Bevazzana
Stiamo celebrando un evento fondamentale della nostra fede:
l’incarnazione del Signore Gesù, il secondo dei misteri principali. Il fatto è
sempre il medesimo, da quasi duemila
anni vive nella memoria e nella celebrazione liturgica. Ciò che cambia è il quadro storico, frutto dell’azione di uomini
che si avvicendano nel mondo con la
loro nascita, la loro esperienza, la loro
morte. Il Natale diventa l’occasione per
un confronto tra il momento attuale e il
Cristo, il Risorto, Colui che si è fatto
Uomo, Storia divina che si propone alla
storia umana. La distanza tra Dio e
l’uomo è diventata vicinanza paterna
attraverso l’unità in Gesù del divino e
dell’umano.
La Chiesa è entrata definitivamente in
Gorgo
Pertegada
Dio, perché il Figlio si è donato gratuitamente una volta per sempre all’ uomo.
All’arcobaleno, alla colomba di Noè si è
sostituito un segno più grande: “Un
bambino è nato per noi, un figlio ci è
stato donato: il suo nome è principe della pace” ed allora preghiamo “Gloria a
Dio e pace agli uomini di buona volontà”.
A nome mio e di don Severino, un augurio: che Cristo possa nascere in ciascuna delle tre comunità ed in ciascuno
di noi!
Carlo Predi
1
Accogliamo il dono dello Spirito Santo
Una volta si sentiva di più il calore del Natale. Si faceva il
presepe. Oggi si fa l’albero, ma ha poco senso. Quando
ero bambina facevo il presepe con il midollo dei “canoi” e
dicevo il Rosario. Non si sentiva neanche il freddo. Nella
preghiera del Natale si sentiva veramente la nascita di
Gesù, invece oggi è tutto un “lascia là…”, un abbandono.
Non sento più il calore di una volta, sono sola. Quando si
è soli non si ha più l’amore della famiglia, il momento
della preghiera della sera. Le mie preghiere le dico lo
stesso, ma oggi è tutta un’altra cosa. Il Natale lo sento
come una volta, Gesù lo sento vicino, dentro di me, anche
nell’insicurezza della salute. Il mondo d’oggi non ascolta
Gesù, mi sembra che si vada verso il peggio. Certe volte
mi scoraggio anch’io. Un bambino mi ha risposto che non
entra in chiesa, perché con o senza Messa si sente uguale
a prima. Sono avvilita. So che Gesù non ci abbandona, ma
siamo noi che lo abbandoniamo. Noi anziani non siamo
ascoltati. Una volta, da bambini, si andava a Messa di
mattina presto, abitavamo lontano e si era a piedi.
Dico al Signore che è troppo buono verso di noi. Prego
per la mia comunità, dico il rosario affinché sia più unita;
per le famiglie in difficoltà, che abbiano pazienza
nell’educare i figli, che Gesù dia loro il perdono e la pace.
Aspetto un Natale di gioia con le mani giunte. Quando si è
soli, si è avviliti. Il giorno della Cresima ero contenta
perché ero con tutta la mia famiglia.
Emilia
Nel primo anno di preparazione al Giubileo, la nostra riflessione si è soffermata su Gesù Cristo, Figlio
di Dio, unico Salvatore e Redentore, ieri, oggi, domani, sempre. L’inserimento in Cristo come tralci
uniti alla vite avviene nel Battesimo. Mediante il
Battesimo noi siamo figli adottivi di Dio, fratelli di
Gesù, membri della Chiesa. Ma l’affascinante bellezza e grandezza di tale titolo ci apparirà nella sua
completa realtà soltanto quando vedremo Dio faccia
a faccia. Per percepire, valutare, gustare in profondità questa nostra appartenenza alla famiglia di Dio,
Gesù ci fa il dono dello Spirito. Chi è Io Spirito Santo? La risposta non è per nulla facile. Noi balbettiamo. E’ la terza Persona della SS. Trinità, adorata e
glorificata come il Padre e il Figlio. Non è facile
parlare dello Spirito Santo: è invisibile ed è dappertutto, pervade ogni cosa ed è al di là di ogni cosa.
Tutto ciò che di bello e di buono avviene nel mondo
è opera sua, tutto ciò che di santo e di vero si fa e si
dice nella Chiesa è opera sua. Per parlare di lui la
cosa più semplice è lasciar parlare lui, ascoltare il
suo racconto, il racconto di ciò che è e fa lo Spirito
per Gesù, per l’uomo e per il mondo.
Lo Spirito e Gesù. Il rapporto tra il Signore Gesù e
il Consolatore è sottolineato fin dalla nascita: “Lo
Spirito Santo scenderà su di te (Maria)”; è richiamato nel Battesimo presso il Giordano; è implicito nei
racconti delle opere potenti di Gesù, ma si manifesta
specialmente nel mistero pasquale. Nell’ora della
resurrezione lo Spirito è colui che dà vita
all’Abbandonato del Venerdì Santo. È lo Spirito che
stabilisce il Risorto in comunione con Dio Padre che
ormai abbraccia tutti i peccatori, tutta l’umanità,
perché Gesù morendo in croce è unito indissolubilmente con ognuno di noi. Lo Spirito di Pasqua, allora, è Spirito di riconciliazione, di unità e di pace. Ci
viene effuso in modo particolare nella Cresima o
Confermazione. In noi grida “Abbà, Padre”, facendoci figli nel Figlio Gesù. Ognuno che lo accoglie
può dire con S. Paolo: “Non sono più io che vivo,
ma è Cristo che vive in me”.
Uniti in Cristo formiamo il suo Corpo, la sua comunità, la sua Chiesa. Illuminati e rinvigoriti dallo Spirito, sentiamo viva la coscienza di arricchire la
Chiesa fruttificando i doni, i carismi ricevuti e di
aprirci agli altri.
Nello Spirito Gesù prende possesso dei cuori che si
aprono a lui nell’ascolto della Parola e nella partecipazione ai sacramenti. Ma prende possesso anche
dei cuori che si aprono all’accettazione del mistero
della vita e della morte e all’esperienza della carità,
della solidarietà e della giustizia. Lo Spirito, infatti,
non conosce barriere sociali, razziali, culturali, religiose.
Come detto all’inizio, lo Spirito Santo c’è, opera
dappertutto, c’è ed opera prima di noi, meglio di
noi, più di noi. Una delle tentazioni più sottili e perfide del Maligno è quella di farci dimenticare la
presenza dello Spirito, di farci cadere nella tristezza
come se Dio ci avesse abbandonato in un mondo
cattivo, contro il quale lottiamo ad armi impari, perché l’indifferenza, l’egoismo e la dimenticanza di
Dio hanno a poco a poco il sopravvento. Questo è
un peccato grave “contro lo Spirito Santo”, perché
impedisce alla sua forza e alla sua capacità di portare la luce della verità dove ci sono le tenebre
dell’errore, l’amore dove c’è l’odio, la giustizia dove c’è l’ingiustizia, la solidarietà dove c’è
l’egoismo.
Non chiudiamo gli occhi di fronte al male ma spalanchiamoli bene per intravedere quella rete di relazioni di amore che Lui sta intessendo nel mondo e
che è il riflesso del rapporto di amore che è la Santa
Trinità.
Don Severino
Una volta si sentiva di più che era Natale, c’era più devozione. La gente era tutta in famiglia, non come oggi che si
va in giro con le macchine: il Natale lo si passava in casa,
si pregava, si andava in chiesa. Chi in chiesa non va, non
prega.
Il Natale è una festa grande: è nato il Signore. Una volta,
prima di andare alla Messa di mezzanotte, si faceva uno
spuntino tutti insieme, ci si ritrovava, invece ora si è ognuno per conto proprio. Si era più uniti fra le famiglie, ci
si invitava fra parenti. È cambiato tutto, anche fra i giovani: il mondo, oggi, non va bene. Una volta nelle famiglie
si pregava di più, si sentiva di più il Signore. si diceva il
Rosario. Ora vanno a pregare in discoteca.
Il nostro augurio alla comunità è di andare di più a Messa.
Maria e Santin.
Il Natale lo sentivo grandioso, anche se una volta non c’erano le
cose di oggi. Ci si alzava alle cinque del mattino per andare a
confessarsi e alla Messa: “crichevin i vistis dal fret”, poche calze
e ancor meno scarpe.
Aspettavamo il Natale con tutto il cuore, con rispetto. Per
l’occasione facevamo la pastasciutta con il salame, dato che si
mangiava sempre fagioli e polenta. Non c’era l’usanza di addobbare l’albero. Il segno del Natale era questo: di andare in chiesa e
di pregare. Il primo presepio l’ho allestito quando sono venuta ad
abitare in questa casa, nel 1949. Anche oggi lo faccio nello stesso
posto di sempre, con la sacra famiglia.
Quando ero giovane, non c’era niente di ciò che c’è oggi, il Natale, però, lo vivevamo meglio, perhé si era uniti alla Chiesa, nella
preghiera, nel canto: era una bellezza sentire gli uomini cantare,
anche le donne. A me piaceva anche l’allegria, ma oggi non ne ho
più, perché ho molti anni e sono sola. Come anziana sento ancora
il Natale. Vado a Messa, ci si saluta, ci si augura buone feste, ma
non è più come una volta con la gente, fra la gente. C’era più
fratellanza. C’era anche molta miseria, ma le persone erano più
contente, più solidali. Quando si andava alla fontana, ci si raccontava le cose. Oggi una giovane non si avvicina a un’anziana per
parlare, come invece succedeva fra noi: gli anziani esistevano
anche una volta. Ad esempio, si andava a prendere l’acqua lontano da casa, si andava incontro alle donne per aiutarle a portare il
“bigol” con i secchi pieni d’acqua. Non vedo più l’amicizia, la
solidarietà. Ma vedo che anche fra i giovani non c’è. Il Natale
non viene più atteso con il cuore, l’anima, il corpo, è cambiata la
visione. Quanti bambini oggi vanno a messa? Bisogna insegnarlo
ai bambini! Io sono nata in Pineta e nostra madre, sebbene avesse
molti figli, ci insegnava la dottrina: ho fatto la prima Comunione
con l’insegnamento di mia madre. Oggi, invece, i bambini sanno
molte cose, ma non quelle giuste. Ai figli bisogna insegnare
l’educazione, il rispetto, di andare a Messa, di non giudicare il
prossimo. Oggi non vanno a messa neanche le mamme. Il mio
messaggio ai giovani è di essere più corretti, sapere che cosa è
più importante per la vita, di andare di più a Messa, di volersi
bene. Sono i genitori che devono insegnare ai figli chi è Gesù,
che bisogna rispettarlo, pregare davanti a Lui: una persona estranea non può andare a dirlo ad un bambino piccolo. Perché un
giovane non deve rispettare un vecchio? Solo perché sa tante altre
cose?
Quando vedo un marito e una moglie che si vogliono bene, mi si
consola il cuore.
Il mio augurio è di avere un bell’avvenire, di andare d’accordo, di
essere uniti, di ascoltarsi, di capirsi.
Iole
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In quest’ultimo anno il Consiglio Pastorale Parrocchiale delle tre comunità si è riunito tre volte: il 30
gennaio, il 15 aprile, il 4 novembre. L’attività principale, anche quest’anno, è stata quella di collaborare con i due sacerdoti nella programmazione
dell’attività pastorale delle tre parrocchie: il catechismo dei bambini, dei ragazzi, dei giovani, degli adulti, la pastorale per la celebrazione dei sacramenti,
la programmazione degli incontri in Avvento e in
Quaresima; in poche parole, l’attuazione, a livello
parrocchiale e interparrocchiale. dei piani pastorali
della nostra diocesi, tenendo presenti tutte le particolarità della nostra situazione locale.
Fin dall’insediamento di questi consigli pastorali,
tutti i membri si sono resi conto che è sempre più
necessario tenere una linea comune per le varie attività pastorali, pur mantenendo viva l’individualità di
ogni parrocchia; per questo da quasi quattro anni i
consigli delle tre comunità si riuniscono e lavorano
insieme.
I consigli attualmente in carica sono giunti alla scadenza del loro mandato, che dura da cinque anni.
Grazie alla disponibilità e collaborazione di tutti i
consiglieri il lavoro svolto è stato utile alla crescita
cristiana delle tre parrocchie.
Per il rinnovo dei consigli si è deciso di dare spazio
a tutti i cristiani delle tre parrocchie che volessero
offrire il loro contributo alla comunità: chiunque
fosse interessato può fin d’ora dare la propria disponibilità ai sacerdoti.
Daniele
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Durante il corso dell’anno 1997 si è dato l’avvio
all’attuazione di una serie di progetti di ristrutturazione di alcuni locali della Parrocchia, lavori che
sono stati oggetto di discussione e programmazione
già dall’ottobre del 1995.
Più specificatamente, si trattava:
1) di ristrutturare e modificare le stanze del primo
piano della canonica per creare un’abitazione indipendente, con accesso dal terrazzo sovrastante
l’entrata a piano terra mediante una scala esterna;
2) di erigere una seconda piccola abitazione sopra il
vano est dell’asilo, ora terrazza, alla quale accedere
mediante la scala esterna suddetta;
3) di costruire dei servizi igienici esterni e un magazzino deposito, sfruttando l’edificabilità del ripostiglio e della tettoia esterna a lato della canonica,
verso l’orto.
I disegni relativi furono presentati al Consiglio per
gli Affari Economici durante la seconda convocazione, in data 30.01.96, e approvati all’unanimità.
Fu dato inizio ai lavori i primi giorni di marzo del
corrente anno, dopo aver provveduto a richiedere la
presentazione di un’offerta scritta da parte di alcune
imprese edili del luogo: imprese “Corradin Maurizio”. “Crose”, ‘PozzatelIo”, “Riviera snc” e
“Toniutto Lorenzo”. Quest’ultima si aggiudica
l’appalto, avendo presentato l’offerta economicamente più vantaggiosa.
Con la metà di novembre del corrente anno i lavori
relativi all’appartamento al primo piano della canonica sono stati ultimati. Per quanto riguarda i servizi
igienici e il deposito a lato della canonica, ne è stata
eretta la struttura al grezzo, come per la scala esterna che permette 1’ accesso agli appartamenti , rispettivamente al primo piano della canonica e al
primo dell’asilo sul lato est, ora terrazza. È intenzione del C.A.E.P. di dare avvio ai lavori di costruzione di questo secondo appartamento con l’inizio del
nuovo anno, garantendo alla comunità la massima
serietà nel portare a compimento i progetti avviati,
con la speranza che quanto è stato e sarà fatto possa
essere fruito da questa nostra comunità per favorirne
l’aggregazione e, allo stesso tempo, l’apertura verso
gli altri in pieno spirito cristiano.
Bevazzana, 28 novembre 1997
Orazio
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Il Consiglio Amministrativo, che collabora nella
gestione economica delle risorse parrocchiali, ha in
questi ultimi anni provveduto essenzialmente ad una
oculata gestione delle entrate finanzia ne al fine di
“appianare” i disavanzi contratti nell’esecuzione
delle opere per la ristrutturazione della Canonica e
per i lavori di manutenzione della Chiesa.
Alla fine di quest’anno la Parrocchia è pertanto in
grado di restituire tutti i prestiti concessi e che
tutt’oggi non sono ancora stati richiesti per la loro
restituzione.
Sempre nel corso del 1997 si sono comunque realizzati i lavori per il rifacimento dell’impianto voce
della Chiesa. Il gruppo Alpini di Pertegada ha costruito una “baita” sul terreno della parrocchia. La
baita rappresenterà un nuovo punto di ritrovo per la
Comunità.
Il Consiglio Amministrativo, le cui riunioni sono
sempre e comunque aperte a tutti coloro che vogliono intervenire, augura a tutti un sereno Natale.
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La situazione economica della nostra parrocchia
vede un attivo sul conto corrente bancario di £
24.400.000 alla data del 28 ottobre c.a. A questi si
devono togliere i prestiti “graziosi” ancora da
restituire (per un ammontare di circa 20 milioni) e le
spese per riparare i danni causati dal fulmine
abbattutosi sull’antenna installata dai vigili urbani
sul nostro campanile (quantificate in circa 12
milioni). La copertura di questi ultimi dovrebbe
essere completamente a carico delle assicurazioni
stipulate dalla parrocchia e dal comune di Latisana.
Per quanto riguarda i lavori da effettuare, i più
urgenti riguardano la sistemazione della copertura (o
almeno delle grondaie) del tetto della chiesa e le
finestre della canonica, con la sostituzione delle
finestre vecchie e la riverniciatura di quelle nuove.
Per concludere, i festeggiamenti di settembre hanno
dato un utile netto di £ 2.835.000.
Enrico
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Decisi di recarmi alla Giornata Mondiale della Gioventù non appena ne
sentii parlare alla televisione. Non so
dire con precisione quali motivi mi
spinsero a partire. forse solo il fatto di
vivere un’esperienza completamente
nuova:
andare all’estero senza i miei genitori
e farmi nuovi amici. La città scelta per
l’incontro di quest’anno era Parigi, più
vicina e accessibile rispetto a quelle
degli anni scorsi (Manila nel ‘95).
Ci radunammo a Udine per la partenza
il 14 agosto, di mattina: oltre che addormentato, ero impaurito dall’idea di
partire verso l’ignoto e dal fatto che
non conoscevo ancora nessuno del
gruppo (l’atmosfera si rivelò subito
distesa e allegra, in una dimensione
quasi cameratesca abbiamo vissuto
attimi di gioia e anche di preghiera). Il
viaggio durò tutta la giornata e di notte arrivammo a Pamier, una cittadina sui Pirenei sede della diocesi che ci
ospitò per quattro giorni. Alloggiammo presso famiglie e
il trattamento riservatoci fu molto aperto e cordiale, come
anche nei giorni successivi, quando ci incontrammo con i
giovani della locale comunità. In quei giorni visitai Lourdes, con la sua basilica, la grotta, e la Via Crucis, con
statue a grandezza naturale. In quel periodo c’era veramente molta gente a Lourdes: turisti di tutte le razze provenienti da tutto il mondo, malati, in particolare paralitici,
di ogni parte, nella speranza di un miracolo. Non era piacevole vederli tristi e rassegnati perché non cera stata
alcuna guarigione, ma per me la cosa più importante era la
dimensione della coralità: tutti insieme pregavano fianco a
fianco. ognuno nella propria lingua: si annullavano le
divisioni tra i popoli, perché tutti cercavano un’unica
cosa, la fede. Era così vivo in noi pellegrini il sentimento
di uguaglianza e di unione, che penso che in ognuno di
noi ne sia rimasto un segno nel cuore. Era consolante
vedere un’aura di amicizia fraterna che univa pellegrini di
un mondo che quotidianamente subisce guerre, atti di
razzismo e xenofobia. Questa stessa atmosfera dominava
anche nella settimana che trascorsi a Parigi. In attesa della
giornata conclusiva, i vari gruppi diocesani dovevano
seguire diversi momenti di preghiera e preparazione. Ogni
mattina vi erano le catechesi, fatte nelle varie lingue. Durante questi incontri abbiamo cantato, ascoltato le messe,
e avuto il tempo per riflessioni a piccoli gruppi. Martedì
19 c’è stata l’inaugurazione ufficiale della Giornata Mondiale della Gioventù, ai campi di Marte, sotto la Tour
Eiffel: ci sono state danze africane e asiatiche. con canti
nelle diverse lingue. I gruppi spagnoli erano i più allegri e
ballavano tra la folla danze andaluse. Se c’è una cosa che
mi ha sorpreso profondamente e che non mi aspettavo era
la folla: una massa oceanica di persone, un milione nella
giornata finale. Tutta questa moltitudine inizialmente mi
ha intimorito, poi mi ci sono abituato e ho scoperto che
ciò rendeva il raduno ancora più bello.
Dopo una settimana di preparativi, sabato 23 ci dirigemmo a piedi verso l’ippodromo di Longchamp, con 4-5
chilometri di marcia. Arrivati, ci sistemammo nella zona
assegnataci con i materassini e i sacchi a pelo. Più tardi ci
fu il cantante Andrea Bocelli, che si esibì nell’“Ave Maria” di Schubert e nel “Panis Angelicus”. Finalmente,
all’imbrunire, arrivò il Papa. Non so descri vere
l’emozione che ho provato, quando, al passaggio dell’auto
del Santo Padre, corsi vicino alle transenne per vederlo e
presi a salutano sventolando il cappellino, come molti
altri. La messa della notte fu emozionante: eravamo un
milione di giovani, ognuno con una candela accesa in
mano per tutto l’ippodromo. L’effetto scenico era notevole, ma la cosa più importante era che ognuno di quei lumi
rappresentava un giovane che voleva dare qualcosa:
portare la sua testimonianza di fede e fratellanza. Tutti
insieme formavano una moltitudine grande più di un esercito, tutti giovani che riservano ancora oggi, giorno dopo
giorno, il proprio cuore alla fede e agli insegnamenti di
Gesù Cristo. E questo mi ha incoraggiato. perché mi ha
fatto capire che “non sono il solo”, e ha rafforzato in me
lo spirito e il senso evangelico. Vorrei concludere con la
frase, tratta dal vangelo, che è stata un po’ il filo conduttore di tutta la manifestazione: “Maestro, dove abiti?”
“Venite e vedrete!”.
Alberto
..
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Festa di Maria Ausiliatrice - Gorgo, 7 settembre 1997
Anche quest’anno, la prima domenica di settembre, la
comunità cristiana di Gorgo ha voluto onorare Maria Ausiliatrice. È questa la FESTA DELLA COMUNITÀ di
Gorgo: sono tante le persone coinvolte nei preparativi, e
tanti i partecipanti, quasi tutti di Gorgo. E’ una festa che
unisce la celebrazione religiosa alla tradizione popolare.
E’ lo spaccato di un paese che vive e respira la propria
realtà di tradizione contadina impegnata nella fede cristiana. Una sola giornata, ma intensa, con il piacere di trovarsi la mattina a Messa “grande”, cantata. Poi il pranzo con i
famigliari. Nel pomeriggio la processione con l’Immagine
della Madonna col Bambino, accompagnata, anche
quest’anno, dalla banda “S. Cecilia” di Precenicco. In
serata tutta la comunità si è ritrovata nel cortile-ricreatorio
“Giovanni XXIII” per la cena, cui è seguita l’esibizione
dei ragazzi del Centro Estivo, coadiuvati dall’assistente
Sandra. Alla fine c’è stata la scalata al palo della cuccagna
(è stata dura, vero ragazzi? Bravi, comunque!) e
l’estrazione della tombola (primo premio a don Severino,
d’altronde giocava in casa...). La serata è stata allietata da
“Odillo e la sua orchestra”.
Una gran bella giornata. Merito di tutti coloro che hanno,
a qualsiasi titolo, par tecipato. A tutti (anche a chi non
c’era) appuntamento al prossimo anno.
Danilo
Festeggiamenti a Bevazzana
Settembre è il mese dei festeggiamenti per la nostra vivace frazione. Culmine dei festeggiamenti è la terza domenica nella ricorrenza della Madonna Addolorata. In mattinata 5. Messa celebrata dal nostro foraneo Mons. Nino Rivetti assieme a don Severino e animata dal bel canto eseguito con gusto dal locale Coro.
Significativo il “Bacio” delle tre Croci di Gorgo, Pertegada e Bevazzana che simboleggia l’unione e l’aiuto reciproco fra le parrocchie. Nel pomeriggio si è svolta la processione con la statua della Madonna posta sopra un carro
ben addobbato. Quest’anno, oltre Banda di Lignano, era
presente il Gruppo degli Scouts, che di recente ha installato la propria sede nell’ex-asilo.
La festa ha avuto buon esito anche economico riscuotendo
successo tra gli abitanti delle vicine comunità. Come finale i gran botti dei fuochi d’artificio che hanno illuminato
cielo e tetti delle case.
Alberto
Festeggiamenti Ferragostani di Pertegada
Le nuove norme sulla organizzazione delle sagre hanno
certamente spento ogni slancio di improvvisazione, di
spontaneità e anche di fantasia che caratterizzavano le
nostre feste paesane fino a qualche anno fa. Ora non basta
più la buona volontà e la generosità, si devono invece
osservare le norme igieniche, di sicurezza, antinfortunistiche… in altri termini, non è sufficiente accendere un fuoco, metterci sopra una griglia piena di costa e di salsicce
per fare una sagra. Nonostante tutte queste nuove disposizioni legali, uno dei motivi del successo della festa di
Pertegada risiede proprio nell’aver saputo armonizzare
l’esigenza di rispettare le norme di legge senza mortificare
completamente generosità, buona volontà ed entusiasmo
di quel centinaio di persone che normalmente presta la sua
opera per la riuscita dei festeggiamenti ferragostani, come
dimostrano le novità (self-service) attuate quest’anno.
C’è anche un altro motivo che forse spiega la riuscita dei
festeggiamenti parrocchiali di Pertegada: la presenza costante e numerosa degli stessi Pertegadesi a tutte le iniziative in programma. Questa significativa partecipazione
non solo incoraggia gli organizzatori e quanti prestano la
loro opera, ma assicura anche considerevoli risultati economici. Sembra quasi che alcuni parrocchiani pertegadesi
preferiscano sostenere finanziariamente le “opere parrocchiali” partecipando massicciamente ai festeggiamenti,
mentre sono un po’ più restii nelle offerte della annuale
“busta pro opere parrocchiali”.
Se queste considerazioni sono plausibili, allora vale proprio la pena impegnarsi per organizzare ancora i festeggiamenti ferragostani di Pertegada.
Claudio
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Sabato 22 novembre, nella chiesa parrocchiale di
Bevazzana, mons. Marco del Fabro, vicario generale della diocesi, ha conferito la Cresima a 32
giovani delle nostre tre comunità.
Ecco le presentazioni dei tre gruppi.
Quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario di
sacerdozio ed il 25° di episcopato del nostro Arcivescovo mons. Alfredo Battisti: un grande dono di
annuncio, di testimonianza e di operosità cristiana
per noi, Chiesa friulana.
Dal 28 ottobre al 1 8 novembre, nella Cattedrale di
Udine, si sono svolti quattro incontri di preghiera, a
cui erano stati invitati tutti gli operatori pastorali
della nostra arcidiocesi, suddivisi in quattro grandi
zone, dai monti al mare, in preparazione al Giubileo
sacerdotale ed episcopale.
Domenica 23 novembre, nella Cattedrale, il popolo
cristiano si è riunito, assieme ai sacerdoti ed ai religiosi, per ringraziare Gesù Cristo del suo Apostolo,
con una Santa Messa: è stata una “gran bella” cerimonia liturgica. La Cattedrale era affollata: è stato
un momento in cui ogni lingua tedesca. slava, italiana, friulana era identica nella stessa preghiera, nello
stesso canto, nello stesso Credo.
Mi è rimasto impresso il saluto del Vescovo Alfredo. Le parole che ha pronunciato sono state veramente commoventi, dentro di me le ho sentite con
amore profondo:
“Cari amici, pregate per me, perché anch’io ne ho
bisogno: sono uno come voi, che ha bisogno di preghiere”.
Grazie Arcivescovo, per la fede nella Verità di Cristo, che hai saputo trasmetterci con il tuo apostolato!
Lino
“Noi ragazzi di Bevazzana, dopo aver frequentato
gli incontri di catechismo,
riteniamo di aver raggiunto una maturità che ci permette di ricevere il Sacramento della Santa Cresima. Siamo consapevoli
dell’impegno che ci assumiamo per noi stessi e per la comunità cristiana
della nostra parrocchia”.
“Siamo i cresimandi di Gorgo. Il nostro gruppo è
formato da tre ragazze e cinque ragazzi di sedici
anni.
In questi ultimi anni, negli incontri di catechismo,
abbiamo cercato di approfondire le tematiche fondamentali della nostra religione, perché, scegliendo
il sacramento della Confermazione, vogliamo essere sempre più adulti nella fede. Speriamo che la
nostra comunità ci aiuti a maturare, perché noi vogliamo essere sempre più vicini a Quello in cui
crediamo”.
“Siamo il gruppo di cresimandi di Pertegada.
Durante questo cammino di preparazione alla Cresima, abbiamo cercato di capire veramente ciò che
Cristo significa per noi ragazzi.
Non sempre è stato facile trovare delle risposte ai
nostri perché e comprendere quanto valga
l’insegnamento di Cristo nella vita di tutti i giorni.
Con l’aiuto della nostra catechista abbiamo affrontato la lettura delle Dieci Parole, del Padre Nostro,
dei Sette Sacramenti e del Credo, punto di riferimento della scelta che oggi siamo qui a confermare,
non come fine, ma inizio del nostro percorso di
fede.
In questi anni, abbiamo capito quanto sia difficile
comunicare e stare insieme in un gruppo, perché
bisogna essere disposti ad ascoltare ed accettare le
idee altrui, anche se non sempre le condividiamo
completamente.
Questa è stata un’esperienza che comunque ci ha
arricchito e fatto crescere come persone e come
cristiani, nonostante i problemi e le incomprensioni
sorte.
Ci auguriamo di riuscire a portare avanti questa
scelta coerentemente e di riconfermarla ogni giorno, consapevoli che è un impegno importante.”
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testimonianze
Con immensa gratitudine e gioia saluto tutti voi
della comunità a cui appartengo, scusandomi per
avervi trascurato negli ultimi mesi.
A volte, sentirsi poco bene, stanca un po’… l’amore
di Dio aiuta sempre però a riprenderci rendendoci
tenacemente forti e pieni d’amore dentro.
Da tanti anni ormai, quasi settanta, di malanni vari
piuttosto seri e innumerevoli interventi chirurgici.
ho imparato, con l’aiuto della fede, che tutto può
essere superato con la grazia di Dio e con l’amore.
Unendomi a tutti voi chiedo umilmente al nostro
Padre Celeste di aiutarci a seguire la parola e
l’esempio di Gesù cosicché possiamo anche noi
entrare in dialogo filiale con Lui, che è la vera sorgente e il fine della nostra vita. Egli conosce la strada giusta con anticipo, e ce la indica, ma non ci obbliga a seguirla. Abbiamo da Lui “libero arbi trio”
per tutte le scelte tanto materiali che spirituali. E con
la prossima ricorrenza del Santo Natale uniamo,
dunque, ciò che di noi stessi possiamo offrire in
pensieri, parole buone, opere e qualche sacrificio:
dopo tutto suo figlio ha dato la propria vita per noi...
ed è sempre pronto ad ascoltarci, se chiediamo con
umiltà e amore. Sono felice di poterlo testimoniare
con voi tutti, in attesa di accogliere il suo amore,
una volta ancora, questo prossimo 25 dicembre.
Che la sua venuta ci arrichisca di serenità, salute e
tanto, tanto amore. Ve lo augura con tutto il cuore la
vostra
Giuliana
Voglio utilizzare questo spazio che m’è stato concesso per parlare di Luisa. 63 anni. vissuta per 40 anni in
Svizzera con il marito Lucio. Nel ‘92 sono rientrati in
Italia ed attualmente vivono nella parrocchia di Bevazzana.
Il rientro in Italia è coinciso con il manifestarsi
della malattia: Luisa è colpita da una grave malattia degenerativa, per la quale non si conosce cura, la sclerosi laterale amiotrofica: da 22 mesi Luisa non si muove dal letto,
respira attraverso un respiratore meccanico e viene alimentata attraverso la P.E.G. cioè un tubicino che va nello
stomaco. La signora muove solo un pollice della mano
sinistra: è uno dei modi che utilizza per comunicare, e lo
utilizza per scrivere con uno speciale computer. Oltre al
pollice Luisa comunica con gli occhi vivi, dolci e profondi
ed un sorriso sincero e pieno di vita.
Vicino a lei ci sono delle persone fantastiche
(amici ed appartenenti all’associazione “Una mano per
vivere”) che le fanno compagnia e l’assistono durante una
parte del giorno. La colonna portante, persona ferma e di
carattere forte, è il marito Lucio, che mai ha abbandonato
la moglie nella sofferenza.
Il 18-XI don Carlo e don Severino sono andati
dalla Luisa per celebrare la Santa Messa; in quel giorno
eravamo presenti io, Rosanna e Rita.
All’arrivo dei preti Luisa aveva preparato un messaggio di
benvenuto, che qui riporto:
“Don Severino e Don Carlo, siete i benvenuti nella nostra
casa: mi portate tanta gioia e per questo non so come
ringraziarvi, non potendo venire in Chiesa mi sento tanto
triste, anche se prego Dio ogni minuto della notte e del
giorno. La vostra presenza mi fin sentire più vicino a Lui
e offro a Dio la mia sofferenza”.
Adesso che un pò conoscete la realtà di Luisa
voglio proporre due dei tanti messaggi che la Luisa ha
scritto al computer.
Lignano Sabbiadoro, 10 luglio 1997
Oggi sono per un mio sfogo personale. È vero che sono
frignosa, ma non è il mio carattere. Quante volte nella
disperazione avrei voluto nascondermi per non farmi
vedere, ma come posso, nessu no può capire cosa vuoi
dire avere bisogno di tutto. Però quando piango è perchè
non posso parlare, nè fare segni, specialmente quando ho
male: allora la disperazione mi prende, invoco Dio che mi
dia almeno la parola, o che mi venga a prendere. Provi,
chi non capisce, a farsi legare su un letto e un cerotto
sulla bocca, solo per un mese: allora capirebbe cosa vuoi
dire essere autosuffi ciente, anche se si ha qualche dolore.
Io sono immobile da 18 mesi, senza contare il calvario
che ho davanti a me. Quindi, se piango, non voglio che
nessuno stia male, è l’unico sfogo che ho. Trovo pace
nella preghiera.
Lignano 4 agosto 1997
Per fare capire quanto sia forte il mio carattere, devo
incominciare da quando avevo 29 anni, e il ginecologo mi
disse che avevo un tumore maligno. Avrei avuto un anno
di vita, non ho parole per descrivere la mia disperazione:
ero sposata da 9 anni, con un bimbo di 7 anni. Non so
come arrivai a casa: fui ricoverata a Zurigo (io ero già là
dal 1952 per lavoro), in ospedale rimasi 5 mesi. Il professor Haid che mi operò mi consigliò di andare 2 mesi in
Ticino per riprendermi, ma io rifiutai e così tornai a casa
vicino al mio bimbo e a mio marito: ero stata troppo tempo lontana da loro e volevo godere quello che rimaneva
della mia vita. Poi tra un controllo e l’altro ho ripreso il
lavoro, mi sono dedicata alla mia famiglia. Divenni dottore di me stessa, mi facevo coraggio da sola, volevo vivere,
sconfiggere il male. Ci sono riuscita.
Adriana
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il Battesimo
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La comunità cristiana impegnata è sempre in cammino e tende, con tutti i suoi limiti, a percorrere
nuove strade per tentare di vivere nel modo migliore
gli insegnamenti di Cristo. In questa ottica il Consiglio Pastorale Parrocchiale di Bevazzana, Gorgo e
Pertegada, interrogandosi su come operare nella
pastorale della famiglia, ha creduto opportuno, con
l’inizio del nuovo Anno Liturgico, attivarsi per una
pastorale battesimale. Sul libretto “Guida ai Sacramenti”, consegnato a tutte le famiglie della nostra
zona pastorale, a pagina 2 si legge: “Il Battesimo è il
fondamento di tutta la vita cristiana(…). Il Battesimo costituisce la nascita alla vita nuova in Cristo.
Secondo la volontà del Signore esso è necessario
per la salvezza, come la Chiesa stessa, nella quale il
Battesimo introduce.
Il frutto del Battesimo, o grazia battesimale, è una
realtà ricca che comporta: la remissione del peccato originale e di tutti i peccati personali; la nascita
alla vita nuova mediante la quale l’uomo diventa
figlio adottivo del Padre, membro di Cristo, tempio
dello Spirito Santo. Per ciò stesso il battezzato è
incorporato alla Chiesa, Corpo di Cristo, reso partecipe del sacerdozio di Cristo, chiamato quindi a
svolgere la propria missione”.
Il bambino va quotidianamente educato, sin dai primi anni di vita, ad una sensibilità spirituale, ad un
apprendimento dello stile di vita cristiano dai genitori, i quali, con la scelta di battezzare il figlio, si
rendono responsabili e garanti della sua crescita
cristiana. La fede va pensata, vissuta e trasmessa
dall’adulto a chi è in fase di crescita, perciò si è
giunti alla convinzione che il messaggio e i valori
della fede in Cristo debbano partire dalla persona
adulta, la quale li annuncia al bimbo, al ragazzo, al
giovane.
Quanto prima le parrocchie metteranno a conoscenza le comunità cristiane su come si svolgerà questo
servizio di catechesi per i genitori in preparazione al
Battesimo.
Francesco
Il pellegrinaggio è una usanza antichissima. praticato nella maggior parte delle religioni. È un viaggio
di credenti verso un luogo consacrato da una manifestazione divina per offrirvi la propria preghiera in
un contesto particolarmente favorevole.
È quindi una ricerca di Dio nella purificazione e
negli atti di culto. La Chiesa vede in queste riunioni
una occasione di comunione tra i fedeli, uno stare
insieme nella fede e nella preghiera.
Cerca soprattutto di ricordare ai fedeli che sono in
cammino verso il Signore nell’eternità sotto la sua
guida.
Le nostre tre Comunità, Bevazzana, Gorgo e Pertegada, aderiscono volentieri ai due pellegrinaggi annuali con sentimenti di pietà, espressa in una Confessione più impegnativa e in una partecipazione più
sentita all’Eucaristia. Quest’anno, in aprile, con due
pullman, abbiamo raggiunto il santuario di Monte
Grisa a Trieste e, in ottobre, quello di Madonna di
Rosa a S. Vito al Tagliamento.
Il santuario di Monte Grisa fu eretto piuttosto di
recente, per ricordare la consacrazione dell’Italia al
Cuore Immacolato di Maria come richiesta ancora
nelle apparizioni di Fatima. Il santuario di Madonna
di Rosa, ricostruito ex novo dopo i furiosi bombardamenti del 1944, conserva un quadro della Madonna dipinto sul muro rimasto intatto sotto le macerie.
Il 2 febbraio 1655 mentre la piccola Maria Giacomuzzi pregava innanzi al quadro, la Madonna le
manifestò un messaggio. “Io non sto bene in questo
luogo dove si bestemmia contro mio Figlio”.
Messaggio che non ha perso la sua dolorosa attualità. A Valvasone, graziosa cittadina medioevale, abbiamo “contemplato” la sacra Tovaglia che reca
tracce di sangue uscito da una particola consacrata:
fatto accaduto nel 1294.
I pellegrinaggi quindi temprano la nostra fiducia in
Dio e sono un’ottima occasione per sentirci uniti
come in una sola famiglia.
Non fa perciò meraviglia il gusto di continuare in
queste preziose esperienze.
Don Severino
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Che cosa si propone questa evangelizzazione? Rifacendoci all’insegnamento degli Apostoli, si può
rispondere in questo modo. È avere un fuoco dentro,
lo Spirito Santo, che ci fa sentire figli di Dio, convinti che la nostra vita in ogni attività deve conformarsi a quella di Gesù. È prendere coscienza della
nostra dignità di cristiani, ricevuta nel Battesimo,
mediante la luce e la forza dello Spirito Santo, datoci in dono nella Cresima. È un valorizzare la Messa
domenicale sapendo che si entra in chiesa per ascoltare la Parola di Dio, per pregare con la comunità e
che si esce persuasi di essere eredi della gloria di
Dio. Una fede adamantina che fa scaturire una immensa gioia che non può rimanere nascosta, celata
nei nostri cuori, ma che va “gridata” come vuole
Gesù.
Il corso intensivo di catechesi allora punta a farci
incontrare Gesù vivo che ci salva, ci libera dal peccato, a farci sperimentare soprattutto il suo amore
misericordioso.
Attraverso l’annuncio e la preghiera ci vogliamo
disporre a ricevere una nuova e abbondante effusione di Spirito per una Pentecoste personale, perché
tante persone possano trovare la gioia di sentirsi
amati da Dio anche, e specialmente. se lontani e
peccatori.
Francesco V.
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Battesimi
Culaon Giulia di Ivan e Gobbato Monica
Staffus Daniel di Alberto e Tonelli Giulia (Gorgo)
Boscolo Valentina di Oriano e Bortolan Emanuela
Bortolan Martina di Marcello e Stefanutto Gianna
Ciutto Francesca di Dario e Casasola Doris Sonia
Ciutto Jessica di Dario e Casasola Doris Sonia
Chiaranda Beatrice di Francesco e Businaro Sandra
Petillo Francesca di Roberto e Altieri Annalisa
Battesimi
Rui Anna di Leonardo e Olivo Loredana
Marson Eric di Giancarlo e Longo Manuela
Evans Nickol Maria di Jeffery Dean e Paschetto
Milva (Usa)
Ferro Gianluca di Albino e Bonn Daisy
Lessi Christian di Lessio e Salvadego Antonella
(Bevazzana)
Neri Manuel di Giovanni e Sbrissa Donatella
Centis Antonio di Bruno e Nespolo Cinzia
(Bevazzana)
Celeghin Giovanni di Maurizio e Plozzer Mirian
Molnàr Robert di Robert e Vudafieri Barbara
Matrimoni
Cossio Massimo con Bidin Luisa
Scolaro Franco con Sclosa Mariateresa
Rabbaà Andrè con Haselberger Regina
Defunti
Veronese Genoveffa v. Bortolan, anni 90
Diana Giuseppe, anni 68
Matrimoni
Codognotto Beppino con Pagura Elena
Di Lazzaro Alberto con Neri Stefania
Milan Gabriele con Vartesi Monica
Zottis Fabio con Driusso Alessandra
Caneo Michele con Paschetto Romina
Battesimi
Venaruzzo Elisa di Rolando e Menegotto Daniela
Carli Imelda di Giancarlo e Zanin Lida
Verzolatto Alison di Faviano e Codotto Isabella
Candussi Emanuele di Mauro e Saccon Flavia
Bertelli Chiara di Giovanni e Magrini Carla
(Lignano)
Marchetto Michele di Enrico e Pitton Claudia
(Bevazzana)
Dall’Ozzo Chiara di Bruno e Pradissitto Lidia
Defunti
Guarda Gisella, anni 82
Olivo Balduino, anni 63
Trevisanutto Amalia, anni 86
Paschetto Luigi. anni 67
Biason Giovanna, anni 64
Birolo Luigi, anni 90
Bortolan Romeo, anni 69
Del SaI Ida, anni 90
Casotto Luigi, anni 90
Serodine Marcellina v. Piccotto, anni 91
Zanier Orsola. anni 95
Pizzolitto Pasqua, anni 92
Serafin Ermida, anni 72
Matrimoni
Siniscalchi Aniello con Del Bianco Susi
Di Gennaro Oreste con Vatri Loretta
Lazzarini Giuliano con Mastinu Simonetta
Scloza Giancarlo con Della Negra Gabriella
Defunti
Casasola Emilia v. Casasola, anni 91
Anzolin Elena v. Casasola, anni 82
Zamarian Ugo, anni 63
Ciprian Maria in Anastasia, anni 75
Codotto Virgilio, anni 84
Morello Sante, anni 62
Hanno collaborato alla realizzazione di questo bollettino:
Don Severino, Silva, Francesco V., Francesco, Don Carlo, Giuliana, Luisa, Adriana, Lino, Claudio, Danilo, Alberto, Orazio, Paolo, Enrico, Daniele, Emilia, Maria e Santin, Iole
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