Anno III
Numero 3
23 aprile 2011
€ 1,00
Redazione e pubblicità: TRIESTE - Via Fabio Filzi 9 - tel. 040 771103 - Fax 040 3725881 - Mailbox [email protected] - inteRnet www.iltuono.it - ESCE IL SABATO
Le nostre regole sono: una stretta di mano tra gentiluomini, dire sempre la verità, non avere paura e dare “voce” ai bisognosi
Eccomi ancora qua, come ne
abbiamo parlato e scritto tantissime volte, su quante difficoltà
ho incontrato per difendere e
amare questa nostra Trieste.
L’idea e la volontà per proteggere questa nostra splendida città nasce già nel 2005,
ma subito vengo ostacolato da
elementi che a parole cercavano
di difendere la città, ma di fatto
avevano soltanto la “necessità”
di ottenere una poltrona legata
ai vari partiti.
Dopo anni di assurde cause
e ingenti spese, decido da solo
di costituire una lista civica non
legata ad alcun partito politico,
chiamandola “AMARE TRIESTE”,
che significa non proprietà del
sottoscritto ma di tutti i cittadini residenti nel nostro territorio
che amano e cercano di proteggere la nostra Trieste.
La partenza della lista inizia
subito con molteplici difficoltà,
pari ad una scalata sul monte Everest a piedi nudi. Poche,
oneste e valide persone cercano in tutti i modi di darmi una
mano in maniera disinteressata
per il mio progetto. Contemporaneamente viene distribuito
il nostro programma ed inizia
la corsa alla sottoscrizione per
la presentazione della lista alle
prossime elezioni Comunali del
15 e 16 maggio prossimi.
La lista “AMARE TRIESTE”
è nata per una totale autonomia
del nostro territorio che altrimenti è destinato a morire. Sarà
proprio la totale autonomia il
programma fondamentale della lista per il rilancio di Trieste,
sono convinto quanto prima di
coinvolgere attivamente con la
propria firma almeno 50.000
persone, per bloccare questo
enorme e vergognoso sperpero
di denaro pubblico grazie alla
complicità dei nostri politici,
che hanno distrutto e portato ad
una profonda e spaventosa crisi
la nostra città. Tra i vari validi
collaboratori incontro Ibra Kà,
dove qui a fianco troverete la
sua storia. Ancora un grazie ai
nostri lettori e collaboratori.
La lista fa ricorso
prima esclusa e poi...
La lista civica Amare Trieste viene “bocciata” dalla commissione elettorale per un “vizio” sulle autentiche
“Regolamento poco chiaro ed esclusione opinabile. Inevitabile il ricorso”
Disagi a Barcola
pag 11
scienze
pag 12
animali
pag 13
Università
pag 14
itinerari/sapori
pag15
monfalcone
pag 16
Conosciamo il giovane senegalese
che abbraccia il progetto di Daniele Pertot
Chi è Ibra Kà?
Sono originario del Senegal, nato a Dakar, vivo da dieci anni a Trieste e ho una bambina
nata in questa bella città che amo molto, attualmente sono impiegato in un’azienda di
refrigerazione triestina.
Perchè lei ha aderito ad “Amare Trieste”? Ho conosciuto Daniele Pertot e mi ha fatto
conoscere il suo programma. Amare Trieste è una lista civica “pulita” non legata ad alcun
partito politico, con delle proposte che mi convincono in tutti i suoi punti. Così mi sono
unito a lui e alla sua squadra per la salvaguardia e il benessere della “nostra” Trieste.
Continua a pag. 8
Daniele Pertot
Se ami TrieSTe
SvegLiaTi !!!
monDo giovanile
pag 17
sport
pag 18-21
spettacolo
16-25
La redazione
augura
Buona Pasqua
a tutti i lettori
2 q il tuono
Sabato, 23 aprile 2011
Pubblicità elettorale a pagamento. COMMITTENTE: DANIELE PERTOT - C.F. PRTANL41E28L424J
il tuono q 3
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8 q il tuono
Sabato, 23 aprile 2011
Intervista con Ibra Kà
un senegalese che ama Trieste
Chi è ibra Kà?
ma lEi allora ama TriEsTE?
Sono originario del Senegal, nato a
Dakar vivo da dieci anni a Trieste e
ho una bambina nata in questa bella
città che amo molto, attualmente
sono impiegato in un’azienda di
refrigerazione triestina.
Sono innamorato della mia città e
quando mi allontano per un periodo,
al mio ritorno passando per il
casello dell’autostrada di Lisert,
sento il vento fresco e le folate di
bora, e non vedo l’ora di rivedere il
mare il Carso panorami unici che
solo Trieste offre.
“PErChè lEi ha adEriTo ad
“amarE TriEsTE”?
Ho conosciuto Daniele Pertot
e mi ha fatto conoscere il suo
programma. Amare Trieste è una
lista civica “pulita” non legata ad
alcun partito politico, con delle
proposte che mi convincono in tutti i
suoi punti. Così mi sono unito a lui e
alla sua squadra per la salvaguardia
e il benessere della “nostra” Trieste.
Qual’è la ConsidErazionE
di TriEsTE?
Trieste è una città ricca di passato
storico e piena di potenzialità per il
suo sviluppo economico industriale
e turistico.
Il porto è la chiave di rilancio della
città, dobbiamo sfruttare questa
possibilità per non avere poi rimorsi
verso le future generazioni. A
livello industriale Trieste può dare
tantissimo perchè ci sono tante
piccole e medie imprese che hanno
bisogno di ampliare la loro attività
anche se ci sono ostacoli burocratici
che spesso bloccano la loro crescita
ed il loro sviluppo.
Una riflessione: siamo più di
duecentomila abitanti e possiamo
aumentare il nostro benessere senza
pensare a progetti megagalattici
che poi non riusciamo mai a
concretizzare.
La seconda forza di Trieste sono
i nostri senior (anziani) che sono
testimoni del passato e tramite la
loro saggezza ed esperienza possono
sempre dare a noi e a Trieste
qualcosa di più.
Perchè non formare un “consiglio
onorario dei senior” ?
Questo organo potrebbe dare
un contributo di saggezza e di
esperienza alla città. Trieste che in
passato è stata un pezzo di storia
asburgico ora deve rinascere e
ridiventare fiorente. Per farlo il
primo passo è investire di più nelle
scuole per preparare culturalmente i
nostri figli ad entrare nel mondo del
lavoro e dello studio universitario.
Solo così si formano i cittadini che
un giorno dirigeranno la nostra città.
ViVEndo a TriEsTE Cosa
PEnsa dEi TriEsTini ?
I punti di forza di Trieste sono
proprio l’ospitalità ed il rispetto per
la persona, sono questi due segni
di civiltà che danno a chi viene a
vivere a Trieste un senso di sicurezza
tranquillità e serenità.
La cronostoria della Lista Amare Trieste
dalla presentazione al ricorso al Tar
Tappa 1
Decidiamo di presentare in poco tempo una
Lista civica indipendente, dopo aver studiato
attentamente un programma per un cambiamento della nostra città (un libretto e non un
volantino). Iniziamo a raccogliere consensi e
adesioni per la candidatura dei membri della
Lista (candidati Sindaco e Consiglieri).
La prima parte l’abbiamo passata a “lottare”
contro la burocrazia amministrativa (assurda e
complicata), non avendo mai avuto esperienze
politiche e non volendo appoggiarci a nessun
partito politico. L’iter è stato rallentato, ma alla
fine l’abbiamo “spuntata”.
Tappa 2
La seconda difficoltà è stata reperire i pubblici
ufficiali per l’autentificare la raccolta delle firme.
Lo statuto presunto (stampando il documento
la parola non compare) ci propone alla pagina 15
quest’elenco: le firme dei sottoscrittori delle liste
e degli altri documenti da allegare alla dichiarazione di presentazione delle candidature devono
essere autenticate da uno dei seguenti pubblici
ufficiali
Tappa 3
Riusciamo a reperire 1 notaio e 1 giudice di
Pace che gratuitamente si mettono a disposizione per l’autentica delle firme con tempo e
disponibilità purtroppo limitate.
Nei giorni antecedenti alla scadenza di consegna liste, riusciamo a reperire un ulteriore
Giudice di Pace, di servizio a Udine ma residente a Trieste. Tale giudice gratuitamente
si mette a disposizione in Piazza Goldoni per
“certificare” le firme dei nostri sostenitori e
dei cittadini, che appoggiano e condividono il
nostro programma.
Elenco
Tappa 4
Consegna dei documenti.
riusciamo a raccogliere oltre 400 firme in
pochi giorni, ma le stesse autenticate dal
Giudice di Pace di udine, ci vengono contestate per ragioni incredibili e burocratiche.
domenica 17 aprile alle 21.30 ci comunicano
di recarsi immediatamente all'ufficio della
Commissione elettorale per la consegna di
un verbale e dopo varie discussioni ci raggiunge il dirigente responsabile ci consegna
un ulteriore verbale (22.55) e dopo questa
inusuale procedura (il verbale doveva essere
dato ai delegati di lista) scopriamo che siamo
stati esclusi dalle elezioni amministrative
notaio, giudice di pace, cancelliere e collaboratore delle cancellerie delle corti d’appello
e dei tribunali, segretario della procura della
repubblica, presidente della provincia, sindaco,
assessore comunale, presidente del consiglio
comunale, presidente del consiglio provinciale,
presidente del consiglio circoscrizionale, segretario comunale, segretario provinciale, funzionario
incaricato dal presidente della provincia, consigliere comunale che abbia comunicato la propria
disponibilità al sindaco del comune, consigliere
regionale .
Tappa 5
Ricorso
al Tar!
Per noi il rapporto con i lettori è fondamentale,
ed è grazie al vostro consenso ed alla vostra collaborazione
che potremo realizzare assieme un buon giornale della gente, per la gente
Sabato, 23 aprile 2011
Sette giorni di notizie
NoTiziE Di TriESTE croNaca
Porto
Entro la fine dell’estate sarà firmata l’intesa StatoRegione per avviare il progetto del superporto Trieste-Monfalcone presentato un anno fa da Unicredit.
Ad annunciarlo il ministro degli Esteri Franco Frattini. Lo stesso ministro ha commentato con soddisfazione la collaborazione dei porti dell’Alto Adriatico.
Fallimento For Trans
I fatti risalgono al 2007, quando la società viene dichiarata insolvente da alcuni creditori, con successiva
dichiarazione di Fallimento.
Dopo l’arresto, dell’amministratore delegato, nei
giorni scorsi per bancarotta fraudolenta, sono scattate le manette anche per un socio della società per gli
stessi capi di imputazione.
Centro massaggi cinese a luci rosse
No, non sono le lanterne rosse dei cinesi a far parlare ma, questa volta i massaggi erano “rossi”, a luci
rosse.
A Trieste in via San Maurizio, la squadra mobile
ha effettuato
un sequestro
preventivo
del
centro
massaggi,
dove giovani ragazze di
nazionalità
cinese, offrivano prestazioni sessua-
LA MALA SOCIETA’
QUALE RIMEDIO ? - 3
Ci sono leggi di varia matrice: le
leggi emesse in regime di dittatura
e quelle in regime di democrazia e
poi tutte quelle intermedie tra i due
estremi.
Le leggi emanate da governi totalitari sono a senso unico. Chi le fa le
impone e spesso con la forza, salvo
non rispettarle quando fa comodo.
E i “cittadini” sono più schiavi che sudditi. Il despota
non accetta voci discordanti, critiche, legittimi diritti
del popolo.
Soffoca nel sangue ogni tentativo di ribellione.
I media sono imbavagliati se non ossequiosi. L’opposizione non esiste, ammesso solo qualche innocuo
partitello che magari fa il doppio gioco. Noi (occidentali), che dopo secoli di dolorose esperienze abbiamo finalmente scoperto il buon senso di una certa
libertà che ci affranca dalle passate dittature, siamo
convinti di aver trovato la formula socio-politica per
un decente sistema di vita che rispetti il più possibile
i diritti dei cittadini.
La democrazia permette e/o promette tali garan-
il
tuono
Vittorio Sgarbi sembra intenzionato ad assegnare a Trieste una sede “distaccata” della Biennale di
Venezia.
Si tratterebbe del magazzino 26 e con questa iniziativa (che permetterebbe il restauro dell’edificio)
verrebbe interrotto il sistema di Porto Franco, che
permetterebbe l’ingresso dei visitatori in Porto Vecchio.
Barcola
Serviranno 60 mila
euro per rimettere a posto il lungomare di Barcola: normale e straordinaria manutenzione.
Il problema principale è causato dalle
mareggiate
invernali
(siamo quasi a maggio)
e come abbiamo riportato nel nostro giornale
(numero del 9 aprile)
gli interventi dovranno
essere fatti per giardinaggio e docce. E fare
una
manutenzione
mensile?
SETTIMANALE PER TRIESTE
E DINTORNI
EditorE: Il Tuono di Daniele Pertot
34132 triEstE - Via Fabio Filzi 9
Tel.+39 040.771103 - Fax +39 040.3725881
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li in cambio di denaro.
Sono due gli arresti per favoreggiamento della
prostituzione e secondo le indagini il lavoro “extra”
fruttava ai due cinesi mille euro al giorno.
Porto vecchio e la “biennale”
il tuono q 9
dirEttorE rEsponsabilE
Gerardo Cavallo
rEdaZionE
Massimo Laudani, Denis Locoselli, Ilaria Colautti, Anna Keber
pubbliCità: Il Tuono
34132 triEstE - Via Fabio Filzi 9
Grafica e impaginazione in proprio
Tipografia: Edigraf Trieste - Via dei Montecchi 6
Distribuzione: Litoranea Editoriale S.r.l.
Mofalcone (Gorizia) - Via Bagni Nuova
Autorizzazione Tribunale di Trieste 1169 del 18 marzo 2008
Questo numero e stato chiuso per la stampa il 22 aprile 2011, ore 12
Diritti riservati
I numeri arretrati si trovano presso
la redazione a Trieste, via Filzi, 9
commercio locale”
Droga
Fondazione Gaslini fa dietro marcia
Ennesimo caso. Questa volta è la Fondazione Gaslini che aveva richiesto la concessione per costruire
un Mega store di articoli sportivi nell’area da poco
bonificata vicino allo scalo Legnami.
Una bonifica pagata dalla Fondazione che, oltre
alla bonifica da amianto, ha iniziato a “costruire”
(lasciati gli “scheletri” edili).
Il Comune aveva dato l’autorizzazione per poi tornare indietro e temporeggiare.
La Fondazione Gaslini, senza certezze ha bloccato
i lavori, poi la doccia fredda.
Dipiazza si giustifica: “non potevamo affossare il
zie… si, ma molto spesso solo sulla carta. Chiunque
gestisce il potere, democratico o meno, non agisce
per i begli occhi dei cittadini che, illudendosi di aver
liberamente scelto…
Scelto che cosa?
Proviamo a passare in rassegna il
complesso sistema voto – politica – risultati. In democrazia i cittadini scelgono per prima cosa tra i due millenari
sistemi: Monarchia o Repubblica. Poi si
sceglie un adeguato tipo di Costituzione
che dovrà regolare le future leggi. E qui
cominciano i guai.
Una Costituzione, elaborata da gruppi di diversa
concezione di valori per cui spesso in conflitto tra
loro, per quanto efficace possa risultare, non può
vedere oltre la realtà e le necessità del periodo in cui
viene alla luce. Solo a distanza di qualche decennio
se non anno, molti elaborati articoli risulteranno
non più rispondenti alla nuova situazione sociale:
soprattutto in un mondo che si evolve (leggi deteriora) con una cadenza ormai semestrale. I legislatori
fanno fatica a tener conto dei dettami della Costituzione, che col passare degli anni si rivela una trappola da cui non è più possibile uscire.
Abbiamo ai giorni nostri l’esempio lampante
del paradosso dei diritti umani.
Tutti sanno cosa sono i cosiddetti “diritti
Altra operazione antidroga
a Trieste. Dopo
l’arresto della
scorsa settimana nel capoluogo giuliano,
giovedì sono finiti in manette altre 6 persone.
I fatti sono estranei tra loro ma ci fanno capire
quanto stupefacente gira da queste parti.
Sono 19 i chilogrammi sequestrati di Hascisc e Marijuana sequestrati dai carabinieri di Duino Aurisina,
inoltre sono stati sequestrati 20 mila euro, soldi frutto dello spaccio.
Incidenti
Investito da una moto sulle strisce pedonali in via
Fabio Severo, pensionato in prognosi riservata.
L’impatto non è stato violento, secondo alcuni passanti ma il pedone sembrerebbe essere caduto male e
pesantemente sull’asfalto.
umani” e le varie Costituzioni di paesi evoluti (?)
strillano che bisogna rispettarli… Ma se li rispetti
vai contro i tuoi stessi interessi (economici).
Allora, i “clandestini” o profughi, o bisognosi
di asilo politico che bussano alla nostra porta che
ostenta sfacciata opulenza, li dobbiamo accogliere?
Quanti? Tutti? Saremo capaci di stringerci e di lasciar un po’ di spazio a chi sta enormemente peggio
di noi? Tu, politico pieno di retorica che sbandieri la
causa dei diritti umani, sei disposto a prenderne in
casa qualcuno di questi derelitti?
Tu, ministro religioso che declami la carità in nome
di dio accetteresti qualche famiglia disperata nella
chiostra del tuo riservato convento? Tu, che leggi
queste righe e che vedendo i telegiornali esclami:
“poveretti…” avresti il coraggio di prendere con te
un solo bambino, rimasto orfano in quelle infami
guerre studiate per rendere omaggio al dio petrolio?
Ecco dunque il paradosso! Sulla carta (che
abbiamo scritta noi) si dovrebbe aiutare chiunque
abbia bisogno, ma al momento della prova tutti si
defilano più o meno elegantemente…
Perché l’impegno “pesa” talmente tanto nelle “tasche” di chiunque da … “alleggerirle” inesorabilmente.
Il grillo parlante
10 q il tuono
Sabato, 23 aprile 2011
Il cittadino ci scrive...
Inviateci lettere e segnalazioni a [email protected]
Commercio
Al giornale il Tuono
Buon giorno, sono un’artigiana, per l’esattezza una parrucchiera che ha sempre
lavorato, pagato le tasse e congrua con i studi di settore. Ora però come tanti miei
colleghi non ce la faccio più, ci sono troppe cose da pagare, sempre di più e la concorrenza cinese che pratica dei prezzi stracciati, importando dalla Cina i prodotti che
costano niente, senza IVA, fatturando il minimo indispensabile, mentre noi cittadini
siamo perseguiti dal fisco e se non paghiamo ci portano via quel poco o tanto che
siamo riusciti a costruire.
Non c’è più un controllo, loro fanno il bel e cattivo tempo, e per questo motivo ho
pensato di fare una raccolta di firme, di artigiani, commercianti ecc, per cambiare
questa situazione.
Vi scrivo per avere una collaborazione, un indirizzo di come sviluppare questa
petizione. Credo che ci sarà un’adesione altissima, la gente è stanca di essere presa
in giro, e, insieme, contro il comune, la regione o chicchessia, per garantire il nostro
futuro e quello dei nostri figli!
Aspetto una Vostra risposta in merito.
Cordiali saluti
Severi Alessandra
[email protected]
Evitiamo che i negozi “triestini” finiscano così
Gentile sig.ra Alessandra a mio
avviso la petizione popolare è
un’ottima idea, consegnare le
firme e poi chiedere controlli più
accurati. Io mi organizzerei a
“Rioni”, comitati di quartiere, in
questa maniera i commercianti saprebbero anche chi e come
affitta o vende immobili e nel caso
segnalare attività non congrue.
Non feste per i pensionati bensì aumenti
Nella cronaca di Trieste del giorno 25 marzo scorso si esulta, in un mirato articolo, la festa del tesseramento di ben 2440 pensionati iscritti alla Spi Cgil. A
mio avviso e di molti altri di sinistra, non una festa bisognava celebrare, bensì
un segnale di “allerta”, un prepariamoci a sofferenze e sacrifici maggiori.
Dal 1992, quando l’onorevole populista Amato tolse la perequezione automatica delle pensioni alle categorie più deboli, lasciando ai più forti gli intoccabili
Politici e magistrati in primis. Da quel momento infame i pensionati medio
bassi segnano il passo. Diciamo chiaramente che sono ridotti alla fame, sganciati dalla progressione contrattuale che negli anni maturava nelle categorie di
provenienza: queste vittime, i pensionati, dei vari regimi democratici, socialcentristi ecc., hanno, abbiamo perso il potere d’acquisto delle singole pensioni
(lo afferma la Corte Costituzionale in una delle tante sentenze emesse a favore
dei pensionati deboli).
Nell’ultima di esse, la n.30 del febbraio 2004 tale organo si scatenò contro
l’esecutivo del momento che continuava ad ignorare i pensionati affermando: ricordino i governanti che la proporzionalità e l’adeguatezza non devono
esistere solo al momento del collocamento a riposo, ma vanno costantemente
assicurate anche nel prosieguo della vita.
pochi, e nessuno, con un minimo di buon senso, può non tenerne conto. è vero
che 500 euro non permettono di vivere, ma neanche 900 sono un granchè per
chi, con un titolo di studio in telecomunicazioni, ed un esperienza lavorativa di 25
anni, deve sbarcare il lunario che prevede (ciò che il povero Gino fortunatamente
non ha) anche il pagamento mensile di un affitto. Spero che Lei, Marco, sia in
una situazione migliore.
Devo dire che sono in accordo
con il suo pensiero, anche se per
dovere di cronaca è giusto riportare cosa pensava un lavoratore
della categoria protetta, non è
giudizio ma un suo pensiero. Il
mio pensiero, come il suo, è ritenere che qualsiasi lavoro onesto
sia meritevole di essere fatto, ci
sono laureati che fanno i facchini
e facchini che si fingono laureati e
poi vuol mettere il “fare carriera”
con il lavoro pronto ed impacchettato. Anche sulla questione
guadagni sono in accordo con lei.
Con 500 si vive male, è indubbio, ma guadagnare 1000 euro e pagare mutuo,
bollette e far vivere la famiglia non è cosa semplice. L’erba del vicino è sempre
più verde. Le frasi fatte sono banali ma a volte rispecchiano il pensiero di chi le
dice.
Sede FIGC trasferita a Palmanova
Sono un vostro lettore, volevo chiedervi se potevate “indagare” sull’ormai certo trasferimento
della Federazione Italiana Giuoco Calcio, comitato regionale, da Trieste a Palmanova.Per statuto nazionale della Federazione, la FIGC deve
risiedere nel capoluogo regionale e non può
essere trasferita in altri luoghi. Cosa è successo:
a Trieste si poteva avere all’interno dello stadio
Rocco tutti gli uffici (ci sono già quelli del Coni)
ed il tutto se non gratis, a costi irrisori. In una
recente riunione era stato fatto notare il tutto
ma la risposta era stata: non ci sono parcheggi!
Assurdo. L’assurdità maggiore è che i dirigenti
Il presidente regionale Burelli
regionali hanno chiesto a quelli nazionali di
cambiare lo statuto! Quindi si va a Palmanova,
ma perchè Palmanova dove le società dovranno accollarsi un mutuo per
pagare l’immobile, restaurarlo e a Trieste dove si poteva avere tutto gratis è
stata snobbata. Che interessi ci sono sotto? Anche ad un bambino verrebbe
di pensar male.
P.F. un amante del calcio dilettanti
Caro lettore, questo è un problema che a me personalmente interessa molto, provengo dal mondo del calcio
e mi sono occupato e lo faccio tutt’ora di questo sport.
Da più parti avevo sentito campanelli d’allarme e
devo dire che la vicenda, in effetti, pare assurda.
Perchè spendere soldi per avere una location che si
poteva avere gratis. Una promessa indagheremo.
Antonio Farinelli
Lettera...su articolo della scorsa settimana
IL LAVORO E LE CATEGORIE PROTETTE di Marco Pillin
La mia opinione: di cosa vogliamo parlare prima, dei lavori che i triestini (e italiani) non vogliono fare, perchè non offrono stimoli o degli emigrati extracomunitari
che, con la loro presenza, (purtroppo è vero) riducono la possibilità, alla nostra gente, di trovare un lavoro? Ovvio che quest’ultima affermazione fa a pugni con l’intervista di Marco. Riporto un pezzo dell’articolo: «I lavoratori che solitamente svolgono
quelli nella sua situazione sono di basso profilo, solitamente tali borse lavoro che
arrivano tramite le cooperative sociali e l’azienda sanitaria sono in gran parte di
lavoro fisico; facchinaggio, assistenza agli anziani, giardinaggio, traslochi e pulizie.
Lavori che non stimolano realmente e che danno poche possibilità di integrarsi in un
gruppo o di crescita professionale». Non voglio proseguire su questo discorso che ci
porterebbe lontano, voglio soltanto ricordare a Marco che ogni lavoro (sempre che ci
venga offerto) va affrontato con entusiasmo e non con rassegnazione e piangendosi
addosso. E’ mia sincera convinzione che non vada alimentata la disperazione di chi
vede i problemi in modo parziale e dissociato dalla realtà. Il riferimento al Belgio ed
ai Paesi Bassi, fatta da Gino, non è poi così limpida e semplice. In Italia la situazione “lavoro” è quella che è, ed è inutile che ci lamentiamo e aspettiamo solo dagli altri
la soluzione dei nostri problemi. Nel caso particolare di Gino, i problemi non sono
Vogliamo raccontarvi cosa pensano i nostri lettori e cosa hanno scritto nel questionario che riportiamo in fondo al giornale.
Ovviamente il campione è limitato (sono 10 questionari) ma aggiorneremo le percentuali settimanalmente.
Un settimanale che parla di Trieste e dintorni è necessario per 100%.
Indipendenza politica del giornale? 100%.
La situazione del lavoro e dell’Economia aTrieste? Negativa 40%, grave 30%
gravissima 30%.
La povertà a Trieste? In aumento 40%, poca 40%, molta 20%
Assistenza sociale? sufficiente 80%, insufficiente 20%.
Assistenza sanitaria? buona 70%, sufficiente 20%, insufficiente 10%
Inquinamento a Trieste? Grave 50%, normale 40%, scarso 10%
Problemi maggiori a Trieste riguardano? Molto anziani 60%, tutte le età 20%,
giovani 20%.
Su questi problemi la stampa ha informato: poco 80%, troppo poco 20%
Indagini giornalistiche su questi problemi sono: necessarie 100%
redazioneiltuono.it
il tuono q 11
Sabato, 23 aprile 2011
INAUDITO SPERPERO DI DENARO PUBBLICO
Vergogna nel rione di Barcola,
in via della Mandria
Grossi disagi per gli abitanti a causa di lavori “provvisori” ed infiniti,
senza contare lo spreco di denaro pubblico
Il cartello ben visibile dei lavori, firmato comune di trieste e AcegasAps I.E.S.T. Srl, con
la dicitura “Stiamo lavorando per una città migliore” è un inaudito scandalo che non
si trova in nessuna città europea. Le foto appartengono ai lavori di via della Mandria, sita
nel rione di Barcola, una tranquilla strada in zona semicentrale che collega via del Boveto
con la Strada del Friuli. Sfortunatamente per l’Acegas il sottoscritto è nato ed abita nella
suddetta via, pertanto conosce molto bene la zona. Preciso: ero proprietario di un terreno
adiacente alla mia abitazione ed ho presentato un progetto per una villetta bifamiliare con
tanto verde attorno. Per varie vicissitudini con il Comune che ha preteso un inaudito allargamento della strada a mie spese e per non aver ceduto alle richieste di qualche dirigente
sul mio parcheggio di via Macchiavelli, sono stato costretto a rivendere il mio terreno con il
suo progetto. Alla fine della storia, il nuovo acquirente è riuscito a raddoppiare la cubatura
rispetto al mio progetto iniziale, trasformando il tutto in una costruzione pari a quella di
Rozzol Melara e danneggiando in parte la strada con il transito delle betoniere per la mega
costruzione ed abbandonando in seguito anche il nuovo cantiere. Ritornando alla strada,
per ben 2 volte l’Acegas ha fatto dei rattoppi inutili danneggiando le tubature dell’acqua
che questo inverno con la sua fuoriuscita ha gelato il manto stradale creando molti disagi
ai residenti. Ora senza aspettare la fine della edificazione, con il transito delle betoniere si
sono inventati di eseguire dei lavori provvisori bloccando tutta la strada, sradicando tutti i
cubetti con l’idea di asfaltare parzialmente la strada ed in seguito rifare totalmente e nuovamente tutti quest’inutili lavori inclusa la rete fognaria, acqua e gas (centinaia di migliaia di
euro gettati al vento). Si precisa che in zona abitano parecchie persone anziane, come mio
zio novantacinquenne sordo, cieco, con le anche consumate che per recarsi in questi giorni
all’ospedale di Cattinara per la sostituzione del pacemaker ha dovuto attraversare a piedi
tra buche, camion e ruspe oltre 300 metri con tutte le problematiche del caso. Un vicino,
senza un arto inferiore, causa la chiusura della strada è stato costretto suo malgrado per
giorni a non poter uscire di casa. Via della Mandria attualmente non è transitabile neppure
per i mezzi di soccorso e d’emergenza.
Oltre ad un drastico consumo di pneumatici (a causa dei parcheggi sui sottostanti marciapiedi) e fatiche inaudite per il trasporto (necessario) della spesa quotidiana.
Sembra strano che tutto questo sperpero di denaro pubblico e di lavori alquanto inutili
ne sia a conoscenza un dirigente ingegnere responsabile STRADE che ha proprio un’abitazione in tale via. Lo stesso, ora giovane e sportivo, percorre la via in bicicletta ma, se arriverà a 95 anni come se la caverà?
Un grazie ai nostri amministratori.
Daniele Pertot
12 q il tuono
L’italiano “de no’ altri”
Sabato, 23 aprile 2011
Dagli studenti dell’Università di Udine un’indagine rivelatrice sull’uso “medio” dell’italiano. Frasi e parole che una volta
avrebbero portato alla bocciatura, oggi sono tollerate. I maggiori “innovatori” della lingua sono gli uomini
Servizi di Sara Stulle
Parliamo ancora un italiano formalmente corretto o piuttosto il nostro parlato si avvicina di più ad una
neolingua fai-da-te?
Da alcuni anni ormai la lingua
italiana è esposta ad una vera e propria mutazione, un cambiamento
profondo che il linguista Vincenzo
Orioles, docente all’Università di
Udine, definisce scherzosamente “carsico”. In termine tecnico si
parla di italiano neostandard, cioè
quell’italiano realmente parlato
dalla gente, che si discosta da quello tradizionale e grammaticalmente corretto, ma che al tempo stesso
non coincide con il dialetto e, tantomeno, con una cattiva lingua. “Per
intenderci, non si tratta di un italiano alla Fantozzi – precisa il prof.
Orioles – ma di una lingua parlata
anche da persone di una certa cultura, che si lasciano scappare qualche ‘innovazione’, che un tempo era
criminalizzata, ma verso la quale
oggi siamo più indulgenti”.
Un’innovazione che, per il momento, “salva” ancora lo scritto,
considerato più formale e forse ancora un po’ intoccabile.
Questo il tema di un’indagine sociolinguistica sull’uso dell’italiano
neostandard svolta dagli studenti del corso di laurea magistrale in
Comunicazione integrata per le imprese e le organizzazioni dell’Università di Udine, nell’ambito dell’insegnamento tenuto da Vincenzo
Orioles. “Obiettivo dell’inchiesta
era – spiega il professore – la verifica dell’accettabilità o meno, dal
punto di vista comunicativo, di un
certo numero di espressioni oggi introdotte anche in contesti diversi da
quelli informali”. Qualche esempio:
l’uso del cosiddetto “che polivalente”, che sostituisce tutti i pronomi
(“Il giorno che ti ho incontrato”);
oppure il “gli” con uso plurale (“Ho
incontrato Francesco, Maria e Catia
e gli ho detto...”). “Oggi ci si saluta
tutti con il ‘buona serata’ – continua Orioles – e non più con il ‘buona sera’ e il ‘buona giornata’ ha sostituito il ‘buon giorno’”.
Un gruppo di venti studenti ha
sottoposto un questionario di 15
frasi (i partecipanti dovevano valutare come accettabili o meno le
forme grammaticali utilizzate) ad
80 soggetti, divisi per età e per genere; dalla valutazione dei responsi
è emerso che i più indulgenti verso le innovazioni sono gli uomini tra i 31 e i 50 anni. Un risultato
che nemmeno Orioles si aspettava:
“Nelle ricerche precedenti l’alfiere
del cambiamento erano le donne
della stessa età, mentre questa volta
è risultato che gli uomini sono più
inclini all’innovazione.
Possiamo dire che l’uomo recupera posizione”.
Sarebbero le donne, quindi, il
baluardo della conservazione della
correttezza nelle scelte linguistiche
del parlato.
Ma come spiegare l’inclinazione
generale ad un uso più disinvolto dell’italiano parlato? “Ritengo
che – afferma ancora il linguista –
nella società della comunicazione
e dei media in cui viviamo ci sia il
bisogno di farsi accettare dagli altri:
nessuno vuole essere considerato
pedante e iperformale; quello troppo zelante ed elegante nel parlare è
considerato personaggio fastidioso,
un po’ come Raniero, il Carlo Verdone-ginecologo di Viaggi di Nozze”.
Nuove forme più colloquiali sono
anche un modo utile allo sviluppo
della lingua, che sempre più ha bisogno di flessibilità e di essere semplificata, anche se la scelta di un
italiano più rilassato va fatta con la
dovuta attenzione alla formalità del
contesto.
Il professor Orioles è uno studioso e, come tale, non giudica, ma registra da scienziato il fenomeno in
cambiamento.
Due innovazioni bizzarre, però,
da linguista, considera inaccettabili: l’utilizzo dell’avverbio “assolutamente” con valore positivo e
del “piuttosto che” non con valore
avversativo, ma come forma puramente elencativa. “Dire ‘assolutamente sì’ un tempo non era accettabile – conclude Orioles – perché
questo avverbio aveva un valore
negativo; ora invece viene utilizzato
per rafforzare il sì. Alcuni cambiamenti, come in questo caso, nascono da modelli stranieri (absolutely
yes).
L’uso del ‘piuttosto che’ non come
contrapposizione ma come elenco
mi disturba perché non semplifica
la lingua, ma al contrario crea disorientamento”.
E come la mettiamo noi triestini
con il nostro “volentieri”, che invece
di essere un sì, è un no?
La caldaia perfetta
Scalda e non inquina. È la pompa di calore ideata da STP
(spin-off di AREA Science Park) e ingegnerizzata da Rhoss Spa
Con la pubblicazione del bando sul
sito di AREA Science
Park ha preso avvio
la settima edizione
del premio Bernardo
Nobile, che è stato
istituito come riconoscimento per tesi di
laurea o di dottorato
che abbiamo dato
risalto all’uso dei
brevetti come fonte di
documentazione. Non
solo scienza però,
perché nelle passate
edizioni sono state
premiate tesi di ambiti anche molto diversi
uno dall’altro, dalle
facoltà umanistiche a
quelle scientifiche.
La partecipazione
al bando è riservata
a coloro che abbiano
conseguito la laurea
(o il titolo di dottore)
non più di due anni fa
in un’università italiana. Ma, accanto ai
due riconoscimenti di
ogni anno, questa volta c’è una novità: un
terzo premio dedicato
a una tesi di laurea o
di dottorato che utilizzi i brevetti come
fonte di informazione
nei settori dell’efficienza energetica
o delle energie rinnovabili e che abbia
portato al deposito di
una domanda di brevetto. Il tempo strin-
ge: i candidati hanno
tempo di presentare
la loro domanda e
l’elaborato entro il 5
maggio 2001.
Per ulteriori
informazioni:
www.area.ieste.it/
premionobile
L’OBLò SUL MONDO
La giustizia quello che il giudice ha mangiato a colazione
Se siete in attesa di una sentenza, assicuratevi che il vostro giudice abbia la pancia piena, recentemente sulla rivista di settore “Biology Letters”
Secondo una ricerca della Columbia University di New York condotta da Jonathan Levav, sembra che la probabilità di ricevere la libertà per buona condotta aumenti nel caso in cui si abbia a che fare con un giudice sazio.
Le sentenze del giudice non dipendono solo da leggi e fatti. Non esclusivamente un’applicazione razionale della legge, dunque: entrano in gioco anche altre
variabili, psicologiche, sociali e, non ultime, quelle prettamente legate al cibo.
Per cinquanta giorni gli scienziati hanno analizzato più di un migliaio di sentenze emesse da alcuni giudici, in momenti diversi della giornata.
I risultati: una diminuzione di verdetti favorevoli direttamente proporzionale all’aumentare del tempo dall’ultimo spuntino. Mentre un aumento del 65% si
registra dopo un break. Si può così affermare che fattori estranei influenzino le decisioni dei giudici. In questo senso, il cibo gioca un ruolo decisivo.
Ed ecco allora spiegato il detto popolare americano: justice is what the judge ate for breakfast
Martina Piazza
il tuono q 13
Sabato, 23 aprile 2011
Il cane zoppica: non sarà la rotula?
La lussazione mediale della rotula è una patologia che colpisce cani di tutte le taglie,
ma è più comune nei piccoli. Ne parliamo con il veterinario Furio Gherlanz
La lussazione mediale della rotula nel
cane è una patologia abbastanza diffusa,
che causa una sofferenza da parte del vostro cucciolo, che sarà costretto a zoppicare. Si tratta di una patologia dello sviluppo che colpisce cani di tutte le taglie,
ma specialmente quelli di piccola taglia
e nani. Tra questi alcune razze sembrano
essere più esposte,
come barboncini,
yorkshire o chiwawa, ma anche
un “grande” come
l’Alaskan Malamute.
Cosa succede? La
rotula esce dalla sua
postazione
naturale e, quando non
rientra in maniera
autonoma, rimane
costretta in una posizione non naturale e dunque provoca
dolore.
Dott. Gherlanz, di che tipo di patologia stiamo parlando?
Si tratta di una patologia probabilmente ereditaria e, avendo a che fare con la
genetica, non è il caso di far riprodurre
cani che mostrano questa alterazione.
Non sempre, però, la situazione è grave...
Ci sono stadi diversi, allora?
Esistono 4 gradi di gravità: il primo
grado è caratterizzato da una sublussazione (cioè la rotula esce e poi torna nella
sua sede) spesso asintomatica. Con la crescita la patologia può evolvere e peggiorare oppure rimanere stabile, ma in questi
soggetti non è necessario un intervento
chirurgico: è sufficiente far controllare
l’evoluzione della situazione dal veterinario.
Nel secondo grado la lussazione è riducibile (cioè è possibile che rientri autonomamente), ma la zoppia diventa evidente. Al tatto il veterinario osserva un
crepitio perché la rotula, muovendosi,
consuma una parte dell’osso, detta labbro trocleare (si tratta della sporgenza
che normalmente trattiene la rotula nella
sua sede, ndr). Nel terzo e quarto grado la
situazione si complica notevolmente perché la rotula esce dalla sua sede e rimane
completamente fuori, al lato dell’osso.
In questi casi è necessario intervenire al
più presto con un intervento chirurgico.
È importante risolvere la situazione subito perché il protrarsi dell’anomalia può
creare alterazioni muscolo tendinee che
rendono difficile riaggiustare la rotula;
nel corso del tempo, si può anche rompere il legamento crociato, il che concorre a
complicare il quadro clinico.
Come avviene la lussazione? A seguito
di un alterato meccanismo
di estensione del ginocchio?
Esatto, succede quando
c’è un’alterata inclinazione del collo del femore; ciò
provoca un disallineamento di muscolo quadricipitefemore-tibia-tendine, che a
sua volta può causare uno
spostamento della cresta
tibiale (una vera e propria
“rotazione della tibia”, ndr)
anche fino a 60 gradi. In
casi gravi il cane zoppica
inizialmente e poi smette di
appoggiare l’arto sul terreno.
Esistono delle terapie per ridurre la lussazione o la chirurgia è
l’unica soluzione?
L’intervento può essere solo chirurgico; nel terzo e quarto stadio è obbligatorio, mentre nel secondo va valutato di
caso in caso. Se, per esempio alla zoppia
si affianca anche uno sfregamento della
rotula sul labbro trocleare, allora anche
in quel caso è meglio intervenire per evitare che l’osso si consumi.
Come avviene l’intervento? Ci
sono tecniche diverse a seconda
della gravità del quadro?
Di solito si effettua una solcoplastica,
cioè si approfondisce il solco (che contiene la rotula, ndr) e parallelamente si
riposiziona, se necessario, la cresta tibiale perché il muscolo ritorni a lavorare al
meglio e il suo asse sia di nuovo parallelo
all’asse tibiale. A volte si deve accorciare il legamento laterale della rotula che
si è stirato con il tempo. Di solito questo
intervento è risolutivo. Qualora non ci
sia garanzia di tenuta, si può scegliere
di rinforzare la struttura usando la tecnica dell’imbrigliamento, che prevede la
creazione di un nuovo legamento rotuleo
laterale con un filo di sutura in materiale
non riassorbibile, che viene passato intorno alla rotula per stabilizzarla nella
sua posizione naturale.
I francobolli e l’arte di cadere
sempre in piedi
Al Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa
di Trieste in mostra i “Gattobolli”. Fino al 27 aprile
Il gatto, artista assoluto
dell’equilibrio, cade sempre in piedi, si sa. Grazie
alla sua colonna vertebrale particolarmente elastica, è in grado di rigirarsi
nell’aria e di restare indenne nelle cadute. È da questo splendido animale, il
più piccolo tra i felini, che
ha preso spunto la mostra
dei Gattobolli, aperta ad
ingresso gratuito al Museo
Postale e Telegrafico della
Mitteleuropa di piazza Vittorio Veneto 1 (al piano terra della posta centrale): un mix tra gatti e francobolli.
“La mostra – spiega la direttrice del museo Chiara Simon – è nata da un’idea
di Cristina Marangon, presidente dell’Associazione Nazionale Felina Italiana
Sezione di Trieste, e mia. Qui al museo siamo soliti sviluppare vari argomenti attraverso i materiali postali, che hanno sempre accompagnato lo sviluppo
storico dell’uomo, e da questi abbiamo preso spunto questa volta per parlare di
gatti. È una mostra che sta avendo grande successo in città e pensiamo perciò di
prorogarla”.
La rassegna si compone di 450 francobolli, nei quali sono i gatti a essere protagonisti attraverso le loro immagini e la loro storia. Il gatto è coevo all’uomo
preistorico. Dallo stato selvatico alla sua domesticazione, è stato nei secoli amato, vessato, ma anche cacciato, addirittura venerato. Da parte sua, e nonostante
tutto, questo felino si è limitato sempre ad un’amicizia con il genere umano all’insegna di una affettuosa discrezione nel senso più esteso e variegato del termine.
Dal XIX secolo è nato pure il gatto con il “pedigree”, e nel XX secolo il micio ha
rafforzato ulteriormente il proprio rapporto con l’uomo, diventando membro
effettivo di tante famiglie. I francobolli, provenienti dalla collezione personale
della direttrice (che in totale conta circa 4.000 pezzi), sono disposti in bacheche
classiche e seguono il filo conduttore delle razze; provengono da ogni parte del
mondo, perfino dall’Uganda.
“Abbiamo scelto di associare la mostra – continua la Simon – a Il Gattile per
dare una spinta al volontariato. Qui i visitatori ricevono in omaggio una cartolina ‘gattobollo’ oltre ad alcuni materiali cartacei e un giochino per i gatti messi
a disposizione dalla Royal Canin, che ha sponsorizzato la mostra. In cambio, se
desiderano, possono fare un’offerta per il gattile di Giorgio Cociani”.
La piccola esposizione è in un punto “di passaggio”, comoda da visitare anche
durante lo shopping; si possono spendere anche soli 10 minuti per fare un breve
giro delle bacheche e magari scoprire che i gatti si sono distribuiti in tutto il mondo tranne che in Antartide, in Australia, in Madagascar e alle Antille.
I Gattobolli, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13; il giovedì dalle 9 alle 13 e
dalle 15 alle 18. Chiuso il 25 aprile. La mostra sarà aperta fino al 27 aprile, con
probabile proroga.
Il lupo sa leggere
negli occhi
L’antenato del cane domestico possiede un fiuto speciale per
gli sguardi altrui. I ricercatori ne rivelano i segreti su PloS One ma
è più comune nei piccoli. Ne parliamo con il veterinario Furio Gherlanz
Questo il risultato di un esperimento
condotto da due ricercatori del Dipartimento di Biologia Cognitiva dell’Universitdi Vienna e del Wolf Science Center di Ernstbrunn.
Prima di questa ricerca, si pensava
che la capacità di saper leggere negli
occhi appartenesse esclusivamente ai primati e ad alcune
specie di corvi; ora, si può affermare che anche il lupo sia
in grado di seguire la traiettoria dello sguardo, perfino
oltre una barriera. Un intuito
che non si sviluppa prima delle sedici
settimane. All’età di quattordici settimane, questi animali sono invece già in
grado di osservare, controllare, seguire
ed indirizzare gli sguardi in spazi aperti,
molto ampi e distanti.
I biologi sostengono che le due abilità
di indirizzamento dello sguardo poggino su due meccanismi cognitivi differenti.
Seguire gli altri con lo sguardo è comune nel regno animale mentre riuscire a superare le barriere è una peculiarità, qualcosa di più specifico. Per il lupo,
questa seconda abilità che si manifesta
intorno alle sedici settimane è utile per
studiare il comportamento di altri individui; una “Openess” che consente al
lupo stesso di uscire dal gruppo ristret-
to in cui abitualmente vive e di acquisire nuove informazioni sulle altre specie
animali.
Ma c’è dell’altro: lo studio ha dimostrato che tale capacità non è poi così
ristretta, dal momento che è riscontrabile anche nei canidi, sulla base di similitudini in termini di sviluppo del comportamento.
In quanto discendenti diretti dei lupi,
probabilmente i cani domestici sono in
grado di leggerci negli occhi...
Martina Piazza
il tuono q 14
Sabato, 23 aprile 2011
Appuntamenti dell’Università di Trieste
Mercoledì 27 Aprile alle ore 17.00, presso
la Sala Conferenze “Bruno de Finetti” della
Facoltà di Economia (Edificio D, primo piano), il Prof. James Reardon (Monfort College, University of Northern Colorado), terrà
una conferenza dal titolo: The Impact of the
Web on Marketing.
Nucleare:
effetto Fukushima
Mercoledì 27 aprile alle ore 17, presso la
Sala Conferenze della Camera di Commercio, in Piazza della Borsa 14. a Trieste, avrà
luogo il dibattito pubblico “Nucleare: effetto Fukushima”.
L’evento è organizzato dal Comune di
Trieste in collaborazione con i partner del
Protocollo d’Intesa Università/Enti di ricerca.
The Impact of the Web on
Marketing
Giovedì 28 aprile alle ore 15.30, presso
la Sala Cammarata, si terrà la consegna del
premio per tesi di dottorato in memoria di
Emilio Zavattini, professore ordinario del
Dipartimento di Fisica. La commissione
giudicatrice assegnerà il premio al dottor
Alberto Simoncig con la tesi dal titolo:
“The role of the electron recoiling mechanism in coherent light high-order harmonics generation: from the source to the
applications”. Il concorso è stato istituito
per iniziativa del Dipartimento di Fisica
e della Famiglia Zavattini, al fine di mantenere vivo il ricordo dell’alto contributo
scientifico e umano del professor Emilio
Zavattini nella comunità internazionale
dei fisici.
Seminario CIRD: “Intervenire con i DSA
(Disturbi specifici di apprendimento) in
classe, quali strategie nei percorsi di crescita”
Il Centro Interdipartimentale per la ricerca didattica (CIRD) dell’Università di
Trieste organizza il seminario “Intervenire
con i DSA (Disturbi specifici di apprendimento) in classe, quali strategie nei percorsi di crescita”, nell’ambito del Laboratorio
multidisciplinare di formazione per insegnanti.
Sarà relatrice la professoressa Elena
Bortolotti. Il seminario si terràgiovedì 28
aprile 2011, dalle 15,30 alle 17,30, presso
la saletta conferenze di via E. Weiss, 21
(comprensorio di San Giovanni, ingresso
sul retro dell’edificio). I Disturbi Specifici
dell’Apprendimento (DSA) si manifestano
con una mancanza di fluenza in atti elementari come ad esempio leggere, scrivere, svolgere semplici calcoli. Obiettivo
dell’incontro (rivolto a insegnanti di Scuola dell’infanzia e primaria) è discutere le
conseguenze che questi disturbi pongono
nell’ambito dell’apprendimento scolastico,
le attuali indicazioni legislative e le strategie di intervento didattico. Il giudizio in
materia di contratti pubblici
Venerdì 29 aprile alle ore 15.30, in Aula
Bachelet (edificio centrale dell’Università di Trieste, piazzale Europa 1), si terrà il
convegno dal titolo: “Il giudizio in materia
di contratti pubblici. Approfondimenti e
spunti a sei mesi dall’entrata in vigore del
codice del processo amministrativo”, promosso dal Dipartimento di Scienze Giuridiche della Facoltà di Scienze Politiche.
ECHI A TRIESTE
SULL’ ITALIA UNITA
STUDENTI DI VARIE SCUOLE A TORINO PER I 150 ANNI DELL’ UNITA’
Alle Officine Grandi Riparazioni nell’
ambito delle manifestazioni sull’ unità è
partito il progetto “Echi a Trieste
dell’ Italia unita”, nel quale sono
coinvolti sa alcuni mesi un centinaio di studentoi ed una quindicina di docenti dei licei Galilei
Carducci e Preseren del capoluogo
giuliano.
Il
progetto
promosso
dall’Associazione
culturale
“Radici&Futuro” di Trieste si collega ad un analogo lavoro in svolgimento a Cassino, per iniziativa
dell’ Associazione “Letterature dal
fronte”.
La presentazione è avvenuta ad opera di una delegazione di studenti triestini
che hanno proposto, alla presenza dei loro
coetanei di Cassino, una sintesi di un più
ampio percorso di ricerca che stanno svolgendo e che tocca, tra l’altro, i seguenti argomenti:
TRIESTE COM’ ERA, TRIESTE COM’
E’, tendente a delineare un quadro di
com’era Trieste Asburgica della metà dell’
800 dal punto di vista politico, economico
sociale e culturale.
LA PROCLAMAZIONE DELL’ UNITA’
D’ ITALIA SULLA STAMPA A TRIESTE,
ovvero cosa emerge da un’analisi della
stampa triestina dell’ epoca in lingua italiana, slovena e tedesca in merito alla giornata del 17 marzo 1861.
RISORGIMENTO E POPOLI SLAVI
TRA CONTATTI, INFLUENZE E CONFRONTI, volto a spiegare a grandi linee in
che modo il Risorgimento italiano è stato
anche un modello e un punto di riferimento per altri popoli, in particolare quello sloveno, quello polacco, quello ceco, quello
croato e serbo.
Il progetto si avvale del sostegno della
Regione Friuli Venezia Giulia – Assessorato all’ Istruzione, della collaborazione
dell’ istituto regionale per la storia del
movimento di Liberazione, dei Civici musei di storia ed arte, del Civico museo del
Risorgimento, della Biblioteca civica, dell’
Archivio del Comune, della Narodna in
Studijska knjiznica-biblioteca slovena e del
centro servizi volontariato regionale.
EVENTO
MISS UNIVERSITARIA
ALLA DISCOTECA MACAKI
Mercoledi 20 la sfilata conclusiva
Si è svolta mercoledi notte l’ultima sfilata del concorso organizzato dallo staff di
eventi Crazy College Miss Universitaria,
evento che mette in palio un bellissimo
viaggio per la vincitrice della manifestazione svoltasi all’ interno della discoteca / bar
Macaki, ex Viale 39.
Dopo tutta una serie di selezioni svoltesi
nelle precedenti serate, nelle quali hanno
partecipato più di 70 ragazze si è giunti alla
serata conclusiva grazie alla quale si potrà
nominare la vincitrice del concorso tramite
votazione sul social network facebook alla
pagina del concorso.
La serata si e svolta in maniera veloce
e in un atmosfera leggera in cui le partecipanti hanno dato vita ad una sfilata per
farsi ammirare dal pubblico del locale.
Molto belli sono apparsi gli abiti e sicuramente non è mancanta l’eleganza sui
corpi delle giovani aspiranti Miss, forse un
po’ più di preparazione e di cura dei dettagli avrebbe reso il tutto serio e magari più
prestigioso.
tà.
METE IN VOGA PER IL 2011 - IBIZA
Dopo aver descritto nella precedente
uscita la splendida Pago, non possiamo
che parlare di un altro luogo unico nel suo
genere ma completamente diverso ossia
Ibiza.
Ibiza (per gli spagnoli Eivissa) è la terza
isola dell’arcipelago baleare in quanto ad
estensione del territorio (268 kmq).
Viene scelta dai turisti per la particolare
vita notturna che può offrire esclusivi
party estivi e discoteche tra le più glamour del mondo che allungano il divertimento fino all’alba di ogni nuovo giorno.
Le due località dove questo è possibile sono
la città di Ibiza e Sant’ Antoni che si trova
nella parte ovest dell’isola. Cercate locali
come lo Space, il Pacha, il Privilege, l’Amnesia molto famoso per gli grandi schiuma
party, l’Eden e il Es Paradis; potreste avere la fortuna di assistere al lancio di nuove musiche di DJ famosi in tutto il mondo specializzati nel genere House, Trance,
Electronic Dance.
Gli amanti del divertimento più sfrenato sappiano che a Ibiza si vive di notte e si
dorme di giorno.
Il risveglio non avviene mai prima del
tardo pomeriggio, si mangia qualcosa, ci
si appisola verso sera, si esce nuovamente
prima di mezzanotte e non si ritorna prima
dell’alba.
Alcuni media l’hanno soprannominata Gomorra, come la città che, secondo la
Bibbia, venne distrutta da Dio a causa della corruzione e del decadimento morale e
umano.
Un altro tipo di locale a
Ibiza è il Cafè del Mar, chioschi, ma non
solo, in riva al mare dove si possono ammirare in tutta tranquillità i più bei tramonti
delle Baleari.
Ovviamente Ibiza, non è solo sballo e
divertimento sfrenato ma per le bellezze
del territorio è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Non è raro
imbattersi in registi o fotografi famosi che
scelgono questa isola per girare i loro film
o per realizzare il calendario della modella
più famosa del momento.
Ibiza è un’isola che vive il suo boom turistico tra giugno e settembre ma nel resto dell’anno i club e le discoteche restano
chiusi.
Per visitare e poter ammirare la parte
più naturale e selvaggia dell’isola è sufficiente uscire dalle grandi e confuse città
oppure recarsi tra ottobre e maggio, periodo fuori stagione in cui potrete risparmiare
sull’alloggio fornito dalle “poche” strutture
che restano aperte tutto l’anno.
Per chi desidera una spiaggia silenziosa
e rilassante il posto in cui recarsi è Calalonga, altrimenti la spiaggia Platea den Bossa
offre musiche e feste affollate di giovani.
APERTURA
AULA UNIVERSITARIA
PER IPOVEDENTI
Anfiteatro sito al pianterreno dell’edificio H3. Giovedì 21 aprile 2011 alle ore
10, presso l’anfiteatro sito al pianterreno
dell’edificio H3, si è inaugurata l’Aula Ausili adibita a postazione multimediale per
gli studenti con disabilità visiva, realizzata
nell’ambito del Progetto Nazionale dei Leo
Club Italiani “ Uni Leo 4 Light”.
Si tratta di un progetto realizzato in ambito nazionale, il cui scopo è la realizzazione di attività volontarie a sostegno delle
fasce sociali più deboli.
A tal fine, l’Associazione giovanile dei
Lions Club International si dedica a sostenere ed aiutare coloro che sono in difficol-
Attraverso il professor Paolo Alessi,
Delegato del Rettore per l’Area Disabili, i
Leo Club hanno voluto devolvere a favore
dell’Ateneo alcune apparecchiature tecnologiche specifiche, destinate alla fruibilità
in particolare di studenti disabili visivi per
sostenere il loro percorso didattico.
Questa nuova iniziativa per aiutare i
meno fortunati e coloro che senza sostego
non potrebbero tenere il passo di studenti più fortunati, denota lo sforzo dell’Università triestina nell’ ambito dell’ impegno
sociale e delle iniziative volte a sostenere i
giovani portatori di handicap.
ASSOCIAZIONE ITALIANA EDITORI
“Università senza libri è come?” L’ iniziativa mette in palio 10 buoni per acquisto
di libri dal valore di mille euro ciascuno,
tra i partecipanti a un gioco proposto sul
web e promosso tramite Facebook.
I buoni saranno personali e spendibili
nelle librerie aderenti.
Si tratta di un gioco riservato agli studenti universitari dei vari livelli ( trienni,
bienni, master ecc.) che inizierà il 23 aprile
Giornata mondiale del libro, si svolgerà nel
corso di tutto il mese di maggio (il cosiddetto “Maggio del libro”) e si concluderà il
23 maggio ,in concomitanza con la “Festa
del libro”,iniziativa promossa dall’Associazione Editori Italiani in collaborazione con
il Centro del Libro del
Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Per partecipare, gli studenti dovranno
iscriversi fornendo i propri dati identificativi (nominativo, ateneo e facoltà, numero
di matricola) e saranno invitati a:
Completare la frase: “L’università senza
libri è come?” / “Universitas sine libris est
sicut?” in italiano o latino (anche maccheronico) o altra lingua
Indicare il libro didattico più apprezzato
durante il corso di studi. In questo secondo
caso sarà anche invitato a scrivere le motivazioni della scelta, con un brevissimo
testo.
Sia le frasi sia le recensioni saranno man
mano pubblicate e sarà possibile per altri
utenti inviare i propri commenti.
Dei dieci buoni libro, cinque saranno
assegnati agli autori delle migliori frasi
sull’università senza libri, gli altri cinque
agli autori delle migliori recensioni.
Almeno un vincitore dovrà essere uno
studente straniero iscritto all’università
italiana.
Si vuole con questa iniziativa stimolare
una riflessione sul ruolo del libro nell’università o, meglio, nella crescita culturale
dei giovani nel periodo universitario. Il libro di studio e il libro che si legge
per piacere, curiosità, interesse sono
due elementi dello sviluppo della persona e
del progetto di futuro di ciascuno.
Per farlo, si sono scelti gli strumenti del
gioco e della comunità.
Dopo tutto anche il social network, Facebook ha nel suo nome il termine “libro”.
il tuono q 15
Sabato, 23 aprile 2011
Il Monte Cocusso
Foto tratte da internet by Kosso
La cima più alta della provincia è raggiungibile
da vari percorsi immersi nella natura
Il monte Cocusso (in sloveno
Jirmanec) con i suoi 672 metri è
la cima più elevata della provincia di Trieste.
Prima dell’apertura dei confini di Schengen, la vetta era
raggiungibile attraverso pochi
sentieri, successivamente con la
caduta della cortina di ferro e la
presenza di un rifugio sul versante sloveno proprio nelle vicinanze del confine, il monte Cocusso diventa meta frequentata
da molti escursionisti e amanti
della natura. Sino agli anni ‘70,
due sole erano le vie accessibili
per giungere alla cima: la salita
piuttosto impegnativa e con un
notevole dislivello con partenza
dall’abitato di Pesek (ora sentiero CAI n. 28), e una più “morbida” da Grozzana.
In tempi successivi venne tracciato dal CAI il sentiero n.3; esso
attraversa il monte dal versante
sud a quello nord (o viceversa):
il primo si presenta molto ripido
con una vegetazione composta
prevalentemente da abete greco,
mentre il secondo sale più gra-
dualmente e trova collocazione
quasi parallelamente al vecchio
percorso.
Un altro sentiero, molto meno
impegnativo, lo troviamo in
territorio sloveno appena oltrepassato l’ex valico di Lipizza (sl.
Lipica) sulla destra della strada
che porta al centro abitato: il
tracciato si presenta sotto forma
di sterrato e spesso sconnesso a
seconda delle condizioni atmosferiche, mentre particolare attenzione va riservata al passaggio degli autoveicoli in quanto
anche quest’ultimi vi possono
accedere per giungere al rifugio.
Altri sentieri, facilmente percorribili in mountain bike partono
da Lokev e dal versante meridionale in territorio sloveno.
Una curiosità: nei pressi del
monte Cocusso troviamo le
Ghiacciaie di Grozzana, un tempo usate dagli abitanti del luogo
per conservare e raccogliere il
ghiaccio.
A tavola non può mancare la Pinza
Denis Locoselli
Il dolce tipico della tavola triestina per le festività della Pasqua
Cosa possiamo trovare poi nel pranzo
RICETTA
DELLA “PINZA”
Ingredienti
1 kg farina
150 g burro sciolto (va usato
tiepido)
300 g zucchero (se vi scappa
un po’ di più non fa niente)
150 g lievito di birra (fresco,
no cubetti)
6 tuorli e 2 uova intere
2 cucchiai olio d’oliva
2 vaniglie
1 bicchierino e ½ di rum per
dolci (anche in questo potete
abbondare)
buccia grattugiata di 1
arancia e 1 limone (scorza
grossa!)
1 cucchiaio raso di sale fino
Preparazione
Sciogliete in un contenitore
piuttosto alto (ci deve stare tutto
dentro, fino alla fine) il lievito
con poco latte tiepido, 2 cucchiai
di zucchero (extra da quello
pesato) e 1 cucchiaio di farina.
Fate lievitare la pastellina fino
far raddoppiare il volume.
Aggiungete gradatamente la
Consigli per la preparazione
ammorbidite il pane nel latte già
il giorno precedente;
strizzatelo bene e dopo aver
sbattuto le uova impastatele con
il pane, il sale , il parmiggiano, i
dadini dei salumi, il prezzemolo
ed un po’ di farina per legare
il tutto (tipo come per fare le
polpette);
formate degli gnocchi tondi di
7/8 centimetri, infarinateli uno
alla volta e gettateli nell’acqua
bollente salata quando vengono a galla, levateli e scolateli
per i condimenti o classico con
goulash o sugo d’arrosto oppure
date sfogo alla vostra fantasia.
metà di ogni ingrediente, amalgamando bene ogni cosa prima
di metterne altra. Rum e burro
sciolto devono essere tiepidi.
Fate lievitare. Anche questo
impasto crescerà abbastanza
facilmente.
Raddoppiato che sia, finite gli
ingredienti, tranne circa 250 g
di farina e fate lievitare. Dovrebbe raddoppiare.
Dopo questa lievitazione, mettete la farina rimasta a fontana
sul tavolo e rovesciate dentro
l’impasto.
Lavorate a lungo, anche 1 ora,
con l’aiuto degli uomini di casa,
perché la pasta va maltrattata con sbattimenti e pugni a
volontà. Più viene malmenata e
meglio è.
Formate quindi dei panetti della
grandezza desiderata e fateli lievitare fino a raddoppiare (a me
succede praticamente mai).
Forno ventilato con temperatura di 140 e una pinza di ½
chilo, se è lievitata si cucina in
20-30 minuti se non è lievitata
bene deve rimanere in forno sui
45 minuti.
Buona Pasqua a tutti
RICETTA
DEI “gNoChI DE PAN”
Ingredienti
2 uova
400 gr. pane raffermo
230 gr. farina
2 o 3 cucchiai parmiggiano
150 gr. pancetta, mortadella, prosciutto, speck o quello
che si ha in frigo
prezzemolo (io quasi mai)
sale
Di origine austriaca a Trieste si
servono assolutamente asciutti
e differiscono nell’impasto e
nelle dimensioni sia dai knodel
dell’ampezzano che da quelli
austriaci si servono come primo
piatto insieme al goulash oppure conditi con sugo d’arrosto o
con burro fuso e pangrattato.
Dosi per 4/5 persone (pranzo di
Pasqua).
16 q il tuono
Sabato, 23 aprile 2011
diossina, scarichi fognari, ceneri e fumi
Centrale di Monfalcone
l’inquinamento della città cantierina è elevato anche se rientra nella legge
Monfalcone e il suo territorio
stanno pagando un prezzo pesantissimo in conseguenza del massiccio uso dell’amianto effettuato
nel cantiere navale e in altre industrie, ma ora rischia di trovarsi anche a dover pagare la presenza di diossina in atmosfera.
Infatti sembra che dopo l’Ilva di
Taranto, al primo posto in Italia
per emissione di varie diossine,
al secondo posto ci sarebbe la
centrale termoelettrica di Monfalcone. Già al centro di diverse
interrogazioni al consiglio comunale, il problema è stato affrontato a parole ma non con i fatti. Il
mare (balneazione) è off limits, o
meglio lo è stato per lunghi tratti,
infatti, l’inquinamento del mare
che bagna Marina Julia, è preoccupante.
L’inquinamento da scarichi fognari della sorgente termale del
Lisert, il mancato completamento della rete fognaria cittadina,
hanno portato l’amministrazione
comunale a indicare il divieto di
balneazione in diverse occasioni.
Secondo Lega Ambiente, la mancata riconversione a metano dei
gruppi a olio combustibile della
centrale termoelettrica, ipotetica
causa dell’emissione di diossina
in atmosfera, mettendo soprattutto in rilievo che il Comune non
rende periodicamente noti i dati
sullo stato dell’ambiente, il che fa
supporre che siano disastrosi»
La centrale
La Centrale Termoelettrica di
Monfalcone è ubicata lungo la
sponda orientale del Canale Valentinis e sorge su di una area di
superficie di circa 20 ettari
È costituita da 4 gruppi termoelettrici che funzionano indipendentemente con potenza complessiva di 976 MW.
Le sezioni 1 e 2, alimentate sia
con carbone che con olio combustibile ed aventi potenza di 165
e 171 MW, sono entrate in esercizio rispettivamente nel 1965 e
nel 1970, mentre le sezioni 3 e 4,
alimentate con olio combustibile e con una potenza di 320 MW
ciascuna, sono entrate in servizio
nel 1983 e nel 1984.
Nei primi mesi del 2008 sono
entrati in servizio gli impianti DeSOx per l’ulteriore abbattimento
delle emissioni di SO2 delle due
sezioni a carbone. Per la centrale
di Monfalcone sono stati previsti investimenti, già autorizzati e
corredati di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), che entro
il 2013 vedranno la dismissione
dei gruppi ad olio (per una potenza installata pari a 640 MW, ma
meno efficienti ed a più elevato
fattore emissivo) e l’installazione
di un nuovo CCGT da 800 MW
a fianco degli esistenti gruppi a
carbone, così da portare la potenza complessiva dell’impianto
a circa 1.140 MW (notizie dal sito
ufficiale A2A).
lunedì al via l’attesa gara juniores
Al via la Coppa Montes
Nella ricorrenza dell’anniversario della Liberazione il Gs Anpi e il Team
Isonzo ciclistica Pieris, in
collaborazione con il Comune di Monfalcone e con
il patrocinio del Comitato
provinciale dell’Anpi di
Gorizia, organizzano nella
giornata di lunedì 25 aprile 2011 la 57a edizione della gara ciclistica riservata
alla categoria juniores Fci
e Frontalieri denominata Coppa Montes - Gran
Premio della Resistenza,
valida anche per l’assegnazione del 33° Trofeo F.lli
Rodar, prova di Campionato Triveneto.
ISCRIZIONI
Le adesioni alla corsa,
per via telematica Fattore e
bollettino per i frontalieri al seguente indirizzo:
A.S.D. Gs Anpi via Valentinis
84,
Monfalcone
tel. 0481-798098, fax 0481792229, celI. 335 1872701.
Le iscrizioni sono aperte in via
telematica sino alle ore 24 di
venerdì 22 aprile
ORGANIZZAZIONE
Rivolgersi a Renato Bagolin
celI. 335 1872701.
RITROVO
In via Valentinis c/o Area
Verde alle ore 12.00.
PARTENZA. Da via Valentinis
alle 13.50 con trasferimento a
velocità controllata a Staranzano (Km. O) per la partenza
ufficiale alle 14.00
ed aiutare
la città
[email protected]
Cadavere nel
canale Valentinis
Il cadavere di un uomo, Michele Peluso, 68 anni, di Monfalcone (Gorizia), è stato ripescato
oggi nelle acque del canale Valentinis. L'avvistamento è stato
segnalato da un passante intorno alle ore 13.00 alla Capitaneria di Porto, nei pressi delle
imbarcazioni da diporto ormeggiate nel canale. Il corpo è stato
recuperato con l'ausilio di un
mezzo della Guardia costiera e
da operatori del 118. Nella zona
ARRIVO
In via Valentinis Area Verde, deviazione auto al seguito,
via Portorosega.
L’eventuale controllo medico
sarà effettuato in prossimità
della zona.
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la tua pubblicità
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Monfalcone cronaca
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IN EDICOLA
ANCHE
NE
A MONFALCO
davanti al mercato ittico e' stata
poi trovata una bicicletta e attrezzatura da pesca, di probabile
proprieta' dell'uomo.
Superporto
Tutti i candidati per le prossime municipali si sono detti
in accordo con il “superporto”.
Monfalcone ha delle peculiarità
importanti che Trieste-Venezia
e Capodistria non hanno come
la vicinanza all’autostrada.
Il Porto fa registrare, intanto,
un +14,2 dei traffici nel mese di
marzo.
al teatro comunale rocco PaPaleo
Arte contemporanea in mostra
alla galleria comunale
La Galleria Comunale d’Arte
Contemporanea di Monfalcone, in collaborazione con KatyHouse, nel mese scorso ha
avviato con successo il corso di
fotografia "Oltre la Fotografia Un corso per imparare a fotografare con la testa".
Nei prossimi appuntamenti del corso quattro importanti e riconosciuti fotografi
presenteranno ai corsisti, ma
anche al pubblico che vorrà
intervenire, il percorso fotografico che ha contraddistinto la loro esperienza professionale, costruendo un
dibattito aperto al confronto.
Tutti gli appuntamenti sono
ad ingresso gratuito e si svolgeranno presso la Galleria di
Monfalcone dalle 17 alle 19
Tutti i protagonisti delle opere più importanti del grande
Eduardo hanno nei suoi atti
unici la loro radice emotiva, il
loro pensiero inconfessabile,
la loro perversione fatta di gelosia e vendetta. Gli atti unici sembrano appunti e note
scritti dall’autore velocemente, dopo aver assistito ad un
curioso accidente, ad un fatto
familiare, a inverosimili cronache di storie ridicole riportate su colorite gazzette locali.
“Beckett scrive: non c’è nulla di più comico dell’infelicità
– afferma il regista Giancarlo
Sepe –. Penso che specie negli atti unici Eduardo e Beckett parlino la stessa lingua”.
A Rocco Papaleo, e alla vivace
compagnia di ottimi attori che
lo affiancato, il compito di restituire sulla scena l’intensa
umanità dei quattro atti unici
scelti (Il dono di Natale, Filosoficamente, Pericolosamente,
La voce del padrone).
il tuono q 17
Sabato, 23 aprile 2011
Jota assassina, un modo di vivere la festa
che abbraccia sociale e rispetto reciproco
Operazione naso rosso:
sicurezza e prevenzione
Su cosa puntare un sabato notte nel girovagare per
locali con l’intento di vivere
la notte triestina? Uno degli appuntamenti proposti,
che è diventato nel corso
degli anni tra i più vivaci
e pittoreschi, è la manifestazione Jota Assassina al
circolo Etnoblog. Dal 2008
questo movimento, che nasce per far sentire la voce
di gay, lesbiche, bisessuali
e transessuali, è diventato
ormai una serata di festa
per tutti, che ha come idea
di base la condivisione del
divertimento come in una
grande famiglia di amici.
La serata Jota Assassina
quindi, oltre alla sua componente storica, ha ormai
grandi adesioni anche tra
gli etero che partecipano
alla festa con grande divertimento e partecipazione. Il nome Jota Assassina
prende spunto dalla storica serata romana Mucca
Assassina e di quella ancora più famosa soprattutto per i fan delle vacanze
a Ibiza, Troya Assassina
dei famosi Club Amnesia
e Space. Il divertimento
dei partecipanti è merito
principalmente di uno dei
volti storici del movimento, Antony the crazy horse.
Questo è il suo nome d’arte
e racconta con entusiasmo
tutta la storia della Jota
Assassina cominciando dal
nome. Logicamente, come
è facilmente intuibile,
prende spunto dalla zuppa
tipicamente triestina, i cui
ingredienti presi singolarmente non sembrerebbero
creare un mix gradevole
al palato. Invece una volta
cucinati e scaldati insieme,
danno come risultato una
minestra particolarmente
buona e saporita. L’idea infatti - è proprio questa,
ovvero mischiare insieme
persone con gusti molto
diversi in un’unica serata
con il risultato di creare
una festa vivace e unica, in
cui i valori di tolleranza e
condivisione non ha eguali in nessun’altra festa. La
Jota, come spiega lo stesso Antony, non ha come
obiettivo fare solamente
festa come potrebbe sembrare agli occhi di chi non
vi partecipa, ma il fine è soprattutto creare aggregazione positiva e promuovere la tolleranza e il rispetto
tra tutti quelli che vi prendono parte e ne condividono i valori. Chi va a una
festa della Jota, ha come
scopo passare una serata
con tanti amici per dimenticare i problemi giornalieri. La Jota Assassina è
decisamente molto attiva
su tutto ciò che compete il
sociale, in particolare supporta tutti quei movimenti
che tutelano le diversità e
combattono le discriminazioni. Ogni primo dicembre promuove, insieme all’
MST (Movimento malattie
sessualmente
trasmissibili), una serata di beneficienza per lotta contro
l’Aids. Promuove inoltre
il fatto di utilizzare tutte
le precauzioni contro tali
malattie. Quest’anno parteciperà inoltre come ospite al Gay Pride di Lubiana
e in un futuro vorrebbe
promuovere una rassegna
cinematografica dedicata
ai film gay e lesbo. Antony segnala altresì che gli
eventi della Jota Assassina possono contare sulla
presenza di intere famiglie, che accompagnano i
loro figli e ballano insieme
a loro. A testimonianza di
come il movimento ormai
abbraccia completamente
tutta la regione e la vicina
Slovenia con la partecipazione a numerosi festival
e l’organizzazione di nuove serate. Chi ha voglia
di cimentarsi con qualcosa di diverso, può provare a vivere una simile
manifestazione. Se si ha
una mentalità aperta, non
mancherà il divertimento
nell’ammirare le animazioni delle Drag Queen, le
performance di Antony e la
sua famiglia e la splendida
musica all’interno del Circolo Etnoblog. Un circolo,
che - è bene sottolineare - è
nato anch’egli con l’intento
di promuovere divertimento pulito ed eventi collegati
al sociale.
Marco Pillin
Nella nottata tra il 20 e il 21 aprile il Macaki ha organizzato Miss Universitaria, evento organizzato dal noto staff Crazy College e dalla Exitmodels. All’ingresso del locale c’era tra l’altro un banchetto con due operatori con - ben visibile - un poster con la scritta “Operazione Naso Rosso “. Di cosa si tratta? Marco
Pangos, uno degli operatori presenti, si fa portavoce di spiegarlo. Innanzitutto
Naso Rosso non è un nome di una associazione, ma è un progetto del governo
italiano, promosso in particolare dal Ministero della Gioventù in collaborazione con l’istituto superiore di sanità. Marco Pangos, nello specifico, è membro
dell’associazione “Castelli in aria”. Nata nel 2008, il suo lavoro principale è
l’animazione nelle scuole tramite spettacoli teatrali e in maschera, soprattutto in
concomitanza con le festività natalizie. Attraverso la Modavi Onlus, a cui sono
affiliati, hanno vinto l’appalto per questo progetto. Il progetto è iniziato nel febbraio 2010 e avrà termine nel maggio 2011. L’attività consiste soprattutto nella
prevenzione e nell’impedire che giovani e meno giovani, dopo aver trascorso la
serata nei vari club e locali, si mettano alla guida in condizioni non ottimali. Gli
operatori hanno quindi a disposizione degli etilometri forniti dal ministero, con
cui misurano il tasso alcolico di chi chiede spontaneamente di fare la prova. Nel
caso l’esito sia positivo e il tasso alcolico sia troppo alto rispetto ai limiti di legge,
gli operatori di Naso Rosso - tramite una liberatoria - possono anche guidare
l’auto del giovane e portarlo a casa per evitare conseguenze dal punto di vista
legale sia per evitare pericolosi incidenti notturni. La formazione di questi operatori è particolarmente seguita dal ministero tanto che ogni quattro mesi vengono svolti dei corsi di
aggiornamento e formazione degli operatori. Nell’ambito triestino sono stati coinvolti
ben trenta operatori,
che si sono alternati
nei principali locali ed
eventi notturni della
città quali Mandracchio, Macaki, Etnoblog, Ausonia, Pineta
di Barcola e le grandi
feste della Help alla
Stazione
Marittima.
Per chi volesse avere
maggiori informazioni, può consultare il
sito internet www.operazionenasorosso.it
M.P.
SPOSTAMENTI UNIVERSITARI, PIU’ DI 14.500
SPOSTAMENTI AL GIORNO
Ogni giorno ci sono più di 14.500 spostamenti verso l’Ateneo triestino da parte
dell’utenza universitaria, ovvero per raggiungere la propria sede di lavoro o studio.
Questo è il primo dato interessante che emerge dall’analisi dei risultati del questionario via web somministrato a docenti, studenti e personale tecnico amministrativo
nell’ambito del progetto UniMob, cioè del programma di Mobility Management per
l’Università di Trieste, finanziato dal Fondo Trieste.
Il direttore del progetto, Prof. Giovanni Longo del Dicar, aggiunge: “Il numero
complessivo di spostamenti di sola andata che abbiamo rilevato, concentrato prevalentemente nelle prime ore del mattino, rappresenta un valore molto interessante e
degno di attenzione nel panorama della città di Trieste e tale da dover essere preso in
considerazione in un’ottica di ottimizzazione delle scelte di mobilità dell’utenza universitaria.”
L’indagine di UniMob ha permesso di raccogliere 4000 diari di spostamento completi, di cui 1000 provengono dal personale dipendente (docenti e tecnici-amministrativi) e 3000 dal bacino di utenza degli studenti. E’ stata quindi un’indagine che ha
avuto molto successo e che è senza precedenti nella storia dell’Ateneo triestino.
“La sensibilità verso il tema dei trasporti da parte della popolazione studentesca in
particolare, è testimoniata non solo dal numero e dalla qualità delle risposte raccolte,
dato che i commenti ed i suggerimenti su come migliorare la mobilità sono numerosi
ed interessanti, ma anche dal numero di contatti che ogni giorno pervengono alla pagina Facebook di UniMob e al sito web del progetto, www.units.it/unimob” commenta
il Prof. Longo.
Un altro dato interessante che emerge da questa prima fase di analisi è che l’utenza
universitaria dichiara di essere abitudinaria nelle proprie scelte di trasporto: il 70%
afferma, infatti, di utilizzare ogni giorno la stessa combinazione di mezzi, anche a prescindere dalle condizioni atmosferiche. Le abitudini di viaggio, in particolare tra coloro che utilizzano i mezzi privati, sembrano poter essere messe in discussione a fronte
di un’offerta di trasporto pubblico disegnata sulle necessità della vita universitaria.
In particolare i mezzi pubblici urbani ed extraurbani sono accolti in genere con gran
favore dall’utenza, tanto che la metà degli studenti utilizza il trasporto pubblico locale
per almeno una tratta del proprio spostamento verso le varie sedi universitarie. Le
scelte di trasporto effettuate dai dipendenti, invece sono molto diverse, infatti solo il
24% utilizza il mezzo pubblico, utilizzando piuttosto il proprio mezzo privato. Inoltre
1/5 degli studenti si reca presso la propria facoltà a piedi, mentre docenti e dipendenti
sono addirittura il 12%.
18 q il tuono
Sabato, 23 aprile 2011
Basket: l’Acegas chiude la stagione al nono posto
I ragazzi di coach Dalmasson affronteranno il Molfetta nei play-out
L’Acegas ipoteca il nono posto
in classifica al termine della regular season, battendo il Riva del
Garda per 102-65 con una prova
gagliarda. Vittoria purtroppo inutile ai fini della graduatoria finale,
vista la concomitante vittoria di
Castelletto Ticino in trasferta sul
difficile e insidioso campo di Perugia per 92 a 80. Trieste - di fatto - dovrà così giocarsi la permanenza nella terza serie lontano dal
PalaTrieste, affrontando il Molfetta con lo svantaggio del fattore
campo (gara di andata in Puglia
il 1° maggio, ritorno a Trieste l’8
maggio, eventuale bella il 15 maggio nuovamente a Molfetta). I ragazzi di coach Dalmasson hanno
dato prova di essere in crescita
di condizione; la determinazione
dimostrata sul parquet nelle ultime gare e soprattutto domenica
scorsa contro i trentini lasciano
ben sperare in proiezione futura.
La squadra, finalmente al gran
completo dopo una stagione travagliata sotto il profilo dei nume-
Il coach, Eugenio Dalmasson
rosi infortuni, può giocarsela con
chiunque grazie ad un gruppo
unito, capace di credere nei propri
mezzi e consapevole di essere cresciuto di partita in partita. Molto
del merito va dato alla sapiente
regia di un tecnico di indiscusso
valore come Eugenio Dalmasson
e ai tifosi mai venuti a mancare.
Meritevoli di assistere, speriamo
nel minore tempo possibile, a
campionati di categorie superiori
per il blasone storico, e non solo,
che il capoluogo giuliano merita.
Tutti i presupposti per concludere il campionato nel migliore
dei modi ce ne sono, a patto che
i biancorossi conservino sino alla
fine lo spirito e la convinzione
vincenti di questi ultimi incontri.
Serve un successo in terra pugliese, infatti, per mantenere la categoria. Se ciò non si avverasse, si
spalancherebbe inevitabilmente
di colpo una retrocessione, che
- ad inizio stagione - nessuno
avrebbe messo in preventivo.
Denis Locoselli
Pallamano, Trieste e Merano si giocano un posto in Elite
I biancorossi hanno solo tre punti di vantaggio in classifica ma possono contare
sulle tredici reti di vantaggio ottenute nella gara di andata
L’ottava giornata
del girone di ritorno ha decretato parecchie sentenze per
quanto concerne la
lotta per guadagnarsi
un posto al sole nel
prossimo campionato
d’ Elite. Il Romagna,
con la sconfitta interna subita ai danni
dell’Emmeti Mestre
per 31 a 27, può in
pratica dire addio al
secondo posto e ai
sogni di promozione
cedendo di fatto le
possibilità al Merano,
vincitore a sua volta sul difficile campo
di Ferrara per 36 a
33, di giocarsela contro Trieste. Il team
condotto da Bozzola, sabato scorso ha
osservato un turno
di riposo a causa del
numero dispari di
formazioni presenti
nel campionato attuale, vedendo così
assottigliarsi il vantaggio sulla compagine altoatesina di solo
3 lunghezze, con la
prospettiva di andare proprio a Merano
nel prossimo turno in
programma sabato 30
aprile a giocarsi una
buona fetta del suo
futuro in ottica promozione, in una sfida
che si preannuncia alquanto decisiva. Una
vittoria biancorossa,
a 2 giornate dal termine del torneo sancirebbe quasi matematicamente il salto
di categoria, mentre
un insuccesso rimanderebbe il verdetto
di qualche settimana
con Trieste prima ad
affrontare a Chiarbola il Romagna per poi
concludere le proprie
fatiche in Sardegna
contro il Sassari. Il
Merano invece dovrà
giocarsela a Casalgrande contro lo Spellanzani e successivamente ospitare tra le
mura amiche il già
promosso Pressano.
I giuliani dalla loro
partono con il vantaggio di 13 lunghezze
ottenute nella gara di
andata ai danni degli
altoatesini (35 – 22),
sicuramente un buon
biglietto da visita in
caso di arrivo alla
pari al termine del
campionato. Finale
di stagione incandescente e tutto in salita
per i ragazzi del presidente Lo Duca, che
sembrano avere perso
proprio nelle ultime
giornate lo smalto e la
lucidità mostrati in
quasi tutto l’arco del
torneo. Onde evitare
brutte sorprese Trieste dovrà ritrovare la
migliore condizione
nel minor tempo possibile, per non gettare
al vento un campionato che sembra alla
sua portata regalando
alla città e ai propri
tifosi la promozione
nella massima serie
dell’handball nazionale. Prossimo turno (30/4): Merano
– Pallamano Trieste,
Pressano – Parma,
Nonantola – Casalgrande, Sassari – Romagna, Emmeti Mestre – Ferrara (1/5).
D.L.
Hockey inline, l’Edera in semifinale
travolge Ferrara
La corazzata rossonera batte nettamente nella gara di andata gli emiliani
Continua inesorabile la marcia dell’Edera verso la finale scudetto, un po’ più vicina dopo il
largo successo ottenuto mercoledì scorso sul campo neutro di
Cittadella (scelto per motivi televisivi) ai danni del Ferrara in
gara 1 di semifinale per 7 reti a 2.
La corazzata rossonera guida-
ta dal tecnico Rusanov, nonostante l’assenza per squalifica di
capitan Frizzera per 2 giornate
comminata dal Giudice Sportivo, ha dimostrato in pista una
netta superiorità rispetto alla
compagine estense, imponendo il proprio ritmo di gioco sino
dalle battute iniziali dell’incon-
tro mantenendo alta la concentrazione per tutta la gara. Va
segnalata nelle file triestine l’ottima prova fornita dallo statunitense Steve Klenk autore di una
tripletta. La gara 2 si giocherà a
Trieste domenica 1° maggio alle
ore 18 presso la pista di via Boegan. Nell’altra gara di semifinale
larga e inaspettata vittoria per
5 a 1 del Milano 24 sui Ghosts
Padova: i veneti per avere possibilità di ribaltare il risultato in
proprio favore e quindi raggiungere la finale dovranno assolutamente vincere le prossime 2
gare, pena l’eliminazione.
D.L.
Nonno Berto
e la Triestina
by
Sergio Martini
il tuono q 19
Sabato, 23 aprile 2011
Jadran Qubik Caffè, ai play-off da terzo classificato
I plavi chiudono la stagione meglio di quanto pensassero ed ora aspettano Padova
Lo Jadran Qubik Caffè sta ricaricando le pile in vista dei playoff per la promozione in serie B
Dilettanti. Dopo una regolar season al di sopra di ogni più rosea
aspettativa il quintetto di coach
Walter Vatovec chiude le 30 giornate canoniche all’entusiasmante
terzo posto, figlio di un record di
15 successi e 11 sconfitte. L’avversario dei plavi nel primo turno
dei play-off sarà proprio quella Virtus Padova surclassata – e
superata in classifica – nell’ultimo turno sabato scorso. E’ stata
la serata di Borut Ban, l’appena
diciannovenne figlio d’arte assoluto protagonista del campiona-
Triestine protagoniste in serie C regionale! Tutte a segno
nell’ultimo turno, la copertina
è d’obbligo per la Servolana
Officine Lussetti (46 punti)
che passerà le festività di Pasqua con lo spumante già in
fresco. A tre giornate dalla
fine, infatti, i ragazzi guidati
da coach Bisca vantano quattro punti di margine sull’Alba
Cormons con a favore anche la
differenza canestri negli scontri diretti. Pertanto, i servolani
festeggerebbero la promozione
diretta in serie C Dilettanti già
nel prossimo turno vincendo
in casa, ad Altura, contro l’alterna UBC Udine. A spianare
la strada a Pozzecco, Vujovič
to dei triestini che ha distrutto i
patavini con ben 38 punti, 12:17
dal campo e 10:10 dalla lunetta.
Contro la Virtus, lo Jadran a Opicina ha deliziato il pubblico con
una prestazione da incorniciare
nonostante le pesanti assenze
degli esperti frombolieri Cohen e
Tomasini. Come già spesso accaduto, è stato decisivo – oltre alla
vena del giovanissimo talento - lo
zoccolo duro composto da Oberdan, Franco, Slavec, Marusic e
Malalan con un valido contributo
anche del diciottenne Floridan. I
carsolini sono riusciti addirittura
a ribaltare la differenza canestri
dopo aver perso in Veneto di ben
18 lunghezze. Ci vorranno tuttavia altre prove simili per allungare la stagione nella post season
nella quale ad ogni modo la squadra può scendere in campo senza
alcun assillo. Già il terzo posto è
infatti un risultato storico per la
società e riporta una triestina in
lotta per la B2 cinque anni dopo
le due consecutive partecipazioni
ai play-off dell’allora C1 del Bor
Radenska di Ferruccio Mengucci.
Lo Jadran Qubik Caffè sfiderà
nei quarti la Virtus Padova con
gara1 al PalaCova della Polisportiva di Opicina sabato 30 aprile
alle 20.30. Il retour match andrà in scena mercoledì 4 maggio
Basket serie C2, spumante
già in fresco per la Servolana
e compagni è stata la scorsa
giornata che sulla carta si presentava addirittura più favorevole ai cormonesi. L’Alba però
è incappata in un’inopinata
sconfitta di un punto sul parquet della modesta Geatti Udine mentre la Servolana a Gorizia si è imposta con grande
autorità ai danni dell’Ardita.
Alle spalle delle due dominatrici del torneo si profilano in
grande spolvero altre due compagini giuliane, le rappresentanti della comunità slovena
Bor Radenska e Breg, appaiate
a quota 34 punti. Al momento
il sodalizio di Guardiella allenato da Popovič è terzo con
i ragazzi di Dolina guidati da
Krašovec virtualmente quinti
alle spalle dell’Ardita. Ma fino
a fine stagione regolare - mancano ancora tre turni - sarà
uno sprint (con coinvolto anche Tolmezzo, attardato di due
lunghezze dopo lo stop di Cervignano) per accaparrarsi non
solo la terza piazza ma anche
un posto tra le prime cinque
che regala il fattore campo in
gara3 almeno nei quarti di finale dei play-off. La formula
dice infatti che la prima sale
direttamente mentre le classificate dal secondo al nono
posto si contendono nella post
season l’ulteriore piazza a disposizione nella prossima C
Dilettanti. La decima e l’undicesima sono salve senza altre
incombenze dopo il 14 maggio,
l’ultima retrocede direttamente, mentre le classificate dal
dodicesimo al quindicesimo
alle 21 a Padova, eventuale bella
nuovamente a Opicina sabato 7
maggio. Testa di serie dei play-off
per l’unico posto in B Dilettanti è
il Nuovo Basket Udine (18 vinte, 8 perse) dei giovani triestini
ex Jadran Saša Ferfoglia e Peter
Sosič e di Massimo Zurch, scuola Pallacanestro Trieste. Curioso
il fatto che lo Jadran ha superato
gli udinesi in entrambe le gare di
stagione regolare.
Programma quarti di finale
play-off: Udine – Codroipo, San
Vendemiano - Marghera, Jadran
Qubik Caffè – Padova, Spilimbergo – Latisana. Play:out: San Daniele – Limena.
posto si giocano le restanti due
retrocessioni nei play-out.
E proprio evitare la famigerata lotteria dei play-out salvezza, magari centrando uno
dei due ambiti posti spiaggia,
è l’obiettivo del Venezia Giulia
Muggia (24) che sabato scorso
in quest’ottica ha conquistato una preziosissima vittoria,
la seconda consecutiva. Ma
la classifica nella pancia del
gruppo rimane molto corta
quindi – con un calendario
non proprio favorevole (Tolmezzo e Cormons fuori casa
con in mezzo CBU Udine ad
Aquilinia) - guai abbassare
la guardia per i rivieraschi di
Mengucci.
Muggia e Sgt in semifinale
I quarti di finale sono stati
superati con una certa autorità, ora per la Petrol Lavori
Muggia e la Sgt si avvicina
il tempo delle conferme. I
play-off di serie B d’Eccellenza entrano infatti sempre più nel vivo con le sfide
di semifinale, che vedono le
nostre formazioni locali beneficiare ancora del fattore
campo, con la gara d’apertura e l’eventuale, decisiva,
gara 3. Chiamate simultaneamente sui rispettivi parquet casalinghi del PalAquilinia e del PalaTrieste (una
concomitanza che non giova
agli appassionati) giovedì
28 aprile alle 20.30, Petrol
Lavori e Sgt cercheranno di
dare un seguito alla loro ottima stagione disputata finora. Avversaria designata per
le muggesane è la squadra
lecchese di Costa Masnaga,
che ha concluso al quarto
posto il suo girone nella regular season, e che ai quarti
di finale play-off ha prevalso
per 2-1 nella serie con San
Bonifacio. Nessuna sorpresa
nemmeno riguardo al nome
della sfidante della Sgt, che si
immaginava potesse essere
Lavagna: così è, con la squa-
dra genovese che ha piegato
alla “bella” Bergamo. Finora nei due tabelloni di playoff che riguardano le nostre
squadre, le gerarchie espresse dalla classifica della prima
parte di campionato sono
state confermate, ma ad ogni
passaggio del turno la differenza di valori si assottiglia.
Sulla carta, la sfida più insidiosa ed incerta è quella che
attende la Sgt, seconda forza del girone nord-orientale
opposta alla terza del girone
nord-ovest. Per questo motivo l’allenatore Giuliani, conscio delle difficoltà legate alla
lunga trasferta di Lavagna su
un parquet ostico, confida
nella prontezza delle sue giocatrici a capitalizzare la prima gara interna. Favori del
pronostico un po’ più aperti
per il quintetto di Jogan, che
dovrà motivare sul campo i
12 punti ottenuti in più nella stagione regolare rispetto
a Costa Masnaga. Gara 2,
a campi invertiti, è in programma sabato 30 aprile alle
21, un giorno in più di stacco
per la Sgt, di scena il primo
maggio alle 18 a Lavagna.
Marco Federici
L’allenatore
della Società Ginnastica Triestina
Nevio Giuliani
Rappresentative Fvg al Torneo delle Regioni di Torino
In pieno corso di svolgimento a Torino il Trofeo delle Regioni, l’importante manifestazione promossa dalla Fip che
accoglie il meglio del panorama nazionale in termini di rappresentative Under 15 maschile e femminile. In chiaroscuro
il bilancio dopo le prime due
giornate delle due selezioni del
Friuli Venezia Giulia, con una
vittoria e una sconfitta sia nel
settore maschile, sia in quello
femminile.
Partendo da quest’ultimo,
le ragazze allenate da Spinacé
hanno esordito nel loro girone
(da 4 squadre) sconfiggendo la
Campania: 70-57 il punteggio,
al termine di una gara condot-
ta fin dal primo quarto, e che
ha visto brillare la triestina in
forza alla Sgt Veronica Samez,
con 14 punti realizzati. Buona
anche la prestazione della sua
concittadina (sono 6 in tutto le
triestine) nonché compagna di
club Isabel Romano, la migliore del Fvg in termini di valutazione.
Dopo un successo così limpido, stride la sonante sconfitta rimediata dalle vice campionesse uscenti il giorno
seguente ad opera del Lazio
per 55-78. Illusorio il vantaggio fissato dalla prima sirena,
con due break simili ad altrettante mazzate nel secondo e
nell’ultimo quarto.
Non sono bastati i 14 punti
di Romano, top scorer regionale. In campo maschile, invertiti i risultati con un battesimo
rocambolesco e terminato con
una sconfitta: ad infliggerla ai
ragazzi di Tonon è stata la selezione della Puglia che, dopo
il +7 dell’intervallo, sembrava
spacciata sul –10 al 30’ e anco-
ra sul –6 a 5’ dalla fine, prima
di operare un crescendo notevole che l’ha portata al definitivo 79-70 in suo favore.
A parziale riscatto da questa
beffa, è arrivata il giorno successivo l’affermazione del Fvg
ai danni del non irresistibile
Abruzzo, travolto per 91-55.
Una gara controllata fin dal
principio, e che ha visto tra i
protagonisti anche i due triestini convocati: Matteo Cernivani dell’Azzurra, miglior marcatore con 15 punti e 5/5 al tiro
da due, e Martin Ridolfi dello
Jadran: per lui 6 punti segnati
e ben 7 palloni recuperati.
M.F.
20 q il tuono
Sabato, 23 aprile 2011
Parla Il VIce PresIdente della PallanUoto trIeste
Colautti: “La società punta
sul settore giovanile”
Nata solamente nel 2003 la
Pallanuoto Trieste si sta ricavando
un ruolo di primo piano nel panorama della pallanuoto nazionale
e comincia ad affacciarsi anche
fuori confine, partecipando a tornei internazionali e schierando le
proprie squadre giovanili nel campionato sloveno. Le prime squadre
maschile e femminile sono in piena corsa play off per la promozione in serie A1, le squadre giovanili
e la scuola nuoto stanno ottenendo ottimi risultati e la Tergeste,
squadra “satellite” creata l’anno
scorso, è meritatamente al comando della serie C e sta sognando il
salto in serie B.
Ne abbiamo parlato con il vice
presidente Renzo Colautti, pediatra nella vita ma con una gran
passione e dedizione per la pallanuoto.
“Partiamo dalla prima
squadra maschile: 36 punti
in classifica, secondo posto
nel girone Nord della serie
A2, play off sempre più vicini.
Se l’aspettava?”
“La squadra è stata rinforzata
con gli arrivi di due giocatori esperti e preparati come Aldo Ercolano
e Tommaso Morena e i risultati si
vedono: rispetto allo scorso anno
abbiamo già 10 punti in più con 4
partite ancora da giocare e siamo
in piena corsa play off, ossia vicini
al traguardo che la società si era
prefissata ad inizio anno. Poi cosa
succederà eventualmente ai play
off non si può dire perché sono
delle partite particolari in cui tutto
può succedere”.
“Anche le ragazze, le cosiddette orche assassine, stanno
andando piuttosto bene...”
“Il campionato era partito con
qualche difficoltà (due sconfitte
nei primi incontri) ma le ragazze
sono state brave a correggere il
brutto avvio con degli ottimi risultati nel girone di ritorno. L’obiettivo della società, anche per loro,
è il raggiungimento dei play off.
Mancano 3 partite e siamo al terzo
posto, quindi in perfetta corsa. La
squadra è stata rinforzata con atlete da fuori Trieste, che si stanno
ambientando molto bene lavorando o studiando in città”.
“C’è poi anche un’altra pri-
ma squadra, più recente, che
si trova al comando della serie C...”
“La Tergeste era stata creata
per permettere ai giovani del vivaio della Pallanuoto Trieste di fare
esperienza in serie minori ma a
livello assoluto per poter poi essere pronti a giocare in serie A. Sorprendentemente però siamo primi
in classifica meritando la posizione con l’ottimo gioco espresso”.
“A proposito di giovani,
il settore giovanile sta ottenendo degli ottimi risultati.
Come è organizzato il lavoro?”
“Da 3 anni la società si è impegnata a creare una valida struttura
tecnica. Il lavoro è guidato dal tecnico Juraj Cirkovic, il vero artefice del grande progresso di tutto il
settore. Tutti gli
allenatori stanno seguendo un
programma da
lui stilato che
permette una
crescita costante e graduale di
tutti i ragazzi e
ragazze. Inoltre
molte squadre
partecipano a
due campionati permettendo
così loro di giocare più partite
e accumulare
più esperienza.
Gli under 11, ad esempio, partecipano sia al campionato italiano
che a quello sloveno. L’obiettivo
della società è proprio quello di
investire sui giovani, in particolar
modo sui più piccoli (u11 e u13).
Vera sorpresa dell’anno è sicuramente il settore giovanile
femminile dove, dopo 2 anni, dal
niente, siamo riusciti a essere
protagonisti nel campionato u15
(con ottime prospettive future).
Grande soddisfazione per la società è stata poi la convocazione in
nazionale giovanile della giovane
orchetta Francesca Rattelli”.
“Anche i giovani del settore nuoto stanno ottenendo
ottimi risultati. Un ulteriore
motivo di orgoglio”
“I risultati fin qui ottenuti, im-
pensabili fino all’anno scorso,
sono veramente una sorpresa: la
Pallanuoto Trieste è al quarto posto in regione tra gli esordienti e a
livello assoluto (una novità per la
società) le gemelle Capitanio sono
riuscite a partecipare ai campionati italiani invernali di categoria
a Riccione”.
“Sembra che tutto vada
a meraviglia. Ci sarà pure
qualche problema, no?”
“Di fronte a tutte queste attività
il vero problema è rappresentato
dalla spazio acqua che è rimasto
invariato in questi anni, ossia da
quando le prime squadre maschile
e femminile militavano rispettivamente in serie D e C, e non avevamo tutto il settore giovanile di
adesso. Riteniamo quindi che la
ripartizione degli spazi alla piscina
Bianchi debba tener conto di quanto
una società
dimostri con
i risultati e
le
attività.
Le
nostre
squadre sono
costrette ad
andare
regolarmente
a giocare a
Capodistria e
a Fiume per
potersi allenare”.
“Siamo
alla fine, è il momento dei
ringraziamenti: c’è qualcuno che vuole ringraziare in
modo particolare?”
“Sicuramente il presidente
Enrico Samer, uno dei pochi imprenditori triestini a credere e a
investire nello sport locale. Tutto
quello che la Pallanuoto Trieste
è riuscita a conseguire è merito
suo, al suo impegno e al suo appoggio. Un altro ringraziamento
poi lo vorrei fare a tutte le famiglie dei nostri atleti, in particolar
modo dei giovani, che dimostrano
sempre grande entusiasmo e attaccamento alla società, mettendo molto spesso i propri mezzi a
disposizione per le partite in trasferta”.
I.C.
Buona prestazione degli U12 al Torneo di Dubrovnik
Positiva e utile esperienza
per i piccoli under 12 della Pallanuoto Trieste nel torneo internazionale “Tomo Udovičić”,
tenutosi a Dubrovnik dal 15
al 17 aprile. Erano presenti 21
squadre delle principali scuole
pallanuotische europee: Croazia, Serbia, Grecia, Spagna,
Montenegro e Italia.
I ragazzi, accompagnati in
panchina dai tecnici Christian
Amasoli e Giulio Torlo, si sono
ben espressi, vincendo 3 partite su 4 ma finendo, un po’ inspiegabilmente, all’undicesimo
posto.
I giovani pallanuotisti della
u12: Gerin, Jancovic, Zadeu,
Savarese, Ferraris, Cosoli, Falzari, Mezzarobba, Cernivc,
Podgornik, Rizzello, Cenci,
Bertini, Rinaldi.
Risultati: Pallanuoto Trieste – VK Cavtat (Cro) 13-2;
Vouliagmeni (Gre) – Palla-
nuoto Trieste 10-6; Barceloneta (Spa) – Pallanuoto Trieste
1-12; Slovenija (Slo) – Pallanuoto Trieste 8-9.
Il bIlancIo natatorIo dI metà stagIone
La soddisfazione
di Sergio Pasquali
Sergio Pasquali, presidente della Fin Friuli Venezia Giulia
Il presidente del comitato
Fvg della Fin, il gradese Sergio
Pasquali, è soddisfatto a metà
stagione. “La fase invernale si è
conclusa con una notevole crescita in tutte le discipline visti
i risultati conseguiti. Pallanuoto, tuffi e nuoto hanno fatto la
parte del leone.
La buona salute del nostro
movimento è stata confermata dalle parole del presidente
nazionale Paolo Barelli, che ha
elogiato il nostro lavoro svolto in occasione di una riunione ad Ostia, alla quale hanno
partecipato i responsabili dei
comitati regionali e delle varie
nazionali nonchè i consiglieri
federali. Sono particolarmente
soddisfatto sul piano personale
di quanto fatto con impegno da
parte di tutti i club. Li ringrazio per la collaborazione così
come è ottima la partnership
con il direttore del centro federale Bruno Bianchi, Franco
Del Campo, per l’organizzazione delle varie manifestazioni e
dei molti collegiali azzurri. Ad
esempio i tuffi sono in pianta
stabile a Trieste. C’è un buon
rapporto con Klaus Dibiasi e
Giorgio Cagnotto, che abbiamo
premiato assieme ad Emilio
Felluga (presidente del Coni
Fvg) per quanto dato e per
quanto daranno allo sport”. Il
massimo dirigente regionale
parte dalla waterpolo. “Le due
squadre della Pallanuoto Trieste sono ai primi posti della
serie A2 maschile e femminile
e con tali riscontri c’è la speranza di andare ai play-off.
Incrociamo le dita e speriamo
che venga raggiunta la A1, l’elite della pallanuoto nazionale.
Non va dimenticato i miglioramenti del movimento giovanile
e il primo posto in serie C della
Tergeste Pallanuoto”. Quindi i
tuffi. “Gli atleti di Trieste Tuffi e Triestina Nuoto si stanno
mettendo in luce sia in ambito
giovanile sia assoluto. Diversi
tesserati sono stati convocati
dalle nazionali (under e senior,
ndr) a conferma dell’interesse
dedicato già alla base.
Qui l’auspicio è che arrivi
qualche altro scudetto”. Uno
sguardo, poi, al nuoto. “Ci sono
stati risultati molto positivi
- ovvero dei podi - da parte dei
nuotatori regionali ai campio-
nati italiani di categoria e non
vanno dimenticate le chiamate nell’Italia giovanile. E’ stata
una gioia sia per i sodalizi di
appartenenza sia per tutto il
movimento nostrano. Anche
perchè sono stati ritoccati diversi record regionali in tutte
le categorie.
Il punto di riferimento deve
essere Cesare Sciocchetti, ormai in pianta stabile nell’Italnuoto”. Ed è in vista un clinic
importante. “Il commissario
tecnico azzurro delle giovanili, Walter Bolognani, sarà nostro ospite il 21 e il 22 maggio
(quasi sicuramente a Trieste).
Terrà un corso di aggiornamento per gli allenatori di nuoto e un collegiale con i nuotatori classificatisi nei primi dieci
posti ai tricolori di categoria.
Questo è l’inizio di un intenso gomito a gomito che la Fin
di Roma e la Fin Fvg vogliono
portare avanti per migliorare
la crescita del nuoto in Friuli
Venezia Giulia. A tal proposito,
dal prossimo anno un tecnico
federale sarà presente in regione per sviluppare - assieme agli
allenatori locali - un programma ben definito di allenamenti”. Sergio Pasquali prosegue
con le bracciate. “L’attività è
intensa pure tra i giovani, ad
iniziare dal circuito propaganda. Vi partecipano tutti i club
con i loro ragazzi e in maggio
ci saranno le finali regionali. I
migliori accederanno alle finali
nazionali di Gubbio. In luglio,
invece, la selezione regionale
degli esordienti sarà presente
ai campionati italiani a squadre
per rappresentative Esordienti
A a Rovereto (ex Molveno).
Sicuramente la nostra squadra farà una bella figura in
quanto composta da atleti di
ottimo valore, che risultano
primi nelle graduatorie nazionali”. L’occhio scivola - a seguire - sul nuoto sincronizzato. “Il
sincro continua la sua attività
grazie alla Triestina Nuoto,
massima espressione regionale seguita da altre realtà come
il Gorizia Mediacom Nuoto”.
Infine il nuoto salvamento. “E’ una specialità in fase di
rinnovo e crescita. Il sodalizio,
che si sta dando più da fare, è
proprio il Gorizia Mediacom
Nuoto”.
il tuono q 21
Sabato, 23 aprile 2011
SERIE D - GIRONE C VERSO IL RUSH FINALE, PREVISTO DOPO PASQUA
Kras Repen Koimpex
a caccia di due vittorie
Terzultimi (perciò ai playout), ma solo per una giornata.
Ancora una volta la trasferta è
stata fatale per il Kras Repen.
Dopo la sconfitta a San Vito al
Tagliamento nel derby regionale del girone C di serie D, per i
bianco-rossi incombe di nuovo il
pericolo della retrocessione diretta. Con due partite da giocare,
i punti in palio sono ancora sei.
Partita strana e non bella quella
contro la Sanvitese, la stessa non
ancora matematicamente salva.
Squadre chiuse e poco gioco. I
tifosi delle due compagini (tanti
Il portiere del 1990, Andrea Dovier
anche i triestini al seguito) non
si sono divertiti. All’inizio leggera supremazia dei padroni di
casa, che trovano il vantaggio al
21’ del primo tempo col capitano
De Cecco. Difesa ospite posizionata male su calcio d’ angolo. La
sfera riesce a penetrare davanti
al portiere Dovier, che viene anticipato dall’attaccante locale. La
reazione dei giuliani non c’è stata. Neanche nel secondo tempo,
quando la Sanvitese potrebbe
pure raddopiare in due occasioni. Inutili i cambi fatti da mister Davide Pellegrini. Fantina
e Martini non sono in giornata
di grazia e non danno la spinta
giusta. Spento anche il “bomber”
Knezevic. Al triplice fischio finale molto deluso l’ allenatore del
Kras Pellegrini: “Decisamente
un grande passo indietro. Abbiamo giocato molto male”. Con
la vittoria del Belluno sull’ Este
(2-0) l’ unica formazione triestina dell’Interregionale scivola di nuovo al penultimo posto.
E la situazione si fa sempre più
difficile. A due giornate dal termine al team di Goran Kocman
servono tutti i sei punti disponibili per agguantare i play-out.
Dopo la pausa pasquale si ritorna in campo il primo maggio. In
occasione della festa del lavoro
il Kras ospiterà il Montebelluna, diretto concorrente per la
salvezza. Che i tre punti siano
fondamentali, a Repen lo sanno
bene. Mister Pellegrini si affida al fattore campo (tre vittorie
negli ultimi tre turni). In difesa avrà di nuovo a disposizione
Tomizza. Però farà a meno dello squalificato (un turno) Mileto. Senza i tre punti contro il
Montebelluna sarebbe forse del
tutto inutile l’ultima trasferta a
Rovigo con i padroni di casa già
salvi. Sei punti basterebbero per
sperare nei play-out o per assicurarsi almeno uno spareggio
per accedere alle due partite di
spareggio salvezza. Una vittoria
e un pareggio, invece, potrebbero non essere sufficienti. Dopo la
sconfitta contro la Sanvitese bisogna al più presto rimboccarsi
le maniche e affiatare il gruppo.
Servono due vittorie per prolungare la stagione e sperare in una
salvezza al fotofinish.
Il presidente/direttore sportivo,
Goran Kocman
11° Bavisela Young - Fondazione CRTrieste
Tutti di corsa con puro spirito di divertimento, senza classifiche
ma soltanto per vivere il cuore della città, piazza Unità, in modo diverso e speciale,
partecipando con i propri compagni di scuola
La Bavisela Young-Fondazione CRTrieste,
giunta all’undicesima edizione, si svolgerà mercoledì 4 maggio, a partire dalle 10, realizzata anche quest’anno da “La Bavisela” grazie al fondamentale contributo della Fondazione CRTrieste,
e dell’Area Educazione, Università e Ricerca del
Comune di Trieste, con la collaborazione del Marathon UOEI Trieste.
La manifestazione è rivolta ai bambini e ai ragazzi delle scuole materne, elementari e medie inferiori della provincia di Trieste.
Al termine di ogni gara verranno accolti sul palco i primi tre classificati di ogni batteria, anche se
sono previsti premi uguali per tutti i partecipanti
che, una volta tagliato il traguardo, riceveranno
una medaglia. E poi spazio a foto e applausi di rito
per festeggiare i baby podisti, che ogni anno vivono la giornata come una vera e propria festa dello
sport. La Fondazione CRTrieste, sempre attenta
alle attività di promozione dello sport tra i giovanissimi, non manca neanche quest’anno all’appuntamento con l’ormai classica “maratona dei
ragazzi”, che - da cinque edizioni - vede il nome
della Fondazione abbinato a quello della corsa. La Fondazione ritiene che questa non sia solo
un’occasione ricreativa, ma anche formativa e di
socializzazione per migliaia di giovanissimi della
provincia: una sorta di vera e propria corsa verso
un traguardo composto da divertimento, amicizia
e pratica di una disciplina sportiva dove bambini
e giovani possono essere sia protagonisti che semplici spettatori.
Scherma: ribalta nazionale per la Sgt
Piccole lame crescono. Fiorettisti e spadaccini della Sala d’Armi della Ginnastica Triestina tornano
alla ribalta, mantenendo costante il livello di crescita del settore curato dalla insegnante Lorenza
Bocus. I nuovi segnali del fermento arrivano anche in chiave internazionale, dai risultati ottenuti
al Torneo Gladio di Capodistria, manifestazione di scherma riservata alle categorie giovanili. Due
i primi posti, entrambi ottenuti nella specialità della Spada, da parte di Ruben Rossi, classe 1998,
categoria Giovanissimi e Greta Odorico, classe ‘97, in lizza nelle Allieve. Gli affondi delle spade biancocelesti sulle pedane di Capodistria hanno sortito anche due seconde piazze: nelle Cadette, grazie a
Carlotta Tominc, e con l’atleta classe ‘91 Matteo Corte (Giovani). La rinata sezione di Spada aveva
inoltre collezionato altri due traguardi di rilievo, con due tra gli atleti più rodati della SGT, Eugenia
Gotti e Francesco Presel. Entrambi hanno infatti guadagnato la qualificazione ai campionati italiani
Open, in programma a Foligno verso la metà di giugno. Mentre gli spadaccini brillano, i fiorettisti
non stanno a guardare. Lo testimoniano i titoli in campo regionale colti ai recenti campionati andati
di scena a Spilimbergo, teatro del Gran Premio Giovanissimi che ha premiato due schermitori alla
corte di Lorenza Bocus. Si tratta di Anna Chiara Losso, giovane ma già piccola veterana dei circuiti
non solo regionali ( classe 1997) e Luca Grieco, impegnato nella categoria Ragazzi. La prova regionale ha regalato inoltre un secondo posto anche a Margherita Meregalli (Allieve) e ad Alberto Tonelli
(Maschietti). Non è tutto. I fiorettisti della Ginnastica Triestina hanno continuato letteralmente ad
affilare le armi anche al Trofeo “Montebelluna” della scorsa settimana, passerella giovanile che ha
portato il successo ad Alberto Tonelli ed un terzo posto ad Anna Chiara Losso.
G.d.C.
CALCIO PROMOZIONE - GIRONE B
Zaule salvo
Missione compiuta per la matricola
Salvezza in tasca e progetti in
cantiere. La Pasqua in casa dello Zaule si legge anche così, tra
inevitabili rimpianti e accenni
di un bilancio che non penalizza l’annata in Promozione della formazione neo - promossa
e allenata da Lorenzo Cernuta. Una matricola quindi, non
sempre “terribile” quanto propensa piuttosto al rischio, a una
formula di gioco disegnata in
chiave offensiva e quasi sempre
sull’abiura del segno X. Lo Zaule, infatti, ha collezionato sino a
questo momento solo 5 pareggi
(lo stesso numero della capolista San Daniele), ha perso troppo (13), ma ha saputo vincere
abbastanza, 10 volte per la precisione. Tutto o niente, verrebbe
da dire. Una caratteristica del
resto tipica del tecnico Cernuta, uno che legge il calcio dalla
panchina senza particolari fronzoli o alchimie che non parlino
di vittoria, possibilmente coniugata a scampoli di buon gioco.
“In effetti abbiamo affrontato la
stagione forse costruendo una
squadra leggermente sbilanciata – confessa Lorenzo Cernuta
– Lo testimonia il numero di gol
incassati sino a questo momento
(50), un dato che fortunatamente abbiamo bilanciato con una
serie di vittorie importanti. Valutando meglio l’intera stagione
ammetto che qualche pareggio
in più non poteva che farci comodo, è vero – ammette il tecnico dei viola – ma questa è la mia
filosofia di gioco. A volte paga,
altre può darti delle difficoltà
oggettive”. Alla base dell’audace
schieramento proposto da Cernuta quest’anno, si configurano
anche le scelte dei “fuori quo-
Lorenzo Cernuta (all. Zaule)
ta”, opzioni incastonate quasi
esclusivamente nel pacchetto
difensivo: “Una scelta coraggiosa – aggiunge Lorenzo Cernuta
nella sua disamina – All’inizio
abbiamo anche pagato in termini di esperienza, ma credo poi
abbia insegnato qualcosa ai giovani schierati. E quando parlo di
giovani – sottolinea deciso Cernuta – ricordo che buona parte
dello Zaule ha giocatori validi e
titolari delle annate 1987 e ‘88.
Sono già dei veterani”.
Non demorde il tecnico della
matricola, analizzando il presente ma guardando al futuro
con le ambizioni di sempre: “E’
stata comunque una stagione
valida – afferma l’allenatore –
considerando la classifica corta,
il livello generale incontrato e il
fatto di averla vissuta da neo –
promossa. Dopo Pasqua in società decideremo serenamente
sul futuro – conclude Cernuta –
Io vorrei sicuramente ripartire
con ambizioni più solide, magari
per una stagione verso i play –
off. Non ho dubbi: il mio nuovo
obiettivo è questo”.
Gabriel de Curtis
Triestina out al Rocco
Il debutto era stato vincente, poi sono arrivate due sconfitte e
così gli allievi nazionali della Triestina hanno salutato il Trofeo
“Nereo Rocco” al termine delle eliminatorie. I rossoalabardati di
Ruggero Calò erano partiti con un’affermazione per 1-0 ai danni
dei giapponesi del Teikyo. A Capriva del Friuli era stata decisiva
una zampata di Forte al 27’ s.t. Seconda frazione determinante anche contro il Milan. A Staranzano i rossoneri l’hanno spuntata per
2-0 grazie a Spagnoli (10’ st) e a Speziale (24’ st). Infine la sfida con
il Colo Colo al Ferrini di Ponziana. Cileni vittoriosi per 4-0 (21’ pt,
29’ pt e 18’ st su rig. Pontigo, 11’ st Paez).
Calcetto,
Umago in arrivo
Sono state ufficializzate le date del rinomato appuntamento del
Trofeo Legea di Umago, ovvero il raduno di calcetto che ogni anno
vede coinvolte centinaia di squadre di qualsiasi livello provenienti
da tutta Italia. Alla competizione, che si terrà nel primo week-end
del mese di giugno, parteciperanno un nutrito gruppo di squadre
proveniente da Trieste, Udine, Gorizia e Pordenone. Se si vuole
portare in vacanza la propria squadra e partecipare al piu’ coinvolgente torneo della specialità, si può visitare il sito www.radunocalcioa5.it o contattare gli Organizzatori ai numeri 040.2454944 –
347.2120112. La manifestazione, giunta alla sua settima edizione,
si disputa interamente nel week-end con facoltà per partecipanti
e persone al seguito di soggiornare all’interno di un meraviglioso
villaggio turistico. Lo scorso anno la competizione maschile è stata
vinta dal Vissandone di Udine, che ha avuto la meglio in finale
sull’Automax di Sassari per 2-1.
22 q il tuono
Sabato, 23 aprile 2011
Bobo e l’isola dei pirati – l’amuleto dei Fenici
in scena il 27 e 28 aprile
Nuova avventura per il simpatico pupazzo con repliche per le scuole e le famiglie
Ritorna sul palcoscenico del Teatro Miela di Trieste un
beniamino dei bambini: il corvo Bobo. Il simpatico pupazzo sarà protagonista di un nuovissimo spettacolo per
le scuole e le famiglie: “Bobo e l’isola dei pirati – l’amuleto dei fenici”, che permetterà di rivedere alcuni personaggi conosciuti, ma anche incontrarne di nuovi, divertenti e
curiosi. Il pennuto dal becco arancione tornerà a vestire
i panni del pirata per un nuovo episodio della fortunata saga iniziata con “Bobo e l’isola dei pirati”. Sarà Krok,
l’eterno secondo che aveva cercato in tutti i modi di impadronirsi della nave capitanata dal temerario Bobo e che
ormai tutti pensavano sconfitto, a riaccendere le luci sul
veliero del capitano dalle penne blu e della sua ciurma.
Salvatosi miracolosamente dai flutti, Krok è pronto a riscattare le sua nomea di furfante e traditore. L’occasione arriva con il ritrovamento di un amuleto fenicio che
si dice abbia dei poteri magici… “Bobo e l’isola
dei pirati – l’amuleto dei Fenici” è prodotto
dalla Compagnia Teatrale Bobo e i suoi Amici
in collaborazione con la Cooperativa Bonawentura. I bambini sono invitati a vestirsi da pirati
per entrare a far parte della ciurma di capitan
Bobo. Repliche il 27 e 28 mattina alle 10 per le
scuole e in recita pomeridiana per le famiglie
nel pomeriggio del 27 alle ore 17 e il 28 con due
rappresentazioni, alle 17 e alle 18.
Prenotazione per le scolaresche obbligatoria a: [email protected], tel.
0403480949, cell. 3358180366 – 3387049945.
Biglietto ridotto a 5 euro fino ai 14 anni; intero
7 euro; insegnanti e accompagnatori omaggio.
Prevendita il 23 e 26 aprile dalle 17 alle 19 presso il Teatro.
d.s.
Si entrerà “ConUnDeca”
alla festa di sabato 30 aprile presso
il Circolo Etnoblog
Dee jay, musica, impianto luci, abbigliamento e sicurezza tutti rigorosamente anni ‘80
Un biglietto da diecimila lire per entrare al party anni ‘80 battezzato “ConUnDeca” e organizzato da Area 51 in
collaborazione con il Circolo Etnoblog sabato 30 aprile in Riva Traiana 1/3 a Trieste (ex Ristorante Ausonia). Alla
festa anni ‘80 si entrerà infatti pagando con le vecchie diecimila lire. Ma niente paura: per chi non riuscisse a trovarle, andranno bene anche 10 euro... E’ la curiosa formula
ideata dallo staff di Area 51 che, sulla scia di eventi che ripropongono il mito degli anni ‘80, per ricreare il clima di
sano divertimento che si respirava vent’anni fa ha voluto proporre una situazione interamente in stile Eighties:
luci di quel periodo, dieci sfere a specchi, gli amplificatori
e le casse di allora, abbigliamento di allora, personale della security di allora e, naturalmente, impianti e musica di
allora: esclusivamente dischi in vinile e monitor rigorosamente a tubo catodico che trasmetteranno immagini di
video musicali dell’epoca e un registratore a bobine.
Sono stati richiamati in console alcuni tra i più quo-
tati dj di Trieste e della regione: Andrea Sgonz e Marino
Covelli di Radiomare Network, Miss Gius dal Bowling
di Duino, Fabrizio Mayer dell’Euforia Club, Conrad de
La Capannina e Virgin del Vertigo. Vocalist sarà Sandro
Giorgi.
Anche l’inizio della festa, le 21.30, sarà in linea con le
abitudini degli anni ‘80, quando si andava a ballare presto. L’animazione infine sarà affidata alle girls del team
Zumba fitness di Sandra Giò. Omaggio di benvenuto a
tema a tutti gli intervenuti. Per info: [email protected]
D.S.
Per non dimenticare
L’Aquila, due anni dopo
il sisma esce il libro
“Ventitre secondi”
A due anni dal sisma la situazione aquilana resta
complessa. Lavoro, investimenti, socializzazione, i
punti critici. Per non dimenticare quello che è stato e
i difficili anni della ricostruzione, lo scrittore aquilano Alessandro Aquilio ha scelto di raccontare il terremoto così com’è stato vissuto dalla sua famiglia.
Dolori, speranze, ricordi e coraggio racchiusi tra le
pagine di “Ventitre secondi” (Kellermann editore), un
romanzo in grado di far sentire l’eco di un’intera città
nel racconto di poche persone.
L’autore - nel libro che definisce parte di sé, ma che
mai avrebbe voluto scrivere - apre le porte della propria casa al lettore, inducendolo a riflettere di come
siano suifficienti una manciata di secondi, ventitre
appunto, per cambiare i destini di migliaia di persone. “Ho scelto di raccontare il dramma dell’Aquila
attraverso gli occhi di una famiglia, la mia” ha dichiarato. “Nell’anno dei 150 anni dall’unità d’Italia e
a pochi giorni dal secondo anniversario dalla notte
del 6 aprile, sono convinto che solo con la vicinanza
e il ricordo di tutti i cittadini italiani si possano accelerare le tappe verso la difficile strada della ricostruzione. Al netto delle polemiche e degli schieramenti
politici, oggi il maggior rischio che corre la mia città
ha un nome ben preciso: Indifferenza”.
“La storia racchiusa nel libro mi ha sorpresa e
resa fragile, mettendomi davanti a questo senso di
impotenza che fatica a lasciarmi. Non credevo potesse arrivare al punto di farmi sentire un’aquilana,
come tanti” afferma Paola Turci, tra le protagoniste
di Amiche per l’Abruzzo, che ha curato l’introduzione. “Leggere queste pagine esige una disponibilità a
lasciarsi colpire allo stomaco e al cuore. A lasciarsi
trafiggere e a sanguinare. Io ho scelto di farlo, immedesimandomi a fondo nei sentimenti e nelle emozioni
descritte in questo racconto di vita vera”.
Definito dalla critica un libro importante, “Ventitre secondi” ha come obiettivo quello di non far dimenticare il dramma del terremoto e di spogliarlo
dalle polemiche che rischiano di confondere la tragedia umana che ha prodotto.
“Ventitre secondi” è anche su Facebook, una piazza
virtuale per discutere del libro e scambiare ricordi e
idee.
d.s.
Le imitazioni di Flavio Furian e Andrò Merkù
a PerBacco Nait
23 q il tuono
POESIA DE TRIESTE
Parlami d’amore
Senti come profuma l’aria
che palpita come un tango.
Chiudi gli occhi e respira.
Se non mi parli d’amore
andrò verso la follia!
Di quante lacrime
è fatto il mare?
Senti come il cuore mi batte.
Vorrei vivere
vorrei poter dimenticare
non dirmi che hai il gelo
nella voce.
Io so
che non hai più baci da darmi,
ma parlami solo d’amore.
Ben poco ti costa
offrirmi ancora quel calice
colmo sino all’orlo di bugie.
Sì, ora chiuderò gli occhi
e ti prego, parlami, parlami d’amore.
Wilma Mismas
Sabato, 23 aprile 2011
FIGLI DI UN GOL MINORE è IL LIBRO REALIZZATO DA FRANCESCO CARDELLA
Il lato umano del calcio
INTERVISTA A MARY BARBARA TOLUSSO SUL SUO ROMANZO “L’IMBALSAMATRICE”
Una Trieste ironica fa da sfondo
all’educazione sentimentale di N.
E’ una Trieste sonnacchiosa, a tratti misteriosa, un po’ reale e un po’ immaginaria a fare da sfondo alla trama
del romanzo “L’imbalsamatrice” della
scrittrice Mary Barbara Tolusso (Gaffi
Editore, 350 pagg, 18 euro).
Ne è protagonista N., giovane donna
che sbarca il lunario truccando i morti in un’agenzia di pompe funebri. Nel
privato cerca le donne, ma a disorientarla è l’abbandono di un uomo.
Con uno stile ironico, vivace, ma anche colto e sensibile, l’autrice ci porta
a conoscere N., e il mondo che ruota
attorno alla protagonista, attraverso i
suoi flussi di coscienza (e di incoscienza). “L’imbalsamatrice” è un romanzo
che pullula di corpi, quelli in attesa del
funerale, quelli delle donne con cui N. si
scambia gli umori, quelli che stanno su
uno schermo del computer e si mescolano alle fantasie. Ma è in realtà un libro molto poco carnale. Esplicito sì, ma
veramente erotico? Attraverso i corpi,
pure quando sono molto vicini, parla
piuttosto di distanze. Altrove stanno
i morti, altrove chi N. non è riuscita a
raggiungere e da chi non si è lasciata
raggiungere. E quando nel romanzo si
parla di dolore la distanza che il corpo
può creare, anche nell’identità, arriva
all’estremo. “L’imbalsamatrice” è per
Nella foto la giornalista, poetessa e scrittrice Mary Barbara Tolusso
“Figli di un gol minore” diviene
anche una vetrina sul calcio dilettantistico portandone atmosfere e
umori, e immerge il lettore in diversi
aspetti di quella “commedia perfetta
e trama di sensazioni abitata, a tutti i
livelli, di bellezza e tragedie”.
L’illustratrice Monica Pierazzi Mitri, in apertura e chiusura del volume, in un divertente ritratto presenta l’autore come un menestrello.
Al termine di ogni capitolo i protagonisti parlano in prima persona, regalando un messaggio che trasmette
una visione positiva del rapporto tra
uomo e sport. E nell’ottica di dialogare sull’argomento con i giovani,
recentemente l’autore ha incontrato le classi I-II-III delle sezioni A ed
E della scuola media di Banne, che
dimostra una particolare attenzione
nel far sì che gli allievi possano coniugare l’impegno nello sport, anche
agonistico, a quello scolastico.
Al libro è collegato anche il sito
www.figlidiungolminore.it.
E.D.
è dedicato al calcio, ma da un punto di
vista umano più che tecnico, il libro “Figli
di un gol minore” (Edizioni Mittelcom,
pagg. 110, euro 10,90) di Francesco Cardella. Il volume nasce dall’incontro tra
l’autore, giornalista professionista (non
solo) sportivo, “troppo innamorato del
suo lavoro e particolarmente legato allo
sport” – così parla di sé nella prefazione –
e tredici indiscussi talenti del calcio triestino, isontino e friulano, che non sono
riusciti però a giocare fino in fondo la
loro grande partita nel campo professionistico. Le ragioni, personali e di carriera,
sono tante e diverse: non solo la sfortuna,
ma anche le scelte personali, le questioni familiari, gli infortuni, l’assenza di un
procuratore serio, i limiti caratteriali e
altro. C’è anche chi ha rinunciato alla serie A seguendo, con gioia, una fortissima
vocazione sacerdotale.
Cardella fa da tramite tra le storie di
questi atleti e il lettore, con uno stile che
conserva anche delle agilità proprie della cronaca sportiva, ma l’impostazione è
narrativa e con una scrittura partecipe
all’argomento biografico.
molti versi una storia di “testa”, nel
senso che N. usa il pensiero per difendersi dalle emozioni (anche posticipandole attraverso l’attenzione sulle cose)
e per osservare ambienti e persone.
«è soprattutto un romanzo sul pudore dei sentimenti e sulla frustrazione del desiderio di protezione – spiega
Tolusso - espresso attraverso una formula contraria: la totale impudicizia
dei corpi che si avvicinano. Né più né
meno che nella vita, è facile avere una
relazione sessuale, molto più complicato lasciarsi andare emotivamente».
Se “L’imbalsamatrice” non è un
libro erotico è certamente, però,
molto ironico.
«Sì, l’ironia per me è indispensabile,
aiuta a rovesciare le cose, a farle vedere
da un’altra prospettiva».
Se potessimo leggere nella testa
degli altri, anche i cosiddetti “integrati”, secondo te ci troveremmo contraddizioni emotive, paure davvero tanto diverse da quelle
di N.?
«N. naturalmente è un personaggio romanzato, portato all’estremo nei
messaggi e nei conflitti che vuole comunicare. Ma nasce proprio dall’osservazione della realtà, non potrebbe
essere altrimenti. Tutti siamo pieni di
paure, la differenza sta solo nel saperci
controllare e forse anche dall’ammettere a noi stessi quanto possiamo dipendere dagli altri. Non è un percorso facile. A nessuno piace sacrificare un po’
della propria autonomia».
Dopo l’esperienza della prosa
qualcosa è cambiato nella tua poesia?
«Direi di no. La mia poetica è un po’
paradossale. Sul fronte narrativo sono
molto più aperta alla sperimentazione linguistica, nella poesia rimango
piuttosto lineare. Ma è anche vero che
le cose si mescolano, così talvolta una
poesia pare un piccolo racconto e il romanzo si presta a una scrittura anche
poetica, frasi brevi, ritmate, evocative
più che descrittive».
E.D.
Uno spaccato
sulla Trieste dal ‘40 e ‘70
Un vivace libro di memorie in cui il vissuto
personale si interseca
all’amore per una città,
la Trieste tra gli anni ’40
e ’70, e la Storia si riflette a sua volta nella quotidianità più spicciola, nei
discorsi, negli umori, in
gioie, speranze e timori.
Medico-chirurgo, Libero Docente ed ex Primario Ospedaliero (ma mai
Barone, come ci tiene a
sottolineare), dopo aver
scritto più di 60 pubblicazioni a carattere scientifico, Franco Francescato ha
esordito nella narrativa
con “Nato sul Golfo” (Ed.
Italo Svevo, pagg. 185, 10
euro), nel quale ha raccontato i suoi anni giovanili e la sua formazione
culturale e professionale.
L’autore, dalla prosa fresca, diretta, ironica, in
questo libro ha avuto il
merito di trasmettere il
passato al lettore come un
vitale presente, rivivendone situazioni, luoghi
ed emozioni attraverso la
scrittura. “Nato sul Golfo” è anche una dedica
agli affetti, in particolare
a quelli famigliari. Le pagine sono animate dai
caratteri e dalle voci di
tanti personaggi, maggiori e minori. Spiccano la coraggiosa nonna
Benvenuta e il nonno
Pierin, “macéta” dai tratti insieme reali e leggendari. Entrambi sono stati
d’ispirazione all’autore
anche per la commedia
in dialetto triestino “Le
babe”, rappresentata di
recente a leggiò al teatro
Silvio Pellico dalla compagnia “Teatranti di Ugo
Amodeo”, per la regia di
Luciano Volpi, nell’ambito della rassegna “Banco
di Prova” de L’Armonia.
E. D.
Mostra a Palazzo Gopcevich
Obiettivo Pace - le missioni internazionali di pace
dal dopoguerra ad oggi
La mostra documentale – fotografica
– collezionistica e storico/modellistica
“Obiettivo Pace – le missioni internazionali di pace dal dopoguerra ad oggi”,
inaugurata lo scorso 9 aprile, resterà
aperta fino all’8 maggio (con orario feriale e festivo 9 - 19).
Organizzata dal Centro regionale Studi di Storia militare antica e moderna –
Trieste in collaborazione con la Direzione Area Cultura e Sport del Comune di
Trieste, è ospitata dalla sala Attilio Selva di Palazzo Gopcevich di via Rossini 4.
La mostra si sviluppa su un percorso a
carattere geografico, iniziando dai teatri
di operazione in Europa e terminando
con le Americhe anche perchè l’Operazione Haiti è l’ultima a carattere temporale.
Dopo il primo appuntamento del giorno 15, ci saranno altre due conferenze
su tale tema, in programma il 29 aprile
e il 6 maggio alle 17.30 nella sala Bobi
Bazlen dello stesso Palazzo Gopcevich.
Il presidente del Centro regionale Studi
di Storia militare antica e moderna –
Trieste, Diego Guerin, afferma: “Nell’attuale momento storico si è ritenuto doveroso proporre una mostra imperniata
sulla partecipazione delle nostre forze
armate ai più svariati impieghi internazionali dalla fine del secondo conflitto
mondiale ai giorni nostri.
Un intervento finalizzato alla salvaguardia della popolazione da atti di violenza e orchestrato dalle Nazioni Unite
e dalla Croce Rossa Internazionale”.
m.la.
24 q il tuono
Sabato, 23 aprile 2011
Sky, il palcoscenico della giornalista
triestina Francesca Zambon
La triestina - di origini pordenonesi - Francesca Zambon (nata
il 27 aprile 1976) è entrata ormai
da tempo nel circuito del giornalismo che conta, trasferendosi a
Milano. Il capoluogo lombardo è
uno dei palcoscenici ideali per tale
attività al pari di Roma e Bologna.
Come è iniziata la sua atti-
vità giornalistica?
Ho cominciato con il quotidiano
Il Gazzettino: durante la settimana
studiavo e di domenica scrivevo di
calcio dilettantistico. Ricordo anche con un po’ di
nostalgia le domeniche al freddo e al gelo della
bora sui campi
dell’altipiano
Quali sono
state le testate
per le quali ha
lavorato?
Mentre
lavoravo al Gazzettino, prima
di trasferirmi a
Milano, ho lavorato per una televisione locale a
Pordenone e per brevi periodi in
radio (Radio Attività) e in un giornale locale (Lunedì Sport). Spesso
senza soddisfazioni economiche,
ma con tanto sacrificio. Poi, a Milano, ho cominciato con lo sport
di Tgcom.it e Mediavideo, quindi
la tv con Sportitalia e Sky Sport.
Nel mezzo una piccola parentesi
di due mesi al quotidiano sportivo Dieci, un bellissimo ambiente
di giovani entusiasti, purtroppo
un’avventura finita
male. Anche questo
però mi è servito a
fare esperienza.
Quando e come
è arrivata a Milano?
Nel
gennaio
2002 con uno stage
all’agenzia giornalistica sportiva Datasport al termine di
un corso di giornalismo multimediale
seguito all’Enaip di Trieste.
Un bilancio finora della
sua esperienza...
Premettendo che io non mi
accontento mai, penso che avrei
potuto e potrei fare di più
sempre, in ogni
cosa.
Giudico
questa
esperienza positiva,
a tratti esaltante e a momenti
molto dura. Di
certo l’ambiente lavorativo di
una città come
Milano è molto competitivo
e una sorta di
“giungla”. Dico sempre che una
volta che hai acquisito i ritmi e la
mentalità lavorativa di questa città, puoi lavorare ovunque.
Ha un sogno/obiettivo
particolare ancora da raggiungere?
Il mio sogno si chiama Londra:
credo che poter documentare
un’Olimpiade sul posto sia il sogno di qualsiasi giornalista sportivo.
Le sono mai capitati episodi particolari, che le sono rimasti in memoria, da quando è via?
Ricordo con grande emozio-
ne la prima intervista a Valentina Vezzali: per me, che adoro
la scherma e lo considero il mio
sport preferito, conoscere un
mito come lei è stato qualcosa di
straordinario. Un altro episodio,
che ricordo bene, è la lotta con i
50 gradi di Roma durante i mondiali di nuoto del 2009. Il caldo ci
creò non pochi problemi tecnici.
Segue da lontano la Triestina e quale idea se ne è fatta?
Sono sincera: la Triestina mi
fa solo tanta tristezza. Vederla lì,
ai confini della retrocessione, mi
fa arrabbiare. Non capisco perché una città ricca come Trieste
non riesca ad investire sul calcio
e più in generale sullo sport. E’
un peccato: lo sport è uno straordinario aggregatore sociale e sarebbe un modo per far conoscere
una delle città più belle d’Italia,
ancora troppo poco conosciuta
dalla gente.
“A nome tuo” di Mauro Covacich
Sabato 16 aprile,
nella cornice della libreria Lovat di Viale
XX Settembre, Mauro
Covacich ha presentato
il suo ultimo libro “A
nome tuo”, edito da Einaudi. Questo romanzo
rappresenta un ulteriore passo nel percorso
che lo scrittore triestino
ha intrapreso verso la
conoscenza dell’identità. E’ un tema che ritorna in tutta la produzione di Covacich, un tema
universale e connotato
da una certa “triestinità” (basti pensare
all’opera di Italo Svevo)
e che abbiamo provato
a farci spiegare direttamente dall’autore.
Da che cosa è partita
questa tua ricerca? “Da
una domanda molto
semplice. Quando sono
veramente io e quando
invece porto una maschera? Ho provato ad
indagare attraverso i
romanzi ma le parole
non mi hanno soddisfatto. Ho pensato che
nel dolore è più difficile
fingere, ma quando l’ho
raccontato il messaggio
non è arrivato alle persone che mi dicevano
“che bella storia”. Ma
quale storia? Era la mia
vita!”.
Traendo delle conclusioni logiche, così
non dovresti più scrivere. “Infatti, è stata la
decisione che ho preso. Alla maniera dei
performer che operano nell’arte contemporanea, ho corso una
maratona sul tapis
roulant, ripreso dalle
telecamere, per documentare la sofferenza
sul mio volto e sul mio
corpo, ma nemmeno
così ho ottenuto il mio
scopo in quanto le persone pensavano fosse
uno strampalato ma
interessante progetto
di video arte. Poi è arrivata una storia che
non potevo rifiutarmi
di raccontare, la storia
della mia vita. E’ quella che racconto in “A
nome tuo” ma la mia ricerca non è ancora finita e probabilmente una
risposta non esiste”.
Che cosa ti affascina
di questo tema? “Il fatto che viviamo diverse
esistenze, che siamo
diverse persone tutte assieme e che non
sappiamo mai quale di
queste persone è quella “vera”, “reale”. Dirai
che è immediato come
pensiero, ma io ho dovuto sbatterci la testa
contro, sperimentare e
cercare continuamente
la risposta. Nei miei romanzi non uso pseudonimi ma eteronomi. La
differenza è rilevante,
come ha spiegato bene
Pessoa nella sua opera. Lo pseudonimo è
una finzione manifesta,
l’eteronimo è un altro
sé, un’altra faccia della
propria esistenza”.
I tuoi libri non sono
facili. Come immagini
il lettore di Mauro Covacich? “Mi rendo conto
che non faccio letteratura d’evasione. Non rappresento un’alternativa
divertente alla televisione o ad altri passatempi.
Credo che il mio lettore
sia una persona che,
dopo aver lavorato, torni a casa e abbia ancora
la forza di cercare qualche risposta a domande
che magari non riesce
neanche a formulare
compiutamente. Me lo
immagino come un tipo
tormentato, uno che
non si accontenta. Uno
come me”.
E.B.
Detective Eusebio - Trappola a Trieste
Sabato 23 aprile 2011, negozio
Fantasylandia di Corso Italia 6/I
a Trieste, fascia oraria 16 – 19.30.
Sono gli estremi della presentazione del libro “Detective Eusebio
– Trappola a Trieste”, il cui autore è Misic Zico Zivorad. Un’opera curata anche da Ilaria Zecchini, Giulio Ponte e Mario Cerne e
stampata dalla Luglio Fotocomposizioni. Immaginate un personaggio rassomigliante a Clint
Eastwood e con l’indole di Mike
Hammer (il duro per antonomasia), famoso detective di una serie
televisiva degli anni Ottanta con
doti combattive alla pari di Bruce
Lee e Steven Seagal....e l’ambientazione è sapientemente “piazzata” in un futuro non troppo lontano. Infatti ci troviamo a Trieste
negli anni 2018-2020: apparentemente nulla è cambiato, a parte i
fiumi di immigrati che inondano
sempre più frequentemente la
città. Sembra che tutti abbiano lo
stesso fine comune: la ricerca di
soldi facili! E per averli sembrano
pronti a tutto, perfino a uccidere.
Dall’altra parte c’è l’eroe buono,
Eusebio Marca, che all’improvviso viene travolto dalla bellezza di
Ludmilla, donna sensuale e intri-
gante. Lei è di origini russe e ha
forti legami con la mafia del suo
paese, operante a Trieste. All’improvviso questa ragazza decide di
tagliare i ponti con il suo pericoloso passato, ma è consapevole
che non può farcela da sola. Così
Eusebio si trova – a sua insaputa
– a doverla proteggere in questa
difficile impresa. In tal modo ci si
ritrova tra le mani un fumetto basato su pura azione, belle donne e
ironia. La storia narrata è il frutto
della fantasia dell’autore e ogni
somiglianza con la realtà è puramente casuale. è anche vero che
molti dei personaggi del racconto
sono persone vere, amici di Misic
Zico Zivorad che hanno prestato
con entusiasmo il loro volto per
questo episodio. L’autore è serbo,
ma ormai si considera triestino
di adozione. è decisamente poliedrico, essendo poeta, scrittore,
sceneggiatore, insegnante di disegno, pittore, cantante e ora anche disegnatore di fumetti. “Uno
come me non pensa mai al tempo:
porto sempre con me carta e tempo e appena ho un’ispirazione o
un’idea la annoto e poi la sviluppo
in un secondo momento, dandole
forma”.
Da dove nascono le sue
idee?
Nei modi più svariati. Principalmente discorrendo con gli
amici o più semplicemente dalla vita quotidiana, che è sempre
parte fondamentale delle mie storie. E così anche i miei personaggi
sono ispirati a persone vere anche
se mi diverto a caratterizzarli a
modo mio”.
Nico è il personaggio del
suo precedente lavoro, mentre Eusebio è la
sua nuova creatura. Cosa li differenzia?
Diciamo
che
Nico è buono, onesto, ingenuo e soprattutto presenta
i tratti tipici della
giovinezza.
Eusebio è invece un
uomo vissuto, che
ha scelto di percorrere la difficile
strada della legge
e alle volte, per farla rispettare, deve
porsi ai limiti della
legalità stessa.
Uno rappresenta
una storia di amore tormentato e
ambientato a Trieste, l’altro è un
thriller condito con l’omicidio...
Scrivere solo un tipo di storie
mi annoia. Amo piuttosto spaziare, facendo vivere ai miei personaggi molte esperienze nei contesti più svariati. Solo nel disegno
mi dedico a storie ambientate a
Trieste.
E ora quale è il lavoro in
cantiere?
Sto preparando il secondo volume
di
Nico, che
spero vedrà
la luce entro maggio.
In più insegno l’arte
del fumetto
all’accademia guidata
dallo sceneggiatore
triestino
Mario Cerne.
E la pittura?
Fino ad
ora ho preparato cin-
que mostre personali, di cui l’ultima risale a due anni fa. Purtroppo
non trovo sempre il tempo per
tutte le cose che amo anche perchè ho una famiglia e non voglio
sacrificarla. Mia figlia mi supporta nel mio lavoro, mentre mia
moglie non proprio. La vita privata di un artista non è spesso facile.
Perchè?
Alle volte mia moglie si lamenta che la mia arte è la sua grande
rivale in amore. Scherzi a parte,
ho bisogno di concentrazione per
creare e l’unica cosa, che sopporto
mentre lavoro, è la musica,
preferibilmente di quel genio
di Ennio Morricone.
Massimo Laudani
il tuono q 25
Sabato, 23 aprile 2011
La rosa
di Rudolf
È un omaggio al filosofo Rudolf Steiner, che è riuscito con parole semplici
e accessibili a tutti a comunicare cognizioni di territori sconosciuti, stimolando
menti e cuori alla ricerca del vero senso
della vita, l’ultimo album del cantautore triestino Adriano Doronzo. Intitolato proprio “La rosa di Rudolf”, il disco
è stato presentato pochi giorni fa in anteprima assoluta al Teatro dei Fabbri di
Trieste, in un concerto live che ha visto
il musicista triestino
esibirsi sul palco, per
la gioia dei propri fan,
accompagnato dalla
voce e dalle percussioni di Irene Brigitte
Puzzo, da Max Cernecca al piano e tastiere, da Franco Trisciuzzi alla chitarra,
da Michael Petronio
alle percussioni e dal
suadente sax di Bruno Prodan. Insieme
a questa nutrita band
Doronzo ha ripercorso in musica le tappe
salienti della sua produzione, pescando dal
suo ormai vasto repertorio. “La rosa di Rudolf” è infatti il quinto album dell’eclettico triestino Doronzo,
che è cantautore, poeta e organizzatore
d’eventi culturali, ed esce ancora una
volta per l’etichetta Storie di Note, come
il suo quarto cd, “Favole Colorate”. E la
continuità con “Favole colorate” si nota
in quest’ultima sua fatica dall’utilizzo dello stesso linguaggio, che fa tesoro
della lezione steineriana nel suo essere
semplice e immediato, ed è ormai diventato un po’ il marchio di fabbrica del cantautore triestino. La lingua di Doronzo è
essenziale anche quando gli
argomenti trattati sono profondi e delicati,
da maneggiare
con cautela, ma
non si può definire poesia. È
piuttosto vera
e propria canzone: nei suoi
brani infatti il
testo non prescinde mai dalla musica, ma
sulla musica si
appoggia e trae
la sua forza
dalle note che
lo
accompagnano. La verve inventiva del
compositore si
manifesta attraverso l’estrema varietà
delle sue composizioni, che per richiami
ed evocazioni si rifanno alla musica popolare, con influenze che di volta in volta spaziano attraverso vari generi musicali. Si va dalle sonorità balcaniche allo
swing, senza dimenticare qualche suadente concessione alla tradizione melodica italiana. Anche la forma è ibrida: a
momenti d’intenso lirismo, che rivelano
una sensibilità avvezza a esercitarsi con
la parola sofferta della poesia, si alternano brani più ironici, cui è affidato il compito di narrare istanti di vita vissuta e di
scandagliare, con l’arma affilata dell’ironia, l’umana condizione esistenziale.
Adriano Doronzo, che è nato e vive
a Trieste, si divide tra il suo lavoro di
spedizioniere nel settore caffeicolo e le
produzioni discografiche, tra la poesia
e l’organizzazione di eventi culturali. E’
presidente dell’Associazione Culturale
“Club Anthares” e organizzatore del Festival Internazionale della Poesia.
Sofia Capitani
Ben Hur
di Gianni Clementi
Mercoledì 27 aprile,
alle ore 20.30, andrà in
scena Ben Hur
di Gianni Clementi
con Nicola Pistoia e Paolo
Triestino, al Teatro Stabile
del Friuli Venezia Giulia
Sala ASSICURAZIONI
GENERALI
Repliche fino all’1 maggio
Una celebrazione dei primi 40 anni
della Pallamano Trieste
Un cammino costellato da periodi importanti,
in primis quelli delle sponsorizzazioni
Cividin e Dukcevich, e da momenti bui
come la rinuncia alla serie A1 d’Elite
per ragioni economiche.
Una storia che non si ferma,
ma continua la grinta di sempre
“1970-2010,
auguri campioni!
Quarant’anni di
Pallamano Trieste” è un libro finalizzato a celebrare il quarantennale della società di handball
più scudettata di
Italia. Allori conquistati sia con la
prima squadra sia
a livello giovanile, a cui si affiancano i successi in
Coppa Italia e in
vari tornei. Perciò quarant’anni
di vita veri e propri sotto il profilo
agonistico. In realtà, però, a Trieste
la storia della pallamano iniziò nel
1967 anche da tale
anno fino al 1970
si fece “solo” attività scolastica. Il comitato promotore per la diffusione di questa
disciplina in Italia richiese una
persona che facesse da punto di
riferimento nel capoluogo regionale per la specialità in questione. La scelta ricadde su Giuseppe
Lo Duca, professore di educazione fisica nelle scuole di Servola e
per gli allenamenti fu individuato il campo coperto dell’Enaip di
via dell’Istria. Venne intensificata
la ricerca di giocatori da parte di
Pino Lo Duca, i cui trascorsi agonistici avvennero nel calcio. Giocò
con la squadra-riserve della Triestina fino a 20 anni, poi si trasferì a Bologna per motivi di studio
e al suo ritorno indossò le maglie
di C.R.D.A. in Seconda Categoria e dell’Arsenale in Promozione
(quella volta il circuito dilettantistico era suddiviso in Promozione, Seconda e Terza Categoria)
prima di darsi alla Coppa Trieste.
“Da atleta preferivo il calcio alla
pallamano”, confessa un Lo Duca
che trovò delle leve da introdurre al suo secondo amore sportivo
proprio nel bacino della CopI 40 anni della Pallamano Trieste,
pa Trieste. Altri
la società triestina più scudettata
proseliti furono
con i suoi 17 allori in bacheca.
profughi o perQuarant’anni di passione, fatti di
sone provenienti
successi (molti) e delusioni (poche)
dall’Istria con un
passato da pallaallargare i propri orizzonti e deci- manisti e un presente di lavoratose così di costituire una squadra ri a Trieste. Un altro settore da cui
di handball, dandole il nome di attingere fu il basket come indicaU.S. Acli Pallamano Trieste. Una to dal testo a cura del giornalista
volta fondata, venne affiliata alla Massimo Laudani e delle Ediziofederazione e il terreno da gio- ni Luglio e disponibile nelle due
co indicato per le partite casalin- sedi dell’editore (libreria al cenghe fu quello all’aperto del Cen- tro commerciale Il Giulia e sede
tro Giovanile di Muggia, mentre di via Miani 5/b).
San Sabba e alla fine l’allenatore
con più tricolori in bacheca (14 su
17). Finito l’Isef a Bologna, tornò
a casa come supplente e il provveditorato scelse lui, essendo l’ultimo arrivato. Proprio gli istituti di Servola e San Sabba furono
le fucine dei primi giocatori (su
tutti Pischianz e Calcina). Il primo parquet da gioco fu la palestra
della scuola Domenico Rossetti,
culla dei primi passi ufficiali del
movimento triestino. A supportare inizialmente il “Prof.” fu Pino
Grio, presidente del gruppo sportivo delle Acli e poi massimo dirigente del team di pallamano dal
1970 al 1978. Votato fino a quel
momento soprattutto al calcio,
l’Unione sportiva Acli decise di
26 q il tuono
Sabato, 23 aprile 2011
a breve uscirà il primo singolo, “la meta” della band bivio h
Artisti in vetrina sforna talenti
ancora soddisfazioni per l’arpinista e cantautrice Frina
Un’altra soddisfazione per Trieste ma
soprattutto un’altra vittoria per l’arpinista e cantautrice triestina Francesca Salcioli, conosciuta come Frina. Sarà proprio
lei infatti la prossima artista prodotta,
entro fine anno, dalla casa editrice e discografica indipendente di Trieste Blue
Tattoo Music fondata nel 1997 dal musicista Guerrino Perovich con l’obiettivo
di dare voce ai cantanti e alle band rock,
blues e pop emergenti che possano con
il loro lavoro apportare elementi nuovi
all’ambiente musicale italiano. Dopo Artisti in Vetrina, il concorso canoro organizzato dall’associazione M.e.t.a. Turisti,
vinto nel 2008, per la cantante triestina
si è aperto un periodo ricco di possibilità
e gratificazioni nel mondo lavorativo. Si
è trasferita a Milano e ha iniziato la carriera nell’ambito della Naturopatia, ha
potuto studiare Musicoterapia e iniziare
la specializzazione in Terapeutica Artistica. “L’approccio con la musica per me è
strettamente legato all’aspetto terapeutico della musica stessa. Per questo alterno interventi musicali presso mostre
ed ospedali a concerti più importanti,
come l’apertura di Branduardi il 25 settembre scorso, nell’ottica comunque di
una prossimità emotiva con lo spettatore,
perché si possa quasi rinascere insieme,
attraverso il suono” afferma la trentenne. Ed è proprio questa sua particolarità
e sensibilità alla musica che ha colpito
sia Perovich che Giampaolo “PAPE” Gurioli - pianista e arrangiatore di alcuni
dei maggiori artisti della musica leggera
come Jovanotti, Cesare Cremonini, Giorgia e Laura Pausini - entrambi presenti
nella giuria alla finale di Artisti in vetrina
2010 dove Frina si è esibita in qualità di
ospite sul palco del Teatro Silvio Pellico. “Quando una casa editrice o discografica sceglie un artista cerca un progetto
esclusivo, nuovo, unico” dichiara il discografico. “Frina è unica al 100% sia nello
stile musicale, sia nella voce, sia come
personaggio”. Ultima apparizione della
cantautrice lo scorso 10 marzo a Marradi
dove è stata chiamata come ospite ad una
delle serate a tema che abbinano musica,
cibo e filosofia del cibo organizzato dalla neonata associazione Musicaimpron-
ta (Marradi), Ars/
Nepulis (Bassa Romagna) e appunto
Blue Tattoo Music.
Nell’arco di un mese
inoltre l’artista verrà inserita, grazie
all’aiuto
dell’etichetta discografica
indipendente
Areasonica
Records, in tutti i motori di ricerca del
web. Frina però
non è l’unica cantante emersa con il
concorso Artisti in
Vetrina, infatti anche la prima band classificata della scorsa
edizione, i Bivio H, ha potuto esibirsi alla
finale di Sanremo Rock e a breve uscirà
il loro singolo “La Meta”, sempre prodotto dalla Blue Tatoo Music, disponibile in
tutti i migliori negozi d’Italia. “Artisti in
Vetrina è diventato un concorso canoro
molto importante perché sta sfornando artisti di un certo livello che vengono
premiati a livello internazionale” afferma
Perovich. Le iscrizioni per la settima edizione del concorso si sono già aperte e si
chiuderanno il 10 luglio (www.artistinvetrina.it). La manifestazione, che inizierà a
fine estate, quest’anno vuole essere a livello nazionale e presenta riconoscimenti
ancora più prestigiosi per i vincitori delle tre categorie in gara. Tra i vari premi
infatti vi è per le band l’accesso di diritto
alle fasi finali del concorso Sanremo Rock
(2012) mentre per i cantanti cover e gli interpreti di brani inediti l’accesso di diritto
alle fasi finali del concorso Una voce per
Sanremo (2012). Inoltre i primi 10 finalisti entreranno a far parte della compilation di Artisti in Vetrina che uscirà a Trieste nella primavera 2012 con brani scelti
dal produttore. “Consiglierei sicuramente
a tutti i giovani cantanti di partecipare al
concorso perché è un’ottima opportunità per farsi ascoltare ma soprattutto per
ascoltarsi e migliorare” afferma Frina, “è
un’occasione per intrecciare nuove amicizie e collaborazioni, per incontrare professionalità in grado di aiutarci, di accompagnarci nel percorso di crescita verso un
futuro pieno di musica”.
Sara Cristaldi
Trieste e il caffè
E’ dal 1700, ma certe fonti parlano della fine del Seicento, che
ebbe inizio la pluricentenaria tradizione che lega la Città di San
Giusto al caffè. Allora il prezioso
chicco proveniva via terra dalla
vicina Repubblica Veneta. In seguito, attraccarono ai moli velieri ricolmi della preziosa derrata
provenienti dai porti dell’Impero
Ottomano quali Smirne oppure
Alessandria d’Egitto e, in genere,
dal Levante.
Ebbe così inizio l’epopea delle
Botteghe da caffè, periodo in cui
Trieste vide la nascita di diversi
pubblici esercizi che inalberavano l’insegna del “caffè”. Fu però
nell’800 che l’espansione di questi locali ebbero il loro momento
culminante.
Trieste: indissolubile capitale
mediterranea del caffè
Certamente saranno diversi i
lettori de “il tuono” validi degustatori del buon espresso. Statistiche alla mano, dimostrano che
i triestini, oltretutto, sono degli
alti consumatori dell’aromatico
estratto. Peraltro, molti di loro,
in qualche modo, lavorano direttamente o di striscio con il verdebrunito chicco oppure hanno un
parente che è coinvolto nel traffico del prodotto tropicale.
La città di Trieste rappresenta
un caso unico e di eccellenza nel
panorama mondiale dell’espresso.
Tradizioni storiche ed evoluzioni
culturali oltreché commerciali,
hanno sfruttato l’invidiabile posizione geografica dell’area, contribuendo alla nascita di un patrimonio importantissimo fatto
di conoscenza, di competenza e di
specializzazione mescolati ad una
vera e propria passione di consumo per l’aromatico decotto.
Gli ultimi mesi del 2010 sono
stati forieri di positivi aspetti
connessi con il piccolo profumato
chicco. Ad esempio, in occasione
della rassegna fieristica biennale
TriestEspresso Expo, dell’ottobre scorso, tutto il mondo della
bevanda espressa, a livello nazionale e internazionale, si è incontrato nel capoluogo Giuliano.
Si è trattato della quinta edizione
rivolta agli operatori del settore,
giunti in riva all’Adriatico da tutto il mondo.
Non solo traffici o commerci:
di tanto in tanto, il Capoluogo
regionale offre importanti momenti culturali connessi al settore. Ne è esempio la mostra dal
titolo “Trieste città del caffè”. Si
tratta di un percorso tra scienza, economia, cultura e costume
promossa dalla Camera di Commercio, dall’Associazione Caffè
Trieste e dal Trieste Coffee Cluster (Distretto triestino del caffè),
ubicata in via San Nicolò 7, al II
piano, all’interno del permanente
Museo Commerciale. L’allestimento sarà visitabile ancora fino
a metà maggio. Per saperne di
più e prenotarsi, gli organizzatori invitano a visitare il sito www.
ts.camcom.it o telefonano al numero: 040.6701-234 e -229.
Continua con successo a cadenza annuale la rassegna promossa in alcuni locali cittadini
da Promotrieste dal titolo “Le vie
del caffè”, che a cavallo del nuovo anno ha proposto incontri nei
diversi locali storici cittadini. Lo
stesso ente, assieme a Turismo
FVG, promuove il Carnet di consumazione acquistabile presso
l’info point sotto il palazzo del
Lloyd Triestino (ora sede della
Regione) di piazza Unità d’Italia
(sei caffè a tre euro spendibile nei
Caffè storici triestini che vi hanno
aderito).
In ambito culturale è necessario menzionare poi l’importante appuntamento dell’ottobre
scorso. Nell’ambito della grande
rassegna fieristica biennale TriestEspresso expo si è concretizzata
l’ennesima partnership fra musei
europei del caffè. A esserne coinvolti la struttura triestina e nientemeno che il francese Musée de
l’aventure Peugeot, società che
nel 2010 ha compiuto i suoi 200
anni di attività iniziando proprio
dalla realizzazione di lame per tagliare il legname, macine e macinini da caffè.
E’ stata questa la quarta volta
che si sono realizzati i gemellaggi
foto evento svolto alla rassegna TriestEspresso Expo 2010 (da dx Vincenzo Sandalj presidente Assocaffè trieste, Christa Chiaruttini Leggeri
console Francia, Gianni Pistrini curatore Museo del caffè di Trieste,
Fabrizio Taiana del Club Peugeot) e foto allestimento in Camera di
Commercio
fra musei europei monotematici al caffè. Infatti, si deve sapere che è dal 2001 che all’interno
dell’Autorità Portuale di Trieste,
più esattamente nella Torre del
Lloyd, era insediato un primo
nucleo del costituendo Exhibit
permanente sul caffè (voluto dal
Trieste Coffee Cluster).
Per dare visibilità alla struttura espositiva (ora in fase di definizione), il curatorio ha pensato
di creare dei momenti di incontro
e di visibilità attraverso degli accordi con altre strutture similari
disseminate un po’ dovunque sia
in Italia che all’estero.
Così, nel 2004 è stato coinvolto il Museo Tecnologico del Caffè
a Emmerich, in Germania, quindi, due anni dopo, del Museo del
Caffè (Caferama) di Daniele Ba-
dilatti a Zuoz, in Svizzera (nella
patria dei caffettieri del Cantone
dei Grigioni). Infine, nel 2008 fu
la volta del Museo del Caffè (Kaffee Kompetenz Zentrum) di Edmund Mayr di Vienna.
Ora, ribadiamo, il 29 ottobre scorso ad esserne coinvolto
nell’iniziativa nientepopodimeno
che il Muséè de l’Aventure Peugeot a Sochaux, in Francia, trovando la disponibilità del direttore
Henouil Loic e della curatrice Josiane Eymann.
Per maggiori informazioni è
attivo un sito internet dove si potrà approfondire la materia digitanto http://goo.gl/MCCM
Anche questo, ritengo, sia un
modo per Amare Trieste e farla
conoscere fuori dai confini locali.
Gianni Pistrini
il tuono q 27
Sabato, 23 aprile 2011
cap. 3
Fine di una stoRica dimoRa
Nell’oscurità riconobbi alla fine, non
molto distante, la familiare sagoma del
castello di Miramare e che ci trovavamo
precisamente nel parco della sontuosa
villa con alle spalle il monte. Il posto
era completamente avvolto nelle tenebre, non un solo lume che rischiarava
la zona, segno che denotava l’assenza di
persone.
Rimanemmo nascosti dietro una siepe: prima di muoverci volevamo essere sicuri di non incappare in spiacevoli
sorprese mentre non finivo di chiedermi che razza di canale spazio-temporale
aveva deciso di mandarci da San Giusto a Miramare. Dal momento che tutto era cominciato al colle sarebbe stato
logico continuare le “visite” nello stesso
posto sia pure in piani diversi. Si vede
che “l’agenzia turistica” aveva esaurito
i posti per San Giusto ed ora ci aveva
spedito nel non meno conosciuto sito
turistico di Miramare.
La massa nera del castello, considerando che ci trovavamo a notte inoltrata, vista dal parco incuteva davvero una
certa angoscia sicuramente foriera di
minacce.
Sergio Martini/ racconti “fantastici”
Le altre Trieste
Riassunto dei capitoli pRecedenti.
Giorgio e Silvana, due adolescenti amici, si trovano coinvolti, presso la piazza del
Ponterosso, nei tragici fatti del 5 novembre del 1953.
Inseguiti da “cerini” e reparti inglesi, cercano rifugio in un tombino nei pressi di San
Giusto e lì se ne stanno acquattati nel buio in attesa che i disordini finiscano e che gli inseguitori se ne vadano. Cessato il pericolo tornano in superficie che è ormai notte decisi
a tornare a casa. Risaliti in strada scoprono che la città sta per essere distrutta dall’eruzione di un vulcano sul Carso. Vengono così a sapere di trovarsi in una Trieste del 1922
e che il cataclisma era stato previsto. Tornano angosciati nel sottosuolo convinti di sognare ma i fatti smentiscono le speranze. Riflettendo e commentando l’avvenimento, si
rassegnano ad ammettere di trovarsi in una situazione di spostamenti spazio-temporali
dove, il passaggio, si trova proprio in quel tratto di cloaca scelto per sfuggire alle guardie. Credendo di ritrovare la scala giusta per tornare nel loro mondo e nella loro epoca
vanno a finire invece…
magnifico edificio.
La fortuna continuava ad assisterci
con il riflusso delle acque che liberò la
spianata abbastanza da permetterci di
cercare l’apertura che ci aveva condotto
fin là: un altro treno sbagliato dunque.
La stranezza stava tuttavia nella distan-
punto esatto in cui si trovava il nostro
“terminal” non fu cosa facile. Dovemmo
spostare mucchi di arbusti e detriti, certi anche pesanti ed ingombranti mentre
l’acqua defluiva ancora e ci bagnava le
caviglie.
La nostra porta la trovammo quasi
per caso sollevando una grata contorta.
Intanto il sole, volenti o nolenti, si era
alzato quel tanto da illuminare la scena.
E fu a quel punto che non resistemmo
alla tentazione di portarci in faccia al
mare per osservare con più ampia veduta la portata del cataclisma.
Spingemmo lo sguardo verso Trieste ma pur se distanti non rilevammo
traccia di costruzioni e palazzi: la calma
distesa del mare copriva tutto lasciando
emerse solo le alture circostanti la città.
Sconvolti ma rassegnati per quella nuova distruzione – prima il fuoco,
adesso l’acqua – ci avviammo alla botola per completare il lavoro che ci avrebbe permesso di usare la scala, sperando
per il meglio.
cap. 4
la GalleRia dei misteRi
Stavo cercando di cacciare i brividi
generati da quell’apparizione che un
frastuono terrificante proveniente dal
mare ci bloccò. Istintivamente gridai
alla mia compagna di scappare verso il
bosco dietro di noi mentre l’improvviso
terrore ampliava le nostre capacità visive. Ahimè ci risiamo, mi dissi e gridai:
“Silvana corri, scappiamo via, sta per
succedere qualcosa di terribile. Via!”
Ci arrampicammo sulla scala del parco retrostante il castello appena in tempo: un’enorme massa d’acqua, una vera
muraglia, si abbatté dietro di noi travolgendo manufatti e vegetazione.
La furia della gigantesca montagna
liquida si mangiò tutta l’ala destra del
castello e grossi detriti venivano lanciati anche nella nostra direzione. Per
fortuna il punto raggiunto ci permise
di superare la portata dell’acqua anche se di appena un metro. Una grossa
quercia aveva pure fatto del suo meglio
per difenderci da quel letale pericolo.
Naturalmente salimmo ancora di più
convinti che quella non sarebbe stata
l’unica delle onde.
Così fu: ce ne furono altre quattro
con intensità decrescente ma sufficienti
a disperdere ciò che restava della meravigliosa residenza di Massimiliano.
Stanchissimi, impauriti ma anche
grati alla Provvidenza per lo scampato
pericolo, fummo tuttavia impossibilitati a prender sonno non avendo nulla
con cui coprirci, così attendemmo intirizziti l’imminente mattino per constatare la desolazione generata da quel
mare che sempre aveva incorniciato il
za dalla prima uscita. Che nesso c’era
tra il colle San Giusto ed il parco di Miramare? Continuavo a chiedermelo.
Ma la domanda al momento non aveva risposta.
Fatte le dovute valutazioni, all’inizio
non trovammo interessante trattenerci
nel parco devastato dove l’acqua ancora formava pozzanghere invalicabili e
cascatelle tumultuose che trascinavano
cespugli, rami e rottami di ogni sorta;
pertanto abbandonare a piedi il sito
per esplorare i dintorni non era consigliabile.
Ancora debilitati
dal freddo, bagnati
come pulcini, non
volevamo attendere il pieno sorgere
del sole anche se
il cielo si mostrava completamente
sereno dopo quella
notte di tregenda:
il tepore del nostro
rifugio, anche senza un caldo caffè
fumante, era, come
detto,
assolutamente da preferire
ad un’escursione
che con ogni probabilità non avrebbe dato risposta
alle inquietanti domande.
Trovare però il
Di nuovo nel tunnel decidemmo allora
di esplorarlo con cura per renderci conto, per quanto possibile, del suo sviluppo. Sbucammo nuovamente nella galleria centrale con Silvana che mi stava
appiccicata e mi esortava a valutare con
più discernimento la nostra posizione.
Come temevo però, dopo la deviazione di sinistra in cui ci trovavamo, anche
quella successiva di destra proponeva inesorabilmente la sua scala verso
l’esterno. A quel punto mi chiesi se an-
cora altre diramazioni ci venivano offerte per soddisfare la nostra sete di viaggi
fuori dal tempo e dallo spazio.
Superammo la deviazione di destra e
ci inoltrammo avanti nella galleria che
uno strano provvidenziale barlume continuava a rischiarare.
Una ventina di metri più avanti ecco
la non desiderata sorpresa: ben un quadrivio si presentava ai nostri occhi. Un
quadrivio! Con sicuramente quattro scale, invitanti alla loro specifica destinazione, come minimo!
Mi fu chiaro dunque che tornare al
nostro tempo non sarebbe certo stata
cosa facile: ci sarebbe toccato tentare
fin quando non avremmo imboccato la
strada giusta. La cosa che preoccupava
entrambi però era che avevamo perso
completamente il senso dell’orientamento, vagando alla ricerca dell’uscita
giusta avevamo percorso tratti, angoli, anfratti senza tener conto del tempo
impiegato. Risultato: la salvezza poteva
essere dovunque. Mi dispiaceva intanto
che a Miramare non c’era stato modo di
conoscere l’ubicazione temporale della
vicenda. Nel pensare questo mi riproposi di tener conto delle visite fatte, al fine
di non ripeterle, segnando la base delle
scale stesse.
Ci trovavamo quindi di fronte ad una
specie di roulette: non più un tunnel con
qualche porta ma un vero labirinto, buio
e sotterraneo per giunta. Una roulette
con in premio guai, pericoli di ogni tipo?
O forse anche qualcosa di buono? Visti
gli inizi bisognava essere molto ottimisti
per sperarlo. Potevamo finire in ambienti ecologicamente tossici o socialmente
instabili, con guerre in corso, invasi da
mostruosità sconosciute. Dovevamo insomma prepararci ad affrontare esperienze inedite.
Intanto sembrava che Silvana cominciasse a provare entusiasmo per quel
tipo di avventure. Si sentiva come pioniera di un nuovo genere di scoperte
in cui lei faceva da battistrada. Per me
invece era una rogna da smaltire al più
presto e soprattutto da non raccontare a
chicchessia, una volta a casa… se e quando.
Un altro interrogativo, anche se era
prematuro formulare, mi induceva a
dubitare che dovesse succedere solo a
Trieste e dintorni. Perché non trasferirci
in una giungla africana o in una Sidney
di altri tempi?
Mistero che mi sarebbe piaciuto dissipare.
Per il successivo tentativo decidemmo
di non esplorare il quadrivio, era plausibile che le eventuali uscite da esso dovevano essere comunque distanti da quella
iniziale. Prendemmo quindi la scala nella
deviazione di destra che era la più vicina.
28 q il tuono
Sabato, 23 aprile 2011
Freddolino e il pupazzo di neve
di Acquafresca Manuela
Continua dal numero precedente
L’Elfo più anziano la vide subito arrivare, inconfondibile
fata dei ghiacci unica con quella sua piccola valigetta stretta
fra le mani e la chiamò.
“Ehi Kristallina cosa fai da queste parti? Qual buon vento ti riporta nei tuoi luoghi d’infanzia?”
“Salve a te amico mio, che piacere rivederti. Sono tornata qui in questo freddo freddissimo per cercare mio zio
Vento Gelido. Sai forse dirmi dove lo posso trovare ? Avrei
un piacere da chiedergli.”
“Oh” Rispose l’Elfo mentre smetteva di
raccogliere palate di neve con le quali aveva deciso di costruirsi qualche mobile per
la sua nuova casa.
“E’ semplice trovarlo basta osservare
dove si spostano i rami rinsecchiti degli alberi sopravissuti alla tormenta di neve di
questa notte . Osserva dove essi si piegano e prosegui di lì per almeno dieci zolle di
ghiaccio. Vedrai che lo troverai subito quel
tuo zio dispettoso e giocherellone.
E’ da una vita che non smette mai di soffiare il suo alito gelido da queste parti e noi
oramai ci abbiamo fatto l’abitudine.”
Dopo aver ascoltato le indicazioni
dell’amico Elfo, Kristallina si diresse subito verso nord e dopo qualche breve istante
trovò suo zio che nascosto fra le nubi grigie
del cielo soffiava ridendo divertito verso un branco di poveri lupi infreddoliti e affamati.
“Zio, zietto caro”
Gridò glacialmente la fatina correndogli incontro.
“Che fa la mia amata nipotina da queste parti? Non sei
ancora partita per il tuo importantissimo lavoro al Polo
Nord?”
Sbuffò Zio Gelido spalancando le sue braccia.
“Oh zietto caro avrei bisogno del tuo aiuto per un piccolo
amico. Un pallido fiocco di neve che rischia di sciogliersi
prima ancora dell’arrivo della signora Primavera.”
Sospirò Kristallina stringendosi forte allo zio ritrovato.
“Bene, sentiamo come ti posso
aiutare nipotina cara”
Domandò quel vecchio vento
dispettoso smettendo di soffiare
e lasciando in pace quei poveri
lupi .
“Dovresti venire con me, almeno per questa notte, in un
paesello non tanto freddo ma
molto carino. E una volta lì dovresti aiutare Freddolino facendo cadere giù dalle nuvole tutti i
suoi compagni di gioco”.
Vento Gelido, che era da sempre molto dispettoso e dava
il tormento a tutti e a tutto in quella brulla e fredda Steppa, aveva un cuore generoso e amava aiutare il prossimo e
quindi disse subito di si alla richiesta della sua amata nipotina.
Così detto fatto Kristallina ripartì svelta insieme a lui
verso il paese dove aveva lasciato Freddolino ad attendere
il suo ritorno.
Spostata dal fortissimo soffio di suo zio Kristallina arrivò, come aveva chiesto nel suo rito magico, alle prime luci
dell’alba.
Una volta lì aleggiando leggera come una foglia al vento
la fata si posò accanto a Freddolino che dormiva beato e
iniziò a svegliarlo chiamandolo dolcemente.
“Freddolino, Freddolino, sono tornata. Svegliati dormiglione.”
Il piccolo fiocco di neve aprì i suoi occhietti e rimase felice e meravigliato di vedere davanti a se in tutta la sua gelida
bellezza quella Fata gentile e premurosa.
“Ragazze dove siete?”
Gridò poi Kristallina chiamando a sè le sue sorelle che ad
una ad una spuntarono sbadigliando assonnate.
“Siamo qui , non ci siamo mai allontanate come tu ci
avevi chiesto”
Risposero in coro e immediatamente accortesi della presenza del loro amato zio corsero felici ad abbracciarlo.
“Su su, ora non c’è tempo da perdere in dolci abbracci
mie carissime nipoti, dobbiamo aiutare il piccolo fiocco di
neve”
Iniziò a sbuffare Vento Gelido scostandosi dall’ennesimo bacio di una delle sue amate nipotine.
E subito dopo si alzò alto nel cielo ancora buio e cominciò a soffiare più forte che poteva verso le soffici e gonfie
nuvole .
“Fffff Ffffffffffff Ffffffffffffffff”
E le nubi cominciarono a ciondolare sempre forte fino a
far cadere giù dai loro lettini i primi candidi fiocchi di neve.
“Ffffff Fffff Fffffffffffff”
Soffiò ancora più forte il Vento Gelido della Steppa e subito come d’incanto iniziò a nevicare fitto, fitto.....
Nevicò tantissimo, nevicò tutti i fiocchi di neve del cielo,
nevicò per la gioia di Freddolino.
La neve che
cadeva ricoprì
strade, case, palazzi, alberi, prati, e tutto ciò su
cui si posava si
tingeva di candido.
Nevicò
per
tutta la notte e
sempre più fitto.
In poco tempo l’intero paese
sembrava ricoperto di zucchero filato e tutti i
bambini la mattina seguente si recarono a scuola meravigliati e felici.
“Ecco Freddolino ora che i tuoi compagni di gioco sono
qui con te noi possiamo andare via. Ci dispiace lasciarti ma
siamo certe che sarai felice e infreddolito per il resto dei
tuoi giorni. O almeno fino a che durerà l’inverno da queste
parti”
Dicendo così fata Kristallina salutò il piccolo fiocco di
neve che oramai si distingueva da tutti gli altri soltanto perché era il meno candido.
Poi trasportate con amore e soffi dall’amato zio le Fatine partirono finalmente
alla volta del Polo Nord.
“Ciao , ciao e grazie di
cuore”
Urlò forte Freddolino agitandosi in segno di
saluto, mentre una lacrimuccia di commozione gli
scendeva giù dal faccino.
Come promesso, il giorno prima, la maestra decise di portare, durante la
ricreazione, i suoi amati
alunni a giocare nel cortile
imbiancato dalla neve.
“Svelti amici raccogliamo più neve che riusciamo e facciamo un mucchio grosso, grosso”
Urlò gioioso e stretto nel suo cappotto di lana colorata
Filippo il più intraprendente della classe.
“Ho avuto una bellissima idea e penso che piacerà anche
a voi”
Continuò entusiasta mentre con le mani
coperte da soffici guantini iniziava a raccogliere tutta la neve che riusciva creando una
specie di enorme palla.
“Scommetto che vuoi fare un grandissimo
pupazzo di neve. Il più enorme che si sia mai
visto nell’intero Mondo!”
Esclamò Viola che subito dopo chiese alla
maestra il permesso per andare in classe a
prendere delle cosucce che sarebbero servite
ad abbellire quel Pupazzone di neve.
“Va bene vai pure ma fa attenzione a non
scivolare e ricordati di non correre per le scale”
Disse la maestra raggomitolandosi come
un gatto dentro al suo enorme maglione nella
speranza di sentirsi al calduccio.
In men che non si dica Viola ritornò dai suoi compagni
tenendo stretto fra le mani il berretto del bidello, una sciarpa dimenticata a scuola da anni ed infeltrita dal tempo, una
vecchia scopa, e una carota che avrebbe dovuto essere una
delle tante merende salutari di Caterina la sua amica del
cuore.
“Eccomi, sono qui”
Urlò affannata scivolando fra la neve candida.
Michela, Marisol, Erik, Alessio, Francesca, Annaluna e
tutti gli altri le corsero incontro ruzzolando fra la neve e
ridendo felici e spensierati.
Subito dopo tutti i bambini della classe iniziarono a
creare il loro gigantesco Pupazzo di neve e alla fine chiesero
l’aiuto della maestra che posizionò sopra l’enorme corpo di
ghiaccio la testa del nuovo amico.
Sollevato a fatica dalla maestra Filippo scavò poi con le
dita della mano, sul volto del pupazzo, un enorme bocca
sorridente e dopo di lui Viola e Caterina, sollevandosi in
punta di piedi, gli puntarono nel mezzo la grossa carota.
“Che fortuna per stavolta niente verdurine a merenda”
Esclamò contenta Caterina mentre si scaldava le mani
ghiacciate strofinandole una contro l’altra.
Mentre i bambini finivano di vestire il loro gelido amico,
Freddolino, che si trovava fra tutti i migliaia di fiocchi di
neve che componevano quel gigantesco Pupazzo, cominciò
a sorridere felice e a cantare a squarciagola.
E ad una ad una intonò tutte le canzoni che la notte prima le Fate del ghiaccio avevano cantato per lui......
Come per incanto, tutti i bambini si presero stretti per
mano ed iniziarono a fare un grande girotondo intorno al
loro CAPOLAVORO e intonando una bella canzone iniziarono a giocare allegri e felici sotto gli occhi compiaciuti della loro raffreddata maestra.
“Giro, giro, tondo, giriamo intorno al modo, giriamo da
una parte , dall’altra poi si parte. Si parte per la luna si nuota con le stelle mangiando caramelle, si torna sulla Terra e
si cade giù per terra!”
Da quel giorno in poi Freddolino non rimase mai più né
solo né al caldo.
Il piccolo fiocco di neve di giorno giocava felice insieme ai deboli raggi del sole che brillavano sul suo corpo di
ghiaccio.
E poi stanco e assonnato, durante le buie e fredde notti
d’inverno, Freddolino cantava insieme ai suoi amici cristallini le canzoni che aveva imparato dai bambini della scuola.
Soltanto con l’arrivo del tiepido sole primaverile
quell’enorme Pupazzo di neve iniziò a sciogliersi tutto lasciando sopra la terra una grande pozza d’acqua.
Le Fate dei ghiacci, proprio allora, ritornarono dal loro
lungo lavoro al Polo Nord e passando di là videro il loro
amico Freddolino che le salutava gioioso fra i petali di un
fiore.
Kristallina riconobbe subito il suo piccolo amico anche
se era diventato una semplice gocciolina d’acqua.
Freddolino infatti sciogliendosi a terra aveva dissetato
una splendida primula, gialla come il sole, e bella come
l’amicizia.
“Ciao Freddolino!”
Gridarono le Fate in coro e sorridendo al piccolo amico
volarono via lontane e in fretta per non rischiare di riscaldarsi troppo ai primi tiepidi raggi del sole......
PUFF!
Freddolino subito dopo divenne vapore e ritornò in un
soffio di vento nel cielo da dove era caduto tanto tempo prima.
Finalmente il piccolo fiocco di neve poté riposare cullato
dalle soffici
nuvole che
per
lungo
tempo aveva
sognato.
Passarono i mesi e
anche le stagioni e arrivò
di nuovo il
freddo inverno……………
Freddolino fu dolcemente risvegliato dal suo lungo sonno da una vocina melodiosa che gli sussurrava all’orecchio .
“Svegliati pigrone è ora di andare a rallegrare i bambini
della Terra!”
Il piccolo fiocco di neve spalancò i suoi occhioni e quella
volta lì fu lui stesso a tuffarsi dalla sua nuvola giù verso
la Terra felice di rivedere ancora i suoi nuovi compagni di
gioco, i bambini di quel paesello con i tetti colorati.
FINE
il tuono q 29
Arte e spiritualità
Sabato, 23 aprile 2011
La tensione morale nella dimensione creativa
Il rapporto tra Arte, spiritualità e sviluppo della persona ha
acquisito valore in una concezione unitaria dell’essere umano, formato da corpo, anima e
spirito, dove i vari piani sono
interconnessi e interdipendenti. La dimensione creativa ha
in questo contesto una grande
rilevanza, è infatti considerata
l’elemento basilare dell’intero
processo di sviluppo della persona.
Lo spirituale nell’Arte “Uber
das Geistige in der Kunst” è
anche il manifesto dell’Astrattismo. Kandinsky (1866-1944)
lo scrisse nel 1910 come compendio della relazione tra arte
e spiritualità, in seguito agli
insegnamenti teosofici di M.me
Helena Blavatsky (1831-1891).
L’Artista ricerca la verità, ogni
persona ha una necessità interiore che esprime attraverso
forme ed azioni per divenire
ciò che veramente è. L’Arte ha
una funzione politica, sociale,
culturale, religiosa, estetica, di
comunicazione,
terapeutica,
e soprattutto di conoscenza e
di elevazione spirituale. Pietro
Selvatico, architetto e critico
d’arte del 1800 afferma: «Lo
scopo vero dell’arte deve esse-
re la manifestazione
delle potenze morali
e delle idee dello spirito, dei grandi movimenti dell’anima e del
carattere». Van Gogh
(1853-1890), poco prima di morire scriveva
al fratello Theo le sue
emozioni
profonde
di fronte alla natura
che egli indagava con
amore ed attenzione
infinita: «In quanto a
me, sono totalmente
preso da questa infinita distesa di campi di
grano su uno sfondo
(...) dai colori delicati, gialli, verdi, il viola
pallido». L’artista si
pone di fronte al reale
scrutandone le forme,
i colori, le armonie, le
tensioni e la misteriosa corrispondenza di
tutto ciò che vede col
suo animo. Van Gogh
sostiene che «L’Arte è
una cosa più grandiosa
e più sublime della nostra personale abilità,
della nostra personale
capacità e della nostra scienza personale,
sgorga da una fonte più profonda della nostra anima». (Van
Gogh - Nuenen, aprile 1884)
Papa Giovanni Paolo II indirizzò una lettera agli Artisti nel
1999: “L’arte continua a costituire una sorta di ponte gettato
verso l’esperienza religiosa. In
quanto ricerca del bello, frutto
di un’immaginazione che va al
di là del quotidiano, essa è, per
sua natura, una sorta di appello al Mistero. Persino quando
scruta le profondità più oscure
dell’anima o gli aspetti più sconvolgenti del male, l’artista si fa
in qualche modo voce dell’universale attesa di redenzione”.
(Lettera del Papa Giovanni
Paolo II agli Artisti,1999).
Ogni individuo è dotato di
grandi capacità, ma il più delle
persone eccelle principalmente in alcune dimensioni, chi in
quella fisica, chi in quella mentale, chi in quella emotiva e
chi in quella spirituale. Più un
individuo riesce a sviluppare
tutte le sue dimensioni, più diviene vasto e ricco, ma, qualora
questo non fosse possibile, sviluppare principalmente il proprio dono predominante è la
cosa più sensata e più semplice.
L’unica dimensione dell’essere
umano che non può essere minimamente trascurata o negata
è però quella spirituale, poiché
da essa viene ogni possibilità di
realizzazione. Infatti le dimensioni mentale, emotiva e fisica,
se non sono guidate dalla “luce”
della dimensione spirituale divengono aride e grande fonte di
sofferenza e ignoranza. La dimensione spirituale è quella dimensione che nutre, dirige e da
significato a tutte le altre attività, ed è la dimensione verso cui
dovrebbero tendere tutte le nostre attività, poiché è principio
e fine del nostro stesso vivere.
Nuria Kanzian
30 q il tuono
Francesca da Rimini al Teatro
Verdi di Trieste
Sarà in scena ancora il 26, 27, 29,
30 aprile al Teatro Verdi di Trieste
“Francesca da Rimini”, il capolavoro di Riccardo Zandonai, che in
quest’opera riuscì a tradurre in uno
spirito moderno i valori più distintivi del melodramma italiano tramite
il rilievo impresso alla poesia del testo e alla nuova centralità attribuita
all’orchestra tutta tesa a sottolineare
i risvolti psicologici dei personaggi
di questa leggendaria tragedia. A
Trieste dopo il debutto avvenuto nel
1919 sotto la direzione dello stesso Zandonai, l’opera è stata riproposta con grande successo in altre
nove edizioni di cui l’ultima, datata
1980, ebbe come protagonista Raina
Kabaivanska. La regia è firmata da
Giancarlo Del Monaco, con le scene
di Carlo Centolavigna e i costumi di
Maria Filippi. Il M° Francesco Maria
Carminati sul podio del Verdi, guiderà un cast artistico in cui figurano importanti voci, fra cui Hasmik
Papian nel ruolo di Francesca, che
ritorna a Trieste dopo il successo ottenuto nel 2010 in Maria Stuarda; il
difficile ruolo di Paolo il Bello sarà
sostenuto da Carlo Barricelli il 26 e
29 aprile e da Marcello Giordani il
27 e 30 apile; il baritono Giorgio Surian nel ruolo di Gianciotto; Louise
Callinan, Samaritana, che ha cantato lo stesso ruolo anche alla Bastille.
Per informazioni: www.teatroverditrieste.com
Jam Session Jazz al Knulp
Venerdì 26 aprile alle 20.30
presso il Knulp di via Madonna del
Mare, 7/a a Trieste appuntamento
con la Jam Session organizzata dal
Circolo del Jazz Thelonious in collaborazione con la Scuola di Jazz del
Conservatorio “G. Tartini” di Trieste.
Info: www.thelonious-trieste.com.
Mostra delle opere del
Concorso fotografico dedicato
al Carnevale Muggesano
Saranno esposte fino al 30 giugno presso la Sala espositiva di via
Roma, 20 le opere partecipanti al
6° Concorso fotografico nazionale
dedicato al Carnevale Muggesano
aperto a tutti i fotoamatori residenti in Italia e che anno dopo anno ha
visto un sempre maggiore numero di iscrizioni, anche dal Veneto
e dal resto della regione oltre che
dall’estero. La mostra sarà aperta
dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle
12.30. Il concorso fotografico è stato promosso dall’Associazione delle
Compagnie del Carnevale Muggesano e realizzato grazie al contributo
della Fondazione CRTrieste, che ha
Sabato, 23 aprile 2011
inteso sostenere anche quest’anno
questa colorata e festosa manifestazione nell’intento di contribuire alla
valorizzazione di una tradizione unica del nostro territorio.
Il Carnevale Muggesano è anche
online sul sito www.carnevaldemuja.com.
Pane amore e giovedì
Il pane quotidiano di via delle
Settefontane, 42 a Trieste lancia il
“panificio danzante”. Proseguono
giovedì 28 aprile i giovedì “Pane
amore e giovedì”. Dalle 19 e fino
alle 23 happy hour. Tutte le info e gli
appuntamenti sul gruppo facebook
“give us il pane quotidiano”. Info:
3487396445.
Pupkin Kabarett
Natale con i tuoi Pasqua con chi
vuoi, Pasquetta con noi. La compagnia del Pupkin Kabarett, vi aspetta
lunedì 25 aprile alle 21.21 per passare insieme una serata allegra ma
anche no, divertente ma anche no,
riflessiva ma anche no...
Nuovissimi sketch preparati per
l’occasione, riflessioni sul panorama
locale, previsioni imprevedibili sul
prossimo primo cittadino, pungenti
rassegne stampa, canzoni inedite.
La serata sarà accompagnata dal
ritmo incalzante della Niente Band.
Ingresso € 9,00 (prevendita giovedì 21, venerdì 22 e sabato 23 aprile
dalle 17 alle 19). Prevendita: www.
vivaticket.it
Le imitazioni
di Flavio Furian vs Andro
Merkù a PerBacco Nait
Le serate “PerBacco Nait – Conversazioni a quattrocchi e due calici
con Andro Merkù” che intendono
abbinare l’eccellenza dei vini proposti dal locale a quella di un artista
nostrano di primo livello propongono per giovedì 28 aprile un confronto curiosi e particolarmente atteso,
che vedrà di scena per la prima volta
insieme i due imitatori di casa nostra: Flavio Furian e lo stesso Andro
Merkù. Ad Andro Merkù, che nella
passata stagione ha portato in scena
con successo proprio nello splendido
locale triestino il suo one-man show
“Bravomabasta”, è stata affidata la
direzione artistica e la conduzione
di questi incontri a metà tra l’intervista “sui generis” e la performance
live in cui artisti regionali vengono
“radiografati”, svelando al pubblico lati meno conosciuti del proprio
carattere nonchè della propria vita
professionale e allietando il pubblico presente con esibizioni live.
Papastuff al cafè Rossetti
Sabato 23 aprile dalle 23, nuovo
appuntamento con la musica a 360°
e le selezioni di uno dei Dj set storici
della nightlife triestina. Proseguono
a grande richiesta i sabati a base di
reggae-hip
hop-rock-soul-breakbeat. Ingresso libero. Info & tavoli:
3487396445.
Blues Followers dal vivo
nello spazio Rocksetti
Nuova rassegna musicale al cafè
Rossetti: Rocksetti, appuntamento
serale del martedì dedicato alle migliori rockband di casa nostra. Il 26
aprile alle 22 concerto dei Blues Followers, nati dall’idea di diffondere il
blues attraverso il riarrangiamento
di brani risalenti al periodo tra gli
anni ’20 e gli anni ’60 e brani di propria produzione. Il viaggio musicale
inizia nella Louisiana degli anni ’20
con Robert Johnson, continua nella
Chicago degli anni ’60 con Muddy
Waters, John Lee Hooker e prosegue con John Mayall, Eric Clapton,
Jimi Hendrix, Stevie Ray Vaughan
ed altri ancora, fondendosi con sonorità rock/blues e funky/blues. Per
informazioni: tel. 0405700566.
Il Revoltella dei bambini
Riprendono gli appuntamenti de
“Il Revoltella dei bambini” con un
calendario ricco di offerte che proseguirà fino al 21 maggio. La guida
accompagna i partecipanti in una
visita animata alla scoperta delle
opere d’arte del museo e delle mostre temporanee. I laboratori sono
articolati in vari argomenti e adatti
alle diverse età dei partecipanti.
Sabato 23 aprile alle 16 e lunedi`
25 aprile alle 11 (7-10 anni) al Civico Museo Revoltella di Via Diaz,
27 a Trieste, “Immagini e storie
del Risorgimento”. Mostra “Arte e
Nazione. Da Induno a Fattori nelle
collezioni del Museo Revoltella” in
collaborazione con Paganini Arte.
In questo laboratorio faremo anche noi gli auguri all’Italia e, attra-
Voci emergenti in tour
Si terrà venerdì 29 aprile al Cafè
Rossetti del Politeama Rossetti dalle 22 la seconda delle quattro serate
musicali organizzate dall’associazione M.E.T.A. Turisti in cui una ventina di cantanti si esibirà in alcuni dei
locali più prestigiosi della città.
L’iniziativa vuole essere un modo
per far conoscere i cantanti emergenti portandoli in location molto
prestigiose.Le serate si terranno a
cadenza mensile. Per maggiori informazioni e per conoscere i protagonisti delle varie serate si può visitare
il sito dell’associazione all’indirizzo
www.metaturisti.it o chiamare il numero 3383907780.
verso i quadri esposti alla mostra
“Arte e nazione” conosceremo Giuseppe Garibaldi e i suoi mille “aiutanti” con le camicie rosse, i Garibaldini, vedremo da dove sono partiti e
dove sono arrivati, ma sopratutto
capiremo come le tante regioni della
penisola sono diventate una nazione.
E’ necessaria la prenotazione
(fino a esaurimento dei posti disponibili, massimo 12): telefonare ogni giorno dalle 10 alle 18 allo
0406754350 o scrivere un’e-mail a
[email protected]. Biglietto d’ingresso: tariffa Revoltella
dei bambini: 4,50 euro a bambino.
Per gli accompagnatori: biglietto intero 6,50 euro, ridotto 4,50 euro.
Informazioni: [email protected], www.museorevoltella.
it.
Ben Hur al Rossetti
Dopo aver riscosso grande successo alla Sala Bartoli nel 2006
con Muratori, Nicola Pistoia e Paolo Triestino, con il loro nuovo
lavoro,firmato
dall’interessante
drammaturgo romano Gianni Clementi – approdano questa volta alla
Sala Assicurazioni Generali dello
Stabile regionale. Vi replicano – in
abbonamento per il cartellone Prosa
– da mercoledì 27 aprile a domenica
1 maggio. Il titolo – che immediatamente ci rimanda a scenari da impero romano e da grande film hollywoodiano – non è affatto casuale: ci
troviamo infatti nell’universo curioso dei figuranti, che - in costume da
centurione o da antico romano - si
fanno fotografare accanto ai turisti
nei pressi dei maggiori monumenti
della capitale, ricavandone talvolta
pochi spiccioli, talaltra delle vere
fortune. Un espediente come un altro, per chi – ai confini della grande
città – deve sbarcare il lunario fra le
mille difficoltà della vita quotidiana.
Il cast è composto da Paolo Triestino (Milan), Nicola Pistoia (Sergio) e
Elisabetta De Vito (Maria). La regia
è dello stesso Nicola Pistoia che per
la scenografia ha collaborato con
Francesco Montanaro, per i costumi
con Isabella Rizza, mentre il disegno
luci è di Marco Laudando. La produzione è di Neraonda.
Ben Hur debutta a Trieste mercoledì 27 aprile alle ore 20.30 alla Sala
Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti, vi replica ogni giorno
alle 20.30; le recite pomeridiane si
terranno giovedì 28 aprile e domenica 1 maggio con inizio alle 16.
Informazioni complete sul sito
internet www.ilrossetti.it e allo
0403593511.
In Piazza S. Antonio torna il
Festival di Pasqua Felice
Fino al 25 aprile in piazza Ponterosso è allestito il Festival di Pasqua
Felice. L’allegra kermesse, giunta
ormai alla 6^ edizione, avrà come
sempre in qualità di protagonisti i
bambini, che attraverso l’associazione “I Bambini di Trieste” animeranno le giornate di apertura della kermesse. Tra le proposte culturali e di
intrattenimento ricordiamo i laboratori creativi gratuiti per bambini
e la Mostra Fotografica “I bambini
di Trieste e il tricolore”, visitabile
gratuitamente per tutta la durata del
Mercato di Pasqua Felice.
Ad arricchire e colorare Piazza
S.Antonio, Piazza Ponterosso e la
limitrofa via Bellini saranno come
sempre i numerosi stand che esporranno prodotti dell’artigianato italiano ed estero, prodotti tipici italiani, uova e dolci pasquali, articoli per
i giovani, curiosità per l’arredo giardino e prodotti erboristici naturali.
Molto ampia sarà anche l’esposizione di piante e fiori. Non mancherà
una luminosa sorpresa scenografica
che verrà svelata durante la conferenza stampa per ricordare il 150°
anniversario dell’Unità d’Italia. Per
ulteriori informazioni: [email protected]
Laboratori teatrali al Teatro
dei Fabbri
Da lunedì 2 maggio prenderanno
il via al Teatro dei Fabbri sei diversi
laboratori teatrali, tenuti da Maurizio Zacchigna, Elke Burul e Ornella Serafini, attori della Contrada e
insegnantdell’Accademia Teatrale
“Città di Trieste”, la scuola di teatro
organizzata dall’Associazione Culturale la cantina in collaborazione
con il Teatro Stabile La Contrada.
Tutti i laboratori si svolgeranno al
Teatro dei Fabbri (Via dei Fabbri
2, Trieste). Per informazioni: www.
accademia-trieste.it
Kay Kay all’Ausonia
Sabato 23 aprile dalle 22.30 ritmi
balcanici allo Stabilimento Ausonia
di Riva Traiana, 1 a Trieste. Balkan
Beat Trieste e Radiofragola presentano “Kay Kay: dj, produttore, musicista e non solo, ha suonato con
Magnifico per tanti anni.
Tantissime le esperienze musicali, prima fra tutte la collaborazione
con Esma Redzepova (la regina della gipsz music). Inoltre ricordiamo
le innumerevoli presenze in svariati gruppi “trubaci” da Guča. Molto
attivo nel genere balkan, sparge
l’energia del ritmi dell’est in slovenia
insieme fondatore del Balkan Beats,
Shoko. Ad aprire la serata l’inossidabile Stoner. Ingresso libero.
il tuono q 31
Sabato, 23 aprile 2011
I Toasters dal vivo
Lunedì 25 aprile all’Ausonia
di Riva Traiana, 1 a Trieste, direttamente dagli Usa, il grande
ritorno dalla storia della musica
ska mondiale: i Toasters, una
delle più importanti ska band
americane che ha contribuito
a popolarizzare il genere nella
scena underground degli anni
‘80.
Rob “Bucket” Hingley, emigrato dall’Inghilterra, forma i
Toasters a New York nel 1982
dopo aver scoperto che il 2-Tone
ska che lui ama non è ancora
esploso nella scena musicale
americana.
I Toasters si impongono nel
nuovo millennio con l’album
“Enemy Of The State” del 2002
e una nuova compilation, “In
Retrospect the Best of the Toasters”, rilasciato nel 2003.
Quando non sono in studio,
Hingley e la lineup sempre in
evoluzione dei Toasters sono in
tour negli Usa, in Europa e in
tutti gli angoli affamati di ska
del globo.
Ad aprire la serata, in Carry All. Nascono nel ’97 proponendosi come band sul genere
hc-melodico, ma col passare
del tempo gli interessi musicali
cambiano e così nel 2001 decidono di inserire la sezione fiati
e di iniziare un nuovo progetto.
Sono soliti suonare un punkrock contaminato dallo ska, dal
reggae, dal folk e dal dixieland
in una miscela perfetta di melodia e rumore. Dj set a cura di:
Steve Selecter, el Diggei, Interference for you Rudy. Ingresso
libero.
Jah Mason all’Ausonia
Venerdì 29 aprile per la prima volta a Trieste Jah Mason
infiammerà la massive triestina a colpi di big tune. Biglietto
unico a 10 euro. Prevendita da
Ticket point in Corso Italia 6/c
a Trieste.
Warm up: Ticket to Jamaica
Party e Dr.D Showcase. After
party: Huntin’ Intl. Sound e Jadran Connection. Ingresso libero.
Liberazione al cinema
“Un popolo che non ha memoria non può avere futuro”.
E’ questo lo slogan della rassegna cinematografica lanciata dal
Circolo Cinematografico Charlie Chaplin, in collaborazione
col Comitato Pace e Convivenza “Danilo Dolci” che anche
quest’anno ricorda l’anniversa-
rio della Liberazione dell’Italia
dal nazi-fascismo. La rassegna
proporrà nei giorni 28 e 30 aprile, alle 20.30 presso il Multicultura Center di via Valdirivo 30 a
Trieste rispettivamente, “Parigi
brucia?” di René Clèment e “Un
condannato a morte è fuggito”
di Robert Bresson. Ingresso libero.
Concorso Fotografico
“My/Trieste”
Il Lions Club Trieste Europa
e il Circolo Fotografico Triestino
organizzano la 1a edizione biennale del Concorso Fotografico
“My/Trieste” destinato ai giovani di età compresa tra i 15 ed i
25 anni.
Il titolo “Interstizi” intende
privilegiare l’immagine della
nostra città attraverso nuove
aperture o spiragli fotografici,
cogliendo gli aspetti meno evidenti ma non per questo di scarsa o secondaria importanza. Un
invito a volgere lo sguardo attorno a sè, dal centro alla periferia,
per cogliere preziosi elementi
nascosti, insoliti, rari e, perchè
no, anche anomali. Per renderli,
in tal modo, di grande interesse,
unici. Il termine per la consegna delle opere è fissato per il 14
maggio.
Al 1° classificato 1.000 euro,
al 2° 500 euro e al 3° classificato
un buono acquisto di materiale fotografico pari a 250 euro.
Info: www.lionsclubtriesteuropa.org; [email protected].
Premio di laurea
in memoria del Tenente
Ugo Rossi
E’ stato conferito anche per
l’anno accademico 2009/2010
il premio di laurea promosso in
memoria del Tenente Ugo Rossi. Il premio è stato istituito a
partire dall’anno accademico
2001/2002 per volontà della
signora Luigia Maria Rossi per
commemorare la memoria del
fratello defunto.
Il vincitore, che percepirà un
premio pari a euro 1.500 lordi,
è il dottor Alberto de Nardi, laureatosi con punteggio di 110/110
il 2 luglio 2010 in Ingegneria gestionale e logistica integrata.
La tesi premiata è intitolata:
Gestione della sicurezza negli
istituti scolastici superiori.
Iscrizioni ai centri estivi
comunali
Anche quest’anno l’Area Educazione Università e Ricerca del
Comune di Trieste organizza il
servizio di centri estivi rivolti ai
bambini in età di nido, scuola
dell’infanzia e scuola primaria
residenti nel Comune di Trieste. Il servizio sarà attivato in
14 strutture cittadine nei mesi
di luglio ed agosto, e sarà suddiviso in 4 turni di 2 settimane
ciascuno.
Le domande d’iscrizione dovranno essere presentate fino
al 4 maggio 2011 con una delle
seguenti modalità: online, seguendo le indicazioni presenti
sul sito www.triestescuolaonline.it oppure allo sportello di via
dei Capitelli 8, che sarà aperto al
pubblico con il seguente orario:
da lunedì al sabato, ore 8.30 12.30; lunedì e mercoledì anche
dalle 16 alle 18.
Personale del pittore
Pino Callea
alla Sala Comunale d’Arte
Alla Sala Comunale d’Arte di
Trieste (piazza Unità d’Italia, 4)
sarà visitabile fino all’11 maggio
(tutti i giorni dalle 10 alle 13 e
dalle 17 alle 20) la mostra personale del pittore Pino Callea
intitolata “Questione di pelle”,
presentata da Marianna Accerboni. La rassegna propone una
trentina di quadri e alcune sculture in bronzo, quest’ultime a
tema marino, realizzate dall’artista nell’ultimo anno attraverso
originali assemblaggi e collage.
Conferenza di James Reardon
Mercoledì 27 aprile alle 17
presso la Sala Conferenze “Bruno de Finetti” della Facoltà di
Economia dell’Università di
Trieste (Edificio D, primo piano), James Reardon (Monfort
College, University of Northern
Colorado) terrà una conferenza
dal titolo: “The Impact of the
Web on Marketing”.
Per informazioni: segreco@
econ.units.it.
Premio Emilio Zavattini
per tesi di dottorato
Giovedì 28 aprile alle 15.30,
presso la Sala Cammarata (edificio centrale del Campus di
Piazzale Europa 1), si terrà la
consegna del premio per tesi di
dottorato in memoria di Emilio
Zavattini, professore ordinario
del Dipartimento di Fisica.
La commissione giudicatrice
assegnerà il premio al dottor Alberto Simoncig, con la tesi dal
titolo:
“The role of the electron recoiling mechanism in coherent
light high-order harmonics ge-
neration: from the source to the
applications”. Il concorso è stato
istituito per iniziativa del Dipartimento di Fisica e della Famiglia Zavattini, al fine di mantenere vivo il ricordo dell’alto
contributo scientifico e umano
del professor Emilio Zavattini
nella comunità internazionale
dei fisici.
Le proposte pasquali
dell’area marina
di Miramare
Sabato 23 aprile alle 11 e
alle 15, presso il centro Visite
dell’Area protetta si effettuerà
un viaggio multisensoriale nella
biodiversità del Golfo di Trieste.
Domenica 24 aprile alle 11 e
alle 15 “Di fiore in fiore.. anche
marino! Primavera di mare,
tempo di fioriture… ma che cosa
sboccia in fondo al mare?”.
Lunedì 25 aprile alle 11 e alle
15 “Spugne: morbide, rugose,
viscide, colorate, mimetiche,
abitanti del mare e … compagne
di toeletta!”.
Visite guidate per adulti e famiglie del costo di 5 €
e della durata un’ora circa.
I bambini hanno diritto al biglietto ridotto (4 €), ma devono essere accompagnati.
Per informazioni, www.riservamarinamiramare.it.
Escursione naturalistica
gratuita sul Rilke
Lunedì 25 aprile “Vita da
passero solitario”. Escursione
naturalistica gratuita sul Rilke,
promossa dal Comune di Duino
Aurisina in collaborazione con
l’AMP Miramare per la valorizzazione della Riserva Naturale
delle Falesie di Duino.
Escursione naturalistica di 2
ore e mezza sopra le falesie di
Duino, sul sentiero Rilke, muniti di binocolo o cannocchiale alla
ricerca dell’avifauna che abita
le pareti strapiombanti: passero solitario, rondone maggiore,
occhiocotto, sterpazzolina, piccione selvatico e altri. Durante l’uscita ci sarà l’occasione di
parlare anche della restante
fauna che abita questi luoghi
apparentemente inospitali. Per
adulti e famiglie. Partenza alle
10 presso lo IAT di Sistiana. Info
e prenotazioni: 333 9336060.
Elettrowave Challenge I
round in Riva Traiana
Sabato 23 aprile dalle 22 al
Circolo Etnoblog di Riva Traiana 1/3 a Trieste, Elettrowave
Challenge I round e Italiawa-
ve FVG. Le migliori proposte
2010-11 dalle selezioni di Italiawave Band FVG Elettrowave
rappresenta la scena elettronica
di Italia Wave Love Festival, ed
è da anni il primo e principale
punto di riferimento per dj e vj
esordienti, oltreché la più importante occasione di incontro/
confronto tra artisti ed esponenti delle culture digitali in Italia.
Elettrowave è il cuore digitale
del Love Festival, l’area di ricerca più avanzata nel territorio di
confine tra musica, arte e culture digitali. Da queste selezioni vedremo nascere i nuovi dj
e vj performer, e i migliori A/V
projects di domani. Ingresso
gratuito con tessera
The Sea dal vivo
all’Etnoblog
Mercoledì 27 aprile dalle 21
al Circolo Etnoblog di Riva Traiana 1/3 a Trieste, The Sea live.
Un vago ricordo di brit pop, un
po’ di sano rock’n’roll, un briciolo di garage, un bisbiglio indie
targato UK. Manca solo una pinta di pale ale ed è tutto. Ingresso
gratuito con tessera.
Pan-Pot in concerto
Venerdì 29 aprile dalle 23 al
Circolo Etnoblog di Riva Traiana 1/3 a Trieste, i Pan-Pot. Duo
galattico, istituzione della pura
techno berlinese. Dall’incontro
alla SAE di Berlino non si sono
mai separati, uniti dalla passione per l’elettronica, che fa
da base a tutte le influenze che
contaminano il loro sound, dalla downtempo agli influssi più
spinti e battuti. Resident: Electrosacher e Rossi Elettronica.
Ingresso riservato ai soci.
Seminario CIRD: “Intervenire con i DSA (Disturbi specifici
di apprendimento) in classe,
quali strategie nei percorsi di
crescita”. Il Centro Interdipartimentale per la ricerca didattica (CIRD) dell’Università di
Trieste organizza il seminario
“Intervenire con i DSA (Disturbi
specifici di apprendimento) in
classe, quali strategie nei percorsi di crescita”, nell’ambito
del Laboratorio multidisciplinare di formazione per insegnanti.
Sarà relatrice la professoressa Elena Bortolotti.Il seminario
si terrà giovedì 28 aprile dalle
15,30 alle 17.30, presso la saletta conferenze di via E. Weiss, 21
(comprensorio di San Giovanni,
ingresso sul retro dell’edificio).
Per informazioni: [email protected]
32 q il tuono
Sabato, 23 aprile 2011
“SVEGLIATI”
Proteggi e difendi
la tua amata TRIESTE
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La lista fa ricorso prima esclusa e poi