n. 25 / 7 maggio 20
estratto da www.dday.it
eDItorIale
Smart tV: non è
competizione
Questa è confusione
Il tema del 2011 sono le
“Connected TV”, diventate
poi “Smart TV”, tanto per
cavalcare il successo degli
smartphone. Le piattaforme
2011, oramai tutte sul
mercato o quasi, dovevano
segnare la fine degli
“esperimenti” e il passaggio
vero alla TV connessa.
Ma restano ancora alcune
perplessità. La prima è di
ordine commerciale: la gente
non ha capito ancora cosa ci
può fare. E il motivo per cui è
difficile spiegarlo è la seconda
fonte delle nostre perplessità:
non esiste una piattaforma
di riferimento e ogni TV fa
cose diverse. Anzi, peggio
ancora: anche tra i prodotti
della stessa marca, ogni anno
la piattaforma cambia nome
e servizi forniti, con l’annessa
inevitabile frustrazione di
chi ha acquistato un TV solo
pochi mesi prima. Questa
corsa di ogni marchio per
far sembrare il proprio
sistema l’ultimo ritrovato
della ricerca viene chiamata
“competizione”; ma in questo
caso è solo “confusione”.
I produttori di TV giurano
che le piattaforme Smart
TV siano una rivoluzione
epocale; ma tutto lascia
pensare che questa Smart TV
non sia vissuta dai produttori
come una “filosofia” ma
solo come motivo per
vendere quest’anno qualche
apparecchio in più. Non
c’è nulla di male, ma se
non ci si crede di più, non
funzionerà: una “piattaforma”
va studiata con grande
attenzione per soddisfare le
esigenze presenti e future; ma
soprattutto deve durare anni
e non una stagione, sia nei
nomi che nella sostanza.
Gianfranco Giardina
reportaGe / Samsung: “Siamo noi i primi orientali a produrre i TV interamente in Europa”
p.
alla scoperta dei tV leD Samsung
completamente “made in europe”
Galanta e Voderady: sono due fabbriche Samsung in Europa capaci di produrre 25.000 TV LED al giorno
DDay.it, in esclusiva per l’Italia, ha visitato gli stabilimenti: ecco il reportage, malgrado il divieto di fotografare
di r. pezzali
N
on è un segreto: i TV destinati
al nostro mercato vengono
assemblati direttamente in Europa. Panasonic, Sony, Samsung, LG e
tutti gli altri produttori hanno fabbriche
disseminate nei paesi dell’est Europa in
grado di soddisfare le esigenze del Vecchio Continente. Samsung si è spinta
però oltre: con l’inaugurazione della
fabbrica di Voderady, in Slovacchia, è
la prima azienda che produce TV interamente in territorio europeo, dal pannello al prodotto finito, passando così
dalla qualifica “assembled in Europe”
ad una vera e propria “made in Europe”.
Per l’occasione siamo stati invitati a visitare le due fabbriche, questo ci ha permesso di conoscere nel dettaglio tutte
le fasi di produzione di una TV LED, con
particolare attenzione alla fase di controllo della qualità e del ciclo di vita del
prodotto. Purtroppo - e questo è il limite di queste visite - Samsung non ha
permesso alcuna foto all’interno degli
stabilimenti di Galanta e Voderady: un
vero peccato, perché vedere come in
soli 7 minuti viene realizzato un 55” è
ben diverso dal raccontarlo. Abbiamo
avuto a disposizione qualche foto poco
significativa, a cui abbiamo aggiunto
qualche disegno utile per illustrare le
fasi della produzione.
Un prodotto davvero europeo
Se prendiamo un TV LED Samsung e
lo smontiamo in tutti i suoi più piccoli
pezzi, ci rendiamo conto che almeno il
95% di questi vengono realizzati direttamente nel nostro continente. Dalla
Corea arrivano solo alcuni componenti
chiave per i quali non è conveniente
realizzare una fabbrica qui in Europa:
il processore, le memorie, alcuni chip
e il solo vetro con cristalli liquidi, che
è considerato un componente. Tutto
il resto, dalle plastiche ai circuiti all’alimentazione agli accessori viene
realizzato direttamente in fabbrica,
oppure da aziende esterne su specifiche Samsung. La fabbrica di Voderady,
nata pochissimi anni fa, è solo da due
mesi operativa per realizzare pannelli di grosse dimensioni. Si tratta di
una modernissima fabbrica dedicata
segue a pag. 23
people & Market / L’acquisizione più importante del secolo
Microsoft si compra Skype
Otto miliardi e mezzo di dollari, questa è l’enorme cifra che l’azienda di
Redmond sborserà (cash) per integrare il brand Skype tra i suoi prodotti
di M. Dalli
È
ufficiale: Microsoft pagherà 8,5
miliardi di dollari cash al fondo di
investimenti attuale proprietario
di Skype. Skype diventerà una divisione di Microsoft, mentre l’attuale CEO di
Skype prenderà il posto di Capo della
divisione, rispondendo direttamente a
Steve Ballmer. L’intenzione da parte di
Microsoft è di integrare Skype all’interno degli attuali prodotti di Redmond,
come Live Messenger, Lync, Outlook,
Xbox e Kinect, oltre ovviamente a
Windows Phone 7. Microsoft si prende inoltre l’impegno di mantenere il
supporto e lo sviluppo dei client per le
altre piattaforme. Entro l’anno dovrebbe infine arrivare l’approvazione da
parte delle autorità americane per la
concorrenza, che dovrebbero sancire
definitivamente l’accordo.
IN QUeSto NUMero...
 Loewe risponde ai
lettori di DDay pag. 2
 Update TV Sony
Internet Bravia pag. 3
 TV LED Mivar pag. 4
 I rischi dell’acquisto
online dei TV pag. 6
 LG spinge i TV Cinema
3D a 1080p pag. 7
 Update Microsoft
Xbox Live pag. 9
 App Photosynth per
iPhone pag. 10
 Google lancia nuovi
servizi Android pag. 15
 Fotocamera Panasonic
Lumix G3 pag. 16
 Sony PlayStation
Network riparte pag. 17
 Ubuntu versione
11.04 pag. 19
 AMD Fusion per Asus
Eee PC pag. 20
 Test tablet Asus Eee
Pad Transformer pag. 25
 Test sistema Sony
MX700Ni pag. 28
n. 25 / 7 maggio 20
estratto da www.dday.it
p.2
aUDIo VIDeo / Alessia Gusman, Product Manager di Loewe, replica ai commenti dei nostri lettori
aUDIo VIDeo
Dopo le critiche ricevute da alcuni utenti di DDay.it sui TV Loewe Xelos i cui pannelli sono prodotti da Samsung,
Loewe ci ha chiesto di poter ribattere. Ecco cosa hanno da dire e perché non sono “ricarrozzatori” di Samsung
Ogni volta che c’è da fare uno
scherzetto a LG, Samsung si mette
d’impegno. Questa volta dalle
sue fabbriche esce il nuovo 75”
D9500, una TV differente dalla
serie 9000 dello scorso anno che
si fregia momentaneamente
del titolo di TV LED 3D più
grande al mondo, con una
diagonale da 75”. La nuova serie
D9500 non ha lo spessore di
quella dello scorso anno, ma
ricalca molte caratteristiche
della gamma 2011 di TV LED
dell’azienda coreana: cornice
sottile, Smart TV, 3D con occhiali
Bluetooth e pannello 200 Hz
con Microdimming. In dotazione
viene dato un telecomando con
tastiera QWERTY e una coppia
di occhiali 3D; i fortunati coreani
che possono permetterselo
dovranno pagare 19,000,000 Won
per questo mega TV, circa 17.600
dollari. Nessuna informazione
sull’eventuale disponibilità in
Europa.
loewe: non chiamateci “ricarrozzatori”
di G. Giardina
l
o scorso mese abbiamo pubblicato una notizia riguardante
la rinnovata linea di TV Xelos
di Loewe, con retroilluminazione a
LED. Alcuni nostri lettori hanno criticato l’azienda tedesca etichettandola come “ricarrozzatore di Samsung”,
in quanto i pannelli di questi TV
sono prodotti proprio dal produttore coreano.
Loewe ha però chiesto a DDay.it di
poter controbattere alle critiche,
spiegando perché questa tesi non
può essere valida. Ne parliamo con
Alessia Gusman, Product Manager
di Loewe.
DDay.it: In seguito al rilascio di una
news sulla nuova serie Xelos LED su
DDay.it, sono stati pubblicati alcuni
commenti. Alcuni indicavano Loewe come un “ricarrozzatore” di Samsung; voi non siete d’accordo…
Gusman: “È vero che Loewe, per la
fornitura di alcuni componenti, si approvvigiona sul mercato, ma d’altronde questa è la prassi per quasi tutti i
settori industriali tecnologici… quello
che rende un televisore unico e diverso
da un altro sono la filosofia costruttiva e il concetto di prodotto. Oltre a
questo, Loewe sviluppa e produce in
proprio molte parti, dall’elettronica al
tuner, all’audio, al software di gestione...”
DDay.it: Dopo i recenti annunci di
Philips, che sta per cedere il proprio
ramo TV a un produttore cinese,
Loewe è praticamente il principale
produttore europeo di TV e anche
uno dei più longevi. Una responsabilità non da poco…
Gusman: “Loewe si è focalizzata sulla
fascia premium del mercato e non sul
mercato di massa, come hanno fatto
i concorrenti asiatici. È proprio la nostra strategia di differenziazione che
ci ha permesso di rimanere uno degli
ultimi produttori europei di TV. E se
Loewe fosse solo un ‘ricarrozzatore’ di
Samsung non si spiegherebbe come
mai continui ad esistere e a lanciare
ogni anno nuovi prodotti dal 1923...”.
DDay.it: I prodotti Loewe sono progettati e concepiti in Germania; ma
sono prodotti in Estremo Oriente o
in Europa?
Gusman: “L’intera produzione, dalla
ricerca e sviluppo, alla realizzazione
del prodotto avviene internamente,
nella nostra fabbrica in Germania,
con un processo di qualità e controllo
che non ha pari.
Questo non lo diciamo solo noi. Secondo Altroconsumo, Loewe è l’unica
azienda che ha superato un’inchiesta
sulla responsabilità sociale dei produttori di televisori. Abbiamo aperto
la nostra fabbrica ad Altroconsumo
– siamo stati uno dei pochi produttori a farlo - e abbiamo dimostrato che
non solo siamo molto attenti al rispetto dell’ambiente, utilizzando materiali
di elevata qualità ed adottando degli
standard più stringenti rispetto a quelli previsti dalle normative vigenti, ma
anche, e soprattutto, ai lavoratori dipendenti della fabbrica”.
DDay.it: La forza di Loewe sta nel
design, inteso proprio come progettazione e attenzione nella scelta dei
materiali. Spesso questo si traduce
in attenzione ai dettagli, dettagli
che è difficile vedere su Internet.
Quanto è importante “toccare” il TV
prima dell’acquisto?
Gusman: “È fondamentale. L’utilizzo
di materiali pregiati, come il vetro e
l’alluminio, la lavorazione accurata dei
prodotti sono dei punti di forza di Loewe. Un televisore non può essere scelto
soltanto sulla base di una scheda tecnica... ci sono alcune caratteristiche
altrettanto importanti, come la facilità di installazione, la semplicità di utilizzo, la qualità dei materiali utilizzati,
e per poterle valutare è fondamentale
toccare con mano il prodotto e provarlo. Noi invitiamo anche a prendere
in mano uno dei nostri telecomandi.
In fondo, è proprio il telecomando
l’unico ‘contatto fisico’ che si ha con il
televisore una volta acquistato”.
DDay.it: Chi ha avuto un TV Loewe
nutre una fiducia pressoché cieca
nel marchio e molto probabilmente
cercherà di riacquistare un vostro
TV. Ma in alcuni casi il prezzo dei
vostri TV può spaventare un nuovo
cliente… È proprio vero che Loewe
è “per ricchi” e basta?
Gusman: “È vero che Loewe si rivolge
ad una clientela premium, ma abbiamo diverse gamme di prodotti appositamente pensate per soddisfare esigenze diverse. Lo Xelos è pensato per
una clientela tradizionale, più attenta
ad aspetti come l’affidabilità e la qualità audio-video del prodotto e meno
all’utilizzo di funzioni che magari non
utilizzerà mai. Per chi invece è più attento alle innovazioni tecnologiche
proponiamo linee diverse, come il
Connect, che è il prodotto che rappresenta il mondo della multimedialità
e di Internet. Il nostro catalogo parte
da 1.100 euro e il prezzo medio è circa
2.500 euro”.
DDay.it: In tre punti sintetici, perché
acquistare un TV Loewe?
Gusman: “L’affidabilità tipica del
Made in Germany e una tecnologia
che rappresenta lo stato dell’arte; l’alta
qualità dei materiali e un’estrema cura
dei dettagli che permettono ai nostri
TV di avere una lunga durata di vita; le
numerose innovazioni concrete, come
il DR+, che è l’hard disk integrato in alcuni modelli, o la funzione Follow Me,
che offrono dei reali benefici nell’utilizzo quotidiano del TV”.
Samsung 75”
a 8.000 dollari
aUDIo VIDeo
Con Cubovision
si scommette
dalla tV
Le scommesse sportive arrivano
anche sulle TV. Grazie all’accordo
tra Telecom Italia e Intralot, infatti,
la possibilità di scommettere sul
calcio, sul basket e su tutti gli
eventi sportivi si estende anche
al Cubovision e a tutti i dispositivi
che possono agganciarsi al servizio,
quindi TV Samsung con Smart
TV e decoder o TV MHP bollino
Gold. Scommettere è decisamente
semplice: basta creare un account
sul sito di Intralot e inserirlo nel
proprio account Cubovision.
Nessun problema per la sicurezza:
ci sarà un pin per evitare che
chiunque possa scommettere
senza il vostro permesso. Pronti a
scommettere sulla prossima di
campionato?
n. 25 / 7 maggio 20
estratto da www.dday.it
p.3
aUDIo VIDeo / Disponibile l’aggiornamento software per la gamma Internet Bravia TV
aUDIo VIDeo
Le novità comprendono l’arrivo dei nuovi widget per Twitter e Facebook e il controllo dei TV con smartphone e tablet
per Google tV
Honeycomb e
Market in estate
Sony potenzia i tV con il nuovo software
di C. Stellari
C
ome preannunciato, Sony ha
reso disponibile un aggiornamento del software per gli Internet TV della gamma 2011, la lista
completa dei modelli compatibili è
disponibile sul sito Internet di Sony; tra
di essi figura il KDL-46EX720, TV che abbiamo recentemente provato (potete
leggere la prova facendo click qui), ancora disponibile nella nostra sala test.
Abbiamo quindi deciso di installare il
software sul TV per verificare le novità
introdotte, tra di esse figurano nuovi
codec WMV/WMA, aggiornamenti per
la funzione di registrazione su HDD e
USB, funzione Vaio Remote Keyboard
per gestire tramite connessione wireless la riproduzione dei contenuti utilizzando la tastiera di un computer, la
compatibilità con il 3D su IPTV e USB e
altre funzioni che vediamo più in dettaglio di seguito.
MHP - Bollino Gold DGTVi
Il TV ora è compatibile con i servizi interattivi offerti sul digitale terrestre e con i
principali contenuti disponibili sulle Internet TV italiane, gratis e a pagamento.
Con il nuovo software è possibile accedere anche a Cubovision sul canale
999 del digitale terrestre, noi abbiamo
verificato il funzionamento dei contenuti non a pagamento. Il caricamento
dell’applicazione non è velocissimo e
la navigazione non è delle più fluide,
questo tuttavia non è un problema da
imputare al TV Sony, ma piuttosto alle
caratteristiche stesse del sistema. Il TV,
infatti, ogni volta deve caricare via digitale terrestre un’applicazione Java e ciò
richiede un certo tempo.
Skype
Si possono effettuare videochiamte
con il grande schermo del TV, il sistema
richiede la presenza di una videocamera con microfono compatibile da collegare alla porta USB: il kit Sony (CMU-
BR100, prezzo al pubblico 100 euro)
sarà disponibile in vendita dal prossimo mese di giugno. Non abbiamo potuto verificarne il funzionamento, ma
secondo Sony sarà possibile effettuare
chiamate anche senza interrompere la
visione del programma preferito.
Twitter e Facebook
Il menù del TV prevede una sezione
dal quale è possibile attivare i widget:
per ora sono disponibili quelli per accedere a Facebook e Twitter. Una volta
attivati, accedendo all’apposita sezione del menù, i widget compaiono affianco alla schermata del programma
in riproduzione. Accedendo a Twitter
la finestra si affianca a quella del video, è cosi possibile seguire i contatti
e contemporanemente proseguire
la visione del programma preferito.
Con Facebook viene, invece, attivato il
browser a tutto schermo, non è quindi
possibile proseguire la visione dei programmi sul TV.
Google ha annunciato che
la piattaforma TV riceverà in
estate un aggiornamento per
portarla alla stessa versione dei
tablet. Arriverà anche il Market
1
3
Media remote
Il TV ora si può controllare anche tramite iPhone, iPad e dispositivi Android,
scaricando l’applicazione gratuita disponibile sui rispettivi store online, noi
l’abbiamo provata con iPhone. L’applicazione sfrutta la connessione Wi-Fi di
smartphone e tablet e funziona solo se
il dispostivo e il TV sono connessi alla
stessa rete wireless. Una volta lanciata
l’applicazione il sistema esplora la rete
alla ricerca dei dispostivi Sony compatibili, la presenza del KDL-46EX720 è
stata rilevata immediatamente.
Il funzionamento è semplice, il TV va
acceso con il telecomando e dopo
qualche secondo risulterà controllabile anche tramite app. I comandi
sono divisi in più sezioni, riportiamo
alcune schermate in alto a destra. (1)
La prima immagine mostra la funzione
Simple Remote, un sistema molto pratico e intuitivo che tramite l’interfaccia
video
Sul canale DDaYVideo diYoutube è stato pubblicato il video che
mostra le nuove funzioni disponibili sui tV della gamma Sony
Internet Bravia. Clicca qui per andare direttamente al video.
2
utente permette di controllare tutte le
funzioni del TV con semplici movimenti nelle quattro direzioni, il comando
di conferma (quando necessario) si
effettua mediante il classico tap sullo
schermo dell’iPhone. (2) Naturalmente
è disponibile anche il telecomando in
formato classico, attivabile scegliendo
l’icona Full Remote sulla barra in basso,
in questo caso i comandi sono suddivisi su cinque schermate che si sfogliano
come di consueto. A nostro avviso nelle normali condizioni di utilizzo il telecomando rimane più pratico da usare,
anche per via della sensazione tattile
offerta dai pulsanti fisici. (3) L’app si
prende invece un’importante rivincita
quando si tratta di inserire del testo,
come ad esempio nella barra degli indirizzi del browser: in queste situazioni
la tastiera virtuale dello smartphone,
attivabile con l’icona in alto a destra, è
veramente molto utile.
di M. Dalli
Google I/O, la conferenza per
sviluppatori Google, è appena
cominciata, ma già non mancano le sorprese. A partire dai piani
per il futuro di Google TV, la piattaforma di Big G per le TV connesse, che riceverà importanti
aggiornamenti quest’estate.
Come già anticipato qualche
mese fa, Google TV si unirà a una
versione esistente di Android,
per la precisione a Honeycomb
3.1, la nuovissima versione lanciata per i tablet.
Questa fusione porterà con sé
un’importantissima novità, ovvero la possibilità di scaricare
applicazioni direttamente dal
Market di Android.
Ci sono buone possibilità, quindi, di vedere un significativo
incremento nella popolarità di
Google TV, che finora è parso
quasi abbandonato da Mountain View.
Rimanendo in tema Google TV,
è stata confermata la presenza
di Samsung tra i produttori di TV
“Google”, ovviamente senza che
siano stati rilasciati ulteriori dettagli circa gli effettivi prodotti e
la loro disponibilità sul mercato.
Il futuro di Google TV sembra,
quindi, un po’ più roseo di quanto non lo fosse solo qualche settimana fa. Che sia la volta buona? Staremo a vedere.
n. 25 / 7 maggio 20
estratto da www.dday.it
aUDIo/VIDeo
Marantz lancia
il sintoampli
slim di rete
Il nuovo sintoamplificatore slim
NR-1602 aggiunge ai pregi del
precedente NR-1601 tutte le
funzionalità di rete
di a. Spaziani
Aggiornamento del già ottimo Marantz NR-1601, il nuovo NR-1602
mantiene tutte le peculiarità di
questa interpretazione del marchio
giapponese del sintoamplificatore,
7.1 canali con un’amplificazione
di 50 Watt su 8 Ohm, supporto a
Full HD, 24p, RCA, 3D, Deep Color,
x.v.Color e codifiche audio HD lossless (DTS-HD MA / TrueHD) tramite
i 4 ingressi HDMI 1.4a, uscita pre-out
2.1 da poter utilizzare anche per gestire il Prologic IIz, un numero sufficiente d’ingressi e uscite analogiche
e l’altezza che è più simile a quella
di un lettore DVD di fascia alta che
a un sintoampli AV, per la gioia delle
signore. Le nuove funzionalità annunciate ruotano tutte attorno alla
presa di rete, il supporto al DLNA 1.5
che consente di accedere ai contenuti presenti su PC e NAS in rete, Airplay per la compatibilità con i prodotti Apple, servizi di Internet Radio
come vTuner e l’immancabile Wizz
App per il controllo tramite i dispositivi iOS da scaricare gratuitamente
dall’App Store di Apple. La connettività di rete gli consente inoltre di
essere integrato in un sistema di
automazione avanzato come AMX
o BitWise e di essere facilmente aggiornato via internet. Altre funzionalità interessanti sono il “multi-room”
per gestire una seconda zona e la
funzione “Party mode Plus”, il pulsante “one touch play” collegato alla
presa frontale per la riproduzione
immediata da apparecchi esterni
USB quali iPhone/iPod e il sistema
di auto calibrazione Audyssey MultEQ al posto del proprietario MRAC.
Il prezzo, non ancora ufficiale, dovrebbe essere di circa 700 euro e la
data di uscita luglio 2011.
aUDIo VIDeo / L’azienda italiana non molla e lancia il suo 32” con retroilluminazione LED
p.
Basterà un tV leD a salvare Mivar?
Il TV è Full HD, può riprodurre contenuti multimediali, ma ha un design obsoleto e un prezzo fuori mercato
di r. Faggiano
C
ontro tutti e contro la logica del
mercato, Mivar lancia il 32 LED
1, il suo primo televisore LCD
con retroilluminazione LED. Il prezzo di listino ufficioso è di 499 euro,
decisamente fuori mercato anche
considerando che lo storico marchio
italiano è ormai fuori dai circuiti della
grande distribuzione e che marchi
più blasonati offrono di più a meno.
Il nuovo TV Mivar utilizza un pannello
Full HD e circuito 100 Hz, sintonizza
i programmi in alta definizione, ma
non dimentica la TV analogica per
le regioni non ancora passate al digitale terrestre. C’è anche il bollino
bianco DGTVI, ma ufficiosamente si
può già usare la cam CI+ di Mediaset
Premium. Le sorgenti esterne sono
collegabili tramite due ingressi HDMI,
video component, scart audio/video,
PC e uscita digitale coassiale. Si può
anche collegare una chiavetta USB
per riprodurre vari contenuti multimediali (e anche ufficiosamente per
registrare i programmi TV). Da notare l’interruttore fisico di accensione
e la consueta fornitura dello scarno
schema elettrico. Scarno, perchè ad
Abbiategrasso ormai si assemblano
schede e pannello di provenienza
orientale. Solo il telecomando è ancora quello originale Mivar e rimane
semplicissimo da usare. Sempre seguendo lo schema elettrico si può
notare come i pannelli siano di origine Samsung o AU Optronics. La linea
estetica non è certo rivoluzionaria, in
compenso il mobile lascia più spazio
del consueto per i due altoparlanti
ellittici che misurano ben 50 x 110
mm, valori record per un moderno
televisore piatto. Mivar è sempre stata comunque un’azienda che offriva
prodotti durevoli nel tempo ad un
costo più contenuto, principio che
però ora sparisce: difficile fare TV LED
people & Market / Senza grandi eventi sportivi
che durano come un
CRT, difficile competere sul prezzo con
la concorrenza e difficile per l’azienda di
Abbiategrasso essere
più tecnologica di
una Samsung e di una
Sony. Guardando il 32
LED 1 si capisce che
alla fine della vecchia
Mivar resta solo un
design fuori dal tempo, capace di attrarre
un piccolo gruppo di appassionati
dello storico marchio e forse qualche
nonnino nostalgico. Ma c’è da considerare che chi acquista un TV Mivar
lo fa anche come gesto di rispetto
per Carlo Vichi, uomo fuori dal tempo
che ha recentemente dichiarato di
non guardare più i numeri del bilancio aziendale: “Adesso restituisco ciò
che ho avuto in passato”. Se un millesimo di questa filosofia albergasse nei
massimi dirigenti di altre aziende europee forse (dopo l’annuncio Philips)
avremmo ancora la possibilità di scegliere un televisore europeo a prezzi
più abbordabili degli ultimi apparecchi Loewe, Bang & Olufsen e Metz.
sarà così anche il secondo trimestre 2011?
tre mesi difficili per l’elettronica di consumo
Secondo i dati GfK il mercato italiano del settore ha registrato un calo del 6,1% del fatturato nel primo
trimestre 2011, ancora peggio i televisori con un -9,6%
di r. Faggiano
N
el primo trimestre del 2011 il
settore della Elettronica di Consumo (video, audio, accessori,
car entertainment) ha registrato in Italia una flessione, sia in termini di unità
vendute (-5,1%) che in termini di fatturato (-6,1%). È quanto emerge dalle
rilevazioni di GfK Italia, azienda leader
nelle ricerche di mercato sui beni durevoli. Nei primi tre mesi dell’anno, GfK
ha registrato infatti un’accelerazione
nella diminuzione delle vendite, fino
a raggiungere il -9,4% a volume e del
-11,8% a valore nel mese di marzo
2011. Il comparto Video, che per tutto il 2010 aveva sostenuto il settore
dell’Elettronica di Consumo
grazie ai benefici effetti dello “switch-off” sulle vendite
di televisori, ha visto ridurre
nel primo trimestre 2011 il
proprio giro d’affari del -5%
rispetto allo stesso periodo del 2010. Il mercato dei
Televisori, che si confronta
con un 2010 caratterizzato
da risultati di vendita senza precedenti, ha iniziato poi una discesa che a
marzo 2011 ha segnato una tendenza
a valore del -9,6%. Il settore dell’elettronica di consumo aveva visto una
crescita fino al secondo trimestre 2010
con un eccezionale +27,9% a volume,
successivamente è iniziata la discesa
che ha toccato il suo massimo (per il
momento?) nel mese di marzo 2011
con un -11,8 % di fatturato e -9,4% per
numero di pezzi venduti.
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n. 25 / 7 maggio 20
estratto da www.dday.it
people & Market / Siamo sicuri che sia davvero un affare comprare un TV di importazione parallela? Scopriamolo
p.
Comprare online tV d’importazione? ecco i rischi
Duecento o trecento euro di differenza sono tanti, soprattutto su un TV top di gamma, ma sono TV realizzati per altri mercati e non godono di alcuni servizi
di r. pezzali
C
omprare su Internet spesso
conviene, soprattutto se si risparmia tanto. Con la garanzia
europea, i negozi certificati e la sicurezza garantita da chi ha comprato
prima di noi, l’acquisto online di beni
anche grandi e costosi, come un TV,
è diventata un’ abitudine abbastanza
comune.
Spesso però ci si chiede quali siano gli
svantaggi che si hanno comprando
online, soprattutto se si compra all’estero oppure da negozi che offrono
TV di importazione parallela. Anche
comprando, infatti, in Italia, spesso e
volentieri, capita di imbattersi in megaofferte di prodotti che non vengono importati dalla filiale italiana, ma
arrivano da vie traverse beneficiando
della garanzia europea e quindi decisamente invitanti.
Abbiamo condotto, quindi, una piccola inchiesta tra i produttori di TV
per capire quali sono i vantaggi e gli
svantaggi che si hanno acquistando
un TV che non ha garanzia “Italia”.
I TV di importazione parallela comunque non sono TV di serie B, come vedremo, ma sono TV realizzati per altri
mercati e quindi non godono di alcune funzioni particolari, di alcune localizzazioni e spesso di alcuni vantaggi
offerti dalle case madri italiane.
LG: “Niente MHP e bollino
Gold”
I TV LG con garanzia non italiana sono
privi di alcune funzioni locali, perdono l’MHP e la certificazione bollino
Gold di DGTVi. Chi compra, quindi,
un TV “europeo” deve rinunciare a
queste caratteristiche e potrebbe anche incorrere in qualche problema di
riparazione (ricambi da ordinare) se
il modello non è conosciuto in Italia.
La garanzia ovviamente è valida, ma
la copertura di 2 anni del produttore
ha valore sul territorio nazionale per i
prodotti regolarmente acquistati solo
dai dealer da LG Italia.
Panasonic: “Se si rompe
aspetti più tempo”
Per Panasonic Italia ci sono alcuni
indubbi svantaggi nell’acquistare un
modello NON “italiano”. Il prodotto
non partecipa ad eventuali iniziative
commerciali di Panasonic Italia (ad
esempio, la promozione omaggio del
disco di Avatar che era riservata ai
codici seriali “italiani”) e c’è anche una
dilatazione dei tempi di riparazione in
caso di guasto (in quanto l’approvvigionamento di pezzi/software non
dedicati al nostro mercato non è immediato). Inoltre, non c’è sostituzione
del prodotto nel caso in cui i tempi
di riparazione si protraggano oltre
il mese (cosa che invece la garanzia
italiana offre). A questo si aggiungono poi le caratteristiche locali, come
l’eventuale certificazione DGTVi.
Samsung: “La garanzia Pixel 0
è indispensabile”
Non poteva mancare anche la posizione di Samsung, leader di mercato
nel campo dei TV. In questo caso, i
vantaggi di un prodotto italiano vanno oltre la localizzazione e le applicazioni presenti: si usufruisce anche
della garanzia Pixel 0 e della garanzia
veloce che assicura risposta in due
giorni. Ecco cosa ci risponde Samsung:
“Per quanto riguarda la garanzia legale,
i servizi di garanzia offerti dai rivenditori
italiani devo essere equivalenti a quelli
offerti dai rivenditori ubicati nel territorio della comunità europea.
Per quanto riguarda i servizi di garanzia
commerciale/convenzionale offerti da
Samsung Electronics Italia S.p.A., come si
legge anche sui libretti di garanzia commerciale/convenzionale che accompagnano i prodotti Samsung acquistati in
Italia, si conferma che i prodotti acquistati direttamente o indirettamente da
Samsung Electronics Italia nel nostro
Paese offrono alcuni servizi aggiuntivi
di garanzia commerciale/convenzionale che possiamo quindi indicare come
“plus” per i prodotti commercializzati da
SEI: si tratta delle garanzie PIXEL ZERO e
Prestige per tutti i TV e per il top di gamma TV LED serie C9000 del servizio Five
Stars. Inoltre c’è Intervento on-site gratuito dai 37” in su.
Inoltre, i TV Italia hanno le certificazioni
DGTVi e l’MHP per tutta la parte interattiva (i TV che arrivano dall’estero non
hanno MHP) e l’ordinamento canali
Italiano (nei TV provenienti dall’estero
i canali vengono ordinati secondo la
frequenza di ricezione e non secondo le
posizioni prestabilite).”
Sharp: “Niente garanzia
convenzionale”
i servizi non a pagamento di Telecom
Cubovision e La7. E l’offerta è in continua espansione.”
Nessun bonus particolare quindi, ma
assenza di funzioni destinate al nostro mercato.
Chi acquista un prodotto Sharp di
importazione parallela non gode della garanzia convenzionale offerta da
Sharp Italia, ma solo della garanzia legale fornita dal venditore del bene.
Nello specifico, il prodotto acquistato
da Sharp Italia fruisce di una garanzia convenzionale di 24 mesi offerta
presso uno dei 122 Centri di Assistenza Autorizzati sul territorio nazionale
presentando scontrino fiscale di acquisto e certificato di garanzia.
Toshiba e Philips
Sony: “Niente Bollino Gold,
MHP e servizi personalizzati”
Conclusioni
Non poteva mancare la risposta di
Sony, che interpellata da DDay ci ha
dato la seguente risposta:
“In merito ai servizi post vendita o ai termini di garanzia offerti da Sony sul territorio Nazionale, non ci sono distinzioni
da quanto garantito a chi acquista in
territorio europeo. Tuttavia, acquistando in Italia, il consumatore si garantisce
servizi e contenuti extra: la certificazione DGTVi “Bollino Gold”, assegnata
solo ai TV BRAVIA della gamma 2011
venduti sul territorio nazionale, consente infatti all’utente finale di accedere a
numerosi contenuti interattivi disponibili su piattaforma MHP (sia gratuiti
che a pagamento), usufruibili solo per
il mercato italiano come, ad esempio
Per Toshiba e Philips in linea di massima vale la stessa situazione degli
altri produttori: comprando in Italia si
compra un prodotto certificato con
funzioni disponibili solo sul nostro
territorio, come per esempio l’MHP.
La garanzia di legge ha ovviamente
validità, ma se non si conoscono i
prodotti, i centri di assistenza potrebbero metterci più del dovuto per
riparare un TV.
Comprare online a volte conviene,
ma non sempre. In qualche caso, infatti, i vantaggi vanno oltre la presenza dell’MHP e del Bollino DGTVi: garanzia Pixel 0 e assistenza onsite per
prodotti di grosse dimensioni sono
un servizio che fa la differenza e può
valere anche di più di qualche centinaia di euro.
I prodotti comprati all’estero o in Italia,
ma con garanzia europea, sono comunque prodotti di qualità e tutte le
case ovviamente forniscono la garanzia di un anno obbligatoria per legge,
ma le riparazioni potrebbero protrarsi
per più tempo soprattutto se, come
nel caso di Panasonic, i ricambi sono
gestiti separatamente per prodotti
italiani o europei.
n. 25 / 7 maggio 20
estratto da www.dday.it
p.7
aUDIo VIDeo / Attenzione verso i clienti o tecnologia lontana rispetto a quella con occhiali attivi?
aUDIo VIDeo
Un aggiornamento dovrebbe migliorare notevolmente la qualità dei TV Cinema 3D, portandola vicino ai 1080p
Google TV non è stato quel
successo che il gigante delle
ricerche sperava, tanto che il lancio
internazionale è stato rimandato
indefinitivamente: vendite sotto
le aspettative, ma anche diverse
critiche sulla fruibilità e stabilità
dell’interfaccia. E come se non
bastasse, poco dopo il lancio,
è arrivata pure la mazzata dei
broadcaster americani che hanno
bloccato l’accesso ai loro contenuti
online attraverso il browser di
Google TV. Ma Big G non si dà per
vinta e al Google I/O - la conferenza
per sviluppatori in cui vengono
annunciati gli ultimi progetti di
Google - presenterà una nuova
versione della sua “idea” di TV
interattiva. Stando a una fonte
anonima riportata da Business
Insider la nuova Google TV sfrutterà
un processore più veloce, avrà
un’interfaccia più intuitiva, ma
soprattutto segnerà il debutto di
un apposito Android Market per
scaricare e installare applicazioni
di terze parti. Basteranno questi
interventi per rilanciare il connubio
tra Internet e TV?
lG spinge Cinema 3D verso il 080p
di r. pezzali
l
G continua a spingere sull’acceleratore con le sue TV Cinema
3D e, a poche settimane dall’introduzione, annuncia già un aggiornamento che cambia in modo radicale
l’elaborazione 3D per arrivare ad una
visione quasi 1080p (secondo l’azienda). L’annuncio va letto in due modi:
da una parte si deve plaudire a LG per
l’attenzione verso i clienti e la qualità,
dall’altra però c’è un’implicita ammissione che forse la tecnologia Cinema
3D, nonostante i suoi enormi pregi, dal
punto di vista qualitativo paga ancora
qualcosa rispetto a quella con occhiali
attivi usata nei plasma e dai competitor. LG con un aggiornamento che
uscirà nei prossimi giorni cambierà
il modo di elaborare le immagini secondo il grafico che si vede in alto a
destra. Attualmente la tecnologia Cinema 3D utilizza un pannello da 200
Hz, ma in un secondo mostra solo due
fotogrammi, uno per l’occhio destro
e uno per l’occhio sinistro entrambi a
540 linee. Il cervello, unendo le infor-
mazioni, vede un’immagine con risoluzione superiore a tre dimensioni, ma
comunque non vede un’immagine
a 1080p. Con il nuovo sistema, disattivando il Trumotion, si va a sfruttare
interamente il pannello mostrando
quattro fotogrammi ogni secondo, facendo così in modo che ogni occhio
percepisca in un secondo sia le linee
pari sia le linee dispari del singolo fotogramma. Secondo LG, così facendo
people & Market
aUDIo VIDeo / Si chiama HR3D ma è ancora un prototipo
Il primo volantino
3D è di euronics
Per spingere il mercato 3D bisogna
portare questa visualizzazione nelle
case della gente. Questa è l’idea
dietro all’operazione commerciale
di Euronics Butali, che prevede
l’invio di oltre 1.700.000 volantini
3D nelle caselle di posta degli
acquirenti. Le pagine stampate
con la tecnica del 3D anaglifo e
gli occhiali inclusi restituiranno
una visione tridimensionale dei
prodotti a catalogo. Nei volantini
viene illustrato il funzionamento
del 3D, la differenza tra i vari tipi di
stereoscopia, come e dove fruire
dei contenuti ed altre informazioni
utili ad informare il cliente sul
mondo tridimensionale dell’Home
Entertainment. Buona anche l’idea
di fornire, a chi visita un Euronics
Butali nei prossimi mesi, il supporto
tecnico di studenti universitari
(definiti “super partes”) preparati
apposta per informare il cliente a
proposito della tecnologia 3D.
il cervello, dopo aver elaborato le immagini, percepisce un risultato finale
con una risoluzione ben più elevata di
quella attuale. Il risultato andrebbe comunque verificato dal vivo e lo faremo
presto anche perché, per come sono
fatte le TV Cinema 3D, ogni occhio
vede comunque 540 linee e soprattutto ogni occhio vede sempre le stesse
540 linee, quindi un aumento della
risoluzione reale non c’è.
Il MIt esplora il 3D senza occhiali
Questa tecnologia permetterà di ottenere immagini di qualità a tre
dimensioni e senza occhiali di alcun tipo
di r. pezzali
Anche il MIT, l’istituto tecnologico più
noto al mondo, si fionda nel mondo
della visione 3D senza occhiali. La
sua tecnologia chiamata HR3D, High
Rank 3D, è entrata infatti in una fase
prototipale. Gli ingegneri del MIT
per dare il senso di profondità e tridimensionalità dell’immagine hanno
accoppiato due pannelli LCD privandoli dei loro filtri. Il pannello superiore
funziona come una maschera che
mostra un pattern basato sull’immagine sottostante, una sorta di barriera di parallasse dinamica e non fissa
come quella usata da Nintendo sul
Nintendo 3DS. Secondo il MIT questa
soluzione garantisce una buona resa
come luminosità, elevato angolo di
visione ed elevata risoluzione, anche
se a giudicare dal video qui sotto ci
sono ancora molti passi da fare.
Google rilancerà
la sua idea di tV
aUDIo VIDeo
premium Net tV
anche per l’on
Demand HD
L’attesa sta per finire: entro fine
maggio i possessori del decoder
TELE System TS7500HD (anche
noto come Premium On Demand
HD) potranno finalmente avere
accesso al servizio Premium Net TV.
Questo diventerà così il secondo
decoder compatibile col servizio,
dopo il TS7900HD già aggiornato
a febbraio. Assieme a Net TV, il
nuovo aggiornamento porterà con
sé altre novità, tra cui il supporto
all’interattività MHP (necessaria per
il Video On Demand), la Guida TV
Mediaset Premium e il timeshift,
per mettere in pausa (fino a 30
minuti) un programma mentre lo
si sta vedendo. Manca ancora la
possibilità di registrare contenuti in
autonomia, forse ancora la grande
pecca di questo decoder.
Ma forse è un’opzione che non
vedremo mai.
n. 25 / 7 maggio 20
estratto da www.dday.it
eNtertaINMeNt / Fan in rivolta: Medusa ri-prezza LOTR a 99 euro
eNtertaINMeNt / Fox svela tutti gli extra dell’edizione
p.8
Il Signore degli Anelli
extended BD il 28 giugno
la saga di Guerre Stellari
in Blu-ray il 5 settembre
di r. pezzali
di p. Centofanti
Arriva finalmente in alta definizione la versione estesa della Trilogia
Lord of the Rings: 6 Blu-ray, 9 DVD e DTS-HD Master Audio italiano e inglese
l
’attesa è finita: il 28 giugno sarà
possibile acquistare la Extended
Edition de Il Signore degli Anelli
in Blu-ray. L’edizione unica italiana
sarà un cofanetto da 15 dischi che
verrà venduto a 99 euro (decisione
presa da Medusa dopo le proteste
dei fan per il prezzo originariamente
deciso di 129 euro) e includerà 6 Bluray Dual Layer e 9 DVD per gli extra.
Gli appassionati esulteranno anche
per la scelta di Medusa di offrire una
doppia traccia audio in DTS-HD Master Audio italiano e inglese, oltre ai
sottotitoli in italiano. I contenuti extra
presenti nei dischi saranno comunque gli stessi già presenti sulle edizioni speciali DVD, fatta eccezione per il
disco con i documentari realizzati dal
regista Costa Botes.
Di seguito pubblichiamo il comunicato stampa ufficiale di Medusa diffuso
dopo le proteste sollevate dai fan che
non avevano digerito la scelta di far
pagare agli appassionati italiani quasi
50 euro in più per un prodotto simile
a quello venduto in altri Paesi europei.
Anche perché, nonostante una lavorazione diversa, non ci sarebbero così
tante differenze tra la nostra versione
e quella francese: stesso packaging,
distributore diverso da Warner (Medusa in Italia, Metropolitan in Francia)
e stesse nazionalizzazioni.
“Medusa Film HE, a rettifica di quanto
comunicato in precedenza, ha deciso,
forzatamente, di rivedere il prezzo al
pubblico del cofanetto in oggetto, ora
fissato a 99,90 euro.
Nel corso degli ultimi giorni si sono rincorse errate riflessioni e deduzioni nei
confronti dell’Azienda e di un’operazione
commerciale giudicata negativamente,
senza possedere le debite e corrette informazioni su una produzione complessa,
in cui Medusa Film HE è coinvolta in qualità di detentrice dei diritti di distribuzione
per il territorio italiano.
Vorremmo ricordare agli appassionati
che il prezzo al pubblico era superiore
alla media di mercato, per alcuni motivi
tra cui i diritti da riconoscere ai relativi
detentori, l’impegno a offrire la totale
localizzazione in italiano, per i sottotitoli
non udenti e i dialoghi in italiano.
A tale proposito le tracce audio dei tre
film nella loro versione estesa hanno richiesto un particolare sforzo onde essere
tecnologicamente all’altezza di una così
importante pubblicazione. Limiti dinamici e imprecisioni affiorati nella fase
iniziale di controllo hanno obbligato a
fare passi indietro, rispetto ad altri Paesi,
con nuove lavorazioni onde inserire nei 6
BD-50 la traccia DTS-HD Master Audio
6.1 ES.
Inoltre, teniamo a ribadirlo, Medusa Film
HE era intenzionata a offrire un prodotto
interamente localizzato in italiano, anche nel packaging e nei relativi testi, una
aliquota dei quali, interni ed esterni alla
confezione, passeranno invece in lingua
inglese.
Rimane invariata l’offerta per l’audio in
italiano e la sottotitolazione completa di
tutti i 15 dischi.
A dispetto degli elevati costi di produzione, Medusa Film HE desidera così venire
incontro ai fan della preziosa Trilogia
estesa, abbattendo il prezzo al pubblico
di un’edizione tecnologicamente all’avanguardia per il supporto Blu-ray”.
I film saranno disponibili anche separatamente, o suddivisi nelle due trilogie e
saranno accompagnati dai commenti audio già presenti nelle edizioni in DVD
F
ox ha appena svelato tutti i dettagli dell’edizione in Blu-ray Disc
della saga di Guerre Stellari: un
cofanetto di nove dischi ricchi di extra
anche inediti (40 ore stando al comunicato). Ai sei film della saga in HD e con
audio originale DTS 6.1 (Master Audio o
meno non è dato saperlo, né quale sarà
il formato per l’Italiano) si aggiungono i
seguenti tre dischi:
DISCO 7 – GLI ARCHIVI DI STAR
WARS: EPISODI I-III* Include scene tagliate, estese ed alternative; modellini,
riproduzioni e costumi; mascherino e
progetto grafico; interviste supplementari con il cast e la troupe, un viaggio negli archivi della Lucasfilm e molto altro
DISCO 8 – GLI ARCHIVI DI STAR
WARS: EPISODI IV-VI IV-VI* Include
scene tagliate, estese ed alternative;
modellini, riproduzioni e costumi; mascherino e progetto grafico; interviste
supplementari con il cast e la troupe e
molto altro.
DISCO 9 – I DOCUMENTARI DI STAR
WARS* • Guerrieri Stellari* (2007, ca.
84 min.) – Un omaggio alla 501st Legion, l’organizzazione globale degli
appassionati di costumi di Star Wars,
in un documentario che mostra come
questo super fan club promuova i film
con attività di charity, volontariato e
raccolta fondi, partecipando ad eventi
di alto profilo in tutto il mondo.
• Una conversazione con i maestri:
L’Impero colpisce ancora 30 anni
dopo* (2010, ca. 25 min.) – George Lucas, Irvin Kershner, Lawrence Kasdan e
John Williams riguardano al making
of de L’Impero colpisce ancora in questa dettagliata retrospettiva creata da
Lucasfilm per omaggiare il 30esimo
anniversario della pellicola. I maestri discutono e commemorano uno dei film
più amati di tutti i tempi.
• Parodie di Star Wars* (2011, ca. 91
min.) – Parodie di Star Wars che sono
state create nel corso degli anni, tra cui
oltraggiose clip tratte da I Griffin, I Simpson, How I met your mother e molto
altro…e non perdere “Weird Al” Yankovic nel videoclip tributo a La Minaccia
Fantasma.
• La realizzazione di Star Wars (1977,
ca. 49 min.) – Documentario condotto da D-3BO (C-3PO) e C1-P8 (R2-D2):
scopri come l’originale film di Star Wars
è stato portato sul grande schermo. Include interviste a George Lucas e comparsate di Mark Hamill, Harrison Ford e
Carrie Fisher.
• L’Impero colpisce ancora: Effetti Speciali (1980, ca. 48 min.) – Scopri tutti i
segreti sui film girati in una galassia lontana, lontana. Condotto da Mark Hamill,
questo documentario offre un punto di
vista esclusivo dietro le quinte degli incredibili effetti speciali che trasformarono in realtà la visione di George Lucas di
Star Wars e de L’Impero colpisce ancora.
• Mostri Classici: Il Ritorno dello Jedi (1983,
Colore, ca. 48 min.) – Scopri il dietro le
quinte e i costumi grazie ai filmati tratti
da Il Ritorno dello Jedi, intervallati da clip
con i mostri classici. Documentario,
condotto e interpretato da Carrie Fisher
e Billie Dee Williams, che esplora le meticolose tecniche utilizzate da George
Lucas per creare i personaggi classici e
le creature viste nel film.
• Anatomia di un Dewback (1997, ca.
26 min.) – George Lucas spiega e dimostra come il suo team abbia trasformato
i dewback originali da immobili pupazzi di gomma (nella release originale del
1977) a creature apparentemente vive
e respiranti per l’Edizione Speciale di
Star Wars del 1997.
• La tecnologia di Star Wars (2007, ca.
46 min.) – Un documentario che esplorare gli aspetti tecnici dei veicoli, delle
armi e degli accessori di Star Wars,
consultando scienziati autorevoli per
esaminare la plausibilità della tecnologia di Star Wars in base alle conoscenze scientifiche attuali.
*Contenuti esclusivi della nuova edizione
n. 25 / 7 maggio 20
estratto da www.dday.it
eNtertaINMeNt
Con Chili tV
l’on Demand
Fastweb è Full HD
eNtertaINMeNt / Mossa strategica dell’azienda di Redmond per non finire come Sony?
p.
Microsoft corre ai ripari su Xbox lIVe
Nel prossimo update del sistema operativo di Xbox 360 sarà presente anche la possibilità di pagare usando PayPal
di r. pezzali
l
Il nuovo servizio di Video On
Demand di Fastweb aperto a
tutti gli operatori, con film a
noleggio o acquisto, anche in
formato Full HD a 8 Mbps
di M. Dalli
Fastweb ha lanciato Chili TV, un
servizio di Video On Demand che
consente di guardare in streaming
film, cartoni animati, documentari
e altro. I dispositivi supportati vanno dalle classiche Smart TV ai PC,
passando per smartphone, tablet,
lettori Blu-ray e decoder DTT.
Per quanto riguarda i film, Chili offrirà titoli dai cataloghi di Warner,
Paramount, MovieMax, Fandango,
Lucky Red, Bim e Mondo Home. Si
potrà acquistare un film, oppure noleggiarlo per 48 ore. I formati disponibili, a seconda dei titoli, saranno
al massimo tre: standard definition
(720x576 pixel), HD (720p) e HD+
(Full HD), con bitrate compresi tra
i 700 Kbps e 8,3 Mbps. I prezzi partono da 2,95 euro per il noleggio e
9,95 euro per l’acquisto dei titoli SD;
3,95 euro e 11,95 euro per quelli HD;
e 4,95 euro e 14,95 euro per quelli
HD+. Come molti altri servizi di VoD,
quindi, anche Chili propone prezzi
decisamente alti, considerando infatti che molti titoli si trovano in Bluray a prezzi anche inferiori. Oltre ai
film ci sono anche 600 titoli gratuiti,
suddivisi nelle aree Junior, Entertainment, Lifestyle, Woman e Wellness e
una serie di produzioni originali, nate
dalla collaborazione con Magnolia
e con personaggi dello spettacolo
come Mara Maionchi e Marco Berry.
Al momento il servizio è disponibile
su dispositivi LG e Samsung, mentre
entro giugno arriveranno i tablet e
gli smartphone Android, oltre a un
decoder di TELE System. Per maggiori informazioni si può consultare
il sito www.chili-tv.it.
a dashboard di Xbox 360 si aggiorna e introduce tra le nuove
feature anche il pagamento
tramite PayPal. Questa mossa sembra dettata dalla necessità di tutelarsi
contro possibili azioni pirata, magari
simili a quelle intraprese contro il
PlayStation Network. Se gli utenti
pagheranno tramite PayPal, le credenziali della carta di credito e la password non verrano in alcun modo
comunicate a Microsoft, lasciando
il colosso di Redmond al riparo dalle ripercussioni di eventuali attacchi
“ruba account”.
Altre feature introdotte dall’aggiornamento saranno il supporto al
protocollo XGD3 per una maggiore
capienza dei DVD e la piattaforma
Avatar Kinect. Quest’ultima permette agli utenti Xbox LIVE di chattare
in un ambiente virtuale dove le proprie riproduzioni mimeranno i gesti
dell’utente reale
grazie alla videocamera integrata nel sensore.
Avatar
Kinect
sarà disponibile
dal 27 Maggio
e per usufruirne
è necessario un
account Xbox
LIVE. La tutela
dei dati personali degli iscritti ad
un servizio (e magari le ripercussioni
che potrebbe avere un’azienda dopo
aver dato prova di non saper gestirli) sembra stare molto a cuore alle
major, visti i recenti fatti che hanno
coinvolto Sony PlayStation Network .
Si vocifera, inoltre, che la console di
Microsoft xBox 360 sia prossima al
pensionamento, a sei anni dal lancio
è normale che ci sia una certa voglia
di rinnovamento. Con Nintendo che
si appresta a dare il via al rinnovamento delle sue console, non c’è
da stupirsi che Microsoft si accodi
preparando la nuova Xbox in modo
tale che sia pronta sugli scaffali dei
negozi giusto per il Natale 2012. Al
momento però si esclude un annuncio al prossimo E3, anche se per le
sorprese c’è sempre spazio.
eNtertaINMeNt / Inizio in salita per l’ambizioso progetto fondato e diretto da Rupert Murdoch
The Daily a 3 mesi dal lancio -0 milioni di dollari
Più di 800.000 download, ma nessun ritorno economico: è ora di rivolgersi anche ad Android e al mercato europeo?
di M. andreolli
N
on sono certo rosee le notizie
per gli investitori della News
Corporation, il gigante dell’editoria fondato e diretto da Rupert Murdoch. Sembra, infatti, che il prodotto
attualmente più sotto i riflettori, The
Daily, il quotidiano solo online disponibile per iPad e lanciato in grande
stile ai primi di febbraio sia ancora
in perdita. I risultati del primo trimestre hanno registrato una perdita di
circa 10 milioni di dollari. E questo
si aggiunge ai 30 milioni di dollari di
investimento iniziale. Dai dati riportati inizialmente, la stesura del Daily
costa qualcosa come mezzo milione
di dollari alla settimana, ossia circa 6.5
milioni di dollari al trimestre. A questi
si aggiungono altri costi, come quelli sugli investimenti tecnologici e di
marketing. La perdita complessiva
pertanto è causata dai mancati guadagni, dovuti alla gratuità del prodotto nella fase iniziale. Le dichiarazioni
del presidente, Chase
Carey, all’assemblea
degli azionisti, sono
state molto caute: “Siamo ancora agli inizi, ed
è soltanto da poco più
di un mese che il servizio è a pagamento,
e intanto [The Daily] è
diventata una delle app
di news più scaricata.
È ancora un progetto
in rodaggio, stiamo testando la tecnologia e
raffinando i contenuti, ma è il mercato
dei tablet che ancora deve crescere.”
Non è stata riportata la percentuale
di quanti siano passati dalla versione
gratuita a quella a pagamento. Ricordiamo che il costo è di 0.99 dollari per l’abbonamento settimanale
e 39.99 dollari per quello annuale,
costi molto bassi con l’idea di avere
un gran numero di abbonati. Ma no-
nostante le vendite di iPad 2 procedano molto bene, la base di utenza è
ancora ristretta. Proprio per superare
al più possibile questo divario, sono
due le strade che si prospettano: la
prima è quella di creare una versione anche per i tablet Android, le seconda di rivolgersi anche al mercato
europeo: intanto stiamo a guardare e
aspettiamo.
n. 25 / 7 maggio 20
estratto da www.dday.it
MoBIle / L’app per iPhone continua a rimanere ai primi posti della classifica top 25, scopriamo perché
Con photosynth foto panoramiche in un click
L’app è di semplice utilizzo, permette di catturare e visualizzare immagini a 360° e di condividerle su Facebook
MoBIle
tana libera
tutti per apple
e Google?
In pochi giorni la totalità dei
device afflitti dal “location gate”
hanno ricevuto l’aggiornamento
firmware. E Google?
di e. Ferri
l
l 19 aprile scorso Microsoft ha rilasciato Photosynth per iPhone,
l’app del servizio online per la
creazione e condivisione dei panorami a 360°. Ad oggi l’applicazione
rimane tra le più scaricate, quindi
abbiamo deciso di provarla e vedere quanto questo successo sia
meritato.
All’avvio la nostra attenzione viene
subito catturata dalla scritta che
campeggia al centro dello schermo:
“tap to start”. Al nostro tocco viene scattata una foto e, muovendo
l’iPhone attraverso l’ambiente da
immortalare, in automatico a metà
della foto precedente ne viene catturata un’altra, poi un’altra ancora e
così via fino a terminare la panoramica facendo un giro completo.
Le foto si possono scattare oltre che
in orizzontale anche in verticale,
creando così un effetto finale a 360°.
Qualora l’applicazione non riuscisse
a proseguire automaticamente il
panorama è possibile scattare le
foto anche manualmente. In questo
caso il riquadro di scatto sarà contornato di giallo per avvertire che se
si vuole continuare forse è necessario uno scatto manuale.
Il sistema funziona abbastanza bene
e riesce a ricreare il mondo intorno
a sé in modo coerente. I limiti più
evidenti emergono quando il paesaggio circostante si modifica: il
programma non riesce più a capire
cosa è cambiato e sfasa le giunzioni
p.0
di G. Cupini
delle foto nella panoramica, andando a creare degli artefatti.
L’opzione “exposure lock” può aiutare ad evitare questo spiacevole
inconveniente mantendendo costante l’esposizione, infatti anche
una diversa quantità di luce potrebbe creare differenze tra i bordi delle
immagini di cui il collage è composto. La risoluzione della panoramica creata è buona ma non eccelsa,
soprattutto per quanto riguarda il
comparto fotografico dell’iPhone 4.
Le creazioni possono essere salvate
in locale sulla memoria flash oppure
caricate sul sito gratuito Photosynth.net, dove saranno pubblicate ed
ordinate per nome, proprietario e
luogo.
È presente anche la possibilità di
postare il panorama creato sul proprio profilo Facebook, sia in versione di semplice immagine (funzione
non molto utile a dire il vero), sia
l’interfaccia di photosynth con lo scatto automatico
(sinistra) e manuale (destra).
come panorama creando un link al
sito ufficiale. L’upload su Facebook
richiede comunque il caricamento
dell’immagine sul sito per permettere la visualizzazione a 360°.
Spiace constatare che sul post creato nella bacheca è presente solo un
link e non l’anteprima della nostra
creazione. L’interfaccia è in stile
Windows Phone 7: poche linee, riquadri chiari e puliti, font ampio e
leggibile. Tutte le funzioni disponibili sono ben organizzate e sempre
a portata di dito.
Microsoft ha svolto un buon lavoro
di ottimizzazione per iPhone del
suo servizio di creazione e condivisione di foto panoramiche, creando
un’app di facile utilizzo che, nella
maggior parte dei casi, funziona
molto bene senza dover settare decine di parametri. Potremmo quasi
dire che si tratta di un’applicazione
molto “Apple Style”.
a sinistra l’elenco delle foto salvate sul telefono e su
Internet; a destra, la schermata delle impostazioni.
Apple ha reso disponibile l’aggiornamento firmware dei suoi iPhone,
iPod e iPad alla versione 4.3.3 per la
risoluzione del famoso bug dei servizi di localizzazione che affliggeva
le precedenti versioni. A due settimane dall’esplosione del problema, Apple è riuscita a raggiungere
la totalità della sua base installata,
risultato che se paragonato con
quelli di Android, principale competitor di iOS nel campo mobile, dà
da pensare: secondo i dati rilasciati
da Google, la compagnia è riuscita
a far aggiornare all’ultima versione
2.3 Gingerbread solo il 4% dei suoi
utenti dopo 5 mesi dal rilascio. Bisogna però considerare che Android
è soggetto a numerose customizzazioni dell’interfaccia (si pensi a
HTC, Samsung, Sony, LG) che non
consentono aggiornamenti in linea
con le release di Google, cosa che a
Mountain View hanno sempre visto
come un vantaggio e non un problema. Ciò è sicuramente vero da
un punto di vista commerciale, probabilmente meno dal punto di vista
del cliente, che deve aspettare mesi
prima di poter aggiornare il proprio
dispositivo. In quest’ottica il problema, quindi, esiste: alcuni device
devono ancora essere aggiornati
alla versione 2.2 Froyo e la libertà
lasciata da Big G per il rilascio degli
aggiornamenti ai produttori rischia
di danneggiare l’esperienza finale
degli utenti, oltre che a esporre i terminali a falle di sicurezza per molto
tempo. Molti ritengono che il cuore
del problema sia da ricercarsi nella
filosofia open di Android, ma in
realtà si è visto come Google stessa
abbia preso una strada diversa con
la versione 3.0 Honeycomb, che impone una più uniforme esperienza
d’utilizzo ai produttori e che probabilmente farà da apripista a una
nuova filosofia anche nel campo
degli smartphone.
www.coverized.com
n. 25 / 7 maggio 20
estratto da www.dday.it
MoBIle
Samsung
presenta il tablet
navigatore
MoBIle / Disponibile al momento solo in Giappone
realtà aumentata nel GpS
Pioneer lancia una serie di GPS da auto con telecamera frontale per la realtà
aumentata. Le indicazioni appaiono così in “sovraimpressione”sulla strada
p.2
MoBIle
lG e Wikitude
per il vero 3D
di M. Dalli
l
La casa coreana lancia il primo
tablet Android destinato alla
navigazione per auto, per ora
disponibile solo in patria
di G. De Gaetani
Android si fa strada anche nel complesso mercato della navigazione
per auto: Samsung ha annunciato,
solo per il mercato coreano, il SENS240 una via di mezzo tra un tablet
e un PND (Personal Navigation
Device), con l’interessante caratteristica di poter essere comandato
da un comune tablet/smartphone
Android. Il dispositivo, munito di
schermo da 7 pollici con risoluzione di 800×480 pixel, è dotato di un
processore da 1,43 GHz e 256 MB di
memoria RAM; completano il corredo uno slot SD e una porta USB
2.0. Secondo Samsung sarà possibile visualizzare mappe stradali in
3D, riprodurre audio e video e mostrare i programmi televisivi DMB
(lo standard sviluppato in Corea del
Sud per la trasmissione digitale sui
dispositivi portatili). L’aspetto più
interessante, come già accennato,
è la possibilità di connettere, grazie
allo standard Bluetooth, il proprio
smartphone o tablet Android così
da “telecomandare” il SENS-240.
Infatti, a connessione avvenuta,
sarà possibile visualizzare qualsiasi
evento proveniente dal proprio
dispositivo mobile, con tutto guadagno, quindi, per la sicurezza di
guida in quanto non sarà necessario impugnare il proprio cellulare
per leggere l’ultimo messaggio
ricevuto. Il prezzo di vendita del
SENS-240 non è stato ancora reso
noto, non si conoscono, almeno
per ora, le intenzioni di Samsung
di commercializzare il prodotto
anche nel Vecchio Continente.
a realtà aumentata, dopo aver
conquistato il mondo degli
smartphone, sbarca ora sui navigatori satellitari da auto grazie a
Pioneer. Il produttore giapponese
sta per infatti per lanciare in patria
una serie di GPS da plancia multiDIN che, tramite una videocamera
da attaccare allo specchietto retrovisore, sono in grado di visualizzare sullo schermo le indicazioni di
navigazione “proiettandole” sulle
immagini della strada di fronte alla
macchina. Il sistema è inoltre in grado di calcolare le distanze esatte tra
la macchina e altri punti sull’imma-
gine (altre auto, punti di interesse,
ecc), di modo da fornire indicazioni
sempre più precise; è possibile addirittura identificare su quale corsia ci
si trova, oltre a semafori rossi ed altre
indicazioni stradali. La specifiche tecniche parlano di schermo da 7 pollici
con risoluzione Wide VGA (800x480
pixel), sintonizzatore TV digitale, lettore DVD e CD, Bluetooth, ingressi
USB e schede SD. I quattro modelli
saranno disponibili a partire da fine
maggio in Giappone, a un prezzo
ancora non noto. Incognita è anche
la disponibilità al di fuori della terra
nipponica.
MoBIle / L’aggiornamento ruota tutto intorno al mondo Bing
più Bing nel Windows phone Mango
Entro questo autunno arrivano anche Podcast e dettatura vocale degli SMS
di e. Ferri
N
uove feature del mai troppo
atteso aggiornamento “Mango” trapelano dal podcast degli sviluppatori di Windows Phone 7.
Più precisamente si tratta di una
serie di servizi legati a Bing, la piattaforma di ricerca tuttofare “made in
Microsoft”. Si inizia con Bing Vision,
un servizio che cerca sul web il contenuto delle immagini catturate dalla
fotocamera. Oltre alla scansione delle
classiche tag, è presente la funzione
“Riconoscimento visivo” che, una
volta sviluppata (per ora non è attiva), permetterà di riconoscere anche
strutture e monumenti. La versione
di casa Redmond dei famosi SoundHound e Shazam si chiama Bing
Audio. Con Bing Audio si può scopri-
re il titolo delle canzoni che si stanno
ascoltando semplicemente avvicinando il telefono alla fonte sonora,
poi, una volta riconosciuto il brano,
l’applicazione dirà se esiste o meno
sul marketplace fornendo un link per
l’acquisto. Anche Bing Maps si evolve
e ora supporta la navigazione turnby-turn, alla stregua del servizio di
navigazione fornito da Google con le
sue Google Maps. Altre feature non
necessariamente legate al servizio
Bing saranno la possibilità di dettare
a voce gli SMS, il supporto nativo ai
Podcast e (finalmente) l’integrazione
delle chat di Live Messenger. Ricordiamo che l’aggiornamento Mango
per Windows Phone 7 è previsto per
questo autunno.
Considerando che l’Optimus 3D
sarà uno dei primi smartphone
con display e fotocamera 3D, la
partnership è naturale. Wikitude
offrirà insieme a LG un nuovo
browser a realtà aumentata
veramente tridimensionale. Le
immagini riprese e riprodotte in
3D sul display autostereoscopico
presenteranno le varie informazioni
“sovrapposte” alla realtà sfruttando
anche la profondità, grazie
all’utilizzo del doppio obiettivo
e quindi con un risultato molto
più realistico e avveniristico.
L’applicazione Wikitude 3D
ottimizzata per lo smartphone
Optimus 3D (lanciato a febbraio
a Barcellona, ma non ancora
nei negozi), sfrutterà nuove API
appositamente sviluppate da LG,
e offrirà informazioni su quello che
ci circonda con accesso diretto a
Wikipedia e social network come
Twitter, Foursquare e così via.
MoBIle
3G integrato nei
prossimi tegra?
NVIDIA pare prendere molto
seriamente il suo ruolo nel mondo
dei dispositivi mobili, tanto da
confermare le voci di acquisizione
di Icera, un produttore di chip
per la comunicazione mobile
3G e 4G. Grazie a questa
acquisizione i prossimi dispositivi
con piattaforma Tegra potranno
avere la parte radio integrata
direttamente nella scheda, in
modo da offrire ai produttori
di smartphone e tablet una
soluzione completa più facile da
implementare. Se si rivelerà la
strada giusta, si legge in una nota
dell’azienda, in futuro potrebbero
anche esserci chip Tegra con
parte radio integrata in un unico
chip. L’attenzione di NVIDIA è
però sempre più concentrata
sul mondo mobile. È cominciata
l’era post-PC?
n. 25 / 7 maggio 20
estratto da www.dday.it
MoBIle
Voglia di 3D
anche per Nokia
Nokia starebbe studiando un
nuovo concept di interfaccia 3D
per smartphone e tablet basati
sull’utilizzo di due display in una
configurazione a conchiglia.
L’idea è quella di combinare un
display auto-stereoscopico 3D,
un normale schermo 2D e due
videocamere in grado di analizzare
il punto di vista dell’utente.
Il sistema permetterebbe di
migliorare la percezione degli
oggetti 3D, adattando l’effetto
stereoscopico in funzione della
posizione dei nostri occhi e
utilizzando il display secondario
(che potrebbe essere anche
touchscreen), ad esempio per
riprodurre un’ombra credibile di
quello che l’utente si vedrebbe
comparire davanti agli occhi. Il
concept mostra come esempio la
visualizzazione di un cubo che può
essere guardato da diversi angoli
spostandoci intorno ad esso, come
se fosse un oggetto reale. Il sistema
di videocamere permetterebbe,
inoltre, di realizzare un’interfaccia “a
gesti” stile Kinect, con la possibilità
di interagire con le immagini
3D visualizzate. Fantascienza o
realtà? Certo è che il concept è
interessante, in attesa che la qualità
dei display 3D auto-stereoscopici
possa ancora migliorare.
MoBIle / Nuova versione del lettore multimediale per Android
Doubletwist ora con airplay e NFC
La versione a pagamento introduce AirPlay da smartphone Android e la
possibilità di scambiare file MP3 senza fili utilizzando la tecnologia NFC
di p. Centofanti
I
n contemporanea con il Google
I/O, DoubleTwist ha annunciato
una nuova versione di quella che
è una delle migliori app “musicali”
per Android.
La nuova versione a pagamento
introduce funzionalità esclusive decisamente interessanti. La prima di
queste è AirPlay, ovvero la possibilità di inviare file multimediali senza
fili da smartphone Android verso
periferiche compatibili. AirPlay è
una tecnologia proprietaria Apple,
ma la sua semplicità di utilizzo la
rende ovviamente molto appetibile
anche per le altre piattaforme.
Il supporto ad AirPlay si somma a
quello ai dispositivi DLNA rendendo
così gli smartphone Android compatibili con virtualmente tutti i lettori con porta di rete.
L’altra funzionalità interessante si
chiama DoubleTap e consente di
scambiare file MP3 tra due smartphone dotati di chip NFC. La tecnologia, sviluppata per i micropagamenti, consente di scambiare
dati semplicemente accostando tra
di loro i dispositivi: DoubleTap rende lo scambio di brani tra amici più
semplice che mai, basta avviare la
riproduzione su uno smartphone e
con un tocco il brano viene trasferito automaticamente sull’altro.
Cliccando l’immagine sottostante
potrete vedere il video dimostrativo
dell’applicazione.
MoBIle
Dual e Quad Core anche per ZiilaBS
ZiiLABS, la società acquisita qualche anno fa da Creative, ha annunciato
ZMS-20 e ZMS-40, due processori mobile a due e quattro Core
di M. Dalli
estratto dal quotidiano online
www.dday.it
Registrazione Tribunale di Milano
n. 416 del 28 settembre 2009
direttore responsabile
Gianfranco Giardina
editing
Maria Chiara Candiago
Cristina Dainese
Editore
Scripta Manent Servizi editoriali srl
via Gallarate, 7 - 205 Milano
p.I. 7005
Per informazioni
[email protected]
Per la pubblicità
[email protected]
Dopo il poco convincente
tablet ZiiO con processore
ZMS-08, ZiiLABS (società di
Creative) ci riprova ora con
i due nuovi processori ZMS20 e ZMS-40, rispettivamente dual e quad core. Il primo
ad arrivare sul mercato sarà
il dual core, che integra un
ARM Cortex A9 da 1.5 GHz,
supporto per OpenGL, OpenCL, riproduzione video 1080p, HDMI 1.4 con supporto al 3D e Adobe Flash
10. In tutto ZiiLABS promette prestazioni quattro volte superiori rispetto allo
ZMS-08. I primi tablet Android Honeycomb basati su questo processore dovrebbero arrivare nel terzo trimestre dell’anno. Ancora meglio dovrebbe fare
lo ZMS-40, basato anch’esso su processori ARM Cortex A9 da 1.5 GHz (quad
core, in questo caso), di cui però in questo momento si conoscono pochi dettagli. Ne sapremo di più tra qualche mese, probabilmente già al Computex
che si terrà a cavallo tra maggio e giugno, nella speranza poi di vedere dei
tablet convincenti.
p.3
MoBIle
iHome passa
ad airplay
La docking iW1 permette
di realizzare un sistema
multiroom senza fili con
sorgenti Apple, sfruttando
l’applicazione wireless per
iPod, iPhone e iPad
di r. Faggiano
Dopo tante basette per i dispositivi Apple, iHome fa il grande
passo verso AirPlay, il sistema di
collegamento wireless dedicato
al mondo Apple.
iW1 è un diffusore stereo di dimensioni compatte, pronto per
ricevere la musica senza fili da un
prodotto Apple e anche in grado
di creare una piccola rete musicale casalinga per diffondere in tutta la casa i contenuti di un server
o tramite iTunes.
iW1 può essere alimentato con
la sua batteria ricaricabile ed è,
quindi, adatto anche per l’uso
portatile. Inoltre, è possibile anche collegare direttamente iPod
e iPhone tramite la presa USB con
funzione di ricarica.
Dal punto di vista acustico viene
applicata la tecnologia Bongiovi
Acoustics DPS con sistema stereo
a due vie e amplificatore digitale in classe D. Oltre che dal telecomando, i controlli diretti e le
funzioni multiroom sono accessibili da un pannello touch di tipo
capacitivo. Già disponibili due
applicazioni Apple per impostare le funzioni di sveglia (gratuita)
e la ricezione delle radio web (a
pagamento). Il prezzo di listino
USA è di 299 dollari, non ancora
stabilito il prezzo italiano. iHome
ha già presentato anche una linea
completa di docking station dedicata all’iPad.
n. 25 / 7 maggio 20
estratto da www.dday.it
p.
MoBIle
android Xperia
ora anche mini
e mini pro
MoBIle / Tecnologia più adeguata ai lettori eBook che agli smartphone
paperphone, lo smartphone
che si piega ai tuoi comandi
Tutte le principali funzioni si controllano piegando il display in svariati modi
MoBIle
annunciato
BlackBerry oS 7
e due nuovi Bold
di e. Ferri
I
Xperia mIni pro
Sony Ericsson lancia due nuovi
smartphone Android, mini solo
nelle dimensioni: processore da
1 GHz, ripresa video 720p e già
aggiornati a Gingerbread
di p. Centofanti
Sony ha annunciato due nuovi
smartphone della gamma Xperia, l’Xperia mini e il mini pro.
Entrambi montano Android 2.3
e sono costruiti intorno a un display multi-touch da 3 pollici (risoluzione 320x480 pixel). Il mini
pro si distingue per l’integrazione
anche di una tastiera QWERTY a
scomparsa per chi proprio non
sopporta il touch per la scrittura
di messaggi ed email.
I nuovi smartphone montano un
processore Qualcomm Snapdragon da 1 GHz, fotocamera da 5
Megapixel con ripresa video in
720p. La fotocamera offre anche
flash a LED, funzione di riconoscimento dei volti e dei sorrisi.
L’Xperia mini pro ha in più anche
una fotocamera
frontale con risoluzione VGA per
effettuare videochiamate. I telefoni sono dotati
della solita pletora di sensori,
A-GPS, uscita per
le cuffie, sono
praticamente
privi di memoria
Xperia mini
integrata, ma in
bundle sarà fornita una scheda microSD da 2 GB.
Entrambi gli smartphone saranno disponibili a partire dal terzo
trimestre.
display flessibili sono presenti
ormai da tempo in molte tecnologie davvero innovative. I
ricercatori della Queen’s University,
in Canada, hanno messo a punto il
prototipo funzionante di un telefono che si controlla in modo molto
particolare, cioè piegandolo. L’apparecchio è formato da un display
touchscreen ad inchiostro elettronico da 3,7” cui sono stai collegati
sul retro dei circuiti flessibili insieme a dei sensori. Tutte le funzioni
del dispositivo, come navigare tra i
menù, chiamare, leggere un eBook
e ascoltare la propria musica, sono
gestibili semplicemente piegando
lo schermo (e quindi l’intera struttura) in una specifica parte. Ad esempio piegando l’angolo in basso a
destra in giù si avanza nella playlist
musicale, mentre piegandolo in su si
ritorna al brano precedente. Questa
tecnologia, per come è presentata
ora, risulta forse meno intuitiva del-
la tipica interfaccia touch presente
ormai su tutti gli smartphone, ma
troverebbe il suo campo di utilizzo
più adeguato nei lettori di ebook. La
sensazione sarebbe davvero quella
di tenere in mano, se non un libro,
quantomeno un foglio di carta, girando pagina semplicemente alzando un angolino.
MoBIle
HtC Flyer arriva nei negozi, ecco i prezzi
Il tablet Android di HTC è disponibile anche in Italia in due versioni
solo Wi-Fi e 16 GB di memoria o 3G con 32 GB, pennino incluso
di p. Centofanti
Presentato a Barcellona all’MWC, il tablet Android di HTC, il Flyer arriva nei negozi. Il tablet con display da 7 pollici è disponibile in due versioni: con sola connettività Wi-Fi e memoria integrata da 16 GB a 499 euro oppure con memoria da 32
GB e connessione anche 3G a 649 euro. Con entrambe le versioni verrà fornita in
bundle anche la “penna digitale” HTC Magic Pen che permette di interagire con
lo schermo capacitivo del tablet per scrivere, disegnare e manipolare oggetti.
L’HTC Flyer si differenzia dalla maggior parte dei tablet in uscita per la scelta da
una parte del taglio da 7 pollici (come il BlackBerry Playbook), dall’altra per non
montare Android 3.0 Honeycomb, quanto
piuttosto Gingerbread ma con la nuova
versione dell’interfaccia custom HTC Sense,
la stessa in arrivo anche sullo smartphone
HTC Sensation. In questo modo HTC punta
a offrire un’esperienza di utilizzo più originale e diversa rispetto a tutti gli altri tablet
Android. Di seguito riproponiamo le prime
immagini dell’HTC Flyer in azione che abbiamo ripreso al Mobile World Congress.
In arrivo da RIM i nuovi
smartphone Bold Touch 9900 e
9930, i primi a sfruttare il nuovo
OS 7. Di serie anche l’NFC
di p. Centofanti
La versione 6.1, che doveva essere un semplice aggiornamento,
diventa invece un rilascio importante: RIM ha annunciato l’arrivo
di un nuovo smartphone della
gamma Bold, il Bold Touch 9900
(disponibile anche in versione
universale con supporto per le
reti CDMA, il 9930), che monterà
il nuovo BlackBerry OS 7. La nuova versione del sistema operativo,
che non sarà compatibile con i
dispositivi precedenti, introduce
miglioramenti grafici con animazioni a 60 fps, il supporto al
video nelle pagine HTML 5, un
nuovo motore javascript più veloce, ricerche vocali e soprattutto
BlackBerry Balance, una funzionalità che permette di separare
completamente i dati aziendali
da quelli privati, anche per le applicazioni.
Venendo allo smartphone, oltre
alla classica tastiera QWERTY, il
Bold Touch 9900 affianca un display touchscreen da 2,8 pollici
(risoluzione 640x480 pixel) e offre
un processore da 1.2 GHz con 768
MB di RAM. C’è la classica dotazione di sensori (accelerometro, bussola digitale, A-GPS e sensore di
prossimità), connettività HSPA+ e
Wi-Fi n, 8 GB di memoria integrata espandibili fino a 32 GB tramite
schedine microSD e il chip NFC
per i micro-pagamenti prossimi
venturi. I nuovi terminali saranno
disponibili in estate.
n. 25 / 7 maggio 20
estratto da www.dday.it
MoBIle
Con Ice Cream
Sandwich android
è“universale”
Dopo le voci di corridoio degli
scorsi mesi, Google ha scelto il
palcoscenico del Google I/O per
mostrare al mondo il nuovo Ice
Cream Sandwich (alias “biscotto
gelato”). La novità principale
riguarda la fusione dei due rami
di Android, quello “smartphone”
2.x (Froyo, Gingerbread) e quello
“tablet” 3.x (Honeycomb) in un
unico sistema operativo, per
restare alla pari con Apple e il suo
iOS. Ice Cream Sandwich potrà
quindi girare su tutti i dispositivi,
sicuramente smartphone e tablet
(per ora nessuna menzione a
Google TV, che ha già ricevuto
gli onori della cronaca grazie
all’aggiornamento a Honeycomb
3.1). Ci sarà un’interfaccia grafica
rinnovata, una serie di API
scalabili per gli sviluppatori e
un sistema di videochiamata
“intelligente”, che zooma sulla
faccia di chi sta parlando, nel
momento in cui sta parlando.
Ne sapremo sicuramente di più
prossimamente!
MoBIle
Il tavolo magico
di pioneer
Sulla falsariga di Microsoft Surface,
Pioneer lancia in Giappone il
WWS-DT101 discussion table: un
tavolo costituito da un display
multi-touch da 56 pollici con
risoluzione di 1920x1080 pixel.
Il “cuore” è costituito da un PC
Windows 7 con processore
Intel Quad Core Core i7 e 6 GB
di RAM su cui gira l’interfaccia
proprietaria SCHEDA. Il
sistema permette di catturare
documenti e file multimediali
via wireless da altri dispositivi
e di poterli manipolare con le
dita in modo che fino a poco
tempo fa avremmo potuto
definire avveniristico. I ragazzi di
Akihabara News hanno realizzato
un video del tavolo magico di
Pioneer in azione e del modo
in cui interagisce con tablet,
fotocamere e PC portatili, visibile
qui. Il prezzo? 3 milioni di Yen,
pari a circa 26 mila euro.
MoBIle / Musica, domotica, film e accessori: gli altri servizi di Android al Google I/O
p.5
Google si butta sull’entertainment
Sono stati annunciati i nuovi sistemi operativi (Honeycomb 3.1 e Ice Cream Sandwich), ma anche le “altre” novità
del mondo Android, dai servizi di streaming musicale e di film agli aggiornamenti software
di M. Dalli
I
l Google I/O è stata l’occasione per Google di presentare al
pubblico non solo i nuovi sistemi operativi Honeycomb 3.1 e Ice
Cream Sandwich, ma anche i servizi
che il colosso di Mountain View lancerà a breve.
Partiamo da Google Music Beta, un
servizio che consente di archiviare
online (“in the cloud”) fino a 20.000
brani musicali, gratuitamente finché il programma resterà in fase
“beta”. La musica potrà poi essere
ascoltata in streaming su dispositivi
Android compatibili, smartphone
(Froyo e Gingerbread) e tablet (Honeycomb). Ci sarà anche un programma, disponibile per Windows
e Mac, per caricare la musica online
direttamente dalla propria libreria
iTunes o Windows Media.Il servizio
al momento è limitato al solo territorio statunitense e non ci sono
indicazioni circa il costo una volta
terminata la fase beta.
Con Google Movie Rentals il colosso di Mountain View entra, invece,
in diretta concorrenza con iTunes
di Apple, offrendo sui propri device
(smartphone Froyo e Gingerbread,
tablet Honeycomb 3.1) il noleggio
di film in streaming tramite l’Android Market, con prezzi a partire da
3,99 dollari.
Ci sarà anche la possibilità di scaricare in locale i film, per vederli
quando non si ha accesso alla Rete
(su un aereo, ad esempio). Anche
qui, non è chiaro se il servizio arriverà nel nostro Paese.
Altra novità interessante riguarda
gli accessori, forse uno dei punti
di forza maggiore dell’ecosistema
concorrente iOS.
Con Android Open Accessory, Google punta a dare agli sviluppatori la
possibilità di creare accessori compatibili con tutti i dispositivi Android. Si tratta di una combinazione
hardware (Arduino) e software, e
funzionerà su Gingerbread 2.3.4 e
Honeycomb 3.1.
Da Open Accessory si passa ad Android @ Home, un sistema “domotico” per controllare gli apparecchi
compatibili direttamente dal telefono o dal
tablet. Si possono controllare elettrodomestici intelligenti, ma anche
lampadine, senza porre
limiti alla fantasia: uno
sparatutto giocato sul
tablet o smartphone,
per esempio, potrebbe
far “lampeggiare” le luci
di casa nel momento
in cui si spara a un avversario. Concludiamo, infine, con
una delle “storiche” note dolenti di
Android, gli aggiornamenti. Grazie
a una serie di alleanze con alcuni
partner strategici, come HTC, Samsung, LG, Sony Ericsson e Vodafone,
i dispositivi Android prodotti da
questi produttori riceveranno ag-
giornamenti per almeno 18 mesi dal
lancio, se l’hardware lo permetterà.
A parole sembra una lodevole iniziativa, anche se poi bisogna vedere
nei fatti come si tradurrà, visto che
la clausola dell’hardware potrebbe
essere usata da molti come “scusa”
per non aggiornare il dispositivo.
MoBIle
Smartphone sempre più sotto attacco
Aumentata del 400% la presenza di malware sulla piattaforma
Android: c’è da preoccuparsi? Secondo uno studio di Juniper
Networks la minaccia è concreta e reale
di G. Cupini
A sottolineare la rilevanza sempre maggiore sulle piattaforme mobile della questione malware, è un’indagine condotta dalla Juniper Networks, riguardante le vulnerabilità del sistema Android. Secondo i dati analizzati nell’estate del 2010, gli attacchi di malware sulla piattaforma Google sarebbero aumentati del 400% rispetto
l’anno precedente. Il problema è stato di origine per lo più interna al Marketplace,
dovuto alla pubblicazione di nuove applicazioni.
Ora, questo dato è abbastanza sterile se preso da solo, in quanto va messo in relazione con la crescita esponenziale degli utenti Android nel corso del 2010, e con la
conseguente forte espansione della grandezza dello store stesso. Tuttavia la società
tende a sottolineare come questo dato debba essere un campanello d’allarme per
tutte le piattaforme “mobili”, cui si starebbero ormai rivolgendo la maggior parte
delle attenzioni degli hacker per scoprire nuove vulnerabilità. Preoccupazione è
stata espressa poi per la rilevazione che oltre il 17% di tutte le intrusioni malevoli
sia avvenuto tramite SMS, l’attività ancora regina per molti in mobilità, con trojan
che inducono l’utente inconsapevolmente a inviare messaggi verso numeri costosissimi. In questo senso è importante sottolineare come la scelta di Google, annunciata all’ultimo I/O, di provare a garantire tempi certi nell’aggiornamento dei
propri device, in accordo con le case di produzione, sia un passo fondamentale per
tutelare l’utente finale. C’è poi da riflettere se una forma di controllo sul Marketplace, non di qualità o contenuto, ma di purezza del codice, potrebbe divenire
necessario per le prossime generazioni del sistema operativo made in Google.
n. 25 / 7 maggio 20
estratto da www.dday.it
MoBIle
Xperia play
sembra un vero
fallimento
È uscito da un po’ di tempo
ma nessuno se ne è accorto:
i giochi non vendono e il
terminale sembra già superato.
Solo Sony è ottimista
di r. pezzali
Per un anno intero se ne è parlato,
sono usciti rumors, scatti rubati,
anteprime, leaks, e ora che l’Xperia
Play è uscito non interessa più a nessuno. Lo smartphone/console di
Sony Ericsson, infatti, è già sul mercato da metà aprile e nonostante
tutto le vendite sono relativamente basse, non solo del terminale stesso ma anche dei giochi.
L’Xperia Play, venduto a 599 euro,
è totalmente fuori mercato e i giochi non sembrano attirare più di
tanto il gamer che probabilmente
sta aspettando l’uscita della nuova
console portatile di casa Sony prima di investire in uno smartphone
votato al gaming, che però non ha
certo la potenza della già annunciata NGP. Recentemente, sono
stati poi diffusi alcuni dati relativi
agli scaricamenti di giochi PSOne:
quello che è stato scaricato di più
non è arrivato a 1000 download, e
c’è addirittura un gioco che è stato
scaricato meno di 100 volte. Cifre
che fanno sorridere se si pensa a
quanto sono stati scaricati giochi
come Angry Birds, segno che forse
questo ibrido non piace. Sony Ericsson è però ottimista e spera nei
titoli realizzati ad hoc per Xperia
Play, che dovrebbero essere lanciati a breve.
DIGItal IMaGING / Panasonic presenta la G3, fotocamera micro 4:3 che sostituisce la G2
p.
lumix G3, Megapixel e video HD
Oltre al nuovo sensore la fotocamera offre un corpo più compatto e riprende video in formato AVCHD1080p/50i
di r. pezzali
U
na nuova fotocamera micro
4:3 entra a far parte dell’universo Lumix di Panasonic: la
DMC-G3 sostituisce il modello G2
che ha da poco spento la sua prima
(e unica) candelina.
La Lumix G3 ha un corpo in alluminio ancora più compatto e un’ impostazione che ricorda molto da vicino
una reflex in miniatura. Panasonic ha
lavorato soprattutto nella direzione
della qualità d’immagine: il sensore,
infatti, passa da 12 Megapixel del
modello vecchio a 16 Megapixel del
nuovo modello, con un circuito di
supporto totalmente rivisto per abbassare il livello di rumore e raggiungere risultati simili a quelli delle reflex con sensore APS-C. Il display sul
retro è da 3”, snodabile, touchscreen,
con una risoluzione di 460.000 pixel,
soluzione questa che ha permesso di
eliminare qualche ghiera di troppo
del modello precedente facilitando
alcuni controlli. Il corpo in alluminio
è ridotto e più leggero: 330 grammi
senza lente. Rivista anche la sezione
video: il nuovo modello riprende video AVCHD Full HD 1080/50i con audio stereo. Il prezzo fissato negli Stati
Uniti è pari a 699$, siamo in attesa di
conferme per il prezzo in Italia.
DIGItal IMaGING
DIGItal IMaGING
Canon eoS 5D Mark III: forse ci siamo
Canon avrebbe rilasciato ad alcuni fotografi i prototipi della 5D Mark III
con meno rumore ad alti ISO e qualità di immagine migliorata
di M. Dalli
Sono trascorsi quasi tre anni dalla presentazione della EOS 5D Mark II e i fan di
Canon aspettano ora con ansia il successore di questa reflex digitale full format,
la EOS 5D Mark III. Secondo quanto riportato da Canon Rumors, però, l’attesa
potrebbe essere breve, dal momento che il produttore giapponese ha iniziato a mandare ad alcuni fotografi “chiave” i primi esemplari di test della nuova
macchina. Da quanto è trapelato finora, inoltre, si parla di un piccolo incremento nel numero di Megapixel (che dovrebbero passare dai 21 attuali a 26 o 28
Megapixel), un’attenzione particolare è stata riservata alla qualità di immagine,
nella fattispecie alla riduzione del rumore ad alte sensibilità. Pare, inoltre, certa
la presenza di un sensore di auto-focus a 19 punti. Tutto il resto è, ovviamente,
avvolto nel mistero. Gli stessi rumor parlano di un ricongiungimento delle EOS
1D e EOS 1Ds, presumibilmente mantenendo i 10 frame al secondo della 1D con
il sensore full format della 1Ds.
Basta obiettivi
nella fotografia
del futuro
Arrivano le fotocamere
computazionali, fotocamere
che possono fare cose al
momento inimmaginabili e
ben al di sopra delle possibilità
offerte anche dalle migliori
reflex attuali. Lo promette una
startup americana, la Lytro, che
sta già lavorando da qualche
anno a una nuova tecnologia
che rivoluzionerà il mondo
della fotografia. Il principio
non è molto complesso: un
super sensore cattura tutto
lo spettro della luce che lo
colpisce e questa viene gestita
da potentissimi algoritmi
software che sono in grado di
interpretarla e gestirla creando
infinite immagini da una sola
esposizione. L’utente da un
singolo scatto può cambiare,
ad esempio, il punto di messa
a fuoco, la profondità di campo
e moltissimi altri parametri con
risultati a dir poco eccezionali.
Alcuni esempi sono visibili nella
gallery: http://lytro.com/gallery/.
n. 25 / 7 maggio 20
estratto da www.dday.it
people & Market / Il CEO di Sony, Howard Stringler, si è scusato ufficialmente per il “pasticcio” del PlayStation Network
p.7
Sony playStation Network: si riparte, finalmente!
Dopo l’aggiornamento per la PS3 e il cambio password ripartono (gradualmente) i servizi online: si ritorna alla normalità a quasi un mese di buio totale
di M. Dalli e p. Centofanti
È
trascorso un mese da quando, il
22 aprile, il Playstation Network
è stato spento da Sony in seguito ad un attacco informatico che ha
messo nelle mani degli hacker i dati
di accesso (password comprese) degli
utenti del servizio di gaming online per
PlayStation. Si ritorna alla normalità,
gradualmente: Sony ha infatti riattivato la parte di gaming online, dopo aver
rilasciato un nuovo firmware per PS3.
L’aggiornamento alla versione 3.61 costringe gli utenti a cambiare password
per rendere inutili i dati rubati dai ladri informatici (ma quei dati vengono
spesso usati anche per altri servizi di
cui Sony non ha il controllo). Il cambio
password richiede l’invio da parte di
Sony di una email di conferma, ma il
gran numero di richieste ha provocato
qualche intasamento, per cui Sony ha
avvisato gli utenti che potrebbe volerci un po’ di tempo prima che la mail
venga spedita. Dopo il gaming online
seguirà la riattivazione degli altri servizi
Sony, come Music Unlimited di Qrio-
city, la Gestione Account, il noleggio
film, PlayStation Home, la lista amici e
le funzioni chat. Il ripristino completo
dovrebbe arrivare entro fine mese.
Intanto il CEO di Sony, Howard Stringer, ha rotto il silenzio con una lettera
pubblicata sul blog ufficiale di PlayStation. “Ad oggi non c’è alcuna prova
confermata del fatto che siano state sottratte in modo fraudolento informazioni
personali o relative alle carte di credito,
e continuiamo a monitorare attentamente la situazione” ha voluto prima
rassicurare Stringer, per poi chiedere
ufficialmente scusa: “Mi scuso, personalmente e a nome dell’azienda, per tutti i disagi procurati agli utenti da questo
attacco. Sotto la guida di Kazuo Hirai,
abbiamo squadre di lavoro a tempo
pieno in tutto il mondo per ripristinare
l’accesso ai servizi con la massima rapidità e sicurezza possibili.” A chi accusa la
compagnia di aver aspettato troppo
prima di comunicare ai propri utenti il
possibile furto dei dati personali, Stringer ripete la posizione ufficiale: Sony
ha atteso le verifiche del caso prima
di pronunciarsi e ha tempestivamente bloccato l’accesso alla sua rete:
“Vorrei aver ottenuto prima le risposte
a tali quesiti, ma l’analisi forense è un
processo complesso e richiede tempo”.
Nel frattempo Cnet lancia l’allarme e
avverte che, secondo alcune fonti, un
terzo e definitivo attacco contro altri
server Sony sarebbe in preparazione.
Secondo quanto riportato, gli “attentatori” avrebbero l’intenzione di rubare altre informazioni e di pubblicarle
people & Market / L’intelligenza artificiale raggiunge nuovi traguardi: Skynet è vicino
ecco il pC che impara dai propri sbagli
A breve i PC potranno prendere decisioni diverse davanti agli stessi errori, cercando nuove soluzioni. Un po’ come noi
di e. Ferri
È
sicuramente capitato a tutti di
vedere il proprio PC segnalare
sempre lo stesso errore quando si esegue una determinata operazione. Un gruppo di ricercatori ha
creato un algoritmo per prevenire
situazioni di questo tipo, “insegnando” al computer a riconoscere l’errore fatto e a evitare di ricommetterlo
ancora. I ricercatori dell’Università di
Tel Aviv che hanno messo a punto
questo codice credono che possa
aiutare le macchine a predire una
stima del futuro o ad avere un’ottima visione d’insieme del momento
attuale, usando come base le migliaia di variabili del presente. Questo può essere utile ad esempio per
prevedere l’andamento della borsa o delle aste online. Fa riflettere
quanto un comportamento simile
sia accostabile a quello dell’uomo,
che tipicamente “impara dagli errori
commessi”. Sicuramente, per quanto utile ed avveneristico, una situazione simile non può che non ricordare il famoso network SkyNet della
saga Terminator, che imparando dai
propri errori è arrivato a diventare
indipendente dichiarando guerra
alla razza umana. Tralasciando una
dovuta ironia, sembra davvero che
il futuro sia sempre più dettato dall’unione tra la potenza di calcolo dei
PC e la capacità di scelta degli esseri
umani.
sul web. L’identità dei pirati rimane
sconosciuta; Sony in un comunicato
ha accusato apertamente la rete degli
Anonimi, che però rimanda al mittente le accuse, tacciando la compagnia
di totale incompetenza. Il gruppo degli Anonimi era subito stato indicato
come probabile autore o supporter
dell’attacco, ma il gruppo aveva preso
da subito le distanze da quanto accaduto al PlayStation Network e continua con fermezza a negare il proprio
coinvolgimento.
people & Market
Facebook fa
i dispetti a Google
Tutto è iniziato con una notizia
pubblicata dal The Daily Beast,
secondo cui Facebook avrebbe
incaricato l’agenzia di PR BursonMarsteller di parlare male di
Google sulla rete. La fuga di queste
informazioni è avvenuta quando
Burson-Marsteller ha contattato il
blogger Christopher Soghoian per
iniziare a diffamare Google con
notizie false, garantendo anche
una pubblicazione dell’articolo
su Washington Post e Huffington
Post. Il blogger tuttavia non
ha accettato e ha deciso di
pubblicare online lo scambio di
messaggi tra lui e l’agenzia Burson.
Questi atteggiamenti non sono
nuovi nel mondo della tecnologia:
è quindi evidente come la
gestione dell’identità online sia
divenuta un asset fondamentale
per le aziende, e sarà un mondo
dove si sposterà sempre di più la
guerra industriale.
n. 25 / 7 maggio 20
estratto da www.dday.it
people & Market
In lombardia
nel 203 addio
al digital divide
Regione Lombardia e Telecom
Italia annunciano che entro due
anni la popolazione sarà coperta
al 100% dalla banda larga.
Previste spese per 100 milioni
di M. Dalli
La Regione Lombardia sarà la
prima regione italiana senza digital divide: ad annunciarlo sono
Roberto Formigoni, Presidente
della Regione, e Franco Bernabè, amministratore delegato di
Telecom Italia. Il piano prevede
la copertura, da parte di Telecom
Italia, del 100% della popolazione lombarda con servizi a banda
larga ADSL da almeno 7 Mbit/s
(che, in alcuni casi, diventeranno
anche 20 Mbit/s). La copertura
comprende, di conseguenza,
anche le cosiddette “aree in fallimento di mercato”, ovvero quelle
zone in cui mancano le infrastrutture necessarie per la copertura
in banda larga.
I comuni interessati da qui al
2013 saranno 707, per una popolazione complessiva di un milione di abitanti. Il piano prevede
l’adeguamento di 917 sedi di
commutazione, con 8.500 Km di
cavi (di cui 3000 in fibra) per una
spesa complessiva di 95 milioni
di euro. La Regione Lombardia si
farà carico di 41 milioni di euro, il
resto sarà di competenza di Telecom Italia.
A beneficiarne saranno soprattutto alcuni settori come il tessile
della Val Seriana, di Serico Comasco e di Castel Goffredo, quello
dell’abbigliamento del Gallaratese, quello del mobile di Monza
Brianza, quello della meccanica
della Valle dell’Arno e quello dell’HiTech di Vimercate.
È però un segnale importante
anche per tutto il resto dello “Stivale”, nella speranza ovviamente
che non rimanga un caso isolato.
p.8
people & Market / Arriva la piattaforma per acquisti digitali
people & Market
Gli operatori italiani di telefonia mobile hanno creato una piattaforma
unica per acquistare contenuti digitali tramite il credito telefonico
Dal 2012 al 2015 assisteremo a
un progressivo ribasso dei costi
di terminazione per le chiamate
su rete mobile. Si abbasseranno
anche le tariffe?
le app e musica si comprano
con il credito telefonico
di M. Dalli
I
n Italia l’uso della carta di credito
è molto sotto la media europea,
fattore che “frena” anche l’e-commerce. Ora però è presente un nuovo metodo di pagamento, basato
sul credito telefonico. I maggiori
operatori mobili italiani (TIM, Vodafone, Wind, 3 Italia, PosteMobile e
Fastweb) hanno infatti lanciato una
piattaforma condivisa e aperta per
scalare l’importo dell’acquisto direttamente dal credito residuo della
ricaricabile (o addebitarlo sulla bolletta successiva). Questo sistema si
candida perfettamente per piccoli
acquisti, come per esempio i contenuti digitali: dal cellulare basterà un
click per comprare ciò che si vuole,
mentre da PC o altri dispositivi si
accederà inserendo nome utente e
Chiamare i
cellulari costerà
meno dal 202
di M. Dalli
password. Ovviamente Engineering
e Reply, partner tecnologici della
piattaforma, assicurano i massimi
standard di sicurezza. Tra i primi interessati ad utilizzare questa soluzione nel mercato italiano figurano
aziende come Gruppo Caltagirone
Editore, Class Editori, Guida Monaci,
Espresso, Il Sole 24 Ore, La Stampa,
Microsoft Italia, Mondadori, Monrif/
Poligrafici Editoriale, Paperlit, RCS,
Shenker e L’Unione Sarda.
people & Market
Sky: Mediaset non può stare sul canale 58
Tom Mockridge, di Sky Italia, ha scritto al ministro Romani per
protestare contro l’assegnazione a Mediaset della frequenza
provvisoria, in vista del “beauty contest”
di p. Centofanti
Non usa tanti giri di parole Tom Mockridge, amministratore delegato di Sky Italia,
per protestare formalmente con il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani. Motivo della lettera (e della disputa) la presenza del Mux 6 di Mediaset sul
canale 58 del digitale terrestre, canale che era stato concesso a Mediaset lo scorso
23 Agosto 2010 per sperimentare tecnologie avanzate.
Il primo problema è che la concessione in questo caso prevede un periodo massimo di 6 mesi, ma ne sono trascorsi quasi 9 dal 23 agosto; inoltre la frequenza
viene utilizzata per l’offerta commerciale di Mediaset, trasmettendo sì i canali HD
del “biscione” (Canale 5 HD e Italia 1 HD), ma anche alcuni canali +1 di Mediaset
Premium, che di “sperimentale” hanno ben poco.
Il secondo problema riguarda invece il “beauty contest” che si terrà tra qualche
mese e assegnerà sei frequenze a nuovi e vecchi operatori, gara a cui parteciperà
anche Sky con la possibilità di ottenere al massimo 1 frequenza. In base alle regole di questo contest, però, la frequenza “incriminata” potrebbe paradossalmente
avvantaggiare Mediaset per ottenere più punti (e quindi una probabilità più alta
di vedersi assegnata una frequenza). Vedremo se e cosa risponderà il Ministro; intanto pare quasi certo il rinvio dell’asta per assegnare agli operatori di telefonia
mobile le frequenze dal 60 al 69. Motivo del rinvio è la richiesta, da parte delle associazioni delle TV locali, a cui verranno espropriate queste frequenze, di portare
l’indennizzo dal 10% al 20% del totale. Se ne riparlerà quindi a fine anno.
L’AGCOM ha approvato la proposta di delibera relativa al mercato della “terminazione mobile”
che verrà ora sottoposta a consultazione pubblica nazionale,
nonchè al parere della Commissione Europea e dell’Autorità
Garante della Concorrenza e del
Mercato.
Per “terminazione mobile” si intende quella tariffa che gli altri
operatori devono pagare all’operatore mobile verso cui è diretta
una chiamata.
Per fare un esempio, se si chiama
un cellulare di un altro operatore, il nostro gestore dovrà pagare parte della chiamata all’altro
operatore.
Le attuali tariffe prevedono un
costo di 5,9 centesimi al minuto
per i maggiori operatori, ma dal
1° luglio scatterà una prima tranche di “sconti”, con tariffe a 5,3
cent e 6,3 cent per 3 Italia.
Dal 2012 i costi sono destinati a
scendere ulteriormente secondo
questa scaletta:
• 4,1 cent per il 2012
• 2,6 cent per il 2013
• 1,6 cent per il 2014
• 0,98 cent per il 2015.
Per chiamare 3 Italia, invece, i costi saranno leggermente più alti
nel biennio 2012-2013, con 5,1 e
3,4 cent rispettivamente, salvo
poi allinearsi agli altri operatori
dal 2014.
Questa sensibile riduzione dovrebbe poi tradursi in un abbassamento delle tariffe anche per
gli utenti finali, sia da rete mobile che da rete fissa. Se così non
fosse, gli utenti avrebbero una
ragione in più per protestare
contro il caro-bolletta.
n. 25 / 7 maggio 20
estratto da www.dday.it
pC & MUltIMeDIa / Rilasciata la nuova versione della più popolare distribuzione Linux
arriva Ubuntu .0 con tante novità
Contenuti ambiziosi per conquistare anche il grande pubblico: nuova interfaccia, pannello e menù delle applicazioni
pC & MUltIMeDIa
pICoHD5.
Full HD in
palmo di mano
Crystal Acoustics propone un
Media Player Full HD con audio
5.1 della dimensione di un
lettore per memory card
di p. Centofanti
C
ome ogni anno, oltre alla
primavera, arriva anche una
nuova versione di Ubuntu, il
sistema operativo basato su Linux,
gratuito, open source e, soprattutto, sempre più popolare. La versione
11.04 (aprile 2011), per gli amici Natty
Narwhal, rappresenta uno dei rilasci
più ambiziosi per Ubuntu, un altro
passo verso un sistema Linux sempre
più alla portata di tutti, ma soprattutto verso un ecosistema completo pur
mantenendo la sua anima open.
La prima importante novità è quella
dell’ambiente grafico con l’introduzione anche sulla versione desktop
di Unity, una nuova interfaccia che
racchiude un nuovo launcher per le
applicazioni, una nuova gestione delle finestre e degli spazi di lavoro e un
nuovo pannello.
Altra novità, il menù delle applicazioni
denominato “dashboard”, che fa leva
soprattutto sulla funzione di ricerca
per trovare le applicazioni. La ricerca
avviene in tempo reale mentre digitiamo velocizzando il tutto. Il nuovo
menù presenta le applicazioni più utilizzate e dei suggerimenti tra le tante
applicazioni disponibili sull’Ubuntu
Software Center, se vogliamo l’App
Store di Ubuntu già introdotto diverso tempo fa. In più, dalla pagina di
p.
di a. Spaziani
Il nuovo pannello, come in Mac oS X, elimina la barra degli strumenti dalle
finestre delle applicazioni; le voci dei vari menù compaiono sul pannello (unico)
superiore solo quando passiamo sopra il puntatore, alleggerendo le finestre e
dando più spazio ai loro contenuti. Come vediamo dalla schermata sopra, graficamente c’è ancora da lavorare (il nome dell’applicazione viene malamente
troncato dall’elenco dei menù), ma si tratta di un’impostazione molto comoda.
accesso iniziale possiamo comunque
lanciare il sistema con una sessione
“classic” con il menù standard (e senza
Unity). L’altro punto su cui ha lavorato molto Canonical è stato quello
dell’integrazione delle applicazioni
“core” nel pannello e una ridefinizione
delle applicazioni di default. Arriva finalmente Firefox 4 (ma viene ampiamente promosso anche Chromium,
la versione open di Chrome), il lettore
multimediale di riferimento diventa
l’ottimo Banshee, ritroviamo Gwibber
per la gestione dei social network ed
Sparisce il pannello inferiore, mentre sulla sinistra troviamo il nuovo launcher,
una sorta di dock su cui possiamo inserire collegamenti ad applicazioni, cartelle, periferiche e link ad applicazioni web. Da qui possiamo anche gestire i nostri
workspace (quattro in perfetto stile linux) in modo efficace come possiamo
vedere qui in alto. Mutuata da Mac oS X anche la visualizzazione a ventaglio
delle finestre aperte (prima disponibile come impostazione avanzata di Compiz) utilizzando la scorciatoria ‘Super + W’. Il limite maggiore di Unity è forse
proprio questo: le sue potenzialità sono “nascoste”, visto che la maggior parte
delle funzioni sono accessibili solo tramite scorciatoie da tastiera.
Empathy come client multi-protocollo per l’instant messaging. Per quanto
riguarda il pacchetto “office”, OpenOffice lascia il posto a LibreOffice, la
versione gestita dalla comunità The
Document Foundation del progetto
ora proprietà di Oracle.
Continua inoltre l’espansione di Ubuntu One, il cloud di Ubuntu che comprende l’hosting e la sincronizzazione
tra diversi dispositivi di cartelle, file
(con possibilità di streaming a pagamento di file audio su Android e iOS),
contatti, a cui si aggiunge lo store di
file MP3 ora integrato in Banshee.
In definitiva con questa nuova versione Ubuntu, Canonical ha fatto un
ennesimo passo verso una maggiore
caratterizzazione e personalizzazione
della sua offerta Linux. Comincia a intravedersi lo sforzo per offrire un sistema completo, efficiente e soprattutto
una “visione” di insieme. C’è ancora
molto da lavorare e non siamo ancora
sicuri che Unity sia sufficientemente
matura per conquistare tutti gli utenti,
ma le premesse per costruire una solida alternativa a piattaforme ben più
diffuse ci sono tutte.
In ogni caso, come ogni versione,
anche Natty Narwhal è totalmente gratuita, può essere provata da
chiavetta USB o installata con facilità al fianco di Windows senza
apportare modifiche al proprio sistema. Provarla non costa nulla:
http://www.ubuntu.com/download.
Crystal Acoustics mette in un contenitore di dimensioni molto ridotte,
7,5 x 6,5 x 1,5 cm, di alluminio spesso 1,25 mm e 60 g di peso, il lettore
multimediale PICOHD5.1 con uscita
video HDMI a 1080p, uscita audio
coassiale per il bitstream di DTS
e Dolby Digital 5.1 a un ricevitore
esterno, uscita video component
e audio analogica, lettore per memory card SD e MMC, presa USB
per memorie di massa esterne e un
ricevitore IR per la gestione tramite
il telecomando in dotazione. La versatilità del PICOHD5.1 è ben supportata da un’estesa compatibilità sia in
campo video sia audio: i formati, infatti, coprono i file video MKV, DivX,
XivD, AVI, M2TS, WMV9, MPG1/2/4,
FLV, RM, TS e VOB con supporto
dei sottotitoli (SRT, ASS, SSA e SUB),
oltre ai file audio FLAC, MP3, OGG,
WMA e WAV. Per le immagini sono
compatibili i formati JPEG, BMP, GIF
e PNG con diversi effetti applicabili
durante la riproduzione. PICOHD5.1
supporta, inoltre, sia sulle memory
card sia sulla porta USB, i file system
FAT, FAT32 e NTFS. Come uscita
video troviamo tutte le risoluzioni standard 1080i/p, 720p, 480i/p,
576i/p, mentre per l’audio è possibile sia fare il passthrough del flusso
a un ricevitore AV esterno, sia fare
il downmix in stereo del segnale. Il
PICOHD5.1 è aggiornabile tramite
chiavetta USB formattata FAT32, sul
sito è disponibile una versione che
aggiunge la funzione di sincronizzazione dei sottotitoli e risolve problemi di connessione a ricevitori AV
esterni. Il prezzo è di 65 euro.
n. 25 / 7 maggio 20
estratto da www.dday.it
p.20
pC & MUltIMeDIa
pC & MUltIMeDIa / Asus adotta la piattaforma AMD Fusion per il suo ultimo Eee PC
Dopo aver lanciato per prima
sul mercato un disco rigido da 3
Terabyte, Seagate annuncia ora
un nuovo record per l’industria:
piatti da 1 TB. Considerato che
il suddetto modello da 3 TB
monta 5 piatti da 600 MB l’uno,
mantenendo invariato il numero
di piatti si arriverebbe ad un disco
rigido da 5 Terabyte. È probabile
però che questo disco non arrivi
in contemporanea con i nuovi
piatti (attesi per la metà dell’anno),
in quanto Seagate potrebbe
pensare prima a ridurre costi e
consumi dell’attuale unità da 3
TB. Questa evoluzione porta a fare
un riflessione sui dischi allo stato
solido (SSD), ancora incapaci di
competere con prezzi “popolari”
alla sempre più crescente
domanda di spazio per i contenuti
multimediali. È plausibile quindi
ipotizzare un futuro sempre
più complementare per le due
tecnologie: stato solido per
sistema operativo e programmi,
disco rigido per documenti e dati
in generale. E voi, prediligete la
velocità o lo spazio su disco?
Tra le caratteristiche del nuovo netbook, il processore AMD Brazos Dual-Core e la grafica Radeon HD6310
sus ha annunciato la disponibilità del nuovo Eee PC 1215B
che, a differenza del 1215N con
Atom D525 e grafica Nvidia ION2,
utilizza la piattaforma AMD Fusion
con l’adozione del processore Dual
Core Brazos AMD E350 da 1.6 GHz e
grafica embedded Radeon HD6310
o Dual-Core AMD C-50 da 1 GHz e
sezione grafica Radeon HD6250, entrambi compatibili DirectX 11.
Il monitor è di 12,1 pollici retroilluminato a LED con risoluzione 1366x768
pixel su cui è montata la webcam da
0,3 MP, la memoria è composta di SODIMM DDR3 da 2 o 4GB, l’hard disk
SATA varia dai 250 ai 500GB, la connettività di rete prevede sia la presa
RJ45 sia il supporto al wireless 802.11
a/b/g/n a 2.4 GHz e, opzionalmente,
il Bluetooth 3.0. Oltre alle porte standard USB 2.0, VGA, microfono e cuffie
pC & MUltIMeDIa
Processori Quad Core per tutti i modelli e connessione veloce Thunderbolt
In arrivo Hard Disk
da 5 terabyte?
Il pC diventa cloud
con pogoplug
Pogoplug, azienda californiana
famosa per i suoi NAS che
permettono di accedere ai
contenuti del disco anche da
Internet, portando così il cloud in
casa, ha lanciato ora un software
che consente di condividere col
servizio Pogoplug i contenuti del
proprio PC. Il software è gratuito
e disponibile per Windows, Mac e
Linux e, ovviamente, richiede che
il PC sia acceso per funzionare. I
contenuti possono poi essere visti
da qualsiasi browser, accedendo
al portale Pogoplug, oppure
dalle applicazioni per iPhone,
iPad e Android. Da smartphone
non è però possibile accedere in
streaming ai contenuti audio e
video, per cui è richiesta la versione
a pagamento (dal costo di 29
dollari); questa versione include
anche un server compatibile con
Xbox 360, PS3 e TV connesse,
tramite protocollo DLNA.
aMD Fusion per l’aSUS eee pC 25B
di a. Spaziani
a
sono presenti anche le connessioni HDMI con supporto al 1080p,
l’uscita audio 7.1,
l’USB 3.0 e un lettore di memory
card SD/SDHC/
SDXC/MMC.
Il sistema operativo è Windows 7
Home Premium.
La parte più interessante sembra
comunque essere la durata della
batteria Li-ion a 6 celle da 56 Wh
che, da specifiche, promette 8 ore
di utilizzo ininterrotto. Le dimensioni
sono contenute, 296 x 203 x 38 mm,
mentre il peso è di 1.45 Kg con la
batteria. Sarà disponibile in quattro
pC & MUltIMeDIa / Apple annuncia i nuovi desktop “tutti in uno”
thunderbolt e Sandy Bridge per iMac
di p. Centofanti
C
ome da previsioni, Apple ha
recentemente
presentato il nuovo aggiornamento della sua
gamma iMac, i desktop
tutto in uno consumer.
Con i nuovi processori
Core i5 e i7 Quad Core
con architettura Sandy Bridge, i nuovi
iMac possono offrire prestazioni sempre più simili a quelle della linea Pro,
mentre sul fronte della connettività
arriva anche per i computer fissi di Apple Thunderbolt, la connessione ultra
veloce sviluppata con Intel e introdotta pochi mesi fa con i nuovi MacBook
Pro. I nuovi iMac sono disponibili nei
classici tagli da 21.5 pollici e 27 pollici,
con processori Core i5 Quad Core nella configurazione base, aggiornabile a
Core i7 (fatta eccezione per il modello
entry level da 1149 euro). Tutti i modelli sono forniti di 4 GB di RAM e scheda
grafica AMD Radeon HD 6750M con
512 MByte di memoria video. Esteso
anche sul modello “mediano” da 21.5
pollici la possibilità di installare un disco allo stato solido secondario, prima
esclusiva dei modelli da 27 pollici. Per il
resto le novità sono ben poche, se non
che la dissezione dei primi esemplari
ha mostrato come la scheda grafica
sia sostituibile (e magari aggiornabile) senza dover rimpiazzare la scheda
logica. Anche il processore potrebbe essere sostituibile dall’utente più
smanettone nonostante un sigillo che
però invaliderebbe la garanzia Apple.
Prezzi e configurazioni sono disponibili sulla pagina dell’Apple Store.
colori: nero, argento, nero lucido e
un colore rosso particolare leggermente lucido. L’Eee PC/1215B sarà
disponibile da fine maggio a partire
da circa 350 euro per la configurazione base.
pC & MUltIMeDIa
Secondo Gartner
dischi SSD a metà
prezzo dal 202
Uno dei fattori limitanti per il
successo dei dischi allo stato
solido (SSD) è sicuramente il
prezzo, molto più alto rispetto
ai più lenti (ma più capienti)
cugini dischi rigidi. Secondo la
società di ricerche di mercato
Gartner, però, dalla seconda
metà del 2012 il prezzo per
Gigabyte dei dischi allo stato
solido potrebbe scendere sotto
al dollaro, circa la metà rispetto
ai prezzi attuali.
Si tratta ancora di cifre
importanti (250 dollari per
un disco da 250 GB non sono
certo alla portata di tutti),
ma soprattutto lontane da
quelle offerte dai dischi rigidi,
i cui modelli da 3 TB costano
all’incirca 5 cent al GB (e sono
tra i più cari). Nel complesso
è però un buon segnale per
il futuro di questa tecnologia,
sperando poi che i prezzi
continuino a dimezzare nel
corso degli anni.
n. 25 / 7 maggio 20
estratto da www.dday.it
pC & MUltIMeDIa
acer ethos
il touchpad
diventa estraibile
Lettore Blu-ray, audio Dolby
e TouchPad estraibile per i
notebook Acer Ethos 5951G
e 8951G, disponibili da fine
maggio nei tagli da 15.6” e 18.4”
di e. Ferri
Acer introduce sul mercato i nuovi
notebook Aspire Ethos 5951G e
8951G, progettati principalmente
per la riproduzione multimediale.
Il lettore Blu-ray integrato e il sistema audio Dolby Home Theater v4
promettono di riprodurre la propria
collezione di film HD restituendo
un’ottima esperienza visiva e sonora.
Il TouchPad è estraibile, così quando
ci si vuole rilassare sul divano il notebook viene controllato a distanza ed utilizzato solamente come
schermo. I notebook Ethos di Acer
saranno disponibili da fine Maggio
con le seguenti configurazioni:
Aspire Ethos 5951G (1399 euro)
Display HD 15,6” LED CineCrystal /
Intel Core i7-2630QM / Scheda grafica NVIDIA GeForce GT 555M 2 GB
/ RAM 2 x 4 GB DDR3 / 750 GB HDD
/ Blu-ray Reader / Wifi 802.11bgn /
Batteria 8 cell 3.0 / Webcam 1.3 MP
HD CrystalEye / Windows 7 / Bluetooth 3.0
Aspire Ethos 8951G (1699 euro)
Display Full HD 18,4” LED CineCrystal / Intel Core i7-2630QM /
Scheda grafica NVIDIA GeForce GT
555M 2 GB / RAM 3 x 4 GB DDR3 /
2*750 GB HDD / Blu-ray Reader /
Wifi 802.11bgn / Batteria 8 cell 3.0
/ Webcam 1.3 MP HD CrystalEye /
Windows 7 / Bluetooth 3.0
pC & MUltIMeDIa / Entro fine anno nei processori Ivy Bridge
transistor Intel 3D per la CpU a 22 nm
Annunciata la produzione di transistor Tri-Gate, una tecnologia che
permette di scalare fino a 22 nm sfruttando la terza dimensione
di p. Centofanti
N
el corso di un’attesa conferenza stampa, Intel ha annunciato una nuova tecnologia che
promette di rivoluzionare il mondo
dei micro-processori. Intel ha infatti
comunicato di essere in grado di
iniziare la produzione di processori
basati su transistor di tipo Tri-Gate.
Si tratta di un nuovo tipo di transistor, i mattoni fondamentali di un
processore, su cui Intel è al lavoro
da dieci anni e che finalmente possono essere prodotti su larga scala.
Ma di cosa si tratta esattamente?
Semplificando il più possibile e
utilizzando le stesse parole di Intel, con questa nuova tecnologia i
transistor passano da planari a “tridimensionali”.
La dimensione in più permette di
disporre parte del semiconduttore
in verticale, una specie di “pinna”
(“fin” nella terminologia di Intel) sul
substrato, completamente rivestita dal conduttore che funziona da
“gate”, entrando in contatto così su
ben tre lati del semiconduttore, da
cui la terminologia Tri-Gate. Questa particolare configurazione ha
diversi importanti vantaggi: è possibile ridurre ulteriormente la scala
dei processori grazie allo sviluppo
in verticale, migliorare l’efficienza
del transistor grazie a una maggiore area di conduzione e ridurre
il tempo di risposta del transistor
stesso. Ciò si traduce in processori
ancora più veloci, energeticamente
più efficienti e sempre più integrati,
nel perfetto rispetto della legge di
Moore (secondo cui le prestazioni
dei processori raddoppiano ogni
18 mesi). Intel parte così dai 22 nm
e la nuova tecnologia Tri-Gate sarà
implementata nei prossimi processori con nome in codice Ivy Bridge
attesi entro fine anno e che utilizzeranno l’architettura Sandy Bridge, ma portata dai 32 nm ai 22 nm.
Rispetto agli odierni transistor a 32
nm, i nuovi Tri-Gate consumeranno
qualcosa come fino al 50% in meno
di potenza a parità di prestazioni.
Per questo motivo c’è molta attesa
anche per i nuovi processori a basso consumo Atom che sfrutteranno
questa tecnologia: potrebbero essere infatti in grado di portare l’architettura x86 anche sui dispositivi
mobili come smartphone e tablet
con consumi paragonabili a quelli
dei processori ARM.
la differente conformazione del transistor 2D (a sinistra) e tri-Gate. le
strisce più fini nell’immagine a destra sono le “pinne” dei nuovi transistor.
p.2
pC & MUltIMeDIa
GB di raM
nel futuro dei
netbook atom
Secondo un’indiscrezione
di Fudzilla, la prossima
piattaforma di CPU Intel Atom
potrebbe supportare fino a
4 GB di RAM. Un bel passo
avanti dagli attuali 2 GB
di M. Dalli
Per ora si tratta solo di un’indiscrezione non confermata, ma se
quanto riporta Fudzilla fosse vero
sarebbe un significativo balzo in
avanti per i netbook. Pare infatti
che la prossima generazione di
CPU Intel Atom Cedar Trail, i processori pensati espressamente
per il mondo netbook, arriverà
a supportare fino a 4 GB di RAM
a 1066 MHz, il doppio rispetto
agli attuali 2 GB a 800 MHz. La
memoria doppia sarebbe però
riservata solo al modello di punta
Dual-Core Atom N2800, mentre
la versione Atom N2600 avrebbe
gli stessi limiti della piattaforma
attuale. Per quanto riguarda il disco rigido, Intel consiglia inoltre
32 GB SSD, oppure disco rigido
fino a 250 GB. Il problema è ora
Windows 7, dato che la licenza
Starter (la più economica) è disponibile solo per RAM da 1 GB,
mentre con più RAM serve la più
costosa Home Premium. Non a
caso Intel suggerisce, tra i sistemi operativi, anche Chrome OS o
MeeGo, utili per contenere i costi
del prodotto, così da stare tra i
329 e i 399 dollari. Per fine anno
sono infine attesi i dettagli finali
e gli annunci dei primi prodotti,
disponibli in teoria dagli inizi del
2012. Tra IFA e CES dovremmo
scoprire quindi se quanto riportato sopra corrisponde al vero.
Prima la TV. Poi Internet. Ora Sony.
Sony reinventa la televisione: ora puoi avere sulla tua TV le infinite
opportunità che Internet offre, con il vantaggio di un grande
schermo, della fruibilità nel salotto di casa e della possibilità di
condivisione con famigliari e amici. Sulla tua TV ora puoi navigare
nei tuoi siti preferiti, accedere ai social network, videochiamare
e goderti i video più cliccati di YouTube. Puoi rivedere una
selezione di programmi e serie TV RAI e accedere a Qriocity™
- la nuova piattaforma di servizi di intrattenimento di Sony - per
vedere in streaming il cinema On Demand o ascoltare milioni di
brani musicali. Tutto in qualità HD e anche in 3D.
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AISTMAR
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assistenza
nelle gravidanze difficili
n. 25 / 7 maggio 20
estratto da www.dday.it
follow up multidisciplinare
per neonati a rischio
p.23
reportaGe
la fabbrica leD Samsung
segue da pag. all’assemblaggio del pannello: retroilluminazione, diffusori, alimentazione
e scheda di controllo vengono messi
insieme in camere sterili (le cosiddette
Clean Room) per realizzare quella che
è la base di partenza dell TV, assemblato nello stabilimento di Galanta. La
distanza ridotta dei due stabilimenti
è di solo 40 km e questo favorisce la
produttività. La fabbrica di Galanta produce ogni giorno dai 20.000 ai 25.000
TV LED di tutti i tagli, che vengono fisicamente caricati sui camion e spediti
nei magazzini delle varie filiali. Il lavoro
viene organizzato in modo preciso a
seconda delle esigenze: per ogni linea
di prodotto infatti esistono almeno 7 o
8 versioni, a seconda del Paese di destinazione (cambiano i tuner, le specifiche, gli ingressi, il software).
Si comincia con il pannello
La fabbrica di Voderady ha dieci linee
per l’assemblaggio dei moduli LCD:
cinque destinate ai pannelli con tagli da 32” e 40” e cinque destinate ai
pannelli da 46” e 55”. Al momento i
pannelli più grandi, quelli con dimensioni maggiori ai 55”, vengono ancora
realizzati in Corea, anche perché il taglio massimo disponibile sul mercato
europeo è il 55”. Un mito da sfatare
riguarda la qualità del pannello stesso: non esistono pannelli di serie A o
di serie B, ci sono solo pannelli buoni
o pannelli con difetti. Per tutte le serie
viene usato lo stesso vetro LCD, gli unici cambiamenti riguardano l’unità di
retroilluminazione: ad esempio, per la
serie 9000 è molto più sottile, mentre
per la serie D8000 integra direttamente la cornice frontale di alluminio che
viene montata direttamente in questa
fabbrica quando si assembla il pannello. Durante la nostra visita abbiamo assistito alla creazione di un LED D8000,
prima il pannello e poi il TV completo.
La capacità della fabbrica è di 2500
pannelli per ogni turno di 8 ore.
Il pannello di un D8000 smontato è
decisamente semplice: non è stato
possibile fotografarlo, ma lo schema
in alto a destra dovrebbe riassumere la
sua struttura. È un sandwich composto
da una serie di strati, con la struttura di
sostegno nella parte bassa, un blocco
metallico sagomato che è l’elemento
al quale viene fissato tutto, dai circuiti
al cabinet stesso. La linea di produzio-
ne di un pannello è lunga circa 100
metri e coinvolge più o meno venti
persone disposte ai lati di un nastro
trasportatore. La prima stazione prevede l’inserimento dei LED all’interno
della struttura di sostegno: i nuovi TV
LED della serie D hanno due strisce di
LED posizionate ai lati. Il montaggio
di tutti i componenti viene eseguito
interamente a mano, dall’inserimento
delle viti al posizionamento dei componenti. L’unica operazione automatica è lo scorrimento del singolo pannello da un blocco all’altro del nastro
trasportatore.
Una volta inseriti i LED il pannello entra nella stanza sterile, dove 8 persone
con addosso una particolare tuta e
con la mascherina provvedono ad assemblare l’unità di retroilluminazione. I
fogli che la compongono sono cinque
e vengono deposti uno sopra l’altro a
formare il “sandwich”: si parte con un
pannello che riflette, si aggiunge una
Light Guide Plate che porta la luce dai
bordi su tutto il pannello, si sovrappone un diffusore per rendere la luce
uniforme e infine viene aggiunto un
foglio di microprismi per assicurare
che la luce ai bordi abbia la stessa intensità della luce al centro. Per evitare
il danneggiamento dei microprismi
si posiziona un ulteriore strato protettivo. Durante il posizionamento di
questi fogli la retroilluminazione viene
accesa per controllare che non vi siano
microparticelle che si sono depositate
durante l’assemblaggio, soprattutto tra
uno strato e un altro. Se tutto procede
per il meglio viene deposto il vetro
contenente il cristallo liquido e viene
applicato il bordo che sigilla il tutto. Il
pannello a questo punto non è ancora
finito: sul retro del supporto vengono
montate anche l’alimentazione del
pannello e del TV stesso e il circuito di
controllo. Ci vogliono circa 10 minuti
per realizzare un pannello. Terminata
questa fase i pannelli vengono caricati
in blocco su capienti carrelli e portati in
una stanza denominata Aging Room,
stanza di invecchiamento. I pannelli restano un’ora a determinate condizioni
di umidità e temperatura per simulare
il trasporto e, solo successivamente,
vengono portati nella cosiddetta Quality Room. Il controllo della qualità è
la parte finale: ogni pannello viene
acceso e collaudato visualizzando 15
segnali test per verificare che tutto sia
perfetto. Per i cosiddetti “dead pixel“ la
verifica viene svolta direttamente sul
vetro nelle fabbriche in Corea: a Voderady i controlli riguardano soprattutto
l’uniformità, eventuali problemi di
assemblaggio e difetti, quali possono
essere un LED bruciato o spurie luminose, vero problema dei LED Edge.
Su questo punto ci siamo soffermati
in modo particolare con i responsabili
della produzione, chiedendo come sia
possibile che per esempio gli scorsi
anni con i primi Edge LED molti pannelli presentavano spurie, coni di luce
agli angoli e un eccesso di clouding, e
ci è stato risposto che purtroppo molte di queste problematiche subentrano successivamente. Uno dei problemi delle spurie era dovuto al trasporto
e al montaggio stesso del pannello:
quando i pannelli arrivavano dalla Corea subivano molte sollecitazioni e in
un componente molto delicato come
il sandwich di diffusori posto dietro
l’LCD un microspostamento dovuto
ad un colpo può portare alla fuoriuscita di luce o ad altri difetti. Una cosa
questa che dovrebbe risolversi ora con
realizzare un tV D8000 richiede meno di 7 min. con procedura tutta manuale
la produzione locale dei pannelli. Tra
gli aneddoti riportati c’è anche quello del trasporto sulle strade di campagna: quando si inzia a produrre un
nuovo tipo di pannello per una nuova
serie si caricano i primi campioni su un
camion e si percorrono circa 400 km di
strade sterrate per vedere se le vibrazioni possono portare a problematiche non verificabili in fabbrica.
Miglioramento continuo
Un’ultima cosa da considerare e questo vale anche per la produzione del
TV stesso, è la dinamicità della produzione. I pannelli della serie D8000,
che Samsung ha iniziato a produrre
lo scorso febbraio, nel corso del loro
ciclo di vita subiscono moltissime
piccole modifiche. Samsung registra i
feedback che arrivano da utenti finali,
centri assistenza, filiali e clienti per correggere i difetti più comuni. L’aggiunta
di una guarnizione, la modifica di un
circuito o del software che controlla il
pannello stesso (che non è il firmware
del TV e non è aggiornabile successivamente) e la modifica dello spessore,
per esempio dei vari strati che compongono la retroilluminazione, sono
alcune delle possibili modifiche che si
applicano durante la produzione per
rendere i prodotti migliori. In poche
parole, il pannello di un TV prodotto a
fine anno beneficia di una serie di modifiche in seguito delle segnalazioni
ricevute. Tutti i pannelli vengono poi
imballati, caricati e spediti alla fabbrica
di Galanta che realizza i TV.
segue a pag. 2
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nelle gravidanze difficili
n. 25 / 7 maggio 20
estratto da www.dday.it
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per neonati a rischio
p.2
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la fabbrica leD Samsung
segue da pag. 23
Una TV ogni 7 minuti
La fabbrica di Galanta è un enorme
rettangolo: da un lato entrano i semilavorati, dall’altro escono i TV. La
produzione inizia proprio dai portelloni dei TIR che scaricano i vari
componenti: dall’inizio della linea di
produzione al camion, che ha appena scaricato i pezzi, la distanza è di
circa 50 metri.
Non c’è praticamente magazzino: i
pannelli arrivano ogni giorno, così
come tutti i grossi pezzi, che vengono disposti in contenitori che vengono portati alle stazioni di assemblaggio. Vedere tutte le scatole dei
componenti è davvero interessante:
altoparlanti che arrivano da una città
vicina, i cartoni di imballaggio, le cornici, le schede e infine i pannelli che
provengono dall’altra fabbrica.
Ma non ci sono solo pannelli Samsung: a Galanta vengono usati anche
pannelli AUO e pannelli Chimei, soprattutto per i tagli più piccoli. Anche
qui la curiosità ci ha spinto a chiedere con quale criterio vengono scelti i
pannelli, ma nessuno è stato in grado
di darci una risposta chiara, anche se
leggendo tra le righe si capisce che
per grosse produzioni, magari destinate a promozioni particolari, vengono usati pannelli di altri produttori. In
ogni caso dalla serie D6500 in su tutti
i pannelli sono Samsung, proprio
perché la cornice sottile richiede particolari lavorazioni che vengono relaizzate solo nella fabbrica di Vodara-
Il tV viene provato con un segnale
HDMI, un segnale rF e l’ingresso
pC prima di essere imballato.
dy. Produrre un D8000 richiede poco
meno di 7 minuti, con una procedura
tutta manuale: il pannello scorre su
un nastro con copertura antistatica e
sul retro vengono fissati i vari connettori, la scheda principale e tutti gli altri componenti. La scheda principale
viene realizzata direttamente in fabbriva, utilizzando grosse macchine
per circuiti stampati a montaggio superficiale, gli altri componenti come
abbiamo detto arrivano da fuori.
Durante il montaggio ci sono alcuni stadi interessanti: il primo è una
super vibrazione che evidenzia se ci
sono connettori che non sono attaccati bene, la seconda è un test sulle
interferenze elettromagnetiche che
verifica se c’è qualche cortocircuito o
anello di massa che compromette il
funzionamento del TV.
Arrivati a questo punto, il TV viene
provato con un segnale HDMI, con
un segnale RF e mediante l’ingresso
PC prima di essere imballato. Se si evidenzia qualche problema il TV viene
interamente smontato e controllato
a mano. Durante l’assemblaggio un
lettore di codice a barre legge il codice dei componenti chiave: il pannello, la scheda digitale e il numero di
serie del TV. In questo modo se dovessero verificarsi problemi, anche a
distanza di tempo, Samsung è in grado di sapere esattamente per ogni TV
che lotto di schede e di pannelli sono
stati usati, quando sono stati prodotti
e soprattutto se con gli stessi componenti ci sono altre segnalazioni di
problemi simili in Europa.
L’imballaggio è totalmente manuale,
vengono aggiunti manuali, accessori e solo la reggiatura e la creazione
dei pallet viene realizzata automaticamente. Samsung utilizza per il
trasporto dei componenti alle varie
stazioni e dei TV, una serie di macchinine robot: all’interno della fabbrica
girano questi piccoli “trattori” che seguono piste magnetiche sull’asfalto
per portare i componenti a destinazione.
Anche se durante la produzione il
TV viene acceso rapidamente per
verificare che funzioni, non manca
un rigoroso controllo della qualità.
Quando si avvia una linea con un
nuovo modello di TV, la prima campionatura viene verificata completamente per escludere ogni eventuale
problema di produzione. La procedura di controllo è molto rigorosa e
prevede diversi test che coinvolgono
tutti i componenti con sollecitazioni
meccaniche, temperature diverse
per simulare il funzionamento in luoghi e stagioni diverse e test di qualità
dell’immagine fatti a diversi stadi di
invecchiamento.
I TV vengono mantenuti accesi in
una stanza per un elevato numero di
ore e durante questa fase si controllano diversi parametri per verificare
eventuali problemi legati al surriscaldamento e di tenuta nel tempo.
Quando inizia la prima fase di mass
production il controllo è meno serrato: viene prelevata una campionatura durante il giorno, che viene analizzata con gli stessi metodi detti sopra.
l’imballaggio è totalmente manuale:
solo la reggiatura e la creazione dei
pallet è realizzata automaticamente.
la prima campionatura viene
verificata tutta per controllare ogni
singolo problema di produzione.
Controlli finali
Infine quando la produzione è ben
avviata e, ormai, il TV è in produzione
da mesi, le maglie si allargano ancora
di più e durante il giorno vengono
prelevati solo 50 campioni a caso
dalle linee di produzione, per essere
controllati minuziosamente.
Da notare che durante la produzione,
ogni persona può suggerire dei miglioramenti alla fase produttiva e, se il
suggerimento è ritenuto buono, viene adottato e inserito tra le procedure svolte nella catena produttiva. Se
per esempio usare determinate viti al
posto di quelle usate in precedenza
fa risparmiare 20 secondi per ogni TV,
dopo una breve fase sperimentale
si cambia il tipo di vite. Con questa
filosofia dinamica durante un’intera
fase di produzione di un TV, che dura
solitamente un anno, sia la linea sia il
prodotto stesso subiscono numerosi
cambiamenti. Le persone che montano i TV hanno, infatti, davanti a loro
dei monitor che segnalano le singole
modifiche: come per la fabbrica dei
pannelli anche per quella dei TV il
prodotto cresce con il tempo e vengono portati miglioramenti secondo
i feedback ricevuti e degli input che
arrivano dai progettisti.
In poche parole gli “early adopters”
che comprano all’istante un dispositivo “nuovo” appena arrivato sul
mercato, devono essere consapevoli
che il loro prodotto subisce molti più
controlli qualitativi, ma che lo stesso
modello dopo sei mesi probabilmente avrà ricevuto tante piccole modifiche, a volte invisibili, capaci di renderlo un prodotto più maturo.
I tV restano accesi per molte ore per
controllare eventuali problemi di surriscaldamento e di tenuta nel tempo.
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teSt / In prova uno dei primi tablet Android Honeycomb arrivati in Italia. Con la dock opzionale si trasforma in un vero netbook
asus eee pad transformer: il tablet che cambia faccia
È compatto e robusto e l’aggiunta della tastiera-dock lo rende più sfruttabile, l’impressione però e che dal punto di vista software ci sia ancora da lavorare
di p. Centofanti
l
’Eee Pad Transformer è il primo tablet Android di Asus. Le
caratteristiche tecniche sono
molto simili a quelle dei tanti tablet
che stanno uscendo in queste settimane in supporto a Honeycomb:
display da 10.1 pollici con risoluzione
di 1280x800 pixel, fotocamera da 5
Megapixel con ripresa video a 720p,
processore dual core Nvidia Tegra
2, quasi totale assenza di tasti “fisici”,
GPS, Bluetooth, Wi-Fi e la solita pletora di sensori che ormai fanno parte della dotazione standard di quasi
tutti gli smartphone (qui c’è anche il
giroscopio). In questo caso si tratta di
un modello privo di connettività dati
3G e offre una memoria integrata di
16 GB.
Ciò che rende davvero diverso “dalla
massa” il Transformer lo dice il nome
stesso: si tratta infatti di un tablet che
grazie alla dock opzionale diventa
molto simile a un netbook con tastiera, trackpad, un lettore di carte di
memoria SDHC e due ulteriori uscite
USB. L’accessorio integra anche una
batteria aggiuntiva che porta a circa
16 ore l’autonomia del dispositivo.
Compatto e robusto
La prima impressione che si ha impugnando il tablet Asus è quella di
un oggetto compatto, robusto, non
troppo pesante. Il Transformer è sicuramente ben rifinito ma gli manca
un po’ quell’effetto “wow” che può
suscitare un iPad: ben fatto ma poco
elegante. Il guscio posteriore è in plastica, mentre il display è incastonato
in una cornice in alluminio. Sul lato
sinistro troviamo i tasti per la regolazione del volume e quello di accensione. Altri pulsanti non ce ne sono
visto che Honeycomb prevede solo
comandi touch per tutte le altre funzioni. Sulla destra (foto 1) sono situati
l’uscita per la cuffia, la porta HDMI
1
(con connettore di tipo C) e lo slot per
carte di memoria microSD. Sul bordo
inferiore abbiamo infine un connettore proprietario per il collegamento
alla dock opzionale oppure tramite il
cavo adattatore USB all’alimentatore
o a un PC. Per quanto riguarda il collegamento al PC occorre installare la
Eee Pad PC Suite per accedere ai diversi servizi. Segnaliamo che il tablet
non è compatibile con l’ambiente
Mac.
Con la dock diventa netbook
La dock è per dimensioni del tutto
analoga al tablet, con la parte inferiore meno “svasata” per migliorare
l’appoggio e lasciare probabilmente
più spazio alla batteria aggiuntiva.
Esteticamente è fatta per sposarsi
alla perfezione con il transformer. I
tasti sono un po’ piccoli (da netbook
per intenderci) ma troviamo alcuni
comandi specifici per accedere in
modo rapido ad alcune impostazioni
del tablet, come la regolazione della
luminosità, attivazione di Wi-Fi e Bluetooh, funzioni di riproduzione e così
via. La dock espande anche la connettività del Transformer aggiungendo due porte USB per il collegamento
di periferiche esterne e un lettore per
schede di memoria SD/SDHC (foto
2). L’aggancio è piuttosto semplice
e saldo con un’apposita levetta per
bloccare il tablet in posizione. Sul lato
sinistro (foto 3) ritroviamo replicato
il connettore proprietario del tablet
per effettuare la ricarica o il collegamento al PC anche quando siamo in
modalità “netbook”. La dock torna utile soprattutto per la scrittura di testi.
Una volta agganciata sullo schermo
compare anche il classico puntatore del mouse: l’abitudine a utilizzare
l’interfaccia di Android in modalità
touch crea però all’inizio una strana
sensazione. In questao modo però la
2
asus eee pad transformer - da 3 eUro
Quality
Longevity
Design
8
7
navigazione web, l’email sono attività
che possono essere svolte in modo
molto simile ad un vero PC e le scorciatoie alle principali funzioni di Android, anche se non ben posizionate
(i tasti home e back sono in due punti
molto distanti), sono comunque molto pratiche.
Applicazioni personalizzate
Asus fornisce sul Transformer alcune
applicazioni per personalizzare nei
limiti del possibile Honeycomb. A
livello grafico la novità più evidente
è costitutita dai widget che troviamo sulla homescreen principale e
che si fondono perfettamente con
lo sfondo: meteo, calendario e posta
in arrivo. Più interessante dal punto
di vista della versatilità l’applicazione MyCloud che dà accesso alle
funzionalità dell’omonimo servizio
che Asus offre gratuitamente per un
3
Simplicity D-Factor
7
Value
8
anno. Si tratta di una soluzione che
comprende le funzioni WebStorage
per la sincronizzazione nel cloud
di file multimediali e documenti,
MyDesktop per accedere in dektop
remoto al proprio PC o Mac tramite
l’applicativo Slashtop remote, e allo
store di contenuti Asus@Vibe. Asus
Webstorage scaduta la promozione
ha un costo di 3.50 euro al mese o 33
euro all’anno.
“Gestione file” è invece un’applicazione che dà completo accesso al
file system della memoria integrata
o delle periferiche USB collegate tramite la dock, per aprire i documenti
in esse contenuti. Trioviamo poi Polaris Office, una suite completa per
la creazione di documenti che ben
si sposa con l’utilizzo del tablet in
abbinamento alla dock. Permette di
segue a pag. 2
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n. 25 / 7 maggio 20
estratto da www.dday.it
follow up multidisciplinare
per neonati a rischio
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teSt
asus eee pad transformer
segue da pag. 25
scrivere testi, gestire fogli di calcolo
e creare presentazioni. Il lettore di
eBook MyLibrary supporta i formati
ePub, TXT e PDF. Permette di gestire
la propria libreria di file digitali organizzandoli per autore e di acquistare titoli dal servizio Asus@Vibe. In
riproduzione è possibile effettuare
ricerche, impostare segnalibri e anche utilizzare la sintesi vocale per la
lettura dei libri. Infine troviamo Press
Reader uno store di riviste e quotidiani di tutto il mondo, con crediti
per scaricare 7 numeri omaggio.
Non mancano testate italiane tra cui
La Stampa, Il Giornale, Il Messaggero,
Libero, Il tempo e Best Movie.
Software da ottimizzare
L’Eee Pad Transformer è il primo tablet Honeycomb che abbiamo modo
di provare con calma e la pietra di
paragone è naturalmente costituita
dall’iPad di Apple, l’attuale leader di
mercato. Dovremmo distinguere tra il
sistema operativo e l’hardware vero e
proprio ma con questo tipo di dispositivi è l’integrazione tra i due a fare la
differenza. Peso e maneggevolezza
non sono troppo diversi da quelli dell’iPad di prima generazione: il Transformer, senza dock, è sufficientemente
leggero anche se impugnadolo con
una sola mano, dopo un po’ il peso si
a sinistra, la schermata di polaris office con la classica tastiera di Honeycomb. asus ha previsto anche una diversa tastiera touch che appare di default (immagine a destra) e che non ci ha entusiasmato, sia come grafica sia come layout.
fa sentire. Il display è indubbiamente
di ottima qualità, sia per risoluzione
che per resa cromatica. Con la regolazione della retro-illuminazione impostata su automatica le immagini risultano spesso essere poco luminose,
motivo per il quale abbiamo preferito
impostarla manualmente. Anche perché il vetro che riveste il pannello è
particolarmente riflettente, anche
durante l’utilizzo in interni. La cosa
che ci convince di meno è la scelta
del formato 16:9 che non è il massimo per la leggibilità di pagine web e
dei magazine. La risposta del touchscreen è sicuramente buona, la fluidità delle animazioni della homescreen
di Android dipende fortemente dalla
quantità di widget visualizzati e dalla
impostazione o meno di uno sfondo
animato. In quest’ultimo caso, un po’
a sorpresa a dire il vero, una certa perdita di fluidità comincia a diventare
evidente. Al primo avvio del browser
ci viene richiesto lo scaricamento (comunque opzionale) di Adobe Flash.
Il rendering delle pagine e la fluidità
della riposta al pinch-to-zoom è in
generale buona, anche se forse non
siamo ancora ai livelli dell’ipad: manca più che altro quella sensazione della pagina che segue perfettamente il
tocco delle dita. Ci sono anche alcune
pagine che producono qualche rallentamento di troppo, in particolare
se si attiva il caricamento automatico
degli elementi in Flash.
La nostra sensazione è che ci sia ancora del lavoro da fare a livello software per sfruttare le potenzialità del
processore, d’altra parte a proposito
di Flash manca ancora nel sistema
operativo il supporto per l’accelerazione hardware. Basta riprodurre
dei video in alta qualità con l’applicazione di YouTube preinstallata per
constatare come la fluidità dei video in HD sia in questo caso ancora
lontana dall’essere una realtà. Altre
applicazioni come Google Earth o
alcuni videogiochi dimostrano che
di potenza di calcolo volendo ce
n’è a sufficienza, ma a questo proposito dobbiamo segnalare che al
momento di app ottimizzate per Honeycomb e i tablet sul Market ce ne
sono ancora davvero poche, oltre al
fatto che Google non ha previsto un
modo per individuarle (manca una
sezione dedicata sullo store tanto
per capirci).
Per quanto riguarda la fotocamera
posteriore, il Transformer non ci ha
regalato grossissime soddisfazioni. La qualità è pari a quella di uno
smartphone di fascia media per
quanto riguarda le immagini fisse,
e l’applicazione di default non offre
molte funzionalità, non è possibile
nemmeno regolare fuoco ed esposizione toccando l’immagine sullo
schermo. Le foto appaiono in generale un po’ slavate e poco definite, e
in interni la qualità scende abbastanza sensibilmente. È anche vero che
i tablet in generale, anche solo per
il form factor non sono esattamente
l’ideale da questo punto di vista. Discorso analogo anche per la ripresa
video che anche alla massima qualità non è esattamente il massimo.
Rispetto all’iPad 2 in ogni caso il
Transformer da questo punto di vista
vince a mani basse.
In definitiva l’Asus Transformer abbina a un buon hardware una piattaforma molto interessante ma che
necessita di qualche raffinamento in
più. Il sistema operativo può sicuramente trarre maggiore vantaggio dal
processore dual core e dall’accelerazione hardware. Google poi se vuole
davvero competere con la proposta
Apple ha bisogno di dare maggiore
visibilità sul Market alle applicazioni per tablet che, al momento, non
sono nemmeno moltissime.
video
Sul canale DDaYVideo di Youtube è stato pubblicato il
video che mostra il funzionamento dell’asus eee pad
transformer. Clicca qui per andare direttamente al video.
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FIRMA
Mario Rossi
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teSt / In prova un moderno sistema Hi-Fi con connessioni wireless e radio Internet, ma che non dimentica l’audio FM e il CD
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Sony MX700Ni: lo stereo per il Wi-Fi e l’iphone
Sistema stereo aggiornato con Wi-Fi, DLNA e dock Apple oltre alla radio FM e al lettore CD: buone prestazioni ma accetta solo musica MP3 e WMA
di r. Faggiano
I sistemi audio stereo in vendita
sono sempre meno, tra questi il Sony
MX700Ni è sulla carta molto interessante: offre, a un prezzo accessibile,
molta versatilità tra le sorgenti già
integrate (radio FM e Compact Disc),
il dock per iPod e iPhone e quelle raggiungibili tramite la connessione WiFi come radio Web e tutta la musica
archiviata su PC o server musicali. La
potenza di 40 Watt per canale (a norme Din) è ottenuta con un modulo
digitale S-Master della stessa Sony ed è
più che sufficiente per i due diffusori in
dotazione, a due vie con accordo reflex
posteriore. Da segnalare che Sony non
perde la cattiva abitudine di tagliare
drasticamente ogni formato musicale
“sospetto”: qui c’è spazio solo per gli
MP3, AAC e WMA (naturalmente senza
DRM) o il PCM. Niente FLAC dunque.
Design tradizionale
e connessioni minime
La linea del sistema Sony non ci è parsa delle più moderne, con una sproporzionata manopola del volume e
uno sportello che nasconde il supporto per i dispositivi Apple. Nella parte
superiore del pannello frontale c’è un
ampio display a due righe che fornisce tutte le informazioni necessarie.
Completa la tastiera che replica buona
parte delle funzioni del telecomando,
mentre il cassetto dei CD è defilato
verso il basso.
Il telecomando è un classico Sony:
bruttino ed economico, con troppi
tasti e poca ergonomia. Difficile trovare la funzione desiderata al primo
colpo, poco evidenziate le funzioni più
importanti, molte le sigle e i simboli
misteriosi. Per esempio sotto “DSGX”
si nasconde il loudness, mentre “Options” si riferisce a moltissime altre voci
selezionabili dal menù di impostazione. “Party” è una funzione Wi-Fi per
diffondere la musica dal sistema verso
altri terminali compatibili.
Ben rifiniti i diffusori, in legno e di buona robustezza; la griglia in tessuto nero
è piuttosto anonima ma non influisce
sulla resa sonora. Il sistema punta molto sulla connessione Wi-Fi e sul DLNA,
quindi ci sono poche possibilità per
componenti esterni tradizionali, limitati a una presa mini jack frontale per
qualsiasi segnale analogico.
Sul retro troviamo solo la presa di rete
Ethernet e le uscite non standard per i
diffusori, che permettono di usare solo i
cavi in dotazione, purtroppo di sezione
minima. Sul frontale c’è anche una presa USB per collegare chiavette come
archivio musicale. Sarebbe stato molto
utile almeno un ingresso digitale, magari per sfruttare il segnale audio di un
televisore o di un lettore Blu-ray. Strana
anche la mancanza di una presa cuffia,
impossibile quindi l’ascolto individuale.
Insomma, da questo punto di vista un
sistema molto chiuso, se non fosse appunto per la connettività di rete.
Poco versatile con la musica
liquida, ottimo coi CD
Alla prima accensione è necessario
collegare il cavo di rete Ethernet oppure associare il Wi-Fi al proprio router
tramite password, procedura noiosa,
Sul retro è presente solo la presa ethernet e le uscite
non standard per i diffusori; manca la presa per le cuffie.
Il telecomando è un classico Sony: bruttino, con troppi
tasti e poco ergonomico.
Sistema Sony CMt-MX700Ni - da 300 eUro
Quality
Longevity
Design
8
7
ma da fare solo una tantum e necessaria per fruire del DLNA e delle radio
Internet. La ricerca delle radio Web
avviene nella solita modalità genere
- nazione - consigliate e così via: non
è l’ideale per la rapidità epurtroppo
non è disponibile un portale dove programmare le stazioni preferite. Inoltre,
la procedura di preselezione indicata
sul libretto di istruzioni non funziona
per buona parte delle stazioni, che
sono quelle di vTuner (l’elenco è visualizzabile da qui).
Ci sarebbe spazio anche per i cosiddetti Music Services, cioè quei portali che
offrono musica in streaming previo abbonamento, ma per l’Europa purtroppo non troviamo assolutamente nulla:
forse si poteva fare lo sforzo di stringere accordi locali con qualche provider
come il francese Deezer, Cubo Musica
o altri per aumentare il valore dell’oggetto, o almeno il Qriocity con musica
a pagamento della stessa Sony. Le funzionalità DLNA permettono di ascoltare la musica archiviata nel PC o in un
server domestico. L’ascolto è di buona
qualità ma il limite è la compatibilità
solo con MP3, AAC, WMA o PCM. Stesso
discorso per le chiavette USB, cui bisogna addebitare anche molta lentezza
nel leggere i contenuti anche da una
semplice memoria da 1 GB con qualche cartella di musica. L’ascolto di iPod
e iPhone può contare sulla capacità del
Simplicity D-Factor
7
7
Value
8
telecomando di entrare nei menù dei
dispostivi per una migliore comodità
d’uso. I titoli dei brani appaiono anche
sul display frontale. Possibile la ricarica
del dispositivo, anche dall’ingresso USB
per qualsiasi altro riproduttore a basso
assorbimento; una comodità in più
che pochi offrono.
Il lato “moderno” del sistemino Sony
quindi non è entusiasmante, seppure il
prezzo contenuto non permetta grandi critiche; rimane il fatto che ci sarebbe
voluto un piccolo sforzo di allargamento dei claustrofobici confini imposti
dalla “legalità” per presentare qualche
servizio in più agli utenti italiani.
Per assurdo è il lato tradizionale del sistema ad essere invece di ottimo livello:
la radio FM è sensibile e con un buon
numero di preselezioni, il lettore CD è
rapido e silenzioso, in grado di portare
le prestazioni sonore ben oltre quanto
poteva lasciar prevedere il prezzo. Con
i vecchi CD si può azzardare una prova
d’ascolto seria, con una resa musicale
impossibile da trovare a questo prezzo.
L’unico difetto di nota è una gamma
medio bassa poco controllata; ottime
invece le voci e la gamma più alta in
generale, capace anche di creare una
bella scena tridimensionale. La potenza è più che adeguata anche per locali di media cubatura, quasi assente
il riscaldamento grazie ai moduli di
potenza digitali.
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