c 19,4) omoro … (L ic s n u u s sù, salì .jimdo.com ro vedere Ge o r m e o t ic o p ls /i r :/ http nti e, pe corse ava a r o o ri ll e a lt o a s Zacche imana del ISTIANE no A - I sett A DOMENIC 2011 10 Aprile o VI n° 15 ann R SIMA - An MUNITÀ C E O C R e A ll U a Q d i ata Ad ORALE form T V DOMENIC S A P À IT N ALE dell’U di San PAOLO SETTIMAN e della Santa CROCE Celebriamo la Santa Messa alle ore 8,30 e 10 in S. CROCE e alle ore 11,30 in S. PAOLO PREPARIAMOCI alla Liturgia della Parola del 17 Aprile 2011 DOMENICA DELLE PALME - Anno A - I settimana del salterio Prima lettura (Ez 37,12-14) Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete. Dal libro del profeta Ezechiele Così dice il Signore Dio: «Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d’Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra. Saprete che io sono il Signore.L’ho detto e lo farò».Oracolo del Signore Dio. Parola di Dio Salmo responsoriale (Sal 129) Rit. Il Signore è bontà e misericordia. Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce. Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia supplica. Se consideri le colpe, Signore, Signore, chi ti può resistere? Ma con te è il perdono: così avremo il tuo timore. Io spero, Signore. Spera l’anima mia, attendo la sua parola. L’anima mia è rivolta al Signore più che le sentinelle all’aurora. Più che le sentinelle l’aurora, Israele attenda il Signore, perché con il Signore è la misericordia e grande è con lui la redenzione. Egli redimerà Israele da tutte le sue colpe. Seconda lettura (Rm 8,8-11) Lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi. Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini Fratelli, quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. Parola di Dio Canto al Vangelo (Gv 11,25.26) Lode e onore a te, Signore Gesù! Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore, chi crede in me non morirà in eterno. Lode e onore a te, Signore Gesù! Vangelo (Gv 11,1-45) Io sono la risurrezione e la vita Dal Vangelo secondo Giovanni In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui». Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!». Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro. Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. Parola del Signore. DOMENICA 3 APRILE ore 16.30 IN ORATORIO AGGIORNAMENTI DALLE MISSIONI: •MADAGASCAR •ETIOPIA •BOSTON E GIAPPONE •ALBANIA •TIMOR-EST SARA’ CON NOI NICOLIN RESPONSABILE DELLA CARITAS DI SAPA CHE CI AGGIORNERA’ SULLE SITUAZIONI DELLE FAMIGLIE ALBANESI IN STATO DI NECESSITA’. ORE 19.30 CENA POVERA Lunedì 4 aprile ore 21 in Santa Croce Corso per lettori con il diacono Panizzi È importante che chi proclama la Parola durante le liturgie sia preparato sia dal punto di vista spirituale che tecnico: leggere non è proclamare. Chiedo a tutti coloro che già svolgono questo servizio e a coloro che intendono svolgerlo in futuro di partecipare. Don Davide martedì 5 aprile: “il venerdì santo” "la morte del Signore" ore 18,45 messa; cena condivisa; incontro fino alle 22 con Giovanna Bondavalli giovedì 7 aprile “il sabato santo”, "la risurrezione del Signore" ore 18,45 messa; cena condivisa; incontro fino alle 22 con don Matteo Mioni festa con gli anziani domenica 10 aprile: ore 11,00 S. Messa a San Paolo con il sacramento dell'unzione dei malati; ore 12,45 pranzo in oratorio iscrizioni entro mercoledì 6 da Adriana(0522 511066) da San Paolo al Giappone … passando per Boston Sono entrata nelle “Missionarie di Maria Saveriane”il 15 settembre 2003. Dopo 5 anni di formazione ho emesso la prima professione il 2 Luglio 2008. Il 2 Luglio 2010 ho rinnovato i miei voti per altri due anni. Dopo la professione ho svolto un servizio interno alla Congragazione. Ho aiutato le infermiere nella cura delle sorelle ammalate. È stato un periodo intenso e di molto lavoro. Anche questo fa parte della missione. Non ha importanza il luogo in cui ci si trova o il servizio che si svolge. Io non credo che le mie sorelle ammalate, anche se non possono più partire o qualche volta anche parlare, siano meno missionarie di altre sorelle che svolgono la loro missione in altri paesi. Nel 2010 ho ricevuto la mia destinazione alla missione. Sono stata destinate alla missione in Giappone. Il Giappone é un paese grande come l’ Italia ma con il doppio della popolazione. I cattolici sono all’incirca tanti quanti quelli della diocesi di Parma ... L’annuncio in Giappone presuppone un forte cammino di inculturazione e di conoscenza di una cultura cosi diversa. La prima cosa necessaria da fare è imparare la lingua. Adesso mi trovo negli U.S.A a Worcester, vicino a Boston, Massachusset. Sto imparando l’inglese, è il primo passo della missione in Giappone [studierà il giapponese in inglese, N.d.R.]. Ho già iniziato al scuola e un po’ alla volta sto imparando l’Inglese ... e anche a scoprire la cultura Americana. Come sapete un terribile terremoto con conseguente tzunami ha colpito il Giappone. Le comunità delle Misssionarie Saveriane sono nelle provincia di Osaka e a Miyazaki, nel sud del Giappone. Le mie sorelle hanno detto di aver sentito il terremoto, ma di non aver avuto danni. Raccontano che lo tzunami ha spazzato via interi paesi e che non si riesce ancora a contare il numero dei morti o dispersi. Le cose sono peggiori di quelle che trasmettono in televisione. Pregate per il popolo Giapponese, che possa superare questo drammatico momento. Monica Bedogni domenica 10 aprile vendita delle uova di pasqua il cui ricavato andrà per le missioni in Etiopia L’ascolto della Parola di Dio lunedì 11 aprile sarà a casa di alcune famiglie delle comunità. ESTATE FAMIGLIE 2011 a CARISOLO VAL RENDENA - mt 800 slm CASA ALPINA DON BOSCO istituto salesiano via val genova 5 da martedi 9 agosto a martedi 16 pensione completa, noleggio lenzuola, spazi e attrezzature ricreative (campo calcetto, pallavolo), cappella privata per informazioni e prenotazioni: FRANCESCO 328-7663051 FAUSTO 335-331727 EMAIL [email protected] ENTRO DOMENICA 10 APRILE Atei di statura, televisivi e liquidi In margine alle Giornate della Laicità: sono più interessati a Dio gli atei o i credenti? di Gianfranco Ravasi in “Il sole 24 Ore” del 27 marzo 2011 In viaggio nell'Irlanda del Nord, Giulio Giorello, giunto a sera in una cittadina di campagna, chiese ospitalità per la notte a una famiglia. Subito scattò la domanda: «Cattolico o protestante?». «Per trarmi d'impiccio, risposi: Ateo!». Un attimo di silenzio perplesso, poi, un'altra domanda: «Sì, ma ateo cattolico o ateo protestante?». Questo divertente ma significativo apologo che il filosofo milanese racconta in apertura al suo “Senza Dio”, pubblicato qualche mese fa da Longanesi mi fa venire in mente una coppia di dichiarazioni di due filosofi dai percorsi differenti. Da un lato, il nostro Pantaleo Carabellese, morto nel 1948, che affermava: «L'esistenza di Dio è un problema che da una parte non si dimostra, ma dall'altra non si sopprime». D'altro canto, invece, il filosofo francese contemporaneo Jean-Luc Marion, col quale ho spesso parlato di simili questioni, che confessava: «Ciò che stupisce non è la nostra difficoltà a parlare di Dio, ma la nostra difficoltà a tacere di lui». Lungi dal voler affrontare un tema così tormentato che vede da sempre l'umanità schierata su due fronti, mi pare suggestivo gettare ora uno sguardo sull'«armata» che inalbera il vessillo opposto al mio, proprio per confermare le asserzioni appena citate. Infatti, ciò che spesso risulta chiaro è la passione o il trasporto con cui molti atei si battono per la loro tesi negazionista. Aveva ragione Pierre Reverdy quando, nel suo En vrac (1956), osservava che «ci sono atei di un'asprezza feroce che si interessano di Dio molto più di certi credenti frivoli e leggeri». Già l'assegnare loro l'etichetta nuda e pura di "atei" li mette quasi in imbarazzo, per non parlare poi dell'ormai obsoleto e fin detestato "miscredente" che è considerato quasi un insulto, forse a causa della sua eccepibilità semantica. Essi caso mai ricorrono a termini come "agnostico" o "razionalista", anch'essi eccepibili, ma lo fanno spesso con esitazione. Con molta semplificazione distinguerei due tipologie di non credenti. La prima è quella alta e sofisticata, alla maniera di un Marx o di un Nietzsche per intenderci. «Non sentite la campanella? In ginocchio si portano i sacramenti a un Dio che muore», procla- mava Heine nell'Ottocento. Era, questo, un ateismo sistematico, capace di elaborare un vero e proprio sistema di interpretazione dell'essere e dell'esistere alternativo rispetto a quello edificato per secoli dalle religioni, soprattutto dall'immenso fiume teologico-filosofico del cristianesimo. Poteva essere un ateismo "prometeico" di sfida, oppure una più orizzontale proposta di etica senza Dio. Per venire più vicino ai nostri giorni evocherei un'altra modalità di questo atteggiamento, quella che è ricorsa a un altro vocabolo – altrettanto eccepibile – per autodefinirsi, "scetticismo". Penso a quelle curiose poche pagine che Adelphi ha da poco tradotto (con una veemente e un po' enfatica premessa di un altro ateo sui generis come Henry Miller) di John Cowper Powys, intitolate appunto La religione di uno scettico pagg. 84, € 6,00). Figlio di un vicario anglicano, prolifico autore di saggi, morto nel 1963 a 91 anni, egli si fa araldo di una religiosità in cui lo scetticismo è sostanza, aspirando così a una sorta di ossimoro che ha nella figura di Cristo la sua ipostasi. La stessa apparente coincidentia oppositorum appare in un altro libretto dal titolo inequivocabile, Lo scetticismo come inizio della religione (Ets, Pisa, pagg. 74, € 10,00), del filosofo canadese John Schellenberg, convinto appunto che sia proprio lo scetticismo, che di per sé è il tradizionale antipodo rispetto alla fermezza del credere, la sorgente di una nuova religiosità aperta all'immaginazione e alla creatività, pronta a modellarsi per colmare i vuoti lasciati dalla secolarizzazione soprattutto nell'etica. Ma, come dicevamo, di fronte a questi ateismi dal confronto aspro e serrato, oppure dialogante con la religione, da sempre si distende la plaga dell'indifferenza, dell'agnosticismo in senso stretto, dell'irrisione sarcastica. Questo è spesso più un fenomeno sociologico che ideologico, anche perché non di rado in esso il mythos prevale sul logos, il pamphlet sostituisce il saggio, la lettura fondamentalistica domina sull'analisi critica, lo scontro sbeffeggiante ha la meglio sull'argomentazione pacata. Così, ad esempio, se un pur interessante dialogo tra Joseph Ratzinger e Paolo Flores d'Arcais viene rubricato da quest'ultimo nel testo pubblicato come La sfida oscurantista di Joseph Ratzinger (Ponte alle Grazie - Salani, pagg. 152, € 13,00), è già chiara l'ermeneutica di fondo che soggiace al giudizio sulla teologia. Non possiamo ora delineare il profilo molteplice di questo ateismo dai contorni fluidi anche se aggressivi e che ha uno dei suoi vari archetipi nel Dialogo fra un prete e un moribondo del marchese de Sade (1782). Vorremmo solo ricordare che esso ha il suo parallelo antitetico nella religiosità integralistica e apologetica, oppure nel bricolage della fede alla New Age o nel sincretismo che ricompone il Credo sulla base di una sorta di menù alla carta. Certo è che, se per il primo ateismo "alto" il confronto avviene a livello di dibattito filosofico e teologico sistematico (penso al volume La fede dei demoni del filosofo francese Fabrice Hadjadj, Marietti 1820, pagg. 252, € 25,00), con la seconda tipologia si ha, invece, necessariamente un procedere più diretto e immediato, "televisivo" e fin "pubblicitario". Non c'è bisogno di citare i vari e notissimi testi di Odifreddi, Onfray, Hitchens, Dawkins per una dimostrazione. Analoga è una certa reazione dei credenti che si pongono su questo livello di interlocuzione. Tra i tanti scritti una nota di rilievo merita il lapidario Dio non esiste! – che ovviamente sostiene il contrario – proposto da un importante teologo tedesco, Gerhard Lohfink (San Paolo, pagg. 174, € 14,00), parallelo a quel Senza Dio di Giorello da cui siamo partiti e che vorremmo suggerire per un simile confronto dialettico. CALENDARIO LITURGICO Sabato 2 Aprile San Francesco da Paola Liturgie nella Chiesa della SANTA CROCE Liturgie nella Chiesa di SAN PAOLO Ore 17.30 Adorazione Eucaristica Ore 18.30 S. Messa Ore 8.30 S. Messa Ore 11.30 S. Messa Intenzione: Defunte Maria e Federica IV DOMENICA DI QUARESIMA Intenzione: Defunti Mario, Renata e Bruno Ore 10.00 S. Messa IV settimana del salterio Ore 17.30 PREGHIERA DEL VESPRO Intenzione: Defunto Aldo Giavelli Lunedì 4 Aprile Ore 18.45 Ore 18.45 S. Messa Sant’Isidoro Liturgia della Parola e Comunione Eucaristica Martedì 5 Aprile MESSA UNICA in SAN PAOLO e incontro con Ore 18.45 S. Messa San Vincenzo Ferrer Giovanna Bondavalli su il Venerdì Santo Intenzione: Defunta Aldina Bonilauri Mercoledì 6 Aprile Ore 18.45 S. Messa Ore 18.45 San Pietro da Verona Liturgia della Parola e Comunione Eucaristica Intenzione: Defunta Cristina Bigliardi Giovedì 7 Aprile MESSA UNICA in SAN PAOLO e incontro con Ore 18.45 S. Messa San Giovanni Battista de la don Matteo Mioni su la Risurrezione Intenzione: Defunta Cristina Bigliardi Salle Ore 18.10 Liturgia della Via Crucis Ore 18.10 Liturgia della Via Crucis Venerdì 8 Aprile Ore 18.45 S. Messa Ore 18.45 Sant’Amanzio Intenzione: Defunto Ulisse Liturgia della Parola e Comunione Eucaristica Ore 17.30 Adorazione Eucaristica Sabato 9 Aprile San Demetrio di Tessalonica Ore 18.30 S. Messa Ore 11.00 S. Messa Intenzioni: Domenica 10 Aprile Defunti della famiglia Galleno-Lemmi V DOMENICA DI QUARESIMA Ore 8.30 S. Messa e defunti Giorgio e Pierino Bedogni I settimana del salterio Ore 17.30 PREGHIERA DEL VESPRO Domenica 3 Aprile DIARIO DELL’UNITÁ PASTORALE Domenica 3 Aprile Lunedì 4 Aprile Martedì 5 Aprile Mercoledì 6 Aprile Giovedì 7 Aprile Venerdì 8 Aprile Domenica 10 Aprile Ore 17.30 in San Paolo PREGHIERA DEL VESPRO Siamo invitati a trascorrere un po’ di tempo con gli ospiti della Casa della Carità di san Giuseppe al Migliolungo Ore 21 in Santa Croce Prepariamoci a proclamare la parola di Dio del Venerdì Santo Ore 18.45 in San Paolo celebriamo l'eucaristia, a seguire cena condivisa e meditazione sul Venerdì Santo con Giovanna Bondavalli. Ore 20.45 in San Paolo INCONTRO DEI FIDANZATI Ore 20.45 in San Paolo don Matteo Mioni presiede l’eucaristia; a seguire cena condi- visa e meditazione di don Matteo sulla risurrezione Ore 21 stazione quaresimale «Radicati e fondati in Cristo» Veglia coi giovani in cammino verso Madrid guidati da Benedetto XVI Animano le parrocchie della Zona di Pieve Ore 17.30 in San Paolo PREGHIERA DEL VESPRO Tutti i venerdì di Quaresima Nelle due chiese Ore 18.10 Liturgia della VIA CRUCIS TUTTI i Mercoledì in Santa Croce dalle 18,00 alle 18,45 e TUTTI i Sabati in San Paolo dalle 17,00 alle 18,30 Don Davide e don Giordano sono disponibili per CONFESSARE o per CHIACCHIERARE. Rimangono disponibili, previo appuntamento, in altri momenti. Don DAVIDE tel.0522-511374 cel. 331 2777771 e-mail [email protected] Don GIORDANO tel.0522-920144 cel. 3406735040 e-mail [email protected] Settimanale delle comunità cristiane (in unita pastorale) di Santa Croce Via Adua,77 Tel.0522-511374-920144 e San Paolo V.le Regina Margherita,17 Tel.0522-516876 ciclostilato in proprio, ad uso interno e-mail [email protected] - [email protected], [email protected]