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di San PAOLO
SETTIMAN
e della Santa CROCE
Celebriamo la Santa Messa alle ore 8,30 e 10 in S. CROCE e alle ore 11,30 in S. PAOLO
PREPARIAMOCI alla Liturgia della Parola del 17 Aprile 2011
DOMENICA DELLE PALME - Anno A - I settimana del salterio
Prima lettura (Ez 37,12-14)
Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete.
Dal libro del profeta Ezechiele
Così dice il Signore Dio: «Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle
vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d’Israele.
Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio.
Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra.
Saprete che io sono il Signore.L’ho detto e lo farò».Oracolo del Signore Dio.
Parola di Dio
Salmo responsoriale
(Sal 129)
Rit. Il Signore è bontà e misericordia.
Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia supplica.
Se consideri le colpe, Signore, Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono: così avremo il tuo timore.
Io spero, Signore. Spera l’anima mia, attendo la sua parola.
L’anima mia è rivolta al Signore più che le sentinelle all’aurora.
Più che le sentinelle l’aurora, Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia e grande è con lui la redenzione.
Egli redimerà Israele da tutte le sue colpe.
Seconda lettura (Rm 8,8-11)
Lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi.
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Fratelli, quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a
Dio.
Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo,
non gli appartiene.
Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è
vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti,
abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. Parola di Dio
Canto al Vangelo (Gv 11,25.26)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore,
chi crede in me non morirà in eterno.
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Vangelo (Gv 11,1-45)
Io sono la risurrezione e la vita
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta
sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore
e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è
malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è
per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli:
«Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono
forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se
si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato
là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come
udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa.
Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe
morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la
concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So
che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la
risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e
crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le
disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò
da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta
gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi
piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò:
«Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di
loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì
che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro:
era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la
pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo
odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi
dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro,
vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto
da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva
compiuto, credettero in lui.
Parola del Signore.
DOMENICA 3 APRILE
ore 16.30 IN ORATORIO
AGGIORNAMENTI DALLE MISSIONI:
•MADAGASCAR
•ETIOPIA
•BOSTON E GIAPPONE
•ALBANIA
•TIMOR-EST
SARA’ CON NOI NICOLIN RESPONSABILE DELLA CARITAS DI SAPA CHE CI AGGIORNERA’
SULLE SITUAZIONI DELLE FAMIGLIE ALBANESI
IN STATO DI NECESSITA’.
ORE 19.30 CENA POVERA
Lunedì 4 aprile ore 21
in Santa Croce
Corso per lettori
con il diacono Panizzi
È importante che chi proclama la Parola durante
le liturgie sia preparato sia dal punto di vista
spirituale che tecnico: leggere non è proclamare.
Chiedo a tutti coloro che già svolgono questo
servizio e a coloro che intendono svolgerlo in
futuro di partecipare. Don Davide
martedì 5 aprile: “il venerdì santo”
"la morte del Signore"
ore 18,45 messa;
cena condivisa; incontro fino alle 22
con Giovanna Bondavalli
giovedì 7 aprile “il sabato santo”,
"la risurrezione del Signore"
ore 18,45 messa;
cena condivisa; incontro fino alle 22
con don Matteo Mioni
festa con gli anziani
domenica 10 aprile:
ore 11,00 S. Messa a San Paolo
con il sacramento
dell'unzione dei malati;
ore 12,45 pranzo in oratorio
iscrizioni entro mercoledì 6 da Adriana(0522 511066)
da San Paolo al Giappone …
passando per Boston
Sono entrata nelle “Missionarie di Maria Saveriane”il 15 settembre 2003. Dopo 5 anni di formazione ho emesso la prima
professione il 2 Luglio 2008. Il 2 Luglio 2010 ho rinnovato i
miei voti per altri due anni.
Dopo la professione ho svolto un servizio interno alla Congragazione. Ho aiutato le infermiere nella cura delle sorelle ammalate. È stato un periodo intenso e di molto lavoro. Anche
questo fa parte della missione. Non ha importanza il luogo in
cui ci si trova o il servizio che si svolge. Io non credo che le
mie sorelle ammalate, anche se non possono più partire o
qualche volta anche parlare, siano meno missionarie di altre
sorelle che svolgono la loro missione in altri paesi.
Nel 2010 ho ricevuto la mia destinazione alla missione. Sono
stata destinate alla missione in Giappone. Il Giappone é un
paese grande come l’ Italia ma con il doppio della popolazione. I cattolici sono all’incirca tanti quanti quelli della diocesi di
Parma ...
L’annuncio in Giappone presuppone un forte cammino di inculturazione e di conoscenza di una cultura cosi diversa. La
prima cosa necessaria da fare è imparare la lingua.
Adesso mi trovo negli U.S.A a Worcester, vicino a Boston,
Massachusset.
Sto imparando l’inglese, è il primo passo della missione in
Giappone [studierà il giapponese in inglese, N.d.R.]. Ho già iniziato al scuola e un po’ alla volta sto imparando l’Inglese ...
e anche a scoprire la cultura Americana.
Come sapete un terribile terremoto con conseguente tzunami
ha colpito il Giappone.
Le comunità delle Misssionarie Saveriane sono nelle provincia
di Osaka e a Miyazaki, nel sud del Giappone. Le mie sorelle
hanno detto di aver sentito il terremoto, ma di non aver avuto
danni. Raccontano che lo tzunami ha spazzato via interi paesi
e che non si riesce ancora a contare il numero dei morti o dispersi. Le cose sono peggiori di quelle che trasmettono in televisione. Pregate per il popolo Giapponese, che possa superare questo drammatico momento.
Monica Bedogni
domenica 10 aprile
vendita delle uova di pasqua
il cui ricavato andrà
per le missioni in Etiopia
L’ascolto della Parola di Dio
lunedì 11 aprile
sarà a casa di alcune famiglie
delle comunità.
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ENTRO DOMENICA 10 APRILE
Atei di statura, televisivi e liquidi
In margine alle Giornate della Laicità:
sono più interessati a Dio gli atei o i credenti?
di Gianfranco Ravasi in “Il sole 24 Ore” del 27 marzo 2011
In viaggio nell'Irlanda del Nord, Giulio Giorello, giunto a sera in
una cittadina di campagna, chiese ospitalità per la notte a una
famiglia. Subito scattò la domanda: «Cattolico o protestante?».
«Per trarmi d'impiccio, risposi: Ateo!». Un attimo di silenzio perplesso, poi, un'altra domanda: «Sì, ma ateo cattolico o ateo protestante?». Questo divertente ma significativo apologo che il filosofo milanese racconta in apertura al suo “Senza Dio”, pubblicato qualche mese fa da Longanesi mi fa venire in mente una coppia di dichiarazioni di due filosofi dai percorsi differenti.
Da un lato, il nostro Pantaleo Carabellese, morto nel 1948, che
affermava: «L'esistenza di Dio è un problema che da una parte
non si dimostra, ma dall'altra non si sopprime». D'altro canto, invece, il filosofo francese contemporaneo Jean-Luc Marion, col
quale ho spesso parlato di simili questioni, che confessava: «Ciò
che stupisce non è la nostra difficoltà a parlare di Dio, ma la nostra difficoltà a tacere di lui».
Lungi dal voler affrontare un tema così tormentato che vede da
sempre l'umanità schierata su due fronti, mi pare suggestivo gettare ora uno sguardo sull'«armata» che inalbera il vessillo opposto al mio, proprio per confermare le asserzioni appena citate. Infatti, ciò che spesso risulta chiaro è la passione o il trasporto con
cui molti atei si battono per la loro tesi negazionista. Aveva ragione Pierre Reverdy quando, nel suo En vrac (1956), osservava
che «ci sono atei di un'asprezza feroce che si interessano di Dio
molto più di certi credenti frivoli e leggeri». Già l'assegnare loro
l'etichetta nuda e pura di "atei" li mette quasi in imbarazzo, per
non parlare poi dell'ormai obsoleto e fin detestato "miscredente"
che è considerato quasi un insulto, forse a causa della sua eccepibilità semantica. Essi caso mai ricorrono a termini come "agnostico" o "razionalista", anch'essi eccepibili, ma lo fanno spesso con esitazione.
Con molta semplificazione distinguerei due tipologie di non credenti. La prima è quella alta e sofisticata, alla maniera di un Marx
o di un Nietzsche per intenderci. «Non sentite la campanella? In
ginocchio si portano i sacramenti a un Dio che muore», procla-
mava Heine nell'Ottocento. Era, questo, un ateismo sistematico,
capace di elaborare un vero e proprio sistema di interpretazione
dell'essere e dell'esistere alternativo rispetto a quello edificato
per secoli dalle religioni, soprattutto dall'immenso fiume teologico-filosofico del cristianesimo. Poteva essere un ateismo "prometeico" di sfida, oppure una più orizzontale proposta di etica
senza Dio. Per venire più vicino ai nostri giorni evocherei un'altra
modalità di questo atteggiamento, quella che è ricorsa a un altro
vocabolo – altrettanto eccepibile – per autodefinirsi, "scetticismo". Penso a quelle curiose poche pagine che Adelphi ha da
poco tradotto (con una veemente e un po' enfatica premessa di
un altro ateo sui generis come Henry Miller) di John Cowper
Powys, intitolate appunto La religione di uno scettico pagg. 84, €
6,00). Figlio di un vicario anglicano, prolifico autore di saggi, morto nel 1963 a 91 anni, egli si fa araldo di una religiosità in cui lo
scetticismo è sostanza, aspirando così a una sorta di ossimoro
che ha nella figura di Cristo la sua ipostasi.
La stessa apparente coincidentia oppositorum appare in un altro
libretto dal titolo inequivocabile, Lo scetticismo come inizio della
religione (Ets, Pisa, pagg. 74, € 10,00), del filosofo canadese
John Schellenberg, convinto appunto che sia proprio lo scetticismo, che di per sé è il tradizionale antipodo rispetto alla fermezza del credere, la sorgente di una nuova religiosità aperta all'immaginazione e alla creatività, pronta a modellarsi per colmare i
vuoti lasciati dalla secolarizzazione soprattutto nell'etica. Ma,
come dicevamo, di fronte a questi ateismi dal confronto aspro e
serrato, oppure dialogante con la religione, da sempre si distende la plaga dell'indifferenza, dell'agnosticismo in senso stretto,
dell'irrisione sarcastica. Questo è spesso più un fenomeno sociologico che ideologico, anche perché non di rado in esso il
mythos prevale sul logos, il pamphlet sostituisce il saggio, la lettura fondamentalistica domina sull'analisi critica, lo scontro sbeffeggiante ha la meglio sull'argomentazione pacata. Così, ad esempio, se un pur interessante dialogo tra Joseph Ratzinger e
Paolo Flores d'Arcais viene rubricato da quest'ultimo nel testo
pubblicato come La sfida oscurantista di Joseph Ratzinger (Ponte alle Grazie - Salani, pagg. 152, € 13,00), è già chiara l'ermeneutica di fondo che soggiace al giudizio sulla teologia.
Non possiamo ora delineare il profilo molteplice di questo ateismo dai contorni fluidi anche se aggressivi e che ha uno dei suoi
vari archetipi nel Dialogo fra un prete e un moribondo del marchese de Sade (1782). Vorremmo solo ricordare che esso ha il
suo parallelo antitetico nella religiosità integralistica e apologetica, oppure nel bricolage della fede alla New Age o nel sincretismo che ricompone il Credo sulla base di una sorta di menù alla
carta. Certo è che, se per il primo ateismo "alto" il confronto avviene a livello di dibattito filosofico e teologico sistematico (penso
al volume La fede dei demoni del filosofo francese Fabrice Hadjadj, Marietti 1820, pagg. 252, € 25,00), con la seconda tipologia si ha, invece, necessariamente un procedere più diretto e
immediato, "televisivo" e fin "pubblicitario". Non c'è bisogno di citare i vari e notissimi testi di Odifreddi, Onfray, Hitchens, Dawkins per una dimostrazione. Analoga è una certa reazione dei
credenti che si pongono su questo livello di interlocuzione. Tra i
tanti scritti una nota di rilievo merita il lapidario Dio non esiste! –
che ovviamente sostiene il contrario – proposto da un importante
teologo tedesco, Gerhard Lohfink (San Paolo, pagg. 174, €
14,00), parallelo a quel Senza Dio di Giorello da cui siamo partiti
e che vorremmo suggerire per un simile confronto dialettico.
CALENDARIO LITURGICO
Sabato 2 Aprile
San Francesco da Paola
Liturgie nella Chiesa della SANTA CROCE
Liturgie nella Chiesa di SAN PAOLO
Ore 17.30 Adorazione Eucaristica
Ore 18.30 S. Messa
Ore 8.30 S. Messa
Ore 11.30 S. Messa
Intenzione: Defunte Maria e Federica
IV DOMENICA DI QUARESIMA
Intenzione: Defunti Mario, Renata e Bruno
Ore
10.00
S.
Messa
IV settimana del salterio
Ore 17.30 PREGHIERA DEL VESPRO
Intenzione: Defunto Aldo Giavelli
Lunedì 4 Aprile
Ore 18.45
Ore 18.45 S. Messa
Sant’Isidoro
Liturgia della Parola e Comunione Eucaristica
Martedì 5 Aprile
MESSA UNICA in SAN PAOLO e incontro con Ore 18.45 S. Messa
San Vincenzo Ferrer
Giovanna Bondavalli su il Venerdì Santo
Intenzione: Defunta Aldina Bonilauri
Mercoledì 6 Aprile
Ore 18.45 S. Messa
Ore 18.45
San Pietro da Verona
Liturgia della Parola e Comunione Eucaristica
Intenzione: Defunta Cristina Bigliardi
Giovedì 7 Aprile
MESSA UNICA in SAN PAOLO e incontro con Ore 18.45 S. Messa
San Giovanni Battista de la
don Matteo Mioni su la Risurrezione
Intenzione: Defunta Cristina Bigliardi
Salle
Ore 18.10 Liturgia della Via Crucis
Ore 18.10 Liturgia della Via Crucis
Venerdì 8 Aprile
Ore 18.45 S. Messa
Ore 18.45
Sant’Amanzio
Intenzione: Defunto Ulisse Liturgia della Parola e Comunione Eucaristica
Ore 17.30 Adorazione Eucaristica
Sabato 9 Aprile
San Demetrio di Tessalonica
Ore 18.30 S. Messa
Ore 11.00 S. Messa Intenzioni:
Domenica 10 Aprile
Defunti della famiglia Galleno-Lemmi
V DOMENICA DI QUARESIMA Ore 8.30 S. Messa
e defunti Giorgio e Pierino Bedogni
I settimana del salterio
Ore 17.30 PREGHIERA DEL VESPRO
Domenica 3 Aprile
DIARIO DELL’UNITÁ PASTORALE
Domenica
3 Aprile
Lunedì
4 Aprile
Martedì
5 Aprile
Mercoledì
6 Aprile
Giovedì
7 Aprile
Venerdì
8 Aprile
Domenica
10 Aprile
Ore 17.30 in San Paolo PREGHIERA DEL VESPRO
Siamo invitati a trascorrere un po’ di tempo con gli ospiti della Casa della Carità di san Giuseppe al Migliolungo
Ore 21 in Santa Croce Prepariamoci a proclamare la parola di Dio del Venerdì Santo
Ore 18.45 in San Paolo celebriamo l'eucaristia, a seguire cena condivisa e meditazione sul
Venerdì Santo con Giovanna Bondavalli.
Ore 20.45 in San Paolo INCONTRO DEI FIDANZATI
Ore 20.45 in San Paolo don Matteo Mioni presiede l’eucaristia; a seguire cena condi-
visa e meditazione di don Matteo sulla risurrezione
Ore 21 stazione quaresimale «Radicati e fondati in Cristo»
Veglia coi giovani in cammino verso Madrid guidati da Benedetto XVI
Animano le parrocchie della Zona di Pieve
Ore 17.30 in San Paolo PREGHIERA DEL VESPRO
Tutti i venerdì di Quaresima
Nelle due chiese
Ore 18.10 Liturgia della VIA CRUCIS
TUTTI i Mercoledì in Santa Croce dalle 18,00 alle 18,45 e TUTTI i Sabati in San Paolo dalle 17,00 alle 18,30
Don Davide e don Giordano sono disponibili per CONFESSARE o per CHIACCHIERARE. Rimangono disponibili, previo
appuntamento, in altri momenti. Don DAVIDE tel.0522-511374 cel. 331 2777771 e-mail [email protected]
Don GIORDANO tel.0522-920144 cel. 3406735040 e-mail [email protected]
Settimanale delle comunità cristiane (in unita pastorale) di Santa Croce Via Adua,77 Tel.0522-511374-920144 e San Paolo V.le Regina Margherita,17
Tel.0522-516876 ciclostilato in proprio, ad uso interno e-mail [email protected] - [email protected], [email protected]
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Celebriamo la Santa Messa alle ore 8,30 e 10 in S. CROCE e alle