BENEDETTO CROCE
DON LUIGI STURZO
FRANCESCO SAVERIO NITTI
NICOLA ZITARA
DOMENICA
05 AGOSTO 2012
LA RIVIERA
02
7
8
ESTATE. GIORNO E NOTTE NELLA NOSTRA PROVINCIA
5
domenica
agosto
CATONA
martedì
agosto
MISERIA E NOBILTÀ
Ispirata al film del grande Totò:
il Principe della Risata.
Rappresentazione
teatrale con Tuccio
Musumeci.
Regia di Nicasio
Anzelmo.
Teatro Catona
Info:catonateatro.it
GIOIA TAURO
ANNA OXA
mercoledì
agosto
REGGIO CALABRIA
ROCCELLA IONICA
MAMMOLA
INDIE ROCK FESTIVAL
Un viaggio dal nord al sud della Calabria,
per dare voce a gruppi emergenti,
alternativi e soprattutto indipendenti
Ia Edizione Piazza Ferrari
Free Entry
6
Dà il via la manifestazione
di musica in libertà in onore
del Giudice Scopelliti.
Rotondetta Lungomare Falcomatà
Info: www.ecojazz.it
N.O.I.FESTIVAL
Dal 7 al 10 Agosto concerti, mostre, teatro e
cinema. Anfiteatro al Castello
Info: [email protected]
ingresso: 8.00 euro
h21:00
Porto di Gioia Tauro
concerto Anna Oxa.
Info:www.annaoxa.net
ECOJAZZ
FESTIVAL
9
giovedi
SAN LORENZO MARINA
J-AX
In concerto h 21:00
il cantante dell’ex gruppo Articolo 31
Info: www.J-ax.it
agosto
SIDERNO
PLAESANO
SERATA
CABARETTISTA
MARVANZA
REGGAE SOUND
Concerto di musica reggae
Piazza del popolo h 21:30
Info: www.Marvanza.it
lunedi
agosto
POLISTENA
FABRIZIO MORO
In Concerto
Piazza della Repubblica h21:30
Info:www.fabriziomoro.net
MARINA
DI GIOIOSA
JONICA
…ATOYS
ORCHESTRA
Mitico gruppo pugliese
Blue Dhalia Beach
Lungomare
Cristoforo Colombo
Tutta la Giornata
Info:
www.myspace.com/atoysorchestra
GIOIOSA IONICA
NANIGLIO D’ORO
Rassegna di Cinema-Teatro
Presentazione e Proiezione corti e media
metraggi di autori calabresi.
h21:30 presso Palazzo Amaduri
CATONA
RE-LEAR
Cabaret con Lallo Circosta
Residence Zefiro
Ingresso gratuito
Consumazione obbligatoria
Info: www.lallocircosta.com
XXVII Edizione con Michele Placido.
Tragedia di William Shakespeare
Teatro in via Marina Arena.
Info: www.catonateatro.it
SIDERNO SUPERIORE
MUSICA SOTTO LE STELLE
h22:00, accademia della musica Musicarte
M. Assunta Pedullà.
LOCRI
NUTS!LITE
VENUE
ROMA &
SCIALAI
Allo Scialai una serata dedicata
al suono caldo e morbido del
45 giri a base di soul con tutte
le sue sfaccettature
Doppio appuntamento
Dalle h19 alle h21 aperitivo.
Dalle h23:30 dancefloor
Ingresso libero
10
venerdì
agosto
ARDORE MARINA
TIROMANCINO
in Concerto h22:00
In onore dei festeggiamenti
di Maria SS del Pozzo
GIOIOSA JONICA
SERATA D’ARTE
11
Cocktail di moda e musica e cinema
anni 70/80.
Collinetta dei Pini h21:30
sabato
agosto
GIOIOSAIONICA
SOGNANDOIL PASSATO
INUNA NOTTE DI
MEZZA ESTATE
Evento a cura dell’Unicef
h21:00
Piazza Vittorio Veneto
DOMENICA
05 AGOSTO 2012
LA RIVIERA
03
Parlando
di...
NORDICI & SUDICI
DI GIOACCHINO CRIACO
Nordici da scrocco
In principio erano poveri cristi che ai tempi
delle vacanze lunghe, quando le fabbriche
chiudevano un mese intero, tornavano ad
asciugarsi l'umidità al sole sudicio. Si piazzavano nelle nostre case e al costo di qualche
scatola di zucchero a quadretti e un po' di
camice sgargianti si facevano fuori le provviste alimentari accantonate da noi nel corso
dell'anno. Andavano via lasciando dispense
vuote a un triste ma mite inverno. Non ce la
prendevamo tanto, sapevamo che il loro era
un turismo da fame. Poi vennero gli emigrati
rampanti, con viaggio in aereo o in macchina
griffata e al seguito regali strabilianti. Le
nostre dispense restavano piene e le nostre
pance si gonfiavano ai tavoli di sontuosi banchetti offerti da loro. Andavano via lasciandosi una scia di polvere di stelle che in tanti
abbiamo provato a inseguire. Non erano
vere stelle, piuttosto luminose meteore, però
le nostre estati le rendevano piacevoli, indimenticabili. Il loro era un turismo d'assalto,
fatto di furbi e capaci. Negli ultimi tempi le
nostre estati si popolano di gente triste che
ha la pancia dei turisti da fame e l'arroganza
dei vacanzieri d'assalto. Gente che fa la posta
davanti a bar e pasticcerie per portarsi a casa
un caffè o una granita. Che ti capita a casa
mezz'ora prima del pranzo o della cena. Che
ha solo una o due settimane per sparare le
sue chiacchiere e riempirsi il cofano di un po'
di provviste buone a far superare inverni
sempre più rigidi al nord. Il turismo di oggi,
quello di ritorno, è sempre più, o solo, da
scrocco. Per accorgersene basta andare nelle
spiagge libere, popolate da nordici che si
sono portati da su anche gli ombrelloni e
non hanno più tasche buone nemmeno per
pagarsi una sdraio e un drink al lido.
“
Per fare pulizia sarà necessario fare le pulci alle imprese calabresi. Di questa
pulizia, nella Locride, ne conosciamo già gli effetti. Interi paesi sono stati,
economicamente, messi a terra dalle inchieste giudiziarie. Ciò è un bene
quando le inchieste sono serie e trovano conferme nelle sentenze definitive
FERNANDO SAGADO
he stessimo per arrivare a un punto
di snodo, nelle attività di contrasto
al malaffare, lo si era capito.
Sarebbe bastato ascoltare le parole del
dottor Giuseppe Lombardo che l’altra
sera, dal palco allestito da “Strill.it” per
Tabularasa, ha usato toni pacati ma gravi.
«Le indagini toccheranno interessi economici importanti, con un inevitabile
depauperamento
occupazionale…»
aveva detto in sintesi, per spiegare che la
lotta avrebbe indirettamente toccato le
esistenze di tanti calabresi che senza
C
camente, messi a terra dalle inchieste giudiziarie. Ciò è un bene quando le inchieste sono serie e trovano conferme nelle
sentenze definitive. Ma è innegabile che
quando gli interessi in campo sono importanti, si crea un disagio anche agli incolpevoli. Le inchieste a Reggio, quelle recentissime, sono arrivate alla Multiservizi,
alla GDM, alle imprese di distribuzione,
alle grandi fortune commerciali. Hanno
toccato gli affari degli imprenditori e le
vite dei lavoratori. Si è all'inizio.
Probabilmente le indagini toccheranno
Reggio, conto
alla rovescia finale
saperlo traggono sostentamento da affari
avvelenati. Lavoratori onesti che operano, a loro insaputa, per una economia
deviata. Il punto, in effetti, è delicato, tremendamente delicato. Il passaggio di
qualità tra l’indagare una mafia stracciona, parassitaria, intenta solo a drenare ricchezze e produrre sopraffazione, e un
malaffare borghese che oltre a rubare
redistribuisce ricchezze. Questo salto
qualitativo comporta problemi di carattere sociale, e oltre alla funzione essenziale
di affermare la legalità, nell’immediato
impoverisce un tessuto economico, quello
calabrese, di per se asfittico. Un discorso
paradossale ma autentico, tanto da essere
stigmatizzato nelle parole di Lombardo.
Per fare pulizia sarà necessario fare le
pulci alle imprese calabresi. Di questa
pulizia, nella Locride, ne conosciamo già
gli effetti. Interi paesi sono stati, economi-
IN EVIDENZA
Lavoratori onesti che
operano, a loro insaputa,
per una economia
deviata. Il punto, in
effetti, è delicato,
tremendamente delicato.
gran parte dell'economia reggina e della
sua politica. In tanti scopriranno di aver
lavorato per datori infedeli. I calabresi
dovranno decidere con chi stare, accettare sacrifici, cercare occupazioni nuove. In
DOMENICA
città arriverà un ciclone, come è già arrivato nella sua provincia. L'opera di pulizia
necessiterà di sostegno. Lo spazio liberato dovrà essere occupato da imprese sane.
La società calabrese sarà messa alla prova
e il problema vero sarà se essa si farà trovare pronta all'appuntamento. La questione vera sarà se i calabresi saranno in
grado di ripartire e buttarsi alle spalle un
sistema economico, politico e sociale che
nei decenni ha debordato dalla normalità.
Un problema questo, che per la verità
appartiene a tutta la nazione, e che per la
verità non vede lo stesso sforzo fuori dalla
Calabria. E ancora una volta la nostra
regione sarà un laboratorio, un centro
sperimentale di nuove cure che sarebbe
bene applicare anche altrove. Ma che
forse, come sempre, si limiteranno ai mali
sudici e fuori si affermerà il solito principio di sanità certificata.
05 AGOSTA 2012
LA RIVIERA
04
la Riviera
Il miracolo di Morgana
decisioni di verificare atti e fatti compiuti da
amministrazioni “a rischio”, ma se i comuni
della Locride sono gli amanti ideali di clan e
padrini, Reggio Calabria, da anni, è quanto
meno sposata con i boss, con tanto di banchetto, compare d’anello e buffet di dolci.
Eppure niente si muove, si lanciano gli scandali sulle “multiservizi”, si scrivono informative che ritraggono consiglieri comunali,
assessori anche regionali, a braccetto con chi
è considerato mammasantissima, ma null’altro accade, il matrimonio idilliaco tra
Condello, Tegano, De Stefano e gli eletti reggini continua senza crisi o gelosie. Eppure i
“riggitani”, un poco col
naso all’insù, abili conquistatori di voti in provincia,
si sono scoperti snob di
facciata. Capaci come
sono stati di dissimulare,
per anni, la loro condizione di impermeabilità al
crimine, parola che per
loro era sinonimo di
attacchi allergici, si erano forse convinti davvero che i figuranti che frequentavano nei
salotti della “Reggio bene” fossero in realtà
luminari oxfordiani e non padrini al soldo di
“osso, mastrosso e carcagnosso”. Addirittura
il buon Governatore Scopelliti si è ben guardato dal venire nella Locride con
assiduità, sicuro che una stretta di mano o
una carezza, immortalata in una foto, potesse rendergli la vita impossibile. È venuto con
il conta gocce solo per l’amico Cosimo
Cherubino e pochi altri intimi. In terra di
provincia aveva mandato Santi Zappalà, uno
che con Reggio città c’entrava poco e quindi
buono da spendere per casa Pelle a Bovalino.
Una città esente Reggio Calabria, esente da
collusioni e allusioni, ma che oggi si scopre
tradita dalla sua stessa convinzione di “luogo
al di fuori”, anche perchè qualcosa in città è
entrato invece tutto dentro. È entrato il marcio delle mazzette, il puzzo delle estorsioni, è
entrato l’unto delle strette di mano. Tutto è
entrato, o forse era già dentro, ecco perchè
quella camminata snob dei “riggitani” che
sapevano in cuor loro che qualcosa sotto non
quadrava. Ma nonostante tutto oggi sia più
chiaro, Reggio Calabria e le sue amministrazioni, passate e presenti, stanno in piedi
come un equilibrista su un ponte immaginario. Non vuole essere il mio un discorso campanilista, ma a campeggiare sui banchi delle
aule di Tribunale è la frase “La legge è uguale per tutti”. Sembra che per la Locride ci sia
una deroga. Sembra che per reggini e “riggitani” ci siano leggi diverse. Scrivono i carabinieri del Ros in merito all’inchiesta “Sistema-
Se i comuni della Locride sono gli amanti
ideali di clan e padrini, Reggio Calabria, da
anni, è quanto meno sposata con i boss,
con tanto di banchetto, compare d’anello e
buffet di dolci. Eppure niente si muove
GIOVANNI DROGO
arà il vento che tira sullo stretto per
almeno 360 giorni l’anno scombina in
continuazione anche le carte degli uffici
giudiziari e della Prefettura, sarà la “fata
morgana” che insinua certezze che poi si scoprono miraggi, ma la politica di Reggio
Calabria è riuscita, fino ad ora, a cadere sempre in piedi.
Per comuni come Siderno o Casignana è
bastato un lavaggio a secco in compagnia di
un “mastro” qualsiasi per decretare l’arrivo
di una commissione di accesso. A Sant’Ilario
sono bastate le tesi araldiche di discendenza
e qualche voce da bar per il crollo della giunta in carica, e così via, passando per i molti,
troppi, comuni della Locride, colpiti, e in
qualche caso azzerati, da spifferi giudiziari e
forse qualcosa di più. Per carità, sacrosante le
S
Assenzio”: «L’indagine ha: documentato l’infiltrazione pervasiva di numerose ed importanti cosche di ‘ndrangheta nel settore della
grande distribuzione alimentare, dell’intermediazione del credito e dell’
imprenditoria edile, attraverso la complicità
di personaggi ben inseriti nel contesto socio
economico della città che hanno fatto da prestanome alle cosche.
Ma l’attività investigativa ha anche accertato
l’infiltrazione delle cosche nell’attività politica cittadina, garantendo l’appoggio elettorale per le consultazioni amministrative comunali di Reggio Calabria del maggio del 2007
ad un candidato di riferimento». Queste
parole riferite ad un comune della Locride
avrebbero valso la sedia elettrica, o quanto
meno una passeggiata all’inferno.
A Reggio Calabria però quel vento che tira
360 giorni l’anno spazza sempre via tutto.
Chissà in quei cinque giorni di quiete se qualcuno riuscisse a riordinare le idee....
DIAVOLO NERO
HA RAGIONE
NICOLA GRATTERI
Il dr. Giuseppe Pignatone è
indubbiamente uomo di pensiero, e spiace che l’alto ufficio
di Capo della Procura di
Reggio ne abbia inevitabilmente infrenato lo slancio teorico.
In ogni caso, dipartendosi da noi e lasciando
tale e quale il rapporto politica-istituzioni, ci
ha fatto dono di tre gioielli: a) la ‘ndrangheta
calabrese fotocopia della mafia siciliana; b) in
ogni paese calabrese c’è un locale di ‘ndrina,
e, per costituire detto locale, ci vogliono non
meno di 49 soci sceleris; c) la color-’ndrangheta .
Siccome ritengo che sia questo il maggiore
ardimento teorico del dr. Pignatone, è giusto
che mi soffermi e che mi spieghi.
Per noi stava che gli ‘ndranghetisti fossero
bicolori. Rossi per il sangue delle loro vittime
e anche dei loro colleghi, neri per la morte che
fanno avanzare. Rosso e nero sono colori fondamentali, e gli spiriti rozzi non hanno occhi
per altro. Ora e da qualche tempo, con la sola
nostra voce d’opposizione e l’apporto culturale del Guardiano del Museo della
‘Ndrangheta, di don Ciotti, di don De Masi,
della Musella, il dr. Pignatone ci è venuto
insegnando che ci sono anche gli ‘ndranghetisti grigi. Forse per effetto degli ‘ndranghetisti neri, che, sotto il sole ardente e costante dei
guerrieri dell’antimafia si sono stinti. Chissà.
Un diavolo non può non essere un eretico, e
una testata, come “la Riviera” senza padroni
non può mai essere ortodossa. Fu tacciata
come grave eresia la nostra recisa negazione
degli ‘ndranghetisti grigi: né carne né pesce.
Bene. Un magistrato, la cui serietà scientifica
è fuori da ogni ragionevole dubbio, Nicola
Gratteri, ha dichiarato chiaro e tondo di fronte ala Commissione Nazionale antimafia che
la zona grigia non esiste, che si sta o da una
parte o dall'altra. Se sono rimasti qualche po'
di legna e qualache zolfanello, c’è un eretico
eccellente, nostro compagno al duolo, da
issare sul rogo.
DOMENICA
05 AGOSTO 2012
LA RIVIERA
05
DOMENICA
05 AGOSTO 2012
LA RIVIERA
06
UNA STORIA
L’acalante
locrideo
CARTOLINE PER LA PADANIA
*
IL DITO NELL’OCCHIO
di Antonio Calabrò
Il sindaco Lucano
e i piccioni
in fascia tricolore
RODERIGO DI CASTIGLIA
Le notizie più lette della
settimana su larivieraonline.com
Voi che vivete in campagna, che
nella stagione dell’amore vi
accontentate di tenere aperte le
imposte per godere del concerto
splendido che una natura benigna ha messo in gola al cardellino. E voi crudeli carcerieri che il
bel canto lo tenete chiuso in gabbia, appeso alle finestre di case di
paese o di città. Sappiate che
dietro alle dolci note c’è uno
struggimento millenario, frutto
della superbia che da sempre
precipita angeli e uomini. Ormai
solo in pochi ricordano dell’uccello canterino l’antico nome,
ma ci fu un tempo in cui dalle
nostre parti Acalante si chiamava
il cardellino. Acalante, nella
mitologia greca, era una delle
Pieridi che sfidarono le Muse,
figlie di Apollo, in una gara di
canto. Le Ninfe, giudici della
sfida, alla fine di una lotta all’ultima nota, decretarono la vittoria
delle Muse. Le Pieridi orgogliose
non accettarono la sconfitta e
attaccarono le avversarie.
Intervenne Atena a sedare la
rissa e a punire le perdenti trasformandole in uccelli. Acalante
la Pieride più bella divenne un
cardellino. Vagò a lungo, attraversò lo Ionio traditore, e per lei
lo Zefiro difensore smise di soffiare. L'unico dono buono che ci
portò il mare, approdò nella
Locride. E voi che in gabbia
tenete il canto, sappiatelo.
Custodite orgoglio e superbia, e
la bellezza divina di Acalante che
sfidò le figlie di Apollo.
LE CHEVALIER
1) QUEGLI OCCHIONI CHE PALESAVANO SENSIBILITÀ E NOSTALGIA
2) ANNARE’, L’AMORE NON MUORE
3) RIVOLTA DEGLI IMMIGRATI A RIACE, LA LOCRIDE INVASA DALLE SIRENE
4) LOCRIDE: CINQUE ARRESTI PER SPACCIO DI DROGA
5) COMMISSARIATI ANCHE NELLA MORTE
6) REGGIO CALABRIA: ANCORA ARRESTI LEGATI ALLA ‘NDRANGHETA
7) SIDERNO: PIANTAGIONE DI MARIJUANA SCOPERTA DALLA GDF
SALINE JONICA
Nuvole nere si stagliano tra Saline
Jonica e il sole. Accanto all’antica
ciminiera, obelisco alla vanagloria di
pochi, alla furbizia di tanti, alla
stupidità di molti, accanto alle
migliaia di metri cubi di cemento e
ferraglia, vero tempio dello spreco e
della devastazione della nostra terra,
accanto a questi ruderi sorgerà il
buco nero fossile, l’ennesima beffa a
una terra di sole e di mare. Ci
portano il carbone, perché siamo
stati cattivi. Nubi nere si ammassano
su Saline. Queste sono quelle di un
incendio, ed è bastata mezz’ora di
Scirocco per spazzarle via. Le altre,
quelle sul futuro, puzzano di carbone
e minacciano di diventare stanziali.
Dati larivieraonline.com
L’epopea Roma-Reggio Calabria
Viaggio da incubo per 600 passeggeri in
gran parte calabresi. Prima un guasto
alla motrice poi è andata via l’aria condizionata. A Battipaglia, nel salernitano
l'Intercity Plus 1551 Roma-Reggio
Calabria si è fermato. I circa 600 viaggiatori che si trovavano a bordo, stremati per il calore e la stanchezza accumulata per tante ore di viaggio sono
scesi dai vagoni e hanno protestato.
Quando il treno è giunto a Napoli
Centrale è stato effettuato un tentativo
di riparazione e, dopo una sosta, il
treno è ripartito per Reggio Calabria.
Ma alla stazione di Battipaglia, dove è
giunto alle 13,45, il treno è stato fermato definitivamente. Trenitalia ha organizzato il trasbordo dei passeggeri diretti a Reggio Calabria, alcune centinaia, a
bordo di 10 pullmann.
Lunedì 13 Agosto h22:00
Ex Convento degli Agostiniani Collinetta dei pini Concerto a
cura Accademia Musicale ARS MUSICAE
Martedì 14 Agosto h19:00
Piazza Vittorio Veneto
SOGNANDO IL PASSATO IN UNA NOTTE DI
MEZZA ESTATE Evento Spettacolo di arte, musica e danza
a cura della sezione UNICEF
Lunedì 6 Agosto h21:30
Giardino di Palazzo Amaduri Rassegna di Cinema e Teatro
NANIGLIO D’ORO 2012. Prima serata. Presentazione e
proiezione corti e mediometraggi di autori calabresi
Martedì 7 Agosto h19:00 in poi
Giovedì 16 Agosto h20:00 in poi
Area verde attrezzato Amici di San Rocco
Zeppolata ed esibizione gruppo musicale.
Associazione Amici di San Rocco
Venerdì 17 Agosto h21:30
Area Archeologica del Naniglio
Visite guidate e manifestazioni culturali. Org. Pro-Loco
Piazza Plebiscito Manifestazione GIOIOSANI ILLUSTRI
Intrattenimento musicale. Pro-Loco e Comune
Mercoledì 8 Agosto h21:30
Sabato 18 Agosto h21:30 Piazza Vittorio Veneto Rassegna
di Cinema e Teatro NANIGLIO D’ORO 2012. Seconda serata. Proiezione Film L’Umanità scalza di Americo Melchionda
con Michele Lombardo Rappresentazione Teatrale L’ORSO
con Maria Melasi
Collinetta dei pini
COCKAIL di MODA MUSICA e CINEMA
Anni ‘70 e ‘80
Venerdì 10 Agosto h22:00
Piazza Plebiscito
Proiezione Film documentario
Una fulgidissima stella su San Giovanni di Gerace
Domenica 19 Agosto h21:30Piazza Vittorio Veneto SERATA CUBANA Spettacolo musicale.
Pro-Loco e Comune
Domenico Lucano, sindaco di Riace,
ha dato una lezione a tutti i piccioni in
fascia tricolore che in Calabria e specialmente nella Locride intendono
risolvere i problemi dei territori amministrati, correndo a sedersi attorno a
un tavolo zoppo, chiedendo l’intervento dall’alto, diplomatizzando il conflitto. Ha capito che è l’azione a decidere. E contro gli insolenti ritardi burocratici, che negano ai migranti, nel suo
paese divinamente accolti, persino la
miseria di 4 euro giornalieri, insieme
al sindaco di Acquaformosa, Giovani
Manoccio, e all’ardimentoso giovane
operatore, Giovanni Maiolo, ha messo
in atto uno sciopero della fame, che al
suo ottavo giorno è stato salutato dal
successo. Cui hanno contribuito i
migranti, che per ben due volte hanno
giustamente dato vita ad esemplari
proteste. Ora, da qualche giorno, la
Corte dei conti di Catanzaro ha riconosciuto il debito del comune di Riace,
soggetto attuatore del Progetto
“Emergenza Nord Africa”. I soldi arriveranno, sia pure limitatamente all’anno 2011.
La cronaca finisce qui. Ma c’è bisogno
d’una postilla aggiuntiva. Ed è questa.
Domenico Lucano, Giovani,
Manoccio, Giovanni Maiolo, i migranti si sono mossi, hanno agito in splendida solitudine, come monaci nei deserti
della Tiberiade. Gravata e paralizzata
evidentemente dallla preoccupazione
di non disturbare i padroni del cocchio, l’Associazione dei Sindaci, mirabilmente presieduta da Giorgio
Imperitura, non ha dato segno di vita.
Non ha offerto solidarietà, testimoniata, viceversa, a vergogna degli amminstratori locali, da sindaco del
Cosentino, il già citato Giovanni
Manoccio. Non s’è messa alla testa di
un movimento di lotta, che non è
puramente umanitario, ma difende i
diritti umani violati dei migranti. Né,
peraltro, inziative di sostegno sono
venute singolarmente dai sindaci della
Locride. Dobbiamo pensare che scava
scava, sotto il perbenismo filisteo, s’annida la tabe razzista? Dopo tutto, che
cosa sono per le narici olfattate di
tanti piccioni in tricolore i neri di
Riace se non sacchi d’immondizia? Da
non buttare in mare per non inquinarlo, allontanando i turisti. Farli morire
di fame è più igienico, e dà lavoro alle
pompe funebri.
Lunedì 20 Agosto h21:00
Piazza Plebiscito e vie del Borgo Antico
GUSTANDO IL BORGO, la gastronomia immersa nella cultura - Esibizione di un gruppo musicale ed artisti di strada.
Consulta giovanile
Mercoledì 22 Agosto h21:00
Piazza Vittorio Veneto Festa della melanzana
TARANQUARTET. Comitato Festa San Rocco
Venerdì 24 Agosto h21:30
Piazza Dogali Viale Mancini
Spettacolo Musicale. Comitato Festa San Rocco
Sabato 25 Agosto h21:30 Piazza Plebiscito
Esibizione Complesso Bandistico. Comitato Festa San Rocco
Domenica 26 Agosto h9:00 in poi
Festa in tutto il Paese Festeggiamenti in onore del Santo
Patrono SAN ROCCO
ALBERTO BERTOLI in Concerto.
Mercoledì 29 Agosto h21:00 Area Archeologica Naniglio
Rassegna di Cinema e Teatro NANIGLIO D’ORO 2012.
Serata finale. Proiezione lavori e assegnazione premi.
Giovedì 30 Agosto h19:00
Palazzo Amaduri cortile esterno
COCKTAIL LETTERARIO Presentazione del libro AFRICO, cognomi e ritratti di Bruno Palamara.
DOMENICA
05 AGOSTO 2012
LA RIVIERA
07
LA COPERTINA
BENEDETTO CROCE
FRANCESCO SAVERIO NITTI
Questo nostro Sud
PASQUINO CRUPI
e a più di 150 anni dall’Unità
d’Italia alcuni libellisti, senza
voglia di pensare e con tanta
passione di vendere, tornano a
porre e a porsi “Quale Sud?”, possiamo stare al fresco, nonostante il caldo
torrido di questi giorni. Ma in circolazione non ci sono soltanto i libellisti
rinfrescanti, che commemorano il passato felice dei Borbone sempre in fuga
dal paradisiaco Regno di Napoli, e van
deprecando con parole - solo con parole - di fuoco il presente infelice dei
governi politici e dei governi tecnici. Ci
sono a iosa gli escogitatori - fondatori
sarebbe troppo - di movimenti sudisti,
per lo più cartacei, sontuosamente
denominati, visibili come le lucciole,
avversi tra loro, come lo erano un
tempo cani e gatti. Siccome ai nostri dì
non contano niente, a compensazione
promettono un domani scintillante, il
domani del Sud libero dall’oppressione
del Nord, che, però, è visto come una
geografia, non come una classe storicamente determinata contro il
Mezzogiorno e storicamente alleata
dei meridionali impalazzati.
Mai più classe dirigente dopo l’Unità
d’Italia, e quartiere generale, pronto
all’ubbidienza, della classe dirgente nordista con centro politico Roma.
Attendersi da questi lacrimati movimenti sudisti, che hanno perpetuo il
ciglio umido per il Grande Sud, depredato dal Nord, il riscatto del
Mezzogiorno sarebbe come aspettarsi
la vita dalla morte.
Sono finiti i tempi dei meridionalisti
d’antan, i quali ebbero il coraggio d’andare anche contro la loro classe d’appartenenza - la borghesia, e accettarono come premio alla loro battaglia l’isolamento politico e intellettuale. I
S
“nuovi meridionalisti” e i separatisti
azzoppati sono d’una altra stoffa.
Hanno vita temporanea. Insorgono e
fanno chiasso alla vigilia delle elezioni,
e il mormorìo intorno a possibili elezioni anticipate li ha già fatti scattare
come una molla, pronti e presenti nel
mercato della politica .
È il ciondolo di parlamentare che
richiedono e vi possono, con buona fortuna, aspirare. Con il sistema bipolare si
può vincere anche con un solo voto in
in più, e si capisce che gli sparuti capi di
se stessi hanno la loro utilità e un prezzo. Da che parte si schiereranno non
importa. Ma teniamo conto che si
schiereranno in funzione di ruota di
scorta.
No, non è davvero da questo bulicame
che potrà insorgere il Sud che sempre
volemmo. Il Sud non dipendente sul
piano politico, economico, sociale, culturale. Il Sud del lavoro produttivo e
del sapere operativo. Ma, per portare
avanti questa costruzione, ci vorrebbero
ancora i Villari, i Ciccotti, i Turiello, i
Nitti, i Gramsci, gli Sturzo, i Croce.
Dopo di loro - dopo, soltanto cronologicamente, è arrivato Pier Luigi Bersani
che nel programma del suo governo
con Casini e Vendola ha messo la patrimoniale e i matrimoni gay. Ci vorrebbero partiti, che accumularono il loro
patrimonio morale nelle carceri, nel
confino, nella lotta contro il fascismo.
Ci vorrebbero le classi sociali, che nel
Mezzogiorno non ci sono più.
Tale la situazione. Per scoraggiante che
sia, noi non ammetteremo mai che non
ci sia più nulla da fare. Ma al tempo
stesso, onesti non solo intellettualmente
come siamo, non ce la sentiremo mai
d'offrire ai calabresi e ai meridionali un
pesce d'Aprile. Anche se le elezioni,
non anticipate, sono previste per la primavera 2013.
La nascita dei movimenti per il Sud ha
riacceso le discussioni sul meridionalismo.
Ecco le opinioni dei nostri autorevoli
opinionisti: tra briganti, statistiche e
proposte. Il nostro passato di ribelli e
oppressi e il nostro presente di meridionali
Il vero lupo è
nascosto altrove
ILARIO AMMENDOLIA
asolini non voleva offenderci quando
osservando Cutro e la sua gente parlava di terra di banditi. Noi calabresi
eravamo banditi, cioè esterni, al pensiero dominante, autoesclusi da una legge che
non ci apparteneva. Il Sud oggi è ciò che è, ma
contiene ciò che è stato, e porta in ventre ciò
che sarà. Noi siamo meridionali. Per secoli
siamo stati potenziali ribelli perché esclusi e
oppressi. Ci siamo rifugiati sulle nostre “isole”
che parlavano di amore , di possesso, di gelosia, di libertà, di morte. Per secoli abbiamo
inseguito l’utopia. Il nostro ideale più autentico è l’anarchia.
I nostri filosofi Gioacchino da Fiore e
Tommaso Campanella.
I nostri combattenti: briganti e sanfedisti. I
primi volevano conquistare la vita, i secondo
il cielo.
La conquista del Sud non è quella attuata dall’esercito piemontese.
I poveri piemontesi ci somigliavano più di
quanto non ci somigliassero i nostri secolari
P
oppressori. Chi ha letto il libro-testimonianza
Due anni sull’altipiano di Emilio Lussu ricorda, che nel grande massacro calabresi, piemontesi, siciliani, lombardi morivano l’uno
accanto all’altro, vittime di una unica oppressione.
Carlo Levi, ancora nella prima metà del secolo scorso, capiva benissimo che il Sud non era
stato occupato ma non conquistato...
L’antifascismo, e il netto dissenso nei confronti del regime da parte dei nostri contadini, si
manifestava col silenzio. Il fascismo dominava
il territorio, imponeva le sue leggi, ma i nostri
spiriti erano rimasti ribelli e liberi di sognare
Nico Nanco ed il capitano Carmine Crocco.
I Luigini, dal nome del maestro podestà, ridicolo avamposto delle classi dominanti, erano
ancora pochi e privi di prestigio, adesso c’è
una vera epidemia...
Gli eserciti non sono riusciti a piegare la resistenza del Sud. La civiltà dei consumi è riuscita dove erano fallite le truppe sabaude, le carneficine di Cadorna, le camicie nere. La vera
invasione è rappresentata dalla bramosia di
possesso dei beni del lusso, e di quelli super-
DOMENICA
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LA RIVIERA
08
DON LUIGI STURZO
NICOLA ZITARA
Nord - Sud: proposta per lo sviluppo dell’occupazione
Un piano
per il lavoro
FRANZ FOTI*
flui diventati vitali, le auto di grossa cilindrata,
la cupidigia di potere e di ricchezza che ha
espugnato ogni sacca di autentica resistenza
meridionale...
Oggi non c’è rivolta. Non parlo di violenza,
che mi ripugna, ma di quella rivolta che ci
rende autentici e ci fa padroni della nostra
vita.
Non ci sono neanche le isole di pensiero su
cui rifugiarci. Tutto è facebook, col suo continuo ed inutile “taggare”. Siamo cittadini onorari dell’Isola dei famosi, del Grande fratello,
delle trasmissioni di Maria De filippi.
L’oppressione è insidiosa, le armi luccicanti.
Non ha bisogno di eserciti, perché già controlla le nostre menti. Usa anche il braccio armato ma solo come estrema ratio.
Manca qualcuno che faccia scattare la scintilla della nostra autenticità di meridionali, le
nostre passioni, e che faccia venir fuori la
parte migliore del nostro pensiero, l’antica
voglia di batterci per le nostre Utopie...Non
ne ha bisogno solo il Sud ma l’Italia intera.
Giaciamo proni sotto il tacco di conquistatori,
senza possibilità di rivincita. Solo il mare è
rimasto ribelle ed indomito. Ci accoglie e ci
abbraccia, ci contamina con suo mistero, ci fa
sognare.
Solo il mare crea un ponte tra tutti i sud del
mondo! Infatti, martedì scorso ho visto qualche scintilla del pensiero ribelle a Riace, negli
occhi dei ragazzi di colore impegnati in una
ingenua quanto innocua rivolta. Gli autisti
erano incazzati per il blocco ed avevano ragione. Anche io lo sarei stato. Tutti abbiamo fretta di raggiungere la nostra noia senza domani. Quei ragazzi tuttavia rappresentavano un
embrione di soggetto politico, come lo sono i
carcerati, e tutti gli esclusi. Una minoranza
inconsapevole di cui già Walter Benjamin
diceva: «…è solo merito dei disperati che ci è
data una speranza».
Vi è una bella canzone “Briganti si mori” che
si conclude con queste parole «u veru lupu chi
mangia i criaturi è u piamontisi ch’avimu a
caccià».
Versi belli ma superati.
Il vero lupo è nascosto altrove e noi siamo,
come Cappuccetto rosso, nella sua pancia in
attesa… della Liberazione.
La disoccupazione ha raggiunto il tasso
dell’ 11% oltrepassando la soglia della
sostenibilità sociale. Debito pubblico disastroso e precario sviluppo economico produttivo non consentono di poter mettere in atto concrete e ordinarie politiche
attive per l’occupazione. Siamo entrati in
piena zona d’emergenza produttiva e
occupazionale e c’è un disperato bisogno
di ripartire. Il tempo delle dispute inutili è
finito. La società non le sopporta. A problemi importanti si risponde con misure
straordinarie. Serve dunque un piano
straordinario per il lavoro a carattere
nazionale e locale che dia risposte immediate alle imprese e alle nuove generazioni
del Sud in primo luogo e all’intero
Paese.Ripartire dal lavoro diventa l’imperativo per rigenerare i meccanismi produttivi e sociali che l’insieme dell’apparato
politico e partitico ha contribuito a smarrire. In questo modo si potranno riannodare le fila dei legami sociali, dei valori civili,
culturali e istituzionali, partendo proprio
dal Sud, realtà sofferente e complessa, ma
carica di desiderio di ricostruire, di ricomporre, fuori dalla demagogia e dai luoghi
comuni, un’Italia nuova.
Ecco la proposta:
Stanziamento triennale: 12,5 miliardi di
euro annui
Occupazione possibile nel triennio
2012/2013: 1.500.000 posti di lavoro suddivisi per anno
50.000 posti per l’avvio di nuove imprese,
con investimento di 1,25 miliardi di euro
attingendo dall’evasione fiscale e dall’ulte-
riore taglio di enti inutili.
100.000 posti per ripopolare l’agricoltura,
con investimento di 2,5 miliardi di euro
finanziati con la confisca di beni mobili e
immobili alla criminalità organizzata.
100.000 posti nell’Ambiente, con investimento di 2,5 miliardi di euro finanziati
con la riorganizzazione e la riduzione
delle spese militari e di polizia dei corpi
dello stato centrale e periferico.
50.000 posti di lavoro per artigianato e
apprendistato con un investimento di 1,25
miliardi di euro con finanziamento derivante dalla riorganizzazione dell’amministrazione pubblica e da ulteriori tagli alle
spese inutili.
100.000 posti per progetti innovativi, con
investimento di 2,5 miliardi di euro da
finanziare con fondi europei e attraverso
la tassazione progressiva dei patrimoni
superiori a un milione di euro.
100.000 posti di lavoro nel turismo, con
investimenti di 2,5 miliardi di euro da
finanziare con fondi derivanti dall’evasione fiscale e contributiva e dai tagli al
finanziamento pubblico dei partiti.
Settori interessati: agricoltura e agro-industria, ambiente, artigianato, beni culturali,
energie rinnovabili, formazione e ricerca,
avviamento d’imprese giovanili su progetti
valutati, innovazione tecnologica, integrazione salario cassintegrati, nuove tecnologie dell’informazione, produzione di beni e
servizi, turismo, zootecnia.
*Giornalista, docente di Comunicazione
Pubblica e Istituzionale presso l’Università
statale dell'Insubria di Varese
Tutti i dati del piano per il lavoro potrete
trovarli su www.larivieraonline.com
DOMENICA
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LA RIVIERA
09
ATTUALITÀ
ROCCELLA JONICA
Lo scempio del castello
ANTONELLA ITALIANO
ro affascinata dal promontorio che
ospitava il castello dei Carafa. Quel
maestoso avvicendarsi di rocce si
stagliava contro il cielo, imponente e
ripido sulla costa pianeggiante,
quasi fosse una sfida alle leggi fisiche. E lassù,
sorvegliato da una torre ancora più alta, la
meraviglia normanna di pietra e malta.
Feci una cosa proibita: salii in cima, arrivando
alla porta di legno che chiudeva le mura, e scavalcai, ritrovandomi sola nel castello silenzioso.
Sul portale litico era ancora visibile lo stemma in
pietra calcarea della famiglia Carafa della
Spina, da cui il castello fu rimaneggiato e restaurato. Camminai per la stradina che portava al
cortile, in esso si affacciava la piccola cappella in
cui furono rinvenuti i pregevoli altari in marmo
policromo. Il complesso era in buono stato
nonostante centinaia di anni di storia (e storie)
l’avessero segnato. Non un rudere, ma piani e
balconi e stanze e incisioni. Un vero tesoro per
le nostre terre. Chiusi gli occhi e dall'alto mi
sembrò di dominare il mare, di cui arrivava chiaro il lamento. Scale di pietra, strette tra le mura,
portavano ai piani superiori che furono gli
appartamenti privati dei principi. Il castello era
straordinario, tanto da far perdere il senso del
tempo. Non so, infatti, quante ore stetti là dentro, ricordo solo che odorava di vita, di racconti
antichi, di onore, vizi e peccato. Ma ciò che non
uccisero gli anni fu ucciso dal calcestruzzo armato. Non le intemperie, né le battaglie, bensì un
“restauro” approssimato e violento. Fu lì che il
secolare maniero trovò la morte, giunta impie-
E
tosa, senza dignità né allori. Una morte di mattoni e cemento, usati per sigillare le finestre e
per riempire le straordinarie rughe dell’antica
muratura. E, alla fine, arrivarono due bei fari,
puntati di notte, affinché in nessun momento si
scordasse lo scempio di Roccella.
Nel 2008 il castello fu definito un “bene patrimoniale storico artistico di livello internazionale” e ripresero i lavori di restauro (finanziati da
fondi europei e regionali), che stando alle previsioni sarebbero durati al massimo un anno e
due mesi. Anche questa volta, purtroppo, si
operò in maniera confusa e arbitraria. Troppe
sospensioni e problematiche di cantiere ostacolarono gli interventi, contrattempi che un’attenta direzione dei lavori, ed un previdente
Responsabile unico del procedimento, avrebbero di certo evitato con un progetto esecutivo
definito nei dettagli, e non “totalmente stravol-
“
Il maniero dei
Carafa ucciso dai
serial-killer del restauro.
Aggressioni di cemento
dopo l’alluvione, ripresa
dei lavori nel 2008 e
ripetute interruzioni. Tutti
in tribunale!
”
to” in corso d’opera. Sin da subito il consorzio
Aedars Scarl (soggetto appaltatore) e la esecutrice consorziata segnalarono le incongruenze
tecniche e operative rispetto a quanto preventivato in lavorazione, ma gli organi della procedura d’appalto, Rup e Dl, e il Comune di Roccella
Jonica costrinsero l’appaltatore e la esecutrice
consorziata ad un contenzioso presso il tribunale di Locri con tutte le evenienze del caso. Un
modo per far lavorare giudici e avvocati… e
sospendere i lavori al maniero normanno!
Straordinario, dunque, il tempestivo dietrofront delle istituzioni, teso a scoraggiare domande del tipo “quando finiranno i lavori iniziati nel
2008?”. Quesito banale, ormai, scontato e già
vecchio. Così quello che ci chiediamo oggi è
solo: “ma quando (e soprattutto come) riprenderanno!”. E il punto esclamativo, credeteci,
non è casuale.
POLAROID: I SINDACI A SAN GIOVANNI DI GERACE
Molte assenze, qualche polemica e una proposta finale
concreta. È la sintesi della riunione dell'Assemblea dei
sindaci che si è tenuta a San Giovanni di Gerace in
segno di solidarietà per il sindaco oggetto di atti
intimidatori. Giorgio Imperitura, si è rivolto principalmente
ai responsabile politici presenti: il sen. Luigi De Sena con
gli On. Maria Grazia Laganà e Mario Tassone, nonchè i
consiglieri regionali Candeloro Imbalzano e Pasquale
Tripodi, e ha annunciato che nella prossima riunione
dell’assemblea dei Comuni sarà presentato un Progetto
di sviluppo locale condiviso da tutti.
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Parlando
di...
IL MAESTRO MUTI A REGGIO
210 mila euro è costato alla Provincia il concerto del maestro Riccardo Muti, di
cui 60 mila finanziati dalla Regione. Così il 31 luglio, alla scuola Allievi Carabinieri
di Reggio Calabria, la musica classica ha incantato i calabresi. Il maestro Muti
sottolinea: «L’Italia e la Calabria devono essere fieri di questo evento». Fieri ne
andiamo fieri, tanto da concederci il capriccio della sua eccellenza musicale. Tanto
poi la buttiamo sulla “cultura della legalità” che tutto giustifica (come ha fatto la
Giunta provinciale). Siamo fondi a specifica destinazione!
21
ATTUALITÀ
minuti
con Video Calabria
e la Riviera
ANTONELLA ITALIANO
minuti per parlare de “la Riviera”,
della Locride e del nostro lavoro
quotidiano. 21 minuti che ci sono
regalati da Video Calabria, e dal
suo direttore di produzione
Giuseppe Marasco. Così, in una calda mattina di
luglio, ci ritroviamo ospiti con l’editore Rosario
Vladimir Condarcuri del programma Qui Calabria
Estate di Francesca Caiazzo, nello stabilimento balneare Summerbeat dell’Ymca di Siderno. È la
nostra libertà, oggi, a fare notizia. Sono le nostre
pagine ricche di racconti, cultura, eventi, personaggi, quelle di cui parlare. Società e politica impazzano sul cartaceo free-press e sul sito internet larivieraonline.com
Ma la ‘ndrangheta? Al primo omicidio la tratteremo. Promesso. Ma non chiedeteci di farlo al primo
avviso di garanzia, sarebbe prematuro.
Siamo tutti accusabili di favoreggiamento? Si certo,
fin quando sarà un reato offrire un caffè al bar, o
rispondere al telefono.
Cosa siamo tenuti a sapere delle vite degli altri?
Nulla, perché usiamo il tempo ad organizzare le
nostre; giornate che ci appaiono fin troppo corte,
soprattutto a ridosso delle consegna del giornale.
Scrivessimo di gossip sarebbe diverso, purtroppo
(si fa per dire) neanche sappiamo con chi passeggia il nostro vicino. Impreparati o omertosi dunque? Discreti.
Oggi abbiamo questi 21 minuti tutti per noi, per
raccontare come abbiamo organizzato, con la
pigreco communication, tre giorni di festa della
musica; del libro che dobbiamo presentare; delle
rete che ci permette di dare, soprattutto online,
un’informazione tempestiva e veritiera.
21 minuti che volano via e che il canale 13 del digitale terrestre ha mostrato ai calabresi la scorsa settimana. Spettatori che seguono Video Calabria da
tutta la regione. Il format giornalistico, in onda
ogni giorno dalle 7 alle 9 del mattino, rappresentato dal giovane editore Gianfranco Riga e dal direttore generale Salvatore Gaetano, ha deciso di portare il “salotto” televisivo nelle località turistiche e
vacanziere per incontrare la gente della nostra
Regione.
Uno spaccato positivo, che ha scelto noi, e che
Giuseppe Marasco ha così commentato: «Questa
settimana è andata in onda una serie realizzata a
Siderno, in cui abbiamo incontrato chi la Locride
la vive davvero! Per questo abbiamo invitato gli
amici de la Riviera. Un occhio critico e attento sulle
questioni più svariate, amici di cui stimiamo l’operato che con professionalità e passione rappresentano un punto di osservazione privilegiato sui
“fatti” del reggino».
Emozionati anche noi, cari amici di Video
Calabria, per questo vi ringraziamo. Gli anni ci
hanno abituati alle tentate querele, le difficoltà ci
hanno temprati, e il nostro “muso duro” quasi
stenta a sorridere davanti alle telecamere. Da
intervistatori ad intervistati è un passo breve, ma
che sia un foglio word o un microfono, quello da
cui parlare, la sostanza è la stessa.
21
GIOIOSA JONICA
Da dove nasce
il nome Gioiosa?
POLAROID
Nell’incontro Gioiosa Guardia dall’invenzione
letteraria alla realtà storica: una risposta ad un
dibattuto quesito storiografico, il Prof. Vincenzo
Naymo, docente di Storia Moderna presso la
Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di
Messina, ha dato risposta all’antica questione
delle origini e del nome della cittadina di
Gioiosa Jonica.
Professor Naymo quando ed in quali circostanze è
nata Gioiosa Jonica?
«I dati consentono di affermare, dopo decenni
di ricerche negli archivi del Regno di Napoli,
che Gioiosa nacque nel corso del XIV secolo
nel territorio di un feudo medievale, esistente
fin dall’età Normanna, denominato Ragusia.
Fu il potente casato napoletano dei Caracciolo
Rossi, conti di Gerace, a dare impulso alla
nascita della cittadina e a conferirle il nome. Il
paese si sviluppò inizialmente ai piedi del
castello inglobando una preesistente torre di
guardia».
Quale fu dunque il primo nome di Gioiosa e perché le fu assegnato?
«L’antica denominazione fu Yojusa Guardia,
perché l’abitato si ritrovava edificato intorno a
una torre di controllo. Il significato dell’aggettivo Gioiosa è legato al Roman de Tristan. Nel
romanzo, che narra l’amore fra il cavaliere
Tristano e la regina Isotta, si racconta anche che
Lancillotto riuscì a liberare dalla schiavitù gli
abitanti del castello della Dolorosa Guardia,
governati da un tiranno Moro. Dopo la liebrazione decise di cambiare il nome di quella località in Gioiosa Guardia. La diffusione di questo
romanzo e la popolarità che questa leggenda
conobbe ha forse indotto i signori feudali a dare
il nome alle proprie fortificazioni. Fu certamente il caso dei feudatari della nostra Gioiosa
Guardia».
Dunque furono i Caracciolo Rossi, conti di Gerace
e feudatari di Ragusia a conferire il nome di
Gioiosa Guardia alla cittadina della vallata del
Torbido?
«Fu un ramo della famiglia Caracciolo Rossi
che si era trasferito nel castello gioiosano. Il
forte legame dei Caracciolo con il romanzo di
Tristano e Isotta trova conferma nella commissione di un codice miniato contenente il
romanzo di Tristano e Isotta. Questo codice
oggi si conserva nella Biblioteca Nazionale di
Parigi. Inoltre nella genealogia antica dei
Caracciolo Rossi e Pisquizi, si ritrovano molto
diffusi i nomi di battesimo sia di Tristano che di
Isotta. Possiamo dunque concludere che
Gioiosa Jonica ha un nome cortese, tratto da
una delle più famose storie d’amore del
Medioevo.
Villa San Giovanni subisce l’ennesimo atto
A3 bloccata a Scilla per un giorno intero
vandalico. Stavolta a rimetterci “la spada” è l’antica
statua di marmo di Giuseppe Garibaldi, scolpita dal
maestro Rocco La Russa nel 1885 ed esposta a Piazza
Ferrovia.
Non era la notte di San Lorenzo, nè una stella cadente quella caduta sulla SalernoReggio Calabria, in prossimità della galleria di Scilla. Però era mezzanotte (e per
fortuna non passava nessuno) e il desiderio lo esprimiamo lo stesso. Funzionerà
anche con un masso?
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DOMENICA
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Parlando
di...
Polaroid
Polaroid
Avvistata in Calabria
Nicole Minetti. Il Consiglio
regionale della Lombardia
la cerca, il regista Oliver
Stone la vorrebbe come
attrice in un film sul
Cavaliere, noi invece proponiamo lo scambio: il
consigliere Imbalzano per i
gli stupendi occhi della
lombarda! (vedi foto)
A Siderno superiore presto arriverà una piazza ed
un campo di calcetto con
illuminazione. Lo rende
noto l’ex capogruppo consiliare del Pdl, Aldo
Caccamo, aspirante “sindaco” del Borgo. Ah! Se
arrivasse il federalismo in
città...
Locride
Bollicine
Biondo Ape in
MARIO
CALIGIURI,
assessore alla Cultura (quel
che resta) della Regione
Calabria, è uno scapolo
impenitente. Cambia a cicli
accompagnatrici, ma non
si decide a impalmarne
una. Ora è tutto preso
da una meno erotica
ambizione: fare alla
prossima tornata il
deputato, come già
suo cugino Gegè,
signorino per
obbedienza
all'Opus
Dei.
A COLLOQUIO
LUIGI FEDELE
BARRANCA
Attenuatasi la bufera dell'avviso
di garanzia per concorso esterno
ad una organizzazione di mutuo
soccorso, ha fatto capolino al
Municipio di Siderno l'ex
assessore Domenico
Barranca, salutato da
una impiegata riverente
col vecchio titolo di
“vicesindaco”.
Barranca ha tenuto
a precisare: “Prego,
sindaco”. Infatti
ambirebbe a candidarsi a questa carica, magistrati reggini permettendo.
Luigi Fedele detto
Gigi, assessore e già
presidente del
Consiglio regionale,
è finito nello
schedario fotografico della DIA, utilizzato dal Quotidiano
della Calabria per
fare scoop. Le istantanee lo riprendono
mentre abbraccia e
bacia un amico degli
amici. Il povero ex presidente siciliano Cuffaro,
soprannominato “vasa
vasa” per questa mania
dei baci, è finito a
Rebibbia. Attenzione
all'herpes.
SEGRETARI
Ascoltata sul Corso di Reggio Calabria una dotta conversazione sui segretari comunali. Nella statistica
degli colletti bianchi affogati nel diluvio giudiziario, dice uno, ci sono tutti: imprenditori, medici, ingegneri, insegnanti, politici, eccetera, ma mancano i segretari. E sì, replica un altro, che tutti gli atti, anche
quelli più controversi riguardo aggiudicazioni e assunzioni, portano la loro firma di legittimità. E un
terzo snocciola i nomi.
con Giuseppe Arone Consigliere, dirigente di Confagricoltura
IN BREVE
Il Consorzio di bonifica governato da “Re” Arturo Costa
ESSENZIALE
Consideri che con
una delibera “illegittima” ha annullato la convocazione
del Consiglio dei
Delegati per l’approvazione del
Consuntivo di
Bilancio del 2011.
Senza alcuna
comunicazione al
Vice Presidente
Pasquale Perri e a
l’Assessore provinciale Rao
Di cosa si occupa il Consorzio di Bonifica?
Il Consorzio alto jonio reggino è un Ente
pubblico a servizio degli agricoltori che si
occupa della manutenzione torrenti, fossi di
scovo e forestazione. Copre il Territorio da
Monasterace a Bovalino.
Quali sono le problematiche che sta attraversando in questo periodo il Consorzio?
Problemi sull’irrigazione per i comuni di
Condojanni, Monasterace, Siderno,
Caulonia; far partire il nuovo consorzio con i
vertici amministrativi dando ordini alla struttura che a tutt’oggi non esiste; chiusura del
consorzio dal 9 al 19 agosto 2012. Sono dei
problemi causati dal fatto che non vengono
attuate le delibere proposte, in cui, tra l’altro
viene sancito l’eliminazione del raggruppato
a Reggio Calabria con la formazione dei tre
nuovi consorzi: Consorzio alto ionio Reggio;
Consorzio basso ionio Reggio; Tirreno
Reggio. Con la presente delibera del mese di
Febbraio 2012, le unità venivano trasferiti
dal raggruppato all’Alto ionio Reggio con
sede a Roccella Ionica in contrada Mellissari.
Ad oggi il personale presta ancora servizio a
Reggio Calabria.
Come si sta muovendo il Presidente
Arturo Costa, esponente della Coldiretti,
al riguardo?
Non sta portando avanti le esigenze di questa
amministrazione. Consideri che Lui con una
delibera “illegittima” ha annullato la convocazione del Consiglio dei Delegati per l’approvazione del Consuntivo di Bilancio del
2011. Questa riunione era stata richiesta
dall’ANPA e dai componenti che fanno capo
al mio gruppo, Confagricoltura. Sottolineo
illegittima perché ha spostato ed annullato la
riunione senza alcuna comunicazione al Vice
Presidente Pasquale Perri e a l’Assessore
provinciale Rao. Tra gli argomenti da trattare
all’ordine del giorno nella riunione era “La
Diga sul lordo”, ovvero La Commissione
collaudi di Roma aveva evidenziato delle criticità sulla sicurezza della diga stessa.
Mi auguro che la Regione osservi e prenda
provvedimenti per risolvere lo stato comatoso sche sta vivendo il Consorzio.
DOMENICA
Aspetta e Spera
Giovedi 2 Agosto sono uscita da
casa per prendere il pullman alle
ore 9.40, vado in piazza è aspetto. Ieri sera avevo controllato su
internet gli orari della
“Mediterraneabus”. Arrivo alle
9.30, aspetto fino alle ore 10.00.
Non c’è traccia di autobus. A
Gioiosa Ionica, sono due le
aziende che forniscono il servizio
trasporti: Mediterranea S.P.A. e
Ferrovie Calabro Lucane. Di
entrambi non esistono orari
affissi per potersi informare da
nessuna parte. Se sei fortunato
passa qualche autobus mentre
attendi allora ti lanci a chiedere
altrimenti aspetti per chissà
quanto tempo perché gli orari
sul sito ci sono ma non vengono
rispettati. Dopo un pò che aspetto alla fermata, mi reco dal
tabaccaio dove sapevo di trovare
le informazioni che cercavo ma
mi sento dire che da oltre sei
mesi non riceve alcun aggiornamento sugli orari. Tutto ciò è
inconcepibile! Al telefono non
rispondono, mi son detta, saranno in ferie? Ma almeno mettessero al corrente i passeggeri o
pubblicassero le informazioni
corrette sul sito.. Chiudono le
scuole, diminuiscono le corse.
Ad agosto ancora di meno. Che
ne direste se ogni tanto si pensasse anche un pò alle esigenze
del cittadino?
K.C.
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LA RIVIERA
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Polaroid
Polaroid
la Riviera
A Siderno arriva il Vice
commissario! Dopo le
dimissioni del sindaco
Ritorto, rassegnate il 4
giungo scorso, e con l’insediamento del commissario
Rotondi, gli uomini della
Prefettura
gestiranno
l’Ente fino allo scioglimento dettato dal Presidente
della Repubblica.
A Stilo “paparazziamo” il
pronto intervento degli
operai comunali, impegnati a risolvere la perdita di
acqua potabile. Il sindaco
Giancarlo Miriello non si
risparmia e li raggiunge,
monitorandoli dall’alto. Si
fiderà o li seguirà anche
all’interno delle condotte?
Intervista a Lino Dimasi vicesindaco di Caulonia
VILLA STORICA
Il “progetto Caulonia” continua
per cercare un futuro migliore
Manifestazione di interesse all'acquisto di una
villa storica di Siderno
da parte di un impiegato comunale di Locri. La
proprietà gli ha risposto picche.
EDILIZIA
Da quando le
cantine sono
chiamate
bunker, le soffitte sono diventate attici.
VICINI E LONTANI
Chi abbia letto un comunicato di
Nino Foti (PdL) di solidarietà a
Luigi Fedele, lo segnali al condominio. Chi abbia letto un
comunicato di Marco Minniti
(PD) di solidarietà a
Demetrio Naccari
Carlizzi, faccia lo stesso.
L’INTERVISTA
Come va la nuova Amministrazione comunale?
Un Comune come Caulonia, che racchiude una infinità di frazioni, risente più di altri della crisi. Tuttavia i
nostri conti sono in ordine. Certo la spending review ci
farà sudare lacrime e sangue.
Come intendete muovervi?
Tutti sanno che noi abbiamo vinto le elezioni perché
identificati nel “Progetto Caulonia” messo in campo
dalla precedente amministrazione comunale. Un progetto politico e culturale profondamente radicato nel
paese.
Su quel progetto andremo avanti con l’idea di svilupparlo giorno dopo giorno.
Cosa metterete in campo nei prossimi mesi?
Non vogliamo e, per quanto mi riguarda non ci appiattiremo sull’ordinaria amministrazione. Continueremo
ad aggredire i problemi più seri e vitali del nostro paese.
Certo i problemi si affrontano e si risolvono ad un livello più alto rispetto a quello comunale. Dobbiamo capire se a pagare la crisi saranno i territori deboli e cosa
farà la Regione Calabria. Tenendo conto che sinora
non mi sembra abbia fatto molto.
Quali sono i rapporti con la minoranza?
La minoranza è egemonizzata dalla destra guidata
dalla lista Scopelliti. Finora noto solo una grande rabbia da parte di alcuni che tendono ad aggredire noi, rei
di aver vinto le elezioni, piuttosto che curarsi dei problemi del Paese. Non riesco a vedere in loro nessun
progetto politico anzi mi sembra che, giorno dopo giorno, dimostrino grande immaturità . Mi auguro , nel loro
stesso interesse, che coloro che hanno conservato l’equilibrio riescano a prevalere su quanti sono animati
solo da un cieco furore..
Un augurio per i cauloniesi?
Che diventino protagonisti del loro destino!
Parla la dirigenza nazionale, regionale e provinciale dell’Arci Pesca
Apre il CoM di Siderno.
Lo guida la propositiva Arci Pesca
ESSENZIALE
Il Centro
operativo italiano
Protezione civile
per la gestione
delle emergenze
ha perto nella
nostra città. La
gestione è affidata
alla presidente
ArciPesca, Maria
Bizantini. Ma cos'è
l'Arci Pesca? E a
cosa serve il CoM?
Parliamo con il presidente nazionale, il primo
calabrese da 50 anni, dell'Arcipesca, Giuseppe
Pelle.
«Il nostro obiettivo principale è una tutela rigorosa e razionale dell'ambiente. Vogliamo coniugare gli elementi per la cura e la tutela dell'ambiente. Le attività lavorative ad esempio vanno
condotte verso un impatto ambientale accettabile».
Come?
«Noi abbiamo sempre parlato di rifiuti solidi
urbani, perché non possiamo ricavare energia? Si
parla di riciclaggio ma poi di fatto sono pochi i
comuni a farlo. Noi anziché fomentare e dire facciamo facciamo facciamo, agiamo».
Cioè?
«Proponiamo modelli già attivi in altre regioni.
Anche se da noi è difficile perché siamo in ritardo di anni. Ma se non partiamo non arriviamo
mai».
Di quanti settori si occupa l'Arci pesca?
«16 settori generali. Oltre all'assistenza sociale ci
occupiamo di tutela ambientale e del mare, delle
attività sportive, di protezione civile, nautica,
subacquea, la vigilanza, dei circoli ricreativi, dei
percorsi enogastronomici».
Con il presidente Provinciale dell'associazione,
Alessia Leonetti, vediamo quali attività svolgono
sul territorio.
«Formiamo gruppi di persone sui compiti della
Protezione civile. La cittadinanza non deve
“subire” il piano di Protezione civile, ma conoscerlo. Il CoM serve a questo. È un centro operativo misto che raggruppa più comuni dipen-
denti da una centrale operativa. Inoltre a Marina
di Gioiosa gestiamo un bene confiscato. È attivo
il programma Estate ragazzi. I bambini vengono
intrattenuti con giochi istruttivi tutto il giorno. Ci
occupiamo anche dei disabili. Siamo muniti di
pulmini e abbiamo collaborato con i comuni
accompagnando queste persone in farmacia o
dal medico».
Collaborazione da parte dei comuni?
«Non abbiamo ottenuto grandi risposte. Alcuni
nostri gruppi sono riusciti ad ottenere la convenzione per la pulizia della spiaggia. A Marina, a
Camini e a Caulonia. A Siderno abbiamo presentato il progetto ma non c'è stata ancora risposta. Nonostante questo servizio dovesse iniziare il
primo luglio».
Che finanziamenti ricevete?
«Cerchiamo di appigliarci a Regione, Provincia o
anche a livello nazionale. A livello regionale stiamo svolgendo un servizio ABI di antincendio
boschivo con l'Ente Parco d'Aspromonte.
Attualmente è tutto difficile data la crisi e i tagli
indiscriminati subiti dal settore. Non è giusto che
chi è già svantaggiato sia penalizzato due volte».
Passiamo al CoM di Siderno con la presidente
Bizantini.
«Abbiamo tenuto un corso di cartografia con il
CSV. Adesso il presidente Pelle terrà un corso di
primo soccorso, BLS e poi uno di antiincendio.
Chi fosse interessato puoi iscriversi e gli verrà
rilasciato un attestato regionale. Abbiamo gestito l'emergenza profughi a Siderno Superiore e
anche a Roccella. Faremo dei corsi di protezione
civile nelle scuole a settembre».
Quali altri comuni rientrano nel raggio d'azione
del vostro CoM?
«Agnana e Canolo. Faremo una convenzione
con questi comuni per l'inverno. Ci stiamo attivando per l'emergenza neve. Ho richiesto al
dipartimento della Protezione Civile alcuni
mezzi: uno spazzaneve, una cucina mobile, la
tendopoli, i sacchi verdi e una macchina».
Che materiali che avete avuto in dotazione?
«Carenti. Utilizziamo computer, attrezzature e
arredamenti nostri. Non abbiamo avuto nulla in
comodato d'uso. La nostra associazione è una
realtà nuova per Siderno e vedremo come reagirà la città. Per il momento abbiamo 40 tesserati. Ma non sono ancora tutti operativi. Devono
fare il corso di formazione per ricevere l'abilitazione ad operare».
DOMENICA
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DOMENICA
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A colloquio con il prof. Luigi Ventura
PI
Studiare Giurisprudenza
all’Università Magna Graecia
bbiamo intervistato il prof. Luigi
Ventura in merito ai corsi di laurea
in Giurisprudenza.
Andiamo al sodo. Tre buoni motivi
per iscriversi ai vostri Corsi di laurea.
Primo, l’organizzazione. Secondo, la preparazione dei docenti. Terzo, la cura riservata agli studenti.
Quali i sono i Corsi di laurea di Giurisprudenza?
Intanto la laurea magistrale in Giurisprudenza di
durata quinquennale. La laurea di primo livello,
triennale, Organizzazione e gestione delle imprese pubbliche e private, con relativa laurea specialistica.
Infine, il corso di laurea in Economia aziendale
cui si aggiunge la specialistica in Management e
consulenza aziendale.
Ci tengo a precisare che durante l’anno accademico si tengono seminari, con professori e personalità di assoluto rilievo, provenienti da tutta
Italia e dall’estero.
E per i laureati? Per i laureati, sia neolaureati che
persone che svolgono un’attività professionale,
esiste la possibilità di scegliere tra i dottorati in
Teoria del diritto e ordine giuridico europeo e in
Economia e management in sanità, tra i master in
Diritto civile, Diritto amministrativo, Diritto del
lavoro, Diritto degli enti locali e in Economia
dello sviluppo sostenibile. Vi è, poi, la Scuola di
specializzazione per le professioni legali, che prepara per la professione forense, per i concorsi in
A
Magistratura e nel Notariato.
Cosa bisogna fare per iscriversi? Le iscrizioni ai
nostri corsi di laurea sono a numero programmato; esiste, cioè, un numero massimo di
studenti per ciascun corso. Non c’è un
test di ammissione, ma vale
l’ordine di iscrizione.
Le immatricolazioni partono dal 1 agosto. Tutte le
informazioni si possono
reperire sul sito web,
oppure telefonando alla
segreteria didattica al
numero 0961-3694983-5.
È preferibile che chi sceglie i nostri corsi lo faccia
in prima battuta, entro la
prima metà di settembre,
senza aspettare, eventualmente, l’espletamento di altre
prove a numero chiuso di altre
Facoltà. Entro quella data,
infatti, è plausibile che il numero di posti sia già tutto
occupato.
Esiste una forte tradizione di migrazioni di studenti verso le
università del
Centro-Nord. Cosa ci può dire in proposito?
Questa è una scelta antica, soprattutto da parte
dei ceti più abbienti, che si riverbera, poi, sulla
nostra organizzazione perché sono centinaia i
ragazzi che provano, magari per conquistare
spazi di libertà altrove, ad iscriversi fuori
regione, chiedendo poi di ritornare
all’Università Magna Graecia ponendo problemi sia per lo sforamento
dei numeri programmati, sia per la
non corrispondenza dei crediti.
È una pratica che non comprendo
per Giurisprudenza, in quanto è
notorio che i nostri corsi sono
apprezzati ai massimi livelli in tutta
l’accademia italiana. Certo, gli studenti devono metterci qualcosa di
proprio: per esempio, studiare con
serietà.
Posso tranquillamente rassicurare
le famiglie e gli stessi studenti che
nella loro regione esistono
Corsi di laurea di livello
analogo a quello di altre
università di più
lunga storia e
tradizione.
DOMENICA
“
Nella nostra
regione
esistono Corsi
di laurea di
livello analogo
a quello di
altre università
di più lunga
storia e
tradizione
”
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Parlando
di...
La Stevia. Meditate gente
DANIELE MANGIOLA
Stevia? E cos’è, il nome di un’amena località
sciistica sulle dolomiti? No.
La stevia è una piccola pianta da tenere in
vaso sul balcone accanto al basilico, con delle
belle foglie verdi e piccoli fiori bianchi. Ma ha
una storia molto interessante.
Originaria del Sud America, è utilizzata da
migliaia di anni da varie popolazioni del pianeta. Anche qui in Italia era discretamente diffusa fino agli anni Cinquanta. Poi però diventò
pericolosa e per questo giustamente perseguitata, bandita, resa illegale e tolta dal mercato,
peggio della marjuana. Cinquant’anni di lotta
per eliminarla finalmente all’alba del XXI
secolo.
E che ha fatto di tanto brutto? Che, forse
fumandola si srotellano le meningi? No, non si
fuma. E allora? È che questa piccola piantina
che si coltiva facile facile ha un potere dolcificante 200 volte superiore al nostro caro zucchero raffinato però è sprovvista di alcuni lievi
effetti collaterali dei quali siamo noi quotidianamente vittime. Perché, come tutti colpevolmente sappiamo, lo zucchero fa male.
Quanto? Tanto. Distrugge la salute, la linea, i
denti, il cuore, ma anche, stimola l’aggressività, fa male alla pelle. È un veleno, diciamocelo.
E invece la stevia dolcifica senza apportare
nessuna caloria (nessuna= 0), se usata in dosi
elevate ha un effetto ipoglicemico (fa abbassare i livelli di glicemia invece che innalzarli),
non essendo un prodotto di sintesi ha un’elevata stabilità, per cui non tira fuori veleni e
sostanze cancerogene ad alte temperature
(caso mai ci si prepari una crostata con la stevia con il forno di casa), è facilmente digeribile ad ogni età. Inoltre si prepara facilmente a
casa, si essiccano le foglie o si fa un decotto da
utilizzare in gocce nel caffè.
E vabbé, ma allora! Usiamola, che aspettiamo? Facile a dirsi! Il problema è che, come si
IN EVIDENZA
È una pianta pericolosa. Ma
insomma, che fa, esplode? No,
non è pericolosa per noi comuni
mortali. È pericolosa per il
sistema. Se d’improvviso si
riducessero di un terzo i casi di
obesità o di diabete, sarebbe un
dramma. Sarebbe un dramma
per le case farmaceutiche.
diceva, è una pianta pericolosa. Ma insomma,
che fa, esplode? Seduce le fanciulle? No, non
è pericolosa per noi comuni mortali. È pericolosa per il sistema. Se d’improvviso si riducessero di un terzo, per dirne una, i casi di obesità
o di diabete, sarebbe un dramma. Sarebbe un
dramma per le case farmaceutiche, dovrebbero ridurre i guadagni, poverine.
E tutti quei poveri produttori di zucchero?
Perché di zucchero ne consumiamo veramente tanto, nel nostro bel mondo occidentale,
soprattutto. Non ci piange il cuore?
A loro sì, piange il cuore. Ma è gente previdente, che sa far bene il proprio mestiere e sa
guardare lontano. Perciò la lotta alla stevia
parte già dagli anni Sessanta. Parte la sperimentazione sugli effetti che può provocare
all’organismo. Pomerat, uno scienziato, rende
pubblico il risultato dei suoi studi sui ratti: la
stevia fa male, anche agli uomini, attenzione!
Se un uomo di 65 kg ingerisce 34,7 kg al giorno di stevia, rischia il tumore...
E sulla base di questi allarmanti studi
l’Organizzazione Mondiale della Sanità negli
anni Novanta emana l’editto: si fa divieto dell’utilizzo della stevia per il consumo umano
perché cancerogena. Illegale, bandita dal
commercio dalla CE e dagli USA, anche
come pianta ornamentale, non si sa mai...
E la Coca Cola, mentre in Giappone vende la
DIGITALE TERRESTRE:
leggere attentamente le
avvertenze, potrebbe causare
dipendenza ed effetti collaterali
NATALINA MISOGANO
Dopo il passaggio della Calabria al digitale terrestre, in molti
lamentano problemi di ricezione dei canali. Ma la cattiva
trasmissione del segnale sarà veramente un male? In realtà
potrebbe essere una fortuna, poiché impedisce il diffondersi
di un virus, il morbus digiterrestri, che ha colpito gran parte
degli italiani. Parlo di un’infezione endemica, sotto i cui
Diet Coke dolcificata alla stevia, nel resto del
mondo occidentale ci mette l’aspartame, questo sì cancerogeno, come provano gli esperimenti fatti. Altre nazioni, in Sud America e
altrove, invece, usano tranquillamente la stevia.
colpi ho visto soccombere amici e parenti, che provoca
assuefazione ai reality, ai talent show e ai tutorial (lezioni di
cucina, trucco, ecc.) in onda sulle frequenze digitali. Alcuni
di voi saranno già entrati in contatto col virus attraverso le
piattaforme Sky Italia e Tv Sat, gli altri, invece, saranno
esposti al contagio quando si sincronizzeranno ai canali
come Real Time e Cielo, dove potranno seguire repliche e
nuove stagioni dei programmi “untori”.
La sintomatologia del morbus digiterrestri è facile da riconoscere. C’è l’amica che ti piomba in casa, apre l’armadio e inizia a gettare i tuoi maglioni al grido di Ma come ti vesti? (trasmissione in cui esperti di stile insegnano alla nerd di turno
come rinnovare il guardaroba e il proprio aspetto); o quella
che ti consiglia di buttare giù una parete e aggiungere una
nicchia in cartongesso come ha visto fare nell’ultima puntata di Vendo casa disperatamente (dove riescono a trasformare anonimi appartamenti in immobili appetibili sul mercato).
DOMENICA
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la Riviera
Miracolosa
o pericolosa?
Gli stupefacenti
usi della cannabis
ELEONORA ARAGONA
Se qualcuno si presentasse
come coltivatore di cannabis
quale sarebbe la vostra reazione?
Un po’ di sorpresa.
Comprensibile. I più bigotti o
disinformati potrebbero credere
di trovarsi a parlare con un
delinquente. Approfondendo la
conoscenza però scoprireste
innanzitutto che la cannabis che
Il marito di un’altra mia amica non entra più nei calzoni,
perché lei continua a sperimentare ricette stravaganti con
spezie sconosciute (viste a MasterChef Italia, dove i concorrenti preparano piatti innovativi che saranno giudicati da
cuochi d’altissimo livello), o lo rimpinza di dolci decorati col
fondente e cupcake glassati (vedi il Il boss delle torte). Una
sera ho invitato a cena alcune persone e prima di andarsene
mi hanno dato i voti, come se fossero il lifestyle, l’interior
designer e lo chef di Cortesie per gli ospiti (dove due coppie si
sfidano nell’organizzazione di una cena e sono valutate in
base ad arredamento della casa, allestimento della tavola e
capacità di intrattenere i convenuti, qualità e presentazione
delle portate).
Io stessa ho rischiato che il cameriere di un ristorante sputasse nel mio piatto per avere rimandato indietro un paio di
portate, lamentando che i sapori non erano equilibrati, che
produce non è la marijuana.
Che questa pianta può avere
decine e decine di usi, e nessuno stupefacente. Forse se vi
dicesse che coltiva la canapa
sareste meno avventati nel
vostro giudizio. Ogni parte
della cannabis/canapa può essere fonte di una produzione.
Con le foglie di questa pianta si
possono creare tisane, birra alla
canapa, caramelle, oli essenziali
e hanno delle potenzialità
enormi per la produzione di
farmaci. Il seme può essere utilizzato come alimento sia per le
persone che per gli animali. Ha
un elevato contenuto di Omega
3 e 6, è ricco di proteine e può
essere la base per la fabbricazione di detersivi, inchiostri,
colori, lubrificanti, solventi, bio
combustibili e biodisel. Per non
dimenticare che dalle fibre si
possono ricavare tessuti per
fare abiti, scarpe, accessori, sacchi, reti, teloni ecc… Ed infine
con la canapa si potrebbe
costruire un’intera casa.
Impossibile penserete. Invece è
vero. Si possono realizzare mattoni, intonaci, calce, pannelli
per costruire mobili.
Ma non sarà illegale avere una
piantagione di cannabis? Ve lo
chiedereste. Ebbene no. Dal
1998 in Italia è stata reintrodotta la possibilità di coltivare la
canapa. Ovviamente ci sono dei
passaggi e dei controlli da
rispettare. «Bisogna denunciare
la coltivazione alle Forze dell’ordine. Usare dei semi certificati dall’Ense (Ente nazionale
sementi elette, ndr)» come ci ha
spiegato la coordinatrice
dell’Assocanapa Calabria,
Francesca Salerno. Ma il problema più urgente secondo
l’imprenditrice è quello culturale: « È necessario che la canapa
sia considerata di nuovo come
una materia prima dalle infinte
possibilità. È un materiale rinnovabile, ecologico e può essere
usato nei settori più vari. Si soffre ancora la demonizzazione
che ha portato negli anni ‘50 ad
abbandonare le coltivazioni». In
Calabria sono al momento attive due realtà legate alla canapa.
Una è l’impresa della Salerno
che ha realizzato il primo
campo prova, anche se la semina è andata male. «Siamo in
una fase di sperimentazione,
dobbiamo capire qual è il periodo migliore per seminare. Date
le caratteristiche del nostro territorio l’anno prossimo proveremmo a fare tre semine: dicembre,
gennaio e febbraio». L’altro progetto attivo è quello di Rachele
Invernizzi che ha realizzato il
primo impianto di trasformazione delle fibre di canapa per la bio
edilizia. La bio edilizia è a oggi
uno dei campi d’espansione e di
potenziale guadagno del mondo
della canapa. Ma sicuramente il
settore che più di ogni altro
potrebbe portare degli enormi
introiti è quello della produzione
di cannabis a scopi terapeutici.
Recentemente la Regione
Toscana e la Liguria hanno aperto a questo uso. Ufficiosamente
sono migliaia i malati che utilizzano già la cannabis terapeutica.
La pianta contiene tra i suoi
principi attivi i cannabidioli che
hanno qualità farmacologiche,
antinfiammatorie e neuroprotettive. La paura comune è che
legalizzando l’utilizzo della cannabis terapeutica si apra la strada
a quello delle droghe leggere.
Siamo comunque lontani da questa possibilità.
avevano l’aspetto di qualcosa dissotterrata da un cane…
Tutta colpa di Hell’s Kitchen (reality in cui, il tremendo chef
di fama internazionale, valuta senza pietà i piatti che due
gruppi di apprendisti cuochi preparano durante le sfide in
famosi ristoranti statunitensi).
Potrei descrivere decine di altri sintomi che manifesta chi ha
contratto il morbus digiterrestri, e a essi corrispondono decine di altrettanti programmi televisivi che favoriscono l'infezione. In assenza di un vaccino efficace, posso solo dare un
paio di consigli: non demoralizzarsi se il segnale va e viene e
le immagini sullo schermo sono intermittenti, fare lunghe
sedute di psicoterapia o training autogeno per prepararsi al
giorno in cui ogni canale sarà visibile senza problemi. Una
volta che inizierete a seguire Buddy, Gordon e gli altri, la
dipendenza sarà assicurata e le vostre vite non saranno più
le stesse.
DOMENICA
05 AGOSTO 2012
LA RIVIERA
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ANTONELLA ITALIANO, DOMENICO MACRÌ,
MARIA GIOVANNA COGLIANDRO, ELEONORA
ARAGONA, NINO SIGILLI, ILARIO AMMENDOLIA.
Editorialista: G IOACCHINO C RIACO
Art Director: P AOLA D ’ ORSA
Impaginazione: E UGENIO F IMOGNARI
Ritratti di Diego Cataldo,
Brizzolato di Ruggero Brizzi, Loqui
e sproloqui di Filomena Cataldo,
COLLABORATORI
Anna Laura Tringali, Mara
Rechichi, Benjamin Boson, Nik
Spatari, Angelo Letizia, Marilene
Bonavita, Francesca Rappoccio,
Mario Labate, Franco Crinò,
Isabella Galimi ,Maria Teresa
D’Agostino.
Lettere, note e schermaglie
Se Anna fosse qui
Ci guarderebbe, dal profondo dei suoi occhi,
spiegandoci perché non dobbiamo piangere;
Direbbe a Ines e Gino
perché gioire degli anni trascorsi insieme,
piuttosto che dolersi di quelli che non verranno;
Abbraccerebbe Serena,
baciandola teneramente e accarazzendole il mento,
perché dia a Francesca i baci e le carezze che Lei
le avrebbe ancora regalato;
Ricorderebbe col suo blu,
a tutti i suoi amici,
la ragione di averla così tanto amata,
che è la stessa che colmerà l'immenso vuoto;
Sorriderebbe a Paolo
per la sua silenziosa e salda devozione;
riderebbe con Pietro
delle risa sonore di un affetto vero
e urlato;
dipingerebbe Bianca
con i colori dell’ultima, indimenticabile Festa;
Stringerebbe la mano, calda e asciutta,
a tutti quelli che gliela porgono,
con l’eleganza innata dell’arcobaleno,
che unisce la Gloria alla Pace.
E non smetterebbe di vivere,
nemmeno per un attimo,
ebbra dell'amore di una vita,
sempiterna;
Saprebbe come dire,
a chi non l'ha salutata,
che i cuori consapevolmente legati
non ne hanno alcun bisogno,
né mai lo hanno avuto.
E cercherebbe tra la folla errante, m'illudo,
qualcuno, lambìto appena dal suo mare,
che il dolore non abbia sopraffatto;
chiedendogli di ricordare tutto questo.
A tutti e per sempre.
Ciao Anna.
Un amico, gli amici.
IN EVIDENZA
Abbraccerebbe Serena,
baciandola teneramente e
accarazzendole il mento,
perché dia a Francesca i baci
e le carezze che Lei
le avrebbe ancora regalato;
Ricorderebbe col suo blu,
a tutti i suoi amici,
la ragione di averla così tanto
amata.
Il ricordo della Zia Franca
Anna Bellissima
Anna Generosa
Anna Burlona
Anna Adorabile Impertinente
Anna Giocherellona
Anna Tenerissima
Anna Altruista
Anna Caciarona
Anna Entusiasta
Anna Canterina
Anna Risata Squillante
Anna Bambina
Anna Più adulta degli adulti nella malattia
Forte e determinata
Anna Figlia Adorata
Anna Zia Amorevolissima
Anna Viaggi di Fede
Anna Rosario alla Madonnina di Maggio
Anna Adesso Angelo del Signore
Senza dubbio il più Bello
Anna Adesso qui Vuoto incolmabile
Gioia Perduta
Mamma, Papà, Serena Fiori Recisi
Disperazione Infinita
Canne sbattute dal vento della vita, senza
colpe, inspiegabilmente
Prendili Tu per mano Guidali verso i sentieri della Riconciliazione Forti e consapevoli, nel tuo ricordo e in Cristo Prega
per tutti noi, affinché il tuo esempio e la
tua sofferenza Olocausto di Giovinezza
Ci aiutino a vivere meglio Ci mancherai
ma sari sempre con noi Perché sei stata
tutto questo Sei stata, sei e sarai
Annarella
Peppe Reale
90anni
Caro Peppe Reale,
la tua vita esemplare d'impegno politico e civile riassume la lunga storia della
tua città, della tua Siderno. Ove, agli
albori della nuova democrazia, dopo la
sconfitta e la caduta della tirannide
fascista, l'incrocio fecondo tra una cultura impegnata e i nuovi bisogni civili e
politici dei cittadini, diede vita ad
un'amministrazione locale che per tanti
anni rese Siderno centro di crescita
politica e civile, punto di riferimento
fondamentale per tutte le forze democratiche e progressiste della Locride.
Certamente, se un giorno sarà possibile
risalire la china delle difficoltà odierne,
la tua passione, il tuo impegno, la tua
esperienza - come quella dei tuoi tanti
illustri, indimenticabili compagni di
lotta - saranno un punto di riferimento
essenziale, indispensabile per riportare
la città di Siderno all'altezza dei suoi
tempi migliori. Possa tu restare ancora
a lungo tra noi per alimentare questa
speranza di redenzione.
Con i migliori auguri ed un caro
abbraccio anche da parte dei miei familiari.
Totò Capogreco
Protagonismo senza spese
FRANCO CRINÒ
Il Presidente della Provincia Raffa adopera la stessa frase di
Caridi e Fedele, gli assessori regionali che avevano dichiarato l'intento - e tale è rimasto - di voler essere “assessore della
Locride”. Raffa lo fa in relazione alla sostituzione di
Calabrese. Quest’ultimo a sua volta, ha detto in conferenza
stampa e fatto nella gestione delle sue deleghe cose significative e l'onore delle armi poteva meritarselo se ce l'avesse
raccontata tutta sul meccanismo che sta determinando il suo
allontanamento dalla giunta provinciale. Gli aggiustamenti
che si fanno, ora, non sono “scandalosi”, solo che bisogna
sapere a cosa si va incontro, alla difficoltà insormontabile di
segnalare come si deve, quantomeno, i problemi della
Locride. Nel caso dei regionali, possiamo parlare di protagonismo senza spese, in quello di Raffa possiamo vedere gli
equilibri politici. Niente da eccepire sul fatto che il nuovo
assessore debba essere segnalato dalla Lista Scopelliti che,
non avendo organismi, non può che scegliere tra i componenti del gruppo, comunque sapendo - manteniamo il segreto tra di noi - che il Presidente della Giunta Regionale ha l'abitudine di dire sempre la sua. Diciamocelo, il punto è la
consistenza dello spazio che hanno i protagonisti della poli-
tica. Vediamo gente di esperienza che parla di risultato
importante per una mozione “descrittiva” del Consiglio
regionale per la Locride o del varo di un Decreto speciale da
parte dal Governo, perché nel primo caso si
tratta di “sorpassare” persino la prudenza
di Scopelliti e nel secondo caso d’ ignorare
che ci sono zero possibilità che venga adottato. Quelli che lo fanno sanno di parlare
all'”interno” del circuito politico, di fare un
calcolo, legittimo, di questo tipo «si è spenta la fiducia nella politica, ma noi eletti, che
rappresentiamo una cerchia elitaria, dobbiamo presidiare i concetti (e i giornali)».
Non ci vediamo niente di più. Piuttosto,
perché non ci domandiamo, tutti insieme,
cosa serva di reale e di forte per trapiantare
quelle battaglie che ad una componente
politica danno il carattere della autonomia
di giudizio, della collegialità nell'operare,
della competitività e, quindi, della capacità
di attrezzarsi e di essere pronta a promuovere una vera strategia di sviluppo? Imbalzano, che ha il merito di non saltare
nessuna fermata in giro per il territorio, nella qualità di
Presidente della Commissione Bilancio di Palazzo
Campanella, ce la fa a finalizzare la spesa(ce n'è di immediatamente disponibile?) in direzione della Locride? Quali parlamentari - domandiamo - riusciranno ad
avere udienza e soddisfazione da Monti
per il varo di un decreto sulla Locride?
Non si vede, particolarmente per il
Territorios, un traguardo preciso nei
contenuti e coinvolgente per l'emozione
collettiva, per i cittadini che vorremmo
convincere a riappacificarsi con la politica. La forza politica non si ritrova bloccando le preferenze per le prossime “elezioni regionali” , facendo liste su misura
per la Provincia o gettando fumo negli
occhi. Intanto, le forze politiche si ridisegneranno in forme oggi non prevedibili,
non si sa come si ristrutturerà il Pdl - che
ha fatto male, comunque, a non convocare i congressi comunali - , quale leadership si affermeranno, cosa si riuscirà a salvare davanti alla
crisi che morde.
DOMENICA
05 AGOSTO 2012
LA RIVIERA
20
HANNO COLLABORATO
Francesco Laddarina,
Giuseppe Patamia, ,Bruno
Gemelli, Carmelo Carabetta,
Antonio Cormaci, Giulio
Romeo, Ilario Ammendolia,
Sara Caccamo, Giuseppe
Fiorenza, Daniele Mangiola.
Le COLLABORAZIONI non precedute dalla
sottoscrizione di preventivi accordi tra
l’editore e gli autori sono da intendersi
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la Riviera
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ASSOCIATO- Unione Stampa Periodica Italiana, Croanache Italiane
RISPONDE il direttore
KAPPADUE di RUGGERO CALVANO
AD ANTONIA ZITARA
Cara Antonia, scusa, ma preferisco
chiamarti Zitara e non Capria, né tantomeno Capria-Zitara. Appellarsi con
doppi cognomi, dopo la morte del compagno di vita, è un altro dei cattivi gusti
di certa sinistra chic e mondana. Ma
questo è un altro discorso. Ti dicevo,
prima di perdermi in altre considerazioni, che ho preferito chiamarti Zitara
perché tu rappresenti oggi, non solo per
la tua famiglia, ma per quanti hanno
conosciuto e amato Nicola, la naturale
depositaria delle idee e dei ricordi di
questo piccolo-grande uomo, straordinario per le nostre latitudini.
Rappresenti la difesa, il ricordo e, allo
stesso tempo, il possibile sviluppo reale
del pensiero di Nicola Zitara. Questo,
ovviamente, al di là delle tue naturali
doti, che non sono, e non sono apparse
poche allo stesso Nicola, visto che vi
siete scelti come compagni di vita. Ho
nuovamente riletto il libretto: Tutta
L’egalitè. Per una teoria politica del
Separatismo Rivoluzionario. L’ho riletto con passione. Se fossimo stati un
popolo cosciente e orgoglioso del proprio passato, attenti al destino triste che
si va preparando per i figli del
Meridione, l’avremmo scelto come viatico per una possibile rinascita. Ma
siamo un popolo di litigiosi straccioni.
Come degli accattoni litighiamo davanti al bidone dell’immondizia per i resti
della mensa del più vicino ristorante.
Nicola, insieme a Samir Amin, aveva
individuato i mali, nel libero mercato,
del capitalismo con la sua finanza globale creativa (imbrogliona) e distruttiva. Difendeva però il libero mercato
definendolo: l’invenzione più straordinaria dell’uomo. Aveva individuato i
limiti del capitalismo, in parole povere i
suoi inganni che, fiorendo hanno inquinato e ucciso di fatto il libero mercato
(le mille Parmalat sparse per l’occidente). Scrive ancora Nicola: “Noi meridionali, siamo tra quei popoli che hanno
perduto tutto. Ma non amiamo crederlo perché gli stipendi statali sono l’ultimo legaccio (l’ultima illusione).
Quando anche questo legame sarà
definitivamente rotto (quando quest’ultimo trucco non potrà più essere replicato a richiesta), niente terrà più l’Italia
sulle sue gambe.” “L’Economist” ha
tracciato nel suo ultimo numero i confini del nuovo occidente: si ferma in
Toscana. Noi Sudici siamo fuori insieme a Grecia, Spagna, Turchia. Di fatto
è avvenuta una rivoluzione dall’alto. Il
separatismo rivoluzionario è stato promosso dalle banche e dalle agenzie di
rating. Non ci rimane, cara Antonia,
che prepararci a un più modesto separatismo riformista, imposto dalle regole
democratiche del voto popolare. Ci
hanno scippato anche la rivoluzione.
Certo, a considerare la politica locale
c’è da stare poco allegri. Tutti contro
tutti e tutto. Ma l’ho detto prima: siamo
degli straccioni che si litigano le frattaglie. La divisione litigiosa, questo male
antico, prospera nelle nostre città, nei
nostri paesi, e lascia più macerie. Non
c’è posto dove fuggire e provare a rifarsi una vita. Non è rimasto neanche il
coraggio e la volontà per farlo. Questo
male che non ci permette di difenderci
e di ragionare ci ha portato al definitivo
baratro. Ci vorrebbe intelligenza e
orgoglio cara Antonia, umiltà e lungimiranza. Tutte doti perse un centinaio
di anni fa, irrecuperabili, pare. Come
tutti gli illusi io ho però un sogno: che
tutti si allineino dietro il nome e le idee
di Nicola. Amministratori locali e gente
comune. Intellettuali e casalinghe.
Manovali e professionisti. Per iniziare
un percorso di autodeterminazione.
C’è chi ancora crede che la destra, il
centro o la sinistra possano avere un
ruolo per lo sviluppo e la difesa dei
nostri territori. I carnefici possono mai
divenire salvatori? Si è esaurita la spinta conservatrice delle massonerie e
della loro espressione politica: i vecchi
partiti travisati di nuovo. Si è rotto il giocattolo della conservazione e del falso
progressismo. Mancano le risorse per
continuare a sostenere il sottosviluppo
del meridione attraverso il foraggiamento della burocrazia massonica e
della sua espressione violenta: le mafie.
Adesso, cara Antonia, ci corre l’obbligo
di metterci in fila e firmare per una lista
meridionalista Nicola Zitara. Abbiamo
il dovere di farlo. Per questo ci ha preparato Nicola, così a lungo, così affettuosamente. Viva il Meridione, viva
Nicola Zitara.
Vincenzo Carrozza
Kampusa l’opera
prima di Saverio Strati
Pubblico in questa pagina la lettera che Vincenzo
Carrozza indirizza ad Antonia Capria, ribattezzata
Zitara, poiché merita una immediata risposta. Non c‘è
dubbio che Nicola Zitara ha introdotto una novità assoluta nella storia del pensiero meridionalista, avanzando la
tesi del separatismo rivoluzionario. Ciò che, però, egli
conquista così sul piano teorico, perde poi sul piano dell’attualità politica e della realtà storica. So che da vivo
Nicola Zitara si sarebbe dispiaciuto di questa mia osservazione. Ma il modo migliore di ricordare chi non è più
tra i viventi non è quello dell’imbalsamazione statuaria,
ma semmai quello della concordia discorsiva. E contro la
polvere, che inevitabilmente arriva e copre, metodo saggio è distingure ciò che è vivo e ciò che è morto in una
teoria. Sono quetioni che sembrano non impensierire
Vincenzo Carrozza. Giovane ardente e fremente, sostituendo il suo cervello a quello di Nicola Zitara, come un
buon caporale, ci mette sull’attenti e poi ci concede il
risposo: ma solo per andare a firmare una lista meridionalista per le elezioni di primavera. Quale lista?
CRONACHE DAL NORD di Vincenzo Carrozza
Da bravi calabresi non lo
sapete di certo, così ve lo dico
io da oriundo tale. Conoscete
la prima opera forgiata dal
più grande scrittore calabrese
ancora in vita? Kampusa. Sì
l’opera prima dello scrittore
di Sant'Agata del Bianco non
è stata un libro. Ha partecipato da manovale all'edificazione delle casette di Kampusa,
frazione di Africo Vecchio in
pieno Aspromonte. Calce e
pietre, questo ha maneggiato
l'artista da adolescente più
che la penna. Ma assieme alla
malta la sua fantasia di ragazzo ha impastato quelli che
sarebbero diventati i suoi
primi romanzi. La Teda, La
Marchesina. Africo è poi
diventato la sua Terrarossa.
No, sapete poco dei vostri
geni. Qualcosa di Alvaro, un
po' di La Cava e di Perri,
qualcosina di Seminara, quasi
nulla di Montalto. Qualche
settimana fa è andato a
Siderno Carmine Abate, lo
scrittore di Carfizi che con La
Collina Del Vento
(Mondadori) è fra i cinque in
lizza per vincere il Campiello
e non c'era quasi nessuno ad
ascoltarlo. Siete così voi, non
ve ne frega un tubo di quanti
lottano per dare lustro alla
vostra terra, salvo poi a inalberarvi se qualcuno stigmatizza un vostro vizio. Ora gonfiate il petto inorgogliti perche la
Forciniti ha vinto un bronzo
alle olimpiadi, ma lo fate solo
perché è passata in tv e se non
ci ripasserà, in qualche reality
di cassetta, la dimenticherete
presto. Perché voi un orgoglio
vero per i calabresi illustri non
lo possedete realmente. Lo
tirate fuori quando vi fa
comodo. In genere non fate il
tifo per chi si dà da fare, lo
lasciate solo a provarci con la
speranza che fallisca per poi
consolarlo con l'allusione al
solito pregiudizio calabrese. E
non è così. I pregiudizi e gli
stereotipi ci sono, ma albergano più spesso in voi stessi che
negli altri. Vi piace consolarvi
ma non ci siete mai per sostenere uno dei vostri. Siete sempre pronti a sfoderare lame se
qualcuno vi attacca, ma i
migliori fra voi non li difendete mai. I vostri geni li ignorate
in vita e li ricordate solo
quando possono nutrire il
vostro orgoglio, quasi sempre
a babbo morto. Ah, vedete
che c'è Mimmo Gangemi in
finale al premio Tropea e
magari lo vince senza il vostro
appoggio.
Giustizia piemontese e conquista del Meridione
PARTE III
Lord Henry Lennox, membro del Parlamento inglese, spinto
dall'ammirazione per Garibaldi e la sua impresa effettua,
nell'inverno 1862-63, un viaggio nelle antiche terre del
Regno delle Due Sicilie. Tale è lo sconvolgimento psicologico subito dal Lord che, al suo rientro in patria, decide di riferire prontamente al parlamento di sua maestà britannica
quanto visto nelle carceri gestite dai piemontesi. Riferisce
della Vicaria: «Appena fui entrato nella prima camera mi si
fece folla attorno, quando udirono che io era inglese la folla
si fece maggiore…. Cenciosi, con gli occhi lagrimosi e le
braccia alzate imploravano non libertà, ma processo.
Imploravano non grazia, ma giustizia. Tifo, colera, polmonite, dissenteria e scabbia, scorbuto sono malattie comuni. Vi
erano tra detenuti preti, laici, soldati, vescovi, donne tutti
nella più miserevole condizione, e la sporcizia era tale che
per descriverla non è sufficiente la mia eloquenza. Il fetore
orribile. Il cibo che veniva loro somministrato non si sarebbe
dato in Inghilterra nemmeno alle bestie. Sento il debito di
protestare contro questo sistema. Ciò che è chiamata unità
d’Italia deve la sua esistenza più alla protezione e all'aiuto
morale dell’Inghilterra, che allo stesso Garibaldi o agli eserciti francesi vittoriosi, e però in nome dell'Inghilterra denuncio tali barbare atrocità, e protesto contro l'egida della libera
Inghilterra così prostituita».Nel 1865 i detenuti totali della
nazione sommavano a 73.000 circa di cui 43.000 nelle carceri
meridionali. Ai conquistatori fa comodo chiamare briganti
quelli che in realtà sono contadini, commercianti, padri di
famiglia, preti, soldati del disciolto esercito, renitenti alla leva
richiamati a servire il re sabaudo, madri di famiglia, ragazzi,
molti dei quali imberbi, simpatizzanti politici e funzionari
statali fedeli al re di Napoli. La sola legge Pica, la madre di
tutte le leggi speciali per l’ordine pubblico per il
Mezzogiorno, miete circa 60.000 vittime in due soli anni di
applicazione, fino al 31 gennaio del 1865 anno della sua cessazione forzata, tale fu lo scandalo procurato negli stati che
consentirono e molto determinarono la conquista del meridione; Francia e Inghilterra fra tutte.
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la Riviera
Sport
avversità e i pregiudizi. Ora è una
protagonista dello sport italiano. Ma
sta con i piedi ben piantati per terra.
Il primo pensiero è stato per il padre
Mimmo, meccanico, che ha creduto
in lei fin da quando era bambina: “I
love you Papi, Papi”, ha gridato al termine del match. E poi un susseguirsi
di attestati d’ammirazione per questa
ragazza che tanti anni fa ha iniziato a
fare sport nel piccolo paese della Sila
Greca con un grande sogno: arrivare
alle Olimpiadi, nate in Grecia. E ce
l’ha fatta proprio quest’anno. La
medaglia di bronzo è arrivata dopo
anni di duro impegno, di lavoro, di
preparazione seria e puntigliosa. E
in BREVE
CALCIO
Ciao Aldo!
«Papà faceva il fruttivendolo.
Prima lavorava all'ortomercato, poi ha preso una bancarella, poi ha messo su un negozio
di frutta e verdura a Bresso e
comperato un motocarro.
Gente semplice, con nomi
semplici...». Sorride, Aldo:
«Antonio e Antonia. Loro
pensavano al futuro, a noi.
Sono partiti da Corato, da
Bari, con due figli maschi. "Qui
a Milano c'è il lavoro", diceva
sempre papà. A Milano in via
Legnone siamo nati io e le mie
due sorelle Antonietta e Rosa.
Eravamo una grande bellissima famiglia di meridionali».
Aldo Maldera, terzino di quelli
di un tempo. Il tempo delle
vecchie Panini.
ParideLeporace
Forciniti, un risultato
della Calabria positiva
Una medaglia di bronzo che premia
la forza delle donne italiane: coraggio, passione e caparbietà. Alle
Olimpiadi di Londra, Rosalba
Forciniti ha conquistato il terzo posto
nel judo. È la prima calabrese a salire
sul podio in trenta edizioni olimpiche. Un traguardo prestigioso.
Storico. E con quell'esultanza finale,
inno alla gioia, ci ha fatto tornare alla
mente la straordinaria ed indimenticabile immagine della corsa e
dell’“urlo di Tardelli”, dopo il gol che
l’11 luglio del 1982 consentì agli
azzurri di conquistare in Spagna il
terzo titolo di campione del mondo.
E proprio un calciatore calabrese
campione del mondo nel 2006, Rino
Gattuso, è stato tra i primi a complimentarsi con la brava atleta: «Che
emozione, un campione del mondo»,
ha detto l’azzurra. E Gattuso le ha
risposto: «No. L’emozione è mia, la
campionessa sei tu». La modestia di
due grandi calabresi che fanno onore
all’Italia! Simbolo e buon esempio
della Calabria che vuole e può risorgere. Bisogna credere e lottare.
Come Rosalba. Ha combattuto e ha
vinto con la mano sinistra “strettamente fasciata” per una frattura.
Battuta la sfortuna con l'ottimismo
della volontà! A Longobucco, il piccolo paese in provincia di Cosenza
che ha dato i natali a Rosalba, domenica di passione. Tutti davanti al
maxischermo. A tifare per la compaesana ad un passo dal podio olimpico. Emozione. Gioia. Un grande
boato ha salutato il terzo posto. Ed è
cominciata la grande festa. Il sindaco
Luigi Stasi raggiante: «Mi stanno
chiamando a decine, anche dall'estero, per manifestare la soddisfazione
per un risultato che fa parlare della
Calabria positiva, che esiste e deve
essere sempre più conosciuta».
Proprio così, c'è una Calabria che sof-
fre e combatte per far emergere i
valori sani della convivenza civile,
della legalità, del rispetto delle regole. Per dimostrare con i fatti che “non
è tutta mafia e solo mafia”. Come
purtroppo certi inquietanti episodi
fanno credere e temere. Esiste
l’“Altra Calabria”. Ed è bene che i
calabresi che vivono lontani dalla
loro terra lo sappiano. La “malapianta” non è invincibile. Intanto mettiamo nel “conto positivo” anche i successi sportivi. Donne e uomini che
sanno farsi valere ed apprezzare non
solo in Italia ma in tutto il mondo.
Rosalba con il risultato di Londra ha
contribuito a dare fiducia. A lanciare
un messaggio di speranza. Donna
forte. “Le buone ragazze vanno in
paradiso, le cattive ragazze vanno…a
Londra!”, c’era scritto sulla maglia
che ha fatto vedere subito dopo la
conquista della medaglia di bronzo.
Con le idee chiare. Contro tutte le
DOMENICA
oggi il “giardino sportivo d’Italia”,
grazie a lei si adorna di un’altra
medaglia, che è una gioia travolgente
per la gente di Calabria che ogni giorno lavora per migliorare le condizioni economiche e sociali della regione
più emarginata d’Europa. In coda a
tutte le graduatorie, frequentemente
in prima pagina per le “brutte notizie”. Rosalba, con la medaglia di
bronzo e quell'urlo di gioia ha fatto il
miracolo: i quotidiani e i siti italiani
hanno una calabrese in prima pagina,
finalmente per una “bella notizia”.
Potrebbe essere la svolta. La ripartenza. Un sogno? Rosalba il suo l’ha
trasformato in realtà. Grazie per il
bell'esempio! La speranza è che chi
vive in Calabria e fuori dalla Calabria
sappia cogliere questo bel fiore d’ottimismo e piantarlo laddove c'è il
marcio che avvelena e paralizza la
crescita civile.
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A proposito
di...
CALCIO
DILETTANTI
L’A.S.D. Siderno inizia il ritiro pre-campionato
Inizierà il 6 agosto alle ore 15,00, il ritiro pre -campionato del A.S.D. Siderno 1911. Per quella data, vecchi e nuovi atleti, si ritroveranno (agli
ordini del riconfermato tecnico della passata stagione Filippo Laface) allo stadio comunale “Filippo Raciti” per l'inizio della nuova stagione
agonistica che inizierà a fine mese con l'avvio del primo turno della Coppa Italia dilettanti. Questo l'elenco dei convocati: Portieri : Macrì, Marra
(94), Caruso (95), Keren (95) Difensori: Carabetta (cap), Mascaro, Pettinato, Crupi (95), Sgambelluri (95), Afflitto (95), Tringali (94), Errigo
(95), Catalano (95), Giuffrida (93) .Centrocampisti: Fuda, Candido, Luciano, De Leo, Telli (95), Raso (93), Romeo (93), Autelitano (94),
Commisso (94), Luis ( giovane rumeno classe 93) . Attaccanti: Savino, Accinni, Leone, Figliomeni (94), Saccà (95), Fimognari (95). Allenatore:
Pippo Laface
Sport
Godere delle disgrazie altrui
Premiati al comune i ragazzi della
rappresentativa allievi-giovanissimi
della delegazione FIGC di Locri.
Non è la moda degli ultimi giorni, in
Italia lo sport preferito è godere delle
disgrazie altrui. E' vero che ci piace salire
sul carro dei vincitori, ma più puntare il
dito contro, ergerci a giudice ed emanare
sentenze senza appello, per poi ricrederci in un fantomatico “No, non volevo
dire…” “E che a volte le apparenze..”
Di questo crudele gioco al massacro
sono oggetto Antonio Conte e Federica
Pellegrini. L'allenatore della Juventus è
colpevole. Punto e basta. Federica
Pellegrini dopo due quinti posti nel 400
s.l. e 200 s.l. e un settimo posto nella
staffetta 4x200 s.l. è finita, a ventiquattro
anni può tranquillamente appendere
cuffia e occhialini al chiodo, per dedicarsi al glamour e ai reality. Punto e basta.
Sono due vicende differenti, ma che
sono comunque indicative per farci
capire quanto a volte la fretta non vada
d'accordo con l'obiettività e l'imparzialità. Capitolo Conte. Cosa c'è di strano?
E' tutto il procedimento che forse
andrebbe rivisto. Il tecnico bianconero è
stato accusato da un suo ex giocatore,
Carobbio, di aver fatto parte di due combine riguardanti partite del campionato
2010/11 quando l'attuale allenatore campione d'Italia era sulla panchina del
Siena. Le gare in questione sono Siena Albinoleffe e Novara - Siena. Conte
negli spogliatoi, secondo l'accusa,
durante la riunione tecnica, confidò ai
propri giocatori che il risultato delle partite di cui sopra era stato concordato.
L'omessa denuncia è il capo di accusa
che pende sulla sua testa. Ora, in base a
ciò, Antonio Conte è colpevole? Non è
questa la sede per indicarlo, però, il beneficio del dubbio va tenuto in considerazione. Per due motivi: primo perché
tutti gli altri giocatori hanno smentito
l'accusa con tanto di dichiarazione firmata e poi perché se è colpevole Conte,
allora anche tutti gli altri calciatori
andrebbero denunciati per omessa
denuncia. Probabilmente il patteggiamento richiesto dal tecnico salentino (3
mesi di squalifica e 200 mila euro di
multa) sono un dichiarazione di colpevolezza. Può anche essere, ma allora che
patteggino tutti, tanto Conte è colpevole,
punto e basta. Capitolo Pellegrini. E' la
più forte nuotatrice italiana di tutti i
tempi. Il suo ricco palmares (17 volte
oro, 9 argento e 10 bronzo) ne hanno
fatto una leggenda della piscina. La
Pellegrini non ha certo bisogno di avvocati, sa anche lei che questa Olimpiade -
ma per tutto il nuoto tricolore - è stato un
disastro. Flop anche per il suo fidanzato
Filippo Magnini e per Luca Dotto. A
caldo, dopo la debacle, sia Federica che
Filippo, hanno accusato il sistema,
“Andrebbe rivisto tutto, dal presidente
all'ultimo dei magazzinieri, con
preparazione atletica sbagliata che ne ha
condizionato i risultati”. E' qui che forse
una tiratina d'orecchie i due fidanzati
della piscina meriterebbero. Non per lo
sfogo in sé, dopo una delusione così
cocente ci sta, quanto per i tempi. Se è
veramente colpa della preparazione,
certo non ci se ne accorge all'ultimo.
Allora perché fare dichiarazioni smargiasse alla partenza per Londra?
Probabilmente, dopo la scomparsa di
Castagnetti, tutto il mondo del nuoto e
Federica in particolare, sono rimasti
senza una guida forte. Castagnetti non
era solo un ottimo allenatore, ma era
soprattutto un leader capace di farsi
ascoltare da tutti: è stato lui a “creare”
Federica Pellegrini. Forse la nuotatrice
azzurra si prenderà un anno sabbatico
per dedicare più tempo a se stessa. Farà
un reality come ha detto? Metterà su
famiglia come abbiamo letto? Non ci
importa, lasciamole vivere una vita “normale”, per quanto è possibile, ad una
ragazza di ventiquattro anni. Se la
Pellegrini è finita come atleta e se
Antonio Conte è colpevole sarà il tempo,
galantuomo, a dircelo. Nel frattempo,
dedichiamoci ad un altro sport, che so,
beach volley, racchettoni, badminton.
Ah no, badminton no, anche lì, pare, ci
siano risultati concordati.
Massimo Petrungaro
Si è ripetuta anche quest'anno, nella sala consiliare del Palazzo Municipale di Locri, la premiazione dei giovani calciatori (categorie allievi e
giovanissimi) della rappresentativa della
Delegazione di Locri, che ha nuovamente vinto la
Coppa Calabria tra delegazioni organizzata dal
Comitato Regionale Calabro della FIGC.
Per l'Amministrazione comunale, ha fatto gli
onori di casa l'Assessore allo Sport Gelonese.
Ai ragazzi sono stati consegnati degli attestati a
ricordo della vittoria, che era stata conseguita,
nello scorso giugno, con la disputa dell'incontro di
finale, al termine del quale la Delegazione di
Locri aveva battuto di misura (1-0) quella di
Rossano.
La Delegazione locrese ha, quindi, bissato il successo della scorsa stagione, che la vide prevalere,
nella finale di Corigliano, nei confronti di quella
di Reggio Calabria.
Locri e Rossano erano arrivate in finale superando, nelle due semifinali, rispettivamente, Cosenza
e Gioia Tauro.
A decidere la finale è stata la punta locrese
Frascà, che al 13' del primo tempo ha concluso
sotto misura in rete da pochi passi, dopo una
respinta del portiere su diagonale da sinistra del
capitano Schiavello. Nel Rossano hanno brillato,
in particolare, il potente mediano Milordo,
nonché il laterale sinistro Paldino e gli avanti
Abenante e Montalto.
Alla fine della gara, grande festa in campo per la
delegazione di Locri e, dall'altra parte, fisiologica
amarezza per gli avversari sconfitti.
All'incontro erano presenti il Presidente del
Comitato Regionale Calabria Saverio Mirarchi
ed alcuni componenti del consiglio direttivo, oltre
ai rappresentanti delle delegazioni pervenute alla
finale. A fine gara Mirarchi ha porto il saluto federale. Questo è il tabellino della gara di finale:
DELEGAZIONE LOCRI - DELEGAZIONE
ROSSANO 1 - 0
MARCATORE: 13' Frascà.
LOCRI: Neve, Furferi (60' Cicciarello), Minnella,
Romeo, Cordì, Correale, Galati (72' Condemi),
Khanfri, Panetta (81' Commisso), Schiavello,
Frascà (71' Gelonese). All.: Pedullà.
ROSSANO: Algieri, Bruno, Paldino, Milordo,
Ciccarelli, Fortunato, Orsino, Orlando (41'
Russo), Pulignano (41' Laino), Montalto,
Abenante (68' Licciardi). All.: Cimino.
ARBITRO: Martina Molinaro di Lamezia
Terme.
TrofeoChampion's pesca a surici da barca
Si è svolta domenica 22 Luglio a Siderno presso il lido Sahara,la prima edizione del trofeo Champion's pesca a surici. Tanti i partecipanti che si sono sfidati da imbarcazioni con
2 occupanti a bordo ciascuna alla caccia del maggior numeri di "surici" possibili per poter
vincere il trofeo. Si classificano sul podio al primo posto la coppia Multari-Sainato,seguti
a poco meno da Salvatore Pellegrino e Danilo Sansalone,terzo posto invece per Sergio
Sergi e Sergio Pedullà,da segnalare anche l'ottimo impegno nonostante il penultimo posto
per la coppia Ciminiello-Canzonieri,che nonostante l'orgoglio perdono anche una scommessa..... Bella domenica caratterizzata dalla partecipazioni di numerosi soci dello Sport
Fishing,tra cui Meleca,Gerasolo,Gullì e resa piacevole grazie alla collaborazione del factotum Carmine Barranca e dello sponsor Nicola Market. Appuntamento al prossimo
anno.
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MIDAS, APRE UN NUOVO CENTRO A LOCRI
La Riviera
È stata aperta una nuova officina Midas Italia, la rete di centri di assistenza e
manutenzione multimarca per gli autoveicoli. Il centro si trova in via
Guglielmo Marconi. E per chi lascia l’auto in officina per il Tagliando, Midas
mette a disposizione un veicolo elettrico come vettura di cortesia. Ogni
automobilista può ricevere, inoltre, un preventivo gratuito del Tagliando
Garanzia Attiva grazie al simulatore presente sul sito www.midas.it.
BIBLIOTECA MERIDIONALISTA
Il demonio di
Sant’Andrea a Bovalino
Con la prefazione di Rita Borsellino, “Il Demonio di Sant'Andrea”, di
Gaetano Allegra, è un romanzo storico ambientato nell'Italia di 150 anni
fa, eppure estremamente attuale. È una storia che si muove sullo sfondo
di quelle vicende risorgimentali che non sempre i libri di storia hanno esposto nella loro completezza, e che racconta di quel rapporto conflittuale che
ha immediatamente visto contrapporsi il Nord e il Sud della nostra nazione. Un subdolo attacco, quello al florido Regno delle Due Sicilie, di cui
ancora oggi paghiamo amareamente le conseguenze. Eppure, allo stesso
tempo, è una favola poetica e ricca di ideali nobili che emozionano il lettore. La favola di un giovane contadino lucano che scopre l'inarrivabile
potenza della cultura e che sogna di cambiare la Storia offrendo questa
chance anche ai propri pari grado. Affiancherà il famoso brigante Crocco,
sfiderà l'invincibile esercito Savoia, costruirà un'enorme città nel nulla,
ingannerà il destino nei modi più incredibili e sarà acclamato da un intero
popolo col soprannome di “Demonio di Sant'Andrea”. Quella del giovane Gaetano Allegra è un'opera prima capace di offrire uno spaccato estremamente realistico delle cronache dell'Unità d'Italia (tutte le vicende
riportate sono state accuratamente studiate sulle testate giornalistiche dell'epoca come il quotidiano francese “La Patrie” e sui diari di personaggi
chiave come il generale spagnolo José Borjes). Nello stesso tempo, però,
afferma con forza la propria identità di romanzo - e non di documentario
- proponendo molte pagiappassionanti, ricche di
Martedì 7 agosto, ore 18.00 Villa Comunale di Bovalino ne
azione, di suspense e di
Incontro con l'autore del romanzo “IL DEMONIO DI SANT'AN- rappresentazioni belliche
nei minimi particoDREA” Gaetano Allegra (ed. Rupe Mutevole). Saluti: Sindaco di esposte
lari. E lascia in gola al lettoBovalino Masino Mittiga; Caffè letterario “Mario La Cava” Domenico re un messaggio chiaro di
Calabria; Fondazione “Corrado Alvaro” Giuseppe Strangio.Conduce amore per la conoscenza,
dovere di fratellanza e
Antonella Italiano, giornalista de “laRiviera”. di
d'orgoglio per un senso
Intervengono Franz Foti, giornalista e docente all'Università statale d'appartenenza alla proterra che forse, oggi,
dell'Insubria di Varese; Giuseppe Musolino, curatore e referente dell' pria
stiamo dimostrando d'aver
Associazione “Un'Altra Storia”. perso.
Miss Italia in Canada innamorata di Siderno
Renata Commisso ha 19 anni, è una ragazza canadese, ha lunghi
capelli biondi e uno splendido sorriso. È la nuova Miss Italia in
Canada. In questi giorni la potete incontrare mentre passeggia
per le strade di Siderno, Renata è infatti originaria della città
locridea.
In redazione arriva sorridente e fresca come solo una ragazza
della sua età sa essere. Un sorriso aperto e sincero le illumina il
viso e ci racconta qualcosa di lei.
Pur consapevoli della bellezza e dell’accoglienza della nostra
terra, che ne dicano gli altri, non ci saremmo mai aspettati che la
diciannovenne miss arrivasse a confessarci che preferisce Siderno
al Canada. Quando le chiediamo che differenze vede tra la sua
città e la nostra ci dice: «Tutto. Soprattutto differenze culturali.
Però qui c’è la mia famiglia, ci sono i miei amici. Il cibo è più
buono». Lei ama questa cittadina, tanto da venirci anche d’inverno, e non nasconde il desiderio di restarci, in Italia. Sarà per il
calore di questi amici calabresi che non le negano allegria e sorrisi, o avrà qualche “inconfessabile” segreto come un amore a
vent’anni, sarà per questa terra che incanta i visitatori di tutti i
tempi, sarà che infondo questa dolcissima miss è un po’ anche
nostra. La guardiamo e ne restiamo incantati. Renata porta la
sua bellezza con leggerezza, senza ostentare nulla, senza trucco,
senza pose, in modo disarmante.
Bellezza e intelligenza è un binomio insolito, del resto. Luogo
comune, perché Renata ha un sogno che va di pari passi al suo
lavoro di modella e ai book fotografici. Renata studia comunicazione, e da grande farà la giornalista.
Un altroSud
è possibile
MASSIMO PETRUNGARO
Chi si aspettava un novello Robespierre o magari un Che
Guevara in salsa meridionalista sarà rimasto deluso. Nessuna
chiamata alle armi, nessun proclama secessionista, ma una
grande lezione di forza di volontà.
Pino Aprile, noto giornalista conosciuto dal grande pubblico
per Terroni, manifesto sui generis di una mala Unità, domenica scorsa, su invito dell'associazione Nicola Zitara, ha presentato presso il salotto letterario Calliope della libreria Mondadori di
Siderno, la sua ultima fatica letteraria Giù al sud - perché i terroni salveranno l'Italia. Il volume, per farla breve, racconta quel
Sud, anzi quel nostro Meridione foriero di storie positive: dal
giovane brillante studente pugliese che, dopo aver lavorato
nella City, è tornato al proprio paese per fare l'imprenditore nel
settore caseario a chi ha fatto della cultura dell'accoglienza
verso i più deboli la propria ragion d'essere.
Eppure, com'è logico, il suo modus operandi non è esente da
critiche. I detrattori lo accusano di fare un'abile operazione di
marketing, di cavalcare l'onda di un malcontento non troppo
celato, di essere fin troppo populista. Gli ammiratori, dal canto
loro, lo esaltano perché è stato la voce di una verità taciuta per
troppo tempo. A Pino Aprile però, almeno un merito va riconosciuto: aver risvegliato la consapevolezza di un Sud che non
è quello che da più parti ci hanno dipinto, un Sud vittima, piagnucoloso, inoperoso. O almeno, per onestà intellettuale, non
solo quello. Che cosa sta facendo di veramente importante
allora l'autore di Terroni? Far acquisire ai meridionali che fino
ad ora ne erano sprovvisti, una nuova coscienza, un orgoglio
che fino a qualche anno fa erano impensabili. La sua non è solo
una rivisitazione del nostro Risorgimento, uno smascherare
un'epopea fin troppo stucchevole, come l'eroica impresa di
sole mille persone in grado di liberare (ma da chi?) un Sud
ancestralmente abbrutito. Il Sud che ci ha fatto (ri)scoprire
Aprile è un Sud inimmaginabile: industrioso, alla stregua delle
altre potenze europee, con tutti i pregi e i difetti ascrivibili a
quell'epoca. È il Sud delle acciaierie di Mongiana, dei cantieri
navali di Castellamare di Stabia, delle zolfatare siciliane e di
tutte le altre piccole imprese private che oggi ci paiono prerogativa di un Settentrione mai così distante.
Quello che Pino vuol raccontarci o meglio trasmetterci, è che
l'ottimismo è l'unica strada per uscire da questa deriva socio,
culturale, economica e politica che stiamo vivendo. Guardarci
indietro con spirito critico e obiettività è auspicabile per tutti:
per le istituzioni che devono essere in grado di percepire ciò
che di buono c'era e magari proporlo con le giuste varianti, e
per noi tutti, per uscire da un clientelismo e da una rassegnazione che ci stanno soffocando. Proprio grazie alla sua opera,
qualcuno vede nel giornalista pugliese, il portavoce del riscatto meridionale. Guardiamoci in faccia, senza false maschere.
Può essere Pino Aprile il portavoce di un nostro riscatto? Può
essere, per intenderci, leader di un nuovo movimento politico
meridionale e meridionalista in grado di sedersi nella stanza dei
bottoni senza tradirsi e tradire la propria gente? No, nel modo
più assoluto. Perché Pino da ottimo giornalista qual è, fa semplicemente il proprio lavoro, e lo fa in modo egregio. E noi
dobbiamo continuare a permetterglielo. Il riscatto deve partire
dal basso. Ai nostri figli abbiamo il dovere di raccontare che
non siamo solo terra di mafia e di favoritismi, ma siamo anche
e soprattutto terra che sa creare lavoro. È la Storia che ce lo
ricorda. Perché se vogliamo combattere con le giuste armi tutte
le mafie e in particolare la 'ndrangheta, dobbiamo insegnare
alle nuove generazioni la cultura del lavoro, dobbiamo essere
portatori sani di spirito di sacrificio. Non ci servono paesi militarizzati, né sermoni di pseudo intellettuali che si arrogano il
diritto di risolvere problemi.. Se si vuol combattere alla pari con
la più potente holding criminale, occorre creare occasioni di
lavoro. Senza aspettare la manna dal cielo. Il riscatto è possibile, a patto di non voler scendere a compromessi e di non farci
imporre niente da nessuno.
La rivoluzione partenopea del 1799 non è mai stata così vicina
a noi, ma non dobbiamo commettere gli errori di allora. E se
vogliamo crescere, non chiediamo a Pino Aprile di mettersi alla
testa di un qualunque partito del Sud, continuiamo invece a
farci raccontare un altro Sud, il nostro Sud.
DOMENICA
05 AGOSTO 2012
LA RIVIERA
27
Parlando
di...
I MERCOLEDÌ DA PAURA DEL LULU’S BEACH
Blood story non è semplicemente un ciclo di serate a tema; è un progetto che diverte! L'idea è dar nuova
vita ai personaggi più celebri del cinema horror! Così ti ritrovi a ballare accanto a Freddy Krueger che
brandisce le sue lame o ad un lupo mannaro che si dimena incatenato in una gabbia! Questo è Blood Story!
Un' idea che i ragazzi del Kings Group insieme al Lulu's beach hanno trasformato in realtà! Una realtà che
piace, considerando i numeri delle prime tre serate (Van Helsing , Freddy vs Jason e Jack the ripper ). La
prossima data è l'8 agosto con It, il clown assassino! Un altro mercoledì da paura!
Cultura e società
in BREVE
COOP. CALABRIA FILM
A Roccella le
selezioni per gli
aspiranti attori
STIGNANO
Festa dei vicoli
dell’Antico Casale
La “Cine fiction 2” e le “Coop.
Calabria film” selezionano aspiranti
attori e attrici (ragazzi non professionisti) per una nuova produzione televisiva. Il casting si svolgerà il 5 e il 6
agosto dalle 16.30 alle 20.30 presso
l’ex Convento dei Minimi, vicino
piazza San Vittorio di Roccella
Jonica. Alla selezione potranno partecipare tutti coloro che abbiano
un’età compresa tra i 7 e gli 80 anni.
Non verrà richiesta alcuna quota di
iscrizione e non sarà necesario acquistare nessun book fotografico. Ospiti
della serata l’aiuto operatore Rai
Giuseppe Pezzano e Maria Novella
Fazzari. Per ulteriori informazioni
chiamare al numero 338/5752084.
Nella foto da sinistra verso destra:
Pino Gambardelli (direttore di porduzione Calabria film) e Paolo Sanci
(presidente Calabria film).
AVVISO AI BRIGANTI
Questione
meridionale
e legalità
Il 6 agosto alle 18.30, presso il
Castello Aragonese di Pizzo (VV) si
parlerà di Meridione e di ‘ndrangheta. Ospiti della serata: Pino Aprile
autore del libro “Terroni”, Fabio
Regolo magistrato presso il tribunale
di Vibo Valentia, Giancarlo
Costabile docente universitario di
Pedagogia
della
Resistenza
all’Università della Calabria. Cosa ne
verrà fuori? Non ci resta che scoprirlo insieme.
L’Amministrazione Comunale di Stignano ha inteso programmare, per la ricorrenza del Bicentenario della costituzione del proprio Comune, una serie di iniziative celebrative dal carattere essenzialmente culturale che si sono
svolte nel corso dell’anno e che troveranno la conclusione nei giorni 11 e 12 agosto prossimi.
La concomitante presenza di turisti, villeggianti ed emigrati di ritorno nel territorio, consentirà alla comunità
locale di esercitare uno sforzo sinergico per rendere al
massimo accogliente e vivibile il paese e per facilitare un
soggiorno gradevole e ricco di eventi.
Con questo spirito, nelle due serate di sabato e domenica prossime si darà vita ad una grande “Festa nei Vicoli
dell’Antico Casale”, con suggestione, momenti di vita e
antichi sapori, tra acrobati, burattini, funamboli, circensi, comici, fuochi d’artficio, musica e tarantella. La presenza a Stignano di cittadini e villeggianti della Locride
è certamente molto gradita agli stignanesi tutti che
sapranno rendere il proprio borgo accogliente e caloroso, secondo le antiche tradizioni locali e nel migliore spirito di chi auspica che la Calabria tutta possa sempre più
qualificarsi per impegno, generosità ed armonia sociale.
Nelle serate dell’11 e 12 agosto, Vi aspettiamo numerosi a Stignano!!!
Francesco Candia, Sindaco di Stignano
Sabato e domenica
prossimi si darà vita ad
una grande “Festa nei
Vicoli dell’Antico
Casale”, con
suggestione, momenti
di vita e antichi sapori,
tra acrobati, burattini,
funamboli, circensi,
comici, fuochi
d’artficio, musica e
tarantella.
INTERVISTAA MATTEO SCARFÒ
Anche a Monasterace
possono nascere talenti
KATIA CANDIDO
Come nasce la tua passione per il cinema?
Per rispondere a questa domanda devo tornare indietro di parecchio… Ero solo un bambino quando mio padre mi portava con sé al
cinema a vedere i film dei più grandi artisti
contemporanei dai quali, in seguito ho appreso molto e poi organizzavamo anche a casa
delle riprese con la telecamera. E’ partito tutto
da qui, infatti a 19 anni è uscito il mio primo
cortometraggio Fantascienza in pillole vincitore del primo premio come Miglior film
all’Epizephiry Film Festival 2007.
Hai mai pensato di partire dal tuo territorio o
da subito hai creduto che altrove avresti avuto
maggiori possibilità?
Io sono partito dal mio territorio, dalla
Calabria come luogo cinematografico, ho realizzato delle riprese che poi ho portato con me.
Mi sono trasferito a Roma per studiare e poi
Nick Mancuso, John Savage,
il regista Joe Goodavage e
la produttrice Diane Paldino
DOMENICA
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LA RIVIERA
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la Riviera
Non solo Magna Graecia Teatro ma anche Vecchioni e Festival Jazz
Casignana, un agosto
di musica e teatro
Manca ancora l’ufficialità
ma dovrebbe essere
Roberto Vecchioni il cantante che si esibirà a
Casignana il 17 agosto
per l’attesissima festa di
San Rocco. Tuttavia,
quello del cantautore che,
oltre a vincere il Festival
di Sanremo nel 2011 con
“Chiamami ancora amore”
sta per iniziare il tour ove
ripercorrerà i 40 anni della
sua straordinaria carriera,
non sarà l’unico evento
musicale di questa estate.
Basti pensare che il 20
agosto, tra i mosaici della
Villa Romana di Contrada
Palazzi, si potrà assistere
ad una tappa della kermesse itinerante del
XXXII° Roccella Festival
Jazz (con artisti del calibro di Bruno Angelini,
Giovanni Falzone, Gérald
Chevillon, Fidel
Fourneyron, Joachim
Florent, Antonin Leymarie
e tanti altri). Prima, però,
sempre alla Villa Romana
di Palazzi di Casignana
(ore 21.30), ci saranno
due interessanti spettacoli
teatrali del Magna Graecia
Teatro Festival 2012. Il 10
agosto, difatti, Saverio La
Ruina presenterà “
Italianesi”, un testo
appassionante che si ispira ad una storia vera,
anche se poco conosciuta, verificatesi alla fine
della seconda guerra
mondiale. Due giorni
dopo, il 12 agosto, il duo
Battaglia e Misefari proporranno “Miti e leggende
in Magna Graecia”, una
particolare narrazione di
favole, fiabe e racconti
mitologici. Queste due
messe in scena arrivano
dopo l’eccezionale esibizione di Peppe Barra
del 23 luglio. Ma non è
tutto. Giacché pare che
saranno comunicati, a
breve, altri interessanti
eventi che dovrebbero
perfezionare un calendario di manifestazioni
davvero considerevole.
Insomma, anche a
Casignana l’estate, quella
vera della musica e della
cultura, sta per entrare nel
vivo.
foto NOTIZIE
Riflessi del presente è l’iniziativa
promossa dalla scuola estiva di filosofia
“Giorgio Colli” di Roccella Jonica. Mare e
pensiero sulle orme dei greci e tanti giovani
a ripercorrerle. La “movida” del pensiero
che arricchisce la Locride.
Italianesi, una storia
sconosciuta e coinvolgente
Italianesi, di Saverio Ruina, che sarà messa in scena il 10 agosto
alla Villa Romana di Casignana (ore 21,30), è una produzione
originale che debutta in Calabria per il Magna Graecia Teatro
Festival 2012. Una tragedia vera, che come tante storie vere non
è registrata nei libri di storia. Una vicenda emblematica nella sua
assurda drammaticità che in un certo senso anticipa i flussi migratori di oggi. Alla fine della seconda guerra mondiale, però, sono
gli italiani, o meglio albanesi figli di italiani, ad essere discriminati
ed imprigionati come nemici del regime, in Albania, dove, fintanto, meditano e sognano l’Italia. In quest’opera, il grande merito di
Saverio Ruina è proprio quello di renderci partecipi di un pezzo
della nostra storia quasi insaputa che, grazie ad una scrittura coinvolgente e diretta, riesce ad appassionare oltre ogni aspettativa.
sono rimasto. Ma queste riprese fanno parte
della mia vita.
Come è stato l’approccio con questo ambiente?
All’università ho avuto la possibilità di accostarmi a questo mondo come Assistente alla
Regia per un anno, frequentando un corso
cinematografico dove è molto evidente il contesto gerarchico che vige in quest’ambito.
Questo avviene in Italia però perché in
America è diverso.
Leggo dalla tua scheda che hai partecipato a
numerosi film, quale di questi ti è piaciuto di
più?
The Last Gamble per la regia di Joe
Goodavage. Ho collaborato con attori del calibro di Nick Mancuso, grandissimo artista.
E a quale invece è stato più difficile lavorare?
Un film che non si è mai realizzato, di un regista calabrese, Andrea Srezza, purtroppo scomparso ad Aprile. Ho lavorato alla produzione
per quattro mesi ma con parecchie difficoltà.
Numerosi Riconoscimenti. Uno in particolare
che ti ha stupito ma che ti ha dato tanta soddisfazione?
Teresa e le Resistenze. Non mi aspettavo ricevesse tutti questi apprezzamenti. E La storia di
Anna Magnani e di Teresa Talotta Gullace, la
donna originaria di Cittanova, in Calabria, che
ispirò il film più celebre dell’attrice romana,
Roma città aperta. Due personaggi che senza
incontrarsi mai si unirono indissolubilmente. Il
ruolo delle donne durante la guerra, la tragedia
dell’occupazione di Roma, i bombardamenti,
le vite di coloro fecero grande il cinema italiano e il viaggio all’interno della memoria di un
soldato italo-americano: una ricostruzione
basata su eventi e testimonianze reali tra cinema, teatro e documentario.
Per la produzione di questo film, hai vinto un
premio importante, quello del Festival del
Cinema di Salerno. Quanto è stato importate
per te?
Direi che è stato fondamentale, lavorare con
attori e tecnici già affermati. Pser me è stato
come una sfida che mi ha proiettato molto in
avanti.
Sei così giovane è hai già realizzato molto nel
campo del cinema. Cosa consiglieresti a chi
vorrebbe intraprendere un percorso come il
tuo?
Di essere tenaci prima di tutto e poi cercare
sempre di realizzarsi con le proprie capacità
senza aspettare che altri lo facciano per te. Ho
imparato che nel cinema questo è molto
importante perché a volte basta poco per essere notati anche se non sempre ti danno la possibilità.
DOMENICA
Monsignore Bregantini si lascia
sopraffare dallo sfidante: ed è scopa!
Impassibile continua la sua partita, è un
uomo di fede e già spera nel settebello. Una
sola perplessità: ma col bluff del poker
come si regolerà? C’è conflitto di interessi!
Michele Vietti vicepresidente del Csm
dal 2010 (nonchè esponente politico
dell’Udc) si fa paparazzare mentre
“spaparazza” la showgirl. Lei
“legittimamente impedita” a recuperare la
shirt, si accontenta di una lucente sciarpetta
Il Naniglio di Gioiosa Jonica accoglie il
noto Gerardo Sacco. È stato il maestro
orafo calabrese a chiedere al sindaco della
città, Mario Mazza, di visitare il sito
archeologico. Ops! La villa romana era
tutta in disordine. A saperlo prima...
05 AGOSTO 2012
LA RIVIERA
29
Parlando
di
Cinema
L’OROSCOPO
ARIETE
TORO
Felici intuizioni e armonie saranno fornite in abbondanza dalla Luna in Sagittario,
che vi farà cominciare la settimana con
una marcia in più: l’energia cinetica subirà
un poderoso aumento. Qualche problema di autonomia: non accetterete di buon
grado alcune imposizioni in ambito professionale. Il weekend sarà più intimista.
Per voi amanti delle mezze tinte le crude
verità e la logica stringente suonano eccessive, ma questa settimana per far filare le
cose e risolvere complicazioni un chiarimento si impone. Sotto tiro del Sole e
Mercurio in quadratura, qualcuno tenta di
imbrogliare le carte, degli amici fidatevi fino
a un certo punto.
Sul lavoro, riuscirete a mettere le basi di
un’iniziativa coraggiosa che potrà funzionare. Non perderete di vista la questione economica: ricordate, tenere i conti in ordine
sarà fondamentale. Se la persona del cuore
vi appare un po’ distante, non farete fatica
a riavvicinarla a voi, a riaccendere il suo
desiderio.
La settimana vi imporrà probabilmente
dei ritmi un po’ faticosi e a farne le spese
saranno la quotidianità (nervosismi e
chiusure) e la vita di coppia, che riserverà
qualche attrito. Dovrete fare appello a
tutta la vostra creatività per cavarvi d’impaccio rispetto a una situazione intricata:
ve la caverete benissimo.
GEMELLI
LEONE
CANCRO
VERGINE
Tre astri importanti, sia per le idee che per
i mezzi necessari a concretizzarle: con
queste ottime premesse spegnete le candeline in un clima di speranza e piacevole
sorpresa. L’attesa non è il vostro forte,
riconoscete le occasioni a colpo d’occhio,
afferrandole d’un balzo.
La vostra capacità di analizzare i dettagli
di una situazione, senza lasciarvi coinvolgere emotivamente, rappresenterà la
vostra carta vincente in una situazione di
lavoro delicata. Se ci tenete, vi basterà
poco per dare una svolta positiva al rapporto di coppia. Provare per credere.
L’andamento dell’estate avrà già risollevato
le sorti anche dei più disincantati che si
sono avvicinati sempre più all’ideale d’amore. Nei mesi a venire vi attendono piacevoli
sorprese e qualche possibile illusione, di cui
però potreste sentire il bisogno. Felici
incontri, simpatiche conoscenze e leggere
occasioni di svago.
Siete in cerca di luoghi, piatti e tradizioni
presenti solo nelle guide turistiche.
Indispettiti dalla ricerca vana, vi mettete in
competizione con gli autori, decisi a scovare informazioni curiose a ogni costo, col
rischio di perdere treni e voli aerei. In compenso Nettuno vi fa sognare, suggerendovi
sentimenti delicati e storie romantiche.
La settimana si apre con un perfetto tono
spavaldo. L’opposizione di Venere sembrerà tuttavia rimbalzare contro un muro
di gomma: ancora pochi giorni e anche le
questioni sentimentali si faranno meno
faticose. Una Luna rigorosa, nel settore
delle proprietà, vi renderà ottimi amministratori dei vostri averi.
Perfettamente calati nelle incombenze
lavorative, o in buona sintonia nelle relazioni affettive, non registrerete problematiche di rilievo. Solo i Capricorno nati tra
il 4 e l’8 di Gennaio potranno avvertire
una lieve flessione delle forze: meglio
allentare la pressione. o concedersi un
dose extra di relax.
BILANCIA
SAGITTARIO
ACQUARIO
Di fronte a voi sulla zodiaco, Mercurio e
il Sole vi illuminano dall’alto, rendendo
più intelligibili anche progetti e opinioni.
Fortunatissimi in vari ambiti, tra i quali
amore e denaro non si escludono a vicenda, questa settimana potete sperare.
...è il punto di incontro di chi lotta per il
Sud. Se ami il Sud unisciti a noi.
SCORPIONE
CAPRICORNO
PESCI
Se non siete sicuri di avere ragione in una
questione di lavoro, ascoltate quello che
hanno da dire gli altri. Agite in modo più
consapevole. In amore, prima di prendere una decisione, attendete un segno del
destino (che è più saggio di voi).
Caro Pino è il momento di osare
Caro Pino, è il momento di osare.
Va promosso un movimento che
abbia a cuore gli interessi delle Terre
del Sud. Libero e democratico,
certo, ma soprattutto schietto, orgoglioso, allegro, mediterraneo. Un
movimento aperto, ma che tenga
fuori chi ha governato a braccetto
con partiti nordisti e oggi magari
cerca di riverniciarsi. Un movimento
che punti nelle elezioni del 2013 a
una rappresentanza diretta in
Parlamento e che subito dopo apra,
città per città, una fase costituente,
perché i giovani del Sud possano
contare in Europa senza esser
costretti a lasciare le proprie Terre.
Caro Pino, nessuno meglio di te ha
saputo raccontare cosa eravamo,
cosa siamo diventati e cosa potremmo essere noi Terroni. Ecco perché
crediamo che qualsiasi progetto di
riscatto non possa che vederti alla
testa. Lo sappiamo: puntare a uno
scranno a Montecitorio appare poca
cosa, per la distanza tra quanto si
potrà fare e quanto servirebbe alle
nostre Terre. Ma l'impegno che chiediamo a noi stessi e l'invito che ti
rivolgiamo è di considerarlo il primo
passo. Verso nuovi ambiziosi obiettivi. Questo è il sito dove inviare le
richieste per la raccolta firme:
http://www.appelloaprile.tk/
«La verità è che non esiste un esercito islamico o un
gruppo terroristico chiamato Al Qaeda. Questo
qualunque ufficiale d'intelligence informato lo sa.
di Benjamin Bowson
Ma c'è una campagna propagandistica per far credere l'opinione pubblica nella
presenza
di un'entità identificata rappresentante il “male”, solo per indurre il telespettatore ad accettare una leadership unificata internazionale per una guerra contro il terrorismo». Queste sono le parole rilasciate in una vecchia
intervista dall'ex Ministro degli Esteri Britannico Robin Cook. Le ho riviste su fb, pubblicate da un'amica
R.C. Ne prendo spunto per propinarvi di nuovo la mia teoria sul diavolo che chi mi segue conosce bene. La
politica della paura è uno dei mezzi prediletti per il controllo del mondo. Spaventare per governare.
Costringere la gente a rinchiudersi in casa e implorare l'aiuto statuale, o come nel caso del terrorismo di
un'autorità sovranazionale che risolva il problema della sicurezza. Un metodo vecchio questo, i siciliani lo
utilizzavano già agli inizi del '900 per le estorsioni: compivano un attentato ai danni di un commerciante e si
offrivano, per primi, di porvi rimedio(in cambio di soldi ovviamente). Lo stesso succede nelle società moderne. Il potere semina insicurezza e poi offre sicurezza. Se la canta e se la suona. Pensiamo a chi il diavolo se
lo è materialmente inventato, si veda la Bibbia, e ha tenuto buone per millenni le società con la minaccia
dell'inferno. Pensiamo ai romani che, storicamente, hanno trasformato gli ebrei nel diavolo attribuendogli
l'uccisione del Cristo. Pensiamo ai terrorismi, moderni di Stato, alle trattative, alle mafie. Buona parte degli
allarmi sono tragedie e farse insieme, bombe che ammazzano e mentono. La storia, in fondo, del poliziotto buono e di quello cattivo: uno picchia e l'altro accarezza, ma entrambi lavorano per lo Stato. Ve l'ho riproposta questa storia perché dentro, comunque, c'è una speranza: l'inferno non esiste, e una volta morti la
smetterete di soffrire.
La verità dell’Iride
Le invenzioni del diavolo
DOMENICA
05 AGOSTO 2012
LA RIVIERA
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la Riviera
Blob of the week
Tutti i colori di Mario...
L’ acuto di Ruggero
Tonino e il suo compare “capretta”
Il Mago del Crotonese
Scrittori e sindacalisti ad Africo
«Ignora, l’ignorante»
Di bello c’è ne uno, tutti gli altri...
sono invidiosi
Il Cristiano (Stefano)
dagli occhi di ghiaccio
Tantissimi auguri Pietro per il tuo
compleanno.
Da mamma, papà, dalla tua sorellina,
dai nonni, dagli zii e dai tuoi
cugini.
Un grande amico
de “la Riviera”
Daniele on the beach
Stalteri vintage stile
Inviare curriculum o fedina penale...
DOMENICA
05 AGOSTO 2012
LA RIVIERA
31
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