BENEDETTO CROCE DON LUIGI STURZO FRANCESCO SAVERIO NITTI NICOLA ZITARA DOMENICA 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 02 7 8 ESTATE. GIORNO E NOTTE NELLA NOSTRA PROVINCIA 5 domenica agosto CATONA martedì agosto MISERIA E NOBILTÀ Ispirata al film del grande Totò: il Principe della Risata. Rappresentazione teatrale con Tuccio Musumeci. Regia di Nicasio Anzelmo. Teatro Catona Info:catonateatro.it GIOIA TAURO ANNA OXA mercoledì agosto REGGIO CALABRIA ROCCELLA IONICA MAMMOLA INDIE ROCK FESTIVAL Un viaggio dal nord al sud della Calabria, per dare voce a gruppi emergenti, alternativi e soprattutto indipendenti Ia Edizione Piazza Ferrari Free Entry 6 Dà il via la manifestazione di musica in libertà in onore del Giudice Scopelliti. Rotondetta Lungomare Falcomatà Info: www.ecojazz.it N.O.I.FESTIVAL Dal 7 al 10 Agosto concerti, mostre, teatro e cinema. Anfiteatro al Castello Info: [email protected] ingresso: 8.00 euro h21:00 Porto di Gioia Tauro concerto Anna Oxa. Info:www.annaoxa.net ECOJAZZ FESTIVAL 9 giovedi SAN LORENZO MARINA J-AX In concerto h 21:00 il cantante dell’ex gruppo Articolo 31 Info: www.J-ax.it agosto SIDERNO PLAESANO SERATA CABARETTISTA MARVANZA REGGAE SOUND Concerto di musica reggae Piazza del popolo h 21:30 Info: www.Marvanza.it lunedi agosto POLISTENA FABRIZIO MORO In Concerto Piazza della Repubblica h21:30 Info:www.fabriziomoro.net MARINA DI GIOIOSA JONICA …ATOYS ORCHESTRA Mitico gruppo pugliese Blue Dhalia Beach Lungomare Cristoforo Colombo Tutta la Giornata Info: www.myspace.com/atoysorchestra GIOIOSA IONICA NANIGLIO D’ORO Rassegna di Cinema-Teatro Presentazione e Proiezione corti e media metraggi di autori calabresi. h21:30 presso Palazzo Amaduri CATONA RE-LEAR Cabaret con Lallo Circosta Residence Zefiro Ingresso gratuito Consumazione obbligatoria Info: www.lallocircosta.com XXVII Edizione con Michele Placido. Tragedia di William Shakespeare Teatro in via Marina Arena. Info: www.catonateatro.it SIDERNO SUPERIORE MUSICA SOTTO LE STELLE h22:00, accademia della musica Musicarte M. Assunta Pedullà. LOCRI NUTS!LITE VENUE ROMA & SCIALAI Allo Scialai una serata dedicata al suono caldo e morbido del 45 giri a base di soul con tutte le sue sfaccettature Doppio appuntamento Dalle h19 alle h21 aperitivo. Dalle h23:30 dancefloor Ingresso libero 10 venerdì agosto ARDORE MARINA TIROMANCINO in Concerto h22:00 In onore dei festeggiamenti di Maria SS del Pozzo GIOIOSA JONICA SERATA D’ARTE 11 Cocktail di moda e musica e cinema anni 70/80. Collinetta dei Pini h21:30 sabato agosto GIOIOSAIONICA SOGNANDOIL PASSATO INUNA NOTTE DI MEZZA ESTATE Evento a cura dell’Unicef h21:00 Piazza Vittorio Veneto DOMENICA 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 03 Parlando di... NORDICI & SUDICI DI GIOACCHINO CRIACO Nordici da scrocco In principio erano poveri cristi che ai tempi delle vacanze lunghe, quando le fabbriche chiudevano un mese intero, tornavano ad asciugarsi l'umidità al sole sudicio. Si piazzavano nelle nostre case e al costo di qualche scatola di zucchero a quadretti e un po' di camice sgargianti si facevano fuori le provviste alimentari accantonate da noi nel corso dell'anno. Andavano via lasciando dispense vuote a un triste ma mite inverno. Non ce la prendevamo tanto, sapevamo che il loro era un turismo da fame. Poi vennero gli emigrati rampanti, con viaggio in aereo o in macchina griffata e al seguito regali strabilianti. Le nostre dispense restavano piene e le nostre pance si gonfiavano ai tavoli di sontuosi banchetti offerti da loro. Andavano via lasciandosi una scia di polvere di stelle che in tanti abbiamo provato a inseguire. Non erano vere stelle, piuttosto luminose meteore, però le nostre estati le rendevano piacevoli, indimenticabili. Il loro era un turismo d'assalto, fatto di furbi e capaci. Negli ultimi tempi le nostre estati si popolano di gente triste che ha la pancia dei turisti da fame e l'arroganza dei vacanzieri d'assalto. Gente che fa la posta davanti a bar e pasticcerie per portarsi a casa un caffè o una granita. Che ti capita a casa mezz'ora prima del pranzo o della cena. Che ha solo una o due settimane per sparare le sue chiacchiere e riempirsi il cofano di un po' di provviste buone a far superare inverni sempre più rigidi al nord. Il turismo di oggi, quello di ritorno, è sempre più, o solo, da scrocco. Per accorgersene basta andare nelle spiagge libere, popolate da nordici che si sono portati da su anche gli ombrelloni e non hanno più tasche buone nemmeno per pagarsi una sdraio e un drink al lido. “ Per fare pulizia sarà necessario fare le pulci alle imprese calabresi. Di questa pulizia, nella Locride, ne conosciamo già gli effetti. Interi paesi sono stati, economicamente, messi a terra dalle inchieste giudiziarie. Ciò è un bene quando le inchieste sono serie e trovano conferme nelle sentenze definitive FERNANDO SAGADO he stessimo per arrivare a un punto di snodo, nelle attività di contrasto al malaffare, lo si era capito. Sarebbe bastato ascoltare le parole del dottor Giuseppe Lombardo che l’altra sera, dal palco allestito da “Strill.it” per Tabularasa, ha usato toni pacati ma gravi. «Le indagini toccheranno interessi economici importanti, con un inevitabile depauperamento occupazionale…» aveva detto in sintesi, per spiegare che la lotta avrebbe indirettamente toccato le esistenze di tanti calabresi che senza C camente, messi a terra dalle inchieste giudiziarie. Ciò è un bene quando le inchieste sono serie e trovano conferme nelle sentenze definitive. Ma è innegabile che quando gli interessi in campo sono importanti, si crea un disagio anche agli incolpevoli. Le inchieste a Reggio, quelle recentissime, sono arrivate alla Multiservizi, alla GDM, alle imprese di distribuzione, alle grandi fortune commerciali. Hanno toccato gli affari degli imprenditori e le vite dei lavoratori. Si è all'inizio. Probabilmente le indagini toccheranno Reggio, conto alla rovescia finale saperlo traggono sostentamento da affari avvelenati. Lavoratori onesti che operano, a loro insaputa, per una economia deviata. Il punto, in effetti, è delicato, tremendamente delicato. Il passaggio di qualità tra l’indagare una mafia stracciona, parassitaria, intenta solo a drenare ricchezze e produrre sopraffazione, e un malaffare borghese che oltre a rubare redistribuisce ricchezze. Questo salto qualitativo comporta problemi di carattere sociale, e oltre alla funzione essenziale di affermare la legalità, nell’immediato impoverisce un tessuto economico, quello calabrese, di per se asfittico. Un discorso paradossale ma autentico, tanto da essere stigmatizzato nelle parole di Lombardo. Per fare pulizia sarà necessario fare le pulci alle imprese calabresi. Di questa pulizia, nella Locride, ne conosciamo già gli effetti. Interi paesi sono stati, economi- IN EVIDENZA Lavoratori onesti che operano, a loro insaputa, per una economia deviata. Il punto, in effetti, è delicato, tremendamente delicato. gran parte dell'economia reggina e della sua politica. In tanti scopriranno di aver lavorato per datori infedeli. I calabresi dovranno decidere con chi stare, accettare sacrifici, cercare occupazioni nuove. In DOMENICA città arriverà un ciclone, come è già arrivato nella sua provincia. L'opera di pulizia necessiterà di sostegno. Lo spazio liberato dovrà essere occupato da imprese sane. La società calabrese sarà messa alla prova e il problema vero sarà se essa si farà trovare pronta all'appuntamento. La questione vera sarà se i calabresi saranno in grado di ripartire e buttarsi alle spalle un sistema economico, politico e sociale che nei decenni ha debordato dalla normalità. Un problema questo, che per la verità appartiene a tutta la nazione, e che per la verità non vede lo stesso sforzo fuori dalla Calabria. E ancora una volta la nostra regione sarà un laboratorio, un centro sperimentale di nuove cure che sarebbe bene applicare anche altrove. Ma che forse, come sempre, si limiteranno ai mali sudici e fuori si affermerà il solito principio di sanità certificata. 05 AGOSTA 2012 LA RIVIERA 04 la Riviera Il miracolo di Morgana decisioni di verificare atti e fatti compiuti da amministrazioni “a rischio”, ma se i comuni della Locride sono gli amanti ideali di clan e padrini, Reggio Calabria, da anni, è quanto meno sposata con i boss, con tanto di banchetto, compare d’anello e buffet di dolci. Eppure niente si muove, si lanciano gli scandali sulle “multiservizi”, si scrivono informative che ritraggono consiglieri comunali, assessori anche regionali, a braccetto con chi è considerato mammasantissima, ma null’altro accade, il matrimonio idilliaco tra Condello, Tegano, De Stefano e gli eletti reggini continua senza crisi o gelosie. Eppure i “riggitani”, un poco col naso all’insù, abili conquistatori di voti in provincia, si sono scoperti snob di facciata. Capaci come sono stati di dissimulare, per anni, la loro condizione di impermeabilità al crimine, parola che per loro era sinonimo di attacchi allergici, si erano forse convinti davvero che i figuranti che frequentavano nei salotti della “Reggio bene” fossero in realtà luminari oxfordiani e non padrini al soldo di “osso, mastrosso e carcagnosso”. Addirittura il buon Governatore Scopelliti si è ben guardato dal venire nella Locride con assiduità, sicuro che una stretta di mano o una carezza, immortalata in una foto, potesse rendergli la vita impossibile. È venuto con il conta gocce solo per l’amico Cosimo Cherubino e pochi altri intimi. In terra di provincia aveva mandato Santi Zappalà, uno che con Reggio città c’entrava poco e quindi buono da spendere per casa Pelle a Bovalino. Una città esente Reggio Calabria, esente da collusioni e allusioni, ma che oggi si scopre tradita dalla sua stessa convinzione di “luogo al di fuori”, anche perchè qualcosa in città è entrato invece tutto dentro. È entrato il marcio delle mazzette, il puzzo delle estorsioni, è entrato l’unto delle strette di mano. Tutto è entrato, o forse era già dentro, ecco perchè quella camminata snob dei “riggitani” che sapevano in cuor loro che qualcosa sotto non quadrava. Ma nonostante tutto oggi sia più chiaro, Reggio Calabria e le sue amministrazioni, passate e presenti, stanno in piedi come un equilibrista su un ponte immaginario. Non vuole essere il mio un discorso campanilista, ma a campeggiare sui banchi delle aule di Tribunale è la frase “La legge è uguale per tutti”. Sembra che per la Locride ci sia una deroga. Sembra che per reggini e “riggitani” ci siano leggi diverse. Scrivono i carabinieri del Ros in merito all’inchiesta “Sistema- Se i comuni della Locride sono gli amanti ideali di clan e padrini, Reggio Calabria, da anni, è quanto meno sposata con i boss, con tanto di banchetto, compare d’anello e buffet di dolci. Eppure niente si muove GIOVANNI DROGO arà il vento che tira sullo stretto per almeno 360 giorni l’anno scombina in continuazione anche le carte degli uffici giudiziari e della Prefettura, sarà la “fata morgana” che insinua certezze che poi si scoprono miraggi, ma la politica di Reggio Calabria è riuscita, fino ad ora, a cadere sempre in piedi. Per comuni come Siderno o Casignana è bastato un lavaggio a secco in compagnia di un “mastro” qualsiasi per decretare l’arrivo di una commissione di accesso. A Sant’Ilario sono bastate le tesi araldiche di discendenza e qualche voce da bar per il crollo della giunta in carica, e così via, passando per i molti, troppi, comuni della Locride, colpiti, e in qualche caso azzerati, da spifferi giudiziari e forse qualcosa di più. Per carità, sacrosante le S Assenzio”: «L’indagine ha: documentato l’infiltrazione pervasiva di numerose ed importanti cosche di ‘ndrangheta nel settore della grande distribuzione alimentare, dell’intermediazione del credito e dell’ imprenditoria edile, attraverso la complicità di personaggi ben inseriti nel contesto socio economico della città che hanno fatto da prestanome alle cosche. Ma l’attività investigativa ha anche accertato l’infiltrazione delle cosche nell’attività politica cittadina, garantendo l’appoggio elettorale per le consultazioni amministrative comunali di Reggio Calabria del maggio del 2007 ad un candidato di riferimento». Queste parole riferite ad un comune della Locride avrebbero valso la sedia elettrica, o quanto meno una passeggiata all’inferno. A Reggio Calabria però quel vento che tira 360 giorni l’anno spazza sempre via tutto. Chissà in quei cinque giorni di quiete se qualcuno riuscisse a riordinare le idee.... DIAVOLO NERO HA RAGIONE NICOLA GRATTERI Il dr. Giuseppe Pignatone è indubbiamente uomo di pensiero, e spiace che l’alto ufficio di Capo della Procura di Reggio ne abbia inevitabilmente infrenato lo slancio teorico. In ogni caso, dipartendosi da noi e lasciando tale e quale il rapporto politica-istituzioni, ci ha fatto dono di tre gioielli: a) la ‘ndrangheta calabrese fotocopia della mafia siciliana; b) in ogni paese calabrese c’è un locale di ‘ndrina, e, per costituire detto locale, ci vogliono non meno di 49 soci sceleris; c) la color-’ndrangheta . Siccome ritengo che sia questo il maggiore ardimento teorico del dr. Pignatone, è giusto che mi soffermi e che mi spieghi. Per noi stava che gli ‘ndranghetisti fossero bicolori. Rossi per il sangue delle loro vittime e anche dei loro colleghi, neri per la morte che fanno avanzare. Rosso e nero sono colori fondamentali, e gli spiriti rozzi non hanno occhi per altro. Ora e da qualche tempo, con la sola nostra voce d’opposizione e l’apporto culturale del Guardiano del Museo della ‘Ndrangheta, di don Ciotti, di don De Masi, della Musella, il dr. Pignatone ci è venuto insegnando che ci sono anche gli ‘ndranghetisti grigi. Forse per effetto degli ‘ndranghetisti neri, che, sotto il sole ardente e costante dei guerrieri dell’antimafia si sono stinti. Chissà. Un diavolo non può non essere un eretico, e una testata, come “la Riviera” senza padroni non può mai essere ortodossa. Fu tacciata come grave eresia la nostra recisa negazione degli ‘ndranghetisti grigi: né carne né pesce. Bene. Un magistrato, la cui serietà scientifica è fuori da ogni ragionevole dubbio, Nicola Gratteri, ha dichiarato chiaro e tondo di fronte ala Commissione Nazionale antimafia che la zona grigia non esiste, che si sta o da una parte o dall'altra. Se sono rimasti qualche po' di legna e qualache zolfanello, c’è un eretico eccellente, nostro compagno al duolo, da issare sul rogo. DOMENICA 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 05 DOMENICA 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 06 UNA STORIA L’acalante locrideo CARTOLINE PER LA PADANIA * IL DITO NELL’OCCHIO di Antonio Calabrò Il sindaco Lucano e i piccioni in fascia tricolore RODERIGO DI CASTIGLIA Le notizie più lette della settimana su larivieraonline.com Voi che vivete in campagna, che nella stagione dell’amore vi accontentate di tenere aperte le imposte per godere del concerto splendido che una natura benigna ha messo in gola al cardellino. E voi crudeli carcerieri che il bel canto lo tenete chiuso in gabbia, appeso alle finestre di case di paese o di città. Sappiate che dietro alle dolci note c’è uno struggimento millenario, frutto della superbia che da sempre precipita angeli e uomini. Ormai solo in pochi ricordano dell’uccello canterino l’antico nome, ma ci fu un tempo in cui dalle nostre parti Acalante si chiamava il cardellino. Acalante, nella mitologia greca, era una delle Pieridi che sfidarono le Muse, figlie di Apollo, in una gara di canto. Le Ninfe, giudici della sfida, alla fine di una lotta all’ultima nota, decretarono la vittoria delle Muse. Le Pieridi orgogliose non accettarono la sconfitta e attaccarono le avversarie. Intervenne Atena a sedare la rissa e a punire le perdenti trasformandole in uccelli. Acalante la Pieride più bella divenne un cardellino. Vagò a lungo, attraversò lo Ionio traditore, e per lei lo Zefiro difensore smise di soffiare. L'unico dono buono che ci portò il mare, approdò nella Locride. E voi che in gabbia tenete il canto, sappiatelo. Custodite orgoglio e superbia, e la bellezza divina di Acalante che sfidò le figlie di Apollo. LE CHEVALIER 1) QUEGLI OCCHIONI CHE PALESAVANO SENSIBILITÀ E NOSTALGIA 2) ANNARE’, L’AMORE NON MUORE 3) RIVOLTA DEGLI IMMIGRATI A RIACE, LA LOCRIDE INVASA DALLE SIRENE 4) LOCRIDE: CINQUE ARRESTI PER SPACCIO DI DROGA 5) COMMISSARIATI ANCHE NELLA MORTE 6) REGGIO CALABRIA: ANCORA ARRESTI LEGATI ALLA ‘NDRANGHETA 7) SIDERNO: PIANTAGIONE DI MARIJUANA SCOPERTA DALLA GDF SALINE JONICA Nuvole nere si stagliano tra Saline Jonica e il sole. Accanto all’antica ciminiera, obelisco alla vanagloria di pochi, alla furbizia di tanti, alla stupidità di molti, accanto alle migliaia di metri cubi di cemento e ferraglia, vero tempio dello spreco e della devastazione della nostra terra, accanto a questi ruderi sorgerà il buco nero fossile, l’ennesima beffa a una terra di sole e di mare. Ci portano il carbone, perché siamo stati cattivi. Nubi nere si ammassano su Saline. Queste sono quelle di un incendio, ed è bastata mezz’ora di Scirocco per spazzarle via. Le altre, quelle sul futuro, puzzano di carbone e minacciano di diventare stanziali. Dati larivieraonline.com L’epopea Roma-Reggio Calabria Viaggio da incubo per 600 passeggeri in gran parte calabresi. Prima un guasto alla motrice poi è andata via l’aria condizionata. A Battipaglia, nel salernitano l'Intercity Plus 1551 Roma-Reggio Calabria si è fermato. I circa 600 viaggiatori che si trovavano a bordo, stremati per il calore e la stanchezza accumulata per tante ore di viaggio sono scesi dai vagoni e hanno protestato. Quando il treno è giunto a Napoli Centrale è stato effettuato un tentativo di riparazione e, dopo una sosta, il treno è ripartito per Reggio Calabria. Ma alla stazione di Battipaglia, dove è giunto alle 13,45, il treno è stato fermato definitivamente. Trenitalia ha organizzato il trasbordo dei passeggeri diretti a Reggio Calabria, alcune centinaia, a bordo di 10 pullmann. Lunedì 13 Agosto h22:00 Ex Convento degli Agostiniani Collinetta dei pini Concerto a cura Accademia Musicale ARS MUSICAE Martedì 14 Agosto h19:00 Piazza Vittorio Veneto SOGNANDO IL PASSATO IN UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE Evento Spettacolo di arte, musica e danza a cura della sezione UNICEF Lunedì 6 Agosto h21:30 Giardino di Palazzo Amaduri Rassegna di Cinema e Teatro NANIGLIO D’ORO 2012. Prima serata. Presentazione e proiezione corti e mediometraggi di autori calabresi Martedì 7 Agosto h19:00 in poi Giovedì 16 Agosto h20:00 in poi Area verde attrezzato Amici di San Rocco Zeppolata ed esibizione gruppo musicale. Associazione Amici di San Rocco Venerdì 17 Agosto h21:30 Area Archeologica del Naniglio Visite guidate e manifestazioni culturali. Org. Pro-Loco Piazza Plebiscito Manifestazione GIOIOSANI ILLUSTRI Intrattenimento musicale. Pro-Loco e Comune Mercoledì 8 Agosto h21:30 Sabato 18 Agosto h21:30 Piazza Vittorio Veneto Rassegna di Cinema e Teatro NANIGLIO D’ORO 2012. Seconda serata. Proiezione Film L’Umanità scalza di Americo Melchionda con Michele Lombardo Rappresentazione Teatrale L’ORSO con Maria Melasi Collinetta dei pini COCKAIL di MODA MUSICA e CINEMA Anni ‘70 e ‘80 Venerdì 10 Agosto h22:00 Piazza Plebiscito Proiezione Film documentario Una fulgidissima stella su San Giovanni di Gerace Domenica 19 Agosto h21:30Piazza Vittorio Veneto SERATA CUBANA Spettacolo musicale. Pro-Loco e Comune Domenico Lucano, sindaco di Riace, ha dato una lezione a tutti i piccioni in fascia tricolore che in Calabria e specialmente nella Locride intendono risolvere i problemi dei territori amministrati, correndo a sedersi attorno a un tavolo zoppo, chiedendo l’intervento dall’alto, diplomatizzando il conflitto. Ha capito che è l’azione a decidere. E contro gli insolenti ritardi burocratici, che negano ai migranti, nel suo paese divinamente accolti, persino la miseria di 4 euro giornalieri, insieme al sindaco di Acquaformosa, Giovani Manoccio, e all’ardimentoso giovane operatore, Giovanni Maiolo, ha messo in atto uno sciopero della fame, che al suo ottavo giorno è stato salutato dal successo. Cui hanno contribuito i migranti, che per ben due volte hanno giustamente dato vita ad esemplari proteste. Ora, da qualche giorno, la Corte dei conti di Catanzaro ha riconosciuto il debito del comune di Riace, soggetto attuatore del Progetto “Emergenza Nord Africa”. I soldi arriveranno, sia pure limitatamente all’anno 2011. La cronaca finisce qui. Ma c’è bisogno d’una postilla aggiuntiva. Ed è questa. Domenico Lucano, Giovani, Manoccio, Giovanni Maiolo, i migranti si sono mossi, hanno agito in splendida solitudine, come monaci nei deserti della Tiberiade. Gravata e paralizzata evidentemente dallla preoccupazione di non disturbare i padroni del cocchio, l’Associazione dei Sindaci, mirabilmente presieduta da Giorgio Imperitura, non ha dato segno di vita. Non ha offerto solidarietà, testimoniata, viceversa, a vergogna degli amminstratori locali, da sindaco del Cosentino, il già citato Giovanni Manoccio. Non s’è messa alla testa di un movimento di lotta, che non è puramente umanitario, ma difende i diritti umani violati dei migranti. Né, peraltro, inziative di sostegno sono venute singolarmente dai sindaci della Locride. Dobbiamo pensare che scava scava, sotto il perbenismo filisteo, s’annida la tabe razzista? Dopo tutto, che cosa sono per le narici olfattate di tanti piccioni in tricolore i neri di Riace se non sacchi d’immondizia? Da non buttare in mare per non inquinarlo, allontanando i turisti. Farli morire di fame è più igienico, e dà lavoro alle pompe funebri. Lunedì 20 Agosto h21:00 Piazza Plebiscito e vie del Borgo Antico GUSTANDO IL BORGO, la gastronomia immersa nella cultura - Esibizione di un gruppo musicale ed artisti di strada. Consulta giovanile Mercoledì 22 Agosto h21:00 Piazza Vittorio Veneto Festa della melanzana TARANQUARTET. Comitato Festa San Rocco Venerdì 24 Agosto h21:30 Piazza Dogali Viale Mancini Spettacolo Musicale. Comitato Festa San Rocco Sabato 25 Agosto h21:30 Piazza Plebiscito Esibizione Complesso Bandistico. Comitato Festa San Rocco Domenica 26 Agosto h9:00 in poi Festa in tutto il Paese Festeggiamenti in onore del Santo Patrono SAN ROCCO ALBERTO BERTOLI in Concerto. Mercoledì 29 Agosto h21:00 Area Archeologica Naniglio Rassegna di Cinema e Teatro NANIGLIO D’ORO 2012. Serata finale. Proiezione lavori e assegnazione premi. Giovedì 30 Agosto h19:00 Palazzo Amaduri cortile esterno COCKTAIL LETTERARIO Presentazione del libro AFRICO, cognomi e ritratti di Bruno Palamara. DOMENICA 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 07 LA COPERTINA BENEDETTO CROCE FRANCESCO SAVERIO NITTI Questo nostro Sud PASQUINO CRUPI e a più di 150 anni dall’Unità d’Italia alcuni libellisti, senza voglia di pensare e con tanta passione di vendere, tornano a porre e a porsi “Quale Sud?”, possiamo stare al fresco, nonostante il caldo torrido di questi giorni. Ma in circolazione non ci sono soltanto i libellisti rinfrescanti, che commemorano il passato felice dei Borbone sempre in fuga dal paradisiaco Regno di Napoli, e van deprecando con parole - solo con parole - di fuoco il presente infelice dei governi politici e dei governi tecnici. Ci sono a iosa gli escogitatori - fondatori sarebbe troppo - di movimenti sudisti, per lo più cartacei, sontuosamente denominati, visibili come le lucciole, avversi tra loro, come lo erano un tempo cani e gatti. Siccome ai nostri dì non contano niente, a compensazione promettono un domani scintillante, il domani del Sud libero dall’oppressione del Nord, che, però, è visto come una geografia, non come una classe storicamente determinata contro il Mezzogiorno e storicamente alleata dei meridionali impalazzati. Mai più classe dirigente dopo l’Unità d’Italia, e quartiere generale, pronto all’ubbidienza, della classe dirgente nordista con centro politico Roma. Attendersi da questi lacrimati movimenti sudisti, che hanno perpetuo il ciglio umido per il Grande Sud, depredato dal Nord, il riscatto del Mezzogiorno sarebbe come aspettarsi la vita dalla morte. Sono finiti i tempi dei meridionalisti d’antan, i quali ebbero il coraggio d’andare anche contro la loro classe d’appartenenza - la borghesia, e accettarono come premio alla loro battaglia l’isolamento politico e intellettuale. I S “nuovi meridionalisti” e i separatisti azzoppati sono d’una altra stoffa. Hanno vita temporanea. Insorgono e fanno chiasso alla vigilia delle elezioni, e il mormorìo intorno a possibili elezioni anticipate li ha già fatti scattare come una molla, pronti e presenti nel mercato della politica . È il ciondolo di parlamentare che richiedono e vi possono, con buona fortuna, aspirare. Con il sistema bipolare si può vincere anche con un solo voto in in più, e si capisce che gli sparuti capi di se stessi hanno la loro utilità e un prezzo. Da che parte si schiereranno non importa. Ma teniamo conto che si schiereranno in funzione di ruota di scorta. No, non è davvero da questo bulicame che potrà insorgere il Sud che sempre volemmo. Il Sud non dipendente sul piano politico, economico, sociale, culturale. Il Sud del lavoro produttivo e del sapere operativo. Ma, per portare avanti questa costruzione, ci vorrebbero ancora i Villari, i Ciccotti, i Turiello, i Nitti, i Gramsci, gli Sturzo, i Croce. Dopo di loro - dopo, soltanto cronologicamente, è arrivato Pier Luigi Bersani che nel programma del suo governo con Casini e Vendola ha messo la patrimoniale e i matrimoni gay. Ci vorrebbero partiti, che accumularono il loro patrimonio morale nelle carceri, nel confino, nella lotta contro il fascismo. Ci vorrebbero le classi sociali, che nel Mezzogiorno non ci sono più. Tale la situazione. Per scoraggiante che sia, noi non ammetteremo mai che non ci sia più nulla da fare. Ma al tempo stesso, onesti non solo intellettualmente come siamo, non ce la sentiremo mai d'offrire ai calabresi e ai meridionali un pesce d'Aprile. Anche se le elezioni, non anticipate, sono previste per la primavera 2013. La nascita dei movimenti per il Sud ha riacceso le discussioni sul meridionalismo. Ecco le opinioni dei nostri autorevoli opinionisti: tra briganti, statistiche e proposte. Il nostro passato di ribelli e oppressi e il nostro presente di meridionali Il vero lupo è nascosto altrove ILARIO AMMENDOLIA asolini non voleva offenderci quando osservando Cutro e la sua gente parlava di terra di banditi. Noi calabresi eravamo banditi, cioè esterni, al pensiero dominante, autoesclusi da una legge che non ci apparteneva. Il Sud oggi è ciò che è, ma contiene ciò che è stato, e porta in ventre ciò che sarà. Noi siamo meridionali. Per secoli siamo stati potenziali ribelli perché esclusi e oppressi. Ci siamo rifugiati sulle nostre “isole” che parlavano di amore , di possesso, di gelosia, di libertà, di morte. Per secoli abbiamo inseguito l’utopia. Il nostro ideale più autentico è l’anarchia. I nostri filosofi Gioacchino da Fiore e Tommaso Campanella. I nostri combattenti: briganti e sanfedisti. I primi volevano conquistare la vita, i secondo il cielo. La conquista del Sud non è quella attuata dall’esercito piemontese. I poveri piemontesi ci somigliavano più di quanto non ci somigliassero i nostri secolari P oppressori. Chi ha letto il libro-testimonianza Due anni sull’altipiano di Emilio Lussu ricorda, che nel grande massacro calabresi, piemontesi, siciliani, lombardi morivano l’uno accanto all’altro, vittime di una unica oppressione. Carlo Levi, ancora nella prima metà del secolo scorso, capiva benissimo che il Sud non era stato occupato ma non conquistato... L’antifascismo, e il netto dissenso nei confronti del regime da parte dei nostri contadini, si manifestava col silenzio. Il fascismo dominava il territorio, imponeva le sue leggi, ma i nostri spiriti erano rimasti ribelli e liberi di sognare Nico Nanco ed il capitano Carmine Crocco. I Luigini, dal nome del maestro podestà, ridicolo avamposto delle classi dominanti, erano ancora pochi e privi di prestigio, adesso c’è una vera epidemia... Gli eserciti non sono riusciti a piegare la resistenza del Sud. La civiltà dei consumi è riuscita dove erano fallite le truppe sabaude, le carneficine di Cadorna, le camicie nere. La vera invasione è rappresentata dalla bramosia di possesso dei beni del lusso, e di quelli super- DOMENICA 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 08 DON LUIGI STURZO NICOLA ZITARA Nord - Sud: proposta per lo sviluppo dell’occupazione Un piano per il lavoro FRANZ FOTI* flui diventati vitali, le auto di grossa cilindrata, la cupidigia di potere e di ricchezza che ha espugnato ogni sacca di autentica resistenza meridionale... Oggi non c’è rivolta. Non parlo di violenza, che mi ripugna, ma di quella rivolta che ci rende autentici e ci fa padroni della nostra vita. Non ci sono neanche le isole di pensiero su cui rifugiarci. Tutto è facebook, col suo continuo ed inutile “taggare”. Siamo cittadini onorari dell’Isola dei famosi, del Grande fratello, delle trasmissioni di Maria De filippi. L’oppressione è insidiosa, le armi luccicanti. Non ha bisogno di eserciti, perché già controlla le nostre menti. Usa anche il braccio armato ma solo come estrema ratio. Manca qualcuno che faccia scattare la scintilla della nostra autenticità di meridionali, le nostre passioni, e che faccia venir fuori la parte migliore del nostro pensiero, l’antica voglia di batterci per le nostre Utopie...Non ne ha bisogno solo il Sud ma l’Italia intera. Giaciamo proni sotto il tacco di conquistatori, senza possibilità di rivincita. Solo il mare è rimasto ribelle ed indomito. Ci accoglie e ci abbraccia, ci contamina con suo mistero, ci fa sognare. Solo il mare crea un ponte tra tutti i sud del mondo! Infatti, martedì scorso ho visto qualche scintilla del pensiero ribelle a Riace, negli occhi dei ragazzi di colore impegnati in una ingenua quanto innocua rivolta. Gli autisti erano incazzati per il blocco ed avevano ragione. Anche io lo sarei stato. Tutti abbiamo fretta di raggiungere la nostra noia senza domani. Quei ragazzi tuttavia rappresentavano un embrione di soggetto politico, come lo sono i carcerati, e tutti gli esclusi. Una minoranza inconsapevole di cui già Walter Benjamin diceva: «…è solo merito dei disperati che ci è data una speranza». Vi è una bella canzone “Briganti si mori” che si conclude con queste parole «u veru lupu chi mangia i criaturi è u piamontisi ch’avimu a caccià». Versi belli ma superati. Il vero lupo è nascosto altrove e noi siamo, come Cappuccetto rosso, nella sua pancia in attesa… della Liberazione. La disoccupazione ha raggiunto il tasso dell’ 11% oltrepassando la soglia della sostenibilità sociale. Debito pubblico disastroso e precario sviluppo economico produttivo non consentono di poter mettere in atto concrete e ordinarie politiche attive per l’occupazione. Siamo entrati in piena zona d’emergenza produttiva e occupazionale e c’è un disperato bisogno di ripartire. Il tempo delle dispute inutili è finito. La società non le sopporta. A problemi importanti si risponde con misure straordinarie. Serve dunque un piano straordinario per il lavoro a carattere nazionale e locale che dia risposte immediate alle imprese e alle nuove generazioni del Sud in primo luogo e all’intero Paese.Ripartire dal lavoro diventa l’imperativo per rigenerare i meccanismi produttivi e sociali che l’insieme dell’apparato politico e partitico ha contribuito a smarrire. In questo modo si potranno riannodare le fila dei legami sociali, dei valori civili, culturali e istituzionali, partendo proprio dal Sud, realtà sofferente e complessa, ma carica di desiderio di ricostruire, di ricomporre, fuori dalla demagogia e dai luoghi comuni, un’Italia nuova. Ecco la proposta: Stanziamento triennale: 12,5 miliardi di euro annui Occupazione possibile nel triennio 2012/2013: 1.500.000 posti di lavoro suddivisi per anno 50.000 posti per l’avvio di nuove imprese, con investimento di 1,25 miliardi di euro attingendo dall’evasione fiscale e dall’ulte- riore taglio di enti inutili. 100.000 posti per ripopolare l’agricoltura, con investimento di 2,5 miliardi di euro finanziati con la confisca di beni mobili e immobili alla criminalità organizzata. 100.000 posti nell’Ambiente, con investimento di 2,5 miliardi di euro finanziati con la riorganizzazione e la riduzione delle spese militari e di polizia dei corpi dello stato centrale e periferico. 50.000 posti di lavoro per artigianato e apprendistato con un investimento di 1,25 miliardi di euro con finanziamento derivante dalla riorganizzazione dell’amministrazione pubblica e da ulteriori tagli alle spese inutili. 100.000 posti per progetti innovativi, con investimento di 2,5 miliardi di euro da finanziare con fondi europei e attraverso la tassazione progressiva dei patrimoni superiori a un milione di euro. 100.000 posti di lavoro nel turismo, con investimenti di 2,5 miliardi di euro da finanziare con fondi derivanti dall’evasione fiscale e contributiva e dai tagli al finanziamento pubblico dei partiti. Settori interessati: agricoltura e agro-industria, ambiente, artigianato, beni culturali, energie rinnovabili, formazione e ricerca, avviamento d’imprese giovanili su progetti valutati, innovazione tecnologica, integrazione salario cassintegrati, nuove tecnologie dell’informazione, produzione di beni e servizi, turismo, zootecnia. *Giornalista, docente di Comunicazione Pubblica e Istituzionale presso l’Università statale dell'Insubria di Varese Tutti i dati del piano per il lavoro potrete trovarli su www.larivieraonline.com DOMENICA 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 09 ATTUALITÀ ROCCELLA JONICA Lo scempio del castello ANTONELLA ITALIANO ro affascinata dal promontorio che ospitava il castello dei Carafa. Quel maestoso avvicendarsi di rocce si stagliava contro il cielo, imponente e ripido sulla costa pianeggiante, quasi fosse una sfida alle leggi fisiche. E lassù, sorvegliato da una torre ancora più alta, la meraviglia normanna di pietra e malta. Feci una cosa proibita: salii in cima, arrivando alla porta di legno che chiudeva le mura, e scavalcai, ritrovandomi sola nel castello silenzioso. Sul portale litico era ancora visibile lo stemma in pietra calcarea della famiglia Carafa della Spina, da cui il castello fu rimaneggiato e restaurato. Camminai per la stradina che portava al cortile, in esso si affacciava la piccola cappella in cui furono rinvenuti i pregevoli altari in marmo policromo. Il complesso era in buono stato nonostante centinaia di anni di storia (e storie) l’avessero segnato. Non un rudere, ma piani e balconi e stanze e incisioni. Un vero tesoro per le nostre terre. Chiusi gli occhi e dall'alto mi sembrò di dominare il mare, di cui arrivava chiaro il lamento. Scale di pietra, strette tra le mura, portavano ai piani superiori che furono gli appartamenti privati dei principi. Il castello era straordinario, tanto da far perdere il senso del tempo. Non so, infatti, quante ore stetti là dentro, ricordo solo che odorava di vita, di racconti antichi, di onore, vizi e peccato. Ma ciò che non uccisero gli anni fu ucciso dal calcestruzzo armato. Non le intemperie, né le battaglie, bensì un “restauro” approssimato e violento. Fu lì che il secolare maniero trovò la morte, giunta impie- E tosa, senza dignità né allori. Una morte di mattoni e cemento, usati per sigillare le finestre e per riempire le straordinarie rughe dell’antica muratura. E, alla fine, arrivarono due bei fari, puntati di notte, affinché in nessun momento si scordasse lo scempio di Roccella. Nel 2008 il castello fu definito un “bene patrimoniale storico artistico di livello internazionale” e ripresero i lavori di restauro (finanziati da fondi europei e regionali), che stando alle previsioni sarebbero durati al massimo un anno e due mesi. Anche questa volta, purtroppo, si operò in maniera confusa e arbitraria. Troppe sospensioni e problematiche di cantiere ostacolarono gli interventi, contrattempi che un’attenta direzione dei lavori, ed un previdente Responsabile unico del procedimento, avrebbero di certo evitato con un progetto esecutivo definito nei dettagli, e non “totalmente stravol- “ Il maniero dei Carafa ucciso dai serial-killer del restauro. Aggressioni di cemento dopo l’alluvione, ripresa dei lavori nel 2008 e ripetute interruzioni. Tutti in tribunale! ” to” in corso d’opera. Sin da subito il consorzio Aedars Scarl (soggetto appaltatore) e la esecutrice consorziata segnalarono le incongruenze tecniche e operative rispetto a quanto preventivato in lavorazione, ma gli organi della procedura d’appalto, Rup e Dl, e il Comune di Roccella Jonica costrinsero l’appaltatore e la esecutrice consorziata ad un contenzioso presso il tribunale di Locri con tutte le evenienze del caso. Un modo per far lavorare giudici e avvocati… e sospendere i lavori al maniero normanno! Straordinario, dunque, il tempestivo dietrofront delle istituzioni, teso a scoraggiare domande del tipo “quando finiranno i lavori iniziati nel 2008?”. Quesito banale, ormai, scontato e già vecchio. Così quello che ci chiediamo oggi è solo: “ma quando (e soprattutto come) riprenderanno!”. E il punto esclamativo, credeteci, non è casuale. POLAROID: I SINDACI A SAN GIOVANNI DI GERACE Molte assenze, qualche polemica e una proposta finale concreta. È la sintesi della riunione dell'Assemblea dei sindaci che si è tenuta a San Giovanni di Gerace in segno di solidarietà per il sindaco oggetto di atti intimidatori. Giorgio Imperitura, si è rivolto principalmente ai responsabile politici presenti: il sen. Luigi De Sena con gli On. Maria Grazia Laganà e Mario Tassone, nonchè i consiglieri regionali Candeloro Imbalzano e Pasquale Tripodi, e ha annunciato che nella prossima riunione dell’assemblea dei Comuni sarà presentato un Progetto di sviluppo locale condiviso da tutti. DOMENICA 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 10 DOMENICA 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 11 Parlando di... IL MAESTRO MUTI A REGGIO 210 mila euro è costato alla Provincia il concerto del maestro Riccardo Muti, di cui 60 mila finanziati dalla Regione. Così il 31 luglio, alla scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria, la musica classica ha incantato i calabresi. Il maestro Muti sottolinea: «L’Italia e la Calabria devono essere fieri di questo evento». Fieri ne andiamo fieri, tanto da concederci il capriccio della sua eccellenza musicale. Tanto poi la buttiamo sulla “cultura della legalità” che tutto giustifica (come ha fatto la Giunta provinciale). Siamo fondi a specifica destinazione! 21 ATTUALITÀ minuti con Video Calabria e la Riviera ANTONELLA ITALIANO minuti per parlare de “la Riviera”, della Locride e del nostro lavoro quotidiano. 21 minuti che ci sono regalati da Video Calabria, e dal suo direttore di produzione Giuseppe Marasco. Così, in una calda mattina di luglio, ci ritroviamo ospiti con l’editore Rosario Vladimir Condarcuri del programma Qui Calabria Estate di Francesca Caiazzo, nello stabilimento balneare Summerbeat dell’Ymca di Siderno. È la nostra libertà, oggi, a fare notizia. Sono le nostre pagine ricche di racconti, cultura, eventi, personaggi, quelle di cui parlare. Società e politica impazzano sul cartaceo free-press e sul sito internet larivieraonline.com Ma la ‘ndrangheta? Al primo omicidio la tratteremo. Promesso. Ma non chiedeteci di farlo al primo avviso di garanzia, sarebbe prematuro. Siamo tutti accusabili di favoreggiamento? Si certo, fin quando sarà un reato offrire un caffè al bar, o rispondere al telefono. Cosa siamo tenuti a sapere delle vite degli altri? Nulla, perché usiamo il tempo ad organizzare le nostre; giornate che ci appaiono fin troppo corte, soprattutto a ridosso delle consegna del giornale. Scrivessimo di gossip sarebbe diverso, purtroppo (si fa per dire) neanche sappiamo con chi passeggia il nostro vicino. Impreparati o omertosi dunque? Discreti. Oggi abbiamo questi 21 minuti tutti per noi, per raccontare come abbiamo organizzato, con la pigreco communication, tre giorni di festa della musica; del libro che dobbiamo presentare; delle rete che ci permette di dare, soprattutto online, un’informazione tempestiva e veritiera. 21 minuti che volano via e che il canale 13 del digitale terrestre ha mostrato ai calabresi la scorsa settimana. Spettatori che seguono Video Calabria da tutta la regione. Il format giornalistico, in onda ogni giorno dalle 7 alle 9 del mattino, rappresentato dal giovane editore Gianfranco Riga e dal direttore generale Salvatore Gaetano, ha deciso di portare il “salotto” televisivo nelle località turistiche e vacanziere per incontrare la gente della nostra Regione. Uno spaccato positivo, che ha scelto noi, e che Giuseppe Marasco ha così commentato: «Questa settimana è andata in onda una serie realizzata a Siderno, in cui abbiamo incontrato chi la Locride la vive davvero! Per questo abbiamo invitato gli amici de la Riviera. Un occhio critico e attento sulle questioni più svariate, amici di cui stimiamo l’operato che con professionalità e passione rappresentano un punto di osservazione privilegiato sui “fatti” del reggino». Emozionati anche noi, cari amici di Video Calabria, per questo vi ringraziamo. Gli anni ci hanno abituati alle tentate querele, le difficoltà ci hanno temprati, e il nostro “muso duro” quasi stenta a sorridere davanti alle telecamere. Da intervistatori ad intervistati è un passo breve, ma che sia un foglio word o un microfono, quello da cui parlare, la sostanza è la stessa. 21 GIOIOSA JONICA Da dove nasce il nome Gioiosa? POLAROID Nell’incontro Gioiosa Guardia dall’invenzione letteraria alla realtà storica: una risposta ad un dibattuto quesito storiografico, il Prof. Vincenzo Naymo, docente di Storia Moderna presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Messina, ha dato risposta all’antica questione delle origini e del nome della cittadina di Gioiosa Jonica. Professor Naymo quando ed in quali circostanze è nata Gioiosa Jonica? «I dati consentono di affermare, dopo decenni di ricerche negli archivi del Regno di Napoli, che Gioiosa nacque nel corso del XIV secolo nel territorio di un feudo medievale, esistente fin dall’età Normanna, denominato Ragusia. Fu il potente casato napoletano dei Caracciolo Rossi, conti di Gerace, a dare impulso alla nascita della cittadina e a conferirle il nome. Il paese si sviluppò inizialmente ai piedi del castello inglobando una preesistente torre di guardia». Quale fu dunque il primo nome di Gioiosa e perché le fu assegnato? «L’antica denominazione fu Yojusa Guardia, perché l’abitato si ritrovava edificato intorno a una torre di controllo. Il significato dell’aggettivo Gioiosa è legato al Roman de Tristan. Nel romanzo, che narra l’amore fra il cavaliere Tristano e la regina Isotta, si racconta anche che Lancillotto riuscì a liberare dalla schiavitù gli abitanti del castello della Dolorosa Guardia, governati da un tiranno Moro. Dopo la liebrazione decise di cambiare il nome di quella località in Gioiosa Guardia. La diffusione di questo romanzo e la popolarità che questa leggenda conobbe ha forse indotto i signori feudali a dare il nome alle proprie fortificazioni. Fu certamente il caso dei feudatari della nostra Gioiosa Guardia». Dunque furono i Caracciolo Rossi, conti di Gerace e feudatari di Ragusia a conferire il nome di Gioiosa Guardia alla cittadina della vallata del Torbido? «Fu un ramo della famiglia Caracciolo Rossi che si era trasferito nel castello gioiosano. Il forte legame dei Caracciolo con il romanzo di Tristano e Isotta trova conferma nella commissione di un codice miniato contenente il romanzo di Tristano e Isotta. Questo codice oggi si conserva nella Biblioteca Nazionale di Parigi. Inoltre nella genealogia antica dei Caracciolo Rossi e Pisquizi, si ritrovano molto diffusi i nomi di battesimo sia di Tristano che di Isotta. Possiamo dunque concludere che Gioiosa Jonica ha un nome cortese, tratto da una delle più famose storie d’amore del Medioevo. Villa San Giovanni subisce l’ennesimo atto A3 bloccata a Scilla per un giorno intero vandalico. Stavolta a rimetterci “la spada” è l’antica statua di marmo di Giuseppe Garibaldi, scolpita dal maestro Rocco La Russa nel 1885 ed esposta a Piazza Ferrovia. Non era la notte di San Lorenzo, nè una stella cadente quella caduta sulla SalernoReggio Calabria, in prossimità della galleria di Scilla. Però era mezzanotte (e per fortuna non passava nessuno) e il desiderio lo esprimiamo lo stesso. Funzionerà anche con un masso? DOMENICA 05 AGOSTO 2011 LA RIVIERA 12 DOMENICA 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 13 Parlando di... Polaroid Polaroid Avvistata in Calabria Nicole Minetti. Il Consiglio regionale della Lombardia la cerca, il regista Oliver Stone la vorrebbe come attrice in un film sul Cavaliere, noi invece proponiamo lo scambio: il consigliere Imbalzano per i gli stupendi occhi della lombarda! (vedi foto) A Siderno superiore presto arriverà una piazza ed un campo di calcetto con illuminazione. Lo rende noto l’ex capogruppo consiliare del Pdl, Aldo Caccamo, aspirante “sindaco” del Borgo. Ah! Se arrivasse il federalismo in città... Locride Bollicine Biondo Ape in MARIO CALIGIURI, assessore alla Cultura (quel che resta) della Regione Calabria, è uno scapolo impenitente. Cambia a cicli accompagnatrici, ma non si decide a impalmarne una. Ora è tutto preso da una meno erotica ambizione: fare alla prossima tornata il deputato, come già suo cugino Gegè, signorino per obbedienza all'Opus Dei. A COLLOQUIO LUIGI FEDELE BARRANCA Attenuatasi la bufera dell'avviso di garanzia per concorso esterno ad una organizzazione di mutuo soccorso, ha fatto capolino al Municipio di Siderno l'ex assessore Domenico Barranca, salutato da una impiegata riverente col vecchio titolo di “vicesindaco”. Barranca ha tenuto a precisare: “Prego, sindaco”. Infatti ambirebbe a candidarsi a questa carica, magistrati reggini permettendo. Luigi Fedele detto Gigi, assessore e già presidente del Consiglio regionale, è finito nello schedario fotografico della DIA, utilizzato dal Quotidiano della Calabria per fare scoop. Le istantanee lo riprendono mentre abbraccia e bacia un amico degli amici. Il povero ex presidente siciliano Cuffaro, soprannominato “vasa vasa” per questa mania dei baci, è finito a Rebibbia. Attenzione all'herpes. SEGRETARI Ascoltata sul Corso di Reggio Calabria una dotta conversazione sui segretari comunali. Nella statistica degli colletti bianchi affogati nel diluvio giudiziario, dice uno, ci sono tutti: imprenditori, medici, ingegneri, insegnanti, politici, eccetera, ma mancano i segretari. E sì, replica un altro, che tutti gli atti, anche quelli più controversi riguardo aggiudicazioni e assunzioni, portano la loro firma di legittimità. E un terzo snocciola i nomi. con Giuseppe Arone Consigliere, dirigente di Confagricoltura IN BREVE Il Consorzio di bonifica governato da “Re” Arturo Costa ESSENZIALE Consideri che con una delibera “illegittima” ha annullato la convocazione del Consiglio dei Delegati per l’approvazione del Consuntivo di Bilancio del 2011. Senza alcuna comunicazione al Vice Presidente Pasquale Perri e a l’Assessore provinciale Rao Di cosa si occupa il Consorzio di Bonifica? Il Consorzio alto jonio reggino è un Ente pubblico a servizio degli agricoltori che si occupa della manutenzione torrenti, fossi di scovo e forestazione. Copre il Territorio da Monasterace a Bovalino. Quali sono le problematiche che sta attraversando in questo periodo il Consorzio? Problemi sull’irrigazione per i comuni di Condojanni, Monasterace, Siderno, Caulonia; far partire il nuovo consorzio con i vertici amministrativi dando ordini alla struttura che a tutt’oggi non esiste; chiusura del consorzio dal 9 al 19 agosto 2012. Sono dei problemi causati dal fatto che non vengono attuate le delibere proposte, in cui, tra l’altro viene sancito l’eliminazione del raggruppato a Reggio Calabria con la formazione dei tre nuovi consorzi: Consorzio alto ionio Reggio; Consorzio basso ionio Reggio; Tirreno Reggio. Con la presente delibera del mese di Febbraio 2012, le unità venivano trasferiti dal raggruppato all’Alto ionio Reggio con sede a Roccella Ionica in contrada Mellissari. Ad oggi il personale presta ancora servizio a Reggio Calabria. Come si sta muovendo il Presidente Arturo Costa, esponente della Coldiretti, al riguardo? Non sta portando avanti le esigenze di questa amministrazione. Consideri che Lui con una delibera “illegittima” ha annullato la convocazione del Consiglio dei Delegati per l’approvazione del Consuntivo di Bilancio del 2011. Questa riunione era stata richiesta dall’ANPA e dai componenti che fanno capo al mio gruppo, Confagricoltura. Sottolineo illegittima perché ha spostato ed annullato la riunione senza alcuna comunicazione al Vice Presidente Pasquale Perri e a l’Assessore provinciale Rao. Tra gli argomenti da trattare all’ordine del giorno nella riunione era “La Diga sul lordo”, ovvero La Commissione collaudi di Roma aveva evidenziato delle criticità sulla sicurezza della diga stessa. Mi auguro che la Regione osservi e prenda provvedimenti per risolvere lo stato comatoso sche sta vivendo il Consorzio. DOMENICA Aspetta e Spera Giovedi 2 Agosto sono uscita da casa per prendere il pullman alle ore 9.40, vado in piazza è aspetto. Ieri sera avevo controllato su internet gli orari della “Mediterraneabus”. Arrivo alle 9.30, aspetto fino alle ore 10.00. Non c’è traccia di autobus. A Gioiosa Ionica, sono due le aziende che forniscono il servizio trasporti: Mediterranea S.P.A. e Ferrovie Calabro Lucane. Di entrambi non esistono orari affissi per potersi informare da nessuna parte. Se sei fortunato passa qualche autobus mentre attendi allora ti lanci a chiedere altrimenti aspetti per chissà quanto tempo perché gli orari sul sito ci sono ma non vengono rispettati. Dopo un pò che aspetto alla fermata, mi reco dal tabaccaio dove sapevo di trovare le informazioni che cercavo ma mi sento dire che da oltre sei mesi non riceve alcun aggiornamento sugli orari. Tutto ciò è inconcepibile! Al telefono non rispondono, mi son detta, saranno in ferie? Ma almeno mettessero al corrente i passeggeri o pubblicassero le informazioni corrette sul sito.. Chiudono le scuole, diminuiscono le corse. Ad agosto ancora di meno. Che ne direste se ogni tanto si pensasse anche un pò alle esigenze del cittadino? K.C. 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 14 Polaroid Polaroid la Riviera A Siderno arriva il Vice commissario! Dopo le dimissioni del sindaco Ritorto, rassegnate il 4 giungo scorso, e con l’insediamento del commissario Rotondi, gli uomini della Prefettura gestiranno l’Ente fino allo scioglimento dettato dal Presidente della Repubblica. A Stilo “paparazziamo” il pronto intervento degli operai comunali, impegnati a risolvere la perdita di acqua potabile. Il sindaco Giancarlo Miriello non si risparmia e li raggiunge, monitorandoli dall’alto. Si fiderà o li seguirà anche all’interno delle condotte? Intervista a Lino Dimasi vicesindaco di Caulonia VILLA STORICA Il “progetto Caulonia” continua per cercare un futuro migliore Manifestazione di interesse all'acquisto di una villa storica di Siderno da parte di un impiegato comunale di Locri. La proprietà gli ha risposto picche. EDILIZIA Da quando le cantine sono chiamate bunker, le soffitte sono diventate attici. VICINI E LONTANI Chi abbia letto un comunicato di Nino Foti (PdL) di solidarietà a Luigi Fedele, lo segnali al condominio. Chi abbia letto un comunicato di Marco Minniti (PD) di solidarietà a Demetrio Naccari Carlizzi, faccia lo stesso. L’INTERVISTA Come va la nuova Amministrazione comunale? Un Comune come Caulonia, che racchiude una infinità di frazioni, risente più di altri della crisi. Tuttavia i nostri conti sono in ordine. Certo la spending review ci farà sudare lacrime e sangue. Come intendete muovervi? Tutti sanno che noi abbiamo vinto le elezioni perché identificati nel “Progetto Caulonia” messo in campo dalla precedente amministrazione comunale. Un progetto politico e culturale profondamente radicato nel paese. Su quel progetto andremo avanti con l’idea di svilupparlo giorno dopo giorno. Cosa metterete in campo nei prossimi mesi? Non vogliamo e, per quanto mi riguarda non ci appiattiremo sull’ordinaria amministrazione. Continueremo ad aggredire i problemi più seri e vitali del nostro paese. Certo i problemi si affrontano e si risolvono ad un livello più alto rispetto a quello comunale. Dobbiamo capire se a pagare la crisi saranno i territori deboli e cosa farà la Regione Calabria. Tenendo conto che sinora non mi sembra abbia fatto molto. Quali sono i rapporti con la minoranza? La minoranza è egemonizzata dalla destra guidata dalla lista Scopelliti. Finora noto solo una grande rabbia da parte di alcuni che tendono ad aggredire noi, rei di aver vinto le elezioni, piuttosto che curarsi dei problemi del Paese. Non riesco a vedere in loro nessun progetto politico anzi mi sembra che, giorno dopo giorno, dimostrino grande immaturità . Mi auguro , nel loro stesso interesse, che coloro che hanno conservato l’equilibrio riescano a prevalere su quanti sono animati solo da un cieco furore.. Un augurio per i cauloniesi? Che diventino protagonisti del loro destino! Parla la dirigenza nazionale, regionale e provinciale dell’Arci Pesca Apre il CoM di Siderno. Lo guida la propositiva Arci Pesca ESSENZIALE Il Centro operativo italiano Protezione civile per la gestione delle emergenze ha perto nella nostra città. La gestione è affidata alla presidente ArciPesca, Maria Bizantini. Ma cos'è l'Arci Pesca? E a cosa serve il CoM? Parliamo con il presidente nazionale, il primo calabrese da 50 anni, dell'Arcipesca, Giuseppe Pelle. «Il nostro obiettivo principale è una tutela rigorosa e razionale dell'ambiente. Vogliamo coniugare gli elementi per la cura e la tutela dell'ambiente. Le attività lavorative ad esempio vanno condotte verso un impatto ambientale accettabile». Come? «Noi abbiamo sempre parlato di rifiuti solidi urbani, perché non possiamo ricavare energia? Si parla di riciclaggio ma poi di fatto sono pochi i comuni a farlo. Noi anziché fomentare e dire facciamo facciamo facciamo, agiamo». Cioè? «Proponiamo modelli già attivi in altre regioni. Anche se da noi è difficile perché siamo in ritardo di anni. Ma se non partiamo non arriviamo mai». Di quanti settori si occupa l'Arci pesca? «16 settori generali. Oltre all'assistenza sociale ci occupiamo di tutela ambientale e del mare, delle attività sportive, di protezione civile, nautica, subacquea, la vigilanza, dei circoli ricreativi, dei percorsi enogastronomici». Con il presidente Provinciale dell'associazione, Alessia Leonetti, vediamo quali attività svolgono sul territorio. «Formiamo gruppi di persone sui compiti della Protezione civile. La cittadinanza non deve “subire” il piano di Protezione civile, ma conoscerlo. Il CoM serve a questo. È un centro operativo misto che raggruppa più comuni dipen- denti da una centrale operativa. Inoltre a Marina di Gioiosa gestiamo un bene confiscato. È attivo il programma Estate ragazzi. I bambini vengono intrattenuti con giochi istruttivi tutto il giorno. Ci occupiamo anche dei disabili. Siamo muniti di pulmini e abbiamo collaborato con i comuni accompagnando queste persone in farmacia o dal medico». Collaborazione da parte dei comuni? «Non abbiamo ottenuto grandi risposte. Alcuni nostri gruppi sono riusciti ad ottenere la convenzione per la pulizia della spiaggia. A Marina, a Camini e a Caulonia. A Siderno abbiamo presentato il progetto ma non c'è stata ancora risposta. Nonostante questo servizio dovesse iniziare il primo luglio». Che finanziamenti ricevete? «Cerchiamo di appigliarci a Regione, Provincia o anche a livello nazionale. A livello regionale stiamo svolgendo un servizio ABI di antincendio boschivo con l'Ente Parco d'Aspromonte. Attualmente è tutto difficile data la crisi e i tagli indiscriminati subiti dal settore. Non è giusto che chi è già svantaggiato sia penalizzato due volte». Passiamo al CoM di Siderno con la presidente Bizantini. «Abbiamo tenuto un corso di cartografia con il CSV. Adesso il presidente Pelle terrà un corso di primo soccorso, BLS e poi uno di antiincendio. Chi fosse interessato puoi iscriversi e gli verrà rilasciato un attestato regionale. Abbiamo gestito l'emergenza profughi a Siderno Superiore e anche a Roccella. Faremo dei corsi di protezione civile nelle scuole a settembre». Quali altri comuni rientrano nel raggio d'azione del vostro CoM? «Agnana e Canolo. Faremo una convenzione con questi comuni per l'inverno. Ci stiamo attivando per l'emergenza neve. Ho richiesto al dipartimento della Protezione Civile alcuni mezzi: uno spazzaneve, una cucina mobile, la tendopoli, i sacchi verdi e una macchina». Che materiali che avete avuto in dotazione? «Carenti. Utilizziamo computer, attrezzature e arredamenti nostri. Non abbiamo avuto nulla in comodato d'uso. La nostra associazione è una realtà nuova per Siderno e vedremo come reagirà la città. Per il momento abbiamo 40 tesserati. Ma non sono ancora tutti operativi. Devono fare il corso di formazione per ricevere l'abilitazione ad operare». DOMENICA 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 15 DOMENICA 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 16 A colloquio con il prof. Luigi Ventura PI Studiare Giurisprudenza all’Università Magna Graecia bbiamo intervistato il prof. Luigi Ventura in merito ai corsi di laurea in Giurisprudenza. Andiamo al sodo. Tre buoni motivi per iscriversi ai vostri Corsi di laurea. Primo, l’organizzazione. Secondo, la preparazione dei docenti. Terzo, la cura riservata agli studenti. Quali i sono i Corsi di laurea di Giurisprudenza? Intanto la laurea magistrale in Giurisprudenza di durata quinquennale. La laurea di primo livello, triennale, Organizzazione e gestione delle imprese pubbliche e private, con relativa laurea specialistica. Infine, il corso di laurea in Economia aziendale cui si aggiunge la specialistica in Management e consulenza aziendale. Ci tengo a precisare che durante l’anno accademico si tengono seminari, con professori e personalità di assoluto rilievo, provenienti da tutta Italia e dall’estero. E per i laureati? Per i laureati, sia neolaureati che persone che svolgono un’attività professionale, esiste la possibilità di scegliere tra i dottorati in Teoria del diritto e ordine giuridico europeo e in Economia e management in sanità, tra i master in Diritto civile, Diritto amministrativo, Diritto del lavoro, Diritto degli enti locali e in Economia dello sviluppo sostenibile. Vi è, poi, la Scuola di specializzazione per le professioni legali, che prepara per la professione forense, per i concorsi in A Magistratura e nel Notariato. Cosa bisogna fare per iscriversi? Le iscrizioni ai nostri corsi di laurea sono a numero programmato; esiste, cioè, un numero massimo di studenti per ciascun corso. Non c’è un test di ammissione, ma vale l’ordine di iscrizione. Le immatricolazioni partono dal 1 agosto. Tutte le informazioni si possono reperire sul sito web, oppure telefonando alla segreteria didattica al numero 0961-3694983-5. È preferibile che chi sceglie i nostri corsi lo faccia in prima battuta, entro la prima metà di settembre, senza aspettare, eventualmente, l’espletamento di altre prove a numero chiuso di altre Facoltà. Entro quella data, infatti, è plausibile che il numero di posti sia già tutto occupato. Esiste una forte tradizione di migrazioni di studenti verso le università del Centro-Nord. Cosa ci può dire in proposito? Questa è una scelta antica, soprattutto da parte dei ceti più abbienti, che si riverbera, poi, sulla nostra organizzazione perché sono centinaia i ragazzi che provano, magari per conquistare spazi di libertà altrove, ad iscriversi fuori regione, chiedendo poi di ritornare all’Università Magna Graecia ponendo problemi sia per lo sforamento dei numeri programmati, sia per la non corrispondenza dei crediti. È una pratica che non comprendo per Giurisprudenza, in quanto è notorio che i nostri corsi sono apprezzati ai massimi livelli in tutta l’accademia italiana. Certo, gli studenti devono metterci qualcosa di proprio: per esempio, studiare con serietà. Posso tranquillamente rassicurare le famiglie e gli stessi studenti che nella loro regione esistono Corsi di laurea di livello analogo a quello di altre università di più lunga storia e tradizione. DOMENICA “ Nella nostra regione esistono Corsi di laurea di livello analogo a quello di altre università di più lunga storia e tradizione ” 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 17 Parlando di... La Stevia. Meditate gente DANIELE MANGIOLA Stevia? E cos’è, il nome di un’amena località sciistica sulle dolomiti? No. La stevia è una piccola pianta da tenere in vaso sul balcone accanto al basilico, con delle belle foglie verdi e piccoli fiori bianchi. Ma ha una storia molto interessante. Originaria del Sud America, è utilizzata da migliaia di anni da varie popolazioni del pianeta. Anche qui in Italia era discretamente diffusa fino agli anni Cinquanta. Poi però diventò pericolosa e per questo giustamente perseguitata, bandita, resa illegale e tolta dal mercato, peggio della marjuana. Cinquant’anni di lotta per eliminarla finalmente all’alba del XXI secolo. E che ha fatto di tanto brutto? Che, forse fumandola si srotellano le meningi? No, non si fuma. E allora? È che questa piccola piantina che si coltiva facile facile ha un potere dolcificante 200 volte superiore al nostro caro zucchero raffinato però è sprovvista di alcuni lievi effetti collaterali dei quali siamo noi quotidianamente vittime. Perché, come tutti colpevolmente sappiamo, lo zucchero fa male. Quanto? Tanto. Distrugge la salute, la linea, i denti, il cuore, ma anche, stimola l’aggressività, fa male alla pelle. È un veleno, diciamocelo. E invece la stevia dolcifica senza apportare nessuna caloria (nessuna= 0), se usata in dosi elevate ha un effetto ipoglicemico (fa abbassare i livelli di glicemia invece che innalzarli), non essendo un prodotto di sintesi ha un’elevata stabilità, per cui non tira fuori veleni e sostanze cancerogene ad alte temperature (caso mai ci si prepari una crostata con la stevia con il forno di casa), è facilmente digeribile ad ogni età. Inoltre si prepara facilmente a casa, si essiccano le foglie o si fa un decotto da utilizzare in gocce nel caffè. E vabbé, ma allora! Usiamola, che aspettiamo? Facile a dirsi! Il problema è che, come si IN EVIDENZA È una pianta pericolosa. Ma insomma, che fa, esplode? No, non è pericolosa per noi comuni mortali. È pericolosa per il sistema. Se d’improvviso si riducessero di un terzo i casi di obesità o di diabete, sarebbe un dramma. Sarebbe un dramma per le case farmaceutiche. diceva, è una pianta pericolosa. Ma insomma, che fa, esplode? Seduce le fanciulle? No, non è pericolosa per noi comuni mortali. È pericolosa per il sistema. Se d’improvviso si riducessero di un terzo, per dirne una, i casi di obesità o di diabete, sarebbe un dramma. Sarebbe un dramma per le case farmaceutiche, dovrebbero ridurre i guadagni, poverine. E tutti quei poveri produttori di zucchero? Perché di zucchero ne consumiamo veramente tanto, nel nostro bel mondo occidentale, soprattutto. Non ci piange il cuore? A loro sì, piange il cuore. Ma è gente previdente, che sa far bene il proprio mestiere e sa guardare lontano. Perciò la lotta alla stevia parte già dagli anni Sessanta. Parte la sperimentazione sugli effetti che può provocare all’organismo. Pomerat, uno scienziato, rende pubblico il risultato dei suoi studi sui ratti: la stevia fa male, anche agli uomini, attenzione! Se un uomo di 65 kg ingerisce 34,7 kg al giorno di stevia, rischia il tumore... E sulla base di questi allarmanti studi l’Organizzazione Mondiale della Sanità negli anni Novanta emana l’editto: si fa divieto dell’utilizzo della stevia per il consumo umano perché cancerogena. Illegale, bandita dal commercio dalla CE e dagli USA, anche come pianta ornamentale, non si sa mai... E la Coca Cola, mentre in Giappone vende la DIGITALE TERRESTRE: leggere attentamente le avvertenze, potrebbe causare dipendenza ed effetti collaterali NATALINA MISOGANO Dopo il passaggio della Calabria al digitale terrestre, in molti lamentano problemi di ricezione dei canali. Ma la cattiva trasmissione del segnale sarà veramente un male? In realtà potrebbe essere una fortuna, poiché impedisce il diffondersi di un virus, il morbus digiterrestri, che ha colpito gran parte degli italiani. Parlo di un’infezione endemica, sotto i cui Diet Coke dolcificata alla stevia, nel resto del mondo occidentale ci mette l’aspartame, questo sì cancerogeno, come provano gli esperimenti fatti. Altre nazioni, in Sud America e altrove, invece, usano tranquillamente la stevia. colpi ho visto soccombere amici e parenti, che provoca assuefazione ai reality, ai talent show e ai tutorial (lezioni di cucina, trucco, ecc.) in onda sulle frequenze digitali. Alcuni di voi saranno già entrati in contatto col virus attraverso le piattaforme Sky Italia e Tv Sat, gli altri, invece, saranno esposti al contagio quando si sincronizzeranno ai canali come Real Time e Cielo, dove potranno seguire repliche e nuove stagioni dei programmi “untori”. La sintomatologia del morbus digiterrestri è facile da riconoscere. C’è l’amica che ti piomba in casa, apre l’armadio e inizia a gettare i tuoi maglioni al grido di Ma come ti vesti? (trasmissione in cui esperti di stile insegnano alla nerd di turno come rinnovare il guardaroba e il proprio aspetto); o quella che ti consiglia di buttare giù una parete e aggiungere una nicchia in cartongesso come ha visto fare nell’ultima puntata di Vendo casa disperatamente (dove riescono a trasformare anonimi appartamenti in immobili appetibili sul mercato). DOMENICA 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 18 la Riviera Miracolosa o pericolosa? Gli stupefacenti usi della cannabis ELEONORA ARAGONA Se qualcuno si presentasse come coltivatore di cannabis quale sarebbe la vostra reazione? Un po’ di sorpresa. Comprensibile. I più bigotti o disinformati potrebbero credere di trovarsi a parlare con un delinquente. Approfondendo la conoscenza però scoprireste innanzitutto che la cannabis che Il marito di un’altra mia amica non entra più nei calzoni, perché lei continua a sperimentare ricette stravaganti con spezie sconosciute (viste a MasterChef Italia, dove i concorrenti preparano piatti innovativi che saranno giudicati da cuochi d’altissimo livello), o lo rimpinza di dolci decorati col fondente e cupcake glassati (vedi il Il boss delle torte). Una sera ho invitato a cena alcune persone e prima di andarsene mi hanno dato i voti, come se fossero il lifestyle, l’interior designer e lo chef di Cortesie per gli ospiti (dove due coppie si sfidano nell’organizzazione di una cena e sono valutate in base ad arredamento della casa, allestimento della tavola e capacità di intrattenere i convenuti, qualità e presentazione delle portate). Io stessa ho rischiato che il cameriere di un ristorante sputasse nel mio piatto per avere rimandato indietro un paio di portate, lamentando che i sapori non erano equilibrati, che produce non è la marijuana. Che questa pianta può avere decine e decine di usi, e nessuno stupefacente. Forse se vi dicesse che coltiva la canapa sareste meno avventati nel vostro giudizio. Ogni parte della cannabis/canapa può essere fonte di una produzione. Con le foglie di questa pianta si possono creare tisane, birra alla canapa, caramelle, oli essenziali e hanno delle potenzialità enormi per la produzione di farmaci. Il seme può essere utilizzato come alimento sia per le persone che per gli animali. Ha un elevato contenuto di Omega 3 e 6, è ricco di proteine e può essere la base per la fabbricazione di detersivi, inchiostri, colori, lubrificanti, solventi, bio combustibili e biodisel. Per non dimenticare che dalle fibre si possono ricavare tessuti per fare abiti, scarpe, accessori, sacchi, reti, teloni ecc… Ed infine con la canapa si potrebbe costruire un’intera casa. Impossibile penserete. Invece è vero. Si possono realizzare mattoni, intonaci, calce, pannelli per costruire mobili. Ma non sarà illegale avere una piantagione di cannabis? Ve lo chiedereste. Ebbene no. Dal 1998 in Italia è stata reintrodotta la possibilità di coltivare la canapa. Ovviamente ci sono dei passaggi e dei controlli da rispettare. «Bisogna denunciare la coltivazione alle Forze dell’ordine. Usare dei semi certificati dall’Ense (Ente nazionale sementi elette, ndr)» come ci ha spiegato la coordinatrice dell’Assocanapa Calabria, Francesca Salerno. Ma il problema più urgente secondo l’imprenditrice è quello culturale: « È necessario che la canapa sia considerata di nuovo come una materia prima dalle infinte possibilità. È un materiale rinnovabile, ecologico e può essere usato nei settori più vari. Si soffre ancora la demonizzazione che ha portato negli anni ‘50 ad abbandonare le coltivazioni». In Calabria sono al momento attive due realtà legate alla canapa. Una è l’impresa della Salerno che ha realizzato il primo campo prova, anche se la semina è andata male. «Siamo in una fase di sperimentazione, dobbiamo capire qual è il periodo migliore per seminare. Date le caratteristiche del nostro territorio l’anno prossimo proveremmo a fare tre semine: dicembre, gennaio e febbraio». L’altro progetto attivo è quello di Rachele Invernizzi che ha realizzato il primo impianto di trasformazione delle fibre di canapa per la bio edilizia. La bio edilizia è a oggi uno dei campi d’espansione e di potenziale guadagno del mondo della canapa. Ma sicuramente il settore che più di ogni altro potrebbe portare degli enormi introiti è quello della produzione di cannabis a scopi terapeutici. Recentemente la Regione Toscana e la Liguria hanno aperto a questo uso. Ufficiosamente sono migliaia i malati che utilizzano già la cannabis terapeutica. La pianta contiene tra i suoi principi attivi i cannabidioli che hanno qualità farmacologiche, antinfiammatorie e neuroprotettive. La paura comune è che legalizzando l’utilizzo della cannabis terapeutica si apra la strada a quello delle droghe leggere. Siamo comunque lontani da questa possibilità. avevano l’aspetto di qualcosa dissotterrata da un cane… Tutta colpa di Hell’s Kitchen (reality in cui, il tremendo chef di fama internazionale, valuta senza pietà i piatti che due gruppi di apprendisti cuochi preparano durante le sfide in famosi ristoranti statunitensi). Potrei descrivere decine di altri sintomi che manifesta chi ha contratto il morbus digiterrestri, e a essi corrispondono decine di altrettanti programmi televisivi che favoriscono l'infezione. In assenza di un vaccino efficace, posso solo dare un paio di consigli: non demoralizzarsi se il segnale va e viene e le immagini sullo schermo sono intermittenti, fare lunghe sedute di psicoterapia o training autogeno per prepararsi al giorno in cui ogni canale sarà visibile senza problemi. Una volta che inizierete a seguire Buddy, Gordon e gli altri, la dipendenza sarà assicurata e le vostre vite non saranno più le stesse. DOMENICA 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 19 La gerenza www.larivieraonline.com [email protected] [email protected] Tel 0964/383478 la Riviera Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri RUBRICHE Direttore responsabile P ASQUINO C RUPI Direttore Editoriale E RCOLE M ACRÌ Coordinatrice di redazione: M ARIA E LENA F ILIPPONE In redazione: ANTONELLA ITALIANO, DOMENICO MACRÌ, MARIA GIOVANNA COGLIANDRO, ELEONORA ARAGONA, NINO SIGILLI, ILARIO AMMENDOLIA. Editorialista: G IOACCHINO C RIACO Art Director: P AOLA D ’ ORSA Impaginazione: E UGENIO F IMOGNARI Ritratti di Diego Cataldo, Brizzolato di Ruggero Brizzi, Loqui e sproloqui di Filomena Cataldo, COLLABORATORI Anna Laura Tringali, Mara Rechichi, Benjamin Boson, Nik Spatari, Angelo Letizia, Marilene Bonavita, Francesca Rappoccio, Mario Labate, Franco Crinò, Isabella Galimi ,Maria Teresa D’Agostino. Lettere, note e schermaglie Se Anna fosse qui Ci guarderebbe, dal profondo dei suoi occhi, spiegandoci perché non dobbiamo piangere; Direbbe a Ines e Gino perché gioire degli anni trascorsi insieme, piuttosto che dolersi di quelli che non verranno; Abbraccerebbe Serena, baciandola teneramente e accarazzendole il mento, perché dia a Francesca i baci e le carezze che Lei le avrebbe ancora regalato; Ricorderebbe col suo blu, a tutti i suoi amici, la ragione di averla così tanto amata, che è la stessa che colmerà l'immenso vuoto; Sorriderebbe a Paolo per la sua silenziosa e salda devozione; riderebbe con Pietro delle risa sonore di un affetto vero e urlato; dipingerebbe Bianca con i colori dell’ultima, indimenticabile Festa; Stringerebbe la mano, calda e asciutta, a tutti quelli che gliela porgono, con l’eleganza innata dell’arcobaleno, che unisce la Gloria alla Pace. E non smetterebbe di vivere, nemmeno per un attimo, ebbra dell'amore di una vita, sempiterna; Saprebbe come dire, a chi non l'ha salutata, che i cuori consapevolmente legati non ne hanno alcun bisogno, né mai lo hanno avuto. E cercherebbe tra la folla errante, m'illudo, qualcuno, lambìto appena dal suo mare, che il dolore non abbia sopraffatto; chiedendogli di ricordare tutto questo. A tutti e per sempre. Ciao Anna. Un amico, gli amici. IN EVIDENZA Abbraccerebbe Serena, baciandola teneramente e accarazzendole il mento, perché dia a Francesca i baci e le carezze che Lei le avrebbe ancora regalato; Ricorderebbe col suo blu, a tutti i suoi amici, la ragione di averla così tanto amata. Il ricordo della Zia Franca Anna Bellissima Anna Generosa Anna Burlona Anna Adorabile Impertinente Anna Giocherellona Anna Tenerissima Anna Altruista Anna Caciarona Anna Entusiasta Anna Canterina Anna Risata Squillante Anna Bambina Anna Più adulta degli adulti nella malattia Forte e determinata Anna Figlia Adorata Anna Zia Amorevolissima Anna Viaggi di Fede Anna Rosario alla Madonnina di Maggio Anna Adesso Angelo del Signore Senza dubbio il più Bello Anna Adesso qui Vuoto incolmabile Gioia Perduta Mamma, Papà, Serena Fiori Recisi Disperazione Infinita Canne sbattute dal vento della vita, senza colpe, inspiegabilmente Prendili Tu per mano Guidali verso i sentieri della Riconciliazione Forti e consapevoli, nel tuo ricordo e in Cristo Prega per tutti noi, affinché il tuo esempio e la tua sofferenza Olocausto di Giovinezza Ci aiutino a vivere meglio Ci mancherai ma sari sempre con noi Perché sei stata tutto questo Sei stata, sei e sarai Annarella Peppe Reale 90anni Caro Peppe Reale, la tua vita esemplare d'impegno politico e civile riassume la lunga storia della tua città, della tua Siderno. Ove, agli albori della nuova democrazia, dopo la sconfitta e la caduta della tirannide fascista, l'incrocio fecondo tra una cultura impegnata e i nuovi bisogni civili e politici dei cittadini, diede vita ad un'amministrazione locale che per tanti anni rese Siderno centro di crescita politica e civile, punto di riferimento fondamentale per tutte le forze democratiche e progressiste della Locride. Certamente, se un giorno sarà possibile risalire la china delle difficoltà odierne, la tua passione, il tuo impegno, la tua esperienza - come quella dei tuoi tanti illustri, indimenticabili compagni di lotta - saranno un punto di riferimento essenziale, indispensabile per riportare la città di Siderno all'altezza dei suoi tempi migliori. Possa tu restare ancora a lungo tra noi per alimentare questa speranza di redenzione. Con i migliori auguri ed un caro abbraccio anche da parte dei miei familiari. Totò Capogreco Protagonismo senza spese FRANCO CRINÒ Il Presidente della Provincia Raffa adopera la stessa frase di Caridi e Fedele, gli assessori regionali che avevano dichiarato l'intento - e tale è rimasto - di voler essere “assessore della Locride”. Raffa lo fa in relazione alla sostituzione di Calabrese. Quest’ultimo a sua volta, ha detto in conferenza stampa e fatto nella gestione delle sue deleghe cose significative e l'onore delle armi poteva meritarselo se ce l'avesse raccontata tutta sul meccanismo che sta determinando il suo allontanamento dalla giunta provinciale. Gli aggiustamenti che si fanno, ora, non sono “scandalosi”, solo che bisogna sapere a cosa si va incontro, alla difficoltà insormontabile di segnalare come si deve, quantomeno, i problemi della Locride. Nel caso dei regionali, possiamo parlare di protagonismo senza spese, in quello di Raffa possiamo vedere gli equilibri politici. Niente da eccepire sul fatto che il nuovo assessore debba essere segnalato dalla Lista Scopelliti che, non avendo organismi, non può che scegliere tra i componenti del gruppo, comunque sapendo - manteniamo il segreto tra di noi - che il Presidente della Giunta Regionale ha l'abitudine di dire sempre la sua. Diciamocelo, il punto è la consistenza dello spazio che hanno i protagonisti della poli- tica. Vediamo gente di esperienza che parla di risultato importante per una mozione “descrittiva” del Consiglio regionale per la Locride o del varo di un Decreto speciale da parte dal Governo, perché nel primo caso si tratta di “sorpassare” persino la prudenza di Scopelliti e nel secondo caso d’ ignorare che ci sono zero possibilità che venga adottato. Quelli che lo fanno sanno di parlare all'”interno” del circuito politico, di fare un calcolo, legittimo, di questo tipo «si è spenta la fiducia nella politica, ma noi eletti, che rappresentiamo una cerchia elitaria, dobbiamo presidiare i concetti (e i giornali)». Non ci vediamo niente di più. Piuttosto, perché non ci domandiamo, tutti insieme, cosa serva di reale e di forte per trapiantare quelle battaglie che ad una componente politica danno il carattere della autonomia di giudizio, della collegialità nell'operare, della competitività e, quindi, della capacità di attrezzarsi e di essere pronta a promuovere una vera strategia di sviluppo? Imbalzano, che ha il merito di non saltare nessuna fermata in giro per il territorio, nella qualità di Presidente della Commissione Bilancio di Palazzo Campanella, ce la fa a finalizzare la spesa(ce n'è di immediatamente disponibile?) in direzione della Locride? Quali parlamentari - domandiamo - riusciranno ad avere udienza e soddisfazione da Monti per il varo di un decreto sulla Locride? Non si vede, particolarmente per il Territorios, un traguardo preciso nei contenuti e coinvolgente per l'emozione collettiva, per i cittadini che vorremmo convincere a riappacificarsi con la politica. La forza politica non si ritrova bloccando le preferenze per le prossime “elezioni regionali” , facendo liste su misura per la Provincia o gettando fumo negli occhi. Intanto, le forze politiche si ridisegneranno in forme oggi non prevedibili, non si sa come si ristrutturerà il Pdl - che ha fatto male, comunque, a non convocare i congressi comunali - , quale leadership si affermeranno, cosa si riuscirà a salvare davanti alla crisi che morde. DOMENICA 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 20 HANNO COLLABORATO Francesco Laddarina, Giuseppe Patamia, ,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta, Antonio Cormaci, Giulio Romeo, Ilario Ammendolia, Sara Caccamo, Giuseppe Fiorenza, Daniele Mangiola. Le COLLABORAZIONI non precedute dalla sottoscrizione di preventivi accordi tra l’editore e gli autori sono da intendersi gratuite. FOTOGRAFIE e ARTICOLI inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. I SERVIZI sono coperti da copyright diritto esclusivo di “la Riviera Editore” per tutto il territorio nazionale ed estero. GLI AUTORI delle rubriche in cui si esprimono giudizi o riflessioni personali, sono da ritenersi direttamente responsabili. PUBBLICITÀ Per richieste di pubblicità rivolgersi a: PI GRECO Comunication srl info 0964342679 la Riviera G LI INSERZIONISTI sono responsabili dei marchi e dei loghi pubblicitari nei loro spazi, l’Editore non risponde per eventuali dichiarazioni, violazioni di diritti, malintesi, ecc... Tutti i marchi riportati sono registrati dai legittimi proprietari. STAMPA: Master Printing S.r.l. - Modugno (BA) DIFFUSIONE S.P. servizi - Gioiosa J. ASSOCIATO- Unione Stampa Periodica Italiana, Croanache Italiane RISPONDE il direttore KAPPADUE di RUGGERO CALVANO AD ANTONIA ZITARA Cara Antonia, scusa, ma preferisco chiamarti Zitara e non Capria, né tantomeno Capria-Zitara. Appellarsi con doppi cognomi, dopo la morte del compagno di vita, è un altro dei cattivi gusti di certa sinistra chic e mondana. Ma questo è un altro discorso. Ti dicevo, prima di perdermi in altre considerazioni, che ho preferito chiamarti Zitara perché tu rappresenti oggi, non solo per la tua famiglia, ma per quanti hanno conosciuto e amato Nicola, la naturale depositaria delle idee e dei ricordi di questo piccolo-grande uomo, straordinario per le nostre latitudini. Rappresenti la difesa, il ricordo e, allo stesso tempo, il possibile sviluppo reale del pensiero di Nicola Zitara. Questo, ovviamente, al di là delle tue naturali doti, che non sono, e non sono apparse poche allo stesso Nicola, visto che vi siete scelti come compagni di vita. Ho nuovamente riletto il libretto: Tutta L’egalitè. Per una teoria politica del Separatismo Rivoluzionario. L’ho riletto con passione. Se fossimo stati un popolo cosciente e orgoglioso del proprio passato, attenti al destino triste che si va preparando per i figli del Meridione, l’avremmo scelto come viatico per una possibile rinascita. Ma siamo un popolo di litigiosi straccioni. Come degli accattoni litighiamo davanti al bidone dell’immondizia per i resti della mensa del più vicino ristorante. Nicola, insieme a Samir Amin, aveva individuato i mali, nel libero mercato, del capitalismo con la sua finanza globale creativa (imbrogliona) e distruttiva. Difendeva però il libero mercato definendolo: l’invenzione più straordinaria dell’uomo. Aveva individuato i limiti del capitalismo, in parole povere i suoi inganni che, fiorendo hanno inquinato e ucciso di fatto il libero mercato (le mille Parmalat sparse per l’occidente). Scrive ancora Nicola: “Noi meridionali, siamo tra quei popoli che hanno perduto tutto. Ma non amiamo crederlo perché gli stipendi statali sono l’ultimo legaccio (l’ultima illusione). Quando anche questo legame sarà definitivamente rotto (quando quest’ultimo trucco non potrà più essere replicato a richiesta), niente terrà più l’Italia sulle sue gambe.” “L’Economist” ha tracciato nel suo ultimo numero i confini del nuovo occidente: si ferma in Toscana. Noi Sudici siamo fuori insieme a Grecia, Spagna, Turchia. Di fatto è avvenuta una rivoluzione dall’alto. Il separatismo rivoluzionario è stato promosso dalle banche e dalle agenzie di rating. Non ci rimane, cara Antonia, che prepararci a un più modesto separatismo riformista, imposto dalle regole democratiche del voto popolare. Ci hanno scippato anche la rivoluzione. Certo, a considerare la politica locale c’è da stare poco allegri. Tutti contro tutti e tutto. Ma l’ho detto prima: siamo degli straccioni che si litigano le frattaglie. La divisione litigiosa, questo male antico, prospera nelle nostre città, nei nostri paesi, e lascia più macerie. Non c’è posto dove fuggire e provare a rifarsi una vita. Non è rimasto neanche il coraggio e la volontà per farlo. Questo male che non ci permette di difenderci e di ragionare ci ha portato al definitivo baratro. Ci vorrebbe intelligenza e orgoglio cara Antonia, umiltà e lungimiranza. Tutte doti perse un centinaio di anni fa, irrecuperabili, pare. Come tutti gli illusi io ho però un sogno: che tutti si allineino dietro il nome e le idee di Nicola. Amministratori locali e gente comune. Intellettuali e casalinghe. Manovali e professionisti. Per iniziare un percorso di autodeterminazione. C’è chi ancora crede che la destra, il centro o la sinistra possano avere un ruolo per lo sviluppo e la difesa dei nostri territori. I carnefici possono mai divenire salvatori? Si è esaurita la spinta conservatrice delle massonerie e della loro espressione politica: i vecchi partiti travisati di nuovo. Si è rotto il giocattolo della conservazione e del falso progressismo. Mancano le risorse per continuare a sostenere il sottosviluppo del meridione attraverso il foraggiamento della burocrazia massonica e della sua espressione violenta: le mafie. Adesso, cara Antonia, ci corre l’obbligo di metterci in fila e firmare per una lista meridionalista Nicola Zitara. Abbiamo il dovere di farlo. Per questo ci ha preparato Nicola, così a lungo, così affettuosamente. Viva il Meridione, viva Nicola Zitara. Vincenzo Carrozza Kampusa l’opera prima di Saverio Strati Pubblico in questa pagina la lettera che Vincenzo Carrozza indirizza ad Antonia Capria, ribattezzata Zitara, poiché merita una immediata risposta. Non c‘è dubbio che Nicola Zitara ha introdotto una novità assoluta nella storia del pensiero meridionalista, avanzando la tesi del separatismo rivoluzionario. Ciò che, però, egli conquista così sul piano teorico, perde poi sul piano dell’attualità politica e della realtà storica. So che da vivo Nicola Zitara si sarebbe dispiaciuto di questa mia osservazione. Ma il modo migliore di ricordare chi non è più tra i viventi non è quello dell’imbalsamazione statuaria, ma semmai quello della concordia discorsiva. E contro la polvere, che inevitabilmente arriva e copre, metodo saggio è distingure ciò che è vivo e ciò che è morto in una teoria. Sono quetioni che sembrano non impensierire Vincenzo Carrozza. Giovane ardente e fremente, sostituendo il suo cervello a quello di Nicola Zitara, come un buon caporale, ci mette sull’attenti e poi ci concede il risposo: ma solo per andare a firmare una lista meridionalista per le elezioni di primavera. Quale lista? CRONACHE DAL NORD di Vincenzo Carrozza Da bravi calabresi non lo sapete di certo, così ve lo dico io da oriundo tale. Conoscete la prima opera forgiata dal più grande scrittore calabrese ancora in vita? Kampusa. Sì l’opera prima dello scrittore di Sant'Agata del Bianco non è stata un libro. Ha partecipato da manovale all'edificazione delle casette di Kampusa, frazione di Africo Vecchio in pieno Aspromonte. Calce e pietre, questo ha maneggiato l'artista da adolescente più che la penna. Ma assieme alla malta la sua fantasia di ragazzo ha impastato quelli che sarebbero diventati i suoi primi romanzi. La Teda, La Marchesina. Africo è poi diventato la sua Terrarossa. No, sapete poco dei vostri geni. Qualcosa di Alvaro, un po' di La Cava e di Perri, qualcosina di Seminara, quasi nulla di Montalto. Qualche settimana fa è andato a Siderno Carmine Abate, lo scrittore di Carfizi che con La Collina Del Vento (Mondadori) è fra i cinque in lizza per vincere il Campiello e non c'era quasi nessuno ad ascoltarlo. Siete così voi, non ve ne frega un tubo di quanti lottano per dare lustro alla vostra terra, salvo poi a inalberarvi se qualcuno stigmatizza un vostro vizio. Ora gonfiate il petto inorgogliti perche la Forciniti ha vinto un bronzo alle olimpiadi, ma lo fate solo perché è passata in tv e se non ci ripasserà, in qualche reality di cassetta, la dimenticherete presto. Perché voi un orgoglio vero per i calabresi illustri non lo possedete realmente. Lo tirate fuori quando vi fa comodo. In genere non fate il tifo per chi si dà da fare, lo lasciate solo a provarci con la speranza che fallisca per poi consolarlo con l'allusione al solito pregiudizio calabrese. E non è così. I pregiudizi e gli stereotipi ci sono, ma albergano più spesso in voi stessi che negli altri. Vi piace consolarvi ma non ci siete mai per sostenere uno dei vostri. Siete sempre pronti a sfoderare lame se qualcuno vi attacca, ma i migliori fra voi non li difendete mai. I vostri geni li ignorate in vita e li ricordate solo quando possono nutrire il vostro orgoglio, quasi sempre a babbo morto. Ah, vedete che c'è Mimmo Gangemi in finale al premio Tropea e magari lo vince senza il vostro appoggio. Giustizia piemontese e conquista del Meridione PARTE III Lord Henry Lennox, membro del Parlamento inglese, spinto dall'ammirazione per Garibaldi e la sua impresa effettua, nell'inverno 1862-63, un viaggio nelle antiche terre del Regno delle Due Sicilie. Tale è lo sconvolgimento psicologico subito dal Lord che, al suo rientro in patria, decide di riferire prontamente al parlamento di sua maestà britannica quanto visto nelle carceri gestite dai piemontesi. Riferisce della Vicaria: «Appena fui entrato nella prima camera mi si fece folla attorno, quando udirono che io era inglese la folla si fece maggiore…. Cenciosi, con gli occhi lagrimosi e le braccia alzate imploravano non libertà, ma processo. Imploravano non grazia, ma giustizia. Tifo, colera, polmonite, dissenteria e scabbia, scorbuto sono malattie comuni. Vi erano tra detenuti preti, laici, soldati, vescovi, donne tutti nella più miserevole condizione, e la sporcizia era tale che per descriverla non è sufficiente la mia eloquenza. Il fetore orribile. Il cibo che veniva loro somministrato non si sarebbe dato in Inghilterra nemmeno alle bestie. Sento il debito di protestare contro questo sistema. Ciò che è chiamata unità d’Italia deve la sua esistenza più alla protezione e all'aiuto morale dell’Inghilterra, che allo stesso Garibaldi o agli eserciti francesi vittoriosi, e però in nome dell'Inghilterra denuncio tali barbare atrocità, e protesto contro l'egida della libera Inghilterra così prostituita».Nel 1865 i detenuti totali della nazione sommavano a 73.000 circa di cui 43.000 nelle carceri meridionali. Ai conquistatori fa comodo chiamare briganti quelli che in realtà sono contadini, commercianti, padri di famiglia, preti, soldati del disciolto esercito, renitenti alla leva richiamati a servire il re sabaudo, madri di famiglia, ragazzi, molti dei quali imberbi, simpatizzanti politici e funzionari statali fedeli al re di Napoli. La sola legge Pica, la madre di tutte le leggi speciali per l’ordine pubblico per il Mezzogiorno, miete circa 60.000 vittime in due soli anni di applicazione, fino al 31 gennaio del 1865 anno della sua cessazione forzata, tale fu lo scandalo procurato negli stati che consentirono e molto determinarono la conquista del meridione; Francia e Inghilterra fra tutte. DOMENICA 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 21 DOMENICA 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 22 la Riviera Sport avversità e i pregiudizi. Ora è una protagonista dello sport italiano. Ma sta con i piedi ben piantati per terra. Il primo pensiero è stato per il padre Mimmo, meccanico, che ha creduto in lei fin da quando era bambina: “I love you Papi, Papi”, ha gridato al termine del match. E poi un susseguirsi di attestati d’ammirazione per questa ragazza che tanti anni fa ha iniziato a fare sport nel piccolo paese della Sila Greca con un grande sogno: arrivare alle Olimpiadi, nate in Grecia. E ce l’ha fatta proprio quest’anno. La medaglia di bronzo è arrivata dopo anni di duro impegno, di lavoro, di preparazione seria e puntigliosa. E in BREVE CALCIO Ciao Aldo! «Papà faceva il fruttivendolo. Prima lavorava all'ortomercato, poi ha preso una bancarella, poi ha messo su un negozio di frutta e verdura a Bresso e comperato un motocarro. Gente semplice, con nomi semplici...». Sorride, Aldo: «Antonio e Antonia. Loro pensavano al futuro, a noi. Sono partiti da Corato, da Bari, con due figli maschi. "Qui a Milano c'è il lavoro", diceva sempre papà. A Milano in via Legnone siamo nati io e le mie due sorelle Antonietta e Rosa. Eravamo una grande bellissima famiglia di meridionali». Aldo Maldera, terzino di quelli di un tempo. Il tempo delle vecchie Panini. ParideLeporace Forciniti, un risultato della Calabria positiva Una medaglia di bronzo che premia la forza delle donne italiane: coraggio, passione e caparbietà. Alle Olimpiadi di Londra, Rosalba Forciniti ha conquistato il terzo posto nel judo. È la prima calabrese a salire sul podio in trenta edizioni olimpiche. Un traguardo prestigioso. Storico. E con quell'esultanza finale, inno alla gioia, ci ha fatto tornare alla mente la straordinaria ed indimenticabile immagine della corsa e dell’“urlo di Tardelli”, dopo il gol che l’11 luglio del 1982 consentì agli azzurri di conquistare in Spagna il terzo titolo di campione del mondo. E proprio un calciatore calabrese campione del mondo nel 2006, Rino Gattuso, è stato tra i primi a complimentarsi con la brava atleta: «Che emozione, un campione del mondo», ha detto l’azzurra. E Gattuso le ha risposto: «No. L’emozione è mia, la campionessa sei tu». La modestia di due grandi calabresi che fanno onore all’Italia! Simbolo e buon esempio della Calabria che vuole e può risorgere. Bisogna credere e lottare. Come Rosalba. Ha combattuto e ha vinto con la mano sinistra “strettamente fasciata” per una frattura. Battuta la sfortuna con l'ottimismo della volontà! A Longobucco, il piccolo paese in provincia di Cosenza che ha dato i natali a Rosalba, domenica di passione. Tutti davanti al maxischermo. A tifare per la compaesana ad un passo dal podio olimpico. Emozione. Gioia. Un grande boato ha salutato il terzo posto. Ed è cominciata la grande festa. Il sindaco Luigi Stasi raggiante: «Mi stanno chiamando a decine, anche dall'estero, per manifestare la soddisfazione per un risultato che fa parlare della Calabria positiva, che esiste e deve essere sempre più conosciuta». Proprio così, c'è una Calabria che sof- fre e combatte per far emergere i valori sani della convivenza civile, della legalità, del rispetto delle regole. Per dimostrare con i fatti che “non è tutta mafia e solo mafia”. Come purtroppo certi inquietanti episodi fanno credere e temere. Esiste l’“Altra Calabria”. Ed è bene che i calabresi che vivono lontani dalla loro terra lo sappiano. La “malapianta” non è invincibile. Intanto mettiamo nel “conto positivo” anche i successi sportivi. Donne e uomini che sanno farsi valere ed apprezzare non solo in Italia ma in tutto il mondo. Rosalba con il risultato di Londra ha contribuito a dare fiducia. A lanciare un messaggio di speranza. Donna forte. “Le buone ragazze vanno in paradiso, le cattive ragazze vanno…a Londra!”, c’era scritto sulla maglia che ha fatto vedere subito dopo la conquista della medaglia di bronzo. Con le idee chiare. Contro tutte le DOMENICA oggi il “giardino sportivo d’Italia”, grazie a lei si adorna di un’altra medaglia, che è una gioia travolgente per la gente di Calabria che ogni giorno lavora per migliorare le condizioni economiche e sociali della regione più emarginata d’Europa. In coda a tutte le graduatorie, frequentemente in prima pagina per le “brutte notizie”. Rosalba, con la medaglia di bronzo e quell'urlo di gioia ha fatto il miracolo: i quotidiani e i siti italiani hanno una calabrese in prima pagina, finalmente per una “bella notizia”. Potrebbe essere la svolta. La ripartenza. Un sogno? Rosalba il suo l’ha trasformato in realtà. Grazie per il bell'esempio! La speranza è che chi vive in Calabria e fuori dalla Calabria sappia cogliere questo bel fiore d’ottimismo e piantarlo laddove c'è il marcio che avvelena e paralizza la crescita civile. 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 23 A proposito di... CALCIO DILETTANTI L’A.S.D. Siderno inizia il ritiro pre-campionato Inizierà il 6 agosto alle ore 15,00, il ritiro pre -campionato del A.S.D. Siderno 1911. Per quella data, vecchi e nuovi atleti, si ritroveranno (agli ordini del riconfermato tecnico della passata stagione Filippo Laface) allo stadio comunale “Filippo Raciti” per l'inizio della nuova stagione agonistica che inizierà a fine mese con l'avvio del primo turno della Coppa Italia dilettanti. Questo l'elenco dei convocati: Portieri : Macrì, Marra (94), Caruso (95), Keren (95) Difensori: Carabetta (cap), Mascaro, Pettinato, Crupi (95), Sgambelluri (95), Afflitto (95), Tringali (94), Errigo (95), Catalano (95), Giuffrida (93) .Centrocampisti: Fuda, Candido, Luciano, De Leo, Telli (95), Raso (93), Romeo (93), Autelitano (94), Commisso (94), Luis ( giovane rumeno classe 93) . Attaccanti: Savino, Accinni, Leone, Figliomeni (94), Saccà (95), Fimognari (95). Allenatore: Pippo Laface Sport Godere delle disgrazie altrui Premiati al comune i ragazzi della rappresentativa allievi-giovanissimi della delegazione FIGC di Locri. Non è la moda degli ultimi giorni, in Italia lo sport preferito è godere delle disgrazie altrui. E' vero che ci piace salire sul carro dei vincitori, ma più puntare il dito contro, ergerci a giudice ed emanare sentenze senza appello, per poi ricrederci in un fantomatico “No, non volevo dire…” “E che a volte le apparenze..” Di questo crudele gioco al massacro sono oggetto Antonio Conte e Federica Pellegrini. L'allenatore della Juventus è colpevole. Punto e basta. Federica Pellegrini dopo due quinti posti nel 400 s.l. e 200 s.l. e un settimo posto nella staffetta 4x200 s.l. è finita, a ventiquattro anni può tranquillamente appendere cuffia e occhialini al chiodo, per dedicarsi al glamour e ai reality. Punto e basta. Sono due vicende differenti, ma che sono comunque indicative per farci capire quanto a volte la fretta non vada d'accordo con l'obiettività e l'imparzialità. Capitolo Conte. Cosa c'è di strano? E' tutto il procedimento che forse andrebbe rivisto. Il tecnico bianconero è stato accusato da un suo ex giocatore, Carobbio, di aver fatto parte di due combine riguardanti partite del campionato 2010/11 quando l'attuale allenatore campione d'Italia era sulla panchina del Siena. Le gare in questione sono Siena Albinoleffe e Novara - Siena. Conte negli spogliatoi, secondo l'accusa, durante la riunione tecnica, confidò ai propri giocatori che il risultato delle partite di cui sopra era stato concordato. L'omessa denuncia è il capo di accusa che pende sulla sua testa. Ora, in base a ciò, Antonio Conte è colpevole? Non è questa la sede per indicarlo, però, il beneficio del dubbio va tenuto in considerazione. Per due motivi: primo perché tutti gli altri giocatori hanno smentito l'accusa con tanto di dichiarazione firmata e poi perché se è colpevole Conte, allora anche tutti gli altri calciatori andrebbero denunciati per omessa denuncia. Probabilmente il patteggiamento richiesto dal tecnico salentino (3 mesi di squalifica e 200 mila euro di multa) sono un dichiarazione di colpevolezza. Può anche essere, ma allora che patteggino tutti, tanto Conte è colpevole, punto e basta. Capitolo Pellegrini. E' la più forte nuotatrice italiana di tutti i tempi. Il suo ricco palmares (17 volte oro, 9 argento e 10 bronzo) ne hanno fatto una leggenda della piscina. La Pellegrini non ha certo bisogno di avvocati, sa anche lei che questa Olimpiade - ma per tutto il nuoto tricolore - è stato un disastro. Flop anche per il suo fidanzato Filippo Magnini e per Luca Dotto. A caldo, dopo la debacle, sia Federica che Filippo, hanno accusato il sistema, “Andrebbe rivisto tutto, dal presidente all'ultimo dei magazzinieri, con preparazione atletica sbagliata che ne ha condizionato i risultati”. E' qui che forse una tiratina d'orecchie i due fidanzati della piscina meriterebbero. Non per lo sfogo in sé, dopo una delusione così cocente ci sta, quanto per i tempi. Se è veramente colpa della preparazione, certo non ci se ne accorge all'ultimo. Allora perché fare dichiarazioni smargiasse alla partenza per Londra? Probabilmente, dopo la scomparsa di Castagnetti, tutto il mondo del nuoto e Federica in particolare, sono rimasti senza una guida forte. Castagnetti non era solo un ottimo allenatore, ma era soprattutto un leader capace di farsi ascoltare da tutti: è stato lui a “creare” Federica Pellegrini. Forse la nuotatrice azzurra si prenderà un anno sabbatico per dedicare più tempo a se stessa. Farà un reality come ha detto? Metterà su famiglia come abbiamo letto? Non ci importa, lasciamole vivere una vita “normale”, per quanto è possibile, ad una ragazza di ventiquattro anni. Se la Pellegrini è finita come atleta e se Antonio Conte è colpevole sarà il tempo, galantuomo, a dircelo. Nel frattempo, dedichiamoci ad un altro sport, che so, beach volley, racchettoni, badminton. Ah no, badminton no, anche lì, pare, ci siano risultati concordati. Massimo Petrungaro Si è ripetuta anche quest'anno, nella sala consiliare del Palazzo Municipale di Locri, la premiazione dei giovani calciatori (categorie allievi e giovanissimi) della rappresentativa della Delegazione di Locri, che ha nuovamente vinto la Coppa Calabria tra delegazioni organizzata dal Comitato Regionale Calabro della FIGC. Per l'Amministrazione comunale, ha fatto gli onori di casa l'Assessore allo Sport Gelonese. Ai ragazzi sono stati consegnati degli attestati a ricordo della vittoria, che era stata conseguita, nello scorso giugno, con la disputa dell'incontro di finale, al termine del quale la Delegazione di Locri aveva battuto di misura (1-0) quella di Rossano. La Delegazione locrese ha, quindi, bissato il successo della scorsa stagione, che la vide prevalere, nella finale di Corigliano, nei confronti di quella di Reggio Calabria. Locri e Rossano erano arrivate in finale superando, nelle due semifinali, rispettivamente, Cosenza e Gioia Tauro. A decidere la finale è stata la punta locrese Frascà, che al 13' del primo tempo ha concluso sotto misura in rete da pochi passi, dopo una respinta del portiere su diagonale da sinistra del capitano Schiavello. Nel Rossano hanno brillato, in particolare, il potente mediano Milordo, nonché il laterale sinistro Paldino e gli avanti Abenante e Montalto. Alla fine della gara, grande festa in campo per la delegazione di Locri e, dall'altra parte, fisiologica amarezza per gli avversari sconfitti. All'incontro erano presenti il Presidente del Comitato Regionale Calabria Saverio Mirarchi ed alcuni componenti del consiglio direttivo, oltre ai rappresentanti delle delegazioni pervenute alla finale. A fine gara Mirarchi ha porto il saluto federale. Questo è il tabellino della gara di finale: DELEGAZIONE LOCRI - DELEGAZIONE ROSSANO 1 - 0 MARCATORE: 13' Frascà. LOCRI: Neve, Furferi (60' Cicciarello), Minnella, Romeo, Cordì, Correale, Galati (72' Condemi), Khanfri, Panetta (81' Commisso), Schiavello, Frascà (71' Gelonese). All.: Pedullà. ROSSANO: Algieri, Bruno, Paldino, Milordo, Ciccarelli, Fortunato, Orsino, Orlando (41' Russo), Pulignano (41' Laino), Montalto, Abenante (68' Licciardi). All.: Cimino. ARBITRO: Martina Molinaro di Lamezia Terme. TrofeoChampion's pesca a surici da barca Si è svolta domenica 22 Luglio a Siderno presso il lido Sahara,la prima edizione del trofeo Champion's pesca a surici. Tanti i partecipanti che si sono sfidati da imbarcazioni con 2 occupanti a bordo ciascuna alla caccia del maggior numeri di "surici" possibili per poter vincere il trofeo. Si classificano sul podio al primo posto la coppia Multari-Sainato,seguti a poco meno da Salvatore Pellegrino e Danilo Sansalone,terzo posto invece per Sergio Sergi e Sergio Pedullà,da segnalare anche l'ottimo impegno nonostante il penultimo posto per la coppia Ciminiello-Canzonieri,che nonostante l'orgoglio perdono anche una scommessa..... Bella domenica caratterizzata dalla partecipazioni di numerosi soci dello Sport Fishing,tra cui Meleca,Gerasolo,Gullì e resa piacevole grazie alla collaborazione del factotum Carmine Barranca e dello sponsor Nicola Market. Appuntamento al prossimo anno. DOMENICA 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 24 DOMENICA 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 25 DOMENICA 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 26 MIDAS, APRE UN NUOVO CENTRO A LOCRI La Riviera È stata aperta una nuova officina Midas Italia, la rete di centri di assistenza e manutenzione multimarca per gli autoveicoli. Il centro si trova in via Guglielmo Marconi. E per chi lascia l’auto in officina per il Tagliando, Midas mette a disposizione un veicolo elettrico come vettura di cortesia. Ogni automobilista può ricevere, inoltre, un preventivo gratuito del Tagliando Garanzia Attiva grazie al simulatore presente sul sito www.midas.it. BIBLIOTECA MERIDIONALISTA Il demonio di Sant’Andrea a Bovalino Con la prefazione di Rita Borsellino, “Il Demonio di Sant'Andrea”, di Gaetano Allegra, è un romanzo storico ambientato nell'Italia di 150 anni fa, eppure estremamente attuale. È una storia che si muove sullo sfondo di quelle vicende risorgimentali che non sempre i libri di storia hanno esposto nella loro completezza, e che racconta di quel rapporto conflittuale che ha immediatamente visto contrapporsi il Nord e il Sud della nostra nazione. Un subdolo attacco, quello al florido Regno delle Due Sicilie, di cui ancora oggi paghiamo amareamente le conseguenze. Eppure, allo stesso tempo, è una favola poetica e ricca di ideali nobili che emozionano il lettore. La favola di un giovane contadino lucano che scopre l'inarrivabile potenza della cultura e che sogna di cambiare la Storia offrendo questa chance anche ai propri pari grado. Affiancherà il famoso brigante Crocco, sfiderà l'invincibile esercito Savoia, costruirà un'enorme città nel nulla, ingannerà il destino nei modi più incredibili e sarà acclamato da un intero popolo col soprannome di “Demonio di Sant'Andrea”. Quella del giovane Gaetano Allegra è un'opera prima capace di offrire uno spaccato estremamente realistico delle cronache dell'Unità d'Italia (tutte le vicende riportate sono state accuratamente studiate sulle testate giornalistiche dell'epoca come il quotidiano francese “La Patrie” e sui diari di personaggi chiave come il generale spagnolo José Borjes). Nello stesso tempo, però, afferma con forza la propria identità di romanzo - e non di documentario - proponendo molte pagiappassionanti, ricche di Martedì 7 agosto, ore 18.00 Villa Comunale di Bovalino ne azione, di suspense e di Incontro con l'autore del romanzo “IL DEMONIO DI SANT'AN- rappresentazioni belliche nei minimi particoDREA” Gaetano Allegra (ed. Rupe Mutevole). Saluti: Sindaco di esposte lari. E lascia in gola al lettoBovalino Masino Mittiga; Caffè letterario “Mario La Cava” Domenico re un messaggio chiaro di Calabria; Fondazione “Corrado Alvaro” Giuseppe Strangio.Conduce amore per la conoscenza, dovere di fratellanza e Antonella Italiano, giornalista de “laRiviera”. di d'orgoglio per un senso Intervengono Franz Foti, giornalista e docente all'Università statale d'appartenenza alla proterra che forse, oggi, dell'Insubria di Varese; Giuseppe Musolino, curatore e referente dell' pria stiamo dimostrando d'aver Associazione “Un'Altra Storia”. perso. Miss Italia in Canada innamorata di Siderno Renata Commisso ha 19 anni, è una ragazza canadese, ha lunghi capelli biondi e uno splendido sorriso. È la nuova Miss Italia in Canada. In questi giorni la potete incontrare mentre passeggia per le strade di Siderno, Renata è infatti originaria della città locridea. In redazione arriva sorridente e fresca come solo una ragazza della sua età sa essere. Un sorriso aperto e sincero le illumina il viso e ci racconta qualcosa di lei. Pur consapevoli della bellezza e dell’accoglienza della nostra terra, che ne dicano gli altri, non ci saremmo mai aspettati che la diciannovenne miss arrivasse a confessarci che preferisce Siderno al Canada. Quando le chiediamo che differenze vede tra la sua città e la nostra ci dice: «Tutto. Soprattutto differenze culturali. Però qui c’è la mia famiglia, ci sono i miei amici. Il cibo è più buono». Lei ama questa cittadina, tanto da venirci anche d’inverno, e non nasconde il desiderio di restarci, in Italia. Sarà per il calore di questi amici calabresi che non le negano allegria e sorrisi, o avrà qualche “inconfessabile” segreto come un amore a vent’anni, sarà per questa terra che incanta i visitatori di tutti i tempi, sarà che infondo questa dolcissima miss è un po’ anche nostra. La guardiamo e ne restiamo incantati. Renata porta la sua bellezza con leggerezza, senza ostentare nulla, senza trucco, senza pose, in modo disarmante. Bellezza e intelligenza è un binomio insolito, del resto. Luogo comune, perché Renata ha un sogno che va di pari passi al suo lavoro di modella e ai book fotografici. Renata studia comunicazione, e da grande farà la giornalista. Un altroSud è possibile MASSIMO PETRUNGARO Chi si aspettava un novello Robespierre o magari un Che Guevara in salsa meridionalista sarà rimasto deluso. Nessuna chiamata alle armi, nessun proclama secessionista, ma una grande lezione di forza di volontà. Pino Aprile, noto giornalista conosciuto dal grande pubblico per Terroni, manifesto sui generis di una mala Unità, domenica scorsa, su invito dell'associazione Nicola Zitara, ha presentato presso il salotto letterario Calliope della libreria Mondadori di Siderno, la sua ultima fatica letteraria Giù al sud - perché i terroni salveranno l'Italia. Il volume, per farla breve, racconta quel Sud, anzi quel nostro Meridione foriero di storie positive: dal giovane brillante studente pugliese che, dopo aver lavorato nella City, è tornato al proprio paese per fare l'imprenditore nel settore caseario a chi ha fatto della cultura dell'accoglienza verso i più deboli la propria ragion d'essere. Eppure, com'è logico, il suo modus operandi non è esente da critiche. I detrattori lo accusano di fare un'abile operazione di marketing, di cavalcare l'onda di un malcontento non troppo celato, di essere fin troppo populista. Gli ammiratori, dal canto loro, lo esaltano perché è stato la voce di una verità taciuta per troppo tempo. A Pino Aprile però, almeno un merito va riconosciuto: aver risvegliato la consapevolezza di un Sud che non è quello che da più parti ci hanno dipinto, un Sud vittima, piagnucoloso, inoperoso. O almeno, per onestà intellettuale, non solo quello. Che cosa sta facendo di veramente importante allora l'autore di Terroni? Far acquisire ai meridionali che fino ad ora ne erano sprovvisti, una nuova coscienza, un orgoglio che fino a qualche anno fa erano impensabili. La sua non è solo una rivisitazione del nostro Risorgimento, uno smascherare un'epopea fin troppo stucchevole, come l'eroica impresa di sole mille persone in grado di liberare (ma da chi?) un Sud ancestralmente abbrutito. Il Sud che ci ha fatto (ri)scoprire Aprile è un Sud inimmaginabile: industrioso, alla stregua delle altre potenze europee, con tutti i pregi e i difetti ascrivibili a quell'epoca. È il Sud delle acciaierie di Mongiana, dei cantieri navali di Castellamare di Stabia, delle zolfatare siciliane e di tutte le altre piccole imprese private che oggi ci paiono prerogativa di un Settentrione mai così distante. Quello che Pino vuol raccontarci o meglio trasmetterci, è che l'ottimismo è l'unica strada per uscire da questa deriva socio, culturale, economica e politica che stiamo vivendo. Guardarci indietro con spirito critico e obiettività è auspicabile per tutti: per le istituzioni che devono essere in grado di percepire ciò che di buono c'era e magari proporlo con le giuste varianti, e per noi tutti, per uscire da un clientelismo e da una rassegnazione che ci stanno soffocando. Proprio grazie alla sua opera, qualcuno vede nel giornalista pugliese, il portavoce del riscatto meridionale. Guardiamoci in faccia, senza false maschere. Può essere Pino Aprile il portavoce di un nostro riscatto? Può essere, per intenderci, leader di un nuovo movimento politico meridionale e meridionalista in grado di sedersi nella stanza dei bottoni senza tradirsi e tradire la propria gente? No, nel modo più assoluto. Perché Pino da ottimo giornalista qual è, fa semplicemente il proprio lavoro, e lo fa in modo egregio. E noi dobbiamo continuare a permetterglielo. Il riscatto deve partire dal basso. Ai nostri figli abbiamo il dovere di raccontare che non siamo solo terra di mafia e di favoritismi, ma siamo anche e soprattutto terra che sa creare lavoro. È la Storia che ce lo ricorda. Perché se vogliamo combattere con le giuste armi tutte le mafie e in particolare la 'ndrangheta, dobbiamo insegnare alle nuove generazioni la cultura del lavoro, dobbiamo essere portatori sani di spirito di sacrificio. Non ci servono paesi militarizzati, né sermoni di pseudo intellettuali che si arrogano il diritto di risolvere problemi.. Se si vuol combattere alla pari con la più potente holding criminale, occorre creare occasioni di lavoro. Senza aspettare la manna dal cielo. Il riscatto è possibile, a patto di non voler scendere a compromessi e di non farci imporre niente da nessuno. La rivoluzione partenopea del 1799 non è mai stata così vicina a noi, ma non dobbiamo commettere gli errori di allora. E se vogliamo crescere, non chiediamo a Pino Aprile di mettersi alla testa di un qualunque partito del Sud, continuiamo invece a farci raccontare un altro Sud, il nostro Sud. DOMENICA 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 27 Parlando di... I MERCOLEDÌ DA PAURA DEL LULU’S BEACH Blood story non è semplicemente un ciclo di serate a tema; è un progetto che diverte! L'idea è dar nuova vita ai personaggi più celebri del cinema horror! Così ti ritrovi a ballare accanto a Freddy Krueger che brandisce le sue lame o ad un lupo mannaro che si dimena incatenato in una gabbia! Questo è Blood Story! Un' idea che i ragazzi del Kings Group insieme al Lulu's beach hanno trasformato in realtà! Una realtà che piace, considerando i numeri delle prime tre serate (Van Helsing , Freddy vs Jason e Jack the ripper ). La prossima data è l'8 agosto con It, il clown assassino! Un altro mercoledì da paura! Cultura e società in BREVE COOP. CALABRIA FILM A Roccella le selezioni per gli aspiranti attori STIGNANO Festa dei vicoli dell’Antico Casale La “Cine fiction 2” e le “Coop. Calabria film” selezionano aspiranti attori e attrici (ragazzi non professionisti) per una nuova produzione televisiva. Il casting si svolgerà il 5 e il 6 agosto dalle 16.30 alle 20.30 presso l’ex Convento dei Minimi, vicino piazza San Vittorio di Roccella Jonica. Alla selezione potranno partecipare tutti coloro che abbiano un’età compresa tra i 7 e gli 80 anni. Non verrà richiesta alcuna quota di iscrizione e non sarà necesario acquistare nessun book fotografico. Ospiti della serata l’aiuto operatore Rai Giuseppe Pezzano e Maria Novella Fazzari. Per ulteriori informazioni chiamare al numero 338/5752084. Nella foto da sinistra verso destra: Pino Gambardelli (direttore di porduzione Calabria film) e Paolo Sanci (presidente Calabria film). AVVISO AI BRIGANTI Questione meridionale e legalità Il 6 agosto alle 18.30, presso il Castello Aragonese di Pizzo (VV) si parlerà di Meridione e di ‘ndrangheta. Ospiti della serata: Pino Aprile autore del libro “Terroni”, Fabio Regolo magistrato presso il tribunale di Vibo Valentia, Giancarlo Costabile docente universitario di Pedagogia della Resistenza all’Università della Calabria. Cosa ne verrà fuori? Non ci resta che scoprirlo insieme. L’Amministrazione Comunale di Stignano ha inteso programmare, per la ricorrenza del Bicentenario della costituzione del proprio Comune, una serie di iniziative celebrative dal carattere essenzialmente culturale che si sono svolte nel corso dell’anno e che troveranno la conclusione nei giorni 11 e 12 agosto prossimi. La concomitante presenza di turisti, villeggianti ed emigrati di ritorno nel territorio, consentirà alla comunità locale di esercitare uno sforzo sinergico per rendere al massimo accogliente e vivibile il paese e per facilitare un soggiorno gradevole e ricco di eventi. Con questo spirito, nelle due serate di sabato e domenica prossime si darà vita ad una grande “Festa nei Vicoli dell’Antico Casale”, con suggestione, momenti di vita e antichi sapori, tra acrobati, burattini, funamboli, circensi, comici, fuochi d’artficio, musica e tarantella. La presenza a Stignano di cittadini e villeggianti della Locride è certamente molto gradita agli stignanesi tutti che sapranno rendere il proprio borgo accogliente e caloroso, secondo le antiche tradizioni locali e nel migliore spirito di chi auspica che la Calabria tutta possa sempre più qualificarsi per impegno, generosità ed armonia sociale. Nelle serate dell’11 e 12 agosto, Vi aspettiamo numerosi a Stignano!!! Francesco Candia, Sindaco di Stignano Sabato e domenica prossimi si darà vita ad una grande “Festa nei Vicoli dell’Antico Casale”, con suggestione, momenti di vita e antichi sapori, tra acrobati, burattini, funamboli, circensi, comici, fuochi d’artficio, musica e tarantella. INTERVISTAA MATTEO SCARFÒ Anche a Monasterace possono nascere talenti KATIA CANDIDO Come nasce la tua passione per il cinema? Per rispondere a questa domanda devo tornare indietro di parecchio… Ero solo un bambino quando mio padre mi portava con sé al cinema a vedere i film dei più grandi artisti contemporanei dai quali, in seguito ho appreso molto e poi organizzavamo anche a casa delle riprese con la telecamera. E’ partito tutto da qui, infatti a 19 anni è uscito il mio primo cortometraggio Fantascienza in pillole vincitore del primo premio come Miglior film all’Epizephiry Film Festival 2007. Hai mai pensato di partire dal tuo territorio o da subito hai creduto che altrove avresti avuto maggiori possibilità? Io sono partito dal mio territorio, dalla Calabria come luogo cinematografico, ho realizzato delle riprese che poi ho portato con me. Mi sono trasferito a Roma per studiare e poi Nick Mancuso, John Savage, il regista Joe Goodavage e la produttrice Diane Paldino DOMENICA 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 28 la Riviera Non solo Magna Graecia Teatro ma anche Vecchioni e Festival Jazz Casignana, un agosto di musica e teatro Manca ancora l’ufficialità ma dovrebbe essere Roberto Vecchioni il cantante che si esibirà a Casignana il 17 agosto per l’attesissima festa di San Rocco. Tuttavia, quello del cantautore che, oltre a vincere il Festival di Sanremo nel 2011 con “Chiamami ancora amore” sta per iniziare il tour ove ripercorrerà i 40 anni della sua straordinaria carriera, non sarà l’unico evento musicale di questa estate. Basti pensare che il 20 agosto, tra i mosaici della Villa Romana di Contrada Palazzi, si potrà assistere ad una tappa della kermesse itinerante del XXXII° Roccella Festival Jazz (con artisti del calibro di Bruno Angelini, Giovanni Falzone, Gérald Chevillon, Fidel Fourneyron, Joachim Florent, Antonin Leymarie e tanti altri). Prima, però, sempre alla Villa Romana di Palazzi di Casignana (ore 21.30), ci saranno due interessanti spettacoli teatrali del Magna Graecia Teatro Festival 2012. Il 10 agosto, difatti, Saverio La Ruina presenterà “ Italianesi”, un testo appassionante che si ispira ad una storia vera, anche se poco conosciuta, verificatesi alla fine della seconda guerra mondiale. Due giorni dopo, il 12 agosto, il duo Battaglia e Misefari proporranno “Miti e leggende in Magna Graecia”, una particolare narrazione di favole, fiabe e racconti mitologici. Queste due messe in scena arrivano dopo l’eccezionale esibizione di Peppe Barra del 23 luglio. Ma non è tutto. Giacché pare che saranno comunicati, a breve, altri interessanti eventi che dovrebbero perfezionare un calendario di manifestazioni davvero considerevole. Insomma, anche a Casignana l’estate, quella vera della musica e della cultura, sta per entrare nel vivo. foto NOTIZIE Riflessi del presente è l’iniziativa promossa dalla scuola estiva di filosofia “Giorgio Colli” di Roccella Jonica. Mare e pensiero sulle orme dei greci e tanti giovani a ripercorrerle. La “movida” del pensiero che arricchisce la Locride. Italianesi, una storia sconosciuta e coinvolgente Italianesi, di Saverio Ruina, che sarà messa in scena il 10 agosto alla Villa Romana di Casignana (ore 21,30), è una produzione originale che debutta in Calabria per il Magna Graecia Teatro Festival 2012. Una tragedia vera, che come tante storie vere non è registrata nei libri di storia. Una vicenda emblematica nella sua assurda drammaticità che in un certo senso anticipa i flussi migratori di oggi. Alla fine della seconda guerra mondiale, però, sono gli italiani, o meglio albanesi figli di italiani, ad essere discriminati ed imprigionati come nemici del regime, in Albania, dove, fintanto, meditano e sognano l’Italia. In quest’opera, il grande merito di Saverio Ruina è proprio quello di renderci partecipi di un pezzo della nostra storia quasi insaputa che, grazie ad una scrittura coinvolgente e diretta, riesce ad appassionare oltre ogni aspettativa. sono rimasto. Ma queste riprese fanno parte della mia vita. Come è stato l’approccio con questo ambiente? All’università ho avuto la possibilità di accostarmi a questo mondo come Assistente alla Regia per un anno, frequentando un corso cinematografico dove è molto evidente il contesto gerarchico che vige in quest’ambito. Questo avviene in Italia però perché in America è diverso. Leggo dalla tua scheda che hai partecipato a numerosi film, quale di questi ti è piaciuto di più? The Last Gamble per la regia di Joe Goodavage. Ho collaborato con attori del calibro di Nick Mancuso, grandissimo artista. E a quale invece è stato più difficile lavorare? Un film che non si è mai realizzato, di un regista calabrese, Andrea Srezza, purtroppo scomparso ad Aprile. Ho lavorato alla produzione per quattro mesi ma con parecchie difficoltà. Numerosi Riconoscimenti. Uno in particolare che ti ha stupito ma che ti ha dato tanta soddisfazione? Teresa e le Resistenze. Non mi aspettavo ricevesse tutti questi apprezzamenti. E La storia di Anna Magnani e di Teresa Talotta Gullace, la donna originaria di Cittanova, in Calabria, che ispirò il film più celebre dell’attrice romana, Roma città aperta. Due personaggi che senza incontrarsi mai si unirono indissolubilmente. Il ruolo delle donne durante la guerra, la tragedia dell’occupazione di Roma, i bombardamenti, le vite di coloro fecero grande il cinema italiano e il viaggio all’interno della memoria di un soldato italo-americano: una ricostruzione basata su eventi e testimonianze reali tra cinema, teatro e documentario. Per la produzione di questo film, hai vinto un premio importante, quello del Festival del Cinema di Salerno. Quanto è stato importate per te? Direi che è stato fondamentale, lavorare con attori e tecnici già affermati. Pser me è stato come una sfida che mi ha proiettato molto in avanti. Sei così giovane è hai già realizzato molto nel campo del cinema. Cosa consiglieresti a chi vorrebbe intraprendere un percorso come il tuo? Di essere tenaci prima di tutto e poi cercare sempre di realizzarsi con le proprie capacità senza aspettare che altri lo facciano per te. Ho imparato che nel cinema questo è molto importante perché a volte basta poco per essere notati anche se non sempre ti danno la possibilità. DOMENICA Monsignore Bregantini si lascia sopraffare dallo sfidante: ed è scopa! Impassibile continua la sua partita, è un uomo di fede e già spera nel settebello. Una sola perplessità: ma col bluff del poker come si regolerà? C’è conflitto di interessi! Michele Vietti vicepresidente del Csm dal 2010 (nonchè esponente politico dell’Udc) si fa paparazzare mentre “spaparazza” la showgirl. Lei “legittimamente impedita” a recuperare la shirt, si accontenta di una lucente sciarpetta Il Naniglio di Gioiosa Jonica accoglie il noto Gerardo Sacco. È stato il maestro orafo calabrese a chiedere al sindaco della città, Mario Mazza, di visitare il sito archeologico. Ops! La villa romana era tutta in disordine. A saperlo prima... 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 29 Parlando di Cinema L’OROSCOPO ARIETE TORO Felici intuizioni e armonie saranno fornite in abbondanza dalla Luna in Sagittario, che vi farà cominciare la settimana con una marcia in più: l’energia cinetica subirà un poderoso aumento. Qualche problema di autonomia: non accetterete di buon grado alcune imposizioni in ambito professionale. Il weekend sarà più intimista. Per voi amanti delle mezze tinte le crude verità e la logica stringente suonano eccessive, ma questa settimana per far filare le cose e risolvere complicazioni un chiarimento si impone. Sotto tiro del Sole e Mercurio in quadratura, qualcuno tenta di imbrogliare le carte, degli amici fidatevi fino a un certo punto. Sul lavoro, riuscirete a mettere le basi di un’iniziativa coraggiosa che potrà funzionare. Non perderete di vista la questione economica: ricordate, tenere i conti in ordine sarà fondamentale. Se la persona del cuore vi appare un po’ distante, non farete fatica a riavvicinarla a voi, a riaccendere il suo desiderio. La settimana vi imporrà probabilmente dei ritmi un po’ faticosi e a farne le spese saranno la quotidianità (nervosismi e chiusure) e la vita di coppia, che riserverà qualche attrito. Dovrete fare appello a tutta la vostra creatività per cavarvi d’impaccio rispetto a una situazione intricata: ve la caverete benissimo. GEMELLI LEONE CANCRO VERGINE Tre astri importanti, sia per le idee che per i mezzi necessari a concretizzarle: con queste ottime premesse spegnete le candeline in un clima di speranza e piacevole sorpresa. L’attesa non è il vostro forte, riconoscete le occasioni a colpo d’occhio, afferrandole d’un balzo. La vostra capacità di analizzare i dettagli di una situazione, senza lasciarvi coinvolgere emotivamente, rappresenterà la vostra carta vincente in una situazione di lavoro delicata. Se ci tenete, vi basterà poco per dare una svolta positiva al rapporto di coppia. Provare per credere. L’andamento dell’estate avrà già risollevato le sorti anche dei più disincantati che si sono avvicinati sempre più all’ideale d’amore. Nei mesi a venire vi attendono piacevoli sorprese e qualche possibile illusione, di cui però potreste sentire il bisogno. Felici incontri, simpatiche conoscenze e leggere occasioni di svago. Siete in cerca di luoghi, piatti e tradizioni presenti solo nelle guide turistiche. Indispettiti dalla ricerca vana, vi mettete in competizione con gli autori, decisi a scovare informazioni curiose a ogni costo, col rischio di perdere treni e voli aerei. In compenso Nettuno vi fa sognare, suggerendovi sentimenti delicati e storie romantiche. La settimana si apre con un perfetto tono spavaldo. L’opposizione di Venere sembrerà tuttavia rimbalzare contro un muro di gomma: ancora pochi giorni e anche le questioni sentimentali si faranno meno faticose. Una Luna rigorosa, nel settore delle proprietà, vi renderà ottimi amministratori dei vostri averi. Perfettamente calati nelle incombenze lavorative, o in buona sintonia nelle relazioni affettive, non registrerete problematiche di rilievo. Solo i Capricorno nati tra il 4 e l’8 di Gennaio potranno avvertire una lieve flessione delle forze: meglio allentare la pressione. o concedersi un dose extra di relax. BILANCIA SAGITTARIO ACQUARIO Di fronte a voi sulla zodiaco, Mercurio e il Sole vi illuminano dall’alto, rendendo più intelligibili anche progetti e opinioni. Fortunatissimi in vari ambiti, tra i quali amore e denaro non si escludono a vicenda, questa settimana potete sperare. ...è il punto di incontro di chi lotta per il Sud. Se ami il Sud unisciti a noi. SCORPIONE CAPRICORNO PESCI Se non siete sicuri di avere ragione in una questione di lavoro, ascoltate quello che hanno da dire gli altri. Agite in modo più consapevole. In amore, prima di prendere una decisione, attendete un segno del destino (che è più saggio di voi). Caro Pino è il momento di osare Caro Pino, è il momento di osare. Va promosso un movimento che abbia a cuore gli interessi delle Terre del Sud. Libero e democratico, certo, ma soprattutto schietto, orgoglioso, allegro, mediterraneo. Un movimento aperto, ma che tenga fuori chi ha governato a braccetto con partiti nordisti e oggi magari cerca di riverniciarsi. Un movimento che punti nelle elezioni del 2013 a una rappresentanza diretta in Parlamento e che subito dopo apra, città per città, una fase costituente, perché i giovani del Sud possano contare in Europa senza esser costretti a lasciare le proprie Terre. Caro Pino, nessuno meglio di te ha saputo raccontare cosa eravamo, cosa siamo diventati e cosa potremmo essere noi Terroni. Ecco perché crediamo che qualsiasi progetto di riscatto non possa che vederti alla testa. Lo sappiamo: puntare a uno scranno a Montecitorio appare poca cosa, per la distanza tra quanto si potrà fare e quanto servirebbe alle nostre Terre. Ma l'impegno che chiediamo a noi stessi e l'invito che ti rivolgiamo è di considerarlo il primo passo. Verso nuovi ambiziosi obiettivi. Questo è il sito dove inviare le richieste per la raccolta firme: http://www.appelloaprile.tk/ «La verità è che non esiste un esercito islamico o un gruppo terroristico chiamato Al Qaeda. Questo qualunque ufficiale d'intelligence informato lo sa. di Benjamin Bowson Ma c'è una campagna propagandistica per far credere l'opinione pubblica nella presenza di un'entità identificata rappresentante il “male”, solo per indurre il telespettatore ad accettare una leadership unificata internazionale per una guerra contro il terrorismo». Queste sono le parole rilasciate in una vecchia intervista dall'ex Ministro degli Esteri Britannico Robin Cook. Le ho riviste su fb, pubblicate da un'amica R.C. Ne prendo spunto per propinarvi di nuovo la mia teoria sul diavolo che chi mi segue conosce bene. La politica della paura è uno dei mezzi prediletti per il controllo del mondo. Spaventare per governare. Costringere la gente a rinchiudersi in casa e implorare l'aiuto statuale, o come nel caso del terrorismo di un'autorità sovranazionale che risolva il problema della sicurezza. Un metodo vecchio questo, i siciliani lo utilizzavano già agli inizi del '900 per le estorsioni: compivano un attentato ai danni di un commerciante e si offrivano, per primi, di porvi rimedio(in cambio di soldi ovviamente). Lo stesso succede nelle società moderne. Il potere semina insicurezza e poi offre sicurezza. Se la canta e se la suona. Pensiamo a chi il diavolo se lo è materialmente inventato, si veda la Bibbia, e ha tenuto buone per millenni le società con la minaccia dell'inferno. Pensiamo ai romani che, storicamente, hanno trasformato gli ebrei nel diavolo attribuendogli l'uccisione del Cristo. Pensiamo ai terrorismi, moderni di Stato, alle trattative, alle mafie. Buona parte degli allarmi sono tragedie e farse insieme, bombe che ammazzano e mentono. La storia, in fondo, del poliziotto buono e di quello cattivo: uno picchia e l'altro accarezza, ma entrambi lavorano per lo Stato. Ve l'ho riproposta questa storia perché dentro, comunque, c'è una speranza: l'inferno non esiste, e una volta morti la smetterete di soffrire. La verità dell’Iride Le invenzioni del diavolo DOMENICA 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 30 la Riviera Blob of the week Tutti i colori di Mario... L’ acuto di Ruggero Tonino e il suo compare “capretta” Il Mago del Crotonese Scrittori e sindacalisti ad Africo «Ignora, l’ignorante» Di bello c’è ne uno, tutti gli altri... sono invidiosi Il Cristiano (Stefano) dagli occhi di ghiaccio Tantissimi auguri Pietro per il tuo compleanno. Da mamma, papà, dalla tua sorellina, dai nonni, dagli zii e dai tuoi cugini. Un grande amico de “la Riviera” Daniele on the beach Stalteri vintage stile Inviare curriculum o fedina penale... DOMENICA 05 AGOSTO 2012 LA RIVIERA 31