copia VERBALE DI SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE RIUNIONE DEL GIORNO 24 GIUGNO 1999 N. _2 In data 24 giugno 1999 alle ore 18.00 presso la Sala Civica al piano terra della Rocca di Riva del Garda si è riunito il Consiglio comunale, in seduta pubblica, per la trattazione degli argomenti di cui all’ordine del giorno emanato con avviso dd. 18 giugno 1999, regolarmente notificato ed allegato sub lettera A). All’appello iniziale, effettuato dal Segretario su invito del Presidente, risultano presenti i signori: - MALOSSINI Cesare - Sindaco - BENAMATI Tomaso - Presidente - FRIZZI Rocco - ZUCCHELLI Paolo - CALZA’ Luigi - LORENZI Patrick - BOMBARDELLI Ivo - VALANDRO Salvador - TRINCHIERI Cristian - VICARI Tiberio - TANAS Marco - MANZONI Marco - LOTTI Stefano - BONORA Vigilio - GENTILINI Ivo - DAVES Mario - PRATI Lorenzo - CRETTI Gino - de ECCHER Cristano - RAVANELLI Giuseppe - ALBERTI Pietro Risultano assenti i Consiglieri signori: - BERTOLDI Pietro - BALLARDINI Alberto - MATTEOTTI Paolo - CESCHINI Vincenzo - ANDREOZZI Maurizio - D’AGOSTINO Alfredo - BASSETTI Enzo - DELAINI Aurelio - ZAMBOTTI Pier Giorgio verbale 24.06.99 / 1 Partecipa il Segretario supplente sig. Ivo Ceolan. Partecipano alla riunione il Sindaco Cesare Malossini nonché gli Assessori Pietro Matteotti, Luigi Marino, Adalberto Mosaner, Renato Andreozzi, Giovanni Torboli ed Emilio Munari. Riconosciuto il numero legale degli intervenuti, essendo presenti n. 21 Consiglieri comunali, il signor Tomaso Benamati, nella sua qualità di Presidente, assume la presidenza e dichiara aperta la riunione. Presidente Alcune note di carattere pratico prima di iniziare la discussione del punto n. 7 all’ordine del giorno: innanzitutto, ricordo ai Consiglieri che perché sia possibile la registrazione della discussione devono correttamente utilizzare i microfoni e prenotarsi premendo l’apposito tasto. E’ assolutamente vietato il dialogo tra Consiglieri. Visto e considerato che oggi discutiamo degli indirizzi programmatici del Sindaco, ci sarà una prima fase d’intervento per consentire a tutti di parlare, ci sarà la riposta del Sindaco a questi primi interventi, dopo di che si aprirà la fase del secondo intervento, nella quale però non sarà consentito allo stesso Consigliere di prendere la parola per due o tre volte, altrimenti si creerebbe disordine. Chiedo a un Consigliere di maggioranza e a un Consigliere di minoranza di proporsi per assumere la funzione di scrutatori. Se nessuno si offre, indico i nominativi dei Consiglieri Bombardelli e Ravanelli. La votazione, palesemente espressa per alzata di mano ed il cui esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori, consegue il seguente risultato: - Consiglieri presenti e votanti: n. 21 voti favorevoli : n. 19 voti contrari : n. 0 astenuti : n. 2 (Bombardelli, Ravanelli) Il Consiglio comunale APPROVA ^^^ Entrano i Consiglieri Delaini, Ceschini, Matteotti, Bassetti, Zambotti e Ballardini: il numero dei presenti sale a 27. ^^^ verbale 24.06.99 / 2 Il Presidente invita il Consiglio comunale alla trattazione del punto iscritto all’ordine del giorno, come da proposta allegata al presente verbale sub lettera B). DISCUSSIONE ED APPROVAZIONE DEL DOCUMENTO PROGRAMMATICO DEGLI INDIRIZZI GENERALI DI GOVERNO Il relatore dà lettura della predisposta deliberazione. Il Presidente dichiara aperta la discussione. Consigliere Daves E’ questo il nostro secondo Consiglio comunale, rispetto al quale ogni Consigliere comunale, ogni forza politica ha avuto modo di esaminare il documento che è stato illustrato nella precedente seduta dal Sindaco Cesare Malossini. A mio parere, in esso manca un’analisi del voto, del perché molti nostri concittadini non si sono recati a votare. Come dicevo la volta scorsa, ci sono delle cause di questo grande disinteresse, di questo venire meno della partecipazione di molti cittadini al voto e della fiducia nei confronti delle istituzioni, non solo locali, ma anche provinciali e nazionali. Io stesso alle volte mi interrogo, tenendo conto che la democrazia è un sistema politico nel quale ogni cittadino è chiamato a dare il proprio contributo e dove chi rappresenta i cittadini all’interno delle istituzioni deve avere un forte senso del bene comune. Vediamo ora di ripercorrere alcuni passaggi: nel 1995 viene applicata la Legge Regionale del gennaio 1994, viene fatta un’esperienza, esperienza che porta a rappresentare la cittadinanza di Riva del Garda il Sindaco Molinari. Questa esperienza è durata tre anni e mezzo, si è conclusa anticipatamente, si è chiusa, si è lacerata, si è frantumata e naturalmente ha generato ulteriormente sfiducia nei confronti delle istituzioni. Noi sappiamo che da questa esperienza tante persone sono rimaste deluse, ed allora anch’io ho accettato di dare il mio contributo alla costituzione di una società civile partendo dall’esperienza dei comitati di base, partendo dai problemi della nostra comunità. In particolare, io ho insistito molto sul problema delle case popolari e proprio ieri sera mi trovavo in una famiglia dove c’è questo dramma della casa popolare, un problema grossissimo perché da dieci anni non vengono consegnate le chiavi di una casa popolare a quaranta, cinquanta, sessanta, settanta famiglie bisognose. La gente gradualmente si è allontanata dai rappresentanti delle istituzioni e questo è in sintomo gravissimo. Tutti noi abbiamo il dovere di ricostruire un rapporto societario con i cittadini, di impostare i problemi in maniera diversa da come sono stati impostati fino ad oggi, e la nostra impostazione metodologica è diversa dall’impostazione metodologica che ha vinto queste elezioni. Se noi guardiamo, solo il 51,1% degli aventi diritto, e gli aventi diritto sono 12.215 persone, si è recato alle urne e su questo tema dobbiamo impegnarci tutti: è un dovere nostro di opposizioni, ma è dovere anche della maggioranza. Un risultato per noi confortante è stato il verbale 24.06.99 / 3 risultato di S. Alessandro, dove circa il 60% dei cittadini si è recato alle urne, il che significa che su un problema, su alcuni problemi concreti i cittadini di S. Alessandro hanno partecipato al voto, rispetto ad altre zone di Riva del Garda dove invece ci si è attestati su posizioni molto basse. Un altro dato ci dice che solo il 27,2% dei rivani ha votato il Sindaco Cesare Malossini e anche qui io credo vadano fatte alcune riflessioni sulle tendenze in atto per approfondire alcuni concetti proprio perché un’Amministrazione comunale deve avere dei riferimenti d’impostazione. Io ricordo il dibattito svoltosi nel 1993-1994 intorno alla problematica degli Enti locali: in quel periodo, si voleva capovolgere la concezione statalista dei rapporti sociali, venne dunque fatta la legge regionale, venne applicata, ma quella impostazione metodologica non venne tradotta in azione amministrativa. Un primo elemento di debolezza della società civile italiana sembra essere proprio la difficoltà di uscire da una concezione statalista dei rapporti sociali, quella che ha dominato negli ultimi decenni il modello di sviluppo del nostro Paese. Anche se attualmente è in fase di attenuazione, la concezione statalista dei rapporti sociali risulta ancora persistente, con una classe politica che nel complesso ha difficoltà a rispondere alle molte istanze sociali che provengono dal basso: pensiamo ai problemi del lavoro, ai problemi della casa, ai problemi dei servizi sociali per i portatori di handicap; abbiamo una legge nazionale, una legge provinciale, ma nella nostra provincia non riusciamo certo a gestire i servizi sociali come vengono gestiti nella provincia di Bolzano. Siamo in presenza di uno Stato che, più che a recepire e regolare in forma politica le autonome espressioni della socialità, tende a produrre esso stesso il tipo di socialità desiderato, con l’idea che la rigenerazione del Paese dipenda prevalentemente dalle riforme istituzionali, perennemente messe in cantiere, ma non realizzate a causa della frammentazione del sistema politico. Come dicevo prima, la Legge del 1994 non è riuscita a capovolgere questa impostazione e le persone che hanno amministrato negli ultimi anni non sono riuscite a costruire un forte legame con il territorio. La seconda riflessione è la seguente: oggi siamo in presenza di un’altra filosofia culturale, che è la filosofia della globalizzazione. Da un punto di vista economico, bisogna essere attenti alla filosofia di fondo che orienta la globalizzazione. Dopo la caduta dei muri, il liberismo ha posto al centro l’idea di mercato il più possibile libero da vincoli come chiave per risolvere i problemi dell’umanità, anche insistendo sul fatto che i sacrifici di oggi saranno più che compensati dai vantaggi futuri, come se disoccupazione, guerre, emarginazione sociale fossero soltanto incidenti di percorso. Una tale visione nasconde gli scenari ed i rapporti di forza che si stanno disegnando dopo la fine del bipolarismo mondiale. Forse, uno dei segni più evidenti di tale prospettiva è il cambiamento del significato della politica: essa, infatti, viene vista più come funzionale alla competizione economica che come entità che ne stabilisce le regole. Di fronte a queste tendenze culturali, come presenza sul territorio le forze che hanno appoggiato la mia candidatura alle elezioni comunali si sono poste attraverso dei comitati di base – penso a “La Rocca”, a “Uniti per Riva” -, esperienze nate sul territorio per costruire dal basso la democrazia e la partecipazione, e penso poi a tutti i gruppi che hanno aderito a questa impostazione metodologica. Noi ci siamo trovati con moltissime persone, con moltissimi cittadini a discutere dei diversi problemi ed alla fine di questo percorso ideologico ci siamo posti il problema di fondo: che cosa dobbiamo fare per recuperare, per fare in modo che il cittadino si senta coinvolto nella costruzione della propria comunità? Il tema di fondo è proprio quello della costruzione della società civile, quello del costruire una società civile in cui il cittadino sia protagonista di verbale 24.06.99 / 4 questa costruzione. L’avvento della società complessa ha cambiato completamente le condizioni storiche in cui si pone il senso ed il progetto di una società civile. Assieme alla globalizzazione a livello internazionale emergono fenomeni nuovi, caratterizzati dalle seguenti tendenze: l’esigenza di una maggiore autonomia della società civile, intesa come sfera di relazioni interumane, distinta sia dallo Stato sia dal mondo economico-finanziario; la moltiplicazione delle sfere associative cui le persone aderiscono. In queste nuove condizioni storiche, la costruzione di una società civile più umana comporta una ridefinizione delle relazioni tra persona e cittadino, tra libertà e responsabilità, tra uguaglianza e differenze, nella sfera privata e in quella pubblica. E’ essenziale costruire una mappa che consenta la lettura delle diverse sfere di vita per saperle distinguere e mettere in relazione tra loro in maniera sinergica. Queste sfere interessano Stato, mercato, associazioni e famiglie, non si tratta perciò di discutere che lo Stato debba essere più grande o più piccolo, ma piuttosto di come esso serva o non serva alle altre sfere, vedi il mercato, le associazioni, le famiglie, a quali costi e con quali effetti. Il ruolo dello Stato diventa quello di un insieme di istituzioni, che devono rispettare la natura della società civile e valorizzarne la caratteristiche. Con questa prospettiva si forma l’identità umana, la quale richiede la salvaguardia della memoria storica. Le istituzioni fondamentali della società civile diventano dunque la famiglia, la scuola, le iniziative educative, le agenzie della comunicazione sociale, ed a tale riguardo ricordo il bellissimo intervento del collega professor Cretti a S. Alessandro, lui che opera nel campo delle agenzie educative, sull’impostazione che si voleva dare anche alla costruzione del nostro programma sulle sperimentazioni formative, sulle sperimentazioni didattiche, sulle sperimentazioni metodologiche; ricordo anche che lui fece una proposta in merito alla problematica di S. Alessandro, dove c’è questo conflitto tra la scuola elementare e la scuola superiore, una proposta di sperimentazione didattica attraverso una normativa che esiste a livello provinciale da oltre due anni. Nonostante questo, all’interno della nostra terra non nascono le sperimentazioni didattiche e così da oltre due anni siamo in attesa che queste sperimentazioni metodologiche, queste sperimentazioni formative, che riguardano la persona umana si aprano. Il nostro programma prevedeva un’innovazione sostanziale, vale a dire un Assessorato alla Famiglia, visto e considerato che la famiglia rimane l’istituzione fondamentale di ogni società e della nostra società. Questa era una novità, una proposta per la famiglia e le politiche sociali partendo da questa istituzione. Vi potrei portare a questo riguardo gli studi del professor Pierpaolo Donati, dell’Università di Bologna, uno dei grandi esperti a livello internazionale sulle problematiche della famiglia. La società civile esige poi che al proprio interno regnino i principi etici, che devono reggere le istituzioni pubbliche e private. Nel nostro programma, che si differenzia nella metodologia e nella sostanza, rimane fondamentale il principio della sussidiarietà. In effetti, il principio guida che meglio incarna lo spirito della nuova società civile è quello della sussidiarietà, che non va mai disgiunta dalla solidarietà o, meglio, dalla condivisione. Si tratta di un principio che richiede una nuova e complessa elaborazione per un nuovo processo di civilizzazione. Questo principio deve condurre a riscoprire il nesso tra libertà e responsabilità di ogni soggetto, cioè delle singole persone e delle formazioni sociali, all’interno di una cornice complessiva in cui ciascun soggetto ha il suo ambito d’azione e, da tale punto di vista, serve il bene comune. Il principio di sussidiarietà è un principio di organizzazione sociale complesso perché va articolato in differenti sfere: nella società politica, istituzioni dello Stato, verbale 24.06.99 / 5 nella società civile, istituzioni del lavoro, del mercato, del privato sociale, delle famiglie, nelle relazioni tra società civile e società politica come modalità per differenziarle e integrarle tra loro. Questo perché ha sempre una duplice valenza: da un lato, è un principio di difesa della corretta autonomia di ciascun soggetto - ogni soggetto ha il diritto a non essere espropriato nelle proprie funzioni, dall’altro, è un principio promozionale, nel senso che l’azione di un soggetto è tenuta non solo a rispettare, ma anche a valorizzare l’autonomia dell’altro. E’ questa impostazione metodologica che noi abbiamo dato al nostro programma, un programma che ha ottenuto il 44,25% dei consensi, un programma che è stato costruito dal basso, da una serie di incontri. E con questo nostro programma noi vogliamo lavorare nell’istituzione, vogliamo lavorare nella nostra comunità rivana. Anche l’idea di “Comunità rivana” è nata proprio perché alcuni di noi hanno pensato che a Riva del Garda, e i dati elettorali lo hanno dimostrato, bisognava pensare a realizzare qualcosa di diverso. Ci siamo così associati in Gruppi politici, in Gruppi civici, abbiamo coniugato le diverse esperienze su questo programma e naturalmente al centro abbiamo posto il cittadino come persona, dal momento del concepimento fino alla fine naturale, quindi la dignità della persona umana in tutte le fasi della vita. L’altro giorno c’era sul giornale un articolo riguardante un problema che mi sta a molto a cuore, quello della tossicodipendenza, per fare una riflessione, ricordando che qui dobbiamo porre un programma anche sui problemi giovanili e su questa tematica della tossicodipendenza. Roberto Samaden, come sapete, è il direttore della comunità di S. Vito, a Pergine. Io ho avuto modo di incontrarmi con lui e di analizzare questa esperienza; c’è un problema che lui pone alla Giunta provinciale: Samaden, infatti, è in polemica con la Giunta provinciale perché in una delle ultime sedute ha approvato una delibera che prevede interventi di metadone per i nostri giovani, in Trentino, e lui, per quella che è la sua esperienza di recupero di tossicodipendenti, ha sottolineato che la droga non è una malattia, ma si deve pensare all’uomo. Dalla Giunta provinciale, dunque, non è emersa questa linea politica di pensare all’uomo, ma un altro tipo d’impostazione, che io non condividerò mai; condivido invece la tesi di Roberto Samaden: si deve pensare all’uomo, all’uomo nella sua globalità, nella sua interezza, in tutte le sue dimensioni. E’ dunque una critica che anch’io rivolgo nei confronti di questa delibera approvata dalla Giunta provinciale. Questo vuole essere un contributo che abbiamo dato alla nostra comunità perché crediamo all’uomo, alla persona, alla famiglia, ai valori ed è su questi valori, su questa impostazione che abbiamo costruito il nostro programma, partendo da alcuni principi. E’ un’impostazione diversa da quella che è stata data al documento elaborato dal Sindaco Malossini, al quale peraltro formulo moltissimi auguri perché so quali sono le difficoltà che si incontrano nel gestire la cosa pubblica. Gestire la cosa pubblica non è facile e l’attività politica è un’attività complessa, un’attività che implica preparazione; soprattutto, è un atteggiamento culturale, è un atteggiamento di costruzione. Facendo allora l’analisi di una legge regionale che è nata nel 1994 dobbiamo dire che tutti noi abbiamo visto quello che questa legge ha prodotto: noi qui rappresentiamo il 44,25% della popolazione e abbiamo otto Consiglieri comunali, voi rappresentate il 55,75% della popolazione e ne avete ventidue. Non so quale cittadino possa dire che questa è una legge giusta. E’ stata fatta per la stabilità, per la governabilità, ma ad Arco siamo già in crisi, tanto per dire, visto che da diciannove Consiglieri di maggioranza sono passati già a sedici. A ben vedere, non è che in Trentino abbia garantito stabilità o comunque non è che le forze politiche abbiano cercato aggregazione, tant’è che negli ultimi anni il quadro politico si è verbale 24.06.99 / 6 frantumato. Non per nulla, ieri sera in una trasmissione televisiva si parlava di personalizzazione politica, e questo rischio c’è, è effettivo. Noi, invece, abbiamo creduto alla creazione di un’aggregazione, partendo da alcuni valori, e su questi valori abbiamo costruito il nostro programma. Andremo avanti perché abbiamo il senso del dovere verso la comunità e perché siamo qui a rappresentare dei cittadini. Prima parlavo con un cittadino del fatto che al Rione Degasperi la scuola elementare ha il problema della mensa, dove i posti sono insufficienti; questo significa che non è stata fatta programmazione tenendo in considerazione l’utenza, perché se questo fosse avvenuto non si realizzava quello che invece si è realizzato. E’ chiaro che delle soluzioni vanno trovate, e noi siamo appunto qui per trovare delle soluzioni. Cito ad esempio anche il tema del Bar Cristallo: io ho avuto modo di parlare con diversi cittadini e per molti di loro non è un aspetto piacevole vedere una vetrata rotta. Sono aspetti minimali, che però danno il segnale che non c’è attenzione verso la struttura di un Municipio bellissimo, dove a piano terra c’è però questo vuoto. Su questo vorrei sentire cosa pensa il Capogruppo Bassetti, vorrei sapere qual è il suo parere. Tra i problemi da citare c’è quello delle cassettine per i cani, mai usate e quindi rivelatesi una scelta inutile: sono sempre lì, si arrugginiscono e certo non denotano attenzione all’ambiente, dunque andrebbero tolte. L’altro ieri, poi, ho saputo che un operaio della Cartiera è caduto in terra sulla pista ciclabile in Via Guella dove hanno costruito un muretto, quando invece bastava un altro tipo di intervento, magari realizzato in plastica. Piccole cose, indubbiamente. Davanti all’entrata dell’Hotel Lido, quattro stelle, due bidoni delle immondizie. Anche qui piccoli aspetti, che però denotano mancanza di attenzione e che comunque i cittadini vengono a riferire. Per concludere questo primo intervento, ritengo di dover ribadire che la nostra impostazione è diversa dalla vostra. Noi daremo il nostro contributo basando l’impostazione su questi principi, su questi valori. Naturalmente, a voi spetta un ruolo di maggioranza e dovete svolgerlo integralmente, a servizio della comunità. Grazie. Consigliere de Eccher Come è mio costume, parto da lontano. Ho qui tra le mani il verbale della seduta del Consiglio comunale del 30 giugno 1995 e posso subito osservare che la sequenza seguita fu diversa da quella applicata su indicazione del Segretario nella recente occasione: allora avevamo “eventuali comunicazioni verbali dei Capigruppo”, “esame condizioni di eleggibilità e incompatibilità alla carica di Sindaco”, “esame degli eletti alla carica di Consigliere”, “nomina del Presidente”, “comunicazioni del Sindaco” e “comunicazioni del Sindaco sulla proposta degli indirizzi generali di governo”. Anche allora, per la verità, c’era stata una discussione molto animata, poi però si era arrivati ad approvare una delibera sull’esame degli eletti con cui si convalidavano i Consiglieri risultati eletti, si dichiaravano cessati dalla carica i Consiglieri divenuti Assessori, si proclamavano i subentrati che alla fine, essendo presenti in aula, venivano invitati a prendere posto tra i seggi consiliari, entrando quindi in una fase terminale. Ora, mi rendo conto che in effetti si tratta di materia oggettivamente molto articolata e difficile, tuttavia, proprio in ragione di queste perplessità circa la tempistica dei vari passaggi che sono stati realizzati, a livello di Alleanza Nazionale abbiamo ritenuto di sottoporre per iscritto il problema all’attenzione dell’Ufficio di Vigilanza degli Enti locali in quanto un eventuale parere potrebbe dare gli elementi per un possibile ricorso al TAR; peraltro, in base all’art. 10 della Legge verbale 24.06.99 / 7 Regionale 4 gennaio 1993, n. 1 esiste anche la possibilità di annullamento per vizio di legittimità da parte della stessa Giunta provinciale. Evidentemente, riteniamo difficile che la Giunta provinciale, in cui è presente l’ex Sindaco di Riva del Garda, si muova su questo punto, siccome però si tratta di materia complessa interessa anche a noi avere chiarezza, nel senso che vorremmo ci fosse l’interpretazione corretta di una norma che noi per primi riconosciamo come confusa. Nel successivo verbale, quello della seduta del 4 luglio 1995, si riscontrano i seguenti punti programmatici: “Nei prossimi anni, dovranno essere realizzate importanti opere, quali ad esempio la viabilità di collegamento con la Vallagarina, la circonvallazione dei centri abitati della Busa, il piano parcheggi, che preveda a Riva 3.700 posti-macchina, dando priorità ai posteggi limitrofi al centro storico. Si pensa inoltre al palazzetto dello sport ecc. ecc.”. Questa citazione, che avevo portato, non era di Molinari nel 1993 e nemmeno di Molinari nel 1995, ma era di Bassetti nel 1990: questo per dire che sono passati dieci anni e i problemi sono rimasti irrisolti. Ora abbiamo l’opportunità di avere insieme coloro che hanno diretto la comunità in questi dieci anni, siamo sicuri di non sbagliare attribuendo alla vostra parte la responsabilità: è infatti capitato in altre occasioni che si dicesse: “Be’, la responsabilità non è di questa Amministrazione, c’era un’Amministrazione precedente”, oggi però esiste una coalizione che ha messo insieme queste due componenti e quindi insieme portano la responsabilità complessiva. Sempre nel 1995, il Consigliere Lotti diceva: “Sempre a proposito della Giunta, ci permettiamo di ricordare quello che per noi di Progetto Democratico significava nel programma il termine ‘rinnovamento’. In particolare, nel programma dicevamo: ‘Per una corretta realizzazione di questo progetto, il P.R.G., manifestiamo l’esigenza che l’Assessore ai Lavori pubblici non abbia alcun rapporto con interessi diretti relativi a questo settore, chiedendo ad eventuali professionisti che dovessero occupare questa carica di non operare in alcun modo sul territorio comunale’”. Rinforzava il concetto il Consigliere Ballardini, il quale diceva: “Lasciate ora che ricordi anch’io un’esigenza che mi sembra fondamentale proprio sulla strada del rinnovamento: bisogna assolutamente essere di un rigore estremo per ciò che riguarda il problema del conflitto di poteri o, comunque, del conflitto di interessi tra pubblico e privato perché questa è una questione sulla quale la pubblica opinione è di estrema sensibilità. All’Assessore Matteotti sono state tolte delle competenze rispetto a quelle che aveva prima e gli è stata lasciata l’unica che invece gli si sarebbe dovuta togliere: i lavori pubblici. Un professionista che esercita la sua funzione in quel settore mi pare veramente un elemento negativo dal punto di vista della trasparenza”. Per la verità, questi Consiglieri avevano già cambiato parere nel corso della precedente legislatura, tant’è che poi sono entrati tranquillamente in maggioranza, noi, però, che abbiamo una certa nostalgia per quelli che a sinistra venivano scherzosamente chiamati “trinariciuti” da Guareschi – i comunisti “alla Peppone”, per intenderci – sostanzialmente arriviamo a preferire questi a coloro che occupano oggi i banchi della sinistra. Ricordo che Guareschi, a Reggio Emilia, quando venne attaccato per i film, che peraltro contro il suo parere vennero proiettati, ebbe a dire a sua difesa, in una platea che gli era fortemente contraria: “Io sono riuscito a realizzare l’impossibile: ho reso simpatico un comunista”. Noi abbiamo avvertito questi cambiamenti, li abbiamo avvertiti anche a livello di Partito Socialista. Io abito in una piccola comunità e una volta i socialisti erano l’artigiano, l’operaio, persone del tutto per bene, poi all’improvviso sono comparsi i professionisti e così abbiamo trovato verbale 24.06.99 / 8 l’ingegnere, l’architetto, il geometra e sicuramente anche questo cambiamento di funzioni è stato un segnale che poi, a livello giudiziario, è stato in qualche modo recepito. Andando oltre, sempre nel 1995 il Consigliere Paolo Matteotti diceva: “Nel ricordare il passato bisogna essere precisi: le deroghe all’ampliamento della Cartiera sono state concesse dall’Amministrazione Bassetti-Spisani, all’indomani della famosa convenzione sottoscritta nel 1985 con la Cartiera. In pratica, firmata la convenzione, c’erano degli accordi che dovevano essere rispettati dalla Cartiera e dal Comune: quelli da parte del Comune sono stati rispettati in primis e quelli da parte della Cartiera non sono mai stati rispettati, anche perché mancavano la forza e la volontà politica di farli rispettare, come invece ha ottenuto con successo l’Amministrazione Molinari in più occasioni. Si è trattato di una diversa forza e di una diversa interpretazione dei rapporti, che è bene augurante per il nostro futuro. Potrei citare altri errori del Consigliere Degara, ma lascio perdere perché non è il caso (e questa identificazione DegaraBassetti non è casuale perché, ricordiamolo, eravamo nel 1995, anche se poi evidentemente i percorsi sono stati diversi”. Molinari, sempre nel 1995, così si esprimeva: “Delle Amministrazioni precedenti abbiamo criticato talvolta le soluzioni politiche. Nel 1993, in particolare, ci fu anche da parte del sottoscritto una scelta politica ben precisa, che forzatamente si continua a non volere riconoscere politicamente e che fu la sconfessione politica di un accordo di natura consociativa tra le forze politiche. La conseguenza di questa scelta è stata un tentativo di rinnovamento della dirigente cittadina”. Ora che il figlio prodigo è tornato all’ovile, probabilmente riesce difficile parlare di “rinnovamento della classe dirigente cittadina”; per intenderci, il riferimento era all’attuale Consigliere e Capogruppo di Riva Domani, Bassetti. Evidentemente, nella politica questi percorsi non sono una novità, è bene comunque che tutti ne prendano conoscenza perché chi ha un percorso lineare deve essere giudicato in un certo modo, chi ha percorsi irregolari, strani ecc. deve essere giudicato proprio ed anche per queste curve che ogni tanto caratterizzano i movimenti. Per quanto concerne il documento programmatico, come Consigliere gradirei un po’ di rispetto in più, e vi dico subito perché. Pag. 1: “Motivazioni politiche ideali. Con le forze politiche che hanno dato vita, condotto e condiviso a diverso titolo l’esperienza dell’Amministrazione comunale precedente, nonché con quelle che hanno inteso partecipare all’allargamento di tale esperienza…”; pag. 4, progetto della campagna elettorale, tanto per intenderci, del Sindaco Malossini: “Le forze politiche che hanno dato vita, condotto e condiviso a diverso titolo l’esperienza dell’Amministrazione comunale uscente, nonché quelle che intendono partecipare ad un progetto capace di allargare e arricchire tale esperienza…”: praticamente, le stesse parole. Frase successiva del documento programmatico: “…i valori che uniscono il pensiero cristiano, le culture laica, liberale, repubblicana ecc.”, quando dall’altra parte, nei principi ispiratori, si richiamano gli stessi valori “che uniscono il pensiero cristiano, le culture laica ecc. ecc.”. E ancora: “La promozione della dignità della persona sarà il centro dello sviluppo e dell’azione del nostro governo, mirando allo sviluppo culturale, sociale ed economico della comunità nelle sue varie componenti”, mentre nel programma elettorale troviamo: “Pone al centro dello sviluppo e dell’azione di governo la promozione della dignità della persona, mirando allo sviluppo culturale, sociale, economico della comunità nelle sue varie componenti”. Pag. 1 del documento programmatico: “Vogliamo una società aperta, capace di rapportarsi alle esigenze del territorio, valorizzando nell’ambito di uno sviluppo sostenibile la ricchezza delle verbale 24.06.99 / 9 specificità…” e a pag. 4, programma elettorale: “Si ispira ad un modello di società aperta, capace di rapportarsi alle esigenze del territorio valorizzando nell’ambito…”. A questo punto, neanche mettere queste tre facciate, se devono essere di questo livello! Osservando la composizione di questa Giunta, poi, e nessuno me ne voglia, noto che il suo massimo comune denominatore dovrebbe essere l’armonia tra i suoi componenti, e mi fermo qui, dicendo semplicemente che, per me, sedici righe di motivazioni politiche e ideali sono troppe. Non voglio essere offensivo per nessuno, non mi si dica però che questa è una maggioranza coalizzata, che trova unione in grandi motivazioni politiche e ideali: non lo crede nessuno e, se uno va a fondo della propria coscienza, credo abbia comunque le idee chiare, quindi… lasciamo perdere. Questo non riguarda i singoli, chiaramente, ma riguarda le motivazioni complessive della coalizione. Andiamo avanti parlando dei valori che uniscono il pensiero cristiano, le culture laica, liberale, repubblicana, ambientalista, quella del socialismo, della sinistra democratica, e chi più ne ha più ne metta, ci si è però dimenticati una parte che c’è invece nelle pagine successive, ossia “la tradizione che si ispira al significato dell’autonomia, che caratterizza la storia del Trentino”. A questo punto, io non li conosco individualmente, ma ho appreso dalla stampa che vi sono dei Consiglieri del FAR, coordinati da Mario Zucchelli, ed io credo che possano avere titolo per chiedere un po’ di visibilità in più perché nella premessa questa visibilità, almeno sul piano politico, è stata loro tolta. Sempre a pag. 1 troviamo scritto: “…le nuove forze politiche con i nuovi uomini”; ci spieghi il Sindaco quali sono le nuove forze politiche, quali sono gli uomini nuovi. Più avanti leggiamo: “Le nostre società AGS e Lido di Riva”; l’aggettivo possessivo è proprio quello, in quanto si tratta delle “vostre” società AGS e Lido di Riva visto che nella realtà di Riva del Garda abbiamo un’anomalia, che non si ripete negli altri Comuni, di un controllo esclusivo della maggioranza su queste strutture. Negli anni passati abbiamo chiesto più volte di avere un rappresentante in questi Enti e non abbiamo avuto soddisfazione. In fondo a pag. 1 è scritto: “…senza dover sempre inseguire l’economia che anticipa la politica”, quando invece fino ad oggi questa è stata la scelta e, viste le premesse, credo che l’intenzione sia di continuare per la strada intrapresa. Al punto n. 3, “La macchina comunale”, si parla di miglioramento dei servizi e qui ricordo che questo Consiglio comunale, nelle persone che lo hanno rappresentato in maggioranza in passato, ha approvato degli accordi a livello sindacale vergognosi, che vanno al di là del senso comune, non avendo quindi titolo per parlare di miglioramento, di efficienza, di qualità, di meritocrazia. In quest’aula è passato un contratto collettivo in cui c’erano indennità di tutti i generi, persino quella per lo svolgimento di quelle funzioni proprie del dipendente, nel senso che un dipendente doveva fare determinate cose ed aveva l’indennità per fare quelle stesse cose; c’era anche il premio per il miglioramento dei servizi destinato a persone che non erano in servizio, c’era la possibilità di accedere a livelli superiori senza qualifiche e titoli dopo un certo periodo… insomma, cose che non avevano né capo, né coda. D’altra parte, i dipendenti sono elettori, i dipendenti per un’Amministrazione sono lo strumento operativo quindi, evidentemente, si è preferito fare passare tutti questi provvedimenti laddove invece, come Alleanza Nazionale, abbiamo messo in evidenza le contraddizioni. Tanto per farlo presente alle persone che non hanno avuto modo di partecipare alla discussione, ricordo che trovavamo a rappresentare l’Ente verbale 24.06.99 / 10 pubblico l’ex socialista Duca e Zanetti, attuale Consigliere comunale ad Arco, mentre dall’altra parte c’erano le componenti sindacali. Piano Regolatore Generale. Il Piano Regolatore Generale è un qualche cosa che vi appartiene pienamente. Sappiamo che su questo argomento ci dovremo documentare e per parte nostra non vi daremo né spazio, né tregua in quanto si tratta di un elemento che andrà ad incidere sull’avvenire, sul futuro della città per i prossimi anni e si tratta anche di verificare una serie di passaggi che in questa sede non sono stati chiariti. Mi riferisco, ad esempio, al passaggio da Favole all’Ufficio Tecnico, quindi l’esautorazione o comunque la rottura del rapporto, anche se l’attuale Sindaco a suo tempo ci aveva dato l’idea di una chiusura consensuale, quando in realtà non è così. Ad ogni modo, entreremo nello specifico di questo argomento e cercheremo di mettere in evidenza le contraddizioni che in parte già conosciamo. Peraltro, vi posso già dare un’informazione, e chi ha rettitudine personale potrà trarre le proprie conseguenze; in particolare, vi porto un atto che è la delibera 9 aprile 1999 che ha come oggetto: “Architetto Sandro Flaim, affidamento dell’incarico di sostituto del dirigente del Servizio Beni culturali”, mentre il testo recita: “In attesa della preposizione al Servizio Beni culturali di un dirigente titolare, alla luce della citata previsione normativa (…); ritenuto maggiormente indicato l’architetto Sandro Flaim, la Giunta provinciale, udita la relazione… a voti unanimi delibera di affidare, per le motivazioni esposte in premessa, all’architetto Sandro Flaim l’incarico di sostituzione temporanea del dirigente del Servizio Beni culturali”. Si tratta, come ho potuto verificare, di un incarico temporaneo particolarmente ambito. In pratica, nel momento in cui l’architetto Flaim, Commissario ad acta nel Comune di Riva, e quindi sostituto con potere assoluto di questo Consiglio comunale, con Favole ormai esautorato, nel momento in cui lavorava per il Piano Regolatore Generale dando risposta alle richieste dei cittadini, cittadini di tutti i generi, veniva promosso a sostituto dirigente del Servizio Beni culturali su proposta – qui non compare, ma è evidente – dell’Assessore competente, e voi sapete che l’Assessore alla Cultura e all’Istruzione è l’ex Sindaco di Riva del Garda. Se questa è trasparenza, valutatelo voi! Il successivo punto recita: “Valorizzazione del ruolo e del funzionamento delle Commissioni consiliari” e si trova così scritto: “La recente esperienza fa ritenere detta modalità non funzionale sia per il numero esagerato di partecipanti alle Commissioni sia per il diverso grado d’impegno che i rappresentanti dei vari Gruppi possono mettere nel lavoro delle Commissioni, a seconda degli argomenti di volta in volta in trattazione, sia perché ciò incide negativamente sull’autorevolezza delle Commissioni, nei rapporti con il Consiglio comunale, di cui sono organismi esponenziali, e quindi rappresentativi, di elaborazione istruttoria”. Sostanzialmente, qui si prevede di modificare le Commissioni consiliari dicendo che avere un rappresentante, pur con voto plurimo, per ogni Gruppo non è opportuno. Su questo punto ero già intervenuto dicendo che la minoranza, ciascun Gruppo ha legittimamente, giustamente, per fortuna, una sua sensibilità particolare per i diversi temi e quindi deve avere titolo ad essere rappresentato. I Gruppi sono sette, otto, dieci e se fino ad ora le Commissioni non hanno operato non è certo per il numero dei rappresentanti. Il perché poi ve lo spiegherò, qui comunque si tratta di ridurre numericamente i partecipanti alle Commissioni per dare un ulteriore colpo alle possibilità operative delle Commissioni stesse. Ai nuovi Consiglieri ricordo che nella precedente legislatura avevamo quattro Commissioni e tra questa la Commissione Urbanistica, che io ho presieduto per un periodo molto breve: infatti, il Sindaco era andato sulla stampa dicendo che io verbale 24.06.99 / 11 utilizzavo la Commissione Urbanistica per farmi pubblicità, andando oltre quelli che erano i miei compiti, e su questo ho presentato al Presidente del Consiglio, che deve tutelare i Consiglieri e le Commissioni, una relazione di cinque pagine in cui dimostravo che dal punto di vista normativo ero nel giusto e che addirittura in precedenza Sindaco e Segretario si erano espressi secondo il mio punto di vista, perché la Commissione risponde solo al Consiglio e non alla maggioranza o alla Giunta; ebbene, il Presidente di allora non ha ritenuto di dire una sola parola e questo mi ha creato effettivo dispiacere. Addirittura, ho avuto più soddisfazione dal Sindaco, che ha sostanzialmente riconosciuto di avere sbagliato, invece non l’ho avuta dal Presidente, che pure doveva essere il mio garante, e forse anche per questo sul ruolo del Presidente ho spesso qualcosa da dire. Io comunque mi sono dimesso, è subentrato il Consigliere Guella e da allora la Commissione si è riunita solo per gli atti dovuti, ossia per deliberare, per osservare quei punti che necessariamente dovevano passare dalla Commissione Urbanistica per poi arrivare in Consiglio comunale. Questo è stato l’unico ruolo esercitato, con la guida della maggioranza, da parte della Commissione; quando l’ho guidata ho provato a convocarla in alcune occasioni in forma autonoma, chiamando professionisti, affrontando problemi ecc. anche sulla base di singole richieste. Commissione Cultura: anche questa si è riunita pochissime volte per fare l’ordinaria amministrazione. Commissione Problematiche sociali: a suo tempo, quando se ne discuteva a livello di Capigruppo, essendoci la disponibilità a dare una Presidenza alle minoranze l’avevo chiesta io in quanto avevo delle idee particolari, forse anche per il rapporto con gli studenti, per ragioni personali e così via; non mi è stata data ed ho avuto invece la Commissione Urbanistica, nella logica più generale della distribuzione degli incarichi. Quella Commissione non ha mai operato, il Consigliere Menapace la convocava una volta all’anno per sentire la relazione della responsabile della Casa di Riposo e basta, nonostante qualche problemino sociale a Riva del Garda ci sia e ci siano anche delle opportunità. Purtroppo, c’era l’idea che queste Commissioni non dovessero operare per non creare fastidio agli Assessorati competenti, al Sindaco in particolare, alla Giunta. Io non so se qui qualcosa andrà cambiando con la maggioranza, che però allora non ha avuto niente da dire, nel senso che il Sindaco attuale, gli Assessori attuali hanno difeso le scelte di Molinari. Io non so se Molinari è presente, non fisicamente, ma in qualche altro modo in quest’aula, sta di fatto che il precedente fa testo: negli anni passati, qui nessuno ha difeso i diritti delle minoranze. Speriamo che in qualche modo la situazione cambi. Per quanto riguarda la Commissione Regolamenti, andate a vedere i Regolamenti che ancora non abbiamo preparato, e sono passati cinque anni. Avevamo anche un Presidente competente, nel senso che sul piano della competenza il Consigliere Ballardini era il migliore di tutti e quindi c’era anche la possibilità di operare con una Presidenza qualificata, sta di fatto che li faremo noi, o comunque chi andrà in quella Commisione. Lasciamo allora perdere queste proposte per rendere più efficaci le Commissioni: per rendere più efficaci le Commissioni ci vuole la volontà di operare correttamente. Vado a pag. 5, dove si parla di trasparenza amministrativa: “Definizione di chiari criteri di assegnazione degli incarichi e delle consulenze, ricorrendo, per le opere più significative, anche a concorsi per idee”. Ora, come si può supporre la trasparenza amministrativa da una Giunta sostanzialmente confermata, che ha dato il lavoro più importante a Riva del Garda, la ristrutturazione di Palazzo Salvadori Lutti, all’architetto Angelini, esponente dei Popolari? Si parla di 600-700 milioni di lire di parcelle - le cifre esatte non le ricordo – senza concorso, senza verbale 24.06.99 / 12 confronto, mettendo avanti la necessità dei tempi, l’urgenza ecc. Come si può pensare di avere trasparenza da una Giunta che ha affidato i lavori delle piazze all’impresa Azzolini con il parere contrario del proprio Ingegnere-capo, che diceva: “Bisogna seguire un’altra procedura, bisogna andare all’appalto”? Nonostante questo si è andati avanti. Il lotto successivo è stato fatto con un ribasso del 10%, quindi abbiamo perso comunque, se dovessimo fare le proporzioni, 150-200 milioni di lire. E quell’impresa Azzolini è la stessa che ha avuto nello scambio tra la particella edificiale 32, i piani superiori di quell’edificio aggiuntivo in Piazza 3 Novembre, la permuta con l’ex Panificio di Viale Dante. Il Consigliere Guella, che quando ne parlava era già entrato a sostenere la maggioranza, ha fatto un intervento in cui diceva che in base ad una sua stima, ed io sto raccogliendo il materiale perché ci sarà un esposto su queste cose, il Comune ha perso, secondo tre ipotesi, lire 400 milioni, lire 1 miliardo e 200 milioni o molto di più, se verranno realizzati dei negozi: questo, ripeto, non lo dico io, lo diceva il Consigliere di maggioranza Guella. A questo punto, scusatemi se dico che le premesse della trasparenza non ci sono. Tra i criteri, si parla di “una competenza di persone capaci, che si qualifichino per la loro autorevolezza e per il riconoscimento pubblico”, e questo quando qui c’è qualche Assessore che proprio un grandissimo consenso in termini elettorali dalla popolazione non l’ha avuto. Non abbiamo raggiunto l’assurdo della volta precedente, quando abbiamo avuto un Assessore che non era nemmeno entrato in Consiglio, non ci siamo comunque andati lontani. A pag. 6 leggiamo: “Essenziale è poi per il nostro Comune un rapporto di fattiva collaborazione e proposta con la Comunità del Garda, espressione dei valori ambientali e degli interessi economici di un bacino naturale d’eccezionale bellezza e valore, che esige un’attenta salvaguardia e una gestione coordinata”. Io credo che questo programma sia stato realizzato quando ancora non si sapeva chi sarebbe stato il candidato Sindaco: siccome poteva anche essere un professore che rappresenta Riva del Garda nella Comunità, penso che queste parole siano state inserite per cortesia. Noi, come minoranze, in occasione del bilancio abbiamo proposto un emendamento per fare uscire Riva del Garda da questa Comunità, che è uno dei tanti carrozzoni che costano e basta, che hanno strutture equivalenti in cui è rappresentata la Provincia e che hanno certamente più peso. Probabilmente, ripeto, questo “essenziale” deriva dal fatto che il programma è stato steso prima della scelta del candidato Sindaco. A pag. 7, nel passaggio relativo alla regolazione urbanistica generale, si legge: “…e quanto sia costata la stesura del P.R.G.”; be’, il Piano Regolatore Generale è costato molto, anche qui però bisogna dire che rispetto a Favole, che ad un certo punto è stato estromesso, così come rispetto a Winkler, che ha operato nella nostra realtà senza titolo per tanto tempo, questa maggioranza sosteneva di avere soltanto ereditato queste figure, anche se poi di fatto a firmato le convenzioni, e che quindi le scelte appartenevano a chi amministrava in passato. Oggi che abbiamo l’Assessore Mosaner, il Consigliere Bassetti nuovamente nel gruppo dirigente, be’… anche qui vi prendete tutte le responsabilità degli ultimi dieci anni, perché non potete dire: “Hanno sbagliato quelli che hanno scelto in precedenza”. Tra l’altro, poi, non è che a quei tempi Molinari fosse il leader dell’opposizione, era l’Assessore alla Cultura, quindi una certa continuità l’abbiamo vista. Oggi il centrosinistra bene o male porta con sé l’Amministrazione degli ultimi vent’anni, almeno se andiamo ad analizzare le singole persone, evidentemente, quindi, si deve anche fare carico di quello che negli ultimi vent’anni è stato realizzato. verbale 24.06.99 / 13 Per quanto riguarda la circonvallazione interverrà poi il mio collega, Consigliere di Alleanza Nazionale, io mi soffermo invece sul punto relativo a Largo Marconi-Inviolata, perché su questo sarà interessante vedere quale sintesi si realizzerà tra quello che è il pensiero dell’Assessore Matteotti e quello che è il pensiero dell’Assessore Munari. Sappiamo tutti che, quando c’è stima reciproca, quando le persone si rispettano, un accordo si troverà sempre, comunque qualche problemino su questo punto ci dovrebbe essere. Per quanto riguarda i parcheggi, abbiamo un quadro complessivo che testimonia l’inefficienza delle diverse Amministrazioni che si sono succedute nel tempo: vi potrei infatti portare i verbali degli anni Ottanta, allorquando si discuteva del parcheggio di Via Pilati dicendo le stesse cose che si sentono dire adesso. Addirittura, se uno legge i verbali di allora li può sovrapporre tranquillamente a quelli di oggi, e questo per dire dell'efficacia amministrativa. Pag. 9, opere sovracomunali e loro realizzazione, che come si dice qui sarà concordata con i Comuni limitrofi. Troviamo tra queste la struttura sportiva coperta polifunzionale e qui evidentemente abbiamo degli sportivi che ne sanno più di noi, perché “l’Adige” scrive: “Il capitano del G.S. ci ha ripensato e per almeno un’altra stagione calcherà ancora il parquet bianco-azzurro. ‘A questo punto – ha detto Bobo – mi piacerebbe inaugurare il campo del Palafiere 2, come è accaduto per il Palagarda. Alla fine è prevalsa la voglia di giocare’”, quindi pare che questa struttura ci sia, se ne parla così pubblicamente un giocatore di pallacanestro. Attenzione all’ambiente: questa la verificheremo attraverso il Piano Regolatore, perché qui alle volte si dimentica che è il Piano Regolatore che difende l’ambiente. Non è che noi dobbiamo andare a difendere una singola pianta all’interno della città facendo la battaglia parziale: anche questa va fatta, ma il discorso, evidentemente, è più complessivo. Io spero che essendoci qui dei rappresentanti di quel tipo di cultura, che poi oggi dovrebbe essere, ma non sempre è, universale, il Piano verrà analizzato anche sotto questo. Nello stesso capitolo si parla di attenzione al problema del corretto uso dei sentieri di montagna e della difesa del Monte Brione. Come sappiamo, si tratta di un problema congiunto perché tutti abbiamo verificato quello che è successo proprio in quell’ambito. Per quel che riguarda la raccolta dei rifiuti, due anni fa avevo chiesto al Sindaco Molinari di organizzare come Consiglio comunale, ovviamente per chi era interessato, un’uscita per andare a visitare la discarica. Sul problema della raccolta dei rifiuti ho acquisito un minimo di competenza perché sono stato invitato ad alcuni dibattiti sull’inceneritore che si prevedeva e si prevede tuttora nella zona vicina a Rovereto, quindi avevo chiesto che ci fosse un interessamento anche alla luce delle previsioni del piano provinciale. Erano state date delle garanzie, addirittura gli ultimi due-tre mesi si era costituita una Commissione, di quelle specifiche, sul tema, poi però la campagna elettorale ha avuto il sopravvento, quegli interessi sono stati prevalenti e non se n’è più parlato. E’ un argomento importante: sarebbe bene che ogni singolo Consigliere prendesse conoscenza di quello che è il piano provinciale, con le relative indicazioni, anche perché rischiamo di trovarci delle soluzioni che non ci aspettiamo. A pag. 12 si fa riferimento al lavoro femminile e qui invece di ricorrere al termine “parttime” preferisco usare “tempo parziale”, visto che abbiamo le parole in italiano per difendere la nostra cultura. Io chiedo che proprio con riferimento al lavoro femminile vi sia un’attenzione particolare per il tempo parziale nell’ottica della tutela della famiglia, dove comunque la donna riesce a svolgere la doppia attività: sappiamo tutti, infatti, che la donna che lavora ha anche il verbale 24.06.99 / 14 lavoro di casalinga e quindi, proprio per dare maggiore armonia, maggiore serenità, maggiore ordine alla famiglia, si deve cercare di privilegiare nel tempo parziale le donne. A questo proposito io avevo formulato alcune osservazioni nell’ambito dell’Amministrazione comunale, nel senso che le dipendenti del Comune dovrebbero essere privilegiate rispetto a soluzioni di questo tipo. Sempre a pag. 12 troviamo scritto: “Promozione di una rete distributiva dei generi di prima necessità nei paesi e nelle frazioni”. Anche qui il problema va risolto a monte: non si può costruire il centro commerciale e poi andare a difendere le singole attività economiche della periferia e del centro storico. Su questo punto, Alleanza Nazionale ha dato un segnale con la battaglia contro il centro commerciale del Fangolino, battaglia vittoriosa, anche se vi ricordo che l’attuale e confermato Assessore alle Attività economiche in forma pubblica ebbe a dire che ormai era cosa fatta, che le iniziative di Alleanza Nazionale non avevano possibilità di risultato perché tutto ormai era definito. Il Sindaco Molinari ebbe a dire: “Be’, in fondo, si tratta del primo centro commerciale sul comune di Riva del Garda”, e sarebbe stato il più grande centro commerciale dell’intera provincia, 120.000 metri cubi. Questo è un risultato che io personalmente rivendico per Alleanza Nazionale, un risultato che probabilmente non è stato sufficientemente valutato. Con riferimento al campo turistico si dice: “Scelte importanti dovranno essere effettuate dalla nuova Amministrazione nel delicato comparto dello sviluppo turistico attraverso la società Lido S.p.A. e dovrà essere realizzata un’importante sinergia finanziaria, operativa e promozionale fra il soggetto pubblico ed i privati”; metteteci anche i nomi e i cognomi, perché li sappiamo tutti. Quando si dice “pubblico e privato”, uno ha l’idea del pubblico e poi della collettività dei privati, invece qui non è così: c’è il pubblico e ci sono dieci privati, sempre loro. Sia chiaro che il riferimento ai privati è a “quei privati”, non ai privati come cittadini. Questa è una filosofia che non è nuova: Agnelli, De Benedetti, annessi e connessi ce l’hanno insegnato. Una politica di questo genere è stata seguita per decenni, quindi attenzione, perché è in atto anche a Riva del Garda, ed io mi rivolgo a quelli che eventualmente hanno delle motivazioni, hanno la capacità di leggere le scelte politiche. “Si vuole arrivare – pag. 14 – alla completa detassazione ai fini ICI per la prima abitazione e relative pertinenze”: questa volontà c’è, è effettiva e noi abbiamo riconosciuto alla precedente maggioranza il fatto di avere previsto le detrazioni in maniera significativa dal punto di vista quantitativo, allora però avevamo anche presentato prima un ordine del giorno, chiedendo l’abolizione dell’aliquota per la prima casa, che non è stato approvato, e in sede di bilancio un emendamento, che d’accordo con l’Ufficio Ragioneria, che aveva verificato la regolarità dei conti, prevedeva l’eliminazione dell’ICI sulla prima casa, una decurtazione di circa lire 150.000.000 ai contributi previsti per il Museo e per altre strutture ed un aumento dello 0,2 per mille dell’ICI sulle seconde case sfitte, ma neanche questo emendamento è passato. Speriamo dunque che la volontà venga confermata, anche se nel passato i segnali non ci sono stati, e guardate che da questa parte case sfitte non ne abbiamo, però sappiamo tutti dove sono. A pag. 16, a proposito di scuola, si parla di polo tecnico. A questo riguardo, mi corre l’obbligo di fare una precisazione, anche perché sulla stampa si è parlato della questione di S. Alessandro, dell’Istituto Tecnico ecc. Io avevo presentato, d’accordo con gli insegnanti di tutte le formazioni politiche, un emendamento al bilancio alcuni anni fa proprio per impedire lo sperpero verbale 24.06.99 / 15 di 600 milioni di lire per l’ampliamento della struttura sapendo che poi, di fatto, ci sarebbe stato il trasferimento a quelle che sono le caserme e quindi a quella che è l’attuale localizzazione dell’Istituto per ragionieri e per geometri; il fatto che la Provincia abbia svolto i lavori in una maniera inaccettabile, nel senso che prima hanno fatto l’esterno e poi si sono resi conto che dovevano fare altri interventi, tanto che vi sono ancora dei lavori in corso, è addebitabile appunto solo alla Provincia e se si è ritardata la soluzione del problema non è certo per colpa di chi, allora, in maniera legittima e corretta, ha fatto risparmiare all’Amministrazione pubblica 600 milioni di lire. Parlando di cultura, tra gli impegni prioritari troviamo: “Valorizzare, coordinare ed ottimizzare le attività del Museo…”; forse non tutti sanno che il Museo costa alla nostra comunità all’incirca un miliardo e mezzo e a fronte di questo costo complessivo produce sei, sette, cinque visitatori paganti al giorno. Ne torneremo a considerare tutti gli aspetti, perché ci sarà poi l’occasione del bilancio, io però qualcosa voglio dire adesso anche in relazione a quelle opere di carpenteria metallica – così le aveva definite il Consigliere Delaini -, che abbiamo alla Rocca e che adesso ci troviamo anche alla Miralago, collocate dal Museo Civico. Se io presiedessi una struttura privata, una persona che realizza scelte di questo tipo la licenzierei in tronco. Il senso estetico di chi dirige il Museo è evidentemente nullo: fa il pari con chi ha voluto l’orologio così come lo possiamo vedere, tra l’altro fermo. E sulla questione dell’orologio, i rappresentanti della maggioranza mi devono dare atto che non ho calcato la mano per non infierire su una persona specifica che si trovava in difficoltà: non mi sembrava corretto, non mi sembrava educato e comunque non è nel mio stile. D’altra parte, lì bisogna porre rimedio, bisogna che qualcuno si faccia carico del ripristino dell’orologio, così come qualcuno si deve fare carico dell’eliminazione di queste brutture, e fate attenzione, perché c’è un progetto sulla città e noi ce le ritroveremo dappertutto. Io ho dei ragazzi del gruppo giovanile che hanno intenzione di mobilitarsi su questo tema, di raccogliere delle firme, dunque vedremo cosa fare. Anticipo che Alleanza Nazionale, tramite i suoi gruppi giovanili, opererà contro queste cose perché si va a deturpare la città. Siamo qui in trenta, quaranta persone ed io mi chiedo chi veramente abbia apprezzato quelle presunte sculture, chi abbia apprezzato quei disegni privi di senso. Ora, il senso è estetico è variabile, chiaramente le opinioni non possono essere sempre uguali, quando però si tratta di cose del genere credo ci sia un buon senso comune. Guardate che qui andiamo a pagare noi e, se abbiamo dei dirigenti che si muovono con questi indirizzi, immaginatevi che cosa realizzano quando svolgono la loro attività. In questo senso si può anche spiegare il fatto che abbiamo i sei visitatori paganti e magari tre persone o quattro impiegate all’ingresso. Si tratta di pagare lire 20.000 a compensazione di quattro persone presenti, visto che le risorse raccolte nella città dal Museo Civico sono di 6-7 milioni di lire a fronte di un bilancio di un miliardo e mezzo. Punto n. 7, “La vita dei quartieri”: si parla di vigilanza di quartiere, che c’era pari pari nel programma di Molinari; per la verità c’era anche nel nostro, però noi non abbiamo amministrato. Se c’è l’idea di istituire il Vigile di Quartiere regolatevi un pochino, perché non vogliamo trovarlo sempre nei programmi senza alcuna indicazione precisa, senza la volontà effettiva di attivare questo genere di struttura, che purtroppo la società moderna rende indispensabile. Vedete, voi avete dato tutta una serie di indirizzi programmatici che possono avere un loro significato e un loro senso; se io dico: “Quella persona è una persona retta, una persona per verbale 24.06.99 / 16 bene, una persona corretta, nel passato ha sempre mantenuto gli impegni”, è chiaro che, se mi dice una cosa, io la considero positivamente, diverso invece è se quelle stesse cose mi vengono dette da chi ha fatto una campagna elettorale con un’alleanza e poi, dopo un anno e mezzo-due, ha cambiato alleanza facendola con coloro che erano gli avversari di due anni prima e tutto senza nessun problema, perché anche Assessori e Consiglieri che non gradivano la sinistra si sono spostati con tranquillità, con serenità, a dimostrazione che poi questi valori ideali di riferimento sono di modesta entità. Il discorso, peraltro, vale anche sul piano delle singole scelte. Io devo ringraziare la comunità di S. Alessandro, perché ha dato un segnale che laddove i patti non vengono rispettati almeno a livello minimale, almeno a livello di quartiere la risposta arriva proprio perché non si può promettere e poi non mantenere. Ecco allora che tutti questi punti, elencati anche in maniera certosina, che valenza hanno, che valore hanno se sono proposti da persone che in passato non hanno mantenuto gli impegni? Al di là del fatto che chi si colloca all’opposizione a mio giudizio deve comunque, rispetto ad indirizzi di questo genere, dare un voto contrario, preciso qui che il nostro voto contrario nasce anche dall’esperienza: noi, infatti, abbiamo l’esperienza di un’Amministrazione che alle minoranze non ha dato assolutamente spazio e nessuna voce, nessun Consigliere singolo di maggioranza ha scelto di tutelare coloro che pure avevano diritto di esprimersi, di avere spazio, di esercitare l’azione di controllo. Ripeto: non c’è stato un singolo Consigliere di maggioranza che abbia avuto il coraggio di dissentire. Forse qualcuno non ha presente la situazione e allora porto alcuni casi: quando una volta il Sindaco si è astenuto perché parte interessata nel dibattito, si sono astenuti in quindici: perché? Perché hanno visto il Sindaco che si asteneva. Una volta è capitato che, su una mozione presentata da Alleanza Nazionale - Molinari non c’era più, quindi faceva un po’ da referente il Consigliere Ballardini -, Ballardini, per un fatto straordinario, ritenne di appoggiare la nostra mozione e a quel punto c’è stato il caos perché i Consiglieri non sapevano nemmeno che cosa andavano a votare: hanno visto Ballardini alzare la mano, hanno percepito che era una mozione che veniva da Alleanza Nazionale e si sono trovati a disagio, hanno dovuto chiedere l’interruzione dei lavori, verificare presso il Segretario che cosa si stava votando. Questa è l’esperienza che abbiamo avuto e adesso che qui vedo parecchi giovani spero abbiano un altro spirito, abbiano un altro senso della politica, ricordando però che la situazione era questa, senza che mai – ripeto – ci sia stata una voce, ci sia stato il coraggio di dire una volta “no”. Attenzione, allora, perché noi veniamo qui a fare opposizione e la faremo sempre più dura, la faremo sempre più concreta, non vi faremo passare nulla. Sappiamo che le difficoltà ci sono e che a voi quello che noi andiamo a dire interessa poco, attenzione però a non sbagliare, perché se sbagliate siamo pronti a colpire proprio perché l’esperienza che ci avete fatto vivere negli anni precedenti è indicativa, è un segnale e noi questo segnale lo abbiamo recepito. Ribadisco allora che il nostro è un voto contrario, un voto contrario per quello che è contenuto negli indirizzi programmatici, un voto contrario per il metodo, non di questa maggioranza ma, ricordando che questa maggioranza sostanzialmente è la precedente, della maggioranza che fino ad oggi ha governato la città. Grazie. Consigliere Ravanelli Prendo spunto dal documento programmatico del Sindaco, pag. 5, punto b), dove si parla di trasparenza amministrativa dicendo: “Definizione di chiari criteri di assegnazione degli incarichi e delle consulenze, ricorrendo, per le opere più significative, anche a concorsi per idee”. verbale 24.06.99 / 17 Riguardo al conflitto di interessi si dice: “Nella logica di distinzione tra ruoli amministrativi e professionali, è opportuno che il Comune non assegni incarichi professionali in via diretta ai Consiglieri comunali e che venga mantenuta la necessaria chiarezza quanto su vicende amministrative vengano coinvolte persone rappresentate nel Consiglio comunale”. Desidero fare presente che in Giunta, con ruoli anche politicamente delicati, vi sono architetti, ingegneri e funzionari provinciali. Sempre nel programma del Sindaco, a pag. 7, leggo: “Impegno per la realizzazione delle circonvallazioni di Riva (vedisi anche il programma di Riva Domani a pag.15)”, quindi impegno della Giunta per realizzare l’opera, mi risulta però che a livello provinciale la Giunta non l’abbia inserita nell’elenco delle priorità. Questo impegno, ed è una domanda che vi rivolgo, è solo sulla carta o siete veramente in grado di rispettarlo? Certo l’argomento potrà fare comprendere ai cittadini se il Comune di Riva del Garda è effettivamente autonomo o se è guidato e pilotato, come in molti sostengono, dai vertici provinciali. Desidererei un preciso impegno su questo, anche se ho l’impressione che questa circonvallazione non verrà mai realizzata. Pag. 19, Varone: “rettifica strade e marciapiede per Via Nuova, Via Pasina e Via Venezia”. Colgo l’occasione per soffermarmi su Via Pasina, anche se conosco molto bene i casi di Via Nuova e Via Venezia, e lo faccio perché abito in Via Pasina da quarant’anni. Conosco la pericolosità di questa via, abbandonata da anni, con scarsa segnaletica stradale verticale, priva di marciapiede, che soffre della mancanza di un parcheggio pubblico, con un viavai in contromano anche di camion. Al bivio della fontanella ci sono dei divieti di transito, eppure non vengono rispettati. C’è mancanza di controlli da parte della Polizia, dei Carabinieri, della Polizia Municipale. Sono problemi che fino ad ora non avete mai affrontato, lasciando veramente nel pericolo la cittadinanza. Ho dei forti dubbi che qualcosa venga fatto, anche perché qui vedo parecchie facce della vecchia Amministrazione. Resta una fiammella, data dal fatto che ci sono qui tre rappresentanti del Consiglio comunale in maggioranza della Pasina: Bertoldi, Gentilini e Bonora. Spero che con il loro aiuto, tra maggioranza e minoranza, si riescano a realizzare questi interventi e che assieme si possa fare un bel lavoro. Grazie. Consigliere Alberti Non sarò analitico come il Consigliere de Eccher, né così alto come il Consigliere Daves. Egregio Sindaco, il documento programmatico che Lei ci ha presentato e che riporta così precisamente il programma, come ha fatto rilevare il collega de Eccher, lo consideriamo deludente sotto ogni punti di vista, al di là delle posizioni politiche di maggioranza e di opposizione, per la debolezza delle argomentazioni e le contraddizioni che nel documento stesso risultano palesi. Ci aspettavamo che Lei volasse alto, con un moto di orgoglio indicante non dico l’appartenenza al popolo padano – questo da Lei non posso aspettarmelo -, ma almeno con l’orgoglio di appartenere al popolo trentino e con la fierezza di essere la guida della comunità rivana, comunità da sempre distintasi per la laboriosità e la lungimiranza economica e politica dei suoi componenti, che l’hanno portata ad essere la punta di diamante, il fiore all’occhiello del Trentino - perché questo è -, di un Trentino che si vorrebbe succube di Trento, intesa come Provincia autonoma, Trento che da città vescovile si sta sempre più trasformando in città ministeriale, regno indiscusso delle leggi e della burocrazia, come qui è già stato fatto rilevare più volte. Non si tratta di volere rinverdire una rivanità d.o.c., anche se l’affetto e l’amore che verbale 24.06.99 / 18 porto per questa città mi conducono naturalmente a questo concetto, ma è indubbio, e vale quale esempio, che quando i turisti hanno passato il Brennero ed arrivano a Trento esclamano normalmente: “Siamo a 40 chilometri dalla nostra meta”, quando arrivano a Rovereto dicono: “Ancora 18 chilometri e siamo arrivati” e solo sul poggio di Nago dicono: “Finalmente ci siamo”. Questo per dire l’importanza che per il Trentino riveste Riva: Riva è conosciuta dappertutto, Trento non più di tanto, anche se è la città del Concilio. Noi guardiamo sempre indietro, gli altri hanno i robottini su Marte. In luogo del legittimo orgoglio che dovrebbe animarLa per il ruolo che è stato chiamato a ricoprire, abbiamo trovato un omogeneizzato tutto sommato insipido, un Manuale Cencelli dei valori, non il doveroso rispetto per le idee altrui, ma addirittura la condivisione di valori tra loro lontani: quasi una collegata alla finanziaria, legge omnibus, nella quale trovano posto indifferentemente le necessità della scuola assieme a quelle dei cavatori di pietre, assieme alla salvaguardia del nibbio e quant’altro. Abbiamo trovato un ecumenismo benedicente, come il Papa nei suoi viaggi, una dichiarazione d’intenti come fosse la Carta dell’ONU, cosa del resto rilevata prima anche dal Consigliere de Eccher. Traducendo in soldoni, più comprensibili, ci sembra una pelle di daino bagnata che si adatta a tutte le superfici. E di superfici ruvide da coprire ne ha parecchie, anche all’interno della sua Giunta. Prima o poi, l’argomento di Via Filanda dovrà venire a galla, e Lei sa che il Suo Vice Sindaco ed il Suo Capogruppo hanno, e lo hanno pubblicamente esplicitato, idee diametralmente opposte alle Sue. In occasione di quella discussione si vedrà lo spessore degli uomini, di che pasta sono fatti, a che livello pongono la loro dignità personale. In uno degli ultimi Consiglieri comunali della passata Amministrazione, l’allora Assessore ai Lavori pubblici ed il Capogruppo di Insieme per Riva sono stati praticamente sfiduciati su questo tema, ma eravamo a fine mandato e tutto è finito in niente. Vedremo più avanti, quando sarà il momento, se il Suo ecumenico “vogliamoci bene” sarà ancora d’attualità. Nel Suo documento programmatico, poi, non abbiamo trovato un accenno alla volontà di eliminare i Comprensori, quegli Enti inutili, produttori di una burocrazia inutile e deleteria, dei quali tante volte abbiamo chiesto la fine, confortati dal voto unanime del Consiglio comunale. Quanto meno un accenno ci doveva essere. Veniamo ora alle prospettive politiche ed amministrative, a nostro parere infarcite di un qualunquismo che è molto preoccupante. Parlare di obiettivi in itinere indicando viabilità e parcheggi, ricordando tra l’altro che la vicenda della società Milano-Roma, Milano-Parigi, oltre che allucinante è anche illuminante, perché siamo qui che aspettiamo e non abbiamo niente, sono obiettivi che non servono a niente se non ci danno indicazioni su questioni fattibili, e tra queste non c’è il parcheggio di Via Pilati, con le tombe romane sotto: si parte e ci si ferma, e questo lo si sa da prima. Si deve parlare di soluzioni fattibili anche a medio e lungo termine, coinvolgenti anche le Amministrazioni future, perché un amministratore che è anche un politico deve pensare un po’ più in là della propria scadenza naturale. Ma per poter volare alto, per poter indicare soluzioni adeguate, si deve avere ben preciso il traguardo al quale si vuole arrivare, il concetto di quale dovrebbe essere lo sviluppo che la città dovrà perseguire, specie nella Sua ottica di Primo Cittadino. Il fatto è che Lei, così come i Suoi predecessori, non ha idea di dove vuole condurre la città: qui non è scritto, non lo abbiamo ben preciso, al di là dei Suoi sei anni. Si limita a demandare lo sviluppo ad un Piano Regolatore Generale elaborato in modo assolutamente insoddisfacente, tant’è che il Suo attuale Vice Sindaco ha presentato, quale Assessore ai Lavori verbale 24.06.99 / 19 pubblici della passata Amministrazione, un centinaio di osservazioni, che non sono certo uno scherzo. Si tratta di un Piano Regolatore che, rivisto da un Commissario recentemente promosso a rango di dirigente provinciale, ad una prima rapida osservazione ne ha salvaguardato l’impianto nei suoi lati peggiori, non lo ha migliorato. A questo riguardo debbo dire che chiedo formalmente al Presidente del Consiglio di attivarsi per convocare un Consiglio ad hoc per discutere il Piano Regolatore in seconda adozione, riconoscendo peraltro di sfondare una porta aperta perché il Presidente, nella riunione dei Capigruppo tenutasi prima, in modo totalmente autonomo ha mostrato la volontà di arrivare a questo traguardo e di ciò gliene do atto. Tra le idee a nostro parere errate o mancanti, troviamo in prima linea la Lido di Riva del Garda: si è avuta la splendida idea di consegnarla per la sua gestione alla G.T.S., una società di privati, a fronte di 300 milioni all’anno di affitto, almeno da quanto si è saputo. Lire 300 milioni per gestire un patrimonio di oltre 30 miliardi, patrimonio che, posto sul mercato, verrebbe bruciato in poco tempo perché il valore reale è molto, molto più alto. Per 300 milioni di lire all’anno si tiene in piedi un apparato composto da un Presidente, da un Consiglio di Amministrazione, di cui ci avete appena consegnato lo schema, magari da un amministratore delegato, perché una S.p.A. dovrà pure averlo, e chi più ne ha più ne metta perché gli appetiti sono tanti. A questo punto, sarebbe addirittura meglio togliere di mezzo la S.p.A. e intervenire direttamente come Comune: penso che l’Assessore alle Finanze i 300 milioni li sappia collocare subito in bilancio e non gli puzzino neanche un po’. Altri erano gli obiettivi che il Comune si era dato, anche attraverso lo Statuto, non certo quelli di dare gli utili ai privati e di accollarsi le spese. Secondo lo Statuto, le società per azioni del Comune dovrebbero dimagrire fino al 60% del pacchetto azionario, con gestione al privato, ma con pubblico controllo. Questo tipo di privatizzazione selvaggia, in realtà, serve ad azzerare ogni forma di controllo su questi organismi, senza invogliare nessuno ad acquisire le azioni della proprietà, ma incentivando quelle di gestione, perché è là che ci sono gli utili, non certo nella proprietà, e alla fine dei quindici anni vedremo in quali condizioni sarà la “roba” che diamo a questi privati. E che dire dell’AGS, che viene anch’essa nominata? Abbiamo già detto peste e corna a proposito di operazioni apparentemente tanto buone che sinceramente posso anche consigliarvi di acquistare delle salsicce per legare i cani: lì ci sono soldi e miliardi a palate …! A Lodi esiste la ASTEN, Azienda municipalizzata che si sta trasformando in Azienda speciale e che già serve dieci comuni. Il Comune di Lodi è un soggetto elettrico, ma né la ASTEN di Lodi, né l’ASM di Rovereto sono minimamente interessate alla centrale di Maleo. L’AGS è una società per azioni, fa ciò che vuole, tuttavia il suo Presidente ed il Consiglio di Amministrazione sono praticamente nominati dai soci di maggioranza, che detengono il pacchetto azionario e il Comune, detentore di oltre il 99% del pacchetto azionario, in realtà è il padrone assoluto: non si combatte contro il 99% del pacchetto azionario, si piega la testa e si obbedisce. Padrone assoluto nella persona del Sindaco o di chi eventualmente gli dà delle direttive su ciò che deve fare. Quanto a snellire la macchina burocratica producendo servizi tramite le altre società operative, la riteniamo una dichiarazione d’intenti indubbiamente encomiabile, ma almeno a breve termine la consideriamo irrealizzabile perché da poco si è assestata la pianta organica con i servizi così come sono, non come saranno demandati, e allora la domanda che sorge spontanea è: se si riduce il carico di lavoro svolto in Comune, risulta evidentemente del personale in esubero, dunque quanti e quali funzionari dovranno essere licenziati, tenendo presente che per demolire i verbale 24.06.99 / 20 Comprensori, che sono sempre lì, ma che prima o poi bisognerà azzerare, bisognerà pur assorbire anche quel personale, almeno in quota parte, sena però sapere dove metterlo se già il nostro è in esubero visto che diamo i servizi ad altri? Disquisendo della burocrazia formale e vedendo come dai Suoi scritti appaia un impegno ben preciso, viene da chiedersi, signor Sindaco, dove fosse nella passata Amministrazione. Perché non è intervenuto due, tre, quattro o cinque anni fa? E attualmente, oggi, perché non interviene, magari anche attraverso l’Assessore competente, perché non occorre che lo faccia di persona, sulla modulistica recentemente posta in essere dall’Ufficio Tecnico comunale? Per facilitare i cittadini sono stati prodotti moduli sostituenti le domande in tema di edilizia, cosa di per sé encomiabile, anche se prodromico di fastidi: si tratta infatti di un atto che solo i burocrati possono considerare semplificativo, visto che al posto di una domanda si mettono lì quattordici moduli. E’ una semplificazione che è una meraviglia! I moduli – io li ho visti – sono all’incirca tutti uguali; danno anche un dischetto per l’informatizzazione, perché uno possa metterseli nel computer. Chiedono praticamente le stesse cose, cambiano solo nell’intestazione e per qualche piccolo passaggio all’interno. Se si sbagliano i moduli, che vengono fatti in base alla legge tale o al D.P.R. tal’altro o alla legge provinciale tal dei tali, apriti Cielo: si deve rifare tutto daccapo, magari facendo rientrare clienti che abbiamo in città lontane per apporre una semplice firma, a meno che non mandino via fax una copia del documento da allegare e avanti di questo passo... Chiedo: se si vuole veramente semplificare, come Lei dice, non sarebbe stato meglio fare un modulo unico con uno spazio bianco in cima, consegnare quattordici timbri al funzionario, che non sbaglia mai, e dirgli: “Mettici il timbro giusto”? Non dimentichiamoci che il funzionario è un esperto. Il discorso vale non solo per l’Ufficio Tecnico, ma per tutti i campi in cui opera il Comune, però come sempre si scaricano sui sudditi gli oneri che sono propri della burocrazia. Quanto al Piano Regolatore Generale, poi, c’è da ridere. Il Suo documento programmatico, in poche righe, riesce a mettere insieme una congerie di contraddizioni e anche di bugie. E’ evidente la contraddizione e la bugia quando afferma di volere salvaguardare le aree artigianali: l’attuale Palafiere, infatti, dov’è? Non è forse in area artigianale e industriale, tanto che la costruzione, nelle concessioni edilizie firmate dal Sindaco Molinari, è denominata “capannone industriale e artigianale” e non è ancora Palafiere, che sarebbe commerciale? Non si sono forse mangiate le aree artigianali per fare posto ad un obbrobrio urbanistico (e non mi riferisco alla costruzione, ma alla posizione urbanistica)? Quali aree intende salvaguardare in quella zona se deve acquistarne delle altre per fare i parcheggi a servizio della struttura? Qui ci si prende in giro, perché non si salvaguarda niente. Come può riqualificare le aree attorno al Palafiere con la creazione di idonei spazi se non buttando fuori gli artigiani dalle loro proprietà? Li deve cacciare fuori, altrimenti idonei spazi non ne esistono. Probabilmente, gli artigiani sono anche interessati e contenti di questa situazione, perché venderanno a suon di miliardi le loro proprietà, quindi non faranno opposizioni eccessive. In ogni caso, signor Sindaco, Lei non può fare delle affermazioni di questo genere, dicendo che farà queste cose dando ad intendere che ci sono gli spazi, che esiste tutto, perché sfalsa in modo indecente la realtà e non può pretendere che tutti stiano zitti, magari ammirati da una spudoratezza degna di miglior obiettivo: gli idonei spazi bisogna pagarli, e coloro che vorranno aree artigianali dovranno emigrare in altri comuni. Ho ancora, mi pare nel baule della macchina, il libretto predisposto da Insieme per Riva, con la fotografia Sua, del Sindaco precedente, di qualche Consigliere che è ancora qui in verbale 24.06.99 / 21 quest’aula, dove promettevate che l’area ex Sicom rimarrà agli artigiani: l’abbiamo visto. Se questo libretto lo ha perso, sarò lieto di farglielo avere… (CAMBIO CASSETTA) …utile solo se arriva la S.P. n. 118, ma dal momento che l’attuale Presidente della Provincia autonoma di Trento, il potente dal quale si va a genuflettersi, quale primo atto, e lo hanno ricordato, ha tolto i 40 miliardi di lire che servivano per iniziare la tangenziale tra Riva e Arco, abbiamo il fiero dubbio che si fermerà all’altezza della n. 45bis, la strada di collegamento ArcoRiva, perché quel tratto, da Viale dei Tigli all’Astoria, per capirci, è sufficiente a togliere dai guai il traffico per il Palafiere, scaricando questo traffico addosso ad altre realtà. Per rendersene conto basta guardare la cartina e ciò che abbiamo visto in questi giorni, ed è una realtà. Chiaramente, raggiunto questo obiettivo, ossia quello di collegare la n. 45bis con il Palafiere, il resto del tratto di strada potrà attendere con motivazioni da Disneyland: molto fantasiose! Così come derisoria appare l’affermazione circa la creazione di strutture sovracomunali per la pratica degli sport quali nuoto, atletica, pallavolo e pallacanestro: significa che il denaro speso per la piscina è veramente stato buttato in acqua! Significa che ci si sta prendendo in giro, magari anche da soli, dal momento che negli strumenti urbanistici dei Comuni a noi limitrofi leggi Arco -, così come nel nostro, non sono previste aree per queste strutture: io non le ho viste, non le ho trovate. E’ come potrebbe essere altrimenti, come potremmo avere un’area in quel di Arco se il collegamento lo abbiamo avuto solo ed esclusivamente con Nago-Torbole? Favole non c’entrava niente con Siligardi. Chiaramente, qui emergono le differenze tra il modo di pensare, di concepire sia la politica sia l’amministrazione tra i rappresentanti della Lega Nord e altre forze politiche, forze come la Sua. “Si deve cercare il coinvolgimento della Provincia autonoma di Trento”, affermazione per noi allucinante, indicativa di una mentalità che è servile nei confronti dei cosiddetti “potenti”. La Provincia autonoma di Trento gode di un’autonomia delegata, legata a flussi di denaro impensabili per le regioni a noi limitrofe, flussi di denaro che drogano sia l’economia sia la politica, premiando coloro che, chinando il capo e con il cappello in mano, stanno vicini alla greppia per motivi propri o, nel Suo caso, per motivi istituzionali: è costretto! Riteniamo doveroso che un Sindaco, alle soglie dell’anno 2000, cerchi di svincolarsi dalle pastoie e di crescere fino a diventare maggiorenne, anche attraverso la richiesta di riforme che attuino il principio della sussidiarietà e della responsabilità, sia nella raccolta dei fondi che nella spesa degli stessi, rispondendo esclusivamente al popolo, detentore ultimo di tutti i poteri, del modo in cui conduce la Sua Amministrazione. Ma per poter realizzare una riforma così rivoluzionaria dal punto di vista amministrativo e mentale occorre primariamente perseguire uno scopo ben preciso: dare un’identità compiuta alla nostra popolazione, l’orgoglio di essere trentini, come dicevo in partenza, insegnare l’orgoglio di chi si è. Mi spiace, ma Lei non lo insegna certamente, specie in questo omogeneizzato insipido, che ci viene propinato come documento programmatico. Potremmo parlare ancora per ore, per indicare tutto ciò che non va; naturalmente, vi sono nel programma Suo, come nei programmi degli altri candidati Sindaci che sono usciti sconfitti dalla tornata elettorale, parti che sono perfettamente condivisibili, non è che si butti via il bambino con l’acqua sporca, però queste parti sono episodiche, non sono legate a qualcosa che ci piace, sono legate ad un quadro generale che ci lascia piuttosto freddi e molto insoddisfatti. verbale 24.06.99 / 22 Con questo penso di avere spiegato ampiamente la nostra posizione ed il perché del nostro voto, che sarà sicuramente negativo. Grazie. Consigliere Cretti Signor Presidente, signori Consiglieri, chiedo scusa a quanti mi hanno precedentemente anticipato in quanto il mio intervento non vuole, in questa prima fase, entrare nel merito del documento, ma è un intervento puramente tecnico, che riguarda il tema della programmazione. La tesi che intendo sostenere è questa: il documento presentato non è uno strumento idoneo di programmazione politico-amministrativa. A mio avviso, così com’è non può essere accettato, va riformulato per ragioni di ordine politico, d’impostazione, di presentazione dei contenuti. Ragioni di ordine politico. Il testo prodotto ricalca compiutamente il programma del candidato Sindaco alle elezioni del maggio scorso; con questo programma, il Sindaco attuale ha ottenuto il 55% dei voti validamente espressi corrispondenti, come da analisi effettuate sulla stampa locale, a circa un 27% dell’intero elettorato. Ora è chiara la scelta politica di fondo: con questo documento, che non ipotizza alcuna mediazione, il Sindaco Malossini intende confermarsi come Sindaco di una parte della città, garante di alcuni cittadini, non di tutti. Se il Sindaco fosse partito da una lettura comparata dei programmi presentati dalle diverse liste mettendo in risalto ciò che divide, ma anche ciò che è comune, avremmo potuto apprezzare sia il taglio critico, sia la disponibilità a capire gli altri, a superare certi fossati, ma soprattutto avremmo capito che sa superare le logiche di schieramento e porsi come punto di riferimento per tutti i cittadini. Ragioni d’impostazione. Il documento, nel complesso, è fragile. Si tratta di un testo che ha come scopo più la propaganda elettorale, e per questo è stato probabilmente fatto, che un’impostazione programmatica seria. Ci sono in effetti delle omissioni gravi, che i documenti di programmazione non possono trascurare. In primo luogo, l’assenza di un’analisi documentata della situazione culturale, socioeconomica, politica del territorio, dalla quale partire per costruire un programma serio di lavoro. La mancanza di questi dati conoscitivi di base non ci consentirà mai di capire come il Sindaco legge e interpreta la realtà o, meglio, se ha occhi per vedere e orecchie per sentire, se gli obiettivi, le cose che si intendono realizzare sono congruenti con i dati conoscitivi accertati o sono frutto di quel pressappochismo e spontaneismo tipico di un pragmatismo di basso livello. In secondo luogo, sempre a livello d’impostazione, manca l’elenco delle opere che hanno carattere di priorità rispetto alle altre. Almeno i criteri che sanciscono tale priorità avrebbero potuto essere sottolineati per uscire dal marasma dalle iniziative contenute in un programma elettorale che non può e non deve scontentare nessuno. Sostanzialmente, ci sono confusi due momenti così diversi nell’impostazione e nella trattazione dell’informazione: quello pre-elettorale e quello post-elettorale. In terzo luogo, noto che non si affronta, o non si vuole affrontare, il tema di base di tutte le democrazie, che riguarda il rapporto con l’opposizione, cioè il tipo di relazione dialettica che si intende instaurare con chi siede dall’altra parte della barricata. Il silenzio su questo aspetto genera forti sospetti, genera sospetti sulla capacità di essere propositivi in questo campo. Ragioni di contenuto. Anche su questo punto va fatta un’osservazione preliminare, che deriva da quanto precisato sopra: i contenuti si risolvono in affermazioni di carattere generale, affermazioni legittime se lo scopo del testo è quello di convincere l’elettorato per ottenere il verbale 24.06.99 / 23 consenso, non più legittime se inserite in un’autentica programmazione. In questo caso, le indicazioni a carattere generale vanno tradotte in obiettivi operativi concreti, con modalità di attuazione, tempo e referenti responsabili. Il documento, da questo punto di vista, è molto impreciso e vago. Mi riservo in un secondo intervento di entrare nel merito dei problemi. Grazie. Consigliere Valandro Innanzitutto mi scuso per la precedente assenza. Vorrei iniziare il mio intervento con una breve considerazione. Il voto espresso dagli elettori di Riva del Garda il 16 e il 30 maggio scorsi impone svariate riflessioni, prima fra tutte quella relativa al ruolo ormai secondario rivestito dai partiti tradizionali all’interno della politica cittadina e l’avanzare di forze nuove, più fresche, pronte ad affrontare un impegno importante quale quello del governo cittadino. Sia all’interno della maggioranza sia all’interno della minoranza, i partiti d’importanza nazionale rivestono un ruolo minoritario, a scapito di formazioni più giovani e più eterogenee. La Lista Civica della Margherita ne è l’esempio: al suo interno, convivono in maniera organica – non me ne voglia il Consigliere de Eccher – esperienze cristiane, socialiste, liberali, repubblicane, ambientaliste e perfino autonomiste. Queste componenti hanno sviluppato, durante la campagna elettorale, un dialogo che ha aiutato fortemente il movimento verso una crescita e una maturazione che già presenta dati interessanti. Purtroppo a volte si è cercato, forse con non poca malizia, di fare passare da parte di alcune figure, ancora troppo legate a vecchie logiche, per lotte intestine quello che invece è un dialogo sempre più indirizzato alla costruzione di una forza nuova, capace di un cambiamento nel modo di fare politica all’interno della comunità rivana. Il voto degli elettori sembra peraltro dimostrare che questa voglia di dialogare e di costruire sia condivisa dalla maggioranza dei cittadini, capaci di premiare chi ha urlato meno e lavorato di più. E il dato più interessante che altresì emerge da un’analisi del voto e da un attento sguardo ai posti occupati in Consiglio comunale è sicuramente il folto gruppo di giovani chiamati ad amministrare la città: un segnale inconfutabile di quella voglia di cambiamento, di forze nuove di cui si è detto. All’interno della sola Lista Civica della Margherita si contano ben cinque Consiglieri, su undici eletti, con un’età compresa fra i 24 e i 30 anni, premiati dagli elettori a scapito di candidati più anziani e forse con maggiore esperienza, esperienza che sicuramente conta quando si deve scegliere chi governerà la città per sei lunghi anni; l’elettore, però, non ho avuto paura e davanti alla difficile scelte tra esperienza e voglia di freschezza ha preferito, coraggiosamente, quest’ultima. Va pertanto da sé che questa scelta non deve essere ora prevaricata da logiche di comodo: i giovani ci sono e sono qui per lavorare. All’interno del Consiglio comunale è quindi importante che si chiarisca fin da subito il ruolo che a questi giovani deve essere dato e che loro stessi devono ovviamente conquistarsi. Nessuno è qui per fare il sapientino della classe: è ovvio che un minimo di rodaggio o, se vogliamo, di apprendistato si deve pur farlo; nessuno è maestro e chi già siede sulle poltrone di questo Consiglio da molti anni lo sa bene. E lo sa bene anche chi per la prima volta si trova faccia a faccia con la gestione della cosa pubblica. Un po’ di umiltà ci vuole, specialmente nei confronti di chi il periodo di prova lo ha superato ed è stato così bravo che i cittadini hanno deciso di riconfermarlo. Questo naturalmente non vuole assolutamente dire che i giovani Consiglieri dovranno per sei anni alzare la manina in silenzio, seguendo con accondiscendenza le scelte verbale 24.06.99 / 24 dettate – mi si passi l’espressione – dal “Consiglio degli anziani”. Non è intenzione di nessuno stare qui a scaldare la poltrona e perdere tempo e spero non sia intenzione di nessuna lasciare che una grossa fetta di elettorato abbia espresso un voto che ai fatti risulti buttato via. Passiamo ora all’oggetto della discussione di oggi. Le motivazioni politiche e ideali espresse da parte del Sindaco nel documento programmatico degli indirizzi generali di governo sono senz’altro condivise e fatte proprie. La promozione della dignità - mi scusi, Consigliere de Eccher, se cito anch’io il programma - della persona deve essere al centro dello sviluppo e dell’azione di questo governo, che deve indubbiamente mirare allo sviluppo culturale, sociale, economico della comunità nelle sue varie componenti. Sembra quasi superfluo, ma sicuramente non lo è, affermare che i servizi e i benefici per i concittadini dovranno trovare il loro equilibrio con la partecipazione di tutti gli enti collegati al Comune e con il coinvolgimento di tutti, dal privato al privato-sociale, per un’equa, ma soprattutto trasparente distribuzione di tutte le risorse. Sono vecchie e superate le logiche che vogliono che la distribuzione delle risorse, specialmente se si tratta di servizi e di benefici per la comunità, debba avvenire all’oscuro di quest’ultima. Trasparenza deve essere la parola d’ordine, questo anche per non dare adito a malignità e a più o meno giustificate lagnanze da parte dell’opposizione, sempre vigile e sempre pronta ad accogliere in fallo. Maggiore trasparenza è auspicata anche per permettere quel giusto dialogo che, come detto, deve nascere e svilupparsi all’interno della maggioranza. Ma non solo: maggiore dialogo deve esserci anche tra la Giunta e il Consiglio. Gli Assessori devono essere sempre pronti a rispondere alle richieste che vengono dal Consiglio e dall’opinione pubblica. Il loro primo lavoro, per i prossimi sei anni, è quello di gestire la cosa pubblica ed è per questo che sono stati scelti dal Sindaco: prima devono essere Assessori del Comune di Riva del Garda e poi, in secondo ordine, liberi professionisti. Devono sapere dimostrare che, in fondo, la scelta di non avere un Assessore giovane è in qualche modo giustificata. A tale proposito preme precisare che, al contrario di quanto letto nelle scorse settimane sui giornali, nessuno ha intenzione di fare gruppo a sé. Il lavoro che aspetta questa maggioranza è lungo e vanno quindi create le basi per un lavoro di gruppo, un’armonia tra le varie componenti dell’Amministrazione. Il tempo per le chiacchiere credo sia quasi finito, è tempo di cominciare a lavorare e produrre. L’idea del Sindaco di affidare deleghe ai singoli Consiglieri per affrontare problematiche particolari sia per l’oggetto che per la durata credo vada proprio in questo senso. Una responsabilizzazione maggiore non può che portare risultati interessanti: impegno diretto da parte dei Consiglieri, con conseguente risparmio di tempo ed energie, energie e tempo che si potrebbero senz’altro risparmiare valorizzando il ruolo e il funzionamento delle Commissioni consiliari. E’ fuori dubbio che Commissioni non operative siano di assoluta inutilità e addirittura d’intralcio al buon funzionamento della macchina amministrativa, è pertanto auspicabile che in un futuro piuttosto vicino vengano adottate le opportune modifiche statutarie e regolamentari onde poter provvedere alla rideterminazione del numero dei componenti in modo da rendere alle Commissioni l’effettiva e concreta operatività di cui hanno bisogno. Un inizio potrebbe essere, ad esempio, quello di istituire una Commissione consiliare che si occupi direttamente del mondo giovanile rivano e quello di delegare singoli Consiglieri ad affrontare problematiche concrete che riguardano i giovani. I progetti e le iniziative già ci sono: mettiamole in atto. Ma la cosa più importante è sicuramente l’impegno che ogni singolo Consigliere è disposto ad investire sia nelle verbale 24.06.99 / 25 Commissioni sia nel portare avanti deleghe affidategli dal Sindaco. Provocatoriamente, chi più dei giovani dovrebbe avere energie da investire in questo tipo di compiti? Per concludere, è personale intenzione appoggiare il Sindaco nello sforzo di “ringiovanire” (tra virgolette) in tutti i sensi il Comune di Riva del Garda, proponendo in tal senso i giovani quali coscienza critica agli operati dell’Amministrazione e quale elemento di spinta positiva per riuscire a lavorare con efficiente tranquillità per tutti i sei anni di mandato. Grazie. Consigliere Prati Era mia intenzione parlare dopo, ma l’intervento del Consigliere Valandro mi ha stimolato a prendere la parola adesso, anche perché mi pare che altrimenti si stesse cominciando a rispettare un copione che aveva già del dejà vu, mentre con il suo intervento ha stimolato un po’ l’attenzione sia della maggioranza sia dell’opposizione, con delle riflessioni che mi permetto di definire molto importanti e che tutto sommato, almeno per quel che mi riguarda, mi aspettavo e che mi lasciano anche soddisfatto, e dico subito perché. Io purtroppo sono un Consigliere che qui dentro è stato eletto quattro volte senza mai riuscire a finire una legislatura: venivo eletto, poi me ne andavo ecc. La prima volta sono stato eletto più o meno all’età di Valandro e sono entrato qui con l’amico Andreozzi: eravamo giovani, avevamo idee abbastanza rivoluzionarie e ci siamo trovati in questo Consiglio comunale in un momento abbastanza particolare di quella che era la vita politica nazionale, allorquando c’erano ambienti più tesi e la politica si era radicalizzata, anche dal punto di vista ideologico, ed era quindi più sentita, come più sentita era anche la divaricazione tra quello che era il modo di fare politica in maggioranza e opposizione. Una volta ho rischiato che il Consigliere Dassati mi tirasse una bottiglia di acqua minerale e comunque era facile assistere a scene di questo tipo, quindi con una situazione ben più tesa di quella che c’è adesso. Queste situazioni sono passate ed in verità io credevo che con la caduta del mura di Berlino fosse caduta un’epoca, ma forse questo non è ancora vero perché l’impressione mia è che questa fase di trapasso sia ancora in atto, e lo dimostra tutto sommato la confusione che regna. E’ una confusione che si può vedere anche a livello nazionale, dove il quadro politico non si è affatto chiarito. Non c’è ancora un sistema che si avvicini a quello europeo, dove evidentemente c’è un’alternanza con delle differenziazioni tra maggioranza e opposizione che sono basate magari su un modo diverso di interpretare il periodo storico in cui si vive e così, dopo una politica thatcheriana, vengono i laburisti, che magari sono più conservatori dei conservatori. Tutto sommato, direi che il quadro europeo non si è ancora stabilizzato e noi, che siamo gli ultimi, che siamo lo Stato che era più frazionato, più frammentato in tutta una miriade di modi di pensare, siamo ancora in una fase di assestamento politico, se così vogliamo chiamarla. Questo assestamento politico Lei lo può vedere, se vuole, facendo un paragone tra quelle che sono le ultime amministrative a Riva e le ultime europee: probabilmente, molti che hanno votato Margherita o che hanno votato Riva Domani hanno votato per Forza Italia, visto che in fondo da qualche parte i voti devono pure essere andati, quindi una confusione dal punto di vista del voto politico alle europee e alle comunali è avvenuta a Riva, come da tante altre parti, e quindi denota che non c’è una differenziazione politica tra due modi di pensare, ma denota semmai che, specie a Riva, c’è stato un confronto politico che si è diviso su motivazioni forse diverse, che sarebbe interessante andare a valutare. Lascio a Lei considerare il perché e il come: verbale 24.06.99 / 26 mio compito, da vecchio della politica, che però si sente giovane, perché torna alla politica ogni volta che gli pestano i piedi, per poi magari andarsene, è quello e sarà quello di fare capire a voi che siete giovani quanta ragione abbia Daves, quando nel suo intervento iniziale ha evidenziato come il far politica, se non permeato di valori, se non ha una funzione di servizio, rimane solo del lobbismo, una rappresentazione di interessi, quindi lobby che si articolano in tutti i partiti. Voi sapete che in America, se fate uno studio sociologico dei partiti, le lobby sono dappertutto e se dovessimo guardare a questo Consiglio comunale Lei forse si accorgerà, anche in seguito, che le lobby sono dappertutto. Parlare quindi di Gruppo compatto e unito, come Lei ha fatto, senza tenere conto del fenomeno del lobbismo, è una valutazione giovanile, pur giusta, nel vostro caso, per carità, perché i giovani devono essere permeati di valori. Io ricordo che quando avevo vent’anni mio padre mi guardava dall’alto e mi diceva: “Ma sì, sono boci, lassa che i faga, tanto dopo i cambia”, invece nel fare politica bisognerebbe sempre mantenere qualcosa di questi valori e di questo spirito di servizio per poter essere onesti con se stessi, prima di tutto, ma poi onesti nei confronti degli altri e rendere un servizio vero alla propria città. Lei ha fatto notare quanti tecnici siano in questa Giunta e quanto rappresentino anche, in parte, la continuità, quindi rappresentino la tranquillità per quei gruppi di potere che io ho chiamato “lobby” un momento fa e possano risultare così tranquillizzanti. In realtà, al di là di quelli che sono i principi qui contenuti e che in campagna elettorale si sono annacquati artatamente e volutamente proprio per fare vedere minori le differenze tra uno schieramento e l’altro, Lei poi vedrà e si accorgerà, perché glielo faremo vedere noi, come arrivati al lato pratico, alla risoluzione dei problemi questi stessi principi nascondano dei modi diversi di intendere o di difendere certi interessi. Questa è la sostanza che divide un programma da un altro, ossia il modo di affrontare poi i temi e di affrontarli difendendo determinati interessi oppure cercando quello che è uno dei principi fondamentali che voi citate e che ha ricordato Daves, ossia l’essere al servizio di tutti per tutti. Sono contento che Lei abbia espresso una serie di enfasi giovanili sui valori all’interno del suo Gruppo, che noi apprezzeremo e che probabilmente faranno emergere meno differenze tra quella che è la maggioranza e quella che è la minoranza in questo Consiglio quando, dovendo affrontare i problemi, li affronteremo con trasparenza e con coerenza. Speriamo che non li decidano nei Consigli di Amministrazione della Lido o dell’AGS o solo in Giunta, altrimenti, con i poteri che oggi ha la Giunta e con i poteri che sono stati delegati alle società parallele alla Giunta, Lei vedrà che di poteri questo Consiglio ne avrà pochi e, se non riusciremo a portarli noi, a farli discutere qui, cercando anche di farci valere, non conteremo niente: alzeremo o non alzeremo la mano, ma le decisioni saranno prese da altre parti, in altri modi. Le deleghe potranno dare qualche contentino agli ardori giovanili di qualche Consigliere, ma non sarà risolto il problema generale di dare trasparenza alla cosa pubblica in questa città. Or dunque, il nostro compito sarà quello di fare emergere discussioni su questi argomenti, e speriamo di farlo bene, in maniera tale che possa esserci trasparenza quanto meno in città e che certe scelte possano essere fatte o non fatte, sulla base però di un dialogo che ci avrà visti enunciare alla città stessa tutte quelle che sono le implicazioni e gli interessi che contengono quelle decisioni. Tenga presente che su queste cose non è solo Lei ad avere perplessità ed anzi sono convinto che molti Consiglieri della vostra maggioranza abbiano le stesse perplessità, abbiano lo stesso mal di stomaco nel digerire molte di quelli che saranno o che sono stati gli accordi fatti nell’ottica del programma presentato e che ci siano molte perplessità anche su quella verbale 24.06.99 / 27 che sarà la possibile gestione di quegli obiettivi in termini trasparenti e al di fuori di certi interessi. Il nostro compito – ripeto – sarà quello di farli emergere a mano a mano, in maniera che si possano discutere con trasparenza. Nel programma che è stato presentato ho notato una piccola variazione rispetto a quello che era il programma presentato in campagna elettorale, sapendo che in campagna elettorale, bene o male, lo dico per me e lo dico anche per il mio collega di Gruppo, i programmi sono fatti così, nel senso che anche noi abbiamo fatto un programma generico, per onor di verità, pur cercando di individuare quelle che erano le cose da fare, lasciando poi a quello che è il momento attuativo il come e il puntualizzare meglio quello che è il modo operativo che un’Amministrazione deve assumere nel risolvere i problemi. Nel documento programmatico che ci viene presentato dal Sindaco le prime due-tre pagine sono quasi una premessa a quello che già era il programma e in queste pagine ho notato, en passant, una cosa che si differenzia dal programma stesso. Si dice: “Il Piano Regolatore Generale appena adottato (immagino quello adottato l’altro giorno, nel senso che questo documento teneva già conto di un Piano che si conosceva, anche se magari è stato fatto qualche giorno prima o meno) avrà sicuramente bisogno di varianti o rettifiche e per questo chiedo fin da ora la disponibilità di tutto il Consiglio comunale ecc. ecc.”; questa è una differenza rispetto a quello che si dice a pag. 7, dove sostanzialmente si dice: “Questo è il Piano e questo va adottato”. Per essere precisi, si dice: “Lo strumento regolatore è il documento fondamentale per la programmazione del territorio del comune di Riva per i prossimi dieci anni. L’impegno è quello di dare attuazione in forma di progetto-obiettivo alle scelte sostanziali del PRG”. In sostanza, può significare che quelli che sono gli obiettivi programmatici, magari raggiunti anche in quello che è l’accordo che è stato fatto per l’allargamento della Giunta, possano avere evidenziato la necessità di dare attuazione immediata a quello che è lo strumento urbanistico per non frenare certi progetti che lo strumento stesso ha, dando però un segnale di disponibilità a rettificare o modificare lo strumento urbanistico in termini di correzioni di tutta un’altra serie di contenuti che evidentemente non ci sono o che contrastano con quella che è la volontà. Per la verità, questo potrebbe anche essere logico, e noi stessi lo avevamo detto in campagna elettorale sottolineando che per noi lo strumento urbanistico, così come è fatto, non ha, non contiene una filosofia di crescita della città, a prescindere dal fatto che possa essere lasciata la paternità di questo documento ad un Commissario ad acta o al fatto che il Commissario ad acta, quanto meno nell’ultima fase, sia stato fortemente coadiuvato o aiutato anche all’interno del Comune a compiere delle scelte di carattere programmatico, che togliessero quelle che erano le deficienze di quello che poteva essere il programma Favole. Presumibilmente, non si è riusciti a correggere tutte quelle che erano le storture di quel documento e così ci si è lasciati la porta aperta per poterlo eventualmente correggere in un prossimo futuro. Probabilmente, fra un anno o diciotto mesi, come scrivevano i giornali, quando questo strumento sarà adottato e quindi, essendo adottato, potrà rendere operativo il Piano, potrà anche essere possibile provvedere a rettificarlo. Ora, è evidente che noi siamo interessati a vedere con urgenza questo Piano, ci hanno detto che la prossima settimana ce lo danno e così compiremo una verifica puntuale sovrapponendo il Piano in prima adozione e in seconda adozione e cercheremo di capire qual è la filosofia di questi obiettivi che si vogliono raggiungere, se c’è una filosofia, oppure se sono solamente dei rimescolamenti cartografici che verbale 24.06.99 / 28 nascondono solamente degli interessi particolari invece appunto che mirare ad una filosofia d’insieme che porti allo sviluppo organico della città in una certa maniera. Vi sono anche altri aspetti fondamentali cui già avevo accennato la volta scorsa, evidenziando che noi abbiamo una filosofia diversa di intendere il ruolo della Lido S.p.A. o della AGS. Abbiamo anche detto che ci erano giunte voci, ed anzi era sui giornali, che esiste un programma ben preciso e, siccome noi non siamo stupidi e la questione della crescita dell’Alberghi Atesini, della Lido ecc. la sappiamo a memoria perché l’abbiamo vissuta per trent’anni, tant’è che prima o poi ci impegneremo a scrivere un libro bianco per fare conoscere tutte le vicissitudini alla città, ci è giunta appunto voce che esiste un preliminare di accordo fatto prima o durante le elezioni che prevede quella che è l’operatività della Lido S.p.A., anche nei confronti della Palfiere ecc., per i prossimi anni. E’ ancora in forma di preliminare, dovrà essere razionalizzato; il Sindaco l’altro giorno mi diceva che non esiste niente, invece mi hanno confermato che esiste un preliminare di questo tipo; speriamo, o altrimenti lo chiederemo noi, che in una prossima seduta consiliare questo argomento venga discusso alla luce del sole, in piena trasparenza, in maniera che un comparto di quel tipo possa trovare discussione in questo Consiglio e da quella discussione si vedano anche quelle che saranno le scelte di quei giovani della Margherita, che ritengono di non essere solo delle pedine, magari per alzare la mano e basta. Al di là di questo, discuteremo anche di altri argomenti, che coinvolgeranno l’AGS e le scelte dell’AGS o comunque quelle che sono le grandi scelte strategiche che sono inserite in questo programma dal punto di vista economico da questa Giunta, da questa maggioranza e che riteniamo vadano discusse più puntualmente. Cercheremo allora di fare in modo che, per singoli argomenti, vengano convocati dei Consigli comunali appositi per discuterli qui in maniera completa. Detto questo, non mi soffermo e non mi perdo nel trattare i singoli particolari, che invece discuteremo a mano a mano che questa Giunta opererà: è giusto infatti che possa operare e su come opererà, non solo sulle scelte che farà e sulle priorità delle scelte che farà, daremo una valutazione. Lo faremo in maniera tranquilla, serena, tenendo conto che oltre tutto noi siamo una Lista Civica, nata da alcuni problemi e da alcune istanze, e non abbiamo pregiudizi. Noi siamo nati all’opposizione perché quelle che erano le scelte che sono state fatte dalla precedente Amministrazione ci hanno portato ad avere delle visioni diverse, a fare delle scelte diverse ed anzi eravamo i portatori di quelle istanze che combattevano con le scelte. Il nostro Gruppo, il nostro comitato farà ricorso al TAR contro quella che è la scelta di sopprimere Via Filanda. Presumibilmente, se sarà necessario e se questo fosse vero – lo verificheremo nei prossimi giorni -, faremo anche un ricorso al TAR contro quella che è la scelta di mantenere lo spostamento della circonvallazione esterna in maniera difforme da quella che era la previsione del Piano Urbanistico Provinciale perché riteniamo che questa scelta sia stata fatta esclusivamente per sabotare quella che è la realizzazione della circonvallazione esterna stessa. In ogni caso, visto che parliamo anche di differenziazioni sui programmi e c’è stato questo tentativo di limitarle, di nasconderle, di annacquarle, io vorrei invece partire oggi, prendendo lo spunto da questa discussione, da un argomento sul quale eravamo tutti d’accordo: io infatti ho visto tutti i programmi, sia dell’opposizione sia della maggioranza, condividere in maniera ferma la necessità di imprimere una certa velocizzazione a quella che era la scelta di realizzazione della circonvallazione esterna. Io ricordo che, in campagna elettorale, il Sindaco Malossini è andato a verbale 24.06.99 / 29 Trento per parlare di questo argomento o per lo meno è apparso un articolo di giornale che riportava: “Malossini è andato a Trento a perorare la questione della circonvallazione esterna”. Se questo è vero, colgo l’occasione offertami da questa seduta per esprimere la solidarietà di tutto il Consiglio su quella che è una scelta che quanto meno era sia della maggioranza sia della minoranza, visto che tutti i programmi, ripeto, contenevano la volontà di dare esecuzione rapida a quella che è la circonvallazione esterna, che per noi è quella che dovrà portarci dal Ponale fino alla Cementi, disegnata nel primo tratto dalla Benaco alla Cementi, e siccome per quella c’era uno stanziamento nel bilancio comunale di 40 miliardi e ci sono voci che in questi giorni, a livello provinciale, si voglia discutere di varianti di bilancio e questi 40 miliardi possano essere stornati per essere destinati ad altre priorità, perché non ritenute prioritarie dalla Giunta provinciale queste opere per le quali esiste già un progetto, ora ultimato, ritenendolo attinente con quella che è la discussione di oggi vorrei presentare un ordine del giorno, in coda a quella che è la votazione del documento programmatico. Ne do lettura. “Il Consiglio comunale rilevato che nel 1997 oltre cinquemila cittadini (quel comitato si chiamava COBIMAS, il Presidente era Lauro Struffi, il Vice Presidente era l’architetto Marino e uno dei componenti principali era il dottor Bertoldi) hanno sottoscritto una petizione presentata al Presidente della Giunta provinciale, che sollecitava la realizzazione della circonvallazione esterna del Basso Sarca, almeno nel tronco fra l’incrocio della statale della Valle di Ledro e della provinciale delle Grazie”... Presidente Mi scusi, Consigliere Prati, ma non si possono presentare delibere aggiuntive. Noi andiamo ad approvare il punto all’ordine del giorno, che è il documento programmatico, rispetto al quale non si possono presentare emendamenti. Insomma, non si può andare ad intervenire su quelli che sono gli indirizzi programmatici, su uno o sull’altro punto… Consigliere Prati Chiedo allora la parola per mozione d’ordine. L’art. 25, Norme da seguire in ordine alla discussione, dice che la discussione segue il seguente ordine: “Discussione generale sulla proposta di delibera (che è questa, quindi il documento programmatico), votazione su ordini del giorno che fossero stati presentati in corso di seduta e in stretta attinenza sull’argomento in discussione”. Ora, il discorso è questo: anche quando si presenta il bilancio, è possibile presentare degli ordini del giorno che abbiano attinenza con il bilancio stesso; in sede di presentazione del documento programmatico, io ritengo di poter presentare un ordine del giorno che sia d’indirizzo, e che fra l’altro accomuna… Se Lei mi dice in base a quale articolo non è possibile presentarlo, io lo accetto, perché non sono un tuttologo, mi pare comunque che presentare un ordine del giorno che è in attinenza con quello che è il documento programmatico ed attesa l’urgenza sia fattibile. Tenga presente che io chiedo che questo ordine del giorno venga votato perché c’è un punto programmatico che è comune alle minoranze e alla maggioranza e che prevede la realizzazione della circonvallazione esterna e, siccome siamo venuti a conoscenza del fatto che fra tre giorni si discuterà in Provincia la possibilità di stornare i 40 miliardi stanziati dal bilancio provinciale, il che significherebbe non fare più per qualche anno la circonvallazione, verbale 24.06.99 / 30 chiedo di votare un ordine del giorno in attinenza a questo tema, che accomuni il Consiglio comunale nel chiedere alla Provincia che non distolga i 40 miliardi dal bilancio provinciale, ritenendo che l’opera abbia un carattere d’urgenza e prioritario. In questo senso, a me pare di essere perfettamente a posto dal punto di vista regolamentare; se invece Lei mi dice che non lo sono, mi dice anche perché ed io non lo presento. D’altra parte, mi pare anche che sia un ordine del giorno che non divide, ma che unisce, unisce le volontà di una città nel dire alla Provincia: “Cara Provincia, noi vogliamo la circonvallazione esterna, che è una necessità per Riva, siamo d’accordo maggioranza e opposizione, ti chiediamo di non toglierci i soldi dal bilancio”. Non mi pare di proporre una cosa traumatica, da questo punto di vista. Se Lei ritiene, io procedo nella lettura, se invece ritiene che non sia possibile, mi dice di no e lo metto via… Presidente A quale articolo ha fatto riferimento? Consigliere Prati L’art. 26 recita: “Prima che si inizi la discussione di una proposta o nel corso della discussione medesima, possono essere presentati dai Consiglieri ordini del giorno concernenti gli argomenti in trattazione”. Ora, questo ordine del giorno è concernente l’argomento in trattazione perché è un ordine del giorno come quelli presentati in sede di bilancio, che attengono ad una posta di bilancio, mentre in questo caso è attinente ad un argomento di quella che è la programmazione. E’ un argomento condiviso da opposizione e maggioranza, quindi non mi pare che ci siano problemi. Ci sarebbe l’urgenza di votarlo per dare un segnale alla Provincia, che altrimenti distoglierà i 40 miliardi, quindi credo che più attinente di così si muoia. Presidente Ho qui una nota del Segretario comunale, Consigliere Prati, il quale mi dice che non si possono fare delibere, ma si deve votare il documento programmatico del Sindaco così com’è in quanto non può essere assolutamente modificato con nessuna mozione d’ordine… Consigliere Prati Il mio è un ordine del giorno, non una mozione d’ordine. Articoli 25 e 26 del Regolamento: è un ordine del giorno presentato in fase di discussione. (Voci in aula) Consigliere Zambotti Presidente, questa è una sospensione? Presidente Assolutamente nessuna sospensione. Io sono ancora convinto, Consigliere Prati, che questo documento sia una mozione che non c’entra con gli indirizzi programmatici del Sindaco, ma sia una mozione indirizzata alla Giunta provinciale, che può quindi essere inserita all’ordine verbale 24.06.99 / 31 del giorno di un prossimo Consiglio comunale, ma non oggi: oggi dobbiamo approvare per intero solo il documento programmatico. Io sono di questo parere. Consigliere Prati Rispetto il Suo parere, Presidente, mi permetto però di sottolineare che questa non è una mozione, ma è un ordine del giorno, un ordine del giorno la cui votazione viene richiesta durante la discussione di un argomento che è il documento programmatico perché riguarda un punto del documento programmatico. Ora, siccome non dobbiamo stare qui tutta la sera, io dico che qualora Lei non sia d’accordo, lo ritenga estraneo, visto che può essere in disaccordo solo se lo ritiene estraneo, voglio chiarire che non è estraneo perché riguarda un punto importante di quello che è il documento programmatico e che è esattamente la realizzazione prioritaria della circonvallazione esterna a fronte del fatto che notizie giornalistiche ci stanno dicendo che fra due-tre giorni al massimo discuteranno in Consiglio provinciale l’eventuale storno dei 40 miliardi già stanziati per indirizzarli ad altro capito di opere prioritarie della Provincia. Questa è l’attinenza. Se Lei ritiene ancora che non sia attinente, io mi appello al comma 5 dell’art, 26, il quale dice che, se il Consigliere insiste, il Presidente consulta il Consiglio, che decide senza discussione per alzata di mano”. Chiedo che, ai sensi del comma 5 dell’art. 26, venga messa in votazione la mia richiesta di poter presentare questo ordine del giorno, che però vorrei anche poter leggere al Consiglio. Penso che questo sia nel mio diritto, dopo di che, se il Consiglio dirà di no… Presidente Continuo ad insistere: secondo me, è una mozione che va indirizzata alla Provincia, la quale prevede uno storno di fondi ecc. ecc., mentre nei programmi del Comune c’è la presenza della circonvallazione e basta, ed quello che viene citato nel documento programmatico del Sindaco. Io mi rimetto al voto del Consiglio, secondo me, però, la mozione presentata dal Consigliere non è accettabile… Consigliere Prati E’ un ordine del giorno, non una mozione. Presidente Vale lo stesso discorso. Consigliere Prati Chiedo di poterlo leggere al Consiglio affinché si possa poi esprimere liberamente, ai sensi del comma 5, sul fatto che sia o meno attinente con quello che è il punto all’ordine del giorno, ossia l’approvazione del documento programmatico. Presidente Va bene. verbale 24.06.99 / 32 Consigliere Prati “Il Consiglio comunale, rilevato che nel 1997 oltre cinquemila cittadini hanno sottoscritto una petizione presentata al Presidente della Giunta provinciale, che sollecitava la realizzazione della circonvallazione esterna del Basso Sarca, almeno nel tronco fra l’incrocio della strada della Valle di Ledro e della provinciale delle Grazie; che con delibera del 20.11.1998, n. 13047, la Giunta provinciale di Trento ha approvato il finanziamento della variante ovest di Riva del Garda, stanziando 40 miliardi di lire per la seguente motivazione: ‘La finalità dell’intervento è quella di sollevare parzialmente il centro abitato di Riva del Garda dal traffico di attraversamento della Statale n. 45 della Gardesana Occidentale, della n. 421 dei Laghi di Molveno e Tenno, della S.S. n. 240 di Loppio e Valle di Ledro e della S.P. n. 37 del Monte Tombio e di rendere più scorrevole e sicuro il traffico all’interno del centro abitato di Riva del Garda. Si tratta di un percorso in variante all’attuale S.S. n. 45bis della lunghezza di circa 1.600 metri, di cui 170 metri in galleria artificiale, che si sviluppa dalla strada provinciale n. 37, zona Baltera, alla strada provinciale n. 36 delle Grazie, in prossimità del cementificio’; che con delibera del 30.10.1998, n. 11688, la Giunta provinciale di Trento ha approvato l’affidamento dell’incarico all’ingegnere Gentilini di progettare la suddetta variante ovest di Riva del Garda con termine di consegna degli elaborati di quattro mesi, cosa che è puntualmente avvenuta; considerando che è in discussione in Consiglio provinciale lo storno del finanziamento succitato di questa importante opera, che libererebbe Riva in modo definitiva ed efficace dagli effetti perversi del traffico di attraversamento chiede alla Giunta Provinciale di Trento che lo stanziamento sia mantenuto e che la circonvallazione esterna di Riva del Garda sia rapidamente realizzata”. Questo è il testo dell’ordine del giorno che andrebbe a perorare una causa che in programma è condivisa dalla maggioranza e dalla minoranza e in un momento nel quale c’è il pericolo immediato, nel giro di tre giorni, che stornino questi soldi ad altro capitolo. Chiedo che il Consiglio, ai sensi dell’art. 26, comma 5, si esprima senza discussione e per alzata di mano sull’ammissibilità o meno di questo ordine del giorno, che ritengo attinente con quello che è il punto in trattazione. Presidente Per parte mia continuo a ritenere che questo ordine del giorno non sia attinente con l’argomento in discussione, che è un documento di carattere programmatico. In ogni caso, andiamo a votare… Prego, Consigliere de Eccher. Consigliere de Eccher Non c’è nulla nel Regolamento e nello Statuto che riguardi questa situazione. Potrebbero anche esserci altri riferimenti legislativi, ma purtroppo non ho con me il materiale che porto verbale 24.06.99 / 33 solitamente, ossia tutte le leggi provinciali che possono riguardare l’argomento, se comunque noi ci basiamo solo sugli strumenti che abbiamo in questo momento, Statuto e Regolamento, il Presidente non ha titolo per proporre la votazione, ma deve semplicemente accettare l’ordine del giorno. O mi dice che in base alla Legge Provinciale n. 1 del 4 gennaio 1993 - faccio un esempio - non è espressamente consentito presentare ordini del giorno nel caso specifico degli indirizzi generali di governo presentati dal Sindaco, e allora lo posso accettare, perché anch’io ho qualche perplessità e può essere che una norma di questo tipo ci sia, ma non può dire che in base al Regolamento o allo Statuto mette in votazione l’ammissibilità dell’ordine del giorno perché in questo caso sbaglierebbe. L’art. 4 del Regolamento recita: “Il Presidente ha la facoltà di negare l’accettazione di ordini del giorno che siano formulati in termini sconvenienti, siano relativi ad argomenti estranei all’oggetto della discussione (invece a la circonvallazione fa parte degli indirizzi programmatici) ovvero contrastanti con deliberazioni in precedenza adottate (ma non è questo il caso)”. Se vi sono dei riferimenti, Lei può mettere in votazione l’ammissibilità o meno dell’ordine del giorno, ma se non vi sono altri riferimenti, Lei lo deve accettare e mettere in votazione, punto e basta. Non è possibile votare l’ammissibilità perché non è uno dei casi previsti dal Regolamento. Presidente Ribadisco, Consigliere de Eccher: secondo me, questo è un argomento estraneo al punto in discussione… Consigliere de Eccher Negli indirizzi programmatici si parla di circonvallazione! Presidente Non si parla però di mozione alla Provincia o cose di questo genere… Consigliere de Eccher Non è una mozione, è un ordine del giorno. Presidente E’ un ordine del giorno con cui si sottopongono alla Provincia tutta una serie di richieste e secondo me è assolutamente al di fuori di quello che è il documento programmatico. Consigliere Prati Mi permetto di dire che la circonvallazione è un’opera che in ogni caso la Provincia farebbe, se quindi voi l’avete messa nel documento programmatico l’avete fatto solo nel senso che questa Amministrazione intende attivarsi per fare sì che la Giunta provinciale ne approvi la realizzazione visto che il Comune non avrebbe titolo per farla. L’averla indicata nel documento programmatico sta a significare che c’è una volontà comunale di fare pressioni o comunque di coinvolgere la Provincia nell’esecuzione di quest’opera; ora, di fronte al pericolo che lo stanziamento venga distolto, io credo che una Giunta che ha in programma l’opera e che sa che fra tre giorni, se non ci attiviamo, se la farà scippare perché porteranno via i quattrini, abbia il verbale 24.06.99 / 34 dovere di fare avere alla Provincia un ordine del giorno di questo tipo. Ripeto: fra tre giorni stornano il bilancio, non ci sono più i 40 miliardi e quell’opera non verrà più realizzata per anni, anche se in questo programma vi impegnate ad attivare la Provincia. Mi pare quanto meno doveroso approvare un ordine del giorno, o no? Presidente Non ritengo siano ammissibili, con riferimento alla discussione di un documento programmatico, emendamenti di questo tipo… (Voce dall’aula: “Non è un emendamento!) …allora un ordine del giorno di questo tipo. E’ una delibera che impegna un Consiglio comunale, ponendosi secondo me al di fuori di quello che è il documento programmatico. (Voci in aula) Consigliere Prati Il bilancio di un Comune è un documento programmatico, contiene, in cifre, quello che è il programma dei sogni o non dei sogni che un’Amministrazione vuole realizzare. In calce a quel documento programmatico, si è adusi fare degli ordini del giorno che impegnano in qualche maniera l’Amministrazione comunale su cose, su temi, su capitoli che hanno attinenza con quel bilancio. Io ho fatto la stessa cosa rispetto a quello che è un documento più importante del bilancio, perché è il documento programmatico d’indirizzo di una maggioranza per sei anni, nel quale si dicono certe cose; io, estrapolandone una essendoci il pericolo che fra tre giorni ci scippino 40 miliardi su un’opera che è condivisa da maggioranza e minoranza, con un criterio d’urgenza presento un ordine del giorno per dire alla Giunta provinciale: “Ferma là, non scipparci 40 miliardi perché per noi si tratta di un’opera importante”. Mi pare che più attinente di così si muoia! Consigliere de Eccher Il parere del Segretario qual è? (Voci in aula) Presidente Non accetto più discussioni perché, secondo me, il punto da trattare è quello relativo al documento programmatico degli indirizzi generali di governo e di questo me ne assumo la responsabilità. Consigliere Prati Ai sensi del comma 5 dell’art. 26, però, la votazione va fatta. verbale 24.06.99 / 35 Presidente Procediamo alla votazione sull’ammissibilità... Consigliere de Eccher E’ possibile conoscere il parere del Segretario? Presidente Io il parere del Segretario l’ho sentito… Consigliere de Eccher Vorremmo sentirlo anche noi! Presidente Va bene. Segretario Premetto innanzitutto che lo strumento dell’ordine del giorno è normato esclusivamente dai Regolamenti interni del Consiglio comunale, qui pertanto valgono anche le tradizioni che un Consiglio comunale instaura. In secondo luogo, va detto che la deliberazione che state trattando questa sera e che è all’ordine del giorno non è un atto poco importante o un atto discrezionale, ma è un atto assolutamente obbligatorio per l’insediamento dell’Amministrazione comunale, tant’è che l’art. 30, terzo comma, del Testo Unico delle Leggi Regionali sull’Ordinamento dei Comuni dispone che nella seduta immediatamente successiva alle elezioni il Sindaco neoeletto dia comunicazione al Consiglio comunale dei componenti della Giunta municipale unitamente alla proposta degli indirizzi generali di governo. Tali indirizzi generali di governo vengono discussi e successivamente approvati dal Consiglio comunale in un apposito documento. Sostanzialmente, voi state esprimendo un atto di fiducia al Sindaco, senza il quale l’Amministrazione non può partire. Sinceramente, io credo che dentro questo atto ci sia poco spazio per gli ordini del giorno trattandosi di un documento che ha presentato il Sindaco e che va approvato in questo senso. Da un punto di vista procedurale, inoltre, non credo che basti chiamare “ordine del giorno” un documento perché questo sia tale: tenete presente che all’ordine del giorno non possono essere messi punti che non siano stati prima depositati agli atti… Consigliere Prati Qui è specificato che la presentazione può avvenire anche in corso di seduta… Segretario Gli ordini del giorno, però, sono sempre relativi a quell’argomento in discussione, non possono essere ordini del giorno che si agganciano in qualche maniera, ma che hanno un contenuto diverso, altrimenti si salta il principio fondamentale per il quale nessun argomento può essere discusso dal Consiglio comunale se la relativa documentazione non viene depositata agli atti almeno 24 ore prima in caso d’urgenza o almeno cinque giorni prima nelle situazioni normali essendo previsto che ogni Consigliere comunale, compreso l’assente, ha il diritto di prendere verbale 24.06.99 / 36 conoscenza prima degli argomenti che sono posti all’ordine del giorno. A mio parere, come del resto avevo fatto presente anche al Presidente, questo ordine del giorno si chiama effettivamente così, ma ha un contenuto in realtà completamente estraneo all’argomento in discussione perché è vero che Riva del Garda non è un’isola, ma questa è sostanzialmente una mozione rivolta al Consiglio provinciale perché non adotti determinate decisioni e personalmente non riesco a vederla agganciata in termini giuridici, non in termini d’interesse generale, perché – ripeto – Riva non è un’isola e i suoi confini non finiscono sul lago o verso Arco, a degli indirizzi di governo del Sindaco. Spero di essere stato chiaro. Consigliere Prati Che senso ha, allora, discutere il documento programmatico? Consigliere de Eccher Potremmo uscire dal problema facendo sottoscrivere in separata sede ai Consiglieri un documento da dare poi alla stampa. Anch’io in verità ho delle perplessità tenendo conto che quelli in discussione sono indirizzi direttamente espressione del Sindaco: sarebbe come se, a fronte di una mozione da me proposta, un Consigliere di posizione diversa dalla mia andasse ad intervenire modificando quello che ho elaborato. Evidentemente, è anche una questione di rispetto per la presentazione complessiva dell’elaborato individuale. Nemmeno il discorso della votazione mi convince e quindi, come dicevo, si potrebbe uscire da questa impasse provando a vedere se singoli Consiglieri, a titolo individuale, al di fuori del Consiglio comunale, sarebbero disponibili a sottoscrivere un documento da dare successivamente alla stampa. Credo che la valenza potrebbe essere la stessa, al di là del fatto che sia un documento con la firma di diversi Consiglieri rispetto alla formalità della seduta consiliare. Potrebbe essere una via d’uscita. Presidente La ringrazio, Consigliere, anche se comunque sposterei questa discussione una volta approvato il documento programmatico… Consigliere de Eccher E infatti mi riferivo ad un momento di raccordo da trovare al di fuori di quest’aula. Consigliere Prati Questa è la proposta del Consigliere de Eccher, io invece chiedo che si proceda alla votazione. Presidente Continuo ad insistere: questo ordine del giorno è da ritenersi estraneo all’argomento in discussione. Consigliere Prati Lei può dire di no, ma ai sensi dell’art. 26, comma 5, è tenuto a consultare il Consiglio. verbale 24.06.99 / 37 Presidente E allora votiamo. (Voci in aula) Consiglio al Consigliere Prati di procedere nel suo intervento, se invece ha concluso, passo la parola al consigliere Lotti... Consigliere Prati Io non ho finito l’intervento, chiedo comunque sia messo a verbale che ho invocato quanto previsto dal Regolamento, all’art. 26: “Il Presidente ha la facoltà di negare l’accettazione di ordini del giorno che siano formulati in termini sconvenienti, siano relativi ad argomenti estranei all’oggetto della discussione ovvero contrastanti con deliberazioni in precedenza adottate. Se il Consigliere insiste, il Presidente consulta il Consiglio che decide, senza discussione, per alzata di mano”. Ora, io non sono d’accordo con l’esimio parere del Segretario, sostenendo invece che se in quello che è il documento programmatico avete scritto che la circonvallazione esterna, che pure non è un’opera competenza della Giunta provinciale, è una cosa essenziale del programma l’ordine del giorno, come è evidente, è attinente. In ogni caso, per non inacidire la discussione, chiedo quanto meno che venga messo ai voti questo discorso con riferimento all’art. 26, comma 5. Se Lei ritiene che anche questo sia inaccettabile, metta a verbale che io ho insistito e che Lei ritiene che sia inaccettabile e poi vedremo che cosa succederà: cosa vuole che Le dica?! Ripeto: chiedo che la mia richiesta venga verbalizzata e messa agli atti. Detto questo, se Lei appunto ritiene, continuo… Presidente Io dico che stiamo discutendo il documento programmatico degli indirizzi generali di governo e questa è la discussione che dobbiamo proseguire: me ne assumo la responsabilità. Consigliere Prati Anch’io, dopo che sarà messo agli atti, deciderò quali iniziative prendere, assumendomene la responsabilità. (Voci in aula) Non sto parlando in maniera sconveniente, e del resto non è mia abitudine. Per me questo è un argomento importante perché importante è il fatto di mettere in un documento programmatico, come impegno, la “realizzazione della circonvallazione di Riva con a lato il nuovo elettrodotto, possibilmente interrato, e circonvallazione di Arco e Torbole ecc. ecc.”; siccome nel nostro programma era scritto in grande ed abbiamo impiegato settimane a farlo digerire a quelli che sono stati i nostri alleati – bene lo sa il Consigliere Cretti -, è chiaro che a queste cose ci teniamo appunto perché facevano parte di quelle che erano le istanze alle quali i nostri comitati erano direttamente interessati. Abbiamo raccolto cinquemila firme per questo tipo di discorso, cinquemila firme che abbiamo portato al Presidente della Giunta provinciale Andreotti, il quale, rinnegando un precedente indirizzo che era dell’Assessore Casagranda, con l’Assessore verbale 24.06.99 / 38 Giovanazzi ha dovuto prendere in considerazione queste nostre istanze, tant’è che è venuto a Riva ed ha fatto compiere al Servizio Viabilità la sua bella ricerca. A Riva ci avevano detto che combattevamo contro i mulini a vento perché in Provincia non c’erano soldi e quindi quella circonvallazione non sarebbe mai stata realizzata; in funzione di questo, l’attuale Assessore ai Lavori pubblici ha avviato la concessione della bretella Comai e sempre in funzione di questo siamo riusciti a fare in modo che la Provincia di Trento, in un periodo di vacche magre, stanziasse 40 miliardi di lire per realizzarla. Ora ci accorgiamo che l’ex Sindaco di Riva del Garda, oggi in Giunta provinciale, sta stornando, o scippando questi soldi per destinarli ad altre opere, che non sono per Riva e se così fosse non potremmo che vergognarci. Inserire questo impegno alla realizzazione dell’opera in un programma, opera che non è di competenza comunale, ma provinciale, senza poi impegnarsi nel cercare quanto meno di fare in modo che questi soldi non vengano stornati, ma vengano indirizzati verso quello che è un punto essenziale del programma, mi sembra veramente un mangiarsi quelli che sono gli indirizzi programmatici. Vuole dire non mantenerli, vuole dire, in poche parole, che questo punto del programma è stato inserito da questa maggioranza solamente per annacquare quella che era la protesta del COBIMAS, ossia del comitato di cui Lauro Struffi era Presidente e Marino era Vice Presidente; tra l’altro, Marino ha dato le dimissioni dal comitato un mese prima delle elezioni per motivi personali. Queste cinquemila firme erano state portate al Presidente Andreotti e all’Assessore Giovanazzi, che in accoglimento di queste aveva stanziato i 40 miliardi di lire in bilancio; aveva anche dato l’incarico ad un architetto, ad un progettista di completare la progettazione, che in effetti è stata ultimata, ma stranamente sembra che il Comune di Riva del Garda, non accogliendo neanche quelli che erano gli indirizzi della Provincia, e questo lo sapremo fra due o tre giorni, abbia mantenuto quello che è il tracciato della circonvallazione esterna in maniera diversa da quella prevista dal Piano Urbanistico Provinciale per inficiare questo scelta. Questo significa fare i programmi per gli scemi e poi inficiarli mediante quelli che sono gli strumenti urbanistici locali, permettendo che questi soldi vengano distratti pur avendo l’opera in programma. Di questo ce ne doliamo e comunque è il primo atto di questa Amministrazione che non va sottaciuto perché qui si dice di avere dei programmi e poi già si comincia ad operare in contrasto rispetto ad essi. Di queste cose ne tireremo fuori tante, ma questa è la più eclatante, e di qui dunque l’ordine del giorno di oggi in quanto appunto non è pensabile fare passare sotto silenzio questo discorso. Sappiamo che fra tre giorni discuteranno in Consiglio provinciale le varianti di bilancio, che ci porteranno via 40 miliardi di lire e voi non dite una parola, ma approvate oggi un documento programmatico in cui mettete come impegno quest’opera. Almeno dite: “Non ci interessa”, visto che ci venite a parlare di trasparenza e non trasparenza. Dite: “A noi non interessa, ci facciamo la bretella Comai, che ci va bene, mentre della circonvallazione non ce ne frega niente”, ma questo dovete dirlo a tutta la città. Ho finito. Consigliere Lotti Signor Presidente, signori Consiglieri, signor Sindaco, vorrei riportare la discussione alla coalizione che ha vinto le elezioni. Torno così ad un discorso politico, dopo questa parentesi che peraltro aveva le sue ragioni, partendo come altri Consiglieri da favole e dicendo: “Numquam est fidelis cum potenti societas”; come vedete, non faccio riferimento al progettista Favole, ma ad una favola molto nota di Fedro. Mi scuso per il latino, del resto si tratta di termini molto verbale 24.06.99 / 39 semplici: “fidelis”, “potenti” e “societas”. E’ il racconto di quattro animali, una mucca, una capretta, un agnello e un leone, che si alleano per cacciare un cervo; il cervo viene catturato e vengono fatte quattro parti eque: la prima se la prende il leone perché si chiama “Re”, la seconda se la prende il leone perché fa parte dell’alleanza, la terza se la prende il leone perché vale di più e la quarta “è meglio che nessuno la tocchi, altrimenti finirà male”, come dice Fedro. Da quello che è apparso sulla stampa, da ciò che è emerso anche nelle discussioni, sembra che la parte di Progetto Democratico sia quella della pecora, che Fedro definisce “patiens iniuriae” per dire che sopporta qualsiasi cosa. In verità, non è questa la parte che ci compete e voglio ora leggervi un breve documento che abbiamo elaborato. La decisione di escludere Progetto Democratico dalla nuova Giunta del Comune di Riva del Garda incrina un rapporto di fiducia e collaborazione, fondato su presupposti di reciproca realtà politica e di rispetto degli impegni assunti. Progetto Democratico si può certamente annoverare tra i cofondatori dell’Ulivo a Riva e della coalizione di centrosinistra, alla cui promozione e costruzione ha sacrificato in questi ultimi anni “poltrone” (tra virgolette), visibilità e qualsiasi facile consenso elettorale fondato sulla demagogia e sull’integralismo. La nuova Giunta rivana inizia numericamente forte, ma è segnata gravemente, mi pare, da una slealtà. Progetto Democratico, comunque, è parte della maggioranza perché fedele agli impegni assunti, Progetto Democratico, però, non accetterà mai forme di arretramento culturale, di egemonismo politico, che ricordano altri tempi, che si speravano tramontati per sempre. Mi scuso a questo punto con i Verdi, perché ho rubato le parole del documento che hanno fatto per Trento, mi sembravano però molto attuali anche per la nostra realtà. Al di là della chiarezza del documento, vorrei soffermarmi sulla fine, per la quale in questo caso non vale “in cauda venenum”: anzi, in cauda si esprime un concetto positivo, nel senso che Progetto Democratico è comunque parte della maggioranza e questo perché vuole lavorare per costruire la coalizione di centrosinistra che ha vinto le elezioni. Ripeto: la coalizione di centrosinistra, e lo dico anche al collega Consigliere Valandro, che ha fatto riferimento solo alla Margherita, ha vinto le elezioni. E’ importante ricordare questo ed io voglio farlo ricordando a tutti i suoi componenti: Verdi, Insieme a Sinistra, Margherita e Progetto Democratico. Questa era la coalizione di centrosinistra ed io credo si possa lavorare per costruire questa coalizione ed operare in una direzione positiva. Faccio allora alcune considerazioni di aiuto, con però questo atteggiamento: di aiuto e di richiamo. Farò questo rifacendomi al punto a) dei criteri, che abbiamo condiviso e che il Sindaco ci ripropone, criteri che si rifanno ad un clima di dialogo e di confronto con i cittadini e le istituzioni per creare una comunicazione costruttiva con la gente dentro il Consiglio comunale. Io credo, anche per l’esperienza vissuta nella precedente Amministrazione, che il Consiglio comunale abbia un ruolo importante ed in particolare penso che il Consiglio comunale debba essere valorizzato e debba essere valorizzata la sua funzione di controllo, che veniva prima richiamata anche da qualche Consigliere dell’opposizione, che però non è solo controllo da parte dell’opposizione. Nemmeno io dimentico l’esperienza del precedente Consiglio comunale, ricordando che don Milani diceva: “L’obbedienza non è più una virtù”, il che significa che in alcuni casi bisogna dire “no” o comunque bisogna aiutare a capire quale può essere la strada degna di una coalizione di centrosinistra. Riprendo allora alcune cose contenute nel documento che ci è stato proposto proprio perché sono certo che vadano ribadite: verbale 24.06.99 / 40 non a caso il Sindaco ha ripreso alcune parti del patto che abbiamo sottoscritto come Verdi, Insieme a Sinistra, Margherita e Progetto Democratico. Si fa riferimento alla “promozione della dignità della persona, che sarà al centro dello sviluppo e dell’azione del nostro governo, mirando allo sviluppo culturale, sociale, economico della comunità”. Vorrei allora ribadire con forza che queste sono le priorità di una coalizione di centrosinistra: “culturale, sociale, economico”. Purtroppo, nelle prime tre pagine non trovo cenno alle prime due priorità, tuttavia sono solo indirizzi e quindi ci si augura che vengano riprese dalle pagine successive. Nella linea di tendenza, se davvero condividessimo questo, gli Assessorati più forti dovrebbero essere l’Assessorato alle Attività culturali e l’Assessorato al Sociale, almeno in questa idea che noi abbiamo; le deleghe non sono ancora uscite e magari questo aspetto sarà confermato. Altra cosa che vorrei richiamare, proprio come fedeltà ad un concetto di coalizione di centrosinistra, è il punto n. 2, “Le prospettive politiche e amministrative”, prospettive che si caratterizzano per efficienza ed efficacia, certamente apprezzabili, tuttavia per una coalizione di centrosinistra sono apprezzabili se esse si sposano, sin dalle premesse, con la forte scelta sociale. Ripeto allora qui quello che dicevamo qualche anno fa, e d’altro canto già il Consigliere de Eccher ha ricordato alcune nostre affermazioni; di questo lo ringrazio, perché offre lo spunto per ricordare altri aspetti. Dicevamo: “E’ necessario riaffermare che governare in alternativa al centrodestra significa riconoscere che la proposta vincente sta nel riuscire a coniugare mercato e solidarietà, libertà e attenzione ai soggetti deboli della società, efficienza e preoccupazione per chi è svantaggiato”. Io sono ancora convinto di questo e mi auguro che Sindaco e Giunta vogliano seguire questa strada, anche se alcuni passi iniziali dell’Amministrazione non mi sembrano in questa linea. Richiamo ad esempio qui una problematica che mi ha evidenziato un cittadino proprio con riferimento al sociale; il Sindaco la conosce bene ed è quella relativa alla richiesta di assunzione di un centralinista non vedente. In questo caso, a me sembra un inizio non proprio corretto, anche perché, come penso è successo in altre Amministrazioni, anche l’Amministrazione di Riva del Garda dovrà tornare indietro rispetto a questo assurdo diniego, datato tra l’altro 18 giugno. Ribadisco: centrosinistra per noi significa attenzione al sociale, significa attenzione ai processi culturali. Ben vengano le discussioni sulle forme d’arte più o meno accettabili, e qui ricordo solo che Croce non sopportava Pirandello e Svevo perché scrivevano male, quindi chissà che cosa diranno fra molti secoli di queste opere, in ogni caso è giusto quello che diceva il Consigliere de Eccher: lasciamo la differenza, la diversità nel valutare le cose, ma almeno ci sia discussione, si proceda su questo ambito di cultura, si cominci a lavorare, riprendendo quello che abbiamo scritto nel programma. Sono cose che mi avrebbe fatto piacere ritrovare nelle prime pagine, invece nelle prime pagine trovo solo aspetti, legittimi, ma di efficienza, di efficacia, di economia. Ribadisco qui che io sono in questo Consiglio comunale per ricordare quelli che sono gli aspetti per noi importanti, vale a dire gli aspetti sociali e gli aspetti culturali. Chiedo, proprio in questa seduta dedicata agli indirizzi programmatici, che su questi punti vengano presi impegni precisi nel prossimo piano finanziario. Non mi riferisco adesso a impegni specifici, dico però che su questi due ambiti, il sociale e il culturale, dobbiamo fare in modo che Riva esca dalla situazione in cui forse oggi si trova, una situazione in cui la politica deve inseguire l’economia: no, la politica deve dare gli indirizzi all’economia, o almeno questo è ciò di cui io sono convinto. verbale 24.06.99 / 41 Si parla di “creazione di strutture sovracomunali per la pratica degli sport”, e va benissimo, non dimentichiamoci però la creazione di strutture sovracomunali per la cultura. Una parola che vaga in tutti i programmi è “teatro”; oggi manca l’assessore Munari, che forse avrà la delega per questo, e quando parlava dai banchi del centrodestra ci ricordava, e su questo eravamo d’accordo, l’importanza di un teatro: speriamo sia una delle priorità del Comune di Riva. Voglio ora ricordare alcune parole chiave, brevemente, anche per non tediare i colleghi, contenute nelle altre pagine che noi abbiamo condiviso e che condividiamo ancora: “patto con la città”, “metodo chiaro”, “valori”, “coinvolgimento”, “valori ed esperienze dell’Ulivo e delle coalizioni di centrosinistra”, “coinvolgimento di tutti”, “dare vita a forme permanenti di coordinamento dei Gruppi consiliari”; questo lo ricordo al Sindaco e alla Giunta perché non vorrei che i lapsus delle preconsiliari si rivelassero poi freudiani per quanto riguarda la composizione della coalizione, che ricordo ancora era formata, anche al ballottaggio, da quattro simboli. Altre parole chiave: “coordinamento”, “cooperazione”, “condivisione”, “dialogo costruttivo”, “valorizzazione del Consiglio comunale con la funzione di controllo”, concetto quest’ultimo che riprendo, trovandomi del resto d’accordo con i richiami prima espressi da qualche collega e che condivido. Ben vengano quindi i giovani, ben vengano magari gli interventi critici, sapendo del resto che la critica non è qualcosa di negativo, ma è qualcosa per costruire, ed è quello che io mi auguro. Spero di stare qui sei anni con questo scopo: criticare nel senso di costruire, e così mi auguro farà anche l’opposizione. “Corresponsabilità”, “confronto”, “rilancio delle Commissioni”. A questo riguardo, debbo dire che non mi trova d’accordo, e il Sindaco lo sa, questa idea per cui le Commissioni non funzionavano perché c’erano troppe persone: piuttosto, mi trovo d’accordo con il Consigliere de Eccher, nel senso appunto che effettivamente non funzionavano, ma non per questi motivi. Io ho fatto parte della Commissione Cultura, sono stato convocato forse quattro volte in quattro anni e solo per l’ordinaria amministrazione. Io spero di poter fare ancora parte della Commissione Cultura, essendo vicino a quel mondo, mi auguro comunque che la Giunta voglia farsi aiutare dalle Commissioni in senso positivo, con l’umiltà che certamente potrà caratterizzarla. Ancora, si parla di “fiducia reciproca” e di altre cose di cui come coalizione abbiamo parlato come cose irrinunciabili: “trasparenza”, “conflitto d’interessi”, “atteggiamento propositivo”. Il Consigliere de Eccher ha ricordato quanto alcuni di noi condividevano alcuni anni fa e questa è dunque l’occasione per ribadire, una volta per tutte, che la nostra opposizione passata, forse anche presente, nei confronti dell’Assessore ai Lavori pubblici, adesso non so a che cosa, comunque nei confronti di Matteotti non era affatto personale, e lui lo sa: c’era e c’è un senso di chiarezza e quello che avevamo scritto per noi è ancora valido. E’ il Sindaco che sceglie e ognuno lavorerà nel pieno rispetto della correttezza, perché su questo non ho dubbi: tutti i rappresentanti della Giunta faranno di tutto per lavorare sul piano della correttezza e della divisione da qualsiasi dubbio e sospetto, ribadisco però che questo era condiviso allora, e lo sanno, dall’attuale Assessore Mosaner, dall’attuale Assessore Marino e dagli attuali Consiglieri Lotti – io -, Zucchelli e Ballardini. Quello che io chiedo alla Giunta è che il governo sia davvero secondo la scelta della città, che ha scelto la coalizione di centrosinistra e, senza nulla togliere a tutti i voti che ha preso la Margherita, mi permetto di dire che la Margherita da sola non avrebbe vinto. Qualcuno dice che da sola non sarebbe nemmeno andata al ballottaggio, ma questo non si può sapere. La coalizione di centrosinistra è stata scelta dalla città e allora sia davvero un governo di centrosinistra. Come tale, allora, deve essere totalmente verbale 24.06.99 / 42 blindato rispetto a qualsiasi possibile, e lo sarà certamente, intervento esterno di qualsiasi genere: forze economiche, forze imprenditoriali o quant’altro. Questo, a mio modo di vedere, sarà un governo di centrosinistra. Ribadisco ancora, infine, perché rimanga nella memoria, che la volontà di Progetto Democratico è quella di costruire positivamente una coalizione di centrosinistra che sia realmente degna di questo nome. Colgo l’occasione, anche se non so se poi riprenderanno il tema i colleghi di Insieme a Sinistra, per sapere dal neo Assessore Torboli perché non ha partecipato alla votazione del Presidente del Consiglio, facendo quindi andare lo stesso al ballottaggio: a me non è piaciuto e lo dico chiaramente, quindi spero che qualche chiarimento verrà. Non vorrei su questo dare l’impressione di essere polemico, ribadisco quindi che la nostra volontà è ovviamente quella di essere fedeli e di lavorare in questa direzione di centrosinistra, spero insieme a tutte le forze, ricordandoci – e sottolineo “ricordandoci” - che siamo una serie di forze che operano appunto nella stessa direzione. Grazie. Consigliere Bombardelli Poche parole: mi sento un po’ a disagio quando sento l’esimio professor Lotti parlare in latino, anche perché del latino io ricordo solo la declinazione di “rosa”. In ogni caso, signori, non credo che quanto detto dal Consigliere de Eccher sia una favola in latino: piuttosto, lui ha fatto delle affermazioni gravi e importanti. “Forse quanto noi andiamo a dire interessa poco” – così ha detto -, ma questo non è vero, perché a tutti noi devono interessare. Ha detto cose gravi sulla trasparenza ed io spero che non siano vere, quindi prendo spunto per dare un monito a tutti i Consiglieri: siate vigili perché ci siano coerenza e trasparenza. Il Consigliere Prati ha poi parlato di danno temuto per i 40 miliardi di lire che fra tre giorni dovrebbero essere dirottati dalla circonvallazione: credo che anche su questo punto dovremmo soffermarci a riflettere un attimo perché, al di là della correttezza o meno della procedura, 40 miliardi di lire, non solo per Riva, ma per la Busa, sono tanti e forse non li avremo mai, dunque per il futuro proviamo a pensarci. Grazie. Consigliere Matteotti Fortunatamente non ci siamo trovati a parlare del problema della circonvallazione e dei 40 miliardi perché, per quanto ricordo, costituisce solo una mina lanciata circa il 20 novembre dall’Assessore Giovanazzi prima di andarsene, un po’ come stanno facendo adesso in Serbia: uno se ne va e lascia lì la mina, che però viene trovata da chi segue. Per quello che ricordo, si trattava dell’ennesima voce approvata dalla Giunta provinciale che superava con questi e altre centinaia di miliardi le possibilità di spesa… (CAMBIO CASSETTA) …dei desiderata del Comune e da quanto indicato dall’architetto Flaim nel nuovo Piano Regolatore, che mi risulta essere molto più confacente alle esigenze del territorio. Vi sarebbe dunque da aprire una discussione, non possiamo farlo e forse è meglio così, contesto comunque fortemente il discorso che si fa quando si pensa al fatto che abbiamo un Assessore in Giunta provinciale: sappiamo quanto lui tenga alla città di Riva del Garda, dobbiamo quindi avere fiducia in lui perché sicuramente, se si possono evitare sprechi di denaro, lo farà in prima verbale 24.06.99 / 43 persona. Ripeto: dobbiamo avere un po’ di fiducia nei confronti del nostro Assessore, che si trova in Giunta provinciale. Sorpassata questa mina, andiamo avanti sugli argomenti oggi in discussione… (brevissima interruzione della registrazione) ..ma c’era l’esigenza dei partiti e intanto che cosa c’era? A Riva c’era Insieme per Riva, che ha prodotto due bei fascicoletti, e molti li mettono via perché sono comodi; il terzo fascicoletto, la terza puntata è questa - la Margherita -, che è stata fatta con lo stesso carattere e presenta quindi una specie di continuità. Insieme per Riva è diventata un’associazione culturale, in un certo senso è stata seppellita, ma noi ne portiamo vanto, nel senso che le cose che sono state realizzate dalle Amministrazioni precedenti, nonostante tutto quello che si vuole dire, sono sotto l’occhio di tutti, specialmente dal punto di vista delle opere pubbliche, ma non solo: penso alla pianta organica comunale, ICI, Statuto, Regolamenti e chi più ne ha più ne metta. Il grado di fattibilità del Gruppo - l’ho già detto in molte sedi, ma in questa sede voglio ricordarlo - che ha praticamente condotto Riva con il Sindaco Molinari e molti dei presenti è alto e molte delle cose scritte nel libretto di Insieme per Riva sono state fatte; certamente alcune non hanno potuto essere realizzate, perché tutto non si può fare e perché tante volte, come ad esempio nel caso dei parcheggi, sorgono problemi, e voi tutti sapete che quando si mettono di mezzo TAR, ricorsi ecc. le cose vengono spostate nel tempo e non si riesce più ad arrivare al dunque. In ogni caso, è evidente che a livello italiano c’è attualmente una fase di confusione, ma in Trentino c’è la Margherita, che è forse qualche cosa che può costituire un elemento di novità. Per quanto riguarda quella che vuole essere questa Lista Civica all’interno della coalizione, perché come giustamente ha ricordato il consigliere Lotti quello che alla fine conta è lo spirito di coalizione, rispetto alla quale la Margherita non vuole prevaricare nessuno, e su questo non ci possono essere dubbi, va detto che la Margherita è un progetto politico per il governo della città di Riva del Garda. Si basa su valori che unificano il pensiero cristiano con la cultura laica e liberale e quindi sulla centralità dell’uomo, e questo lo dico perché il consigliere Daves sembra non avere letto i nostri programmi, in cui appunto si parla di centralità dell’uomo… Consigliere de Eccher L’uomo Molinari! Consigliere Matteotti Questo è il programma che è stato fatto in assenza di Molinari, l’ho fatto io… (Voci in aula) Presidente Vi prego, Consiglieri! Consigliere Matteotti Voi potete pensare quello che volete, invito comunque il Presidente a fare rispettare la mia possibilità d’intervento… verbale 24.06.99 / 44 Presidente L’ho già fatto: La prego di continuare, Consigliere. Consigliere Matteotti Si basa sulla centralità dell’uomo, battute a parte. L’obiettivo del programma è quello di dare continuità al governo autorevole e stabile dei precedenti quattro anni, facendo crescere per altri sei la nostra comunità intera. Io penso che la Margherita debba essere percepita e capita come fattore di rinnovamento dello scenario politico: è un programma di governo, una lista civica di governo che può essere esportata, come probabilmente avverrà, anche nei prossimi Comuni del Trentino che arriveranno al voto; l’importante è che rimanga questa forma di novità e di superamento dei partiti, così come è sempre stata fino adesso percepita dall’elettorato. Detto questo, è chiaro che le responsabilità di governo a Riva del Garda ricadono in gran parte su di noi e sono delle responsabilità pesanti perché, a volte, quando si è troppo forti, si possono fare dei grossi errori. Le responsabilità nostre saranno soprattutto di proposta e riguarderanno in particolare l’attuazione del programma, ma saranno anche responsabilità d’innovazione, e da questo punto di vista penso che ci siamo perché le idee nuove spesso vengono dalla componente giovanile. Abbiamo anche altre responsabilità, e ci è stato ripetuto dalla maggioranza e dall’opposizione: abbiamo infatti anche responsabilità critiche, e su questo concordo pienamente con il Consigliere Lotti, perché effettivamente la critica è un momento sostanziale della democrazia ed è anzi un aiuto per chi governa. Con l’ultima legge in materia, di cui ha parlato anche il Consigliere Daves, i Consiglieri comunali si trovano a vivere un ruolo non dico avvilente, ma certo un po’ strano: da una parte, c’è la Giunta con il Sindaco, che ha pieni poteri, dall’altra ci sono i Consiglieri comunali, cui spesso o comunque qualche volta è toccato di alzare la mano e votare. Questo capita in tutti i governi: sarà capitato anche con il Governo Berlusconi… (Voce dall’aula) Presidente Per favore! Ho detto prima che sono vietate risposte dirette e personali e lo ribadisco. Consigliere Matteotti Abbiamo notato diverse “magagne” ed io personalmente, durante la campagna elettorale, ho sollecitato il Presidente Dellai ad effettuare una revisione di questa legge perché uno dei problemi è quello del distacco effettivo che si crea tra la Giunta, che è quasi autoreferente, e il Consiglio comunale e gli stessi Consiglieri di maggioranza. Questi sono aspetti che devono essere superati e in assenza della legge devono essere superati con spirito innovativo da parte nostra e da parte della Giunta al fine di creare questo collegamento diretto. Da questo punto di vista, ci vuole un po’ una rivoluzione: il Sindaco e la Giunta, anche se non obbligati per legge, riferiscono al Consiglio comunale motu proprio, si muovono e cercano di assorbire le critiche e gli input positivi che provengono dal Consiglio comunale. E’ un Consiglio comunale particolare, che nasce con un grosso peccato originale con riferimento alla mancanza totale della componente femminile; di questo ne portiamo le colpe, forse noi in primis, resta comunque un vero peccato che quella che viene definita “l’altra metà del cielo” non sia rappresentata in questa sede. verbale 24.06.99 / 45 Effettivamente, a Riva del Garda siamo molto più maschilisti che da altre parti e bisognerà che tutti quanti facciamo uno sforzo in questo senso. E’ un vero peccato ed è quasi una vergogna: ci sono Paesi che noi consideriamo molto meno civili che hanno donne al governo e noi, qui a Riva del Garda, forse non vedremo mai una donna Sindaco. Chiuso questo passaggio, vengo a ciò che mi stava a cuore dire con questo mio intervento, a partire dal programma. Credo che questo programma sia, almeno da quando io sono in Consiglio comunale, quindi dal 1990, uno dei più precisi e completi. Il programma della Margherita, che è poi una piccola revisione del programma della coalizione, è stato frutto di un lungo lavoro, svolto ancora prima della decisione della candidatura del Sindaco. A mio avviso è impegnativo, anche perché preciso riguardo a molti aspetti, ed è comunque un bel programma. Per portarlo avanti, la Giunta dovrà impegnarsi a fondo con il nostro aiuto e in questo senso io chiedo più o meno le stesse cose che hanno chiesto il Consigliere Valandro, che non so se parlava a nome della componente giovanile o a titolo personale, il consigliere Lotti e anche l’opposizione, in particolare per arrivare a questa rivoluzione nei rapporti tra il Consiglio comunale e la Giunta. Innanzitutto si chiedono trasparenza, che è stata evidenziata da tutti, ascolto delle critiche, informazione e, quindi, condivisione delle scelte. Sono fattori fondamentali, che del resto si trovano scritti nel programma del Sindaco, a pag. 5, dove si parla del metodo. Voglio richiamare questo passaggio perché, se ci troviamo d’accordo sul metodo, si andrà avanti senza problemi. A pag. 5 si parla di rapporto cittadini-Comune e del rapporto Comune-istituzioni appunto con riferimento al metodo dell’informazione, della corresponsabilità, del confronto, cose che non sono state scritte per pura esibizione, ma perché ci si crede. L’altro discorso importantissimo, già anticipato dal consigliere Lotti e condivisibile in toto, tanto più che lo stesso ex Sindaco Molinari lo ha più volte portato alla luce, è quello del rapporto che ci deve essere tra l’economia e la politica. Gli antichi, nei loro libri di filosofia e di politica, scrivevano che la politica deve avere il primato su tutto, anche sull’economia, quindi l’economia o, comunque i personaggi che rappresentano in massima parte l’economia nella nostra zona, devono potere entrare nella sede di Palazzo Pretorio, chiedere un colloquio con il Sindaco, esprimere le loro giuste istanze e questo rapporto deve essere conservato. Come coalizione e anche come Margherita abbiamo condotto una campagna elettorale, quella che poi ci ha portato alla vittoria, con piena convinzione sia per quanto riguarda il programma sia per quanto riguarda la figura del Sindaco, nel quale abbiamo massima fiducia, senza ombra di dubbio. Sostanziale è quanto ho detto sul rapporto che ci deve essere fra la sua maggioranza e il governo e conoscendolo personalmente molto bene e conoscendo anche la squadra che lui si è scelto spero che anche alla fine di questi sei anni si potrà dire, come già è successo per le Amministrazioni precedenti, che molto si è fatto per la città di Riva del Garda. Molinari adesso è entrato a far parte della Giunta provinciale e così il suo mandato elettorale come Sindaco è finito prima, ma la volontà è quella di arrivare anche alla fine di questo mandato con la piena convinzione di avere fatto molto per questa città. Non aggiungo altro ed auguro a Sindaco e Giunta di assorbire quanto più possibile le istanze pervenute dalla maggioranza e dall’opposizione. Auguro buon lavoro per i prossimi sei anni. verbale 24.06.99 / 46 Consigliere Zambotti La mia prima impressione è un’impressione buona: ho partecipato alla scorsa legislatura e posso dire che in questo Consiglio comunale, fin dall’inizio - speriamo che duri! -, si respira un’aria nuova. Si sentono le voci dei Consiglieri di opposizione e finalmente si sentono anche le voci dei Consiglieri di maggioranza. Sembra una cosa strana, però è così. Solo alla fine della precedente legislatura, alcuni Consiglieri di maggioranza si sono resi conto del ruolo che avevano, si sono resi conto che il loro alzare la mano aveva una valenza politico-amministrativa, aveva un peso e anche per questo, secondo me, quella che era l’impostazione cosiddetta “granitica” di Insieme per Riva per certi aspetti si è modificata. Questa sera ho notato con vivo piacere che c’è voglia di dare a questo Consiglio comunale non solo un ruolo di controllo, ma anche un ruolo nuovo ed importante, ossia quello propositivo. In effetti, la funzione del Consiglio comunale non è solo quella di verifica e di controllo, ma è anche quella di essere un organo propositivo, e già questa sera abbiamo potuto vedere qualche cosa in questo senso. Ovviamente, di ciò non posso che essere altamente soddisfatto. I principi che mi portano a fare parte di questo Consiglio consistono nell’idea che io ho che l’agire amministrativo debba sostanzialmente favorire e sviluppare, oltre che una buona e trasparente amministrazione della cosa pubblica, le occasioni economiche per dare a tutti la possibilità di potere riqualificare in senso positivo la propria vita. Solo con occasioni economiche forti e stabili si può intervenire sull’altro principio fondamentale che mi motiva: la solidarietà. E per avere una possibilità forte di solidarietà bisogna che vi sia un’Amministrazione forte, valida e che, come detto, siano sviluppate tutte le occasioni economiche. Questi sono i concetti generali, adesso piano piano entreremo nello specifico. Io penso che avere un sogno e poterlo realizzare sia una delle cose più belle per una persona. Cesare Malossini, da sempre - io lo conosco da tanti anni in modo diretto e indiretto -, coltivava un suo sogno, che poi ha realizzato: fare il Vice Sindaco. A volte capita anche che la realtà superi i sogni ed ora infatti Cesare Malossini fa il Sindaco, svolgendo questo ruolo insieme a persone che da tanto tempo studiavano per rivestirlo, quindi vedremo come andrà a finire. Mi soffermo ora su alcune considerazioni. L’intervento del Consigliere Matteotti mi è piaciuto per alcuni aspetti, mi sarei però aspettato da lui, memoria storica di determinati periodi, un’elaborazione un po’ più approfondita di questo passaggio, che non è certo secondario, fra la tematica che teneva insieme il Gruppo di Insieme per Riva e la Margherita. Mi sarei aspettato qualche parola in più per capire un po’ meglio questa evoluzione, visto che non basta dire che il tutto è legato alla logica del superamento dei partiti, anche perché forse non è proprio così: vedremo infatti nel tempo se effettivamente i partiti sono finiti. L’altro dato emergente è rappresentato dall’intervento del Consigliere Lotti. Sinceramente debbo dire che avrei visto e vedrei il Consigliere Lotti alla carica di Assessore, ritenendo che abbia le qualità e le capacità per esserlo e anche perché, se come voi dite c’è una continuità, nel senso che questa Amministrazione ha una continuità con la precedente, lui ha appoggiato la precedente Amministrazione lealmente e quindi secondo me doveva essere premiato. In quest’ottica io interpreto la sua affermazione, pesante, laddove si è espresso parlando di slealtà. Vorrei capire perché lo ha fatto in quanto mi risulta difficile comprendere come si possa verbale 24.06.99 / 47 affermare che c’è della slealtà e nello stesso tempo dire: “Però io faccio parte di questo progetto”. Dove sta la slealtà? E’ un punto che vorrei mi venisse chiarito. D’altra parte, devo ammettere che il Consigliere Lotti è una persona coerente e se all’inizio della precedente legislatura rivendicava insieme a Ballardini quella sorta di veto, che poi non è stato rispettato, riguardo all’Assessore ai Lavori pubblici dicendo che non andava bene che un professionista locale diventasse Assessore alle Opere pubbliche mi pare che oggi questo concetto lo ribadisca, anche se con meno forza. E’ una pregiudiziale che rimane, anche se formale, perché nella sostanza è stata superata, anche se in cambio, caro Consigliere Lotti, siamo passati da uno a tre… Consigliere Lotti (Intervento fuori microfono) Consigliere Zambotti No, ai Lavori pubblici no! Un altro dato, en passant, riguarda l’intervento del Consigliere Prati, al quale voglio dire che io non credo che vi sia stata confusione nel voto europeo: anzi, in questo c’è stata chiarezza, soprattutto per quanto riguarda il voto dato a Forza Italia. Ora, noi sappiamo che per quanto riguarda l’ambito europeo e l’ambito nazionale Forza Italia è sempre premiata, il problema invece è locale, sia regionale che provinciale e comunale, in quanto Forza Italia è un movimento nuovo, che deve radicarsi sul territorio, che deve ancora sviluppare profondamente ed elaborare una politica amministrativa, ma questo è un processo, è un processo che va avanti. Vediamo quello che sta succedendo a Bologna, dove per la prima volta si arriva al ballottaggio e c’è il rischio che l’Amministrazione di sinistra non sia confermata, quindi è evidente che per quanto riguarda l’ambito amministrativo ci vuole del tempo e comunque, a mio avviso, sul voto europeo non c’è stata nessuna confusione. Veniamo ora al programma che ci viene proposto. Vi sono le solite enunciazioni generali, di cui posso effettivamente cogliere anche gli aspetti innovativi, e sicuramente do atto al Consigliere Matteotti del fatto che questo programma è corposo, molto più del precedente, anche nel precedente, però, Molinari si appellava alla concretezza programmatica e diceva: “Essa non va intesa come elenco di opere, di sogni e di promesse, ma va riconosciuta secondo un criterio di fattibilità”, quindi sicuramente qui c’è un elenco di tutto, io però mi chiedo, e vi chiedo, quali di queste cose verranno fatte, quali sono le priorità, cosa vedremo realizzato nel primo anno. Magari nella sua risposta il Sindaco ci dirà per sommi capi, se vuole, quali saranno le priorità e quali le cose che concretamente si faranno, anche per non creare le solite illusioni. Sicuramente sei anni sono tanti e uno può dire: “Chissà in sei anni quanti interventi riesco a fare”, noi però sappiamo che la città si aspetta fin da subito alcune cose, che sono poi quelle di dieci, quindici, vent’anni fa. Debbo dire che nella presenza del Consigliere Bassetti vedo un fatto anche curioso, già per la scelta di rimanere sui banchi del Consiglio comunale, dove si chiacchiera tanto, quando invece era ormai abituato ad aspetti più interventistici, dove si parla meno, ma si opera più rapidamente; in ogni caso, lui ha fatto questa scelta, pur appunto sapendo che nei Consigli comunali si parla tanto, ma chi decide è la Giunta, e un giorno forse ce ne spiegherà le ragioni. Io considero questa sua presenza in Consiglio comunale come una sorta di supervisione di un progetto che sostanzialmente era il suo. Ho letto bene le carte, ho letto anche tanti programmi ed verbale 24.06.99 / 48 ho l’impressione che questo programma in particolare, anche se il Consigliere Matteotti ci dice che è il programma dell’Ulivo, il programma della Margherita, che risulta notevolmente arricchito, nella sostanza sia il progetto di Bassetti, quindi il progetto di dieci o quindici anni fa. Speriamo che la sua presenza questa volta serva, anche perché noi non siamo qui solo per fare polemica: siamo cittadini di Riva e ci interessa che la città vada avanti, ci interessa che i parcheggi, la viabilità, l’ex area Cattoi, il polo fieristico vengano finalmente realizzati. Come detto, io intendo questa sua presenza come quella di un supervisore, quasi a dire: “Adesso bisogna dare uno stop e fare tutte queste cose”. In effetti, questa Amministrazione ha davanti sei anni e quindi ha la possibilità concreta per realizzarle, tanto che dopo sei anni non ci sarebbero alibi se le grosse infrastrutture non venissero fatte, e su questo penso siamo d’accordo tutti. Con questo spirito, penso non vi saranno grosse contrapposizioni; magari ci sarà da discutere sul come vengono reperiti i fondi, sul come devono essere realizzate, sulle localizzazioni, sulle strategie, ma sul fatto che alcune opere fondamentali, che sono poi sempre quelle, quelle di cui si parla da dieci o quindici anni, debbano essere realizzate non credo ci siano problemi. Certo è che in dieci-quindici anni molte cose sono cambiate e questo sarà uno dei temi fondamentali di questo Consiglio comunale, come abbiamo visto già questa sera: sono sorti nuovi Gruppi politici, nuovi raggruppamenti all’interno della città, oltre ai Gruppi politici sono nati gruppi spontanei, gruppi organizzati, associazioni ecc., che hanno una loro valenza, una loro spinta e con i quali è giusto dialogare. Per certi aspetti siamo al di là dei partiti. Una volta nei partiti si racchiudeva tutto, adesso ci sono i partiti e c’è qualcos’altro e con questo qualcos’altro si va a dialogare e ci si confronta. La città, quindi, è un città viva, viviamo in una città ricca di associazioni e di iniziative ed è strano che tutta questa ricchezza non abbia prodotto in questi anni quelle opere che ci vedono ora penalizzati. Ricordo tra l’altro che ci sono paesini del lago che le hanno già realizzate, e non occorre andare molto lontano. All’interno della maggioranza che sostiene questa Amministrazione vi sono, secondo me, tutta una serie di istanze. Io non posso dire fin dall’inizio che sono istanze contraddittorie, certo è che ci sono diverse istanze, istanze che io definisco “vecchie”, tradizionali, e istanze nuove. Sicuramente uno dei compiti fondamentali di questa Giunta, e non sarà facile, sarà quella di trovare un’armonia fra tutte queste istanze per produrre un progetto nuovo, che tenga conto del progetto di Bassetti, che purtroppo è ancora attuale, con tutto ciò che di nuovo è emerso ed emergerà in questi anni. Ecco perché, probabilmente, da questo programma non è emerso un chiaro progetto di sviluppo della città: secondo me, è un progetto che andrà formandosi nel tempo. Io spero che questo Consiglio comunale sia considerato dall’Amministrazione come strumento fondamentale per la realizzazione di questo progetto e perché ciò avvenga abbiamo naturalmente bisogno dell’apporto dei Consiglieri della maggioranza proprio perché sarà una delle sfide importanti di questi anni. Al di là di queste enunciazioni teoriche debbo dire che mi è molto piaciuto l’intervento del Consigliere Valandro, anche se c’è da dire che quando si è giovani si ha coraggio e ci si può permettere di non accontentarsi di una delega, ma si chiede un Assessorato, ed in particolare l’Assessorato alle Tematiche giovanili, di cui a Riva c’è un gran bisogno. Se Frizzi avrà la forza di ribadire quello che ha detto a Palazzo dei Congressi, in sede di presentazione dei candidati Sindaco, attraverso un ordine del giorno, delle proposte, tipo quella di portare avanti il centro sociale per i giovani, dico subito che non avrò nessun problema ad appoggiarlo. Addirittura, dico verbale 24.06.99 / 49 che secondo me la collocazione ideale per questo centro sarebbe nella maestosa costruzione di Palazzo Lutti Salvadori, al centro della città, in quanto non ha senso creare piccoli punti di aggregazione per i giovani nei quartieri: la ritengo una ghettizzazione. Se si vuole veramente portare avanti l’idea del centro sociale per i giovani, per me va bene, il Consigliere Valandro deve però sapere, come i giovani devono sapere, che mentre noi facciamo questi bei discorsi si va consolidando un patto economico perché dietro alla politica, dietro alle idee, dietro alle motivazioni ideali vi sono, giustamente, gli aspetti economici e bisogna tenere conto anche di questo. Nel vivere la politica ci sono vari livelli: ci sono i livelli ideali, ci sono i livelli propositivi e ci sono anche i livelli economici. Nel frattempo, dunque, si va consolidando il patto economico, che naturalmente non può essere solo un patto economico, ma è anche un patto politico-amministrativo e piano piano noi vedremo insieme come questo patto politicoamministrativo, legato a logiche prettamente economiche, si svilupperà attraverso situazioni, comportamenti, delibere, prese di posizione. Questo patto economico avviene tra una parte dell’apparato economico tradizionale locale con la cosiddetta “sinistra economica” per la gestione delle attività congressuali, fieristiche e turistiche. Un’anticipazione ci è già stata data: sulla stampa è stato annunciato un accordo, un contratto stipulato tra la Palacongressi e i cosiddetti “privati”. Io non sono contrario a questo, ed anzi mi va benissimo, vorrei però, e ho fatto una richiesta in tal senso, che il Presidente della Palacongressi, la cui maggioranza è detenuta dal Comune, venisse e ci spiegasse… Scusate, mi riferivo alla Lido, e vedo che subito il Consigliere Bassetti è pronto a correggermi dicendomi che il patto non è stato fatto con la Palacongressi, ma con la Lido. Il Presidente della Lido è venuto qui e lo ha fatto perché noi abbiamo insistito. Da questo prendo lo spunto per farvi un altro esempio di ciò che succedeva nel precedente Consiglio comunale. Precedentemente, proprio in vista di questo accordo, il Consiglio comunale si era espresso attraverso una mozione per sentire il Presidente del Consiglio di Amministrazione della Lido di Riva. Una rappresentante di maggioranza aveva addirittura dato un termine, che poi era stato votato da tutti; quel termine è passato e i Presidenti della Lido di Riva del Garda S.p.A. e dell’AGS non si sono presentati o, meglio, non sono stati convocati. Successivamente, sono stati convocati in un modo un po’ strano e in quella sede il Presidente della Lido ci disse che bisognava mantenere una certa segretezza, che la questione era molto delicata, che lui non poteva sbottonarsi più di tanto, poi però apprendiamo dalla stampa che questo accordo è stato fatto, è stato fatto in una data e reso pubblico in un’altra data. Chiedo spiegazioni, visto che ormai questo accordo è stato fatto, non perché io sia contro questo accordo, ma perché proprio nel segno della trasparenza, della conoscenza, del controllo e della chiarezza è giusto che ciò avvenga. Su questo mi pare sia intervenuta chiaramente anche la stampa locale dicendo che almeno su temi così importanti dovrebbe esserci l’intervento dell’Assessore, io chiedo allora a chi ha la delega alle Attività economiche, e mi pare sia il Sindaco, eventualmente di spiegare. Colgo anche l’occasione per chiedere per quale motivo ci è stato dato questo foglietto con i nomi dei Presidenti delle società senza invece che nessuno abbia avuto l’accortezza di fornirci l’elenco degli Assessori con le rispettive deleghe: era un atto dovuto, dunque non capisco perché debba apprenderlo dalla stampa. Oltre a questo foglietto con il nome dei rappresentanti nelle società comunali sarebbe stato importante che ci fosse stato consegnato un foglietto con il nome degli Assessori e le rispettive deleghe: mi auguro ci venga dato la verbale 24.06.99 / 50 prossima volta. A questo punto, chiedo formalmente che venga invitato in un prossimo Consiglio comunale il Presidente della Lido di Riva del Garda S.p.A. per fare chiarezza, per comunicare i termini di questo accordo. Per certi aspetti a me va bene, lo ripeto, se però mi venisse chiarito forse lo comprenderei meglio, anche perché tutti noi cerchiamo di capire bene gli aspetti economici che motivano questa Giunta amministrativa. Naturalmente adesso si parla di Lido di Riva del Garda S.p.A., ma poi si dovrà parlare di AGS, sulla quale, come voi sapete, vi sono molti progetti. Sentiremo se nella sua replica il Sindaco ci dirà cosa pensa del superamento della logica dei Comprensori, se questo ha a che fare sostanzialmente con il terzo polo urbano o se c’è qualche cosa di più, se c’è questa aggregazione fra Comuni per la creazione di strutture che diano servizi aggreganti per le varie realtà. Sicuramente in questo campo la AGS potrebbe avere un ruolo importante. Sappiamo, lo spiego in poche parole, che alcuni servizi non sono più economici se gestiti solo da un Comune e devono quindi avere una valenza sovracomunale; in questo campo, la AGS potrebbe avere un ruolo strategico. Mi pare fosse anche un vecchio cavallo di battaglia dell’Assessore Mosaner, che vedeva nella ex AMSEA un qualche cosa di più, un qualche cosa che andava molto al di là della distribuzione delle fonti energetiche. Sicuramente, questo patto economico andrà ad incidere qui, ma soprattutto andrà ad incidere sull’altra società prevista, quella per la gestione e la costruzione dei parcheggi, quindi è evidente che il discorso è molto articolato. Nulla di male – anzi, come principio generale d’impostazione mi vede nettamente favorevole -, è però importante che questi passaggi siano chiari e possano essere visti nelle trattative economiche, almeno per quegli aspetti che possono essere visti, considerato che nelle trattative economiche vi possono essere anche degli aspetti che non devono essere resi pubblici. Mi riferisco agli aspetti sostanziali, che devono essere visibili anche perché questa finalità economica deve avere un riverbero su tutta la città, nel senso che a guadagnarci devono essere la città e i cittadini. Se questa è logica economica, mi va bene, ma per poter dire se mi va bene deve esserci trasparenza e fino ad ora, a mio avviso, non c’è stata. Un elemento nuovo, che voglio evidenziare, è questo: l’altra volta, l’inizio del lavoro di Molinari era stato caratterizzato da una forte conflittualità con i vertici provinciali perché lui diceva che non c’erano referenti; adesso i referenti ci sono, penso quindi che non vi siano più giustificazioni perché praticamente c’è tutto. Vengo ora ad un breve accenno riferito alla Giunta. Naturalmente i singoli Assessori verranno valutati e giudicati per il loro operato, perché adesso più di tanto non si può dire, mi sembra però di potere cogliere subito un dato, ossia quello della diversità fra l’altra volta e questa volta. In effetti, qui si afferma che si va al di là dei partiti, ma ancora non ci siamo. Questa volta si è parlato poco dello spirito della nuova legge per la nomina del Sindaco, una legge innovativa perché per la prima volta il popolo, la cittadinanza può scegliere il Primo Cittadino, un modello che secondo me dovrebbe estendersi al Presidente della Provincia, al Capo dello Stato ecc. Questa, dunque, era l’ottica in cui è nata questa legge. I cittadini eleggono il Primo Cittadino, che è il referente. Il Primo Cittadino, con la collaborazione delle persone, delle forze, delle associazioni e di tutti i soggetti che riesce a coagulare attorno a sé, realizza il suo progetto di governo e ne è il referente. A quel punto, si presenta alle elezioni e dice: “Io ho fatto questo, questo e questo”. La legge è valida, anche se abbiamo visto che magari qualcosa può essere ancora modificato. Di fatto, gli Assessori diventano i collaboratori del Sindaco, ossia persone che verbale 24.06.99 / 51 il Sindaco ritiene le più idonee per realizzare il suo progetto. A me pare che questa volta le cose non stiano così e ritengo che in quest’ottica abbiamo fatto un passo indietro rispetto alla precedente legislatura. Qui abbiamo i vecchi Assessori, quelli di una volta, portatori di interessi e di finalità ben strutturate e purtroppo, a mio avviso, il ruolo del Sindaco questa volta non è quello di guida, di portatore del progetto, ma è quello di mediatore di varie istanze, vanificando lo spirito di questa nuova legge elettorale. In parte la città questo lo ha capito, perché tutto questo astensionismo al momento del ballottaggio da qualcosa sarà pur dipeso. Vengo ora ad un’ultima considerazione generale… Presidente Invito l’Assessore… il Consigliere Zambotti a concludere. Consigliere Zambotti Non è mai stato un mio obiettivo diventare Assessore. Presidente Quello di concludere penso di sì. Consigliere Zambotti C’è un limite di tempo? Presidente No, non abbiamo fissato un limite di tempo, in sede di Capigruppo ho però raccomandato di limitare nel tempo gli interventi per poter permettere a tutti di parlare. Grazie. Consigliere Zambotti Allora qual è il mio tempo? Presidente Sta parlando da circa 45 minuti. Consigliere Zambotti C’è gente che ha parlato per un’ora, quindi ho ancora quindici minuti. Presidente No, assolutamente… Consigliere Zambotti Lo abbiamo calcolato. Presidente L’ho calcolato anch’io. verbale 24.06.99 / 52 Consigliere Zambotti Un’ultima considerazione generale, che mi avvicina al Consigliere Matteotti, riguarda il problema, secondo me serio, della mancanza di una figura femminile all’interno del Consiglio comunale. Il collega ha usato toni forti ed io sono d’accordo con lui. La mancanza di una figura femminile è un dato importante, rispetto al quale il Consigliere Matteotti ha parlato di vergogna… (CAMBIO LATO) …del femminismo, giustamente, e qui c’era la possibilità di fare entrare una donna: bastava che il Sindaco si avvalesse della facoltà di nominare un Assessore esterno e lo prendesse dal mondo femminile. In questo modo, finalmente, rispetto ad una Giunta di tecnici, a parte il solito caso umano, poteva esserci una donna, che poteva anche cogliere l’anima di questa città: bastava volerlo. La possibilità c’era e secondo me questa Giunta ne traeva solo beneficio, quindi non ditemi che è una vergogna, perché è una vergogna che poteva essere superata, solo che non si è voluto o non si è potuto. Grazie. Consigliere Bassetti Per alcuni aspetti devo dare ragione al Consigliere Zambotti, perché effettivamente sono più portato ad agire che a parlare, quindi cercherò di essere breve, sicuramente più breve di chi mi ha preceduto. D’altro canto, credo che da parte mia questa sera alcune cose debbano essere dette, soprattutto perché sono state richieste e anche perché penso siano attese da parte di un Gruppo che si presenta per la prima volta in Consiglio comunale. La nostra è un’altra delle liste nate da questo sistema elettorale, che come scopo si prefiggeva di semplificare la politica portando tutti su due schieramenti e che invece ritengo da questo punto di vista abbia fallito perché così non è stato. Da più parti ora si dice che forse questa legge elettorale deve essere rivista e noi questo lo condividiamo. In ogni caso, per quanto ci riguarda possiamo vantare di avere conseguito un certo successo elettorale, arrivando ad essere il secondo Gruppo della città, anche se dal punto di vista dei posti in Consiglio questo non traspare: ci sono infatti Gruppi che hanno ricevuto molto meno preferenze di noi e che vedono seduti tra questi banchi più Consiglieri. E’ evidente che questa situazione è in parte il risultato della legge elettorale, ma in parte è anche frutto di scelte che noi, in maniera consapevole, abbiamo fatto: del primo dobbiamo prendere atto, della seconda siamo noi gli attori. Se avessimo ragionato più in termini di evidenza e di posti in Consiglio comunale, probabilmente le nostre scelte sarebbero state diverse: avremmo fatto meglio ad apparentarci in maniera formale con uno o con l’altro degli schieramenti e sicuramente oggi il nostro Gruppo sarebbe ben più nutrito. Nulla di questo abbiamo fatto perché non volevamo farlo. Quando abbiamo deciso di presentarci alle elezioni, lo abbiamo fatto consapevolmente e sicuramente né per fare dispetto a qualcuno, né per essere contro qualcun altro; forse siamo stati un po’ spinti dall’incalzare degli eventi, forse lo abbiamo fatto all’ultimo momento, convinti comunque di fare una cosa che andava fatta. Abbiamo sempre parlato di un nostro ragionamento all’interno dell’area di centrosinistra e lo abbiamo fatto perché alcuni di noi avevano trovato in questi ultimi anni, con il governo Molinari e con la maggioranza tutta, un’occasione di collaborazione e si erano anche condivisi dei programmi e delle attività. Apro una parentesi per dire che questo vale anche dal punto di vista personale perché è vero, Consigliere Daves, che io verbale 24.06.99 / 53 non ho mai condiviso, e ne sono convinto tutt’oggi, che è stato uno sbaglio chiudere l’attività del “Cristallo” - ho anche promosso una raccolta di firme per cercare di evitarlo -, ma Lei mi insegna, data anche la professione che svolge, che non si valuta una persona su un unico esame, ma si deve dare un giudizio globale, su un’attività globale e ancor più questo vale nel caso di un’Amministrazione comunale, che svolge un’attività complessa, pluriennale e che come tale va valutata. Con il Consigliere Daves posso essere d’accordo sul “Cristallo”, ma sicuramente non sono d’accordo su tante altre cose e quindi, da questo punto di vista, mi sento sicuramente più vicino ad un’Amministrazione che ha portato comunque avanti dei programmi, magari ereditati anche dalle Amministrazioni precedenti, li ha portati a conclusione ed ha seguito, se vogliamo, una linea tracciata. Per questo io ho fatto una scelta e, al di là di quello che diceva il Consigliere Zambotti, ho anche ritenuto utile, immodestamente, la mia presenza in Consiglio comunale: credo infatti di avere esperienza sufficiente per poter dare il mio contributo a servizio della soluzione dei problemi della città. Se non altro il Consigliere Zambotti si è chiesto perché, alcuni altri, invece, non si sono nemmeno chiesti perché e hanno detto subito: “No, è meglio che Bassetti non ci sia” e questo forse mi ha stimolato ad essere qui presente. Chiusa la parentesi, voglio dire che qualcun altro del nostro Gruppo aveva addirittura appartenuto alla precedente maggioranza, anche se una volta sciolto il Gruppo di Insieme per Riva non ha ritenuto di seguire i vecchi compagni sulle nuove strade che andavano imboccando. In questo senso, era quasi naturale, almeno per noi, continuare un dialogo avviato con delle persone che già si conoscevano, che si apprezzavano e con cui si aveva già lavorato. In definitiva, era molto più facile accordarsi con quelli al cui fianco già si era camminato, quelli con cui si erano già condivisi problemi e soluzioni che non accordarsi con forze nuove, con le quali sicuramente il dialogo doveva essere più approfondito, ma rispetto ai quali già traspariva, dalla lettura dei programmi e comunque da dichiarazioni fatte, la diversità su alcuni temi sostanziali, molto più sostanziali che un episodio o alcuni episodi, perché evidentemente il “Cristallo” non è l’unica cosa che personalmente, come qualcun altro, posso non avere condiviso. Si citava prima la Torre Apponale e figuriamoci se si può dire che è una bella soluzione quella adottata: è un obbrobrio e spero che al più presto venga risolto. Si diceva che i programmi non sono proprio tutti uguali, anche se in una città piccola come la nostra molti possono essere simili, soprattutto considerando la capacità delle forze politiche di potere esprimere tante novità. Se i problemi sono amministrativi lo sono per tanti, semmai quindi saranno le soluzioni e gli uomini preposti a risolvere questi problemi che possono creare la differenza. Fin dal principio abbiamo preso questo nostro orientamento alla ricerca di un dialogo con le forze di centrosinistra; non lo abbiamo fatto per rivendicazioni o per forzature, ma perché ci sembrava giusto. Peraltro, ciò non implicava per forza accettare o condividere tutte le scelte politiche che si stavano maturando e quindi la scelta, poi allargata ad altre persone, di costituirsi in Gruppo autonomo è sembrata la più razionale. Devo dire che è stata una scelta che ha avuto successo ed è stata anche premiata. Non possiamo negare che questo nostro modo di porci sia stato visto con diffidenza da qualcuno e certamente ha sovvertito qualche programma politico e rimescolato le carte, magari neanche poco; ha comunque comportato per noi la necessità di discutere con i soggetti con cui volevamo collaborare più di quello che forse sarebbe stato necessario in altri frangenti. I tempi elettorali ci hanno impedito dapprima il raggiungimento dell’accordo per affrontare il primo turno già con il candidato Sindaco Malossini, poi ci hanno verbale 24.06.99 / 54 costretto all’accettazione dell’appoggio a Malossini senza apparentarci formalmente, ecco quindi spiegata la nostra posizione e la nostra presenza in questo Consiglio in numero di tre. Ripeto: potevamo essere di più, non lo siamo per scelta e per convinzione, anche perché noi non dimentichiamo comunque di rappresentare quel 17% degli elettori rivani. Questo è il nostro vero peso, è il nostro risultato elettorale ed è ciò che conta. Lo vogliamo ricordare per fare capire qual è il nostro punto di vista a chi ci può dare degli ingenui per avere fatto questa e non altre scelte e a chi non sa leggere al di là di ciò che vede. Noi abbiamo chiesto che di questo si tenga conto per il rispetto dell’elettore che mal sopporta le alchimie delle leggi elettorali. Da questo presupposto siamo partiti qualche settimana fa per ragionare con il candidato Sindaco Malossini, ultimare la discussione sul programma, individuare delle priorità, chiarire che ci proponevamo come forza di governo e chiedere di governare. Con lui abbiamo raggiunto un’intesa che, rispettosa delle forze in campo, sufficientemente realistica per i contenuti progettuali, soddisfacente per gli obiettivi posti di crescita della nostra comunità, è quindi ovvio che noi diciamo che condividiamo il programma presentato dal Sindaco Malossini. Magari condivido poco questo continuo richiamo alla trasparenza, non perché non ci debba essere trasparenza, ma perché se diamo fiducia ad un Esecutivo, se diamo fiducia ad un Sindaco la diamo in toto e quindi non dobbiamo essere noi, quelli che l’appoggiano, i primi ad avere dubbi sulla trasparenza amministrativa. Se così non fosse, saremmo magari i primi a denunciarla. Ovviamente, da questi indirizzi di principio, che questa sera qui sono stati enunciati, discenderanno progetti e programmi amministrativi che noi siamo convinti, anche attraverso la presenza dei nostri Assessori all’interno dell’Esecutivo, si potranno attuare. Aderiamo pertanto formalmente alla coalizione del centrosinistra, che non solo ha carattere di continuità rispetto alla precedente Amministrazione, ma per la verità si colloca in un’area politica cui ha sempre appartenuto l’Amministrazione rivana dal 1980 o quanto meno dal 1993. Anch’io, quindi, ho sempre fatto parte di coalizioni di centrosinistra ed anzi in tempi passati non credo di avere mai fatto aperture alla destra, mentre ho fatto aperture all’allora Partito Comunista, tra l’altro sollevando non poche perplessità a livello provinciale, telefonate, richiami ecc., non capisco dunque perché si debba valutare come stonata la mia presenza in questo ambito. Certo, da questa maggioranza in passato ho ricevuto anche critiche, ma io credo che, se oggi non vi fosse continuità con l’Amministrazione Molinari, ci sarebbero le stesse critiche, domani ci saranno sicuramente sull’Amministrazione Malossini… insomma, la storia l’hanno sempre scritta i vincitori e dunque questo non mi meraviglia. Tra l’altro, proprio in questi giorni, dopo che alle elementari mi avevano insegnato che Nerone era stato l’incendiario di Roma, trovo scritta da più parti la grande rivalutazione di questo imperatore, che ora sembra essere uno dei migliori imperatori dell’antica Roma. Il nostro convincimento di appartenere a questa coalizione è consapevole, lo ripeto, e rivolto alla ricerca del bene della comunità, che ci vedrà impegnati come Gruppo consiliare e con i nostri rappresentanti in Giunta in un lavoro serio per cogliere quegli obiettivi che il programma del Sindaco ha fissato per la crescita della nostra città. Secondo noi è un programma realistico, capace di guardare oltre il contingente, in cui l’impegno degli amministratori sarà il vero motore in grado di fare muovere le progettualità in esso contenute. Non credo, diversamente dal Consigliere Cretti, che questa sera il Sindaco Malossini avrebbe potuto fare sintesi dei vari programmi: si è presentato all’elettorato con un programma suo, questo ha ottenuto l’avvallo da verbale 24.06.99 / 55 parte dell’elettorale, questo è quello che porta in Consiglio comunale per avere ora l’avvallo da una maggioranza. Ripeto: noi abbiamo fiducia in questo Esecutivo, abbiamo fiducia nel Sindaco, condividiamo il programma e dunque, da questo punto di vista, il nostro appoggio sarà completo. Presidente Vi sono altri interventi? Se non ve ne sono, do la parola al Sindaco per la replica. Sindaco E’ certo che, se dovessi rispondere a tutti, mi ci vorrebbe qualche bella ora, ho comunque ascoltato tutti attentamente e cercherò di rispondere nel migliore dei modi. Mi dispiace innanzitutto che qualcuno abbia considerato queste tre pagine di indirizzi generali di governo del Sindaco quasi offensive: non era infatti sicuramente mia intenzione offendere nessuno dei Consiglieri presenti. Questo è quello che ho scritto e questo rimane. Il Consigliere Daves ha parlato di analisi del voto ed anch’io certamente ritengo che l’astensione manifestatasi faccia riflettere tutti e non solamente l’attuale Sindaco perché, caro Consigliere Zambotti, magari poteva esserci più partecipazione al ballottaggio se dall’altra parte ci fosse stato un elemento più valido del sottoscritto. Insomma, è un discorso che possiamo girare e rigirare come vogliamo perché ognuno dà la propria interpretazione. Un dato comunque è certo: c’è molta disaffezione al voto e questo ovviamente preoccupa in quanto significa che al 50% dei cittadini rivani non interessa chi sia a governare la città nei prossimi anni. E’ una conclusione abbastanza riduttiva e demotivante per chi si è messo in prima persona ad operare e si è messo al servizio della cittadinanza, visto che per me amministrare oggi vuol dire appunto essere al servizio dei cittadini. Tenga presente, Consigliere Daves, che anche noi abbiamo cercato di costruire il nostro programma non facendocelo calare dall’alto, ma avendo modo di sentire tutte le componenti, da quelle economiche a quelle sociali, al cittadino comune. Peraltro, noto che quando parliamo di componenti economiche il Consigliere Zambotti alle volte sembra demonizzare l’economia, quando invece ne abbiamo sicuramente bisogno. Non dobbiamo dimenticare nulla della nostra città: se io sono il Sindaco di Riva del Garda, sono il Sindaco dell’imprenditore, sono il Sindaco del pensionato, sono il Sindaco del meno abbiente. Semmai, il discorso va inteso nel senso che le risorse devono essere distribuite equamente e da un’attività economica sana il Comune può avere quelle risorse da distribuire poi come servizi e quant’altro su tutta la sua cittadinanza. Se i problemi di Riva del Garda, Consigliere Daves, fossero solamente il “Cristallo” e le cassettine per i cani, con l’occorrente per rispettare l’ordinanza, saremmo a posto! Tra l’altro, in quest’ultimo caso io credo si tratti anche di una questione di civiltà perché l’Amministrazione ha fatto quello che doveva fare, se poi gente è incivile e prende i sacchetti e li butta per strada o rompe le cose, be’… sta a tutti noi fare crescere una generazione migliore, che rispetta le cose pubbliche. Questa coalizione, che è una coalizione di centrosinistra, ha avuto come tale il consenso della città e su questo credo siamo tutti d’accordo. In seconda battuta, io e gli altri della coalizione abbiamo ritenuto di non dovere lasciare perdere una forza che comunque a Riva ha raggiunto quasi il 18%, una forza che ci era molto affine, che si collocava in un’area di centrosinistra e che condivideva gli indirizzi programmatici che avevamo concordato. In questo verbale 24.06.99 / 56 senso, è stata una scelta quasi obbligata quella di allargare la maggioranza, sempre in caso di vittoria del candidato Sindaco, anche a Riva Domani e questi sono i fatti. Si parla di coinvolgimento della città e sicuramente è mia intenzione essere più trasparente dell’acqua più pura: non c’è infatti nulla da nascondere perché non ne abbiamo il motivo, né intendiamo fare intrallazzi di qualsiasi tipo. In sostanza, anch’io sono dell’avviso che sia inutile parlare di trasparenza o, meglio, che serva, ma che sia un po’ come quando si dice che l’amministratore deve essere onesto ritenendo che questi siano requisiti che debbono essere in possesso della persona che amministra la città. Chi democraticamente ha avuto la maggioranza democraticamente deve governare, con la minoranza che svolge il proprio ruolo. Sicuramente io vorrei avere con la cosiddetta “opposizione” un rapporto migliore e a questo punto vengo al discorso delle Commissioni, che ho descritto in quei termini proprio per migliorare la situazione. Sono d’accordo con il Consigliere de Eccher nel dire che, se c’è un Presidente che convoca e che fa lavorare la Commissione, si può anche mantenere la rappresentanza di tutti i Gruppi, io però ritenevo che riducendola, cosa peraltro tutta da decidere perché semmai si deve modificare lo Statuto, si responsabilizzassero maggiormente i Commissari in quanto, nel momento in cui sono eletti, si sentono appunto più responsabili. Si sa, e a maggior ragione lo dovrebbe sapere Lei, Consigliere de Eccher, che in una Commissione non si va a votare e basta, ma si deve produrre del lavoro, meglio ancora se condiviso; in questo modo, il problema arriva in Consiglio comunale già digerito, consentendo così di andare avanti più speditamente e di razionalizzare il tempo. Questa era la mia intenzione, comunque nulla toglie che si mantenga un rappresentane per ogni Gruppo, anche se alle volte succedeva, e credo Lei lo possa testimoniare, che se Tizio non poteva essere presente poteva incaricare Caio di sostituirlo e questo creava un po’ di confusione perché, se il Commissario che rappresenta e che segue il problema è sempre lo stesso, rende molto di più che non avere questi scambi, finalizzati solo al fatto che la cosa importante è che ci sia un rappresentante per Gruppo. Ad ogni modo, la mia intenzione rispetto alle Commissioni era solamente quella di renderle più efficaci; di questo sicuramente discuteremo ancora, io comunque l’ho posto come indirizzo nel documento programmatico. Si è richiamato il passaggio in cui si dice: “L’Amministrazione dovrà dare un segnale di continuità e le nuove forze politiche, con i nuovi uomini, dovranno…” ed in effetti ci sono anche uomini nuovi, tant’è che abbiamo tre Assessori che non sono mai stati Assessori, tranne l’esperienza di Mosaner, per un certo periodo. Del resto, anche qui, se mi si permettete, io ho cercato di scegliere le persone professionalmente più indicate e più attinenti ad una determinata competenza. Tra l’altro, io ho sempre parlato di “squadra” e credo che la squadra ci sia; ovviamente la si giudicherà alla fine, con l’augurio che ci darete un tempo di prova. Il consuntivo lo potremo tirare o di volta in volta, durante i Consigli comunali, oppure si tirerà a fine d’anno, comunque dateci il tempo per dimostrarvi quello che siamo capaci di fare. Sempre negli indirizzi si dice: “La promozione della dignità della persona sarà al centro dello sviluppo e dell’azione del nostro governo (questo lo diceva anche il Consigliere Daves nel suo programma, dunque su questo dovremmo essere d’accordo), mirando allo sviluppo culturale, sociale, economico della comunità nelle sue varie componenti”. Rispetto a questo passaggio voglio rivolgermi al Consigliere Lotti, che richiamava il discorso della cultura, ricordandogli che noi abbiamo già un Museo ed una Biblioteca che operano e che impiegano risorse del bilancio verbale 24.06.99 / 57 comunale che si aggirano sul miliardo; con questo non voglio dire che perché abbiamo destinato un miliardo alla cultura abbiamo anche un uguale ritorno, mi preme comunque evidenziare che non è mai stata considerata una cenerentola. Per quanto riguarda le politiche giovanili – più che “problematiche giovanili”, infatti, vorrei definirle “politiche giovanili” - , è mia intenzione creare una Commissione. Tra l’altro, mi sembrava esistesse già nella precedente legislatura una Commissione… Consigliere de Eccher Si chiamava “Commissione Problematiche sociali”. Sindaco Esatto, io comunque pensavo che oltre alla Commissione Urbanistica, alle Commissioni Regolamenti, Affari sociali e Cultura - queste sono le quattro Commissioni tradizionali -, se ne potrebbero istituire delle altre, una delle quali dedicata proprio alle politiche giovanili. Chiaramente, faranno capo all’Assessore competente, ma avranno la loro autonomia di convocazione e di discussione. E’ anche mia intenzione, quando se ne presenterà l’occasione, affidare ai Consiglieri incarichi a tempo e ben specifici, quale potrebbe essere una delega di sei mesi per seguire un determinato problema e alla fine portare il risultato. Vengo in ultimo al Piano Regolatore Generale Intercomunale, cui ho dedicato spazio proprio perché ritengo che sia lo strumento che svilupperà e che guiderà lo sviluppo socioeconomico della nostra città. E’ inutile che vi racconti la sua storia: l’incarico della prima stesura è stata affidata all’architetto Favole, non si è potuto procedere come Consiglio alla discussione e alla prima adozione, la seconda adozione è stata fatta sempre dal Commissario ad acta ed a tale riguardo, Consigliere de Eccher, devo dire che non so che cosa intendesse dire quando faceva notare che l’architetto Flaim è stato nominato dirigente della Provincia presso il Settore Cultura… Consigliere de Eccher (Intervento fuori microfono) Sindaco Probabilmente, non so però a che cosa volesse alludere: solo questo. So che il Commissario ad acta ha preso in considerazione cinquecento e più osservazioni venute dai cittadini, le ha verificate tutte, ad ognuna ha dato una risposta, respingendola o accogliendola parzialmente o in toto, e questo sempre nella sua logica di Commissario che si è sostituito al Consiglio comunale e che non ha rifatto il Piano Regolatore. In ogni caso, è intenzione convocare un Consiglio informale o, meglio ancora, una riunione aperta a tutta la popolazione, invitando il Commissario ad acta, architetto Flaim, ad illustrare i criteri seguiti nell’esame delle osservazioni; penso che in quella sede sarà anche disponibile a rispondere a qualche domanda. Mi impegno a contattarlo per sentire la sua disponibilità a partecipare ad una serata che potremo tenere qui in Consiglio dando la possibilità di partecipare ai cittadini interessati. In ogni caso, sapete che adesso il Piano è esposto nella sala ex matrimoni del Municipio e chi vuole prendere visione della cartografia lo può fare. Se qualche cittadino o comunque chiunque interessato vuole la verbale 24.06.99 / 58 risposta, basta che la chieda all’Ufficio Tecnico e gli diranno che cosa ha deciso il Commissario ad acta. Sono contento che il Consigliere Valandro abbia detto a conclusione del suo intervento che è ora di lavorare. Mi fa piacere vedere i giovani della Margherita, di Insieme a Sinistra e dei Verdi vogliosi di crescere e di dare una mano al Consiglio comunale. Come detto, io cercherò di essere il più aperto possibile e di fornire più comunicazioni ed informazioni possibili rispetto ai problemi affrontati in Giunta, anche perché sono presente in Municipio e quindi, se qualcuno lo desidera, basta che venga a trovarmi in modo che possa dare le risposte: non mi sono mai negato a nessuno. Il Consigliere Ravanelli ha parlato di trasparenza, di architetti, professionisti e funzionari provinciali ed effettivamente queste figure ci sono, ma questo non vuole dire niente. Un funzionario della Provincia nominato Assessore farà il suo lavoro come gli altri, così come lo farà il pensionato Sindaco, che è il sottoscritto, o come lo farà il pensionato Andreozzi, che è Assessore alle Attività sociali. L’obiettivo che mi sono posto nel mettere insieme questa squadra è stato proprio quello di ricercare in ognuno le attitudini sulle competenze che venivano affidate. Nella riunione di Giunta di ieri abbiamo anche sottolineato che in realtà le competenze si intersecano fra loro e quindi non può esserci l’Assessore che va per la sua strada e l’altro che non sa niente, proprio perché ci sono tematiche e problematiche che vanno ad intersecarsi. In questo senso, alla mia Giunta ho chiesto collegialità, prevedendo anche di fare ogni mese il punto della situazione in una riunione di tipo politico e programmatico, senza Segretario comunale. Il Consigliere Zambotti ha sollevato il problema delle due società, AGS e Lido di Riva del Garda S.p.A.. L’AGS fornisce energia elettrica e lo fa per Torbole, per una parte di Tenno e per una parte di Arco. Con il Comune di Arco vi sono già stati due incontri in quanto l’AGS tenta, d’accordo con l’Amministrazione comunale di Arco, di entrare in quel territorio e ampliare così la propria operatività. Dobbiamo tenere presente che di S.p.A. si tratta e quindi non è che possiamo, ogni volta che ci viene voglia, chiamare il Presidente perché venga in Consiglio a relazionare in merito ad ogni operazione. Anche in questi casi dobbiamo avere un minimo di prudenza: quando necessario, chiederemo al Presidente di venire a informarci o a parlarci di un determinato problema, sarà però l’Amministrazione comunale a invitare i Presidenti a venire in Consiglio ad informare i Consiglieri comunali. Lo stesso discorso vale per la Lido di Riva del Garda S.p.A., in merito alla quale molto si è scritto, tutti ne parlano. So che con la Lido di Riva del Garda S.p.A. hanno stipulato un accordo e del resto noi abbiamo sempre detto che la Lido non deve andare a gestire, ma deve essere la holding. Le gestioni, con tutte le cautele e garanzie di questo mondo, andranno affidate a chi è in grado di gestire: sicuramente non sono il Comune o la AGS o la Lido di Riva del Garda S.p.A. in sé che si dovrebbero preoccupare anche delle gestioni di tipo turistico… Consigliere Zambotti E i miliardi che ha dato il Comune? Sindaco Abbiamo fatto due delibere, procedendo ad un aumento di capitale. Era presente anche Lei, perché quelle erano due delibere del Consiglio comunale, quindi sono cose già fatte. verbale 24.06.99 / 59 Consigliere Zambotti Anche l’accordo è pertinenza del Comune, o no? Sindaco Il Comune ha dato degli indirizzi, che se vuole Le ricordo; anche questi sono stati votati dal Consiglio comunale e se ha la bontà di ascoltare li leggo, perché può risultare utile per tutti i Consiglieri comunali. Anno 1994, allora Alberghi Atesini, nella delibera consiliare approvata con 21 voti favorevoli era scritto: “La società provveda innanzitutto ad un’accurata revisione delle gestioni in corso, valutandole aziendalmente in ragione dei costi e dei profitti e promuovendo le necessarie decisioni operative; provveda la società ad accompagnare con grande attenzione l’operazione di aumento di capitale sociale attraverso il conferimento di nuovi gettiti patrimoniali (in quella occasione, avevamo portato l’aumento di capitale da lire 3.000.000.000 a lire 14.000.000.000 con l’incorporazione dei beni immobili Spiaggia degli Ulivi e Palazzo dei Congressi, cosa che credo sia stata sottovalutata, detto fra noi); provveda la società all’operazione di ristrutturazione relativamente al Palazzo dei Congressi, con consolidamento strutturale del cosiddetto ‘Palameeting’; provveda la società a dare adeguato impulso per quanto di competenza all’operatività della Palacongressi S.r.l. e non solo, ma si facciano opportune valutazioni e proposte sulla gestione dell’Hotel Lido”. Credo che questo mandato del Consiglio comunale ai futuri amministratori risulti molto chiaro ed esplicito; era stato dato nel 1994 e sulla base di questi impulsi la società ha operato. Successivamente, abbiamo fatto l’ultimo aumento di capitale, Consigliere Zambotti, ed io credo siano state date delle indicazioni e delle informazioni da parte del Presidente. Consigliere Zambotti No, e infatti aveva detto che sarebbe tornato dopo l’accordo. Presidente Interverrete tranquillamente in fase di replica. Prego, signor Sindaco. Sindaco Con riferimento al documento ho scritto: “Per tutti i contenuti, i principi ispiratori, i criteri di metodo e le indicazioni operative in tutti i loro dettagli, faccio riferimento al testo del mio programma, depositato quale candidato Sindaco, e che allego a questa premessa generale”. E’ chiaro che, parlando di progetti e di fattibilità, le prime cose sulle quali si andrà ad operare sono quelle avviate negli ultimi anni e già in atto, che potrei qui sintetizzare brevemente. Cito ad esempio il completamento del polo culturale a Palazzo Lutti Salvadori, la realizzazione del collegamento fra la strada provinciale n. 37 e la strada statale n. 45bis, la realizzazione della RSA anziani nel padiglione dell’attuale Ospedale civile, anche se voi sapete che da parte della Giunta provinciale era stata fatta una delibera con cui cedeva questi beni all’Azienda Sanitaria Provinciale, delibera contro la quale il Comune ha fatto ricorso. Progettazione ed avvio della realizzazione della circonvallazione completa della città in accordo con la Provincia: come ho avuto modo di ribadire anche in campagna elettorale, la progettazione fatta dalla Provincia non verbale 24.06.99 / 60 andava bene in quanto prevedeva lo sbocco dove c’è l’attuale parcheggio Monte Oro; io credo che, se vogliamo essere amministratori seri, al di là del fatto di mantenere i 45 miliardi di lire, Consigliere Prati, prima di eseguire un progetto dobbiamo pensarci bene ricordando che la nostra intenzione era che da lì entrassero in galleria e uscissero dopo la centrale perché una circonvallazione che va a ultimarsi nella zona del parcheggio Monte Oro non è molto logica. Completamento della fascia lago nella zona ex Cattoi, ossia l’acquisizione anche dell’altra parte dell’area ex Cattoi. Queste sono le indicazioni principali; in più oggi posso dirvi che sarebbe mia intenzione, e spero di riuscirci, creare la società per i parcheggi visto che la società di Roma, che aveva fatto ricorso al TAR, oggi l’ha ritirato, consentendoci di riprendere questo discorso e creare così la società parcheggi, che credo sia una delle necessità prioritarie per la nostra città. Circa il lavoro femminile, e rispondo qui al Consigliere de Eccher, posso dire che in Amministrazione vi sono già numerose dipendenti che hanno optato per il part-time, quindi non ho nulla in contrario. Un’ultima considerazione riguarda le case popolari, questione sollevata dal Consigliere Daves. Lei sa, perché ne avevamo anche parlato, che è previsto l’intervento all’Alboletta, che dovrebbe essere quello più consistente e in grado di dare una certa risposta alle richieste; in particolare, dovrebbero essere realizzati settanta alloggi. Ricorderà anche il Consigliere de Eccher che nel 1993 era stato portato quel progetto, che avevamo ritenuto obbrobrioso, cosicché abbiamo dovuto riprendere tutto il discorso e le cose sono andate un po’ alla lunga. Considerate che l’area sportiva al PEEP, cui si sta lavorando adesso, è stata avviata nel 1988 e si sta realizzando oggi. Purtroppo, talvolta la burocrazia non solo rallenta, ma risulta anche punitiva, nel vero senso della parola. Si prevedono poi dodici alloggi in Piazza S. Rocco, altri dodici all’ex Infermeria, sette alla Faccetta Nera, sempre per cittadini ultrasettantacinquenni. Abbiamo poi la casa in Via Montanara, di cui adesso non ricordo il nome, dove sono programmati altri quattro alloggi. Non credo che il “Cristallo” sia un grosso problema, come credo non lo sia l’orologio della Torre Apponale, pur rimanendo questioni che vanno risolte. Lo stesso discorso vale per la sala da pranzo al Rione Degasperi. Visto che era impossibile pensare di programmare una sala da più di cento posti a sedere, le notizie che ho io è che faranno due turni. Con questo ho terminato. Sono a disposizione per rispondere ad eventuali vostre richieste. Presidente I Consiglieri possono prendere la parola per un secondo giro di interventi. Prego, Consigliere de Eccher. Consigliere de Eccher Intervengo molto brevemente, secondo gli accordi che avevamo preso in sede di Conferenza dei Capigruppo. Io avevo definito la premessa del Sindaco poco rispettosa nei confronti dei Consiglieri perché sostanzialmente, per la parte concernente le motivazioni politiche ideali, copiava parola per parola quanto è scritto a pag. 4. Quello che volevo dire è che un po’ più di fantasia ci avrebbe fatto piacere, altrimenti avremmo letto esclusivamente il programma e tutto finiva lì. verbale 24.06.99 / 61 Un altro punto sul quale voglio richiamare l’attenzione è questo: Lei ha detto che le Commissioni consiliari faranno capo all’Assessore competente, io invece preciso che collaboreranno con l’Assessore competente, ma faranno capo al Consiglio comunale… Sindaco Certo. Consigliere de Eccher E’ meglio essere chiari nei termini perché in passato c’è stato qualche equivoco. Per quanto riguarda il discorso della trasparenza, spero sia solamente Lei a trovare normale che un Commissario ad acta che decide le sorti del Piano Urbanistico a Riva del Garda, nel momento in cui sta lavorando e decidendo in relazione a settecento domande, venga nominato sostituto dirigente per l’Ufficio delle Belle Arti. A me non pare normale, soprattutto se la nomina viene proposta dall’Assessore alla Cultura e all’Istruzione, che è stato Sindaco di Riva del Garda e che sostanzialmente ancora operava a Riva del Garda. A questo punto, a mio giudizio, trasparenza assolutamente non ce n’è e mi dispiace che Lei non colga l’inopportunità di una scelta di questo genere perché è veramente grave. Credo che anche gli altri Consiglieri, se avrà modo di interpellarli privatamente, troveranno la cosa quanto meno inopportuna. Una risposta ora al Consigliere Bassetti, che ha rivendicato una sua ventennale coerenza nel centrosinistra: ricordo che nell’ultima campagna elettorale ha partecipato alla cena di chiusura del candidato Sindaco Degara e ricordo anche il suo intervento, brillante, partecipato; evidentemente allora non era proprio collocato nel centrosinistra. Mi spiace poi che non sia presente l’Assessore Munari, per il quale apriremo un discorso a parte perché i verbali del Consiglio sono ricchi di giudizi nei confronti di quelli che oggi sono i suoi colleghi di Giunta. Lo aspettiamo e gli ricorderemo quello che ha detto in passato. Consigliere Alberti Prima di parlare di ciò che non ha detto il Sindaco voglio rivolgermi al Consigliere Bassetti perché, a mio giudizio, non è stonata la sua presenza nel centrosinistra, ma è stonata quella di Molinari, che ha compiuto un determinato percorso per arrivare fino lì. Tra l’altro, quello che non capisco, dal momento che Molinari si è sempre vantato dello “scassettamento” dei progetti lasciati in deposito, a marcire, dall’Amministrazione Bassetti, è tutto questo feeling. Ad ogni modo, sono faccende sue. Veniamo a ciò che ha detto e non ha detto il Sindaco. Ho ammirato l’abilità, signor Sindaco, con la quale ha evitato di rispondere alla Lega; evidentemente lo ha evitato perché la Lega ha detto cose giuste, cose condivisibili. Ho ammirato anche l’abilità con la quale in pratica ha detto: “Non disturbate il manovratore”. Bravissimo, però lo abbiamo rilevato e il manovratore lo disturberemo. Piano Regolatore Generale. Su questo è intervenuta una legge provinciale che ha tolto due gradi di incompatibilità, che su trenta Consiglieri sono parecchi; potremmo fare una verifica e ridiscuterlo qui. Se c’è la possibilità di assumersi le proprie responsabilità, non si può toglierla ai rappresentanti dei cittadini. verbale 24.06.99 / 62 Lido di Riva del Garda S.p.A.. Il Presidente Malfer, quando è stato qui, non ci ha detto assolutamente niente. Il Presidente Malfer, seduto là, ha detto che erano in corso delle trattative segrete, segretissime, che poi si sono sostanziate in lire 300.000.000 all’anno per quindici anni: questo è quello che è avvenuto. Non so se anche i Consiglieri di maggioranza di allora sarebbero stati d’accordo su questa impostazione anche perché, come ho detto prima, la vecchia Alberghi Atesini è diventata società per azioni per legge nazionale, la quale imponeva la trasformazione in Azienda Speciale o in S.p.A.; il Comune di Riva allora aveva… (Voci in aula) Come “non è vero”? D’accordo, è stata trasformata dandole ulteriori beni del Comune, però sono stati dati perché venissero gestiti in linea diretta, non perché venissero dati ad altri: questo è il discorso. Gli accordi non erano quelli di consegnarli ad una terza società, ma erano quelli di fare entrare privati acquistando azioni della Lido di Riva del Garda S.p.A.; questo era quello che avevo capito io e che ho capito in questo Consiglio comunale, non che venisse preso il blocco e dato ad un altro in cambio di un affitto, o almeno questo il Presidente Malfer non ce lo aveva detto. Io non sono d’accordo sul fatto che venga presa in blocco la proprietà e portata lì, punto e basta. Un ulteriore e ultimo punto che mi lascia perplesso è questo: il Sindaco, parlando della circonvallazione, ha detto che quando si fanno i progetti bisogna pensarci bene, che lo sbocco sarebbe nel parcheggio di Via Monte Oro e questo è giusto ed è vero. Ora, chiedo: si è ponderata bene la soluzione quando si è pensato di consolidare il Palafiere lì dov’è? E’ stato ponderato bene quando si è pensato di rendere edificabile l’area vicino a Villa Modle per costruirci l’Agraria mettendo i trattori sul tratto di strada maggiormente trafficato della Busa? Chiedo, perché mi piacerebbe avere delle risposte visto che sono molto perplesso. Grazie. Consigliere Prati Siccome sono le 23.02, vorrei sapere se abbiamo intenzione di proseguire e di andare avanti fino ad esaurimento degli interventi, nel qual caso andrei avanti e farei il mio intervento. Siccome ad inizio seduta il Presidente ha detto che alle 23.00 interrompevamo ed eventualmente rinviavamo ad altra seduta, chiedo se adesso ritiene di esaurire la serata andando avanti all’infinito… Presidente L’accordo era questo: per discutere il punto all’ordine del giorno ci dovevamo dare dei margini d’intervento che non andassero oltre oggi; almeno, questo è quanto io avevo sostenuto anche perché questi sono gli indirizzi programmatici del Sindaco e devono rendersi operativi. Consigliere Prati Volevo solo un chiarimento, comunque anche a me va bene finire in questa serata. Sarò abbastanza conciso, però alcune cose vanno dette. Al di là del fatto che a me piace parlare in termini politici, quindi non delle persone, e continuerò su quello che è il filo che mi sono posto, anche se ogni tanto il Consigliere Matteotti, verbale 24.06.99 / 63 con i suoi atteggiamenti di arroganza farebbe venire voglia di rispondergli in termini diversi, adesso dobbiamo cercare di essere chiari. Io ho posto un problema, che era questo: nell’ambito programmatico dicevate che per voi la circonvallazione esterna era un fatto essenziale e parlavate di circonvallazione ovest; ora, la circonvallazione ovest va, come tranche, da quella che è la Benaco fino a quella che è la Cementi. Questo lo sanno tutti e lo sapete anche voi perché questo è il progetto che era stato fatto in Provincia, progetto che c’è già e su cui c’è lo stanziamento provinciale che riguarda il tratto di strada che va dalla “Benaco Costruzioni”, collegandosi con quella che è la strada che va in Val di Ledro, fino alle Grazie; questo – ripeto - era il tratto finanziato dal progetto che c’è in Provincia. Forse Lei non sa, ma io lo so perché a quel tempo ero in Giunta con Bassetti, che allora il lotto di strada che va dalla Ponale fino a S. Giacomo e alla “Benaco” era nel piano triennale ANAS, quello chiamato “piccolo piano ANAS”, e poteva essere già finanziato. Ricordo che all’epoca Mario Malossini venne in Giunta e disse: “Cari signori, qui c’è una priorità e la priorità è la circonvallazione di Arco. Permettetemi di togliere dal piano triennale ANAS questa piccola circonvallazione per fare quella di Arco in quanto prioritaria”. In uno spirito che evidentemente era quello della Busa e non campanilistico, prettamente di Riva, si accettò la priorità di Arco; purtroppo, ad Arco poi non sono stati capaci di mettersi d’accordo e, morale della favola – parliamo di dieci-dodici anni fa -, la circonvallazione non è ancora realizzata. Nel passato abbiamo visto che la logica amministrativa spesso non è molto logica, tant’è che Lagnese è riuscita a fare il “Bus de Vela” partendo prima da là e venendo a Riva e, se dovessi seguirLa nel ragionamento, dovrei dire che non ha senso avere fatto il tratto di strada che va in Val di Ledro senza a monte avere fatto la bretella che va a Rovereto. Adesso ci hanno dato un tratto di strada che da Rovereto arriva fino a Loppio e, se non ci teniamo quella, non faranno più neppure il tratto che ci porta fino a Loppio, nella speranza, e voi lo avete messo nel programma, che poi finiscano anche quel tratto che va da Loppio fino a Riva perché altrimenti si formerebbe un imbuto. In pratica, avremmo l’imbuto che va da Loppio fino a Riva e, se non faranno i tratti di circonvallazione, avremmo l’imbuto anche a Riva perché, se non attraversiamo, non andremo mai a Limone come non andremo mai a Dro. La morale è che questo programma, che c’era da anni e che si chiama “circonvallazione di Riva, di Arco e della Busa”, progettato ormai quindici anni fa dall’ingegnere Gentilini, dovrà per forza di cose essere realizzato a pezzi perché, se ogni tronco vale dai 40 ai 50 miliardi di lire, è difficile che si trovino le risorse per farlo tutto, anche se le strade sono passate a livello provinciale. Va da sé che, quando avete pensato o è stato pensato da qualcuno in questa Giunta di poter fare il congiungimento di quella che è la zona fieristica con quella che è la zona alberghiera prolungando la bretella Comai e creando un’alternativa a Via Filanda, era stato fatto con la giustificazione che non c’erano le risorse a livello provinciale per fare strade perché erano tempi di vacche magre e quindi i soldi non c’erano. In verità, raccogliendo cinquemila firme e ritenendo assurdo creare la spaccatura della città portando un traffico che taglia Riva a metà per arrivare a S. Giorgio, siamo riusciti a convincere Andreotti, in un momento nel quale le strade stavano passando dall’ANAS alla Provincia, ad interessarsi anche di quel tratto di circonvallazione, facendo in modo che nel piano provinciale fosse inserito quell’intervento per 40 miliardi e si finisse anche il progetto relativo. Contemporaneamente, qualcuno a Riva ha fatto la pensata di proporre una progettazione della strada di circonvallazione diversa da quello che è l’attuale percorso della circonvallazione provinciale, inficiandola, perché quello di Riva è un verbale 24.06.99 / 64 piano subordinato, sotto ordinato rispetto a quello provinciale, e adesso ci sentiamo dire, prima, che voi in programma avete in animo di portare a termine la circonvallazione esterna, poi, da una parte che quella era una mina fatta da un Assessore provinciale, dall’altra che è assurdo farla perché tanto bisognerebbe congiungerla con Arco e Limone, dunque ci state prendendo in giro. Diteci: “No, non ci interessa fare la circonvallazione esterna, non ci interessa farla adesso, ci interessa che la facciano quando avranno altri soldi a livello provinciale perché non andiamo in questo momento a litigare con Dellai perché i 40 miliardi di lire gli servono da un’altra parte”, ma dovete dare delle risposte alla città! Non ci dite che è la mina di Giovanazzi o che è assurdo farla perché tanto fino alla “Benaco Costruzioni” non ha senso e bisogna congiungersi con Limone, perché a quel punto è allora assurdo anche farla solo fino alle Grazie, fino a quando non si farà anche il tratto che va alla zona industriale del Linfano e fin tanto che non ci sarà il congiungimento con il tratto che va a Loppio: questo è un ragionamento che capisce chiunque, anche mio figlio, che ha tre anni! Avevamo una grossa occasione per fare quel tratto di circonvallazione, ma la stiamo perdendo perché ci stanno mettendo i pali fra le ruote. Io ritengo questo inaccettabile, contro gli interessi della città, senza nessuna spiegazione logica e contrario a quello che si dice di voler fare: asserire infatti che si vuole la circonvallazione esterna e poi fare di tutto per inficiarne la fattibilità mi sembra sia remare contro. O sono imbecille io, oppure dovete darmi una motivazione più chiara perché questa non riesco a capirla. Va da sé che questa strada finirebbe per risolvere i problemi della Pasina e l’ingorgo dei camion, permetterebbe magari l’interramento della linea elettrica, come è nel vostro programma, che è uguale al nostro, e tante altre cose, non riesco quindi a capire perché i camion dovrebbero venire giù dalla Valle di Ledro, fare il giro, tagliare la città in due e arrivare un domani fino a S. Giorgio quando si può, con la circonvallazione esterna, risolvere subito il problema, la cui soluzione è prevista in una programmazione provinciale: che senso ha? Non riesco a capirlo. Evidenziato come le argomentazioni citate non appaiono convincenti, visto che è come il gatto che si morde la coda, vengo ora ad altri discorsi. Può essere che il Consigliere Alberti faccia confusione, ma io no, perché la storia dell’Alberghi Atesini la so a memoria avendola vissuta. Posso anche essere testimone di Bassetti, se servisse, del fatto che lui già dal 1989 voleva fare l’alleanza con quello che era il P.C.I., tant’è che poi non si fece perché entrarono in Giunta i socialdemocratici - io e Nardini, per capirci - e questo impedì che ci fosse l’alleanza a sinistra. Allora un discorso di questo tipo aveva ancora valenza, comunque posso certificare che fu così, se serve a qualche cosa. In ogni caso, il ragionamento non è quello, ma è che la grande polemica che c’è sempre stata sull’Alberghi Atesini è che questo soggetto è sempre costato al Comune un patrimonio perché chi la gestiva non ci metteva i soldi, che invece metteva il Comune, ma ne traeva i benefici. È un ragionamento su cui faremo un libro bianco, perché è sempre stata così. Ritenere adesso che si possa pensare di fare un investimento che può andare dagli 8 ai 15 miliardi di lire per poi… insomma, vedremo, perché non credo che una cosa di questo tipo sia da tenere nascosta, se è una cosa pubblica, anche perché qui si parla di miliardi come se fossero noccioline. Sembra che, non potendo attingere ai soldi provinciali per quello che è l’Ente Fiere, si sia trovato il sistema di aumentarne il capitale per acquistarla e si stia decidendo del costo di acquisizione, quando lo stesso Assessore Munari, che ha fatto delle valutazioni peritali, non è molto d’accordo su quello che è il prezzo. E’ evidente che, quando si parla di miliardi, il discorso si fa delicato ed occorre affrontarlo in Consiglio, non da altre parti. I soldi verbale 24.06.99 / 65 sono della comunità rivana, come della comunità rivana è il patrimonio di questi argomenti. Farò in modo di raccogliere delle firme per discuterne in quest’aula, con i giovani della Margherita. Decideremo anche sulle gestioni e vedremo quello che ci dicono, vedremo se è vero che si sarebbero già spartiti le gestioni – “Due terzi a te, un terzo a me, tu gestisci questo, noi gestiamo quell’altro” -, dunque è un discorso che affronteremo nella massima trasparenza rispetto alla città. Vedremo se possono partecipare tutti, come sono le gestioni, come sono fatte, quanti soldi si prendono ecc. ecc. proprio perché credo sia un discorso che interessa tutti. Andremo a discutere anche di quella che è l’acquisizione di questa fantomatica centrale per capire se il discorso è così interessante. Sappiamo che l’Alto Adige, ad esempio, ha deciso di non acquistare nessuna centrale in quanto è più conveniente acquistare le linee che trasportano l’energia che non la centrale per farla. Certo, loro la comprano a 45 lire dall’Austria e quindi è evidente che costa meno agire in questo senso. Anche in questo caso parliamo di miliardi, dunque sono discorsi che dovremo affrontare. Ricordo poi che, in base al Lodo Eula, abbiamo pagato di più la corrente a livello familiare per risparmiare quei soldi che avrebbero dovuto servirci per tutta una serie di possibilità; chiaramente, adesso è importante che noi sappiamo dove sono andati a finire quei soldi, è importante come sono stati spesi e come vengono programmati. Sono discorsi di miliardi, che ci interessano e che interessano la città. Non ci si venga a dire che questi grandi temi saranno discussi nei Consigli di Amministrazioni, da altre parti, nel segreto perché sono delicati: li discuteremo qui, non nei dettagli, perché non siamo operativi, ma perché vogliamo sapere queste cose nella massima trasparenza. Pretenderemo che vengano discusse qui, a prescindere dalle singole competenze e dalle singole possibilità. Non è vero, Consigliere Alberti, che c’era la necessità di fare la trasformazione: l’Alberghi Atesini era una S.p.A. e si è poi tentato, in base alla legge relativa alle Aziende pubbliche, di utilizzarla in quel senso; ciò non è stato possibile e infatti poi hanno dovuto farne una nuova e a quella hanno assegnato i beni. E’ una storia complicata, una storia che, trattandosi di una società con capitale pubblico, è stata anche sofferta, e sofferta da me in prima persona perché, quando ho dato le dimissioni da Assessore, chi gestiva in quel periodo ha dato incarichi lucrosi per fare dei piani di ristrutturazione della dépendance del Lido o altre cose. Detto questo, credo sia tempo di avere su queste cose la massima trasparenza, ed è quello che chiederemo. Certo non siamo qui per distruggere o per frenare: ci mancherebbe altro! Il comparto dell’economia è quello in cui si spera perché si cominci a tirare e andare avanti per creare posti di lavoro e ricchezza per tutti. Certo non devono essere fatti fra pochi perché non è accettabile che pochi si gestiscano il tutto solo per i propri interessi. Devono essere gestioni fatte nell’interesse di tutta la città, nel qual caso sono accettabili; se non sarà così, non le accetteremo. Ciò che mi lascia scettico è che rispetto al Programma di Fabbrica – tra l’altro, io non so chi abbia chiamato Favole a fare il progetto urbanistico, dicono che dovremmo chiederlo a Mosaner -, che ci sta facendo morire per le scelte urbanistiche che vengono compiute soprattutto a livello di normativa e che hanno sconquassato i parametri urbanistici adottati fino a quel momento, si dica che l’Amministrazione comunale di Riva non ha influito in niente perché, se così fosse, ci troveremmo di fronte ad uno strumento urbanistico assurdo, fatto da qualcuno avulso da quello che è il contesto della città. In sostanza, la città non ha partecipato alla predisposizione dello strumento più importante per quella che è la filosofia di sviluppo. Come si fa a pensare che una città si debba espandere per i prossimi trenta o quarant’anni, programmarsi verbale 24.06.99 / 66 senza che i cittadini ne partecipino e subendo quello che è un puzzle messo insieme da un tecnico, solo perché in quel momento il Consiglio comunale non poteva partecipare? Io credo che le cose non siano andate così, che abbia avuto degli indirizzi precisi da parte dell’Amministrazione di questa città ed è su quel risultato che dovremo basarci per dire se c’è una filosofia di sviluppo o se non c’è. Dopo di che, se sarà necessario prenderlo in mano, lo dovremo fare subito, perché non potremo certo farci programmare i prossimi trenta o quarant’anni di vita da uno che viene da lontano… (Voci in aula) Io mi rifiuto di accettare un concetto di questo tipo! Credo che in quel caso vada rivisto, vada rivisto nella trasparenza e in base ad uno studio di crescita della città. Non mi riferisco solo alla crescita relativa alle case, ma ad un discorso armonico, che tenga conto di quello che Riva vuole diventare. Siccome non abbiamo bisogno di diventare la terza città del Trentino, perché questo non ci importa, è una scelta da fare e questo andrà discusso. Si tratta di creare una città nella quale vi sia una qualità della vita ottima, in uno sviluppo armonico ed economico voluto da tutti. Su queste scelte, che sono basilari, dovremmo fare venire qui l’architetto Flaim e parlare con lui per sentire quali sono le scelte, una volta che saremo stati in grado di vedere le differenze tra lo strumento di prima e di seconda adozione; questo se vogliamo essere partecipi di un discorso di sviluppo della nostra città. Se vogliamo rinunciarci soltanto perché ci sia la coda da qui a Milano o da qui a qualche altra parte per gli interessi di chi ha voglia di farla crescere in maniera per lui interessante anziché in uno sviluppo armonico, possiamo fare quello che vogliamo, non dobbiamo però prenderci in giro perché poi queste sono cose che conosciamo tutti. Questi sono argomenti sui quali ci confronteremo, convinto comunque che su questi temi non vi siano una maggioranza ed un’opposizione. Ormai, i termini “destra”, “sinistra”, “centro”, “sopra”, “sotto” alla fine si dividono in conservatori, riformisti, oppure in gente che ha interessi e gente che non ne ha, in gente che ha dei valori e gente che non ne ha e così via visto che rispetto ad un tema amministrativo non c’è una scelta di destra e una scelta di sinistra, ma c’è una scelta che tiene conto delle istanze di tutti o che tiene conto solo delle istanze di pochi. Questa è la realtà vera, corrispondente a quel fenomeno che ormai si manifesta ovunque, perfino in America, e che si chiama lobbismo. Lobbismo significa rappresentare determinati interessi su determinate cose magari trasversalmente rispetto a tutti i Gruppi e che possono essere anche avulse da quello che è l’interesse della città. Su questo ci confronteremo e può darsi che questo Consiglio abbia la capacità di essere differente dagli altri, può darsi cioè che non sia così sensibile ai richiami di Matteotti. Chiaramente, l’indirizzo politico non può neanche essere quello del cittadino che, comunque sia, singolo pensionato o piccolo imprenditore o quant’altro, deve fare la coda come prima in Municipio aspettando e facendo anticamera per delle ore per avere un colloquio e discutere anche di problemi semplici. Su questo io sono convinto che Lei sarà un Sindaco differente, e gliene do atto. Anzi, Le dico grazie di essere, se Lei è l’alternativa a quello che avrebbe potuto essere il Capogruppo della Margherita perché sono sicuro che, se verrò da Lei, anche se la penso in maniera diversa mi ascolterà e mi dedicherà dieci minuti. Ad un Sindaco, in fondo, si chiede anche questo: essere il Sindaco di tutti, ascoltare le istanze di tutti e dare delle risposte, sì o no, ma senza prenderci in giro. Mi dica: “Quella circonvallazione non possiamo verbale 24.06.99 / 67 farla”, “Non ci interessa”, ma non prendiamoci in giro. Lei è andato a Trento, sa come stanno le cose e se hanno fatto delle scelte diverse, perché non vogliono dare soddisfazione a Giovanazzi, perché vogliono dirottare i soldi su altre opere ecc., me lo dica e basta. Mi dica: “Ci ho provato” oppure: “Non posso provarci perché non posso andare contro Molinari”, ma non prendiamoci in giro! Consigliere Bombardelli Intervengo in merito alla chiusura dei lavori di questa sera: avete deciso qualcosa in merito? Presidente Sì, abbiamo deciso di andare ad esaurimento. Consigliere de Eccher Avevamo detto che alle 23.30 comunque si finiva. Non so se c’erano anche altri… Presidente Noi avevamo stabilito, Consigliere de Eccher, che il primo intervento poteva essere ampio, mentre il secondo doveva essere molto rapido. (Voci in aula) Io sarei dell’idea di chiudere abbastanza velocemente, se quindi ognuno parla per cinque minuti, soprattutto quelli che sono già intervenuti, riusciamo a finire questa sera. Si tratta di un punto all’ordine del giorno già aggiornato, quindi sarebbe bene concluderlo. Consigliere Zambotti Cercherò di essere il più rapido possibile. Considero altamente deludenti le risposte del Sindaco Malossini, che ha glissato sulla questione del Comprensorio: è una questione fondamentale, eppure non ha detto nulla. Ha glissato sul discorso delle assegnazioni degli incarichi professionali, anche se nel documento si parla della volontà di evitare il conflitto di interessi. Io vorrei capire in base a quali criteri, finalmente, saranno dati i vari incarichi professionali, se c’è una regola, quale è questa regola, chi l’ha stabilita e come verrà stabilita. Se poi gli Assessori hanno degli incarichi precedentemente assegnati, sarebbe secondo me buona logica, rispetto a quello che è successo l’altra volta, che si dimettessero da queste cariche in quanto ritengo che non abbiano senso. Per quanto riguarda la circonvallazione, ci troviamo di fronte ad una scadenza di pochi giorni, se quindi il Sindaco vuole che la circonvallazione venga fatta e che i 40 miliardi vengano mantenuti per questo scopo ha l’occasione per fare un intervento chiaro rispetto alla Giunta provinciale, attraverso una lettera, attraverso un comunicato stampa, dicendo che la sua Amministrazione vuole la circonvallazione. Ha tempo tre giorni: se lui farà questo, ne prenderemo atto, se non farà nulla, prenderemo atto del fatto che questa Amministrazione non vuole la circonvallazione o, se la vuole, la vuole fra quaranta o cinquant’anni. Adesso c’è questo verbale 24.06.99 / 68 problema contingente dei 40 miliardi e, come detto, ci sono tre giorni di tempo per esprimere, con un documento o con un enunciato, il suo punto di vista. Lo stesso discorso vale per il collegamento Basso Sarca-asta dell’Adige: non ha detto nulla. Questa strada come sarà? L’Assessore Matteotti, in un articolo, ha dichiarato che la vuole a due corsie, gli industriali dicono che la vogliono a due corsie oppure chiedono di fare un’altra strada accanto, l’Assessore Berasi dice invece - e questo sarà uno dei temi rispetto ai quali vedremo quale sarà la sintesi - si potrà pensare a sistemare, ad allargare la sede stradale attuale, eppure tutti sappiamo che è un bisogno prioritario che il collegamento fra Riva e Rovereto sia a quattro corsie se vogliamo rilanciare la nostra zona. Come si fa ad avere un polo fieristico-congressuale con una strada in quelle condizioni? Anche su questo ci vorrebbe una maggiore chiarezza. Altro dato importante che voglio rilevare: ho notato che da Via Gonzaga a Via Virgilio è possibile il transito, quando si è fatto di tutto per non fare passare nessuno. Adesso hanno allargato il muretto e chi da Arco vuole andare al Varone può passare da Via Virgilio a Via Gonzaga, naturalmente creando scompiglio e disagio agli abitanti delle case cooperative. Andate a vedere: hanno spostato il muretto, tolto quei tre divieti e io stesso ho visto delle macchine che continuano a passare, quindi di fatto c’è un collegamento. Voglio ora spendere due parole sul sociale, al cui riguardo dalla relazione non è emerso nessun dato fondamentale. Va affrontato il discorso della farmacia del Varone: dal giornale ho appreso che questo argomento tornerà in Consiglio perché c’è qualcosa che non funziona. Quell’area, altamente popolata, ha bisogno della farmacia, sono mesi che viene promessa ed io mi chiedo: chi paga? So che da gennaio viene pagato un affitto superiore a lire 1.500.000, ma non so chi lo paga; sta di fatto che questa farmacia per il momento non si apre. Probabilmente ne dovremo ridiscutere in Consiglio comunale per una scelta avventata fatta a suo tempo. Un altro grosso problema è rappresentato dalla condizione dell’ospedale di Riva, rispetto alla quale occorre prendere una posizione. In verità, in questi mesi non ho sentito il Sindaco prendere una posizione sulla situazione ospedaliera di Riva. È venuto l’Assessore, sicuramente ne avranno parlato, vorrei quindi che si spendesse una parola al riguardo. Altro dato fondamentale è quello della situazione della Casa di Riposo, ormai di fatto, anche se temporaneamente, acquisita a RSA, visto che su 86-87 posti 80 posti sono RSA; in pratica, abbiamo solo 6 posti per le persone autosufficienti. Siamo in una situazione di emergenza, dunque quali soluzioni immediate proponiamo per i nostri anziani? C’è poi il discorso del potenziamento di “Azione 12”, in quanto bisogna andare al di là dei progetti proposti. Occorre anche entrare un po’ di più nel merito rispetto alla cura della persona, perché qui si parla di mantenere a casa le persone non autosufficienti, ma con quali strumenti? Su questo si è detto molto poco, così come si è detto molto poco sul problema drammatico della casa. Sappiamo benissimo che qui a Riva c’è un mercato gonfiato e bisognerebbe vedere quali correttivi vengono proposti. Adesso è stata aperta un’inchiesta che è partita da Trento e che forse arriverà fino a Riva, e voi sapete bene di che cosa si tratta. Vedremo come andrà a finire, ma certo è che bisognerà spendere qualche parola in più sul drammatico problema della casa perché sappiamo benissimo che le graduatorie ITEA sono carta straccia visto che le emergenze prevalgono sulle persone in graduatoria. Per quanto riguarda l’accordo della Lido di Riva, abbiamo deliberato 3 miliardi di lire dei 12 che avevamo come fondi AMSEA. Essendo soldi della collettività, è giusto che il Presidente venga qui a relazionare. Io non dico che debba relazionare sempre, ma su questo aspetto in verbale 24.06.99 / 69 particolare lo deve fare. Ho già presentato un documento, quindi la prossima volta si presenterà un ordine del giorno: ci mancherebbe infatti altro che non venisse a relazionare, proprio per un senso di trasparenza, visto che si tratta di soldi della collettività. Si è parlato poco del rapporto sport-turismo, non si è parlato del rapporto cultura-turismo. Si dà 1 miliardo di lire al Museo, ma l’attività culturale è di basso profilo: si continuano a organizzare mostre che non vengono visitate da nessuno o, meglio, solo da pochi addetti ai lavori. Bisogna individuare delle iniziative culturali di spessore che abbiano un ritorno sulla popolazione, che avvicinino la popolazione alla Rocca. Il ponte levatoio è ancora alzato e così la gente non partecipa alla vita culturale della città perché è di basso livello; bisogna alzare il livello culturale della città, prima di tutto per i cittadini, ma soprattutto perché agisca da traino sul discorso turismo, visto che ormai l’esigenza turistica è fortemente cambiata. Per quanto riguarda l’ambiente, vedremo al lavoro l’Assessore, c’è comunque molto da fare. Soprattutto per quanto riguarda i rifiuti siamo molto indietro: siamo ancora ai cassonetti colorati! Praticamente, sul discorso smaltimento rifiuti siamo alla preistoria. Le antenne sono ancora al loro posto, invece si poteva e si doveva intervenire in modo più deciso. Un altro punto che non è stato toccato è quello della vecchia strada del Ponale: a che punto è? Quali incontri sono stati fatti da questa Amministrazione e dal Sindaco con gli Assessori provinciali? E’ inutile fare i grandi discorsi, fare i bei documenti: diteci a che punto siamo con questo progetto, quali sono i tempi, quali sono le proposte e soprattutto quali contatti si sono avuti e quali decisioni si sono sviluppate al riguardo. Ci sarebbero tantissime altre cose da dire, voglio però rispettare il dettato del Presidente e quindi chiudo qui il mio intervento. Consigliere Bassetti Il Consigliere Zambotti ha ragione, nel senso che si è detto molto poco, del resto non so come altrimenti si potrebbe fare nel discutere delle linee di indirizzo. Se qui dovessimo presentare il progetto o la scelta deliberativa per ogni singolo provvedimento che si andrà ad assumere, rimarremmo qui tutto l’anno. Stiamo parlando di orientamenti, di un programma che, in un quadro e in una cornice, intende dire come ci si intende muovere, quindi dobbiamo arrivare a discutere tutte le cose in maniera approfondita, ma proseguendo con i lavori, non discutendo tutto questa sera. In merito alle società, voglio dire che a me sembra ovvio che qui stiamo pagando lo scotto di un nuovo Consiglio. Su temi di grande portata quali quelli della AGS e della Lido di Riva, che non sono occasioni ripetitive, ma che per le loro dimensioni sono scelte quasi rare nella storia di una società, è ovvio che il Consiglio debba essere informato. Da questo punto di vista, anch’io sollecito al più presto una discussione nelle maniere più opportune, con o senza Presidenti - su questo si può discutere -, per dare informazione: sono infatti stufo di sentire, questa sera così come in altre circostanze, numeri sparati come quelli del lotto. E’ vero, si parla di miliardi come di noccioline. Io capisco che il Consigliere debba chiedere di avere l’informazione - è un suo diritto ed è giusto -, ma fin tanto che l’informazione non ce l’ha è meglio non sparare, non ingenerare dubbi nelle persone, quasi che dietro ci fosse chissà che cosa. Qui ci sono comunque delle delibere assunte dal Consiglio comunale precedente, ci sono comunque degli indirizzi dati dal Consiglio comunale precedente; il P.R.G. ha la storia che ha e noi tutti sappiamo perché si è dovuti ricorrere ad un Commissario, come si è arrivati alla prima verbale 24.06.99 / 70 adozione, alla seconda, alla legge che prevede cosa fare dopo la seconda adozione… insomma, non possiamo andare a sovvertire comunque degli indirizzi dati in maniera più che democratica dal Consiglio che ci ha preceduto. Al di là di questo, è giusto che l’attuale Consiglio abbia tutte le informazioni al riguardo, quindi io dico che è necessario darle al più presto possibile proprio per finirla con questi sospetti e con questo giocare al creare fin dal principio una volontà di poca trasparenza che non esiste: anzi, è interesse della maggioranza dare l’informazione al più presto possibile proprio per chiarire definitivamente queste cose. Circonvallazione. Se non possiamo deliberare, non mi sembra una cattiva idea quella di fare una lettera. Noi lo abbiamo detto: siamo per il prolungamento della bretella Comai, che non riteniamo la circonvallazione di Riva, ma certo un’arteria necessaria alla città. Serve anche la circonvallazione di Riva e, se c’è il pericolo che i soldi vengano dirottati su altri progetti, dopo che già qualche anno fa questo è avvenuto, come ha ricordato il Consigliere Prati, a favore di Arco, non dobbiamo perdere altre occasioni. Se i soldi ci sono, vediamo di fermarli per la soluzione dei nostri problemi e, se c’è da fare una lettera, visto che l’opera rientra nel programma credo che il signor Sindaco possa scriverla, chiedendo che su questo progetto venga mantenuto il finanziamento. Ultima considerazione, ma “ultima” in due sensi, sia come intervento sia per tornare su un argomento sollevato, anche se non ritengo di dovermi giustificare più di tanto sul perché e sul per come. E’ vero, rispetto alla precedente campagna elettorale ho appoggiato il Consigliere Degara, nel senso che la ritengo e la ritenevo persona qualificata a coprire la carica di Sindaco. In quel momento non dovevo esprimere giudizi su un’Amministrazione Molinari che doveva ancora partire. Io non sono mai stato un tifoso e da questo punto di vista non lo sarò mai: cerco sempre di ragionare sulle cose… Consigliere de Eccher Era Consigliere uscente… Consigliere Bassetti Ero Consigliere uscente, avevo problemi personali con Molinari, ma non potevo giudicarlo su un’amministrazione che non aveva espresso… Consigliere de Eccher (Intervento fuori microfono) Consigliere Bassetti Non cambiano le carte. Al di là di questo, credo che anche le ultime elezioni, anche le europee abbiano insegnato quanto sia importante da questo punto di vista avere delle persone qualificate, al di là degli schieramenti. Chiedo: si è forse scandalizzato qualcuno quando alcuni Gruppi che erano partiti all’opposizione presentando un programma alternativo a quello del Sindaco Molinari lo hanno poi appoggiato fino in fondo, senza chiedere modifiche al suo programma? Evidentemente, questo vuol dire che si possono valutare anche i programmi, si possono valutare le azioni amministrative al di là delle simpatie che si possono avere o meno nei verbale 24.06.99 / 71 riguardi di chi poi questi programmi li deve sviluppare. Non credo che si debba ragionare con le viscere, ma con la testa e quindi essere razionali. Consigliere Gentilini Sarò brevissimo, anche perché sono a dir poco esterrefatto di fronte a tutto quello che ho sentito questa sera. Mi rendo conto che l’opposizione debba fare l’opposizione, e infatti mi avevano detto che ne avrei viste delle belle e di questo mi sto rendendo conto. D’altro canto, sono convinto che si possa trovare un punto d’incontro perché siamo qui per il bene di Riva. Parlo chiaramente da commerciante, da albergatore, da imprenditore, da tutto quello che posso essere nell’ambito della comunità e dico che ci sono cose che possiamo fare senza ombra di dubbio, forse parlando un po’ meno e agendo di più. Io sarei dell’idea di sveltire anche queste riunioni. Mi rendo conto che l’opposizione deve fare l’opposizione, che il Consigliere Zambotti deve fare le sue sparate nei confronti dei banchi che ha di fronte, tra il resto capite da tutti, ci sono comunque delle emergenze in città e su queste dobbiamo concentrarci. Parliamo di parcheggi, parliamo di interventi che vanno portati a termine velocemente perché al servizio dell’economia della città, che è quella che mantiene i servizi, il sociale, la cultura ecc. Potrei anche dire che il tessuto di Riva del Garda è costituito anche da quelle piccole attività presenti nel centro storico e che nel periodo estivo vengono un po’ bistrattate. Pensiamo al rifacimento della piazza, rispetto al quale l’Assessore Matteotti, qui presente, sa che cosa io stesso ho passato; in effetti, ritengo di poter dire che un pezzo di quella piazza è anche mio perché ho dovuto spendere minimo lire 200.000.000 in più per ristrutturare la casa da dietro, con trattori e trattorini e quant’altro. Su questo c’è stata la collaborazione degli operatori e adesso è il momento di far vedere a tutti quelli che stanno operando in centro storico che possiamo metterli in condizioni di lavorare proprio perché siano contenti di pagare le tasse e di poter andare avanti con il sociale, con la cultura, con i musei che incassano poco, come avete detto. Rispetto a questo, vorrei suggerirvi di dargli il torrione d’ingresso, di dargli la Torre Apponale e vedrete che incasserà di più. Colgo anche l’occasione per chiedere di togliere quell’orologio, che è orrendo e che tra l’altro è fermo sulle sei e mezzo, non capisco perché. In definitiva, io penso che si possa lavorare al di fuori di tutti gli ideali politici – e qui mi rivolgo al Consigliere de Eccher – e di tutte le cause d’attrito che possono esserci. Consigliere Cretti Intervengo per dare una risposta al Consigliere Bassetti, perché probabilmente non sono stato chiaro e sono stato frainteso. Lui ha detto che io ho parlato di sintesi, ma in realtà non è così: il fatto è che per me esiste un problema di fondo, che vado a delineare. Come fa un Sindaco ad essere rappresentativo, non solo di diritto, ma anche di fatto, dell’intera città? Come può corrispondere a questo interrogativo? Quello che io proponevo era questo: nei programmi ci sono dei punti comuni di riferimento per tutte le liste, poteva dunque metterli in evidenza in questo documento programmatico e questo già avrebbe contribuito a creare un clima diverso, soprattutto per l’attenzione che avrebbe dimostrato anche verso gli altri programmi. Il mio intervento precedente faceva riferimento alla cultura della programmazione, che a mio parere qui non esiste. Su questi temi sono piuttosto ferrato perché me ne occupo per lavoro e so che un programmatore vero non considererebbe mai questo un programma di lavoro, ma soltanto un repertorio di buone, verbale 24.06.99 / 72 buonissime, se volete, intenzioni, ma non altro. All’inizio, nelle motivazioni politiche e ideali, si legge: “…mi impegno a condividere i valori che uniscono il pensiero cristiano, le culture laica (un tema che mi affascina molto), liberale, repubblicana, ambientalista ecc.” ed io mi chiedo come si possa, per onestà intellettuale, esprimersi in questo modo? Si parla di “valori”, ma quali valori? Voi sapete che in queste culture ci sono dei valori che uniscono e dei valori che dividono, per onestà intellettuale, allora, si dovrebbero definire quali valori uniscono e quali invece ci differenziano. L’unica parte del programma impostata molto bene è quella di pag. 5, perché sono specificati i criteri e anche le indicazioni operative, che come prima dicevo per il resto mancano, costringendoci a discutere sul vago, sull’impreciso. Peraltro, quando a pag. 5 leggo: “a) Un clima di dialogo e confronto con i cittadini e con le istituzioni, per creare una comunicazione costruttiva con la gente, dentro il Consiglio comunale, con gli altri Comuni e con la Provincia” e tra le indicazioni operative trovo scritto: “attivazione di sistemi di comunicazione innovativa e veloce (Internet – ma quanti sono gli abbonati a Internet a Riva del Garda?) con l’Amministrazione, anche tramite caselle di posta elettronica del Sindaco, Assessori e Capigruppo ecc.”, a me pare che qui diciamo troppo poco, mentre su questo aspetto dovremmo forse dire qualche cosa di più. Voi sapete che come il Consigliere Prati anch’io sto rappresentando i comitati e certo non pretendiamo questa comunicazione innovativa e veloce, non pretendiamo tanto, chiediamo solo di essere accolti quando bussiamo alla vostra porta - alla porta dei potenti -, di essere informati relativamente alle decisioni che ci riguardano, di poter accedere, sempre nei termini di legge, alla documentazione che concerne i problemi da noi sollevati. Chiediamo semplicemente questo, perché in passato non lo abbiamo mai ottenuto. Richieste di questo tipo incontrano spesso ostacoli, tanto inaspettati, quanto insormontabili visto che si crea quasi un clima di omertà attorno a determinate questioni. Penso che non sia facile abbattere il muro dell’incomprensione e dell’incomunicabilità considerata l’esperienza passata e visto che l’attuale governo della città vuole collocarsi nel segno della continuità; è certo che, se farete come nel passato, queste difficoltà noi le incontreremo sempre. Permettetemi un ulteriore accenno all’esperienza personale nostra, abbastanza sofferta, nei comitati. Personalmente non riesco a capire come chi ha deliberatamente attentato alla qualità della vita di un gruppo di cittadini creando situazioni di autentico disagio, come chi ha deliberatamente disatteso precisi impegni assunti in sede di Consiglio comunale il 21 marzo 1990 - il riferimento, ovviamente, è a Via Filanda - possa farsi oggi garante dei diritti fondamentali della persona, promuovere il progresso civile, come qui si dice, tutelare e valorizzare la cultura del territorio, dimostrare di avere piena consapevolezza, sempre come si ribadisce in questo programma, dello stretto rapporto che lega l’ambiente alla comunità. Io vorrei dire al Sindaco che, accanto al disagio reale della gente di Via Filanda, c’è un bisogno autentico di giustizia perché non si tratta solo, come si dice nel programma, di distribuire equamente tutte le risorse, ma anche tutti i sacrifici, visto che c’è chi li fa. Io non so, signor Sindaco, se Lei abbia l’autorevolezza e la forza morale di rispondere a tale bisogno di giustizia. Consigliere Daves Ho ascoltato tutti gli interventi e posso dire che anche in questo secondo Consiglio comunale sono emerse delle impostazioni istituzionali diverse. La nostra è un’impostazione verbale 24.06.99 / 73 istituzionale che parte dal popolarismo, e l’esperienza del collega Cretti ne è sintomatica. Siamo di fronte ad una fase nuova della politica, se vogliamo, rispetto alla quale il termine “transizione” viene spesso sottolineato. Io faccio parte delle ACLI e così anche il Consigliere Vicari, ma abbiamo fatto scelte istituzionali diverse. Io mi occupo prevalentemente di alcune problematiche sociali, così come mi interesso del modello di sviluppo di una comunità, e direi che dalla replica del Sindaco Malossini non è emerso che tipo di comunità, che tipo di sviluppo societario si vuole adottare. Vediamo quali siano le difficoltà nell’interagire a livello istituzionale e provinciale sul tema della circonvallazione. È possibile che sul tema del sistema viario non riusciamo a trovare una soluzione? Di questa problematica parliamo da molti decenni e vediamo le difficoltà; sono anche nati dei comitati per sollecitare le istituzioni a darvi soluzione. Mi soffermo ora su alcuni aspetti evidenziati. Il Consigliere Lotti ha sottolineato il discorso della cultura ed in effetti una delle nostre ipotesi era quella di coniugare il turismo con la cultura. Su questa tematica abbiamo organizzato un convegno perché noi tutti viviamo in una città in cui questo fenomeno è molto importante e rispetto al quale vorremmo fare un salto di qualità. Vogliamo il solito turismo oppure vogliamo dare un tipo di turismo diverso, visto e considerato che abbiamo delle strutture adatte? In verità, questa sera di turismo abbiamo discusso poco. Evidentemente, dobbiamo dare delle valutazioni. I cittadini hanno espresso il loro consenso, noi siamo dei democratici e quindi rispettiamo il consenso popolare. Abbiamo fatto l’analisi del consenso, abbiamo considerato il disagio, giustamente sottolineato dal collega Cretti, che è stato creato da certi comportamenti istituzionali e questo disagio ha portato molti cittadini a non dare il proprio consenso né da una parte, né dall’altra. Noi siamo qui per dare il nostro contributo: crediamo nell’istituzione e se ho dato il mio contributo è perché una delle differenze sostanziali tra la nostra impostazione e la vostra è che noi vogliamo coniugare il principio di sussidiarietà con la solidarietà; naturalmente, abbiamo una concezione non statalistica delle istituzioni, ma abbiamo una concezione diversa, che parte dal basso, dai comitati, dal cittadino. La risposta sul tema della casa è insufficiente: settanta più dodici, più dodici, più sette alloggi quando abbiamo oltre quattrocento domande all’ITEA. E’ evidente che questo significa che a Riva del Garda occorre fare una programmazione specifica su questo tema. Penso che in due o tre mesi, a settembre, potreste portare un piano casa popolare. Ci sono persone che spesso si rivolgono al sottoscritto e anche ieri ho avuto un colloquio con una famiglia che vive un disagio esistenziale a Riva del Garda. Su questo tema dobbiamo dare risposte, non possiamo attendere oltre. Altro tema è quello del centro polivalente per disabili. Io ho avuto un colloquio con alcuni genitori della nostra zona, del C9, presso l’Assessorato provinciale alla Sanità, con il dottor Mario Magnani, proprio per affrontare questo tema. Sta alla nuova Giunta, al nuovo Assessore affrontarlo e, se vogliono, posso dare un contributo in quanto conosco la problematica. In provincia di Bolzano vi sono alcune esperienze significative, diverse da quelle dell’ANFFAS, quindi basta andare a vederle e copiarle. Negli ultimi anni qualcosa in questo senso si doveva realizzare perché c’era una spinta da parte delle famiglie con figli disabili per la costruzione in zona di un centro sociale: sono persone che soffrono moltissimo e che hanno bisogno di socializzare le loro sofferenze. verbale 24.06.99 / 74 Prima è stato giustamente sottolineato l’aspetto dei valori facendo cenno al pensiero cristiano e alle altre culture. Evidentemente, ognuno di noi è portatore di un pensiero e di una cultura, tutti noi vogliamo un ambiente bello, vogliamo che le persone si incontrino, dialoghino. Permettetemi a questo punto di comunicarvi una sofferenza, perché a Riva del Garda abbiamo un ospedale, dove ogni tanto io mi reco. Nella precedente seduta il Sindaco ha giurato di rispettare la Costituzione Italiana e tutte le leggi, ricordo allora qui in particolare la Legge n. 194, legge che però viene applicata in maniera distorta. Chiedo una verifica dell’applicazione di questa legge ed un intervento nel bilancio per dare un contributo alle mamme che vogliono tenersi i loro bambini. Questo è fattibile, è già stato fatto nel comune di Milano ed io chiedo venga attuato anche a Riva del Garda proprio per andare incontro a queste situazioni di grande sofferenza. C’è un volontariato locale silenzioso che sta lavorando e che l’anno scorso ha prevenuto diciotto interruzioni volontarie di gravidanza, il che significa che vi sono stati diciotto bambini che hanno potuto venire alla luce. Noi dobbiamo lavorare per tutelare socialmente la maternità: questo è un obiettivo molto importante, non dimenticando che ci sono delle ferite in molte persone. Siccome l’art. 3 della Costituzione Italiana parla di solidarietà a tutti i livelli, noi vogliamo essere solidali e quindi non possiamo lasciare le persone da sole, ma vogliamo che queste persone stiano insieme alle altre in modo che si costruisca veramente una società solidale, dove la solidarietà, la sussidiarietà e la condivisione siano valori importanti, valori forti, valori che impregnano il tessuto societario. Forse non abbiamo approfondito il tema delle istituzioni scolastiche, nel nostro programma, però, abbiamo evidenziato l’aspetto della formazione integrale della persona, della prevenzione dei disagi sociali e delle emarginazioni sociali nella nostra società. Nel mio primo intervento ho parlato di tossicodipendenti ed io so che cosa significa questo disagio sociale. Sono contento che in questo Consiglio comunale vi sia un gruppo di giovani con i quali si potrà certamente sviluppare un programma di politiche giovanili per prevenire il disagio sociale, per prevenire le tossicodipendenze, un problema grave della nostra comunità. Mi auguro che nei prossimi mesi venga portato rispetto a queste problematiche un programma perché, se crediamo veramente al valore della dignità della persona, dobbiamo declinarlo in azioni amministrative e lo possiamo fare perché ognuno di noi ha un mandato, ognuno di noi si riferisce a dei cittadini. Io ho contatti con varie esperienze di volontariato, di cui ieri molti studenti hanno parlato nel tema d’italiano della maturità. Si tratta di un’esperienza molto importante nella nostra comunità, che si esplica in tante forme. È portatore di solidarietà, di condivisione, di proposte e noi dobbiamo fare in modo che tutte le esperienze di volontariato esistenti sul territorio si possano incontrare proprio per dare questo contributo, seguendo il principio della sussidiarietà. Mi sono limitato a sottolineare solo alcuni aspetti per fare capire che il nostro modello di sviluppo della società parte dal cittadino, attraverso i comitati, attraverso i gruppi politici, attraverso le esperienze societarie per costruire veramente una Riva del Garda in cui i valori forti delle diverse culture, in un confronto pacato, sereno, costruttivo, possano migliorare il bene della comunità. Presidente Grazie, Consigliere Daves. Visto che il Sindaco ha deciso di non replicare, se non vi sono altri interventi passiamo alle dichiarazioni di voto. Vi sono dichiarazioni di voto? Prego, Consigliere Zambotti. verbale 24.06.99 / 75 Consigliere Zambotti Mi dispiace che il Sindaco abbia ritenuto di non replicare, così come prima del ballottaggio non ha ritenuto di confrontarsi con il candidato Sindaco Daves: speriamo che nel tempo capisca che è invece importante interagire con ciò che i Consiglieri dicono. Per dichiarazione di voto, annuncio che visto il programma, ma soprattutto sentite le risposte del Sindaco, voterò contro. Consigliere Prati Intervengo brevemente, solo per annunciare il nostro voto contrario. Ciò non significa che in futuro non sarà prestata attenzione allo svolgimento dell’attività, quindi la nostra sarà una critica costruttiva. Rinnovo la raccomandazione al Sindaco affinché inoltri una lettera sul tema della circonvallazione, opera che riveste un’enorme importanza. Sarebbe un segnale notevole di collaborazione, nell’ottica di quelli che saranno anche i nostri ruoli. Sindaco Domani mattina la faccio. Consigliere Valandro Il voto del Gruppo della Margherita sarà favorevole. Presidente Se non vi sono altri interventi, pongo in votazione il documento programmatico degli indirizzi generali di governo del Sindaco. Constatato che nessun altro Consigliere prende la parola, il Presidente dichiara chiusa la discussione e mette in votazione la proposta di delibera allegata sub lettera B) con il relativo allegato documento programmatico degli indirizzi generali di governo del Sindaco; Dato atto che è stato previamente acquisito il parere stabilito dall’art. 56 della L.R. n. 1/1993 nel testo sostituito dall’art. 16 - 6° comma della L.R. n. 10/1998, come favorevolmente espresso ed inserito nella presente deliberazione, di cui forma parte integrante; Ritenuto di non avere nulla da eccepire, modificare o integrare rispetto al proposta di delibera allegata; verbale 24.06.99 / 76 A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente risultato: - Consiglieri presenti : n. 27 - Consiglieri votanti : n. 27 - voti favorevoli n. 19 contrari n. 8 (Alberti, de Eccher, Ravanelli, Zambotti, Cretti, Prati, Daves, Delaini) astenuti n. 0 IL CONSIGLIO COMUNALE delibera di approvare l’allegato documento programmatico contenente gli indirizzi generali di governo, presentato dal Sindaco Cesare Malossini nella riunione consiliare del 15 giugno u.s., dando atto che ai sensi del 3° comma dell’art. 33 dello Statuto agli indirizzi approvati deve ispirarsi l’attività del Consiglio, del Sindaco, della Giunta, del Segretario, dei Dirigenti e dei Responsabili degli uffici e dei servizi. Gli indirizzi sono pubblicati in fascicolo a disposizione di ogni richiedente. ^^^^^^^^^^ Sono le ore 24.00. La seduta è chiusa. ^^^^^^^^^^ IL PRESIDENTE f.to Tomaso Benamati IL SEGRETARIO SUPPLENTE f.to Ivo Ceolan cp. verbale 24.06.99 / 77 Il Segretario Generale del Comune di Riva del Garda certifica che il presente verbale è stato approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. ___ dd. ___________ con / senza rettifiche. IL SEGRETARIO GENERALE verbale 24.06.99 / 78