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TAV .
17ip:. L A ll ri h"il o
il
TI cnn ilA ' llI l\F.LLI : Il
]~ mili:l.
(Fot.
Fi g. 2.
l\f.~R CANTO NJO RAlMONDt:
Pii I.ul°n nrlln co ll ezion e Parouu'A'g iani
martirio di S . Lorell zo.
in H rgg io
n martiriu
n.
SOJ,,·i,fI.ICllrlCll c:rt fI/lc O/lIlN ie. F i l·Pl1 :::t· ).
di S. Lorenzo. - (Raccolta degli «Uffizi »).
(Fai . R . , op ri11Iellc!e11:;(1 "17r a ,,/lrr ie. Fi I'Pl1 ze).
XVII.
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TA . XVIII.
MATI CAN 'I'O NIO RA I MONDT: P artico la re del 1\IJOrl.;,.;0 di
. Lorpnzo in (' ui è vi ~ jbi J (" la seconda fo rra te nut a dn l mn ·
nigolrlo .
Fig. 3.
( F ol. n. 8oprinleltCZen zo fllle null(, l'ie, F;I'f' 11 ,:c) .
Fig. 4·.
MATICANTONTO R AU IO NDl:
P"rti co larc d el Ma.rt irio di S. Lorenzo.
("Fnl. R. Sop,.; n lellrlenzn alle Ga1/e,.ie, Fi1'e1Jzc ).
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-
l'incomposto gridare che al Longhi richiamò i
terracottari nella scÌa di Niccolò dall'Arca 2\1).
Credo che così ricomponendo la lunga catena
si po ssa poi con tranquillità verificarne gli anelli, paragonando i primi agli ultimi p er ritrovare
ancora n ella S. Chiara della Deposizione ferrarese il dolce viso sognante della giovanile Madonnn delle Grazie, la gentilezza delle donne
oranti pres o la Madonna della Pietà. Si possa,
soprattutto, giustificare ogni differenza qualitativa tra le varie opere con la vicenda laborio sa
di un p ercorso spirituale che non sempre può
tenersi allo t esso livello, ma procede, come in
ogni conquista, attraverso vittoric e sconfitte.
E in quel momento, in co sì int en so operare
d'idee, la conquista era fatico sa per chi aves e
forze l imitat e. Si trattava di rinnovare il proprio pensiero, di sottoporr e ogni istintiva pr efer enza, ogni abitudine acquisita allo spietato
controllo di esigenze intellettuali più alte, già
chiare ai massimi novatori, ma non ancor divulgatc tra le schi ere dei minori.
Nelle altre opere imolesi, contemporanee all'attività del Pelosio, questo orientarsi lia svariati atteggiamenti. S'è visto il Cardello guardare ansio samente verso il robusto linguaggio
disegnativo di Padova: l'autore della Madonna
della Porta Spuviglia, p er quanto male si po ssa
giudicare da quel mutilo frammento, m i sembra
più gotico di forme, ma capace d'intensament e
modellare per forza di colore il volto in profilo
del committente. Quanto ai duc angioletti della
Cattedrale, non mi meraviglierei se qualche documento n e dicesse autore il P elosio giovane,
ma in un momento di massimo accostarsi al l'arte ferrarese che non trova sicuri paralleli
. in nessuna delle opere qui considerate. Si rimanda, perciò, ad ulteriori ricerche il completamento di queste note.
LUISA BEcHERUCCI.
UNA CELEBRE E RA RA STAMPA DI
MARCANTONIO R A IMONDI ACQUISTATA PER LA RACCOLTA DEGLI
« UFFIZI».
Si tratta del Martirio di S. L orenzo con
50 fi gure eseguita su disegno di Baccio Bandinelli , disegno così descritto da VasaI'i n ella
vita dello scultore fiorentino: « finito il Lacoon23 ) Officilla f errarese cit., p. 29.
Ringrazio il Dott. Alberl"o Gra ziani e il Prof. Rodolfo Pallueehini dei loro cortesi aiuti alle mie ricerch ('.
1) GIORGIO VASARI, Le vite de più eccellenti pittori
LE ARTI - - -
t e (1525) si dette a disegnare una storia su un
foglio reale aperto, p er satisfare a un disegno
del papa, il quale era di far dipignere nella
cappella maggiore di San Lorenzo di Firenze
il martirio di San Cosimo e Damiano in una
faccia, e nell'altra quello di San Lorenzo , quando da D em o fu fatto morire sulla graticola.
Baccio addunque l'istoria di San Lorenzo disegnando sottilissimam ente nella qual e imitò con
molta ragione ed arte vestiti et ignudi ed atti
diversi de' corpi e delle m embra, e v arj esercizi di coloro che intorno a San Lorenzo stavano al crudele ufficio , e particolarmente l'empio Decio che con minaccio so volto affretta il
fuoco e la morte all'innocent e martire, il quale
alzando un braccio al cielo raccomanda lo spirito suo a Dio. CosÌ con questa storia sati sfece
tanto Baccio al papa, che egli op erò che Marcantonio Bolognese la intagliasse in rame; il
ch c da Marcantonio fu fatto con molta diligen za; ed il papa (Clem ent e VII) donò a Baccio per l'ornamento della sua virtù un cavalier
d i S. Piero ~) 1).
La composizione del Martirio di S. Lorenzo
si ritrova in una tavola dipinta a olio alta
m . 1,26 e larga m. 0,97 con l'attribuzione a
Baccio Bandinelli nella Collez. Parmeggiani in
Reggio Emilia che, n ell' aprile del 1940 fu espota alla « Mo stra del Cinquecento to cano ») in
Palazzo Strozzi 2) (fig. l).
Giorgio V asari nella vita di Marcantonio bolognese scrisse : « MarcantorÌio uscito di prigione
finì d'intagliare per esso Baccio Bandinelli una
carta grande che già aveva cominciata, tutta
piena d'ignudi che arro stivano in su ]a graticola San Lorenzo; la quale fu tenuta veramente
bella, c stata intagliata con incredibile diligenza, ancorchè il Bandinello, dolendosi col papa
a torto di Marcantonio, dicesse, mentre Marcantonio l'intagliava, che gli faceva molti errori : ma n e riportò il Bandin ello di questa cosi
fatt a gratitudine quel merito, di che la sua
poca cortesia era degna; perciocchè avendo finita Marcantonio la carta, prima che Baccio lo
sapesse, andò, essendo del tutto avvisato, al
papa, che infinitamente si dilettava delle cose
del di. egno, e gli mo strò l'originale stato disegnato dal BandineJlo , e poi la carta stampata;
onde il papa conobbe che Marcantonio con
molto giudizio avea non solo non fatto errori,
ma correttone molti fatti dal Bandinello e di
scultori ed a~chit ettori, ed. GAETANO MILANESI, Fircnze,
G. C. Sansom, VI,. 1881, p. 147.
2) Catalogo della Mostra del Cinquecento toscano in
palazzo Strozzi, Firenze, Casa editrice Marzoeeo, 1941,
p. 136, nota 19.
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LE ARTI -
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n on piccola import an za, e che più avea saputo
cd operato egli con l'int aglio, che Baccio col
disegno: e co sÌ il papa lo commendò molto , e
lo vide poi sempr c v ol entieri, e si crede gli
averebbe fatto d el bene» 3).
La st ampa intanto continuava ad esser e elogiata e co sÌ la ricordò Filippo Baldinucci: ({ died e fine p er Baccio Bandinelli ad una bellissima
carta di suo disegllo ove Baccio aveva figurato
il martirio di San Lor enzo, con gran copia
d'ignudi che riusci opera lodatissima » 4). N on
è affatto vero ch e qui si d ebba mett er e in valore soltanto la grande abilità t ecnica ma al
di sopra di questa l'eletto sentiment o d' aTt e.
Se in sue creazioni giovanili sotto l 'influsso dir etto del Francia e anche in altre opere dell'epoca Raffaellesca rivela una sincerità interpretativa più intima, in questa complessa composizione, supera l e difficoltà con dignità di
stile e n el gruppo principale di S. Lorenzo e
dei manigoldi, ai bagliori di una fiaccola, ottiene magnifici effetti pittorici.
Adam Bartsch n el 1813 5) dopo aver descritto il secondo stato da lui chiamato sup erbo
e ritenuto pure rarissimo p ass a a spi egare l a
maggiore rarità d el primo stato che (, appunto
quello acquistato e da me tl:ovato tra altre
inci sioni mandate in esame. Cr edo opportuno
riportare integra1ment e l e paTole del celebre
storico delle stampe p erch è m i sembra che da
esse il suo autor evol e giudizio app aTisca più
chiaro e persuasivo: ({ On a d e cette estam p e
une première épreuve qui est di une rareté
extrème et qui ne se trouve que dans peu d e
collections, meme des plus riches. Elle di:fl"ère
dc celle que nous venons d e détaill er, . en ce
que l e bourreau qui étende l e saint sur le gril ,
est armé de dcux fo urch es dont il tient l 'une
en l'an' d e la main droite. Cette fourche a cté
clans la suite effaccée; mais on en apperçoit
encore l es t rac es assez distin ctement. Par cette
correction la fourche que l e bourreau tient de
la main gauche, se trouve allollgée, d e façon
qu'elle passe en avant de son corps pour aller
chercher sa m ain droit ç» 6).
Nella raccolta degli Uffizi mancava un esemplare inci so da Marcantonio Raimondi e vi er a
soltanto una copia nello st e so sen so incisa da
Giulio Sanuto (attivo in Venezia n el 1540),
che porta il numero d'inventario 3401 7) ed è
descritta da Bartsch 8), il quale ricorda altre
quattro copie: di un anonimo inesperto vicino
alla maniera di Francesco Villamena (attivo
dal 1586 a dopo il 1622), di Michele Lucchese
(1 529-d. 1604), di J ean Rabel (attivo ver so la
fin e d el secolo XVI) e di Diana Ghiai.
J. D . Passavant fa elogi di un disegno original e a san guigna di Baccio Bandinelli pel
_Martirio di S. Lorenzo che si trovava n el Gabinetto dei disegni e dell e stampe in Monaco,
avvert endo pure che il Museo Britannico aveva
acqui tato una bella incisione in l egno d ella
st essa composizione e di uguali dimensioni 9).
Remi D elaborde avvertiva che la copia di Diana Ghisi ricordata da Bartsch porta la data
1582 e fu d edicata a Monsignore Carlo de' Med ici. Altre prove della mede ima stampa sono
avanti l' iscrizione l0).
L'inci sione acquistata che porta ora il numero d'inventario 101956, alta mm. 427 e larg a mm. 579, è in buono stato e di fresca tiratura. E ssa present ava una piega centrale e vcrtical e n ella carta rimasta un poco r ecisa in
hasso, mentre in alto mancava una minima
porzione di margine che però null a toglieva
alla composizione. Affidata all e cure d ell'esperto r estauratore d.i stampe il cu stod e Gastone
Boni l 'incisione di spo sta in « passe-partout » è
ritornata in perfette condizioni. È interessante
la presenza sotto la grat icola di S. Lor enzo di
una piccola conchiglia con valve chiuse impressa a umido , evident emente la marca di un collezionista, e da me identificata p er quella del
noto raccoglitore e amator e di stampe inglese
J ohn Tetlow ch e morì avanti il 1840. La sua
raccolta fu divisa in quattl'o parti , d elle quali
una è indicata n el 1888 da Thibandeau presso
H. Chesshyre, Islam Lodge, Milverton, Lemmington. Una vendita avve1l1le tra il 14 e
15 luglio del 1874 a Manchester a cura dei ignOl'i Capes, DU1l1l e compagni 11) (figg . 2, 3, 4 ).
Sono contento che il 5 novembre 1941 a
br evissima di. tanza di giorni della m ia andata
in pensione, qual e dircttore di prima classe
n ella Soprintendenza alle Gallerie di Firenze,
abbia potuto arricchire di un'opera d'art e, non
3) GIORGIO VASARI, op. cii", V, 1880, pp. 418-419.
4) FILIPPO BALDINUCCI, Notizie dei Professori del clispgno, ediz. il cura di F. RA ALLI, II, Firenze, ] 84.6, p . 52.
6) AnAM BARTSCH, L e peinlre gravclIT, XIV, Vicnna,
p c, Roma , La Libreria dello Stato, 1938, p. 82, n . 3401.
8) AnAM BARl'SCH, op. cit., pp. 92-94.
9) .1 . D. PA SAVANT, L e p eintl'e gmveu.r, VI, Lipsià,
1864., p . 17.
l0) V.te HENRI DELABORDE , Mare-A ntoine Raimondi:
E:tude historique el critique, P aris, 1887, p. 135.
11) FIUTZ J. UGT, Le marques de cO/ lectiolls de dessin s et
d' estampcs, Am . terdmn , 1921, p. 532, 11. 2868.
1813, pp. 89-90, no ta 104.
O) AnAlI! BARTSCH, op. cii. , pp. 9]-92.
7) ANTONY D E WITT, R. Galleria clegli Uffizi. Ga biIl etlp dei disegni e delle S tampe. La collezion e delle stum-
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LE AR T J
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rappresentata, il Gabinetto dei disegni e delle
stampe degli Uffizi, alle cui preziose collezioni
ho dedicato, p er oltre v enti anni, la mia attività di funzionario e di studioso . Ho avuto anche la so ddisfazione che il venditore ignoras e
assolutamente la speciale importanza della incisione, e la cedesse quindi ad un prezzo irrisorio, mentre oggi il suo valore può salire a
migliaia di lire con scar sissime probabilità di
l'itrovarla ul m ercato antiquario.
ODOARDO
H.
GIGLIOLI .
« PEER GYNT » DI W . EGK.
Di W erner Egk e dei suoi Bauernstiick e ahbiamo scritto r ecentement e in questa rivi,sta.
Il suo PecI' Gynt, rappresentato al cc Vittorio Emanuele » di Torino), dà l'uccasione di precisare
alcune caratteristiche della sua arte, e sp eci almente quelle della gustosa descrittività, del brioso tipeggiamento, dell'associazione del tragico e
del comico, oltre l' indiscu ssa maestria nella
composizione e n ell'orchestrazione.
I~a dichiarata sua freie N eugestaltung del
PecI' Gynt di Ibsen basta a sconsigliare la ricerca d'un'identità dell'opera egkiana col dramma
letterario, ricerca del resto in molti casi superflua e cara solamente ai dilettanti. Non si deve
cercare un'interpretazione, una critica del Peer
Gynt di Ib sen , bensi il Peer Gynt proprio di
Egk, da questi immaginato ed espl'esso, benchè
alcune parti della tela, le vicende, p erfino' qualche parola ripetano il mondo, il p ensiero , le
azioni, del dramma poetico. Questo è da considerare non più che uno schema scenico e dialogico . Un uomo, che può chiamarsi Peer o altrimenti , (: respinto da una giovane, Solveig o
d'altro nome, se n e allontana, è fedelmente att eso, e, tornato , è amoro samente, mat ernamente
riaccolto. Eventi staccati , strambi o realistici,
il mondo dei troll, una taverna, un porto, con
gente comune, bevitori, donnacce, affaristi, eccetera ; càpita quel PecI', assiste o partecipa per
caso ai discorsi o ai fatti e sparisce. All'idillio Pcer-Solveig contrasta la prepotenza di una
donna dai capelli ro ssi, che avvince P eer, e di
cui l'entità drammatica sfugge alla determinazione.
Ciò che il libretto delinea l'opera conferma,
e la musica e ]a mimica fan risaltar e, proponendo, come più volte accade n ell'op era in musica,
punti di vista che il libretto non suggeriva. Qui
la musica e la scena conferiscono infatti agli
avvenimenti ai quali P eer assiste, una vistosit";,
un'ampiezza, una durata tali da costituire uno
spettacolo neno sp ettacolo, e spostano defmitivamente il centro del dramma, sicchè protagonista non è Peer, che risulta un abulico enfatico ,
bensi So]veig, un personaggio che ha anima,
cuore, consistenza.
L'Egk , che n elle altr e su e composizioni ha
mostrato di prediligere espl'essioni scherzo se, un
po' ironiche, un po ' sentimentali, con uno spirito e un gargo bay uvarisch, anche per quest 'opera ha inventato motivi sen suosi, li ha svolti
con una dinamica esilarante e inesau sta, spinti
audacement e in un tripudio orgiastico, variati,
modulati, appropriati alle situazioni sceniche e,
tutto ciò con destrezza e buon gu sto.
La parte che dicemmo dello spettacolo nello
spettacolo è amena. Ecco, n el primo atto , la
scena della piazza del villaggio. Una vivacità
sonora, fresca, luminosa, sgargiante, temi e timbri di carattere popolaresco, cori e orchestra,
tipi grotteschi, come lo Spo so lasciato fuori
della camera nuziale; n eHa moltitudine variopinta s'in sinua, con fugaci accenni, la verginale
ser enità di Solveig, e con più labili tratti la
presenza di P eer. Si p enserebbe alla rustica
gaiezza d'uno Smetana per la coloritura paesana, ma in realtà qui la musica prescinde dal
folclore e ha toni suoi proprii. Vivace è anchc
l'intermezzo strumentale che precede la scena
dei Troll, dove pullulano le trovate ritmiche e
strumentali . Spassosa è poi la musica al principio del secondo atto, quando i commercianti
e Peer bevono davanti al caffè del porto, e il
Presi dente della r epubblica c entro americana vien e a spillar danaro, e il battello parte e naufraga . Il tel'zetto e i monologhi sono spiritosi,
e l'accompagnamento, di sapore modernistico e
oltranzista, meriterebbe la qualifica di canaille.
Il tono lepido continua nella scena della taverna, e s'innesta con quello della trivialità e
della lusslU'ia, r ecato dal tango, dalla voluttuo sa
cantilena del fl auto, dalle danz e dei negri, dalla
canzone frivola di Peer. Il carattere operettistico si rivolge, per poco, in tragedia, allorchè un
n egro accoltella un bianco, e infine trionfa in
un entusi astico can can di maschere.
L'altra parte dell'opera, quella che s'accentra su Solveig, è abbozzata n el primo atto e
s'espande n el terzo. All'apparire di Solveig,
ascoltando la sua prima canzon e, percepiamo
che ella è stata p sicologicamente intesa e ben
caratterizzata, anima semplice di fanciulla che
con l'esp erienza della vita e dell'amore s'evol verà, affermerà forza, decisione, fedeltà, virtù
pr ecl ari , e all'affetto congiungerà il sentimento
del do ere, raggi,u ngendo infine una complessità