Anno III Numero 3 23 aprile 2011 € 1,00 Redazione e pubblicità: TRIESTE - Via Fabio Filzi 9 - tel. 040 771103 - Fax 040 3725881 - Mailbox [email protected] - inteRnet www.iltuono.it - ESCE IL SABATO Le nostre regole sono: una stretta di mano tra gentiluomini, dire sempre la verità, non avere paura e dare “voce” ai bisognosi Eccomi ancora qua, come ne abbiamo parlato e scritto tantissime volte, su quante difficoltà ho incontrato per difendere e amare questa nostra Trieste. L’idea e la volontà per proteggere questa nostra splendida città nasce già nel 2005, ma subito vengo ostacolato da elementi che a parole cercavano di difendere la città, ma di fatto avevano soltanto la “necessità” di ottenere una poltrona legata ai vari partiti. Dopo anni di assurde cause e ingenti spese, decido da solo di costituire una lista civica non legata ad alcun partito politico, chiamandola “AMARE TRIESTE”, che significa non proprietà del sottoscritto ma di tutti i cittadini residenti nel nostro territorio che amano e cercano di proteggere la nostra Trieste. La partenza della lista inizia subito con molteplici difficoltà, pari ad una scalata sul monte Everest a piedi nudi. Poche, oneste e valide persone cercano in tutti i modi di darmi una mano in maniera disinteressata per il mio progetto. Contemporaneamente viene distribuito il nostro programma ed inizia la corsa alla sottoscrizione per la presentazione della lista alle prossime elezioni Comunali del 15 e 16 maggio prossimi. La lista “AMARE TRIESTE” è nata per una totale autonomia del nostro territorio che altrimenti è destinato a morire. Sarà proprio la totale autonomia il programma fondamentale della lista per il rilancio di Trieste, sono convinto quanto prima di coinvolgere attivamente con la propria firma almeno 50.000 persone, per bloccare questo enorme e vergognoso sperpero di denaro pubblico grazie alla complicità dei nostri politici, che hanno distrutto e portato ad una profonda e spaventosa crisi la nostra città. Tra i vari validi collaboratori incontro Ibra Kà, dove qui a fianco troverete la sua storia. Ancora un grazie ai nostri lettori e collaboratori. La lista fa ricorso prima esclusa e poi... La lista civica Amare Trieste viene “bocciata” dalla commissione elettorale per un “vizio” sulle autentiche “Regolamento poco chiaro ed esclusione opinabile. Inevitabile il ricorso” Disagi a Barcola pag 11 scienze pag 12 animali pag 13 Università pag 14 itinerari/sapori pag15 monfalcone pag 16 Conosciamo il giovane senegalese che abbraccia il progetto di Daniele Pertot Chi è Ibra Kà? Sono originario del Senegal, nato a Dakar, vivo da dieci anni a Trieste e ho una bambina nata in questa bella città che amo molto, attualmente sono impiegato in un’azienda di refrigerazione triestina. Perchè lei ha aderito ad “Amare Trieste”? Ho conosciuto Daniele Pertot e mi ha fatto conoscere il suo programma. Amare Trieste è una lista civica “pulita” non legata ad alcun partito politico, con delle proposte che mi convincono in tutti i suoi punti. Così mi sono unito a lui e alla sua squadra per la salvaguardia e il benessere della “nostra” Trieste. Continua a pag. 8 Daniele Pertot Se ami TrieSTe SvegLiaTi !!! monDo giovanile pag 17 sport pag 18-21 spettacolo 16-25 La redazione augura Buona Pasqua a tutti i lettori 2 q il tuono Sabato, 23 aprile 2011 Pubblicità elettorale a pagamento. COMMITTENTE: DANIELE PERTOT - C.F. PRTANL41E28L424J il tuono q 3 Sabato, 23 aprile 2011 Pubblicità elettorale a pagamento. COMMITTENTE: DANIELE PERTOT - C.F. PRTANL41E28L424J 4 q il tuono Sabato, 23 aprile 2011 Pubblicità elettorale a pagamento. COMMITTENTE: DANIELE PERTOT - C.F. PRTANL41E28L424J il tuono q 5 Sabato, 23 aprile 2011 Pubblicità elettorale a pagamento. COMMITTENTE: DANIELE PERTOT - C.F. PRTANL41E28L424J 6 q il tuono Sabato, 23 aprile 2011 Pubblicità elettorale a pagamento. COMMITTENTE: DANIELE PERTOT - C.F. PRTANL41E28L424J il tuono q 7 Sabato, 23 aprile 2011 Pubblicità elettorale a pagamento. COMMITTENTE: DANIELE PERTOT - C.F. PRTANL41E28L424J 8 q il tuono Sabato, 23 aprile 2011 Intervista con Ibra Kà un senegalese che ama Trieste Chi è ibra Kà? ma lEi allora ama TriEsTE? Sono originario del Senegal, nato a Dakar vivo da dieci anni a Trieste e ho una bambina nata in questa bella città che amo molto, attualmente sono impiegato in un’azienda di refrigerazione triestina. Sono innamorato della mia città e quando mi allontano per un periodo, al mio ritorno passando per il casello dell’autostrada di Lisert, sento il vento fresco e le folate di bora, e non vedo l’ora di rivedere il mare il Carso panorami unici che solo Trieste offre. “PErChè lEi ha adEriTo ad “amarE TriEsTE”? Ho conosciuto Daniele Pertot e mi ha fatto conoscere il suo programma. Amare Trieste è una lista civica “pulita” non legata ad alcun partito politico, con delle proposte che mi convincono in tutti i suoi punti. Così mi sono unito a lui e alla sua squadra per la salvaguardia e il benessere della “nostra” Trieste. Qual’è la ConsidErazionE di TriEsTE? Trieste è una città ricca di passato storico e piena di potenzialità per il suo sviluppo economico industriale e turistico. Il porto è la chiave di rilancio della città, dobbiamo sfruttare questa possibilità per non avere poi rimorsi verso le future generazioni. A livello industriale Trieste può dare tantissimo perchè ci sono tante piccole e medie imprese che hanno bisogno di ampliare la loro attività anche se ci sono ostacoli burocratici che spesso bloccano la loro crescita ed il loro sviluppo. Una riflessione: siamo più di duecentomila abitanti e possiamo aumentare il nostro benessere senza pensare a progetti megagalattici che poi non riusciamo mai a concretizzare. La seconda forza di Trieste sono i nostri senior (anziani) che sono testimoni del passato e tramite la loro saggezza ed esperienza possono sempre dare a noi e a Trieste qualcosa di più. Perchè non formare un “consiglio onorario dei senior” ? Questo organo potrebbe dare un contributo di saggezza e di esperienza alla città. Trieste che in passato è stata un pezzo di storia asburgico ora deve rinascere e ridiventare fiorente. Per farlo il primo passo è investire di più nelle scuole per preparare culturalmente i nostri figli ad entrare nel mondo del lavoro e dello studio universitario. Solo così si formano i cittadini che un giorno dirigeranno la nostra città. ViVEndo a TriEsTE Cosa PEnsa dEi TriEsTini ? I punti di forza di Trieste sono proprio l’ospitalità ed il rispetto per la persona, sono questi due segni di civiltà che danno a chi viene a vivere a Trieste un senso di sicurezza tranquillità e serenità. La cronostoria della Lista Amare Trieste dalla presentazione al ricorso al Tar Tappa 1 Decidiamo di presentare in poco tempo una Lista civica indipendente, dopo aver studiato attentamente un programma per un cambiamento della nostra città (un libretto e non un volantino). Iniziamo a raccogliere consensi e adesioni per la candidatura dei membri della Lista (candidati Sindaco e Consiglieri). La prima parte l’abbiamo passata a “lottare” contro la burocrazia amministrativa (assurda e complicata), non avendo mai avuto esperienze politiche e non volendo appoggiarci a nessun partito politico. L’iter è stato rallentato, ma alla fine l’abbiamo “spuntata”. Tappa 2 La seconda difficoltà è stata reperire i pubblici ufficiali per l’autentificare la raccolta delle firme. Lo statuto presunto (stampando il documento la parola non compare) ci propone alla pagina 15 quest’elenco: le firme dei sottoscrittori delle liste e degli altri documenti da allegare alla dichiarazione di presentazione delle candidature devono essere autenticate da uno dei seguenti pubblici ufficiali Tappa 3 Riusciamo a reperire 1 notaio e 1 giudice di Pace che gratuitamente si mettono a disposizione per l’autentica delle firme con tempo e disponibilità purtroppo limitate. Nei giorni antecedenti alla scadenza di consegna liste, riusciamo a reperire un ulteriore Giudice di Pace, di servizio a Udine ma residente a Trieste. Tale giudice gratuitamente si mette a disposizione in Piazza Goldoni per “certificare” le firme dei nostri sostenitori e dei cittadini, che appoggiano e condividono il nostro programma. Elenco Tappa 4 Consegna dei documenti. riusciamo a raccogliere oltre 400 firme in pochi giorni, ma le stesse autenticate dal Giudice di Pace di udine, ci vengono contestate per ragioni incredibili e burocratiche. domenica 17 aprile alle 21.30 ci comunicano di recarsi immediatamente all'ufficio della Commissione elettorale per la consegna di un verbale e dopo varie discussioni ci raggiunge il dirigente responsabile ci consegna un ulteriore verbale (22.55) e dopo questa inusuale procedura (il verbale doveva essere dato ai delegati di lista) scopriamo che siamo stati esclusi dalle elezioni amministrative notaio, giudice di pace, cancelliere e collaboratore delle cancellerie delle corti d’appello e dei tribunali, segretario della procura della repubblica, presidente della provincia, sindaco, assessore comunale, presidente del consiglio comunale, presidente del consiglio provinciale, presidente del consiglio circoscrizionale, segretario comunale, segretario provinciale, funzionario incaricato dal presidente della provincia, consigliere comunale che abbia comunicato la propria disponibilità al sindaco del comune, consigliere regionale . Tappa 5 Ricorso al Tar! Per noi il rapporto con i lettori è fondamentale, ed è grazie al vostro consenso ed alla vostra collaborazione che potremo realizzare assieme un buon giornale della gente, per la gente Sabato, 23 aprile 2011 Sette giorni di notizie NoTiziE Di TriESTE croNaca Porto Entro la fine dell’estate sarà firmata l’intesa StatoRegione per avviare il progetto del superporto Trieste-Monfalcone presentato un anno fa da Unicredit. Ad annunciarlo il ministro degli Esteri Franco Frattini. Lo stesso ministro ha commentato con soddisfazione la collaborazione dei porti dell’Alto Adriatico. Fallimento For Trans I fatti risalgono al 2007, quando la società viene dichiarata insolvente da alcuni creditori, con successiva dichiarazione di Fallimento. Dopo l’arresto, dell’amministratore delegato, nei giorni scorsi per bancarotta fraudolenta, sono scattate le manette anche per un socio della società per gli stessi capi di imputazione. Centro massaggi cinese a luci rosse No, non sono le lanterne rosse dei cinesi a far parlare ma, questa volta i massaggi erano “rossi”, a luci rosse. A Trieste in via San Maurizio, la squadra mobile ha effettuato un sequestro preventivo del centro massaggi, dove giovani ragazze di nazionalità cinese, offrivano prestazioni sessua- LA MALA SOCIETA’ QUALE RIMEDIO ? - 3 Ci sono leggi di varia matrice: le leggi emesse in regime di dittatura e quelle in regime di democrazia e poi tutte quelle intermedie tra i due estremi. Le leggi emanate da governi totalitari sono a senso unico. Chi le fa le impone e spesso con la forza, salvo non rispettarle quando fa comodo. E i “cittadini” sono più schiavi che sudditi. Il despota non accetta voci discordanti, critiche, legittimi diritti del popolo. Soffoca nel sangue ogni tentativo di ribellione. I media sono imbavagliati se non ossequiosi. L’opposizione non esiste, ammesso solo qualche innocuo partitello che magari fa il doppio gioco. Noi (occidentali), che dopo secoli di dolorose esperienze abbiamo finalmente scoperto il buon senso di una certa libertà che ci affranca dalle passate dittature, siamo convinti di aver trovato la formula socio-politica per un decente sistema di vita che rispetti il più possibile i diritti dei cittadini. La democrazia permette e/o promette tali garan- il tuono Vittorio Sgarbi sembra intenzionato ad assegnare a Trieste una sede “distaccata” della Biennale di Venezia. Si tratterebbe del magazzino 26 e con questa iniziativa (che permetterebbe il restauro dell’edificio) verrebbe interrotto il sistema di Porto Franco, che permetterebbe l’ingresso dei visitatori in Porto Vecchio. Barcola Serviranno 60 mila euro per rimettere a posto il lungomare di Barcola: normale e straordinaria manutenzione. Il problema principale è causato dalle mareggiate invernali (siamo quasi a maggio) e come abbiamo riportato nel nostro giornale (numero del 9 aprile) gli interventi dovranno essere fatti per giardinaggio e docce. E fare una manutenzione mensile? SETTIMANALE PER TRIESTE E DINTORNI EditorE: Il Tuono di Daniele Pertot 34132 triEstE - Via Fabio Filzi 9 Tel.+39 040.771103 - Fax +39 040.3725881 Mailbox: [email protected] - WEb: www.iltuono.it li in cambio di denaro. Sono due gli arresti per favoreggiamento della prostituzione e secondo le indagini il lavoro “extra” fruttava ai due cinesi mille euro al giorno. Porto vecchio e la “biennale” il tuono q 9 dirEttorE rEsponsabilE Gerardo Cavallo rEdaZionE Massimo Laudani, Denis Locoselli, Ilaria Colautti, Anna Keber pubbliCità: Il Tuono 34132 triEstE - Via Fabio Filzi 9 Grafica e impaginazione in proprio Tipografia: Edigraf Trieste - Via dei Montecchi 6 Distribuzione: Litoranea Editoriale S.r.l. Mofalcone (Gorizia) - Via Bagni Nuova Autorizzazione Tribunale di Trieste 1169 del 18 marzo 2008 Questo numero e stato chiuso per la stampa il 22 aprile 2011, ore 12 Diritti riservati I numeri arretrati si trovano presso la redazione a Trieste, via Filzi, 9 commercio locale” Droga Fondazione Gaslini fa dietro marcia Ennesimo caso. Questa volta è la Fondazione Gaslini che aveva richiesto la concessione per costruire un Mega store di articoli sportivi nell’area da poco bonificata vicino allo scalo Legnami. Una bonifica pagata dalla Fondazione che, oltre alla bonifica da amianto, ha iniziato a “costruire” (lasciati gli “scheletri” edili). Il Comune aveva dato l’autorizzazione per poi tornare indietro e temporeggiare. La Fondazione Gaslini, senza certezze ha bloccato i lavori, poi la doccia fredda. Dipiazza si giustifica: “non potevamo affossare il zie… si, ma molto spesso solo sulla carta. Chiunque gestisce il potere, democratico o meno, non agisce per i begli occhi dei cittadini che, illudendosi di aver liberamente scelto… Scelto che cosa? Proviamo a passare in rassegna il complesso sistema voto – politica – risultati. In democrazia i cittadini scelgono per prima cosa tra i due millenari sistemi: Monarchia o Repubblica. Poi si sceglie un adeguato tipo di Costituzione che dovrà regolare le future leggi. E qui cominciano i guai. Una Costituzione, elaborata da gruppi di diversa concezione di valori per cui spesso in conflitto tra loro, per quanto efficace possa risultare, non può vedere oltre la realtà e le necessità del periodo in cui viene alla luce. Solo a distanza di qualche decennio se non anno, molti elaborati articoli risulteranno non più rispondenti alla nuova situazione sociale: soprattutto in un mondo che si evolve (leggi deteriora) con una cadenza ormai semestrale. I legislatori fanno fatica a tener conto dei dettami della Costituzione, che col passare degli anni si rivela una trappola da cui non è più possibile uscire. Abbiamo ai giorni nostri l’esempio lampante del paradosso dei diritti umani. Tutti sanno cosa sono i cosiddetti “diritti Altra operazione antidroga a Trieste. Dopo l’arresto della scorsa settimana nel capoluogo giuliano, giovedì sono finiti in manette altre 6 persone. I fatti sono estranei tra loro ma ci fanno capire quanto stupefacente gira da queste parti. Sono 19 i chilogrammi sequestrati di Hascisc e Marijuana sequestrati dai carabinieri di Duino Aurisina, inoltre sono stati sequestrati 20 mila euro, soldi frutto dello spaccio. Incidenti Investito da una moto sulle strisce pedonali in via Fabio Severo, pensionato in prognosi riservata. L’impatto non è stato violento, secondo alcuni passanti ma il pedone sembrerebbe essere caduto male e pesantemente sull’asfalto. umani” e le varie Costituzioni di paesi evoluti (?) strillano che bisogna rispettarli… Ma se li rispetti vai contro i tuoi stessi interessi (economici). Allora, i “clandestini” o profughi, o bisognosi di asilo politico che bussano alla nostra porta che ostenta sfacciata opulenza, li dobbiamo accogliere? Quanti? Tutti? Saremo capaci di stringerci e di lasciar un po’ di spazio a chi sta enormemente peggio di noi? Tu, politico pieno di retorica che sbandieri la causa dei diritti umani, sei disposto a prenderne in casa qualcuno di questi derelitti? Tu, ministro religioso che declami la carità in nome di dio accetteresti qualche famiglia disperata nella chiostra del tuo riservato convento? Tu, che leggi queste righe e che vedendo i telegiornali esclami: “poveretti…” avresti il coraggio di prendere con te un solo bambino, rimasto orfano in quelle infami guerre studiate per rendere omaggio al dio petrolio? Ecco dunque il paradosso! Sulla carta (che abbiamo scritta noi) si dovrebbe aiutare chiunque abbia bisogno, ma al momento della prova tutti si defilano più o meno elegantemente… Perché l’impegno “pesa” talmente tanto nelle “tasche” di chiunque da … “alleggerirle” inesorabilmente. Il grillo parlante 10 q il tuono Sabato, 23 aprile 2011 Il cittadino ci scrive... Inviateci lettere e segnalazioni a [email protected] Commercio Al giornale il Tuono Buon giorno, sono un’artigiana, per l’esattezza una parrucchiera che ha sempre lavorato, pagato le tasse e congrua con i studi di settore. Ora però come tanti miei colleghi non ce la faccio più, ci sono troppe cose da pagare, sempre di più e la concorrenza cinese che pratica dei prezzi stracciati, importando dalla Cina i prodotti che costano niente, senza IVA, fatturando il minimo indispensabile, mentre noi cittadini siamo perseguiti dal fisco e se non paghiamo ci portano via quel poco o tanto che siamo riusciti a costruire. Non c’è più un controllo, loro fanno il bel e cattivo tempo, e per questo motivo ho pensato di fare una raccolta di firme, di artigiani, commercianti ecc, per cambiare questa situazione. Vi scrivo per avere una collaborazione, un indirizzo di come sviluppare questa petizione. Credo che ci sarà un’adesione altissima, la gente è stanca di essere presa in giro, e, insieme, contro il comune, la regione o chicchessia, per garantire il nostro futuro e quello dei nostri figli! Aspetto una Vostra risposta in merito. Cordiali saluti Severi Alessandra [email protected] Evitiamo che i negozi “triestini” finiscano così Gentile sig.ra Alessandra a mio avviso la petizione popolare è un’ottima idea, consegnare le firme e poi chiedere controlli più accurati. Io mi organizzerei a “Rioni”, comitati di quartiere, in questa maniera i commercianti saprebbero anche chi e come affitta o vende immobili e nel caso segnalare attività non congrue. Non feste per i pensionati bensì aumenti Nella cronaca di Trieste del giorno 25 marzo scorso si esulta, in un mirato articolo, la festa del tesseramento di ben 2440 pensionati iscritti alla Spi Cgil. A mio avviso e di molti altri di sinistra, non una festa bisognava celebrare, bensì un segnale di “allerta”, un prepariamoci a sofferenze e sacrifici maggiori. Dal 1992, quando l’onorevole populista Amato tolse la perequezione automatica delle pensioni alle categorie più deboli, lasciando ai più forti gli intoccabili Politici e magistrati in primis. Da quel momento infame i pensionati medio bassi segnano il passo. Diciamo chiaramente che sono ridotti alla fame, sganciati dalla progressione contrattuale che negli anni maturava nelle categorie di provenienza: queste vittime, i pensionati, dei vari regimi democratici, socialcentristi ecc., hanno, abbiamo perso il potere d’acquisto delle singole pensioni (lo afferma la Corte Costituzionale in una delle tante sentenze emesse a favore dei pensionati deboli). Nell’ultima di esse, la n.30 del febbraio 2004 tale organo si scatenò contro l’esecutivo del momento che continuava ad ignorare i pensionati affermando: ricordino i governanti che la proporzionalità e l’adeguatezza non devono esistere solo al momento del collocamento a riposo, ma vanno costantemente assicurate anche nel prosieguo della vita. pochi, e nessuno, con un minimo di buon senso, può non tenerne conto. è vero che 500 euro non permettono di vivere, ma neanche 900 sono un granchè per chi, con un titolo di studio in telecomunicazioni, ed un esperienza lavorativa di 25 anni, deve sbarcare il lunario che prevede (ciò che il povero Gino fortunatamente non ha) anche il pagamento mensile di un affitto. Spero che Lei, Marco, sia in una situazione migliore. Devo dire che sono in accordo con il suo pensiero, anche se per dovere di cronaca è giusto riportare cosa pensava un lavoratore della categoria protetta, non è giudizio ma un suo pensiero. Il mio pensiero, come il suo, è ritenere che qualsiasi lavoro onesto sia meritevole di essere fatto, ci sono laureati che fanno i facchini e facchini che si fingono laureati e poi vuol mettere il “fare carriera” con il lavoro pronto ed impacchettato. Anche sulla questione guadagni sono in accordo con lei. Con 500 si vive male, è indubbio, ma guadagnare 1000 euro e pagare mutuo, bollette e far vivere la famiglia non è cosa semplice. L’erba del vicino è sempre più verde. Le frasi fatte sono banali ma a volte rispecchiano il pensiero di chi le dice. Sede FIGC trasferita a Palmanova Sono un vostro lettore, volevo chiedervi se potevate “indagare” sull’ormai certo trasferimento della Federazione Italiana Giuoco Calcio, comitato regionale, da Trieste a Palmanova.Per statuto nazionale della Federazione, la FIGC deve risiedere nel capoluogo regionale e non può essere trasferita in altri luoghi. Cosa è successo: a Trieste si poteva avere all’interno dello stadio Rocco tutti gli uffici (ci sono già quelli del Coni) ed il tutto se non gratis, a costi irrisori. In una recente riunione era stato fatto notare il tutto ma la risposta era stata: non ci sono parcheggi! Assurdo. L’assurdità maggiore è che i dirigenti Il presidente regionale Burelli regionali hanno chiesto a quelli nazionali di cambiare lo statuto! Quindi si va a Palmanova, ma perchè Palmanova dove le società dovranno accollarsi un mutuo per pagare l’immobile, restaurarlo e a Trieste dove si poteva avere tutto gratis è stata snobbata. Che interessi ci sono sotto? Anche ad un bambino verrebbe di pensar male. P.F. un amante del calcio dilettanti Caro lettore, questo è un problema che a me personalmente interessa molto, provengo dal mondo del calcio e mi sono occupato e lo faccio tutt’ora di questo sport. Da più parti avevo sentito campanelli d’allarme e devo dire che la vicenda, in effetti, pare assurda. Perchè spendere soldi per avere una location che si poteva avere gratis. Una promessa indagheremo. Antonio Farinelli Lettera...su articolo della scorsa settimana IL LAVORO E LE CATEGORIE PROTETTE di Marco Pillin La mia opinione: di cosa vogliamo parlare prima, dei lavori che i triestini (e italiani) non vogliono fare, perchè non offrono stimoli o degli emigrati extracomunitari che, con la loro presenza, (purtroppo è vero) riducono la possibilità, alla nostra gente, di trovare un lavoro? Ovvio che quest’ultima affermazione fa a pugni con l’intervista di Marco. Riporto un pezzo dell’articolo: «I lavoratori che solitamente svolgono quelli nella sua situazione sono di basso profilo, solitamente tali borse lavoro che arrivano tramite le cooperative sociali e l’azienda sanitaria sono in gran parte di lavoro fisico; facchinaggio, assistenza agli anziani, giardinaggio, traslochi e pulizie. Lavori che non stimolano realmente e che danno poche possibilità di integrarsi in un gruppo o di crescita professionale». Non voglio proseguire su questo discorso che ci porterebbe lontano, voglio soltanto ricordare a Marco che ogni lavoro (sempre che ci venga offerto) va affrontato con entusiasmo e non con rassegnazione e piangendosi addosso. E’ mia sincera convinzione che non vada alimentata la disperazione di chi vede i problemi in modo parziale e dissociato dalla realtà. Il riferimento al Belgio ed ai Paesi Bassi, fatta da Gino, non è poi così limpida e semplice. In Italia la situazione “lavoro” è quella che è, ed è inutile che ci lamentiamo e aspettiamo solo dagli altri la soluzione dei nostri problemi. Nel caso particolare di Gino, i problemi non sono Vogliamo raccontarvi cosa pensano i nostri lettori e cosa hanno scritto nel questionario che riportiamo in fondo al giornale. Ovviamente il campione è limitato (sono 10 questionari) ma aggiorneremo le percentuali settimanalmente. Un settimanale che parla di Trieste e dintorni è necessario per 100%. Indipendenza politica del giornale? 100%. La situazione del lavoro e dell’Economia aTrieste? Negativa 40%, grave 30% gravissima 30%. La povertà a Trieste? In aumento 40%, poca 40%, molta 20% Assistenza sociale? sufficiente 80%, insufficiente 20%. Assistenza sanitaria? buona 70%, sufficiente 20%, insufficiente 10% Inquinamento a Trieste? Grave 50%, normale 40%, scarso 10% Problemi maggiori a Trieste riguardano? Molto anziani 60%, tutte le età 20%, giovani 20%. Su questi problemi la stampa ha informato: poco 80%, troppo poco 20% Indagini giornalistiche su questi problemi sono: necessarie 100% redazioneiltuono.it il tuono q 11 Sabato, 23 aprile 2011 INAUDITO SPERPERO DI DENARO PUBBLICO Vergogna nel rione di Barcola, in via della Mandria Grossi disagi per gli abitanti a causa di lavori “provvisori” ed infiniti, senza contare lo spreco di denaro pubblico Il cartello ben visibile dei lavori, firmato comune di trieste e AcegasAps I.E.S.T. Srl, con la dicitura “Stiamo lavorando per una città migliore” è un inaudito scandalo che non si trova in nessuna città europea. Le foto appartengono ai lavori di via della Mandria, sita nel rione di Barcola, una tranquilla strada in zona semicentrale che collega via del Boveto con la Strada del Friuli. Sfortunatamente per l’Acegas il sottoscritto è nato ed abita nella suddetta via, pertanto conosce molto bene la zona. Preciso: ero proprietario di un terreno adiacente alla mia abitazione ed ho presentato un progetto per una villetta bifamiliare con tanto verde attorno. Per varie vicissitudini con il Comune che ha preteso un inaudito allargamento della strada a mie spese e per non aver ceduto alle richieste di qualche dirigente sul mio parcheggio di via Macchiavelli, sono stato costretto a rivendere il mio terreno con il suo progetto. Alla fine della storia, il nuovo acquirente è riuscito a raddoppiare la cubatura rispetto al mio progetto iniziale, trasformando il tutto in una costruzione pari a quella di Rozzol Melara e danneggiando in parte la strada con il transito delle betoniere per la mega costruzione ed abbandonando in seguito anche il nuovo cantiere. Ritornando alla strada, per ben 2 volte l’Acegas ha fatto dei rattoppi inutili danneggiando le tubature dell’acqua che questo inverno con la sua fuoriuscita ha gelato il manto stradale creando molti disagi ai residenti. Ora senza aspettare la fine della edificazione, con il transito delle betoniere si sono inventati di eseguire dei lavori provvisori bloccando tutta la strada, sradicando tutti i cubetti con l’idea di asfaltare parzialmente la strada ed in seguito rifare totalmente e nuovamente tutti quest’inutili lavori inclusa la rete fognaria, acqua e gas (centinaia di migliaia di euro gettati al vento). Si precisa che in zona abitano parecchie persone anziane, come mio zio novantacinquenne sordo, cieco, con le anche consumate che per recarsi in questi giorni all’ospedale di Cattinara per la sostituzione del pacemaker ha dovuto attraversare a piedi tra buche, camion e ruspe oltre 300 metri con tutte le problematiche del caso. Un vicino, senza un arto inferiore, causa la chiusura della strada è stato costretto suo malgrado per giorni a non poter uscire di casa. Via della Mandria attualmente non è transitabile neppure per i mezzi di soccorso e d’emergenza. Oltre ad un drastico consumo di pneumatici (a causa dei parcheggi sui sottostanti marciapiedi) e fatiche inaudite per il trasporto (necessario) della spesa quotidiana. Sembra strano che tutto questo sperpero di denaro pubblico e di lavori alquanto inutili ne sia a conoscenza un dirigente ingegnere responsabile STRADE che ha proprio un’abitazione in tale via. Lo stesso, ora giovane e sportivo, percorre la via in bicicletta ma, se arriverà a 95 anni come se la caverà? Un grazie ai nostri amministratori. Daniele Pertot 12 q il tuono L’italiano “de no’ altri” Sabato, 23 aprile 2011 Dagli studenti dell’Università di Udine un’indagine rivelatrice sull’uso “medio” dell’italiano. Frasi e parole che una volta avrebbero portato alla bocciatura, oggi sono tollerate. I maggiori “innovatori” della lingua sono gli uomini Servizi di Sara Stulle Parliamo ancora un italiano formalmente corretto o piuttosto il nostro parlato si avvicina di più ad una neolingua fai-da-te? Da alcuni anni ormai la lingua italiana è esposta ad una vera e propria mutazione, un cambiamento profondo che il linguista Vincenzo Orioles, docente all’Università di Udine, definisce scherzosamente “carsico”. In termine tecnico si parla di italiano neostandard, cioè quell’italiano realmente parlato dalla gente, che si discosta da quello tradizionale e grammaticalmente corretto, ma che al tempo stesso non coincide con il dialetto e, tantomeno, con una cattiva lingua. “Per intenderci, non si tratta di un italiano alla Fantozzi – precisa il prof. Orioles – ma di una lingua parlata anche da persone di una certa cultura, che si lasciano scappare qualche ‘innovazione’, che un tempo era criminalizzata, ma verso la quale oggi siamo più indulgenti”. Un’innovazione che, per il momento, “salva” ancora lo scritto, considerato più formale e forse ancora un po’ intoccabile. Questo il tema di un’indagine sociolinguistica sull’uso dell’italiano neostandard svolta dagli studenti del corso di laurea magistrale in Comunicazione integrata per le imprese e le organizzazioni dell’Università di Udine, nell’ambito dell’insegnamento tenuto da Vincenzo Orioles. “Obiettivo dell’inchiesta era – spiega il professore – la verifica dell’accettabilità o meno, dal punto di vista comunicativo, di un certo numero di espressioni oggi introdotte anche in contesti diversi da quelli informali”. Qualche esempio: l’uso del cosiddetto “che polivalente”, che sostituisce tutti i pronomi (“Il giorno che ti ho incontrato”); oppure il “gli” con uso plurale (“Ho incontrato Francesco, Maria e Catia e gli ho detto...”). “Oggi ci si saluta tutti con il ‘buona serata’ – continua Orioles – e non più con il ‘buona sera’ e il ‘buona giornata’ ha sostituito il ‘buon giorno’”. Un gruppo di venti studenti ha sottoposto un questionario di 15 frasi (i partecipanti dovevano valutare come accettabili o meno le forme grammaticali utilizzate) ad 80 soggetti, divisi per età e per genere; dalla valutazione dei responsi è emerso che i più indulgenti verso le innovazioni sono gli uomini tra i 31 e i 50 anni. Un risultato che nemmeno Orioles si aspettava: “Nelle ricerche precedenti l’alfiere del cambiamento erano le donne della stessa età, mentre questa volta è risultato che gli uomini sono più inclini all’innovazione. Possiamo dire che l’uomo recupera posizione”. Sarebbero le donne, quindi, il baluardo della conservazione della correttezza nelle scelte linguistiche del parlato. Ma come spiegare l’inclinazione generale ad un uso più disinvolto dell’italiano parlato? “Ritengo che – afferma ancora il linguista – nella società della comunicazione e dei media in cui viviamo ci sia il bisogno di farsi accettare dagli altri: nessuno vuole essere considerato pedante e iperformale; quello troppo zelante ed elegante nel parlare è considerato personaggio fastidioso, un po’ come Raniero, il Carlo Verdone-ginecologo di Viaggi di Nozze”. Nuove forme più colloquiali sono anche un modo utile allo sviluppo della lingua, che sempre più ha bisogno di flessibilità e di essere semplificata, anche se la scelta di un italiano più rilassato va fatta con la dovuta attenzione alla formalità del contesto. Il professor Orioles è uno studioso e, come tale, non giudica, ma registra da scienziato il fenomeno in cambiamento. Due innovazioni bizzarre, però, da linguista, considera inaccettabili: l’utilizzo dell’avverbio “assolutamente” con valore positivo e del “piuttosto che” non con valore avversativo, ma come forma puramente elencativa. “Dire ‘assolutamente sì’ un tempo non era accettabile – conclude Orioles – perché questo avverbio aveva un valore negativo; ora invece viene utilizzato per rafforzare il sì. Alcuni cambiamenti, come in questo caso, nascono da modelli stranieri (absolutely yes). L’uso del ‘piuttosto che’ non come contrapposizione ma come elenco mi disturba perché non semplifica la lingua, ma al contrario crea disorientamento”. E come la mettiamo noi triestini con il nostro “volentieri”, che invece di essere un sì, è un no? La caldaia perfetta Scalda e non inquina. È la pompa di calore ideata da STP (spin-off di AREA Science Park) e ingegnerizzata da Rhoss Spa Con la pubblicazione del bando sul sito di AREA Science Park ha preso avvio la settima edizione del premio Bernardo Nobile, che è stato istituito come riconoscimento per tesi di laurea o di dottorato che abbiamo dato risalto all’uso dei brevetti come fonte di documentazione. Non solo scienza però, perché nelle passate edizioni sono state premiate tesi di ambiti anche molto diversi uno dall’altro, dalle facoltà umanistiche a quelle scientifiche. La partecipazione al bando è riservata a coloro che abbiano conseguito la laurea (o il titolo di dottore) non più di due anni fa in un’università italiana. Ma, accanto ai due riconoscimenti di ogni anno, questa volta c’è una novità: un terzo premio dedicato a una tesi di laurea o di dottorato che utilizzi i brevetti come fonte di informazione nei settori dell’efficienza energetica o delle energie rinnovabili e che abbia portato al deposito di una domanda di brevetto. Il tempo strin- ge: i candidati hanno tempo di presentare la loro domanda e l’elaborato entro il 5 maggio 2001. Per ulteriori informazioni: www.area.ieste.it/ premionobile L’OBLò SUL MONDO La giustizia quello che il giudice ha mangiato a colazione Se siete in attesa di una sentenza, assicuratevi che il vostro giudice abbia la pancia piena, recentemente sulla rivista di settore “Biology Letters” Secondo una ricerca della Columbia University di New York condotta da Jonathan Levav, sembra che la probabilità di ricevere la libertà per buona condotta aumenti nel caso in cui si abbia a che fare con un giudice sazio. Le sentenze del giudice non dipendono solo da leggi e fatti. Non esclusivamente un’applicazione razionale della legge, dunque: entrano in gioco anche altre variabili, psicologiche, sociali e, non ultime, quelle prettamente legate al cibo. Per cinquanta giorni gli scienziati hanno analizzato più di un migliaio di sentenze emesse da alcuni giudici, in momenti diversi della giornata. I risultati: una diminuzione di verdetti favorevoli direttamente proporzionale all’aumentare del tempo dall’ultimo spuntino. Mentre un aumento del 65% si registra dopo un break. Si può così affermare che fattori estranei influenzino le decisioni dei giudici. In questo senso, il cibo gioca un ruolo decisivo. Ed ecco allora spiegato il detto popolare americano: justice is what the judge ate for breakfast Martina Piazza il tuono q 13 Sabato, 23 aprile 2011 Il cane zoppica: non sarà la rotula? La lussazione mediale della rotula è una patologia che colpisce cani di tutte le taglie, ma è più comune nei piccoli. Ne parliamo con il veterinario Furio Gherlanz La lussazione mediale della rotula nel cane è una patologia abbastanza diffusa, che causa una sofferenza da parte del vostro cucciolo, che sarà costretto a zoppicare. Si tratta di una patologia dello sviluppo che colpisce cani di tutte le taglie, ma specialmente quelli di piccola taglia e nani. Tra questi alcune razze sembrano essere più esposte, come barboncini, yorkshire o chiwawa, ma anche un “grande” come l’Alaskan Malamute. Cosa succede? La rotula esce dalla sua postazione naturale e, quando non rientra in maniera autonoma, rimane costretta in una posizione non naturale e dunque provoca dolore. Dott. Gherlanz, di che tipo di patologia stiamo parlando? Si tratta di una patologia probabilmente ereditaria e, avendo a che fare con la genetica, non è il caso di far riprodurre cani che mostrano questa alterazione. Non sempre, però, la situazione è grave... Ci sono stadi diversi, allora? Esistono 4 gradi di gravità: il primo grado è caratterizzato da una sublussazione (cioè la rotula esce e poi torna nella sua sede) spesso asintomatica. Con la crescita la patologia può evolvere e peggiorare oppure rimanere stabile, ma in questi soggetti non è necessario un intervento chirurgico: è sufficiente far controllare l’evoluzione della situazione dal veterinario. Nel secondo grado la lussazione è riducibile (cioè è possibile che rientri autonomamente), ma la zoppia diventa evidente. Al tatto il veterinario osserva un crepitio perché la rotula, muovendosi, consuma una parte dell’osso, detta labbro trocleare (si tratta della sporgenza che normalmente trattiene la rotula nella sua sede, ndr). Nel terzo e quarto grado la situazione si complica notevolmente perché la rotula esce dalla sua sede e rimane completamente fuori, al lato dell’osso. In questi casi è necessario intervenire al più presto con un intervento chirurgico. È importante risolvere la situazione subito perché il protrarsi dell’anomalia può creare alterazioni muscolo tendinee che rendono difficile riaggiustare la rotula; nel corso del tempo, si può anche rompere il legamento crociato, il che concorre a complicare il quadro clinico. Come avviene la lussazione? A seguito di un alterato meccanismo di estensione del ginocchio? Esatto, succede quando c’è un’alterata inclinazione del collo del femore; ciò provoca un disallineamento di muscolo quadricipitefemore-tibia-tendine, che a sua volta può causare uno spostamento della cresta tibiale (una vera e propria “rotazione della tibia”, ndr) anche fino a 60 gradi. In casi gravi il cane zoppica inizialmente e poi smette di appoggiare l’arto sul terreno. Esistono delle terapie per ridurre la lussazione o la chirurgia è l’unica soluzione? L’intervento può essere solo chirurgico; nel terzo e quarto stadio è obbligatorio, mentre nel secondo va valutato di caso in caso. Se, per esempio alla zoppia si affianca anche uno sfregamento della rotula sul labbro trocleare, allora anche in quel caso è meglio intervenire per evitare che l’osso si consumi. Come avviene l’intervento? Ci sono tecniche diverse a seconda della gravità del quadro? Di solito si effettua una solcoplastica, cioè si approfondisce il solco (che contiene la rotula, ndr) e parallelamente si riposiziona, se necessario, la cresta tibiale perché il muscolo ritorni a lavorare al meglio e il suo asse sia di nuovo parallelo all’asse tibiale. A volte si deve accorciare il legamento laterale della rotula che si è stirato con il tempo. Di solito questo intervento è risolutivo. Qualora non ci sia garanzia di tenuta, si può scegliere di rinforzare la struttura usando la tecnica dell’imbrigliamento, che prevede la creazione di un nuovo legamento rotuleo laterale con un filo di sutura in materiale non riassorbibile, che viene passato intorno alla rotula per stabilizzarla nella sua posizione naturale. I francobolli e l’arte di cadere sempre in piedi Al Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa di Trieste in mostra i “Gattobolli”. Fino al 27 aprile Il gatto, artista assoluto dell’equilibrio, cade sempre in piedi, si sa. Grazie alla sua colonna vertebrale particolarmente elastica, è in grado di rigirarsi nell’aria e di restare indenne nelle cadute. È da questo splendido animale, il più piccolo tra i felini, che ha preso spunto la mostra dei Gattobolli, aperta ad ingresso gratuito al Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa di piazza Vittorio Veneto 1 (al piano terra della posta centrale): un mix tra gatti e francobolli. “La mostra – spiega la direttrice del museo Chiara Simon – è nata da un’idea di Cristina Marangon, presidente dell’Associazione Nazionale Felina Italiana Sezione di Trieste, e mia. Qui al museo siamo soliti sviluppare vari argomenti attraverso i materiali postali, che hanno sempre accompagnato lo sviluppo storico dell’uomo, e da questi abbiamo preso spunto questa volta per parlare di gatti. È una mostra che sta avendo grande successo in città e pensiamo perciò di prorogarla”. La rassegna si compone di 450 francobolli, nei quali sono i gatti a essere protagonisti attraverso le loro immagini e la loro storia. Il gatto è coevo all’uomo preistorico. Dallo stato selvatico alla sua domesticazione, è stato nei secoli amato, vessato, ma anche cacciato, addirittura venerato. Da parte sua, e nonostante tutto, questo felino si è limitato sempre ad un’amicizia con il genere umano all’insegna di una affettuosa discrezione nel senso più esteso e variegato del termine. Dal XIX secolo è nato pure il gatto con il “pedigree”, e nel XX secolo il micio ha rafforzato ulteriormente il proprio rapporto con l’uomo, diventando membro effettivo di tante famiglie. I francobolli, provenienti dalla collezione personale della direttrice (che in totale conta circa 4.000 pezzi), sono disposti in bacheche classiche e seguono il filo conduttore delle razze; provengono da ogni parte del mondo, perfino dall’Uganda. “Abbiamo scelto di associare la mostra – continua la Simon – a Il Gattile per dare una spinta al volontariato. Qui i visitatori ricevono in omaggio una cartolina ‘gattobollo’ oltre ad alcuni materiali cartacei e un giochino per i gatti messi a disposizione dalla Royal Canin, che ha sponsorizzato la mostra. In cambio, se desiderano, possono fare un’offerta per il gattile di Giorgio Cociani”. La piccola esposizione è in un punto “di passaggio”, comoda da visitare anche durante lo shopping; si possono spendere anche soli 10 minuti per fare un breve giro delle bacheche e magari scoprire che i gatti si sono distribuiti in tutto il mondo tranne che in Antartide, in Australia, in Madagascar e alle Antille. I Gattobolli, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13; il giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. Chiuso il 25 aprile. La mostra sarà aperta fino al 27 aprile, con probabile proroga. Il lupo sa leggere negli occhi L’antenato del cane domestico possiede un fiuto speciale per gli sguardi altrui. I ricercatori ne rivelano i segreti su PloS One ma è più comune nei piccoli. Ne parliamo con il veterinario Furio Gherlanz Questo il risultato di un esperimento condotto da due ricercatori del Dipartimento di Biologia Cognitiva dell’Universitdi Vienna e del Wolf Science Center di Ernstbrunn. Prima di questa ricerca, si pensava che la capacità di saper leggere negli occhi appartenesse esclusivamente ai primati e ad alcune specie di corvi; ora, si può affermare che anche il lupo sia in grado di seguire la traiettoria dello sguardo, perfino oltre una barriera. Un intuito che non si sviluppa prima delle sedici settimane. All’età di quattordici settimane, questi animali sono invece già in grado di osservare, controllare, seguire ed indirizzare gli sguardi in spazi aperti, molto ampi e distanti. I biologi sostengono che le due abilità di indirizzamento dello sguardo poggino su due meccanismi cognitivi differenti. Seguire gli altri con lo sguardo è comune nel regno animale mentre riuscire a superare le barriere è una peculiarità, qualcosa di più specifico. Per il lupo, questa seconda abilità che si manifesta intorno alle sedici settimane è utile per studiare il comportamento di altri individui; una “Openess” che consente al lupo stesso di uscire dal gruppo ristret- to in cui abitualmente vive e di acquisire nuove informazioni sulle altre specie animali. Ma c’è dell’altro: lo studio ha dimostrato che tale capacità non è poi così ristretta, dal momento che è riscontrabile anche nei canidi, sulla base di similitudini in termini di sviluppo del comportamento. In quanto discendenti diretti dei lupi, probabilmente i cani domestici sono in grado di leggerci negli occhi... Martina Piazza il tuono q 14 Sabato, 23 aprile 2011 Appuntamenti dell’Università di Trieste Mercoledì 27 Aprile alle ore 17.00, presso la Sala Conferenze “Bruno de Finetti” della Facoltà di Economia (Edificio D, primo piano), il Prof. James Reardon (Monfort College, University of Northern Colorado), terrà una conferenza dal titolo: The Impact of the Web on Marketing. Nucleare: effetto Fukushima Mercoledì 27 aprile alle ore 17, presso la Sala Conferenze della Camera di Commercio, in Piazza della Borsa 14. a Trieste, avrà luogo il dibattito pubblico “Nucleare: effetto Fukushima”. L’evento è organizzato dal Comune di Trieste in collaborazione con i partner del Protocollo d’Intesa Università/Enti di ricerca. The Impact of the Web on Marketing Giovedì 28 aprile alle ore 15.30, presso la Sala Cammarata, si terrà la consegna del premio per tesi di dottorato in memoria di Emilio Zavattini, professore ordinario del Dipartimento di Fisica. La commissione giudicatrice assegnerà il premio al dottor Alberto Simoncig con la tesi dal titolo: “The role of the electron recoiling mechanism in coherent light high-order harmonics generation: from the source to the applications”. Il concorso è stato istituito per iniziativa del Dipartimento di Fisica e della Famiglia Zavattini, al fine di mantenere vivo il ricordo dell’alto contributo scientifico e umano del professor Emilio Zavattini nella comunità internazionale dei fisici. Seminario CIRD: “Intervenire con i DSA (Disturbi specifici di apprendimento) in classe, quali strategie nei percorsi di crescita” Il Centro Interdipartimentale per la ricerca didattica (CIRD) dell’Università di Trieste organizza il seminario “Intervenire con i DSA (Disturbi specifici di apprendimento) in classe, quali strategie nei percorsi di crescita”, nell’ambito del Laboratorio multidisciplinare di formazione per insegnanti. Sarà relatrice la professoressa Elena Bortolotti. Il seminario si terràgiovedì 28 aprile 2011, dalle 15,30 alle 17,30, presso la saletta conferenze di via E. Weiss, 21 (comprensorio di San Giovanni, ingresso sul retro dell’edificio). I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) si manifestano con una mancanza di fluenza in atti elementari come ad esempio leggere, scrivere, svolgere semplici calcoli. Obiettivo dell’incontro (rivolto a insegnanti di Scuola dell’infanzia e primaria) è discutere le conseguenze che questi disturbi pongono nell’ambito dell’apprendimento scolastico, le attuali indicazioni legislative e le strategie di intervento didattico. Il giudizio in materia di contratti pubblici Venerdì 29 aprile alle ore 15.30, in Aula Bachelet (edificio centrale dell’Università di Trieste, piazzale Europa 1), si terrà il convegno dal titolo: “Il giudizio in materia di contratti pubblici. Approfondimenti e spunti a sei mesi dall’entrata in vigore del codice del processo amministrativo”, promosso dal Dipartimento di Scienze Giuridiche della Facoltà di Scienze Politiche. ECHI A TRIESTE SULL’ ITALIA UNITA STUDENTI DI VARIE SCUOLE A TORINO PER I 150 ANNI DELL’ UNITA’ Alle Officine Grandi Riparazioni nell’ ambito delle manifestazioni sull’ unità è partito il progetto “Echi a Trieste dell’ Italia unita”, nel quale sono coinvolti sa alcuni mesi un centinaio di studentoi ed una quindicina di docenti dei licei Galilei Carducci e Preseren del capoluogo giuliano. Il progetto promosso dall’Associazione culturale “Radici&Futuro” di Trieste si collega ad un analogo lavoro in svolgimento a Cassino, per iniziativa dell’ Associazione “Letterature dal fronte”. La presentazione è avvenuta ad opera di una delegazione di studenti triestini che hanno proposto, alla presenza dei loro coetanei di Cassino, una sintesi di un più ampio percorso di ricerca che stanno svolgendo e che tocca, tra l’altro, i seguenti argomenti: TRIESTE COM’ ERA, TRIESTE COM’ E’, tendente a delineare un quadro di com’era Trieste Asburgica della metà dell’ 800 dal punto di vista politico, economico sociale e culturale. LA PROCLAMAZIONE DELL’ UNITA’ D’ ITALIA SULLA STAMPA A TRIESTE, ovvero cosa emerge da un’analisi della stampa triestina dell’ epoca in lingua italiana, slovena e tedesca in merito alla giornata del 17 marzo 1861. RISORGIMENTO E POPOLI SLAVI TRA CONTATTI, INFLUENZE E CONFRONTI, volto a spiegare a grandi linee in che modo il Risorgimento italiano è stato anche un modello e un punto di riferimento per altri popoli, in particolare quello sloveno, quello polacco, quello ceco, quello croato e serbo. Il progetto si avvale del sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia – Assessorato all’ Istruzione, della collaborazione dell’ istituto regionale per la storia del movimento di Liberazione, dei Civici musei di storia ed arte, del Civico museo del Risorgimento, della Biblioteca civica, dell’ Archivio del Comune, della Narodna in Studijska knjiznica-biblioteca slovena e del centro servizi volontariato regionale. EVENTO MISS UNIVERSITARIA ALLA DISCOTECA MACAKI Mercoledi 20 la sfilata conclusiva Si è svolta mercoledi notte l’ultima sfilata del concorso organizzato dallo staff di eventi Crazy College Miss Universitaria, evento che mette in palio un bellissimo viaggio per la vincitrice della manifestazione svoltasi all’ interno della discoteca / bar Macaki, ex Viale 39. Dopo tutta una serie di selezioni svoltesi nelle precedenti serate, nelle quali hanno partecipato più di 70 ragazze si è giunti alla serata conclusiva grazie alla quale si potrà nominare la vincitrice del concorso tramite votazione sul social network facebook alla pagina del concorso. La serata si e svolta in maniera veloce e in un atmosfera leggera in cui le partecipanti hanno dato vita ad una sfilata per farsi ammirare dal pubblico del locale. Molto belli sono apparsi gli abiti e sicuramente non è mancanta l’eleganza sui corpi delle giovani aspiranti Miss, forse un po’ più di preparazione e di cura dei dettagli avrebbe reso il tutto serio e magari più prestigioso. tà. METE IN VOGA PER IL 2011 - IBIZA Dopo aver descritto nella precedente uscita la splendida Pago, non possiamo che parlare di un altro luogo unico nel suo genere ma completamente diverso ossia Ibiza. Ibiza (per gli spagnoli Eivissa) è la terza isola dell’arcipelago baleare in quanto ad estensione del territorio (268 kmq). Viene scelta dai turisti per la particolare vita notturna che può offrire esclusivi party estivi e discoteche tra le più glamour del mondo che allungano il divertimento fino all’alba di ogni nuovo giorno. Le due località dove questo è possibile sono la città di Ibiza e Sant’ Antoni che si trova nella parte ovest dell’isola. Cercate locali come lo Space, il Pacha, il Privilege, l’Amnesia molto famoso per gli grandi schiuma party, l’Eden e il Es Paradis; potreste avere la fortuna di assistere al lancio di nuove musiche di DJ famosi in tutto il mondo specializzati nel genere House, Trance, Electronic Dance. Gli amanti del divertimento più sfrenato sappiano che a Ibiza si vive di notte e si dorme di giorno. Il risveglio non avviene mai prima del tardo pomeriggio, si mangia qualcosa, ci si appisola verso sera, si esce nuovamente prima di mezzanotte e non si ritorna prima dell’alba. Alcuni media l’hanno soprannominata Gomorra, come la città che, secondo la Bibbia, venne distrutta da Dio a causa della corruzione e del decadimento morale e umano. Un altro tipo di locale a Ibiza è il Cafè del Mar, chioschi, ma non solo, in riva al mare dove si possono ammirare in tutta tranquillità i più bei tramonti delle Baleari. Ovviamente Ibiza, non è solo sballo e divertimento sfrenato ma per le bellezze del territorio è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Non è raro imbattersi in registi o fotografi famosi che scelgono questa isola per girare i loro film o per realizzare il calendario della modella più famosa del momento. Ibiza è un’isola che vive il suo boom turistico tra giugno e settembre ma nel resto dell’anno i club e le discoteche restano chiusi. Per visitare e poter ammirare la parte più naturale e selvaggia dell’isola è sufficiente uscire dalle grandi e confuse città oppure recarsi tra ottobre e maggio, periodo fuori stagione in cui potrete risparmiare sull’alloggio fornito dalle “poche” strutture che restano aperte tutto l’anno. Per chi desidera una spiaggia silenziosa e rilassante il posto in cui recarsi è Calalonga, altrimenti la spiaggia Platea den Bossa offre musiche e feste affollate di giovani. APERTURA AULA UNIVERSITARIA PER IPOVEDENTI Anfiteatro sito al pianterreno dell’edificio H3. Giovedì 21 aprile 2011 alle ore 10, presso l’anfiteatro sito al pianterreno dell’edificio H3, si è inaugurata l’Aula Ausili adibita a postazione multimediale per gli studenti con disabilità visiva, realizzata nell’ambito del Progetto Nazionale dei Leo Club Italiani “ Uni Leo 4 Light”. Si tratta di un progetto realizzato in ambito nazionale, il cui scopo è la realizzazione di attività volontarie a sostegno delle fasce sociali più deboli. A tal fine, l’Associazione giovanile dei Lions Club International si dedica a sostenere ed aiutare coloro che sono in difficol- Attraverso il professor Paolo Alessi, Delegato del Rettore per l’Area Disabili, i Leo Club hanno voluto devolvere a favore dell’Ateneo alcune apparecchiature tecnologiche specifiche, destinate alla fruibilità in particolare di studenti disabili visivi per sostenere il loro percorso didattico. Questa nuova iniziativa per aiutare i meno fortunati e coloro che senza sostego non potrebbero tenere il passo di studenti più fortunati, denota lo sforzo dell’Università triestina nell’ ambito dell’ impegno sociale e delle iniziative volte a sostenere i giovani portatori di handicap. ASSOCIAZIONE ITALIANA EDITORI “Università senza libri è come?” L’ iniziativa mette in palio 10 buoni per acquisto di libri dal valore di mille euro ciascuno, tra i partecipanti a un gioco proposto sul web e promosso tramite Facebook. I buoni saranno personali e spendibili nelle librerie aderenti. Si tratta di un gioco riservato agli studenti universitari dei vari livelli ( trienni, bienni, master ecc.) che inizierà il 23 aprile Giornata mondiale del libro, si svolgerà nel corso di tutto il mese di maggio (il cosiddetto “Maggio del libro”) e si concluderà il 23 maggio ,in concomitanza con la “Festa del libro”,iniziativa promossa dall’Associazione Editori Italiani in collaborazione con il Centro del Libro del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Per partecipare, gli studenti dovranno iscriversi fornendo i propri dati identificativi (nominativo, ateneo e facoltà, numero di matricola) e saranno invitati a: Completare la frase: “L’università senza libri è come?” / “Universitas sine libris est sicut?” in italiano o latino (anche maccheronico) o altra lingua Indicare il libro didattico più apprezzato durante il corso di studi. In questo secondo caso sarà anche invitato a scrivere le motivazioni della scelta, con un brevissimo testo. Sia le frasi sia le recensioni saranno man mano pubblicate e sarà possibile per altri utenti inviare i propri commenti. Dei dieci buoni libro, cinque saranno assegnati agli autori delle migliori frasi sull’università senza libri, gli altri cinque agli autori delle migliori recensioni. Almeno un vincitore dovrà essere uno studente straniero iscritto all’università italiana. Si vuole con questa iniziativa stimolare una riflessione sul ruolo del libro nell’università o, meglio, nella crescita culturale dei giovani nel periodo universitario. Il libro di studio e il libro che si legge per piacere, curiosità, interesse sono due elementi dello sviluppo della persona e del progetto di futuro di ciascuno. Per farlo, si sono scelti gli strumenti del gioco e della comunità. Dopo tutto anche il social network, Facebook ha nel suo nome il termine “libro”. il tuono q 15 Sabato, 23 aprile 2011 Il Monte Cocusso Foto tratte da internet by Kosso La cima più alta della provincia è raggiungibile da vari percorsi immersi nella natura Il monte Cocusso (in sloveno Jirmanec) con i suoi 672 metri è la cima più elevata della provincia di Trieste. Prima dell’apertura dei confini di Schengen, la vetta era raggiungibile attraverso pochi sentieri, successivamente con la caduta della cortina di ferro e la presenza di un rifugio sul versante sloveno proprio nelle vicinanze del confine, il monte Cocusso diventa meta frequentata da molti escursionisti e amanti della natura. Sino agli anni ‘70, due sole erano le vie accessibili per giungere alla cima: la salita piuttosto impegnativa e con un notevole dislivello con partenza dall’abitato di Pesek (ora sentiero CAI n. 28), e una più “morbida” da Grozzana. In tempi successivi venne tracciato dal CAI il sentiero n.3; esso attraversa il monte dal versante sud a quello nord (o viceversa): il primo si presenta molto ripido con una vegetazione composta prevalentemente da abete greco, mentre il secondo sale più gra- dualmente e trova collocazione quasi parallelamente al vecchio percorso. Un altro sentiero, molto meno impegnativo, lo troviamo in territorio sloveno appena oltrepassato l’ex valico di Lipizza (sl. Lipica) sulla destra della strada che porta al centro abitato: il tracciato si presenta sotto forma di sterrato e spesso sconnesso a seconda delle condizioni atmosferiche, mentre particolare attenzione va riservata al passaggio degli autoveicoli in quanto anche quest’ultimi vi possono accedere per giungere al rifugio. Altri sentieri, facilmente percorribili in mountain bike partono da Lokev e dal versante meridionale in territorio sloveno. Una curiosità: nei pressi del monte Cocusso troviamo le Ghiacciaie di Grozzana, un tempo usate dagli abitanti del luogo per conservare e raccogliere il ghiaccio. A tavola non può mancare la Pinza Denis Locoselli Il dolce tipico della tavola triestina per le festività della Pasqua Cosa possiamo trovare poi nel pranzo RICETTA DELLA “PINZA” Ingredienti 1 kg farina 150 g burro sciolto (va usato tiepido) 300 g zucchero (se vi scappa un po’ di più non fa niente) 150 g lievito di birra (fresco, no cubetti) 6 tuorli e 2 uova intere 2 cucchiai olio d’oliva 2 vaniglie 1 bicchierino e ½ di rum per dolci (anche in questo potete abbondare) buccia grattugiata di 1 arancia e 1 limone (scorza grossa!) 1 cucchiaio raso di sale fino Preparazione Sciogliete in un contenitore piuttosto alto (ci deve stare tutto dentro, fino alla fine) il lievito con poco latte tiepido, 2 cucchiai di zucchero (extra da quello pesato) e 1 cucchiaio di farina. Fate lievitare la pastellina fino far raddoppiare il volume. Aggiungete gradatamente la Consigli per la preparazione ammorbidite il pane nel latte già il giorno precedente; strizzatelo bene e dopo aver sbattuto le uova impastatele con il pane, il sale , il parmiggiano, i dadini dei salumi, il prezzemolo ed un po’ di farina per legare il tutto (tipo come per fare le polpette); formate degli gnocchi tondi di 7/8 centimetri, infarinateli uno alla volta e gettateli nell’acqua bollente salata quando vengono a galla, levateli e scolateli per i condimenti o classico con goulash o sugo d’arrosto oppure date sfogo alla vostra fantasia. metà di ogni ingrediente, amalgamando bene ogni cosa prima di metterne altra. Rum e burro sciolto devono essere tiepidi. Fate lievitare. Anche questo impasto crescerà abbastanza facilmente. Raddoppiato che sia, finite gli ingredienti, tranne circa 250 g di farina e fate lievitare. Dovrebbe raddoppiare. Dopo questa lievitazione, mettete la farina rimasta a fontana sul tavolo e rovesciate dentro l’impasto. Lavorate a lungo, anche 1 ora, con l’aiuto degli uomini di casa, perché la pasta va maltrattata con sbattimenti e pugni a volontà. Più viene malmenata e meglio è. Formate quindi dei panetti della grandezza desiderata e fateli lievitare fino a raddoppiare (a me succede praticamente mai). Forno ventilato con temperatura di 140 e una pinza di ½ chilo, se è lievitata si cucina in 20-30 minuti se non è lievitata bene deve rimanere in forno sui 45 minuti. Buona Pasqua a tutti RICETTA DEI “gNoChI DE PAN” Ingredienti 2 uova 400 gr. pane raffermo 230 gr. farina 2 o 3 cucchiai parmiggiano 150 gr. pancetta, mortadella, prosciutto, speck o quello che si ha in frigo prezzemolo (io quasi mai) sale Di origine austriaca a Trieste si servono assolutamente asciutti e differiscono nell’impasto e nelle dimensioni sia dai knodel dell’ampezzano che da quelli austriaci si servono come primo piatto insieme al goulash oppure conditi con sugo d’arrosto o con burro fuso e pangrattato. Dosi per 4/5 persone (pranzo di Pasqua). 16 q il tuono Sabato, 23 aprile 2011 diossina, scarichi fognari, ceneri e fumi Centrale di Monfalcone l’inquinamento della città cantierina è elevato anche se rientra nella legge Monfalcone e il suo territorio stanno pagando un prezzo pesantissimo in conseguenza del massiccio uso dell’amianto effettuato nel cantiere navale e in altre industrie, ma ora rischia di trovarsi anche a dover pagare la presenza di diossina in atmosfera. Infatti sembra che dopo l’Ilva di Taranto, al primo posto in Italia per emissione di varie diossine, al secondo posto ci sarebbe la centrale termoelettrica di Monfalcone. Già al centro di diverse interrogazioni al consiglio comunale, il problema è stato affrontato a parole ma non con i fatti. Il mare (balneazione) è off limits, o meglio lo è stato per lunghi tratti, infatti, l’inquinamento del mare che bagna Marina Julia, è preoccupante. L’inquinamento da scarichi fognari della sorgente termale del Lisert, il mancato completamento della rete fognaria cittadina, hanno portato l’amministrazione comunale a indicare il divieto di balneazione in diverse occasioni. Secondo Lega Ambiente, la mancata riconversione a metano dei gruppi a olio combustibile della centrale termoelettrica, ipotetica causa dell’emissione di diossina in atmosfera, mettendo soprattutto in rilievo che il Comune non rende periodicamente noti i dati sullo stato dell’ambiente, il che fa supporre che siano disastrosi» La centrale La Centrale Termoelettrica di Monfalcone è ubicata lungo la sponda orientale del Canale Valentinis e sorge su di una area di superficie di circa 20 ettari È costituita da 4 gruppi termoelettrici che funzionano indipendentemente con potenza complessiva di 976 MW. Le sezioni 1 e 2, alimentate sia con carbone che con olio combustibile ed aventi potenza di 165 e 171 MW, sono entrate in esercizio rispettivamente nel 1965 e nel 1970, mentre le sezioni 3 e 4, alimentate con olio combustibile e con una potenza di 320 MW ciascuna, sono entrate in servizio nel 1983 e nel 1984. Nei primi mesi del 2008 sono entrati in servizio gli impianti DeSOx per l’ulteriore abbattimento delle emissioni di SO2 delle due sezioni a carbone. Per la centrale di Monfalcone sono stati previsti investimenti, già autorizzati e corredati di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), che entro il 2013 vedranno la dismissione dei gruppi ad olio (per una potenza installata pari a 640 MW, ma meno efficienti ed a più elevato fattore emissivo) e l’installazione di un nuovo CCGT da 800 MW a fianco degli esistenti gruppi a carbone, così da portare la potenza complessiva dell’impianto a circa 1.140 MW (notizie dal sito ufficiale A2A). lunedì al via l’attesa gara juniores Al via la Coppa Montes Nella ricorrenza dell’anniversario della Liberazione il Gs Anpi e il Team Isonzo ciclistica Pieris, in collaborazione con il Comune di Monfalcone e con il patrocinio del Comitato provinciale dell’Anpi di Gorizia, organizzano nella giornata di lunedì 25 aprile 2011 la 57a edizione della gara ciclistica riservata alla categoria juniores Fci e Frontalieri denominata Coppa Montes - Gran Premio della Resistenza, valida anche per l’assegnazione del 33° Trofeo F.lli Rodar, prova di Campionato Triveneto. ISCRIZIONI Le adesioni alla corsa, per via telematica Fattore e bollettino per i frontalieri al seguente indirizzo: A.S.D. Gs Anpi via Valentinis 84, Monfalcone tel. 0481-798098, fax 0481792229, celI. 335 1872701. Le iscrizioni sono aperte in via telematica sino alle ore 24 di venerdì 22 aprile ORGANIZZAZIONE Rivolgersi a Renato Bagolin celI. 335 1872701. RITROVO In via Valentinis c/o Area Verde alle ore 12.00. PARTENZA. Da via Valentinis alle 13.50 con trasferimento a velocità controllata a Staranzano (Km. O) per la partenza ufficiale alle 14.00 ed aiutare la città [email protected] Cadavere nel canale Valentinis Il cadavere di un uomo, Michele Peluso, 68 anni, di Monfalcone (Gorizia), è stato ripescato oggi nelle acque del canale Valentinis. L'avvistamento è stato segnalato da un passante intorno alle ore 13.00 alla Capitaneria di Porto, nei pressi delle imbarcazioni da diporto ormeggiate nel canale. Il corpo è stato recuperato con l'ausilio di un mezzo della Guardia costiera e da operatori del 118. Nella zona ARRIVO In via Valentinis Area Verde, deviazione auto al seguito, via Portorosega. L’eventuale controllo medico sarà effettuato in prossimità della zona. Se ti piace “Il Tuono”, potrai inserire la tua pubblicità per far conoscere la tua Azienda Monfalcone cronaca SIAMO IN EDICOLA ANCHE NE A MONFALCO davanti al mercato ittico e' stata poi trovata una bicicletta e attrezzatura da pesca, di probabile proprieta' dell'uomo. Superporto Tutti i candidati per le prossime municipali si sono detti in accordo con il “superporto”. Monfalcone ha delle peculiarità importanti che Trieste-Venezia e Capodistria non hanno come la vicinanza all’autostrada. Il Porto fa registrare, intanto, un +14,2 dei traffici nel mese di marzo. al teatro comunale rocco PaPaleo Arte contemporanea in mostra alla galleria comunale La Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone, in collaborazione con KatyHouse, nel mese scorso ha avviato con successo il corso di fotografia "Oltre la Fotografia Un corso per imparare a fotografare con la testa". Nei prossimi appuntamenti del corso quattro importanti e riconosciuti fotografi presenteranno ai corsisti, ma anche al pubblico che vorrà intervenire, il percorso fotografico che ha contraddistinto la loro esperienza professionale, costruendo un dibattito aperto al confronto. Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito e si svolgeranno presso la Galleria di Monfalcone dalle 17 alle 19 Tutti i protagonisti delle opere più importanti del grande Eduardo hanno nei suoi atti unici la loro radice emotiva, il loro pensiero inconfessabile, la loro perversione fatta di gelosia e vendetta. Gli atti unici sembrano appunti e note scritti dall’autore velocemente, dopo aver assistito ad un curioso accidente, ad un fatto familiare, a inverosimili cronache di storie ridicole riportate su colorite gazzette locali. “Beckett scrive: non c’è nulla di più comico dell’infelicità – afferma il regista Giancarlo Sepe –. Penso che specie negli atti unici Eduardo e Beckett parlino la stessa lingua”. A Rocco Papaleo, e alla vivace compagnia di ottimi attori che lo affiancato, il compito di restituire sulla scena l’intensa umanità dei quattro atti unici scelti (Il dono di Natale, Filosoficamente, Pericolosamente, La voce del padrone). il tuono q 17 Sabato, 23 aprile 2011 Jota assassina, un modo di vivere la festa che abbraccia sociale e rispetto reciproco Operazione naso rosso: sicurezza e prevenzione Su cosa puntare un sabato notte nel girovagare per locali con l’intento di vivere la notte triestina? Uno degli appuntamenti proposti, che è diventato nel corso degli anni tra i più vivaci e pittoreschi, è la manifestazione Jota Assassina al circolo Etnoblog. Dal 2008 questo movimento, che nasce per far sentire la voce di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, è diventato ormai una serata di festa per tutti, che ha come idea di base la condivisione del divertimento come in una grande famiglia di amici. La serata Jota Assassina quindi, oltre alla sua componente storica, ha ormai grandi adesioni anche tra gli etero che partecipano alla festa con grande divertimento e partecipazione. Il nome Jota Assassina prende spunto dalla storica serata romana Mucca Assassina e di quella ancora più famosa soprattutto per i fan delle vacanze a Ibiza, Troya Assassina dei famosi Club Amnesia e Space. Il divertimento dei partecipanti è merito principalmente di uno dei volti storici del movimento, Antony the crazy horse. Questo è il suo nome d’arte e racconta con entusiasmo tutta la storia della Jota Assassina cominciando dal nome. Logicamente, come è facilmente intuibile, prende spunto dalla zuppa tipicamente triestina, i cui ingredienti presi singolarmente non sembrerebbero creare un mix gradevole al palato. Invece una volta cucinati e scaldati insieme, danno come risultato una minestra particolarmente buona e saporita. L’idea infatti - è proprio questa, ovvero mischiare insieme persone con gusti molto diversi in un’unica serata con il risultato di creare una festa vivace e unica, in cui i valori di tolleranza e condivisione non ha eguali in nessun’altra festa. La Jota, come spiega lo stesso Antony, non ha come obiettivo fare solamente festa come potrebbe sembrare agli occhi di chi non vi partecipa, ma il fine è soprattutto creare aggregazione positiva e promuovere la tolleranza e il rispetto tra tutti quelli che vi prendono parte e ne condividono i valori. Chi va a una festa della Jota, ha come scopo passare una serata con tanti amici per dimenticare i problemi giornalieri. La Jota Assassina è decisamente molto attiva su tutto ciò che compete il sociale, in particolare supporta tutti quei movimenti che tutelano le diversità e combattono le discriminazioni. Ogni primo dicembre promuove, insieme all’ MST (Movimento malattie sessualmente trasmissibili), una serata di beneficienza per lotta contro l’Aids. Promuove inoltre il fatto di utilizzare tutte le precauzioni contro tali malattie. Quest’anno parteciperà inoltre come ospite al Gay Pride di Lubiana e in un futuro vorrebbe promuovere una rassegna cinematografica dedicata ai film gay e lesbo. Antony segnala altresì che gli eventi della Jota Assassina possono contare sulla presenza di intere famiglie, che accompagnano i loro figli e ballano insieme a loro. A testimonianza di come il movimento ormai abbraccia completamente tutta la regione e la vicina Slovenia con la partecipazione a numerosi festival e l’organizzazione di nuove serate. Chi ha voglia di cimentarsi con qualcosa di diverso, può provare a vivere una simile manifestazione. Se si ha una mentalità aperta, non mancherà il divertimento nell’ammirare le animazioni delle Drag Queen, le performance di Antony e la sua famiglia e la splendida musica all’interno del Circolo Etnoblog. Un circolo, che - è bene sottolineare - è nato anch’egli con l’intento di promuovere divertimento pulito ed eventi collegati al sociale. Marco Pillin Nella nottata tra il 20 e il 21 aprile il Macaki ha organizzato Miss Universitaria, evento organizzato dal noto staff Crazy College e dalla Exitmodels. All’ingresso del locale c’era tra l’altro un banchetto con due operatori con - ben visibile - un poster con la scritta “Operazione Naso Rosso “. Di cosa si tratta? Marco Pangos, uno degli operatori presenti, si fa portavoce di spiegarlo. Innanzitutto Naso Rosso non è un nome di una associazione, ma è un progetto del governo italiano, promosso in particolare dal Ministero della Gioventù in collaborazione con l’istituto superiore di sanità. Marco Pangos, nello specifico, è membro dell’associazione “Castelli in aria”. Nata nel 2008, il suo lavoro principale è l’animazione nelle scuole tramite spettacoli teatrali e in maschera, soprattutto in concomitanza con le festività natalizie. Attraverso la Modavi Onlus, a cui sono affiliati, hanno vinto l’appalto per questo progetto. Il progetto è iniziato nel febbraio 2010 e avrà termine nel maggio 2011. L’attività consiste soprattutto nella prevenzione e nell’impedire che giovani e meno giovani, dopo aver trascorso la serata nei vari club e locali, si mettano alla guida in condizioni non ottimali. Gli operatori hanno quindi a disposizione degli etilometri forniti dal ministero, con cui misurano il tasso alcolico di chi chiede spontaneamente di fare la prova. Nel caso l’esito sia positivo e il tasso alcolico sia troppo alto rispetto ai limiti di legge, gli operatori di Naso Rosso - tramite una liberatoria - possono anche guidare l’auto del giovane e portarlo a casa per evitare conseguenze dal punto di vista legale sia per evitare pericolosi incidenti notturni. La formazione di questi operatori è particolarmente seguita dal ministero tanto che ogni quattro mesi vengono svolti dei corsi di aggiornamento e formazione degli operatori. Nell’ambito triestino sono stati coinvolti ben trenta operatori, che si sono alternati nei principali locali ed eventi notturni della città quali Mandracchio, Macaki, Etnoblog, Ausonia, Pineta di Barcola e le grandi feste della Help alla Stazione Marittima. Per chi volesse avere maggiori informazioni, può consultare il sito internet www.operazionenasorosso.it M.P. SPOSTAMENTI UNIVERSITARI, PIU’ DI 14.500 SPOSTAMENTI AL GIORNO Ogni giorno ci sono più di 14.500 spostamenti verso l’Ateneo triestino da parte dell’utenza universitaria, ovvero per raggiungere la propria sede di lavoro o studio. Questo è il primo dato interessante che emerge dall’analisi dei risultati del questionario via web somministrato a docenti, studenti e personale tecnico amministrativo nell’ambito del progetto UniMob, cioè del programma di Mobility Management per l’Università di Trieste, finanziato dal Fondo Trieste. Il direttore del progetto, Prof. Giovanni Longo del Dicar, aggiunge: “Il numero complessivo di spostamenti di sola andata che abbiamo rilevato, concentrato prevalentemente nelle prime ore del mattino, rappresenta un valore molto interessante e degno di attenzione nel panorama della città di Trieste e tale da dover essere preso in considerazione in un’ottica di ottimizzazione delle scelte di mobilità dell’utenza universitaria.” L’indagine di UniMob ha permesso di raccogliere 4000 diari di spostamento completi, di cui 1000 provengono dal personale dipendente (docenti e tecnici-amministrativi) e 3000 dal bacino di utenza degli studenti. E’ stata quindi un’indagine che ha avuto molto successo e che è senza precedenti nella storia dell’Ateneo triestino. “La sensibilità verso il tema dei trasporti da parte della popolazione studentesca in particolare, è testimoniata non solo dal numero e dalla qualità delle risposte raccolte, dato che i commenti ed i suggerimenti su come migliorare la mobilità sono numerosi ed interessanti, ma anche dal numero di contatti che ogni giorno pervengono alla pagina Facebook di UniMob e al sito web del progetto, www.units.it/unimob” commenta il Prof. Longo. Un altro dato interessante che emerge da questa prima fase di analisi è che l’utenza universitaria dichiara di essere abitudinaria nelle proprie scelte di trasporto: il 70% afferma, infatti, di utilizzare ogni giorno la stessa combinazione di mezzi, anche a prescindere dalle condizioni atmosferiche. Le abitudini di viaggio, in particolare tra coloro che utilizzano i mezzi privati, sembrano poter essere messe in discussione a fronte di un’offerta di trasporto pubblico disegnata sulle necessità della vita universitaria. In particolare i mezzi pubblici urbani ed extraurbani sono accolti in genere con gran favore dall’utenza, tanto che la metà degli studenti utilizza il trasporto pubblico locale per almeno una tratta del proprio spostamento verso le varie sedi universitarie. Le scelte di trasporto effettuate dai dipendenti, invece sono molto diverse, infatti solo il 24% utilizza il mezzo pubblico, utilizzando piuttosto il proprio mezzo privato. Inoltre 1/5 degli studenti si reca presso la propria facoltà a piedi, mentre docenti e dipendenti sono addirittura il 12%. 18 q il tuono Sabato, 23 aprile 2011 Basket: l’Acegas chiude la stagione al nono posto I ragazzi di coach Dalmasson affronteranno il Molfetta nei play-out L’Acegas ipoteca il nono posto in classifica al termine della regular season, battendo il Riva del Garda per 102-65 con una prova gagliarda. Vittoria purtroppo inutile ai fini della graduatoria finale, vista la concomitante vittoria di Castelletto Ticino in trasferta sul difficile e insidioso campo di Perugia per 92 a 80. Trieste - di fatto - dovrà così giocarsi la permanenza nella terza serie lontano dal PalaTrieste, affrontando il Molfetta con lo svantaggio del fattore campo (gara di andata in Puglia il 1° maggio, ritorno a Trieste l’8 maggio, eventuale bella il 15 maggio nuovamente a Molfetta). I ragazzi di coach Dalmasson hanno dato prova di essere in crescita di condizione; la determinazione dimostrata sul parquet nelle ultime gare e soprattutto domenica scorsa contro i trentini lasciano ben sperare in proiezione futura. La squadra, finalmente al gran completo dopo una stagione travagliata sotto il profilo dei nume- Il coach, Eugenio Dalmasson rosi infortuni, può giocarsela con chiunque grazie ad un gruppo unito, capace di credere nei propri mezzi e consapevole di essere cresciuto di partita in partita. Molto del merito va dato alla sapiente regia di un tecnico di indiscusso valore come Eugenio Dalmasson e ai tifosi mai venuti a mancare. Meritevoli di assistere, speriamo nel minore tempo possibile, a campionati di categorie superiori per il blasone storico, e non solo, che il capoluogo giuliano merita. Tutti i presupposti per concludere il campionato nel migliore dei modi ce ne sono, a patto che i biancorossi conservino sino alla fine lo spirito e la convinzione vincenti di questi ultimi incontri. Serve un successo in terra pugliese, infatti, per mantenere la categoria. Se ciò non si avverasse, si spalancherebbe inevitabilmente di colpo una retrocessione, che - ad inizio stagione - nessuno avrebbe messo in preventivo. Denis Locoselli Pallamano, Trieste e Merano si giocano un posto in Elite I biancorossi hanno solo tre punti di vantaggio in classifica ma possono contare sulle tredici reti di vantaggio ottenute nella gara di andata L’ottava giornata del girone di ritorno ha decretato parecchie sentenze per quanto concerne la lotta per guadagnarsi un posto al sole nel prossimo campionato d’ Elite. Il Romagna, con la sconfitta interna subita ai danni dell’Emmeti Mestre per 31 a 27, può in pratica dire addio al secondo posto e ai sogni di promozione cedendo di fatto le possibilità al Merano, vincitore a sua volta sul difficile campo di Ferrara per 36 a 33, di giocarsela contro Trieste. Il team condotto da Bozzola, sabato scorso ha osservato un turno di riposo a causa del numero dispari di formazioni presenti nel campionato attuale, vedendo così assottigliarsi il vantaggio sulla compagine altoatesina di solo 3 lunghezze, con la prospettiva di andare proprio a Merano nel prossimo turno in programma sabato 30 aprile a giocarsi una buona fetta del suo futuro in ottica promozione, in una sfida che si preannuncia alquanto decisiva. Una vittoria biancorossa, a 2 giornate dal termine del torneo sancirebbe quasi matematicamente il salto di categoria, mentre un insuccesso rimanderebbe il verdetto di qualche settimana con Trieste prima ad affrontare a Chiarbola il Romagna per poi concludere le proprie fatiche in Sardegna contro il Sassari. Il Merano invece dovrà giocarsela a Casalgrande contro lo Spellanzani e successivamente ospitare tra le mura amiche il già promosso Pressano. I giuliani dalla loro partono con il vantaggio di 13 lunghezze ottenute nella gara di andata ai danni degli altoatesini (35 – 22), sicuramente un buon biglietto da visita in caso di arrivo alla pari al termine del campionato. Finale di stagione incandescente e tutto in salita per i ragazzi del presidente Lo Duca, che sembrano avere perso proprio nelle ultime giornate lo smalto e la lucidità mostrati in quasi tutto l’arco del torneo. Onde evitare brutte sorprese Trieste dovrà ritrovare la migliore condizione nel minor tempo possibile, per non gettare al vento un campionato che sembra alla sua portata regalando alla città e ai propri tifosi la promozione nella massima serie dell’handball nazionale. Prossimo turno (30/4): Merano – Pallamano Trieste, Pressano – Parma, Nonantola – Casalgrande, Sassari – Romagna, Emmeti Mestre – Ferrara (1/5). D.L. Hockey inline, l’Edera in semifinale travolge Ferrara La corazzata rossonera batte nettamente nella gara di andata gli emiliani Continua inesorabile la marcia dell’Edera verso la finale scudetto, un po’ più vicina dopo il largo successo ottenuto mercoledì scorso sul campo neutro di Cittadella (scelto per motivi televisivi) ai danni del Ferrara in gara 1 di semifinale per 7 reti a 2. La corazzata rossonera guida- ta dal tecnico Rusanov, nonostante l’assenza per squalifica di capitan Frizzera per 2 giornate comminata dal Giudice Sportivo, ha dimostrato in pista una netta superiorità rispetto alla compagine estense, imponendo il proprio ritmo di gioco sino dalle battute iniziali dell’incon- tro mantenendo alta la concentrazione per tutta la gara. Va segnalata nelle file triestine l’ottima prova fornita dallo statunitense Steve Klenk autore di una tripletta. La gara 2 si giocherà a Trieste domenica 1° maggio alle ore 18 presso la pista di via Boegan. Nell’altra gara di semifinale larga e inaspettata vittoria per 5 a 1 del Milano 24 sui Ghosts Padova: i veneti per avere possibilità di ribaltare il risultato in proprio favore e quindi raggiungere la finale dovranno assolutamente vincere le prossime 2 gare, pena l’eliminazione. D.L. Nonno Berto e la Triestina by Sergio Martini il tuono q 19 Sabato, 23 aprile 2011 Jadran Qubik Caffè, ai play-off da terzo classificato I plavi chiudono la stagione meglio di quanto pensassero ed ora aspettano Padova Lo Jadran Qubik Caffè sta ricaricando le pile in vista dei playoff per la promozione in serie B Dilettanti. Dopo una regolar season al di sopra di ogni più rosea aspettativa il quintetto di coach Walter Vatovec chiude le 30 giornate canoniche all’entusiasmante terzo posto, figlio di un record di 15 successi e 11 sconfitte. L’avversario dei plavi nel primo turno dei play-off sarà proprio quella Virtus Padova surclassata – e superata in classifica – nell’ultimo turno sabato scorso. E’ stata la serata di Borut Ban, l’appena diciannovenne figlio d’arte assoluto protagonista del campiona- Triestine protagoniste in serie C regionale! Tutte a segno nell’ultimo turno, la copertina è d’obbligo per la Servolana Officine Lussetti (46 punti) che passerà le festività di Pasqua con lo spumante già in fresco. A tre giornate dalla fine, infatti, i ragazzi guidati da coach Bisca vantano quattro punti di margine sull’Alba Cormons con a favore anche la differenza canestri negli scontri diretti. Pertanto, i servolani festeggerebbero la promozione diretta in serie C Dilettanti già nel prossimo turno vincendo in casa, ad Altura, contro l’alterna UBC Udine. A spianare la strada a Pozzecco, Vujovič to dei triestini che ha distrutto i patavini con ben 38 punti, 12:17 dal campo e 10:10 dalla lunetta. Contro la Virtus, lo Jadran a Opicina ha deliziato il pubblico con una prestazione da incorniciare nonostante le pesanti assenze degli esperti frombolieri Cohen e Tomasini. Come già spesso accaduto, è stato decisivo – oltre alla vena del giovanissimo talento - lo zoccolo duro composto da Oberdan, Franco, Slavec, Marusic e Malalan con un valido contributo anche del diciottenne Floridan. I carsolini sono riusciti addirittura a ribaltare la differenza canestri dopo aver perso in Veneto di ben 18 lunghezze. Ci vorranno tuttavia altre prove simili per allungare la stagione nella post season nella quale ad ogni modo la squadra può scendere in campo senza alcun assillo. Già il terzo posto è infatti un risultato storico per la società e riporta una triestina in lotta per la B2 cinque anni dopo le due consecutive partecipazioni ai play-off dell’allora C1 del Bor Radenska di Ferruccio Mengucci. Lo Jadran Qubik Caffè sfiderà nei quarti la Virtus Padova con gara1 al PalaCova della Polisportiva di Opicina sabato 30 aprile alle 20.30. Il retour match andrà in scena mercoledì 4 maggio Basket serie C2, spumante già in fresco per la Servolana e compagni è stata la scorsa giornata che sulla carta si presentava addirittura più favorevole ai cormonesi. L’Alba però è incappata in un’inopinata sconfitta di un punto sul parquet della modesta Geatti Udine mentre la Servolana a Gorizia si è imposta con grande autorità ai danni dell’Ardita. Alle spalle delle due dominatrici del torneo si profilano in grande spolvero altre due compagini giuliane, le rappresentanti della comunità slovena Bor Radenska e Breg, appaiate a quota 34 punti. Al momento il sodalizio di Guardiella allenato da Popovič è terzo con i ragazzi di Dolina guidati da Krašovec virtualmente quinti alle spalle dell’Ardita. Ma fino a fine stagione regolare - mancano ancora tre turni - sarà uno sprint (con coinvolto anche Tolmezzo, attardato di due lunghezze dopo lo stop di Cervignano) per accaparrarsi non solo la terza piazza ma anche un posto tra le prime cinque che regala il fattore campo in gara3 almeno nei quarti di finale dei play-off. La formula dice infatti che la prima sale direttamente mentre le classificate dal secondo al nono posto si contendono nella post season l’ulteriore piazza a disposizione nella prossima C Dilettanti. La decima e l’undicesima sono salve senza altre incombenze dopo il 14 maggio, l’ultima retrocede direttamente, mentre le classificate dal dodicesimo al quindicesimo alle 21 a Padova, eventuale bella nuovamente a Opicina sabato 7 maggio. Testa di serie dei play-off per l’unico posto in B Dilettanti è il Nuovo Basket Udine (18 vinte, 8 perse) dei giovani triestini ex Jadran Saša Ferfoglia e Peter Sosič e di Massimo Zurch, scuola Pallacanestro Trieste. Curioso il fatto che lo Jadran ha superato gli udinesi in entrambe le gare di stagione regolare. Programma quarti di finale play-off: Udine – Codroipo, San Vendemiano - Marghera, Jadran Qubik Caffè – Padova, Spilimbergo – Latisana. Play:out: San Daniele – Limena. posto si giocano le restanti due retrocessioni nei play-out. E proprio evitare la famigerata lotteria dei play-out salvezza, magari centrando uno dei due ambiti posti spiaggia, è l’obiettivo del Venezia Giulia Muggia (24) che sabato scorso in quest’ottica ha conquistato una preziosissima vittoria, la seconda consecutiva. Ma la classifica nella pancia del gruppo rimane molto corta quindi – con un calendario non proprio favorevole (Tolmezzo e Cormons fuori casa con in mezzo CBU Udine ad Aquilinia) - guai abbassare la guardia per i rivieraschi di Mengucci. Muggia e Sgt in semifinale I quarti di finale sono stati superati con una certa autorità, ora per la Petrol Lavori Muggia e la Sgt si avvicina il tempo delle conferme. I play-off di serie B d’Eccellenza entrano infatti sempre più nel vivo con le sfide di semifinale, che vedono le nostre formazioni locali beneficiare ancora del fattore campo, con la gara d’apertura e l’eventuale, decisiva, gara 3. Chiamate simultaneamente sui rispettivi parquet casalinghi del PalAquilinia e del PalaTrieste (una concomitanza che non giova agli appassionati) giovedì 28 aprile alle 20.30, Petrol Lavori e Sgt cercheranno di dare un seguito alla loro ottima stagione disputata finora. Avversaria designata per le muggesane è la squadra lecchese di Costa Masnaga, che ha concluso al quarto posto il suo girone nella regular season, e che ai quarti di finale play-off ha prevalso per 2-1 nella serie con San Bonifacio. Nessuna sorpresa nemmeno riguardo al nome della sfidante della Sgt, che si immaginava potesse essere Lavagna: così è, con la squa- dra genovese che ha piegato alla “bella” Bergamo. Finora nei due tabelloni di playoff che riguardano le nostre squadre, le gerarchie espresse dalla classifica della prima parte di campionato sono state confermate, ma ad ogni passaggio del turno la differenza di valori si assottiglia. Sulla carta, la sfida più insidiosa ed incerta è quella che attende la Sgt, seconda forza del girone nord-orientale opposta alla terza del girone nord-ovest. Per questo motivo l’allenatore Giuliani, conscio delle difficoltà legate alla lunga trasferta di Lavagna su un parquet ostico, confida nella prontezza delle sue giocatrici a capitalizzare la prima gara interna. Favori del pronostico un po’ più aperti per il quintetto di Jogan, che dovrà motivare sul campo i 12 punti ottenuti in più nella stagione regolare rispetto a Costa Masnaga. Gara 2, a campi invertiti, è in programma sabato 30 aprile alle 21, un giorno in più di stacco per la Sgt, di scena il primo maggio alle 18 a Lavagna. Marco Federici L’allenatore della Società Ginnastica Triestina Nevio Giuliani Rappresentative Fvg al Torneo delle Regioni di Torino In pieno corso di svolgimento a Torino il Trofeo delle Regioni, l’importante manifestazione promossa dalla Fip che accoglie il meglio del panorama nazionale in termini di rappresentative Under 15 maschile e femminile. In chiaroscuro il bilancio dopo le prime due giornate delle due selezioni del Friuli Venezia Giulia, con una vittoria e una sconfitta sia nel settore maschile, sia in quello femminile. Partendo da quest’ultimo, le ragazze allenate da Spinacé hanno esordito nel loro girone (da 4 squadre) sconfiggendo la Campania: 70-57 il punteggio, al termine di una gara condot- ta fin dal primo quarto, e che ha visto brillare la triestina in forza alla Sgt Veronica Samez, con 14 punti realizzati. Buona anche la prestazione della sua concittadina (sono 6 in tutto le triestine) nonché compagna di club Isabel Romano, la migliore del Fvg in termini di valutazione. Dopo un successo così limpido, stride la sonante sconfitta rimediata dalle vice campionesse uscenti il giorno seguente ad opera del Lazio per 55-78. Illusorio il vantaggio fissato dalla prima sirena, con due break simili ad altrettante mazzate nel secondo e nell’ultimo quarto. Non sono bastati i 14 punti di Romano, top scorer regionale. In campo maschile, invertiti i risultati con un battesimo rocambolesco e terminato con una sconfitta: ad infliggerla ai ragazzi di Tonon è stata la selezione della Puglia che, dopo il +7 dell’intervallo, sembrava spacciata sul –10 al 30’ e anco- ra sul –6 a 5’ dalla fine, prima di operare un crescendo notevole che l’ha portata al definitivo 79-70 in suo favore. A parziale riscatto da questa beffa, è arrivata il giorno successivo l’affermazione del Fvg ai danni del non irresistibile Abruzzo, travolto per 91-55. Una gara controllata fin dal principio, e che ha visto tra i protagonisti anche i due triestini convocati: Matteo Cernivani dell’Azzurra, miglior marcatore con 15 punti e 5/5 al tiro da due, e Martin Ridolfi dello Jadran: per lui 6 punti segnati e ben 7 palloni recuperati. M.F. 20 q il tuono Sabato, 23 aprile 2011 Parla Il VIce PresIdente della PallanUoto trIeste Colautti: “La società punta sul settore giovanile” Nata solamente nel 2003 la Pallanuoto Trieste si sta ricavando un ruolo di primo piano nel panorama della pallanuoto nazionale e comincia ad affacciarsi anche fuori confine, partecipando a tornei internazionali e schierando le proprie squadre giovanili nel campionato sloveno. Le prime squadre maschile e femminile sono in piena corsa play off per la promozione in serie A1, le squadre giovanili e la scuola nuoto stanno ottenendo ottimi risultati e la Tergeste, squadra “satellite” creata l’anno scorso, è meritatamente al comando della serie C e sta sognando il salto in serie B. Ne abbiamo parlato con il vice presidente Renzo Colautti, pediatra nella vita ma con una gran passione e dedizione per la pallanuoto. “Partiamo dalla prima squadra maschile: 36 punti in classifica, secondo posto nel girone Nord della serie A2, play off sempre più vicini. Se l’aspettava?” “La squadra è stata rinforzata con gli arrivi di due giocatori esperti e preparati come Aldo Ercolano e Tommaso Morena e i risultati si vedono: rispetto allo scorso anno abbiamo già 10 punti in più con 4 partite ancora da giocare e siamo in piena corsa play off, ossia vicini al traguardo che la società si era prefissata ad inizio anno. Poi cosa succederà eventualmente ai play off non si può dire perché sono delle partite particolari in cui tutto può succedere”. “Anche le ragazze, le cosiddette orche assassine, stanno andando piuttosto bene...” “Il campionato era partito con qualche difficoltà (due sconfitte nei primi incontri) ma le ragazze sono state brave a correggere il brutto avvio con degli ottimi risultati nel girone di ritorno. L’obiettivo della società, anche per loro, è il raggiungimento dei play off. Mancano 3 partite e siamo al terzo posto, quindi in perfetta corsa. La squadra è stata rinforzata con atlete da fuori Trieste, che si stanno ambientando molto bene lavorando o studiando in città”. “C’è poi anche un’altra pri- ma squadra, più recente, che si trova al comando della serie C...” “La Tergeste era stata creata per permettere ai giovani del vivaio della Pallanuoto Trieste di fare esperienza in serie minori ma a livello assoluto per poter poi essere pronti a giocare in serie A. Sorprendentemente però siamo primi in classifica meritando la posizione con l’ottimo gioco espresso”. “A proposito di giovani, il settore giovanile sta ottenendo degli ottimi risultati. Come è organizzato il lavoro?” “Da 3 anni la società si è impegnata a creare una valida struttura tecnica. Il lavoro è guidato dal tecnico Juraj Cirkovic, il vero artefice del grande progresso di tutto il settore. Tutti gli allenatori stanno seguendo un programma da lui stilato che permette una crescita costante e graduale di tutti i ragazzi e ragazze. Inoltre molte squadre partecipano a due campionati permettendo così loro di giocare più partite e accumulare più esperienza. Gli under 11, ad esempio, partecipano sia al campionato italiano che a quello sloveno. L’obiettivo della società è proprio quello di investire sui giovani, in particolar modo sui più piccoli (u11 e u13). Vera sorpresa dell’anno è sicuramente il settore giovanile femminile dove, dopo 2 anni, dal niente, siamo riusciti a essere protagonisti nel campionato u15 (con ottime prospettive future). Grande soddisfazione per la società è stata poi la convocazione in nazionale giovanile della giovane orchetta Francesca Rattelli”. “Anche i giovani del settore nuoto stanno ottenendo ottimi risultati. Un ulteriore motivo di orgoglio” “I risultati fin qui ottenuti, im- pensabili fino all’anno scorso, sono veramente una sorpresa: la Pallanuoto Trieste è al quarto posto in regione tra gli esordienti e a livello assoluto (una novità per la società) le gemelle Capitanio sono riuscite a partecipare ai campionati italiani invernali di categoria a Riccione”. “Sembra che tutto vada a meraviglia. Ci sarà pure qualche problema, no?” “Di fronte a tutte queste attività il vero problema è rappresentato dalla spazio acqua che è rimasto invariato in questi anni, ossia da quando le prime squadre maschile e femminile militavano rispettivamente in serie D e C, e non avevamo tutto il settore giovanile di adesso. Riteniamo quindi che la ripartizione degli spazi alla piscina Bianchi debba tener conto di quanto una società dimostri con i risultati e le attività. Le nostre squadre sono costrette ad andare regolarmente a giocare a Capodistria e a Fiume per potersi allenare”. “Siamo alla fine, è il momento dei ringraziamenti: c’è qualcuno che vuole ringraziare in modo particolare?” “Sicuramente il presidente Enrico Samer, uno dei pochi imprenditori triestini a credere e a investire nello sport locale. Tutto quello che la Pallanuoto Trieste è riuscita a conseguire è merito suo, al suo impegno e al suo appoggio. Un altro ringraziamento poi lo vorrei fare a tutte le famiglie dei nostri atleti, in particolar modo dei giovani, che dimostrano sempre grande entusiasmo e attaccamento alla società, mettendo molto spesso i propri mezzi a disposizione per le partite in trasferta”. I.C. Buona prestazione degli U12 al Torneo di Dubrovnik Positiva e utile esperienza per i piccoli under 12 della Pallanuoto Trieste nel torneo internazionale “Tomo Udovičić”, tenutosi a Dubrovnik dal 15 al 17 aprile. Erano presenti 21 squadre delle principali scuole pallanuotische europee: Croazia, Serbia, Grecia, Spagna, Montenegro e Italia. I ragazzi, accompagnati in panchina dai tecnici Christian Amasoli e Giulio Torlo, si sono ben espressi, vincendo 3 partite su 4 ma finendo, un po’ inspiegabilmente, all’undicesimo posto. I giovani pallanuotisti della u12: Gerin, Jancovic, Zadeu, Savarese, Ferraris, Cosoli, Falzari, Mezzarobba, Cernivc, Podgornik, Rizzello, Cenci, Bertini, Rinaldi. Risultati: Pallanuoto Trieste – VK Cavtat (Cro) 13-2; Vouliagmeni (Gre) – Palla- nuoto Trieste 10-6; Barceloneta (Spa) – Pallanuoto Trieste 1-12; Slovenija (Slo) – Pallanuoto Trieste 8-9. Il bIlancIo natatorIo dI metà stagIone La soddisfazione di Sergio Pasquali Sergio Pasquali, presidente della Fin Friuli Venezia Giulia Il presidente del comitato Fvg della Fin, il gradese Sergio Pasquali, è soddisfatto a metà stagione. “La fase invernale si è conclusa con una notevole crescita in tutte le discipline visti i risultati conseguiti. Pallanuoto, tuffi e nuoto hanno fatto la parte del leone. La buona salute del nostro movimento è stata confermata dalle parole del presidente nazionale Paolo Barelli, che ha elogiato il nostro lavoro svolto in occasione di una riunione ad Ostia, alla quale hanno partecipato i responsabili dei comitati regionali e delle varie nazionali nonchè i consiglieri federali. Sono particolarmente soddisfatto sul piano personale di quanto fatto con impegno da parte di tutti i club. Li ringrazio per la collaborazione così come è ottima la partnership con il direttore del centro federale Bruno Bianchi, Franco Del Campo, per l’organizzazione delle varie manifestazioni e dei molti collegiali azzurri. Ad esempio i tuffi sono in pianta stabile a Trieste. C’è un buon rapporto con Klaus Dibiasi e Giorgio Cagnotto, che abbiamo premiato assieme ad Emilio Felluga (presidente del Coni Fvg) per quanto dato e per quanto daranno allo sport”. Il massimo dirigente regionale parte dalla waterpolo. “Le due squadre della Pallanuoto Trieste sono ai primi posti della serie A2 maschile e femminile e con tali riscontri c’è la speranza di andare ai play-off. Incrociamo le dita e speriamo che venga raggiunta la A1, l’elite della pallanuoto nazionale. Non va dimenticato i miglioramenti del movimento giovanile e il primo posto in serie C della Tergeste Pallanuoto”. Quindi i tuffi. “Gli atleti di Trieste Tuffi e Triestina Nuoto si stanno mettendo in luce sia in ambito giovanile sia assoluto. Diversi tesserati sono stati convocati dalle nazionali (under e senior, ndr) a conferma dell’interesse dedicato già alla base. Qui l’auspicio è che arrivi qualche altro scudetto”. Uno sguardo, poi, al nuoto. “Ci sono stati risultati molto positivi - ovvero dei podi - da parte dei nuotatori regionali ai campio- nati italiani di categoria e non vanno dimenticate le chiamate nell’Italia giovanile. E’ stata una gioia sia per i sodalizi di appartenenza sia per tutto il movimento nostrano. Anche perchè sono stati ritoccati diversi record regionali in tutte le categorie. Il punto di riferimento deve essere Cesare Sciocchetti, ormai in pianta stabile nell’Italnuoto”. Ed è in vista un clinic importante. “Il commissario tecnico azzurro delle giovanili, Walter Bolognani, sarà nostro ospite il 21 e il 22 maggio (quasi sicuramente a Trieste). Terrà un corso di aggiornamento per gli allenatori di nuoto e un collegiale con i nuotatori classificatisi nei primi dieci posti ai tricolori di categoria. Questo è l’inizio di un intenso gomito a gomito che la Fin di Roma e la Fin Fvg vogliono portare avanti per migliorare la crescita del nuoto in Friuli Venezia Giulia. A tal proposito, dal prossimo anno un tecnico federale sarà presente in regione per sviluppare - assieme agli allenatori locali - un programma ben definito di allenamenti”. Sergio Pasquali prosegue con le bracciate. “L’attività è intensa pure tra i giovani, ad iniziare dal circuito propaganda. Vi partecipano tutti i club con i loro ragazzi e in maggio ci saranno le finali regionali. I migliori accederanno alle finali nazionali di Gubbio. In luglio, invece, la selezione regionale degli esordienti sarà presente ai campionati italiani a squadre per rappresentative Esordienti A a Rovereto (ex Molveno). Sicuramente la nostra squadra farà una bella figura in quanto composta da atleti di ottimo valore, che risultano primi nelle graduatorie nazionali”. L’occhio scivola - a seguire - sul nuoto sincronizzato. “Il sincro continua la sua attività grazie alla Triestina Nuoto, massima espressione regionale seguita da altre realtà come il Gorizia Mediacom Nuoto”. Infine il nuoto salvamento. “E’ una specialità in fase di rinnovo e crescita. Il sodalizio, che si sta dando più da fare, è proprio il Gorizia Mediacom Nuoto”. il tuono q 21 Sabato, 23 aprile 2011 SERIE D - GIRONE C VERSO IL RUSH FINALE, PREVISTO DOPO PASQUA Kras Repen Koimpex a caccia di due vittorie Terzultimi (perciò ai playout), ma solo per una giornata. Ancora una volta la trasferta è stata fatale per il Kras Repen. Dopo la sconfitta a San Vito al Tagliamento nel derby regionale del girone C di serie D, per i bianco-rossi incombe di nuovo il pericolo della retrocessione diretta. Con due partite da giocare, i punti in palio sono ancora sei. Partita strana e non bella quella contro la Sanvitese, la stessa non ancora matematicamente salva. Squadre chiuse e poco gioco. I tifosi delle due compagini (tanti Il portiere del 1990, Andrea Dovier anche i triestini al seguito) non si sono divertiti. All’inizio leggera supremazia dei padroni di casa, che trovano il vantaggio al 21’ del primo tempo col capitano De Cecco. Difesa ospite posizionata male su calcio d’ angolo. La sfera riesce a penetrare davanti al portiere Dovier, che viene anticipato dall’attaccante locale. La reazione dei giuliani non c’è stata. Neanche nel secondo tempo, quando la Sanvitese potrebbe pure raddopiare in due occasioni. Inutili i cambi fatti da mister Davide Pellegrini. Fantina e Martini non sono in giornata di grazia e non danno la spinta giusta. Spento anche il “bomber” Knezevic. Al triplice fischio finale molto deluso l’ allenatore del Kras Pellegrini: “Decisamente un grande passo indietro. Abbiamo giocato molto male”. Con la vittoria del Belluno sull’ Este (2-0) l’ unica formazione triestina dell’Interregionale scivola di nuovo al penultimo posto. E la situazione si fa sempre più difficile. A due giornate dal termine al team di Goran Kocman servono tutti i sei punti disponibili per agguantare i play-out. Dopo la pausa pasquale si ritorna in campo il primo maggio. In occasione della festa del lavoro il Kras ospiterà il Montebelluna, diretto concorrente per la salvezza. Che i tre punti siano fondamentali, a Repen lo sanno bene. Mister Pellegrini si affida al fattore campo (tre vittorie negli ultimi tre turni). In difesa avrà di nuovo a disposizione Tomizza. Però farà a meno dello squalificato (un turno) Mileto. Senza i tre punti contro il Montebelluna sarebbe forse del tutto inutile l’ultima trasferta a Rovigo con i padroni di casa già salvi. Sei punti basterebbero per sperare nei play-out o per assicurarsi almeno uno spareggio per accedere alle due partite di spareggio salvezza. Una vittoria e un pareggio, invece, potrebbero non essere sufficienti. Dopo la sconfitta contro la Sanvitese bisogna al più presto rimboccarsi le maniche e affiatare il gruppo. Servono due vittorie per prolungare la stagione e sperare in una salvezza al fotofinish. Il presidente/direttore sportivo, Goran Kocman 11° Bavisela Young - Fondazione CRTrieste Tutti di corsa con puro spirito di divertimento, senza classifiche ma soltanto per vivere il cuore della città, piazza Unità, in modo diverso e speciale, partecipando con i propri compagni di scuola La Bavisela Young-Fondazione CRTrieste, giunta all’undicesima edizione, si svolgerà mercoledì 4 maggio, a partire dalle 10, realizzata anche quest’anno da “La Bavisela” grazie al fondamentale contributo della Fondazione CRTrieste, e dell’Area Educazione, Università e Ricerca del Comune di Trieste, con la collaborazione del Marathon UOEI Trieste. La manifestazione è rivolta ai bambini e ai ragazzi delle scuole materne, elementari e medie inferiori della provincia di Trieste. Al termine di ogni gara verranno accolti sul palco i primi tre classificati di ogni batteria, anche se sono previsti premi uguali per tutti i partecipanti che, una volta tagliato il traguardo, riceveranno una medaglia. E poi spazio a foto e applausi di rito per festeggiare i baby podisti, che ogni anno vivono la giornata come una vera e propria festa dello sport. La Fondazione CRTrieste, sempre attenta alle attività di promozione dello sport tra i giovanissimi, non manca neanche quest’anno all’appuntamento con l’ormai classica “maratona dei ragazzi”, che - da cinque edizioni - vede il nome della Fondazione abbinato a quello della corsa. La Fondazione ritiene che questa non sia solo un’occasione ricreativa, ma anche formativa e di socializzazione per migliaia di giovanissimi della provincia: una sorta di vera e propria corsa verso un traguardo composto da divertimento, amicizia e pratica di una disciplina sportiva dove bambini e giovani possono essere sia protagonisti che semplici spettatori. Scherma: ribalta nazionale per la Sgt Piccole lame crescono. Fiorettisti e spadaccini della Sala d’Armi della Ginnastica Triestina tornano alla ribalta, mantenendo costante il livello di crescita del settore curato dalla insegnante Lorenza Bocus. I nuovi segnali del fermento arrivano anche in chiave internazionale, dai risultati ottenuti al Torneo Gladio di Capodistria, manifestazione di scherma riservata alle categorie giovanili. Due i primi posti, entrambi ottenuti nella specialità della Spada, da parte di Ruben Rossi, classe 1998, categoria Giovanissimi e Greta Odorico, classe ‘97, in lizza nelle Allieve. Gli affondi delle spade biancocelesti sulle pedane di Capodistria hanno sortito anche due seconde piazze: nelle Cadette, grazie a Carlotta Tominc, e con l’atleta classe ‘91 Matteo Corte (Giovani). La rinata sezione di Spada aveva inoltre collezionato altri due traguardi di rilievo, con due tra gli atleti più rodati della SGT, Eugenia Gotti e Francesco Presel. Entrambi hanno infatti guadagnato la qualificazione ai campionati italiani Open, in programma a Foligno verso la metà di giugno. Mentre gli spadaccini brillano, i fiorettisti non stanno a guardare. Lo testimoniano i titoli in campo regionale colti ai recenti campionati andati di scena a Spilimbergo, teatro del Gran Premio Giovanissimi che ha premiato due schermitori alla corte di Lorenza Bocus. Si tratta di Anna Chiara Losso, giovane ma già piccola veterana dei circuiti non solo regionali ( classe 1997) e Luca Grieco, impegnato nella categoria Ragazzi. La prova regionale ha regalato inoltre un secondo posto anche a Margherita Meregalli (Allieve) e ad Alberto Tonelli (Maschietti). Non è tutto. I fiorettisti della Ginnastica Triestina hanno continuato letteralmente ad affilare le armi anche al Trofeo “Montebelluna” della scorsa settimana, passerella giovanile che ha portato il successo ad Alberto Tonelli ed un terzo posto ad Anna Chiara Losso. G.d.C. CALCIO PROMOZIONE - GIRONE B Zaule salvo Missione compiuta per la matricola Salvezza in tasca e progetti in cantiere. La Pasqua in casa dello Zaule si legge anche così, tra inevitabili rimpianti e accenni di un bilancio che non penalizza l’annata in Promozione della formazione neo - promossa e allenata da Lorenzo Cernuta. Una matricola quindi, non sempre “terribile” quanto propensa piuttosto al rischio, a una formula di gioco disegnata in chiave offensiva e quasi sempre sull’abiura del segno X. Lo Zaule, infatti, ha collezionato sino a questo momento solo 5 pareggi (lo stesso numero della capolista San Daniele), ha perso troppo (13), ma ha saputo vincere abbastanza, 10 volte per la precisione. Tutto o niente, verrebbe da dire. Una caratteristica del resto tipica del tecnico Cernuta, uno che legge il calcio dalla panchina senza particolari fronzoli o alchimie che non parlino di vittoria, possibilmente coniugata a scampoli di buon gioco. “In effetti abbiamo affrontato la stagione forse costruendo una squadra leggermente sbilanciata – confessa Lorenzo Cernuta – Lo testimonia il numero di gol incassati sino a questo momento (50), un dato che fortunatamente abbiamo bilanciato con una serie di vittorie importanti. Valutando meglio l’intera stagione ammetto che qualche pareggio in più non poteva che farci comodo, è vero – ammette il tecnico dei viola – ma questa è la mia filosofia di gioco. A volte paga, altre può darti delle difficoltà oggettive”. Alla base dell’audace schieramento proposto da Cernuta quest’anno, si configurano anche le scelte dei “fuori quo- Lorenzo Cernuta (all. Zaule) ta”, opzioni incastonate quasi esclusivamente nel pacchetto difensivo: “Una scelta coraggiosa – aggiunge Lorenzo Cernuta nella sua disamina – All’inizio abbiamo anche pagato in termini di esperienza, ma credo poi abbia insegnato qualcosa ai giovani schierati. E quando parlo di giovani – sottolinea deciso Cernuta – ricordo che buona parte dello Zaule ha giocatori validi e titolari delle annate 1987 e ‘88. Sono già dei veterani”. Non demorde il tecnico della matricola, analizzando il presente ma guardando al futuro con le ambizioni di sempre: “E’ stata comunque una stagione valida – afferma l’allenatore – considerando la classifica corta, il livello generale incontrato e il fatto di averla vissuta da neo – promossa. Dopo Pasqua in società decideremo serenamente sul futuro – conclude Cernuta – Io vorrei sicuramente ripartire con ambizioni più solide, magari per una stagione verso i play – off. Non ho dubbi: il mio nuovo obiettivo è questo”. Gabriel de Curtis Triestina out al Rocco Il debutto era stato vincente, poi sono arrivate due sconfitte e così gli allievi nazionali della Triestina hanno salutato il Trofeo “Nereo Rocco” al termine delle eliminatorie. I rossoalabardati di Ruggero Calò erano partiti con un’affermazione per 1-0 ai danni dei giapponesi del Teikyo. A Capriva del Friuli era stata decisiva una zampata di Forte al 27’ s.t. Seconda frazione determinante anche contro il Milan. A Staranzano i rossoneri l’hanno spuntata per 2-0 grazie a Spagnoli (10’ st) e a Speziale (24’ st). Infine la sfida con il Colo Colo al Ferrini di Ponziana. Cileni vittoriosi per 4-0 (21’ pt, 29’ pt e 18’ st su rig. Pontigo, 11’ st Paez). Calcetto, Umago in arrivo Sono state ufficializzate le date del rinomato appuntamento del Trofeo Legea di Umago, ovvero il raduno di calcetto che ogni anno vede coinvolte centinaia di squadre di qualsiasi livello provenienti da tutta Italia. Alla competizione, che si terrà nel primo week-end del mese di giugno, parteciperanno un nutrito gruppo di squadre proveniente da Trieste, Udine, Gorizia e Pordenone. Se si vuole portare in vacanza la propria squadra e partecipare al piu’ coinvolgente torneo della specialità, si può visitare il sito www.radunocalcioa5.it o contattare gli Organizzatori ai numeri 040.2454944 – 347.2120112. La manifestazione, giunta alla sua settima edizione, si disputa interamente nel week-end con facoltà per partecipanti e persone al seguito di soggiornare all’interno di un meraviglioso villaggio turistico. Lo scorso anno la competizione maschile è stata vinta dal Vissandone di Udine, che ha avuto la meglio in finale sull’Automax di Sassari per 2-1. 22 q il tuono Sabato, 23 aprile 2011 Bobo e l’isola dei pirati – l’amuleto dei Fenici in scena il 27 e 28 aprile Nuova avventura per il simpatico pupazzo con repliche per le scuole e le famiglie Ritorna sul palcoscenico del Teatro Miela di Trieste un beniamino dei bambini: il corvo Bobo. Il simpatico pupazzo sarà protagonista di un nuovissimo spettacolo per le scuole e le famiglie: “Bobo e l’isola dei pirati – l’amuleto dei fenici”, che permetterà di rivedere alcuni personaggi conosciuti, ma anche incontrarne di nuovi, divertenti e curiosi. Il pennuto dal becco arancione tornerà a vestire i panni del pirata per un nuovo episodio della fortunata saga iniziata con “Bobo e l’isola dei pirati”. Sarà Krok, l’eterno secondo che aveva cercato in tutti i modi di impadronirsi della nave capitanata dal temerario Bobo e che ormai tutti pensavano sconfitto, a riaccendere le luci sul veliero del capitano dalle penne blu e della sua ciurma. Salvatosi miracolosamente dai flutti, Krok è pronto a riscattare le sua nomea di furfante e traditore. L’occasione arriva con il ritrovamento di un amuleto fenicio che si dice abbia dei poteri magici… “Bobo e l’isola dei pirati – l’amuleto dei Fenici” è prodotto dalla Compagnia Teatrale Bobo e i suoi Amici in collaborazione con la Cooperativa Bonawentura. I bambini sono invitati a vestirsi da pirati per entrare a far parte della ciurma di capitan Bobo. Repliche il 27 e 28 mattina alle 10 per le scuole e in recita pomeridiana per le famiglie nel pomeriggio del 27 alle ore 17 e il 28 con due rappresentazioni, alle 17 e alle 18. Prenotazione per le scolaresche obbligatoria a: [email protected], tel. 0403480949, cell. 3358180366 – 3387049945. Biglietto ridotto a 5 euro fino ai 14 anni; intero 7 euro; insegnanti e accompagnatori omaggio. Prevendita il 23 e 26 aprile dalle 17 alle 19 presso il Teatro. d.s. Si entrerà “ConUnDeca” alla festa di sabato 30 aprile presso il Circolo Etnoblog Dee jay, musica, impianto luci, abbigliamento e sicurezza tutti rigorosamente anni ‘80 Un biglietto da diecimila lire per entrare al party anni ‘80 battezzato “ConUnDeca” e organizzato da Area 51 in collaborazione con il Circolo Etnoblog sabato 30 aprile in Riva Traiana 1/3 a Trieste (ex Ristorante Ausonia). Alla festa anni ‘80 si entrerà infatti pagando con le vecchie diecimila lire. Ma niente paura: per chi non riuscisse a trovarle, andranno bene anche 10 euro... E’ la curiosa formula ideata dallo staff di Area 51 che, sulla scia di eventi che ripropongono il mito degli anni ‘80, per ricreare il clima di sano divertimento che si respirava vent’anni fa ha voluto proporre una situazione interamente in stile Eighties: luci di quel periodo, dieci sfere a specchi, gli amplificatori e le casse di allora, abbigliamento di allora, personale della security di allora e, naturalmente, impianti e musica di allora: esclusivamente dischi in vinile e monitor rigorosamente a tubo catodico che trasmetteranno immagini di video musicali dell’epoca e un registratore a bobine. Sono stati richiamati in console alcuni tra i più quo- tati dj di Trieste e della regione: Andrea Sgonz e Marino Covelli di Radiomare Network, Miss Gius dal Bowling di Duino, Fabrizio Mayer dell’Euforia Club, Conrad de La Capannina e Virgin del Vertigo. Vocalist sarà Sandro Giorgi. Anche l’inizio della festa, le 21.30, sarà in linea con le abitudini degli anni ‘80, quando si andava a ballare presto. L’animazione infine sarà affidata alle girls del team Zumba fitness di Sandra Giò. Omaggio di benvenuto a tema a tutti gli intervenuti. Per info: [email protected] D.S. Per non dimenticare L’Aquila, due anni dopo il sisma esce il libro “Ventitre secondi” A due anni dal sisma la situazione aquilana resta complessa. Lavoro, investimenti, socializzazione, i punti critici. Per non dimenticare quello che è stato e i difficili anni della ricostruzione, lo scrittore aquilano Alessandro Aquilio ha scelto di raccontare il terremoto così com’è stato vissuto dalla sua famiglia. Dolori, speranze, ricordi e coraggio racchiusi tra le pagine di “Ventitre secondi” (Kellermann editore), un romanzo in grado di far sentire l’eco di un’intera città nel racconto di poche persone. L’autore - nel libro che definisce parte di sé, ma che mai avrebbe voluto scrivere - apre le porte della propria casa al lettore, inducendolo a riflettere di come siano suifficienti una manciata di secondi, ventitre appunto, per cambiare i destini di migliaia di persone. “Ho scelto di raccontare il dramma dell’Aquila attraverso gli occhi di una famiglia, la mia” ha dichiarato. “Nell’anno dei 150 anni dall’unità d’Italia e a pochi giorni dal secondo anniversario dalla notte del 6 aprile, sono convinto che solo con la vicinanza e il ricordo di tutti i cittadini italiani si possano accelerare le tappe verso la difficile strada della ricostruzione. Al netto delle polemiche e degli schieramenti politici, oggi il maggior rischio che corre la mia città ha un nome ben preciso: Indifferenza”. “La storia racchiusa nel libro mi ha sorpresa e resa fragile, mettendomi davanti a questo senso di impotenza che fatica a lasciarmi. Non credevo potesse arrivare al punto di farmi sentire un’aquilana, come tanti” afferma Paola Turci, tra le protagoniste di Amiche per l’Abruzzo, che ha curato l’introduzione. “Leggere queste pagine esige una disponibilità a lasciarsi colpire allo stomaco e al cuore. A lasciarsi trafiggere e a sanguinare. Io ho scelto di farlo, immedesimandomi a fondo nei sentimenti e nelle emozioni descritte in questo racconto di vita vera”. Definito dalla critica un libro importante, “Ventitre secondi” ha come obiettivo quello di non far dimenticare il dramma del terremoto e di spogliarlo dalle polemiche che rischiano di confondere la tragedia umana che ha prodotto. “Ventitre secondi” è anche su Facebook, una piazza virtuale per discutere del libro e scambiare ricordi e idee. d.s. Le imitazioni di Flavio Furian e Andrò Merkù a PerBacco Nait 23 q il tuono POESIA DE TRIESTE Parlami d’amore Senti come profuma l’aria che palpita come un tango. Chiudi gli occhi e respira. Se non mi parli d’amore andrò verso la follia! Di quante lacrime è fatto il mare? Senti come il cuore mi batte. Vorrei vivere vorrei poter dimenticare non dirmi che hai il gelo nella voce. Io so che non hai più baci da darmi, ma parlami solo d’amore. Ben poco ti costa offrirmi ancora quel calice colmo sino all’orlo di bugie. Sì, ora chiuderò gli occhi e ti prego, parlami, parlami d’amore. Wilma Mismas Sabato, 23 aprile 2011 FIGLI DI UN GOL MINORE è IL LIBRO REALIZZATO DA FRANCESCO CARDELLA Il lato umano del calcio INTERVISTA A MARY BARBARA TOLUSSO SUL SUO ROMANZO “L’IMBALSAMATRICE” Una Trieste ironica fa da sfondo all’educazione sentimentale di N. E’ una Trieste sonnacchiosa, a tratti misteriosa, un po’ reale e un po’ immaginaria a fare da sfondo alla trama del romanzo “L’imbalsamatrice” della scrittrice Mary Barbara Tolusso (Gaffi Editore, 350 pagg, 18 euro). Ne è protagonista N., giovane donna che sbarca il lunario truccando i morti in un’agenzia di pompe funebri. Nel privato cerca le donne, ma a disorientarla è l’abbandono di un uomo. Con uno stile ironico, vivace, ma anche colto e sensibile, l’autrice ci porta a conoscere N., e il mondo che ruota attorno alla protagonista, attraverso i suoi flussi di coscienza (e di incoscienza). “L’imbalsamatrice” è un romanzo che pullula di corpi, quelli in attesa del funerale, quelli delle donne con cui N. si scambia gli umori, quelli che stanno su uno schermo del computer e si mescolano alle fantasie. Ma è in realtà un libro molto poco carnale. Esplicito sì, ma veramente erotico? Attraverso i corpi, pure quando sono molto vicini, parla piuttosto di distanze. Altrove stanno i morti, altrove chi N. non è riuscita a raggiungere e da chi non si è lasciata raggiungere. E quando nel romanzo si parla di dolore la distanza che il corpo può creare, anche nell’identità, arriva all’estremo. “L’imbalsamatrice” è per Nella foto la giornalista, poetessa e scrittrice Mary Barbara Tolusso “Figli di un gol minore” diviene anche una vetrina sul calcio dilettantistico portandone atmosfere e umori, e immerge il lettore in diversi aspetti di quella “commedia perfetta e trama di sensazioni abitata, a tutti i livelli, di bellezza e tragedie”. L’illustratrice Monica Pierazzi Mitri, in apertura e chiusura del volume, in un divertente ritratto presenta l’autore come un menestrello. Al termine di ogni capitolo i protagonisti parlano in prima persona, regalando un messaggio che trasmette una visione positiva del rapporto tra uomo e sport. E nell’ottica di dialogare sull’argomento con i giovani, recentemente l’autore ha incontrato le classi I-II-III delle sezioni A ed E della scuola media di Banne, che dimostra una particolare attenzione nel far sì che gli allievi possano coniugare l’impegno nello sport, anche agonistico, a quello scolastico. Al libro è collegato anche il sito www.figlidiungolminore.it. E.D. è dedicato al calcio, ma da un punto di vista umano più che tecnico, il libro “Figli di un gol minore” (Edizioni Mittelcom, pagg. 110, euro 10,90) di Francesco Cardella. Il volume nasce dall’incontro tra l’autore, giornalista professionista (non solo) sportivo, “troppo innamorato del suo lavoro e particolarmente legato allo sport” – così parla di sé nella prefazione – e tredici indiscussi talenti del calcio triestino, isontino e friulano, che non sono riusciti però a giocare fino in fondo la loro grande partita nel campo professionistico. Le ragioni, personali e di carriera, sono tante e diverse: non solo la sfortuna, ma anche le scelte personali, le questioni familiari, gli infortuni, l’assenza di un procuratore serio, i limiti caratteriali e altro. C’è anche chi ha rinunciato alla serie A seguendo, con gioia, una fortissima vocazione sacerdotale. Cardella fa da tramite tra le storie di questi atleti e il lettore, con uno stile che conserva anche delle agilità proprie della cronaca sportiva, ma l’impostazione è narrativa e con una scrittura partecipe all’argomento biografico. molti versi una storia di “testa”, nel senso che N. usa il pensiero per difendersi dalle emozioni (anche posticipandole attraverso l’attenzione sulle cose) e per osservare ambienti e persone. «è soprattutto un romanzo sul pudore dei sentimenti e sulla frustrazione del desiderio di protezione – spiega Tolusso - espresso attraverso una formula contraria: la totale impudicizia dei corpi che si avvicinano. Né più né meno che nella vita, è facile avere una relazione sessuale, molto più complicato lasciarsi andare emotivamente». Se “L’imbalsamatrice” non è un libro erotico è certamente, però, molto ironico. «Sì, l’ironia per me è indispensabile, aiuta a rovesciare le cose, a farle vedere da un’altra prospettiva». Se potessimo leggere nella testa degli altri, anche i cosiddetti “integrati”, secondo te ci troveremmo contraddizioni emotive, paure davvero tanto diverse da quelle di N.? «N. naturalmente è un personaggio romanzato, portato all’estremo nei messaggi e nei conflitti che vuole comunicare. Ma nasce proprio dall’osservazione della realtà, non potrebbe essere altrimenti. Tutti siamo pieni di paure, la differenza sta solo nel saperci controllare e forse anche dall’ammettere a noi stessi quanto possiamo dipendere dagli altri. Non è un percorso facile. A nessuno piace sacrificare un po’ della propria autonomia». Dopo l’esperienza della prosa qualcosa è cambiato nella tua poesia? «Direi di no. La mia poetica è un po’ paradossale. Sul fronte narrativo sono molto più aperta alla sperimentazione linguistica, nella poesia rimango piuttosto lineare. Ma è anche vero che le cose si mescolano, così talvolta una poesia pare un piccolo racconto e il romanzo si presta a una scrittura anche poetica, frasi brevi, ritmate, evocative più che descrittive». E.D. Uno spaccato sulla Trieste dal ‘40 e ‘70 Un vivace libro di memorie in cui il vissuto personale si interseca all’amore per una città, la Trieste tra gli anni ’40 e ’70, e la Storia si riflette a sua volta nella quotidianità più spicciola, nei discorsi, negli umori, in gioie, speranze e timori. Medico-chirurgo, Libero Docente ed ex Primario Ospedaliero (ma mai Barone, come ci tiene a sottolineare), dopo aver scritto più di 60 pubblicazioni a carattere scientifico, Franco Francescato ha esordito nella narrativa con “Nato sul Golfo” (Ed. Italo Svevo, pagg. 185, 10 euro), nel quale ha raccontato i suoi anni giovanili e la sua formazione culturale e professionale. L’autore, dalla prosa fresca, diretta, ironica, in questo libro ha avuto il merito di trasmettere il passato al lettore come un vitale presente, rivivendone situazioni, luoghi ed emozioni attraverso la scrittura. “Nato sul Golfo” è anche una dedica agli affetti, in particolare a quelli famigliari. Le pagine sono animate dai caratteri e dalle voci di tanti personaggi, maggiori e minori. Spiccano la coraggiosa nonna Benvenuta e il nonno Pierin, “macéta” dai tratti insieme reali e leggendari. Entrambi sono stati d’ispirazione all’autore anche per la commedia in dialetto triestino “Le babe”, rappresentata di recente a leggiò al teatro Silvio Pellico dalla compagnia “Teatranti di Ugo Amodeo”, per la regia di Luciano Volpi, nell’ambito della rassegna “Banco di Prova” de L’Armonia. E. D. Mostra a Palazzo Gopcevich Obiettivo Pace - le missioni internazionali di pace dal dopoguerra ad oggi La mostra documentale – fotografica – collezionistica e storico/modellistica “Obiettivo Pace – le missioni internazionali di pace dal dopoguerra ad oggi”, inaugurata lo scorso 9 aprile, resterà aperta fino all’8 maggio (con orario feriale e festivo 9 - 19). Organizzata dal Centro regionale Studi di Storia militare antica e moderna – Trieste in collaborazione con la Direzione Area Cultura e Sport del Comune di Trieste, è ospitata dalla sala Attilio Selva di Palazzo Gopcevich di via Rossini 4. La mostra si sviluppa su un percorso a carattere geografico, iniziando dai teatri di operazione in Europa e terminando con le Americhe anche perchè l’Operazione Haiti è l’ultima a carattere temporale. Dopo il primo appuntamento del giorno 15, ci saranno altre due conferenze su tale tema, in programma il 29 aprile e il 6 maggio alle 17.30 nella sala Bobi Bazlen dello stesso Palazzo Gopcevich. Il presidente del Centro regionale Studi di Storia militare antica e moderna – Trieste, Diego Guerin, afferma: “Nell’attuale momento storico si è ritenuto doveroso proporre una mostra imperniata sulla partecipazione delle nostre forze armate ai più svariati impieghi internazionali dalla fine del secondo conflitto mondiale ai giorni nostri. Un intervento finalizzato alla salvaguardia della popolazione da atti di violenza e orchestrato dalle Nazioni Unite e dalla Croce Rossa Internazionale”. m.la. 24 q il tuono Sabato, 23 aprile 2011 Sky, il palcoscenico della giornalista triestina Francesca Zambon La triestina - di origini pordenonesi - Francesca Zambon (nata il 27 aprile 1976) è entrata ormai da tempo nel circuito del giornalismo che conta, trasferendosi a Milano. Il capoluogo lombardo è uno dei palcoscenici ideali per tale attività al pari di Roma e Bologna. Come è iniziata la sua atti- vità giornalistica? Ho cominciato con il quotidiano Il Gazzettino: durante la settimana studiavo e di domenica scrivevo di calcio dilettantistico. Ricordo anche con un po’ di nostalgia le domeniche al freddo e al gelo della bora sui campi dell’altipiano Quali sono state le testate per le quali ha lavorato? Mentre lavoravo al Gazzettino, prima di trasferirmi a Milano, ho lavorato per una televisione locale a Pordenone e per brevi periodi in radio (Radio Attività) e in un giornale locale (Lunedì Sport). Spesso senza soddisfazioni economiche, ma con tanto sacrificio. Poi, a Milano, ho cominciato con lo sport di Tgcom.it e Mediavideo, quindi la tv con Sportitalia e Sky Sport. Nel mezzo una piccola parentesi di due mesi al quotidiano sportivo Dieci, un bellissimo ambiente di giovani entusiasti, purtroppo un’avventura finita male. Anche questo però mi è servito a fare esperienza. Quando e come è arrivata a Milano? Nel gennaio 2002 con uno stage all’agenzia giornalistica sportiva Datasport al termine di un corso di giornalismo multimediale seguito all’Enaip di Trieste. Un bilancio finora della sua esperienza... Premettendo che io non mi accontento mai, penso che avrei potuto e potrei fare di più sempre, in ogni cosa. Giudico questa esperienza positiva, a tratti esaltante e a momenti molto dura. Di certo l’ambiente lavorativo di una città come Milano è molto competitivo e una sorta di “giungla”. Dico sempre che una volta che hai acquisito i ritmi e la mentalità lavorativa di questa città, puoi lavorare ovunque. Ha un sogno/obiettivo particolare ancora da raggiungere? Il mio sogno si chiama Londra: credo che poter documentare un’Olimpiade sul posto sia il sogno di qualsiasi giornalista sportivo. Le sono mai capitati episodi particolari, che le sono rimasti in memoria, da quando è via? Ricordo con grande emozio- ne la prima intervista a Valentina Vezzali: per me, che adoro la scherma e lo considero il mio sport preferito, conoscere un mito come lei è stato qualcosa di straordinario. Un altro episodio, che ricordo bene, è la lotta con i 50 gradi di Roma durante i mondiali di nuoto del 2009. Il caldo ci creò non pochi problemi tecnici. Segue da lontano la Triestina e quale idea se ne è fatta? Sono sincera: la Triestina mi fa solo tanta tristezza. Vederla lì, ai confini della retrocessione, mi fa arrabbiare. Non capisco perché una città ricca come Trieste non riesca ad investire sul calcio e più in generale sullo sport. E’ un peccato: lo sport è uno straordinario aggregatore sociale e sarebbe un modo per far conoscere una delle città più belle d’Italia, ancora troppo poco conosciuta dalla gente. “A nome tuo” di Mauro Covacich Sabato 16 aprile, nella cornice della libreria Lovat di Viale XX Settembre, Mauro Covacich ha presentato il suo ultimo libro “A nome tuo”, edito da Einaudi. Questo romanzo rappresenta un ulteriore passo nel percorso che lo scrittore triestino ha intrapreso verso la conoscenza dell’identità. E’ un tema che ritorna in tutta la produzione di Covacich, un tema universale e connotato da una certa “triestinità” (basti pensare all’opera di Italo Svevo) e che abbiamo provato a farci spiegare direttamente dall’autore. Da che cosa è partita questa tua ricerca? “Da una domanda molto semplice. Quando sono veramente io e quando invece porto una maschera? Ho provato ad indagare attraverso i romanzi ma le parole non mi hanno soddisfatto. Ho pensato che nel dolore è più difficile fingere, ma quando l’ho raccontato il messaggio non è arrivato alle persone che mi dicevano “che bella storia”. Ma quale storia? Era la mia vita!”. Traendo delle conclusioni logiche, così non dovresti più scrivere. “Infatti, è stata la decisione che ho preso. Alla maniera dei performer che operano nell’arte contemporanea, ho corso una maratona sul tapis roulant, ripreso dalle telecamere, per documentare la sofferenza sul mio volto e sul mio corpo, ma nemmeno così ho ottenuto il mio scopo in quanto le persone pensavano fosse uno strampalato ma interessante progetto di video arte. Poi è arrivata una storia che non potevo rifiutarmi di raccontare, la storia della mia vita. E’ quella che racconto in “A nome tuo” ma la mia ricerca non è ancora finita e probabilmente una risposta non esiste”. Che cosa ti affascina di questo tema? “Il fatto che viviamo diverse esistenze, che siamo diverse persone tutte assieme e che non sappiamo mai quale di queste persone è quella “vera”, “reale”. Dirai che è immediato come pensiero, ma io ho dovuto sbatterci la testa contro, sperimentare e cercare continuamente la risposta. Nei miei romanzi non uso pseudonimi ma eteronomi. La differenza è rilevante, come ha spiegato bene Pessoa nella sua opera. Lo pseudonimo è una finzione manifesta, l’eteronimo è un altro sé, un’altra faccia della propria esistenza”. I tuoi libri non sono facili. Come immagini il lettore di Mauro Covacich? “Mi rendo conto che non faccio letteratura d’evasione. Non rappresento un’alternativa divertente alla televisione o ad altri passatempi. Credo che il mio lettore sia una persona che, dopo aver lavorato, torni a casa e abbia ancora la forza di cercare qualche risposta a domande che magari non riesce neanche a formulare compiutamente. Me lo immagino come un tipo tormentato, uno che non si accontenta. Uno come me”. E.B. Detective Eusebio - Trappola a Trieste Sabato 23 aprile 2011, negozio Fantasylandia di Corso Italia 6/I a Trieste, fascia oraria 16 – 19.30. Sono gli estremi della presentazione del libro “Detective Eusebio – Trappola a Trieste”, il cui autore è Misic Zico Zivorad. Un’opera curata anche da Ilaria Zecchini, Giulio Ponte e Mario Cerne e stampata dalla Luglio Fotocomposizioni. Immaginate un personaggio rassomigliante a Clint Eastwood e con l’indole di Mike Hammer (il duro per antonomasia), famoso detective di una serie televisiva degli anni Ottanta con doti combattive alla pari di Bruce Lee e Steven Seagal....e l’ambientazione è sapientemente “piazzata” in un futuro non troppo lontano. Infatti ci troviamo a Trieste negli anni 2018-2020: apparentemente nulla è cambiato, a parte i fiumi di immigrati che inondano sempre più frequentemente la città. Sembra che tutti abbiano lo stesso fine comune: la ricerca di soldi facili! E per averli sembrano pronti a tutto, perfino a uccidere. Dall’altra parte c’è l’eroe buono, Eusebio Marca, che all’improvviso viene travolto dalla bellezza di Ludmilla, donna sensuale e intri- gante. Lei è di origini russe e ha forti legami con la mafia del suo paese, operante a Trieste. All’improvviso questa ragazza decide di tagliare i ponti con il suo pericoloso passato, ma è consapevole che non può farcela da sola. Così Eusebio si trova – a sua insaputa – a doverla proteggere in questa difficile impresa. In tal modo ci si ritrova tra le mani un fumetto basato su pura azione, belle donne e ironia. La storia narrata è il frutto della fantasia dell’autore e ogni somiglianza con la realtà è puramente casuale. è anche vero che molti dei personaggi del racconto sono persone vere, amici di Misic Zico Zivorad che hanno prestato con entusiasmo il loro volto per questo episodio. L’autore è serbo, ma ormai si considera triestino di adozione. è decisamente poliedrico, essendo poeta, scrittore, sceneggiatore, insegnante di disegno, pittore, cantante e ora anche disegnatore di fumetti. “Uno come me non pensa mai al tempo: porto sempre con me carta e tempo e appena ho un’ispirazione o un’idea la annoto e poi la sviluppo in un secondo momento, dandole forma”. Da dove nascono le sue idee? Nei modi più svariati. Principalmente discorrendo con gli amici o più semplicemente dalla vita quotidiana, che è sempre parte fondamentale delle mie storie. E così anche i miei personaggi sono ispirati a persone vere anche se mi diverto a caratterizzarli a modo mio”. Nico è il personaggio del suo precedente lavoro, mentre Eusebio è la sua nuova creatura. Cosa li differenzia? Diciamo che Nico è buono, onesto, ingenuo e soprattutto presenta i tratti tipici della giovinezza. Eusebio è invece un uomo vissuto, che ha scelto di percorrere la difficile strada della legge e alle volte, per farla rispettare, deve porsi ai limiti della legalità stessa. Uno rappresenta una storia di amore tormentato e ambientato a Trieste, l’altro è un thriller condito con l’omicidio... Scrivere solo un tipo di storie mi annoia. Amo piuttosto spaziare, facendo vivere ai miei personaggi molte esperienze nei contesti più svariati. Solo nel disegno mi dedico a storie ambientate a Trieste. E ora quale è il lavoro in cantiere? Sto preparando il secondo volume di Nico, che spero vedrà la luce entro maggio. In più insegno l’arte del fumetto all’accademia guidata dallo sceneggiatore triestino Mario Cerne. E la pittura? Fino ad ora ho preparato cin- que mostre personali, di cui l’ultima risale a due anni fa. Purtroppo non trovo sempre il tempo per tutte le cose che amo anche perchè ho una famiglia e non voglio sacrificarla. Mia figlia mi supporta nel mio lavoro, mentre mia moglie non proprio. La vita privata di un artista non è spesso facile. Perchè? Alle volte mia moglie si lamenta che la mia arte è la sua grande rivale in amore. Scherzi a parte, ho bisogno di concentrazione per creare e l’unica cosa, che sopporto mentre lavoro, è la musica, preferibilmente di quel genio di Ennio Morricone. Massimo Laudani il tuono q 25 Sabato, 23 aprile 2011 La rosa di Rudolf È un omaggio al filosofo Rudolf Steiner, che è riuscito con parole semplici e accessibili a tutti a comunicare cognizioni di territori sconosciuti, stimolando menti e cuori alla ricerca del vero senso della vita, l’ultimo album del cantautore triestino Adriano Doronzo. Intitolato proprio “La rosa di Rudolf”, il disco è stato presentato pochi giorni fa in anteprima assoluta al Teatro dei Fabbri di Trieste, in un concerto live che ha visto il musicista triestino esibirsi sul palco, per la gioia dei propri fan, accompagnato dalla voce e dalle percussioni di Irene Brigitte Puzzo, da Max Cernecca al piano e tastiere, da Franco Trisciuzzi alla chitarra, da Michael Petronio alle percussioni e dal suadente sax di Bruno Prodan. Insieme a questa nutrita band Doronzo ha ripercorso in musica le tappe salienti della sua produzione, pescando dal suo ormai vasto repertorio. “La rosa di Rudolf” è infatti il quinto album dell’eclettico triestino Doronzo, che è cantautore, poeta e organizzatore d’eventi culturali, ed esce ancora una volta per l’etichetta Storie di Note, come il suo quarto cd, “Favole Colorate”. E la continuità con “Favole colorate” si nota in quest’ultima sua fatica dall’utilizzo dello stesso linguaggio, che fa tesoro della lezione steineriana nel suo essere semplice e immediato, ed è ormai diventato un po’ il marchio di fabbrica del cantautore triestino. La lingua di Doronzo è essenziale anche quando gli argomenti trattati sono profondi e delicati, da maneggiare con cautela, ma non si può definire poesia. È piuttosto vera e propria canzone: nei suoi brani infatti il testo non prescinde mai dalla musica, ma sulla musica si appoggia e trae la sua forza dalle note che lo accompagnano. La verve inventiva del compositore si manifesta attraverso l’estrema varietà delle sue composizioni, che per richiami ed evocazioni si rifanno alla musica popolare, con influenze che di volta in volta spaziano attraverso vari generi musicali. Si va dalle sonorità balcaniche allo swing, senza dimenticare qualche suadente concessione alla tradizione melodica italiana. Anche la forma è ibrida: a momenti d’intenso lirismo, che rivelano una sensibilità avvezza a esercitarsi con la parola sofferta della poesia, si alternano brani più ironici, cui è affidato il compito di narrare istanti di vita vissuta e di scandagliare, con l’arma affilata dell’ironia, l’umana condizione esistenziale. Adriano Doronzo, che è nato e vive a Trieste, si divide tra il suo lavoro di spedizioniere nel settore caffeicolo e le produzioni discografiche, tra la poesia e l’organizzazione di eventi culturali. E’ presidente dell’Associazione Culturale “Club Anthares” e organizzatore del Festival Internazionale della Poesia. Sofia Capitani Ben Hur di Gianni Clementi Mercoledì 27 aprile, alle ore 20.30, andrà in scena Ben Hur di Gianni Clementi con Nicola Pistoia e Paolo Triestino, al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia Sala ASSICURAZIONI GENERALI Repliche fino all’1 maggio Una celebrazione dei primi 40 anni della Pallamano Trieste Un cammino costellato da periodi importanti, in primis quelli delle sponsorizzazioni Cividin e Dukcevich, e da momenti bui come la rinuncia alla serie A1 d’Elite per ragioni economiche. Una storia che non si ferma, ma continua la grinta di sempre “1970-2010, auguri campioni! Quarant’anni di Pallamano Trieste” è un libro finalizzato a celebrare il quarantennale della società di handball più scudettata di Italia. Allori conquistati sia con la prima squadra sia a livello giovanile, a cui si affiancano i successi in Coppa Italia e in vari tornei. Perciò quarant’anni di vita veri e propri sotto il profilo agonistico. In realtà, però, a Trieste la storia della pallamano iniziò nel 1967 anche da tale anno fino al 1970 si fece “solo” attività scolastica. Il comitato promotore per la diffusione di questa disciplina in Italia richiese una persona che facesse da punto di riferimento nel capoluogo regionale per la specialità in questione. La scelta ricadde su Giuseppe Lo Duca, professore di educazione fisica nelle scuole di Servola e per gli allenamenti fu individuato il campo coperto dell’Enaip di via dell’Istria. Venne intensificata la ricerca di giocatori da parte di Pino Lo Duca, i cui trascorsi agonistici avvennero nel calcio. Giocò con la squadra-riserve della Triestina fino a 20 anni, poi si trasferì a Bologna per motivi di studio e al suo ritorno indossò le maglie di C.R.D.A. in Seconda Categoria e dell’Arsenale in Promozione (quella volta il circuito dilettantistico era suddiviso in Promozione, Seconda e Terza Categoria) prima di darsi alla Coppa Trieste. “Da atleta preferivo il calcio alla pallamano”, confessa un Lo Duca che trovò delle leve da introdurre al suo secondo amore sportivo proprio nel bacino della CopI 40 anni della Pallamano Trieste, pa Trieste. Altri la società triestina più scudettata proseliti furono con i suoi 17 allori in bacheca. profughi o perQuarant’anni di passione, fatti di sone provenienti successi (molti) e delusioni (poche) dall’Istria con un passato da pallaallargare i propri orizzonti e deci- manisti e un presente di lavoratose così di costituire una squadra ri a Trieste. Un altro settore da cui di handball, dandole il nome di attingere fu il basket come indicaU.S. Acli Pallamano Trieste. Una to dal testo a cura del giornalista volta fondata, venne affiliata alla Massimo Laudani e delle Ediziofederazione e il terreno da gio- ni Luglio e disponibile nelle due co indicato per le partite casalin- sedi dell’editore (libreria al cenghe fu quello all’aperto del Cen- tro commerciale Il Giulia e sede tro Giovanile di Muggia, mentre di via Miani 5/b). San Sabba e alla fine l’allenatore con più tricolori in bacheca (14 su 17). Finito l’Isef a Bologna, tornò a casa come supplente e il provveditorato scelse lui, essendo l’ultimo arrivato. Proprio gli istituti di Servola e San Sabba furono le fucine dei primi giocatori (su tutti Pischianz e Calcina). Il primo parquet da gioco fu la palestra della scuola Domenico Rossetti, culla dei primi passi ufficiali del movimento triestino. A supportare inizialmente il “Prof.” fu Pino Grio, presidente del gruppo sportivo delle Acli e poi massimo dirigente del team di pallamano dal 1970 al 1978. Votato fino a quel momento soprattutto al calcio, l’Unione sportiva Acli decise di 26 q il tuono Sabato, 23 aprile 2011 a breve uscirà il primo singolo, “la meta” della band bivio h Artisti in vetrina sforna talenti ancora soddisfazioni per l’arpinista e cantautrice Frina Un’altra soddisfazione per Trieste ma soprattutto un’altra vittoria per l’arpinista e cantautrice triestina Francesca Salcioli, conosciuta come Frina. Sarà proprio lei infatti la prossima artista prodotta, entro fine anno, dalla casa editrice e discografica indipendente di Trieste Blue Tattoo Music fondata nel 1997 dal musicista Guerrino Perovich con l’obiettivo di dare voce ai cantanti e alle band rock, blues e pop emergenti che possano con il loro lavoro apportare elementi nuovi all’ambiente musicale italiano. Dopo Artisti in Vetrina, il concorso canoro organizzato dall’associazione M.e.t.a. Turisti, vinto nel 2008, per la cantante triestina si è aperto un periodo ricco di possibilità e gratificazioni nel mondo lavorativo. Si è trasferita a Milano e ha iniziato la carriera nell’ambito della Naturopatia, ha potuto studiare Musicoterapia e iniziare la specializzazione in Terapeutica Artistica. “L’approccio con la musica per me è strettamente legato all’aspetto terapeutico della musica stessa. Per questo alterno interventi musicali presso mostre ed ospedali a concerti più importanti, come l’apertura di Branduardi il 25 settembre scorso, nell’ottica comunque di una prossimità emotiva con lo spettatore, perché si possa quasi rinascere insieme, attraverso il suono” afferma la trentenne. Ed è proprio questa sua particolarità e sensibilità alla musica che ha colpito sia Perovich che Giampaolo “PAPE” Gurioli - pianista e arrangiatore di alcuni dei maggiori artisti della musica leggera come Jovanotti, Cesare Cremonini, Giorgia e Laura Pausini - entrambi presenti nella giuria alla finale di Artisti in vetrina 2010 dove Frina si è esibita in qualità di ospite sul palco del Teatro Silvio Pellico. “Quando una casa editrice o discografica sceglie un artista cerca un progetto esclusivo, nuovo, unico” dichiara il discografico. “Frina è unica al 100% sia nello stile musicale, sia nella voce, sia come personaggio”. Ultima apparizione della cantautrice lo scorso 10 marzo a Marradi dove è stata chiamata come ospite ad una delle serate a tema che abbinano musica, cibo e filosofia del cibo organizzato dalla neonata associazione Musicaimpron- ta (Marradi), Ars/ Nepulis (Bassa Romagna) e appunto Blue Tattoo Music. Nell’arco di un mese inoltre l’artista verrà inserita, grazie all’aiuto dell’etichetta discografica indipendente Areasonica Records, in tutti i motori di ricerca del web. Frina però non è l’unica cantante emersa con il concorso Artisti in Vetrina, infatti anche la prima band classificata della scorsa edizione, i Bivio H, ha potuto esibirsi alla finale di Sanremo Rock e a breve uscirà il loro singolo “La Meta”, sempre prodotto dalla Blue Tatoo Music, disponibile in tutti i migliori negozi d’Italia. “Artisti in Vetrina è diventato un concorso canoro molto importante perché sta sfornando artisti di un certo livello che vengono premiati a livello internazionale” afferma Perovich. Le iscrizioni per la settima edizione del concorso si sono già aperte e si chiuderanno il 10 luglio (www.artistinvetrina.it). La manifestazione, che inizierà a fine estate, quest’anno vuole essere a livello nazionale e presenta riconoscimenti ancora più prestigiosi per i vincitori delle tre categorie in gara. Tra i vari premi infatti vi è per le band l’accesso di diritto alle fasi finali del concorso Sanremo Rock (2012) mentre per i cantanti cover e gli interpreti di brani inediti l’accesso di diritto alle fasi finali del concorso Una voce per Sanremo (2012). Inoltre i primi 10 finalisti entreranno a far parte della compilation di Artisti in Vetrina che uscirà a Trieste nella primavera 2012 con brani scelti dal produttore. “Consiglierei sicuramente a tutti i giovani cantanti di partecipare al concorso perché è un’ottima opportunità per farsi ascoltare ma soprattutto per ascoltarsi e migliorare” afferma Frina, “è un’occasione per intrecciare nuove amicizie e collaborazioni, per incontrare professionalità in grado di aiutarci, di accompagnarci nel percorso di crescita verso un futuro pieno di musica”. Sara Cristaldi Trieste e il caffè E’ dal 1700, ma certe fonti parlano della fine del Seicento, che ebbe inizio la pluricentenaria tradizione che lega la Città di San Giusto al caffè. Allora il prezioso chicco proveniva via terra dalla vicina Repubblica Veneta. In seguito, attraccarono ai moli velieri ricolmi della preziosa derrata provenienti dai porti dell’Impero Ottomano quali Smirne oppure Alessandria d’Egitto e, in genere, dal Levante. Ebbe così inizio l’epopea delle Botteghe da caffè, periodo in cui Trieste vide la nascita di diversi pubblici esercizi che inalberavano l’insegna del “caffè”. Fu però nell’800 che l’espansione di questi locali ebbero il loro momento culminante. Trieste: indissolubile capitale mediterranea del caffè Certamente saranno diversi i lettori de “il tuono” validi degustatori del buon espresso. Statistiche alla mano, dimostrano che i triestini, oltretutto, sono degli alti consumatori dell’aromatico estratto. Peraltro, molti di loro, in qualche modo, lavorano direttamente o di striscio con il verdebrunito chicco oppure hanno un parente che è coinvolto nel traffico del prodotto tropicale. La città di Trieste rappresenta un caso unico e di eccellenza nel panorama mondiale dell’espresso. Tradizioni storiche ed evoluzioni culturali oltreché commerciali, hanno sfruttato l’invidiabile posizione geografica dell’area, contribuendo alla nascita di un patrimonio importantissimo fatto di conoscenza, di competenza e di specializzazione mescolati ad una vera e propria passione di consumo per l’aromatico decotto. Gli ultimi mesi del 2010 sono stati forieri di positivi aspetti connessi con il piccolo profumato chicco. Ad esempio, in occasione della rassegna fieristica biennale TriestEspresso Expo, dell’ottobre scorso, tutto il mondo della bevanda espressa, a livello nazionale e internazionale, si è incontrato nel capoluogo Giuliano. Si è trattato della quinta edizione rivolta agli operatori del settore, giunti in riva all’Adriatico da tutto il mondo. Non solo traffici o commerci: di tanto in tanto, il Capoluogo regionale offre importanti momenti culturali connessi al settore. Ne è esempio la mostra dal titolo “Trieste città del caffè”. Si tratta di un percorso tra scienza, economia, cultura e costume promossa dalla Camera di Commercio, dall’Associazione Caffè Trieste e dal Trieste Coffee Cluster (Distretto triestino del caffè), ubicata in via San Nicolò 7, al II piano, all’interno del permanente Museo Commerciale. L’allestimento sarà visitabile ancora fino a metà maggio. Per saperne di più e prenotarsi, gli organizzatori invitano a visitare il sito www. ts.camcom.it o telefonano al numero: 040.6701-234 e -229. Continua con successo a cadenza annuale la rassegna promossa in alcuni locali cittadini da Promotrieste dal titolo “Le vie del caffè”, che a cavallo del nuovo anno ha proposto incontri nei diversi locali storici cittadini. Lo stesso ente, assieme a Turismo FVG, promuove il Carnet di consumazione acquistabile presso l’info point sotto il palazzo del Lloyd Triestino (ora sede della Regione) di piazza Unità d’Italia (sei caffè a tre euro spendibile nei Caffè storici triestini che vi hanno aderito). In ambito culturale è necessario menzionare poi l’importante appuntamento dell’ottobre scorso. Nell’ambito della grande rassegna fieristica biennale TriestEspresso expo si è concretizzata l’ennesima partnership fra musei europei del caffè. A esserne coinvolti la struttura triestina e nientemeno che il francese Musée de l’aventure Peugeot, società che nel 2010 ha compiuto i suoi 200 anni di attività iniziando proprio dalla realizzazione di lame per tagliare il legname, macine e macinini da caffè. E’ stata questa la quarta volta che si sono realizzati i gemellaggi foto evento svolto alla rassegna TriestEspresso Expo 2010 (da dx Vincenzo Sandalj presidente Assocaffè trieste, Christa Chiaruttini Leggeri console Francia, Gianni Pistrini curatore Museo del caffè di Trieste, Fabrizio Taiana del Club Peugeot) e foto allestimento in Camera di Commercio fra musei europei monotematici al caffè. Infatti, si deve sapere che è dal 2001 che all’interno dell’Autorità Portuale di Trieste, più esattamente nella Torre del Lloyd, era insediato un primo nucleo del costituendo Exhibit permanente sul caffè (voluto dal Trieste Coffee Cluster). Per dare visibilità alla struttura espositiva (ora in fase di definizione), il curatorio ha pensato di creare dei momenti di incontro e di visibilità attraverso degli accordi con altre strutture similari disseminate un po’ dovunque sia in Italia che all’estero. Così, nel 2004 è stato coinvolto il Museo Tecnologico del Caffè a Emmerich, in Germania, quindi, due anni dopo, del Museo del Caffè (Caferama) di Daniele Ba- dilatti a Zuoz, in Svizzera (nella patria dei caffettieri del Cantone dei Grigioni). Infine, nel 2008 fu la volta del Museo del Caffè (Kaffee Kompetenz Zentrum) di Edmund Mayr di Vienna. Ora, ribadiamo, il 29 ottobre scorso ad esserne coinvolto nell’iniziativa nientepopodimeno che il Muséè de l’Aventure Peugeot a Sochaux, in Francia, trovando la disponibilità del direttore Henouil Loic e della curatrice Josiane Eymann. Per maggiori informazioni è attivo un sito internet dove si potrà approfondire la materia digitanto http://goo.gl/MCCM Anche questo, ritengo, sia un modo per Amare Trieste e farla conoscere fuori dai confini locali. Gianni Pistrini il tuono q 27 Sabato, 23 aprile 2011 cap. 3 Fine di una stoRica dimoRa Nell’oscurità riconobbi alla fine, non molto distante, la familiare sagoma del castello di Miramare e che ci trovavamo precisamente nel parco della sontuosa villa con alle spalle il monte. Il posto era completamente avvolto nelle tenebre, non un solo lume che rischiarava la zona, segno che denotava l’assenza di persone. Rimanemmo nascosti dietro una siepe: prima di muoverci volevamo essere sicuri di non incappare in spiacevoli sorprese mentre non finivo di chiedermi che razza di canale spazio-temporale aveva deciso di mandarci da San Giusto a Miramare. Dal momento che tutto era cominciato al colle sarebbe stato logico continuare le “visite” nello stesso posto sia pure in piani diversi. Si vede che “l’agenzia turistica” aveva esaurito i posti per San Giusto ed ora ci aveva spedito nel non meno conosciuto sito turistico di Miramare. La massa nera del castello, considerando che ci trovavamo a notte inoltrata, vista dal parco incuteva davvero una certa angoscia sicuramente foriera di minacce. Sergio Martini/ racconti “fantastici” Le altre Trieste Riassunto dei capitoli pRecedenti. Giorgio e Silvana, due adolescenti amici, si trovano coinvolti, presso la piazza del Ponterosso, nei tragici fatti del 5 novembre del 1953. Inseguiti da “cerini” e reparti inglesi, cercano rifugio in un tombino nei pressi di San Giusto e lì se ne stanno acquattati nel buio in attesa che i disordini finiscano e che gli inseguitori se ne vadano. Cessato il pericolo tornano in superficie che è ormai notte decisi a tornare a casa. Risaliti in strada scoprono che la città sta per essere distrutta dall’eruzione di un vulcano sul Carso. Vengono così a sapere di trovarsi in una Trieste del 1922 e che il cataclisma era stato previsto. Tornano angosciati nel sottosuolo convinti di sognare ma i fatti smentiscono le speranze. Riflettendo e commentando l’avvenimento, si rassegnano ad ammettere di trovarsi in una situazione di spostamenti spazio-temporali dove, il passaggio, si trova proprio in quel tratto di cloaca scelto per sfuggire alle guardie. Credendo di ritrovare la scala giusta per tornare nel loro mondo e nella loro epoca vanno a finire invece… magnifico edificio. La fortuna continuava ad assisterci con il riflusso delle acque che liberò la spianata abbastanza da permetterci di cercare l’apertura che ci aveva condotto fin là: un altro treno sbagliato dunque. La stranezza stava tuttavia nella distan- punto esatto in cui si trovava il nostro “terminal” non fu cosa facile. Dovemmo spostare mucchi di arbusti e detriti, certi anche pesanti ed ingombranti mentre l’acqua defluiva ancora e ci bagnava le caviglie. La nostra porta la trovammo quasi per caso sollevando una grata contorta. Intanto il sole, volenti o nolenti, si era alzato quel tanto da illuminare la scena. E fu a quel punto che non resistemmo alla tentazione di portarci in faccia al mare per osservare con più ampia veduta la portata del cataclisma. Spingemmo lo sguardo verso Trieste ma pur se distanti non rilevammo traccia di costruzioni e palazzi: la calma distesa del mare copriva tutto lasciando emerse solo le alture circostanti la città. Sconvolti ma rassegnati per quella nuova distruzione – prima il fuoco, adesso l’acqua – ci avviammo alla botola per completare il lavoro che ci avrebbe permesso di usare la scala, sperando per il meglio. cap. 4 la GalleRia dei misteRi Stavo cercando di cacciare i brividi generati da quell’apparizione che un frastuono terrificante proveniente dal mare ci bloccò. Istintivamente gridai alla mia compagna di scappare verso il bosco dietro di noi mentre l’improvviso terrore ampliava le nostre capacità visive. Ahimè ci risiamo, mi dissi e gridai: “Silvana corri, scappiamo via, sta per succedere qualcosa di terribile. Via!” Ci arrampicammo sulla scala del parco retrostante il castello appena in tempo: un’enorme massa d’acqua, una vera muraglia, si abbatté dietro di noi travolgendo manufatti e vegetazione. La furia della gigantesca montagna liquida si mangiò tutta l’ala destra del castello e grossi detriti venivano lanciati anche nella nostra direzione. Per fortuna il punto raggiunto ci permise di superare la portata dell’acqua anche se di appena un metro. Una grossa quercia aveva pure fatto del suo meglio per difenderci da quel letale pericolo. Naturalmente salimmo ancora di più convinti che quella non sarebbe stata l’unica delle onde. Così fu: ce ne furono altre quattro con intensità decrescente ma sufficienti a disperdere ciò che restava della meravigliosa residenza di Massimiliano. Stanchissimi, impauriti ma anche grati alla Provvidenza per lo scampato pericolo, fummo tuttavia impossibilitati a prender sonno non avendo nulla con cui coprirci, così attendemmo intirizziti l’imminente mattino per constatare la desolazione generata da quel mare che sempre aveva incorniciato il za dalla prima uscita. Che nesso c’era tra il colle San Giusto ed il parco di Miramare? Continuavo a chiedermelo. Ma la domanda al momento non aveva risposta. Fatte le dovute valutazioni, all’inizio non trovammo interessante trattenerci nel parco devastato dove l’acqua ancora formava pozzanghere invalicabili e cascatelle tumultuose che trascinavano cespugli, rami e rottami di ogni sorta; pertanto abbandonare a piedi il sito per esplorare i dintorni non era consigliabile. Ancora debilitati dal freddo, bagnati come pulcini, non volevamo attendere il pieno sorgere del sole anche se il cielo si mostrava completamente sereno dopo quella notte di tregenda: il tepore del nostro rifugio, anche senza un caldo caffè fumante, era, come detto, assolutamente da preferire ad un’escursione che con ogni probabilità non avrebbe dato risposta alle inquietanti domande. Trovare però il Di nuovo nel tunnel decidemmo allora di esplorarlo con cura per renderci conto, per quanto possibile, del suo sviluppo. Sbucammo nuovamente nella galleria centrale con Silvana che mi stava appiccicata e mi esortava a valutare con più discernimento la nostra posizione. Come temevo però, dopo la deviazione di sinistra in cui ci trovavamo, anche quella successiva di destra proponeva inesorabilmente la sua scala verso l’esterno. A quel punto mi chiesi se an- cora altre diramazioni ci venivano offerte per soddisfare la nostra sete di viaggi fuori dal tempo e dallo spazio. Superammo la deviazione di destra e ci inoltrammo avanti nella galleria che uno strano provvidenziale barlume continuava a rischiarare. Una ventina di metri più avanti ecco la non desiderata sorpresa: ben un quadrivio si presentava ai nostri occhi. Un quadrivio! Con sicuramente quattro scale, invitanti alla loro specifica destinazione, come minimo! Mi fu chiaro dunque che tornare al nostro tempo non sarebbe certo stata cosa facile: ci sarebbe toccato tentare fin quando non avremmo imboccato la strada giusta. La cosa che preoccupava entrambi però era che avevamo perso completamente il senso dell’orientamento, vagando alla ricerca dell’uscita giusta avevamo percorso tratti, angoli, anfratti senza tener conto del tempo impiegato. Risultato: la salvezza poteva essere dovunque. Mi dispiaceva intanto che a Miramare non c’era stato modo di conoscere l’ubicazione temporale della vicenda. Nel pensare questo mi riproposi di tener conto delle visite fatte, al fine di non ripeterle, segnando la base delle scale stesse. Ci trovavamo quindi di fronte ad una specie di roulette: non più un tunnel con qualche porta ma un vero labirinto, buio e sotterraneo per giunta. Una roulette con in premio guai, pericoli di ogni tipo? O forse anche qualcosa di buono? Visti gli inizi bisognava essere molto ottimisti per sperarlo. Potevamo finire in ambienti ecologicamente tossici o socialmente instabili, con guerre in corso, invasi da mostruosità sconosciute. Dovevamo insomma prepararci ad affrontare esperienze inedite. Intanto sembrava che Silvana cominciasse a provare entusiasmo per quel tipo di avventure. Si sentiva come pioniera di un nuovo genere di scoperte in cui lei faceva da battistrada. Per me invece era una rogna da smaltire al più presto e soprattutto da non raccontare a chicchessia, una volta a casa… se e quando. Un altro interrogativo, anche se era prematuro formulare, mi induceva a dubitare che dovesse succedere solo a Trieste e dintorni. Perché non trasferirci in una giungla africana o in una Sidney di altri tempi? Mistero che mi sarebbe piaciuto dissipare. Per il successivo tentativo decidemmo di non esplorare il quadrivio, era plausibile che le eventuali uscite da esso dovevano essere comunque distanti da quella iniziale. Prendemmo quindi la scala nella deviazione di destra che era la più vicina. 28 q il tuono Sabato, 23 aprile 2011 Freddolino e il pupazzo di neve di Acquafresca Manuela Continua dal numero precedente L’Elfo più anziano la vide subito arrivare, inconfondibile fata dei ghiacci unica con quella sua piccola valigetta stretta fra le mani e la chiamò. “Ehi Kristallina cosa fai da queste parti? Qual buon vento ti riporta nei tuoi luoghi d’infanzia?” “Salve a te amico mio, che piacere rivederti. Sono tornata qui in questo freddo freddissimo per cercare mio zio Vento Gelido. Sai forse dirmi dove lo posso trovare ? Avrei un piacere da chiedergli.” “Oh” Rispose l’Elfo mentre smetteva di raccogliere palate di neve con le quali aveva deciso di costruirsi qualche mobile per la sua nuova casa. “E’ semplice trovarlo basta osservare dove si spostano i rami rinsecchiti degli alberi sopravissuti alla tormenta di neve di questa notte . Osserva dove essi si piegano e prosegui di lì per almeno dieci zolle di ghiaccio. Vedrai che lo troverai subito quel tuo zio dispettoso e giocherellone. E’ da una vita che non smette mai di soffiare il suo alito gelido da queste parti e noi oramai ci abbiamo fatto l’abitudine.” Dopo aver ascoltato le indicazioni dell’amico Elfo, Kristallina si diresse subito verso nord e dopo qualche breve istante trovò suo zio che nascosto fra le nubi grigie del cielo soffiava ridendo divertito verso un branco di poveri lupi infreddoliti e affamati. “Zio, zietto caro” Gridò glacialmente la fatina correndogli incontro. “Che fa la mia amata nipotina da queste parti? Non sei ancora partita per il tuo importantissimo lavoro al Polo Nord?” Sbuffò Zio Gelido spalancando le sue braccia. “Oh zietto caro avrei bisogno del tuo aiuto per un piccolo amico. Un pallido fiocco di neve che rischia di sciogliersi prima ancora dell’arrivo della signora Primavera.” Sospirò Kristallina stringendosi forte allo zio ritrovato. “Bene, sentiamo come ti posso aiutare nipotina cara” Domandò quel vecchio vento dispettoso smettendo di soffiare e lasciando in pace quei poveri lupi . “Dovresti venire con me, almeno per questa notte, in un paesello non tanto freddo ma molto carino. E una volta lì dovresti aiutare Freddolino facendo cadere giù dalle nuvole tutti i suoi compagni di gioco”. Vento Gelido, che era da sempre molto dispettoso e dava il tormento a tutti e a tutto in quella brulla e fredda Steppa, aveva un cuore generoso e amava aiutare il prossimo e quindi disse subito di si alla richiesta della sua amata nipotina. Così detto fatto Kristallina ripartì svelta insieme a lui verso il paese dove aveva lasciato Freddolino ad attendere il suo ritorno. Spostata dal fortissimo soffio di suo zio Kristallina arrivò, come aveva chiesto nel suo rito magico, alle prime luci dell’alba. Una volta lì aleggiando leggera come una foglia al vento la fata si posò accanto a Freddolino che dormiva beato e iniziò a svegliarlo chiamandolo dolcemente. “Freddolino, Freddolino, sono tornata. Svegliati dormiglione.” Il piccolo fiocco di neve aprì i suoi occhietti e rimase felice e meravigliato di vedere davanti a se in tutta la sua gelida bellezza quella Fata gentile e premurosa. “Ragazze dove siete?” Gridò poi Kristallina chiamando a sè le sue sorelle che ad una ad una spuntarono sbadigliando assonnate. “Siamo qui , non ci siamo mai allontanate come tu ci avevi chiesto” Risposero in coro e immediatamente accortesi della presenza del loro amato zio corsero felici ad abbracciarlo. “Su su, ora non c’è tempo da perdere in dolci abbracci mie carissime nipoti, dobbiamo aiutare il piccolo fiocco di neve” Iniziò a sbuffare Vento Gelido scostandosi dall’ennesimo bacio di una delle sue amate nipotine. E subito dopo si alzò alto nel cielo ancora buio e cominciò a soffiare più forte che poteva verso le soffici e gonfie nuvole . “Fffff Ffffffffffff Ffffffffffffffff” E le nubi cominciarono a ciondolare sempre forte fino a far cadere giù dai loro lettini i primi candidi fiocchi di neve. “Ffffff Fffff Fffffffffffff” Soffiò ancora più forte il Vento Gelido della Steppa e subito come d’incanto iniziò a nevicare fitto, fitto..... Nevicò tantissimo, nevicò tutti i fiocchi di neve del cielo, nevicò per la gioia di Freddolino. La neve che cadeva ricoprì strade, case, palazzi, alberi, prati, e tutto ciò su cui si posava si tingeva di candido. Nevicò per tutta la notte e sempre più fitto. In poco tempo l’intero paese sembrava ricoperto di zucchero filato e tutti i bambini la mattina seguente si recarono a scuola meravigliati e felici. “Ecco Freddolino ora che i tuoi compagni di gioco sono qui con te noi possiamo andare via. Ci dispiace lasciarti ma siamo certe che sarai felice e infreddolito per il resto dei tuoi giorni. O almeno fino a che durerà l’inverno da queste parti” Dicendo così fata Kristallina salutò il piccolo fiocco di neve che oramai si distingueva da tutti gli altri soltanto perché era il meno candido. Poi trasportate con amore e soffi dall’amato zio le Fatine partirono finalmente alla volta del Polo Nord. “Ciao , ciao e grazie di cuore” Urlò forte Freddolino agitandosi in segno di saluto, mentre una lacrimuccia di commozione gli scendeva giù dal faccino. Come promesso, il giorno prima, la maestra decise di portare, durante la ricreazione, i suoi amati alunni a giocare nel cortile imbiancato dalla neve. “Svelti amici raccogliamo più neve che riusciamo e facciamo un mucchio grosso, grosso” Urlò gioioso e stretto nel suo cappotto di lana colorata Filippo il più intraprendente della classe. “Ho avuto una bellissima idea e penso che piacerà anche a voi” Continuò entusiasta mentre con le mani coperte da soffici guantini iniziava a raccogliere tutta la neve che riusciva creando una specie di enorme palla. “Scommetto che vuoi fare un grandissimo pupazzo di neve. Il più enorme che si sia mai visto nell’intero Mondo!” Esclamò Viola che subito dopo chiese alla maestra il permesso per andare in classe a prendere delle cosucce che sarebbero servite ad abbellire quel Pupazzone di neve. “Va bene vai pure ma fa attenzione a non scivolare e ricordati di non correre per le scale” Disse la maestra raggomitolandosi come un gatto dentro al suo enorme maglione nella speranza di sentirsi al calduccio. In men che non si dica Viola ritornò dai suoi compagni tenendo stretto fra le mani il berretto del bidello, una sciarpa dimenticata a scuola da anni ed infeltrita dal tempo, una vecchia scopa, e una carota che avrebbe dovuto essere una delle tante merende salutari di Caterina la sua amica del cuore. “Eccomi, sono qui” Urlò affannata scivolando fra la neve candida. Michela, Marisol, Erik, Alessio, Francesca, Annaluna e tutti gli altri le corsero incontro ruzzolando fra la neve e ridendo felici e spensierati. Subito dopo tutti i bambini della classe iniziarono a creare il loro gigantesco Pupazzo di neve e alla fine chiesero l’aiuto della maestra che posizionò sopra l’enorme corpo di ghiaccio la testa del nuovo amico. Sollevato a fatica dalla maestra Filippo scavò poi con le dita della mano, sul volto del pupazzo, un enorme bocca sorridente e dopo di lui Viola e Caterina, sollevandosi in punta di piedi, gli puntarono nel mezzo la grossa carota. “Che fortuna per stavolta niente verdurine a merenda” Esclamò contenta Caterina mentre si scaldava le mani ghiacciate strofinandole una contro l’altra. Mentre i bambini finivano di vestire il loro gelido amico, Freddolino, che si trovava fra tutti i migliaia di fiocchi di neve che componevano quel gigantesco Pupazzo, cominciò a sorridere felice e a cantare a squarciagola. E ad una ad una intonò tutte le canzoni che la notte prima le Fate del ghiaccio avevano cantato per lui...... Come per incanto, tutti i bambini si presero stretti per mano ed iniziarono a fare un grande girotondo intorno al loro CAPOLAVORO e intonando una bella canzone iniziarono a giocare allegri e felici sotto gli occhi compiaciuti della loro raffreddata maestra. “Giro, giro, tondo, giriamo intorno al modo, giriamo da una parte , dall’altra poi si parte. Si parte per la luna si nuota con le stelle mangiando caramelle, si torna sulla Terra e si cade giù per terra!” Da quel giorno in poi Freddolino non rimase mai più né solo né al caldo. Il piccolo fiocco di neve di giorno giocava felice insieme ai deboli raggi del sole che brillavano sul suo corpo di ghiaccio. E poi stanco e assonnato, durante le buie e fredde notti d’inverno, Freddolino cantava insieme ai suoi amici cristallini le canzoni che aveva imparato dai bambini della scuola. Soltanto con l’arrivo del tiepido sole primaverile quell’enorme Pupazzo di neve iniziò a sciogliersi tutto lasciando sopra la terra una grande pozza d’acqua. Le Fate dei ghiacci, proprio allora, ritornarono dal loro lungo lavoro al Polo Nord e passando di là videro il loro amico Freddolino che le salutava gioioso fra i petali di un fiore. Kristallina riconobbe subito il suo piccolo amico anche se era diventato una semplice gocciolina d’acqua. Freddolino infatti sciogliendosi a terra aveva dissetato una splendida primula, gialla come il sole, e bella come l’amicizia. “Ciao Freddolino!” Gridarono le Fate in coro e sorridendo al piccolo amico volarono via lontane e in fretta per non rischiare di riscaldarsi troppo ai primi tiepidi raggi del sole...... PUFF! Freddolino subito dopo divenne vapore e ritornò in un soffio di vento nel cielo da dove era caduto tanto tempo prima. Finalmente il piccolo fiocco di neve poté riposare cullato dalle soffici nuvole che per lungo tempo aveva sognato. Passarono i mesi e anche le stagioni e arrivò di nuovo il freddo inverno…………… Freddolino fu dolcemente risvegliato dal suo lungo sonno da una vocina melodiosa che gli sussurrava all’orecchio . “Svegliati pigrone è ora di andare a rallegrare i bambini della Terra!” Il piccolo fiocco di neve spalancò i suoi occhioni e quella volta lì fu lui stesso a tuffarsi dalla sua nuvola giù verso la Terra felice di rivedere ancora i suoi nuovi compagni di gioco, i bambini di quel paesello con i tetti colorati. FINE il tuono q 29 Arte e spiritualità Sabato, 23 aprile 2011 La tensione morale nella dimensione creativa Il rapporto tra Arte, spiritualità e sviluppo della persona ha acquisito valore in una concezione unitaria dell’essere umano, formato da corpo, anima e spirito, dove i vari piani sono interconnessi e interdipendenti. La dimensione creativa ha in questo contesto una grande rilevanza, è infatti considerata l’elemento basilare dell’intero processo di sviluppo della persona. Lo spirituale nell’Arte “Uber das Geistige in der Kunst” è anche il manifesto dell’Astrattismo. Kandinsky (1866-1944) lo scrisse nel 1910 come compendio della relazione tra arte e spiritualità, in seguito agli insegnamenti teosofici di M.me Helena Blavatsky (1831-1891). L’Artista ricerca la verità, ogni persona ha una necessità interiore che esprime attraverso forme ed azioni per divenire ciò che veramente è. L’Arte ha una funzione politica, sociale, culturale, religiosa, estetica, di comunicazione, terapeutica, e soprattutto di conoscenza e di elevazione spirituale. Pietro Selvatico, architetto e critico d’arte del 1800 afferma: «Lo scopo vero dell’arte deve esse- re la manifestazione delle potenze morali e delle idee dello spirito, dei grandi movimenti dell’anima e del carattere». Van Gogh (1853-1890), poco prima di morire scriveva al fratello Theo le sue emozioni profonde di fronte alla natura che egli indagava con amore ed attenzione infinita: «In quanto a me, sono totalmente preso da questa infinita distesa di campi di grano su uno sfondo (...) dai colori delicati, gialli, verdi, il viola pallido». L’artista si pone di fronte al reale scrutandone le forme, i colori, le armonie, le tensioni e la misteriosa corrispondenza di tutto ciò che vede col suo animo. Van Gogh sostiene che «L’Arte è una cosa più grandiosa e più sublime della nostra personale abilità, della nostra personale capacità e della nostra scienza personale, sgorga da una fonte più profonda della nostra anima». (Van Gogh - Nuenen, aprile 1884) Papa Giovanni Paolo II indirizzò una lettera agli Artisti nel 1999: “L’arte continua a costituire una sorta di ponte gettato verso l’esperienza religiosa. In quanto ricerca del bello, frutto di un’immaginazione che va al di là del quotidiano, essa è, per sua natura, una sorta di appello al Mistero. Persino quando scruta le profondità più oscure dell’anima o gli aspetti più sconvolgenti del male, l’artista si fa in qualche modo voce dell’universale attesa di redenzione”. (Lettera del Papa Giovanni Paolo II agli Artisti,1999). Ogni individuo è dotato di grandi capacità, ma il più delle persone eccelle principalmente in alcune dimensioni, chi in quella fisica, chi in quella mentale, chi in quella emotiva e chi in quella spirituale. Più un individuo riesce a sviluppare tutte le sue dimensioni, più diviene vasto e ricco, ma, qualora questo non fosse possibile, sviluppare principalmente il proprio dono predominante è la cosa più sensata e più semplice. L’unica dimensione dell’essere umano che non può essere minimamente trascurata o negata è però quella spirituale, poiché da essa viene ogni possibilità di realizzazione. Infatti le dimensioni mentale, emotiva e fisica, se non sono guidate dalla “luce” della dimensione spirituale divengono aride e grande fonte di sofferenza e ignoranza. La dimensione spirituale è quella dimensione che nutre, dirige e da significato a tutte le altre attività, ed è la dimensione verso cui dovrebbero tendere tutte le nostre attività, poiché è principio e fine del nostro stesso vivere. Nuria Kanzian 30 q il tuono Francesca da Rimini al Teatro Verdi di Trieste Sarà in scena ancora il 26, 27, 29, 30 aprile al Teatro Verdi di Trieste “Francesca da Rimini”, il capolavoro di Riccardo Zandonai, che in quest’opera riuscì a tradurre in uno spirito moderno i valori più distintivi del melodramma italiano tramite il rilievo impresso alla poesia del testo e alla nuova centralità attribuita all’orchestra tutta tesa a sottolineare i risvolti psicologici dei personaggi di questa leggendaria tragedia. A Trieste dopo il debutto avvenuto nel 1919 sotto la direzione dello stesso Zandonai, l’opera è stata riproposta con grande successo in altre nove edizioni di cui l’ultima, datata 1980, ebbe come protagonista Raina Kabaivanska. La regia è firmata da Giancarlo Del Monaco, con le scene di Carlo Centolavigna e i costumi di Maria Filippi. Il M° Francesco Maria Carminati sul podio del Verdi, guiderà un cast artistico in cui figurano importanti voci, fra cui Hasmik Papian nel ruolo di Francesca, che ritorna a Trieste dopo il successo ottenuto nel 2010 in Maria Stuarda; il difficile ruolo di Paolo il Bello sarà sostenuto da Carlo Barricelli il 26 e 29 aprile e da Marcello Giordani il 27 e 30 apile; il baritono Giorgio Surian nel ruolo di Gianciotto; Louise Callinan, Samaritana, che ha cantato lo stesso ruolo anche alla Bastille. Per informazioni: www.teatroverditrieste.com Jam Session Jazz al Knulp Venerdì 26 aprile alle 20.30 presso il Knulp di via Madonna del Mare, 7/a a Trieste appuntamento con la Jam Session organizzata dal Circolo del Jazz Thelonious in collaborazione con la Scuola di Jazz del Conservatorio “G. Tartini” di Trieste. Info: www.thelonious-trieste.com. Mostra delle opere del Concorso fotografico dedicato al Carnevale Muggesano Saranno esposte fino al 30 giugno presso la Sala espositiva di via Roma, 20 le opere partecipanti al 6° Concorso fotografico nazionale dedicato al Carnevale Muggesano aperto a tutti i fotoamatori residenti in Italia e che anno dopo anno ha visto un sempre maggiore numero di iscrizioni, anche dal Veneto e dal resto della regione oltre che dall’estero. La mostra sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30. Il concorso fotografico è stato promosso dall’Associazione delle Compagnie del Carnevale Muggesano e realizzato grazie al contributo della Fondazione CRTrieste, che ha Sabato, 23 aprile 2011 inteso sostenere anche quest’anno questa colorata e festosa manifestazione nell’intento di contribuire alla valorizzazione di una tradizione unica del nostro territorio. Il Carnevale Muggesano è anche online sul sito www.carnevaldemuja.com. Pane amore e giovedì Il pane quotidiano di via delle Settefontane, 42 a Trieste lancia il “panificio danzante”. Proseguono giovedì 28 aprile i giovedì “Pane amore e giovedì”. Dalle 19 e fino alle 23 happy hour. Tutte le info e gli appuntamenti sul gruppo facebook “give us il pane quotidiano”. Info: 3487396445. Pupkin Kabarett Natale con i tuoi Pasqua con chi vuoi, Pasquetta con noi. La compagnia del Pupkin Kabarett, vi aspetta lunedì 25 aprile alle 21.21 per passare insieme una serata allegra ma anche no, divertente ma anche no, riflessiva ma anche no... Nuovissimi sketch preparati per l’occasione, riflessioni sul panorama locale, previsioni imprevedibili sul prossimo primo cittadino, pungenti rassegne stampa, canzoni inedite. La serata sarà accompagnata dal ritmo incalzante della Niente Band. Ingresso € 9,00 (prevendita giovedì 21, venerdì 22 e sabato 23 aprile dalle 17 alle 19). Prevendita: www. vivaticket.it Le imitazioni di Flavio Furian vs Andro Merkù a PerBacco Nait Le serate “PerBacco Nait – Conversazioni a quattrocchi e due calici con Andro Merkù” che intendono abbinare l’eccellenza dei vini proposti dal locale a quella di un artista nostrano di primo livello propongono per giovedì 28 aprile un confronto curiosi e particolarmente atteso, che vedrà di scena per la prima volta insieme i due imitatori di casa nostra: Flavio Furian e lo stesso Andro Merkù. Ad Andro Merkù, che nella passata stagione ha portato in scena con successo proprio nello splendido locale triestino il suo one-man show “Bravomabasta”, è stata affidata la direzione artistica e la conduzione di questi incontri a metà tra l’intervista “sui generis” e la performance live in cui artisti regionali vengono “radiografati”, svelando al pubblico lati meno conosciuti del proprio carattere nonchè della propria vita professionale e allietando il pubblico presente con esibizioni live. Papastuff al cafè Rossetti Sabato 23 aprile dalle 23, nuovo appuntamento con la musica a 360° e le selezioni di uno dei Dj set storici della nightlife triestina. Proseguono a grande richiesta i sabati a base di reggae-hip hop-rock-soul-breakbeat. Ingresso libero. Info & tavoli: 3487396445. Blues Followers dal vivo nello spazio Rocksetti Nuova rassegna musicale al cafè Rossetti: Rocksetti, appuntamento serale del martedì dedicato alle migliori rockband di casa nostra. Il 26 aprile alle 22 concerto dei Blues Followers, nati dall’idea di diffondere il blues attraverso il riarrangiamento di brani risalenti al periodo tra gli anni ’20 e gli anni ’60 e brani di propria produzione. Il viaggio musicale inizia nella Louisiana degli anni ’20 con Robert Johnson, continua nella Chicago degli anni ’60 con Muddy Waters, John Lee Hooker e prosegue con John Mayall, Eric Clapton, Jimi Hendrix, Stevie Ray Vaughan ed altri ancora, fondendosi con sonorità rock/blues e funky/blues. Per informazioni: tel. 0405700566. Il Revoltella dei bambini Riprendono gli appuntamenti de “Il Revoltella dei bambini” con un calendario ricco di offerte che proseguirà fino al 21 maggio. La guida accompagna i partecipanti in una visita animata alla scoperta delle opere d’arte del museo e delle mostre temporanee. I laboratori sono articolati in vari argomenti e adatti alle diverse età dei partecipanti. Sabato 23 aprile alle 16 e lunedi` 25 aprile alle 11 (7-10 anni) al Civico Museo Revoltella di Via Diaz, 27 a Trieste, “Immagini e storie del Risorgimento”. Mostra “Arte e Nazione. Da Induno a Fattori nelle collezioni del Museo Revoltella” in collaborazione con Paganini Arte. In questo laboratorio faremo anche noi gli auguri all’Italia e, attra- Voci emergenti in tour Si terrà venerdì 29 aprile al Cafè Rossetti del Politeama Rossetti dalle 22 la seconda delle quattro serate musicali organizzate dall’associazione M.E.T.A. Turisti in cui una ventina di cantanti si esibirà in alcuni dei locali più prestigiosi della città. L’iniziativa vuole essere un modo per far conoscere i cantanti emergenti portandoli in location molto prestigiose.Le serate si terranno a cadenza mensile. Per maggiori informazioni e per conoscere i protagonisti delle varie serate si può visitare il sito dell’associazione all’indirizzo www.metaturisti.it o chiamare il numero 3383907780. verso i quadri esposti alla mostra “Arte e nazione” conosceremo Giuseppe Garibaldi e i suoi mille “aiutanti” con le camicie rosse, i Garibaldini, vedremo da dove sono partiti e dove sono arrivati, ma sopratutto capiremo come le tante regioni della penisola sono diventate una nazione. E’ necessaria la prenotazione (fino a esaurimento dei posti disponibili, massimo 12): telefonare ogni giorno dalle 10 alle 18 allo 0406754350 o scrivere un’e-mail a [email protected]. Biglietto d’ingresso: tariffa Revoltella dei bambini: 4,50 euro a bambino. Per gli accompagnatori: biglietto intero 6,50 euro, ridotto 4,50 euro. Informazioni: [email protected], www.museorevoltella. it. Ben Hur al Rossetti Dopo aver riscosso grande successo alla Sala Bartoli nel 2006 con Muratori, Nicola Pistoia e Paolo Triestino, con il loro nuovo lavoro,firmato dall’interessante drammaturgo romano Gianni Clementi – approdano questa volta alla Sala Assicurazioni Generali dello Stabile regionale. Vi replicano – in abbonamento per il cartellone Prosa – da mercoledì 27 aprile a domenica 1 maggio. Il titolo – che immediatamente ci rimanda a scenari da impero romano e da grande film hollywoodiano – non è affatto casuale: ci troviamo infatti nell’universo curioso dei figuranti, che - in costume da centurione o da antico romano - si fanno fotografare accanto ai turisti nei pressi dei maggiori monumenti della capitale, ricavandone talvolta pochi spiccioli, talaltra delle vere fortune. Un espediente come un altro, per chi – ai confini della grande città – deve sbarcare il lunario fra le mille difficoltà della vita quotidiana. Il cast è composto da Paolo Triestino (Milan), Nicola Pistoia (Sergio) e Elisabetta De Vito (Maria). La regia è dello stesso Nicola Pistoia che per la scenografia ha collaborato con Francesco Montanaro, per i costumi con Isabella Rizza, mentre il disegno luci è di Marco Laudando. La produzione è di Neraonda. Ben Hur debutta a Trieste mercoledì 27 aprile alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti, vi replica ogni giorno alle 20.30; le recite pomeridiane si terranno giovedì 28 aprile e domenica 1 maggio con inizio alle 16. Informazioni complete sul sito internet www.ilrossetti.it e allo 0403593511. In Piazza S. Antonio torna il Festival di Pasqua Felice Fino al 25 aprile in piazza Ponterosso è allestito il Festival di Pasqua Felice. L’allegra kermesse, giunta ormai alla 6^ edizione, avrà come sempre in qualità di protagonisti i bambini, che attraverso l’associazione “I Bambini di Trieste” animeranno le giornate di apertura della kermesse. Tra le proposte culturali e di intrattenimento ricordiamo i laboratori creativi gratuiti per bambini e la Mostra Fotografica “I bambini di Trieste e il tricolore”, visitabile gratuitamente per tutta la durata del Mercato di Pasqua Felice. Ad arricchire e colorare Piazza S.Antonio, Piazza Ponterosso e la limitrofa via Bellini saranno come sempre i numerosi stand che esporranno prodotti dell’artigianato italiano ed estero, prodotti tipici italiani, uova e dolci pasquali, articoli per i giovani, curiosità per l’arredo giardino e prodotti erboristici naturali. Molto ampia sarà anche l’esposizione di piante e fiori. Non mancherà una luminosa sorpresa scenografica che verrà svelata durante la conferenza stampa per ricordare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Per ulteriori informazioni: [email protected] Laboratori teatrali al Teatro dei Fabbri Da lunedì 2 maggio prenderanno il via al Teatro dei Fabbri sei diversi laboratori teatrali, tenuti da Maurizio Zacchigna, Elke Burul e Ornella Serafini, attori della Contrada e insegnantdell’Accademia Teatrale “Città di Trieste”, la scuola di teatro organizzata dall’Associazione Culturale la cantina in collaborazione con il Teatro Stabile La Contrada. Tutti i laboratori si svolgeranno al Teatro dei Fabbri (Via dei Fabbri 2, Trieste). Per informazioni: www. accademia-trieste.it Kay Kay all’Ausonia Sabato 23 aprile dalle 22.30 ritmi balcanici allo Stabilimento Ausonia di Riva Traiana, 1 a Trieste. Balkan Beat Trieste e Radiofragola presentano “Kay Kay: dj, produttore, musicista e non solo, ha suonato con Magnifico per tanti anni. Tantissime le esperienze musicali, prima fra tutte la collaborazione con Esma Redzepova (la regina della gipsz music). Inoltre ricordiamo le innumerevoli presenze in svariati gruppi “trubaci” da Guča. Molto attivo nel genere balkan, sparge l’energia del ritmi dell’est in slovenia insieme fondatore del Balkan Beats, Shoko. Ad aprire la serata l’inossidabile Stoner. Ingresso libero. il tuono q 31 Sabato, 23 aprile 2011 I Toasters dal vivo Lunedì 25 aprile all’Ausonia di Riva Traiana, 1 a Trieste, direttamente dagli Usa, il grande ritorno dalla storia della musica ska mondiale: i Toasters, una delle più importanti ska band americane che ha contribuito a popolarizzare il genere nella scena underground degli anni ‘80. Rob “Bucket” Hingley, emigrato dall’Inghilterra, forma i Toasters a New York nel 1982 dopo aver scoperto che il 2-Tone ska che lui ama non è ancora esploso nella scena musicale americana. I Toasters si impongono nel nuovo millennio con l’album “Enemy Of The State” del 2002 e una nuova compilation, “In Retrospect the Best of the Toasters”, rilasciato nel 2003. Quando non sono in studio, Hingley e la lineup sempre in evoluzione dei Toasters sono in tour negli Usa, in Europa e in tutti gli angoli affamati di ska del globo. Ad aprire la serata, in Carry All. Nascono nel ’97 proponendosi come band sul genere hc-melodico, ma col passare del tempo gli interessi musicali cambiano e così nel 2001 decidono di inserire la sezione fiati e di iniziare un nuovo progetto. Sono soliti suonare un punkrock contaminato dallo ska, dal reggae, dal folk e dal dixieland in una miscela perfetta di melodia e rumore. Dj set a cura di: Steve Selecter, el Diggei, Interference for you Rudy. Ingresso libero. Jah Mason all’Ausonia Venerdì 29 aprile per la prima volta a Trieste Jah Mason infiammerà la massive triestina a colpi di big tune. Biglietto unico a 10 euro. Prevendita da Ticket point in Corso Italia 6/c a Trieste. Warm up: Ticket to Jamaica Party e Dr.D Showcase. After party: Huntin’ Intl. Sound e Jadran Connection. Ingresso libero. Liberazione al cinema “Un popolo che non ha memoria non può avere futuro”. E’ questo lo slogan della rassegna cinematografica lanciata dal Circolo Cinematografico Charlie Chaplin, in collaborazione col Comitato Pace e Convivenza “Danilo Dolci” che anche quest’anno ricorda l’anniversa- rio della Liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo. La rassegna proporrà nei giorni 28 e 30 aprile, alle 20.30 presso il Multicultura Center di via Valdirivo 30 a Trieste rispettivamente, “Parigi brucia?” di René Clèment e “Un condannato a morte è fuggito” di Robert Bresson. Ingresso libero. Concorso Fotografico “My/Trieste” Il Lions Club Trieste Europa e il Circolo Fotografico Triestino organizzano la 1a edizione biennale del Concorso Fotografico “My/Trieste” destinato ai giovani di età compresa tra i 15 ed i 25 anni. Il titolo “Interstizi” intende privilegiare l’immagine della nostra città attraverso nuove aperture o spiragli fotografici, cogliendo gli aspetti meno evidenti ma non per questo di scarsa o secondaria importanza. Un invito a volgere lo sguardo attorno a sè, dal centro alla periferia, per cogliere preziosi elementi nascosti, insoliti, rari e, perchè no, anche anomali. Per renderli, in tal modo, di grande interesse, unici. Il termine per la consegna delle opere è fissato per il 14 maggio. Al 1° classificato 1.000 euro, al 2° 500 euro e al 3° classificato un buono acquisto di materiale fotografico pari a 250 euro. Info: www.lionsclubtriesteuropa.org; [email protected]. Premio di laurea in memoria del Tenente Ugo Rossi E’ stato conferito anche per l’anno accademico 2009/2010 il premio di laurea promosso in memoria del Tenente Ugo Rossi. Il premio è stato istituito a partire dall’anno accademico 2001/2002 per volontà della signora Luigia Maria Rossi per commemorare la memoria del fratello defunto. Il vincitore, che percepirà un premio pari a euro 1.500 lordi, è il dottor Alberto de Nardi, laureatosi con punteggio di 110/110 il 2 luglio 2010 in Ingegneria gestionale e logistica integrata. La tesi premiata è intitolata: Gestione della sicurezza negli istituti scolastici superiori. Iscrizioni ai centri estivi comunali Anche quest’anno l’Area Educazione Università e Ricerca del Comune di Trieste organizza il servizio di centri estivi rivolti ai bambini in età di nido, scuola dell’infanzia e scuola primaria residenti nel Comune di Trieste. Il servizio sarà attivato in 14 strutture cittadine nei mesi di luglio ed agosto, e sarà suddiviso in 4 turni di 2 settimane ciascuno. Le domande d’iscrizione dovranno essere presentate fino al 4 maggio 2011 con una delle seguenti modalità: online, seguendo le indicazioni presenti sul sito www.triestescuolaonline.it oppure allo sportello di via dei Capitelli 8, che sarà aperto al pubblico con il seguente orario: da lunedì al sabato, ore 8.30 12.30; lunedì e mercoledì anche dalle 16 alle 18. Personale del pittore Pino Callea alla Sala Comunale d’Arte Alla Sala Comunale d’Arte di Trieste (piazza Unità d’Italia, 4) sarà visitabile fino all’11 maggio (tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20) la mostra personale del pittore Pino Callea intitolata “Questione di pelle”, presentata da Marianna Accerboni. La rassegna propone una trentina di quadri e alcune sculture in bronzo, quest’ultime a tema marino, realizzate dall’artista nell’ultimo anno attraverso originali assemblaggi e collage. Conferenza di James Reardon Mercoledì 27 aprile alle 17 presso la Sala Conferenze “Bruno de Finetti” della Facoltà di Economia dell’Università di Trieste (Edificio D, primo piano), James Reardon (Monfort College, University of Northern Colorado) terrà una conferenza dal titolo: “The Impact of the Web on Marketing”. Per informazioni: segreco@ econ.units.it. Premio Emilio Zavattini per tesi di dottorato Giovedì 28 aprile alle 15.30, presso la Sala Cammarata (edificio centrale del Campus di Piazzale Europa 1), si terrà la consegna del premio per tesi di dottorato in memoria di Emilio Zavattini, professore ordinario del Dipartimento di Fisica. La commissione giudicatrice assegnerà il premio al dottor Alberto Simoncig, con la tesi dal titolo: “The role of the electron recoiling mechanism in coherent light high-order harmonics ge- neration: from the source to the applications”. Il concorso è stato istituito per iniziativa del Dipartimento di Fisica e della Famiglia Zavattini, al fine di mantenere vivo il ricordo dell’alto contributo scientifico e umano del professor Emilio Zavattini nella comunità internazionale dei fisici. Le proposte pasquali dell’area marina di Miramare Sabato 23 aprile alle 11 e alle 15, presso il centro Visite dell’Area protetta si effettuerà un viaggio multisensoriale nella biodiversità del Golfo di Trieste. Domenica 24 aprile alle 11 e alle 15 “Di fiore in fiore.. anche marino! Primavera di mare, tempo di fioriture… ma che cosa sboccia in fondo al mare?”. Lunedì 25 aprile alle 11 e alle 15 “Spugne: morbide, rugose, viscide, colorate, mimetiche, abitanti del mare e … compagne di toeletta!”. Visite guidate per adulti e famiglie del costo di 5 € e della durata un’ora circa. I bambini hanno diritto al biglietto ridotto (4 €), ma devono essere accompagnati. Per informazioni, www.riservamarinamiramare.it. Escursione naturalistica gratuita sul Rilke Lunedì 25 aprile “Vita da passero solitario”. Escursione naturalistica gratuita sul Rilke, promossa dal Comune di Duino Aurisina in collaborazione con l’AMP Miramare per la valorizzazione della Riserva Naturale delle Falesie di Duino. Escursione naturalistica di 2 ore e mezza sopra le falesie di Duino, sul sentiero Rilke, muniti di binocolo o cannocchiale alla ricerca dell’avifauna che abita le pareti strapiombanti: passero solitario, rondone maggiore, occhiocotto, sterpazzolina, piccione selvatico e altri. Durante l’uscita ci sarà l’occasione di parlare anche della restante fauna che abita questi luoghi apparentemente inospitali. Per adulti e famiglie. Partenza alle 10 presso lo IAT di Sistiana. Info e prenotazioni: 333 9336060. Elettrowave Challenge I round in Riva Traiana Sabato 23 aprile dalle 22 al Circolo Etnoblog di Riva Traiana 1/3 a Trieste, Elettrowave Challenge I round e Italiawa- ve FVG. Le migliori proposte 2010-11 dalle selezioni di Italiawave Band FVG Elettrowave rappresenta la scena elettronica di Italia Wave Love Festival, ed è da anni il primo e principale punto di riferimento per dj e vj esordienti, oltreché la più importante occasione di incontro/ confronto tra artisti ed esponenti delle culture digitali in Italia. Elettrowave è il cuore digitale del Love Festival, l’area di ricerca più avanzata nel territorio di confine tra musica, arte e culture digitali. Da queste selezioni vedremo nascere i nuovi dj e vj performer, e i migliori A/V projects di domani. Ingresso gratuito con tessera The Sea dal vivo all’Etnoblog Mercoledì 27 aprile dalle 21 al Circolo Etnoblog di Riva Traiana 1/3 a Trieste, The Sea live. Un vago ricordo di brit pop, un po’ di sano rock’n’roll, un briciolo di garage, un bisbiglio indie targato UK. Manca solo una pinta di pale ale ed è tutto. Ingresso gratuito con tessera. Pan-Pot in concerto Venerdì 29 aprile dalle 23 al Circolo Etnoblog di Riva Traiana 1/3 a Trieste, i Pan-Pot. Duo galattico, istituzione della pura techno berlinese. Dall’incontro alla SAE di Berlino non si sono mai separati, uniti dalla passione per l’elettronica, che fa da base a tutte le influenze che contaminano il loro sound, dalla downtempo agli influssi più spinti e battuti. Resident: Electrosacher e Rossi Elettronica. Ingresso riservato ai soci. Seminario CIRD: “Intervenire con i DSA (Disturbi specifici di apprendimento) in classe, quali strategie nei percorsi di crescita”. Il Centro Interdipartimentale per la ricerca didattica (CIRD) dell’Università di Trieste organizza il seminario “Intervenire con i DSA (Disturbi specifici di apprendimento) in classe, quali strategie nei percorsi di crescita”, nell’ambito del Laboratorio multidisciplinare di formazione per insegnanti. Sarà relatrice la professoressa Elena Bortolotti.Il seminario si terrà giovedì 28 aprile dalle 15,30 alle 17.30, presso la saletta conferenze di via E. Weiss, 21 (comprensorio di San Giovanni, ingresso sul retro dell’edificio). Per informazioni: [email protected] 32 q il tuono Sabato, 23 aprile 2011 “SVEGLIATI” Proteggi e difendi la tua amata TRIESTE