P.O.F.
PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA
A.S.
2011/2012
2012/2013
Cinquantenario
(1963-2013)
2013/2014
“Una scuola che si innova nella tradizione”
INDICE
Cap. 1 PRESENTAZIONE DELL’ISTITUTO
o Che cos’è il POF e a cosa serve
o La nostra storia
o Sede e struttura organizzativa
o Studenti, provenienze e servizi
pag.3
Cap. 2 PRINCIPI E FINALITA’
pag.5
o
Principi ispiratori
o
Finalità educative e obiettivi formativi
Cap. 3 PRINCIPALI NORME DI VITA SCOLASTICA
o
pag.6
Estratto del Regolamento d’Istituto
Cap. 4 IL PATTO FORMATIVO
Cap. 5 IL NUOVO ORDINAMENTO
o Tabella con il nuovo piano di studi
o Identità di un Istituto Professionale
o Il percorso di studi dell’Artusi
o Area di istruzione generale: competenze ed assi culturali
o Area di indirizzo: 3 articolazioni ed alternanza scuola-lavoro
o I risultati attesi
o Il profilo professionale in uscita
o Articolazione enogastronomia
o Articolazione servizi di sala e vendita
o Articolazione accoglienza turistica
Cap. 6 I CORSI DI ISTRUZIONE PROFESSIONALE (IeFP)
Cap. 7 LA VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE
o
Che cos’è l’EQF
o
Gli elementi chiave dell’EQF
o
La certificazione e la valutazione delle competenze
Cap. 8 VERIFICA E VALUTAZIONE
o
Valutazione alunni stranieri
o
Valutazione alunni diversamente abili
o
Valutazione alunni con DSA
o
Criteri generali per gli scrutini
o
La promozione
o
Debiti formativi
o
Crediti scolastici e formativi
o
Il voto di condotta
Cap. 9 RECUPERO, SOSTEGNO E APPROFONDIMENTI
o
Accoglienza e orientamento
o
Comunicazioni scuola- famiglia
Cap. 10 SPAZI PER APPRENDERE E MENSA
Cap. 11 MANIFESTAZIONI
Cap. 12 CONCORSI
pag.8
pag.10
pag.17
pag.20
pag.23
pag.27
pag.28
pag.29
pag.31
1
Chi è Pellegrino Artusi
Pellegrino Artusi nacque a Forlimpopoli (FC) il 4 agosto 1820 da Agostino,
un ricco droghiere, e Teresa Giunchi.
Il padre, detto «Buratèl» (ovvero buratello, la piccola anguilla che schizza
via veloce) era stato partecipe ai moti rivoluzionari del ‘31, inneggiante alla
libertà, all’unione e alla patria.
Compì ottimi studi e studiò Lettere all’Università di Bologna.
A seguito di alcuni fatti storici, la famiglia Artusi si trasferì a Firenze e a
Livorno, il cui porto garantiva grosse possibilità di commercio. Pellegrino guadagnò così bene da fondare a
Firenze un Banco da lui stesso diretto, che accrebbe definitivamente la sua ricchezza. Poté così ritirarsi
cinquantenne a vita privata, dedicandosi alle proprie passioni. In campo letterario la sua fortuna fu davvero
scarsissima, tanto che le sue opere, come “Vita di Ugo Foscolo”, con note al carme dei Sepolcri, passarono quasi
del tutto inosservate. La sua vita continuò immersa fra amici, letture, esperimenti culinari e l’assistenza della
cuoca toscana Marietta Sabatini e del forlivese Francesco Ruffilli.
Nel 1891 pubblicò la prima edizione de «La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene». I suoi piatti
raccoglievano entusiastici elogi da chi aveva modo di gustarli. In una pensione frequentata soprattutto da
turisti stranieri venne organizzato un assaggio dei suoi cappelletti alla romagnola, i commensali gli
inviarono una lettera in cui si diceva che «i cappelletti meritavano di essere conosciuti in ogni nazione».
La diffusione della sua opera si fece esponenziale ed ottenne così la distribuzione di un editore (Bemporad).
Prima, per avere il manuale, bisognava richiederlo direttamente all’Artusi, il cui indirizzo (piazza d’Azeglio,
Firenze) diventò per questo famosissimo in tutta Italia. Prima di morire, il 30 marzo 1911, riuscì a curarne 14
edizioni.
(notizie su P. Artusi tratte da"Dizionario della Cucina Romagnola" - Il Resto del Carlino).
2
CAPITOLO 1 – PRESENTAZIONE DELL’ISTITUTO
CHE COS’E’ IL P.O.F. E A COSA SERVE
Il P.O.F. è il piano dell’offerta formativa, cioè la carta d’identità della scuola. Esplicita gli indirizzi, le finalità,
le opportunità che offre la scuola, i criteri seguiti. E’ utile per orientare le scelte degli studenti e delle loro
famiglie e per fornire loro tutte le informazioni che riguardano la vita dell’istituto (Regolamento
sull’autonomia, art.3 D.P.R. n. 275 dell’ 8 marzo 1999)
LA NOSTRA STORIA
L’Istituto professionale di stato per i servizi alberghieri e della ristorazione (in sigla I.P.S.S.A.R.)
PELLEGRINO ARTUSI di Recoaro Terme nasce nell’anno scolastico 1963/1964 con tre classi. Fino all’anno
scolastico 1974/1975 le sede dell’Istituto è villa Tonello (ora sede della direzione delle Terme di Recoaro),
edificio ottocentesco progettato dall’architetto vicentino Antonio Caregaro Negrin e già residenza della
Regina Margherita. Dal 1976 si trasferisce nel complesso scolastico attuale.
Nel 1980/1981 è stato attivato il biennio post - qualifica; nell’ultimo decennio sono stati attivati il "Progetto
‘92" e il "Progetto 2002"; quest’ultimo è stato esteso a tutte le classi dall’anno scolastico 1997/1998. Questo
progetto, che ha anticipato le ultime riforme nella scuola, si caratterizza principalmente per:
O una diminuzione del monte ore settimanale per gli allievi, 34 invece di 40, suddivise in area di
equivalenza e in area di indirizzo;
O la trasparenza dei programmi scolastici che si attua attraverso il contratto formativo;
O la didattica a moduli;
O le valutazioni e le verifiche a mezzo di prove semi-strutturate, strutturate e pratiche,
osservazione e interrogazioni.
Nell'anno scolastico 2012/2013 il nostro istituto compie i cinquant'anni della sua istituzione. Mezzo secolo di storia
testimonia che l'Artusi di Recoaro Terme ha saputo raccogliere la ricchezza di esperienze maturate e sperimentate
negli anni cercando di trovare vie nuove per migliorare sempre più le prestazioni educative e didattiche, in modo
da garantire agli alunni abilità, conoscenze e competenze necessarie per affrontare il cambiamento con strumenti
conoscitivi e operativi adeguati. Cinquant'anni sono una bella età per ogni istituzione, ma rappresentano una
testimonianza preziosa e da salvaguardare quando sono anche motivo di orgoglio e prestigio per l'intera
comunità. Gli studenti di ieri che si sono affermati nel mondo della ristorazione e in altri settori alberghieri
insieme agli studenti di oggi, vincitori di concorsi a livello nazionale e internazionale, interpretano sicuramente la
validità dell’ istruzione e formazione ricevuta in una scuola che ha saputo coniugare tradizione e innovazione.
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SEDE E STRUTTURA ORGANIZZATIVA
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
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Sede dell’Istituto:
Dirigenza:
Dirigenza Amministrativa:
Segreteria Didattica
Segreteria Amministrativa
Via Pralonghi, 5 – 36076 – Recoaro Terme (VI)
prof. Giorgio Guerra
sig. Francesco Ceola
tel. 0445/75111-75215
fax 0445/76387
tel. 0445/75111-75215
fax 0445/76387
[email protected]
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

www.artusi.vi.it
101 docenti organizzano lezioni teoriche, pratiche, laboratoriali per rispondere ai bisogni formativo –
educativi degli studenti, integrando le linee dei programmi nazionali con le specifiche esigenze
territoriali;
16 ausiliari tecnici e 9 amministrativi contribuiscono al funzionamento scolastico;
11 esperti del mondo del lavoro supportano l’acquisizione di competenze professionalizzanti.
STUDENTI, PROVENIENZA E SERVIZI
L’istituto è da sempre fortemente inserito nella realtà socio - economica e culturale del Veneto, con un bacino
d’utenza che comprende tutta la provincia vicentina e si estende nelle province limitrofe.
Dalle poche centinaia di iscritti degli anni ’70, siamo giunti nell'a.s 2010-2011 a circa mille studenti che
provengono da un bacino territoriale particolarmente esteso, consentendo di avere una popolazione
studentesca poliedrica, portatrice di aspetti socio – culturali diversi. La scuola è servita da mezzi di trasporto
pubblici, corriere di linea delle FTV, corse speciali per l’istituto; la fermata dei pullman si trova a circa 200 m.
dalla scuola.
4
CAPITOLO 2 – PRINCIPI E FINALITÀ
PRINCIPI ISPIRATORI
PARITÀ ED IMPARZIALITÀ
Sono i principi ispiratori dell’Artusi, tratti dalla Costituzione repubblicana che agli articoli 2, 3. 33, 34
stigmatizzano la parità dei diritti, indipendentemente dal sesso, razza, lingua, religione, condizioni psico fisiche , sociali. Si valorizza la diversità, contro ogni forma di discriminazione.
PARTECIPAZONE
L’Artusi si pone tra gli obiettivi quello di realizzare un clima di serenità nella scuola che favorisca la
partecipazione degli studenti, delle famiglie, degli enti e del territorio all’attività scolastica. Si valorizzano le
molteplici risorse territoriali: aziende, enti professionali, associazioni culturali e di volontariato, gruppi ed
enti sportivi.
LIBERTÀ DI INSEGNAMENTO
La libertà di insegnamento (art. 33 Cost.) è garanzia di una formazione completa, critica e armonica; rafforza
la consapevolezza di sé e la formazione dell’identità personale degli alunni, inoltre valorizza le competenze e
le potenzialità professionali dei docenti.
AGGIORNAMENTO
Il personale docente e amministrativo della scuola riconosce l’importanza di un continuo aggiornamento
culturale, individuale e professionale. Per questo organizza e sostiene la partecipazione a corsi di
formazione permanente.
TRASPARENZA
L’Artusi si impegna a rendere note le scelte educative, sia nella programmazione che nella valutazione
didattica, come nelle relazioni interne – esterne.
ACCOGLIENZA ORIENTAMENTO
L’Artusi si impegna a promuovere l’accoglienza e l’inserimento degli alunni, favorendo l ’integrazione
degli alunni stranieri e degli alunni in difficoltà. E’ particolarmente attento alle situazione di svantaggio e
svolge azioni di recupero e sostegno. Attua una politica di dialogo con la Scuola Secondaria di primo grado e
con il mondo delle professioni.
FINALITÀ EDUCATIVE E OBIETTIVI
PREPARAZIONE PROFESSIONALE E FORMAZIONE CULTURALE
L’Artusi integra in modo armonico la preparazione professionale dello studente con la sua formazione
culturale. La preparazione culturale è fondamentale per fornire ai giovani la professionalità richiesta dal mondo
lavorativo contemporaneo, provinciale, regionale, nazionale e internazionale. I dati internazionali
sull’occupazione dimostrano che maggiore è livello di istruzione, migliore è la situazione per i lavoratori e il
territorio.
APPRENDIMENTO E INNOVAZIONE
La nostra scuola sostiene la centralità del processo insegnamento – apprendimento, l’importanza di una
formazione permanente e quindi di insegnare ad apprendere, per conoscere i saperi passati ma anche per
continuare ad innovare ed adeguarsi alle trasformazioni sociali.
LA CENTRALITÀ DELLA PERSONA
La scuola si rivolge ai suoi ragazzi, li aiuta a riconoscere le proprie attitudini e le proprie qualità. Ha
l’obiettivo di formare giovani autonomi, capaci di operare scelte critiche negli ambiti personali, relazionali e
professionali.
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CAPITOLO 3 – PRINCIPALI NORME DI VITA SCOLASTICA
ESTRATTO DEL REGOLAMENTO DI ISTITUTO

L’entrata degli alunni è alle ore 8.30, l’uscita alle ore 17.00. E’ permesso agli alunni, prima dell'orario
consentito, di accedere al cortile interno dove devono attenersi ad un comportamento corretto.

I ritardi verranno annotati sul registro di classe e dovranno essere giustificati dai genitori il giorno
successivo tramite il libretto.

Lo studente assente o in ritardo e’ tenuto a giustificare al rientro a scuola.

I minori devono presentare la giustificazione firmata da uno dei genitori o da chi ne fa le veci. Gli alunni
maggiorenni possono giustificare autonomamente le assenze, ma qualora queste ultime risultassero
prolungate o abituali, comporteranno una comunicazione da parte del D.S. ai genitori o a chi ne fa
legalmente le veci che giustificheranno, a voce o per iscritto, tali assenze. Dopo tre giorni di mancata
giustificazione gli alunni risulteranno ingiustificati con conseguenze sullo scrutinio finale. Le assenze non
devono superare il 25% del monte orario complessivo di 1056 ore.

All'inizio della prima ora di lezione, l'insegnante provvederà a controfirmare e a prendere nota sul
registro. Se l'assenza, dovuta a malattia, supera i cinque giorni, comprese le festività, occorre presentare
una certificazione medica. In caso di mancata giustificazione l’alunno minorenne potrà essere riammesso
in classe con annotazione sul registro, se sprovvisto di giustificazione per due giorni consecutivi, sarà
accompagnato dal D.S. per gli eventuali provvedimenti. Gli alunni in ritardo giustificato sono ammessi in
classe con decisione del D.S. o del docente delegato. Qualora gli alunni debbano lasciare la scuola prima
della fine delle lezioni, è necessaria una giustificazione scritta dei genitori o chi ne fa legalmente le veci.
Nel caso di alunni minorenni, l’uscita anticipata, sarà autorizzata dal D.S. o da un suo delegato solo in
presenza di uno dei genitori o da chi ne fa le veci, con delega.

Qualora non fosse possibile, per i genitori o chi ne fa le veci, di prelevare personalmente l’allievo, l’uscita
anticipata dalle lezioni, sarà consentita, solo previa presentazione di richiesta scritta da presentare in
segreteria, prima dell’inizio delle lezioni e in seguito a eventuale telefonata di conferma alla famiglia da
parte della scuola.

Le autorizzazioni a uscire anticipatamente saranno concesse dal D.S. o da un suo delegato solo per
comprovati motivi.

In caso di astensione collettiva dalle lezioni gli alunni devono presentare regolare giustificazione, fatte
salve le competenze del D.S. e degli organi collegiali previste dalla vigente normativa in materia.

Gli allievi possono accedere ai laboratori scolastici di cucina, sala-bar, ricevimento e informatica solo se
muniti di apposita divisa, completa in ogni sua parte. Inoltre, si invitano gli allievi a presentarsi in classe e
nei laboratori privi di qualsiasi monile appariscente e di non indossare pantaloncini corti, canottiere e
sandali. Queste norme mirano ad abituare l’allievo a presentarsi a scuola con un aspetto adeguato
all’ambiente e alla simulazione di un contesto lavorativo.

Gli alunni devono attenersi a un comportamento corretto ed educato in classe e negli spostamenti da
un’aula all’altra. Durante il cambio dell’ora, non è permesso, uscire dalla classe senza autorizzazione, e
utilizzare i distributori automatici al di fuori della ricreazione.
6

Gli alunni possono recarsi nella sala insegnanti, in biblioteca, in palestra, nei laboratori con
l'autorizzazione e sotto il controllo di un insegnante che se ne assuma la responsabilità.

Durante gli intervalli mattutino e pomeridiano, sia all’interno sia all’esterno, gli alunni dovranno evitare
tutti i giochi pericolosi, non sputare a terra e gettare i rifiuti negli appositi contenitori.

I servizi vanno utilizzati in modo corretto e devono essere rispettate le più elementari norme di igiene e
pulizia. Inoltre non vi si potrà accedere nell’ora antecedente e nell’ora successiva all’intervallo sia
mattutino che pomeridiano, fatta eccezione per necessità mediche e contestuali.

Saranno puniti con severità tutti gli episodi di violenza che dovessero verificarsi tra gli alunni sia
all'interno sia all’esterno della scuola. Tutti devono poter frequentare la scuola con serenità senza dover
subire le prepotenze di altri.

E’ obbligatorio per tutti il rispetto delle suppellettili e dei locali in cui sono svolte le lezioni: il docente è
tenuto, al termine della propria lezione, a controllare che l’aula sia in ordine e che eventuali carte, lattine o
qualsiasi rifiuto siano riposte negli appositi contenitori.

E’ vietato consumare cibi o bevande in aula.

All’interno dell’ambiente scolastico è vietato l’uso del cellulare, di qualsiasi apparecchio tecnologico e di
qualsiasi strumento non strettamente connesso alla didattica. Si fa presente che, ai sensi della legge 196/03,
coloro che effettuano registrazioni foto e/o riprese non autorizzate, sono passibili di denuncia penale e, se
minori, ne sono responsabili i genitori.
ESONERO DALLE LEZIONI DI EDUCAZIONE FISICA

Gli alunni che, per motivi di salute, non potranno seguire le lezioni di Ed. Fisica dovranno presentare al
D.S. la domanda di esonero firmata dal genitore unita al certificato del medico di famiglia su modulo
A.S.L.

Gli alunni possono accedere agli spogliatoi e alla palestra, solamente in presenza del docente della classe.

Il periodo di spostamento dalla sede dell’istituto alla struttura coperta del Tennis club e viceversa è
considerato tempo scuola a tutti gli effetti ed è quindi soggetto alle previste disposizioni.
TUTELA DELLA SALUTE DEI FUMATORI ( L.16 gennaio 2003,n.3)

Ai sensi della legge 584 dell’ 11/11/75 e successive modifiche ed integrazioni, è vietato fumare all’interno
dei locali scolastici e nello spazio antistante l’ingresso principale dell’istituto, così come nella zona del
sottoportico (3° livello). L’unica zona che non rientra in tale divieto è solo ed esclusivamente la zona
centrale del cortile principale anche in caso di maltempo.
Si invitano gli studenti a non contravvenire a tali disposizioni e le famiglie a vigilare nell’interesse dei propri figli .
Il Dirigente confida nella collaborazione da parte di tutti , nel superiore interesse dell’educazione e dell’istruzione
dei ragazzi.
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CAPITOLO 4 – IL PATTO FORMATIVO
Il Patto formativo d’Istituto è l’insieme di impegni che la scuola, la famiglia e gli alunni assumono e
sottoscrivono per il raggiungimento degli obiettivi formativi e comportamentali fondamentali.
Il Piano dell’offerta formativa si può realizzare solo attraverso la partecipazione responsabile di tutte le
componenti della comunità scolastica. La sua realizzazione dipenderà quindi dall’assunzione di specifici
impegni da parte di tutti.
Visto il D.M. n. 5843/A3 del 16 ottobre 2006 “linee di indirizzo sulla cittadinanza democratica e legalità.
Visti i D.P.R. n. 249 del 24/6/1998 e D.P.R. n. 235 del 21/11/2007 “Regolamento recante lo Statuto delle
studentesse e degli studenti della scuola secondaria”.
Visto il D.M. n. 16 del 5 febbraio 2007 “Linee di indirizzo generali ed azioni a livello nazionale per la
prevenzione del bullismo”.
Visto il D.M. n. 30 del 15 marzo 2007 “Linee di indirizzo ed indicazioni in materia di utilizzo di telefoni
cellulari e di altri dispositivi elettronici durante l’attività didattica, irrogazione di sanzioni disciplinari,
dovere di vigilanza e di corresponsabilità dei genitori e dei docenti”
Si stipula il seguente patto
formativo, con il quale:
I docenti si impegnano a:
 essere puntuali alle lezioni, precisi nelle consegne di programmazioni, verbali e negli
adempimenti previsti dalla scuola;
 non usare mai in classe il cellulare;
 rispettare gli alunni, le famiglie e il personale della scuola;
 essere attenti alla sorveglianza degli studenti in classe e nell’intervallo e a non abbandonare mai
la classe senza averne dato avviso al Dirigente Scolastico o a un suo Collaboratore;
 informare studenti e genitori del proprio intervento educativo e del livello di apprendimento
degli studenti;
 informare gli alunni degli obiettivi educativi e didattici, dei tempi e delle modalità di attuazione;
 esplicitare i criteri per la valutazione delle verifiche orali, scritte e di laboratorio;
 comunicare a studenti e genitori con chiarezza i risultati delle verifiche scritte, orali e di
laboratorio con gli strumenti previsti dalla scuola;
 effettuare almeno il numero minimo di verifiche come previsto dai Dipartimenti disciplinari;
 correggere e consegnare i compiti in tempi ragionevoli e, comunque, prima della prova
successiva;
 realizzare un clima scolastico positivo fondato sul dialogo e sul rispetto;
 favorire la capacità di iniziativa, di decisione e di assunzione di responsabilità;
 incoraggiare gli studenti ad apprezzare e valorizzare le differenze;
 lavorare in modo collegiale con i colleghi della stessa disciplina, con i colleghi dei consigli di
classe e con l’intero corpo docente della scuola nelle riunioni del Collegio dei docenti;
 pianificare il proprio lavoro, in modo da prevedere anche attività di recupero e sostegno il più
possibile personalizzate.
Le studentesse e gli studenti si impegnano a:
 essere puntuali alle lezioni e frequentarle con regolarità;
 non usare mai in classe il cellulare;
 lasciare l’aula solo se autorizzati dal docente;
 chiedere di uscire dall’aula solo in caso di necessità ed uno per volta;
 intervenire durante le lezioni in modo ordinato e pertinente;
 conoscere l’Offerta Formativa presentata dagli insegnanti;
 rispettare i compagni, il personale della scuola;
 rispettare le diversità personali e culturali, la sensibilità altrui;
 conoscere e rispettare il Regolamento di Istituto;
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




rispettare gli spazi, gli arredi ed i laboratori della scuola;
partecipare al lavoro scolastico individuale e/o di gruppo;
svolgere regolarmente il lavoro assegnato a scuola e a casa;
favorire la comunicazione scuola/famiglia;
sottoporsi regolarmente alle verifiche previste dai docenti.
I genitori si impegnano a:
 conoscere l’Offerta Formativa della scuola;
 collaborare al progetto formativo partecipando, con proposte e osservazioni migliorative, a
riunioni, assemblee, consigli e colloqui;
 controllare sul libretto o sul sito della scuola le assenze e i ritardi del proprio figlio, contattando
anche la scuola per accertamenti;
 rivolgersi ai docenti e al Dirigente Scolastico in presenza di problemi didattici o personali;
 dare informazioni utili a migliorare la conoscenza degli studenti da parte della scuola.
Il personale non docente si impegna a:
 essere puntuale e a svolgere con precisione il lavoro assegnato;
 conoscere l’Offerta Formativa della scuola e a collaborare a realizzarla, per quanto di
competenza;
 garantire il necessario supporto alle attività didattiche, con puntualità e diligenza;
 segnalare ai docenti e al Dirigente Scolastico eventuali problemi rilevati;
 favorire un clima di collaborazione e rispetto tra tutte le componenti presenti e operanti nella
scuola (studenti, genitori, docenti).
Il Dirigente Scolastico si impegna a:
 garantire e favorire l’attuazione dell’Offerta Formativa, ponendo studenti, genitori, docenti e
personale non docente nella condizione di esprimere al meglio il loro ruolo;
 garantire a ogni componente scolastica la possibilità di esprimere e valorizzare le proprie
potenzialità;
 garantire e favorire il dialogo, la collaborazione e il rispetto tra le diverse componenti della
comunità scolastica;
 cogliere le esigenze formative degli studenti e della comunità in cui la scuola opera, per ricercare
risposte adeguate.
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CAPITOLO 5 – IL NUOVO ORDINAMENTO
(Legge n. 30 del 10/02/2000 e successive modificazioni)
NELL’ISTITUTO PROFESSIONALE STATALE PER
L’ENOGASTRONOMIA E L’OSPITALITÀ
ALBERGHIERA, come è noto, dall’anno scolastico 2010/11 è entrata in vigore la riforma della scuola
secondaria superiore (riordino dei cicli) che coinvolge le classi prime e seconde dell'anno scolastico in corso
ed entrerà gradualmente a regime nei prossimi anni. Lo schema di seguito rappresentato ne delucida le linee
essenziali.
PRIMO BIENNIO
UNITARIO 1° -2° ANNO
SECONDO BIENNIO
3° - 4° ANNO
ARTICOLAZIONE
ENOGASTRONOMIA
ARTICOLAZIONE
SALA E VENDITA
Opzione
Prodotti dolciari
artigianali e industriali
ARTICOLAZIONE
ENOGASTRONO
MIA
ARTICOLAZIONE
ACCOGLIENZA
TURISTICA
5° ANNO
5° ANNO
5° ANNO
5° ANNO
ESAME
DI STATO
ESAME
DI STATO
ESAME
DI STATO
ESAME
DI STATO
TECNICO DEI
SERVIZI
DI SALA E
VENDITA
TECNICO DEI
SERVIZI
ENOGASTRONOMICI
TECNICO DEI
SERVIZI
ENOGASTRONOMICI
TECNICO DEI
SERVIZI
ACCOGLIENZA
TURISTICA
MONDO DEL LAVORO
CORSI POST DIPLOMA
UNIVERSITÀ
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IDENTITÀ DI UN ISTITUTO PROFESSIONALE
L'identità degli istituti professionali è connotata dall'integrazione tra una solida base di istruzione generale e
la cultura professionale che consente agli studenti di sviluppare i saperi e le competenze necessarie ad
assumere ruoli tecnici operativi nei settori produttivi e di servizio di riferimento. In linea con le indicazioni
dell'Unione europea e in coerenza con la normativa sull'obbligo di istruzione, che prevede lo studio,
l'approfondimento e l'applicazione di linguaggi e metodologie di carattere generale e specifico, l'offerta
formativa degli istituti professionali si articola in un'area di istruzione generale, comune a tutti i percorsi, e
in aree di indirizzo.
IL PERCORSO DI STUDI DELL’ARTUSI








Si rilascia un diploma dopo un percorso quinquennale;
tale percorso è formato da due bienni e un quinto anno (2+2+1);
l’orario settimanale delle lezioni è di 32 ore di 60 minuti;
le discipline sono divise in un’area generale e in una di indirizzo;
l’area generale (20h settimanali) prevale su quella di indirizzo (12h) nel primo biennio;
l’area di indirizzo (17h) prevale su quella generale (15h) nel secondo biennio e in quinta;
si pratica la didattica di laboratorio;
si esercitano stage, tirocini e alternanza scuola-lavoro.
AREA DI ISTRUZIONE GENERALE: competenze ed assi culturali
Ha l'obiettivo di fornire ai giovani la preparazione di base, acquisita attraverso il rafforzamento e lo sviluppo
di competenze, cioè la capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, in situazioni di lavoro, di
studio e nello sviluppo personale (DM 139, 22 agosto 2007). Le competenze si riferiscono ai diversi assi
culturali che caratterizzano l'obbligo di istruzione: asse dei linguaggi; asse storico – sociale; asse logico –
matematico; asse scientifico - tecnologico; asse tecnico – pratico.
AREA DI INDIRIZZO: 3 articolazioni e alternanza scuola - lavoro
Ha l'obiettivo di far acquisire agli studenti competenze spendibili in vari contesti di vita e di lavoro,
mettendo i diplomati in grado di assumere autonome responsabilità nei processi produttivi e di servizio e di
collaborare costruttivamente alla soluzione di problemi. Al terzo anno lo studente dovrà scegliere uno dei tre
indirizzi di settore:
1) articolazione enogastronomia con l’opzione “Prodotti dolciari artigianali e industriali"
2) articolazione dei servizi di sala e vendita;
3) articolazione dell’accoglienza turistica.
Assume particolare importanza nella progettazione formativa degli istituti professionali la scelta
metodologica dell'alternanza scuola lavoro (132 ore effettuate in 4°e 5°), che consente pluralità di soluzioni
didattiche e favorisce il collegamento con il territorio.
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ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO
FINALITÀ
Dall'anno scolastico 2010-2011 il modello didattico dell'alternanza scuola lavoro è obbligatorio a partire dalla
classe quarta. L'alternanza scuola lavoro è stata introdotta dalla Legge n. 53 del 28 marzo 2003 al fine di
consentire la sperimentazione di nuovi percorsi didattico-formativi, collocati in una dimensione pedagogica
forte che è quella dell'equivalenza formativa fra l'esperienza educativa in aula e l'esperienza educativa in
ambienti di lavoro. Viene realizzata mediante progetti che le scuole presentano e realizzano in base a
convenzioni con le Imprese o con le Camere di commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura o Enti pubblici
e privati disponibili. L'esperienza dell'ASL attraverso l'incontro-scambio con il mondo del lavoro fornisce
agli alunni un certificato delle competenze professionali acquisite nell'ottica del Quadro Europeo delle
Qualifiche (EQF).
PROGETTUALITÀ
Le opportunità che la normativa (D.I. n.44/2011) offre all’ “istituzione scolastica”, di attuare esperienze di
impresa formativa, hanno generato l’idea di un ristorante/hotel didattico aperto al pubblico secondo il
modello dei più celebrati Istituti Europei e Nord Americani indicato per:
 Serate a tema
 Eventi
 Catering
 Supporto logistico ad eventi esterni
 Ospitare quegli alunni che fossero impossibilitati a ritornare a casa con i propri mezzi
 Dare ospitalità alle varie scuole gemellate per gli scambi culturali sia nazionali che internazionali.
La realizzazione di questo progetto all’avanguardia è vincolata dal fatto che la scuola, co me tutti gli enti
pubblici, non può presentare passività nei propri bilanci neanche se è titolare di partita iva e soggetta alle
regole del libero mercato. Da ciò si evince la necessità primaria dell’IPSSAR “Artusi” di reperire degli
sponsor che siano disposti a credere in questo progetto e ad investire delle risorse economiche.
Le potenzialità che potrebbe offrire il Ristorante/Hotel “Artusi” sono molteplici, prima fra tutte la possibilità
di diventare il primo polo Enogastronomico didattico del Veneto, portando in tal modo un interesse ed una
ricaduta di immagine di eccellenza per Recoaro Terme, per la Valle dell’Agno e per l’intera provincia di
Vicenza che farà sicuramente da volano per le altre imprese che lavorano per la ristorazione nel territorio
vicentino. L’iniziativa permetterebbe di accrescere l’offerta formativa della scuola attraverso
l’autofinanziamento ma soprattutto consentirebbe allo studente di sperimentare:
• la dimensione anche economica del proprio operare
con relative implicazioni sul piano
dell’organizzazione del lavoro e dei suoi tempi, dell’impiego ottimale delle risorse;
• la valutazione “oggettiva del cliente” e la conferma “sociale” della padronanza delle competenze acquisite;
• “l’obbligatorietà” dell’operare cooperativo per il raggiungimento del risultato e la valenza e responsabilità
non solo soggettiva, ma primariamente collettiva di quanto raggiunto;
• l’imprevedibilità delle diverse situazioni lavorative da affrontare e la conseguente capacità di
mobilitazione di quanto appreso nei diversi contesti; tutto ciò non secondo processi preordinati e
programmati di un azione formativa, ma in relazione alle richieste di un “cliente” rispetto al quale
l’organizzazione del lavoro di volta in volta si modella.
ORGANIZZAZIONE
Dall'esperienza maturata negli anni si è constatato quanto sia significativa, dal punto di vista
dell'apprendimento e della possibilità di acquisire ( e quindi certificare ) competenze, la permanenza degli
studenti in aziende ristorative e/o alberghiere durante il periodo estivo. Per questo motivo le ore di ASL
verranno effettuate in sede di stage estivo obbligatorio ( per l'anno scolastico in corso quattro settimane alla
fine del quarto anno). Delle 132 obbligatorie alcune saranno impiegate in attività organizzate dalla scuola
(manifestazioni interne ed esterne ). In caso di non ammissione alla classe quinta l’allievo è tenuto a ripetere
lo stage.
A partire dall’anno scolastico 2012/2013 lo stage estivo, della durata di tre settimane, sarà facoltativo p er le
classi del 3° anno
12
RISULTATI ATTESI
A conclusione del percorso quinquennale si consente agli studenti di:
 inserirsi nel mondo del lavoro;
 proseguire con percorsi universitari;
 frequentare percorsi di studio e di lavoro previsti per l'accesso agli albi delle professioni tecniche
PROFILO PROFESSIONALE IN USCITA
Il Diplomato di istruzione professionale nell’indirizzo “Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità
alberghiera” ha specifiche competenze tecniche, economiche e normative nelle filiere dell’enogastronomia e
dell’ospitalità alberghiera.
E’ in grado di:
 utilizzare le tecniche per la gestione dei servizi eno-gastronomici e l’organizzazione della
commercializzazione, dei servizi di accoglienza, di ristorazione e di ospitalità;
 organizzare attività di pertinenza, in riferimento agli impianti, alle attrezzature e alle risorse umane;
 applicare le norme attinenti alla conduzione dell’esercizio, le certificazioni di qualità, la sicurezza e
la salute nei luoghi di lavoro;
 utilizzare le tecniche di comunicazione e relazione;
 comunicare in almeno due lingue straniere;
 reperire ed elaborare dati relativi alla vendita, alla produzione ed erogazione dei servizi con il
ricorso a strumenti informatici;
 attivare sinergie i tra i servizi di ospitalità-accoglienza e servizi eno-gastronomici;
 curare e valorizzare il patrimonio delle risorse ambientali, artistiche, culturali, artigianali del
territorio e la tipicità dei suoi prodotti.
ARTICOLAZIONE ENOGASTRONOMIA
Il Diplomato è in grado di intervenire nella valorizzazione, produzione, trasformazione, conservazione e
presentazione dei prodotti enogastronomici; operare nel sistema produttivo promuovendo le tradizioni
locali, nazionali e internazionali, e individuando le nuove tendenze enogastronomiche.
Competenze specifiche, lo studente è in grado di:

controllare e utilizzare gli alimenti e le bevande sotto il profilo organolettico, merceologico,
chimico-fisico, nutrizionale e gastronomico;

predisporre menu coerenti con il contesto e le esigenze della clientela, anche in relazione a
specifiche necessità;

adeguare e organizzare la produzione e la vendita in relazione alla domanda dei mercati,
valorizzando i prodotti tipici.
Opzione “Prodotti dolciari artigianali e industriali”
Competenze specifiche, lo studente è in grado di:

controllare i prodotti sotto il profilo organolettico, merceologico, chimico-fisico, nutrizionale e
gastronomico;

adeguare ed organizzare la produzione e la vendita in relazione alla domanda dei mercati,
valorizzando i prodotti tipici;

agire nel sistema di qualità relativo alla filiera produttiva delle produzioni industriali e
artigianali dolciarie e da forno;

valorizzare e promuovere le tradizioni locali, nazionali e internazionali delle produzioni
industriali e artigianali e da forno individuando le nuove tendenze di filiera;
13


applicare le normative vigenti, nazionali ed internazionali, in fatto di sicurezza, trasparenza e
tracciabilità dei prodotti;
attuare strategie di pianificazione, compensazione, monitoraggio per ottimizzare la produzione
di beni e servizi in relazione al contesto.
ARTICOLAZIONE SERVIZI DI SALA VENDITA
Il diplomato è in grado di svolgere attività operative e gestionali in relazione all’amministrazione,
produzione, organizzazione, erogazione e vendita di prodotti e servizi enogastronomici; interpretare lo
sviluppo delle filiere enogastronomiche per adeguare la produzione e la vendita in relazione alla richiesta
dei mercati e della clientela, valorizzando i prodotti tipici.
Competenze specifiche, lo studente è in grado di:
 controllare e utilizzare gli alimenti e le bevande sotto il profilo organolettico, merceologico,
chimico-fisico, nutrizionale e gastronomico;
 predisporre menu coerenti con il contesto e le esigenze della clientela, anche in relazione a
specifiche necessità;
 adeguare e organizzare la produzione e la vendita in relazione alla domanda dei mercati,
valorizzando i prodotti tipici.
ARTICOLAZIONE ACCOGLIENZA TURISTICA
Il diplomato è in grado di intervenire nei diversi ambiti delle attività di ricevimento, di gestire e organizzare
i servizi in relazione alla domanda stagionale e alle esigenze della clientela; di promuovere i servizi di
accoglienza turistico-alberghiera anche attraverso la progettazione di prodotti turistici che valorizzino le
risorse del territorio.
Competenze specifiche, lo studente è in grado di:
 utilizzare le tecniche di promozione, vendita, commercializzazione, assistenza, informazione e



intermediazione turistico-alberghiera;
adeguare la produzione e la vendita dei servizi di accoglienza e ospitalità in relazione alle richieste
dei mercati e della clientela;
promuovere e gestire i servizi di accoglienza turistico-alberghiera anche attraverso la progettazione
dei servizi turistici per valorizzare le risorse ambientali, storico-artistiche, culturali ed
enogastronomiche del territorio;
sovrintendere all’organizzazione dei servizi di accoglienza e di ospitalità, applicando le tecniche di
gestione economica e finanziaria alle aziende turistico-alberghiere.
14
QUADRO ORARIO PRIMO BIENNIO UNITARIO 1° -2°
1° BIENNIO (ore
settimanali)
DISCIPLINE
1° anno
2° anno
Lingua e letteratura italiana
4
4
Storia
2
2
Lingua inglese
3
3
Matematica
4
4
Diritto ed economia
2
2
Scienze della terra e biologia
2
2
Scienze motorie e sportive
2
2
RC o attività alternative
1
1
Fisica
2
Chimica
2
Scienze degli alimenti
2
2
Laboratorio di servizi enogastronomici - settore cucina
4(°)
4(°)
Laboratorio di servizi enogastronomici - settore sala e vendita
4(°)
4(°)
Laboratorio di servizi di accoglienza turistica
2
2
Seconda lingua straniera ( Francese , Spagnolo, Tedesco)
2
2
Totale ore settimanali
32
32
(°) Nel primo biennio la classe viene divisa in due squadre che si alternano nelle attività di
laboratorio
QUADRO ORARIO SECONDO BIENNIO E 5°ANNO
AREA COMUNE A TUTTE LE
ARTICOLAZIONI
Lingua e letteratura italiana
Storia
Lingua Inglese
Matematica
Scienze motorie sportive
RC o attività alternative
2° BIENNIO
3° anno
4
2
3
3
2
1
4° anno
4
2
3
3
2
1
5°ANNO
5° anno
4
2
3
3
2
1
15
2° BIENNIO
ARTICOLAZIONE ENOGASTROMIA
Seconda lingua straniera (francese , spagnolo, tedesco)
Scienze e cultura dell’alimentazione
Laboratorio di servizi enogastronomici -settore cucina
Laboratorio di servizi enogastronomici -settore sala e
vendita
Diritto e tecniche amministrative della struttura ricettiva
Totale ore settimanali
3° anno
3
4
6
4° anno
3
3
4
2
5° anno
3
3
4
2
4
32
5
32
5
32
ARTICOLAZIONE ENOGASTROMIA
opzione
“Prodotti Dolciari Artigianali e Industriali”
Seconda lingua straniera (francese , spagnolo, tedesco)
Scienze e cultura dell’alimentazione, analisi e controlli
microbiologici dei prodotti alimentari
Diritto e tecniche amministrative
Laboratorio di servizi enogastronomici -settore pasticceria
Analisi e controlli chimici dei prodotti alimentari
Tecniche di organizzazione e gestione dei processi
produttivi
Totale ore settimanali
ARTICOLAZIONE SALA E VENDITA
Seconda lingua straniera (francese , spagnolo, tedesco)
Scienze e cultura dell’alimentazione
Laboratorio di servizi enogastronomici -settore sala e
vendita
Laboratorio di servizi enogastronomici -settore CUCINA
Diritto e tecniche amministrative della struttura ricettiva
Totale ore settimanali
ARTICOLAZIONE
ACCOGLIENZA TURISTICA
Seconda lingua straniera
Scienze e cultura dell’alimentazione
Diritto e tecniche amministrative della struttura ricettiva
Laboratorio di servizi di accoglienza turistica
Tecniche della comunicazione
Totale ore settimanali
5° ANNO
2° BIENNIO
3° anno
3
3
5° ANNO
4° anno
3
3
5° anno
3
3
2
2
3
3
3
2
3
2
4
32
32
32
9
2° BIENNIO
5° ANNO
3° anno
3
4
6
4° anno
3
3
4
5° anno
3
3
4
4
32
2
5
32
2
5
32
2° BIENNIO
3° anno
3
4
4
6
32
4° anno
3
2
6
4
2
32
5 ANNO
5° anno
3
2
6
4
2
32
16
CAPITOLO 6 – CORSI DI ISTRUZIONE PROFESSIONALE (IeFP)
La riforma della scuola, innalzando il percorso di studio da tre a cinque anni, ha limitato le possibilità di
uscita dalla scuola soprattutto per quegli studenti poco desiderosi di fare un lungo percorso di studio.
Diventa necessario offrire la possibilità, in collaborazione con la Regione Veneto, di una più ampia
gamma di scelta che permetta di limitare il più possibile la dispersione scolastica e garantisca la
reversibilità delle scelte dello studente.
Prima della riforma Moratti esisteva la Formazione Professionale, come ambito formativo parallelo al
(cioè fuori dal) sistema scolastico di Istruzione e con finalità unicamente rivolte allo sviluppo di
competenze per l’inserimento lavorativo.
Con la Legge n. 53/03, la vecchia Formazione Professionale lascia il posto all’“Istruzione e Formazione
Professionale” (IeFP) ed entra a far parte del sistema educativo come sua “seconda gamba”, con pari
dignità rispetto al sistema di Istruzione. Ciò ha permesso il superamento della divisione tra la
dimensione della cultura (appannaggio esclusivo dell’Istruzione) e quella del lavoro (dominio riservato
alla Formazione Professionale).
Con la riforma, anche i percorsi di Istruzione e Formazione Professionale sono chiamati a dare all’allievo
un’impronta educativa e culturale. Sia il sistema di Istruzione, sia quello di IeFP condividono infatti un
unico Profilo Educativo, Culturale e Professionale (PECuP) e devono garantire un nucleo omogeneo di
risultati al termine dei percorsi.
Fino all’anno scolastico 2009-10, l’Istruzione Professionale di Stato (IPS) prevedeva percorsi costituiti da
un triennio e da un biennio finale (3+2). In altri termini, un ragazzo che si iscriveva presso un IPS, al
termine del terzo anno di frequenza otteneva, previo esame, una qualifica professionale e poteva
scegliere se accedere al mercato del lavoro o proseguire gli studi per altri due anni, raggiungendo un
Diploma di maturità. I primi due anni erano abbastanza simili a quelli di un biennio di Istituto Tecnico,
ovvero più rivolti ad una formazione culturale generale e comune.
Dall’anno 2010-11, gli IPS offrono solo percorsi di durata quinquennale, articolati secondo lo schema 2 +
2 + 1 (due bienni ed un quinto anno), senza più uscite di Qualifica al terzo anno.
I percorsi di Istruzione e Formazione professionale, invece, manterranno la possibilità di conseguire una
Qualifica. Questo in ragione della maggiore capacità di preparare gli allievi a ricoprire ruoli che il
mondo professionale ritiene necessari.
Quanto poi ai contenuti ed ai metodi di insegnamento-apprendimento, i percorsi triennali regionali di
IeFP possiedono un carattere meno teorico di quelli scolastici ed una maggior aderenza agli aspetti
lavorativi, senza, tuttavia, rinunciare ad una adeguata formazione culturale di base.
Prima della riforma Moratti le Qualifiche rilasciate dalle Regioni avevano un valore solo territoriale e
non erano equiparabili ai titoli di studio rilasciati dalla scuola. Ora, con l’ingresso dell’IeFP nel sistema
educativo, sia le Qualifiche, sia i Diplomi professionali (ove previsti es. Regione Lombardia) diventano
titolo valido - al pari di quelli scolastici - per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione e del diritto dovere
di istruzione e formazione. Sono poi spendibili e riconoscibili su tutto il territorio nazionale, perché
riferiti a standard comuni, concordati tra le Regioni e approvati con Accordi Stato Regioni o in
Conferenza Unificata. Il loro riferimento ai livelli europei (III° livello EQF per la Qualifica e IV° per il
Diploma), li rendono inoltre riconoscibili anche nell’ambito più vasto della Comunità Europea.
Negli Istituti scolastici le ore sono quelle previste anche per i percorsi statali, pari ad un monte annuo di
1.056 e ad un minimo settimanale di 32. Nelle Istituzioni formative l’orario minimo annuale è invece di
990 ore.
Le ore dedicate ai laboratori tecnico-pratici sia nelle Istituzioni scolastiche che in quelle formative
possono invece variare in modo significativo, in rapporto alle scelte che le Istituzioni vorranno fare. Nei
percorsi di IeFP regionali, comunque, la percentuale delle ore dedicate all’area tecnico professionale da
sviluppare attraverso un forte ricorso ai laboratori, non può essere inferiore al 40% nel triennio.
17
L’impostazione complessiva è decisamente più rivolta agli aspetti operativi. Si tratta di una differenza
estremamente significativa, rispetto all’impostazione dei percorsi scolastici anche dell’Istruzione
Professionale, differenza che emerge soprattutto nel biennio iniziale, dove la dimensione praticolaboratoriale è ridotta ad una percentuale minima dell’orario, gli insegnamenti hanno un carattere
generale e in buona parte comune a quella degli altri bienni dell’Istruzione.
L’I.P.S.S.A.R. “Pellegrino Artusi” - ente accreditato presso la Regione Veneto per la formazione superiore
- IN AGGIUNTA AI CORSI QUINQUENNALI DI ISTRUZIONE PROFESSIONALE GIÀ IN ATTO potrà
attivare, a partire dall’a.s. 2013/2014, i corsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) finalizzati al
conseguimento di una qualifica regionale di 1° livello, in coerenza con quanto stabilito dalla Regione
Veneto con delibera n. 3502 del 30/12/2010.
Sarà quindi possibile iscriversi per il prossimo a.s. 2013/2014 ANCHE alla classe PRIMA dei seguenti
indirizzi triennali regionali:
•
operatore della ristorazione: indirizzo preparazione pasti
•
operatore della ristorazione: indirizzo servizi di sala e bar
Indirizzi
triennali
regionali: IeFP
Operatore della
Operatore
della
ristorazione:
indirizzo
preparazione pasti
ristorazione:
indirizzo servizi di
sala e bar
Qualifica
18
QUADRO ORARIO
1° anno 2° anno
Insegnamenti biennio area comune
3° anno
cucina
sala
Lingua e letteratura italiana
3
3
3
3
Storia
2
2
2
2
Lingua inglese
2
2
2
2
Matematica
2
2
2
2
Diritto ed economia turistica
2
2
3
3
Scienze integrate
2
2
-
-
Scienze motorie e sportive
2
2
2
2
RC o attività alternative
1
1
1
1
16
16
15
15
528
528
495
495
Seconda lingua straniera
3
3
3
3
Scienze degli alimenti
3
3
3
3
Lab. di servizi enogastronomici settore cucina
Lab. di servizi enogastronomici settore sala e
vendita
5
5
===
11
5
5
11
===
16
16
17
17
528
528
561
561
TOTALE
Insegnamenti biennio area d’indirizzo
TOTALE
19
CAPITOLO 7 – LA VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE
COS’È L’EQF
Secondo le raccomandazioni dell’Unione Europea i sistemi scolastici dei paesi membri sono stati chiamati a
trovare un modo per poter valutare in maniera riconoscibile ed interscambiabile le competenze raggiunte
dagli studenti in determinate fasi della loro vita. Questo sistema si chiama EQF, un acronimo inglese che
significa European Qualification Framework. L’EQF è una griglia di conversione e lettura che consente di
mettere in relazione e posizionare, in una struttura a otto livelli, i diversi titoli (qualifiche, diplomi, attestati)
rilasciati nei Paesi membri; il confronto si basa sugli esiti dell’apprendimento. Si tratta di una meta-struttura
rispetto alla quale, su base volontaria, gli Stati membri hanno concordemente deciso di rileggere i propri
sistemi di istruzione e formazione, in modo tale che ci sia un collegamento tra le qualifiche e i titoli di studio
nazionali e l’ EQF. L’EQF non è quindi né una duplicazione a livello europeo dei sistemi di istruzione e
formazione dei singoli paesi né, tanto meno, un tentativo di imporre un’omogeneizzazione a livello europeo,
ma rappresenta semmai un’integrazione dei sistemi vigenti finalizzata ad una maggiore trasparenza e
fruibilità, in ambito europeo, dei titoli conseguiti.
L’EQF, dunque, funge da raccordo tra i quadri e i sistemi nazionali di qualificazione dei vari paesi basandosi
su un riferimento comune europeo. I suoi otto livelli prendono in considerazione l’intera gamma di
qualifiche previste, da un livello di base (Livello 1, ad esempio uscita dall’istruzione primaria) ad un livello
intermedio ( Livello 4, ad esempio uscita dall'istruzione secondaria di II grado) ai livelli più avanzati (Livello
8, ad esempio i dottorati). In qualità di strumento per la promozione dell’apprendimento permanente, l’EQF
include tutti i livelli delle qualifiche acquisite nell’ambito dell’istruzione generale, professionale e
accademica.
La Raccomandazione del parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2008 “sulla costituzione del
Quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente” ha stabilito due date limite: il 2011 per
rapportare i propri sistemi nazionali di qualificazione all’EQF e il 2012 per introdurre nei singoli certificati di
istruzione e di qualifica un riferimento al livello corrispondente dell’EQF; inoltre, nel definire e nel
descrivere le qualifiche, la raccomandazione invita i paesi membri ad adottare un approccio basato sui
risultati dell'apprendimento e a promuovere la validazione dell’apprendimento non formale ed informale.
GLI ELEMENTI CHIAVE
Gli elementi chiave che caratterizzano la struttura sono essenzialmente tre:
1) Livelli comuni.
La struttura a livelli permette di articolare secondo un ordine crescente – dalla minima alla massima
complessità - i risultati dell’apprendimento raggiungibili nell’arco della vita, attraverso percorsi non solo
formali, ma anche non formali e informali. I risultati di apprendimento esplicitano ciò che ci si aspetta la
persona conosca, comprenda e/o sia in grado di fare, al termine di un periodo di apprendimento. Utilizzare il
“risultato di apprendimento” come parametro comparativo significa superare una logica di confronto basato
su metodi di apprendimento e percorsi di acquisizione.
Nell’EQF i risultati di apprendimento sono rappresentati dai seguenti descrittori:
 conoscenze : corrispondono al risultato
dell’assimilazione di informazioni attraverso
l’apprendimento e comprendono un insieme di fatti, principi, teorie e pratiche relative ad un settore
di lavoro o di studio; esse sono descritte come teoriche o pratiche;
 abilità : indicano invece la capacità di applicare conoscenze e di utilizzare knowhow per portare a
termine compiti e risolvere problemi e possono essere cognitive o pratiche;
 competenze : implicano la comprovata capacità di utilizzare conoscenze, abilità e capacità personali,
sociali e/o metodologiche in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e
personale, descritte in termini di responsabilità ed autonomia.
20
2) Principi comuni
Il secondo elemento chiave è costituito dalla gamma di principi comuni concordati a livello europeo sulla
qualità dei sistemi di istruzione e formazione professionale, sulla validazione dell’apprendimento nonformale, sulle competenze chiave, e punta alla realizzazione del riconoscimento reciproco. Questo insieme di
principi e di procedure forniscono le linee-guida per la cooperazione ai diversi livelli.
3) Strumenti
La terza componente è rappresentata dal set di strumenti finalizzati a rispondere ai bisogni dei singoli
cittadini: un sistema integrato europeo di trasferimento e accumulo dei crediti per l’apprendimento lungo
tutto l’arco della vita (ECVET:sistema europeo di trasferimento dei crediti); il portfolio Europass; il database
Ploteus (nome del Portale europeo) sulle opportunità di apprendimento.
Di seguito sono riportati i descrittori che definiscono il livello 4 ( studente delle superiori) del
Quadro europeo delle qualifiche secondo le conoscenze, abilità e competenze:
Conoscenze
Livello 4
Abilità
Una gamma di
abilità cognitive e
Conoscenza pratica e teorica pratiche necessarie a
in ampi contesti in un risolvere problemi
ambito di lavoro o di studio specifici in un
campo di lavoro o di
studio
Competenze
Sapersi gestire autonomamente, nel
quadro di istruzioni, in un contesto
di lavoro o di studio, di solito
prevedibili, ma soggetti a
cambiamenti.
Sorvegliare il lavoro di routine di
altri, assumendo una certa
responsabilità per la valutazione e il
miglioramento di attività lavorative
o di studio.
LA VALUTAZIONE E LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE
La novità introdotta da questo sistema è un approccio alla programmazione didattica basato non più
tradizionalmente sugli input (tipologia di istituzione erogatrice, obiettivi formativi, contenuti, durata),quanto
sui risultati dell’apprendimento (o sulle competenze, in senso lato). Pertanto la programmazione didattica
dovrà essere focalizzata su ciò che un discente effettivamente conosce, capisce ed è in grado di realizzare al
termine di un’esperienza di apprendimento.
Una importante pista di lavoro riguarda dunque l’impegno a riferire ogni certificazione esistente e futura
all’appropriato livello dell’EQF. Si tratta di un’operazione formale, naturalmente collegata e conseguente
alla costruzione del quadro nazionale, ma anche e al contempo di un’azione sostanziale che deve vedere
coinvolti tutti gli operatori dell’istruzione e della formazione a qualunque livello e di qualunque segmento.
In concreto, la Raccomandazione richiede che nella progettazione e nell’erogazione di ogni percorso di
apprendimento completo (sia esso di istruzione, di formazione professionale iniziale, di formazione
continua, di apprendimento sul luogo di lavoro) o anche solo di singole unità, si consideri sempre
l’esito di certificazione previsto e si dichiari sempre esplicitamente su quale livello del quadro europeo
vadano collocati i risultati acquisiti dal discente in uscita da tale percorso.
Un’ulteriore pista di lavoro, ovviamente connessa alla precedente, riguarda infine la rilettura delle
qualificazioni secondo l’approccio dei risultati dell’apprendimento, che implica da un lato una piena
integrazione della dimensione non formale e informale (non sempre semplice, soprattutto laddove il sistema
nazionale di riferimento non possa contare su meccanismi istituzionali e generalizzati di validazione) e,
dall’altro, un necessario ripensamento delle modalità di progettazione, erogazione, valutazione e
riconoscimento dei percorsi formali, con un maggiore orientamento al risultato inteso in termini di
competenze sviluppate dai discenti.
21
La valutazione finale si concretizza quindi, senza peraltro esaurirsi in essa, nel seguente modo:
 con i voti espressi per asse culturale/disciplina che riflettono sia le attività comuni sia quelle svolte
dal singolo docente, oltre alla condotta;
 con la certificazione delle competenze che indica il giudizio di padronanza dell’allievo su una scala di
quattro livelli centrati sui criteri di autonomia, responsabilità, complessità del compito,
consapevolezza ed efficacia, in accordo con la metodologia EQF.
La coerenza tra i voti e i giudizi per livelli della certificazione oltre ad essere assicurata dal riferimento agli
stessi traguardi formativi, è garantita formalmente dall’iscrizione dei voti delle attività singole e comuni sui
registri dei singoli docenti.
22
CAPITOLO 8 – VERIFICA E VALUTAZIONE
La valutazione è parte integrante della programmazione, serve a verificare:
 il raggiungimento degli obiettivi programmati;
 l’efficacia dell’intervento formativo;
 l’eventuale necessità di strategie di recupero.
Al fine di una corretta valutazione gli obiettivi devono essere chiaramente esplicitati e misurabili.
La valutazione del processo formativo si articola in 3 fasi:
DIAGNOSTICA
FORMATIVA
Si rilevano i requisiti di partenza e si individuano le strategie da attivare.
Si sviluppa un continuo monitoraggio dell’azione formativa per poterla
regolare, orientare, ridefinire o confermare.
Riassume l’efficacia del lavoro svolto in termini di competenze, abilità e
conoscenze. Risultano fondamentali le competenze acquisite e le conseguenti
SOMMATIVA
capacità di problem solving.
Lo studente è coinvolto attivamente nel processo di valutazione e sarà aiutato ad essere consapevole del
proprio apprendimento, al fine di conoscere:

l’obiettivo (dove deve arrivare)

l’iter operativo (percorso da compiere)

il livello di raggiungimento dell’obiettivo.
VALUTAZIONE ALUNNI STRANIERI
Secondo il riferimento normativo, D.P.R. 394/1999, si sostiene la necessità di strutturare percorsi di
apprendimento individualizzati, progetti di lavoro facilitati e differenziati a seconda dello svantaggio
linguistico, nonché sistemi valutativi idonei. La valutazione sarà prevalentemente formativa, terrà conto dei
progressi, della partecipazione ai corsi di alfabetizzazione organizzati dalla scuola e dei livelli linguistici
gradualmente raggiunti.
VALUTAZIONE ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI
Sono numerosi i ragazzi diversamente abili che si iscrivono al nostro istituto, chiedendo una risposta ai loro
bisogni educativi e formativi. La presenza nel piano di studio di numerose ore di materie pratiche e
professionali permette un inserimento positivo all’interno dell’istituzione scolastica e del contesto classe e
una conseguente e concreta possibilità di integrazione. I docenti curricolari insieme agli insegnanti di
sostegno vigilano sui progressi dei ragazzi e avviano progetti di apprendimento, socializzazione e alternanza
scuola-lavoro. La programmazione dei ragazzi in situazione di handicap può essere differenziata (in tal caso
l’allievo/a al termine del percorso di studi riceverà un attestato di frequenza con le competenze acquisite) o
per obiettivi minimi (in tal caso riceverà il diploma come i suoi pari). La valutazione sarà conformemente
graduata, tenendo conto degli obiettivi concordati tra docenti, ULS e famiglie e si privilegeranno i progressi
formativi su quelli sommativi
VALUTAZIONE ALUNNI CON DSA
Per gli alunni con difficoltà specifiche di apprendimento (DSA) adeguatamente certificate, la valutazione e la
verifica degli apprendimento devono tener conto delle specifiche situazioni degli alunni. A tali fini, nello
svolgimento dell’attività didattica e delle prove di verifica, sono adottati gli strumenti metodologico –
23
didattici compensativi e dispensativi ritenuti più idonei. Il piano educativo formativo e gli strumenti di
verifica sono concordati tra docenti, famiglia e specialisti che seguono i ragazzi, come da normativa vigente.
CRITERI GENERALI PER GLI SCRUTINI
In sede di scrutinio per tutti gli alunni, parallelamente al profitto e agli obiettivi conseguiti, saranno valutati
le capacità, le attitudini e gli altri elementi che caratterizzano la personalità dell’allievo. Il voto proposto in
vista dello scrutinio è espresso come numero intero positivo (compreso tra l e l0), non emerge dalla semplice
media dei voti ottenuti ma terrà conto del miglioramento progressivo realizzato durante l’anno scolastico.
Il numero delle assenze, pur non essendo di per se stesso preclusivo della valutazione del profitto, incide,
tuttavia, negativamente sul giudizio complessivo; la frequenza assidua e la partecipazione attiva alla scuola
sono elementi positivi che concorrono alla valutazione favorevole del profitto dell’alunno.
I voti di profitto misurano specifiche prestazioni degli alunni e non i comportamenti per i quali vi è il voto
di condotta.
Il voto di comportamento concorre, insieme alle valutazioni degli apprendimenti, alla definizione dei crediti
scolastici della terzultima e della penultima classe. Per gli alunni che non conseguono la sufficienza in una o
più discipline lo scrutinio è sospeso e rinviato nei termini previsti dall’ordinanza ministeriale 5 novembre
2007, n. 92.
LA PROMOZIONE
Lo studente è promosso alla classe successiva se ha raggiunto un voto non inferiore a sei decimi in ogni
disciplina di studio e nel comportamento. L’obiettivo complessivo della scuola resta comunque il
raggiungimento, da parte di ogni studente iscritto, degli obiettivi che caratterizzano l’Istituto nell’indirizzo
scelto.
La "ripetenza" va comunque considerata come uno dei modi per recuperare e raggiungere, con tempi diversi,
gli obiettivi dell’Istituto.
DEBITI FORMATIVI
(D.M. 80/2007)
Se lo studente, al termine delle lezioni annuali, non consegue la sufficienza in una o più discipline, il
Consiglio di classe può procedere al rinvio a settembre della formulazione del giudizio finale. La scuola
comunica subito alle famiglie, per iscritto, le decisioni assunte dal Consiglio di classe, indicando le specifiche
carenze rilevate.
IL RECUPERO DEI DEBITI FORMATIVI
Alla notifica del debito, dopo lo scrutinio, lo studente e i genitori sono avvisati, tramite lettera con dettagliato
resoconto delle carenze manifestate, sul voto effettivo proposto e il piano di lavoro per il recupero. L’istituto
organizza e svolge, prima dell’inizio delle lezioni dell’anno scolastico successivo, le attività di recupero.
Il Consiglio di classe procede alla verifica dei risultati conseguiti e alla formulazione del giudizio definitivo
che, in caso di esito positivo, comporta l’ammissione dell’alunno alla frequenza della classe successiva.
L’ESAME DI STATO
L'esame di Stato comprende tre prove scritte ed un colloquio. La prima prova scritta è intesa ad accertare la
padronanza della lingua italiana o della lingua nella quale si svolge l'insegnamento, nonché le capacità
espressive, logico - linguistiche e critiche del candidato; essa consiste nella produzione di uno scritto scelto
24
dal candidato tra più proposte di varie tipologie tradizionali e non, individuate annualmente dal Ministero
dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca.
La seconda prova scritta è intesa ad accertare le conoscenze specifiche del candidato ed ha per oggetto una
delle materie caratterizzanti il corso di studio. La terza prova, a carattere pluridisciplinare, è intesa ad
accertare le capacità del candidato di utilizzare ed integrare conoscenze e competenze relative alle materie
dell'ultimo anno di corso, anche ai fini di una produzione scritta, grafica o pratica. La prova consiste nella
trattazione sintetica di argomenti, nella risposta a quesiti singoli o multipli, ovvero nella soluzione di
problemi o di casi pratici e professionali o nello sviluppo di progetti. La prova è strutturata in modo da
consentire anche l'accertamento della conoscenza delle lingue. Il colloquio tende ad accertare la padronanza
della lingua, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle nell'argomentazione e di
discutere ed approfondire sotto vari profili i diversi argomenti.
I CREDITI SCOLASTICI E FORMATIVI
A determinare l’esito conclusivo dell’esame di stato del quinto anno, concorreranno i punteggi derivanti da:

credito scolastico (media dei voti finali del 3° - 4° - 5° anno);

credito formativo ( attività extrascolastiche documentate e coerenti con il corso di studi).
IL VOTO DI CONDOTTA
Ai sensi degli artt. 2 e 3 del D.L. IO settembre 2008, n. 137, convertito con legge 30 dicembre 2008, n" 169",
il voto di condotta viene attribuito collegialmente dal Consiglio di classe. Il 5 in condotta produce come
conseguenza la non ammissione all’anno successivo o all’esame di stato e inoltre influisce sulla
determinazione dei crediti scolastici. L’attribuzione del voto seguirà la seguente griglia di valutazione.
FREQUENZA E
PUNTUALITÀ IN
CLASSE
Frequenza assidua
e puntualità in
classe
PARTECIPAZIONE
E RELAZIONE CON
GLI ALTRI
Propositiva e
collaborativa. Ruolo
trainante nelle classe
Frequenza assidua
e puntualità in
classe
Positiva e
collaborativa
Frequenza e
puntualità non
sempre regolari
Sufficientemente
collaborativo e
corretto con gli altri
RUOLO
ALL’INTERNO
DELLA CLASSE
RISPETTO DEL
REGOLAMENTO
SANZIONI
DISCIPLINARI
Scrupoloso nel
rispettare il
regolamento
10
Rispettoso del
regolamento
9
Lievi infrazioni al
regolamento.
8
Passivo e non
propositivo
Infrazioni del
regolamento con
ammonimenti e/o
sporadici richiami
scritti sul registro di
classe anche scritti
del DS.
7
Corretto e
responsabile
Corretto e
responsabile ed
esente da
richiami scritti
Non sempre
emergente nella
classe
Frequenza
irregolare e/o
scarsa puntualità
Scarsamente
collaborativa e non
sempre corretta
Frequenza
discontinua e
puntualità al limite
dell’accettabilità
Non collaborativa né
propositiva.
Partecipazione
passiva
Non sempre
responsabile nelle
attività proposte
Infrazioni del
regolamento con
alcune infrazioni
disciplinari (1)
Frequenza
Persistenza nella
Negativo
Gravi infrazioni al
Sospensioni dalle
lezioni con
comportamenti non
idonei. I giorni di
sospensione non
superano i 15 gg.
Sospensione dalle
6
5 (2)
25
discontinua e
puntualità saltuaria
mancata
collaborazione e
relazioni conflittuali
con gli altri
Frequenza e
puntualità scarse o
nulle
Assoluta mancanza
di partecipazione e
relazione con gli altri
all’interno della
classe con
atteggiamenti di
disturbo e chiari
intenti di intralcio
alle attività
Totalmente
negativo sotto
tutti i punti di
vista
regolamento,
ripetute e lesive
della dignità
dell’individuo (1)
Gravi infrazioni al
regolamento,
ripetute e lesive
della dignità
dell’individuo (1)
lezioni per più di 15
gg. continuativi
irrogate dal consiglio
di istituto. Non
ammissione alla
classe successiva o
agli esami di stato.
Sospensione dalle
lezioni per più di 15
gg. Irrogate dal
consiglio di istituto.
Non ammissione alla
classe successiva o
agli esami di stato.
4
(1) Offese verbali, atti di bullismo, aggressione fisica, minacce, utilizzo improprio e/o danneggiamento della
attrezzature della scuola, sottrazione di beni altrui, atti vandalici, contraffazioni e/o falsificazioni di documenti,
uso e spaccio di sostanze stupefacenti, reati di natura sessuale o che creino una concreta situazione di pericolo
per l’incolumità personale ed altrui.
(2) Per l’attribuzione di questo voto è necessaria la presenza di almeno 3 dei seguenti indicatori, uno dei quali deve
essere necessariamente l’ultimo.
26
CAPITOLO 9 – RECUPERO, SOSTEGNO E APPROFONDIMENTO
RECUPERO E SOSTEGNO
Per sostenere lo studente in difficoltà, la scuola organizza interventi di recupero e di sostegno in diversi
momenti dell’anno scolastico. Le attività di recupero potranno essere in orario curricolare o extracurricolare
e assumere diverso carattere:
 corsi pomeridiani brevi rivolti a gruppi di alunni;
 sportello con frazionamento dei gruppi classe;
 corsi di alfabetizzazione per alunni stranieri.
La Scuola organizza gli IDEI estivi con docenti interni o esterni con l’obiettivo di far recuperare agli allievi le
carenze manifestate durante l’anno scolastico e di superare il debito.
Per una più completa trattazione dell’argomento si rimanda ai Criteri generali relativi all’organizzazione
didattico - educativa dell’Istituto, approvati dal Collegio docenti in data 14 maggio 2009.
ACCOGLIENZA E ORIENTAMENTO
L’Artusi segue con cura la dimensione dell’orientamento scolastico nella consapevolezza che da essa
dipende il successo del processo educativo che si traduce nella formazione di personalità competenti,
autonome e consapevoli del ruolo che andranno a ricoprire nella società attuale con conseguente ricaduta
positiva sull’intero sistema socio-economico. La scuola organizza le seguenti attività di per l’orientamento in
entrata:
 scuole aperte;
 forum Orientamento Scolastico e Formativo;
 progetto Orientativo in Rete;
 visite nelle scuole secondarie di primo grado richiedenti tale azione;
 orientamento e sportello per le famiglie;
 mini-stages.
La scuola si occupa inoltre dell’orientamento in uscita:
 progetto in Rete S.U.L. Scuola, Università & Lavoro ;
 orientamento degli studenti interni verso la scelta post diploma;
 partecipazione a Fiere, Seminari e Giornate di Orientamento Universitario;
 collegamenti con Enti esterni: Regione, Provincia; USP, USR, Università, Informagiovani, Adecco,
Associazioni di categoria.
COMUNICAZIONI SCUOLA - FAMIGLIA
Il rapporto scuola-famiglia si esplica con:
 incontri con il singolo docente per un’ora settimanale;
 incontri collegiali con il Consiglio di classe;
 informativa, anche con lettere individuali, sulla vita scolastica dello studente;
 richiesta di coinvolgimento nelle attività di integrazione formativa;
 partecipazione agli Organi Collegiali;
 partecipazione alle scelte di politica scolastica generale;
 registro elettronico delle valutazioni.
27
CAPITOLO 10 – SPAZI PER APPRENDERE E MENSA
Presso l’Istituto Artusi, alle lezioni nelle aule, si alternano lezioni svolte nei specifici laboratori in cui gli
studenti applicano il sapere e il saper fare. Le attività si svolgono in appositi ambienti:
 Quattro
cucine attrezzate;
sale ristorante con Bar;
 Front Office;
 Lavanderia e stireria;
 Magazzino alimentari;
 Due laboratori di informatica;
 Laboratorio linguistico;
 Palestra;
 Aula magna.
 Due
Gli studenti inoltre possono usufruire di un servizio mensa, previa prenotazione, ad un costo accessibile. Il
pasto caldo comprende un primo piatto con eventuale ripasso, un panino, un frutto o dessert e acqua.
Durante la pausa pranzo è garantita la sorveglianza.
28
CAPITOLO 11 - MANIFESTAZIONI
Negli anni scolastici 2011/2012 e 2012/2013 l’ “Artusi” è stato presente ai seguenti appuntamenti
professionalizzanti :

20 e 21 gennaio 2011 “Buffet Dirigenti” presso Liceo Scientifico Quadri - Vicenza

27 gennaio 2011 “ Banchetto Prefettura” – Vicenza

28 marzo/ 02 aprile/ 17 maggio 2011 “Meno Alcool Più Gusto” – Vicenza

07/04, 14/04, 28/04, 05/05 e 12/05 2011 “Collaborazione Associazione Industriali” – Vicenza

08 aprile 2011 “Manifestazione Valorizzazione dei formaggi - Palazzo Festari” - Valdagno

30 aprile 2011 “Sballando Ballando” Regione Veneto – Vicenza

21 maggio 2011 “Festa della Polizia” – Vicenza

22 maggio 2011 “ Convegno Annuale Insegnanti di Religione” - Recoaro Terme

27 e 28 maggio 2011 “Festival della Ristorazione” – Piazzola sul Brenta

28 e 29 maggio 2011 “Comunità Montana Agno-Chiampo” – Cornedo Vicentino

03/06/2011 “Amici del Teatro” – Recoaro Terme

25 settembre 2011 “Festival del Vino” - Gambellara

15 ottobre 2011 “Convegno Fonti Di Recoaro” - Recoaro Terme

22 ottobre 2011 “Buffet Cooperativa ONLUS” - Schio

22 ottobre 2011 “Buffet Associazione Nazionale Carabinieri” - Piovene Rocchette

23 ottobre 2011 “Inauguraziona Cantina Cà dell’Orco” - Altissimo

29 ottobre 2011 “ Cena Ordine dei Medici” a Palazzo Barbarano – Vicenza

03 novembre 2011 “Banchetto Prefettura” al Museo del Risorgimento – Vicenza

11 dicembre 2011 “Festa del radicchio”(raccolta fondi per Onlus) – Asigliano

16 e 17 dicembre 2011 “Telethon” BNL – Vicenza

17 dicembre 2011 “ Banchetto Prefettura” – Vicenza

01 aprile 2012 “Raduno Motociclisti” – Recoaro Terme

17 aprile 2012 “Cena Ist. Prof. Valdagno” – Recoaro Terme

20 aprile 2012 “Cena di gala a Muzzolon” – Cornedo Vicentino
29

21 aprile 2012 “Convegno Medici” Palazzo Festari – Valdagno

23 settembre 2012 “Servizio vini per il Consorzio sulla tutela della D.C.O. dei vini – Gambellara

07 ottobre 2012 “ Pranzo per la cooperativa sociale alcolisti” - Carrè

18 ottobre 2012 “ Cena per l ‘Accademia della cucina italiana” – Recoaro Terme

25 ottobre 2012 “ Cena per la Confindustra di Vicenza “ – Recoaro Terne

30 novembre 2012 “ Cena di gala per la Proloco di Montecchio Maggiore”

02 dicembre 2012 “ Pranzo per la Proloco di Montecchio Maggiore

02 dicembre 2012 “ Scuola Aperta “- Recoaro Terme

09 dicembre 2012 “ Pranzo nel comune di Asigliano Veneto”

10 dicembre 2012 “ Buffet Villa Cordellina “ – Vicenza

15 e 16 dicembre 2012 “Telethon” BNL – Vicenza

14 e 21 dicembre 2012 “ RSA Azzurra ULSS5- Valdagno”

20 gennaio 2013 “ Scuola Aperta “ – Recoaro Terme

25 gennaio 2013 “ Cena di solidarietà per Paola” – San Bonifacio

20 marzo 2013 “ Buffet Confindustria Valdagno “

22 marzo 2013 “ Comunità Europea “ - Fiera di Vicenza

22 marzo 2013 “ Cena di gala Muzzol” – Cornedo Vicentino

27 marzo 2013 “ Buffet Biblioteca Comunale di Carrè”

20 aprile 2013 “ Palazzo Festari “ – Valdagno

22- 23 aprile 2013 “Buffet Biblioteca di Valdagno”

30 aprile “ Cena di Gala 50 °” – Recoaro Terme

21 maggio 2013 “ Buffet Villa Cordellina” – Montecchio Maggiore

29 giugno 2013 “ Cena sotto le stelle “ – Cornedo Vicentino
30
CAPITOLO 12 – CONCORSI
L’Istituto “Artusi” partecipa a concorsi e gare provinciali, regionali, nazionali e internazionali. Prepara i
ragazzi e li abitua a lavorare a contatto con il territorio, valorizzando sia risorse locali sia quelle a più ampio
raggio.
Negli anni scolastici 2011/2012 e 2012/2013, la scuola ha partecipato alle seguenti attività di concorso :
Serate gastronomiche “Premio Severino Trentin” – Concorso per studenti del ristorativo
-
19/05/2011 – 29/09/2011 – 24/11/2011 – 02/02/2012 – 17/05/2012
Gran Trofeo della Ristorazione Italiana a Montichiari – febbraio 2010:
1.
Secondo classificato per la realizzazione del primo piatto
Gara Nazionale Istituti Alberghieri a Vittorio Veneto – maggio 2010:
1.
Primo Classificato come Migliore Istituto
2.
Primo Classificato Settore Sala-Bar
3.
Secondo Classificato Settore Ricevimento
4.
Quarto Classificato Settore Cucina
Concorso Illy Maestro dell’Espresso – Junior 2010 a Riccione – maggio 2010
1.
Secondo Classificato Settore Sala-Bar
Gara Internazionale Istituti Alberghieri AEHT a Lisbona (Portogallo) – novembre 2010:
1.
Terzo Classificato Settore Cucina
Gara Nazionale Istituti Alberghieri a Giarre – maggio 2011:
1.
Primo Classificato come Migliore Istituto
2.
Primo Classificato Settore Ricevimento
3.
Secondo Classificato Settore Cucina
4.
Quarto Classificato Settore Sala-Bar
Gara Internazionale Istituti Alberghieri AEHT a L’Aja (Olanda) – novembre 2011:
2.
Secondo Classificato Settore Sala-Bar
31
Gara “Meno Alcool Più Gusto” a Vicenza – febbraio 2012
1.
Primo Classificato per Creazione cocktail analcolico
Gastro 2012 a Dubrovnik (Croazia) – aprile 2012:
1.
Secondo Classificato Settore Sala-Bar
Intergastra a Stoccarda (Germania) – 2012:
1.
Primo Classificato Settore Cucina
2.
Secondo Classificato Settore Cucina
Gara Nazionale Istituti Alberghieri a Roma – maggio 2012:
1.
Primo Classificato come Migliore Istituto
2.
Primo Classificato Settore Ricevimento
3.
Terzo Classificato Settore Sala-Bar
Gran Trofeo della Ristorazione Italiana a Montichiari – febbraio 2013
Gara “Meno Alcool Più Gusto” a Vicenza – febbraio 2013
1.
Primo Classificato per Creazione cocktail analcolico
Gara Nazionale Istituti Alberghieri a Arma di Taggia – maggio 2013
Concorso Illy Maestro dell’Espresso – Junior 2013 a Riccione – maggio 2013
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