120.365 ARRIVATA QUI
ARRIVATA A PISTOLE
Visto NOTE PER BIOGRAFIA
Turbata, con una gran voglia di
piangere.
Corro indietro
velocemente lungo la mia vita:
rabbia,
paura
angoscia,
commozione meraviglia, furore,
amore,
solitudine,
felicita
piccole e grandi, inaspettate,
inaudite, così i dolori, ma in
questa gamma di sentimenti,
sensazione, quello che sto
provando ora, non c'e. Rossella
(tra
le
moltissime
donne
incontrate ' e un'amica che non
ho perso per strada) m'ha
regalato un libro"Le lettere del
mio nome"di Grazia LIVI, "é
importante, leggilo".
Il titolo
cosi ermetico non mi sollecita.
Leggo in contro-copertina la
presentazione dell'editore:
Il
1
tema appasionato di questo
romanzo-saggio é il divenire della
donna. Mi blocco. Oddio, ci
risiamo.
La solita "menata"
femminista
socialsociologopolitica,
scritta
dalla solita intellettuale per altre
intellettuali, quasi tutte saccenti, esibenti
"cultura", usanti un linguaggio da casta per
"quella"
casta,
senza
la
minima
preoccupazione di essere capite da chi
avrebbe avuto (sto parlando degli anni 70 in
cui la donna cercava di crescere e di
"liberarsi") la necessità urgente di capire,
protese a correre una più dell'altra per
essere lì, pronte a brancarsi" il primo
posto, dirigere, liderscippare un po' arroganti
o troppo accondiscendenti, che gridavano
"siamo sorelle" e in nome della sorellanza alla
prima occasione ti fregavano.
Esagero? Sì.
Ma ho visto e conosciuto molte donne troppo
simili all'uono nel loro modo di essere,
insomma, tutto quello che ho sempre
rifiutato. Parto a leggere indifferente e
diffidente.
“Qualche pagina e poi smetto” - mi dico.
E invece no, qualche pagina e ci sono dentro.
Ma questa chi é? La conosco? Non lo so.
Conosco tanta gente, ma i nomi non me li
2
ricordo, di molti non li ho nemmeno mai
saputi.
M'ha tirato dentro la chiarezza né facile né
semplecistica con cui ti racconta la vita, le
scelte, le fatiche la crescita di un
personaggio donna, come te lo ripropone
tutto, secca e piena, leggera, meticolosa
delicata, mai invadente, umile, poetica quel
tanto che non disturba, è una magnifica
scrittura,
priva
di
elucubrazioni
intellettualistiche, priva di fronzoli, con una
gran sintesi. Di ogni donna di cui parla, ti
presenta le piu remote sensaziuioni, ogni
personaggio é da lei scandagliato nel
profondo, c'e tutto quello che hanno detto gli
altri e quello che non hanno scritto, i
sentimenti, i dolori, le insicurezze, le
certezze e molto altro che ora non mi riesce
di esprimere.
Poche pagine te ne dà
l'essenza.
Ecco Simone De Beauvoir.
NON Mì é mai stata completamente
simpatica. A volte m'é capitato di giudicare
qualche sua scelta egoista. Il suo evidente
essere una intellettuale aristocratica me l'ha
sempre allontanata.
In casa di Sartre a Parigi, dopo un girar di
chiavi nella toppa ce la siamo trovata davanti:
borsa della spesa in mano, fazzoletto dentro
testa. Ha lanciato un "pas fumée" a Sartre e
si é ritirata in cucina. Dario ed io ci siamo
guardati interdetti, "e questa chi é?"
3
Sartre, come un bambino scoperto a rubare
la marmellata, ha spento la sigaretta o il
sigaro, non ricordo, "Simon.
.
. ", ha
mormorato.
Ah, era lei! Dario meno, ma io ci sono
rimasta un po' male. Forse credevo che il
fatto di essere una donna mi desse il diritto
ad un saluto. Ma ora, la Simon, del ragionatoLivi é una donna che capisco e ammiro di più.
Altre biografie di donne.
Leggere, conoscere, approfondire, passare il
tempo con loro, con la loro forza, la loro
caparbietà persistenza, lucidita, intelligenza,
sapere, donne che sono riuscite ad emergere
dallo sterminato femminile sommerso, in un
modo al maschile, mi costringe ad
interrompere la lettura e a
ragionarmi
addoso.
Il mio "dentro" s'é messo in
movimento e non riesco a bloccarlo. Mi sento
come se queste signore abbiano espresso,
pensieri miei, situazioni mie; insicurezze,
certezze, domande, scelte mie.
Mi sento
"loro", e allo steso tempo le sento discoste
da me, lontane, in alto, irraggiungibili.
4
Sono confusa. Confusa, a disagio, turbata,
sconbussolata. Di colpo mi sento come se non
avessi mai pensato. Non ho visto, non ho
notato, non ho desiderato. Mi sento addoso il
peso di non essermi mai sentita in lizza con
nessuno,
non perché mancasse la gara,
figuriamoci! , ma perché ero certa di non
possedere i numeri, le capacità per poter
participare.
Mi sembra di essere passata tra le cose
senza emozione. Sono certa di non aver mai
voluto con forza, qualcosa per me.
Gia
arresa, prima di essere vinta. Chi l’ha detto?
Catullo? Ammazzalo! Ma come parlo?! Starò
mica diventando una intellettuale?
Mi sento come se in questa mia frenetica
vita non avessi vissuto. Mi sento inutile,
banale, vuota come un libro rilegato con nelle
pagine bianche solo il numero in calce: I
giorni della mia vita : 22.630 , sessantadue
anni.
Quanti! Appresso, nessun bagaglio…
così mi sembra.
A 'sto punto mi hai scombussolata, cara
Grazia Livi. Possibilie?
E' così.
Sento
l'esigenza
di
esprimermi,
di
puntualizzarmi, di cercarmi. Oh mio dio,
cos'è, sto cercando me stessa? Il mio io?
Sono rovinata.
Mi viene da ridere. Ci ho tanto ironizzato
sopra nei nostri spettacoli… Ma ora qualcosa
5
di concreto mi urge. Devo fissare qualche
punto.
Me ne sto a guardare fuori dalla finestra
con il cervello completamente vuoto, come se
per tutti questi anni, e sono tanti, non avessi
vissuto, lavorato incontrato gente, parlato,
riso, fatto all'amore, pianto. Niente. Non mi
viene niente.
Ho la testa pressata da
pensieri confusi, suoni, rumori, parole, facce,
e fra tanto disordine non riesco a trovare la
parola giusta, il ricordo giusto che mi dia
modo di iniziare con un minimo di coerenza.
Forse potrei partire dalla prima grande
emozione che ricordo.
25 settembre 1945.
La guerra é finita;
sono arrivati i "liberatori". Li avevamo visti
sui camion il pomeriggio, intorno per la città.
Erano arrivati anche nella mia strada.
Ci
buttavano cioccolato e sigarette.
Arrossisco al pensiero di essermi buttata
con gli altri per tentare di raccogliere
qualcosa.
La sera, nel cortile di casa mia, gran festa.
Un giradischi, e ballare e ridere. Poi guardo
su, verso la finestra buia del primo piano:
casa mia.
Più che vederla, l'intuisco: mia
madre é lì, ci sta guardando. Conosco i suoi
pensieri, il suo tormento:
mio fratello
deportato in campo di concentramento in
Germania, non dà notizie da oltre due anni.
In un attimo le sono vicina vergognandomi
della mia allegria. Mi stringo forte a lei. E
6
due mesi dopo vedo lei che grida, grida
seduta su di un gradino della scala di casa
nostra, perché le gambe non la reggono. Si
stringe addosso il figlio, pallido, magro,
impolverato che si é fatto centinaia di
chilometri a piedi. Quell’urlare intenso che
esprimeva gioia, l'ho sentito identico molto
anni dopo (1973) in circostanza ben diversa
per dolore e drammaticità. Ancora seduta,
su di una sedia ora, con la testa buttata all'
indietro, grida senza controllo, come allora,
dopo che ha indovinato più dalla mia faccia
che dalle mie reticenti parole che mia sorella
Lina era morta.
La notorietà… m'é piombata addosso… non
che mi dispiacesse, una certa sera, a Cesena.
Compagnia Franco Parenti e le tre sorelle
Nava. Io dicevo una battuta: "Il Coriolano é
in cinque atti", ma ero lunga, bionda, con i
seni rotondi, e mi si vedeva. Alla fine dello
spettacolo, si presenta in camerino un tipo
con macchina fotografica"sono un giornalista
posso farle una foto? Posso dire che un
produttore americano la lancerà come la Rita
Haiwort italiana? " Il giorno dopo esce la
moa fotografia sul Resto del Carlino.
Immediatamente giornalisti, fotografi mi
danno la caccia. Io mi nascondo. Non sono
preparata a una storia così.
7
1953. Con Franco Parenti e Giustino Durano
Dario scrive il "Dito nell'occhio" testo di
critica politica e sociale che fece grande
scalpore e per i contenuti e per lo stile di
treatro ben diverso dagli steriotipi del
teatro così detto "leggero" di quegli anni. Lo
spettacolo ha un grandissimo successo e gira
per una stagione intera tutta Italia. Io
debutto con loro nella stagione invernale.
1954 -giugno.
Dario debutta al Piccolo
Teatro sempre con Parenti e Durano con un
altro testo scritto da loro:
"I sani da
legare". Ho un gran magone, perchè Parenti
non mi vuole in compagnia; Lo capisco anche
se nessuno esplicitamente me lo dice. Ma ad
un certo punto Dario, con molto imbarazzo e
malinconia, nel bar di una piazzetta vicino a
casa
mia,
me
lo
comunica,
ma
contemporaneamente mi chiede di sposarlo.
Lui dice di no, nega, ma io sostengo,
conoscendolo, che mi abbia chiesto di
sposarlo per pareggiare il dolore che sapeva
che mi avrebbe procurato l'essere scartata.
1954- 24 giugno.
Ci sposiamo.
In
sant'Ambrogio! Dario metterà il fatto di
essersi sposato in chiesa addirittura ne "Gli
arcangeli non giocano al flipper": "sposato in
chiesa per accontentare madre di lei molto
credente". Il matrimonio è stato bellissimo.
La notte prima l'ho passata sveglia non per
l'emozione, ma perchè stavamo nel lettone
8
della mia mamma in cinque. Io e quattro
amiche venute da Varese per farmi festa.
E a chiaccherare a ricordare, a ridere. E'
stata una bellissima notte. La mattina è
arrivato il Felice, padre di Dario, con una
macchinona presa a nolo, scendo le scale della
casa della mia mamma e lì, tutti gli inquilini
del palazzo a buttarmi manciate di riso… a
farmi gli auguri, a strigermi la mano… e io…
giù a piangere. Poi arrivo in chiesa. I giornali
avevano da giorni annunciato le nostre nozze,
quindi, folla, fotografi oltre ai parenti e agli
amici… e un'amica, che forse non mi era
tanto amica, mi allunga, proprio un secondo
prima che entrassi in chiesa, davanti a tutti,
un magnifico buchè: gigli simbolo di purezza.
Facevo l'amore con Dario da due anni, senza
nasconderlo altri che alla mia mamma, e
questi gigli li avrei mangiati volentieri. Non
QuickTime™ e un
decompressore
sono necessari per visualizzare quest'immagine.
ho potuto.
Pranzo con
gli invitati all'Hotel Milan, offriamo i
confetti, e poi ce la svignamo e andiamo a
pranzo col babbo di Dario, il papà Fo. La
"prima sera", io sono in televisione, non
ricordo più con che spettacolo, Dario al
Piccolo con "I SANI da legate".
9
Sono andata ad abitare nella casa dei
genitori di Dario. (controllare archivio, c'è
una foto simpatica"la sposa d'italia")
L'indomani mattina, telefono a mia madre per
salutarla. . e non so com'è, m'è venuto un
gran magone.
Mi sono emozionata.
Era
veramente fatta. Ero uscita di casa. E la mia
mamma, e qui si può leggere tutto il suo
candore: "Che c'è?… Non ti ha trovato in
ordine? ".
L'impatto con la vita marito-casa-famiglia è
stato come un gioco. Mi cimentavo con la
cucina, ma non avendo mai avuto niente del
genere come
mia diretta e totale
responsabilità, avevo qualche problema.
Primo tra tutti, le dosi: far da mangiare per
due. C'erano sempre tali quantità di cibo
bastanti per una caserma. Ricordo una sera a
cena Eugenio Tacchini, amico d'infanzia di
Dario
che si mangiò almeno 5 piatti di
minestrone.
Io ero un pò preoccupata.
"Basta, Eugenio, starai male. "No, no. E'
tanto buono! "
Poi però al cinema Orfeo,
dove mi aveva accompagnato a vedere "Roma
città aperta" durante la scena delle torture è
svenuto. "Accendete la luce – grido - c'è un
ragazzo che sta male! ". Arriva la polizia, lo
portano fuori, nella hall lui si riprende… Si
guarda intorno, vede i poliziotti, e ancora
sotto lo shok del film, gridava "non sono stato
io! Sono innocente! " Volevo morire. Poi s'è
10
alzato, è corso in bagno e ha vomitato tutto il
mio minestrone.
Anche gli ossibuchi mi venivano bene. La
prima volta che li ho fatti, stando col filo
telefonico diretto con mia madre, Dario non
finiva più di dirmi-che buoni che buoni. Poi ha
invitato i suoi amici di Brera, Emilio Tadini,
Alik Cavaliere e altri. Ero un pò preocupata.
Un pranzo con ospiti, non l'avevo mai retto.
1"Farò gli ossibuchi col risotto". Ho fatto la
mia bella figura. E Dario-ma che buoni -ma
che buoni! Ho continuato per almeno tre
settimane. E il povero Dario sempre a dire
ma che buoni.
Al ventesimo giorno mi ha guardato
ammutolito:
“Usciamo…
andiamo
al
ristorante… oggi è festa.”
Ora, li mangiamo non più di tre volte all'anno.
Al suo "ma che buono che buono s'è aggiunto
Jacopo. Lo dicono insieme e poi scoppiano a
ridere.
2) 20 minuti dopo le nozze, si fa per dire,
resto incinta. Jacopo (un nome che mi piace
proprio come quasi tutte le cose che fanno
quei due tipi lì,) è nato il 31 marzo del 55 a
Roma. Esattamente nove mesi e sei giorni dal
24 giugno dell'anno prima, quando ci siamo
sposati. Gravidanza terribile. Ho vomitato
sempre. Mi disturbavano gli odori, perfino i
colori. Mai più potuto mangiare ne vedere un
piatto di spaghetti. La sera del 30, stavo nel
camerino del Teatro Quattro Fontane dove
11
Dario recitava. 2) Chiedevo a sua madre, la
mamma Fo, "come sono le doglie? Cosa si
sente? Come si capisce che è ora?" E lei,
"quando senti una mano che ti strappa le
viscere… "e un'amica, anche lei anziana "No
Pina, non ti ricordi più. Quando senti…"
Nulla che mi tranquillizzasse. Anzi!
Mi ritiro, nella pensioncina vicina al teatro,
un pò prima di Dario. Ormai ci dovremmo
essere… pensavo. Preparo la valigia, roba per
me, vestaglia camicie ecc.
e roba per il
bambino. (A quei tempi non si sapeva prima
se fosse maschio o femmina. Ti dovevi fidare
delle anziane: la pancia è così, allora è
maschio. No, per me è femmina, non vedi
come è messa? E via di 'sto passo. Comunque
sempre "bambino" si diceva. Se poi era
femmina… pazienza!)
Ero emozionata. Arriva Dario. Baci baci. Poi
si infila a letto, io mi accoccolo accanto a lui
che si mette a leggere "il Mondo".
Ho odiato molto quel giornale per la sua
grandezza. Ogni volta che D. voltava pagina
mi arrivava un gran vento, e via che
sternutivo.
"Dario, mi sento strana…
3) ""Dormi Nanina… " Mi chiamava così.
Dopo un pò: "Dario… " "Dormi Nanina"… e via
a girar pagine… Non mi viene da dormire, mi
alzo, giro per la stanza…
"Dario credo che mi si siano rotte le acque…
"
12
"Dormi Nanina… “Dormi cosa, che sono in
piedi! Faccio pipì ma non mi scappa! Mi si sono
rotte le acque!” "Di corsa un taxi. Ora siamo
emozionati tutti e due. 3) Clinica Salus. Mi
avevano promesso che mi avrebbero dato
dell'etere.
In sala parto grido “Etere!
Etere!” La levatrice mi dà una carezza: "Sì
cara, sì, suo marito è fuori” “Etere!!” urlo con
tutto il fiato che mi rimaneva, senza risultato
alcuno. Il fatto è che la signora in questione
era veneta e pensava che nel momento
supremo io chiamassi mio marito: Ettore!
Ettore!
La possino!
Poi finalmente è arrivato il medico. Sento un
vagito. "Brava signora. 3 chilogrammi e 9.
4)""Ho fregato la Clara. La Clara era una
brava ragazza moglie di mio cognato Fulvio,
(aveva partorito da poco il figlio di 3 kg e 3
etti) molto quotata all'interno della famiglia,
e quando dico famiglia intendo mia suocera, in
quanto professoressa di lettere, non attrice.
Quindi sicuramente migliore di "quella lì che
non solo fa l'attrice, ma mi ha anche portato
via ei me testun." 5)Sì, all'inizio mia suocera
era solo mia suocera. Non aveva simpatia per
me e devo dire che faceva l'impossibile per
dimostrarmelo.
Mi addolorava molto non
essere amata da lei. Ma si sa, gli inizi per
qualsiasi cosa tu intraprenda trovi difficoltà,
figuriamoci il rapporto con la mamma di “lui”.
13
Dopo anni di frequentazione, dal glaciale la
signora Pina è passata all’affetto: 6) è
diventata per me la mamma Fo, e mi ha amata
profondamente, come profondamente io ho
amato lei. La frase che mi diceva con
orgoglio era “io l'ho messo al mondo, tu l'hai
fatto".
Ma pensa te! Ce ne vuole èh !!
La ricordo, con struggente tenerezza, poco
prima che se ne andasse, nel letto d’ospedale:
i capelli ritti intorno alla testa, ancora neri
con ciocche grigie…
gli occhi vispi…:
raccontava storie delle suore, le provocazioni
che faceva a quelle povere donne… e ci
faceva ridere… Ad un certo punto le chiesi
dell’infermiera. “Che orari fa? Come mai non è
qui?” “Viene alla notte” risponde. “No mamma
Fo, avevo stabilito che fosse presente anche
di giorno…” Ero sempre io che all’interno della
famglia decidevo il da farsi. Dario era troppo
preso dal suo lavoro. “Ma costa molto…” quasi
bisbiglia. “Oh mamma! Che vai dicendo?... Non
devi stare sola!” Lei guarda fuori dalla
finestra… zitta. Dopo un po’ con una voce che
non le conoscevo mi dice: 7)
“Fin che c’è qualcuno che ti vuole così bene…
non si muore.”
Dove ero? Ah sì… nasce Jacopino.
Con la leggerezza dei pazzi usciamo dalla
clinica con il nostro fantolino in fasce e ci
"accasiamo" ospiti di un fotografo di cui non
ricordo il nome, che aveva una splendida casa
14
in
via
Parioni.
Davvero
splendido
appartamento.
L'unico difetto, non
indifferente per una coppia con un bambino di
4 giorni, che questa principesca dimora, era
completamente priva di mobili, (se li era
portati via il padre dopo una lite. Ma erano
mesi che l'appartamento era in queste
condizioni).
9) Due brande, una sedia per comodino, un
tavolo in cucina, qualche sedia, forse… e un
telefono con un filo chilometrico che il nostro
amico si portava sempre appresso.
Non
volendo umiliare la sua generosità (forse era
ubriaco quando ce l'ha proposto, non so) ci
siamo sistemati alla bellemeglio.
Il bambino ha pianto per 8 giorni di fila. Non
riuscivamo proprio a comunicare a questo
esserino appena nato, che non sapeva proprio
niente della vita, che ci trovavamo in qualche
difficoltà… Aveva ragione lui, povero bimbo.
Per quanto spirito di adattamento avessimo,
non riuscivamo proprio a cavarcela, e per le
scomodità e per la mia inesperienza.
10) Al nono giorno, decidiamo di tornare in
clinica. Che festa ci hanno fatto! Ci hanno
presi a braccia aperte. Ci hanno sistemati in
una bellissima camera, vicino alla sala parto.
Ci siamo addormentati tutti e tre e abbiamo
dormito per almeno un giorno finalmente
rilassati. Dario come vedeva in corridoi un
padre in apprensione per la nascita del suo
15
bimbo si avvicinava e s'informava. “Parto
cesareo?” E Dario:
11) "Non si preoccupi anche Franca ha avuto il
cesareo… è una sciocchezza… vedrà." E
quello si consolava. E un altro: "E’ messo di
piedi!" "Non si preoccupi, anche nostro figlio
è nato di piedi.... è andato tutto benissimo…
il ginecologo è straordinario" . Solo quando
un padre era preoccupato perchè la moglie
stava facendo 2 gemelli Dario
è rimasto
senza parole.
Non poteva dire: anche
Franca… E via di questo passo. Ci siamo stati
tre mesi.
Quanti padri e quante madri
abbiamo rinfrancato.
Qualcuna ci viene
ancora a trovare con i il figlio nato proprio in
quei giorni.
Che benissimo!
12) Intanto, abbiamo comperato una casa in
via Nomentana, l'abbiamo arredata e
finalmente ci siamo andati ad abitare. Tutti
tre.
Il bambino cresce. Noi facciamo film.
12) Il primo "Lo svitato". (1955) Dario
scrive il soggetto cinematografico de "Lo
svitato". L'aveva letto al grande Cesare
Zavattini che ne fu entusiasta. Si trova
il produttore, Nello Santi della Galatea
film, e il regista: Carlo Lizzani. Durante
la stesura della sceneggiatura, ogni volta
che Dario cercava di difendere il suo
testo, veniva zittito dai 5 sceneggiatori di
cui Nello Santi l’aveva circondato: Fulvio
16
Fo, Bruno Vailati, lo stesso Lizzani, Augusto
Frassinetti, Massimo Mida. “ Sì, avresti
ragione de fosse teatro, ma questo è
cinema.” era troppo giovane per riuscire
ad aver voce in capitolo con quei
professionisti sceneggiatori
che gli
avevano messo al fianco… 13----"sei
autori in cerca del personaggio" li definì il
produttore.
In autunno iniziano le riprese del film che
il 2 marzo del 56 esce nelle sale
cinematografiche: la pellicola racconta di
un apprendista reporter-fotografo pieno
di energia, che concepisce il dar notizia
come una gara di intraprendenza e
rapidità. Fin dal suo risveglio si mette in
moto
correndo,
superando
tram,
gettandosi a capofitto giù per le scale,
distribuendo
comunicati
stampa
con
rapidità inaudita. Fanatico dell’efficienza,
sempre
alla
ricerca
dello
scoop,
perennemente in agguato per scoprire
fatti di cronaca straordinari in una specie
di sequenza spasmodica ed ossessiva, si
innamora di due ragazze allo stesso
tempo.
Tutto è sorretto da una fantasia surreale
con riferimenti continui alla cronaca e alla
satira politica e di costume.
I giovani apprezzano il tema e l’azione
paradossale che il film esprime, ma la
maggior parte degli spettatori non accoglie
17
quel linguaggio. Di fatto, la proiezione del
film si risolve in un insuccesso.
Ma dopo una decina d’anni ecco che la
pellicola viene riproiettata dalle cineteche
e dai circoli culturali di tutta Europa, viene
trasmessa più volte anche in televisione.
Evidentemente il pubblico che partecipò
alla prima emissione non si trovava
preparato ad apprezzare quel linguaggio e
quello spirito, forse troppo ironico e
provocatorio.
14) e “Amore a quattro dimensioni” diretto
da Massimo Mida.
15
28
giugno
1956,
ci trasferiamo
momentaneamente a Milano per realizzare
una trasmissione radiofonico dal titolo “Non
si vive di solo pane” con Durano e Parenti.
regia di Giulio Scarnicci, musiche di
Fiorenzo Carpi.
16) Dopo la registrazione delle varie
puntate rientriamo a Roma.
Dario alterna al lavoro di attore quello di
sceneggiatore,
e
viene
addirittura
scritturato fisso 17- alla Ponti de Laurentis
per 2 anni, come gags-man a 2.000.000 al
mese.
18
La cifra. A quel tempo, era astronomica.
Lavora con sceneggiatori del calibro di Age,
Scalpelli, Pinelli (collabotore fisso di Fellini)
Antonio Pietrangeli per i film :
“Le
chiacchierate”, “Nata di marzo” e altri.
18) Io, faccio “la mamma”a tempo pieno
aiutata dalla signora Pina Fo. Nell’autunno
dell’anno dopo vengo scritturata dal Teatro
Stabile di Bolzano, con il grande attore 19)
Memo Benassi per interpretare Gonerilla
nella tragedia Shakespeariana "Re Lear". La
regia è curata da Fantasio Piccoli, direttore
dello Stabile, ma non andremo in scena per
sopraggiunta grave malattia di Benassi: un
ictus. Con Benassi si era creato un bel
rapporto
da quando durante una cena
raccontavo della mia famiglia. Scoprendo
che ero figlia d’arte, mi avava portata al suo
livello (che onore!) e in ogni momento mi
dimostrava la sua simpatia. Insomma mi dava
“confidenza”. Anche troppa. Capitava che mi
svegliasse alle due di notte: sono Memo…
vieni a trovarmi… così ripassiamo la parte.”
Come dirgli di no? Mi ricordava mio padre:
mi vedevo nella stessa condizione accanto al
suo letto a recitare a soggetto le nostre
commedie.
Memo, parlava a fatica, offeso com’era dalla
paralisi che aveva colpito la parte destra del
suo corpo. Ricordo che durante una di
queste visite ad un certo punto, indicandomi
il baule armadio che accompagna sempre
19
negli hotel gli attori celebri (anche qualche
ricco non attore) mi dice. “Guarda nel terzo
cassetto… a sinistra… ecco lì… prendi quel
fazzoletto avvolto nella carta velina… è di
Dina Galli. Te lo regalo!” Non so come
ringraziare… sono commossa ed emozionata.
Dalla luna mi fanno scendere i miei compagni
di lavoro quando mostro loro, orgogliosa il
bel regalo: “Li compera a dozzine al
mercato… l’ha regalato anche a noi…”
Pazienza. L’ho conservo tuttora come fosse
autentico.
Nella speranza che Benassi si potesse
rimettere presto, continuavano le prove
senza di lui. Memo mi chiede di scrivere
una lettera a
20) Rizzoli, l’editore, dove l’avvertivo
dell’ictus e gli chiedevo, (rossa in faccia) un
aiuto finanziario per lui. Rizzoli, come
sempre fu generoso. Mi mandò una lettera
con allegato un assegno di un milione di lire,
dove mi diceva: “compera fiori per Memo”.
Gli invio un telegramma dandogli la bella
notizia. Mi risponde immediatamente: “Se
arrivi con un fiore ti uccido”.
Memo Benassi, morì pochi mesi dopo. Al suo
funerale eravamo in due, la sua cameriera ed
io.
Malinconia.
20
21) In quegli anni interpreto film, così detti, “di
cassetta”: “Amarti è il mio destino” con il cantante
Narciso Parisi,
con Maurizio
“Caporale di giornata ”
Arena
“Rascel FifÍ” con Renato Rascel, e Dario.
22--- 1957
Dario scrive un Soggetto
cinematografico “I balordi” con Guido Leoni.
23--in
quell’anno
VENGO
SCRITTURATA DAL TEATRO ARLECChino
di Roma, con valenti attori tra cui Valeria
Moriconi, per interpretare un testo di
Feyduau che sembrava scritto per me:
"Non andartene in giro tutta nuda", Ho
avuto un bellissimo successo, mentre
Dario scrive per i fratelli Bonos, che poi
non ne hanno fatto nulla, un atto unico"
straordinario, “Gli imbianchini non hanno
ricordi".
24---In quell’occasione Dario, su mia
spinta, scrive un atto unico bellissimo.: “Gli
imbianchini non hanno ricordi”. Bellissimo!, lo
ripeto. Lo proponiamo al regista… ma non
piace! OK. Lo mettiamo nel cassetto… a per
poco. Dario, come si dice,
21
“prende la mano”, insomma si appassiona a
scrivere atti unici. E’ certamente materiale
che non si butterà no.
25---Durante l’estate sono in scena
a
Milano al Teatro Olimpia: “Tre e simpatia ”
una rivista con Raffaele Pisu e altri.
1958
26--- Dopo la disastrosa esperienza
cinematografica, abbandoniamo il cinema,
vendiamo
l’appartamento
rimettendoci,
torniamo a Milano decisi a fondare la nostra
compagnia, e mettere in scena gli atti unici
che Dario aveva scritto.
Formiamo la "Compagnia Fo- Rame" di cui
Dario è autore, attore, regista, scenografo
e costumista. Da questo momento sarò la
principale collaboratrice e interprete dei
suoi testi e inoltre mi accollerò il compito di
organizzatrice, aiutando mio fratello Enrico
e Fulvio, fratello di Dario, amministratori
della compagnia.
Mia sorella Pia, si occuperà della
realizzazione dei costumi: 27--- "tutto in
22
famiglia" come ai bei tempi della Famiglia
Rame.
28--- Ci proponiamo a Paolo Grassi allora
direttore del Piccolo teatro di Milano che
ci regala la consueta fiducia, amicizia
dandoci spazio per ben tre mesi.
Debuttiamo così, il 6 giugno in un caldo
infernale, tutti soli, (sì, c'erano altri
attori
da
noi
scritturati,
ma
la
responsabilità della compagnia era solo
nostra) con "Ladri, manichini donne nuda"
quattro atti unici - "L'uomo nudo e l'uomo in
frack" - "Non tutti i ladri vengono per
nuocere" - "Gli imbianchini non hanno
ricordi" - "I cadaveri si spediscono e le
donne si spogliano" Scritto diretto e
interpretato da Dario, sue erano anche le
scene e i costumi. Io facevo l'attrice
ma mi occupavo di un sacco di cose. Mio
fratello
Enrico
era
il
nostro
amministratore-attore se necessario. Ha
guidato la nostra compagnia con grande
abilità, riuscendo a farci stare in piedi
anche senza alcun aiuto ministeriale ne
dell'ETI (ente teatrale italiano che
avrebbe dovuto appoggiare più che mai la
nostra compagnia in quanto recitava opere
di autore ITALIANO. Ma sia noi che
EDUARDO De FilippO abbiamo avuto
grazie alle nostre scelte politiche , vita
grama con tutte le forza statali e
parastatali).
23
Grandissimo successo e ci restiamo sino al 3
settembre. Tre mesi consecutivi!
Le quattro storie si avvalgono del classico
gioco dell’equivoco, scambi di persone, scale
infinite che attraversano la scena e gags
clownesche.
29--- Sull’onda del successo ottenuto a
Milano, nel 58, riceviamo la proposta di avere
uno spazio all’interno della stagione teatrale del
Teatro Stabile di Torino. Dario scrive "Comica
finale", quattro atti unici ambientati nell’800.
Mi aveva ascoltato quando raccontavo a Jacopo
per farlo addormentare, le comiche che recitavo
con i miei. Le “butta giù”, me le legge… OK:
“sono
bellissime!”.
Le
hai
riscritte
migliorandole… attualizzandole. Bravo!” Ma di
quelle storie leggere che gli avevo passato
"bocca a bocca", la migliore era "un Morto da
vendere" che aveva completamente creato,
ambientandolo nell'800 come gli altri.
Il migliore.
Non si pensi che accecata dall'amore possa dare a
Dario meriti che non ha.
Non l'ho mai fatto. D'altro canto basta leggersi i
testi pubblicati da Einaudi per constatarlo.
24
"
25
30--- Terminato il contratto con Torino,
formiamo compagnia, rileviamo scene e
costumi dallo Stabile, e portiamo lo
spettacolo in tournée alternandolo a “Ladri,
manichini e donne nude” per altri 6 mesi.
Riprende il grande boicottaggio governativo e
dell’ETI (Ente teatrale italiano, che, come già
abbiamo detto, ma non è mai male ricordarlo,
avrebbe dovuto appoggiare la nascita di
compagnie di giovani, invece non solo non ci
dava piazze, ma le rare ci venivano retribuite
con cifre vergognose. Ministro della cultura a
quel tempo era Andreotti). Difficoltà
finanziarie, superate solo perché le colonne
della compagnia eravamo noi, quindi la
26
retribuzione la prendevamo quando c’era. La
nostra forza, erano i diritti d’autore con i
quali praticamente, si viveva.
31--- Paolo Grassi, ancora direttore del
Piccolo Teatro, viene in nostro aiuto
offrendoci il Gerolamo di Milano, magnifico
teatro "all’italiana" dei primi dell’800 di soli
200 posti e con palchi, conosciuto come
teatro delle marionette, (ci lavoravano
stabilmente i fratelli Colla celebri
marionettisti). Se il mio cuore aveva un
fremito al ricordo della mia famiglia,
questo fremito non poteva riempirci il
teatro. Andavamo malissimo. La prima fu
un disastro. Abituati ai palcosceninci
grandi, il trovarci senza prova alcuna in
uno spazio piccolo come il bagno di casa
nostra, ci ha messi in grande difficoltà.
Devo riconoscere, che come unica volta
nella storia della nostra compagnia, la
critica ufficiale presente allo spettacolo
non ha menzionato i 3OOO incidenti che
si sono susseguiti nelle tre ore
Eravamo contenti di aver trovato una tregua
all’affannosa ricerca di piazze. Terminata la
stagione al Gerolamo, partiamo in tournèe.
Quante difficoltà! Boicottaggio generale. Ci
si misero anche i preti. All’ingresso delle
chiese, in bella vista, c’era un comunicato
che sconsigliava ai fedeli di vedere i nostri
27
spettacoli. Finalmente la nostra tournèe
termina il 3 giugno… ma siamo ottimisti:
32 Papa, il proprietario del grande Teatro
Odeon di Milano, dopo averci visti al
Gerolamo
ci
contatta:
“Caro
Dario,
complimenti! Lo spettacolo è straordinario,
voi tutti siete bravissimi. Se ce la fai a
scrivermi una novità… a settembre ti do
l’apertura della stagione.”
Dati statistici: Repliche di “Ladri e
manichini 76 ..” “Comica finale” 114, per un
totale di 190 spettacoli, compresi i matinée
e i lunedì: allora non si riposava. Tempi duri!
33) Torniamo a Roma. Dario lavora in
televisione in una commedia leggera in due
atti: “Monetine da cinque lire” trasmessa
da RAI 1, con grande successo.
34) Io interpreto partacce in film tutti lacr
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ime,
28
core,
co
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sce e zinne. Sono quasi
sempre in cartello come "partecipazione
straordinari", mi pagavano bene, ma quei film
di straordinario non avevano null'altro che il
materiale umano col quale venivo, grazie a
loro, in contatto, ad esempio 34) TINA
PICA. Era una caratterista straordinaria.
Durante la pausa pranzo si stava a tavola
insieme. Chiaccherava in continuazione e mi
divertiva assai ascoltarla. Le piaceva il vino
bianco e ne beveva in abbondanza col marito
che le brontolava dietro.
Quando ha
scoperto che ero figlia d’arte, m’ha costretta
a fare un brindisi… Cercavo di farlo con
l’acqua, in quanto astemia, ma ho dovuto per
forza, sorseggiare un sorso di vino. “Anch’io
son figlia d’arte! Con la mia famiglia nella
Passione del Signore… facevo Giuda! Cin Cin.”
ARRIVATA QUI
AVEVAMO SCRITTO UN PEZZO, MA
NON LO TROVO CI SONO ANCHE
ALTRE CORREZIONI CHE NON STANNO
QUI,
35) Dario non si riposa. Non si è mai
riposato in tutta la sua vita. Scrive “Il 999°
29
dei
mille”:
atto
unico,
che
viene
rappresentato a Milano il 20-9-59 al teatrocirco realizzato da Galassi Beria, Il Globo.
Dopo il “il 999°”
36) Dario scrive "Gli arcangeli non giocano a
flipper" commedia in tre atti. Papa la legge e
si entusiasma e via che ci siamo. Ecco tutto
per noi il Teatro Odeon: mille posti. Che
batticuore! Proviamo entusiasti, mai stanchi.
Debuttiamo l’ 1 1 settembre.
Grande successo di critica e di pubblico.
Tutte le sere "il Bossino" che in realtà si
chiamava Bossi, direttore del teatro, non
appena lo spettacolo iniziava si metteva in
quinta con un foglio sistemato sulla
fronte, con scritto in grande l'incasso
della serata.
È un successo a livello nazionale.
La commedia è in testa agli incassi teatrali italiani,
vengono eseguite, in questa stagione teatrale ben
192 repliche. E ci becchiamo 192 denunce per non
aver rispettato i tagli effettuati dalla censura, la sera
della prova generale. In più di una occasione
rischiavamo di non poter andare in scena.
30
Ci aspettavamo processi uno dopo l’altro… ma
stranamente non vi è stata alcuna conseguenza.
Percorsi durante la stagione 8.153 Km. 11
settembre al 20 marzo1960. TURNé .
37 Durante la tournée Dario scrive "La storia vera
di Pietro D'angera, che alla crociata non c'era",
realizzato più tardi solo da altre compagnie con
notevole successo
Durante l’estate partiamo per Cesenatico
dove passiamo da anni le vacanze, Dario
scrive la nuova commedia da provare in
agoso. Viene in spiaggia a farsi un bagno
veloce con i nostri bambini, poi via!, a lavorare
alla sua fedele Olivetti lettera 21.
(1960-61) 38 Debuttiamo come ancora al teatro
Odeon con: “Avevava
due pistole
con gli occhi bianchi e neri".
Quest’opera tratta
della connivenza tra
fascismo e borghesia, tra malavita organizzata e
potere.
L'intervento della censura è
pesantissimo, ci massacrò letteralmente.
Decidemmo di andare in scena egualmente
senza tenere in conto alcuno i tagli imposti.
Ci fu un braccio di ferro piuttosto teso tra
noi e il prefetto di Milano che ci minacciò di
31
arresto immediato, ma alla fine, preoccupato
dello scandalo che ne sarebbe venuto, il
Ministero Turismo e spettacolo, tolse i tagli.
E' con questa commedia che mi conquisto agli
occhi di mio marito, un ruolo diverso da quello
di sempre. Quando Dario scrive una nuova
commedia, mi legge, giorno dopo giorno il suo
lavoro. Ascolto seria e attenta. Qualcosa non
mi convince nel testo… mi si legge in faccia.
“Che c’è? Non ti piace?” -mi chiede. “Sì,
bello… ma… “ Ho difficoltà a continuare. Vedo
la fatica che fa ogni giorno: ore e ore alla
macchina da scrivere. A volte si dimentica
persino di mangiare. “Ma, cosa…?”
No so trovare le parole : “La chiave è bella…
ma…” Dario si innervosisce.
Mio figlio aveva sei anni e ancora se lo
ricorda. Credo sia stata la prima discussione
accesa alla quale asssistesse. Non ci aveva
mai visti così, era un pò spaventato. "Dimmi
cos'è che non funziona! Dimmelo! "e io: "Non
lo so". Dario alza la voce: "Dimmelo! " "Non lo
so… c'è qualcosa che non va…. “ "(Quante
volte negli anni futuri s'è ripetuta questa
scena? ) Jacopo piange senza gridare, e
anch'io scoppio a piangere come un bambino
disperato. Era la prima volta, da quando lo
conosco che vedo Dario fuori dalla grazia di
Dio. "Ora, lo rileggo tutto… cercherò di
individuare… di capire… poi ti dico… ".
Leggo e prendo appunti.
32
Dario, per tutto il tempo ma guarda serio.
In piedi.
Mi stavo innervosendo.
Dopo due ore, più
imbarazzata che mai: "taglierei qui… qui… e
qui. "Dario tira un gran sospiro. Ci pensa un
pò su, e poi: "Forse hai ragione, ma prima
preferisco provarlo col pubblico. "
Debutto: successo di stima, non il solito
entusiasmo.
Lasciamo il palcoscenico senza la solita
felicità. Dario va deciso nel suo camerino, ne
esce dopo un secondo, mi raggiunge nel mio.
Pone il copione delle Pistole sul tavolo: "Fai i
tagli che proponevi" e mi stringe forte.
L’indomani come si alza si mette alla macchina
da scrivere. Lavora, lavora senza alzare la
testa. Fuma e lavora. Lo guardo in silenzio.
Verso sera mi chiama. Mi mostra il copione
“Vedi un po’ come ti pare.” Mi batte il cuore,
forte. La sera andiamo in scena.
La commedia “vola”!
Dati statistici: rappresentato in 50 piazze,
repliche: 206, media: 450 spettatori a recita,
incasso lordo: £. 117.340.860. 1960
Debutto a Zagabria,Varsavia, Parigi, Praga: “Gli
arcangeli non giocano a flipper”.
1961
Va in scena a Parigi “Comica finale” al Teatro
Gramont REGIA. Altri dati????
All'Arena Teatern di Stoccolma e a Sofia in
Polonia va in scena:“Ladri, manichini e donne
nude". REGIA????
33
1961-62: 8 settembre al 25 febbraio - Milano – Al
Teatro Odeon debutta:
39 "Chi ruba un
piede è fortunato in amore".
Satira sociale. Quella politica non si poteva fare!
Tournée.
Dati statistici: repliche 172, piazze 28 media
presene 461 incasso 107.742.262.
"Chi ruba un piede è fortunato in amore".
Dopo sporadiche apparizioni nella TV. di
stato approdiamo alla televisione sulla
neonata seconda rete, (1962 PRIMAVERA)
con sei puntate tutte nostre:
"Chi l'ha visto? ".
40
Subito
dopo dalla direzione Rai ci viene proposto
34
di condurre "Canzonissima" il grande
concorso canoro abbinato alla lotteria di
capodanno, la trasmissione di maggior
interesse popolare dell'Ente. Regia di Vito
Molinari. Dario scrive i testi che prima
dell'inizio della trasmissione ricevono il
benestare della direzione nella persona
del dott.
Pugliese direttore generale (?
).
41
Iniziamo. Alla terza puntata
scoppia il finimondo. Portiamo alla gente
problemi legati alla vita reale come le malattie
professionali dell’intera famiglia di una casellante,
i muratori che muoiono precipitando dalle
impalcature e così via. Per la prima volta in
televisione si odono pronunciare parole come
"morti bianche", "serrata", "sciopero", "mafia". La
novità lessicale provoca delle vere e proprie levate
di scudi di politici indignati.
Escono articoli FATTO INSERIRE FOTO ????
stigmatizzanti che chiedono la testa degli scellerati
responsabili del programma: volano accuse di oscenità
politica. In particolare riguardo uno sketch sulla mafia
nel quale una donna siciliana racconta in modo
apparentemente paradossale ad un giornalista il
susseguirsi di ammazzamenti di sindacalisti, contadini,
cronisti troppo curiosi che a cadenza ad orologeria
vengono eliminati, con esplosioni che vanno all’unisono
col battere del tempo. Il gioco satirico determina il
finimondo: si arriva a interrogazioni parlamentari.
Malagodi, FATTO INSERIRE FOTO???? senatore
liberale, interviene alla Commissione di Vigilanza sulla
Televisione del Parlamento italiano, protestando perché:
"Si insulta l'onore del popolo siciliano sostenendo
l'esistenza di un'organizzazione criminale chiamata
mafia!". Indignato prende anche la parola il cardinale
35
di Palermo, ???, che assicura: “In Sicilia la mafia non
esiste”. Riceviamo anche minacce di morte scritte col
sangue e la tipica bara di legno in miniatura e minacce di
sequestro ed eliminazione per il figlio Jacopo di 6 anni, che
da quel momento vivrà sotto scorta della polizia. FATTO
INSERIRE FOTO
Il successo popolare del programma è incredibile. La
direzione della RAI, sotto la pressione dei politici più
reazionari, inizia a dimostrare un certo nervosismo
preoccupato e, nonostante i testi siano già stati approvati dal
direttore generale Dott. Pugliesi, si decide di revisionare
l’intero copione: canzoni, sketch e battute che alludano, se
pur in modo blando, a fatti di cronaca e ad azioni politiche
vengono drasticamente eliminate.
Inizia un braccio di ferro con la RAI sulla censura: poche
ore prima dell’andata in onda dell’ottava puntata, la
direzione RAI comunica il taglio di tre sketch. Dario e
Franca, ricordando che erano già stati approvati dal Dott.
Pugliesi, propongono, onde poter ripristinare con altri scritti
le scene tagliate, di sospendere l’emissione per una
settimana (adducendo come pretesto una malattia di Fo).
Durante quest’incontro con due alti dirigenti, Fo e la Rame
vengono velatamente minacciati, se persistono con il voler
sospendere il programma, di denuncia certa per danni e
anche di possibile arresto. Con molta tensione, con i loro
avvocati attendono la decisione RAI che arriva a 15 minuti
dall’inizio della trasmissione. O si va in onda con i tagli o
niente.
Decidiamo per il "NIENTE".
Un’annunciatrice a inizio trasmissione comunica il nostro
abbandono. All’uscita del Palazzo della Fiera, una gran
folla di spettatori ci attende. RITAGLIO GIORNALE
CREDO CORRIERE Manifestazioni e attestati di
solidarietà sono espressi in centinaia e centinaia di
telegrammi
e
lettere.
FATTO
INSERIRE
TELEGRAMMI La RAI tenta, ma non riesce, di sostituire
Fo e Rame con altri presentatori, poiché tutti gli attori
italiani e stranieri tra i quali Ives Montan interpellati,
36
seguendo le indicazioni della SAI (Sindacato-attori)
rifiutano l’atto di crumiraggio.
CONTRoLLARE SU STAMPA o archivio ??? Si arriva
all’azione legale: ABBIAMO QUALCOSA RISPETTO
AL PROCESSO? CI DEVE ESERE MATEIALE IN
ARCHIVIO nei primi due processi i giudici ci danno
ragione e impongono alla RAI di risarcire i danni materiali.
Si giunge al terzo processo: il tribunale rimanda il tutto alla
Cassazione. Quindi (era da aspettarselo) il tribunale
superiore rovescia il decreto e dà ragione alla RAI e torto
alla coppia Fo-Rame: devono rimborsare i danni subiti
dall’Ente Rai.
ARRIVATA QUI
Per 16 anni la coppia degli autori-attori sarà totalmente
esclusa sia dai programmi radiofonici e Tv, a quei tempi
monopolio esclusivo dello Stato Democristiano, che dalle
campagne pubblicitarie. Cioè la RAI rifiuta di mandare in
onda la loro voce e la loro immagine indipendentemente dal
contesto in cui si propongono, anche quelle inerenti a
caroselli o spot pubblicitari di qualsiasi tipo. Inoltre la
direzione INCASINATO RAI vieta che l’annuncio dei
loro spettacoli teatrali o canori, riguardanti la critica
tradizionale, vengano posti in rete.
Per 16 anni il nome Fo-Rame non sarà mai pronunciato in
televisione.
Ma già alla prima puntata la stampa
reazionaria si scatena criticando ferocemente
la più che delicata critica politico-sociale
contenuta nei testi. Di puntata in puntata gli
attacchi, le polemiche sulla stampa non si
contano.
L'indice di ascolto è altissimo
(anche se al processo, uno dei tanti che c'è
stato la direzione Rai tentava di sminuirci,
dicendo che nessuno ci vedeva.
TAXISTI
RICORDARSI) l'Italia era divisa in due: chi
ci ama, e chi ci odia, ma tutti lì, davanti al
37
televisore il sabato sera.
Ad ogni
trasmissione
ci vengono imposti tagli e
censure sempre più pesanti. (FIORI SENO.
GAMBA
SINISTRA)
All'ottava
puntata
decidiamo di abbandonare la trasmissione. La
famosa "Canzonissima", il FANTASTICO DI
OGGI, va in onda senza presentatori.
(RICORDARSI
WALTER
CHIARI
E
BRAMIERI)e quando l'annunciatrice all'inizio
della trasmissione dice: d. FO e F.
Rame
si sono tritirati, una quantità incredibile di
telespettatori si rovescia nelle strade di
Milano, tutti quanti diretti al palazzo della
fiera dove si teneva la trasmissione.
Quando usciamo(eravamo stati su consiglio dei
nostri legali nei camerini nostri fino alla fine
della trasmissione) ci troviamo davanti una
folla di gionalisti, fotografi e migliaia di
persone.
In molti erano venuti per
dimostrarci la loro calda e commossa
solidarietà.
Questa fu la prima e credo l'unica volta nella
storia della Rai che due "attori" rifiutarono di
"abbioccarsi" d'innanzi alle imposizioni, ai tagli,
all' “arroganza del padrone" ai soprusi.
L'impegno l"ho preso, ma da un'ora almeno,
me ne sto a guardare fuori dalla finestra con
il cervello completamente vuoto, come se per
tutti questi anni, e sono tanti, non avessi
vissuto, lavorato, incontrato gente parlato,
riso, pianto ecc. Niente. Non mi viene niente.
38
Ho la testa affollata di pensieri confusi,
suoni, rumori, parole, facce(si scrive con la i,
o no? )e fra tanto disordine, non riesco a
trovare la parola giusta che mi dia modo di
iniziare con un minimo di coerenza. Da cosa
parto? Da dove? Sono nata eccetere
eccetera. . Cosa faccio, anno dopo anno,
avvenimento dopo
avvenimento in ordine
cronologico. . Per l'amor del cielo. Sono
certa che arrivata alla prima elementare,
spengo la macchina e non ci penso più. Non mi
viene propio niente. Forse potrei partire
dalla prima grande emozione che non ho mai
dimenticato. . Veramente sono due le grandi
emozioni della mia vita. Ma che dico, due. .
Molte di più, ma queste due sono le più
grandi. La prima: "Dario, sono in cinta".
1951.
Inutile spendere parole per
raccontare le difficolta in cui ci siamotrovati,
mi sono trovata. Immaturi, impreparati in
tutti i sensi. Spaventati. Non in condizionedi
fare un figlio, senza contare mia madre,
cattolica convinta.
ecc.
ecc.
Inutile
spendere parole. Ho abortito. 30. 000 lire
più la paura, e qualcosa addoso e negli occhi,
che per mesi non m'ha lasciato. Di quell'ora
passata in una specie di ambulatorio, non
certo atrezzato per un intervento chirurgico,
ricordo il freddo, il buio che c'era fuori, era
notte, l'indifferenza e la tensione del medico
e dell'infermiera-non gridi per favore,
39
altrimente non la opero. C'era paura in quella
stanza, la loro e la mia.
1951.
Per l'aborto si finiva in carcere.
Oltre a "quella" paura per me c'era il terrore
per l'intervento che affrontavo senza
saperne assolutamente niente. Niente altro
che mi sarebbe stato fatto senza anestesia,
per me, e tutto per me, c'era anche il peso di
quello che stavo facendo. Pensavo a mia
madre, e ho veramente desiderato di morire.
Se ha paura se ne vada. Non ho gridato.
Credo di aver pianto, ma non me lo ricordo.
Sicuramente ho pianto dopo, quando Dario
che stava ad aspettarmi m'ha abbraciata.
Stavamo male tutti e due, in più io mi sentivo
così colpevole d'essere certa che non avrei
più osato guardare negli occhi mia madre.
2000 anni di pregiudizi erano il pane
quotidiano che molta gente ha mangiato. Io,
con mia madre onestamente cattolica
osservante e convintapoi ne ho fatto
indigestione. Per Dario era diverso. (parlare
di Brera architettura, lotte operaie;blu di
metilene ecc. ) Ho incontrato altre volte quel
medico. Non ci siamo mai nemmeno salutati.
Lui e diventato famoso. Ricchissimo. Non ha
mai fatto obiezione di coscienza, dopo la
legalizzazione dell'aborto. Ho saputo che
nulla era cambiato nella sua attivita
abortista. Solo la tariffa. "Sono in cinta! ".
Il punto esclamativo sta a sottolineare il
cambiamento dei miei sentimenti nel
40
comunicare questa notizia a Dario, mio
marito. . Siamo nel luglio del 1954. Mi sono
sposata il 24 giugno. Tutto è regolare. Sono,
in regola. Il giorno dopo "la prima notte"
legale che io e Dario avevamo consumato già
due anni prima, telefonai appena sveglia alla
mia mamma. Nel sentire la sua voce, mi venne
un nodo di commozione. Ero uscita di casa. .
avevo una casa mia. . insomma m'é venuto il
magone. "Che succede? C'era apprensione,
preoccupazione, imbarazzo e non so che altro
nella sua voce non ti ha trovato in ordine?
"Cara dolce mamma, pulita, ingenua, tenera,
così sicura di quanto mi avevi insegnato da
non essere mai stata nemmeno sfiorata dal
dubbio che tua figlia, che se ne stava per
mesi in turné, potesse avere rapporti
"stretti" con il ragazzo con cui "filava" e col
quale lavorava. Al "magone" s'é sostituito
l'imbarazzo d'aver tradito la sua fiducia.
Non lo vedevi di buon occhio quel matrimonio,
mamma: "é un attore, uno spiantato, non fara
mai niente nella vita. Stai lontana dagli
attori.
Prendono in giro le ragazze, si
divertono e poi le piantano".
E dietro a
quel"si
divertono"
si
nascondevano
nefandezze innominabili.
BIOGRAFIA FRANCA-TENTATIVO
41
Sto male di salute, ma mi sembra di stare
molto bene d'umore, mentre invece mio figlio
dice che tutte le malattie che io sono
riuscita(un vero primato! ) ad accumulare
negli anni(che vanno dall'onicofagia-mangiarsi
le
unghie-,
tricotillomania-strapparsi
capelli, attorciliarli stretti al dito anulare e
infine nasconderli sotto ai mobili. Quando
uno è in ansia, si strappa i capelli , se sola, si
mangia le unghie in presenza di altri. )E me
l'ha dimostrato enumerandomi tutto quello
che ho avuto negli ultimi due mesi a Boston.
"Oh, ma come sono felice, rilassata! "Un
bubbone della grandezza di un mandarino nel
seno sinistro, proprio sopra a quello che
chiamiamo cuore, dolore ai reni con perdita di
sangue, lastre, calcoli frantumati, tracce
anche in vescica, dolori muscolari alle gambe,
crampi durante il sonno, gamba sinistra, dopo
immobilità di qualche ora, non rehhe e duole.
"Cos'è, il lazzaretto tutto di un colpo? "NO, è
che il tuo fisico si fifende come può.
lanciandoti campanelle d'allarme da una
situazione che tu vivi male. Fai l'elenco di
tutte le malattie che hai avuto negli ultimi
anni, gli interventi, malattie inimmaginabili ma
ben tangibili che vanno da una congiuntivite
che ti scoppia oggi, inizio di una commedia
che non ti piace e che ti sparisce il giorno
dopo l'ultimo spettacolo.
Tu come un
pappagallo ripeti"sto bene"e sei pure
convinta, invece"credi" di star bene, ma nel
42
tuo subconscio stai malissimo? Tutta la colpa
è del subconscio. Froid ha detto un sacco di
cose relativammente
importanti, cose che anche altri avevano
detto, l'unica sua* scoperta essenziale per la
vita dell'uomo per la sua mente è 'sta storia
del subconscio. 'Sta storia del subconscio
deve essere vera. Mi viene in mente una tipa
di Torino che lavora all'Einaudi, si chiama
Emilia, l'ho conosciuta tanto tempo fa, mi
raccontava della sua vita, nel dibattersi nei
problemi col marito da cui si era separata, i
figli, la suocere, l'amante del marito, la
moglie del marito. Tutti questi problemi le
procuravano fenomeni fisici stregoneschi,
reazioni sul suo corpo che nessun medico
aveva mai registrato su alcun paziente. Che
so, le lenti a contatto che si gonfiavano a
dismisura fino a scoppiare, oppure che si
bucherellavano tutte. Robe mai viste, tanto
che
l'assicurazione
si
rifiutava
di
rimborsargliele. Mio figlio ha certamente
ragione.
"Tu devi sbatterti, riuscire a
scavare, a ricordare, a scoprire cosa hai
dentro realmente, quale fatto vicino o lontano
ti ha portato a questo malessere. Devi
andare indietro, indietro mamma. "Mi sono
presa un registratore e via a parlare a ruota
libera.
Come premo il tasto per la
registrazione, non mi viene in mente niente.
Cerco di ralassarmi. Vediamo. . il primo
trauma. . per me è stato un trauma e grosso.
43
anche se poi, ora, 30 anni dopo, mi rendo
conto di aver guardato i fatti con ecessiva
enfasi. HO scambiato una storia del tutto
naturale per una mancanza d'amore. L'ho
vissuta malissimo. Ho cercato di parlarne con
lui, ma subito mi sono interrotta, imbarazzata
dal suo imbarazzo. Impreparata, incolta sul
sesso: è la prima cosa che ricordo in questa
incursione nella mia vita.
Il mio rapporto con l'altro sesso è stato per
moltissimi anni un rapporto "al servizio"; mai
avuto stimoli sessuali, la voglia di fare
all'amore mi veniva se ci si abbracciava e
baciava. . . ma scivolavo nel rapporto senza
un grande desiderio di sesso. . ero portata
ad assecondare il suo di desiderio. Del sesso,
non sapevo nulla. quello che facevamo, era
venuto da solo, l'avevamo scoperto insieme.
autodidatti. Ora, per fortuna è diverso. I
giovani sanno tutto. prima ancora di avicinar
si ad una donna. Mio figlio aveva un 13 anni e
già se ne stava con un libro di anatomia in
mano. (IMENE, vedevo soltanto un orecchio).
L'orgasmo, l'ho raggiunto molto dopo che
praticavo il sesso. Prima fingevo.
Non me ne sono mai fatta un problema.
PENSIERI: LA COPPIA
Riuscirò fino alla morte a tenere per me che
tu sei solo un uomo? Io cerco di capire tutto.
. i tuoi bisogni. . mi sforzo di non dare
maggior significato alle "cose" di quanto in
44
realtà non abbiano. . di leggerle per quello
che sono: SESSO E GRATIFICAZIONE ma
non mi posso impedire di soffrireper queste
nostre due vite così unite e così
irreversibilmente staccate.
Due vite
tronche, che vivono solo se congiunte ma si
logorano e muoiono nella congiunzione. E'
molto che sono morta. E' il saperti distratto
da altro che mi ha tolto la vita. Senza di te
non posso vivere, ma quanto pago questo mio
vitale bisogno.
Sono riuscita a superare
tutto ciò che ho subito. Mi credevo armai
forte. ma il dolore torna ogni volta come
trentaanni fa. Sto vivendo un disperata e allo
stesso tempo afettuosa solitudine. Gironzolo
per questo mondo come un
ombra;pensieri
bui mi schiacciano. Brontola la mia anima, il
mio cuore, i miei sentimenti ti si rivoltano
contro, il mio orgoglio di essere donna?
Umiliato. E il non sentirmi "nessuno". Non mi
accontenta essere "prima" nella tua vita. . è
nel mio sesso a ridere che ti voglio tenere. Ti
guardo davanti ad una ragazza qualsiasi,
trasformato, ti rappresenti, ti dai un gra
daffare, senza misura ne controllo. Ed io
sono condannata da me stessa a starti a
guardare, come tu, per tua scelta sei
condannato a vivere con me. Che fare?
45
NOTE PER BIOGRAFIA 21-5-93
� 1) L'impegno l"ho preso, ma da un'ora
almeno, me ne sto a guardare fuori dalla
finestra con il cervello completamente vuoto,
come se per tutti questi anni, e sono tanti,
non avessi vissuto, lavorato, incontrato gente
parlato, riso, pianto ecc. Niente. Non mi
viene niente.
Ho la testa affollata di
pensieri confusi, suoni, rumori, parole,
facce(si scrive con la i, o no?)e fra tanto
disordine, non riesco a trovare la parola
giusta che mi dia modo di iniziare con un
minimo di coerenza.
Da cosa parto? Da
dove? Sono nata eccetere eccetera. . . Cosa
faccio, anno dopo anno, avvenimento dopo
avvenimento in ordine cronologico. . . Per
l'amor del cielo. Sono certa che arrivata alla
prima elementare, spengo la macchina e non ci
penso più.
Non mi viene propio niente.
Forse
potrei partire dalla prima grande
emozione che non ho mai dimenticato.
.
Veramente sono due le grandi emozioni della
mia vita. Ma che dico, due. . Molte di più,
ma queste due sono le più grandi. La prima:
"Dario, sono in cinta".
1951.
Inutile spendere parole per
raccontare le difficolta in cui ci siamotrovati,
mi sono trovata.
Immaturi, impreparati in
tutti i sensi.
Spaventati.
Non in
condizionedi fare un figlio, senza contare mia
madre, cattolica convinta.
ecc.
ecc.
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Inutile spendere parole. Ho abortito. 30.
000 lire più la paura, e qualcosa addoso e
negli occhi, che per mesi non m'ha lasciato.
Di quell'ora passata in una specie di
ambulatorio, non certo atrezzato per un
intervento chirurgico, ricordo il freddo, il
buio che c'era fuori, era notte, l'indifferenza
e la tensione del medico e dell'infermiera-non
gridi per favore, altrimente non la opero.
C'era paura in quella stanza, la loro e la mia.
1951.
Per l'aborto si finiva in carcere.
Oltre a "quella" paura per me c'era il terrore
per l'intervento che affrontavo senza
saperne assolutamente niente. Niente altro
che mi sarebbe stato fatto senza anestesia,
per me, e tutto per me, c'era anche il peso di
quello che stavo facendo.
Pensavo a mia
madre, e ho veramente desiderato di morire.
Se ha paura se ne vada.
Non ho gridato.
Credo di aver pianto, ma non me lo ricordo.
Sicuramente ho pianto dopo, quando Dario
che stava ad aspettarmi m'ha abbraciata.
Stavamo male tutti e due, in più io mi sentivo
così colpevole d'essere certa che non avrei
più osato guardare negli occhi mia madre.
2000 anni di pregiudizi erano il pane
quotidiano che molta gente ha mangiato. Io,
con mia madre onestamente cattolica
osservante e convintapoi ne ho fatto
indigestione. Per Dario era diverso. (parlare
di Brera architettura, lotte operaie; blu di
metilene ecc.
) Ho incontrato altre volte
47
quel medico.
Non ci siamo mai nemmeno
salutati.
Lui e diventato famoso.
Ricchissimo. Non ha mai fatto obiezione di
coscienza, dopo la legalizzazione dell'aborto.
Ho saputo che nulla era cambiato nella sua
attivita abortista. Solo la tariffa. "Sono in
cinta! ".
Il punto esclamativo sta a
sottolineare il cambiamento dei miei
sentimenti nel comunicare questa notizia a
Dario, mio marito. . Siamo nel luglio del
1954. Mi sono sposata il 24 giugno. Tutto è
regolare. Sono, in regola. Il giorno dopo "la
prima notte" legale che io e Dario avevamo
consumato già due anni prima, telefonai
appena sveglia alla mia mamma. Nel sentire
la sua voce, mi venne un nodo di commozione.
Ero uscita di casa. . . avevo una casa mia. .
insomma m'é venuto il magone.
"Che
succede?C'era apprensione, preoccupazione,
imbarazzo e non so che altro nella sua voce
non ti ha trovato in ordine?"Cara dolce
mamma, pulita, ingenua, tenera, così sicura di
quanto mi avevi insegnato da non essere mai
stata nemmeno sfiorata dal dubbio che tua
figlia, che se ne stava per mesi in turné,
potesse avere rapporti "stretti" con il
ragazzo con cui "filava" e col quale lavorava.
Al "magone" s'é sostituito l'imbarazzo d'aver
tradito la sua fiducia. Non lo vedevi di buon
occhio quel matrimonio, mamma: "é un attore,
uno spiantato, non fara mai niente nella vita.
Stai lontana dagli attori. Prendono in giro le
48
ragazze, si divertono e poi le piantano".
E
dietro a quel"si divertono" si nascondevano
nefandezze innominabili.
1) A 20 anni, seguendo l'esempio di mia
sorella Pia e mio fratello Enrico, lascio la
nostra compagnia e inizio la mia carriera nel
mondo "ufficiale" dello spettacolo.
Si
possono immaginare le difficoltà di una simile
scelta in quel periodo del dopoguerra , siamo
negli anni 50 e quindi alterno momenti neri a
buone scritture nelle compagnie di varietà più
famose.
E' proprio in una di queste
compagnie che conosco il Dario Fo, anche lui
alle prime armi, che s'innamora subito di
questa "sventola dolcissima", (così mi
chiamava)e si prende una cotta da
imbesuimento(così dice lui): "7 giorni a
Milano", ditta: le tre sorelle Nava e Franco
Parenti. M'é piombata addosso, é propio il
caso di dirlo senza che la cercassi, ne
sollecitassi nulla, per averla.
Parlo di lei,
della notorietà. Di questo mio mestiere non
me ne é importato mai niente. Si stenta a
crederlo, ma é così.
non ho mai mosso un
dito per avere di più, anzi, tutto quello che
negli anni ho ricevuto, di cui ho beneficiato,
l'ho avuto, "nonostante me".
Ora che ci
penso bene, e mi sconcerto, non posso
nascondermi di non aver mai desiderato
qualcosa in particolare. Non ricordo di aver
mai detto, ne pensato"se potessi avere.
.
""vorrei""per avere quella cosa farei. . . "E
49
non perché avessi tutto, chi mai ha
tutto?Qualcosa certo l'ho desiderato, che so,
che non mi si ammalasse nessuno in famiglia,
che mia madre non morisse mai, che i miei
figli stessero bene. . . ma insomma, tutte
cose, normali. Del resto, pellicce, vestiti,
gioielli, parti, partone, niente.
Forse
perché mi arrivava tutto di da solo. Forse
perché non mi restava il tempo di
desiderarle.
Beh questo può valere per
quando ho iniziato a guadagnare, ma per
prima?Era così anche prima?Sì.
Era così.
Forse mi ci vuole uno psicanalista.
Dicevo
che m'é piombata addosso la"notorieta", non
che mi dispiacesse, una certa sera a Cesena.
Compagnia Franco Parenti e le tre sorelle
Nava. Io dicevo una battuta: "Il Coriolano é
in cinque atti", ma ero lunga, bionda, con i
seni rotondi, e mi si vedeva. Alla fine dello
spettacolo, si presenta in camerino un tipo
con macchina fotografica "sono un giornalista
posso farle una foto? Posso dire che un
produttore americano la lancerà come la Rita
Haiwort italiana?"
1953. Con Franco Parenti e Giustino Durano
Dario scrive il "Dito nell'occhio" testo di
critica politica e sociale che fece grande
scalpore e per i contenuti e per lo stile di
treatro ben diverso dagli steriotipi del
teatro così detto "leggero" di quegli anni. Lo
spettacolo ha un grandissimo successo e gira
per una stagione intiera tutta Italia.
Io
50
debutto con loro nella stagione invernale.
(ricordarsi "spettacolo sconsigliato" fuori
dalle chiese. 1954 -giugno. Dario debutta al
Piccolo Teatro sempre con Parenti e Durano
con un altro testo scritto da loro: "I sani da
legare".
Io ho un gran magone, perché
Parenti non mi vuole in compagnia;Lo capisco
anche se nessuno esplicitamente me lo dice.
Ma ad un certo punto Dario, con molto
imbarazzo e malinconia,
nel bar di una
piazzetta vicino a casa mia, me lo comunica,
ma in contemporanea mi chiede di sposarlo.
Lui dice di no, nega, ma io sostengo,
conoscendolo, che mi ha chiesto di sposarlo
per pareggiare il dolore che sapeva che mi
avrebbe procurato l'essere scartata.
1954- 24 giugno.
Ci sposiamo.
In
sant'Ambrogio! Dario metterà il fatto di
essersi sposato in chiesa addirittura ne"gli
arcangeli non giocano al flipper": "sposato in
chiesa per accontentare
madre di lei molto credente". Il matrimonio
è stato bellissimo.
La notte prima l'ho
passata sveglia non per l'emozione, ma perché
stavamo nel lettone della mia mamma in
cinque.
Io e quattro amiche venute da
Varese per farmi festa.
E a chiaccherare a ricordare, a ridere. E'
stata una bellissima notte.
La mattina è
arrivato il Felice, padre di Dario, con una
macchinona presa a nolo, scendo le scale della
casa della mia mamma e lì, tutti gli inquilini 51
del palazzo a buttarmi manciate di riso. . . a
farmi gli auguri, a strigermi la mano. . . e io. .
. giù a piangere.
Poi arrivo in chiesa.
I
giornali avevano da giorni annunciato le
nostre nozze, quindi, folla, fotografi oltre ai
parenti e agli amici. e un'amica , che forse
non mi era tanto amica, mi allunga, proprio un
secondo prima che entrassi in chiesa, davanti
a tutti un magnifico buchè: gigli simbolo di
purezza. Facevo l'amore con Dario da due
anni, senza nasconderla altri che alla mia
mamma, e questi gigli li avrei mangiati
volentieri.
Non ho potuto. Pranzo con gli
invitati all'Htel Milan, offriamo i confetti, e
poi ce la svignamo e andiamo a pranzo col
babbo di Dario. La "prima sera", io sono in
televisione, non ricordo più con che
spettacolo, Dario al Piccolo con "I SANI".
Sono andata ad abitare nella casa dei genitori
di Dario. (controllare archivio, c'è una foto
simpatica"la
sposa
d'italia")L'indomani
mattina, telefono a mia madre per salutarla. .
. e non so com'è, m'è venuto un gran magone.
Mi sono emozionata. Era veramente fatta.
Ero uscita di casa. E la mia mamma, e qui si
può leggere tutto il suo candore: "Che c'è?. .
Non ti ha trovato in ordine?".
L'impatto con la vita marito-casa-famiglia è
stato un gioco. Mi cimentavo con la cucina,
ma non avendo mai avuto niente del genere
come mia diretta e totale responsabilità,
avevo qualche problema. Primo tra tutti, le
52
dosi.
Far da mangiare per due.
C'erano
sempre tali quantità di cibo bastanti per una
caserma. Ricordo una sera a cena Eugenio
Tacchini, amico di Dario d'infanzia che si
mangiò almeno sette piatti di minestrone.
Io ero un pò preoccupata. "Basta, Eugenio,
starai male. "No, no. E' tanto buono" Poi
però al cinema Orfeo, dove mi aveva
accompagnato a vedere "Roma città aperta"
durante la scena delle torture è svenuto.
"Accendete la luce-grido-c'è un ragazzo che
sta male". Arriva 23 la polizia, lo portano
fuori, nella hALL lui si riprende. . . Si guarda
intorno, vede i poliziotti, e ancora sotto lo
shok del film, gridava"non sono stato io! Sono
innocente! "Volevo morire. Poi s'è alzato, è
corso in bagno e ha vomitato totto il mio
minestrone. Gli ossibuchi mi venivano bene.
La prima volta che li ho fatti, stando col filo
telefonico diretto con mia madre, Dario non
finiva più di dirmi-che buono che buono. Poi
ha invitato i suoi amici di Brera, Emilio Tadini,
Alik Cavaliere e altri . Ero un pò preocupata.
Un pranzo da sola, non l'avevo mai retto.
"Farò gli ossibuchi col risotto". Ho fatto la
mia bella figura. E Dario-ma che buoni -ma
che buoni! Ho continuato per almeno tre
settimane. E il povero Dario sempre a dire
ma che buoni-Poi, al ventesimo giorno credo si
sia finalmente ammutolito. Ora, li mangiamo
non più di tre volte all'anno. Al suo "ma che
buono che buono s'è aggiunto Jacopo.
Lo
53
dicono insieme e poi scoppiano a ridere.
20 minuti dopo le nozze, si fa per dire, resto
incinta.
Jacopo (un nome che mi piace
proprio come quasi tutte le cose che fanno
quei due tipi lì, dice nostro figlio) è nato il 31
marzo del 55 a Roma.
Esattamente nove
mesi e sei giorni dal 24 giugno dell'anno
prima. Gravidanza terribile. Ho vomitato
sempre. Mi disturbavano gli odori, perfino i
colori. Mai più potuto mangiare ne vedere
un piatto di spaghetti. La sera del trenta,
stavo nel camerino del Teatro Quattro
Fontane dove Dario recitava. Chiedevo a sua
madre; la mamma Fo, "come sono le
doglie?Cosa si sente?Come si capisce che è
ora?"E lei, "quando senti una mano che ti
strappa le viscere. . . "e un'amica, anche lei
anziana"No Pina, non ti ricordi più. Quando
senti. . ". Nulla che mi tranquillizzasse.
Anzi! Mi ritiro un pò prima di Dario. Ormai ci
dovremmo essere. . . Preparo la valigia, roba
per 25 me, vestaglia camicie ecc. e roba per
il bambino. (A quei tempi non si sapeva prima
se fosse maschio o femmina.
Ti dovevi
fidare delle anziane: la pancia è così, allora è
maschio.
No, per me è femmina, non vedi
come è messa?E via di 'sto passo. Comunque
sempre"bambino" si diceva.
Se poi era
femmina. . . Ero emozionata. Arriva Dario.
Baci baci. Poi si mette a letto e si mette a
leggere "il Mondo" . Ho odiato molto quel
giornale per la sua grandezza.
Ogni volta
54
che D.
voltava pagina mi faceva un gran
vento.
E io sternutivo.
"Dario, mi sento
strana. . . ""Dormi Nanina. . ". Dopo un pò:
"Dario. . . "-"Dormi Nanina". . e via a girar
pagine. . "Dario credo che mi si sono rotte
le acque. . ". "Dormi Nanina. . ""Ma
Dario! ! ! "Di corsa un taxi.
Ora siamo
emozionati tutti e due. Clinica Salus. Mi
avevano promesso che mi avrebbero dato
dell'etere. In sala parto grido;Etere! Etere!
La levatrice mi dà una carezza;"sì cara, sì,
suo marito è fuori"Etere! ! "Il fatto è che la
signora in questione era veneta e pensava che
nel momento supremo io chiamassi mio
marito: Ettore! Ettore! Poi finalmente è
arrivato il medico. Sento un vagito. "Brava
signora. 3 chilogrammi e 9. "Ho fregato la
Clara. La Clara era una brava ragazza moglie
di mio cognato Fulvio, che però era molto
quotata all'interno della famiglia, e quando
dico famiglia intendo mia suocera, in quanto
professoressa di lettere, non attrice.
Quindi sicuramente migliore di"quella lì che
26 non solo fa l'attrice, ma mi ha anche
portato via ei me testun. "Sì, all'inizio mia
suocera era solo mia suocera;Non aveva
simpatia per me e devo dire chefaceva
l'impossibile per farmelo capire.
Mi
addolorava molto non essere amata da lei.
Ma si sa, gli inizi per qualsiasi cosa tu
intraprenda trovi difficoltà, figuriamoci il
rapporto con la mamma di lui. Mia suocera
55
m'ha conosciuto bene. E' diventata per me
la mamma Fo, e mi ha amata profondamente,
come profondamente io ho amato lei.
La
frase che mi diceva con orgoglio era "io l'ho
messo al mondo, tu l'hai fatto". Ma pensa te!
Ce ne vuole èh ! !
Con la leggerezza dei pazzi usciamo dalla
clinica con il nostro fantolino in fasce e ci
"accasiamo" ospiti di un fotografo di cui non
ricordo il nome, che aveva una splendida casa
in
via
Parioni;Davvero
splendido
appartamento.
L'unico difetto non
indifferente per una coppia con un bambino di
8 giorni che questa principesca dimora, era
completamente priva di mobili, (se li era
portati via il padre dopo una lite. Ma erano
mesi che l'appartamento era in queste
condizioni).
Due brande, una sedia per
comodino;un tavolo in cucina, qualche sedi,
forse, e un telefono con un fili chilometrico
che il nostro amico si portava sempre
appresso.
Non volendo umiliare la sua
generosità (forse era ubriaco quando ce l'ha
proposto, non so) ci siamo sistemati alla
bellemeglio.
Il bambino ha pianto per 8
giorni di fila.
Per quanto spirito di
adattamento avessimo non riuscivamo proprio
a comunicarlo a questo tipo appena nato, che
non sapeva proprio niente della vita.
a
cavarcela e per le scomodità e per la mia
inesperienza.
Al nono giorno, decidiamo di
tornare in clinica. Ci hanno presi a braccia
56
aperte. Ci hanno dato una bellissima camera,
vicino alla sala parto. Ci siamo addormentati
tutti e tre e abbiamo dormito per almeno un
giorno finalmente rilassati;Dario come vedeva
in corridoi un padre in apprensione per la
nascita del suo bimbo si avvicinava e
s'informava. parto cesareo. 27 "Sa, è un .
"E Dario: "non si preoccupi anche Franca ha
avuto ilcesareo. . è una sciocchezza. .
vedrà"E quello si consolava.
E un altro" è
messo di piedi! ""Non si preoccupi, anche
nostro figlio è nato di piedi.
.
è andato
tutto benissimo.
.
il ginecologo è
straordinario" .
Solo quando un padre era
preoccupato perché la moglie stava facendo 2
gemelli D.
è stato senza parole.
Non
poteva dire: anche Franca. . E via di questo
passo. Ci siamo stati tre mesi. Quanti padri
e quante madri abbiamo rinfrancato.
Qualcuna ci viene ancora a trovare con i il
figlio nato proprio in quei giorni.
Che
benissimo! Intanto, abbiamo comperato una
casa in via Nomentana, l'abbiamo arredata e
finalmente ci siamo andati ad abitare. Tutti
tre.
Il bambino cresce. Noi facciamo films. Il
primo "Lo svitato". Il soggetto era di Dario.
L'aveva letto a Zavattini che ne fu
entusiasta. Regia di Carlo Lizzani. Dario
era troppo inisperto per aver voce in capitolo
con gli sceneggiatori che gli avevano messo al
fianco"sei autori in cerca del personaggio" li
57
definì Nello Santi, il produttore. Ne è uscito
un film sbagliato con qua e là momenti da
cineteca. Avremmo dovuto avevre i mezzi e
la forza di ritiralo, rigirare quello che ci
sembrava sbagliato e riproporlo. Ma non ci
abbiamo nemmeno provato.
Forse non
l'abbiamo nemmeno pensato.
Clamoroso
insuccesso.
(troppo avanti _Ricordarsi
TATI) Credo che sia il film che incassato
meno negli ultimo 50 anni. Dopo lo svitato
Dario alterna al lavoro di attore quello di
sceneggiatore,
e
viene
addirittura
scritturato fisso alla Ponti de Laurentis come
gags-man a 2. 000. 000 al mese. La cifra
era astronomica. Lavora con sceneggiatori
del
calibro
di
Age
Scarpelli
Pinelli(sceneggiatore di Fellini) Antonio
Pietrangeli.
(indicare films.
Titolo) Io
interpreto partacce in films tutti lacrime,
core, cosce e zinne. Sono 28 quasi sempre
in
cartello
come
"partecipazione
straordinari", mi pagavanp bene, ma quei
films di straordinario non avevano null'Altro
che il materiale umano col quale venivo, grazie
a loro, in contatto.
TINA PICA-GIUDA.
POI VENGO SCRITTURATA DAL TEATRO
ARLECChino a Roma, per interpretare un
testo di Feiduau che sembrava scritto per
me: "non andartene in giro tutta nuda"Dario
scrive per i fratelli Bonos, che poi non ne
hanno fatto nulla un atto unico"gli imbianchini
non hanno ricordi". A quel punto gli propongo
58
di ritornare a Milano e farci una compagnia
nostra.
Ci proponiamo a Paolo Grassi allora direttore
del Piccolo teatro che ci regala fiducia,
amicizia dandoci il teatro per ben tre mesi.
Debuttiamo così, in un caldo infernale, tutti
soli, (sì, c'erano altri attori da noi
scritturati, ma la responsabilità della
compagnia era solo nostra) con "Ladri,
manichini donne nuda".
Scritto diretto e
interpretato da Dario, sue erano anche le
scene e i costumi. Io facevo l'attrice ma mi
occupavo di un sacco di cose;Mio fratello
Enrico era il nostro amministratore-attore se
necessario. Ha guidato la nostra compagnia
con grande abilità, riuscendo a farci stare in
pieda anche senza alcun aiuto ministeriale ne
dell'ETI(ente teatrale italiano che avrebbe
dovuto appoggiare più che mai la nosytra
compagnia in quanto recitava opere di autore
ITALIANO. Ma sia noi che EDUARDO De
FilippO abbiamo avuto grazie alle nostre
scelte politiche , vita grama con tutte le
forza statali e parastatali).
1958: "Comica finale" quattro atti unici
scritti
da Dario, su canovacci della mia
famiglia. Dario aveva sentito queste storie
mentre io le raccontavo a Jacopo per farlo
addormentare.
Ma de gli atti, che gli ho
passato "bocca a bocca", il migliore
era "un morto da vendere" che aveva
completamente
scritto, ambientandolo
59
nell'800 come gli altri. Il migliore. Non si
pensi che accecata dall'amore io possa dare a
Dario meriti che non ha.
Non l'ho mai
fattao.
D'altro canto basta leggersi le
"comica finale pubblicato da Einaudi per
vederlo.
RICORDARSI DIFFICOLTà FINANFIARIE.
STABILE TORINO;EPISODIO "CANNAS
L'AMORE è PIù FORTE
Siamo al
teatro Gerolamo di Milano.
Andiamo avanti con grande fatica. Il teatro
è conosciuto come teatro delle marionette.
Se il mio cuore aveva un fremito al ricordo
della mia famiglia, questo fremito non poteva
riempirci il teatro. La prima fu un disastro.
Abituati ai palcosceninci grandi, il trovarci
senza prova alcuna in uno spazio grande come
il bagno di casa mia, ci ha messi in grande
difficoltà. Devo riconoscere, che come unica
volta nella storia della nostra compagnia, la
critica ufficiale presente allo spettacolo non
ha menzionato i 3OOO incidenti che si sono
susseguiti nelle tre ore.
Proprio in quel
teatro, quasi sempre vuoto ci è arrivata
inaspettata la possibilità di debuttare in un
grande teatro: il teatro Odeo.
Stagione 1959-60-"Gli arcangeli non giocano
al flipper" teatro Odeon di Milano.
Mille
posti.
Grande successo di critica e di
pubblico. Tutte le sere "il Bossino" che in
realtà si chiamava Bossi direttore del teatro,
non appena lo spettacolo iniziava si metteva
60
in quainta con un foglio sistemato sulla
fronte, con scritto in grande l'incasso della
serata. Il copione di questo spettacolo ci fu
sequestrato per le troppe battute a soggetto
che abbiamo aggiunto, non autorizzati.
Abbiamo collezionato "rapporti al questore
di ogni città dove si lavorava, per un totale di
280, tanti, quanti furono le repliche dello
spettacolo.
questura"
Abbiamo girato tutta l'Italia facendo
esaurito ovunque.
DATI STATISTICI E
INCASSI
NUMERO
SPETTACOLI
DENUNCIA POLIZIA PER CENSURA. inpiù
di una occasione rischiamo di non poter
andare in scena.
1960-61 -"Avevav due pistole con gli occhi
bianchi e neri".
opera che tratta della
connivenza tra fascismo e borghesia, tra
malavita organizzata e potere. L'intervento
della censura è pesantissimo, ci massacrò
letteralmente Decidemmo di andare in scena
egualmente senza tenere in conto alcuno i
tagli.
Ci fu un braccio di ferro piuttosto
teso tra noi e il prefetto di Milano che ci
minacciò di arresto immediato, ma alla fine,
preoccupato dello scandalo che ne sarebbe
venutoo, il ministero tolse i tagli. il testoE'
con questo spettacolo che mi conquisto agli
occhi di mio marito, un ruolo diverso da quello
di sempre. Per la prima volta non accetto il
testo a scatola chiusa certa del successo di
61
sempre.
Qualcosa non mi convince.
Lo
comunico a Dario. Si è discusso mica male.
Mio figlio aveva sei anni e ancora se lo
ricorda. Credo sia stata la prima discussione
accesa alla quale asssistesse. Non ci aveva
mai visti così, era un pò spaventato. "Dimmi
cos'è che non funziona! Dimmelo! "e io: "non lo
so". "più forte il Dario: "dimmelo! " "Non lo
so, ma c'è qualcosa che non va.
"(Quante
volte negli anni futuri s'è ripetuta questa
scena?) Jacopo piange senza gridare, e
anch'io scppio a piangere gridando come un
bambino disperato. Era la prima volta che
vedevo Dario fuori dalla grazia di Dio. "Ora,
lo rileggo tutto. . cercherò di individuare. .
. di capire. . . poi ti dirò. . . ". Leggo e
prendo appunti. Dario, per tutto il tempo ma
guarda serio.
In piedi.
Mi stavo
innervosendo.
Dopo due ore, più
imbarazzata che mai: "taflierei qui, qu, e qui.
"D.
ci pensa un pò su, e poi: "forse hai
ragione, ma prima preferisco provarlo col
pubblico. "
Debutto: successo di stima. Il giorno dopo
D.
mi dà il copione: "fai i tagli che
proponevi".
1961-62: 39 "Chi ruba un piede è fortunato in
amore".
Dopo sporadiche apparizioni nella TV.
di
stato approdiamo alla televisione sulla
neonata seconda rete, (1962 PRIMAVERA)
con sei puntate tutte nostre: 40 "Chi l'ha
62
visto?".
viene
Subito dopo dalla direzione Rai ci
proposto
di
condurre
41
"Canzonissima"il grande concorso canoro
abbinato alla lotteria di capodanno
la
trasmissione di maggior interesse popolare
dell'ente. Dario scrive i testi che prima
dell'inizio della trasmissione ricevono il
benestare della direzione nella persona del
dott.
Pugliese direttore generale(?). Ma
già alla prima puntata la stampa reazionaria si
scatena criticando ferocemente la più che
delicata critica politico sociale contenuta
neitesti. Di puntata in puntata gli attacchi,
le polemiche sulla stampa non si contano.
L'indice di ascolto è altissimo (anche se al
processo, uno dei tanti che c'è stato la
direzione Rai tentava di sminuirci. dicendo
che nessuno ci vedeva.
TAXISTI
RICORDARSI) l'Italia era divisa in due: chi
ci ama, e chi ci odia, ma tutti lì, davanti al
televisore il sabato sera.
Ad ogni
trasmissione
ci vengono imposti tagli e
censure sempre più pesanti. (FIORI SENO.
GAMBA SINISTRA)fino a che all'ottava
puntata decidiamo di abbandonare la
trasmissione.
La famosa "Canzonissima", il
FANTASTICO DI OGGI, va in obda senza
presentatori.
(RICORDARSI WALTER
CHIARI
E
BRAMIERI)e
quando
l'annunciatrice all'inizio della trasmissione
dice: d. FO e F. Rame si sono tritirati, una
quantità incredibile di telespettatori si
63
rovescia nelle strade di Milano, tutti quanti
diretti al palazzo della fiera dove si teneva la
trasmissione. 42 Quando usciamo (eravamo
stati su consiglio dei nostri legali nei camerini
nostri fino alla fine della trasmissione) ci
troviamo davanti una folla di giornalisti,
fotografi e migliaia di persone.
In molti
erano venuti per dimostrarci la loro calda e
commossa solidarietà.
Questa fu la prima e credo l'unica volta nella
storia della Rai che due "attori" rifiutarono
di "abbioccarsi" d'innanzi alle imposizioni ai
tagli, all'arroganza del "padrone", ai soprusi.
1963
Teatro Municipale di Modena Fo
realizza la regia, "Gli amici della
battoneria"
TROVARE
TITOLO
ORIGINALE
di
Marcel Achard (riadattamento di
Fo dal testo originale francese)
con la Compagnia autonoma
Cornica??? Ditta: Elena Cotta e
Carlo Alighiero. Partecipano alla
commedia anche Pia Rame e Gigi
Pistilli. La commedia verrà
presentata in 14 piazze con 32
64
repliche registrando un incasso
lordo di L. 92.620.083
1963 6 settembre – 20 marzo
Milano – Al Teatro Odeon va in
scena la commedia scritta durante
l’estate: "Isabella, tre caravelle e
un cacciaballe" .
Quest’opera satirica è frutto di
ricerche documentate sulla grande
65
impresa di Cristoforo Colombo,
sulle
difficoltà
incontrate
nell’allestimento della spedizione
e
sui
compromessi,
sulle
scaltrezze messe in atto dallo
scopritore e di contro dalla corte
di Spagna, dai consiglieri regali,
spesso legati al mondo clericale
locale e romano. FOTO
Si tratta dell'inizio di una vasta
inchiesta storico-politica che si
estenderà per lunghi anni sulla
storia e sui "dogmi" della cultura
dominante e le relative lotte dei
sottomessi
nel tentativo di
arginare
la
costante
sopraffazione del potere. Lo
spettacolo,
fortemente
demistificatore
della
"storia
scolastica" e della retorica
militarista e patriottica, viene
duramente contestato da destra;
66
Dario e Franca, a Roma, vengono
aggrediti, all'uscita del Teatro
Valle, da un gruppo di fascisti, e
in altre città - come azione di
disturbo – arrivano telefonate
durante
gli
spettacoli
che
annunciano l’imminente scoppio
di una bomba. Solo la presenza di
gruppi di operai, studenti e
militanti della sinistra garantisce
che
le
rappresentazioni
continuino. Tournée.
1963 Helsinki (Finlandia) data va
in scena "Chi ruba un piede è
fortunato in amore" allestito dalla
Compagnia del Lilla Theater con
la regia di Fo, direttrice
dell’equipe Vivica Bandler.
1964
Al teatro Odeon di Milano dal 4
settembre a fine maggio, va in
67
scena “Settimo: ruba un po’
meno”, commedia in due atti.
Scritto e dedicato a Franca.
Il suo nome, come protagonista, è
stampato sul frontespizio del
testo.
L’attrice si ritrova qui a
interpretare il ruolo di un
personaggio del tutto insolito: una
becchina
in
servizio
al
camposanto
Monumentale di
Milano. La strana casque mort,
che spesso si ubriaca per
sopportare il clima dell’ambiente
in cui opera, è la classica ingenua
un po’ sciocca della commedia
dell’Arte.
Rimanendo
nella
tradizione degli antichi comici
italiani, essa
all’improvviso
dimostra di possedere un senso
quasi metafisico della vita e dei
suoi valori. Senza battere ciglio si
68
esibisce
in
sconvolgenti
metamorfosi. Così la vediamo nei
panni di una prostituta, poi di una
suora e perfino nel ruolo di una
irriducibile pasionaria di stampo
anarco-socialista. FOTO
O
ARTICOLO O RECENSIONE
I temi svolti nella commedia si
riferiscono alla valanga di
corruttele, intrallazzi, furfanterie
che iniziavano a diventare
normale costume già fin d’allora
(quasi quarant’anni fa). Così
assistiamo alla grottesca ma,
ahimè, reale sfilata delle varie
amministrazioni pubbliche e
private coinvolte in un carosello
di
tangenti
che
facevano
esclamare al pubblico indignato:
“Ma in
che mondo stiamo
vivendo?”. Di certo né gli
spettatori né noi stessi ci
69
aspettavamo che quello fosse solo
un gentile preambolo. Ma non è
da credere che si trattasse solo di
una gioiosa satira. In verità si
scopriva essere una commedia
fortemente provocatoria e carica
di una satira graffiante. Debutta
nella
nostra
compagnia
Mariangela Melato nei panni di
una giovane prostituta che fa da
maestra di vita alla Becchina.
Turnée.
Dati statistici: Repliche: 171,
incasso lordo: L.147.777.783,
media spettatori giornaliera: 637.
70
1965
“Settimo: ruba un po’ meno” va
in scena a Zagabria, regia di
Anton Marti.
METTEREI MANIFESTO si
trova cercando ZAGABRIA
dal 10 settembre a….
65 Teatro di Sarajevo mette in
scena “La colpa è sempre del
diavolo”,
Dopo soli tre mesi (il tempo di
scrivere una nuova commedia) la
compagnia debutta sempre al
Teatro Odeon di Milano con: "La
colpa è sempre del diavolo".
71
Commedia
ambientata
nella
Milano medioevale dei Visconti,
FOTO
ARTICOLO
O
RECENSIONE VEDERE
DOVE CI SIA LA STORIA con
scene truculente di ammazzamenti
contrappuntate da Sabba, con
diavoli nani diabolici e streghe.
Tournée.
Trovare
dati
amministrativi.???
1966
72
Einaudi editore
Le commedie di Dario Fo.
(Gli arcangeli non giocano a
flipper. Aveva due pistole con gli
occhi bianchi e neri. Chi ruba un
piede è fortunato in amore.
Isabella, tre caravelle e un
cacciaballe. Settimo: ruba un po’
meno. La colpa è sempre del
diavolo). Sc, 1966, 19722, pp.
625. Rilegato.
Nota introduttiva di Franco
Quadri.
Per Franca anno sabbatico:
terminata la turnée di “La
colpa…” sospende l’attività di
attrice per poter seguire Jacopo e
le nipotine Gaia ed Enrica, che
vivono con lei e Dario, nel
passaggio dalla V elementare alla
prima media. Tutti promossi.
1966
73
Rajko Radojkovic mette in
scena “Settimo: ruba un po’
meno” in Slovenia. DATA?
Nanni Ricordi, forma una
compagnia di cantori popolari e
Dario dirige l’allestimento “Ci
ragiono e canto” (n° 1”). durante
la turnée. Regia, scene e costumi
di Dario Fo.
26 aprile a Milano, al Teatro
Manzoni – In prima nazionale va
in scena “Ci ragiono e canto” (n°
1”). METTERE LIBRETTO
STAMPATO SITO cercare Ci
ragiono e canto Gli interpreti,
oltre che nel canto, si esibiscono
in pantomime e azioni sceniche
che sostengono il racconto
musicale.
1967
74
15
settembre
chiusura
amministrazione - Milano – Al
Teatro di via Manzoni va in
scena: "La Signora è da buttare!"
Commedia musicale, feroce satira
grottesca ambientata in un grande
circo equestre dove si racconta la
storia degli Stati Uniti, con
guerre, stragi di mafia e
ammazzamenti di Presidenti,
giocato da clown, acrobati,
domatori, donne cannone, danzato
75
con il sostegno di un’orchestra in
scena, cantante Oscar Prudenti.
FOTO VEDERE DOVE è
MEGLIO inserirle
Nella
commedia,
insieme
all’equipe di Franca e Dario,
recita un’autentica compagnia di
clown, i famosi “Colombaioni”.
A Siena Dario Fo, alla fine dello
spettacolo viene caricato su una
camionetta della polizia e portato
in questura per non aver rispettato
i tagli di censura. Tutto il
pubblico presente in sala, circa
mille persone si porta, con Franca,
sotto il comando di polizia: dopo
due ore, Dario sarà rilasciato.
Tournée.
Terminata la tournée in Italia la
Compagnia Fo-Rame porta “La
signora è da buttare” a
Stoccolma (Svezia) e il 24 agosto
76
a Bruxelles al Theatre National
du Belgique. Manifesti? lettera?
Contratti, foto? Vedere cosa c’è.
SPAZIO
1968 Dopo l'invasione russa della
Cecoslovacchia, Dario Fo, in
solidarietà con la popolazione,
rifiuta
di
concedere
l'autorizzazione a rappresentare i
suoi testi a Praga e nell’intera
nazione.
Blocca inoltre la messa in scena
de "La Signora è da buttare!" e
altre sue opere teatrali in Unione
Sovietica per le manipolazioni
censorie inaccettabili, proposte
dai dirigenti culturali sovietici.
(!!)
DATA Milano - Teatro Odeon.
Debutto con grande successo di
Enzo Jannacci in un grande
teatro milanese: "22 Canzoni"
77
Testi e musiche di Jannacci e
Fo, regia di Dario.
67: “La Signora è da buttare”
va in scena al Teatro Det
Kongelige
in
Danimarca.
Compagnia? Manifesto? Dati?
1968 al 69
Durante l’estate, sulla spinta degli
avvenimenti politici di quegli anni, Dario e
Franca sciolgono la loro compagnia e
fondano, con un gruppo teatrale di giovani:
“Il teatro D’ottobre” l'Associazione Nuova
Scena, composta da oltre quaranta
verificare giovani tra attrici, attori e
tecnici; un Collettivo teatrale indipendente,
articolato all’inizio in due gruppi (che in
seguito diventeranno tre), che gira l'Italia
recitando, soprattutto di fronte ad un
pubblico popolare e operaio, in locali
alternativi al circuito teatrale ufficiale,
come Case del popolo, palazzetti dello
sport, cinema, bocciodromi, piazze.
78
L’esigenza più sentita era quella di
coinvolgere una gran parte di persone che
normalmente non si avvicinavano al teatro,
spesso per la semplice ragione che in
quelle sale di spettacolo si sentivano
estranei: erano spazi creati da una classe a
cui non appartenevano.
“Nuova Scena” risolse: dal momento che
era difficile per quella popolazione andare
a teatro, la soluzione ottimale era che il
teatro andasse da loro. L’unica era farsi
itineranti e recarsi ad allestire spettacoli
negli ambienti da loro stessi creati, come
appunto le case del popolo, i bocciodromi
e le cosiddette balere. Ancora più
importante era cambiare l’idea di
committenza: fino ad allora il pubblico che
frequentava i teatri era di estrazione
piccolo-medio
borghese,
quindi
il
linguaggio e i temi che l’autore doveva
proporre
rispecchiavano
gusti,
consuetudini e problemi del loro mondo.
79
La nuova compagnia di attori itineranti
doveva al contrario mettere in scena temi
che trattassero della vita di operai,
contadini e di quegli studenti che da questa
classe provenivano o avevano deciso di
sostenere. Loro erano i nuovi committenti:
il pubblico voleva sentir parlare della
propria storia, dei propri problemi
ridendone
magari
e
prendendone
coscienza. INSERIRE STATUTO E
DOCUMENTAZIONE Più RICCA non
cìè niente, vedere dal notaio Schiavochiedere ad ambrosino.
Per riuscire nell'impresa vengono ideati
palcoscenici adattabili ad ogni spazio e
smontabili, su progetto di Fo. I due
capocomici mettono anche a disposizione
del collettivo tutto il loro materiale messo
insieme in venti anni di lavoro: costumi,
luce e fonica. Foto scenografia
25 ottobre - Nuova Scena debutta alla Casa
del popolo di San Egidio (Cesena) con
80
"Grande pantomima per pupazzi piccoli e
medi". TROVARE RECENSIONE CON
STORIA COMMEDIA O ARTICOLO
DARIO KAOS - foto
Lo spettacolo verrà portato anche alla
Camera del lavoro di Milano e in tournée.
Trovare dati amministrativi. temo non
esista nulla(Trovato nulla) TURNé
San Egidio (Cesena)
1969 Viene rimesso in scena: “Ci
ragiono e canto n°2”
trovare
“torcitua
borgomaneroimportante
SPAZIO
Avevamo già accennato come l’ensemble di “Nuova
scena” il primo anno fosse composto da due
compagnie. La seconda metteva in scena uno
81
spettacolo che dibatteva proprio il problema del
realizzare un testo che si rivolgesse a quel nuovo
pubblico: “Dato che”. Si viaggiava con un doppio
assetto tecnico, completo anche di camion e strutture
sceniche.
La compagnia con dario e franca fungeva da traino.
In questo modo si realizzavano due spettacoli su ogni
piazza. Il successo cresceva al punto che “Nuova
scena” decide di formare un terzo gruppo di cui
Franca Rame si accollerà il compito direttivo.
1969 ??? non sono sicura della data-Genova – Al
Teatro della Gioventù, Franca, con la sua
compagnia va in scena con due nuove commedie di
Fo: foto articoli"L'operaio conosce 300 parole, il padrone 1000, per
questo lui è il padrone" e sotto il titolo "Legami
pure, tanto spacco tutto lo stesso!" (due atti unici:
"Il telaio" e "Il funerale del padrone") Tournée.
A causa delle critiche che queste opere teatrali
muovono allo Stalinismo e alle posizioni
socialdemocratiche del Pci, la tournée viene
82
pesantemente criticata e sabotata dal vertice del
Partito comunista. Decine di rappresentazioni
vengono annullate. TROVARE ARTICOLO
LAZZaRI che stronca spettacolo, qui è succeso un
gram casino, ma forse è meglio lasciare perdere,
tutto.UNITà. Anche Augias su Espresso.
E' un momento molto duro.
A Franca viene negata La Camera del Lavoro di
Milano dove avrebbe dovuto debuttare. Indignata
riconsegna a Enrico Berlinguer, segretario del PCI,
la sua tessera (Dario non si è mai iscritto).
La compagnia, senza perdere tempo, né scoraggiarsi,
2 giorni dopo la cacciata dalla Camera del lavoo,
trova ospitalità al "Circo Medini", un vero
chapiteaux per spettacoli equestri con tigri, leoni ed
elefanti, per fortuna chiusi nelle gabbie. Luogo
insolito per uno spettacolo di prosa. Vedere articoli
giornali.
Spazio
Dopo un primo sbandamento, grazie alla
mobilitazione di compagni della base del PCI in
83
disaccordo con i vertici, e della sinistra
extraparlamentare.
Il Collettivo continua a portare i suoi spettacoli in
torno per l’Italia, con enorme adesione di pubblico.
In quel periodo il secondo gruppo mette in scena
“MTM: Metodi, Tempi, Moduli”, una satira
didattica
sul
nuovo
sfruttamento
in
fabbrica.Manifesto o articolo. Foto Trovare. Credo
non ci sia nulla, forse articoli
Sto inserendo qui un pezzo che stava molto più in
giù, ma non aveva senso. Bisogna riflettere se va
qui.
Qui gran casino- Nel secondo anno di attività a
Milano, Nuova Scena non trova spazi teatrali dove
agire. Affitta quindi una vecchia fabbrica in disuso
nei pressi di Porta Romana tramutandola in un
centro teatrale, che diventerà sede stabile del
Collettivo: "Il Capannone di Via Colletta". Questo
spazio viene gestito dal collettivo teatrale e dal
Circolo la Comune, un numerosissimo gruppo di
associati,
lavoratori
e
studenti,
84
INTELLETTUALI, che offrono un importante
apporto creativo e organizzativo.
1969
Durante l’estate QUANDO AVVIENE LA
ROTTURA CON NUOVA SCENA???
QUANDO ABBIAMO FATTO RIUNIONE A
MONTE ROSSO?
SIAMO SEMPRE NEL SECONDO
ANNO DI ATTIVITà Dario approfondisce
la sua ricerca sui Vangeli apocrifi e nasce
85
"
".
Sperimenta la “giullarata” con letture in
case del Popolo e Università prima del
debutto vero e proprio che sarà il I° ottobre
a La Spezia al Teatro Ariston.
86
Quest’opera si inserisce nel dibattito vivo
in quel tempo fra gli studiosi di cultura e
tradizioni popolari. Con questa giullarata si
vuol dimostrare che è falsa la tesi secondo
cui le classi sottomesse non posseggono
una propria autonomia creativa, ma che si
ispirano imitandole alle opere della classe
dominante. TROVARE MATERIALE,
FOTO E ARTICOLI.
È una vera e propria lezione di storia della
letteratura, che parte dalla contestazione
delle antologie scolastiche, soffermandosi
in particolare su "Rosa fresca e
aulentissima", uno dei primi testi poetici
presentato e commentato da dotti "Soloni"
delle università come opera di trovatori
eruditi. Nella lezione-spettacolo si
sottolinea in particolare la preoccupazione,
alle volte spasmodica, di presentare questi
contrasti mascherando e censurando ogni
gioco scurrile o allusione di satira politica
87
che immancabilmente affiora dalle
giullarate.
Dario Fo tenta di ricostruire il linguaggio e
la ritmica dei giullari medioevali e recita i
loro monologhi rendendoli però accessibili
al grande pubblico.
Il successo è incredibile: si replica
addirittura nelle arene e nei palazzetti dello
sport con migliaia di spettatori. È lo
spettacolo che più di ogni altro lo renderà
famoso nel mondo (oltre 5000 repliche).
88
1968 al 69
Durante l’estate, sulla spinta degli
avvenimenti politici di quegli anni, Dario e
Franca sciolgono la loro compagnia e
fondano, con un gruppo teatrale di giovani:
“Il teatro D’ottobre” l'Associazione Nuova
Scena, composta da oltre quaranta
verificare giovani tra attrici, attori e
tecnici; un Collettivo teatrale indipendente,
articolato all’inizio in due gruppi (che in
seguito diventeranno tre), che gira l'Italia
recitando, soprattutto di fronte ad un
pubblico popolare e operaio, in locali
alternativi al circuito teatrale ufficiale,
come Case del popolo, palazzetti dello
sport, cinema, bocciodromi, piazze.
L’esigenza più sentita era quella di
coinvolgere una gran parte di persone che
normalmente non si avvicinavano al teatro,
spesso per la semplice ragione che in
quelle sale di spettacolo si sentivano
89
estranei: erano spazi creati da una classe a
cui non appartenevano.
“Nuova Scena” risolse: dal momento che
era difficile per quella popolazione andare
a teatro, la soluzione ottimale era che il
teatro andasse da loro. L’unica era farsi
itineranti e recarsi ad allestire spettacoli
negli ambienti da loro stessi creati, come
appunto le case del popolo, i bocciodromi
e le cosiddette balere. Ancora più
importante era cambiare l’idea di
committenza: fino ad allora il pubblico che
frequentava i teatri era di estrazione
piccolo-medio
borghese,
quindi
il
linguaggio e i temi che l’autore doveva
proporre
rispecchiavano
gusti,
consuetudini e problemi del loro mondo.
La nuova compagnia di attori itineranti
doveva al contrario mettere in scena temi
che trattassero della vita di operai,
contadini e di quegli studenti che da questa
classe provenivano o avevano deciso di
90
sostenere. Loro erano i nuovi committenti:
il pubblico voleva sentir parlare della
propria storia, dei propri problemi
ridendone
magari
e
prendendone
coscienza. INSERIRE STATUTO E
DOCUMENTAZIONE Più RICCA non
cìè niente, vedere dal notaio Schiavochiedere ad ambrosino.
Per riuscire nell'impresa vengono ideati
palcoscenici adattabili ad ogni spazio e
smontabili, su progetto di Fo. I due
capocomici mettono anche a disposizione
del collettivo tutto il loro materiale messo
insieme in venti anni di lavoro: costumi,
luce e fonica. Foto scenografia
25 ottobre - Nuova Scena debutta alla Casa
del popolo di San Egidio (Cesena) con
"Grande pantomima per pupazzi piccoli e
medi". TROVARE RECENSIONE CON
STORIA COMMEDIA O ARTICOLO
DARIO KAOS - foto
91
Lo spettacolo verrà portato anche alla
Camera del lavoro di Milano e in tournée.
Trovare dati amministrativi. temo non
esista nulla(Trovato nulla) TURNé
San Egidio (Cesena)
1969 Viene rimesso in scena: “Ci
ragiono e canto n°2”
trovare
“torcitua
borgomaneroimportante
SPAZIO
Avevamo già accennato come l’ensemble
di “Nuova scena” il primo anno fosse
composto da due compagnie. La seconda
metteva in scena uno spettacolo che
dibatteva proprio il problema del realizzare
un testo che si rivolgesse a quel nuovo
pubblico: “Dato che”. Si viaggiava con un
92
doppio assetto tecnico, completo anche di
camion e strutture sceniche.
La compagnia con dario e franca
fungeva da traino.
In questo modo si realizzavano due
spettacoli su ogni piazza. Il successo
cresceva al punto che “Nuova scena”
decide di formare un terzo gruppo di cui
Franca Rame si accollerà il compito
direttivo.
1969 ??? non sono sicura della dataGenova – Al Teatro della Gioventù,
Franca, con la sua compagnia va in scena
con due nuove commedie di Fo: foto
articoli"L'operaio conosce 300 parole, il padrone
1000, per questo lui è il padrone" e sotto il
titolo "Legami pure, tanto spacco tutto lo
stesso!" (due atti unici: "Il telaio" e "Il
funerale del padrone") Tournée.
A causa delle critiche che queste opere
teatrali muovono allo Stalinismo e alle
93
posizioni socialdemocratiche del Pci, la
tournée viene pesantemente criticata e
sabotata dal vertice del Partito comunista.
Decine di rappresentazioni vengono
annullate. TROVARE ARTICOLO
LAZZaRI che stronca spettacolo, qui è
succeso un gram casino, ma forse è
meglio lasciare perdere, tutto.UNITà.
Anche Augias su Espresso.
E' un momento molto duro.
A Franca viene negata La Camera del
Lavoro di Milano dove avrebbe dovuto
debuttare. Indignata riconsegna a Enrico
Berlinguer, segretario del PCI, la sua
tessera (Dario non si è mai iscritto).
La compagnia, senza perdere tempo, né scoraggiarsi,
2 giorni dopo la cacciata dalla Camera del lavoo,
trova ospitalità al "Circo Medini", un vero
chapiteaux per spettacoli equestri con tigri, leoni ed
elefanti, per fortuna chiusi nelle gabbie. Luogo
insolito per uno spettacolo di prosa. Vedere articoli
giornali.
94
Spazio
Dopo un primo sbandamento, grazie alla
mobilitazione di compagni della base del PCI in
disaccordo con i vertici, e della sinistra
extraparlamentare.
Il Collettivo continua a portare i suoi spettacoli in
torno per l’Italia, con enorme adesione di pubblico.
In quel periodo il secondo gruppo mette in scena
“MTM: Metodi, Tempi, Moduli”, una satira
didattica
sul
nuovo
sfruttamento
in
fabbrica.Manifesto o articolo. Foto Trovare.
Credo non ci sia nulla, forse articoli
Sto inserendo qui un pezzo che stava
molto più in giù, ma non aveva senso.
Bisogna riflettere se va qui.
Qui gran casino- Nel secondo anno di
attività a Milano, Nuova Scena non
trova spazi teatrali dove agire. Affitta
quindi una vecchia fabbrica in disuso
nei
pressi
di
Porta
Romana
tramutandola in un centro teatrale, che
95
diventerà sede stabile del Collettivo: "Il
Capannone di Via Colletta". Questo
spazio viene gestito dal collettivo
teatrale e dal Circolo la Comune, un
numerosissimo gruppo di associati,
lavoratori e studenti, INTELLETTUALI,
che offrono un importante apporto
creativo e organizzativo.
1969
Durante l’estate QUANDO AVVIENE
LA
ROTTURA
CON
NUOVA
SCENA???
QUANDO
ABBIAMO
FATTO RIUNIONE A MONTE
ROSSO?
96
SIAMO SEMPRE NEL SECONDO
ANNO DI ATTIVITà Dario approfondisce
la sua ricerca sui Vangeli apocrifi e nasce
"
97
".
Sperimenta la “giullarata” con letture in
case del Popolo e Università prima del
debutto vero e proprio che sarà il I° ottobre
a La Spezia al Teatro Ariston.
Quest’opera si inserisce nel dibattito vivo
in quel tempo fra gli studiosi di cultura e
tradizioni popolari. Con questa giullarata si
vuol dimostrare che è falsa la tesi secondo
cui le classi sottomesse non posseggono
una propria autonomia creativa, ma che si
ispirano imitandole alle opere della classe
dominante. TROVARE MATERIALE,
FOTO E ARTICOLI.
È una vera e propria lezione di storia della
letteratura, che parte dalla contestazione
delle antologie scolastiche, soffermandosi
in particolare su "Rosa fresca e
aulentissima", uno dei primi testi poetici
presentato e commentato da dotti "Soloni"
delle università come opera di trovatori
eruditi. Nella lezione-spettacolo si
sottolinea in particolare la preoccupazione,
98
alle volte spasmodica, di presentare questi
contrasti mascherando e censurando ogni
gioco scurrile o allusione di satira politica
che immancabilmente affiora dalle
giullarate.
Dario Fo tenta di ricostruire il linguaggio e
la ritmica dei giullari medioevali e recita i
loro monologhi rendendoli però accessibili
al grande pubblico.
Il successo è incredibile: si replica
addirittura nelle arene e nei palazzetti dello
sport con migliaia di spettatori. È lo
spettacolo che più di ogni altro lo renderà
famoso nel mondo (oltre 5000 repliche).
99
1969
“Ci ragiono e canto” viene
messo in scena nel cortile
della
”Torcitura”,
una
fabbrica di Borgomanero a
sostegno delle maestranze .
Il successo cresceva al punto che “Nuova
scena” decide di formare un terzo gruppo
di cui Franca Rame si accollerà il compito
direttivo oltre quello di prima attrice. Il
100
5 Novembre Teatro
della
Gioventù,
Genova: Franca,
con la sua compagnia va in
scena
con
due
nuove
commedie di Fo: "L'operaio
conosce 300 parole, il
padrone 1000, per questo lui
è il padrone" e sotto il titolo
"Legami pure, tanto spacco tutto lo
stesso!" (due atti unici: "Il telaio" e "Il
funerale del padrone")
METTEREI FOTO TELAIO VEDIAMO
INSIEME
Tournée.
A causa delle critiche che queste opere
teatrali muovono allo Stalinismo e alle
posizioni socialdemocratiche del Pci, la
tournée viene pesantemente criticata e
sabotata dal vertice del Partito comunista.
101
Decine di rappresentazioni vengono
annullate. TROVARE ARTICOLO
LAZZaRI che stronca spettacolo, qui è
succeso un gram casino, ma forse è
meglio lasciare perdere, tutto.UNITà.
Anche Augias su Espresso.
FRANCA DIMMI TU
E' un momento molto duro.
A Franca viene negata La Camera del
Lavoro di Milano dove avrebbe dovuto
debuttare. Indignata riconsegna a Enrico
Berlinguer, segretario del PCI, la sua
tessera (Dario non si è mai iscritto).
La compagnia, senza perdere tempo, né
scoraggiarsi, 2 giorni dopo la cacciata
dalla Camera del lavoro trova ospitalità al
"Circo Medini", un vero chapiteaux per
spettacoli equestri con tigri, leoni ed
elefanti, per fortuna chiusi nelle gabbie.
Luogo insolito per uno spettacolo di prosa.
Vedere articoli giornali = non ho trovato
niente. Possibile?
102
Dopo un primo sbandamento, grazie alla
mobilitazione di compagni della base del
PCI in disaccordo con i vertici, e della
sinistra
extraparlamentare
frase
troncata!!!!
Il Collettivo continua a
portare i suoi spettacoli
in torno per l’Italia, con
enorme adesione di
pubblico.
In quel periodo il
secondo gruppo mette
in
scena
“MTM:
Metodi,
Tempi,
Moduli”, una satira didattica sul nuovo
sfruttamento in fabbrica.
Sto inserendo qui un pezzo che stava
molto più in giù, ma non aveva senso.
Bisogna riflettere se va qui.
103
Qui gran casino- Nel secondo anno di
attività a Milano, Nuova Scena non trova
spazi teatrali dove agire. Affitta quindi una
vecchia fabbrica in disuso nei pressi di
Porta Romana tramutandola in un centro
teatrale, che diventerà sede stabile del
Collettivo: "Il Capannone di Via Colletta".
Questo spazio viene gestito dal collettivo
teatrale e dal Circolo la Comune, un
numerosissimo gruppo di associati,
lavoratori e studenti, intellettuali, che
offrono un importante apporto creativo e
organizzativo.
Durante l’estate
Dario Fo intanto approfondisce la sua
ricerca sui Vangeli apocrifi, nasce così
“Mistero buffo”. Sperimenta la “giullarata”
con letture in Case del Popolo e Università
prima del debutto vero e proprio che sarà il
I° ottobre a La Spezia al Teatro Ariston.
104
Quest’opera si inserisce nel
dibattito vivo in quel tempo fra
gli studiosi di cultura e tradizioni
popolari. Con questa giullarata si
vuol dimostrare che è falsa la tesi secondo
cui le classi sottomesse non posseggono
una propria autonomia creativa, ma che si
ispirano imitandole alle opere della classe
dominante.
È una vera e propria lezione di storia della
letteratura,
che parte
dalla
contestazione delle antologie scolastiche,
soffermandosi in particolare su "Rosa
fresca e aulentissima", uno dei primi testi
poetici presentato e commentato da dotti
"Soloni" delle università come opera di
105
trovatori eruditi. Nella lezione-spettacolo si
sottolinea in particolare la preoccupazione,
alle volte spasmodica, di presentare questi
contrasti mascherando e censurando ogni
gioco scurrile o allusione di satira politica
che immancabilmente
affiora
dalle
giullarate.
Dario Fo tenta di ricostruire il linguaggio e
la ritmica dei giullari medioevali e recita i
loro monologhi rendendoli però accessibili
al grande pubblico.
Il successo è incredibile: si replica
addirittura nelle arene e nei palazzetti dello
sport con migliaia di spettatori. È lo
spettacolo che più di ogni altro lo renderà
famoso nel mondo (oltre 5000 repliche).
6665
1968
Durante l’estate, sulla spinta degli
avvenimenti politici di quegli
anni, Dario e Franca sciolgono la
loro compagnia e fondano, con un
106
gruppo teatrale di giovani: “Il
teatro D’ottobre” l'Associazione
Nuova Scena, composta da oltre
quaranta verificare giovani tra
attrici, attori e tecnici; un
Collettivo teatrale indipendente,
articolato all’inizio in due gruppi
(che in seguito diventeranno tre),
che gira l'Italia recitando,
soprattutto di fronte ad un
pubblico popolare e operaio, in
locali alternativi al circuito
teatrale ufficiale, come Case del
popolo, palazzetti dello sport,
cinema, bocciodromi, piazze.
L’esigenza più sentita era quella
di coinvolgere una gran parte di
persone che normalmente non si
avvicinavano al teatro, spesso per
la semplice ragione che in quelle
sale di spettacolo si sentivano
107
estranei: erano spazi creati da una
classe a cui non appartenevano.
“Nuova Scena” risolse: dal
momento che era difficile per
quella popolazione andare a
teatro, la soluzione ottimale era
che il teatro andasse da loro.
L’unica era farsi itineranti e
recarsi ad allestire spettacoli negli
ambienti da loro stessi creati,
come appunto le case del popolo,
i bocciodromi e le cosiddette
balere. Ancora più importante era
cambiare l’idea di committenza:
fino ad allora il pubblico che
frequentava i teatri era di
estrazione
piccolo-medio
borghese, quindi il linguaggio e i
temi che l’autore doveva proporre
rispecchiavano gusti, consuetudini
e problemi del loro mondo. La
nuova compagnia di attori
108
itineranti doveva al contrario
mettere in scena temi che
trattassero della vita di operai,
contadini e di quegli studenti che
da questa classe provenivano o
avevano deciso di sostenere. Loro
erano i nuovi committenti: il
pubblico voleva sentir parlare
della propria storia, dei propri
problemi ridendone magari e
prendendone
coscienza.
INSERIRE
STATUTO
E
DOCUMENTAZIONE
Più
RICCA non cìè niente, vedere
dal notaio Schiavo-chiedere ad
ambrosino.
Per riuscire nell'impresa vengono
ideati palcoscenici adattabili ad
ogni spazio e smontabili, su
progetto di Fo. I due capocomici
mettono anche a disposizione del
collettivo tutto il loro materiale
109
messo insieme in venti anni di
lavoro: costumi, luce e fonica.
Foto scenografia
25 ottobre - Nuova Scena debutta
alla Casa del popolo di San
Egidio (Cesena) con "Grande
pantomima per pupazzi piccoli e
medi".
TROVARE
RECENSIONE CON STORIA
COMMEDIA O ARTICOLO
DARIO KAOS - foto
110
Lo spettacolo verrà portato anche
alla Camera del lavoro di Milano
e in tournée. Trovare dati
amministrativi. temo non esista
nulla(Trovato nulla) TURNé
San Egidio (Cesena)
111
1969 Viene rimesso in scena:
“Ci ragiono e canto n°2”
trovare “torcitua borgomaneroimportante
SPAZIO
Avevamo già accennato come
l’ensamble di “Nuova scena” il
primo anno fosse composto da
due compagnie. La seconda
metteva in scena uno spettacolo
che dibatteva proprio il problema
del realizzare un testo che si
rivolgesse a quel nuovo pubblico:
“Dato che”. Si viaggiava con un
doppio assetto tecnico, completo
anche di camion e strutture
sceniche. DARIO METTERE
MEGLIO, NON CHIARO La
prima equipe giungeva “sulla
piazza” , montava lo spettacolo
aiutata dagli organizzatori di
case del popolo, recitava, teneva
112
un dibattito sullo spettacolo,
quindi ripartiva per un’altra
sede dove trovava già allestito
palcoscenico, fonica e luci, il
tutto
opera
dell’altra
compagnia.
Quest’ultima,
terminata
la
performance,
smontava la struttura teatrale e
caricava il tutto sul proprio
camion, quindi ripartiva per
altra destinazione.
C’è da spiegare che noi
eravamo il traino, loro erano
sconosciuti ed avevano pubblico
–Tessare per due spettacoli_ In
questo modo si realizzavano due
spettacoli su ogni piazza. Il
successo cresceva al punto che
“Nuova scena” decide di formare
un terzo gruppo di cui Franca
Rame si accollerà il compito
direttivo. DARIO LA VERITà
113
ERA
CHE
AVEVAMO
GRANDI
DIFFICOLTà
FINANZIARIE,
ERAVAMO
IN MOLTI, ANCHE SE LA
PAGA ERA LA STESSA PER
TUTTI E MINIMA, 5.000
LIRE AL GIORNO, CON GLII
INCASSI
NON
CE
LA
FACEVAMO, è PER QUELLO
CHE ABBIAMO FATTO 3
GRUPPI,
NOI,
NON
DIMENTICARE CI SIAMO
VENDUTI
GLI
APPARTAMENTI.
1969 5 novembre – APPUNTO
PER CERCARE DI FARE
LUCE SU STO CASINO DI
DATE.
QUESTO
è
IL
SECONDO
ANNO
DI
ATTIVITà Genova – Al Teatro
della Gioventù, Franca, con la sua
compagnia va in scena con due
114
nuove commedie di Fo: foto
articoli cerco io TROVARE
ARTICOLO LAZZIRI UNITà.
Anche augias su espresso
"L'operaio conosce 300 parole, il
padrone 1000, per questo lui è il
padrone" e sotto il titolo "Legami
pure, tanto spacco tutto lo
stesso!" (due atti unici: "Il telaio"
e "Il funerale del padrone")
Tournée.
A causa delle critiche che queste
opere teatrali muovono allo
Stalinismo e alle posizioni
socialdemocratiche del Pci, la
tournée
viene
pesantemente
criticata e sabotata dal vertice del
Partito comunista. Decine di
rappresentazioni
vengono
annullate.
E' un momento molto duro.
115
A Franca viene negata La Camera
del Lavoro di Milano dove
avrebbe
dovuto
debuttare.
Indignata riconsegna a Enrico
Berlinguer, segretario del PCI,
la sua tessera (Dario non si è
mai iscritto).va messo meglio…
era da tempo che vedevamo nel
pci cose che non andavno, ci
vorrebbe una paginetta sulle
posizioni del pci.
La compagnia, senza perdere
tempo, né scoraggiarsi, 2 giorni
dopo la cacciata dalla Camera del
lavoo, trova ospitalità al "Circo
Medini", un vero chapiteaux per
spettacoli equestri con tigri, leoni
ed elefanti, per fortuna chiusi
nelle gabbie. Luogo insolito per
uno spettacolo di prosa. Vedere
articoli giornali.
Spazio
116
Dopo un primo sbandamento,
grazie alla mobilitazione di
compagni della base del PCI in
disaccordo con i vertici, e della
sinistra extraparlamentare.
Il Collettivo continua a portare i
suoi spettacoli in torno per
l’Italia, con enorme adesione di
pubblico.
In quel periodo il secondo gruppo
mette in scena uno spettacolo dal
titolo “MTM: Metodi, Tempi,
Moduli”, una satira didattica sul
nuovo
sfruttamento
in
fabbrica.Manifesto o articolo.
Foto Trovare.
Sto inserendo qui un pezzo che
stava molto più in giù, ma non
aveva senso. Bisogna riflettere se
va qui.
Nel secondo anno di attività a
Milano, Nuova Scena prima non
117
trova spazi teatrali dove agire.
Affitta quindi una vecchia
fabbrica in disuso nei pressi di
Porta Romana tramutandola in
un
centro
teatrale,
che
diventerà sede stabile del
Collettivo: "Il Capannone di
Via Colletta". Questo spazio
viene gestito dal collettivo
teatrale e dal Circolo la
Comune, un numerosissimo
gruppo di associati, lavoratori e
studenti, INTELLETTUALI, che
offrono un importante apporto
creativo e organizzativo.
1969
Durante
l’estate
QUANDO
AVVIENE LA ROTTURA
CON
NUOVA
SCENA???
QUANDO ABBIAMO FATTO
RIUNIONE
A
MONTE
ROSSO?
118
SIAMO
SEMPRE
NEL
SECONDO
ANNO
DI
ATTIVITà Dario approfondisce
la sua ricerca sui Vangeli apocrifi
e nasce
119
"
".
120
121
122
Sperimenta la “giullarata” con
letture in case del Popolo e
Università prima del debutto vero
e proprio che sarà il I° ottobre a
La Spezia al Teatro Ariston.
Quest’opera si inserisce nel
dibattito vivo in quel tempo fra gli
studiosi di cultura e tradizioni
popolari. Con questa giullarata si
vuol dimostrare che è falsa la tesi
secondo cui le classi sottomesse
non posseggono una propria
autonomia creativa, ma che si
ispirano imitandole alle opere
della
classe
dominante.
123
TROVARE
MATERIALE,
FOTO E ARTICOLI.
È una vera e propria lezione di
storia della letteratura, che parte
dalla contestazione delle antologie
scolastiche, soffermandosi in
particolare su "Rosa fresca e
aulentissima", uno dei primi testi
poetici presentato e commentato
da dotti "Soloni" delle università
come opera di trovatori eruditi.
Nella
lezione-spettacolo
si
sottolinea in particolare la
preoccupazione,
alle
volte
spasmodica, di presentare questi
contrasti
mascherando
e
censurando ogni gioco scurrile o
allusione di satira politica che
immancabilmente affiora dalle
giullarate.
Dario Fo tenta di ricostruire il
linguaggio e la ritmica dei giullari
124
medioevali e recita i loro
monologhi
rendendoli
però
accessibili al grande pubblico.
Il successo è incredibile: si replica
addirittura nelle arene e nei
palazzetti dello sport con migliaia
di spettatori. È lo spettacolo che
più di ogni altro lo renderà
famoso nel mondo (oltre 5000
repliche).
1970 QUI C’è CASINO,
LEGGERE
ATTENTAMENTE. IN VIA
COLLETTA
ERAVAMO
ANCORA UNITI PERCHé mi
ricodi gli spettacoli fatti lì con
piccardi, ciarchi ecc. tutti uniti
tutti insieme ma scusa…
Durante l’estate si organizza un
lungo e approfondito dibattito sul
programma da realizzare nella
successiva stagione. Nascono
125
divergenze sui temi da presentare
al pubblico dei nuovi committenti,
riuniti in assemblea per la loro
approvazione. I due gruppi
continuano a trovarsi discordi sia
sugli argomenti da affrontare che
sull’appoggio del movimento e
dei partiti tradizionali della
sinistra, compresi i sindacati. Il
gruppo opposto NOMI a quello
diretto da Franca e Dario vota
perché si ritorni sotto l’egida
dell’ARCI
e
dei
partiti
tradizionali della sinistra. È lo
scisma: “Nuova scena” si divide
in due diversi gruppi autonomi.
Per evitare confusione fra i due
gruppi scissi si decide che il
collettivo del quale fanno parte
Franca e Dario si chiamerà "La
Comune".
1970
126
27 ottobre - Milano - Capannone
di via Colletta, va in scena:
"Vorrei morire anche stasera se
dovessi pensare che non è servito
a niente" di Fo, in collaborazione
con il Comitato Vietnam. Nel
primo tempo, un susseguirsi di
testimonianze
inedite
dei
protagonisti della resistenza
italiana, i partigiani, uomini e
donne che hanno partecipato
alla resistenza. Mentre invece il
secondo è dedicato alla terribile
lotta del popolo palestinese, per
la sua liberazione.
127
Si eseguono per la prima volta
in pubblico, canti provenienti
dalle valli lombarde e venete,
scritti da combattenti di quelle
zone. Come finale di spettacolo
viene intonato da tutta la
compagnia un canto palestinese
molto suggestivo in arabo, forse
un po’ approssimativo, e un altro
in lingua greca, scritto da
Teodorakis avevamo avuto una
audio cassetta clandestina, lui
era in carcere . INSERIRE
PAROLE Quest’ultimo viene
eseguito
con
maggiore
professionalità, ottenendo un
successo notevole.
È TIRATO MOLTO VIA e non
mi sembra giusta la data.-???
1970 10 dicembre - Milano Capannone di via Colletta.
128
A un solo anno dalla strage di
Piazza Fontana, alla Banca
Nazionale dell'Agricoltura di
Milano, la morte dell’anarchico
Giuseppe Pinelli, “suicidato” in
questura di Milano e l’arresto di
Pietro Valpreda, Dario Fo scrive e
mette in scena un altro dei suoi
testi più famosi nel mondo, sulla
strage
di
Stato:
"Morte
accidentale di un anarchico".
Tournée .ci sono dati ??? La
rappresentazione va in scena
proprio nel momento in cui al
vicino Palazzo del tribunale della
129
città, si celebra un processo
davvero epocale: la questura di
Milano
nelle
persone
del
commissario
Calabresi,
del
prefetto ???? e del questore ha
querelato il giornale “Lotta
continua” che da tempo li
denuncia come responsabili della
morte di Pinelli. Lo svolgimento
del processo prosegue, in un
contrappunto tragico e grottesco
di colpi di scena. La compagnia
che recita “Morte accidentale” ne
approfitta
inserendo
nella
commedia le varianti a grande
effetto che ogni giorno il processo
offre alla cronaca.
TIRATO UN PO’ VIA Nasce
"Soccorso Rosso", TROVARE
QUALCHE
INTERVISTA
MIA. movimento in sostegno a
molti giovani, studenti e operai
130
arrestati durante picchettaggi alle
fabbriche, alle scuole, e durante le
manifestazioni
antifasciste.
Franca porterà avanti questo
impegno sino all’85.
1971
27 marzo - Milano - Capannone
di via Colletta: "Tutti uniti! Tutti
insieme! Ma, scusa, quello non è
il padrone?!", commedia sulla
nascita del Partito Comunista
Italiano nel 1921 interpretato da
Franca Rame e altri. Tournée.
1971
131
Nel
MESE
ARTICOLO
GIORNALI
l’editore
e
imprenditore Feltrinelli perde la
vita nel tentativo di porre un
ordigno esplosivo su un traliccio
dell’alta tensione. Nell’ambiente
della sinistra sono in molti a
sospettare la messa in atto di una
trappola che è scattata uccidendo
il “dinamitardo”. La Comune
inizia subito le prove di unO
progetto SPETTACOLO in gran
parte mimato sulla tragedia in
questione che avrà per titolo “Il
traliccio di Stato”
1971 Fine ottobre la Compagnia
Theatre de la Ville, Parigi, mette
in scena “Isabella tre caravelle…”
La stessa Compagnia presenta
l’opera al Palazzo dei Papi ad
Avignone con allestimento di
Arturo Corso
132
INTERPRETATO E SCRITTO
DA…...
4 dicembre - Milano - Capannone
di via Colletta: "Morte e
resurrezione di un pupazzo",
riproposizione
FORSE
è
MEGLIO RILABORAZIONE
COMUNQUE “BRUTTINO”
con
alcuni
interventi
sull’attualità,
di
"Grande
Pantomima con bandiere e
pupazzi piccoli e medi", che
aveva segnato la rottura con il
cosiddetto teatro borghese.
1972 controllare data
Mostra a Bologna:
“Tra rivolta e rivoluzione,
immagine
e
progetto”.
Controllare il titolo. C’è articolo
gennaio - Milano – Capannone di
via Colletta: "Fedayin"
133
Franca Rame, con l’appoggio del
Fronte Popolare democratico,
porta in Italia dieci autentici
Fedayin (palestinesi combattenti)
da lei stessa scelti, visitando i
campi militari in Libano E SIRIA,
fra i più dotati di qualità canore e
attoriali. Su testimonianze dirette
dei combattenti trasformati in
interpreti delle stesse vicende
delle quali sono stati protagonisti
e testimoni.
Dario scrive il testo dello
spettacolo, del quale curerà anche
la regia; monologhi, musiche,
canti e danze della tradizione
palestinese che narrano la storia
del conflitto con Israele e la
nascita di una presa di coscienza
nazionale di quei popoli, dopo la
grande sconfitta subita qualche
anno prima.
134
Conduce la serata Franca Rame.
Tournée.
Durante gli spettacoli Franca
invita il pubblico a donare
medicinale, indumenti ecc. da
inviare nei campi profughi
libanesi
che
vengono
settimanalmente spedite.
Gli incassi delle serate vengono
devoluti
alla
Resistenza
palestinese al Fronte Popolare
democratico.
1972 Attentato contro la villa a
Cernobbio. Denuncia di Franca e
Dario Manca data precisa
Che giorno? novembre - Milano Capannone di via Colletta:
"Ordine! Per dio.ooo.ooo.ooo"
riscrittura aggiornata di “Legami
pure che spacco tutto lo stesso”
con Franca Rame e altri. Tournée.
135
Nello stesso periodo Dario Fo gira
l’Italia con "Mistero buffo N. 2".
1972 dicembre. Il Collettivo
Teatrale "La Comune" è costretto
a lasciare il Capannone di via
Colletta: il contratto, intestato a
Nanni Ricordi, è scaduto e non
viene da lui rinnovato. Il Ricordi
si trova in disaccordo con il
programma in atto, votato dalla
maggioranza dei soci. Ancora, in
conseguenza di ciò decade il suo
incarico direttivo, sia come
organizzatore del gruppo, sia
come
socio
direttivo
del
CIRCOLO La Comune e dà le
dimissione.
Dario Fo e Franca Rame con i
loro compagni non si scoraggiano.
Affittano il cinema Rossini a
Quarto Oggiaro, nell’estrema
periferia milanese.
136
In quegli anni, causa la grande
crisi economica, molte fabbriche
vengono chiuse. In difesa del
posto di lavoro gli operai
scioperano e le occupano. In
sostegno a queste lotte, il
Collettivo Teatrale La Comune,
interverrà con i propri spettacoli
in centinaia di fabbriche occupate
o in chiese sconsacrate, palazzetti
dello sport e perfino nelle piazze
(dal 1971 all’85) QUESTO DEL
DENARO ALLE FABBRICHE
AVVIENE IN PALAZZINA
devolvendo alle organizzazioni
pare al sindacato operaie l’intero
incasso, per l’ammontare di oltre
1 miliardo di lire di quel tempo
tenendo conto che tessera e il
biglietto costavano 500 + 500 lire
CONTROLLARE. Una cifra
137
davvero impressionante se si
pensa che la perdita di valore
della nostra moneta ha subito
da trent’anni un decalage di
circa
un
decimo
(CONTROLLARE)! Questo mi
sembra inutile, s possono fare
altri paragoni, per esempio la
paga di un operaio
1972 7 dicembre: "Pum pum! Chi
è? La polizia!" (sulle stragi di
Stato) con Dario Fo e altri attori
in
solidarietà
con
Pietro
ValpredaCOSA VUOL DIRE? e
gli altri anarchici incarcerati con
lui. Tournée.
138
SPAZIO
Il Collettivo Teatrale è soggetto a
varie azioni repressive da parte
della polizia e a pesanti tentativi
di censura. Il manifesto DI "Pum
pum! Chi è? La polizia!"
raffiguraRANTE una famiglia,
padre, madre e bambina, con gli
abiti sporchi di sangue (chiara
allusione alle stragi di Stato),
viene denunciato per oltraggio
alla polizia dal Giudice Viola del
Tribunale di Milano.
139
1973 25 febbraio – Milano. Al
Cinema Rossini va in scena: "Ci
ragiono e canto n.3" scritto da Fo
per il cantastorie siciliano Ciccio
Busacca.
Partecipano
allo
spettacolo anche le figlie, Pina e
Concetta Busacca e Piero Sciotto
canta e accompagna con la sua
chitarra.
9 marzo - Milano - Un gruppo di
fascisti sequestra, sevizia e
violenta Franca Rame. Con questo
gesto infame si vuole punire
l’attività politica di Franca, Dario
140
e del loro figlio Jacopo,
politicamente molto attivo al
Liceo Berchet, ma soprattutto il
lavoro che Franca porta avanti dal
'70 nelle carceri ITALIANE.
Grande indignazione e solidarietà
in tutta Italia. Inserire manifesto
ESCO
DALLA
COMUNE
TROVARE MATERIALE.
24
maggio-"Basta
con
i
fascisti". Dopo due mesi di
inattività, Franca Rame torna in
scena e rappresenta alla Casa del
Popolo di Milano il recital, che si
avvale di monologhi scritti in
collaborazione con Dario e curati
da
Lanfranco
Binni,
con
proiezioni e filmati sul fascismo e
la sua violenza. Lo spettacolo
racconta e documenta l’effettiva
presenza culturale e politica del
fascismo nello Stato Italiano e il
141
ruolo di manovalanza criminale
svolto dalle sue frange armate
estremiste al servizio dei corpi
speciali della Polizia dello Stato.
È gestendo quei gruppi che lo
Stato realizza vere e proprie
spedizioni punitive, attentati e
sequenze di stragi con migliaia di
vittime fra la popolazione.
Tournée.
SPAZIO
La richiesta di interventi in tutta
Italia, comprese le isole, cresce a
dismisura: sono circa ottanta i
circoli e i collettivi che
partecipano alla distribuzione
degli spettacoli della Comune. È
l’unico momento in cui gruppi
estraparlamentari
diversi
si
associano per rendere possibile la
messa in scena degli interventi del
Collettivo. In questa situazione è
142
logico che qualche direzione di
quel variegato movimento pensi
di incorporarsi a proprio totale
vantaggio
tutto
intiero
il
Collettivo,
un’equipe
autonomamente organizzata, che
riesce a gestire la presenza di
diecine di migliaia di partecipanti.
Così si può dire che a tormentone
appaiono uno dietro l’altro
incaricati di gruppi diversi, che
giungono
a
proporre
una
collaborazione unica con la loro
organizzazione. Una appresso
all’altra le sirene movimentiste
vengono allontanate, finché il
colpo
grosso
riesce
ad
“Avanguardia Operaia”, detta in
gergo del movimento “i Paguri”,
abili molluschi che riescono con
blandizie
raffinate
ad
impossessarsi dei gusci costruiti
143
da altri invertebrati di mare. Fatto
è che gran parte del Collettivo
“La
Comune”
si
lascia
abbindolare dalle promesse di
forte intervento economico e
organizzativo
da parte dei
“Paguri” e passa armi e bagagli ai
ladri di gusci. Armi e bagagli nel
senso che il gruppo traslocante si
impossessa di tutti i mezzi tecnici,
DI PROPRIETà DEI FO
comprese
le
strutture
scenografiche e il pulmino,
lasciando, i dissidenti, Dario,
Franca, Carpo Lanzi del Trio
Piadena, Ciccio Busacca e Piero
Sciotto letteralmente in braghe di
tela. Dopo un primo notevole
smarrimento gli sconfitti e
abbandonati
ricominciano
a
organizzarsi. Che fine ha fatto
144
Milone, Piero? Quando arriva e
quando se ne va?
12 DICEMBRE 1973 Nasce il
terzo nuovo Collettivo Teatrale
che si chiamerà "La Comune di
Dario Fo" diretto da Dario Fo.
c’era anche Binni?
1974 marzo - Dopo aver invano
cercato una sede permanente, La
Comune di Fo, occupa un edificio
fatiscente, abbandonato, in un
gran parco nel centro di Milano,
la Palazzina Liberty (ex verziere)
in Piazza Marinai d’Italia, che
ristruttura
con
l’aiuto
del
quartiere, degli studenti e degli
operai di Milano e dintorni.
Solo a Milano, raccoglierà in un
anno più di 80.000 abbonati.
(Ricordiamo che il Piccolo
Teatro, con due miliardi
145
verificare di sovvenzione, ne
riusciva a raccogliere al massimo
15.000).
Da questo momento Arturo
Corso, che già era stato attore e
assistente di Dario in passato,
coprirà il ruolo di collaboratore
alle regie delle opere di Dario in
Italia e all’estero.
1973 Manca data precisa:
intervista a Dario Fo sulla
SCISSIONE
COLLETTIVO
TEATRALE LA COMUNE
cercare e vedere dove inserirla
non sono certa credo 1974
CHIEDERE A PIERO SCIOTTO
DOPO
OCCUPAZIONE
RISTRUTTURIAMO,
VEDI
FOTO,
MATTA
ECC
PALAZZINA, POI PROVIAMO
CILE 20 ottobre - A pochi giorni
146
dall’uccisione del presidente del
Cile, Salvador Allende, va in
scena al Palazzetto dello Sport di
Bolzano, il nuovo spettacolo di
Dario con Franca, Piero Sciotto,
Lanzi e Busacca: "Guerra di
Popolo in Cile", spettacolo sulla
resistenza cilena, a cui si
devolvono gli incassi.
Tra monologhi e canzoni cilene
o scritte ad oc da Dario, lo
spettacolo gioca su una serie di
vere e proprie provocazioni
147
organizzate, contrappuntate da
beffe a trappola. In poche parole,
mentre sul palcoscenico si va
eseguendo lo spettacolo si
inseriscono incidenti costruiti ad
hoc che di fatto si trasformeranno
in elementi portanti di tutto lo
svolgimento teatrale. Si inizia con
l’inserto di un “disturbo” fonico,
cioè la radio di una volante della
polizia si intromette nel circuito
auditivo della compagnia. Il
pubblico così ascolta i dialoghi fra
le varie macchine in servizio di
guardia e viene a sapere che la
questura è stata posta in stato di
allerta: si temono colpi eversivi,
non si sa prodotti da chi e come.
Una spettatrice trafelata, irrompe
in teatro (in verità si tratta di una
attrice della compagnia), e
gridando blocca lo spettacolo per
148
dare notizia di strani movimenti di
auto blindate in transito nella città
e dà l’avviso che la televisione e
le radio non trasmettono i
programma annunciati, compresi i
telegiornali. Si crea un dibattito
spontaneo, naturalmente diretto
sapientemente dagli attori che
minimizzano, fanno dell’ironia,
rimbeccati da altri attori, inseriti
fra il pubblico, che invece ????
caricano di tensione l’andamento
scenico. Di questo passo si viene
immancabilmente a discutere del
rischio di un probabile colpo di
Stato. Non dimentichiamo che in
quegli anni si realizzavano uno
dietro l’altro capovolgimenti
politici messi in atto dai generali,
sostenuti dalle destre reazionarie
di molti Paesi dell’America
Latina e del Mediterraneo, vedi
149
Grecia e il persistere di una
situazione di regime fascista in
Spagna E L’ITALIA??? .
All’istante si scopriva che fra il
pubblico erano presenti dei
poliziotti IN BORGHESE. La
Comune si valeva della legge
costituzionale che impediva alle
forze dell’ordine di presenziare a
spettacoli allestiti da associazioni
culturali. Si individuava uno dei
poliziotti, un carabiniere, ancora
interpretato da un attore della
Comune che, snocciolando i
soliti luoghi comuni retorici e
privi di logica civile faceva
resistenza ma alla fine veniva
invitato a lasciare la sala. Ma ecco
che entrava in scena, proveniente
dal fondo dalla platea, addirittura
un commissario, seguito di lì a
poco
da
un
vicequestore.
150
Quest’ultimo estraeva un foglio
su cui erano elencati i nominativi
di un certo numero di presenti in
teatro. Si trattava di ragazzi e
ragazze dell’associazione che
aveva organizzato la serata
(preavvertiti-complici, ma il
pubblico non lo sapeva), ben
conosciuti in città per il loro
impegno politico. Il vicequestore
pregava i nominati di non fare
resistenza e di salire tutti sul
palcoscenico; quindi sarebbero
stati accompagnati in questura
solo per controlli e accertamenti.
Di qui esplodeva un vero e
proprio diverbio spettacolare: in
qualcuno tra il
pubblico si
creava una situazione di panico,
con
immancabile
catarsi
liberatoria
finale
NON
CHIARO, MANCA FINALE
151
SPETTACOLO
.
Ma
la
provocazione aveva raggiunto il
suo scopo, quello di far prendere
coscienza. Tournée.
1973 “Guerra di popolo in Cile”
alla raffineria Augusta a
sostegno dei lavoratori. Manca
data precisa
Mistero Buffo al Festival di
Avignone con regia di Arturo
Corso in francese
DATA, VEDI E INSERISCE
GIORNALI
C’è
ANCHE
FOTO
DAVANTI
UNIVERSITà E CARCERE
Durante la turnée di "Guerra di
Popolo in Cile" a Sassari Fo viene
arrestato per essersi opposto, con
tutto il suo Collettivo e i
compagni organizzatori della
serata, all'ingresso in teatro della
152
polizia
che
cercava
provocatoriamente di bloccare 1o
spettacolo. Rimosso il prefetto di
Sassari
Tempi di grande repressione,
molti della sinistra sono in
carcere, ALLARGARE, FO inizia
a SCRIVEre UN TESTO SULLE
CARCERI, ma si ferma per
mancanza di tempo.
Incontro di Dario Fo con gli
studenti della Sapienza per la
pubblicazione del testo “Dialogo
provocatorio sul comico, il
tragico, la follia e la ragione” di
Allegri e Fo. DATE??
1974 4 al 23 gennaio - Parigi: al
Théâtre National Populaire, Salle
Gemier-Trocadero, Dario Fo
debutta con "Mistero buffo".
Grandissimo successo di critica e
153
di pubblico. La giullarata sarà
replicata per un mese.
Pubblicata storia della Palazzina,
dall’occupazione al
1974
Einaudi editore I: Gli arcangeli
non giocano a flipper. Aveva
due pistole con gli occhi bianchi
e neri. Chi ruba un piede è
fortunato in amore. St 54, 1974,
199710, pp. xiv-299.
Einaudi 1974Morte accidentale
di un anarchico. Nc 70, , 19877,
pp. 121.
Einaudi editore II: Isabella, tre
caravelle e un cacciaballe.
Settimo: ruba un po’ meno. La
colpa è sempre del diavolo. St
55, 1974, 200310, pp. v-325.
Einaudi
Manuale
minimo
dell’attore. St 315, con un
intervento di Franca Rame,
154
1987, 19969, pp. 374 con 28
figure nel testo.
1988
A Torre Annunziata (NA) , dal 22
aprile al 22
maggio (o 14
APRILE 25 MAGGIO??): “Il
teatro dell’occhio” di Dario Fo
Al Palazzo del Turismo di
Riccione: “Il teatro dell’occhio”
di Dario Fo.
A Bari, S. Scolastica dall’1 al 30
giugno: “Il teatro dell’occhio” di
Dario Fo
A Londra, Riverside Studios dal
9 luglio al 13 agosto: “Il teatro
dell’occhio” di Dario Fo
Expo
Phase
One-Italian
Contemporary Theatre dal 18
luglio. All’interno la mostra.
VANNO BENE LE DATE??
Altrove scritto il 21 luglio.
155
A Stoccolma, Kulturhuset, dal 3
al 27
marzo: “Il teatro
dell’occhio” di Dario Fo. Curata
da Sergio Martin, prodotta da
Emmecinque,
coordinata
da
Franco Quadri.
27/28 maggio: comune di Milano
decide per lo sgombero della
Palazzina.
Intervento
del
collettivo La Comune. Lettera di
Dario Fo al Comune in cui
richiede di poter usare la
Palazzina per eventi culturali
Tornando alla rappresentazione
in Italia, durante un dibattito dopo
lo spettacolo "Guerra di Popolo in
Cile", un gruppo di operai
presenti in platea invita La
Comune a considerare l’assurdo
della situazione che vede le lotte
sindacali condotte per migliorare
156
la condizione economica dei
salariati vanificate in modo
grottesco dagli immediati rialzi
dei prezzi in tutti i supermercati.
Da qui, parte l’indagine sul
problema e la scrittura dell’opera
teatrale "Non si paga! Non si
paga!" nella quale l’autore si
immagina una scena iniziale in
cui
qualche
centinaio
di
casalinghe, appoggiate da operai
in sciopero, entrambi indignati per
il rincaro ingiustificato dei prezzi,
fa irruzione in un supermercato e
impone la spesa proletaria, cioè a
dire impone prezzi calmierati e si
ritira con le borse stracolme prima
dell’arrivo della polizia chiamata
dai dirigenti. LA STORIA
CONTINUA,
CERACRE
RIASSUNTO O RECENSIONE
157
O PRESENTAZIONE LIBRO
O FOTO .
Un anno dopo si verificano
numerosi assalti ai supermercati
di Milano. Molte donne vengono
arrestate. Il PM, durante il
processo, chiede l’incriminazione
di Dario Fo come ispiratore
all’evento. Il giudice, dopo un
lungo silenzio, risponde al
Pubblico Ministero più o meno
con queste parole: “Certo, se noi
si dovesse applicare la logica
secondo cui è concesso, anzi
ritenuto legale, punire gli autori di
teatro e di cinema, nonché i
romanzieri, che si siano permessi
di prevedere azioni drammatiche,
fino a spingersi a descriverle
magari con fantasia realistica, di
questi liberi pensatori dovremmo
riempire le nostre carceri e
158
riprocessare anche gli autori
defunti,
a
cominciare
da
Shakespeare a Molière e di
seguito Rousseau, Defoe, Swift
etc. etc.”.
HO CONFUSIONE DATE
SPETTACOLI
DEVO
VEDERE
ELNCO
SU
COPIONI MIEI 1974 3 ottobre
- Milano - Palazzina Liberty:
"Non si paga! Non si paga!".
Tournée.
159
Nell'arco della stagione teatrale
nell’antico verziere vanno in
scena
spettacoli,
dibattiti,
manifestazioni,
concerti
in
solidarietà con fabbriche occupate
e situazioni di lotta in generale.
Spettacoli anche in appoggio alla
campagna per il Referendum sul
divorzio.
Negli spazi del seminterrato della
Palazzina, molti immigrati di
origine asiatica e africana (Eritrei)
finalmente trovano una sede dove
riunirsi per discutere dei loro
problemi.
Sul
palcoscenico
rappresentano spettacoli con
danze e canti provenienti dalla
loro tradizione e ritualità.
1975 1 febbraio - Su indicazione
di un gruppo di intellettuali
svedesi, Dario Fo viene proposto
per il Premio Nobel.
160
1975
Invito a rappresentare uno
spettacolo (QUALE?) nella
fabbrica occupata SITE
Einaudi editore 1975 III:
Grande
pantomima
con
bandiere e pupazzi piccoli e
medi. L’operaio conosce 300
parole il padrone 1000 per
questo lui è il padrone. Legami
pure che tanto io spacco tutto lo
stesso. St 78, a cura di Franca
Rame, , 19978, pp. xv-217.
Richiesta “Mistero Buffo” Novi
Ligure per cassa integrati e
licenziati
Invito a rappresentare “Mistero
Buffo” per Evanitalia di Sovere:
600 operaie licenziate
11 marzo al Palalido di Milano:
Mistero Buffo con Dario Fo
161
Franca Rame Cicciu Busacca a
favore dei diritti fondamentali del
cittadino
Mistero Buffo alla Palazzina.
Date??
Mistero Buffo alla fabbrica
occupata sartotecnica di Milano.
Date??
5 giugno - Milano - Palazzina
Liberty. Va in scena: "Il Fanfani
rapito", scritto da Dario Fo in 4
giorni, in appoggio alla campagna
"REFERENDUM
per
la
legalizzazione dell’aborto" voluta
dal partito radicale.
162
Non c’è tempo per provare la
commedia ma, vista l’importanza
politica del momento, viene
messa in scena ugualmente e gli
attori recitano
leggendo il
copione a vista.
Accordo fra Comune di Milano
e il C.T. La Comune per
l’utilizzo
decennale
della
Palazzina,
con
decorrenza
1/1/75
163
1976
Einaudi La signora è da
buttare. Ct 206, 1976, 19833,
pp. 115.
“Fanfani rapito” all’Ospedale
Psichiatrico di Trieste Date??
“Fanfani rapito” all’Università di
Brescia Date??
“Fanfani rapito”, film con regia
Dimitris Makris proiettato in
diverse località italiane
Terremoto in Friuli: richiesta di
aiuto con spettacoli
Tounée in Belgio e Francia:
calendario
Dario Fo partecipa al primo
Festival di Teatro comico di
Nancy
Tournée di “La giullarata” nel
Sud della Francia e in Belgio
Dario Fo tiene una lezione
spettacolo
all’Accademia
164
nazionale d’arte drammatica. SU
CHE COSA???
Franca Rame e Dario Fo:
Mistero Buffo a Giacinto Grecia.
Date??
Richiesta di rappresentazione
de “I tre bravi” con traduzione
francese
Giornata di solidarietà con il
popolo
di
Dohofar
alla
Palazzina. Manca data precisa
Il collettivo parte per la tournée.
In quel periodo difficilmente si
trovano locali disposti ad
accettare il prezzo bassissimo del
biglietto (mille lire, più mille per
la tessera di iscrizione al Circolo
La Comune: abbiamo aumentato
i prezzi!!). I proprietari dei teatri
si giustificano affermando che
questo eccessivo abbattimento dei
prezzi li metterebbe in difficoltà
165
presso il loro abituale pubblico,
che richiederebbe lo stesso sconto
per gli spettacoli già programmati.
Si tratta di un pretesto: in verità i
gestori trovano politicamente
provocatori i temi trattati dalla
Compagnia. E si sa… i metodi di
censura sono infiniti. Ma recita un
vecchio adagio: “Non tutti i guai e
gli impedimenti vengono per
nuocere, spesso si risolvono in
straordinari vantaggi”. Infatti
quella censura impone alla
Compagnia di rischiare, pur di
ritrovare spazi idonei. I Fo
affittano palazzetti ABBIAMO
INIZIATO PRIMA dello sport,
10 mila presenze a sera, e a Roma
un circo equestre di 2500 posti a
sedere, in piazza Mazzini dove
per 2 mesi recitano tutte le loro
166
commedie scritte dal ’68 al ’75.
Sempre esaurito.
Nello stesso anno Dario Fo mette
in scena "La Giullarata",
spettacolo sul teatro popolare
siciliano,
interpretato
dal
cantastorie Cicciu Busacca e dalle
figlie Pina e Concetta, canta e
accompagna con la sua chitarra
Piero Sciotto. Nelle correzioni ho
scritto aggiungere ragiono e
canto n° 3ma non mi ricordo
perché
167
Data e dati
Mettere le cose come stanno,
non possiamo dire cose che poi
vengono smentite sul sito da
documenti, Il Collettivo La
Comune realizza un viaggio di un
mese nella Repubblica Popolare
Cinese. Finalmente un po’ di
vacanza! Questo viaggio nasce
dall’invito del Ministero dello
Spettacolo del governo cinese.
Con loro ci sono alcuni scienziati
168
e ricercatori delle Università
italiane e un gruppo di operai e
Mario Capanna leader del
Movimento studentesco.
“Fanfani rapito”, film con regia
Dimitris Makris proiettato in
diverse località italiane
Terremoto in Friuli: richiesta di
aiuto con spettacoli
Tounée in Belgio e Francia:
calendario
Dario Fo partecipa al primo
Festival di Teatro comico di
Nancy
Tournée di “La giullarata” nel
Sud della Francia e in Belgio
Dario Fo tiene una lezione
spettacolo
all’Accademia
nazionale d’arte drammatica. SU
CHE COSA???
Franca Rame e Dario Fo: Mistero
Buffo a Giacinto Grecia. Date??
169
Richiesta di rappresentazione de
“I tre bravi” con traduzione
francese
POSSIBILE CHE DA GIUGNO
DEL 75 A MArZO 76 NON SI
SIA FATTO NIENTE?!
2 marzo - Milano - Palazzina
Liberty - Si affronta il fenomeno
della droga che inizia a dilagare
anche in Italia. Alla palazzina si
allestisce lo spettacolo "La
marijuana della mamma è la più
bella". Tournée.
170
È la
storia di un ragazzo che,
PRENDEREI LA STORIA DA
UNA
RECENSIONE
O
ARTICOLO
KAOS,
METTERE FOTO tornando a
casa dopo un’assenza di qualche
mese, scopre che la mamma e il
nonno fumano haschish e si
impasticcano di stupefacenti vari.
Non solo, ma producono,
171
coltivandole sul terrazzo, erbe da
fumo.
DARIO,
RAGAZZACCIO, NON SI Può
TRONCARE QUI
SPAZIO
Intanto
il
contenzioso
fra
l’Associazione teatrale e il
comune continua: pur di bloccare
la produzione satirico-teatrale ed
eliminare
un
centro
di
aggregazione sociale, il cui
esempio produce la nascita di altri
collettivi, il Comune denuncia e
porta in tribunale i responsabili
dell’occupazione della Palazzina
Liberty. Nel processo che segue,
il giudice dà ragione alla Comune,
poiché in un primo tempo il
sindaco era assessore allora
Tognoli aveva consegnato le
chiavi dell’antico verziere a Fo
perché potesse condurre un
172
sopralluogo
nello
stabile
fatiscente, onde constatare lo stato
di degrado in cui si trovava la
Palazzina. Quindi ne conseguiva
che il sindaco aveva già
deliberato di cedere, se ritenuto
idoneo, quello spazio al gruppo
culturale della Comune.
È nello stesso periodo che sul lato
ovest dello stabile viene posta,
inserita in una nicchia muraria
dell’esterno, una carica di tritolo.
L’ordigno esplode nella notte. Per
fortuna il gruppo dei compagni
del Collettivo, a cui era stato
affidato il l’incarico di vigilanza,
qualche ora prima si era spostato
verso l’abside opposta, dove stava
riposando. La deflagrazione fu
potente, al punto che tutte le lastre
di vetro armate in ferro (numerose
in quella costruzione) andarono in
173
frantumi. Egualmente centinaia di
vetri dei palazzi che s’affacciano
sul parco furono abbattuti.
La polizia indaga, ma nessun
responsabile viene individuato.
1976 Dopo 16 anni di ostracismo,
su invito del Dott. Massimo
Fichera, direttore di RAI 2, La
Comune torna in televisione con
"Il teatro di Dario Fo". Vengono
registrate le seguenti opere:
"Mistero buffo", "Settimo: ruba
un po' meno!", "Ci ragiono e
canto", "Isabella, tre caravelle e
un cacciaballe", "La signora è da
buttare", "Parliamo di donne"
(per 21 ore di trasmissione). Tutte
le commedie vengono recitate e
riprese alla Palazzina Liberty, con
la presenza del pubblico. Le
174
trasmissioni andranno in onda nel
’77.
1977
Einaudi editore IV 1977,:
Vorrei morire anche stasera se
dovessi pensare che non è
servito a niente. Tutti uniti!
tutti insieme! Ma scusa, quello
non è il padrone? Fedayn. St
125, a cura di Franca
Rame19975, pp. 217.
EINAUDI ??? Et 492, serie Stile
libero, nuova edizione a cura di
Franca Rame, 1997, pp. 382 con
numerose figure in bianco e
nero nel testo. (cfr. anche
Lezioni di teatro, 2001).
EINAUDI Mistero buffo. Et
1106, nuova edizione integrale,
a cura di Franca Rame, 2003,
pp. 410 con 15 immagini in
175
bianco e nero nel testo. (Già
pubblicato in questa collana,
serie Stile libero, nel 1997, con il
n. 487, anche con videocassetta).
A Vispa di Carcare (GE) e
Venezia: Mistero Buffo con
nuovi
brani
sui
Vangeli
Apocrifi. QUALI??
Maggio- Milano - Palazzina
Liberty: "Mistero buffo N° 3 "
edizione. Tournée.
30 giugno - Roma -Teatro in
Trastevere - ???? qui c’è casino,
il premio idi l’ha ritirato mia
sorella, io stavo male col braccio
vedere giornali "Maschera con
lauro d'oro"
Franca Rame vince la "Maschera
con lauro d'oro" del Premio IDI,
come migliore attrice televisiva
per la trasmissione "Parliamo di
176
donne" INSERIRE GIORNALI
E MOTIVAZIONE.
In questi anni Fo si afferma come
autore vivente, più rappresentato
al mondo: i suoi testi sono recitati
in oltre 50 paesi e tradotti in più
di
30
lingue
QUANDO
GIOVANNI
CI
DARà
NUMERO REPL. CE LO
METTIAMO.
1977 6 dicembre - Milano – Alla
Palazzina Liberty va in scena:
"Tutta casa, letto e chiesa" di
Dario Fo e Franca Rame.
177
Opera in chiave comico-tragicogrottesca sulla condizione della
donna. Unica interprete Franca,
che per la prima volta firma il
testo con Fo. Questa giullarata l
femminile verrà replicato da
Franca sia in Italia che all’estero
sino all’88, oltre 3000 volte.
Inserire recensioni e foto LE
MESSE IN SCENA DELLA…..
ALL’ESTERO
SONO
STATE…manifesto. estero
178
1978- VERIFICARE DATA E
ANNO
2 febbraio
INCIDENTE
GENOVA
FRANCA VA SCRITTO Più
CHIARAMENTE.Dopo un anno
di chiusura PER… FRANCA
ECC.
DATA Durante l’estate, Dario
scrive "La tragedia di Aldo Moro"
sul sequestro e assassinio del
dirigente democristiano ad opera
delle
Brigate
Rosse
(mai
rappresentato). Il testo è condotto
sulla chiave del "Filotete" di
Sofocle.
Dario Fo rinviato a giudizio per i
fatti di Sassari
179
“Non si paga! Non si paga!”
messo in scena dal Berliner
Ensemble cercare manifesto
Chiesti i diritti per Mistero
Buffo in Australia. E Messo in
scena da Teatro Vivo in
Guatemala
1979
Manifestazione organizzata da
Biblioteca Civica di Cologno
Monzese in difesa del posto di
lavoro degli operai Trapani Rosa.
“Tutta casa…” Incasso ai
lavoratori
16/31
Marzo:
Calendario
spettacoli in programma Palazzina
Liberty
Cantautore e chitarrista argentino
Yanquestruz alla palazzina
180
Angelo Bertoli e Gruppo. Alla
Palazzina? Date?
Alla Palazzina la compagnia
francese Les Baladins du Rhin
rappresenta Mistero Buffo in
francese
Data? Atto di citazione per
occupazione
della
Palazzina
Liberty
Dario Fo e altri nove imputati
prosciolti dall’accusa di resistenza
a pubblico ufficiale: nel 1970
proibito accesso a polizia al
Teatro di Pordenone
“Storia di una tigre” al Quasar di
Ellera di Perugia. DATE??
Seminari Spettacolo di Dario Fo
al Festival di Santarcangelo
“Autobiografia di un impegno”.
DATA?
181
19/11: Teatar IDT di Zagabria –
“Morte
accidentale
di
un
anarchico”
Festival
delle
Nazioni
di
Amburgo. Dario Fo partecipa con
Mistero Buffo. Date
“Non si paga” in Inghilterra da
altra compagnia
Il Collettivo la Comune comunica
la costituzione dell’Associazione
libera Università di Alcatraz
DATA debutta: "Storia della tigre
e altre storie", rielaborazione di
Fo del canovaccio di un racconto
popolare cinese sulla Lunga
Marcia, ascoltato durante il
viaggio nella regione di Shangai.
182
Settembre - Berlino, Festival
Internazionale a cui Dario e
Franca partecipano con "Mistero
buffo" e "Tutta casa, letto e
chiesa".
18 novembre. Per il bicentenario
del Teatro alla Scala Dario Fo
realizza la regia, sue anche scene
e costumi de "L'histoire du
soldat" di Igor Stravinskij che
debutta a Cremona, al Teatro
Ponchielli.
Fo, in seguito a un’indagine
riguardante la messa in scena
dell’originale opera di Stravinskij
avvenuta durante la prima guerra
183
mondiale in Svizzera, scopre che
il sogno del compositore era
quello di realizzare uno spettacolo
molto più articolato e vasto, il che
avrebbe comportato l’impiego di
un maggior numero di interpreti e
di musici. La situazione precaria
determinata dall’esplosione del
conflitto, aveva imposto di
ridurne drasticamente le spese
d’impianto. Fo, d’accordo con il
Maestro Abbado, decide di
realizzare il sogno di Stravinskij e
scrittura la bellezza di più di
trenta mimi, maschi e femmine,
più qualche attore professionista. I
mimi provengono dalle varie
scuole di teatro di Milano, prima
tra tutte quella fondata da "Paolo
Grassi" quando era direttore del
Piccolo Teatro. Fo, immagina una
scena mobile spostata e composta
184
di volta on volta dagli stessi
interpreti che si muovono su un
grande palcoscenico con una
apertura di almeno sedici metri.
Ritmi e andamenti gestuali si
ispirano al teatro cinese. L’opera
viene
replicata
nelle
più
importanti città d’Italia, nei teatri
lirici e nei palazzetti dello sport,
davanti a migliaia di spettatori.
1979
febbraio - Roma, Teatro Belli:
viene presentato il testo inedito di
Dario Fo "La fine del mondo" per
la regia di José Quaglio. E’
l’avventura di un operaio addetto
alle fognature della città; per il
suo lavoro si ritrova ad operare
nel sottostrato a d una notevole
profondità. Da quel livello sente
vibrare fortemente il terreno,
alcune
gallerie
franano.
185
Fortunatamente si salva e risale in
superficie. Appena affiora si
ritrova in un semi-deserto: l’intera
città con i suoi palazzi, le torri e
perfino
i
ponti,
è
stata
letteralmente succchiata da un
turbine ascensionale di forza
inaudita. Disperato vaga fra i resti
di quello sconquasso, chiama
aiuto. Ma nessuno gli risponde,
alla fine gli appare una donna
carica di pellicce e vesti sontuose
che gli punta un fucile. E’
terrorizzata all’idea che l’uomo la
possa avvicinare. Appare, quando
tra i due s’è creata una certa
amicizia,
appare
un
altro
personaggio, si tratta di uno
scienziato
impegnato
nella
ricerca bellica. Spiega che quel
cataclisma è causato da alcuni
forti esplosioni che hanno
186
determinato
una
incredibile
accelerazione del moto rotatorio
terrestre.
Il
fenomeno
ha
letteralmente
proiettato
per
centrifugazione ogni costruzione
o struttura architettonica fuori
dalla cresta terrestre. Da qui
nascono
conflitti,
equivoci,
alleanze e odi, che si sviluppano
fino al paradosso. Di questa opera
esistono due versione, la prima
con il protagonista maschile, che
risale dal sottosuolo, una seconda
versione dove il personaggio
principale è una donna.
NON
ABBIAMO
FATTO
ALTRO?
1980
SALA
187
DI
CESENATICO
29
LUGLIO 1992
. . . e speriamo bene!
1) LIBERA ASSOCIAZIONE DI
IDEE scaletta avvenimenti da
arricchire e tagliare
Buona seraaaa!
Da quando non
partecipo ad un festival dell'Unità. . .
pardon. . . . del PCI. . . Oddio ho
sbagliato ancora. . . Beh, insomma, ci siamo
capiti. Vediamo un po'. . . cos'era?. . . il
67. . . 68?. . . 25 anni fa! (Cambia tono)
Me ne sono fatta un sacco di festival
dell'Unità. . . c'era sempre Pajetta per il
comizio di chiusura, e io che gli offrivo un
cestino vietnamita. Tutti gli anni col cestino
vietnamita! . . . a parte che ho il dubbio che
il cestino fosse sempre quello.
Mi facevo il mio stand. . . vendevo di tutto,
una volta libri. . . l'altra prodotti russi. . .
Una volta perfino scarpe, ho venduto al
Festival. . . scarpe per bambini. Era il
1966.
Ero andata in una ditta vicino a Como. . .
188
ed il Festival era per la sezione di Cernobbio,
il paese dove abitavo con mia madre, Dario, e
i miei figli. Sì, ho detto "miei figli". Tre.
Personalmente ne ho confezionato uno solo. . .
Jacopo, ma ho tirato su altre due bambine;
Gaia figlia di mia sorella divisa dal marito e
Enrica, figlia di mio fratello diviso dalla
moglie. . . In 'sta ditta di scarpe, mi hanno
fatto una gran festa. . . : "Oh signora, che
onore! Me la ricordo in Canzonissima. . .
"Tutti si ricordano di Canzonissima. Come
mio suocero della guerra 15-18, s'è preso anche
una medaglia d'oro, e. . . un ginocchio
d'argento. "Brava, brava com'era brava!
Anche suo marito, bravo, bravissimo! "
"Grazie. . . grazie. . . Avrei bisogno di
comperare. . . delle scarpe non troppo costose.
. . per. . . una. . . festa benefica. . . "
"Che festa benefica è?" "Ma. . . per dei
bambini. . . " Se avessi detto: Festival
dell'Unità, mi avrebbero aizzato contro i cani.
"Le do tutto il campionario. . . a mille lire. .
. " 1000 lire?! In negozio le avrebbero pagate
almeno 20. 000: scarpe magnifiche! Io le ho
vendevo a 10. 000 e chi le comperava, faceva
un affare. Scarpe, tortini dolci, "pesca" dopo
189
aver girato casa per casa a chiedere roba
vecchia da buttare. . . vasetti di fiori. . .
Le solite cose, insomma. Abbiamo lavorato
come belve per tre giorni. Ero contenta come
una Pasqua. . . avevamo incassato un sacco.
Contavo i soldi con i compagni. . . più di tre
milioni! Poi ho scoperto che tutto il nostro
attivo più "un debito" che ci siamo dovuti
accollare tutti noi iscritti, erano serviti per
pagare una cantante che il segretario della
sezione aveva ingaggiato a una cifra
astronomica senza dire niente a nessuno.
"Ma come, qui ci siamo fatti un mazzo così per
tirare su quattro lire e tu le vai a buttare, tutto
per tuo conto. . . per di più ti indebiti anche.
. . per una che viene a cantare. . . di cui a
nessuno frega niente. . . e tutto per sfiducia
nelle nostre forze! E tutto per scopiazzare quei
megalomani dei compagni delle città che sono
loro che sostengono il mercato del disco facendo
cantare i cantanti ai festival. . . per di più
li strapagano. . . in una sera si beccano cifre
che un operaio non vede in due anni. (Cambia
tono) Un po' di demagogia. (riprende a
gridare) Tutto da solo decidi! !
Bel
centralismo democratico! Sai cosa sei? Uno
190
stronzo! E io straccio la tessera! " E tutti che
gridavano "Sì sei uno stronzo! ! Stracciamo
la tessera stracciamo la tessera! "
Alla fine per evitare un esodo in massa, ho
dovuto far da pacere e perdonare il Rocca. . .
si chiamava così il segretario della sezione. . .
Rocca. . . ma che però ha dovuto fare
l'autocritica, seduta stante, davanti a tutti. .
. Poi, abbiamo brindato alla pace e hann fatto
bere anche me notoriamente astemia. . .
stanchi morti e un po' ciucchi, abbiamo cantato
Bandiera rossa e l'Internazionale . . . e ci
veniva da piangere. A quei tempi ci si
commuoveva facile. La sezione di Cernobbio. .
. Ci venivano anche i miei figli. . . si
organizzavano serate. . . dibattiti. . .
litigate. . . Jacopo e le bambine erano i più
giovani iscritti alla F. G. C. I della
Lombardia. Avevano 11 anni e facevano la
prima media.
(JACOPO CERCA DI PRECISARE,
non mi ricordo bene) Erano molto attivi. . .
passavano tutte le loro ore libere dalla scuola,
a fare inchieste. In una zona bianca come il
comasco. . . la brianza, ad esempio, con carta
e penna o registratore fermavano le donne del
191
paese e candidi chiedevano: "Cosa ne pensa
signora della pillola? Lei la prende?"
Immaginatevi le reazioni! Oppure tornavano a
casa e: "Da oggi, tutto quello che è
americano. . . ( si era durante la guerra nel
Vietnam in questa casa non entrerà! " A conti
fatti si poteva mangiare solo pane riso
spaghetti. Via la Coca-cola, via questo via
quello. Ogni cibo confezionato veniva scrutato
con grande diffidenza e doveva essere solo
Made in Italy, massimo roba Svizzera.
Jacopo, s'è preso anche uno schiaffo da un
insegnante. . . c'era uno sciopero degli
studenti a livello nazionale. . . loro tre, gli
unici, stavano davanti ai cancelli della scuola e
cercavano di convincere i compagni a scioperare,
il professore di ginnastica li tira per un
braccio, li spintona e cerca di farli entrare in
classe. . . loro fanno resistenza e via che vola
un ceffone sulla faccia del "mio bambino"! !
Quel che è successo dopo non ve lo posso
neanche descrivere.
Sono venuti tutti i
professori, preside compreso, a casa nostra a
chiedere pietà per il malcapitato. Avevano
saputo che stavamo organizzando la " marcia
sulla scuola" di Cernobbio, anche con i miei
192
compagni della sezione Garibaldi. . . di
Milano, la più battagliera della città.
Abbiamo perdonato, ma abbiamo preteso un
cartello affisso davanti alla scuola dove il
professore chiedeva scusa ai ragazzi malmenati
e dove si ribadiva il diritto costituzionale di
sciopero anche del cittadino al di sotto dei 14
anni. Mi ricordo che per le elezioni del. . .
(non mi ricordo la data) mia mamma, 80 anni
era a Montecatini, mi telefona e mi fa: "Devo
tornare a votare. . . " "Mamma, non
preoccuparti. . . " dico senza neanche un
briciolo di vergogna "stai lì tranquilla. . . gli
anziani possono votare anche dopo. . . " Che
stesse pure a bersi le acque. Sapevo che se
fosse tornata in tempo avrebbe votato D. C. !
La sera in sezione preoccupata ne parlo con i
compagni, ben decisa a non fare avere un voto
in più alla Dc. e sbotto solenne: "Compagni!
, se mia mamma torna, facciamo un seggio
finto qui, in sezione, le diamo una scheda di
quelle per la propaganda. . e la faccio votare
qui. " Silenzio di tomba! Pausa. Il il
segretario Rocca, con la sua faccia onesta e
pulita paonazza di indignazione, fa per parlare
e un compagno gli grida: "Zitto tu, che hai
193
speso i soldi per la cantante che ancora stiamo
pagando i debiti! " Ricade il silenzio di
tomba. . . Tutto il direttivo. . . che erano
poi in tre. . . quasi in coro fa: "Pensiamoci
su. . . " poi uno intona "Avanti o popolo alla
riscossa. . . " gli facciamo coro, commossi da
tanto ardire! Poi, per fortuna mia madre se
ne è dimenticata. . . Mi sono iscritta al Pci.
. . alla fine degli anni 50. . . Ho debuttato
a otto giorni, ne il figlio della "Genoveffa di
Brabante", in braccio alla mia mamma. Non
parlavo tanto quella sera lì. . . Via via che
crescevo, ho interpretato tutti i ruoli possibili ed
immaginabili maschili e femminili. Andavo a
scuola, e lavoravo la sera. . . Quante volte mi
sono addormentata nelle casse dei costumi? Poi
è arrivata la guerra. A Varese dove avevamo
sede fissa. . . i bombardamenti non si
sentivano. . . Sì, qualche volta buttavan
qualche bomba sulla fabbrica d'aerei, la
Macchi. . . ma non la beccavano mai. Si
recitava a Varese e nei paesi intorno. Si
circolava con un permesso speciale per le ore del
coprifuoco, ci spostavamo con una corriera che
chiamavamo "Balorda" a causa del
comportamento bizzarro che aveva, che più che
194
al suo cattivo carattere andava attribuito agli
anni. In certi paesi, nei quali ad una certa
ora del giorno si passava, nei turnichè
particolarmente ripidi, c'erano sempre dei
ragazzi che ci aspettavano. . . ci spingevano
ridendo come matti, poi la sera ci
raggiungevano ed entravano a godersi lo
spettacolo gratis. "Siamo quelli che abbiamo
spinto la "Balorda. " "Passate". Non era
bello girare di notte. . . durante la guerra ma
noi ragazzi, non ce ne accorgevamo. . . si
cantava, si rideva. . . evitando di guardare
fuori dai finestrini. . . Non si vedeva una
luce! Una notte un gruppo di tedeschi e
camicie nere ci hanno tenuti bloccati sino
all'alba. Se quell'alba avesse portato la
notizia di una missione tedesca andata male ci
avrebbero fucilati tutti. L'abbiamo saputo
qualche giorno dopo. Altre volte,capitava che
ci fermassero dei partigiani. Non
dicevano "siamo partigiani" ma
erano in borghese con i mitra!
"Signor Rame - facevano a mio
padre - ci dà un passaggio?" Li
facevamo salire.
Più avanti
195
capitava d'incontrare picchetti
fascisti
che ci fermavano.
Un'occhiata al lasciapassare
"Buona sera signor Rame. . .
com'è
andata
la
serata?""Benissimo! " "Buona
notte. ". . . "Buona notte" e via
che ce ne andavamo. . . senza un
goccio di sangue in faccia a
cantare con più forza di prima.
Anche i partigiani cantavano.
Gridavano più di tutti! Dicevo
che mi ero iscritta al PCI alla
fine degli anni 50. Mi ricordo
che il giorno dell'iscrizione ero
molto emozionata. Ci sarebbero
voluti
due
compagni
a
presentarmi, ma ero conosciuta. .
. quindi se ne è fatto a meno.
Ho fatto il mio primo colloquio
politico con Tortorella. . . me lo
ricordo dietro alla scrivania. . .
molto compreso nel suo ruolo. . .
196
un po' imbarazzato. . ma serio. .
. fin troppo. Quanti anni sono
passati. . .
quanti salti
all'indietro
abbiamo
fatto!
Quanta "roba" è crollata, muri. . .
fede, ideali, ideologie. . .
speranze. . . illusioni. . . (
Ricordarsi manifestazione blocco
giro d'Italia.
"Siamo con te
Dario").
Nei primi anni del settanta. . .
non mi sono più riconosciuta nel
PCI. vedevo che teoria e pratica
se ne andavano per strade
diverse. . . che quello che mi
capitava
intorno,
non
corrispondeva a quanto stava
scritto dietro la mia tessera. . .
allora, come tanti, me ne sono
uscita. (1)
ACCENNARE
PERIODO
STORICO, MANIFESTAZIONI,
SALTO A parlar di DONNE.
197
Non è una storia mia. . . è mia
(indica il pubblico) è tua e sua . . .
tante storie messe insieme. . .
ecc.
1) IL SODALIZIO INFAME!
"Come hai dormito. . . " mi fa. . .
"Bene. . . . " "Scendi a fare
colazione?" . . . "No, non subito. .
. (si schiarirsi la voce)Ti devo
parlare. . . . Stiamo calmi però. .
. Siediti. . . sopratutto non
alziamo la voce. . . c'è gente in
casa e non vorrei. . . . "
Lui si siede sul letto passandosi
una mano sulla fronte.
Ogni
qualvolta
si
affronta
(naturalmente sono sempre io
che parto) questo argomento e
lui "sa qual'è", in un secondo è
madido di sudore. . . ma proprio
bagnato fradicio. Mai vista una
cosa così repentina. Come girare
un interruttore.
Gli prende
198
un'emozione che gli parte. . . dal
profondo. . . diciamo. . . della
coscienza. . . sono tutti i suoi
sensi di colpa, che gli affiorano
insieme. BUM! : ecco l'effetto
sauna".
"Caro, vorrei che te ne andassi. .
.."
"Perché?! " Gli manca il fiato.
"Non reggo più la vita che stiamo
facendo. Non ce la faccio più a
stare con te. . . Negli ultimi 20
anni
sei
sempre
stato
innamorato. Sempre di un'altra.
. . e mai la stessa. E d'estate di
più. Ed ora siamo in pieno luglio!
Non ce la faccio più a vederti
dalla mattina alla sera guardare
l'orologio per controllare se "è
l'ora buona" per telefonare. . .
alla fidanzata di turno. . . Con
questa, dalle 11 alle 11 e mezza,
non ti tiene più nessuno. . . e poi
199
anche dalle due alle tre. . . la
sera. . . dalle 7 alle 8.
Non
sopporto più il tuo evidenziare,
senza volerlo per carità, ogni tuo
rapporto con l'altro sesso con
movimenti telefonici. . . senza
misura. . . e sopratutto senza
tenere conto che ci sono anch'io
al mono, e al tuo fianco, per di
più. Anche se sei innamorato
pazzo. . . ed è legittimo. . . anzi,
beato te! , mi disturbi troppo. . .
le scuse che tiri fuori per uscire
a telefonare. . .
mi fanno
imbestialire perché sono un
oltraggio alla mia intelligenza. . .
:
riprendo,
"vado
dal
parrucchiere"-"ma è lunedì. . .
""Ah sì?. . . " - pausa - "Ti
andrebbe di mangiare del pesce
?"-"Ho già fatto il lesso. . . ""Ma
m'è venuta voglia di un bel pesce.
. . vado a comprarlo. . . così mi
200
sgranchisco anche un po'. . . ""Sta diluviando. . . ""L'acqua fa
bene. . . fa diventare più alti""Guarda che a 66 anni. . . non si
cresce più. . . ( al pubblico) Una
toccatina alla tasca posteriore
dei pantaloni per essere certi
che l'agendina nera dell'amore
sia lì. . . anche la tesserina della
Sip. . . sì, c'è. . . bene. . .
"Torno subito. . . Vuoi qualcosa
cara?. . . "
e tornava quasi
subito. . . con pesce per 30
persone, non è stato mai capace
a regolarsi con la spesa. . . e con
24 rose rosa del "nostro" colore.
. . e un bigliettino "Ti amo cara
tanto tanto. " Il bello è che è
vero. E' vero! Lui mi ama. Tanto
tanto. qualche volta mi viene da
pensare:
"Chissà
cosa
succederebbe se mi odiasse. Mi
strapperebbe i denti ad uno ad
201
uno senza anestesia. . . gli occhi.
. . le unghie. Ho sofferto molto
in questi ultimi 20 anni. Lui non
se ne rende conto.
Lui, non
capisce.
"Tu hai il fuoco di
Sant'Antonio nello stomaco per
non dire nel . . . "
"Vedi caro". . . io sono molto più
creativa. Mi muovo meglio. . .
voglio dire. . . mi sono "sempre"
mossa, quando mi muovevo. . .
meglio di te. Ora sono immobile
- qui ho dato giù un po' con la
voce, bassa intensa, sofferta. . .
ma attenti, soffrivo davvero come una casa popolare senza
nemmeno un inquilino:
un
palazzone orribile pieno di
stanze vuote. . . pronto per
l'autocrollo"
Come mi sia uscita una frase
così, di luglio. . . con quasi 40
gradi, non lo saprò mai. Non lo
202
saprò mai!
Ci devo far sopra una canzone. . .
Non ci sono mai canzoni sulla
disperazione
di
una
donna
"vecchia" abbandonata dal marito
o "col marito coglione". . .
(inventare qualche strofa) o che
parli della menopausa. . .
(Consigli
sulla
menopausa,
proseguire,pillole
cerotti.
Continuare insomma. )
No, solo canzone d'amore. . . o di
sesso. (Citarne qualcuna ridicola
la devo trovare perché non
ascolto più la musica. Perché non
ascolto più la musica?)
(al pubblico) Non ho capito che
mestiere faccia la "turnante". . .
Non so chi sia. . .
E' che il
diavolo fa le pentole e non i
coperchi.
Sono andata a
trovarlo, stava fuori Italia per
lavoro, dopo sua, più che
203
insistente richiesta via fax, 11
fogli,
per
convincermi
a
raggiungerlo. . . (che, visti gli
avvenimenti del proseguo, mai
capirò il perché. ) " Vieni ti
prego, ti voglio vedere stare con
te amore vienivienivieni. . ecc.
Vado. Tutto bene, sembravamo
persino felici. . . Qualche
tensione trattenuta tra le mie
budelle quelle due o 5 volte, (un
ossessione? a quell'età lì, capita)
che spariva per telefonare. . .
tanto
da
procurarmi
una
fibrillazione acuta, due medici
nella
notte,
elettrocardiogramma,
per
fortuna niente di grave tolto le
occhiaie il giorno dopo.
Per il resto, tutto bene, come ho
detto, sembravamo felici.
Come al solito, le cose più noiose
le faccio io, (forse m'ha fatto
204
venire per quello): prenotare gli
aerei, fare le valigie, pagare il
conto. . .
e col conto, mi
ammollano 5 fogli con la
trascrizione elettronica delle
telefonate. Do una guardata ai
5 fogli 5 e mi siedo. . . Sono
molto emotiva. . .
Sto per
svenire.
Ma sì, lo so che ha la ragazza, lo
so che le telefona, ma non vi
nascondo che fa una certa
impressione vedere nero su
bianco, per pagine e pagine ore
23 e 5 numero telefonico mio. . . .
ore 23 e 8 numero telefonico
della ragazza. . . ore 10 e 15 il
mio, ore 10 e 21 . . . A me,
sempre la precedenza. . . eh. . .
sono la moglie. e via così per
telefonate e telefonate. . . ore
5, e 27 numero della ragazza. . .
Meno male che non ha chiamato
205
me, alle 5 e 20 che lo
ammazzavo. Perché la chiama
alle 5 e 27?! ! Poi ore 4 e 50. . .
ma che cazzo di lavoro fa?. . .
Poi di colpo nessuna telefonata al
numero amato: per tre giorni
solo telefonate a me e tante,
come sempre.
Ecco, l'aveva
raggiunto.
Come in un film a doppia velocità
mi sono rivista tutta la mia vita e
la sua, dell'ultimo
periodo
attraverso quelle telefonate.
Tutta la nostra vita. Sono stata
seduta una ventina di minuti. Mi
girava tutto. Mi sentivo svenire.
Come quella volta che eravamo al
mare. . . In quel periodo lui stava
"assolutamente" solo con me. . .
Eravamo sposati da poco. . . No,
non ridete. . . per almeno 20 anni
mio
marito
m'è
stato
fedelissimo.
206
Forse. E' negli ultimi 20 anni
che. . . Vi stavo dicendo del
mare. . . io stavo a riva con mio
figlio che aveva come un 5 anni. .
. mio marito faceva il bagno,
appena appena un cento metri più
in là, con la mia migliore amica. . .
un'amica vera.
Ne esistono
sapete. Beh. . . ad un certo
punto, non so per quale effetto
ottico. . . li ho visto avvinghiati.
Forse stavo avendo una visione
negativa mandatami dal diavolo o
dal Signore per mettermi alla
prova. . . Non so. . .
Sono svenuta.
Veramente:
svenuta!
Mi sono rispresa con le urla
strazianti del mio bambino
"mamma mamma. . .
aiuto la
mamma muore" e stavo proprio
morendo in quanto ero caduta in
avanti con la testa in acqua. . .
207
che per quanto bassa sia, sull'
Adriatico,
bastava
per
affogarmi:
mi stavo autoaffogando per amore.
Io voglio molto bene mio marito.
. . anzi. . . lo amo. . . Il disastro
sta tutto qui: Che lo amo ancora
dopo 40 anni.
Mio figlio dice: "guarda che non
è più quello che hai conosciuto. . .
sono passati molti anni. . . Anche
tu sei cambiata. . . anche tu non
sei più quella che lui ha
conosciuto. Tu sei innamorata di
una persona che non esiste più.
Tu sei innamorata di un ricordo. "
"No, io sono innamorata di lui! "
Lui, lo conoscete tutti. . . lui è
veramente
extra,
delicato,
spiritoso,
ironico,
di
una
intelligenza superiore. . . canta,
dipinge, scia. . . le ha tutte. . .
eclettico. . . geniale, anzi è un
208
genio riconosciuto. . . Per bene. .
. Non si può dire che sia bello. . .
ma ha un gran fascino. . . Ma
oggi. . . in questa mattinata dove
sono decisa a dire "basta", penso
che forse ha ragione mio figlio:
sono innamorata di un ricordo
Guardo mio marito. . . e di colpo
lo vedo com'è. . . non come l'ho
"sempre" visto. . .
come è
realmente.
Di colpo vedo le sue gambette
corte. . . Beh, le ha sempre
avute corte, non è che gli si siano
accorciate con l'età. . . è che
quando era snello. . . non si
notavano tanto. . . le sue braccia.
. .
che impazzivo quando mi
abbracciava. . . Ma erano quelle
cose lì? Due braccettine senza
tono muscolare. . .
da
imprenditor-intellettual.
.
.
stomaco e ventre prominenete. . .
209
un po' . . . (si esprime con un
gesto) pettorali che. . insomma,
un po' giù. . . Gli occhi così
intensi, neri come il carbon. . .
che quando si perdevano nei miei,
mi facevano tremare. . . svenire.
. . ora li vedo sbiaditi. . . quattro
capelli in testa. . . la faccia
stanca. . . le guance. . . che se
gira la testa di colpo. . . vola via.
Ciò nonostante c'è una parte di
me. . . che anche in questo
momento, sente una grande
tenerezza per lui.
Maledizione,
ma
perché
s'invecchia?
Dovrebbe farsi la plastica penso. . . dovrebbe farla.
Io l'ho fatta. . . mi sono tirata
via di colpo quei dieci anni che
m'intristivano. . . è stato quando
lui si era fidanzato ufficialmente
con. . . Quando ho avuto la
210
certezza che mio marito faceva
sul serio con una ragazza di 37
anni. . . più giovane di lui, che se
ne andava in giro, che si faceva
vedere che frequentava gli amici
comuni che" attenti a non fare
gaffe, che stassera arriva la
moglie" ho fatto il giro delle
farmacie di Milano. . . non che
meditassi chissà che. . . ero
come in trance. . . una bustina
per volta, e Veronal e Veramon e
Gibalgina e Optalido. . .
Le
comperavo così. . .
senza
determinazione. . . Non si sa mai.
Sempre meglio essere pronti
all'occorrenza. . . Per tre giorni
ho girato farmacie.
Poi sono
andata da lui e gli ho detto che
partivo. "Dove vai?. . . " "Non so.
. . . " "Ma perché te ne vai. . . io
ti amo. . . tu conti più di tutti al
mondo. . . " "Sì. Ciao"
211
Salita in macchina di colpo non mi
è venuto in mente neanche un
posto dove mi sarebbe piaciuto
andare. Li ho fatti passare tutti.
Ho pensato anche all'estero vado
a Parigi. . . Londra. . . Bruxelles.
. . Dopo un'ora di riflessioni e
giri turistici col cervello, prendo
tempo e vado in ufficio.
E'
sabato pomeriggio.
Non c'è
nessuno ne deve venire nessuno.
Sì, nel mio ufficio: 360 metro
quadrati, 11 stanze. Beh, a parte
questo fatto, vado nel mio
ufficio.
Imprevisto! C'è mio nipote e un
nostro collaboratore:
Walter.
"Che fate qui?" "Nulla. . .
avevamo da chiudere una storia. .
. stavamo andandocene. E tu
che fai?" "ho da fare. . . " Loro
se ne vanno. Mi sono guardata
intorno. . . Pensavo a lui, che
212
sicuramente
aveva
già
telefonoato alla ragazza del
momento: si chiamava Maria, o
Stella, o. . . non mi ricordo più. . .
: "è partita puoi venire".
Tolgo dalla borsetta tutto quello
che ho,libretti degli assegni,
chiavi di casa, della cassaforte.
Non mi viene da scrivere niente.
A chi dovrei chiedere perdono? E
perché? A mio figlio forse. . .
Ma no, sta crescendo, ha la sua
vita. . . io non servo più nemmeno
a lui.
Forse ero un po' depressa (ride).
Sentivo che già non esistevo più,
che ero già morta.
Senza
interessi per niente e nessuno.
Brutta storia.
Casermona popolare di trecento
appartamenti
con
nessuno
dentro.
Ho tolto dal cartoncino. . . tutte
213
le mie pastiglie. . . ne ho fatto
un bel mucchietto davanti a me.
Ho preso una scodella, l'ho
riempita d'acqua ne ho messe tre
o quattro in bocca e giù a bere.
Su un foglietto ho annotato: 3 e
giù a bere, più 3. . . . e, fanno 6. .
. più 3 e fanno nove. . . Devo
dire che si fa una gran fatica. . .
ti si impasta la bocca. . . non
riesci a deglutire. . . ti viene
voglia di smettere. . . ancora 5. .
. Ma cosa sto facendo?! ancora
tre. . . e 5. . . Credo di essere
arrivata a 50. . . Da un pò non
segnavo nulla sul foglietto. . .
Chissà perché mi era venuta
questa idea del segnare. . . forse
per potermi regolare quando
stendermi.
Ora mi mi gira la testa. . . mi
vado a stendere. . . continuerò a
prenderle da stesa. . . Arrivo al
214
divano. . . mi gira tutto. . . bevo
un po' d'acqua ancora. . . poi la
scodella mi cade. . . e non ci sono
più. . .
"Che bellezza è
finalmente finita. . . adesso sì,
che dormo! ! " credo sia stato
l'ultimo pensiero.
Invece no.
Sento che mi sollevano di peso,
mi costringono a camminare. . .
mi parlano, gridano, io mi lascio
andare non reagisco, non voglio
reagire "deve camminare non
fermarti! Falla camminare! " ma
chi parla?. . . Chiama il marito. . .
telefona
all'ambulanza.
.
.
"Quante ne hai prese parla! " E'
la voce di mia sorella. . . "Pensa a
tuo figlio, maledizione quante ne
hai prese?" chi è questo. . . mio
marito. . . Ci sono proprio tutti.
Tutti uniti.
Una festa di famiglia.
215
"Sbrighiamoci. . .
ha 21
pulsazioni. . . portiamola via"
Chi ha parlato. . . gli infermieri
dell'autoambulanza.
M'infilano
in un lenzuolo per trasportarmi. .
. mi sento urlare. . . e non so
proprio forse la rabbia mi faceva
uscire il fiato o forse l'ho
sognato "voglio morire! ! !
Lasciatemi
maledetti
voglio
morire! ! ! " Per un anno intiero
non sono andata nel mio ufficio.
Morivo di vergogna. Non capita
tutti
i
giorni
di
essere
trasportata per le scale avvolta
in un lenzuola perché la barella
non passa, tra gli sguardi degli
inquilini allibiti "una signora così
per bene! . . . pensa te! . . . "
finire al Pronto soccorso seguita
da una decina di parenti mariti
sorelle e la gente che ti guarda e
i medici gentili che ti fanno
216
iniezioni da ogni parte, una flebo
nel braccio. . . ti fanno bere un
700 litri d'acqua con dentro non
so che. . .
"vomiti signora
coraggio" e tu che tiri su l'anima
e tutti sono contenti e non ti
trattengono perché sei persona
conosciuta sì, capiscono. . . . ma
certo lo scandalo, i giornali. . . si
figuri. . . e via che torni a casa e
dormi per un 5 giorni e quando ti
svegli sei così debole che non
capisci se è bene che ti sia
andata bene, e se ti è andata
bene veramente.
Riprendi a vivere la tua bella vita
di merda. . . un po' imbarazzata.
. . senza il coraggio di guardare
la gente negli occhi. . e tutti che
ti trattano come una che è
matta. . . e non come una che ha
bisogno d'amore.
Ho sempre avuto un morboso
217
bisogno d'amore.
Da piccola, avevo un 5, 6 anni e
per attirare l'attenzione dei
miei, ho rovesciato qualche
goccia d'inchiostro rosso nel mio
vasino della pipì. La mia mamma,
sconvolta. . .
mio dio, s'è
sviluppata a sei anni! . . . No, no. .
forse è un fatto renale, chiama il
dottore, chiama il dottore, tutti
gridavano, piangevano. . .
e
quando,
felice
di
tanta
attenzione ho tirato fuori la
bottiglietta d'inchiosto rosso,
hanno capito. . . m'è arrivato un
ceffone dalla mia mamma, che
ogni volta che sento l'odore
dell'inchiostro, mi tocco una
guancia.
Meno male che hanno inventato
le biro!
"La prossima volta mi andrà
meglio. " Ho avuto addosso per
218
anni la voglia di ammazzarmi. . .
specialmente quando scoprivo un
nuovo amore di mio marito.
Maledicevo la mia debolezza. . .
la mia incapacità di reazione, di
prendere su, come si dice, e
andarmene. Stavo lì come una
lumacona. . . senza forza ne idee.
. .
a crogiolarmi nelle mie
disperazioni invece di. . . che so,
andarmene. . . ammazzarlo. . .
bruciarlo. . .
Cos'è?. . . non mi verrete a dire
che voi mai. . . mai neanche una
volta avete pensato o tentato di
ammazzarvi.
E allora ho fatto il liftingh.
Il liftingh l'ha fatto, a parte le
attrici,
anche
quelle
che
minacciano querele se qualcuno
dice che hanno fatto la plastica,
anche Mastroianni. . . Manfredi.
. . lo so di certo. . . l'han fatta
219
un sacco di uomini politici. . .
anche in America.
Ieri sera
guardavo De Mita in televisione. .
. e l'ho trovato, nonostante le
preoccupazioni. . . ringiovanito. .
. per me l'ha fatta anche lui.
Dovrebbero
passarlo
come
servizio sociale, il lifthing. . . sì,
con la mutua. . . sai quanta gente
triste tornerebbe a ridere?
Conosco un medico che li fa a
rate. . . che una, ora che ha
finito di pagarlo è già tutta
ricrollata e deve ricominciare da
capo. Tira su sederi, toglie le
"borse" (accenna gli occhi) la
pappagorgia. . . ti tira su. . . ti
tira via tanta di quella pelle in più
da ricoprirci una poltrona. Ti
ringiovanisce anche le mani, se
vuoi. . . tutta. . . che se incontri
la tua mamma, ti porta a fare la
prima comunione.
220
No, caro figlio mio, io lo amo il
tuo papà, altro che storie. . .
"amo lui". . . lo amo così com'è.
Che m'importa se è invecchiato. .
. anch'io sono invecchiata. . . Lui
è i miei ricordi, la mia vita. . .
Sono i sentimenti che contano. . .
In quel famoso fax di 11 pagine
m'ha scritto: "non lasciarmi, le
altre non contano, conti solo tu,
dobbiamo stare insieme, è con te
che sono stato al mondo. " Ho
pianto. E' quello che mi dà, che
conta. . . Sì è vero. . . lavoro
tanto per lui. . . quando è a casa
mi sembra di avere intorno un
bambino spastico. . . : "e dov'è
questo? e dov'è quello? Mi dai la
gomma grazie, vorrei un paio di
calze. . . farei il bagno ma solo
tu sai dov'è il costume. . . "
Certo, è un segreto di famiglia!
Sempre
svagato.
.
.
221
distrattissimo. Solo quando deve
organizzarsi le storie con le sue
ragazze,
diventa
attento,
memorizza tutto, pare uno della
CIA.
�Gentile, generoso, intelligente.
. . ma devo dire che in questi
ultimi dieci anni è diventato un
po' più pesante dei primi trenta.
. . Se penso che da quarantanni
sto sempre con lo stesso uomo mi
sento prendere da un'ondata
d'ira omicida.
Ma perché?!
Colpa della mia mamma. . .
dell'educazione che mi ha dato. .
. Del CATTIVO ESEMPIO che
m'ha dato: fedele a suo marito
come una suora di clausura!
(cambia tono) Non che io sia
stata fedele a mio marito come
una suora. . . Per la carità!
Ho avuto eccome le mie storie,
ma non abbastanza. . . e per
222
fortuna che le ho avute! ,
altrimenti adesso starei tutto il
giorno a sputarmi in faccia.
Però
diciamo
che
vivevo
malissimo i miei tradimenti. . . le
mie "trasgressioni".
Sensi di colpa da perdere sonno,
appetito, pianti disperati in
segretitudine. . . singhiozzi tra
le braccia di lui, del tradente. . .
"oddio cosa sto facendo?! . . . "
singhiozzi tra le braccia di lui,
del tradito:
"Oddio che ho
fatto! " "Micina amore tesoro
perché piangi?! "-". . . non so. . .
così. . . per niente. . . sono una
sciocca"-"Calmati amore. . . non
piangere micino mio. . . Mi ami?"
Mi usciva tra i singhiozzi un urlo
strozzato. "Tanto! ! ! " "Non
gridare così. . . ti sente tutto il
palazzo" Come soffrivo!
L'ho tradito, ma lui ha sempre
223
occupato il primo posto nella mia
vita. Il primo! E non l'ho mai
fatto soffrire!
(Cambia tono) Sì, dovrebbe
proprio farsi la plastica. . . non
tanto. . . una tiratina. . . No, non
per me. . . io lo amo così com'è. .
. ma per le ragazze. . . anche
per non essere scambiato per il
padre.
Se pensate che sono
cattiva non vi sbagliate. . .
Lasciatemi
almeno
essere
cattiva.
Lui va pazzo per le
ragazze. . . C'è chi va pazzo dei
bomboloni, lui. . .
E' questo
l'argomento del mio bloccarlo in
camera
questa mattina.
Le
ragazze. E lui lo sa e suda. Mi
spiace farlo stare male. . . ma. . .
.
non posso più rimandare.
(Prende
il
fiato)
Devo
assolutamente
parlare.
(riprende il fiato) Definire. . .
224
(C. S. ) Finire. Se no, scoppio.
"Ma via! . . . dopo 40 anni di
matrimonio
stai
ancora
a
rompere perché lui. . .
Ma
lascialo tranquillo. . . lascia che
si sfoghi. . . tanto lui ti ama!
Non se ne andrà mai da te! "
Chi è che parla? Tutti quelli che
conosco.
E' quel "non se ne andrà mai" che
ora m'ha messo in crisi. Un po'
di tempo fa ho chiesto al mio
medico:
"quando, gli uomini
smettono di fare all'amore?"
"Hai voglia, ragazza, (sono 40
anni che mi chiama "ragazza": tu
hai due età, quella anagrafica e
quella biologica, cara "ragazza". .
. ) hai voglia! Gli uomini fanno
l'amore fino a 80 anni! " E'
orgoglioso.
"Fino a 80 anni???! ! ! Dunque, lui
ne ha 66 e io dovrei andare
225
avanti ancora per 14 anni così?
No. "
"Tu hai il fuoco di sant' Antonio
nello stomaco. . . per non dire
nel . . . . " Non mi piace mai
essere volgare in momenti così. .
.
anzi, mi disturbano molto
quelle donne che perdono il
controllo. . .
il senso della
misura, che danno fuori, che
spaccano oggetti in casa. Per la
verità, quando lui ha detto dopo
che io gli ho detto del fuoco di
Sant'Antonio: "No, guarda che
ti sbagli. . io. . . " e si stava
avviando
alla
porta
per
andarsene. . . ho sentito nello
stomaco una cosa proprio brutta.
L'istinto omicida che ognuno di
noi ha in fondo all'anima. . . Ma
sì, che ce l'avete anche voi! Dai.
. . Proprio mai avete pensato in
un momento di disperazione
226
estrema. . . di esasperazione
estrema, "adesso l'ammazzo"?
Non importa chi: il marito, il
padre, la madre, il professore,
uno stronzo in un momento "no"
che vi sbava addosso un
complimento troppo pesante. . .
o il capo ufficio. . . o una
ingiustizia. . . No, no. . . zitti,
zitte! , non dite niente. Ora,
mentireste.
E se invece non
mentite, e siete presi da una
improvvisa ondata di sincerità,
mi mettete paura. Stiamo calmi.
Non vorrei che qualcuno si
alzasse e si mettesse ad urlare:
"Sì! ! ! ! ! l'ammazzo! ! ! " e via
che salta addosso al vicino, alla
vicina
di poltrona e lo o la
strozza, qui in mezzo a tutti.
Zitti, calmi e fermi. Continuiamo
a mentire per ora, l'ammazzere
alla prima occasione.
227
E
mi
raccomando,
non
reprimetevi, fate le cose per
bene.
Rimandiamo: lo farete questa
sera a casa vostra.
"E'
meglio
che
ti
sieda
immediatamente o entro cinque
minuti hai la casa distrutta. . . .
rompo tutto il rompibile, vetri
compresi e forse rompo anche
te. "
Non ho alzato la voce.
Ci
conosciamo
da
quarant'anni.
Capisce che non sto scherzando.
Lui torna a sedersi sul letto. . .
si passa la mano sulla faccia
sempre più sudata. . . poi si
stende. . . asciugandosi il sudore.
..
"Ti stavo dicendo che vorrei che
te ne andassi. Il nostro, ormai è
un sodalizio infame. . . è ora di
romperlo. "
228
"Oh, esagerata. . .
perché
infame. . . Io sto bene con te. . .
"
"Io no, io non sto bene con te.
Sai come mi sento "con te"? Agli
arresti domiciliari. . . da più di
vent'anni.
Sono un detenuto in attesa di
giudizio. . . la sentenza che sto
aspettando? Condanna a morte. "
Lui fa un sospiro proprio di quelli
che straziano. . . pardon, che mi
straziavano. E sì. . . non era la
prima volta che dicevo una cosa
così. . . Non che l'abbia ripetuta
tante volte. . . ma qualche volta
sì. . . Di solito a 'sto punto, mi
commuovevo talmente per quello
che stavo dicendo. . . che non
riuscivo a trattenere le lacrime. .
. lui sospirava. . . allungava una
mano. . . "ma io ti amo! . . . " e io
giù a caragnare senza ritegno. . .
229
"sì. . . condannata a morte sono! "
Mi usciva costruita così la frase.
. . non "sono condannata a morte"
ma "condannata a morte sono! "
Chissà perché. . . mi veniva di
dirlo alla meridionale. (piange)
"condannata a morte sogno. . .
voglio dire. . .
sono. . . "
arrancando già col corpaccione
qualche millimetro verso di lui. . .
, pronta ad essere afferrata tra
le braccia incantatrici. . .
"Amore ma perché dici così. . . lo
sai che ti amo. . . lo sai che conti
solo tu. . . lo sai che le altre sono
solo. . . "-"No, no. . . lasciami. . .
lasciami. . . Voglio morire! . . . "
ma ero con la testa sulla sua
spalla e singhiozzavo rilassata. . .
"Micina mia. . . bambinona. . . "
"Amore. . .
non farmi più
soffrire. . . Ti amo tanto. . . "
"Anch'io ti amo. . . " E via che
230
tutto ricominciava da capo. No,
non finiva con una scopata. . .
pardon, volevo dire. . .
non
facevamo l'amore. . . Io e mio
marito l'amore non lo facciamo
da 20 anni, per l'esattezza da 22
anni. Perché? Non lo so. Non
saprei proprio spiegare come ci
si sia arrivati. . . fatto è che ad
un certo punto non ci siamo più
interessati
sessualmente.
Veramente non so chi abbia
incominciato. . . A pensarci bene.
. . forse lui. Il fatto è che era
scoppiata la "rivoluzione". Sì. . .
sto parlando del 68. Mamma mia
è
stato
veramente
un
Sessantotto per me! Una gran
confusione di pensieri idee
ideologie falsi ideali. . .
e le
manifestazioni e la polizia e le
botte e ragazzi che morivano e le
occupazioni e le canzoni. . . e i
231
ragazzi che morivano e gli operai
che venivano licenziati e il blocco
dei cancelli alla Fiat all'Alfa e
l'amore libero e la liberazione
sessuale e i ragazzi che
morivano. . . e le ragazze di 16
anni col bidet fatto e le mutande
in mano pronte come il Nescafé. .
. e le galere e la polizia e le
ragazze. . . e le manifestazioni e
le occupazioni e i ragazzi pronti
come il Nescafè. . .
e le
manifestazioni e le. . . e ragazzi
che morivano. . . Scusate, mi
sono fatta prendere un po' la
mano. . . è che mi è difficile
tenere il filo del discorso. . .
Dove eravamo. . . A sì. . . che io
e lui non facevamo più l'amore. . .
Beh, ora che importanza ha
stabilire chi dei due s'è stancato
dell'altro o se ci siamo stancati
tutti e due. . . o se uno ha
232
sofferto perché l'altro s'è
stancato. . . Non serve a nulla. . .
Fatto stà che: basta.
Abbiamo chiuso col sesso. Tra di
noi. L'abbiamo fatto con altri
"sesso" e tutta la pazzia sta
proprio qui. Aver accettato che
l'"amore" tra noi fosse finito. . .
quell'"AMORE". . . e continuare
a vivere insieme. Finisce sempre
che uno dei due paga un po' di più
dell'altro. Purtroppo sono stata
io a pagare. . . e con gli interessi!
Attenzione, non è che mi stia
piangendo addosso. E' che per
una donna è diverso.
Lo è
veramente.
Non abbiamo per
niente, i seni prominenti e i
fianchi larghi.
Veramente ci
sono sempre più ragazze con il
fisico da ragazzo. . .
se ne
vedono sempre meno con i
fianchi larghi. . . Chissà perché. .
233
. Chissà da che dipende questo
cambiamento di razza. . . forse è
genetico. Non so. Dunque dicevo
che 'sto fatto di fare l'amore
con altri. . .
�Seppur umano il bisogno di
avere
distrazioni,
più
che
comprensibile. . . ma negli ultimi
20 anni gli è scoppiata come una
pazzia. A poco per volta, sempre
più intrepido, deciso. . .
spavaldo: innamorato di un'altra,
poi un'altra ecc. poi un'altra,
ecc. ma sempre con me. "Non ti
lascerò mai amore. . . Tu per me
sei tutto. . . come mia madre! "
Non mi ha mai lasciata. Forse
una volta era sul punto di farlo. .
. ma poi. . . Dunque dicevo che
'sto fatto di fare l'amore con
altri. . . 'sta stronzata della
coppia aperta è stata proprio una
stronzata. Chi arriva alla coppia
234
aperta senza soffrire vuol dire
che non ama più. . . o che è stato
educato in una certa maniera in
una famiglia speciale. Io non
conosco nessuno, dico nessuno,
che
abbia
vissuto
questa
esperienza senza morirci dentro.
Non sto facendo la tragica. Ho
detto "morirci".
E' un fatto
culturale da centinaia di anni. . .
forse un duemila. . . di una certa
educazione. . .
ma vedo che
anche quelli che hanno 20 anni,
non ci vivono bene dentro a 'sta
storia. . . soffrono come cani
sgozzati.
Solo uno dei due,
naturalmente.
Fingendo oltre
tutto di stare benissimo. . . poi
si trovano con 4000 pastiglie di
Veronal nello stomaco e hai
voglia a fare lavande gastriche,
che poi si sta malissimo. Si sta
malissimo.
235
� 1) BIOGRAFIA FRANCATENTATIVO
Sto male di salute,ma mi sembra
di stare molto bene d'umore,
mentre invece mio figlio dice che
tutte le malattie che io sono
riuscita(un vero primato! ) ad
accumulare negli anni (che vanno
dall'onicofagia-mangiarsi
le
unghie-,tricotillomaniastrapparsi
capelli,attorciliarli
stretti al dito anulare e infine
nasconderli sotto ai mobili.
Quando uno è in ansia,si strappa i
capelli ,se sola,si mangia le
unghie in presenza di altri. )E me
l'ha dimostrato enumerandomi
tutto quello che ho avuto negli
ultimi due mesi a Boston. "Oh,ma
come sono felice,rilassata! "Un
bubbone della grandezza di un
mandarino
nel
seno
sinistro,proprio sopra a quello
236
che chiamiamo cuore,dolore ai
reni
con
perdita
di
sangue,lastre,calcoli
frantumati,tracce
anche
in
vescica,dolori
muscolari
alle
gambe,crampi
durante
il
sonno,gamba
sinistra,dopo
immobilità di qualche ora,non
rehhe
e
duole.
"Cos'è,il
lazzaretto
tutto
di
un
colpo?"NO,è che il tuo fisico si
fifende come può. lanciandoti
campanelle d'allarme da una
situazione che tu vivi male. Fai
l'elenco di tutte le malattie che
hai avuto negli ultimi anni,gli
interventi,malattie inimmaginabili
ma ben tangibili che vanno da una
congiuntivite che ti scoppia
oggi,inizio di una commedia che
non ti piace e che ti sparisce il
giorno dopo l'ultimo spettacolo.
Tu come un pappagallo ripeti"sto
237
bene"e
sei
pure
convinta,invece"credi" di star
bene,ma nel tuo subconscio stai
malissimo?Tutta la colpa è del
subconscio. Froid ha detto un
sacco di cose relativammente
importanti,cose che anche altri
avevano
detto,l'unica
sua*
scoperta essenziale per la vita
dell'uomo per la sua mente è 'sta
storia del subconscio. 'Sta storia
del subconscio deve essere vera.
Mi viene in mente una tipa di
Torino che lavora all'Einaudi,si
chiama Emilia,l'ho conosciuta
tanto tempo fa,mi raccontava
della sua vita,nel dibattersi nei
problemi col marito da cui si era
separata,i
figli,la
suocere,l'amante del marito,la
moglie del marito. Tutti questi
problemi
le
procuravano
fenomeni
fisici
238
stregoneschi,reazioni sul suo
corpo che nessun medico aveva
mai registrato su alcun paziente.
Che so,le lenti a contatto che si
gonfiavano a dismisura fino a
scoppiare,oppure
che
si
bucherellavano tutte. Robe mai
viste,tanto che l'assicurazione si
rifiutava di rimborsargliele. Mio
figlio ha certamente ragione.
"Tu devi sbatterti,riuscire a
scavare,a ricordare,a scoprire
cosa hai dentro realmente,quale
fatto vicino o lontano ti ha
portato a questo malessere.
Devi andare indietro, indietro
mamma. "Mi sono presa un
registratore e via a parlare a
ruota libera. Come premo il tasto
per la registrazione,non mi viene
in mente niente. Cerco di
ralassarmi. Vediamo. . il primo
trauma. . per me è stato un
239
trauma e grosso. anche se
poi,ora,30 anni dopo,mi rendo
conto di aver guardato i fatti
con
ecessiva
enfasi.
HO
scambiato una storia del tutto
naturale per una mancanza
d'amore. L'ho vissuta malissimo.
Ho cercato di parlarne con lui,ma
subito mi sono interrotta,
imbarazzata dal suo imbarazzo.
Impreparata,incolta sul sesso: è
la prima cosa che ricordo in
questa incursione nella mia vita.
Il mio rapporto con l'altro sesso
è statoo per moltissimi anni un
rapporto "al servizio";mai avuto
stimoli sessuali,la voglia di fare
all'amore mi veniva se ci si
abbracciava e baciava. . . ma
scivolavo nel rapporto senza un
grande desiderio di sesso. . ero
portata ad assecondare il suo di
desiderio. Del sesso,non sapevo
240
nulla. quello che facevamo,era
venuto
da
solo,l'avevamo
scoperto insieme. autodidatti.
Ora,per fortuna è diverso. I
giovani sanno tutto. prima ancora
di avicinar si ad una donna. Mio
figlio aveva un 13 anni e già se ne
stava con un libro di anatomia in
mano. (IMENE,vedevo soltanto
un
orecchio).
L'orgasmo,l'ho
raggiunto
molto
dopo
che
praticavo il sesso. Prima fingevo.
Non me ne sono mai fatta un
problema.
PENSIERI: LA COPPIA
1) Riuscirò fino alla morte a
tenere per me che tu sei solo un
uomo?Io cerco di capire tutto. . .
i tuoi bisogni. . . mi sforzo di non
dare maggior significato alle
"cose" di quanto in realtà non
abbiano. . di leggerle per quello
che
sono:
SESSO
E
241
GRATIFICAZIONE ma non mi
posso impedire di soffrireper
queste nostre due vite così unite
e
così
irreversibilmente
staccate. Due vite tronche,che
vivono solo se congiunte ma si
logorano
e
muoiono
nella
congiunzione. E' molto che sono
morta. E' il saperti distratto da
altro che mi ha tolto la vita.
Senza di te non posso vivere, ma
quanto pago questo mio vitale
bisogno. Sono riuscita a superare
tutto ciò che ho subito. Mi
credevo armai forte. ma il dolore
torna ogni volta come trentaanni
fa. Sto vivendo un disperata e
allo stesso tempo afettuosa
solitudine. Gironzolo per questo
mondo come un ombra; pensieri
bui mi schiacciano. Brontola la
mia anima,il mio cuore,i miei
sentimenti
ti
si
rivoltano
242
contro,il mio orgoglio di essere
donna? Umiliato.
E il non
sentirmi "nessuno".
Non mi
accontenta essere "prima" nella
tua vita. . è nel mio sesso a
ridere che ti voglio tenere. Ti
guardo davanti ad una ragazza
qualsiasi,trasformato,ti
rappresenti,ti
dai
un
gra
daffare,senza
misura
ne
controllo. Ed io sono condannata
da me stessa a starti a
guardare,come tu,per tua scelta
sei condannato a vivere con me.
Che fare?
�Mogli dipendente comunale che
trova i soldi in tasca al marito e
li butta dalla finestra.
Inserire il discorso del grande
mondo, o no?
Il grosso della vita sta fuori.
Perché la gente lascia fare ai
nostri
sgovernanti?
Perché
243
accettiamo tutto?
Chi sono i critici presenti allo
spettacolo 'sta sera?
C'è Raboni del Corriere? NO?. . .
Lo sapevo. La differenza tra
uomo e donna la vedi anche da
qui.
"indelicati" Borsellino o un altro
è morto, saltato per aria:
" come si sente signora? Sta
male?"
Perché la signora non tira un
calcio nei coglioni? perché non gli
salta addosso e lo strangola
ficcandogli le dita negli occhi?
Ognuno
di
noi
vive
nel
seminterrato della sua anima.
La televisione! !
Casalinghe che si spogliano
(Colpogrosso) come si muovono
che livelli di volgarità riescono a
raggiungere. Non si fermano più!
Il responsabile ultimo della
244
situazione tragica dove siamo
arrivati, non è Andreotti, ma
sono le nostre insicurezze.
Serpente a sonagli.
Ridurre una persona a poltiglia
Perché la gente è così debole che
uno può manipolarla come vuole?
Perché? Papuasia: leggere origini
e costumi. Rapportso sessuale
libero.
I bambini sono nel
grembo della donna e si nutrono
di sperma. Ma che trovata! !
Che civiltà.
Il maschio sceglie la femmina per
la vita. Il matrimonbio tra un
maschio e una femmina è
indissolubile.
Protezione
militare, non sessuale. Cucitura
sesso bambine, riaperto a 20
anni.
LA CHIACCHERATA O IL
PROCESSO
1) T'ho umiliata? Quante volte?
245
Qual'è l'ultima volta? E il
rispetto? Dove lo metti? E noi
come siamo? Come siamo?
Migliorate
col
tempo?
Peggiorate. La vera differenza
tra un uomo e una donna, credo,
consista in questo:
le donne
conservano un po' più dell'uomo,
il senso dell'onestà, (non tutte)
della giustizia, dell'integrità.
Siamo soggetti morali, (non
tutte! ) e a volte purtroppo solo
moraliste.
All'uomo è stata inculcato,
sempre con quella prima fatale
poppata, il piacere per la lotta, la
lotta con qualsiasi mezzo per
ottenere,
raggiungere,
impossessarsi del POTERE. Il
POTERE è comando, è forza,
denaro. FASCINO. BELLEZZA.
Tutte "QUALITA' ", privilegi,
che ti derivano dal potere. IL
246
POTERE ti procura tutto ciò che
il POTERE PUO' PROCURARE.
Con il potere che ti balla intorno
anche tu ne vorresti un po'? No?
Essere donne continua ad essere
difficile, e nel cammino della vita
(è con rammarico, che sono
costretta a riconoscerlo) ti senti
con un fatto che sicuramente,
dopo il turbamento che ti
procura, ti lascia amarezza e
sconvolgimento addosso, cioè, la
scoperta, che le tue difficoltà di
vita, di sentimenti, le tue
insicurezze, dipendono sì da
come è strutturata la società,
dagli uomini, da quello che ci si
aspetta da te, ecc. ecc. ma
dipendono anche da altri essere
come te, anime del tuo stesso
sesso.
Sì,
amarezza
e
sconvolgimento.
La donna è
troppo spesso, la maggior nemica
247
della donna. Nel lavoro e nella
vita. Giovani o vecchie che siano.
Interrogate,
provate
ad
interrogare.
Quasi tutte,
fottute da un'altra. Sì, c'entra
anche lei, ma vero è che l'amore
l'uomo lo fa quasi sempre con una
donna. O giovane come te, o
molto molto più giovane di lui. E
tu stai a guardare. Si fa per
dire.
Naturalmente storie di
questo tipo si verificano quando
il lui, è un vero LUI.
Se è
giovane va benissimo, ma andrà
ancor più bene, se il LUI in
discussione è senza giovinezza, è
adulto, è vecchino, è vecchio.
L'impegno, per la giovane in
questione, sarà minimo.
In tutti i sensi. Intendiamoci,
può, anzi dovrebbe essere
pesantissimo,
ma
buone
prospettive, vuoi di vita, vuoi
248
sociali,
artistiche
possono
allegerirlo assai, come peso. E tu
stai a gurardare.
Hai una
conoscenza della storia. . . di
quello che passa, del senso di
quello che sta accadendo. TU
SAI GIA' TUTTO. PERCHE' E'
IL RIPETERSI, del ripetersi, del
ripetersi.
Aspetti.
.
.
inutilmente. Cosa aspetti?
Che succeda quello che tu non
vorresti. L'unico pensiero che ti
deve dare un minimo di. . . sì,
che anche tu sei stata giovane, e
anche la giovane di oggi, con
fortuna, o senza fortuna, (a volte
non basta sposare uno scrittore
importante per scrivere un buon
romanzo, vedi MORAVIA; o darsi
ad
un
pittore,
sempre
importante, per dipingere un bel
quadro ecc. ecc. Come a dire
che se hai doti, certo con l'uomo
249
di potere, puoi correre nella
carriere, ma se non hai nella
testa le cose giuste. . . dove
corri?
Ti sembra di correre, ma non
appena
ti
fermerai
per
riprendere
fiato,
voltandoti
indietro, scoprirai di aver perso
per strada qualcosa che sarebbe
stato più importante tenere, e
ben stretto. )
La giovane che oggi ti mette
pesantemente davanti alla tua
età, alla tua realtà, diventerà
vecchia, esattamente come sei tu
ora.
E questo uomo, che tu
presuntuosamente hai creduto
tuo, guardalo: che non si vede
per quello che è realmente,
abbarbicato ciecamente alle sue
illusioni.
�DALL'AUTOBIOGRAFIA
DI
FRANCA RAME di prossima
250
pubblicazione: "Il nostro era un
teatro realmente e totalmente
"all'improvviso" che si basava su
trame semplici e stringate,
Teatro Popolare appunto, nella
tradizione
della
Commedia
dell'arte,
completamente
opposto al teatro letterario e
naturalista messo in scena dalle
grandi e illustri compagnie che
agivano nelle grandi città e
imitato in tutto il suo negativo
dalle piccole compagnie, come la
nostra, che agiva no in provincia.
Il nostro successo stava tutto in
questa differenza.
Il nostro
repertorio era vastissimo: dalle
più
famose
tragedie
di
Shakespeare
ai
drammmoni
ottocenteschi, alle commedie di
autori moderni a quei tempi
(Niccodemi, Giacos, Rosso di
San Secondo, alle comiche finali.
251
Il tutto senza aver mai studiato
una parte a memoria su di un
copione. Nella mia fimiglia non
esistevano copioni di testi
teatrali veri e propri, ma una
specie di cannovacci e per molti
testi non esisteva nemmeno il
cannovacccio. Ce li avevamo nella
testa da sempre.
Eravamo
bravi? Non lo so. So solo che i
teatri erano sempre pieni, che si
lavorava tutti i giorni,
si
riposava solo il venerdì santo, e
il 2 dei morti, a novembre. O se
c'era
il
funerale
di
un
personaggio
importante
del
paese: il prefetto, il sindaco, il
dottore, il prete il farmacista. E
quando in un paese avevamo
fatto tutto il nostro repertorio,
(replicato 6 sere la Giulitta, 6 la
passione, "Il povero fornaretto
di Venezia " e non mi ricordo più
252
quali altri drammoni avessere
successo) mio padre o mio zio, si
leggevano un romanzo,
ci
riunivano e ci raccontavano a
sommi
capi
l'intreccio,
distribuivano i ruoli, se i costumi
adatti
non
c'erano,
si
rimediavano, e via che il giorno
dopo si andava in scena. Sulle
quinte laterali,
in bella
calligrafia, la scaletta dei punti
chiave,
il susseguirsi degli
avvenimenti.
�BIOGRAFIA
PER
ENCICLOPEDIA
TRECCANI
SALA
DI CESENATICO 20 SETTEM.
1992
Franca Rame debutta in teatro a
otto giorni, tra le braccia di sua
madre, nel ruolo della figlia della
Genoveffa del Brabante. La sua
è ultima ed una delle più
253
importanti famiglie di attori
girovaghi.
Rappresentano,
nell'Italia settentrionale, un
repertorio assai vasto.
Stralci
dell'autobiografia
di
Franca Rame di
prossima
pubblicazione:
"La mia famiglia è di origine
lombarda, nasce agli inizi del
600, con marionette e burattini,
(conoscevano
entrambi
le
tecniche assai diverse tra loro).
Ho debuttato ad 8 giorni in
braccio alla mia mamma. Nella
mia famiglia era un fatto
naturale:
appena nasceva un
figlio
lo
si
metteva
in
palcoscenico.
L'Accademia di
arte drammatica, l'ho fatta lì,
con loro (con mio padre, suo
fratello le rispettive mogli, i
figli, gli scritturati).
�M'è cascato sulla testa il
254
ciclone "fica"
Ad ogni grande emozione mi si
scarioca l'orologio.
�Su ogni individuo vengono
commessi degli omicidi, ai quali
siamo impreparati.
Molta gente é già morta pur
continuando a parlare e ridere.
Io ne conosco.
Specialmente
donne.
Strepitiamo per le scortesie, le
volgarità, le ingiustizie che
subiamo, ma non ci accorgiamo di
quello che facciamo subire agli
altri. Cerco sempre di riflettere
prima di muovermi, non mi basta
più contare fino a dieci. . . a
volte conto fino a cento, perché
so con certezza che 'gli altri'
sono molto importanti.
Tutti.
L'errore di base nella vita di
molti (di noi donne, specialmente)
è di non saperci difendersi dai
255
sentimenti, dal farci travolgere,
dallo 'sbatterci dentro tutto', in
quello che si ritiene essenziale
per vivere: "l'amore". L'amore
ci vuole, ma a dosi ragionevoli,
controllabili. Dovrebbe essere
proibito
dalla
legge,
farsi
mangiare, dall'amore. . . anche
se è bello, perdersi, nell'amore.
Ebbene sì, sono romantica. L'ho
capito tardi.
Ora, l'averlo
capito. . .
la saggezza
faticosamente acquisita negli
anni, mi serve pochissimo. La
metto a disposizione.
Ho
intenzione di aprire una scuola
per mogli. Io me ne intendo. Ho
vissuto
momenti
d'infelicità
profonda, totale.
So cosa
significhi il "non voler più vivere,
(contributo non indifferente l'ho
ricevuto
dal
dolore
fisico
continuo per anni e anni, vedi
256
braccio). Mi sono molto criticata
per questo. Ora è "passato". E'
lì, nei ricordi.
�Non che pensassi di Dario
chissà che, ma, ad un certo punto
della nostra vita, nelle storie di
"ragazze", (per la verità, sempre
disponibili e pronte come il
Nescafè) non nascondo che
trovarlo uguale nella banalità di
tanti "maschi", m'ha deluso.
Anche se mi sono più volte
chiesta: "ma perché dovrebbe
essere diverso? Forse perché lo
è stato per 25 anni, diverso?
Cosa pretendi, che "teoria e
pratica" vadano per tutta la vita
insieme? Anche i santi cadono in
tentazione. " E così ho capito che
il sesso, (per gli uomini al primo
posto
culturalmente
e
ideologicamente) il desiderio di
"fare sesso" nell'uomo permane
257
per tutto l'arco di una vita (ci
sono novantenni neanche tanto
arzilli che davanti ad un bel
sedere
non
resistono
ad
allungare le mani). C'è chi per il
sesso, da via di testa, va in
galera, stupri. . . violenze su
minori, incesti, famiglie che
saltano. . . figli di qua e di là. Se
Dario, che non ha mai violentato
nessuno, (anzi, deve stare
attento a non essere lui,
violentato) non ha fatto figli
fuori casa, (almeno che io sappia)
e che non ha nemmeno 9O anni,
sente il bisogno d'avere storie
con ragazze varie, non mi
tormenta più.
Non mi secco se va a farsi
tagliare i capelli, o dal dentista.
. . Sono bisogni del corpo. . . e
(non voglio essere né volgare, né
banale) sicuramente anche del
258
cuore. . . bisogno di sentirsi
qualcuno intorno con cui fare
"birichinate" (chiamiamole così.
Forse, (non ne ho mai parlato con
lui) credo contribuisca anche
l'angoscia
del
sentirsi
invecchiare. Sì. E' giusto così.
Anche se un tempo, ho voluto
morire. E sì, ci sono passata
anch'io. E poi tutto, poco per
volta, ti è chiaro. Ti è chiaro che
hai sbagliato. Tu. T'è parso di
non essere più essenziale per il
tuo "lui" di non 'contare' tanto,
da voler sbattere via la vita. E'
pazzesco che in momenti così,
non ti salti agli occhi nulla che ti
interessi.
Non esiste più
nessuno.
Ti senti più niente.
Perché? Chi c'è passato, mi
capisce.
E poi, eccomi qua,
calma.
La
donna
invecchiando
(e
259
ragazze,
succede
a
tutte
d'invecchiare) si acquieta. . . (è
vero che qualcuna in menopausa
dà via di testa, ma è abbastanza
insolito). Il segreto è camminare
dignitosamente con i propri anni,
rispettarsi. Non rincorrere le
illusioni. . . non perdere mai il
senso del ridicolo. . . e anche
"comprendere". Molte cose se
ne vanno. Quello che rimane,
prepotente è il bisogno d'amore
da parte di tutti quelli a cui vuoi
bene: i figli. . . l'attenzione di
chi ti sta vicino, bisogno di
carezze, di dormire abbracciati,
di svegliarsi la mattina e dirsi
"ciao". Di tenersi per mano, di
ridere insieme o di stare in
silenzio, insieme, di lavorare
insieme. E tutto questo ce l'ho.
E giuro, non è poco! Rimpianti?
Certo. Struggenti? Un po', ma
260
chi non ce li ha? Se guardo
indietro e do una sguardata a
questo mare di anni di vita. . .
con Dario. . . se penso alle tante
persone che ho conosciuto. . . a
mio figlio, a Gaia ed Enrica. . . i
loro figli. . . al piacere di essere
nonna di Mattea. . . mi sento
nello stomaco un qualcosa che mi
fa
venire
il
magone
dall'emozione.
Quante cose ho fatto! Quanta
simpatia ho sentito intorno a me
e, sì, anche rispetto e amore,
l'amore di Dario e di tanta gente.
Ho avuto molto.
Si può
ritentare. . . in un altra vita. Ci
stai Dario?
�E così. . . s'è infiltrata tra i
giovani il concetto "amore
libero". . . nei giovani. . . e anche
. . . in quelli meno giovani.
Tra gli animali,
il leone ad
261
esempio, sceglie la femmina per
la "vita", il loro matrimonio, pur
non essendo celebrato in chiesa
è indissolubile. Ma c'è assoluta
libertà nel rapporto sessuale. . .
per tutti e due. . . Quella del
maschio per la femmina, la "sua"
femmina,
è una protezione
militare, cioè difesa della vita,
non sessuale.
Quanti di voi vorrebbero essere
un leone?. . .
una leonessa?
(ruggito)
Fuori
la
verità!
(ruggito).
Questo per gli animali. . .
In molti popoli primitivi, l'amore
libero è praticato da sempre. Il
rapporto sessuale libero! Come
vorreste essere un primitivo, lo
sento!
Il più creativo in fatto d'amore
libero fra tutti, è il popolo della
Papuasia.
262
Creatività. . . senza offesa. . .
che non può che essere
femminile. . . Non so se ancora
oggi. . . ma in Papuasia l'hanno
inventata bella per fare sesso
libero, e lì la donna è padrona e
il maschio in soggezione, c'è
addirittura la convinzione, che i
bambini siano nel grembo della
donna dalla sua nascita, voglio
dire della donna,
ma per
crescere. . . e di conseguenza,
nascere, devono essere nutriti. .
. con sperma.
Vi immaginate la scena? Ogni
volta che la donna. . . la DONNA!
, ha voglia di fare l'amore urla: "
il bambino ha fame! ! Il bambino
ha fame! ! " e via. . . tutti gli
uomini della tribù che corrono a
nutrirlo. . . "Adesso basta. . . ha
mangiato abbastanza!
Via,
andate via! " La cosa più bella,
263
che "il figlio" quando nasce non è
figlio tuo e tuo o tuo, non c'è
paternità
individuale,
ma
collettiva: il figlio è di tutti!
Se Dio fosse stato della Papuasia
il paradiso terrestre l'Eva
avesse impostato il suo rapporto
con Adamo come le donne della
Papuasia,
pensa
te
che
sconvolgimento!
La storia del
mondo sarebbe cambiata, così
gli usi. . . i costumi. . . Che
civiltà.
�Mao -TZE _TUNG
Con "Le-nin le- nin le-nin. . . ah. .
le-nin ah. . . . Stalin. l'amore
a quei tempi si faceva così. Ma
sì che lo conoscete mio marito. . .
. è quel tipi non tanto alto. . .
quattro capelli in testa. . .
ventre prominente. . . beh
diciamo che gli batte sui
testicolo. . .
le guance gli
264
arrivano qui. . . denti appena
rifatti. . . disturbi alla prostata.
. . Beh, questo non si vede. . . ma
si sà. Ecco sì. . . propio quello lì.
1 IL SODALIZIO INFAME!
�Sto uscendo da un periodo di
almeno 20 anni di coma profondo.
Sì, avete capito bene. Coma
profondo - in piedi. - Si può? Si
può.
Guardatevi intorno. C'è un sacco
di gente che ha 'sta malattia, il
"coma profondo in piedi". . .
Non li vedete? Nessuno di voi è
in coma?
(Come a rispondere ad una
domanda del pubblico) Com'è il
coma profondo in piedi?
Io
ho
sempre
camminato,
parlato, mangiato, dormito - ma
in coma - e profondo Che so. . .
parli con la gente, ma non ci sei non ti accorgi se c'è il sole o
265
piove - e se c'è il sole, non te ne
importa niente. Somatizzi tutto
quello che ti succede intorno,
senza accorgertene. . . Stai male
da morire ma nessuno lo vede.
Sorridi, ma solo con la bocca,
così: (esegue) meccanicamente.
Non c'è nulla che ti emozioni o
emozionerà, nulla che ti squota,
che ti interessi, né i figli, il
lavoro, le vacanze, il successo,
l'amore. Niente. Il tempo passa
e niente cambia. Non c'è niente,
che ti spinga a fare niente.
Cammini, mangi, parli, dormi,
ma non ci sei.
Dormi sul tuo letto sospesa
senza manco toccarlo. . . tutta
tesa.
Quando dormi pensi alla morte
senza accorgerti di pensarci.
Una mattina ti svegli e di colpo ti
rendi conto che sì, oggi, lo
266
farai.
Ma andiamo con ordine.
"Come hai dormito. . . " mi fa. . .
"Bene. . . . " "Scendi a fare
colazione?". . . "No, non subito. .
. (si schiarirsi la voce) Ti devo
parlare. . . . Stiamo calmi però. .
."
"Lui" si siede sul letto passandosi
una mano sulla fronte.
Ogni qualvolta si affronta questo
argomento e lui "sa qual'è", in un
secondo è madido di sudore. . .
ma proprio bagnato fradicio. Mai
vista una cosa così repentina.
Come girare un interruttore. Gli
prende un'emozione che gli
parte. . .
dal profondo. . .
diciamo della coscienza. . . sono
tutti i suoi sensi di colpa, che gli
affiorano insieme: BUM! ecco
l'effetto "sauna"!
"Caro, vorrei che te ne andassi. .
267
.. "
"Perché?! " Gli manca il fiato.
" Non mi va più di stare con te. . .
Non reggo più la vita che stiamo
facendo. Negli ultimi 20 anni sei
sempre
stato
innamorato.
Sempre di un'altra. . . e mai la
stessa. E d'estate di più. Ed ora
siamo in pieno luglio!
Non sopporto "più" il tuo
evidenziare, senza volerlo per
carità, ogni rapporto con l'altro
sesso con irrazionali movimenti
telefonici. . . senza misura. . . e
sopratutto senza tenere conto
che ho occhi ed orecchie. Va
bene che stiamo insieme, ma non
stiamo più insieme. . . da 20 anni.
(al pubblico) Io e mio marito non
facciamo più l'amore. . .
(A
marito) Non mi disturba più il tuo
credere di essere innamorato
pazzo. . . perché so benissimo
268
che non sei innamorato di questa
o di quella,
ma che sei
innamorato dei vent'anni che non
hai più. Mi disturbano troppo. . .
le scuse che tiri fuori per uscire
a telefonare. . .
mi fanno
imbestialire perché sono un
oltraggio alla mia intelligenza. . . :
"vado dal parrucchiere" - "ma è
lunedì. . . " "Ah sì?. . . " - pausa "Ti andrebbe di mangiare del
pesce ?"-"Ho gli ossibuchi pronti.
. . "-"Ma m'è venuta voglia di un
bel pesce. . . vado a comprarlo. .
. così mi sgranchisco anche un
po'. . . "-"Sta diluviando . . . "
"L'acqua fa bene. . .
fa
diventare più alti"-"Guarda che a
68 anni. . . non si cresce più. . . "
(al pubblico) Non mi sta già più
ascoltando. . . Una toccatina alla
tasca posteriore dei pantaloni
per essere certi che l'agendina
269
nera con i numeri dell'amore sia
lì. . . anche la tesserina della Sip.
. . sì, c'è. . . bene. . . "Torno
subito. . . Vuoi qualcosa cara?. . .
" e tornava quasi subito. . . con
pesce per 30 persone. . . non s'è
mai saputo regolare con la spesa
. . . e 24 rose rosa del "nostro"
colore. . . e un bigliettino "Ti
amo cara, tanto tanto! ! " Il bello
è che è vero. E' vero! Lui mi
ama. Tanto tanto.
Qualche
volta mi viene da pensare:
"Chissà cosa succederebbe se mi
odiasse.
Mi trapanerebbe
i
denti me li strapperebbe ad uno
ad uno senza anestesia. . . le
unghie.
Al marito: "Tu hai il fuoco di
Sant'Antonio nel . . . "
Mi sono intelrrotta.
Non mi
piace mai essere volgare in
momenti così. . .
anzi,
mi
270
disturbano molto quelle donne
che perdono il controllo. . . il
senso della misura, che danno
fuori, che spaccano oggetti in
casa.
Per la verità, quando lui
ha detto dopo che io gli ho detto
del fuoco di Sant'Antonio: "No,
guarda che ti sbagli. . . io. . . " e
si stava avviando alla porta per
andarsene. . . ho sentito nello
stomaco una cosa proprio brutta.
L'istinto omicida che ognuno di
noi ha in fondo all'anima. . . Ma
sì, che ce l'avete anche voi! Dai.
. . Proprio mai avete pensato in
un momento di disperazione
estrema. . . di esasperazione
estrema,
"adesso l'ammazzo"?
Non importa chi: il marito, il
padre, la madre, il professore,
uno stronzo in un momento "no"
che vi sbava addosso un
complimento troppo pesante. . .
271
o il capo ufficio. . . o una
ingiustizia. . . No, no. . . zitti,
zitte! , non dite niente.
Ora,
mentireste.
E se invece non
mentite, e siete presi da una
improvvisa ondata di sincerità,
mi mettete paura.
Stiamo
calmi.
Non vorrei che qualcuno
si alzasse e si mettesse ad
urlare: "Sì! ! ! ! ! l'ammazzo! ! ! "
e via che salta addosso al vicino,
alla vicina di poltrona e lo o la
strozza, qui in mezzo a tutti.
Zitti,
calmi
e
fermi.
Continuiamo a mentire per ora,
rimandiamo:
lo farete questa
sera a casa vostra.
"E'
meglio
che
ti
sieda
immediatamente o entro cinque
minuti hai la casa distrutta. . . .
rompo tutto il rompibile, vetri
compresi e forse rompo anche
te. " Non ho alzato la voce.
Ci
272
conosciamo da quarant 'anni.
Capisce che non sto scherzando.
Lui torna a sedersi sul letto. . .
si passa la mano sulla faccia
sempre più sudata. . .
poi
rassegnato si stende. . . "Ti
stavo dicendo che vorrei che te
ne andassi.
Il nostro, ormai è
un sodalizio infame. . . è ora di
romperlo. " "Oh, esagerata. . .
perché infame. . . Io sto bene
con te. . . "
"Io no, io non sto bene con te.
Sai come mi sento "con te"? Agli
arresti domiciliari. . . da più di
vent'anni.
Un condannato a morte in attesa
di essere graziato. " Lui fa un
sospiro proprio di quelli che
straziano. . . pardon, che mi
straziavano. E sì. . . non era la
prima volta che dicevo "adesso
basta". Non che l'abbia ripetuta
273
tante volte. . . ma qualche volta
sì. . . Di solito a 'sto punto, mi
commuovevo talmente per quello
che stavo dicendo. . . che non
riuscivo a trattenere le lacrime. .
. lui sospirava. . . allungava una
mano. . . "ma io ti amo! . . . " e io
giù a caragnare senza ritegno. . .
"sì. . . condannata a morte sono! "
Mi usciva costruita così la frase.
. . non "sono condannata a morte"
ma "condannata a morte sono! "
Chissà perché. . . mi veniva di
dirlo alla meridionale.
(piange)
"condannata a morte sogno. . .
voglio dire. . .
sono. . . "
strisciando lentamente verso di
lui millimetro dopo millimetro. . . ,
pronta ad essere afferrata tra
le braccia incantatrici. . .
"Amore ma perché dici così. . . lo
sai che ti amo. . . lo sai che conti
solo tu. . .
lo sai che le altre
274
sono solo. . . " - "No, no. . .
lasciami. . . lasciami. . . Voglio
morire! . . . " ma ero già con la
testa
sulla
sua
spalla
e
singhiozzavo
rilassata.
.
.
"Micina mia. . . bambinona. . . "
"Amore. . .
non farmi più
soffrire. . . Ti amo tanto. . . "
"Anch'io ti amo. . . " E via che
tutto ricominciava da capo. No,
non finiva con una scopata. . .
Come state pensando. Pardon,
volevo dire. . . non facevamo
l'amore. . . Io e mio marito
l'amore non lo facciamo da 20
anni, per l'esattezza da 22 anni.
Perché? Non lo so.
Non saprei
proprio spiegare come ci si sia
arrivati. . . fatto è che ad un
certo punto non ci siamo più
interessati
sessualmente.
Veramente non so chi abbia
incominciato. . . A pensarci bene.
275
. . forse lui. Il fatto è che era
scoppiata la "rivoluzione". Sì. . .
sto parlando del 68.
Mamma
mia è stato veramente un
Sessantotto per me! Una gran
confusione di pensieri idee
ideologie falsi ideali. . .
e le
manifestazioni e la polizia e le
botte e ragazzi che morivano e le
occupazioni e le canzoni. . . e i
ragazzi che morivano e gli operai
che venivano licenziati e il blocco
dei cancelli alla Fiat all'Alfa e
l'amore libero e la liberazione
sessuale e i ragazzi che
morivano. . . e il Vietnam e le
ragazze di 16 anni col bidet
fatto e le mutande in mano
pronte come il Nescafé. . . e le
galere e la polizia e le ragazze. . .
e le manifestazioni e le
occupazioni e i ragazzi pronti
come il Nescafè. . .
e le
276
manifestazioni e le. . . e ragazzi
che morivano. . . Scusate, mi
sono fatta prendere un po' la
mano. . . è che mi è difficile
tenere il filo del discorso. . .
Dove eravamo. . . A sì. . . che io
e lui non facevamo più l'amore. . .
Beh,
ora che importanza ha
stabilire chi dei due s'è stancato
dell'altro o se ci siamo stancati
tutti e due. . . o se uno ha
sofferto perché l'altro s'è
stancato. . . Non serve a nulla. . .
Fatto stà che: basta. Abbiamo
sublimato il rapporto. Abbiamo
chiuso col sesso.
Tra di noi.
L'abbiamo
fatto
con
altri
"sesso".
Tutta la pazzia sta
proprio qui. Aver accettato che
"l'amore" tra noi fosse finito. . .
quell'"AMORE". . . e continuare
a vivere insieme.
Finisce
sempre che uno dei due paga un
277
po' di più dell'altro.
Purtroppo
sono stata io a pagare. . . e con
gli interessi! Attenzione, non è
che mi stia piangendo addosso.
E' che per una donna è diverso.
Lo è veramente. Non abbiamo
per niente, i seni prominenti e i
fianchi larghi.
Veramente ci
sono sempre più ragazze con il
fisico da ragazzo. . .
se ne
vedono sempre meno con i
fianchi larghi. . . Chissà perché. .
. Chissà da che dipende questo
cambiamento di razza. . . forse è
genetico.
Non so.
Dunque
dicevo che 'sto fatto di fare
l'amore con altri. . .
"Vedi caro". . . io sono molto più
creativa. Mi muovo meglio. . .
voglio dire. . . mi sono "sempre"
mossa, quando mi muovevo. . .
meglio di te. (QUI E' SALTATO
UN PEZZO) Ora sono immobile 278
qui ho dato giù un po' con la voce,
bassa intensa, sofferta. . . ma
attenti,
soffrivo davvero immobile come un palazzone
orribile. . . pieno di stanze vuote.
. . pronto per "l'autocrollo"Come
mi sia uscita una frase così, di
luglio. . . con quasi 40 gradi e il
95% d'umidità, non lo saprò mai.
Ci devo far sopra una canzone. . .
"Disperazione di una donna che
sta invecchiando" "Qui. . . nel
palazzo vuoto del mio cuore. . .
ieri. . . ho avuto. . . una caldana.
. . tremenda. . . la prima! Oggi. .
.
anche oggi. . . ancora caldana. .
ancora caldana. . . una caldana
tremenda. . . è finita. . . .
è
finita. . . è finita! Ero un fiore
così. . . rosa verde e lillàe poi. . .
e poi. . . ho scoperto che
vecchia e sola son. . perché. . .
279
perché. . . ho un marito coglion!
"E' tutto da mettere in
discussione, si fa presto a dire
marito coglione. . .
(insero
codina- menopausa- pipistrelli,
Consigli
sulla
menopausa,
proseguire,
pillole cerotti.
Continuare insomma. ) Il diavolo
fa le pentole e non i coperchi.
Sono andata a trovarlo, stava
fuori Italia per lavoro, dopo sua,
più che insistente richiesta "via
fax", 11 fogli, per convincermi a
raggiungerlo. . . (che, visti gli
avvenimenti del proseguo, mai ne
capirò il perché. ) che finiva con
" Vieni ti prego, ti voglio vedere
stare
con
te
amore
vienivienivieni. " ecc.
Vado.
Tutto bene, sembravamo persino
felici.
Come al solito, le cose più noiose
le faccio io, (forse m'ha fatto
280
venire per quello): prenotare gli
aerei, fare le valigie, pagare il
conto. . .
e col conto,
mi
ammollano 5 fogli con la
trascrizione elettronica delle
telefonate. Do una guardata ai 5
fogli 5 e mi siedo. . . Sono molto
emotiva. . . Sto per svenire.
Ma sì, lo so che ha la ragazza, lo
so che le telefona, ma non vi
nascondo che fa una certa
impressione vedere nero su
bianco, per pagine e pagine ore
23 e 5 numero telefonico mio. . . .
ore 23 e 8 numero telefonico
della ragazza. . . ore 10 e 15 il
mio, ore 10 e 21 . . . A me,
sempre la precedenza. . . eh. . .
sono la moglie.
e via così per
telefonate e telefonate. . . ore
5, e 27 numero della ragazza. . .
Meno male che non ha chiamato
me,
alle 5 e 20 che lo
281
ammazzavo.
Perché la chiama
alle 5 e 27?! ! Poi ore 4 e 50. . .
ma che cazzo di lavoro fa?. . .
Poi di colpo nessuna telefonata al
numero amato: per tre giorni
solo telefonate a me e tante,
come sempre.
Ecco, l'aveva raggiunto.
Come in un film a doppia velocità
mi sono rivista tutta la mia vita e
la
sua
dell'ultimo
periodo
attraverso quelle telefonate. E
anche tutta la nostra vita.
Sono stata seduta una ventina di
minuti.
Mi girava tutto.
Mi
sentivo svenire.
Come quella
volta che eravamo al mare. . . In
quel
periodo
lui
stava
"assolutamente" "solo" con me. . .
Eravamo sposati da poco. . . No,
non ridete. . . per almeno 20 anni
mio
marito
m'è
stato
fedelissimo.
282
Forse.
��
intelligente. . . ma devo dire
che in questi ultimi dieci anni è
diventato un po' più pesante dei
primi trenta. . . Non si può dire
che sia bello. . . ma ha un gran
fascino. . . Ma oggi. . . in questa
mattinata dove sono decisa a
dire "basta", penso che forse ha
ragione mio figlio:
sono
innamorata di un ricordo.
Guardo mio marito. . . e di colpo
lo vedo com'è. . . non come l'ho
"sempre" visto. . .
come è
realmente.
LA
CHIACCHERATA
arrivo 4/08/92
La mia idea sarebbe quella di
farvi una chiaccherata un pò
scherzosa su quello che sta
succedendo oggi in Italia sugli
scandali, le ruberie, gli arresti in
massa come se mi trovassi a
283
sconfinare in un terreno che non
è il mio. E perchè? Perche sono
una donna, per carità, lo so, i
tempi son cambiati, non siam più
all'epoca in cui si gridava alle
donne che si azzardavano a
chiacchierare di politica: vai a
far la calza. Lo so che c'è stato
il
'68.
L'emancipazione
femminile ci siamo liberate. . . in
tutti i sensi. . . Specie in quello
sessuale, diciamo perfino: cazzo!
Ma sotto, sotto, a noi femmine
quando si tratta di andare sul
politico siamo bloccate. . Ci
rigurgita
il
complesso
del
gineceo. . Discorsi di politica
anche se scherzosi non sono
discorsi da donna. No, non sto
esagerando!
Fin quando se ne parlotta così in
famiglia o in treno, tanto per
passare il tempo. . "e va beh,
284
passi. " Ma appena una donna sale
su una pedana, o un palco, dietro
un microfono allora senti subito
mugugnare:
"Ma che vuole
quella? Adesso ci tocca sorbirci
anche sta Femmina-Politicizzata.
Chi l'ha messa su? Di chi è
l'amica?"
E questo, non dite no. . . E' un
classico. . . . In ogni occasione
spunta il tormentone: "Con chi
va a letto Quella? Con chi se la
fa?" Se una monta un gradino
c'è sempre dietro il maschio che
regge, spinge! ! E questo vale
tanto che tu femmina vada a
mostrarti in teatro, appari sullo
schermo, nel mondo della finanza
o nella politica.
Ho sentito io un compagno del
vecchio PCI, mentre parlava la
Jotti commentare: " Si, si, è
brava, preparata. . . E' pure una
285
simpatica signora, fine, ci ha
pure dei bei collettini di pizzo,
ma io avrei voluto vedere se non
ci avesse avuto di dietro il
Palmiro. . . se arrivava al posto di
presidente della Camera. . .
"Ma cosa dici?" gli son saltata
addosso io. . "Quando l'hanno
eletta suo marito era morto da
almeno dieci anni! " "Si," fa lui
"ma vuoi mettere essere la
vedova
di
un
Togliatti?
Scherziamo? Palmiro è un morto
sacro dall'onda lunga! "
Beh, ad ogni modo. Vada come
vada, io ci provo lo stesso.
Come dicevo, vi parlerò di
ladroneria e politica.
Quasi
trent'anni fa con Dario abbiamo
allestito uno spettacolo che
aveva per titolo:
SETTIMO
RUBA UN PO' MENO. . . . Più
attuale di così! ! Allora aveva il
286
suono di una battuta a sfottò
IPERBOLICA.
Con tutto che,
alcuni storici, se pur sottovoce
assicurano si rubacchiasse già
allora! Forse con un pò più di
discrezione.
Ad ogni modo in quel tempo noi,
come si fa sempre nel TEATRO
DI SATIRA, andavamo giù un pò
pesante.
Si spingeva fino
all'impossibile con la fantasia!
Avavamo addirittura inventato
che nel Cimitero Comunale di
Milano
si
commerciava
in
cadaveri. . si vendevano loculi
sottobanco e si speculava sulle
tombe. . Nel nostro gioco al
paradosso avevamo inventato
che, grazie a una delibera
infame, si stava sgomberando
una vasta area del Cimitero di
Musocco per farne un bel parco
e così far crescere anzi
287
triplicare il valore dei terreni
circostanti.
Ebbene oggi, l'avrete letto su
tutti i giornalei, l'hanno fatto
davvero CI HANNO COPIATO. .
CI
HANNO
SPUDORATAMENTE RUBATO
L'IDEA. . . . E SENZA PAGARCI
I DIRITTI DI AUTORE! E sono
andati pure oltre! Hanno imposto
tangenti con tanto di pizzo su
cadaveri per conceder loro il
diritto di sepoltura, hanno
piazzato tangenti sui funerali,
tangenti sulle tombe singole e
comulative,
hanno
riciclato
vecchie
lastre
tombali
rivendendole per nuove. . . Hanno
organizzato perfino il reciclaggio
delle nuove corone mortuarie. .
Non era ancora finito il servizio
funebre che appositi addetti
facevano sparire corbelle di gigli,
288
cuscini
di
rose,
corone
rimpinzate
di
garofani
e
velocissimi trasportavano il tutto
agli appositi negozi di arredi
funebri. . . Perchè fossero
rivendute ancora belle fresche
per il prossimo cadavere in
transito. Spesso, le medesime
decorazioni floreali sono state
smontate e rimontate in altro
???????? per adornare addobbi
di matrimoni e battesimi. Credo
che al massimo dei grottesco si
sia arrivati nel momento in cui
???del Don Carlos alla Scala ci fu
una grande richiesta di fiori
confezionati a mazzi di varie
misure da lanciare alla fine
dell'opera.
La richiesta fu
esorbitante e improvvisa ma i
procacciatori di plausi floreali
non
si
persero
d'animo,
montarono corbelle e corone
289
giunte fresche di ritorno dai vari
funerali. . . . .
Così nel grande tripudio del
finale
Verdiano,
nella
esclusionissima prima dei VIP, si
sono visti piovere dai palchi e da
tutto il loggione una quantità
incredibile di mazzi, mazzolini e
mazzoloni mortuari. . . addosso
ai tenori, alla soprano ai baritoni.
.
che
inchinandosi
li
raccoglievano e li rigettavano
festanti sulle teste dei signori e
delle signore plaudenti in platea.
Certamente i morti a Musocco e
al Monumentale nelle loro tombe
strapagate, quella notte si son
fatti delle risate proprio da
morire!
A proposito di teatri e di prime
ho saputo oggi con gran piacere
che
in settimana verranno
ripresi i lavori per portare a
290
termine il nuovo Grande Piccolo
di Milano. . Era ora! Siamo in
ritardo di due anni!
Avrete
sicuramente letto delle ruberie
che ci sono state. . . Il progetto
iniziale era di qualche miliardo. . .
senenson gia spesi tre volte
tanto. Ad un certo punto si sono
accorti che sotto ci passava la
metropolitana così ogni volta che
transitava un convoglio del
Metrò, di sopra. . per il fracasso
e i sobbalzi bisognava smettere
di recitare. . . accennare una
piccola
danza
tanto
per
mimettizzare. . . e via da capo.
Per attutire il tutto al posto
delle solite traversine rigide
hanno
piazzato
duemila
traversine di gomma. . . Così
adesso quando ci passa sopra il
Metrò. . i viaggiatori accusano
vibrazioni da ballo di S. Vito
291
HOP, HOP! E anche li si son
fatti
la
cresta:
Prezzi
maggiorati, Tangenti. Ad ogni
modo è certo che entro la fine
dell'anno prossimo ci sarà
l'inaugurazione. . . e per il
debutto è stabilito che si andrà
in scena con: "IL BALLO DEI
LADRI" di ?????A proposito di
tutti questi scandali, dobbiamo
confessare, anzi denunciare che
noi del teatro satirico abbiamo
più di una responsabilità; siamo
colpevoli se non altro di una
certa incoscienza. . Noi si sale
sul palcoscenico, e, pur di
strappare qualche risata in più
esprimiamo
giudizi
o
sollecitazioni paradossali senza
badare a quello che possiamo
causare.
Nella
nostra
superficialità ??? in battute
spregiudicate dicendoci: "Tanto
292
è tutto solo per ridere mica ci
prenderanno sul serio! " E no,
invece spesso ci prendono
proprio sul serio. . . manco
recitassimo il Vangelo!
Tanto per fare un esempio
quattro anni fa, con Dario,
mettemmo su uno spettacolo
agile
da
recitare
quasi
improvvisato. . .
a base di
provocazioni dirette sul pubblico.
Debuttammo, mi ricordo, al
Festival Nazionale dell'Unità di
Bologna. C'era ancora il vecchio
P. C. I. . . e c'era ancora Natta
come segretario. Cominciammo
con una specie di elogio assurdo
e sperticato in favore del partito
socialista. . . . e lo slogan che
tirammo fuori era questo! Il P.
S. I.
guadagna voti ad ogni
elezione perchè è più simpatico. .
. ed è più simpatico perchè è ???
293
I suoi dirigenti sono spacciati, si
danno un sacco di botte e rubano
a man bassa. Per di più sono
veramente vicini alla gente,
sanno tutto dei loro problemi più
privati ??? ben dire che
conoscono le tasche dei cittadini
come fossero le loro. Poi ancora,
bisogna ammettere che sono ???
non cercano di nascondere la
mano come, fanno i democristiani
quando vengono sorpresi a
rubare "No, non è vero. Ma che
s'è messo in testa? Giuro che
non ho toccato una lira.
Ho
giurato sulla Santa salma di
Forlani.
"Al
contrario
tu
sorprendi un socialista con le
mani nel sacco. . . "Ehi ma tu rubi!
" E lui "Si rubo! E allora! ? Che ci
hai da dire?" Sono veramente
degli impuniti e e impunibili.
Invece VOI COMUNISTI, con
294
sta storia delle mani pulite
storica propagata strombazzata
su tutti i manifesti in tutti i
dibattiti, siete negativi. Guarda
qua: "Noi abbiamo le mani pulite!
" Beh, mi dispiace, è proprio per
questo
che
non
date
affidamento. Perchè la gente
pensa: "Quei socialisti rubano. . .
questo vuol dire che ci sanno
fare, sono spregiudicati, ma
anche attivi, creativi. . è gente
che sa rischiare. . . . e alla fine
riesce pure a cascare sempre in
piedi. . . a non farsi sbattere in
galera. Ebbene se ci sanno fare
per loro ci sapranno fare anche
per me quindi, io li voto! Invece
quando la gente pensa a Voi
Comunisti. . . così?? per ???
perfino modesti. . . Esclama: Ma
chi si fida di quelli. . una razza di
moralisti romantici. A parte che
295
mi viene il sospetto che non
rubano solo perchè non sono
cpaci. . . e hanno paura. . . . E'
gente inaffidabile che non potrà
mai andare al governo. . Figurati
cosa ce ne facciamo di un
governo di??. . moralisti e
pulitini. GENTE DI GRINTA CI
VUOLE! !
E
poi
aggiungevamo:
spudoratamente al??? a quei
compagni attoniti del P. C. I.
Vlete divenire simpatici anche
voi, avere successo? E allora:
rubate! Imparate a rubare, e a
truffare dentro e fuori delle
Istituzioni,
ricattate
gli
imprenditori, sgraffignate sugli
appalti, sui progetti, imponete il
pizzo sulle costruzioni, sulle
sovvenzioni ministeriali, sugli
asili nido e sugli orfanotrofi. . .
MANGIATE!
Il vostro nuovo
296
slogan
deve
essere:
"Appropiazione
indebita
continuata e senza pietà. Basta
con le mani pulite! " "MANI
ZOZZE E ARRAFFATUTTO! "Un
attimo di perplessità e poi è
scoppiato un grande applauso.
Festoso e compiaciuto.
Noi, avevamo scherzato, era
logico. . . . ma era logico solo per
noi. Infatti è passato qualche
anno. . . . . i comunisti si sono
tolti la falce e il martello di
dosso. . . . .
si sono fatti
chiamare con un altro nome meno
segnativo, e:
ALLEGRIA!
Li
avete visti! ? Giù a rubare anche
loro
come
socialisti
e
democristiani di gran mestiere!
E tutto perchè noi li avevamo
provocati, incitati per gioco!
D'accordo. . . . . . d'accordo. Non
è soltanto a causa del nostro
297
incitamento, che si sono buttati,
all'??
Siamo ben consci che il fatto di
essersi buttati via di dosso quel
simbolo austero della falce d
martello. . . così pregno di valori:
"Lotta di classe, solidarietà"
Il mito glorioso del sacrificio e
dell'onestà
con
tutti
i
trionfalismi della ?? proletaria. .
...
E come
facevi
a rubare
tranquillo? Anche i vecchi
socialisti. . . . fin quando con il
simbolo del libro aperto????? se
pur in piccolo avevano la falce e il
martello???? E qual'è stato il
vero, straordinario cambiamento
portato da Craxi nel partito
socialista?
Quello,
davvero
rivoluzionario di togliere la falce
e martello dal simbolo e
piazzarci un garofano. . . . . un
298
fiore culinario.
Coi chiodi di garofano si fanno
stracotti, la ribollita, ogni tipo di
cacciagione insomma un fiore
simbolo del buon appetito e della
grande abbuffata così me li ha
spinti e incitati fino alla
furfanteria più smodata e
inarrestabile.
Fino
allo
sbragamento totale! Fino alla
perdita di ogni ritegno. Li ha
messi allo scoperto completo. . . .
. tanto da trasformarsi in una
specie di tirasegno per giudici
fanatici della giustizia ad ogni
costo.
E il paradosso è che
questa
operazione
da
ammazzasette
si
chiamerà
proprio "mani pulite" per me
l'hanno
fatto
apposta
per
sfottere i compagni del vecchio
P. C. I. ! Vi vantavate delle mani
pulite? E allora eccovele!
In
299
galera i vostri dirigenti. . . più
intraprendenti e moderni.
�INTERVISTA GENTe
siamo siatemati alla bellemeglio.
Il bambino ha pianto per quattro
giorni di fila. Per quanto spirito
di adattamento avessimo noi,
non
riuscivamo
proprio
a
comunicarlo a questo tipo appena
nato che non sapeva niente della
vita.
Comunque faticavamo
anche noi a cavarcela e per le
scomodità e per la mia totale
inesperienza
"Piange?
Avrà
fame" Lo attaccavo al seno, lui
ciucciava un po' e poi di nuovo
"uhèèè uuuhèèèè! ""Oddio, forse
è ammalato! " Al quinto giorno
decidiamo di tornare in clinica e
stabilirci lì. Il nostro ritorno è
stato festeggiato dal personale
con brindisi e abbracci.
S'è
scoperto subito la causa degli
300
uhè del bambino: io avevo poco
latte e lui aveva fame.
Dopo aver nutrito il fantolino, ci
hanno sistemati in una bellissima
camera vicinissima alla sala
parto.
Ci siamo addormentati
immediatamente tutti e tre ed
abbiamo dormito per almeno
giorno intiero,
finalmente
rilassati. Ci siamo insriti molto
bene in questa nostra insolita
vita, abitavamo lì e cercavamo
casa.
Come vedevamo in
carridoio davanti alla porta della
sala parto un padre in angosciosa
attesa Dario subito s'informava:
"Sa è un parto cesareo! " E
Dario: "non si preoccupi, anche
Franca ha avuto un cesareo. . .
Vero Franca?" e io "Sì, sì. . . è
una sciocchezza, vedrà" E quello
si calmava. E un altro: è messo
di piedi". . . "Non si preoccupi,
301
anche nostro figlio è nato di
piedi. . .
e tutto è andato
benissimo.
Vero Franca?" Solo
quando un padre era preoccupato
perché
la
moglie
stava
partorendo 2 gemelli siamo
rimasti senza parole.
Tutti
sapevano che avevamo un figlio
solo.
Ci siamo stati tre mesi in quella
clinica.
Quanti padri e quante
madri
abbiamo
rinfrancato.
Qualcuno ci viene ancora a
trovare con i figlio nato proprio
in quei giorni. Che benissimo!
Finalmente abbiamo trovato una
casa in via Bruno Buozzi e ci
siamo trasferiti.
Una casa
piccola con un terrazzo enorme.
Nel palazzo vicino al nostro
vivevano Roberto Rossellini ed
Ingrid Bergam al tempo della
loro
"colpevole"
passione.
302
Avevamo sempre amici fotografi
che ci scongiuravano di poter
stare nel nostro terrazzo per
poter
riprendere
i
due
importantissimi innamorati.
�ed ero sempre la vamp del cast,
la padrona di un night, qualche
volta sola, qualche volta con un
amante delinquente. Indossavo
grepier,
calze nere o abiti
talmente stretti che spesso me li
cucivano lettaralmente addosso
al mattino e me li scucivano la
sera.
Non potevo fare la pipì,
non potevo sedermi ed in più mi
sentivo frustata dalla testa ai
piedi.
Ho avuto in quegli anni, due
grandi
occasioni
cinematografiche. Michelangeli
Antognoni e Luchino Visconti.
Per "Cronaca di un amore"
Antognoni aveva scelto me. Io,
303
allora,
avevo un grande
complesso (complesso che in
parte,
nonostante
varie
operazioni ho ancora oggi): ero
strabica - strabica, timida e
insicura.
Nascondevo i miei
occhi sotto a degli occhialini
lunghi, stretti e scuri.
"Lo so
che sei strabica, ma per farti
fare il film, devo vedere i tuoi
occhi. Su. . . coraggio, togliti
gli occhiali".
Me lo ha chiesto
almeno tre volte, paziente e
gentile. Beh, non ce l'ho fatta
e la parte la interpretò Lucia
Bosé.
Visconti si era intestardito su di
me, per un ruolo in "senso". Io
stavo in tournée con Dario a
Trieste.
Telefonate sopra
telefonate.
E mi spiaceva
lasciare la compagnia, Dario e mi
sentivo come sempre insicura.
304
"Sì, scendo, faccio il provino poi
magari mi dicono di no. . . " "No, ti prende a scatola chiusa
gli abbiamo portato tutte le
bionde d'Italia, non gliene va
bene nessuna.
Se vuoi ti
mandiamo il contratto. " Niente
non me la sono sentita, qualcosa
mi ha bloccato.
Il ruolo è andato a Marcella
Mariani bruna, fragile, ex miss
Italia, completamente diversa
da me. Visconti aveva cambiato
tipo.
Il giorno della prima del film a
Bruxelles, Marcella Mariani è
partita in aereo per quella città.
Se io avessi interpretato quel
personaggio quasi sicuramente
sarei stata al suo posto.
L'aereo è precipitato.
Tutti
morti.
Ecco cosa mi aveva
bloccato. Il mio sesto senso mi
305
aveva salvato la vita, come è
capitato altre volte.
Da quel
giorno, se qualcosa mi salta nel
lavoro od altro, penso che così
doveva essere,
il negativo
diventa positivo "doveva andare
così".
Nel '57 mi sembra vengo
scritturata
dal
Teatro
Arlecchino a Roma,
per
interpretare un testo di Feydeau
che sembrava scritto per me:
"Non andartene in giro tutta
nuda".
Dario scrive per i
fratelli Bonos, che poi non ne
hanno fatto nulla, un atto unico
"Gli imbianchini non hanno
ricordi" Ci prende gusto e ne
scrive altri.
A quel punto gli
propongo di ritornare a Milano e
farci una compagnia nostra.
Interpelliamo Paolo Grassi allora
direttore del Piccolo
306
�Nella sua vita c'è stato un altro
grande
incidente
vuole
raccontare di Genova?
Dovevo tenere all'Italsider il mio
spettacolo "Tutta casa letto e
chiesa". Arrivai in città la sera
prima.
Prima di entrare in
albergo avevo visto nell'altro
lato della strada, una farmaci
aperta. Volevo lavarmi i capelli
e così avvertii i compagni che mi
seguivano sempre, allora, Piero
e Roberto: "Vado in farmacia.
Torno subito" - "Aspetta ti
accompagnamo" dissero loro.
Dall'episodio di Milano non sono
mai uscita sola.
"Ma no, vado
da sola, torno subito.
La
farmacia illuminata e splendente.
Io finalemnte libera mi sentivo
felice,
compravo saponette,
detergenti, oltre allo shampoo;
mi pareva di essere in vacanza.
307
Con le mie compere in mano uscii
dalla farmacia e. . . mi svegliai
al Pronto soccorso dell'Ospedale
San Martino.
Più tardi seppi
che ero stata travolta da un auto
guidata da un uomo angosciato e
fuori di sé perché era appena
tornato dallo stesso ospedale, il
San Martino,
in cui avevano
ricoverato la figlia anche lei
vittima di un incidente d'auto.
Che jella!
Ho passato la prima notte, sulla
barella del pronto soccorso.
Non c'erano posti letto.
Ma
tanto io non capivo nulla.
Ricordo assai vagamente la corsa
dell'autombulanza,
e un gran
dolore al braccio sinistro ,
omero fratturato, lamentavo un
bruciore al gomito, più avanti a
tutto l'avambraccio,
poi alla
mano. Mi hanno detto che era
308
"causalgia" cioé dolore urente,
bruciante. Poi a poco a poco (in
due giorni) ho perso sensibilità
alle dita, alla mano tutta, al
braccio. Insomma paralisi. Un
ematoma (toltomi due mesi dopo
dal Prof.
Morelli,
una
montagna di abilità e umanità che
opera all'ospedale di Legnano)
strozzava i tre nervi, ulnare,
radiale e mediano.
Dopo tre
giorni
dal
ricovero
mi
ingessarono.
Tre
ore
d'intervento
assai
difficile,
eseguito dal Prof. Roncalli.
Sono stata a piangere 24 ore su
24
per
mesi
e
mesi:
antidoilorifici potenti e in dosi
massicce minacciavano di fare di
me una tossicodipendente.
Più
di una volta ho pensato al
suicidio.
Mi hanno salvato
l'amore dei miei in particolare
309
Dario, Jacopo mia sorella, gli
amici. . .
Mi salvò il lavoro.
Infatti
dopo
otto
mesi
d'immobilità
decisi
di
riprendere. Ora, ho imparato a
conviviere col dolore, mi sono
quasi abituata. Sono passati 14
anni.
IL SUO RAPPORTO CON LA
RAI
Al di fuori del nostro teatro ,
per la RAI ho fatto pochissimo
"La professione della signora
Warren" di Shaw con la regia di
Albertazzi e qualche altra
partecipazione…
Ora mi
piacerebbe poter dare in TV lo
spettacolo di quest' anno "L'
eroina " e "La donna grassa"
Molte madri ci hanno portato i
loro figli, mi hanno ringraziata
dicendomi:
"Ha fatto più
effetto a mio figlio il suo
310
spettacolo che cento discorsi
nostri" Per la donna grassa ho
avuto degli incontri magnifici con
donne che si identificavano col
personaggio e ne ricevevano
forza
oltre
che
gran
divertimento.
Sono più che
consapevole dell' importanza
della televisione.
Il contatto
diretto col pubblico in teatro è
insostituibile,
ma in teatro
raggiungi al massimo centomila
persone in un anno
mentre
invece in televisione mal che
vada , in una sera ti vedono
almeno due milioni di persone .
due volte ho provato sulla mia
pelle il potere del mezzo
televisivo : la prima é stata con
Celentano,
la seconda é una
trasmissione della Carrà dove
dissi che mi separavo da Dario
mentre in ascolto c' erano
311
12/15mila persone: sono cifre
che fanno paura.
Non bastano
dieci vite per una teatrante per
arrivare ad un così numeroso
pubblico.
Quella volta, della
Carrà, non avevo assolutamente
programmato di dire che stavo
lasciando
Dario.
Lei
intervistandomi
scherzava
dicendo: " Ma è vero che Dario .
. . . . ma è vero che Dario. . . .
?" alludendo alle numerose
ragazze che sempre gli girano
intorno. Lei scherzava, ma io ,
al quarto "ma è vero che" non ho
potuto
fare
a
meno
di
rispondere: " Sì, è vero, ma è
anche vero che l'ho lasciato. "
Ho avuto subito la sensazione del
clamore che avrebbe suscitato la
mia dichiarazione.
Fuori dallo
studio c'era una giornalista, che
stravolta mi ha chiesto: " Ma è
312
vero?! " E' scoppiato il finimondo!
Giornalisti mi davano la caccia
persino dall'estero.
Ho dovuto
cambiare albergo. Poi trovavo
gente, separata anche tre volte,
che mi diceva: " Ma tu non puoi!
". Che assurdità! Perché mai io
non avrei dovuto potere?
E' PENTITA DI AVER FATTO
QUELL'ANNUNCIO
IN
DIRETTA?
No, non mi sono pentita, ero
depressa, avevo voglia di verità.
La Carrà poi,
è stata molto
simpatica:
subito dopo la
trasmissione esplosiva,
mi ha
regalato un servizio per la pìrima
colazione con una sola tazzina e
tanti auguri.
Poi quando Dario
ed io siamo tornati insieme
(praticamente quasi subito) mi ha
inviato anche l'altra.
Gentile e
spiritosa. L'unica cosa di cui mi
313
sono pentita è l'aver sofferto
tanto.
Ora, a distanza di anni, mi sono
resa conto che la storia forse
non era tanto importante come
mi era sembrata, tantè che è
finita in nulla.
Ma è difficile
essere sempre lucide e razionali.
A volte ci riesco. Altre, no. Mi
sono
fatta
una
grande
esperienza
in
fatto
di
matrimonio,
convivenza,
ragazze che vogliono tuo marito
a tutti i costi, pronte come il
NESCAFE', col bidè già fatto. . .
.
Potrei aprire una scuola per
mogli; mi piacerebbe poter
tenere le mie lezioni in una
trasmissione televisiva. Chissà
quante donne verrebbero a
scuola! L'omportante è capire
l'uomo con cui stiamo, l'uomo
che amiamo,
l'uomo al quale
314
teniamo.
Capire che tipo di
rapporto
c'è
tra
noi.
Importante? Indispensabile? In
questo caso occorre riflessione
profonda.
Decidere la strada
da prendere che non deve essere
quella delle scenate e delle
tragedie. Se c'è casino in casa
pensa che liberazione andare
dalla nuova fidanzata fresca,
giovane
e
sempre
allegra.
Dobbiamo capire anche che il
nostro
commpagno
sta
invecchiando,
come noi del
resto, (anche se noi donne siamo
più coscienti degli anni che
passano, accettiamo la maturità,
la vecchiaia, per cultura in modo
diverso,
con
maggiore
consapevolezza, dignità) avere
quindi comprensione per i suoi
"ultimi colpi". Fa malinconia? Ci
credo e mi dispiace, ma è così.
315
Anche questo è amore a 18
carati.
Invece se il rapporto
non vale granché. . . ebbene,
lasciatelo andare e che vada a
morì ammazzato. Si fa per dire.
Sto ovviamente semplificando.
L'interrogativo è perché ragazze
di 20 anni si mettano con uno che
ne ha trenta quaranta più di loro.
Naturalmente è sempre uno
importante:
il grande pittore
chirurgo attore cantante regista
scrittore ecc. Non si conoscono
storie d'amori travolgenti tra
una ventenne ed un pensionato
dell'Imps.
Sì,
è vero,
il
pensionato
è
molto
meno
affascinante. Comunque, se un
rapporto è importante,
ed il
rapporto mio con Dariop lo è, è
inutile mettersi in mezzo,
si
diventa
solo
strumento
di
divertimento
e
di
piacere
316
dell'uomo. Un'altra volta al suo
servizio. Punto e basta.
�PARLIAMO DI ALCATRAZ
L'anno scorso ad Alcatraz c'è
stato
un
ragazzo
particolrarmente difficile, non
parlava, sembrava che nemmeno
sentisse, non stava ritto in piedi
doveva
essere
addirittura
imboccato, accudito da quattro
persono che si alternavano nelle
24 ore. (Se non sapete come
sono fatti i santi,
dovreste
conoscere
queste
assistenti
sociali) Per tutto l'anno Adamo,
questo è il suo nome, stava in un
istituto, istituto che chiude in
agosto! ! L'Usl non sapeva dove
portarlo.
Per un mese Jacopo
l'ha ospitato.
Aveva
messo
materassi alle pareti e a terra,
gli si portava il pranzo in camera,
, insomma si cercava di stargli
317
vicino ed è stato per me un
momento di profonda emozione
quando ho capito che riconosceva
la mia voce. Questo è il lavoro di
mio figlio,
lavoro che porta
avanti con gioia e fatica, senza
mettersi fiori all'occhiello.
Ogni tanto penso che avrebbe
potuto scegliersi un'altra strada,
che so, disegnare (è un bravo
disegnatore satirico) o scrivere (
scrive benissimo) insomma fare
un lavoro più vicino al nostro,
faticare di meno e forse avere
maggiori gratificazioni, ma lui è
felice così. E noi con lui.
***fino al '68, alla decisione,
presa con Dario di lasciare il
teatro tradizionale e di mettere
a disposizione il nostro lavoro
per sollecitare una presa di
coscienza.
La simpatia per la classe operaia
318
non bastava più.
La lezione ci
veniva
direttamente
dalle
straordinarie lotte operaie, dal
nuovo impulso che tutti i giovani
stavano dando nelle scuole alla
lotta contro l'autoritarismo,
l'ingiustizia sociale,
le spinte
per un nuovo rapporto con le
classi sfruttate, per creare una
nuova
cultura.
Dovevamo
smettere di fare gli intellettuali
che,
comodamente sistemati
dentro e sopra i propri privilegi
di casta, si degnano, bontà loro,
di trattare anche i problemi
degli sfruttati.
Dovevamo
deciderci
a
metterci
interamente al loro servizio:
diventare
i
giullari
degli
sfruttati? Questo voleva dire
andare a recitare in strutture
che fossero gestite da loro, dalla
classe operaia.
Ecco perché
319
subito pensammo alle case del
popolo. Facemmo teatro nelle
case del popolo, nelle piazze,
nei bocciodromi,
poi in una
capanna di via Colletta a Milano,
alla famosa palazzina Liberty,
sempre
a
Milano,
che
ristrutturammo completamente e
che poi ci fu tolta.
�Sono stati anni di lotte dure,
manifestazioni,
sindacato,
licenziamenti,
Vietnam (vedi
biografia), feste dell'Unita, e i
garofani rossi del P. C. I. ad ogni
prima,
e Togliatti quando è
venuto al Teatro Eliseo 1962 e
l'amicizia con Amendola e sua
moglie, e le migliaia di compagni
che si conoscevano,
e gli
spettacoli per le fabbriche in
occupazione. . . e . . . e. . .
(pezzo manoscritto dietro la
pagina numero 5 inserto 1 Cinzia)
320
�Ma il mio partito era lì,
immobile, senza niente vedere,
capace solo di sbraitare contro i
gruppi che loro chiamavano
gruppazzi. . . di chiedere che "si
facesse luce" ad ogni atto
criminale sul quale la luce già
brillava
a
denunziare
con
evidenza il colpevole. . . in coda
su tutto,
arrancante ed
elefantiaco. . . pieno di case del
popolo svuotate di ogni ideologia.
. . senza più una biblioteca. . .
dove importante era "incassare"
fare soldi.
�Il tutto con la persuasione che
è inutile sollecitare lo sviluppo di
una cultura proletaria, giacché
non esiste né può esistere.
"Esiste una sola cultura, - dicono
quelli " che sanno ", - al di sopra
delle classi. La cultura è una,
così come è una la una e uno è il
321
sole
che
splendono
indifferentemente
per
tutti
quelli che se ne vogliono e se ne
sanno servire.
Facemmo teatro nelle case del
popolo,
nelle piazze,
nei
bocciodromi, poi in una capanna
di via Colletta a Milano, alla
famosa
palazzina
Liberty,
sempre
a
Milano,
che
ristrutturammo completamente e
che poi ci fu tolta.
�Bene, se penso a quei momenti
- lì - io oggi - beh - non mi
sembra possibile averli vissuti.
Oggi - che il coma è finito - Io
quella là? Io volevo morire. Che
scema!
Non sono stata normale per anni.
Zitta. Non parlavo più. Zitta anche se parlavo - seria anche se
ridevo. Senza amore per niente.
Per
nessuno.
Solo
quel
322
trascinarmi nelle cose senza
entusiasmo. Senza esserci - fino
"al fondo" di qualche mese fa.
Per giorni sono stata a pensare al
modo migliore per uccidermi.
All'estero
senza
documenti.
Pastiglie;
Macchina-benzina;
Overdose-eroina; vene tagliatebagno; Fon-bagno.
Niente mi
andava bene. Volevo morire ma
non trovavo nessun mezzo che mi
soddisfacesse.
Sfinita, dopo sette films visti in
cinque ore, mi sono presa un
libro dei 20 che mi ero portata
appresso con un titolo assai
lontano da quello che mi sentivo
addosso: La coppia amorosa. La
sfida delle relazioni umane.
Le prime venticinque pagine le ho
lette senza fare attenzione ad
una sola parola. Come? Torna da
capo. Rileggere. Pagina 50 e
323
100. E: E' finito. Da capo,
subito. Ma chi è questo? Che ha
scritto
ancora?
Comprare.
Leggere. Rileggere.
Sbagliato. Tutto sbagliato. Ho
sbagliato tutto.
Da capo. Ricominciare da capo.
Chi sono? Come mi chiamo?
Nome,
cognome,
coniugata.
Figli uno. Cosa faccio? Da dove
vengo
dove
voglio
andare.
Ricominciare. A. E. I. U. O. A. B.
C. D. E. F. G. . . MAM. . . MA. . .
mamma. . . papà. . scuola. Chiesa.
Dio. Comunismo. Sole. Terra.
Vento. Mare. Amore. IO. IO.
TE. Io e Te. IO e NOI. NOI.
NOI. A. E. I. O. U. IO. IO.
NOI. AMORE. Nome. Cognome.
Sesso. IO
RACCONTACI IL TUO PRIMO
INCONTRO CON DARIO.
Le nostre strade s'incontrano ad
324
un certo punto delle nostre vite,
ma partono da punti assai diversi.
Io nasco da una famiglia d'attori
girovaghi, ed ho debuttato ad
otto giorni, ne il figlio della
"Genoveffa di Brabante",
in
braccio alla mia mammma. Via via
che crescevo, ho interpretato
tutti
i
ruoli
possibili
ed
immaginabili maschili e femminili,
finche,
dopo i vent'anni ho
lasciato la mia famiglia per
seguire mia sorella Pia che
abitava a Milano in quel tempo
ed era prima attrice giovane con
Renzo Ricci. Il mio desiderio era
di riuscire a mia volta entrare in
una compagnia primaria. Un gran
salto! Dario invece, studiava
architettura al politecnico,
e
per passione raccontava favole
grottesche agli amici, racconta
oggi,
racconta domani,
s'è
325
trovato
scritturato
nella
compagnia di rivista,
"Franco
Parenti sorelle Nava".
Nella
stessa compagnia c'ero io. Il
capocomico
era
di
Carlo
Mezzadri, l'allora marito di mia
sorella Pia, che per strada ha
lasciato il mestiere d'attrice per
aprire una sartoria teatrale.
Oggi Pia è una affermatissima
creatrice ed esecutrice
di
costumi teatrali. E' arrivata fino
a Las Vega con le sue creazioni.
Ha fatto una figlia, ha scritto un
libro sulla nostra famiglia, gioca
a poker,
ama il tennis
seguendolo sul teleschermo, la
musica classica, legge molto, è
curiosa, dimostra un vent'anni in
meno di quelli che ha, ma quello
che più conta, è che è generosa,
spiritosa, caustica, insomma è il
personaggio
più
divertente,
326
poliedrico che io abbia intorno.
Ci
vogliamo
molto
bene.
Abitiamo nella stessa casa, ci
capita anche di litigare a volte,
ma ci siamo l'una per l'altra,
sempre.
E' lì che io e Dario ci siamo
incontrati. Lui s'innamora subito
di "questa sventola dolcissima",
così mi chiamava. Si prende un
imbesuimento di terzo grado.
S'innamora subito,
ma se lo
tiene per se. Anzi non mi guarda
per niente e se mi guarda non mi
vede: come fossi trasparente!
Com'è?!
Seni tondi,
gambe
lunghe, capelli biondi eccetera
eccetara. . . piena di ragazzi che
mi giravano intorno e lui , 'sto
spillungone anche bruttino, (ora
è bellissimo! ) niente.
Non
faceva una piega! Non mi guardi?
Ti castigo! Una sera, si provava
327
lo spettacolo al cinema Colosseo,
l'ho preso per le mani,
l'ho
messo contro il muro, e gli ho
dato un gran bacio, ma proprio
un bacio bacio!
E mi sono
scoperta innamorata pazza. Il
"da ridere" è che tutto è
successo per scommessa. Siamo
andati avanti per due anni tra
baci e litigi. . . . classico degli
innamorati, fino al giorno che ci
siamo sposati: 24 giugno 1954 in
Sant
Ambrogio!
QuickTime™ e un
decompressore
sono necessari per visualizzare quest'immagine.
Dario, metterà una battuta, per
328
il fatto di essersi sposato in
chiesa (lui, quasi ateo-marxista)
addirittura nello spettacolo "Gli
arcangeli non giocano al flipper":
"Sposato
in
chiesa
per
accontentare madre di lei molto
credente. "
Milano - Teatro Odeon: "Aveva due
pistole con gli occhi bianchi e neri"
commedia in tre atti.
Storia ispirata dal famoso caso
"Bruneri e Canella" lo smemorato di
Collegno
ARRIVATA QUI
329
Debutto a Zagabria,Varsavia, Parigi,
Praga: “Gli arcangeli non giocano a
flipper”.
1961
Va in scena a Parigi “Comica finale”
al Teatro Gramont REGIA. Altri
dati????
All'Arena Teatern di Stoccolma e a
Sofia in Polonia va in scena:“Ladri,
manichini e donne nude".
8 settembre al 25 febbraio - Milano –
Al Teatro Odeon debutta: "Chi ruba
un piede è fortunato in amore".
Tournée.
Dati statistici: repliche 172, piazze
28 media presene 461 incasso
107.742.262.
330
VEDERE SE ESISTONO ALTRI
DATI
10 maggio - RAI 2: "Chi l'ha visto?"
6 PUNTATE, rivista televisiva con
Fo-Rame e altri. Visto il grande
successo ottenuto dalla trasmissione,
la RAI affida a loro la conduzione di
Canzonissima
la
popolarissima
trasmissione legata alla lotteria
nazionale.
11 ottobre - RAI 1: "Canzonissima"
con Fo-Rame. Dario scrive i testi e
cura la regia con Vito Molinari. Gli
sketch di Fo diventano un caso
nazionale,
scatenando
violente
331
polemiche. Si trattano problemi
legati alla vita reale come le malattie
professionali dell’intera famiglia di
una casellante, i muratori che
muoiono
precipitando
dalle
impalcature e così via. Per la prima
volta in televisione si odono
pronunciare parole come "morti
bianche",
"serrata",
"sciopero",
"mafia". La novità lessicale provoca
delle vere e proprie levate di scudi di
politici indignati.
Escono articoli FATTO INSERIRE
FOTO ???? stigmatizzanti che
chiedono la testa degli scellerati
responsabili del programma: volano
accuse di oscenità politica. In
particolare riguardo uno sketch sulla
mafia nel quale una donna siciliana
racconta in modo apparentemente
paradossale ad un giornalista il
susseguirsi di ammazzamenti di
sindacalisti,
contadini,
cronisti
troppo curiosi che a cadenza ad
orologeria vengono eliminati, con
esplosioni che vanno all’unisono col
battere del tempo. Il gioco satirico
determina il finimondo: si arriva a
332
interrogazioni
parlamentari.
Malagodi, FATTO INSERIRE
FOTO????
senatore
liberale,
interviene alla Commissione di
Vigilanza sulla Televisione del
Parlamento italiano, protestando
perché: "Si insulta l'onore del popolo
siciliano sostenendo l'esistenza di
un'organizzazione
criminale
chiamata mafia!". Indignato prende
anche la parola il cardinale di
Palermo, ???, che assicura: “In
Sicilia la mafia non esiste”.
333
La coppia Fo-Rame riceve anche
minacce di morte scritte col sangue e
la tipica bara di legno in miniatura e
minacce di sequestro ed eliminazione
per il figlio Jacopo di 6 anni, che da
quel momento vivrà sotto scorta
della polizia. FATTO INSERIRE
FOTO
334
Il successo popolare del programma
è incredibile. La direzione della RAI,
sotto la pressione dei politici più
reazionari, inizia a dimostrare un
certo nervosismo preoccupato e,
nonostante i testi siano già stati
approvati dal direttore generale Dott.
Pugliesi, si decide di revisionare
l’intero copione: canzoni, sketch e
battute che alludano, se pur in modo
blando, a fatti di cronaca e ad azioni
politiche vengono drasticamente
eliminate.
Inizia un braccio di ferro con la RAI
sulla censura: poche ore prima
dell’andata in onda dell’ottava
puntata, la direzione RAI comunica il
taglio di tre sketch. Dario e Franca,
ricordando che erano già stati
approvati
dal
Dott.
Pugliesi,
propongono, onde poter ripristinare
con altri scritti le scene tagliate, di
sospendere l’emissione per una
settimana (adducendo come pretesto
una malattia di Fo). Durante
quest’incontro con due alti dirigenti,
Fo e la Rame vengono velatamente
minacciati, se persistono con il voler
335
sospendere il programma, di
denuncia certa per danni e anche di
possibile
arresto.
Con
molta
tensione, con i loro avvocati
attendono la decisione RAI che
arriva a 15 minuti dall’inizio della
trasmissione. O si va in onda con i
tagli o niente.
FO-RAME
Decidono
per
il
"NIENTE".
Un’annunciatrice
a
inizio
trasmissione comunica il loro
abbandono. All’uscita del Palazzo
della Fiera, una gran folla di
spettatori li attende. RITAGLIO
GIORNALE CREDO CORRIERE
Manifestazioni
e
attestati
di
solidarietà sono espressi in centinaia
e centinaia di telegrammi e lettere.
FATTO
INSERIRE
TELEGRAMMI La RAI tenta, ma
non riesce, di sostituire Fo e Rame
con altri presentatori, poiché tutti gli
attori italiani e stranieri tra i quali
Ives Montan interpellati, seguendo le
indicazioni della SAI (Sindacatoattori) rifiutano l’atto di crumiraggio.
336
CONTRoLLARE SU STAMPA o
archivio ??? Si arriva all’azione
legale: ABBIAMO QUALCOSA
RISPETTO AL PROCESSO? CI
DEVE ESERE MATEIALE IN
ARCHIVIO nei primi due processi i
giudici danno ragione alla coppia FoRame e impongono alla RAI di
risarcire i danni materiali. Si giunge
al terzo processo: il tribunale
rimanda il tutto alla Cassazione.
Quindi (era da aspettarselo) il
tribunale superiore rovescia il
decreto e dà ragione alla RAI e torto
alla coppia Fo-Rame: devono
rimborsare i danni subiti dall’Ente
Rai.
Per 16 anni la coppia degli autoriattori sarà totalmente esclusa sia dai
programmi radiofonici e Tv, a quei
tempi monopolio esclusivo dello
Stato Democristiano, che dalle
campagne pubblicitarie. Cioè la RAI
rifiuta di mandare in onda la loro
voce
e
la
loro
immagine
indipendentemente dal contesto in
cui si propongono, anche quelle
inerenti a caroselli o spot pubblicitari
337
di qualsiasi tipo. Inoltre la direzione
INCASINATO RAI vieta che
l’annuncio dei loro spettacoli
teatrali o canori, riguardanti la
critica tradizionale, vengano posti
in rete.
Per 16 anni il nome Fo-Rame non
sarà mai pronunciato in televisione.
338
La coppia Fo-Rame riceve anche
minacce di morte scritte col sangue e
la tipica bara di legno in miniatura e
minacce di sequestro ed eliminazione
per il figlio Jacopo di 6 anni, che da
quel momento vivrà sotto scorta
della polizia. FATTO INSERIRE
FOTO
339
Il successo popolare del programma
è incredibile. La direzione della RAI,
sotto la pressione dei politici più
reazionari, inizia a dimostrare un
certo nervosismo preoccupato e,
nonostante i testi siano già stati
approvati dal direttore generale Dott.
Pugliesi, si decide di revisionare
l’intero copione: canzoni, sketch e
battute che alludano, se pur in modo
blando, a fatti di cronaca e ad azioni
politiche vengono drasticamente
eliminate.
Inizia un braccio di ferro con la RAI
sulla censura: poche ore prima
dell’andata in onda dell’ottava
puntata, la direzione RAI comunica il
taglio di tre sketch. Dario e Franca,
ricordando che erano già stati
approvati
dal
Dott.
Pugliesi,
propongono, onde poter ripristinare
con altri scritti le scene tagliate, di
sospendere l’emissione per una
settimana (adducendo come pretesto
una malattia di Fo). Durante
quest’incontro con due alti dirigenti,
Fo e la Rame vengono velatamente
minacciati, se persistono con il voler
340
sospendere il programma, di
denuncia certa per danni e anche di
possibile
arresto.
Con
molta
tensione, con i loro avvocati
attendono la decisione RAI che
arriva a 15 minuti dall’inizio della
trasmissione. O si va in onda con i
tagli o niente.
FO-RAME
Decidono
per
il
"NIENTE".
Un’annunciatrice
a
inizio
trasmissione comunica il loro
abbandono. All’uscita del Palazzo
della Fiera, una gran folla di
spettatori li attende. RITAGLIO
GIORNALE CREDO CORRIERE
Manifestazioni
e
attestati
di
solidarietà sono espressi in centinaia
e centinaia di telegrammi e lettere.
FATTO
INSERIRE
TELEGRAMMI La RAI tenta, ma
non riesce, di sostituire Fo e Rame
con altri presentatori, poiché tutti gli
attori italiani e stranieri tra i quali
Ives Montan interpellati, seguendo le
indicazioni della SAI (Sindacatoattori) rifiutano l’atto di crumiraggio.
341
CONTRoLLARE SU STAMPA o
archivio ??? Si arriva all’azione
legale: ABBIAMO QUALCOSA
RISPETTO AL PROCESSO? CI
DEVE ESERE MATEIALE IN
ARCHIVIO nei primi due processi i
giudici danno ragione alla coppia FoRame e impongono alla RAI di
risarcire i danni materiali. Si giunge
al terzo processo: il tribunale
rimanda il tutto alla Cassazione.
Quindi (era da aspettarselo) il
tribunale superiore rovescia il
decreto e dà ragione alla RAI e torto
alla coppia Fo-Rame: devono
rimborsare i danni subiti dall’Ente
Rai.
Per 16 anni la coppia degli autoriattori sarà totalmente esclusa sia dai
programmi radiofonici e Tv, a quei
tempi monopolio esclusivo dello
Stato Democristiano, che dalle
campagne pubblicitarie. Cioè la RAI
rifiuta di mandare in onda la loro
voce
e
la
loro
immagine
indipendentemente dal contesto in
cui si propongono, anche quelle
inerenti a caroselli o spot pubblicitari
342
di qualsiasi tipo. Inoltre la direzione
INCASINATO RAI vieta che
l’annuncio dei loro spettacoli
teatrali o canori, riguardanti la
critica tradizionale, vengano posti
in rete.
Per 16 anni il nome Fo-Rame non
sarà mai pronunciato in televisione.
1963
Teatro Municipale di Modena Fo
realizza la regia, "Gli amici della
battoneria" TROVARE TITOLO
ORIGINALE di Marcel Achard
(riadattamento di Fo dal
testo
originale francese) con la Compagnia
autonoma Cornica??? Ditta: Elena
Cotta e Carlo Alighiero. Partecipano
alla commedia anche Pia Rame e
Gigi Pistilli. La commedia verrà
presentata in 14 piazze con 32
repliche registrando un incasso lordo
di L. 92.620.083
1963 6 settembre – 20 marzo Milano
– Al Teatro Odeon va in scena la
commedia scritta durante l’estate:
"Isabella, tre caravelle e un
cacciaballe" .
343
Quest’opera satirica è frutto di
ricerche documentate sulla grande
impresa di Cristoforo Colombo, sulle
difficoltà incontrate nell’allestimento
della spedizione e sui compromessi,
sulle scaltrezze messe in atto dallo
scopritore e di contro dalla corte di
Spagna, dai consiglieri regali, spesso
legati al mondo clericale locale e
romano. FOTO
Si tratta dell'inizio di una vasta
inchiesta storico-politica che si
344
estenderà per lunghi anni sulla storia
e sui "dogmi" della cultura
dominante e le relative lotte dei
sottomessi nel tentativo di arginare
la costante sopraffazione del potere.
Lo
spettacolo,
fortemente
demistificatore
della
"storia
scolastica" e della retorica militarista
e patriottica, viene duramente
contestato da destra; Dario e Franca,
a Roma, vengono aggrediti, all'uscita
del Teatro Valle, da un gruppo di
fascisti, e in altre città - come azione
di disturbo – arrivano telefonate
durante gli spettacoli che annunciano
l’imminente scoppio di una bomba.
Solo la presenza di gruppi di operai,
studenti e militanti della sinistra
garantisce che le rappresentazioni
continuino. Tournée.
1963 Helsinki (Finlandia) data va in
scena "Chi ruba un piede è fortunato
in amore" allestito dalla Compagnia
del Lilla Theater con la regia di Fo,
direttrice dell’equipe Vivica Bandler.
1964
345
Al teatro Odeon di Milano dal 4
settembre a fine maggio, va in scena
“Settimo: ruba un po’ meno”,
commedia in due atti. Scritto e
dedicato a Franca.
Il suo nome, come protagonista, è
stampato sul frontespizio del testo.
L’attrice si ritrova qui a interpretare
il ruolo di un personaggio del tutto
insolito: una becchina in servizio al
camposanto
Monumentale di
Milano. La strana casque mort, che
spesso si ubriaca per sopportare il
clima dell’ambiente in cui opera, è la
classica ingenua un po’ sciocca della
commedia dell’Arte. Rimanendo
nella tradizione degli antichi comici
italiani, essa
all’improvviso
dimostra di possedere
un senso
quasi metafisico della vita e dei suoi
valori. Senza battere ciglio si esibisce
in sconvolgenti metamorfosi. Così la
vediamo nei panni di una prostituta,
poi di una suora e perfino nel ruolo
di una irriducibile pasionaria di
stampo anarco-socialista. FOTO O
ARTICOLO O RECENSIONE
346
I temi svolti nella commedia si
riferiscono alla valanga di corruttele,
intrallazzi, furfanterie che iniziavano
a diventare normale costume già fin
d’allora (quasi quarant’anni fa). Così
assistiamo alla grottesca ma, ahimè,
reale
sfilata
delle
varie
amministrazioni pubbliche e private
coinvolte in un carosello di tangenti
che facevano esclamare al pubblico
indignato: “Ma in che mondo stiamo
vivendo?”. Di certo né gli spettatori
né noi stessi ci aspettavamo che
quello fosse solo un gentile
preambolo. Ma non è da credere che
si trattasse solo di una gioiosa satira.
In verità si scopriva essere una
commedia fortemente provocatoria e
carica di una satira graffiante.
Debutta nella nostra compagnia
Mariangela Melato nei panni di una
giovane prostituta che fa da maestra
di vita alla Becchina. Turnée.
Dati statistici: Repliche: 171, incasso
lordo:
L.147.777.783,
media
spettatori giornaliera: 637.
1965
347
“Settimo: ruba un po’ meno” va in
scena a Zagabria, regia di Anton
Marti.
METTEREI MANIFESTO si
trova cercando ZAGABRIA
dal 10 settembre a….
65 Teatro di Sarajevo mette in
scena “La colpa è sempre del
diavolo”,
Dopo soli tre mesi (il tempo di
scrivere una nuova commedia) la
compagnia debutta sempre al Teatro
Odeon di Milano con: "La colpa è
sempre del diavolo".
348
Commedia ambientata nella Milano
medioevale dei Visconti, FOTO
ARTICOLO O RECENSIONE VEDERE DOVE CI SIA LA
STORIA con scene truculente di
ammazzamenti contrappuntate da
Sabba, con diavoli nani diabolici e
streghe. Tournée. Trovare dati
amministrativi.???
�Dopo la clamor osa r ot t ur a per
Canzonissima,
la TV ci era
proibita,
ma c'era sempre il
teatro. Nel '63 ci fu il nostro
spettacolo su Colombo "Isabella,
tre caravelle e un cacciaballe",
che quest'anno verrà presentato
per le Colombiadi, in spagnolo a
Valencia, con la regia di Arturo
Corso e anche trasmesso dalla II
rete in ottobre. L'anno dopo
"Settimo ruba un po' meno" e via
via, ogni anno uno spettacolo
349
nuovo, di successo, fino al '68,
alla decisione, presa con Dario di
lasciare il teatro tradizionale e
di mettere a disposizione il
nostro lavoro per sollecitare una
presa di coscienza.
�Non ne par lo volent ier i. Sono
passati quasi 20 anni, ma mi
basta un niente per ritrovarmici
dentro di colpo. Nessuna donna
che
abbia
subito
violenza
sessuale, potrà mai staccarsi
completamente da quel momento
orribile.
Sono stata caricata su di un
furgoncino da tre individui e poi
scaricata
stravolta
e
sanguinante
vicino
alla
metropolitana di via Dante. Non
ho detto a nessuno quello che mi
era
realmente
accaduto.
Nemmeno
a
mio
marito.
L'umiliazione
della
violenza
350
sessuale,
lo sfregio,
era
sopratutto per lui e per mio
figlio. No, me ne sono stata
zitta: più dignitose "le botte".
Mi sono tenuta tutto dentro, ma
ho sbagliato.
Il non averne
parlato con nessuno , l'essermi
tenuta tutto dentro (anche se
tutti avevano intuito quello che
realmente mi era successo) mi
teneva in una continua tensione.
Un caro amico,
il professor
MACACCARO, che mi era stato
molto vicino con gli avvocati in
quei giorni così pesanti, mi ha
consigliato un' analista donna,
ma io non me la sono senita.
Dopo tre anni ho deciso di
scrivere quanto mi era successo.
. . Senza una parola ho passato i
fogli a Dario. Li ha letti. Senza
una parola mi ha abbracciato.
Finalmente ce l'avevo fatta! Un
351
nodo, il primo, si era sciolto.
Poi, in appoggio alla campagna
che si stava facendo in quegli
anni per l'approvazione di una
legge
contro la violenza
sessuale, ho deciso di portare
quanto avevo scritto in teatro.
Andai di colpo in scena, senza
provarlo (non riuscivo) e senza
che nessuno della compagnia lo
sapesse. Solo Dario ed io ne
eravamo al corrente. All'ultimo
momento, invece di recitare "il
risveglio" annunciai un brano
nuovo. " Ho
trovato questa
testimonianza su di un giornale e
ve la recito" Da quella sera ho
replicato "lo stupro" (questo è il
titolo del brano) almeno duemila
volte. E via, anche il secondo
nodo si stava sciogliendo. Mio
figlio dice: "sei andata in analisi
davanti a migliaia di persone. "
352
Poi l'ho recitato anche in
Fantastico, quello di Celentano.
E' andata così.
Gli atti di
violenza sessuale contro ragazze
erano all'ordine del giorno.
Processi, stupri, violenze fisiche
e morali contro le donne. Sono
sempre più impegnata in questo
campo.
Propongo il brano a
Celentano.
Accetta.
Ci sono
resistenze da parte della prima
rete, ma lui ha un contratto di
ferro. e alle 20, 30 finalmente
mi comunicano che prenderò
parte alla trasmissione. . La voce
è circolata in sala stampa. Due
giornaliste
vengono
in
delegazione e mi chiedono una
conferenza stampa dopo la
trasmissione. Va bene. Eseguo il
brano, precisando come sempre
che è una testimonianza di una
donna che ho trovato su di un
353
giornale. Sono molto tesa. I
fotografi non stanno fermi un
attimo. Per riuscire ad arrivare
alla fine mi devo concentrare
completamente. Ci sono dentro
in pieno. Soffro come allora.
Rabbia, umiliazione, terrore.
Un brutto momento.
Alla
conferenza
stampa
qualcuno
accenna al fatto che quella storia
era la mia. ( a suo tempo ci fu
gran chiasso e solidarietà sui
giornali) Ho negato molto decisa
ma egualmente qualcuno privo di
sentimenti e di rispetto me l'ha
attribuita sui giornali del giorno
dopo. Per me è stato duro. Fin
che la gente non sapeva,
diciamo,
magari qualcuno lo
intuiva ma con me non ne
parlavano,
io potevo portare
quell'esperienza in teatro, ma
da quando si è saputo ho deciso
354
di non farlo più.
Non avrei
potuto, a parte che sarebbe
stato anche di cattivo gusto.
Sala 8 - 8 - 93
Non è per riprendere vecchi
discorsi, ne per recriminare, ma
alla tua lettera devo una
risposta, per tutti e due. Parto
dicendoti subito che non sono in
guerra con te. Sono calma e
tranquilla, come sai dormo
addirittura senza sonnifero, ed
erano anni che non succedeva.
Ma come ti dissi in una
telefonata il giorno del mio
compleanno (che per almeno una
decina d'anni ho passato da sola
- la prima volta è stato per la
storia con Maria, la maestra di
ginnastica
che
stava
ad
Alcatraz) la situazione da
marremotata com'è non può più,
355
col passar del tempo ristabilirsi
tranquilla, come è sempre
successo. "Tra un po' le passa.
".
Non più, alle stesse
condizioni.
Per pochi minuti mi occorre la
tua attenzione. Fai uno sforzo,
ma concedimela tutta. Vorrei
che per una volta le mie parole
non ti passassero davanti agli
occhi, come sempre è capitato
in passato, ma che ti entrassero
nel cervello.
Il contenuto della tua lettera,
come tu stesso dici, è identico
al contenuto di altre, ripeti le
stesse cose che mi dici da anni,
e senza offesa, ritengo le tue,
lacrime da coccodrillo. Io, con
questa mia, cercherò di fare un
passo
avanti,
nell'ultimo
tentativo di raggiungere un
accordo.
356
Tu: "Non ho mai smesso di
volerti bene, anzi di amarti
come la persona più cara
importante insostituibile che io
abbia mai conosciuto". . . "sei
l'unica donna che conti per me".
Beh. . . per troppe volte mi hai
cancellata completamente, (e
non sto drammatizzando, ti
assicuro) per crederci.
Il fatto che tu ti sia dato da
fare nel lavoro per aiutarmi, non
è così importante per me, dal
momento che m'hai tolto
l'essenza del rapporto tra di
noi, cioè l'amore. Non parlo di
quello fisico, anche se è
importatnte. E non mi giudicare
ingrata.
Per le tue storie d'amore chiedi
il perdono, vuoi l'assoluzione.
Ti perdono, ma non posso
cancellare 25 anni di solitudine
357
e morte.
(Non l'hai mai
provato, quindi non puoi sapere
fin dove può arrivare la
disperazione. Meglio sarebbe
stato morire quando ci ho
provato. A tanto sono arrivata,
ma tu non ne hai tenuto conto:
non sono per te importante
come dici, credimi). Peggio per
me se non sono stata capace di
risolvere la mia vita per il
meglio.
Non
ti
posso
rimproverare perché hai smesso
d'amarmi.
Mi chiedi di aiutarti. Volentieri,
ma a me, chi mi aiuta?
Chiedi di aiurtarti a diventare
migliore, sereno e disteso. Devi
trovarla dentro di te la
serenità, a 'sto punto io non ci
posso fare più niente.
Non ti chiedo di rinunciare alle
tue storie, (hai detto a Ja. che
358
senza ragazze muori) ma se vuoi
continuare a stare con me devi
viverle con misura, per Dio,
senza conseguente perdita di
testa e cadute verticali, condite
di
intollerabili
meschinità,
perdita di stile, e il tutto sulle
mie spalle.
E c'è dell'altro: il non tenere
conto che faccio questo lavoro
da una vita, (64 anni) il farmi
osservazioni (e nota bene, solo
quando siamo in pubblico. Il
culmine l'hai raggiunto con il
Ruzzante)
come
ad
una
principiante,
m'è
diventato
insopportabile.
Non che io
disdegni i tuoi suggerimenti, le
tue indicazioni per arroganza,
no,
è
che
esigo
siano
intelligenti:
non mi puoi
spiegare il significato di una
battuta traducendomela dal
359
dialetto.
E' una vita che
preparo la traduzione dei tuoi
testa per noi e per Einaudi e
per Giunti.
Sei ancora lì,
dopo 40 anni di lavoro insieme
a non aver capito che io, se
non so la parte, non parlo.
Non sarebbe ora di smetterla
di fare il "regista" con me e
non
mettermi
sempre
in
inbarazzo?
Io ti porto rispetto e quindi lo
pretendo per me.
Questo è il punto a cui è
arrivata la nostra situazione.
Perché continui a vivere e a
lavorare con te, occorre che
tarriviamo ad un accordo e
rispettarlo.
Se non ho la garanzia di non
trovarmi mai più in queste
tristissime situazioni, donne,
lavoro, non ci sto. Se non te la
360
senti di darmi la certezza di
poter invecchiare con un po'
di serenità, lascia perdere.
Non
ci
dividiamo
(una
separazione alla nostra età. . .
c'è anche il senso del ridicolo. .
. C'è anche Jacopo al quale
non
intendo
dare
più
malinconie
e
dolori)
continueremo a vivere insieme
come fanno tanti altri disperati.
Sì, anche noi, separati in casa!
Siamo tanto moderni! Se anni
fa mi avessero fatto vedere il
film di questa nostra vita, non ci
avrei
proprio
creduto.
Pazienza.
Non ho rancore alcuno nei tuoi
confronti, sono andata oltre. . .
Sappiami
dire,
tenendo
presente che così com'è, la
storia, non m'interessa davvero
più.
361
Vi mando un pezzettino della
mia biografia che sto scrivendo
che chissà quando riuscirò a
terminare. Forse può servirvi.
Attenzione,
è
scritta
da
sinistra
a
destra
senza
rileggerla.
Forse
ora
posso
correre
all'inizio della mia vita.
1932 "E' ora che Franca
incominci a recitare. "è mia
madre che parla. La prima parte
che ho imparato a memoria, me
l'ha insegnata lei, "bocca a
bocca", così si diceva a casa mia,
mot- a mot, parola per parola.
Non sapevo leggere. Avevo tre
anni. Aveva deciso (era sempre
lei che prendeva le decisioni
importanti in famiglia) che avrei
fatto un angiolino di supporto
all'angelo vero, che veniva
362
recitato da mia sorella Pia in "la
passione del Signore" atto V,
orto dei Gezzemani. "Pentiti
Giuda traditore che per trenta
monete d'argento hai venduto il
tuo Signore! Pentiti! Pentiti!
"dovevo gridare di quando in
quando. La parte non era lunga.
Non ci devo aver messo molto
ad impararla. "Ripeti! " e
ancora e ancora. "Ripeti" diceva
la mia mamma paziente mentre
pelava le patate per il
minestrone. "Ripeti! " Mia
madre per i suoi figli era
ambiziosissima. Per l'occasione
mi aveva cucito un bellissimo
abito bianco da angelo, con due
grandi ali bianche e oro
appoggiate sulle spalle. Seppur
credente non andava mai in
chiesa ma aveva uno zio prete.
Lei, lo sapeva benissimo che gli
363
angeli erano vestiti così! Mio
padre, ormai entrato nel gioco,
mi mise in testa una coroncina di
lampadine. E' ora d'andare in
scena e tutti: "ma che
bell'angiolino! Ma che bel
vestito! " La mia mamma faceva
andare la coda. Non avevo fatto
nessuna prova. Sapevo solo che
ad un certo punto avrei dovuto
seguire mia sorella Pia
nell'entrata in scena ed ad un
segnale della mia mamma
sistemata in quinta avrei dovuto
gridare "pentiti Giuda" e quel
che segue. Il guaio,
l'imprevisto che più imprevisto di
così non si poteva immaginare fu
che il personaggio di Giuda era
interpretato da mio zio
Tommaso, un uomo che avevo
sempre visto calmo, sorridente,
che mi raccontava storie
364
bellissime, mi regalava un sacco
di divertimenti, al quale volevo
molto bene e vedermelo lì,
proprio vicino vicino, con una
parruccaccia nera in testa. Gli
occhi che lanciavano saette tra
un tuonar e lampeggiar
minaccioso, che disperato
gridava: "possano i corvi
divorarmi le budella, le aquile
strapparmi gli occhi! " e altri
animali che non ricordo "mi
divorino un pezzetto alla volta
ad incominciare dalla lingua", mi
fece un terribile effetto.
Mamma mia che spavento! Cosa
stava capitando?! Ero stravolta,
me lo ricordo benissimo. Ma
quello che mi buttò
completamente fuori, fu il
vedere mia sorella, solitamente
rispettosa ed educata, che per
nulla intimorita gliene stava
365
dicendo di tutti i colori! Una
sfuriata in piena regola e che
trascinavano il nostro povero zio
in una disperazione sempre più
nera. "Ma cosa sta capitando?
Perché lo zio Tommaso fa così?"
Il groppo che mi sentivo in gola
stava per scoppiare; mia madre
dalla quinta mi faceva gesti più
che perentori. Giuro che avrei
potuto parlare, ma non me la
sentivo proprio di rincarare la
dose. No, io no, allo zio
Tommaso. Non dico proprio un
bel niente. ! Non so cosa gli sia
capitato. Forse è impazzito.
"Anzi. A piccoli passi,
camminando come pensavo
camminassero gli angeli, seppur
spaventatina, gli sono andata
vicino, lui era in ginocchio e
gridava più che mai. Dio che
paura! Senza dire una parola mi
366
sono arrampicata al suo collo e
l'ho abbracciato,
tempestandogli la faccia di baci.
Insomma cercavo con i mezzi che
avevo a disposizione, di calmarlo
e piangevo nel silenzio che era
calato in palcoscenico. Pia s'è
ammutolita. In quinta mia madre
faceva segnali che non
prespettavano niente di buono.
Lo zio-Giuda si blocca per non più
di tre secondi, lo giuro. E poi
con voce profonda (intanto con la
mano mi solleticava la mia e con
gli occhi mi rideva per
tranquillizzarmi) dice: "Dio, sei
grande! A QUEST'ORRENDO
PECCATORE MANDI IL
CONFORTO. . . un piccolo
angelo. . . mi tendi la mano. No,
no, non me lo merito! e, dal
momento che lo spettacolo
doveva pur terminare, taglia
367
corto, M'impicco! ". Deve usare
un po' di forza per liberarsi da
me che proprio non ne voglio
sapere di lasciarlo andare.
Grida: "L'albero più alto. . .
dov'è l'albero più alto. . .
Lasciami andare angiolino.
Lasciami: "e con un urlo
agghiacciante esce di scena. Mia
sorella (l'unica volta nella sua
vita, credo) non sapendo più che
fare, camminando anche lei sulle
punte, immediatamente lo segue.
Grande applauso. Tutti mi
chiamano in quinta con grandi
cenni. Non so se la paura
d'essere sgridata o il "senso del
dovere" che maledizione da che
sono nata è lì, a spingermi ( a
pigiarmi ) la coscienza, fatto si è
che dopo un attimo di silenzio
con voce chiara e mesta quel
tanto che serve dico "S'impicca!
368
Non s'è pentito. Giuda traditore
che per trenta monete d'argento
ha venduto il suo Signore. Non
s'è pentito! " e via che esco. Ce
l'avevo fatta: l'avevo detta
tutta! Da allora in poi, "la
passione del Signore" ha sempre
avuto due angiolini, con il più
piccolo che abbraccia Giuda a
mostrare la grandezza di Dio. E
tutti giù a piangere.
A 5 anni:
"gli spazzacamini
della valle d'Aosta. Com'è che
succedeva? Come arrivavo la
prima volta in scena con un
personaggio che non avevo mai
interpretato prima? Non me lo
ricordo, ma so con certezza
di non aver mai provato prima
di
un nuovo spettacolo.
La
parte come sempre fino a che
ho imparato a leggere, me la
insegnava la mia mamma,
la
369
imparavo
velocissimamente,
era come se la sapessi già.
Anzi, la sapevo già. Quante
volte mi ero addormentata
nella cassa dei costumi,
o
nella bara di Giulietta quella
del Romeo, o in qualsiasi altro
posto che mi permettesse di
addormentarmi, mentre i miei
recitavano
una
sera
dopo
l'altra? "Gli spazzacamini" un
drammone.
Gino,
(io, ) il
protagonista,
figlio di una
povera ma bella incintata e poi
abbandonata dal figlio del
conte. . .
vengo,
a causa
della miseria in cui nascono
quasi sempre quelle incintate
dai "contini", NONOSTANTE
LA TENERA ETA' affidato ad
un "mercante di carne umana"!
, un delinquente che specula
sui bambini che gli vengono
370
affidati, mandandoli spesso a
morire nel tentativo di pulire,
in quanto smilzi e denutriti
(quanto piangeva la gente! ) la
cappa di un camino.
E'
quando, la mia mamma che per
fortuna era venuta a trovarmi
a Torino col mio nonno sennò
chissà come avrebbe mai fatto
a tornarsene a casa,
crede
che il suo Gino sia morto nella
cappa del camino "Oh che
tremendo dolore! " e via che
impazzisce.
La ragazza in
questione era proprio sfigata.
Ma il suo Gino, che quel giorno
lì in quanto ammalato,
era
stato sotituito nel lavoro da un
compagno,
certo Carletto,
che muore al suo posto. (Mai
essere generosi! ) Questa è per
Gino una giornata davvero
fortunata. Il vecchio conte è
371
schiattato nel frattempo, ed il
contino,
vale a dire il suo
papà,
decide in quanto
sempre innamorato della mia
mamma,
di riparare
al
malfatto e di sposarla. Ci sono
un po' di problemi per far
rinsavire la povera ma onesta
sfigata,
ma alla fine tutto
finisce in gloria tra lacrime e
singhiozzi e applausi. 5 atti,
con la comica finale per -17 non mandare a casa la gente
con il magone.
Il nostro era un teatro
realmente
e
totalmente
"all'improvviso" che si basava
su trame semplici e stringate,
TEATRO POPOLARE appunto,
nella
tradizione
della
COMMEDIA
DELL'ARTE,
completamente
opposto
al
teatro letterario e naturalista
372
messo in scena dalle grandi e
illustri compagnie che agivano
nelle grandi città e imitato in
tutto il suo negativo dalle
piccole compagnie,
come
la
nostra,
che agiva no in
provincia.
Il nostro successo
stava
tutto
in
questa
differenza.
Il
nostro
repertorio
era
vastissimo:
dalle più famose tragedie di
Shakespeare
ai
drammmoni
ottocenteschi,
alle commedie
di autori moderni a quei tempi
(Niccodemi, Giacos, Rosso di
San Secondo,
alle comiche
finali. Il tutto senza aver mai
studiato una parte a memoria
su di un copione.
Non
esistevano copioni di testi
teatrali veri e propri, ma una
specie di cannovacci e per molti
testi non esisteva nemmeno il
373
cannovacccio.
Ce li avevamo
_18_ nella testa da sempre.
Eravamo bravi? Non lo so. So
solo che i teatri erano sempre
pieni, che si lavorava tutti i
giorni,
si riposava solo il
venerdì santo,
e il 2 dei
morti, a novembre.
O se
c'era il funerale di un defunto
importante del paese:
il
prefetto,
il sindaco,
il
dottore,
il
prete
il
farmacista.
E quando in un
paese avevamo fatto tutto il
nostro repertorio, (replicato 6
sere la Giulitta, 6 la passione,
"il povero fornaretto di venezia
e non mi ricordo più quali altri
drammoni avessere successo)
mio padre o mio zio,
si
leggevano un romanzo,
ci
riunivano e ce lo raccontavano.
"Tu fai questo, t u questo e tu
374
questo,
e via che il giorno
dopo si andava in scena. Sulle
quinte laterali,
in bella
calligrafia,
la scaletta dei
punti chiave,
il susseguirsi
degli avvenimenti.
"L'assassino del corriere di
Lione". Scena PRIMA:
la
ragazza
s'incontra
col
padre,
che non aveva mai
conosciuto,
partito povero,
tanti anni addietro,
torna
ricco,
riempie la ragazza di
doni,
ma lei non riesce a
sentire nulla per lui, anzi solo
repulsione.
- 19Manifestare
freddezza
e
imbarazzo.
Ricordarsi che la
madre è morta.
Scena seconda: un uomo(lo
stesso attore che interpreta il
personaggio delpadre) languisce
375
in una cella, è un innocente
caduto in un errore giudiziario
terribile.
Accenni
all'assassinio di un corriere a
Lione.
Acceni alla moglie
morta e alla piccola bimba
lasciate al paese.
Saranno
ancora vive?
Solo nel V atto tutto si
risolverà:
il buono premiato
con la
libertà
e
l'onore
restituito mentre il cattivo
(fratello gemello del buono),
smascherato da una collana
rubata al corriere di Lione,
sarà punito con la forca.
Gaudio e felicità.
Ricordarsi
della madre morta.
Comica finale.
Non c'è
pesonaggio nel repertorio della
mia famiglia che a secondo
dell'età
non
abbia
interpretato. Neonati(8 giorni
376
in braccio alla mia mamma-in la
Genoveffa
di
Brabante),
bambini o bambine, ragazzini,
signorine, giovanotti, suore,
cortigiane, prostitute.
Una
volta ho fatto persino, il
cuciniere Dracco.
La storia
nel ricordo, mi fa ancora
ridere.
Ero cresciuta e la
Genoveffa(che dio la maledica,
quanto ho odiato sta noiosa! )
ora la facevo io.
Giovane e
bella moglie del re
alla
guerra, sola nella raggia viene
insidiata da Golo, un primo
ministro della situazione, che
lei respinge furente e offesa.
La donna giovane donna decide
di inviare una missiva al marito
tramite il cuciniero Dracco:
l'unico che a corte le sia
rimasto fedele.
per
avvertirlo del tradimento del
377
suo braccio destro.
"Torna o
mio dolce sposo, torna!
che
quel maialone del Golo vuole
fare con me, proprio quella
cosa là! "
Golo che è sempre
lì a
origliare , scopre tutto
e zak! , pugnala il poveraccio e
manda a dire al re che
Genoveffa
è
incinta
del
cuciniero.
"Ti ha tradito o
mio re, che vergogna con un
cuciniero! "Il re ci casca,
fuori dalla grazia di dio "un
cuciniero no! "ordina il taglio
della testa della la fedifraga
e anche del bambino nato nel
frattempo.
(TRANQUILLI
CHE POI TUTTO , COME
SEMPRE,
FINISCE
IN
GLORIA )Arriviamo
sulla
piazza e ci rendiamo conto che
ci manca l'attore che avrebbe
dovuto interpretare il ruoli del
378
cuciniero .
D'accordo, sono
due parole che si possono
anche tagliare, ma fisicamente
deve essere in scena.
Ci
ragioniamo sopra un attimo per
vedere
come
risolvere.
Bene.
Ci siamo.
Facciamo
così.
Al momento cruciale,
vado alla quinta di destra.
Il
perfido Golo mi spia dalla
quinta di sinistra.
Parlo,
guardando fuori scena con il
cuciniere che non c'è, fingo di
consegnargli il messaggio e poi,
affranta, esco.
Velocissimi
mi mettono sulle spalle un
mantellaccio con capuccio, che
mi copre dalla testa ai piedi.
Rientro in scena con la missiva
bene in evidenza in mano,
faccio qualche passo come se
ora io parlassi a Genoveffa,
Golo
si
precipita
su
di
379
me"muori,
spione
di
un
cuciniero! E via che mi pugnala.
Cado morta.
Golo mi trascina
fuori scena a sinistra, cioè
dalla parte opposta da cui sono
entrata.
Mi tolgono il
mantello,
mi
raddrizzo
la
parrucca biona
dalle lunghe
trecce,
corro
velocissima
dall'altra parte.
Rientro in
scena e_ 22 _ vedo Golo che
pulisce il pugnale assassino nel
mantellaccio che indossavo fino
ad un secondo fa.
"L'avete
ucciso! Assassino! ! "Ansimo un
pò, per via della corsa,
ma
sono perfettamente in parte e
nessuno s'è accorto di niente.
Noi eravamo in grado di andare
in scena senza prova alcuna,
con un testo nuovo allestito di
sana pianta.
Arrivavamo ad
esempio in una piazza nel
380
giorno in cui in paese
si
festeggiava la santa patrona,
ebbene, debuttavamo con la
storia di quella santa sulla
quale mio pdre e mio zio
avevano giorni prima letto e
ascoltato dalla gente, vita
morte e miracoli.
Avevavno
riunito
la
compagnia,
raccontato
a sommi capi
l'intreccio,
distribuiti i ruoli
se i costumi adatti non c'erano
si rimediavano, e via che si
debuttava.
Senza prove.
Se si confronta con i 90 o
addirittura i 180 giorni di
prova delle compagnie di oggi.
Ma
certo
che
allora,
sovvenzioni
ministeriali
o
regionali
o
provinciali
o
comunali,
non ce ne erano,
quindi giocando sui soldi tuoi, ti
dovevi sbrigare eccome.
381
23- L'unico posto, luogo dove
io mi
senta a mio agio è il
palcoscenico.
No, non per
via: ama la polvere
del
palcoscenico.
No.
Sono
allergica alla polvere, alle
banalità, alla rettorica.
Sto
bene in palcoscenico perché è
casa mia.
In qualsiasi città
mi trovi, quando sono in teatro
sono a casa.
Entrando nella
hall di un teatro, non m'è mai
capitato
di
dovere
chiedere"scusi,
dov'è
il
palcoscenico?"Conosco
automaticamente la strada,
dove
sono
i
camerini,
il
gabinetto.
"Ma ci sei già
stata qui?""No, è la prima
volta""Non ti credo" -"Sì,
forse ci sono già stata".
Sto bene nei camerini, anche
se squallidi.
No, non li
382
addobbo con sete colorate.
L'ho
fatto
qualche
volta.
senza accorgermi andavo dietro
all'onda, voglio dire alle usanze
degli attori, ma erano 100 anni
fa.
Poi ho scoperto che non
mi ci trovavo con
QUEGLI
addobbi intorno, non sentivo il
bisogno
di
ricostruirmi
il
"salotto"di casa mia, anche se
il camerino era un cesso.
E
DIO sa quanti camerini "cesso"
trovano gli attori nei teatri e
nei cinema di casa nostra.
L'unica cosa alla quale non
rinuncio è la luce.
"Lino! ! (è
il tecnico delle luci)
La luce"Lino arriva e mi piazza
certi 5OO da accecare. Io ci
sto bene.
La luce e il mio
baule, ora i miei bauli.
Mi
piacciono i miei bauli.
E' un
classico baule armadio d'attori,
383
verde
fuori
a
fiorellini
l'interno.
Ci sono i cassetti
e nei cassetti di tutto: golf,
libri,
fogli, macchina da
scrivere-computer, pennarelli,
lettere
e
cianferi
d'ogni
genere.
Il primo baule della
mia vita l'ho comperato a rate
nel 51, non appena arivata in
compagnia primaria.
Dentro
non c'era quasi niente,
ma
quel sacramento, che si apre
all'impiedi dividendosi in due e
diventa
un
armadio,
con
cassetti e reparto per i
cappotti,
con
tanto
di
targhetta in metallo con il mio
nome, mi
dava una gran
sicurezza.
Per la verità era
una
sicurezza
del
tutto
speciale: la sicurezza di avere
anch'io il baule come tutti gli
altri.
Credo che quella sia
384
stata l'unica sicurezza di
quesgli anni e per molti anni
dopo.
Credo anche di essere
la persona più insicura che io
conosca.
Il mio baule, il suo
contenuto,
il
camerino
il
palcoscenico: sono a casa.
Io non mi consiero un'attrice.
Sono "anche " un'attrice.
In
casa mia ho imparato tutto
quello che può servire per
poter fare questo lavoro:
attrice, elettricista, fonico,
costumista,
trovarobe,
direttore di scena, servo di
scena,
piazzare le
luci,
suggerire, sarta, vendere i
biglietti, truccare, pettinare,
ballare, cantare (sono un po'
troppo timida,
seppur molto
intonata!
Me
l'ha
detto
Giovanna Marini, e se lo dice
lei. . . )la ricerca delle piazza
385
l'amministratore,
fare un
borderò, (ora è però diventato
difficilissimo) I miei avevano
addirittura
una
propria
tipografia dove si stampavano i
manifestini, insomma i volantini
di adesso. Avevamo centinaia
di scene belissime, dipinte da
un pittore della Scala, Lualdi
che veniva a apassare le sue
vacanze da noi, ogni tanto, le
rinfrescavamo tutti insieme.
Ogni giorno cambiavamo piazza,
(dico piazza per dire "paese",
non recitavamo in piazza ma in
locali chiusi, teatri, cinema,
oratori, quindi ogni giorno si
dovevano montare -26-scene e
luci.
Anche i nostri costumi
erano belli.
Figuriamoci! Mio
padre, tramite l'amico Lualdi,
li comperava in blocco dal
Teatro della Scala. E se per
386
un nuovo testo mancava qualche
costume, ce lo facevamo in
quattro e quattrotto.
Mia
madre, maestra diciottenne,
figlia dell'ingegnere del comune
dove risiedeva (Bobbio) e di
una casalinga si era innamorata
di
questo
"girovago
marionettista"che un
giorno
era passato di lì, e con grande
scandalo dalla famiglia-(povera
come l'acqua, ma di una classe
sociale superiore a quella di
mio padre)e del paese se l'era
sposato.
Mia madre, era
bellissima
e
quando
dico
bellissima
voglio
proprio
dire"bellissima"senza
artificio
alcuno.
Nessuno di noi, quattro figli,
pur
assomigliandole,
s'è
avvicinato a tanto; Bellissima,
giovane,
innamorata,
aiuta
387
Domenico (il marito) e Tommaso
(fratello del marito e Stella,
(sorella del marito) in tutto
quello che può .
Cerca con
tutte le sue forze di adeguarsi
alla nuova vita, tanto diversa
da quella che aveva condotto
sino a quel giorno.
Non sa
manovrare le marionette, ma si
ingegna a vestirle.
Poi, più
avanti, dirà qualche battuta.
Con
l'avvento
del
cinema
(1920)) i due fratelli intuiscono
che "il teatro delle marionette"
sarà presto messo in crisi,
subissato, da questo nuovo
fantasctico
mezzo
di
spettacolo.
Decidono
un
cambiamento
radicale(con
grande dolore del nonnno Pio,
un amate di Garibaldi, l'unico
ritratto in nostro possesso lo
raffigura vestito e somigliante
388
all'eroe! )" Entreremo in scena
noi, al posto delle marionette,
reciteremo
noi
inostri
spettacoli "Così mio padre con
la propria famiglia aggiunta alla
famiglia di mio zio Tommaso si
sostituiscono ai pupazzi di
legno, vere e proprie sculture,
tre delle quali sono esposte al
Museo del teatro della Scala di
Milano.
E quando inizieranno
a recitAre di" persona", a
portare
loro
stessi
in
palcoscenico
i
testi,
i
personaggi
che avevano fino
allora interpretato muovendo e
doppiando pupazzi di legno, lei,
la mia mamma, diventa la prima
attrice
della
compagnia.
Un'attrice che di giorno tirava
su i figli, li faceva-28studiare, si occupava della
casa, e come una più che
389
provetta caslinga( a tutti gli
effetti)teneva
l'amministrazione
della
compagnia come fosse quella di
un normale menage familiare, si
occupava dei costumi, aveva
imparato pure a cucire, e alla
sera, via! , E Giulietta e
Tosca, e la Suora Bianca, e la
Fantina dei Miserabili, tutti 28- ruoli che via via, abbiamo
interpretato anche noi figlie e
le
cugine
Ines
e
Lucia.
Percorro così l'apprendistato
dei teatranti interpretando via
via che cresco, tutti i ruoli
maschili e femminili adatti alla
mia età.
Il vantaggio della
compagnia
di
mio
padre
rispetto alle altre compagnie di
giro, (così si chiamavano le
piccole compagnie di provincia)
è l'invenzione di impiegare tutti
390
i trucchi scenici del teatro
magico delle marionette, nel
"teatro di persona"": montagne
che si spaccano in quattro a
vista, palazzi che crollano, unn
treno che appariva piccolissimo
lassù nella montagna e che
man
mano
che
scendeva
s'ingrandiva fino ad entrare in
scena
con
il
muso
della
locomotiva
a
grandezza
naturale.
Mari in tempesta,
nubi che solcavano minacciose il
cielo tra lampi e tuoni, gente
che volava.
scene in tulle in
proscenio, che illuminate a
dovere ti facevano vedere
come
era
il
paradiso.
Insomma tutti gli espedienti
tecnici
dell'antico
teatro
seicentesco dei Bibbiena, che
viveva
ancora,
dentro
la
scenotecnica delle marionette.
391
soltanto che in quel teatro
tutto era stato miniaturizzato,
si trattava adesso di eseguire
una operazione da Gulliver alla
rovescia: da minuto che era
ingrandire
ogni
oggetto,
aggeggio, marchingegno fino a
renderlo identico alla realtà.
In questa nuova veste"il teatro
di persona" la compagnia di mio
padre realizza un successo
insperatoo.
Si lavora come
sempre a tempo pieno.
Mio
padre , il capo, con il ruolo di
primo attore, menager P.
r.
, lo zio Tommaso nel ruolo
dell'antagonista, del comicobrillante a secondo dei testi e
di
drammaturgo-poeta
di
compagnia;le mogli, i figli, gli
attori scritturati;i dilettanti gli
amici componevano la nostra
compagnia.
392
Giravamo cittadine, paesotti e
paesini del nord Italia su di
una corriera che chiamavamo
"Balorda"
a
causa
del
comportamento bizzarro che
aveva, che più che al suo
cattivo
carattere
andava
attribuiito agli anni.
In certi
paesi nei quali ad una certa ora
del giorno si passava,
nei
turnichè particolarmente ripidi,
c'erano sempre dei ragazzi che
ci aspettavano.
Ci spingevano
fra tante risate, poi la sera ci
raggiungevano ed entravano a
godersi lo spettacolo gratis.
"Siamo quelli che abbiamo
spinto.
" "Passate".
Mio
padre, amava la Balorda , e
zingarone com'era, gioiva tutto
nel vedersela rilucente di colori
sgargianti.
393
Mia madre, ogni volta che lui le
cambiava
colore:
"non
sposeremo mai le nostre figlie !
"
"Hai
ragione
Milietta.
domani le cambio colore"E
l'indomani quando "Emilietta" si
affacciava in cortile, ecco la
Balorda ridipinta: d'argento!
"Non sposeremo mai le nostre
figlie! "Arriva la guerra, finisce
la guerra. Bombardamenti non
ne avevamo avuti.
Qualche
bomba sulla fabbrica di aerei:
la Macchi,
lontana
dal
centro,
alla
periferia
di
Varese, a Masnago.
Ricordo
a proposito di questo paese,
una sera che si tornava a casa
dopo lo spettacolo veniamo
fermati, sia noio che tutti
quelli che passavano per quella
strada dopo di noi, da un
gruppo di fascisti e S.
S.
394
Ci hanno fatto entrare in un
cortile,
(era
quello
dove
anbitava
uno
dei
nostri
dilettanti,
chisamato"luigino
cassa da morto, perché suo
padre le fabbricava) dove
siamo stati per ore bloccati.
Solo all'alba ci hanno lasciati
andare.
Non è stato per
niente drammatico.
L'aria,
nonostante i tedeschi era di
festa
a
causa
della
inconsuetudine
dell'avvenimento.
Si sà, i
giovani trovano sempre la
maniera di di superare le
tensioni. Sarebbe però, tanta
allegia finita in tragedia se
quell'alba avesse portato la
notizia di una missione tedesca
andata male.
Ci avrebbero
fucilati tutti.
l'abbiamo
saputo qualche giono dopo.
395
Per
fortuna
l'abbiamo
scampata.
Altre volte,
capitava che ci fermassero dei
partigiani.
Non dicevano
"siamo partigiani" ma erano in
borghese con i mitra "Signor
Rame, ci dà un passaggio?" Li
facevamo salire.
Più avanti
capitava d'incontrare picchetti
fascisti che ci fermavano. Ci
conoscevano.
Avevamo un
permesso
speciale
per
il
coprifuoco.
"Buona sera
signor Rame.
Com'è andata?"
"Benissimo! " "buona notte.
"Ce ne andavamo;nonostante il
buoio, sicuramente pallidi.
Si
riprendeva a cantare con più
forza di prima.
E anche i
poartigiani
cantavano.
Gridavano
più
di
tutti.
(ricordarsi inserire malattia-
396
corso
infermiera-morte
del
padre)
A 20 anni, seguendo l'esempio
di mia sorella Pia e mio fratello
Enrico, lascio la
nostra
compagnia e inizio la mia
carriera nel mondo "ufficiale"
dello spettacolo.
Si possono
immaginare le difficoltà di una
simile scelta in quel periodo del
dopoguerra , siamo negli anni
50 e quindi alterno momenti
neri a buone scritture nelle
compagnie
di
varietà
più
famose.
E' proprio in una di
queste compagnie che conosco
il Dario Fo, anche lui alle prime
armi, che s'innamora subito di
questa "sventola dolcissima",
(così mi chiamava)e si prende
una cotta da imbesuimento(così
dice lui): "7 giorni a Milano",
ditta: le tre sorelle Nava e
397
Franco Parenti. M'é piombata
addosso, é propio il caso di
dirlo senza che la cercassi, ne
sollecitassi nulla, per averla.
Parlo di lei, della notorietà.
Di questo mio mestiere non me
ne é importato mai niente. Si
stenta a crederlo, ma é così.
non ho mai mosso un dito per
avere di più, anzi, tutto quello
che negli anni ho ricevuto, di
cui ho beneficiato, l'ho avuto,
"nonostante me".
Ora che ci
penso bene, e mi sconcerto,
non posso nascondermi di non
aver mai desiderato qualcosa in
particolare.
Non ricordo di
aver mai detto, ne pensato"se
potessi
avere.
.
"vorrei""per avere quella cosa
farei.
.
"E non perché
avessi tutto, chi mai ha tutto?
Qualcosa
certo
l'ho
398
desiderato, che so, che non mi
si
ammalasse
nessuno
in
famiglia, che mia madre non
morisse mai, che i miei figli
stessero bene. . .
ma
insomma, tutte cose, normali.
Del resto, pellicce, vestiti,
gioielli,
parti,
partone,
niente.
Forse perché mi
arrivava tutto di da solo.
Forse perché non mi restava il
tempo di desiderarle.
Beh
questo può valere per quando
ho iniziato a guadagnare, ma
per
prima?Era
così
anche
prima?Sì.
Era così.
Forse
mi ci vuole uno psicanalista.
Dicevo
che
m'é
piombata
addosso la"notorieta", non che
mi dispiacesse, una certa sera
a Cesena.
Compagnia Franco
Parenti e le tre sorelle Nava.
Io dicevo una battuta: "Il
399
Coriolano é in cinque atti", ma
ero lunga, bionda, con i seni
rotondi, e mi si vedeva.
Alla
fine
dello
spettacolo,
si
presenta in camerino un tipo
con macchina fotografica"sono
un giornalista posso farle una
foto?Posso
dire
che
un
produttore
americano
la
lancerà come la Rita Haiwort
italiana?"
400
1953.
Con Franco Parenti e
Giustino Durano Dario scrive il
"Dito nell'occhio" testo di
critica-34- politica e sociale
che fece grande scalpore e per
i contenuti e per lo stile di
treatro
ben
diverso
dagli
steriotipi del teatro così detto
"leggero" di quegli anni.
Lo
spettacolo ha un grandissimo
successo e gira per una
stagione intiera tutta Italia.
Io debutto con loro nella
stagione
invernale.
(ricordarsi
"spettacolo
sconsigliato" fuori dalle chiese.
)
1954 -giugno . Dario debutta
al Piccolo Teatro sempre con
Parenti e Durano con un altro
testo scritto da loro: "I sani
da legare".
Io ho un gran
magone, perché Parenti non mi
401
vuole in compagnia;Lo capisco
anche
se
nessuno
esplicitamente me lo dice. Ma
ad un certo punto Dario, con
molto imbarazzo e malinconia,
nel bar di una piazzetta vicino
a casa mia, me lo comunica,
ma in contemporanea mi chiede
di sposarlo.
Lui dice di no,
nega,
ma
io
sostengo,
conoscendolo,
che
mi
ha
chiesto
di
sposarlo
per
pareggiare il dolore che sapeva
che mi avrebbe procurato
l'essere scartata.
1954- 24 giugno.
Ci
sposiamo.
In sant'Ambrogio!
Dario metterà il fatto di
essersi
sposato
in
chiesa
addirittura ne"gli arcangeli non
giocano al flipper": "sposato in
chiesa per accontentare
402
madre di lei molto credente".
Il
matrimonio
è
stato
bellissimo.
La notte prima
l'ho passata sveglia non per
l'emozione, ma perché stavamo
nel lettone della mia mamma in
cinque.
Io e quattro amiche
venute da Varese per farmi
festa.
E a chiaccherare a ricordare,
a ridere.
E' stata una
bellissima notte. La mattina è
arrivato il Felice, padre di
Dario, con una macchinona
presa a nolo, scendo le scale
della casa della mia mamma e
lì, tutti gli inquilini -35-del
palazzo a buttarmi manciate di
riso. . a farmi gli auguri, a
strigermi la mano.
.
e io.
.
giù a piangere.
Poi arrivo
in chiesa.
I giornali avevano
da giorni annunciato le nostre
403
nozze, quindi, folla, fotografi
oltre ai parenti e agli amici.
e un'amica , che forse non mi
era tanto amica, mi allunga,
proprio un secondo prima che
entrassi in chiesa, davanti a
tutti un magnifico buchè: gigli
simbolo di purezza.
Facevo
l'amore con Dario da due anni,
senza nasconderla altri che alla
mia mamma, e questi gigli li
avrei mangiati volentieri. Non
ho potuto.
Pranzo con gli
invitati all'Htel Milan, offriamo
i confetti, e poi ce la svignamo
e andiamo a pranzo col babbo
di Dario.
La "prima sera", io
sono in televisione, non ricordo
più con che spettacolo, Dario al
Piccolo con "I SANI".
Sono
andata ad abitare nella casa
dei
genitori
di
Dario.
(controllare archivio, c'è una
404
foto
simpatica"la
sposa
d'italia")L'indomani
mattina,
telefono a mia madre per
salutarla. . e non so com'è,
m'è venuto un gran magone.
Mi sono emozionata.
Era
veramente fatta.
Ero uscita
di casa.
E la mia mamma, e
qui si può leggere tutto il suo
candore: "Che c'è?.
.
Non
ti ha trovato in ordine?".
L'impatto con la vita maritocasa-famiglia è stato un gioco.
Mi cimentavo con la cucina, ma
non avendo mai avuto niente
del genere come mia diretta e
totale responsabilità, avevo
qualche problema.
Primo tra
tutti, le dosi.
Far da
mangiare per due.
C'erano
sempre tali quantità di cibo
bastanti per una caserma.
Ricordo una sera a cena
405
Eugenio Tacchini, amico di
Dario d'infanzia che si mangiò
almeno
sette
piatti
di
minestrone.
Io ero un pò
preoccupata.
"Basta,
Eugenio,
starai male.
"No,
no.
E' tanto buono"
Poi
però al cinema Orfeo, dove 36- mi aveva accompagnato a
vedere "Roma città aperta"
durante la scena delle torture
è svenuto.
"Accendete la
luce-grido-c'è un ragazzo che
sta male".
Arriva 23 la
polizia, lo portano fuori, nella
hALL lui si riprende. . . Si
guarda
intorno,
vede
i
poliziotti, e ancora sotto lo
shok del film, gridava"non sono
stato
io!
Sono
innocente!
"Volevo morire.
Poi s'è
alzato, è corso in bagno e ha
vomitato
totto
il
mio
406
minestrone.
Gli ossibuchi mi
venivano bene. La prima volta
che li ho fatti, stando col filo
telefonico diretto con mia
madre, Dario non finiva più di
dirmi-che buono che buono.
Poi ha invitato i suoi amici di
Brera, Emilio Tadini, Alik
Cavaliere e altri .
Ero un pò
preocupata.
Un pranzo da
sola, non l'avevo mai retto.
"Farò gli ossibuchi col risotto".
Ho fatto la mia bella figura.
E Dario-ma che buoni -ma che
buoni! Ho continuato per almeno
tre settimane.
E il povero
Dario sempre a dire ma che
buoni-Poi, al ventesimo giorno
credo
si
sia
finalmente
ammutolito.
Ora, li mangiamo
non più di tre volte all'anno.
Al suo "ma che buono che
buono s'è aggiunto Jacopo.
407
Lo
dicono
insieme
e
poi
scoppiano a ridere.
20 minuti dopo le nozze, si fa
per
dire,
resto
incinta.
Jacopo (un nome che mi piace
proprio come quasi tutte le
cose che fanno quei due tipi lì,
dice nostro figlio) è nato il 31
marzo
del
55
a
Roma.
Esattamente nove mesi e sei
giorni dal 24 giugno dell'anno
prima.
Gravidanza terribile.
Ho vomitato sempre.
Mi
disturbavano gli odori, perfino i
colori.
Mai più potuto
mangiare ne vedere un piatto
di spaghetti.
La sera del
trenta, stavo nel camerino del
Teatro Quattro Fontane dove
Dario recitava.
Chiedevo a
sua madre;la mamma Fo, "come
sono
le
doglie?Cosa
si
sente?Come si capisce che è
408
ora?"E lei, "quando senti una
mano che ti strappa le viscere.
.
"e un'amica, anche lei
anziana"No Pina, non ti ricordi
più.
Quando senti.
.
".
Nulla che mi tranquillizzasse.
Anzi! Mi ritiro un pò prima di
Dario.
Ormai ci dovremmo
essere. . . Preparo la valigia,
roba per 25 me, vestaglia
camicie ecc.
e roba per il
bambino. (A quei tempi non si
sapeva prima se fosse maschio
o femmina.
Ti dovevi fidare
delle anziane: la pancia è così,
allora è maschio. No, per me
è femmina, non vedi come è
messa?E via di 'sto passo.
Comunque sempre"bambino" si
diceva.
Se poi era femmina.
.
) Ero emozionata.
Arriva
Dario.
Baci baci.
Poi si
mette a letto e si mette a
409
leggere "il Mondo" .
Ho
odiato molto quel giornale per
la sua grandezza.
Ogni volta
che D.
voltava pagina mi
faceva un gran vento.
E io
sternutivo.
"Dario, mi sento
strana. . . ""Dormi Nanina.
. ". Dopo un pò: "Dario. .
""Dormi Nanina". . e via a
girar pagine. . "Dario credo
che mi si sono rotte le acque.
.
".
"Dormi Nanina.
.
""Ma Dario! ! ! "Di corsa un
taxi.
Ora siamo emozionati
tutti e due.
Clinica Salus.
Mi avevano promesso che mi
avrebbero dato dell'etere. In
sala parto grido;Etere! Etere!
La
levatrice
mi
dà
una
carezza;"sì
cara,
sì,
suo
marito è fuori"Etere! ! "Il
fatto è che la signora in
questione era veneta e pensava
410
che nel momento supremo io
chiamassi mio marito: Ettore!
Ettore!
Poi
finalmente
è
arrivato il medico.
Sento un
vagito.
"Brava signora.
3
chilogrammi e 9. "Ho fregato
la Clara.
La Clara era una
brava ragazza moglie di mio
cognato Fulvio, che però era
molto quotata all'interno della
famiglia, e quando dico famiglia
intendo mia suocera, in quanto
professoressa di lettere, non
attrice.
Quindi sicuramente
migliore di"quella lì che 26 non
solo fa l'attrice, ma mi ha
anche portato via ei me testun.
"Sì, all'inizio mia suocera era
solo mia suocera;Non aveva
simpatia per me e devo dire
chefaceva
l'impossibile
per
farmelo
capire.
Mi
addolorava molto non essere
411
amata da lei.
Ma si sa, gli
inizi per qualsiasi cosa tu
intraprenda trovi difficoltà,
figuriamoci il rapporto con la
mamma di lui.
Mia suocera
m'ha conosciuto bene.
E'
diventata per me la mamma Fo,
e mi ha amata profondamente,
come profondamente io ho
amato lei.
La frase che mi
diceva con orgoglio era "io l'ho
messo al mondo, tu l'hai
fatto".
Ma pensa te! Ce ne
vuole èh ! !
Con la leggerezza dei pazzi
usciamo dalla clinica con il
nostro fantolino in fasce e ci
"accasiamo"
ospiti
di
un
fotografo di cui non ricordo il
nome, che aveva una splendida
casa in via Parioni;Davvero
splendido
appartamento.
L'unico
difetto
non
412
indifferente per una coppia con
un bambino di 8 giorni che
questa principesca dimora, era
completamente priva di mobili,
(se li era portati via il padre
dopo una lite. Ma erano mesi
che l'appartamento era in
queste condizioni).
Due
brande,
una
sedia
per
comodino;un tavolo in cucina,
qualche sedi, forse, e un
telefono con un fili chilometrico
che il nostro amico si portava
sempre appresso.
Non
volendo
umiliare
la
sua
generosità (forse era ubriaco
quando ce l'ha proposto, non
so) ci siamo sistemati alla
bellemeglio.
Il bambino ha
pianto per 8 giorni di fila.
Per
quanto
spirito
di
adattamento
avessimo
non
riuscivamo
proprio
a
413
comunicarlo
a
questo
tipo
appena nato, che non sapeva
proprio niente della vita.
a
cavarcela e per le scomodità e
per la mia inesperienza.
Al
nono
giorno,
decidiamo
di
tornare in clinica.
Ci hanno
presi a braccia aperte.
Ci
hanno dato una bellissima
camera, vicino alla sala parto.
Ci siamo addormentati tutti e
tre e abbiamo dormito per
almeno un giorno finalmente
rilassati;Dario come vedeva in
corridoi
un
padre
in
apprensione per la nascita del
suo bimbo si avvicinava e
s'informava.
parto cesareo.
27 "Sa, è un . "E Dario: "non
si preoccupi anche Franca ha
avuto ilcesareo.
.
è una
sciocchezza.
.
vedrà"E
quello si consolava.
E un
414
altro" è messo di piedi! ""Non
si preoccupi, anche nostro
figlio è nato di piedi.
.
è
andato tutto benissimo.
.
il ginecologo è straordinario" .
Solo quando un padre era
preoccupato perché la moglie
stava facendo 2 gemelli D.
è
stato senza parole.
Non
poteva dire: anche Franca.
.
E via di questo passo.
Ci
siamo stati tre mesi.
Quanti
padri e quante madri abbiamo
rinfrancato.
Qualcuna ci
viene ancora a trovare con i il
figlio nato proprio in quei
giorni.
Che benissimo!
Intanto, abbiamo comperato
una casa in via Nomentana,
l'abbiamo
arredata
e
finalmente ci siamo andati ad
abitare. Tutti tre.
415
Il bambino cresce.
Noi
facciamo films. Il primo "Lo
svitato".
Il soggetto era di
Dario.
L'aveva letto a
Zavattini che ne fu entusiasta.
Regia di Carlo Lizzani.
Dario
era troppo inisperto per aver
voce
in
capitolo
con
gli
sceneggiatori che gli avevano
messo al fianco"sei autori in
cerca del personaggio" li definì
Nello Santi, il produttore.
Ne è uscito un film sbagliato
con
qua e là
momenti da
cineteca.
Avremmo dovuto
avevre i mezzi e la forza di
ritiralo, rigirare quello che ci
sembrava
sbagliato
e
riproporlo. Ma non ci abbiamo
nemmeno provato.
Forse non
l'abbiamo nemmeno pensato.
Clamoroso insuccesso. (troppo
avanti _Ricordarsi TATI) Credo
416
che sia il film che incassato
meno negli ultimo 50 anni.
Dopo lo svitato Dario alterna al
lavoro di attore quello di
sceneggiatore,
e
viene
addirittura scritturato fisso
alla Ponti de Laurentis come
gags-man a 2. 000. 000 al
mese.
La
cifra
era
astronomica.
Lavora
con
sceneggiatori del calibro di Age
Scarpelli
Pinelli(sceneggiatore
di Fellini) Antonio Pietrangeli.
(indicare films.
Titolo) Io
interpreto partacce in films
tutti lacrime, core, cosce e
zinne. Sono 28 quasi sempre
in
cartello
come
"partecipazione
straordinari",
mi pagavanp bene, ma quei
films di straordinario non
avevano
null'Altro
che
il
materiale umano col quale
417
venivo, grazie a loro, in
contatto.
TINA PICAGIUDA.
POI
VENGO
SCRITTURATA DAL TEATRO
ARLECChino
a
Roma,
per
interpretare
un
testo
di
Feiduau che sembrava scritto
per me: "non andartene in giro
tutta nuda"Dario scrive per i
fratelli Bonos, che poi non ne
hanno fatto nulla un atto
unico"gli imbianchini non hanno
ricordi".
A quel punto gli
propongo di ritornare a Milano
e farci una compagnia nostra.
Ci proponiamo a Paolo Grassi
allora direttore del Piccolo
teatro che ci regala fiducia,
amicizia dandoci il teatro per
ben tre mesi.
Debuttiamo
così, in un caldo infernale,
tutti soli, (sì, c'erano altri
attori da noi scritturati, ma la
418
responsabilità della compagnia
era solo nostra) con "Ladri,
manichini
donne
nuda".
Scritto diretto e interpretato
da Dario, sue erano anche le
scene e i costumi.
Io facevo
l'attrice ma mi occupavo di un
sacco di cose;Mio fratello
Enrico
era
il
nostro
amministratore-attore
se
necessario.
Ha guidato la
nostra compagnia con grande
abilità, riuscendo a farci stare
in pieda anche senza alcun
aiuto
ministeriale
ne
dell'ETI(ente teatrale italiano
che avrebbe dovuto appoggiare
più
che
mai
la
nosytra
compagnia in quanto recitava
opere di autore ITALIANO.
Ma sia noi che EDUARDO De
FilippO abbiamo avuto grazie
alle nostre scelte politiche ,
419
vita grama con tutte le forza
statali e parastatali).
1958: "Comica finale" quattro
atti unici scritti da Dario, su
canovacci della mia famiglia.
Dario aveva sentito queste
storie mentre io le raccontavo
a
Jacopo
per
farlo
addormentare.
Ma de gli
atti, che gli ho passato "bocca
a bocca", il migliore
era "un morto da vendere" che
aveva completamente scritto,
ambientandolo nell'800 come
gli altri. Il migliore. Non si
pensi che accecata dall'amore
io possa dare a Dario meriti
che non ha.
Non l'ho mai
fattao.
D'altro canto basta
leggersi
le
"comica
finale
pubblicato
da
Einaudi
per
vederlo.
RICORDARSI
DIFFICOLTà
FINANFIARIE.
420
STABILE TORINO;EPISODIO
2CANNAS L'AMORE è PIù
FORTE;
Siamo al teatro Gerolamo di
Milano.
Andiamo avanti con
grande fatica.
Il teatro è
conosciuto come teatro delle
marionette.
Se il mio cuore
aveva un fremito al ricordo
della mia famiglia, questo
fremito non poteva riempirci il
teatro.
La prima fu un
disastro.
Abituati
ai
palcosceninci grandi, il trovarci
senza prova alcuna in uno
spazio grande come il bagno di
casa mia, ci ha messi in grande
difficoltà.
Devo riconoscere,
che come unica volta nella
storia della nostra compagnia,
la critica ufficiale presente allo
spettacolo non ha menzionato i
3OOO incidenti che si sono
421
susseguiti
nelle
tre
ore.
Proprio in quel teatro, quasi
sempre vuoto ci è arrivata
inaspettata la possibilità di
debuttare in un grande teatro:
il teatro Odeo.
Stagione
1959-60-"Gli
arcangeli
non
giocano
al
flipper"
teatro
Odeon
di
Milano. Mille posti.
Grande
successo
di
critica
e
di
pubblico.
Tutte le sere "il
Bossino" che in realtà si
chiamava Bossi direttore del
teatro,
non
appena
lo
spettacolo iniziava si metteva
in quainta con
un foglio
sistemato sulla fronte, con
scritto in grande l'incasso della
serata.
Il copione di questo
spettacolo ci fu sequestrato
per le troppe battute a
soggetto che abbiamo aggiunto,
422
non autorizzati.
Abbiamo
collezionato
"rapporti
al
questore di ogni città dove si
lavorava, per un totale di 280,
tanti, quanti furono le repliche
dello spettacolo.
questura"
Abbiamo girato tutta l'Italia
facendo
esaurito
ovunque.
DATI
STATISTICI
E
INCASSI
NUMERO
SPETTACOLI
DENUNCIA
POLIZIA
PER
CENSURA.
inpiù di una occasione rischiamo
di non poter andare in scena.
1960-61 -"Avevav due pistole
con gli occhi bianchi e neri".
opera che tratta
della
connivenza tra fascismo e
borghesia,
tra
malavita
organizzata
e
potere.
L'intervento della censura è
pesantissimo,
ci
massacrò
423
letteralmente Decidemmo di
andare in scena egualmente
senza tenere in conto alcuno i
tagli.
Ci fu un braccio di
ferro piuttosto teso tra noi e il
prefetto di Milano che ci
minacciò di arresto immediato,
ma alla fine, preoccupato dello
scandalo
che
ne
sarebbe
venutoo, il ministero tolse i
tagli.
il testoE' con questo
spettacolo che mi conquisto agli
occhi di mio marito, un ruolo
diverso da quello di sempre.
Per la prima volta non accetto
il testo a scatola chiusa certa
del
successo
di
sempre.
Qualcosa non mi convince.
Lo
comunico a Dario.
Si è
discusso mica male. Mio figlio
aveva sei anni e ancora se lo
ricorda.
Credo sia stata la
prima discussione accesa alla
424
quale asssistesse.
Non ci
aveva mai visti così, era un pò
spaventato. "Dimmi cos'è che
non funziona! Dimmelo! "e io:
"non lo so".
"più forte il
Dario: "dimmelo! " "Non lo so,
ma c'è qualcosa che non va.
"(Quante volte negli anni futuri
s'è ripetuta questa scena?)
Jacopo piange senza gridare, e
anch'io
scppio
a
piangere
gridando come un bambino
disperato.
Era la prima volta
che vedevo Dario fuori dalla
grazia di Dio.
"Ora, lo
rileggo tutto. . cercherò di
individuare. . di capire. .
poi ti dirò.
.
".
Leggo e
prendo appunti.
Dario, per
tutto il tempo ma guarda serio.
In piedi.
Mi stavo
innervosendo.
Dopo due ore,
più
imbarazzata
che
mai:
425
"taflierei qui, qu, e qui. "D.
ci pensa un pò su, e poi: "forse
hai
ragione,
ma
prima
preferisco
provarlo
col
pubblico. "
Debutto: successo di stima.
Il giorno dopo D.
mi dà il
copione: "fai i tagli che
proponevi".
1961-62: "Chi ruba un piede è
fortunato in amore".
Dopo sporadiche apparizioni
nella TV.
di stato
approdiamo alla televisione sulla
neonata seconda rete, (1962
PRIMAVERA) con sei puntate
tutte nostre: "Chi l'ha visto?".
Subito dopo dalla direzione Rai
ci viene proposto di condurre
"Canzonissima"il
grande
concorso canoro abbinato alla
lotteria di capodanno
la
trasmissione
di
maggior
426
interesse popolare dell'ente.
D.
scrive i testi che prima
dell'inizio della trasmissione
ricevono il benestare della
direzione nella persona del
dott.
Pugliese direttore
generale(?).
Ma già alla
prima
puntata
la
stampa
reazionaria
si
scatena
criticando ferocemente la più
che delicata critica politico
sociale contenuta neitesti.
Di
puntata in puntata gli attacchi,
le polemiche sulla stampa non si
contano. L'indice di ascolto è
altissimo (anche se al processo,
uno dei tanti che c'è stato la
direzione
Rai
tentava
di
sminuirci.
dicendo che
nessuno ci vedeva.
TAXISTI
RICORDARSI)
l'Italia
era
divisa in due: chi ci ama, e chi
ci odia, ma tutti lì, davanti al
427
televisore il sabato sera.
Ad
ogni trasmissione
ci vengono
imposti tagli e censure sempre
più pesanti.
(FIORI SENO.
GAMBA SINISTRA)fino a che
all'ottava puntata decidiamo di
abbandonare la trasmissione.
La famosa "Canzonissima", il
FANTASTICO DI OGGI, va in
onda
senza
presentatori.
(RICORDARSI
WALTER
CHIARI E BRAMIERI)e quando
l'annunciatrice all'inizio della
trasmissione dice: d. FO e F.
Rame si sono tritirati, una
quantità
incredibile
di
telespettatori si rovescia nelle
strade di Milano, tutti quanti
diretti al palazzo della fiera
dove si teneva la trasmissione.
Quando usciamo(eravamo stati
su consiglio dei nostri legali nei
camerini nostri fino alla fine
428
della trasmissione) ci troviamo
davanti una folla di gionalisti,
fotografi e migliaia di persone.
In molti erano venuti per
dimostrarci la loro calda e
commossa solidarietà.
Questa fu la prima e credo
l'unica volta nella storia della
Rai che due "attori" rifiutarono
di "abbioccarsi" d'innanzi alle
imposizioni
ai
tagli,
all'arroganza del "padrone"ai
soprusi.
INTERVISTA GENTe
SALTO SALTO FOTOCOPIARE
PAGINE
siamo
siatemati
alla
bellemeglio.
Il bambino ha
pianto per quattro giorni di
fila.
Per quanto spirito di
adattamento avessimo noi, non
riuscivamo
proprio
a
comunicarlo
a
questo
tipo
429
appena nato che non sapeva
niente della vita.
Comunque
faticavamo
anche
noi
a
cavarcela e per le scomodità e
per la mia totale inesperienza
"Piange?
Avrà
fame"
Lo
attaccavo
al
seno,
lui
ciucciava un po' e poi di nuovo
"uhèèè
uuuhèèèè!
""Oddio,
forse è ammalato! " Al quinto
giorno decidiamo di tornare in
clinica e stabilirci lì.
Il
nostro
ritorno
è
stato
festeggiato dal personale con
brindisi e abbracci.
S'è
scoperto subito la causa degli
uhè del bambino:
io avevo
poco latte e lui aveva fame.
Dopo aver nutrito il fantolino,
ci hanno sistemati in una
bellissima camera vicinissima
alla sala parto.
Ci siamo
addormentati immediatamente
430
tutti e tre ed abbiamo dormito
per almeno giorno intiero,
finalmente rilassati.
Ci siamo
insriti molto bene in questa
nostra insolita vita, abitavamo
lì e cercavamo casa.
Come
vedevamo in carridoio davanti
alla porta della sala parto un
padre in angosciosa attesa
Dario subito s'informava: "Sa
è un parto cesareo! " E Dario:
"non si preoccupi,
anche
Franca ha avuto un cesareo. .
. Vero Franca?" e io "Sì, sì. .
.
è una sciocchezza, vedrà"
E quello si calmava.
E un
altro: è messo di piedi". . .
"Non si preoccupi,
anche
nostro figlio è nato di piedi. .
. e tutto è andato benissimo.
Vero Franca?" Solo quando un
padre era preoccupato perché
la moglie stava partorendo 2
431
gemelli siamo rimasti senza
parole.
Tutti sapevano che
avevamo un figlio solo.
Ci siamo stati tre mesi in
quella clinica.
Quanti padtri
e
quante
madri
abbiamo
rinfrancato.
Qualcuno ci
viene ancora a trovare con i
figlio nato proprio in quei
giorni.
Che benissimo!
Finalmente abbiamo trovato una
casa in via Bruno Buozzi e ci
siamo trasferiti.
Una casa
piccola
con
un
terrazzo
enorme.
Nel palazzo vicino
al nostro vivevano Roberto
Rossellini ed Ingrid Bergam al
tempo della loro "colpevole"
passione.
Avevamo sempre
amici
fotografi
che
ci
scongiuravano di poter stare
nel nostro terrazzo per poter
432
riprendere
i
due
importantissimi innamorati.
ed ero sempre la vamp del
casta, la padrona di un night,
qualche volta sola,
qualche
volta
con
un
amante
delinquente.
Indossavo
grepier,
calze nere o abiti
talmente stretti che spesso me
li
cucivano
lettaralmente
addosso al mattino e me li
scucivano la sera.
Non
potevo
fare la pipì,
non
potevo sedermi ed in più mi
sentivo frustata dalla testa ai
piedi.
Ho avuto in quegli anni, due
grandi
occasioni
cinematografiche.
Michelangeli
Antognoni
e
Luchino Visconti.
Per
"Cronaca
di
un
amore"
Antognoni aveva scelto me.
433
Io, allora, avevo un grande
complesso (complesso che in
parte,
nonostante
varie
operazioni ho ancora oggi): ero
strabica - strabica, timida e
insicura.
Nascondevo i miei
occhi sotto a degli occhialini
lunghi, stretti e scuri.
"Lo
so che sei strabica, ma per
farti fare il film, devo vedere
i tuoi occhi.
Su. . .
coraggio, togliti gli occhiali".
Me lo ha chiesto almeno tre
volte,
paziente e gentile.
Beh, non ce l'ho fatta e la
parte la interpretò Lucia Bosé.
Visconti si era intestardito su
di me, per un ruolo in "senso".
Io stavo in tournée con Dario a
Trieste.
Telefonate sopra
telefonate.
E mi spiaceva
lasciare la compagnia, Dario e
mi
sentivo
come
sempre
434
insicura.
"Sì,
scendo,
faccio il provino poi magari mi
dicono di no. . . " - "No, ti
prende a scatola chiusa gli
abbiamo
portato
tutte
le
bionde d'Italia, non gliene va
bene nessuna.
Se vuoi ti
mandiamo il contratto.
"
Niente non me la sono sentita,
qualcosa mi ha bloccato.
Il ruolo è andato a Marcella
Mariani bruna,
fragile,
ex
miss Italia,
completamente
diversa da me.
Visconti
aveva cambiato tipo.
Il giorno della prima del film a
Bruxelles, Marcella Mariani è
partita in aereo per quella
città.
Se io avessi
interpretato quel personaggio
quasi sicuramente sarei stata
al suo posto.
L'aereo è
precipitato.
Tutti morti.
435
Ecco cosa mi aveva bloccato.
Il mio sesto senso mi aveva
salvato la vita,
come è
capitato altre volte.
Da quel
giorno,
se qualcosa mi salta
nel lavoro od altro, penso che
così doveva essere, il negativo
diventa positivo "doveva andare
così".
Nel '57 mi sembra vengo
scritturata
dal
Teatro
Arlecchino a Roma,
per
interpretare
un
testo
di
Feydeau che sembrava scritto
per me:
"Non andartene in
giro tutta nuda".
Dario
scrive per i fratelli Bonos, che
poi non ne hanno fatto nulla,
un atto unico "Gli imbianchini
non hanno ricordi" Ci prende
gusto e ne scrive altri.
A
quel punto gli propongo di
436
ritornare a Milano e farci una
compagnia nostra.
Interpelliamo
Paolo
Grassi
allora direttore del Piccolo
Dopo la clamorosa rottura per
Canzonissima,
la TV ci era
proibita, ma c'era sempre il
teatro.
Nel '63 ci fu il
nostro spettacolo su Colombo
"Isabella, tre caravelle e un
cacciaballe",
che quest'anno
verrà
presentato
per
le
Colombiadi,
in spagnolo a
Valencia,
con la regia di
Arturo
Corso
e
anche
trasmesso dalla II rete in
ottobre.
L'anno dopo
"Settimo ruba un po' meno" e
via via,
ogni anno uno
spettacolo nuovo, di successo,
fino al '68,
alla decisione,
presa con Dario di lasciare il
437
teatro
tradizionale
e
di
mettere a disposizione il nostro
lavoro per sollecitare una presa
di coscienza.
La simpatia per la classe
operaia non bastava più.
Non
ne
parlo
volentieri.
Sono passati quasi 20 anni,
ma mi basta un niente per
ritrovarmici dentro di colpo.
Nessuna
donna
che
abbia
subito violenza sessuale, potrà
mai staccarsi completamente
da quel momento orribile.
Sono stata caricata su di un
furgoncino da tre individui e
poi scaricata
stravolta e
sanguinante
vicino
alla
metropolitana di via Dante.
Non ho detto a nessuno quello
che
mi
era
realmente
accaduto.
Nemmeno a mio
marito.
L'umiliazione della
438
violenza sessuale, lo sfregio,
era sopratutto per lui e per
mio figlio.
No, me ne sono
stata zitta: più dignitose "le
botte".
Mi sono tenuta tutto
dentro, ma ho sbagliato.
Il
non averne parlato con nessuno
,
l'essermi tenuta tutto
dentro (anche se tutti avevano
intuito quello che realmente mi
era successo) mi teneva in una
continua tensione.
Un caro
amico,
il
professor
MACACCARO,
che mi era
stato molto vicino con gli
avvocati in quei giorni così
pesanti, mi ha consigliato un'
analista donna, ma io non me
la sono senita.
Dopo tre anni
ho deciso di scrivere quanto mi
era successo. . .
Senza una
parola ho passato i fogli a
Dario.
Li ha letti.
Senza
439
una parola mi ha abbracciato.
Finalmente ce l'avevo fatta!
Un nodo,
il primo,
si era
sciolto.
Poi, in appoggio alla
campagna che si stava facendo
in
quegli
anni
per
l'approvazione di una legge
contro la violenza sessuale, ho
deciso di portare quanto avevo
scritto in teatro.
Andai di
colpo in scena, senza provarlo
(non riuscivo) e senza che
nessuno della compagnia lo
sapesse.
Solo Dario ed io ne
eravamo
al
corrente.
All'ultimo momento, invece di
recitare "il risveglio" annunciai
un brano nuovo. " Ho trovato
questa testimonianza su di un
giornale e ve la recito" Da
quella sera ho replicato
"lo
stupro" (questo è il titolo del
brano) almeno duemila volte.
440
E via, anche il secondo nodo si
stava sciogliendo.
Mio figlio
dice:
"sei andata in analisi
davanti a migliaia di persone.
" Poi l'ho recitato anche in
Fantastico,
quello
di
Celentano.
E' andata così.
Gli atti di violenza sessuale
contro ragazze erano all'ordine
del giorno.
Processi, stupri,
violenze
fisiche e morali
contro le donne.
Sono
sempre più impegnata in questo
campo.
Propongo il brano a
Celentano.
Accetta.
Ci
sono resistenze da parte della
prima rete,
ma lui ha un
contratto di ferro.
e alle
20,
30
finalmente
mi
comunicano che prenderò parte
alla trasmissione.
.
La
voce
è
circolata in sala
stampa.
Due giornaliste
441
vengono in delegazione e mi
chiedono
una
conferenza
stampa dopo la trasmissione.
Va bene.
Eseguo il brano,
precisando come sempre che è
una testimonianza di una donna
che ho trovato su di un
giornale.
Sono molto tesa.
I fotografi non stanno fermi un
attimo.
Per riuscire ad
arrivare alla fine mi devo
concentrare
completamente.
Ci sono dentro in pieno.
Soffro come allora.
Rabbia,
umiliazione,
terrore.
Un
brutto momento.
Alla
conferenza stampa qualcuno
accenna al fatto che quella
storia era la mia.
( a suo
tempo ci fu gran chiasso e
solidarietà sui giornali) Ho
negato
molto
decisa
ma
egualmente qualcuno privo di
442
sentimenti e di rispetto me
l'ha attribuita sui giornali del
giorno dopo.
Per me è stato
duro.
Fin che la gente non
sapeva,
diciamo,
magari
qualcuno lo intuiva ma con me
non ne parlavano,
io potevo
portare
quell'esperienza
in
teatro,
ma da quando si è
saputo ho deciso di non farlo
più.
Non avrei potuto, a
parte che sarebbe stato anche
di cattivo gusto.
Nella sua vita c'è stato un
altro grande incidente vuole
raccontare di Genova?
Dovevo tenere all'Italsider il
mio spettacolo "Tutta casa
letto e chiesa".
Arrivai in
città la sera prima.
Prima di
entrare in albergo avevo visto
nell'altro lato della strada,
una farmaci aperta.
Volevo
443
lavarmi i capelli e così avvertii
i compagni che mi seguivano
sempre,
allora,
Piero e
Roberto:
"Vado in farmacia.
Torno subito" - "Aspetta ti
accompagnamo" dissero loro.
Dall'episodio di Milano non sono
mai uscita sola.
"Ma no,
vado da sola,
torno subito.
La
farmacia
illuminata
e
splendente.
Io finalemnte
libera
mi
sentivo
felice,
compravo
saponette,
detergenti,
oltre
allo
shampoo; mi pareva di essere
in vacanza.
Con le mie
compere in mano uscii dalla
farmacia e. . .
mi svegliai al
Pronto soccorso dell'Ospedale
San Martino.
Più tardi seppi
che ero stata travolta da un
auto guidata da un uomo
angosciato e fuori di sé perché
444
era appena tornato dallo stesso
ospedale, il San Martino, in
cui avevano ricoverato la figlia
anche
lei
vittima
di
un
incidente d'auto.
Che jella!
Ho passato la prima notte,
sulla
barella
del
pronto
soccorso.
Non c'erano posti
letto.
Ma tanto io non
capivo nulla.
Ricordo assai
vagamente
la
corsa
dell'autombulanza, e un gran
dolore al braccio sinistro ,
omero fratturato,
lamentavo
un bruciore al gomito,
più
avanti a tutto l'avambraccio,
poi alla mano.
Mi hanno detto che era
"causalgia" cioé dolore urente,
bruciante.
Poi a poco a poco
(in due giorni) ho perso
sensibilità alle dita, alla mano
tutta, al braccio.
Insomma
445
paralisi.
Un ematoma
(toltomi due mesi dopo dal
Prof.
Morelli, una montagna
di abilità e umanità che opera
all'ospedale
di
Legnano)
strozzava i tre nervi, ulnare,
radiale e mediano.
Dopo tre
giorni
dal
ricovero
mi
ingessarono.
Tre ore
d'intervento assai difficile,
eseguito dal Prof.
Roncalli.
Sono stata a piangere 24 ore
su 24 per mesi e mesi:
antidoilorifici potenti e in dosi
massicce minacciavano di fare
di me una tossicodipendente.
Più di una volta ho pensato al
suicidio.
Mi hanno salvato
l'amore dei miei in particolare
Dario Iacopo mia sorella, gli
amici. . .
Mi salvò il lavoro.
Infatti
dopo
otto
mesi
d'immobilità
decisi
di
446
riprendere.
Ora, ho
imparato
a
conviviere
col
dolore,
mi
sono
quasi
abituata.
Sono passati 14
anni.
SALTO
SALTO
SALTO
�I L
SUO RAPPORTO CON LA RAI
Al di fuori del nostro teatro ,
per la RAI ho fatto per
pochissimo
"La
professione
della signora Warren" di Shaw
con la regia di Albertazzi e
qualche altra partecipazione .
.
Ora mi piacerebbe poter
dare in TV lo spettacolo di
quest' anno "L' eroina " e "La
donna grassa" Molte madri ci
hanno portato i loro figli , mi
hanno ringraziata dicendomi:
"Ha fatto più effetto a mio
figlio il suo spettacolo che
cento discorsi nostri" Per la
donna grassa
ho avuto degli
447
incontri magnifici con donne
che
si
identificavano
col
personaggio e ne ricevevano
forza
oltre
che
gran
divertimento.
Sono più che
consapevole dell' importanza
della televisione .
Il
contatto diretto col pubblico in
teatro è insostituibile, ma in
teatro
raggiungi al massimo
centomila persone in un anno
mentre invece in televisione mal
che vada ,
in una sera ti
vedono almeno due milioni di
persone .
due volte ho
provato sulla mia pelle il potere
del mezzo televisivo : la prima
é stata con Celentano,
la
seconda
é una trasmissione
della Carrà dove dissi che mi
separavo da Dario mentre in
ascolto c' erano 12/15mila
persone: sono cifre che fanno
448
paura.
Non bastano dieci
vite per una teatrante
per
arrivare ad un così numeroso
pubblico .
Quella volta ,
della Carrà ,
non avevo
assolutamente programmato di
dire che stavo lasciando Dario
.
Lei intervistandomi
scherzava dicendo: " Ma è
vero che Dario . . . .
.
ma è vero che Dario. . . .
?" alludendo alle numerose
ragazze che sempre gli girano
intorno.
Lei scherzava, ma
io , al quarto "ma è vero
che" non ho potuto fare a meno
di rispondere: " Sì, è vero,
ma è anche vero che l'ho
lasciato. " Ho avuto subito la
sensazione del clamore che
avrebbe
suscitato
la
mia
dichiarazione.
Fuori dallo
studio c'era una giornalista,
449
che stravolta mi ha chiesto: "
Ma è vero?! " E' scoppiato il
finimondo!
Giornalisti
mi
davano
la
caccia
persino
dall'estero.
Ho dovuto
cambiare albergo.
Poi
trovavo gente, separata anche
tre volte, che mi diceva: "
Ma tu non puoi! " .
Che
assurdità! Perché mai io non
avrei dovuto potere?
E' PENTITA DI AVER FATTO
QUELL'ANNUNCIO
IN
DIRETTA?
No, non mi sono pentita, ero
depressa,
avevo voglia di
verità.
La Carrà poi,
è
stata molto simpatica: subito
dopo la trasmissione esplosiva,
mi ha regalato un servizio per
la pìrima colazione con una sola
tazzina e tanti auguri.
Poi
quando Dario ed io siamo
450
tornati insieme (praticamente
quasi subito) mi ha inviato
anche l'altra.
Gentile e
spiritosa.
L'unica cosa di cui mi sono
pentita
è
l'aver
sofferto
tanto.
Ora, a distanza di anni, mi
sono resa conto che la storia
forse non era tanto importante
come mi era sembrata, tantè
che è finita in nulla.
Ma è
difficile essere sempre lucide e
razionali.
A volte ci riesco.
Altre, no.
Mi sono fatta una grande
esperienza
in
fatto
di
matrimonio,
convivenza,
ragazze che vogliono tuo marito
a tutti i costi, pronte come il
NESCAFE', col bidè già fatto.
. .
.
Potrei aprire una
scuola per mogli; mi piacerebbe
451
poter tenere le mie lezioni in
una
trasmissione
televisiva.
Chissà
quante
donne
verrebbero
a
scuola!
L'omportante è capire l'uomo
con cui stiamo,
l'uomo che
amiamo,
l'uomo al quale
teniamo.
Capire che tipo di
rapporto
c'è
tra
noi.
Importante? Indispensabile? In
questo caso occorre riflessione
profonda.
Decidere la
strada da prendere che non
deve
essere
quella
delle
scenate e delle tragedie.
Se
c'è casino in casa pensa che
liberazione andare dalla nuova
fidanzata fresca,
giovane e
sempre allegra.
Dobbiamo
capire anche che il nostro
commpagno sta invecchiando,
come noi del resto, (anche se
noi donne siamo più coscienti
452
degli
anni
che
passano,
accettiamo la maturità,
la
vecchiaia, per cultura in modo
diverso ,
con maggiore
consapevolezza,
dignità)
avere quindi comprensione per i
suoi "ultimi colpi".
Fa
malinconia? Ci credo e mi
dispiace, ma è così.
Anche
questo è amore a 18 carati.
Invece se il rapporto non vale
granché.
.
.
ebbene,
lasciatelo andare e che vada a
morì ammazzato.
Si fa per
dire.
Sto ovviamente
semplificando.
L'interrogativo
è
perché
ragazze di 20 anni si mettano
con uno che ne ha trenta
quaranta
più
di
loro.
Naturalmente è sempre uno
importante: il grande pittore
chirurgo
attore
cantante
453
regista scrittore ecc.
Non si
conoscono
storie
d'amori
travolgenti tra una ventenne ed
un pensionato dell'Imps.
Sì,
è vero, il pensionato è molto
meno
affascinante.
Comunque, se un rapporto è
importante, ed il rapporto mio
con Dariop lo è,
è inutile
mettersi in mezzo, si diventa
solo strumento di divertimento
e
di
piacere
dell'uomo.
Un'altra volta al suo servizio.
Punto e basta.
PARLIAMO DI ALCATRAZ
L'anno scorso ad Alcatraz c'è
stato
un
ragazzo
particolrarmente difficile, non
parlava,
sembrava
che
nemmeno sentisse, non stava
ritto in piedi doveva essere
addirittura
imboccato,
accudito da quattro persono
454
che si alternavano nelle 24
ore.
( Se non sapete come
sono fatti i santi,
dovreste
conoscere
queste
assistenti
sociali)
Per
tutto
l'anno
Adamo, questo è il suo nome,
stava in un istituto, istituto
che chiude in agosto! ! L'Usl
non sapeva dove portarlo.
Per un mese Jacopo l'ha
ospitato.
Aveva
messo
materassi alle pareti e a terra,
gli si portava il pranzo in
camera, , insomma si cercava
di stargli vicino ed è stato per
me un momento di profonda
emozione quando ho capito che
riconosceva
la
mia
voce.
Questo è il lavoro di mio figlio,
lavoro che porta avanti con
gioia e fatica, senza mettersi
fiori all'occhiello.
455
Ogni tanto penso che avrebbe
potuto
scegliersi
un'altra
strada, che so, disegnare (è
un bravo disegnatore satirico)
o scrivere ( scrive benissimo)
insomma fare un lavoro più
vicino al nostro,
faticare di
meno e forse avere maggiori
gratificazioni, ma lui è felice
così. E noi con lui.
***fino al '68, alla decisione,
presa con Dario di lasciare il
teatro
tradizionale
e
di
mettere a disposizione il nostro
lavoro per sollecitare una presa
di coscienza.
La simpatia per la classe
operaia non bastava più.
La
lezione ci veniva direttamente
dalle
straordinarie
lotte
operaie, dal nuovo impulso che
tutti i giovani stavano dando
nelle scuole alla lotta contro
456
l'autoritarismo,
l'ingiustizia
sociale, le spinte per un nuovo
rapporto
con
le
classi
sfruttate,
per creare una
nuova cultura.
Dovevamo
smettere
di
fare
gli
intellettuali che, comodamente
sistemati dentro e sopra i
propri privilegi di casta,
si
degnano,
bontà loro,
di
trattare anche i problemi degli
sfruttati.
Dovevamo
deciderci
a
metterci
interamente al loro servizio:
diventare
i
giullari
degli
sfruttati? Questo voleva dire
andare a recitare in strutture
che fossero gestite da loro,
dalla classe operaia.
Ecco
perché subito pensammo alle
case del popolo.
Facemmo teatro nelle case del
popolo,
nelle piazze,
nei
457
bocciodromi,
poi in una
capanna di via Colletta a
Milano, alla famosa palazzina
Liberty,
sempre a Milano,
che
ristrutturammo
completamente e che poi ci fu
tolta.
VEDERE DOVE INSEREIRE
"MAMMA
FRICCHETTONA"
UN PEZZETTO.
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����
��
N
S
Vi voglio
Rilassate
Sto rigua
O
458
Donna.
Buonasera.
Lo
spettacolo di questa sera,
poco ha a che fara col teatro,
anzi, non è per niente, né
spettacolo né spettacolare. La
decisione di farvi passare 2
ore, mi auguro, diverse, m'è
venuta leggendo alcuni libri,
qualche tempo fa.
Ci ho
pensato sopra,
e m'è parso
che qualcosa contenuto in quei
libri, si è andato perduto in
questa nostra vita che va
sempre più di corsa.
C'è rimasto poco tempo, per
noi stessi, per i sentimenti. .
. per gli altri. Ho rapportato
la mia vita a quei discorsi, e
da qui, sono partita per una
grande analisi sui miei anni
passati, quella che ero. . .
quella che sono diventata.
459
SULLO
SCHERMO
SONO MIGLIORATA?
scoprire gli errori nostri e
d'altri dietro ai quali corriamo,
nei
quali
ci
esaltiamo
o
commiseriamo - ci distruggiamo
- ' mettere la scoperta.
Sperando di arrivarci,
a
disposizione. . .
PEGGIOR
FATE T
P
SBAG
Donna - Non date retta a
quelle scritte. E' la parte più
banale di me, che si proietta
su quello schermo.
460
Dunque,
vi dicevo che stavo
rileggendo gli appunti per una
lezione.
D
Beh, si mi piacerebbe essere
già docente. . . No, questa
qualifica è troppo grande per
me,
ora,
forse più avanti,
chissà,
diciamo che mi sono
auto promossa:
M
Ma no! Una buona allieva. . .
Ecco sì. . .
Cercherò di
passarvi quello che ho acquisito
con diligenza.
NON
I
461
Beh, cercherò. . . farò il
possibile di esserlo in questa
occasione. . .
Salita in macchina di colpo non
mi è venuto in mente neanche
un posto dove mi sarebbe
piaciuto andare.
Li ho fatti
passare tutti.
Ho pensato
anche all'estero vado a Parigi.
. . Londra. . . Bruxelles. . .
Dopo un'ora di riflessioni e giri
turistici col cervello,
prendo
tempo e vado in ufficio.
E'
sabato pomeriggio.
Non c'è
nessuno
ne
deve
venire
nessuno.
Sì, nel mio ufficio:
360 metro quadrati,
11
stanze.
Beh,
a parte
questo fatto,
vado nel mio
ufficio.
462
Imprevisto! C'è mio nipote e
un
nostro
collaboratore:
Walter.
"Che fate qui?"
"Nulla. . .
avevamo da
chiudere una storia. . .
stavamo andandocene.
E tu
che fai?" "ho da fare. . . "
Loro se ne vanno.
Mi sono
guardata intorno. . .
Più avanti - dallo schermo che
ripete
fedelmente
le
sue
parole, il pubblico capirà che
si è bloccata,
e che è
arrivata ad una lettura fedele
di quello che è del suo essere
donna-persona.
Via via la
presa di conoscenza,
di se,
attraverso i ricordi.
Sono stati anni di lotte fure,
manifestazioni,
sindacato,
463
licenziamenti,
Vietnam (vedi
biografia),
feste dell'Unita,
e i garofani rossi del P. C. I.
ad ogni prima,
e Togliatti
quando è venuto al Teatro
Eliseo 1962 e l'amicizia con
Amendola e sua moglie, e le
migliaia di compagni che si
conoscevano, e gli spettacoli
per
le
fabbriche
in
occupazione. . . e . . . e. . .
(pezzo manoscritto dietro la
pagina numero 5 inserto 1
Cinzia)
Ma il mio partito era lì,
immobile,
senza
niente
vedere,
capace solo di
sbraitare contro i gruppi che
464
loro chiamavano gruppazzi. . .
di chiedere che "si facesse
luce" ad ogni atto criminale sul
quale la luce già brillava a
denunziare con evidenza il
colpevole. . .
in coda su
tutto,
arrancante
ed
elefantiaco. . . pieno di case
del popolo svuotate di ogni
ideologia. . . senza più una
biblioteca.
.
.
dove
importante
era
"incassare"
fare soldi.
Il tutto con la persuasione che
è inutile sollecitare lo sviluppo
di
una
cultura
proletaria,
giacché non esiste né può
esistere.
"Esiste una sola
cultura, - dicono quelli " che
sanno ", - al di sopra delle
classi. La cultura è una, così
465
come è una la una e uno è il
sole
che
splendono
indifferentemente per tutti
quelli che se ne vogliono e se
ne sanno servire.
Facemmo teatro nelle case del
popolo,
nelle piazze,
nei
bocciodromi,
poi in una
capanna di via Colletta a
Milano, alla famosa palazzina
Liberty,
sempre a Milano,
che
ristrutturammo
completamente e che poi ci fu
tolta.
PROLOGO
Sto uscendo da un periodo di
almeno 15 anni di coma
profondo.
Si,
avete capito
bene.
Coma profondo - in
piedi. 466
Ho
sempre
camminato,
parlato, mangiato, dormito ma ero in coma - e profondo Guardatevi intorno. Ce ne sono
tanti che hanno 'sta malattia,
perché,
di malattia,
si
tratta.
Non li vedete?
Nessuno di voi è in coma?
Com'è il coma profondo?
Che so. . . parli con la gente,
ma non ci sei - non ti accorgi
se c'è il sole o piove - e se
c'è il sole, non te ne importa
niente.
Sorridi, ma senza gioia solo
con la bocca meccanicamente.
Non
c'è
nulla
che
ti
emozionerà,
nulla che ti
squota, che ti interessi, né il
lavoro,
le vacanze,
il
successo,
l'amore.
Niente.
Non ti importa niente di
niente.
467
Il tempo passa e niente
cambia,
niente ti spinge a
fare niente.
Dormi sospesa sul tuo letto tutta tesa Arrivi a pensare alla morte
sempre con più frequenza.
Guardi a lei come all'unica
soluzione dei tuoi problemi.
Ricordo per esempio,
che
cinque o sei anni fa - ad un
certo punto sono uscita da casa
dicendo che stando le cose
come stanno - è secondario
che vi racconti come stessero
- io me ne andavo.
Avevo un gran bisogno di
togliermi
di
torno.
Mi
sembrava
l'unica
soluzione
praticabile,
per allontanarmi
da una situazione che mi
straziava. Sì, sì - il termine
è
grosso
ma
dovete
468
abituarvi, altri ne sentirete.
E
anche
ora
riguardando
indietro. Anche se mi dico che
sbagliavo
ad
estremizzare
tutto
non
trovo
altro
vocabolo per descrivervi il
momento - Sì.
Ero proprio
straziata. "Me ne vado - me
ne vado - via via. Per carità.
"
Apro un flacone dopo l'altro.
Mi sono presa una farmacia
intiera con lo spazzolino da
denti, mucchietti di pastiglie
uno dopo l'altro, ben divise,
colore per colore. Riempio con
metodo, né troppo poche, né
troppe. Non adagio né troppo
in fretta.
Una scodella
d'acqua e via a mandare giù.
Carta e penna:
tenere il
conto. E 5 più - 5 più 8 - più
10+10, ne ho già ingerite 38;
469
devo superare il cento.
Con
cento è fatta.
Forza,
ora
15.
Forza - mi viene da
vomitare - ancora 15.
E'
meglio che mi stenda.
Non
voglio
cascare
per
terra.
Lunedì
si
riapre
l'ufficio.
Penso alle persone che lavorano
qui.
Non me ne importa
niente. Di nessuno m'importa.
Non sentivo niente.
Ancora
una manciata. Che fatica. Mi
stendo.
Chiudo gli occhi.
Non ricordo nessun "ultimo
pensiero". Più di una volta, in
questi anni di coma ripensando
a quell'ultimo momento di
lucidità,
quando
con
determinazione
ho
ingoiato
l'ultima manciata, a quello che
non sono riuscita a portare a
termine,
ho provato una
470
stretta al cuore. Ora, fuori
dal coma - se penso a quei
momenti - agli infermieri che
mi hanno portata di sotto stesa
in un lenzuolo.
"21 battiti,
sbrighiamoci" "Quante ne hai
prese?
Quante?"
Qualcuno
urla. Dormo - svengo - sono
sveglia - voglio morire - Non
so se lo grido o credo di
gridarlo. E poi vomito - e mi
fanno bere - e vomito eccetera eccetera.
Bene, se penso a quei momenti
- lì - io oggi - beh - non mi
sembra possibile averli vissuti.
Oggi - che il coma è finito Io quella là? Io volevo morire.
Che scema!
Non sono stata normale per
anni. Zitta. Non parlavo più.
Zitta - anche se parlavo seria anche se ridevo. Senza
471
amore
per
niente.
Per
nessuno. Solo quel trascinarmi
nelle cose senza entusiasmo.
Senza esserci - fino "al fondo"
di qualche mese fa.
Per giorni sono stata a pensare
al modo migliore per uccidermi.
All'estero senza documenti.
Pastiglie;
Macchina-benzina;
Overdose-eroina;
vene
tagliate-bagno;
Fon-bagno.
Niente mi andava bene. Volevo
morire ma non trovavo nessun
mezzo che mi soddisfacesse.
Sfinita, dopo sette films visti
in cinque ore, mi sono presa
un libro dei 20 che mi ero
portata appresso con un titolo
assai lontano da quello che mi
sentivo addosso:
La coppia
amorosa.
La sfida delle
relazioni umane.
472
Le prime venticinque pagine le
ho lette senza fare attenzione
ad una sola parola.
Come?
Torna da capo.
Rileggere.
Pagina 50 e 100.
E:
E'
finito. Da capo, subito. Ma
chi è questo? Che ha scritto
ancora? Comprare.
Leggere.
Rileggere.
Sbagliato.
Tutto sbagliato.
Ho sbagliato tutto.
Da capo.
Ricominciare da
capo.
Chi sono? Come mi chiamo?
Nome,
cognome,
coniugata.
Figli uno.
Cosa faccio? Da
dove vengo dove voglio andare.
Ricominciare. A. E. I. U. O.
A. B. C. D. E. F. G. . . MAM.
. . MA. . . mamma. . . papà.
. scuola.
Chiesa.
Dio.
Comunismo.
Sole.
Terra.
Vento. Mare. Amore. IO.
473
IO. TE.
Io e Te. IO e
NOI. NOI. NOI. A. E. I.
O. U.
IO.
IO.
NOI.
AMORE.
Nome.
Cognome.
Sesso. IO
LA CHIACCHERATA
PROCESSO
LUOGHI DEPUTATI:
TRIBUNALE
O
IL
UN
L'INFINITO:
Così viene chiamato il fondale
azzurro
chiaro
che
gira
tuttintorno al palcoscenico) nel
quale
LA
DONNA
agirà
rivolgendosi direttamente al
pubblico. Che porterà via via,
474
L
L
dall'analista, o al tribunale e
viceversa.
Nell'infinito,
la
donna
commenterà e denuncerà via
via i fatti.
Interpellerà il
pubblico,
con
domande
precise.
Ed esigerà risposte
precise.
Per agevolare il
dialogo
si
avvarrà
della
collaborazione di
attori e
attrici compresi in platea tra il
pubblico.
LO STUDIO DELL'ANALISTA:
La nostra donna c'è andata
controvoglia. Non ha fiducia.
Mentre parla,
su di uno
schermo vengono proiettati i
suoi
pensieri:
l'esatto
contrario di quanto va dicendo.
Mente su ogni cosa. Pensa al
costo dell'analisi. Quanto sta
475
spendendo,
all'ora,
quanto
spenderà in un anno. Ecc.
Sente l'inutilità di quanto sta
facendo.
Si ripromette di
smettere. Ma ogni 3 giorni è
lì,
come tossicodipendente
dell'ora di protagonismo che si
regala. L'ORA in cui esiste in
cui c'è.
Più avanti - dallo schermo che
ripete
fedelmente
le
sue
parole, il pubblico capirà che
si è bloccata,
e che è
arrivata ad una lettura fedele
di quello che è del suo essere
donna-persona.
Via via la
presa di conoscenza,
di se,
attraverso i ricordi:
1) Violentata dal padre a 10
anni.
Violenza
che lei,
credeva legittima,
in quanto
pensava "è mio padre, se l'ha
476
fatto vuol dire che è naturale,
che
doveva
farlo.
Ha
accettato
la
violenza
del
padre, come la varicella, la
scarlattina,
le mestruazioni.
Nessun trauma, è mio padre,
mi vuole bene. DA LUI male
non me ne può arrivare. Solo
più tardi, capirà l'errore di
valutazioni.
Ma ancora oggi
non sa che peso quella violenza
abbia avuto sulla sua vita.
2) Studiato con indifferenza
per la promozione: diplomata?
Laureata? Studiato con grande
curiosità e letto tutto (si fa
per dire) per un suo bisogno di
sapere.
Si è specializzata,
(diciamo fissata?) sulla vita dei
filosofi,
ed ha elaborato
alcuni concetti filosofici a suo
uso e consumo. Per la verità
477
scoccia anche gli altri,
ma
alcune volte se ne trae anche
un buon profitto per l'anima.
Ha fatto suo una tra le regole
più strane osservate dalla
"setta"(scuola)
fondata
da
Pitagora: NON MANGIARE LE
FAVE.
Questo
è
il
"comandamento" più bizzarro
del
catechismo
pitagorico.
Aristotele dice che era per via
di una qualche rassomiglianza
con l'organo maschile, da ciò
diciamo che Pitagora doveva
essere un gran bigotta. E qui
a questa versione (spiegazione)
che la nostra donna si attiene:
se un pensiero così,
ripeto
"bizzarro", astuto è diventato
un "comandamento" di una
scuola filosofica fondata da
Pitagora,
un presocratico,
vissuto secoli e secoli A. C. ,
478
beh,
qualchecosa deve pur
significare.
3) Sposata, con amore,
perché ci si sposava tutte.
ma
4)
Avuto
figli,
non
particolarmente desiderati, né
programmati perché così era
sempre stato.
5) Vissuto la vita senza
coscienza alcuna.
Abortito senza riflessione.
Non desiderato niente di
particolare.
Tutto quello che ha è
"NONOSTANTE LEI"
6) Sofferto come tutte.
Subito come tutte.
Pianto come tutte. E CHI
PIU' NE HA PIU' NE METTA
479
Ribelle come tutte.
Sul grande schermo scritto in
diverse dimensioni appare a
questo punto del dialogo con
l'analista:
abbiamo piccoli stacchi e ci
troviamo
in
Tribunale
al
PROCESSO.
TRIBUNALE:
E' un processo che la nostra
DONNA vuole.
E' molto incerta.
Chi vuole processare? "La
Società?
L'educazione?
La
famiglia? La madre. . . " Non
mi ha mai detto niente. Mi hai
insegnato l'onestà facendomela
vedere con la sua vita.
La morale o il moralismo?
Cos'è il SESSO? Nessuno me
ne ha mai parlato.
Il padre. Amico? Nemico? Gli
amici? Il marito? I figli? E'
480
confusa.
Lentamente
progredisce nell'inchiesta, nel
domandarsi e alla fine il
processo lo chiede per lei.
E' lei che si accusa.
"Ho vissuto come una capra.
Ho accettato tutto pensando,
seguendo i mille luoghi comuni
che la società ti dà con la
prima poppata.
Voglio essere processata e
condannata per non essere
riuscita,
nonostante l'essere
stata militante politica, forse
anche
un'avanguardia
femminista,
piena di ottime
teorie per le altre e minima
pratica
verso
me
stessa.
Ribellioni e una presa reale di
coscienza . E qui escono tutti
gli errori di una donna della
mia generazione.
Errori che
forse potranno servire per un
481
miglioramento
della
qualità
della
vita.
Scelte
programmate, meditate, ecc.
DIO:
il primo maschilista.
(voluto
inventato dagli uomini)
Eva
tentatora
peccatrice.
Perché non Adamo?
Mosè sul Monte siani:
Le
tavole
I comandamenti
NON
DESIDERARE
LA
DONNA D'ALTRI (Siamo fin
da allora OGGETTI.
Non desiderare l'uomo d'altri:
undicesimo comandamento.
Nell'etica della nostra vita ci
vorrebbe.
I FIGLI
L'unica cosa che non può fare
l'uomo sono i figli.
NOI POSSIAMO CREARE UN
INDIVIDUO.
482
DICI NIENTE?
Che uso ne facciamo di questo
potere divino?
Troppo spesso è un potere
male usato.
E quando ci separiamo, i figli
non sono spesso usati come
materia
di
ricatto?
Cosa
pagano i figli per i nostri
errori?
LISISTRATA:
Uomini volete
la guerra? Niente amore.
DONNA OGGI:
creare una
creatura umana è un miracolo.
Ho questo potere io, solo io.
Smettiamo di fare figli per
almeno tre anni. Ragionamoci
bene sopra a 'sta incredibile
ricchezza che solo noi possiamo
elargire.
Valutiamone
il
profondo significato, poi, con
le idee finalmente chiare,
riprendiamo a far miracoli,
483
facendo ben sentire all'uomo
che è un miracolo al quale sta
assistendo. Così finalmente le
donne saranno rispettate. Se
non
altro
durante
la
gravidanza.
L'ABORTO
I contraccettivi nelle scuole.
L'educazione
sessuale.
Abortire è un trauma.
Non
puoi abortire come andare dal
parrucchiere,
con la stessa
facilità.
Come ti senti dopo che hai
abortito? Ti rimane addosso
qualcosa? La prossima volta
che farai?
IL MATRIMONIO
Tutti ne parlano male e tutti ci
si rompono la testa. L'uomo
484
che
hai
sposato
ragazzo
(giovane) quasi sempre, poco
ha in comune col vecchio
signore che hai al fianco, con
cui hai diviso la vita, gioie e
dolori.
Nonostante questo ti
ostini,
per via della prima
poppata piena di ideologie
sbagliate a vivergli accanto. A
QUALSIASI COSTO.
Ovunque in tutti questi anni ho
ascoltato discorsi di donne
disperate,
la canzone è
sempre la stessa. La storia di
Medea si ripete nei tempi,
uguale,
a qualsiasi classe
sociale
tu
appartenga.
L'IDENTICA
CANZONE,
raccontata,
tra lacrime,
o
freddamente, o con rabbia o
con rassegnato dolore, o su di
un letto,
dopo un tentato
485
suicidio, o in casa di cura se
sei ricca, in manicomio se sei
povera. Sono storie di anni di
umiliazioni, di tentativi di ogni
tipo.
"Sta invecchiando. . .
sono gli ultimi colpi" e poi ti
accorgi che non sono gli ultimi,
né saranno i penultimi.
Stai
zitta, e aspetti. Gridi, e
aspetti.
Ti allontani,
e
aspetti.
Ma cosa cazzo
aspetti?
Cos'è che ti schiaccia? Cos'è
che t'ha cancellato il sorriso?
Cos'è che ti ha messo la faccia
a lutto? Cos'è che ti ha
convinta che sei morta? Perché
non dormi,
perché pensi,
perché
sei
fissata?
Sei
fissata? SEI FISSATA.
Che
meccanismi
sono?
L'orgoglio,
paura
della
486
solitudine?
I
soldi?
LUI?
L'AMORE? L'AMORE?
Ma dai, guardalo bene, porta
gli anni meno bene di te. E'
ancora divertente,
spiritoso,
affascinante come 20, 30 anni
fa? I programmi televisivi chi li
sceglie? Il peso delle cose più
noiose sulle spalle di chi, è
appoggiato?
Com'è
la
tua
giornata con lui? Le tue
serate, le tue notti? Cosa vi
dite ancora? Cosa ti dà?
Analizza, analizza.
T'ho umiliata? Quante volte?
Qual'è l'ultima volta? E il
rispetto? Dove lo metti?
E noi come siamo? Come siamo?
Migliorate
col
tempo,
peggiorate.
La vera differenza tra un uomo
e una donna redo consista in
questo: le donne conservano un
487
po' più dell'uomo,
il senso
dell'onestà, (non tutte) della
giustizia,
dell'integrità.
Siamo soggetti morali,
(non
tutte) e a volte purtroppo solo
moraliste.
All'uomo è stata
inculcato,
sempre con quella
prima fatale poppata,
il
piacere per la lotta, la lotta
con
qualsiasi
mezzo
per
ottenere,
raggiungere,
impossessarsi del POTERE.
Il POTERE è comando, forza,
denaro.
FASCINO. BELLEZZA. Tutte
QUALITA' privilegi che ti
derivano dal potere.
IL POTERE ti procura tutto ciò
che
il
POTERE
PUO'
PROCURARTI.
Con il potere
che ti balla intorno anche
ne vorresti un po'? No? Essere
donne
continua ad essere
488
difficile, e nel cammino della
vita (è con rammarico,
che
sono costretta a riconoscerlo)
ti senti con
un fatto che
sicuramente,
dopo
il
turbamento che ti procura, ti
lascia
amarezza
e
sconvolgimento addosso, cioè,
la scoperta,
che le tue
difficoltà
di
vita,
di
sentimenti, le tue insicurezze,
dipendono
sì da
come
è
strutturata la società,
dagli
uomini,
da quello che ci
aspetta da te, ecc. ecc. ma
dipendono anche da altri essere
come te, anime del tuo stesso
sesso.
Sì,
amarezza
e
sconvolgimento.
La donna è
troppo spesso,
la maggior
nemica della donna. Nel lavoro
e nella vita.
489
Giovani o vecchie, interrogate,
provate ad interrogare. Quasi
tutte,
fottute da un'altra.
Sì,
c'entra anche lei,
ma
vero è che l'amore uomo lo fa
quasi sempre con una donna.
O giovane come te, o molto
molto più giovane di lui. E tu
stai a guardare.
Si fa per
dire.
Naturalmente storie di questo
tipo si verificano quando il lui,
è un vero LUI. Se è giovane
va benissimo, ma andrà ancor
più bene,
se il LUI in
discussione è senza giovinezza,
è adulto,
è vecchino,
o
vecchio.
L'impegno,
per la
giovane in questione,
sarà
minimo.
In tutti i sensi.
Intendiamoci,
può
anzi
dovrebbe essere pesantissimo,
ma buone prospettive, vuoi di
490
vita, vuoi sociali, artistiche
possono allegerirlo assai, come
peso.
E tu stai a gurardare. Hai una
conoscenza della storia,
di
quello che passa, del senso di
quello che sta accadendo. TU
SAI GIA' TUTTO. PERCHE'
E' IL RIPETERSI,
del
ripetersi,
del
ripetersi.
Aspetti,
ed
a
volte
inutilmente.
Non succede
nulla, o succede proprio quello
che tu non vorresti.
L'unico pensiero che ti deve
dare
un
minimo
di
è che anche tu sei stata
giovane, e anche la giovane di
oggi, con fortuna, o senza
fortuna,
(a volte non basta
sposare
uno
scrittore
importante per scrivere un
buon
romanzo,
vedi
491
MORAVIA; o darsi ad un
pittore,
sempre importante,
per dipingere un bel quadro
ecc. ecc. Come a dire che se
hai doti, certo con l'uomo di
potere,
puoi correre nella
carriere, ma se non hai nella
testa le cose giuste. Sembra
che tu. . .
ti sembra di
correre,
ma non appena ti
fermerai per riprendere fiato,
voltandoti indietro,
scoprirai
di aver perso per strada
qualcosa che sarebbe stato più
importante tenere,
e ben
stretto. )
La giovane che oggi ti mette
pesantemente davanti alla tua
età,
alla
tua
realtà,
diventerà
vecchia,
esattamente come sei tu ora.
E questo uomo,
che tu
presuntuosamente hai creduto
492
tuo,
guardalo:
che non si
vede
per
quello
che
è
realmente,
abbarbicato
ciecamente alle sue illusioni.
TESTO CON LA LAVAGNA
LUMINOSA
.
ALL'ENTRATA IN PLATEA A
TUTTI
GLI
SPETTATORI,
VERRÁ
CONSEGNATO
UN
BLOCCHETTO
ED
UNA
MATITA.
All'alzarsi del sipario troviamo
in controluce una donna seduta
davanti ad una scrivania, sta
leggendo alcuni fogli.
Gli
effetti
luce
durante
il
susseguirsi degli avvenimenti, i
cambi di luogo e situazioni
saranno indispensabili.
La
493
donna interpreterà via via i
vari
personaggi
che
distingueremo con prima donnaseconda donna,
magistrato,
ecc. Indispensabile, in certi
momenti il cambiamento di luce
e
accompagnamento
di
chitarra. Sul fondo scena, un
grande
schermo
sul
quale
appare una scritta dopo un
minuto dall'inizio. :
Buonasera a tutti.
Non innervositevi se non parlo.
Sto zitta per voi.
Vi voglio regalare
istante di silenzio.
Rilassatevi.
vostro agio.
494
qualche
Mettetevi
a
ASSAPORATE
MERAVIGLIA
"SILENZIO". . .
LA
DEL
INTANTO
CHE
VOI
ASCOLTATE IL SILENZIO. .
.
Io riguardo gli appunti per la
lezione che vi terrò. . . tra
qualche istante.
Ora incomincio.
(Luce piena)
I Donna:
Buonasera.
Lo
spettacolo di questa sera,
poco ha a che fare col teatro,
anzi, non è né spettacolo né
spettacolare. Vorrei stare con
voi il tempo che ci pare. . .
(non quello che ci servirebbe. .
495
. sarebbe troppo. . . Quando
siete stanchi, non temete di
dirmi
"Basta".
Non
mi
offendo.
Ce ne andiamo e
buona notte a tutti).
Dicevo
vorrei stare con voi
per
cercare di ritrovare insieme,
qualcosa che a mio avviso è
andato
perduto
in
questa
nostra vita che va sempre più
di corsa. . .
dove non c'è
rimasto quasi niente, né per i
sentimenti. . .
né per noi
stessi, né per gli altri. Ho
messo insieme storie di donne e
di uomini. . . tragitti collettivi
e personali. . .
avvenimenti
politici. Sono partita da una
grande analisi dei
miei anni
passati,
dei miei problemi,
guardando quella che ero. . .
quella che sono diventata.
496
(Sullo
schermo
scritta)
appare
la
MIGLIORATA?
PEGGIORATA?
I Donna- Non lo so. Quello
che m'importa,
è tramite
avvenimenti, banali, comuni o
insoliti,
miei e di altri,
"scoprire" gli errori dietro ai
quali corriamo,
nei quali ci
esaltiamo o commiseriamo, ci
distruggiamo! Se ci riusciremo,
metteremo
la
nostra
"scoperta", a disposizione. . .
(Mentre a squarciagola una
voce fuori campo ripete quanto
visualizzato,
sullo schermo
appare: )
497
FATE
TESORO
DELLE
ESPERIENZE ALTRUI!
(Altra voce fuori campo)
Posso tenerne conto. . .
MA
ANCH'IO
VOGLIO
SBATTERCI LA TESTA!
(Altra voce cretina)
SBAGLIANDO S'IMPARA!
I Donna - Non date retta a
quelle scritte. E' la parte più
banale di me, e anche vostra.
. . che si proietta su quello
schermo.
Fate
molta
attenzione con i pensieri. . .
tutto può finire lì.
Dunque,
vi dicevo che stavo
rileggendo gli appunti per una
lezione. . .
498
(Voce presuntuosa a sfottere)
DOCENTE IN AMORE?
I Donna- (al pubblico) Chi l'ha
pensato?
Anche
se
mi
piacerebbe questa qualifica è
troppo grande per me ora. . .
forse più avanti, chissà. Tra
qualche anno. Diciamo che mi
sono auto-promossa. . .
(c. s. ) MAESTRA IN AMORE?
I Donna- Ma no! Una buona
allieva. . .
questo sì. . .
Cercherò di passarvi quello che
ho acquisito e analizzato con
diligenza.
NON
SEI
MAI
STATA
DILIGENTE
IN TUTTA LA TUA VITA.
I Donna- (Al pubblico) C'è una
madre qua intorno? Per fortuna
499
mamma! ! (cambia tono) Ma in
questa occasione cercherò. . .
di esserlo. . .
farò il
possibile. . .
No,
maestra d'amore è
troppo. . .
(c. s. ) MAESTRA DI VITA?
I Donna- Sì, modestamente. .
. Alla mia età. . . qualcosa
ho imparato.
Forse può
andare. . . oppure. . .
(c. s. ) "Corso d'amore. . . "
. . . . e dillo che non ne puoi
più!
(Sullo schermo si susseguono,
molte scritte uguali con diversi
caratteri,
sulle quali ne
primeggia una: )
500
OK.
VADA PER IL CORSO
D'AMORE
I Donna- (Indica la proiezione)
Mi
fa
piacere
sentirvi
d'accordo con me. . . e se
non
sbaglio,
interessati.
Dunque
cominciamo:
(dà
un'occhiata ai fogli). Un certo
Leo Buscaglia (molti dicono che
sia un coglione. ) nel 69 a S.
Francisco,
decide di dare
inizio ad un corso sperimentale
gratuito
all'università
di
Barkley(?):
"Corso d'amore".
Siamo nel '92 e il suo discorso
è attualissimo. Forse non è un
coglione.
(sullo schermo leggeremo - Leo
Buscaglia -)
E' da lì che ho preso lo spunto
"Sì, sono tutto amore, e non
me ne vergogno. Ho un unico
501
messaggio e posso fornirvelo
seduta stante.
Viviamo in
un'epoca
che
comincia
realmente
ad
esortarci
a
cogliere i significati della vita.
Ci andiamo abituando ad una
nuova
nomenclatura.
"condizionamento"
"forme
e
modifiche del comportamento"
"ciò
che
è
necessario
rafforzare"
"ciò
che
è
rafforzato"
e
che
probabilmente determinerà il
comportamento.
Per
rafforzarci ci serviamo del
denaro,
delle
campagne,
dell'elettroshock,
e perfino
dei dolciumi. Quando qualcuno
si comporta nel modo giusto gli
ficchiamo una caramella in
bocca.
Il mio messaggio odierno è: la
miglior caramella del mondo è
502
un essere umano,
caldo,
palpitante, che non si scioglie
affatto. Quella chicca, sei
TU. " (SPARISCE LA SCRITTA
BUSCAGLIA)
Come si fa a diventare un
essere umano,
palpitante?
Vorrei
essere
"la
miglior
caramella del mondo".
Ma
come?
La strada è lunga. Coraggio,
facciamola di corsa.
(schermo)
INTERROGATIVI
interrogati.
Interrogati.
Interrogatiiii! ! !
Qual'è stato il nostro rapporto
con i nostri padre e madre?
Qual'è quello con i nostri figli?
Come siamo cresciuti?
503
1) Quale rapporto abbiamo
avuto col padre e la madre?
Abbiamo"parlato" con loro?
"Parliamo" con i nostri figli?
Il figlio è quella cosa alla quale
si mette il golfino se la mamma
sente freddo, o lasciamo che
sia lui a dirci,
mamma ho
freddo e gli crediamo se dice
d'aver caldo?
Come siamo cresciuti?
Abbiamo ricevuto "onestà" dai
nostri padre e madre?
Come cresciamo i nostri figli?
Siamo "onesti" con loro?
SCUOLA
Come sono
"insegnanti"?
PALLOSI?
504
stati
i
nostri
REAZIONARI?
INTELLIGENTI,
Hanno influito sulla formazione
del nostro carattere? Nella
nostra vita?
TANTO?
POCO?
Ne ricordiamo qualcuno?
SI?
NO?
PERCHÈ?
AMICIZIA
Esiste? Sì, esiste. Abbiamo
amici? Teniamo all'amicizia?
NOI
505
Come
siamo?
Come
ci
giudichiamo? Come stiamo tra
la gente? Cos'è la gente per
noi?
Ci importa degli altri? Amiamo
gli altri? Quanti ne amiamo?
Amiamo i pranzi di Natale, i
pic-nic?
AMORE
Nel rapporto con l'altro sesso,
come sei? Timida, sfacciata,
intraprendente, esigente, ti
accontenti. . . ecc.
Come
preferisce
la
luce:
accesa, spenta?
VITA
Ti senti una persona libera?
"Liberata"?
Siamo
riusciti
ad
essere
"magnifici" qualche volta?
506
Qualcuno ha detto che ognuno
di noi vive nel seminterrato
della propria anima? E' vero?
Dov'è
il
seminterrato
dell'anima? Sotto i piedi? I
piedi di chi? Anche sotto ai
tuoi? Abbiamo permesso a
qualcuno di ridurre un essere
umano, "noi", in poltiglia?
Quante volte? Almeno una!
POLITICA
Che peso ha la politica nella
tua vita? Fai politica? Ragioni
con la tua testa o deleghi?
Chi
deleghi?
I
nostri
"sgovernanti"?. . . il marito,
il figlio, la moglie, il vicino di
casa, il capoufficio. . . il. . .
il. . il. . .
507
Siamo, forse, così deboli che
uno
può
manipolarci
come
vuole? I governanti, il marito,
la moglie, il figlio, il vicino di
casa, il. . . Perché?
Perché la gente (me compresa)
accetta tutto? Perché lasciamo
fare?
Perché accettiamo di fare le
code per sapere quali siano gli
"estimi" da pagare? Siamo
pazzi?
Perché dopo una tragedia, che
so,
la morte brutale di un
figlio poliziotto o un altro
morto,
permettiamo
che
qualche cronista televisivo col
pelo sullo stomaco ci chieda:
"Quando ha saputo che suo
figlio è saltato per aria cosa
ha provato signora?" Com'è che
la signora non tira un calcio
nella pancia
del
cronista?
508
Perché non gli salta addosso e
lo strangola ficcandogli le dita
negli occhi? Perché?
Perché non insorgiamo tutti?
(proiettato
sullo
schermo
appare: Buscaglia)!
L'essere
umano è la cosa più strepitosa
del mondo,
dobbiamo però
riscoprire
l'arte
di
saper
ridere.
Abbiamo creato il tempo.
Dopo di ché ne siamo diventati
schiavi.
Le parole congelano la realtà.
Etichettiamo.
Quanti bambini non hanno
ricevuto
un'adeguata
educazione perché prima o poi
durante l'infanzia ci si è
premurati di etichettarli:
è
uno stupido,
un ritardato
mentale ecc.
509
Le etichette allontanano gli
uomini,
li distolgono gli uni
dagli altri. Negro. Che cos'è
un negro? Mai conosciuto due
negri uguali in vita mia. Sa
amare? Sa soffrire? E' bello,
felice? La sua famiglia? Sa
dare qualcosa agli altri? Sono
queste le cose che contano e
non che sia negro,
povero,
ricco.
(Sparisce la scritta Buscaglia)
Mi viene un dubbio:
che il
responsabile
ultimo
della
situazione tragica a cui siamo
arrivati,
non sia Andreotti,
ma siano le nostre insicurezze,
il nostro accettare, il nostro
subire.
DA CAPO.
RICOMINCIARE DA CAPO.
510
Chi sei? Chi sono? Come mi
chiamo? Nome,
cognome,
coniugata. Figli? Cosa faccio?
Da dove vengo dove voglio
andare. Ricominciare da capo.
A. E. I. U. O. A. B. C. D.
E. F. G. . . MAM. . . MA . .
. mamma. . . papà. . scuola.
Chiesa. Dio. Oddio! Odio! . .
. Comunismo. Sole. Terra.
Vento. Mare. Amore. IO.
IO. TE.
Io e Te. IO e
NOI. NOI. NOI. A. E. I.
O. U.
IO.
IO.
NOI.
AMORE.
Nome.
Cognome.
Sesso. IO
(si abbassa la luce appare la
Scritta su Schermo)
LUOGHI DEPUTATI:
LO
STUDIO DI UN ANALISTA
UN TRIBUNALE
511
L'INFINITO!
LA CASA. . .
LA STRADA. . .
Donna- (a commento di ogni
scritta, con tono di voce alto,
ma impersonale) L'INFINITO:
Così viene chiamato il fondale
azzurro
chiaro
che
gira
tutt'intorno al palcoscenico nel
quale la protagonista della
nostra storia agirà, enuncerà,
commenterà e denuncerà i
fatti della sua vita, si avvarrà
della
vostra
collaborazione,
interpellandovi con domande
precise.
Ed esigerà risposte
precise.
Se proprio non ve la sentite di
parlare,
d'intervenire,
per
insicurezza,
per timidezza,
512
scrivete le risposte,
parlate
dei
vostri
problemi
sul
blocchetto che vi è stato
consegnato all'ingresso. . .
Di volta in volta sarà lo studio
dell'analista, o il tribunale o
la casa, o la camera da letto.
. . o la strada. Alla vostra
intelligenza scoprirlo. Non vi
posso dire tutto.
(Sullo schermo appare: )
STUDIO DELL'ANALISTA
La nostra donna c'è andata
controvoglia dall'analista. Non
ha fiducia.
Mente su ogni cosa e pensa: "
80 mila a seduta, tre sedute
la settimana, 240 mila. . .
960 mila. . .
Al mese?
L'anno?. . . Quello che faccio
non mi servirà a niente. . .
513
devo smettere. . .
sì,
è
l'ultima volta".
Ma ogni 3
giorni
è
lì,
come
tossicodipendente "dell'ora di
protagonismo" che si regala.
L'ORA in cui esiste,
in cui
c'è.
"Coraggio signora. . . mi dica,
lei si sente o non si sente
amata.
.
.
Qual'é
l'indispensabile
potenziale
d'affetto di cui ha bisogno?
"Ho sempre avuto un morboso
bisogno d'amore. "
Da piccola, avevo un 5,
6
anni e per attirare l'attenzione
dei miei, ho rovesciato qualche
goccia d'inchiostro rosso nel
mio vasino della pipì. La mia
mamma, sconvolta. . . mio
dio, s'è sviluppata a sei anni!
. . . No, no, forse è un
fatto renale,
chiama il
514
dottore,
chiama il dottore,
tutti gridavano, piangevano. .
.
mi
accarezzavano,
baciavano. . . Felice di tanta
attenzione ho tirato fuori la
bottiglietta d'inchiostro rosso.
. . hanno capito. . . m'è
arrivato un ceffone dalla mia
mamma,
che ogni volta che
sento l'odore dell'inchiostro,
mi tocco una guancia.
Meno male che hanno inventato
le biro!
515
Sono stata violentata da mio
padre a 10 anni,
una volta
sola. Dico, "violentata", ma
il termine è errato.
Più giusto dire: "Ho avuto un
rapporto sessuale con mio
padre, senza nessun trauma,
senza capire quello che mi
stava capitando.
Ripeto,
avevo 10 anni. Volevo molto
bene a mio padre e lui voleva
molto bene a me. Troppo. . .
Non c'è stata violenza alcuna.
. . non pensavo fosse "male",
solo da adulta ho capito tutto
l'orrore di quell'atto:
una
terribile violenza alla mia
innocenza.
Molte volte ci ho pensato da
grande.
Allora,
in quel
momento
forse
incoscientemente,
mi son
detta:
"E' mio padre,
mi
516
vuole bene, da lui male non me
ne può arrivare. E' mio padre,
se l'ha fatto vuol dire che è
naturale,
che doveva farlo.
L'ho
accettata
come
la
varicella,
la scarlattina, le
mestruazioni.
E' mio padre.
E non ci ho pensato più. In un
attimo
avevo
rimosso,
cancellato tutto.
E chi si
ricorda della varicella,
del
morbillo? (SCHERMO)
517
"I
PRIMI RAPPORTI
SESSO. . . DOPO?"
DI
"Ma. . . non ricordo bene. . .
La prima volta è stato con un
ragazzo che veniva a scuola
con me. . . no, non della mia
classe. . più alto. . . Ricordo
solo che cercava con tutte le
sue forze di ficcarmi la lingua
in bocca. . . che mi veniva da
vomitare. . . mi strizzava un
seno. . . e che mi spingeva
qualcosa di duro contro il pube.
. . Ero preoccupata. . . Ma
cos'ha
lì.
.
.
una
bottiglietta?. . No, forse è
una zucchina o un cetriolo. . .
Ma perché,
mi spinge 'sto
cetriolo contro il pube e fa ah,
ah? Forse è pazzo.
Non ho più permesso che mi si
avvicinasse. Ho avuto il pube
518
tumefatto per giorni.
Poi
un'altra volta la stessa storia.
. .
Non mi capacitavo che
tutti
i
ragazzi
girassero
sempre con una zucchina nelle
mutande. Avrei avuto piacere
di scoprire il perché, ma non
sapevo a chi chiedere. Poi le
mie amiche una sera d'agosto
parlottavano. .
si era al
mare: "Lui è venuto, ci siamo
baciati,
poi lui è venuto. "
"Come - faccio io - è venuto,
poi vi siete baciati e lui è
venuto.
Venuto dove se era
già lì.
Sarà andato. " "Che
scema, sei proprio una scema!
" e mi hanno spiegato tutto, e
l'amore,
e il sesso e come
nascono i bambini! Un trauma
volevo morire. !
Sono stata in confusione per
una settimana.
Che nessuno
519
maschio mi venisse più vicino
con il suo cetriolo. . . che poi
magari resto incinta.
Avevo
14 anni. ( inserire il pezzo sul
sesso di quando era adulta)
I Donna - Studiato con
indifferenza per la promozione:
diplomata? Laureata? Fa lo
stesso.
Sulla filosofia ha
elaborato
alcuni
concetti
filosofici a suo uso e consumo e
alcune volte ne trae anche un
buon profitto per l'anima. Ha
fatto suo una tra le regole più
strane
osservate
dalla
"setta"(scuola)
fondata
da
Pitagora:
II
Donna
(infervorata) NON MANGIARE
LE FAVE.
Questo è il
"comandamento" più bizzarro
del
catechismo
pitagorico.
Aristotele dice che era per via
di una qualche rassomiglianza
520
con l'organo maschile, da ciò
diciamo che Pitagora doveva
essere un gran bigottone. I
Donna E qui a questa
versione (spiegazione) che la
nostra donna si attiene:
II
Donna - se un pensiero così
"bizzarro",
astruso
è
diventato un "comandamento"
di una scuola filosofica fondata
da Pitagora, un presocratico,
vissuto secoli e secoli A. C. ,
beh,
qualchecosa deve pur
significare.
(Istintivamente
avevo ragione,
col cetriolo,
ma. . . )
I Donna - Sposata,
ma
perché ci si sposava tutte.
Avuto
figli,
non
particolarmente desiderati, né
programmati solo perché così
era sempre stato. La nonna,
521
la madre, la vicina di casa. .
.
Vissuto la vita senza desideri
particolarmente
eccessivi.
Sofferto come tutte.
Subito come tutte.
Pianto come tutte.
Ribelle come tutte.
II Donna - "Oddio, quando?"
I Donna - La sua colpa più
grave?
II
Donna
"Nonostante
blaterassi nel far politica,
convinta d'avere la verità in
tasca,
non ho mai avuto la
forza di "scegliere" per me.
(Sullo schermo)
MICIDIALE! ! !
PERCHÈ?
APPARE-SCOMPARE-APPARE
522
PERCHÈ -PERCHÈ
PERCHÈ -
-PERCHÈ -
II Donna - Non lo so.
"Sì, ma dopo che lui. . . "
"Zitta. "
"Ho tentato di uccidermi! "
"Ah brava. Per il rimorso?"
Quando ho avuto la certezza
che mio marito faceva sul serio
con una ragazza di 37 anni. . .
più giovane di lui. . . che si
faceva vedere in giro. . . che
frequentava gli amici comuni
che "attenti a non fare gaffe,
che stasera arriva la moglie ho
fatto il giro delle farmacie di
Milano. . .
una bustina per
volta, e Veronal e Veramon e
Gibalgina e Optalidon. . . poi
sono andata da lui e gli ho
523
detto che partivo.
"Dove
vai?. . . " "Non so. . . .
"
"Ma perché te ne vai. . . io ti
amo. . . tu conti più di tutti
al mondo. . . " "Sì.
Ciao".
Sbatto la borsa con tre cose
dentro - in macchina - e vado
. Duecento metri dopo - mi
fermo - Poi riparto - poi mi
rifermo.
- Penso a tutti i
posti che conosco - alla città alle persone amiche - Penso.
Senza accorgermene mi trovo
in ufficio.
Nel mio ufficio.
Non ho più voglia di andarmene
da nessuna parte.
Non c'è
luogo né persona che mi attiri.
Nulla che senta amico. Vuoto
totale.
Penso a "lui", che sicuramente
ha già telefonato alla ragazza
del momento:
Maria, Stella,
524
o. . . non mi ricordo più. . . :
"E' partita puoi venire".
Tolgo dalla borsetta tutto
quello che ho,
libretti degli
assegni, chiavi di casa, della
cassaforte. Non mi viene da
scrivere niente.
Mi sento
come una casermona popolare
di trecento appartamenti con
nessuno dentro. . . e nessuno
che suoni il campanello.
Ho tolto dal cartoncino. . .
tutte le mie pastiglie. . . ne
ho fatto un bel mucchietto
davanti a me.
Ho preso una scodella,
l'ho
riempita d'acqua ne ho messe
tre in bocca e giù a bere.
Su un foglietto ho annotato:
3. Poi, più 3. . . . e, fanno
6. . . più 3 e fanno nove. . .
e giù a bere. Devo arrivare
almeno a cento.
Si fa una
525
gran fatica. . . ti si impasta
la bocca. . .
non riesci a
deglutire. . . ti viene voglia di
smettere. . . ancora 5. . .
Ma cosa sto facendo?! ancora
tre. . . e 5. . . Credo di
essere arrivata a 50. . .
Forza,
ora 5.
Forza - mi
viene da vomitare - ancora 7.
E' meglio che mi stenda. Non
voglio
cascare
per
terra.
Lunedì si riapre l'ufficio. Che
sorpresa!
Ancora
una
manciata. Mi stendo.
Chiudo gli occhi. Sto morendo.
Non ricordo nessun "ultimo
pensiero".
ADDIOOOOO. . .
Invece no.
Sento che mi sollevano di peso,
mi costringono a camminare. .
. mi parlano, gridano, io mi
lascio andare non reagisco,
526
non
voglio
reagire
"Deve
camminare non fermarti! Falla
camminare! " ma chi parla?. . .
Chiama il marito. . . telefona
all'ambulanza. . . "Quante ne
hai prese parla! " E' la voce di
mia sorella. . . "Pensa a tuo
figlio, maledizione quante ne
hai prese?" chi è questo. . .
mio marito. . . Ci sono proprio
tutti.
Tutti uniti.
Una festa di famiglia.
"Sbrighiamoci. . .
ha 21
pulsazioni. . . portiamola via"
Chi ha parlato. . .
gli
infermieri dell'autoambulanza.
M'infilano in un lenzuolo per
trasportarmi. . .
mi sento
urlare. . . e non so proprio
forse la rabbia mi faceva
uscire il fiato o forse l'ho
sognato "voglio morire! ! !
Lasciatemi
maledetti
voglio
527
morire! ! ! " Per un anno intiero
non sono andata nel mio
ufficio.
Morivo di vergogna.
Non capita tutti i giorni di
essere trasportata per le scale
avvolta in un lenzuola perché la
barella non passa,
tra gli
sguardi degli inquilini allibiti
"una signora così per bene! . .
. pensa te! . . . " finire al
Pronto soccorso seguita da una
decina di parenti mariti sorelle
e la gente che ti guarda e i
medici gentili che ti fanno
iniezioni da ogni parte,
una
flebo nel braccio. . . ti fanno
bere un 700 litri d'acqua con
dentro non so che. . . "vomiti
signora coraggio" e tu che tiri
su l'anima e tutti sono contenti
e non ti trattengono perché sei
persona
conosciuta
sì,
capiscono. . . .
ma certo lo
528
scandalo, i giornali. . . si
figuri. . . e via che torni a
casa e dormi per un 5 giorni e
quando ti svegli sei così debole
che non capisci se è bene che
ti sia andata bene, e se ti è
andata bene veramente.
Riprendi a vivere la tua bella
vita di merda. . .
un po'
imbarazzata. . .
senza il
coraggio di guardare la gente
negli occhi. . . e tutti che ti
trattano come una che è
matta. . . e non come una che
ha bisogno d'amore.
(sullo
schermo ripetuto dall'attrice)
presa di coscienza del suo
essere donna
(insopportabile! ! )
del suo maturare da oggetto a
soggetto.
(più che insopportabile! ! ! )
529
Donna- VOGLIO FARE UNA
DENUNCIA! !
VOGLIO UN
PROCESSO SUBITO!
TRIBUNALE
"Voglio un processo. . .
"Contro chi?"
(schermo
a commento) E'
incerta. . . Subito spiazzata.
"Chi vuole processare signora?
La Società? La religione?
"Sì. . .
DIO:
il primo
maschilista,
voluto inventato
dagli uomini.
Eva tentatora
peccatrice.
Perché
non
Adamo?
Mosè sul Monte Siani:
Le
tavole. . .
I comandamenti
(da sintetizzare)
530
NON
DESIDERARE
DONNA D'ALTRI
LA
Siamo appena nate ed eccoci lì,
già OGGETTI.
L'undicesimo
comandamento,
nell'etica della nostra vita ci
vorrebbe:
non desiderare
l'uomo d'altri
"Non
dica
sciocchezze!
Figuriamoci!
L'undicesimo
comandamento!
Si vergogni!
Andiamo avanti,
chi vuole
processare? L'educazione? La
famiglia? La madre. . . "
"Sì.
.
lei
ha
delle
responsabilità. . . e grandi. .
. Non mi ha mai detto niente.
Mi
ha
insegnato
l'onestà
facendomela vedere con la sua
vita. . . ma non ne ha mai
discusso con me. . . e così
531
non se aveva una morale o se
era solo moralità. "
"C'è differenza?"
"Sostanziale! ! "
"Non è una colpa. . .
evidentemente non avevate un
dialogo. . . Andiamo avanti,
chi vuole processare la morale
o il moralismo ?"
"Contro il SESSO?"
"Nessuno me ne ha mai
parlato. "
"E allora? Vuole processare
qualcuno perché nessuno le ha
mai parlato di sesso? Chi
processiamo, il sesso? Il sesso
in genere o uno in particolare (
)
"Insomma, contro chi. . . chi
vuole che sia processato? Il
padre-Amico-Nemico?
Il
marito? I figli? Gli amici??"
532
"No, non voglio processare i
figli. . . anzi voglio innalzarli
al loro valore effettivo.
E
anche la donna voglio innalzare.
. . voglio darle il posto che le
spetta. NOBEL; L'unica cosa
che non può fare l'uomo sono i
figli.
Creare una creatura umana è
un miracolo. Ho questo potere
ce l'ho io, solo io.
Che uso ne facciamo di questo
potere "divino"?
E quando ci separiamo, i figli
non sono spesso usati come
materia
di
ricatto?
Cosa
pagano i figli per i nostri
errori?
Smettiamo di fare
figli per almeno tre anni.
Ragioniamoci
bene
sopra.
Valutiamone
il
profondo
significato, poi, con le idee
finalmente chiare, riprendiamo
533
a far miracoli,
facendo ben
sentire all'uomo che è un
miracolo
quello al quale sta
assistendo.
Finalmente le donne saranno
rispettate.
Se non altro
durante la gravidanza. . . Una
volta ho visto un uomo che
prendeva a calci nel ventre sua
moglie incinta.
"Ma basta! ! !
Lei sta
farneticando. . .
E' troppo
confusa disordinata nei suoi
ragionamenti.
Stia zitta e
risponda: E' sposata? "
"E' felice? Ha tradito suo
marito?"
"Ma io volevo denunciare. . . "
"Zitta e risponda: ha tradito
suo marito?
"Sì. . . Tutti ne parlano male
e tutti ci si rompono la testa
534
col matrimonio.
L'uomo che
hai sposato ragazzo (giovane)
quasi sempre,
poco ha in
comune col vecchio signore che
hai al fianco,
con cui hai
diviso la vita, gioie e dolori.
Nonostante questo ti ostini,
per via della prima poppata
piena di ideologie sbagliate a
vivergli
accanto.
A
QUALSIASI COSTO.
"Ha figli?. . . Ha abortito?"
"Ma che c'entra?. . . io. . .
Abortito senza riflessione, ne
particolare esigenza. "Ma che
c'entra? Sì. . . due volte. . .
Perché?
Ma,
non era il
momento. . .
contraccettivi
nelle
scuole.
L'educazione
sessuale.
Abortire è un trauma.
Non
puoi abortire come andare dal
535
parrucchiere,
facilità.
con la stessa
Come ti senti dopo che hai
abortito? Ti rimane addosso
qualcosa? La prossima volta
che farai l'amore te ne
ricorderai?"
Sono confusa. . .
non gridi
tanto. . . sono confusa. . .
lasciatemi pensare un attimo. .
. Calma. . . calma. . . non.
. . Sì. . . ho trovato. Io. .
. io devo essere processata. .
. Io sono colpevole. Denuncio
me stessa. "
"Ah, volevo ben dire! Forza,
si confessi! . . voglio dire. . .
Parli! . . . e niente chiamate
di correo! "
"Io sono colpevole. . . Solo
io.
Ho vissuto come una
536
capra.
Ho accettato tutto
pensando,
seguendo
i mille
luoghi comuni che la società ti
dà con la prima poppata.
Voglio essere processata per
non
essere
riuscita,
nonostante
l'essere
stata
militante politica, forse anche
un'avanguardia
femminista,
piena di ottime teorie per le
altre ma non messe in pratica
verso me stessa. Processata e
condannata.
Il prezzo è
altissimo.
E
paghiamo,
paghiamo.
Ovunque in tutti questi anni ho
ascoltato discorsi di donne
disperate,
la canzone è
sempre la stessa, uguale, a
qualsiasi classe sociale tu
appartenga, raccontata, tra
lacrime,
o freddamente,
o
con rabbia o con rassegnato
537
dolore, o su di un letto, dopo
un tentato suicidio, o in casa
di cura se sei ricca,
in
manicomio se sei povera. Sono
storie di anni di umiliazioni, di
tentativi di ogni tipo.
"Sta
invecchiando. . .
sono gli
ultimi colpi" e poi ti accorgi
che non sono gli ultimi,
né
saranno i penultimi.
Stai
zitta, e aspetti. Gridi, e
aspetti.
Ti allontani,
e
aspetti.
Ma cosa cazzo
aspetti?
Cos'è che ti schiaccia? Cos'è
che t'ha cancellato il sorriso?
Cos'è che ti ha messo la faccia
a lutto? Cos'è che ti ha
convinta che sei morta? Perché
non dormi,
perché pensi,
perché
sei
fissata?
Sei
fissata? SEI FISSATA!
538
Che
meccanismi
sono?
L'orgoglio,
paura
della
solitudine?
I
soldi?
LUI?
L'AMORE? L'AMORE?! Non mi
dire!
Ma dai, guardalo bene, porta
gli anni meno bene di te. Tu ti
puoi fare il lifting e lui, lo
farebbe
subito,
ma
si
vergogna.
E'
ancora
divertente,
spiritoso,
affascinante come 20, 30 anni
fa? I programmi televisivi chi li
sceglie? Il peso delle cose più
noiose sulle spalle di chi,
è
appoggiato?
Com'è
la
tua
giornata con lui? Le tue
serate, le tue notti? Cosa vi
dite ancora? Cosa ti dà?
Analizza, analizza.
T'ho umiliata? Quante volte?
Qual'è l'ultima volta? E il
rispetto? Dove lo metti?
539
E noi come siamo? Come siamo?
Migliorate
col
tempo,
peggiorate.
La vera differenza tra un uomo
e una donna credo consista in
questo: le donne conservano un
po' più dell'uomo,
il senso
dell'onestà, (non tutte) della
giustizia,
dell'integrità.
Siamo soggetti morali,
(non
tutte) e a volte purtroppo solo
moraliste.
All'uomo è stata
inculcato,
sempre con quella
prima fatale poppata,
il
piacere per la lotta, la lotta
con
qualsiasi
mezzo
per
ottenere,
raggiungere,
impossessarsi del POTERE.
Il POTERE è comando, forza,
denaro.
FASCINO. BELLEZZA. Tutte
QUALITÁ
privilegi
che ti
derivano dal potere.
540
IL POTERE ti procura tutto ciò
che
il
POTERE
PUÒ
PROCURARTI.
Con il potere
che ti balla intorno anche
(verificare originale) tu ne
vorresti un pò? No? Essere
donne
continua ad essere
difficile, e nel cammino della
vita (è con rammarico,
che
sono costretta a riconoscerlo)
ti scontri con
un fatto che
sicuramente,
dopo
il
turbamento che ti procura, ti
lascia
amarezza
e
sconvolgimento addosso, cioè,
la scoperta,
che le tue
difficoltà
di
vita,
di
sentimenti, le tue insicurezze,
dipendono
sì da
come
è
strutturata la società,
dagli
uomini,
da quello che ci si
aspetta da te, ecc. ecc. ma
dipendono anche da altri esseri
541
come te, anime del tuo stesso
sesso. "Le famose sorellanze!
" La donna è troppo spesso, la
maggior nemica della donna.
Nel lavoro e nella vita.
Giovani o vecchie, interrogate,
provate ad interrogare. Quasi
tutte,
fottute da un'altra.
Sì, c'entra anche lei, ha le
stesse responsabilità dell'uomo,
l'amore l'uomo lo fa quasi
sempre con una donna.
(vedere originale) O giovane
come te, quando sei giovane, o
molto molto più giovane di lui,
quando tu sei vecchia. E tu
stai a guardare fingendo di
niente. Si fa per dire.
Naturalmente storie di questo
tipo si verificano quando il lui,
è un vero LUI. Se è giovane
va benissimo, ma andrà ancor
più bene,
se il LUI in
542
questione è senza giovinezza,
è adulto,
è vecchino,
o
vecchio, ma VIP! L'impegno
sessuale,
per la giovane in
questione, sarà forse pesante
per via dello stomaco. In tutti
i sensi.
Intendiamoci,
può
anzi
dovrebbe
essere
pesantissimo,
ma
buone
prospettive, vuoi di vita, vuoi
sociali,
artistiche possono
allegerirlo il peso dell'impegno.
E tu stai a gurardare. Hai una
conoscenza della storia,
di
quello che passa, del senso di
quello che sta accadendo. TU
SAI GIÁ TUTTO. PERCHÈ È
IL RIPETERSI, del ripetersi,
del ripetersi. Aspetti, ed a
volte inutilmente che succeda
qualcosa. Non succede nulla,
o succede proprio quello che tu
non vorresti.
543
L'unico pensiero che ti deve
dare
un
minimo
di
sicurezza (?) è che anche tu
sei stata giovane, e anche la
giovane di oggi, con fortuna,
o senza fortuna, (a volte non
basta sposare uno scrittore
importante per scrivere un
buon
romanzo,
vedi
MORAVIA; o darsi ad un
pittore,
sempre importante,
per dipingere un bel quadro
ecc. ecc. Come a dire che se
hai doti, certo con l'uomo di
potere,
puoi correre nella
carriera, ma se non hai nella
testa le cose giuste. Sembra
che tu. . .
ti sembra di
correre,
ma non appena ti
fermerai per riprendere fiato,
voltandoti indietro,
scoprirai
di aver perso per strada
qualcosa che sarebbe stato più
544
importante tenere,
e ben
stretto. )
La giovane che oggi ti mette
pesantemente davanti alla tua
età,
alla
tua
realtà,
diventerà
vecchia,
esattamente come sei tu ora.
E questo uomo,
che tu
presuntuosamente hai creduto
tuo,
guardalo:
che non si
vede
per
quello
che
è
realmente,
abbarbicato
ciecamente alle sue illusioni.
Il vero amore è un fenomeno
prettamente,
totalmente
umano.
Non insegno l'amore nel senso
stretto del termine, mi limito
a
facilitare
il
fiorire
dell'amore.
(Alcune domande: inserto 1) Il
fenomeno - amore - è un quidi
che noi scopriamo.
545
L'essere umano crede nel
cambiamento,
se
non
apprezziamo la situazione nella
quale versiamo,
in termini
d'amore,
siamo in grado di
modificarla di dare vita ad un
nuovo scenario.
Possiamo donare solo ciò che
abbiamo,
in questo sta il
miracolo. Se abbiamo amore,
possiamo donarlo, se non ne
abbiamo,
è
impossibile. Non è tanto una
questione di dare,
ma di
condividere,
spartire.
Ti
rendo partecipe,
e non la
perdo, perché già ce l'ho.
"L'affetto
quale
elemento
modificatore
del
comportamento umano. "
Gli
scienziati,
psicologi,
antropologi,
sociologi hanno
ignorato
l'amore,
è
546
sconvolgente, perché tutti ne
abbiamo bisogno ed aneliamo ad
esso senza posa. Tuttavia non
è
fatta
materia
d'insegnamento.
Si dà per
scontato che l'amore ci venga
fornito tramite e per effetto
di una misteriosa forza vitale.
"Viviamo tutti in comunità,
tuttavia
moriamo
tutti
di
solitudine. "
L'individuo capace di amare
deve aver cura di se stesso.
Badare realmente alla sostanza
della
propria
personalità:
"Ogni
cosa
viene
filtrata
attraverso me, quanto migliore
sono, tanto maggiore è ciò che
ho da dare. Tutto devo fare,
per essere il più bello, il più
straordinario,
il
più
fantastico, tenero affettuoso
essere umano del mondo. In
547
noi si manifesta solamente una
minima porzione di ciò che
realmente siamo. Nondimeno ci
sentiamo perfettamente paghi
di essere quel che siamo.
Lo psichiatra londinese R. D.
Laing
avanza
un'ipotesi
provocatoria
e
suggestiva:
"Noi pensiamo molto meno di
quanto sappiamo.
Sappiamo
molto meno di quanto amiamo,
amiamo molto meno di ciò che
esiste ed in tal senso siamo
molto meno di ciò che siamo. "
Su tali premesse dovremmo
sentirci spronati senza
di
diventare. . . . . un quidi,
riposto nel profondo di ciascuno
di noi che differisce da
individuo a individuo.
fine buscaglia (?)
548
LIBERA
ASSOCIAZIONE
D'IDEE
Monologo eroina?
ho fatto la plastica.
(?)
Mogli dipendente comunale che
trova i soldi in tasca al marito
e li butta dalla finestra.
Inserire il discorso del grande
mondo, o no?
Il grosso della vita sta fuori.
quando ho avuto la certezza
che mio marito faceva sul serio
con una ragazza di 37 anni più
giovane di lui,
che se ne
andava in giro, che si faceva
vedere che frequentava gli
amici comuni che" attenti a non
fare gaffe, che stasera arriva
la moglie" ho fatto il giro delle
farmacie di Milano. . . una
bustina per volta, e veronal e
veramon
e
gibalgina
e
549
optalidon. . .
Le comperavo
così.
.
.
senza
determinazione. . . Non si sa
mai.
Sempre meglio essere
pronti all'occorrenza. . . Per
tre giorni ho girato farmacie.
Poi sono andata da lui e gli ho
detto che partivo.
"Dove
vai?. . . " "Non so. . . .
"
"Ma perché te ne vai. . . io ti
amo. . . tu conti più di tutti
al mondo. . . " "Io vado.
Ciao"
Salita in macchina di colpo non
mi è venuto in mente neanche
un posto dove mi sarebbe
piaciuto andare.
Li ho fatti
passare tutti.
Ho pensato
anche all'estero vado a Parigi.
. . Londra. . . Bruxelles. . .
Dopo un'ora di riflessioni e giri
turistici col cervello prendo
tempo e vado in ufficio.
E'
550
sabato pomeriggio.
Non c'è
nessuno
ne
deve
venire
nessuno.
Sì, nel mio ufficio:
360 metri quadrati,
11
stanze.
Mio marito ha visto
il nostro ufficio, ufficio che
avevo comperato,
un anno
dopo,
perché erano venuti i
ladri e io non ero a Milano. . .
ha dovuto andarci per la
denuncia.
Beh,
a parte
questo fatto,
vado nel mio
ufficio.
Imprevisto! C'è mio nipote e
un
nostro
collaboratore:
Walter.
"Che fate qui?"
"Nulla. . .
avevamo da
chiudere una storia. . .
stavamo andandocene.
E tu
che fai?" "Devo mettere a
posto l'archivio. . .
ho da
fare. . . " Loro se ne vanno.
Mi sono guardata intorno. . .
551
guardavo guardavo e tutto
quello che vedevo non mi dava
niente.
Né la più piccola
spinta a lavorare,
né un
spintarella emotiva.
Non sentivo nulla.
Casermona
popolare
di
trecento
appartamenti
con
nessuno
dentro.
Non ci ho pensato molto.
Ho
tirato fuori tutte le mie
pastiglie. . . le ho tolte dal
cartoncino. . . ne ho fatto un
bel mucchietto.
Ho preso
una scodella,
l'ho riempita
d'acqua ne ho messe tre o
quattro in bocca e giù a bere.
Su un foglietto annotavo: più
3 e giù a bere, più 3. . . .
e, fanno 6. . . più 3 e fanno
nove. . . Devo dire che si fa
una gran fatica. . .
ti si
impasta la bocca. . .
non
552
riesci a degluttire. . . ti viene
voglia di smettere. . . ancora
5. . . Ma cosa sto facendo?!
ancora tre. . .
e 5. . .
Credo di essere arrivata a 50.
. . Da un pò non segnavo nulla
sul foglietto. . .
Chissà
perché mi era venuta questa
idea del segnare. . .
forse
per potermo regolare???quando
stendermi.
Ora mi vado a
stendere. . . mi gira la testa.
. . continuerò a prenderle da
stesa. . . Arrivo al divano. . .
mi gira tutto. . . bevo un po'
d&acqua ancora. . .
poi la
scodella mi cade. . . e non ci
sono più. . . Che bellezza è
finita credo sia stato l'ultimo
pensiero.
Invece no.
Mi
sollevano
di
peso,
mi
costringono a camminare. . .
mi parlano gridano io mi lascio
553
andare non reagisco,
non
voglio reagire"deve camminare
non fermarti" ma chi parla?. .
. Chiama il marito. . .
telefona all'ambulanza. . .
"Quante ne hai prese parla! "E'
la voce di mia sorelle. . .
Pensa a tuo figlio, maledizione
quante ne hai prese. . . chi è
questo. . . mio marito. . . Ci
sono
proprio
tutti,
maledizione.
"sbrighiamoci. .
.
ha 21 pulsazioni. . .
portiamola via"Chi ha parlato. .
.
sono
gli
infermieri.
M'infilano in un lenzuolo per
trasportarmi. . .
mi sento
urlare. . . e non so proprio
forse la rabbia mi faceva
uscire il fiato o forse l'ho
sognato "voglio morire! ! !
Lasciatemi
maledetti
voglio
morire! ! ! " Per un anno intiero
554
non sono andata nel mio
ufficio.
Morivo di vergogna.
Non capita tutti i giorni di
essere trasportata per le scale
avvolta in un lenzuola perché la
barella non passa,
tra gli
sguardi degli inquilini "una
signora così per bene! . . .
pensa te! . . . " finire al
Pronto soccorso seguita da una
decina di parenti mariti sorelle
e la gente che ti guarda e i
medici gentili che ti fanno bere
un 700 litri d'acqua. . . e la
voglia di vomitare e "vomiti
signora coraggio" e tu che tiri
su l'anima e tutti sono contenti
e non ti trattengono perché sei
persona
conosciuta
sì,
capiscono. . . .
ma certo lo
scandalo si figuri. . . e via
che torni a casa, dormi per un
5 giorni e quando ti svegli sei
555
così debole che non ti puoi
neanche incazzare perché non
ti hanno permesso di morire.
Riprendi a vivere la tua bella
vita di merda. . .
"La
prossima volta mi andrà meglio.
" Ho avuto addosso per anni la
voglia di ammazzarmi. . .
specialmente quando scoprivo
un nuovo amore di mio marito.
Maledicevo la mia debolezza. .
. la mia incapacità di reazione
di prendere su, come si dice,
e andarmene.
Stavo lì come
una lumacona. . . senza forza
ne idee. . . mi crogiolavo nelle
mie disperazioni invece di. . .
5555555555555555555444444
45454454554454
BIOGRAFIA
TENTATIVO
556
FRANCA-
Sto male di salute, ma mi
sembra di stare molto bene
d'umore, mentre invece mio
figlio dice che tutte le malattie
che io sono riuscita (un vero
primato! ) ad accumulare negli
anni (che vanno dall'onicofagiamangiarsi
le
unghietricotillomania-strapparsi
capelli, attorciliarli stretti al
dito
anulare
e
infine
nasconderli sotto ai mobili.
Quando uno è in ansia,
si
strappa i capelli, se sola, si
mangia le unghie in presenza di
altri. ) E me l'ha dimostrato
enumerandomi tutto quello che
ho avuto negli ultimi due mesi a
Boston. "Oh, ma come sono
felice, rilassata! " Un bubbone
della
grandezza
di
un
mandarino
nel seno sinistro,
proprio sopra a quello che
557
chiamiamo cuore,
dolore ai
reni con perdita di sangue,
lastre,
calcoli frantumati,
tracce anche in vescica, dolori
muscolari alle gambe, crampi
durante il sonno,
gamba
sinistra,
dopo immobilità di
qualche ora, non rene e duole.
"Cos'è, il lazzaretto tutto di
un colpo? "NO, è che il tuo
fisico si difende come può.
lanciandoti
campanelle
d'allarme da una situazione che
tu vivi male.
Fai l'elenco di
tutte le malattie che hai avuto
negli ultimi anni, gli interventi,
malattie inimmaginabili ma ben
tangibili che vanno da una
congiuntivite che ti scoppia
oggi, inizio di una commedia
che non ti piace e che ti
sparisce il giorno dopo l'ultimo
spettacolo.
Tu come un
558
pappagallo ripeti "sto bene"e
sei pure convinta,
invece
"credi" di star bene, ma nel
tuo
subconscio
stai
malissimo?Tutta la colpa è del
subconscio. Freud ha detto un
sacco di cose relativammente
importanti, cose che anche
altri avevano detto, l'unica sua
scoperta essenziale per la vita
dell'uomo per la sua mente è
'sta storia del subconscio.
'Sta storia del subconscio deve
essere vera.
Mi viene in
mente una tipa di Torino che
lavora all'Einaudi, si chiama
Emilia, l'ho conosciuta tanto
tempo fa, mi raccontava della
sua vita, nel dibattersi nei
problemi col marito da cui si
era separata, i figli, la
suocere, l'amante del marito,
la moglie del marito.
Tutti
559
questi problemi le procuravano
fenomeni fisici
stregoneschi,
reazioni sul suo corpo che
nessun
medico
aveva
mai
registrato su alcun paziente.
Che so, le lenti a contatto che
si gonfiavano a dismisura fino a
scoppiare,
oppure
che
si
bucherellavano tutte.
Robe
mai
viste,
tanto
che
l'assicurazione si rifiutava di
rimborsargliele.
Mio figlio ha
certamente ragione.
"Tu devi
sbatterti, riuscire a scavare,
a ricordare, a scoprire cosa
hai dentro realmente, quale
fatto vicino o lontano ti ha
portato a questo malessere.
Devi andare indietro, indietro
mamma.
"Mi sono presa un
registratore e via a parlare a
ruota libera.
Come premo il
tasto per la registrazione, non
560
mi viene in mente niente.
Cerco
di
ralassarmi.
Vediamo… il primo trauma…
per me è stato un trauma e
grosso. anche se poi, ora, 30
anni dopo, mi rendo conto di
aver guardato i fatti con
ecessiva
enfasi.
HO
scambiato una storia del tutto
naturale per una mancanza
d'amore.
L'ho vissuta
malissimo.
Ho cercato di
parlarne con lui, ma subito mi
sono interrotta, imbarazzata
dal
suo
imbarazzo.
Impreparata, incolta sul sesso:
è la prima cosa che ricordo in
questa incursione nella
mia
vita.
Il mio rapporto con l'altro
sesso è stato per moltissimi
anni
un
rapporto
"al
servizio";mai
avuto
stimoli
561
sessuali, la voglia di fare
all'amore mi veniva se ci si
abbracciava e baciava. . . ma
scivolavo nel rapporto senza un
grande desiderio di sesso.
.
ero portata ad assecondare il
suo di desiderio.
Del sesso,
non sapevo nulla.
quello che
facevamo, era venuto da solo,
l'avevamo scoperto insieme.
autodidatti. Ora, per fortuna
è diverso.
I giovani sanno
tutto.
prima ancora di
avicinar si ad una donna. Mio
figlio aveva un 13 anni e già se
ne stava con un libro di
anatomia in mano.
(IMENE,
vedevo soltanto un orecchio).
L'orgasmo, l'ho raggiunto molto
dopo che praticavo il sesso.
Prima fingevo.
Non me ne sono mai fatta un
problema.
562
PENSIERI: LA COPPIA
Riuscirò fino alla morte a
tenere per me che tu sei solo
un uomo? Io cerco di capire
tutto.
.
i tuoi bisogni.
.
mi sforzo di non dare maggior
significato alle "cose" di quanto
in realtà non abbiano. . ; di
leggerle per quello che sono:
SESSO E GRATIFICAZIONE
ma non mi posso impedire di
soffrireper queste nostre due
vite
così
unite
e
così
irreversibilmente
staccate.
Due vite tronche, che vivono
solo
se
congiunte
ma
si
logorano
e
muoiono
nella
congiunzione.
E' molto che
sono morta.
E' il saperti
distratto da altro che mi ha
tolto la vita. Senza di te non
posso vivere, ma quanto pago
563
questo mio vitale bisogno.
Sono riuscita a superare tutto
ciò che ho subito. Mi credevo
armai forte.
ma il dolore
torna
ogni
volta
come
trentaanni fa. Sto vivendo un
disperata e allo stesso tempo
afettuosa
solitudine.
Gironzolo per questo mondo
come un
ombra;pensieri bui
mi schiacciano.
Brontola la
mia anima, il mio cuore, i miei
sentimenti
ti
si
rivoltano
contro, il mio orgoglio di essere
donna?Umiliato.
E il non
sentirmi "nessuno".
Non mi
accontenta essere "prima" nella
tua vita.
.
è nel mio sesso
a ridere che ti voglio tenere.
Ti guardo davanti ad una
ragazza qualsiasi, trasformato,
ti rappresenti, ti dai un gra
daffare, senza misura ne
564
controllo.
Ed io sono
condannata da me stessa a
starti a guardare, come tu,
per tua scelta sei condannato a
vivere con me. Che fare?
Intervista GENTE:
FRANCA,
TORNIAMO
INDIETRO DI 40 ANNI,
RACCONTACI IL TUO PRIMO
INCONTRO CON DARIO.
Le nostre strade s'incontrano
ad un certo punto delle nostre
vite,
ma partono da punti
assai diversi.
Io nasco da una famiglia
d'attori girovaghi,
ed ho
debuttato ad otto giorni, ne il
figlio
della
"Genoveffa
di
Brabante", in braccio alla mia
mammma.
Via via che
crescevo,
ho interpretato
565
tutti
i
ruoli
possibili
ed
immaginabili
maschili
e
femminili,
finche,
dopo i
vent'anni ho lasciato la mia
famiglia per seguire mia sorella
Pia che abitava a Milano in
quel tempo ed era prima
attrice giovane con Renzo
Ricci.
Il mio desiderio era di
riuscire a mia volta entrare in
una compagnia primaria.
Un
gran salto!
Dario invece,
studiava
architettura
al
politecnico,
e per passione
raccontava favole grottesche
agli amici,
racconta oggi,
racconta domani, s'è trovato
scritturato nella compagnia di
rivista, "Franco Parenti sorelle
Nava".
Nella stessa
compagnia c'ero io.
Il
capocomico
era
di
Carlo
Mezzadri,
l'allora marito di
566
mia sorella Pia,
che per
strada ha lasciato il mestiere
d'attrice
per
aprire
una
sartoria teatrale.
Oggi Pia è
una affermatissima creatrice
ed esecutrice
di costumi
teatrali.
E' arrivata fino a
Las Vega con le sue creazioni.
Ha fatto una figlia, ha scritto
un libro sulla nostra famiglia,
gioca a poker, ama il tennis
seguendolo sul teleschermo, la
musica classica, legge molto,
è curiosa,
dimostra un
vent'anni in meno di quelli che
ha, ma quello che più conta,
è che è generosa, spiritosa,
caustica,
insomma
è
il
personaggio
più
divertente,
poliedrico che io abbia intorno.
Ci
vogliamo
molto
bene.
Abitiamo nella stessa casa, ci
capita anche di litigare a volte,
567
ma ci siamo l'una per l'altra,
sempre.
E' lì che io e Dario ci siamo
incontrati.
Lui s'innamora
subito di "questa sventola
dolcissima", così mi chiamava.
Si prende un imbesuimento di
terzo grado.
S'innamora
subito, ma se lo tiene per se.
Anzi non mi guarda per niente
e se mi guarda non mi vede:
come
fossi
trasparente!
Com'è?!
Seni tondi,
gambe
lunghe, capelli biondi eccetera
eccetara. . . piena di ragazzi
che mi giravano intorno e lui ,
'sto spillungone anche bruttino,
(ora è bellissimo! ) niente.
Non faceva una piega! Non mi
guardi? Ti castigo! Una sera,
si provava lo spettacolo al
cinema Colosseo,
l'ho preso
per le mani, l'ho messo contro
568
il muro, e gli ho dato un gran
bacio,
ma proprio un bacio
bacio!
E mi sono scoperta
innamorata pazza.
Il "da
ridere" è che tutto è successo
per scommessa.
Siamo
andati avanti per due anni tra
baci e litigi. . . .
classico
degli innamorati, fino al giorno
che ci siamo sposati:
24
giugno 1954 in Sant Ambrogio!
Dario, metterà una battuta,
per il fatto di accontentare
madre di lei molto credente.
"
SALTO-FOTOCOPIARE
PAGINE
siamo
sistemati
alla
bellemeglio.
Il bambino ha
pianto per quattro giorni di
fila.
Per quanto spirito di
adattamento avessimo noi, non
569
riuscivamo
proprio
a
comunicarlo
a
questo
tipo
appena nato che non sapeva
niente della vita.
Comunque
faticavamo
anche
noi
a
cavarcela e per le scomodità e
per la mia totale inesperienza
"Piange?
Avrà
fame"
Lo
attaccavo
al
seno,
lui
ciucciava un po' e poi di nuovo
"uhèèè
uuuhèèèè!
""Oddio,
forse è ammalato! " Al quinto
giorno decidiamo di tornare in
clinica e stabilirci lì.
Il
nostro
ritorno
è
stato
festeggiato dal personale con
brindisi e abbracci.
S'è
scoperto subito la causa degli
uhè del bambino:
io avevo
poco latte e lui aveva fame.
Dopo aver nutrito il fantolino,
ci hanno sistemati in una
bellissima camera vicinissima
570
alla sala parto.
Ci siamo
addormentati immediatamente
tutti e tre ed abbiamo dormito
per almeno giorno intiero,
finalmente rilassati.
Ci siamo
insriti molto bene in questa
nostra insolita vita, abitavamo
lì e cercavamo casa.
Come
vedevamo in carridoio davanti
alla porta della sala parto un
padre in angosciosa attesa
Dario subito s'informava: "Sa
è un parto cesareo! " E Dario:
"non si preoccupi,
anche
Franca ha avuto un cesareo. .
. Vero Franca?" e io "Sì, sì. .
.
è una sciocchezza, vedrà"
E quello si calmava.
E un
altro: è messo di piedi". . .
"Non si preoccupi,
anche
nostro figlio è nato di piedi. .
. e tutto è andato benissimo.
Vero Franca?" Solo quando un
571
padre era preoccupato perché
la moglie stava partorendo 2
gemelli siamo rimasti senza
parole.
Tutti sapevano che
avevamo un figlio solo.
Ci siamo stati tre mesi in
quella clinica.
Quanti padtri
e
quante
madri
abbiamo
rinfrancato.
Qualcuno ci
viene ancora a trovare con i
figlio nato proprio in quei
giorni.
Che benissimo!
Finalmente abbiamo trovato una
casa in via Bruno Buozzi e ci
siamo trasferiti.
Una casa
piccola
con
un
terrazzo
enorme.
Nel palazzo vicino
al nostro vivevano Roberto
Rossellini ed Ingrid Bergam al
tempo della loro "colpevole"
passione.
Avevamo sempre
amici
fotografi
che
ci
scongiuravano di poter stare
572
nel nostro terrazzo per poter
riprendere
i
due
importantissimi innamorati.
ed ero sempre la vamp del
casta, la padrona di un night,
qualche volta sola,
qualche
volta
con
un
amante
delinquente.
Indossavo
grepier,
calze nere o abiti
talmente stretti che spesso me
li
cucivano
lettaralmente
addosso al mattino e me li
scucivano la sera.
Non
potevo
fare la pipì,
non
potevo sedermi ed in più mi
sentivo frustata dalla testa ai
piedi.
Ho avuto in quegli anni, due
grandi
occasioni
cinematografiche.
Michelangeli
Antognoni
e
Luchino Visconti.
Per
"Cronaca
di
un
amore"
573
Antognoni aveva scelto me.
Io, allora, avevo un grande
complesso (complesso che in
parte,
nonostante
varie
operazioni ho ancora oggi): ero
strabica - strabica, timida e
insicura.
Nascondevo i miei
occhi sotto a degli occhialini
lunghi, stretti e scuri.
"Lo
so che sei strabica, ma per
farti fare il film, devo vedere
i tuoi occhi.
Su. . .
coraggio, togliti gli occhiali".
Me lo ha chiesto almeno tre
volte,
paziente e gentile.
Beh, non ce l'ho fatta e la
parte la interpretò Lucia Bosé.
Visconti si era intestardito su
di me, per un ruolo in "senso".
Io stavo in tournée con Dario a
Trieste.
Telefonate sopra
telefonate.
E mi spiaceva
lasciare la compagnia, Dario e
574
mi
sentivo
come
sempre
insicura.
"Sì,
scendo,
faccio il provino poi magari mi
dicono di no. . . " - "No, ti
prende a scatola chiusa gli
abbiamo
portato
tutte
le
bionde d'Italia, non gliene va
bene nessuna.
Se vuoi ti
mandiamo il contratto.
"
Niente non me la sono sentita,
qualcosa mi ha bloccato.
Il ruolo è andato a Marcella
Mariani bruna,
fragile,
ex
miss Italia,
completamente
diversa da me.
Visconti
aveva cambiato tipo.
Il giorno della prima del film a
Bruxelles, Marcella Mariani è
partita in aereo per quella
città.
Se io avessi
interpretato quel personaggio
quasi sicuramente sarei stata
al suo posto.
L'aereo è
575
precipitato.
Tutti morti.
Ecco cosa mi aveva bloccato.
Il mio sesto senso mi aveva
salvato la vita,
come è
capitato altre volte.
Da quel
giorno,
se qualcosa mi salta
nel lavoro od altro, penso che
così doveva essere, il negativo
diventa positivo "doveva andare
così".
Nel '57 mi sembra vengo
scritturata
dal
Teatro
Arlecchino a Roma,
per
interpretare
un
testo
di
Feydeau che sembrava scritto
per me:
"Non andartene in
giro tutta nuda".
Dario
scrive per i fratelli Bonos, che
poi non ne hanno fatto nulla,
un atto unico "Gli imbianchini
non hanno ricordi" Ci prende
gusto e ne scrive altri.
A
quel punto gli propongo di
576
ritornare a Milano e farci una
compagnia nostra.
Interpelliamo
Paolo
Grassi
allora direttore del Piccolo
Dopo la clamorosa rottura per
Canzonissima,
la TV ci era
proibita, ma c'era sempre il
teatro.
Nel '63 ci fu il
nostro spettacolo su Colombo
"Isabella, tre caravelle e un
cacciaballe",
che quest'anno
verrà
presentato
per
le
Colombiadi,
in spagnolo a
Valencia,
con la regia di
Arturo
Corso
e
anche
trasmesso dalla II rete in
ottobre.
L'anno dopo
"Settimo ruba un po' meno" e
via via,
ogni anno uno
spettacolo nuovo, di successo,
fino al '68,
alla decisione,
presa con Dario di lasciare il
577
teatro
tradizionale
e
di
mettere a disposizione il nostro
lavoro per sollecitare una presa
di coscienza.
La simpatia per la classe
operaia non bastava più.
La
lezione ci veniva direttamente
dalle
straordinarie
lotte
operaie, dal nuovo impulso che
tutti i giovani stavano dando
nelle scuole alla lotta contro
l'autoritarismo,
l'ingiustizia
sociale, le spinte per un nuovo
rapporto
con
le
classi
sfruttate,
per creare una
nuova cultura.
Dovevamo
smettere
di
fare
gli
intellettuali che, comodamente
sistemati dentro e sopra i
propri privilegi di casta,
si
degnano,
bontà loro,
di
trattare anche i problemi degli
sfruttati.
Dovevamo
578
deciderci
a
metterci
interamente al loro servizio:
diventare
i
giullari
degli
sfruttati? Questo voleva dire
andare a recitare in strutture
che fossero gestite da loro,
dalla classe operaia.
Ecco
perché subito pensammo alle
case del popolo.
Facemmo teatro nelle case del
popolo,
nelle piazze,
nei
bocciodromi,
poi in una
capanna di via Colletta a
Milano, alla famosa palazzina
Liberty,
sempre a Milano,
che
ristrutturammo
completamente e che poi ci fu
tolta. Nel '73 ci fu anche un
episodio terribile nella sua
vita.
Vuole parlarne?
Non
ne
parlo
volentieri.
Sono passati quasi 20 anni,
579
ma mi basta un niente per
ritrovarmici dentro di colpo.
Nessuna
donna
che
abbia
subito violenza sessuale, potrà
mai staccarsi completamente
da quel momento orribile.
Sono stata caricata su di un
furgoncino da tre individui e
poi scaricata
stravolta e
sanguinante
vicino
alla
metropolitana di via Dante.
Non ho detto a nessuno quello
che
mi
era
realmente
accaduto.
Nemmeno a mio
marito.
L'umiliazione della
violenza sessuale, lo sfregio,
era sopratutto per lui e per
mio figlio.
No, me ne sono
stata zitta: più dignitose "le
botte".
Mi sono tenuta tutto
dentro, ma ho sbagliato.
Il
non averne parlato con nessuno
,
l'essermi tenuta tutto
580
dentro (anche se tutti avevano
intuito quello che realmente mi
era successo) mi teneva in una
continua tensione.
Un caro
amico,
il
professor
MACACCARO,
che mi era
stato molto vicino con gli
avvocati in quei giorni così
pesanti, mi ha consigliato un'
analista donna, ma io non me
la sono senita.
Dopo tre anni
ho deciso di scrivere quanto mi
era successo. . .
Senza una
parola ho passato i fogli a
Dario.
Li ha letti.
Senza
una parola mi ha abbracciato.
Finalmente ce l'avevo fatta!
Un nodo,
il primo,
si era
sciolto.
Poi, in appoggio alla
campagna che si stava facendo
in
quegli
anni
per
l'approvazione di una legge
contro la violenza sessuale, ho
581
deciso di portare quanto avevo
scritto in teatro.
Andai di
colpo in scena, senza provarlo
(non riuscivo) e senza che
nessuno della compagnia lo
sapesse.
Solo Dario ed io ne
eravamo
al
corrente.
All'ultimo momento, invece di
recitare "il risveglio" annunciai
un brano nuovo. " Ho trovato
questa testimonianza su di un
giornale e ve la recito" Da
quella sera ho replicato
"lo
stupro" (questo è il titolo del
brano) almeno duemila volte.
E via, anche il secondo nodo si
stava sciogliendo.
Mio figlio
dice:
"sei andata in analisi
davanti a migliaia di persone.
" Poi l'ho recitato anche in
Fantastico,
quello
di
Celentano.
E' andata così.
Gli atti di violenza sessuale
582
contro ragazze erano all'ordine
del giorno.
Processi, stupri,
violenze
fisiche e morali
contro le donne.
Sono
sempre più impegnata in questo
campo.
Propongo il brano a
Celentano.
Accetta.
Ci
sono resistenze da parte della
prima rete,
ma lui ha un
contratto di ferro.
e alle
20,
30
finalmente
mi
comunicano che prenderò parte
alla trasmissione.
.
La
voce
è
circolata in sala
stampa.
Due giornaliste
vengono in delegazione e mi
chiedono
una
conferenza
stampa dopo la trasmissione.
Va bene.
Eseguo il brano,
precisando come sempre che è
una testimonianza di una donna
che ho trovato su di un
giornale.
Sono molto tesa.
583
I fotografi non stanno fermi un
attimo.
Per riuscire ad
arrivare alla fine mi devo
concentrare
completamente.
Ci sono dentro in pieno.
Soffro come allora.
Rabbia,
umiliazione,
terrore.
Un
brutto momento.
Alla
conferenza stampa qualcuno
accenna al fatto che quella
storia era la mia.
( a suo
tempo ci fu gran chiasso e
solidarietà sui giornali) Ho
negato
molto
decisa
ma
egualmente qualcuno privo di
sentimenti e di rispetto me
l'ha attribuita sui giornali del
giorno dopo.
Per me è stato
duro.
Fin che la gente non
sapeva,
diciamo,
magari
qualcuno lo intuiva ma con me
non ne parlavano,
io potevo
portare
quell'esperienza
in
584
teatro,
ma da quando si è
saputo ho deciso di non farlo
più.
Non avrei potuto, a
parte che sarebbe stato anche
di cattivo gusto.
Nella sua vita c'è stato un
altro grande incidente vuole
raccontare di Genova?
Dovevo tenere all'Italsider il
mio spettacolo "Tutta casa
letto e chiesa".
Arrivai in
città la sera prima.
Prima di
entrare in albergo avevo visto
nell'altro lato della strada,
una farmaci aperta.
Volevo
lavarmi i capelli e così avvertii
i compagni che mi seguivano
sempre,
allora,
Piero e
Roberto:
"Vado in farmacia.
Torno subito" - "Aspetta ti
585
accompagnamo" dissero loro.
Dall'episodio di Milano non sono
mai uscita sola.
"Ma no,
vado da sola,
torno subito.
La
farmacia
illuminata
e
splendente.
Io finalemnte
libera
mi
sentivo
felice,
compravo
saponette,
detergenti,
oltre
allo
shampoo; mi pareva di essere
in vacanza.
Con le mie
compere in mano uscii dalla
farmacia e. . .
mi svegliai al
Pronto soccorso dell'Ospedale
San Martino.
Più tardi seppi
che ero stata travolta da un
auto guidata da un uomo
angosciato e fuori di sé perché
era appena tornato dallo stesso
ospedale, il San Martino, in
cui avevano ricoverato la figlia
anche
lei
vittima
di
un
incidente d'auto.
Che jella!
586
Ho passato la prima notte,
sulla
barella
del
pronto
soccorso.
Non c'erano posti
letto.
Ma tanto io non
capivo nulla.
Ricordo assai
vagamente
la
corsa
dell'autombulanza, e un gran
dolore al braccio sinistro ,
omero fratturato,
lamentavo
un bruciore al gomito,
più
avanti a tutto l'avambraccio,
poi alla mano.
Mi hanno detto che era
"causalgia" cioé dolore urente,
bruciante.
Poi a poco a poco
(in due giorni) ho perso
sensibilità alle dita, alla mano
tutta, al braccio.
Insomma
paralisi.
Un ematoma
(toltomi due mesi dopo dal
Prof.
Morelli, una montagna
di abilità e umanità che opera
all'ospedale
di
Legnano)
587
strozzava i tre nervi, ulnare,
radiale e mediano.
Dopo tre
giorni
dal
ricovero
mi
ingessarono.
Tre ore
d'intervento assai difficile,
eseguito dal Prof.
Roncalli.
Sono stata a piangere 24 ore
su 24 per mesi e mesi:
antidoilorifici potenti e in dosi
massicce minacciavano di fare
di me una tossicodipendente.
Più di una volta ho pensato al
suicidio.
Mi hanno salvato
l'amore dei miei in particolare
Dario Iacopo mia sorella, gli
amici. . .
Mi salvò il lavoro
Infatti
dopo
otto
mesi
d'immobilità
decisio
di
riprendere.
Ora,
ho
imparato
a
conviviere
col
dolore,
mi
sono
quasi
abituata.
Sono passati 14
anni.
588
SALTO SALTO SALTO
IL SUO RAPPORTO CON LA
RAI
Al di fuori del nostro teatro ,
per la RAI ho fatto per
pochissimo
"La
professione
della signora Warren" di Shaw
con la regia di Albertazzi e
qualche altra partecipazione .
.
Ora mi piacerebbe poter
dare in TV lo spettacolo di
quest' anno "L' eroina " e "La
donna grassa" Molte madri ci
hanno portato i loro figli , mi
hanno ringraziata dicendomi:
"Ha fatto più effetto a mio
figlio il suo spettacolo che
cento discorsi nostri" Per la
donna grassa
ho avuto degli
incontri magnifici con donne
che
si
identificavano
col
personaggio e ne ricevevano
589
forza
oltre
che
gran
divertimento.
Sono più che
consapevole dell' importanza
della televisione .
Il
contatto diretto col pubblico in
teatro è insostituibile, ma in
teatro
raggiungi al massimo
centomila persone in un anno
mentre invece in televisione mal
che vada ,
in una sera ti
vedono almeno due milioni di
persone .
due volte ho
provato sulla mia pelle il potere
del mezzo televisivo : la prima
é stata con Celentano,
la
seconda
é una trasmissione
della Carrà dove dissi che mi
separavo da Dario mentre in
ascolto c' erano 12/15mila
persone: sono cifre che fanno
paura.
Non bastano dieci
vite per una teatrante
per
arrivare ad un così numeroso
590
pubblico .
Quella volta ,
della Carrà ,
non avevo
assolutamente programmato di
dire che stavo lasciando Dario
.
Lei intervistandomi
scherzava dicendo: " Ma è
vero che Dario… ma è vero che
Dario?" alludendo alle numerose
ragazze che sempre gli girano
intorno.
Lei scherzava, ma
io , al quarto "ma è vero
che" non ho potuto fare a meno
di rispondere: " Sì, è vero,
ma è anche vero che l'ho
lasciato. " Ho avuto subito la
sensazione del clamore che
avrebbe
suscitato
la
mia
dichiarazione.
Fuori dallo
studio c'era una giornalista,
che stravolta mi ha chiesto: "
Ma è vero?! " E' scoppiato il
finimondo!
Giornalisti
mi
davano
la
caccia
persino
591
dall'estero.
Ho dovuto
cambiare albergo.
Poi
trovavo gente, separata anche
tre volte, che mi diceva: "
Ma tu non puoi! " .
Che
assurdità! Perché mai io non
avrei dovuto potere?
E' PENTITA DI AVER FATTO
QUELL'ANNUNCIO
IN
DIRETTA?
No, non mi sono pentita, ero
depressa,
avevo voglia di
verità.
La Carrà poi,
è
stata molto simpatica: subito
dopo la trasmissione esplosiva,
mi ha regalato un servizio per
la pìrima colazione con una sola
tazzina e tanti auguri.
Poi
quando Dario ed io siamo
tornati insieme (praticamente
quasi subito) mi ha inviato
592
anche l'altra.
Gentile e
spiritosa.
L'unica cosa di cui mi sono
pentita
è
l'aver
sofferto
tanto.
Ora, a distanza di anni, mi
sono resa conto che la storia
forse non era tanto importante
come mi era sembrata, tantè
che è finita in nulla.
Ma è
difficile essere sempre lucide e
razionali.
A volte ci riesco.
Altre, no.
Mi sono fatta una grande
esperienza
in
fatto
di
matrimonio,
convivenza,
ragazze che vogliono tuo marito
a tutti i costi, pronte come il
NESCAFE', col bidè già fatto.
. .
.
Potrei aprire una
scuola per mogli; mi piacerebbe
poter tenere le mie lezioni in
una
trasmissione
televisiva.
593
Chissà
quante
donne
verrebbero
a
scuola!
L'omportante è capire l'uomo
con cui stiamo,
l'uomo che
amiamo,
l'uomo al quale
teniamo.
Capire che tipo di
rapporto
c'è
tra
noi.
Importante? Indispensabile? In
questo caso occorre riflessione
profonda.
Decidere la
strada da prendere che non
deve
essere
quella
delle
scenate e delle tragedie.
Se
c'è casino in casa pensa che
liberazione andare dalla nuova
fidanzata fresca,
giovane e
sempre allegra.
Dobbiamo
capire anche che il nostro
commpagno sta invecchiando,
come noi del resto, (anche se
noi donne siamo più coscienti
degli
anni
che
passano,
accettiamo la maturità,
la
594
vecchiaia, per cultura in modo
diverso ,
con maggiore
consapevolezza,
dignità)
avere quindi comprensione per i
suoi "ultimi colpi".
Fa
malinconia? Ci credo e mi
dispiace, ma è così.
Anche
questo è amore a 18 carati.
Invece se il rapporto non vale
granché.
.
.
ebbene,
lasciatelo andare e che vada a
morì ammazzato.
Si fa per
dire.
Sto ovviamente
semplificando.
L'interrogativo
è
perché
ragazze di 20 anni si mettano
con uno che ne ha trenta
quaranta
più
di
loro.
Naturalmente è sempre uno
importante: il grande pittore
chirurgo
attore
cantante
regista scrittore ecc.
Non si
conoscono
storie
d'amori
595
travolgenti tra una ventenne ed
un pensionato dell'Imps.
Sì,
è vero, il pensionato è molto
meno
affascinante.
Comunque, se un rapporto è
importante, ed il rapporto mio
con Dariop lo è,
è inutile
mettersi in mezzo, si diventa
solo strumento di divertimento
e
di
piacere
dell'uomo.
Un'altra volta al suo servizio.
Punto e basta.
PARLIAMO DI ALCATRAZ
L'anno scorso ad Alcatraz c'è
stato
un
ragazzo
particolrarmente difficile, non
parlava,
sembrava
che
nemmeno sentisse, non stava
ritto in piedi doveva essere
addirittura
imboccato,
accudito da quattro persono
che si alternavano nelle 24
596
ore.
( Se non sapete come
sono fatti i santi,
dovreste
conoscere
queste
assistenti
sociali)
Per
tutto
l'anno
Adamo, questo è il suo nome,
stava in un istituto, istituto
che chiude in agosto! ! L'Usl
non sapeva dove portarlo.
Per un mese Jacopo l'ha
ospitato.
Aveva
messo
materassi alle pareti e a terra,
gli si portava il pranzo in
camera, , insomma si cercava
di stargli vicino ed è stato per
me un momento di profonda
emozione quando ho capito che
riconosceva
la
mia
voce.
Questo è il lavoro di mio figlio,
lavoro che porta avanti con
gioia e fatica, senza mettersi
fiori all'occhiello.
Ogni tanto penso che avrebbe
potuto
scegliersi
un'altra
597
strada, che so, disegnare (è
un bravo disegnatore satirico)
o scrivere ( scrive benissimo)
insomma fare un lavoro più
vicino al nostro,
faticare di
meno e forse avere maggiori
gratificazioni, ma lui è felice
così. E noi con lui.
598
lo studio di un analista
INFINITO
L'INFINITO:
Così viene chiamato il fondale
azzurro
chiaro
che
gira
tuttintorno al palcoscenico) nel
quale
LA
DONNA
agirà
rivolgendosi direttamente al
pubblico. Che porterà via via,
dall'analista, o al tribunale e
viceversa.
Nell'infinito,
la
donna
commenterà e denuncerà i
fatti. Interpellerà il pubblico,
con domande precise.
Ed
esigerà risposte precise. Per
agevolare il dialogo si avvarrà
della
collaborazione
del
pubblico.
Non
avete
il
coraggio
d'intervenire?
599
Scrivete,
insieme.
ne
discuteremo
LO STUDIO DELL'ANALISTA:
La nostra donna c'è andata
controvoglia. Non ha fiducia.
Mentre parla,
su di uno
schermo vengono proiettati i
suoi
pensieri:
l'esatto
contrario di quanto va dicendo.
Mente su ogni cosa. Parla e
pensa al costo dell'analisi.
400 mila lire la settimana, 80
mila lire l'ora per 3 giorni,
per 12 mesi. 20 milioni l'anno.
Quello che sto facendo è
inutile. "Devo smettere. " Ma
ogni 3 giorni è lì,
come
tossicodipendente dell'ora di
protagonismo che si regala.
L'ORA in cui esiste in cui c'è.
Più avanti - dallo schermo che
ripete
fedelmente
le
sue
600
parole, il pubblico capirà che
si è bloccata, e che è arrivata
ad una lettura fedele di quello
che è del suo essere donnapersona. Via via la presa di
conoscenza, di se, attraverso
i ricordi:
Violentata dal padre a 10 anni.
Violenza che lei,
credeva
legittima,
in quanto pensava
"è mio padre, se l'ha fatto
vuol dire che è naturale, che
doveva farlo. Ha accettato la
violenza del padre,
come la
varicella,
la scarlattina, le
mestruazioni. Nessun trauma,
è mio padre, mi vuole bene.
DA LUI male non me ne può
arrivare.
Solo più tardi,
capirà l'errore di valutazioni.
Ma ancora oggi non sa che
peso quella violenza abbia
avuto sulla sua vita.
601
INSERIRE PRIMI RAPPORTI
CON L'ALTRO SESSO
Studiato con indifferenza per
la promozione:
diplomata?
Laureata? Studiato con grande
curiosità e letto tutto (si fa
per dire) per un suo bisogno di
sapere.
Si è specializzata,
(diciamo fissata?) sulla vita dei
filosofi,
ed ha elaborato
alcuni concetti filosofici a suo
uso e consumo. Per la verità
scoccia anche gli altri,
ma
alcune volte se ne trae anche
un buon profitto per l'anima.
Ha fatto suo una tra le regole
più strane osservate dalla
"setta"
si
chiamava
così,
(scuola) fondata da Pitagora:
NON MANGIARE LE FAVE.
Questo è il "comandamento" più
bizzarro
del
catechismo
602
pitagorico. Aristotele dice che
era per via di una qualche
rassomiglianza
con
l'organo
maschile,
da ciò deduciamo
che Pitagora doveva essere un
gran bigottone. E qui a questa
versione (spiegazione) che la
nostra donna si attiene: se un
pensiero
così,
ripeto
"bizzarro", astuto è diventato
un "comandamento" di una
scuola filosofica fondata da
Pitagora,
un presocratico,
vissuto secoli e secoli A. C. ,
beh,
qualchecosa deve pur
significare.
3) Sposata, con amore,
perché ci si sposava tutte.
ma
4)
Avuto
figli,
non
particolarmente desiderati, né
603
programmati perché così era
sempre stato.
5) Vissuto la vita senza
coscienza alcuna.
Abortito senza riflessione.
Non desiderato niente di
particolare.
Tutto quello che ha è
"NONOSTANTE LEI"
6) Sofferto come tutte.
Subito come tutte.
Pianto come tutte. E CHI
PIU' NE HA PIU' NE METTA
Ribelle come tutte.
Sul grande schermo scritto in
diverse dimensioni appare a
questo punto del dialogo con
l'analista:
PERC
APPARE
604
Di pari passo alla presa di
coscienza del suo essere donna
della nostra donna,
del suo
maturare - da oggetto a
soggetto - abbiamo piccoli
stacchi e ci troviamo in
Tribunale al PROCESSO.
TRIBUNALE:
E' un processo che la nostra
DONNA vuole.
E' molto incerta.
Chi vuole processare? "La
Società?
L'educazione?
La
famiglia? La madre. . . " Non
mi ha mai detto niente. Mi hai
insegnato l'onestà facendomela
vedere con la sua vita.
La morale o il moralismo?
Cos'è il SESSO? Nessuno me
ne ha mai parlato.
605
Il padre. Amico? Nemico? Gli
amici? Il marito? I figli? E'
confusa.
Lentamente
progredisce nell'inchiesta, nel
domandarsi e alla fine il
processo lo chiede per lei.
E' lei che si accusa.
"Ho vissuto come una capra.
Ho accettato tutto pensando,
seguendo i mille luoghi comuni
che la società ti dà con la
prima poppata.
Voglio essere processata e
condannata per non essere
riuscita,
nonostante l'essere
stata militante politica, forse
anche
un'avanguardia
femminista,
piena di ottime
teorie per le altre e minima
pratica
verso
me
stessa.
Ribellioni e una presa reale di
coscienza . E qui escono tutti
gli errori di una donna della
606
mia generazione.
Errori che
forse potranno servire per un
miglioramento
della
qualità
della
vita.
Scelte
programmate, meditate, ecc.
DIO:
il primo maschilista.
(voluto
inventato dagli uomini)
Eva
tentatora
peccatrice.
Perché non Adamo?
Mosè sul Monte siani:
Le
tavole
I comandamenti
NON
DESIDERARE
LA
DONNA D'ALTRI (Siamo fin
da allora OGGETTI.
Non desiderare l'uomo d'altri:
undicesimo comandamento.
Nell'etica della nostra vita ci
vorrebbe.
607
I FIGLI
L'unica cosa che non può fare
l'uomo sono i figli.
NOI POSSIAMO CREARE UN
INDIVIDUO.
DICI NIENTE?
Che uso ne facciamo di questo
potere divino?
Troppo spesso è un potere
male usato.
E quando ci separiamo, i figli
non sono spesso usati come
materia
di
ricatto?
Cosa
pagano i figli per i nostri
errori?
LISISTRATA:
Uomini volete
la guerra? Niente amore.
DONNA OGGI:
creare una
creatura umana è un miracolo.
Ho questo potere io, solo io.
608
Smettiamo di fare figli per
almeno tre anni. Ragionamoci
bene sopra a 'sta incredibile
ricchezza che solo noi possiamo
elargire.
Valutiamone
il
profondo significato, poi, con
le idee finalmente chiare,
riprendiamo a far miracoli,
facendo ben sentire all'uomo
che è un miracolo al quale sta
assistendo. Così finalmente le
donne saranno rispettate. Se
non
altro
durante
la
gravidanza.
L'ABORTO
I contraccettivi nelle scuole.
L'educazione
sessuale.
Abortire è un trauma.
Non
puoi abortire come andare dal
parrucchiere,
con la stessa
facilità.
609
Come ti senti dopo che hai
abortito? Ti rimane addosso
qualcosa? La prossima volta
che farai?
IL MATRIMONIO
Tutti ne parlano male e tutti ci
si rompono la testa. L'uomo
che
hai
sposato
ragazzo
(giovane) quasi sempre, poco
ha in comune col vecchio
signore che hai al fianco, con
cui hai diviso la vita, gioie e
dolori.
Nonostante questo ti
ostini,
per via della prima
poppata piena di ideologie
sbagliate a vivergli accanto. A
QUALSIASI COSTO.
Ovunque in tutti questi anni ho
ascoltato discorsi di donne
disperate,
la canzone è
610
sempre la stessa. La storia di
Medea si ripete nei tempi,
uguale,
a qualsiasi classe
sociale
tu
appartenga.
L'IDENTICA
CANZONE,
raccontata,
tra lacrime,
o
freddamente, o con rabbia o
con rassegnato dolore, o su di
un letto,
dopo un tentato
suicidio, o in casa di cura se
sei ricca, in manicomio se sei
povera. Sono storie di anni di
umiliazioni, di tentativi di ogni
tipo.
"Sta invecchiando. . .
sono gli ultimi colpi" e poi ti
accorgi che non sono gli ultimi,
né saranno i penultimi.
Stai
zitta, e aspetti. Gridi, e
aspetti.
Ti allontani,
e
aspetti.
Ma cosa cazzo
aspetti?
Cos'è che ti schiaccia? Cos'è
che t'ha cancellato il sorriso?
611
Cos'è che ti ha messo la faccia
a lutto? Cos'è che ti ha
convinta che sei morta? Perché
non dormi,
perché pensi,
perché
sei
fissata?
Sei
fissata? SEI FISSATA.
Che
meccanismi
sono?
L'orgoglio,
paura
della
solitudine?
I
soldi?
LUI?
L'AMORE? L'AMORE?
Ma dai, guardalo bene, porta
gli anni meno bene di te. E'
ancora divertente,
spiritoso,
affascinante come 20, 30 anni
fa? I programmi televisivi chi li
sceglie? Il peso delle cose più
noiose sulle spalle di chi,
è
appoggiato?
Com'è
la
tua
giornata con lui? Le tue
serate, le tue notti? Cosa vi
dite ancora? Cosa ti dà?
Analizza, analizza.
612
T'ho umiliata? Quante volte?
Qual'è l'ultima volta? E il
rispetto? Dove lo metti?
E noi come siamo? Come siamo?
Migliorate
col
tempo,
peggiorate.
La vera differenza tra un uomo
e una donna credo consista in
questo: le donne conservano un
po' più dell'uomo,
il senso
dell'onestà, (non tutte) della
giustizia,
dell'integrità.
Siamo soggetti morali,
(non
tutte) e a volte purtroppo solo
moraliste.
All'uomo è stata
inculcato,
sempre con quella
prima fatale poppata,
il
piacere per la lotta, la lotta
con
qualsiasi
mezzo
per
ottenere,
raggiungere,
impossessarsi del POTERE.
Il POTERE è comando, forza,
denaro.
613
FASCINO. BELLEZZA. Tutte
QUALITA' privilegi che ti
derivano dal potere.
IL POTERE ti procura tutto ciò
che
il
POTERE
PUO'
PROCURARTI.
Con il potere
che ti balla intorno anche
ne vorresti un po'? No? Essere
donne
continua ad essere
difficile, e nel cammino della
vita (è con rammarico,
che
sono costretta a riconoscerlo)
ti senti con
un fatto che
sicuramente,
dopo
il
turbamento che ti procura, ti
lascia
amarezza
e
sconvolgimento addosso, cioè,
la scoperta,
che le tue
difficoltà
di
vita,
di
sentimenti, le tue insicurezze,
dipendono
sì da
come
è
strutturata la società,
dagli
uomini,
da quello che ci
614
aspetta da te, ecc. ecc. ma
dipendono anche da altri essere
come te, anime del tuo stesso
sesso.
Sì,
amarezza
e
sconvolgimento.
La donna è
troppo spesso,
la maggior
nemica della donna. Nel lavoro
e nella vita.
Giovani o vecchie, interrogate,
provate ad interrogare. Quasi
tutte,
fottute da un'altra.
Sì,
c'entra anche lei,
ma
vero è che l'amore uomo lo fa
quasi sempre con una donna.
O giovane come te, o molto
molto più giovane di lui. E tu
stai a guardare.
Si fa per
dire.
Naturalmente storie di questo
tipo si verificano quando il lui,
è un vero LUI. Se è giovane
va benissimo, ma andrà ancor
615
più bene,
se il LUI in
discussione è senza giovinezza,
è adulto,
è vecchino,
o
vecchio.
L'impegno,
per la
giovane in questione,
sarà
minimo.
In tutti i sensi.
Intendiamoci,
può
anzi
dovrebbe essere pesantissimo,
ma buone prospettive, vuoi di
vita, vuoi sociali, artistiche
possono allegerirlo assai, come
peso.
E tu stai a gurardare. Hai una
conoscenza della storia,
di
quello che passa, del senso di
quello che sta accadendo. TU
SAI GIA' TUTTO. PERCHE'
E' IL RIPETERSI,
del
ripetersi,
del
ripetersi.
Aspetti,
ed
a
volte
inutilmente.
Non succede
nulla, o succede proprio quello
che tu non vorresti.
616
L'unico pensiero che ti deve
dare
un
minimo
di
è che anche tu sei stata
giovane, e anche la giovane di
oggi, con fortuna, o senza
fortuna,
(a volte non basta
sposare
uno
scrittore
importante per scrivere un
buon
romanzo,
vedi
MORAVIA; o darsi ad un
pittore,
sempre importante,
per dipingere un bel quadro
ecc. ecc. Come a dire che se
hai doti, certo con l'uomo di
potere,
puoi correre nella
carriere, ma se non hai nella
testa le cose giuste. Sembra
che tu. . .
ti sembra di
correre,
ma non appena ti
fermerai per riprendere fiato,
voltandoti indietro,
scoprirai
di aver perso per strada
qualcosa che sarebbe stato più
617
importante tenere,
e ben
stretto. )
La giovane che oggi ti mette
pesantemente davanti alla tua
età,
alla
tua
realtà,
diventerà
vecchia,
esattamente come sei tu ora.
E questo uomo,
che tu
presuntuosamente hai creduto
tuo,
guardalo:
che non si
vede
per
quello
che
è
realmente,
abbarbicato
ciecamente alle sue illusioni.
&&&
BUSCAGLIA
Nell'inverno
del
'69
nell'Università di
a
S.
Francesco il prof.
Leo
Buscaglia decide di dare inizio
ad
un
corso
sperimentale
gratuito, liberi gli studenti di
nadare
e
venire
a
loro
piacimento,
dedicato alla
618
crescita
e
all'evoluzione
individuale.
Suo desiderio era che quel
corso
si
risolvesse
in
un'esperienza del tutto inedita
nel campo dell'insegnamento, e
che fosse per lo studente di
grande
interesse
e
di
amplissima
portata,
in
attinenza con le sue esperienze
immediate:
"CORSO
D'AMORE".
Lui stesso aveva sull'argomento
conoscenze
ed
esperienze
limitate, come i suoi studenti,
e quindi si sarebbero tutti
attivamente
impegnati
nella
scoperta dei veri significati
insiti nella parola AMORE.
Sì, sono tutto amore, e non
me ne vergogno. Ho un unico
messaggio e posso fornirvelo
seduta stante.
Viviamo in
619
un'epoca
che
comincia
realmente
ad
esortarci
a
cogliere i significati della vita.
Ci andiamo abituando ad una
nuova
nomenclatura.
"Condizionamento" "forme e
modifiche del comportamento. "
"Ciò
che
è
necessario
rafforzare"
"ciò
che
è
rafforzato"
e
che
probabilmente determinerà il
comportamento.
Per
raffozzarci ci serviamo del
denaro,
delle
campagne,
dell'elettroshock,
e perfino
dei dolciumi. Quando qualcuno
si comporta nel modo giusto gli
ficchiamo una caramella in
bocca.
Il mio messaggio odierno è: la
miglior caramella del mondo è
un essere umano,
caldo,
palpitante, che non si scioglie
620
affatto. Quella chicca, sei
TU.
Il vero amore è un
fenomeno
prettamente,
totalmente umano.
Non insegno l'amore nel senso
stretto del termine, mi limito
a
facilitare
il
fiorire
dell'amore.
Il fenomeno - amore - è un
quid che noi scopriamo.
L'essere umano crede nel
cambiamento,
se
non
apprezziamo la situazione nella
quale versiamo,
in termini
d'amore,
siamo in grado di
modificarla di dare vita ad un
nuovo scenario.
Possiamo donare solo ciò che
abbiamo,
in questo sta il
miracolo. Se abbiamo amore,
possiamo donarlo, se non ne
abbiamo,
agli
altri è impossibile.
Non è
621
tanto una questione di dare,
ma di condividere,
spartire.
Ti rendo partecipe, e non la
perdo, perché già ce l'ho.
"L'affetto
quale
elemento
modificatore
del
comportamento umano. "
Gli
scienziati,
psicologi,
antropologi,
sociologi hanno
ignorato
l'amore,
è
sconvolgente, perché tutti ne
abbiamo bisogno ed aneliamo ad
esso senza posa. Tuttavia non
è
fatta
materia
d'insegnamento.
Si dà per
scontato che l'amore ci venga
fornito tramite e per effetto
di una misteriosa forza vitale.
"Viviamo tutti in comunità,
tuttavia
moriamo
tutti
di
solitudine. "
L'individuo capace di amare
deve aver cura di se stesso.
622
Badare realmente alla sostanza
della
propria
personalità:
"Ogni
cosa
viene
filtrata
attraverso me, quanto migliore
sono, tanto maggiore è ciò che
ho da dare. Tutto devo fare,
per essere il più bello, il più
straordinario,
il
più
fantastico, tenero affettuoso
essere umano del mondo. In
noi si manifesta solamente una
minima porzione di ciò che
realmente siamo. Nondimeno ci
sentiamo perfettamente paghi
di essere quel che siamo.
Lo psichiatra londinese R. D.
Laing
avanza
un'ipotesi
provocatoria
e
suggestiva:
"Noi pensiamo molto meno di
quanto sappiamo.
Sappiamo
molto meno di quanto amiamo,
amiamo molto meno di ciò che
623
esiste ed in tal senso siamo
molto meno di ciò che siamo. "
Su tali premesse dovremmo
sentirci spronati senza
di
diventare. . .
un quid,
riposto nel profondo di ciascuno
di noi che differisce da
individuo a individuo.
lavorare su questa stesura 30
LUGLUO
&&&
Sto male di salute, ma mi
sembra di stare molto bene
d'umore, mentre invece mio
figlio dice che tutte le malattie
che io sono riuscita(un vero
primato! ) ad accumulare negli
anni(che vanno dall'onicofagiamangiarsi
le
unghie-,
tricotillomania-strapparsi
capelli, attorciliarli stretti al
dito
anulare
e
infine
nasconderli sotto ai mobili.
624
Quando uno è in ansia, si
strappa i capelli , se sola, si
mangia le unghie in presenza di
altri.
)E me l'ha dimostrato
enumerandomi tutto quello che
ho avuto negli ultimi due mesi a
Boston.
"Oh, ma come sono
felice, rilassata! "Un bubbone
della
grandezza
di
un
mandarino
nel seno sinistro,
proprio sopra a quello che
chiamiamo cuore, dolore ai reni
con perdita di sangue, lastre,
calcoli
frantumati,
tracce
anche
in
vescica,
dolori
muscolari alle gambe, crampi
durante
il
sonno,
gamba
sinistra, dopo immobilità di
qualche ora, non rehhe e
duole.
"Cos'è, il lazzaretto
tutto di un colpo?"NO, è che il
tuo fisico si fifende come può.
lanciandoti
campanelle
625
d'allarme da una situazione che
tu vivi male.
Fai l'elenco di
tutte le malattie che hai avuto
negli ultimi anni, gli interventi,
malattie inimmaginabili ma ben
tangibili che vanno da una
congiuntivite che ti scoppia
oggi, inizio di una commedia
che non ti piace e che ti
sparisce il giorno dopo l'ultimo
spettacolo.
Tu come un
pappagallo ripeti"sto bene"e sei
pure convinta, invece"credi" di
star
bene,
ma
nel
tuo
subconscio stai malissimo?Tutta
la colpa è del subconscio.
Freud ha detto un sacco di
cose relativamente
importanti, cose che anche
altri avevano detto, l'unica
sua* scoperta essenziale per la
vita dell'uomo per la sua mente
è 'sta storia del subconscio.
626
'Sta storia del subconscio deve
essere vera.
Mi viene in
mente una tipa di Torino che
lavora all'Einaudi, si
chiama
Emilia, l'ho conosciuta tanto
tempo fa, mi raccontava della
sua vita, nel dibattersi nei
problemi col marito da cui si
era separata, i figli, la
suocere, l'amante del marito,
la moglie del marito.
Tutti
questi problemi le procuravano
fenomeni fisici
stregoneschi,
reazioni sul suo corpo che
nessun
medico
aveva
mai
registrato su alcun paziente.
Che so, le lenti a contatto che
si gonfiavano a dismisura fino a
scoppiare,
oppure
che
si
bucherellavano tutte.
Robe
mai
viste,
tanto
che
l'assicurazione si rifiutava di
rimborsargliele.
Mio figlio ha
627
certamente ragione.
"Tu devi
sbatterti, riuscire a scavare, a
ricordare, a scoprire cosa hai
dentro realmente, quale fatto
vicino o lontano ti ha portato
a questo malessere.
Devi
andare indietro,
indietro
mamma.
"Mi sono presa un
registratore e via a parlare a
ruota libera.
Come premo il
tasto per la registrazione, non
mi viene in mente niente.
Cerco
di
ralassarmi.
Vediamo. . il primo trauma.
. per me è stato un trauma e
grosso. anche se poi, ora, 30
anni dopo, mi rendo conto di
aver guardato i fatti con
ecessiva
enfasi.
HO
scambiato una storia del tutto
naturale per una mancanza
d'amore.
L'ho vissuta
malissimo.
Ho cercato di
628
parlarne con lui, ma subito mi
sono interrotta, imbarazzata
dal
suo
imbarazzo.
Impreparata, incolta sul sesso:
è la prima cosa che ricordo in
questa incursione nella
mia
vita.
Il mio rapporto con l'altro
sesso è statoo per moltissimi
anni
un
rapporto
"al
servizio";mai
avuto
stimoli
sessuali, la voglia di fare
all'amore mi veniva se ci si
abbracciava e baciava. . . ma
scivolavo nel rapporto senza un
grande desiderio di sesso. . .
ero portata ad assecondare il
suo di desiderio.
Del sesso,
non sapevo nulla.
quello che
facevamo, era venuto da solo,
l'avevamo scoperto insieme.
autodidatti. Ora, per fortuna
è diverso.
I giovani sanno
629
tutto.
prima ancora di
avicinar si ad una donna. Mio
figlio aveva un 13 anni e già se
ne stava con un libro di
anatomia in mano.
(IMENE,
vedevo soltanto un orecchio).
L'orgasmo, l'ho raggiunto molto
dopo che praticavo il sesso.
Prima fingevo. Non me ne sono
mai fatta un problema.
SALTO E SI ARRIVA A
PARLARE
DELLA
COPIA
APERTA.
E così. . . s'è infiltrata tra i
giovani il concetto "amore
libero". . . nei giovani. . . e
anche . . .
in quelli meno
giovani.
Tra gli animali,
il leone ad
esempio,
sceglie la femmina
per
la
"vita",
il
loro
matrimonio, pur non essendo
630
celebrato
in
chiesa
è
indissolubile.
Ma c'è assoluta
libertà nel rapporto sessuale. .
. per tutti e due. . . Quella
del maschio per la femmina, la
"sua"
femmina,
è
una
protezione
militare,
cioè
difesa
della
vita,
non
sessuale.
Quanti
di
voi
vorrebbero
essere un leone?. . .
una
leonessa? (ruggito) Fuori la
verità! (ruggito).
Questo per gli animali. . .
In
molti
popoli
primitivi,
l'amore libero è praticato da
sempre. Il rapporto sessuale
libero! Come vorreste essere
un primitivo, lo sento!
Il più creativo in fatto d'amore
libero fra tutti,
è il popolo
della Papuasia.
631
Creatività. . . senza offesa. .
.
che non può che essere
femminile. . .
Non so se
ancora oggi. . .
ma in
Papuasia l'hanno inventata bella
per fare sesso libero, e lì la
donna è padrona e il maschio in
soggezione, c'è addirittura la
convinzione,
che i bambini
siano nel grembo della donna
dalla sua nascita, voglio dire
della donna, ma per crescere.
. .
e di conseguenza,
nascere,
devono
essere
nutriti. . . con sperma.
Vi immaginate la scena? Ogni
volta che la donna. . .
la
DONNA! , ha voglia di fare
l'amore urla: " il bambino ha
fame! ! Il bambino ha fame! ! "
e
via. . .
tutti gli uomini
della tribù che corrono a
nutrirlo. . . "Adesso basta. .
632
.
ha mangiato abbastanza!
Via, andate via! " La cosa più
bella,
che "il figlio" quando
nasce non è figlio tuo e tuo o
tuo,
non
c'è
paternità
individuale, ma collettiva: il
figlio è di tutti!
Se Dio fosse stato della
Papuasia il paradiso terrestre
l'Eva avesse impostato il suo
rapporto con Adamo come le
donne della Papuasia, pensa te
che sconvolgimento! La storia
del mondo sarebbe cambiata,
così gli usi. . . i costumi. . .
Che civiltà.
BIOGRAFIA
FRANCATENTATIVO
Sto male di salute, ma mi
sembra di stare molto bene
d'umore, mentre invece mio
633
figlio dice che tutte le malattie
che io sono riuscita(un vero
primato! ) ad accumulare negli
anni(che vanno dall'onicofagiamangiarsi
le
unghie-,
tricotillomania-strapparsi
capelli, attorciliarli stretti al
dito
anulare
e
infine
nasconderli sotto ai mobili.
Quando uno è in ansia, si
strappa i capelli , se sola, si
mangia le unghie in presenza di
altri.
)E me l'ha dimostrato
enumerandomi tutto quello che
ho avuto negli ultimi due mesi a
Boston.
"Oh, ma come sono
felice, rilassata! "Un bubbone
della
grandezza
di
un
mandarino
nel seno sinistro,
proprio sopra a quello che
chiamiamo cuore, dolore ai reni
con perdita di sangue, lastre,
calcoli
frantumati,
tracce
634
anche
in
vescica,
dolori
muscolari alle gambe, crampi
durante
il
sonno,
gamba
sinistra, dopo immobilità di
qualche ora, non rene e duole.
"Cos'è, il lazzaretto tutto di
un colpo?"NO, è che il tuo
fisico si fifende come può.
lanciandoti
campanelle
d'allarme da una situazione che
tu vivi male.
Fai l'elenco di
tutte le malattie che hai avuto
negli ultimi anni, gli interventi,
malattie inimmaginabili ma ben
tangibili che vanno da una
congiuntivite che ti scoppia
oggi, inizio di una commedia
che non ti piace e che ti
sparisce il giorno dopo l'ultimo
spettacolo.
Tu come un
pappagallo ripeti"sto bene"e sei
pure convinta, invece"credi" di
star
bene,
ma
nel
tuo
635
subconscio stai malissimo?Tutta
la colpa è del subconscio.
Froid ha detto un sacco di cose
relativammente
importanti,
cose che anche altri avevano
detto, l'unica sua scoperta
essenziale per la vita dell'uomo
per la sua mente è 'sta storia
del subconscio.
'Sta storia
del subconscio deve essere
vera.
Mi viene in mente una
tipa di Torino che lavora
all'Einaudi, si chiama Emilia,
l'ho conosciuta tanto tempo fa,
mi raccontava della sua vita,
nel dibattersi nei problemi col
marito da cui si era separata, i
figli, la suocere, l'amante del
marito, la moglie del marito.
Tutti
questi
problemi
le
procuravano
fenomeni
fisici
stregoneschi, reazioni sul suo
corpo che nessun medico aveva
636
mai
registrato
su
alcun
paziente.
Che so, le lenti a
contatto che si gonfiavano a
dismisura fino a scoppiare,
oppure che si bucherellavano
tutte.
Robe mai viste, tanto
che l'assicurazione si rifiutava
di rimborsargliele.
Mio figlio
ha certamente ragione.
"Tu
devi sbatterti,
riuscire a
scavare,
a ricordare,
a
scoprire
cosa
hai
dentro
realmente, quale fatto vicino o
lontano ti ha portato a questo
malessere.
Devi andare
indietro,
indietro mamma.
"Mi sono presa un registratore
e via a parlare a ruota libera.
Come premo il tasto per la
registrazione, non mi viene in
mente niente.
Cerco di
ralassarmi.
Vediamo.
.
il
primo trauma.
.
per me è
637
stato un trauma e grosso.
anche se poi, ora, 30 anni
dopo, mi rendo conto di aver
guardato i fatti con ecessiva
enfasi.
HO scambiato una
storia del tutto naturale per
una mancanza d'amore.
L'ho
vissuta malissimo. Ho cercato
di parlarne con lui, ma subito
mi
sono
interrotta,
imbarazzata dal suo imbarazzo.
Impreparata, incolta sul sesso:
è la prima cosa che ricordo in
questa incursione nella
mia
vita.
Il mio rapporto con l'altro
sesso è statoo per moltissimi
anni
un
rapporto
"al
servizio";mai
avuto
stimoli
sessuali, la voglia di fare
all'amore mi veniva se ci si
abbracciava e baciava. . . ma
scivolavo nel rapporto senza un
638
grande desiderio di sesso.
.
ero portata ad assecondare il
suo di desiderio.
Del sesso,
non sapevo nulla.
quello che
facevamo, era venuto da solo,
l'avevamo scoperto insieme.
autodidatti. Ora, per fortuna
è diverso.
I giovani sanno
tutto.
prima ancora di
avicinar si ad una donna. Mio
figlio aveva un 13 anni e già se
ne stava con un libro di
anatomia in mano.
(IMENE,
vedevo soltanto un orecchio).
L'orgasmo, l'ho raggiunto molto
dopo che praticavo il sesso.
Prima fingevo.
Non me ne sono mai fatta un
problema.
CONTINUAZIONE
DONNA
GRASSA 1(AMMAZZAMENTO
639
DUE
GEMELLI
ODPEDALE
ROMA;
Dopo la prima e la seconda
scena, ritroviamo
la nostra
donna grassa che sta leggendo
il giornale, è illuminata da un
cono di luce in modo da
rendere il cambio di ambiente il
più
veloce
possibiole.
ATTENZIONE QUESTO DUE
FRASI LE HO PRESE DA
2DONNE2 HO TENTATO DI
FARE UN TRASFERIMENTO E
MI E' RIUSCITOòOGGI SONO
RIUSCITA
A
METTERE
ANCHE
I
NUMERI
ALLE
PAGINE E TUTTO DA SOLAòò
LO
STUDIO
ANALISTA
L'INFINITO:
640
DI
UN
Così viene chiamato il fondale
azzurro
chiaro
che
gira
tuttintorno al palcoscenico) nel
quale
LA
DONNA
agirà
rivolgendosi direttamente al
pubblico. Che porterà via via,
dall'analista, o al tribunale e
viceversa.
Nell'infinito,
la
donna
commenterà e denuncerà i
fatti. Interpellerà il pubblico,
con domande precise.
Ed
esigerà risposte precise. Per
agevolare il dialogo si avvarrà
della
collaborazione
del
pubblico.
Non
avete
il
coraggio
d'intervenire?
Scrivete,
ne discuteremo
insieme.
LO STUDIO DELL'ANALISTA:
La nostra donna c'è andata
controvoglia. Non ha fiducia.
641
Mentre parla,
su di uno
schermo vengono proiettati i
suoi
pensieri:
l'esatto
contrario di quanto va dicendo.
Mente su ogni cosa. Parla e
pensa al costo dell'analisi.
400 mila lire la settimana, 80
mila lire l'ora per 3 giorni,
per 12 mesi. 20 milioni l'anno.
Quello che sto facendo è
inutile. "Devo smettere. " Ma
ogni 3 giorni è lì,
come
tossicodipendente dell'ora di
protagonismo che si regala.
L'ORA in cui esiste in cui c'è.
Più avanti - dallo schermo che
ripete
fedelmente
le
sue
parole, il pubblico capirà che
si è bloccata, e che è arrivata
ad una lettura fedele di quello
che è del suo essere donnapersona. Via via la presa di
642
conoscenza, di se, attraverso
i ricordi:
Violentata dal padre a 10 anni.
Violenza che lei,
credeva
legittima,
in quanto pensava
"è mio padre, se l'ha fatto
vuol dire che è naturale, che
doveva farlo. Ha accettato la
violenza del padre,
come la
varicella,
la scarlattina, le
mestruazioni. Nessun trauma,
è mio padre, mi vuole bene.
DA LUI male non me ne può
arrivare.
Solo più tardi,
capirà l'errore di valutazioni.
Ma ancora oggi non sa che
peso quella violenza abbia
avuto sulla sua vita.
INSERIRE PRIMI RAPPORTI
CON L'ALTRO SESSO
643
Studiato con indifferenza per
la promozione:
diplomata?
Laureata? Studiato con grande
curiosità e letto tutto (si fa
per dire) per un suo bisogno di
sapere.
Si è specializzata,
(diciamo fissata?) sulla vita dei
filosofi,
ed ha elaborato
alcuni concetti filosofici a suo
uso e consumo. Per la verità
scoccia anche gli altri,
ma
alcune volte se ne trae anche
un buon profitto per l'anima.
Ha fatto suo una tra le regole
più strane osservate dalla
"setta"
si
chiamava
così,
(scuola) fondata da Pitagora:
NON MANGIARE LE FAVE.
Questo è il "comandamento" più
bizzarro
del
catechismo
pitagorico. Aristotele dice che
era per via di una qualche
rassomiglianza
con
l'organo
644
maschile,
da ciò deduciamo
che Pitagora doveva essere un
gran bigottone. E qui a questa
versione (spiegazione) che la
nostra donna si attiene: se un
pensiero
così,
ripeto
"bizzarro", astuto è diventato
un "comandamento" di una
scuola filosofica fondata da
Pitagora,
un presocratico,
vissuto secoli e secoli A. C. ,
beh,
qualchecosa deve pur
significare.
3) Sposata, con amore,
perché ci si sposava tutte.
ma
4)
Avuto
figli,
non
particolarmente desiderati, né
programmati perché così era
sempre stato.
645
5) Vissuto la vita senza
coscienza alcuna.
Abortito senza riflessione.
Non desiderato niente di
particolare.
Tutto quello che ha è
"NONOSTANTE LEI"
6) Sofferto come tutte.
Subito come tutte.
Pianto come tutte. E CHI
PIU' NE HA PIU' NE METTA
Ribelle come tutte.
Sul grande schermo scritto in
diverse dimensioni appare a
questo punto del dialogo con
l'analista:
PERC
APPARE
Di pari passo alla presa di
coscienza del suo essere donna
646
della nostra donna,
del suo
maturare - da oggetto a
soggetto - abbiamo piccoli
stacchi e ci troviamo in
Tribunale al PROCESSO.
TRIBUNALE:
E' un processo che la nostra
DONNA vuole.
E' molto incerta.
Chi vuole processare? "La
Società?
L'educazione?
La
famiglia? La madre. . . " Non
mi ha mai detto niente. Mi hai
insegnato l'onestà facendomela
vedere con la sua vita.
La morale o il moralismo?
Cos'è il SESSO? Nessuno me
ne ha mai parlato.
Il padre. Amico? Nemico? Gli
amici? Il marito? I figli? E'
confusa.
Lentamente
647
progredisce nell'inchiesta, nel
domandarsi e alla fine il
processo lo chiede per lei.
E' lei che si accusa.
"Ho vissuto come una capra.
Ho accettato tutto pensando,
seguendo i mille luoghi comuni
che la società ti dà con la
prima poppata.
Voglio essere processata e
condannata per non essere
riuscita,
nonostante l'essere
stata militante politica, forse
anche
un'avanguardia
femminista,
piena di ottime
teorie per le altre e minima
pratica
verso
me
stessa.
Ribellioni e una presa reale di
coscienza . E qui escono tutti
gli errori di una donna della
mia generazione.
Errori che
forse potranno servire per un
miglioramento
della
qualità
648
della
vita.
Scelte
programmate, meditate, ecc.
DIO:
il primo maschilista.
(voluto
inventato dagli uomini)
Eva
tentatora
peccatrice.
Perché non Adamo?
Mosè sul Monte siani:
Le
tavole
I comandamenti
NON
DESIDERARE
LA
DONNA D'ALTRI (Siamo fin
da allora OGGETTI.
Non desiderare l'uomo d'altri:
undicesimo comandamento.
Nell'etica della nostra vita ci
vorrebbe.
I FIGLI
649
L'unica cosa che non può fare
l'uomo sono i figli.
NOI POSSIAMO CREARE UN
INDIVIDUO.
DICI NIENTE?
Che uso ne facciamo di questo
potere divino?
Troppo spesso è un potere
male usato.
E quando ci separiamo, i figli
non sono spesso usati come
materia
di
ricatto?
Cosa
pagano i figli per i nostri
errori?
LISISTRATA:
Uomini volete
la guerra? Niente amore.
DONNA OGGI:
creare una
creatura umana è un miracolo.
Ho questo potere io, solo io.
Smettiamo di fare figli per
almeno tre anni. Ragionamoci
650
bene sopra a 'sta incredibile
ricchezza che solo noi possiamo
elargire.
Valutiamone
il
profondo significato, poi, con
le idee finalmente chiare,
riprendiamo a far miracoli,
facendo ben sentire all'uomo
che è un miracolo al quale sta
assistendo. Così finalmente le
donne saranno rispettate. Se
non
altro
durante
la
gravidanza.
L'ABORTO
I contraccettivi nelle scuole.
L'educazione
sessuale.
Abortire è un trauma.
Non
puoi abortire come andare dal
parrucchiere,
con la stessa
facilità.
Come ti senti dopo che hai
abortito? Ti rimane addosso
651
qualcosa? La
che farai?
prossima
volta
IL MATRIMONIO
Tutti ne parlano male e tutti ci
si rompono la testa. L'uomo
che
hai
sposato
ragazzo
(giovane) quasi sempre, poco
ha in comune col vecchio
signore che hai al fianco, con
cui hai diviso la vita, gioie e
dolori.
Nonostante questo ti
ostini,
per via della prima
poppata piena di ideologie
sbagliate a vivergli accanto. A
QUALSIASI COSTO.
Ovunque in tutti questi anni ho
ascoltato discorsi di donne
disperate,
la canzone è
sempre la stessa. La storia di
Medea si ripete nei tempi,
652
uguale,
a qualsiasi classe
sociale
tu
appartenga.
L'IDENTICA
CANZONE,
raccontata,
tra lacrime,
o
freddamente, o con rabbia o
con rassegnato dolore, o su di
un letto,
dopo un tentato
suicidio, o in casa di cura se
sei ricca, in manicomio se sei
povera. Sono storie di anni di
umiliazioni, di tentativi di ogni
tipo.
"Sta invecchiando. . .
sono gli ultimi colpi" e poi ti
accorgi che non sono gli ultimi,
né saranno i penultimi.
Stai
zitta, e aspetti. Gridi, e
aspetti.
Ti allontani,
e
aspetti.
Ma cosa cazzo
aspetti?
Cos'è che ti schiaccia? Cos'è
che t'ha cancellato il sorriso?
Cos'è che ti ha messo la faccia
a lutto? Cos'è che ti ha
653
convinta che sei morta? Perché
non dormi,
perché pensi,
perché
sei
fissata?
Sei
fissata? SEI FISSATA.
Che
meccanismi
sono?
L'orgoglio,
paura
della
solitudine?
I
soldi?
LUI?
L'AMORE? L'AMORE?
Ma dai, guardalo bene, porta
gli anni meno bene di te. E'
ancora divertente,
spiritoso,
affascinante come 20, 30 anni
fa? I programmi televisivi chi li
sceglie? Il peso delle cose più
noiose sulle spalle di chi,
è
appoggiato?
Com'è
la
tua
giornata con lui? Le tue
serate, le tue notti? Cosa vi
dite ancora? Cosa ti dà?
Analizza, analizza.
T'ho umiliata? Quante volte?
Qual'è l'ultima volta? E il
rispetto? Dove lo metti?
654
E noi come siamo? Come siamo?
Migliorate
col
tempo,
peggiorate.
La vera differenza tra un uomo
e una donna redo consista in
questo: le donne conservano un
po' più dell'uomo,
il senso
dell'onestà, (non tutte) della
giustizia,
dell'integrità.
Siamo soggetti morali,
(non
tutte) e a volte purtroppo solo
moraliste.
All'uomo è stata
inculcato,
sempre con quella
prima fatale poppata,
il
piacere per la lotta, la lotta
con
qualsiasi
mezzo
per
ottenere,
raggiungere,
impossessarsi del POTERE.
Il POTERE è comando, forza,
denaro.
FASCINO. BELLEZZA. Tutte
QUALITA' privilegi che ti
derivano dal potere.
655
IL POTERE ti procura tutto ciò
che
il
POTERE
PUO'
PROCURARTI.
Con il potere
che ti balla intorno anche
ne vorresti un po'? No? Essere
donne
continua ad essere
difficile, e nel cammino della
vita (è con rammarico,
che
sono costretta a riconoscerlo)
ti senti con
un fatto che
sicuramente,
dopo
il
turbamento che ti procura, ti
lascia
amarezza
e
sconvolgimento addosso, cioè,
la scoperta,
che le tue
difficoltà
di
vita,
di
sentimenti, le tue insicurezze,
dipendono
sì da
come
è
strutturata la società,
dagli
uomini,
da quello che ci
aspetta da te, ecc. ecc. ma
dipendono anche da altri essere
656
come te, anime del tuo stesso
sesso.
Sì,
amarezza
e
sconvolgimento.
La donna è
troppo spesso,
la maggior
nemica della donna. Nel lavoro
e nella vita.
Giovani o vecchie, interrogate,
provate ad interrogare. Quasi
tutte,
fottute da un'altra.
Sì,
c'entra anche lei,
ma
vero è che l'amore uomo lo fa
quasi sempre con una donna.
O giovane come te, o molto
molto più giovane di lui. E tu
stai a guardare.
Si fa per
dire.
Naturalmente storie di questo
tipo si verificano quando il lui,
è un vero LUI. Se è giovane
va benissimo, ma andrà ancor
più bene,
se il LUI in
discussione è senza giovinezza,
657
è adulto,
è vecchino,
o
vecchio.
L'impegno,
per la
giovane in questione,
sarà
minimo.
In tutti i sensi.
Intendiamoci,
può
anzi
dovrebbe essere pesantissimo,
ma buone prospettive, vuoi di
vita, vuoi sociali, artistiche
possono allegerirlo assai, come
peso.
E tu stai a gurardare. Hai una
conoscenza della storia,
di
quello che passa, del senso di
quello che sta accadendo. TU
SAI GIA' TUTTO. PERCHE'
E' IL RIPETERSI,
del
ripetersi,
del
ripetersi.
Aspetti,
ed
a
volte
inutilmente.
Non succede
nulla, o succede proprio quello
che tu non vorresti.
L'unico pensiero che ti deve
dare
un
minimo
di
658
è che anche tu sei stata
giovane, e anche la giovane di
oggi, con fortuna, o senza
fortuna,
(a volte non basta
sposare
uno
scrittore
importante per scrivere un
buon
romanzo,
vedi
MORAVIA; o darsi ad un
pittore,
sempre importante,
per dipingere un bel quadro
ecc. ecc. Come a dire che se
hai doti, certo con l'uomo di
potere,
puoi correre nella
carriere, ma se non hai nella
testa le cose giuste. Sembra
che tu. . .
ti sembra di
correre,
ma non appena ti
fermerai per riprendere fiato,
voltandoti indietro,
scoprirai
di aver perso per strada
qualcosa che sarebbe stato più
importante tenere,
e ben
stretto. )
659
La giovane che oggi ti mette
pesantemente davanti alla tua
età,
alla
tua
realtà,
diventerà
vecchia,
esattamente come sei tu ora.
E questo uomo,
che tu
presuntuosamente hai creduto
tuo,
guardalo:
che non si
vede
per
quello
che
è
realmente,
abbarbicato
ciecamente alle sue illusioni.
All'alzarsi del sipario troviamo
una donna seduta davanti ad
una scrivania, sta leggendo.
660
Schermo grande sul fondo
scena,
sul quale appare una
scritta
dopo
un
minuto
dall'inizio
.
B
N
S
Vi voglio re
Rilassate
Sto riguard
O
Donna.
Buonasera.
Lo
spettacolo di questa sera,
poco ha a che fara col teatro,
anzi, non è per niente, né
spettacolo né spettacolare. La
661
decisione di farvi passare 2
ore, mi auguro, diverse, m'è
venuta leggendo alcuni libri,
qualche tempo fa.
Ci ho
pensato sopra,
e m'è parso
che qualcosa contenuto in quei
libri, si è andato perduto in
questa nostra vita che va
sempre più di corsa.
C'è rimasto poco tempo, per
noi stessi, per i sentimenti. .
. per gli altri. Ho rapportato
la mia vita a quei discorsi, e
da qui, sono partita per una
grande analisi sui miei anni
passati, quella che ero. . .
quella che sono diventata.
SULLO
SCHERMO
SONO MIGLIORATA?
PEGGIORAT
662
2 ISCHIA
Donna - Non lo soQuello che m'importa,
è
tramite fatti miei, e fatti di
altri, scoprire gli errori nostri
e d'altri dietro ai quali
corriamo,
nei
quali
ci
esaltiamo o commiseriamo - ci
distruggiamo - ' mettere la
scoperta.
Sperando
di
arrivarci, a disposizione. . .
FATE T
P
MA ANCH'IO
SBAG
663
Donna - Non date retta a
quelle scritte. E' la parte più
banale di me, che si proietta
su quello schermo.
Dunque,
vi dicevo che stavo
rileggendo gli appunti per una
lezione.
D
Beh, si mi piacerebbe essere
già docente. . . No, questa
qualifica è troppo grande per
me,
ora,
forse più avanti,
chissà,
diciamo che mi sono
auto promossa:
M
Ma no! Una buona allieva. . .
Ecco sì. . .
Cercherò di
passarvi quello che ho acquisito
con diligenza.
664
NON
I
Beh, cercherò. . . farò il
possibile di esserlo in questa
occasione. . .
3 ISCHIA
CORS
di LE
Nell'inverno
del
'69
nell'Università di
a
S.
Francesco il prof.
Leo
Buscaglia decide di dare inizio
ad
un
corso
sperimentale
gratuito, liberi gli studenti di
nadare
e
venire
a
loro
piacimento,
dedicato alla
crescita
e
all'evoluzione
individuale.
665
Suo desiderio era che quel
corso
si
risolvesse
in
un'esperienza del tutto inedita
nel campo dell'insegnamento, e
che fosse per lo studente di
grande
interesse
e
di
amplissima
portata,
in
attinenza con le sue esperienze
immediate:
"CORSO
D'AMORE".
Lui stesso aveva sull'argomento
conoscenze
ed
esperienze
limitate, come i suoi studenti,
e quindi si sarebbero tutti
attivamente
impegnati
nella
scoperta dei veri significati
insiti nella parola AMORE.
4 ISCHIA
Sì, sono tutto amore, e non
me ne vergogno. Ho un unico
messaggio e posso fornirvelo
666
seduta stante.
Viviamo in
un'epoca
che
comincia
realmente
ad
esortarci
a
cogliere i significati della vita.
Ci andiamo abituando ad una
nuova
nomenclatura.
"Condizionamento" "forme e
modifiche del comportamento. "
"Ciò
che
è
necessario
rafforzare"
"ciò
che
è
rafforzato"
e
che
probabilmente determinerà il
comportamento.
Per
raffozzarci ci serviamo del
denaro,
delle
campagne,
dell'elettroshock,
e perfino
dei dolciumi. Quando qualcuno
si comporta nel modo giusto gli
ficchiamo una caramella in
bocca.
Il mio messaggio odierno è: la
miglior caramella del mondo è
un essere umano,
caldo,
667
palpitante, che non si scioglie
affatto. Quella chicca, sei
TU.
Il vero amore è un
fenomeno
prettamente,
totalmente umano.
Non insegno l'amore nel senso
stretto del termine, mi limito
a
facilitare
il
fiorire
dell'amore.
Il fenomeno - amore - è un
quid che noi scopriamo.
L'essere umano crede nel
cambiamento,
se
non
apprezziamo la situazione nella
quale versiamo,
in termini
d'amore,
siamo in grado di
modificarla di dare vita ad un
nuovo scenario.
Possiamo donare solo ciò che
abbiamo,
in questo sta il
miracolo. Se abbiamo amore,
possiamo donarlo, se non ne
abbiamo,
agli
668
altri è impossibile.
Non è
tanto una questione di dare,
ma di condividere,
spartire.
Ti rendo partecipe, e non la
perdo, perché già ce l'ho.
"L'affetto
quale
elemento
modificatore
del
comportamento umano. "
Gli
scienziati,
psicologi,
antropologi,
sociologi hanno
ignorato
l'amore,
è
sconvolgente, perché tutti ne
abbiamo bisogno ed aneliamo ad
esso senza posa. Tuttavia non
è
fatta
materia
d'insegnamento.
Si dà per
scontato che l'amore ci venga
fornito tramite e per effetto
di una misteriosa forza vitale.
"Viviamo tutti in comunità,
tuttavia
moriamo
tutti
di
solitudine. "
669
L'individuo capace di amare
deve aver cura di se stesso.
Badare realmente alla sostanza
della
propria
personalità:
"Ogni
cosa
viene
filtrata
attraverso me, quanto migliore
sono, tanto maggiore è ciò che
ho da dare. Tutto devo fare,
per essere il più bello, il più
straordinario,
il
più
fantastico, tenero affettuoso
essere umano del mondo. In
noi si manifesta solamente una
minima porzione di ciò che
realmente siamo. Nondimeno ci
sentiamo perfettamente paghi
di essere quel che siamo.
5 ISCHIA
Lo psichiatra londinese R. D.
Laing
avanza
un'ipotesi
provocatoria
e
suggestiva:
"Noi pensiamo molto meno di
670
quanto sappiamo.
Sappiamo
molto meno di quanto amiamo,
amiamo molto meno di ciò che
esiste ed in tal senso siamo
molto meno di ciò che siamo. "
Su tali premesse dovremmo
sentirci spronati senza
di
diventare.
. . . . un quid, riposto nel
profondo di ciascuno di noi che
differisce
da
individuo
a
individuo.
UNICITA' DEL SINGOLO
E se qualcuno incontrando un
altro dicesse: "Sono proprio
contento che tu sia unico,
diversa.
Mostrami in cosa
consistono le tue diversità,
avrò modo di trarne qualche
insegnamento"
immaginatevi
cosa sarebbe il mondo.
671
. . . insegnante di disegno:
Oggi, disegniamo un albero".
Va alla lavagna e disegni il
"SUO" albero. Una specie di
pallone verde con un piccolo
basamento marrone. Un leccalecca. Tutti
disegnano.
Più ti avvicini al lecca-lecca e
migliore sarà il voto. Se tu,
con tutti i colori fai un albero,
come lo vedi e conosci "Tu devi
avere un baco nel cervello! "
. . . Facciamo di tutto perché
ciascuno sia uguale ad ogni
altro.
La
capacità
di
"conformarsi" costituisce la
premessa indispensabile per
approdare al successo. Sii te
stesso. Non rinunciare mai al
TUO ALBERO.
Tu sei il sole, l'unico a TE
STESSO. Il miglior te stesso,
ma voler essere un altro sarai
672
sempre e semplicemente il
miglior n. 2.
GIUDICATA una persona per
quello che HA. Non per chi e
che cosa è.
L'essere umano è la cosa più
strepitosa
del
mondo,
dobbiamo però riscoprire l'arte
di saper ridere.
Abbiamo
creato il tempo. Dopo di ché
ne siamo diventati schiavi.
LA PAROLA.
Le parole congelano la realtà.
Etichettiamo.
Quanti bambini non hanno
ricevuto
un'adeguata
educazione perché prima o poi
durante l'infanzia ci si è
premurati di etichettarli? E'
uno stupido,
un ritardato
mentale ecc.
Le etichette allontanano gli
uomini,
li distolgono gli uni
673
dagli altri. Negro, che cos'è
un negro? Mai conosciuto due
negri uguali in vita mia. Sa
amare? Sa soffrire? E' bello,
felice? La sua famiglia? Sa
dare qualcosa agli altri? Sono
queste le cose che contano e
non che sia negro,
povero,
ricco.
UOMO
in
posizione
di
svantaggio culturale.
Nessuno
mi
è
venuto
abbastanza
vicino
per
contagiarmi con i suoi germi.
In ogni creatura umana sono
racchiuse troppe meraviglie per
poterle bollare con un epiteto e
metterle in disparte. Non c'è
al
mondo
responsabilità
maggiore dell'essere un essere
umano e fareste bene a
persuadervene.
674
Mc Luhan ha dimostrato che i
bambini quando mettono piede
all'asilo quasi tutti hanno già
visto 5000 ore di televisione,
delitti,
stupri,
intrighi
amorosi,
immagini di morti
violente e autentiche. Dopo di
ché li portiamo a scuola.
Domandarsi, chi è il bambino
nuovo che dobbiamo educare,
istruire? (Padre nave spaziale.
Pag. 39)
Oggi
non
basta
vivere,
imparare,
dobbiamo
SOGNARE,
vedere con gli
occhi della fantasia come sarà
il mondo di qui a 50 anni.
Salita in macchina di colpo non
mi è venuto in mente neanche
un posto dove mi sarebbe
piaciuto andare.
Li ho fatti
675
passare tutti.
Ho pensato
anche all'estero vado a Parigi.
. . Londra. . . Bruxelles. . .
Dopo un'ora di riflessioni e giri
turistici col cervello,
prendo
tempo e vado in ufficio. E'
sabato pomeriggio.
Non c'è
nessuno
ne
deve
venire
nessuno. Sì, nel mio ufficio:
360 metro quadrati,
11
stanze. Beh, a parte questo
fatto, vado nel mio ufficio.
Imprevisto! C'è mio nipote e
un
nostro
collaboratore:
Walter.
"Che fate qui?"
"Nulla. . .
avevamo da
chiudere una storia. . .
stavamo andandocene.
E tu
che fai?" "ho da fare. . . "
Loro se ne vanno.
Mi sono
guardata intorno. . .
676
Perché la gente lascia fare ai
nostri
sgovernanti?
Perché
accettiamo tutto?
Chi sono i critici presenti allo
spettacolo 'sta sera?
C'è Raboni del Corriere? NO?.
. .
Lo sapevo.
La
differenza tra uomo e donna la
vedi anche da qui.
Papuasia:
leggere origini e
costumi.
Rapporto sessuale
libero.
I bambini sono nel grembo della
donna e si nutrono di sperma.
Ma che trovata! ! Che civiltà.
Il maschio sceglie la femmina
per la vita.
Il matrimonio
tra un maschio e una femmina
è indissolubile.
Protezione
militare,
non
sessuale.
Cucitura
sesso
bambine,
riaperto a 20 anni.
677
678
lavorare su questa stesura 30
LUGLUO
LAVORO IN CORSO
SALA DI CESENATICO 29
LUGLIO
1992 . . .
e
speriamo bene!
LIBERA ASSOCIAZIONE DI
IDEE
scaletta
avvenimenti
da
arricchire e tagliare
Buona seraaaa! Da quando non
partecipo
ad
un
festival
dell'Unità. . . pardon. . . .
del PCI. . .
Oddio ho
sbagliato ancora. . .
Beh,
insomma,
ci siamo capiti.
Vediamo un po'. . . cos'era?.
. . il 67. . . 68?. . . 25
anni fa! (Cambia tono) Me ne
sono fatta un sacco di festival
dell'Unità. . . c'era sempre
Pajetta per il comizio di
679
chiusura,
e io che gli offrivo
un cestino vietnamita.
Tutti
gli anni col cestino vietnamita! .
. . a parte che sono sicura
che il cestino fosse sempre
quello.
Mi facevo il mio stand. . .
vendevo di tutto,
una volta
libri. . . l'altra prodotti russi.
. . Una volta perfino scarpe,
ho venduto al Festival. . .
scarpe per bambini.
Era il
1966.
Ero andata in una ditta vicino a
Como. . . ed il Festival era
per la sezione di Cernobbio, il
paese dove abitavo con mia
madre, Dario, e i miei figli.
Sì, ho detto "miei figli". Tre.
Personalmente
ne
ho
confezionato uno solo. . .
Jacopo, ma ho tirato su altre
due bambine; Gaia figlia di mia
680
sorella divisa dal marito e
Enrica, figlia di mio fratello
diviso dalla moglie. . . In 'sta
ditta di scarpe,
mi hanno
fatto una gran festa. . . :
"Oh signora, che onore! Me la
ricordo in Canzonissima. . .
"Tutti
si
ricordano
di
Canzonissima.
Come
mio
suocero della guerra 15-18,
s'è preso anche una medaglia
d'oro,
e. . .
un ginocchio
d'argento.
"Brava, brava
com'era brava!
Anche suo
marito, bravo, bravissimo! "
"Grazie. . . grazie. . . Avrei
bisogno di comperare. . .
delle
scarpe
non
troppo
costose. . . per. . . una. . .
festa benefica. . . " "Che
festa benefica è?" "Ma. . .
per dei bambini. . . " Se
avessi
detto:
Festival
681
dell'Unità,
mi avrebbero
aizzato contro i cani.
"Le do tutto il campionario. . .
a mille lire. . . " 1000 lire?!
In negozio le avrebbero pagate
almeno 20. 000:
scarpe
magnifiche! Io le ho vendevo a
10. 000 e chi le comperava,
faceva un affare.
Scarpe,
tortini dolci,
"pesca" dopo
aver girato casa per casa a
chiedere
roba
vecchia
da
buttare. . . vasetti di fiori. .
. Le solite cose, insomma.
Abbiamo lavorato come belve
per tre giorni.
Ero contenta
come una Pasqua. . . avevamo
incassato un sacco. Contavo i
soldi con i compagni. . . più di
tre milioni!
Poi ho scoperto
che tutto il nostro attivo più
"un debito" che ci siamo dovuti
accollare tutti noi iscritti,
682
erano serviti per pagare una
cantante che il segretario della
sezione aveva ingaggiato a una
cifra astronomica senza dire
niente a nessuno.
"Ma come, qui ci siamo fatti
un mazzo così per tirare su
quattro lire e tu le vai a
buttare, tutto per tuo conto.
. .
per di più ti indebiti
anche. . . per una che viene a
cantare. . . di cui a nessuno
frega niente. . . e tutto per
sfiducia nelle nostre forze! E
tutto per scopiazzare quei
megalomani dei compagni delle
città
che
sono
loro
che
sostengono il mercato del disco
facendo cantare i cantanti ai
festival. . .
per di più li
strapagano. . . in una sera si
beccano cifre che un operaio
non vede in due anni. (Cambia
683
tono) Un po' di demagogia.
(riprende a gridare) Tutto da
solo decidi! ! Bel centralismo
democratico!
Sai cosa sei?
Uno stronzo! E io straccio la
tessera! " E tutti che gridavano
"Sì
sei
uno
stronzo!
!
Stracciamo
la
tessera
stracciamo la tessera! "
Alla fine per evitare un esodo
in massa, ho dovuto far da
pacere e perdonare il Rocca. .
. si chiamava così il segretario
della sezione. . .
Rocca. . .
ma che però ha dovuto fare
l'autocritica,
seduta stante,
davanti a tutti. . .
Poi,
abbiamo brindato alla pace e
hann fatto bere anche me
notoriamente astemia. . .
stanchi morti e un po' ciucchi,
abbiamo
cantato
Bandiera
rossa e l'Internazionale . . .
684
e ci veniva da piangere.
A
quei tempi ci si commuoveva
facile.
La sezione di Cernobbio. . . Ci
venivano anche i miei figli. . .
si organizzavano serate. . .
dibattiti. . .
litigate. . .
Jacopo e le bambine erano i più
giovani iscritti alla F. G. C.
I della Lombardia.
Avevano
11 anni e facevano la prima
media.
(JACOPO
CERCA
DI
PRECISARE,
non mi ricordo
bene) Erano molto attivi. . .
passavano tutte le loro ore
libere dalla scuola,
a fare
inchieste.
In una zona
bianca come il comasco. . . la
brianza,
ad esempio,
con
carta e penna o registratore
fermavano le donne del paese e
candidi chiedevano: "Cosa ne
685
pensa signora della pillola? Lei
la prende?" Immaginatevi le
reazioni! Oppure tornavano a
casa e: "Da oggi, tutto quello
che è americano. . . ( si era
durante la guerra nel Vietnam
in questa casa non entrerà! " A
conti fatti si poteva mangiare
solo pane riso spaghetti.
Via
la Coca-cola,
via questo via
quello. Ogni cibo confezionato
veniva scrutato con grande
diffidenza e doveva essere solo
Made in Italy, massimo roba
Svizzera.
Jacopo, s'è preso anche uno
schiaffo da un insegnante. . .
c'era
uno
sciopero
degli
studenti a livello nazionale. . .
loro tre,
gli unici,
stavano
davanti ai cancelli della scuola
e cercavano di convincere i
compagni a scioperare,
il
686
professore di ginnastica li tira
per un braccio, li spintona e
cerca di farli entrare in
classe. . .
loro fanno
resistenza e via che vola un
ceffone sulla faccia del "mio
bambino"! !
Quel che è successo dopo non
ve lo posso neanche descrivere.
Sono venuti tutti i professori,
preside compreso,
a casa
nostra a chiedere pietà per il
malcapitato.
Avevano saputo
che stavamo organizzando la "
marcia
sulla
scuola"
di
Cernobbio,
anche con i miei
compagni
della
sezione
Garibaldi. . . di Milano, la
più battagliera della città.
Abbiamo
perdonato,
ma
abbiamo preteso un cartello
affisso davanti alla scuola dove
il professore chiedeva scusa ai
687
ragazzi malmenati e dove si
ribadiva il diritto costituzionale
di sciopero anche del cittadino
al di sotto dei 14 anni.
Mi ricordo che per le elezioni
del. . .
(non mi ricordo la
data) mia mamma, 80 anni era
a Montecatini, mi telefona e
mi fa:
"Devo tornare a
votare. . . " "Mamma,
non
preoccuparti. . . " dico senza
neanche un briciolo di vergogna
"stai lì tranquilla. . .
gli
anziani possono votare anche
dopo. . . " Che stesse pure a
bersi le acque.
Sapevo che se fosse tornata in
tempo avrebbe votato D. C. !
La sera in sezione preoccupata
ne parlo con i compagni, ben
decisa a non fare avere un
voto in più alla Dc.
e sbotto
solenne: "Compagni! , se mia
688
mamma torna,
facciamo un
seggio finto qui,
in sezione,
le diamo una scheda di quelle
per la propaganda.
.
e la
faccio votare qui.
" Silenzio
di tomba!
Pausa.
Il il
segretario Rocca,
con la sua
faccia onesta e pulita paonazza
di indignazione, fa per parlare
e un compagno gli grida:
"Zitto tu, che hai speso i soldi
per la cantante che ancora
stiamo pagando i debiti! "
Ricade il silenzio di tomba. . .
Tutto il direttivo. . .
che
erano poi in tre. . . quasi in
coro fa: "Pensiamoci su. . . "
poi uno intona "Avanti o popolo
alla riscossa. . . " gli facciamo
coro,
commossi da tanto
ardire! Poi, per fortuna mia
madre se ne è dimenticata. . .
Mi sono iscritta al Pci. . . alla
689
fine degli anni 50. . .
I miei
avevano
una
compagnia
teatrale. . . giravano il nord
Italia. . . erano socialisti. .
. quando essere socialisti era
una cosa seria. . . Ho nel mio
archivio documenti che so. . .
della Camera del lavoro di
Castellanza,
Legnano. . .
dove si ringrazia la "Famiglia
Rame"
per
aver
fatto
spettacoli,
lasciando tutto
l'incasso,
in sostegno dei
grandi scioperi delle filande
occupate
dalle
maestranze,
durante la guerra 15-18.
Ho debuttato a otto giorni, ne
il figlio della "Genoveffa di
Brabante", in braccio alla mia
mamma.
Non parlavo tanto
quella sera lì. . . Nella mia
famiglia era un fatto naturale,
appena nasceva un figlio, lo si
690
metteva in palcoscenico. A 35
anni, avrei dovuto andare in
pensione.
Via
via
che
crescevo,
ho interpretato
tutti
i
ruoli
possibili
ed
immaginabili
maschili
e
femminili.
Andavo a scuola,
e lavoravo la sera. . . Quante
volte mi sono addormentata
nelle casse dei costumi? Poi è
arrivata la guerra. A Varese
dove avevamo sede fissa. . . i
bombardamenti
non
si
sentivano. . .
Sì,
qualche
volta buttavan qualche bomba
sulla fabbrica d'aerei,
la
Macchi. . .
ma non la
beccavano mai.
Si recitava
a Varese e nei paesi intorno.
Si circolava con un permesso
speciale
per
le
ore
del
coprifuoco, ci spostavamo con
una corriera che chiamavamo
691
"Balorda"
a
causa
del
comportamento bizzarro che
aveva,
che più che al suo
cattivo
carattere
andava
attribuito agli anni.
In certi
paesi, nei quali ad una certa
ora del giorno si passava, nei
turnichè particolarmente ripidi,
c'erano sempre dei ragazzi che
ci aspettavano. . .
ci
spingevano ridendo come matti,
poi la sera ci raggiungevano ed
entravano
a
godersi
lo
spettacolo gratis.
"Siamo
quelli che abbiamo spinto la
"Balorda. " "Passate".
Non era bello girare di notte. .
.
durante la guerra ma noi
ragazzi,
non
ce
ne
accorgevamo. . . si cantava,
si rideva. . .
evitando di
guardare fuori dai finestrini. .
. Non si vedeva una luce! Una
692
notte un gruppo di tedeschi e
camicie nere ci hanno tenuti
bloccati sino all'alba.
Se
quell'alba avesse portato la
notizia di una missione tedesca
andata male ci avrebbero
fucilati tutti.
L'abbiamo
saputo qualche giorno dopo.
Altre volte, capitava che ci
fermassero
dei
partigiani.
Non
dicevano
"siamo
partigiani"
ma
erano
in
borghese con i mitra! "Signor
Rame - facevano a mio padre ci
dà
un
passaggio?"
Li
facevamo salire.
Più avanti
capitava d'incontrare picchetti
fascisti
che ci fermavano.
Un'occhiata al lasciapassare
"Buona sera signor Rame. . .
com'è
andata
la
serata?""Benissimo! " "Buona
notte. ". . . "Buona notte" e
693
via che ce ne andavamo. . .
senza un goccio di sangue in
faccia a cantare con più forza
di prima.
Anche i partigiani
cantavano.
Gridavano più di
tutti!
(FORSE
NADA
PASINI?)
Dicevo che mi ero iscritta al
PCI alla fine degli anni 50.
Mi ricordo che il giorno
dell'iscrizione
ero
molto
emozionata.
Ci sarebbero
voluti
due
compagni
a
presentarmi,
ma
ero
conosciuta. . . quindi se ne è
fatto a meno.
Ho fatto il
mio primo colloquio politico con
Tortorella. . . me lo ricordo
dietro alla scrivania. . . molto
compreso nel suo ruolo. . . un
po' imbarazzato. . . ma serio.
. . fin troppo. Come mi sono
iscritta a PCI, mi aspettavo
694
che mi capitasse chissà che. .
.
no,
non
che
mi
trasferissero alla segreteria
del comitato centrale. . . ma
riunioni,
discussioni,
scuola
quadri, sì. Invece, niente.
Solo il cestino a Pajetta al
festival dell'Unità,
fare uno
spettacolo per la sezione della
tal città dove i fascisti
avevano spaccato tutti i vetri.
. . raccogliete fondi per "la
befana dell'Unità"( cioé per
fare regali ai bambini ) a
Torino, dal momento che ero lì
con lo spettacolo mi hann
mandata
intorno
per
la
periferia,
accompagnata dai
vari segretari
di
sezione.
Erano anni molto duri quelli per
la classe operaia. . . e lo dico
con un certo imbarazzo. . .
dire: "anni duri" . . . d'allora
695
ad oggi la classe operaia ha
sempre avuto anni duri.
E
questi che verranno com'è che
saranno? Morbidi? Giravo nelle
sezioni. . .
le compagne i
compagni mi abbracciavano, mi
ringraziavano
come
stessi
facendo chissà che, e poi uno
ad uno, mi davano quello che
potevano, "scusa se è poco,
ma hanno licenziato mio marito.
. . " oppure, "Questa è la mia
macchina
fotografica,
vendetela, vale un sacco! Non
ho altro! " Certo,
che quei
compagni là. . . della barriera
di Torino, come tanti altri che
hanno creduto, hanno pagato
sulla loro pelle e quella delle
loro famiglie, con licenziamenti,
ecc.
il fatto di essere
comunisti e nella fabbrica e
fuori,
non sono stati molto
696
contenti di scoprire che i loro
dirigenti hanno rubato.
Il
PCI
era
il
partito
"veramente" delle "mani pulite!
E chi gliele ha inzozzate deve
non solo, restituire ma anche
pagare nel senso che deve
essere cacciato" .
Cestino a Pajetta,
Befana
dell'Unita ecc. tutte cose che
facevo volentieri, per carità.
Sì,
ho conosciuto Togliatti,
abbiamo avuto Dario ed io una
bella amicizia con Amendola e
sua moglie. . . La prima volta
che ho ricevuto una lettera con
sulla busta scritto "camera dei
deputati" ero così emozionata
che non riuscivo ad aprirla. . . Berlinguer,
me lo ricordo giovanissimo. . . E Terracini?
Che compagno! "Nevero cara Rame. . .
nevero. . . ".
Tutti i compagni, federazione
compresa a Roma come nelle
697
altre città venivano a vedere i
nostri spettacoli. . .
Mi
offrivano anche dei grandissimi
cesti di garofani rossi, allora
non era ancora il simbolo di
(devo trovare qualcosa di più
spiritoso)
associazione
a
delinquere. . .
Parlo
ovviamente della dirigenza. . .
la base non c'entra.
Tutto bene,
ma non mi
bastava.
Non
mi
bastava
essere
considerata "artista" (che a me
quella parola lì, mi mette in un
imbarazzo
tremendo.
.
.
artista io?! )) democratica
iscritta al Pci, in quanto piena
di simpatia per la classe
operaia e per gli sfruttati in
genere.
Avevo bisogno di
impegnarmi
di
più.
d'impegnarmi tutta e non solo
698
di essere "usata" per il
richiamo che aveva il mio nome,
non m'interessava d'essere il
fiore all'occhiello del partito.
Volevo "essere" attivamente nel
partito, e non solo alle feste
comandate.
La
lezione
mi
veniva
direttamente
dalle
straordinarie lotte operaie,
dal nuovo impulso che tutti i
giovani stavano dando nelle
scuole,
alla lotta contro
l'autoritarismo,
l'ingiustizia
sociale. . . le spinte per un
nuovo rapporto con le classi
sfruttate, sentivo il bisogno di
creare una "nuova cultura". Di
anni da allora, ne sono passati
tanti. . . e quanti salti. . .
all'indietro
abbiamo
fatto!
Quanta "roba" è crollata,
muri. . .
fede,
ideali,
699
ideologie. . .
speranze. . .
illusioni. . . ( Ricordarsi
manifestazione
blocco
giro
d'Italia.
"Siamo con te
Dario"). "Settimo ruba un po'
meno" e via via, ogni anno uno
spettacolo nuovo, di successo,
fino al '68,
alla decisione,
presa con Dario di lasciare il
teatro
tradizionale
e
di
mettere a disposizione il nostro
lavoro per sollecitare una presa
di coscienza.
Sono stata male per un po' di
anni,
come tanti mi sentivo
come se "avessi perso la
mamma". Non mi sono inserita
in nessun gruppo. . .
Tutto
era
politico,
qualsiasi
sacrificio si faceva volentieri
perché così si doveva fare,
perché era "politico". Convinti
o no. Non c'era stanchezza,
700
c'era solo la voglia da fare. . .
fare. . . cambiare, cambiare
la vita, per noi, per i nostri
figli. . . la qualità della vita,
essere generosi, altruisti. . .
cambiare il mondo insomma!
Sì, proprio così!
E così. . . s'è incominciato ad
infiltrare tra i giovani il
concetto "amore libero". . .
nei giovani. . . e anche . . .
in quelli meno giovani.
Tra gli animali,
il leone ad
esempio,
sceglie la femmina
per
la
"vita",
il
loro
matrimonio, pur non essendo
celebrato
in
chiesa
è
indissolubile.
Ma c'è assoluta
libertà nel rapporto sessuale. .
. per tutti e due. . . Quella
del maschio per la femmina, la
"sua" femmina è una protezione
701
militare,
cioé difesa della
vita, non sessuale.
Quanti
di
voi
vorrebbero
essere un leone?. . .
una
leonessa? (ruggito) Fuori la
verità! (ruggito).
Questo per gli animali. . .
In
molti
popoli
primitivi,
l'amore libero è praticato da
sempre. Il rapporto sessuale
libero! Come vorreste essere
un primitivi, lo sento!
Il più originale fra tutti è il
popolo della Papuasia.
C'è una grande creatività. . .
senza offesa. . . che non può
che essere femminile. . . Non
so se ancora oggi. . . ma in
Papuasia addirittura c'è la
convinzione,
che i bambini
siano nel grembo della donna
dalla sua nascita, voglio dire
della donna, ma per crescere.
702
. .
e di conseguenza,
nascere,
devono
essere
nutriti. . . con sperma.
Vi immaginate la scena? Ogni
volta che la donna. . .
LA
DONNA! , ha voglia di fare
l'amore urla: " il bambino ha
fame! ! Il bambino ha fame! ! "
e
via. . .
tutti gli uomini
della tribù che corrono a
nutrirlo. . . "Adesso basta. .
.
ha mangiato abbastanza!
Via, andate via! " La cosa più
bella,
che "il figlio" quando
nasce non è figlio tuo e tuo o
tuo,
non
c'è
paternità
individuale, ma collettiva: il
figlio è di tutti!
Ma che trovata! ! Chissà chi
l'ha avuta. . . Se Dio fosse
stato della Papuasia il paradiso
terrestre
l'Eva
avesse
impostato il suo rapporto con
703
Adamo come le donne della
Papuasia,
pensa te che
sconvolgimento! La storia del
mondo sarebbe cambiata, così
gli usi. . . i costumi. . . Che
civiltà.
La
lezione
mi
veniva
direttamente
dalle
straordinarie lotte operaie,
dal nuovo impulso che tutti i
giovani stavano dando nelle
scuole,
alla lotta contro
l'autoritarismo,
l'ingiustizia
sociale. . . le spinte per un
nuovo rapporto con le classi
sfruttate, sentivo il bisogno di
creare una "nuova cultura".
Con
questa
logica
come
meravigliarsi che si sia arrivati
dove siamo arrivati?
Di anni da allora,
ne sono
passati tanti. . .
e quanti
salti. . . all'indietro abbiamo
704
fatto!
Quanta "roba" è
crollata,
muri. . .
fede,
ideali,
ideologie.
.
.
speranze. . .
illusioni. . .
("Settimo ruba un po' meno" e
via via,
ogni anno uno
spettacolo nuovo, di successo,
fino al '68,
alla decisione,
presa con Dario di lasciare il
teatro
tradizionale
e
di
mettere a disposizione il nostro
lavoro per sollecitare una presa
di coscienza.
Una vampata mi va alla testa.
Menopausa?
Ira?
Pazzia?
Vorrei sgozzarlo,
incendiarlo
triturarlo,
brutto schifoosotraditore-cane-bastardoinfingardo!
(riprende
il
diamogo col marito) Mi sembri
il bambino che dice la bugia
alla mamma, ma porco Giuda
io non sono la tua mamma
705
anche se tu sei convinto che io
lo sia! ! ! !
Seppur umano il bisogno di
avere distrazioni,
più che
comprensibile. . .
ma negli
ultimi 20 anni gli è scoppiata
come una pazzia. A poco per
volta,
sempre più intrepido,
deciso.
.
.
spavaldo:
innamorato di un'altra,
poi
un'altra ecc.
poi un'altra,
ecc.
ma sempre con me.
"Non ti lascerò mai amore. . .
Tu per me sei tutto. . . come
mia
madre!
"
(INSERTO
COPPIA APERTA) Non mi ha
mai lasciata.
Forse una volta
era sul punto di farlo. . . ma
poi. . .
Dunque dicevo che
'sto fatto di fare l'amore con
altri. . . 'sta stronzata della
coppia aperta è stata proprio
una stronzata.
Chi arriva
706
alla
coppia
aperta
senza
soffrire vuol dire che non ama
più. . . o che è stato educato
in una certa maniera in una
famiglia speciale.
Io non
conosco nessuno, dico nessuno,
che
abbia
vissuto
questa
esperienza
senza
morirci
dentro.
Non sto facendo la tragica.
Ho detto "morirci".
E' un fatto culturale da
centinaia di anni. . . forse un
duemila. . .
di una certa
educazione. . . ma vedo che
anche quelli che hanno 20 anni,
non ci vivono bene dentro a
'sta storia. . . soffrono come
cani sgozzati.
Solo uno dei
due,
naturalmente.
Fingendo oltre tutto di stare
benissimo. . . poi si trovano
con 4000 pastiglie di Veronal
707
nello stomaco e hai voglia a
fare lavande gastriche,
che
poi si sta malissimo.
Si sta malissimo.
(cambia tono) Poi ci penso su. .
.
e allora quando tu. . .
Questo pensiero mi viene ogni
volta che sono presa da
un'ondata di gelosia terribile.
Ma per me era un'altra cosa.
"Lui non lo sapeva! " Questo è
un concetto magnifico, l'unico
che abbia espresso in tutta la
sua vita,
da una mia mica,
l'Antonia, una stupenda tutta
sedere e seno occhi blu,
sempre
piena
di
storie
tormentate,
di
amori
straordinari con conti e quasi
re,
giocatori di ragby e
sciatori,
una
"allegra"
insomma, non che fosse una
708
puttana,
scherziamo?.
.
era una che amava! . . .
Quando ha saputo,
dicevo,
che il marito che credeva
fedelissimo, la tradiva, al mio
farle notare -"però anche tu. .
.
lei m'ha risposto tra
disperati singhiozzi: "MA LUI
NON LO SAPEVA" che è poi un
alto concetto filosofico: non lo
sa,
quindi
non
soffre.
Punto.
Semplice.
l'importante,
ricordatevi è
che l'altro,
non sappia!
Invece io, sapevo e
soffrivo
come un cane.
Anche se
cercavo
di
farmene
una
ragione. . . di capire: sta
invecchiando, sono gli ultimi. .
. - GLI ULTIMI? Speriamo! . . . colpi. . .
Mette i fiori nel vaso. . .
chissà perché è un lavoro che
709
gli piace fare.
L'unico,
"casalingo". . . sì,
qualche
volta fa da mangiare anche
cose buone,
ma dobbiamo
stargli intorno in diciotto e ci
vogliono
quelle
6
ore
a
riordinare la cucina e a lavare
pentole ecc.
Mette i fiori
nel vaso. . . " Guarda che
belle. . . le NOSTRE ROSE! !
! Ti amo tanto! ! ! "
Il bello è che è vero.
E'
vero.
Lui mi ama.
Tanto
tanto.
Ogni tanto mi viene
da pensare:
"Chissà cosa
succederebbe se mi odiasse.
Mi strapperebbe i denti ad uno
ad uno senza anestesia. . . gli
occhi. . . le unghie.
Ho
sofferto molto in questi ultimi
20 anni.
Beh,
l'avrete
capito,
no? Lui non se ne
710
rende conto.
Lui,
non
capisce.
LIBERA
ASSOCIAZIONE
D'IDEE
Monologo eroina?
ho fatto la plastica.
(?)
Mogli dipendente comunale che
trova i soldi in tasca al marito
e li butta dalla finestra.
Inserire il discorso del grande
mondo, o no?
Il grosso della vita sta fuori.
_o,
quando ho avuto la
certezza che mio marito faceva
sul serio con una ragazza di 37
anni più giovane di lui, che se
ne andava in giro,
che si
faceva vedere che frequentava
gli amici comuni che" attenti a
non fare gaffe, che stasera
arriva la moglie" ho fatto il
giro delle farmacie di Milano. .
711
. una bustina per volta, e
veronal e veramon e gibalgina e
optalido. . .
Le comperavo
così.
.
.
senza
determinazione. . . Non si sa
mai.
Sempre meglio essere
pronti all'occorrenza. . . Per
tre giorni ho girato farmacie.
Poi sono andata da lui e gli ho
detto che partivo.
"Dove
vai?. . . " "Non so. . . .
"
"Ma perché te ne vai. . . io ti
amo. . . tu conti più di tutti
al mondo. . . " "Io vado.
Ciao"
Salita in macchina di colpo non
mi è venuto in mlente neanche
un posto dove mi sarebbe
piaciuto andare.
Li ho fatti
passare tutti.
Ho pensato
anche all'estero vado a Parigi.
. . Londra. . . Bruxelles. . .
Dopo un'ora di riflessioni e giri
712
turistici col cervello prendo
tempo e vado in ufficio.
E'
sabato pomeriggio.
Non c'è
nessuno
ne
deve
venire
nessuno.
Sì, nel mio ufficio:
360 metro quadrati,
11
stanze.
Mio marito ha visto
il nostro ufficio, ufficio che
avevo comperato,
un anno
dopo,
perché erano venuti i
ladri e io non ero a Milano. . .
ha dovuto andarci per la
denuncia.
Beh,
a parte
questo fatto,
vado nel mio
ufficio.
Imprevisto! C'è mio nipote e
un
niostro
collaboratore:
Walter.
"Che fate qui?"
"Nulla. . .
avevamo da
chiudere una storia. . .
stavamo andandocene.
E tu
che fai?" "Devo mettere a
posto l'archivio. . .
ho da
713
fare. . . " Loro se ne vanno.
Mi sono guardata intorno. . .
guardavo guardavo e tutto
quello che vedevo non mi dava
niente.
Né la più piccola
spinta a lavorare,
né un
spintarella emotiva.
Non sentivo nulla.
Casermona
popolare
di
trecento
appartamenti
con
nessuno
dentro.
Non ci ho pensato molto.
Ho
tirato fuori tutte le mie
pastiglie. . . le ho tolte dal
cartoncino. . . ne ho fatto un
bel mucchietto.
Ho preso
una scodella,
l'ho riempita
d'acqua ne ho messe tre o
quattro in bocca e giù a bere.
Su un foglietto annotavo: più
3 e giù a bere, più 3. . . .
e, fanno 6. . . più 3 e fanno
nove. . . Devo dire che si fa
714
una gran fatica. . .
ti si
impasta la bocca. . .
non
riesci a degluttire. . . ti viene
voglia di smettere. . . ancora
5. . . Ma cosa sto facendo?!
ancora tre. . .
e 5. . .
Credo di essere arrivata a 50.
. . Da un pò non segnavo nulla
sul foglietto. . .
Chissà
perché mi era venuta questa
idea del segnare. . .
forse
per potermo regolAre???quando
stendermi.
Ora mi vado a
stendere. . . mi gira la testa.
. . continuerò a prenderle da
stesa. . . Arrivo al divano. . .
mi gira tutto. . . bevo un po'
d&acqua ancora. . .
poi la
scodella mi cade. . . e non ci
sono più. . . Che bellezza è
finita credo sia stato l'ultimo
pensiero.
Invece no.
Mi
sollevano
di
peso,
mi
715
costringono a camminare. . .
mi parlano gridano io mi lascio
andare non reagisco,
non
voglio reagire"deve cammibare
non fermarti" ma chi parla?. .
. Chiama il marito. . .
teklefona all'ambulanza. . .
"Quante ne hai prese parla! "E'
la voce di mia sorelle. . .
Pensa a tuo figlio, maledizione
quqnte ne ghai prese. . . chi è
questo. . . mio marito. . . Ci
sono
proprio
tutti,
maledizione.
"sbrighiamici. .
.
ha 21 pulsazioni. . .
portiamola via"Chi ha parlato. .
.
sono
gli
infermieri.
M'infilano in un lenzuolo per
trasportarmi. . .
mi sento
urlare. . . e non so proprio
forse la rabbia mi faceva
uscire il fiato o forse l'ho
sognato "voglio morire! ! !
716
Lasciatemi
maledetti
voglio
morire! ! ! " Per un anno intirop
non sono andata nel mio
ufficio.
Morivo di vergogna.
Non capita tuttii i giorni di
essere trasportata per le scale
avvolta in un lenzuola perché la
barella non passa,
tra gli
sguardi diegli inquilini "una
signora così oper bene! . . .
pensa te! . . . " finire al
Pronto soccorso seguita da una
decina di parenti mariti sorelle
e la gente che ti guarda e i
medici gentili che ti fanno bere
un 700 litri d'acqua. . . e la
voglia di vomitare e "vomiti
signora coraggio" e tu che tiru
su l'anima e tutti sono contenti
e non ti trattengono perché sei
persona
conosciuta
sì,
capiscono . . . .
ma verto lo
scandalo si figuri. . . e via
717
che torni a casa dormi per un
5 giorni e quando ti svegli sei
così debole che non ti pìuoi
neanche incazzare perché non
ti hanno lasciato morire e pensi
che sì, forse é meglio così.
Riprendi a vivere la tua bella
vita di merda. . .
"La
prossima volta mi andrà meglio.
" Ho avuto addosso per anni la
voglia di ammazzarmi. . .
specialmente quando scoprivo
un nuovo amore di mio marito.
Maledicevo la mia debolezza. .
. la mia capacità di reazione di
prendere su, come si dice, e
andarmene.
Stavo lì come
una lumacona. . . senza forza
ne idee. . . mi crogiolavo nelle
mie disperazioni invece di. . .
I GIORNALI
718
Nei primi 18 anni della mia
vita, non ho mai letto un
giornale.
E questo che
c'entra?Nulla.
Sto cercando
di tirar fuori fatti lontani, che
disordinatamente affiorano al
mio cervello vuoto
Non ho mai letto i giornali.
Lo
dico
con
meraviglia.
Possibile?In casa mia c'erano,
la
mia
era
una
famiglia
socialista
quando
esserlo
costava qualche cosa.
Si
pagava, senza ricevere nulla in
cambio: con quella tessera in
tasca allora carriera o posti di
comando, non ne ricevevi. I
giornali c'erano,
li toccavo
quando li raccoglievo da terra
dopo che mio padre li aveva
letti.
(incredibile quanto mio
marito assomigli a mio padre:
anche lui, li butta per terra! )
719
per riporli o buttarli, ma io
sono sicura di non averne mai
aperto uno fino ad un certo
giorno.
Cioè quando sono
andata a sbattere con la mia
bicicletta addosso ad una
Topolino (in realtà gli ho
sfiorato un parafango).
La
reazione
del
"guidante"
è
terribile
e
immediata
e
assolutamente
fuori
posto
"Ecco chi rovina l'Italia! ""No,
guardi io" "Silenzio!
Voi 10
giovani
che
delegate.
Delegate e non leggete i
giornali! ".
Allibita, senza
parole.
E' da qul giorno che
dei giornali leggo tutto, dalle
inserzioni agli annunci mortuari.
Grazie isterico signore della
topolino. Grazie.
Forse
ora
posso
correre
all'inizio della mia vita.
720
1932 "E' ora che Franca
incominci a recitare.
"è mia
madre che parla.
La prima
parte che ho imparato a
memoria,
me l'ha insegnata
lei, "bocca a bocca", così si
diceva a casa mia,
mot- a
mot, parola per parola. Non
sapevo leggere.
Avevo tre
anni.
.
Aveva deciso (era
sempre lei che prendeva le
decisioni
importanti
in
famiglia) che avrei fatto un
angiolino di supporto all'angelo
vero, che veniva recitato da
mia sorella Pia in "la passione
del Signore"atto V, orto dei
Gezzemani. . "Pentiti Giuda
11traditore che per trenta
monete d'argento hai venduto il
tuo Signore! Pentiti ! pentiti!
"dovevo gridare di quando in
quando.
La parte non era
721
lunga.
.
non ci devo aver
messo
molto
ad impararla.
"Ripeti! "e ancora e ancora.
"ripeti" diceva la mia mamma
paziente mentre pelava le
patate
per
il
minestrone.
"Ripeti! "Mia madre per i suoi
figli era ambiziosissima .
Per
l'occasione mi aveva cucito un
bellissimo abito bianco da
angelo, con due grandi ali
bianche e oro appoggiate sulle
spalle.
seppur credente non
andava mai in chiesa ma aveva
uno zio prete.
Lei, lo sapeva
benissimo che gli angeli erano
vestiti così! Mio padre, ormai
entrato nel gioco, mi mise in
testa
una
coroncina
di
lampadine .
E' ora d'andare
in scena e tutti: "ma che
bell'angiolino!
Ma
che
bel
vestito! " La mia mamma
722
faceva andare la coda.
Non
avevo fatto nessuna prova.
Sapevo solo che ad un certo
punto avrei dovuto seguire mia
sorella Pia nell'entrata in scena
ed ad un segnale della mia
mamma sistemata in quinta
avrei dovuto gridare "pentiti
Giuda "e quel 12che segue. Il
guaio, l'imprevisto che più
imprevisto di così non si poteva
immaginare
fu
che
il
personaggio
di
Giuda
era
interpretato
da mio zio
Tommaso, un uomo che avevo
sempre
visto
calmo,
sorridente, che mi raccontava
storie
bellissime, mi
regalava
un
sacco
di
divertimenti, al quale volevo
molto bene e vedermelo lì,
proprio vicino vicino, con una
parruccaccia nera in testa.
.
723
gli occhi che lanciavano saette
tra un tuonar e lampeggiar
minaccioso , che disperato
gridava:
"possano
i
corvi
divorarmi le budella
, le
aquile strapparmi gli occhi ! "
e altri animali che non ricordo
"mi divorino un pezzetto alla
volta ad incominciare dalla
lingua" , mi fece un terribile
effetto.
Mamma mia che
spavento!
Cosa
stava
capitando?! Ero stravolta, me
lo ricordo benissimo.
Ma
quello
che
mi
buttò
completamente fuori, fu il
vedere
mia
sorella
,
solitamente
rispettosa
ed
educata,
che
per
nulla
intimorita
gli e ne stava
dicendo di tutti i colori! Una
sfuriata in piena regola e che
trascinavano il nostro povero
724
zio in una disperazione sempre
più nera.
"Ma cosa 13sta
capitando?Perché
lo
zio
Tommaso fa così?" Il groppo
che mi sentivo in gola stava per
scoppiare;Mia
madre
dalla
quinta mi faceva gesti più che
perentoi.
Giuro che avrei
potuto parlare, ma non me la
sentivo proprio di rincarare la
dose.
No, io no, allo zio
Tommaso .
non dico proprio
un bel niente.
! Non so cosa
gli sia capitato.
Forse è
impazzito. " Anzi. A piccoli
passi,
camminando
come
pensavo
camminassero
gli
angeli, seppur spaventatina, gli
sono andata vicino, lui era in
ginocchio e gridava più che
mai.
Dio che paura! Senza
dire una parola mi sono
arrampicata al suo collo e l'ho
725
abbracciato, tempestandogli la
faccia di baci.
Insomma
cercavo con i mezzi che avevo
a disposizione, di calmarlo e
piangevo nel silenzio che era
calato in palcoscenico. Pia s'è
ammutolita.
In quinta mia
madre faceva segnali che non
prespettavano niente di buono.
.
Lo zio-Giuda si blocca per
non più di tre secondi, lo giuro.
e poi con voce profonda
(intanto con la mano mi
solleticava la mia
e con gli
occhi
mi
rideva
per
tranquillizzarmi) dice: "Dio, sei
grande! A QUEST'ORRENDO
PECCATORE
MANDI
IL
CONFORTO. . . un piccolo
angelo. . . mi tendi la mano.
. No, no, non me lo merito! e , dal momento che lo
spettacolo
doveva
pur
726
terminare,
taglia
cortoM'impicco! ".
Deve usare un
po' di forza per liberarsi da
me che proprio non ne voglio
sapere di lasciarlo andare.
Grida: "L'albero
più alto.
.
dov'è l'albero più alto.
.
Lasciami andare angiolino.
.
Lasciami.
.
" e con un urlo
agghiacciante esce di scena.
Mia sorella(l'unica volta nella
sua vita , credo)non sapendo
più che fare, camminando
anche
lei
sulle
punte,
immediatamente
lo
segue.
Grande applauso.
Tutti mi
chiamano in quinta con grandi
cenni.
Non so se la paura
d'essere
sgridata o il "senso
del dovere" che maledizione da
che sono nata è lì, a spingermi(
a pigiarmi ) la coscienza, fatto
si è che dopo un attimo di
727
silenzio
con voce chiara e
mesta quel tanto che serve
dico"S'impicca!
Non
s'è
pentito.
.
Giuda traditore
che
per
trenta
monete
d'argento ha venduto il suo
Signore.
.
Non s'è pentito!
" e via che esco.
.
Ce
l'avevo fatta: l'avevo detta
tutta!
Da allora in poi, "la
passione
del
Signore"
ha
sempre avuto due
angiolini, con il più piccolo che
abbraccia Giuda a mostrare la
grandezza di Dio.
E tutti giù
a piangere.
A 5 anni: "gli spazzacamini
della valle d'Aosta.
Com'è
che succedeva? Come arrivavo
la prima volta in scena con un
personaggio che non avevo mai
interpretato prima? Non me lo
ricordo, ma so con certezza
728
di non aver mai provato prima
di un nuovo spettacolo.
La
parte come sempre fino a che
ho
4 imparato a leggere, me la
insegnava la mia mamma, la
imparavo velocissimamente ,
era come se la sapessi già.
Anzi, la sapevo già.
Quante
volte mi ero addormentata
nella cassa dei costumi, o nella
bara di Giulietta quella del
Romeo, o in qualsiasi altro
posto che mi permettesse di
addormentarmi, mentre i miei
recitavano
una
sera
dopo
l'altra?"Gli spazzacamini" un
drammone.
Gino, (io, )il
protagonista,
figlio di una
povera ma bella incintata e poi
abbandonata dal figlio del
conte.
.
vengo, a causa
della miseria in cui nascono
729
quasi sempre quelle incintate
dai "contini", NONOSTANTE
LA TENERA ETà affidato ad
un "mercante di carne umana"!
, un delinquente che specula
sui bambini che gli vengono
affidati, mandandoli spesso a
morire nel tentativo di pulire,
in quanto smilzi e denutriti
(quanto piangeva la gente! ) la
cappa di un camino.
E'
quando, la mia mamma che per
fortuna era venuta a trovarmi
a Torino col mio nonno sennò
chissaà come avrebbe mai
fatto a tornarsene a casa,
crede che il suo Gino
sia
morto nella cappa del camino
"Oh che tremendo dolore! " e
via che Impazzisce.
La
ragazza
in
questione
era
proprio sfigata.
Ma il suo
GIno,
che quel giorno lì in
730
quanto ammalato,
era stato
sotituito nel lavoro da un
compagno, certo Carletto, che
muore al suo posto.
(Mai
essere generosi! ) Questa è per
Gino una giornata davvero
fortunata. Il vecchio conte è
schiattato nel frattempo, ed il
contino, vale a dire il suo papà,
decide in quanto
sempre
innamorato della mia mamma,
di riparare al malfatto e di
sposarla.
Ci sono un po' di
problemi per far rinsavire la
povera ma onesta sfigata, ma
alla fine tutto finisce in gloria
tra lacrime e singhiozzi e
applausi.
5 atti, con la
comica finale per -17 -non
mandare a casa la gente con il
magone.
Il nostro era un teatro
realmente
e
totalmente
731
"all'improvviso" che si basava
su trame semplici e stringate,
TEATRO POPOLARE appunto,
nella
tradizione
della
COMMEDIA
DELL'ARTE
,
completamente
opposto
al
teatro letterario e naturalista
messo in scena dalle grandi e
illustri compagnie che agivano
nelle grandi città e imitato in
tutto il suo negativo dalle
piccole compagnie , come
la
nostra , che agiva no in
provincia.
Il nostro successo
stava
tutto
in
questa
differenzenza.
Il nostro
repertorio
era
vastissimo:
dalle più famose tragedie di
Shakespeare
ai
drammmoni
ottocenteschi,
alle commedie
di autori moderni a quei tempi
(Niccodemi, Giacos, Rosso di
San Secondo,
alle comiche
732
finali.
Il tutto senza aver
mai studiato una parte a
memoria su di un copione.
Non esistevano copioni di testi
teatrali veri e propri, ma una
specie di cannovacci e per molti
testi non esisteva nemmeno il
cannovacccio.
Ce li avevamo
_18_ nella testa da sempre.
Eravamo bravi?Non lo so.
So
solo che i teatri eran( sempre
pieni, che si lavorava tutti i
giorni, si riposava solo il
venerdì santo, e il 2 dei morti,
a novembre.
O se c'era il
funerale
di
un
defunto
importante
del
paese:
il
prefetto, il sindaco, il dottore,
il prete il farmacista.
E
quando in un paese avevamo
fatto
tutto
il
nostro
repertorio, (replicato 6 sere la
Giulitta, 6 la passione, "il
733
povero fornaretto di venezia e
non mi ricordo più quali altri
drammoni
avessere
successo)mio padre o mio zio,
si leggevano un romanzo, ci
riunivano e ce lo raccontavano.
"Tu fai questo, tu questo e tu
questo.
, .
e via che il
giorno dopo si andava in scena.
Sulle quinte laterali, in bella
calligrafia, la scaletta dei punti
chiave, il susseguirsi degli
avvenimenti.
"L'assassino del corriere di
Lione" . Scena PRIMA:
la
ragazza
s'incontra
col
padre, che non aveva mai
conosciuto , partito povero ,
tanti anni addietro, torna
ricco, riempie la ragazza di
doni, ma lei non riesce a
sentire nulla per lui, anzi solo
734
repulsione.
- 19Manifestare
freddezza
e
imbarazzo.
Ricordarsi che la
madre è morta.
Scena seconda: un uomo(lo
stesso attore che interpreta il
personaggio delpadre) languisce
in una cella, è un innocente
caduto in un errore giudiziario
terribile.
Accenni
all'assassinio di un corriere a
Lione.
Acceni alla moglie
morta e alla piccola bimba
lasciate al paese.
Saranno
ancora vive?
Solo nel V atto tutto si
risolverà: il buono premiato con
la libertà e l'onore restituito
mentre il cattivo (fratello
gemello
del
buono),
smascherato da una collana
rubata al corriere di Lione,
735
sarà punito con la forca.
Gaudio e felicità.
Ricordarsi
della madre morta.
Comica finale.
Non c'è
pesonaggio nel repertorio della
mia famiglia che a secondo
dell'età
non
abbia
interpretato. Neonati(8 giorni
in braccio alla mia mamma-in la
Genoveffa di Brabante), 20 bambini o bambine, ragazzini
signorine, giovanotti, suore,
cortigiane, prostitute.
Una
volta ho fatto persino, il
cuciniere Dracco.
La storia
nel ricordo, mi fa ancora
ridere.
Ero cresciuta e la
Genoveffa(che dio la maledica,
quanto ho odiato sta noiosa! )
ora la facevo io.
Giovane e
bella moglie del re
alla
guerra, sola nella raggia viene
insidiata da Golo, un primo
736
ministro della situazione, che
lei respinge furente e offesa.
La donna giovane donna decide
di inviare una missiva al marito
tramite il cuciniero Dracco:
l'unico che a corte le sia
rimasto fedele.
per
avvertirlo del tradimento del
suo braccio destro.
"Torna o
mio dolce sposo, torna!
che
quel maialone del Golo vuole
fare con me, proprio quella
cosa là! "
Golo che è sempre
lì a
origliare , scopre tutto
e zak! , pugnala il poveraccio e
manda a dire al re che
Genoveffa
è
incinta
del
cuciniero.
"Ti ha tradito o
mio re, che vergogna con un
cuciniero! "Il re ci casca,
fuori dalla grazia di dio "un
cuciniero no! "ordina il taglio
della testa della la fedifraga
737
e anche del bambino nato nel
frattempo.
BIOGRAFIA
FRANCATENTATIVO
Sto male di salute, ma mi
sembra di stare molto bene
d'umore, mentre invece mio
figlio dice che tutte le malattie
che io sono riuscita(un vero
primato! ) ad accumulare negli
anni(che vanno dall'onicofagiamangiarsi
le
unghie-,
tricotillomania-strapparsi
capelli, attorciliarli stretti al
dito
anulare
e
infine
nasconderli sotto ai mobili.
Quando uno è in ansia, si
strappa i capelli , se sola, si
mangia le unghie in presenza di
altri.
)E me l'ha dimostrato
enumerandomi tutto quello che
ho avuto negli ultimi due mesi a
738
Boston.
"Oh, ma come sono
felice, rilassata! "Un bubbone
della
grandezza
di
un
mandarino
nel seno sinistro,
proprio sopra a quello che
chiamiamo cuore, dolore ai reni
con perdita di sangue, lastre,
calcoli
frantumati,
tracce
anche
in
vescica,
dolori
muscolari alle gambe, crampi
durante
il
sonno,
gamba
sinistra, dopo immobilità di
qualche ora, non rehhe e
duole.
"Cos'è, il lazzaretto
tutto di un colpo?"NO, è che il
tuo fisico si fifende come può.
lanciandoti
campanelle
d'allarme da una situazione che
tu vivi male.
Fai l'elenco di
tutte le malattie che hai avuto
negli ultimi anni, gli interventi,
malattie inimmaginabili ma ben
tangibili che vanno da una
739
congiuntivite che ti scoppia
oggi, inizio di una commedia
che non ti piace e che ti
sparisce il giorno dopo l'ultimo
spettacolo.
Tu come un
pappagallo ripeti"sto bene"e sei
pure convinta, invece"credi" di
star
bene,
ma
nel
tuo
subconscio stai malissimo?Tutta
la colpa è del subconscio.
Froid ha detto un sacco di cose
relativammente
importanti, cose che anche
altri avevano detto, l'unica
sua* scoperta essenziale per la
vita dell'uomo per la sua mente
è 'sta storia del subconscio.
'Sta storia del subconscio deve
essere vera.
Mi viene in
mente una tipa di Torino che
lavora all'Einaudi, si
chiama
Emilia, l'ho conosciuta tanto
tempo fa, mi raccontava della
740
sua vita, nel dibattersi nei
problemi col marito da cui si
era separata, i figli, la
suocere, l'amante del marito,
la moglie del marito.
Tutti
questi problemi le procuravano
fenomeni fisici
stregoneschi,
reazioni sul suo corpo che
nessun
medico
aveva
mai
registrato su alcun paziente.
Che so, le lenti a contatto che
si gonfiavano a dismisura fino a
scoppiare,
oppure
che
si
bucherellavano tutte.
Robe
mai
viste,
tanto
che
l'assicurazione si rifiutava di
rimborsargliele.
Mio figlio ha
certamente ragione.
"Tu devi
sbatterti, riuscire a scavare, a
ricordare, a scoprire cosa hai
dentro realmente, quale fatto
vicino o lontano ti ha portato
a questo malessere.
Devi
741
andare indietro,
indietro
mamma.
"Mi sono presa un
registratore e via a parlare a
ruota libera.
Come premo il
tasto per la registrazione, non
mi viene in mente niente.
Cerco
di
ralassarmi.
Vediamo. . il primo trauma.
. per me è stato un trauma e
grosso. anche se poi, ora, 30
anni dopo, mi rendo conto di
aver guardato i fatti con
ecessiva
enfasi.
HO
scambiato una storia del tutto
naturale per una mancanza
d'amore.
L'ho vissuta
malissimo.
Ho cercato di
parlarne con lui, ma subito mi
sono interrotta, imbarazzata
dal
suo
imbarazzo.
Impreparata, incolta sul sesso:
è la prima cosa che ricordo in
742
questa incursione nella
mia
vita.
Il mio rapporto con l'altro
sesso è statoo per moltissimi
anni
un
rapporto
"al
servizio";mai
avuto
stimoli
sessuali, la voglia di fare
all'amore mi veniva se ci si
abbracciava e baciava. . . ma
scivolavo nel rapporto senza un
grande desiderio di sesso.
.
ero portata ad assecondare il
suo di desiderio.
Del sesso,
non sapevo nulla.
quello che
facevamo, era venuto da solo,
l'avevamo scoperto insieme.
autodidatti. Ora, per fortuna
è diverso.
I giovani sanno
tutto.
prima ancora di
avicinar si ad una donna. Mio
figlio aveva un 13 anni e già se
ne stava con un libro di
anatomia in mano.
(IMENE,
743
vedevo soltanto un orecchio).
L'orgasmo, l'ho raggiunto molto
dopo che praticavo il sesso.
Prima fingevo.
Non me ne sono mai fatta un
problema.
FRANCA,
TORNIAMO
INDIETRO DI 40 ANNI,
RACCONTACI IL TUO PRIMO
INCONTRO CON DARIO.
N
S
Vi voglio re
Rilassatevi.
vostro agio.
744
Mettetevi
a
ora incomincio.
Donna.
Buonasera.
Lo
spettacolo di questa sera,
poco ha a che fara col teatro,
anzi, non è per niente, né
spettacolo né spettacolare. La
decisione di farvi passare 2
ore, mi auguro, diverse, m'è
venuta leggendo alcuni libri,
qualche tempo fa.
Ci ho
pensato sopra,
e m'è parso
che qualcosa contenuto in quei
libri, si è andato perduto in
questa nostra vita che va
sempre più di corsa.
C'è rimasto poco tempo, per
noi stessi, per i sentimenti. .
. per gli altri. Ho rapportato
la mia vita a quei discorsi, e
da qui, sono partita per una
grande analisi sui miei anni
745
to riguardando
passati, quella che ero. . .
quella che sono diventata.
SULLO
SCHERMO
SONO MIGLIORATA?
PEGGIORAT
2 ISCHIA
Donna - Non lo soQuello che m'importa,
è
tramite fatti miei, e fatti di
altri, scoprire gli errori nostri
e d'altri dietro ai quali
corriamo,
nei
quali
ci
esaltiamo o commiseriamo - ci
distruggiamo - ' mettere la
scoperta.
Sperando
di
arrivarci, a disposizione. . .
746
FATE T
Posso tenerne conto
MA ANCH'IO
SBAGLIANDO S'IMPARA
Donna - Non date retta a
quelle scritte. E' la parte più
banale di me, che si proietta
su quello schermo.
Dunque,
vi dicevo che stavo
rileggendo gli appunti per una
lezione.
DOCENTE IN AMORE.
Beh, si mi piacerebbe essere
già docente. . . No, questa
747
qualifica è troppo grande per
me,
ora,
forse più avanti,
chissà,
diciamo che mi sono
auto promossa:
M
Ma no! Una buona allieva. . .
Ecco sì. . .
Cercherò di
passarvi quello che ho acquisito
con diligenza.
NON
I
Beh, cercherò. . . farò il
possibile di esserlo in questa
occasione. . .
3 ISCHIA
CORS
di LE
748
Nell'inverno
del
'69
nell'Università di
a
S.
Francesco il prof.
Leo
Buscaglia decide di dare inizio
ad
un
corso
sperimentale
gratuito, liberi gli studenti di
nadare
e
venire
a
loro
piacimento,
dedicato alla
crescita
e
all'evoluzione
individuale.
Suo desiderio era che quel
corso
si
risolvesse
in
un'esperienza del tutto inedita
nel campo dell'insegnamento, e
che fosse per lo studente di
grande
interesse
e
di
amplissima
portata,
in
attinenza con le sue esperienze
immediate:
"CORSO
D'AMORE".
Lui stesso aveva sull'argomento
conoscenze
ed
esperienze
749
limitate, come i suoi studenti,
e quindi si sarebbero tutti
attivamente
impegnati
nella
scoperta dei veri significati
insiti nella parola AMORE.
4 ISCHIA
Sì, sono tutto amore, e non
me ne vergogno. Ho un unico
messaggio e posso fornirvelo
seduta stante.
Viviamo in
un'epoca
che
comincia
realmente
ad
esortarci
a
cogliere i significati della vita.
Ci andiamo abituando ad una
nuova
nomenclatura.
"Condizionamento" "forme e
modifiche del comportamento. "
"Ciò
che
è
necessario
rafforzare"
"ciò
che
è
rafforzato"
e
che
probabilmente determinerà il
750
comportamento.
Per
raffozzarci ci serviamo del
denaro,
delle
campagne,
dell'elettroshock,
e perfino
dei dolciumi. Quando qualcuno
si comporta nel modo giusto gli
ficchiamo una caramella in
bocca.
Il mio messaggio odierno è: la
miglior caramella del mondo è
un essere umano,
caldo,
palpitante, che non si scioglie
affatto. Quella chicca, sei
TU.
Il vero amore è un
fenomeno
prettamente,
totalmente umano.
Non insegno l'amore nel senso
stretto del termine, mi limito
a
facilitare
il
fiorire
dell'amore.
Il fenomeno - amore - è un
quid che noi scopriamo.
751
L'essere umano crede nel
cambiamento,
se
non
apprezziamo la situazione nella
quale versiamo,
in termini
d'amore,
siamo in grado di
modificarla di dare vita ad un
nuovo scenario.
Possiamo donare solo ciò che
abbiamo,
in questo sta il
miracolo. Se abbiamo amore,
possiamo donarlo, se non ne
abbiamo,
agli
altri è impossibile.
Non è
tanto una questione di dare,
ma di condividere,
spartire.
Ti rendo partecipe, e non la
perdo, perché già ce l'ho.
"L'affetto
quale
elemento
modificatore
del
comportamento umano. "
Gli
scienziati,
psicologi,
antropologi,
sociologi hanno
ignorato
l'amore,
è
752
sconvolgente, perché tutti ne
abbiamo bisogno ed aneliamo ad
esso senza posa. Tuttavia non
è
fatta
materia
d'insegnamento.
Si dà per
scontato che l'amore ci venga
fornito tramite e per effetto
di una misteriosa forza vitale.
"Viviamo tutti in comunità,
tuttavia
moriamo
tutti
di
solitudine. "
L'individuo capace di amare
deve aver cura di se stesso.
Badare realmente alla sostanza
della
propria
personalità:
"Ogni
cosa
viene
filtrata
attraverso me, quanto migliore
sono, tanto maggiore è ciò che
ho da dare. Tutto devo fare,
per essere il più bello, il più
straordinario,
il
più
fantastico, tenero affettuoso
essere umano del mondo. In
753
noi si manifesta solamente una
minima porzione di ciò che
realmente siamo. Nondimeno ci
sentiamo perfettamente paghi
di essere quel che siamo.
5 ISCHIA
Lo psichiatra londinese R. D.
Laing
avanza
un'ipotesi
provocatoria
e
suggestiva:
"Noi pensiamo molto meno di
quanto sappiamo.
Sappiamo
molto meno di quanto amiamo,
amiamo molto meno di ciò che
esiste ed in tal senso siamo
molto meno di ciò che siamo. "
Su tali premesse dovremmo
sentirci spronati senza
di
diventare.
. . . . un quid, riposto nel
profondo di ciascuno di noi che
differisce
da
individuo
a
individuo.
754
UNICITA' DEL SINGOLO
E se qualcuno incontrando un
altro dicesse: "Sono proprio
contento che tu sia unico,
diversa.
Mostrami in cosa
consistono le tue diversità,
avrò modo di trarne qualche
insegnamento"
immaginatevi
cosa sarebbe il mondo.
. . . insegnante di disegno:
Oggi, disegniamo un albero".
Va alla lavagna e disegni il
"SUO" albero. Una specie di
pallone verde con un piccolo
basamento marrone. Un leccalecca. Tutti
disegnano.
Più ti avvicini al lecca-lecca e
migliore sarà il voto. Se tu,
con tutti i colori fai un albero,
come lo vedi e conosci "Tu devi
avere un baco nel cervello! "
755
. . . Facciamo di tutto perché
ciascuno sia uguale ad ogni
altro.
La
capacità
di
"conformarsi" costituisce la
premessa indispensabile per
approdare al successo. Sii te
stesso. Non rinunciare mai al
TUO ALBERO.
Tu sei il sole, l'unico a TE
STESSO. Il miglior te stesso,
ma voler essere un altro sarai
sempre e semplicemente il
miglior n. 2.
GIUDICATA una persona per
quello che HA. Non per chi e
che cosa è.
L'essere umano è la cosa più
strepitosa
del
mondo,
dobbiamo però riscoprire l'arte
di saper ridere.
Abbiamo
creato il tempo. Dopo di ché
ne siamo diventati schiavi.
LAPAROLA.
756
Le parole congelano la realtà.
Etichettiamo.
Quanti bambini non hanno
ricevuto
un'adeguata
educazione perché prima o poi
durante l'infanzia ci si è
premurati di etichettarli? E'
uno stupido,
un ritardato
mentale ecc.
Le etichette allontanano gli
uomini,
li distolgono gli uni
dagli altri. Negro, che cos'è
un negro? Mai conosciuto due
negri uguali in vita mia. Sa
amare? Sa soffrire? E' bello,
felice? La sua famiglia? Sa
dare qualcosa agli altri? Sono
queste le cose che contano e
non che sia negro,
povero,
ricco.
UOMO
in
posizione
di
svantaggio culturale.
757
Nessuno
mi
è
venuto
abbastanza
vicino
per
contagiarmi con i suoi germi.
In ogni creatura umana sono
racchiuse troppe meraviglie per
poterle bollare con un epiteto e
metterle in disparte. Non c'è
al
mondo
responsabilità
maggiore dell'essere un essere
umano e fareste bene a
persuadervene.
Mc Luhan ha dimostrato che i
bambini quando mettono piede
all'asilo quasi tutti hanno già
visto 5000 ore di televisione,
delitti,
stupri,
intrighi
amorosi,
immagini di morti
violente e autentiche. Dopo di
ché li portiamo a scuola.
Domandarsi, chi è il bambino
nuovo che dobbiamo educare,
istruire? (Padre nave spaziale.
Pag. 39)
758
Oggi
non
basta
vivere,
imparare,
dobbiamo
SOGNARE,
vedere con gli
occhi della fantasia come sarà
il mondo di qui a 50 anni.
Salita in macchina di colpo non
mi è venuto in mente neanche
un posto dove mi sarebbe
piaciuto andare.
Li ho fatti
passare tutti.
Ho pensato
anche all'estero vado a Parigi.
. . Londra. . . Bruxelles. . .
Dopo un'ora di riflessioni e giri
turistici col cervello,
prendo
tempo e vado in ufficio.
E'
sabato pomeriggio.
Non c'è
nessuno
ne
deve
venire
nessuno.
Sì, nel mio ufficio:
360 metro quadrati,
11
stanze.
Beh,
a parte
759
questo fatto,
vado nel mio
ufficio.
Imprevisto! C'è mio nipote e
un
nostro
collaboratore:
Walter.
"Che fate qui?"
"Nulla. . .
avevamo da
chiudere una storia. . .
stavamo andandocene.
E tu
che fai?" "ho da fare. . . "
Loro se ne vanno.
Mi sono
guardata intorno. . .
Più avanti - dallo schermo che
ripete
fedelmente
le
sue
parole, il pubblico capirà che
si è bloccata,
e che è
arrivata ad una lettura fedele
di quello che è del suo essere
donna-persona.
Via via la
presa di conoscenza,
di se,
attraverso i ricordi.
760
Sono stati anni di lotte fure,
manifestazioni,
sindacato,
licenziamenti,
Vietnam (vedi
biografia),
feste dell'Unita,
e i garofani rossi del P. C. I.
ad ogni prima,
e Togliatti
quando è venuto al Teatro
Eliseo 1962 e l'amicizia con
Amendola e sua moglie, e le
migliaia di compagni che si
conoscevano, e gli spettacoli
per
le
fabbriche
in
occupazione. . . e . . . e. . .
(pezzo manoscritto dietro la
pagina numero 5 inserto 1
Cinzia)
Ma il mio
immobile,
761
partito era lì,
senza
niente
vedere,
capace solo di
sbraitare contro i gruppi che
loro chiamavano gruppazzi. . .
di chiedere che "si facesse
luce" ad ogni atto criminale sul
quale la luce già brillava a
denunziare con evidenza il
colpevole. . .
in coda su
tutto,
arrancante
ed
elefantiaco. . . pieno di case
del popolo svuotate di ogni
ideologia. . . senza più una
biblioteca.
.
.
dove
importante
era
"incassare"
fare soldi.
Il tutto con la persuasione che
è inutile sollecitare lo sviluppo
di
una
cultura
proletaria,
giacché non esiste né può
esistere.
"Esiste una sola
cultura, - dicono quelli " che
762
sanno ", - al di sopra delle
classi. La cultura è una, così
come è una la una e uno è il
sole
che
splendono
indifferentemente per tutti
quelli che se ne vogliono e se
ne sanno servire.
Facemmo teatro nelle case del
popolo,
nelle piazze,
nei
bocciodromi,
poi in una
capanna di via Colletta a
Milano, alla famosa palazzina
Liberty,
sempre a Milano,
che
ristrutturammo
completamente e che poi ci fu
tolta.
Ho tolto dal cartoncino. . .
tutte le mie pastiglie. . . ne
ho fatto un bel mucchietto
davanti a me.
763
Ho preso una scodella,
l'ho
riempita d'acqua ne ho messe
tre o quattro in bocca e giù a
bere.
Su un foglietto ho annotato: 3
e giù a bere, più 3. . . . e,
fanno 6. . . più 3 e fanno
nove. . . Devo arrivare almeno
a cento.
Si fa una gran
fatica. . .
ti si impasta la
bocca. . .
non riesci a
deglutire. . . ti viene voglia di
smettere. . . ancora 5. . .
Ma cosa sto facendo?! ancora
tre. . . e 5. . . Credo di
essere arrivata a 50. . .
Forza,
ora 5.
Forza - mi
viene da vomitare - ancora 7.
E' meglio che mi stenda. Non
voglio
cascare
per
terra.
Lunedì
si
riapre
l'ufficio.
Penso alle persone che lavorano
qui.
Non me ne importa
764
niente. Di nessuno m'importa.
Non sento niente. Ancora una
manciata.
Che fatica.
Mi
stendo.
Chiudo gli occhi. Sto morendo.
Non ricordo nessun "ultimo
pensiero".
Invece no.
LA CHIACCHERATA
PROCESSO
LUOGHI DEPUTATI:
TRIBUNALE
O
IL
UN
L'INFINITO:
Così viene chiamato il fondale
azzurro
chiaro
che
gira
tuttintorno al palcoscenico) nel
765
L
L
quale
LA
DONNA
agirà
rivolgendosi direttamente al
pubblico. Che porterà via via,
dall'analista, o al tribunale e
viceversa.
Nell'infinito,
la
donna
commenterà e denuncerà via
via i fatti.
Interpellerà il
pubblico,
con
domande
precise.
Ed esigerà risposte
precise.
Per agevolare il
dialogo
si
avvarrà
della
collaborazione di
attori e
attrici compresi in platea tra il
pubblico.
LO STUDIO DELL'ANALISTA:
La nostra donna c'è andata
controvoglia. Non ha fiducia.
Mentre parla,
su di uno
schermo vengono proiettati i
766
suoi
pensieri:
l'esatto
contrario di quanto va dicendo.
Mente su ogni cosa. Pensa al
costo dell'analisi. Quanto sta
spendendo,
all'ora,
quanto
spenderà in un anno. Ecc.
Sente l'inutilità di quanto sta
facendo.
Si ripromette di
smettere. Ma ogni 3 giorni è
lì,
come tossicodipendente
dell'ora di protagonismo che si
regala. L'ORA in cui esiste in
cui c'è.
Più avanti - dallo schermo che
ripete
fedelmente
le
sue
parole, il pubblico capirà che
si è bloccata,
e che è
arrivata ad una lettura fedele
di quello che è del suo essere
donna-persona.
Via via la
presa di conoscenza,
di se,
attraverso i ricordi:
767
1) Violentata dal padre a 10
anni.
Violenza
che lei,
credeva legittima,
in quanto
pensava "è mio padre, se l'ha
fatto vuol dire che è naturale,
che
doveva
farlo.
Ha
accettato
la
violenza
del
padre, come la varicella, la
scarlattina,
le mestruazioni.
Nessun trauma, è mio padre,
mi vuole bene. DA LUI male
non me ne può arrivare. Solo
più tardi, capirà l'errore di
valutazioni.
Ma ancora oggi
non sa che peso quella violenza
abbia avuto sulla sua vita.
2) Studiato con indifferenza
per la promozione: diplomata?
Laureata? Studiato con grande
curiosità e letto tutto (si fa
per dire) per un suo bisogno di
sapere.
Si è specializzata,
768
(diciamo fissata?) sulla vita dei
filosofi,
ed ha elaborato
alcuni concetti filosofici a suo
uso e consumo. Per la verità
scoccia anche gli altri,
ma
alcune volte se ne trae anche
un buon profitto per l'anima.
Ha fatto suo una tra le regole
più strane osservate dalla
"setta"(scuola)
fondata
da
Pitagora: NON MANGIARE LE
FAVE.
Questo
è
il
"comandamento" più bizzarro
del
catechismo
pitagorico.
Aristotele dice che era per via
di una qualche rassomiglianza
con l'organo maschile, da ciò
diciamo che Pitagora doveva
essere un gran bigotta. E qui
a questa versione (spiegazione)
che la nostra donna si attiene:
se un pensiero così,
ripeto
"bizzarro", astuto è diventato
769
un "comandamento" di una
scuola filosofica fondata da
Pitagora,
un presocratico,
vissuto secoli e secoli A. C. ,
beh,
qualchecosa deve pur
significare.
3) Sposata, con amore,
perché ci si sposava tutte.
ma
4)
Avuto
figli,
non
particolarmente desiderati, né
programmati perché così era
sempre stato.
5) Vissuto la vita senza
coscienza alcuna.
Abortito senza riflessione.
Non desiderato niente di
particolare.
Tutto quello che ha è
"NONOSTANTE LEI"
770
6) Sofferto come tutte.
Subito come tutte.
Pianto come tutte. E CHI
PIU' NE HA PIU' NE METTA
Ribelle come tutte.
Sul grande schermo scritto in
diverse dimensioni appare a
questo punto del dialogo con
l'analista:
PERC
APPARE
Di pari passo alla presa di
coscienza del suo essere donna
della nostra donna,
del suo
maturare - da oggetto a
soggetto - abbiamo piccoli
stacchi e ci troviamo in
Tribunale al PROCESSO.
TRIBUNALE:
771
E' un processo che la nostra
DONNA vuole.
E' molto incerta.
Chi vuole processare? "La
Società?
L'educazione?
La
famiglia? La madre. . . " Non
mi ha mai detto niente. Mi hai
insegnato l'onestà facendomela
vedere con la sua vita.
La morale o il moralismo?
Cos'è il SESSO? Nessuno me
ne ha mai parlato.
Il padre. Amico? Nemico? Gli
amici? Il marito? I figli? E'
confusa.
Lentamente
progredisce nell'inchiesta, nel
domandarsi e alla fine il
processo lo chiede per lei.
E' lei che si accusa.
"Ho vissuto come una capra.
Ho accettato tutto pensando,
seguendo i mille luoghi comuni
772
che la società ti dà con la
prima poppata.
Voglio essere processata e
condannata per non essere
riuscita,
nonostante l'essere
stata militante politica, forse
anche
un'avanguardia
femminista,
piena di ottime
teorie per le altre e minima
pratica
verso
me
stessa.
Ribellioni e una presa reale di
coscienza . E qui escono tutti
gli errori di una donna della
mia generazione.
Errori che
forse potranno servire per un
miglioramento
della
qualità
della
vita.
Scelte
programmate, meditate, ecc.
DIO:
il primo maschilista.
inventato dagli uomini)
773
(voluto
Eva
tentatora
peccatrice.
Perché non Adamo?
Mosè sul Monte siani:
Le
tavole
I comandamenti
NON
DESIDERARE
LA
DONNA D'ALTRI (Siamo fin
da allora OGGETTI.
Non desiderare l'uomo d'altri:
undicesimo comandamento.
Nell'etica della nostra vita ci
vorrebbe.
I FIGLI
L'unica cosa che non può fare
l'uomo sono i figli.
NOI POSSIAMO CREARE UN
INDIVIDUO.
DICI NIENTE?
Che uso ne facciamo di questo
potere divino?
774
Troppo spesso è un potere
male usato.
E quando ci separiamo, i figli
non sono spesso usati come
materia
di
ricatto?
Cosa
pagano i figli per i nostri
errori?
LISISTRATA:
Uomini volete
la guerra? Niente amore.
DONNA OGGI:
creare una
creatura umana è un miracolo.
Ho questo potere io, solo io.
Smettiamo di fare figli per
almeno tre anni. Ragionamoci
bene sopra a 'sta incredibile
ricchezza che solo noi possiamo
elargire.
Valutiamone
il
profondo significato, poi, con
le idee finalmente chiare,
riprendiamo a far miracoli,
facendo ben sentire all'uomo
775
che è un miracolo al quale sta
assistendo. Così finalmente le
donne saranno rispettate. Se
non
altro
durante
la
gravidanza.
L'ABORTO
I contraccettivi nelle scuole.
L'educazione
sessuale.
Abortire è un trauma.
Non
puoi abortire come andare dal
parrucchiere,
con la stessa
facilità.
Come ti senti dopo che hai
abortito? Ti rimane addosso
qualcosa? La prossima volta
che farai?
IL MATRIMONIO
Tutti ne parlano male e tutti ci
si rompono la testa. L'uomo
che
hai
sposato
ragazzo
776
(giovane) quasi sempre, poco
ha in comune col vecchio
signore che hai al fianco, con
cui hai diviso la vita, gioie e
dolori.
Nonostante questo ti
ostini,
per via della prima
poppata piena di ideologie
sbagliate a vivergli accanto. A
QUALSIASI COSTO.
Ovunque in tutti questi anni ho
ascoltato discorsi di donne
disperate,
la canzone è
sempre la stessa. La storia di
Medea si ripete nei tempi,
uguale,
a qualsiasi classe
sociale
tu
appartenga.
L'IDENTICA
CANZONE,
raccontata,
tra lacrime,
o
freddamente, o con rabbia o
con rassegnato dolore, o su di
un letto,
dopo un tentato
suicidio, o in casa di cura se
sei ricca, in manicomio se sei
777
povera. Sono storie di anni di
umiliazioni, di tentativi di ogni
tipo.
"Sta invecchiando. . .
sono gli ultimi colpi" e poi ti
accorgi che non sono gli ultimi,
né saranno i penultimi.
Stai
zitta, e aspetti. Gridi, e
aspetti.
Ti allontani,
e
aspetti.
Ma cosa cazzo
aspetti?
Cos'è che ti schiaccia? Cos'è
che t'ha cancellato il sorriso?
Cos'è che ti ha messo la faccia
a lutto? Cos'è che ti ha
convinta che sei morta? Perché
non dormi,
perché pensi,
perché
sei
fissata?
Sei
fissata? SEI FISSATA.
Che
meccanismi
sono?
L'orgoglio,
paura
della
solitudine?
I
soldi?
LUI?
L'AMORE? L'AMORE?
778
Ma dai, guardalo bene, porta
gli anni meno bene di te. E'
ancora divertente,
spiritoso,
affascinante come 20, 30 anni
fa? I programmi televisivi chi li
sceglie? Il peso delle cose più
noiose sulle spalle di chi,
è
appoggiato?
Com'è
la
tua
giornata con lui? Le tue
serate, le tue notti? Cosa vi
dite ancora? Cosa ti dà?
Analizza, analizza.
T'ho umiliata? Quante volte?
Qual'è l'ultima volta? E il
rispetto? Dove lo metti?
E noi come siamo? Come siamo?
Migliorate
col
tempo,
peggiorate.
La vera differenza tra un uomo
e una donna redo consista in
questo: le donne conservano un
po' più dell'uomo,
il senso
dell'onestà, (non tutte) della
779
giustizia,
dell'integrità.
Siamo soggetti morali,
(non
tutte) e a volte purtroppo solo
moraliste.
All'uomo è stata
inculcato,
sempre con quella
prima fatale poppata,
il
piacere per la lotta, la lotta
con
qualsiasi
mezzo
per
ottenere,
raggiungere,
impossessarsi del POTERE.
Il POTERE è comando, forza,
denaro.
FASCINO. BELLEZZA. Tutte
QUALITA' privilegi che ti
derivano dal potere.
IL POTERE ti procura tutto ciò
che
il
POTERE
PUO'
PROCURARTI.
Con il potere
che ti balla intorno anche
ne vorresti un po'? No? Essere
donne
continua ad essere
difficile, e nel cammino della
vita (è con rammarico,
che
780
sono costretta a riconoscerlo)
ti senti con
un fatto che
sicuramente,
dopo
il
turbamento che ti procura, ti
lascia
amarezza
e
sconvolgimento addosso, cioè,
la scoperta,
che le tue
difficoltà
di
vita,
di
sentimenti, le tue insicurezze,
dipendono
sì da
come
è
strutturata la società,
dagli
uomini,
da quello che ci
aspetta da te, ecc. ecc. ma
dipendono anche da altri essere
come te, anime del tuo stesso
sesso.
Sì,
amarezza
e
sconvolgimento.
La donna è
troppo spesso,
la maggior
nemica della donna. Nel lavoro
e nella vita.
Giovani o vecchie, interrogate,
provate ad interrogare. Quasi
781
tutte,
fottute da un'altra.
Sì,
c'entra anche lei,
ma
vero è che l'amore uomo lo fa
quasi sempre con una donna.
O giovane come te, o molto
molto più giovane di lui. E tu
stai a guardare.
Si fa per
dire.
Naturalmente storie di questo
tipo si verificano quando il lui,
è un vero LUI. Se è giovane
va benissimo, ma andrà ancor
più bene,
se il LUI in
discussione è senza giovinezza,
è adulto,
è vecchino,
o
vecchio.
L'impegno,
per la
giovane in questione,
sarà
minimo.
In tutti i sensi.
Intendiamoci,
può
anzi
dovrebbe essere pesantissimo,
ma buone prospettive, vuoi di
vita, vuoi sociali, artistiche
782
possono allegerirlo assai, come
peso.
E tu stai a gurardare. Hai una
conoscenza della storia,
di
quello che passa, del senso di
quello che sta accadendo. TU
SAI GIA' TUTTO. PERCHE'
E' IL RIPETERSI,
del
ripetersi,
del
ripetersi.
Aspetti,
ed
a
volte
inutilmente.
Non succede
nulla, o succede proprio quello
che tu non vorresti.
L'unico pensiero che ti deve
dare
un
minimo
di
è che anche tu sei stata
giovane, e anche la giovane di
oggi, con fortuna, o senza
fortuna,
(a volte non basta
sposare
uno
scrittore
importante per scrivere un
buon
romanzo,
vedi
MORAVIA; o darsi ad un
783
pittore,
sempre importante,
per dipingere un bel quadro
ecc. ecc. Come a dire che se
hai doti, certo con l'uomo di
potere,
puoi correre nella
carriere, ma se non hai nella
testa le cose giuste. Sembra
che tu. . .
ti sembra di
correre,
ma non appena ti
fermerai per riprendere fiato,
voltandoti indietro,
scoprirai
di aver perso per strada
qualcosa che sarebbe stato più
importante tenere,
e ben
stretto. )
La giovane che oggi ti mette
pesantemente davanti alla tua
età,
alla
tua
realtà,
diventerà
vecchia,
esattamente come sei tu ora.
E questo uomo,
che tu
presuntuosamente hai creduto
tuo,
guardalo:
che non si
784
vede
per
quello
che
è
realmente,
abbarbicato
ciecamente alle sue illusioni.
1 ISCHIA
All'alzarsi del sipario troviamo
una donna seduta davanti ad
una scrivania, sta leggendo.
Schermo grande sul fondo
scena,
sul quale appare una
scritta
dopo
un
minuto
dall'inizio
. Sto male di salute, ma mi
sembra di stare molto bene
d'umore,
mentre invece mio
figlio dice che tutte le malattie
che io sono riuscita (un vero
primato! ) ad accumulare negli
anni,
che
vanno
dall'onicofagia-mangiarsi
le
unghie,
tricotillomaniastrapparsi i
capelli,
attorcigliarli stretti al dito
anulare e infine nasconderli
785
sotto ai mobili. Quando uno è
in ansia, si strappa i capelli,
se sola, si mangia le unghie in
presenza di altri. E me l'ha
dimostrato enumerandomi tutto
quello che ho avuto negli ultimi
due mesi.
"Oh,
ma come
sono felice,
rilassata!
Mi
dicevo. . .
e mi sembrava
proprio di esserlo. " Un
bubbone della grandezza di un
mandarino
nel seno sinistro,
proprio sopra al cuore, dolore
ai reni con perdita di sangue
durante la. . . minzione, cioè
quando faccio la pipì. . .
Radiografia:
calcoli
frantumati,
tracce anche in
vescica.
Dolorosi
crampi
muscolari alle gambe durante il
sonno, gamba sinistra, dopo
immobilità di qualche ora, non
786
regge. . . cado. "Cos'è, il
Lazzaretto, tutto di un colpo?
"NO,
è che il tuo fisico si
difende come può, lanciandoti
campanelle d'allarme da una
situazione che tu vivi male.
Fai l'elenco di tutte le malattie
che hai avuto negli ultimi anni,
gli
interventi,
malattie
inimmaginabili ma ben tangibili
che vanno da una congiuntivite
che ti scoppia
oggi, che ti
sparisce il giorno dopo l'ultimo
spettacolo.
Tu come un
pappagallo ripeti " sto bene " e
sei
pure
convinta,
invece"credi" di star bene, ma
nel
tuo
subconscio
stai
malissimo.
"Tutta
la
colpa
è
del
subconscio. Freud ha detto un
sacco di cose relativamente
importanti,
cose che anche
787
altri avevano detto,
l'unica
sua scoperta "essenziale per la
vita dell'uomo" per la sua
mente è 'sta storia del
subconscio".
'Sta storia del
subconscio deve essere vera.
Mi viene in mente una tipa di
Torino che lavora all'Einaudi,
si
chiama Emilia,
l'ho
conosciuta tanto tempo fa, mi
raccontava
della
sua
vita
passata nel dibattersi tra(?) i
problemi del marito da cui si
era separata, dell'amante del
marito, la seconda moglie del
marito. Il figlio, la moglie del
figlio, il bambino del figlio che
lei, la moglie non gli fa vedere
perché lui ha un amante. La
suocera, il suocero e l'amante
del suocero.
Tutti questi
problemi
le
procuravano
fenomeni fisici
stregoneschi,
788
reazioni sul suo corpo che
nessun
medico
aveva
mai
registrato in alcun paziente.
Che so, le lenti a contatto che
si gonfiavano a dismisura fino a
scoppiare,
oppure che si
bucherellavano tutte.
Robe
mai
viste,
tanto
che
l'assicurazione si rifiutava di
rimborsargliele.
Mio figlio ha
certamente ragione. "Tu devi
sbatterti, riuscire a scavare,
a ricordare, a scoprire cosa
hai dentro realmente,
quale
fatto vicino o lontano ti ha
portato a questo malessere.
Devi andare indietro, indietro
mamma.
"Mi sono presa un
registratore e via a parlare a
ruota libera.
Come premo il
tasto per registrare, non mi
viene in mente niente. Cerco
di rilassarmi. Vediamo. . . il
789
primo trauma. . . per me è
stato un trauma e grosso.
Anche se poi, ora, 30 anni
dopo, mi rendo conto di aver
guardato i fatti con eccessiva
enfasi.
Ho scambiato una
storia del tutto naturale per
una mancanza d'amore. L'ho
vissuta malissimo. Ho cercato
di parlarne con lui, ma subito
mi
sono
interrotta,
imbarazzata dal suo imbarazzo.
Impreparata,
incolta
sul
sesso:
è la prima cosa che
ricordo in questa incursione
nella mia vita.
Il mio rapporto con l'altro
sesso è stato per moltissimi
anni un rapporto "al servizio";
mai avuto stimoli sessuali, la
voglia di fare all'amore mi
veniva se ci si abbracciava e
baciava. . .
scivolando nel
790
rapporto senza un grande
desiderio di sesso. . .
ero
portata ad assecondare il suo
di desiderio, nessuno mi aveva
spiegato che potevo averne
anch'io di desideri. Del sesso,
non sapevo nulla. Quello che
facevamo, era venuto da solo,
l'avevamo scoperto insieme.
Autodidatti.
Ora,
per
fortuna è diverso.
I giovani
sanno tutto, prima ancora di
avvicinar si ad una donna. Mio
figlio aveva un 13 anni e già se
ne stava con un libro di
anatomia in mano.
(IMENE,
vedevo soltanto un orecchio).
L'orgasmo,
l'ho raggiunto
molto dopo che praticavo il
sesso. Prima fingevo.
Non me ne sono mai fatta un
problema.
791
ALL'ENTRATA IN PLATEA A
TUTTI
GLI
SPETTATORI,
VERRA' CONSEGNATO UN
BLOCCHETTO
ED
UNA
MATITA.
All'alzarsi del sipario troviamo
in controluce una donna seduta
davanti ad una scrivania, sta
leggendo alcuni fogli.
Sul fondo scena, uno schermo
grande sul quale appare una
scritta
dopo
un
minuto
dall'inizio:
Gli effetti luce durante il
susseguirsi degli avvenimenti, i
cambi di luogo e situazioni
saranno indispensabili.
La
donna interpreterà via via i
vari
personaggi
che
distingueremo con prima donnaseconda donna,
magistrato,
ecc. Indispensabile, in certi
momenti il cambiamento di luce
792
e
accompagnamento
chitarra.
di
Buonasera a tutti.
Non
innervositevi se non parlo. Sto
zitta per voi. Vi voglio regalare
qualche istante di silenzio.
Rilassatevi.
Mettetevi
a
vostro agio. ASSAPORATE LA
MERAVIGLIA
DEL
"SILENZIO". . . INTANTO
CHE VOI ASCOLTATE IL
SILENZIO. . . Io riguardo gli
appunti per la lezione che vi
terrò. . . tra qualche istante.
O
I Donna.
Buonasera.
Lo
spettacolo di questa sera,
poco ha a che fare col teatro,
anzi, non è né spettacolo né
spettacolare. Vorrei stare con
793
voi il tempo che ci pare. . .
(non quello che ci servirebbe. .
. sarebbe troppo. . . Quando
siete stanchi, non temete di
dirmi
"Basta".
Non
mi
offendo.
Ce ne andiamo e
buona notte a tutti).
Dicevo
vorrei stare con voi
per
cercare di ritrovare insieme,
qualcosa che a mio avviso è
andato
perduto
in
questa
nostra vita che va sempre più
di corsa. . .
dove non c'è
rimasto quasi niente, né per i
sentimenti. . .
né per noi
stessi, né per gli altri. Ho
messo insieme storie di donne e
di uomini. . . tragitti collettivi
e personali. . .
avvenimenti
politici. Sono partita da una
grande analisi dei
miei anni
passati,
dei miei problemi,
guardando quella che ero. . .
794
quella che sono diventata.
(Sullo
schermo
appare
la
scritta)
MIGLIORATA?PEGGIORATA?
I Donna- Non lo so. Quello
che m'importa,
è tramite
avvenimenti, banali, comuni o
insoliti,
miei e di altri,
"scoprire" gli errori dietro ai
quali corriamo,
nei quali ci
esaltiamo o commiseriamo, ci
distruggiamo! Se ci riusciremo,
metteremo
la
nostra
"scoperta", a disposizione. . .
(sullo schermo appare):
(Mentre a squarciagola una
voce fuori campo ripete quanto
visualizzato. )
FATE
TESORO
DELLE
ESPERIENZE ALTRUI!
795
(Altra voce fuori campo)
Posso tenerne conto. . .
MA
ANCH'IO
VOGLIO
SBATTERCI LA TESTA!
(Altra voce cretina)
SBAGLIANDO S'IMPARA!
I Donna - Non date retta a
quelle scritte. E' la parte più
banale di me, e anche vostra.
. . che si proietta su quello
schermo.
Fate
molta
attenzione con i pensieri. . .
tutto può finire lì.
Dunque,
vi dicevo che stavo
rileggendo gli appunti per una
lezione. . .
(Voce presuntuosa a sfottere)
DOCENTE IN AMORE?
796
I Donna- (al pubblico) Chi l'ha
pensato?
Anche
se
mi
piacerebbe questa qualifica è
troppo grande per me ora. . .
forse più avanti, chissà. Tra
qualche anno. Diciamo che mi
sono auto-promossa. . .
(c. s. ) MAESTRA IN AMORE?
I Donna- Ma no! Una buona
allieva. . .
questo sì. . .
Cercherò di passarvi quello che
ho acquisito e analizzato con
diligenza.
NON
SEI
MAI
STATA
DILIGENTE
IN TUTTA LA TUA VITA.
I Donna- (Al pubblico) C'è una
madre qua intorno? Per fortuna
mamma! ! (cambia tono) Ma in
questa occasione cercherò. . .
797
di esserlo. . .
farò
possibile. . .
No,
maestra d'amore
troppo. . .
il
è
(c. s. ) MAESTRA DI VITA?
I Donna- Sì, modestamente. .
. Alla mia età. . . qualcosa
ho imparato.
Forse può
andare. . . oppure. . .
(c. s. ) "Corso d'amore. . . "
. . . . e dillo che non ne puoi
più!
(Sullo schermo si susseguono,
molte scritte uguali con diversi
caratteri,
sulle quali ne
primeggia una: )
OK.
VADA PER IL CORSO
D'AMORE
798
I Donna- (Indica la proiezione)
Mi
fa
piacere
sentirvi
d'accordo con me. . . e se
non
sbaglio,
interessati.
Dunque
cominciamo:
(dà
un'occhiata ai fogli). Un certo
Leo Buscaglia (molti dicono che
sia un coglione. ) nel 69 a S.
Francisco,
decide di dare
inizio ad un corso sperimentale
gratuito
all'università
di
Barkley(?):
"Corso d'amore".
Siamo nel '92 e il suo discorso
è attualissimo. Forse non è un
coglione.
(sullo schermo leggeremo - Leo
Buscaglia -)
E' da lì che ho preso lo spunto
"Sì, sono tutto amore, e non
me ne vergogno. Ho un unico
messaggio e posso fornirvelo
seduta stante.
Viviamo in
799
un'epoca
che
comincia
realmente
ad
esortarci
a
cogliere i significati della vita.
Ci andiamo abituando ad una
nuova
nomenclatura.
"condizionamento"
"forme
e
modifiche del comportamento"
"ciò
che
è
necessario
rafforzare"
"ciò
che
è
rafforzato"
e
che
probabilmente determinerà il
comportamento.
Per
rafforzarci ci serviamo del
denaro,
delle
campagne,
dell'elettroshock,
e perfino
dei dolciumi. Quando qualcuno
si comporta nel modo giusto gli
ficchiamo una caramella in
bocca.
Il mio messaggio odierno è: la
miglior caramella del mondo è
un essere umano,
caldo,
palpitante, che non si scioglie
800
affatto. Quella chicca, sei
TU. " (SPARISCE LA SCRITTA
BUSCAGLIA)
Come si fa a diventare un
essere umano,
palpitante?
Vorrei
essere
"la
miglior
caramella del mondo".
Ma
come?
La strada è lunga. Coraggio,
facciamola di corsa.
(schermo)
INTERROGATIVI
interrogati.
Interrogati.
Interrogatiiii! ! !
Qual'è stato il nostro rapporto
con i nostri padre e madre?
Qual'è quello con i nostri figli?
Come siamo cresciuti?
801
1) Quale rapporto abbiamo
avuto col padre e la madre?
Abbiamo"parlato" con loro?
"Parliamo" con i nostri figli?
Il figlio è quella cosa alla quale
si mette il golfino se la mamma
sente freddo, o lasciamo che
sia lui a dirci,
mamma ho
freddo e gli crediamo se dice
d'aver caldo?
Come siamo cresciuti?
Abbiamo ricevuto "onestà" dai
nostri padre e madre?
Come cresciamo i nostri figli?
Siamo "onesti" con loro?
SCUOLA
Come sono
"insegnanti"?
PALLOSI?
802
stati
i
nostri
REAZIONARI?
INTELLIGENTI,
Hanno influito sulla formazione
del nostro carattere? Nella
nostra vita?
TANTO?
POCO?
Ne ricordiamo qualcuno?
SI?
NO?
PERCHE'?
AMICIZIA
Esiste? Sì, esiste. Abbiamo
amici? Teniamo all'amicizia?
NOI
Come
siamo?
Come
ci
giudichiamo? Come stiamo tra
803
la gente? Cos'è la gente per
noi?
Ci importa degli altri? Amiamo
gli altri? Quanti ne amiamo?
Amiamo i pranzi di Natale, i
pic-nic?
AMORE
Nel rapporto con l'altro sesso,
come sei? Timida, sfacciata,
intraprendente, esigente, ti
accontenti. . . ecc.
Come
preferisce
la
luce:
accesa, spenta?
VITA
Ti senti una persona libera?
"Liberata"?
Siamo
riusciti
ad
essere
"magnifici" qualche volta?
804
Qualcuno ha detto che ognuno
di noi vive nel seminterrato
della propria anima? E' vero?
Dov'è
il
seminterrato
dell'anima? Sotto i piedi? I
piedi di chi? Anche sotto ai
tuoi? Abbiamo permesso a
qualcuno di ridurre un essere
umano, "noi", in poltiglia?
Quante volte? Almeno una!
POLITICA
Che peso ha la politica nella
tua vita? Fai politica? Ragioni
con la tua testa o deleghi?
Chi
deleghi?
I
nostri
"sgovernanti"?. . . il marito,
il figlio, la moglie, il vicino di
casa, il capoufficio. . . il. . .
il. . il. . .
805
Siamo, forse, così deboli che
uno
può
manipolarci
come
vuole? I governanti, il marito,
la moglie, il figlio, il vicino di
casa, il. . . Perché?
Perché la gente (me compresa)
accetta tutto? Perché lasciamo
fare?
Perché accettiamo di fare le
code per sapere quali siano gli
"estimi" da pagare? Siamo
pazzi?
Perché dopo una tragedia, che
so,
la morte brutale di un
figlio poliziotto o un altro
morto,
permettiamo
che
qualche cronista televisivo col
pelo sullo stomaco ci chieda:
"Quando ha saputo che suo
figlio è saltato per aria cosa
ha provato signora?" Com'è che
la signora non tira un calcio
nella pancia
del
cronista?
806
Perché non gli salta addosso e
lo strangola ficcandogli le dita
negli occhi? Perché?
Perché non insorgiamo tutti?
(proiettato
sullo
schermo
appare: Buscaglia)!
L'essere
umano è la cosa più strepitosa
del mondo,
dobbiamo però
riscoprire
l'arte
di
saper
ridere.
Abbiamo creato il tempo.
Dopo di ché ne siamo diventati
schiavi.
Le parole congelano la realtà.
Etichettiamo.
Quanti bambini non hanno
ricevuto
un'adeguata
educazione perché prima o poi
durante l'infanzia ci si è
premurati di etichettarli:
è
uno stupido,
un ritardato
mentale ecc.
807
Le etichette allontanano gli
uomini,
li distolgono gli uni
dagli altri. Negro. Che cos'è
un negro? Mai conosciuto due
negri uguali in vita mia. Sa
amare? Sa soffrire? E' bello,
felice? La sua famiglia? Sa
dare qualcosa agli altri? Sono
queste le cose che contano e
non che sia negro,
povero,
ricco.
(Sparisce la scritta Buscaglia)
Mi viene un dubbio:
che il
responsabile
ultimo
della
situazione tragica a cui siamo
arrivati,
non sia Andreotti,
ma siano le nostre insicurezze,
il nostro accettare, il nostro
subire.
DA CAPO.
RICOMINCIARE DA CAPO.
808
Chi sei? Chi sono? Come mi
chiamo? Nome,
cognome,
coniugata. Figli? Cosa faccio?
Da dove vengo dove voglio
andare. Ricominciare da capo.
A. E. I. U. O. A. B. C. D.
E. F. G. . . MAM. . . MA . .
. mamma. . . papà. . scuola.
Chiesa. Dio. Oddio! Odio! . .
. Comunismo. Sole. Terra.
Vento. Mare. Amore. IO.
IO. TE.
Io e Te. IO e
NOI. NOI. NOI. A. E. I.
O. U.
IO.
IO.
NOI.
AMORE.
Nome.
Cognome.
Sesso. IO
(si abbassa la luce appare la
Scritta su Schermo)
LUOGHI DEPUTATI:
LO
STUDIO DI UN ANALISTA
UN TRIBUNALE
809
L'INFINITO!
LA CASA. . .
LA STRADA. . .
Donna- (a commento di ogni
scritta, con tono di voce alto,
ma impersonale) L'INFINITO:
Così viene chiamato il fondale
azzurro
chiaro
che
gira
tutt'intorno al palcoscenico nel
quale la protagonista della
nostra storia agirà, enuncerà,
commenterà e denuncerà i
fatti della sua vita, si avvarrà
della
vostra
collaborazione,
interpellandovi con domande
precise.
Ed esigerà risposte
precise.
Se proprio non ve la sentite di
parlare,
d'intervenire,
per
insicurezza,
per timidezza,
810
scrivete le risposte,
parlate
dei
vostri
problemi
sul
blocchetto che vi è stato
consegnato all'ingresso. . .
Di volta in volta sarà lo studio
dell'analista, o il tribunale o
la casa, o la camera da letto.
. . o la strada. Alla vostra
intelligenza scoprirlo. Non vi
posso dire tutto.
(Sullo schermo appare: )
STUDIO DELL'ANALISTA
La nostra donna c'è andata
controvoglia dall'analista. Non
ha fiducia.
Mente su ogni cosa e pensa: "
80 mila a seduta, tre sedute
la settimana, 240 mila. . .
960 mila. . .
Al mese?
L'anno?. . . Quello che faccio
non mi servirà a niente. . .
811
devo smettere. . .
sì,
è
l'ultima volta".
Ma ogni 3
giorni
è
lì,
come
tossicodipendente "dell'ora di
protagonismo" che si regala.
L'ORA in cui esiste,
in cui
c'è.
"Coraggio signora. . . mi dica,
lei si sente o non si sente
amata.
.
.
Qual'é
l'indispensabile
potenziale
d'affetto di cui ha bisogno?
"Ho sempre avuto un morboso
bisogno d'amore. "
Da piccola, avevo un 5,
6
anni e per attirare l'attenzione
dei miei, ho rovesciato qualche
goccia d'inchiostro rosso nel
mio vasino della pipì. La mia
mamma, sconvolta. . . mio
dio, s'è sviluppata a sei anni!
. . . No, no, forse è un
fatto renale,
chiama il
812
dottore,
chiama il dottore,
tutti gridavano, piangevano. .
.
mi
accarezzavano,
baciavano. . . Felice di tanta
attenzione ho tirato fuori la
bottiglietta d'inchiostro rosso.
. . hanno capito. . . m'è
arrivato un ceffone dalla mia
mamma,
che ogni volta che
sento l'odore dell'inchiostro,
mi tocco una guancia.
Meno male che hanno inventato
le biro!
813
Sono stata violentata da mio
padre a 10 anni,
una volta
sola. Dico, "violentata", ma
il termine è errato.
Più giusto dire: "Ho avuto un
rapporto sessuale con mio
padre, senza nessun trauma,
senza capire quello che mi
stava capitando.
Ripeto,
avevo 10 anni. Volevo molto
bene a mio padre e lui voleva
molto bene a me. Troppo. . .
Non c'è stata violenza alcuna.
. . non pensavo fosse "male",
solo da adulta ho capito tutto
l'orrore di quell'atto:
una
terribile violenza alla mia
innocenza.
Molte volte ci ho pensato da
grande.
Allora,
in quel
momento
forse
incoscientemente,
mi son
detta:
"E' mio padre,
mi
814
vuole bene, da lui male non me
ne può arrivare. E' mio padre,
se l'ha fatto vuol dire che è
naturale,
che doveva farlo.
L'ho
accettata
come
la
varicella,
la scarlattina, le
mestruazioni.
E' mio padre.
E non ci ho pensato più. In un
attimo
avevo
rimosso,
cancellato tutto.
E chi si
ricorda della varicella,
del
morbillo? (SCHERMO)
815
"I
PRIMI RAPPORTI
SESSO. . . DOPO?"
DI
"Ma. . . non ricordo bene. . .
La prima volta è stato con un
ragazzo che veniva a scuola
con me. . . no, non della mia
classe. . più alto. . . Ricordo
solo che cercava con tutte le
sue forze di ficcarmi la lingua
in bocca. . . che mi veniva da
vomitare. . . mi strizzava un
seno. . . e che mi spingeva
qualcosa di duro contro il pube.
. . Ero preoccupata. . . Ma
cos'ha
lì.
.
.
una
bottiglietta?. . No, forse è
una zucchina o un cetriolo. . .
Ma perché,
mi spinge 'sto
cetriolo contro il pube e fa ah,
ah? Forse è pazzo.
Non ho più permesso che mi si
avvicinasse. Ho avuto il pube
816
tumefatto per giorni.
Poi
un'altra volta la stessa storia.
. .
Non mi capacitavo che
tutti
i
ragazzi
girassero
sempre con una zucchina nelle
mutande. Avrei avuto piacere
di scoprire il perché, ma non
sapevo a chi chiedere. Poi le
mie amiche una sera d'agosto
parlottavano. .
si era al
mare: "Lui è venuto, ci siamo
baciati,
poi lui è venuto. "
"Come - faccio io - è venuto,
poi vi siete baciati e lui è
venuto.
Venuto dove se era
già lì.
Sarà andato. " "Che
scema, sei proprio una scema!
" e mi hanno spiegato tutto, e
l'amore,
e il sesso e come
nascono i bambini! Un trauma
volevo morire. !
Sono stata in confusione per
una settimana.
Che nessuno
817
maschio mi venisse più vicino
con il suo cetriolo. . . che poi
magari resto incinta.
Avevo
14 anni. ( inserire il pezzo sul
sesso di quando era adulta)
I Donna - Studiato con
indifferenza per la promozione:
diplomata? Laureata? Fa lo
stesso.
Sulla filosofia ha
elaborato
alcuni
concetti
filosofici a suo uso e consumo e
alcune volte ne trae anche un
buon profitto per l'anima. Ha
fatto suo una tra le regole più
strane
osservate
dalla
"setta"(scuola)
fondata
da
Pitagora:
II
Donna
(infervorata) NON MANGIARE
LE FAVE.
Questo è il
"comandamento" più bizzarro
del
catechismo
pitagorico.
Aristotele dice che era per via
di una qualche rassomiglianza
818
con l'organo maschile, da ciò
diciamo che Pitagora doveva
essere un gran bigottone. I
Donna E qui a questa
versione (spiegazione) che la
nostra donna si attiene:
II
Donna - se un pensiero così
"bizzarro",
astruso
è
diventato un "comandamento"
di una scuola filosofica fondata
da Pitagora, un presocratico,
vissuto secoli e secoli A. C. ,
beh,
qualchecosa deve pur
significare.
(Istintivamente
avevo ragione,
col cetriolo,
ma. . . )
I Donna - Sposata,
ma
perché ci si sposava tutte.
Avuto
figli,
non
particolarmente desiderati, né
programmati solo perché così
era sempre stato. La nonna,
819
la madre, la vicina di casa. .
.
Vissuto la vita senza desideri
particolarmente
eccessivi.
Sofferto come tutte.
Subito come tutte.
Pianto come tutte.
Ribelle come tutte.
II Donna - "Oddio, quando?"
I Donna - La sua colpa più
grave?
II
Donna
"Nonostante
blaterassi nel far politica,
convinta d'avere la verità in
tasca,
non ho mai avuto la
forza di "scegliere" per me.
(Sullo schermo)
MICIDIALE! ! !
PERCHE'?
APPARE-SCOMPARE-APPARE
820
PERCHE'-PERCHE'-PERCHE'PERCHE'II Donna - Non lo so.
"Sì, ma dopo che lui. . . "
"Zitta. "
"Ho tentato di uccidermi! "
"Ah brava. Per il rimorso?"
Quando ho avuto la certezza
che mio marito faceva sul serio
con una ragazza di 37 anni. . .
più giovane di lui. . . che si
faceva vedere in giro. . . che
frequentava gli amici comuni
che "attenti a non fare gaffe,
che stasera arriva la moglie ho
fatto il giro delle farmacie di
Milano. . .
una bustina per
volta, e Veronal e Veramon e
Gibalgina e Optalidon. . . poi
sono andata da lui e gli ho
821
detto che partivo.
"Dove
vai?. . . " "Non so. . . .
"
"Ma perché te ne vai. . . io ti
amo. . . tu conti più di tutti
al mondo. . . " "Sì.
Ciao".
Sbatto la borsa con tre cose
dentro - in macchina - e vado
. Duecento metri dopo - mi
fermo - Poi riparto - poi mi
rifermo.
- Penso a tutti i
posti che conosco - alla città alle persone amiche - Penso.
Senza accorgermene mi trovo
in ufficio.
Nel mio ufficio.
Non ho più voglia di andarmene
da nessuna parte.
Non c'è
luogo né persona che mi attiri.
Nulla che senta amico. Vuoto
totale.
Penso a "lui", che sicuramente
ha già telefonato alla ragazza
del momento:
Maria, Stella,
822
o. . . non mi ricordo più. . . :
"E' partita puoi venire".
Tolgo dalla borsetta tutto
quello che ho,
libretti degli
assegni, chiavi di casa, della
cassaforte. Non mi viene da
scrivere niente.
Mi sento
come una casermona popolare
di trecento appartamenti con
nessuno dentro. . . e nessuno
che suoni il campanello.
Ho tolto dal cartoncino. . .
tutte le mie pastiglie. . . ne
ho fatto un bel mucchietto
davanti a me.
Ho preso una scodella,
l'ho
riempita d'acqua ne ho messe
tre in bocca e giù a bere.
Su un foglietto ho annotato:
3. Poi, più 3. . . . e, fanno
6. . . più 3 e fanno nove. . .
e giù a bere. Devo arrivare
almeno a cento.
Si fa una
823
gran fatica. . . ti si impasta
la bocca. . .
non riesci a
deglutire. . . ti viene voglia di
smettere. . . ancora 5. . .
Ma cosa sto facendo?! ancora
tre. . . e 5. . . Credo di
essere arrivata a 50. . .
Forza,
ora 5.
Forza - mi
viene da vomitare - ancora 7.
E' meglio che mi stenda. Non
voglio
cascare
per
terra.
Lunedì si riapre l'ufficio. Che
sorpresa!
Ancora
una
manciata. Mi stendo.
Chiudo gli occhi. Sto morendo.
Non ricordo nessun "ultimo
pensiero".
ADDIOOOOO. . .
Invece no.
Sento che mi sollevano di peso,
mi costringono a camminare. .
. mi parlano, gridano, io mi
lascio andare non reagisco,
824
non
voglio
reagire
"Deve
camminare non fermarti! Falla
camminare! " ma chi parla?. . .
Chiama il marito. . . telefona
all'ambulanza. . . "Quante ne
hai prese parla! " E' la voce di
mia sorella. . . "Pensa a tuo
figlio, maledizione quante ne
hai prese?" chi è questo. . .
mio marito. . . Ci sono proprio
tutti.
Tutti uniti.
Una festa di famiglia.
"Sbrighiamoci. . .
ha 21
pulsazioni. . . portiamola via"
Chi ha parlato. . .
gli
infermieri dell'autoambulanza.
M'infilano in un lenzuolo per
trasportarmi. . .
mi sento
urlare. . . e non so proprio
forse la rabbia mi faceva
uscire il fiato o forse l'ho
sognato "voglio morire! ! !
Lasciatemi
maledetti
voglio
825
morire! ! ! " Per un anno intiero
non sono andata nel mio
ufficio.
Morivo di vergogna.
Non capita tutti i giorni di
essere trasportata per le scale
avvolta in un lenzuola perché la
barella non passa,
tra gli
sguardi degli inquilini allibiti
"una signora così per bene! . .
. pensa te! . . . " finire al
Pronto soccorso seguita da una
decina di parenti mariti sorelle
e la gente che ti guarda e i
medici gentili che ti fanno
iniezioni da ogni parte,
una
flebo nel braccio. . . ti fanno
bere un 700 litri d'acqua con
dentro non so che. . . "vomiti
signora coraggio" e tu che tiri
su l'anima e tutti sono contenti
e non ti trattengono perché sei
persona
conosciuta
sì,
capiscono. . . .
ma certo lo
826
scandalo, i giornali. . . si
figuri. . . e via che torni a
casa e dormi per un 5 giorni e
quando ti svegli sei così debole
che non capisci se è bene che
ti sia andata bene, e se ti è
andata bene veramente.
Riprendi a vivere la tua bella
vita di merda. . .
un po'
imbarazzata. . .
senza il
coraggio di guardare la gente
negli occhi. . . e tutti che ti
trattano come una che è
matta. . . e non come una che
ha bisogno d'amore.
(sullo
schermo ripetuto dall'attrice)
presa di coscienza del suo
essere donna
(insopportabile! ! )
del suo maturare da oggetto a
soggetto.
(più che insopportabile! ! ! )
827
Donna- VOGLIO FARE UNA
DENUNCIA! !
VOGLIO UN
PROCESSO SUBITO!
TRIBUNALE
"Voglio un processo. . .
"Contro chi?"
(schermo
a commento) E'
incerta. . . Subito spiazzata.
"Chi vuole processare signora?
La Società? La religione?
"Sì. . .
DIO:
il primo
maschilista,
voluto inventato
dagli uomini.
Eva tentatora
peccatrice.
Perché
non
Adamo?
Mosè sul Monte Siani:
Le
tavole. . .
I comandamenti
(da sintetizzare)
828
NON
DESIDERARE
DONNA D'ALTRI
LA
Siamo appena nate ed eccoci lì,
già OGGETTI.
L'undicesimo
comandamento,
nell'etica della nostra vita ci
vorrebbe:
non desiderare
l'uomo d'altri
"Non
dica
sciocchezze!
Figuriamoci!
L'undicesimo
comandamento!
Si vergogni!
Andiamo avanti,
chi vuole
processare? L'educazione? La
famiglia? La madre. . . "
"Sì.
.
lei
ha
delle
responsabilità. . . e grandi. .
. Non mi ha mai detto niente.
Mi
ha
insegnato
l'onestà
facendomela vedere con la sua
vita. . . ma non ne ha mai
discusso con me. . . e così
829
non se aveva una morale o se
era solo moralità. "
"C'è differenza?"
"Sostanziale! ! "
"Non è una colpa. . .
evidentemente non avevate un
dialogo. . . Andiamo avanti,
chi vuole processare la morale
o il moralismo ?"
"Contro il SESSO?"
"Nessuno me ne ha mai
parlato. "
"E allora? Vuole processare
qualcuno perché nessuno le ha
mai parlato di sesso? Chi
processiamo, il sesso? Il sesso
in genere o uno in particolare (
)
"Insomma, contro chi. . . chi
vuole che sia processato? Il
padre-Amico-Nemico?
Il
marito? I figli? Gli amici??"
830
"No, non voglio processare i
figli. . . anzi voglio innalzarli
al loro valore effettivo.
E
anche la donna voglio innalzare.
. . voglio darle il posto che le
spetta. NOBEL; L'unica cosa
che non può fare l'uomo sono i
figli.
Creare una creatura umana è
un miracolo. Ho questo potere
ce l'ho io, solo io.
Che uso ne facciamo di questo
potere "divino"?
E quando ci separiamo, i figli
non sono spesso usati come
materia
di
ricatto?
Cosa
pagano i figli per i nostri
errori?
Smettiamo di fare
figli per almeno tre anni.
Ragioniamoci
bene
sopra.
Valutiamone
il
profondo
significato, poi, con le idee
finalmente chiare, riprendiamo
831
a far miracoli,
facendo ben
sentire all'uomo che è un
miracolo
quello al quale sta
assistendo.
Finalmente le donne saranno
rispettate.
Se non altro
durante la gravidanza. . . Una
volta ho visto un uomo che
prendeva a calci nel ventre sua
moglie incinta.
"Ma basta! ! !
Lei sta
farneticando. . .
E' troppo
confusa disordinata nei suoi
ragionamenti.
Stia zitta e
risponda: E' sposata? "
"E' felice? Ha tradito suo
marito?"
"Ma io volevo denunciare. . . "
"Zitta e risponda: ha tradito
suo marito?
"Sì. . . Tutti ne parlano male
e tutti ci si rompono la testa
col matrimonio.
L'uomo che
832
hai sposato ragazzo (giovane)
quasi sempre,
poco ha in
comune col vecchio signore che
hai al fianco,
con cui hai
diviso la vita, gioie e dolori.
Nonostante questo ti ostini,
per via della prima poppata
piena di ideologie sbagliate a
vivergli
accanto.
A
QUALSIASI COSTO.
"Ha figli?. . . Ha abortito?"
"Ma che c'entra?. . . io. . .
Abortito senza riflessione, ne
particolare esigenza. "Ma che
c'entra? Sì. . . due volte. . .
Perché?
Ma,
non era il
momento. . .
contraccettivi
nelle
scuole.
L'educazione
sessuale.
Abortire è un trauma.
Non
puoi abortire come andare dal
parrucchiere,
con la stessa
facilità.
833
Come ti senti dopo che hai
abortito? Ti rimane addosso
qualcosa? La prossima volta
che farai l'amore te ne
ricorderai?"
Sono confusa. . .
non gridi
tanto. . . sono confusa. . .
lasciatemi pensare un attimo. .
. Calma. . . calma. . . non.
. . Sì. . . ho trovato. Io. .
. io devo essere processata. .
. Io sono colpevole. Denuncio
me stessa. "
"Ah, volevo ben dire! Forza,
si confessi! . . voglio dire. . .
Parli! . . . e niente chiamate
di correo! "
"Io sono colpevole. . . Solo
io.
Ho vissuto come una
capra.
Ho accettato tutto
pensando,
seguendo
i mille
luoghi comuni che la società ti
dà con la prima poppata.
834
Voglio essere processata per
non
essere
riuscita,
nonostante
l'essere
stata
militante politica, forse anche
un'avanguardia
femminista,
piena di ottime teorie per le
altre ma non messe in pratica
verso me stessa. Processata e
condannata.
Il prezzo è
altissimo.
E
paghiamo,
paghiamo.
Ovunque in tutti questi anni ho
ascoltato discorsi di donne
disperate,
la canzone è
sempre la stessa, uguale, a
qualsiasi classe sociale tu
appartenga, raccontata, tra
lacrime,
o freddamente,
o
con rabbia o con rassegnato
dolore, o su di un letto, dopo
un tentato suicidio, o in casa
di cura se sei ricca,
in
manicomio se sei povera. Sono
835
storie di anni di umiliazioni, di
tentativi di ogni tipo.
"Sta
invecchiando. . .
sono gli
ultimi colpi" e poi ti accorgi
che non sono gli ultimi,
né
saranno i penultimi.
Stai
zitta, e aspetti. Gridi, e
aspetti.
Ti allontani,
e
aspetti.
Ma cosa cazzo
aspetti?
Cos'è che ti schiaccia? Cos'è
che t'ha cancellato il sorriso?
Cos'è che ti ha messo la faccia
a lutto? Cos'è che ti ha
convinta che sei morta? Perché
non dormi,
perché pensi,
perché
sei
fissata?
Sei
fissata? SEI FISSATA!
Che
meccanismi
sono?
L'orgoglio,
paura
della
solitudine?
I
soldi?
LUI?
L'AMORE? L'AMORE?! Non mi
dire!
836
Ma dai, guardalo bene, porta
gli anni meno bene di te. Tu ti
puoi fare il lifting e lui, lo
farebbe
subito,
ma
si
vergogna.
E'
ancora
divertente,
spiritoso,
affascinante come 20, 30 anni
fa? I programmi televisivi chi li
sceglie? Il peso delle cose più
noiose sulle spalle di chi,
è
appoggiato?
Com'è
la
tua
giornata con lui? Le tue
serate, le tue notti? Cosa vi
dite ancora? Cosa ti dà?
Analizza, analizza.
T'ho umiliata? Quante volte?
Qual'è l'ultima volta? E il
rispetto? Dove lo metti?
E noi come siamo? Come siamo?
Migliorate
col
tempo,
peggiorate.
La vera differenza tra un uomo
e una donna credo consista in
837
questo: le donne conservano un
po' più dell'uomo,
il senso
dell'onestà, (non tutte) della
giustizia,
dell'integrità.
Siamo soggetti morali,
(non
tutte) e a volte purtroppo solo
moraliste.
All'uomo è stata
inculcato,
sempre con quella
prima fatale poppata,
il
piacere per la lotta, la lotta
con
qualsiasi
mezzo
per
ottenere,
raggiungere,
impossessarsi del POTERE.
Il POTERE è comando, forza,
denaro.
FASCINO. BELLEZZA. Tutte
QUALITA' privilegi che ti
derivano dal potere.
IL POTERE ti procura tutto ciò
che
il
POTERE
PUO'
PROCURARTI.
Con il potere
che ti balla intorno anche
(verificare originale) tu ne
838
vorresti un po'? No? Essere
donne
continua ad essere
difficile, e nel cammino della
vita (è con rammarico,
che
sono costretta a riconoscerlo)
ti scontri con
un fatto che
sicuramente,
dopo
il
turbamento che ti procura, ti
lascia
amarezza
e
sconvolgimento addosso, cioè,
la scoperta,
che le tue
difficoltà
di
vita,
di
sentimenti, le tue insicurezze,
dipendono
sì da
come
è
strutturata la società,
dagli
uomini,
da quello che ci si
aspetta da te, ecc. ecc. ma
dipendono anche da altri esseri
come te, anime del tuo stesso
sesso. "Le famose sorellanze!
" La donna è troppo spesso, la
maggior nemica della donna.
Nel lavoro e nella vita.
839
Giovani o vecchie, interrogate,
provate ad interrogare. Quasi
tutte,
fottute da un'altra.
Sì, c'entra anche lei, ha le
stesse responsabilità dell'uomo,
l'amore l'uomo lo fa quasi
sempre con una donna.
(vedere originale) O giovane
come te, quando sei giovane, o
molto molto più giovane di lui,
quando tu sei vecchia. E tu
stai a guardare fingendo di
niente. Si fa per dire.
Naturalmente storie di questo
tipo si verificano quando il lui,
è un vero LUI. Se è giovane
va benissimo, ma andrà ancor
più bene,
se il LUI in
questione è senza giovinezza,
è adulto,
è vecchino,
o
vecchio, ma VIP! L'impegno
sessuale,
per la giovane in
questione, sarà forse pesante
840
per via dello stomaco. In tutti
i sensi.
Intendiamoci,
può
anzi
dovrebbe
essere
pesantissimo,
ma
buone
prospettive, vuoi di vita, vuoi
sociali,
artistiche possono
allegerirlo il peso dell'impegno.
E tu stai a gurardare. Hai una
conoscenza della storia,
di
quello che passa, del senso di
quello che sta accadendo. TU
SAI GIA' TUTTO. PERCHE'
E' IL RIPETERSI,
del
ripetersi,
del
ripetersi.
Aspetti, ed a volte inutilmente
che succeda qualcosa.
Non
succede nulla,
o succede
proprio quello che tu non
vorresti.
L'unico pensiero che ti deve
dare
un
minimo
di
sicurezza (?)è che anche tu sei
stata giovane,
e anche la
841
giovane di oggi, con fortuna,
o senza fortuna, (a volte non
basta sposare uno scrittore
importante per scrivere un
buon
romanzo,
vedi
MORAVIA; o darsi ad un
pittore,
sempre importante,
per dipingere un bel quadro
ecc. ecc. Come a dire che se
hai doti, certo con l'uomo di
potere,
puoi correre nella
carriere, ma se non hai nella
testa le cose giuste. Sembra
che tu. . .
ti sembra di
correre,
ma non appena ti
fermerai per riprendere fiato,
voltandoti indietro,
scoprirai
di aver perso per strada
qualcosa che sarebbe stato più
importante tenere,
e ben
stretto. )
La giovane che oggi ti mette
pesantemente davanti alla tua
842
età,
alla
tua
realtà,
diventerà
vecchia,
esattamente come sei tu ora.
E questo uomo,
che tu
presuntuosamente hai creduto
tuo,
guardalo:
che non si
vede
per
quello
che
è
realmente,
abbarbicato
ciecamente alle sue illusioni.
Il vero amore è un fenomeno
prettamente,
totalmente
umano.
Non insegno l'amore nel senso
stretto del termine, mi limito
a
facilitare
il
fiorire
dell'amore.
(Alcune domande: inserto 1) Il
fenomeno - amore - è un quidi
che noi scopriamo.
L'essere umano crede nel
cambiamento,
se
non
apprezziamo la situazione nella
843
quale versiamo,
in termini
d'amore,
siamo in grado di
modificarla di dare vita ad un
nuovo scenario.
Possiamo donare solo ciò che
abbiamo,
in questo sta il
miracolo. Se abbiamo amore,
possiamo donarlo, se non ne
abbiamo,
agli
altri è impossibile.
Non è
tanto una questione di dare,
ma di condividere,
spartire.
Ti rendo partecipe, e non la
perdo, perché già ce l'ho.
"L'affetto
quale
elemento
modificatore
del
comportamento umano. "
Gli
scienziati,
psicologi,
antropologi,
sociologi hanno
ignorato
l'amore,
è
sconvolgente, perché tutti ne
abbiamo bisogno ed aneliamo ad
esso senza posa. Tuttavia non
844
è
fatta
materia
d'insegnamento.
Si dà per
scontato che l'amore ci venga
fornito tramite e per effetto
di una misteriosa forza vitale.
"Viviamo tutti in comunità,
tuttavia
moriamo
tutti
di
solitudine. "(inserito 6)
L'individuo capace di amare
deve aver cura di se stesso.
Badare realmente alla sostanza
della
propria
personalità:
"Ogni
cosa
viene
filtrata
attraverso me, quanto migliore
sono, tanto maggiore è ciò che
ho da dare. Tutto devo fare,
per essere il più bello, il più
straordinario,
il
più
fantastico, tenero affettuoso
essere umano del mondo. In
noi si manifesta solamente una
minima porzione di ciò che
realmente siamo. Nondimeno ci
845
sentiamo perfettamente paghi
di essere quel che siamo.
Lo psichiatra londinese R. D.
Laing
avanza
un'ipotesi
provocatoria
e
suggestiva:
"Noi pensiamo molto meno di
quanto sappiamo.
Sappiamo
molto meno di quanto amiamo,
amiamo molto meno di ciò che
esiste ed in tal senso siamo
molto meno di ciò che siamo. "
Su tali premesse dovremmo
sentirci spronati senza
di
diventare.
. . . . un quidi, riposto nel
profondo di ciascuno di noi che
differisce
da
individuo
a
individuo.
UNICITA' DEL SINGOLO
E se qualcuno incontrando un
altro dicesse: "Sono proprio
contento che tu sia unico,
846
diversa.
Mostrami in cosa
consistono le tue diversità,
avrò modo di trarne qualche
insegnamento"
immaginatevi
cosa sarebbe il mondo.
. . . insegnante di disegno:
Oggi, disegniamo un albero".
Va alla lavagna e disegni il
"SUO" albero. Una specie di
pallone verde con un piccolo
basamento marrone. Un leccalecca. Tutti disegnano. Più ti
avvicini
al
lecca-lecca
e
migliore sarà il voto. Se tu,
con tutti i colori fai un albero,
come lo vedi e conosci "Tu devi
avere un baco nel cervello! "
. . . Facciamo di tutto perché
ciascuno sia uguale ad ogni
altro.
La
capacità
di
"conformarsi" costituisce la
premessa indispensabile per
approdare al successo. Sii te
847
stesso. Non rinunciare mai al
TUO ALBERO.
Tu sei il sole, l'unico a TE
STESSO. Il miglior te stesso,
ma voler essere un altro sarai
sempre e semplicemente il
miglior n. 2.
GIUDICA una persona per
quello che HA. Non per chi e
che cosa è.
L'essere umano è la cosa più
strepitosa
del
mondo,
dobbiamo però riscoprire l'arte
di saper ridere.
Abbiamo
creato il tempo. Dopo di ché
ne siamo diventati schiavi.
(inserto 7)
LA PAROLA.
Le parole congelano la realtà.
Etichettiamo.
Quanti bambini non hanno
ricevuto
un'adeguata
educazione perché prima o poi
848
durante l'infanzia ci si è
premurati di etichettarli? E'
uno stupido,
un ritardato
mentale ecc.
Le etichette allontanano gli
uomini,
li distolgono gli uni
dagli altri. Negro, che cos'è
un negro? Mai conosciuto due
negri uguali in vita mia. Sa
amare? Sa soffrire? E' bello,
felice? La sua famiglia? Sa
dare qualcosa agli altri? Sono
queste le cose che contano e
non che sia negro,
povero,
ricco.
UOMO
in
posizione
di
svantaggio culturale.
Nessuno
mi
è
venuto
abbastanza
vicino
per
contagiarmi con i suoi germi.
In ogni creatura umana sono
racchiuse troppe meraviglie per
poterle bollare con un epiteto e
849
metterle in disparte. Non c'è
al
mondo
responsabilità
maggiore dell'essere un essere
umano e fareste bene a
persuadervene.
Mc Luhan ha dimostrato che i
bambini quando mettono piede
all'asilo quasi tutti hanno già
visto 5000 ore di televisione,
delitti,
stupri,
intrighi
amorosi,
immagini di morti
violente e autentiche. Dopo di
ché li portiamo a scuola.
Domandarsi, chi è il bambino
nuovo che dobbiamo educare,
istruire? (Padre nave spaziale.
Pag. 39)
Oggi
non
basta
vivere,
imparare,
dobbiamo
SOGNARE,
vedere con gli
occhi della fantasia come sarà
il mondo di qui a 50 anni.
850
SALA DI CESENATICO
LUGLIO 1992
29
LIBERA ASSOCIAZIONE DI
IDEE
Buona seraaaa! Eccomi qua!
Sono molti anni che non
partecipo
ad
un
festival
dell'Unità. . . pardon. . . .
del PCI. . .
Oddio ho
sbagliato ancora. . .
Beh,
insomma,
ci siamo capiti.
Vediamo un po'. . . cos'era?.
. . il 67. . . 68?. . . 25
anni fa! (Cambia tono)
Me ne sono fatta un sacco,
io, di festival dell'Unità. . .
c'era sempre Pajetta per il
comizio di chiusura,
e io che
gli
offrivo
un
cestino
vietnamita.
"Ed
ora
la
compagna Franca Rame. . .
851
Per me, il cestino era sempre
quello.
Mi facevo il mio stand. . .
vendevo di tutto, una volta
perfino scarpe per bambini.
Era il 1966, ed il Festival era
per la sezione di Cernobbio, il
paese dove abitavo con mia
madre, Dario, e i miei figli. .
.
Ero andata in una ditta di
scarpe per bambini, vicino a
Como. . .
"mi servono per una festa
benefica. . . per bambini. . .
"
Se avessi detto che erano per
il Festival dell'Unità,
mi
avrebbero aizzato contro i
cani.
Commossi,
mi hanno saldato
tutto il campionario a mille lire
852
il paio! Un regalo! In negozio
era roba da almeno 20. 000:
scarpe magnifiche!
Io le ho
vendute a 10. 000 e chi le ha
comperate,
ha fatto un
affare.
Abbiamo lavorato come belve
per organizzare e per tre
giorni di festival. . .
Avevamo incassato un sacco. .
. più di tre milioni!
Poi ho scoperto che tutto il
nostro attivo più "un debito"
che ci siamo dovuti accollare
tutti noi iscritti, erano serviti
per pagare una cantante che il
Rocca,
segretario
della
sezione aveva ingaggiato a una
cifra astronomica senza dire
niente a nessuno.
"Ma come, qui ci siamo fatti
un mazzo così per tirare su
853
quattro lire e tu le vai a
buttare, tutto per tuo conto.
. .
per di più ti indebiti
anche. . . per una che viene a
cantare. . . di cui a nessuno è
fregato niente. . .
e tutto per sfiducia nelle
nostre forze!
E tutto per scopiazzare quei
megalomani dei compagni delle
città
che
sono
loro
che
sostengono il mercato del disco
facendo pubblicità e facendoli
cantare
ai
festival.
.
.
strapagati perchè vanno a
cantare dai comunisti.
In una sera si beccano cifre
che un operaio non vede in due
anni di lavoro.
Vergogna!
"(Cambia tono) Un po' di
demagogia.
"
(riprende
a
854
gridare) "Tutto da solo decidi! !
Bel centralismo democratico!
Sai cosa sei? Uno stronzo! E
io straccio la tessera! " E tutti
che gridavano "Sì,
sei uno
stronzo! !
Stracciamo la
tessera stracciamo la tessera
stronzo stronzo! "
Alla fine per evitare
il colpo di stato in sezione, ho
dovuto far da pacere e
perdonare il Rocca. . . che
però
ha
dovuto
fare
l'autocritica,
seduta stante,
davanti a tutti. . .
Erano altri tempi quelli.
Poi, abbiamo cantato Bandiera
rossa e l'Internazionale. . . e
ci veniva da piangere.
855
A quei tempi,
onesti,
ci
anche facile.
oltre ad essere
si commuoveva
La sezione di Cernobbio. . .
Ci venivano anche i miei figli.
. . si organizzavano serate. .
. dibattiti. . . litigate. . .
Jacopo e le bambine erano i più
giovani iscritti alla F. G. C. I.
della Lombardia.
Avevano 12 anni
e facevano la prima media.
Erano
molto
attivi.
.
.
politicamente
impegnati
nonostante l'età; passavano
tutte le loro ore libere dalla
scuola, a fare inchieste.
In una zona bianca come il
comasco. . . ad esempio, con
carta e penna o registratore
fermavano le donne e candidi
856
chiedevano: "Signora prende la
pillola?
Che contraccettivo usa?"
Immaginatevi le reazioni!
M'ha
chiamato
persino
il
Sindaco: "Signora i suoi figli.
. . "
Oppure tornavano a casa e:
"Da oggi, tutto quello che è
americano. . .
( si era
durante la guerra nel Vietnam)
in questa casa non entrerà! "
A
conti
fatti
si
poteva
mangiare solo pane,
riso,
spaghetti.
Via la Coca-cola,
via i gins,
via questo via
quello.
Jacopo, s'è preso anche uno
schiaffo da un insegnante. . .
c'era
uno
sciopero
degli
studenti
857
a livello nazionale. . .
loro
tre, credo
gli unici in tutto il comasco,
stavano davanti ai cancelli della
scuola
e
cercavano
di
convincere
i
compagni
a
scioperare,
il professore di ginnastica li
tira per un braccio, li spintona
e cerca di farli entrare in
classe. . .
loro fanno
resistenza e via che vola un
ceffone sulla faccia del "mio
bambino"! !
Quel che è successo dopo non
ve lo posso neanche descrivere.
Il preside ha dovuto affiggere
un cartello davanti alla scuola
dove si ribadiva il diritto
costituzionale di sciopero anche
858
del cittadino al di sotto dei 12
anni.
(Si
può
inserire
episodio
"blocco del giro d'italia in
piazza Duomo con TV e Zavoli,
il commosso viaggiatore e
carica polizia a mezzanotte)
Mi ricordo,
che per le
elezioni. . . (non mi ricordo la
data) sempre a proposito della
mia sezione di Cernobbio, mia
mamma,
80 anni era a
Montecatini.
Mi telefona e mi fa: "Devo
tornare a votare. . . "
"Mamma, non preoccuparti. . .
stai lì tranquilla. . .
gli anziani possono votare
anche dopo. . . "
dico senza neanche un briciolo
di vergogna.
859
Che stesse pure a bersi le
acque. Sapevo che se fosse
tornata avrebbe votato D. C. !
La sera in sezione preoccupata,
ne parlo con i compagni:
"Compagni! ,
se mia mamma
torna,
facciamo un seggio
finto qui, in sezione, le diamo
una scheda di quelle per la
propaganda. . .
e la faccio
votare qui. "
Silenzio
di
tomba!
Il
segretario Rocca,
fa per
parlare e un compagno gli
grida:
"Zitto tu,
che hai
speso i soldi per la cantante
che ancora stiamo pagando i
debiti! " Ricade il silenzio di
tomba. . . poi un compagno
del direttivo. . . che erano
poi in tre. . . fa: "Vedremo.
. . " (canta sottovoce): "Avanti
o popolo alla riscossa. . "
860
Poi, per fortuna mia madre se
ne è dimenticata. . .
Mi sono iscritta al Pci. . . alla
fine degli anni 50. . .
I miei avevano una compagnia
teatrale. . . giravano il nord
Italia. . . erano socialisti,
quando essere socialisti era una
cosa seria. . . si andava in
galera, e non per la tangente!
Ho nel mio archivio documenti
che so. . . della Camera del
lavoro
di
Castellanza,
Legnano. . . dove si ringrazia
la mia famiglia per aver fatto
spettacoli, lasciando l'incasso,
in sostegno dei grandi scioperi
e occupazioni delle filandere
durante la guerra 15-18.
Ho debuttato a otto giorni, ne
"Il figlio della Genoveffa di
Brabante", in braccio alla mia
861
mamma.
Non parlavo tanto
quella sera lì. . . Nella mia
famiglia era un fatto naturale,
appena nasceva un figlio, lo si
metteva
in
palcoscenico.
Andavo a scuola, e lavoravo la
sera. . . Quante volte mi sono
addormentata nelle casse dei
costumi? Era bellissimo. Poi è
arrivata la guerra nel 39.
Avevo 10 anni. . . . Sì, fate
pure i conti, ne ho 63. . .
Abitavamo a Varese. . . Si
recitava lì e anche nei paesi
intorno. Avevamo un permesso
speciale per girare nelle ore
del coprifuoco. Ci spostavamo
con
una
corriera
che
chiamavamo "Balorda" a causa
del comportamento bizzarro
che aveva, che, più che al
suo cattivo carattere andava
attribuito agli anni. Non era
862
bello girare di notte durante la
guerra, ma noi giovani, non
ce ne accorgevamo. . .
si
cantava,
si rideva. . .
evitando di guardare fuori dai
finestrini. . . Non si vedeva
una luce! Una notte un gruppo
di tedeschi e camicie nere ci
hanno tenuti bloccati sino
all'alba.
Se quell'alba
avesse portato la notizia di una
missione tedesca andata male
ci avrebbero fucilati tutti.
L'abbiamo
saputo
qualche
giorno dopo.
Altre volte,
capitava che ci fermassero dei
partigiani.
Non
è
che
dicessero "siamo partigiani" ma
erano in borghese con i mitra e
neanche
li
nascondevano!
"Signor Rame - facevano a mio
padre - ci dà un passaggio?" Li
facevamo salire.
Più avanti
863
capitava d'incontrare picchetti
fascisti
che ci fermavano.
Un'occhiata al lasciapassare
"Buona sera signor Rame. . .
com'è andata la serata?" "Benissimo! " "Buona notte. "
- "Buona notte" e via che ce
ne andavamo. . .
senza un
goccio di sangue in faccia si
riprendeva a cantare e i
partigiani gridavano più di tutti!
Dicevo che mi ero iscritta al
PCI alla fine degli anni 50.
Mi ricordo che il giorno
dell'iscrizione
ero
molto
emozionata.
Entrare in un
partito
come
il
"Partito
Comunista Italiano" era una
scelta,
una decisione molto
seria. Il mio primo colloquio
politico
l'ho
fatto
con
Tortorella. . . me lo ricordo
dietro alla scrivania. . . molto
864
compreso nel suo ruolo. . . fin
troppo.
Come mi sono iscritta a PCI,
mi aspettavo che mi capitasse
chissà che. . . no, non che
mi mandassero a dirigere il
comitato centrale. . .
ma
riunioni,
discussioni,
scuola
quadri,
questo sì.
Invece,
niente.
Solo il cestino a
Pajetta al festival dell'Unità,
fare di quando in quando uno
spettacolo
per
raccogliere
denari per la sezione della tal
città dove i fascisti avevano
spaccato tutti i vetri. . . e
dal momento che mi trovava a
Torino con Dario e la nostra
compagnia per Natale,
mi
hanno mandato intorno per la
periferia,
accompagnata dai
vari segretari di sezione a
raccogliete
fondi
per
"la
865
befana dell'Unità",
e poter
fare regali ai bambini. (FORSE
QUESTO DI AMENDOLA E'
INUTILE) Eravamo nel 64
tanto per capirci,
quando
Amendola,
scrisse il primo
articolo su Rinascita,
dove
parlava della necessità di
"iniziare" il "dialogo con i
cattolici" ve lo ricordate, no?
(Accennare incontro con Novelli
allora
direttore
Unità
e
giornalisti:
non
sapevano
niente,
non avevano letto
Rinascita articolo Amendola)
Erano anni particolarmente duri
quelli per gli operai. . . tipo
questi che verranno. . . e che
forse saranno pure peggiori.
Giravo nelle sezioni. . .
le
compagne
i
compagni
mi
abbracciavano,
mi
ringraziavano
come
stessi
866
facendo chissà che, e poi uno
ad uno, mi davano quello che
potevano. Chi 1000 lire, chi
5000 raccolte sul luogo di
lavoro.
Un compagno mi fa:
"Questa è la mia macchina
fotografica. Non ho soldi, mi
hanno licenziato. " Che effetto
avrà fatto a
quei compagni
scoprire che i loro dirigenti
hanno rubato.
Che vergogna!
Siamo diventati piccoli piccoli.
Siamo diventati come gli altri.
Un pò come Woody Allen!
A proposito di ladroneria e
politica, quasi trent'anni fa,
nel 64,
gli anni del boom
economico,
delle
grandi
speculazioni edilizie,
era
uscita sui giornali la notizia di
un probabile trasferimento del
centralissimo ed elegantissimo
cimitero comunale di Milano, il
867
Monumentale.
Dario ci ha
scritto sopra una commedia:
"Settimo ruba un po' meno"
Spingendosi fino all'impossibile
con la fantasia, andando giù
un pò pesante,
come si fa
sempre nel teatro satirico,
aveva addirittura inventato nel
gioco al paradosso che che,
grazie a una delibera infame. .
.
si stava sgomberando dai
cadaveri
tramite
un
"cadaverodotto",
una vasta
area del centralissimo Cimitero
Monumentale per farne un bel
parco e così far triplicare il
valore dei terreni circostanti.
Si raccontava di commercio di
cadaveri,
vendita di loculi
sottobanco e speculazioni sulle
tombe. Un' iperbole!
Ebbene oggi, l'avrete letto su
tutti i giornali, l'hanno fatto
868
davvero , ci hanno copiato. . .
ci
hanno
spudoratamente
rubato l'idea, e senza pagarci
i diritti d'autore. E sono
andati pure oltre!
Hanno
imposto pizzi sui cadaveri per
conceder loro il diritto di
sepoltura.
Hanno piazzato
tangenti sui funerali, tangenti
sulle
tombe
singole
e
comulative,
hanno riciclato
vecchie
lastre
tombali
rivendendole per nuove. . .
Hanno organizzato perfino il
riciclaggio delle nuove corone
mortuarie.
Non era ancora
finito il servizio funebre che
appositi
addetti
facevano
sparire
corbelle
di
gigli,
cuscini di rose,
corone
rimpinzate
di
garofani
e
velocissimi,
trasportavano il
tutto, agli appositi negozi di
869
arredi funebri. . . per essere
rivenduti al prossimo cadavere
in transito. . .
Bastava
cambiare il nastro col nome del
defunto. Spesso, le medesime
decorazioni floreali sono state
smontate e rimontate per
matrimoni e battesimi. Credo
che al massimo dei grottesco si
sia arrivati nel momento in cui
per la prima del Don Carlos alla
Scala ci fu un'esorbitante e
improvvisa richiesta di fiori
confezionati a mazzi di varie
misure da lanciare alla fine
dell'opera. I procacciatori di
plausi floreali non si persero
d'animo,
caricarono mazzi,
corbelle e cuscini giunti freschi
di ritorno dai vari funerali e li
portarono alla Scala.
Così nel grande tripudio del
finale
Verdiano,
nella
870
esclusivissima prima dei VIP,
si sono visti piovere dai palchi
e da tutto il loggione una
quantità incredibile di mazzi,
mazzolini e mazzoloni mortuari.
. . addosso ai tenori, alla
soprano ai baritoni. . . che
inchinandosi li raccoglievano e li
rigettavano
velocemente,
sbalorditi e inorriditi,
sulle
teste dei signori e delle signore
plaudenti
in
platea.
Certamente i morti a Musocco
e al Monumentale
nelle loro
tombe strapagate,
quella
notte si son fatti delle risate
proprio da morire!
871
Qualche
anno
fa
abbiamo
messo su uno spettacolo agile
da recitare quasi improvvisato,
a base di provocazioni dirette
sul
pubblico.
Abbiamo
debuttato al Festival Nazionale
dell'Unità di Bologna.
C'era
ancora il vecchio P. C. I. . . e
c'era
ancora
Natta
come
segretario.
S'è cominciato,
tra la meraviglia dei compagni
del PCI,
con un elogio
sperticato in favore del partito
socialista. . . "il P. S. I.
guadagna voti ad ogni elezione
perchè è più simpatico. . . ed
è più simpatico perchè i suoi
dirigenti sono sfacciati,
si
danno un sacco di fotte e
rubano a man bassa. Per di
più sono veramente vicini alla
gente,
sanno tutto dei loro
problemi più privati. . . si può
872
ben dire che conoscono le
tasche
dei
cittadini
come
fossero le loro.
Non cercano di nascondere la
mano
come
fanno
i
democristiani quando vengono
sorpresi a rubare "No, non è
vero.
Giuro che non ho
toccato una lira. "
I socialisti sono leali!
"Ehi ma tu rubi! " E lui "Sì
rubo! E allora! ?"
La gente pensa:
"Quei
socialisti rubano. . . questo
vuol
dire
che
sono
spregiudicati, ma anche attivi,
creativi. . è gente che sa
rischiare. . . . e alla fine
riesce pure a cascare sempre
in piedi. . .
a non farsi
sbattere in galera.
Se ci
sanno fare per loro ci sapranno
fare anche per me.
873
Quindi, io li voto! "
Invece quando la gente pensa a
voi Comunisti. . . così retti,
per bene. . . perfino modesti.
. . con 'sta mania delle "mani
pulite":
"Ma chi si fida di
quelli. . una razza di moralisti
romantici. E' gente incapace
di rubare. . .
che non potrà
mai andare al governo. . .
Gente di grinta, ci vuole! " E
giù a votare PSI.
Volete
diventare
simpatici
anche voi, avere successo? si continuava - E allora:
rubate! Imparate a rubare, e
a truffare dentro e fuori delle
Istituzioni,
ricattate
gli
imprenditori,
sgraffignate
sugli appalti,
sui progetti,
imponete
il
pizzo
sulle
costruzioni,
sulle sovvenzioni
ministeriali, sugli asili nido e
874
sugli
orfanotrofi.
.
.
MANGIATE!
Il vostro nuovo
slogan
deve
essere:
"Appropriazione
indebita
continuata
e
senza
pietà!
Basta con le mani pulite! "
"MANI ZOZZE e arraffatutto! "
Un attimo di perplessità e poi
è scoppiato un grande applauso
compiaciuto. Avevano capito la
provocazione.
E' passato qualche anno. . . i
comunisti si sono tolti la falce
e il martello di dosso. . . si
sono fatti chiamare con un
altro nome meno impegnativo,
e: ALLEGRIA! Giù a rubare
anche loro come socialisti e
democristiani di gran mestiere!
Certo che essersi buttati via di
dosso quel simbolo austero
della falce e martello. . . così
875
pregno di valori:
Lotta di
classe,
solidarietà,
il mito
glorioso
del
sacrificio
e
dell'onestà
con
tutti
i
trionfalismi
della
moralità
proletaria. . .
ha aiutato
molto.
Anche i vecchi socialisti. . . .
fin quando con il simbolo del
libro aperto, sopra, se pur in
piccolo avevano la falce e il
martello, al tempo dei Nenni
per capirci, mica riuscivano a
rubare
bene.
.
.
rubacchiavano perfino stitici,
e poi gli prendevano dei sensi
di colpa da schiattare. . .
E
qual'è
stato
il
vero,
straordinario
cambiamento
portato da Craxi nel partito
socialista? Quello,
davvero
rivoluzionario,
di togliere la
falce e martello dal simbolo e
876
piazzarci un garofano:
"IL
GAROFANO! "
Un fiore culinario.
Coi chiodi di garofano si fanno
stracotti,
la ribollita,
ogni
tipo di cacciagione,
insomma
un fiore simbolo del buon
appetito
e
della
grande
abbuffata. . . Così me li ha
spinti e incitati fino alla
furfanteria più smodata e
inarrestabile,
fino
allo
sbragamento totale!
Alla
perdita di ogni ritegno. Che se
capitano in mano alla base, li
ammazzano a sassate. . .
Come la Maddalena.
( li
cucinano
a
fuoco
lento.
Barzelletta Craxi che mangia le
patatine)
Li ha messi allo scoperto
completo. . .
tanto da
trasformarsi in una specie di
877
tirassegno per giudici fanatici
della giustizia ad ogni costo.
E il paradosso è che questa
operazione da ammazzasette si
chiama proprio "mani pulite".
Per me l'hanno fatto apposta
per sfottere i compagni del
vecchio P. C. I. !
"Vi
vantavate delle mani pulite? E
allora eccovele!
In galera i
vostri
dirigenti.
.
.
più
intraprendenti e moderni. "
A proposito di tradizione, nei
tempi antichi, il trattamento
riservato agli imbroglioni e ai
ladri,
specie della cosa
pubblica,
era assolutamente
severo. Altro che tempi bui!
Davanti ad una condanna per
imbroglio,
non
scappava
nessuno.
878
Negli antichi statuti comunali
di Lucca,
Treviso e Milano
scopriamo che agli imbroglioni,
colpevoli di truffa ai danni
delle casse della comunità, si
imponeva
il
castigo
della
"culata". Venivano sollevati di
peso a gambe ripiegate,
da
due giustizieri e quindi lasciati
cadere di schianto su una
pietra che,
a furia di
sederate, diventava concava.
La condanna si chiamava anche
sacrasgnacca. . .
per via
dell'osso-sacro sgnaccato.
I pluri-sgnaccati di sedere si
riconoscevano
all'istante
in
quanto,
causa i contraccolpi
della culata gli si incassava il
collo,
la testa si rincalcava
fortemente fra le spalle tanto
da farli sembrare tartarughe
col vestito.
879
Vi ricorda qualcuno? V'è venuto
in mente Andreotti? Sì, parlo
proprio di lui. . .
Tra
parentesi. . . avete visto che
da che è morto Lima non ha più
aperto bocca? Ha aumentato
solo, prima di andarsene, del
25% lo stipendio dei suoi amici
Vip dei baracconi statali.
Nella sua eterna carriera di
governo
ha
combinato
truffalderie e imbrogli a non
finire. . . Un sacco di volte
s'è tentato di beccarlo in
castagna,
ma lui,
con
straordinari colpi di reni, se
l'è sempre cavata. Credo che,
uomo di cultura com'è, sia a
conoscenza del castigo della
culata!
e addirittura soffra
della sindrome. . . Sono certa
che il suo aspetto sia la
conseguenza di una memoria
880
genetica. . .
trasmessa dai
suoi avi,
che sicuramente
hanno subito una serie notevole
di culate. . . "nei secoli dei
secoli. "
Un
altro
castigo
che
si
imponeva ai furfanti pubblici
nel
medioevo
era
quello
dell'imbrattata di pece, detta
anche l'incatramata.
Fino al sedicesimo secolo,
a
Venezia,
come
un
amministratore
della
Serenissima veniva beccato a
sgraffignare o a truffaldare,
veniva portato di peso in piazza
San Nicolò,
sotto le arcate
del giudicario e lì,
fra
l'euforia sboccata del popolino,
gli veniva rovesciato in testa un
secchio di grasso da lampada o
catrame da calafatura.
A
881
Venezia.
(pausa)Siete dei
maligni. . .
Io credo che, come Andreotti
con l'effetto della rincalcata,
anche De Michelis detto, per
il gran turbinare di avvisi di
reato che gli danzano sempre
più d'appresso:
l'avanzo di
balera. . .
soffra di una
sindrome analoga.
Avete in
mente De Michelis con quei suoi
capelli
sempre
imbrattati
impattacati? E' chiaro! Se la
versa lui da solo la secchiata!
Ogni mattina si incatrama la
capigliatura. . .
per bene.
Così,
quando fra poco lo
beccheranno, finalmente, lui
ci s'è già abituato. E nessuno
se n'accorgerà. . .
della
differenza.
882
- Tanto di cappello - levo il
cappello - frangetta- marchio
sulla fronte.
LA GOGNA:
ognuno nella
piazza della sua città.
Certo che a pensarci bene,
c'è da restarci allocchiti. In
pochi anni le cose (controllare
originale) della morale e della
politica in tutto il mondo e, in
particolare, in Italia si sono
trasformate al punto, che se
un compagno addormentatosi
15-20 anni fa,
si dovesse
risvegliare oggi,
non ci
capirebbe più niente,
forse
impazzirebbe in quattro e
quattrotto nello scoprire il
crollo del muro, i popoli del
grande impero russo che si
scannano
con
odio
quasi
religioso-fanatico, la Romania.
. . la miseria disperata con
883
relativo sbarco degli albanesi,
la fine del comunismo nell'est.
. .
la Iugoslavia. . .
il
travestimento
sbragato
di
alcuni dirigenti comunisti. . .
il cambio del nome. . .
E
perché? Di che cosa si doveva
vergognare il PCI? Una grande
dimostrazione di insicurezza,
debolezza,
paura.
Se mai,
cambia la linea. . . poi con
calma, magari anche il nome.
Immaginate gli occhi sbarrati,
attoniti del nostro ipotetico
risorto alla luce:
"Ma dove
sono capitato?" E per fargli
saltare il cranio come un tappo
di
spumante
basterebbe
portare il nostro risvegliato di
fresco a visitare un festival
dell'Unità oggi. . .
per
esempio quello di Firenze che
ha
aperto
la
serie
del
884
rinnovamento e della grande
svolta DEL CHI SE NE FREGAORMAI-FACCIAMOCI-GLIAFFARI-NOSTRI!
L'avrete letto, sui giornali: a
Firenze
i
compagni
hanno
aperto un casinò,
ripeto,
casinò, con l'accento sulla o,
che l'altro senza l'accento,
sarebbe
stato
molto
più
dignitoso
e
accettabile.
Insomma m'hanno messo giù un
certo numero di roulette. . .
con tanto di banco e tappeto
verde. . . casella numerata e
pallina che gira. . . croupié in
smoking che gridano il RienNe-Va-Plus. . . pile di fiches.
Giocata minima 5000 (roba
popolare) "Forza!
Puntate
compagni!
Il pari vince,
il
proletario perde. . . pardon,
885
il dispari perde. . . siamo a
"cavallo e careé! "
Alla notizia della roulette di
Firenze era inevitabile che
qualche
vecchio
compagno
vetero-moralista si indignasse.
. .
stracciasse la tessere
appena rinnovata con tanto di
quercia e ghiande, in faccia al
segretario di sezione. . . E'
difficile per gente che ha
vissuto intrisa di ideali,
di
favole e miti sulla rivoluzione. .
.
digerire all'istante certe
innovazioni!
Ancora c'è chi s'è divertito a
sfotterli
pure,
questi
indignati:
m'han raccontato
che al Festival di Firenze un
compagno buontempone cercare
di calmare un compagno fuori
di sé per la roulette:
"No,
compagno. . . hai letto male,
886
non si tratta di roulette ma di
roulotte. . .
cioè camper,
meglio, case viaggianti non per
giochi d'azzardo. . . ma per
giochi erotici. "
"Ma che dici giochi erotici?! ?"
"Sì, il partito ha piazzato un
centinaio di queste roulotte nel
parco, fra gli alberi. . . e i
compagni che amano il genere.
. . se ne servono. . . 100
mila.
.
.
profilattico
compreso,
massima garanzia
igienica. "
"Mi vuoi dire che quelle
roulotte sono dei bordelli?"
"Bordelli?!
No,
case chiuse
semoventi. "
"E le puttane. . .
dove le
prendono?"
"Ma che dici,
puttane!
Mi
meraviglio che tu compagno ti
esprima con certi linguaggi. . .
887
sono compagne che lavorano,
si sacrificano per il partito! "
"Mi stai a sfottere?"
"Beh, puoi sincerartene da te:
in ogni roulotte c'è la moglie o
la figlia di un nostro compagno
generoso che ha firmato tanto
di
concessione
davanti
al
notaio. "
"E l'introito. . . sì voglio dire,
quello che incassano, va tutto
sempre per il partito?"
"Ah sì,
su questa cosa il
partito non transige! Guai se
una volontaria erotica viene
beccata a farsi la cresta sulle
marchette.
.
.
viene
immediatamente radiata con
ignominia. . . e disprezzo. . .
come
fosse
una
puttana
qualsiasi! Per questo il partito
ha ingaggiato dei finti clienti,
che in verità sono segretari di
888
sezione truccati, che entrano,
si fanno il loro amplesso
erotico. . . pagano. . . e poi
controllano se non c'è stata
cresta.
E ti dirò - va giù
pesante il compagno burlone che questa campagna dal titolo:
"Fornicate per il partito" sta
avendo successo enorme. Sta
prendendo davvero piede. . .
meglio,
fianchi,
glutei,
zinne,
e tutto il resto,
in
ogni
festival
dell'Unità.
Purtroppo
data
l'enorme
richiesta scarseggia la materia
prima. . . "
"Le femmine?" chiede candido
il vecchio compagno
"Sì,
quelle. . .
purtroppo
molti compagni, specie nel sud
sono rimasti all'antica e son
restii
a
concedere
mogli,
sorelle e figlie. . . così ci s'è
889
dovuto rivolgersi all'estero.
Naturalmente a quei paesi che
hanno un passato di socialismo
reale. . .
così,
ai nostri
festival, stanno arrivando un
sacco di ragazze polacche,
cecoslovacche,
serbe,
ungheresi e russe.
Tutte
selezionate,
s'intende. . .
ragazze sane che possono
vantare un passato di militanza
seria nel partito.
"Sì d'accordo" fa il vecchio
leninista,
"mi
va
bene
l'ideologia. . .
dico. . . ma
son pure belle?"
"Certo belle e preparate. . .
all'amore libero e appassionato!
!
Non ti crederai che con
queste ragazze si vada così:
"Quant'è
per
un'ora?
D'accordo. . . allora mi calo i
pantaloni! " No,
prima ci si
890
commuove sui bei tempi della
lotta e della speranza. . . Si
parla della rivoluzione tradita.
. .
si fa qualche triste
considerazione,
se uno vuole
può
anche
lasciarsi
andare/scoppiare
perfino
a
piangere sconsolato. . . e poi,
ecco che lei ti rincuora,
ti
sbaciucchia. . . "Non piangere
compagno!
Sulla
breccia
ritorneremo! " Ti si stringe al
petto. . . e si fa l'amore. . .
con un appropriato sottofondo
musicale. . . naturalmente. "
"Qualche
bella
romanza
napoletana? Un blues?"
"Macché blues, roba classica.
. . Chopin, Brahms. . . C'è
chi preferisce ascoltare inni
eroici:
l'Iinternazionale per
esempio. . .
o addirittura:
"Bandiera
rossa!
"
Avanti
891
popolo, alla riscossa, puttana
rossa ci salverà! ! "
STRINGERE A proposito di
gioco degli equivoci,
m'è
venuto in mente che, sempre
restando in tema di roulette,
si
potrebbe
ricalcare
il
tormentone
delle
vecchie
quanto famose vignette di
Guareschi. . . Un pò pesanti
sui trinariciuti del P. C. I. ve
li
ricordate?
"Contrordine
compagni. . .
ecc. " Ecco,
anche con la svolta del Festival
di Firenze si potrebbe fare
altrettanto:
"Contrordine
compagni. . . l'avviso apparso
su l'Unità secondo cui i
partecipanti
al
Festival
medesimo
potranno
scommettere i propri quattrini
alla roulette,
è sbagliato e
incompleto, e pertanto dovrà
892
leggersi così.
"I compagni
potranno scommettere i propri
quattrini alla roulette russa,
cioè puntare a turno una
pistola a tamburo alla propria
tempia. . . o alla tempia del
proprio dirigente preferito. . .
e scommettere che partirà o
non partirà il colpo.
Certo che nel caso dei dirigenti
fareste loro un enorme favore
tanto la loro tendenza al
suicidio è così palese!
E' un'ansia che manifestano in
ogni occasione politica. Il loro
slogan è "viva l'abbiocco,
e
l'astensione"! Lasciano passare
leggi infami, leggi a strozzo
sul lavoro, rapine sulla busta
paga, cancellazione di tutte le
posizioni raggiunte in anni di
battaglie sindacali.
893
E poi cos'è 'sto tormentone
delle nuove svolte politiche?
Ogni giorno senti l'Ochetto che
ti viene a raccontare festante:
"Siamo alla grande svolta!
D'accordo è vero,
anche i
nostri dirigenti rubano,
ma
niente paura!
Facciamo una
bella svolta morale! "
Il P. D. S. entra al governo di
Palermo con la D. C. , "tutti
calmi è una svolta transitoria a
gomito con ritorno rovesciato.
Caliamo le braghe con le leggi
antimafia,
molliamo come
culinterra per la scala mobile.
. . Siamo ad una rapida svolta
di assestamento prima del
grande Tourniché di recupero!
Niente di grave! "
Siamo davvero ad una grande
svolta,
ma si tratta di una
svolta del lessico e dei valori,
894
specie, di quella comunemente
detta "della morale civile. "
Infatti
ormai
il
termine,
l'espressione
"persona
per
bene" non ha più senso comune,
non parliamo poi del "senso
dell'onore! " Ci basta osservare
l'espressione che ci offrono
questi
inquisiti
arrestati,
appena escono da S. Vittore.
E' come venissero fuori dal
palazzo del Festival Del Cinema
comico a Montecatini Terme. .
.
sono allegri e soddisfatti,
sfoderano sorrisi disinvolti e
compiaciuti, vanno stringendo
mani
e
concedendosi
in
spregiudicate interviste alle
TV, sia di Stato che private.
. .
Hanno davvero del singolare! E
sono pure spiritosi!
895
"Beh sì,
ci siamo fatti
beccare come dilettanti. "
Giornalista: "Come si trovava
là dentro?"
"Senz'altro al fresco.
Ah,
ah! Scherzi a parte è stata
un'esperienza di vita. . . che
mi ha fatto un gran bene. No,
non mi ritiro dalla politica,
agirò con più grinta! ! "
Sportivi eh!
"Com'è andata col giudice Di
Pietro?"
"Gli devo gratitudine. . .
grazie a lui mi sono liberato,
ho trovato in quel giudice una
persona davvero corretta e
piena di comprensione. . . Mi
spiace quasi di non incontrarlo
più tutte le mattine per
l'interrogatorio.
E' un uomo
che
sa
ascoltare,
mi
mancherà. "
896
Quella di farsi arrestare,
manette ai polsi rischia di
diventare una moda di grande
successo fra le classi del ceto
medio alto. Invece di sborsare
5 milioni per iscriversi e
partecipare
ai
cimenti
di
sopravvivenza,
durata un
mese,
nella savana. . .
dentro
spaventosi
torrenti
zeppi di rapide, appesi a ponti
aerei nel Gran Canyon, uno si
fa arrestare, trascinare per
quattro settimane gratis a San
Vittore: cella con bugliolo. . .
come massimo comfort: cesso
alla turca. . .
lampadina
accesa giorno e notte. . .
controlli improvvisi. . . cigolio
di catenacci. . . puzzo a non
finire,
isolamento
una
settimana, poi in compagnia di
tossico
dipendente
897
possibilmente siero positivo in
crisi d'astinenza,
che urla
tutta la notte. . . Ti lamenti?
Ti sistemano con un marocchino
mussulmano. . .
che fa il
Ramadan e prega a voce alta
con vocalizzi un'ora sì e un'ora
no. . . senza sosta notte e dì!
Pensa
cosa
ne
hai
da
raccontare dopo,
quando
appena liberato te ne vai con
tutti gli amici della dorata
società a Porto Rotondo e alle
Eolie! Per tutta l'estate sei al
centro d'ogni attenzione. . .
tutti t'invitano,
tutti ti
vogliono: "Racconta, racconta!
"
"Sai stasera viene da noi
l'assessore carcerato. . . non
mancare. . . sarà uno spasso!
"
898
E' il trionfo! Ecco un uomo che
ha raggiunto il vero successo!
Un grande sociologo,
IrvinMoresson,
diceva che la
nostra società non sente più
vergogna
anche
per
le
nefandezze
più
smaccate.
Importante è che la società le
accetti e le esalti, anzi l'unica
vergogna, oggi, consiste nel
non essere nessuno. . .
un
nulla sepolto fra la massa
inodore e incolore.
"Ma dove
si trova a viaggiare questo
nostro
partito?
esclama
incazzato il nostro compagno.
Una svolta di qua,
una
controsvolta: è un labirinto di
colon discendenti e rimontanti
da voltastomaco. . . Curve o
controcurve del genere si
ritrovano solo dentro il budello
d'un intestino. E si sa dove va
899
a sboccare un intestino. . . !
E poi l'intestino di chi?
Dell'internazionale
socialista?
Della D. C. ? Di 'sto governo?
Certo che ritrovarsi ingoiati,
digeriti, e alla fine espulsi da
un simile sfintere, non è un
gran bel programma, compagni!
Ad ogni modo sempre avanti:
"Pugno chiuso e naso tappato! "
900
LIBERTA' E DIRITTO DI
PAROLA (E DI RACCONTO)
In ogni vera democrazia ogni
cittadino
ha,
a
sua
disposizione,
i mezzi di
informazione.
E
bisogna
ammettere che, anche da noi,
se
uno
ha
delle
storie
interessanti,
avvincenti da
raccontare, il suo sacrosanto
spazio sui giornali, settimanali
e sopratutto in T. V. lo trova
sempre.
Ma devono essere
storie possibilmente trucide,
sconvolgenti. . .
condite di
sesso. . .
violenza. . .
e
compagnia bella.
Se una
donna,
per esempio,
vuol
901
essere accettata in T. V. a
parlare di se, deve perlomeno
presentarsi a raccontare di
essere stata violentata per tre
giorni consecutivi da dieci
energumeni
infoiati.
.
.
seviziata e poi abbandonata
nuda sull'autostrada, di notte
coi
camion
sfreccianti
e
rombanti. . . fasci di luce che
l'attraversano. . .
lei si
sbraccia. . . Un camionista da
un Tir la vede: sagoma bianca
di donna nuda che sembra
danzare. . . !
Frena
all'istante,
sbanda,
altri
camion arrivano gli piombano
nel sedere.
Tamponamenti a
catena,
8 Tir,
30 auto
intorcinate.
11 morti.
35
feriti. Un pullman di suore che
se n'esce di carreggiata e va a
sfondare
il
frontale
del
902
santuario di San Cristoforo in
Pieve bassa. . .
protettore
dei viandanti!
E tutto per colpa di sta
svergognata che si sbraccia
nuda,
senza
pudore
in
autostrada. Arriva la polizia e
l'arresta per atti osceni in
corsia di sorpasso.
Ecco,
solo una storia del
genere,
tra
orrore
e
sghignazzo può trovare spazio
in televisione. Funziona anche
se vieni a mostrare un bambino
in
coma
per
le
botte
somministrategli da una madre
alcolizzata che lo teneva legato
con una catena dentro la cuccia
del cane.
Se poi il bimbo
mostra vistose morsicature di
topi allora il successo è
fortemente assicurato.
903
Contrario, è logico che, se si
presenta un operaio che viene a
raccontare
d'essere
stato
licenziato ingiustamente e di
ritrovarsi per di più sbattuto
sul lastrico con tutta la
famiglia, quello, giustamente,
lo cacciano a pedate in faccia.
Se vuol riuscire a farsi
ascoltare deve salire,
come
minimo, sul campanile più alto
della zona, impiccarsi con le
corde di almeno tre campane,
buttarsi nel vuoto e suonare,
con armonia,
le campane
stesse, a festa!
A sto punto, se casualmente
passa di sotto una troup
televisiva. . . che lo riprende.
. .
ammesso che riesca a
sopravvivere,
potrà perfino
rischiare d'essere intervistato
904
e ingaggiato per giochi senza
frontiere.
Se poi ha un santo che lo
protegge arriva perfino a
partecipare
ad
una
trasmissione
del
genere
Costanzo Show,
seduto fra
una vecchietta di 103 anni
prossima alle nozze con un
giovanotto deficiente di 24 e
un nano di 45 centimetri che
vive dentro ad un orologio a
cucù. . . e naturalmente esce
dallo sportellino ogni orapuntuale,
a dare il segnale,
ma avendo un difetto di
pronuncia, invece di cù-cù gli
esce:
ciù-ciù. . .
e tutti
ridono come matti.
Non c'è niente da fare,
i
mass-media hanno senz'altro
accellerato ingigantito il nostro
rimbecillimento,
la nostra
905
superficialità e sopratutto il
nostro egoismo per non parlare
della crudeltà, e non credano
di salvarsi poi, i televisivi col
mandare in onda qualche spot
di commossa denuncia sul solito
povero
cane
abbandonato
d'estate sulla strada deserta.
Tanto non serve!
Invece di
diminuire,
ogni anno,
i
randagi si raddoppiano,
le
autorità sono arrivate al punto
di imporre a tutti i proprietari
di cani di tatuare il proprio
nome e cognome indirizzo e
numero
di
telefono
sull'orecchio sinistro del cane
stesso. Nello stesso tempo dal
Parlamento
è
arrivata
la
proposta di tatuare un orecchio
anche ai vecchi pensionati in
miseria,
per evitare che
vengano abbandonati dai propri
906
figli
magari
benestanti.
Ultimamente
si
sono
già
scoperti
parecchi
anziani
mancanti di ambo le orecchie.
Per fortuna,
sempre a
proposito di cani, leggiamo sui
giornali di gesti straordinari di
cinofili meravigliosi: un ricco
signore trovandosi in vacanza
sulla costa mediterranea in
un'isola molto inn, si accorge
che il suo cane soffre di asma.
. .
fatica a respirare.
Telefona alla clinica per cani
più vicina che si trova in
continente a 600 Km di
distanza.
Il veterinario -un
primario- dice dovrei vederlo.
Detto fatto,
il generoso
padrone telefona all'aereoporto
privato di Fiumicino e fa venire
all'isola un elicottero.
Poi
carica il cane lo porta alla
907
clinica, dove gli diagnosticano:
"il cane s'è preso un gran colpo
di sole. . . bisogna tenergli
una borsa di ghiaccio in testa
per
una
giornata
intiera.
L'operazione "cane che scotta
per il coccolone" è costata
qualche milione. . . Ma che
cosa vuoi che siano. . .
quando si è sensibili e generosi.
. . con le bestie. Per inciso
s'è venuto a sapere che lo
stesso signore, la sera stessa,
ha preso a calci un Vu-Cumprà
che insisteva per vendergli un
accendino e un paio di occhiali
da sole.
Qui parte la provocazione,
l'assoluta
mancanza
di
interesse e di affetto da parte
dei padroni di cani per i VuCumprà è determinata dal
fatto che non si beccano mai
908
un colpo di sole. . . e per di
più non sanno abbaiare né
muovere la coda.
A proposito di animali devoti,
megli anime devote e festanti
davanti al proprio padrone. . .
credo che,
fra gli esseri
umani
nessuno
eguagli
la
dedizione delle segretarie. E'
una dedizione quasi eroica. . .
direi mitica. . .
L'avrete letto. . . ormai non
fa
quasi
più
notizia.
"Segretaria di noto. . .
amministratore nel momento
stesso in cui viene arrestato il
suo superiore, si getta dalla
finestra.
Siamo al rito
tragico, così come si svolge in
India quando si da fuoco alla
catasta di legna sulla quale è la
salma del Rajà. . . allo stesso
tempo ci si butta sopra,
909
nolente o volente anche la sua
vedova.
Cominciò la serie del rito la
segretaria
di
Calvi,
l'amministratore
del
Banco
Ambrosiano.
La donna gli
aveva dedicato al vita. . .
come ogni segretaria che si
rispetti.
Al
momento
dell'arresto per bancarotta
fraudolenta
la
poverina
raccolse su di se tutta la
vergogna,
l'umiliazione
dell'arresto. . . e come capro
espiatorio, salì sul davanzale
della finestra e si gettò!
Qualche tempo dopo altre
segretarie
hanno
ripreso
l'esempio e si sono immolate
allo stesso modo. Qualcuna si
è salvata in estremis. . . ma
il fatto è raro.
910
Avrete notato,
questo gesto
sacrificale assomiglia molto al
mito di Alcesti che dona la
propria vita per salvare quella
del marito Admeo, re di Fere,
colpito da un terribile morbo
(attenti
all'allegoria)
ma
intervengono
gli
Dei
che
decretano: "Se Admeo troverà
qualcuno disposto a sacrificarsi
al posto suo. . . gli Dei gli
concederanno salva la vita. "
Tutti,
parenti e amici,
scantonano,
si offre solo la
moglie. . . pronta a morire
per lui. Un gesto straordinario
che oggi sono disposte a
ripetere solo le segretarie!
Come tutti sanno,
ogni rito
impone la ripetitività senza
variante.
Così,
appena i
carabinieri entrano in un ufficio
per arrestare il dirigente
911
ladrone e portarselo via, come
hanno traslocato il furfante,
tutti gli altri impiegati,
con
molta discrezione stazionano
per un attimo il corridoio e
sbirciano la segretaria che
s'appresta al grande gesto.
Se la donna indugia,
loro i
colleghi,
rientrano per farle
coraggio. . . darle un appoggio
morale: "Ci permetta di dirle
che è bello,
anzi magnifico,
signorina, il gesto che lei sta
per compiere. Un atto sublime
di
persona
sensibile
e
generosa.
Un gesto che
influenzerà senz'altro i giudici
al momento del processo. Un
gesto
irripetibile
che
commuoverà l'opinione pubblica
e anche la giuria per il
verdetto. Ma che fa signorina
tergiversa? Non si butta? Non
912
vorrà
darci
una
simile
delusione? Non può farci una
cosa simile. . . a noi e a tutto
il Paese! Guardi giù ci sono i
giornalisti. . . su si sbrighi.
L'aiutiamo noi presto salga sul
parapetto. . . E non scalci!
La reggiamo solo per darle
coraggio.
Soltanto
una
spintarella.
Le facciamo la
bilancia? E uno. . . e due. . .
hoplà. Ahaaaaa. . . . aa. S'è
buttata. . .
che donna
straordinaria. . . eroica!
A proposito della gestione
corretta della cosa pubblica mi
viene in mente un divertente
aforisma. . .
eccolo:
"Si
racconta
che
Caligola,
l'imperatore,
disprezzò il
Senato eleggendo il proprio
cavallo alla carica di senatore.
No, non lo fece in verità per
913
compiere un gesto denigratorio,
ma per essere certo che,
almeno uno dei rappresentanti
del governo di Roma fosse
onesto.
Infatti è molto
problematico rubare
usando
degli zoccoli. "
Sempre a proposito di arresti
dobbiamo rilevare un difetto
comune a noi tutti, ci troviamo
talmente bombardati da notizie
che,
spesso,
leggiamo i
giornali solo scorrendo i titoli.
Così ci perdiamo particolari
importanti, il corpo essenziale
della notizia.
Infatti se noi
analizziamo
nei
minimi
particolari
le
sequenze
in
progressione degli arresti che
hanno
fatto
scalpore
ci
rendiamo
conto
che
l'avvenimento si rivela molto
più spettacolare e grottesco di
914
quanto ci dicessero i semplici
titoli.
Prendiamo
per
esempio
l'arresto di Mario Chiesa.
Ricordate è stato il primo della
grande catena di Sant'Antonio
dei ladroni s'è fatto incastrare
con 7 milioni appena intascati
dal gestore di un'impresa delle
pulizie, nel suo proprio ufficio
di presidenza del Pio Istituto
Trivulzio.
Naturalmente il
pagatore dei 7 milioni di
tangente (davvero una miseria)
era d'accordo con la polizia,
infatti era munito di microfono
spia, cosìcche, il dialogo col
Mario
Chiesa
veniva
interamente
registrato.
L'ingegner Chiesa pretendeva
un pizzo di 14 milioni pari al
10% del prezzo d'appalto di
lire 40 milioni. Il pulitore si
915
scusa, ne ha con se solo la
metà, per adesso. Il Chiesa
tratta a pesci in faccia il
pulitore.
Poi afferra il
malloppo,
e noncurante,
lo
getta,
con disprezzo dentro
un cassetto della scrivania.
Zam! Si spalanca la porta ed
entra la polizia con tanto di
giudice Di Pietro al seguito.
"Fermi tutti! Abbiamo sentito
ogni cosa, tutto registrato! "
Un appuntato apre il cassetto,
tira fuori il pacchetto dei 7
milioni.
"Cosa sono questi?"
L'ingegnere fa lo gnorri. . .
impunito. "Soldi miei personali.
. .
tengo sempre un pò di
liquido a disposizione per le
piccole spese! "
Il giudice Di Pietro sorride: "
il guaio è che qui,
caro
ingegnere,
tutti i numeri di
916
serie sono registrati.
I 7
milioni glieli abbiamo prestati
noi al qui presente pulitore,
tanto per incastrarla.
A Mario Chiesa gli prende il
coccolone. . . è tutto smorto:
"Scusi, signor giudice, non mi
sento troppo bene.
Potrei
andare a vomitare un attimo in
bagno?"
"Per
carità,
prego,
s'accomodi. "
E intanto che i poliziotti e il
giudice vanno rovistando in
tutti
i
cassetti,
lui,
l'incastrato dei Pio Trivulzio va
in bagno,
ci si rinchiude e,
velocissimo estrae dalla giacca
un pacco di 35 milioni di un
precedente
pizzo
intascati
proprio 20 minuti prima che
arrivasse quel bastardo del
pulitore
spia.
Sono
917
trentacinquemilioni in biglietti
da 100 e 50 mila. "E dove li
caccio questi?"
Calma,
tanto per prender
tempo si cala le braghe, gli è
preso un colpo di dissenteria.
S'accuccia. . .
evaqua. . .
Tira la catena. . . Gli viene
un'idea!
"Butto tutti 'sti
biglietti da 100 e 50 mila nella
tazza del water. " Li getta
sparpagliandoli,
ma sono una
quantità incredibile e fanno un
gran malloppo. Una cosa come
500 bigliettoni che intasano il
cesso.
Tira
la
catena.
Straborda l'acqua e il liquame
immondo l'ingegnere fruga nel
water
con
lo
spazzolone.
S'intasa
peggio.
Per
l'agitazione gli vien davvero da
vomitare.
Esegue.
Altro
strappo alla catena.
Altro
918
sciacquone. L'acqua fetida di
liquame
puzzolente
con
contorno di biglietti galleggianti
si riversa sul pavimento.
I
poliziotti, al ripetersi di tutta
'sta
sciacquoneria,
si
preoccupano.
Scorgono,
oltretutto,
spuntare
del
liquame sospetto proveniente
da di sotto la porta.
"Che succede ingegnere? Sta
tracimando? Si sente male?"
Buttano giù la porta con una
spallata,
sorprendono
l'ingegnere che, nel tentativo
disperato
di
sgorgare s'è
buttato a frugare con le mani
nel water. In più scorgono sul
pavimento stomachevole.
"
Ingegnere!
"
commenta
l'appuntato un pò grassolano.
"Scusi ma stavolta lei mi pare
proprio nella merda! "
919
Dopo quel primo arresto storico
gli
altri
arresti
si
sono
succeduti, e continuano, con
un ritmo e un andamento da
pochade.
C'è chi viene
arrestato mentre sta facendo
l'amore con l'amica,
chi su
una spiaggia molto esclusiva e
riservata,
completamente
nudo. . . mentre si crogiola al
sole. I carabinieri non possono
manco palparlo per verificare
se
In una situazione del genere i
delinquenti ci sguazzano infatti
è successo su una spiaggia di
Porto
Rotondo
che
due
carabinieri si siano presentati
al Dott. Ravizza titolare della
Feba-Costruzioni
di
SestoMonza. L'imprenditore se ne
stava spaparanzato, come di
regola, nudo sulla sua spiaggia
920
nasconde qualc
privata. Gli hanno posato sul
pisello manageriale il mandato
d'arresto e quindi: "E pregata
di seguirci. "
Il Ravizza non ha fatto una
piega, ha solo commentato fra
i denti "Quel Ligresti faceva
tanto il duro e invece ha
sbragato subito come una
cagliata! " Nemmeno i familiari
suoi hanno fatto commenti. . .
In fondo se lo aspettavano,
con tutti gli intrallazzi che
aveva in piedi!
Gli hanno
portato di che vestirsi e
l'hanno abbracciato.
Poi si
sono rivolti ai carabinieri "Vi
ringraziamo per la discrezione.
. .
per non aver dato
pubblicità alla stampa. . . e a
quei cornuti della televisione
che si sarebbero catapultati
qui come tante iene.
Siete
921
stati molto corretti,
ci
ricorderemo di voi. "
Mai frase è stata tanto
veritiera. Altro che ricordarsi
di quei due carabinieri.
In
verità erano due briganti,
rapitori
travestiti.
Naturalmente il mandato di
cattura era falso, se ne sono
accorti
due
giorni
dopo,
quando alla famiglia è arrivata
una richiesta di riscatto di un
miliardo.
Dilettanti. Neanche un terzo
di quello che l'imprenditore
aveva guadagnato con l'ultimo
appalto truccato. Gli è andata
bene!
Un assessore di nome Giovanni
Vizzini è stato arrestato al
rientro da una vacanza in
Svizzera proprio alla frontiera.
La finanza aveva spalancato il
922
portabagagli
della
sua
macchina. Gli avevano trovato
qualche stecca in più di
sigarette. . .
e lui,
da
spocchioso. . . grave errore,
quando gli han detto "Siamo
costretti a perquisirgliele" s'è
lasciato scappare "E va bene,
fumatevele tutte alla mia
salute! " Non l'avesse mai
detto, il brigadiere incazzoso
è sbottato! Ah, sì, il signore
offende. . .
e allora. . .
perquisizione totale. Gli hanno
sbattuto all'aria la macchina e
dentro una valigia ti hanno
trovato un astuccio con dentro
una collana di brillanti e
smeraldi di notevole valore.
"Da dove vengono questi?"
"Li avevo già con me quando
sono entrato,
sono di mia
moglie"
923
"La signora che è con lei è sua
moglie?"
"Sono tenuto a rispondere? Ad
ogni modo no,
non è mia
moglie. " E altro grave errore,
il Vizzini si ricorda di essere
un'autorità
e
fa
l'offeso
arrogante:
"A parte che,
chiedo,
cosa interessa a lei
chi sia la signora che sta con
me? Si limiti a fare il suo
mestiere. "
"Per carità,
a proposito di
fare il nostro mestiere lei può
mostrarci
la
denuncia
del
gioiello?"
"Che denuncia?"
"Se lei passa la frontiera con
preziosi,
è tenuto a fare
regolare denuncia onde essere
in grado,
al rientro di
mostrare il documento stesso
ai finanzieri.
Altrimenti noi
924
siamo costretti a confiscare
l'astuccio con collana. . . "
"Ma dico scherziamo? Io sono
transitato decine di volte con
signore che indossavano gioielli
anche più importanti di questi.
. .
e nessuno mi ha mai
fermato. . . "
"Le è andata bene" non è che
lei
per
caso
traffica
in
gioielli?"
"Non faccia lo spiritoso sa. . .
e lì, grave errore il Vizzini si
lascia scappare il classico "Lei
non sa chi sono io! "
"O sentiamo, ci interessa. . .
così approfittiamo per redigere
il verbale di confisca dei
preziosi! "
"Lei non confisca un bel niente.
. . io sono l'assessore per gli
impianti sportivi della regione e
925
se non cambia tono io la faccio
sbattere in Calabria. "
"Oh grazie, ho fatto appunto
domanda di tornarmene dalle
mie parti! "
A 'sto punto il Vizzini furioso
estrae il telefonino digitale
dalla tasca posteriore dei
pantaloni,
come fosse una
pistola.
"E adesso telefono al questore.
. . che è amico mio. . . e
vedrete. Pronto, il questore.
A quest'ora in questura non
c'è, mi passi il suo vice. . . e
giù uno sproloquio infuocato. .
. con intercalare perentorio.
926
SALTO E SI ARRIVA A
PARLARE
DELLA
COPIA
APERTA.
E così. . . s'è infiltrata tra i
giovani il concetto "amore
libero". . . nei giovani. . . e
anche . . .
in quelli meno
giovani.
Tra gli animali,
il leone ad
esempio,
sceglie la femmina
per
la
"vita",
il
loro
matrimonio, pur non essendo
celebrato
in
chiesa
è
indissolubile.
Ma c'è assoluta
libertà nel rapporto sessuale. .
927
. per tutti e due. . . Quella
del maschio per la femmina, la
"sua"
femmina,
è
una
protezione
militare,
cioè
difesa
della
vita,
non
sessuale.
Quanti
di
voi
vorrebbero
essere un leone?. . .
una
leonessa? (ruggito) Fuori la
verità! (ruggito).
Questo per gli animali. . .
In
molti
popoli
primitivi,
l'amore libero è praticato da
sempre. Il rapporto sessuale
libero! Come vorreste essere
un primitivo, lo sento!
Il più creativo in fatto d'amore
libero fra tutti,
è il popolo
della Papuasia.
Creatività. . . senza offesa. .
.
che non può che essere
femminile. . .
Non so se
ancora oggi. . .
ma in
928
Papuasia l'hanno inventata bella
per fare sesso libero, e lì la
donna è padrona e il maschio in
soggezione, c'è addirittura la
convinzione,
che i bambini
siano nel grembo della donna
dalla sua nascita, voglio dire
della donna, ma per crescere.
. .
e di conseguenza,
nascere,
devono
essere
nutriti. . . con sperma.
Vi immaginate la scena? Ogni
volta che la donna. . .
la
DONNA! , ha voglia di fare
l'amore urla: " il bambino ha
fame! ! Il bambino ha fame! ! "
e
via. . .
tutti gli uomini
della tribù che corrono a
nutrirlo. . . "Adesso basta. .
.
ha mangiato abbastanza!
Via, andate via! " La cosa più
bella,
che "il figlio" quando
nasce non è figlio tuo e tuo o
929
tuo,
non
c'è
paternità
individuale, ma collettiva: il
figlio è di tutti!
Se Dio fosse stato della
Papuasia il paradiso terrestre
l'Eva avesse impostato il suo
rapporto con Adamo come le
donne della Papuasia, pensa te
che sconvolgimento! La storia
del mondo sarebbe cambiata,
così gli usi. . . i costumi. . .
Che civiltà.
930
BIOGRAFIA
FRANCATENTATIVO
Sto male di salute,
ma mi
sembra di stare molto bene
d'umore, mentre invece mio
figlio dice che tutte le malattie
che io sono riuscita(un vero
primato! ) ad accumulare negli
anni(che vanno dall'onicofagiamangiarsi
le
unghie-,
tricotillomania-strapparsi
capelli, attorciliarli stretti al
dito
anulare
e
infine
nasconderli sotto ai mobili.
Quando uno è in ansia, si
strappa i capelli , se sola, si
mangia le unghie in presenza di
altri.
)E me l'ha dimostrato
enumerandomi tutto quello che
ho avuto negli ultimi due mesi a
Boston.
"Oh, ma come sono
931
felice, rilassata! "Un bubbone
della
grandezza
di
un
mandarino
nel seno sinistro,
proprio sopra a quello che
chiamiamo cuore, dolore ai reni
con perdita di sangue, lastre,
calcoli
frantumati,
tracce
anche
in
vescica,
dolori
muscolari alle gambe, crampi
durante
il
sonno,
gamba
sinistra, dopo immobilità di
qualche ora, non rene e duole.
"Cos'è, il lazzaretto tutto di
un colpo?"NO, è che il tuo
fisico si fifende come può.
lanciandoti
campanelle
d'allarme da una situazione che
tu vivi male.
Fai l'elenco di
tutte le malattie che hai avuto
negli ultimi anni, gli interventi,
malattie inimmaginabili ma ben
tangibili che vanno da una
congiuntivite che ti scoppia
932
oggi, inizio di una commedia
che non ti piace e che ti
sparisce il giorno dopo l'ultimo
spettacolo.
Tu come un
pappagallo ripeti"sto bene"e sei
pure convinta, invece"credi" di
star
bene,
ma
nel
tuo
subconscio stai malissimo?Tutta
la colpa è del subconscio.
Froid ha detto un sacco di cose
relativammente
importanti,
cose che anche altri avevano
detto, l'unica sua scoperta
essenziale per la vita dell'uomo
per la sua mente è 'sta storia
del subconscio.
'Sta storia
del subconscio deve essere
vera.
Mi viene in mente una
tipa di Torino che lavora
all'Einaudi, si chiama Emilia,
l'ho conosciuta tanto tempo fa,
mi raccontava della sua vita,
nel dibattersi nei problemi col
933
marito da cui si era separata, i
figli, la suocere, l'amante del
marito, la moglie del marito.
Tutti
questi
problemi
le
procuravano
fenomeni
fisici
stregoneschi, reazioni sul suo
corpo che nessun medico aveva
mai
registrato
su
alcun
paziente.
Che so, le lenti a
contatto che si gonfiavano a
dismisura fino a scoppiare,
oppure che si bucherellavano
tutte.
Robe mai viste, tanto
che l'assicurazione si rifiutava
di rimborsargliele.
Mio figlio
ha certamente ragione.
"Tu
devi sbatterti,
riuscire a
scavare,
a ricordare,
a
scoprire
cosa
hai
dentro
realmente, quale fatto vicino o
lontano ti ha portato a questo
malessere.
Devi andare
indietro,
indietro mamma.
934
"Mi sono presa un registratore
e via a parlare a ruota libera.
Come premo il tasto per la
registrazione, non mi viene in
mente niente.
Cerco di
ralassarmi.
Vediamo.
.
il
primo trauma.
.
per me è
stato un trauma e grosso.
anche se poi, ora, 30 anni
dopo, mi rendo conto di aver
guardato i fatti con ecessiva
enfasi.
HO scambiato una
storia del tutto naturale per
una mancanza d'amore.
L'ho
vissuta malissimo. Ho cercato
di parlarne con lui, ma subito
mi
sono
interrotta,
imbarazzata dal suo imbarazzo.
Impreparata, incolta sul sesso:
è la prima cosa che ricordo in
questa incursione nella
mia
vita.
935
Il mio rapporto con l'altro
sesso è statoo per moltissimi
anni
un
rapporto
"al
servizio";mai
avuto
stimoli
sessuali, la voglia di fare
all'amore mi veniva se ci si
abbracciava e baciava. . . ma
scivolavo nel rapporto senza un
grande desiderio di sesso.
.
ero portata ad assecondare il
suo di desiderio.
Del sesso,
non sapevo nulla.
quello che
facevamo, era venuto da solo,
l'avevamo scoperto insieme.
autodidatti. Ora, per fortuna
è diverso.
I giovani sanno
tutto.
prima ancora di
avicinar si ad una donna. Mio
figlio aveva un 13 anni e già se
ne stava con un libro di
anatomia in mano.
(IMENE,
vedevo soltanto un orecchio).
L'orgasmo, l'ho raggiunto molto
936
dopo che praticavo il sesso.
Prima fingevo.
Non me ne sono mai fatta un
problema.
PROLOGO A BUSCAGLIA
Sto uscendo da un periodo di
almeno 20 anni di coma
profondo.
Sì,
avete capito
bene: "coma profondo. . . in piedi. Ho
sempre
camminato,
parlato, mangiato, dormito ma ero in coma - e profondo Guardatevi intorno.
C'è un
sacco di gente che ha 'sta
malattia: "Il come profondo in
piedi". Non li vedete? Nessuno
di voi è in coma?
Com'è il coma profondo da in
piedi?
937
Che so. . . parli con la gente,
ma non ci sei - non ti accorgi
se c'è il sole o piove - e se
c'è il sole, non te ne importa
niente, somatizzi tutto quello
che c'è intorno. Stai male da
morire. Ma nessuno lo vede.
Sorridi, ma senza gioia, solo
con la bocca, così, (esegue)
meccanicamente. Non c'è nulla
che ti emozioni, nulla che ti
squota, che ti interessi, né il
lavoro, né i figli, le vacanze,
il successo, l'amore. Niente.
Non ti importa niente di
niente.
Il tempo passa e niente
cambia. Non c'è niente, che
ti spinga a fare niente.
Dormi sul tuo letto sospesa,
senza manco toccarlo - tutta
tesa -
938
Pensi
alla
morte
senza
accorgerti
di
pensarci.
Sempre. Una mattina ti svegli
di colpo e ti rendi conto che è
l'unica
soluzione
ai
tuoi
problemi.
Ricordo per esempio, che sei
anni fa - ad un certo punto
sono uscita da casa dicendo
che "stando le cose come
stanno" - è secondario che vi
racconti come stessero - io me
ne andavo.
Avevo un gran bisogno di
togliermi
di
torno.
Mi
sembrava
l'unica
soluzione
praticabile,
per allontanarmi
da una situazione che mi
straziava. Sì, sì - il termine
è
grosso
ma
dovete
abituarvi, altri ne sentirete.
E
anche
ora
riguardando
indietro, anche se mi dico che
939
forse
sbagliavo
ad
estremizzare tutto - non trovo
altro vocabolo per descrivervi il
momento - Ero "straziata".
"Me ne vado - me ne vado via via. Per carità. "
Apro un flacone dopo l'altro.
Mi sono presa una farmacia
intiera con lo spazzolino da
denti, mucchietti di pastiglie
uno dopo l'altro, ben divise,
colore per colore. Riempio con
metodo, né troppo poche, né
troppe. Non adagio né troppo
in fretta.
Una scodella
d'acqua e via a mandare giù.
Carta e penna: "E' importante
tenere il conto". E 3 più - 3
più 5 - più 5+5, ne ho già
ingerite 21; Sono passati 30
minuti.
Devo superare il
cento.
Con cento è fatta.
Forza, ora 10. Forza - mi
940
viene da vomitare - ancora 10.
Tutte rosse. E' meglio che mi
stenda.
Non voglio cascare
per terra.
Lunedì si riapre
l'ufficio.
Penso alle persone
che lavorano qui.
Non me ne importa niente. Di
nessuno m'importa. Non sento
niente. Ancora una manciata.
Che fatica. Mi stendo.
Chiudo gli occhi.
Non ricordo nessun "ultimo
pensiero". Sono morta. Più di
una volta,
in questi anni di
coma ripensando a quell'ultimo
momento di lucidità,
quando
con determinazione ho ingoiato
l'ultima manciatina rossa,
a
quello che non sono riuscita a
portare a termine, ho provato
una stretta al cuore.
Ora,
fuori dal coma - se penso a
quei momenti - agli infermieri
941
che mi hanno portata di sotto
stesa in un lenzuolo.
"21
battiti, sbrighiamoci" "Quante
ne
hai
prese?
Quante?"
Qualcuno urla.
Dormo svengo - sono sveglia - voglio
morire - Non so se lo grido o
credo di gridarlo. E poi vomito
- e mi fanno bere - e vomito eccetera eccetera.
Bene, se penso a quei momenti
- lì - io oggi - beh - non mi
sembra possibile
di averli
vissuti. Oggi - che il coma è
finito - Io quella là? Io volevo
morire. Deficiente!
Non sono stata normale per
anni. Zitta. Non parlavo più.
Zitta - anche se parlavo seria anche se ridevo. Senza
amore
per
niente.
Per
nessuno. Solo quel trascinarmi
nelle cose senza entusiasmo.
942
Senza esserci - fino "al fondo"
di qualche mese fa.
Per giorni sono stata a pensare
al modo migliore per uccidermi.
All'estero senza documenti.
Pastiglie;
Macchina-benzina;
Overdose-eroina;
vene
tagliate-bagno;
Fon-bagno.
Niente mi andava bene. Volevo
morire ma non trovavo nessun
mezzo che mi soddisfacesse.
Sfinita, dopo sette films visti
in cinque ore, mi sono presa
un libro dei 20 che mi ero
portata appresso con un titolo
assai lontano da quello che mi
sentivo addosso:
La coppia
amorosa.
La sfida delle
relazioni umane.
Le prime venticinque pagine le
ho lette senza fare attenzione
ad una sola parola.
Come?
Torna da capo.
Rileggere.
943
Pagina 50 e 100.
E:
E'
finito. Da capo, subito. Ma
chi è questo? Che ha scritto
ancora? Comprare.
Leggere.
Rileggere.
Sbagliato.
Tutto sbagliato.
Ho sbagliato tutto.
Da capo.
Ricominciare da
capo.
Chi sono? Come mi chiamo?
Nome,
cognome,
coniugata.
Figli uno.
Cosa faccio? Da
dove vengo dove voglio andare.
Ricominciare. A. E. I. U. O.
A. B. C. D. E. F. G. . . MAM.
. . MA. . . mamma. . . papà.
. scuola.
Chiesa.
Dio.
Comunismo.
Sole.
Terra.
Vento. Mare. Amore. IO.
IO. TE.
Io e Te. IO e
NOI. NOI. NOI. A. E. I.
O. U.
IO.
IO.
NOI.
944
AMORE.
Nome.
Sesso. IO
Cognome.
LA CHIACCHERATA
PROCESSO
LUOGHI DEPUTATI:
TRIBUNALE
O
IL
UN
L'INFINITO:
Così viene chiamato il fondale
azzurro
chiaro
che
gira
tuttintorno al palcoscenico) nel
quale
LA
DONNA
agirà
rivolgendosi direttamente al
pubblico. Che porterà via via,
dall'analista, o al tribunale e
viceversa.
Nell'infinito,
la
donna
commenterà e denuncerà i
945
L
L
fatti. Interpellerà il pubblico,
con domande precise.
Ed
esigerà risposte precise. Per
agevolare il dialogo si avvarrà
della
collaborazione
del
pubblico.
Non
avete
il
coraggio
d'intervenire?
Scrivete,
ne discuteremo
insieme.
LO STUDIO DELL'ANALISTA:
La nostra donna c'è andata
controvoglia. Non ha fiducia.
Mentre parla,
su di uno
schermo vengono proiettati i
suoi
pensieri:
l'esatto
contrario di quanto va dicendo.
Mente su ogni cosa. Parla e
pensa al costo dell'analisi.
400 mila lire la settimana, 80
mila lire l'ora per 3 giorni,
per 12 mesi. 20 milioni l'anno.
946
Quello che sto facendo è
inutile. "Devo smettere. " Ma
ogni 3 giorni è lì,
come
tossicodipendente dell'ora di
protagonismo che si regala.
L'ORA in cui esiste in cui c'è.
Più avanti - dallo schermo che
ripete
fedelmente
le
sue
parole, il pubblico capirà che
si è bloccata, e che è arrivata
ad una lettura fedele di quello
che è del suo essere donnapersona. Via via la presa di
conoscenza, di se, attraverso
i ricordi:
Violentata dal padre a 10 anni.
Violenza che lei,
credeva
legittima,
in quanto pensava
"è mio padre, se l'ha fatto
vuol dire che è naturale, che
doveva farlo. Ha accettato la
violenza del padre,
come la
varicella,
la scarlattina, le
947
mestruazioni. Nessun trauma,
è mio padre, mi vuole bene.
DA LUI male non me ne può
arrivare.
Solo più tardi,
capirà l'errore di valutazioni.
Ma ancora oggi non sa che
peso quella violenza abbia
avuto sulla sua vita.
INSERIRE PRIMI RAPPORTI
CON L'ALTRO SESSO
Studiato con indifferenza per
la promozione:
diplomata?
Laureata? Studiato con grande
curiosità e letto tutto (si fa
per dire) per un suo bisogno di
sapere.
Si è specializzata,
(diciamo fissata?) sulla vita dei
filosofi,
ed ha elaborato
alcuni concetti filosofici a suo
uso e consumo. Per la verità
scoccia anche gli altri,
ma
948
alcune volte se ne trae anche
un buon profitto per l'anima.
Ha fatto suo una tra le regole
più strane osservate dalla
"setta"
si
chiamava
così,
(scuola) fondata da Pitagora:
NON MANGIARE LE FAVE.
Questo è il "comandamento" più
bizzarro
del
catechismo
pitagorico. Aristotele dice che
era per via di una qualche
rassomiglianza
con
l'organo
maschile,
da ciò deduciamo
che Pitagora doveva essere un
gran bigottone. E qui a questa
versione (spiegazione) che la
nostra donna si attiene: se un
pensiero
così,
ripeto
"bizzarro", astuto è diventato
un "comandamento" di una
scuola filosofica fondata da
Pitagora,
un presocratico,
vissuto secoli e secoli A. C. ,
949
beh,
qualchecosa deve pur
significare.
3) Sposata, con amore,
perché ci si sposava tutte.
ma
4)
Avuto
figli,
non
particolarmente desiderati, né
programmati perché così era
sempre stato.
5) Vissuto la vita senza
coscienza alcuna.
Abortito senza riflessione.
Non desiderato niente di
particolare.
Tutto quello che ha è
"NONOSTANTE LEI"
6) Sofferto come tutte.
Subito come tutte.
Pianto come tutte. E CHI
PIU' NE HA PIU' NE METTA
950
Ribelle come tutte.
Sul grande schermo scritto in
diverse dimensioni appare a
questo punto del dialogo con
l'analista:
PERC
APPARE
Di pari passo alla presa di
coscienza del suo essere donna
della nostra donna,
del suo
maturare - da oggetto a
soggetto - abbiamo piccoli
stacchi e ci troviamo in
Tribunale al PROCESSO.
TRIBUNALE:
E' un processo che la nostra
DONNA vuole.
E' molto incerta.
951
Chi vuole processare? "La
Società?
L'educazione?
La
famiglia? La madre. . . " Non
mi ha mai detto niente. Mi hai
insegnato l'onestà facendomela
vedere con la sua vita.
La morale o il moralismo?
Cos'è il SESSO? Nessuno me
ne ha mai parlato.
Il padre. Amico? Nemico? Gli
amici? Il marito? I figli? E'
confusa.
Lentamente
progredisce nell'inchiesta, nel
domandarsi e alla fine il
processo lo chiede per lei.
E' lei che si accusa.
"Ho vissuto come una capra.
Ho accettato tutto pensando,
seguendo i mille luoghi comuni
che la società ti dà con la
prima poppata.
Voglio essere processata e
condannata per non essere
952
riuscita,
nonostante l'essere
stata militante politica, forse
anche
un'avanguardia
femminista,
piena di ottime
teorie per le altre e minima
pratica
verso
me
stessa.
Ribellioni e una presa reale di
coscienza . E qui escono tutti
gli errori di una donna della
mia generazione.
Errori che
forse potranno servire per un
miglioramento
della
qualità
della
vita.
Scelte
programmate, meditate, ecc.
DIO:
il primo maschilista.
(voluto
inventato dagli uomini)
Eva
tentatora
peccatrice.
Perché non Adamo?
Mosè sul Monte siani:
Le
tavole
I comandamenti
953
NON
DESIDERARE
LA
DONNA D'ALTRI (Siamo fin
da allora OGGETTI.
Non desiderare l'uomo d'altri:
undicesimo comandamento.
Nell'etica della nostra vita ci
vorrebbe.
I FIGLI
L'unica cosa che non può fare
l'uomo sono i figli.
NOI POSSIAMO CREARE UN
INDIVIDUO.
DICI NIENTE?
Che uso ne facciamo di questo
potere divino?
Troppo spesso è un potere
male usato.
E quando ci separiamo, i figli
non sono spesso usati come
materia
di
ricatto?
Cosa
pagano i figli per i nostri
errori?
954
LISISTRATA:
Uomini volete
la guerra? Niente amore.
DONNA OGGI:
creare una
creatura umana è un miracolo.
Ho questo potere io, solo io.
Smettiamo di fare figli per
almeno tre anni. Ragionamoci
bene sopra a 'sta incredibile
ricchezza che solo noi possiamo
elargire.
Valutiamone
il
profondo significato, poi, con
le idee finalmente chiare,
riprendiamo a far miracoli,
facendo ben sentire all'uomo
che è un miracolo al quale sta
assistendo. Così finalmente le
donne saranno rispettate. Se
non
altro
durante
la
gravidanza.
L'ABORTO
I contraccettivi nelle scuole.
L'educazione
sessuale.
Abortire è un trauma.
Non
955
puoi abortire come andare dal
parrucchiere,
con la stessa
facilità.
Come ti senti dopo che hai
abortito? Ti rimane addosso
qualcosa? La prossima volta
che farai?
IL MATRIMONIO
Tutti ne parlano male e tutti ci
si rompono la testa. L'uomo
che
hai
sposato
ragazzo
(giovane) quasi sempre, poco
ha in comune col vecchio
signore che hai al fianco, con
cui hai diviso la vita, gioie e
dolori.
Nonostante questo ti
ostini,
per via della prima
poppata piena di ideologie
sbagliate a vivergli accanto. A
QUALSIASI COSTO.
Ovunque in tutti questi anni ho
ascoltato discorsi di donne
disperate,
la canzone è
956
sempre la stessa. La storia di
Medea si ripete nei tempi,
uguale,
a qualsiasi classe
sociale
tu
appartenga.
L'IDENTICA
CANZONE,
raccontata,
tra lacrime,
o
freddamente, o con rabbia o
con rassegnato dolore, o su di
un letto,
dopo un tentato
suicidio, o in casa di cura se
sei ricca, in manicomio se sei
povera. Sono storie di anni di
umiliazioni, di tentativi di ogni
tipo.
"Sta invecchiando. . .
sono gli ultimi colpi" e poi ti
accorgi che non sono gli ultimi,
né saranno i penultimi.
Stai
zitta, e aspetti. Gridi, e
aspetti.
Ti allontani,
e
aspetti.
Ma cosa cazzo
aspetti?
Cos'è che ti schiaccia? Cos'è
che t'ha cancellato il sorriso?
957
Cos'è che ti ha messo la faccia
a lutto? Cos'è che ti ha
convinta che sei morta? Perché
non dormi,
perché pensi,
perché
sei
fissata?
Sei
fissata? SEI FISSATA.
Che
meccanismi
sono?
L'orgoglio,
paura
della
solitudine?
I
soldi?
LUI?
L'AMORE? L'AMORE?
Ma dai, guardalo bene, porta
gli anni meno bene di te. E'
ancora divertente,
spiritoso,
affascinante come 20, 30 anni
fa? I programmi televisivi chi li
sceglie? Il peso delle cose più
noiose sulle spalle di chi,
è
appoggiato?
Com'è
la
tua
giornata con lui? Le tue
serate, le tue notti? Cosa vi
dite ancora? Cosa ti dà?
Analizza, analizza.
958
T'ho umiliata? Quante volte?
Qual'è l'ultima volta? E il
rispetto? Dove lo metti?
E noi come siamo? Come siamo?
Migliorate
col
tempo,
peggiorate.
La vera differenza tra un uomo
e una donna redo consista in
questo: le donne conservano un
po' più dell'uomo,
il senso
dell'onestà, (non tutte) della
giustizia,
dell'integrità.
Siamo soggetti morali,
(non
tutte) e a volte purtroppo solo
moraliste.
All'uomo è stata
inculcato,
sempre con quella
prima fatale poppata,
il
piacere per la lotta, la lotta
con
qualsiasi
mezzo
per
ottenere,
raggiungere,
impossessarsi del POTERE.
Il POTERE è comando, forza,
denaro.
959
FASCINO. BELLEZZA. Tutte
QUALITA' privilegi che ti
derivano dal potere.
IL POTERE ti procura tutto ciò
che
il
POTERE
PUO'
PROCURARTI.
Con il potere
che ti balla intorno anche
ne vorresti un po'? No? Essere
donne
continua ad essere
difficile, e nel cammino della
vita (è con rammarico,
che
sono costretta a riconoscerlo)
ti senti con
un fatto che
sicuramente,
dopo
il
turbamento che ti procura, ti
lascia
amarezza
e
sconvolgimento addosso, cioè,
la scoperta,
che le tue
difficoltà
di
vita,
di
sentimenti, le tue insicurezze,
dipendono
sì da
come
è
strutturata la società,
dagli
uomini,
da quello che ci
960
aspetta da te, ecc. ecc. ma
dipendono anche da altri essere
come te, anime del tuo stesso
sesso.
Sì,
amarezza
e
sconvolgimento.
La donna è
troppo spesso,
la maggior
nemica della donna. Nel lavoro
e nella vita.
Giovani o vecchie, interrogate,
provate ad interrogare. Quasi
tutte,
fottute da un'altra.
Sì,
c'entra anche lei,
ma
vero è che l'amore uomo lo fa
quasi sempre con una donna.
O giovane come te, o molto
molto più giovane di lui. E tu
stai a guardare.
Si fa per
dire.
Naturalmente storie di questo
tipo si verificano quando il lui,
è un vero LUI. Se è giovane
va benissimo, ma andrà ancor
961
più bene,
se il LUI in
discussione è senza giovinezza,
è adulto,
è vecchino,
o
vecchio.
L'impegno,
per la
giovane in questione,
sarà
minimo.
In tutti i sensi.
Intendiamoci,
può
anzi
dovrebbe essere pesantissimo,
ma buone prospettive, vuoi di
vita, vuoi sociali, artistiche
possono allegerirlo assai, come
peso.
E tu stai a gurardare. Hai una
conoscenza della storia,
di
quello che passa, del senso di
quello che sta accadendo. TU
SAI GIA' TUTTO. PERCHE'
E' IL RIPETERSI,
del
ripetersi,
del
ripetersi.
Aspetti,
ed
a
volte
inutilmente.
Non succede
nulla, o succede proprio quello
che tu non vorresti.
962
L'unico pensiero che ti deve
dare
un
minimo
di
è che anche tu sei stata
giovane, e anche la giovane di
oggi, con fortuna, o senza
fortuna,
(a volte non basta
sposare
uno
scrittore
importante per scrivere un
buon
romanzo,
vedi
MORAVIA; o darsi ad un
pittore,
sempre importante,
per dipingere un bel quadro
ecc. ecc. Come a dire che se
hai doti, certo con l'uomo di
potere,
puoi correre nella
carriere, ma se non hai nella
testa le cose giuste. Sembra
che tu. . .
ti sembra di
correre,
ma non appena ti
fermerai per riprendere fiato,
voltandoti indietro,
scoprirai
di aver perso per strada
qualcosa che sarebbe stato più
963
importante tenere,
e ben
stretto. )
La giovane che oggi ti mette
pesantemente davanti alla tua
età,
alla
tua
realtà,
diventerà
vecchia,
esattamente come sei tu ora.
E questo uomo,
che tu
presuntuosamente hai creduto
tuo,
guardalo:
che non si
vede
per
quello
che
è
realmente,
abbarbicato
ciecamente alle sue illusioni.
All'alzarsi del sipario troviamo
una donna seduta davanti ad
una scrivania, sta leggendo.
Schermo grande sul fondo
scena,
sul quale appare una
scritta
dopo
un
minuto
dall'inizio
Donna.
Buonasera.
Lo
spettacolo di questa sera,
poco ha a che fara col teatro,
964
anzi, non è per niente, né
spettacolo né spettacolare. La
decisione di farvi passare 2
ore, mi auguro, diverse, m'è
venuta leggendo alcuni libri,
qualche tempo fa.
Ci ho
pensato sopra,
e m'è parso
che qualcosa contenuto in quei
libri, si è andato perduto in
questa nostra vita che va
sempre più di corsa.
C'è rimasto poco tempo, per
noi stessi, per i sentimenti. .
. per gli altri. Ho rapportato
la mia vita a quei discorsi, e
da qui, sono partita per una
grande analisi sui miei anni
passati, quella che ero. . .
quella che sono diventata.
SULLO
SCHERMO
SONO MIGLIORATA?
2 ISCHIA
Donna - Non lo so965
Quello che m'importa,
è
tramite fatti miei, e fatti di
altri, scoprire gli errori nostri
e d'altri dietro ai quali
corriamo,
nei
quali
ci
esaltiamo o commiseriamo - ci
distruggiamo - ' mettere la
scoperta.
Sperando
di
arrivarci, a disposizione. . .
Donna - Non date retta a
quelle scritte. E' la parte più
banale di me, che si proietta
su quello schermo.
Dunque,
vi dicevo che stavo
rileggendo gli appunti per una
lezione.
Beh, si mi piacerebbe essere
già docente. . . No, questa
qualifica è troppo grande per
me,
ora,
forse più avanti,
chissà,
diciamo che mi sono
auto promossa:
966
Ma no! Una buona allieva. . .
Ecco sì. . .
Cercherò di
passarvi quello che ho acquisito
con diligenza.
Beh, cercherò. . . farò il
possibile di esserlo in questa
occasione. . .
���.
CONTINUAZIONE
DONNA
GRASSA 1(AMMAZZAMENTO
DUE
GEMELLI
ODPEDALE
ROMA;
Dopo la prima e la seconda
scena, ritroviamo
la nostra
donna grassa che sta leggendo
il giornale, è illuminata da un
cono di luce in modo da
rendere il cambio di ambiente il
più
veloce
possibiole.
ATTENZIONE QUESTO DUE
FRASI LE HO PRESE DA
967
2DONNE2 HO TENTATO DI
FARE UN TRASFERIMENTO E
MI E' RIUSCITOòOGGI SONO
RIUSCITA
A
METTERE
ANCHE
I
NUMERI
ALLE
PAGINE E TUTTO DA SOLAòò
Buonasera a tutti¯
N
S
Vi voglio re
Rilassate
CHIACCHERATA
Donna.
Buonasera.
Lo
spettacolo di questa sera,
poco ha a che fara col teatro,
anzi, non è per niente, né
spettacolo né spettacolare. La
968
Sto riguard
O
decisione di farvi passare 2
ore, mi auguro, diverse, m'è
venuta leggendo alcuni libri,
qualche tempo fa.
Ci ho
pensato sopra,
e m'è parso
che qualcosa contenuto in quei
libri, si è andato perduto in
questa nostra vita che va
sempre più di corsa.
C'è rimasto poco tempo, per
noi stessi, per i sentimenti. .
. per gli altri. Ho rapportato
la mia vita a quei discorsi, e
da qui, sono partita per una
grande analisi sui miei anni
passati, quella che ero. . .
quella che sono diventata.
SULLO
SCHERMO
SONO MIGLIORATA?
Donna - Non lo so969
PEGGIORAT
Quello che m'importa,
è
tramite fatti miei, e fatti di
altri, scoprire gli errori nostri
e d'altri dietro ai quali
corriamo,
nei
quali
ci
esaltiamo o commiseriamo - ci
distruggiamo - ' mettere la
scoperta.
Sperando
di
arrivarci, a disposizione. . .
FATE T
P
MA ANCH'IO
SBAG
Donna - Non date retta a
quelle scritte. E' la parte più
banale di me, che si proietta
su quello schermo.
970
Dunque,
vi dicevo che stavo
rileggendo gli appunti per una
lezione.
D
Beh, si mi piacerebbe essere
già docente. . . No, questa
qualifica è troppo grande per
me,
ora,
forse più avanti,
chissà,
diciamo che mi sono
auto promossa:
M
Ma no! Una buona allieva. . .
Ecco sì. . .
Cercherò di
passarvi quello che ho acquisito
con diligenza.
NON
I
971
Beh, cercherò. . . farò il
possibile di esserlo in questa
occasione. . .
3 ISCHIA
CORS
di LE
Nell'inverno
del
'69
nell'Università di
a
S.
Francesco il prof.
Leo
Buscaglia decide di dare inizio
ad
un
corso
sperimentale
gratuito, liberi gli studenti di
nadare
e
venire
a
loro
piacimento,
dedicato alla
crescita
e
all'evoluzione
individuale.
Suo desiderio era che quel
corso
si
risolvesse
in
un'esperienza del tutto inedita
nel campo dell'insegnamento, e
972
che fosse per lo studente di
grande
interesse
e
di
amplissima
portata,
in
attinenza con le sue esperienze
immediate:
"CORSO
D'AMORE".
Lui stesso aveva sull'argomento
conoscenze
ed
esperienze
limitate, come i suoi studenti,
e quindi si sarebbero tutti
attivamente
impegnati
nella
scoperta dei veri significati
insiti nella parola AMORE.
4 ISCHIA
Sì, sono tutto amore, e non
me ne vergogno. Ho un unico
messaggio e posso fornirvelo
seduta stante.
Viviamo in
un'epoca
che
comincia
realmente
ad
esortarci
a
cogliere i significati della vita.
973
Ci andiamo abituando ad una
nuova
nomenclatura.
"Condizionamento" "forme e
modifiche del comportamento. "
"Ciò
che
è
necessario
rafforzare"
"ciò
che
è
rafforzato"
e
che
probabilmente determinerà il
comportamento.
Per
raffozzarci ci serviamo del
denaro,
delle
campagne,
dell'elettroshock,
e perfino
dei dolciumi. Quando qualcuno
si comporta nel modo giusto gli
ficchiamo una caramella in
bocca.
Il mio messaggio odierno è: la
miglior caramella del mondo è
un essere umano,
caldo,
palpitante, che non si scioglie
affatto. Quella chicca, sei
TU.
Il vero amore è un
974
fenomeno
prettamente,
totalmente umano.
Non insegno l'amore nel senso
stretto del termine, mi limito
a
facilitare
il
fiorire
dell'amore.
Il fenomeno - amore - è un
quid che noi scopriamo.
L'essere umano crede nel
cambiamento,
se
non
apprezziamo la situazione nella
quale versiamo,
in termini
d'amore,
siamo in grado di
modificarla di dare vita ad un
nuovo scenario.
Possiamo donare solo ciò che
abbiamo,
in questo sta il
miracolo. Se abbiamo amore,
possiamo donarlo, se non ne
abbiamo,
agli
altri è impossibile.
Non è
tanto una questione di dare,
ma di condividere,
spartire.
975
Ti rendo partecipe, e non la
perdo, perché già ce l'ho.
"L'affetto
quale
elemento
modificatore
del
comportamento umano. "
Gli
scienziati,
psicologi,
antropologi,
sociologi hanno
ignorato
l'amore,
è
sconvolgente, perché tutti ne
abbiamo bisogno ed aneliamo ad
esso senza posa. Tuttavia non
è
fatta
materia
d'insegnamento.
Si dà per
scontato che l'amore ci venga
fornito tramite e per effetto
di una misteriosa forza vitale.
"Viviamo tutti in comunità,
tuttavia
moriamo
tutti
di
solitudine. "
L'individuo capace di amare
deve aver cura di se stesso.
Badare realmente alla sostanza
della
propria
personalità:
976
"Ogni
cosa
viene
filtrata
attraverso me, quanto migliore
sono, tanto maggiore è ciò che
ho da dare. Tutto devo fare,
per essere il più bello, il più
straordinario,
il
più
fantastico, tenero affettuoso
essere umano del mondo. In
noi si manifesta solamente una
minima porzione di ciò che
realmente siamo. Nondimeno ci
sentiamo perfettamente paghi
di essere quel che siamo.
5 ISCHIA
Lo psichiatra londinese R. D.
Laing
avanza
un'ipotesi
provocatoria
e
suggestiva:
"Noi pensiamo molto meno di
quanto sappiamo.
Sappiamo
molto meno di quanto amiamo,
amiamo molto meno di ciò che
977
esiste ed in tal senso siamo
molto meno di ciò che siamo. "
Su tali premesse dovremmo
sentirci spronati senza
di
diventare.
. . . . un quid, riposto nel
profondo di ciascuno di noi che
differisce
da
individuo
a
individuo.
UNICITA' DEL SINGOLO
E se qualcuno incontrando un
altro dicesse: "Sono proprio
contento che tu sia unico,
diversa.
Mostrami in cosa
consistono le tue diversità,
avrò modo di trarne qualche
insegnamento"
immaginatevi
cosa sarebbe il mondo.
. . . insegnante di disegno:
Oggi, disegniamo un albero".
Va alla lavagna e disegni il
978
"SUO" albero. Una specie di
pallone verde con un piccolo
basamento marrone. Un leccalecca. Tutti
disegnano.
Più ti avvicini al lecca-lecca e
migliore sarà il voto. Se tu,
con tutti i colori fai un albero,
come lo vedi e conosci "Tu devi
avere un baco nel cervello! "
. . . Facciamo di tutto perché
ciascuno sia uguale ad ogni
altro.
La
capacità
di
"conformarsi" costituisce la
premessa indispensabile per
approdare al successo. Sii te
stesso. Non rinunciare mai al
TUO ALBERO.
Tu sei il sole, l'unico a TE
STESSO. Il miglior te stesso,
ma voler essere un altro sarai
sempre e semplicemente il
miglior n. 2.
979
GIUDICATA una persona per
quello che HA. Non per chi e
che cosa è.
L'essere umano è la cosa più
strepitosa
del
mondo,
dobbiamo però riscoprire l'arte
di saper ridere.
Abbiamo
creato il tempo. Dopo di ché
ne siamo diventati schiavi.
LAPAROLA.
Le parole congelano la realtà.
Etichettiamo.
Quanti bambini non hanno
ricevuto
un'adeguata
educazione perché prima o poi
durante l'infanzia ci si è
premurati di etichettarli? E'
uno stupido,
un ritardato
mentale ecc.
Le etichette allontanano gli
uomini,
li distolgono gli uni
dagli altri. Negro, che cos'è
un negro? Mai conosciuto due
980
negri uguali in vita mia. Sa
amare? Sa soffrire? E' bello,
felice? La sua famiglia? Sa
dare qualcosa agli altri? Sono
queste le cose che contano e
non che sia negro,
povero,
ricco.
UOMO
in
posizione
di
svantaggio culturale.
Nessuno
mi
è
venuto
abbastanza
vicino
per
contagiarmi con i suoi germi.
In ogni creatura umana sono
racchiuse troppe meraviglie per
poterle bollare con un epiteto e
metterle in disparte. Non c'è
al
mondo
responsabilità
maggiore dell'essere un essere
umano e fareste bene a
persuadervene.
Mc Luhan ha dimostrato che i
bambini quando mettono piede
all'asilo quasi tutti hanno già
981
visto 5000 ore di televisione,
delitti,
stupri,
intrighi
amorosi,
immagini di morti
violente e autentiche. Dopo di
ché li portiamo a scuola.
Domandarsi, chi è il bambino
nuovo che dobbiamo educare,
istruire? (Padre nave spaziale.
Pag. 39)
Oggi
non
basta
vivere,
imparare,
dobbiamo
SOGNARE,
vedere con gli
occhi della fantasia come sarà
il mondo di qui a 50 anni.
Salita in macchina di colpo non
mi è venuto in mente neanche
un posto dove mi sarebbe
piaciuto andare.
Li ho fatti
passare tutti.
Ho pensato
anche all'estero vado a Parigi.
. . Londra. . . Bruxelles. . .
982
Dopo un'ora di riflessioni e giri
turistici col cervello,
prendo
tempo e vado in ufficio.
E'
sabato pomeriggio.
Non c'è
nessuno
ne
deve
venire
nessuno.
Sì, nel mio ufficio:
360 metro quadrati,
11
stanze.
Beh,
a parte
questo fatto,
vado nel mio
ufficio.
Imprevisto! C'è mio nipote e
un
nostro
collaboratore:
Walter.
"Che fate qui?"
"Nulla. . .
avevamo da
chiudere una storia. . .
stavamo andandocene.
E tu
che fai?" "ho da fare. . . "
Loro se ne vanno.
Mi sono
guardata intorno. . .
Più avanti - dallo schermo che
ripete
fedelmente
le
sue
parole, il pubblico capirà che
983
si è bloccata,
e
arrivata ad una lettura
di quello che è del suo
donna-persona.
Via
presa di conoscenza,
attraverso i ricordi.
che è
fedele
essere
via la
di se,
Sono stati anni di lotte fure,
manifestazioni,
sindacato,
licenziamenti,
Vietnam (vedi
biografia),
feste dell'Unita,
e i garofani rossi del P. C. I.
ad ogni prima,
e Togliatti
quando è venuto al Teatro
Eliseo 1962 e l'amicizia con
Amendola e sua moglie, e le
migliaia di compagni che si
conoscevano, e gli spettacoli
per
le
fabbriche
in
occupazione. . . e . . . e. . .
(pezzo manoscritto dietro la
984
pagina numero
Cinzia)
5
inserto
1
Ma il mio partito era lì,
immobile,
senza
niente
vedere,
capace solo di
sbraitare contro i gruppi che
loro chiamavano gruppazzi. . .
di chiedere che "si facesse
luce" ad ogni atto criminale sul
quale la luce già brillava a
denunziare con evidenza il
colpevole. . .
in coda su
tutto,
arrancante
ed
elefantiaco. . . pieno di case
del popolo svuotate di ogni
ideologia. . . senza più una
biblioteca.
.
.
dove
985
importante
fare soldi.
era
"incassare"
Il tutto con la persuasione che
è inutile sollecitare lo sviluppo
di
una
cultura
proletaria,
giacché non esiste né può
esistere.
"Esiste una sola
cultura, - dicono quelli " che
sanno ", - al di sopra delle
classi. La cultura è una, così
come è una la una e uno è il
sole
che
splendono
indifferentemente per tutti
quelli che se ne vogliono e se
ne sanno servire.
Facemmo teatro nelle case del
popolo,
nelle piazze,
nei
bocciodromi,
poi in una
capanna di via Colletta a
Milano, alla famosa palazzina
Liberty,
sempre a Milano,
986
che
ristrutturammo
completamente e che poi ci fu
tolta.
Ho tolto dal cartoncino. . .
tutte le mie pastiglie. . . ne
ho fatto un bel mucchietto
davanti a me.
Ho preso una scodella,
l'ho
riempita d'acqua ne ho messe
tre o quattro in bocca e giù a
bere.
Su un foglietto ho annotato: 3
e giù a bere, più 3. . . . e,
fanno 6. . . più 3 e fanno
nove. . . Devo arrivare almeno
a cento.
Si fa una gran
fatica. . .
ti si impasta la
bocca. . .
non riesci a
deglutire. . . ti viene voglia di
smettere. . . ancora 5. . .
987
Ma cosa sto facendo?! ancora
tre. . . e 5. . . Credo di
essere arrivata a 50. . .
Forza,
ora 5.
Forza - mi
viene da vomitare - ancora 7.
E' meglio che mi stenda. Non
voglio
cascare
per
terra.
Lunedì
si
riapre
l'ufficio.
Penso alle persone che lavorano
qui.
Non me ne importa
niente. Di nessuno m'importa.
Non sento niente. Ancora una
manciata.
Che fatica.
Mi
stendo.
Chiudo gli occhi. Sto morendo.
Non ricordo nessun "ultimo
pensiero".
Invece no.
LA CHIACCHERATA
PROCESSO
988
O
IL
LUOGHI DEPUTATI:
TRIBUNALE
UN
L'INFINITO:
Così viene chiamato il fondale
azzurro
chiaro
che
gira
tuttintorno al palcoscenico) nel
quale
LA
DONNA
agirà
rivolgendosi direttamente al
pubblico. Che porterà via via,
dall'analista, o al tribunale e
viceversa.
Nell'infinito,
la
donna
commenterà e denuncerà via
via i fatti.
Interpellerà il
pubblico,
con
domande
precise.
Ed esigerà risposte
precise.
Per agevolare il
dialogo
si
avvarrà
della
collaborazione di
attori e
989
L
L
attrici compresi in platea tra il
pubblico.
LO STUDIO DELL'ANALISTA:
La nostra donna c'è andata
controvoglia. Non ha fiducia.
Mentre parla,
su di uno
schermo vengono proiettati i
suoi
pensieri:
l'esatto
contrario di quanto va dicendo.
Mente su ogni cosa. Pensa al
costo dell'analisi. Quanto sta
spendendo,
all'ora,
quanto
spenderà in un anno. Ecc.
Sente l'inutilità di quanto sta
facendo.
Si ripromette di
smettere. Ma ogni 3 giorni è
lì,
come tossicodipendente
dell'ora di protagonismo che si
regala. L'ORA in cui esiste in
cui c'è.
990
Più avanti - dallo schermo che
ripete
fedelmente
le
sue
parole, il pubblico capirà che
si è bloccata,
e che è
arrivata ad una lettura fedele
di quello che è del suo essere
donna-persona.
Via via la
presa di conoscenza,
di se,
attraverso i ricordi:
1) Violentata dal padre a 10
anni.
Violenza
che lei,
credeva legittima,
in quanto
pensava "è mio padre, se l'ha
fatto vuol dire che è naturale,
che
doveva
farlo.
Ha
accettato
la
violenza
del
padre, come la varicella, la
scarlattina,
le mestruazioni.
Nessun trauma, è mio padre,
mi vuole bene. DA LUI male
non me ne può arrivare. Solo
più tardi, capirà l'errore di
991
valutazioni.
Ma ancora oggi
non sa che peso quella violenza
abbia avuto sulla sua vita.
2) Studiato con indifferenza
per la promozione: diplomata?
Laureata? Studiato con grande
curiosità e letto tutto (si fa
per dire) per un suo bisogno di
sapere.
Si è specializzata,
(diciamo fissata?) sulla vita dei
filosofi,
ed ha elaborato
alcuni concetti filosofici a suo
uso e consumo. Per la verità
scoccia anche gli altri,
ma
alcune volte se ne trae anche
un buon profitto per l'anima.
Ha fatto suo una tra le regole
più strane osservate dalla
"setta"(scuola)
fondata
da
Pitagora: NON MANGIARE LE
FAVE.
Questo
è
il
"comandamento" più bizzarro
992
del
catechismo
pitagorico.
Aristotele dice che era per via
di una qualche rassomiglianza
con l'organo maschile, da ciò
diciamo che Pitagora doveva
essere un gran bigotto. E qui
a questa versione (spiegazione)
che la nostra donna si attiene:
se un pensiero così,
ripeto
"bizzarro", astuto è diventato
un "comandamento" di una
scuola filosofica fondata da
Pitagora,
un presocratico,
vissuto secoli e secoli A. C. ,
beh,
qualchecosa deve pur
significare.
3) Sposata, con amore,
perché ci si sposava tutte.
ma
4)
Avuto
figli,
non
particolarmente desiderati, né
993
programmati perché così era
sempre stato.
5) Vissuto la vita senza
coscienza alcuna.
Abortito senza riflessione.
Non desiderato niente di
particolare.
Tutto quello che ha è
"NONOSTANTE LEI"
6) Sofferto come tutte.
Subito come tutte.
Pianto come tutte. E CHI
PIU' NE HA PIU' NE METTA
Ribelle come tutte.
Sul grande schermo scritto in
diverse dimensioni appare a
questo punto del dialogo con
l'analista:
PERC
APPARE
994
Di pari passo alla presa di
coscienza del suo essere donna
della nostra donna,
del suo
maturare - da oggetto a
soggetto - abbiamo piccoli
stacchi e ci troviamo in
Tribunale al PROCESSO.
TRIBUNALE:
E' un processo che la nostra
DONNA vuole.
E' molto incerta.
Chi vuole processare? "La
Società?
L'educazione?
La
famiglia? La madre. . . " Non
mi ha mai detto niente. Mi hai
insegnato l'onestà facendomela
vedere con la sua vita.
La morale o il moralismo?
Cos'è il SESSO? Nessuno me
ne ha mai parlato.
995
Il padre. Amico? Nemico? Gli
amici? Il marito? I figli? E'
confusa.
Lentamente
progredisce nell'inchiesta, nel
domandarsi e alla fine il
processo lo chiede per lei.
E' lei che si accusa.
"Ho vissuto come una capra.
Ho accettato tutto pensando,
seguendo i mille luoghi comuni
che la società ti dà con la
prima poppata.
Voglio essere processata e
condannata per non essere
riuscita,
nonostante l'essere
stata militante politica, forse
anche
un'avanguardia
femminista,
piena di ottime
teorie per le altre e minima
pratica
verso
me
stessa.
Ribellioni e una presa reale di
coscienza . E qui escono tutti
gli errori di una donna della
996
mia generazione.
Errori che
forse potranno servire per un
miglioramento
della
qualità
della
vita.
Scelte
programmate, meditate, ecc.
DIO:
il primo maschilista.
(voluto
inventato dagli uomini)
Eva
tentatora
peccatrice.
Perché non Adamo?
Mosè sul Monte siani:
Le
tavole
I comandamenti
NON
DESIDERARE
LA
DONNA D'ALTRI (Siamo fin
da allora OGGETTI.
Non desiderare l'uomo d'altri:
undicesimo comandamento.
Nell'etica della nostra vita ci
vorrebbe.
997
I FIGLI
L'unica cosa che non può fare
l'uomo sono i figli.
NOI POSSIAMO CREARE UN
INDIVIDUO.
DICI NIENTE?
Che uso ne facciamo di questo
potere divino?
Troppo spesso è un potere
male usato.
E quando ci separiamo, i figli
non sono spesso usati come
materia
di
ricatto?
Cosa
pagano i figli per i nostri
errori?
LISISTRATA:
Uomini volete
la guerra? Niente amore.
DONNA OGGI:
creare una
creatura umana è un miracolo.
Ho questo potere io, solo io.
998
Smettiamo di fare figli per
almeno tre anni. Ragionamoci
bene sopra a 'sta incredibile
ricchezza che solo noi possiamo
elargire.
Valutiamone
il
profondo significato, poi, con
le idee finalmente chiare,
riprendiamo a far miracoli,
facendo ben sentire all'uomo
che è un miracolo al quale sta
assistendo. Così finalmente le
donne saranno rispettate. Se
non
altro
durante
la
gravidanza.
L'ABORTO
I contraccettivi nelle scuole.
L'educazione
sessuale.
Abortire è un trauma.
Non
puoi abortire come andare dal
parrucchiere,
con la stessa
facilità.
999
Come ti senti dopo che hai
abortito? Ti rimane addosso
qualcosa? La prossima volta
che farai?
IL MATRIMONIO
Tutti ne parlano male e tutti ci
si rompono la testa. L'uomo
che
hai
sposato
ragazzo
(giovane) quasi sempre, poco
ha in comune col vecchio
signore che hai al fianco, con
cui hai diviso la vita, gioie e
dolori.
Nonostante questo ti
ostini,
per via della prima
poppata piena di ideologie
sbagliate a vivergli accanto. A
QUALSIASI COSTO.
Ovunque in tutti questi anni ho
ascoltato discorsi di donne
disperate,
la canzone è
1000
sempre la stessa. La storia di
Medea si ripete nei tempi,
uguale,
a qualsiasi classe
sociale
tu
appartenga.
L'IDENTICA
CANZONE,
raccontata,
tra lacrime,
o
freddamente, o con rabbia o
con rassegnato dolore, o su di
un letto,
dopo un tentato
suicidio, o in casa di cura se
sei ricca, in manicomio se sei
povera. Sono storie di anni di
umiliazioni, di tentativi di ogni
tipo.
"Sta invecchiando. . .
sono gli ultimi colpi" e poi ti
accorgi che non sono gli ultimi,
né saranno i penultimi.
Stai
zitta, e aspetti. Gridi, e
aspetti.
Ti allontani,
e
aspetti.
Ma cosa cazzo
aspetti?
Cos'è che ti schiaccia? Cos'è
che t'ha cancellato il sorriso?
1001
Cos'è che ti ha messo la faccia
a lutto? Cos'è che ti ha
convinta che sei morta? Perché
non dormi,
perché pensi,
perché
sei
fissata?
Sei
fissata? SEI FISSATA.
Che
meccanismi
sono?
L'orgoglio,
paura
della
solitudine?
I
soldi?
LUI?
L'AMORE? L'AMORE?
Ma dai, guardalo bene, porta
gli anni meno bene di te. E'
ancora divertente,
spiritoso,
affascinante come 20, 30 anni
fa? I programmi televisivi chi li
sceglie? Il peso delle cose più
noiose sulle spalle di chi,
è
appoggiato?
Com'è
la
tua
giornata con lui? Le tue
serate, le tue notti? Cosa vi
dite ancora? Cosa ti dà?
Analizza, analizza.
1002
T'ho umiliata? Quante volte?
Qual'è l'ultima volta? E il
rispetto? Dove lo metti?
E noi come siamo? Come siamo?
Migliorate
col
tempo,
peggiorate.
La vera differenza tra un uomo
e una donna redo consista in
questo: le donne conservano un
po' più dell'uomo,
il senso
dell'onestà, (non tutte) della
giustizia,
dell'integrità.
Siamo soggetti morali,
(non
tutte) e a volte purtroppo solo
moraliste.
All'uomo è stata
inculcato,
sempre con quella
prima fatale poppata,
il
piacere per la lotta, la lotta
con
qualsiasi
mezzo
per
ottenere,
raggiungere,
impossessarsi del POTERE.
Il POTERE è comando, forza,
denaro.
1003
FASCINO. BELLEZZA. Tutte
QUALITA' privilegi che ti
derivano dal potere.
IL POTERE ti procura tutto ciò
che
il
POTERE
PUO'
PROCURARTI.
Con il potere
che ti balla intorno anche
ne vorresti un po'? No? Essere
donne
continua ad essere
difficile, e nel cammino della
vita (è con rammarico,
che
sono costretta a riconoscerlo)
ti senti con
un fatto che
sicuramente,
dopo
il
turbamento che ti procura, ti
lascia
amarezza
e
sconvolgimento addosso, cioè,
la scoperta,
che le tue
difficoltà
di
vita,
di
sentimenti, le tue insicurezze,
dipendono
sì da
come
è
strutturata la società,
dagli
uomini,
da quello che ci
1004
aspetta da te, ecc. ecc. ma
dipendono anche da altri essere
come te, anime del tuo stesso
sesso.
Sì,
amarezza
e
sconvolgimento.
La donna è
troppo spesso,
la maggior
nemica della donna. Nel lavoro
e nella vita.
Giovani o vecchie, interrogate,
provate ad interrogare. Quasi
tutte,
fottute da un'altra.
Sì,
c'entra anche lei,
ma
vero è che l'amore uomo lo fa
quasi sempre con una donna.
O giovane come te, o molto
molto più giovane di lui. E tu
stai a guardare.
Si fa per
dire.
Naturalmente storie di questo
tipo si verificano quando il lui,
è un vero LUI. Se è giovane
va benissimo, ma andrà ancor
1005
più bene,
se il LUI in
discussione è senza giovinezza,
è adulto,
è vecchino,
o
vecchio.
L'impegno,
per la
giovane in questione,
sarà
minimo.
In tutti i sensi.
Intendiamoci,
può
anzi
dovrebbe essere pesantissimo,
ma buone prospettive, vuoi di
vita, vuoi sociali, artistiche
possono allegerirlo assai, come
peso.
E tu stai a gurardare. Hai una
conoscenza della storia,
di
quello che passa, del senso di
quello che sta accadendo. TU
SAI GIA' TUTTO. PERCHE'
E' IL RIPETERSI,
del
ripetersi,
del
ripetersi.
Aspetti,
ed
a
volte
inutilmente.
Non succede
nulla, o succede proprio quello
che tu non vorresti.
1006
L'unico pensiero che ti deve
dare
un
minimo
di
è che anche tu sei stata
giovane, e anche la giovane di
oggi, con fortuna, o senza
fortuna,
(a volte non basta
sposare
uno
scrittore
importante per scrivere un
buon
romanzo,
vedi
MORAVIA; o darsi ad un
pittore,
sempre importante,
per dipingere un bel quadro
ecc. ecc. Come a dire che se
hai doti, certo con l'uomo di
potere,
puoi correre nella
carriere, ma se non hai nella
testa le cose giuste. Sembra
che tu. . .
ti sembra di
correre,
ma non appena ti
fermerai per riprendere fiato,
voltandoti indietro,
scoprirai
di aver perso per strada
qualcosa che sarebbe stato più
1007
importante tenere,
e ben
stretto. )
La giovane che oggi ti mette
pesantemente davanti alla tua
età,
alla
tua
realtà,
diventerà
vecchia,
esattamente come sei tu ora.
E questo uomo,
che tu
presuntuosamente hai creduto
tuo,
guardalo:
che non si
vede
per
quello
che
è
realmente,
abbarbicato
ciecamente alle sue illusioni.
1 ISCHIA
All'alzarsi del sipario troviamo
una donna seduta davanti ad
una scrivania, sta leggendo.
Schermo grande sul fondo
scena,
sul quale appare una
scritta
dopo
un
minuto
dall'inizio
1008
.
Sto male di salute,
ma mi
sembra di stare molto bene
d'umore,
mentre invece mio
figlio dice che tutte le malattie
che io sono riuscita (un vero
primato! ) ad accumulare negli
anni,
che
vanno
dall'onicofagia-mangiarsi
le
unghie,
tricotillomaniastrapparsi i
capelli,
attorcigliarli stretti al dito
anulare e infine nasconderli
sotto ai mobili. Quando uno è
in ansia, si strappa i capelli,
se sola, si mangia le unghie in
presenza di altri. E me l'ha
dimostrato enumerandomi tutto
quello che ho avuto negli ultimi
due mesi.
"Oh,
ma come
sono felice,
rilassata!
Mi
dicevo. . .
e mi sembrava
proprio di esserlo. " Un
1009
bubbone della grandezza di un
mandarino
nel seno sinistro,
proprio sopra al cuore, dolore
ai reni con perdita di sangue
durante la. . . minzione, cioè
quando faccio la pipì. . .
Radiografia:
calcoli
frantumati,
tracce anche in
vescica.
Dolorosi
crampi
muscolari alle gambe durante il
sonno, gamba sinistra, dopo
immobilità di qualche ora, non
regge. . . cado. "Cos'è, il
Lazzaretto, tutto di un colpo?
"NO,
è che il tuo fisico si
difende come può, lanciandoti
campanelle d'allarme da una
situazione che tu vivi male.
Fai l'elenco di tutte le malattie
che hai avuto negli ultimi anni,
gli
interventi,
malattie
inimmaginabili ma ben tangibili
che vanno da una congiuntivite
1010
che ti scoppia
oggi, che ti
sparisce il giorno dopo l'ultimo
spettacolo.
Tu come un
pappagallo ripeti " sto bene " e
sei
pure
convinta,
invece"credi" di star bene, ma
nel
tuo
subconscio
stai
malissimo.
"Tutta
la
colpa
è
del
subconscio. Freud ha detto un
sacco di cose relativamente
importanti,
cose che anche
altri avevano detto,
l'unica
sua scoperta "essenziale per la
vita dell'uomo" per la sua
mente è 'sta storia del
subconscio".
'Sta storia del
subconscio deve essere vera.
Mi viene in mente una tipa di
Torino che lavora all'Einaudi,
si
chiama Emilia,
l'ho
conosciuta tanto tempo fa, mi
raccontava
della
sua
vita
1011
passata nel dibattersi tra(?) i
problemi del marito da cui si
era separata, dell'amante del
marito, la seconda moglie del
marito. Il figlio, la moglie del
figlio, il bambino del figlio che
lei, la moglie non gli fa vedere
perché lui ha un amante. La
suocera, il suocero e l'amante
del suocero.
Tutti questi
problemi
le
procuravano
fenomeni fisici
stregoneschi,
reazioni sul suo corpo che
nessun
medico
aveva
mai
registrato in alcun paziente.
Che so, le lenti a contatto che
si gonfiavano a dismisura fino a
scoppiare,
oppure che si
bucherellavano tutte.
Robe
mai
viste,
tanto
che
l'assicurazione si rifiutava di
rimborsargliele.
Mio figlio ha
certamente ragione. "Tu devi
1012
sbatterti, riuscire a scavare,
a ricordare, a scoprire cosa
hai dentro realmente,
quale
fatto vicino o lontano ti ha
portato a questo malessere.
Devi andare indietro, indietro
mamma.
"Mi sono presa un
registratore e via a parlare a
ruota libera.
Come premo il
tasto per registrare, non mi
viene in mente niente. Cerco
di rilassarmi. Vediamo. . . il
primo trauma. . . per me è
stato un trauma e grosso.
Anche se poi, ora, 30 anni
dopo, mi rendo conto di aver
guardato i fatti con eccessiva
enfasi.
Ho scambiato una
storia del tutto naturale per
una mancanza d'amore. L'ho
vissuta malissimo. Ho cercato
di parlarne con lui, ma subito
mi
sono
interrotta,
1013
imbarazzata dal suo imbarazzo.
Impreparata,
incolta
sul
sesso:
è la prima cosa che
ricordo in questa incursione
nella mia vita.
Il mio rapporto con l'altro
sesso è stato per moltissimi
anni un rapporto "al servizio";
mai avuto stimoli sessuali, la
voglia di fare all'amore mi
veniva se ci si abbracciava e
baciava. . .
scivolando nel
rapporto senza un grande
desiderio di sesso. . .
ero
portata ad assecondare il suo
di desiderio, nessuno mi aveva
spiegato che potevo averne
anch'io di desideri. Del sesso,
non sapevo nulla. Quello che
facevamo, era venuto da solo,
l'avevamo scoperto insieme.
Autodidatti.
Ora,
per
fortuna è diverso.
I giovani
1014
sanno tutto, prima ancora di
avvicinar si ad una donna. Mio
figlio aveva un 13 anni e già se
ne stava con un libro di
anatomia in mano.
(IMENE,
vedevo soltanto un orecchio).
L'orgasmo,
l'ho raggiunto
molto dopo che praticavo il
sesso. Prima fingevo.
Non me ne sono mai fatta un
problema.
ALL'ENTRATA IN PLATEA A
TUTTI
GLI
SPETTATORI,
VERRA' CONSEGNATO UN
BLOCCHETTO
ED
UNA
MATITA.
All'alzarsi del sipario troviamo
in controluce una donna seduta
davanti ad una scrivania, sta
leggendo alcuni fogli.
1015
Sul fondo scena, uno schermo
grande sul quale appare una
scritta
dopo
un
minuto
dall'inizio:
Gli effetti luce durante il
susseguirsi degli avvenimenti, i
cambi di luogo e situazioni
saranno indispensabili.
La
donna interpreterà via via i
vari
personaggi
che
distingueremo con prima donnaseconda donna,
magistrato,
ecc. Indispensabile, in certi
momenti il cambiamento di luce
e
accompagnamento
di
chitarra.
Buonasera a tutti.
Non innervositevi se non parlo.
Sto zitta per voi.
1016
Vi voglio regalare
istante di silenzio.
Rilassatevi.
vostro agio.
ASSAPORATE
MERAVIGLIA
"SILENZIO". . .
qualche
Mettetevi
a
LA
DEL
INTANTO
CHE
VOI
ASCOLTATE IL SILENZIO. .
.
Io riguardo gli appunti per la
lezione che vi terrò. . . tra
qualche istante.
Ora incomincio.
(Luce piena)
1017
I Donna.
Buonasera.
Lo
spettacolo di questa sera,
poco ha a che fare col teatro,
anzi, non è né spettacolo né
spettacolare. Vorrei stare con
voi il tempo che ci pare. . .
(non quello che ci servirebbe. .
. sarebbe troppo. . . Quando
siete stanchi, non temete di
dirmi
"Basta".
Non
mi
offendo.
Ce ne andiamo e
buona notte a tutti).
Dicevo
vorrei stare con voi
per
cercare di ritrovare insieme,
qualcosa che a mio avviso è
andato
perduto
in
questa
nostra vita che va sempre più
di corsa. . .
dove non c'è
rimasto quasi niente, né per i
sentimenti. . .
né per noi
stessi, né per gli altri. Ho
messo insieme storie di donne e
di uomini. . . tragitti collettivi
1018
e personali. . .
avvenimenti
politici. Sono partita da una
grande analisi dei
miei anni
passati,
dei miei problemi,
guardando quella che ero. . .
quella che sono diventata.
(Sullo
schermo
appare
la
scritta)
MIGLIORATA?
PEGGIORATA?
I Donna- Non lo so. Quello
che m'importa,
è tramite
avvenimenti, banali, comuni o
insoliti,
miei e di altri,
"scoprire" gli errori dietro ai
quali corriamo,
nei quali ci
esaltiamo o commiseriamo, ci
distruggiamo! Se ci riusciremo,
metteremo
la
nostra
1019
"scoperta", a disposizione. . .
(sullo schermo appare):
(Mentre a squarciagola una
voce fuori campo ripete quanto
visualizzato. )
FATE
TESORO
DELLE
ESPERIENZE ALTRUI!
(Altra voce fuori campo)
Posso tenerne conto. . .
MA
ANCH'IO
VOGLIO
SBATTERCI LA TESTA!
(Altra voce cretina)
SBAGLIANDO S'IMPARA!
I Donna - Non date retta a
quelle scritte. E' la parte più
banale di me, e anche vostra.
1020
. . che si proietta su quello
schermo.
Fate
molta
attenzione con i pensieri. . .
tutto può finire lì.
Dunque,
vi dicevo che stavo
rileggendo gli appunti per una
lezione. . .
(Voce presuntuosa a sfottere)
DOCENTE IN AMORE?
I Donna- (al pubblico) Chi l'ha
pensato?
Anche
se
mi
piacerebbe questa qualifica è
troppo grande per me ora. . .
forse più avanti, chissà. Tra
qualche anno. Diciamo che mi
sono auto-promossa. . .
(c. s. ) MAESTRA IN AMORE?
I Donna- Ma no! Una buona
allieva. . .
questo sì. . .
1021
Cercherò di passarvi quello che
ho acquisito e analizzato con
diligenza.
NON
SEI
MAI
STATA
DILIGENTE
IN TUTTA LA TUA VITA.
I Donna- (Al pubblico) C'è una
madre qua intorno? Per fortuna
mamma! ! (cambia tono) Ma in
questa occasione cercherò. . .
di esserlo. . .
farò il
possibile. . .
No,
maestra d'amore è
troppo. . .
(c. s. ) MAESTRA DI VITA?
I Donna- Sì, modestamente. .
. Alla mia età. . . qualcosa
ho imparato.
Forse può
andare. . . oppure. . .
(c. s. ) "Corso d'amore. . . "
1022
. . . . e dillo che non ne puoi
più!
(Sullo schermo si susseguono,
molte scritte uguali con diversi
caratteri,
sulle quali ne
primeggia una: )
OK.
VADA PER IL CORSO
D'AMORE
I Donna- (Indica la proiezione)
Mi
fa
piacere
sentirvi
d'accordo con me. . . e se
non
sbaglio,
interessati.
Dunque
cominciamo:
(dà
un'occhiata ai fogli). Un certo
Leo Buscaglia (molti dicono che
sia un coglione. ) nel 69 a S.
Francisco,
decide di dare
inizio ad un corso sperimentale
gratuito
all'università
di
Barkley(?):
"Corso d'amore".
1023
Siamo nel '92 e il suo discorso
è attualissimo. Forse non è un
coglione.
(sullo schermo leggeremo - Leo
Buscaglia -)
E' da lì che ho preso lo spunto
"Sì, sono tutto amore, e non
me ne vergogno. Ho un unico
messaggio e posso fornirvelo
seduta stante.
Viviamo in
un'epoca
che
comincia
realmente
ad
esortarci
a
cogliere i significati della vita.
Ci andiamo abituando ad una
nuova
nomenclatura.
"condizionamento"
"forme
e
modifiche del comportamento"
"ciò
che
è
necessario
rafforzare"
"ciò
che
è
rafforzato"
e
che
probabilmente determinerà il
comportamento.
Per
rafforzarci ci serviamo del
1024
denaro,
delle
campagne,
dell'elettroshock,
e perfino
dei dolciumi. Quando qualcuno
si comporta nel modo giusto gli
ficchiamo una caramella in
bocca.
Il mio messaggio odierno è: la
miglior caramella del mondo è
un essere umano,
caldo,
palpitante, che non si scioglie
affatto. Quella chicca, sei
TU. " (SPARISCE LA SCRITTA
BUSCAGLIA)
Come si fa a diventare un
essere umano,
palpitante?
Vorrei
essere
"la
miglior
caramella del mondo".
Ma
come?
La strada è lunga. Coraggio,
facciamola di corsa.
(schermo)
INTERROGATIVI
interrogati.
1025
Interrogati.
Interrogatiiii! ! !
Qual'è stato il nostro rapporto
con i nostri padre e madre?
Qual'è quello con i nostri figli?
Come siamo cresciuti?
1) Quale rapporto abbiamo
avuto col padre e la madre?
Abbiamo"parlato" con loro?
"Parliamo" con i nostri figli?
Il figlio è quella cosa alla quale
si mette il golfino se la mamma
sente freddo, o lasciamo che
sia lui a dirci,
mamma ho
freddo e gli crediamo se dice
d'aver caldo?
Come siamo cresciuti?
Abbiamo ricevuto "onestà" dai
nostri padre e madre?
Come cresciamo i nostri figli?
1026
Siamo "onesti" con loro?
SCUOLA
Come sono
"insegnanti"?
stati
i
nostri
PALLOSI?
REAZIONARI?
INTELLIGENTI,
Hanno influito sulla formazione
del nostro carattere? Nella
nostra vita?
TANTO?
POCO?
Ne ricordiamo qualcuno?
SI?
NO?
PERCHE'?
1027
AMICIZIA
Esiste? Sì, esiste. Abbiamo
amici? Teniamo all'amicizia?
NOI
Come
siamo?
Come
ci
giudichiamo? Come stiamo tra
la gente? Cos'è la gente per
noi?
Ci importa degli altri? Amiamo
gli altri? Quanti ne amiamo?
Amiamo i pranzi di Natale, i
pic-nic?
AMORE
Nel rapporto con l'altro sesso,
come sei? Timida, sfacciata,
intraprendente, esigente, ti
accontenti. . . ecc.
Come
preferisce
la
luce:
accesa, spenta?
1028
VITA
Ti senti una persona libera?
"Liberata"?
Siamo
riusciti
ad
essere
"magnifici" qualche volta?
Qualcuno ha detto che ognuno
di noi vive nel seminterrato
della propria anima? E' vero?
Dov'è
il
seminterrato
dell'anima? Sotto i piedi? I
piedi di chi? Anche sotto ai
tuoi? Abbiamo permesso a
qualcuno di ridurre un essere
umano, "noi", in poltiglia?
Quante volte? Almeno una!
POLITICA
Che peso ha la politica nella
tua vita? Fai politica? Ragioni
con la tua testa o deleghi?
1029
Chi
deleghi?
I
nostri
"sgovernanti"?. . . il marito,
il figlio, la moglie, il vicino di
casa, il capoufficio. . . il. . .
il. . il. . .
Siamo, forse, così deboli che
uno
può
manipolarci
come
vuole? I governanti, il marito,
la moglie, il figlio, il vicino di
casa, il. . . Perché?
Perché la gente (me compresa)
accetta tutto? Perché lasciamo
fare?
Perché accettiamo di fare le
code per sapere quali siano gli
"estimi" da pagare? Siamo
pazzi?
Perché dopo una tragedia, che
so,
la morte brutale di un
figlio poliziotto o un altro
morto,
permettiamo
che
qualche cronista televisivo col
pelo sullo stomaco ci chieda:
1030
"Quando ha saputo che suo
figlio è saltato per aria cosa
ha provato signora?" Com'è che
la signora non tira un calcio
nella pancia
del
cronista?
Perché non gli salta addosso e
lo strangola ficcandogli le dita
negli occhi? Perché?
Perché non insorgiamo tutti?
(proiettato
sullo
schermo
appare: Buscaglia)!
L'essere
umano è la cosa più strepitosa
del mondo,
dobbiamo però
riscoprire
l'arte
di
saper
ridere.
Abbiamo creato il tempo.
Dopo di ché ne siamo diventati
schiavi.
Le parole congelano la realtà.
Etichettiamo.
Quanti bambini non hanno
ricevuto
un'adeguata
educazione perché prima o poi
1031
durante l'infanzia ci si è
premurati di etichettarli:
è
uno stupido,
un ritardato
mentale ecc.
Le etichette allontanano gli
uomini,
li distolgono gli uni
dagli altri. Negro. Che cos'è
un negro? Mai conosciuto due
negri uguali in vita mia. Sa
amare? Sa soffrire? E' bello,
felice? La sua famiglia? Sa
dare qualcosa agli altri? Sono
queste le cose che contano e
non che sia negro,
povero,
ricco.
(Sparisce la scritta Buscaglia)
Mi viene un dubbio:
che il
responsabile
ultimo
della
situazione tragica a cui siamo
arrivati,
non sia Andreotti,
ma siano le nostre insicurezze,
il nostro accettare, il nostro
subire.
1032
DA CAPO.
RICOMINCIARE DA CAPO.
Chi sei? Chi sono? Come mi
chiamo? Nome,
cognome,
coniugata. Figli? Cosa faccio?
Da dove vengo dove voglio
andare. Ricominciare da capo.
A. E. I. U. O. A. B. C. D.
E. F. G. . . MAM. . . MA . .
. mamma. . . papà. . scuola.
Chiesa. Dio. Oddio! Odio! . .
. Comunismo. Sole. Terra.
Vento. Mare. Amore. IO.
IO. TE.
Io e Te. IO e
NOI. NOI. NOI. A. E. I.
O. U.
IO.
IO.
NOI.
AMORE.
Nome.
Cognome.
Sesso. IO
(si abbassa la luce appare la
Scritta su Schermo)
LUOGHI DEPUTATI:
LO
STUDIO DI UN ANALISTA
UN TRIBUNALE
1033
L'INFINITO!
LA CASA. . .
LA STRADA. . .
Donna- (a commento di ogni
scritta, con tono di voce alto,
ma impersonale) L'INFINITO:
Così viene chiamato il fondale
azzurro
chiaro
che
gira
tutt'intorno al palcoscenico nel
quale la protagonista della
nostra storia agirà, enuncerà,
commenterà e denuncerà i
fatti della sua vita, si avvarrà
della
vostra
collaborazione,
interpellandovi con domande
precise.
Ed esigerà risposte
precise.
Se proprio non ve la sentite di
parlare,
d'intervenire,
per
insicurezza,
per timidezza,
1034
scrivete le risposte,
parlate
dei
vostri
problemi
sul
blocchetto che vi è stato
consegnato all'ingresso. . .
Di volta in volta sarà lo studio
dell'analista, o il tribunale o
la casa, o la camera da letto.
. . o la strada. Alla vostra
intelligenza scoprirlo. Non vi
posso dire tutto.
(Sullo schermo appare: )
STUDIO DELL'ANALISTA
La nostra donna c'è andata
controvoglia dall'analista. Non
ha fiducia.
Mente su ogni cosa e pensa: "
80 mila a seduta, tre sedute
la settimana, 240 mila. . .
960 mila. . .
Al mese?
L'anno?. . . Quello che faccio
non mi servirà a niente. . .
1035
devo smettere. . .
sì,
è
l'ultima volta".
Ma ogni 3
giorni
è
lì,
come
tossicodipendente "dell'ora di
protagonismo" che si regala.
L'ORA in cui esiste,
in cui
c'è.
"Coraggio signora. . . mi dica,
lei si sente o non si sente
amata.
.
.
Qual'é
l'indispensabile
potenziale
d'affetto di cui ha bisogno?
"Ho sempre avuto un morboso
bisogno d'amore. "
Da piccola, avevo un 5,
6
anni e per attirare l'attenzione
dei miei, ho rovesciato qualche
goccia d'inchiostro rosso nel
mio vasino della pipì. La mia
mamma, sconvolta. . . mio
dio, s'è sviluppata a sei anni!
. . . No, no, forse è un
fatto renale,
chiama il
1036
dottore,
chiama il dottore,
tutti gridavano, piangevano. .
.
mi
accarezzavano,
baciavano. . . Felice di tanta
attenzione ho tirato fuori la
bottiglietta d'inchiostro rosso.
. . hanno capito. . . m'è
arrivato un ceffone dalla mia
mamma,
che ogni volta che
sento l'odore dell'inchiostro,
mi tocco una guancia.
Meno male che hanno inventato
le biro!
1037
Sono stata violentata da mio
padre a 10 anni,
una volta
sola. Dico, "violentata", ma
il termine è errato.
Più giusto dire: "Ho avuto un
rapporto sessuale con mio
padre, senza nessun trauma,
senza capire quello che mi
stava capitando.
Ripeto,
avevo 10 anni. Volevo molto
bene a mio padre e lui voleva
molto bene a me. Troppo. . .
Non c'è stata violenza alcuna.
. . non pensavo fosse "male",
solo da adulta ho capito tutto
l'orrore di quell'atto:
una
terribile violenza alla mia
innocenza.
Molte volte ci ho pensato da
grande.
Allora,
in quel
momento
forse
incoscientemente,
mi son
detta:
"E' mio padre,
mi
1038
vuole bene, da lui male non me
ne può arrivare. E' mio padre,
se l'ha fatto vuol dire che è
naturale,
che doveva farlo.
L'ho
accettata
come
la
varicella,
la scarlattina, le
mestruazioni.
E' mio padre.
E non ci ho pensato più. In un
attimo
avevo
rimosso,
cancellato tutto.
E chi si
ricorda della varicella,
del
morbillo? (SCHERMO)
1039
"I
PRIMI RAPPORTI
SESSO. . . DOPO?"
DI
"Ma. . . non ricordo bene. . .
La prima volta è stato con un
ragazzo che veniva a scuola
con me. . . no, non della mia
classe. . più alto. . . Ricordo
solo che cercava con tutte le
sue forze di ficcarmi la lingua
in bocca. . . che mi veniva da
vomitare. . . mi strizzava un
seno. . . e che mi spingeva
qualcosa di duro contro il pube.
. . Ero preoccupata. . . Ma
cos'ha
lì.
.
.
una
bottiglietta?. . No, forse è
una zucchina o un cetriolo. . .
Ma perché,
mi spinge 'sto
cetriolo contro il pube e fa ah,
ah? Forse è pazzo.
Non ho più permesso che mi si
avvicinasse. Ho avuto il pube
1040
tumefatto per giorni.
Poi
un'altra volta la stessa storia.
. .
Non mi capacitavo che
tutti
i
ragazzi
girassero
sempre con una zucchina nelle
mutande. Avrei avuto piacere
di scoprire il perché, ma non
sapevo a chi chiedere. Poi le
mie amiche una sera d'agosto
parlottavano. .
si era al
mare: "Lui è venuto, ci siamo
baciati,
poi lui è venuto. "
"Come - faccio io - è venuto,
poi vi siete baciati e lui è
venuto.
Venuto dove se era
già lì.
Sarà andato. " "Che
scema, sei proprio una scema!
" e mi hanno spiegato tutto, e
l'amore,
e il sesso e come
nascono i bambini! Un trauma
volevo morire. !
Sono stata in confusione per
una settimana.
Che nessuno
1041
maschio mi venisse più vicino
con il suo cetriolo. . . che poi
magari resto incinta.
Avevo
14 anni. ( inserire il pezzo sul
sesso di quando era adulta)
I Donna - Studiato con
indifferenza per la promozione:
diplomata? Laureata? Fa lo
stesso.
Sulla filosofia ha
elaborato
alcuni
concetti
filosofici a suo uso e consumo e
alcune volte ne trae anche un
buon profitto per l'anima. Ha
fatto suo una tra le regole più
strane
osservate
dalla
"setta"(scuola)
fondata
da
Pitagora:
II
Donna
(infervorata) NON MANGIARE
LE FAVE.
Questo è il
"comandamento" più bizzarro
del
catechismo
pitagorico.
Aristotele dice che era per via
di una qualche rassomiglianza
1042
con l'organo maschile, da ciò
diciamo che Pitagora doveva
essere un gran bigottone. I
Donna E qui a questa
versione (spiegazione) che la
nostra donna si attiene:
II
Donna - se un pensiero così
"bizzarro",
astruso
è
diventato un "comandamento"
di una scuola filosofica fondata
da Pitagora, un presocratico,
vissuto secoli e secoli A. C. ,
beh,
qualchecosa deve pur
significare.
(Istintivamente
avevo ragione,
col cetriolo,
ma. . . )
I Donna - Sposata,
ma
perché ci si sposava tutte.
Avuto
figli,
non
particolarmente desiderati, né
programmati solo perché così
era sempre stato. La nonna,
1043
la madre, la vicina di casa. .
.
Vissuto la vita senza desideri
particolarmente
eccessivi.
Sofferto come tutte.
Subito come tutte.
Pianto come tutte.
Ribelle come tutte.
II Donna - "Oddio, quando?"
I Donna - La sua colpa più
grave?
II
Donna
"Nonostante
blaterassi nel far politica,
convinta d'avere la verità in
tasca,
non ho mai avuto la
forza di "scegliere" per me.
(Sullo schermo)
MICIDIALE! ! !
PERCHE'?
APPARE-SCOMPARE-APPARE
1044
PERCHE'-PERCHE'-PERCHE'PERCHE'II Donna - Non lo so.
"Sì, ma dopo che lui. . . "
"Zitta. "
"Ho tentato di uccidermi! "
"Ah brava. Per il rimorso?"
Quando ho avuto la certezza
che mio marito faceva sul serio
con una ragazza di 37 anni. . .
più giovane di lui. . . che si
faceva vedere in giro. . . che
frequentava gli amici comuni
che "attenti a non fare gaffe,
che stasera arriva la moglie ho
fatto il giro delle farmacie di
Milano. . .
una bustina per
volta, e Veronal e Veramon e
Gibalgina e Optalidon. . . poi
sono andata da lui e gli ho
1045
detto che partivo.
"Dove
vai?. . . " "Non so. . . .
"
"Ma perché te ne vai. . . io ti
amo. . . tu conti più di tutti
al mondo. . . " "Sì.
Ciao".
Sbatto la borsa con tre cose
dentro - in macchina - e vado
. Duecento metri dopo - mi
fermo - Poi riparto - poi mi
rifermo.
- Penso a tutti i
posti che conosco - alla città alle persone amiche - Penso.
Senza accorgermene mi trovo
in ufficio.
Nel mio ufficio.
Non ho più voglia di andarmene
da nessuna parte.
Non c'è
luogo né persona che mi attiri.
Nulla che senta amico. Vuoto
totale.
Penso a "lui", che sicuramente
ha già telefonato alla ragazza
del momento:
Maria, Stella,
1046
o. . . non mi ricordo più. . . :
"E' partita puoi venire".
Tolgo dalla borsetta tutto
quello che ho,
libretti degli
assegni, chiavi di casa, della
cassaforte. Non mi viene da
scrivere niente.
Mi sento
come una casermona popolare
di trecento appartamenti con
nessuno dentro. . . e nessuno
che suoni il campanello.
Ho tolto dal cartoncino. . .
tutte le mie pastiglie. . . ne
ho fatto un bel mucchietto
davanti a me.
Ho preso una scodella,
l'ho
riempita d'acqua ne ho messe
tre in bocca e giù a bere.
Su un foglietto ho annotato:
3. Poi, più 3. . . . e, fanno
6. . . più 3 e fanno nove. . .
e giù a bere. Devo arrivare
almeno a cento.
Si fa una
1047
gran fatica. . . ti si impasta
la bocca. . .
non riesci a
deglutire. . . ti viene voglia di
smettere. . . ancora 5. . .
Ma cosa sto facendo?! ancora
tre. . . e 5. . . Credo di
essere arrivata a 50. . .
Forza,
ora 5.
Forza - mi
viene da vomitare - ancora 7.
E' meglio che mi stenda. Non
voglio
cascare
per
terra.
Lunedì si riapre l'ufficio. Che
sorpresa!
Ancora
una
manciata. Mi stendo.
Chiudo gli occhi. Sto morendo.
Non ricordo nessun "ultimo
pensiero".
ADDIOOOOO. . .
Invece no.
Sento che mi sollevano di peso,
mi costringono a camminare. .
. mi parlano, gridano, io mi
lascio andare non reagisco,
1048
non
voglio
reagire
"Deve
camminare non fermarti! Falla
camminare! " ma chi parla?. . .
Chiama il marito. . . telefona
all'ambulanza. . . "Quante ne
hai prese parla! " E' la voce di
mia sorella. . . "Pensa a tuo
figlio, maledizione quante ne
hai prese?" chi è questo. . .
mio marito. . . Ci sono proprio
tutti.
Tutti uniti.
Una festa di famiglia.
"Sbrighiamoci. . .
ha 21
pulsazioni. . . portiamola via"
Chi ha parlato. . .
gli
infermieri dell'autoambulanza.
M'infilano in un lenzuolo per
trasportarmi. . .
mi sento
urlare. . . e non so proprio
forse la rabbia mi faceva
uscire il fiato o forse l'ho
sognato "voglio morire! ! !
Lasciatemi
maledetti
voglio
1049
morire! ! ! " Per un anno intiero
non sono andata nel mio
ufficio.
Morivo di vergogna.
Non capita tutti i giorni di
essere trasportata per le scale
avvolta in un lenzuola perché la
barella non passa,
tra gli
sguardi degli inquilini allibiti
"una signora così per bene! . .
. pensa te! . . . " finire al
Pronto soccorso seguita da una
decina di parenti mariti sorelle
e la gente che ti guarda e i
medici gentili che ti fanno
iniezioni da ogni parte,
una
flebo nel braccio. . . ti fanno
bere un 700 litri d'acqua con
dentro non so che. . . "vomiti
signora coraggio" e tu che tiri
su l'anima e tutti sono contenti
e non ti trattengono perché sei
persona
conosciuta
sì,
capiscono. . . .
ma certo lo
1050
scandalo, i giornali. . . si
figuri. . . e via che torni a
casa e dormi per un 5 giorni e
quando ti svegli sei così debole
che non capisci se è bene che
ti sia andata bene, e se ti è
andata bene veramente.
Riprendi a vivere la tua bella
vita di merda. . .
un po'
imbarazzata. . .
senza il
coraggio di guardare la gente
negli occhi. . . e tutti che ti
trattano come una che è
matta. . . e non come una che
ha bisogno d'amore.
(sullo
schermo ripetuto dall'attrice)
presa di coscienza del suo
essere donna
(insopportabile! ! )
del suo maturare da oggetto a
soggetto.
(più che insopportabile! ! ! )
1051
Donna- VOGLIO FARE UNA
DENUNCIA! !
VOGLIO UN
PROCESSO SUBITO!
TRIBUNALE
"Voglio un processo. . .
"Contro chi?"
(schermo
a commento) E'
incerta. . . Subito spiazzata.
"Chi vuole processare signora?
La Società? La religione?
"Sì. . .
DIO:
il primo
maschilista,
voluto inventato
dagli uomini.
Eva tentatora
peccatrice.
Perché
non
Adamo?
Mosè sul Monte Siani:
Le
tavole. . .
I comandamenti
(da sintetizzare)
1052
NON
DESIDERARE
DONNA D'ALTRI
LA
Siamo appena nate ed eccoci lì,
già OGGETTI.
L'undicesimo
comandamento,
nell'etica della nostra vita ci
vorrebbe:
non desiderare
l'uomo d'altri
"Non
dica
sciocchezze!
Figuriamoci!
L'undicesimo
comandamento!
Si vergogni!
Andiamo avanti,
chi vuole
processare? L'educazione? La
famiglia? La madre. . . "
"Sì.
.
lei
ha
delle
responsabilità. . . e grandi. .
. Non mi ha mai detto niente.
Mi
ha
insegnato
l'onestà
facendomela vedere con la sua
vita. . . ma non ne ha mai
discusso con me. . . e così
1053
non se aveva una morale o se
era solo moralità. "
"C'è differenza?"
"Sostanziale! ! "
"Non è una colpa. . .
evidentemente non avevate un
dialogo. . . Andiamo avanti,
chi vuole processare la morale
o il moralismo ?"
"Contro il SESSO?"
"Nessuno me ne ha mai
parlato. "
"E allora? Vuole processare
qualcuno perché nessuno le ha
mai parlato di sesso? Chi
processiamo, il sesso? Il sesso
in genere o uno in particolare
"Insomma, contro chi. . . chi
vuole che sia processato? Il
padre-Amico-Nemico?
Il
marito? I figli? Gli amici??"
"No, non voglio processare i
figli. . . anzi voglio innalzarli
1054
al loro valore effettivo.
E
anche la donna voglio innalzare.
. . voglio darle il posto che le
spetta. NOBEL; L'unica cosa
che non può fare l'uomo sono i
figli.
Creare una creatura umana è
un miracolo. Ho questo potere
ce l'ho io, solo io.
Che uso ne facciamo di questo
potere "divino"?
E quando ci separiamo, i figli
non sono spesso usati come
materia
di
ricatto?
Cosa
pagano i figli per i nostri
errori?
Smettiamo di fare
figli per almeno tre anni.
Ragioniamoci
bene
sopra.
Valutiamone
il
profondo
significato, poi, con le idee
finalmente chiare, riprendiamo
a far miracoli,
facendo ben
sentire all'uomo che è un
1055
miracolo
quello al quale sta
assistendo.
Finalmente le donne saranno
rispettate.
Se non altro
durante la gravidanza. . . Una
volta ho visto un uomo che
prendeva a calci nel ventre sua
moglie incinta.
"Ma basta! ! !
Lei sta
farneticando. . .
E' troppo
confusa disordinata nei suoi
ragionamenti.
Stia zitta e
risponda: E' sposata? "
"E' felice? Ha tradito suo
marito?"
"Ma io volevo denunciare. . . "
"Zitta e risponda: ha tradito
suo marito?
"Sì. . . Tutti ne parlano male
e tutti ci si rompono la testa
col matrimonio.
L'uomo che
hai sposato ragazzo (giovane)
1056
quasi sempre,
poco ha in
comune col vecchio signore che
hai al fianco,
con cui hai
diviso la vita, gioie e dolori.
Nonostante questo ti ostini,
per via della prima poppata
piena di ideologie sbagliate a
vivergli
accanto.
A
QUALSIASI COSTO.
"Ha figli?. . . Ha abortito?"
"Ma che c'entra?. . . io. . .
Abortito senza riflessione, ne
particolare esigenza. "Ma che
c'entra? Sì. . . due volte. . .
Perché?
Ma,
non era il
momento. . .
contraccettivi
nelle
scuole.
L'educazione
sessuale.
Abortire è un trauma.
Non
puoi abortire come andare dal
parrucchiere,
con la stessa
facilità.
1057
Come ti senti dopo che hai
abortito? Ti rimane addosso
qualcosa? La prossima volta
che farai l'amore te ne
ricorderai?"
Sono confusa. . .
non gridi
tanto. . . sono confusa. . .
lasciatemi pensare un attimo. .
. Calma. . . calma. . . non.
. . Sì. . . ho trovato. Io. .
. io devo essere processata. .
. Io sono colpevole. Denuncio
me stessa. "
"Ah, volevo ben dire! Forza,
si confessi! . . voglio dire. . .
Parli! . . . e niente chiamate
di correo! "
"Io sono colpevole. . . Solo
io.
Ho vissuto come una
capra.
Ho accettato tutto
pensando,
seguendo
i mille
1058
luoghi comuni che la società ti
dà con la prima poppata.
Voglio essere processata per
non
essere
riuscita,
nonostante
l'essere
stata
militante politica, forse anche
un'avanguardia
femminista,
piena di ottime teorie per le
altre ma non messe in pratica
verso me stessa. Processata e
condannata.
Il prezzo è
altissimo.
E
paghiamo,
paghiamo.
Ovunque in tutti questi anni ho
ascoltato discorsi di donne
disperate,
la canzone è
sempre la stessa, uguale, a
qualsiasi classe sociale tu
appartenga, raccontata, tra
lacrime,
o freddamente,
o
con rabbia o con rassegnato
dolore, o su di un letto, dopo
un tentato suicidio, o in casa
1059
di cura se sei ricca,
in
manicomio se sei povera. Sono
storie di anni di umiliazioni, di
tentativi di ogni tipo.
"Sta
invecchiando. . .
sono gli
ultimi colpi" e poi ti accorgi
che non sono gli ultimi,
né
saranno i penultimi.
Stai
zitta, e aspetti. Gridi, e
aspetti.
Ti allontani,
e
aspetti.
Ma cosa cazzo
aspetti?
Cos'è che ti schiaccia? Cos'è
che t'ha cancellato il sorriso?
Cos'è che ti ha messo la faccia
a lutto? Cos'è che ti ha
convinta che sei morta? Perché
non dormi,
perché pensi,
perché
sei
fissata?
Sei
fissata? SEI FISSATA!
Che
meccanismi
sono?
L'orgoglio,
paura
della
solitudine?
I
soldi?
LUI?
1060
L'AMORE? L'AMORE?! Non mi
dire!
Ma dai, guardalo bene, porta
gli anni meno bene di te. Tu ti
puoi fare il lifting e lui, lo
farebbe
subito,
ma
si
vergogna.
E'
ancora
divertente,
spiritoso,
affascinante come 20, 30 anni
fa? I programmi televisivi chi li
sceglie? Il peso delle cose più
noiose sulle spalle di chi,
è
appoggiato?
Com'è
la
tua
giornata con lui? Le tue
serate, le tue notti? Cosa vi
dite ancora? Cosa ti dà?
Analizza, analizza.
T'ho umiliata? Quante volte?
Qual'è l'ultima volta? E il
rispetto? Dove lo metti?
E noi come siamo? Come siamo?
Migliorate
col
tempo,
peggiorate.
1061
La vera differenza tra un uomo
e una donna credo consista in
questo: le donne conservano un
po' più dell'uomo,
il senso
dell'onestà, (non tutte) della
giustizia,
dell'integrità.
Siamo soggetti morali,
(non
tutte) e a volte purtroppo solo
moraliste.
All'uomo è stata
inculcato,
sempre con quella
prima fatale poppata,
il
piacere per la lotta, la lotta
con
qualsiasi
mezzo
per
ottenere,
raggiungere,
impossessarsi del POTERE.
Il POTERE è comando, forza,
denaro.
FASCINO. BELLEZZA. Tutte
QUALITA' privilegi che ti
derivano dal potere.
IL POTERE ti procura tutto ciò
che
il
POTERE
PUO'
PROCURARTI.
Con il potere
1062
che ti balla intorno anche
(verificare originale) tu ne
vorresti un po'? No? Essere
donne
continua ad essere
difficile, e nel cammino della
vita (è con rammarico,
che
sono costretta a riconoscerlo)
ti scontri con
un fatto che
sicuramente,
dopo
il
turbamento che ti procura, ti
lascia
amarezza
e
sconvolgimento addosso, cioè,
la scoperta,
che le tue
difficoltà
di
vita,
di
sentimenti, le tue insicurezze,
dipendono
sì da
come
è
strutturata la società,
dagli
uomini,
da quello che ci si
aspetta da te, ecc. ecc. ma
dipendono anche da altri esseri
come te, anime del tuo stesso
sesso. "Le famose sorellanze!
" La donna è troppo spesso, la
1063
maggior nemica della donna.
Nel lavoro e nella vita.
Giovani o vecchie, interrogate,
provate ad interrogare. Quasi
tutte,
fottute da un'altra.
Sì, c'entra anche lei, ha le
stesse responsabilità dell'uomo,
l'amore l'uomo lo fa quasi
sempre con una donna.
(vedere originale) O giovane
come te, quando sei giovane, o
molto molto più giovane di lui,
quando tu sei vecchia. E tu
stai a guardare fingendo di
niente. Si fa per dire.
Naturalmente storie di questo
tipo si verificano quando il lui,
è un vero LUI. Se è giovane
va benissimo, ma andrà ancor
più bene,
se il LUI in
questione è senza giovinezza,
è adulto,
è vecchino,
o
vecchio, ma VIP! L'impegno
1064
sessuale,
per la giovane in
questione, sarà forse pesante
per via dello stomaco. In tutti
i sensi.
Intendiamoci,
può
anzi
dovrebbe
essere
pesantissimo,
ma
buone
prospettive, vuoi di vita, vuoi
sociali,
artistiche possono
allegerirlo il peso dell'impegno.
E tu stai a gurardare. Hai una
conoscenza della storia,
di
quello che passa, del senso di
quello che sta accadendo. TU
SAI GIA' TUTTO. PERCHE'
E' IL RIPETERSI,
del
ripetersi,
del
ripetersi.
Aspetti, ed a volte inutilmente
che succeda qualcosa.
Non
succede nulla,
o succede
proprio quello che tu non
vorresti.
L'unico pensiero che ti deve
dare un minimo di sicurezza ,
1065
è che anche tu sei stata
giovane, e anche la giovane di
oggi, con fortuna, o senza
fortuna,
(a volte non basta
sposare
uno
scrittore
importante per scrivere un
buon
romanzo,
vedi
MORAVIA; o darsi ad un
pittore,
sempre importante,
per dipingere un bel quadro
ecc. ecc. Come a dire che se
hai doti, certo con l'uomo di
potere,
puoi correre nella
carriere, ma se non hai nella
testa le cose giuste. Sembra
che tu. . .
ti sembra di
correre,
ma non appena ti
fermerai per riprendere fiato,
voltandoti indietro,
scoprirai
di aver perso per strada
qualcosa che sarebbe stato più
importante tenere,
e ben
stretto. )
1066
La giovane che oggi ti mette
pesantemente davanti alla tua
età,
alla
tua
realtà,
diventerà
vecchia,
esattamente come sei tu ora.
E questo uomo,
che tu
presuntuosamente hai creduto
tuo,
guardalo:
che non si
vede
per
quello
che
è
realmente,
abbarbicato
ciecamente alle sue illusioni.
Il vero amore è un fenomeno
prettamente,
totalmente
umano.
Non insegno l'amore nel senso
stretto del termine, mi limito
a
facilitare
il
fiorire
dell'amore.
(Alcune domande: inserto 1) Il
fenomeno - amore - è un quidi
che noi scopriamo.
1067
L'essere umano crede nel
cambiamento,
se
non
apprezziamo la situazione nella
quale versiamo,
in termini
d'amore,
siamo in grado di
modificarla di dare vita ad un
nuovo scenario.
Possiamo donare solo ciò che
abbiamo,
in questo sta il
miracolo. Se abbiamo amore,
possiamo donarlo, se non ne
abbiamo,
agli
altri è impossibile.
Non è
tanto una questione di dare,
ma di condividere,
spartire.
Ti rendo partecipe, e non la
perdo, perché già ce l'ho.
"L'affetto
quale
elemento
modificatore
del
comportamento umano. "
Gli
scienziati,
psicologi,
antropologi,
sociologi hanno
ignorato
l'amore,
è
1068
sconvolgente, perché tutti ne
abbiamo bisogno ed aneliamo ad
esso senza posa. Tuttavia non
è
fatta
materia
d'insegnamento.
Si dà per
scontato che l'amore ci venga
fornito tramite e per effetto
di una misteriosa forza vitale.
"Viviamo tutti in comunità,
tuttavia
moriamo
tutti
di
solitudine. "(inserito 6)
L'individuo capace di amare
deve aver cura di se stesso.
Badare realmente alla sostanza
della
propria
personalità:
"Ogni
cosa
viene
filtrata
attraverso me, quanto migliore
sono, tanto maggiore è ciò che
ho da dare. Tutto devo fare,
per essere il più bello, il più
straordinario,
il
più
fantastico, tenero affettuoso
essere umano del mondo. In
1069
noi si manifesta solamente una
minima porzione di ciò che
realmente siamo. Nondimeno ci
sentiamo perfettamente paghi
di essere quel che siamo.
Lo psichiatra londinese R. D.
Laing
avanza
un'ipotesi
provocatoria
e
suggestiva:
"Noi pensiamo molto meno di
quanto sappiamo.
Sappiamo
molto meno di quanto amiamo,
amiamo molto meno di ciò che
esiste ed in tal senso siamo
molto meno di ciò che siamo. "
Su tali premesse dovremmo
sentirci spronati senza
di
diventare.
. . . . un quidi, riposto nel
profondo di ciascuno di noi che
differisce
da
individuo
a
individuo.
UNICITA' DEL SINGOLO
1070
E se qualcuno incontrando un
altro dicesse: "Sono proprio
contento che tu sia unico,
diversa.
Mostrami in cosa
consistono le tue diversità,
avrò modo di trarne qualche
insegnamento"
immaginatevi
cosa sarebbe il mondo.
. . . insegnante di disegno:
Oggi, disegniamo un albero".
Va alla lavagna e disegni il
"SUO" albero. Una specie di
pallone verde con un piccolo
basamento marrone. Un leccalecca. Tutti disegnano. Più ti
avvicini
al
lecca-lecca
e
migliore sarà il voto. Se tu,
con tutti i colori fai un albero,
come lo vedi e conosci "Tu devi
avere un baco nel cervello! "
. . . Facciamo di tutto perché
ciascuno sia uguale ad ogni
altro.
La
capacità
di
1071
"conformarsi" costituisce la
premessa indispensabile per
approdare al successo. Sii te
stesso. Non rinunciare mai al
TUO ALBERO.
Tu sei il sole, l'unico a TE
STESSO. Il miglior te stesso,
ma voler essere un altro sarai
sempre e semplicemente il
miglior n. 2.
GIUDICA una persona per
quello che HA. Non per chi e
che cosa è.
L'essere umano è la cosa più
strepitosa
del
mondo,
dobbiamo però riscoprire l'arte
di saper ridere.
Abbiamo
creato il tempo. Dopo di ché
ne siamo diventati schiavi.
(inserto 7)
LA PAROLA.
Le parole congelano la realtà.
Etichettiamo.
1072
Quanti bambini non hanno
ricevuto
un'adeguata
educazione perché prima o poi
durante l'infanzia ci si è
premurati di etichettarli? E'
uno stupido,
un ritardato
mentale ecc.
Le etichette allontanano gli
uomini,
li distolgono gli uni
dagli altri. Negro, che cos'è
un negro? Mai conosciuto due
negri uguali in vita mia. Sa
amare? Sa soffrire? E' bello,
felice? La sua famiglia? Sa
dare qualcosa agli altri? Sono
queste le cose che contano e
non che sia negro,
povero,
ricco.
UOMO
in
posizione
di
svantaggio culturale.
Nessuno
mi
è
venuto
abbastanza
vicino
per
contagiarmi con i suoi germi.
1073
In ogni creatura umana sono
racchiuse troppe meraviglie per
poterle bollare con un epiteto e
metterle in disparte. Non c'è
al
mondo
responsabilità
maggiore dell'essere un essere
umano e fareste bene a
persuadervene.
Mc Luhan ha dimostrato che i
bambini quando mettono piede
all'asilo quasi tutti hanno già
visto 5000 ore di televisione,
delitti,
stupri,
intrighi
amorosi,
immagini di morti
violente e autentiche. Dopo di
ché li portiamo a scuola.
Domandarsi, chi è il bambino
nuovo che dobbiamo educare,
istruire? (Padre nave spaziale.
Pag. 39)
Oggi
non
basta
vivere,
imparare,
dobbiamo
SOGNARE,
vedere con gli
1074
occhi della fantasia come sarà
il mondo di qui a 50 anni.
Poi, abbiamo cantato Bandiera
rossa e l'Internazionale. . . e
ci veniva da piangere.
A quei tempi,
onesti,
ci
anche facile.
oltre ad essere
si commuoveva
La sezione di Cernobbio. . .
Ci venivano anche i miei figli.
. . si organizzavano serate. .
. dibattiti. . . litigate. . .
Jacopo e le bambine erano i più
giovani iscritti alla F. G. C. I.
della Lombardia.
Avevano 12 anni
e facevano la prima media.
Erano
molto
politicamente
1075
attivi.
.
.
impegnati
nonostante l'età; passavano
tutte le loro ore libere dalla
scuola, a fare inchieste.
In una zona bianca come il
comasco. . . ad esempio, con
carta e penna o registratore
fermavano le donne e candidi
chiedevano: "Signora prende la
pillola?
Che contraccettivo usa?"
Immaginatevi le reazioni!
M'ha
chiamato
persino
il
Sindaco: "Signora i suoi figli.
. . "
Oppure tornavano a casa e:
"Da oggi, tutto quello che è
americano. . .
( si era
durante la guerra nel Vietnam)
in questa casa non entrerà! "
A
conti
fatti
si
poteva
mangiare solo pane,
riso,
spaghetti.
Via la Coca-cola,
1076
via i gins,
quello.
via questo via
Jacopo, s'è preso anche uno
schiaffo da un insegnante. . .
c'era
uno
sciopero
degli
studenti a livello nazionale. . .
loro tre, credo
gli unici in tutto il comasco,
stavano davanti ai cancelli della
scuola
e
cercavano
di
convincere
i
compagni
a
scioperare,
(Si
può
inserire
episodio
"blocco del giro d'italia in
piazza Duomo con TV e Zavoli,
il commosso viaggiatore e
carica polizia a mezzanotte)
"Vedremo.
.
.
"
(canta
sottovoce): "Avanti o popolo
alla riscossa. . "
(Accennare incontro con Novelli
allora
direttore
Unità
e
1077
giornalisti:
non
sapevano
niente,
non avevano letto
Rinascita articolo Amendola)
Che vergogna! Siamo diventati
piccoli piccoli. Siamo diventati
come gli altri.
Un pò come
Woody Allen!
Qualche
anno
fa
abbiamo
messo su uno spettacolo agile
da recitare quasi improvvisato,
a base di provocazioni dirette
sul
pubblico.
Abbiamo
debuttato al Festival Nazionale
dell'Unità di Bologna.
C'era
ancora il vecchio P. C. I. . . e
c'era
ancora
Natta
come
segretario.
S'è cominciato,
tra la meraviglia dei compagni
del PCI,
con un elogio
sperticato in favore del partito
socialista. . .
Barzelletta
Craxi che mangia le patatine)
1078
D'altra
parte,
bisogna
mettersi in testa che la
ladroneria è legata alla nostra
tradizione popolare. . . anche
religiosa. . . Non per niente
Cristo fu inchiodato in mezzo
ai ladroni:
cioè fra gente
simpatica, di compagnia. . .
mica fra due brave persone
noiose e rompiballe.
A proposito di tradizione, nei
tempi antichi, il trattamento
riservato agli imbroglioni e ai
ladri,
specie della cosa
pubblica,
era assolutamente
severo.
- Tanto di cappello - levo il
cappello - frangetta- marchio
sulla fronte.
LA GOGNA:
ognuno nella
piazza della sua città.
Ai colpevoli di truffa ai danni
delle casse della comunità, si
1079
imponeva
il
castigo
della
"culata". Venivano sollevati di
peso a gambe ripiegate,
da
due giustizieri e quindi lasciati
cadere di schianto su una
pietra che,
a furia di
sederate, diventava concava.
I
castigatidi
sedere
si
riconoscevano
all'istante
in
quanto,
causa i contraccolpi
della culata gli si incassava il
collo,
la testa si rincalcava
fortemente fra le spalle tanto
da farli sembrare tartarughe
col vestito.
Vi ricorda qualcuno? V'è venuto
in mente Andreotti? Sì, parlo
proprio di lui. . .
Tra
parentesi. . . avete visto che
da che è morto Lima non ha più
aperto bocca? Ha aumentato
solo, prima di andarsene, del
1080
25% lo stipendio dei suoi amici
Vip dei baracconi statali.
Nella sua eterna carriera di
governo
ha
combinato
truffalderie e imbrogli a non
finire. . . Un sacco di volte
s'è tentato di beccarlo in
castagna,
ma lui,
con
straordinari colpi di reni, se
l'è sempre cavata. Credo che,
uomo di cultura com'è, sia a
conoscenza del castigo della
culata!
e addirittura soffra
della sindrome. . . Sono certa
che il suo aspetto sia la
conseguenza di una memoria
genetica. . .
trasmessa dai
suoi avi,
che sicuramente
hanno subito una serie notevole
di culate. . . "nei secoli dei
secoli. "
1081
del lessico e dei valori,
specie, di quella comunemente
detta "della morale civile. "
1082
��
�
DALL'AUTOBIOGRAFIA
DI
FRANCA RAME di prossima
pubblicazione: "Il nostro era
un
teatro
realmente
e
totalmente "all'improvviso" che
si basava su trame semplici e
stringate,
Teatro Popolare
appunto, nella tradizione della
Commedia
dell'arte,
completamente
opposto
al
teatro letterario e naturalista
messo in scena dalle grandi e
illustri compagnie che agivano
nelle grandi città e imitato in
tutto il suo negativo dalle
piccole compagnie,
come
la
nostra,
che agiva no in
provincia.
Il nostro successo
stava
tutto
in
questa
differenza.
Il
nostro
repertorio
era
vastissimo:
dalle più famose tragedie di
1083
Shakespeare
ai
drammmoni
ottocenteschi,
alle commedie
di autori moderni a quei tempi
(Niccodemi, Giacos, Rosso di
San Secondo,
alle comiche
finali. Il tutto senza aver mai
studiato una parte a memoria
su di un copione.
Nella mia
fimiglia non esistevano copioni
di testi teatrali veri e propri,
ma una specie di cannovacci e
per molti testi non esisteva
nemmeno il cannovacccio.
Ce
li avevamo nella testa da
sempre. Eravamo bravi? Non
lo so.
So solo che i teatri
erano sempre pieni,
che si
lavorava tutti i giorni,
si
riposava solo il venerdì santo,
e il 2 dei morti, a novembre.
O se c'era il funerale di un
personaggio
importante
del
paese: il prefetto, il sindaco,
1084
il dottore,
il prete il
farmacista.
E quando in un
paese avevamo fatto tutto il
nostro repertorio, (replicato 6
sere la Giulitta, 6 la passione,
"Il
povero
fornaretto
di
Venezia " e non mi ricordo più
quali altri drammoni avessere
successo) mio padre o mio zio,
si leggevano un romanzo,
ci
riunivano e ci raccontavano a
sommi
capi
l'intreccio,
distribuivano i ruoli,
se i
costumi adatti non c'erano, si
rimediavano,
e via che il
giorno dopo si andava in scena.
Sulle quinte laterali, in bella
calligrafia,
la scaletta dei
punti chiave,
il susseguirsi
degli avvenimenti.
"L'assassino del corriere di
Lione".
1085
"Scena prima:
la ragazza
s'incontra col padre, che non
aveva mai conosciuto, partito
povero,
tanti anni addietro,
torna ricco,
riempie la
ragazza di doni, ma lei non
riesce a sentire nulla per lui,
anzi
solo
repulsione.
Manifestare
freddezza
e
imbarazzo.
Ricordarsi che la
madre è morta.
Scena seconda: un uomo(lo
stesso attore che interpreta il
personaggio delpadre) languisce
in una cella, è un innocente
caduto in un errore giudiziario
terribile.
Accenni
all'assassinio di un corriere a
Lione.
Acceni alla moglie
morta e alla piccola bimba
lasciate al paese.
Saranno
ancora vive?
1086
Solo nel V atto tutto si
risolverà:
il buono premiato
con la
libertà
e
l'onore
restituito mentre il cattivo
(fratello gemello del buono),
smascherato da una collana
rubata al corriere di Lione,
sarà punito con la forca.
Gaudio e felicità.
Ricordarsi
della madre morta. Comica
finale: I tre gobbi. "
Un altro esmpio di teatro
"all'improvviso": Arrivavamo in
una paese nel giorno in cui si
festeggiava la santa patrona,
ebbene, debuttavamo con la
storia di quella santa,
sulla
quale mio padre e mio zio
avevano giorni prima letto e
ascoltato dalla gente, vita
morte e miracoli.
Anche lì,
senza
prove.
Non
c'è
pesonaggio nel repertorio della
1087
mia famiglia che a secondo
dell'età
non
abbia
interpretato. Neonati(8 giorni
in braccio alla mia mamma-in la
Genoveffa
di
Brabante),
bambini o bambine, ragazzini
signorine, giovanotti, suore,
cortigiane, prostitute.
Una
volta ho fatto persino, il
cuciniere Dracco, alla corte di
Genoveffa di Brabante.
La
storia nel ricordo, mi fa ancora
ridere.
Ero cresciuta e la
Genoveffa(che dio la maledica,
quanto ho odiato sta noiosa! )
ora la facevo io.
Giovane e
bella moglie del re
alla
guerra, sola nella raggia viene
insidiata da Golo, un primo
ministro della situazione, che
lei respinge furente e offesa.
La donna giovane donna decide
di inviare una missiva al marito
1088
tramite il cuciniero Dracco:
l'unico che a corte le sia
rimasto fedele.
per
avvertirlo del tradimento del
suo braccio destro.
"Torna o
mio dolce sposo, torna!
che
quel maialone del Golo vuole
fare con me, proprio quella
cosa là! "
Golo che è sempre
lì a
origliare , scopre tutto
e zak! , pugnala il poveraccio e
manda a dire al re che
Genoveffa
è
incinta
del
cuciniero.
"Ti ha tradito o
mio re, che vergogna con un
cuciniero! "Il re ci casca,
fuori dalla grazia di dio "un
cuciniero no! "ordina il taglio
della testa della la fedifraga
e anche del bambino nato nel
frattempo.
(TRANQUILLI
CHE POI TUTTO , COME
SEMPRE,
FINISCE
IN
1089
GLORIA ) - Arriviamo sulla
piazza e ci rendiamo conto che
ci manca l'attore che avrebbe
dovuto interpretare il ruoli del
cuciniero D'accordo, sono due
parole che si possono anche
tagliare, ma fisicamente deve
essere
in
scena.
Ci
ragioniamo sopra un attimo per
vedere
come
risolvere.
Bene.
Ci siamo.
Facciamo
così.
Al momento cruciale,
vado alla quinta di destra.
Il
perfido Golo mi spia dalla
quinta di sinistra.
Parlo,
guardando fuori scena con il
cuciniere che non c'è, fingo di
consegnargli il messaggio e poi,
affranta, esco.
Velocissimi
mi mettono sulle spalle un
mantellaccio con capuccio, che
mi copre dalla testa ai piedi.
Rientro in scena con la missiva
1090
bene in evidenza in mano,
faccio qualche passo come se
ora io parlassi a Genoveffa,
Golo
si
precipita
su
di
me"muori,
spione
di
un
cuciniero! E via che mi pugnala.
Cado morta.
Golo mi trascina
fuori scena a sinistra, cioè
dalla parte opposta da cui sono
entrata.
Mi tolgono il
mantello,
mi
raddrizzo
la
parrucca biona
dalle lunghe
trecce,
corro
velocissima
dall'altra parte. Rientro in
scena e vedo Golo che pulisce il
pugnale
assassino
nel
mantellaccio che indossavo fino
ad un secondo fa.
"L'avete
ucciso! Assassino! ! "Ansimo un
pò, per via della corsa,
ma
sono perfettamente in parte e
nessuno s'è accorto di niente.
Noi eravamo in grado di andare
1091
in scena senza prova alcuna,
con un testo nuovo allestito di
sana pianta.
Arrivavamo ad
esempio in una piazza nel
giorno in cui in paese
si
festeggiava la santa patrona,
ebbene, debuttavamo con la
storia di quella santa sulla
quale mio pdre e mio zio
avevano giorni prima letto e
ascoltato dalla gente, vita
morte e miracoli.
Avevavno
riunito
la
compagnia,
raccontato
a sommi capi
l'intreccio,
distribuiti i ruoli
se i costumi adatti non c'erano
si rimediavano, e via che si
debuttava.
Senza prove.
Se si confronta con i 90 o
addirittura i 180 giorni di
prova delle compagnie di oggi.
.
Ma certo che allora,
sovvenzioni
ministeriali
o
1092
regionali
o
provinciali
o
comunali,
non ce ne erano,
quindi giocando sui soldi tuoi, ti
dovevi sbrigare eccome.
L'unico posto, luogo dove io mi
senta
a
mio
agio
è
il
palcoscenico. No, non per via
"dell'ama la polvere
del
palcoscenico".
No.
Sono
allergica alla polvere, alle
banalità, alla retorica.
Sto
bene in palcoscenico perché ci
sono nata, perché è casa mia.
In qualsiasi città mi trovi,
quando sono in teatro sono a
casa.
20 minuti dopo le nozze, si fa
per
dire,
resto
incinta.
Jacopo (un nome che mi piace
proprio come quasi tutte le
cose che fanno quei due tipi lì,
dice nostro figlio) è nato il 31
marzo
del
55
a
Roma.
1093
Esattamente nove mesi e sei
giorni dal 24 giugno dell'anno
prima.
Gravidanza terribile.
Ho vomitato sempre.
Mi
disturbavano gli odori, perfino i
colori.
Mai più potuto
mangiare ne vedere un piatto
di spaghetti.
La sera del
trenta, stavo nel camerino del
Teatro Quattro Fontane dove
Dario recitava.
Chiedevo a
sua madre;la mamma Fo, "come
sono
le
doglie?Cosa
si
sente?Come si capisce che è
ora?"E lei, "quando senti una
mano che ti strappa le viscere.
.
"e un'amica, anche lei
anziana"No Pina, non ti ricordi
più.
Quando senti.
.
".
Nulla che mi tranquillizzasse.
Anzi! Mi ritiro un pò prima di
Dario.
Ormai ci dovremmo
essere. . . Preparo la valigia,
1094
roba per 25 me, vestaglia
camicie ecc.
e roba per il
bambino. (A quei tempi non si
sapeva prima se fosse maschio
o femmina.
Ti dovevi fidare
delle anziane: la pancia è così,
allora è maschio. No, per me
è femmina, non vedi come è
messa?E via di 'sto passo.
Comunque sempre"bambino" si
diceva.
Se poi era femmina.
.
) Ero emozionata.
Arriva
Dario.
Baci baci.
Poi si
mette a letto e si mette a
leggere "il Mondo" .
Ho
odiato molto quel giornale per
la sua grandezza.
Ogni volta
che D.
voltava pagina mi
faceva un gran vento.
E io
sternutivo.
"Dario, mi sento
strana. . . ""Dormi Nanina.
. ". Dopo un pò: "Dario. .
""Dormi Nanina". . e via a
1095
girar pagine. . "Dario credo
che mi si sono rotte le acque.
.
".
"Dormi Nanina.
.
""Ma Dario! ! ! "Di corsa un
taxi.
Ora siamo emozionati
tutti e due.
Clinica Salus.
Mi avevano promesso che mi
avrebbero dato dell'etere. In
sala parto grido;Etere! Etere!
La
levatrice
mi
dà
una
carezza;"sì
cara,
sì,
suo
marito è fuori"Etere! ! "Il
fatto è che la signora in
questione era veneta e pensava
che nel momento supremo io
chiamassi mio marito: Ettore!
Ettore!
Poi
finalmente
è
arrivato il medico.
Sento un
vagito.
"Brava signora.
3
chilogrammi e 9. "Ho fregato
la Clara.
La Clara era una
brava ragazza moglie di mio
cognato Fulvio, che però era
1096
molto quotata all'interno della
famiglia, e quando dico famiglia
intendo mia suocera, in quanto
professoressa di lettere, non
attrice.
Quindi sicuramente
migliore di"quella lì che 26 non
solo fa l'attrice, ma mi ha
anche portato via ei me testun.
"Sì, all'inizio mia suocera era
solo mia suocera;Non aveva
simpatia per me e devo dire
chefaceva
l'impossibile
per
farmelo
capire.
Mi
addolorava molto non essere
amata da lei.
Ma si sa, gli
inizi per qualsiasi cosa tu
intraprenda trovi difficoltà,
figuriamoci il rapporto con la
mamma di lui.
Mia suocera
m'ha conosciuto bene.
E'
diventata per me la mamma Fo,
e mi ha amata profondamente,
come profondamente io ho
1097
amato lei.
La frase che mi
diceva con orgoglio era "io l'ho
messo al mondo, tu l'hai
fatto".
Ma pensa te! Ce ne
vuole èh ! !
Con la leggerezza dei pazzi
usciamo dalla clinica con il
nostro fantolino in fasce e ci
"accasiamo"
ospiti
di
un
fotografo di cui non ricordo il
nome, che aveva una splendida
casa in via Parioni;Davvero
splendido
appartamento.
L'unico
difetto
non
indifferente per una coppia con
un bambino di 8 giorni che
questa principesca dimora, era
completamente priva di mobili,
(se li era portati via il padre
dopo una lite. Ma erano mesi
che l'appartamento era in
queste condizioni).
Due
brande,
una
sedia
per
1098
comodino;un tavolo in cucina,
qualche sedi, forse, e un
telefono con un fili chilometrico
che il nostro amico si portava
sempre appresso.
Non
volendo
umiliare
la
sua
generosità (forse era ubriaco
quando ce l'ha proposto, non
so) ci siamo sistemati alla
bellemeglio.
Il bambino ha
pianto per 8 giorni di fila.
Per
quanto
spirito
di
adattamento
avessimo
non
riuscivamo
proprio
a
comunicarlo
a
questo
tipo
appena nato, che non sapeva
proprio niente della vita.
a
cavarcela e per le scomodità e
per la mia inesperienza.
Al
nono
giorno,
decidiamo
di
tornare in clinica.
Ci hanno
presi a braccia aperte.
Ci
hanno dato una bellissima
1099
camera, vicino alla sala parto.
Ci siamo addormentati tutti e
tre e abbiamo dormito per
almeno un giorno finalmente
rilassati;Dario come vedeva in
corridoi
un
padre
in
apprensione per la nascita del
suo bimbo si avvicinava e
s'informava.
parto cesareo.
27 "Sa, è un . "E Dario: "non
si preoccupi anche Franca ha
avuto ilcesareo.
.
è una
sciocchezza.
.
vedrà"E
quello si consolava.
E un
altro" è messo di piedi! ""Non
si preoccupi, anche nostro
figlio è nato di piedi.
.
è
andato tutto benissimo.
.
il ginecologo è straordinario" .
Solo quando un padre era
preoccupato perché la moglie
stava facendo 2 gemelli D.
è
stato senza parole.
Non
1100
poteva dire : anche Franca. .
E via di questo passo.
Ci
siamo stati tre mesi.
Quanti
padri e quante madri abbiamo
rinfrancato.
Qualcuna ci
viene ancora a trovare con i il
figlio nato proprio in quei
giorni.
Che benissimo!
Intanto, abbiamo comperato
una casa in via Nomentana,
l'abbiamo
arredata
e
finalmente ci siamo andati ad
abitare. Tutti tre.
Il bambino cresce.
Noi
facciamo films.
Il primo "Lo
svitato".
Il soggetto era di
Dario.
L'aveva letto a
Zavattini che ne fu entusiasta.
Regia di Carlo Lizzani.
Dario
era troppo inisperto per aver
voce
in
capitolo
con
gli
sceneggiatori che gli avevano
messo al fianco"sei autori in
1101
cerca del personaggio" li definì
Nello Santi, il produttore.
Ne è uscito un film sbagliato
con
qua e là
momenti da
cineteca.
Avremmo dovuto
avevre i mezzi e la forza di
ritiralo, rigirare quello che ci
sembrava
sbagliato
e
riproporlo.
Ma non ci
abbiamo
nemmeno
provato.
Forse non l'abbiamo nemmeno
pensato.
Clamoroso
insuccesso.
(troppo avanti
_Ricordarsi TATI)Credo che
sia il film che incassato meno
negli ultimo 5o anni.
Dopo lo
svitato Dario alterna al lavoro
di
attore
quello
di
sceneggiatore,
e
viene
addirittura scritturato fisso
alla Ponti de Laurentis come
gags-man a 2. 000. 000 al
mese.
La
cifra
era
1102
astronomica.
Lavora con
sceneggiatori del calibro di Age
Scarpelli
Pinelli(sceneggiatore
di Fellini) Antonio Pietrangeli.
(indicare films.
Titolo) Io
interpreto partacce in films
tutti lacrime, core, cosce e
zinne. Sono 28 quasi sempre
in
cartello
come
"partecipazione
straordinari",
mi pagavanp bene, ma quei
films di straordinario non
avevano
null'Altro
che
il
materiale umano col quale
venivo, grazie a loro, in
contatto.
TINA PICAGIUDA.
POI
VENGO
SCRITTURATA DAL TEATRO
ARLECChino
a
Roma,
per
interpretare
un
testo
di
Feiduau che sembrava scritto
per me: "non andartene in giro
tutta nuda"Dario scrive per i
1103
fratelli Bonos, che poi non ne
hanno fatto nulla un atto
unico"gli imbianchini non hanno
ricordi".
A quel punto gli
propongo di ritornare a Milano
e farci una compagnia nostra.
Ci proponiamo a Paolo Grassi
allora direttore del Piccolo
teatro che ci regala fiducia,
amicizia dandoci il teatro per
ben tre mesi.
Debuttiamo
così, in un caldo infernale,
tutti soli, (sì, c'erano altri
attori da noi scritturati, ma la
responsabilità della compagnia
era solo nostra) con "Ladri,
manichini
donne
nuda".
Scritto diretto e interpretato
da Dario, sue erano anche le
scene e i costumi.
Io facevo
l'attrice ma mi occupavo di un
sacco di cose;Mio fratello
Enrico
era
il
nostro
1104
amministratore-attore
se
necessario.
Ha guidato la
nostra compagnia con grande
abilità, riuscendo a farci stare
in pieda anche senza alcun
aiuto
ministeriale
ne
dell'ETI(ente teatrale italiano
che avrebbe dovuto appoggiare
più
che
mai
la
nosytra
compagnia in quanto recitava
opere di autore ITALIANO.
Ma sia noi che EDUARDO De
FilippO abbiamo avuto grazie
alle nostre scelte politiche ,
vita grama con tutte le forza
statali e parastatali).
1958: "Comica finale" quattro
atti unici scritti da Dario, su
canovacci della mia famiglia.
Dario aveva sentito queste
storie mentre io le raccontavo
a
Jacopo
per
farlo
addormentare.
Ma de gli
1105
atti, che gli ho passato "bocca
a bocca", il migliore
era "un morto da vendere" che
aveva completamente scritto,
ambientandolo nell'800 come
gli altri. Il migliore. Non si
pensi che accecata dall'amore
io possa dare a Dario meriti
che non ha.
Non l'ho mai
fattao.
D'altro canto basta
leggersi
le
"comica
finale
pubblicato
da
Einaudi
per
vederlo.
RICORDARSI
DIFFICOLTà
FINANFIARIE.
STABILE TORINO;EPISODIO
2CANNAS L'AMORE è PIù
FORTE;
Siamo al teatro Gerolamo di
Milano.
Andiamo avanti con
grande fatica.
Il teatro è
conosciuto come teatro delle
marionette.
Se il mio cuore
aveva un fremito al ricordo
1106
della mia famiglia, questo
fremito non poteva riempirci il
teatro.
La prima fu un
disastro.
Abituati
ai
palcosceninci grandi, il trovarci
senza prova alcuna in uno
spazio grande come il bagno di
casa mia, ci ha messi in grande
difficoltà.
Devo riconoscere,
che come unica volta nella
storia della nostra compagnia,
la critica ufficiale presente allo
spettacolo non ha menzionato i
3OOO incidenti che si sono
susseguiti
nelle
tre
ore.
Proprio in quel teatro, quasi
sempre vuoto ci è arrivata
inaspettata la possibilità di
debuttare in un grande teatro:
il teatro Odeo.
Stagione
1959-60-"Gli
arcangeli
non
giocano
al
flipper"
teatro
Odeon
di
1107
Milano. Mille posti.
Grande
successo
di
critica
e
di
pubblico.
Tutte le sere "il
Bossino" che in realtà si
chiamava Bossi direttore del
teatro,
non
appena
lo
spettacolo iniziava si metteva
in quainta con
un foglio
sistemato sulla fronte, con
scritto in grande l'incasso della
serata.
Il copione di questo
spettacolo ci fu sequestrato
per le troppe battute a
soggetto che abbiamo aggiunto,
non autorizzati.
Abbiamo
collezionato
"rapporti
al
questore di ogni città dove si
lavorava, per un totale di 280,
tanti, quanti furono le repliche
dello spettacolo.
questura"
Abbiamo girato tutta l'Italia
facendo
esaurito
ovunque.
1108
DATI
STATISTICI
E
INCASSI
NUMERO
SPETTACOLI
DENUNCIA
POLIZIA PER CENSURA.
in
più di una occasione rischiamo
di non poter andare in scena.
1960-61 -"Avevav due pistole
con gli occhi bianchi e neri".
opera che tratta
della
connivenza tra fascismo e
borghesia,
tra
malavita
organizzata
e
potere.
L'intervento della censura è
pesantissimo,
ci
massacrò
letteralmente Decidemmo di
andare in scena egualmente
senza tenere in conto alcuno i
tagli.
Ci fu un braccio di
ferro piuttosto teso tra noi e il
prefetto di Milano che ci
minacciò di arresto immediato,
ma alla fine, preoccupato dello
scandalo
che
ne
sarebbe
1109
venutoo, il ministero tolse i
tagli.
il testoE' con questo
spettacolo che mi conquisto agli
occhi di mio marito, un ruolo
diverso da quello di sempre.
Per la prima volta non accetto
il testo a scatola chiusa certa
del
successo
di
sempre.
Qualcosa non mi convince.
Lo
comunico a Dario.
Si è
discusso mica male. Mio figlio
aveva sei anni e ancora se lo
ricorda.
Credo sia stata la
prima discussione accesa alla
quale asssistesse.
Non ci
aveva mai visti così, era un pò
spaventato. "Dimmi cos'è che
non funziona! Dimmelo! "e io:
"non lo so".
"più forte il
Dario: "dimmelo! " "Non lo so,
ma c'è qualcosa che non va.
"(Quante volte negli anni futuri
s'è ripetuta questa scena?)
1110
Jacopo piange senza gridare, e
anch'io
scppio
a
piangere
gridando come un bambino
disperato.
Era la prima volta
che vedevo dario fuori dalla
grazia di Dio.
"Ora, lo
rileggo tutto. . cercherò di
individuare. . di capire. .
poi ti dirò.
.
".
Leggo e
prendo appunti.
Dario, per
tutto il tempo ma guarda serio.
In piedi.
Mi stavo
innervosendo.
Dopo due ore,
più
imbarazzata
che
mai:
"taglierei qui, qui, e qui. "D.
ci pensa un pò su, e poi: "forse
hai
ragione,
ma
prima
preferisco
provarlo
col
pubblico. "
Debutto:
successo di stima.
Il giorno dopo D.
mi dà il
copione: "fai i tagli che
proponevi".
1111
1961-62: "Chi ruba un piede è
fortunato in amore".
Dopo sporadiche apparizioni
nella TV di stato approdiamo
alla televisione sulla neonata
seconda
rete,
(1962
PRIMAVERA) con sei puntate
tutte nostre: "Chi l'ha visto?".
Subito dopo dalla direzione Rai
ci viene proposto di condurre
"Canzonissima"il
grande
concorso canoro abbinato alla
lotteria di capodanno
la
trasmissione
di
maggior
interesse popolare dell'ente.
D.
scrive i testi che prima
dell'inizio della trasmissione
ricevono il benestare della
direzione nella persona del
dott.
Pugliese direttore
generale(?).
Ma già alla
prima
puntata
la
stampa
reazionaria
si
scatena
1112
criticando ferocemente la più
che delicata critica politico
sociale contenuta neitesti.
Di
puntata in puntata gli attacchi,
le polemiche sulla stampa non si
contano. L'indice di ascolto è
altissimo (anche se al processo,
uno dei tanti che c'è stato la
direzione
Rai
tentava
di
sminuirci.
dicendo che
nessuno ci vedeva.
TAXISTI
RICORDARSI)
l'Italia
era
divisa in due: chi ci ama, e chi
ci odia, ma tutti lì, davanti al
televisore il sabato sera.
Ad
ogni trasmissione
ci vengono
imposti tagli e censure sempre
più pesanti.
(FIORI SENO.
GAMBA SINISTRA)fino a che
all'ottava puntata decidiamo di
abbandonare la trasmissione.
La famosa "Canzonissima", il
FANTASTICO DI OGGI, va in
1113
obda
senza
presentatori.
(RICORDARSI
WALTER
CHIARI E BRAMIERI)e quando
l'annunciatrice all'inizio della
trasmissione dice: d. FO e F.
Rame si sono tritirati, una
quantità
incredibile
di
telespettatori si rovescia nelle
strade di Milano, tutti quanti
diretti al palazzo della fiera
dove si teneva la trasmissione.
Quando usciamo(eravamo stati
su consiglio dei nostri legali nei
camerini nostri fino alla fine
della trasmissione) ci troviamo
davanti una folla di gionalisti,
fotografi e migliaia di persone.
In molti erano venuti per
dimostrarci la loro calda e
commossa solidarietà.
Questa fu la prima e credo
l'unica volta nella storia della
Rai che due "attori" rifiutarono
1114
di "abbioccarsi" d'innanzi alle
imposizioni
ai
tagli,
all'arroganza del "padrone"ai
soprusi.
BIOGRAFIA
PER
ENCICLOPEDIA
TRECCANI
SALA
DI CESENATICO 20 SETTEM.
1992
Franca Rame debutta in teatro
a otto giorni, tra le braccia di
sua madre, nel ruolo della
figlia della Genoveffa del
Brabante. La sua è ultima ed
una
delle
più
importanti
famiglie di attori girovaghi.
Rappresentano,
nell'Italia
settentrionale, un repertorio
assai vasto.
Stralci dell'autobiografia di
Franca Rame di
prossima
pubblicazione:
1115
"La mia famiglia è di origine
lombarda, nasce agli inizi del
600,
con marionette e
burattini,
(conoscevano
entrambi le tecniche assai
diverse
tra
loro).
Ho
debuttato ad 8 giorni in
braccio alla mia mamma. Nella
mia famiglia era un fatto
naturale:
appena nasceva un
figlio
lo
si
metteva
in
palcoscenico.
L'Accademia di
arte drammatica,
l'ho fatta
lì, con loro (con mio padre,
suo fratello le rispettive mogli,
i figli, gli scritturati).
1116
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