LA NUOVA VOCE DEL Anno VII aprile/giugno 2007 n. 25 Sped. in A.P. Comma 20 C art. 2 Lett. Legge 662/96 Filiale P.T. Siena PENSIONATO Direzione e Redazione: via Monna Agnese 20, 53100 Siena Tel. 0577 294 265 - 0577 236 212 0577 41 297 - Fax 0577 41 297 E-mail: [email protected] Periodico di informazioni ORGANO BIMESTRALE DELL’ASSOCIAZIONE DIPENDENTI A RIPOSO DEL MONTE DEI PASCHI DI SIENA Direttore: Alberto Cavalieri Direttore Responsabile: Tullio Mori Redazione: Flavio Egni Progetto grafica: Maruska Pradelli Impaginazione: Bernard & Co Reg. Tribunale di Siena n. 718 del 5 ottobre 2001 Stampa: Arti Grafiche Ticci, Sovicille (SI). Rutilio Manetti – Siena, 1571-1639 – San Girolamo confortato da due angeli – 1628 – Olio su tela - cm 157,5 x 120 2 LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO ASSEMBLEA DELLA ASSOCIAZIONE DIPENDENTI A RIPOSO DEL MONTE DEI PASCHI DEL 19 APRILE 2007 Il Presidente saluta i partecipanti e richiede un minuto di raccoglimento per i soci deceduti nell’ultimo anno; in particolare ricorda la scomparsa del vice presidente dott. Antonio Testa; ringrazia poi per la presenza i rappresentanti delle istituzioni: il dr. Mensi per la Direzione della Banca, l’avv. Cappelli per la Presidenza, il direttore della CPA, il rappresentante del Personale, ecc., passando poi la parola al dr. Mensi che esprime apprezzamento e solidarietà ai pensionati soci. Il Presidente ringrazia poi i colleghi che hanno operato attivamente per l’Associazione, citandone alcuni distintisi per la propria disponibilità, conclude con un particolare saluto ed augurio alla Sig.ra Angelica, che va in pensione dopo un trentennio presso l’Associazione. Il Presidente informa che sono presenti n.138 soci, più 141 deleghe e che pertanto l’assemblea è validamente costituita; come da Statuto vengono quindi designati gli scrutatori, individuati dall’Assemblea in Egni e Tiberi. Relativamente alle nuove elezioni per il rinnovo delle cariche il Presidente informa della necessità di procedere, prima della nomina della Commissione elettorale, all’approvazione da parte dell’Assemblea di alcune modifiche migliorative al relativo Regolamento proposte dal Comitato direttivo; l’assemblea approva la proposta all’unanimità, quindi nomina quali componenti della Commissione, previa votazione fra più candidati, i soci Gianni, Emili, Egni, Pasca e Tosi. Il dr. Nannini saluta i presenti ed informa dell’andamento positivo del Fondo integrativo auspicando una cospicua erogazione degli avanzi. Il Presidente dando inizio all’esame del primo punto all’ordine del giorno, passa la parola al Tesoriere per l’illustrazione del bilancio che presenta un disavanzo economico di 6649 euro; segue la relazione del Presidente del Collegio sindacale dir. Luchi che, nel corso dell’e- sposizione rappresenta la opportunità che il Collegio stesso venga interessato non solo con la annuale relazione al bilancio ma anche con quella di gestione inerente l’attività svolta dalla Associazione; ciò premesso esprime il parere positivo al bilancio dell’associazione. Al termine informa, salutando, che non si ripresenterà per l’incarico ricoperto per molti anni e rappresenta il vivo rammarico per non essere stato messo in condizione di dare un apporto significativo. Al termine dell’intervento, il Presidente pone in votazione il bilancio, che viene approvato all’unanimità con una astensione, ringrazia quindi il dr. Luchi e, con riferimento alle critiche ricorda che in passato la Relazione all’assemblea era quella propria del Presidente, e non veniva pertanto portata all’approvazione del Comitato. Nel corso dell’ultimo triennio invece, la relazione stessa, nelle sue linee fondamentali, è stata portata al Comitato e da questo approvata. Dopo alcuni interventi inerenti le modalità di funzionamento dell’Assemblea, i lavori proseguono con l’esame della Relazione costituente il bilancio sociale del triennio (vedasi allegato n. 1) che viene letta dal Presidente integrandola con specifiche valutazioni e sottolineando i punti più qualificanti. Al termine prende la parola Marzini che legge una relazione a nome di un costituendo Comitato di iscritti al Fondo integrativo (vedasi allegato n. 2) nella quale puntualizza e motiva perchè gli avanzi art. 26 possono essere distribuiti esclusivamente agli iscritti al fondo citato; segue l’intervento di Mariucci che chiede cosa avverrà se dopo l’ultimo pensionato dovessero rimanere avanzi nel fondo, seguito da quello della sig.ra Milanesi di Roma che, preannunciando l’adesione di Roma al comitato di Marzini, si domanda se sia ipotizzabile e auspicabile una eventuale liquidazione del Fondo integrativo agli iscritti; infine Perferi, prendendo la parola a nome del sinda- LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO cato Dircredito, legge ed illustra un documento sindacale incentrato principalmente sull’art. 26. Alla ripresa dei lavori, intervengono Capodarte, Grifoni e Turillazzi con richieste di spiegazioni sul tema del fondo immobili e della destinazione dell’eventuale residuo di patrimonio e con prese di posizione contro l’utilizzo degli avanzi per gli zainettisti, mentre Ricci si dichiara avverso ad una eventuale richiesta di ulteriore parere legale di chiarimento del contenuto dell’art. 26 e favorevole alla possibilità che attraverso le sigle sindacali (che tutelano principalmente gli attivi) si abbiano i maggiori esborsi possibili, aprendo anche ai colleghi in servizio. A questo punto il Presidente replica in primis all’intervento del Comitato di Marzini dichiarando che la collaborazione logistica è scontata e doverosa per tutti i soci e quindi anche ovviamente per gli aderenti al Comitato ed afferma che i temi di mutualità e di assistenza contenuti nell’art. 26 saranno approfonditi anche in relazione ad un decreto di prossima emissione che armonizzerà le normative sui fondi preesistenti; egli prosegue indicando che l’obiettivo dei pensionati è in primis quello della certezza di ricevere le prestazioni pensionistiche e successivamente quello di vedere determinate in misura massima possibile le integrazioni in presenza di rendimenti elevati del Fondo, evitando quindi che si costituiscano avanzi di patrimonio negli anni, così da eliminare alla base il problema dei residui finali di patrimonio; la tattica da seguire per conseguire i predetti obiettivi sarà individuata dal prossimo Comitato; al riguardo osserva, a titolo personale, che la linea del conflitto parrebbe da un lato non necessaria se il quarto comma dell’art. 26 non potrà essere attivato per la inesistenza di presupposti, dall’altro suscettibile di produrre risultati negativi proprio sull’art. 26, esponendo al rischio di una sua totale eliminazione. Informa inoltre di esperienze di altre banche che avevano distolto parte del patrimonio per costituire fondi specifici (Casse di risparmio), modalità che non possono essere attivate nel nostro caso; afferma che il nostro fondo è capiente perché le parti non hanno mai ceduto alle spinte per avere le pensioni sostitutive, impegno finanziario che ha affossato altri fondi anche per comportamenti discutibili delle banche. In merito alla possibilità di trasformazione della rendita rappresentata dalla integrazione in un capitale ricorda che ciò è avvenuto laddove si era giunti alla liquidazione del fondo per inadeguatezza del patrimonio e/o per crisi di liquidità, problema che non si è presentato per i migliori fondi integrativi, ma solo per alcuni fondi aggiuntivi; informa che è invece allo studio del Comitato dell’associazione 3 un approfondimento di tale possibilità che agisca a livello individuale, come sembra sia in qualche fondo avvenuto. Il Presidente prosegue rappresentando che la trasformazione della rendita in capitale porterebbe alla eliminazione della fideiussione della banca e precisa che anche questa materia, così come l’ammontare del Fondo immobili, rimane di competenza delle fonti istitutive, non essendo stato da queste delegato alla CPA. Infine, in accordo con quanto espresso dal Dr. Nannini, valuta che al momento non sussistono i motivi per l’attivazione della seconda parte dell’art. 26. In replica ad ulteriori richieste di approfondimento il Presidente conferma che se la legge darà delle possibilità di liquidazione del Fondo, le decisioni di attivazione non potranno che essere di tipo individuale e pertanto di difficile applicazione; conclude indicando l’inopportunità di contestare le persone e le istituzioni perché queste si opporrebbero maggiormente chiudendosi a riccio con effetti negativi per noi; per ottenere risultati concreti occorrerebbe difatti una azione talmente dirompente da metterci in situazione non di confronto dialettico, anche duro, con il sindacato, ma di vero e proprio scontro perchè metterebbe in discussione la sussistenza di un ruolo per il sindacato stesso. A questo punto interviene Marzini che asserisce di non condividere la valutazione pessimistica del Presidente; egli manifesta il bisogno di conseguire una tranquillità che provenga dalla consapevolezza di aver fatto di tutto per conservare i diritti acquisiti; asserisce di non aver timore di effetti negativi rivenienti da una nostra azione anche decisa e di non intravedere paure se agiamo con correttezza; comunque dichiara di uscire dalla riunione con spirito conciliante. Prende la parola Bocci che dà atto al Presidente di aver abbandonato, definendola ancora inattuale, la proposta dibattuta in Comitato dell’associazione circa l’eventuale utilizzo degli avanzi art. 26 per finanziare la polizza LCT, proposta considerata allarmante da Bocci stesso in quanto modalità surrettizia di far usufruire tali avanzi anche agli zainettisti. 4 LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO Allegato n. 1 BILANCIO DI MISSIONE DEL TRIENNIO Nel corso del mandato di questo Comitato la nostra Associazione ha vissuto importanti eventi che hanno consentito, dopo la fase di individuazione degli obiettivi, di operare per il raggiungimento degli stessi. Con questa relazione si vogliono fornire indicazioni, il più possibile oggettive e corredate di elementi concreti, mentre riteniamo debba restare compito del nuovo Comitato tracciare le linee del futuro. ~~ ~ All’inizio del mandato avevamo individuato e definito i grandi temi che erano e restano di continua e pressante attualità ed attengono in generale ai bisogni che la nostra comunità sociale segnala come prioritari, nonché alcuni aspetti che possono in sostanza essere considerati “strumentali” al perseguimento degli obiettivi. Sembra opportuno ricordare qui i principali: 1 allargare la base sociale, soprattutto verso i colleghi a riposo dello “zainetto”; 2 ottimizzare il rapporto con i nostri principali interlocutori: il Monte come Datore di lavoro e come Banca, i Sindacati come entità fondante (insieme al Monte) dei sistemi pensionistici; 3 adeguare le prestazioni della polizza malattie avvicinandole a quelle del personale in servizio; 4 migliorare l’assistenza ai pensionati anziani non autosufficienti; 5 fornire migliori servizi agli associati; 6 difendere la congruità del patrimonio del Fondo Integrativo ed ottenere una giusta distribuzione delle eccedenze ai sensi dell’art. 26 dello Statuto; Passiamo dunque in rassegna quanto è stato possibile fare per ciascuno di questi punti: naturalmente, data la rilevanza che ognuno di questi ha, i tempi di realizzazione non potevano certo essere brevi né i risultati immediati; tuttavia il triennio trascorso ha segnato evoluzioni che – senza presunzione – riteniamo di poter definire importanti e complessivamente, anche se non sempre e non tutte, positive. Nel corso del triennio di fatti, si è presentata un opportunità per cercare di ampliare la nostra rappresentanza nel consiglio della cassa, tema che permane strategicamente di grande importanza; è stata dunque svolto un tentativo che purtroppo non ha prodotto risultati: consegniamo quindi questo obbiettivo integro a chi ci seguirà, auspicando maggiore successo. Comunque sulla complessiva positività o meno del nostro operato i soci sono ora, e soprattutto fra poche settimane, in occasione del voto per il rinnovo delle cariche, chiamati a dare una valutazione di sintesi. 1 – Allargare la base sociale Possiamo affermare che l’obiettivo posto all’inizio del nostro mandato, è stato completamente realizzato. Nel corso del triennio sono state effettuate tre diverse iniziative (l’ultima delle quali è ancora in corso), tendenti a sensibilizzare i colleghi non iscritti alla Associazione. Le iniziative avevano per obiettivo: a) il recupero dei pensionati integrativi diretti e non che non avevano in precedenza aderito alla nostra Associazione; b) il recupero dei pensionati (zainettisti) cessati dopo il 1999; c) l’iscrizione all’Associazione dei dipendenti cessati con il fondo esuberi. I Soci sono passati da 2.686 al 31/12/2003 a 3.500 al 31/12/2006. Questo dato è in costante evoluzione; al 18/04/2007 infatti il numero dei soci è salito a 3.682 così suddivisi: integrativi n. 2.532 zainettisti e pre-pensionati n. 1.150 La nostra Associazione rappresenta oggi circa due terzi di tutti i colleghi che nel tempo e nelle varie forme hanno lasciato il Monte al termine dell’attività lavorativa, ed oltre la metà dei pensionati di reversibilità. Anche nei prossimi mesi rimarrà costante l’impegno alla sensibilizzazione verso tutti i nuovi pensionati per l’adesione all’Associazione. 2 - Ottimizzare il rapporto con gli interlocutori L’Associazione ha continuato a perseguire il mantenimento di un buon rapporto con i vertici aziendali, ma soprattutto ha teso a valorizzare la nostra cultura aziendale che finalmente, dopo le impostazioni che avevano caratterizzato i primi anni di questo millennio, che noi consideriamo negative in senso culturale perché non avevano certo favorito il riconoscimento del nostro ruolo verso il Monte, si sta riaffermando con le nuove gestioni, certamente a noi più vicine. Per fortuna anche in questa situazione, e nel conseguente vorticoso ricambio di uomini, questo Monte, e la città in cui vive, hanno voluto dimostrare reale interesse alla conferma dei valori che noi rappresentiamo: abbiamo quindi ricevuto anche dal nuovo vertice amministrativo (Presidente Mussari e Vice-Presidente Rabizzi, quest’ultimo anche Presidente della CPA) atte- LA NUOVA VOCE DEL 5 PENSIONATO stazioni di interesse ad un rapporto positivo con la nostra comunità, ma soprattutto il Dir. Generale Vigni, che ringrazio anche personalmente, ha voluto fornire concrete dimostrazioni mettendo a disposizione ulteriori risorse per la polizza malattie, attivando il Responsabile dell’Area R.U per quanto di competenza e il Responsabile della Direzione Commercial Banking/Distribution Network verso iniziative rivolte al mondo dei pensionati-clienti, allo scopo di favorire un rapporto reciprocante profittevole. I contatti con il Dir. Barbieri, che ricopre l’alta carica, sono in pieno svolgimento ed abbiamo potuto apprezzare la sua determinazione e concretezza al riguardo; sulle iniziative che si potranno porre in essere saremo più precisi con specifiche comunicazioni, al momento è in via di costituzione una mini struttura incaricata di presidiare il rapporto con la nostra categoria e di individuare prodotti bancari specificamente studiati. Anche il rapporto con le Organizzazioni dei lavoratori si è confermato indispensabile per conseguire qualunque obiettivo di miglioramento e adeguata gestione del sistema previdenziale: in forza di legge difatti le stesse rappresentano i lavoratori in servizio ed in quiescenza in materia previdenziale. Nel triennio il rapporto è stato costante ed ha visto sia momenti sinergici, sia fasi di franco confronto, con esiti alterni; tuttavia abbiamo potuto apprezzare un’accresciuta attenzione verso i problemi della categoria, testimoniata anche dal concretizzarsi delle iniziative assistenziali e previdenziali. Quanto avverrà nelle prossime settimane sul tema dell’art. 26 sarà ulteriore elemento di verifica. Anche in questo caso affidiamo al futuro Comitato la scelta della strategia ritenuta più efficace. 3 – Migliorare le prestazioni della polizza malattie Quello dell’assistenza è il principale terreno comune fra le due categorie di dipendenti a riposo, ma è, soprattutto, un’esigenza rilevante, irrinunciabile, poiché l’intero mondo occidentale si trova a vivere un trend che nel lungo termine sarà comunque di riduzione della copertura pubblica dei bisogni. Quindi, poiché per noi questa esigenza è seconda solo a quella della conserva- zione del nostro sistema pensionistico, abbiamo ritenuto importante porsi l’obiettivo di interrompere una pericolosa deriva che si era generata agli inizi del 2003. Invertire questa china non è risultato facile, ma una iniziativa pressante da parte dell’Associazione e una condivisione dell’obiettivo da parte del Sindacato lo ha inizialmente consentito: sono stati difatti ottenuti per il 2005 alcuni miglioramenti già a tutti voi noti. Il risultato raggiunto non era da noi considerato totale (e del resto un allineamento integrale fra attivi e pensionati non c’era neppure prima), ma è comunque significativo e poteva diventare un segnale per il futuro: noi crediamo che tutti i dipendenti, anche se lontani dalla pensione, difendendo gli interessi dei pensionati, difendono un futuro che proprio per loro, più che per noi, si presenta carico di gravi problematiche. Questa azione purtroppo non è potuta proseguire nel 2006 per l’aumento del rapporto indennizzi/premi della polizza dei pensionati: in altre parole il maggior onere che comunque il Monte si è accollato è andato a coprire i maggiori esborsi per le prestazioni esistenti e non ad allargare le prestazioni stesse. Per il 2007 si è potuto ottenere un ulteriore esborso dalla Banca, che in parte servirà ancora per coprire i maggiori oneri a parità di prestazioni, ma in parte ha consentito di ritoccare ulteriormente il massimale familiare (da 2.582 a 3.500 annui), provvedimento che andrà evidentemente a favore delle situazioni più disagiate. Vorrei sottolineare l’importanza di mantenere questo trend : la polizza malattie per i pensionati è una conquista importante e non certo universalmente presente, nel mondo dei pensionati bancari, che solo di recente si è consolidata nell’istituto contrattuale del C.I.A. 6 LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO 4 - Migliorare l’assistenza ai pensionati anziani non autosufficienti Nel corso del triennio si è proseguito nell’approfondimento con la C.M.A. dei temi di comune interesse, che riguardavano principalmente l’assistenza agli anziani nei casi di particolari necessità. In sede di rinnovo del CIA anche questo tema era stato per la prima volta inserito, sia attraverso una specifica previsione per il personale in servizio, sia con una nota sindacale che auspicava l’allargamento al personale in quiescenza. Erano così divenuti maturi i tempi perché l’argomento assumesse un rilievo ed una priorità sufficiente ad avvicinarlo a soluzioni soddisfacenti: confidavamo che anche i più giovani si rendessero conto del comune interesse all’individuazione ed al conseguimento di queste soluzioni. Come tutti sapete, si è svolto nei mesi scorsi il “Referendum” che fortunatamente ha sancito il successo dell’iniziativa, alla quale non solo i pensionati, ma anche i dipendenti, hanno aderito in misura elevata (rispettivamente il 50 % e il 70% circa. I dati sono in corso di accertamento). Si sta dunque realizzando questo primo, fondamentale passo: da ora in poi sarà possibile lavorare per completare l’iniziativa, cercando di superare i limiti che necessariamente la CMA ha dovuto accettare in prima battuta. 5 - Fornire migliori servizi agli associati Come enunciato nella relazione di accompagnamento al bilancio dello scorso anno, siamo impegnati nel miglioramento e nella estensione dei servizi agli associati. Alcune delle iniziative segnalate sono state avviate. La più significativa resta la presenza tutti i lunedì di una collega particolarmente competente che fornisce apprezzati chiarimenti sulle casistiche, a volte ostiche per ciascuno di noi, in materia di polizza sanitaria. Confermiamo altresì che sono in via di definizione altri servizi già previsti ai quali sarà possibile dare attuazione se riusciremo ad ottenere dai nostri soci una più attiva partecipazione a presidio delle attività operative presso le nostre sedi logistiche: vorremmo che i pochi colleghi che già ora collaborano attivamente – e che ringraziamo di cuore – non restassero isolati. 6 - Difendere la congruità del patrimonio del Fondo Integrativo ed ottenere una giusta distribuzione delle eccedenze ai sensi dell’art. 26 dello Statuto Abbiamo lasciato questo argomento al termine per sottolinearne l’importanza e l’interesse che da sempre sollecita. 6.1 Congruità patrimoniale Nel triennio il tema è stato centrale ed ampiamente seguito dall’associazione anche a motivo dei forti rivolgimenti che il mercato finanziario e l’aumento della speranza di vita avevano comportato. Solo un andamento molto favorevole della gestione finanziaria e una notevole solidità patrimoniale iniziale hanno consentito di neutralizzare i negativi effetti sul fondo dell’allungamento dell’età e dell’abbassamento dei tassi. Oggi siamo al riguardo molto più sereni nel considerare il patrimonio solido ed in grado di produrre avanzi significativi anche se non potremo certo tornare alla situazione del ‘98. 6.2 Articolo 26 Si ricorda che nel biennio 2001-2002, si erano prodotti risultati negativi e quindi, nel biennio 2003-2004, non si era potuto dar luogo ad alcuna integrazione. Successivamente è arrivata una netta inversione che ha consentito l’applicazione dell’art. 26; l’attenzione del Comitato si era pertanto concentrata sulla determinazione del quantum dell’integrazione: vennero dunque esercitate pressioni sulle Parti per ottenere una migliore determinazione della misura. Come noto quella decisa per il biennio 2003-2004, che comportava un esborso di 7,5 mil. di Euro su 14 di eccedenza, ci aveva lasciato insoddisfatti, anche se era comunque superiore alla precedente e in parte motivata dalla condivisibile esigeva di mantenere, come sopra accennato, l’adeguatezza patrimoniale. Pur non essendo ancora in possesso dei risultati 2006 siamo certi che essi confermeranno la disponibilità di LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO adeguati avanzi per il biennio 2005-2006; si è dunque ritenuto doveroso approfondire autonomamente l’interpretazione dell’intero dispositivo, avvalendosi di un legale che riscuotesse la fiducia dell’intero Comitato. Con l’assistenza dell’avvocato Martinelli, una Commissione ad hoc è pervenuta alla conclusione della legittimità della norma statutaria nella sua interezza; nella sua ultima riunione il Comitato ha preso atto di questa ulteriore conferma, che va ad aggiungersi a quella precedente del 2002 dell’Avv. Persiani, a suo tempo portata a conoscenza di tutti i soci ed approvata dall’assemblea dello stesso anno. Non essendosi peraltro raggiunto una posizione adeguatamente condivisa in merito all’utilizzo degli avanzi per l’ipotesi di un loro consolidamento in misura rilevante, ipotesi che è da verificare, lo stesso Comitato ha dato mandato al Presidente di tornare a far pressione sulle parti solo per ottenere che sia destinata alla integrazione una quota quanto più ampia possibile dell’avanzo, richiedendo inoltre che sia adeguatamente evidenziata in documenti ufficiali la quota di avanzi non distribuita per mantenerla utilizzabile in futuro, così da dar corpo al condiviso obiettivo di un mantenimento nel tempo delle integrazioni. Di conseguenza non ha valutato al momento utili ulteriori approfondimenti legali. CONCLUSIONI Dall’insieme di quanto esposto emergono luci ed ombre che hanno connotato questa gestione e che si sono riflesse nel franco confronto sviluppatosi all’interno del Comitato, nel quale si è sollevata anche qualche voce critica che auspicava un diverso approccio ai pro- 7 blemi strategici riguardanti i beneficiari del fondo integrativo, sollevata anche in sede assembleare. La quasi totalità del Comitato ha complessivamente condiviso la scelta adottata della ricerca di condivisione e convincimento nel perseguire questi obiettivi strategici, prendendo atto delle difficoltà oggettive esistenti. Difatti l’assetto giuridico che individua come parti fondanti, incaricate anche della gestione, le organizzazioni dei lavoratori e l’Azienda, rende impraticabili soluzioni che vadano contro la volontà delle parti stesse. Fra l’altro i positivi risultati economici hanno enfatizzato la solidità patrimoniale del Fondo integrativo, solidità a cui hanno contribuito in modo determinante le scelte sostenute a suo tempo dall’Azienda e dal Sindacato. Inoltre l’inevitabile modificarsi della composizione del corpo sociale, con una maggiore presenza di zainettisti e pre-pensionati comporterà una maggiore cura degli aspetti assistenziali e di servizio che riguardano tutti i soci e che vivono una fase di importante crescita. Ed è proprio per l’esigenza di chiarezza che, in questo momento di rinnovo delle cariche sociali, dobbiamo ai nostri Soci che vogliamo concludere la relazione all’Organo assembleare riportando il punto centrale del nostro atteggiamento, la nostra visione cioè sull’opportunità per l’Associazione di continuare sul terreno della ricerca di coinvolgimento, premendo per il riconoscimento della giustezza dei bisogni ai quali intendiamo dare tutela in ragione delle istanze sociali che ci pervengono dal nostro microcosmo, ferma restando naturalmente la completa autonomia dell’organo che verrà eletto. 8 LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO Auspichiamo difatti che – pur con lo scorrere degli eventi citati in apertura – permanga anche in futuro il clima di sensibile attenzione riscontrato nei rapporti con tutti i nostri interlocutori; in tal senso siamo fiduciosi a motivo della qualità delle persone che ricoprono le cariche con le quali abitualmente ci rapportiamo. E soprattutto vogliamo ricordare il livello raggiunto dall’associazione nella prestazione di assistenza e servizi ai soci sulla base della disponibilità dei colleghi che, indipendentemente dalla provenienza (integrativo o zainetto) prestano la loro gratuita opera, con ciò individuando nell’aiuto a tutti i colleghi ed in particolare ai più deboli il vero obbiettivo dell’Associazione. Allegato n. 2 INTERVENTO DEL SOCIO FABIO MARZINI Sono Fabio Marzini ed intervengo a nome di un Comitato, di cui fanno parte pensionati iscritti al fondo integrativo. Il fine di questo Comitato è quello di garantire la corretta gestione delle risorse e, in particolar modo, degli avanzi del Fondo Integrativo a fronte delle ultime interpretazioni formulate a riguardo della portata dell’art. 26 dello Statuto della Cassa di Previdenza Aziendale del Monte dei Paschi di Siena; in forza di tali interpretazioni si sta tentando di legittimare una redistribuzione degli avanzi del Fondo – a titolo di iniziative di natura mutualistica e/o assistenziali – anche a quelli iscritti, c.d. ‘Zainettisti’ che a suo tempo, optando per una prestazione ‘una tantum’, persero di fatto la loro qualità di iscritti alla Cassa con tutte le conseguenze connesse. Si è consapevoli che la formulazione dell’art. 26 dello Statuto potrebbe lasciare adito ad un’interpretazione come quella appena enunciata, ma noi da sempre asseriamo che tale formulazione è frutto di uno stravolgimento della natura e delle finalità del Fondo stesso ben richiamata dall’art. 3 dello Statuto. Proprio in ragione dell’esclusività dello scopo, cioè le forme di previdenza complementare, come stabilità già dall’art. 1 del d. lgs. n.124/1993, interpretato dall’art. 3, comma 1°, lett. d) del DM Lavoro n. 221 del 14 gennaio 1997, è sempre stato ritenuto che i fondi pensionistici complementari non possano provvedere ad erogare quelle prestazioni di carattere assistenziale e/o mutualistico per le quali la componente infortunistica, sanitaria o assistenziale assuma rilievo tale da collocarle al di fuori della disciplina del d. lgs. n. 124/1993. In tal senso si pronunciò anche la COVIP con deliberazione del 26 novembre 1997. Peraltro una lettura dell’art. 26 dello Statuto come quella appena ricordata sarebbe inconciliabile con: a) l’essere il Fondo integrativo ‘costituito’ in patrimonio separato, al quale si applica, proprio in quanto patrimonio destinato a fini previdenziali, l’art. 2117 c.c, il quale realizza anzitutto una garanzia per i lavoratori a che i beni del fondo non siano distratti dal fine al quale i medesimi sono destinati; b) a previsione nell’art. 25 dello Statuto della CPA di due distinti sistemi previdenziali. Per tali ragioni chi vi parla confida che l’Associazione dei pensionati fornisca al ns. Comitato il supporto logistico e tecnico necessario, in ossequio alle finalità di cui all’art. 2 del suo Statuto (“L’Associazione ha per scopo la tutela e la difesa dei diritti e degli interessi comuni, morali e materiali, dei dipendenti del Monte dei Paschi di Siena collocati a riposo e dei loro superstiti”), per garantire la migliore tutela delle ragioni e dei diritti di noi pensionati del Fondo integrativo. Tutela che s’impone ancor più per il fatto che tale categoria di pensionati, storicamente, è stata quella più penalizzata dall’evolversi degli avvenimenti aziendali. La maggior parte di LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO noi ha subito una tassazione del TFR più elevata, non ha beneficiato di incentivi all’esodo, ha una maggiore anzianità e quindi più soggetta a costi di sopravvivenza. Ed infine ha già sofferto una decurtazione molto elevata in termini reali del potere d’acquisto della pensione per cui non sfugga la differente situazione tra chi, ottenendo un esborso iniziale (zainettisti) ha potuto beneficiare di rivalutazioni immobiliari e mobiliari, rispetto a coloro che dal Fondo integrativo ottengono nel tempo una prestazione via via decrescente in termini reali. S’impone, quindi, di contrastare tutte quelle ipotesi che vorrebbero, inopinatamente, erodere i nostri diritti. Che la formulazione dell’art. 26 avesse contenuti di ambiguità era già stato evidenziato dall’editoriale del giornalino dell’Associazione pensionati (n. 200 agosto/dicembre 1998) nei giorni successivi alle modifiche dello Statuto inerenti alle opzioni tra fondo integrativo e fondo complementare, ma mai chi scrive avrebbe pensato di doversi difendere presso l’Associazione cui appartiene, la quale, negli ultimi tempi, anche con modalità discutibili, ha assunto la difesa di una parte degli iscritti, gli ‘zainettisti’ per l’appunto, a danno degli integrativi, sostenendo in forza di un solo parere inter- 9 no, la legittimità dell’art. 26 dello Statuto della CPA nel senso di estendere la divisione delle eccedenze anche a coloro che alla Cassa non sono più iscritti. E tutto questo nel più completo ostracismo dei diretti interessati in quanto iscritti al Fondo integrativo. Ci attendiamo, quindi, tutto il sostegno dell’Associazione alle nostre legittime aspettative di tutela sui punti ora indicati, in caso contrario saremo costretti a tutelarci anche ricorrendo alle vie più opportune. Invitiamo pertanto tutti gli interessati che condividano l’impostazione a far pervenire a questo comitato la loro adesione. LA DESTINAZIONE DEGLI AVANZI DEL FONDO INTEGRATIVO Un tema di grande interesse, che appassiona e coinvolge, ma rischia anche di dividere la categoria. Più di una volta questa nostra rivista ha riportato passaggi della discussione, sempre franca e appassionata, sul tema degli avanzi (eventuali) di patrimonio rispetto a quanto necessario per finanziare le integrazioni pensionistiche. Una prima osservazione è che dobbiamo ritenerci fortunati di discutere di questo argomento, anziché, come altri colleghi, di eventi negativi e ben più preoccupanti: ma tutti sappiamo che non si tratta di fortuna, bensì del risultato di un corretto operare di chi ci ha preceduto e rappresentato nei decenni. Detto questo vorremmo cercare di sintetizzare il punto a cui è oggi giunta la discussione sull’argomento (in altra parte del giornalino riportiamo la Relazione dell‘Assemblea e un’ampia sintesi degli interventi che fanno riferimento a questo tema). Totale convergenza fra i soci si registra anzitutto sull’obiettivo di fondo: occorre operare perché ogni eccedenza che in questi anni si verifichi venga adeguatamente utilizzata, per evitare il consolidamento di residui di patrimonio, che rischierebbero di essere definitivamente persi per chi, con la propria attività nel corso di tutta la vita lavorativa, ha contribuito alla loro formazione. Anche le parti fondanti del sistema, condividendo l’obiettivo su indicato, si sono a suo tempo preoccupate di individuare una soluzione a questo problema attraverso il noto e da sempre discusso art. 26 dello Statuto della Cassa. L’Associazione ha svolto fin dal 2005 (per il biennio precedente), un forte ruolo di sollecitazione per far sì che la quota degli avanzi destinata alle integrazioni risultasse la più elevata possibile. Vedremo presto quali saranno i risultati concreti per il biennio 2005-2006: ci attendiamo comunque un significativo incremento della misura dell’integrazione e, soprattutto, un’adeguata evidenziazione delle quote non distribuite, che le rimetta nella disponibilità per il successivo utilizzo. Posizioni diverse sono emerse in Associazione in merito alle modalità più opportune per raggiungere questi obiettivi, attraverso un confronto fra chi tende a dare un valore di principio inderogabile al diritto esclusivo degli integrativi all’utilizzo di tali avanzi e chi cerca di individuare spazi di convergenza con azienda e sindacato ritenuti utili a sbloccare le risorse, anche indirizzandole verso la soddisfazione di bisogni e attese che -per fatto anagrafico- si manifestano comunque in prevalenza fra i pensionati integrativi. Il Presidente 10 LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO RUBRICHE: DALLA REDAZIONE Perugia tra storia, arte, cultura ed ambiente di Gianfranco Gamboni Gianfranco Gamboni, membro del Comitato Direttivo dell’Associazione, nostro valente collaboratore, Umbro Docg, ci propone un articolo sulla storia, l’arte e la cultura della sua città, Perugia. La redazione lo ringrazia per questa dedizione che siamo sicuri continuerà nel tempo. “L’Italia è bella” come dice Gamboni, e le sue città d’arte piene di fascino. Vorremmo aprire con Perugia un ciclo di presentazioni delle nostre belle città. Ciò sarà possibile solo con la collaborazione attiva dei nostri Soci. Allo scopo rivolgiamo un caloroso invito a tutti affinché ci facciano pervenire articoli sulla storia, l’arte, la cultura e l’ambiente delle città o paesi in cui viviamo. Gli articoli potranno essere integrati da fotografie. Oggi fa molto ‘in’ riferire agli amici le esperienze fatte durante un viaggio particolare, magari alle Maldive o in un’altra località esotica e si dimentica, sovente, quanto è bella l’Italia e quanto una visita alle nostre città può rivelarsi interessante e piena di fascino. Per questo motivo voglio parlarvi di Perugia, la città dove sono nato, cresciuto e vivo attualmente. Cercherò di darvi una sintesi della storia, dell’arte, della cultura e dell’ambiente che fanno di Perugia, nonostante i notevoli cambiamenti intervenuti negli ultimi decenni, una delle città più belle e vivibili della nostra Italia. La storia La documentazione storica tramandataci su Perugia risale al quarto secolo avanti Cristo. Sorta in prossimità del fiume Tevere essa fu una delle principali città etrusche facendo parte della federazione delle dodici lucumonie (distretti governati da un supremo magistrato) che si riunivano al Fanum Voltumnae. Di tale periodo, particolarmente florido, ci rimangono una ricca necropoli ed importanti ipogei in cui sono stati ritrovati bronzi e sculture di eccezionale pregio. Nemica e poi amica di Roma Perugia si dimostrò generosa con l’Urbe quando accolse entro le sue mura i superstiti delle legioni romane duramente sconfitte da Annibale nella battaglia del Lago Trasimeno. Nell’anno 40 a.c. Perugia, avendo dato asilo a Lucio Antonio nemico di Ottaviano, venne da questi stretta d’assedio, occupata e distrutta. Successivamente lo stesso Ottaviano, forse pentito, provvide a farla ricostruire più bella. Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente la Città subì tre durissime invasioni barbariche; l’ultima, nell’anno 548, vide il sacrificio del vescovo Ercolano (uno dei patroni di Perugia insieme a San Lorenzo e San Costanzo), animatore della resistenza. Nell’anno 727 Perugia si pose sotto la protezione del Papa e nei secoli successivi giunse a godere di una sostanziale indipendenza cui si accompagnò il Palazzo Comunale - Fontana Maggiore LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO Arco etrusco progressivo estendersi della sua influenza nella regione. Si delineò con gli anni il libero comune e l’ascesa della Città continuò senza soste finchè nel 1186 Enrico VI le riconobbe il diritto di eleggersi i propri consoli. Fiorirono in questo periodo le arti e Perugia, fortissima militarmente, acquistò importanza europea. Nella chiesa di San Lorenzo si tennero ben cinque conclavi ed è a seguito dell’ultimo di questi, in cui venne eletto al soglio pontificio Clemente V, che nel 1305 si ebbe il trasferimento della sede papale da Roma ad Avignone. Tutta la diplomazia europea gravitante allora verso Perugia si spostò in terra di Francia con le tristi conseguenze che per l’Italia ne derivarono fino a quando Gregorio XI, settantadue anni dopo, riportò la sede pontificale a Roma. Con il Trecento iniziò per Perugia un sanguinoso periodo di lotte civili che vide opposti i nobili chiamati “Beccherini” ed i popolani chiamati “Raspanti”; lotte che resero la Città assai vulnerabile. Per avere pace i perugini offrirono il governo della Città prima a Gian Galeazzo Visconti e poi al Papa. Negli anni che vanno dal 1416 al 1424 Braccio Fortebracci, signore di Perugia, pacificò gli animi e governò con saggezza e moderazione. Alla sua morte le discordie si riaccesero e dopo aspre dispute fu la famiglia dei 11 Baglioni ad imporre la sua signoria ed è proprio sotto il suo governo che in Città rifiorirono le arti e la loro corte accolse poeti, letterati, pittori e filosofi. Nell’anno 1540 Perugia fu stretta d’assedio dalle truppe di Papa Paolo III Farnese e, dopo una eroica resistenza, assoggettata al dominio pontificio. Vennero distrutte le vestiglia baglionesche e fu eretta la “Rocca Paolina” simbolo del dominio temporale del Papa. Nell’anno 1798 i perugini sperarono di avere aiuto dai francesi per ottenere la libertà, ma subirono invece il saccheggio, da parte dello stesso esercito francese, del loro patrimonio artistico. Durante il Risorgimento nazionale Perugia partecipò attivamente ai vari moti insurrezionali. Il 14 settembre 1860 l’esercito piemontese entrò a Perugia tra il delirio della folla e la città, finalmente libera, fu annessa al Regno d’Italia. L’arte Artisticamente Perugia ha capolavori di eccezionale valore. Il centro storico della città è la Piazza IV Novembre, già dei Priori, attorno alla quale sono situati importantissimi edifici quali il Palazzo Comunale, la Cattedrale, il Palazzo Vescovile e la Fontana Maggiore. La Fontana Maggiore, che rende ampia testimonianza dello stato di grande cultura della città nel XIII secolo, sorse verso l’anno 1275 sui disegni dell’architetto Frà Bevignate e con la collaborazione per la parte idraulica del veneziano Boninsegna, mentre la parte decorativa e scultorea fu affidata a Nicola e Giovanni Pisano; nella conca superiore, in ventiquattro specchi, sono raffigurati, tra l’altro, Perugia, il Lago Trasimeno, Roma, i Perugia, Galleria Nazionale Santi Ercolano, Michele dell’Umbria, “Il Polittico di S.Antonio” Arcangelo, Benedetto e Piero della Francesca Lorenzo; nel catino inferio- 12 LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO re, suddiviso in cinquanta specchi, appaiono i dodici mesi, i simboli dello zodiaco, le scienze, alcuni fatti del Vecchio Testamento, le origini di Roma ed alcune favole di Esopo. Il Palazzo Comunale, iniziato nel 1293 e completato nel 1423, si estende lungo il Corso Vannucci per circa 120 metri. Costruito per accogliere le magistrature comunali è tuttora sede dell’Amministrazione municipale ed è uno dei maggiori esempi dell’architettura civile del periodo gotico. All’interno del Palazzo è ospitata la Galleria Nazionale dell’Umbria che costituisce il maggior museo della Regione e raccoglie i documenti più significativi dell’arte umbra ed alcune delle più importanti opere dell’Italia centrale dal XIII al XVIII secolo; di particolare bellezza i dipinti di Pietro Vannucci, detto il Perugino, tra cui la splendida “Adorazione dei Magi” realizzata nel 1472 ed il “Polittico di S. Antonio” di Piero della Francesca. La Cattedrale dedicata a San Lorenzo fu iniziata nel 1345 e terminata nel 1490; inestimabili tesori sono in essa contenuti: statue, dipinti, artistiche vetrate, opere tutte di insigni maestri. Una menzione particolare merita l’Arco Etrusco, noto anche come Arco di Augusto, risalente alla seconda metà del III secolo a.c. e simbolo della Perugia guerriera. Altri gioielli sono la Basilica di San Pietro; le chiese di S.Agostino, S.Michele Arcangelo, S.Francesco al Prato, S.Giuliana, S.Ercolano; Il Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria, il più importante d’Italia per la raccolta di antichità etrusche; l’Archivio di stato che raccoglie documenti dal 991 al 1851. La cultura e l’ambiente Le due Università di cui Perugia è dotata – quella degli Studi fondata nel 1305 e quella per Stranieri - fanno della Città un centro culturale di notevole importanza. Ogni anno si svolgono in città congressi, seminari, convegni – sia a carattere nazionale che internazionale – che richiamano grandi schiere di partecipanti da ogni parte. L’organizzazione della mobilità urbana attuata a Perugia con la chiusura del centro storico e con la realizzazione di ascensori e percorsi meccanizzati, che assicurano i collegamenti con i grandi parcheggi esterni alla cinta muraria, ha fatto delle “scale mobili“ all’interno della Rocca Paolina la maggiore porta di ingresso in Città. Il percorso meccanizzato verso il centro cittadino, su cui transita quotidianamente la gran parte dei residenti e dei turisti, parte da Piazza Partigiani che è la stazione di arrivo di tutte le autolinee urbane ed extraurbane e sede di un ampio parcheggio sotterraneo su più piani. Novità interessante è rappresentata da una metropolitana leggera (“minimetrò”) in fase di ultimazione (l’avvio è previsto nell’autunno del corrente anno) che realizzerà un sistema di trasporto di massa, alternativo a quello su gomma e con tecnologie fortemente innovative, che consentirà di raggiungere in tempi rapidi zone strategiche della Città; un’opera definita importante per Perugia che a 30 anni di distanza dalla creazione delle scale mobili di cui detto più sopra, potrà diventare punto di riferimento in Italia ed in Europa per le soluzioni che adotta nel campo della mobilità alternativa. Il minimetrò (i cui motori sono situati nelle stazioni terminali e sono alimentati a corrente elettrica), permetterà di ridurre le emissioni inquinanti, limitare i consumi energetici ed evitare danni ai beni storico – artistici. La Città è anche dotata di valide strutture sportive, fra le quali lo stadio “Renato Curi” ed il Palazzetto dello Sport, e ricreative come il “Percorso Verde” di Pian di Massiano dove i perugini trascorrono parte del loro tempo libero. Oltre alle particolari attrattive di carattere storico, artistico, culturale ed ambientale, che ho cercato al meglio di sintetizzare, Perugia per la sua felice posizione geografica nel mezzo della meravigliosa campagna umbra ispiratrice della sensibilità di insigni poeti, per il suo clima mite ed infine per la sua deliziosa cucina offre ai visitatori un soggiorno degno delle migliori località turistiche italiane. È con piacere che segnaliamo all’attenzione dei nostri Associati l’opera del collega Mario Laghi Pasini dal titolo “L’OSPITE DELL’INTERFACCIA”. Si tratta di un libro di racconti assai piacevole da leggere. Editore Polistampa di Firenze. Le caratteristiche del libro ed i contenuti sono visibili sul sito dell’Editore www.polistampa.com inserendo poi “laghi” nel motorino di ricerca interno. Il libro è ordinabile online o presso la libreria Senese di Siena. Complimenti a Mario per la sua opera. LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO 13 FISCO ED ALTRO: SELEZIONATI PER I NOSTRI SOCI In questa rubrica riportiamo solo le indicazioni sintetiche che gli interessati potranno approfondire consultando la stampa specializzata e/o le fonti ufficiali. NUCLEO FAMILIARE Per ottenere l’esenzione dal pagamento del ticket per età/reddito occorre trovarsi nella seguente condizione: adulti dai 65 anni in poi appartenenti a nucleo familiare con “reddito lordo riferito all’anno solare precedente” inferiore a 36.151,98 euro. Nella valutazione della situazione del reddito dal punto di vista fiscale del nucleo familiare dell’assistito si fa espresso riferimento al decreto del ministro della Sanità del 22.1.93, e cioè che: “ai fini della individuazione dei limiti di reddito concorrono i redditi complessivi, riferiti all’anno precedente, posseduti dai singoli componenti il nucleo familiare; del nucleo fa parte, oltre ai familiari a carico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 29.12.86 n. 917, in ogni caso il coniuge purché non legalmente ed effettivamente separato”. Quindi per nucleo familiare, ai fini dell’esenzione del ticket, si deve intendere quello rilevante ai fini fiscali e non anagrafici, costituito dall’interessato, dal coniuge non legalmente separato e dagli altri familiari a carico. Per familiari a carico si intendono i familiari non fiscalmente indipendenti, vale a dire i familiari per i quali l’interessato gode di detrazioni fiscali in quanto titolari di un reddito inferiore a 2.840,51 euro l’anno. L’Agenzia ha preso atto che può accadere che la ripartizione del costo tra i soggetti acquirenti non corrisponda alla percentuale di titolarità del diritto reale acquistato. Quindi da parte del fisco si è ritenuto che il coniuge che ha stipulato da solo un contratto di mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale in comproprietà con l’altro coniuge (che non ha stipulato il mutuo ) può esercitare la detrazione in relazione a tutti gli interessi pagati. Inoltre, ai fini della valutazione di congruità tra il capitale preso a mutuo e valore dell’immobile, necessaria per la corretta detrazione degli interessi passivi, si è ritenuto che si può considerare l’intero prezzo pattuito per l’acquisto dell’immobile quale risulta dall’atto di acquisto. MUTUO IN COMPROPRIETÀ Con circ. 17/E del 18.5.06 sono stati forniti dall’Agenzia delle entrate chiarimenti sui casi di acquisto congiunto tra i coniugi dell’immobile e stipula del mutuo da parte di uno solo di essi. Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria, “Adorazione dei Magi” Pietro Vannucci (Il Perugino) 14 LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO LOCATORE - OMESSA RICEVUTA Per il locatore (non soggetto passivo d’imposta ai fini IVA ) sia che si tratti di locazione a uso strumentale sia che si tratti di locazione a uso abitativo e che ha adempiuto a tutti gli obblighi dovuti (registrazione del contratto e inserimento del canone annuale nella dichiarazione dei redditi) la mancata emissione della ricevuta non lo esporrà ad alcuna sanzione. Ad ogni modo la emissione della ricevuta non sarà rilevante ai fini fiscali, ma servirà solo come prova dell’avvenuto pagamento. LIBRETTO DEL FABBRICATO Si complica l’istituzione del fascicolo del fabbricato. Dopo la sentenza del Tar Lazio, che ha annullato il libretto casa del Comune di Roma, le Regioni sono ancora più caute nell’introduzione del documento che dovrebbe contenere un’analisi delle caratteristiche degli edifici e servire a individuare situazioni di rischio. Si ricorda: il libretto del fabbricato è il cosiddetto fascicolo di sicurezza dell’edificio che potrebbe essere istituito per tutti gli stabili come tutela per chi vi abita. Sull’introduzione del fascicolo si sta discutendo e la sua obbligatorietà è un argomento che coinvolge molti soggetti, in particolare costruttori, notai, ingegneri, amministratori, enti certificanti. CONTRATTI PER TELEFONO Presupponendo l’attivazione di servizi di telefonia o Internet, di recente è entrata in vigore la delibera n. 664/06/Cons, emanata dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che regolamenta diritti e doveri delle parti nei contratti conclusi via telefono. Il provvedimento impone precisi obblighi informativi a carico dei gestori telefonici, i cui addetti, nel momento in cui propongono l’attivazione di un contratto, devono fornire, tra le altre indicazioni, il nominativo della società per conto della quale avviene il contatto telefonico, lo scopo del contatto, nonché il proprio nome e cognome. Nel caso in cui l’utente manifesti la volontà di addivenire alla conclusione contrattuale, l’addetto deve comunicare, al termine della conversazione, sia un numero identificativo della pratica sia i recapiti a cui il cliente potrà rivolgersi per ulteriori informazioni. Infine, deve essere recapitato all’utente, al più tardi all’inizio dell’esecuzione del contratto, un modulo cartaceo per la conferma dell’attivazione dei servizi richiesti, con anche le modalità di disdetta. La violazione di queste disposizioni, oltre a determinare l’applicazione di sanzioni pecuniarie nei confronti del gestore inadempiente, comporta l’annullamento dei servizi attivati, che si considerano come non richiesti. La società responsabile, inoltre, non potrà chiedere alcun corrispettivo per i servizi illecitamente attivati, mentre dovrà provvedere al ripristino delle condizioni tecniche e contrattuali preesistenti, accollandosi tutti i costi conseguenti a queste operazioni. Per le eventuali controversie tra utenti e compagnie telefoniche, trova applicazione la delibera n. 182/02/Cons, che prevede, prima del ricorso all’autorità giudiziaria, l’obbligo di esperire un tentativo di conciliazione davanti al Corecom competente per territorio. LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO NUOVI SOCI Sono entrati a far parte della nostra Associazione i seguenti nuovi Soci: ANGIOLINI MAURO – Prato BECONCINI MICHELE – Empoli BIANCHINI MAURIZIO – Siena BIANCONI ILVO – Siena CARLETTI GIANFRANCO – Velletri CENCIONI MAURO – Siena CHIANTINI VED. SARACINI LUANA – Siena CIARDI NICLA – Rosignano ELMI MARIO – Viareggio FALDETTA GAETANO – Canicattì FRANCHI FRANCA – Monteriggioni LABBOZZETTA SALVATORE – Milano LAMBERTI MARIO – Cava dei Tirreni LANDUCCI EDDA – Prato LARI DUILIA – Siena LAURIA VINCENZO – Licata LENZI DILIO – Follonica LEONE LIONELLO – Fiano Romano LIBANI VITALIANO – Barzanò LIGUORI PIETRO – Latina LIMONTA LUIGI – Saronno LOFIEGO ANGELA – Asciano LOLLI LUCIANO – San Vito al Tagliamento LOPES PEGNA ELIO – Milano LUCANDRI ALESSANDRO – Castel di Porto MAGNANESI FRANCESCO – Ravenna MAIANI MAURO – Montepulciano MAINI MAURIZIO – Ferrara MANNINI FRANCO – Siena MARCHETTI PAOLO – Siena MARIANI ANTONIO – Caserta MARIANI LAURO – Pistoia MARINI FRANCO – Siena MARIOTTI VITTORIO – Castelnuovo Berardenga MAROTTA LETTERIO – Messina MARRACCINI GIULIANA – S. Giovanni d’Asso MARTINELLI SIMONETTA - Siena MARTINELLI ROBERTO – Siena MATARRESE GENNARO – Roma MAURETTI GIORGIO – Viterbo MAZZINI FRANCO – Siena MECACCI ANGIOLINA – Sovicille MENCHETTI ROBERTO – Porcari MINUCCI MAURIZIO – Staggia Senese MINUTI MAURO – Siena MIRANDO SALVATORE – Piombino MISERENDINO ANDREA- Latina MOCAVERO LUIGI – Monteroni di Lecce MOLENDI MASSIMO – Monteriggioni MONACI IOLANDA – Siena MORANO AMERICO SALVATORE – Roma MORBIDI GIANNA – Porto Ercole MORETTI LUCIANO – Siena MORGANTINI NOMBERTO – Sarteano MORIERI GABRIELLA – Bologna MOSCADELLI LORENZO – Sovicille NAPOLETANO UMBERTO – Lecce NARDINI FELICINA - Barga NENCINI ADOLFO – Siena NENCIONI WALTER – Certaldo NERI ADELMO - Forlì NERUCCI FRANCO – Bettolle NICOSIA FRANCESCO – Canicattì NOCCIOLINI PIETRO – Sinalunga NUTI GIUSEPPE - Siena OCERA FRANCESCO – Siena ORVIETO ROBERTO – Siena PACCHIEROTTI VITTORIO – Casole d’Elsa PACE LUCIO – Siena PAESANI LUIGI – Vignanello PAGLIANTINI MAURO – Siena PAGNI LUCIANA – Siena PALAMARA GIUSEPPE – Roma PALERMO ANTONIO – Caltanissetta PALETTI CLAUDIO – Castelnuovo Berardenga PANNINI PAOLO – Monteriggioni PANNINI ALDO – Siena PANNOCCHIA LUCIANO – Siena PAPOTTO ROSA – Firenze PARLANTI GIULIANO – Grosseto PASQUI MARIO – Siena PETRARI ROSANNA – Pontassieve PETTINI ALVIERO – Siena PIANIGIANI LUCIANA – Siena PICCHIOTTI ENZO – Siena PIEPOLI VINCENZO - Manduria PIERINI ETTORE – Roma PIERINI WALDIS – Torrita di Siena PIERUZZINI IOLANDA – S. Casciano Val Di Pesa PIRRITANO VITTORIO – Soverato POCECCO CLAUDIO – Bracciano POLIZZY ROBERTO – Monteroni d’Arbia PONCINI ALBA – Pistoia POSANI ANDREA – Siena PRATESI GUIDO – Monteroni d’Arbia PRESTUCCI SANDRA – Sesto Fiorentino PRISCO PASQUALE – Lecce PULLIONI MIRELLA – Gambassi QUEIROLI MARIO – Milano 15 16 LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO QUINTI ANTONIO – Siena RAVEGGI FABIO – Siena RE ROBERTO – Siena RIA VINCENZO – Collepasso RICCI MARIA PACE – Siena RIVA DIEGO – Seregno RIZZO PIETRO – Sesto Fiorentino ROLANDO ROSA – Castellina in chianti ROMAGNOLI GIUSEPPE – Monteriggioni ROMEO LUCA – Castelnuovo Berardenga RONCHIERI GIULIANO – Massa ROSSETTI PIETRO – Roma ROSSETTI FELICE – Gubbio ROSSETTI RICCARDO – Empoli ROSSI GIUSEPPE – Siena ROSSI GIAN MARIO – Chiusi RUSSO GIOVANNA – Casoria CONTRIBUTI VOLONTARI Sono pervenuti alla nostra Associazione, per le proprie attività organizzative e per il periodico “LA NUOVA VOCE DEL PENSIONATO”, contributi volontari da parte dei seguenti Colleghi: BENCINI TAMAGNO – Siena BENEDETTI ATHOS – Ghezzano CAPPELLI MARIO CESARE – Sovicille CIAMPOLINI CESARE – Siena DEL PRETE ALDA – Querceta DIANA FRANCO – Siena ERMINI RITA VED. MARZI – Siena (in memoria di Marzi Ilio) FAGNANI FRANCA – Siena FARNETANI VITTORIO – Siena GALARDI MARIA LUISA VED. GRANAI – Siena GRASSINI MARISE VED. MUZZI – Siena MARIOTTI BRUNA VED. SANTINI – Siena (in memoria di Risoluto Santini) PAOLUCCI DINA VED. AGOSTINI – Siena Versamenti pervenuti dalla delegazione di Firenze: ALETTO GIOVANNI ANGIOLINI LAURA BACCETTI CARLO BALLONI LUCIANO BRACCIALI VANNA BELLUTTI SCARSELLI A. MARIA BULLI ANDREA BUONAPROLE FERRUCCIO CARDINI ROMANO CASINI PIERO CASSIGOLI FRANCESCO CASTALDI GINO CENI IRMA CHIAPPI TIEZZI LINA CONTI PIERO CORSO ANNA CORTONESI LORETTA CREZZINI FRANCA CUTINI CARLO ALBERTO DE ANGELIS PIERO DE MISERI GIOVANNI DIANA FRANCO FANUCCI GIULIANO GALLI PLINIO GUELFI M. LUISA MACCHIAVELLI EMILIO MANNI ENRICO MARGHERI VALERIA MARRI GHIRIBELLI GIUSEPPA MARUCELLI BRUNO MORETTI GIORGIO NACCI FERNANDO NOTARI PIOLI IONE NUTI CALOSI ANNA PARNIS LUIGIA PANTINI GIOVANNA PIRAMI SERGIO POGGESI AGATA CAROLINA SAMMICHELI LUCIANO SAPERE MILLO SCALA LILIANA TESI EDOARDO TORRINI SILVANO TOSI GUIDO UGOLINI NANNOTTI CARLA VAGGI RICCARDO ZUCCONI GAMBERI IRIA I NOSTRI LUTTI Comunichiamo con vivo cordoglio la scomparsa dei Colleghi: AMICUCCI ANNA VED. BARELLI – Siena BARBARESE GRAZIANO – Siena BRACHINI ANNA VED. SCAPPINI – Lucca GALLUZZI LINA VED. CIOFI – Prato GOTTARDI RENATO – Siena GUERRI ELDA – Siena MARUCELLI MARIO – Gaiole in Chianti MARTINI GIORGIO – Siena PUCCI LORIS – Siena SARACINI CARLO ALBERTO – Siena CELLESI LIDA VED. DOMINICI – Siena