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VERBALE DI SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE
RIUNIONE DEL GIORNO 24 GIUGNO 1999
N. _2
In data 24 giugno 1999 alle ore 18.00 presso la Sala Civica al piano terra della Rocca di Riva del
Garda si è riunito il Consiglio comunale, in seduta pubblica, per la trattazione degli argomenti di
cui all’ordine del giorno emanato con avviso dd. 18 giugno 1999, regolarmente notificato ed
allegato sub lettera A).
All’appello iniziale, effettuato dal Segretario su invito del Presidente, risultano presenti i signori:
- MALOSSINI Cesare - Sindaco
- BENAMATI Tomaso - Presidente
- FRIZZI Rocco
- ZUCCHELLI Paolo
- CALZA’ Luigi
- LORENZI Patrick
- BOMBARDELLI Ivo
- VALANDRO Salvador
- TRINCHIERI Cristian
- VICARI Tiberio
- TANAS Marco
- MANZONI Marco
- LOTTI Stefano
- BONORA Vigilio
- GENTILINI Ivo
- DAVES Mario
- PRATI Lorenzo
- CRETTI Gino
- de ECCHER Cristano
- RAVANELLI Giuseppe
- ALBERTI Pietro
Risultano assenti i Consiglieri signori:
- BERTOLDI Pietro
- BALLARDINI Alberto
- MATTEOTTI Paolo
- CESCHINI Vincenzo
- ANDREOZZI Maurizio
- D’AGOSTINO Alfredo
- BASSETTI Enzo
- DELAINI Aurelio
- ZAMBOTTI Pier Giorgio
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Partecipa il Segretario supplente sig. Ivo Ceolan.
Partecipano alla riunione il Sindaco Cesare Malossini nonché gli Assessori Pietro Matteotti,
Luigi Marino, Adalberto Mosaner, Renato Andreozzi, Giovanni Torboli ed Emilio Munari.
Riconosciuto il numero legale degli intervenuti, essendo presenti n. 21 Consiglieri comunali, il
signor Tomaso Benamati, nella sua qualità di Presidente, assume la presidenza e dichiara aperta
la riunione.
Presidente
Alcune note di carattere pratico prima di iniziare la discussione del punto n. 7 all’ordine
del giorno: innanzitutto, ricordo ai Consiglieri che perché sia possibile la registrazione della
discussione devono correttamente utilizzare i microfoni e prenotarsi premendo l’apposito tasto.
E’ assolutamente vietato il dialogo tra Consiglieri. Visto e considerato che oggi discutiamo degli
indirizzi programmatici del Sindaco, ci sarà una prima fase d’intervento per consentire a tutti di
parlare, ci sarà la riposta del Sindaco a questi primi interventi, dopo di che si aprirà la fase del
secondo intervento, nella quale però non sarà consentito allo stesso Consigliere di prendere la
parola per due o tre volte, altrimenti si creerebbe disordine.
Chiedo a un Consigliere di maggioranza e a un Consigliere di minoranza di proporsi per
assumere la funzione di scrutatori. Se nessuno si offre, indico i nominativi dei Consiglieri
Bombardelli e Ravanelli.
La votazione, palesemente espressa per alzata di mano ed il cui esito è proclamato dal
Presidente con l’assistenza degli scrutatori, consegue il seguente risultato:
-
Consiglieri presenti e votanti: n. 21
voti favorevoli : n. 19
voti contrari
: n. 0
astenuti
: n. 2 (Bombardelli, Ravanelli)
Il Consiglio comunale APPROVA
^^^ Entrano i Consiglieri Delaini, Ceschini, Matteotti, Bassetti, Zambotti e Ballardini: il numero
dei presenti sale a 27. ^^^
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Il Presidente invita il Consiglio comunale alla trattazione del punto
iscritto all’ordine del giorno, come da proposta allegata al presente verbale sub lettera B).
DISCUSSIONE ED APPROVAZIONE DEL DOCUMENTO PROGRAMMATICO
DEGLI INDIRIZZI GENERALI DI GOVERNO
Il relatore dà lettura della predisposta deliberazione.
Il Presidente dichiara aperta la discussione.
Consigliere Daves
E’ questo il nostro secondo Consiglio comunale, rispetto al quale ogni Consigliere
comunale, ogni forza politica ha avuto modo di esaminare il documento che è stato illustrato
nella precedente seduta dal Sindaco Cesare Malossini.
A mio parere, in esso manca un’analisi del voto, del perché molti nostri concittadini non
si sono recati a votare. Come dicevo la volta scorsa, ci sono delle cause di questo grande
disinteresse, di questo venire meno della partecipazione di molti cittadini al voto e della fiducia
nei confronti delle istituzioni, non solo locali, ma anche provinciali e nazionali. Io stesso alle
volte mi interrogo, tenendo conto che la democrazia è un sistema politico nel quale ogni cittadino
è chiamato a dare il proprio contributo e dove chi rappresenta i cittadini all’interno delle
istituzioni deve avere un forte senso del bene comune. Vediamo ora di ripercorrere alcuni
passaggi: nel 1995 viene applicata la Legge Regionale del gennaio 1994, viene fatta
un’esperienza, esperienza che porta a rappresentare la cittadinanza di Riva del Garda il Sindaco
Molinari. Questa esperienza è durata tre anni e mezzo, si è conclusa anticipatamente, si è chiusa,
si è lacerata, si è frantumata e naturalmente ha generato ulteriormente sfiducia nei confronti delle
istituzioni. Noi sappiamo che da questa esperienza tante persone sono rimaste deluse, ed allora
anch’io ho accettato di dare il mio contributo alla costituzione di una società civile partendo
dall’esperienza dei comitati di base, partendo dai problemi della nostra comunità. In particolare,
io ho insistito molto sul problema delle case popolari e proprio ieri sera mi trovavo in una
famiglia dove c’è questo dramma della casa popolare, un problema grossissimo perché da dieci
anni non vengono consegnate le chiavi di una casa popolare a quaranta, cinquanta, sessanta,
settanta famiglie bisognose. La gente gradualmente si è allontanata dai rappresentanti delle
istituzioni e questo è in sintomo gravissimo. Tutti noi abbiamo il dovere di ricostruire un
rapporto societario con i cittadini, di impostare i problemi in maniera diversa da come sono stati
impostati fino ad oggi, e la nostra impostazione metodologica è diversa dall’impostazione
metodologica che ha vinto queste elezioni.
Se noi guardiamo, solo il 51,1% degli aventi diritto, e gli aventi diritto sono 12.215
persone, si è recato alle urne e su questo tema dobbiamo impegnarci tutti: è un dovere nostro di
opposizioni, ma è dovere anche della maggioranza. Un risultato per noi confortante è stato il
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risultato di S. Alessandro, dove circa il 60% dei cittadini si è recato alle urne, il che significa che
su un problema, su alcuni problemi concreti i cittadini di S. Alessandro hanno partecipato al
voto, rispetto ad altre zone di Riva del Garda dove invece ci si è attestati su posizioni molto
basse. Un altro dato ci dice che solo il 27,2% dei rivani ha votato il Sindaco Cesare Malossini e
anche qui io credo vadano fatte alcune riflessioni sulle tendenze in atto per approfondire alcuni
concetti proprio perché un’Amministrazione comunale deve avere dei riferimenti
d’impostazione. Io ricordo il dibattito svoltosi nel 1993-1994 intorno alla problematica degli Enti
locali: in quel periodo, si voleva capovolgere la concezione statalista dei rapporti sociali, venne
dunque fatta la legge regionale, venne applicata, ma quella impostazione metodologica non
venne tradotta in azione amministrativa. Un primo elemento di debolezza della società civile
italiana sembra essere proprio la difficoltà di uscire da una concezione statalista dei rapporti
sociali, quella che ha dominato negli ultimi decenni il modello di sviluppo del nostro Paese.
Anche se attualmente è in fase di attenuazione, la concezione statalista dei rapporti sociali risulta
ancora persistente, con una classe politica che nel complesso ha difficoltà a rispondere alle molte
istanze sociali che provengono dal basso: pensiamo ai problemi del lavoro, ai problemi della
casa, ai problemi dei servizi sociali per i portatori di handicap; abbiamo una legge nazionale, una
legge provinciale, ma nella nostra provincia non riusciamo certo a gestire i servizi sociali come
vengono gestiti nella provincia di Bolzano. Siamo in presenza di uno Stato che, più che a
recepire e regolare in forma politica le autonome espressioni della socialità, tende a produrre esso
stesso il tipo di socialità desiderato, con l’idea che la rigenerazione del Paese dipenda
prevalentemente dalle riforme istituzionali, perennemente messe in cantiere, ma non realizzate a
causa della frammentazione del sistema politico. Come dicevo prima, la Legge del 1994 non è
riuscita a capovolgere questa impostazione e le persone che hanno amministrato negli ultimi anni
non sono riuscite a costruire un forte legame con il territorio.
La seconda riflessione è la seguente: oggi siamo in presenza di un’altra filosofia culturale,
che è la filosofia della globalizzazione. Da un punto di vista economico, bisogna essere attenti
alla filosofia di fondo che orienta la globalizzazione. Dopo la caduta dei muri, il liberismo ha
posto al centro l’idea di mercato il più possibile libero da vincoli come chiave per risolvere i
problemi dell’umanità, anche insistendo sul fatto che i sacrifici di oggi saranno più che
compensati dai vantaggi futuri, come se disoccupazione, guerre, emarginazione sociale fossero
soltanto incidenti di percorso. Una tale visione nasconde gli scenari ed i rapporti di forza che si
stanno disegnando dopo la fine del bipolarismo mondiale. Forse, uno dei segni più evidenti di
tale prospettiva è il cambiamento del significato della politica: essa, infatti, viene vista più come
funzionale alla competizione economica che come entità che ne stabilisce le regole. Di fronte a
queste tendenze culturali, come presenza sul territorio le forze che hanno appoggiato la mia
candidatura alle elezioni comunali si sono poste attraverso dei comitati di base – penso a “La
Rocca”, a “Uniti per Riva” -, esperienze nate sul territorio per costruire dal basso la democrazia e
la partecipazione, e penso poi a tutti i gruppi che hanno aderito a questa impostazione
metodologica. Noi ci siamo trovati con moltissime persone, con moltissimi cittadini a discutere
dei diversi problemi ed alla fine di questo percorso ideologico ci siamo posti il problema di
fondo: che cosa dobbiamo fare per recuperare, per fare in modo che il cittadino si senta coinvolto
nella costruzione della propria comunità? Il tema di fondo è proprio quello della costruzione
della società civile, quello del costruire una società civile in cui il cittadino sia protagonista di
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questa costruzione. L’avvento della società complessa ha cambiato completamente le condizioni
storiche in cui si pone il senso ed il progetto di una società civile. Assieme alla globalizzazione a
livello internazionale emergono fenomeni nuovi, caratterizzati dalle seguenti tendenze:
l’esigenza di una maggiore autonomia della società civile, intesa come sfera di relazioni
interumane, distinta sia dallo Stato sia dal mondo economico-finanziario; la moltiplicazione delle
sfere associative cui le persone aderiscono. In queste nuove condizioni storiche, la costruzione di
una società civile più umana comporta una ridefinizione delle relazioni tra persona e cittadino,
tra libertà e responsabilità, tra uguaglianza e differenze, nella sfera privata e in quella pubblica.
E’ essenziale costruire una mappa che consenta la lettura delle diverse sfere di vita per saperle
distinguere e mettere in relazione tra loro in maniera sinergica. Queste sfere interessano Stato,
mercato, associazioni e famiglie, non si tratta perciò di discutere che lo Stato debba essere più
grande o più piccolo, ma piuttosto di come esso serva o non serva alle altre sfere, vedi il mercato,
le associazioni, le famiglie, a quali costi e con quali effetti. Il ruolo dello Stato diventa quello di
un insieme di istituzioni, che devono rispettare la natura della società civile e valorizzarne la
caratteristiche. Con questa prospettiva si forma l’identità umana, la quale richiede la salvaguardia
della memoria storica. Le istituzioni fondamentali della società civile diventano dunque la
famiglia, la scuola, le iniziative educative, le agenzie della comunicazione sociale, ed a tale
riguardo ricordo il bellissimo intervento del collega professor Cretti a S. Alessandro, lui che
opera nel campo delle agenzie educative, sull’impostazione che si voleva dare anche alla
costruzione del nostro programma sulle sperimentazioni formative, sulle sperimentazioni
didattiche, sulle sperimentazioni metodologiche; ricordo anche che lui fece una proposta in
merito alla problematica di S. Alessandro, dove c’è questo conflitto tra la scuola elementare e la
scuola superiore, una proposta di sperimentazione didattica attraverso una normativa che esiste a
livello provinciale da oltre due anni. Nonostante questo, all’interno della nostra terra non
nascono le sperimentazioni didattiche e così da oltre due anni siamo in attesa che queste
sperimentazioni metodologiche, queste sperimentazioni formative, che riguardano la persona
umana si aprano.
Il nostro programma prevedeva un’innovazione sostanziale, vale a dire un Assessorato
alla Famiglia, visto e considerato che la famiglia rimane l’istituzione fondamentale di ogni
società e della nostra società. Questa era una novità, una proposta per la famiglia e le politiche
sociali partendo da questa istituzione. Vi potrei portare a questo riguardo gli studi del professor
Pierpaolo Donati, dell’Università di Bologna, uno dei grandi esperti a livello internazionale sulle
problematiche della famiglia. La società civile esige poi che al proprio interno regnino i principi
etici, che devono reggere le istituzioni pubbliche e private. Nel nostro programma, che si
differenzia nella metodologia e nella sostanza, rimane fondamentale il principio della
sussidiarietà. In effetti, il principio guida che meglio incarna lo spirito della nuova società civile
è quello della sussidiarietà, che non va mai disgiunta dalla solidarietà o, meglio, dalla
condivisione. Si tratta di un principio che richiede una nuova e complessa elaborazione per un
nuovo processo di civilizzazione. Questo principio deve condurre a riscoprire il nesso tra libertà
e responsabilità di ogni soggetto, cioè delle singole persone e delle formazioni sociali, all’interno
di una cornice complessiva in cui ciascun soggetto ha il suo ambito d’azione e, da tale punto di
vista, serve il bene comune. Il principio di sussidiarietà è un principio di organizzazione sociale
complesso perché va articolato in differenti sfere: nella società politica, istituzioni dello Stato,
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nella società civile, istituzioni del lavoro, del mercato, del privato sociale, delle famiglie, nelle
relazioni tra società civile e società politica come modalità per differenziarle e integrarle tra loro.
Questo perché ha sempre una duplice valenza: da un lato, è un principio di difesa della corretta
autonomia di ciascun soggetto - ogni soggetto ha il diritto a non essere espropriato nelle proprie
funzioni, dall’altro, è un principio promozionale, nel senso che l’azione di un soggetto è tenuta
non solo a rispettare, ma anche a valorizzare l’autonomia dell’altro.
E’ questa impostazione metodologica che noi abbiamo dato al nostro programma, un
programma che ha ottenuto il 44,25% dei consensi, un programma che è stato costruito dal basso,
da una serie di incontri. E con questo nostro programma noi vogliamo lavorare nell’istituzione,
vogliamo lavorare nella nostra comunità rivana. Anche l’idea di “Comunità rivana” è nata
proprio perché alcuni di noi hanno pensato che a Riva del Garda, e i dati elettorali lo hanno
dimostrato, bisognava pensare a realizzare qualcosa di diverso. Ci siamo così associati in Gruppi
politici, in Gruppi civici, abbiamo coniugato le diverse esperienze su questo programma e
naturalmente al centro abbiamo posto il cittadino come persona, dal momento del concepimento
fino alla fine naturale, quindi la dignità della persona umana in tutte le fasi della vita. L’altro
giorno c’era sul giornale un articolo riguardante un problema che mi sta a molto a cuore, quello
della tossicodipendenza, per fare una riflessione, ricordando che qui dobbiamo porre un
programma anche sui problemi giovanili e su questa tematica della tossicodipendenza. Roberto
Samaden, come sapete, è il direttore della comunità di S. Vito, a Pergine. Io ho avuto modo di
incontrarmi con lui e di analizzare questa esperienza; c’è un problema che lui pone alla Giunta
provinciale: Samaden, infatti, è in polemica con la Giunta provinciale perché in una delle ultime
sedute ha approvato una delibera che prevede interventi di metadone per i nostri giovani, in
Trentino, e lui, per quella che è la sua esperienza di recupero di tossicodipendenti, ha sottolineato
che la droga non è una malattia, ma si deve pensare all’uomo. Dalla Giunta provinciale, dunque,
non è emersa questa linea politica di pensare all’uomo, ma un altro tipo d’impostazione, che io
non condividerò mai; condivido invece la tesi di Roberto Samaden: si deve pensare all’uomo,
all’uomo nella sua globalità, nella sua interezza, in tutte le sue dimensioni. E’ dunque una critica
che anch’io rivolgo nei confronti di questa delibera approvata dalla Giunta provinciale.
Questo vuole essere un contributo che abbiamo dato alla nostra comunità perché
crediamo all’uomo, alla persona, alla famiglia, ai valori ed è su questi valori, su questa
impostazione che abbiamo costruito il nostro programma, partendo da alcuni principi. E’
un’impostazione diversa da quella che è stata data al documento elaborato dal Sindaco
Malossini, al quale peraltro formulo moltissimi auguri perché so quali sono le difficoltà che si
incontrano nel gestire la cosa pubblica. Gestire la cosa pubblica non è facile e l’attività politica è
un’attività complessa, un’attività che implica preparazione; soprattutto, è un atteggiamento
culturale, è un atteggiamento di costruzione. Facendo allora l’analisi di una legge regionale che è
nata nel 1994 dobbiamo dire che tutti noi abbiamo visto quello che questa legge ha prodotto: noi
qui rappresentiamo il 44,25% della popolazione e abbiamo otto Consiglieri comunali, voi
rappresentate il 55,75% della popolazione e ne avete ventidue. Non so quale cittadino possa dire
che questa è una legge giusta. E’ stata fatta per la stabilità, per la governabilità, ma ad Arco
siamo già in crisi, tanto per dire, visto che da diciannove Consiglieri di maggioranza sono passati
già a sedici. A ben vedere, non è che in Trentino abbia garantito stabilità o comunque non è che
le forze politiche abbiano cercato aggregazione, tant’è che negli ultimi anni il quadro politico si è
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frantumato. Non per nulla, ieri sera in una trasmissione televisiva si parlava di personalizzazione
politica, e questo rischio c’è, è effettivo. Noi, invece, abbiamo creduto alla creazione di
un’aggregazione, partendo da alcuni valori, e su questi valori abbiamo costruito il nostro
programma. Andremo avanti perché abbiamo il senso del dovere verso la comunità e perché
siamo qui a rappresentare dei cittadini. Prima parlavo con un cittadino del fatto che al Rione
Degasperi la scuola elementare ha il problema della mensa, dove i posti sono insufficienti; questo
significa che non è stata fatta programmazione tenendo in considerazione l’utenza, perché se
questo fosse avvenuto non si realizzava quello che invece si è realizzato. E’ chiaro che delle
soluzioni vanno trovate, e noi siamo appunto qui per trovare delle soluzioni. Cito ad esempio
anche il tema del Bar Cristallo: io ho avuto modo di parlare con diversi cittadini e per molti di
loro non è un aspetto piacevole vedere una vetrata rotta. Sono aspetti minimali, che però danno il
segnale che non c’è attenzione verso la struttura di un Municipio bellissimo, dove a piano terra
c’è però questo vuoto. Su questo vorrei sentire cosa pensa il Capogruppo Bassetti, vorrei sapere
qual è il suo parere. Tra i problemi da citare c’è quello delle cassettine per i cani, mai usate e
quindi rivelatesi una scelta inutile: sono sempre lì, si arrugginiscono e certo non denotano
attenzione all’ambiente, dunque andrebbero tolte. L’altro ieri, poi, ho saputo che un operaio della
Cartiera è caduto in terra sulla pista ciclabile in Via Guella dove hanno costruito un muretto,
quando invece bastava un altro tipo di intervento, magari realizzato in plastica. Piccole cose,
indubbiamente. Davanti all’entrata dell’Hotel Lido, quattro stelle, due bidoni delle immondizie.
Anche qui piccoli aspetti, che però denotano mancanza di attenzione e che comunque i cittadini
vengono a riferire.
Per concludere questo primo intervento, ritengo di dover ribadire che la nostra
impostazione è diversa dalla vostra. Noi daremo il nostro contributo basando l’impostazione su
questi principi, su questi valori. Naturalmente, a voi spetta un ruolo di maggioranza e dovete
svolgerlo integralmente, a servizio della comunità. Grazie.
Consigliere de Eccher
Come è mio costume, parto da lontano. Ho qui tra le mani il verbale della seduta del
Consiglio comunale del 30 giugno 1995 e posso subito osservare che la sequenza seguita fu
diversa da quella applicata su indicazione del Segretario nella recente occasione: allora avevamo
“eventuali comunicazioni verbali dei Capigruppo”, “esame condizioni di eleggibilità e
incompatibilità alla carica di Sindaco”, “esame degli eletti alla carica di Consigliere”, “nomina
del Presidente”, “comunicazioni del Sindaco” e “comunicazioni del Sindaco sulla proposta degli
indirizzi generali di governo”. Anche allora, per la verità, c’era stata una discussione molto
animata, poi però si era arrivati ad approvare una delibera sull’esame degli eletti con cui si
convalidavano i Consiglieri risultati eletti, si dichiaravano cessati dalla carica i Consiglieri
divenuti Assessori, si proclamavano i subentrati che alla fine, essendo presenti in aula, venivano
invitati a prendere posto tra i seggi consiliari, entrando quindi in una fase terminale. Ora, mi
rendo conto che in effetti si tratta di materia oggettivamente molto articolata e difficile, tuttavia,
proprio in ragione di queste perplessità circa la tempistica dei vari passaggi che sono stati
realizzati, a livello di Alleanza Nazionale abbiamo ritenuto di sottoporre per iscritto il problema
all’attenzione dell’Ufficio di Vigilanza degli Enti locali in quanto un eventuale parere potrebbe
dare gli elementi per un possibile ricorso al TAR; peraltro, in base all’art. 10 della Legge
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Regionale 4 gennaio 1993, n. 1 esiste anche la possibilità di annullamento per vizio di legittimità
da parte della stessa Giunta provinciale. Evidentemente, riteniamo difficile che la Giunta
provinciale, in cui è presente l’ex Sindaco di Riva del Garda, si muova su questo punto, siccome
però si tratta di materia complessa interessa anche a noi avere chiarezza, nel senso che vorremmo
ci fosse l’interpretazione corretta di una norma che noi per primi riconosciamo come confusa.
Nel successivo verbale, quello della seduta del 4 luglio 1995, si riscontrano i seguenti
punti programmatici: “Nei prossimi anni, dovranno essere realizzate importanti opere, quali ad
esempio la viabilità di collegamento con la Vallagarina, la circonvallazione dei centri abitati
della Busa, il piano parcheggi, che preveda a Riva 3.700 posti-macchina, dando priorità ai
posteggi limitrofi al centro storico. Si pensa inoltre al palazzetto dello sport ecc. ecc.”. Questa
citazione, che avevo portato, non era di Molinari nel 1993 e nemmeno di Molinari nel 1995, ma
era di Bassetti nel 1990: questo per dire che sono passati dieci anni e i problemi sono rimasti
irrisolti. Ora abbiamo l’opportunità di avere insieme coloro che hanno diretto la comunità in
questi dieci anni, siamo sicuri di non sbagliare attribuendo alla vostra parte la responsabilità: è
infatti capitato in altre occasioni che si dicesse: “Be’, la responsabilità non è di questa
Amministrazione, c’era un’Amministrazione precedente”, oggi però esiste una coalizione che ha
messo insieme queste due componenti e quindi insieme portano la responsabilità complessiva.
Sempre nel 1995, il Consigliere Lotti diceva: “Sempre a proposito della Giunta, ci
permettiamo di ricordare quello che per noi di Progetto Democratico significava nel programma
il termine ‘rinnovamento’. In particolare, nel programma dicevamo: ‘Per una corretta
realizzazione di questo progetto, il P.R.G., manifestiamo l’esigenza che l’Assessore ai Lavori
pubblici non abbia alcun rapporto con interessi diretti relativi a questo settore, chiedendo ad
eventuali professionisti che dovessero occupare questa carica di non operare in alcun modo sul
territorio comunale’”. Rinforzava il concetto il Consigliere Ballardini, il quale diceva: “Lasciate
ora che ricordi anch’io un’esigenza che mi sembra fondamentale proprio sulla strada del
rinnovamento: bisogna assolutamente essere di un rigore estremo per ciò che riguarda il
problema del conflitto di poteri o, comunque, del conflitto di interessi tra pubblico e privato
perché questa è una questione sulla quale la pubblica opinione è di estrema sensibilità.
All’Assessore Matteotti sono state tolte delle competenze rispetto a quelle che aveva prima e gli
è stata lasciata l’unica che invece gli si sarebbe dovuta togliere: i lavori pubblici. Un
professionista che esercita la sua funzione in quel settore mi pare veramente un elemento
negativo dal punto di vista della trasparenza”. Per la verità, questi Consiglieri avevano già
cambiato parere nel corso della precedente legislatura, tant’è che poi sono entrati tranquillamente
in maggioranza, noi, però, che abbiamo una certa nostalgia per quelli che a sinistra venivano
scherzosamente chiamati “trinariciuti” da Guareschi – i comunisti “alla Peppone”, per intenderci
– sostanzialmente arriviamo a preferire questi a coloro che occupano oggi i banchi della sinistra.
Ricordo che Guareschi, a Reggio Emilia, quando venne attaccato per i film, che peraltro contro il
suo parere vennero proiettati, ebbe a dire a sua difesa, in una platea che gli era fortemente
contraria: “Io sono riuscito a realizzare l’impossibile: ho reso simpatico un comunista”. Noi
abbiamo avvertito questi cambiamenti, li abbiamo avvertiti anche a livello di Partito Socialista.
Io abito in una piccola comunità e una volta i socialisti erano l’artigiano, l’operaio, persone del
tutto per bene, poi all’improvviso sono comparsi i professionisti e così abbiamo trovato
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l’ingegnere, l’architetto, il geometra e sicuramente anche questo cambiamento di funzioni è stato
un segnale che poi, a livello giudiziario, è stato in qualche modo recepito.
Andando oltre, sempre nel 1995 il Consigliere Paolo Matteotti diceva: “Nel ricordare il
passato bisogna essere precisi: le deroghe all’ampliamento della Cartiera sono state concesse
dall’Amministrazione Bassetti-Spisani, all’indomani della famosa convenzione sottoscritta nel
1985 con la Cartiera. In pratica, firmata la convenzione, c’erano degli accordi che dovevano
essere rispettati dalla Cartiera e dal Comune: quelli da parte del Comune sono stati rispettati in
primis e quelli da parte della Cartiera non sono mai stati rispettati, anche perché mancavano la
forza e la volontà politica di farli rispettare, come invece ha ottenuto con successo
l’Amministrazione Molinari in più occasioni. Si è trattato di una diversa forza e di una diversa
interpretazione dei rapporti, che è bene augurante per il nostro futuro. Potrei citare altri errori del
Consigliere Degara, ma lascio perdere perché non è il caso (e questa identificazione DegaraBassetti non è casuale perché, ricordiamolo, eravamo nel 1995, anche se poi evidentemente i
percorsi sono stati diversi”. Molinari, sempre nel 1995, così si esprimeva: “Delle
Amministrazioni precedenti abbiamo criticato talvolta le soluzioni politiche. Nel 1993, in
particolare, ci fu anche da parte del sottoscritto una scelta politica ben precisa, che forzatamente
si continua a non volere riconoscere politicamente e che fu la sconfessione politica di un accordo
di natura consociativa tra le forze politiche. La conseguenza di questa scelta è stata un tentativo
di rinnovamento della dirigente cittadina”. Ora che il figlio prodigo è tornato all’ovile,
probabilmente riesce difficile parlare di “rinnovamento della classe dirigente cittadina”; per
intenderci, il riferimento era all’attuale Consigliere e Capogruppo di Riva Domani, Bassetti.
Evidentemente, nella politica questi percorsi non sono una novità, è bene comunque che tutti ne
prendano conoscenza perché chi ha un percorso lineare deve essere giudicato in un certo modo,
chi ha percorsi irregolari, strani ecc. deve essere giudicato proprio ed anche per queste curve che
ogni tanto caratterizzano i movimenti.
Per quanto concerne il documento programmatico, come Consigliere gradirei un po’ di
rispetto in più, e vi dico subito perché. Pag. 1: “Motivazioni politiche ideali. Con le forze
politiche che hanno dato vita, condotto e condiviso a diverso titolo l’esperienza
dell’Amministrazione comunale precedente, nonché con quelle che hanno inteso partecipare
all’allargamento di tale esperienza…”; pag. 4, progetto della campagna elettorale, tanto per
intenderci, del Sindaco Malossini: “Le forze politiche che hanno dato vita, condotto e condiviso
a diverso titolo l’esperienza dell’Amministrazione comunale uscente, nonché quelle che
intendono partecipare ad un progetto capace di allargare e arricchire tale esperienza…”:
praticamente, le stesse parole. Frase successiva del documento programmatico: “…i valori che
uniscono il pensiero cristiano, le culture laica, liberale, repubblicana ecc.”, quando dall’altra
parte, nei principi ispiratori, si richiamano gli stessi valori “che uniscono il pensiero cristiano, le
culture laica ecc. ecc.”. E ancora: “La promozione della dignità della persona sarà il centro dello
sviluppo e dell’azione del nostro governo, mirando allo sviluppo culturale, sociale ed economico
della comunità nelle sue varie componenti”, mentre nel programma elettorale troviamo: “Pone al
centro dello sviluppo e dell’azione di governo la promozione della dignità della persona, mirando
allo sviluppo culturale, sociale, economico della comunità nelle sue varie componenti”. Pag. 1
del documento programmatico: “Vogliamo una società aperta, capace di rapportarsi alle esigenze
del territorio, valorizzando nell’ambito di uno sviluppo sostenibile la ricchezza delle
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specificità…” e a pag. 4, programma elettorale: “Si ispira ad un modello di società aperta, capace
di rapportarsi alle esigenze del territorio valorizzando nell’ambito…”. A questo punto, neanche
mettere queste tre facciate, se devono essere di questo livello! Osservando la composizione di
questa Giunta, poi, e nessuno me ne voglia, noto che il suo massimo comune denominatore
dovrebbe essere l’armonia tra i suoi componenti, e mi fermo qui, dicendo semplicemente che, per
me, sedici righe di motivazioni politiche e ideali sono troppe. Non voglio essere offensivo per
nessuno, non mi si dica però che questa è una maggioranza coalizzata, che trova unione in grandi
motivazioni politiche e ideali: non lo crede nessuno e, se uno va a fondo della propria coscienza,
credo abbia comunque le idee chiare, quindi… lasciamo perdere. Questo non riguarda i singoli,
chiaramente, ma riguarda le motivazioni complessive della coalizione.
Andiamo avanti parlando dei valori che uniscono il pensiero cristiano, le culture laica,
liberale, repubblicana, ambientalista, quella del socialismo, della sinistra democratica, e chi più
ne ha più ne metta, ci si è però dimenticati una parte che c’è invece nelle pagine successive, ossia
“la tradizione che si ispira al significato dell’autonomia, che caratterizza la storia del Trentino”.
A questo punto, io non li conosco individualmente, ma ho appreso dalla stampa che vi sono dei
Consiglieri del FAR, coordinati da Mario Zucchelli, ed io credo che possano avere titolo per
chiedere un po’ di visibilità in più perché nella premessa questa visibilità, almeno sul piano
politico, è stata loro tolta.
Sempre a pag. 1 troviamo scritto: “…le nuove forze politiche con i nuovi uomini”; ci
spieghi il Sindaco quali sono le nuove forze politiche, quali sono gli uomini nuovi. Più avanti
leggiamo: “Le nostre società AGS e Lido di Riva”; l’aggettivo possessivo è proprio quello, in
quanto si tratta delle “vostre” società AGS e Lido di Riva visto che nella realtà di Riva del Garda
abbiamo un’anomalia, che non si ripete negli altri Comuni, di un controllo esclusivo della
maggioranza su queste strutture. Negli anni passati abbiamo chiesto più volte di avere un
rappresentante in questi Enti e non abbiamo avuto soddisfazione. In fondo a pag. 1 è scritto:
“…senza dover sempre inseguire l’economia che anticipa la politica”, quando invece fino ad
oggi questa è stata la scelta e, viste le premesse, credo che l’intenzione sia di continuare per la
strada intrapresa.
Al punto n. 3, “La macchina comunale”, si parla di miglioramento dei servizi e qui
ricordo che questo Consiglio comunale, nelle persone che lo hanno rappresentato in maggioranza
in passato, ha approvato degli accordi a livello sindacale vergognosi, che vanno al di là del senso
comune, non avendo quindi titolo per parlare di miglioramento, di efficienza, di qualità, di
meritocrazia. In quest’aula è passato un contratto collettivo in cui c’erano indennità di tutti i
generi, persino quella per lo svolgimento di quelle funzioni proprie del dipendente, nel senso che
un dipendente doveva fare determinate cose ed aveva l’indennità per fare quelle stesse cose; c’era
anche il premio per il miglioramento dei servizi destinato a persone che non erano in servizio,
c’era la possibilità di accedere a livelli superiori senza qualifiche e titoli dopo un certo periodo…
insomma, cose che non avevano né capo, né coda. D’altra parte, i dipendenti sono elettori, i
dipendenti per un’Amministrazione sono lo strumento operativo quindi, evidentemente, si è
preferito fare passare tutti questi provvedimenti laddove invece, come Alleanza Nazionale,
abbiamo messo in evidenza le contraddizioni. Tanto per farlo presente alle persone che non
hanno avuto modo di partecipare alla discussione, ricordo che trovavamo a rappresentare l’Ente
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pubblico l’ex socialista Duca e Zanetti, attuale Consigliere comunale ad Arco, mentre dall’altra
parte c’erano le componenti sindacali.
Piano Regolatore Generale. Il Piano Regolatore Generale è un qualche cosa che vi
appartiene pienamente. Sappiamo che su questo argomento ci dovremo documentare e per parte
nostra non vi daremo né spazio, né tregua in quanto si tratta di un elemento che andrà ad incidere
sull’avvenire, sul futuro della città per i prossimi anni e si tratta anche di verificare una serie di
passaggi che in questa sede non sono stati chiariti. Mi riferisco, ad esempio, al passaggio da
Favole all’Ufficio Tecnico, quindi l’esautorazione o comunque la rottura del rapporto, anche se
l’attuale Sindaco a suo tempo ci aveva dato l’idea di una chiusura consensuale, quando in realtà
non è così. Ad ogni modo, entreremo nello specifico di questo argomento e cercheremo di
mettere in evidenza le contraddizioni che in parte già conosciamo. Peraltro, vi posso già dare
un’informazione, e chi ha rettitudine personale potrà trarre le proprie conseguenze; in particolare,
vi porto un atto che è la delibera 9 aprile 1999 che ha come oggetto: “Architetto Sandro Flaim,
affidamento dell’incarico di sostituto del dirigente del Servizio Beni culturali”, mentre il testo
recita: “In attesa della preposizione al Servizio Beni culturali di un dirigente titolare, alla luce
della citata previsione normativa (…); ritenuto maggiormente indicato l’architetto Sandro Flaim,
la Giunta provinciale, udita la relazione… a voti unanimi delibera di affidare, per le motivazioni
esposte in premessa, all’architetto Sandro Flaim l’incarico di sostituzione temporanea del
dirigente del Servizio Beni culturali”. Si tratta, come ho potuto verificare, di un incarico
temporaneo particolarmente ambito. In pratica, nel momento in cui l’architetto Flaim,
Commissario ad acta nel Comune di Riva, e quindi sostituto con potere assoluto di questo
Consiglio comunale, con Favole ormai esautorato, nel momento in cui lavorava per il Piano
Regolatore Generale dando risposta alle richieste dei cittadini, cittadini di tutti i generi, veniva
promosso a sostituto dirigente del Servizio Beni culturali su proposta – qui non compare, ma è
evidente – dell’Assessore competente, e voi sapete che l’Assessore alla Cultura e all’Istruzione è
l’ex Sindaco di Riva del Garda. Se questa è trasparenza, valutatelo voi!
Il successivo punto recita: “Valorizzazione del ruolo e del funzionamento delle
Commissioni consiliari” e si trova così scritto: “La recente esperienza fa ritenere detta modalità
non funzionale sia per il numero esagerato di partecipanti alle Commissioni sia per il diverso
grado d’impegno che i rappresentanti dei vari Gruppi possono mettere nel lavoro delle
Commissioni, a seconda degli argomenti di volta in volta in trattazione, sia perché ciò incide
negativamente sull’autorevolezza delle Commissioni, nei rapporti con il Consiglio comunale, di
cui sono organismi esponenziali, e quindi rappresentativi, di elaborazione istruttoria”.
Sostanzialmente, qui si prevede di modificare le Commissioni consiliari dicendo che avere un
rappresentante, pur con voto plurimo, per ogni Gruppo non è opportuno. Su questo punto ero già
intervenuto dicendo che la minoranza, ciascun Gruppo ha legittimamente, giustamente, per
fortuna, una sua sensibilità particolare per i diversi temi e quindi deve avere titolo ad essere
rappresentato. I Gruppi sono sette, otto, dieci e se fino ad ora le Commissioni non hanno operato
non è certo per il numero dei rappresentanti. Il perché poi ve lo spiegherò, qui comunque si tratta
di ridurre numericamente i partecipanti alle Commissioni per dare un ulteriore colpo alle
possibilità operative delle Commissioni stesse. Ai nuovi Consiglieri ricordo che nella precedente
legislatura avevamo quattro Commissioni e tra questa la Commissione Urbanistica, che io ho
presieduto per un periodo molto breve: infatti, il Sindaco era andato sulla stampa dicendo che io
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utilizzavo la Commissione Urbanistica per farmi pubblicità, andando oltre quelli che erano i miei
compiti, e su questo ho presentato al Presidente del Consiglio, che deve tutelare i Consiglieri e le
Commissioni, una relazione di cinque pagine in cui dimostravo che dal punto di vista normativo
ero nel giusto e che addirittura in precedenza Sindaco e Segretario si erano espressi secondo il
mio punto di vista, perché la Commissione risponde solo al Consiglio e non alla maggioranza o
alla Giunta; ebbene, il Presidente di allora non ha ritenuto di dire una sola parola e questo mi ha
creato effettivo dispiacere. Addirittura, ho avuto più soddisfazione dal Sindaco, che ha
sostanzialmente riconosciuto di avere sbagliato, invece non l’ho avuta dal Presidente, che pure
doveva essere il mio garante, e forse anche per questo sul ruolo del Presidente ho spesso
qualcosa da dire. Io comunque mi sono dimesso, è subentrato il Consigliere Guella e da allora la
Commissione si è riunita solo per gli atti dovuti, ossia per deliberare, per osservare quei punti
che necessariamente dovevano passare dalla Commissione Urbanistica per poi arrivare in
Consiglio comunale. Questo è stato l’unico ruolo esercitato, con la guida della maggioranza, da
parte della Commissione; quando l’ho guidata ho provato a convocarla in alcune occasioni in
forma autonoma, chiamando professionisti, affrontando problemi ecc. anche sulla base di singole
richieste. Commissione Cultura: anche questa si è riunita pochissime volte per fare l’ordinaria
amministrazione. Commissione Problematiche sociali: a suo tempo, quando se ne discuteva a
livello di Capigruppo, essendoci la disponibilità a dare una Presidenza alle minoranze l’avevo
chiesta io in quanto avevo delle idee particolari, forse anche per il rapporto con gli studenti, per
ragioni personali e così via; non mi è stata data ed ho avuto invece la Commissione Urbanistica,
nella logica più generale della distribuzione degli incarichi. Quella Commissione non ha mai
operato, il Consigliere Menapace la convocava una volta all’anno per sentire la relazione della
responsabile della Casa di Riposo e basta, nonostante qualche problemino sociale a Riva del
Garda ci sia e ci siano anche delle opportunità. Purtroppo, c’era l’idea che queste Commissioni
non dovessero operare per non creare fastidio agli Assessorati competenti, al Sindaco in
particolare, alla Giunta. Io non so se qui qualcosa andrà cambiando con la maggioranza, che però
allora non ha avuto niente da dire, nel senso che il Sindaco attuale, gli Assessori attuali hanno
difeso le scelte di Molinari. Io non so se Molinari è presente, non fisicamente, ma in qualche
altro modo in quest’aula, sta di fatto che il precedente fa testo: negli anni passati, qui nessuno ha
difeso i diritti delle minoranze. Speriamo che in qualche modo la situazione cambi. Per quanto
riguarda la Commissione Regolamenti, andate a vedere i Regolamenti che ancora non abbiamo
preparato, e sono passati cinque anni. Avevamo anche un Presidente competente, nel senso che
sul piano della competenza il Consigliere Ballardini era il migliore di tutti e quindi c’era anche la
possibilità di operare con una Presidenza qualificata, sta di fatto che li faremo noi, o comunque
chi andrà in quella Commisione. Lasciamo allora perdere queste proposte per rendere più efficaci
le Commissioni: per rendere più efficaci le Commissioni ci vuole la volontà di operare
correttamente.
Vado a pag. 5, dove si parla di trasparenza amministrativa: “Definizione di chiari criteri
di assegnazione degli incarichi e delle consulenze, ricorrendo, per le opere più significative,
anche a concorsi per idee”. Ora, come si può supporre la trasparenza amministrativa da una
Giunta sostanzialmente confermata, che ha dato il lavoro più importante a Riva del Garda, la
ristrutturazione di Palazzo Salvadori Lutti, all’architetto Angelini, esponente dei Popolari? Si
parla di 600-700 milioni di lire di parcelle - le cifre esatte non le ricordo – senza concorso, senza
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confronto, mettendo avanti la necessità dei tempi, l’urgenza ecc. Come si può pensare di avere
trasparenza da una Giunta che ha affidato i lavori delle piazze all’impresa Azzolini con il parere
contrario del proprio Ingegnere-capo, che diceva: “Bisogna seguire un’altra procedura, bisogna
andare all’appalto”? Nonostante questo si è andati avanti. Il lotto successivo è stato fatto con un
ribasso del 10%, quindi abbiamo perso comunque, se dovessimo fare le proporzioni, 150-200
milioni di lire. E quell’impresa Azzolini è la stessa che ha avuto nello scambio tra la particella
edificiale 32, i piani superiori di quell’edificio aggiuntivo in Piazza 3 Novembre, la permuta con
l’ex Panificio di Viale Dante. Il Consigliere Guella, che quando ne parlava era già entrato a
sostenere la maggioranza, ha fatto un intervento in cui diceva che in base ad una sua stima, ed io
sto raccogliendo il materiale perché ci sarà un esposto su queste cose, il Comune ha perso,
secondo tre ipotesi, lire 400 milioni, lire 1 miliardo e 200 milioni o molto di più, se verranno
realizzati dei negozi: questo, ripeto, non lo dico io, lo diceva il Consigliere di maggioranza
Guella. A questo punto, scusatemi se dico che le premesse della trasparenza non ci sono.
Tra i criteri, si parla di “una competenza di persone capaci, che si qualifichino per la loro
autorevolezza e per il riconoscimento pubblico”, e questo quando qui c’è qualche Assessore che
proprio un grandissimo consenso in termini elettorali dalla popolazione non l’ha avuto. Non
abbiamo raggiunto l’assurdo della volta precedente, quando abbiamo avuto un Assessore che non
era nemmeno entrato in Consiglio, non ci siamo comunque andati lontani.
A pag. 6 leggiamo: “Essenziale è poi per il nostro Comune un rapporto di fattiva
collaborazione e proposta con la Comunità del Garda, espressione dei valori ambientali e degli
interessi economici di un bacino naturale d’eccezionale bellezza e valore, che esige un’attenta
salvaguardia e una gestione coordinata”. Io credo che questo programma sia stato realizzato
quando ancora non si sapeva chi sarebbe stato il candidato Sindaco: siccome poteva anche essere
un professore che rappresenta Riva del Garda nella Comunità, penso che queste parole siano
state inserite per cortesia. Noi, come minoranze, in occasione del bilancio abbiamo proposto un
emendamento per fare uscire Riva del Garda da questa Comunità, che è uno dei tanti carrozzoni
che costano e basta, che hanno strutture equivalenti in cui è rappresentata la Provincia e che
hanno certamente più peso. Probabilmente, ripeto, questo “essenziale” deriva dal fatto che il
programma è stato steso prima della scelta del candidato Sindaco.
A pag. 7, nel passaggio relativo alla regolazione urbanistica generale, si legge: “…e
quanto sia costata la stesura del P.R.G.”; be’, il Piano Regolatore Generale è costato molto, anche
qui però bisogna dire che rispetto a Favole, che ad un certo punto è stato estromesso, così come
rispetto a Winkler, che ha operato nella nostra realtà senza titolo per tanto tempo, questa
maggioranza sosteneva di avere soltanto ereditato queste figure, anche se poi di fatto a firmato le
convenzioni, e che quindi le scelte appartenevano a chi amministrava in passato. Oggi che
abbiamo l’Assessore Mosaner, il Consigliere Bassetti nuovamente nel gruppo dirigente, be’…
anche qui vi prendete tutte le responsabilità degli ultimi dieci anni, perché non potete dire:
“Hanno sbagliato quelli che hanno scelto in precedenza”. Tra l’altro, poi, non è che a quei tempi
Molinari fosse il leader dell’opposizione, era l’Assessore alla Cultura, quindi una certa continuità
l’abbiamo vista. Oggi il centrosinistra bene o male porta con sé l’Amministrazione degli ultimi
vent’anni, almeno se andiamo ad analizzare le singole persone, evidentemente, quindi, si deve
anche fare carico di quello che negli ultimi vent’anni è stato realizzato.
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Per quanto riguarda la circonvallazione interverrà poi il mio collega, Consigliere di
Alleanza Nazionale, io mi soffermo invece sul punto relativo a Largo Marconi-Inviolata, perché
su questo sarà interessante vedere quale sintesi si realizzerà tra quello che è il pensiero
dell’Assessore Matteotti e quello che è il pensiero dell’Assessore Munari. Sappiamo tutti che,
quando c’è stima reciproca, quando le persone si rispettano, un accordo si troverà sempre,
comunque qualche problemino su questo punto ci dovrebbe essere.
Per quanto riguarda i parcheggi, abbiamo un quadro complessivo che testimonia
l’inefficienza delle diverse Amministrazioni che si sono succedute nel tempo: vi potrei infatti
portare i verbali degli anni Ottanta, allorquando si discuteva del parcheggio di Via Pilati dicendo
le stesse cose che si sentono dire adesso. Addirittura, se uno legge i verbali di allora li può
sovrapporre tranquillamente a quelli di oggi, e questo per dire dell'efficacia amministrativa.
Pag. 9, opere sovracomunali e loro realizzazione, che come si dice qui sarà concordata
con i Comuni limitrofi. Troviamo tra queste la struttura sportiva coperta polifunzionale e qui
evidentemente abbiamo degli sportivi che ne sanno più di noi, perché “l’Adige” scrive: “Il
capitano del G.S. ci ha ripensato e per almeno un’altra stagione calcherà ancora il parquet
bianco-azzurro. ‘A questo punto – ha detto Bobo – mi piacerebbe inaugurare il campo del
Palafiere 2, come è accaduto per il Palagarda. Alla fine è prevalsa la voglia di giocare’”, quindi
pare che questa struttura ci sia, se ne parla così pubblicamente un giocatore di pallacanestro.
Attenzione all’ambiente: questa la verificheremo attraverso il Piano Regolatore, perché
qui alle volte si dimentica che è il Piano Regolatore che difende l’ambiente. Non è che noi
dobbiamo andare a difendere una singola pianta all’interno della città facendo la battaglia
parziale: anche questa va fatta, ma il discorso, evidentemente, è più complessivo. Io spero che
essendoci qui dei rappresentanti di quel tipo di cultura, che poi oggi dovrebbe essere, ma non
sempre è, universale, il Piano verrà analizzato anche sotto questo.
Nello stesso capitolo si parla di attenzione al problema del corretto uso dei sentieri di
montagna e della difesa del Monte Brione. Come sappiamo, si tratta di un problema congiunto
perché tutti abbiamo verificato quello che è successo proprio in quell’ambito.
Per quel che riguarda la raccolta dei rifiuti, due anni fa avevo chiesto al Sindaco Molinari
di organizzare come Consiglio comunale, ovviamente per chi era interessato, un’uscita per
andare a visitare la discarica. Sul problema della raccolta dei rifiuti ho acquisito un minimo di
competenza perché sono stato invitato ad alcuni dibattiti sull’inceneritore che si prevedeva e si
prevede tuttora nella zona vicina a Rovereto, quindi avevo chiesto che ci fosse un interessamento
anche alla luce delle previsioni del piano provinciale. Erano state date delle garanzie, addirittura
gli ultimi due-tre mesi si era costituita una Commissione, di quelle specifiche, sul tema, poi però
la campagna elettorale ha avuto il sopravvento, quegli interessi sono stati prevalenti e non se n’è
più parlato. E’ un argomento importante: sarebbe bene che ogni singolo Consigliere prendesse
conoscenza di quello che è il piano provinciale, con le relative indicazioni, anche perché
rischiamo di trovarci delle soluzioni che non ci aspettiamo.
A pag. 12 si fa riferimento al lavoro femminile e qui invece di ricorrere al termine “parttime” preferisco usare “tempo parziale”, visto che abbiamo le parole in italiano per difendere la
nostra cultura. Io chiedo che proprio con riferimento al lavoro femminile vi sia un’attenzione
particolare per il tempo parziale nell’ottica della tutela della famiglia, dove comunque la donna
riesce a svolgere la doppia attività: sappiamo tutti, infatti, che la donna che lavora ha anche il
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lavoro di casalinga e quindi, proprio per dare maggiore armonia, maggiore serenità, maggiore
ordine alla famiglia, si deve cercare di privilegiare nel tempo parziale le donne. A questo
proposito io avevo formulato alcune osservazioni nell’ambito dell’Amministrazione comunale,
nel senso che le dipendenti del Comune dovrebbero essere privilegiate rispetto a soluzioni di
questo tipo.
Sempre a pag. 12 troviamo scritto: “Promozione di una rete distributiva dei generi di
prima necessità nei paesi e nelle frazioni”. Anche qui il problema va risolto a monte: non si può
costruire il centro commerciale e poi andare a difendere le singole attività economiche della
periferia e del centro storico. Su questo punto, Alleanza Nazionale ha dato un segnale con la
battaglia contro il centro commerciale del Fangolino, battaglia vittoriosa, anche se vi ricordo che
l’attuale e confermato Assessore alle Attività economiche in forma pubblica ebbe a dire che
ormai era cosa fatta, che le iniziative di Alleanza Nazionale non avevano possibilità di risultato
perché tutto ormai era definito. Il Sindaco Molinari ebbe a dire: “Be’, in fondo, si tratta del primo
centro commerciale sul comune di Riva del Garda”, e sarebbe stato il più grande centro
commerciale dell’intera provincia, 120.000 metri cubi. Questo è un risultato che io
personalmente rivendico per Alleanza Nazionale, un risultato che probabilmente non è stato
sufficientemente valutato.
Con riferimento al campo turistico si dice: “Scelte importanti dovranno essere effettuate
dalla nuova Amministrazione nel delicato comparto dello sviluppo turistico attraverso la società
Lido S.p.A. e dovrà essere realizzata un’importante sinergia finanziaria, operativa e
promozionale fra il soggetto pubblico ed i privati”; metteteci anche i nomi e i cognomi, perché li
sappiamo tutti. Quando si dice “pubblico e privato”, uno ha l’idea del pubblico e poi della
collettività dei privati, invece qui non è così: c’è il pubblico e ci sono dieci privati, sempre loro.
Sia chiaro che il riferimento ai privati è a “quei privati”, non ai privati come cittadini. Questa è
una filosofia che non è nuova: Agnelli, De Benedetti, annessi e connessi ce l’hanno insegnato.
Una politica di questo genere è stata seguita per decenni, quindi attenzione, perché è in atto
anche a Riva del Garda, ed io mi rivolgo a quelli che eventualmente hanno delle motivazioni,
hanno la capacità di leggere le scelte politiche.
“Si vuole arrivare – pag. 14 – alla completa detassazione ai fini ICI per la prima
abitazione e relative pertinenze”: questa volontà c’è, è effettiva e noi abbiamo riconosciuto alla
precedente maggioranza il fatto di avere previsto le detrazioni in maniera significativa dal punto
di vista quantitativo, allora però avevamo anche presentato prima un ordine del giorno,
chiedendo l’abolizione dell’aliquota per la prima casa, che non è stato approvato, e in sede di
bilancio un emendamento, che d’accordo con l’Ufficio Ragioneria, che aveva verificato la
regolarità dei conti, prevedeva l’eliminazione dell’ICI sulla prima casa, una decurtazione di circa
lire 150.000.000 ai contributi previsti per il Museo e per altre strutture ed un aumento dello 0,2
per mille dell’ICI sulle seconde case sfitte, ma neanche questo emendamento è passato. Speriamo
dunque che la volontà venga confermata, anche se nel passato i segnali non ci sono stati, e
guardate che da questa parte case sfitte non ne abbiamo, però sappiamo tutti dove sono.
A pag. 16, a proposito di scuola, si parla di polo tecnico. A questo riguardo, mi corre
l’obbligo di fare una precisazione, anche perché sulla stampa si è parlato della questione di S.
Alessandro, dell’Istituto Tecnico ecc. Io avevo presentato, d’accordo con gli insegnanti di tutte le
formazioni politiche, un emendamento al bilancio alcuni anni fa proprio per impedire lo sperpero
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di 600 milioni di lire per l’ampliamento della struttura sapendo che poi, di fatto, ci sarebbe stato
il trasferimento a quelle che sono le caserme e quindi a quella che è l’attuale localizzazione
dell’Istituto per ragionieri e per geometri; il fatto che la Provincia abbia svolto i lavori in una
maniera inaccettabile, nel senso che prima hanno fatto l’esterno e poi si sono resi conto che
dovevano fare altri interventi, tanto che vi sono ancora dei lavori in corso, è addebitabile appunto
solo alla Provincia e se si è ritardata la soluzione del problema non è certo per colpa di chi,
allora, in maniera legittima e corretta, ha fatto risparmiare all’Amministrazione pubblica 600
milioni di lire.
Parlando di cultura, tra gli impegni prioritari troviamo: “Valorizzare, coordinare ed
ottimizzare le attività del Museo…”; forse non tutti sanno che il Museo costa alla nostra
comunità all’incirca un miliardo e mezzo e a fronte di questo costo complessivo produce sei,
sette, cinque visitatori paganti al giorno. Ne torneremo a considerare tutti gli aspetti, perché ci
sarà poi l’occasione del bilancio, io però qualcosa voglio dire adesso anche in relazione a quelle
opere di carpenteria metallica – così le aveva definite il Consigliere Delaini -, che abbiamo alla
Rocca e che adesso ci troviamo anche alla Miralago, collocate dal Museo Civico. Se io
presiedessi una struttura privata, una persona che realizza scelte di questo tipo la licenzierei in
tronco. Il senso estetico di chi dirige il Museo è evidentemente nullo: fa il pari con chi ha voluto
l’orologio così come lo possiamo vedere, tra l’altro fermo. E sulla questione dell’orologio, i
rappresentanti della maggioranza mi devono dare atto che non ho calcato la mano per non
infierire su una persona specifica che si trovava in difficoltà: non mi sembrava corretto, non mi
sembrava educato e comunque non è nel mio stile. D’altra parte, lì bisogna porre rimedio,
bisogna che qualcuno si faccia carico del ripristino dell’orologio, così come qualcuno si deve fare
carico dell’eliminazione di queste brutture, e fate attenzione, perché c’è un progetto sulla città e
noi ce le ritroveremo dappertutto. Io ho dei ragazzi del gruppo giovanile che hanno intenzione di
mobilitarsi su questo tema, di raccogliere delle firme, dunque vedremo cosa fare. Anticipo che
Alleanza Nazionale, tramite i suoi gruppi giovanili, opererà contro queste cose perché si va a
deturpare la città. Siamo qui in trenta, quaranta persone ed io mi chiedo chi veramente abbia
apprezzato quelle presunte sculture, chi abbia apprezzato quei disegni privi di senso. Ora, il
senso è estetico è variabile, chiaramente le opinioni non possono essere sempre uguali, quando
però si tratta di cose del genere credo ci sia un buon senso comune. Guardate che qui andiamo a
pagare noi e, se abbiamo dei dirigenti che si muovono con questi indirizzi, immaginatevi che
cosa realizzano quando svolgono la loro attività. In questo senso si può anche spiegare il fatto
che abbiamo i sei visitatori paganti e magari tre persone o quattro impiegate all’ingresso. Si tratta
di pagare lire 20.000 a compensazione di quattro persone presenti, visto che le risorse raccolte
nella città dal Museo Civico sono di 6-7 milioni di lire a fronte di un bilancio di un miliardo e
mezzo.
Punto n. 7, “La vita dei quartieri”: si parla di vigilanza di quartiere, che c’era pari pari nel
programma di Molinari; per la verità c’era anche nel nostro, però noi non abbiamo amministrato.
Se c’è l’idea di istituire il Vigile di Quartiere regolatevi un pochino, perché non vogliamo
trovarlo sempre nei programmi senza alcuna indicazione precisa, senza la volontà effettiva di
attivare questo genere di struttura, che purtroppo la società moderna rende indispensabile.
Vedete, voi avete dato tutta una serie di indirizzi programmatici che possono avere un
loro significato e un loro senso; se io dico: “Quella persona è una persona retta, una persona per
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bene, una persona corretta, nel passato ha sempre mantenuto gli impegni”, è chiaro che, se mi
dice una cosa, io la considero positivamente, diverso invece è se quelle stesse cose mi vengono
dette da chi ha fatto una campagna elettorale con un’alleanza e poi, dopo un anno e mezzo-due,
ha cambiato alleanza facendola con coloro che erano gli avversari di due anni prima e tutto senza
nessun problema, perché anche Assessori e Consiglieri che non gradivano la sinistra si sono
spostati con tranquillità, con serenità, a dimostrazione che poi questi valori ideali di riferimento
sono di modesta entità. Il discorso, peraltro, vale anche sul piano delle singole scelte. Io devo
ringraziare la comunità di S. Alessandro, perché ha dato un segnale che laddove i patti non
vengono rispettati almeno a livello minimale, almeno a livello di quartiere la risposta arriva
proprio perché non si può promettere e poi non mantenere. Ecco allora che tutti questi punti,
elencati anche in maniera certosina, che valenza hanno, che valore hanno se sono proposti da
persone che in passato non hanno mantenuto gli impegni? Al di là del fatto che chi si colloca
all’opposizione a mio giudizio deve comunque, rispetto ad indirizzi di questo genere, dare un
voto contrario, preciso qui che il nostro voto contrario nasce anche dall’esperienza: noi, infatti,
abbiamo l’esperienza di un’Amministrazione che alle minoranze non ha dato assolutamente
spazio e nessuna voce, nessun Consigliere singolo di maggioranza ha scelto di tutelare coloro che
pure avevano diritto di esprimersi, di avere spazio, di esercitare l’azione di controllo. Ripeto: non
c’è stato un singolo Consigliere di maggioranza che abbia avuto il coraggio di dissentire. Forse
qualcuno non ha presente la situazione e allora porto alcuni casi: quando una volta il Sindaco si è
astenuto perché parte interessata nel dibattito, si sono astenuti in quindici: perché? Perché hanno
visto il Sindaco che si asteneva. Una volta è capitato che, su una mozione presentata da Alleanza
Nazionale - Molinari non c’era più, quindi faceva un po’ da referente il Consigliere Ballardini -,
Ballardini, per un fatto straordinario, ritenne di appoggiare la nostra mozione e a quel punto c’è
stato il caos perché i Consiglieri non sapevano nemmeno che cosa andavano a votare: hanno
visto Ballardini alzare la mano, hanno percepito che era una mozione che veniva da Alleanza
Nazionale e si sono trovati a disagio, hanno dovuto chiedere l’interruzione dei lavori, verificare
presso il Segretario che cosa si stava votando. Questa è l’esperienza che abbiamo avuto e adesso
che qui vedo parecchi giovani spero abbiano un altro spirito, abbiano un altro senso della
politica, ricordando però che la situazione era questa, senza che mai – ripeto – ci sia stata una
voce, ci sia stato il coraggio di dire una volta “no”. Attenzione, allora, perché noi veniamo qui a
fare opposizione e la faremo sempre più dura, la faremo sempre più concreta, non vi faremo
passare nulla. Sappiamo che le difficoltà ci sono e che a voi quello che noi andiamo a dire
interessa poco, attenzione però a non sbagliare, perché se sbagliate siamo pronti a colpire proprio
perché l’esperienza che ci avete fatto vivere negli anni precedenti è indicativa, è un segnale e noi
questo segnale lo abbiamo recepito. Ribadisco allora che il nostro è un voto contrario, un voto
contrario per quello che è contenuto negli indirizzi programmatici, un voto contrario per il
metodo, non di questa maggioranza ma, ricordando che questa maggioranza sostanzialmente è la
precedente, della maggioranza che fino ad oggi ha governato la città. Grazie.
Consigliere Ravanelli
Prendo spunto dal documento programmatico del Sindaco, pag. 5, punto b), dove si parla
di trasparenza amministrativa dicendo: “Definizione di chiari criteri di assegnazione degli
incarichi e delle consulenze, ricorrendo, per le opere più significative, anche a concorsi per idee”.
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Riguardo al conflitto di interessi si dice: “Nella logica di distinzione tra ruoli amministrativi e
professionali, è opportuno che il Comune non assegni incarichi professionali in via diretta ai
Consiglieri comunali e che venga mantenuta la necessaria chiarezza quanto su vicende
amministrative vengano coinvolte persone rappresentate nel Consiglio comunale”. Desidero fare
presente che in Giunta, con ruoli anche politicamente delicati, vi sono architetti, ingegneri e
funzionari provinciali.
Sempre nel programma del Sindaco, a pag. 7, leggo: “Impegno per la realizzazione delle
circonvallazioni di Riva (vedisi anche il programma di Riva Domani a pag.15)”, quindi impegno
della Giunta per realizzare l’opera, mi risulta però che a livello provinciale la Giunta non l’abbia
inserita nell’elenco delle priorità. Questo impegno, ed è una domanda che vi rivolgo, è solo sulla
carta o siete veramente in grado di rispettarlo? Certo l’argomento potrà fare comprendere ai
cittadini se il Comune di Riva del Garda è effettivamente autonomo o se è guidato e pilotato,
come in molti sostengono, dai vertici provinciali. Desidererei un preciso impegno su questo,
anche se ho l’impressione che questa circonvallazione non verrà mai realizzata.
Pag. 19, Varone: “rettifica strade e marciapiede per Via Nuova, Via Pasina e Via
Venezia”. Colgo l’occasione per soffermarmi su Via Pasina, anche se conosco molto bene i casi
di Via Nuova e Via Venezia, e lo faccio perché abito in Via Pasina da quarant’anni. Conosco la
pericolosità di questa via, abbandonata da anni, con scarsa segnaletica stradale verticale, priva di
marciapiede, che soffre della mancanza di un parcheggio pubblico, con un viavai in contromano
anche di camion. Al bivio della fontanella ci sono dei divieti di transito, eppure non vengono
rispettati. C’è mancanza di controlli da parte della Polizia, dei Carabinieri, della Polizia
Municipale. Sono problemi che fino ad ora non avete mai affrontato, lasciando veramente nel
pericolo la cittadinanza. Ho dei forti dubbi che qualcosa venga fatto, anche perché qui vedo
parecchie facce della vecchia Amministrazione. Resta una fiammella, data dal fatto che ci sono
qui tre rappresentanti del Consiglio comunale in maggioranza della Pasina: Bertoldi, Gentilini e
Bonora. Spero che con il loro aiuto, tra maggioranza e minoranza, si riescano a realizzare questi
interventi e che assieme si possa fare un bel lavoro. Grazie.
Consigliere Alberti
Non sarò analitico come il Consigliere de Eccher, né così alto come il Consigliere Daves.
Egregio Sindaco, il documento programmatico che Lei ci ha presentato e che riporta così
precisamente il programma, come ha fatto rilevare il collega de Eccher, lo consideriamo
deludente sotto ogni punti di vista, al di là delle posizioni politiche di maggioranza e di
opposizione, per la debolezza delle argomentazioni e le contraddizioni che nel documento stesso
risultano palesi. Ci aspettavamo che Lei volasse alto, con un moto di orgoglio indicante non dico
l’appartenenza al popolo padano – questo da Lei non posso aspettarmelo -, ma almeno con
l’orgoglio di appartenere al popolo trentino e con la fierezza di essere la guida della comunità
rivana, comunità da sempre distintasi per la laboriosità e la lungimiranza economica e politica
dei suoi componenti, che l’hanno portata ad essere la punta di diamante, il fiore all’occhiello del
Trentino - perché questo è -, di un Trentino che si vorrebbe succube di Trento, intesa come
Provincia autonoma, Trento che da città vescovile si sta sempre più trasformando in città
ministeriale, regno indiscusso delle leggi e della burocrazia, come qui è già stato fatto rilevare
più volte. Non si tratta di volere rinverdire una rivanità d.o.c., anche se l’affetto e l’amore che
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porto per questa città mi conducono naturalmente a questo concetto, ma è indubbio, e vale quale
esempio, che quando i turisti hanno passato il Brennero ed arrivano a Trento esclamano
normalmente: “Siamo a 40 chilometri dalla nostra meta”, quando arrivano a Rovereto dicono:
“Ancora 18 chilometri e siamo arrivati” e solo sul poggio di Nago dicono: “Finalmente ci
siamo”. Questo per dire l’importanza che per il Trentino riveste Riva: Riva è conosciuta
dappertutto, Trento non più di tanto, anche se è la città del Concilio. Noi guardiamo sempre
indietro, gli altri hanno i robottini su Marte.
In luogo del legittimo orgoglio che dovrebbe animarLa per il ruolo che è stato chiamato a
ricoprire, abbiamo trovato un omogeneizzato tutto sommato insipido, un Manuale Cencelli dei
valori, non il doveroso rispetto per le idee altrui, ma addirittura la condivisione di valori tra loro
lontani: quasi una collegata alla finanziaria, legge omnibus, nella quale trovano posto
indifferentemente le necessità della scuola assieme a quelle dei cavatori di pietre, assieme alla
salvaguardia del nibbio e quant’altro. Abbiamo trovato un ecumenismo benedicente, come il
Papa nei suoi viaggi, una dichiarazione d’intenti come fosse la Carta dell’ONU, cosa del resto
rilevata prima anche dal Consigliere de Eccher. Traducendo in soldoni, più comprensibili, ci
sembra una pelle di daino bagnata che si adatta a tutte le superfici. E di superfici ruvide da
coprire ne ha parecchie, anche all’interno della sua Giunta. Prima o poi, l’argomento di Via
Filanda dovrà venire a galla, e Lei sa che il Suo Vice Sindaco ed il Suo Capogruppo hanno, e lo
hanno pubblicamente esplicitato, idee diametralmente opposte alle Sue. In occasione di quella
discussione si vedrà lo spessore degli uomini, di che pasta sono fatti, a che livello pongono la
loro dignità personale. In uno degli ultimi Consiglieri comunali della passata Amministrazione,
l’allora Assessore ai Lavori pubblici ed il Capogruppo di Insieme per Riva sono stati
praticamente sfiduciati su questo tema, ma eravamo a fine mandato e tutto è finito in niente.
Vedremo più avanti, quando sarà il momento, se il Suo ecumenico “vogliamoci bene” sarà
ancora d’attualità. Nel Suo documento programmatico, poi, non abbiamo trovato un accenno alla
volontà di eliminare i Comprensori, quegli Enti inutili, produttori di una burocrazia inutile e
deleteria, dei quali tante volte abbiamo chiesto la fine, confortati dal voto unanime del Consiglio
comunale. Quanto meno un accenno ci doveva essere.
Veniamo ora alle prospettive politiche ed amministrative, a nostro parere infarcite di un
qualunquismo che è molto preoccupante. Parlare di obiettivi in itinere indicando viabilità e
parcheggi, ricordando tra l’altro che la vicenda della società Milano-Roma, Milano-Parigi, oltre
che allucinante è anche illuminante, perché siamo qui che aspettiamo e non abbiamo niente, sono
obiettivi che non servono a niente se non ci danno indicazioni su questioni fattibili, e tra queste
non c’è il parcheggio di Via Pilati, con le tombe romane sotto: si parte e ci si ferma, e questo lo si
sa da prima. Si deve parlare di soluzioni fattibili anche a medio e lungo termine, coinvolgenti
anche le Amministrazioni future, perché un amministratore che è anche un politico deve pensare
un po’ più in là della propria scadenza naturale. Ma per poter volare alto, per poter indicare
soluzioni adeguate, si deve avere ben preciso il traguardo al quale si vuole arrivare, il concetto di
quale dovrebbe essere lo sviluppo che la città dovrà perseguire, specie nella Sua ottica di Primo
Cittadino. Il fatto è che Lei, così come i Suoi predecessori, non ha idea di dove vuole condurre la
città: qui non è scritto, non lo abbiamo ben preciso, al di là dei Suoi sei anni. Si limita a
demandare lo sviluppo ad un Piano Regolatore Generale elaborato in modo assolutamente
insoddisfacente, tant’è che il Suo attuale Vice Sindaco ha presentato, quale Assessore ai Lavori
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pubblici della passata Amministrazione, un centinaio di osservazioni, che non sono certo uno
scherzo. Si tratta di un Piano Regolatore che, rivisto da un Commissario recentemente promosso
a rango di dirigente provinciale, ad una prima rapida osservazione ne ha salvaguardato l’impianto
nei suoi lati peggiori, non lo ha migliorato. A questo riguardo debbo dire che chiedo formalmente
al Presidente del Consiglio di attivarsi per convocare un Consiglio ad hoc per discutere il Piano
Regolatore in seconda adozione, riconoscendo peraltro di sfondare una porta aperta perché il
Presidente, nella riunione dei Capigruppo tenutasi prima, in modo totalmente autonomo ha
mostrato la volontà di arrivare a questo traguardo e di ciò gliene do atto.
Tra le idee a nostro parere errate o mancanti, troviamo in prima linea la Lido di Riva del
Garda: si è avuta la splendida idea di consegnarla per la sua gestione alla G.T.S., una società di
privati, a fronte di 300 milioni all’anno di affitto, almeno da quanto si è saputo. Lire 300 milioni
per gestire un patrimonio di oltre 30 miliardi, patrimonio che, posto sul mercato, verrebbe
bruciato in poco tempo perché il valore reale è molto, molto più alto. Per 300 milioni di lire
all’anno si tiene in piedi un apparato composto da un Presidente, da un Consiglio di
Amministrazione, di cui ci avete appena consegnato lo schema, magari da un amministratore
delegato, perché una S.p.A. dovrà pure averlo, e chi più ne ha più ne metta perché gli appetiti
sono tanti. A questo punto, sarebbe addirittura meglio togliere di mezzo la S.p.A. e intervenire
direttamente come Comune: penso che l’Assessore alle Finanze i 300 milioni li sappia collocare
subito in bilancio e non gli puzzino neanche un po’. Altri erano gli obiettivi che il Comune si era
dato, anche attraverso lo Statuto, non certo quelli di dare gli utili ai privati e di accollarsi le
spese. Secondo lo Statuto, le società per azioni del Comune dovrebbero dimagrire fino al 60%
del pacchetto azionario, con gestione al privato, ma con pubblico controllo. Questo tipo di
privatizzazione selvaggia, in realtà, serve ad azzerare ogni forma di controllo su questi
organismi, senza invogliare nessuno ad acquisire le azioni della proprietà, ma incentivando
quelle di gestione, perché è là che ci sono gli utili, non certo nella proprietà, e alla fine dei
quindici anni vedremo in quali condizioni sarà la “roba” che diamo a questi privati.
E che dire dell’AGS, che viene anch’essa nominata? Abbiamo già detto peste e corna a
proposito di operazioni apparentemente tanto buone che sinceramente posso anche consigliarvi
di acquistare delle salsicce per legare i cani: lì ci sono soldi e miliardi a palate …! A Lodi esiste
la ASTEN, Azienda municipalizzata che si sta trasformando in Azienda speciale e che già serve
dieci comuni. Il Comune di Lodi è un soggetto elettrico, ma né la ASTEN di Lodi, né l’ASM di
Rovereto sono minimamente interessate alla centrale di Maleo. L’AGS è una società per azioni,
fa ciò che vuole, tuttavia il suo Presidente ed il Consiglio di Amministrazione sono praticamente
nominati dai soci di maggioranza, che detengono il pacchetto azionario e il Comune, detentore di
oltre il 99% del pacchetto azionario, in realtà è il padrone assoluto: non si combatte contro il
99% del pacchetto azionario, si piega la testa e si obbedisce. Padrone assoluto nella persona del
Sindaco o di chi eventualmente gli dà delle direttive su ciò che deve fare.
Quanto a snellire la macchina burocratica producendo servizi tramite le altre società
operative, la riteniamo una dichiarazione d’intenti indubbiamente encomiabile, ma almeno a
breve termine la consideriamo irrealizzabile perché da poco si è assestata la pianta organica con i
servizi così come sono, non come saranno demandati, e allora la domanda che sorge spontanea è:
se si riduce il carico di lavoro svolto in Comune, risulta evidentemente del personale in esubero,
dunque quanti e quali funzionari dovranno essere licenziati, tenendo presente che per demolire i
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Comprensori, che sono sempre lì, ma che prima o poi bisognerà azzerare, bisognerà pur assorbire
anche quel personale, almeno in quota parte, sena però sapere dove metterlo se già il nostro è in
esubero visto che diamo i servizi ad altri? Disquisendo della burocrazia formale e vedendo come
dai Suoi scritti appaia un impegno ben preciso, viene da chiedersi, signor Sindaco, dove fosse
nella passata Amministrazione. Perché non è intervenuto due, tre, quattro o cinque anni fa? E
attualmente, oggi, perché non interviene, magari anche attraverso l’Assessore competente, perché
non occorre che lo faccia di persona, sulla modulistica recentemente posta in essere dall’Ufficio
Tecnico comunale? Per facilitare i cittadini sono stati prodotti moduli sostituenti le domande in
tema di edilizia, cosa di per sé encomiabile, anche se prodromico di fastidi: si tratta infatti di un
atto che solo i burocrati possono considerare semplificativo, visto che al posto di una domanda si
mettono lì quattordici moduli. E’ una semplificazione che è una meraviglia! I moduli – io li ho
visti – sono all’incirca tutti uguali; danno anche un dischetto per l’informatizzazione, perché uno
possa metterseli nel computer. Chiedono praticamente le stesse cose, cambiano solo
nell’intestazione e per qualche piccolo passaggio all’interno. Se si sbagliano i moduli, che
vengono fatti in base alla legge tale o al D.P.R. tal’altro o alla legge provinciale tal dei tali, apriti
Cielo: si deve rifare tutto daccapo, magari facendo rientrare clienti che abbiamo in città lontane
per apporre una semplice firma, a meno che non mandino via fax una copia del documento da
allegare e avanti di questo passo... Chiedo: se si vuole veramente semplificare, come Lei dice,
non sarebbe stato meglio fare un modulo unico con uno spazio bianco in cima, consegnare
quattordici timbri al funzionario, che non sbaglia mai, e dirgli: “Mettici il timbro giusto”? Non
dimentichiamoci che il funzionario è un esperto. Il discorso vale non solo per l’Ufficio Tecnico,
ma per tutti i campi in cui opera il Comune, però come sempre si scaricano sui sudditi gli oneri
che sono propri della burocrazia.
Quanto al Piano Regolatore Generale, poi, c’è da ridere. Il Suo documento
programmatico, in poche righe, riesce a mettere insieme una congerie di contraddizioni e anche
di bugie. E’ evidente la contraddizione e la bugia quando afferma di volere salvaguardare le aree
artigianali: l’attuale Palafiere, infatti, dov’è? Non è forse in area artigianale e industriale, tanto
che la costruzione, nelle concessioni edilizie firmate dal Sindaco Molinari, è denominata
“capannone industriale e artigianale” e non è ancora Palafiere, che sarebbe commerciale? Non si
sono forse mangiate le aree artigianali per fare posto ad un obbrobrio urbanistico (e non mi
riferisco alla costruzione, ma alla posizione urbanistica)? Quali aree intende salvaguardare in
quella zona se deve acquistarne delle altre per fare i parcheggi a servizio della struttura? Qui ci si
prende in giro, perché non si salvaguarda niente. Come può riqualificare le aree attorno al
Palafiere con la creazione di idonei spazi se non buttando fuori gli artigiani dalle loro proprietà?
Li deve cacciare fuori, altrimenti idonei spazi non ne esistono. Probabilmente, gli artigiani sono
anche interessati e contenti di questa situazione, perché venderanno a suon di miliardi le loro
proprietà, quindi non faranno opposizioni eccessive. In ogni caso, signor Sindaco, Lei non può
fare delle affermazioni di questo genere, dicendo che farà queste cose dando ad intendere che ci
sono gli spazi, che esiste tutto, perché sfalsa in modo indecente la realtà e non può pretendere che
tutti stiano zitti, magari ammirati da una spudoratezza degna di miglior obiettivo: gli idonei spazi
bisogna pagarli, e coloro che vorranno aree artigianali dovranno emigrare in altri comuni.
Ho ancora, mi pare nel baule della macchina, il libretto predisposto da Insieme per Riva,
con la fotografia Sua, del Sindaco precedente, di qualche Consigliere che è ancora qui in
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quest’aula, dove promettevate che l’area ex Sicom rimarrà agli artigiani: l’abbiamo visto. Se
questo libretto lo ha perso, sarò lieto di farglielo avere…
(CAMBIO CASSETTA)
…utile solo se arriva la S.P. n. 118, ma dal momento che l’attuale Presidente della Provincia
autonoma di Trento, il potente dal quale si va a genuflettersi, quale primo atto, e lo hanno
ricordato, ha tolto i 40 miliardi di lire che servivano per iniziare la tangenziale tra Riva e Arco,
abbiamo il fiero dubbio che si fermerà all’altezza della n. 45bis, la strada di collegamento ArcoRiva, perché quel tratto, da Viale dei Tigli all’Astoria, per capirci, è sufficiente a togliere dai guai
il traffico per il Palafiere, scaricando questo traffico addosso ad altre realtà. Per rendersene conto
basta guardare la cartina e ciò che abbiamo visto in questi giorni, ed è una realtà. Chiaramente,
raggiunto questo obiettivo, ossia quello di collegare la n. 45bis con il Palafiere, il resto del tratto
di strada potrà attendere con motivazioni da Disneyland: molto fantasiose!
Così come derisoria appare l’affermazione circa la creazione di strutture sovracomunali
per la pratica degli sport quali nuoto, atletica, pallavolo e pallacanestro: significa che il denaro
speso per la piscina è veramente stato buttato in acqua! Significa che ci si sta prendendo in giro,
magari anche da soli, dal momento che negli strumenti urbanistici dei Comuni a noi limitrofi leggi Arco -, così come nel nostro, non sono previste aree per queste strutture: io non le ho viste,
non le ho trovate. E’ come potrebbe essere altrimenti, come potremmo avere un’area in quel di
Arco se il collegamento lo abbiamo avuto solo ed esclusivamente con Nago-Torbole? Favole non
c’entrava niente con Siligardi.
Chiaramente, qui emergono le differenze tra il modo di pensare, di concepire sia la
politica sia l’amministrazione tra i rappresentanti della Lega Nord e altre forze politiche, forze
come la Sua. “Si deve cercare il coinvolgimento della Provincia autonoma di Trento”,
affermazione per noi allucinante, indicativa di una mentalità che è servile nei confronti dei
cosiddetti “potenti”. La Provincia autonoma di Trento gode di un’autonomia delegata, legata a
flussi di denaro impensabili per le regioni a noi limitrofe, flussi di denaro che drogano sia
l’economia sia la politica, premiando coloro che, chinando il capo e con il cappello in mano,
stanno vicini alla greppia per motivi propri o, nel Suo caso, per motivi istituzionali: è costretto!
Riteniamo doveroso che un Sindaco, alle soglie dell’anno 2000, cerchi di svincolarsi dalle
pastoie e di crescere fino a diventare maggiorenne, anche attraverso la richiesta di riforme che
attuino il principio della sussidiarietà e della responsabilità, sia nella raccolta dei fondi che nella
spesa degli stessi, rispondendo esclusivamente al popolo, detentore ultimo di tutti i poteri, del
modo in cui conduce la Sua Amministrazione. Ma per poter realizzare una riforma così
rivoluzionaria dal punto di vista amministrativo e mentale occorre primariamente perseguire uno
scopo ben preciso: dare un’identità compiuta alla nostra popolazione, l’orgoglio di essere
trentini, come dicevo in partenza, insegnare l’orgoglio di chi si è. Mi spiace, ma Lei non lo
insegna certamente, specie in questo omogeneizzato insipido, che ci viene propinato come
documento programmatico. Potremmo parlare ancora per ore, per indicare tutto ciò che non va;
naturalmente, vi sono nel programma Suo, come nei programmi degli altri candidati Sindaci che
sono usciti sconfitti dalla tornata elettorale, parti che sono perfettamente condivisibili, non è che
si butti via il bambino con l’acqua sporca, però queste parti sono episodiche, non sono legate a
qualcosa che ci piace, sono legate ad un quadro generale che ci lascia piuttosto freddi e molto
insoddisfatti.
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Con questo penso di avere spiegato ampiamente la nostra posizione ed il perché del
nostro voto, che sarà sicuramente negativo. Grazie.
Consigliere Cretti
Signor Presidente, signori Consiglieri, chiedo scusa a quanti mi hanno precedentemente
anticipato in quanto il mio intervento non vuole, in questa prima fase, entrare nel merito del
documento, ma è un intervento puramente tecnico, che riguarda il tema della programmazione.
La tesi che intendo sostenere è questa: il documento presentato non è uno strumento idoneo di
programmazione politico-amministrativa. A mio avviso, così com’è non può essere accettato, va
riformulato per ragioni di ordine politico, d’impostazione, di presentazione dei contenuti.
Ragioni di ordine politico. Il testo prodotto ricalca compiutamente il programma del
candidato Sindaco alle elezioni del maggio scorso; con questo programma, il Sindaco attuale ha
ottenuto il 55% dei voti validamente espressi corrispondenti, come da analisi effettuate sulla
stampa locale, a circa un 27% dell’intero elettorato. Ora è chiara la scelta politica di fondo: con
questo documento, che non ipotizza alcuna mediazione, il Sindaco Malossini intende
confermarsi come Sindaco di una parte della città, garante di alcuni cittadini, non di tutti. Se il
Sindaco fosse partito da una lettura comparata dei programmi presentati dalle diverse liste
mettendo in risalto ciò che divide, ma anche ciò che è comune, avremmo potuto apprezzare sia il
taglio critico, sia la disponibilità a capire gli altri, a superare certi fossati, ma soprattutto
avremmo capito che sa superare le logiche di schieramento e porsi come punto di riferimento per
tutti i cittadini.
Ragioni d’impostazione. Il documento, nel complesso, è fragile. Si tratta di un testo che
ha come scopo più la propaganda elettorale, e per questo è stato probabilmente fatto, che
un’impostazione programmatica seria. Ci sono in effetti delle omissioni gravi, che i documenti di
programmazione non possono trascurare. In primo luogo, l’assenza di un’analisi documentata
della situazione culturale, socioeconomica, politica del territorio, dalla quale partire per costruire
un programma serio di lavoro. La mancanza di questi dati conoscitivi di base non ci consentirà
mai di capire come il Sindaco legge e interpreta la realtà o, meglio, se ha occhi per vedere e
orecchie per sentire, se gli obiettivi, le cose che si intendono realizzare sono congruenti con i dati
conoscitivi accertati o sono frutto di quel pressappochismo e spontaneismo tipico di un
pragmatismo di basso livello. In secondo luogo, sempre a livello d’impostazione, manca l’elenco
delle opere che hanno carattere di priorità rispetto alle altre. Almeno i criteri che sanciscono tale
priorità avrebbero potuto essere sottolineati per uscire dal marasma dalle iniziative contenute in
un programma elettorale che non può e non deve scontentare nessuno. Sostanzialmente, ci sono
confusi due momenti così diversi nell’impostazione e nella trattazione dell’informazione: quello
pre-elettorale e quello post-elettorale. In terzo luogo, noto che non si affronta, o non si vuole
affrontare, il tema di base di tutte le democrazie, che riguarda il rapporto con l’opposizione, cioè
il tipo di relazione dialettica che si intende instaurare con chi siede dall’altra parte della barricata.
Il silenzio su questo aspetto genera forti sospetti, genera sospetti sulla capacità di essere
propositivi in questo campo.
Ragioni di contenuto. Anche su questo punto va fatta un’osservazione preliminare, che
deriva da quanto precisato sopra: i contenuti si risolvono in affermazioni di carattere generale,
affermazioni legittime se lo scopo del testo è quello di convincere l’elettorato per ottenere il
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consenso, non più legittime se inserite in un’autentica programmazione. In questo caso, le
indicazioni a carattere generale vanno tradotte in obiettivi operativi concreti, con modalità di
attuazione, tempo e referenti responsabili. Il documento, da questo punto di vista, è molto
impreciso e vago.
Mi riservo in un secondo intervento di entrare nel merito dei problemi. Grazie.
Consigliere Valandro
Innanzitutto mi scuso per la precedente assenza. Vorrei iniziare il mio intervento con una
breve considerazione. Il voto espresso dagli elettori di Riva del Garda il 16 e il 30 maggio scorsi
impone svariate riflessioni, prima fra tutte quella relativa al ruolo ormai secondario rivestito dai
partiti tradizionali all’interno della politica cittadina e l’avanzare di forze nuove, più fresche,
pronte ad affrontare un impegno importante quale quello del governo cittadino. Sia all’interno
della maggioranza sia all’interno della minoranza, i partiti d’importanza nazionale rivestono un
ruolo minoritario, a scapito di formazioni più giovani e più eterogenee. La Lista Civica della
Margherita ne è l’esempio: al suo interno, convivono in maniera organica – non me ne voglia il
Consigliere de Eccher – esperienze cristiane, socialiste, liberali, repubblicane, ambientaliste e
perfino autonomiste. Queste componenti hanno sviluppato, durante la campagna elettorale, un
dialogo che ha aiutato fortemente il movimento verso una crescita e una maturazione che già
presenta dati interessanti. Purtroppo a volte si è cercato, forse con non poca malizia, di fare
passare da parte di alcune figure, ancora troppo legate a vecchie logiche, per lotte intestine quello
che invece è un dialogo sempre più indirizzato alla costruzione di una forza nuova, capace di un
cambiamento nel modo di fare politica all’interno della comunità rivana. Il voto degli elettori
sembra peraltro dimostrare che questa voglia di dialogare e di costruire sia condivisa dalla
maggioranza dei cittadini, capaci di premiare chi ha urlato meno e lavorato di più.
E il dato più interessante che altresì emerge da un’analisi del voto e da un attento sguardo
ai posti occupati in Consiglio comunale è sicuramente il folto gruppo di giovani chiamati ad
amministrare la città: un segnale inconfutabile di quella voglia di cambiamento, di forze nuove di
cui si è detto. All’interno della sola Lista Civica della Margherita si contano ben cinque
Consiglieri, su undici eletti, con un’età compresa fra i 24 e i 30 anni, premiati dagli elettori a
scapito di candidati più anziani e forse con maggiore esperienza, esperienza che sicuramente
conta quando si deve scegliere chi governerà la città per sei lunghi anni; l’elettore, però, non ho
avuto paura e davanti alla difficile scelte tra esperienza e voglia di freschezza ha preferito,
coraggiosamente, quest’ultima. Va pertanto da sé che questa scelta non deve essere ora
prevaricata da logiche di comodo: i giovani ci sono e sono qui per lavorare. All’interno del
Consiglio comunale è quindi importante che si chiarisca fin da subito il ruolo che a questi
giovani deve essere dato e che loro stessi devono ovviamente conquistarsi. Nessuno è qui per
fare il sapientino della classe: è ovvio che un minimo di rodaggio o, se vogliamo, di
apprendistato si deve pur farlo; nessuno è maestro e chi già siede sulle poltrone di questo
Consiglio da molti anni lo sa bene. E lo sa bene anche chi per la prima volta si trova faccia a
faccia con la gestione della cosa pubblica. Un po’ di umiltà ci vuole, specialmente nei confronti
di chi il periodo di prova lo ha superato ed è stato così bravo che i cittadini hanno deciso di
riconfermarlo. Questo naturalmente non vuole assolutamente dire che i giovani Consiglieri
dovranno per sei anni alzare la manina in silenzio, seguendo con accondiscendenza le scelte
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dettate – mi si passi l’espressione – dal “Consiglio degli anziani”. Non è intenzione di nessuno
stare qui a scaldare la poltrona e perdere tempo e spero non sia intenzione di nessuna lasciare che
una grossa fetta di elettorato abbia espresso un voto che ai fatti risulti buttato via.
Passiamo ora all’oggetto della discussione di oggi. Le motivazioni politiche e ideali
espresse da parte del Sindaco nel documento programmatico degli indirizzi generali di governo
sono senz’altro condivise e fatte proprie. La promozione della dignità - mi scusi, Consigliere de
Eccher, se cito anch’io il programma - della persona deve essere al centro dello sviluppo e
dell’azione di questo governo, che deve indubbiamente mirare allo sviluppo culturale, sociale,
economico della comunità nelle sue varie componenti. Sembra quasi superfluo, ma sicuramente
non lo è, affermare che i servizi e i benefici per i concittadini dovranno trovare il loro equilibrio
con la partecipazione di tutti gli enti collegati al Comune e con il coinvolgimento di tutti, dal
privato al privato-sociale, per un’equa, ma soprattutto trasparente distribuzione di tutte le risorse.
Sono vecchie e superate le logiche che vogliono che la distribuzione delle risorse, specialmente
se si tratta di servizi e di benefici per la comunità, debba avvenire all’oscuro di quest’ultima.
Trasparenza deve essere la parola d’ordine, questo anche per non dare adito a malignità e
a più o meno giustificate lagnanze da parte dell’opposizione, sempre vigile e sempre pronta ad
accogliere in fallo. Maggiore trasparenza è auspicata anche per permettere quel giusto dialogo
che, come detto, deve nascere e svilupparsi all’interno della maggioranza. Ma non solo:
maggiore dialogo deve esserci anche tra la Giunta e il Consiglio. Gli Assessori devono essere
sempre pronti a rispondere alle richieste che vengono dal Consiglio e dall’opinione pubblica. Il
loro primo lavoro, per i prossimi sei anni, è quello di gestire la cosa pubblica ed è per questo che
sono stati scelti dal Sindaco: prima devono essere Assessori del Comune di Riva del Garda e poi,
in secondo ordine, liberi professionisti. Devono sapere dimostrare che, in fondo, la scelta di non
avere un Assessore giovane è in qualche modo giustificata. A tale proposito preme precisare che,
al contrario di quanto letto nelle scorse settimane sui giornali, nessuno ha intenzione di fare
gruppo a sé. Il lavoro che aspetta questa maggioranza è lungo e vanno quindi create le basi per un
lavoro di gruppo, un’armonia tra le varie componenti dell’Amministrazione. Il tempo per le
chiacchiere credo sia quasi finito, è tempo di cominciare a lavorare e produrre. L’idea del
Sindaco di affidare deleghe ai singoli Consiglieri per affrontare problematiche particolari sia per
l’oggetto che per la durata credo vada proprio in questo senso. Una responsabilizzazione
maggiore non può che portare risultati interessanti: impegno diretto da parte dei Consiglieri, con
conseguente risparmio di tempo ed energie, energie e tempo che si potrebbero senz’altro
risparmiare valorizzando il ruolo e il funzionamento delle Commissioni consiliari. E’ fuori
dubbio che Commissioni non operative siano di assoluta inutilità e addirittura d’intralcio al buon
funzionamento della macchina amministrativa, è pertanto auspicabile che in un futuro piuttosto
vicino vengano adottate le opportune modifiche statutarie e regolamentari onde poter provvedere
alla rideterminazione del numero dei componenti in modo da rendere alle Commissioni
l’effettiva e concreta operatività di cui hanno bisogno. Un inizio potrebbe essere, ad esempio,
quello di istituire una Commissione consiliare che si occupi direttamente del mondo giovanile
rivano e quello di delegare singoli Consiglieri ad affrontare problematiche concrete che
riguardano i giovani. I progetti e le iniziative già ci sono: mettiamole in atto. Ma la cosa più
importante è sicuramente l’impegno che ogni singolo Consigliere è disposto ad investire sia nelle
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Commissioni sia nel portare avanti deleghe affidategli dal Sindaco. Provocatoriamente, chi più
dei giovani dovrebbe avere energie da investire in questo tipo di compiti?
Per concludere, è personale intenzione appoggiare il Sindaco nello sforzo di
“ringiovanire” (tra virgolette) in tutti i sensi il Comune di Riva del Garda, proponendo in tal
senso i giovani quali coscienza critica agli operati dell’Amministrazione e quale elemento di
spinta positiva per riuscire a lavorare con efficiente tranquillità per tutti i sei anni di mandato.
Grazie.
Consigliere Prati
Era mia intenzione parlare dopo, ma l’intervento del Consigliere Valandro mi ha
stimolato a prendere la parola adesso, anche perché mi pare che altrimenti si stesse cominciando
a rispettare un copione che aveva già del dejà vu, mentre con il suo intervento ha stimolato un
po’ l’attenzione sia della maggioranza sia dell’opposizione, con delle riflessioni che mi permetto
di definire molto importanti e che tutto sommato, almeno per quel che mi riguarda, mi aspettavo
e che mi lasciano anche soddisfatto, e dico subito perché. Io purtroppo sono un Consigliere che
qui dentro è stato eletto quattro volte senza mai riuscire a finire una legislatura: venivo eletto, poi
me ne andavo ecc. La prima volta sono stato eletto più o meno all’età di Valandro e sono entrato
qui con l’amico Andreozzi: eravamo giovani, avevamo idee abbastanza rivoluzionarie e ci siamo
trovati in questo Consiglio comunale in un momento abbastanza particolare di quella che era la
vita politica nazionale, allorquando c’erano ambienti più tesi e la politica si era radicalizzata,
anche dal punto di vista ideologico, ed era quindi più sentita, come più sentita era anche la
divaricazione tra quello che era il modo di fare politica in maggioranza e opposizione. Una volta
ho rischiato che il Consigliere Dassati mi tirasse una bottiglia di acqua minerale e comunque era
facile assistere a scene di questo tipo, quindi con una situazione ben più tesa di quella che c’è
adesso. Queste situazioni sono passate ed in verità io credevo che con la caduta del mura di
Berlino fosse caduta un’epoca, ma forse questo non è ancora vero perché l’impressione mia è che
questa fase di trapasso sia ancora in atto, e lo dimostra tutto sommato la confusione che regna. E’
una confusione che si può vedere anche a livello nazionale, dove il quadro politico non si è
affatto chiarito. Non c’è ancora un sistema che si avvicini a quello europeo, dove evidentemente
c’è un’alternanza con delle differenziazioni tra maggioranza e opposizione che sono basate
magari su un modo diverso di interpretare il periodo storico in cui si vive e così, dopo una
politica thatcheriana, vengono i laburisti, che magari sono più conservatori dei conservatori.
Tutto sommato, direi che il quadro europeo non si è ancora stabilizzato e noi, che siamo gli
ultimi, che siamo lo Stato che era più frazionato, più frammentato in tutta una miriade di modi di
pensare, siamo ancora in una fase di assestamento politico, se così vogliamo chiamarla.
Questo assestamento politico Lei lo può vedere, se vuole, facendo un paragone tra quelle
che sono le ultime amministrative a Riva e le ultime europee: probabilmente, molti che hanno
votato Margherita o che hanno votato Riva Domani hanno votato per Forza Italia, visto che in
fondo da qualche parte i voti devono pure essere andati, quindi una confusione dal punto di vista
del voto politico alle europee e alle comunali è avvenuta a Riva, come da tante altre parti, e
quindi denota che non c’è una differenziazione politica tra due modi di pensare, ma denota
semmai che, specie a Riva, c’è stato un confronto politico che si è diviso su motivazioni forse
diverse, che sarebbe interessante andare a valutare. Lascio a Lei considerare il perché e il come:
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mio compito, da vecchio della politica, che però si sente giovane, perché torna alla politica ogni
volta che gli pestano i piedi, per poi magari andarsene, è quello e sarà quello di fare capire a voi
che siete giovani quanta ragione abbia Daves, quando nel suo intervento iniziale ha evidenziato
come il far politica, se non permeato di valori, se non ha una funzione di servizio, rimane solo
del lobbismo, una rappresentazione di interessi, quindi lobby che si articolano in tutti i partiti.
Voi sapete che in America, se fate uno studio sociologico dei partiti, le lobby sono dappertutto e
se dovessimo guardare a questo Consiglio comunale Lei forse si accorgerà, anche in seguito, che
le lobby sono dappertutto. Parlare quindi di Gruppo compatto e unito, come Lei ha fatto, senza
tenere conto del fenomeno del lobbismo, è una valutazione giovanile, pur giusta, nel vostro caso,
per carità, perché i giovani devono essere permeati di valori. Io ricordo che quando avevo
vent’anni mio padre mi guardava dall’alto e mi diceva: “Ma sì, sono boci, lassa che i faga, tanto
dopo i cambia”, invece nel fare politica bisognerebbe sempre mantenere qualcosa di questi valori
e di questo spirito di servizio per poter essere onesti con se stessi, prima di tutto, ma poi onesti
nei confronti degli altri e rendere un servizio vero alla propria città.
Lei ha fatto notare quanti tecnici siano in questa Giunta e quanto rappresentino anche, in
parte, la continuità, quindi rappresentino la tranquillità per quei gruppi di potere che io ho
chiamato “lobby” un momento fa e possano risultare così tranquillizzanti. In realtà, al di là di
quelli che sono i principi qui contenuti e che in campagna elettorale si sono annacquati
artatamente e volutamente proprio per fare vedere minori le differenze tra uno schieramento e
l’altro, Lei poi vedrà e si accorgerà, perché glielo faremo vedere noi, come arrivati al lato pratico,
alla risoluzione dei problemi questi stessi principi nascondano dei modi diversi di intendere o di
difendere certi interessi. Questa è la sostanza che divide un programma da un altro, ossia il modo
di affrontare poi i temi e di affrontarli difendendo determinati interessi oppure cercando quello
che è uno dei principi fondamentali che voi citate e che ha ricordato Daves, ossia l’essere al
servizio di tutti per tutti. Sono contento che Lei abbia espresso una serie di enfasi giovanili sui
valori all’interno del suo Gruppo, che noi apprezzeremo e che probabilmente faranno emergere
meno differenze tra quella che è la maggioranza e quella che è la minoranza in questo Consiglio
quando, dovendo affrontare i problemi, li affronteremo con trasparenza e con coerenza. Speriamo
che non li decidano nei Consigli di Amministrazione della Lido o dell’AGS o solo in Giunta,
altrimenti, con i poteri che oggi ha la Giunta e con i poteri che sono stati delegati alle società
parallele alla Giunta, Lei vedrà che di poteri questo Consiglio ne avrà pochi e, se non riusciremo
a portarli noi, a farli discutere qui, cercando anche di farci valere, non conteremo niente:
alzeremo o non alzeremo la mano, ma le decisioni saranno prese da altre parti, in altri modi. Le
deleghe potranno dare qualche contentino agli ardori giovanili di qualche Consigliere, ma non
sarà risolto il problema generale di dare trasparenza alla cosa pubblica in questa città.
Or dunque, il nostro compito sarà quello di fare emergere discussioni su questi argomenti,
e speriamo di farlo bene, in maniera tale che possa esserci trasparenza quanto meno in città e che
certe scelte possano essere fatte o non fatte, sulla base però di un dialogo che ci avrà visti
enunciare alla città stessa tutte quelle che sono le implicazioni e gli interessi che contengono
quelle decisioni. Tenga presente che su queste cose non è solo Lei ad avere perplessità ed anzi
sono convinto che molti Consiglieri della vostra maggioranza abbiano le stesse perplessità,
abbiano lo stesso mal di stomaco nel digerire molte di quelli che saranno o che sono stati gli
accordi fatti nell’ottica del programma presentato e che ci siano molte perplessità anche su quella
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che sarà la possibile gestione di quegli obiettivi in termini trasparenti e al di fuori di certi
interessi. Il nostro compito – ripeto – sarà quello di farli emergere a mano a mano, in maniera che
si possano discutere con trasparenza.
Nel programma che è stato presentato ho notato una piccola variazione rispetto a quello
che era il programma presentato in campagna elettorale, sapendo che in campagna elettorale,
bene o male, lo dico per me e lo dico anche per il mio collega di Gruppo, i programmi sono fatti
così, nel senso che anche noi abbiamo fatto un programma generico, per onor di verità, pur
cercando di individuare quelle che erano le cose da fare, lasciando poi a quello che è il momento
attuativo il come e il puntualizzare meglio quello che è il modo operativo che
un’Amministrazione deve assumere nel risolvere i problemi. Nel documento programmatico che
ci viene presentato dal Sindaco le prime due-tre pagine sono quasi una premessa a quello che già
era il programma e in queste pagine ho notato, en passant, una cosa che si differenzia dal
programma stesso. Si dice: “Il Piano Regolatore Generale appena adottato (immagino quello
adottato l’altro giorno, nel senso che questo documento teneva già conto di un Piano che si
conosceva, anche se magari è stato fatto qualche giorno prima o meno) avrà sicuramente bisogno
di varianti o rettifiche e per questo chiedo fin da ora la disponibilità di tutto il Consiglio
comunale ecc. ecc.”; questa è una differenza rispetto a quello che si dice a pag. 7, dove
sostanzialmente si dice: “Questo è il Piano e questo va adottato”. Per essere precisi, si dice: “Lo
strumento regolatore è il documento fondamentale per la programmazione del territorio del
comune di Riva per i prossimi dieci anni. L’impegno è quello di dare attuazione in forma di
progetto-obiettivo alle scelte sostanziali del PRG”. In sostanza, può significare che quelli che
sono gli obiettivi programmatici, magari raggiunti anche in quello che è l’accordo che è stato
fatto per l’allargamento della Giunta, possano avere evidenziato la necessità di dare attuazione
immediata a quello che è lo strumento urbanistico per non frenare certi progetti che lo strumento
stesso ha, dando però un segnale di disponibilità a rettificare o modificare lo strumento
urbanistico in termini di correzioni di tutta un’altra serie di contenuti che evidentemente non ci
sono o che contrastano con quella che è la volontà. Per la verità, questo potrebbe anche essere
logico, e noi stessi lo avevamo detto in campagna elettorale sottolineando che per noi lo
strumento urbanistico, così come è fatto, non ha, non contiene una filosofia di crescita della città,
a prescindere dal fatto che possa essere lasciata la paternità di questo documento ad un
Commissario ad acta o al fatto che il Commissario ad acta, quanto meno nell’ultima fase, sia
stato fortemente coadiuvato o aiutato anche all’interno del Comune a compiere delle scelte di
carattere programmatico, che togliessero quelle che erano le deficienze di quello che poteva
essere il programma Favole. Presumibilmente, non si è riusciti a correggere tutte quelle che erano
le storture di quel documento e così ci si è lasciati la porta aperta per poterlo eventualmente
correggere in un prossimo futuro. Probabilmente, fra un anno o diciotto mesi, come scrivevano i
giornali, quando questo strumento sarà adottato e quindi, essendo adottato, potrà rendere
operativo il Piano, potrà anche essere possibile provvedere a rettificarlo. Ora, è evidente che noi
siamo interessati a vedere con urgenza questo Piano, ci hanno detto che la prossima settimana ce
lo danno e così compiremo una verifica puntuale sovrapponendo il Piano in prima adozione e in
seconda adozione e cercheremo di capire qual è la filosofia di questi obiettivi che si vogliono
raggiungere, se c’è una filosofia, oppure se sono solamente dei rimescolamenti cartografici che
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nascondono solamente degli interessi particolari invece appunto che mirare ad una filosofia
d’insieme che porti allo sviluppo organico della città in una certa maniera.
Vi sono anche altri aspetti fondamentali cui già avevo accennato la volta scorsa,
evidenziando che noi abbiamo una filosofia diversa di intendere il ruolo della Lido S.p.A. o della
AGS. Abbiamo anche detto che ci erano giunte voci, ed anzi era sui giornali, che esiste un
programma ben preciso e, siccome noi non siamo stupidi e la questione della crescita
dell’Alberghi Atesini, della Lido ecc. la sappiamo a memoria perché l’abbiamo vissuta per
trent’anni, tant’è che prima o poi ci impegneremo a scrivere un libro bianco per fare conoscere
tutte le vicissitudini alla città, ci è giunta appunto voce che esiste un preliminare di accordo fatto
prima o durante le elezioni che prevede quella che è l’operatività della Lido S.p.A., anche nei
confronti della Palfiere ecc., per i prossimi anni. E’ ancora in forma di preliminare, dovrà essere
razionalizzato; il Sindaco l’altro giorno mi diceva che non esiste niente, invece mi hanno
confermato che esiste un preliminare di questo tipo; speriamo, o altrimenti lo chiederemo noi,
che in una prossima seduta consiliare questo argomento venga discusso alla luce del sole, in
piena trasparenza, in maniera che un comparto di quel tipo possa trovare discussione in questo
Consiglio e da quella discussione si vedano anche quelle che saranno le scelte di quei giovani
della Margherita, che ritengono di non essere solo delle pedine, magari per alzare la mano e
basta.
Al di là di questo, discuteremo anche di altri argomenti, che coinvolgeranno l’AGS e le
scelte dell’AGS o comunque quelle che sono le grandi scelte strategiche che sono inserite in
questo programma dal punto di vista economico da questa Giunta, da questa maggioranza e che
riteniamo vadano discusse più puntualmente. Cercheremo allora di fare in modo che, per singoli
argomenti, vengano convocati dei Consigli comunali appositi per discuterli qui in maniera
completa. Detto questo, non mi soffermo e non mi perdo nel trattare i singoli particolari, che
invece discuteremo a mano a mano che questa Giunta opererà: è giusto infatti che possa operare
e su come opererà, non solo sulle scelte che farà e sulle priorità delle scelte che farà, daremo una
valutazione. Lo faremo in maniera tranquilla, serena, tenendo conto che oltre tutto noi siamo una
Lista Civica, nata da alcuni problemi e da alcune istanze, e non abbiamo pregiudizi. Noi siamo
nati all’opposizione perché quelle che erano le scelte che sono state fatte dalla precedente
Amministrazione ci hanno portato ad avere delle visioni diverse, a fare delle scelte diverse ed
anzi eravamo i portatori di quelle istanze che combattevano con le scelte. Il nostro Gruppo, il
nostro comitato farà ricorso al TAR contro quella che è la scelta di sopprimere Via Filanda.
Presumibilmente, se sarà necessario e se questo fosse vero – lo verificheremo nei prossimi giorni
-, faremo anche un ricorso al TAR contro quella che è la scelta di mantenere lo spostamento della
circonvallazione esterna in maniera difforme da quella che era la previsione del Piano
Urbanistico Provinciale perché riteniamo che questa scelta sia stata fatta esclusivamente per
sabotare quella che è la realizzazione della circonvallazione esterna stessa. In ogni caso, visto che
parliamo anche di differenziazioni sui programmi e c’è stato questo tentativo di limitarle, di
nasconderle, di annacquarle, io vorrei invece partire oggi, prendendo lo spunto da questa
discussione, da un argomento sul quale eravamo tutti d’accordo: io infatti ho visto tutti i
programmi, sia dell’opposizione sia della maggioranza, condividere in maniera ferma la
necessità di imprimere una certa velocizzazione a quella che era la scelta di realizzazione della
circonvallazione esterna. Io ricordo che, in campagna elettorale, il Sindaco Malossini è andato a
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Trento per parlare di questo argomento o per lo meno è apparso un articolo di giornale che
riportava: “Malossini è andato a Trento a perorare la questione della circonvallazione esterna”.
Se questo è vero, colgo l’occasione offertami da questa seduta per esprimere la solidarietà di
tutto il Consiglio su quella che è una scelta che quanto meno era sia della maggioranza sia della
minoranza, visto che tutti i programmi, ripeto, contenevano la volontà di dare esecuzione rapida
a quella che è la circonvallazione esterna, che per noi è quella che dovrà portarci dal Ponale fino
alla Cementi, disegnata nel primo tratto dalla Benaco alla Cementi, e siccome per quella c’era
uno stanziamento nel bilancio comunale di 40 miliardi e ci sono voci che in questi giorni, a
livello provinciale, si voglia discutere di varianti di bilancio e questi 40 miliardi possano essere
stornati per essere destinati ad altre priorità, perché non ritenute prioritarie dalla Giunta
provinciale queste opere per le quali esiste già un progetto, ora ultimato, ritenendolo attinente
con quella che è la discussione di oggi vorrei presentare un ordine del giorno, in coda a quella
che è la votazione del documento programmatico. Ne do lettura.
“Il Consiglio comunale
rilevato che nel 1997 oltre cinquemila cittadini (quel comitato si chiamava COBIMAS, il
Presidente era Lauro Struffi, il Vice Presidente era l’architetto Marino e uno dei componenti
principali era il dottor Bertoldi) hanno sottoscritto una petizione presentata al Presidente della
Giunta provinciale, che sollecitava la realizzazione della circonvallazione esterna del Basso
Sarca, almeno nel tronco fra l’incrocio della statale della Valle di Ledro e della provinciale delle
Grazie”...
Presidente
Mi scusi, Consigliere Prati, ma non si possono presentare delibere aggiuntive. Noi
andiamo ad approvare il punto all’ordine del giorno, che è il documento programmatico, rispetto
al quale non si possono presentare emendamenti. Insomma, non si può andare ad intervenire su
quelli che sono gli indirizzi programmatici, su uno o sull’altro punto…
Consigliere Prati
Chiedo allora la parola per mozione d’ordine. L’art. 25, Norme da seguire in ordine alla
discussione, dice che la discussione segue il seguente ordine: “Discussione generale sulla
proposta di delibera (che è questa, quindi il documento programmatico), votazione su ordini del
giorno che fossero stati presentati in corso di seduta e in stretta attinenza sull’argomento in
discussione”. Ora, il discorso è questo: anche quando si presenta il bilancio, è possibile
presentare degli ordini del giorno che abbiano attinenza con il bilancio stesso; in sede di
presentazione del documento programmatico, io ritengo di poter presentare un ordine del giorno
che sia d’indirizzo, e che fra l’altro accomuna… Se Lei mi dice in base a quale articolo non è
possibile presentarlo, io lo accetto, perché non sono un tuttologo, mi pare comunque che
presentare un ordine del giorno che è in attinenza con quello che è il documento programmatico
ed attesa l’urgenza sia fattibile. Tenga presente che io chiedo che questo ordine del giorno venga
votato perché c’è un punto programmatico che è comune alle minoranze e alla maggioranza e che
prevede la realizzazione della circonvallazione esterna e, siccome siamo venuti a conoscenza del
fatto che fra tre giorni si discuterà in Provincia la possibilità di stornare i 40 miliardi stanziati dal
bilancio provinciale, il che significherebbe non fare più per qualche anno la circonvallazione,
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chiedo di votare un ordine del giorno in attinenza a questo tema, che accomuni il Consiglio
comunale nel chiedere alla Provincia che non distolga i 40 miliardi dal bilancio provinciale,
ritenendo che l’opera abbia un carattere d’urgenza e prioritario. In questo senso, a me pare di
essere perfettamente a posto dal punto di vista regolamentare; se invece Lei mi dice che non lo
sono, mi dice anche perché ed io non lo presento. D’altra parte, mi pare anche che sia un ordine
del giorno che non divide, ma che unisce, unisce le volontà di una città nel dire alla Provincia:
“Cara Provincia, noi vogliamo la circonvallazione esterna, che è una necessità per Riva, siamo
d’accordo maggioranza e opposizione, ti chiediamo di non toglierci i soldi dal bilancio”. Non mi
pare di proporre una cosa traumatica, da questo punto di vista. Se Lei ritiene, io procedo nella
lettura, se invece ritiene che non sia possibile, mi dice di no e lo metto via…
Presidente
A quale articolo ha fatto riferimento?
Consigliere Prati
L’art. 26 recita: “Prima che si inizi la discussione di una proposta o nel corso della
discussione medesima, possono essere presentati dai Consiglieri ordini del giorno concernenti gli
argomenti in trattazione”. Ora, questo ordine del giorno è concernente l’argomento in trattazione
perché è un ordine del giorno come quelli presentati in sede di bilancio, che attengono ad una
posta di bilancio, mentre in questo caso è attinente ad un argomento di quella che è la
programmazione. E’ un argomento condiviso da opposizione e maggioranza, quindi non mi pare
che ci siano problemi. Ci sarebbe l’urgenza di votarlo per dare un segnale alla Provincia, che
altrimenti distoglierà i 40 miliardi, quindi credo che più attinente di così si muoia.
Presidente
Ho qui una nota del Segretario comunale, Consigliere Prati, il quale mi dice che non si
possono fare delibere, ma si deve votare il documento programmatico del Sindaco così com’è in
quanto non può essere assolutamente modificato con nessuna mozione d’ordine…
Consigliere Prati
Il mio è un ordine del giorno, non una mozione d’ordine. Articoli 25 e 26 del
Regolamento: è un ordine del giorno presentato in fase di discussione.
(Voci in aula)
Consigliere Zambotti
Presidente, questa è una sospensione?
Presidente
Assolutamente nessuna sospensione. Io sono ancora convinto, Consigliere Prati, che
questo documento sia una mozione che non c’entra con gli indirizzi programmatici del Sindaco,
ma sia una mozione indirizzata alla Giunta provinciale, che può quindi essere inserita all’ordine
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del giorno di un prossimo Consiglio comunale, ma non oggi: oggi dobbiamo approvare per intero
solo il documento programmatico. Io sono di questo parere.
Consigliere Prati
Rispetto il Suo parere, Presidente, mi permetto però di sottolineare che questa non è una
mozione, ma è un ordine del giorno, un ordine del giorno la cui votazione viene richiesta durante
la discussione di un argomento che è il documento programmatico perché riguarda un punto del
documento programmatico. Ora, siccome non dobbiamo stare qui tutta la sera, io dico che
qualora Lei non sia d’accordo, lo ritenga estraneo, visto che può essere in disaccordo solo se lo
ritiene estraneo, voglio chiarire che non è estraneo perché riguarda un punto importante di quello
che è il documento programmatico e che è esattamente la realizzazione prioritaria della
circonvallazione esterna a fronte del fatto che notizie giornalistiche ci stanno dicendo che fra
due-tre giorni al massimo discuteranno in Consiglio provinciale l’eventuale storno dei 40
miliardi già stanziati per indirizzarli ad altro capito di opere prioritarie della Provincia. Questa è
l’attinenza. Se Lei ritiene ancora che non sia attinente, io mi appello al comma 5 dell’art, 26, il
quale dice che, se il Consigliere insiste, il Presidente consulta il Consiglio, che decide senza
discussione per alzata di mano”. Chiedo che, ai sensi del comma 5 dell’art. 26, venga messa in
votazione la mia richiesta di poter presentare questo ordine del giorno, che però vorrei anche
poter leggere al Consiglio. Penso che questo sia nel mio diritto, dopo di che, se il Consiglio dirà
di no…
Presidente
Continuo ad insistere: secondo me, è una mozione che va indirizzata alla Provincia, la
quale prevede uno storno di fondi ecc. ecc., mentre nei programmi del Comune c’è la presenza
della circonvallazione e basta, ed quello che viene citato nel documento programmatico del
Sindaco. Io mi rimetto al voto del Consiglio, secondo me, però, la mozione presentata dal
Consigliere non è accettabile…
Consigliere Prati
E’ un ordine del giorno, non una mozione.
Presidente
Vale lo stesso discorso.
Consigliere Prati
Chiedo di poterlo leggere al Consiglio affinché si possa poi esprimere liberamente, ai
sensi del comma 5, sul fatto che sia o meno attinente con quello che è il punto all’ordine del
giorno, ossia l’approvazione del documento programmatico.
Presidente
Va bene.
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Consigliere Prati
“Il Consiglio comunale, rilevato
che nel 1997 oltre cinquemila cittadini hanno sottoscritto una petizione presentata al Presidente
della Giunta provinciale, che sollecitava la realizzazione della circonvallazione esterna del Basso
Sarca, almeno nel tronco fra l’incrocio della strada della Valle di Ledro e della provinciale delle
Grazie;
che con delibera del 20.11.1998, n. 13047, la Giunta provinciale di Trento ha approvato il
finanziamento della variante ovest di Riva del Garda, stanziando 40 miliardi di lire per la
seguente motivazione: ‘La finalità dell’intervento è quella di sollevare parzialmente il centro
abitato di Riva del Garda dal traffico di attraversamento della Statale n. 45 della Gardesana
Occidentale, della n. 421 dei Laghi di Molveno e Tenno, della S.S. n. 240 di Loppio e Valle di
Ledro e della S.P. n. 37 del Monte Tombio e di rendere più scorrevole e sicuro il traffico
all’interno del centro abitato di Riva del Garda. Si tratta di un percorso in variante all’attuale S.S.
n. 45bis della lunghezza di circa 1.600 metri, di cui 170 metri in galleria artificiale, che si
sviluppa dalla strada provinciale n. 37, zona Baltera, alla strada provinciale n. 36 delle Grazie, in
prossimità del cementificio’;
che con delibera del 30.10.1998, n. 11688, la Giunta provinciale di Trento ha approvato
l’affidamento dell’incarico all’ingegnere Gentilini di progettare la suddetta variante ovest di Riva
del Garda con termine di consegna degli elaborati di quattro mesi, cosa che è puntualmente
avvenuta;
considerando che è in discussione in Consiglio provinciale lo storno del finanziamento succitato
di questa importante opera, che libererebbe Riva in modo definitiva ed efficace dagli effetti
perversi del traffico di attraversamento
chiede
alla Giunta Provinciale di Trento che lo stanziamento sia mantenuto e che la circonvallazione
esterna di Riva del Garda sia rapidamente realizzata”.
Questo è il testo dell’ordine del giorno che andrebbe a perorare una causa che in
programma è condivisa dalla maggioranza e dalla minoranza e in un momento nel quale c’è il
pericolo immediato, nel giro di tre giorni, che stornino questi soldi ad altro capitolo. Chiedo che
il Consiglio, ai sensi dell’art. 26, comma 5, si esprima senza discussione e per alzata di mano
sull’ammissibilità o meno di questo ordine del giorno, che ritengo attinente con quello che è il
punto in trattazione.
Presidente
Per parte mia continuo a ritenere che questo ordine del giorno non sia attinente con
l’argomento in discussione, che è un documento di carattere programmatico. In ogni caso,
andiamo a votare… Prego, Consigliere de Eccher.
Consigliere de Eccher
Non c’è nulla nel Regolamento e nello Statuto che riguardi questa situazione. Potrebbero
anche esserci altri riferimenti legislativi, ma purtroppo non ho con me il materiale che porto
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solitamente, ossia tutte le leggi provinciali che possono riguardare l’argomento, se comunque noi
ci basiamo solo sugli strumenti che abbiamo in questo momento, Statuto e Regolamento, il
Presidente non ha titolo per proporre la votazione, ma deve semplicemente accettare l’ordine del
giorno. O mi dice che in base alla Legge Provinciale n. 1 del 4 gennaio 1993 - faccio un esempio
- non è espressamente consentito presentare ordini del giorno nel caso specifico degli indirizzi
generali di governo presentati dal Sindaco, e allora lo posso accettare, perché anch’io ho qualche
perplessità e può essere che una norma di questo tipo ci sia, ma non può dire che in base al
Regolamento o allo Statuto mette in votazione l’ammissibilità dell’ordine del giorno perché in
questo caso sbaglierebbe. L’art. 4 del Regolamento recita: “Il Presidente ha la facoltà di negare
l’accettazione di ordini del giorno che siano formulati in termini sconvenienti, siano relativi ad
argomenti estranei all’oggetto della discussione (invece a la circonvallazione fa parte degli
indirizzi programmatici) ovvero contrastanti con deliberazioni in precedenza adottate (ma non è
questo il caso)”. Se vi sono dei riferimenti, Lei può mettere in votazione l’ammissibilità o meno
dell’ordine del giorno, ma se non vi sono altri riferimenti, Lei lo deve accettare e mettere in
votazione, punto e basta. Non è possibile votare l’ammissibilità perché non è uno dei casi
previsti dal Regolamento.
Presidente
Ribadisco, Consigliere de Eccher: secondo me, questo è un argomento estraneo al punto
in discussione…
Consigliere de Eccher
Negli indirizzi programmatici si parla di circonvallazione!
Presidente
Non si parla però di mozione alla Provincia o cose di questo genere…
Consigliere de Eccher
Non è una mozione, è un ordine del giorno.
Presidente
E’ un ordine del giorno con cui si sottopongono alla Provincia tutta una serie di richieste
e secondo me è assolutamente al di fuori di quello che è il documento programmatico.
Consigliere Prati
Mi permetto di dire che la circonvallazione è un’opera che in ogni caso la Provincia
farebbe, se quindi voi l’avete messa nel documento programmatico l’avete fatto solo nel senso
che questa Amministrazione intende attivarsi per fare sì che la Giunta provinciale ne approvi la
realizzazione visto che il Comune non avrebbe titolo per farla. L’averla indicata nel documento
programmatico sta a significare che c’è una volontà comunale di fare pressioni o comunque di
coinvolgere la Provincia nell’esecuzione di quest’opera; ora, di fronte al pericolo che lo
stanziamento venga distolto, io credo che una Giunta che ha in programma l’opera e che sa che
fra tre giorni, se non ci attiviamo, se la farà scippare perché porteranno via i quattrini, abbia il
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dovere di fare avere alla Provincia un ordine del giorno di questo tipo. Ripeto: fra tre giorni
stornano il bilancio, non ci sono più i 40 miliardi e quell’opera non verrà più realizzata per anni,
anche se in questo programma vi impegnate ad attivare la Provincia. Mi pare quanto meno
doveroso approvare un ordine del giorno, o no?
Presidente
Non ritengo siano ammissibili, con riferimento alla discussione di un documento
programmatico, emendamenti di questo tipo…
(Voce dall’aula: “Non è un emendamento!)
…allora un ordine del giorno di questo tipo. E’ una delibera che impegna un Consiglio
comunale, ponendosi secondo me al di fuori di quello che è il documento programmatico.
(Voci in aula)
Consigliere Prati
Il bilancio di un Comune è un documento programmatico, contiene, in cifre, quello che è
il programma dei sogni o non dei sogni che un’Amministrazione vuole realizzare. In calce a quel
documento programmatico, si è adusi fare degli ordini del giorno che impegnano in qualche
maniera l’Amministrazione comunale su cose, su temi, su capitoli che hanno attinenza con quel
bilancio. Io ho fatto la stessa cosa rispetto a quello che è un documento più importante del
bilancio, perché è il documento programmatico d’indirizzo di una maggioranza per sei anni, nel
quale si dicono certe cose; io, estrapolandone una essendoci il pericolo che fra tre giorni ci
scippino 40 miliardi su un’opera che è condivisa da maggioranza e minoranza, con un criterio
d’urgenza presento un ordine del giorno per dire alla Giunta provinciale: “Ferma là, non
scipparci 40 miliardi perché per noi si tratta di un’opera importante”. Mi pare che più attinente di
così si muoia!
Consigliere de Eccher
Il parere del Segretario qual è?
(Voci in aula)
Presidente
Non accetto più discussioni perché, secondo me, il punto da trattare è quello relativo al
documento programmatico degli indirizzi generali di governo e di questo me ne assumo la
responsabilità.
Consigliere Prati
Ai sensi del comma 5 dell’art. 26, però, la votazione va fatta.
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Presidente
Procediamo alla votazione sull’ammissibilità...
Consigliere de Eccher
E’ possibile conoscere il parere del Segretario?
Presidente
Io il parere del Segretario l’ho sentito…
Consigliere de Eccher
Vorremmo sentirlo anche noi!
Presidente
Va bene.
Segretario
Premetto innanzitutto che lo strumento dell’ordine del giorno è normato esclusivamente
dai Regolamenti interni del Consiglio comunale, qui pertanto valgono anche le tradizioni che un
Consiglio comunale instaura. In secondo luogo, va detto che la deliberazione che state trattando
questa sera e che è all’ordine del giorno non è un atto poco importante o un atto discrezionale,
ma è un atto assolutamente obbligatorio per l’insediamento dell’Amministrazione comunale,
tant’è che l’art. 30, terzo comma, del Testo Unico delle Leggi Regionali sull’Ordinamento dei
Comuni dispone che nella seduta immediatamente successiva alle elezioni il Sindaco neoeletto
dia comunicazione al Consiglio comunale dei componenti della Giunta municipale unitamente
alla proposta degli indirizzi generali di governo. Tali indirizzi generali di governo vengono
discussi e successivamente approvati dal Consiglio comunale in un apposito documento.
Sostanzialmente, voi state esprimendo un atto di fiducia al Sindaco, senza il quale
l’Amministrazione non può partire. Sinceramente, io credo che dentro questo atto ci sia poco
spazio per gli ordini del giorno trattandosi di un documento che ha presentato il Sindaco e che va
approvato in questo senso. Da un punto di vista procedurale, inoltre, non credo che basti
chiamare “ordine del giorno” un documento perché questo sia tale: tenete presente che all’ordine
del giorno non possono essere messi punti che non siano stati prima depositati agli atti…
Consigliere Prati
Qui è specificato che la presentazione può avvenire anche in corso di seduta…
Segretario
Gli ordini del giorno, però, sono sempre relativi a quell’argomento in discussione, non
possono essere ordini del giorno che si agganciano in qualche maniera, ma che hanno un
contenuto diverso, altrimenti si salta il principio fondamentale per il quale nessun argomento può
essere discusso dal Consiglio comunale se la relativa documentazione non viene depositata agli
atti almeno 24 ore prima in caso d’urgenza o almeno cinque giorni prima nelle situazioni normali
essendo previsto che ogni Consigliere comunale, compreso l’assente, ha il diritto di prendere
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conoscenza prima degli argomenti che sono posti all’ordine del giorno. A mio parere, come del
resto avevo fatto presente anche al Presidente, questo ordine del giorno si chiama effettivamente
così, ma ha un contenuto in realtà completamente estraneo all’argomento in discussione perché è
vero che Riva del Garda non è un’isola, ma questa è sostanzialmente una mozione rivolta al
Consiglio provinciale perché non adotti determinate decisioni e personalmente non riesco a
vederla agganciata in termini giuridici, non in termini d’interesse generale, perché – ripeto – Riva
non è un’isola e i suoi confini non finiscono sul lago o verso Arco, a degli indirizzi di governo
del Sindaco. Spero di essere stato chiaro.
Consigliere Prati
Che senso ha, allora, discutere il documento programmatico?
Consigliere de Eccher
Potremmo uscire dal problema facendo sottoscrivere in separata sede ai Consiglieri un
documento da dare poi alla stampa. Anch’io in verità ho delle perplessità tenendo conto che
quelli in discussione sono indirizzi direttamente espressione del Sindaco: sarebbe come se, a
fronte di una mozione da me proposta, un Consigliere di posizione diversa dalla mia andasse ad
intervenire modificando quello che ho elaborato. Evidentemente, è anche una questione di
rispetto per la presentazione complessiva dell’elaborato individuale. Nemmeno il discorso della
votazione mi convince e quindi, come dicevo, si potrebbe uscire da questa impasse provando a
vedere se singoli Consiglieri, a titolo individuale, al di fuori del Consiglio comunale, sarebbero
disponibili a sottoscrivere un documento da dare successivamente alla stampa. Credo che la
valenza potrebbe essere la stessa, al di là del fatto che sia un documento con la firma di diversi
Consiglieri rispetto alla formalità della seduta consiliare. Potrebbe essere una via d’uscita.
Presidente
La ringrazio, Consigliere, anche se comunque sposterei questa discussione una volta
approvato il documento programmatico…
Consigliere de Eccher
E infatti mi riferivo ad un momento di raccordo da trovare al di fuori di quest’aula.
Consigliere Prati
Questa è la proposta del Consigliere de Eccher, io invece chiedo che si proceda alla
votazione.
Presidente
Continuo ad insistere: questo ordine del giorno è da ritenersi estraneo all’argomento in
discussione.
Consigliere Prati
Lei può dire di no, ma ai sensi dell’art. 26, comma 5, è tenuto a consultare il Consiglio.
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Presidente
E allora votiamo.
(Voci in aula)
Consiglio al Consigliere Prati di procedere nel suo intervento, se invece ha concluso, passo la
parola al consigliere Lotti...
Consigliere Prati
Io non ho finito l’intervento, chiedo comunque sia messo a verbale che ho invocato
quanto previsto dal Regolamento, all’art. 26: “Il Presidente ha la facoltà di negare l’accettazione
di ordini del giorno che siano formulati in termini sconvenienti, siano relativi ad argomenti
estranei all’oggetto della discussione ovvero contrastanti con deliberazioni in precedenza
adottate. Se il Consigliere insiste, il Presidente consulta il Consiglio che decide, senza
discussione, per alzata di mano”. Ora, io non sono d’accordo con l’esimio parere del Segretario,
sostenendo invece che se in quello che è il documento programmatico avete scritto che la
circonvallazione esterna, che pure non è un’opera competenza della Giunta provinciale, è una
cosa essenziale del programma l’ordine del giorno, come è evidente, è attinente. In ogni caso, per
non inacidire la discussione, chiedo quanto meno che venga messo ai voti questo discorso con
riferimento all’art. 26, comma 5. Se Lei ritiene che anche questo sia inaccettabile, metta a verbale
che io ho insistito e che Lei ritiene che sia inaccettabile e poi vedremo che cosa succederà: cosa
vuole che Le dica?! Ripeto: chiedo che la mia richiesta venga verbalizzata e messa agli atti.
Detto questo, se Lei appunto ritiene, continuo…
Presidente
Io dico che stiamo discutendo il documento programmatico degli indirizzi generali di
governo e questa è la discussione che dobbiamo proseguire: me ne assumo la responsabilità.
Consigliere Prati
Anch’io, dopo che sarà messo agli atti, deciderò quali iniziative prendere,
assumendomene la responsabilità.
(Voci in aula)
Non sto parlando in maniera sconveniente, e del resto non è mia abitudine. Per me questo è un
argomento importante perché importante è il fatto di mettere in un documento programmatico,
come impegno, la “realizzazione della circonvallazione di Riva con a lato il nuovo elettrodotto,
possibilmente interrato, e circonvallazione di Arco e Torbole ecc. ecc.”; siccome nel nostro
programma era scritto in grande ed abbiamo impiegato settimane a farlo digerire a quelli che
sono stati i nostri alleati – bene lo sa il Consigliere Cretti -, è chiaro che a queste cose ci teniamo
appunto perché facevano parte di quelle che erano le istanze alle quali i nostri comitati erano
direttamente interessati. Abbiamo raccolto cinquemila firme per questo tipo di discorso,
cinquemila firme che abbiamo portato al Presidente della Giunta provinciale Andreotti, il quale,
rinnegando un precedente indirizzo che era dell’Assessore Casagranda, con l’Assessore
verbale 24.06.99 /
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Giovanazzi ha dovuto prendere in considerazione queste nostre istanze, tant’è che è venuto a
Riva ed ha fatto compiere al Servizio Viabilità la sua bella ricerca. A Riva ci avevano detto che
combattevamo contro i mulini a vento perché in Provincia non c’erano soldi e quindi quella
circonvallazione non sarebbe mai stata realizzata; in funzione di questo, l’attuale Assessore ai
Lavori pubblici ha avviato la concessione della bretella Comai e sempre in funzione di questo
siamo riusciti a fare in modo che la Provincia di Trento, in un periodo di vacche magre,
stanziasse 40 miliardi di lire per realizzarla. Ora ci accorgiamo che l’ex Sindaco di Riva del
Garda, oggi in Giunta provinciale, sta stornando, o scippando questi soldi per destinarli ad altre
opere, che non sono per Riva e se così fosse non potremmo che vergognarci. Inserire questo
impegno alla realizzazione dell’opera in un programma, opera che non è di competenza
comunale, ma provinciale, senza poi impegnarsi nel cercare quanto meno di fare in modo che
questi soldi non vengano stornati, ma vengano indirizzati verso quello che è un punto essenziale
del programma, mi sembra veramente un mangiarsi quelli che sono gli indirizzi programmatici.
Vuole dire non mantenerli, vuole dire, in poche parole, che questo punto del programma è stato
inserito da questa maggioranza solamente per annacquare quella che era la protesta del
COBIMAS, ossia del comitato di cui Lauro Struffi era Presidente e Marino era Vice Presidente;
tra l’altro, Marino ha dato le dimissioni dal comitato un mese prima delle elezioni per motivi
personali. Queste cinquemila firme erano state portate al Presidente Andreotti e all’Assessore
Giovanazzi, che in accoglimento di queste aveva stanziato i 40 miliardi di lire in bilancio; aveva
anche dato l’incarico ad un architetto, ad un progettista di completare la progettazione, che in
effetti è stata ultimata, ma stranamente sembra che il Comune di Riva del Garda, non
accogliendo neanche quelli che erano gli indirizzi della Provincia, e questo lo sapremo fra due o
tre giorni, abbia mantenuto quello che è il tracciato della circonvallazione esterna in maniera
diversa da quella prevista dal Piano Urbanistico Provinciale per inficiare questo scelta. Questo
significa fare i programmi per gli scemi e poi inficiarli mediante quelli che sono gli strumenti
urbanistici locali, permettendo che questi soldi vengano distratti pur avendo l’opera in
programma. Di questo ce ne doliamo e comunque è il primo atto di questa Amministrazione che
non va sottaciuto perché qui si dice di avere dei programmi e poi già si comincia ad operare in
contrasto rispetto ad essi. Di queste cose ne tireremo fuori tante, ma questa è la più eclatante, e di
qui dunque l’ordine del giorno di oggi in quanto appunto non è pensabile fare passare sotto
silenzio questo discorso. Sappiamo che fra tre giorni discuteranno in Consiglio provinciale le
varianti di bilancio, che ci porteranno via 40 miliardi di lire e voi non dite una parola, ma
approvate oggi un documento programmatico in cui mettete come impegno quest’opera. Almeno
dite: “Non ci interessa”, visto che ci venite a parlare di trasparenza e non trasparenza. Dite: “A
noi non interessa, ci facciamo la bretella Comai, che ci va bene, mentre della circonvallazione
non ce ne frega niente”, ma questo dovete dirlo a tutta la città. Ho finito.
Consigliere Lotti
Signor Presidente, signori Consiglieri, signor Sindaco, vorrei riportare la discussione alla
coalizione che ha vinto le elezioni. Torno così ad un discorso politico, dopo questa parentesi che
peraltro aveva le sue ragioni, partendo come altri Consiglieri da favole e dicendo: “Numquam est
fidelis cum potenti societas”; come vedete, non faccio riferimento al progettista Favole, ma ad
una favola molto nota di Fedro. Mi scuso per il latino, del resto si tratta di termini molto
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semplici: “fidelis”, “potenti” e “societas”. E’ il racconto di quattro animali, una mucca, una
capretta, un agnello e un leone, che si alleano per cacciare un cervo; il cervo viene catturato e
vengono fatte quattro parti eque: la prima se la prende il leone perché si chiama “Re”, la seconda
se la prende il leone perché fa parte dell’alleanza, la terza se la prende il leone perché vale di più
e la quarta “è meglio che nessuno la tocchi, altrimenti finirà male”, come dice Fedro. Da quello
che è apparso sulla stampa, da ciò che è emerso anche nelle discussioni, sembra che la parte di
Progetto Democratico sia quella della pecora, che Fedro definisce “patiens iniuriae” per dire che
sopporta qualsiasi cosa. In verità, non è questa la parte che ci compete e voglio ora leggervi un
breve documento che abbiamo elaborato.
La decisione di escludere Progetto Democratico dalla nuova Giunta del Comune di Riva
del Garda incrina un rapporto di fiducia e collaborazione, fondato su presupposti di reciproca
realtà politica e di rispetto degli impegni assunti. Progetto Democratico si può certamente
annoverare tra i cofondatori dell’Ulivo a Riva e della coalizione di centrosinistra, alla cui
promozione e costruzione ha sacrificato in questi ultimi anni “poltrone” (tra virgolette), visibilità
e qualsiasi facile consenso elettorale fondato sulla demagogia e sull’integralismo. La nuova
Giunta rivana inizia numericamente forte, ma è segnata gravemente, mi pare, da una slealtà.
Progetto Democratico, comunque, è parte della maggioranza perché fedele agli impegni assunti,
Progetto Democratico, però, non accetterà mai forme di arretramento culturale, di egemonismo
politico, che ricordano altri tempi, che si speravano tramontati per sempre.
Mi scuso a questo punto con i Verdi, perché ho rubato le parole del documento che hanno
fatto per Trento, mi sembravano però molto attuali anche per la nostra realtà. Al di là della
chiarezza del documento, vorrei soffermarmi sulla fine, per la quale in questo caso non vale “in
cauda venenum”: anzi, in cauda si esprime un concetto positivo, nel senso che Progetto
Democratico è comunque parte della maggioranza e questo perché vuole lavorare per costruire la
coalizione di centrosinistra che ha vinto le elezioni. Ripeto: la coalizione di centrosinistra, e lo
dico anche al collega Consigliere Valandro, che ha fatto riferimento solo alla Margherita, ha
vinto le elezioni. E’ importante ricordare questo ed io voglio farlo ricordando a tutti i suoi
componenti: Verdi, Insieme a Sinistra, Margherita e Progetto Democratico. Questa era la
coalizione di centrosinistra ed io credo si possa lavorare per costruire questa coalizione ed
operare in una direzione positiva. Faccio allora alcune considerazioni di aiuto, con però questo
atteggiamento: di aiuto e di richiamo. Farò questo rifacendomi al punto a) dei criteri, che
abbiamo condiviso e che il Sindaco ci ripropone, criteri che si rifanno ad un clima di dialogo e di
confronto con i cittadini e le istituzioni per creare una comunicazione costruttiva con la gente
dentro il Consiglio comunale. Io credo, anche per l’esperienza vissuta nella precedente
Amministrazione, che il Consiglio comunale abbia un ruolo importante ed in particolare penso
che il Consiglio comunale debba essere valorizzato e debba essere valorizzata la sua funzione di
controllo, che veniva prima richiamata anche da qualche Consigliere dell’opposizione, che però
non è solo controllo da parte dell’opposizione. Nemmeno io dimentico l’esperienza del
precedente Consiglio comunale, ricordando che don Milani diceva: “L’obbedienza non è più una
virtù”, il che significa che in alcuni casi bisogna dire “no” o comunque bisogna aiutare a capire
quale può essere la strada degna di una coalizione di centrosinistra. Riprendo allora alcune cose
contenute nel documento che ci è stato proposto proprio perché sono certo che vadano ribadite:
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non a caso il Sindaco ha ripreso alcune parti del patto che abbiamo sottoscritto come Verdi,
Insieme a Sinistra, Margherita e Progetto Democratico.
Si fa riferimento alla “promozione della dignità della persona, che sarà al centro dello
sviluppo e dell’azione del nostro governo, mirando allo sviluppo culturale, sociale, economico
della comunità”. Vorrei allora ribadire con forza che queste sono le priorità di una coalizione di
centrosinistra: “culturale, sociale, economico”. Purtroppo, nelle prime tre pagine non trovo cenno
alle prime due priorità, tuttavia sono solo indirizzi e quindi ci si augura che vengano riprese dalle
pagine successive. Nella linea di tendenza, se davvero condividessimo questo, gli Assessorati più
forti dovrebbero essere l’Assessorato alle Attività culturali e l’Assessorato al Sociale, almeno in
questa idea che noi abbiamo; le deleghe non sono ancora uscite e magari questo aspetto sarà
confermato.
Altra cosa che vorrei richiamare, proprio come fedeltà ad un concetto di coalizione di
centrosinistra, è il punto n. 2, “Le prospettive politiche e amministrative”, prospettive che si
caratterizzano per efficienza ed efficacia, certamente apprezzabili, tuttavia per una coalizione di
centrosinistra sono apprezzabili se esse si sposano, sin dalle premesse, con la forte scelta sociale.
Ripeto allora qui quello che dicevamo qualche anno fa, e d’altro canto già il Consigliere de
Eccher ha ricordato alcune nostre affermazioni; di questo lo ringrazio, perché offre lo spunto per
ricordare altri aspetti. Dicevamo: “E’ necessario riaffermare che governare in alternativa al
centrodestra significa riconoscere che la proposta vincente sta nel riuscire a coniugare mercato e
solidarietà, libertà e attenzione ai soggetti deboli della società, efficienza e preoccupazione per
chi è svantaggiato”. Io sono ancora convinto di questo e mi auguro che Sindaco e Giunta
vogliano seguire questa strada, anche se alcuni passi iniziali dell’Amministrazione non mi
sembrano in questa linea. Richiamo ad esempio qui una problematica che mi ha evidenziato un
cittadino proprio con riferimento al sociale; il Sindaco la conosce bene ed è quella relativa alla
richiesta di assunzione di un centralinista non vedente. In questo caso, a me sembra un inizio non
proprio corretto, anche perché, come penso è successo in altre Amministrazioni, anche
l’Amministrazione di Riva del Garda dovrà tornare indietro rispetto a questo assurdo diniego,
datato tra l’altro 18 giugno.
Ribadisco: centrosinistra per noi significa attenzione al sociale, significa attenzione ai
processi culturali. Ben vengano le discussioni sulle forme d’arte più o meno accettabili, e qui
ricordo solo che Croce non sopportava Pirandello e Svevo perché scrivevano male, quindi chissà
che cosa diranno fra molti secoli di queste opere, in ogni caso è giusto quello che diceva il
Consigliere de Eccher: lasciamo la differenza, la diversità nel valutare le cose, ma almeno ci sia
discussione, si proceda su questo ambito di cultura, si cominci a lavorare, riprendendo quello che
abbiamo scritto nel programma. Sono cose che mi avrebbe fatto piacere ritrovare nelle prime
pagine, invece nelle prime pagine trovo solo aspetti, legittimi, ma di efficienza, di efficacia, di
economia. Ribadisco qui che io sono in questo Consiglio comunale per ricordare quelli che sono
gli aspetti per noi importanti, vale a dire gli aspetti sociali e gli aspetti culturali. Chiedo, proprio
in questa seduta dedicata agli indirizzi programmatici, che su questi punti vengano presi impegni
precisi nel prossimo piano finanziario. Non mi riferisco adesso a impegni specifici, dico però che
su questi due ambiti, il sociale e il culturale, dobbiamo fare in modo che Riva esca dalla
situazione in cui forse oggi si trova, una situazione in cui la politica deve inseguire l’economia:
no, la politica deve dare gli indirizzi all’economia, o almeno questo è ciò di cui io sono convinto.
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Si parla di “creazione di strutture sovracomunali per la pratica degli sport”, e va benissimo, non
dimentichiamoci però la creazione di strutture sovracomunali per la cultura. Una parola che vaga
in tutti i programmi è “teatro”; oggi manca l’assessore Munari, che forse avrà la delega per
questo, e quando parlava dai banchi del centrodestra ci ricordava, e su questo eravamo d’accordo,
l’importanza di un teatro: speriamo sia una delle priorità del Comune di Riva.
Voglio ora ricordare alcune parole chiave, brevemente, anche per non tediare i colleghi,
contenute nelle altre pagine che noi abbiamo condiviso e che condividiamo ancora: “patto con la
città”, “metodo chiaro”, “valori”, “coinvolgimento”, “valori ed esperienze dell’Ulivo e delle
coalizioni di centrosinistra”, “coinvolgimento di tutti”, “dare vita a forme permanenti di
coordinamento dei Gruppi consiliari”; questo lo ricordo al Sindaco e alla Giunta perché non
vorrei che i lapsus delle preconsiliari si rivelassero poi freudiani per quanto riguarda la
composizione della coalizione, che ricordo ancora era formata, anche al ballottaggio, da quattro
simboli. Altre parole chiave: “coordinamento”, “cooperazione”, “condivisione”, “dialogo
costruttivo”, “valorizzazione del Consiglio comunale con la funzione di controllo”, concetto
quest’ultimo che riprendo, trovandomi del resto d’accordo con i richiami prima espressi da
qualche collega e che condivido. Ben vengano quindi i giovani, ben vengano magari gli
interventi critici, sapendo del resto che la critica non è qualcosa di negativo, ma è qualcosa per
costruire, ed è quello che io mi auguro. Spero di stare qui sei anni con questo scopo: criticare nel
senso di costruire, e così mi auguro farà anche l’opposizione. “Corresponsabilità”, “confronto”,
“rilancio delle Commissioni”. A questo riguardo, debbo dire che non mi trova d’accordo, e il
Sindaco lo sa, questa idea per cui le Commissioni non funzionavano perché c’erano troppe
persone: piuttosto, mi trovo d’accordo con il Consigliere de Eccher, nel senso appunto che
effettivamente non funzionavano, ma non per questi motivi. Io ho fatto parte della Commissione
Cultura, sono stato convocato forse quattro volte in quattro anni e solo per l’ordinaria
amministrazione. Io spero di poter fare ancora parte della Commissione Cultura, essendo vicino a
quel mondo, mi auguro comunque che la Giunta voglia farsi aiutare dalle Commissioni in senso
positivo, con l’umiltà che certamente potrà caratterizzarla. Ancora, si parla di “fiducia reciproca”
e di altre cose di cui come coalizione abbiamo parlato come cose irrinunciabili: “trasparenza”,
“conflitto d’interessi”, “atteggiamento propositivo”. Il Consigliere de Eccher ha ricordato quanto
alcuni di noi condividevano alcuni anni fa e questa è dunque l’occasione per ribadire, una volta
per tutte, che la nostra opposizione passata, forse anche presente, nei confronti dell’Assessore ai
Lavori pubblici, adesso non so a che cosa, comunque nei confronti di Matteotti non era affatto
personale, e lui lo sa: c’era e c’è un senso di chiarezza e quello che avevamo scritto per noi è
ancora valido. E’ il Sindaco che sceglie e ognuno lavorerà nel pieno rispetto della correttezza,
perché su questo non ho dubbi: tutti i rappresentanti della Giunta faranno di tutto per lavorare sul
piano della correttezza e della divisione da qualsiasi dubbio e sospetto, ribadisco però che questo
era condiviso allora, e lo sanno, dall’attuale Assessore Mosaner, dall’attuale Assessore Marino e
dagli attuali Consiglieri Lotti – io -, Zucchelli e Ballardini. Quello che io chiedo alla Giunta è che
il governo sia davvero secondo la scelta della città, che ha scelto la coalizione di centrosinistra e,
senza nulla togliere a tutti i voti che ha preso la Margherita, mi permetto di dire che la
Margherita da sola non avrebbe vinto. Qualcuno dice che da sola non sarebbe nemmeno andata al
ballottaggio, ma questo non si può sapere. La coalizione di centrosinistra è stata scelta dalla città
e allora sia davvero un governo di centrosinistra. Come tale, allora, deve essere totalmente
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blindato rispetto a qualsiasi possibile, e lo sarà certamente, intervento esterno di qualsiasi genere:
forze economiche, forze imprenditoriali o quant’altro. Questo, a mio modo di vedere, sarà un
governo di centrosinistra.
Ribadisco ancora, infine, perché rimanga nella memoria, che la volontà di Progetto
Democratico è quella di costruire positivamente una coalizione di centrosinistra che sia
realmente degna di questo nome. Colgo l’occasione, anche se non so se poi riprenderanno il tema
i colleghi di Insieme a Sinistra, per sapere dal neo Assessore Torboli perché non ha partecipato
alla votazione del Presidente del Consiglio, facendo quindi andare lo stesso al ballottaggio: a me
non è piaciuto e lo dico chiaramente, quindi spero che qualche chiarimento verrà. Non vorrei su
questo dare l’impressione di essere polemico, ribadisco quindi che la nostra volontà è
ovviamente quella di essere fedeli e di lavorare in questa direzione di centrosinistra, spero
insieme a tutte le forze, ricordandoci – e sottolineo “ricordandoci” - che siamo una serie di forze
che operano appunto nella stessa direzione. Grazie.
Consigliere Bombardelli
Poche parole: mi sento un po’ a disagio quando sento l’esimio professor Lotti parlare in
latino, anche perché del latino io ricordo solo la declinazione di “rosa”. In ogni caso, signori, non
credo che quanto detto dal Consigliere de Eccher sia una favola in latino: piuttosto, lui ha fatto
delle affermazioni gravi e importanti. “Forse quanto noi andiamo a dire interessa poco” – così ha
detto -, ma questo non è vero, perché a tutti noi devono interessare. Ha detto cose gravi sulla
trasparenza ed io spero che non siano vere, quindi prendo spunto per dare un monito a tutti i
Consiglieri: siate vigili perché ci siano coerenza e trasparenza.
Il Consigliere Prati ha poi parlato di danno temuto per i 40 miliardi di lire che fra tre
giorni dovrebbero essere dirottati dalla circonvallazione: credo che anche su questo punto
dovremmo soffermarci a riflettere un attimo perché, al di là della correttezza o meno della
procedura, 40 miliardi di lire, non solo per Riva, ma per la Busa, sono tanti e forse non li avremo
mai, dunque per il futuro proviamo a pensarci. Grazie.
Consigliere Matteotti
Fortunatamente non ci siamo trovati a parlare del problema della circonvallazione e dei
40 miliardi perché, per quanto ricordo, costituisce solo una mina lanciata circa il 20 novembre
dall’Assessore Giovanazzi prima di andarsene, un po’ come stanno facendo adesso in Serbia:
uno se ne va e lascia lì la mina, che però viene trovata da chi segue. Per quello che ricordo, si
trattava dell’ennesima voce approvata dalla Giunta provinciale che superava con questi e altre
centinaia di miliardi le possibilità di spesa…
(CAMBIO CASSETTA)
…dei desiderata del Comune e da quanto indicato dall’architetto Flaim nel nuovo Piano
Regolatore, che mi risulta essere molto più confacente alle esigenze del territorio. Vi sarebbe
dunque da aprire una discussione, non possiamo farlo e forse è meglio così, contesto comunque
fortemente il discorso che si fa quando si pensa al fatto che abbiamo un Assessore in Giunta
provinciale: sappiamo quanto lui tenga alla città di Riva del Garda, dobbiamo quindi avere
fiducia in lui perché sicuramente, se si possono evitare sprechi di denaro, lo farà in prima
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persona. Ripeto: dobbiamo avere un po’ di fiducia nei confronti del nostro Assessore, che si
trova in Giunta provinciale.
Sorpassata questa mina, andiamo avanti sugli argomenti oggi in discussione…
(brevissima interruzione della registrazione)
..ma c’era l’esigenza dei partiti e intanto che cosa c’era? A Riva c’era Insieme per Riva, che ha
prodotto due bei fascicoletti, e molti li mettono via perché sono comodi; il terzo fascicoletto, la
terza puntata è questa - la Margherita -, che è stata fatta con lo stesso carattere e presenta quindi
una specie di continuità. Insieme per Riva è diventata un’associazione culturale, in un certo senso
è stata seppellita, ma noi ne portiamo vanto, nel senso che le cose che sono state realizzate dalle
Amministrazioni precedenti, nonostante tutto quello che si vuole dire, sono sotto l’occhio di tutti,
specialmente dal punto di vista delle opere pubbliche, ma non solo: penso alla pianta organica
comunale, ICI, Statuto, Regolamenti e chi più ne ha più ne metta. Il grado di fattibilità del
Gruppo - l’ho già detto in molte sedi, ma in questa sede voglio ricordarlo - che ha praticamente
condotto Riva con il Sindaco Molinari e molti dei presenti è alto e molte delle cose scritte nel
libretto di Insieme per Riva sono state fatte; certamente alcune non hanno potuto essere
realizzate, perché tutto non si può fare e perché tante volte, come ad esempio nel caso dei
parcheggi, sorgono problemi, e voi tutti sapete che quando si mettono di mezzo TAR, ricorsi ecc.
le cose vengono spostate nel tempo e non si riesce più ad arrivare al dunque. In ogni caso, è
evidente che a livello italiano c’è attualmente una fase di confusione, ma in Trentino c’è la
Margherita, che è forse qualche cosa che può costituire un elemento di novità. Per quanto
riguarda quella che vuole essere questa Lista Civica all’interno della coalizione, perché come
giustamente ha ricordato il consigliere Lotti quello che alla fine conta è lo spirito di coalizione,
rispetto alla quale la Margherita non vuole prevaricare nessuno, e su questo non ci possono
essere dubbi, va detto che la Margherita è un progetto politico per il governo della città di Riva
del Garda. Si basa su valori che unificano il pensiero cristiano con la cultura laica e liberale e
quindi sulla centralità dell’uomo, e questo lo dico perché il consigliere Daves sembra non avere
letto i nostri programmi, in cui appunto si parla di centralità dell’uomo…
Consigliere de Eccher
L’uomo Molinari!
Consigliere Matteotti
Questo è il programma che è stato fatto in assenza di Molinari, l’ho fatto io…
(Voci in aula)
Presidente
Vi prego, Consiglieri!
Consigliere Matteotti
Voi potete pensare quello che volete, invito comunque il Presidente a fare rispettare la
mia possibilità d’intervento…
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Presidente
L’ho già fatto: La prego di continuare, Consigliere.
Consigliere Matteotti
Si basa sulla centralità dell’uomo, battute a parte. L’obiettivo del programma è quello di
dare continuità al governo autorevole e stabile dei precedenti quattro anni, facendo crescere per
altri sei la nostra comunità intera. Io penso che la Margherita debba essere percepita e capita
come fattore di rinnovamento dello scenario politico: è un programma di governo, una lista
civica di governo che può essere esportata, come probabilmente avverrà, anche nei prossimi
Comuni del Trentino che arriveranno al voto; l’importante è che rimanga questa forma di novità
e di superamento dei partiti, così come è sempre stata fino adesso percepita dall’elettorato.
Detto questo, è chiaro che le responsabilità di governo a Riva del Garda ricadono in gran
parte su di noi e sono delle responsabilità pesanti perché, a volte, quando si è troppo forti, si
possono fare dei grossi errori. Le responsabilità nostre saranno soprattutto di proposta e
riguarderanno in particolare l’attuazione del programma, ma saranno anche responsabilità
d’innovazione, e da questo punto di vista penso che ci siamo perché le idee nuove spesso
vengono dalla componente giovanile. Abbiamo anche altre responsabilità, e ci è stato ripetuto
dalla maggioranza e dall’opposizione: abbiamo infatti anche responsabilità critiche, e su questo
concordo pienamente con il Consigliere Lotti, perché effettivamente la critica è un momento
sostanziale della democrazia ed è anzi un aiuto per chi governa. Con l’ultima legge in materia, di
cui ha parlato anche il Consigliere Daves, i Consiglieri comunali si trovano a vivere un ruolo non
dico avvilente, ma certo un po’ strano: da una parte, c’è la Giunta con il Sindaco, che ha pieni
poteri, dall’altra ci sono i Consiglieri comunali, cui spesso o comunque qualche volta è toccato di
alzare la mano e votare. Questo capita in tutti i governi: sarà capitato anche con il Governo
Berlusconi…
(Voce dall’aula)
Presidente
Per favore! Ho detto prima che sono vietate risposte dirette e personali e lo ribadisco.
Consigliere Matteotti
Abbiamo notato diverse “magagne” ed io personalmente, durante la campagna elettorale,
ho sollecitato il Presidente Dellai ad effettuare una revisione di questa legge perché uno dei
problemi è quello del distacco effettivo che si crea tra la Giunta, che è quasi autoreferente, e il
Consiglio comunale e gli stessi Consiglieri di maggioranza. Questi sono aspetti che devono
essere superati e in assenza della legge devono essere superati con spirito innovativo da parte
nostra e da parte della Giunta al fine di creare questo collegamento diretto. Da questo punto di
vista, ci vuole un po’ una rivoluzione: il Sindaco e la Giunta, anche se non obbligati per legge,
riferiscono al Consiglio comunale motu proprio, si muovono e cercano di assorbire le critiche e
gli input positivi che provengono dal Consiglio comunale. E’ un Consiglio comunale particolare,
che nasce con un grosso peccato originale con riferimento alla mancanza totale della componente
femminile; di questo ne portiamo le colpe, forse noi in primis, resta comunque un vero peccato
che quella che viene definita “l’altra metà del cielo” non sia rappresentata in questa sede.
verbale 24.06.99 /
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Effettivamente, a Riva del Garda siamo molto più maschilisti che da altre parti e bisognerà che
tutti quanti facciamo uno sforzo in questo senso. E’ un vero peccato ed è quasi una vergogna: ci
sono Paesi che noi consideriamo molto meno civili che hanno donne al governo e noi, qui a Riva
del Garda, forse non vedremo mai una donna Sindaco.
Chiuso questo passaggio, vengo a ciò che mi stava a cuore dire con questo mio
intervento, a partire dal programma. Credo che questo programma sia, almeno da quando io sono
in Consiglio comunale, quindi dal 1990, uno dei più precisi e completi. Il programma della
Margherita, che è poi una piccola revisione del programma della coalizione, è stato frutto di un
lungo lavoro, svolto ancora prima della decisione della candidatura del Sindaco. A mio avviso è
impegnativo, anche perché preciso riguardo a molti aspetti, ed è comunque un bel programma.
Per portarlo avanti, la Giunta dovrà impegnarsi a fondo con il nostro aiuto e in questo senso io
chiedo più o meno le stesse cose che hanno chiesto il Consigliere Valandro, che non so se
parlava a nome della componente giovanile o a titolo personale, il consigliere Lotti e anche
l’opposizione, in particolare per arrivare a questa rivoluzione nei rapporti tra il Consiglio
comunale e la Giunta. Innanzitutto si chiedono trasparenza, che è stata evidenziata da tutti,
ascolto delle critiche, informazione e, quindi, condivisione delle scelte. Sono fattori
fondamentali, che del resto si trovano scritti nel programma del Sindaco, a pag. 5, dove si parla
del metodo. Voglio richiamare questo passaggio perché, se ci troviamo d’accordo sul metodo, si
andrà avanti senza problemi. A pag. 5 si parla di rapporto cittadini-Comune e del rapporto
Comune-istituzioni appunto con riferimento al metodo dell’informazione, della
corresponsabilità, del confronto, cose che non sono state scritte per pura esibizione, ma perché ci
si crede.
L’altro discorso importantissimo, già anticipato dal consigliere Lotti e condivisibile in
toto, tanto più che lo stesso ex Sindaco Molinari lo ha più volte portato alla luce, è quello del
rapporto che ci deve essere tra l’economia e la politica. Gli antichi, nei loro libri di filosofia e di
politica, scrivevano che la politica deve avere il primato su tutto, anche sull’economia, quindi
l’economia o, comunque i personaggi che rappresentano in massima parte l’economia nella
nostra zona, devono potere entrare nella sede di Palazzo Pretorio, chiedere un colloquio con il
Sindaco, esprimere le loro giuste istanze e questo rapporto deve essere conservato.
Come coalizione e anche come Margherita abbiamo condotto una campagna elettorale,
quella che poi ci ha portato alla vittoria, con piena convinzione sia per quanto riguarda il
programma sia per quanto riguarda la figura del Sindaco, nel quale abbiamo massima fiducia,
senza ombra di dubbio. Sostanziale è quanto ho detto sul rapporto che ci deve essere fra la sua
maggioranza e il governo e conoscendolo personalmente molto bene e conoscendo anche la
squadra che lui si è scelto spero che anche alla fine di questi sei anni si potrà dire, come già è
successo per le Amministrazioni precedenti, che molto si è fatto per la città di Riva del Garda.
Molinari adesso è entrato a far parte della Giunta provinciale e così il suo mandato elettorale
come Sindaco è finito prima, ma la volontà è quella di arrivare anche alla fine di questo mandato
con la piena convinzione di avere fatto molto per questa città. Non aggiungo altro ed auguro a
Sindaco e Giunta di assorbire quanto più possibile le istanze pervenute dalla maggioranza e
dall’opposizione. Auguro buon lavoro per i prossimi sei anni.
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Consigliere Zambotti
La mia prima impressione è un’impressione buona: ho partecipato alla scorsa legislatura e
posso dire che in questo Consiglio comunale, fin dall’inizio - speriamo che duri! -, si respira
un’aria nuova. Si sentono le voci dei Consiglieri di opposizione e finalmente si sentono anche le
voci dei Consiglieri di maggioranza. Sembra una cosa strana, però è così. Solo alla fine della
precedente legislatura, alcuni Consiglieri di maggioranza si sono resi conto del ruolo che
avevano, si sono resi conto che il loro alzare la mano aveva una valenza politico-amministrativa,
aveva un peso e anche per questo, secondo me, quella che era l’impostazione cosiddetta
“granitica” di Insieme per Riva per certi aspetti si è modificata. Questa sera ho notato con vivo
piacere che c’è voglia di dare a questo Consiglio comunale non solo un ruolo di controllo, ma
anche un ruolo nuovo ed importante, ossia quello propositivo. In effetti, la funzione del
Consiglio comunale non è solo quella di verifica e di controllo, ma è anche quella di essere un
organo propositivo, e già questa sera abbiamo potuto vedere qualche cosa in questo senso.
Ovviamente, di ciò non posso che essere altamente soddisfatto.
I principi che mi portano a fare parte di questo Consiglio consistono nell’idea che io ho
che l’agire amministrativo debba sostanzialmente favorire e sviluppare, oltre che una buona e
trasparente amministrazione della cosa pubblica, le occasioni economiche per dare a tutti la
possibilità di potere riqualificare in senso positivo la propria vita. Solo con occasioni economiche
forti e stabili si può intervenire sull’altro principio fondamentale che mi motiva: la solidarietà. E
per avere una possibilità forte di solidarietà bisogna che vi sia un’Amministrazione forte, valida e
che, come detto, siano sviluppate tutte le occasioni economiche. Questi sono i concetti generali,
adesso piano piano entreremo nello specifico.
Io penso che avere un sogno e poterlo realizzare sia una delle cose più belle per una
persona. Cesare Malossini, da sempre - io lo conosco da tanti anni in modo diretto e indiretto -,
coltivava un suo sogno, che poi ha realizzato: fare il Vice Sindaco. A volte capita anche che la
realtà superi i sogni ed ora infatti Cesare Malossini fa il Sindaco, svolgendo questo ruolo insieme
a persone che da tanto tempo studiavano per rivestirlo, quindi vedremo come andrà a finire. Mi
soffermo ora su alcune considerazioni.
L’intervento del Consigliere Matteotti mi è piaciuto per alcuni aspetti, mi sarei però
aspettato da lui, memoria storica di determinati periodi, un’elaborazione un po’ più approfondita
di questo passaggio, che non è certo secondario, fra la tematica che teneva insieme il Gruppo di
Insieme per Riva e la Margherita. Mi sarei aspettato qualche parola in più per capire un po’
meglio questa evoluzione, visto che non basta dire che il tutto è legato alla logica del
superamento dei partiti, anche perché forse non è proprio così: vedremo infatti nel tempo se
effettivamente i partiti sono finiti.
L’altro dato emergente è rappresentato dall’intervento del Consigliere Lotti. Sinceramente
debbo dire che avrei visto e vedrei il Consigliere Lotti alla carica di Assessore, ritenendo che
abbia le qualità e le capacità per esserlo e anche perché, se come voi dite c’è una continuità, nel
senso che questa Amministrazione ha una continuità con la precedente, lui ha appoggiato la
precedente Amministrazione lealmente e quindi secondo me doveva essere premiato. In
quest’ottica io interpreto la sua affermazione, pesante, laddove si è espresso parlando di slealtà.
Vorrei capire perché lo ha fatto in quanto mi risulta difficile comprendere come si possa
verbale 24.06.99 /
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affermare che c’è della slealtà e nello stesso tempo dire: “Però io faccio parte di questo progetto”.
Dove sta la slealtà? E’ un punto che vorrei mi venisse chiarito. D’altra parte, devo ammettere che
il Consigliere Lotti è una persona coerente e se all’inizio della precedente legislatura rivendicava
insieme a Ballardini quella sorta di veto, che poi non è stato rispettato, riguardo all’Assessore ai
Lavori pubblici dicendo che non andava bene che un professionista locale diventasse Assessore
alle Opere pubbliche mi pare che oggi questo concetto lo ribadisca, anche se con meno forza. E’
una pregiudiziale che rimane, anche se formale, perché nella sostanza è stata superata, anche se
in cambio, caro Consigliere Lotti, siamo passati da uno a tre…
Consigliere Lotti
(Intervento fuori microfono)
Consigliere Zambotti
No, ai Lavori pubblici no!
Un altro dato, en passant, riguarda l’intervento del Consigliere Prati, al quale voglio dire
che io non credo che vi sia stata confusione nel voto europeo: anzi, in questo c’è stata chiarezza,
soprattutto per quanto riguarda il voto dato a Forza Italia. Ora, noi sappiamo che per quanto
riguarda l’ambito europeo e l’ambito nazionale Forza Italia è sempre premiata, il problema
invece è locale, sia regionale che provinciale e comunale, in quanto Forza Italia è un movimento
nuovo, che deve radicarsi sul territorio, che deve ancora sviluppare profondamente ed elaborare
una politica amministrativa, ma questo è un processo, è un processo che va avanti. Vediamo
quello che sta succedendo a Bologna, dove per la prima volta si arriva al ballottaggio e c’è il
rischio che l’Amministrazione di sinistra non sia confermata, quindi è evidente che per quanto
riguarda l’ambito amministrativo ci vuole del tempo e comunque, a mio avviso, sul voto europeo
non c’è stata nessuna confusione.
Veniamo ora al programma che ci viene proposto. Vi sono le solite enunciazioni generali,
di cui posso effettivamente cogliere anche gli aspetti innovativi, e sicuramente do atto al
Consigliere Matteotti del fatto che questo programma è corposo, molto più del precedente, anche
nel precedente, però, Molinari si appellava alla concretezza programmatica e diceva: “Essa non
va intesa come elenco di opere, di sogni e di promesse, ma va riconosciuta secondo un criterio di
fattibilità”, quindi sicuramente qui c’è un elenco di tutto, io però mi chiedo, e vi chiedo, quali di
queste cose verranno fatte, quali sono le priorità, cosa vedremo realizzato nel primo anno.
Magari nella sua risposta il Sindaco ci dirà per sommi capi, se vuole, quali saranno le priorità e
quali le cose che concretamente si faranno, anche per non creare le solite illusioni. Sicuramente
sei anni sono tanti e uno può dire: “Chissà in sei anni quanti interventi riesco a fare”, noi però
sappiamo che la città si aspetta fin da subito alcune cose, che sono poi quelle di dieci, quindici,
vent’anni fa. Debbo dire che nella presenza del Consigliere Bassetti vedo un fatto anche curioso,
già per la scelta di rimanere sui banchi del Consiglio comunale, dove si chiacchiera tanto, quando
invece era ormai abituato ad aspetti più interventistici, dove si parla meno, ma si opera più
rapidamente; in ogni caso, lui ha fatto questa scelta, pur appunto sapendo che nei Consigli
comunali si parla tanto, ma chi decide è la Giunta, e un giorno forse ce ne spiegherà le ragioni. Io
considero questa sua presenza in Consiglio comunale come una sorta di supervisione di un
progetto che sostanzialmente era il suo. Ho letto bene le carte, ho letto anche tanti programmi ed
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ho l’impressione che questo programma in particolare, anche se il Consigliere Matteotti ci dice
che è il programma dell’Ulivo, il programma della Margherita, che risulta notevolmente
arricchito, nella sostanza sia il progetto di Bassetti, quindi il progetto di dieci o quindici anni fa.
Speriamo che la sua presenza questa volta serva, anche perché noi non siamo qui solo per fare
polemica: siamo cittadini di Riva e ci interessa che la città vada avanti, ci interessa che i
parcheggi, la viabilità, l’ex area Cattoi, il polo fieristico vengano finalmente realizzati. Come
detto, io intendo questa sua presenza come quella di un supervisore, quasi a dire: “Adesso
bisogna dare uno stop e fare tutte queste cose”. In effetti, questa Amministrazione ha davanti sei
anni e quindi ha la possibilità concreta per realizzarle, tanto che dopo sei anni non ci sarebbero
alibi se le grosse infrastrutture non venissero fatte, e su questo penso siamo d’accordo tutti. Con
questo spirito, penso non vi saranno grosse contrapposizioni; magari ci sarà da discutere sul
come vengono reperiti i fondi, sul come devono essere realizzate, sulle localizzazioni, sulle
strategie, ma sul fatto che alcune opere fondamentali, che sono poi sempre quelle, quelle di cui si
parla da dieci o quindici anni, debbano essere realizzate non credo ci siano problemi. Certo è che
in dieci-quindici anni molte cose sono cambiate e questo sarà uno dei temi fondamentali di
questo Consiglio comunale, come abbiamo visto già questa sera: sono sorti nuovi Gruppi politici,
nuovi raggruppamenti all’interno della città, oltre ai Gruppi politici sono nati gruppi spontanei,
gruppi organizzati, associazioni ecc., che hanno una loro valenza, una loro spinta e con i quali è
giusto dialogare. Per certi aspetti siamo al di là dei partiti. Una volta nei partiti si racchiudeva
tutto, adesso ci sono i partiti e c’è qualcos’altro e con questo qualcos’altro si va a dialogare e ci si
confronta. La città, quindi, è un città viva, viviamo in una città ricca di associazioni e di
iniziative ed è strano che tutta questa ricchezza non abbia prodotto in questi anni quelle opere
che ci vedono ora penalizzati. Ricordo tra l’altro che ci sono paesini del lago che le hanno già
realizzate, e non occorre andare molto lontano.
All’interno della maggioranza che sostiene questa Amministrazione vi sono, secondo me,
tutta una serie di istanze. Io non posso dire fin dall’inizio che sono istanze contraddittorie, certo è
che ci sono diverse istanze, istanze che io definisco “vecchie”, tradizionali, e istanze nuove.
Sicuramente uno dei compiti fondamentali di questa Giunta, e non sarà facile, sarà quella di
trovare un’armonia fra tutte queste istanze per produrre un progetto nuovo, che tenga conto del
progetto di Bassetti, che purtroppo è ancora attuale, con tutto ciò che di nuovo è emerso ed
emergerà in questi anni. Ecco perché, probabilmente, da questo programma non è emerso un
chiaro progetto di sviluppo della città: secondo me, è un progetto che andrà formandosi nel
tempo. Io spero che questo Consiglio comunale sia considerato dall’Amministrazione come
strumento fondamentale per la realizzazione di questo progetto e perché ciò avvenga abbiamo
naturalmente bisogno dell’apporto dei Consiglieri della maggioranza proprio perché sarà una
delle sfide importanti di questi anni.
Al di là di queste enunciazioni teoriche debbo dire che mi è molto piaciuto l’intervento
del Consigliere Valandro, anche se c’è da dire che quando si è giovani si ha coraggio e ci si può
permettere di non accontentarsi di una delega, ma si chiede un Assessorato, ed in particolare
l’Assessorato alle Tematiche giovanili, di cui a Riva c’è un gran bisogno. Se Frizzi avrà la forza
di ribadire quello che ha detto a Palazzo dei Congressi, in sede di presentazione dei candidati
Sindaco, attraverso un ordine del giorno, delle proposte, tipo quella di portare avanti il centro
sociale per i giovani, dico subito che non avrò nessun problema ad appoggiarlo. Addirittura, dico
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che secondo me la collocazione ideale per questo centro sarebbe nella maestosa costruzione di
Palazzo Lutti Salvadori, al centro della città, in quanto non ha senso creare piccoli punti di
aggregazione per i giovani nei quartieri: la ritengo una ghettizzazione. Se si vuole veramente
portare avanti l’idea del centro sociale per i giovani, per me va bene, il Consigliere Valandro
deve però sapere, come i giovani devono sapere, che mentre noi facciamo questi bei discorsi si
va consolidando un patto economico perché dietro alla politica, dietro alle idee, dietro alle
motivazioni ideali vi sono, giustamente, gli aspetti economici e bisogna tenere conto anche di
questo. Nel vivere la politica ci sono vari livelli: ci sono i livelli ideali, ci sono i livelli
propositivi e ci sono anche i livelli economici. Nel frattempo, dunque, si va consolidando il patto
economico, che naturalmente non può essere solo un patto economico, ma è anche un patto
politico-amministrativo e piano piano noi vedremo insieme come questo patto politicoamministrativo, legato a logiche prettamente economiche, si svilupperà attraverso situazioni,
comportamenti, delibere, prese di posizione. Questo patto economico avviene tra una parte
dell’apparato economico tradizionale locale con la cosiddetta “sinistra economica” per la
gestione delle attività congressuali, fieristiche e turistiche. Un’anticipazione ci è già stata data:
sulla stampa è stato annunciato un accordo, un contratto stipulato tra la Palacongressi e i
cosiddetti “privati”. Io non sono contrario a questo, ed anzi mi va benissimo, vorrei però, e ho
fatto una richiesta in tal senso, che il Presidente della Palacongressi, la cui maggioranza è
detenuta dal Comune, venisse e ci spiegasse… Scusate, mi riferivo alla Lido, e vedo che subito il
Consigliere Bassetti è pronto a correggermi dicendomi che il patto non è stato fatto con la
Palacongressi, ma con la Lido. Il Presidente della Lido è venuto qui e lo ha fatto perché noi
abbiamo insistito.
Da questo prendo lo spunto per farvi un altro esempio di ciò che succedeva nel
precedente Consiglio comunale. Precedentemente, proprio in vista di questo accordo, il
Consiglio comunale si era espresso attraverso una mozione per sentire il Presidente del Consiglio
di Amministrazione della Lido di Riva. Una rappresentante di maggioranza aveva addirittura
dato un termine, che poi era stato votato da tutti; quel termine è passato e i Presidenti della Lido
di Riva del Garda S.p.A. e dell’AGS non si sono presentati o, meglio, non sono stati convocati.
Successivamente, sono stati convocati in un modo un po’ strano e in quella sede il Presidente
della Lido ci disse che bisognava mantenere una certa segretezza, che la questione era molto
delicata, che lui non poteva sbottonarsi più di tanto, poi però apprendiamo dalla stampa che
questo accordo è stato fatto, è stato fatto in una data e reso pubblico in un’altra data. Chiedo
spiegazioni, visto che ormai questo accordo è stato fatto, non perché io sia contro questo accordo,
ma perché proprio nel segno della trasparenza, della conoscenza, del controllo e della chiarezza è
giusto che ciò avvenga. Su questo mi pare sia intervenuta chiaramente anche la stampa locale
dicendo che almeno su temi così importanti dovrebbe esserci l’intervento dell’Assessore, io
chiedo allora a chi ha la delega alle Attività economiche, e mi pare sia il Sindaco, eventualmente
di spiegare. Colgo anche l’occasione per chiedere per quale motivo ci è stato dato questo
foglietto con i nomi dei Presidenti delle società senza invece che nessuno abbia avuto
l’accortezza di fornirci l’elenco degli Assessori con le rispettive deleghe: era un atto dovuto,
dunque non capisco perché debba apprenderlo dalla stampa. Oltre a questo foglietto con il nome
dei rappresentanti nelle società comunali sarebbe stato importante che ci fosse stato consegnato
un foglietto con il nome degli Assessori e le rispettive deleghe: mi auguro ci venga dato la
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prossima volta. A questo punto, chiedo formalmente che venga invitato in un prossimo Consiglio
comunale il Presidente della Lido di Riva del Garda S.p.A. per fare chiarezza, per comunicare i
termini di questo accordo. Per certi aspetti a me va bene, lo ripeto, se però mi venisse chiarito
forse lo comprenderei meglio, anche perché tutti noi cerchiamo di capire bene gli aspetti
economici che motivano questa Giunta amministrativa.
Naturalmente adesso si parla di Lido di Riva del Garda S.p.A., ma poi si dovrà parlare di
AGS, sulla quale, come voi sapete, vi sono molti progetti. Sentiremo se nella sua replica il
Sindaco ci dirà cosa pensa del superamento della logica dei Comprensori, se questo ha a che fare
sostanzialmente con il terzo polo urbano o se c’è qualche cosa di più, se c’è questa aggregazione
fra Comuni per la creazione di strutture che diano servizi aggreganti per le varie realtà.
Sicuramente in questo campo la AGS potrebbe avere un ruolo importante. Sappiamo, lo spiego
in poche parole, che alcuni servizi non sono più economici se gestiti solo da un Comune e
devono quindi avere una valenza sovracomunale; in questo campo, la AGS potrebbe avere un
ruolo strategico. Mi pare fosse anche un vecchio cavallo di battaglia dell’Assessore Mosaner, che
vedeva nella ex AMSEA un qualche cosa di più, un qualche cosa che andava molto al di là della
distribuzione delle fonti energetiche.
Sicuramente, questo patto economico andrà ad incidere qui, ma soprattutto andrà ad
incidere sull’altra società prevista, quella per la gestione e la costruzione dei parcheggi, quindi è
evidente che il discorso è molto articolato. Nulla di male – anzi, come principio generale
d’impostazione mi vede nettamente favorevole -, è però importante che questi passaggi siano
chiari e possano essere visti nelle trattative economiche, almeno per quegli aspetti che possono
essere visti, considerato che nelle trattative economiche vi possono essere anche degli aspetti che
non devono essere resi pubblici. Mi riferisco agli aspetti sostanziali, che devono essere visibili
anche perché questa finalità economica deve avere un riverbero su tutta la città, nel senso che a
guadagnarci devono essere la città e i cittadini. Se questa è logica economica, mi va bene, ma per
poter dire se mi va bene deve esserci trasparenza e fino ad ora, a mio avviso, non c’è stata.
Un elemento nuovo, che voglio evidenziare, è questo: l’altra volta, l’inizio del lavoro di
Molinari era stato caratterizzato da una forte conflittualità con i vertici provinciali perché lui
diceva che non c’erano referenti; adesso i referenti ci sono, penso quindi che non vi siano più
giustificazioni perché praticamente c’è tutto.
Vengo ora ad un breve accenno riferito alla Giunta. Naturalmente i singoli Assessori
verranno valutati e giudicati per il loro operato, perché adesso più di tanto non si può dire, mi
sembra però di potere cogliere subito un dato, ossia quello della diversità fra l’altra volta e questa
volta. In effetti, qui si afferma che si va al di là dei partiti, ma ancora non ci siamo. Questa volta
si è parlato poco dello spirito della nuova legge per la nomina del Sindaco, una legge innovativa
perché per la prima volta il popolo, la cittadinanza può scegliere il Primo Cittadino, un modello
che secondo me dovrebbe estendersi al Presidente della Provincia, al Capo dello Stato ecc.
Questa, dunque, era l’ottica in cui è nata questa legge. I cittadini eleggono il Primo Cittadino, che
è il referente. Il Primo Cittadino, con la collaborazione delle persone, delle forze, delle
associazioni e di tutti i soggetti che riesce a coagulare attorno a sé, realizza il suo progetto di
governo e ne è il referente. A quel punto, si presenta alle elezioni e dice: “Io ho fatto questo,
questo e questo”. La legge è valida, anche se abbiamo visto che magari qualcosa può essere
ancora modificato. Di fatto, gli Assessori diventano i collaboratori del Sindaco, ossia persone che
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il Sindaco ritiene le più idonee per realizzare il suo progetto. A me pare che questa volta le cose
non stiano così e ritengo che in quest’ottica abbiamo fatto un passo indietro rispetto alla
precedente legislatura. Qui abbiamo i vecchi Assessori, quelli di una volta, portatori di interessi e
di finalità ben strutturate e purtroppo, a mio avviso, il ruolo del Sindaco questa volta non è quello
di guida, di portatore del progetto, ma è quello di mediatore di varie istanze, vanificando lo
spirito di questa nuova legge elettorale. In parte la città questo lo ha capito, perché tutto questo
astensionismo al momento del ballottaggio da qualcosa sarà pur dipeso. Vengo ora ad un’ultima
considerazione generale…
Presidente
Invito l’Assessore… il Consigliere Zambotti a concludere.
Consigliere Zambotti
Non è mai stato un mio obiettivo diventare Assessore.
Presidente
Quello di concludere penso di sì.
Consigliere Zambotti
C’è un limite di tempo?
Presidente
No, non abbiamo fissato un limite di tempo, in sede di Capigruppo ho però raccomandato
di limitare nel tempo gli interventi per poter permettere a tutti di parlare. Grazie.
Consigliere Zambotti
Allora qual è il mio tempo?
Presidente
Sta parlando da circa 45 minuti.
Consigliere Zambotti
C’è gente che ha parlato per un’ora, quindi ho ancora quindici minuti.
Presidente
No, assolutamente…
Consigliere Zambotti
Lo abbiamo calcolato.
Presidente
L’ho calcolato anch’io.
verbale 24.06.99 /
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Consigliere Zambotti
Un’ultima considerazione generale, che mi avvicina al Consigliere Matteotti, riguarda il
problema, secondo me serio, della mancanza di una figura femminile all’interno del Consiglio
comunale. Il collega ha usato toni forti ed io sono d’accordo con lui. La mancanza di una figura
femminile è un dato importante, rispetto al quale il Consigliere Matteotti ha parlato di
vergogna…
(CAMBIO LATO)
…del femminismo, giustamente, e qui c’era la possibilità di fare entrare una donna: bastava che
il Sindaco si avvalesse della facoltà di nominare un Assessore esterno e lo prendesse dal mondo
femminile. In questo modo, finalmente, rispetto ad una Giunta di tecnici, a parte il solito caso
umano, poteva esserci una donna, che poteva anche cogliere l’anima di questa città: bastava
volerlo. La possibilità c’era e secondo me questa Giunta ne traeva solo beneficio, quindi non
ditemi che è una vergogna, perché è una vergogna che poteva essere superata, solo che non si è
voluto o non si è potuto. Grazie.
Consigliere Bassetti
Per alcuni aspetti devo dare ragione al Consigliere Zambotti, perché effettivamente sono
più portato ad agire che a parlare, quindi cercherò di essere breve, sicuramente più breve di chi
mi ha preceduto. D’altro canto, credo che da parte mia questa sera alcune cose debbano essere
dette, soprattutto perché sono state richieste e anche perché penso siano attese da parte di un
Gruppo che si presenta per la prima volta in Consiglio comunale. La nostra è un’altra delle liste
nate da questo sistema elettorale, che come scopo si prefiggeva di semplificare la politica
portando tutti su due schieramenti e che invece ritengo da questo punto di vista abbia fallito
perché così non è stato. Da più parti ora si dice che forse questa legge elettorale deve essere
rivista e noi questo lo condividiamo. In ogni caso, per quanto ci riguarda possiamo vantare di
avere conseguito un certo successo elettorale, arrivando ad essere il secondo Gruppo della città,
anche se dal punto di vista dei posti in Consiglio questo non traspare: ci sono infatti Gruppi che
hanno ricevuto molto meno preferenze di noi e che vedono seduti tra questi banchi più
Consiglieri. E’ evidente che questa situazione è in parte il risultato della legge elettorale, ma in
parte è anche frutto di scelte che noi, in maniera consapevole, abbiamo fatto: del primo
dobbiamo prendere atto, della seconda siamo noi gli attori. Se avessimo ragionato più in termini
di evidenza e di posti in Consiglio comunale, probabilmente le nostre scelte sarebbero state
diverse: avremmo fatto meglio ad apparentarci in maniera formale con uno o con l’altro degli
schieramenti e sicuramente oggi il nostro Gruppo sarebbe ben più nutrito. Nulla di questo
abbiamo fatto perché non volevamo farlo.
Quando abbiamo deciso di presentarci alle elezioni, lo abbiamo fatto consapevolmente e
sicuramente né per fare dispetto a qualcuno, né per essere contro qualcun altro; forse siamo stati
un po’ spinti dall’incalzare degli eventi, forse lo abbiamo fatto all’ultimo momento, convinti
comunque di fare una cosa che andava fatta. Abbiamo sempre parlato di un nostro ragionamento
all’interno dell’area di centrosinistra e lo abbiamo fatto perché alcuni di noi avevano trovato in
questi ultimi anni, con il governo Molinari e con la maggioranza tutta, un’occasione di
collaborazione e si erano anche condivisi dei programmi e delle attività. Apro una parentesi per
dire che questo vale anche dal punto di vista personale perché è vero, Consigliere Daves, che io
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non ho mai condiviso, e ne sono convinto tutt’oggi, che è stato uno sbaglio chiudere l’attività del
“Cristallo” - ho anche promosso una raccolta di firme per cercare di evitarlo -, ma Lei mi
insegna, data anche la professione che svolge, che non si valuta una persona su un unico esame,
ma si deve dare un giudizio globale, su un’attività globale e ancor più questo vale nel caso di
un’Amministrazione comunale, che svolge un’attività complessa, pluriennale e che come tale va
valutata. Con il Consigliere Daves posso essere d’accordo sul “Cristallo”, ma sicuramente non
sono d’accordo su tante altre cose e quindi, da questo punto di vista, mi sento sicuramente più
vicino ad un’Amministrazione che ha portato comunque avanti dei programmi, magari ereditati
anche dalle Amministrazioni precedenti, li ha portati a conclusione ed ha seguito, se vogliamo,
una linea tracciata. Per questo io ho fatto una scelta e, al di là di quello che diceva il Consigliere
Zambotti, ho anche ritenuto utile, immodestamente, la mia presenza in Consiglio comunale:
credo infatti di avere esperienza sufficiente per poter dare il mio contributo a servizio della
soluzione dei problemi della città. Se non altro il Consigliere Zambotti si è chiesto perché, alcuni
altri, invece, non si sono nemmeno chiesti perché e hanno detto subito: “No, è meglio che
Bassetti non ci sia” e questo forse mi ha stimolato ad essere qui presente.
Chiusa la parentesi, voglio dire che qualcun altro del nostro Gruppo aveva addirittura
appartenuto alla precedente maggioranza, anche se una volta sciolto il Gruppo di Insieme per
Riva non ha ritenuto di seguire i vecchi compagni sulle nuove strade che andavano imboccando.
In questo senso, era quasi naturale, almeno per noi, continuare un dialogo avviato con delle
persone che già si conoscevano, che si apprezzavano e con cui si aveva già lavorato. In
definitiva, era molto più facile accordarsi con quelli al cui fianco già si era camminato, quelli con
cui si erano già condivisi problemi e soluzioni che non accordarsi con forze nuove, con le quali
sicuramente il dialogo doveva essere più approfondito, ma rispetto ai quali già traspariva, dalla
lettura dei programmi e comunque da dichiarazioni fatte, la diversità su alcuni temi sostanziali,
molto più sostanziali che un episodio o alcuni episodi, perché evidentemente il “Cristallo” non è
l’unica cosa che personalmente, come qualcun altro, posso non avere condiviso. Si citava prima
la Torre Apponale e figuriamoci se si può dire che è una bella soluzione quella adottata: è un
obbrobrio e spero che al più presto venga risolto. Si diceva che i programmi non sono proprio
tutti uguali, anche se in una città piccola come la nostra molti possono essere simili, soprattutto
considerando la capacità delle forze politiche di potere esprimere tante novità. Se i problemi sono
amministrativi lo sono per tanti, semmai quindi saranno le soluzioni e gli uomini preposti a
risolvere questi problemi che possono creare la differenza.
Fin dal principio abbiamo preso questo nostro orientamento alla ricerca di un dialogo con
le forze di centrosinistra; non lo abbiamo fatto per rivendicazioni o per forzature, ma perché ci
sembrava giusto. Peraltro, ciò non implicava per forza accettare o condividere tutte le scelte
politiche che si stavano maturando e quindi la scelta, poi allargata ad altre persone, di costituirsi
in Gruppo autonomo è sembrata la più razionale. Devo dire che è stata una scelta che ha avuto
successo ed è stata anche premiata. Non possiamo negare che questo nostro modo di porci sia
stato visto con diffidenza da qualcuno e certamente ha sovvertito qualche programma politico e
rimescolato le carte, magari neanche poco; ha comunque comportato per noi la necessità di
discutere con i soggetti con cui volevamo collaborare più di quello che forse sarebbe stato
necessario in altri frangenti. I tempi elettorali ci hanno impedito dapprima il raggiungimento
dell’accordo per affrontare il primo turno già con il candidato Sindaco Malossini, poi ci hanno
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costretto all’accettazione dell’appoggio a Malossini senza apparentarci formalmente, ecco quindi
spiegata la nostra posizione e la nostra presenza in questo Consiglio in numero di tre. Ripeto:
potevamo essere di più, non lo siamo per scelta e per convinzione, anche perché noi non
dimentichiamo comunque di rappresentare quel 17% degli elettori rivani. Questo è il nostro vero
peso, è il nostro risultato elettorale ed è ciò che conta. Lo vogliamo ricordare per fare capire qual
è il nostro punto di vista a chi ci può dare degli ingenui per avere fatto questa e non altre scelte e
a chi non sa leggere al di là di ciò che vede.
Noi abbiamo chiesto che di questo si tenga conto per il rispetto dell’elettore che mal
sopporta le alchimie delle leggi elettorali. Da questo presupposto siamo partiti qualche settimana
fa per ragionare con il candidato Sindaco Malossini, ultimare la discussione sul programma,
individuare delle priorità, chiarire che ci proponevamo come forza di governo e chiedere di
governare. Con lui abbiamo raggiunto un’intesa che, rispettosa delle forze in campo,
sufficientemente realistica per i contenuti progettuali, soddisfacente per gli obiettivi posti di
crescita della nostra comunità, è quindi ovvio che noi diciamo che condividiamo il programma
presentato dal Sindaco Malossini. Magari condivido poco questo continuo richiamo alla
trasparenza, non perché non ci debba essere trasparenza, ma perché se diamo fiducia ad un
Esecutivo, se diamo fiducia ad un Sindaco la diamo in toto e quindi non dobbiamo essere noi,
quelli che l’appoggiano, i primi ad avere dubbi sulla trasparenza amministrativa. Se così non
fosse, saremmo magari i primi a denunciarla. Ovviamente, da questi indirizzi di principio, che
questa sera qui sono stati enunciati, discenderanno progetti e programmi amministrativi che noi
siamo convinti, anche attraverso la presenza dei nostri Assessori all’interno dell’Esecutivo, si
potranno attuare. Aderiamo pertanto formalmente alla coalizione del centrosinistra, che non solo
ha carattere di continuità rispetto alla precedente Amministrazione, ma per la verità si colloca in
un’area politica cui ha sempre appartenuto l’Amministrazione rivana dal 1980 o quanto meno dal
1993. Anch’io, quindi, ho sempre fatto parte di coalizioni di centrosinistra ed anzi in tempi
passati non credo di avere mai fatto aperture alla destra, mentre ho fatto aperture all’allora Partito
Comunista, tra l’altro sollevando non poche perplessità a livello provinciale, telefonate, richiami
ecc., non capisco dunque perché si debba valutare come stonata la mia presenza in questo
ambito. Certo, da questa maggioranza in passato ho ricevuto anche critiche, ma io credo che, se
oggi non vi fosse continuità con l’Amministrazione Molinari, ci sarebbero le stesse critiche,
domani ci saranno sicuramente sull’Amministrazione Malossini… insomma, la storia l’hanno
sempre scritta i vincitori e dunque questo non mi meraviglia. Tra l’altro, proprio in questi giorni,
dopo che alle elementari mi avevano insegnato che Nerone era stato l’incendiario di Roma, trovo
scritta da più parti la grande rivalutazione di questo imperatore, che ora sembra essere uno dei
migliori imperatori dell’antica Roma.
Il nostro convincimento di appartenere a questa coalizione è consapevole, lo ripeto, e
rivolto alla ricerca del bene della comunità, che ci vedrà impegnati come Gruppo consiliare e con
i nostri rappresentanti in Giunta in un lavoro serio per cogliere quegli obiettivi che il programma
del Sindaco ha fissato per la crescita della nostra città. Secondo noi è un programma realistico,
capace di guardare oltre il contingente, in cui l’impegno degli amministratori sarà il vero motore
in grado di fare muovere le progettualità in esso contenute. Non credo, diversamente dal
Consigliere Cretti, che questa sera il Sindaco Malossini avrebbe potuto fare sintesi dei vari
programmi: si è presentato all’elettorato con un programma suo, questo ha ottenuto l’avvallo da
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parte dell’elettorale, questo è quello che porta in Consiglio comunale per avere ora l’avvallo da
una maggioranza. Ripeto: noi abbiamo fiducia in questo Esecutivo, abbiamo fiducia nel Sindaco,
condividiamo il programma e dunque, da questo punto di vista, il nostro appoggio sarà completo.
Presidente
Vi sono altri interventi? Se non ve ne sono, do la parola al Sindaco per la replica.
Sindaco
E’ certo che, se dovessi rispondere a tutti, mi ci vorrebbe qualche bella ora, ho comunque
ascoltato tutti attentamente e cercherò di rispondere nel migliore dei modi.
Mi dispiace innanzitutto che qualcuno abbia considerato queste tre pagine di indirizzi
generali di governo del Sindaco quasi offensive: non era infatti sicuramente mia intenzione
offendere nessuno dei Consiglieri presenti. Questo è quello che ho scritto e questo rimane.
Il Consigliere Daves ha parlato di analisi del voto ed anch’io certamente ritengo che
l’astensione manifestatasi faccia riflettere tutti e non solamente l’attuale Sindaco perché, caro
Consigliere Zambotti, magari poteva esserci più partecipazione al ballottaggio se dall’altra parte
ci fosse stato un elemento più valido del sottoscritto. Insomma, è un discorso che possiamo girare
e rigirare come vogliamo perché ognuno dà la propria interpretazione. Un dato comunque è
certo: c’è molta disaffezione al voto e questo ovviamente preoccupa in quanto significa che al
50% dei cittadini rivani non interessa chi sia a governare la città nei prossimi anni. E’ una
conclusione abbastanza riduttiva e demotivante per chi si è messo in prima persona ad operare e
si è messo al servizio della cittadinanza, visto che per me amministrare oggi vuol dire appunto
essere al servizio dei cittadini. Tenga presente, Consigliere Daves, che anche noi abbiamo
cercato di costruire il nostro programma non facendocelo calare dall’alto, ma avendo modo di
sentire tutte le componenti, da quelle economiche a quelle sociali, al cittadino comune. Peraltro,
noto che quando parliamo di componenti economiche il Consigliere Zambotti alle volte sembra
demonizzare l’economia, quando invece ne abbiamo sicuramente bisogno. Non dobbiamo
dimenticare nulla della nostra città: se io sono il Sindaco di Riva del Garda, sono il Sindaco
dell’imprenditore, sono il Sindaco del pensionato, sono il Sindaco del meno abbiente. Semmai, il
discorso va inteso nel senso che le risorse devono essere distribuite equamente e da un’attività
economica sana il Comune può avere quelle risorse da distribuire poi come servizi e quant’altro
su tutta la sua cittadinanza.
Se i problemi di Riva del Garda, Consigliere Daves, fossero solamente il “Cristallo” e le
cassettine per i cani, con l’occorrente per rispettare l’ordinanza, saremmo a posto! Tra l’altro, in
quest’ultimo caso io credo si tratti anche di una questione di civiltà perché l’Amministrazione ha
fatto quello che doveva fare, se poi gente è incivile e prende i sacchetti e li butta per strada o
rompe le cose, be’… sta a tutti noi fare crescere una generazione migliore, che rispetta le cose
pubbliche.
Questa coalizione, che è una coalizione di centrosinistra, ha avuto come tale il consenso
della città e su questo credo siamo tutti d’accordo. In seconda battuta, io e gli altri della
coalizione abbiamo ritenuto di non dovere lasciare perdere una forza che comunque a Riva ha
raggiunto quasi il 18%, una forza che ci era molto affine, che si collocava in un’area di
centrosinistra e che condivideva gli indirizzi programmatici che avevamo concordato. In questo
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senso, è stata una scelta quasi obbligata quella di allargare la maggioranza, sempre in caso di
vittoria del candidato Sindaco, anche a Riva Domani e questi sono i fatti.
Si parla di coinvolgimento della città e sicuramente è mia intenzione essere più
trasparente dell’acqua più pura: non c’è infatti nulla da nascondere perché non ne abbiamo il
motivo, né intendiamo fare intrallazzi di qualsiasi tipo. In sostanza, anch’io sono dell’avviso che
sia inutile parlare di trasparenza o, meglio, che serva, ma che sia un po’ come quando si dice che
l’amministratore deve essere onesto ritenendo che questi siano requisiti che debbono essere in
possesso della persona che amministra la città.
Chi democraticamente ha avuto la maggioranza democraticamente deve governare, con la
minoranza che svolge il proprio ruolo. Sicuramente io vorrei avere con la cosiddetta
“opposizione” un rapporto migliore e a questo punto vengo al discorso delle Commissioni, che
ho descritto in quei termini proprio per migliorare la situazione. Sono d’accordo con il
Consigliere de Eccher nel dire che, se c’è un Presidente che convoca e che fa lavorare la
Commissione, si può anche mantenere la rappresentanza di tutti i Gruppi, io però ritenevo che
riducendola, cosa peraltro tutta da decidere perché semmai si deve modificare lo Statuto, si
responsabilizzassero maggiormente i Commissari in quanto, nel momento in cui sono eletti, si
sentono appunto più responsabili. Si sa, e a maggior ragione lo dovrebbe sapere Lei, Consigliere
de Eccher, che in una Commissione non si va a votare e basta, ma si deve produrre del lavoro,
meglio ancora se condiviso; in questo modo, il problema arriva in Consiglio comunale già
digerito, consentendo così di andare avanti più speditamente e di razionalizzare il tempo. Questa
era la mia intenzione, comunque nulla toglie che si mantenga un rappresentane per ogni Gruppo,
anche se alle volte succedeva, e credo Lei lo possa testimoniare, che se Tizio non poteva essere
presente poteva incaricare Caio di sostituirlo e questo creava un po’ di confusione perché, se il
Commissario che rappresenta e che segue il problema è sempre lo stesso, rende molto di più che
non avere questi scambi, finalizzati solo al fatto che la cosa importante è che ci sia un
rappresentante per Gruppo. Ad ogni modo, la mia intenzione rispetto alle Commissioni era
solamente quella di renderle più efficaci; di questo sicuramente discuteremo ancora, io
comunque l’ho posto come indirizzo nel documento programmatico.
Si è richiamato il passaggio in cui si dice: “L’Amministrazione dovrà dare un segnale di
continuità e le nuove forze politiche, con i nuovi uomini, dovranno…” ed in effetti ci sono anche
uomini nuovi, tant’è che abbiamo tre Assessori che non sono mai stati Assessori, tranne
l’esperienza di Mosaner, per un certo periodo. Del resto, anche qui, se mi si permettete, io ho
cercato di scegliere le persone professionalmente più indicate e più attinenti ad una determinata
competenza. Tra l’altro, io ho sempre parlato di “squadra” e credo che la squadra ci sia;
ovviamente la si giudicherà alla fine, con l’augurio che ci darete un tempo di prova. Il consuntivo
lo potremo tirare o di volta in volta, durante i Consigli comunali, oppure si tirerà a fine d’anno,
comunque dateci il tempo per dimostrarvi quello che siamo capaci di fare.
Sempre negli indirizzi si dice: “La promozione della dignità della persona sarà al centro
dello sviluppo e dell’azione del nostro governo (questo lo diceva anche il Consigliere Daves nel
suo programma, dunque su questo dovremmo essere d’accordo), mirando allo sviluppo culturale,
sociale, economico della comunità nelle sue varie componenti”. Rispetto a questo passaggio
voglio rivolgermi al Consigliere Lotti, che richiamava il discorso della cultura, ricordandogli che
noi abbiamo già un Museo ed una Biblioteca che operano e che impiegano risorse del bilancio
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comunale che si aggirano sul miliardo; con questo non voglio dire che perché abbiamo destinato
un miliardo alla cultura abbiamo anche un uguale ritorno, mi preme comunque evidenziare che
non è mai stata considerata una cenerentola.
Per quanto riguarda le politiche giovanili – più che “problematiche giovanili”, infatti,
vorrei definirle “politiche giovanili” - , è mia intenzione creare una Commissione. Tra l’altro, mi
sembrava esistesse già nella precedente legislatura una Commissione…
Consigliere de Eccher
Si chiamava “Commissione Problematiche sociali”.
Sindaco
Esatto, io comunque pensavo che oltre alla Commissione Urbanistica, alle Commissioni
Regolamenti, Affari sociali e Cultura - queste sono le quattro Commissioni tradizionali -, se ne
potrebbero istituire delle altre, una delle quali dedicata proprio alle politiche giovanili.
Chiaramente, faranno capo all’Assessore competente, ma avranno la loro autonomia di
convocazione e di discussione. E’ anche mia intenzione, quando se ne presenterà l’occasione,
affidare ai Consiglieri incarichi a tempo e ben specifici, quale potrebbe essere una delega di sei
mesi per seguire un determinato problema e alla fine portare il risultato.
Vengo in ultimo al Piano Regolatore Generale Intercomunale, cui ho dedicato spazio
proprio perché ritengo che sia lo strumento che svilupperà e che guiderà lo sviluppo
socioeconomico della nostra città. E’ inutile che vi racconti la sua storia: l’incarico della prima
stesura è stata affidata all’architetto Favole, non si è potuto procedere come Consiglio alla
discussione e alla prima adozione, la seconda adozione è stata fatta sempre dal Commissario ad
acta ed a tale riguardo, Consigliere de Eccher, devo dire che non so che cosa intendesse dire
quando faceva notare che l’architetto Flaim è stato nominato dirigente della Provincia presso il
Settore Cultura…
Consigliere de Eccher
(Intervento fuori microfono)
Sindaco
Probabilmente, non so però a che cosa volesse alludere: solo questo. So che il
Commissario ad acta ha preso in considerazione cinquecento e più osservazioni venute dai
cittadini, le ha verificate tutte, ad ognuna ha dato una risposta, respingendola o accogliendola
parzialmente o in toto, e questo sempre nella sua logica di Commissario che si è sostituito al
Consiglio comunale e che non ha rifatto il Piano Regolatore. In ogni caso, è intenzione convocare
un Consiglio informale o, meglio ancora, una riunione aperta a tutta la popolazione, invitando il
Commissario ad acta, architetto Flaim, ad illustrare i criteri seguiti nell’esame delle osservazioni;
penso che in quella sede sarà anche disponibile a rispondere a qualche domanda. Mi impegno a
contattarlo per sentire la sua disponibilità a partecipare ad una serata che potremo tenere qui in
Consiglio dando la possibilità di partecipare ai cittadini interessati. In ogni caso, sapete che
adesso il Piano è esposto nella sala ex matrimoni del Municipio e chi vuole prendere visione
della cartografia lo può fare. Se qualche cittadino o comunque chiunque interessato vuole la
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risposta, basta che la chieda all’Ufficio Tecnico e gli diranno che cosa ha deciso il Commissario
ad acta.
Sono contento che il Consigliere Valandro abbia detto a conclusione del suo intervento
che è ora di lavorare. Mi fa piacere vedere i giovani della Margherita, di Insieme a Sinistra e dei
Verdi vogliosi di crescere e di dare una mano al Consiglio comunale. Come detto, io cercherò di
essere il più aperto possibile e di fornire più comunicazioni ed informazioni possibili rispetto ai
problemi affrontati in Giunta, anche perché sono presente in Municipio e quindi, se qualcuno lo
desidera, basta che venga a trovarmi in modo che possa dare le risposte: non mi sono mai negato
a nessuno.
Il Consigliere Ravanelli ha parlato di trasparenza, di architetti, professionisti e funzionari
provinciali ed effettivamente queste figure ci sono, ma questo non vuole dire niente. Un
funzionario della Provincia nominato Assessore farà il suo lavoro come gli altri, così come lo
farà il pensionato Sindaco, che è il sottoscritto, o come lo farà il pensionato Andreozzi, che è
Assessore alle Attività sociali. L’obiettivo che mi sono posto nel mettere insieme questa squadra
è stato proprio quello di ricercare in ognuno le attitudini sulle competenze che venivano affidate.
Nella riunione di Giunta di ieri abbiamo anche sottolineato che in realtà le competenze si
intersecano fra loro e quindi non può esserci l’Assessore che va per la sua strada e l’altro che non
sa niente, proprio perché ci sono tematiche e problematiche che vanno ad intersecarsi. In questo
senso, alla mia Giunta ho chiesto collegialità, prevedendo anche di fare ogni mese il punto della
situazione in una riunione di tipo politico e programmatico, senza Segretario comunale.
Il Consigliere Zambotti ha sollevato il problema delle due società, AGS e Lido di Riva
del Garda S.p.A.. L’AGS fornisce energia elettrica e lo fa per Torbole, per una parte di Tenno e
per una parte di Arco. Con il Comune di Arco vi sono già stati due incontri in quanto l’AGS
tenta, d’accordo con l’Amministrazione comunale di Arco, di entrare in quel territorio e ampliare
così la propria operatività. Dobbiamo tenere presente che di S.p.A. si tratta e quindi non è che
possiamo, ogni volta che ci viene voglia, chiamare il Presidente perché venga in Consiglio a
relazionare in merito ad ogni operazione. Anche in questi casi dobbiamo avere un minimo di
prudenza: quando necessario, chiederemo al Presidente di venire a informarci o a parlarci di un
determinato problema, sarà però l’Amministrazione comunale a invitare i Presidenti a venire in
Consiglio ad informare i Consiglieri comunali. Lo stesso discorso vale per la Lido di Riva del
Garda S.p.A., in merito alla quale molto si è scritto, tutti ne parlano. So che con la Lido di Riva
del Garda S.p.A. hanno stipulato un accordo e del resto noi abbiamo sempre detto che la Lido
non deve andare a gestire, ma deve essere la holding. Le gestioni, con tutte le cautele e garanzie
di questo mondo, andranno affidate a chi è in grado di gestire: sicuramente non sono il Comune o
la AGS o la Lido di Riva del Garda S.p.A. in sé che si dovrebbero preoccupare anche delle
gestioni di tipo turistico…
Consigliere Zambotti
E i miliardi che ha dato il Comune?
Sindaco
Abbiamo fatto due delibere, procedendo ad un aumento di capitale. Era presente anche
Lei, perché quelle erano due delibere del Consiglio comunale, quindi sono cose già fatte.
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Consigliere Zambotti
Anche l’accordo è pertinenza del Comune, o no?
Sindaco
Il Comune ha dato degli indirizzi, che se vuole Le ricordo; anche questi sono stati votati
dal Consiglio comunale e se ha la bontà di ascoltare li leggo, perché può risultare utile per tutti i
Consiglieri comunali. Anno 1994, allora Alberghi Atesini, nella delibera consiliare approvata con
21 voti favorevoli era scritto: “La società provveda innanzitutto ad un’accurata revisione delle
gestioni in corso, valutandole aziendalmente in ragione dei costi e dei profitti e promuovendo le
necessarie decisioni operative; provveda la società ad accompagnare con grande attenzione
l’operazione di aumento di capitale sociale attraverso il conferimento di nuovi gettiti patrimoniali
(in quella occasione, avevamo portato l’aumento di capitale da lire 3.000.000.000 a lire
14.000.000.000 con l’incorporazione dei beni immobili Spiaggia degli Ulivi e Palazzo dei
Congressi, cosa che credo sia stata sottovalutata, detto fra noi); provveda la società
all’operazione di ristrutturazione relativamente al Palazzo dei Congressi, con consolidamento
strutturale del cosiddetto ‘Palameeting’; provveda la società a dare adeguato impulso per quanto
di competenza all’operatività della Palacongressi S.r.l. e non solo, ma si facciano opportune
valutazioni e proposte sulla gestione dell’Hotel Lido”. Credo che questo mandato del Consiglio
comunale ai futuri amministratori risulti molto chiaro ed esplicito; era stato dato nel 1994 e sulla
base di questi impulsi la società ha operato. Successivamente, abbiamo fatto l’ultimo aumento di
capitale, Consigliere Zambotti, ed io credo siano state date delle indicazioni e delle informazioni
da parte del Presidente.
Consigliere Zambotti
No, e infatti aveva detto che sarebbe tornato dopo l’accordo.
Presidente
Interverrete tranquillamente in fase di replica. Prego, signor Sindaco.
Sindaco
Con riferimento al documento ho scritto: “Per tutti i contenuti, i principi ispiratori, i
criteri di metodo e le indicazioni operative in tutti i loro dettagli, faccio riferimento al testo del
mio programma, depositato quale candidato Sindaco, e che allego a questa premessa generale”.
E’ chiaro che, parlando di progetti e di fattibilità, le prime cose sulle quali si andrà ad operare
sono quelle avviate negli ultimi anni e già in atto, che potrei qui sintetizzare brevemente. Cito ad
esempio il completamento del polo culturale a Palazzo Lutti Salvadori, la realizzazione del
collegamento fra la strada provinciale n. 37 e la strada statale n. 45bis, la realizzazione della RSA
anziani nel padiglione dell’attuale Ospedale civile, anche se voi sapete che da parte della Giunta
provinciale era stata fatta una delibera con cui cedeva questi beni all’Azienda Sanitaria
Provinciale, delibera contro la quale il Comune ha fatto ricorso. Progettazione ed avvio della
realizzazione della circonvallazione completa della città in accordo con la Provincia: come ho
avuto modo di ribadire anche in campagna elettorale, la progettazione fatta dalla Provincia non
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andava bene in quanto prevedeva lo sbocco dove c’è l’attuale parcheggio Monte Oro; io credo
che, se vogliamo essere amministratori seri, al di là del fatto di mantenere i 45 miliardi di lire,
Consigliere Prati, prima di eseguire un progetto dobbiamo pensarci bene ricordando che la nostra
intenzione era che da lì entrassero in galleria e uscissero dopo la centrale perché una
circonvallazione che va a ultimarsi nella zona del parcheggio Monte Oro non è molto logica.
Completamento della fascia lago nella zona ex Cattoi, ossia l’acquisizione anche dell’altra parte
dell’area ex Cattoi. Queste sono le indicazioni principali; in più oggi posso dirvi che sarebbe mia
intenzione, e spero di riuscirci, creare la società per i parcheggi visto che la società di Roma, che
aveva fatto ricorso al TAR, oggi l’ha ritirato, consentendoci di riprendere questo discorso e
creare così la società parcheggi, che credo sia una delle necessità prioritarie per la nostra città.
Circa il lavoro femminile, e rispondo qui al Consigliere de Eccher, posso dire che in
Amministrazione vi sono già numerose dipendenti che hanno optato per il part-time, quindi non
ho nulla in contrario.
Un’ultima considerazione riguarda le case popolari, questione sollevata dal Consigliere
Daves. Lei sa, perché ne avevamo anche parlato, che è previsto l’intervento all’Alboletta, che
dovrebbe essere quello più consistente e in grado di dare una certa risposta alle richieste; in
particolare, dovrebbero essere realizzati settanta alloggi. Ricorderà anche il Consigliere de
Eccher che nel 1993 era stato portato quel progetto, che avevamo ritenuto obbrobrioso, cosicché
abbiamo dovuto riprendere tutto il discorso e le cose sono andate un po’ alla lunga. Considerate
che l’area sportiva al PEEP, cui si sta lavorando adesso, è stata avviata nel 1988 e si sta
realizzando oggi. Purtroppo, talvolta la burocrazia non solo rallenta, ma risulta anche punitiva,
nel vero senso della parola. Si prevedono poi dodici alloggi in Piazza S. Rocco, altri dodici all’ex
Infermeria, sette alla Faccetta Nera, sempre per cittadini ultrasettantacinquenni. Abbiamo poi la
casa in Via Montanara, di cui adesso non ricordo il nome, dove sono programmati altri quattro
alloggi.
Non credo che il “Cristallo” sia un grosso problema, come credo non lo sia l’orologio
della Torre Apponale, pur rimanendo questioni che vanno risolte. Lo stesso discorso vale per la
sala da pranzo al Rione Degasperi. Visto che era impossibile pensare di programmare una sala da
più di cento posti a sedere, le notizie che ho io è che faranno due turni. Con questo ho terminato.
Sono a disposizione per rispondere ad eventuali vostre richieste.
Presidente
I Consiglieri possono prendere la parola per un secondo giro di interventi. Prego,
Consigliere de Eccher.
Consigliere de Eccher
Intervengo molto brevemente, secondo gli accordi che avevamo preso in sede di
Conferenza dei Capigruppo.
Io avevo definito la premessa del Sindaco poco rispettosa nei confronti dei Consiglieri
perché sostanzialmente, per la parte concernente le motivazioni politiche ideali, copiava parola
per parola quanto è scritto a pag. 4. Quello che volevo dire è che un po’ più di fantasia ci avrebbe
fatto piacere, altrimenti avremmo letto esclusivamente il programma e tutto finiva lì.
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Un altro punto sul quale voglio richiamare l’attenzione è questo: Lei ha detto che le
Commissioni consiliari faranno capo all’Assessore competente, io invece preciso che
collaboreranno con l’Assessore competente, ma faranno capo al Consiglio comunale…
Sindaco
Certo.
Consigliere de Eccher
E’ meglio essere chiari nei termini perché in passato c’è stato qualche equivoco.
Per quanto riguarda il discorso della trasparenza, spero sia solamente Lei a trovare
normale che un Commissario ad acta che decide le sorti del Piano Urbanistico a Riva del Garda,
nel momento in cui sta lavorando e decidendo in relazione a settecento domande, venga
nominato sostituto dirigente per l’Ufficio delle Belle Arti. A me non pare normale, soprattutto se
la nomina viene proposta dall’Assessore alla Cultura e all’Istruzione, che è stato Sindaco di Riva
del Garda e che sostanzialmente ancora operava a Riva del Garda. A questo punto, a mio
giudizio, trasparenza assolutamente non ce n’è e mi dispiace che Lei non colga l’inopportunità di
una scelta di questo genere perché è veramente grave. Credo che anche gli altri Consiglieri, se
avrà modo di interpellarli privatamente, troveranno la cosa quanto meno inopportuna.
Una risposta ora al Consigliere Bassetti, che ha rivendicato una sua ventennale coerenza
nel centrosinistra: ricordo che nell’ultima campagna elettorale ha partecipato alla cena di
chiusura del candidato Sindaco Degara e ricordo anche il suo intervento, brillante, partecipato;
evidentemente allora non era proprio collocato nel centrosinistra. Mi spiace poi che non sia
presente l’Assessore Munari, per il quale apriremo un discorso a parte perché i verbali del
Consiglio sono ricchi di giudizi nei confronti di quelli che oggi sono i suoi colleghi di Giunta. Lo
aspettiamo e gli ricorderemo quello che ha detto in passato.
Consigliere Alberti
Prima di parlare di ciò che non ha detto il Sindaco voglio rivolgermi al Consigliere
Bassetti perché, a mio giudizio, non è stonata la sua presenza nel centrosinistra, ma è stonata
quella di Molinari, che ha compiuto un determinato percorso per arrivare fino lì. Tra l’altro,
quello che non capisco, dal momento che Molinari si è sempre vantato dello “scassettamento”
dei progetti lasciati in deposito, a marcire, dall’Amministrazione Bassetti, è tutto questo feeling.
Ad ogni modo, sono faccende sue.
Veniamo a ciò che ha detto e non ha detto il Sindaco. Ho ammirato l’abilità, signor
Sindaco, con la quale ha evitato di rispondere alla Lega; evidentemente lo ha evitato perché la
Lega ha detto cose giuste, cose condivisibili. Ho ammirato anche l’abilità con la quale in pratica
ha detto: “Non disturbate il manovratore”. Bravissimo, però lo abbiamo rilevato e il manovratore
lo disturberemo.
Piano Regolatore Generale. Su questo è intervenuta una legge provinciale che ha tolto due
gradi di incompatibilità, che su trenta Consiglieri sono parecchi; potremmo fare una verifica e
ridiscuterlo qui. Se c’è la possibilità di assumersi le proprie responsabilità, non si può toglierla ai
rappresentanti dei cittadini.
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Lido di Riva del Garda S.p.A.. Il Presidente Malfer, quando è stato qui, non ci ha detto
assolutamente niente. Il Presidente Malfer, seduto là, ha detto che erano in corso delle trattative
segrete, segretissime, che poi si sono sostanziate in lire 300.000.000 all’anno per quindici anni:
questo è quello che è avvenuto. Non so se anche i Consiglieri di maggioranza di allora sarebbero
stati d’accordo su questa impostazione anche perché, come ho detto prima, la vecchia Alberghi
Atesini è diventata società per azioni per legge nazionale, la quale imponeva la trasformazione in
Azienda Speciale o in S.p.A.; il Comune di Riva allora aveva…
(Voci in aula)
Come “non è vero”? D’accordo, è stata trasformata dandole ulteriori beni del Comune, però sono
stati dati perché venissero gestiti in linea diretta, non perché venissero dati ad altri: questo è il
discorso. Gli accordi non erano quelli di consegnarli ad una terza società, ma erano quelli di fare
entrare privati acquistando azioni della Lido di Riva del Garda S.p.A.; questo era quello che
avevo capito io e che ho capito in questo Consiglio comunale, non che venisse preso il blocco e
dato ad un altro in cambio di un affitto, o almeno questo il Presidente Malfer non ce lo aveva
detto. Io non sono d’accordo sul fatto che venga presa in blocco la proprietà e portata lì, punto e
basta.
Un ulteriore e ultimo punto che mi lascia perplesso è questo: il Sindaco, parlando della
circonvallazione, ha detto che quando si fanno i progetti bisogna pensarci bene, che lo sbocco
sarebbe nel parcheggio di Via Monte Oro e questo è giusto ed è vero. Ora, chiedo: si è ponderata
bene la soluzione quando si è pensato di consolidare il Palafiere lì dov’è? E’ stato ponderato
bene quando si è pensato di rendere edificabile l’area vicino a Villa Modle per costruirci
l’Agraria mettendo i trattori sul tratto di strada maggiormente trafficato della Busa? Chiedo,
perché mi piacerebbe avere delle risposte visto che sono molto perplesso. Grazie.
Consigliere Prati
Siccome sono le 23.02, vorrei sapere se abbiamo intenzione di proseguire e di andare
avanti fino ad esaurimento degli interventi, nel qual caso andrei avanti e farei il mio intervento.
Siccome ad inizio seduta il Presidente ha detto che alle 23.00 interrompevamo ed eventualmente
rinviavamo ad altra seduta, chiedo se adesso ritiene di esaurire la serata andando avanti
all’infinito…
Presidente
L’accordo era questo: per discutere il punto all’ordine del giorno ci dovevamo dare dei
margini d’intervento che non andassero oltre oggi; almeno, questo è quanto io avevo sostenuto
anche perché questi sono gli indirizzi programmatici del Sindaco e devono rendersi operativi.
Consigliere Prati
Volevo solo un chiarimento, comunque anche a me va bene finire in questa serata. Sarò
abbastanza conciso, però alcune cose vanno dette.
Al di là del fatto che a me piace parlare in termini politici, quindi non delle persone, e
continuerò su quello che è il filo che mi sono posto, anche se ogni tanto il Consigliere Matteotti,
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con i suoi atteggiamenti di arroganza farebbe venire voglia di rispondergli in termini diversi,
adesso dobbiamo cercare di essere chiari. Io ho posto un problema, che era questo: nell’ambito
programmatico dicevate che per voi la circonvallazione esterna era un fatto essenziale e parlavate
di circonvallazione ovest; ora, la circonvallazione ovest va, come tranche, da quella che è la
Benaco fino a quella che è la Cementi. Questo lo sanno tutti e lo sapete anche voi perché questo è
il progetto che era stato fatto in Provincia, progetto che c’è già e su cui c’è lo stanziamento
provinciale che riguarda il tratto di strada che va dalla “Benaco Costruzioni”, collegandosi con
quella che è la strada che va in Val di Ledro, fino alle Grazie; questo – ripeto - era il tratto
finanziato dal progetto che c’è in Provincia. Forse Lei non sa, ma io lo so perché a quel tempo
ero in Giunta con Bassetti, che allora il lotto di strada che va dalla Ponale fino a S. Giacomo e
alla “Benaco” era nel piano triennale ANAS, quello chiamato “piccolo piano ANAS”, e poteva
essere già finanziato. Ricordo che all’epoca Mario Malossini venne in Giunta e disse: “Cari
signori, qui c’è una priorità e la priorità è la circonvallazione di Arco. Permettetemi di togliere
dal piano triennale ANAS questa piccola circonvallazione per fare quella di Arco in quanto
prioritaria”. In uno spirito che evidentemente era quello della Busa e non campanilistico,
prettamente di Riva, si accettò la priorità di Arco; purtroppo, ad Arco poi non sono stati capaci di
mettersi d’accordo e, morale della favola – parliamo di dieci-dodici anni fa -, la circonvallazione
non è ancora realizzata. Nel passato abbiamo visto che la logica amministrativa spesso non è
molto logica, tant’è che Lagnese è riuscita a fare il “Bus de Vela” partendo prima da là e venendo
a Riva e, se dovessi seguirLa nel ragionamento, dovrei dire che non ha senso avere fatto il tratto
di strada che va in Val di Ledro senza a monte avere fatto la bretella che va a Rovereto. Adesso
ci hanno dato un tratto di strada che da Rovereto arriva fino a Loppio e, se non ci teniamo quella,
non faranno più neppure il tratto che ci porta fino a Loppio, nella speranza, e voi lo avete messo
nel programma, che poi finiscano anche quel tratto che va da Loppio fino a Riva perché
altrimenti si formerebbe un imbuto. In pratica, avremmo l’imbuto che va da Loppio fino a Riva
e, se non faranno i tratti di circonvallazione, avremmo l’imbuto anche a Riva perché, se non
attraversiamo, non andremo mai a Limone come non andremo mai a Dro. La morale è che questo
programma, che c’era da anni e che si chiama “circonvallazione di Riva, di Arco e della Busa”,
progettato ormai quindici anni fa dall’ingegnere Gentilini, dovrà per forza di cose essere
realizzato a pezzi perché, se ogni tronco vale dai 40 ai 50 miliardi di lire, è difficile che si trovino
le risorse per farlo tutto, anche se le strade sono passate a livello provinciale. Va da sé che,
quando avete pensato o è stato pensato da qualcuno in questa Giunta di poter fare il
congiungimento di quella che è la zona fieristica con quella che è la zona alberghiera
prolungando la bretella Comai e creando un’alternativa a Via Filanda, era stato fatto con la
giustificazione che non c’erano le risorse a livello provinciale per fare strade perché erano tempi
di vacche magre e quindi i soldi non c’erano. In verità, raccogliendo cinquemila firme e
ritenendo assurdo creare la spaccatura della città portando un traffico che taglia Riva a metà per
arrivare a S. Giorgio, siamo riusciti a convincere Andreotti, in un momento nel quale le strade
stavano passando dall’ANAS alla Provincia, ad interessarsi anche di quel tratto di
circonvallazione, facendo in modo che nel piano provinciale fosse inserito quell’intervento per
40 miliardi e si finisse anche il progetto relativo. Contemporaneamente, qualcuno a Riva ha fatto
la pensata di proporre una progettazione della strada di circonvallazione diversa da quello che è
l’attuale percorso della circonvallazione provinciale, inficiandola, perché quello di Riva è un
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piano subordinato, sotto ordinato rispetto a quello provinciale, e adesso ci sentiamo dire, prima,
che voi in programma avete in animo di portare a termine la circonvallazione esterna, poi, da una
parte che quella era una mina fatta da un Assessore provinciale, dall’altra che è assurdo farla
perché tanto bisognerebbe congiungerla con Arco e Limone, dunque ci state prendendo in giro.
Diteci: “No, non ci interessa fare la circonvallazione esterna, non ci interessa farla adesso, ci
interessa che la facciano quando avranno altri soldi a livello provinciale perché non andiamo in
questo momento a litigare con Dellai perché i 40 miliardi di lire gli servono da un’altra parte”,
ma dovete dare delle risposte alla città! Non ci dite che è la mina di Giovanazzi o che è assurdo
farla perché tanto fino alla “Benaco Costruzioni” non ha senso e bisogna congiungersi con
Limone, perché a quel punto è allora assurdo anche farla solo fino alle Grazie, fino a quando non
si farà anche il tratto che va alla zona industriale del Linfano e fin tanto che non ci sarà il
congiungimento con il tratto che va a Loppio: questo è un ragionamento che capisce chiunque,
anche mio figlio, che ha tre anni! Avevamo una grossa occasione per fare quel tratto di
circonvallazione, ma la stiamo perdendo perché ci stanno mettendo i pali fra le ruote. Io ritengo
questo inaccettabile, contro gli interessi della città, senza nessuna spiegazione logica e contrario
a quello che si dice di voler fare: asserire infatti che si vuole la circonvallazione esterna e poi fare
di tutto per inficiarne la fattibilità mi sembra sia remare contro. O sono imbecille io, oppure
dovete darmi una motivazione più chiara perché questa non riesco a capirla. Va da sé che questa
strada finirebbe per risolvere i problemi della Pasina e l’ingorgo dei camion, permetterebbe
magari l’interramento della linea elettrica, come è nel vostro programma, che è uguale al nostro,
e tante altre cose, non riesco quindi a capire perché i camion dovrebbero venire giù dalla Valle di
Ledro, fare il giro, tagliare la città in due e arrivare un domani fino a S. Giorgio quando si può,
con la circonvallazione esterna, risolvere subito il problema, la cui soluzione è prevista in una
programmazione provinciale: che senso ha? Non riesco a capirlo.
Evidenziato come le argomentazioni citate non appaiono convincenti, visto che è come il
gatto che si morde la coda, vengo ora ad altri discorsi. Può essere che il Consigliere Alberti
faccia confusione, ma io no, perché la storia dell’Alberghi Atesini la so a memoria avendola
vissuta. Posso anche essere testimone di Bassetti, se servisse, del fatto che lui già dal 1989
voleva fare l’alleanza con quello che era il P.C.I., tant’è che poi non si fece perché entrarono in
Giunta i socialdemocratici - io e Nardini, per capirci - e questo impedì che ci fosse l’alleanza a
sinistra. Allora un discorso di questo tipo aveva ancora valenza, comunque posso certificare che
fu così, se serve a qualche cosa. In ogni caso, il ragionamento non è quello, ma è che la grande
polemica che c’è sempre stata sull’Alberghi Atesini è che questo soggetto è sempre costato al
Comune un patrimonio perché chi la gestiva non ci metteva i soldi, che invece metteva il
Comune, ma ne traeva i benefici. È un ragionamento su cui faremo un libro bianco, perché è
sempre stata così. Ritenere adesso che si possa pensare di fare un investimento che può andare
dagli 8 ai 15 miliardi di lire per poi… insomma, vedremo, perché non credo che una cosa di
questo tipo sia da tenere nascosta, se è una cosa pubblica, anche perché qui si parla di miliardi
come se fossero noccioline. Sembra che, non potendo attingere ai soldi provinciali per quello che
è l’Ente Fiere, si sia trovato il sistema di aumentarne il capitale per acquistarla e si stia decidendo
del costo di acquisizione, quando lo stesso Assessore Munari, che ha fatto delle valutazioni
peritali, non è molto d’accordo su quello che è il prezzo. E’ evidente che, quando si parla di
miliardi, il discorso si fa delicato ed occorre affrontarlo in Consiglio, non da altre parti. I soldi
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sono della comunità rivana, come della comunità rivana è il patrimonio di questi argomenti. Farò
in modo di raccogliere delle firme per discuterne in quest’aula, con i giovani della Margherita.
Decideremo anche sulle gestioni e vedremo quello che ci dicono, vedremo se è vero che si
sarebbero già spartiti le gestioni – “Due terzi a te, un terzo a me, tu gestisci questo, noi gestiamo
quell’altro” -, dunque è un discorso che affronteremo nella massima trasparenza rispetto alla
città. Vedremo se possono partecipare tutti, come sono le gestioni, come sono fatte, quanti soldi
si prendono ecc. ecc. proprio perché credo sia un discorso che interessa tutti.
Andremo a discutere anche di quella che è l’acquisizione di questa fantomatica centrale
per capire se il discorso è così interessante. Sappiamo che l’Alto Adige, ad esempio, ha deciso di
non acquistare nessuna centrale in quanto è più conveniente acquistare le linee che trasportano
l’energia che non la centrale per farla. Certo, loro la comprano a 45 lire dall’Austria e quindi è
evidente che costa meno agire in questo senso. Anche in questo caso parliamo di miliardi,
dunque sono discorsi che dovremo affrontare. Ricordo poi che, in base al Lodo Eula, abbiamo
pagato di più la corrente a livello familiare per risparmiare quei soldi che avrebbero dovuto
servirci per tutta una serie di possibilità; chiaramente, adesso è importante che noi sappiamo
dove sono andati a finire quei soldi, è importante come sono stati spesi e come vengono
programmati. Sono discorsi di miliardi, che ci interessano e che interessano la città. Non ci si
venga a dire che questi grandi temi saranno discussi nei Consigli di Amministrazioni, da altre
parti, nel segreto perché sono delicati: li discuteremo qui, non nei dettagli, perché non siamo
operativi, ma perché vogliamo sapere queste cose nella massima trasparenza. Pretenderemo che
vengano discusse qui, a prescindere dalle singole competenze e dalle singole possibilità.
Non è vero, Consigliere Alberti, che c’era la necessità di fare la trasformazione:
l’Alberghi Atesini era una S.p.A. e si è poi tentato, in base alla legge relativa alle Aziende
pubbliche, di utilizzarla in quel senso; ciò non è stato possibile e infatti poi hanno dovuto farne
una nuova e a quella hanno assegnato i beni. E’ una storia complicata, una storia che, trattandosi
di una società con capitale pubblico, è stata anche sofferta, e sofferta da me in prima persona
perché, quando ho dato le dimissioni da Assessore, chi gestiva in quel periodo ha dato incarichi
lucrosi per fare dei piani di ristrutturazione della dépendance del Lido o altre cose.
Detto questo, credo sia tempo di avere su queste cose la massima trasparenza, ed è quello
che chiederemo. Certo non siamo qui per distruggere o per frenare: ci mancherebbe altro! Il
comparto dell’economia è quello in cui si spera perché si cominci a tirare e andare avanti per
creare posti di lavoro e ricchezza per tutti. Certo non devono essere fatti fra pochi perché non è
accettabile che pochi si gestiscano il tutto solo per i propri interessi. Devono essere gestioni fatte
nell’interesse di tutta la città, nel qual caso sono accettabili; se non sarà così, non le accetteremo.
Ciò che mi lascia scettico è che rispetto al Programma di Fabbrica – tra l’altro, io non so
chi abbia chiamato Favole a fare il progetto urbanistico, dicono che dovremmo chiederlo a
Mosaner -, che ci sta facendo morire per le scelte urbanistiche che vengono compiute soprattutto
a livello di normativa e che hanno sconquassato i parametri urbanistici adottati fino a quel
momento, si dica che l’Amministrazione comunale di Riva non ha influito in niente perché, se
così fosse, ci troveremmo di fronte ad uno strumento urbanistico assurdo, fatto da qualcuno
avulso da quello che è il contesto della città. In sostanza, la città non ha partecipato alla
predisposizione dello strumento più importante per quella che è la filosofia di sviluppo. Come si
fa a pensare che una città si debba espandere per i prossimi trenta o quarant’anni, programmarsi
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senza che i cittadini ne partecipino e subendo quello che è un puzzle messo insieme da un
tecnico, solo perché in quel momento il Consiglio comunale non poteva partecipare? Io credo
che le cose non siano andate così, che abbia avuto degli indirizzi precisi da parte
dell’Amministrazione di questa città ed è su quel risultato che dovremo basarci per dire se c’è
una filosofia di sviluppo o se non c’è. Dopo di che, se sarà necessario prenderlo in mano, lo
dovremo fare subito, perché non potremo certo farci programmare i prossimi trenta o
quarant’anni di vita da uno che viene da lontano…
(Voci in aula)
Io mi rifiuto di accettare un concetto di questo tipo! Credo che in quel caso vada rivisto, vada
rivisto nella trasparenza e in base ad uno studio di crescita della città. Non mi riferisco solo alla
crescita relativa alle case, ma ad un discorso armonico, che tenga conto di quello che Riva vuole
diventare. Siccome non abbiamo bisogno di diventare la terza città del Trentino, perché questo
non ci importa, è una scelta da fare e questo andrà discusso. Si tratta di creare una città nella
quale vi sia una qualità della vita ottima, in uno sviluppo armonico ed economico voluto da tutti.
Su queste scelte, che sono basilari, dovremmo fare venire qui l’architetto Flaim e parlare con lui
per sentire quali sono le scelte, una volta che saremo stati in grado di vedere le differenze tra lo
strumento di prima e di seconda adozione; questo se vogliamo essere partecipi di un discorso di
sviluppo della nostra città. Se vogliamo rinunciarci soltanto perché ci sia la coda da qui a Milano
o da qui a qualche altra parte per gli interessi di chi ha voglia di farla crescere in maniera per lui
interessante anziché in uno sviluppo armonico, possiamo fare quello che vogliamo, non
dobbiamo però prenderci in giro perché poi queste sono cose che conosciamo tutti.
Questi sono argomenti sui quali ci confronteremo, convinto comunque che su questi temi
non vi siano una maggioranza ed un’opposizione. Ormai, i termini “destra”, “sinistra”, “centro”,
“sopra”, “sotto” alla fine si dividono in conservatori, riformisti, oppure in gente che ha interessi e
gente che non ne ha, in gente che ha dei valori e gente che non ne ha e così via visto che rispetto
ad un tema amministrativo non c’è una scelta di destra e una scelta di sinistra, ma c’è una scelta
che tiene conto delle istanze di tutti o che tiene conto solo delle istanze di pochi. Questa è la
realtà vera, corrispondente a quel fenomeno che ormai si manifesta ovunque, perfino in America,
e che si chiama lobbismo. Lobbismo significa rappresentare determinati interessi su determinate
cose magari trasversalmente rispetto a tutti i Gruppi e che possono essere anche avulse da quello
che è l’interesse della città. Su questo ci confronteremo e può darsi che questo Consiglio abbia la
capacità di essere differente dagli altri, può darsi cioè che non sia così sensibile ai richiami di
Matteotti. Chiaramente, l’indirizzo politico non può neanche essere quello del cittadino che,
comunque sia, singolo pensionato o piccolo imprenditore o quant’altro, deve fare la coda come
prima in Municipio aspettando e facendo anticamera per delle ore per avere un colloquio e
discutere anche di problemi semplici. Su questo io sono convinto che Lei sarà un Sindaco
differente, e gliene do atto. Anzi, Le dico grazie di essere, se Lei è l’alternativa a quello che
avrebbe potuto essere il Capogruppo della Margherita perché sono sicuro che, se verrò da Lei,
anche se la penso in maniera diversa mi ascolterà e mi dedicherà dieci minuti. Ad un Sindaco, in
fondo, si chiede anche questo: essere il Sindaco di tutti, ascoltare le istanze di tutti e dare delle
risposte, sì o no, ma senza prenderci in giro. Mi dica: “Quella circonvallazione non possiamo
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farla”, “Non ci interessa”, ma non prendiamoci in giro. Lei è andato a Trento, sa come stanno le
cose e se hanno fatto delle scelte diverse, perché non vogliono dare soddisfazione a Giovanazzi,
perché vogliono dirottare i soldi su altre opere ecc., me lo dica e basta. Mi dica: “Ci ho provato”
oppure: “Non posso provarci perché non posso andare contro Molinari”, ma non prendiamoci in
giro!
Consigliere Bombardelli
Intervengo in merito alla chiusura dei lavori di questa sera: avete deciso qualcosa in
merito?
Presidente
Sì, abbiamo deciso di andare ad esaurimento.
Consigliere de Eccher
Avevamo detto che alle 23.30 comunque si finiva. Non so se c’erano anche altri…
Presidente
Noi avevamo stabilito, Consigliere de Eccher, che il primo intervento poteva essere
ampio, mentre il secondo doveva essere molto rapido.
(Voci in aula)
Io sarei dell’idea di chiudere abbastanza velocemente, se quindi ognuno parla per cinque minuti,
soprattutto quelli che sono già intervenuti, riusciamo a finire questa sera. Si tratta di un punto
all’ordine del giorno già aggiornato, quindi sarebbe bene concluderlo.
Consigliere Zambotti
Cercherò di essere il più rapido possibile. Considero altamente deludenti le risposte del
Sindaco Malossini, che ha glissato sulla questione del Comprensorio: è una questione
fondamentale, eppure non ha detto nulla. Ha glissato sul discorso delle assegnazioni degli
incarichi professionali, anche se nel documento si parla della volontà di evitare il conflitto di
interessi. Io vorrei capire in base a quali criteri, finalmente, saranno dati i vari incarichi
professionali, se c’è una regola, quale è questa regola, chi l’ha stabilita e come verrà stabilita. Se
poi gli Assessori hanno degli incarichi precedentemente assegnati, sarebbe secondo me buona
logica, rispetto a quello che è successo l’altra volta, che si dimettessero da queste cariche in
quanto ritengo che non abbiano senso.
Per quanto riguarda la circonvallazione, ci troviamo di fronte ad una scadenza di pochi
giorni, se quindi il Sindaco vuole che la circonvallazione venga fatta e che i 40 miliardi vengano
mantenuti per questo scopo ha l’occasione per fare un intervento chiaro rispetto alla Giunta
provinciale, attraverso una lettera, attraverso un comunicato stampa, dicendo che la sua
Amministrazione vuole la circonvallazione. Ha tempo tre giorni: se lui farà questo, ne
prenderemo atto, se non farà nulla, prenderemo atto del fatto che questa Amministrazione non
vuole la circonvallazione o, se la vuole, la vuole fra quaranta o cinquant’anni. Adesso c’è questo
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problema contingente dei 40 miliardi e, come detto, ci sono tre giorni di tempo per esprimere,
con un documento o con un enunciato, il suo punto di vista. Lo stesso discorso vale per il
collegamento Basso Sarca-asta dell’Adige: non ha detto nulla. Questa strada come sarà?
L’Assessore Matteotti, in un articolo, ha dichiarato che la vuole a due corsie, gli industriali
dicono che la vogliono a due corsie oppure chiedono di fare un’altra strada accanto, l’Assessore
Berasi dice invece - e questo sarà uno dei temi rispetto ai quali vedremo quale sarà la sintesi - si
potrà pensare a sistemare, ad allargare la sede stradale attuale, eppure tutti sappiamo che è un
bisogno prioritario che il collegamento fra Riva e Rovereto sia a quattro corsie se vogliamo
rilanciare la nostra zona. Come si fa ad avere un polo fieristico-congressuale con una strada in
quelle condizioni? Anche su questo ci vorrebbe una maggiore chiarezza.
Altro dato importante che voglio rilevare: ho notato che da Via Gonzaga a Via Virgilio è
possibile il transito, quando si è fatto di tutto per non fare passare nessuno. Adesso hanno
allargato il muretto e chi da Arco vuole andare al Varone può passare da Via Virgilio a Via
Gonzaga, naturalmente creando scompiglio e disagio agli abitanti delle case cooperative. Andate
a vedere: hanno spostato il muretto, tolto quei tre divieti e io stesso ho visto delle macchine che
continuano a passare, quindi di fatto c’è un collegamento.
Voglio ora spendere due parole sul sociale, al cui riguardo dalla relazione non è emerso
nessun dato fondamentale. Va affrontato il discorso della farmacia del Varone: dal giornale ho
appreso che questo argomento tornerà in Consiglio perché c’è qualcosa che non funziona.
Quell’area, altamente popolata, ha bisogno della farmacia, sono mesi che viene promessa ed io
mi chiedo: chi paga? So che da gennaio viene pagato un affitto superiore a lire 1.500.000, ma
non so chi lo paga; sta di fatto che questa farmacia per il momento non si apre. Probabilmente ne
dovremo ridiscutere in Consiglio comunale per una scelta avventata fatta a suo tempo. Un altro
grosso problema è rappresentato dalla condizione dell’ospedale di Riva, rispetto alla quale
occorre prendere una posizione. In verità, in questi mesi non ho sentito il Sindaco prendere una
posizione sulla situazione ospedaliera di Riva. È venuto l’Assessore, sicuramente ne avranno
parlato, vorrei quindi che si spendesse una parola al riguardo. Altro dato fondamentale è quello
della situazione della Casa di Riposo, ormai di fatto, anche se temporaneamente, acquisita a
RSA, visto che su 86-87 posti 80 posti sono RSA; in pratica, abbiamo solo 6 posti per le persone
autosufficienti. Siamo in una situazione di emergenza, dunque quali soluzioni immediate
proponiamo per i nostri anziani? C’è poi il discorso del potenziamento di “Azione 12”, in quanto
bisogna andare al di là dei progetti proposti. Occorre anche entrare un po’ di più nel merito
rispetto alla cura della persona, perché qui si parla di mantenere a casa le persone non
autosufficienti, ma con quali strumenti? Su questo si è detto molto poco, così come si è detto
molto poco sul problema drammatico della casa. Sappiamo benissimo che qui a Riva c’è un
mercato gonfiato e bisognerebbe vedere quali correttivi vengono proposti. Adesso è stata aperta
un’inchiesta che è partita da Trento e che forse arriverà fino a Riva, e voi sapete bene di che cosa
si tratta. Vedremo come andrà a finire, ma certo è che bisognerà spendere qualche parola in più
sul drammatico problema della casa perché sappiamo benissimo che le graduatorie ITEA sono
carta straccia visto che le emergenze prevalgono sulle persone in graduatoria.
Per quanto riguarda l’accordo della Lido di Riva, abbiamo deliberato 3 miliardi di lire dei
12 che avevamo come fondi AMSEA. Essendo soldi della collettività, è giusto che il Presidente
venga qui a relazionare. Io non dico che debba relazionare sempre, ma su questo aspetto in
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particolare lo deve fare. Ho già presentato un documento, quindi la prossima volta si presenterà
un ordine del giorno: ci mancherebbe infatti altro che non venisse a relazionare, proprio per un
senso di trasparenza, visto che si tratta di soldi della collettività.
Si è parlato poco del rapporto sport-turismo, non si è parlato del rapporto cultura-turismo.
Si dà 1 miliardo di lire al Museo, ma l’attività culturale è di basso profilo: si continuano a
organizzare mostre che non vengono visitate da nessuno o, meglio, solo da pochi addetti ai
lavori. Bisogna individuare delle iniziative culturali di spessore che abbiano un ritorno sulla
popolazione, che avvicinino la popolazione alla Rocca. Il ponte levatoio è ancora alzato e così la
gente non partecipa alla vita culturale della città perché è di basso livello; bisogna alzare il livello
culturale della città, prima di tutto per i cittadini, ma soprattutto perché agisca da traino sul
discorso turismo, visto che ormai l’esigenza turistica è fortemente cambiata.
Per quanto riguarda l’ambiente, vedremo al lavoro l’Assessore, c’è comunque molto da
fare. Soprattutto per quanto riguarda i rifiuti siamo molto indietro: siamo ancora ai cassonetti
colorati! Praticamente, sul discorso smaltimento rifiuti siamo alla preistoria. Le antenne sono
ancora al loro posto, invece si poteva e si doveva intervenire in modo più deciso.
Un altro punto che non è stato toccato è quello della vecchia strada del Ponale: a che
punto è? Quali incontri sono stati fatti da questa Amministrazione e dal Sindaco con gli
Assessori provinciali? E’ inutile fare i grandi discorsi, fare i bei documenti: diteci a che punto
siamo con questo progetto, quali sono i tempi, quali sono le proposte e soprattutto quali contatti
si sono avuti e quali decisioni si sono sviluppate al riguardo. Ci sarebbero tantissime altre cose da
dire, voglio però rispettare il dettato del Presidente e quindi chiudo qui il mio intervento.
Consigliere Bassetti
Il Consigliere Zambotti ha ragione, nel senso che si è detto molto poco, del resto non so
come altrimenti si potrebbe fare nel discutere delle linee di indirizzo. Se qui dovessimo
presentare il progetto o la scelta deliberativa per ogni singolo provvedimento che si andrà ad
assumere, rimarremmo qui tutto l’anno. Stiamo parlando di orientamenti, di un programma che,
in un quadro e in una cornice, intende dire come ci si intende muovere, quindi dobbiamo arrivare
a discutere tutte le cose in maniera approfondita, ma proseguendo con i lavori, non discutendo
tutto questa sera.
In merito alle società, voglio dire che a me sembra ovvio che qui stiamo pagando lo
scotto di un nuovo Consiglio. Su temi di grande portata quali quelli della AGS e della Lido di
Riva, che non sono occasioni ripetitive, ma che per le loro dimensioni sono scelte quasi rare nella
storia di una società, è ovvio che il Consiglio debba essere informato. Da questo punto di vista,
anch’io sollecito al più presto una discussione nelle maniere più opportune, con o senza
Presidenti - su questo si può discutere -, per dare informazione: sono infatti stufo di sentire,
questa sera così come in altre circostanze, numeri sparati come quelli del lotto. E’ vero, si parla
di miliardi come di noccioline. Io capisco che il Consigliere debba chiedere di avere
l’informazione - è un suo diritto ed è giusto -, ma fin tanto che l’informazione non ce l’ha è
meglio non sparare, non ingenerare dubbi nelle persone, quasi che dietro ci fosse chissà che cosa.
Qui ci sono comunque delle delibere assunte dal Consiglio comunale precedente, ci sono
comunque degli indirizzi dati dal Consiglio comunale precedente; il P.R.G. ha la storia che ha e
noi tutti sappiamo perché si è dovuti ricorrere ad un Commissario, come si è arrivati alla prima
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adozione, alla seconda, alla legge che prevede cosa fare dopo la seconda adozione… insomma,
non possiamo andare a sovvertire comunque degli indirizzi dati in maniera più che democratica
dal Consiglio che ci ha preceduto. Al di là di questo, è giusto che l’attuale Consiglio abbia tutte
le informazioni al riguardo, quindi io dico che è necessario darle al più presto possibile proprio
per finirla con questi sospetti e con questo giocare al creare fin dal principio una volontà di poca
trasparenza che non esiste: anzi, è interesse della maggioranza dare l’informazione al più presto
possibile proprio per chiarire definitivamente queste cose.
Circonvallazione. Se non possiamo deliberare, non mi sembra una cattiva idea quella di
fare una lettera. Noi lo abbiamo detto: siamo per il prolungamento della bretella Comai, che non
riteniamo la circonvallazione di Riva, ma certo un’arteria necessaria alla città. Serve anche la
circonvallazione di Riva e, se c’è il pericolo che i soldi vengano dirottati su altri progetti, dopo
che già qualche anno fa questo è avvenuto, come ha ricordato il Consigliere Prati, a favore di
Arco, non dobbiamo perdere altre occasioni. Se i soldi ci sono, vediamo di fermarli per la
soluzione dei nostri problemi e, se c’è da fare una lettera, visto che l’opera rientra nel programma
credo che il signor Sindaco possa scriverla, chiedendo che su questo progetto venga mantenuto il
finanziamento.
Ultima considerazione, ma “ultima” in due sensi, sia come intervento sia per tornare su
un argomento sollevato, anche se non ritengo di dovermi giustificare più di tanto sul perché e sul
per come. E’ vero, rispetto alla precedente campagna elettorale ho appoggiato il Consigliere
Degara, nel senso che la ritengo e la ritenevo persona qualificata a coprire la carica di Sindaco. In
quel momento non dovevo esprimere giudizi su un’Amministrazione Molinari che doveva ancora
partire. Io non sono mai stato un tifoso e da questo punto di vista non lo sarò mai: cerco sempre
di ragionare sulle cose…
Consigliere de Eccher
Era Consigliere uscente…
Consigliere Bassetti
Ero Consigliere uscente, avevo problemi personali con Molinari, ma non potevo
giudicarlo su un’amministrazione che non aveva espresso…
Consigliere de Eccher
(Intervento fuori microfono)
Consigliere Bassetti
Non cambiano le carte. Al di là di questo, credo che anche le ultime elezioni, anche le
europee abbiano insegnato quanto sia importante da questo punto di vista avere delle persone
qualificate, al di là degli schieramenti. Chiedo: si è forse scandalizzato qualcuno quando alcuni
Gruppi che erano partiti all’opposizione presentando un programma alternativo a quello del
Sindaco Molinari lo hanno poi appoggiato fino in fondo, senza chiedere modifiche al suo
programma? Evidentemente, questo vuol dire che si possono valutare anche i programmi, si
possono valutare le azioni amministrative al di là delle simpatie che si possono avere o meno nei
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riguardi di chi poi questi programmi li deve sviluppare. Non credo che si debba ragionare con le
viscere, ma con la testa e quindi essere razionali.
Consigliere Gentilini
Sarò brevissimo, anche perché sono a dir poco esterrefatto di fronte a tutto quello che ho
sentito questa sera. Mi rendo conto che l’opposizione debba fare l’opposizione, e infatti mi
avevano detto che ne avrei viste delle belle e di questo mi sto rendendo conto. D’altro canto,
sono convinto che si possa trovare un punto d’incontro perché siamo qui per il bene di Riva.
Parlo chiaramente da commerciante, da albergatore, da imprenditore, da tutto quello che posso
essere nell’ambito della comunità e dico che ci sono cose che possiamo fare senza ombra di
dubbio, forse parlando un po’ meno e agendo di più. Io sarei dell’idea di sveltire anche queste
riunioni. Mi rendo conto che l’opposizione deve fare l’opposizione, che il Consigliere Zambotti
deve fare le sue sparate nei confronti dei banchi che ha di fronte, tra il resto capite da tutti, ci
sono comunque delle emergenze in città e su queste dobbiamo concentrarci. Parliamo di
parcheggi, parliamo di interventi che vanno portati a termine velocemente perché al servizio
dell’economia della città, che è quella che mantiene i servizi, il sociale, la cultura ecc.
Potrei anche dire che il tessuto di Riva del Garda è costituito anche da quelle piccole
attività presenti nel centro storico e che nel periodo estivo vengono un po’ bistrattate. Pensiamo
al rifacimento della piazza, rispetto al quale l’Assessore Matteotti, qui presente, sa che cosa io
stesso ho passato; in effetti, ritengo di poter dire che un pezzo di quella piazza è anche mio
perché ho dovuto spendere minimo lire 200.000.000 in più per ristrutturare la casa da dietro, con
trattori e trattorini e quant’altro. Su questo c’è stata la collaborazione degli operatori e adesso è il
momento di far vedere a tutti quelli che stanno operando in centro storico che possiamo metterli
in condizioni di lavorare proprio perché siano contenti di pagare le tasse e di poter andare avanti
con il sociale, con la cultura, con i musei che incassano poco, come avete detto. Rispetto a
questo, vorrei suggerirvi di dargli il torrione d’ingresso, di dargli la Torre Apponale e vedrete che
incasserà di più. Colgo anche l’occasione per chiedere di togliere quell’orologio, che è orrendo e
che tra l’altro è fermo sulle sei e mezzo, non capisco perché.
In definitiva, io penso che si possa lavorare al di fuori di tutti gli ideali politici – e qui mi
rivolgo al Consigliere de Eccher – e di tutte le cause d’attrito che possono esserci.
Consigliere Cretti
Intervengo per dare una risposta al Consigliere Bassetti, perché probabilmente non sono
stato chiaro e sono stato frainteso. Lui ha detto che io ho parlato di sintesi, ma in realtà non è
così: il fatto è che per me esiste un problema di fondo, che vado a delineare. Come fa un Sindaco
ad essere rappresentativo, non solo di diritto, ma anche di fatto, dell’intera città? Come può
corrispondere a questo interrogativo? Quello che io proponevo era questo: nei programmi ci sono
dei punti comuni di riferimento per tutte le liste, poteva dunque metterli in evidenza in questo
documento programmatico e questo già avrebbe contribuito a creare un clima diverso, soprattutto
per l’attenzione che avrebbe dimostrato anche verso gli altri programmi. Il mio intervento
precedente faceva riferimento alla cultura della programmazione, che a mio parere qui non esiste.
Su questi temi sono piuttosto ferrato perché me ne occupo per lavoro e so che un programmatore
vero non considererebbe mai questo un programma di lavoro, ma soltanto un repertorio di buone,
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buonissime, se volete, intenzioni, ma non altro. All’inizio, nelle motivazioni politiche e ideali, si
legge: “…mi impegno a condividere i valori che uniscono il pensiero cristiano, le culture laica
(un tema che mi affascina molto), liberale, repubblicana, ambientalista ecc.” ed io mi chiedo
come si possa, per onestà intellettuale, esprimersi in questo modo? Si parla di “valori”, ma quali
valori? Voi sapete che in queste culture ci sono dei valori che uniscono e dei valori che dividono,
per onestà intellettuale, allora, si dovrebbero definire quali valori uniscono e quali invece ci
differenziano.
L’unica parte del programma impostata molto bene è quella di pag. 5, perché sono
specificati i criteri e anche le indicazioni operative, che come prima dicevo per il resto mancano,
costringendoci a discutere sul vago, sull’impreciso. Peraltro, quando a pag. 5 leggo: “a) Un clima
di dialogo e confronto con i cittadini e con le istituzioni, per creare una comunicazione
costruttiva con la gente, dentro il Consiglio comunale, con gli altri Comuni e con la Provincia” e
tra le indicazioni operative trovo scritto: “attivazione di sistemi di comunicazione innovativa e
veloce (Internet – ma quanti sono gli abbonati a Internet a Riva del Garda?) con
l’Amministrazione, anche tramite caselle di posta elettronica del Sindaco, Assessori e
Capigruppo ecc.”, a me pare che qui diciamo troppo poco, mentre su questo aspetto dovremmo
forse dire qualche cosa di più. Voi sapete che come il Consigliere Prati anch’io sto
rappresentando i comitati e certo non pretendiamo questa comunicazione innovativa e veloce,
non pretendiamo tanto, chiediamo solo di essere accolti quando bussiamo alla vostra porta - alla
porta dei potenti -, di essere informati relativamente alle decisioni che ci riguardano, di poter
accedere, sempre nei termini di legge, alla documentazione che concerne i problemi da noi
sollevati. Chiediamo semplicemente questo, perché in passato non lo abbiamo mai ottenuto.
Richieste di questo tipo incontrano spesso ostacoli, tanto inaspettati, quanto insormontabili visto
che si crea quasi un clima di omertà attorno a determinate questioni. Penso che non sia facile
abbattere il muro dell’incomprensione e dell’incomunicabilità considerata l’esperienza passata e
visto che l’attuale governo della città vuole collocarsi nel segno della continuità; è certo che, se
farete come nel passato, queste difficoltà noi le incontreremo sempre.
Permettetemi un ulteriore accenno all’esperienza personale nostra, abbastanza sofferta,
nei comitati. Personalmente non riesco a capire come chi ha deliberatamente attentato alla qualità
della vita di un gruppo di cittadini creando situazioni di autentico disagio, come chi ha
deliberatamente disatteso precisi impegni assunti in sede di Consiglio comunale il 21 marzo
1990 - il riferimento, ovviamente, è a Via Filanda - possa farsi oggi garante dei diritti
fondamentali della persona, promuovere il progresso civile, come qui si dice, tutelare e
valorizzare la cultura del territorio, dimostrare di avere piena consapevolezza, sempre come si
ribadisce in questo programma, dello stretto rapporto che lega l’ambiente alla comunità. Io vorrei
dire al Sindaco che, accanto al disagio reale della gente di Via Filanda, c’è un bisogno autentico
di giustizia perché non si tratta solo, come si dice nel programma, di distribuire equamente tutte
le risorse, ma anche tutti i sacrifici, visto che c’è chi li fa. Io non so, signor Sindaco, se Lei abbia
l’autorevolezza e la forza morale di rispondere a tale bisogno di giustizia.
Consigliere Daves
Ho ascoltato tutti gli interventi e posso dire che anche in questo secondo Consiglio
comunale sono emerse delle impostazioni istituzionali diverse. La nostra è un’impostazione
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istituzionale che parte dal popolarismo, e l’esperienza del collega Cretti ne è sintomatica. Siamo
di fronte ad una fase nuova della politica, se vogliamo, rispetto alla quale il termine “transizione”
viene spesso sottolineato. Io faccio parte delle ACLI e così anche il Consigliere Vicari, ma
abbiamo fatto scelte istituzionali diverse. Io mi occupo prevalentemente di alcune problematiche
sociali, così come mi interesso del modello di sviluppo di una comunità, e direi che dalla replica
del Sindaco Malossini non è emerso che tipo di comunità, che tipo di sviluppo societario si vuole
adottare. Vediamo quali siano le difficoltà nell’interagire a livello istituzionale e provinciale sul
tema della circonvallazione. È possibile che sul tema del sistema viario non riusciamo a trovare
una soluzione? Di questa problematica parliamo da molti decenni e vediamo le difficoltà; sono
anche nati dei comitati per sollecitare le istituzioni a darvi soluzione.
Mi soffermo ora su alcuni aspetti evidenziati. Il Consigliere Lotti ha sottolineato il
discorso della cultura ed in effetti una delle nostre ipotesi era quella di coniugare il turismo con
la cultura. Su questa tematica abbiamo organizzato un convegno perché noi tutti viviamo in una
città in cui questo fenomeno è molto importante e rispetto al quale vorremmo fare un salto di
qualità. Vogliamo il solito turismo oppure vogliamo dare un tipo di turismo diverso, visto e
considerato che abbiamo delle strutture adatte? In verità, questa sera di turismo abbiamo discusso
poco.
Evidentemente, dobbiamo dare delle valutazioni. I cittadini hanno espresso il loro
consenso, noi siamo dei democratici e quindi rispettiamo il consenso popolare. Abbiamo fatto
l’analisi del consenso, abbiamo considerato il disagio, giustamente sottolineato dal collega Cretti,
che è stato creato da certi comportamenti istituzionali e questo disagio ha portato molti cittadini a
non dare il proprio consenso né da una parte, né dall’altra. Noi siamo qui per dare il nostro
contributo: crediamo nell’istituzione e se ho dato il mio contributo è perché una delle differenze
sostanziali tra la nostra impostazione e la vostra è che noi vogliamo coniugare il principio di
sussidiarietà con la solidarietà; naturalmente, abbiamo una concezione non statalistica delle
istituzioni, ma abbiamo una concezione diversa, che parte dal basso, dai comitati, dal cittadino.
La risposta sul tema della casa è insufficiente: settanta più dodici, più dodici, più sette
alloggi quando abbiamo oltre quattrocento domande all’ITEA. E’ evidente che questo significa
che a Riva del Garda occorre fare una programmazione specifica su questo tema. Penso che in
due o tre mesi, a settembre, potreste portare un piano casa popolare. Ci sono persone che spesso
si rivolgono al sottoscritto e anche ieri ho avuto un colloquio con una famiglia che vive un
disagio esistenziale a Riva del Garda. Su questo tema dobbiamo dare risposte, non possiamo
attendere oltre.
Altro tema è quello del centro polivalente per disabili. Io ho avuto un colloquio con
alcuni genitori della nostra zona, del C9, presso l’Assessorato provinciale alla Sanità, con il
dottor Mario Magnani, proprio per affrontare questo tema. Sta alla nuova Giunta, al nuovo
Assessore affrontarlo e, se vogliono, posso dare un contributo in quanto conosco la problematica.
In provincia di Bolzano vi sono alcune esperienze significative, diverse da quelle dell’ANFFAS,
quindi basta andare a vederle e copiarle. Negli ultimi anni qualcosa in questo senso si doveva
realizzare perché c’era una spinta da parte delle famiglie con figli disabili per la costruzione in
zona di un centro sociale: sono persone che soffrono moltissimo e che hanno bisogno di
socializzare le loro sofferenze.
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Prima è stato giustamente sottolineato l’aspetto dei valori facendo cenno al pensiero
cristiano e alle altre culture. Evidentemente, ognuno di noi è portatore di un pensiero e di una
cultura, tutti noi vogliamo un ambiente bello, vogliamo che le persone si incontrino, dialoghino.
Permettetemi a questo punto di comunicarvi una sofferenza, perché a Riva del Garda abbiamo un
ospedale, dove ogni tanto io mi reco. Nella precedente seduta il Sindaco ha giurato di rispettare
la Costituzione Italiana e tutte le leggi, ricordo allora qui in particolare la Legge n. 194, legge che
però viene applicata in maniera distorta. Chiedo una verifica dell’applicazione di questa legge ed
un intervento nel bilancio per dare un contributo alle mamme che vogliono tenersi i loro
bambini. Questo è fattibile, è già stato fatto nel comune di Milano ed io chiedo venga attuato
anche a Riva del Garda proprio per andare incontro a queste situazioni di grande sofferenza. C’è
un volontariato locale silenzioso che sta lavorando e che l’anno scorso ha prevenuto diciotto
interruzioni volontarie di gravidanza, il che significa che vi sono stati diciotto bambini che hanno
potuto venire alla luce. Noi dobbiamo lavorare per tutelare socialmente la maternità: questo è un
obiettivo molto importante, non dimenticando che ci sono delle ferite in molte persone. Siccome
l’art. 3 della Costituzione Italiana parla di solidarietà a tutti i livelli, noi vogliamo essere solidali
e quindi non possiamo lasciare le persone da sole, ma vogliamo che queste persone stiano
insieme alle altre in modo che si costruisca veramente una società solidale, dove la solidarietà, la
sussidiarietà e la condivisione siano valori importanti, valori forti, valori che impregnano il
tessuto societario. Forse non abbiamo approfondito il tema delle istituzioni scolastiche, nel
nostro programma, però, abbiamo evidenziato l’aspetto della formazione integrale della persona,
della prevenzione dei disagi sociali e delle emarginazioni sociali nella nostra società. Nel mio
primo intervento ho parlato di tossicodipendenti ed io so che cosa significa questo disagio
sociale. Sono contento che in questo Consiglio comunale vi sia un gruppo di giovani con i quali
si potrà certamente sviluppare un programma di politiche giovanili per prevenire il disagio
sociale, per prevenire le tossicodipendenze, un problema grave della nostra comunità. Mi auguro
che nei prossimi mesi venga portato rispetto a queste problematiche un programma perché, se
crediamo veramente al valore della dignità della persona, dobbiamo declinarlo in azioni
amministrative e lo possiamo fare perché ognuno di noi ha un mandato, ognuno di noi si riferisce
a dei cittadini. Io ho contatti con varie esperienze di volontariato, di cui ieri molti studenti hanno
parlato nel tema d’italiano della maturità. Si tratta di un’esperienza molto importante nella nostra
comunità, che si esplica in tante forme. È portatore di solidarietà, di condivisione, di proposte e
noi dobbiamo fare in modo che tutte le esperienze di volontariato esistenti sul territorio si
possano incontrare proprio per dare questo contributo, seguendo il principio della sussidiarietà.
Mi sono limitato a sottolineare solo alcuni aspetti per fare capire che il nostro modello di
sviluppo della società parte dal cittadino, attraverso i comitati, attraverso i gruppi politici,
attraverso le esperienze societarie per costruire veramente una Riva del Garda in cui i valori forti
delle diverse culture, in un confronto pacato, sereno, costruttivo, possano migliorare il bene della
comunità.
Presidente
Grazie, Consigliere Daves. Visto che il Sindaco ha deciso di non replicare, se non vi sono
altri interventi passiamo alle dichiarazioni di voto. Vi sono dichiarazioni di voto? Prego,
Consigliere Zambotti.
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Consigliere Zambotti
Mi dispiace che il Sindaco abbia ritenuto di non replicare, così come prima del
ballottaggio non ha ritenuto di confrontarsi con il candidato Sindaco Daves: speriamo che nel
tempo capisca che è invece importante interagire con ciò che i Consiglieri dicono. Per
dichiarazione di voto, annuncio che visto il programma, ma soprattutto sentite le risposte del
Sindaco, voterò contro.
Consigliere Prati
Intervengo brevemente, solo per annunciare il nostro voto contrario. Ciò non significa che
in futuro non sarà prestata attenzione allo svolgimento dell’attività, quindi la nostra sarà una
critica costruttiva. Rinnovo la raccomandazione al Sindaco affinché inoltri una lettera sul tema
della circonvallazione, opera che riveste un’enorme importanza. Sarebbe un segnale notevole di
collaborazione, nell’ottica di quelli che saranno anche i nostri ruoli.
Sindaco
Domani mattina la faccio.
Consigliere Valandro
Il voto del Gruppo della Margherita sarà favorevole.
Presidente
Se non vi sono altri interventi, pongo in votazione il documento programmatico degli
indirizzi generali di governo del Sindaco.
Constatato che nessun altro Consigliere prende la parola, il Presidente
dichiara chiusa la discussione e mette in votazione la proposta di delibera allegata sub lettera B)
con il relativo allegato documento programmatico degli indirizzi generali di governo del
Sindaco;
Dato atto che è stato previamente acquisito il parere stabilito dall’art.
56 della L.R. n. 1/1993 nel testo sostituito dall’art. 16 - 6° comma della L.R. n. 10/1998, come
favorevolmente espresso ed inserito nella presente deliberazione, di cui forma parte integrante;
Ritenuto di non avere nulla da eccepire, modificare o integrare rispetto al
proposta di delibera allegata;
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A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente
risultato:
- Consiglieri presenti : n. 27
- Consiglieri votanti : n. 27
- voti favorevoli n. 19
contrari
n. 8 (Alberti, de Eccher, Ravanelli, Zambotti, Cretti, Prati, Daves, Delaini)
astenuti
n. 0
IL CONSIGLIO COMUNALE
delibera
di approvare l’allegato documento programmatico contenente gli indirizzi generali di governo,
presentato dal Sindaco Cesare Malossini nella riunione consiliare del 15 giugno u.s., dando atto
che ai sensi del 3° comma dell’art. 33 dello Statuto agli indirizzi approvati deve ispirarsi
l’attività del Consiglio, del Sindaco, della Giunta, del Segretario, dei Dirigenti e dei Responsabili
degli uffici e dei servizi. Gli indirizzi sono pubblicati in fascicolo a disposizione di ogni
richiedente.
^^^^^^^^^^
Sono le ore 24.00. La seduta è chiusa.
^^^^^^^^^^
IL PRESIDENTE
f.to Tomaso Benamati
IL SEGRETARIO SUPPLENTE
f.to Ivo Ceolan
cp.
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Il Segretario Generale del Comune di Riva del Garda
certifica
che il presente verbale è stato approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. ___ dd.
___________ con / senza rettifiche.
IL SEGRETARIO GENERALE
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