Area Educazione, Università, Ricerca, Cultura e Sport
Servizi Educativi Integrati
Organizzazione e Coordinamento dei Servizi Educativi
SCUOLA DELL’INFANZIA COMUNALE
DELFINO BLU
SALITA DI GRETTA, 34/4
TRIESTE
PIANO TRIENNALE DELL’OFFERTA
FORMATIVA
2015-2018
Predisposto dal Collegio dei Docenti in data 08/10/2015
Adottato dal consiglio della Scuola in data 28/10/2015
Redatto in coerenza con le linee generali del PTOF di servizio approvato in data
23/10/2015
PIANO TRIENNALE DELL’OFFERTA FORMATIVA (P.T.O.F.)
delle scuole dell’infanzia del Comune di Trieste
Le scuole dell'infanzia comunali di Trieste sono SCUOLE PARITARIE.
La legge definisce “scuole paritarie” (Legge 10 marzo 2000, n.62 “Norme per la parità scolastica e
disposizioni sul diritto allo studio e all’istruzione”) le istituzioni scolastiche non statali e degli enti locali
che, a partire dalla scuola dell'infanzia, corrispondono agli ordinamenti generali dell'istruzione, sono
coerenti con la domanda formativa delle famiglie e sono caratterizzate da requisiti di qualità ed
efficacia fissati dalla legge medesima.
Nel sistema nazionale dell'istruzione, quindi, le istituzioni scolastiche sia statali che paritarie
concorrono, nella loro specificità e autonomia, a realizzare l'offerta formativa sul territorio. In tale
contesto le amministrazioni pubbliche, nell'esercizio delle rispettive competenze, intervengono a
sostenere l'efficacia e l'efficienza dell'intero sistema nazionale di istruzione (C. M. n. 31 del 18
marzo 2003 “Disposizioni e indicazioni per l'attuazione della legge 10 marzo 2000, n.62, in materia di
parità scolastica”).
La riforma del sistema nazionale d'istruzione (Legge 13 luglio 2015, n. 107 “Riforma del sistema
nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti“), stabilisce
che le istituzioni scolastiche predispongano il PIANO TRIENNALE DELL’OFFERTA
FORMATIVA (P.T.O.F.), e le scuole dell'infanzia comunali, in quanto scuole paritarie, elaborino
tale piano, nell'ambito della propria autonomia organizzativa e didattica ai sensi dalla
normativa vigente (Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni
scolastiche, ai sensi dell'art. 21 della Legge 15 marzo 1999, n. 59).
Il P.T.O.F. è il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale
delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione educativa ed organizzativa che le
scuole adottano nell’ambito della loro autonomia.
Il Piano ha valore triennale e può essere rivisto annualmente, sempre entro il mese di ottobre.
Il P.T.O.F. delle scuole dell'infanzia comunali di Trieste, coerente con gli obiettivi generali ed
educativi determinati a livello nazionale dalle “Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola
dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione” (M.I.U.R., settembre 2012), viene elaborato dal Collegio
degli Educatori ed adottato dal Consiglio della Scuola (Regolamento per le scuole dell’infanzia del
Comune di Trieste, approvato con deliberazione consiliare n. 37 dd. 02.04.2001e modificato con
deliberazioni consiliari n. 104 dd.19.12.2003, n. 102 dd. 20.12.2005, n. 23 dd. 23.03.2009, n. 83 dd.
21.12.2010 e n. 81 dd. 23.12.2011).
La scuola dell'infanzia si presenta, quale primo segmento del percorso scolastico, come comunità
attiva aperta al territorio e alle famiglie con cui esercita la corresponsabilità educativa, basata sul
riconoscimento dei reciproci ruoli e sul vicendevole supporto, e promuove pratiche volte a
perseguire comuni finalità educative, come esplicitato nelle Indicazioni nazionali.
In ottemperanza ai principi costituzionali, ai principi della Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e
dell'Adolescenza (1989), nelle normative europee (Raccomandazioni del Parlamento Europeo e del
Consiglio del 18.12.2006), e in conformità a quanto predisposto dalla L. n.107/2015, le scuole
dell'infanzia del Comune di Trieste promuovono:
•
il pieno sviluppo della persona umana,
•
l'uguaglianza delle opportunità educative e formative,
•
il superamento di ogni forma di discriminazione,
•
l'accoglienza e l'inclusione,
•
la valorizzazione della pluralità delle culture familiari, linguistiche, etniche e
religiose,
•
la partecipazione attiva delle famiglie,
•
l'apertura al territorio.
Le scuole dell'infanzia del Comune di Trieste fanno proprie le finalità espresse nella normativa
vigente, con particolare riferimento al conseguimento dei seguenti obiettivi:
•
maturazione dell'identità,
•
conquista dell'autonomia,
•
sviluppo delle competenze,
•
senso di cittadinanza,
perseguiti attraverso un'operatività improntata alla costante INNOVAZIONE PEDAGOGICA
ed avvalendosi, con coerenza e progressiva integrazione tra i vari servizi, dell'insieme di risorse a
disposizione ed in particolare del personale specializzato che vi opera:
•
un coordinamento pedagogico,
•
coordinatori pedagogici di servizi educativi,
•
insegnanti e personale ausiliario,
costantemente aggiornati e formati ciascuno per le proprie competenze attraverso un Piano della
Formazione progettato annualmente e sottoposto a verifica sistematica.
Le scuole dell'infanzia comunali di Trieste perseguono inoltre l'ampliamento della propria offerta
formativa, didattica e pedagogica attraverso progetti mirati, finanziati da specifici bandi regionali
e/o nazionali e naturalmente con particolare attenzione alle opportunità che provengono dal
territorio e a quelle portate dalle diverse iniziative in cui il Comune di Trieste è protagonista o
promotore. In tal senso spiccano i progetti di divulgazione scientifica che potranno svilupparsi in
collaborazione con le attività del Salone Europeo della Ricerca Scientifica „Next“ promosso
annualmente nella Città di Trieste in sinergia con le più importanti realtà di studio, di ricerca ed
imprenditoriali del territorio.
Analisi domanda-offerta.
Nell'anno 2015 le scuole dell'Infanzia comunali sono 29 su 30 sedi, per un di 107 sezioni e una
capienza di n. 2628 posti.
Complessivamente il Comune di Trieste, sulla base della composizione dei gruppi classi e della
presenza di bambini disabili, mette a disposizione nell'anno scolastico 2015/2016 n. 2482 posti di
scuola dell’infanzia nelle proprie strutture e n. 36 in quelle private convenzionate aderenti alla
F.I.S.M. (Federazione Italiana Scuole Materne), con le quali ha stipulato una convenzione per gli anni
scolastici 2013/14, 2014/2015 e 2015/2016, per un totale di 2518 posti.
Tra le scuole dell’infanzia comunali sono attive complessivamente quattro sezioni con lingua
d’insegnamento slovena presso le seguenti sedi:
OBLAK NIKO
sezione distaccata di NUVOLA OLGA c/o DIJASKI DOM
DELFINO BLU.
Elenco delle scuole dell'infanzia del Comune di Trieste:
posti
disponibili
sezioni
Scuola
indirizzo
AZZURRA
via Puccini , 63
4
100
95
BORGO FELICE
via del Pane Bianco, 14
4
100
100
C. STUPARICH
strada di Rozzol, 61
3
75
74
CASETTA INCANTATA
strada di Rozzol, 61/1
3
75
70
CUCCIOLI
via Vittorino da Feltre, 8
3
75
70
DELFINO BLU
salita di Gretta, 34/4
4
100
95
DELFINO BLU (sez. slovena)
salita di Gretta, 34/4
1
16 *
16
DON CHALVIEN
via Svevo, 21/1
3
75
75
F. APORTI
via Pendice Scoglietto, 20
3
75
65
G. POLLITZER
via dell'Istria, 170
5
125
115
GIARDINO INCANTATO (sede provvisoria)
via Kandler, 10
4
91 *
91
GIOCHI DELLE STELLE
via Archi, 2
3
75
70
IL GIARDINO DEI SOGNI
via Boegan, 5
3
75
75
IL TEMPO MAGICO
via Vasari, 23
6
150
145
KAMILLO KROMO
strada Vecchia dell'Istria, 78
4
100
100
L' ARCOBALENO
via Frescobaldi, 33
3
75
75
LA CAPRIOLA ***
via Curiel, 10
2
50
50
LA SCUOLA DEL SOLE
via Manzoni, 14
6
143 *
133
L'ISOLA DEI TESORI
vicolo delle Rose, 5
3
75
75
M. SILVESTRI
Borgo San Nazario, 73
1
25
20
MILLE BIMBI
via dei Mille, 14
5
125
113
MILLE COLORI
via Salvore, 12
3
75
65
NUVOLA OLGA
via alle Cave, 4
2
50
45
OBLAK NIKO (sez. slovena)
via alle Cave, 4
1
25
25
sez. distaccate slovene di Nuvola Olga c/o Dijaski Dom
via Ginnastica, 72
2
45 **
40
PALLINI
via Pallini, 2
4
100
85
PRIMI VOLI
via Mamiani, 2
6
146 **
146
RENA NUOVA
via Antenorei, 14
4
100
85
SORELLE AGAZZI
vicolo San Fortunato, 1
4
100
90
STELLA MARINA
via Ponziana, 32
3
75
70
TOR CUCHERNA
via dell'Asilo, 2
3
68 **
65
TRE CASETTE
via Petracco, 12
2
44 **
44
Totale
* una sezione a capienza ridotta per limiti strutturali
** due sezioni a capienza ridotta per limiti strutturali
€
*** causa lavori, la scuola “La Capriola” si trova momentaneamente in via Alpi Giulie 23
107
capienza
a.s.
2015/16
2628
2482
Strategia di Lisbona.
L’obiettivo di Lisbona, rivolto agli stati membri della U.E., è la realizzazione, entro il 2010, di
strutture di accoglienza per almeno il 90% dei bambini fra 3 anni e l’età scolare.
L’obiettivo sarà raggiunto a Trieste anche nell’anno scolastico 2015/2016, coprendo il 95,96% della
domanda di servizio di scuola dell’infanzia.
Gli utenti potenziali (bambini fra i 3 anni e l’età scolare, residenti nel Comune di Trieste) sono
4630, i posti di scuola dell’infanzia offerti dagli Enti pubblici (Stato e Comune) sono
complessivamente 3779 e coprono pertanto l'81,61% della domanda potenzialmente espressa. Ad
essi si aggiungono 664 posti in strutture private, arrivando così a soddisfare il 95,96% della
domanda potenzialmente espressa. Da solo il Comune di Trieste risponde al 54,38% della domanda
potenziale.
Disabilità.
È previsto l'ampliamento dell'organico di ciascuna scuola con uno o più insegnanti di sostegno in
presenza di bambini certificati ai sensi della Legge 5 febbraio 1992, n. 104 ("Legge-quadro per
l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate").
Per ciascun bambino disabile viene predisposto, come previsto anche dalle recenti “Linee guida
sull'integrazione scolastica degli alunni con disabilità” (M.I.U.R., agosto 2009), un Piano Educativo
Individualizzato (P.E.I.) che programma gli interventi educativi e didattici destinati al bambino
disabile e garantisce un intervento adeguato allo sviluppo delle sue potenzialità.
Nelle sezioni con presenza di bambini disabili è prevista, di norma, una riduzione di 5 posti.
Particolare riguardo viene rivolto ai minori con necessità di assistenza specifica, prevedendo
eventuali interventi di supporto all'integrazione scolastica mediante l'assegnazione di personale
qualificato di agenzie educative.
Iscrizioni alle scuole dell'infanzia comunali.
Le iscrizioni alle scuole dell'infanzia comunali di Trieste si effettuano di norma nella seconda
quindicina di ciascun mese di gennaio di ogni anno. Per ciascun anno scolastico sono indicate le
date di iscrizione sul sito istituzionale dell'Ente.
La domanda di iscrizione si presenta on-line collegandosi al sito della Rete Civica del Comune di
Trieste (http://www.triestescuolaonline.it), con la possibilità di chiedere informazioni e
delucidazioni allo specifico sportello degli uffici dei Servizi Educativi Integrati.
Sono previsti il pagamento di una tariffa d'iscrizione annua e la contribuzione al servizio mensa,
graduati in base all'I.S.E.E. (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) della famiglia.
La scuola dell’infanzia accoglie i bambini residenti o di fatto dimoranti nel Comune di Trieste.
L'iscrizione è fatta alla scuola e non alla singola sezione: le eventuali preferenze espresse dalle
famiglie in relazione ad una sezione o ad un insegnante non sono determinanti per la formazione
delle sezioni.
Organizzazione del contesto educativo.
In un'ottica di condivisione di responsabilità dell'educazione, formazione e crescita dei bambini,
come richiamato da ultimo dalla Circolare MIUR prot. n. AOODPIT n. 1972 dd. 15.09.2015, è
compito fondamentale delle famiglie partecipare e contribuire, insieme alla scuola, al percorso
educativo e formativo dei propri figli.
In tal senso le scuole dell'infanzia comunali di Trieste organizzano situazioni formali ed informali di
coinvolgimento diretto dei genitori attraverso:
“open day”: nel periodo antecedente alle iscrizioni viene data la possibilità a tutti i genitori di
visitare le scuole, in funzione della futura scelta;
incontri informativi con i genitori dei bambini nuovi iscritti prima dell’inizio della scuola e
secondo necessità con tutti i genitori nel corso dell'anno scolastico;
incontri di presentazione del P.T.O.F. per illustrare alle famiglie il piano relativamente all’anno
in corso e alla programmazione triennale;
incontri tra genitori e insegnanti;
colloqui individuali;
il Consiglio della Scuola composto dal coordinatore pedagogico e dai rappresentanti dei
genitori, del personale educativo e del personale d’appoggio.
In tal senso si rende effettivo il diritto-dovere delle famiglie di conoscere e condividere i percorsi
formativi proposti e di scegliere con consapevolezza e libertà la scuola per i propri figli, potendo
analizzare e valutare le attività didattiche, i progetti e le tematiche che i docenti affronteranno
durante l'anno, che in ogni caso dovranno risultare coerenti con i programmi previsti dall'attuale
ordinamento scolastico e con le linee di indirizzo emanate dal MIUR.
Ciascuna scuola dell'infanzia predispone, condivide ed attua un Piano dell'offerta formativa (P.O.F.)
che, con riguardo al triennio di riferimento, esplicita annualmente i contenuti della proposta e dei
percorsi didattici da realizzare nel corso dell'anno scolastico.
Sulla base delle normative e delle disposizioni richiamate in precedenza, le scuole dell'infanzia
comunali di Trieste indirizzano i singoli P.O.F. promuovendo:
•
il pieno sviluppo della persona umana, per contribuire a rimuovere gli ostacoli di
ordine economico e sociale che di fatto limitano la libertà e l'uguaglianza di tutti i cittadini;
•
l'uguaglianza delle opportunità educative e formative;
•
il superamento di ogni forma di discriminazione, a partire da quelle derivate dalla
formazione di pregiudizi e stereotipi basati sulla differenza di sesso, di razza, di lingua, di
religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali;
•
l'accoglienza e l'inclusione, predisponendo una programmazione delle attività educative
che prevedano una didattica personalizzata e attenta ai bisogni di ciascuno (es: le disabilità, i
disturbi specifici di apprendimento e, i disagi socio-culturali ed economici );
•
la valorizzazione della pluralità delle culture familiari, linguistiche, etniche e religiose;
•
lo sviluppo delle competenze, i bambini arrivano a scuola con bagagli ricchi e variegati
di esperienze cognitive ed emotive che si arricchiranno attraverso il gioco e
l'apprendimento, e che la scuola saprà veicolare favorendo lo sviluppo delle potenzialità di
ciascuno;
•
la partecipazione attiva delle famiglie negli Organismi di partecipazione previsti dal
Regolamento del servizio e nelle altre modalità definite dall'offerta formativa specifica delle
singole realtà scolastiche;
•
l'apertura al territorio intesa come prassi educativa che vede coinvolta l'intera comunità
e la crescita di una cittadinanza attiva e solidale.
Le sezioni.
Il modello organizzativo delle scuole dell'infanzia comunali di Trieste prevede l'assegnazione dei
bambini ad una sezione al fine di creare gruppi numericamente contenuti per favorire la
realizzazione di contesti di apprendimento funzionali.
La sezione è costituita di norma da 25 bambini. Ad essa sono assegnati due insegnanti, ai quali può
aggiungersi un insegnante o un operatore di sostegno in presenza di bambini disabili. Gli orari di
lavoro del personale assicurano nell’arco della giornata il massimo della compresenza.
Di norma la composizione della sezione è eterogenea per fasce di età e comprende bambini di 3, 4
e 5 anni. In tal modo si facilitano le competenze relazionali e di responsabilità tra bambini di
diversa età allo scopo di ampliare le opportunità di apprendimento, anche per imitazione.
In occasione di laboratori specifici, momenti di routine, intersezione, uscite didattiche, ecc. i
bambini possono essere raggruppati per fasce omogenee di età.
Il Collegio degli educatori di ciascuna scuola procede, all'inizio dell'anno scolastico, alla formazione
delle sezioni valutando l'equilibrio numerico rispetto ad alcuni fattori quali l'età, la distribuzione tra
maschi e femmine, la multiculturalità da sostenere con pratiche di accoglienza, gli specifici bisogni
educativi del singolo bambino e dei gruppi preesistenti, la presenza di fratelli o sorelle in termini di
valorizzazione dell'autonomia di ciascuno.
Obiettivo fondante del sistema pedagogico delle scuole dell'infanzia del Comune di Trieste è il
lavoro di intersezione, attraverso il quale si esplicitano i singoli progetti educativi in coerenza con i
principi dell'accoglienza, dell'inclusione e delle parti opportunità.
Inserimento.
L'inserimento a scuola è un evento particolarmente significativo per i bambini e le famiglie.
Le scuole dell'infanzia del Comune di Trieste supportano i genitori e i bambini nell'affrontare la
nuova situazione di vita, garantendo gradualità nel processo di ambientamento e favorendo
l'instaurarsi del rapporto di reciproca fiducia tra adulti e tra adulti e bambini.
Nelle scuole dell'infanzia comunali di Trieste l’inserimento avviene nel mese di settembre, con
tappe graduali su contesti predefiniti, concordate insieme alle insegnanti di sezione in base alle
esigenze del singolo bambino e della famiglia. Durante il periodo degli inserimenti e dei
reinserimenti gli orari delle scuole dell'infanzia possono variare in ragione della complessità dei
gruppi di bambini da accogliere.
La chiusura anticipata delle scuole dell'infanzia nel periodo degli inserimenti, come codificata
all'interno di ciascun calendario scolastico annuale, consente la compresenza degli insegnanti in
sezione e offre la possibilità di realizzare proposte pedagogiche anche individualizzate, ponendo
maggiore attenzione al singolo ed in particolare ai bambini più piccoli.
Al fine di favorire il reinserimento dei bambini già frequentanti dopo la pausa estiva, è prassi nelle
scuole dell'infanzia comunali di Trieste dedicare loro il primo giorno di apertura a settembre.
Calendario scolastico.
Le scuole dell’infanzia comunali di Trieste tengono conto del calendario scolastico regionale, come
gli altri servizi educativi.
Il calendario viene approvato con specifico provvedimento e reso noto mediante pubblicazione sul
sito istituzionale dell'Ente.
Orari.
Le scuole dell'infanzia comunali sono aperte dal lunedì al venerdì, dalle ore 7.30 alle ore 17.00.
L’accoglimento dei bambini avviene di norma dalle ore 8.00 alle ore 9.00.
Per rispondere alle esigenze dei bambini e delle loro famiglie l’uscita è flessibile e, di norma,
articolata in tre fasce orarie: alle ore 13.00, alle ore 14.30 e alle ore 15.30.
Il prolungamento dell’orario fino alle ore 17.00 viene assicurato alle famiglie che ne ravvisino la
necessità, previa comunicazione. Viene garantita la presenza di educatori in numero proporzionale a
quello dei bambini presenti.
Il servizio di scuola dell’infanzia al sabato viene garantito presso la scuola dell'Infanzia “Il Tempo
Magico” solo al mattino (con orario 7.30-13.00) e senza erogazione del servizio di mensa in
ragione del numero degli iscritti.
Il personale.
Le figure professionali presenti nella scuola sono:
•
il coordinatore pedagogico del servizio educativo,
•
il personale insegnante ed educativo,
•
il personale d’appoggio.
Il coordinatore svolge attività di tipo tecnico-specialistico, gestionale e organizzativo ed è
responsabile dell'organizzazione del servizio, supervisiona i progetti educativi e sviluppa le relazioni
esterne ed interne all'Ente in un'ottica di lavoro di rete.
Il personale insegnante ed educativo:
•
programma, realizza e valuta unità di apprendimento favorenti lo sviluppo complessivo del
bambino, prediligendo un approccio ludico. Favorisce i processi di interazione positiva nei
•
gruppi di bambini e personalizza le azioni educative;
•
partecipa alla gestione sociale delle scuola e cura rapporti stabili con le famiglie e con il
territorio.
Il personale d’appoggio contribuisce alla costruzione di un corretto clima educativo all’interno della
scuola e ad assicurare una situazione ambientale adeguata alle esigenze ed ai bisogni dei bambini.
Svolge compiti di pulizia e riordino degli ambienti scolastici e delle aree esterne di pertinenza;
provvede alla somministrazione dei pasti.
Insegnamento della religione cattolica.
Nelle scuole dell'infanzia comunali di Trieste è possibile avvalersi dell'insegnamento della religione
cattolica. L'insegnamento della religione cattolica (I.R.C.) discende dal Concordato fra lo Stato
italiano e la Chiesa cattolica (Legge n. 121/1985), secondo il quale si prevede che in tutte le scuole
pubbliche italiane siano riservate lezioni settimanali facoltative.
La facoltà di avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica viene esercitata dai
genitori al momento dell’iscrizione e può essere modificata successivamente.
Concessione in uso dei locali delle scuole dell’infanzia comunali.
Se si costituiscono in Comitato o in Associazione, le famiglie dei bambini frequentanti le scuole
dell’infanzia comunali, possono richiedere l'uso in concessione gratuita dei locali (nidi, scuole
dell’infanzia e ricreatori comunali) per realizzare attività integrative alle funzioni dei servizi
educativi comunali, organizzando momenti di socializzazione e di attività ludica per bambine/i,
nonché di aggregazione e confronto tra le famiglie. (Regolamento e tabella tariffe per la
concessione in uso dei locali dei nidi d’infanzia, scuole dell’infanzia comunali, ricreatori comunali e
poli di aggregazione giovanile, approvato con deliberazioni consiliari n. 28 e 29 dd. 09.07.2013).
Le scuole dell'infanzia comunali sono parte dei Servizi Educativi Integrati afferenti
all'Area Educazione, Università, Ricerca, Cultura e Sport del Comune di Trieste.
Referenti istituzionali
DIRETTORE DELL'AREA EDUCAZIONE, UNIVERSITÀ, RICERCA, CULTURA E SPORT
dott. Fabio Lorenzut
Piazza Unità d'Italia, 4
piano: 3 stanza: 122
tel. 040 675 4496
e-mail: [email protected]
DIRETTORE DEL SERVIZIO SERVIZI EDUCATIVI INTEGRATI
dott.ssa Manuela Salvadei
via del Teatro Romano 7
secondo piano, stanza 36
Tel. 040 675 4473
e-mail: [email protected]
GESTIONE AMMINISTRATIVA E CONTABILE DEI SERVIZI EDUCATIVI
Responsabile di P.O.
Mariagrazia Monti
via del Teatro Romano 7/F
piano terra, stanza 27
tel. 040 675 8873
e-mail: [email protected]
ORGANIZZAZIONE E COORDINAMENTO DEI SERVIZI EDUCATIVI
Responsabile di P.O.
Antonella Brecel
via del Teatro Romano, 7
primo piano, stanza 19
tel. 040 675 4471
e-mail: [email protected]
SISTEMA INTEGRATO PUBBLICO/PRIVATO, CONTROLLO E ACCREDITAMENTO
Responsabile di P.O.
Emilia Patriarca
via del Teatro Romano 7
secondo piano, stanza 30
tel. 040 675 8583
e-mail: [email protected]
QUALITA’ DEI SERVIZI – FORMAZIONE PEDAGOGICA – PARTECIPAZIONE
Responsabile di P.O.
Michela D’Andri
Via del Teatro Romano, 7
secondo piano, stanza 31
tel. 040 675 4343
e-mail: [email protected]
APPALTO MENSA SCOLASTICA
Responsabile di P.O.
Antonella Delbianco
via del Teatro Romano, 7
primo piano, stanza 15
tel. 040 675 8872
e-mail: [email protected]
COORDINATORI DEI SERVIZI
Nada Bradetich,Tiziana Craievich, Alessandro D'Alto, Manlio De Panfilis, Marina Degrassi,Elisabetta
Doimi, Irene Fontanot, Istria Giani, Isabella Herlinger, Fabrizio Lauria, Consuelo Louvier, Daniela
Mazzoli,Valentina Nardi, Rita Ricatti, Mariagrazia Stepan, Licia Terrone,Giacomo Todaro, Caia Venier.
Ampliamento dell'offerta formativa.
Il Comune di Trieste garantisce una serie di iniziative didattiche che prevedono la possibilità di
ampliare l'offerta formativa attraverso l'adesione ai bandi per il Piano di interventi per lo sviluppo
dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche statali e paritarie del Friuli Venezia Giulia,
promossi dalla Regione Friuli Venezia Giulia come orientamento verso quelle competenze generali
che favoriscono un percorso di apprendimento armonico del bambino in una prospettiva di
educazione permanente per tutto l'arco della vita, come indicato dalla “Raccomandazione del
Parlamento europeo e del Consiglio”(12/ 2006).
Le attività vengono progettate all'interno dell'offerta formativa di ogni singola scuola e possono
essere realizzate anche in collaborazione con Associazioni/Agenzie specializzate del Territorio,
individuate secondo procedure di legge e sulla specifica qualità dell'intervento didattico.
Le aree tematiche individuate in base al piano degli interventi regionali sono stabilite per ciascun
anno scolastico e si incentrano su macroargomenti quali:
•
competenze chiave europee e competenze di cittadinanza, per assicurare un
percorso graduale di crescita globale nel bambino e offrire opportunità di apprendimenti
coerenti ai bisogni evolutivi e alla pluralità di contesti relazionali ed educativi, con l'obiettivo
di far acquisire ai bambini competenze, abilità e informazioni attraverso percorsi
multidisciplinari che permettono la libera espressione delle esperienze vissute favorendo
interconnessioni tra i vari ambiti di apprendimento;
•
gestione
dei
bisogni
educativi
speciali
(BES)
e
dei
disturbi
specifici
dell'apprendimento (DSA), per assicurare un percorso graduale di crescita globale nel
bambino offrendo opportunità di apprendimenti coerenti ai bisogni educativi speciali
attraverso contesti e risposte relazionali ed educative personalizzate, in stretta
collaborazione tra tutte le componenti della comunità educante.
La Regione inoltre sostiene alcune progettualità di ampliamento dell'offerta formativa nelle scuole
dell'infanzia comunali attraverso il contributo per l'integrazione degli allievi stranieri con percorsi di
apprendimento della lingua italiana quale seconda lingua , di mediazione linguistico-culturale e di educazione
interculturale, nonchè di attività didattiche relative all'insegnamento delle lingue e culture delle
minoranze storiche e linguistiche, con particolare riferimento al consolidamento dell'esperienza
dell'insegnamento della lingua inglese.
Finalità e obiettivi:
•
favorire la convivenza democratica tra gli abitanti del territorio;
•
acquisizione delle prime competenze linguistico-comunicative nella lingua slovena, in
particolare comprensione di brevi frasi riferite ad argomenti familiari e a situazioni concrete
di cui si ha esperienza;
•
conoscenza e sperimentazione di usi, costumi, cibi e tradizioni del Paese confinante al
nostro;
•
stimolazione nei bambini di un atteggiamento curioso, esplorativo ed accettante rispetto a
ciò che è diverso dalla nostra lingua e dalla nostra cultura e che apprtiene al territorio nel
quale i bambini e le bambine vivono.
Le attività didattiche si inseriscono nelle varie aree esperienziali del bambino: attività motorie
(danze, movimenti ritmati), attività grafiche ed espressive, attività musicali (canzoni, ritmi), attività
linguistiche e di narrazione di filastrocche e fiabe caratterizzanti.
Le scuole dell'infanzia comunali di Trieste aderiscono anche a progetti proposti in collaborazione
con varie agenzie educative del territorio, quali percorsi di apprendimento delle lingue straniere, di
educazione musicale, espressione corporea, educazione all'immagine e teatro, educazione artisticocreative, educazione alla mobilità, educazione ambientale, percorsi a sostegno del benessere e della
salute, percorsi a supporto della genitorialità.
Piano della formazione.
La formazione specialistica rivolta al personale dei servizi educativi integrati individua nel
Protocollo d’intesa
tra Comune di Trieste e il Dipartimento di Studi Umanistici,
Università degli Studi di Trieste una sua risorsa fondamentale nell’ottica di collaborazione
ritenendo importante sperimentare una serie di iniziative volte alla qualificazione e specializzazione
del personale, mettendo in interconnessione le eccellenze scientifiche dell’Università e i servizi
scolastici-educativi.
Dall'anno scolastico 2014-15 sono stati individuati alcuni punti di riferimento che rappresentano la
possibilità di tracciare un processo di ridefinizione del sistema educativo del Comune di Trieste,
affermando un orientamento verso la qualificazione, l’osservazione e la riflessione sui servizi per
poi rivolgersi ad ambiti di sperimentazione ed innovazione. Si sono così enucleate alcune aree che,
per loro valore ed importanza, qualificano l’offerta educativa nella sua contemporaneità; inclusione,
intercultura, genitorialità, curricolo, dimensione legislativa, competenze ed indicazioni nazionali.
Si intende consolidare modalità formative che coinvolgano gruppi o rappresentanti di gruppi di
lavoro per avviare una riflessione su tematiche strettamente correlate alle funzioni dei servizi
educativi nella realtà odierna, sostenendo la prospettiva di qualità degli stessi.
Diverse le metodologie (docenze frontali, gruppi di riflessione, laboratori etc.) e le modalità di
realizzazione dei percorsi, alcuni dei quali saranno fruiti con scelta individuale, mentre altri
verranno proposti ad interi gruppi di insegnanti, in base ai diversi obiettivi e modalità di formazione.
Il percorso si propone di attivare alcuni segmenti formativi per facilitare e sostenere le équipe
educative nell'organizzazione di processi di riflessività sulla propria pratica all'interno di percorsi di
auto ed eterovalutazione attraverso tecniche di ricerca in educazione, scambi ed osservazioni tra
servizi nei vari territori, attività di formazione frontale attraverso incontri plenari.
In questo ampio quadro, il concetto di “accoglienza”, quale contatto e apertura verso l’altro,
diviene valore da coltivare e far crescere, nella comprensione delle differenze negli apprendimenti,
nei contesti familiari di riferimento, e in un’accezione più ampia di culture, di bisogni individuali, di
integrazione.
In Accordo con l'azienda per i servizi di assistenza sanitaria n. 1 „triestina“ sono
programmati interventi di formazione degli insegnanti finalizzati alla promozione della salute., con
particolare riferimento alla partecipazione al più ampio percorso di coinvolgimento delle scuole
cittadine nell'intesa interistituzionale chiamata „verso una scuola che promuove salute“.
La qualità di un servizio scolastico-educativo è connessa anche ai modi con cui si articolano i suoi
rapporti con i servizi socio-sanitari presenti sul territorio. Le azioni di raccordo, particolarmente
importanti per i bambini e le loro famiglie , implicano la progettazione di percorsi di formazione e
aggiornamento su tematiche fondamentali nella crescita dei bambini con la collaborazione
sistematica con i servizi sanitari di base, in linea con i piani di prevenzione e salute nazionali.
Sono previsti un corso di primo soccorso per gli educatori ed insegnanti in situazione di
emergenza/urgenza pediatrica, formazione e prove pratiche sulle tecniche di disostruzione delle
vie aeree da corpo estraneo e le tecniche di massaggio cardiaco; un corso in collaborazione con il
personale delle Strutture Semplici Bambini Adoloscenti rivolto ad educatori e agli insegnanti che
hanno in carico bambini/ragazzi con specifiche problematiche di salute (es. nutrizione enterale –
PEG Gastrostomia Endoscopica Percutanea -, soggetti con diabete mellito, soggetti allergici,
soggetti con epilessia, etc.) con particolare riferimento alla corretta ed appropriata
somministrazione di farmaci salvavita.
E' infine prevista la possibilità per il personale insegnante ed educativo di integrare alcuni percorsi
formativi , attraverso scelte individuali coordinate all’interno del singolo servizio. La scelta avviene
valutando la varietà delle proposte e sostenendo la motivazione personale e la soddisfazione dei
bisogni formativi.
ANALISI DELLA SITUAZIONE
SOCIO - AMBIENTALE
La scuola dell’infanzia “DELFINO BLU” è una scuola comunale
situata in un complesso di scuole nel rione di Gretta. Data la sua
collocazione, serve un vasto bacino d' utenza compreso dai rioni di
Barcola, Gretta, Roiano arrivando fino a Contovello.
L’edificio, che risale ai primi anni ‘70, è disposto su due piani
(pianoterra e seminterrato), è dotato di una grande terrazza
usufruibile in tutte le stagioni e circondata da un vasto giardino a
prato attrezzato con strutture ludiche.
La struttura è composta da un atrio-salone, cinque sezioni, una
sala da pranzo, due locali di servizi igienici per bambini, un
laboratorio permanente per le attività di piccolo gruppo e un
laboratorio di informatica.
Al piano sottostante è situata una cucina che confeziona
Al piano sottostante è situata una cucina che confeziona
quotidianamente i pasti.
IL PERSONALE
Nella scuola lavorano:
· dieci insegnanti di sezione:
Sezione A: insegnanti Lorena e Nadia (sezione con lingua di
insegnamento slovena)
Sezione B: insegnanti Brunella e Alba
Sezione C: insegnanti Donatella e Lucia
Sezione D: insegnanti MariaGrazia ed Erika
Sezione E: insegnanti Sara e Rosa
l' insegnante di sostegno Ambra
· le insegnanti di religione Raffaella e Carmela
· il personale d’appoggio, composto dalla bambinaia
Giuliana e da due collaboratori d’infanzia: Laura e Paolo
· la cuoca e le addette al servizio mensa
· un funzionario direttivo coordinatore pedagogico
Le insegnanti di sezione si alternano mattina e pomeriggio, con
una compresenza nelle ore centrali della giornata. L'orario di
compresenza é flessibile, in relazione ai vari progetti attuati.
L’orario delle insegnanti è di 25 ore d’insegnamento settimanali.
L'orario del personale d’appoggio a tempo pieno è di 7 ore e 12
minuti. Il personale d’appoggio (la bambinaia e i collaboratori
dell’infanzia) si occupa oltre che della pulizia degli ambienti
anche dell'assistenza ai bambini in vari momenti della giornata
educativa, partecipando e contribuendo alle finalità educative ed
agli obiettivi didattici del percorso annuale.
ORARIO DELLA SCUOLA
ore 7.30-9.00 APERTURA DELLA SCUOLA e accoglimento
ore 9.00 colazione (merenda del mattino)
ore 9.30 bagni
ore 10.00 inizio attività didattiche
ore 11.30 bagni
ore 12.00 pranzo
ore 12.45- 13.15 1° USCITA
ore 13.30 bagni e lavatura denti
ore 14.00 – 14.15 USCITA INTERMEDIA (a richiesta) I bambini
verranno preparati e accompagnati dal personale d’ appoggio nell’
atrio della scuola dove saranno riaffidati alle famiglie. Questo per
non interrompere le attività didattiche nelle classi.
ore 14.00 attività didattiche varie
ore 14.45 merenda pomeridiana
ore 15.30 – 16.00 2° USCITA ( nelle sezioni di appartenenza )
ore 16.00 – 17.00 2° USCITA con le insegnanti di turno
ore 17.00 chiusura della scuola.
CALENDARIO PER L'ANNO SCOLASTICO 2015-16
Inizio anno scolastico
01/09/2015
Apertura all' utenza
14/09/2015
Fine attività educative scuole dell' infanzia
30/06/2016
FESTIVITA'/SOSPENSIONE ATTIVITA'
Festivita'
1° novembre 2015 ( Ognissanti )
8 dicembre 2015 ( Immacolata Concezione )
25 aprile ( anniversario della Liberazione )
1° maggio ( festa del Lavoro )
2 giugno ( festa nazionale della Repubblica )
Vacanze natalizie
dal 23 dicembre 2015 al 6 gennaio 2016
Ulteriori sospensioni 3 novembre 2015 ( festa del Santo Patrono )
7 dicembre 2015 ( ponte )
dall' 8 febbraio 2016 al 10 febbraio 2016 compresi
Vacanze pasquali
dal 24 marzo 2016 al 29 marzo 2016 compresi
PREMESSA PER UNA METODOLOGIA
OPERATIVA DI CONTINUITA’ NEL TERRITORIO
Le scuole dell’infanzia del territorio di Roiano-Gretta osservano
una metodologia comune per quanto riguarda l’idea di bambino e
gli strumenti osservativi che consentono di elaborare percorsi
didattici ed educativi efficaci e funzionali.
Le Indicazioni Nazionali del 2012 citano testualmente
“L’osservazione, nelle sue diverse modalità, rappresenta uno
strumento fondamentale per conoscere e accompagnare il
bambino in tutte le sue dimensioni di sviluppo, rispettandone
l’originalità, l’unicità, le potenzialità attraverso un atteggiamento
di ascolto, empatia e rassicurazione.” Ne consegue che, oltre
all’individuazione delle competenze nelle varie aree di
apprendimento, è indispensabile osservare i bambini all’interno
del contesto scolastico, per conoscere il loro modo di relazionarsi
con gli altri, i loro metodi di elaborazione delle esperienze, le loro
potenzialità e le loro abilità.
Le tre scuole dell’infanzia utilizzeranno delle schede, prima
osservative poi operative,
per perseguire il fine comune di
“crescita emotiva e cognitiva insieme, per far evolvere le
potenzialità di tutti e di ciascuno, creare la disponibilità nei
bambini a fidarsi e ad essere accompagnati nell’avventura della
conoscenza.”
In questa prospettiva si colloca anche la continuità con la Scuola
Primaria del territorio, per la quale si prevedono alcuni incontri tra
i bambini in uscita dalla scuola dell’infanzia e gli alunni e gli
insegnanti delle scuole primarie del rione, con lo scopo di aprire
una finestra sulla nuova realtà scolastica in cui i bambini saranno
immersi, di diminuire la tensione emotiva che inevitabilmente
viene determinata da ogni cambiamento, di promuovere la
conoscenza del nuovo ambiente e di consolidare quella reciproca
tra adulti e bambini che operano nelle due strutture.
Il passaggio dalla Scuola dell’Infanzia alla Scuola Primaria
costituisce un momento molto importante nel percorso di crescita
dei bambini che devono affrontare nuove esperienze, esso
rappresenta una fase piena di incertezze, di novità e di impegni sia
scolastici che extrascolastici.
Le visite alla scuola primaria avranno luogo nel mese di maggio;
in quelle occasioni verranno organizzate attività nell’ottica della
continuità verticale.
Piano di lavoro operativo che caratterizzerà la nostra realtà
scolastica:
– visite alle scuole primarie del territorio
– incontro- confronto sul tema dell' accoglienza e sugli
atteggiamenti educativo- didattici
– incontro per scambio di informazioni che saranno utili per la
formazione delle prime classi.
Obiettivi
– favorire una transizione serena tra i due ordini di scuola
– soddisfare le esigenze interiori di sicurezza e identità
– esprimere bisogni, sentimenti e pensieri, raccontare di sé e
del proprio vissuto
– interiorizzare, all'interno del gruppo scuola, sentimenti e
rapporti di simpatia e di accettazione reciproca
Attraverso delle semplici storie i bambini saranno condotti a
riconoscere la propria appartenenza alla scuola dell' infanzia e
predisporre un sereno passaggio alla scuola primaria.
PROGETTO ACCOGLIENZA E INSERIMENTO
Il primo giorno di scuola non è lo stesso per ciascun bambino: per
alcuni si tratta di ritornare in un posto lasciato solo qualche mese
prima ed è un appuntamento che viene vissuto generalmente
positivo; invece l'ingresso per i bambini più piccoli, coinvolge le
sfere più profonde
dell'emotività e dell'affettività: è un evento
atteso e temuto allo stesso tempo, carico di aspettative, ma anche
di paure per il distacco dalla famiglia e trovarsi in una comunità
con persone e regole sconosciute.
L'obiettivo principale del progetto è quello di rendere piacevole
l'ingresso a scuola di tutti i bambini.
Il periodo dell'accoglienza non è un momento veloce e di
passaggio e neppure una strategia verso i nuovi arrivati, ma deve
costituire un elemento di continuità, un'attenzione costante alle
dinamiche affettive e ai bisogni che emergono dei bambini.
L'ingresso nella scuola rappresenta per il bambino il passaggio ad
una vita più autonoma rispetto a quella vissuta nella famiglia, è il
luogo dove egli prende coscienza delle sue abilità e dove
stabilisce molteplici relazioni sociali con adulti e coetanei.
Per questo motivo è necessario organizzare in modo adeguato
questo delicato momento perchè accogliere non significa solo
invitare ad entrare, ma mettere il più possibile a proprio agio
genitori e bambini in un ambiente scolastico idoneo gradevole dal
punto di vista estetico, funzionale, nella disposizione dei giochi,
colorato ed allegro, che incuriosisca e invogli ognuno alla
scoperta dei diversi ambienti e dei giochi presentati.
Diventa quindi indispensabile far conoscere l'ambiente, gli spazi
della scuola e le persone che vi operano. La ripetizione quotidiana
di sequenze di azioni della giornata scolastica con i suoi ritmi e
tempi rassicura il bambino fornendo punti di riferimento.
Inoltre attraverso il coinvolgimento sistematico di attività di tipo
pratico e di routine i bambini diventano maggiormente autonomi
capaci di assumersi compiti e piccole responsabilità.
Nella nostra scuola l'inserimento dei bambini piccoli viene fatto in
modo graduale adottando un orario flessibile in modo da favorire
un inserimento più sereno.
Il primo giorno di scuola consigliamo l'entrata ai bambini grandi e
medi perchè l'inizio dell'anno segnala una fase del percorso
importante, altrettanto significativa di quella della conquista della
conclusione.
Anche per questi bambini c'è bisogno di accogliere le loro
esperienze vissute nel periodo della pausa scolastica e quindi
bisogna sapere ascoltare i loro racconti, i loro pensieri e il loro
entusiasmo nel riviverlo assieme ai compagni.
Al ritorno delle vacanze noi educatori, comunque troviamo un
bambino diverso e desideroso di raccontarsi.
Per aiutare il bambino in questa fase così delicata, la
n o s t r a scuola dell'infanzia suggerisce ai genitori le seguenti
modalità:
• inserimento graduale dal secondo giorno di apertura
della scuola all’utenza. In questo modo si permette
anche ai bambini già frequentanti di reinserirsi.
• nei primi giorni entrata in orario diversificato rispetto al
gruppo dei bambini già frequentanti, ovvero dalle ore
10.00 della mattina, dopo lo svolgimento delle normali
attività di routine, affinché il bambino nuovo iscritto e il
suo genitore ricevano tutte le attenzioni di cui
necessitano.
• anche i tempi di permanenza nella struttura scolastica
andranno graduati per permettere al bambino di
scoprire il nuovo ambiente in modo ottimale. Un paio di
ore nei primi giorni, per prolungare poi la permanenza
a scuola fino al pranzo e poi fino al pomeriggio.
• permanenza del genitore all’interno della sezione,
laddove si presenti la necessità.
E’ inoltre prevista la compresenza delle due insegnanti di sezione
per la prima settimana di apertura della scuola all’utenza.
La scuola metterà in atto le seguenti modalità operative nei
confronti dei bambini e dei loro genitori:
• colloqui informativi e di conoscenza con le famiglie
• assoluto rispetto dei tempi di adattamento dei
bambini, compatibilmente con le esigenze familiari
• scelta degli spazi per l' inserimento
• attività proposte mirate
PROGETTO: IO BAMBINO VORREI ESSERE
ASCOLTATO, AMATO E COCCOLATO
I DIRITTI DEI BAMBINI
Sfondo integratore ai progetti di tutte le sezioni
Premessa
La programmazione didattica di questo anno scolastico ha come
obiettivo quello di valorizzare i diritti dei bambini e delle
bambine. Intendiamo predisporre un percorso triennale che sarà il
primo passo di un lungo processo che si svilupperà durante tutto il
ciclo di istruzione, nel quale i bambini impareranno a vivere e
difendere i valori dei diritti umani. Infatti solo un processo di
lungo periodo può costituire una strategia preventiva ed efficace di
difesa della dignità e della libertà di ogni individuo.
Motivazione
Ogni anno scolastico nelle nostre scuole ci confrontiamo con
diverse realtà culturali, sociali, etiche, religiose.
In questo contesto la scuola deve porsi a tutela dei bambini ed
educare attraverso piccole azioni quotidiane di cooperazione e
convivenza al rispetto di ognuno.
Da queste riflessioni il gruppo insegnante è stato indotto a
intraprendere questo percorso sui diritti dei bambini per
evidenziare che ogni bambino è soggetto di diritti e
deve essere rispettato nella propria identità, unicità, differenza e
nei tempi di sviluppo e crescita.
Abbiamo scelto dieci articoli, quelli che ci sembravano più
appropriati ai bambini della nostra fascia di età (3 – 6 anni).
Alcuni verranno svolti durante i laboratori di intersezione, mentre
gli altri verranno approfonditi nelle rispettive sezioni, in base alle
esigenze del proprio gruppo di bambini.
Il progetto implicherà da parte degli adulti, una riflessione critica
sullo stile di vita della nostra società, dove i rapporti umani sono
diventati più sbrigativi e superficiali.
Concetti come uguaglianza, pace e cura diventano valori solo nel
momento in cui vengono coltivati vissuti e condivisi.
La scuola ha il compito ed il dovere di prendere a riferimento quei
valori fondamentali riconosciuti come diritti umani, nella
convinzione che l' educazione ai diritti possa e debba cominciare
già nella scuola dell'infanzia, poichè è più facile far cogliere le
identità e le somiglianze piuttosto che enfatizzare le differenze.
Campi di Esperienza
Il campo di esperienza prevalente sarà:
– Il sè e l'altro
• il bambino ha occasioni per prendere coscienza della propria
identità personale e quella degli altri superando in modo
graduale il proprio egocentrismo.
• apprende le prime regole del vivere sociale
• riflette sul senso e sulle conseguenze delle proprie e delle
altrui azioni
• e' consapevole delle differenze e sa di doverle rispettare
Gli articoli dei Diritti dei Bambini
Diritti e doveri, nel nostro percorso didattico, non sono intesi
come nozioni da apprendere, ma come valori da
realizzare
quotidianamente con i bambini.
La convenzione ONU sui diritti dell'infanzia fu approvata
dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre
1989. La Creazione della Convenzione è ricordata ogni anno: il 20
di novembre con la commemorazione della Giornata
Internazionale per i Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza.
Gli articoli che prenderemo in considerazione sono:
Art. 6 Diritto alla Vita: Tutti devono riconoscere che hai il
diritto di vivere.
Art. 7
Diritto al Nome: Ogni bambino ha diritto ad avere un
nome, ad essere riconosciuto dalla propria famiglia e di tutta la
società, in quanto cittadino.
Art. 9 Diritto alla famiglia: Tutti i bambini hanno il diritto di
vivere insieme ai loro genitori.
Art. 13 Diritto ad esprimersi: hai il diritto di imparare e di
esprimersi per mezzo delle parole, della scrittura, dell'arte e così
via
Art. 20 Diritto alla sicurezza: Se vivere con i tuoi genitori è
pericoloso il bambino ha il diritto di essere protetto in ogni
situazione.
Art. 24 Diritto alla salute: hai il diritto di godere di una buona
salute: Ciò significa che dovresti ricevere cure mediche e farmaci
quando sei malato. Gli adulti dovrebbero fare di tutto per evitare
che i bambini si ammalino, in primo luogo nutrendoli e
prendendosi cura di essi.
Art. 27 Diritto di essere amato e ascoltato: Hai il diritto ad uno
standard di vita sufficientemente buono. Ciò significa che i tuoi
genitori hanno l'obbligo di assicurarti cibo, vestiti, un alloggio,
etc...
Art. 29 Diritto all'istruzione: Lo scopo della tua istruzione è di
sviluppare al meglio la tua personalità, i tuoi talenti e le tue
capacità mentali e fisiche.
L'istruzione dovrebbe anche prepararti a vivere in maniera
responsabile e pacifica, in una società libera nel rispetto dei diritti
degli altri, e nel rispetto dell'ambiente.
Art. 30
Diritto all'uguaglianza e pari opportunità: Se
appartieni ad una minoranza hai il diritto di mantenere la tua
cultura, professare la tua religione e parlare la tua lingua.
Art. 31 Diritto al gioco: Ogni bambino ha diritto ad avere tempo
libero e spazi dedicati al gioco alla scoperta...
....Il gioco favorirà l'incontro con gli altri bambini ed altri adulti.
Obiettivi formativi per i bambini di 3 anni
• Prendere consapevolezza della propria identità in rapporto
agli altri e a se stesso
• Conoscere l'ambiente scolastico: compagni ed insegnanti
• Acquisire autonomia nelle azioni di vita quotidiana
Competenze da raggiungere:
• Adattarsi ai ritmi della giornata scolastica e superare il
distacco dalla famiglia
• Interiorizzare le prime regole del vivere comune
Obiettivi formativi per i bambini di 4 anni
• Conquistare una progressiva autonomia rispetto ai propri
bisogni personali, nell'ambiente, ai materiali
• Riconoscere ed esprimere emozioni e sentimenti
• Stabilire le relazioni con adulti e compagni
Competenze da raggiungere:
• Avviare la maturazione del rapporto di coesione con il grande
e piccolo gruppo
• Acquisire sicurezza e fiducia nelle proprie capacità motorie,
espressive e comunicative
• Acquisire l'abitudine a collaborare con i compagni per un fine
comune
Obiettivi formativi per i bambini di 5 anni
• Acquisire semplici norme di comportamento
• Scoprire e rispettare l'ambiente naturale circostante
• Partecipare all'organizzazione di eventi di vita sociale della
scuola
Le competenze da raggiungere:
• Rafforzare lo spirito di amicizia
• Assumere comportamenti adeguati alle varie situazioni
• Partecipare alle tradizioni del proprio ambiente culturale
• Maturare dei sentimenti di amore e rispetto per l'ambiente
Finalità
Le finalità del progetto sono le seguenti:
• far cogliere ai bambini l'importanza della vita
• aiutare i bambini a scoprire le caratteristiche tipiche
dell'infanzia
• farli riflettere sull'importanza e la bellezza di essere bambino
• aiutare i bambini a comprendere il significato della parola
“ DIRITTO”.
Metodologia
Le progettazioni educative sono rappresentabili come percorsi
ricorsivi in cui si susseguono e ripetono le azioni di osservare e
ascoltare, analizzare quanto raccolto, discuterlo e condividerlo nel
gruppo di lavoro immaginare spazi di esplorazione, e
documentarne i passaggi.
Nel riconoscere il grande valore che l'ambiente scuola ( inteso sia
come luogo spazio – temporale sia come contesto relazionale), ha
nel facilitare l'apprendimento e le relazioni positive, rivestirà
grande importanza la cura dello spazio che verrà pensato e
strutturato per rispondere ai bisogni di accoglienza, esplorazione,
gioco e motricità propri del bambino di questa età.
Le attività verranno svolte in intersezione, cioè per fasce d'età e
ogni singola sezione a seconda dei diritti scelti dalle insegnanti per
la programmazione di sezione e saranno finalizzate a
sensibilizzare i bambini su alcuni diritti sanciti dalla Convenzione
Internazionale sui Diritti dei bambini sancita dall'ONU.
Gli articoli dei Diritti dei bambini presi in considerazione, saranno
suddivisi in tre anni scolastici ( durata del PTOF).
Ogni sezione deciderà di anno in anno quali diritti sviluppare
secondo le esigenze del proprio gruppo bambino.
Destinatari
Il progetto è stato pensato allo scopo di coinvolgere tutti i bambini
e le bambine della nostra scuola che saranno i veri “protagonisti”
del percorso con le difficoltà, le gioie, le attese che giorno dopo
giorno sono chiamati a vivere.
Tempi
Il percorso didattico ha una durata triennale con la possibilità di
modifiche e integrazioni nel corso del tempo e si collegherà alle
attività svolte in ogni sezione. In corso d' anno il percorso verrà
integrato con un laboratorio finanziato dalla Regione.
Le finalità del progetto sono le seguenti:
• far cogliere ai bambini l'importanza della vita
• aiutare i bambini a scoprire le caratteristiche tipiche
dell'infanzia
• farli riflettere sull'importanza e la bellezza di essere bambino
• aiutare i bambini a comprendere il significato della parola “
DIRITTO”.
Documentazione
Il percorso didattico verrà documentato con:
• raccolta di materiale fotografico
• Realizzazione di un grande cartellone nell'atrio della scuola
• Raccolta ed esposizione di elaborati singoli e di gruppo
Verifica
Attraverso l'osservazione, elaborati dei bambini verificheremo il
processo di apprendimento del bambino e la qualità dell'attività
educativa – didattica.
E per concludere ...
D come Diritto
Ho diritto alla vita, al nome e alla nazionalità
per sviluppare la mia personalità.
Ho diritto a vivere in società,
in pace, quiete e tranquillità.
Ho diritto ad essere amato
e se ammalato, ad essere curato.
Ho diritto ad essere amato
e, se malato, ad essere curato.
Ho diritto certo, anche a giocare
e qualche giocattolo farmi regalare.
Ho diritto ad avere l'istruzione
e ad esprimere anche la mia opinione
Ho diritto a conoscere ogni mio diritto
perchè se lo ignoro sono fritto.
Nell' ambito del Piano dell' Offerta Formativa della Scuola è
possibile che vengano proposte specifiche attività in
collaborazione con famiglie o terzi, in un' ottica di
partecipazione e apertura al territorio.
PROGETTI IN INTERSEZIONE PER FASCE D' ETA'
con i bambini piccoli
I diritti dei bambini
Art. 13: “Diritto ad esprimersi”
Un mondo proprio bello....lo dipingo con il pennello
Premessa
Il disegno per i bambini della prima infanzia rappresenta un mezzo
di comunicazione, un linguaggio piacevole e gioiosa, oltre ad
essere un modo semplice per acquisire conoscenze.
Ogni bambino si impegna nel tentativo di riprodurre graficamente
ciò che entra a far parte del suo mondo.
Questo gli permette di fare esperienze percettive e allo stesso
tempo di acquisire la consapevolezza di come ogni cosa abbia
delle caratteristiche proprie.
Finalità
Ciò che da questo lavoro dovrà scaturire, è la constatazione
della ricchezza di immagini, fantasie, ansie, sogni, timori, felicità
che c'è in ogni bambino e possibilità di immaginare “spazi e
luoghi”dove ciascuno possa andare alla ricerca del suo modo
personale di esprimere il suo bagaglio di esperienze di vita.
Obiettivi formativi
Sviluppare nei bambini la creatività e lo spirito artistico,
rappresentando con i colori figure reali e immaginarie, i bambini
impareranno a distinguere e denominare i colori primari e ad
esprimersi graficamente in maniera personale utilizzando segni e
scarabocchi.
Materiali e metodologia
Si utilizzeranno colori a dita, pastelli a cera, matite colorate,
pennarelli e tempera.
E' prevista anche la manipolazione di materiali plastici e pasta di
sale.
Spazi
Saletta della biblioteca
Tempi
Novembre – Maggio
Destinatari
Il laboratorio d'intersezione grafico, pittorico,manipolativo è
rivolto ai bambini piccoli di tutta la scuola divisi in gruppi di 10.
Documentazione
Ad ogni singolo bambino verrà consegnato un libretto con la
raccolta dei propri elaborati.
Verifica
Attraverso l'osservazione sistematica svolta si verificherà se le
esperienze effettuate hanno portato i bambini a conoscere i colori
e ad individuare eventuali difficoltà nella percezione del colore.
con i bambini medi
I diritti dei bambini
Art. 31: “Diritto al gioco”
Possiamo giocare con voi?
INTERAZIONE = CORPO E MENTE IN AZIONE
Premessa
“I bambini non giocano per imparare, ma imparano perché
giocando provano piacere a conquistare il mondo”.
In questo percorso prendiamo il gioco come situazione motivante
e coinvolgente che ci permette – divertendoci – di esplorare,
sviluppare e comprendere le relazioni sociali, per mettere alla
prova attitudini personali, abilità pro sociali, socio-affettive e
comunicative, cognitive, metacognitive e strategie che ci aiutano a
gestire la nostra interazione nel gruppo in modo gradualmente più
consapevole, orientato ai diversi obiettivi che le attività ci offrono.
A questo scopo proponiamo alcune attività ludiche nelle quali il
singolo e il gruppo abbiano la possibilità di imparare ad imparare
grazie ad un consapevole e reciproco incontro e scambio.
Campo di esperienza prevalente “Il corpo e il
movimento ”
Traguardi di competenza e obiettivi di apprendimento
• Inserirsi e interagire in un gruppo, sperimentando ruoli e
situazioni diverse;
• Avere fiducia nel gruppo, confrontarsi positivamente e
imparare dai compagni;
• Rendersi gradualmente consapevoli dei diversi tratti
costitutivi della propria identità;
• Condividere e partecipare attivamente a scambi su idee,
procedure, strategie ed esiti possibili e reali delle nostre
azioni.
Metodologia e attività
Nei giochi cooperativi che proponiamo viene promossa
appositamente la comunicazione non verbale per sviluppare
modalità di interazione alternative che potranno auspicabilmente
mettere in luce aspetti diversi della personalità di ciascuno e
modalità di contatto e scambio rispetto al fine comune del gioco.
Una volta spiegato ciascun gioco potremo dire ai bambini che
prima di iniziare, e a vantaggio del suo corretto svolgimento, potrà
essere utile ricordare insieme:
• Lo scopo del gioco (coinvolgendo il gruppo con domande per
la sua corretta interpretazione);
• I comportamenti non permessi (invitando i bambini a trovare
e verbalizzare esempi di cosa si possa fare non si possa fare);
• Strategie che a loro avviso potrebbero essere vincenti
ponendo loro delle domande.
Durante lo svolgimento del gioco sarà anche interessante creare e
alternare gruppi di gioco e gruppi di bambini nel ruolo di
“pubblico” e osservatori, con il compito, in questo caso, di
partecipare ed essere attivi nel percepire e ricordare
comportamenti vantaggiosi, oppure poco efficaci, rispetto
all’obiettivo comune del gioco.
Ecco i giochi...
Giochi: aiuto senza parole, coppie che non “vanno in pallone”, il
treno e ancora giochi come i giganti, i millepiedi, un bruco goloso
e barchette sperdute.
Abilità promosse dai giochi:
• Ascolto, condivisione di esperienze, attenzione;
• Concentrazione;
• Controllo e coordinamento motorio;
• Interazione a livello personale e di coppia;
• Riconoscimento di similitudini e classificazione;
• Condivisione di esperienze.
Spazi e materiali
L’attività di intersezione si svolgerà nel salone della scuola
utilizzando principalmente materiale da recupero e materiali
strutturati già a disposizione oltre a palloncini di diversi colori.
Tempi
Il laboratorio si svolgerà da Novembre ad Aprile.
Gruppi coinvolti
Tutti i bambini medi della scuola (quattro anni) divisi in gruppi.
Documentazione e verifica
L’osservazione occasionale e sistematica nel corso dei giochi sarà
accompagnata da un cartellone finale con le foto e i disegni dei
bambini, delle attività svolte.
con i bambini grandi
I diritti dei bambini
Art. 29 :”Diritto all'Istruzione “
Piccoli scienziati crescono
( Esplorare, conoscere, sperimentare)
L'avvicinamento al linguaggio della scienza inizia dalla scuola
dell'infanzia, quando il bambino presenta un' altro desiderio di
conoscenza.
Esso avviene mediante l'osservazione sensoriale degli eventi e le
tipiche modalità espressive dell'età.
E' possibile passare le informazioni ai bambini sollecitando le
domande su cosa accade e su come avvengono i fenomeni, solo
attraverso un processo attivo che veicoli i concetti tramite
l'esperienza degli oggetti. L'argomento acqua, essendo questa una
risorsa preziosa legata alla storia dell'evoluzione dell'uomo e di
ogni forma di vita ed un elemento di uso quotidiano, è adatto a
facilitare la comprensione e la consapevolezza di alcuni di questi
concetti
validi
per
un
apprendimento
attivo.
Agli occhi del bambino l'acqua è un elemento affascinante ed
emozionante, lo coinvolge nella sua totalità, contribuisce a
soddisfare il suo desiderio di manipolazione, gli offre molte
possibilità di gioco e lo porta alla scoperta di nuove conoscenze.
Il campo di esperienza preso in considerazione è quello relativo a
“ esplorare conoscere e progettare”.
Obiettivi formativi:
Sperimentare la scuola come ambiente che incoraggia ad
esplorare, osservare, riconoscere con curiosità le caratteristiche di
elementi visibili e non.
Obiettivi specifici di apprendimento:
•
•
•
•
•
osservare in modo analitico la realtà
usare i cinque sensi per ricevere informazioni
dimostrare curiosità verso il nuovo
esplorare e ricercare per capire
formulare ipotesi
L'aria e l'acqua sono due elementi naturali che per le loro
caratteristiche affascinano ed interessano il bambino, la scienza è
intorno a loro, è in casa e anche a scuola dove i bambini possono
trovare materiali utili per giocare e sperimentare.
A tale scopo verranno eseguiti piccoli esperimenti scentifici che
verranno svolti nel corso del triennio:
• Preparare l'anidride carbonica
• Esperimento con la cartina tornasole
• Esperimento per la legge di gravitazione
• Costruzione di una mangiatoia per uccellini in una pigna
• Esperienza dell'inchiostro invisibile
• Sollevare un solido nell'H2o
• Preparazione dei colori vegetali
• Come vedere l'ossigeno prodotto dalle piante
• La germinazione di un fagiolo
• Colorazione dei petali dei fiori
• Estrazione della clorofilla dalla pianta.
Il progetto è rivolto a tutti i bambini grandi della scuola che
verranno divisi in piccoli gruppi per favorire uno svolgimento
migliore delle attività.
Il periodo del progetto: gennaio – aprile.
A conclusione del progetto si verificherà con elaborati e
documentazione fotografica i piccoli esperimenti scientifici
svolti dai bambini .
PROGETTO SICUREZZA
Premessa
Parlare di sicurezza alla scuola dell'infanzia sembra un
esagerazione o un eccessiva premura, in realtà essa passa in quel
sottile intreccio di acquisizione di buone abitudini e corretti
comportamenti che si apprendono quasi per gioco nella routine
quotidiana. I bambini, infatti, sono portati per loro stessa natura
alla curiosità alla sperimentazione e all'esplorazione degli spazi,
pertanto, risulta fondamentale prevenire possibili incidenti sia
incrementando la sicurezza degli ambienti di vita, sia insegnando
le norme e fornendo le indicazioni per evitare insidie e pericoli.
Affrontando questo argomento si prendono in considerazione i
rischi presenti in quattro ambienti: la scuola, la casa, la strada e il
territorio nel tempo libero
Progetto
E' nostra intenzione approfondire l'argomento con il gruppo dei
bambini grandi della scuola a conoscere, nell'arco dei tre anni,
tutte le istituzioni che lavorano e collaborano per la nostra
sicurezza.
In questo periodo confronteremo il lavoro di tutte le istituzioni che
collaborano per la nostra sicurezza:
- polizia municipale interviene per assicurare il mantenimento
dell'ordine e
della sicurezza
- croce rossa interviene quando ci sono gli incidenti dove medici
e infermieri
accolgono i feriti
- vigili del fuoco intervengono quando si verificano incendi
- protezione civile aiuta in caso di terremoto, aiuta a spegnere gli
incendi
- guardia costiera aiuta le barche che hanno problemi in mare,
aiuta le
persone che non riescono a nuotare, controlla tutto
quello che
viene fatto nel mare
Quest'anno abbiamo scelto di approfondire il lavoro della guardia
costiera, guardia forestale e della protezione civile
Finalità
• muoversi in sicurezza e autonomia nell'ambiente scolastico
• interiorizzare le regole della scuola
• saper prendere iniziative adeguate al contesto quindi:saper
fare... saper essere... saper reagire alla paura
Obiettivi
• individuare momenti e situazioni di pericolo a scuola causati
da comportamenti scorretti
• acquisire regole e comportamenti adeguati per prevenire e
affrontare situazioni a rischio
• rafforzare l'autonomia comportamentale e stimolare la
collaborazione nel rispetto dei ruoli
• conoscere e sperimentare le regole fondamentali di una
corretta e sicura simulazione di evacuazione della scuola in
caso di...
Osservazione – Verifica
Tutte le attività di gioco che vengono proposte serviranno a far
conoscere ai bambini l'ambiente che li circonda e a far
comprendere l'importanza di corretti atteggiamenti da
atteggiamenti da adottare nei momenti di pericolo
– controlleremo se:
– il bambino si orienta nello spazio sezione e nelle spazio
scuola
– si muove seguendo direzioni segnate
– descrive verbalmente in maniera corretta un percorso
effettuato
– riconosce in situazione di gioco i concetti dentro/fuori,
sotto/sopra...
– integriamo le verifiche facendo disegnare ai bambini i
particolari che li hanno maggiormente interessati soprattutto
durante le tre visite facendoci spiegare quello che ricordano
PROGETTO FESTE E RICORRENZE
Questo progetto darà risalto alle principali festività dell' anno
scolastico:
Hallowen
San Nicolò
Natale
Carnevale
Pasqua
Festa del papà
Festa della mamma
Saluto di fine anno ai bambini grandi
Ognuna di queste feste vengono affrontate secondo tre importanti
prospettive didattiche:
• Il significato culturale della festa
• l'approfondimento linguistico attraverso poesie, rime, storie,
racconti
• la realizzazione di oggetti concreti da utilizzare come dono o
come augurio.
In occasione delle varie festività i bambini potranno condividere
momenti di gioia e allegria attraverso canti, filastrocche, giochi
inerenti alla festività ricorrente.
A conclusione dell'anno scolastico, come di consueto, si svolgerà
il saluto alla scuola da parte dei bambini grandi.
Il gruppo dei bambini medi e piccoli festeggeranno i loro
compagni grandi che si appresteranno ad affrontare una nuova
esperienza scolastica. Il saluto dei bambini grandi si svolgerà
all'interno della struttura alla presenza dei loro genitori.
PROGETTO INTERCULTURA
All'interno della nostra comunità scolastica sono tante le
possibilità di incontro e di relazione con gli “altri”.
Con i coetanei il bambino si confronta, comunica, acquista
saldezza e fiducia nelle proprie capacità, impara a cogliere le
diversità di sesso, di religione, di etnie, di lingue diverse e a
pensare agli altri condividendo esperienze comuni collaborando
per un fine comune di amicizia e di solidarietà attraverso il gioco e
trovando man mano delle regole condivisibili.
Il bambino pur nella sua unicità, rafforza la sua identità in un
contesto allargato dove risulti chiara una modalità di vita e di
comportamenti dei singoli e del gruppo.
A questi proposito, molte possono essere le vie da intraprendere,
ma riteniamo che la disponibilità ad accogliere, ascoltare,
conoscere, la capacità di favorire in ogni bambino il fare,
l'esprimersi, il giocare rivestano una importanza particolare per la
realizzazione dell'educazione interculturale che non è data soltanto
dai “contenuti”, ma dalla vita di relazione e dalla strutturazione di
un ambiente di vita e di apprendimento sereno, accogliente,
motivante e rispettoso delle identità culturali e delle storie
personali di cui ogni bambino è portatore.
Verranno proposti percorsi di attività didattiche mirate all'incontro
e alla socializzazione tra soggetti provenienti da diverse culture,
attivando innanzi tutto la capacità di comunicare.
La comunicazione diverrà, infatti lo strumento principale per
conoscere e comprendere l'altro, per costruire la propria identità in
termini di autonomia e di disponibilità all'ascolto, al confronto,
alla comprensione, all'interazione ed sarà dunque il canale
privilegiato dell'intervento educativo.
Si utilizzeranno tutti i tipi di linguaggio: da quello dei sensi, a
quello grafico – espressivo, a quello mimico – gestuale e del
movimento, fino alle varie forme del linguaggio verbale.
Proprio in riferimento a quest'ultimo, riteniamo utile strutturare un
percorso educativo – didattico incentrato sulle filastrocche, sulle
poesie e sui giochi cantati che, creando nelle sezioni un clima
positivo, ludico, improntato al benessere di tutti i bambini,
favorirà situazioni di partecipazione, di condivisione, di
collaborazione e faciliterà l'acquisizione di capacità espressive,
comunicative e relazionali.
USCITE DIDATTICHE
Tra le offerte della scuola ci sono anche le uscite didattiche
nell’ambito della provincia con gli scuolabus gratuiti forniti dal
comune. Queste uscite sono prevalentemente legate ai progetti
annuali della scuola e motivate dall’esigenza di approfondire gli
argomenti trattati attraverso esperienze sul territorio. Le modalità
con cui vengono organizzate vengono decise dal collegio dei
docenti e di norma coinvolgono i gruppi classe o gruppi di
bambini suddivisi per fasce d’età.
BES
L’acronimo BES indica i ‘Bisogni Educativi Speciali’ dei bambini,
ormai presenti in ogni classe e sezione, che presentano una
richiesta di speciale attenzione per varie ragioni. Tra gli alunni con
bisogni educativi speciali troviamo ad esempio bambini che
vivono una situazione di svantaggio sociale e culturale, bambini
che presentano disturbi specifici di apprendimento o bambini
stranieri che incontrano difficoltà derivanti dalla non conoscenza
della cultura e della lingua italiana.
Gli insegnanti sono consapevoli dello scenario socio-culturale nel
quale operano e si impegnano, nel corso dell’anno scolastico
2015/2016, a personalizzare e individualizzare gli interventi
educativi-didattici al fine di garantire lo sviluppo armonioso e
globale anche degli alunni che vivono una situazione di
svantaggio.
PREVENZIONE E RECUPERO DELLE
DIFFICOLTA’
I bambini sono notevolmente diversi uno dall’altro, non solo
fisicamente, ma anche nelle aspirazioni e nelle potenzialità.
Possiamo trovare bambini ancora impacciati nei movimenti, ma
che possiedono un ricchissimo vocabolario ed altri che corrono e
si muovono con disinvoltura, ma che trovano difficoltà nel
rappresentare graficamente la figura umana, ecc.
Questo progetto si riferisce alle nuove norme in materia di
difficoltà di apprendimento in ambito scolastico (Legge 170 del
2010).
Obiettivi
•
Rilevare precocemente eventuali difficoltà che possono
insorgere nei bambini nello svolgimento dei compiti loro assegnati
e sviluppare le abilità necessarie a colmarle.
•
Individualizzare e personalizzare gli interventi educativididattici a partire dalla ricognizione di situazioni di svantaggio.
Attività
•
Schede osservative che permettono di evidenziare le aree
nelle quali ci potrebbero essere delle difficoltà
•
Schede di rinforzo (abbinamento, identificazione,
riconoscimento, ecc.)
•
Attività di potenziamento per colmare le eventuali difficoltà e
sviluppare maggiormente alcune abilità.
•
Utilizzo di brevi racconti
•
Gioco e movimento
Tempi
Durante la giornata per breve tempo da gennaio a maggio.
Destinatari
Bambini grandi.
Con i bambini ‘grandi’ verrà utilizzato un questionario osservativo
al fine di rilevare le loro potenzialità .
PROGETTO LINGUA STRANIERA
INGLESE
L'apprendimento di una seconda lingua va considerato non come
imposizione o memorizzazione di nozioni, ma come assimilazione
spontanea di forme di comportamento comunicativo giocate dai
bambini.
Sul piano neuronale il bambino presenta una grande plasticità
cerebrale e nasce potenzialmente poliglotta: inoltre la maggior
flessibilità degli organi fonatori affina la sua capacità imitativa.
A queste motivazioni si aggiungono quelle di natura sociale e
culturale poichè l'insegnamento di una seconda lingua consente al
bambino di apprendere che esistono altri popoli che hanno una
lingua diversa dalla nostra.
PROGETTO LINGUE MINORITARIE
In considerazione della particolare posizione geografica della città
di Trieste e della presenza di minoranze culturali slovene nella
regione Friuli Venezia Giulia, il progetto lingue minoritarie si
propone di stimolare nei bambini un approccio di curiosità,
esplorazione e scambio con bambini di lingua e cultura diverse. La
conoscenza degli usi, dei costumi e delle tradizioni dei vari popoli
europei, ed in particolare di quelli confinanti, assume infatti
grande importanza nell’educazione dei bambini della comunità
europea. Un metodo privilegiato per mettere in atto tale scambio è
dato dalla possibilità di stabilire contatti e fare esperienze con i
bambini di madrelingua slovena.
Finalità
• Promuovere la scoperta e la conoscenza della storia, della
cultura e delle tradizioni dei territori dove si parla lo sloveno
• Favorire la convivenza democratica tra abitanti del territorio
e l’integrazione culturale tra l’etnia slovena e italiana
Traguardi generali per lo sviluppo delle competenze
• Avviare i bambini sin da piccoli alla conoscenza delle culture
slovena ed italiana e all’acquisizione delle competenze
comunicative nei due diversi codici linguistici
• Promuovere il senso d’ appartenenza al proprio territorio
( rione, città, regione, nazione ) e all’Unione Europea anche
attraverso il gemellaggio con scuole ubicate in territorio
sloveno.
Traguardi specifici per lo sviluppo delle competenze
• Competenza nello stabilire contatti sociali di base usando
semplici formule convenzionali
• Produzione di suoni ( fonemi ), parole, canzoni e filastrocche
nei due codici linguistici
• Capacità di fruire di un repertorio lessicale fatto di parole ed
espressioni riferibili al vissuto quotidiano ( sia scolastico sia
familiare )
• Scoperta dell’ esistenza di usi, costumi e tradizioni della
cultura slovena attraverso lo scambio di esperienze tra
bambini e adulti delle scuole gemellate
Metodologia
• La presentazione in forma ludica dei contenuti del
programma da parte delle insegnanti titolari di sezione e di
risorse educative esterne ( associazioni culturali slovene )
• Attivazione di laboratori di gruppo inerenti ai vari ambiti
d’esperienza dei bambini: attività motorie ( danze, movimenti
ritmati ), attività grafiche espressive ( disegni, cartelloni )
attività musicali
• Lo scambio di esperienze ( tramite mail, lettere, disegni,
visite ) tra le scuole gemellate.
SCUOLA DELL'INFANZIA COMUNALE “DELFINO BLU”
Triennio 2015 - 2018
INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA
PREMESSA
L'insegnamento della Religione cattolica (IRC) si colloca nel quadro delle finalità della
scuola dell’Infanzia, contribuendo alla formazione integrale dei bambini, stimolando
all'apertura verso l'altro e all'amicizia. Promuove la maturazione dell’identità del
bambino nella dimensione religiosa, valorizzando le sue esperienze personali e
orientandolo a cogliere i segni espressivi della Religione cristiana cattolica, ed
eventualmente di altre espressioni religiose, presenti nell’ambiente circostante, in
conformità alla dottrina della Chiesa.
Diversamente dalla catechesi, l’IRC non mira a fare del bambino un cristiano, non
prepara ai sacramenti, non richiede un'adesione di fede ne un'appartenenza ecclesiale.
La presenza di bambini stranieri nella scuola e diversità etniche, religiose e culturali
presenti, ci faranno affrontare il tema dell'interculturalità vista come diversità che
porta ricchezza; l’intero percorso didattico farà attenzione alla valorizzazione,
condivisione e cooperazione tra i bambini.
TRAGUARDI
PER
LO
SVILUPPO
DELLE
COMPETENZE
NEI
CAMPI
DI
ESPERIENZA
Le integrazioni alle Indicazioni per il curriculum della Scuola dell’Infanzia e per il
Primo ciclo d’istruzione (DPR dell’ 11 febbraio 2010), specificano che: “Le attività in
ordine all’insegnamento della Religione Cattolica, per coloro che se ne avvalgono,
offrono occasioni per lo sviluppo integrale della personalità dei bambini, aprendo alla
dimensione religiosa e valorizzandola, promuovendo la riflessione sul loro patrimonio di
esperienze e contribuendo a rispondere al bisogno di significato di cui anch’essi sono
portatori. Per favorire la loro maturazione personale, nella sua globalità, i traguardi
relativi all’IRC sono distribuiti nei vari campi di esperienza”.
Il sé e l’altro
- Il bambino scopre nei racconti del Vangelo la persona e l’insegnamento di Gesù, da
cui apprende che Dio è Padre di tutti e che la Chiesa è la comunità di uomini e donne
unita nel suo nome, per sviluppare un positivo senso di sé e sperimentare relazioni
serene con gli altri, anche appartenenti a differenti tradizioni culturali e religiose.
Il corpo in movimento
- Riconosce nei segni del corpo l’esperienza religiosa propria e altrui per cominciare a
manifestare anche in questo modo la propria interiorità, l’immaginazione e le emozioni.
Linguaggi, creatività, espressione
- Riconosce alcuni linguaggi simbolici e figurativi caratteristici delle tradizioni e della
vita dei cristiani (segni, feste, preghiere, canti, gestualità, spazi, arte), per poter
esprimere con creatività il proprio vissuto religioso.
I discorsi e le parole
- Impara alcuni termini del linguaggio cristiano, ascoltando semplici racconti biblici, ne
sa narrare i contenuti riutilizzando i linguaggi appresi, per sviluppare una
comunicazione significativa anche in ambito religioso.
La conoscenza del mondo
- Osserva con meraviglia ed esplora con curiosità il mondo, riconosciuto dai cristiani e
da tanti uomini religiosi come dono di Dio Creatore, per sviluppare sentimenti di
responsabilità nei confronti della realtà, abitandola con fiducia e speranza.
OBIETTIVI FORMATIVI
•
Il bambino conosce la sua storia, cultura e le sue radici religiose.
•
Scopre la gioia di vivere la fratellanza e l’amicizia.
•
Intuisce il senso dell’accettazione dell’altro e del rispetto del diverso, con un
corretto comportamento nei confronti della religiosità, delle altre religioni e
dei non credenti.
CONTENUTI
Il progetto scolastico triennale “Io bambino vorrei essere ascoltato, amato e
coccolato – I diritti dei bambini”, sarà il punto di riferimento anche per le ore di
Religione cattolica e sarà declinato lungo il triennio in questa maniera:
Nell’anno scolastico 2015 – 2016 prenderemo spunto dai diritti alla VITA (art. 6),
alla SALUTE (art. 24), e successivamente dai diritti al NOME e alla FAMIGLIA (art.
7). La vita non è solo un diritto primario della persona, ma per la visione cristiana è
considerata anche dono di Dio Creatore. Scopriremo la dinamica della Creazione
attraverso il testo biblico della Genesi, adattato ai bambini. Il concetto del nome
contraddistingue invece la persona e ne sottolinea la sua unicità, tema molto forte
nella tradizione biblica, già nell’Ebraismo e poi nel Cristianesimo. Dio chiama l’uomo per
nome già nel giardino nell’Eden, e ciò significa che è una creatura prediletta, amata.
Anche i bambini hanno il diritto di essere amati e questo dobbiamo sempre
dimostrarglielo. Dio affida all’uomo anche il compito di dare il nome a tutte le altre
creature e la responsabilità di prendersi cura di esse. I bambini devono essere curati,
ma anche loro hanno una responsabilità verso gli altri: responsabilizzandoli,
impareranno ad aiutare i compagni, crescendo nella scuola dell’amicizia. Gesù chiama
per nome i suoi amici, riservando sempre un sorriso e uno sguardo amorevole per
ognuno di essi. Anche il diritto alla famiglia è tema centrale per l’IRC: Dio è il Padre
buono e amorevole, che si prende cura dei suoi figli, come scopriremo con la parabola
del Buon seminatore e del Padre buono. Il tema della famiglia verrà affrontato anche
nell’occasione del Natale, quando Gesù nasce nel calore della sua famiglia.
Nell’anno scolastico 2016 – 2017, prenderemo spunto dai diritti alla SICUREZZA
(art. 26) e al GIOCO (art. 31), e successivamente dal diritto all’ UGUAGLIANZA E
PARI OPPORTUNITÀ (art. 2).
Ai bambini si offriranno esperienze per acquisire sicurezza, stima di sé, fiducia nelle
proprie capacità, riconoscendo e apprezzando l’identità personale e degli altri (sesso,
cultura, comunità di appartenenza, abilità differenti, ecc.). Con questo impegno
educativo, l’IRC favorisce la scoperta di una visione positiva della vita che dà
sicurezza e armonia.
Con l’insegnamento di Gesù scopriremo il nostro prossimo come amico, da accogliere
anche se è diverso da me. Per il Cristianesimo infatti, tutti hanno la stessa dignità
perché sono tutti figli dello stesso Padre amorevole. Questo tema sarà sviluppato in
vari modi: prendendo spunto da alcune storie bibliche adatte ai bambini, conoscendo
Gesù e i suoi amici che ci insegnano il rispetto per noi stessi e gli altri come basi per la
convivenza. Sapendo che il gioco è il modo di imparare e di rapportarsi dei bambini,
apprenderemo aiutandoci con racconti, drammatizzazioni, danze e giochi creativi, dove
il corpo ha sempre un ruolo primario.
Nell’anno scolastico 2017 – 2018, prenderemo spunto dal diritto all’ESPRESSIONE
(art. 12) e all’INFORMARSI (art. 13), e successivamente anche dal diritto alla
SCELTA DI PROFESSARE UNA RELIGIONE (art. 14). Tenendo conto che durante
l’IRC il bambino viene sempre stimolato a dire quello che pensa del tema trattato, a
esprimere emozioni, ricordi, idee, esperienze, si sottolinea che l’ora di Religione viene
talvolta impostata proprio sulle necessità che i bambini esprimono all’insegnante: si
tratta di un progetto incentrato sul dialogo e sul confronto continuo, con l’aiuto del
racconto, della condivisione di esperienze, e del gioco come veicolo per esprimersi.
Il diritto all’informazione e all’istruzione ci farà scoprire che anche il piccolo Gesù
giocava e andava a scuola per poi diventare, da grande, un bravo maestro, amico dei
bambini. Scopriremo le sue storie – parabole più adatte ai piccoli. Come argomento
strettamente attinente all’IRC, si tratterà anche del diritto alla scelta religiosa
personale. Scopriremo che ci sono tanti modi per parlare di Dio (religioni differenti) e
che ci sono bambini di famiglie non credenti. Nel contesto pluriculturale e multietnico
nel quale vivono oggi i bambini nel nostro ambiente, l’IRC promuoverà occasioni
formative tese a valorizzare le diversità nel rispetto e dialogo reciproco.
Durante il triennio si utilizzeranno materiali idonei all’età dei bambini: testi
appropriati, sussidi illustrati, schede operative, CD, videocassette o DVD a disegni
animati, curati da case editrici specifiche per i materiali di IRC (S. Paolo, Elledici).
METODO DI APPRENDIMENTO
ascolto di racconti, brani, filastrocche, musica
riflessione con momenti di conversazione, confronto e dialogo
il gioco come momento di apprendimento con varie attività ludiche e di aggregazione
il canto, la danza e la teatralità come strumenti per risvegliare l'espressività del
bambino
produzione di piccole creazioni manuali, disegni di vario tipo, cartelloni e simili.
DESTINATARI
Tutti i bambini della Scuola dell'Infanzia Comunale “Delfino Blu” che si avvalgono
dell'insegnamento della Religione Cattolica, divisi per sezioni: A (sez. slovena, ins.
Raffaella Petronio), B (sez. italiana, ins. Carmela Trimarchi), C, D, E (sez. italiane, ins.
Raffaella Petronio).
SPAZI
•
Luoghi interni alla scuola (aule di sezione, salone)
•
Luoghi esterni alla scuola (giardino, uscite didattiche)
Eventuali uscite didattiche saranno concordate con la Coordinatrice didattica e le
Insegnanti della scuola, precedute da alcune lezioni di preparazione.
PROGETTO DEL POLO DEL SABATO
INSEGNANTI: Laura e Cristina
“Al sabato scopriamo i nostri amici animali “
Il progetto del Polo del Sabato, desidera offrire ai bambini delle scuole dell'infanzia
del Comune di Trieste, la possibilità di trascorrere del tempo in allegria, imparando
con gioia e divertimento.
I bambini del sabato avranno l'opportunità di socializzare conoscendo nuovi amici,
giocando con loro ed esplorando assieme la vita degli animali nella loro stagionalità e
nelle varie parti del mondo, apprendendo tutto ciò in modo creativo, piacevole e
divertente. Gli argomenti trattati saranno inerenti al regno animale e al regno
vegetale, con particolare attenzione al ciclo vitale delle stagioni, con animali e piante
caratteristiche presenti nelle varie parti del mondo.
PROGETTO
Gli animali, le piante, le stagioni nel mondo
Campi di esperienza interessati
Il sé e l’altro
Linguaggi, creatività, espressioni
Il corpo e il movimento
Immagini, suoni e colori
Obiettivi
Tale progetto si prefigge di:
Conoscere e distinguere alcuni animali/piante
Conoscere le stagioni
Conoscere i cicli vitali degli animali in rapporto alle specifiche stagioni
Riconoscere e riprodurre alcuni versi di animali
Localizzazione nel mondo di animali e piante caratteristiche
Altre attività correlate
Giochi strutturati
Gioco libero
Laboratori creativi
Momenti di relax/tranquillità coadiuvati anche dall’ascolto di brani
musicali rilassanti e che riproducano i suoni della natura
Canzoncine cantate con i bambini.
Percezione e sperimentazione del ritmo.
Attività motoria, con l’utilizzo dello spazio morbido e dei suoi ausili
presenti nella scuola.
Utilizzo del giardino scolastico e dei suoi giochi (ovviamente tempo
permettendo)
Spazi
Uscite didattiche
• Aula del sabato
• Atrio strutturato adiacente alle aule
• Palestra (quando possibile)
• Stanza morbida
• Giardino
Tempi
Progetto a cadenza settimanale per tutto l’anno scolastico (al sabato).
Materiali
Materiali di recupero (bottiglie e bicchieri di plastica, scatoline di cartone o di
latta, vasetti di vetro, ecc.), cartoncini colorati, colla, forbici, pennelli, tempere,
pennarelli, spugne, gessetti, cere, ecc.
Verifica e valutazione
• Osservazione sistematica
• Osservazioni periodiche
• Riunioni di verifica con la Coordinatrice
• Creazione di una “cartella ” personale per ogni bambino, per la raccolta
dei propri elaborati e consegna a cadenza trimestrale degli stessi alle
famiglie.
Documentazione
• Elaborati degli alunni
• Cartelloni (lavoro di gruppo)
• Materiale fotografico
• “Diario del sabato”
• Documento di relazione finale
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