l’università PERIODICO anno XXIII [n.4] giugno / luglio 2005 PAGINA 4/5 Università e imprese Spin off e poli di eccellenza per incrementare i rapporti tra mondo accademico e realtà produttive PAGINA 6 Honoris causa Carlo Colaiacovo dottore in Economia: nella lectio i segreti dell’azienda di famiglia PAGINA 7 Più lavoro se la laurea è... perugina Aumenta il numero dei “dottori” dello Studium che trovano rapidamente lavoro PAGINA 8/9 Mens sana in corpore sano I servizi di assistenza medica e psicologica per gli studenti dell’Ateneo PAGINA 10 Da via Pascoli a BNL Mario Girotti: dalla laurea a Perugia all’incarico di direttore generale della Banca Nazionale del Lavoro PAGINA 13/15 In Ateneo Eventi e iniziative nelle Facoltà DELL’ATENEO DI PERUGIA Sped. in abb. post. 70% L.662/96 DCI/UMBRIA Prezzo 1 Euro UNA FINESTRA SUL MONDO Inaugurato il Centro Linguistico d’Ateneo EVENTI DOPO ANNI DI DEGRADO, L’ATENEO RESTITUISCE ALLA CITTÀ UN’IMPORTANTE STRUTTURA ARCHITETTONICA SERVIZIO DI Nicoletta Stradaioli Nell’immagine a fianco: Veduta esterna del “Padiglione Bonucci”, ora sede del Centro Linguistico d’Ateneo. In basso: Uno dei tre laboratori per l’apprendimento delle lingue allestiti presso il CLA. FRONTIERE APERTE AL INAUGURATO PRESSO LO STORICO EDIFICIO DEL “PADIGLIONE BONUCCI” IL CEN STUDENTI DELLE UNDICI FACOLTÀ POTRANNO APPRENDERE IL CINESE, IL FRANCE MULTIFUNZIONALE, CHE SVILUPPERÀ ANCHE LA RICERCA SULLA DIDATTICA DELL Una struttura all’avanguardia, a livello internazionale, per l’insegnamento delle lingue straniere agli studenti di tutti i corsi di laurea dell’Università di Perugia, ma anche destinata a rispondere alle esigenze di formazione linguistica provenienti dalla città e dal territorio umbro. Si tratta del Centro Linguistico di Ateneo (CLA), inaugurato nel giugno scorso alla presenza delle Autorità accademiche e dei rappresentanti delle Istituzioni nello storico “Padiglione Bonucci”. Notevoli sono le dimensioni del Centro, che occupa una superficie di circa 4000 metri quadrati, articolati su quattro piani. A testimonianza dell’originaria funzione conventuale dell’edificio, all’interno vi è un chiostro con una cisterna, un tempo utilizzata per la raccolta delle acque piovane e, al di sotto dell’attuale pavimento dell’ex chiesa, una struttura in mattoni che probabilmente era il sistema di riscaldamento per la chiesa stessa. Nonostante il sostanziale riammodernamento dell’edificio, l’intervento di recupero e di restauro è stato realizzato in modo da non generare fratture tra le antiche caratteristiche della sede e la dotazione tecnologica all’avanguardia di cui dispone il Centro. Esso, infatti, oggi consta di un’Aula Magna con 120 posti, di una sala convegni (120 posti), di 10 aule multimediali per la didattica, di 3 laboratori informatici (97 postazioni), di un laboratorio video (40 postazioni), di una ex cappella adibita in parte a bibliomediateca e in parte a spazi per la ricerca e di una UN LUOGO UNA STORIA Periodico d’informazione dell’Ateneo di Perugia Anno XXIII - Nr. 04 Giugno - Luglio 2005 Autorizzazione del Tribunale di Perugia n. 659 del 7/3/1983 Direttore: Laura Marozzi Hanno collaborato: Erika Baglivo, Marco Mazzoni, M. Alessandra Panzanelli Fratoni, Andrea Possieri, Nicoletta Stradaioli, Leonardo Varasano. Redazione: Piazza dell’Università, 1 06123 Perugia (PG) e-mail: [email protected] Tel.: 075/5852395 - Fax: 075/5852182 Progetto grafico: Réclame Comunicazione Srl Impaginazione e stampa: Réclame Comunicazione Srl 2 l’università Il CLA, situato in via Enrico dal Pozzo presso il “Padiglione Bonucci”, all’interno del Parco di Santa Margherita, è stato realizzato in un ambiente di grande fascino. Particolarmente complessa è la storia dell’edificio: nel corso dei secoli, infatti, la destinazione d’uso del complesso ha subito molti cambiamenti, passando da un primo utilizzo come sede monastica ad ospedale ed infine a struttura medico-sociale. Nel 1868, infatti, fu acquistato dal direttore del manicomio di Perugia, dottor Francesco Bonucci. Negli anni fra il 1891 e il 1894 la proprietà venne trasferita alla Provincia di Perugia che trasformò ulteriormente l’edificio realizzando il cosiddetto “Padiglione Bonucci”, comprendente la sezione femminile dell’ospedale, che consisteva nella zona delle infermiere e delle dementi tranquille. La connotazione femminile della struttura trovò riscontro nella successiva costruzione di un mulino, un panificio, un pastificio e un laboratorio tessile, quasi a far diventare il centro una sorta di borgo. Il degrado ebbe inizio intorno al 1970 e raggiunse l’apice quando la legge Basaglia determinò la chiusura delle strutture psichiatriche. Nel 1996, infine, la Provincia di Perugia lo ha concesso in uso all’Università per un periodo di trenta anni. L’Ateneo si è fatto carico dei complessi interventi di recupero strutturale, che sono stati attuati nel pieno rispetto delle caratteristiche peculiari dell’edificio, restituito così alla città nella sua piena bellezza. sala di registrazione per la produzione di materiali didattici. I notevoli sforzi economici e organizzativi messi in campo dall’Ateneo per raggiungere l’obiettivo sono stati ricompensati dal risultato finale: un bellissimo complesso funzionale all’Ateneo, ma anche al servizio dell’intera comunità. Il Rettore, professore Francesco Bistoni, nel corso dell’inaugurazione ha tenuto a sottolineare come la nascita del CLA si deve anche all’efficace collaborazione con le Istituzioni locali: particolari ringraziamenti sono stati rivolti, infatti, al Presidente della Provincia di Perugia, Giulio Cozzari, e al Presidente della Fondazione della Cassa di Risparmio di Perugia, cavaliere Carlo Colaiacovo, per l’importante contributo economico. A testimoniare le dotazioni tecnologiche d’avanguardia della struttura, la cerimonia si è svolta in due sale contemporaneamente, collegate tra loro in videoconferenza: nella sala convegni, al cui tavolo hanno trovato posto il Rettore EVENTI LE LINGUE STRANIERE TRO LINGUISTICO D’ATENEO, LA STRUTTURA DI SERVIZIO GRAZIE ALLA QUALE GLI SE, L’INGLESE, IL PORTOGHESE, IL RUSSO, LO SPAGNOLO E IL TEDESCO: UN CENTRO E LINGUE. Bistoni, il Presidente della Provincia Cozzari, l’Assessore regionale Maria Prodi, il Vicesindaco di Perugia Nilo Arcudi, e nell’Aula Magna: da quest’ultima sono intervenuti il professore Sergio Rufini, direttore del CLA, e il professore Maurizio Gotti, Presidente dell’AICLU (Associazione Italiana Centro Linguistici Universitari). Gotti ha sottolineato la rilevante attività compiuta dall’associazione a livello nazionale ed internazionale nel coordinare iniziative, dar vita a convegni e nel condividere conoscenze scientifiche tra i vari centri linguistici, per rispondere prontamente alla domanda di formazione delle comunità accademiche. Il professore Rufini ha evidenziato come il nuovo Centro Linguistico non sarà una qualsiasi scuola di lingue, ma soprattutto un importante luogo di ricerca sulle metodologie glottodidattiche e di servizio per la razionalizzazione e la valorizzazione dell’insegnamento delle lingue straniere. Il CLA si occuperà, infatti, della formazione linguistica degli studenti di tutti i corsi di laurea, di quelli in partenza dall’Ateneo nell’ambito dei programmi di scambio Socrates-Erasmus e fungerà da punto di riferimento per il rilascio delle principali certificazioni internazionali. Le lingue inizialmente insegnate saranno cinese, francese, inglese, portoghese, russo, spagnolo e tedesco: il desiderio è, poi, quello di attivare anche corsi di giapponese, arabo e di altre foto n.1 foto n.2 lingue minoritarie dell’Unione Europea. Il Centro Linguistico di Ateneo, inoltre, produrrà materiali didattici originali per l’apprendimento delle lingue, formerà gli insegnati della scuola primaria e secondaria e realizzerà corsi di lingua straniera specifici per le aziende, per il personale della pubblica amministrazione e per gli ordini professionali. Il professore Rufini ha poi fatto notare come la contemporanea presenza sul territorio dell’Università per Stranieri e della Scuola Lingue Estere dell’Esercito rappresenta un’occasione unica per sviluppare future collaborazioni tra le tre strutture, per la costituzione di un importante centro linguistico di eccellenza. Fra le Autorità intervenute all’evento anche il Presidente del Consiglio regionale umbro Francesco Tippolotti, il Pro Rettore professoressa Anna Torti, il Direttore Amministrativo dell’Ateneo dottoressa Angela Maria Lacaita e il Vicepresidente del Consiglio degli Studenti dell’Ateneo Renato Fiorucci, che ha espresso il plauso degli studenti per l’importante realizzazione, oltre ai Presidi delle undici Facoltà dell’Ateneo e ai membri del Consiglio di governo del Centro linguistico. Nell’immagine a fianco: La suggestiva e tecnologica Aula Magna del Centro Linguistico d’Ateneo. In basso: foto n.1 Danze e coreografie cinesi per allietare gli ospiti intervenuti all’inaugurazione del CLA. La rappresentazione della danza del leone, tradizionale del sud della Cina, rappresenta un grande augurio di pace, prosperità e benessere. Nell’occasione la scuola San Ngai Kwun di Perugia si è esibita attirando l’attenzione dei presenti che hanno potuto concludere gioiosamente la serata. foto n.2 Un momento degli interventi in Aula Magna del Presidente dell’AICLU (Associazione italiana Centri Linguistici Universitari), professore Maurizio Gotti (a sinistra), e del direttore del CLA, professore Sergio Rufini. foto n.3 Il Magnifico Rettore Bistoni con i rappresentanti delle istituzioni nella sala convegni durante la cerimonia inaugurale, realizzata in videoconferenza con l’Aula Magna. foto n.3 l’università 3 UNIVERSITÀ E IMPRESE L’ATENEO DI PERUGIA ALL’AVANGUARDIA NEL CAMPO DEGLI SPIN OFF E DEI POLI DI ECCELLENZA SERVIZIO DI Nicoletta Stradaioli e Laura Marozzi Nelle immagini a fianco: Attività di ricerca nei dipartimenti dell’Ateneo di Perugia IMPRENDITORIA D RICERCA E INNOVAZIONE PER AUMENTARE LA COMPETITIVITÀ: SONO QUESTE LE REALTÀ PRODUTTIVE, PER CREARE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CRESCITA INDUSTRIALE E Essere competitivi significa essere capaci di pensare e portare avanti progetti di ricerca e di innovazione. Ma per riuscire a trasformare un’idea in un’impresa occorre costruire un ponte che unisca il mondo accademico e quello aziendale, ovvero dei percorsi a due vie che siano capaci di avvicinare le realtà produttive e il mercato del lavoro agli Atenei. L’Università, infatti, gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo della cosiddetta “economia della conoscenza”, cioè nel potenziamento della ricerca e nel trasferimento di conoscenze al contesto imprenditoriale territoriale. In quest’ottica, l’Università degli Studi di Perugia sta da tempo lavorando a disegnare e potenziare un sistema di rapporti particolarmente esteso e profondo con la realtà economica e sociale regionale e – in molti casi – anche nazionale. Lo strumento privilegiato per perseguire tale politica è quello degli spin off accademici, rispetto alla cui creazione l’Ateneo ha già assunto una posizione d’avanguardia, in quanto essi rappresentano uno dei meccanismi più efficaci per trasferire i risultati della ricerca scientifica alle applicazioni industriali. Il professore Loris Lino Maria Nadotti, coordinatore della struttura interna allo Studium che stimola e favorisce l’orientamento verso il contesto produttivo dei propri centri di ricerca, spiega come possa essere importante agire in maniera mirata sia nella fase di definizione strategica sia in quella di commercializzazione dei risultati, al fine dello sviluppo di prodotti e servizi: “L’obiettivo di lungo termine risiede nella creazione di un network di imprese di emanazione universitaria, il quale, in un processo di scambi continui con l’Università, rinnovi non solo il sistema economico umbro rendendolo più competitivo, ma alimenti anche con nuovi stimoli la ricerca realizzata dalle strutture universitarie, grazie a continui rapporti di collaborazione e scambio”. La volontà di diffondere la consapevolezza e la cultura dell’”economia della conoscenza” è stata anche alla base dell’edizione 2005 della Start Cup: una business plan competition accademica a livello regionale tra idee di impresa ad alto contenuto innovativo, alla quale anche quest’anno l’Università di Perugia ha deciso di aderire. L’iniziativa, infatti, ha l’ambizioso obiettivo di dimostrare come il risultato di una ricerca può costituire l’inizio di un progetto imprenditoriale di successo. La competizione 2005 è in corso: a ottobre si procederà all’assegnazione di premi in denaro ai primi classificati a livello regionale, i quali rappresenteranno poi l’Umbria al Premio Nazionale per l’Innovazione che si svolgerà a Padova in dicembre. Uno dei nodi più importanti da sciogliere nel futuro è relativo al come facilitare la sinergia tra partecipazione privata e investimento pubblico LE OPINIONI DEGLI ADDETTI AI LAVORI “FONDAMENTALE LA COLLABO GLI IMPRENDITORI SONO CONVINTI DELLA NECESSITÀ DI INCENTIVARE I PROGRAMMI La ricerca e l’innovazione rivestono un ruolo decisivo, sia nel mondo accademico che in quello aziendale. E mentre per lungo tempo si è accusata l’Università di non sapersi aprire all’impresa, ora si scopre che spesso sono le aziende ad avere difficoltà a collaborare con l’Università. Qual è l’opinione al riguardo di coloro che ricoprono incarichi strategici nel tessuto economicoproduttivo? “La collaborazione tra il mondo accademico ed il mondo industriale è assolutamente irrinunciabile - dichiara Giovanni Santucci, presidente dell’Associazione Giovani Industriali di Perugia - se vogliamo che le imprese rimangano competitive in un mercato ogni giorno più internazionale. Innovare, poi, significa scommettere sulle giovani generazioni: il neo-laureato, infatti, porta in azienda idee fresche, entusiasmo e voglia di fare. Perché ciò avvenga è necessario superare la distanza tra mondo accademico e mondo reale in modo da renderli interfunzionali”. Le imprese non sono molto propense ad investire in progetti di ricerca, magari a medio-lungo termine... “Le imprese sono disponibili a schemi di collaborazione con l’Università. Il problema può nascere in una sorta di discordanza di fase tra il mondo accademico e quello imprenditoriale, nel senso che il primo deve essere maggiormente reattivo ai 4 l’università cambiamenti di una realtà intensamente dinamica”. La collaborazione Università-imprese è possibile solo per le facoltà tecnico-scientifiche? Che prospettive hanno gli iscritti alle facoltà umanistiche? “Molte: imprenditorialità significa anche marketing, comunicazione, cultura d’impresa, capacità di innovare. E questo richiede competenze e specializzazioni vaste, complesse e articolate, nelle quali c’è ampio spazio anche per i laureati nelle discipline umanistiche”. Quali interventi attuerebbe per migliorare la collaborazione? “Sono già in atto numerosi progetti e programmi comuni: auspico, però, un potenziamento delle occasioni di tirocini, stage, corsi post-laurea, affinché sia gli studenti che i giovani laureati entrino sempre di più nelle industrie per completare e mettere alla prova la loro preparazione ed inserirsi così adeguatamente nelle aziende”. Prioritaria, invece, è la creazione di un tavolo di confronto accademia-imprese secondo l’opinione di Gabriele Chiocci e Guido Perosino, rispettivamente presidente e direttore della Confapi di Perugia. “E’ indispensabile creare un luogo di confronto permanente tra le due realtà per costruire un dialogo continuativo: le collaborazioni, infatti, nascono solo dalla reciproca conoscenza e forse fino ad oggi è mancato un UNIVERSITÀ E IMPRESE ELLA CONOSCENZA PAROLE CHIAVE NEI RAPPORTI DI COLLABORAZIONE TRA MONDO ACCADEMICO E FORNIRE AL MERCATO DEL LAVORO RISORSE UMANE DI ALTO LIVELLO QUALITATIVO. nella ricerca. Questo problema è fortemente avvertito anche a livello europeo: lo dimostra il VII programma quadro (20072013), un piano che getta le basi per il prossimo programma di finanziamento alla ricerca scientifica da parte dell’Unione europea. Con, in particolare, un grande obiettivo: la creazione di poli di eccellenza. In questo settore l’Università di Perugia si è già attivata ormai da tempo. Tre sono, infatti, i centri di eccellenza attivi a Perugia: il CERB (Centro di eccellenza per la ricerca sulla Birra, diretto dal professore Paolo Fantozzi); lo SMAArt (Centro di eccellenza sulle metodologie scientifiche applicate all’archeologia e all’arte, diretto dal professore Mario Torelli); e il CEMIN (Centro di eccellenza sui materiali innovativi nanostrutturati, coordinato dal professore Gianfranco Savelli), che costituisce una struttura importante nell’applicazione della nanotecnologie in campo medico, fisico e chimico. Recentemente, inoltre, è stato presentato il NANOFUN-Poly, un progetto per creare un centro europeo di eccellenza sui materiali polimerici nanostrutturati, coordinato dal professore Josè Maria Kenny, con sede presso il Polo scientifico didattico di Terni. Lunga è la lista delle collaborazioni fra l’Università e il sistema produttivo. L’Ateneo è uno dei partner del Parco Tecnologico dell’Umbria-Sitech, così da mettere a disposizione il proprio sapere nell’ambito di un comune progetto di trasferimento tecnologico verso le imprese e, a sua volta, essere in grado di orientare meglio ed interpretare la ricerca, la sperimentazione e l’innovazione sulla scorta delle esigenze del sistema produttivo. L’Università degli Studi di Perugia è anche entrata a far parte del comitato di presidenza della società T.E.R.N.I. Research, proseguendo, perciò, nell’importante realizzazione di un programma di competitività di qualità ed innovazione che riguarda l’intero territorio regionale, ma anche in grado di operare sul fronte nazionale ed internazionale. Per far fluire la ricerca dall’Università alle aziende, insomma, lo Studium perugino si muove stipulando convenzioni, accordi di programma, protocolli d’intesa con istituzioni locali, camere di commercio, associazioni di industriali: per incentivare, da un lato, un’economia locale che sia sempre più competitiva e dinamica, perché fondata sulla conoscenza e, dall’altro, per creare una vera e propria rete tra imprese, istituzioni ed Accademia in grado di favorire l’inserimento professionale dei giovani laureatisi a Perugia anche attraverso stage, tirocini ed incontri di orientamento con le imprese. Oltre che, com’è ovvio, costruendo un’offerta formativa interdisciplinare e collegata alle reali esigenze del mondo del lavoro, con percorsi di laurea in grado di rispondere alle molteplici sollecitazioni della contemporaneità. RAZIONE UNIVERSITÀ-AZIENDE” Nelle immagini in basso: E LE AZIONI COMUNI, ANCHE PER FAVORIRE L’INSERIMENTO LAVORATIVO DEI LAUREATI foto n.2 Il presidente dell’Associazione Industriali della Provincia di Perugia, cavaliere Carlo Colaiacovo canale di comunicazione adeguato per consentirla appieno. Fino ad ora le PMI hanno sviluppato poca ricerca ed innovazione per problemi di dimensione - precisano -, limitandosi a vivere all’ombra della grande impresa. Oggi però la situazione sta rapidamente evolvendo, in quanto le piccole e medie imprese tendono sempre di più a diventare protagoniste dell’innovazione e quindi ad attivare loro stesse progetti di ricerca. L’Università, quindi, ne è un interlocutore privilegiato, perché è in grado di dare loro le risorse umane a questo necessarie. Atenei e imprese, infine, devono puntare a creare momenti di interazione con le Istituzioni locali, per dare vita ad una efficace rete di trasferimento tecnologico”. Anche Carlo Colaiacovo, presidente dell’Associazione Industriali della Provincia di Perugia sottolinea la necessità di una sempre maggiore integrazione e collaborazione fattiva tra industrie, Accademia e Istituzioni locali: “Ciò è necessario ancor di più oggi, perchè ci troviamo nell’impellente necessità di fronteggiare le sfide provenienti dall’Est e dalla Cina in particolare. Competitività e innovazione, infatti, si costruiscono sia all’interno dell’azienda, col miglioramento dei sistemi produttivi, che all’esterno, coinvolgendo anche nelle scelte e nelle strategie la ‘cosa pubblica’”. E’ necessario, comunque, stimolare il meccanismo di interlocuzione... “La ruggine che affliggeva l’Università e che le impediva di essere effettivamente utile al sistema produttivo oggi si sta sciogliendo, tanto che le collaborazioni sono sempre più proficue. Studio, ricerca, impresa e mondo del lavoro debbono puntare ad una maggiore integrazione se si vuole stimolare la crescita - non solo economica - del territorio”. (ha collaborato Leonardo Varasano) foto n.1 foto n.2 foto n.1 Il presidente della Confapi di Perugia, Gabriele Chiocci foto n.3 Il presidente dell’Associazione Giovani Industriali di Perugia, Giovanni Santucci foto n.3 l’università 5 EVENTI LA COMPETITIVITÀ AZIENDALE E LO SVILUPPO POSSIBILI SOLO SE SI PERSEGUE L’INNOVAZIONE ARTICOLO DI Marco Mazzoni Nell’immagine a fianco: Foto ricordo al termine della cerimonia di conferimento della laurea honoris causa: da sinistra il Magnifico Rettore Francesco Bistoni, il Governatore dell’Umbria Maria Rita Lorenzetti e il cavaliere Carlo Colaiacovo con la consorte Lina In basso: foto n.1 Uno scorcio dell’affollata platea nell’Aula Magna in occasione del conferimento foto n.2 Il manager eugubino pronuncia la lectio doctoralis foto n.3 Il Magnifico Rettore consegna il libro del sapere al neo laureato Carlo Colaiacovo UN RITO ANTICO Dopo la lectio doctoralis, la cerimonia è proseguita con i componenti della Commissione di laurea che hanno espresso il loro giudizio positivo inserendo, in un’urna, fave bianche, in segno di approvazione. Dopodiché, il Rettore Bistoni ha consegnato al neo dottore Colaiacovo la pergamena di laurea, il libro del sapere, l’anello (a significare la “congiunzione” del laureato con la disciplina dell’Economia), il bacio accademico, il tocco e la toga elettorale. La laurea honoris causa a Colaiacovo si inserisce nell’ambito delle manifestazioni per le Celebrazioni del VII Centenario dell’Università. foto n.1 6 l’università ECONOMIA: HONORIS CAUSA A CARLO COLAIACOVO LA MASSIMA ONORIFICENZA ACCADEMICA ALL’IMPRENDITORE EUGUBINO, PER QUELLE CAPACITÀ UMANE E PROFESSIONALI CHE HANNO ELEVATO L’AZIENDA DI FAMIGLIA AD IMPRESA INTERNAZIONALE. Una cerimonia delle grandi occasioni per il conferimento della laurea honoris causa in Economia all’imprenditore cavaliere Carlo Colaiacovo. Un’Aula Magna strapiena. C’era tutto il gotha della Regione Umbria, da quello delle istituzioni a quello del mondo economico e sociale, lo scorso 20 giugno per un evento al quale nessuno è voluto mancare. A presiederla è stato il Magnifico Rettore dell’Ateneo di Perugia, professore Francesco Bistoni, alla presenza del Collegio dei Dottori della Facoltà di Economia, con il professore Giuseppe Cavazzoni nella veste di promotore, che ha illustrato le motivazioni con cui la Facoltà ha deciso di attribuire l’importante riconoscimento. “E’ un imprenditore dotato di elevate capacità umane e professionali – questa la motivazione – con riconosciute doti manageriali espresse in ruoli di primario rilievo a livello nazionale ed internazionale. E’ proprio in forza di tali capacità e della sua sensibilità verso le problematiche della comunità locale che il cavaliere Colaiacovo ha potuto ricoprire importanti incarichi istituzionali e ha saputo profondere un forte impegno e sostegno in molte iniziative e progetti volti allo sviluppo sociale, culturale, oltre che economico, della nostra regione”. Una motivazione che sintetizza il ruolo che ha avuto e ha Colaiacovo sul fronte dello sviluppo dell’Umbria (sotto il profilo economico, ma anche sociale). Amministratore delegato del gruppo Colacem spa, presidente di Assindustria Perugia, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Carlo Colaiacovo rappresenta un punto di riferimento essenziale quando si parla di crescita, sviluppo, innovazione, capacità di accettare le sfide e di vincerle. “L’impresa come espressione dinamica di un determinato territorio, del quale riflette inevitabilmente le caratteristiche d’insieme e con il quale il rapporto di scambio e di collaborazione finisce per riguardare, oltre gli aspetti propriamente economici legati all’occupazione e alla produzione di ricchezza, anche la dimensione del progresso civile e intellettuale, del benessere nella sua accezione post-materialistica”: questo è stato infatti uno dei passaggi centrali della sua lectio doctoralis, incentrata sul tema “L’innovazione come fattore strategico di competitività aziendale e di sviluppo economico sociale. Il successo di un’impresa familiare tra impegno sul territorio e proiezione internazionale”. Una lectio ampia e articolata, in cui il neo dottore ha spiegato, ripercorrendo la storia di Colacem e sottolineando foto n.2 i fattori di successo che l’hanno portata a diventare da piccola impresa a realtà produttiva internazionale, i contenuti di una sorta di “terza via” dell’imprenditoria familiare. Colaiacovo ha spiegato come sia l’innovazione “a tutti i livelli e in ogni ambito, il fattore strategico dello sviluppo”. Perché l’impresa familiare, così come è conosciuta in Italia, presenta grandi meriti e pregi, ma può rappresentare anche un limite, quando l’impresa supera certe soglie dimensionali. E la storia dell’Umbria è piena di realtà aziendali basate sul modello organizzativo familiare che hanno prosperato ma che poi hanno venduto, quando le dimensioni raggiunte imponevano un salto gestionale, organizzativo. La Colacem, invece, racconta una storia diversa: quella di un’impresa familiare che ha saputo da un lato mantenere questa caratteristica e dall’altro aprirsi alle sfide del mercato, con “il gusto di aprire nuove strade e la voglia di affermarsi in modo originale rispetto alla concorrenza”. “Il salto di qualità – ha spiegato l’imprenditore eugubino – ha cominciato ad aversi agli inizi degli anni Settanta, nel momento in cui la diversificazione delle funzioni interne e la creazione di un team operativo e manageriale in grado di integrare l’azione del nucleo d’origine hanno consentito una più esatta definizione della strategia industriale e determinato un deciso orientamento verso le politiche di ammodernamento tecnologico, rivelatesi nel tempo vincenti in considerazione delle caratteristiche tecnico-produttive, largamente tendenti alla standardizzazione e all’obsolescenza, tipiche all’epoca del settore cementiero”. Insomma, alla dicotomia impresa familiare e azienda con azionariato diffuso senza un proprietario, Colaiacovo presenta la “terza via” di un’azienda che riesce a mantenere i valori positivi del carattere familiare ma sa aprirsi a forme gestionali, culturali, organizzative e decisionali tipiche di una grande impresa, anzi di un gruppo multinazionale. Pertanto, si può essere familiari senza che questo significhi limite alla crescita dimensionale e all’innovazione spinta. La cerimonia è stata anche il segnale forte che l’Ateneo perugino ha mandato sulla strada dell’apertura al territorio e alle sue realtà migliori, più innovative e dinamiche. Una strada che di certo darà frutti e Carlo Colaiacovo – e tutto quello che rappresenta – è uno snodo chiave di questa pagina nuova: il prestigioso riconoscimento ne è un’ulteriore conferma. foto n.3 MONDO UNIVERSITARIO LAUREA A PERUGIA? LAVORO PIÙ ACCESSIBILE ISTAT E ALMALAUREA PROMUOVONO L’ALTA FORMAZIONE DELL’UNIVERSITÀ UMBRA AUMENTA LA PERCENTUALE DEI “DOTTORI” CHE TROVANO UN’OCCUPAZIONE AGEVOLMENTE DOPO AVER CONSEGUITO IL TITOLO PRESSO L’ATENEO PERUGINO. E LO STUDIUM SI COLLOCA AL DI SOPRA DELLA MEDIA NAZIONALE. ARTICOLO DI Erika Baglivo Nell’immagine a fianco: Studenti in attesa di una sessione di laurea nel cortile della Facoltà di Giurisprudenza Chi ha detto che i giovani laureati non trovano lavoro? Le recenti indagini svolte dall’ISTAT, il più autorevole tra gli Istituti di statistica in Italia, e da AlmaLaurea, il consorzio di 42 Atenei che ha raccolto e analizzato i dati relativi all’inserimento professionale dei laureati durante un arco temporale di 5 anni, smentiscono il più sconfortante dei luoghi comuni, secondo il quale la maggior parte dei laureati sarebbe a spasso, delineando invece per l’Italia un panorama più florido di quanto non si possa comunemente immaginare. Ma non è tutto: la “notizia” di rilievo è che l’Università degli Studi di Perugia registra un trend decisamente positivo, piazzandosi in tali graduatorie al di sopra della media nazionale. Secondo i dati dell’ISTAT, infatti, se in Italia la percentuale di laureati che a distanza di tre anni dal conseguimento del titolo svolgono un lavoro continuativo si attesta al 56,4%, l’Ateneo umbro stacca la media nazionale di oltre tre punti percentuali contabilizzando il 59,7%, anche se perde la sfida con i grandi centri universitari del nord. Il terreno, tuttavia, risulta ben presto recuperato, dal momento che l’Università degli Studi di Perugia segna un record per quanto riguarda i laureati nelle discipline umanistiche che, insieme al gruppo giuridico, rappresentano le fasce deboli a livello nazionale e che, invece, svolgono un lavoro stabile dopo tre anni dalla laurea nel 62,7% dei casi se provenienti dall’Ateneo perugino. La medaglia d’oro va ai laureati in Ingegneria che in Umbria, come nel resto d’Italia, rappresentano la fascia più forte nella transizione al mondo del lavoro: registrano, infatti, una media nazionale del 75% secondo l’indagine dell’ISTAT calibrata su tre anni, ma la percentuale sale vertiginosamente a distanza di 5 anni, quando, secondo i dati offerti da AlmaLaurea, sono il 96,2% ad avere un lavoro stabile dopo che già a distanza di un anno dal conseguimento del titolo il 76,1% aveva trovato un’occupazione. L’andamento positivo dell’Università di Perugia va comunque inserito in un più generale miglioramento della situazione, che ha visto attenuare la sfiducia sulla validità pratica dei titoli di studio, dimostrando che la formazione universitaria rappresenta sicuramente un buon investimento, soprattutto a lungo termine. Proprio come conferma l’indagine di AlmaLaurea, secondo cui a cinque anni dalla laurea è l’86% ad avere un’occupazione stabile. A ciò contribuisce sicuramente l’accresciuta regolarità negli studi, con il 77% degli studenti che frequentano assiduamente le lezioni e una percentuale di laureati “nei tempi” balzata al 32,5%, secondo il “Profilo dei laureati” offerto dal Consorzio di Atenei, il quale parla anche di un abbassamento dell’età media dei laureati da 28 a 27,3 anni come risultato della diminuzione dei “fuori corso”. Insomma, laureati sempre più giovani che trovano con maggiore facilità un lavoro dopo il conseguimento del titolo, tant’è che, anche nell’immediato, la situazione non sembra andare male se l’ISTAT registra che è il 12,6% a cercare ancora un lavoro dopo tre anni a fronte del 74% che ne ha trovato uno. Si ripropone però il problema della “discriminazione” per le donne che, nonostante siano più “brave” degli uomini (i dati sul rendimento universitario lo dimostrano), trovano lavoro con maggiore difficoltà: sia secondo l’indagine di AlmaLaurea che dell’ISTAT la percentuale si attesta a quota 51 circa contro una media intorno al 60% per gli uomini. Il confronto tra i laureati che dopo tre anni secondo l’ISTAT risultano occupati al Nord (64,6%) e al Sud (42,3%), infine, spegne comunque i facili entusiasmi e delinea un orizzonte preoccupante di “fuga di cervelli”, come denuncia una ricerca dello Svimez, l’Associazione per lo sviluppo dell’Industria nel Meridione, secondo cui il flusso migratorio in uscita è notevolmente aumentato nel Meridione, tanto da mettere in pericolo il futuro sviluppo di quell’area del Paese. l’università 7 FOCUS IN SEI ANNI DI ATTIVITÀ, 14 MILA VISITE A 9 MILA STUDENTI SERVIZIO DI Leonardo Varasano Nelle immagini in basso: foto n.1 Il medico generico dottore Marcello Damiani foto n.2 La sessuologa dottoressa Maria Tecla Cataldi foto n.3 La psicologa dottoressa Patrizia Giorgi SE CORPO E MENTE HA EFFICIENTI SERVIZI DI ASSISTENZA MEDICA E PSICOLOGICA HANNO L’OBIETTIV IL SESSANTA PER CENTO DEI PAZIENTI COSTITUITO DA DONNE, MENTRE LA MAG Il valore di un’università non si misura solo sulla base della qualità della didattica: al momento della scelta, per le aspiranti matricole è particolarmente importante l’aspetto dei servizi – assistenziali, abitativi ecc. – che si affiancano all’insegnamento, secondo il tipico modello del campus, un luogo dove gli studenti possono trovare risposte a diversi tipi di esigenze, non solo culturali. In quest’ottica l’Ateneo perugino, a partire dal 1999, ha rivolto la sua attenzione all’assistenza medica e psicologica per gli studenti fuori sede e gli iscritti stranieri vincitori di borsa Erasmus. Attraverso una convenzione stipulata tra l’Università degli Studi e l’Aspu (Associazione sociosanitaria per la promozione umana), infatti, dal 1999 è attivo un efficiente servizio di assistenza medica di base, costituito da due medici generici ed una dottoressa gineco-sessuologa. “L’Aspu, presieduta dal dottore Alfredo Cordoni – spiega il medico generico Marcello Damiani - è un’associazione di volontariato fondata nel 1978 per assistere gli immigrati. Si tratta, tuttavia, di un’iniziativa nata da un’esperienza ecclesiale, giunta poi nel 1984 ad erogare assistenza medica agli studenti dell’Università per Stranieri, un servizio a tutt’oggi ancora svolto presso la palazzina Orvieto di via XIV Settembre. Dal 1999, infine, le medesime prestazioni mediche sono fruibili anche dagli studenti dell’Università Italiana”. Si tratta di un servizio all’avanguardia e una delle prime esperienze del genere in Italia. L’assistenza medica degli iscritti fuori sede - attiva cinque giorni a settimana - è completamente gratuita e si svolge nell’ambulatorio collocato presso la casa dello Studente di via Faina (IV padiglione). Per usufruirne basta presentarsi con un documento - preferibilmente il libretto universitario - che attesti lo status di studente, ma trattandosi di un bene fondamentale come la salute, non vige un regime particolarmente rigido. “Tra l’ambulatorio di via XIV Settembre Orari dei servizi di assistenza alla salute per gli studenti fuori sede iscritti all’Università degli Studi di Perugia presso l’ambulatorio di via Faina foto n.1 8 l’università Giorno Assistenza medica di base lunedì 11-13 / 16-18 Assistenza ginecologica martedì 16-18 10-12 mercoledì 16-18 10-12 giovedì 11-13 / 16-18 venerdì 11-13 foto n.2 Assistenza psicologica 10-12 e quello di via Faina - precisa la dottoressa Claudia Benedetti -, inoltre, c’è un flusso scambievole di utenti, italiani e stranieri”. Pur trattandosi di un servizio già di per sé utile e funzionale, l’assistenza medica di base attualmente erogata meriterebbe di MENS SANA Cresce il numero degli studenti - lo dimostrano recenti ricerche svolte a livello nazionale - che soffrono di problemi psicologici e psicosomatici più o meno strettamente legati allo studio. Ci si ammala, nella maggior parte dei casi, di depressione, insonnia, crisi di panico, attacchi d’ansia e ciò avviene sia in vista di esami che dopo la conclusione degli studi, vissuta come una fonte sempre più spesso di smarrimento e disoccupazione. Per fronteggiare simili esigenze dal 1999 l’Università di Perugia ha attivato - in gestione congiunta con l’Adisu - un centro di ascolto psicologico. Il servizio, attualmente condotto dalla psicologa Patrizia Giorgi, è frequentato da un numero considerevole di studenti: “Si tratta - spiega la dottoressa - quasi sempre di trattare problemi relativi alla ‘normalità’, ovvero legati alla ricerca di una identità di adulto, ai processi di autonomia e ai problemi relazionali ed affettivi. Molti giovani mostrano difficoltà nel sostenere esami e nel comprendere il funzionamento dell’Università, soprattutto dopo la riforma. Piuttosto diffuso, inoltre, si dimostra il ricorso alla bugia in merito al profitto universitario nei confronti delle famiglie. Ma, in generale, il problema dominante è la difficoltà dei ragazzi a trovare uno stile autonomo: un percorso di crescita che troppo spesso viene complicato da genitori iperprotettivi”. Il profilo dello studente medio rivela il permanere di una disparità tra maschi e femmine, con i primi che manifestano una maggiore insicurezza mascherata con esuberanza ed aggressività. Ma non mancano, anzi sono molto diffusi, il senso della solidarietà e della giustizia. Anche per il centro di ascolto psicologico sono in corso di elaborazione dei progetti di potenziamento: “Per il prossimo anno accademico è in cantiere una rilevazione delle problematiche ed una raccolta di proposte degli studenti tramite i loro rappresentanti. Stiamo cercando, inoltre, la collaborazione dei direttori delle Case dello studente - che già possono intervenire nei piccoli problemi legati alla convivenza - al fine di creare appositi gruppi di lavoro. Un altro obiettivo è quello di agevolare l’accoglienza dei giovani che vengono da fuori, per favorire la convivenza delle culture e sostenere il passaggio dalla casa familiare a quella autonoma: magari con gli studenti già inseriti nella funzione di tutor”. foto n.3 FOCUS NNO BISOGNO DI CURE O DI SALVAGUARDARE IL BENESSERE DEGLI STUDENTI DELL’ATENEO. NEL 2004, GIOR PARTE DEGLI UTENTI FREQUENTA LE FACOLTÀ UMANISTICHE. essere potenziata: “Innanzitutto - sottolinea Damiani - sarebbe necessario che la Asl tornasse a farci utilizzare, come avveniva fino a qualche anno fa, il ricettario regionale: la sopensione di questo servizio per motivi di cassa ha penalizzato l’attività assistenziale a favore degli studenti, impedendoci di prescrivere farmaci mutuati”. L’efficienza dell’attività ambulatoriale è confermata dagli utenti, mentre le continue file d’attesa ne dimostrano l’intensità: visite, prescrizioni, esami clinici, richieste di visite specialistiche o ricoveri sono all’ordine del giorno. Consistenti i numeri delle statistiche raccolte dai medici che prestano il servizio: dal maggio 1999 al dicembre 2004 sono state effettuate oltre 14 mila visite a favore di quasi 9 mila studenti; le terapie farmacologiche prescritte sono state oltre 6.500, i certificati redatti 1.146, i ricoveri necessari 20. Nel 2004 il 60% dei pazienti visitati sono state donne, mentre, per provenienza, le comunità che maggiormente hanno usufruito dell’assistenza medica generica sono state quella calabrese - tra gli italiani -, e quella degli studenti di paesi europei non comunitari - tra gli stranieri -. Infine, la maggior parte degli utenti frequenta le facoltà umanistiche. DALLA PARTE DELLE DONNE L’assistenza medica di base, a partire dall’anno accademico 2000-2001, è stata integrata da un servizio di gineco-sessuologia svolto due volte alla settimana dalla dottoressa Maria Tecla Cataldi. Le studentesse possono usufruire di esami preventivi - quali il paptest - e, da qualche mese a questa parte, di ecografie: il tutto gratuitamente e senza prenotazione. L’attivazione del servizio di ecografia ha rappresentato un notevole salto di qualità del servizio, in grado di limitare e giustificare le eventuali urgenze. Tra le utenti (10-15 a seduta in media, oltre 800 in un anno) molte le ragazze straniere e quelle provenienti dall’Italia meridionale. Le patologie maggiormente riscontrate sono quelle di carattere infettivo e le problematiche ormonali legate allo stress, ma non mancano quelle sessuologiche e affettive in senso ampio o le gravidanze. La dottoressa Cataldi, insomma, rappresenta un punto di riferimento non solo medico ma anche umano, soprattutto in caso di richieste di interruzione di gravidanze. Anche il servizio consultoriale andrebbe completato e potenziato: “Riscontriamo la necessità di un servizio di segreteria - aggiunge la Cataldi - poiché questo consentirebbe di evitare di sbrigare le pratiche delle pazienti negli orari di visita, diminuendo conseguentemente i tempi d’attesa per le visite”. I numeri dell’attività assistenziale erogata agli studenti dello Studium presso l’ambulatorio di via Faina dal 1999 ad oggi Anno Visite effettuate Pazienti visitati Terapie prescritte Visite specialistiche prescritte Esami di laboratorio prescritti Certificati medici redatti Terapie parenterali praticate Ricoveri predisposti 1999 740 460 350 162 83 56 12 5 2000 1705 1060 807 374 192 128 48 2 2001 2421 1439 1218 607 254 175 59 4 2002 3476 1978 1810 824 431 216 44 3 2003 3168 2042 1329 876 412 274 16 4 2004 2763 1912 1071 852 389 297 30 2 totale 14273 8891 6585 3695 1761 1146 209 20 l’università 9 ALUMNI FORMAZIONE UNIVERSITARIA E VITA DA STUDENTE NEI RICORDI DI UN ECONOMISTA UNA LAUREA DA… METTERE IN BANCA RIFLETTORI SU MARIO GIROTTI, DIRETTORE GENERALE DELLA BANCA NAZIONALE DEL LAVORO: DAGLI STUDI IN ECONOMIA A PERUGIA, AI RUOLI DI RILIEVO NELLE SEDI BNL DI TUTTO IL MONDO. LA STORIA DI UNA CARRIERA PARTITA DA VIA PASCOLI. ARTICOLO DI Andrea Possieri e Leonardo Varasano Nell’immagine a fianco: Mario Girotti, direttore generale della Banca Nazionale del Lavoro, si è laureato in Economia presso l’Ateneo perugino. 10 l’università Una nuova tappa dello speciale viaggio tra i “laureati illustri” dell’Ateneo di Perugia porta alla ribalta dei lettori de L’Università Mario Girotti, attuale direttore generale della Banca Nazionale del Lavoro. Originario di Civitanova Marche, Girotti ha trascorso la sua carriera universitaria a Perugia tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta, laureandosi a pieni voti in Economia e Commercio. Poi, un percorso professionale tutto interno alla Banca Nazionale del Lavoro lo ha portato per ben diciannove anni fuori dei confini nazionali, prima di fare ritorno in Italia. La sua biografia è sicuramente segnata dal conseguimento della laurea presso l’Università degli Studi di Perugia, nonostante l’inizio degli studi universitari sia altrove. “Mi ero iscritto alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna – afferma Girotti – poi per motivi familiari, legati all’azienda di mio padre, fui costretto a sospendere gli studi per un paio di anni”. Perché, poi, ha deciso di iscriversi a Perugia? Quando decisi di riprendere gli studi interrotti cercai un corso di laurea vicino alla mia città d’origine, Civitanova Marche, e la scelta era tra Ancona, Macerata e Perugia. Macerata era focalizzata essenzialmente sugli studi giuridici mentre Perugia era un Ateneo considerato più solido, con una maggiore tradizione rispetto alle altre sedi dell’Italia centrale. Questa considerazione fu determinante nella mia scelta e così nel 1968 mi iscrissi alla Facoltà di Economia di Perugia. Un anno particolare, quello… Il 1968 a Perugia è stato molto più tranquillo rispetto ad altre città, ad esempio Bologna. Si studiava con molta tranquillità, nulla di paragonabile a quello che stava accadendo in altri centri universitari; c’erano delle manifestazioni, ma niente che avesse oscurato lo spirito universitario. Abitava a Perugia durante gli studi universitari? Il primo anno e mezzo fui pendolare: mi mantenevo agli studi universitari lavorando in uno studio commerciale. Poi, vinsi una borsa di studio che mi permise di abbandonare il lavoro di Civitanova per venire ad abitare a Perugia, dove rimasi stabilmente fino alla laurea. Abitai per un pò di tempo in affitto in via Spirito Gualtieri, nello stesso condominio dove abitava la donna che poi sarebbe diventata mia moglie. Quindi, entrai al Collegio Onaosi, che rappresentò una bellissima esperienza sia di vita che universitaria. Sembra di capire che ha un ottimo ricordo della sua vita universitaria… Ho un ricordo piacevole della città e torno spesso a Perugia: della mia vita da studente ho un ricordo stupendo. Nei pressi della Facoltà, nei bar e nelle trattorie limitrofe c’erano sempre grandi occasioni di incontro. La piazza di fronte alla Sede centrale, il corso, il bar Sandri, erano dei luoghi speciali. E da un punto di vista professionale? Gli studi universitari l’hanno aiutata nella ricerca del lavoro? Mi sono laureato in Politica economica con il professore Antonio Calzoni, nel 1973, con una tesi sulle partecipazioni statali. Tesi che fu poi acquisita dal Ministero delle partecipazioni statali. Appena laureato ho avuto subito molte richieste di lavoro: una da parte della Buitoni, una dalla Unione degli Industriali di Perugia e un’altra dalla Banca Nazionale del Lavoro. Il giorno dopo la laurea, però, andai da un commercialista di Ancona e lavorai per un pò di tempo in questo studio. Poi mi resi conto che la libera professione non era la mia vocazione e accettai una di quelle offerte che mi erano state fatte appena laureato. La BNL, appunto… Esattamente. Da lì ho iniziato un lungo percorso che oggi mi ha portato ad esserne direttore generale. Dapprima ho lavorato nei processi di formazione della BNL, che allora erano strutturati in un percorso di 5 anni presso diverse filiali della banca. In quel periodo ne ho girate sette o otto. Poi sono andato all’estero: la maggior parte della mia carriera l’ho fatta fuori dall’Italia. Per 19 anni, sono stato ad Hong Kong, poi a Singapore, quindi in Australia, e poi ancora ad Hong Kong, infine in Brasile e Argentina. Sono tornato in Italia nel 1998 quando la banca è stata privatizzata. Prima sono stato responsabile della divisione commerciale, mentre da un anno e mezzo sono stato nominato direttore generale. Come valuta oggi il rapporto fra mondo del lavoro e Università? Le opportunità di lavoro oggi sono minori rispetto a quelle che c’erano negli anni Settanta. Valuto i laureati che entrano in banca e li trovo ben preparati, quando le lauree sono conseguite bene. Non ho seguito da vicino le logiche di aggiornamento del mondo universitario italiano, ma ho sempre pensato che le nostre università non fossero da meno rispetto a nessuno: l’importante è laurearsi bene, soprattutto quando il mondo del lavoro offre ampie possibilità di scelta. La mancanza di fondi alla ricerca e la scarsa specializzazione degli studi universitari: due questioni scottanti da sempre al centro del dibattito. Qual è la sua opinione? La specializzazione è un tema su cui si può dibattere molto. Può avere uno spazio nell’ultimo periodo del corso di laurea, ma poi le aziende hanno la loro specificità e normalmente quando sono grandi aziende, ben strutturate, portano avanti al loro interno la specializzazione. Noi in BNL facciamo dei corsi d’addestramento in cui un buon laureato, con solide basi di cultura tecnicoprofessionale specifiche, entra nel mondo bancario e specializza le sue conoscenze. BNL, inoltre, apre le porte agli stagisti. Gli stage ci interessano molto, perché è un modo per far fare esperienza a chi è nella fase immediata post-laurea e per noi è un’eccellente forma di selezione, in quanto si ha la possibilità di verificare la qualità dei laureati per poi assumerli. Concordo, infine, sul fatto che i fondi destinati alla ricerca siano scarsi, tanto nell’università quanto nel mondo industriale: e ciò rappresenta ‘la palla al piede’ del nostro sviluppo industriale. Se potesse tornasse indietro? Ho degli ottimi ricordi della vita universitaria perugina, quindi rifarei le scelte che ho fatto. Per me è stato un periodo di grandi cambiamenti e inserirmi in un ambiente così accogliente è stato un momento di crescita umana oltre che intellettuale. STORIA LA SECOLARE RICERCA DELL’ALLOGGIO UNIVERSITARIO ANCHE NEL MEDIOEVO GLI STUDENTI PROVENIENTI DA FUORI CITTÀ DOVETTERO AFFRONTARE IL PROBLEMA DI TROVARE UNA RESIDENZA. La storia secolare dello Studio perugino porta con sé una storia, altrettanto secolare, di fondazioni finalizzate ad ospitare gli studenti. Per intraprendere un corso di studio in quella che era stata la città di docenti illustri quali Baldo e Bartolo, infatti, si giungeva talvolta da sedi molto lontane - ad esempio, dalle regioni poste al di là delle Alpi giungevano gli “Ultramontani”: francesi, tedeschi e spagnoli - e le “sapienze” erano il luogo in cui gli studenti trovavano ospitalità oltre che una certa visibilità all’interno dello Studium. Durante i secoli, però, si verificarono anche delle vicende che lasciarono gli studenti senza un tetto, costringendoli a sistemazioni provvisorie. Fra queste, una delle più significative è quella che causò la distruzione del palazzo della Sapienza Nuova, uno dei più antichi collegi di Perugia, e costrinse gli studenti - familiarmente detti “Sapienzani novi” - a girovagare per case in affitto finché il sovrano non concesse loro una nuova sede. Correva, infatti, l’anno 1544 e questo sovrano era papa Paolo III Farnese. Al suo nome si deve quello della Rocca al cui interno si snodano oggi le scale mobili. Volutamente, nella sua costruzione, furono “ingoiate” tutte le case signorili della famiglia dei Baglioni, mentre per necessità fu distrutta la Chiesa di Santa Maria dei Servi: anche il palazzo della Sapienza Nuova, costruito intorno al 1430 in quella stessa area della città, rimase coinvolto in quest’opera di demolizione volta a fare spazio alla Rocca. Allora, cosa fecero gli studenti, privati dell’alloggio, lo si legge nel Breve con cui papa Paolo III, quattro anni dopo, pose rimedio ai danni causati: in pratica per loro iniziò una lunga vicenda di traslochi da un capo all’altro della città. Dapprima ospitati in Piazza del Sopramuro, in un palazzo posto proprio accanto allo Studio, i “Sapienziani” furono presto sloggiati dal Legato che concesse quella sede al Capitano del popolo. Furono allora costretti a cercare riparo in residenze private, prese in affitto, separati e sparpagliati per la città, per più di tre anni: un vero e proprio scandalo, per un istituto governato dai nobili membri del Collegio della Mercanzia. Forti, allora, dovettero essere anche le pressioni che indussero il papa a provvedere: Paolo III decise di concedere in perpetuo alla Sapienza Nuova quanto restava della prestigiosa chiesa di Santa Maria dei Servi. I frati non avrebbero protestato, preventivamente tacitati con la concessione di un’altra chiesa (quella di Santa Maria Nuova, in cui peraltro fu allestito il nuovo altare degli “Ultramontani”). I “Sapienzani” rimasero in quella sede fino alla fine del secolo dei Lumi. Tra Sette e Ottocento nuove e più gravi turbolenze produssero la chiusura di tutti i collegi: solo fra tutti, grazie alla caparbietà dei suoi governatori e per concessione di papa Pio VII, riaprì più tardi il Collegio Pio della Sapienza, così detto in onore del pontefice. Con quel nuovo nome, l’istituto si trasferì quindi nel palazzo della Sapienza Vecchia - nell’odierna via della Cupa -, dove restò LE VICENDE DEI “SAPIENZANI” ALLA RICERCA DI DOVE VIVERE E STUDIARE ARTICOLO DI M. Alessandra Panzanelli Fratoni Nell’immagine a fianco: Il Palazzo del Capitano del Popolo a Perugia, una delle sedi in cui furono ospitati i “Sapienzani novi”. In basso: fino alla fine del secolo XIX, quando chiuse per fare posto ad altri studenti: quelli dell’Onaosi. Il Breve con cui papa Paolo III concedeva alla Sapienza gli edifici per costruire la nuova sede si trova oggi tra le carte dell’Archivio del Collegio, un fondo aggregato a quello dell’Università degli Studi di Perugia di cui è attualmente in corso l’edizione (sotto la guida della Soprintendenza archivistica per l’Umbria, a cura di Laura Marconi, di Daniela Mori e di chi scrive). Il Breve con cui papa Paolo III Farnese concesse nel 1544 al Rettore e agli Scolari della Sapienza Nuova gli edifici per il nuovo Collegio (Archivio storico dell’Università, Fondo Sapienza Nuova). l’università 11 RICERCA “PIPENET” È STATO BREVETTATO DA UN GRUPPO DI RICERCA DELLA FACOLTÀ DI INGEGNERIA TRASPORTI: DA PERUGIA UNA RIVOLUZIONE “MAGNETICA” L’USO DI CAMPI MAGNETICI PER MUOVERE GLI OGGETTI: L’UNIVERSITÀ PERUGINA CULLA DI UN INNOVATIVO SISTEMA CHE HA LE POTENZIALITÀ PER RIVOLUZIONARE IL TRASFERIMENTO DELLE MERCI IN ITALIA. ARTICOLO DI Erika Baglivo Nell’immagine a fianco: Un particolare del tubo con il quale verrà realizzato il prototipo per il trasferimento magnetico delle merci In basso: Il professore Franco Cotana Un innovativo sistema di trasporto magnetico per le merci: il brevetto reallizato nel 2000 dal gruppo di ricerca guidato dal professore Franco Cotana, docente della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Perugia, da qualche mese esattamente dal principio del 2005 - è al centro di un accordo firmato con l’Ansaldo Breda, società del gruppo Finmeccanica. Da questa intesa è nato il progetto “Pipenet”, grazie al quale sarà possibile sperimentare l’efficacia del rivoluzionario sistema di trasporto che potrebbe risolvere una delle questioni più spinose del Paese. Si tratta di un progetto congiunto che permetterà, infatti, la costruzione di un prototipo (inizialmente un tubo di circa 3 chilometri e poi un segmento rettilineo) in grado di movimentare, grazie ad un campo magnetico, dei pacchi metallici contenenti merci di ogni tipo. Il meccanismo di base sembra apparentemente! - semplice e al contempo rivoluzionario: questi pacchi, per effetto del campo magnetico e della forza generata da un motore elettrico lineare disposto lungo il percorso, viaggeranno “sospesi” nel tubo arrivando a destinazione in tempi brevissimi. Secondo le stime del professore Cotana, i pacchi potrebbero arrivare alla velocità di 1500 12 l’università chilometri orari se si ridurrà al minimo l’attrito eliminando l’aria dal tubo con un sistema di pompe a vuoto, con un risparmio in termini di tempo e soprattutto di denaro davvero sorprendente. Il team che ha progettato il sistema parla del 40% in meno rispetto al trasporto su strada per quanto riguarda i costi: una stima realizzata solo sulla base della quantità di petrolio necessaria per coprire una stessa tratta con la medesima quantità di merci. Il sistema, quindi, si presenta con enormi potenzialità, se si considera anche solo la riduzione dell’inquinamento ottenibile una volta impiantata questa tecnologia in sostituzione del trasporto su gomma, oggi più che mai al centro di polemiche. Inoltre, come ha spiegato il professore Cotana, non è difficile, né eccessivamente costoso, realizzare il sistema dal momento che i tubi attraverso cui dovrebbero viaggiare i pacchi potrebbero essere posti lungo le già esistenti linee ferroviarie, così da evitare le spese per l’interramento. A ciò si aggiunge la possibilità di agganciare quest’innovazione alla questioni di politica industriale che interessano l’Umbria e in particolare le Acciaierie di Terni che, qualora il progetto trovasse l’appoggio delle Istituzioni e aprisse la strada ad una realizzazione concreta del sistema sul territorio nazionale, potrebbero vedersi impegnate per un lungo periodo. Queste le speranze e le aspettative del professore Cotana che, come padre dell’invenzione ne enumera i vantaggi in attesa dell’attenzione di chi si trova nella “stanza dei bottoni”. Se ciò accadesse sarebbe una vera rivoluzione nel sistema dei trasporti nazionale e l’Università degli Studi di Perugia, da cui l’idea è partita, ne rappresenterebbe il cuore. IN ATENEO TUFFI... CON LODE GRAZIE A UN’INTESA TRA LO STUDIUM E LA FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO TORNA IN FUNZIONE, DOPO TRENT’ANNI DI ABBANDONO, LA PISCINA UNIVERSITARIA: UN’OPERA DI RIQUALIFICAZIONE CHE RESTITUISCE ALLA COMUNITÀ ACCADEMICA E ALLA CITTÀ UN IMPIANTO SPORTIVO AD ALTO CONTENUTO TECNOLOGICO. Per il piacere di tutti gli amanti del nuoto, dopo oltre vent’anni di degrado e abbandono, la piscina coperta universitaria, situata in via Bambagioni, è finalmente tornata in funzione dopo un imponente intervento di riqualificazione. Iniziati nel gennaio 2004, i lavori hanno permesso di mantenere intatte le qualità estetiche del profilo architettonico e allo stesso tempo di eliminarne le barriere dotando l’impianto di particolarità che lo rendono eccellente. Per il Magnifico Rettore Francesco Bistoni, che ha presieduto la cerimonia di inaugurazione, si tratta di un altro “goal” messo a segno nel recupero dell’area di via Bambagioni e della Pallotta, nella direzione della creazione di un grande campus che avrà sede proprio in questa zona: una realizzazione che, tappa dopo tappa, va concretizzandosi sempre più permettendo agli studenti di avere a disposizione maggiori e qualificati servizi. La ristrutturazione dell’impianto natatorio, antico tesoro dell’Università degli Studi di Perugia (è stato, infatti, edificato negli anni 1968-69) abbandonato dagli anni Ottanta, è stata possibile grazie ad un’intesa tra l’Ateneo e la Federazione Italiana Nuoto che ha portato, per la prima volta, ad assegnare il lavoro ad un’associazione sportiva, l’Accademia del Nuoto. Il progetto di riqualificazione, realizzato dalla Euroengineering degli ingegneri Mario e Danilo Lucarelli e Gianni Drisaldi, ha avuto come esito finale il recupero di due vasche, una lunga 25 metri e una più piccola destinata ai bambini e alle terapie rieducative, oltre che la realizzazione di servizi, spogliatoi, docce, un’area d’attesa e un ambulatorio. Gli interventi hanno permesso di riorganizzare gli spazi in modo razionale, consentendo anche di ottenere un impianto ad alto risparmio energetico. La piscina è stata restituita alla città ed alla comunità accademica con una cerimonia di inaugurazione che ha visto non solo la partecipazione del Magnifico Rettore Francesco Bistoni, ma anche del Sindaco di Perugia Renato Locchi (che ha espresso il proprio compiacimento “per un così importante recupero che amplia considerevolmente l’offerta per gli studenti e non solo”), dell’Assessore regionale allo Sport Silvano Rometti, del Presidente regionale del CONI Ruggero Rossi e del Presidente del Comitato Regionale Umbro della Federazione Italiana Nuoto Mario Provvidenza: tutti hanno sottolineato come l’Ateneo e la città abbiano vinto un’altra importante sfida. ARTICOLO DI Erika Baglivo Nell’immagine a fianco: La rinnovata Piscina coperta universitaria di via Bambagioni. In basso: Il taglio del nastro in occasione dell’inaugurazione della struttura. Da sinistra il presidente regionale della Federazione Italiana Nuoto avvocato Mario Provvidenza, il Magnifico Rettore Francesco Bistoni, il professore Tal Al Bringi (Accademia del Nuoto) e il Sindaco di Perugia Renato Locchi. I NUMERI DELLA PISCINA La piscina universitaria dispone di una vasca lunga 25 metri e larga 10 (con altezza dell’acqua variabile tra 1,20 e 2 metri), con 5 corsie, omologata dalla Federazione Italiana Nuoto e di una vasca lunga 8 metri e larga 4,5 (l’altezza dell’acqua oscilla tra i 75 e gli 85 centimetri) per bambini e per terapie riabilitative. Inoltre, vi è anche un vasto solarium-giardino esterno, separato dalle vasche da un’ampia vetrata. Particolare attenzione, infine, è stata riservata all’eliminazione delle barriere architettoniche, affinché la piscina possa essere fruibile anche dai disabili. In Breve: A FARMACIA CELEBRATA LA GIORNATA DELLA FACOLTÀ CON PREMI DI LAUREA E SEMINARI Per sottolineare l’importanza dell’eccellenza della preparazione culturale del laureato la Facoltà di Farmacia ha organizzato la “Giornata della Facoltà”, un evento durante il quale sono stati premiati i laureati più brillanti dell’anno accademico 2003/2004 ed ha avuto luogo l’assegnazione dei premi di laurea “Carlo Cipolla” - alla miglior tesi attinente alle discipline di tipo professionale e “Paolo Ceccherelli”, per la miglior tesi nel settore della chimica organica e scienze affini. La manifestazione ha offerto anche due momenti di approfondimento con il dottore Daniele Donati, Vice Presidente Medical Chemistry PsychiatryCentro di Eccellenza per il Rilascio dei Farmaci, e del professore Domenico Misiti, Presidente della Facoltà di Farmacia dell’Università “La Sapienza” di Roma. L’ATENEO OSPITA LA MODA Non solo studenti. Ad essere attratti sempre di più dall’Università degli Studi di Perugia sono anche le aziende. In questo caso non si tratta di rapporti finalizzati a progetti di ricerca comuni o ad agevolare l’inserimento dei laureati nel mondo del lavoro, ma dell’idea venuta all’imprenditore perugino Brunello Cucinelli di fotografare il catalogo della collezione autunno-inverno 2005-2006 negli splendidi spazi dell’Università. L’Ateneo, infatti, ha messo a disposizione alcune delle location in cui i sei fotomodelli hanno indossato i capi in cashmere dell’azienda di Solomeo, dietro gli scatti del fotografo Christian Moser. I set hanno coinvolto alcuni dei luoghi dell’Ateneo più suggestivi: la Sala del Dottorato, sede dell’antica biblioteca del Rettorato, e il complesso di San Pietro, sede della Facoltà di Agraria (nella foto). l’università 13 IL ‘600 DI BONTEMPI IL MUSICISTA PERUGINO RICORDATO NEL TERZO CENTENARIO DELLA MORTE CON EVENTI E UN VOLUME SULLA SUA VITA E LE SUE OPERE. Nell’immagine a fianco: Il frontespizio dell’Historia Musica di Giovanni Andrea Angelici Bontempi In basso: La firma autografa del musicista perugino Una personalità di spicco del panorama culturale europeo: questo fu Giovanni Andrea Angelini Bontempi, musicista perugino (Perugia 1625 - Brufa 1705) di cui ricorre il terzo centenario della morte, una ricorrenza che l’Università celebra contribuendo all’organizzazione di una serie di iniziative che si terranno in vari centri dell’Umbria (a Brufa, Torgiano, Perugia, Trevi e Spello) fino al 20 agosto 2005. Concerti in primo luogo, ma anche mostre, conferenze e, a più duratura memoria del lavoro condotto nella proficua collaborazione tra ricerca musicologica e prassi esecutiva, la pubblicazione di un volume. Le manifestazioni sono il frutto della collaborazione dell’Ateneo - ed in particolare della Sezione di Musicologia - con gli enti locali (la Regione dell’Umbria, la Provincia e il Comune di Perugia, i Comuni di Torgiano, Trevi, Spello e la Pro-loco di Brufa) ed istituzioni e associazioni culturali (la Rosa dell’Umbria, l’Ensemble barocco con strumenti originali che ha proposto l’esecuzione di musiche di Bontempi, la Deputazione di Storia Patria per l’Umbria e la Sezione di Storia della Musica dell’Istituto Storico Germanico di Roma). Bontempi fu un uomo eclettico nel senso rinascimentale del termine: cantante, compositore e teorico musicale in primo luogo (a lui si deve la prima Historia musica), ma anche letterato (autore tra l’altro dei testi delle proprie opere), storico, architetto teatrale e scenografo, costruttore di strumenti musicali e di orologi, abile intagliatore di pietre dure, nonché accorto amministratore delle sue proprietà. Le celebrazioni hanno ospitato la presentazione del volume curato dalla professoressa Biancamaria Brumana sull’insigne musicista perugino, presentazione durante la quale sono stati eseguiti degli intermezzi musicali: la prima ripresa moderna della cantata “Ruscelletto cui rigido cielo”, del madrigale “Dove hai tu nido” e del mottetto “Paratum cor meum” scritto per la Cappella di corte di Dresda. Il volume, che intende ripercorrere alcuni aspetti della vita e dell’opera di Bontempi, comprende i contributi di numerosi autori raggruppati in tre sezioni dedicate, rispettivamente, alla poliedrica personalità di questo personaggio nel contesto culturale della sua epoca, alle sue composizioni musicali (la “musica pratica”) e alla “musica teorica”. A concludere l’ampio programma di eventi - che include anche una mostra volta a ricostruire la personalità del musicista perugino, intitolata “Angelini Bontempi musicista e letterato del Seicento”, ospitata a Brufa -, il 20 agosto a Spello, alle ore 21.15, l’esecuzione del “concerto grande” nella Collegiata di S. Maria Maggiore, la chiesa per la quale Bontempi fu Maestro di Cappella tra il 1682 e il 1685. In Breve: A ECONOMIA E SCIENZE POLITICHE IL NUOVO LABORATORIO INFORMATICO IL PROFESSORE FRANCO MORICONI ELETTO PRESIDE DI MEDICINA VETERINARIA Gli studenti delle Facoltà di Economia e di Scienze Politiche hanno a disposizione una nuova sede del Laboratorio Informatico, situata presso i locali ristrutturati delle ex Segreterie in Via Elce di Sotto. La struttura, che consta di 42 PC collegati in rete e dotati delle più recenti configurazioni hardware e software, rappresenta una realizzazione importante che permetterà di far crescere il livello della didattica e sostenere l’attività di ricerca. Al taglio del nastro che ha aperto le porte del nuovo laboratorio hanno partecipato il professore Antonio Pieretti, Delegato del Rettore, il dottore Giuliano Masciarri in rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia che ha sostenuto finanziariamente l’opera, i Presidi delle Facoltà di Economia Pierluigi Daddi e di Scienze Politiche Giorgio Eduardo Montanari e il professore Gianfranco Galmacci, responsabile scientifico del laboratorio. FACOLTÀ DI MEDICINA VETERINARIA CORSI DI LAUREA TRIENNALE Igiene e qualità delle produzioni animali (40) Scienze e tecnologie delle produzioni animali (interfacoltà con Agraria) CORSI DI LAUREA SPECIALISTICA A CICLO UNICO Medicina veterinaria (47/S) Il professore Franco Moriconi, ordinario di Clinica chirurgica veterinaria, nonché presidente della Società Italiana di Chirurgia Veterinaria, sarà il nuovo Preside della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Perugia per il quadriennio accademico 2005-2009. Moriconi, attualmente, è coordinatore del dottorato di ricerca in “Scienze equine” presso l’Università di Perugia ed è membro del Collegio dei Docenti del dottorato di ricerca in “Ortopedia degli animali domestici”, con sede presso l’Ateneo di Parma. Già componente della Giunta d’Ateneo a partire dal Rettorato Calzoni, durante i Rettorati Bistoni si è occupato, tra l’altro, di orientamento e comunicazione ed ha svolto il ruolo di coordinatore del Nucleo di Progettazione Universitario. Il neo Preside, che ha 14 l’università ottenuto il massimo dei consensi - a dimostrazione della compattezza della Facoltà - entrerà in carica il 1 novembre 2005, sostituendo il professore Alberto Gaiti. Intanto è stato comunicato che il primo atto del nuovo anno accademico di Medicina Veterinaria riguarderà i test d’ingresso al corso di laurea specialistica a ciclo unico in Medicina Veterinaria. Le prove si terranno mercoledì 7 settembre 2005 alle ore 9, mentre le lezioni avranno inizio lunedì 3 ottobre. XVII CONGRESSO INTERNAZIONALE DELL’ACCADEMIA ROMANISTICA COSTANTINIANA Il tema scelto per il congresso 2005 è stato “La persona, il suo diritto, la sua continuità nella esperienza tardoantica”, argomento sul quale specialisti dell’area storico-giuridica si sono interrogati, inoltrandosi ad indagare anche aspetti sociologici e antropologici. Inaugurata a Perugia nella Sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni, la XVII edizione si è poi svolta nell’antico Palazzo Civico di Spello, coinvolgendo 120 esperti provenienti da vari Paesi del mondo per un totale di 40 relazioni scientifiche. GIOVANI INGEGNERI CRESCONO CON UN CONCORSO DI IDEE Invitare gli studenti a manifestare la propria creatività e abilità tecnicha fresche di studio: questo l’obiettivo profondo del “Concorso d’idee” che ha visto gli studenti d’Ingegneria impegnati nell’elaborazione di progetti in ordine alla “Riqualificazione della canalizzazione di mandata aria della mensa della Facoltà di Ingegneria” e bandito dalla stessa Facoltà. La volontà degli organizzatori, infatti, era quella di offrire ai propri studenti la possibilità di concepire progetti creativi e tecnicamente corretti per risolvere un problema dimensionalmente ridotto, ma specifico e rilevante. La fiducia riposta negli allievi si è dimostrata ben fondata, dal momento che alla giuria sono giunte 11 proposte progettuali che vedevano coinvolti 16 studenti. Esaminati e selezionati alla luce della loro originalità e fattibilità tecnico-costruttiva, oltre che in base al loro grado d’integrazione con il contesto ambientale, i progetti sono stati ordinati in una graduatoria finale che ha visto come primo classificato il progetto “Qualcosa si muove ad Ingegneria”, realizzato da Aldo Tacchini, Luca Martini, Walter Cernecchi, Andrea Picciaia e Filomena Truscelli, vincitori di una somma pari a 500,00 euro a cui si aggiungono 5 pubblicazioni scientifiche. Il secondo e il terzo premio, rispettivamente di 300,00 euro e 200,00 euro più 5 pubblicazioni ciascuno, sono stati, invece, assegnati ad Alessia Bonadies e a Matteo Bongarzone con i progetti “Continuum” e “Arie e ombre”. Inoltre, la giuria ha ritenuto meritevoli di segnalazione, premiandoli con 5 pubblicazioni scientifiche ciascuno, per “l’originalità della proposta e per la qualità della restituzione grafica”, i lavori di Angelo Mirabelli “Guardando il tempo” e di Federica La Banca “Il Fischio”. I vincitori del Concorso sono stati premiati alla presenza del commissario straordinario dell’ADISU Maurizio Oliviero, del Preside della Facoltà di Ingegneria Corrado Corradini, del Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Perugia Massimo Mariani, del Presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori e Paesaggisti della Provincia di Perugia Maria Carmela Frate, del professore Francesco Asdrubali, dell’ingegnere Paolo Anderlini, dell’architetto Paolo Raspa e degli ingegneri Linda Barelli e Guido Fastelli. La cerimonia di premiazione, che si è svolta al “100dieci cafè, web & food”, è stata aperta dalla presentazione del professore Paolo Belardi, coordinatore della Sezione Interdisciplinare di Disegno e Architettura che ha avuto un ruolo determinante nell’organizzazione sia della parte logistica sia della parte didattica dell’iniziativa: a lui sono andati i ringraziamenti del presidente del Consiglio degli Studenti Michele Martorelli per aver “coinvolto gli studenti attivamente nella vita dell’Ateneo. ARTICOLO DI Erika Baglivo Nell’immagine sopra: Un rendering del progetto vincitore a fianco: Gli studenti vincitori espongono alla platea le caratteristiche del loro elaborato In Breve: Ma l’incontro del 2005 è stato anche l’occasione per presentare il progetto di restauro e valorizzazione della Summa Perusina, il testo risalente al XII secolo che costituisce un documento di grande rilievo nell’ambito degli studi storico-giuridici per la ricostruzione del Codice Giustiniano. GLI OPERATORI TURISTICI INCONTRANO GLI STUDENTI risorse umane nel settore turistico”, a sua volta titolo della tavola rotonda tenuta nell’ambito della terza edizione del Master in Tourism and Leisure Management organizzato dall’Ateneo perugino in convenzione con INPDAP e Sviluppo Italia. Nella seconda giornata, invece, gli operatori turistici hanno presentato agli studenti le aziende da essi rappresentate, illustrando loro le possibilità di stage così da realizzare un effettivo incontro tra domanda e offerta delle opportunità di lavoro. AL VIA IL MIGA, MASTER INTERNAZIONALE IN INNOVAZIONE E GESTIONE D’AZIENDA Si è svolto presso la sede universitaria di Santa Maria degli Angeli (Assisi) lo “Stage Day”, una due giorni di incontri tra i responsabili delle risorse umane delle principali aziende del settore turistico e gli studenti dei corsi universitari in “Economia del Turismo”, per discutere sulle prospettive professionali del settore. Nella prima giornata l’attenzione è stata focalizzata sul tema “Selezione, formazione e sviluppo delle Il Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università degli Studi di Perugia ha promosso il Master in Innovazione e gestione d’azienda, cui collaborano anche docenti provenienti da importanti Università straniere. Il corso ha l’obiettivo di formare i giovani laureati per essere in grado di progettare moderni sistemi di gestione aziendale che garantiscano sia processi di innovazione sia di sviluppo internazionale sostenibile e di crescita competitiva delle aziende con particolare attenzione alle piccole e medie imprese. Inoltre, il Master, che comporta un contributo da parte di ciascuno studente limitato a 2000 euro, grazie ai contributi messi a disposizione da Enti e Aziende, permetterà ai suoi partecipanti di effettuare esperienze di stage aziendali. LA CAMPAGNA PROMOZIONALE D’ATENEO 2005-2006 E’ iniziata nell’ultima decade di giugno la campagna promozionale d’Ateneo 2005-2006, che ha l’obiettivo di promuovere l’offerta formativa dell’Università degli Studi di Perugia e consolidare il trend positivo degli ultimi anni a livello di immatricolazioni. Sono 15 le testate della carta stampata (quotidiani, settimanali e periodici) che ospiteranno, fino all’ultima settimana di settembre, la pubblicità e i contributi giornalistici sulla vita dello Studium e sulle sue molteplici proposte didattiche e di servizi. La campagna è nazionale, con particolare enfasi sul centro sud Italia, tradizionale bacino di provenienza della percentuale più alta delle matricole. Consistente, inoltre, la presenza sui giornali umbri. Sul piano televisivo, di rilievo la partnership con il canale sportivo “SI - Sport Italia” oltre alla presenza degli spot dell’Ateneo anche sulle principali reti televisive interregionali. Tra le radio, invece, l’Università punta su Radio Rai 1, con una serie di spot e approfondimenti sul mondo accademico perugino e su alcune emittenti interregionali tra le più ascoltate fra i giovani. Non è stato tralasciato, poi, Internet, attraverso la diffusione di banner pubblicitari su siti a carattere musicale frequentati sorattutto dai ragazzi. Infine, una novità: sui treni regionali di tutto il centro sud Italia sono stati affissi “pendoli” pubblicitari sull’Ateneo particolarmente visibili ai viaggiatori. l’università 15 Le edicole di Perugia dove trovare: Edicola P.zza Vittorio Veneto (Stazione Fontivegge) Edicola P.zzale Bellucci (Stazione S. Anna) Edicola P.zza Cavallotti Edicola Via del Giochetto (Policlinico Monteluce) Edicola Via F. Innamorati (Elce) Edicola P.zza Grimana Edicola “L’Amuleto”, Strada S. Lucia Edicola Via Tuderte Edicola Via A. Vecchi (Elce) Edicola San Marco Fornaci