LA NUOVA VOCE DEL
Anno VII
aprile/giugno 2007 n. 25
Sped. in A.P. Comma 20 C art. 2
Lett. Legge 662/96
Filiale P.T. Siena
PENSIONATO
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Periodico di informazioni
ORGANO BIMESTRALE DELL’ASSOCIAZIONE DIPENDENTI A RIPOSO DEL MONTE DEI PASCHI DI SIENA
Direttore: Alberto Cavalieri Direttore Responsabile: Tullio Mori Redazione: Flavio Egni Progetto grafica: Maruska Pradelli Impaginazione: Bernard & Co
Reg. Tribunale di Siena n. 718 del 5 ottobre 2001 Stampa: Arti Grafiche Ticci, Sovicille (SI).
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LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
ASSEMBLEA DELLA ASSOCIAZIONE DIPENDENTI
A RIPOSO DEL MONTE DEI PASCHI DEL 19 APRILE 2007
Il Presidente saluta i partecipanti e richiede un minuto di raccoglimento per i soci deceduti nell’ultimo anno;
in particolare ricorda la scomparsa del vice presidente
dott. Antonio Testa; ringrazia poi per la presenza i rappresentanti delle istituzioni: il dr. Mensi per la Direzione
della Banca, l’avv. Cappelli per la Presidenza, il direttore
della CPA, il rappresentante del Personale, ecc., passando poi la parola al dr. Mensi che esprime apprezzamento
e solidarietà ai pensionati soci. Il Presidente ringrazia poi
i colleghi che hanno operato attivamente per l’Associazione, citandone alcuni distintisi per la propria disponibilità, conclude con un particolare saluto ed augurio alla
Sig.ra Angelica, che va in pensione dopo un trentennio
presso l’Associazione.
Il Presidente informa che sono presenti n.138 soci,
più 141 deleghe e che pertanto
l’assemblea è validamente costituita; come da Statuto vengono
quindi designati gli scrutatori,
individuati dall’Assemblea in
Egni e Tiberi. Relativamente alle
nuove elezioni per il rinnovo
delle cariche il Presidente informa della necessità di procedere,
prima della nomina della Commissione elettorale, all’approvazione da parte dell’Assemblea di
alcune modifiche migliorative al
relativo Regolamento proposte
dal Comitato direttivo; l’assemblea approva la proposta all’unanimità, quindi nomina quali
componenti della Commissione,
previa votazione fra più candidati, i soci Gianni, Emili, Egni,
Pasca e Tosi.
Il dr. Nannini saluta i presenti
ed informa dell’andamento positivo del Fondo integrativo auspicando una cospicua erogazione degli avanzi.
Il Presidente dando inizio all’esame del primo punto
all’ordine del giorno, passa la parola al Tesoriere per l’illustrazione del bilancio che presenta un disavanzo economico di 6649 euro; segue la relazione del Presidente
del Collegio sindacale dir. Luchi che, nel corso dell’e-
sposizione rappresenta la opportunità che il Collegio
stesso venga interessato non solo con la annuale relazione al bilancio ma anche con quella di gestione inerente l’attività svolta dalla Associazione; ciò premesso
esprime il parere positivo al bilancio dell’associazione.
Al termine informa, salutando, che non si ripresenterà
per l’incarico ricoperto per molti anni e rappresenta il
vivo rammarico per non essere stato messo in condizione di dare un apporto significativo. Al termine dell’intervento, il Presidente pone in votazione il bilancio,
che viene approvato all’unanimità con una astensione,
ringrazia quindi il dr. Luchi e, con riferimento alle critiche ricorda che in passato la Relazione all’assemblea era
quella propria del Presidente, e non veniva pertanto
portata all’approvazione del Comitato. Nel corso dell’ultimo triennio invece, la relazione stessa, nelle sue linee fondamentali, è stata portata al
Comitato e da questo approvata.
Dopo alcuni interventi inerenti le modalità di funzionamento dell’Assemblea, i lavori
proseguono con l’esame della
Relazione costituente il bilancio
sociale del triennio (vedasi allegato n. 1) che viene letta dal
Presidente integrandola con
specifiche valutazioni e sottolineando i punti più qualificanti.
Al termine prende la parola
Marzini che legge una relazione
a nome di un costituendo Comitato di iscritti al Fondo integrativo (vedasi allegato n. 2) nella
quale puntualizza e motiva perchè gli avanzi art. 26 possono
essere distribuiti esclusivamente
agli iscritti al fondo citato; segue
l’intervento di Mariucci che chiede cosa avverrà se
dopo l’ultimo pensionato dovessero rimanere avanzi nel
fondo, seguito da quello della sig.ra Milanesi di Roma
che, preannunciando l’adesione di Roma al comitato di
Marzini, si domanda se sia ipotizzabile e auspicabile una
eventuale liquidazione del Fondo integrativo agli iscritti; infine Perferi, prendendo la parola a nome del sinda-
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PENSIONATO
cato Dircredito, legge ed illustra un documento sindacale incentrato principalmente sull’art. 26. Alla ripresa
dei lavori, intervengono Capodarte, Grifoni e Turillazzi
con richieste di spiegazioni sul tema del fondo immobili e della destinazione dell’eventuale residuo di patrimonio e con prese di posizione contro l’utilizzo degli avanzi per gli zainettisti, mentre Ricci si dichiara avverso ad
una eventuale richiesta di ulteriore parere legale di
chiarimento del contenuto dell’art. 26 e favorevole alla
possibilità che attraverso le sigle sindacali (che tutelano
principalmente gli attivi) si abbiano i maggiori esborsi
possibili, aprendo anche ai colleghi in servizio.
A questo punto il Presidente replica in primis all’intervento del Comitato di Marzini dichiarando che la
collaborazione logistica è scontata e doverosa per tutti i
soci e quindi anche ovviamente per gli aderenti al
Comitato ed afferma che i temi di mutualità e di assistenza contenuti nell’art. 26 saranno approfonditi
anche in relazione ad un decreto di prossima emissione
che armonizzerà le normative sui fondi preesistenti; egli
prosegue indicando che l’obiettivo dei pensionati è in
primis quello della certezza di ricevere le prestazioni
pensionistiche e successivamente quello di vedere
determinate in misura massima possibile le integrazioni
in presenza di rendimenti elevati del Fondo, evitando
quindi che si costituiscano avanzi di patrimonio negli
anni, così da eliminare alla base il problema dei residui
finali di patrimonio; la tattica da seguire per conseguire
i predetti obiettivi sarà individuata dal prossimo Comitato; al riguardo osserva, a titolo personale, che la linea
del conflitto parrebbe da un lato non necessaria se il
quarto comma dell’art. 26 non potrà essere attivato per
la inesistenza di presupposti, dall’altro suscettibile di
produrre risultati negativi proprio sull’art. 26, esponendo al rischio di una sua totale eliminazione.
Informa inoltre di esperienze di altre banche che avevano distolto parte del patrimonio per costituire fondi
specifici (Casse di risparmio), modalità che non possono essere attivate nel nostro caso; afferma che il nostro
fondo è capiente perché le parti non hanno mai ceduto
alle spinte per avere le pensioni sostitutive, impegno
finanziario che ha affossato altri fondi anche per comportamenti discutibili delle banche. In merito alla possibilità di trasformazione della rendita rappresentata
dalla integrazione in un capitale ricorda che ciò è avvenuto laddove si era giunti alla liquidazione del fondo per
inadeguatezza del patrimonio e/o per crisi di liquidità,
problema che non si è presentato per i migliori fondi
integrativi, ma solo per alcuni fondi aggiuntivi; informa
che è invece allo studio del Comitato dell’associazione
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un approfondimento di tale possibilità che agisca a
livello individuale, come sembra sia in qualche fondo
avvenuto. Il Presidente prosegue rappresentando che la
trasformazione della rendita in capitale porterebbe alla
eliminazione della fideiussione della banca e precisa che
anche questa materia, così come l’ammontare del
Fondo immobili, rimane di competenza delle fonti istitutive, non essendo stato da queste delegato alla CPA.
Infine, in accordo con quanto espresso dal Dr. Nannini,
valuta che al momento non sussistono i motivi per l’attivazione della seconda parte dell’art. 26.
In replica ad ulteriori richieste di approfondimento il
Presidente conferma che se la legge darà delle possibilità
di liquidazione del Fondo, le decisioni di attivazione non
potranno che essere di tipo individuale e pertanto di difficile applicazione; conclude indicando l’inopportunità di
contestare le persone e le istituzioni perché queste si
opporrebbero maggiormente chiudendosi a riccio con
effetti negativi per noi; per ottenere risultati concreti
occorrerebbe difatti una azione talmente dirompente da
metterci in situazione non di confronto dialettico, anche
duro, con il sindacato, ma di vero e proprio scontro perchè metterebbe in discussione la sussistenza di un ruolo
per il sindacato stesso.
A questo punto interviene Marzini che asserisce di
non condividere la valutazione pessimistica del Presidente; egli manifesta il bisogno di conseguire una tranquillità che provenga dalla consapevolezza di aver fatto
di tutto per conservare i diritti acquisiti; asserisce di non
aver timore di effetti negativi rivenienti da una nostra
azione anche decisa e di non intravedere paure se agiamo con correttezza; comunque dichiara di uscire dalla
riunione con spirito conciliante. Prende la parola Bocci
che dà atto al Presidente di aver abbandonato, definendola ancora inattuale, la proposta dibattuta in Comitato
dell’associazione circa l’eventuale utilizzo degli avanzi
art. 26 per finanziare la polizza LCT, proposta considerata allarmante da Bocci stesso in quanto modalità surrettizia di far usufruire tali avanzi anche agli zainettisti.
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LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
Allegato n. 1
BILANCIO DI MISSIONE
DEL TRIENNIO
Nel corso del mandato di questo Comitato la nostra
Associazione ha vissuto importanti eventi che hanno
consentito, dopo la fase di individuazione degli obiettivi, di operare per il raggiungimento degli stessi.
Con questa relazione si vogliono fornire indicazioni, il
più possibile oggettive e corredate di elementi concreti,
mentre riteniamo debba restare compito del nuovo Comitato tracciare le linee del futuro.
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All’inizio del mandato avevamo individuato e definito i grandi temi che erano e restano di continua e pressante attualità ed attengono in generale ai bisogni che
la nostra comunità sociale segnala come prioritari, nonché alcuni aspetti che possono in sostanza essere considerati “strumentali” al perseguimento degli obiettivi.
Sembra opportuno ricordare qui i principali:
1 allargare la base sociale, soprattutto verso i colleghi
a riposo dello “zainetto”;
2 ottimizzare il rapporto con i nostri principali interlocutori: il Monte come Datore di lavoro e come
Banca, i Sindacati come entità fondante (insieme al
Monte) dei sistemi pensionistici;
3 adeguare le prestazioni della polizza malattie avvicinandole a quelle del personale in servizio;
4 migliorare l’assistenza ai pensionati anziani non
autosufficienti;
5 fornire migliori servizi agli associati;
6 difendere la congruità del patrimonio del Fondo
Integrativo ed ottenere una giusta distribuzione
delle eccedenze ai sensi dell’art. 26 dello Statuto;
Passiamo dunque in rassegna quanto è stato possibile
fare per ciascuno di questi punti: naturalmente, data la
rilevanza che ognuno di questi ha, i tempi di realizzazione non potevano certo essere brevi né i risultati
immediati; tuttavia il triennio trascorso ha segnato evoluzioni che – senza presunzione – riteniamo di poter
definire importanti e complessivamente, anche se non
sempre e non tutte, positive.
Nel corso del triennio di fatti, si è presentata un
opportunità per cercare di ampliare la nostra rappresentanza nel consiglio della cassa, tema che permane strategicamente di grande importanza; è stata dunque svolto un tentativo che purtroppo non ha prodotto risultati: consegniamo quindi questo obbiettivo integro a chi
ci seguirà, auspicando maggiore successo.
Comunque sulla complessiva positività o meno del
nostro operato i soci sono ora, e soprattutto fra poche
settimane, in occasione del voto per il rinnovo delle
cariche, chiamati a dare una valutazione di sintesi.
1 – Allargare la base sociale
Possiamo affermare che l’obiettivo posto all’inizio del
nostro mandato, è stato completamente realizzato.
Nel corso del triennio sono state effettuate tre diverse
iniziative (l’ultima delle quali è ancora in corso), tendenti a sensibilizzare i colleghi non iscritti alla Associazione.
Le iniziative avevano per obiettivo:
a) il recupero dei pensionati integrativi diretti e non
che non avevano in precedenza aderito alla nostra
Associazione;
b) il recupero dei pensionati (zainettisti) cessati dopo il
1999;
c) l’iscrizione all’Associazione dei dipendenti cessati
con il fondo esuberi.
I Soci sono passati da 2.686 al 31/12/2003 a 3.500 al
31/12/2006. Questo dato è in costante evoluzione; al
18/04/2007 infatti il numero dei soci è salito a 3.682
così suddivisi: integrativi n. 2.532 zainettisti e pre-pensionati n. 1.150
La nostra Associazione rappresenta oggi circa due
terzi di tutti i colleghi che nel tempo e nelle varie forme
hanno lasciato il Monte al termine dell’attività lavorativa, ed oltre la metà dei pensionati di reversibilità.
Anche nei prossimi mesi rimarrà costante l’impegno
alla sensibilizzazione verso tutti i nuovi pensionati per
l’adesione all’Associazione.
2 - Ottimizzare il rapporto con gli interlocutori
L’Associazione ha continuato a perseguire il mantenimento di un buon rapporto con i vertici aziendali, ma
soprattutto ha teso a valorizzare la nostra cultura aziendale che finalmente, dopo le impostazioni che avevano
caratterizzato i primi anni di questo millennio, che noi
consideriamo negative in senso culturale perché non
avevano certo favorito il riconoscimento del nostro
ruolo verso il Monte, si sta riaffermando con le nuove
gestioni, certamente a noi più vicine.
Per fortuna anche in questa situazione, e nel conseguente vorticoso ricambio di uomini, questo Monte, e la
città in cui vive, hanno voluto dimostrare reale interesse alla conferma dei valori che noi rappresentiamo:
abbiamo quindi ricevuto anche dal nuovo vertice
amministrativo (Presidente Mussari e Vice-Presidente
Rabizzi, quest’ultimo anche Presidente della CPA) atte-
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PENSIONATO
stazioni di interesse ad un rapporto positivo con la
nostra comunità, ma soprattutto il Dir. Generale Vigni,
che ringrazio anche personalmente, ha voluto fornire
concrete dimostrazioni mettendo a disposizione ulteriori risorse per la polizza malattie, attivando il Responsabile dell’Area R.U per quanto di competenza e il
Responsabile della Direzione Commercial Banking/Distribution Network verso iniziative rivolte al mondo dei
pensionati-clienti, allo scopo di favorire un rapporto
reciprocante profittevole.
I contatti con il Dir. Barbieri, che ricopre l’alta carica,
sono in pieno svolgimento ed abbiamo potuto apprezzare
la sua determinazione e concretezza al riguardo; sulle iniziative che si potranno porre in essere saremo più precisi
con specifiche comunicazioni, al momento è in via di
costituzione una mini struttura incaricata di presidiare il
rapporto con la nostra categoria e di individuare prodotti bancari specificamente studiati.
Anche il rapporto con le Organizzazioni dei lavoratori si è confermato indispensabile per conseguire qualunque obiettivo di miglioramento e adeguata gestione
del sistema previdenziale: in forza di legge difatti le stesse rappresentano i lavoratori in servizio ed in quiescenza in materia previdenziale. Nel triennio il rapporto è
stato costante ed ha visto sia momenti sinergici, sia fasi
di franco confronto, con esiti alterni; tuttavia abbiamo
potuto apprezzare un’accresciuta attenzione verso i problemi della categoria, testimoniata anche dal concretizzarsi delle iniziative assistenziali e previdenziali. Quanto avverrà nelle prossime settimane sul tema dell’art. 26
sarà ulteriore elemento di verifica.
Anche in questo caso affidiamo al futuro Comitato la
scelta della strategia ritenuta più efficace.
3 – Migliorare le prestazioni
della polizza malattie
Quello dell’assistenza è il
principale terreno comune
fra le due categorie di dipendenti a riposo, ma è, soprattutto, un’esigenza rilevante,
irrinunciabile, poiché l’intero
mondo occidentale si trova a
vivere un trend che nel lungo
termine sarà comunque di
riduzione della copertura
pubblica dei bisogni.
Quindi, poiché per noi
questa esigenza è seconda
solo a quella della conserva-
zione del nostro sistema pensionistico, abbiamo ritenuto importante porsi l’obiettivo di interrompere una pericolosa deriva che si era generata agli inizi del 2003.
Invertire questa china non è risultato facile, ma una
iniziativa pressante da parte dell’Associazione e una
condivisione dell’obiettivo da parte del Sindacato lo ha
inizialmente consentito: sono stati difatti ottenuti per il
2005 alcuni miglioramenti già a tutti voi noti.
Il risultato raggiunto non era da noi considerato totale (e del resto un allineamento integrale fra attivi e pensionati non c’era neppure prima), ma è comunque significativo e poteva diventare un segnale per il futuro: noi
crediamo che tutti i dipendenti, anche se lontani dalla
pensione, difendendo gli interessi dei pensionati, difendono un futuro che proprio per loro, più che per noi, si
presenta carico di gravi problematiche.
Questa azione purtroppo non è potuta proseguire nel
2006 per l’aumento del rapporto indennizzi/premi della
polizza dei pensionati: in altre parole il maggior onere che
comunque il Monte si è accollato è andato a coprire i
maggiori esborsi per le prestazioni esistenti e non ad allargare le prestazioni stesse.
Per il 2007 si è potuto ottenere un ulteriore esborso
dalla Banca, che in parte servirà ancora per coprire i
maggiori oneri a parità di prestazioni, ma in parte ha
consentito di ritoccare ulteriormente il massimale familiare (da 2.582 a 3.500 annui), provvedimento che
andrà evidentemente a favore delle situazioni più disagiate.
Vorrei sottolineare l’importanza di mantenere questo
trend : la polizza malattie per i pensionati è una conquista importante e non certo universalmente presente,
nel mondo dei pensionati bancari, che solo di recente si
è consolidata nell’istituto contrattuale del C.I.A.
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LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
4 - Migliorare l’assistenza ai pensionati anziani
non autosufficienti
Nel corso del triennio si è proseguito nell’approfondimento con la C.M.A. dei temi di comune interesse,
che riguardavano principalmente l’assistenza agli anziani nei casi di particolari necessità.
In sede di rinnovo del CIA anche questo tema era
stato per la prima volta inserito, sia attraverso una specifica previsione per il personale in servizio, sia con una
nota sindacale che auspicava l’allargamento al personale in quiescenza.
Erano così divenuti maturi i tempi perché l’argomento assumesse un rilievo ed una priorità sufficiente ad
avvicinarlo a soluzioni soddisfacenti: confidavamo che
anche i più giovani si rendessero conto del comune
interesse all’individuazione ed al conseguimento di queste soluzioni.
Come tutti sapete, si è svolto nei mesi scorsi il “Referendum” che fortunatamente ha sancito il successo dell’iniziativa, alla quale non solo i pensionati, ma anche i
dipendenti, hanno aderito in misura elevata (rispettivamente il 50 % e il 70% circa. I dati sono in corso di
accertamento).
Si sta dunque realizzando questo primo, fondamentale
passo: da ora in poi sarà possibile lavorare per completare l’iniziativa, cercando di superare i limiti che necessariamente la CMA ha dovuto accettare in prima battuta.
5 - Fornire migliori servizi agli associati
Come enunciato nella relazione di accompagnamento
al bilancio dello scorso anno, siamo impegnati nel miglioramento e nella estensione dei servizi agli associati.
Alcune delle iniziative segnalate sono state avviate.
La più significativa resta la presenza tutti i lunedì di una
collega particolarmente competente che fornisce
apprezzati chiarimenti sulle casistiche, a volte ostiche
per ciascuno di noi, in materia di polizza sanitaria.
Confermiamo altresì che sono in via di definizione
altri servizi già previsti ai quali sarà possibile dare attuazione se riusciremo ad ottenere dai nostri soci una più
attiva partecipazione a presidio delle attività operative
presso le nostre sedi logistiche: vorremmo che i pochi
colleghi che già ora collaborano attivamente – e che
ringraziamo di cuore – non restassero isolati.
6 - Difendere la congruità del patrimonio del Fondo
Integrativo ed ottenere una giusta distribuzione delle
eccedenze ai sensi dell’art. 26 dello Statuto
Abbiamo lasciato questo argomento al termine per sottolinearne l’importanza e l’interesse che da sempre sollecita.
6.1 Congruità patrimoniale
Nel triennio il tema è stato centrale ed ampiamente
seguito dall’associazione anche a motivo dei forti rivolgimenti che il mercato finanziario e l’aumento della
speranza di vita avevano comportato.
Solo un andamento molto favorevole della gestione
finanziaria e una notevole solidità patrimoniale iniziale
hanno consentito di neutralizzare i negativi effetti sul
fondo dell’allungamento dell’età e dell’abbassamento
dei tassi.
Oggi siamo al riguardo molto più sereni nel considerare il patrimonio solido ed in grado di produrre avanzi
significativi anche se non potremo certo tornare alla
situazione del ‘98.
6.2 Articolo 26
Si ricorda che nel biennio 2001-2002, si erano prodotti risultati negativi e quindi, nel biennio 2003-2004,
non si era potuto dar luogo ad alcuna integrazione.
Successivamente è arrivata una netta inversione che ha
consentito l’applicazione dell’art. 26; l’attenzione del
Comitato si era pertanto concentrata sulla determinazione del quantum dell’integrazione: vennero dunque esercitate pressioni sulle Parti per ottenere una migliore determinazione della misura. Come noto quella decisa per il
biennio 2003-2004, che comportava un esborso di 7,5
mil. di Euro su 14 di eccedenza, ci aveva lasciato insoddisfatti, anche se era comunque superiore alla precedente e
in parte motivata dalla condivisibile esigeva di mantenere, come sopra accennato, l’adeguatezza patrimoniale.
Pur non essendo ancora in possesso dei risultati 2006
siamo certi che essi confermeranno la disponibilità di
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PENSIONATO
adeguati avanzi per il biennio 2005-2006; si è dunque
ritenuto doveroso approfondire autonomamente l’interpretazione dell’intero dispositivo, avvalendosi di un
legale che riscuotesse la fiducia dell’intero Comitato.
Con l’assistenza dell’avvocato Martinelli, una Commissione ad hoc è pervenuta alla conclusione della legittimità della norma statutaria nella sua interezza; nella sua
ultima riunione il Comitato ha preso atto di questa ulteriore conferma, che va ad aggiungersi a quella precedente del 2002 dell’Avv. Persiani, a suo tempo portata a
conoscenza di tutti i soci ed approvata dall’assemblea
dello stesso anno.
Non essendosi peraltro raggiunto una posizione adeguatamente condivisa in merito all’utilizzo degli avanzi per l’ipotesi di un loro consolidamento in misura rilevante, ipotesi che è da verificare, lo stesso Comitato ha dato mandato al Presidente di tornare a far pressione sulle parti solo per
ottenere che sia destinata alla integrazione una quota
quanto più ampia possibile dell’avanzo, richiedendo inoltre
che sia adeguatamente evidenziata in documenti ufficiali la
quota di avanzi non distribuita per mantenerla utilizzabile
in futuro, così da dar corpo al condiviso obiettivo di un
mantenimento nel tempo delle integrazioni.
Di conseguenza non ha valutato al momento utili
ulteriori approfondimenti legali.
CONCLUSIONI
Dall’insieme di quanto esposto emergono luci ed
ombre che hanno connotato questa gestione e che si
sono riflesse nel franco confronto sviluppatosi all’interno del Comitato, nel quale si è sollevata anche qualche
voce critica che auspicava un diverso approccio ai pro-
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blemi strategici riguardanti i beneficiari del fondo integrativo, sollevata anche in sede assembleare. La quasi
totalità del Comitato ha complessivamente condiviso la
scelta adottata della ricerca di condivisione e convincimento nel perseguire questi obiettivi strategici, prendendo atto delle difficoltà oggettive esistenti.
Difatti l’assetto giuridico che individua come parti
fondanti, incaricate anche della gestione, le organizzazioni dei lavoratori e l’Azienda, rende impraticabili soluzioni che vadano contro la volontà delle parti stesse.
Fra l’altro i positivi risultati economici hanno enfatizzato la solidità patrimoniale del Fondo integrativo, solidità a cui hanno contribuito in modo determinante le scelte sostenute a suo tempo dall’Azienda e dal Sindacato.
Inoltre l’inevitabile modificarsi della composizione
del corpo sociale, con una maggiore presenza di zainettisti e pre-pensionati comporterà una maggiore cura
degli aspetti assistenziali e di servizio che riguardano
tutti i soci e che vivono una fase di importante crescita.
Ed è proprio per l’esigenza di chiarezza che, in questo
momento di rinnovo delle cariche sociali, dobbiamo ai
nostri Soci che vogliamo concludere la relazione all’Organo assembleare riportando il punto centrale del nostro
atteggiamento, la nostra visione cioè sull’opportunità per
l’Associazione di continuare sul terreno della ricerca di
coinvolgimento, premendo per il riconoscimento della
giustezza dei bisogni ai quali intendiamo dare tutela in
ragione delle istanze sociali che ci pervengono dal nostro
microcosmo, ferma restando naturalmente la completa
autonomia dell’organo che verrà eletto.
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LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
Auspichiamo difatti che – pur con lo scorrere degli
eventi citati in apertura – permanga anche in futuro il
clima di sensibile attenzione riscontrato nei rapporti
con tutti i nostri interlocutori; in tal senso siamo fiduciosi a motivo della qualità delle persone che ricoprono
le cariche con le quali abitualmente ci rapportiamo.
E soprattutto vogliamo ricordare il livello raggiunto
dall’associazione nella prestazione di assistenza e servizi
ai soci sulla base della disponibilità dei colleghi che,
indipendentemente dalla provenienza (integrativo o
zainetto) prestano la loro gratuita opera, con ciò individuando nell’aiuto a tutti i colleghi ed in particolare ai
più deboli il vero obbiettivo dell’Associazione.
Allegato n. 2
INTERVENTO DEL SOCIO
FABIO MARZINI
Sono Fabio Marzini ed intervengo a nome di un
Comitato, di cui fanno parte pensionati iscritti al fondo
integrativo.
Il fine di questo Comitato è quello di garantire la corretta gestione delle risorse e, in particolar modo, degli
avanzi del Fondo Integrativo a fronte delle ultime interpretazioni formulate a riguardo della portata dell’art. 26
dello Statuto della Cassa di Previdenza Aziendale del
Monte dei Paschi di Siena; in forza di tali interpretazioni
si sta tentando di legittimare una redistribuzione degli
avanzi del Fondo – a titolo di iniziative di natura mutualistica e/o assistenziali – anche a quelli iscritti, c.d. ‘Zainettisti’ che a suo tempo, optando per una prestazione
‘una tantum’, persero di fatto la loro qualità di iscritti alla
Cassa con tutte le conseguenze connesse.
Si è consapevoli che la formulazione dell’art. 26 dello
Statuto potrebbe lasciare adito ad un’interpretazione
come quella appena enunciata, ma noi da sempre asseriamo che tale formulazione è frutto di uno stravolgimento della natura e delle finalità del Fondo stesso ben
richiamata dall’art. 3 dello Statuto. Proprio in ragione
dell’esclusività dello scopo, cioè le forme di previdenza
complementare, come stabilità già dall’art. 1 del d. lgs.
n.124/1993, interpretato dall’art. 3, comma 1°, lett. d)
del DM Lavoro n. 221 del 14 gennaio 1997, è sempre
stato ritenuto che i fondi pensionistici complementari
non possano provvedere ad erogare quelle prestazioni di
carattere assistenziale e/o mutualistico per le quali la
componente infortunistica, sanitaria o assistenziale
assuma rilievo tale da collocarle al di fuori della disciplina del d. lgs. n. 124/1993.
In tal senso si pronunciò anche la COVIP con deliberazione del 26 novembre 1997.
Peraltro una lettura dell’art. 26 dello Statuto come
quella appena ricordata sarebbe inconciliabile con:
a) l’essere il Fondo integrativo ‘costituito’ in patrimonio
separato, al quale si applica, proprio in quanto patrimonio destinato a fini previdenziali, l’art. 2117 c.c, il
quale realizza anzitutto una garanzia per i lavoratori a
che i beni del fondo non siano distratti dal fine al
quale i medesimi sono destinati;
b) a previsione nell’art. 25 dello Statuto della CPA di
due distinti sistemi previdenziali.
Per tali ragioni chi vi parla confida che l’Associazione dei pensionati fornisca al ns. Comitato il supporto
logistico e tecnico necessario, in
ossequio alle finalità di cui
all’art. 2 del suo Statuto (“L’Associazione ha per scopo la tutela e la difesa dei diritti e degli
interessi comuni, morali e materiali, dei dipendenti del Monte
dei Paschi di Siena collocati a
riposo e dei loro superstiti”), per
garantire la migliore tutela delle
ragioni e dei diritti di noi pensionati del Fondo integrativo.
Tutela che s’impone ancor
più per il fatto che tale categoria di pensionati, storicamente,
è stata quella più penalizzata
dall’evolversi degli avvenimenti
aziendali. La maggior parte di
LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
noi ha subito una tassazione del TFR più elevata, non
ha beneficiato di incentivi all’esodo, ha una maggiore
anzianità e quindi più soggetta a costi di sopravvivenza.
Ed infine ha già sofferto una decurtazione molto elevata in termini reali del potere d’acquisto della pensione
per cui non sfugga la differente situazione tra chi, ottenendo un esborso iniziale (zainettisti) ha potuto beneficiare di rivalutazioni immobiliari e mobiliari, rispetto a
coloro che dal Fondo integrativo ottengono nel tempo
una prestazione via via decrescente in termini reali.
S’impone, quindi, di contrastare tutte quelle ipotesi
che vorrebbero, inopinatamente, erodere i nostri diritti.
Che la formulazione dell’art. 26 avesse contenuti di
ambiguità era già stato evidenziato dall’editoriale del
giornalino dell’Associazione pensionati (n. 200 agosto/dicembre 1998) nei giorni successivi alle modifiche
dello Statuto inerenti alle opzioni tra fondo integrativo
e fondo complementare, ma mai chi scrive avrebbe pensato di doversi difendere presso l’Associazione cui
appartiene, la quale, negli ultimi tempi, anche con
modalità discutibili, ha assunto la difesa di una parte
degli iscritti, gli ‘zainettisti’ per l’appunto, a danno degli
integrativi, sostenendo in forza di un solo parere inter-
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no, la legittimità dell’art. 26 dello Statuto della CPA
nel senso di estendere la divisione delle eccedenze
anche a coloro che alla Cassa non sono più iscritti.
E tutto questo nel più completo ostracismo dei diretti interessati in quanto iscritti al Fondo integrativo. Ci
attendiamo, quindi, tutto il sostegno dell’Associazione
alle nostre legittime aspettative di tutela sui punti ora
indicati, in caso contrario saremo costretti a tutelarci
anche ricorrendo alle vie più opportune.
Invitiamo pertanto tutti gli interessati che condividano l’impostazione a far pervenire a questo comitato la
loro adesione.
LA DESTINAZIONE DEGLI AVANZI DEL FONDO INTEGRATIVO
Un tema di grande interesse, che appassiona e coinvolge, ma rischia anche di dividere la categoria.
Più di una volta questa nostra rivista ha riportato passaggi della discussione, sempre franca e appassionata, sul tema
degli avanzi (eventuali) di patrimonio rispetto a quanto necessario per finanziare le integrazioni pensionistiche.
Una prima osservazione è che dobbiamo ritenerci fortunati di discutere di questo argomento, anziché, come
altri colleghi, di eventi negativi e ben più preoccupanti: ma tutti sappiamo che non si tratta di fortuna, bensì del
risultato di un corretto operare di chi ci ha preceduto e rappresentato nei decenni.
Detto questo vorremmo cercare di sintetizzare il punto a cui è oggi giunta la discussione sull’argomento (in altra
parte del giornalino riportiamo la Relazione dell‘Assemblea e un’ampia sintesi degli interventi che fanno riferimento a questo tema).
Totale convergenza fra i soci si registra anzitutto sull’obiettivo di fondo: occorre operare perché ogni eccedenza che in questi anni si verifichi venga adeguatamente utilizzata, per evitare il consolidamento di residui di patrimonio, che rischierebbero di essere definitivamente persi per chi, con la propria attività nel corso di tutta la vita
lavorativa, ha contribuito alla loro formazione.
Anche le parti fondanti del sistema, condividendo l’obiettivo su indicato, si sono a suo tempo preoccupate di individuare una soluzione a questo problema attraverso il noto e da sempre discusso art. 26 dello Statuto della Cassa.
L’Associazione ha svolto fin dal 2005 (per il biennio precedente), un forte ruolo di sollecitazione per far sì che
la quota degli avanzi destinata alle integrazioni risultasse la più elevata possibile. Vedremo presto quali saranno i
risultati concreti per il biennio 2005-2006: ci attendiamo comunque un significativo incremento della misura dell’integrazione e, soprattutto, un’adeguata evidenziazione delle quote non distribuite, che le rimetta nella disponibilità per il successivo utilizzo.
Posizioni diverse sono emerse in Associazione in merito alle modalità più opportune per raggiungere questi
obiettivi, attraverso un confronto fra chi tende a dare un valore di principio inderogabile al diritto esclusivo degli
integrativi all’utilizzo di tali avanzi e chi cerca di individuare spazi di convergenza con azienda e sindacato ritenuti utili a sbloccare le risorse, anche indirizzandole verso la soddisfazione di bisogni e attese che -per fatto anagrafico- si manifestano comunque in prevalenza fra i pensionati integrativi.
Il Presidente
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LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
RUBRICHE: DALLA REDAZIONE
Perugia tra storia, arte, cultura ed ambiente
di Gianfranco Gamboni
Gianfranco Gamboni, membro del Comitato
Direttivo dell’Associazione, nostro valente collaboratore, Umbro Docg, ci propone un articolo
sulla storia, l’arte e la cultura della sua città, Perugia. La redazione lo ringrazia per questa dedizione
che siamo sicuri continuerà nel tempo. “L’Italia è
bella” come dice Gamboni, e le sue città d’arte
piene di fascino. Vorremmo aprire con Perugia un
ciclo di presentazioni delle nostre belle città. Ciò
sarà possibile solo con la collaborazione attiva
dei nostri Soci. Allo scopo rivolgiamo un caloroso invito a tutti affinché ci facciano pervenire
articoli sulla storia, l’arte, la cultura e l’ambiente delle città o paesi in cui viviamo. Gli articoli
potranno essere integrati da fotografie.
Oggi fa molto ‘in’ riferire agli amici le esperienze
fatte durante un viaggio particolare, magari alle
Maldive o in un’altra località esotica e si dimentica, sovente, quanto è bella l’Italia e quanto una
visita alle nostre città può rivelarsi interessante e
piena di fascino. Per questo motivo voglio parlarvi
di Perugia, la città dove sono nato, cresciuto e vivo
attualmente.
Cercherò di darvi una sintesi della storia, dell’arte, della cultura e dell’ambiente che fanno di Perugia, nonostante i notevoli cambiamenti intervenuti negli ultimi decenni, una delle città più belle e
vivibili della nostra Italia.
La storia
La documentazione storica tramandataci su
Perugia risale al quarto secolo avanti Cristo. Sorta
in prossimità del fiume Tevere essa fu una delle
principali città etrusche facendo parte della federazione delle dodici lucumonie (distretti governati da
un supremo magistrato) che si riunivano al Fanum
Voltumnae. Di tale periodo, particolarmente florido, ci rimangono una ricca necropoli ed importanti ipogei in cui sono stati ritrovati bronzi e sculture
di eccezionale pregio.
Nemica e poi amica di Roma Perugia si dimostrò
generosa con l’Urbe quando accolse entro le sue
mura i superstiti delle legioni romane duramente
sconfitte da Annibale nella battaglia del Lago Trasimeno. Nell’anno 40 a.c. Perugia, avendo dato
asilo a Lucio Antonio nemico di Ottaviano, venne
da questi stretta d’assedio, occupata e distrutta.
Successivamente lo stesso Ottaviano, forse pentito, provvide a
farla ricostruire più bella.
Con la caduta dell’Impero
Romano d’Occidente la Città
subì tre durissime invasioni barbariche; l’ultima, nell’anno 548,
vide il sacrificio del vescovo
Ercolano (uno dei patroni di
Perugia insieme a San Lorenzo e
San Costanzo), animatore della
resistenza.
Nell’anno 727 Perugia si pose
sotto la protezione del Papa e
nei secoli successivi giunse a
godere di una sostanziale indipendenza cui si accompagnò il
Palazzo Comunale - Fontana Maggiore
LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
Arco etrusco
progressivo estendersi della sua influenza nella
regione. Si delineò con gli anni il libero comune e
l’ascesa della Città continuò senza soste finchè nel
1186 Enrico VI le riconobbe il diritto di eleggersi i
propri consoli. Fiorirono in questo periodo le arti e
Perugia, fortissima militarmente, acquistò importanza europea. Nella chiesa di San Lorenzo si tennero ben cinque conclavi ed è a seguito dell’ultimo
di questi, in cui venne eletto al soglio pontificio Clemente V, che nel 1305 si ebbe il trasferimento della sede papale da Roma ad
Avignone. Tutta la diplomazia europea
gravitante allora verso Perugia si spostò
in terra di Francia con le tristi conseguenze che per l’Italia ne derivarono
fino a quando Gregorio XI, settantadue anni dopo, riportò la sede pontificale a Roma. Con il Trecento iniziò
per Perugia un sanguinoso periodo di
lotte civili che vide opposti i nobili
chiamati “Beccherini” ed i popolani
chiamati “Raspanti”; lotte che resero
la Città assai vulnerabile. Per avere
pace i perugini offrirono il governo
della Città prima a Gian Galeazzo
Visconti e poi al Papa. Negli anni
che vanno dal 1416 al 1424 Braccio
Fortebracci, signore di Perugia,
pacificò gli animi e governò con
saggezza e moderazione. Alla sua morte le discordie
si riaccesero e dopo aspre dispute fu la famiglia dei
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Baglioni ad imporre la sua signoria ed è proprio
sotto il suo governo che in Città rifiorirono le arti
e la loro corte accolse poeti, letterati, pittori e filosofi. Nell’anno 1540 Perugia fu stretta d’assedio
dalle truppe di Papa Paolo III Farnese e, dopo una
eroica resistenza, assoggettata al dominio pontificio. Vennero distrutte le vestiglia baglionesche e fu
eretta la “Rocca Paolina” simbolo del dominio
temporale del Papa.
Nell’anno 1798 i perugini sperarono di avere
aiuto dai francesi per ottenere la libertà, ma subirono invece il saccheggio, da parte dello stesso esercito francese, del loro patrimonio artistico.
Durante il Risorgimento nazionale Perugia partecipò attivamente ai vari moti insurrezionali. Il 14
settembre 1860 l’esercito piemontese entrò a Perugia tra il delirio della folla e la città, finalmente
libera, fu annessa al Regno d’Italia.
L’arte
Artisticamente Perugia ha capolavori di
eccezionale valore. Il centro storico della
città è la Piazza IV Novembre, già dei
Priori, attorno alla quale sono situati importantissimi edifici quali il
Palazzo Comunale, la Cattedrale, il Palazzo Vescovile e la Fontana Maggiore.
La Fontana Maggiore, che
rende ampia testimonianza
dello stato di grande cultura
della città nel XIII secolo,
sorse verso l’anno 1275 sui
disegni dell’architetto Frà
Bevignate e con la collaborazione per la parte idraulica del
veneziano Boninsegna, mentre la parte decorativa e
scultorea fu affidata a Nicola e Giovanni Pisano; nella
conca superiore, in ventiquattro specchi, sono raffigurati, tra l’altro, Perugia, il
Lago Trasimeno, Roma, i
Perugia, Galleria Nazionale
Santi Ercolano, Michele
dell’Umbria,
“Il Polittico di S.Antonio”
Arcangelo, Benedetto e
Piero della Francesca
Lorenzo; nel catino inferio-
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LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
re, suddiviso in cinquanta specchi, appaiono i dodici mesi, i simboli dello zodiaco, le scienze, alcuni
fatti del Vecchio Testamento, le origini di Roma ed
alcune favole di Esopo.
Il Palazzo Comunale, iniziato nel 1293 e completato nel 1423, si estende lungo il Corso Vannucci
per circa 120 metri. Costruito per accogliere le
magistrature comunali è tuttora sede dell’Amministrazione municipale ed è uno dei maggiori esempi
dell’architettura civile del periodo gotico. All’interno del Palazzo è ospitata la Galleria Nazionale
dell’Umbria che costituisce il maggior museo della
Regione e raccoglie i documenti più significativi
dell’arte umbra ed alcune delle più importanti
opere dell’Italia centrale dal XIII al XVIII secolo;
di particolare bellezza i dipinti di Pietro Vannucci,
detto il Perugino, tra cui la splendida “Adorazione
dei Magi” realizzata nel 1472 ed il “Polittico di S.
Antonio” di Piero della Francesca.
La Cattedrale dedicata a San Lorenzo fu iniziata
nel 1345 e terminata nel 1490; inestimabili tesori
sono in essa contenuti: statue, dipinti, artistiche
vetrate, opere tutte di insigni maestri.
Una menzione particolare merita l’Arco Etrusco,
noto anche come Arco di Augusto, risalente alla
seconda metà del III secolo a.c. e simbolo della
Perugia guerriera.
Altri gioielli sono la Basilica di San Pietro; le
chiese di S.Agostino, S.Michele Arcangelo,
S.Francesco al Prato, S.Giuliana, S.Ercolano; Il
Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria, il più
importante d’Italia per la raccolta di antichità etrusche; l’Archivio di stato che raccoglie documenti
dal 991 al 1851.
La cultura e l’ambiente
Le due Università di cui Perugia è dotata – quella degli Studi fondata nel 1305 e quella per Stranieri - fanno della Città un centro culturale di
notevole importanza. Ogni anno si svolgono in
città congressi, seminari, convegni – sia a carattere
nazionale che internazionale – che richiamano
grandi schiere di partecipanti da ogni parte.
L’organizzazione della mobilità urbana attuata a
Perugia con la chiusura del centro storico e con la
realizzazione di ascensori e percorsi meccanizzati,
che assicurano i collegamenti con i grandi parcheggi esterni alla cinta muraria, ha fatto delle “scale
mobili“ all’interno della Rocca Paolina la maggiore
porta di ingresso in Città. Il percorso meccanizzato
verso il centro cittadino, su cui transita quotidianamente la gran parte dei residenti e dei turisti, parte
da Piazza Partigiani che è la stazione di arrivo di
tutte le autolinee urbane ed extraurbane e sede di un
ampio parcheggio sotterraneo su più piani.
Novità interessante è rappresentata da una metropolitana leggera (“minimetrò”) in fase di ultimazione (l’avvio è previsto nell’autunno del corrente
anno) che realizzerà un sistema di trasporto di massa,
alternativo a quello su gomma e con tecnologie fortemente innovative, che consentirà di raggiungere
in tempi rapidi zone strategiche della Città; un’opera definita importante per Perugia che a 30 anni di
distanza dalla creazione delle scale mobili di cui
detto più sopra, potrà diventare punto di riferimento in Italia ed in Europa per le soluzioni che adotta
nel campo della mobilità alternativa. Il minimetrò (i
cui motori sono situati nelle stazioni terminali e
sono alimentati a corrente elettrica), permetterà di
ridurre le emissioni inquinanti, limitare i consumi
energetici ed evitare danni ai beni storico – artistici.
La Città è anche dotata di valide strutture sportive, fra le quali lo stadio “Renato Curi” ed il Palazzetto dello Sport, e ricreative come il “Percorso
Verde” di Pian di Massiano dove i perugini trascorrono parte del loro tempo libero.
Oltre alle particolari attrattive di carattere storico, artistico, culturale ed ambientale, che ho cercato al meglio di sintetizzare, Perugia per la sua felice
posizione geografica nel mezzo della meravigliosa
campagna umbra ispiratrice della sensibilità di insigni poeti, per il suo clima mite ed infine per la sua
deliziosa cucina offre ai visitatori un soggiorno
degno delle migliori località turistiche italiane.
È con piacere che segnaliamo all’attenzione dei
nostri Associati l’opera del collega Mario Laghi Pasini
dal titolo “L’OSPITE DELL’INTERFACCIA”. Si tratta
di un libro di racconti assai piacevole da leggere. Editore Polistampa di Firenze. Le caratteristiche del libro
ed i contenuti sono visibili sul sito dell’Editore
www.polistampa.com inserendo poi “laghi” nel
motorino di ricerca interno. Il libro è ordinabile online
o presso la libreria Senese di Siena. Complimenti a
Mario per la sua opera.
LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
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FISCO ED ALTRO: SELEZIONATI PER I NOSTRI SOCI
In questa rubrica riportiamo solo le indicazioni sintetiche che gli interessati potranno approfondire
consultando la stampa specializzata e/o le fonti ufficiali.
NUCLEO FAMILIARE
Per ottenere l’esenzione dal pagamento del ticket per età/reddito occorre trovarsi nella seguente
condizione: adulti dai 65 anni in poi appartenenti
a nucleo familiare con “reddito lordo riferito all’anno solare precedente” inferiore a 36.151,98 euro.
Nella valutazione della situazione del reddito dal
punto di vista fiscale del nucleo familiare dell’assistito si fa espresso riferimento al decreto del ministro
della Sanità del 22.1.93, e cioè che: “ai fini della
individuazione dei limiti di reddito concorrono i
redditi complessivi, riferiti all’anno precedente, posseduti dai singoli componenti il nucleo familiare; del
nucleo fa parte, oltre ai familiari a carico di cui al
decreto del Presidente
della
Repubblica
29.12.86 n. 917, in
ogni caso il coniuge
purché non legalmente ed effettivamente
separato”.
Quindi per nucleo
familiare, ai fini dell’esenzione del ticket,
si deve intendere
quello rilevante ai
fini fiscali e non anagrafici, costituito dall’interessato, dal coniuge non legalmente separato
e dagli altri familiari a carico. Per familiari a carico
si intendono i familiari non fiscalmente indipendenti, vale a dire i familiari per i quali l’interessato
gode di detrazioni fiscali in quanto titolari di un
reddito inferiore a 2.840,51 euro l’anno.
L’Agenzia ha preso atto che può accadere che la
ripartizione del costo tra i soggetti acquirenti non
corrisponda alla percentuale di titolarità del diritto
reale acquistato. Quindi da parte del fisco si è ritenuto che il coniuge che ha stipulato da solo un
contratto di mutuo per l’acquisto dell’abitazione
principale in comproprietà con l’altro coniuge (che
non ha stipulato il mutuo ) può esercitare la detrazione in relazione a tutti gli interessi pagati.
Inoltre, ai fini della valutazione di congruità tra
il capitale preso a mutuo e valore dell’immobile,
necessaria per la corretta detrazione degli interessi
passivi, si è ritenuto che si può considerare l’intero
prezzo pattuito per l’acquisto dell’immobile quale
risulta dall’atto di acquisto.
MUTUO IN COMPROPRIETÀ
Con circ. 17/E del 18.5.06 sono stati forniti dall’Agenzia delle entrate chiarimenti sui casi di
acquisto congiunto tra i coniugi dell’immobile e
stipula del mutuo da parte di uno solo di essi.
Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria, “Adorazione dei Magi”
Pietro Vannucci (Il Perugino)
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LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
LOCATORE - OMESSA RICEVUTA
Per il locatore (non soggetto passivo d’imposta ai
fini IVA ) sia che si tratti di locazione a uso strumentale sia che si tratti di locazione a uso abitativo e che ha adempiuto a tutti gli obblighi dovuti
(registrazione del contratto e inserimento del canone annuale nella dichiarazione dei redditi) la mancata emissione della ricevuta non lo esporrà ad
alcuna sanzione. Ad ogni modo la emissione della
ricevuta non sarà rilevante ai fini fiscali, ma servirà solo come prova dell’avvenuto pagamento.
LIBRETTO DEL FABBRICATO
Si complica l’istituzione del fascicolo del fabbricato. Dopo la sentenza del Tar Lazio, che ha annullato il libretto casa del Comune di Roma, le Regioni sono ancora più caute nell’introduzione del
documento che dovrebbe contenere un’analisi
delle caratteristiche degli edifici e servire a individuare situazioni di rischio.
Si ricorda: il libretto del fabbricato è il cosiddetto
fascicolo di sicurezza dell’edificio che potrebbe essere istituito per tutti gli stabili come tutela per chi vi
abita. Sull’introduzione del fascicolo si sta discutendo e la sua obbligatorietà è un argomento che coinvolge molti soggetti, in particolare costruttori, notai,
ingegneri, amministratori, enti certificanti.
CONTRATTI PER TELEFONO
Presupponendo l’attivazione di
servizi di telefonia o Internet, di
recente è entrata in vigore la delibera n. 664/06/Cons, emanata dall’Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni, che regolamenta
diritti e doveri delle parti nei contratti conclusi via telefono.
Il provvedimento impone precisi obblighi informativi a carico dei
gestori telefonici, i cui addetti, nel
momento in cui propongono l’attivazione di un contratto, devono
fornire, tra le altre indicazioni, il
nominativo della società per conto
della quale avviene il contatto telefonico, lo scopo
del contatto, nonché il proprio nome e cognome.
Nel caso in cui l’utente manifesti la volontà di
addivenire alla conclusione contrattuale, l’addetto
deve comunicare, al termine della conversazione,
sia un numero identificativo della pratica sia i recapiti a cui il cliente potrà rivolgersi per ulteriori
informazioni. Infine, deve essere recapitato all’utente, al più tardi all’inizio dell’esecuzione del contratto, un modulo cartaceo per la conferma dell’attivazione dei servizi richiesti, con anche le modalità di disdetta.
La violazione di queste disposizioni, oltre a
determinare l’applicazione di sanzioni pecuniarie
nei confronti del gestore inadempiente, comporta
l’annullamento dei servizi attivati, che si considerano come non richiesti. La società responsabile,
inoltre, non potrà chiedere alcun corrispettivo per
i servizi illecitamente attivati, mentre dovrà provvedere al ripristino delle condizioni tecniche e
contrattuali preesistenti, accollandosi tutti i costi
conseguenti a queste operazioni. Per le eventuali
controversie tra utenti e compagnie telefoniche,
trova applicazione la delibera n. 182/02/Cons, che
prevede, prima del ricorso all’autorità giudiziaria,
l’obbligo di esperire un tentativo di conciliazione
davanti al Corecom competente per territorio.
LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
NUOVI SOCI
Sono entrati a far parte della nostra Associazione i seguenti
nuovi Soci:
ANGIOLINI MAURO – Prato
BECONCINI MICHELE – Empoli
BIANCHINI MAURIZIO – Siena
BIANCONI ILVO – Siena
CARLETTI GIANFRANCO – Velletri
CENCIONI MAURO – Siena
CHIANTINI VED. SARACINI LUANA – Siena
CIARDI NICLA – Rosignano
ELMI MARIO – Viareggio
FALDETTA GAETANO – Canicattì
FRANCHI FRANCA – Monteriggioni
LABBOZZETTA SALVATORE – Milano
LAMBERTI MARIO – Cava dei Tirreni
LANDUCCI EDDA – Prato
LARI DUILIA – Siena
LAURIA VINCENZO – Licata
LENZI DILIO – Follonica
LEONE LIONELLO – Fiano Romano
LIBANI VITALIANO – Barzanò
LIGUORI PIETRO – Latina
LIMONTA LUIGI – Saronno
LOFIEGO ANGELA – Asciano
LOLLI LUCIANO – San Vito al Tagliamento
LOPES PEGNA ELIO – Milano
LUCANDRI ALESSANDRO – Castel di Porto
MAGNANESI FRANCESCO – Ravenna
MAIANI MAURO – Montepulciano
MAINI MAURIZIO – Ferrara
MANNINI FRANCO – Siena
MARCHETTI PAOLO – Siena
MARIANI ANTONIO – Caserta
MARIANI LAURO – Pistoia
MARINI FRANCO – Siena
MARIOTTI VITTORIO – Castelnuovo Berardenga
MAROTTA LETTERIO – Messina
MARRACCINI GIULIANA – S. Giovanni d’Asso
MARTINELLI SIMONETTA - Siena
MARTINELLI ROBERTO – Siena
MATARRESE GENNARO – Roma
MAURETTI GIORGIO – Viterbo
MAZZINI FRANCO – Siena
MECACCI ANGIOLINA – Sovicille
MENCHETTI ROBERTO – Porcari
MINUCCI MAURIZIO – Staggia Senese
MINUTI MAURO – Siena
MIRANDO SALVATORE – Piombino
MISERENDINO ANDREA- Latina
MOCAVERO LUIGI – Monteroni di Lecce
MOLENDI MASSIMO – Monteriggioni
MONACI IOLANDA – Siena
MORANO AMERICO SALVATORE – Roma
MORBIDI GIANNA – Porto Ercole
MORETTI LUCIANO – Siena
MORGANTINI NOMBERTO – Sarteano
MORIERI GABRIELLA – Bologna
MOSCADELLI LORENZO – Sovicille
NAPOLETANO UMBERTO – Lecce
NARDINI FELICINA - Barga
NENCINI ADOLFO – Siena
NENCIONI WALTER – Certaldo
NERI ADELMO - Forlì
NERUCCI FRANCO – Bettolle
NICOSIA FRANCESCO – Canicattì
NOCCIOLINI PIETRO – Sinalunga
NUTI GIUSEPPE - Siena
OCERA FRANCESCO – Siena
ORVIETO ROBERTO – Siena
PACCHIEROTTI VITTORIO – Casole d’Elsa
PACE LUCIO – Siena
PAESANI LUIGI – Vignanello
PAGLIANTINI MAURO – Siena
PAGNI LUCIANA – Siena
PALAMARA GIUSEPPE – Roma
PALERMO ANTONIO – Caltanissetta
PALETTI CLAUDIO – Castelnuovo Berardenga
PANNINI PAOLO – Monteriggioni
PANNINI ALDO – Siena
PANNOCCHIA LUCIANO – Siena
PAPOTTO ROSA – Firenze
PARLANTI GIULIANO – Grosseto
PASQUI MARIO – Siena
PETRARI ROSANNA – Pontassieve
PETTINI ALVIERO – Siena
PIANIGIANI LUCIANA – Siena
PICCHIOTTI ENZO – Siena
PIEPOLI VINCENZO - Manduria
PIERINI ETTORE – Roma
PIERINI WALDIS – Torrita di Siena
PIERUZZINI IOLANDA – S. Casciano Val Di Pesa
PIRRITANO VITTORIO – Soverato
POCECCO CLAUDIO – Bracciano
POLIZZY ROBERTO – Monteroni d’Arbia
PONCINI ALBA – Pistoia
POSANI ANDREA – Siena
PRATESI GUIDO – Monteroni d’Arbia
PRESTUCCI SANDRA – Sesto Fiorentino
PRISCO PASQUALE – Lecce
PULLIONI MIRELLA – Gambassi
QUEIROLI MARIO – Milano
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LA NUOVA VOCE DEL
PENSIONATO
QUINTI ANTONIO – Siena
RAVEGGI FABIO – Siena
RE ROBERTO – Siena
RIA VINCENZO – Collepasso
RICCI MARIA PACE – Siena
RIVA DIEGO – Seregno
RIZZO PIETRO – Sesto Fiorentino
ROLANDO ROSA – Castellina in chianti
ROMAGNOLI GIUSEPPE – Monteriggioni
ROMEO LUCA – Castelnuovo Berardenga
RONCHIERI GIULIANO – Massa
ROSSETTI PIETRO – Roma
ROSSETTI FELICE – Gubbio
ROSSETTI RICCARDO – Empoli
ROSSI GIUSEPPE – Siena
ROSSI GIAN MARIO – Chiusi
RUSSO GIOVANNA – Casoria
CONTRIBUTI VOLONTARI
Sono pervenuti alla nostra Associazione, per le proprie attività
organizzative e per il periodico “LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO”, contributi volontari da parte dei seguenti Colleghi:
BENCINI TAMAGNO – Siena
BENEDETTI ATHOS – Ghezzano
CAPPELLI MARIO CESARE – Sovicille
CIAMPOLINI CESARE – Siena
DEL PRETE ALDA – Querceta
DIANA FRANCO – Siena
ERMINI RITA VED. MARZI – Siena (in memoria di Marzi Ilio)
FAGNANI FRANCA – Siena
FARNETANI VITTORIO – Siena
GALARDI MARIA LUISA VED. GRANAI – Siena
GRASSINI MARISE VED. MUZZI – Siena
MARIOTTI BRUNA VED. SANTINI – Siena (in memoria di
Risoluto Santini)
PAOLUCCI DINA VED. AGOSTINI – Siena
Versamenti pervenuti dalla delegazione di Firenze:
ALETTO GIOVANNI
ANGIOLINI LAURA
BACCETTI CARLO
BALLONI LUCIANO
BRACCIALI VANNA
BELLUTTI SCARSELLI A. MARIA
BULLI ANDREA
BUONAPROLE FERRUCCIO
CARDINI ROMANO
CASINI PIERO
CASSIGOLI FRANCESCO
CASTALDI GINO
CENI IRMA
CHIAPPI TIEZZI LINA
CONTI PIERO
CORSO ANNA
CORTONESI LORETTA
CREZZINI FRANCA
CUTINI CARLO ALBERTO
DE ANGELIS PIERO
DE MISERI GIOVANNI
DIANA FRANCO
FANUCCI GIULIANO
GALLI PLINIO
GUELFI M. LUISA
MACCHIAVELLI EMILIO
MANNI ENRICO
MARGHERI VALERIA
MARRI GHIRIBELLI GIUSEPPA
MARUCELLI BRUNO
MORETTI GIORGIO
NACCI FERNANDO
NOTARI PIOLI IONE
NUTI CALOSI ANNA
PARNIS LUIGIA
PANTINI GIOVANNA
PIRAMI SERGIO
POGGESI AGATA CAROLINA
SAMMICHELI LUCIANO
SAPERE MILLO
SCALA LILIANA
TESI EDOARDO
TORRINI SILVANO
TOSI GUIDO
UGOLINI NANNOTTI CARLA
VAGGI RICCARDO
ZUCCONI GAMBERI IRIA
I NOSTRI LUTTI
Comunichiamo con vivo cordoglio la scomparsa dei Colleghi:
AMICUCCI ANNA VED. BARELLI – Siena
BARBARESE GRAZIANO – Siena
BRACHINI ANNA VED. SCAPPINI – Lucca
GALLUZZI LINA VED. CIOFI – Prato
GOTTARDI RENATO – Siena
GUERRI ELDA – Siena
MARUCELLI MARIO – Gaiole in Chianti
MARTINI GIORGIO – Siena
PUCCI LORIS – Siena
SARACINI CARLO ALBERTO – Siena
CELLESI LIDA VED. DOMINICI – Siena
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pensionato-2-2007:1-pensionato #1