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Aprile 2014
La rivista dei Soci di
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Per noi giovani
Banca d’Alba c’è!
Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. I fogli informativi sono disponibili presso le filiali e sul sito internet della Banca.
Elisa, Cristian, Giulia, Matteo e la piccola Anna.
Dall’acquisto dei libri a quello del motorino,
dalla carta prepagata al primo conto corrente,
dai soggiorni lavorativi e di studio all’estero
all’ammissione a Socio a 18 anni,
VLQRDLÀQDQ]LDPHQWLSHUO·XQLYHUVLWjRO·DWWLYLWjLQSURSULR
ed al mutuo per la prima casa.
%DQFDG·$OEDqDOÀDQFRGHLJLRYDQL
in tutte le tappe importanti della loro vita.
ola Anna.
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5
7
La rivista dei Soci
di Banca d’Alba
Anno VI - n. 12 - Aprile 2014
8
Comitato editoriale:
Riccardo Corino, Pietro Ramunno,
Paolo Taricco
Hanno collaborato:
Bruno Gambarotta,
Sergio Miravalle, Gabriele Pieroni
10
Direzione, redazione, segreteria:
Banca d’Alba
Via Cavour, 4 - 12051 Alba (CN)
Tel. 0173 659.303
Fax 0173 659.333
[email protected]
85
12
Registrazione presso:
la Cancelleria
del Tribunale di Alba
n° 3/97 del 6 marzo 1997
Registro Periodici
Immagini di:
Alberto Peroli, Claudio Mainini,
iStock Photo, Mario Rossello,
wikipaintings
10
Realizzazione editoriale:
Well Com - Alba
Realizzazione grafica,
Dtp e Stampa:
L’Artigiana - Alba
La rivista viene stampata
in 48.000 copie e inviata omaggio
a tutti i Soci di Banca d’Alba
16
Cento Torri lascia agli Autori
la responsabilità delle opinioni
espresse negli articoli firmati
29
In copertina:
un vecchio libro mastro
associato a un iPad, simbolo
di innovazione a partire
dalla tradizione
14
Bilancio 2013
16
Eureka!
22
Con Cento Torri Banca d’Alba
si prende cura dei Soci
Capodanno a suon di valzer
Il taccuino di Maria Pia Perucca
Un anno di viaggi
con l’Ufficio Soci
26
I dolci della festa
29
Il ladro di ricette
30
30
Assemblea 2014:
crediamo nella ripresa
13
24
24
Soci & Territorio
Iniziative per i giovani,
salute e viaggi
negli stand dell’Assemblea
È qui la festa?
23
Questo numero è stato chiuso
in redazione il 2 aprile 2014
In copertina:
Investiamo nel futuro
puntando sui giovani
di Felice Cerruti
Direttore responsabile:
Roberto Fiori
Stampata su carta prodotta
nel rispetto dell’ambiente
Ieri, oggi, domani
di Bruno Gambarotta
Roberta, la figlia del panettiere
diventata Andrea Mirò
Intervista a Andrea Mirò
32
Soci & Cultura
34
Lettere & Commenti
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5
Ieri, oggi, domani
U
n vecchio libro mastro di fine Ottocento,
con le colonne di dare e avere, le cifre e i nomi
dei clienti scritti a penna, in bella calligrafia.
Era custodito nell’archivio di uno storico esercizio
commerciale albese e l’abbiamo scelto
per la copertina, con un contraltare che sbuca
da un angolo: la schermata di un tablet con le sue classiche icone.
Un piccolo escamotage per dare concretezza a un concetto
che può sembrare astratto, ma che invece è sempre
più tangibile ed essenziale: l’innovazione. È di questo
che vogliamo parlarvi nel nuovo numero di Cento Torri.
L’innovazione è un territorio libero e senza confini, dove
si incontrano idee, creatività, applicazioni e formazione.
È un tavolo attivo di incontro e confronto, in ogni settore:
impresa, finanza e commercio, ma anche turismo, cultura
e associazionismo. L’innovazione, come leggerete
nelle testimonianze che abbiamo raccolto e riportato
nelle prossime pagine, è una formula vincente per costruire
il futuro, lavorando con fiducia nel presente e senza scordare
l’insegnamento del passato, fatto di cortesia e familiarità.
Valori ben presenti ai 45mila Soci che il 18 maggio saranno
nuovamente chiamati in Assemblea per confrontarsi
liberamente su bilanci e programmi, dando nuovi impulsi
all’Istituto di Credito Cooperativo più grande d’Italia.
Un impegno importante, ma anche una grande festa che,
come da tradizione, coinvolgerà tutta la comunità
della nostra Banca.
Buona lettura.
Fernando Botero, Happy Birthday, 1971, olio su tela
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Pinot Gallizio, La cravatta rossa, 1961, olio su tela
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7
Investiamo
nel futuro
puntando
sui giovani
di Felice Cerruti
Presidente di Banca d’Alba
S
ignori Soci,
è con piacere
che rivolgo a tutti Voi
il mio caloroso saluto
e Vi ringrazio per
la Vostra partecipazione
alla vita della Banca.
Aumentiamo sempre di più e questo
è il segnale che tutti noi abbiamo
inteso pienamente il ruolo
di una Banca locale come la nostra
che quotidianamente si impegna
per sostenere l’economia
del territorio, facendo del rapporto
personale, della gentilezza
e della professionalità la vera forza
per costruire insieme qualcosa
di importante, solido e duraturo.
In un contesto difficile per l’economia,
Banca d’Alba ha continuato a stare
al fianco di famiglie e imprese
e ad investire nel futuro
con un percorso sostenibile, così
come è stato attestato dalla Banca
d’Italia che, in una recente ispezione,
ha trovato i nostri conti a posto
e non ha quindi applicato sanzioni;
ma la principale conferma
della solidità della Banca arriva
dai numeri dell’ultimo esercizio.
La raccolta complessiva supera
i 5 miliardi di euro (di cui 3,3 miliardi
di raccolta diretta con la clientela),
IN UN CONTESTO
DIFFICILE
PER L’ECONOMIA,
BANCA D’ALBA
HA CONTINUATO
A STARE AL FIANCO
DI FAMIGLIE
E IMPRESE
con un aumento del 7% rispetto
all’esercizio precedente; questi dati
attestano la crescente fiducia
che Voi Soci riversate in Banca d’Alba.
Gli impieghi complessivi si attestano
a 2,83 miliardi di euro. Sono stati
stipulati 3.902 nuovi mutui
per un valore di 242 milioni di euro,
di cui 922 nuovi mutui casa
(in aumento rispetto al 2012) erogati
alle famiglie per oltre 99 milioni
di euro. Sono state accolte
269 richieste di moratoria, 50 in più
rispetto al 2012.
I volumi complessivi raggiungono
quindi i 7,8 miliardi di euro, che fanno
di Banca d’Alba la seconda forza
nel Credito Cooperativo italiano;
il patrimonio di vigilanza aumenta
a 321 milioni di euro, dopo un utile
di esercizio pari a 6 milioni di euro.
A fine 2013 eravamo 44.650 (oggi
abbiamo superato i 45.000 Soci)
grazie a 2.544 nuove entrate; di questi
ben 1.060 sono giovani con meno
di 30 anni (per un totale di 7.609).
Questo dato ci riempie di orgoglio
perché da un lato garantisce
un adeguato ricambio generazionale
e una conseguente continuità
nel rapporto tra Banca e territorio;
dall’altro attesta che Banca d’Alba
è anche e soprattutto al fianco
delle nuove generazioni, mettendo
a loro disposizione strumenti,
tecnologie e prodotti al passo
con i tempi. È quindi dai giovani
che Banca d’Alba vuole partire
nel suo percorso verso il futuro,
accompagnandoli nei loro sogni
e progetti sia personali che lavorativi,
perché solo investendo nel futuro
si può credere nella ripresa, in questo
periodo non facile per tutti.
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SOCI&TERRITORIO
CASTAGNITO
NO-PROFIT
ALBA
COLOR
YOUR LIFE
Aiutare i giovani
a conoscere se stessi
e scoprire i propri talenti
nel campo artistico,
scientifico e dei mestieri:
questa la missione
di Colour Your Life,
fondazione no-profit
con sede a Loano (SV)
– ideata nel 2008 da
William Salice,
ex dirigente Ferrero che,
Legno rubato al caminetto
I
l legno non muore mai:
rivive solo in forme
diverse. Potrebbe essere
il motto che incarna
alla perfezione l’hobby
di Davide Battistel, classe
1933, Socio di Castagnito:
dopo 36 anni nell’azienda
dolciaria Ferrero,
con la pensione arriva
la possibilità di dedicarsi
a un passatempo che impegni
mente, mani e cuore,
costruendo sculture in legno.
“Non ho mai comprato
un pezzo di legno, e cerco
di fare con poco o niente:
la radice di un albero,
un vecchio ceppo, la tavola
tarlata di un vecchio mobile.
Ho anche realizzato
una collezione intitolata
‘Rubate al caminetto’, con legni
di scarto già pronti per
il fuoco”. Le sue opere – la cui
ispirazione muove dalla terra
al cielo, trasformando
la natura in arte – uniscono
all’eleganza formale un’ottima
resa espressiva.
La prima realizzata, Le tre
generazioni, è un omaggio
all’azienda cui ha dedicato
la sua vita lavorativa:
a questa ne sono seguite
oltre cento, la maggior parte
delle quali donate ad amici
e familiari. In mezzo,
la soddisfazione
di diverse esposizioni
tra Piemonte e Liguria.
OMEGNA
Presepe al naturale
P
una volta in pensione,
ha deciso di destinare
la sua liquidazione
al progetto –, che ha
promosso un concorso
cui hanno preso parte
più di mille ragazzi
e ragazze da tutta Italia.
Fra i vincitori c’è anche
Maria Luisa Olivero,
18 anni, studentessa
del Liceo Classico
“Govone” di Alba,
che la scorsa estate
ha partecipato al Campus
organizzato dalla
fondazione,
un soggiorno studio
di due settimane sul Mar
Ligure: “Essere color
è rendere la propria vita
colorata senza farsela
dipingere dagli altri”.
astori con greggi,
tagliatori di fieno,
boscaioli, contadini,
pescatori e artigiani.
Come in ogni presepe che si
rispetti, anche se lo scenario
non è quello della Betlemme
di duemila anni fa: sono
infatti gli antichi mestieri
della Valle Strona a rivivere
ogni anno nella chiesetta
di San Giacomo, a Luzzogno,
grazie al lavoro certosino
di Giacomino Rinaldi, Socio
di Omegna. Il suo presepe
ha un’ulteriore particolarità
che lo rende unico: è stato
interamente realizzato
con materiale naturale. Noci,
nocciole, bacche, legumi,
ghiande, pezzi di agrumi
e frutta secca: sono oltre
cento le varietà di semi
utilizzati, numeri da Guinness
dei Primati.
“Ho cominciato a lavorarci
nel 2010, per tenere viva
la memoria dei mestieri
artigianali della nostra
tradizione: ora nel mio presepe
ci sono decine di elementi
e ogni anno, rispetto al Natale
precedente, lo scenario
si arricchisce”.
Sopra:
un’opera di Davide Battistel
A sinistra:
Maria Luisa Olivero
Sotto:
Giacomino Rinaldi accanto al suo presepe
ASTI
IL DOTTORE
COL PENNELLO
Paolo Viola, Socio di Asti, di origini napoletane,
dipinge sin da bambino: la sua prima
personale risale al 1976. Da allora numerose
mostre lo hanno visto protagonista:
dalla Campania all’Astigiano, fino ad arrivare
all’ultima esposizione a Milano, lo scorso
maggio. Per lui, dipingere non è un semplice
hobby: è un’esigenza, una modalità
di comunicazione. “Ho dovuto rendere
compatibile questo bisogno con il mio lavoro
di medico. Lasciare alla pittura solo un ritaglio
di tempo mi produceva grande insoddisfazione,
perché non potevo esprimere le mie emozioni.
Con la pittura figurativa cerco di far percepire
suoni, profumi, sensazioni”. La soddisfazione
più grande? “Vedere una persona
che si emoziona davanti a un mio quadro”.
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9
TORINO
Music skier
M
aestro e allenatore
di sci alpino, alpinista
e appassionato di sci sulle grandi
pendenze, Fabio Beozzi, Socio
di Torino, ha maturato il suo amore
viscerale per lo sci attraverso
esperienze diverse: dallo sci
agonistico alle discese
nella polvere invernale, dallo sci
alpinismo allo sci ripido, fino
all’aria rarefatta a quota 8.000.
Alle spalle ha un numero
considerevole di discese ripide
su tutto l’arco alpino
e nell’autunno 2011, in Tibet,
ha risalito senza ossigeno
il monte Cho Oyu fino
a quota 8.100, per poi
compiere la prima discesa
assoluta in sci del versante
Messner.
Questa avventura sciistica
in alta quota è anche la trama
del libro Curve sulla Dea
Turchese (edizioni Ripido),
uscito nel novembre 2013.
“Parallelamente a quella
per gli spazi aperti coltivo
ALBENGA
da sempre la passione
per la musica: creo
personalmente le soundtracks
per i filmati che mi vedono
protagonista, ma anche
per altri progetti video.
Fin da piccolo ho studiato
pianoforte e amo
l’arrangiamento”.
Dall’unione di queste
due passioni deriva
lo pseudonimo con il quale
è conosciuto nell’ambiente:
“Music skier”.
Sopra:
il monte Cho Oyu in Tibet
ALESSANDRIA
Una fionda per Petrini
Farinata on the road
A
A
d Albenga c’è un allegro gruppo
di ultrasessantenni
che movimenta la vita culturale
e sociale della città: il fiore all’occhiello
dei Fieui di Caruggi (Ragazzi dei vicoli)
è il Premio Nazionale “Fionda
di legno”, riconosciuto come miglior
evento culturale ligure.
“Si tratta di una semplice fionda
di legno, di nessun valore venale,
ma di grande significato
simbolico, assegnata a chi
nella vita ha saputo tirare buone
fiondate contro i soprusi, le truffe,
le violenze, il malcostume
della nostra epoca”, spiega
Gino Rapa, Socio di Albenga,
ideatore dell’ambito premio.
Dopo Antonio Ricci, BalbontinCeccon-Casalino, Fabrizio De
Andrè (alla memoria), Paolo
Villaggio, Milena Gabanelli,
Roberto Vecchioni e Don Gallo,
quest’anno la Fionda è andata
a Carlin Petrini di Slow Food,
per la difesa del territorio,
il sostegno ai piccoli produttori,
la tutela della cultura contadina
e del cibo buono, sano e giusto.
d Alessandria,
appuntamento fisso
di chi usciva dal cinema,
fino a dieci anni fa, era quello
di andare a mangiare
un trancio di farinata
da Savino, storico locale
che ha chiuso i battenti
nel 2002. Per colmare
quel vuoto, Andrea Cortesi –
Socio di Alessandria, titolare
de La Ghiottosa – cominciò
a produrla in casa.
Dando seguito alle insistenze
degli amici, visto il successo
che la sua bel’e cauda
riscuoteva, ecco l’idea:
“Ho costruito due forni a legna
montati su ruote e, come
secondo lavoro, ho iniziato
a partecipare a fiere e sagre
di paese, vendendo la mia
‘farinata on the road’.
Nel 2012 ho anche
vinto il primo premio
al concorso nazionale
Tirreno CT a Marina
di Carrara”.
Oggi lavora 40 weekend
su 52, portando la sua farinata
ad Alessandria, Asti, Acqui
Terme, Casale, Alba,
ma anche nel Savonese
e in provincia di Milano.
Qual è il segreto
della sua ghiottoneria gialla?
“Gli ingredienti, principalmente,
a partire dalla farina di ceci,
macinata a pietra dal Molino
Moretti di Spigno Monferrato.
Poi cottura e miscelazione”.
A sinistra:
Gino Rapa (al centro della foto)
in compagnia di Carlo Petrini
(alla sua sinistra)
Sotto:
Andrea Cortesi
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ASSEMBLEA 2014
C
hissà se anche
quest’anno Antonio
Garanzini, l’81enne
Socio di Pettenasco –
esempio di tenacia
e determinazione –
protagonista nel 2013
di una camminata lunga 13 km,
partirà nuovamente a piedi nel cuore
della notte per raggiungere
l’Assemblea annuale dei Soci
di Banca d’Alba? Antonio, tuttavia,
non sarà l’unico protagonista
dell’appuntamento di quest’anno.
Insieme a lui, come sempre,
protagonista sarà la grande famiglia
della compagine sociale,
che continua a crescere: sono infatti
oltre 45mila i Soci dell’Istituto
di Credito Cooperativo albese,
che consolida così il primato nazionale
relativo al numero di associati.
Domenica 18 maggio, quindi,
un’intera città si prepara ad accogliere
migliaia di persone, memore
dei 13.848 Soci che l’anno scorso
hanno affollato i padiglioni
predisposti in piazza Medford
e piazzale Sarti, nell’area adiacente
al Tribunale e al Palazzo Mostre
e Congressi. A partire dalle ore 9.00
si apriranno i cancelli dell’area
di accesso, dove – esibendo
un documento di riconoscimento –
ci si potrà accreditare per partecipare
all’Assemblea, il cui orario di inizio
è fissato alle ore 10.00. All’ordine
del giorno spiccano la discussione
e approvazione del bilancio
al 31 dicembre 2013, che mostra
anche quest’anno – nonostante
la congiuntura economica
sfavorevole – una banca decisamente
in salute, al fianco di tutti coloro
che continuano ad accordarle fiducia,
in un virtuoso rapporto reciproco.
Esaurita la votazione relativa agli altri
punti in programma, i presenti –
fra i quali verranno estratti a sorte
anche 40 Tv Lcd da 32” – potranno
ritirare il consueto omaggio
di partecipazione, recandosi quindi
ai padiglioni predisposti per il buffet.
E dopo il pranzo, tutti invitati
a partecipare alla grande festa
che animerà il Centro storico di Alba.
I 45.000 SOCI
ANCORA PROTAGONISTI:
APPUNTAMENTO
IL 18 MAGGIO ALLE 10.00
IN PIAZZA MEDFORD
Assemblea 2014
crediamo
nella ripresa
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11
L’AREA DELL’ASSEMBLEA
PUNTI DI RISTORO
PADIGLIONE ASSEMBLEA
Dall’alto verso il basso:
i padiglioni allestiti
per l’Assemblea in piazza Medford;
la mappa del centro storico di Alba;
il Socio Antonio Garanzini
in compagnia del Presidente Felice Cerruti
durante l’Assemblea 2013
PALAZZO MOSTRE
E CONGRESSI
TRIBUNALE
VADEMECUM DEL SOCIO
DOVE
Ad Alba, nelle piazze
Medford e Sarti.
ACCETTAZIONE
Si comincia alle 9.00.
L’area dedicata
all’accreditamento
sarà ubicata ai lati
del Palazzo Mostre
e Congressi. L’Assemblea
avrà inizio alle 10.00.
Palazzo
Banca d’Alba
Piazza Medford
ALBA (centro città)
DOCUMENTI
I partecipanti dovranno
essere muniti
di un documento
di riconoscimento
per l’identificazione.
DELEGHE
Ogni Socio con diritto di voto
può ricevere 1 sola delega
per l’Assemblea Ordinaria.
Chi intende conferire delega
deve individuare il Socio
da delegare e consegnargli
personalmente la delega
completamente compilata
e autenticata.
Il modello da compilare
è disponibile presso
tutte le filiali.
SOCIETÀ
Enti e società devono
designare per iscritto
la persona autorizzata
a rappresentarli, scelta
tra i propri Amministratori,
se diversa da quella
precedentemente segnalata.
OMAGGI
A tutti i presenti verrà
consegnato un omaggio
al termine dell’Assemblea,
con esclusione delle deleghe.
Durante lo svolgimento
della stessa sarà effettuata
per i Soci presenti
un’estrazione a sorte
di 40 Tv Lcd da 32’’.
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ASSEMBLEA 2014
Iniziative per i giovani,
salute e viaggi
negli stand dell’Assemblea
A
d accogliere i Soci
in Assemblea, anche
quest’anno saranno
presenti gli stand
dei vari uffici dedicati
ai servizi che Banca
d’Alba offre, con la possibilità
di ottenere maggiori informazioni
sulle singole attività.
Per la Fondazione Banca d’Alba
Onlus, attiva nell’ambito
della riabilitazione ortopedica
e nella prevenzione sanitaria,
rimandiamo all’articolo a pagina 22,
con le novità relative
alla Cooperativa Sociale Cento Torri.
Notevole è anche l’impegno
della Fondazione Banca
del Canavese, attiva su più fronti:
dai contributi in tutte le forme
destinati alla promozione
del territorio e alla valorizzazione
delle eccellenze locali (“Terre
dell’Erbaluce” e “Credenza vinicola
di Caluso”), ai contributi per l’acquisto
della barca per le visite al parco
naturale del lago di Candia
e per la realizzazione della camera
di ascolto nel Tribunale di Ivrea
per i minori, dalle iniziative
per favorire la nascita di un nuovo
modello di economia locale
al sostegno alla cultura, partendo
dalle scuole di ogni ordine e grado
(in collaborazione con l’Associazione
Rita Levi Montalcini), dall’attività
di screening (l’iniziativa dedicata
alla tiroide, organizzata
in collaborazione con l’ASL TO4
nella sede di Vische, ha coinvolto 515
Soci) alla promozione della cultura
del vivere sano, con una corretta
alimentazione (“Il gusto della salute”).
Anche RuotaLibera, l’associazione
dedicata ai giovani Soci di età
compresa tra i 18 e i 30 anni,
riproporrà il suo spazio.
La musica farà da sottofondo
ai volontari che saranno
a disposizione per registrare
gli indirizzi e-mail di chiunque voglia
iscriversi alla newsletter dedicata,
oltre che per fornire informazioni
sulle attività proposte nel corso
dell’anno. Al momento sono
già in calendario una gita estiva
a giugno e la presenza di uno stand
a Collisioni, a Barolo, il prossimo
luglio (con un concorso in cui
verranno messi in palio i biglietti
per un concerto); sempre a luglio
avrà luogo il quarto Forum
dei Giovani Soci di tutte le BCC
d’Italia, a Trento, per ricominciare
con gli appuntamenti di RuotaLibera
passata l’estate, con l’iniziativa
sportiva “Corri sotto le Torri”,
a settembre, con i corsi di formazione
all’Apro di Alba, in autunno,
quando verrà organizzato anche
un convegno, per chiudere l’anno
con la cena di Natale.
L’Ufficio Soci, infine, oltre a offrire
informazioni su viaggi, soggiorni
termali e vacanze studio organizzati
in collaborazione con i migliori tour
operator, sarà disponibile
per il secondo filone che caratterizza
il suo operato quotidiano,
quello in ambito sanitario,
in particolar modo favorendo
la prenotazione di visite
specialistiche – usufruendo di tariffe
agevolate sulle prestazioni
ambulatoriali e sui tariffari
di degenza e sala operatoria
in regime privatistico – in strutture
sanitarie specializzate di elevato
prestigio. Novità assoluta sarà
uno stand dedicato ai prodotti
Sotto:
lo stand
di RuotaLibera
nell’Assemblea
dello scorso anno
FONDAZIONE BANCA D’ALBA,
FONDAZIONE BANCA
DEL CANAVESE, RUOTA LIBERA
E UFFICIO SOCI
INSIEME PER PRESENTARE
AI SOCI LE PROPRIE ATTIVITÀ
della Banca (dal mutuo casa ai fondi
pensione), al nuovo sito internet
interattivo e al progetto BUONA
IMPRESA!, servizio dedicato
ai giovani under 35 che vogliono
avviare una nuova attività.
BA,
ERA
À
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13
È qui la
MUSICA, SPETTACOLI,
ED ENOGASTRONOMIA PER TUTTI
U
na bella festa
per cementare
le relazioni fra i Soci,
come in una grande
famiglia. Un’intera
città che si prepara
ad accogliere le migliaia di persone
che, dopo aver partecipato
all’Assemblea di Banca d’Alba,
si riverseranno per le vie e le piazze
del Centro storico.
Un connubio di musica
ed enogastronomia, per rendere
indimenticabile la giornata
che – per chi lo desiderasse –
potrebbe prendere il via
già il giorno precedente, sabato
17 maggio, con gli appuntamenti
albesi per festeggiare
il 50° compleanno della Nutella,
grazie al quale la città si animerà
con spettacoli e concerti.
Domenica 18 maggio, conclusa
l’Assemblea, dalle 14.30 via Cavour
e piazza Pertinace (nota ai più come
piazza San Giovanni) si prepareranno
ad accogliere i visitatori
con l’allestimento degli Antichi
mestieri. Alla stessa ora,
da piazza Garibaldi, lungo
un percorso che giunge sino a piazza
Savona, prenderà il via l’esibizione
itinerante degli Sbandieratori
e Musici “Città di Alba”,
seguita a ruota
– dalle 14.50 – da quella
della Bandakadabra,
“fanfara urbana” torinese
dalle sonorità balcaniche
e mitteleuropee,
senza trascurare
influenze jazz e latin.
Un dolce intermezzo,
prima di passare ai nuovi
appuntamenti musicali,
sarà offerto in piazza
Risorgimento (la piazza del Duomo)
alle 15.30, con l’assaggio di torta
di nocciole e Moscato d’Asti
Docg, in degustazione gratuita.
Dalle 16.00 le note torneranno
protagoniste. Apriranno
le danze i ragazzi
di “Chorus 2000”,
la corale diretta
dal maestro Guido
Battaglio,
che proporrà
esecuzioni
rigorosamente
dal vivo,
con arrangiamenti
originali,
dei maggiori
successi della
musica leggera
italiana
e internazionale
dagli anni ’60 a oggi.
A seguire nel pomeriggio,
infine, sarà il trio vocale
femminile “Le Mondine”,
interpreti del folk italiano,
che canteranno i pezzi della cultura
popolare contadina, tenendo vive
memoria e tradizioni delle nostre terre.
Sotto:
Le Mondine
e la corale Chorus 2000
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BILANCIO 2013
La nostra
...al servizio del territorio
Rimane grande l’attenzione verso le aziende e le famiglie del territorio, in questo momento difficile dell’economia:
è proseguita infatti l’azione di sostegno del credito e dei progetti meritevoli. Sono stati stipulati 3.902
nuovi mutui per un valore di 242 milioni di euro, di cui 922 nuovi mutui casa (in aumento rispetto al 2012)
erogati alle famiglie per oltre 99 milioni di euro. Sono state accolte 269 richieste di moratoria, 50 in più rispetto
al 2012. Gli impieghi complessivi si attestano a 2,83 miliardi di euro, con finanziamenti per 20 milioni
di euro alle aziende e 9 milioni di euro di credito al consumo per le spese quotidiane delle famiglie.
La raccolta complessiva supera i 5 miliardi
di euro (di cui 3,3 miliardi di raccolta
diretta), con un aumento del 7% rispetto
al 2012, attestando la crescente fiducia
che Soci e clienti riversano in Banca d’Alba.
...solida
I volumi complessivi raggiungono
i 7,8 miliardi di euro, facendo
di Banca d’Alba la seconda forza nel Credito
Cooperativo italiano. Il patrimonio di vigilanza
si attesta a 321 milioni di euro, dopo un utile
di esercizio pari a 6 milioni di euro.
...innovativa
L’internet banking consente alla clientela di avere
un rapporto costante con la Banca, 24 ore su 24 e 7 giorni
su 7: a fine 2013 sono 78.611 i rapporti collegati
(oltre 14.000 in più rispetto al 2012) e 35.425 i clienti
che utilizzano questo strumento per effettuare varie
operazioni, con un aumento di oltre 5.000 unità nell’ultimo
esercizio. Ognuno dei Soci e clienti che ha sottoscritto
questo contratto può accedere a tutti i servizi
anche tramite smartphone, ovvero “avere la banca a portata
di mano in qualunque momento”.
Nel 2013 sono state inoltre 82.394 le visite al sito
della Banca da dispositivi mobile (tablet e smartphone).
...attenta alla salute
La Fondazione Banca d’Alba ha continuato a svolgere il suo ruolo fondamentale nella sanità localee nel rapporto
sociosanitario con il territorio. Sono 5.797 le visite effettuate lo scorso anno, coinvolgendo 5.191 Soci
nelle attività riabilitative e fisioterapiche, per un totale di 125.570 terapie erogate. Diverse, inoltre,
sono le iniziative di informazione e sensibilizzazione organizzate sul territorio: convegni sulle patologie
ortopediche, sull’approccio medico con il malato, sui disturbi del movimento, sulle malattie rare e sui bambini
ipercinetici; giornate di prevenzione del melanoma e del diabete con visite gratuite per tutta la cittadinanza.
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15
Nel 2013 sono stati accolti in Banca d’Alba
2.544 nuovi Soci, che portano il totale
complessivo a fine anno a 44.650,
dato che consolida e rafforza il primato italiano
di Banca d’Alba tra le oltre 380 BCC italiane.
Sono in aumento sia le donne, che costituiscono
il 47% delle persone fisiche, che le aziende,
che sono il 5% del totale. È proseguita l’azione
...dei Soci
di ringiovanimento della compagine sociale,
con l’ingresso nel 2013 di 1.060 giovani Soci
(pari al 42% delle nuove entrate), che portano
la componente giovanile a 7.609 Soci “under 30”.
Da anni i giovani con meno di 24 anni di età
possono entrare a far parte della compagine sociale
con soli 2,58 euro.
Sotto:
Mario Musso,
Vice Direttore Generale,
e Riccardo Corino,
Direttore Generale
di Banca d’Alba
...in crescita
Oltre ai Soci continuano a crescere anche i clienti
(sono 5.000 le nuove entrate nel 2013) che hanno
raggiunto un totale di 126.000. I conti correnti
sono aumentati di 3.000 unità e sono 103.000,
mentre sono state effettuate 14 milioni
di operazioni. Questo dato avvalora la scelta
di Banca d’Alba di puntare sul rapporto personale
grazie al servizio puntuale ed efficiente delle filiali,
che sono in crescita anche quest’anno,
in controtendenza con il sistema bancario italiano.
A ottobre infatti è stata inaugurata la filiale
di Tortona, mentre dal novembre scorso è attiva
la settima filiale albese, la seconda in corso Piave,
che consolida il ruolo di banca al servizio
del territorio di Langhe e Roero. Il computo totale
è ora di 70 filiali al servizio di 270 comuni
di Piemonte e Liguria.
“L’utile di 6 milioni di euro e il patrimonio di vigilanza
che si attesta a 321 milioni di euro sono la garanzia
della redditività e della solidità di Banca d’Alba
e forniscono le giuste basi per il futuro”.
È il commento del Vice Direttore Generale,
Mario Musso, che prosegue: “Il positivo risultato
economico è stato raggiunto dopo aver effettuato
accantonamenti molto prudenziali in ragione
delle difficoltà dell’economia attuale e attraverso
un’azione di razionalizzazione delle risorse
e di contenimento dei costi”.
“I risultati positivi raggiunti nel 2013,
che presenteremo ai Soci in Assemblea
– commenta il Direttore Generale,
Riccardo Corino –, ci motivano
a continuare il nostro impegno a favore
delle famiglie, con i mutui casa a condizioni
vantaggiose e le agevolazioni per interventi
di riqualificazione energetica. Prosegue
il sostegno alle imprese – aggiunge
Corino –, con particolare attenzione
all'innovazione e all'internazionalizzazione.
Per i giovani investiamo nel progetto
BUONA IMPRESA!, un servizio riservato
agli under 35 che intendono avviare
una nuova attività”.
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ECONOMIA&TERRITORIO
PER RESTARE
SUL MERCATO, OGGI,
È FONDAMENTALE
SAPER INNOVARE.
ECCO LE STORIE
DI CHI RIESCE
A GUARDARE OLTRE
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17
Eureka!
D
all’esclamazione
di Archimede in poi
(anzi, anche da prima)
la storia dell’umanità
è costellata di uomini
e donne capaci
di inventare strade e percorsi nuovi.
In principio fu la scoperta del fuoco.
Millenni dopo la scrittura, quindi
l’invenzione della stampa, poi
la macchina a vapore, pietre miliari
sulla strada del progresso, eventi
marchiati a fuoco nella storia della
civilizzazione. Nel 1870, l’introduzione
dell’elettricità, dei prodotti chimici
e del petrolio, e – un secolo dopo
la Seconda Rivoluzione Industriale –
l’umanità sperimenta gli effetti
dell’introduzione massiccia
dell’elettronica, dell’informatica,
delle telecomunicazioni. Arrivano
internet, i cellulari, Facebook e Whatsapp.
Secolo dopo secolo, i tempi
delle rivoluzioni si accorciano, al pari
degli spazi, sempre più interconnessi
nel mondo globalizzato in cui viviamo.
Oggi il cambiamento corre a ritmi
frenetici: dai millenni si è passati
ai secoli, dai decenni siamo ormai
praticamente giunti agli anni.
La parola chiave del terzo millennio
è “innovazione”. L’etimologia latina
suggerisce il senso del “rendere nuovo”
(in-novare): ma ecco che questa idea
di novità, ci perdonino i puristi
della lingua per la forzatura,
viene completata dal suffisso -azione.
Una idea nuova, per quanto buona,
spesso non basta: occorre darle
concretezza, tradurla in azioni.
Chi è in grado di farlo risulta
competitivo. Chi resta al passo
con i tempi sopravvive. Chi è capace
di anticipare il futuro primeggia.
Ecco sei storie di Soci di Banca d’Alba,
cinque aziende e un libero
professionista, capaci di guardare oltre.
Grandi marchi come l’astigiana Saclà,
leader indiscusso nell’industria
alimentare italiana, e brand emergenti
quali Witt Italia, di Poirino, operante
nel settore della detergenza ecologica
e in quello della cosmesi naturale.
Aziende tradizionali come la Bonino
Expo, che dalle Langhe esporta divani
in mezza Europa, e imprese ad altissimo
tasso di innovazione, come la Resò
di Chivasso, all’avanguardia nell’ICT
(Information and Communications
Technology). E ancora la Calflex
di Nonio, nel Verbano, riconosciuta
sul mercato come specialista
dello spazio doccia, per chiudere
con Fabio Vidotto, giovane ingegnere
di Castagnole delle Lanze,
nell’Astigiano, consulente di risparmio
energetico, green economy
e green marketing.
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ECONOMIA&TERRITORIO
Fabio
Vidotto,
Energy
broker
CASTAGNOLE DELLE LANZE
Fabio Vidotto,
verde speranza
P
er essere innovativi non
è obbligatorio essere
imprenditori. Fabio
Vidotto, Socio
di Castagnole
delle Lanze, al confine
tra le province di Asti e Cuneo, ne è
la prova: classe 1984, ingegnere
edile, dopo la laurea ha deciso
di seguire la sua passione
per le energie alternative e la tutela
ambientale, lavorando in questo
campo da libero professionista.
“Sono un consulente di risparmio
energetico, green economy e green
marketing per privati e aziende.
Promuovo piccole e grandi azioni
di tutela ambientale, per assicurare
un futuro migliore alle nuove
generazioni. Per chiunque, bastano
anche semplici accorgimenti: cercare
di ridurre gli spostamenti con mezzi
inquinanti, prediligendo la bicicletta,
una buona passeggiata o i mezzi
di trasporto elettrici, utilizzare
elettrodomestici energeticamente
efficienti e quindi a basso consumo,
effettuare la raccolta differenziata
dei rifiuti”.
Tra i vari progetti di cui si occupa
ci sono anche “Plant for the Planet”
e “Io Compenso”, il cui obiettivo
è quello di neutralizzare le emissioni
di CO2 delle proprie attività
quotidiane piantando nuovi alberi
nel mondo e contribuendo
alla riforestazione del pianeta.
“Ho conosciuto i progetti durante
un seminario informativo organizzato
dalla società NWG lo scorso anno
e ne sono rimasto subito entusiasta:
ho deciso di contribuire nel mio
piccolo a diffondere queste
straordinarie iniziative. A volte la forza
di un’idea ambiziosa sta proprio
nella sua semplicità: tutti
noi possiamo contribuire da subito
a ridurre il nostro impatto ambientale,
e i numeri parlano chiaro:
12.988.249.789 di alberi piantati
in oltre 100 Paesi di tutto il mondo…
Direi che è un buon inizio!
La mia qualifica è quella di Energy
broker e il mio ruolo è quello
di promuovere e diffondere l’iniziativa
in ogni famiglia, azienda ed ente
presente sul nostro territorio”.
Il calcolo delle emissioni viene fatto
su misura per ogni tipologia di cliente
e restituisce come risultato
il quantitativo di alberi necessario
a compensare completamente
le proprie emissioni. Quindi,
con l’acquisto di un pacchetto
di compensazione, si va poi
a operare in modo esclusivo
nel paese di Haiti, piantumando
esclusivamente alberi da frutto che,
oltre ad apportare benefici
ambientali, creano occasioni
di lavoro e sostentamento
alle popolazioni locali.
“Il mio obiettivo è quantomeno quello
di portare in ciascuno di noi almeno
una nuova abitudine ‘verde’:
continuerò a sviluppare collaborazioni
fra professionisti e imprenditori
che vogliano cooperare per creare
la propria economia...
ovviamente tutta green!”.
ASTI
Saclà, l’innovazione
in un vasetto
S
eria, dinamica, bella.
Chiara Ercole, classe
1983, responsabile
delle filiali e dei progetti
di controllo di gestione
dell’azienda di famiglia,
descrive così la Saclà, fondata
75 anni fa da suo nonno Secondo.
“Seria perché identifica il nostro
approccio al lavoro: l’affidabilità
innanzitutto, con la concretezza tipica
dei piemontesi. Dinamica perché oggi
più che mai conta essere veloci
e flessibili nel rispondere alle esigenze
dei consumatori. Bella perché fatta
di coraggio e fantasia: è il mio orgoglio”.
Era il 1939 quando Secondo Pinin
Ercole, insieme alla moglie Piera
Campanella, diede vita alla Società
Anonima Commercio Lavorazioni
Alimentari, oggi leader indiscusso
nell’industria alimentare italiana,
con un fatturato da 120 milioni
di euro e oltre 1.800 referenze
Chiara Ercole,
responsabile delle filiali
e dei progetti di controllo
di gestione in Saclà
Impa100 torri n12_OK_Layout 1 03/04/14 12.46 Pagina 19
19
C
ome Steve Jobs,
più di 35 anni
fa avviarono l’attività
in un garage: erano
in tre e producevano
piccoli componenti
per rubinetteria. Oggi la Calflex
di Nonio, nel VCO, è un’azienda
riconosciuta a livello internazionale,
specialista nello spazio doccia,
e può vantare più di 50 dipendenti,
stabilimenti su un’area di oltre 6.000
mq, un impianto fotovoltaico
che copre più dell’80%
del fabbisogno totale, una fitta rete
di agenti presenti su tutto
il territorio nazionale e operativi
nelle varie zone del globo
(con l’export che rappresenta
oltre il 45% del fatturato, forte
di una presenza ben radicata
negli Stati Uniti). “Il successo
della nostra azienda – spiega
il titolare Mario Carimali – è dovuto
alla realizzazione di prodotti
non ancora presenti sul mercato,
che si differenziano per l’accurato
design e l’elevata qualità.
La nostra mission è reinventare
il quotidiano con arte e offrire
soluzioni complete e di benessere
psicofisico per lo spazio doccia”.
La ricerca e lo sviluppo sono il cuore
pulsante dell’innovazione:
attraverso la sperimentazione
di nuovi materiali e l’impiego
di soluzioni tecniche e stilistiche
all’avanguardia, l’azienda è in grado
di assicurare i massimi standard
qualitativi.
“Utilizziamo il metodo di saldatura
a ultrasuoni per sigillare
perfettamente le cartucce interne
dei soffioni e la saldatura a scarica
di condensazione per il fissaggio
di perni interni a particolari prodotti.
I brevetti dei soffioni a cascata
e dei rubinetti verticali sono il frutto
riconosciuto dello studio tecnico
interno all’azienda”.
L’innovazione passa anche
attraverso la cura del design
e i servizi di personalizzazione:
“Calflex progetta i propri prodotti
ispirandosi allo stile minimal e offre
la possibilità di ‘laserare’ gli articoli
secondo le necessità di ogni singolo
cliente”. Scelta vincente, anche
considerando il momento storico.
“La capacità di reinventare
e reinventarsi è fondamentale
per rispondere alla domanda
sempre mutevole del mercato.
Abbiamo portato avanti la scelta
coraggiosa di continuare a investire
in soluzioni all’avanguardia,
non ancora presenti sul mercato,
e prodotti innovativi per design,
qualità e tecnologia. Unendo
la tradizione italiana e l’esperienza
maturata negli anni, abbiamo
cercato nuove opportunità
tra le varie categorie di prodotto:
“Mio nonno colse la possibilità
di conservare parte del surplus
della produzione ortofrutticola locale
per commercializzarlo all’ingrosso.
Fin dall’inizio, a caratterizzare il nostro
operato sono state le avanzate
tecniche di produzione
e conservazione delle verdure.
Da allora l’eccellenza tecnica
e gli alti standard qualitativi ci hanno
permesso di imporci sempre più
sul mercato delle conserve alimentari”.
L’innovazione è sempre stata
protagonista. Alla Saclà si deve
il lancio della confezione famiglia,
un vaso in vetro chiuso da una
capsula di plastica, che costituì
una vera novità nel comparto:
fu la prima confezione trasparente,
che consentì al consumatore
di vederne il contenuto
e di apprezzarne le qualità. Ulteriori
innovazioni furono l’introduzione,
nel 1965, delle capsule “twist off”
e della pastorizzazione come metodo
di conservazione per le verdure,
soluzioni che migliorarono
la sicurezza e la durabilità
dei prodotti, poi gradualmente
adottate anche da tutte le altre
aziende conserviere italiane.
Oggi Saclà esporta il Made in Italy
di qualità in mezzo mondo,
grazie alle quattro filiali commerciali
aperte in Inghilterra, Francia,
NONIO
Calflex, benessere
made in Italy
di business e colto le sfide
del mercato internazionale attraverso
la creazione di una nuova linea
completa di cromoterapia,
aromaterapia e music experience
che amplia il concetto di spazio
doccia portando il benessere
in ambienti inattesi”.
Mario Carimali,
titolare
della Calflex
Germania e California.
E l’innovazione non si limita
unicamente ai prodotti e alle nuove
ricette, autentico fiore all’occhiello
del settore Ricerca e Sviluppo
interno all’azienda: immagine
e comunicazione, infatti, da sempre
seguono di pari passo la crescita
dell’azienda, che può vantare
oggi un 95% di brand awareness.
Chi non ricorda Olivolì, l’oliva
snocciolata nella busta di plastica,
protagonista, oltre che di una vera
e propria rivoluzione nel campo
delle olive in salamoia (Saclà
è la prima azienda a ideare le olive
snocciolate), di un divertente
e indimenticabile jingle televisivo?
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ECONOMIA&TERRITORIO
T
elecomunicazioni
e informatica sono
i due pilastri su cui
si fonda l’ultima
rivoluzione industriale,
quella i cui tempi sono
sempre più frenetici.
Vicinanza al cliente e innovazione
tecnologica sono le parole d’ordine
attraverso le quali la Resò
di Chivasso, azienda attiva
nel settore ICT (Information
and Communication Technology),
nata nel 1997 dall’incontro
tra diverse professionalità, risponde
a questa sfida. Il nome stesso
del gruppo – che oggi può contare
su una consolidata esperienza
nell’integrazione e nella gestione
dei servizi, avendo a portafoglio
clienti eccellenti ciascuno nel proprio
settore come l’alimentare Dimar
di Roreto di Cherasco, l’editoriale
La Stampa di Torino, lo studio
di commercialisti associati Seled
di Alba, le canavesane System
Elettronica e Seica – richiama questa
positiva sinergia, strizzando l’occhio
al concetto di rete: Resò, infatti,
è l’esatta pronuncia del francese
réseau.
“I nostri punti di forza consistono in
un’organizzazione snella e centrata
sulla qualità del servizio, offerte
D
al cuore delle Langhe
a quello della Brianza,
c’è un filo rosso
che lega Cortemilia
a Mariano Comense:
è la storia
della Bonino Expo, specializzata
nella produzione di poltrone e divani
in pelle – annoverata tra le prime 25
aziende italiane nel settore
imbottito, secondo un recente studio
dell’inglese Plimsoll, il principale
provider a livello mondiale di analisi
di settore e di mercato
delle industrie –, che testimonia
come si possa essere innovativi
anche tenendo viva una tradizione
di famiglia.
“La nostra avventura imprenditoriale
comincia nel 1957 grazie
semplici, attenzione ai momenti
di contatto con la clientela e costante
attività di ricerca nei laboratori –
spiega l’Amministratore delegato
Fabrizio Laurella, che con Tiziano
Campi è titolare di Resò –. Abbiamo
cominciato nell’assistenza tecnicosistemistica, con internet, per diventare
dal 2005 anche Wireless Internet
Provider; siamo stati tra i primi
a vendere accessi internet
con le tecnologie di allora, modem,
che oggi sembrano preistoria.
Investendo in tecnologie
e capitalizzando le competenze
acquisite, oggi siamo all’avanguardia
e possiamo vantare un fatturato
che si aggira attorno ai 2,3 milioni
di euro, con tre realtà che occupano
16 dipendenti”. Del gruppo, infatti,
fanno parte anche Skyblu, Soluendo
e Rand.
Ma attraverso quali fattori passa
l’innovazione, nel settore ICT?
“Occorre essere attivi nella ricerca
e sviluppo di nuove tecnologie
o metodi di erogazione dei servizi
per avere modo di iniziare prima
di altri, facendo attenzione a fenomeni
passeggeri che possono distogliere
l’attenzione dalle tecnologie
più durature. Noi abbiamo deciso
di puntare sul monitoraggio
dei sistemi e delle reti, fino a spingerci
all’intraprendenza del fondatore,
mio padre Mario, che insieme
alla moglie avviò la nostra azienda –
spiega Giovanni Bonino, alla guida
della Bonino Expo insieme
alla moglie Patrizia –. Da allora siamo
cresciuti e ci siamo sviluppati prima
a livello nazionale, poi a livello
europeo, con il primo salotto esportato
in Francia nel 1970, facendo
del ‘Salotto Bonino’ un marchio
del Made in Italy di qualità”.
Dall’idea iniziale si arriva, nel 1978,
a un’impresa che conta circa 100
dipendenti. Negli anni ’90
una riorganizzazione aziendale,
dovuta agli alti costi di produzione
e all’esigenza di potersi muovere
in un vero e proprio distretto
del mobile, portano la Bonino Expo
CHIVASSO
Resò, un’azienda
che ha fibra
a quello della domotica,
che diventerà sempre più
invasiva per tutti, in futuro.
E anche sul continuo
aggiornamento
della nostra infrastruttura
di telecomunicazioni,
curando l’estensione
territoriale
per aumentare
la copertura
del territorio.
Con un occhio
di riguardo
a nuovi
servizi
telematici
rivolti
all’ambito
sociale”.
Fabrizio
Laurella,
titolare
di Resò
a produrre nel cuore della Brianza,
anche se l’ufficio commerciale
e amministrativo rimane a Cortemilia.
“La nostra azienda conta oggi
su una vasta rete di collaboratori:
laboratori artigiani, detentori di perizia
e sapienza a rischio di estinzione,
che ci hanno consentito di arrivare
a produrre circa 8.000 salotti, dando
lavoro a più di 150 persone. Il nostro
settore non consente innovazioni
rivoluzionarie… Più che altro,
possiamo concentrarci sulla scelta
di materiali particolari, o adottare
particolari tecniche di lavorazione,
oppure ancora proporre soluzioni
stilistiche all’avanguardia, anche
grazie a firme prestigiose di architetti
di fama internazionale come Pascal
Daveluy, Fabrizio Ballardini, Roberto
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21
N
el 2001 la Witt Italia
produceva 150.000
pezzi all’anno, aveva
dieci dipendenti
e fatturava circa
800.000 euro.
Da allora, con l’acquisto da parte
di Aristide Artusio, Presidente
e Amministratore Delegato, e sotto
la direzione tecnica di Gloria Giussani,
l’azienda di Poirino ha conosciuto
una seconda vita, pur nel solco
positivo già tracciato in passato:
“Nel 2013 abbiamo prodotto 1.700.000
pezzi, dando lavoro a più di 40 persone,
e il fatturato del nostro gruppo
è arrivato a 12,5 milioni di euro”.
In controtendenza rispetto
alla situazione globale, Witt continua
a crescere: “Nel 2007 abbiamo
ampliato il gruppo con l’acquisto
del marchio Erboristeria Magentina
(che ora lanceremo anche in Cina,
attraverso i prodotti della linea Angeli
Baby), e siamo riusciti a entrare
nel business dell’erboristeria
e della farmaceutica; nel 2013 Armonie
di Bellezza, per posizionarci sul mercato
della cosmesi e dell’estetica. Il benessere
naturale delle persone è il nostro pane
quotidiano, e ora vogliamo misurarci
con nuove sfide: attraverso il marchio
Iaiaoh proporremo prodotti naturali
anche per il benessere degli animali”.
Oggi il gruppo è leader italiano
sul mercato della detergenza
ecologica e della cosmesi naturale,
e il segreto del suo successo passa
attraverso alcune rivoluzioni
silenziose che, negli anni, ne hanno
decretato l’affermazione. La prima
riguarda la tipologia di prodotto,
negli anni ’70, precorrendo i tempi
parlando di “naturale”. Quindi
l’innovazione nei sistemi distributivi,
con la vendita diretta attraverso
una capillare rete di consulenti,
dagli anni ’90, affiancata
più recentemente dall’e-commerce:
“Abbiamo resistito alle sirene
della grande distribuzione
per mantenere standard di elevata
qualità. Oggi facciamo vendita diretta
per il 50%, e il resto attraverso farmacie
ed erboristerie, anche attraverso
idee vincenti come quella del pick&pay:
vai sul sito, acquisti i prodotti e anziché
farteli spedire a casa li vai a ritirare
direttamente nei punti vendita”.
Insomma: Witt Italia è, da sempre,
all’avanguardia. Lo testimonia anche
il progetto “Baby Natura”, attraverso
il quale l’azienda può vantarsi di avere
introdotto, internamente
allo stabilimento, il primo micronido
benessere d’Italia, talmente sicuro
da avere la porta d’ingresso accanto
a quella della produzione.
Aristide Artusio,
Presidente
e Amministratore
Delegato
di Witt Italia
POIRINO
Witt Italia,
rivoluzione al naturale
“Ospitiamo bimbi da 0 a 36 mesi,
ai quali cerchiamo di trasmettere
un messaggio positivo relativo
all’ecologia, partendo dalle soluzioni
tecniche ai giocattoli tutti in legno,
dalla cucina interna con una cuoca
che prepara cibi biologici e a chilometri
zero, fino ad arrivare al programma
educativo che comprende pet therapy
e musicoterapia”.
CORTEMILIA
Bonino Expo,
innovatori per tradizione
Bendini e Alessandro Fiorini. Grande
successo stanno avendo i nostri divani
con inserti a vista in alluminio,
per esempio, o quelli con opzioni relax”.
La concorrenza dei Paesi dell’Est
Europa e della Cina è però spietata:
“Senza entrare nel merito della qualità,
non facciamo in tempo a creare
un modello nuovo che la Cina lo copia.
Ed è difficile essere competitivi con chi
deve affrontare costi di produzione
neanche lontanamente paragonabili
ai nostri… Anche se restiamo
imbattibili sulla tempestività
di produzione, unita alla qualità:
in 6-8 settimane consegniamo
un salotto, contro i 4 mesi di un Paese
concorrente”. E in attesa di conquistare
nuovi mercati (oggi la Bonino Expo
fa 100% export), si guarda di nuovo
al mercato italiano: “Entro la fine
dell’anno apriremo uno showroom
outlet a Cortemilia, dove il pubblico
potrà visionare e acquistare
direttamente dalla nostra ricca
collezione”.
Giovanni Bonino
con la moglie
Patrizia,
alla guida
di Bonino
Expo
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F O N D A Z I O N E B A N C A D ’A L B A
Con Cento Torri
Banca d’Alba
si prende cura dei Soci
G
Sopra:
il personale
della Cooperativa
Sociale
Cento Torri
randi novità
da quest’anno,
per tutti i Soci
di Banca d’Alba,
relative all’attività
della Fondazione
Banca d’Alba. Dallo scorso
1° gennaio, infatti, la Onlus
da sempre dedicata alla salute
dei Soci ha ceduto il testimone
alla neonata Cooperativa Sociale
Cento Torri, per garantire
un servizio ancora più efficiente,
ancora più economico.
Dal punto di vista pratico, per i Soci
non si noteranno grandi differenze,
se non nel risparmio: rimarranno
infatti operativi i quattro Centri
medici già funzionanti, potendo
contare sullo stesso personale
qualificato che, lo scorso anno,
ha permesso di effettuare
5.797 visite a un totale di 5.191 Soci,
E, a testimonianza del fatto
che Banca d’Alba è sempre più una
grande famiglia, ci sarà anche
la possibilità di estendere – a prezzi
altrettanto vantaggiosi – il servizio
anche a genitori, coniugi e figli
dei Soci, fruendo delle prestazioni
sanitarie specialistiche
a tariffe agevolate.
“I nostri Centri Medici hanno
raggiunto negli anni un grande livello
di specializzazione, tanto per l’elevata
competenza del personale quanto per
le apparecchiature tecnologicamente
avanzate in dotazione – afferma
Antonella Marengo, Vice Presidente
della Cooperativa Cento Torri –.
Oggi operano sulla base
di un modello organizzativo di servizi
sanitari basati sulla centralità
del paziente per l’organizzazione
del percorso terapeutico, con la
specifica attenzione all’appropriatezza
delle prestazioni erogate”.
Tornando alla Fondazione Banca
d’Alba, questa continuerà
a promuovere iniziative nell’ambito
della prevenzione, dando seguito
all’ottimo lavoro portato avanti
lo scorso anno.
Nel solo 2013, infatti, sono stati
organizzati un totale
di 9 appuntamenti, tra incontri
DAL 1° GENNAIO LA FONDAZIONE
BANCA D’ALBA SI DEDICA
UNICAMENTE A CONVEGNI
ED EVENTI. PER LE VISITE MEDICHE
NASCE UNA COOPERATIVA,
CON SERVIZI ANCOR PIÙ VANTAGGIOSI
erogando complessivamente
125.570 terapie.
Ciò che cambierà, oltre alla ragione
sociale, saranno i costi del prezioso
servizio offerto e la possibilità
di accesso da parte dei famigliari:
per tutti i Soci di Banca d’Alba,
infatti, il primo ciclo di terapie
rimane sempre gratuito, ma ora
è possibile effettuare anche
il secondo ciclo a prezzi molto
vantaggiosi.
e convegni, quali: “Patologie
ortopediche nell’ambulatorio
del medico di famiglia”, “Progetto
melanoma”, “La terza stagione
della sessualità”, “La medicina
e il paziente”, “I disturbi
del movimento: dalla malattia
di Parkinson alla Sclerosi Laterale
Amiotrofica”, “Il bambino ipercinetico”,
“Le malattie sempre meno rare della
medicina moderna”, “Viva 2013”
e “Io al diabete non gliela do vinta”.
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UFFICIO SOCI
23
TA C C U I N O D I V I A G G I O D I MA R I A P I A P E R U CC A
Capodanno a suon di valzer
U
n proverbio
dice: “Natale
con i tuoi
e Pasqua
con chi vuoi”.
Trascorso
il Natale
in famiglia, è valsa la pena
festeggiare il Capodanno
a Vienna. Per noi è stato
il primo viaggio organizzato
dall’Ufficio Soci di Banca
d’Alba e ci siamo trovati
immediatamente in sintonia
con il gruppo. Partenza
di primissimo mattino,
ancora assonnati,
ma con tanta voglia di vivere
un’esperienza speciale:
le nostre aspettative
non sono state deluse.
Il clima di festa che si respira
a Vienna è unico: ogni angolo
della città è un tourbillon
di allegria. La nostra guida,
molto preparata, ci ha fatto
conoscere il Palazzo
Imperiale della famiglia
Asburgo. La visita più strana
è stata quella al quartiere
dell’Hundertwasserhaus,
splendida espressione di arte
moderna, conosciuta anche
come la “Casa Matta”
per lo stile fantasioso
dell’architetto che l’ha voluta
creare. Tra le molte chiese
antiche, il duomo di Santo
Stefano è sicuramente
un’eccellenza dell’architettura
viennese. Altro luogo
che abbiamo avuto il piacere
di visitare: la residenza estiva
degli Asburgo, cioè il castello
di Schönbrunn, con parco
e fontane meravigliose.
È stato emozionante
percorrere le sontuose
stanze e immaginare quando
le percorreva la Principessa
Sissi. La parte più ludica
del nostro viaggio è stata
la visita al Prater,
con la sua ruota panoramica
che funziona giorno e notte.
Non sono mancate due
tappe significative della vita
viennese: il tradizionale
Café Sacher, per gustare
la famosa torta al cioccolato,
e il moderno negozio
Swarovski.
E come non ricordare la cena
in una vineria sulle colline
del quartiere di Grinzing
e il cenone di Capodanno
IL VIAGGIO
DEI SOCI A VIENNA,
RACCONTATO
DALLE PAROLE
DI MARIA PIA PERUCCA
E DALLE FOTO
DI CLAUDIO MAININI
nello splendido castello
di Wilhelminenberg,
con musiche, balli e fuochi
pirotecnici fino a tarda
notte?
Un’ultima curiosità, relativa
ai porta fortuna di fine anno:
dei simpatici maialini di tutte
le forme.
Insomma: una vacanza
memorabile, sicuramente
da ripetere…
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UFFICIO SOCI
Un anno di viaggi
con l’Ufficio Soci
13-26 4-17 15-28
giugno
luglio
agosto
28-5
giu-lug
6-7
luglio
31-7
ago-sett
LONDRA
CRETA
VERONA
VILLASIMIUS
Do you speak
english?
Sull’isola
del minotauro
L’Aida
all’Arena
Il mare
di Sardegna
Niente di meglio, per imparare
l’inglese, di una vacanza studio
a Londra: due settimane
nella capitale del Regno Unito,
con iscrizioni in tre diversi
periodi a seconda dell’età
e del livello di conoscenza
linguistica. Obiettivo: studiare,
senza però rinunciare
al divertimento, scoprendo
una delle più belle capitali
europee.
Il soggiorno, con la garanzia
della presenza di un insegnate
madrelingua, è riservato
ai ragazzi dai 12 ai 17 anni
(costo riservato ai figli dei Soci
1.550 euro, per quelli
dei non Soci 1.650 euro).
La quota, oltre al viaggio A/R
in aereo e al pernottamento
in albergo, comprende
colazione e cena, 4 ore
di lezione ogni giorno
e sorveglianza 24 ore su 24.
Bellissimi giardini
che si estendono sino
alla spiaggia di soffice sabbia
bianca; 5 piscine (di cui
2 riservate ai bambini), campi
da calcetto, beach volley,
tennis, ristorante a buffet
con show cooking,
un programma di animazione
che prevede attività diurne
e intrattenimenti serali presso
il teatro. Tutto questo, e molto
altro ancora, per il soggiorno
mare sull’isola di Creta, presso
il villaggio Sirens Beach.
Il costo riservato ai Soci
è di 840 euro, 890 per i non Soci,
con quote ridotte per i bambini
(differenziate per fasce d’età).
La quota comprende
il trasferimento in pullman
da Alba a Malpensa (e ritorno),
il volo A/R Malpensa/Creta
e il trattamento all inclusive
in camera village.
Il capolavoro di Giuseppe Verdi
sarà il momento clou della due
giorni organizzata a inizio luglio
in terra scaligera: scenario
della fiaba archeologica –
senza lieto fine – sarà l’Arena
di Verona, splendida cornice
per l’opera in quattro atti,
su libretto di Antonio
Ghislanzoni. Il giorno
seguente, dopo
il pernottamento nei pressi
di Verona, la gita continuerà
in Franciacorta, con la visita
guidata – con degustazione –
di una tipica cantina locale
presso cui verrà servito il
pranzo. La quota, comprensiva
di viaggio A/R in pullman Gran
Turismo, sistemazione in hotel
4 stelle e biglietto di ingresso
all’Arena (posto in gradinata
non numerata), ammonta
a 155 euro per i Soci, 170
per i non Soci.
A un chilometro da Villasimius
e 50 da Cagliari sorge il Tanka
Village, villaggio resort inserito
in un contesto naturalistico
d’eccezione. Si affaccia
direttamente sulla spiaggia
di Simius, tra le più famose
in Sardegna per la sabbia
bianca finissima e il mare
cristallino, ed è all’interno
dell’area marina protetta
di Capo Carbonara, nel folto
della macchia mediterranea.
La quota di partecipazione –
con volo A/R Torino/Cagliari
e trasferimenti in pullman
da e verso l’aeroporto inclusi –
per i Soci in doppia standard
ammonta a 890 euro, 914 euro
per i non Soci, con trattamento
di pensione completa
in all inclusive; i bimbi fino
a due anni partecipano gratis,
sconto del 50% per i bambini
fino a 12 anni non compiuti.
ci
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25
SOGGIORNI LAVORATIVI E DI STUDIO IN INGHILTERRA
“Impara l’inglese lavorando”
Riservato ai Soci e ai figli dei Soci di età compresa
tra i 19 e i 30 anni che desiderano imparare l’inglese
grazie a un’esperienza lavorativa in Inghilterra.
“Corsi intensivi di inglese”
Riservato a tutti i Soci che desiderano apprendere
o perfezionare l’inglese grazie a corsi intensivi one to one
con un insegnante madrelingua, in Italia o in Inghilterra.
ORARI
PER INFORMAZIONI
E PRENOTAZIONI
Alba
Alba: 0173/659399
Torino: 011/5529419
piazza Savona, 2
da martedì a sabato: 8.30 - 13.00
giovedì:
15.00 - 18.30
[email protected]
Torino
Per ulteriori informazioni contatta l’Ufficio Soci.
corso Vittorio Emanuele II, 18
lunedì:
4-8
settembre
9-16
novembre
10.00 - 18.00
5-8
dicembre
www.bancadalba.it
29-1
dic-gen
UMBRIA
ISOLE FLEGREE
LAPPONIA
MAROCCO
Cuore verde
d’Italia
Soggiorno
benessere ad Ischia
Nella terra
di Babbo Natale
Capodanno
a Marrakesh
Come immersi in un quadro
rinascimentale
tra le affascinanti architetture
dei borghi fortificati, i castelli
perfettamente conservati,
le chiese affrescate e le torri
isolate nella verde campagna
o sulle alture, ai piedi
del Monte Subasio, visitando
le città di Perugia, Assisi,
Gubbio, Spoleto, Cascia,
Spello, Todi e Orvieto:
un viaggio nella verdeggiante
Umbria, alla scoperta
dei luoghi legati alla vita
di San Francesco, patrono
d’Italia, e Santa Chiara.
La quota di partecipazione
è di 630 euro per i Soci
(690 per i non Soci) e prevede
il viaggio A/R in pullman
Gran Turismo e la sistemazione
in hotel 4 stelle ad Assisi,
con trattamento di pensione
completa.
Ischia era nota con il nome
di “Arime” già ai tempi
di Omero e presenta ancora
oggi suggestive testimonianze
storiche, come il Castello
Aragonese e il borgo antico
di Ischia Ponte, il Porto
e l’antica Villa de’ Bagni,
la zona di Cartaromana.
Isola verde, è un’esplosione
di natura rigogliosa,
un panorama di colori tutti
da scoprire: dalle pinete
al Palazzo reale e alla Casina
Buonocore, dalle contrade
di Campagnano, Sant’Antuomo
e San Michele al vulcano
Epomeo, da cui si gode di una
bellissima vista a 360 gradi
sul mare. La quota (260 euro
per i Soci, 310 per i non Soci)
comprende il trasferimento
in pullman e la sistemazione
in hotel con trattamento
di pensione completa.
Il fascino dell’inverno lappone
nella bianchissima atmosfera
nordica, ammirando le aurore
boreali e intrattenendosi
con le attività sulla neve:
il viaggio in Finlandia non
tradirà le aspettative.
Dalla caccia allo spettacolare
e coloratissimo fenomeno
naturale del primo giorno
si passerà al safari su slitta con
cani husky il secondo giorno,
prima di passare alla scoperta
di Rovaniemi, la città di Babbo
Natale, e al tour sulle motoslitte
il giorno seguente, prima
di fare ritorno a casa.
La quota (del prezzo indicativo
di 1.650 euro) comprende
il volo A/R per Rovaniemi,
i trasferimenti in loco,
il pernottamento in hotel
4 stelle con trattamento
di mezza pensione
e le escursioni segnalate.
Menara Garden, la moschea
Koutoubia, il Palazzo Bahia,
le tombe Sadiane, la famosa
piazza Djemaa El Fna: sono
solo alcune delle attrazioni
di Marrakesh, città dalla storia
secolare nell’entroterra
marocchino, a circa 150 km
dall’Oceano Atlantico.
Banca d’Alba offre ai Soci
la possibilità di festeggiare
il Capodanno 2015 in terra
d’Africa, tra ryad (tipica casa
tradizionale) e souq
(i coloratissimi mercati arabi),
con un’escursione alle spiagge
di Essaouira.
Il costo riservato ai Soci
è di 450 euro (550 per i non
Soci) e comprende il volo A/R
per Marrakech, i trasferimenti
in pullman, trattamento
di pensione completa in hotel
4 stelle, gli ingressi a Palazzo
Bahia e alle tombe Sadiane.
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TRADIZIONI&TERRITORIO
I dolci della festa
Tradizioni a tavola
Il Piemonte e la Liguria sono terre di golosi,
pronti ad addolcire le occasioni importanti.
In parte, anche grazie ai Savoia...
N
on è un caso
che la storia
del più famoso
dolce
piemontese,
il gianduiotto,
sia legata in modo
inestricabile a quella della sua
maschera più celebre,
il contadino buongustaio
Giovanni della Brocca,
ovvero Gian d’la Douja, anche
conosciuto come Gianduja.
Fu il Carnevale del 1865
a battezzare il più tipico
dei cioccolatini sabaudi:
la Caffarel, che lo inventò
mescendo il cacao
alle nocciole finemente
sminuzzate delle Langhe,
pensò di farlo regalare
al popolo dalle mani
di Gianduja che, da allora,
gli diede il nome, legandolo
per sempre a una delle feste
più golose dell’anno.
La cucina del Piemonte
non può non celebrare i dolci,
che in un’area da sempre
contadina e povera sono
sinonimo di festa
e abbondanza. Perché
nei nostri territori dolci e feste
siano così connessi, è nozione
che si perde nella notte
dei tempi. Uno dei motivi
che contribuì a saldarne
il legame, tuttavia, fu l’indole
dei suoi regnanti. Inguaribili
golosi e gourmet di altissimo
livello, i Savoia furono
nei secoli accompagnati
da un’insaziabile voglia
di scoperte culinarie. Si narra
che nel 1348, in onore
di Carlo IV di Lussemburgo,
Margherita di Savoia fece
servire il Gateau Savoye:
immane riproduzione
zuccherina di un castello
sabaudo, con tanto
di contado e monti innevati.
Fece storia e, in qualche
modo, legò il dolce
alla celebrazione di cerimonie
ed eventi importanti. Sempre
i Savoia, ad esempio,
introdussero la moda
degli zuccherini speziati
a fine pasto, precursori
dei confetti e delle pastiglie
Leone, e si fecero promotori
della cioccolata in Italia,
elevando Torino a capitale
del cacao zuccherato.
Sopra:
le bugie, tipiche
di Piemonte e Liguria
Sotto:
il classico gianduiotto
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27
La storia della pasticceria
è, dunque, la storia della festa.
Il miele prima, la canna
da zucchero poi e infine
il succo della barbabietola
ridotta in cristalli (il Piemonte
fu sede dei primi zuccherifici
italiani), furono legati
all’aristocrazia e ai loro fastosi
banchetti, privilegio
delle nobili e ricche famiglie
che potevano
approvvigionarsi dell’oro
bianco. Ma, come spesso
avviene, il popolo non restava
indifferente. Sebbene
con materie prime più grezze,
ingredienti più territoriali
e forme più semplici,
borghesi e contadini
cominciarono a copiare
e riprodurre le prelibatezze,
dando avvio a una fioritura
di dolci unica ed eccezionale.
Il Carnevale e le giuraje
Il dolce popolare aveva
il suo fulcro nel Carnevale.
Precedendo la Quaresima
e rappresentando l’ultima
pausa prima di tornare
ai campi, era tripudio
di zuccheri e grassi. In casa
o in piazza friggevano bugie,
risòle o friciò fatte
degli ingredienti poveri
della campagna e una goccia
di grappa, gelosamente
conservata nelle credenze,
tra i rari cristalli di valore.
E il Carnevale portava
le bignole ripiene di crema
e cioccolato, comprate
nei bar per signori di Canale,
Alba o Torino, velate di carte
eleganti e centellinate
sulla tavola imbandita,
come gemme dalle glasse
arlecchinate, gioia
dei bambini,
che se le litigavano.
A Ivrea le arance non
venivano solo lanciate,
A sinistra:
i Canestrelli canavesani
Sotto:
la Torta’900, specialità
dell’eporediese
ma usate per la polenta
dolce, una torta di mais
glassata di miele e succo
d’arancia. Ma il dolce
eporediese per eccellenza
è la sontuosa Torta ‘900,
il cui sapore ricorda banchetti
e compleanni, matrimoni
e occasioni speciali.
Gli eporediesi la usavano
come bandiera: offerta
ai propri ospiti, durante cene
ufficiali, era la “torta
dell’orgoglio”. Anche
il Canavese festeggiava
con i canestrelli, parenti
delle francesi gaufres.
La sera, prima di andare
a letto, a centinaia doravano
fra le ganasce del camino,
e le cialde così ottenute,
diffondendo il loro tipico
sapore d’anice, venivano
accumulate in grandi
canestri: pronte, come ostie,
per celebrare messe laiche
e avvinazzate.
Vino e dolci si rincorrevano
nel rito delle giuraje e vin.
Fra canti, balli, scherzi e motti
licenziosi, le giuraje (antichi
confetti di nocciola
e zucchero glassato)
venivano sciolte nel vino
durante l’addio al celibato,
rendendolo più dolce
e pronto a un nuovo brindisi.
A nord di Gravellona
Fra le montagne, a nord
di Gravellona, i dolci erano
rari, preparati in occasione
delle feste solenni, quando
si accendeva il forno
del villaggio. Allora, appena
uscito il pane di segale,
i bambini trottavano
dai panettieri alzando le mani:
volevano ricevere i dolcetti
o le pagnotte di frumento
lasciate crescere con l’ultimo
calore. Era un momento
di commozione e di allegria,
specie per chi aveva i denti
rotti dal pane quotidiano:
duro come il lavoro tra
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TRADIZIONI&TERRITORIO
gli alpeggi. Da questa
tradizione nasce il Cresenzin
di Natale, speciale pagnotta
di segale integrale con noci,
uvetta, fichi secchi, nocciole
e mandorle.
Sopra:
i Baci di Alassio
e lo stabilimento
Leone di Torino
Sotto:
un Bonèt, dolce
tradizionale
delle Langhe
Bonèt, ninsòle e Salòt
Più a Sud, fra le colline
di Langhe e Roero, quale
domenica non aveva nell’aria
l’aroma inconfondibile
dell’amaretto, il profumo delle
pesche, le tovaglie macchiate
di polvere di cacao e il putagé
odoroso di nocciole tostate?
Bonèt, persi e ciculata e torta
‘d ninsòle: la fine del pasto
era il tripudio dei golosi,
anticipato dall’arrivo
dei parenti, dagli abbracci,
dai regali e dalle donne
indaffarate.
Nel Roero
si racconta
che le nonne
preparassero
il mattone,
gioia dei
più piccoli:
fatto di
burro
e zucchero
sbattuti
con le uova e disposti a strati
su biscotti novellini,
era la tentazione irresistibile
di dita e cucchiaini
a cui seguiva
uno scappellotto,
se non ancora pronto.
A Bra, soltanto
per l’Epifania si preparava
il Salòt, torta di pasta
di pane con latte, burro,
lamelle di cedro candite
e uva sultanina.
La Liguria e il Risiny
Le coste liguri, in fatto
di leccornie, hanno forse
meno fantasia, in ossequio
alla sobria indole dei loro
abitanti. Preparazioni
schiette e quotidiane, su
cui spiccano la frutta
candita e le focacce dolci,
orgoglio della Liguria. In
questa lista, però, non
possono mancare i Baci
di Alassio e di Albenga,
specialità borghesi, ideali
per celebrare piccoli
avvenimenti
o per accompagnare
una visita ai caffè della Riviera.
Alassio li prepara
con mandorle, nocciole
e cuore di cioccolato. Quelli
di Albenga sono invece
preparati con semi
di finocchio, zucchero, farina
e olio d’oliva al posto
del burro. Un dolce che
durante le feste non passava
inosservato era il Risiny, gloria
del Ponente. Una specie
di incrocio tra budino
e pandoro composto in egual
misura (ben 250 grammi!)
da farina, zucchero e burro.
Il tutto impastato con uova,
scorze di limone e zucchero
a velo in uscita dal forno,
dove era cotto in formelle
di rame.
Che si tratti di biscottini
o pandolci, confetti o budini,
torte dalla ricetta complessa
o frittelle dagli ingredienti
semplici, ogni comunità,
La cucina
del Piemonte non può
non celebrare i dolci,
che in un’area
da sempre contadina
e povera sono
sinonimo di festa
e abbondanza
ogni ricorrenza e ogni festa,
nei confini del Regno
di Sardegna, si è sempre
addolcita con le sue
elaborazioni. Le quali, nate
dalla povertà alimentare
o dalla perizia dei pasticceri,
hanno creato dei capolavori.
Tanti e tali che a Parigi
vi era un detto: “Chef français,
pâtisser torinois”.
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29
Il ladro
di ricette
N
ella nostra
infanzia
c’erano
solo “dolci
della festa”;
sarebbe
sembrata una stravaganza
far arrivare in tavola a fine
pasto un dolce in un giorno
qualunque. Ci ricordiamo
di un dolce solo se abbiamo
assistito da bambini
alla sua preparazione
e alla sua cottura. Andando
indietro nel tempo,
per quanto mi riguarda,
il primo dolce è la mela
in un cestino costruito
con piccoli rotoli di pasta
e messa nel forno insieme
al pane. Faceva parte
del piacere la lunga attesa
della cottura,
fino al momento in cui
il fornaio estraeva la mela
sollevandola con la pala
di legno.
Fin da piccolo, preferivo
rintanarmi in cucina
piuttosto che giocare
con i miei compagni;
un compito che svolgevo
con grande piacere
consisteva nello sbattere
le uova, prima i rossi
poi gli albumi, in una grande
ciotola. Tanti cucchiai
di zucchero quanti rossi,
più uno per fare buon peso.
E poi via a sbattere, sempre
nello stesso senso, con
la crema che gonfiava
e si schiariva passando
dal giallo intenso al quasi
bianco. L’operazione poteva
avere due sbocchi: entrambi
di Bruno Gambarotta
PER LA MIA FAMIGLIA
IL DOLCE DELLA FESTA
ARRIVAVA OGNI ANNO
A PASQUA: LA TORTA
DI CASTAGNE
prevedevano la cottura
a bagnomaria. Lo zabaglione
con il marsala (meglio
ancora con il moscato):
il momento magico arrivava
quando, girando
con il mestolo l’impasto
nel pentolino, senza smettere,
di colpo lo zabaglione
gonfiava.
Era il segnale per toglierlo
dal fuoco e versarlo
sulle pere cotte. La seconda
opzione era il Bonèt,
con l’aggiunta degli albumi
montati a neve, il latte,
gli amaretti sbriciolati; qui
il momento magico arrivava
con il gesto di rovesciare
il contenitore sul piatto
di portata, dopo aver
staccato i bordi del dolce
dall’alluminio.
Per la mia famiglia il dolce
della festa era ancora
un altro e arrivava ogni anno
a Pasqua. Era la torta
di castagne, frutto di una
preparazione lunghissima,
per una ricetta che nostra
madre ha sempre tenuto
segreta e che in parte
ho “rubato” osservandola
di nascosto. Si iniziava
con le castagne bianche
e secche, mettendole
a bagno nell’acqua fredda
per tutta la notte. Scolate,
venivano messe a cuocere
a lungo in una pentola con
altra acqua, foglie di alloro
e finocchio selvatico. Anche
l’uvetta era stata per una
notte nell’acqua a “rinvenire”,
un’espressione che mi è
sempre piaciuta. Le castagne
cotte erano scolate a passate
nello schiaccia patate; a parte
erano state cotte delle mele
(renette o cotogne?
Chi lo sa), preventivamente
sbucciate. Anche queste
erano passate. E ora
il pastone: mele, castagne,
uvetta, quattro uova senza
sbatterle, zucchero, due
bicchieri di marsala o altro
liquore; e poi noci, fichi
secchi, frutta secca, cacao
in polvere. Il contenitore
di terracotta era messo
in forno a bassa temperatura
e cuoceva per un paio d’ore.
La torta si mangiava fredda.
Ho provato tante volte
a farla: viene buona,
ma sempre un po’ troppo
asciutta. Quella di mia madre
era morbida e vellutata:
anche come ladro di ricette
non raggiungo la sufficienza.
Impa100 torri n12_OK_Layout 1 03/04/14 12.49 Pagina 30
Intervista di:
Sergio Miravalle,
astigiano,
giornalista,
per oltre 30 anni
a La Stampa.
È consigliere
dell’Ordine dei
Giornalisti del
Piemonte.
Ha un blog:
Giro di vite
suLa Stampa.it
Roberta, la figlia
del panettiere
diventata
Andrea Mirò
Due parole con...
DALLE MESSE BEAT AL FESTIVAL DI SANREMO, UNA STORIA
DI STUDIO E TENACIA, ALL’INSEGNA DELLA VOCAZIONE MUSICALE
S
ul sito di Andrea Mirò
la sezione biografia
risulta “in allestimento”.
“Effettivamente dovrei
decidermi a completarla,
anche se, a ben pensarci,
basta una parola sola a definirmi:
musicista. Nel senso che suono,
canto, compongo, arrangio, produco
musica. Ho sempre fatto questo
e non riesco a immaginarmi
in un ruolo e in una vita diversa”.
Essere musicista è il risultato
di una scelta, diciamo pure
di una vocazione; ma quando
a Rocchetta Tanaro nel 1967
è venuta al mondo Roberta,
secondogenita di Luigi Mogliotti
e Piera Damonte, le cose sarebbero
anche potute andare diversamente.
“Intanto chi nasce a Rocchetta
Tanaro già di suo ha una vena
di sana follia. In paese ci sono stati
e ci sono personaggi epici come
il grande vignaiolo Giacomo ‘Braida’
Bologna, o il panettiere che si inventa
le ‘lingue di suocera’, quello
che progetta una barca di cemento
per attraversare il Mediterraneo,
la vara e ci affonda, o il medico
condotto, il mio amico Paolo Frola,
che fa il cantautore e regala
mostarda. Ci venne
ad abitare anche Bruno Lauzi”.
E invece la famiglia Mogliotti
si trasferì a Calliano,
solo una manciata di chilometri,
ma già dall’altra parte del Tanaro.
“Mio padre ha sempre fatto
il panettiere e ha aperto un forno
nel paese d’origine della mamma.
E così che ci siamo trasferiti e Calliano
è diventato il mio paese. È divertente:
ho a casa due targhe ricordo datemi
dai rispettivi sindaci che mi nominano
rocchettese e callianese dell’anno”.
Com’è che la figlia
di un panettiere monferrino
si ritrova sul palco di Sanremo?
“Direi per uno scherzo da prete:
don Luigi Venesia era appassionato
di musica. Arrivò a Calliano
come parroco e in poco tempo
coinvolse noi giovani organizzando
un coro e un complesso. Fu così
che portammo in chiesa chitarre,
pianola e batteria per le famose messe
beat. Per quei tempi una rivoluzione.
Scoprirono che avevo una bella voce
e mi facevano cantare. All’età di 11
anni iniziai a frequentare
il Conservatorio ‘Vivaldi’
di Alessandria, dopo la scuola. Lezioni
di solfeggio, violino e pianoforte
e poi alle 19.10 ritorno, sperando
di non perdere le coincidenze. Arrivavo
a casa con mia sorella Rossana,
ma tante volte anche da sola, non
prima delle nove di sera. Cena, un po’
di tv, compiti e nanna. Mattino dopo
si ricominciava. Avevo mille lire
e un gettone in tasca per le emergenze.
Ma stavo crescendo e mi sentivo
sempre più conquistata dalla musica”.
E come nella fiaba della Bella
Addormentata, che succede
a Roberta Mogliotti?
“Succede che vicino a casa mia c’era
un piccolo studio di registrazione
di Massimo Visentin. Ci veniva anche
Paolo Conte. C’era un autore
che aveva un brano pronto
per Castrocaro e cercava
una cantante giovane. Provarono
qualcuna. Poi Massimo lo consigliò:
a Calliano canta bene la figlia
del panettiere. Mi affidarono
il brano Pietra su pietra. Io non
sapevo neanche dove fosse
Castrocaro Terme. Andai, vinsi
le selezioni e poi vinsi anche
la finale. Ero tranquilla
e incosciente come lo si può essere
a 19 anni. Chi vinceva a Castrocaro
andava di diritto a Sanremo
tra le nuove proposte: mi ritrovai
così catapultata sul palco dell’Ariston
con il brano Notte di Praga
e un contratto discografico
con la Emi. Nacque allora
Andrea Mirò”.
MAMMA
DI DUE FIGLI
COL MONFERRATO
NEL CUORE,
LEGATA
DA UN SODALIZIO
DI VITA E LAVORO
A ENRICO RUGGERI
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31
Roberta Mogliotti
non andava bene?
“Mi dissero che era meglio un nome
d’arte più facile da ricordare.
Mirò lo avevo studiato al liceo.
Mi piaceva la sua pittura. Andrea
può essere sia maschile che femminile:
era intrigante”. Suona vari strumenti,
canta, compone e ultimamente
dirige anche orchestre.
Da quell’esordio nel 1987
a Sanremo ci è passata
da cantante solista e direttore
d’orchestra una decina di volte.
L’ultimo Festival l’ha vista
con i capelli corti e una cresta
verde dirigere il gruppo
dei Perturbazione e il giovane
Zibba, premiati entrambi
dalla giuria
della sala stampa.
Facciamo un passo
indietro. Nella
vita di Roberta
Mogliotti
a un certo
punto entra
un signore
milanese
che si chiama Enrico
Ruggeri. Com’è andata?
“Nel 1994 lui stava cercando
una musicista per un suo
tour dove era accompagnato
da un’orchestra tutta
femminile. Ci siamo intesi.
Stiamo insieme da allora
e abbiamo anche messo
su famiglia con due figli:
Ugo di 9 anni ed Eva di 4.
Nomi brevi come
raccomandava il grande
Troisi in Ricomincio da tre”.
Vivete a Milano.
Nostalgia del Piemonte?
“All’inizio, la sorpresa
di una città dove l’unica
collina, che loro chiamano
‘la montagnetta’, è fatta
con le macerie
dei bombardamenti
dell’ultima guerra, ricoperti
di terra. Milano mi piace,
ma l’aria del Monferrato
è un’altra cosa. Ci veniamo
spesso e l’estate voglio
che i miei figli la passino
a Calliano con i nonni.
So che non è più come
le nostre estati,
ma l’imprinting rimarrà.
E come ricordo, ci portiamo
le conserve fatte
con i pomodori che mia
madre coltiva nell’orto
sul bric dove ho il ricordo
più struggente: era il posto
di mio nonno Luigi
che in paese tutti
conoscevano come
Belineuv, grande trifolau”.
Domanda d’obbligo:
il suo rapporto
con il denaro.
“Direi sereno. Non lo spreco.
Sono una che potrebbe
avere un miliardo in tasca,
e non lo avrò mai, oppure
un solo centesimo,
senza che questo
mi cambi l’umore.
Del resto, ripeto:
da ragazzina giravo
con mille lire e un gettone.
Ma non ero e non sono sola:
con me ho sempre la mia
musica”.
CHI È
Roberta Mogliotti è nata
a Rocchetta Tanaro,
nell’Astigiano, il 27
maggio 1967. Oggi vive
a Milano con Enrico
Ruggeri e due figli: Ugo
ed Eva, di 9 e 4 anni.
Dopo aver vinto a 19
anni il festival
di Castrocaro, nel 1987
ha esordito a Sanremo
con il nome d’arte di
Andrea Mirò. Cantautrice
polistrumentista,
più volte premiata
dalla critica musicale,
ha sette album all’attivo.
Raffinata. Eclettica.
Ha collaborato con
Eugenio Finardi, Roberto
Vecchioni, Ron, Mango,
Enrico Ruggeri. Negli
ultimi anni ha più volte
diretto l’orchestra
del Teatro Ariston. I suoi
sono concerti dagli
accenti forti, ad alta
tensione musicale. Live
intimi. Una voce che si fa
strumento. E le tematiche
affrontate sono accese
e sempre attuali.
Impegnata nel sociale,
ha partecipato
al concerto benefico
Amiche per l’Abruzzo
e al progetto Anatomia
Femminile. Dopo aver
incontrato il teatro nel
progetto La Belle Équipe,
viaggio nella canzone
d’autore francese, per la
regia di Vito Molinari,
è stata voce narrante in
Three Mile Island, a Roma.
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S O C I & C U LT U R A
Libri
Arte
MAURO FERRARO,
BUONA LA PRIMA
“Simone ha tutto ciò che la vita
potrebbe offrirgli: è giovane,
ha un buon lavoro, una moglie
che ama e che sta per dargli
un figlio. Una mattina, però,
improvvisamente qualcosa scatta
dentro di lui: una molla che smuove
sensazioni mai espresse,
un’insoddisfazione soffocata...
e fugge. Fugge da se stesso
e da quello che potrebbe diventare,
da quello che non ha il coraggio
di affrontare, per gettarsi incontro
a un’avventura che saprà riservargli
incredibili sorprese”. Mauro Ferraro,
39enne di origini calabresi, Socio
di Santa Vittoria d’Alba, nel suo primo
romanzo Oramai (edizioni Albatros
Il Filo) affronta un tema delicato
e affascinante come quello della fuga.
“Una storia dedicata a tutti coloro
che vorrebbero mollare tutto, tagliare
i ponti improvvisamente e perdersi
per le strade del mondo, facendo
incontri straordinari e, forse, imparare
a ritrovare il senso del proprio cammino”.
FRANCA BENEDUSI
RACCONTA LE LANGHE
Le prime lune (Araba Fenice
Editore) raccoglie una serie
di originali e piacevoli racconti
delle Langhe che traggono
spunto da fatti realmente
accaduti fra gli anni ‘40 e ’60,
offrendo uno spaccato della vita,
del costume, delle tradizioni
del territorio langarolo
e non solo, a partire dal piccolo
centro di Lunetta. È un libro
di narrazione e di memoria,
in cui prevalgono le emozioni
e le commozioni dei ricordi dell’infanzia.
Lo stile narrativo dell’autrice Franca
Benedusi – Socia di Castagnole delle
Lanze –, semplice, chiaro e avvincente,
conduce con sensibilità e disinvoltura
espressiva nelle comunità locali
di un tempo, per coglierne i diversi
aspetti della vita, i riti, i valori,
i sentimenti, le emozioni e i problemi.
Il passato
nel bicchiere
U
na mostra
archeologica, inedita
e innovativa,
che attraverso
la storia del vino
indaga il periodo
dall’Antico Regno all’Epoca Romana.
“Il vino nell’Antico Egitto.
Il passato nel bicchiere” –
organizzata dall’Associazione
Culturale “Mummy Project” e curata
dall’archeologa ed egittologa Sabina
Malgora – mette in risalto, tramite
il tema del vino, il forte legame
tra l’antica cultura egizia e quella
della nostra penisola. Inaugurata
lo scorso 21 marzo, la mostra
sarà visitabile fino al 19 maggio,
presso la Chiesa di San Domenico,
nel cuore del Centro storico di Alba,
permettendo ai curiosi di apprezzare
anche due sezioni speciali. La prima
è dedicata alla mummia di Epoca
Tarda e al suo sarcofago, l’altra
è la ricostruzione in scala reale
della tomba TT290 di Irynefer
della necropoli del villaggio
degli operai, che costruirono
le tombe della valle dei Re
e delle Regine, Deir el Medina.
Nel percorso espositivo l’antichità
e la storia passano attraverso
il vino: ne deriva una visita
di grande interesse per ogni età,
legata agli usi, ai costumi,
alle tecniche agricole,
alle espressioni artistiche
e agli oggetti di uso quotidiano.
FINO AL 19 MAGGIO
UNA MOSTRA PRESSO
LA CHIESA DI SAN
DOMENICO, AD ALBA,
PER SCOPRIRE IL VINO
NELL’ANTICO EGITTO
I reperti sono accompagnati
da una ricca documentazione
fotografica. Il percorso è illustrato
da circa 50 reperti, provenienti
dai due più importanti musei italiani
che conservano collezioni egizie,
la Fondazione Museo Egizio
di Torino e il Museo di Firenze:
tra questi vi sono vasellame
in terracotta e anfore
impermeabilizzate all’interno
per contenere il vino, e sono presenti
anche una serie di oggetti in fayence,
pasta silicea smaltata antecedente
alla scoperta del vetro.
Inoltre, a corollario dell’iniziativa
saranno organizzati una serie
di eventi collaterali quali
degustazioni, aperture serali,
conferenze, serate di poesia,
performance di teatro danza
e concerti.
Per informazioni, prenotazioni,
visite guidate e percorsi didattici
per bambini, studenti, famiglie:
tel. 0173/35833,
mail: [email protected],
[email protected], sito web:
www.mummyproject.wix.com/eventi.
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COLLISIONI 2014:
the Harvest Edition
e
ORARI DI APERTURA:
da martedì a venerdì: 14.30 - 18.30
sabato:
10.00 - 22.00
domenica:
10.00 - 19.00
mattina e lunedì su prenotazione
COSTI:
intero:
scuole, over 70, under 14:
under 6:
visita guidata in gruppo
su prenotazione:
Sopra:
la parete sud della tomba
di Nakht TT52
nella Necropoli tebana
di Sheikh Abd el-Qurna
A destra:
Neil Young, ospite
di Collisioni
5 euro
4 euro
gratuito
15 euro
Harvest è il termine
che in inglese indica
il raccolto: dei beni
materiali della terra,
di ciò che si semina,
ma anche delle buone
idee, dei giusti
investimenti umani
e materiali. E insieme
indica la vendemmia,
momento topico della
festa comunitaria
di un piccolo borgo
come quello di Barolo,
che sul vino e sui frutti
della terra ha costruito
la propria economia,
lasciando scandire
il proprio benessere
dai ritmi lenti
della sua agricoltura.
Torna anche
quest’anno Collisioni,
il festival rock
di letteratura
e musica: l’edizione
2014, Harvest,
in calendario dal 18
al 21 luglio, a Barolo,
prenderà il nome
dalla canzone più
celebre di Neil Young,
l’inossidabile icona del rock che si esibirà
per la prima volta in Piemonte in chiusura
del festival, il 21 luglio, insieme alla band
The Crazy Horse, per la sua unica data italiana
di quest’anno.
Il poeta del rock canadese non sarà l’unico
artista illustre ospite, fra le colline delle Langhe,
capaci negli anni di radunare decine e decine
di migliaia di spettatori con un ricco programma
di scrittori internazionali, star della tv,
della musica e del cinema, band di fama
internazionale. Quest’anno a infiammare
il pubblico saranno i mitici Deep Purple,
leggendaria band inglese capitanata da Ian
Gillan, chiamati ad aprire il festival venerdì 18
luglio per la loro unica data italiana nel 2014.
Sabato 19 luglio salirà sul palcoscenico Elisa,
una delle voci più originali del panorama
musicale italiano, che domenica 20 luglio cederà
la piazza al grande rapper pugliese Caparezza,
attesissimo ritorno dopo il clamoroso successo
del suo concerto nell’edizione 2011.
Per maggiori informazioni, www.collisioni.it.
Arte
LA CRAVATTA ROSSA
Se il 2013 vide la consacrazione di Beppe
Fenoglio, quest’anno le celebrazioni,
nel cinquantenario dalla morte, saranno invece
tutte per Giuseppe Pinot Gallizio, che portò
l’avanguardia artistica europea nelle Langhe.
Conclusi gli “Esercizi di psico-geometria” (mostra
allestita presso Palazzo Banca d’Alba), grazie
ai quali un ampio contributo è stato dato
alla sottoscrizione pubblica lanciata dal Comune
di Alba per l’acquisto del Lichene spregiudicato,
la città tutta celebrerà uno dei suoi figli
più estrosi e poliedrici. Farmacista, “aromataro”,
inventore geniale di tradizioni popolari come
il Palio degli asini, amministratore comunale:
ma quello che lo ha reso celebre è stata la breve,
intensissima esperienza di pittore, che vede
ne La cravatta rossa (1961, olio su tela,
130x105 cm) una delle sue opere più belle.
Alba ricorderà Gallizio contribuendo
a promuovere la sua arte, facendosi contenitore
non museificato delle sue opere e veicolo
per i suoi racconti. Il Lichene spregiudicato
sarà esposto nella ristrutturata Sala Consiliare
del Comune; La Notte Etrusca, grande tela di 5x2
metri, sarà affissa in esposizione permanente,
nel foyer del Teatro Giorgio Busca, mentre
le Fabbriche del Vento arricchiranno la nuova
Sala Beppe Fenoglio, inaugurata a maggio.
Alba Music Festival metterà in cartellone
una produzione esclusiva che unirà la musica
alle teorie di Gallizio sul ruolo dell’arte
nella contemporaneità, mentre gli Amici
dell’Istituto Musicale organizzeranno una serata
a lui dedicata durante la rassegna Intorno
la Chitarra. Molte altre saranno le iniziative
per ricordare un uomo che ha saputo vivere
la sua città, rendendola centro fondamentale
dell’arte contemporanea internazionale.
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LET TERE&COMMENTI
Il bistrot di Cristina
Supportiamo la solidarietà
Gent.mi,
a nome di tutti i 137 associati della Sezione Arbitri di Bra,
intendo ringraziarVi per la disponibilità e la sensibilità dimostrata
dalla Vostra Banca con i doni che ci avete riservato, destinati
alla tombolata benefica. Siamo riusciti a raccogliere 200 euro che sono
stati stanziati a favore di un bambino adottato in Bangladesh, tramite
la Caritas della Diocesi di Alba, e 400 euro invece (tramite un progetto
a livello regionale in cui sono stati raccolti più di 2.000 euro totali
tra tutte le sezioni arbitri) sono stati inviati ai nostri colleghi arbitri
della Sezione di Olbia, che hanno subito ingenti danni a causa
della recente alluvione.
Con l’augurio che il 2014 sia un anno positivo sotto tutti gli aspetti,
ribadiamo il nostro impegno a educare, soprattutto i più giovani,
alla cultura delle regole e ai valori fondamentali dello sport all’interno
del movimento calcistico provinciale, in cui siamo diventati una realtà
sempre più attiva e radicata. Naturalmente Vi rivolgiamo l’invito
a venire a trovarci di persona, presso la nostra sede in corso Monviso
18 a Bra, per respirare l’atmosfera che regna nella nostra “Casa
degli Arbitri”.
Cordiali saluti,
Cara Cristina,
il tuo messaggio postato su Facebook ci riempie
di orgoglio. Siamo una Banca vicina alla gente, e sentire
la reciprocità di questa vicinanza attraverso
le tue parole è per noi il riconoscimento di uno stile
tutto nostro nell’essere Banca. Il rapporto di fiducia
tra Voi Soci e Banca d’Alba vive di questa mutualità:
ci vuole coraggio a fidarsi. Occorre credere nel futuro,
impegnandosi e investendo in qualcosa che darà
i suoi frutti nel tempo, per ottenere risultati appaganti.
Noi cerchiamo di essere sempre più vicini al nostro
territorio e alla sua gente, lungo un percorso che dura
ormai da 115 anni. Voi continuate a credere in noi,
perché insieme possiamo crescere ancora molto.
Grazie per la fetta di crostata, e in bocca al lupo
per la tua attività: il tuo successo è anche il nostro!
Gent.mo Massimo,
siamo felici di aver potuto contribuire a due proposte
meritorie come quelle ricordate nella vostra gradita lettera.
Pensiamo infatti che il ruolo di una Banca locale non dovrebbe
essere quello di promuovere grandi sponsorizzazioni, quanto
piuttosto quello di supportare le iniziative dei cittadini rivolte
alla collettività, le proposte delle Onlus, le attività delle associazioni,
e tutti quei progetti di enti e persone il cui scopo sia quello
di valorizzare il territorio, direttamente o indirettamente.
Il rispetto di certi ideali educativi e solidali rientra
alla perfezione tra quei valori nei quali noi stessi
crediamo, insieme a tutta la nostra gente.
Grazie a Voi, dunque, per il Vostro impegno:
siamo felici di essere stati utili.
POTETE SCRIVERE:
per posta: Banca d’Alba - Redazione Cento Torri
Via Cavour 4, 12051 Alba (CN)
per e-mail: [email protected]
La redazione si riserva di ridurre la lunghezza
delle lettere per esigenze di spazio
Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. I fogli informativi sono disponibili presso le filiali e sul sito internet della Banca.
Il Presidente
Massimo Marengo
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Primo ciclo di terapie gratis.
Il secondo a prezzi vantaggiosi,
ora anche per la mia famiglia.
Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. I fogli informativi sono disponibili presso le filiali e sul sito internet della Banca.
Il Socio MARIO e la sua famiglia con il terapista del Centro Medico.
Il 2014 porta con sé una grande novità:
per tutti i Soci di Banca d’Alba il primo ciclo di terapie è sempre gratuito
ma ora è possibile effettuare anche il secondo ciclo a prezzi molto vantaggiosi.
Con la possibilità per la prima volta di estenderlo anche a genitori,
FRQLXJLHÀJOLGHL6RFLDSUH]]LPROWRYDQWDJJLRVL
Informati anche tu.
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È il nostro giorno.
Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. I fogli informativi sono disponibili presso le filiali e sul sito internet della Banca.
RITA, commessa, Socia di Banca d’Alba.
Assemblea annuale dei 45.000 Soci:
la forza del territorio.
Piazza Medford, Alba.
18 maggio 2014 ore 10,00.
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Cento Torri N. 12- Aprile 2014