n. 25 / 7 maggio 20 estratto da www.dday.it eDItorIale Smart tV: non è competizione Questa è confusione Il tema del 2011 sono le “Connected TV”, diventate poi “Smart TV”, tanto per cavalcare il successo degli smartphone. Le piattaforme 2011, oramai tutte sul mercato o quasi, dovevano segnare la fine degli “esperimenti” e il passaggio vero alla TV connessa. Ma restano ancora alcune perplessità. La prima è di ordine commerciale: la gente non ha capito ancora cosa ci può fare. E il motivo per cui è difficile spiegarlo è la seconda fonte delle nostre perplessità: non esiste una piattaforma di riferimento e ogni TV fa cose diverse. Anzi, peggio ancora: anche tra i prodotti della stessa marca, ogni anno la piattaforma cambia nome e servizi forniti, con l’annessa inevitabile frustrazione di chi ha acquistato un TV solo pochi mesi prima. Questa corsa di ogni marchio per far sembrare il proprio sistema l’ultimo ritrovato della ricerca viene chiamata “competizione”; ma in questo caso è solo “confusione”. I produttori di TV giurano che le piattaforme Smart TV siano una rivoluzione epocale; ma tutto lascia pensare che questa Smart TV non sia vissuta dai produttori come una “filosofia” ma solo come motivo per vendere quest’anno qualche apparecchio in più. Non c’è nulla di male, ma se non ci si crede di più, non funzionerà: una “piattaforma” va studiata con grande attenzione per soddisfare le esigenze presenti e future; ma soprattutto deve durare anni e non una stagione, sia nei nomi che nella sostanza. Gianfranco Giardina reportaGe / Samsung: “Siamo noi i primi orientali a produrre i TV interamente in Europa” p. alla scoperta dei tV leD Samsung completamente “made in europe” Galanta e Voderady: sono due fabbriche Samsung in Europa capaci di produrre 25.000 TV LED al giorno DDay.it, in esclusiva per l’Italia, ha visitato gli stabilimenti: ecco il reportage, malgrado il divieto di fotografare di r. pezzali N on è un segreto: i TV destinati al nostro mercato vengono assemblati direttamente in Europa. Panasonic, Sony, Samsung, LG e tutti gli altri produttori hanno fabbriche disseminate nei paesi dell’est Europa in grado di soddisfare le esigenze del Vecchio Continente. Samsung si è spinta però oltre: con l’inaugurazione della fabbrica di Voderady, in Slovacchia, è la prima azienda che produce TV interamente in territorio europeo, dal pannello al prodotto finito, passando così dalla qualifica “assembled in Europe” ad una vera e propria “made in Europe”. Per l’occasione siamo stati invitati a visitare le due fabbriche, questo ci ha permesso di conoscere nel dettaglio tutte le fasi di produzione di una TV LED, con particolare attenzione alla fase di controllo della qualità e del ciclo di vita del prodotto. Purtroppo - e questo è il limite di queste visite - Samsung non ha permesso alcuna foto all’interno degli stabilimenti di Galanta e Voderady: un vero peccato, perché vedere come in soli 7 minuti viene realizzato un 55” è ben diverso dal raccontarlo. Abbiamo avuto a disposizione qualche foto poco significativa, a cui abbiamo aggiunto qualche disegno utile per illustrare le fasi della produzione. Un prodotto davvero europeo Se prendiamo un TV LED Samsung e lo smontiamo in tutti i suoi più piccoli pezzi, ci rendiamo conto che almeno il 95% di questi vengono realizzati direttamente nel nostro continente. Dalla Corea arrivano solo alcuni componenti chiave per i quali non è conveniente realizzare una fabbrica qui in Europa: il processore, le memorie, alcuni chip e il solo vetro con cristalli liquidi, che è considerato un componente. Tutto il resto, dalle plastiche ai circuiti all’alimentazione agli accessori viene realizzato direttamente in fabbrica, oppure da aziende esterne su specifiche Samsung. La fabbrica di Voderady, nata pochissimi anni fa, è solo da due mesi operativa per realizzare pannelli di grosse dimensioni. Si tratta di una modernissima fabbrica dedicata segue a pag. 23 people & Market / L’acquisizione più importante del secolo Microsoft si compra Skype Otto miliardi e mezzo di dollari, questa è l’enorme cifra che l’azienda di Redmond sborserà (cash) per integrare il brand Skype tra i suoi prodotti di M. Dalli È ufficiale: Microsoft pagherà 8,5 miliardi di dollari cash al fondo di investimenti attuale proprietario di Skype. Skype diventerà una divisione di Microsoft, mentre l’attuale CEO di Skype prenderà il posto di Capo della divisione, rispondendo direttamente a Steve Ballmer. L’intenzione da parte di Microsoft è di integrare Skype all’interno degli attuali prodotti di Redmond, come Live Messenger, Lync, Outlook, Xbox e Kinect, oltre ovviamente a Windows Phone 7. Microsoft si prende inoltre l’impegno di mantenere il supporto e lo sviluppo dei client per le altre piattaforme. Entro l’anno dovrebbe infine arrivare l’approvazione da parte delle autorità americane per la concorrenza, che dovrebbero sancire definitivamente l’accordo. IN QUeSto NUMero... Loewe risponde ai lettori di DDay pag. 2 Update TV Sony Internet Bravia pag. 3 TV LED Mivar pag. 4 I rischi dell’acquisto online dei TV pag. 6 LG spinge i TV Cinema 3D a 1080p pag. 7 Update Microsoft Xbox Live pag. 9 App Photosynth per iPhone pag. 10 Google lancia nuovi servizi Android pag. 15 Fotocamera Panasonic Lumix G3 pag. 16 Sony PlayStation Network riparte pag. 17 Ubuntu versione 11.04 pag. 19 AMD Fusion per Asus Eee PC pag. 20 Test tablet Asus Eee Pad Transformer pag. 25 Test sistema Sony MX700Ni pag. 28 n. 25 / 7 maggio 20 estratto da www.dday.it p.2 aUDIo VIDeo / Alessia Gusman, Product Manager di Loewe, replica ai commenti dei nostri lettori aUDIo VIDeo Dopo le critiche ricevute da alcuni utenti di DDay.it sui TV Loewe Xelos i cui pannelli sono prodotti da Samsung, Loewe ci ha chiesto di poter ribattere. Ecco cosa hanno da dire e perché non sono “ricarrozzatori” di Samsung Ogni volta che c’è da fare uno scherzetto a LG, Samsung si mette d’impegno. Questa volta dalle sue fabbriche esce il nuovo 75” D9500, una TV differente dalla serie 9000 dello scorso anno che si fregia momentaneamente del titolo di TV LED 3D più grande al mondo, con una diagonale da 75”. La nuova serie D9500 non ha lo spessore di quella dello scorso anno, ma ricalca molte caratteristiche della gamma 2011 di TV LED dell’azienda coreana: cornice sottile, Smart TV, 3D con occhiali Bluetooth e pannello 200 Hz con Microdimming. In dotazione viene dato un telecomando con tastiera QWERTY e una coppia di occhiali 3D; i fortunati coreani che possono permetterselo dovranno pagare 19,000,000 Won per questo mega TV, circa 17.600 dollari. Nessuna informazione sull’eventuale disponibilità in Europa. loewe: non chiamateci “ricarrozzatori” di G. Giardina l o scorso mese abbiamo pubblicato una notizia riguardante la rinnovata linea di TV Xelos di Loewe, con retroilluminazione a LED. Alcuni nostri lettori hanno criticato l’azienda tedesca etichettandola come “ricarrozzatore di Samsung”, in quanto i pannelli di questi TV sono prodotti proprio dal produttore coreano. Loewe ha però chiesto a DDay.it di poter controbattere alle critiche, spiegando perché questa tesi non può essere valida. Ne parliamo con Alessia Gusman, Product Manager di Loewe. DDay.it: In seguito al rilascio di una news sulla nuova serie Xelos LED su DDay.it, sono stati pubblicati alcuni commenti. Alcuni indicavano Loewe come un “ricarrozzatore” di Samsung; voi non siete d’accordo… Gusman: “È vero che Loewe, per la fornitura di alcuni componenti, si approvvigiona sul mercato, ma d’altronde questa è la prassi per quasi tutti i settori industriali tecnologici… quello che rende un televisore unico e diverso da un altro sono la filosofia costruttiva e il concetto di prodotto. Oltre a questo, Loewe sviluppa e produce in proprio molte parti, dall’elettronica al tuner, all’audio, al software di gestione...” DDay.it: Dopo i recenti annunci di Philips, che sta per cedere il proprio ramo TV a un produttore cinese, Loewe è praticamente il principale produttore europeo di TV e anche uno dei più longevi. Una responsabilità non da poco… Gusman: “Loewe si è focalizzata sulla fascia premium del mercato e non sul mercato di massa, come hanno fatto i concorrenti asiatici. È proprio la nostra strategia di differenziazione che ci ha permesso di rimanere uno degli ultimi produttori europei di TV. E se Loewe fosse solo un ‘ricarrozzatore’ di Samsung non si spiegherebbe come mai continui ad esistere e a lanciare ogni anno nuovi prodotti dal 1923...”. DDay.it: I prodotti Loewe sono progettati e concepiti in Germania; ma sono prodotti in Estremo Oriente o in Europa? Gusman: “L’intera produzione, dalla ricerca e sviluppo, alla realizzazione del prodotto avviene internamente, nella nostra fabbrica in Germania, con un processo di qualità e controllo che non ha pari. Questo non lo diciamo solo noi. Secondo Altroconsumo, Loewe è l’unica azienda che ha superato un’inchiesta sulla responsabilità sociale dei produttori di televisori. Abbiamo aperto la nostra fabbrica ad Altroconsumo – siamo stati uno dei pochi produttori a farlo - e abbiamo dimostrato che non solo siamo molto attenti al rispetto dell’ambiente, utilizzando materiali di elevata qualità ed adottando degli standard più stringenti rispetto a quelli previsti dalle normative vigenti, ma anche, e soprattutto, ai lavoratori dipendenti della fabbrica”. DDay.it: La forza di Loewe sta nel design, inteso proprio come progettazione e attenzione nella scelta dei materiali. Spesso questo si traduce in attenzione ai dettagli, dettagli che è difficile vedere su Internet. Quanto è importante “toccare” il TV prima dell’acquisto? Gusman: “È fondamentale. L’utilizzo di materiali pregiati, come il vetro e l’alluminio, la lavorazione accurata dei prodotti sono dei punti di forza di Loewe. Un televisore non può essere scelto soltanto sulla base di una scheda tecnica... ci sono alcune caratteristiche altrettanto importanti, come la facilità di installazione, la semplicità di utilizzo, la qualità dei materiali utilizzati, e per poterle valutare è fondamentale toccare con mano il prodotto e provarlo. Noi invitiamo anche a prendere in mano uno dei nostri telecomandi. In fondo, è proprio il telecomando l’unico ‘contatto fisico’ che si ha con il televisore una volta acquistato”. DDay.it: Chi ha avuto un TV Loewe nutre una fiducia pressoché cieca nel marchio e molto probabilmente cercherà di riacquistare un vostro TV. Ma in alcuni casi il prezzo dei vostri TV può spaventare un nuovo cliente… È proprio vero che Loewe è “per ricchi” e basta? Gusman: “È vero che Loewe si rivolge ad una clientela premium, ma abbiamo diverse gamme di prodotti appositamente pensate per soddisfare esigenze diverse. Lo Xelos è pensato per una clientela tradizionale, più attenta ad aspetti come l’affidabilità e la qualità audio-video del prodotto e meno all’utilizzo di funzioni che magari non utilizzerà mai. Per chi invece è più attento alle innovazioni tecnologiche proponiamo linee diverse, come il Connect, che è il prodotto che rappresenta il mondo della multimedialità e di Internet. Il nostro catalogo parte da 1.100 euro e il prezzo medio è circa 2.500 euro”. DDay.it: In tre punti sintetici, perché acquistare un TV Loewe? Gusman: “L’affidabilità tipica del Made in Germany e una tecnologia che rappresenta lo stato dell’arte; l’alta qualità dei materiali e un’estrema cura dei dettagli che permettono ai nostri TV di avere una lunga durata di vita; le numerose innovazioni concrete, come il DR+, che è l’hard disk integrato in alcuni modelli, o la funzione Follow Me, che offrono dei reali benefici nell’utilizzo quotidiano del TV”. Samsung 75” a 8.000 dollari aUDIo VIDeo Con Cubovision si scommette dalla tV Le scommesse sportive arrivano anche sulle TV. Grazie all’accordo tra Telecom Italia e Intralot, infatti, la possibilità di scommettere sul calcio, sul basket e su tutti gli eventi sportivi si estende anche al Cubovision e a tutti i dispositivi che possono agganciarsi al servizio, quindi TV Samsung con Smart TV e decoder o TV MHP bollino Gold. Scommettere è decisamente semplice: basta creare un account sul sito di Intralot e inserirlo nel proprio account Cubovision. Nessun problema per la sicurezza: ci sarà un pin per evitare che chiunque possa scommettere senza il vostro permesso. Pronti a scommettere sulla prossima di campionato? n. 25 / 7 maggio 20 estratto da www.dday.it p.3 aUDIo VIDeo / Disponibile l’aggiornamento software per la gamma Internet Bravia TV aUDIo VIDeo Le novità comprendono l’arrivo dei nuovi widget per Twitter e Facebook e il controllo dei TV con smartphone e tablet per Google tV Honeycomb e Market in estate Sony potenzia i tV con il nuovo software di C. Stellari C ome preannunciato, Sony ha reso disponibile un aggiornamento del software per gli Internet TV della gamma 2011, la lista completa dei modelli compatibili è disponibile sul sito Internet di Sony; tra di essi figura il KDL-46EX720, TV che abbiamo recentemente provato (potete leggere la prova facendo click qui), ancora disponibile nella nostra sala test. Abbiamo quindi deciso di installare il software sul TV per verificare le novità introdotte, tra di esse figurano nuovi codec WMV/WMA, aggiornamenti per la funzione di registrazione su HDD e USB, funzione Vaio Remote Keyboard per gestire tramite connessione wireless la riproduzione dei contenuti utilizzando la tastiera di un computer, la compatibilità con il 3D su IPTV e USB e altre funzioni che vediamo più in dettaglio di seguito. MHP - Bollino Gold DGTVi Il TV ora è compatibile con i servizi interattivi offerti sul digitale terrestre e con i principali contenuti disponibili sulle Internet TV italiane, gratis e a pagamento. Con il nuovo software è possibile accedere anche a Cubovision sul canale 999 del digitale terrestre, noi abbiamo verificato il funzionamento dei contenuti non a pagamento. Il caricamento dell’applicazione non è velocissimo e la navigazione non è delle più fluide, questo tuttavia non è un problema da imputare al TV Sony, ma piuttosto alle caratteristiche stesse del sistema. Il TV, infatti, ogni volta deve caricare via digitale terrestre un’applicazione Java e ciò richiede un certo tempo. Skype Si possono effettuare videochiamte con il grande schermo del TV, il sistema richiede la presenza di una videocamera con microfono compatibile da collegare alla porta USB: il kit Sony (CMU- BR100, prezzo al pubblico 100 euro) sarà disponibile in vendita dal prossimo mese di giugno. Non abbiamo potuto verificarne il funzionamento, ma secondo Sony sarà possibile effettuare chiamate anche senza interrompere la visione del programma preferito. Twitter e Facebook Il menù del TV prevede una sezione dal quale è possibile attivare i widget: per ora sono disponibili quelli per accedere a Facebook e Twitter. Una volta attivati, accedendo all’apposita sezione del menù, i widget compaiono affianco alla schermata del programma in riproduzione. Accedendo a Twitter la finestra si affianca a quella del video, è cosi possibile seguire i contatti e contemporanemente proseguire la visione del programma preferito. Con Facebook viene, invece, attivato il browser a tutto schermo, non è quindi possibile proseguire la visione dei programmi sul TV. Google ha annunciato che la piattaforma TV riceverà in estate un aggiornamento per portarla alla stessa versione dei tablet. Arriverà anche il Market 1 3 Media remote Il TV ora si può controllare anche tramite iPhone, iPad e dispositivi Android, scaricando l’applicazione gratuita disponibile sui rispettivi store online, noi l’abbiamo provata con iPhone. L’applicazione sfrutta la connessione Wi-Fi di smartphone e tablet e funziona solo se il dispostivo e il TV sono connessi alla stessa rete wireless. Una volta lanciata l’applicazione il sistema esplora la rete alla ricerca dei dispostivi Sony compatibili, la presenza del KDL-46EX720 è stata rilevata immediatamente. Il funzionamento è semplice, il TV va acceso con il telecomando e dopo qualche secondo risulterà controllabile anche tramite app. I comandi sono divisi in più sezioni, riportiamo alcune schermate in alto a destra. (1) La prima immagine mostra la funzione Simple Remote, un sistema molto pratico e intuitivo che tramite l’interfaccia video Sul canale DDaYVideo diYoutube è stato pubblicato il video che mostra le nuove funzioni disponibili sui tV della gamma Sony Internet Bravia. Clicca qui per andare direttamente al video. 2 utente permette di controllare tutte le funzioni del TV con semplici movimenti nelle quattro direzioni, il comando di conferma (quando necessario) si effettua mediante il classico tap sullo schermo dell’iPhone. (2) Naturalmente è disponibile anche il telecomando in formato classico, attivabile scegliendo l’icona Full Remote sulla barra in basso, in questo caso i comandi sono suddivisi su cinque schermate che si sfogliano come di consueto. A nostro avviso nelle normali condizioni di utilizzo il telecomando rimane più pratico da usare, anche per via della sensazione tattile offerta dai pulsanti fisici. (3) L’app si prende invece un’importante rivincita quando si tratta di inserire del testo, come ad esempio nella barra degli indirizzi del browser: in queste situazioni la tastiera virtuale dello smartphone, attivabile con l’icona in alto a destra, è veramente molto utile. di M. Dalli Google I/O, la conferenza per sviluppatori Google, è appena cominciata, ma già non mancano le sorprese. A partire dai piani per il futuro di Google TV, la piattaforma di Big G per le TV connesse, che riceverà importanti aggiornamenti quest’estate. Come già anticipato qualche mese fa, Google TV si unirà a una versione esistente di Android, per la precisione a Honeycomb 3.1, la nuovissima versione lanciata per i tablet. Questa fusione porterà con sé un’importantissima novità, ovvero la possibilità di scaricare applicazioni direttamente dal Market di Android. Ci sono buone possibilità, quindi, di vedere un significativo incremento nella popolarità di Google TV, che finora è parso quasi abbandonato da Mountain View. Rimanendo in tema Google TV, è stata confermata la presenza di Samsung tra i produttori di TV “Google”, ovviamente senza che siano stati rilasciati ulteriori dettagli circa gli effettivi prodotti e la loro disponibilità sul mercato. Il futuro di Google TV sembra, quindi, un po’ più roseo di quanto non lo fosse solo qualche settimana fa. Che sia la volta buona? Staremo a vedere. n. 25 / 7 maggio 20 estratto da www.dday.it aUDIo/VIDeo Marantz lancia il sintoampli slim di rete Il nuovo sintoamplificatore slim NR-1602 aggiunge ai pregi del precedente NR-1601 tutte le funzionalità di rete di a. Spaziani Aggiornamento del già ottimo Marantz NR-1601, il nuovo NR-1602 mantiene tutte le peculiarità di questa interpretazione del marchio giapponese del sintoamplificatore, 7.1 canali con un’amplificazione di 50 Watt su 8 Ohm, supporto a Full HD, 24p, RCA, 3D, Deep Color, x.v.Color e codifiche audio HD lossless (DTS-HD MA / TrueHD) tramite i 4 ingressi HDMI 1.4a, uscita pre-out 2.1 da poter utilizzare anche per gestire il Prologic IIz, un numero sufficiente d’ingressi e uscite analogiche e l’altezza che è più simile a quella di un lettore DVD di fascia alta che a un sintoampli AV, per la gioia delle signore. Le nuove funzionalità annunciate ruotano tutte attorno alla presa di rete, il supporto al DLNA 1.5 che consente di accedere ai contenuti presenti su PC e NAS in rete, Airplay per la compatibilità con i prodotti Apple, servizi di Internet Radio come vTuner e l’immancabile Wizz App per il controllo tramite i dispositivi iOS da scaricare gratuitamente dall’App Store di Apple. La connettività di rete gli consente inoltre di essere integrato in un sistema di automazione avanzato come AMX o BitWise e di essere facilmente aggiornato via internet. Altre funzionalità interessanti sono il “multi-room” per gestire una seconda zona e la funzione “Party mode Plus”, il pulsante “one touch play” collegato alla presa frontale per la riproduzione immediata da apparecchi esterni USB quali iPhone/iPod e il sistema di auto calibrazione Audyssey MultEQ al posto del proprietario MRAC. Il prezzo, non ancora ufficiale, dovrebbe essere di circa 700 euro e la data di uscita luglio 2011. aUDIo VIDeo / L’azienda italiana non molla e lancia il suo 32” con retroilluminazione LED p. Basterà un tV leD a salvare Mivar? Il TV è Full HD, può riprodurre contenuti multimediali, ma ha un design obsoleto e un prezzo fuori mercato di r. Faggiano C ontro tutti e contro la logica del mercato, Mivar lancia il 32 LED 1, il suo primo televisore LCD con retroilluminazione LED. Il prezzo di listino ufficioso è di 499 euro, decisamente fuori mercato anche considerando che lo storico marchio italiano è ormai fuori dai circuiti della grande distribuzione e che marchi più blasonati offrono di più a meno. Il nuovo TV Mivar utilizza un pannello Full HD e circuito 100 Hz, sintonizza i programmi in alta definizione, ma non dimentica la TV analogica per le regioni non ancora passate al digitale terrestre. C’è anche il bollino bianco DGTVI, ma ufficiosamente si può già usare la cam CI+ di Mediaset Premium. Le sorgenti esterne sono collegabili tramite due ingressi HDMI, video component, scart audio/video, PC e uscita digitale coassiale. Si può anche collegare una chiavetta USB per riprodurre vari contenuti multimediali (e anche ufficiosamente per registrare i programmi TV). Da notare l’interruttore fisico di accensione e la consueta fornitura dello scarno schema elettrico. Scarno, perchè ad Abbiategrasso ormai si assemblano schede e pannello di provenienza orientale. Solo il telecomando è ancora quello originale Mivar e rimane semplicissimo da usare. Sempre seguendo lo schema elettrico si può notare come i pannelli siano di origine Samsung o AU Optronics. La linea estetica non è certo rivoluzionaria, in compenso il mobile lascia più spazio del consueto per i due altoparlanti ellittici che misurano ben 50 x 110 mm, valori record per un moderno televisore piatto. Mivar è sempre stata comunque un’azienda che offriva prodotti durevoli nel tempo ad un costo più contenuto, principio che però ora sparisce: difficile fare TV LED people & Market / Senza grandi eventi sportivi che durano come un CRT, difficile competere sul prezzo con la concorrenza e difficile per l’azienda di Abbiategrasso essere più tecnologica di una Samsung e di una Sony. Guardando il 32 LED 1 si capisce che alla fine della vecchia Mivar resta solo un design fuori dal tempo, capace di attrarre un piccolo gruppo di appassionati dello storico marchio e forse qualche nonnino nostalgico. Ma c’è da considerare che chi acquista un TV Mivar lo fa anche come gesto di rispetto per Carlo Vichi, uomo fuori dal tempo che ha recentemente dichiarato di non guardare più i numeri del bilancio aziendale: “Adesso restituisco ciò che ho avuto in passato”. Se un millesimo di questa filosofia albergasse nei massimi dirigenti di altre aziende europee forse (dopo l’annuncio Philips) avremmo ancora la possibilità di scegliere un televisore europeo a prezzi più abbordabili degli ultimi apparecchi Loewe, Bang & Olufsen e Metz. sarà così anche il secondo trimestre 2011? tre mesi difficili per l’elettronica di consumo Secondo i dati GfK il mercato italiano del settore ha registrato un calo del 6,1% del fatturato nel primo trimestre 2011, ancora peggio i televisori con un -9,6% di r. Faggiano N el primo trimestre del 2011 il settore della Elettronica di Consumo (video, audio, accessori, car entertainment) ha registrato in Italia una flessione, sia in termini di unità vendute (-5,1%) che in termini di fatturato (-6,1%). È quanto emerge dalle rilevazioni di GfK Italia, azienda leader nelle ricerche di mercato sui beni durevoli. Nei primi tre mesi dell’anno, GfK ha registrato infatti un’accelerazione nella diminuzione delle vendite, fino a raggiungere il -9,4% a volume e del -11,8% a valore nel mese di marzo 2011. Il comparto Video, che per tutto il 2010 aveva sostenuto il settore dell’Elettronica di Consumo grazie ai benefici effetti dello “switch-off” sulle vendite di televisori, ha visto ridurre nel primo trimestre 2011 il proprio giro d’affari del -5% rispetto allo stesso periodo del 2010. Il mercato dei Televisori, che si confronta con un 2010 caratterizzato da risultati di vendita senza precedenti, ha iniziato poi una discesa che a marzo 2011 ha segnato una tendenza a valore del -9,6%. Il settore dell’elettronica di consumo aveva visto una crescita fino al secondo trimestre 2010 con un eccezionale +27,9% a volume, successivamente è iniziata la discesa che ha toccato il suo massimo (per il momento?) nel mese di marzo 2011 con un -11,8 % di fatturato e -9,4% per numero di pezzi venduti. L A N U OVA G E N E RAZI ON E 3D E’ C I N EM A A C ASA TUA IL PR I M O CO N OCC H IA L IN I N O ST R ESS Film ¨ 2010 Universal Studios. All Rights Reserved. Artwork ¨ 2010 Universal Studio. All Rights Reserved. OCC H IALINI NO STRESS Nessuna batteria da ricaricare, piu' leggeri e durata illimitata Nessuna emissione elettromagnetica x° Visione ottimale da qualsiasi angolazione, ideale per la famiglia Nessuna distorsione dell'immagine ed affaticamento della vista CO NVE RT I AU TOM AT ICAMEN TE O GN I PRO GRAMM A I N 3D www.lg.com/it n. 25 / 7 maggio 20 estratto da www.dday.it people & Market / Siamo sicuri che sia davvero un affare comprare un TV di importazione parallela? Scopriamolo p. Comprare online tV d’importazione? ecco i rischi Duecento o trecento euro di differenza sono tanti, soprattutto su un TV top di gamma, ma sono TV realizzati per altri mercati e non godono di alcuni servizi di r. pezzali C omprare su Internet spesso conviene, soprattutto se si risparmia tanto. Con la garanzia europea, i negozi certificati e la sicurezza garantita da chi ha comprato prima di noi, l’acquisto online di beni anche grandi e costosi, come un TV, è diventata un’ abitudine abbastanza comune. Spesso però ci si chiede quali siano gli svantaggi che si hanno comprando online, soprattutto se si compra all’estero oppure da negozi che offrono TV di importazione parallela. Anche comprando, infatti, in Italia, spesso e volentieri, capita di imbattersi in megaofferte di prodotti che non vengono importati dalla filiale italiana, ma arrivano da vie traverse beneficiando della garanzia europea e quindi decisamente invitanti. Abbiamo condotto, quindi, una piccola inchiesta tra i produttori di TV per capire quali sono i vantaggi e gli svantaggi che si hanno acquistando un TV che non ha garanzia “Italia”. I TV di importazione parallela comunque non sono TV di serie B, come vedremo, ma sono TV realizzati per altri mercati e quindi non godono di alcune funzioni particolari, di alcune localizzazioni e spesso di alcuni vantaggi offerti dalle case madri italiane. LG: “Niente MHP e bollino Gold” I TV LG con garanzia non italiana sono privi di alcune funzioni locali, perdono l’MHP e la certificazione bollino Gold di DGTVi. Chi compra, quindi, un TV “europeo” deve rinunciare a queste caratteristiche e potrebbe anche incorrere in qualche problema di riparazione (ricambi da ordinare) se il modello non è conosciuto in Italia. La garanzia ovviamente è valida, ma la copertura di 2 anni del produttore ha valore sul territorio nazionale per i prodotti regolarmente acquistati solo dai dealer da LG Italia. Panasonic: “Se si rompe aspetti più tempo” Per Panasonic Italia ci sono alcuni indubbi svantaggi nell’acquistare un modello NON “italiano”. Il prodotto non partecipa ad eventuali iniziative commerciali di Panasonic Italia (ad esempio, la promozione omaggio del disco di Avatar che era riservata ai codici seriali “italiani”) e c’è anche una dilatazione dei tempi di riparazione in caso di guasto (in quanto l’approvvigionamento di pezzi/software non dedicati al nostro mercato non è immediato). Inoltre, non c’è sostituzione del prodotto nel caso in cui i tempi di riparazione si protraggano oltre il mese (cosa che invece la garanzia italiana offre). A questo si aggiungono poi le caratteristiche locali, come l’eventuale certificazione DGTVi. Samsung: “La garanzia Pixel 0 è indispensabile” Non poteva mancare anche la posizione di Samsung, leader di mercato nel campo dei TV. In questo caso, i vantaggi di un prodotto italiano vanno oltre la localizzazione e le applicazioni presenti: si usufruisce anche della garanzia Pixel 0 e della garanzia veloce che assicura risposta in due giorni. Ecco cosa ci risponde Samsung: “Per quanto riguarda la garanzia legale, i servizi di garanzia offerti dai rivenditori italiani devo essere equivalenti a quelli offerti dai rivenditori ubicati nel territorio della comunità europea. Per quanto riguarda i servizi di garanzia commerciale/convenzionale offerti da Samsung Electronics Italia S.p.A., come si legge anche sui libretti di garanzia commerciale/convenzionale che accompagnano i prodotti Samsung acquistati in Italia, si conferma che i prodotti acquistati direttamente o indirettamente da Samsung Electronics Italia nel nostro Paese offrono alcuni servizi aggiuntivi di garanzia commerciale/convenzionale che possiamo quindi indicare come “plus” per i prodotti commercializzati da SEI: si tratta delle garanzie PIXEL ZERO e Prestige per tutti i TV e per il top di gamma TV LED serie C9000 del servizio Five Stars. Inoltre c’è Intervento on-site gratuito dai 37” in su. Inoltre, i TV Italia hanno le certificazioni DGTVi e l’MHP per tutta la parte interattiva (i TV che arrivano dall’estero non hanno MHP) e l’ordinamento canali Italiano (nei TV provenienti dall’estero i canali vengono ordinati secondo la frequenza di ricezione e non secondo le posizioni prestabilite).” Sharp: “Niente garanzia convenzionale” i servizi non a pagamento di Telecom Cubovision e La7. E l’offerta è in continua espansione.” Nessun bonus particolare quindi, ma assenza di funzioni destinate al nostro mercato. Chi acquista un prodotto Sharp di importazione parallela non gode della garanzia convenzionale offerta da Sharp Italia, ma solo della garanzia legale fornita dal venditore del bene. Nello specifico, il prodotto acquistato da Sharp Italia fruisce di una garanzia convenzionale di 24 mesi offerta presso uno dei 122 Centri di Assistenza Autorizzati sul territorio nazionale presentando scontrino fiscale di acquisto e certificato di garanzia. Toshiba e Philips Sony: “Niente Bollino Gold, MHP e servizi personalizzati” Conclusioni Non poteva mancare la risposta di Sony, che interpellata da DDay ci ha dato la seguente risposta: “In merito ai servizi post vendita o ai termini di garanzia offerti da Sony sul territorio Nazionale, non ci sono distinzioni da quanto garantito a chi acquista in territorio europeo. Tuttavia, acquistando in Italia, il consumatore si garantisce servizi e contenuti extra: la certificazione DGTVi “Bollino Gold”, assegnata solo ai TV BRAVIA della gamma 2011 venduti sul territorio nazionale, consente infatti all’utente finale di accedere a numerosi contenuti interattivi disponibili su piattaforma MHP (sia gratuiti che a pagamento), usufruibili solo per il mercato italiano come, ad esempio Per Toshiba e Philips in linea di massima vale la stessa situazione degli altri produttori: comprando in Italia si compra un prodotto certificato con funzioni disponibili solo sul nostro territorio, come per esempio l’MHP. La garanzia di legge ha ovviamente validità, ma se non si conoscono i prodotti, i centri di assistenza potrebbero metterci più del dovuto per riparare un TV. Comprare online a volte conviene, ma non sempre. In qualche caso, infatti, i vantaggi vanno oltre la presenza dell’MHP e del Bollino DGTVi: garanzia Pixel 0 e assistenza onsite per prodotti di grosse dimensioni sono un servizio che fa la differenza e può valere anche di più di qualche centinaia di euro. I prodotti comprati all’estero o in Italia, ma con garanzia europea, sono comunque prodotti di qualità e tutte le case ovviamente forniscono la garanzia di un anno obbligatoria per legge, ma le riparazioni potrebbero protrarsi per più tempo soprattutto se, come nel caso di Panasonic, i ricambi sono gestiti separatamente per prodotti italiani o europei. n. 25 / 7 maggio 20 estratto da www.dday.it p.7 aUDIo VIDeo / Attenzione verso i clienti o tecnologia lontana rispetto a quella con occhiali attivi? aUDIo VIDeo Un aggiornamento dovrebbe migliorare notevolmente la qualità dei TV Cinema 3D, portandola vicino ai 1080p Google TV non è stato quel successo che il gigante delle ricerche sperava, tanto che il lancio internazionale è stato rimandato indefinitivamente: vendite sotto le aspettative, ma anche diverse critiche sulla fruibilità e stabilità dell’interfaccia. E come se non bastasse, poco dopo il lancio, è arrivata pure la mazzata dei broadcaster americani che hanno bloccato l’accesso ai loro contenuti online attraverso il browser di Google TV. Ma Big G non si dà per vinta e al Google I/O - la conferenza per sviluppatori in cui vengono annunciati gli ultimi progetti di Google - presenterà una nuova versione della sua “idea” di TV interattiva. Stando a una fonte anonima riportata da Business Insider la nuova Google TV sfrutterà un processore più veloce, avrà un’interfaccia più intuitiva, ma soprattutto segnerà il debutto di un apposito Android Market per scaricare e installare applicazioni di terze parti. Basteranno questi interventi per rilanciare il connubio tra Internet e TV? lG spinge Cinema 3D verso il 080p di r. pezzali l G continua a spingere sull’acceleratore con le sue TV Cinema 3D e, a poche settimane dall’introduzione, annuncia già un aggiornamento che cambia in modo radicale l’elaborazione 3D per arrivare ad una visione quasi 1080p (secondo l’azienda). L’annuncio va letto in due modi: da una parte si deve plaudire a LG per l’attenzione verso i clienti e la qualità, dall’altra però c’è un’implicita ammissione che forse la tecnologia Cinema 3D, nonostante i suoi enormi pregi, dal punto di vista qualitativo paga ancora qualcosa rispetto a quella con occhiali attivi usata nei plasma e dai competitor. LG con un aggiornamento che uscirà nei prossimi giorni cambierà il modo di elaborare le immagini secondo il grafico che si vede in alto a destra. Attualmente la tecnologia Cinema 3D utilizza un pannello da 200 Hz, ma in un secondo mostra solo due fotogrammi, uno per l’occhio destro e uno per l’occhio sinistro entrambi a 540 linee. Il cervello, unendo le infor- mazioni, vede un’immagine con risoluzione superiore a tre dimensioni, ma comunque non vede un’immagine a 1080p. Con il nuovo sistema, disattivando il Trumotion, si va a sfruttare interamente il pannello mostrando quattro fotogrammi ogni secondo, facendo così in modo che ogni occhio percepisca in un secondo sia le linee pari sia le linee dispari del singolo fotogramma. Secondo LG, così facendo people & Market aUDIo VIDeo / Si chiama HR3D ma è ancora un prototipo Il primo volantino 3D è di euronics Per spingere il mercato 3D bisogna portare questa visualizzazione nelle case della gente. Questa è l’idea dietro all’operazione commerciale di Euronics Butali, che prevede l’invio di oltre 1.700.000 volantini 3D nelle caselle di posta degli acquirenti. Le pagine stampate con la tecnica del 3D anaglifo e gli occhiali inclusi restituiranno una visione tridimensionale dei prodotti a catalogo. Nei volantini viene illustrato il funzionamento del 3D, la differenza tra i vari tipi di stereoscopia, come e dove fruire dei contenuti ed altre informazioni utili ad informare il cliente sul mondo tridimensionale dell’Home Entertainment. Buona anche l’idea di fornire, a chi visita un Euronics Butali nei prossimi mesi, il supporto tecnico di studenti universitari (definiti “super partes”) preparati apposta per informare il cliente a proposito della tecnologia 3D. il cervello, dopo aver elaborato le immagini, percepisce un risultato finale con una risoluzione ben più elevata di quella attuale. Il risultato andrebbe comunque verificato dal vivo e lo faremo presto anche perché, per come sono fatte le TV Cinema 3D, ogni occhio vede comunque 540 linee e soprattutto ogni occhio vede sempre le stesse 540 linee, quindi un aumento della risoluzione reale non c’è. Il MIt esplora il 3D senza occhiali Questa tecnologia permetterà di ottenere immagini di qualità a tre dimensioni e senza occhiali di alcun tipo di r. pezzali Anche il MIT, l’istituto tecnologico più noto al mondo, si fionda nel mondo della visione 3D senza occhiali. La sua tecnologia chiamata HR3D, High Rank 3D, è entrata infatti in una fase prototipale. Gli ingegneri del MIT per dare il senso di profondità e tridimensionalità dell’immagine hanno accoppiato due pannelli LCD privandoli dei loro filtri. Il pannello superiore funziona come una maschera che mostra un pattern basato sull’immagine sottostante, una sorta di barriera di parallasse dinamica e non fissa come quella usata da Nintendo sul Nintendo 3DS. Secondo il MIT questa soluzione garantisce una buona resa come luminosità, elevato angolo di visione ed elevata risoluzione, anche se a giudicare dal video qui sotto ci sono ancora molti passi da fare. Google rilancerà la sua idea di tV aUDIo VIDeo premium Net tV anche per l’on Demand HD L’attesa sta per finire: entro fine maggio i possessori del decoder TELE System TS7500HD (anche noto come Premium On Demand HD) potranno finalmente avere accesso al servizio Premium Net TV. Questo diventerà così il secondo decoder compatibile col servizio, dopo il TS7900HD già aggiornato a febbraio. Assieme a Net TV, il nuovo aggiornamento porterà con sé altre novità, tra cui il supporto all’interattività MHP (necessaria per il Video On Demand), la Guida TV Mediaset Premium e il timeshift, per mettere in pausa (fino a 30 minuti) un programma mentre lo si sta vedendo. Manca ancora la possibilità di registrare contenuti in autonomia, forse ancora la grande pecca di questo decoder. Ma forse è un’opzione che non vedremo mai. n. 25 / 7 maggio 20 estratto da www.dday.it eNtertaINMeNt / Fan in rivolta: Medusa ri-prezza LOTR a 99 euro eNtertaINMeNt / Fox svela tutti gli extra dell’edizione p.8 Il Signore degli Anelli extended BD il 28 giugno la saga di Guerre Stellari in Blu-ray il 5 settembre di r. pezzali di p. Centofanti Arriva finalmente in alta definizione la versione estesa della Trilogia Lord of the Rings: 6 Blu-ray, 9 DVD e DTS-HD Master Audio italiano e inglese l ’attesa è finita: il 28 giugno sarà possibile acquistare la Extended Edition de Il Signore degli Anelli in Blu-ray. L’edizione unica italiana sarà un cofanetto da 15 dischi che verrà venduto a 99 euro (decisione presa da Medusa dopo le proteste dei fan per il prezzo originariamente deciso di 129 euro) e includerà 6 Bluray Dual Layer e 9 DVD per gli extra. Gli appassionati esulteranno anche per la scelta di Medusa di offrire una doppia traccia audio in DTS-HD Master Audio italiano e inglese, oltre ai sottotitoli in italiano. I contenuti extra presenti nei dischi saranno comunque gli stessi già presenti sulle edizioni speciali DVD, fatta eccezione per il disco con i documentari realizzati dal regista Costa Botes. Di seguito pubblichiamo il comunicato stampa ufficiale di Medusa diffuso dopo le proteste sollevate dai fan che non avevano digerito la scelta di far pagare agli appassionati italiani quasi 50 euro in più per un prodotto simile a quello venduto in altri Paesi europei. Anche perché, nonostante una lavorazione diversa, non ci sarebbero così tante differenze tra la nostra versione e quella francese: stesso packaging, distributore diverso da Warner (Medusa in Italia, Metropolitan in Francia) e stesse nazionalizzazioni. “Medusa Film HE, a rettifica di quanto comunicato in precedenza, ha deciso, forzatamente, di rivedere il prezzo al pubblico del cofanetto in oggetto, ora fissato a 99,90 euro. Nel corso degli ultimi giorni si sono rincorse errate riflessioni e deduzioni nei confronti dell’Azienda e di un’operazione commerciale giudicata negativamente, senza possedere le debite e corrette informazioni su una produzione complessa, in cui Medusa Film HE è coinvolta in qualità di detentrice dei diritti di distribuzione per il territorio italiano. Vorremmo ricordare agli appassionati che il prezzo al pubblico era superiore alla media di mercato, per alcuni motivi tra cui i diritti da riconoscere ai relativi detentori, l’impegno a offrire la totale localizzazione in italiano, per i sottotitoli non udenti e i dialoghi in italiano. A tale proposito le tracce audio dei tre film nella loro versione estesa hanno richiesto un particolare sforzo onde essere tecnologicamente all’altezza di una così importante pubblicazione. Limiti dinamici e imprecisioni affiorati nella fase iniziale di controllo hanno obbligato a fare passi indietro, rispetto ad altri Paesi, con nuove lavorazioni onde inserire nei 6 BD-50 la traccia DTS-HD Master Audio 6.1 ES. Inoltre, teniamo a ribadirlo, Medusa Film HE era intenzionata a offrire un prodotto interamente localizzato in italiano, anche nel packaging e nei relativi testi, una aliquota dei quali, interni ed esterni alla confezione, passeranno invece in lingua inglese. Rimane invariata l’offerta per l’audio in italiano e la sottotitolazione completa di tutti i 15 dischi. A dispetto degli elevati costi di produzione, Medusa Film HE desidera così venire incontro ai fan della preziosa Trilogia estesa, abbattendo il prezzo al pubblico di un’edizione tecnologicamente all’avanguardia per il supporto Blu-ray”. I film saranno disponibili anche separatamente, o suddivisi nelle due trilogie e saranno accompagnati dai commenti audio già presenti nelle edizioni in DVD F ox ha appena svelato tutti i dettagli dell’edizione in Blu-ray Disc della saga di Guerre Stellari: un cofanetto di nove dischi ricchi di extra anche inediti (40 ore stando al comunicato). Ai sei film della saga in HD e con audio originale DTS 6.1 (Master Audio o meno non è dato saperlo, né quale sarà il formato per l’Italiano) si aggiungono i seguenti tre dischi: DISCO 7 – GLI ARCHIVI DI STAR WARS: EPISODI I-III* Include scene tagliate, estese ed alternative; modellini, riproduzioni e costumi; mascherino e progetto grafico; interviste supplementari con il cast e la troupe, un viaggio negli archivi della Lucasfilm e molto altro DISCO 8 – GLI ARCHIVI DI STAR WARS: EPISODI IV-VI IV-VI* Include scene tagliate, estese ed alternative; modellini, riproduzioni e costumi; mascherino e progetto grafico; interviste supplementari con il cast e la troupe e molto altro. DISCO 9 – I DOCUMENTARI DI STAR WARS* • Guerrieri Stellari* (2007, ca. 84 min.) – Un omaggio alla 501st Legion, l’organizzazione globale degli appassionati di costumi di Star Wars, in un documentario che mostra come questo super fan club promuova i film con attività di charity, volontariato e raccolta fondi, partecipando ad eventi di alto profilo in tutto il mondo. • Una conversazione con i maestri: L’Impero colpisce ancora 30 anni dopo* (2010, ca. 25 min.) – George Lucas, Irvin Kershner, Lawrence Kasdan e John Williams riguardano al making of de L’Impero colpisce ancora in questa dettagliata retrospettiva creata da Lucasfilm per omaggiare il 30esimo anniversario della pellicola. I maestri discutono e commemorano uno dei film più amati di tutti i tempi. • Parodie di Star Wars* (2011, ca. 91 min.) – Parodie di Star Wars che sono state create nel corso degli anni, tra cui oltraggiose clip tratte da I Griffin, I Simpson, How I met your mother e molto altro…e non perdere “Weird Al” Yankovic nel videoclip tributo a La Minaccia Fantasma. • La realizzazione di Star Wars (1977, ca. 49 min.) – Documentario condotto da D-3BO (C-3PO) e C1-P8 (R2-D2): scopri come l’originale film di Star Wars è stato portato sul grande schermo. Include interviste a George Lucas e comparsate di Mark Hamill, Harrison Ford e Carrie Fisher. • L’Impero colpisce ancora: Effetti Speciali (1980, ca. 48 min.) – Scopri tutti i segreti sui film girati in una galassia lontana, lontana. Condotto da Mark Hamill, questo documentario offre un punto di vista esclusivo dietro le quinte degli incredibili effetti speciali che trasformarono in realtà la visione di George Lucas di Star Wars e de L’Impero colpisce ancora. • Mostri Classici: Il Ritorno dello Jedi (1983, Colore, ca. 48 min.) – Scopri il dietro le quinte e i costumi grazie ai filmati tratti da Il Ritorno dello Jedi, intervallati da clip con i mostri classici. Documentario, condotto e interpretato da Carrie Fisher e Billie Dee Williams, che esplora le meticolose tecniche utilizzate da George Lucas per creare i personaggi classici e le creature viste nel film. • Anatomia di un Dewback (1997, ca. 26 min.) – George Lucas spiega e dimostra come il suo team abbia trasformato i dewback originali da immobili pupazzi di gomma (nella release originale del 1977) a creature apparentemente vive e respiranti per l’Edizione Speciale di Star Wars del 1997. • La tecnologia di Star Wars (2007, ca. 46 min.) – Un documentario che esplorare gli aspetti tecnici dei veicoli, delle armi e degli accessori di Star Wars, consultando scienziati autorevoli per esaminare la plausibilità della tecnologia di Star Wars in base alle conoscenze scientifiche attuali. *Contenuti esclusivi della nuova edizione n. 25 / 7 maggio 20 estratto da www.dday.it eNtertaINMeNt Con Chili tV l’on Demand Fastweb è Full HD eNtertaINMeNt / Mossa strategica dell’azienda di Redmond per non finire come Sony? p. Microsoft corre ai ripari su Xbox lIVe Nel prossimo update del sistema operativo di Xbox 360 sarà presente anche la possibilità di pagare usando PayPal di r. pezzali l Il nuovo servizio di Video On Demand di Fastweb aperto a tutti gli operatori, con film a noleggio o acquisto, anche in formato Full HD a 8 Mbps di M. Dalli Fastweb ha lanciato Chili TV, un servizio di Video On Demand che consente di guardare in streaming film, cartoni animati, documentari e altro. I dispositivi supportati vanno dalle classiche Smart TV ai PC, passando per smartphone, tablet, lettori Blu-ray e decoder DTT. Per quanto riguarda i film, Chili offrirà titoli dai cataloghi di Warner, Paramount, MovieMax, Fandango, Lucky Red, Bim e Mondo Home. Si potrà acquistare un film, oppure noleggiarlo per 48 ore. I formati disponibili, a seconda dei titoli, saranno al massimo tre: standard definition (720x576 pixel), HD (720p) e HD+ (Full HD), con bitrate compresi tra i 700 Kbps e 8,3 Mbps. I prezzi partono da 2,95 euro per il noleggio e 9,95 euro per l’acquisto dei titoli SD; 3,95 euro e 11,95 euro per quelli HD; e 4,95 euro e 14,95 euro per quelli HD+. Come molti altri servizi di VoD, quindi, anche Chili propone prezzi decisamente alti, considerando infatti che molti titoli si trovano in Bluray a prezzi anche inferiori. Oltre ai film ci sono anche 600 titoli gratuiti, suddivisi nelle aree Junior, Entertainment, Lifestyle, Woman e Wellness e una serie di produzioni originali, nate dalla collaborazione con Magnolia e con personaggi dello spettacolo come Mara Maionchi e Marco Berry. Al momento il servizio è disponibile su dispositivi LG e Samsung, mentre entro giugno arriveranno i tablet e gli smartphone Android, oltre a un decoder di TELE System. Per maggiori informazioni si può consultare il sito www.chili-tv.it. a dashboard di Xbox 360 si aggiorna e introduce tra le nuove feature anche il pagamento tramite PayPal. Questa mossa sembra dettata dalla necessità di tutelarsi contro possibili azioni pirata, magari simili a quelle intraprese contro il PlayStation Network. Se gli utenti pagheranno tramite PayPal, le credenziali della carta di credito e la password non verrano in alcun modo comunicate a Microsoft, lasciando il colosso di Redmond al riparo dalle ripercussioni di eventuali attacchi “ruba account”. Altre feature introdotte dall’aggiornamento saranno il supporto al protocollo XGD3 per una maggiore capienza dei DVD e la piattaforma Avatar Kinect. Quest’ultima permette agli utenti Xbox LIVE di chattare in un ambiente virtuale dove le proprie riproduzioni mimeranno i gesti dell’utente reale grazie alla videocamera integrata nel sensore. Avatar Kinect sarà disponibile dal 27 Maggio e per usufruirne è necessario un account Xbox LIVE. La tutela dei dati personali degli iscritti ad un servizio (e magari le ripercussioni che potrebbe avere un’azienda dopo aver dato prova di non saper gestirli) sembra stare molto a cuore alle major, visti i recenti fatti che hanno coinvolto Sony PlayStation Network . Si vocifera, inoltre, che la console di Microsoft xBox 360 sia prossima al pensionamento, a sei anni dal lancio è normale che ci sia una certa voglia di rinnovamento. Con Nintendo che si appresta a dare il via al rinnovamento delle sue console, non c’è da stupirsi che Microsoft si accodi preparando la nuova Xbox in modo tale che sia pronta sugli scaffali dei negozi giusto per il Natale 2012. Al momento però si esclude un annuncio al prossimo E3, anche se per le sorprese c’è sempre spazio. eNtertaINMeNt / Inizio in salita per l’ambizioso progetto fondato e diretto da Rupert Murdoch The Daily a 3 mesi dal lancio -0 milioni di dollari Più di 800.000 download, ma nessun ritorno economico: è ora di rivolgersi anche ad Android e al mercato europeo? di M. andreolli N on sono certo rosee le notizie per gli investitori della News Corporation, il gigante dell’editoria fondato e diretto da Rupert Murdoch. Sembra, infatti, che il prodotto attualmente più sotto i riflettori, The Daily, il quotidiano solo online disponibile per iPad e lanciato in grande stile ai primi di febbraio sia ancora in perdita. I risultati del primo trimestre hanno registrato una perdita di circa 10 milioni di dollari. E questo si aggiunge ai 30 milioni di dollari di investimento iniziale. Dai dati riportati inizialmente, la stesura del Daily costa qualcosa come mezzo milione di dollari alla settimana, ossia circa 6.5 milioni di dollari al trimestre. A questi si aggiungono altri costi, come quelli sugli investimenti tecnologici e di marketing. La perdita complessiva pertanto è causata dai mancati guadagni, dovuti alla gratuità del prodotto nella fase iniziale. Le dichiarazioni del presidente, Chase Carey, all’assemblea degli azionisti, sono state molto caute: “Siamo ancora agli inizi, ed è soltanto da poco più di un mese che il servizio è a pagamento, e intanto [The Daily] è diventata una delle app di news più scaricata. È ancora un progetto in rodaggio, stiamo testando la tecnologia e raffinando i contenuti, ma è il mercato dei tablet che ancora deve crescere.” Non è stata riportata la percentuale di quanti siano passati dalla versione gratuita a quella a pagamento. Ricordiamo che il costo è di 0.99 dollari per l’abbonamento settimanale e 39.99 dollari per quello annuale, costi molto bassi con l’idea di avere un gran numero di abbonati. Ma no- nostante le vendite di iPad 2 procedano molto bene, la base di utenza è ancora ristretta. Proprio per superare al più possibile questo divario, sono due le strade che si prospettano: la prima è quella di creare una versione anche per i tablet Android, le seconda di rivolgersi anche al mercato europeo: intanto stiamo a guardare e aspettiamo. n. 25 / 7 maggio 20 estratto da www.dday.it MoBIle / L’app per iPhone continua a rimanere ai primi posti della classifica top 25, scopriamo perché Con photosynth foto panoramiche in un click L’app è di semplice utilizzo, permette di catturare e visualizzare immagini a 360° e di condividerle su Facebook MoBIle tana libera tutti per apple e Google? In pochi giorni la totalità dei device afflitti dal “location gate” hanno ricevuto l’aggiornamento firmware. E Google? di e. Ferri l l 19 aprile scorso Microsoft ha rilasciato Photosynth per iPhone, l’app del servizio online per la creazione e condivisione dei panorami a 360°. Ad oggi l’applicazione rimane tra le più scaricate, quindi abbiamo deciso di provarla e vedere quanto questo successo sia meritato. All’avvio la nostra attenzione viene subito catturata dalla scritta che campeggia al centro dello schermo: “tap to start”. Al nostro tocco viene scattata una foto e, muovendo l’iPhone attraverso l’ambiente da immortalare, in automatico a metà della foto precedente ne viene catturata un’altra, poi un’altra ancora e così via fino a terminare la panoramica facendo un giro completo. Le foto si possono scattare oltre che in orizzontale anche in verticale, creando così un effetto finale a 360°. Qualora l’applicazione non riuscisse a proseguire automaticamente il panorama è possibile scattare le foto anche manualmente. In questo caso il riquadro di scatto sarà contornato di giallo per avvertire che se si vuole continuare forse è necessario uno scatto manuale. Il sistema funziona abbastanza bene e riesce a ricreare il mondo intorno a sé in modo coerente. I limiti più evidenti emergono quando il paesaggio circostante si modifica: il programma non riesce più a capire cosa è cambiato e sfasa le giunzioni p.0 di G. Cupini delle foto nella panoramica, andando a creare degli artefatti. L’opzione “exposure lock” può aiutare ad evitare questo spiacevole inconveniente mantendendo costante l’esposizione, infatti anche una diversa quantità di luce potrebbe creare differenze tra i bordi delle immagini di cui il collage è composto. La risoluzione della panoramica creata è buona ma non eccelsa, soprattutto per quanto riguarda il comparto fotografico dell’iPhone 4. Le creazioni possono essere salvate in locale sulla memoria flash oppure caricate sul sito gratuito Photosynth.net, dove saranno pubblicate ed ordinate per nome, proprietario e luogo. È presente anche la possibilità di postare il panorama creato sul proprio profilo Facebook, sia in versione di semplice immagine (funzione non molto utile a dire il vero), sia l’interfaccia di photosynth con lo scatto automatico (sinistra) e manuale (destra). come panorama creando un link al sito ufficiale. L’upload su Facebook richiede comunque il caricamento dell’immagine sul sito per permettere la visualizzazione a 360°. Spiace constatare che sul post creato nella bacheca è presente solo un link e non l’anteprima della nostra creazione. L’interfaccia è in stile Windows Phone 7: poche linee, riquadri chiari e puliti, font ampio e leggibile. Tutte le funzioni disponibili sono ben organizzate e sempre a portata di dito. Microsoft ha svolto un buon lavoro di ottimizzazione per iPhone del suo servizio di creazione e condivisione di foto panoramiche, creando un’app di facile utilizzo che, nella maggior parte dei casi, funziona molto bene senza dover settare decine di parametri. Potremmo quasi dire che si tratta di un’applicazione molto “Apple Style”. a sinistra l’elenco delle foto salvate sul telefono e su Internet; a destra, la schermata delle impostazioni. Apple ha reso disponibile l’aggiornamento firmware dei suoi iPhone, iPod e iPad alla versione 4.3.3 per la risoluzione del famoso bug dei servizi di localizzazione che affliggeva le precedenti versioni. A due settimane dall’esplosione del problema, Apple è riuscita a raggiungere la totalità della sua base installata, risultato che se paragonato con quelli di Android, principale competitor di iOS nel campo mobile, dà da pensare: secondo i dati rilasciati da Google, la compagnia è riuscita a far aggiornare all’ultima versione 2.3 Gingerbread solo il 4% dei suoi utenti dopo 5 mesi dal rilascio. Bisogna però considerare che Android è soggetto a numerose customizzazioni dell’interfaccia (si pensi a HTC, Samsung, Sony, LG) che non consentono aggiornamenti in linea con le release di Google, cosa che a Mountain View hanno sempre visto come un vantaggio e non un problema. Ciò è sicuramente vero da un punto di vista commerciale, probabilmente meno dal punto di vista del cliente, che deve aspettare mesi prima di poter aggiornare il proprio dispositivo. In quest’ottica il problema, quindi, esiste: alcuni device devono ancora essere aggiornati alla versione 2.2 Froyo e la libertà lasciata da Big G per il rilascio degli aggiornamenti ai produttori rischia di danneggiare l’esperienza finale degli utenti, oltre che a esporre i terminali a falle di sicurezza per molto tempo. Molti ritengono che il cuore del problema sia da ricercarsi nella filosofia open di Android, ma in realtà si è visto come Google stessa abbia preso una strada diversa con la versione 3.0 Honeycomb, che impone una più uniforme esperienza d’utilizzo ai produttori e che probabilmente farà da apripista a una nuova filosofia anche nel campo degli smartphone. www.coverized.com n. 25 / 7 maggio 20 estratto da www.dday.it MoBIle Samsung presenta il tablet navigatore MoBIle / Disponibile al momento solo in Giappone realtà aumentata nel GpS Pioneer lancia una serie di GPS da auto con telecamera frontale per la realtà aumentata. Le indicazioni appaiono così in “sovraimpressione”sulla strada p.2 MoBIle lG e Wikitude per il vero 3D di M. Dalli l La casa coreana lancia il primo tablet Android destinato alla navigazione per auto, per ora disponibile solo in patria di G. De Gaetani Android si fa strada anche nel complesso mercato della navigazione per auto: Samsung ha annunciato, solo per il mercato coreano, il SENS240 una via di mezzo tra un tablet e un PND (Personal Navigation Device), con l’interessante caratteristica di poter essere comandato da un comune tablet/smartphone Android. Il dispositivo, munito di schermo da 7 pollici con risoluzione di 800×480 pixel, è dotato di un processore da 1,43 GHz e 256 MB di memoria RAM; completano il corredo uno slot SD e una porta USB 2.0. Secondo Samsung sarà possibile visualizzare mappe stradali in 3D, riprodurre audio e video e mostrare i programmi televisivi DMB (lo standard sviluppato in Corea del Sud per la trasmissione digitale sui dispositivi portatili). L’aspetto più interessante, come già accennato, è la possibilità di connettere, grazie allo standard Bluetooth, il proprio smartphone o tablet Android così da “telecomandare” il SENS-240. Infatti, a connessione avvenuta, sarà possibile visualizzare qualsiasi evento proveniente dal proprio dispositivo mobile, con tutto guadagno, quindi, per la sicurezza di guida in quanto non sarà necessario impugnare il proprio cellulare per leggere l’ultimo messaggio ricevuto. Il prezzo di vendita del SENS-240 non è stato ancora reso noto, non si conoscono, almeno per ora, le intenzioni di Samsung di commercializzare il prodotto anche nel Vecchio Continente. a realtà aumentata, dopo aver conquistato il mondo degli smartphone, sbarca ora sui navigatori satellitari da auto grazie a Pioneer. Il produttore giapponese sta per infatti per lanciare in patria una serie di GPS da plancia multiDIN che, tramite una videocamera da attaccare allo specchietto retrovisore, sono in grado di visualizzare sullo schermo le indicazioni di navigazione “proiettandole” sulle immagini della strada di fronte alla macchina. Il sistema è inoltre in grado di calcolare le distanze esatte tra la macchina e altri punti sull’imma- gine (altre auto, punti di interesse, ecc), di modo da fornire indicazioni sempre più precise; è possibile addirittura identificare su quale corsia ci si trova, oltre a semafori rossi ed altre indicazioni stradali. La specifiche tecniche parlano di schermo da 7 pollici con risoluzione Wide VGA (800x480 pixel), sintonizzatore TV digitale, lettore DVD e CD, Bluetooth, ingressi USB e schede SD. I quattro modelli saranno disponibili a partire da fine maggio in Giappone, a un prezzo ancora non noto. Incognita è anche la disponibilità al di fuori della terra nipponica. MoBIle / L’aggiornamento ruota tutto intorno al mondo Bing più Bing nel Windows phone Mango Entro questo autunno arrivano anche Podcast e dettatura vocale degli SMS di e. Ferri N uove feature del mai troppo atteso aggiornamento “Mango” trapelano dal podcast degli sviluppatori di Windows Phone 7. Più precisamente si tratta di una serie di servizi legati a Bing, la piattaforma di ricerca tuttofare “made in Microsoft”. Si inizia con Bing Vision, un servizio che cerca sul web il contenuto delle immagini catturate dalla fotocamera. Oltre alla scansione delle classiche tag, è presente la funzione “Riconoscimento visivo” che, una volta sviluppata (per ora non è attiva), permetterà di riconoscere anche strutture e monumenti. La versione di casa Redmond dei famosi SoundHound e Shazam si chiama Bing Audio. Con Bing Audio si può scopri- re il titolo delle canzoni che si stanno ascoltando semplicemente avvicinando il telefono alla fonte sonora, poi, una volta riconosciuto il brano, l’applicazione dirà se esiste o meno sul marketplace fornendo un link per l’acquisto. Anche Bing Maps si evolve e ora supporta la navigazione turnby-turn, alla stregua del servizio di navigazione fornito da Google con le sue Google Maps. Altre feature non necessariamente legate al servizio Bing saranno la possibilità di dettare a voce gli SMS, il supporto nativo ai Podcast e (finalmente) l’integrazione delle chat di Live Messenger. Ricordiamo che l’aggiornamento Mango per Windows Phone 7 è previsto per questo autunno. Considerando che l’Optimus 3D sarà uno dei primi smartphone con display e fotocamera 3D, la partnership è naturale. Wikitude offrirà insieme a LG un nuovo browser a realtà aumentata veramente tridimensionale. Le immagini riprese e riprodotte in 3D sul display autostereoscopico presenteranno le varie informazioni “sovrapposte” alla realtà sfruttando anche la profondità, grazie all’utilizzo del doppio obiettivo e quindi con un risultato molto più realistico e avveniristico. L’applicazione Wikitude 3D ottimizzata per lo smartphone Optimus 3D (lanciato a febbraio a Barcellona, ma non ancora nei negozi), sfrutterà nuove API appositamente sviluppate da LG, e offrirà informazioni su quello che ci circonda con accesso diretto a Wikipedia e social network come Twitter, Foursquare e così via. MoBIle 3G integrato nei prossimi tegra? NVIDIA pare prendere molto seriamente il suo ruolo nel mondo dei dispositivi mobili, tanto da confermare le voci di acquisizione di Icera, un produttore di chip per la comunicazione mobile 3G e 4G. Grazie a questa acquisizione i prossimi dispositivi con piattaforma Tegra potranno avere la parte radio integrata direttamente nella scheda, in modo da offrire ai produttori di smartphone e tablet una soluzione completa più facile da implementare. Se si rivelerà la strada giusta, si legge in una nota dell’azienda, in futuro potrebbero anche esserci chip Tegra con parte radio integrata in un unico chip. L’attenzione di NVIDIA è però sempre più concentrata sul mondo mobile. È cominciata l’era post-PC? n. 25 / 7 maggio 20 estratto da www.dday.it MoBIle Voglia di 3D anche per Nokia Nokia starebbe studiando un nuovo concept di interfaccia 3D per smartphone e tablet basati sull’utilizzo di due display in una configurazione a conchiglia. L’idea è quella di combinare un display auto-stereoscopico 3D, un normale schermo 2D e due videocamere in grado di analizzare il punto di vista dell’utente. Il sistema permetterebbe di migliorare la percezione degli oggetti 3D, adattando l’effetto stereoscopico in funzione della posizione dei nostri occhi e utilizzando il display secondario (che potrebbe essere anche touchscreen), ad esempio per riprodurre un’ombra credibile di quello che l’utente si vedrebbe comparire davanti agli occhi. Il concept mostra come esempio la visualizzazione di un cubo che può essere guardato da diversi angoli spostandoci intorno ad esso, come se fosse un oggetto reale. Il sistema di videocamere permetterebbe, inoltre, di realizzare un’interfaccia “a gesti” stile Kinect, con la possibilità di interagire con le immagini 3D visualizzate. Fantascienza o realtà? Certo è che il concept è interessante, in attesa che la qualità dei display 3D auto-stereoscopici possa ancora migliorare. MoBIle / Nuova versione del lettore multimediale per Android Doubletwist ora con airplay e NFC La versione a pagamento introduce AirPlay da smartphone Android e la possibilità di scambiare file MP3 senza fili utilizzando la tecnologia NFC di p. Centofanti I n contemporanea con il Google I/O, DoubleTwist ha annunciato una nuova versione di quella che è una delle migliori app “musicali” per Android. La nuova versione a pagamento introduce funzionalità esclusive decisamente interessanti. La prima di queste è AirPlay, ovvero la possibilità di inviare file multimediali senza fili da smartphone Android verso periferiche compatibili. AirPlay è una tecnologia proprietaria Apple, ma la sua semplicità di utilizzo la rende ovviamente molto appetibile anche per le altre piattaforme. Il supporto ad AirPlay si somma a quello ai dispositivi DLNA rendendo così gli smartphone Android compatibili con virtualmente tutti i lettori con porta di rete. L’altra funzionalità interessante si chiama DoubleTap e consente di scambiare file MP3 tra due smartphone dotati di chip NFC. La tecnologia, sviluppata per i micropagamenti, consente di scambiare dati semplicemente accostando tra di loro i dispositivi: DoubleTap rende lo scambio di brani tra amici più semplice che mai, basta avviare la riproduzione su uno smartphone e con un tocco il brano viene trasferito automaticamente sull’altro. Cliccando l’immagine sottostante potrete vedere il video dimostrativo dell’applicazione. MoBIle Dual e Quad Core anche per ZiilaBS ZiiLABS, la società acquisita qualche anno fa da Creative, ha annunciato ZMS-20 e ZMS-40, due processori mobile a due e quattro Core di M. Dalli estratto dal quotidiano online www.dday.it Registrazione Tribunale di Milano n. 416 del 28 settembre 2009 direttore responsabile Gianfranco Giardina editing Maria Chiara Candiago Cristina Dainese Editore Scripta Manent Servizi editoriali srl via Gallarate, 7 - 205 Milano p.I. 7005 Per informazioni [email protected] Per la pubblicità [email protected] Dopo il poco convincente tablet ZiiO con processore ZMS-08, ZiiLABS (società di Creative) ci riprova ora con i due nuovi processori ZMS20 e ZMS-40, rispettivamente dual e quad core. Il primo ad arrivare sul mercato sarà il dual core, che integra un ARM Cortex A9 da 1.5 GHz, supporto per OpenGL, OpenCL, riproduzione video 1080p, HDMI 1.4 con supporto al 3D e Adobe Flash 10. In tutto ZiiLABS promette prestazioni quattro volte superiori rispetto allo ZMS-08. I primi tablet Android Honeycomb basati su questo processore dovrebbero arrivare nel terzo trimestre dell’anno. Ancora meglio dovrebbe fare lo ZMS-40, basato anch’esso su processori ARM Cortex A9 da 1.5 GHz (quad core, in questo caso), di cui però in questo momento si conoscono pochi dettagli. Ne sapremo di più tra qualche mese, probabilmente già al Computex che si terrà a cavallo tra maggio e giugno, nella speranza poi di vedere dei tablet convincenti. p.3 MoBIle iHome passa ad airplay La docking iW1 permette di realizzare un sistema multiroom senza fili con sorgenti Apple, sfruttando l’applicazione wireless per iPod, iPhone e iPad di r. Faggiano Dopo tante basette per i dispositivi Apple, iHome fa il grande passo verso AirPlay, il sistema di collegamento wireless dedicato al mondo Apple. iW1 è un diffusore stereo di dimensioni compatte, pronto per ricevere la musica senza fili da un prodotto Apple e anche in grado di creare una piccola rete musicale casalinga per diffondere in tutta la casa i contenuti di un server o tramite iTunes. iW1 può essere alimentato con la sua batteria ricaricabile ed è, quindi, adatto anche per l’uso portatile. Inoltre, è possibile anche collegare direttamente iPod e iPhone tramite la presa USB con funzione di ricarica. Dal punto di vista acustico viene applicata la tecnologia Bongiovi Acoustics DPS con sistema stereo a due vie e amplificatore digitale in classe D. Oltre che dal telecomando, i controlli diretti e le funzioni multiroom sono accessibili da un pannello touch di tipo capacitivo. Già disponibili due applicazioni Apple per impostare le funzioni di sveglia (gratuita) e la ricezione delle radio web (a pagamento). Il prezzo di listino USA è di 299 dollari, non ancora stabilito il prezzo italiano. iHome ha già presentato anche una linea completa di docking station dedicata all’iPad. n. 25 / 7 maggio 20 estratto da www.dday.it p. MoBIle android Xperia ora anche mini e mini pro MoBIle / Tecnologia più adeguata ai lettori eBook che agli smartphone paperphone, lo smartphone che si piega ai tuoi comandi Tutte le principali funzioni si controllano piegando il display in svariati modi MoBIle annunciato BlackBerry oS 7 e due nuovi Bold di e. Ferri I Xperia mIni pro Sony Ericsson lancia due nuovi smartphone Android, mini solo nelle dimensioni: processore da 1 GHz, ripresa video 720p e già aggiornati a Gingerbread di p. Centofanti Sony ha annunciato due nuovi smartphone della gamma Xperia, l’Xperia mini e il mini pro. Entrambi montano Android 2.3 e sono costruiti intorno a un display multi-touch da 3 pollici (risoluzione 320x480 pixel). Il mini pro si distingue per l’integrazione anche di una tastiera QWERTY a scomparsa per chi proprio non sopporta il touch per la scrittura di messaggi ed email. I nuovi smartphone montano un processore Qualcomm Snapdragon da 1 GHz, fotocamera da 5 Megapixel con ripresa video in 720p. La fotocamera offre anche flash a LED, funzione di riconoscimento dei volti e dei sorrisi. L’Xperia mini pro ha in più anche una fotocamera frontale con risoluzione VGA per effettuare videochiamate. I telefoni sono dotati della solita pletora di sensori, A-GPS, uscita per le cuffie, sono praticamente privi di memoria Xperia mini integrata, ma in bundle sarà fornita una scheda microSD da 2 GB. Entrambi gli smartphone saranno disponibili a partire dal terzo trimestre. display flessibili sono presenti ormai da tempo in molte tecnologie davvero innovative. I ricercatori della Queen’s University, in Canada, hanno messo a punto il prototipo funzionante di un telefono che si controlla in modo molto particolare, cioè piegandolo. L’apparecchio è formato da un display touchscreen ad inchiostro elettronico da 3,7” cui sono stai collegati sul retro dei circuiti flessibili insieme a dei sensori. Tutte le funzioni del dispositivo, come navigare tra i menù, chiamare, leggere un eBook e ascoltare la propria musica, sono gestibili semplicemente piegando lo schermo (e quindi l’intera struttura) in una specifica parte. Ad esempio piegando l’angolo in basso a destra in giù si avanza nella playlist musicale, mentre piegandolo in su si ritorna al brano precedente. Questa tecnologia, per come è presentata ora, risulta forse meno intuitiva del- la tipica interfaccia touch presente ormai su tutti gli smartphone, ma troverebbe il suo campo di utilizzo più adeguato nei lettori di ebook. La sensazione sarebbe davvero quella di tenere in mano, se non un libro, quantomeno un foglio di carta, girando pagina semplicemente alzando un angolino. MoBIle HtC Flyer arriva nei negozi, ecco i prezzi Il tablet Android di HTC è disponibile anche in Italia in due versioni solo Wi-Fi e 16 GB di memoria o 3G con 32 GB, pennino incluso di p. Centofanti Presentato a Barcellona all’MWC, il tablet Android di HTC, il Flyer arriva nei negozi. Il tablet con display da 7 pollici è disponibile in due versioni: con sola connettività Wi-Fi e memoria integrata da 16 GB a 499 euro oppure con memoria da 32 GB e connessione anche 3G a 649 euro. Con entrambe le versioni verrà fornita in bundle anche la “penna digitale” HTC Magic Pen che permette di interagire con lo schermo capacitivo del tablet per scrivere, disegnare e manipolare oggetti. L’HTC Flyer si differenzia dalla maggior parte dei tablet in uscita per la scelta da una parte del taglio da 7 pollici (come il BlackBerry Playbook), dall’altra per non montare Android 3.0 Honeycomb, quanto piuttosto Gingerbread ma con la nuova versione dell’interfaccia custom HTC Sense, la stessa in arrivo anche sullo smartphone HTC Sensation. In questo modo HTC punta a offrire un’esperienza di utilizzo più originale e diversa rispetto a tutti gli altri tablet Android. Di seguito riproponiamo le prime immagini dell’HTC Flyer in azione che abbiamo ripreso al Mobile World Congress. In arrivo da RIM i nuovi smartphone Bold Touch 9900 e 9930, i primi a sfruttare il nuovo OS 7. Di serie anche l’NFC di p. Centofanti La versione 6.1, che doveva essere un semplice aggiornamento, diventa invece un rilascio importante: RIM ha annunciato l’arrivo di un nuovo smartphone della gamma Bold, il Bold Touch 9900 (disponibile anche in versione universale con supporto per le reti CDMA, il 9930), che monterà il nuovo BlackBerry OS 7. La nuova versione del sistema operativo, che non sarà compatibile con i dispositivi precedenti, introduce miglioramenti grafici con animazioni a 60 fps, il supporto al video nelle pagine HTML 5, un nuovo motore javascript più veloce, ricerche vocali e soprattutto BlackBerry Balance, una funzionalità che permette di separare completamente i dati aziendali da quelli privati, anche per le applicazioni. Venendo allo smartphone, oltre alla classica tastiera QWERTY, il Bold Touch 9900 affianca un display touchscreen da 2,8 pollici (risoluzione 640x480 pixel) e offre un processore da 1.2 GHz con 768 MB di RAM. C’è la classica dotazione di sensori (accelerometro, bussola digitale, A-GPS e sensore di prossimità), connettività HSPA+ e Wi-Fi n, 8 GB di memoria integrata espandibili fino a 32 GB tramite schedine microSD e il chip NFC per i micro-pagamenti prossimi venturi. I nuovi terminali saranno disponibili in estate. n. 25 / 7 maggio 20 estratto da www.dday.it MoBIle Con Ice Cream Sandwich android è“universale” Dopo le voci di corridoio degli scorsi mesi, Google ha scelto il palcoscenico del Google I/O per mostrare al mondo il nuovo Ice Cream Sandwich (alias “biscotto gelato”). La novità principale riguarda la fusione dei due rami di Android, quello “smartphone” 2.x (Froyo, Gingerbread) e quello “tablet” 3.x (Honeycomb) in un unico sistema operativo, per restare alla pari con Apple e il suo iOS. Ice Cream Sandwich potrà quindi girare su tutti i dispositivi, sicuramente smartphone e tablet (per ora nessuna menzione a Google TV, che ha già ricevuto gli onori della cronaca grazie all’aggiornamento a Honeycomb 3.1). Ci sarà un’interfaccia grafica rinnovata, una serie di API scalabili per gli sviluppatori e un sistema di videochiamata “intelligente”, che zooma sulla faccia di chi sta parlando, nel momento in cui sta parlando. Ne sapremo sicuramente di più prossimamente! MoBIle Il tavolo magico di pioneer Sulla falsariga di Microsoft Surface, Pioneer lancia in Giappone il WWS-DT101 discussion table: un tavolo costituito da un display multi-touch da 56 pollici con risoluzione di 1920x1080 pixel. Il “cuore” è costituito da un PC Windows 7 con processore Intel Quad Core Core i7 e 6 GB di RAM su cui gira l’interfaccia proprietaria SCHEDA. Il sistema permette di catturare documenti e file multimediali via wireless da altri dispositivi e di poterli manipolare con le dita in modo che fino a poco tempo fa avremmo potuto definire avveniristico. I ragazzi di Akihabara News hanno realizzato un video del tavolo magico di Pioneer in azione e del modo in cui interagisce con tablet, fotocamere e PC portatili, visibile qui. Il prezzo? 3 milioni di Yen, pari a circa 26 mila euro. MoBIle / Musica, domotica, film e accessori: gli altri servizi di Android al Google I/O p.5 Google si butta sull’entertainment Sono stati annunciati i nuovi sistemi operativi (Honeycomb 3.1 e Ice Cream Sandwich), ma anche le “altre” novità del mondo Android, dai servizi di streaming musicale e di film agli aggiornamenti software di M. Dalli I l Google I/O è stata l’occasione per Google di presentare al pubblico non solo i nuovi sistemi operativi Honeycomb 3.1 e Ice Cream Sandwich, ma anche i servizi che il colosso di Mountain View lancerà a breve. Partiamo da Google Music Beta, un servizio che consente di archiviare online (“in the cloud”) fino a 20.000 brani musicali, gratuitamente finché il programma resterà in fase “beta”. La musica potrà poi essere ascoltata in streaming su dispositivi Android compatibili, smartphone (Froyo e Gingerbread) e tablet (Honeycomb). Ci sarà anche un programma, disponibile per Windows e Mac, per caricare la musica online direttamente dalla propria libreria iTunes o Windows Media.Il servizio al momento è limitato al solo territorio statunitense e non ci sono indicazioni circa il costo una volta terminata la fase beta. Con Google Movie Rentals il colosso di Mountain View entra, invece, in diretta concorrenza con iTunes di Apple, offrendo sui propri device (smartphone Froyo e Gingerbread, tablet Honeycomb 3.1) il noleggio di film in streaming tramite l’Android Market, con prezzi a partire da 3,99 dollari. Ci sarà anche la possibilità di scaricare in locale i film, per vederli quando non si ha accesso alla Rete (su un aereo, ad esempio). Anche qui, non è chiaro se il servizio arriverà nel nostro Paese. Altra novità interessante riguarda gli accessori, forse uno dei punti di forza maggiore dell’ecosistema concorrente iOS. Con Android Open Accessory, Google punta a dare agli sviluppatori la possibilità di creare accessori compatibili con tutti i dispositivi Android. Si tratta di una combinazione hardware (Arduino) e software, e funzionerà su Gingerbread 2.3.4 e Honeycomb 3.1. Da Open Accessory si passa ad Android @ Home, un sistema “domotico” per controllare gli apparecchi compatibili direttamente dal telefono o dal tablet. Si possono controllare elettrodomestici intelligenti, ma anche lampadine, senza porre limiti alla fantasia: uno sparatutto giocato sul tablet o smartphone, per esempio, potrebbe far “lampeggiare” le luci di casa nel momento in cui si spara a un avversario. Concludiamo, infine, con una delle “storiche” note dolenti di Android, gli aggiornamenti. Grazie a una serie di alleanze con alcuni partner strategici, come HTC, Samsung, LG, Sony Ericsson e Vodafone, i dispositivi Android prodotti da questi produttori riceveranno ag- giornamenti per almeno 18 mesi dal lancio, se l’hardware lo permetterà. A parole sembra una lodevole iniziativa, anche se poi bisogna vedere nei fatti come si tradurrà, visto che la clausola dell’hardware potrebbe essere usata da molti come “scusa” per non aggiornare il dispositivo. MoBIle Smartphone sempre più sotto attacco Aumentata del 400% la presenza di malware sulla piattaforma Android: c’è da preoccuparsi? Secondo uno studio di Juniper Networks la minaccia è concreta e reale di G. Cupini A sottolineare la rilevanza sempre maggiore sulle piattaforme mobile della questione malware, è un’indagine condotta dalla Juniper Networks, riguardante le vulnerabilità del sistema Android. Secondo i dati analizzati nell’estate del 2010, gli attacchi di malware sulla piattaforma Google sarebbero aumentati del 400% rispetto l’anno precedente. Il problema è stato di origine per lo più interna al Marketplace, dovuto alla pubblicazione di nuove applicazioni. Ora, questo dato è abbastanza sterile se preso da solo, in quanto va messo in relazione con la crescita esponenziale degli utenti Android nel corso del 2010, e con la conseguente forte espansione della grandezza dello store stesso. Tuttavia la società tende a sottolineare come questo dato debba essere un campanello d’allarme per tutte le piattaforme “mobili”, cui si starebbero ormai rivolgendo la maggior parte delle attenzioni degli hacker per scoprire nuove vulnerabilità. Preoccupazione è stata espressa poi per la rilevazione che oltre il 17% di tutte le intrusioni malevoli sia avvenuto tramite SMS, l’attività ancora regina per molti in mobilità, con trojan che inducono l’utente inconsapevolmente a inviare messaggi verso numeri costosissimi. In questo senso è importante sottolineare come la scelta di Google, annunciata all’ultimo I/O, di provare a garantire tempi certi nell’aggiornamento dei propri device, in accordo con le case di produzione, sia un passo fondamentale per tutelare l’utente finale. C’è poi da riflettere se una forma di controllo sul Marketplace, non di qualità o contenuto, ma di purezza del codice, potrebbe divenire necessario per le prossime generazioni del sistema operativo made in Google. n. 25 / 7 maggio 20 estratto da www.dday.it MoBIle Xperia play sembra un vero fallimento È uscito da un po’ di tempo ma nessuno se ne è accorto: i giochi non vendono e il terminale sembra già superato. Solo Sony è ottimista di r. pezzali Per un anno intero se ne è parlato, sono usciti rumors, scatti rubati, anteprime, leaks, e ora che l’Xperia Play è uscito non interessa più a nessuno. Lo smartphone/console di Sony Ericsson, infatti, è già sul mercato da metà aprile e nonostante tutto le vendite sono relativamente basse, non solo del terminale stesso ma anche dei giochi. L’Xperia Play, venduto a 599 euro, è totalmente fuori mercato e i giochi non sembrano attirare più di tanto il gamer che probabilmente sta aspettando l’uscita della nuova console portatile di casa Sony prima di investire in uno smartphone votato al gaming, che però non ha certo la potenza della già annunciata NGP. Recentemente, sono stati poi diffusi alcuni dati relativi agli scaricamenti di giochi PSOne: quello che è stato scaricato di più non è arrivato a 1000 download, e c’è addirittura un gioco che è stato scaricato meno di 100 volte. Cifre che fanno sorridere se si pensa a quanto sono stati scaricati giochi come Angry Birds, segno che forse questo ibrido non piace. Sony Ericsson è però ottimista e spera nei titoli realizzati ad hoc per Xperia Play, che dovrebbero essere lanciati a breve. DIGItal IMaGING / Panasonic presenta la G3, fotocamera micro 4:3 che sostituisce la G2 p. lumix G3, Megapixel e video HD Oltre al nuovo sensore la fotocamera offre un corpo più compatto e riprende video in formato AVCHD1080p/50i di r. pezzali U na nuova fotocamera micro 4:3 entra a far parte dell’universo Lumix di Panasonic: la DMC-G3 sostituisce il modello G2 che ha da poco spento la sua prima (e unica) candelina. La Lumix G3 ha un corpo in alluminio ancora più compatto e un’ impostazione che ricorda molto da vicino una reflex in miniatura. Panasonic ha lavorato soprattutto nella direzione della qualità d’immagine: il sensore, infatti, passa da 12 Megapixel del modello vecchio a 16 Megapixel del nuovo modello, con un circuito di supporto totalmente rivisto per abbassare il livello di rumore e raggiungere risultati simili a quelli delle reflex con sensore APS-C. Il display sul retro è da 3”, snodabile, touchscreen, con una risoluzione di 460.000 pixel, soluzione questa che ha permesso di eliminare qualche ghiera di troppo del modello precedente facilitando alcuni controlli. Il corpo in alluminio è ridotto e più leggero: 330 grammi senza lente. Rivista anche la sezione video: il nuovo modello riprende video AVCHD Full HD 1080/50i con audio stereo. Il prezzo fissato negli Stati Uniti è pari a 699$, siamo in attesa di conferme per il prezzo in Italia. DIGItal IMaGING DIGItal IMaGING Canon eoS 5D Mark III: forse ci siamo Canon avrebbe rilasciato ad alcuni fotografi i prototipi della 5D Mark III con meno rumore ad alti ISO e qualità di immagine migliorata di M. Dalli Sono trascorsi quasi tre anni dalla presentazione della EOS 5D Mark II e i fan di Canon aspettano ora con ansia il successore di questa reflex digitale full format, la EOS 5D Mark III. Secondo quanto riportato da Canon Rumors, però, l’attesa potrebbe essere breve, dal momento che il produttore giapponese ha iniziato a mandare ad alcuni fotografi “chiave” i primi esemplari di test della nuova macchina. Da quanto è trapelato finora, inoltre, si parla di un piccolo incremento nel numero di Megapixel (che dovrebbero passare dai 21 attuali a 26 o 28 Megapixel), un’attenzione particolare è stata riservata alla qualità di immagine, nella fattispecie alla riduzione del rumore ad alte sensibilità. Pare, inoltre, certa la presenza di un sensore di auto-focus a 19 punti. Tutto il resto è, ovviamente, avvolto nel mistero. Gli stessi rumor parlano di un ricongiungimento delle EOS 1D e EOS 1Ds, presumibilmente mantenendo i 10 frame al secondo della 1D con il sensore full format della 1Ds. Basta obiettivi nella fotografia del futuro Arrivano le fotocamere computazionali, fotocamere che possono fare cose al momento inimmaginabili e ben al di sopra delle possibilità offerte anche dalle migliori reflex attuali. Lo promette una startup americana, la Lytro, che sta già lavorando da qualche anno a una nuova tecnologia che rivoluzionerà il mondo della fotografia. Il principio non è molto complesso: un super sensore cattura tutto lo spettro della luce che lo colpisce e questa viene gestita da potentissimi algoritmi software che sono in grado di interpretarla e gestirla creando infinite immagini da una sola esposizione. L’utente da un singolo scatto può cambiare, ad esempio, il punto di messa a fuoco, la profondità di campo e moltissimi altri parametri con risultati a dir poco eccezionali. Alcuni esempi sono visibili nella gallery: http://lytro.com/gallery/. n. 25 / 7 maggio 20 estratto da www.dday.it people & Market / Il CEO di Sony, Howard Stringler, si è scusato ufficialmente per il “pasticcio” del PlayStation Network p.7 Sony playStation Network: si riparte, finalmente! Dopo l’aggiornamento per la PS3 e il cambio password ripartono (gradualmente) i servizi online: si ritorna alla normalità a quasi un mese di buio totale di M. Dalli e p. Centofanti È trascorso un mese da quando, il 22 aprile, il Playstation Network è stato spento da Sony in seguito ad un attacco informatico che ha messo nelle mani degli hacker i dati di accesso (password comprese) degli utenti del servizio di gaming online per PlayStation. Si ritorna alla normalità, gradualmente: Sony ha infatti riattivato la parte di gaming online, dopo aver rilasciato un nuovo firmware per PS3. L’aggiornamento alla versione 3.61 costringe gli utenti a cambiare password per rendere inutili i dati rubati dai ladri informatici (ma quei dati vengono spesso usati anche per altri servizi di cui Sony non ha il controllo). Il cambio password richiede l’invio da parte di Sony di una email di conferma, ma il gran numero di richieste ha provocato qualche intasamento, per cui Sony ha avvisato gli utenti che potrebbe volerci un po’ di tempo prima che la mail venga spedita. Dopo il gaming online seguirà la riattivazione degli altri servizi Sony, come Music Unlimited di Qrio- city, la Gestione Account, il noleggio film, PlayStation Home, la lista amici e le funzioni chat. Il ripristino completo dovrebbe arrivare entro fine mese. Intanto il CEO di Sony, Howard Stringer, ha rotto il silenzio con una lettera pubblicata sul blog ufficiale di PlayStation. “Ad oggi non c’è alcuna prova confermata del fatto che siano state sottratte in modo fraudolento informazioni personali o relative alle carte di credito, e continuiamo a monitorare attentamente la situazione” ha voluto prima rassicurare Stringer, per poi chiedere ufficialmente scusa: “Mi scuso, personalmente e a nome dell’azienda, per tutti i disagi procurati agli utenti da questo attacco. Sotto la guida di Kazuo Hirai, abbiamo squadre di lavoro a tempo pieno in tutto il mondo per ripristinare l’accesso ai servizi con la massima rapidità e sicurezza possibili.” A chi accusa la compagnia di aver aspettato troppo prima di comunicare ai propri utenti il possibile furto dei dati personali, Stringer ripete la posizione ufficiale: Sony ha atteso le verifiche del caso prima di pronunciarsi e ha tempestivamente bloccato l’accesso alla sua rete: “Vorrei aver ottenuto prima le risposte a tali quesiti, ma l’analisi forense è un processo complesso e richiede tempo”. Nel frattempo Cnet lancia l’allarme e avverte che, secondo alcune fonti, un terzo e definitivo attacco contro altri server Sony sarebbe in preparazione. Secondo quanto riportato, gli “attentatori” avrebbero l’intenzione di rubare altre informazioni e di pubblicarle people & Market / L’intelligenza artificiale raggiunge nuovi traguardi: Skynet è vicino ecco il pC che impara dai propri sbagli A breve i PC potranno prendere decisioni diverse davanti agli stessi errori, cercando nuove soluzioni. Un po’ come noi di e. Ferri È sicuramente capitato a tutti di vedere il proprio PC segnalare sempre lo stesso errore quando si esegue una determinata operazione. Un gruppo di ricercatori ha creato un algoritmo per prevenire situazioni di questo tipo, “insegnando” al computer a riconoscere l’errore fatto e a evitare di ricommetterlo ancora. I ricercatori dell’Università di Tel Aviv che hanno messo a punto questo codice credono che possa aiutare le macchine a predire una stima del futuro o ad avere un’ottima visione d’insieme del momento attuale, usando come base le migliaia di variabili del presente. Questo può essere utile ad esempio per prevedere l’andamento della borsa o delle aste online. Fa riflettere quanto un comportamento simile sia accostabile a quello dell’uomo, che tipicamente “impara dagli errori commessi”. Sicuramente, per quanto utile ed avveneristico, una situazione simile non può che non ricordare il famoso network SkyNet della saga Terminator, che imparando dai propri errori è arrivato a diventare indipendente dichiarando guerra alla razza umana. Tralasciando una dovuta ironia, sembra davvero che il futuro sia sempre più dettato dall’unione tra la potenza di calcolo dei PC e la capacità di scelta degli esseri umani. sul web. L’identità dei pirati rimane sconosciuta; Sony in un comunicato ha accusato apertamente la rete degli Anonimi, che però rimanda al mittente le accuse, tacciando la compagnia di totale incompetenza. Il gruppo degli Anonimi era subito stato indicato come probabile autore o supporter dell’attacco, ma il gruppo aveva preso da subito le distanze da quanto accaduto al PlayStation Network e continua con fermezza a negare il proprio coinvolgimento. people & Market Facebook fa i dispetti a Google Tutto è iniziato con una notizia pubblicata dal The Daily Beast, secondo cui Facebook avrebbe incaricato l’agenzia di PR BursonMarsteller di parlare male di Google sulla rete. La fuga di queste informazioni è avvenuta quando Burson-Marsteller ha contattato il blogger Christopher Soghoian per iniziare a diffamare Google con notizie false, garantendo anche una pubblicazione dell’articolo su Washington Post e Huffington Post. Il blogger tuttavia non ha accettato e ha deciso di pubblicare online lo scambio di messaggi tra lui e l’agenzia Burson. Questi atteggiamenti non sono nuovi nel mondo della tecnologia: è quindi evidente come la gestione dell’identità online sia divenuta un asset fondamentale per le aziende, e sarà un mondo dove si sposterà sempre di più la guerra industriale. n. 25 / 7 maggio 20 estratto da www.dday.it people & Market In lombardia nel 203 addio al digital divide Regione Lombardia e Telecom Italia annunciano che entro due anni la popolazione sarà coperta al 100% dalla banda larga. Previste spese per 100 milioni di M. Dalli La Regione Lombardia sarà la prima regione italiana senza digital divide: ad annunciarlo sono Roberto Formigoni, Presidente della Regione, e Franco Bernabè, amministratore delegato di Telecom Italia. Il piano prevede la copertura, da parte di Telecom Italia, del 100% della popolazione lombarda con servizi a banda larga ADSL da almeno 7 Mbit/s (che, in alcuni casi, diventeranno anche 20 Mbit/s). La copertura comprende, di conseguenza, anche le cosiddette “aree in fallimento di mercato”, ovvero quelle zone in cui mancano le infrastrutture necessarie per la copertura in banda larga. I comuni interessati da qui al 2013 saranno 707, per una popolazione complessiva di un milione di abitanti. Il piano prevede l’adeguamento di 917 sedi di commutazione, con 8.500 Km di cavi (di cui 3000 in fibra) per una spesa complessiva di 95 milioni di euro. La Regione Lombardia si farà carico di 41 milioni di euro, il resto sarà di competenza di Telecom Italia. A beneficiarne saranno soprattutto alcuni settori come il tessile della Val Seriana, di Serico Comasco e di Castel Goffredo, quello dell’abbigliamento del Gallaratese, quello del mobile di Monza Brianza, quello della meccanica della Valle dell’Arno e quello dell’HiTech di Vimercate. È però un segnale importante anche per tutto il resto dello “Stivale”, nella speranza ovviamente che non rimanga un caso isolato. p.8 people & Market / Arriva la piattaforma per acquisti digitali people & Market Gli operatori italiani di telefonia mobile hanno creato una piattaforma unica per acquistare contenuti digitali tramite il credito telefonico Dal 2012 al 2015 assisteremo a un progressivo ribasso dei costi di terminazione per le chiamate su rete mobile. Si abbasseranno anche le tariffe? le app e musica si comprano con il credito telefonico di M. Dalli I n Italia l’uso della carta di credito è molto sotto la media europea, fattore che “frena” anche l’e-commerce. Ora però è presente un nuovo metodo di pagamento, basato sul credito telefonico. I maggiori operatori mobili italiani (TIM, Vodafone, Wind, 3 Italia, PosteMobile e Fastweb) hanno infatti lanciato una piattaforma condivisa e aperta per scalare l’importo dell’acquisto direttamente dal credito residuo della ricaricabile (o addebitarlo sulla bolletta successiva). Questo sistema si candida perfettamente per piccoli acquisti, come per esempio i contenuti digitali: dal cellulare basterà un click per comprare ciò che si vuole, mentre da PC o altri dispositivi si accederà inserendo nome utente e Chiamare i cellulari costerà meno dal 202 di M. Dalli password. Ovviamente Engineering e Reply, partner tecnologici della piattaforma, assicurano i massimi standard di sicurezza. Tra i primi interessati ad utilizzare questa soluzione nel mercato italiano figurano aziende come Gruppo Caltagirone Editore, Class Editori, Guida Monaci, Espresso, Il Sole 24 Ore, La Stampa, Microsoft Italia, Mondadori, Monrif/ Poligrafici Editoriale, Paperlit, RCS, Shenker e L’Unione Sarda. people & Market Sky: Mediaset non può stare sul canale 58 Tom Mockridge, di Sky Italia, ha scritto al ministro Romani per protestare contro l’assegnazione a Mediaset della frequenza provvisoria, in vista del “beauty contest” di p. Centofanti Non usa tanti giri di parole Tom Mockridge, amministratore delegato di Sky Italia, per protestare formalmente con il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani. Motivo della lettera (e della disputa) la presenza del Mux 6 di Mediaset sul canale 58 del digitale terrestre, canale che era stato concesso a Mediaset lo scorso 23 Agosto 2010 per sperimentare tecnologie avanzate. Il primo problema è che la concessione in questo caso prevede un periodo massimo di 6 mesi, ma ne sono trascorsi quasi 9 dal 23 agosto; inoltre la frequenza viene utilizzata per l’offerta commerciale di Mediaset, trasmettendo sì i canali HD del “biscione” (Canale 5 HD e Italia 1 HD), ma anche alcuni canali +1 di Mediaset Premium, che di “sperimentale” hanno ben poco. Il secondo problema riguarda invece il “beauty contest” che si terrà tra qualche mese e assegnerà sei frequenze a nuovi e vecchi operatori, gara a cui parteciperà anche Sky con la possibilità di ottenere al massimo 1 frequenza. In base alle regole di questo contest, però, la frequenza “incriminata” potrebbe paradossalmente avvantaggiare Mediaset per ottenere più punti (e quindi una probabilità più alta di vedersi assegnata una frequenza). Vedremo se e cosa risponderà il Ministro; intanto pare quasi certo il rinvio dell’asta per assegnare agli operatori di telefonia mobile le frequenze dal 60 al 69. Motivo del rinvio è la richiesta, da parte delle associazioni delle TV locali, a cui verranno espropriate queste frequenze, di portare l’indennizzo dal 10% al 20% del totale. Se ne riparlerà quindi a fine anno. L’AGCOM ha approvato la proposta di delibera relativa al mercato della “terminazione mobile” che verrà ora sottoposta a consultazione pubblica nazionale, nonchè al parere della Commissione Europea e dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Per “terminazione mobile” si intende quella tariffa che gli altri operatori devono pagare all’operatore mobile verso cui è diretta una chiamata. Per fare un esempio, se si chiama un cellulare di un altro operatore, il nostro gestore dovrà pagare parte della chiamata all’altro operatore. Le attuali tariffe prevedono un costo di 5,9 centesimi al minuto per i maggiori operatori, ma dal 1° luglio scatterà una prima tranche di “sconti”, con tariffe a 5,3 cent e 6,3 cent per 3 Italia. Dal 2012 i costi sono destinati a scendere ulteriormente secondo questa scaletta: • 4,1 cent per il 2012 • 2,6 cent per il 2013 • 1,6 cent per il 2014 • 0,98 cent per il 2015. Per chiamare 3 Italia, invece, i costi saranno leggermente più alti nel biennio 2012-2013, con 5,1 e 3,4 cent rispettivamente, salvo poi allinearsi agli altri operatori dal 2014. Questa sensibile riduzione dovrebbe poi tradursi in un abbassamento delle tariffe anche per gli utenti finali, sia da rete mobile che da rete fissa. Se così non fosse, gli utenti avrebbero una ragione in più per protestare contro il caro-bolletta. n. 25 / 7 maggio 20 estratto da www.dday.it pC & MUltIMeDIa / Rilasciata la nuova versione della più popolare distribuzione Linux arriva Ubuntu .0 con tante novità Contenuti ambiziosi per conquistare anche il grande pubblico: nuova interfaccia, pannello e menù delle applicazioni pC & MUltIMeDIa pICoHD5. Full HD in palmo di mano Crystal Acoustics propone un Media Player Full HD con audio 5.1 della dimensione di un lettore per memory card di p. Centofanti C ome ogni anno, oltre alla primavera, arriva anche una nuova versione di Ubuntu, il sistema operativo basato su Linux, gratuito, open source e, soprattutto, sempre più popolare. La versione 11.04 (aprile 2011), per gli amici Natty Narwhal, rappresenta uno dei rilasci più ambiziosi per Ubuntu, un altro passo verso un sistema Linux sempre più alla portata di tutti, ma soprattutto verso un ecosistema completo pur mantenendo la sua anima open. La prima importante novità è quella dell’ambiente grafico con l’introduzione anche sulla versione desktop di Unity, una nuova interfaccia che racchiude un nuovo launcher per le applicazioni, una nuova gestione delle finestre e degli spazi di lavoro e un nuovo pannello. Altra novità, il menù delle applicazioni denominato “dashboard”, che fa leva soprattutto sulla funzione di ricerca per trovare le applicazioni. La ricerca avviene in tempo reale mentre digitiamo velocizzando il tutto. Il nuovo menù presenta le applicazioni più utilizzate e dei suggerimenti tra le tante applicazioni disponibili sull’Ubuntu Software Center, se vogliamo l’App Store di Ubuntu già introdotto diverso tempo fa. In più, dalla pagina di p. di a. Spaziani Il nuovo pannello, come in Mac oS X, elimina la barra degli strumenti dalle finestre delle applicazioni; le voci dei vari menù compaiono sul pannello (unico) superiore solo quando passiamo sopra il puntatore, alleggerendo le finestre e dando più spazio ai loro contenuti. Come vediamo dalla schermata sopra, graficamente c’è ancora da lavorare (il nome dell’applicazione viene malamente troncato dall’elenco dei menù), ma si tratta di un’impostazione molto comoda. accesso iniziale possiamo comunque lanciare il sistema con una sessione “classic” con il menù standard (e senza Unity). L’altro punto su cui ha lavorato molto Canonical è stato quello dell’integrazione delle applicazioni “core” nel pannello e una ridefinizione delle applicazioni di default. Arriva finalmente Firefox 4 (ma viene ampiamente promosso anche Chromium, la versione open di Chrome), il lettore multimediale di riferimento diventa l’ottimo Banshee, ritroviamo Gwibber per la gestione dei social network ed Sparisce il pannello inferiore, mentre sulla sinistra troviamo il nuovo launcher, una sorta di dock su cui possiamo inserire collegamenti ad applicazioni, cartelle, periferiche e link ad applicazioni web. Da qui possiamo anche gestire i nostri workspace (quattro in perfetto stile linux) in modo efficace come possiamo vedere qui in alto. Mutuata da Mac oS X anche la visualizzazione a ventaglio delle finestre aperte (prima disponibile come impostazione avanzata di Compiz) utilizzando la scorciatoria ‘Super + W’. Il limite maggiore di Unity è forse proprio questo: le sue potenzialità sono “nascoste”, visto che la maggior parte delle funzioni sono accessibili solo tramite scorciatoie da tastiera. Empathy come client multi-protocollo per l’instant messaging. Per quanto riguarda il pacchetto “office”, OpenOffice lascia il posto a LibreOffice, la versione gestita dalla comunità The Document Foundation del progetto ora proprietà di Oracle. Continua inoltre l’espansione di Ubuntu One, il cloud di Ubuntu che comprende l’hosting e la sincronizzazione tra diversi dispositivi di cartelle, file (con possibilità di streaming a pagamento di file audio su Android e iOS), contatti, a cui si aggiunge lo store di file MP3 ora integrato in Banshee. In definitiva con questa nuova versione Ubuntu, Canonical ha fatto un ennesimo passo verso una maggiore caratterizzazione e personalizzazione della sua offerta Linux. Comincia a intravedersi lo sforzo per offrire un sistema completo, efficiente e soprattutto una “visione” di insieme. C’è ancora molto da lavorare e non siamo ancora sicuri che Unity sia sufficientemente matura per conquistare tutti gli utenti, ma le premesse per costruire una solida alternativa a piattaforme ben più diffuse ci sono tutte. In ogni caso, come ogni versione, anche Natty Narwhal è totalmente gratuita, può essere provata da chiavetta USB o installata con facilità al fianco di Windows senza apportare modifiche al proprio sistema. Provarla non costa nulla: http://www.ubuntu.com/download. Crystal Acoustics mette in un contenitore di dimensioni molto ridotte, 7,5 x 6,5 x 1,5 cm, di alluminio spesso 1,25 mm e 60 g di peso, il lettore multimediale PICOHD5.1 con uscita video HDMI a 1080p, uscita audio coassiale per il bitstream di DTS e Dolby Digital 5.1 a un ricevitore esterno, uscita video component e audio analogica, lettore per memory card SD e MMC, presa USB per memorie di massa esterne e un ricevitore IR per la gestione tramite il telecomando in dotazione. La versatilità del PICOHD5.1 è ben supportata da un’estesa compatibilità sia in campo video sia audio: i formati, infatti, coprono i file video MKV, DivX, XivD, AVI, M2TS, WMV9, MPG1/2/4, FLV, RM, TS e VOB con supporto dei sottotitoli (SRT, ASS, SSA e SUB), oltre ai file audio FLAC, MP3, OGG, WMA e WAV. Per le immagini sono compatibili i formati JPEG, BMP, GIF e PNG con diversi effetti applicabili durante la riproduzione. PICOHD5.1 supporta, inoltre, sia sulle memory card sia sulla porta USB, i file system FAT, FAT32 e NTFS. Come uscita video troviamo tutte le risoluzioni standard 1080i/p, 720p, 480i/p, 576i/p, mentre per l’audio è possibile sia fare il passthrough del flusso a un ricevitore AV esterno, sia fare il downmix in stereo del segnale. Il PICOHD5.1 è aggiornabile tramite chiavetta USB formattata FAT32, sul sito è disponibile una versione che aggiunge la funzione di sincronizzazione dei sottotitoli e risolve problemi di connessione a ricevitori AV esterni. Il prezzo è di 65 euro. n. 25 / 7 maggio 20 estratto da www.dday.it p.20 pC & MUltIMeDIa pC & MUltIMeDIa / Asus adotta la piattaforma AMD Fusion per il suo ultimo Eee PC Dopo aver lanciato per prima sul mercato un disco rigido da 3 Terabyte, Seagate annuncia ora un nuovo record per l’industria: piatti da 1 TB. Considerato che il suddetto modello da 3 TB monta 5 piatti da 600 MB l’uno, mantenendo invariato il numero di piatti si arriverebbe ad un disco rigido da 5 Terabyte. È probabile però che questo disco non arrivi in contemporanea con i nuovi piatti (attesi per la metà dell’anno), in quanto Seagate potrebbe pensare prima a ridurre costi e consumi dell’attuale unità da 3 TB. Questa evoluzione porta a fare un riflessione sui dischi allo stato solido (SSD), ancora incapaci di competere con prezzi “popolari” alla sempre più crescente domanda di spazio per i contenuti multimediali. È plausibile quindi ipotizzare un futuro sempre più complementare per le due tecnologie: stato solido per sistema operativo e programmi, disco rigido per documenti e dati in generale. E voi, prediligete la velocità o lo spazio su disco? Tra le caratteristiche del nuovo netbook, il processore AMD Brazos Dual-Core e la grafica Radeon HD6310 sus ha annunciato la disponibilità del nuovo Eee PC 1215B che, a differenza del 1215N con Atom D525 e grafica Nvidia ION2, utilizza la piattaforma AMD Fusion con l’adozione del processore Dual Core Brazos AMD E350 da 1.6 GHz e grafica embedded Radeon HD6310 o Dual-Core AMD C-50 da 1 GHz e sezione grafica Radeon HD6250, entrambi compatibili DirectX 11. Il monitor è di 12,1 pollici retroilluminato a LED con risoluzione 1366x768 pixel su cui è montata la webcam da 0,3 MP, la memoria è composta di SODIMM DDR3 da 2 o 4GB, l’hard disk SATA varia dai 250 ai 500GB, la connettività di rete prevede sia la presa RJ45 sia il supporto al wireless 802.11 a/b/g/n a 2.4 GHz e, opzionalmente, il Bluetooth 3.0. Oltre alle porte standard USB 2.0, VGA, microfono e cuffie pC & MUltIMeDIa Processori Quad Core per tutti i modelli e connessione veloce Thunderbolt In arrivo Hard Disk da 5 terabyte? Il pC diventa cloud con pogoplug Pogoplug, azienda californiana famosa per i suoi NAS che permettono di accedere ai contenuti del disco anche da Internet, portando così il cloud in casa, ha lanciato ora un software che consente di condividere col servizio Pogoplug i contenuti del proprio PC. Il software è gratuito e disponibile per Windows, Mac e Linux e, ovviamente, richiede che il PC sia acceso per funzionare. I contenuti possono poi essere visti da qualsiasi browser, accedendo al portale Pogoplug, oppure dalle applicazioni per iPhone, iPad e Android. Da smartphone non è però possibile accedere in streaming ai contenuti audio e video, per cui è richiesta la versione a pagamento (dal costo di 29 dollari); questa versione include anche un server compatibile con Xbox 360, PS3 e TV connesse, tramite protocollo DLNA. aMD Fusion per l’aSUS eee pC 25B di a. Spaziani a sono presenti anche le connessioni HDMI con supporto al 1080p, l’uscita audio 7.1, l’USB 3.0 e un lettore di memory card SD/SDHC/ SDXC/MMC. Il sistema operativo è Windows 7 Home Premium. La parte più interessante sembra comunque essere la durata della batteria Li-ion a 6 celle da 56 Wh che, da specifiche, promette 8 ore di utilizzo ininterrotto. Le dimensioni sono contenute, 296 x 203 x 38 mm, mentre il peso è di 1.45 Kg con la batteria. Sarà disponibile in quattro pC & MUltIMeDIa / Apple annuncia i nuovi desktop “tutti in uno” thunderbolt e Sandy Bridge per iMac di p. Centofanti C ome da previsioni, Apple ha recentemente presentato il nuovo aggiornamento della sua gamma iMac, i desktop tutto in uno consumer. Con i nuovi processori Core i5 e i7 Quad Core con architettura Sandy Bridge, i nuovi iMac possono offrire prestazioni sempre più simili a quelle della linea Pro, mentre sul fronte della connettività arriva anche per i computer fissi di Apple Thunderbolt, la connessione ultra veloce sviluppata con Intel e introdotta pochi mesi fa con i nuovi MacBook Pro. I nuovi iMac sono disponibili nei classici tagli da 21.5 pollici e 27 pollici, con processori Core i5 Quad Core nella configurazione base, aggiornabile a Core i7 (fatta eccezione per il modello entry level da 1149 euro). Tutti i modelli sono forniti di 4 GB di RAM e scheda grafica AMD Radeon HD 6750M con 512 MByte di memoria video. Esteso anche sul modello “mediano” da 21.5 pollici la possibilità di installare un disco allo stato solido secondario, prima esclusiva dei modelli da 27 pollici. Per il resto le novità sono ben poche, se non che la dissezione dei primi esemplari ha mostrato come la scheda grafica sia sostituibile (e magari aggiornabile) senza dover rimpiazzare la scheda logica. Anche il processore potrebbe essere sostituibile dall’utente più smanettone nonostante un sigillo che però invaliderebbe la garanzia Apple. Prezzi e configurazioni sono disponibili sulla pagina dell’Apple Store. colori: nero, argento, nero lucido e un colore rosso particolare leggermente lucido. L’Eee PC/1215B sarà disponibile da fine maggio a partire da circa 350 euro per la configurazione base. pC & MUltIMeDIa Secondo Gartner dischi SSD a metà prezzo dal 202 Uno dei fattori limitanti per il successo dei dischi allo stato solido (SSD) è sicuramente il prezzo, molto più alto rispetto ai più lenti (ma più capienti) cugini dischi rigidi. Secondo la società di ricerche di mercato Gartner, però, dalla seconda metà del 2012 il prezzo per Gigabyte dei dischi allo stato solido potrebbe scendere sotto al dollaro, circa la metà rispetto ai prezzi attuali. Si tratta ancora di cifre importanti (250 dollari per un disco da 250 GB non sono certo alla portata di tutti), ma soprattutto lontane da quelle offerte dai dischi rigidi, i cui modelli da 3 TB costano all’incirca 5 cent al GB (e sono tra i più cari). Nel complesso è però un buon segnale per il futuro di questa tecnologia, sperando poi che i prezzi continuino a dimezzare nel corso degli anni. n. 25 / 7 maggio 20 estratto da www.dday.it pC & MUltIMeDIa acer ethos il touchpad diventa estraibile Lettore Blu-ray, audio Dolby e TouchPad estraibile per i notebook Acer Ethos 5951G e 8951G, disponibili da fine maggio nei tagli da 15.6” e 18.4” di e. Ferri Acer introduce sul mercato i nuovi notebook Aspire Ethos 5951G e 8951G, progettati principalmente per la riproduzione multimediale. Il lettore Blu-ray integrato e il sistema audio Dolby Home Theater v4 promettono di riprodurre la propria collezione di film HD restituendo un’ottima esperienza visiva e sonora. Il TouchPad è estraibile, così quando ci si vuole rilassare sul divano il notebook viene controllato a distanza ed utilizzato solamente come schermo. I notebook Ethos di Acer saranno disponibili da fine Maggio con le seguenti configurazioni: Aspire Ethos 5951G (1399 euro) Display HD 15,6” LED CineCrystal / Intel Core i7-2630QM / Scheda grafica NVIDIA GeForce GT 555M 2 GB / RAM 2 x 4 GB DDR3 / 750 GB HDD / Blu-ray Reader / Wifi 802.11bgn / Batteria 8 cell 3.0 / Webcam 1.3 MP HD CrystalEye / Windows 7 / Bluetooth 3.0 Aspire Ethos 8951G (1699 euro) Display Full HD 18,4” LED CineCrystal / Intel Core i7-2630QM / Scheda grafica NVIDIA GeForce GT 555M 2 GB / RAM 3 x 4 GB DDR3 / 2*750 GB HDD / Blu-ray Reader / Wifi 802.11bgn / Batteria 8 cell 3.0 / Webcam 1.3 MP HD CrystalEye / Windows 7 / Bluetooth 3.0 pC & MUltIMeDIa / Entro fine anno nei processori Ivy Bridge transistor Intel 3D per la CpU a 22 nm Annunciata la produzione di transistor Tri-Gate, una tecnologia che permette di scalare fino a 22 nm sfruttando la terza dimensione di p. Centofanti N el corso di un’attesa conferenza stampa, Intel ha annunciato una nuova tecnologia che promette di rivoluzionare il mondo dei micro-processori. Intel ha infatti comunicato di essere in grado di iniziare la produzione di processori basati su transistor di tipo Tri-Gate. Si tratta di un nuovo tipo di transistor, i mattoni fondamentali di un processore, su cui Intel è al lavoro da dieci anni e che finalmente possono essere prodotti su larga scala. Ma di cosa si tratta esattamente? Semplificando il più possibile e utilizzando le stesse parole di Intel, con questa nuova tecnologia i transistor passano da planari a “tridimensionali”. La dimensione in più permette di disporre parte del semiconduttore in verticale, una specie di “pinna” (“fin” nella terminologia di Intel) sul substrato, completamente rivestita dal conduttore che funziona da “gate”, entrando in contatto così su ben tre lati del semiconduttore, da cui la terminologia Tri-Gate. Questa particolare configurazione ha diversi importanti vantaggi: è possibile ridurre ulteriormente la scala dei processori grazie allo sviluppo in verticale, migliorare l’efficienza del transistor grazie a una maggiore area di conduzione e ridurre il tempo di risposta del transistor stesso. Ciò si traduce in processori ancora più veloci, energeticamente più efficienti e sempre più integrati, nel perfetto rispetto della legge di Moore (secondo cui le prestazioni dei processori raddoppiano ogni 18 mesi). Intel parte così dai 22 nm e la nuova tecnologia Tri-Gate sarà implementata nei prossimi processori con nome in codice Ivy Bridge attesi entro fine anno e che utilizzeranno l’architettura Sandy Bridge, ma portata dai 32 nm ai 22 nm. Rispetto agli odierni transistor a 32 nm, i nuovi Tri-Gate consumeranno qualcosa come fino al 50% in meno di potenza a parità di prestazioni. Per questo motivo c’è molta attesa anche per i nuovi processori a basso consumo Atom che sfrutteranno questa tecnologia: potrebbero essere infatti in grado di portare l’architettura x86 anche sui dispositivi mobili come smartphone e tablet con consumi paragonabili a quelli dei processori ARM. la differente conformazione del transistor 2D (a sinistra) e tri-Gate. le strisce più fini nell’immagine a destra sono le “pinne” dei nuovi transistor. p.2 pC & MUltIMeDIa GB di raM nel futuro dei netbook atom Secondo un’indiscrezione di Fudzilla, la prossima piattaforma di CPU Intel Atom potrebbe supportare fino a 4 GB di RAM. Un bel passo avanti dagli attuali 2 GB di M. Dalli Per ora si tratta solo di un’indiscrezione non confermata, ma se quanto riporta Fudzilla fosse vero sarebbe un significativo balzo in avanti per i netbook. Pare infatti che la prossima generazione di CPU Intel Atom Cedar Trail, i processori pensati espressamente per il mondo netbook, arriverà a supportare fino a 4 GB di RAM a 1066 MHz, il doppio rispetto agli attuali 2 GB a 800 MHz. La memoria doppia sarebbe però riservata solo al modello di punta Dual-Core Atom N2800, mentre la versione Atom N2600 avrebbe gli stessi limiti della piattaforma attuale. Per quanto riguarda il disco rigido, Intel consiglia inoltre 32 GB SSD, oppure disco rigido fino a 250 GB. Il problema è ora Windows 7, dato che la licenza Starter (la più economica) è disponibile solo per RAM da 1 GB, mentre con più RAM serve la più costosa Home Premium. Non a caso Intel suggerisce, tra i sistemi operativi, anche Chrome OS o MeeGo, utili per contenere i costi del prodotto, così da stare tra i 329 e i 399 dollari. Per fine anno sono infine attesi i dettagli finali e gli annunci dei primi prodotti, disponibli in teoria dagli inizi del 2012. Tra IFA e CES dovremmo scoprire quindi se quanto riportato sopra corrisponde al vero. Prima la TV. Poi Internet. Ora Sony. Sony reinventa la televisione: ora puoi avere sulla tua TV le infinite opportunità che Internet offre, con il vantaggio di un grande schermo, della fruibilità nel salotto di casa e della possibilità di condivisione con famigliari e amici. Sulla tua TV ora puoi navigare nei tuoi siti preferiti, accedere ai social network, videochiamare e goderti i video più cliccati di YouTube. Puoi rivedere una selezione di programmi e serie TV RAI e accedere a Qriocity™ - la nuova piattaforma di servizi di intrattenimento di Sony - per vedere in streaming il cinema On Demand o ascoltare milioni di brani musicali. Tutto in qualità HD e anche in 3D. Per l’intrattenimento è cominciata una nuova era. Sony Internet T V la tv reinventata Scopri quante altre possibilità ti offre Sony Internet TV su www.sony.it/internet-tv ©2011 Sony Europe Ltd. ‘Sony’, ‘make.believe’, ‘3D world Created by Sony’, Qriocity, e i relativi loghi sono marchi registrati di Sony Corporation. ‘Rai.tv’, ‘YouTube’, ‘Skype’, ‘Facebook’, sono marchi e loghi di proprietà dei rispettivi titolari. AISTMAR ONLUS AISTMAR ONLUS assistenza nelle gravidanze difficili n. 25 / 7 maggio 20 estratto da www.dday.it follow up multidisciplinare per neonati a rischio p.23 reportaGe la fabbrica leD Samsung segue da pag. all’assemblaggio del pannello: retroilluminazione, diffusori, alimentazione e scheda di controllo vengono messi insieme in camere sterili (le cosiddette Clean Room) per realizzare quella che è la base di partenza dell TV, assemblato nello stabilimento di Galanta. La distanza ridotta dei due stabilimenti è di solo 40 km e questo favorisce la produttività. La fabbrica di Galanta produce ogni giorno dai 20.000 ai 25.000 TV LED di tutti i tagli, che vengono fisicamente caricati sui camion e spediti nei magazzini delle varie filiali. Il lavoro viene organizzato in modo preciso a seconda delle esigenze: per ogni linea di prodotto infatti esistono almeno 7 o 8 versioni, a seconda del Paese di destinazione (cambiano i tuner, le specifiche, gli ingressi, il software). Si comincia con il pannello La fabbrica di Voderady ha dieci linee per l’assemblaggio dei moduli LCD: cinque destinate ai pannelli con tagli da 32” e 40” e cinque destinate ai pannelli da 46” e 55”. Al momento i pannelli più grandi, quelli con dimensioni maggiori ai 55”, vengono ancora realizzati in Corea, anche perché il taglio massimo disponibile sul mercato europeo è il 55”. Un mito da sfatare riguarda la qualità del pannello stesso: non esistono pannelli di serie A o di serie B, ci sono solo pannelli buoni o pannelli con difetti. Per tutte le serie viene usato lo stesso vetro LCD, gli unici cambiamenti riguardano l’unità di retroilluminazione: ad esempio, per la serie 9000 è molto più sottile, mentre per la serie D8000 integra direttamente la cornice frontale di alluminio che viene montata direttamente in questa fabbrica quando si assembla il pannello. Durante la nostra visita abbiamo assistito alla creazione di un LED D8000, prima il pannello e poi il TV completo. La capacità della fabbrica è di 2500 pannelli per ogni turno di 8 ore. Il pannello di un D8000 smontato è decisamente semplice: non è stato possibile fotografarlo, ma lo schema in alto a destra dovrebbe riassumere la sua struttura. È un sandwich composto da una serie di strati, con la struttura di sostegno nella parte bassa, un blocco metallico sagomato che è l’elemento al quale viene fissato tutto, dai circuiti al cabinet stesso. La linea di produzio- ne di un pannello è lunga circa 100 metri e coinvolge più o meno venti persone disposte ai lati di un nastro trasportatore. La prima stazione prevede l’inserimento dei LED all’interno della struttura di sostegno: i nuovi TV LED della serie D hanno due strisce di LED posizionate ai lati. Il montaggio di tutti i componenti viene eseguito interamente a mano, dall’inserimento delle viti al posizionamento dei componenti. L’unica operazione automatica è lo scorrimento del singolo pannello da un blocco all’altro del nastro trasportatore. Una volta inseriti i LED il pannello entra nella stanza sterile, dove 8 persone con addosso una particolare tuta e con la mascherina provvedono ad assemblare l’unità di retroilluminazione. I fogli che la compongono sono cinque e vengono deposti uno sopra l’altro a formare il “sandwich”: si parte con un pannello che riflette, si aggiunge una Light Guide Plate che porta la luce dai bordi su tutto il pannello, si sovrappone un diffusore per rendere la luce uniforme e infine viene aggiunto un foglio di microprismi per assicurare che la luce ai bordi abbia la stessa intensità della luce al centro. Per evitare il danneggiamento dei microprismi si posiziona un ulteriore strato protettivo. Durante il posizionamento di questi fogli la retroilluminazione viene accesa per controllare che non vi siano microparticelle che si sono depositate durante l’assemblaggio, soprattutto tra uno strato e un altro. Se tutto procede per il meglio viene deposto il vetro contenente il cristallo liquido e viene applicato il bordo che sigilla il tutto. Il pannello a questo punto non è ancora finito: sul retro del supporto vengono montate anche l’alimentazione del pannello e del TV stesso e il circuito di controllo. Ci vogliono circa 10 minuti per realizzare un pannello. Terminata questa fase i pannelli vengono caricati in blocco su capienti carrelli e portati in una stanza denominata Aging Room, stanza di invecchiamento. I pannelli restano un’ora a determinate condizioni di umidità e temperatura per simulare il trasporto e, solo successivamente, vengono portati nella cosiddetta Quality Room. Il controllo della qualità è la parte finale: ogni pannello viene acceso e collaudato visualizzando 15 segnali test per verificare che tutto sia perfetto. Per i cosiddetti “dead pixel“ la verifica viene svolta direttamente sul vetro nelle fabbriche in Corea: a Voderady i controlli riguardano soprattutto l’uniformità, eventuali problemi di assemblaggio e difetti, quali possono essere un LED bruciato o spurie luminose, vero problema dei LED Edge. Su questo punto ci siamo soffermati in modo particolare con i responsabili della produzione, chiedendo come sia possibile che per esempio gli scorsi anni con i primi Edge LED molti pannelli presentavano spurie, coni di luce agli angoli e un eccesso di clouding, e ci è stato risposto che purtroppo molte di queste problematiche subentrano successivamente. Uno dei problemi delle spurie era dovuto al trasporto e al montaggio stesso del pannello: quando i pannelli arrivavano dalla Corea subivano molte sollecitazioni e in un componente molto delicato come il sandwich di diffusori posto dietro l’LCD un microspostamento dovuto ad un colpo può portare alla fuoriuscita di luce o ad altri difetti. Una cosa questa che dovrebbe risolversi ora con realizzare un tV D8000 richiede meno di 7 min. con procedura tutta manuale la produzione locale dei pannelli. Tra gli aneddoti riportati c’è anche quello del trasporto sulle strade di campagna: quando si inzia a produrre un nuovo tipo di pannello per una nuova serie si caricano i primi campioni su un camion e si percorrono circa 400 km di strade sterrate per vedere se le vibrazioni possono portare a problematiche non verificabili in fabbrica. Miglioramento continuo Un’ultima cosa da considerare e questo vale anche per la produzione del TV stesso, è la dinamicità della produzione. I pannelli della serie D8000, che Samsung ha iniziato a produrre lo scorso febbraio, nel corso del loro ciclo di vita subiscono moltissime piccole modifiche. Samsung registra i feedback che arrivano da utenti finali, centri assistenza, filiali e clienti per correggere i difetti più comuni. L’aggiunta di una guarnizione, la modifica di un circuito o del software che controlla il pannello stesso (che non è il firmware del TV e non è aggiornabile successivamente) e la modifica dello spessore, per esempio dei vari strati che compongono la retroilluminazione, sono alcune delle possibili modifiche che si applicano durante la produzione per rendere i prodotti migliori. In poche parole, il pannello di un TV prodotto a fine anno beneficia di una serie di modifiche in seguito delle segnalazioni ricevute. Tutti i pannelli vengono poi imballati, caricati e spediti alla fabbrica di Galanta che realizza i TV. segue a pag. 2 AISTMAR ONLUS AISTMAR ONLUS assistenza nelle gravidanze difficili n. 25 / 7 maggio 20 estratto da www.dday.it follow up multidisciplinare per neonati a rischio p.2 reportaGe la fabbrica leD Samsung segue da pag. 23 Una TV ogni 7 minuti La fabbrica di Galanta è un enorme rettangolo: da un lato entrano i semilavorati, dall’altro escono i TV. La produzione inizia proprio dai portelloni dei TIR che scaricano i vari componenti: dall’inizio della linea di produzione al camion, che ha appena scaricato i pezzi, la distanza è di circa 50 metri. Non c’è praticamente magazzino: i pannelli arrivano ogni giorno, così come tutti i grossi pezzi, che vengono disposti in contenitori che vengono portati alle stazioni di assemblaggio. Vedere tutte le scatole dei componenti è davvero interessante: altoparlanti che arrivano da una città vicina, i cartoni di imballaggio, le cornici, le schede e infine i pannelli che provengono dall’altra fabbrica. Ma non ci sono solo pannelli Samsung: a Galanta vengono usati anche pannelli AUO e pannelli Chimei, soprattutto per i tagli più piccoli. Anche qui la curiosità ci ha spinto a chiedere con quale criterio vengono scelti i pannelli, ma nessuno è stato in grado di darci una risposta chiara, anche se leggendo tra le righe si capisce che per grosse produzioni, magari destinate a promozioni particolari, vengono usati pannelli di altri produttori. In ogni caso dalla serie D6500 in su tutti i pannelli sono Samsung, proprio perché la cornice sottile richiede particolari lavorazioni che vengono relaizzate solo nella fabbrica di Vodara- Il tV viene provato con un segnale HDMI, un segnale rF e l’ingresso pC prima di essere imballato. dy. Produrre un D8000 richiede poco meno di 7 minuti, con una procedura tutta manuale: il pannello scorre su un nastro con copertura antistatica e sul retro vengono fissati i vari connettori, la scheda principale e tutti gli altri componenti. La scheda principale viene realizzata direttamente in fabbriva, utilizzando grosse macchine per circuiti stampati a montaggio superficiale, gli altri componenti come abbiamo detto arrivano da fuori. Durante il montaggio ci sono alcuni stadi interessanti: il primo è una super vibrazione che evidenzia se ci sono connettori che non sono attaccati bene, la seconda è un test sulle interferenze elettromagnetiche che verifica se c’è qualche cortocircuito o anello di massa che compromette il funzionamento del TV. Arrivati a questo punto, il TV viene provato con un segnale HDMI, con un segnale RF e mediante l’ingresso PC prima di essere imballato. Se si evidenzia qualche problema il TV viene interamente smontato e controllato a mano. Durante l’assemblaggio un lettore di codice a barre legge il codice dei componenti chiave: il pannello, la scheda digitale e il numero di serie del TV. In questo modo se dovessero verificarsi problemi, anche a distanza di tempo, Samsung è in grado di sapere esattamente per ogni TV che lotto di schede e di pannelli sono stati usati, quando sono stati prodotti e soprattutto se con gli stessi componenti ci sono altre segnalazioni di problemi simili in Europa. L’imballaggio è totalmente manuale, vengono aggiunti manuali, accessori e solo la reggiatura e la creazione dei pallet viene realizzata automaticamente. Samsung utilizza per il trasporto dei componenti alle varie stazioni e dei TV, una serie di macchinine robot: all’interno della fabbrica girano questi piccoli “trattori” che seguono piste magnetiche sull’asfalto per portare i componenti a destinazione. Anche se durante la produzione il TV viene acceso rapidamente per verificare che funzioni, non manca un rigoroso controllo della qualità. Quando si avvia una linea con un nuovo modello di TV, la prima campionatura viene verificata completamente per escludere ogni eventuale problema di produzione. La procedura di controllo è molto rigorosa e prevede diversi test che coinvolgono tutti i componenti con sollecitazioni meccaniche, temperature diverse per simulare il funzionamento in luoghi e stagioni diverse e test di qualità dell’immagine fatti a diversi stadi di invecchiamento. I TV vengono mantenuti accesi in una stanza per un elevato numero di ore e durante questa fase si controllano diversi parametri per verificare eventuali problemi legati al surriscaldamento e di tenuta nel tempo. Quando inizia la prima fase di mass production il controllo è meno serrato: viene prelevata una campionatura durante il giorno, che viene analizzata con gli stessi metodi detti sopra. l’imballaggio è totalmente manuale: solo la reggiatura e la creazione dei pallet è realizzata automaticamente. la prima campionatura viene verificata tutta per controllare ogni singolo problema di produzione. Controlli finali Infine quando la produzione è ben avviata e, ormai, il TV è in produzione da mesi, le maglie si allargano ancora di più e durante il giorno vengono prelevati solo 50 campioni a caso dalle linee di produzione, per essere controllati minuziosamente. Da notare che durante la produzione, ogni persona può suggerire dei miglioramenti alla fase produttiva e, se il suggerimento è ritenuto buono, viene adottato e inserito tra le procedure svolte nella catena produttiva. Se per esempio usare determinate viti al posto di quelle usate in precedenza fa risparmiare 20 secondi per ogni TV, dopo una breve fase sperimentale si cambia il tipo di vite. Con questa filosofia dinamica durante un’intera fase di produzione di un TV, che dura solitamente un anno, sia la linea sia il prodotto stesso subiscono numerosi cambiamenti. Le persone che montano i TV hanno, infatti, davanti a loro dei monitor che segnalano le singole modifiche: come per la fabbrica dei pannelli anche per quella dei TV il prodotto cresce con il tempo e vengono portati miglioramenti secondo i feedback ricevuti e degli input che arrivano dai progettisti. In poche parole gli “early adopters” che comprano all’istante un dispositivo “nuovo” appena arrivato sul mercato, devono essere consapevoli che il loro prodotto subisce molti più controlli qualitativi, ma che lo stesso modello dopo sei mesi probabilmente avrà ricevuto tante piccole modifiche, a volte invisibili, capaci di renderlo un prodotto più maturo. I tV restano accesi per molte ore per controllare eventuali problemi di surriscaldamento e di tenuta nel tempo. AISTMAR ONLUS AISTMAR ONLUS assistenza nelle gravidanze difficili n. 25 / 7 maggio 20 estratto da www.dday.it follow up multidisciplinare per neonati a rischio p.25 teSt / In prova uno dei primi tablet Android Honeycomb arrivati in Italia. Con la dock opzionale si trasforma in un vero netbook asus eee pad transformer: il tablet che cambia faccia È compatto e robusto e l’aggiunta della tastiera-dock lo rende più sfruttabile, l’impressione però e che dal punto di vista software ci sia ancora da lavorare di p. Centofanti l ’Eee Pad Transformer è il primo tablet Android di Asus. Le caratteristiche tecniche sono molto simili a quelle dei tanti tablet che stanno uscendo in queste settimane in supporto a Honeycomb: display da 10.1 pollici con risoluzione di 1280x800 pixel, fotocamera da 5 Megapixel con ripresa video a 720p, processore dual core Nvidia Tegra 2, quasi totale assenza di tasti “fisici”, GPS, Bluetooth, Wi-Fi e la solita pletora di sensori che ormai fanno parte della dotazione standard di quasi tutti gli smartphone (qui c’è anche il giroscopio). In questo caso si tratta di un modello privo di connettività dati 3G e offre una memoria integrata di 16 GB. Ciò che rende davvero diverso “dalla massa” il Transformer lo dice il nome stesso: si tratta infatti di un tablet che grazie alla dock opzionale diventa molto simile a un netbook con tastiera, trackpad, un lettore di carte di memoria SDHC e due ulteriori uscite USB. L’accessorio integra anche una batteria aggiuntiva che porta a circa 16 ore l’autonomia del dispositivo. Compatto e robusto La prima impressione che si ha impugnando il tablet Asus è quella di un oggetto compatto, robusto, non troppo pesante. Il Transformer è sicuramente ben rifinito ma gli manca un po’ quell’effetto “wow” che può suscitare un iPad: ben fatto ma poco elegante. Il guscio posteriore è in plastica, mentre il display è incastonato in una cornice in alluminio. Sul lato sinistro troviamo i tasti per la regolazione del volume e quello di accensione. Altri pulsanti non ce ne sono visto che Honeycomb prevede solo comandi touch per tutte le altre funzioni. Sulla destra (foto 1) sono situati l’uscita per la cuffia, la porta HDMI 1 (con connettore di tipo C) e lo slot per carte di memoria microSD. Sul bordo inferiore abbiamo infine un connettore proprietario per il collegamento alla dock opzionale oppure tramite il cavo adattatore USB all’alimentatore o a un PC. Per quanto riguarda il collegamento al PC occorre installare la Eee Pad PC Suite per accedere ai diversi servizi. Segnaliamo che il tablet non è compatibile con l’ambiente Mac. Con la dock diventa netbook La dock è per dimensioni del tutto analoga al tablet, con la parte inferiore meno “svasata” per migliorare l’appoggio e lasciare probabilmente più spazio alla batteria aggiuntiva. Esteticamente è fatta per sposarsi alla perfezione con il transformer. I tasti sono un po’ piccoli (da netbook per intenderci) ma troviamo alcuni comandi specifici per accedere in modo rapido ad alcune impostazioni del tablet, come la regolazione della luminosità, attivazione di Wi-Fi e Bluetooh, funzioni di riproduzione e così via. La dock espande anche la connettività del Transformer aggiungendo due porte USB per il collegamento di periferiche esterne e un lettore per schede di memoria SD/SDHC (foto 2). L’aggancio è piuttosto semplice e saldo con un’apposita levetta per bloccare il tablet in posizione. Sul lato sinistro (foto 3) ritroviamo replicato il connettore proprietario del tablet per effettuare la ricarica o il collegamento al PC anche quando siamo in modalità “netbook”. La dock torna utile soprattutto per la scrittura di testi. Una volta agganciata sullo schermo compare anche il classico puntatore del mouse: l’abitudine a utilizzare l’interfaccia di Android in modalità touch crea però all’inizio una strana sensazione. In questao modo però la 2 asus eee pad transformer - da 3 eUro Quality Longevity Design 8 7 navigazione web, l’email sono attività che possono essere svolte in modo molto simile ad un vero PC e le scorciatoie alle principali funzioni di Android, anche se non ben posizionate (i tasti home e back sono in due punti molto distanti), sono comunque molto pratiche. Applicazioni personalizzate Asus fornisce sul Transformer alcune applicazioni per personalizzare nei limiti del possibile Honeycomb. A livello grafico la novità più evidente è costitutita dai widget che troviamo sulla homescreen principale e che si fondono perfettamente con lo sfondo: meteo, calendario e posta in arrivo. Più interessante dal punto di vista della versatilità l’applicazione MyCloud che dà accesso alle funzionalità dell’omonimo servizio che Asus offre gratuitamente per un 3 Simplicity D-Factor 7 Value 8 anno. Si tratta di una soluzione che comprende le funzioni WebStorage per la sincronizzazione nel cloud di file multimediali e documenti, MyDesktop per accedere in dektop remoto al proprio PC o Mac tramite l’applicativo Slashtop remote, e allo store di contenuti Asus@Vibe. Asus Webstorage scaduta la promozione ha un costo di 3.50 euro al mese o 33 euro all’anno. “Gestione file” è invece un’applicazione che dà completo accesso al file system della memoria integrata o delle periferiche USB collegate tramite la dock, per aprire i documenti in esse contenuti. Trioviamo poi Polaris Office, una suite completa per la creazione di documenti che ben si sposa con l’utilizzo del tablet in abbinamento alla dock. Permette di segue a pag. 2 AISTMAR ONLUS AISTMAR ONLUS assistenza nelle gravidanze difficili n. 25 / 7 maggio 20 estratto da www.dday.it follow up multidisciplinare per neonati a rischio p.2 teSt asus eee pad transformer segue da pag. 25 scrivere testi, gestire fogli di calcolo e creare presentazioni. Il lettore di eBook MyLibrary supporta i formati ePub, TXT e PDF. Permette di gestire la propria libreria di file digitali organizzandoli per autore e di acquistare titoli dal servizio Asus@Vibe. In riproduzione è possibile effettuare ricerche, impostare segnalibri e anche utilizzare la sintesi vocale per la lettura dei libri. Infine troviamo Press Reader uno store di riviste e quotidiani di tutto il mondo, con crediti per scaricare 7 numeri omaggio. Non mancano testate italiane tra cui La Stampa, Il Giornale, Il Messaggero, Libero, Il tempo e Best Movie. Software da ottimizzare L’Eee Pad Transformer è il primo tablet Honeycomb che abbiamo modo di provare con calma e la pietra di paragone è naturalmente costituita dall’iPad di Apple, l’attuale leader di mercato. Dovremmo distinguere tra il sistema operativo e l’hardware vero e proprio ma con questo tipo di dispositivi è l’integrazione tra i due a fare la differenza. Peso e maneggevolezza non sono troppo diversi da quelli dell’iPad di prima generazione: il Transformer, senza dock, è sufficientemente leggero anche se impugnadolo con una sola mano, dopo un po’ il peso si a sinistra, la schermata di polaris office con la classica tastiera di Honeycomb. asus ha previsto anche una diversa tastiera touch che appare di default (immagine a destra) e che non ci ha entusiasmato, sia come grafica sia come layout. fa sentire. Il display è indubbiamente di ottima qualità, sia per risoluzione che per resa cromatica. Con la regolazione della retro-illuminazione impostata su automatica le immagini risultano spesso essere poco luminose, motivo per il quale abbiamo preferito impostarla manualmente. Anche perché il vetro che riveste il pannello è particolarmente riflettente, anche durante l’utilizzo in interni. La cosa che ci convince di meno è la scelta del formato 16:9 che non è il massimo per la leggibilità di pagine web e dei magazine. La risposta del touchscreen è sicuramente buona, la fluidità delle animazioni della homescreen di Android dipende fortemente dalla quantità di widget visualizzati e dalla impostazione o meno di uno sfondo animato. In quest’ultimo caso, un po’ a sorpresa a dire il vero, una certa perdita di fluidità comincia a diventare evidente. Al primo avvio del browser ci viene richiesto lo scaricamento (comunque opzionale) di Adobe Flash. Il rendering delle pagine e la fluidità della riposta al pinch-to-zoom è in generale buona, anche se forse non siamo ancora ai livelli dell’ipad: manca più che altro quella sensazione della pagina che segue perfettamente il tocco delle dita. Ci sono anche alcune pagine che producono qualche rallentamento di troppo, in particolare se si attiva il caricamento automatico degli elementi in Flash. La nostra sensazione è che ci sia ancora del lavoro da fare a livello software per sfruttare le potenzialità del processore, d’altra parte a proposito di Flash manca ancora nel sistema operativo il supporto per l’accelerazione hardware. Basta riprodurre dei video in alta qualità con l’applicazione di YouTube preinstallata per constatare come la fluidità dei video in HD sia in questo caso ancora lontana dall’essere una realtà. Altre applicazioni come Google Earth o alcuni videogiochi dimostrano che di potenza di calcolo volendo ce n’è a sufficienza, ma a questo proposito dobbiamo segnalare che al momento di app ottimizzate per Honeycomb e i tablet sul Market ce ne sono ancora davvero poche, oltre al fatto che Google non ha previsto un modo per individuarle (manca una sezione dedicata sullo store tanto per capirci). Per quanto riguarda la fotocamera posteriore, il Transformer non ci ha regalato grossissime soddisfazioni. La qualità è pari a quella di uno smartphone di fascia media per quanto riguarda le immagini fisse, e l’applicazione di default non offre molte funzionalità, non è possibile nemmeno regolare fuoco ed esposizione toccando l’immagine sullo schermo. Le foto appaiono in generale un po’ slavate e poco definite, e in interni la qualità scende abbastanza sensibilmente. È anche vero che i tablet in generale, anche solo per il form factor non sono esattamente l’ideale da questo punto di vista. Discorso analogo anche per la ripresa video che anche alla massima qualità non è esattamente il massimo. Rispetto all’iPad 2 in ogni caso il Transformer da questo punto di vista vince a mani basse. In definitiva l’Asus Transformer abbina a un buon hardware una piattaforma molto interessante ma che necessita di qualche raffinamento in più. Il sistema operativo può sicuramente trarre maggiore vantaggio dal processore dual core e dall’accelerazione hardware. Google poi se vuole davvero competere con la proposta Apple ha bisogno di dare maggiore visibilità sul Market alle applicazioni per tablet che, al momento, non sono nemmeno moltissime. video Sul canale DDaYVideo di Youtube è stato pubblicato il video che mostra il funzionamento dell’asus eee pad transformer. Clicca qui per andare direttamente al video. Dammi il cinque! Il tuo 5 per mille può cambiare la vita di molti bambini prematuri. E non ti costa nulla. SOSTIENI AISTMAR Onlus con il tuo 5 per mille Sui moduli CUD, 730 o Unico scrivi Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c. 1, lett a), del D.Lgs. n. 460 del 1997 e delle fondazioni nazionali di carattere culturale FIRMA Mario Rossi Ogni anno in Italia nascono 30.000 bambini prematuri, di cui circa 5000 hanno un peso inferiore a 1500 gr. Questi bambini hanno bisogno di cure, controlli e assistenza per molti anni. E anche i loro genitori hanno bisogno del tuo aiuto. Le donazioni ad AISTMAR Onlus vengono interamente impiegate per: - l’assistenza delle gravidanze a rischio o patologiche - la cura e il supporto al neonato prematuro e alla sua famiglia nel percorso di sviluppo e crescita Oppure puoi sostenere AISTMAR Onlus con versamenti su: • C/C Postale: 29328200 • C/C BancoPosta: IBAN: IT 05 Z 07601 01600 000029328200 presso Posta di via Sambuco, 15 - Milano • C/C Bancario: IBAN: IT 87 N 0351201619 000000003641 presso Credito Artigiano, Agenzia n°14 - Milano ........................................................................ Codice fiscale del beneficiario (eventuale) 9 7 0 2 8 2 1 0 1 5 7 AISTMAR Onlus - via della Commenda, 12 - 20122 Milano - www.aistmar.it FONDAZIONE IRCCS CA’ GRANDA - OSPEDALE MAGGIORE POLICLINICO Dipartimento per la Salute delle Donna, del Bambino e del Neonato U.O. di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale via Francesco Sforza, 28 - 20122 Milano Tutto il personale di AISTMAR Onlus è volontario. L’intero ricavato delle donazioni viene impiegato in cure e assistenza ai neonati prematuri e patologici e alle loro famiglie. AISTMAR Onlus Associazione Italiana per lo Studio e la Tutela della Maternità ad alto Rischio AISTMAR ONLUS AISTMAR ONLUS assistenza nelle gravidanze difficili n. 25 / 7 maggio 20 estratto da www.dday.it follow up multidisciplinare per neonati a rischio teSt / In prova un moderno sistema Hi-Fi con connessioni wireless e radio Internet, ma che non dimentica l’audio FM e il CD p.28 Sony MX700Ni: lo stereo per il Wi-Fi e l’iphone Sistema stereo aggiornato con Wi-Fi, DLNA e dock Apple oltre alla radio FM e al lettore CD: buone prestazioni ma accetta solo musica MP3 e WMA di r. Faggiano I sistemi audio stereo in vendita sono sempre meno, tra questi il Sony MX700Ni è sulla carta molto interessante: offre, a un prezzo accessibile, molta versatilità tra le sorgenti già integrate (radio FM e Compact Disc), il dock per iPod e iPhone e quelle raggiungibili tramite la connessione WiFi come radio Web e tutta la musica archiviata su PC o server musicali. La potenza di 40 Watt per canale (a norme Din) è ottenuta con un modulo digitale S-Master della stessa Sony ed è più che sufficiente per i due diffusori in dotazione, a due vie con accordo reflex posteriore. Da segnalare che Sony non perde la cattiva abitudine di tagliare drasticamente ogni formato musicale “sospetto”: qui c’è spazio solo per gli MP3, AAC e WMA (naturalmente senza DRM) o il PCM. Niente FLAC dunque. Design tradizionale e connessioni minime La linea del sistema Sony non ci è parsa delle più moderne, con una sproporzionata manopola del volume e uno sportello che nasconde il supporto per i dispositivi Apple. Nella parte superiore del pannello frontale c’è un ampio display a due righe che fornisce tutte le informazioni necessarie. Completa la tastiera che replica buona parte delle funzioni del telecomando, mentre il cassetto dei CD è defilato verso il basso. Il telecomando è un classico Sony: bruttino ed economico, con troppi tasti e poca ergonomia. Difficile trovare la funzione desiderata al primo colpo, poco evidenziate le funzioni più importanti, molte le sigle e i simboli misteriosi. Per esempio sotto “DSGX” si nasconde il loudness, mentre “Options” si riferisce a moltissime altre voci selezionabili dal menù di impostazione. “Party” è una funzione Wi-Fi per diffondere la musica dal sistema verso altri terminali compatibili. Ben rifiniti i diffusori, in legno e di buona robustezza; la griglia in tessuto nero è piuttosto anonima ma non influisce sulla resa sonora. Il sistema punta molto sulla connessione Wi-Fi e sul DLNA, quindi ci sono poche possibilità per componenti esterni tradizionali, limitati a una presa mini jack frontale per qualsiasi segnale analogico. Sul retro troviamo solo la presa di rete Ethernet e le uscite non standard per i diffusori, che permettono di usare solo i cavi in dotazione, purtroppo di sezione minima. Sul frontale c’è anche una presa USB per collegare chiavette come archivio musicale. Sarebbe stato molto utile almeno un ingresso digitale, magari per sfruttare il segnale audio di un televisore o di un lettore Blu-ray. Strana anche la mancanza di una presa cuffia, impossibile quindi l’ascolto individuale. Insomma, da questo punto di vista un sistema molto chiuso, se non fosse appunto per la connettività di rete. Poco versatile con la musica liquida, ottimo coi CD Alla prima accensione è necessario collegare il cavo di rete Ethernet oppure associare il Wi-Fi al proprio router tramite password, procedura noiosa, Sul retro è presente solo la presa ethernet e le uscite non standard per i diffusori; manca la presa per le cuffie. Il telecomando è un classico Sony: bruttino, con troppi tasti e poco ergonomico. Sistema Sony CMt-MX700Ni - da 300 eUro Quality Longevity Design 8 7 ma da fare solo una tantum e necessaria per fruire del DLNA e delle radio Internet. La ricerca delle radio Web avviene nella solita modalità genere - nazione - consigliate e così via: non è l’ideale per la rapidità epurtroppo non è disponibile un portale dove programmare le stazioni preferite. Inoltre, la procedura di preselezione indicata sul libretto di istruzioni non funziona per buona parte delle stazioni, che sono quelle di vTuner (l’elenco è visualizzabile da qui). Ci sarebbe spazio anche per i cosiddetti Music Services, cioè quei portali che offrono musica in streaming previo abbonamento, ma per l’Europa purtroppo non troviamo assolutamente nulla: forse si poteva fare lo sforzo di stringere accordi locali con qualche provider come il francese Deezer, Cubo Musica o altri per aumentare il valore dell’oggetto, o almeno il Qriocity con musica a pagamento della stessa Sony. Le funzionalità DLNA permettono di ascoltare la musica archiviata nel PC o in un server domestico. L’ascolto è di buona qualità ma il limite è la compatibilità solo con MP3, AAC, WMA o PCM. Stesso discorso per le chiavette USB, cui bisogna addebitare anche molta lentezza nel leggere i contenuti anche da una semplice memoria da 1 GB con qualche cartella di musica. L’ascolto di iPod e iPhone può contare sulla capacità del Simplicity D-Factor 7 7 Value 8 telecomando di entrare nei menù dei dispostivi per una migliore comodità d’uso. I titoli dei brani appaiono anche sul display frontale. Possibile la ricarica del dispositivo, anche dall’ingresso USB per qualsiasi altro riproduttore a basso assorbimento; una comodità in più che pochi offrono. Il lato “moderno” del sistemino Sony quindi non è entusiasmante, seppure il prezzo contenuto non permetta grandi critiche; rimane il fatto che ci sarebbe voluto un piccolo sforzo di allargamento dei claustrofobici confini imposti dalla “legalità” per presentare qualche servizio in più agli utenti italiani. Per assurdo è il lato tradizionale del sistema ad essere invece di ottimo livello: la radio FM è sensibile e con un buon numero di preselezioni, il lettore CD è rapido e silenzioso, in grado di portare le prestazioni sonore ben oltre quanto poteva lasciar prevedere il prezzo. Con i vecchi CD si può azzardare una prova d’ascolto seria, con una resa musicale impossibile da trovare a questo prezzo. L’unico difetto di nota è una gamma medio bassa poco controllata; ottime invece le voci e la gamma più alta in generale, capace anche di creare una bella scena tridimensionale. La potenza è più che adeguata anche per locali di media cubatura, quasi assente il riscaldamento grazie ai moduli di potenza digitali.