempo
Autore: Stefano
Benni
Casa Editrice:
Feltrinelli
Prezzo: 8/9 Euro
ca.
Anno: 2001
“...Per me è sempre stato così, mi piace
dove tutto scorre forte, dove c’è pericolo.
Adesso la corrente mi ha fregato...”
“ ...Se passi la rapida poi torna la calma e
in fondo c’è il mare...”
Due frasi, due pensieri che raccolgono
alcuni dei temi più profondi e delicati trattati in questo bellissimo romanzo di Stefano Benni: i problemi degli adolescenti, le
brutte compagnie, la droga. Già, la droga.
Un tunnel dal quale sembra davvero difficile uscire, ma aiutati dalle persone care e
dagli amici ce la si può fare: si può passare
la rapida e trovare quell‟immenso mare
limpido che è la vita. Un tema che si dipana in mezzo a tanti altri pensieri, che si
rincorrono nella fantasiosa mente del giovane protagonista, Lupetto, un ragazzino
con un dono speciale: un orologio interno,
l’orobilogio che, con i suoi strani magici
rintocchi gli permette di spostarsi avanti e
indietro nel tempo. Così il piccolo Lupetto, diventato Saltatempo, racconta tutta la
sua adolescenza scandita dagli sbalzi improvvisi dell‟orobilogio e caratterizzata da
spettacolari elementi fantastici. Il ragazzo
cresce nel suo piccolo paesino di montagna, circondato da persone che gli vogliono bene, amici, parenti, gnomi diabolici,
ma anche da persone malvagie e senza
scrupoli che disturberanno la tranquilla
vita del protagonista e del suo paesino che
verrà spinto
nel minaccioso vortice
di cemento della modernità. Come tutti
noi, Lupetto ha momenti di vita felice e
momenti tristi, in cui domina la perdita,
del primo amore o delle persone care. Con il
suo orobilogio intravede ritagli scomposti di
futuro, alcuni belli, altri angoscianti, segni di
un‟Italia che cambia, della nascita di nuove
città, dell‟avanzata del comunismo, della trasformazione del mondo. Attraverso uno stile
molto leggero, discorsivo e scorrevole, abbellito e reso stravagante dall‟utilizzo di parole
buffe e bizzarre, oltre che dagli immancabili
neologismi benniani, l‟autore affronta argomenti profondi, addolciti dalla simpatia e dalla
semplicità di Benni, ma trattati comunque con
quel tocco di giusta serietà che ne evidenzia
l‟importanza e aiuta a far pensare e riflettere.
Un libro per tutti, quindi, giovani e adulti,
rutilante, magico, apocalittico, divertentissimo!
Ebbene sì, mi avete scoperto: sono una benniana convinta!Quindi datemi retta: rifletterete e
vi divertirete. Parola di lettrice vorace ed esigente!
CLARISSA CIANFONI, II C
A NNO V I I I
N° 2
I NT E R NO S
Sessualità: tabù o libera espressione?
Regà, il tema è questo…ma è un tabù per
tutti o… campo libero? Sappiamo troppo o
troppo poco di certe questioni? Io sono
assolutamente convinta che, se se ne parlasse di più adesso nelle scuole, non avremmo tante ragazze madri a camminare
molto poco tranquille per la città come se
il loro bambino non pesasse sul fatto che
sono giovani. Naturalmente, non è solo un
problema di “bebè” da portare a spasso;
infatti le situazioni da analizzare sono
molte, dalla conoscenza del corpo umano
alla conoscenza delle malattie veneree. Ma
soprattutto è un problema di maturità,
come dice la Littizzetto nel film “Genitori
e figli”…“ non è mica una gara a chi la
smolla prima?!‟‟ Inoltre, siamo educati al
suono, al movimento, al linguaggio, per-
ché non educare
alle emozioni
verso l‟altro per
scoprire e risolvere ogni nostro più
intimo dubbio?
Sarebbe una normalissima ora di
scuola dove verrebbero spiegate e
risolte le nostre
perplessità, e soprattutto dove tutti verrebbero a conoscenza
delle stesse cose, evitando così quel deleterio passaparola del “me l‟ha detto la mia
amica più grande” in quanto, si sa, questo
genere di discorsi legati al sentito dire non
ci aiuteranno mai invece a capire cosa ve-
ramente va capito e evitato. Avete
presente quando comprate un telefono nuovo? Inizialmente ignorate le istruzioni, ma
alla prima difficoltà il libretto è la prima
cosa che ci viene in mente. Ecco,
l‟educazione sessuale a scuola sarebbe
come avere un libretto delle istruzioni sul
mondo della sessualità, maschile e femminile! Ammettiamolo, a quanti di noi non
incuriosirebbe tale “materia”? Perché è
normale che ognuno provi delle sensazioni
e delle emozioni, e allo stesso tempo si
ponga domande alle quali neanche l‟amica
più fidata saprebbe rispondere. Da tanto se
ne parla, ma nessun ministro fino ad ora è
riuscito a realizzare tale comune desiderio… ma noi non demordiamo!
Ilaria Carbone I A
Battle Field:3 e Call of Duty: Modern Warfare 3
È da poco uscito nei
negozi il miglior
sparatutto in prima
persona degli ultimi
anni Battle Field:3.
Migliaia i gamer
che hanno assaltato i negozi di videogiochi per averlo. Come dargli torto? La beta
rilasciata dalla società produttrice circa tre
settimane fa ha riscosso il consenso e l‟
entusiasmo di molti appassionati della
saga dato il suo ineguagliabile multiplayer. Vi descriverò questo nuovo mondo
creato on-line (dato che sono riuscito a
comperare una copia in edizione limitata),
la guerra ha inizio. La simulazione della
gravità è stata ulteriormente migliorata in
questa nuova versione del gioco. Il giocatore può sdraiarsi, (cosa che in Bad
Company 2 non era possibile fare) questo
permetterà agli esperti cecchini di rendersi
completamente invisibili allo sguardo del
nemico. Sarà molto più complicato sbloccare gadget e accessori per le 4 classi utilizzabili, sotto questo punto di vista l‟ idea
è stata ripresa da Callo f Duty: Modern
Warfare 2, infatti non sarà come in Bad
Company dove una volta sbloccato un
accessorio era automaticamente disponibile su qualsiasi arma, qui dovrete dimostrare le vostre abilita tattiche con qualunque
arma. In questo tipo di multiplayer on-line
non troverete mai nabbi o camper, dato
che sono state ampliamente aumentate le
possibilità di aiutare i propri compagni di
gioco. E lo stesso tipo di gioco li esclude.
Questo è indubbiamente il miglior simulatore di guerra mai giunto su Playstation 3
o Xbox 360, qualunque gamer dovrebbe
averlo nella propria raccolta. Rigiocabilità:alta. Livello multiplayer: imperdibile.
Votazione ottenuta su GameInformer e
Multiplayer.it: 9. Un‟ altro titolo degno di
nota e senza dubbio Modern Warfare
3ovviamente rivale di Battle Field 3. Dal
punto di vista grafico la differenza tra i
due e pressoché nulla tra per qualche piccolo calo di grafica su Playstation 3. Naturalmente la storia di Modern Warfare è
molto più accattivante rispetto all‟ altro,
tutti aspettiamo di sapere come si comporteranno Soap e Nicolai e se il buon, caro ,
vecchi Ghost ritornerà dall‟ altra mondo
dopo il colpo di magnum di Sheperd. Le
sostanziali differenze con la serie di Battle
Field sono: un‟ evidente supremazia sulle
trame di ogni uscita, B.F.3 è molto più
simpatico e comico rispetto ad M.W.3 che
ha una storia lunga tre videogiochi molto
più misteriosa ed intrigante(insomma
“attizza “ molto di piu). Naturalmente il
multiplayer è inferiore a B.F.3. Ci saranno
novità sulla differenziazione dei ruoli
(copiata a B.F.3) e qualche nuova modalità ma non oltre, la cosa che però mi obbliga a sconsigliarne l‟ acquisto è la seguente: M.W.3 è la patria di tutti i non- giocatori(detti anche nabbi e camper), data la
sua irrealtà. Infine vi consigli di acquistare
Callo f Duty per la storia e per gioca re
con gli amici on-line, se invece volete
avere un‟ esperienza di gioco intensiva e
reale giocate a Battle Field 3.
ANDREA MAROTTA, II E
Il “personaggio” del mese e’… il latino!
Cosa ne pensate del latino?
Be‟, la maggior parte degli
alunni pensa che…che sia
difficile, ci sono troppe
cose da ricordare, tutti quei
verbi da imparare a memoria!! Che faticaccia!! Noi ne sappiamo qualcosa. Di certo vi
ricorderete i primi approcci con il latino,
quando si studiano la prima, la seconda declinazione, i primi verbi, i complementi…
Tutto sembra molto insensato, immotivatamente faticoso, esageratamente astruso. E le
versioni da tradurre?? Sembra che questi
Romani dicano cose senza senso, che siano
sempre alle prese con caprini, ovini, pirati,
cinghiali, isole, mucche varie che ci sembrano molto lontani dai nostri tempi… Che roba
strana che scrivevano questi Romani! Non si
annoiavano a scrivere sempre le stesse cose?
Probabilmente per arrivare a tradurre Virgilio ed Orazio c‟è bisogno di correre come
Heidi in un ambiente agreste tra mucche e
caprette. Insomma, non abbiate paura di
“sporcarvi” troppo o di affaticarvi, perché
prima di arrivare alla partita vera e propria
c‟è bisogno di un duro allenamento. E cosa
ne pensate voi, “miei cari piccoli lettori”?
La maggior parte dei nostri amici pensa che
sia insensato studiarlo. Alcuni ritengono che tutto
sommato non sia proprio così pesante. Ma quasi
tutti pensano che non c‟entri nulla con il liceo
scientifico. I prof di lettere, naturalmente, non la
pensano così, e affermano che, essendo una materia in cui serve molta logica, anch‟essa come la
matematica “apre la mente”. Personalmente lo
affrontiamo con lo stesso spirito con cui si affronta
un mostro che ci chiama a sfide sempre più difficili
ma più gratificanti. Non ci resta, quindi, che augurare a tutti i nostri “guerrieri” un solenne e molto
poco agreste ad maiora!
GIADA TALONE E JACKIE LENZI, I D
7
8
I NT E R NO S
A NNO V I I I N° 2
Educare alla cittadinanza e alla legalita’
In collegamento con il progetto già avviato lo scorso anno, "Educare alla cittadinanza e alla legalità", alcune classi del
nostro liceo scientifico Guglielmo Marconi hanno aderito ad un approfondimento
sulla legalità, in collaborazione con l'istituto penitenziario di Paliano. Le classi
coinvolte nell'attività sono state: III C, III
E, IV A, IV B, IV C, IV E, V G, VH e ad
esse sono stati distribuiti dei questionari
per rilevare alcuni dati statistici relativi al
pensiero dei giovani nei confronti della
legalità e della criminalità. Dai risultati
ottenuti abbiamo dedotto che:
nel ns. territorio la criminalità non è un
problema sociale, ovvero i ragazzi non lo
percepiscono;
i ragazzi che commettono reati sono persone comuni e vengono spinti dalla povertà e dalla disoccupazione;
il carcere viene visto come un luogo di
rieducazione e risocializzazione in quanto
la sua funzione principale è quella di educare alle regole della convivenza ;
per quanto riguarda il problema delle pene, il 33% dei ragazzi intervistati ritengono che le pene inflitte oggi non sono eccessive, il 26% ritiene che dal carcere si
dovrebbe comunque sempre uscire;
il 33% degli intervistati ritiene che nel
carcere i detenuti dovrebbero avere la
possibilità di studiare o lavorare, il 17% è
favorevole a contatti affettivi con i familiari ;
solo il 15% è favorevole ad un'alternativa
al carcere ma solo per i tossicodipendenti
o gli alcolisti;
per quanto riguarda l'ergastolo il 31% dice
che va mantenuto, solo il 4% che va abolito ;
per la pena di morte il 31% ritiene che sia
sbagliata ;
una volta usciti dal carcere le persone
hanno difficoltà a trovare un lavoro lo
pensa solo il 34% degli intervistati; il 19%
ritiene che i detenuti, una volta usciti,
abbiano definitivamente scontato la loro
colpa;
per finire il 36% risponde che farebbe
entrare in casa un nuovo amico il cui padre è oppure è stato in carcere.
Una riflessione su quanto emerso dalle
interviste ci porta a formulare una domanda: cosa significa educare alla cittadinanza
e alla legalità? Semplicemente far capire
ai cittadini quanto sia importante vivere in
conformità con le leggi per poter vivere in
una comunità. Lo scrittore Erri De Luca
ha detto, a proposito del concetto di legalità:"non è un codice, non è una divisa da
indossare né la disciplina di un ordine: la
legalità è un sentimento. Combina rispetto
e timore, misura il grado di lealtà di una
comunità".
Di conseguenza, possiamo capire di quanto il rispetto che ogni singolo individuo ha
verso il prossimo non sia fine a se stesso,
ma contribuisca allo sviluppo e al miglioramento dell'assetto sociale e della convivenza civile. Ogni uomo è un vero uomo
quando non limita la libertà dell'altro in
quanto, un uomo che manca di rispetto
verso il prossimo, manca di rispetto anche
verso se stesso.
SARA SCHIETROMA, IV E
Scarica

Benedetta hai spento la luce? Sì, ma tu hai abbassato il