l’università
PERIODICO
anno XXIII [n.4]
giugno / luglio 2005
PAGINA 4/5
Università
e imprese
Spin off e poli
di eccellenza
per incrementare
i rapporti
tra mondo accademico
e realtà produttive
PAGINA 6
Honoris causa
Carlo Colaiacovo dottore in Economia:
nella lectio i segreti dell’azienda di famiglia
PAGINA 7
Più lavoro
se la laurea
è... perugina
Aumenta il numero
dei “dottori”
dello Studium
che trovano
rapidamente lavoro
PAGINA 8/9
Mens sana in corpore sano
I servizi di assistenza medica e psicologica
per gli studenti dell’Ateneo
PAGINA 10
Da via Pascoli
a BNL
Mario Girotti:
dalla laurea a Perugia
all’incarico di direttore
generale della Banca
Nazionale del Lavoro
PAGINA 13/15
In Ateneo
Eventi e iniziative nelle Facoltà
DELL’ATENEO DI PERUGIA
Sped. in abb. post. 70% L.662/96 DCI/UMBRIA
Prezzo 1 Euro
UNA FINESTRA
SUL MONDO
Inaugurato il Centro Linguistico d’Ateneo
EVENTI
DOPO ANNI
DI DEGRADO, L’ATENEO
RESTITUISCE ALLA
CITTÀ UN’IMPORTANTE
STRUTTURA
ARCHITETTONICA
SERVIZIO DI
Nicoletta Stradaioli
Nell’immagine a fianco:
Veduta esterna del “Padiglione
Bonucci”, ora sede
del Centro Linguistico d’Ateneo.
In basso:
Uno dei tre laboratori
per l’apprendimento delle lingue
allestiti presso il CLA.
FRONTIERE APERTE AL
INAUGURATO PRESSO LO STORICO EDIFICIO DEL “PADIGLIONE BONUCCI” IL CEN
STUDENTI DELLE UNDICI FACOLTÀ POTRANNO APPRENDERE IL CINESE, IL FRANCE
MULTIFUNZIONALE, CHE SVILUPPERÀ ANCHE LA RICERCA SULLA DIDATTICA DELL
Una struttura all’avanguardia, a
livello internazionale, per l’insegnamento delle lingue straniere agli
studenti di tutti i corsi di laurea
dell’Università di Perugia, ma anche
destinata a rispondere alle esigenze
di formazione linguistica provenienti
dalla città e dal territorio umbro.
Si tratta del Centro Linguistico
di Ateneo (CLA), inaugurato
nel giugno scorso alla presenza
delle Autorità accademiche e dei
rappresentanti delle Istituzioni nello
storico “Padiglione Bonucci”.
Notevoli sono le dimensioni del
Centro, che occupa una superficie
di circa 4000 metri quadrati,
articolati su quattro piani. A
testimonianza dell’originaria funzione conventuale dell’edificio,
all’interno vi è un chiostro con una
cisterna, un tempo utilizzata per la
raccolta delle acque piovane e, al di
sotto dell’attuale pavimento dell’ex
chiesa, una struttura in mattoni
che probabilmente era il sistema di
riscaldamento per la chiesa stessa. Nonostante il sostanziale
riammodernamento dell’edificio, l’intervento di recupero
e di restauro è stato realizzato in modo da non generare
fratture tra le antiche caratteristiche della sede e la dotazione
tecnologica all’avanguardia di cui dispone il Centro. Esso,
infatti, oggi consta di un’Aula Magna con 120 posti, di una
sala convegni (120 posti), di 10 aule multimediali per la
didattica, di 3 laboratori informatici (97 postazioni), di un
laboratorio video (40 postazioni), di una ex cappella adibita in
parte a bibliomediateca e in parte a spazi per la ricerca e di una
UN LUOGO UNA STORIA
Periodico d’informazione
dell’Ateneo di Perugia
Anno XXIII - Nr. 04
Giugno - Luglio 2005
Autorizzazione del Tribunale di Perugia
n. 659 del 7/3/1983
Direttore: Laura Marozzi
Hanno collaborato:
Erika Baglivo, Marco Mazzoni,
M. Alessandra Panzanelli Fratoni,
Andrea Possieri, Nicoletta Stradaioli,
Leonardo Varasano.
Redazione: Piazza dell’Università, 1
06123 Perugia (PG)
e-mail: [email protected]
Tel.: 075/5852395 - Fax: 075/5852182
Progetto grafico:
Réclame Comunicazione Srl
Impaginazione e stampa:
Réclame Comunicazione Srl
2 l’università
Il CLA, situato in via Enrico dal Pozzo presso il “Padiglione
Bonucci”, all’interno del Parco di Santa Margherita, è stato
realizzato in un ambiente di grande fascino. Particolarmente
complessa è la storia dell’edificio: nel corso dei secoli,
infatti, la destinazione d’uso del complesso ha subito molti
cambiamenti, passando da un primo utilizzo come sede
monastica ad ospedale ed infine a struttura medico-sociale.
Nel 1868, infatti, fu acquistato dal direttore del manicomio
di Perugia, dottor Francesco Bonucci. Negli anni fra il 1891
e il 1894 la proprietà venne trasferita alla Provincia di
Perugia che trasformò ulteriormente l’edificio realizzando il
cosiddetto “Padiglione Bonucci”, comprendente la sezione
femminile dell’ospedale, che consisteva nella zona delle
infermiere e delle dementi tranquille. La connotazione
femminile della struttura trovò riscontro nella successiva
costruzione di un mulino, un panificio, un pastificio e un
laboratorio tessile, quasi a far diventare il centro una sorta
di borgo. Il degrado ebbe inizio intorno al 1970 e raggiunse
l’apice quando la legge Basaglia determinò la chiusura
delle strutture psichiatriche. Nel 1996, infine, la Provincia di
Perugia lo ha concesso in uso all’Università per un periodo
di trenta anni. L’Ateneo si è fatto carico dei complessi
interventi di recupero strutturale, che sono stati attuati nel
pieno rispetto delle caratteristiche peculiari dell’edificio,
restituito così alla città nella sua piena bellezza.
sala di registrazione per la produzione di materiali didattici.
I notevoli sforzi economici e organizzativi messi in campo
dall’Ateneo per raggiungere l’obiettivo sono stati ricompensati
dal risultato finale: un bellissimo complesso funzionale
all’Ateneo, ma anche al servizio dell’intera comunità. Il Rettore,
professore Francesco Bistoni, nel corso dell’inaugurazione ha
tenuto a sottolineare come la nascita del CLA si deve anche
all’efficace collaborazione con le Istituzioni locali: particolari
ringraziamenti sono stati rivolti, infatti, al Presidente della
Provincia di Perugia, Giulio Cozzari, e al Presidente della
Fondazione della Cassa di Risparmio di Perugia, cavaliere
Carlo Colaiacovo, per l’importante contributo economico.
A testimoniare le dotazioni tecnologiche d’avanguardia
della struttura, la cerimonia si è svolta in due sale contemporaneamente, collegate tra loro in videoconferenza:
nella sala convegni, al cui tavolo hanno trovato posto il Rettore
EVENTI
LE LINGUE STRANIERE
TRO LINGUISTICO D’ATENEO, LA STRUTTURA DI SERVIZIO GRAZIE ALLA QUALE GLI
SE, L’INGLESE, IL PORTOGHESE, IL RUSSO, LO SPAGNOLO E IL TEDESCO: UN CENTRO
E LINGUE.
Bistoni, il Presidente della Provincia Cozzari, l’Assessore
regionale Maria Prodi, il Vicesindaco di Perugia Nilo Arcudi,
e nell’Aula Magna: da quest’ultima sono intervenuti il
professore Sergio Rufini, direttore del CLA, e il professore
Maurizio Gotti, Presidente dell’AICLU (Associazione Italiana
Centro Linguistici Universitari). Gotti ha sottolineato la rilevante attività compiuta dall’associazione a livello nazionale
ed internazionale nel coordinare iniziative, dar vita a convegni
e nel condividere conoscenze scientifiche tra i vari centri
linguistici, per rispondere prontamente alla domanda di
formazione delle comunità accademiche. Il professore Rufini
ha evidenziato come il nuovo Centro Linguistico non sarà una
qualsiasi scuola di lingue, ma soprattutto un importante luogo
di ricerca sulle metodologie glottodidattiche e di servizio per la
razionalizzazione e la valorizzazione dell’insegnamento delle
lingue straniere. Il CLA si occuperà, infatti, della formazione
linguistica degli studenti di tutti i corsi di laurea, di quelli in
partenza dall’Ateneo nell’ambito dei programmi di scambio
Socrates-Erasmus e fungerà da punto di riferimento per il
rilascio delle principali certificazioni internazionali. Le lingue
inizialmente insegnate saranno cinese, francese, inglese,
portoghese, russo, spagnolo e tedesco: il desiderio è, poi,
quello di attivare anche corsi di giapponese, arabo e di altre
foto n.1
foto n.2
lingue minoritarie dell’Unione Europea.
Il Centro Linguistico di Ateneo, inoltre,
produrrà materiali didattici originali
per l’apprendimento delle lingue,
formerà gli insegnati della scuola
primaria e secondaria e realizzerà corsi di lingua straniera specifici per le
aziende, per il personale della pubblica
amministrazione e per gli ordini professionali. Il professore Rufini ha poi
fatto notare come la contemporanea
presenza sul territorio dell’Università
per Stranieri e della Scuola Lingue
Estere dell’Esercito rappresenta un’occasione unica per sviluppare future
collaborazioni tra le tre strutture,
per la costituzione di un importante
centro linguistico di eccellenza. Fra le
Autorità intervenute all’evento anche
il Presidente del Consiglio regionale
umbro Francesco Tippolotti, il Pro
Rettore professoressa Anna Torti, il
Direttore Amministrativo dell’Ateneo
dottoressa Angela Maria Lacaita e
il Vicepresidente del Consiglio degli
Studenti dell’Ateneo Renato Fiorucci, che ha espresso il plauso
degli studenti per l’importante realizzazione, oltre ai Presidi
delle undici Facoltà dell’Ateneo e ai membri del Consiglio di
governo del Centro linguistico.
Nell’immagine a fianco:
La suggestiva e tecnologica Aula Magna
del Centro Linguistico d’Ateneo.
In basso:
foto n.1
Danze e coreografie cinesi
per allietare gli ospiti intervenuti
all’inaugurazione del CLA.
La rappresentazione della danza
del leone, tradizionale del sud della Cina,
rappresenta un grande augurio di pace,
prosperità e benessere. Nell’occasione
la scuola San Ngai Kwun di Perugia
si è esibita attirando l’attenzione
dei presenti che hanno potuto
concludere gioiosamente la serata.
foto n.2
Un momento degli interventi in Aula
Magna del Presidente dell’AICLU
(Associazione italiana Centri Linguistici
Universitari), professore Maurizio Gotti
(a sinistra), e del direttore del CLA,
professore Sergio Rufini.
foto n.3
Il Magnifico Rettore Bistoni
con i rappresentanti delle istituzioni
nella sala convegni
durante la cerimonia inaugurale,
realizzata in videoconferenza
con l’Aula Magna.
foto n.3
l’università 3
UNIVERSITÀ E IMPRESE
L’ATENEO DI PERUGIA
ALL’AVANGUARDIA
NEL CAMPO
DEGLI SPIN OFF
E DEI POLI DI ECCELLENZA
SERVIZIO DI
Nicoletta Stradaioli
e Laura Marozzi
Nelle immagini a fianco:
Attività di ricerca nei dipartimenti
dell’Ateneo di Perugia
IMPRENDITORIA D
RICERCA E INNOVAZIONE PER AUMENTARE LA COMPETITIVITÀ: SONO QUESTE LE
REALTÀ PRODUTTIVE, PER CREARE NUOVE OPPORTUNITÀ DI CRESCITA INDUSTRIALE E
Essere competitivi significa essere capaci di pensare e portare
avanti progetti di ricerca e di innovazione.
Ma per riuscire a trasformare un’idea in un’impresa occorre
costruire un ponte che unisca il mondo accademico e quello
aziendale, ovvero dei percorsi a due vie che siano capaci di
avvicinare le realtà produttive e il mercato del lavoro agli Atenei.
L’Università, infatti, gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo
della cosiddetta “economia della conoscenza”, cioè nel
potenziamento della ricerca e nel trasferimento di conoscenze al
contesto imprenditoriale territoriale. In quest’ottica, l’Università
degli Studi di Perugia sta da tempo lavorando a disegnare e
potenziare un sistema di rapporti particolarmente esteso e
profondo con la realtà economica e sociale regionale e – in molti
casi – anche nazionale. Lo strumento privilegiato per perseguire
tale politica è quello degli spin off accademici, rispetto alla cui
creazione l’Ateneo ha già assunto una posizione d’avanguardia,
in quanto essi rappresentano uno dei meccanismi più efficaci
per trasferire i risultati della ricerca scientifica alle applicazioni
industriali. Il professore Loris Lino Maria Nadotti, coordinatore
della struttura interna allo Studium che stimola e favorisce
l’orientamento verso il contesto produttivo dei propri centri di
ricerca, spiega come possa essere importante agire in maniera
mirata sia nella fase di definizione strategica sia in quella
di commercializzazione dei risultati, al fine dello sviluppo di
prodotti e servizi: “L’obiettivo di lungo termine risiede nella
creazione di un network di imprese di emanazione universitaria,
il quale, in un processo di scambi continui con l’Università,
rinnovi non solo il sistema economico umbro rendendolo più
competitivo, ma alimenti anche con nuovi stimoli la ricerca
realizzata dalle strutture universitarie, grazie a continui rapporti
di collaborazione e scambio”.
La volontà di diffondere la consapevolezza e
la cultura dell’”economia della conoscenza”
è stata anche alla base dell’edizione 2005
della Start Cup: una business plan competition
accademica a livello regionale tra idee di impresa
ad alto contenuto innovativo, alla quale anche
quest’anno l’Università di Perugia ha deciso di
aderire. L’iniziativa, infatti, ha l’ambizioso obiettivo
di dimostrare come il risultato di una ricerca può
costituire l’inizio di un progetto imprenditoriale
di successo. La competizione 2005 è in corso: a
ottobre si procederà all’assegnazione di premi
in denaro ai primi classificati a livello regionale,
i quali rappresenteranno poi l’Umbria al Premio
Nazionale per l’Innovazione che si svolgerà a
Padova in dicembre.
Uno dei nodi più importanti da sciogliere nel
futuro è relativo al come facilitare la sinergia tra
partecipazione privata e investimento pubblico
LE OPINIONI DEGLI ADDETTI AI LAVORI
“FONDAMENTALE LA COLLABO
GLI IMPRENDITORI SONO CONVINTI DELLA NECESSITÀ DI INCENTIVARE I PROGRAMMI
La ricerca e l’innovazione rivestono un ruolo decisivo, sia nel
mondo accademico che in quello aziendale. E mentre per lungo
tempo si è accusata l’Università di non sapersi aprire all’impresa,
ora si scopre che spesso sono le aziende ad avere difficoltà a
collaborare con l’Università. Qual è l’opinione al riguardo di
coloro che ricoprono incarichi strategici nel tessuto economicoproduttivo?
“La collaborazione tra il mondo accademico ed il mondo
industriale è assolutamente irrinunciabile - dichiara Giovanni
Santucci, presidente dell’Associazione Giovani Industriali di
Perugia - se vogliamo che le imprese rimangano competitive
in un mercato ogni giorno più internazionale. Innovare, poi,
significa scommettere sulle giovani generazioni: il neo-laureato,
infatti, porta in azienda idee fresche, entusiasmo e voglia
di fare. Perché ciò avvenga è necessario superare la distanza
tra mondo accademico e mondo reale in modo da renderli
interfunzionali”.
Le imprese non sono molto propense ad investire in
progetti di ricerca, magari a medio-lungo termine...
“Le imprese sono disponibili a schemi di collaborazione con
l’Università. Il problema può nascere in una sorta di discordanza
di fase tra il mondo accademico e quello imprenditoriale,
nel senso che il primo deve essere maggiormente reattivo ai
4 l’università
cambiamenti di una realtà intensamente dinamica”.
La collaborazione Università-imprese è possibile solo per
le facoltà tecnico-scientifiche? Che prospettive hanno gli
iscritti alle facoltà umanistiche?
“Molte: imprenditorialità significa anche marketing, comunicazione, cultura d’impresa, capacità di innovare. E questo richiede
competenze e specializzazioni vaste, complesse e articolate,
nelle quali c’è ampio spazio anche per i laureati nelle discipline
umanistiche”.
Quali interventi attuerebbe per migliorare la collaborazione?
“Sono già in atto numerosi progetti e programmi comuni:
auspico, però, un potenziamento delle occasioni di tirocini, stage,
corsi post-laurea, affinché sia gli studenti che i giovani laureati
entrino sempre di più nelle industrie per completare e mettere
alla prova la loro preparazione ed inserirsi così adeguatamente
nelle aziende”.
Prioritaria, invece, è la creazione di un tavolo di confronto
accademia-imprese secondo l’opinione di Gabriele Chiocci
e Guido Perosino, rispettivamente presidente e direttore
della Confapi di Perugia. “E’ indispensabile creare un luogo
di confronto permanente tra le due realtà per costruire un
dialogo continuativo: le collaborazioni, infatti, nascono solo
dalla reciproca conoscenza e forse fino ad oggi è mancato un
UNIVERSITÀ E IMPRESE
ELLA CONOSCENZA
PAROLE CHIAVE NEI RAPPORTI DI COLLABORAZIONE TRA MONDO ACCADEMICO E
FORNIRE AL MERCATO DEL LAVORO RISORSE UMANE DI ALTO LIVELLO QUALITATIVO.
nella ricerca. Questo problema è fortemente avvertito anche
a livello europeo: lo dimostra il VII programma quadro (20072013), un piano che getta le basi per il prossimo programma
di finanziamento alla ricerca scientifica da parte dell’Unione
europea. Con, in particolare, un grande obiettivo: la creazione di
poli di eccellenza. In questo settore l’Università di Perugia si è già
attivata ormai da tempo. Tre sono, infatti, i centri di eccellenza
attivi a Perugia: il CERB (Centro di eccellenza per la ricerca sulla
Birra, diretto dal professore Paolo Fantozzi); lo SMAArt (Centro di
eccellenza sulle metodologie scientifiche applicate all’archeologia e all’arte, diretto dal professore Mario Torelli); e il CEMIN
(Centro di eccellenza sui materiali innovativi nanostrutturati,
coordinato dal professore Gianfranco Savelli), che costituisce
una struttura importante nell’applicazione della nanotecnologie
in campo medico, fisico e chimico. Recentemente, inoltre, è
stato presentato il NANOFUN-Poly, un progetto
per creare un centro europeo di eccellenza sui
materiali polimerici nanostrutturati, coordinato
dal professore Josè Maria Kenny, con sede presso
il Polo scientifico didattico di Terni. Lunga è la lista
delle collaborazioni fra l’Università e il sistema
produttivo. L’Ateneo è uno dei partner del Parco
Tecnologico dell’Umbria-Sitech, così da mettere
a disposizione il proprio sapere nell’ambito di un
comune progetto di trasferimento tecnologico
verso le imprese e, a sua volta, essere in grado
di orientare meglio ed interpretare la ricerca, la
sperimentazione e l’innovazione sulla scorta delle
esigenze del sistema produttivo. L’Università degli
Studi di Perugia è anche entrata a far parte del
comitato di presidenza della società T.E.R.N.I.
Research, proseguendo, perciò, nell’importante
realizzazione di un programma di competitività
di qualità ed innovazione che riguarda l’intero
territorio regionale, ma anche in grado di operare
sul fronte nazionale ed internazionale.
Per far fluire la ricerca dall’Università alle aziende, insomma,
lo Studium perugino si muove stipulando convenzioni, accordi
di programma, protocolli d’intesa con istituzioni locali, camere
di commercio, associazioni di industriali: per incentivare, da
un lato, un’economia locale che sia sempre più competitiva
e dinamica, perché fondata sulla conoscenza e, dall’altro,
per creare una vera e propria rete tra imprese, istituzioni ed
Accademia in grado di favorire l’inserimento professionale
dei giovani laureatisi a Perugia anche attraverso stage, tirocini
ed incontri di orientamento con le imprese. Oltre che, com’è
ovvio, costruendo un’offerta formativa interdisciplinare e
collegata alle reali esigenze del mondo del lavoro, con percorsi
di laurea in grado di rispondere alle molteplici sollecitazioni della
contemporaneità.
RAZIONE UNIVERSITÀ-AZIENDE”
Nelle immagini in basso:
E LE AZIONI COMUNI, ANCHE PER FAVORIRE L’INSERIMENTO LAVORATIVO DEI LAUREATI
foto n.2
Il presidente dell’Associazione Industriali
della Provincia di Perugia, cavaliere
Carlo Colaiacovo
canale di comunicazione adeguato per consentirla appieno.
Fino ad ora le PMI hanno sviluppato poca ricerca ed innovazione
per problemi di dimensione - precisano -, limitandosi a vivere
all’ombra della grande impresa. Oggi però la situazione sta
rapidamente evolvendo, in quanto le piccole e medie imprese
tendono sempre di più a diventare protagoniste dell’innovazione
e quindi ad attivare loro stesse progetti di ricerca. L’Università,
quindi, ne è un interlocutore privilegiato, perché è in grado di
dare loro le risorse umane a questo necessarie. Atenei e imprese,
infine, devono puntare a creare momenti di interazione con le
Istituzioni locali, per dare vita ad una efficace rete di trasferimento
tecnologico”.
Anche Carlo Colaiacovo, presidente dell’Associazione Industriali della Provincia di Perugia sottolinea la necessità di una
sempre maggiore integrazione e collaborazione fattiva tra
industrie, Accademia e Istituzioni locali: “Ciò è necessario
ancor di più oggi, perchè ci troviamo nell’impellente necessità
di fronteggiare le sfide provenienti dall’Est e dalla Cina in
particolare. Competitività e innovazione, infatti, si costruiscono
sia all’interno dell’azienda, col miglioramento dei sistemi
produttivi, che all’esterno, coinvolgendo anche nelle scelte e
nelle strategie la ‘cosa pubblica’”.
E’ necessario, comunque, stimolare il meccanismo di
interlocuzione...
“La ruggine che affliggeva l’Università e che le impediva di essere
effettivamente utile al sistema produttivo oggi si sta sciogliendo,
tanto che le collaborazioni sono sempre più proficue. Studio,
ricerca, impresa e mondo del lavoro debbono puntare ad una
maggiore integrazione se si vuole stimolare la crescita - non solo
economica - del territorio”.
(ha collaborato Leonardo Varasano)
foto n.1
foto n.2
foto n.1
Il presidente della Confapi di Perugia,
Gabriele Chiocci
foto n.3
Il presidente dell’Associazione Giovani
Industriali di Perugia, Giovanni Santucci
foto n.3
l’università 5
EVENTI
LA COMPETITIVITÀ
AZIENDALE
E LO SVILUPPO
POSSIBILI SOLO SE SI
PERSEGUE L’INNOVAZIONE
ARTICOLO DI
Marco Mazzoni
Nell’immagine a fianco:
Foto ricordo al termine della cerimonia
di conferimento della laurea honoris
causa: da sinistra il Magnifico Rettore
Francesco Bistoni, il Governatore
dell’Umbria Maria Rita Lorenzetti
e il cavaliere Carlo Colaiacovo
con la consorte Lina
In basso:
foto n.1
Uno scorcio dell’affollata platea nell’Aula
Magna in occasione del conferimento
foto n.2
Il manager eugubino pronuncia
la lectio doctoralis
foto n.3
Il Magnifico Rettore consegna
il libro del sapere al neo laureato
Carlo Colaiacovo
UN RITO ANTICO
Dopo la lectio doctoralis, la cerimonia
è proseguita con i componenti della
Commissione di laurea che hanno
espresso il loro giudizio positivo inserendo, in un’urna, fave bianche, in
segno di approvazione. Dopodiché, il
Rettore Bistoni ha consegnato al neo
dottore Colaiacovo la pergamena
di laurea, il libro del sapere, l’anello (a significare la “congiunzione”
del laureato con la disciplina
dell’Economia), il bacio accademico,
il tocco e la toga elettorale. La laurea
honoris causa a Colaiacovo si inserisce
nell’ambito delle manifestazioni per
le Celebrazioni del VII Centenario
dell’Università.
foto n.1
6 l’università
ECONOMIA: HONORIS CAUSA
A CARLO COLAIACOVO
LA MASSIMA ONORIFICENZA ACCADEMICA ALL’IMPRENDITORE EUGUBINO,
PER QUELLE CAPACITÀ UMANE E PROFESSIONALI CHE HANNO ELEVATO
L’AZIENDA DI FAMIGLIA AD IMPRESA INTERNAZIONALE.
Una cerimonia delle grandi occasioni per il
conferimento della laurea honoris causa in
Economia all’imprenditore cavaliere Carlo
Colaiacovo. Un’Aula Magna strapiena.
C’era tutto il gotha della Regione Umbria,
da quello delle istituzioni a quello del
mondo economico e sociale, lo scorso 20
giugno per un evento al quale nessuno è
voluto mancare. A presiederla è stato il
Magnifico Rettore dell’Ateneo di Perugia,
professore Francesco Bistoni, alla presenza
del Collegio dei Dottori della Facoltà di
Economia, con il professore Giuseppe
Cavazzoni nella veste di promotore, che
ha illustrato le motivazioni con cui la
Facoltà ha deciso di attribuire l’importante
riconoscimento.
“E’ un imprenditore dotato di elevate
capacità umane e professionali – questa
la motivazione – con riconosciute doti
manageriali espresse in ruoli di primario
rilievo a livello nazionale ed internazionale.
E’ proprio in forza di tali capacità e della
sua sensibilità verso le problematiche della comunità locale che
il cavaliere Colaiacovo ha potuto ricoprire importanti incarichi
istituzionali e ha saputo profondere un forte impegno e sostegno
in molte iniziative e progetti volti allo sviluppo sociale, culturale,
oltre che economico, della nostra regione”. Una motivazione
che sintetizza il ruolo che ha avuto e ha Colaiacovo sul fronte
dello sviluppo dell’Umbria (sotto il profilo economico, ma anche
sociale). Amministratore delegato del gruppo Colacem spa,
presidente di Assindustria Perugia, presidente della Fondazione
Cassa di Risparmio di Perugia, Carlo Colaiacovo rappresenta
un punto di riferimento essenziale quando si parla di crescita,
sviluppo, innovazione, capacità di accettare le sfide e di vincerle.
“L’impresa come espressione dinamica di un determinato
territorio, del quale riflette inevitabilmente le caratteristiche
d’insieme e con il quale il rapporto di scambio e di collaborazione
finisce per riguardare, oltre gli aspetti propriamente economici
legati all’occupazione e alla produzione di ricchezza, anche la
dimensione del progresso civile e intellettuale, del benessere
nella sua accezione post-materialistica”: questo è stato infatti
uno dei passaggi centrali della sua lectio doctoralis, incentrata
sul tema “L’innovazione come fattore strategico di competitività
aziendale e di sviluppo economico sociale. Il successo di
un’impresa familiare tra impegno sul territorio e proiezione internazionale”. Una lectio ampia e articolata, in cui il neo dottore
ha spiegato, ripercorrendo la storia di Colacem e sottolineando
foto n.2
i fattori di successo che l’hanno portata
a diventare da piccola impresa a realtà
produttiva internazionale, i contenuti di
una sorta di “terza via” dell’imprenditoria
familiare. Colaiacovo ha spiegato come
sia l’innovazione “a tutti i livelli e in
ogni ambito, il fattore strategico dello
sviluppo”. Perché l’impresa familiare, così
come è conosciuta in Italia, presenta grandi meriti e pregi, ma può rappresentare
anche un limite, quando l’impresa supera
certe soglie dimensionali. E la storia
dell’Umbria è piena di realtà aziendali
basate sul modello organizzativo familiare
che hanno prosperato ma che poi hanno
venduto, quando le dimensioni raggiunte imponevano un salto gestionale,
organizzativo.
La Colacem, invece, racconta una storia
diversa: quella di un’impresa familiare che
ha saputo da un lato mantenere questa
caratteristica e dall’altro aprirsi alle sfide
del mercato, con “il gusto di aprire nuove
strade e la voglia di affermarsi in modo originale rispetto alla
concorrenza”. “Il salto di qualità – ha spiegato l’imprenditore
eugubino – ha cominciato ad aversi agli inizi degli anni Settanta,
nel momento in cui la diversificazione delle funzioni interne e
la creazione di un team operativo e manageriale in grado di
integrare l’azione del nucleo d’origine hanno consentito una
più esatta definizione della strategia industriale e determinato
un deciso orientamento verso le politiche di ammodernamento
tecnologico, rivelatesi nel tempo vincenti in considerazione
delle caratteristiche tecnico-produttive, largamente tendenti
alla standardizzazione e all’obsolescenza, tipiche all’epoca del
settore cementiero”. Insomma, alla dicotomia impresa familiare
e azienda con azionariato diffuso senza un proprietario,
Colaiacovo presenta la “terza via” di un’azienda che riesce a
mantenere i valori positivi del carattere familiare ma sa aprirsi a
forme gestionali, culturali, organizzative e decisionali tipiche di
una grande impresa, anzi di un gruppo multinazionale. Pertanto,
si può essere familiari senza che questo significhi limite alla
crescita dimensionale e all’innovazione spinta.
La cerimonia è stata anche il segnale forte che l’Ateneo perugino
ha mandato sulla strada dell’apertura al territorio e alle sue realtà
migliori, più innovative e dinamiche. Una strada che di certo
darà frutti e Carlo Colaiacovo – e tutto quello che rappresenta
– è uno snodo chiave di questa pagina nuova: il prestigioso
riconoscimento ne è un’ulteriore conferma.
foto n.3
MONDO UNIVERSITARIO
LAUREA A PERUGIA?
LAVORO PIÙ ACCESSIBILE
ISTAT E ALMALAUREA
PROMUOVONO
L’ALTA FORMAZIONE
DELL’UNIVERSITÀ UMBRA
AUMENTA LA PERCENTUALE DEI “DOTTORI” CHE TROVANO UN’OCCUPAZIONE
AGEVOLMENTE DOPO AVER CONSEGUITO IL TITOLO PRESSO L’ATENEO
PERUGINO. E LO STUDIUM SI COLLOCA AL DI SOPRA DELLA MEDIA NAZIONALE.
ARTICOLO DI
Erika Baglivo
Nell’immagine a fianco:
Studenti in attesa
di una sessione di laurea nel cortile
della Facoltà di Giurisprudenza
Chi ha detto che i giovani laureati non trovano lavoro? Le
recenti indagini svolte dall’ISTAT, il più autorevole tra gli Istituti
di statistica in Italia, e da AlmaLaurea, il consorzio di 42 Atenei
che ha raccolto e analizzato i dati relativi all’inserimento
professionale dei laureati durante un arco temporale di 5 anni,
smentiscono il più sconfortante dei luoghi comuni, secondo il
quale la maggior parte dei laureati sarebbe a spasso, delineando
invece per l’Italia un panorama più florido di quanto non si
possa comunemente immaginare.
Ma non è tutto: la “notizia” di rilievo è che l’Università degli Studi
di Perugia registra un trend decisamente positivo, piazzandosi
in tali graduatorie al di sopra della media nazionale.
Secondo i dati dell’ISTAT, infatti, se in Italia la percentuale di
laureati che a distanza di tre anni dal conseguimento del titolo
svolgono un lavoro continuativo si attesta al 56,4%, l’Ateneo
umbro stacca la media nazionale di oltre tre punti percentuali
contabilizzando il 59,7%, anche se perde la sfida con i grandi
centri universitari del nord. Il terreno, tuttavia, risulta ben presto
recuperato, dal momento che l’Università degli Studi di Perugia
segna un record per quanto riguarda i laureati nelle discipline
umanistiche che, insieme al gruppo giuridico, rappresentano
le fasce deboli a livello nazionale e che, invece, svolgono un
lavoro stabile dopo tre anni dalla laurea nel 62,7% dei casi se
provenienti dall’Ateneo perugino.
La medaglia d’oro va ai laureati in Ingegneria che in Umbria,
come nel resto d’Italia, rappresentano la fascia più forte nella
transizione al mondo del lavoro: registrano, infatti, una media
nazionale del 75% secondo l’indagine dell’ISTAT calibrata su
tre anni, ma la percentuale sale vertiginosamente a distanza
di 5 anni, quando, secondo i dati offerti da AlmaLaurea, sono
il 96,2% ad avere un lavoro stabile dopo che già a distanza di
un anno dal conseguimento del titolo il 76,1% aveva trovato
un’occupazione.
L’andamento positivo dell’Università di Perugia va comunque
inserito in un più generale miglioramento della situazione, che
ha visto attenuare la sfiducia sulla validità pratica dei titoli di studio, dimostrando che la formazione universitaria rappresenta
sicuramente un buon investimento, soprattutto a lungo termine.
Proprio come conferma l’indagine di AlmaLaurea, secondo cui
a cinque anni dalla laurea è l’86% ad avere un’occupazione
stabile. A ciò contribuisce sicuramente l’accresciuta regolarità
negli studi, con il 77% degli studenti che frequentano assiduamente le lezioni e una percentuale di laureati “nei tempi”
balzata al 32,5%, secondo il “Profilo dei laureati” offerto dal
Consorzio di Atenei, il quale parla anche di un abbassamento
dell’età media dei laureati da 28 a 27,3 anni come risultato
della diminuzione dei “fuori corso”. Insomma, laureati sempre
più giovani che trovano con maggiore facilità un lavoro dopo
il conseguimento del titolo, tant’è che, anche nell’immediato,
la situazione non sembra andare male se l’ISTAT registra che
è il 12,6% a cercare ancora un lavoro dopo tre anni a fronte
del 74% che ne ha trovato uno. Si ripropone però il problema
della “discriminazione” per le donne che, nonostante siano
più “brave” degli uomini (i dati sul rendimento universitario
lo dimostrano), trovano lavoro con maggiore difficoltà: sia
secondo l’indagine di AlmaLaurea che dell’ISTAT la percentuale
si attesta a quota 51 circa contro una media intorno al 60%
per gli uomini.
Il confronto tra i laureati che dopo tre anni secondo l’ISTAT
risultano occupati al Nord (64,6%) e al Sud (42,3%), infine,
spegne comunque i facili entusiasmi e delinea un orizzonte
preoccupante di “fuga di cervelli”, come denuncia una ricerca
dello Svimez, l’Associazione per lo sviluppo dell’Industria
nel Meridione, secondo cui il flusso migratorio in uscita è
notevolmente aumentato nel Meridione, tanto da mettere in
pericolo il futuro sviluppo di quell’area del Paese.
l’università 7
FOCUS
IN SEI ANNI
DI ATTIVITÀ,
14 MILA VISITE
A 9 MILA STUDENTI
SERVIZIO DI
Leonardo Varasano
Nelle immagini in basso:
foto n.1
Il medico generico
dottore Marcello Damiani
foto n.2
La sessuologa
dottoressa Maria Tecla Cataldi
foto n.3
La psicologa dottoressa Patrizia Giorgi
SE CORPO E MENTE HA
EFFICIENTI SERVIZI DI ASSISTENZA MEDICA E PSICOLOGICA HANNO L’OBIETTIV
IL SESSANTA PER CENTO DEI PAZIENTI COSTITUITO DA DONNE, MENTRE LA MAG
Il valore di un’università non si misura solo sulla base della
qualità della didattica: al momento della scelta, per le aspiranti
matricole è particolarmente importante l’aspetto dei servizi –
assistenziali, abitativi ecc. – che si affiancano all’insegnamento,
secondo il tipico modello del campus, un luogo dove gli studenti
possono trovare risposte a diversi tipi di esigenze, non solo
culturali. In quest’ottica l’Ateneo perugino, a partire dal 1999,
ha rivolto la sua attenzione all’assistenza medica e psicologica
per gli studenti fuori sede e gli iscritti stranieri vincitori di borsa
Erasmus.
Attraverso una convenzione stipulata tra l’Università degli
Studi e l’Aspu (Associazione sociosanitaria per la promozione
umana), infatti, dal 1999 è attivo un efficiente servizio di
assistenza medica di base, costituito da due medici generici
ed una dottoressa gineco-sessuologa. “L’Aspu, presieduta dal
dottore Alfredo Cordoni – spiega il medico generico Marcello
Damiani - è un’associazione di volontariato fondata nel 1978
per assistere gli immigrati. Si tratta, tuttavia, di un’iniziativa nata
da un’esperienza ecclesiale, giunta poi nel 1984 ad erogare
assistenza medica agli studenti dell’Università per Stranieri, un
servizio a tutt’oggi ancora svolto presso la palazzina Orvieto di
via XIV Settembre. Dal 1999, infine, le medesime prestazioni
mediche sono fruibili anche dagli studenti dell’Università
Italiana”. Si tratta di un servizio all’avanguardia e una delle prime
esperienze del genere in Italia. L’assistenza medica degli iscritti
fuori sede - attiva cinque giorni a settimana - è completamente
gratuita e si svolge nell’ambulatorio collocato presso la casa
dello Studente di via Faina (IV padiglione). Per usufruirne basta
presentarsi con un documento - preferibilmente il libretto
universitario - che attesti lo status di studente, ma trattandosi
di un bene fondamentale come la salute, non vige un regime
particolarmente rigido. “Tra l’ambulatorio di via XIV Settembre
Orari dei servizi di assistenza alla salute
per gli studenti fuori sede iscritti all’Università degli Studi di Perugia
presso l’ambulatorio di via Faina
foto n.1
8 l’università
Giorno
Assistenza
medica di base
lunedì
11-13 / 16-18
Assistenza
ginecologica
martedì
16-18
10-12
mercoledì
16-18
10-12
giovedì
11-13 / 16-18
venerdì
11-13
foto n.2
Assistenza
psicologica
10-12
e quello di via Faina - precisa la dottoressa Claudia Benedetti -,
inoltre, c’è un flusso scambievole di utenti, italiani e stranieri”.
Pur trattandosi di un servizio già di per sé utile e funzionale,
l’assistenza medica di base attualmente erogata meriterebbe di
MENS SANA
Cresce il numero degli studenti - lo dimostrano recenti
ricerche svolte a livello nazionale - che soffrono di problemi
psicologici e psicosomatici più o meno strettamente legati
allo studio. Ci si ammala, nella maggior parte dei casi, di
depressione, insonnia, crisi di panico, attacchi d’ansia e ciò
avviene sia in vista di esami che dopo la conclusione degli
studi, vissuta come una fonte sempre più spesso di
smarrimento e disoccupazione. Per fronteggiare simili
esigenze dal 1999 l’Università di Perugia ha attivato - in
gestione congiunta con l’Adisu - un centro di ascolto
psicologico. Il servizio, attualmente condotto dalla psicologa
Patrizia Giorgi, è frequentato da un numero considerevole
di studenti: “Si tratta - spiega la dottoressa - quasi sempre
di trattare problemi relativi alla ‘normalità’, ovvero legati alla
ricerca di una identità di adulto, ai processi di autonomia e
ai problemi relazionali ed affettivi. Molti giovani mostrano
difficoltà nel sostenere esami e nel comprendere il
funzionamento dell’Università, soprattutto dopo la riforma.
Piuttosto diffuso, inoltre, si dimostra il ricorso alla bugia in
merito al profitto universitario nei confronti delle famiglie.
Ma, in generale, il problema dominante è la difficoltà
dei ragazzi a trovare uno stile autonomo: un percorso di
crescita che troppo spesso viene complicato da genitori
iperprotettivi”. Il profilo dello studente medio rivela il
permanere di una disparità tra maschi e femmine, con i primi
che manifestano una maggiore insicurezza mascherata con
esuberanza ed aggressività. Ma non mancano, anzi sono
molto diffusi, il senso della solidarietà e della giustizia.
Anche per il centro di ascolto psicologico sono in corso
di elaborazione dei progetti di potenziamento: “Per il
prossimo anno accademico è in cantiere una rilevazione
delle problematiche ed una raccolta di proposte degli
studenti tramite i loro rappresentanti. Stiamo cercando,
inoltre, la collaborazione dei direttori delle Case dello
studente - che già possono intervenire nei piccoli problemi
legati alla convivenza - al fine di creare appositi gruppi di
lavoro. Un altro obiettivo è quello di agevolare l’accoglienza
dei giovani che vengono da fuori, per favorire la convivenza
delle culture e sostenere il passaggio dalla casa familiare a
quella autonoma: magari con gli studenti già inseriti nella
funzione di tutor”.
foto n.3
FOCUS
NNO BISOGNO DI CURE
O DI SALVAGUARDARE IL BENESSERE DEGLI STUDENTI DELL’ATENEO. NEL 2004,
GIOR PARTE DEGLI UTENTI FREQUENTA LE FACOLTÀ UMANISTICHE.
essere potenziata: “Innanzitutto - sottolinea
Damiani - sarebbe necessario che la Asl
tornasse a farci utilizzare, come avveniva fino
a qualche anno fa, il ricettario regionale: la
sopensione di questo servizio per motivi di
cassa ha penalizzato l’attività assistenziale
a favore degli studenti, impedendoci di
prescrivere farmaci mutuati”.
L’efficienza
dell’attività
ambulatoriale
è confermata dagli utenti, mentre le
continue file d’attesa ne dimostrano
l’intensità: visite, prescrizioni, esami clinici,
richieste di visite specialistiche o ricoveri
sono all’ordine del giorno. Consistenti i
numeri delle statistiche raccolte dai medici
che prestano il servizio: dal maggio 1999
al dicembre 2004 sono state effettuate
oltre 14 mila visite a favore di quasi 9
mila studenti; le terapie farmacologiche
prescritte sono state oltre 6.500, i certificati
redatti 1.146, i ricoveri necessari 20. Nel
2004 il 60% dei pazienti visitati sono
state donne, mentre, per provenienza,
le comunità che maggiormente hanno
usufruito dell’assistenza medica generica
sono state quella calabrese - tra gli italiani
-, e quella degli studenti di paesi europei
non comunitari - tra gli stranieri -. Infine,
la maggior parte degli utenti frequenta le
facoltà umanistiche.
DALLA PARTE DELLE DONNE
L’assistenza medica di base, a partire dall’anno accademico 2000-2001, è stata integrata da un servizio di gineco-sessuologia
svolto due volte alla settimana dalla dottoressa Maria Tecla Cataldi. Le studentesse possono usufruire di esami preventivi - quali il
paptest - e, da qualche mese a questa parte, di ecografie: il tutto gratuitamente e senza prenotazione. L’attivazione del servizio
di ecografia ha rappresentato un notevole salto di qualità del servizio, in grado di limitare e giustificare le eventuali urgenze. Tra
le utenti (10-15 a seduta in media, oltre 800 in un anno) molte le ragazze straniere e quelle provenienti dall’Italia meridionale.
Le patologie maggiormente riscontrate sono quelle di carattere infettivo e le problematiche ormonali legate allo stress, ma non
mancano quelle sessuologiche e affettive in senso ampio o le gravidanze.
La dottoressa Cataldi, insomma, rappresenta un punto di riferimento non solo medico ma anche umano, soprattutto in caso
di richieste di interruzione di gravidanze. Anche il servizio consultoriale andrebbe completato e potenziato: “Riscontriamo la
necessità di un servizio di segreteria - aggiunge la Cataldi - poiché questo consentirebbe di evitare di sbrigare le pratiche delle
pazienti negli orari di visita, diminuendo conseguentemente i tempi d’attesa per le visite”.
I numeri dell’attività assistenziale erogata agli studenti dello Studium presso l’ambulatorio di via Faina dal 1999 ad oggi
Anno
Visite
effettuate
Pazienti
visitati
Terapie
prescritte
Visite
specialistiche
prescritte
Esami di
laboratorio
prescritti
Certificati
medici
redatti
Terapie
parenterali
praticate
Ricoveri
predisposti
1999
740
460
350
162
83
56
12
5
2000
1705
1060
807
374
192
128
48
2
2001
2421
1439
1218
607
254
175
59
4
2002
3476
1978
1810
824
431
216
44
3
2003
3168
2042
1329
876
412
274
16
4
2004
2763
1912
1071
852
389
297
30
2
totale
14273
8891
6585
3695
1761
1146
209
20
l’università 9
ALUMNI
FORMAZIONE
UNIVERSITARIA
E VITA DA STUDENTE
NEI RICORDI
DI UN ECONOMISTA
UNA LAUREA DA…
METTERE IN BANCA
RIFLETTORI SU MARIO GIROTTI, DIRETTORE GENERALE DELLA BANCA
NAZIONALE DEL LAVORO: DAGLI STUDI IN ECONOMIA A PERUGIA, AI
RUOLI DI RILIEVO NELLE SEDI BNL DI TUTTO IL MONDO. LA STORIA DI UNA
CARRIERA PARTITA DA VIA PASCOLI.
ARTICOLO DI
Andrea Possieri
e Leonardo Varasano
Nell’immagine a fianco:
Mario Girotti, direttore generale
della Banca Nazionale del Lavoro,
si è laureato in Economia
presso l’Ateneo perugino.
10 l’università
Una nuova tappa dello speciale viaggio tra
i “laureati illustri” dell’Ateneo di Perugia
porta alla ribalta dei lettori de L’Università
Mario Girotti, attuale direttore generale
della Banca Nazionale del Lavoro. Originario
di Civitanova Marche, Girotti ha trascorso
la sua carriera universitaria a Perugia tra la
fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni
Settanta, laureandosi a pieni voti in Economia
e Commercio. Poi, un percorso professionale
tutto interno alla Banca Nazionale del Lavoro
lo ha portato per ben diciannove anni fuori dei
confini nazionali, prima di fare ritorno in Italia.
La sua biografia è sicuramente segnata dal
conseguimento della laurea presso l’Università
degli Studi di Perugia, nonostante l’inizio degli
studi universitari sia altrove. “Mi ero iscritto
alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di
Bologna – afferma Girotti – poi per motivi
familiari, legati all’azienda di mio padre, fui
costretto a sospendere gli studi per un paio
di anni”.
Perché, poi, ha deciso di iscriversi a Perugia?
Quando decisi di riprendere gli studi interrotti cercai un corso
di laurea vicino alla mia città d’origine, Civitanova Marche, e
la scelta era tra Ancona, Macerata e Perugia. Macerata era focalizzata essenzialmente sugli studi giuridici mentre Perugia era
un Ateneo considerato più solido, con una maggiore tradizione
rispetto alle altre sedi dell’Italia centrale. Questa considerazione
fu determinante nella mia scelta e così nel 1968 mi iscrissi alla
Facoltà di Economia di Perugia.
Un anno particolare, quello…
Il 1968 a Perugia è stato molto più tranquillo rispetto ad altre
città, ad esempio Bologna. Si studiava con molta tranquillità,
nulla di paragonabile a quello che stava accadendo in altri centri
universitari; c’erano delle manifestazioni, ma niente che avesse
oscurato lo spirito universitario.
Abitava a Perugia durante gli studi universitari?
Il primo anno e mezzo fui pendolare: mi mantenevo agli studi
universitari lavorando in uno studio commerciale. Poi, vinsi
una borsa di studio che mi permise di abbandonare il lavoro
di Civitanova per venire ad abitare a Perugia, dove rimasi
stabilmente fino alla laurea. Abitai per un pò di tempo in affitto
in via Spirito Gualtieri, nello stesso condominio dove abitava la
donna che poi sarebbe diventata mia moglie. Quindi, entrai al
Collegio Onaosi, che rappresentò una bellissima esperienza sia
di vita che universitaria.
Sembra di capire che ha un ottimo ricordo della sua vita
universitaria…
Ho un ricordo piacevole della città e torno spesso a Perugia: della
mia vita da studente ho un ricordo stupendo. Nei pressi della
Facoltà, nei bar e nelle trattorie limitrofe c’erano sempre grandi
occasioni di incontro. La piazza di fronte alla Sede centrale, il
corso, il bar Sandri, erano dei luoghi speciali.
E da un punto di vista professionale? Gli studi universitari
l’hanno aiutata nella ricerca del lavoro?
Mi sono laureato in Politica economica con il professore Antonio
Calzoni, nel 1973, con una tesi sulle partecipazioni statali. Tesi
che fu poi acquisita dal Ministero delle partecipazioni statali.
Appena laureato ho avuto subito molte
richieste di lavoro: una da parte della Buitoni,
una dalla Unione degli Industriali di Perugia
e un’altra dalla Banca Nazionale del Lavoro.
Il giorno dopo la laurea, però, andai da un
commercialista di Ancona e lavorai per un
pò di tempo in questo studio. Poi mi resi
conto che la libera professione non era la mia
vocazione e accettai una di quelle offerte che
mi erano state fatte appena laureato.
La BNL, appunto…
Esattamente. Da lì ho iniziato un lungo percorso che oggi mi ha portato ad esserne
direttore generale. Dapprima ho lavorato
nei processi di formazione della BNL, che
allora erano strutturati in un percorso di 5
anni presso diverse filiali della banca. In quel
periodo ne ho girate sette o otto. Poi sono
andato all’estero: la maggior parte della mia
carriera l’ho fatta fuori dall’Italia. Per 19 anni,
sono stato ad Hong Kong, poi a Singapore,
quindi in Australia, e poi ancora ad Hong Kong, infine in Brasile
e Argentina. Sono tornato in Italia nel 1998 quando la banca è
stata privatizzata. Prima sono stato responsabile della divisione
commerciale, mentre da un anno e mezzo sono stato nominato
direttore generale.
Come valuta oggi il rapporto fra mondo del lavoro e
Università?
Le opportunità di lavoro oggi sono minori rispetto a quelle che
c’erano negli anni Settanta. Valuto i laureati che entrano in
banca e li trovo ben preparati, quando le lauree sono conseguite
bene. Non ho seguito da vicino le logiche di aggiornamento
del mondo universitario italiano, ma ho sempre pensato che
le nostre università non fossero da meno rispetto a nessuno:
l’importante è laurearsi bene, soprattutto quando il mondo del
lavoro offre ampie possibilità di scelta.
La mancanza di fondi alla ricerca e la scarsa specializzazione
degli studi universitari: due questioni scottanti da sempre
al centro del dibattito. Qual è la sua opinione?
La specializzazione è un tema su cui si può dibattere molto. Può
avere uno spazio nell’ultimo periodo del corso di laurea, ma poi
le aziende hanno la loro specificità e normalmente quando sono
grandi aziende, ben strutturate, portano avanti al loro interno la
specializzazione. Noi in BNL facciamo dei corsi d’addestramento
in cui un buon laureato, con solide basi di cultura tecnicoprofessionale specifiche, entra nel mondo bancario e specializza
le sue conoscenze. BNL, inoltre, apre le porte agli stagisti. Gli
stage ci interessano molto, perché è un modo per far fare
esperienza a chi è nella fase immediata post-laurea e per noi è
un’eccellente forma di selezione, in quanto si ha la possibilità
di verificare la qualità dei laureati per poi assumerli. Concordo,
infine, sul fatto che i fondi destinati alla ricerca siano scarsi, tanto
nell’università quanto nel mondo industriale: e ciò rappresenta
‘la palla al piede’ del nostro sviluppo industriale.
Se potesse tornasse indietro?
Ho degli ottimi ricordi della vita universitaria perugina, quindi
rifarei le scelte che ho fatto. Per me è stato un periodo di grandi
cambiamenti e inserirmi in un ambiente così accogliente è stato
un momento di crescita umana oltre che intellettuale.
STORIA
LA SECOLARE RICERCA
DELL’ALLOGGIO UNIVERSITARIO
ANCHE NEL MEDIOEVO GLI STUDENTI PROVENIENTI DA FUORI CITTÀ
DOVETTERO AFFRONTARE IL PROBLEMA DI TROVARE UNA RESIDENZA.
La storia secolare dello Studio perugino porta con sé una storia,
altrettanto secolare, di fondazioni finalizzate ad ospitare gli
studenti. Per intraprendere un corso di studio in quella che era
stata la città di docenti illustri quali Baldo e Bartolo, infatti, si
giungeva talvolta da sedi molto lontane - ad esempio, dalle
regioni poste al di là delle Alpi giungevano gli “Ultramontani”:
francesi, tedeschi e spagnoli - e le “sapienze” erano il luogo in
cui gli studenti trovavano ospitalità oltre che una certa visibilità
all’interno dello Studium.
Durante i secoli, però, si verificarono anche delle vicende
che lasciarono gli studenti senza un tetto, costringendoli a
sistemazioni provvisorie. Fra queste, una delle più significative
è quella che causò la distruzione del palazzo della Sapienza
Nuova, uno dei più antichi collegi di Perugia, e costrinse gli
studenti - familiarmente detti “Sapienzani novi” - a girovagare
per case in affitto finché il sovrano non concesse loro una
nuova sede.
Correva, infatti, l’anno 1544 e questo sovrano era papa Paolo
III Farnese. Al suo nome si deve quello della Rocca al cui interno
si snodano oggi le scale mobili.
Volutamente, nella sua costruzione, furono “ingoiate” tutte le
case signorili della famiglia dei Baglioni, mentre per necessità
fu distrutta la Chiesa di Santa Maria dei Servi: anche il palazzo
della Sapienza Nuova, costruito intorno al 1430 in quella stessa
area della città, rimase coinvolto in quest’opera di demolizione
volta a fare spazio alla Rocca. Allora, cosa fecero gli studenti,
privati dell’alloggio, lo si legge nel Breve con cui papa Paolo III,
quattro anni dopo, pose rimedio ai danni
causati: in pratica per loro iniziò una lunga
vicenda di traslochi da un capo all’altro
della città.
Dapprima ospitati in Piazza del Sopramuro,
in un palazzo posto proprio accanto allo
Studio, i “Sapienziani” furono presto sloggiati dal Legato che concesse quella sede al
Capitano del popolo.
Furono allora costretti a cercare riparo in
residenze private, prese in affitto, separati e
sparpagliati per la città, per più di tre anni:
un vero e proprio scandalo, per un istituto
governato dai nobili membri del Collegio
della Mercanzia.
Forti, allora, dovettero essere anche le
pressioni che indussero il papa a provvedere:
Paolo III decise di concedere in perpetuo
alla Sapienza Nuova quanto restava della
prestigiosa chiesa di Santa Maria dei
Servi. I frati non avrebbero protestato,
preventivamente tacitati con la concessione
di un’altra chiesa (quella di Santa Maria
Nuova, in cui peraltro fu allestito il nuovo
altare degli “Ultramontani”).
I “Sapienzani” rimasero in quella sede fino
alla fine del secolo dei Lumi. Tra Sette e
Ottocento nuove e più gravi turbolenze
produssero la chiusura di tutti i collegi:
solo fra tutti, grazie alla caparbietà dei
suoi governatori e per concessione di
papa Pio VII, riaprì più tardi il Collegio Pio
della Sapienza, così detto in onore del
pontefice.
Con quel nuovo nome, l’istituto si trasferì
quindi nel palazzo della Sapienza Vecchia
- nell’odierna via della Cupa -, dove restò
LE VICENDE
DEI “SAPIENZANI”
ALLA RICERCA
DI DOVE VIVERE
E STUDIARE
ARTICOLO DI
M. Alessandra
Panzanelli Fratoni
Nell’immagine a fianco:
Il Palazzo del Capitano del Popolo
a Perugia, una delle sedi in cui furono
ospitati i “Sapienzani novi”.
In basso:
fino alla fine del secolo XIX, quando chiuse per fare posto ad
altri studenti: quelli dell’Onaosi.
Il Breve con cui papa Paolo III concedeva alla Sapienza gli edifici
per costruire la nuova sede si trova oggi tra le carte dell’Archivio
del Collegio, un fondo aggregato a quello dell’Università degli
Studi di Perugia di cui è attualmente in corso l’edizione (sotto
la guida della Soprintendenza archivistica per l’Umbria, a cura
di Laura Marconi, di Daniela Mori e di chi scrive).
Il Breve con cui papa Paolo III Farnese
concesse nel 1544 al Rettore
e agli Scolari della Sapienza Nuova
gli edifici per il nuovo Collegio
(Archivio storico dell’Università,
Fondo Sapienza Nuova).
l’università 11
RICERCA
“PIPENET” È STATO
BREVETTATO
DA UN GRUPPO
DI RICERCA
DELLA FACOLTÀ
DI INGEGNERIA
TRASPORTI: DA PERUGIA
UNA RIVOLUZIONE “MAGNETICA”
L’USO DI CAMPI MAGNETICI PER MUOVERE GLI OGGETTI: L’UNIVERSITÀ
PERUGINA CULLA DI UN INNOVATIVO SISTEMA CHE HA LE POTENZIALITÀ PER
RIVOLUZIONARE IL TRASFERIMENTO DELLE MERCI IN ITALIA.
ARTICOLO DI
Erika Baglivo
Nell’immagine a fianco:
Un particolare del tubo con il quale verrà
realizzato il prototipo per il trasferimento
magnetico delle merci
In basso:
Il professore Franco Cotana
Un innovativo sistema di trasporto magnetico per le merci: il
brevetto reallizato nel 2000 dal gruppo di ricerca guidato dal
professore Franco Cotana, docente della Facoltà di Ingegneria
dell’Università degli Studi di Perugia, da qualche mese esattamente dal principio del 2005 - è al centro di un accordo
firmato con l’Ansaldo Breda, società del gruppo Finmeccanica.
Da questa intesa è nato il progetto “Pipenet”, grazie al quale
sarà possibile sperimentare l’efficacia del rivoluzionario sistema
di trasporto che potrebbe risolvere una delle questioni più
spinose del Paese.
Si tratta di un progetto congiunto che permetterà, infatti, la
costruzione di un prototipo (inizialmente un tubo di circa 3
chilometri e poi un segmento rettilineo) in grado di movimentare,
grazie ad un campo magnetico, dei pacchi metallici contenenti
merci di ogni tipo. Il meccanismo di base sembra apparentemente! - semplice
e al contempo rivoluzionario:
questi pacchi, per effetto
del campo magnetico e
della forza generata da un
motore elettrico lineare disposto lungo il percorso,
viaggeranno “sospesi” nel
tubo arrivando a destinazione
in tempi brevissimi. Secondo
le stime del professore
Cotana, i pacchi potrebbero
arrivare alla velocità di 1500
12 l’università
chilometri orari se si ridurrà al minimo l’attrito eliminando l’aria
dal tubo con un sistema di pompe a vuoto, con un risparmio in
termini di tempo e soprattutto di denaro davvero sorprendente.
Il team che ha progettato il sistema parla del 40% in meno
rispetto al trasporto su strada per quanto riguarda i costi:
una stima realizzata solo sulla base della quantità di petrolio
necessaria per coprire una stessa tratta con la medesima
quantità di merci.
Il sistema, quindi, si presenta con enormi potenzialità, se si
considera anche solo la riduzione dell’inquinamento ottenibile
una volta impiantata questa tecnologia in sostituzione del
trasporto su gomma, oggi più che mai al centro di polemiche.
Inoltre, come ha spiegato il professore Cotana, non è difficile,
né eccessivamente costoso, realizzare il sistema dal momento
che i tubi attraverso cui dovrebbero viaggiare i pacchi
potrebbero essere posti lungo le già esistenti linee ferroviarie,
così da evitare le spese per l’interramento. A ciò si aggiunge
la possibilità di agganciare quest’innovazione alla questioni di
politica industriale che interessano l’Umbria e in particolare le
Acciaierie di Terni che, qualora il progetto trovasse l’appoggio
delle Istituzioni e aprisse la strada ad una realizzazione
concreta del sistema sul territorio nazionale, potrebbero vedersi
impegnate per un lungo periodo.
Queste le speranze e le aspettative del professore Cotana che,
come padre dell’invenzione ne enumera i vantaggi in attesa
dell’attenzione di chi si trova nella “stanza dei bottoni”. Se ciò
accadesse sarebbe una vera rivoluzione nel sistema dei trasporti
nazionale e l’Università degli Studi di Perugia, da cui l’idea è
partita, ne rappresenterebbe il cuore.
IN ATENEO
TUFFI... CON LODE
GRAZIE A UN’INTESA TRA LO STUDIUM E LA FEDERAZIONE ITALIANA
NUOTO TORNA IN FUNZIONE, DOPO TRENT’ANNI DI ABBANDONO,
LA PISCINA UNIVERSITARIA: UN’OPERA DI RIQUALIFICAZIONE CHE
RESTITUISCE ALLA COMUNITÀ ACCADEMICA E ALLA CITTÀ UN IMPIANTO
SPORTIVO AD ALTO CONTENUTO TECNOLOGICO.
Per il piacere di tutti gli amanti del nuoto, dopo oltre vent’anni
di degrado e abbandono, la piscina coperta universitaria, situata
in via Bambagioni, è finalmente tornata in funzione dopo un
imponente intervento di riqualificazione. Iniziati nel gennaio
2004, i lavori hanno permesso di mantenere intatte le qualità
estetiche del profilo architettonico e allo stesso tempo di
eliminarne le barriere dotando l’impianto di particolarità che lo
rendono eccellente.
Per il Magnifico Rettore Francesco Bistoni, che ha presieduto la
cerimonia di inaugurazione, si tratta di un altro “goal” messo a
segno nel recupero dell’area di via Bambagioni e della Pallotta,
nella direzione della creazione di un grande campus che avrà
sede proprio in questa zona: una realizzazione che, tappa dopo
tappa, va concretizzandosi sempre più permettendo agli studenti
di avere a disposizione maggiori e qualificati servizi.
La ristrutturazione dell’impianto natatorio, antico tesoro
dell’Università degli Studi di Perugia (è stato, infatti, edificato
negli anni 1968-69) abbandonato dagli anni Ottanta, è stata
possibile grazie ad un’intesa tra l’Ateneo e la Federazione Italiana
Nuoto che ha portato, per la prima volta, ad assegnare il lavoro ad
un’associazione sportiva, l’Accademia del Nuoto. Il progetto di
riqualificazione, realizzato dalla Euroengineering degli ingegneri
Mario e Danilo Lucarelli e Gianni Drisaldi, ha avuto come esito
finale il recupero di due vasche, una lunga 25 metri e una più
piccola destinata ai bambini e alle terapie rieducative, oltre che
la realizzazione di servizi, spogliatoi, docce, un’area d’attesa e
un ambulatorio. Gli interventi hanno permesso di riorganizzare
gli spazi in modo razionale, consentendo anche di ottenere un
impianto ad alto risparmio energetico.
La piscina è stata restituita alla città ed alla comunità accademica
con una cerimonia di inaugurazione che ha visto non solo la
partecipazione del Magnifico Rettore Francesco Bistoni, ma
anche del Sindaco di Perugia Renato Locchi (che ha espresso
il proprio compiacimento “per un così importante recupero
che amplia considerevolmente l’offerta per gli studenti e non
solo”), dell’Assessore regionale allo Sport Silvano Rometti, del
Presidente regionale del CONI Ruggero Rossi e del Presidente
del Comitato Regionale Umbro della Federazione Italiana Nuoto
Mario Provvidenza: tutti hanno sottolineato come l’Ateneo e la
città abbiano vinto un’altra importante sfida.
ARTICOLO DI
Erika Baglivo
Nell’immagine a fianco:
La rinnovata Piscina coperta universitaria
di via Bambagioni.
In basso:
Il taglio del nastro in occasione
dell’inaugurazione della struttura.
Da sinistra il presidente regionale della
Federazione Italiana Nuoto avvocato
Mario Provvidenza, il Magnifico Rettore
Francesco Bistoni, il professore Tal Al
Bringi (Accademia del Nuoto) e il Sindaco
di Perugia Renato Locchi.
I NUMERI DELLA PISCINA
La piscina universitaria dispone di una
vasca lunga 25 metri e larga 10 (con
altezza dell’acqua variabile tra 1,20
e 2 metri), con 5 corsie, omologata
dalla Federazione Italiana Nuoto e di
una vasca lunga 8 metri e larga 4,5
(l’altezza dell’acqua oscilla tra i 75 e gli
85 centimetri) per bambini e per terapie
riabilitative. Inoltre, vi è anche un vasto
solarium-giardino esterno, separato
dalle vasche da un’ampia vetrata.
Particolare attenzione, infine, è stata
riservata all’eliminazione delle barriere
architettoniche, affinché la piscina
possa essere fruibile anche dai disabili.
In Breve:
A FARMACIA CELEBRATA LA GIORNATA DELLA
FACOLTÀ CON PREMI DI LAUREA E SEMINARI
Per sottolineare l’importanza dell’eccellenza della
preparazione culturale del laureato la Facoltà
di Farmacia ha organizzato la “Giornata della
Facoltà”, un evento durante il quale sono stati
premiati i laureati più brillanti dell’anno accademico 2003/2004 ed ha avuto luogo l’assegnazione
dei premi di laurea “Carlo Cipolla” - alla miglior
tesi attinente alle discipline di tipo professionale e “Paolo Ceccherelli”, per la miglior tesi nel settore
della chimica organica e scienze affini.
La manifestazione ha offerto anche due momenti
di approfondimento con il dottore Daniele Donati,
Vice Presidente Medical Chemistry PsychiatryCentro di Eccellenza per il Rilascio dei Farmaci, e
del professore Domenico Misiti, Presidente della
Facoltà di Farmacia dell’Università “La Sapienza”
di Roma.
L’ATENEO OSPITA LA MODA
Non solo studenti. Ad essere attratti sempre di
più dall’Università degli Studi di Perugia sono
anche le aziende. In questo caso non si tratta di
rapporti finalizzati a progetti di ricerca comuni
o ad agevolare l’inserimento dei laureati
nel mondo del lavoro, ma dell’idea venuta
all’imprenditore perugino Brunello Cucinelli
di fotografare il catalogo della collezione
autunno-inverno 2005-2006 negli splendidi
spazi dell’Università. L’Ateneo, infatti, ha messo
a disposizione alcune delle location in cui i sei
fotomodelli hanno indossato i capi in cashmere
dell’azienda di Solomeo, dietro gli scatti del
fotografo Christian Moser. I set hanno coinvolto
alcuni dei luoghi dell’Ateneo più suggestivi: la
Sala del Dottorato, sede dell’antica biblioteca
del Rettorato, e il complesso di San Pietro, sede
della Facoltà di Agraria (nella foto).
l’università 13
IL ‘600 DI BONTEMPI
IL MUSICISTA PERUGINO RICORDATO NEL TERZO CENTENARIO DELLA
MORTE CON EVENTI E UN VOLUME SULLA SUA VITA E LE SUE OPERE.
Nell’immagine a fianco:
Il frontespizio dell’Historia Musica
di Giovanni Andrea Angelici Bontempi
In basso:
La firma autografa del musicista perugino
Una personalità di spicco del panorama culturale
europeo: questo fu Giovanni Andrea Angelini
Bontempi, musicista perugino (Perugia 1625
- Brufa 1705) di cui ricorre il terzo centenario
della morte, una ricorrenza che l’Università
celebra contribuendo all’organizzazione di una
serie di iniziative che si terranno in vari centri
dell’Umbria (a Brufa, Torgiano, Perugia, Trevi
e Spello) fino al 20 agosto 2005. Concerti in
primo luogo, ma anche mostre, conferenze e, a
più duratura memoria del lavoro condotto nella
proficua collaborazione tra ricerca musicologica
e prassi esecutiva, la pubblicazione di un
volume. Le manifestazioni sono il frutto della
collaborazione dell’Ateneo - ed in particolare
della Sezione di Musicologia - con gli enti locali
(la Regione dell’Umbria, la Provincia e il Comune
di Perugia, i Comuni di Torgiano, Trevi, Spello e
la Pro-loco di Brufa) ed istituzioni e associazioni
culturali (la Rosa dell’Umbria, l’Ensemble barocco
con strumenti originali che ha
proposto l’esecuzione di musiche
di Bontempi, la Deputazione di
Storia Patria per l’Umbria e la
Sezione di Storia della Musica dell’Istituto Storico Germanico
di Roma).
Bontempi fu un uomo eclettico nel senso rinascimentale del
termine: cantante, compositore e teorico musicale in primo
luogo (a lui si deve la prima Historia musica),
ma anche letterato (autore tra l’altro dei testi
delle proprie opere), storico, architetto teatrale e
scenografo, costruttore di strumenti musicali e di
orologi, abile intagliatore di pietre dure, nonché
accorto amministratore delle sue proprietà. Le
celebrazioni hanno ospitato la presentazione del
volume curato dalla professoressa Biancamaria
Brumana sull’insigne musicista perugino, presentazione durante la quale sono stati eseguiti
degli intermezzi musicali: la prima ripresa
moderna della cantata “Ruscelletto cui rigido
cielo”, del madrigale “Dove hai tu nido” e del
mottetto “Paratum cor meum” scritto per la
Cappella di corte di Dresda. Il volume, che intende
ripercorrere alcuni aspetti della vita e dell’opera
di Bontempi, comprende i contributi di numerosi
autori raggruppati in tre sezioni dedicate,
rispettivamente, alla poliedrica personalità di
questo personaggio nel contesto culturale della
sua epoca, alle sue composizioni musicali (la “musica pratica”) e
alla “musica teorica”. A concludere l’ampio programma di eventi
- che include anche una mostra volta a ricostruire la personalità
del musicista perugino, intitolata “Angelini Bontempi musicista
e letterato del Seicento”, ospitata a Brufa -, il 20 agosto a
Spello, alle ore 21.15, l’esecuzione del “concerto grande” nella
Collegiata di S. Maria Maggiore, la chiesa per la quale Bontempi
fu Maestro di Cappella tra il 1682 e il 1685.
In Breve:
A ECONOMIA E SCIENZE POLITICHE
IL NUOVO LABORATORIO INFORMATICO
IL PROFESSORE FRANCO MORICONI
ELETTO PRESIDE DI MEDICINA VETERINARIA
Gli studenti delle Facoltà di Economia e di Scienze
Politiche hanno a disposizione una nuova sede del Laboratorio Informatico, situata presso i locali ristrutturati
delle ex Segreterie in Via Elce di Sotto. La struttura, che
consta di 42 PC collegati in rete e dotati delle più recenti
configurazioni hardware e software, rappresenta una
realizzazione importante che permetterà di far crescere
il livello della didattica e sostenere l’attività di ricerca.
Al taglio del nastro che ha aperto le porte del nuovo
laboratorio hanno partecipato il professore Antonio
Pieretti, Delegato del Rettore, il dottore Giuliano
Masciarri in rappresentanza della Fondazione Cassa di
Risparmio di Perugia che ha sostenuto finanziariamente
l’opera, i Presidi delle Facoltà di Economia Pierluigi
Daddi e di Scienze Politiche Giorgio Eduardo Montanari
e il professore Gianfranco Galmacci, responsabile
scientifico del laboratorio.
FACOLTÀ DI MEDICINA VETERINARIA
CORSI DI LAUREA TRIENNALE
Igiene e qualità delle produzioni animali (40)
Scienze e tecnologie delle produzioni animali (interfacoltà con Agraria)
CORSI DI LAUREA SPECIALISTICA A CICLO UNICO
Medicina veterinaria (47/S)
Il professore Franco Moriconi, ordinario di Clinica
chirurgica veterinaria, nonché presidente della Società
Italiana di Chirurgia Veterinaria, sarà il nuovo Preside
della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università
degli Studi di Perugia per il quadriennio accademico
2005-2009. Moriconi, attualmente, è coordinatore
del dottorato di ricerca in “Scienze equine” presso
l’Università di Perugia ed è membro del Collegio dei
Docenti del dottorato di ricerca in “Ortopedia degli
animali domestici”, con sede presso l’Ateneo di Parma.
Già componente della Giunta d’Ateneo a partire
dal Rettorato Calzoni, durante i Rettorati Bistoni si è
occupato, tra l’altro, di orientamento e comunicazione
ed ha svolto il ruolo di coordinatore del Nucleo di
Progettazione Universitario. Il neo Preside, che ha
14 l’università
ottenuto il massimo dei consensi - a dimostrazione
della compattezza della Facoltà - entrerà in carica il 1
novembre 2005, sostituendo il professore Alberto Gaiti.
Intanto è stato comunicato che il primo atto del nuovo
anno accademico di Medicina Veterinaria riguarderà
i test d’ingresso al corso di laurea specialistica a ciclo
unico in Medicina Veterinaria.
Le prove si terranno mercoledì 7 settembre 2005 alle ore
9, mentre le lezioni avranno inizio lunedì 3 ottobre.
XVII CONGRESSO INTERNAZIONALE
DELL’ACCADEMIA ROMANISTICA
COSTANTINIANA
Il tema scelto per il congresso 2005 è stato “La
persona, il suo diritto, la sua continuità nella esperienza
tardoantica”, argomento sul quale specialisti dell’area
storico-giuridica si sono interrogati, inoltrandosi ad
indagare anche aspetti sociologici e antropologici.
Inaugurata a Perugia nella Sala Brugnoli di Palazzo
Cesaroni, la XVII edizione si è poi svolta nell’antico
Palazzo Civico di Spello, coinvolgendo 120 esperti
provenienti da vari Paesi del mondo per un totale di 40
relazioni scientifiche.
GIOVANI INGEGNERI CRESCONO
CON UN CONCORSO DI IDEE
Invitare gli studenti a manifestare la propria creatività e abilità
tecnicha fresche di studio: questo l’obiettivo profondo del
“Concorso d’idee” che ha visto gli studenti d’Ingegneria impegnati nell’elaborazione di progetti in ordine alla “Riqualificazione
della canalizzazione di mandata aria della mensa della Facoltà
di Ingegneria” e bandito dalla stessa Facoltà. La volontà degli
organizzatori, infatti, era quella di offrire ai propri studenti la
possibilità di concepire progetti creativi e tecnicamente corretti
per risolvere un problema dimensionalmente ridotto, ma
specifico e rilevante.
La fiducia riposta negli allievi si è dimostrata ben fondata, dal
momento che alla giuria sono giunte 11 proposte progettuali
che vedevano coinvolti 16 studenti. Esaminati e selezionati alla
luce della loro originalità e fattibilità tecnico-costruttiva, oltre che
in base al loro grado d’integrazione con il contesto ambientale,
i progetti sono stati ordinati in una graduatoria finale che ha
visto come primo classificato il progetto “Qualcosa si muove ad
Ingegneria”, realizzato da Aldo Tacchini, Luca Martini, Walter
Cernecchi, Andrea Picciaia e Filomena Truscelli, vincitori di una
somma pari a 500,00 euro a cui si aggiungono 5 pubblicazioni
scientifiche. Il secondo e il terzo premio, rispettivamente di
300,00 euro e 200,00 euro più 5 pubblicazioni ciascuno,
sono stati, invece, assegnati ad Alessia Bonadies e a Matteo
Bongarzone con i progetti “Continuum” e “Arie e ombre”.
Inoltre, la giuria ha ritenuto meritevoli di segnalazione,
premiandoli con 5 pubblicazioni scientifiche ciascuno, per
“l’originalità della proposta e per la qualità della restituzione
grafica”, i lavori di Angelo Mirabelli “Guardando il tempo” e di
Federica La Banca “Il Fischio”. I vincitori del Concorso sono stati
premiati alla presenza del commissario straordinario dell’ADISU
Maurizio Oliviero, del Preside della Facoltà di Ingegneria Corrado
Corradini, del Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della
Provincia di Perugia Massimo Mariani, del Presidente dell’Ordine
degli Architetti, Pianificatori e Paesaggisti della Provincia di
Perugia Maria Carmela Frate, del professore Francesco Asdrubali,
dell’ingegnere Paolo Anderlini, dell’architetto Paolo Raspa e
degli ingegneri Linda Barelli e Guido Fastelli.
La cerimonia di premiazione, che si è svolta al “100dieci cafè,
web & food”, è stata aperta dalla presentazione del professore
Paolo Belardi, coordinatore della Sezione Interdisciplinare di
Disegno e Architettura che ha avuto un ruolo determinante
nell’organizzazione sia della parte logistica sia della parte
didattica dell’iniziativa: a lui sono andati i ringraziamenti del
presidente del Consiglio degli Studenti Michele Martorelli per
aver “coinvolto gli studenti attivamente nella vita dell’Ateneo.
ARTICOLO DI
Erika Baglivo
Nell’immagine sopra:
Un rendering
del progetto vincitore
a fianco:
Gli studenti vincitori espongono
alla platea le caratteristiche
del loro elaborato
In Breve:
Ma l’incontro del 2005 è stato anche l’occasione per
presentare il progetto di restauro e valorizzazione della
Summa Perusina, il testo risalente al XII secolo che
costituisce un documento di grande rilievo nell’ambito
degli studi storico-giuridici per la ricostruzione del
Codice Giustiniano.
GLI OPERATORI TURISTICI
INCONTRANO GLI STUDENTI
risorse umane nel settore turistico”, a sua volta
titolo della tavola rotonda tenuta nell’ambito della
terza edizione del Master in Tourism and Leisure
Management organizzato dall’Ateneo perugino
in convenzione con INPDAP e Sviluppo Italia.
Nella seconda giornata, invece, gli operatori turistici
hanno presentato agli studenti le aziende da essi
rappresentate, illustrando loro le possibilità di
stage così da realizzare un effettivo incontro tra
domanda e offerta delle opportunità di lavoro.
AL VIA IL MIGA, MASTER INTERNAZIONALE
IN INNOVAZIONE E GESTIONE D’AZIENDA
Si è svolto presso la sede universitaria di Santa Maria
degli Angeli (Assisi) lo “Stage Day”, una due giorni
di incontri tra i responsabili delle risorse umane delle
principali aziende del settore turistico e gli studenti
dei corsi universitari in “Economia del Turismo”, per
discutere sulle prospettive professionali del settore.
Nella prima giornata l’attenzione è stata focalizzata
sul tema “Selezione, formazione e sviluppo delle
Il Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università
degli Studi di Perugia ha promosso il Master in
Innovazione e gestione d’azienda, cui collaborano
anche docenti provenienti da importanti Università
straniere.
Il corso ha l’obiettivo di formare i giovani laureati
per essere in grado di progettare
moderni sistemi di gestione aziendale che garantiscano sia processi
di innovazione sia di sviluppo internazionale sostenibile e di crescita
competitiva delle aziende con particolare attenzione alle piccole e medie
imprese.
Inoltre, il Master, che comporta un
contributo da parte di ciascuno
studente limitato a 2000 euro, grazie
ai contributi messi a disposizione da
Enti e Aziende, permetterà ai suoi
partecipanti di effettuare esperienze
di stage aziendali.
LA CAMPAGNA PROMOZIONALE D’ATENEO
2005-2006
E’ iniziata nell’ultima decade di giugno la campagna
promozionale d’Ateneo 2005-2006, che ha l’obiettivo
di promuovere l’offerta formativa dell’Università degli
Studi di Perugia e consolidare il trend positivo degli
ultimi anni a livello di immatricolazioni. Sono 15 le
testate della carta stampata (quotidiani, settimanali
e periodici) che ospiteranno, fino all’ultima settimana
di settembre, la pubblicità e i contributi giornalistici
sulla vita dello Studium e sulle sue molteplici proposte
didattiche e di servizi. La campagna è nazionale, con
particolare enfasi sul centro sud Italia, tradizionale
bacino di provenienza della percentuale più alta delle
matricole.
Consistente, inoltre, la presenza sui giornali umbri. Sul
piano televisivo, di rilievo la partnership con il canale
sportivo “SI - Sport Italia” oltre alla presenza degli
spot dell’Ateneo anche sulle principali reti televisive
interregionali.
Tra le radio, invece, l’Università punta su Radio Rai 1, con una serie di
spot e approfondimenti sul mondo
accademico perugino e su alcune
emittenti interregionali tra le più
ascoltate fra i giovani. Non è stato
tralasciato, poi, Internet, attraverso
la diffusione di banner pubblicitari su
siti a carattere musicale frequentati
sorattutto dai ragazzi. Infine, una
novità: sui treni regionali di tutto
il centro sud Italia sono stati affissi
“pendoli” pubblicitari sull’Ateneo
particolarmente visibili ai viaggiatori.
l’università 15
Le edicole di Perugia dove trovare:
Edicola P.zza Vittorio Veneto (Stazione Fontivegge)
Edicola P.zzale Bellucci (Stazione S. Anna)
Edicola P.zza Cavallotti
Edicola Via del Giochetto (Policlinico Monteluce)
Edicola Via F. Innamorati (Elce)
Edicola P.zza Grimana
Edicola “L’Amuleto”, Strada S. Lucia
Edicola Via Tuderte
Edicola Via A. Vecchi (Elce)
Edicola San Marco Fornaci
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giugno/luglio 2005 - Università degli Studi di Perugia