AVVERTENZE
1) Tipo di argano
2) Numero di matricola che può essere visto o sulla conferma d’ordine o stampigliato
sulla targhetta d’identificazione dell’argano o inciso sul corpo dell’argano (vedi pag. 9)
ITALIANO
ITALIANO
Nel caso si dovessero rendere necessarie delle sostituzioni di particolari è indispensabile
comunicare alla ditta costruttrice quanto segue:
Argano LEO
VERSIONE CON FRENO A DISCHI FRONTALI
Solo grazie a questi dati la ALBERTO SASSI S.p.A. è in grado di fornire gli eventuali ricambi richiesti, e le istruzioni dettagliate per il loro montaggio.
PER LE CONDIZIONI ED I LIMITI DI UTILIZZAZIONE, ATTENERSI SCRUPOLOSAMENTE
AI DATI DI PRESTAZIONE CONTENUTI NEL CATALOGO GENERALE DELLA DITTA
ALBERTO SASSI S.p.A.
TUTTE LE OPERAZIONI CONTENUTE NEL PRESENTE LIBRETTO DEVONO ESSERE
EFFETTUATE DA PERSONALE COMPETENTE NEL SETTORE ASCENSORISTICO.
NON È ASSOLUTAMENTE PERMESSO SMONTARE PARTI DELL’ARGANO, PENA IL
DECADIMENTO DELLA GARANZIA.
INFORMAZIONI TECNICHE GENERALI
ARGANO COMPLETO DI MOTORE
- Norma europea di riferimento: EN 81-1: 2008
- Vibrazioni: EN 60034-14 Rumore: EN 60034 - 9
MOTORE ASINCRONO TRIFASE 1 O 2 POLARITA’
- Norme costruttive:
- Norme EMC:
EN 60034-1
EN 60034-8 EN 60034-2
EN 60204-1 EN 60034 -5
EN 12015 - EN 12016 -2005 EN 55011: 1999
EN 61000-6-3: 2007
EN 55014: 2008
FRENO ELETTROMAGNETICO
- Norma europea di riferimento: EN 81-1: 2008
- Norme EMC:
EN 12015 - EN 12016:2005
EN 55011: 1999
EN 61000-6-3: 2007
EN 55014: 2008
Fig. A
REV. 10
-6-
-7-
REV. 10
TARGHE IDENTIFICAZIONE ARGANI E MOTORI
E
C
D
E
A
X
X
B
MARCATURA
DEL NUMERO
DI MATRICOLA
A
Fig. B
REV. 10
-8-
MARCATURA
DEL NUMERO
DI MATRICOLA
X
B
A. TARGA PER IL MOTORE ELETTRICO
B. TARGA CON I DATI DEL COSTRUTTORE
RELATIVI AL TIPO DI ARGANO
C. TARGA DEL COSTRUTTORE DEL FRENO
D. TARGA DATI CARATTERISTICI DEL FRENO
E. TARGA ADESIVA “SALITA/ DISCESA”
(SONO FORNITE STACCATE E DEVONO
ESSERE POSIZIONATE A CURA DEL
CLIENTE IN ACCORDO CON I MOVIMEN TI DELLA CABINA)
X. TARGA “OIL FOR LIFE”
-9-
NOTA!
IN CASO DI SOSTITUZIONE
DEL MOTORE, IL COPERCHIO
DELLA SCATOLA MORSETTIERA
CON LE TARGHETTE DEL
MOTORE E DELL’ARGANO
DEVE ESSERE RIUTILIZZATO
REV. 10
ITALIANO
ESEMPIO RIEPILOGATIVO DELLE TARGHE PRESENTI
SULLE MACCHINE CHE POSSONO VARIARE IN QUANTITA’ E
POSIZIONE SECONDO LA CONFIGURAZIONE
ITALIANO
Argano LEO
VERSIONE CON FRENO A TAMBURO
ESTRAZIONE E MOVIMENTAZIONE
VERSIONE CON
FRENO A TAMBURO
- L’olio che viene adoperato per la lubrificazione è di tipo speciale, a base
sintetica polialfaolefinica, con particolari
additivazioni
dalle
caratteristiche
superiori alle normali “EP”.
Catena
Golfare
L’argano viene spedito con il golfare
per il sollevamento montato, per cui una
volta liberato dall’imballo è possibile afferrarlo con il gancio della catena per sollevarlo e trasportarlo.
- La quantità immessa dalla SASSI prima
della spedizione è di 3,5 litri
ITALIANO
ITALIANO
LUBRIFICAZIONE
Una volta sistemato l’argano in posizione, togliere il golfare e montare a pressione il
coperchio di plastica che viene fornito insieme alla macchina.
- Non ha bisogno di rabbocchi nel tempo;
- E’ sufficiente per tutta la vita dell’argano.
L’argano è comunque dotato di almeno un
tappo olio disposto in modo tale da renderne
sempre possibile l’eventuale scarico.
A lato, sulla carcassa, dietro la puleggia si trova uno sfiato munito di valvola che rende
possibile l’automatico scarico della sovrapressione generata dal pompaggio degli organi in
movimento.
SCHEMA
PER I COLLEGAMENTI
ELETTRICI
VERSIONE CON FRENO A
DISCHI FRONTALI
Attacchi per il sollevamento
L’argano viene spedito con gli attacchi per
il sollevamento montati, per cui una volta
liberato dall’imballo è possibile afferrarlo
con i ganci della catena per sollevarlo e trasportarlo.
Catena
Coperchio di plastica
PESO DELL’ARGANO
L’argano compreso di puleggia
pesa Kg 250
NOTA: prevedere sempre
il collegamento elettrico ai
morsetti 1 e 2 (azionamento
ventilatore)
REV. 10
- 10 -
- 11 -
REV. 10
Prima di eseguire l’intervento di montaggio dell’encoder, assicurarsi che sia disinserito l’interruttore generale nel quadro di manovra nel caso l’argano sia già installato
sull’impianto.
1.
2.
3.
Le macchine che sono state ordinate
con la predisposizione dell’attacco
encoder lato reggispinta sono fornite
del coperchio n° 2 (vedi figura in
basso) già predisposto per questo
montaggio.
Tale
predisposizione
standard prevede un alberino di
trascinamento encoder.
Essa viene protetta con un tappo in
plastica gialla (non rappresentato in
figura) che deve essere rimosso prima
del montaggio dell’encoder.
Il perno standard 1 che è già montato
sull’estremità della vite senza fine, ha
un diametro che permette di montare
alcuni tipi di encoder ad albero cavo
da 25 mm.
Assemblare l’encoder n° 4 facendolo
scorrere coassialmente al perno n° 1
fino a circa 0.5 mm dal coperchio
n° 2, e centrare la spina n° 5
nell’apposito
fermo
antirotazione.
La spina standard ha un diametro
di 3 mm ed è collocata a 32.5 mm
dall’asse di rotazione.
REV. 10
4. Accostare delicatamente i 3 grani di fermo
M4 n° 6 con una chiave a brugola in
maniera alternata all’albero 1 per permet tere il centraggio dell’encoder; quindi
serrarli nello stesso modo.
Controllare che durante la rotazione
dell’asse motore l’encoder stesso non
abbia movimenti anomali, indice di uno
scorretto centraggio: i massimi valori
ammissibili sull’encoder standard sono
inferiori o uguali a +/- 0.1mm in senso
radiale (R) e inferiori o uguali a +/- 1mm
in senso assiale (A), e vanno misurati
per mezzo di un comparatore.
In caso contrario ripetere la procedura
dei punti 3 e 4.
5. Una volta assemblato, l’encoder spor ge dal piano d’appoggio nel montag gio in posizione verticale della macchina.
6. In caso di montaggio di un encoder
su un argano non predisposto, vi
preghiamo di contattare la Alberto
Sassi S.p.A. per ricevere le specifiche
istruzioni.
- 12 -
MONTAGGIO ENCODER LATO MOTORE
VERSIONE FRENO A DISCHI
Perno filettato
Una volta messo in posizione l’argano,
per il montaggio dell’encoder occorre:
1)Montare il perno filettato serrandolo con
un momento di 100 Nm.
2)Togliere dall’encoder il tassello con vite
unitamente al controdado, e avvitare
il tassello a fondo nell’apposito foro
filettato della calotta compatibilmente
alle successive operazioni dei punti 4) e 5).
3)Infilare l’encoder sull’alberino del perno
filettato e con l’incavo di arresto inserito
nel tassello.
4)Stringere il controdado della vite del
tassello contro la calotta e registrare la
relativa vite laterale di pressione
sull’encoder.
5)Bloccare l’encoder sull’alberino serrando
le due viti laterali.
Encoder
ITALIANO
ITALIANO
Montaggio encoder CONFIGURAZIONE
STANDARD: LATO REGGISPINTA
Tassello con vite
Pulsante a fungo per innesto
ingranaggi
Leva per lo sbloccaggio del freno
VERSIONE CON FRENO A TAMBURO
1)Nel caso non si abbia la protezione in
plastica gialla n° 3 già prevista di foro,
togliere quella esistente e ricavare sulla
stessa un foro centrale di circa 35 mm di
diametro.
2)Montare sull’estremità della vite senza
fine il perno n° 12, avendo cura di appli
care una goccia di Loctite 243 sul filetto,
avvitandolo con una coppia di 100 Nm,
quindi rimontare la protezione n° 3;
3)Assemblare l’encoder n° 7 sulla staffa
n° 4 per mezzo delle tre viti n° 8:
4) Montare il giunto elastico n° 9 sull’albe rino dell’encoder n° 7, e stringere la vite
di fermo n 10:
5)Montare l’attacco n° 4 sulla staffa di colle
gamento dei perni ganasce n° 1 per mezzo delle viti n° 11 direttamente ai perni
ganascia, avendo cura di calettare in posizione centrata il giunto n° 9 sul perno n° 12;
6)Eventualmente svitare leggermente le
due viti n° 11: in questo modo è possibile
muovere la staffa n° 1 di collegamento
dei perni ganascia per aiutarsi nel
centraggio dell’encoder rispetto all’al-
berino n° 12. A centraggio avvenuto,
riavvitare le viti n° 11 con una coppia
di 25 Nm;
7)Avvitare la vite n° 13 assicurandosi che
blocchi il giunto n° 9 sul perno n° 12;
8)Montare la protezione n° 5 con le due
viti n° 6 sulla staffa n° 4;
9)Far girare il volano per controllare il
centraggio dell’attacco, eventualmente
ripetendo le operazioni 5 e 6.
- 13 -
REV. 10
INTERVENTI MANUALI SUL FRENO IN CASO
DI EMERGENZA
PRIMA DELLA MESSA IN FUNZIONE ESEGUIRE LE SEGUENTI OPERAZIONI
PER L’APPRONTAMENTO DELL’ARGANO CON FRENO A DISCHI FRONTALI
PER INTERVENIRE MANUALMENTE SULL’ARGANO IN CASO DI EMERGENZA
OCCORRE PROCEDERE COME SEGUE: VERSIONE CON FRENO A DISCHI FRONTALI
1) Togliere la leva del freno dall’involucro e
montarla avvitandola a fondo.
A) Disinserire l’interruttore generale
dell’impianto.
Ventola di raffreddamento
Leva
del freno
2) Aprire il coperchio della morsettiera per
prelevare i pressacavi e lo schema elettrico.
B) Premere verso il basso il pulsante 1
(ha due posizioni fisse) in maniera
che l’ingranaggio 2 ingrani con il 3.
C) Controllare che il pomello del pulsante
1 nella discesa abbia spostato lateral mente il tastatore del microinterruttore
di emergenza 4.
3) Dalla busta racchiusa nella scatola morsettiera dell’argano, prelevare il microinterruttore, i relativi dadi esagonali e rondelle.
Coperchio
morsettiera
smontabile
4) Montare il micro sul foro asolato sito nella
calotta in alluminio e fissarlo con i relativi
dadi e rondelle, avendo cura di portare a
contatto il tastatore del micro con la parte
cilindrica del pulsante a fungo.
D) Infilare la chiave 5 (possibilmente a
cricchetto) a testa quadra da 1/2” nel
foro del pulsante 1 e ruotare nel sen so indicato dalle frecce poste nella
targa 6 fissata nella parte cilindrica
del pulsante 1, agendo alternativa
mente sulla leva 7 di apertura manuale
del freno.
Salita
Discesa
SEQUENZA DELLA MANOVRA
ALTERNATIVA:
N.B. L’argano contiene già la giusta quantità di lubrificante (v. pag 10)
Micro
REV. 10
Pulsante a
fungo
NOTA SUL FUNZIONAMENTO
DEL MICROINTERRUTTORE:
Freno aperto: rotazione sotto carico della
chiave 5.
Freno chiuso: recupero posizione della
chiave 5.
E) Ad operazione ultimata, togliere la chiave quadra 5 e sollevare il pulsante 1 in
maniera da liberare il micro 4 per riavviare l’impianto.
Il microinterruttore, una volta montato,
va collegato al quadro di manovra dell’impianto in modo che il suo contatto, normalmente chiuso, sia posto in serie ai circuiti di
sicurezza dell’impianto.
Quando si vuole eseguire la manovra a
mano dell’impianto, il pulsante a fungo deve
essere premuto.
Ciò comporta l’apertura del contatto del microinterrutore con relativo blocco
dell’impianto fino a quando il pulsante a fungo rimane premuto.
- 14 -
Il freno a doppi dischi
frontali viene messo a punto e
registrato in Azienda.
Non effettuare alcun
intervento sul freno!
In caso di necessità
contattare direttamente
il fornitore del freno.
- 15 -
REV. 10
ITALIANO
ITALIANO
MESSA IN FUNZIONE DOPO L’ESTRAZIONE
E MOVIMENTAZIONE
FISSAGGIO SUL TELAIO
ARGANO CON QUOTE DI FISSAGGIO E INGOMBRO
PER INTERVENIRE MANUALMENTE SULL’ARGANO IN CASO DI EMERGENZA
OCCORRE PROCEDERE COME SEGUE: VERSIONE CON FRENO A TAMBURO
1) Disinserire l’interruttore gene-
“B”
rale in sala macchine.
2) Tenere con forza il volano “B”
di manovra a mano.
3) Aprire le ganasce 41 del freno
manovrando la leva “A” applicando
costantemente ad essa la forza
sufficiente ad ottenere detta
apertura.
Muovere il volano “B” nella dire zione più favorevole per portare
la cabina fino al piano più vicino,
livellando con il segno di riferi mento sulle funi d’acciaio (dove
esista).
4) Rilasciare la leva “A” del freno
ITALIANO
ITALIANO
INTERVENTI MANUALI SUL FRENO IN CASO
DI EMERGENZA
“A”
Ø 320÷700 max
41
ATTENZIONE: NON ALLENTARE MAI LA TENSIONE DELLE MOLLE DEL FRENO
CON IL FINE DI FACILITARE LA MANOVRA MANUALE
FISSAGGIO SUL TELAIO
Posizionare l’argano sia in posizione verticale sia in posizione orizzontale su un telaio con
squadro come evidenziato in figura (tale squadro è fornito con la macchina)
TELAIO A
SQUADRO
Detto telaio deve essere costruito in modo
debitamente proporzionato a sostenere i carichi dell’impianto e recare fori passanti per il
fissaggio dell’argano.
A tale scopo nella figura sottostante è rappresentato l’argano con le quote di fissaggio e di
ingombro.
Ø 320÷700 max
L’argano ha una SOLA POSIZIONE PER LA
PULEGGIA e i piani utili di appoggio inferiore
orizzontale e verticale sono A - B - C (vedi pag. 19).
NOTA: il fissaggio dell’argano deve essere
fatto con viti in classe di resistenza di almeno
8.8, applicando una coppia di serraggio di
170 Nm.
REV. 10
- 16 -
- 17 -
REV. 10
B
A
Qualora si debba mettere in appoggio il contrappeso per eseguire
interventi nell’impianto o per sollevare manualmente la cabina azionando la
puleggia funi, è necessario montare il BLOCCA FUNI (attrezzo
codice 3000004420 ).
ITALIANO
piano: C
Configurazione
SINISTRA
INTERVENTI DI EMERGENZA
E MANUTENZIONE
Configurazione
DESTRA
Questo attrezzo (Fig. A) è composto
da una staffa a squadro in lamiera piegata
e saldata, munita di viti di spinta e da una
piastrina.
Viene impiegato sulla puleggia funi disponendo come indicato nella figura B.
Con le viti 1 si spinge sulla piastrina
2 che contrasta le funi 3, mentre il risalto
4, fisso sulla staffa, contrasta l’azione delle
viti 1 sotto il bordo della puleggia.
Con le viti 5 si regola la posizione della
staffa, mantenendola ortogonale alla puleggia 6. L’azione sulle viti 1 e 5 va fatta quasi
contemporaneamente e in modo alternato.
Fig. A
IN QUESTA POSIZIONE LE FUNI RISULTANO BLOCCATE.
Configurazione
VERTICALE
Blocca funi
Codice 3000004420
Per mettere l’impianto solo in appoggio, di bloccafuni ne occorre uno solo,
qualora occorra sollevare manualmente la
cabina, è necessario montare due bloccaREV. 10
- 18 -
Fig. B
funi come indicato in fig. B. Essi dovranno
essere spostati alternativamente in funzione
della rotazione della puleggia.
- 19 -
REV. 10
ITALIANO
POSIZIONAMENTO SU TELAIO
REGISTRAZIONE FRENO
FRENO A TAMBURO
VERSIONE A TAMBURO
La regolazione va fatta con l’impianto
IN TIRO. Con l’impianto in funzione, e quindi
con l’elettromagnete eccitato, svitare il dado
di bloccaggio 31 e svitare leggermente la
vite di regolazione 30 fino al momento in cui
si avverte l’inizio dello strisciamento del materiale frenante sul tamburo freno (riferirsi
alla tavola X).
A questo punto riavvitare la vite 30 della
minima quantità necessaria affinchè non
esista più questo strisciamento tra la ganascia e il tamburo freno con l’impianto in movimento. Serrare il dado 31 di sicurezza e ripetere l’operazione per la seconda ganascia.
Successivamente si può intervenire sul
precarico delle molle per regolare l’intensità
della frenata. Basta svitare il controdado di
sicurezza 6 e agire sul dado restante per
aumentare o diminuire la compressione
della molla 32 fino al raggiungimento della
frenatura desiderata, quindi serrare nuovamente il controdado 6 esterno.
Ripetere il procedimento per l’altra ganascia. E’ importante osservare che durante
la vita dell’argano i ferodi delle ganasce
tenderanno a consumarsi, diminuendo in
questo modo l’efficacia della frenatura per
effetto della diminuzione del precarico delle
molle.
E’ da considerare comunque un
errore intervenire sul freno solamente
aumentando detto precarico: è necessario seguire tutta la procedura di regolazione intervenendo anche sulla vite di regolazione 30, come visto all’inizio di questo
capitolo, in modo da non aumentare la corsa
delle teste di battuta 13. In caso di sostituzione delle ganasce bisogna riferirsi anche al
La registrazione va fatta con l’impianto
IN APPOGGIO. Controllare per prima cosa
se dando tensione all’elettromagnete, il freno
si sblocca. Se ciò non avviene, è necessario
agire nella seguente maniera (riferirsi alla
tavola X). A freno disattivato, svitare i dadi
di bloccaggio 31 e svitare le viti di regolazione 30 in maniera tale che si allontanino
di qualche millimetro (circa 4) dalle teste di
battuta 13, assicurandosi manualmente che
le teste di battuta 13 siano nella posizione di
fine corsa verso l’esterno.
Allentare i dadi 6 lasciando le rondelle
33 a contatto con le molle 32. Con le ganasce accostate al tamburo riavvitiamo quindi
le viti di regolazione 30 facendo compiere
alle teste di battuta 13 una escursione verso
il centro freno di circa 1 mm e serriamo poi
i dadi di sicurezza 31. Con l’elettromagnete
eccitato controlliamo che il materiale frenante della ganascia non sia a contatto con
il tamburo freno: basta osservare nel punto
B di figura se esista o meno una luce di circa
0,5\0,8 mm, e soprattutto che questa luce
sia presente lungo tutto l’arco del materiale
frenante, anche se in misura leggermente
calante fino al punto A.
Se questo non avviene, e solo in questo
caso, è necessario procedere alla registrazione del perno eccentrico che regola l’accoppiamento ganascia-tamburo freno. Con
l’elettromagnete NON eccitato, svitare i dadi
di bloccaggio 31 e svitare le viti di regolazione 30 in maniera tale che si allontanino di
qualche mm (circa 4) dalle teste di battuta
13, assicurandosi manualmente che le teste
di battuta 13 siano nella posizione di fine
REV. 10
TAV X
capitolo successivo “Registrazione freno”
per garantire il perfetto accoppiamento delle
nuove superfici frenanti al tamburo freno.
Rimane da puntualizzare il fatto che è
praticamente impossibile prevedere a priori
con quale frequenza debba essere regolato
il freno: essa infatti dipende dal tipo di impianto, dal suo utilizzo e dal compromesso
raggiunto sul momento di apertura del freno
alla partenza e su quello di chiusura all’arresto.
N.B. Le ganasce, con il relativo materiale frenante, vanno comunque sostituite
quando detto materiale raggiunge 2 [mm]
di spessore nel punto di maggiore usura.
- 20 -
ITALIANO
ITALIANO
REGOLAZIONE DELLA FRENATURA
TAV X
corsa verso l’esterno. Allentare i dadi 6, lasciando le rondelle 33 a contatto con le molle
32. Svitare le viti 38, togliere il collegamento
tra i perni 37 e le molle a tazza 39. Allentare i
dadi 34 e le viti 35 e agire sui perni eccentrici
36 (con chiave o cacciavite a seconda della
versione) portando le ganasce ad accoppiarsi perfettamente con il tamburo freno. Avvitare le viti 35 e i dadi 34, rimontare
le molle a tazza 39, il collegamento perni 37
e avvitare le viti 38. Con le ganasce accostate al tamburo riavvitiamo quindi le viti di
regolazione 30 facendo compiere alle teste
di battuta 13 una escursione verso il centro
freno di circa 1 mm e serriamo poi i dadi di
sicurezza 31. Procediamo poi con la regolazione della molla 32 come visto nel capitolo
“Regolazione della frenatura”.
- 21 -
REV. 10
ITALIANO
Queste operazioni, comuni a tutti i tipi di macchine montate su telaio, servono a
mantenere perfettamente orizzontale l’albero lento una volta messo in tiro l’impianto,
in quanto tengono conto delle inevitabili deformazioni strutturali del telaio stesso.
CASO A: albero lento con supporto esterno, tiro in basso.
COMPARATORE
VITI ARGANO
VITI SUPPORTO
CASO B: albero lento con supporto esterno, tiro in alto.
del citato valore. Montare una base
magnetica con il comparatore
COMPARATORE
come indicato in figura.
Dopo avere azzerato il
comparatore, inserire degli spessori
VITI ARGANO
calibrati tra il supporto e il piano di
appoggio in misura inferiore al caso
A, in modo da lasciare una luce
residua di circa 0,1 mm.
Montare le viti di fissaggio
VITI SUPPORTO
del supporto esterno serrandole
a fondo. Per i relativi momenti di
serraggio vedere la tabella a pag.
22. Il comparatore, dopo il fissaggio
deve indicare uno spostamento di
circa 0÷0,05 mm verso il basso.
Schema allineamento
Nel caso ciò non si sia verificato, variare
Appoggiare l’argano sul telaio in
leggermente lo spessoramento fino ad
corrispondenza degli appositi fori di
ottenere il valore sopra indicato.
fissaggio e verificare che tra telaio e supporto
rimanga una luce maggiore di 0,5 mm; in
caso contrario bisogna spessorare l’argano
con spessori calibrati fino al raggiungimento
CASO C: albero lento con supporto intermedio, tiro in basso.
Schema allineamento
Appoggiare l’argano sul telaio e
verificare che tra telaio e supporto rimanga
una luce maggiore di 0,5 mm; in caso
contrario bisogna spessorare l’argano con
spessori calibrati fino al raggiungimento del
Dopo avere azzerato il comparatore,
inserire degli spessori calibrati tra il
supporto ed il piano di appoggio in modo
che il comparatore indichi uno spostamento
verso l’alto di circa 0,03 ÷ 0,05 mm.
Montare ora le viti di fissaggio del
supporto esterno serrandole a fondo.
Per i relativi momenti di serraggio vedere
tabella sottostante. Il comparatore, dopo
il fissaggio, deve indicare la permanenza
di uno spostamento verso l’alto di circa
0 ÷ 0,05 mm. Nel caso che ciò non si sia
verificato, aumentare lo spessoramento
sotto il supporto esterno fino ad ottenere il
valore sopra indicato.
TELAIO TIPO
citato valore. Montare e serrare a fondo le
viti di fissaggio dell’argano al telaio.
Montare una base magnetica con il
comparatore come indicato in figura.
REV. 10
- 22 -
DIAMETRO
Coppia di serraggio
M16
170 Nm
M18
283 Nm
M20
400 Nm
Schema
allineamento
Appoggiare l’argano sul
telaio in corrispondenza degli
appositi
fori
di
fissaggio,
posizionare eventuali spessori
sotto il supporto e verificare
che tra spessore e supporto
r i m a n g a u n a l u c e maggiore
di circa 0,5 mm; in caso contrario
bisogna spessorare l’argano
con spessori calibrati fino al
raggiungimento del citato valore.
Montare e serrare a fondo le viti
di fissaggio dell’argano al telaio.
Montare una base magnetica con
il comparatore come indicato in figura.
Dopo avere azzerato il comparatore,
inserire degli spessori calibrati tra il supporto
ed il piano di appoggio in modo che il
comparatore indichi uno spostamento verso
l’alto di circa 0,03÷0,08 mm.
Montare ora le viti del fissaggio del
supporto serrandole a fondo. Per i relativi
COMPARATORE
VITI ARGANO
VITI SUPPORTO
momenti di serraggio delle viti vedere
tabella pag. 22.
Il comparatore, dopo il fissaggio, deve
indicare la permanenza di uno spostamento
verso l’alto di circa 0÷0,08 mm.
Nel caso che ciò non si sia verificato,
aumentare lo spessoramento sotto il
supporto fino ad ottenere il valore sopra
indicato.
- 23 -
REV. 10
ITALIANO
POSIZIONAMENTO SU TELAIO
calibrati fino al raggiungimento
del citato valore. Montare
e
serrare a fondo le viti di fissaggio
COMPARATORE
dell’argano al telaio. Montare
una base m a g n e t i c a c o n i l
VITI ARGANO
c o m p a r a t o r e come indicato
in figura. Dopo aver azzerato
il comparatore, inserire degli
spessori calibrati tra il supporto
ed il piano di appoggio in misura
inferiore al caso C, in modo da
VITI SUPPORTO
lasciare una luce residua di circa
0,1 mm.
Montare ora le viti di fissaggio
del supporto serrandole a fondo.
Per i relativi momenti di serraggio
delle viti vedere tabella pag.
Schema allineamento
22. Il comparatore, dopo il fissaggio, deve
Appoggiare l’argano sul telaio in
indicare uno spostamento verso il basso di
corrispondenza degli appositi fori di
circa 0÷0,08 mm. nel caso ciò non succeda
fissaggio, posizionare eventuali spessori
variare leggermente lo spessoramento fino
sotto il supporto e verificare che tra spessore
ad ottenere il valore sopra indicato.
e supporto vi rimanga una luce maggiore
di circa 0,5 mm. Nel caso questo non
avvenga, spessorare l’argano con spessori
CASO E: albero lento con supporto intermedio, tiro in alto
Schema
allineamento
Appoggiare
l’argano
sul telaio in corrispondenza
degli appositi fori di fissaggio,
posizionare eventuali spessori
sotto il supporto e verificare
che tra spessore e supporto
vi rimanga una luce maggiore di
circa 0,5 mm. Nel caso questo
non avvenga, abbassare il piano
d’appoggio
dell’argano
fino
al raggiungimento del valore
indicato.
Montare e serrare a fondo
le viti di fissaggio dell’argano
al telaio. Montare una base
magnetica con il comparatore come indicato
in figura. Dopo aver azzerato il comparatore,
inserire degli spessori calibrati tra il supporto
ed il piano di appoggio in modo che detti
spessori non risultino mai forzati e pertanto
non spostino l’ago comparatore dallo “0”.
REV. 10
COMPARATORE
VITI ARGANO
VITI SUPPORTO
ISTRUZIONI PER INSTALLAZIONE E COLLEGAMENTO
FRENO DI EMERGENZA SU ALBERO LENTO
TIPO MAYR (serie 500/896.203.3, certificato da TUV ABV 762)
Note generali
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CASO D: albero lento con supporto intermedio, tiro in alto
Il freno di emergenza per rallentare la cabina negli eventuali movimenti incontrollati verso l’alto
è un optional non presente sull’argano nella sua
configurazione base. Per essere montato necessita di particolari adattamenti meccanici del
carter e dell’albero lento stesso, per cui deve
essere già previsto in fase di ordine dell’argano.
Tale freno non deve essere considerato come
sostitutivo del freno di servizio posizionato
sull’asse veloce, in quanto non soddisfa la normativa EN 81-1: 2005 relativamente al punto
12.4.2.1 dei freni elettromeccanici. Il corretto
funzionamento di tale freno dipende dal circuito di alimentazione proveniente dal quadro
elettrico dell’impianto con l’obbligo di usare un
dispositivo limitatore di velocità che soddisfi i
paragrafi 9.9 e 9.10.10 della stessa normativa.
Fig. 1
Installazione
Tale freno risulta aperto quando alimentato dalla
corrente, e chiuso in assenza di alimentazione. E’
dotato di un dispositivo di sblocco meccanico che
deve essere allentato prima della messa in funzione dell’impianto: tale dispositivo è composto da due dadi a testa esagonale che
vanno allontanati rispetto al corpo portabobina del freno di 4 mm (vedi particolare 5.2
della figura 4). Due adesivi posti sul freno
indicano la funzione di tali dadi. Si veda a
questo proposito il capitolo “Sbloccaggio
manuale in caso di emergenza”.
Qualunque sia il posizionamento dell’argano,
l’asse su cui è fissato il freno di emergenza
deve essere orizzontale. Il materiale frenante
non deve entrare in contatto con nessun tipo
di olio, grasso o materiali abrasivi. In caso di
installazione sia nel vano di corsa che in sala
macchine deve quindi essere protetto dall’ingresso di materiali estranei. Il freno è comuque
protetto di serie con una cuffia gommosa di
protezione delle parti rotanti interne.
primo disco frenante 4 sul mozzo scanalato
facendo attenzione che il collare di esso
guardi in direzione opposta alla parete
della piastra di accoppiamento già flangiata
all’argano. Prestare attenzione alla facilità
di scorrimento del disco sullo scanalato
del mozzo.
Fig. 2
Montaggio
Montare ora le viti di fissaggio del supporto
serrandole a fondo. Per i relativi momenti
di serraggio delle viti vedere tabella a pag.
22. Il comparatore, dopo il fissaggio, deve
indicare uno spostamento di ± 0,04 mm nel
caso ciò non succeda variare leggermente
lo spessoramento fino ad ottenere il valore
sopra indicato.
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Se la macchina fosse acquistata solo con la
predisposizione al montaggio del freno, ci troveremmo con l’albero lento predisposto ad
accoglierlo (diametro 48 mm, con l’apposita
linguetta), e l’apposita flangia di accoppiamento all’argano. Il freno viene fornito già preassemblato e dotato degli appositi microinterruttori di sicurezza. Riferendoci alla figura n°
2, inserire il mozzo 1 in fase con la linguetta
dell’albero lento dopo aver cosparso tutta
la superficie cilindrica di contatto tra mozzo
ed albero con della Loctite 641 per bloccaggi coassiali. Montare successivamente il
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REV. 10
Alimentazione
L’alimentazione del freno deve essere effettuata
solo dopo aver allentato i due dadi di sblocco a
testa esagonale descritti nel paragrafo precedente. L’alimentazione in corrente continua deve
permettere l’apertura del freno con una tensione di 207 V: tale corrente può essere mantenuta per la durata della corsa della cabina senza problemi in quanto tale freno permette una
percentuale di lavoro del 100 %. L’inversione
della polarità non influenza il funzionamento
del freno. Controllare che la tensione di alimentazione stampigliata sull’etichetta riportata sul
più rapido del freno. A questo proposito si osservi la figura n°3 con un raddrizzatore a ponte
che permette anche una riduzione della rumorosità di apertura dei dischi.
L’inserzione avviene sul lato della corrente
alternata (AC) con l’interruttore S3 ed un ponticello sui morsetti 3 e 4 (in tal caso vengono
meno gli interruttori S1 e S2), oppure sul lato
corrente alternata e sul lato corrente continua
con gli interruttori S1 e S2 (in tal caso viene
meno l’interruttore S3). La disinserzione lato
corrente alternata avviene tramite: l’interruttore S3 ed un ponticello sui morsetti 3 e 4, ed in
questo modo il funzionamento è più silenzioso
ma il tempo di reazione alla frenatura,pur breve, è 6-8 volte più lungo rispetto al comando
impartito direttamente sul lato corrente continua con gli interruttori S1 e S2. Questo tipo di
disinserzione è raccomandato se c’è bisogno
di maggior rapidità nell’impiego per frenatura
d’emergenza. L’utilizzatore deve provvedere
dei fusibili di protezione contro i cortocircuiti
sull’alimentazione di rete (F1 in figura).
Sbloccaggio manuale in
caso di emergenza
Il freno dispongono di uno sbloccaggio manuale d’emergenza (5.1 e 5.2 in figura n°4) che
permette di azzerare la coppia frenante in caso
di necessità di eseguire una manovra manuale
di ritorno al piano sull’argano. A tale scopo
basta serrare uniformemente i due dadi a testa
esagonale (5.2) verso il portabobina 2, fino a
quando il disco mobile 3 viene a contatto col
portabobina stesso. Alla rimessa in funzione
Fig. 4
S1 e S2 inserzione lato corrente
continua
S3 inserzione lato corrente
alternata
F1 fusibili di protezione
AC corrente di rete
Con freno
disalimentato
portabobina sia corretta. La corrente continua
può essere generata attraverso un raddrizzatore a trasformatore o a ponte.
Il comando può indifferentemente essere previsto sul lato corrente continua o sul lato corrente alternata: si noti che il comando posto
sulla continua permette un tempo d’inserzione
dell’impianto riportare la distanza dei due dadi
5.2 rispetto alla parete del portabobina al valore di 4 mm.
Controllo della frenata
Ad ogni cambiamento di stato del freno (apertochiuso), un microinterruttore 7.1 per ciascun
circuito frenante emette il segnale “freno aperto”
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Fig. 5
Si devono verificare i controlli di frenatura:
freno disalimentato, chiuso==>segnale “OFF”
freno alimentato, aperto==>segnale “ON”
I microinterruttori non sono considerati “fail
safe”, per cui devono essere accessibili per
un’eventuale loro sostituzione o registrazione.
A questo proposito riferirsi alle istruzioni
specifiche della Mayr (contattare la Sassi o
consultare il sito nell’area della documentazione
tecnica).
Per il carico elettrico massimo applicabile su di
essi, riferirsi alla tabella sottostante.
della cabina e la sua chiusura dopo l’arresto al piano
della stessa.
Il corretto utilizzo del freno
secondo i punti precedenti
non porta ad usure significaquando il freno è
tive del materiale frenante. Il
aperto il segnale
gioco standard a freno nuopassa per il filo blu
vo tra il nucleo mobile 3 (fig.
4) ed il corpo bobina 2, oscilla intorno ai 0.6 mm. Solo
nel caso raggiunga i 1.0 mm devono essere sostituiti i rotori col materiale frenante. A questo proposito, dopo aver messo in appoggio l’impianto,
smontare il freno eseguendo in ordine inverso le
fasi viste nel capitolo del montaggio, quindi pulire
il freno togliendo il materiale polveroso di attrito
prodotto dallo sfregamento delle superfici frenanti
(indossare maschere antipolvere). Sostituire i due
dischi freno (n° 4 e 4.1) e controllare che i traferri
“a” e “b” siano del valore riportato nel capitolo
del montaggio.
quando il freno è
chiuso il segnale
passa per il filo
grigio
filo nero
Manutenzione
La regolazione della corsa di apertura viene
già effettuata in fabbrica, e non deve essere
modificata in fase di installazione dell’argano
sull’impianto.
Si ricorda che questo freno deve lavorare normalmente in modo statico e non dinamico, se
Carico della corrente
alternata
Bobina- freno
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Riferirsi allo schema sottostante per
il collegamento di ciascuno dei due
microinterruttori
Il collegamento elettrico è del tipo
“normalmente aperto”.
Tabella: Carico elettrico massimo
degli interruttori
Fusibili
Fig. 3
o “freno chiuso”. L’analisi dei segnali dei due
stati è di competenza del Cliente.
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A questo punto montare il blocco rimanente del
freno, composto dall’anello d’interposizione 6,
dal secondo disco 4.1, dal disco mobile 3 e dal
complesso porta bobina 2 come mostrato in
figura, facendo attenzione alla facilità di movimento della dentatura. Inserire per ultime le
6 viti a testa esagonale M12 (n° 8 in figura 2,
con relative rondelle n° 9) e procedere al loro
serraggio alternato con una chiave dinamometrica ad una coppia di 123 Nm. Il freno è
già regolato in fabbrica dal suo costruttore: se
si vuole effettuare comunque un controllo dei
traferri, accertarsi che a freno chiuso esista un
gioco di circa 0.60 mm (-0.1 mm,+ 0.15 mm)
nella posizione “a”, mentre nella condizione di
freno alimentato ed aperto esistano due traferri
di 0.15 mm nelle posizioni “b” (fig. n°1). In entrambi i casi bisogna far scorrere la eventuale
cuffia di protezione in gomma. Non intervenire
sui microcontatti, che sono già stati regolati e
sigillati in fabbrica con Loctite 243.
Carico della corrente
alternata
Tensione
[VAC]
Carico
resistivo
[A/Rcarico]
Tensione
[VDC]
Carico
resistivo
[A/Rcarico]
125
5
fino a 30
5
250
5
125
0,5
250
0.25
Dati elettrici
Carico elettrico minimo: 0.12VA (>12V, > 10mA)
Materiale dei contatti: argento
si escludono ovviamente i casi di intervento
durante l’emergenza (movimento incontrollato
della cabina in salita). Questo significa che la
logica di controllo del freno deve permetterne
normalmente l’apertura prima della partenza
Tensione di sovralimentazione
207 V DC
Fattore di servizio ED
100%
Massa
45 kg
Potenza (mantenimento)
90W
Max temperatura sala macchine
da -20 °C a +40 °C
Classe di protezione elettrica
IP 20
Classe di protezione meccanica
40 °C
Collegamento
2 x 0.88 mm
In caso di applicazione con freno DFXY
riferirsi al “libretto di istruzioni”
specifico allegato alla macchina.
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SISTEMAZIONE
IN SCATOLA DI CARTONE
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SISTEMAZIONE
SU PALLET
NOTA:
Non sovrapporre durante il trasporto
SISTEMAZIONE IN CASSA
NOTA:
Nella spedizione le casse possono essere
sovrapposte, non più di una solo se:
1 - casse uguali
2 - accoppiate agli spigoli con angolari
APERTURA CASSE LEGNO COMPENSATO
Per l’apertura della cassa in legno compensato, togliere i chiodi che tengono fissato il
coperchio.
Per fare ciò, onde evitare la rottura del legno, è bene utilizzare l’attrezzo indicato
nella figura A e B.
Esso è un tubo a 90° con una estremità più
corta il cui bordo è stato affilato e vi è stato
praticato un taglio a V.
Disporre il lato affilato con il centro sul
chiodo e battere con il martello il tubo affinchè il labbro entri nel legno, indi ruotare
il tubo facendo leva sul gomito dello stesso
e nel contempo fare presa sotto la testa del
chiodo. Continuando a ruotare, la testa del
chiodo si inserisce fra la scanalatura a V e
viene estratto.
REV. 10
A
B
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CONTROLLI PERIODICI D’ISPEZIONE
I controlli di normale ispezione sulla macchina vanno eseguiti con regolare cadenza periodica in funzione del reale utilizzo dell’impianto:
- con un ciclo di lavoro effettivo inferiore alle
due ore giornaliere è sufficiente un’ispe zione ogni 6 mesi;
- con un ciclo di lavoro effettivo superiore
è opportuno verificare lo stato della
macchina ogni 3 mesi.
Elenchiamo di seguito i principali controlli
da eseguire sulla macchina.
Si raccomanda di utilizzare esclusivamente ricambi originali forniti dalla Sassi
S.p.A. nel caso di interventi di sostituzione di particolari dell’argano.
OLIO: è possibile che si verifichino leggeri
trasudamenti di lubrificante in prossimità
delle uscite d’albero e del tappo di sfiato.
Questo fatto non implica la necessità di procedere a rabbocchi di lubrificante.
Nel caso si notasse invece un’anomala
perdita di lubrificante, si prega di prendere
contatto con il Servizio di Assistenza Clienti
della Sassi S.p.A. comunicando il numero di
matricola della macchina (vedi pag. 9 targa
B) per concordare i provvedimenti del caso.
FRENO: un controllo da eseguire sul freno
a doppi dischi frontali riguarda il livello di
rumorosità raggiunto nelle fasi di apertura
e chiusura. Tale rumorosità deve rimanere
su valori moderati in quanto le regolazioni
effettuate in Azienda comportano corse di
apertura estremamente ridotte; nel caso si
notasse un incremento anomalo del livello
di rumorosità si faccia riferimento alle specifiche istruzioni di smontaggio e manutenzione dell’elettromagnete freno 30F0.
Durante la marcia della macchina non devono essere avvertiti anomali rumori di strisciamento tra le superfici frenanti.
In caso di necessità contattare direttamente il fornitore del freno.
PER QUANTO RIGUARDA IL FRENO A
TAMBURO VEDI PAG. 20.
GOLE PULEGGIA: le pulegge di trazione
sono di disegno specifico per l’argano LEO
e sono prive di flangia. Nei controlli periodici
dello stato di usura delle gole deve essere
verificata la profondità dell’intaglio: si consiglia la sostituzione della puleggia nel caso il
consumo provocato dalle funi abbia ridotto
la profondità dell’intaglio alla metà del valore iniziale.
Il fissaggio della puleggia sull’albero lento
avviene per mezzo di una ghiera speciale
M55x2 fornita di vite (grano A) antirotazione
M12 e bloccata assialmente da 4 viti M10 (B).
La ghiera è avvitata sull’albero fino a fare
coincidere la scanalatura della ghiera stessa
con il foro M12 sulla puleggia, quindi viene
montata la vite (il grano A) M12 antirotazione con Loctite 243. La ghiera è bloccata
con 4 viti M10 ad alta resistenza.
Tali viti vengono serrate in successione con
una coppia di serraggio di 40 Nm, e garantiscono la sicurezza contro lo svitamento
della ghiera. Ad ulteriore sicurezza viene applicata della Loctite tipo 243 sui filetti delle
4 viti M10 per garantire il loro serraggio nel
tempo. Uno spessore di acciaio interposto
tra la ghiera e la puleggia impedisce che le
viti frontali deformino la superficie del mozzo
in ghisa su cui vanno ad esercitare la pressione: in questo modo viene assicurata nel
tempo la costanza della spinta esercitata.
Alla fine di tali operazioni, sul grano M12
(A) e su una vite M10 viene posta della ceralacca sintetica a garanzia di un coretto
montaggio e a prevenzione di manomissioni
esterne. Nel caso di sostituzione della puleggia, contattare la Alberto Sassi S.p.A.
per gli opportuni chiarimenti.
GIOCO: il gioco esistente tra vite e corona
deve essere controllato ogni 3 ÷ 4000 ore
di funzionamento effettivo della macchina.
In impianti a basso traffico si consiglia comunque un controllo almeno ogni 2 anni.
Nel caso il gioco rilevato superi 0,7 mm
prendere contatto con la Sassi S.p.A. per
gli opportuni chiarimenti. Oppure vedere il
capitolo relativo trattato nel libretto per lo
“smontaggio e il montaggio” delle parti ai
fini della sostituzione.
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ITALIANO
IMBALLO E TRASPORTO
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Argano LEO VERSIONE CON FRENO A DISCHI