ANNO SCOLASTICO 2012-2013
GLI OBIETTIVI EDUCATIVI
LE FINALITA’ DELL’ASILO NIDO
benessere
sviluppo e potenzialità
opportunità di incontro
servizio alla famiglia
integrazione sociale
IL METODO EDUCATIVO
LE RELAZIONI
In riferimento al gruppo di bambini di età dai 12 ai 36 mesi viene
strutturata, da parte degli educatori, una puntuale progettazione e,
assieme, una riflessione pedagogica sulle modalità di relazioni e proposte
educative e didattiche.
Una ragione “evolutiva” invita a tener conto all’interno di questo grande
gruppo delle competenze raggiunte in funzione dell’età e porta quindi a
creare spazi e relazioni fra bambini con caratteristiche omogenee, in
particolare nel primo periodo di frequenza del bambino.
Rispetto le figure adulte, i bambini - già al momento dell’inserimento ed
ambientamento - costruiscono le loro relazioni e sicuramente producono
alcune scelte che vengono rispettate dagli adulti presenti. Allo stesso
tempo, viene però proposta loro l’interscambiabilità degli educatori in
base, ad esempio, alla gestione di attività specifiche.
Anche lo spazio con la sua organizzazione e le proposte di materiali
contribuisce a questa flessibilità relazionale.
Divisione per gruppo.
Nel nido il bambino è inserito in un gruppo di bambini che rimarrà
sostanzialmente costante nell’arco dell’anno. Al gruppo vengono assegnati
alcuni educatori fissi per garantire un riferimento del bambino ad una o
più figure adulte e per rendere ottimale lo stile di vita comune che nasce
dal contatto costante con gli altri bambini.
Attivita’ in piccoli e grandi gruppi.
I momenti di “gioco libero” occupano una parte consistente del tempo di
una giornata, coinvolgendo generalmente l’intero gruppo sezione e
mettendo in primo piano le interazioni tra bambini.
Le situazioni di gioco maggiormente strutturate vengono proposte ai
bambini in piccolo gruppo. Sono principalmente percorsi di esperienze
all’interno dei laboratori o nei diversi angoli costruiti in sezione.
5 GRUPPI MISTI
Il coordinamento pedagogico dei servizi 0-3 del comune di Trieste ha scelto come
modalità organizzativa per i suoi nidi, le sezioni “miste”per età, in quanto ci è
sembrato nel tempo molto più di una possibile soluzione gestionale.
Il percorso si è consolidato attraverso il confronto e l’auto-formazione del personale
ed è stata occasione per approfondire il tema del “gruppo misto ”.
La pratica quotidiana sostiene l’importanza della flessibilità di questo tipo di percorso
per le diverse soluzioni individuate nel tempo.
La “ricerca-azione”sullo sviluppo delle relazioni tra i bambini e
sulle modalità organizzative per età miste ha permesso l’affermazione di un modello
progettuale che tenga conto e dell’aspetto gruppale e dell’aspetto individuale dei
bambini e delle bambine. A questo proposito, citando le autorevoli parole di Loris
Malaguzzi, il lavoro con sezioni “miste” per età parte dall’assunzione “di un’ipotesi
positiva molto forte sulle possibilità dei bambini di condividere riflessioni ed attività
fino alla costruzione condivisa delle conoscenze, dando credito ai bambini e alle loro
potenzialità, non pensando che lo sviluppo sia determinato dall’insegnamento degli
adulti”. (2+2≠4 Stare insieme tra bambini al nido pag. 29)
I servizi per l’infanzia vanno pensati come luoghi di esperienze e di “esperienze
condivise tra soggetti portatori di differenze, occasioni che in realtà nel nido si
verificano sempre, ma nel gruppo misto di più” (p. 29).
Dalla parte dei bambini e delle bambine i vantaggi dell’applicazione di questo modello
operativo si traducono nel potenziare:
L’imitazione come fonte di apprendimento
La cooperazione / alternanza dei turni / comportamenti di aiuto
Il superamento dell’egocentrismo attraverso lo sviluppo di strategie di comunicazione
diversificate
L’aumento delle risposte empatiche /affettive /relazionali
Il superamento del conflitto socio-cognitivo
Dalla parte dell’educatore l’applicazione di questo modello implica una professionalità
più ricca e più complessa, che si sviluppa nel porre l’accento alle seguenti dimensioni
L’adozione di
strategie diversificate in risposta ai diversi bisogni e
comportamenti dei bambini
L’attenzione alla valorizzazione delle diverse competenze espresse dei bambini
L’attivazione di reti virtuose per il confronto costante e costruttivo attraverso
alleanze educative
Progettazione di percorsi personalizzati. Progettare per il singolo
bambino vuol dire conoscere e rispettare i suoi ritmi evolutivi.
L’obiettivo della progettazione è rispettare l’unicità del singolo bambino
attraverso la conoscenza dei suoi ritmi evolutivi e del suo essere
bambino.
MODALITA’ DI SOCIALIZZAZIONE
Nel momento in cui il bambino inizia a frequentare l’asilo nido il suo mondo
sociale si allarga notevolmente.
Deve imparare a conoscere adulti che non ha mai visto, a fidarsi e a
rapportarsi con loro. Deve anche imparare a rapportarsi con i suoi
coetanei. Gli educatori rinforzano le interazioni positive fra i bambini
anche di età diversa fra loro, li aiutano ad alternarsi in turni, a prendersi
cura l’uno dell’altro, li supportano nella gestione dei conflitti e pensano lo
spazio in funzione delle dinamiche del gruppo.
Durante il giorno vi sono molte interazioni sociali positive tra adulti e
bambini.Gli educatori, insieme al personale d’appoggio, modulano lo stile
educativo in relazione ai bisogni dei singoli bambini e sono sensibili e
accoglienti dei sentimenti e delle loro reazioni.
ORGANIZZAZIONE DI SPAZI E ARREDINell’inserimento del bambino
al nido e nel suo futuro adattamento attivo all’ambiente, giocano un ruolo
importante gli spazi e gli oggetti in esso contenuti.
Viene studiata l’organizzazione e l’articolazione degli ambienti assieme
alla scelta dei materiali di gioco affinché lo spazio interno ed esterno
all’asilo nido favorisca e stimoli una vasta gamma di esperienze: da quelle
di carattere motorio, all’interazione con i coetanei fino al
soddisfacimento delle esigenze di sicurezza e di affettività
Ogni sezione è organizzata in vari angoli che garantiscono ai bambini della
diverse età presenti nel gruppo stimoli adeguati ai diversi livelli di
sviluppo.
Gli spazi organizzati abitualmente sono: angolo morbido, angolo del gioco
simbolico (cucina, giochi con le bambola), angolo delle costruzioni, angolo
delle costruzioni, giochi a tavolino, angolo per le attività espressive.
Ci sono anche spazi che fanno riferimento alle esperienze dei laboratori:
l’angolo dei travestimenti, il laboratorio del colore e della manipolazione e
l’angolo della lettura.
Una parte dello spazio inoltre è destinata ai giochi di grande movimento
con scivolo, scalette,specchi, ecc….
PRINCIPI ORGANIZZATORI DELLO SPAZIO
Per i bambini la qualità dello spazio che quotidianamente vivono al nido è di
estrema importanza: l’obiettivo educativo primario è quello cercare di
allestire luoghi che li facciano sentire attesi e riconosciuti, che li
accolgano a piccolo e grande gruppo, ma che rendano anche possibile il
piacere di momenti di privacy, spazi dove la relazione tra bambini è
fortemente sostenuta rispettando sempre la diversità e soggettività di
ognuno.
Lo spazio comunque nella sua progettazione deve essere anche pensato
“flessibile” e pronto ad essere trasformato, diventa vissuto quando si
seguono gli interessi dei bambini e le idee che il gruppo suggerisce
seguendo i processi di apprendimento dei bambini.
L’idea di ambiente, di spazio non può essere considerata come qualcosa di
precostituito e fisso nel tempo, ma piuttosto debba essere pensato come
“partecipe, sostenitore e provocatore” dei processi di crescita dei
bambini.
I MATERIALI
Anche i materiali, così come gli arredi ed i giocattoli costituiscono un
momento di scelta educativa importante. Oltre agli aspetti funzionali,
attraverso l’esplorazione degli oggetti, i bambini scoprono via via le regole
del mondo.
Tutte le capacità sensoriali sono coinvolte nella scoperta dell’ambiente
circostante. In riferimento in specifico alla dotazione di materiali e di
giocattoli, si potrà prestare attenzione privilegiata, soprattutto per i
bambini più piccoli, da un lato ai materiali a sostegno dell’accoglienza e
dall’altro allo sviluppo delle abilità percettive.
Particolare importanza riveste anche il concetto di ordine. Avere il posto
per ogni cosa e mettere ogni cosa al proprio posto.
. E poi esplorare a piacere i materiali, tentare soluzioni, formulare ipotesi,
prevedere utilizzi
alternativi, condividerne le scoperte con i compagni e così via.
Queste situazioni lasciano il tempo ad ogni bambino per l’esplorazione e
l’analisi, ma anche per la ripetizione, il ripensamento e l’auto correzione.
Un ambiente accogliente è perciò un ambiente ben organizzato e, come
tale, diventa anche luogo privilegiato per l’osservazione del bambino, delle
sue relazioni con gli oggetti e con gli altri, delle sue preferenze, delle sue
capacità creative ed inventive e, in una parola, delle sue potenzialità di
sviluppo..
LEGENDA1
LEGENDA1
accoglienza
2 stanza riferimento bambini
bambini medio grandi 1313-36 mesi
3 stanza del sonno bambini medio grandi 1313-36 mesi
4 bagno bambini medio grandi 1313-36 mesi
5 corridoio bambini medio grandi 1313-36 mesi
6 stanza di riferimento bambini piccoli 33-12 mesi
7 stanza del sonno bambini piccoli 33-12 mesi
mesi
8 bagno bambini piccoli 33-12 mesi
9 laboratorio
9 bis corridoio
10 ufficio stanza operatori
11 spogliatoio personale
1212-13 servizi igienici personale
14 cucina dispensa
15 locali sotterranei: lavanderia e cantina
ingressoingresso- atrio -
INSERIMENTO
Possiamo definire l’inserimento all’asilo nido un evento importante nella
vita del bambino e dei suoi genitori; è qualcosa d’inatteso e di nuovo che
cambia la sua percezione del mondo, creandogli nuovi punti di riferimento.
L’inserimento è un’esperienza che scatena delle emozioni più o meno
intense e particolari in chi lo sta vivendo; proprio per questo si dà tanta
attenzione a questo delicato momento di transizione che non può essere
quindi proposto in modo casuale e superficiale.
L’obiettivo dell’inserimento nei confronti del bambino:
•favorire il distacco dai genitori
•favorire la conoscenza del nuovo ambiente
•favorire la conoscenza degli educatori
•favorire l’inserimento nel gruppo dei pari
L’obiettivo dell’inserimento nei confronti dei genitori:
•favorire un distacco graduale dal figlio
•favorire la conoscenza del nuovo ambiente, dell’organizzazione della
giornata al nido, delle scelte pedagogiche
•favorire un atteggiamento di collaborazione con gli operatori del nido.
L’obiettivo dell’inserimento nei confronti degli operatori:
•favorire la conoscenza attraverso l’osservazione dei singoli bambini e dei
loro rapporti con i genitori
•favorire
gradualmente
lo
spostamento
dell’interesse dei bambini dai genitori a se stessi e
ai coetanei
•favorire un atteggiamento di collaborazione con i
genitori.
Modalità di attuazione
L’adattamento del bambino al nuovo ambiente è pensato e programmato;
esso avviene in maniera graduale per permettere al bambino di conoscere
l’ambiente, le educatrici a cui sarà affidato, i coetanei e di prepararsi al
distacco dai genitori nel modo più sereno possibile.
La durata dell’inserimento è di circa due settimane; ci possono essere
delle variazioni legate al comportamento del bambino, alle sue relazioni al
nuovo ambiente.
Il periodo d’inserimento inoltre è indispensabile alle educatrici per la
conoscenza del nuovo bambino e delle sue abitudini, per questo oltre ad
utilizzare un colloquio individuale con i genitori si fa anche uso di una
scheda, che i genitori stessi compilano per descrivere il loro figlio, prima
di entrare al nido.
Durante l’inserimento anche il genitore ha modo di conoscere chi si
occuperà del bambino, ha l’opportunità di avviare un rapporto di fiducia e
collaborazione indispensabile tra nido e famiglia per il benessere di adulti
e bambini.
LA VITA QUOTIDIANA AL NIDO
la giornata educativa come modalità concreta di far crescere il
bambino
IL ritmo si ripete quotidianamente per dare al bambino sicurezza
aiutandolo a prevedere il susseguirsi degli eventiOgni giornata “tipo” è
continuamente adattata ai ritmi ed ai tempi del gruppo e di ogni singolo
bambino
LA GIORNATA EDUCATIVA: TEMPI E SPAZI
Nel gruppo dei piccoli
MIRTILLI
Al mattino………..
Si apre con l’entrata al nido che va dalle ore 7.30 alle ore 9. Ogni coppia
adulto-bambino viene accolta dalle educatrici, prestando molta attenzione
ai gesti e alle piccole ritualità che favoriscono l’ambientamento e il
successivo distacco dalla madre o altro adulto familiare.
Fino a quando il numero dei bambini lo permette, i piccoli vengono accolti
insieme ai bambini medio–grandi nel loro salone in uno spazio morbido
predisposto: questo per favorire la conoscenza dei bambini tra loro e con
le educatrici del gruppo grandi, la conoscenza da parte dei genitori di
tutto lo staff educativo, l’integrazione tra le educatrici delle due sezioni.
Contemporaneamente all’arrivo dei bambini e fino all’ora di colazione, ci si
intrattiene con giochi spontanei, individuali o con giochi che i piccoli
trovano a loro disposizione nei diversi spazi del salone; si legge qualche
libretto, si canta.
Dopo colazione segue una piccola routine di igiene personale in bagno.
A metà mattina di solito i bambini più piccoli hanno bisogno di un riposino.
Alle 10 si fa………….
Nel gruppo piccoli le attività sono concentrate nella stanza di riferimento.
Dove nei vari angoli i bambini possono trovare giochi e materiali morbidi,
sonagli, ecc….
Le proposte di gioco strutturatosi rivolgono a piccoli gruppetti, tenendo
conto della loro età, visto che le differenze anche di 1 mese in questa
fascia evolutiva sono rilevanti.
Le attività si svolgono per stimolare le percezioni
sensoriali e le capacità motorie.
Lo spazio bagno viene impegnato per le attività con i
colori naturali, i travasi con la farina, i giochi con
l’acqua.
La stanza del sonno è dedicata durante la mattinata a giochi che
richiedono uno spazio contenuto come il gioco euristico.
A pranzo…………..
Alle 11.15-11.30 viene servito il pranzo: le educatrici
supportate dal personale d’appoggio, cercano di creare
nel momento del pranzo un clima volto sia ad un positivo
accostamento al cibo ed ai nuovi sapori, sia a creare un
momento di socialità e di relazione con gli altri bambini.
Poi con molta tranquillità ci si prepara al sonno, dopo aver compiuto tutti i
rituali necessari (ciucci, peluches, libretti, coccole…), vista l’età dei bimbi
si pone molta attenzione alle modalità di addormentamento assecondando
i vari ritmi sonno –risveglio dei piccoli.
Dopo la nanna…………………………….
Dopo il riposo c’è un altro passaggio in bagno e poi la merenda.
Nel pomeriggio i bambini intorno alle 15.30 si riuniscono nuovamente con il
gruppo dei bambini medio –grandi.
Nel gruppo dei bambini medio-grandi
LAMPONI
Al mattino………..
Si apre con l’entrata al nido che va dalle ore 7.30 alle ore 9. Ogni coppia
adulto-bambino viene accolta dalle educatrici, prestando molta attenzione
ai gesti e alle piccole ritualità che favoriscono l’ambientamento e il
successivo distacco dalla madre o altro adulto familiare.
Contemporaneamente all’arrivo dei bambini e fino all’ora di colazione, ci si
intrattiene con giochi spontanei, individuali o con giochi che i bambini
trovano a loro disposizione nei diversi spazi del salone; si legge qualche
libretto, si canta.
Dopo colazione segue una piccola routine di igiene personale in bagno, solo
per i bambini arrivati al nido entro le 8 e per chi ne ha necessità.
Alle 10 si fa………….
Seguono attività di piccolo gruppo con l’assistenza ravvicinata o guidata
dell’adulto finalizzate all’espressione di abilità senso-percettive, cognitive
e simboliche.
Questi momenti si realizzano nei vari spazi strutturati (spazio-casetta,
spazio travestimenti, spazio delle macchinine e costruzioni) nella zona
pranzo, nel bagno, nella stanza del sonno pomeridiano che all’occorrenza
vengono organizzate per svolgere le attività programmate.
Segue il momento di routine dell’igiene personale in bagno.
Qui si recano 2 educatrici alla volta con i bambini da loro
seguiti durante le attività della mattina: un’educatrice alla
volta cambia i bambini, mentre l’altra intrattiene il gruppetto con
canzoncine.
A pranzo………….
Alle 11.30 viene servito il pranzo: ogni bambino qui può scegliere ogni
giorno il tavolino in cui sedersi dove invece è fissa l’educatrice per tutto
l’anno.
Poi con molta tranquillità ci si prepara al sonno, dopo aver
compiuto tutti i rituali necessari (ciucci, peluches, libretti,
coccole… )… Si ascolta la musica rilassante e si cominciano a
spegnere pia piano le luci e a fare semi-buio. Ogni bambino
riconosce il proprio lettino dal cuscino e dal sacchetto portavestiti
che i genitori hanno confezionato con stoffe che hanno scelto
insieme ai bambini.
Dopo la nanna…………………………….
Dopo il riposo c’è un altro passaggio in bagno e poi la merenda.
Nel pomeriggio i bambini sono nuovamente impegnati in attività di gioco
libero con l’assistenza dell’adulto: è in questa situazione che avviene
l’uscita dal nido, con l’arrivo della madre, del padre o dei nonni, la
ricostituzione della coppia bambino-genitore/adulto ed il saluto ai
compagni ed alle educatrici.
PARTECIPAZIONE DELLE FAMIGLIE
-
la famiglia protagonista assieme al nido dell'azione educativa –
La vita quotidiana del bambinoColloquio per far conoscere agli
operatori del nido il bambino prima dell’inserimentoScambi di
informazioni quotidiane sull’inserimento, sulla vita del bambino al
nido (momento dell’entrata e dell’uscita, colloqui
individuali)Partecipazione ad iniziative varie (laboratori, feste,
uscite…)
Gli
aspetti
istituzionaliAssemblee
generali
di
tutti
i
genitoriComitato di gestioneRiunioni di sezioneEventuali commissioni
mensa
Per le famiglie partecipare agli eventi del nido, ritagliando uno spazio da
dedicare al proprio bambino, a se stessi, a tutti gli altri adulti e bambini,
diventa un’occasione speciale ed indispensabile per condividere
l’esperienza educativa che lo stesso bambino vive a casa e al nido
Il dialogo tra queste due entità diverse, la loro positiva interazione
rappresenta la forma di sostegno migliore ad uno sviluppo armonico delle
potenzialità infantili.
I genitori sono sollecitati e stimolati nel condividere con gli educatori del
nido e con gli altri genitori l’esperienza di educare i propri figli.
I bambini dall’altra parte, fin dalla primissima età, hanno una
straordinaria capacità di leggere le differenze che caratterizzano
situazioni diverse; essi sono capaci di adattarsi alle differenze, sanno
sfruttare positivamente e costruttivamente le situazioni. E’ compito degli
adulti, genitori ed educatori, creare insieme continuità in un contesto
capace di accogliere, sostenere ed accompagnare il bambino nel suo
percorso di crescita.
Stare insieme, fare insieme, condividere attività e giochi, cibo,
esperienze, opinioni, capacità, amicizie al di fuori del proprio contesto
familiare, riconoscersi negli altri sentendosi sostenuti e compresi, tutto
questo attraverso varie iniziative:
•
•
•
•
•
•
•
Primo incontro di gruppo con i nuovi accolti
Primo colloquio individuale
Colloqui individuali al nido a metà percorso
Laboratori a tema
Giornate dedicate ai nonni
Giornate dedicate alle mamme e ai papà con aperture al nido
Festa di fine anno
• Uscite e passeggiate che possono essere organizzate durante l’anno
Il nido come servizio per la famigliaFlessibilitàRiguardo alla
fruizione del servizio
• Orario d’entrata/uscita
• Fasce di fruizione del servizio
• Rispetto delle diverse esigenze alimentari dei singoli bambini
Puntualità e precisioneComunicazioni precise e tempestive sul servizio
erogatoComunicazione nido/famigliaNido aperto all’utenza prima
delle iscrizioni
• Iscrizioni
• Riunione per i nuovi accolti (giugno)
• Colloqui individuali con le famiglie dei bambini al momento
dell’inserimento e durante l’anno
•
• Assemblee dei genitori
• Riunioni di piccoli gruppi/sezione
• Distribuzione di materiale informativo/divulgativo interno ed
esterno
• Comunicazione di vario genere al momento dell’uscita del/della
bambino/a
L’integrazione delle bambine e dei bambini diversamente abili.I Nidi
d’Infanzia accolgono le bambine ed i bambini diversamente abili avendo
cura di creare un ambiente rispondente ai bisogni dei singoli considerati
sempre in relazione ai gruppi d’appartenenza. Tali bisogni trovano
risposta, innanzitutto, attraverso l’incremento del personale educativo
all’interno delle strutture: un educatore viene aggiunto in supporto
all’équipe, garantendo così, di norma, l’intervento sul singolo in sintonia
con il contesto ambientale e relazionale che va connotato e percepito in
termini di unitarietà, di continuità e di condivisione di tutto il grupposezione-Nido. Tutto il personale educativo è quindi direttamente coinvolto
nell’opera di integrazione del bambino all’interno del gruppo di coetanei e
partecipa all’elaborazione della comune programmazione educativa e
didattica.
Sono previste azioni di prevenzione ed interventi mirati, in sinergia con i
Servizi Sociali e Sanitari del Territorio, per affrontare in rete le
problematiche connesse alla prevenzione e riduzione dell’handicap ed al
sostegno, cura e riabilitazione dei bambini che presentano forme
conclamate di deficit.
Un piano specifico d’intervento viene elaborato in accordo con la famiglia,
in base all’esito dei rapporti con i Servizi coinvolti, provvedendo alla
costante verifica e valutazione dello stesso.
Partendo dall’assunto che ad ogni bambina e ad ogni bambino vanno
offerte uguali opportunità educative e formative di crescita e sviluppo
delle proprie potenzialità, senza alcuna distinzione di genere, di sesso, di
appartenenza etnica, religiosa o culturale, i Nidi d’Infanzia promuovono,
rendendola parte integrante del progetto educativo, la valorizzazione
delle differenze e la promozione dell’integrazione dei bambini in
situazione di svantaggio socio-ambientale e culturale, attraverso il
rispetto di un programma di azioni.
Il nido, preposto alla cura e all’educazione dei bambini e delle bambine
frequentanti, ha come finalità e obiettivi “la prevenzione contro ogni
forma di emarginazione derivante da svantaggio psico-fisico e sociale,
tutelando e garantendo in particolare il diritto all’inserimento dei
bambini/e disabili o in situazioni di disagio relazionale e socio-culturale
“(Art. 2 Regolamento Nidi d’Infanzia del Comune di Trieste),
coerentemente alla Legge Regionale n. 20 del 18 agosto 2005, “ ….Il
sistema integrato assicura:… il lavoro in continuità con i servizi sociali e
sanitari presenti sul territorio”, dove per sistema integrato s’intende un
sistema che tenda a garantire risposte unitarie e coerenti alla
complessità dei bisogni dei bambini e delle bambine e delle loro famiglie
mediante la messa in rete dei servizi socio-educativi per la prima infanzia.
La continuità orizzontale mette in rete il lavoro con tutte le Istituzioni
(pubbliche, private), che sono chiamate a intervenire sul minore
contemporaneamente alla sua frequenza nell’istituzione nidi d’infanzia (la
famiglia, Servizi Sociali, U.O.B.A, Distretti Sanitari, Ospedale Infantile e
tutte le altre agenzie presenti sul territorio coinvolte nel percorso di
crescita dei bambini e delle bambine). Il nido d’infanzia e’ un servizio che
sostiene e facilita le famiglie accolte nella cura e nelle scelte educative
attraverso percorsi e progetti condivisi
CONTINUITA’ VERTICALEI riferimenti al Regolamento comunale e alla
nuova Legge Regionale restano validi per la definizione del concetto di
continuità con gli altri servizi educativi in particolare con la Scuola
dell’Infanzia (dal Regolamento del Comune di Trieste, Art. 28 , e dalla
legge regionale n. 20 Art. 2 comma e). Si prevede “la continuità con gli
altri servizi educativi e in particolare con la scuola dell’infanzia”. Vengono
attivate, laddove possibile, tutte le condizioni favorenti e facilitanti lo
scambio di esperienze e di crescita dei bambini e delle bambine
frequentanti le varie strutture in modo sistematico e coerente alle
esigenze e agli adattamenti a loro richiesti in questa fase della vita. Si
condivide quindi la costruzione di un percorso metodologico attraverso
l’elaborazione di strumenti e strategie finalizzati a comprendere e
supportare rituali di passaggio dei bambini /e delle famiglie (L. Trevisan).
RISPETTO DELLE NORME RELATIVE ALLA SALUTE E ALLA
SICUREZZA
La salute e la sicurezza al nido si realizza:
•attraverso una accurata selezione dei materiali e delle attrezzature
didattiche;
•attraverso il lavoro d’equipe degli operatori, che curano l’alimentazione e
le cure personali dei bambini, le attività educative, la cura e l’igiene degli
ambienti nel corso della giornata al nido;
•attraverso la formazione del personale sulle disposizioni e sulle
normative vigenti;L’obiettivo comune, pur con diverse funzioni e
competenze, è quello di assicurare un nido sicuro e accogliente, a misura
di bambino. La promozione del benessere del bambino al nido passa
attraverso le molteplici occasioni quotidiane di incontro e
collaborazione/comunicazione con la famiglia.
Il nido è un luogo in cui i bambini possono crescere sperimentando
relazioni sociali con i pari e con altri adulti significativi esterni al nucleo
familiare ed esprimere le proprie potenzialità evolutive in contesti sicuri
e adeguati.
La prevenzione di situazioni di difficoltà e/o disagio diviene così obiettivo
prioritario e si attua anche con attività di osservazione nell’ambito della
quotidianità di ciascun bambino al nido e la condivisione con la famiglia dei
percorsi di crescita.
Il nido opera inoltre in collaborazione con le strutture di competenza
territoriali per promuovere e diffondere buone pratiche in materia di
sanità e benessere della comunità.
Riccio CapRiccio
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Il progetto di RICCIOCAPRICCIO prevede la costruzione di un itinerario didattico
con l’individuazione di strategie educative volte a sviluppare comportamenti di gioco
da parte dei bambini e degli adulti in situazione di emergenza
Gestire l’emergenza con bambini così piccoli è sicuramente difficile e complesso , ma
altrettanto importante è sviluppare una dimensione ludica che aiuterà poi in situazioni
di possibile , vera emergenza.
Anche parlando di sicurezza di un luogo il contesto relazionale affettivo è alla base
affinchè il bambino si senta sicuro in questa situazione particolare , senza provocare
panico, con tutta tranquillità.
Le famiglie chiedono per i loro figli un ambiente adatto e così per noi operatori
pensare alla gestione di un evacuazione è un obiettivo altrettanto importante per
rispettare il benessere psicofisico dei bambini
Quindi il costruire una “catena multimediale” a partire da un personaggio che
accompagni i bambini in questi percorsi significa vivere serenamente delle esperienze
che inducano curiosità, conoscenza , ma anche la giusta connotazione affettiva nelle
situazione meno certe (emergenza).
RICCIOCAPRICCIO con varie e creative rappresentazioni e drammatizzazioni ludico –
narrative ENTRA a far parte della vita quotidiana del nido, a “marcare” lo spazio” in
termini divertenti per i bambini, ma strettamente legato ad azioni , per gli adulti,
significative in termini di sicurezza
La dimensione educativa è stata valutata secondo
o Il gruppo e l’età dei bambini (piccoli dai 3 ai 12 mesi e medio-
grandi, dai 13 ai 36 mesi)
o Il richiamo
o La dimensione ludica: come si esce
o
Il punto di raccolta
RICCIOCAPRICCIO è presente nelle conversazioni, nei racconti, e per i
bambini diventa un allegro invito ad uscire “lentamente” in giardino, alla
ricerca di questo simpatico animaletto .
All’interno del nido troviamo tracce di Ricciocapriccio …accanto le vie di
fuga , o nei punti strategici del nido ….riccio capriccio lascia ogni tanto un
segno proprio per motivare i bambini ad essere pronti ad un eventuale
“richiamo” ad uscire “di corsa” a vedere cosa ha lasciato ……
E così anche all’esterno si trovano segni e oggetti che lo richiamano , che
lui lascia, e incuriosiscono l’attenzione dei bambini.
Poi in base ad altri percorsi didattici all’interno del progetto educativo
del nido , ogni anno si costruiscono nuove situazioni che consolidano
l’identità del personaggio e aiutano i bambini nell’esperienza “di
sperimentare l’emergenza”.
GLI STRUMENTI DI OSSERVAZIONE
GLI STRUMENTI DI VERIFICA
GLI STRUMENTI DI DOCUMENTAZIONE
ADOTTATI
- OSSERVARE, PROGETTARE, DOCUMENTARE ,VALUTARE –
Osservazione
Osservazione intesa come strumento metodologico fondamentale per
l’educatore
Obiettivi dell’osservazione:
•Lettura del comportamento del bambino e delle caratteristiche della
situazione osservata.
•Trasformazione e aggiornamento continuo della programmazione
educativo.
•Riflessione continua e consapevole sulle esperienze svolte.
•Osservazione da parte dell’educatore del proprio comportamento, delle
proprie modalità comunicative e delle reazioni che questo provoca nel
bambino.
Conoscenza del bambino
•Incontro con i genitori prima
per
di
approfondire
la
reciproca, offrire ai genitori la
esprimere,
confrontare,
aspettative, i problemi, le
dell’inserimento
conoscenza
possibilità
di
discutere
le
eventuali ansie.
•Scheda informativa per conoscere la storia del bambino dal suo
concepimento
al
momento
del
suo
ingresso
al
Nido.
Osservazione del bambino nel contesto del Nido
Osservazione intesa come strumento metodologico fondamentale per
l’educatore
Obiettivi dell’osservazione:
•Lettura del comportamento del bambino e delle caratteristiche della
situazione osservata.
•Trasformazione e aggiornamento continuo della programmazione
educativo.
•Riflessione continua e consapevole sulle esperienze svolte.
•Osservazione da parte dell’educatore del proprio comportamento, delle
proprie modalità comunicative e delle reazioni che questo provoca nel
bambino.
La documentazione
La documentazione è oggi uno strumento indispensabile per chi si dedica
all’educazione della prima infanzia per costruire
esperienze positive con i bambini, per sostenere
la propria crescita professionale e quindi
affinare la propria capacità di comunicare con i
bambini stessi, con le colleghe, con i genitori e la
comunità.
Inoltre crea all’interno del nido una memoria storica che di anno in anno si
arricchisce .
Al nido si produce una documentazione interna al gruppo di lavoro ed
esterna , rivolta alle famiglie ed ai soggetti coinvolti nella condivisione
dell’attività del nido ( uffici comunali centrali, sito del comune , ecc…)
La documentazione comprende:
•
•
•
•
•
il progetto educativo del servizio
la programmazione di sezione
il diario quotidiano
il quaderno del menù
la bacheca dell’atrio
• le lavagne di sezione
• i video e le fotografie
• cartelloni con foto in occasione di eventi particolari (feste,
compleanni, gite, passeggiate)
• cartelloni con foto che documentano attività e giochi svolti dai
bambini ed elaborati dei bambini individuali o collettivi
• diario che documenta le fasi salienti del lavoro di ogni anno al nido
•
VERIFICA INTERNA ATTRAVERSO:
documentazione singoli progetti educativi
riprese videoregistrate
colloqui individuali con la famiglia ( 2-3 volte l’anno)
costruzione di schede a livello di equipe del nido sulle quali poi
verificare in itinere il percorso di sviluppo dei singoli bambini∗
Sono allo studio per quest’anno scolastico 3 tipologie diverse di
verifica sul bambino.
1. profilo del bambino in ingresso:
- durante l’inserimento
- a gennaio
- a giugno
2. fase di consolidamento: dopo l’inserimento
3. osservazione per categorie comportamentali a cura del gruppo di
educatori su specifiche situazioni
A cura invece della famiglia si propone una scheda di conoscenza del
bambino insieme ad alcuni dati ed informazioni del nucleo familiare.
∗
lo strumento non viene adottato per dare una valutazione esterna
del bambino, ma come strumento interno al gruppo di lavoro
IO SONO
Nome del bambino
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Nazionalità
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Luogo e data di nascita
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Abitante in via
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LA MIA FAMIGLIA
PADRE
Nome e cognome
Nazionalità
Professione
Luogo di lavoro
Eventuali hobby
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MADRE
Nome e cognome
Nazionalità
Professione
Luogo di lavoro
Eventuali hobby
…………………………………………………………………………….
……………………………………………………………………………..
……………………………………………………………………………..
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FRATELLI
1)Nome e cognome
Scuola frequentata
2)Nome e cognome
Scuola frequentata
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ETA’……………………
……………………………
Ha frequentato il nido in passato? ………………………………….
……………………………………………………………….
ETA’……………………
……………………………
Ha frequentato il nido in passato? …………………………….
Altre figure parentali e non, che vivono all’interno della vostra famiglia
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Quale lingua o dialetto usate per comunicare all’interno della vostra famiglia?
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NUMERI DI TELEFONO UTILI
CASA
LAVORO PAPA’
CELL PAPA’
LAVORO MAMMA
CELL MAMMA
ALTRI NUMERI DI TELEFONO IMPORTANTI (SPECIFICARE)
CHI SARANNO LE PERSONE CHE PORTERANNO E/O VERRANNO A PRENDERE IL BAMBINO?
MAMMA
PAPA’
NONNI
ALTRE FIGURE ……………………………………………………………………………………………………………………………………….
……………………………………………………………………………………………………………………………………….
QUALE SARA’ L’ORARIO ABITUALE DI PERMANENZA AL NIDO DEL BAMBINO
DALLE ORE
…………..
ALLLE ORE……………….
VI PRESENTIAMO IL NOSTRO BAMBINO
Presentateci il vostro bambino/a:
quali sono secondo voi le caratteristiche , gli aspetti fisiologici, caratteriali significativi…………………………?
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Il gruppo di lavoro del nido Frutti di Bosco
per l’anno 2012-13
COORDINATORE PEDAGOGICO : MICHELA D'ANDRI
EDUCATORI:
GRUPPO PICCOLI
“MIRTILLI”
GRUPPO MEDIO-GRANDI
“LAMPONI”
DEGRASSI LAURA
INSERRA FRANCESCA
ZIDARI CHIARA
HRELIA
MASSIMILIANO
DEL NEGRO SABINA
SAVELLA VIRGINIA
UXA LORENA
MICHELAZZI DANIELA
DEFILIPPO GIUSY
MICALI ELENA
PERSONALE D'APPOGGIO
CHICCO VALNEA
LEGHISSA NADIA
PEREIRA EDITE
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PROGETTO EDUCATIVO frutti di bosco 2012