QUINDICINALE DI ATTUALITA’, CULTURA, SPORT E TRADIZIONI
l’Altopiano
La voce degli 8 Comuni
www.giornalealtopiano.it
pag.10
ASIAGO CONCO ENEGO FOZA GALLIO LUSIANA ROANA ROTZO
N. 347 - ANNO XIV - EURO 1,50
Da profughi
a profugati
Grafica Altopiano
di Giovanni Dalle Fusine
250 africani erano pronti a sbarcare inAltopiano.Alla fine ne sono
arrivati 49 tra nigeriani, ghanesi e
pakistani, ospitati a Foza. Ma cosa
è successo? Sta a vedere che il
torrente Ghelpach ora è navigabile e le carrette dei disperati, via
Adriatico - Astico - Val d’Assa,
riescono a raggiungere i Sette
Comuni
remando
controcorrente. Il dubbio è atroce, una realtà che indurrebbe a
riscrivere le cartine geografiche
presso le scuole di ogni ordine e
grado. Invece no, non si tratta di
nuove vie di trasporto navigabili,
alternative ai trafficati tornanti
asfaltati che già collegano
l’Altopiano con la pianura; i profughi arrivano con l’autobus,
scortati dalle Forze dell’Ordine
dopo un lungo viaggio attraverso
mezza Europa. E la storia si ripete, all’incontrario però. 100 anni
fa erano i discendenti dei cimbri
a venir sospinti, come mandrie
alla scadenza di san Matteo, verso ostili borghi d’oltre Costo, oggi
il profugo ha la pelle scura scura,
parla lingue incomprensibili, ha un
cambio di biancheria offerto dal
centro di prima accoglienza, vaga
per la penisola a bordo di pullman granturismo, con la bottiglia
di acqua minerale stretta nella
mano destra e reggendo un
cellulare Nokia con la sinistra.
Quel che stupisce è che non scende per monti e valli, ma vi sale.
Come cambiano le epoche.
L’Altopiano intanto si sente castigato, sembra che qualche
politico eletto a suo tempo in
Regione a furor di popolo locale, abbia deciso una punizione esemplare per chi aspirava
ad un passaggio al Trentino,
territorio da sempre eletto a
paradiso fiscale, il pozzo dei
finanziamenti governativi, il
paese libero dal nucleare ..Duro
il risveglio per gli operatori turistici, che avevano già un capro espiatorio per il calo delle
presenze presso le strutture
ricettive: perverranno disdette
sulle prenotazioni dei vacanzieri?
Mah!
continua a pagina 2
“IL PRIMO ED UNICO GIORNALE DELL’ALTOPIANO”
I SAPORI
DELLA
TRADIZIONE
SABATO 28 MAGGIO 2011
DISAGIO GIOVANILE
Alcool, droga e… gioco d’azzardo:
le dipendenze dei giovani altopianesi
Ma ci sono anche dati positivi: la nostra gioventù dimostra un forte attaccamento al proprio
territorio che spinge molti ad impegnarsi nel sociale, nel volontariato, nello sport amatoriale
CONCO
Emergenza profughi:
Foza ed Enego
in prima fila
L’introito da
attività estrattiva
ridotto ad un
decimo e il
Comune è in
difficoltà
ROTZO
GALLIO
I chiarimenti
sul PAT
dell’arch.Fantin
“L’edificazione
non aumenta”
Pagina 2
Lucio Spagnolo
subito al lavoro:
“Invito la gente
a collaborare”
LUSIANA
CANOVE
ROANA
Il parco
fotovoltaico
della Cattedra
è stato
inaugurato
Luigi Martello
presenta
l’estate e
lamenta:
“Scarsa la
collaborazione
degli operatori
turistici”
L’edizione 2011 Si all’apertura di
nuove cave
del Festival del
per “sanare”
Cinema si farà
il bilancio
ad Asiago
comunale
Pagina 9
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CALCIO
Il Vicenza torna
in ritiro a Gallio
Canove e
a scapito del
Asiago in finale
Bassano
nei rispettivi
Pagina 23
campionati
Pagina 11
Pagina 10
Foto di Manuela Rossi
8
Sabato 28 maggio 2011
l’Altopiano
2
I profughi a Foza: lezione di accoglienza
Nell’Altopiano sono arrivati i
profughi dalla Libia, una cinquantina di uomini di varie nazionalità e religioni, africani ed
asiatici, che lavoravano in Libia, terra sconvolta da una
guerra civile che sembra non
finire più. Sono stati ospitati
a Foza, in attesa di altra destinazione (doveva essere
l’ospedale di Mezzaselva, ma
poi, vista la protesta di sindaci e popolazione, la Prefettura ha cambiato idea). Mercoledì 25, a una quindicina di
giorni dall’arrivo, quindici di
loro sono stati trasferiti a
Vicenza. Il soggiorno in
Altopiano per gli altri 35 dovrebbe essere ancora breve,
ma mentre andiamo in stampa si trovano comunque ancora a Foza. Esattamente
sono stati ospitati nella Casa
della Dottrina Cristiana,
(l’Oratorio) e anche il parroco don Valentino Miotto ha
dovuto fronteggiare con gli
uomini della Protezione Civile questa particolare emergenza. Un avvenimento che ha
acceso nell’immediato nuovi
argomenti di conversazione,
argomenti che non sempre
coincidono con la verità dei
fatti. Che un fatto del genere
susciti nei nostri paesini un
acceso chiacchierare, è normale, che alcune di queste
chiacchiere deraglino, ci può
anche stare, l’importante però
è chiarire, appena si può. La
vita di Foza è stata sicuramente movimentata in questo
periodo, trovare poi l’approvazione di tutti è impossibile,
tuttavia, al di là della riottosità
iniziale, il buon cuore della
gente, guidato forse anche dal
ricordo che solo ieri anche
noi andavamo raminghi per il
mondo, ha avuto il
sopravvento.
Enego non è stato da meno,
in piazza non si è parlato d’altro per giorni, Enego non ha
ospitato gruppi di profughi,
ma ha fornito il supporto, fondamentale, del suo gruppo di
Protezione Civile, considerato fra i più organizzati della
provincia di Vicenza. Le decisioni non sono spettate ai
sindaci Altopianesi, sono venute dall’alto, la Regione ha
infatti disposto che coloro che
provenivano dalla Libia fossero distribuiti dove sono presenti
presidi di Protezione Civile.
Certo i volontari della protezione civile, allertati un giorno alle
14.00 per accogliere i nuovi
arrivati solo alle 20.00 di quello
stesso giorno, si sono trovati a
fronteggiare un’emergenza non
indifferente. Per sua definizione un’emergenza non può essere pianificata, tuttavia ottenere qualche direttiva non avrebbe certo guastato. In 6 ore si
sono dovuti allestire i ricoveri:
letti, coperte prodotti per assicurare il minimo dell’igiene personale, cibo. I profughi portati a Foza con una corriera, e
non come si vociferava, non
senza malizia, con gli elicotteri
dell’esercito che per giorni hanno sorvolato i nostri paesi
(quelli volavano per portare il
Battaglione dei Lagunari di Venezia in esercitazione in
Altopiano) sono arrivati a quasi 1000 mt d’altezza in tenuta
da spiaggia. La prima emergenza è stata quindi vestirli, a questo proposito un grande lavoro
e contributo, l’ha dato l’ente di
S. Vincenzo di Asiago, ma
come è facilmente intuibile non
sono mancate le tossi, bronchiti,
raffreddori. A questo punto si è
anche presentato il problema sanitario, anche per questo nessuno è stato messo al corrente
di nulla o allertato come il caso
avrebbe richiesto. Ancora una
volta però il buon cuore, la buona volontà della gente e dei medici ha aiutato. C’è chi si è anche rotto una gamba, e i volontari della Protezione Civile han-
no dovuto accompagnare il
malcapitato in ospedale per gli
accertamenti e le cure del
caso. Di notte, un presidio di
due volontari, vigila per ogni
evenienza, durante il giorno invece sono 8 i volontari che assicurano i servizi base, come
preparare pranzi e cene. Ogni
giorno poi, per sua iniziativa, il
sindaco di Enego Igor
Rodeghiero sta dedicando due
Da profughi a profugati
continua da pagina 1
È assodato comunque che l’arrivo coatto degli “ospiti”
extracomunitari è stato visto sin dalle prime ore come una calata
degli Unni, che però si sposta da sud verso nord, in controtendenza
con la Spedizione Punitiva di austro-ungarica memoria. Vero è
che se a Cesuna una colonna romana ricorda il punto di maggior
sfondamento dei fanti asburgici nel giugno del 1916, ora si potrebbe pensare ad un cippo commemorativo in quel di Foza, su
cui scolpire “Primavera 2011 – punto di massima penetrazione
del trattato di Schengen”, anche se poi si tratterebbe dell’ennesimo falso storico, in quanto tunisini e loro consanguinei africani
hanno già toccato settimane fa le vallate trentine dove si producono il Traminer e la Melinda. Sembra comunque che, dopo le
ferme rimostranze dei sindaci, Venezia si sia accorta che portare
sull’Altopiano un consistente numero di profughi sia stata solo
un’idea malsana e mal valutata, e Mezzaselva rimarrà chiuso.
Resterà comunque nella memoria il pacco bomba, posto da mani
ignote davanti al cancello dell’ex Istituto Elioterapico. Più che
bomba, un pacco e nient’altro, perché la gente di quassù, anche
quando si tratta di protestare, lo fa con garbo, con azioni dimostrative soft, senza abbattere i tralicci dell’alta tensione, senza
spargimento di sangue o con incendio di cassonetti. Niente barricate, solo mugugni e proteste al bar, davanti ad un bicchiere di
rosatello fresco, aspettando la notizia che un tal Berlusconi, dopo
la villa a Lampedusa, ha annunciato l’acquisto di un megaresidence
anche a Roana, certo non prima di aver abilitato l’aeroporto
asiaghese allo scalo del suo jet “Air Bunga One” (hai visto mai
che succeda davvero). Nell’attesa, va spiegato ai pochi profughi
giunti, e che ora verranno smistati altrove, che per godere degli
usi civici bisogna essere residenti stabili da un bel po’ di tempo,
che le mucche al pascolo non rientrano nella fauna cacciabile,
che le razzie ai pollai e i furti di miele sono concesse solo agli orsi
impazziti con radiocollare al seguito, che per le immondizie c’è la
raccolta differenziata per cui bisogna munirsi di apposite chiavette.
ore per l’insegnamento dell’italiano e dell’inglese, iniziativa
che sembra essere molto apprezzata da questi giovani uomini che non sanno ancora
dove potranno vivere il loro
futuro di pace. Dopo la prima
settimana un prezioso contributo è giunto dal gruppo alpini
di Schio, Valdagno e Marano
che si sono alternati con la PC
di Enego. Infine due parole per
questi uomini, che scappano
dalla terra che li aveva ospitati
come lavoratori: gente che contribuisce come può, tenendo
puliti i bagni e le stanze da letto, gente per bene, al contrario
di quanto affermano maligne
voci di corridoio, che talvolta
si apparta in silenzio per leggere un passo del proprio libro sacro.
Stefania Simi
L’ordigno a Mezzaselva
Si faccia capire ai poveri perseguitati politici che la schiera di
persone vaganti a testa bassa su radure e boschi non sono beduini
erranti, ma cercatori, muniti di regolare visto per la raccolta di
funghi. Si, perché in questi casi l’informazione è fondamentale
ad una buona convivenza, in assenza della quale poi uno si fa
idee sbagliate, e scambia l’Altopiano per il paese dei balocchi,
dove uno tira su dal nulla una baracca, dicendo che si tratta di
Prima Casa. Poi si sa come va a finire in questi casi: la capanna
si amplia, si creano i parcheggi sotterranei, si fa una capatina
all’Ufficio Tecnico comunale per il cambio di destinazione d’uso,
e si trasforma la catapecchia in condominio; dopo sei mesi si
invoca il ricongiungimento familiare e arrivano ad abitarci anche
i cugini di terzo grado, compresa la bisnonna avente diritto a
collocazione ed assistenza presso la locale casa di riposo per
anziani. Quindi meglio mettere subito le cose in chiaro, prima
che i pacchi bomba si trasformino disgraziatamente in bombe
vere, poi qualcuno si fa male e si va a tirare in ballo la xenofobia,
l’apartheid o epidemie simili. Finisce che la gente esce pazza e
alza le mani e si frattura qualche osso, per la cui cura neurologica e riabilitazione ortopedica sarà allora sì necessario riaprire
l’ospedale di Mezzaselva.
Giovanni Dalle Fusine
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Sabato 28 maggio 2011
l’Altopiano
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DISAGIO GIOVANILE
ATTUALITA’
La fatica di essere ragazzi in
montagna; di studiare e trovare un lavoro per poi crearsi una famiglia rimanendo
tra i propri monti e valli. E’
quanto è stato affrontato con
uno studio sui giovani in montagna intitolato “Giovani in
rilievo” voluto e coordinato
dall’Asl 2 di Feltre con la collaborazione del Ministero
della gioventù e della Regione del Veneto. Uno studio
che ha rivelato come i giovani di montagna sono più
soli e hanno meno opportunità dei loro colleghi della pianura. Anche per questo,
spesso, cercano scorciatoie
“pericolose” come l’abuso di
sostanze o di alcool, il sesso
precoce, la maggiore propensione ai suicidi e l’uso di psicofarmaci, la ricerca di forme alternative di religiosità.
Lo studio è frutto di un lungo
lavoro ed è stato portato
avanti sui 99 comuni montani del Veneto: 64 nel
Bellunese, 24 in provincia di
Vicenza, 10 a Verona, uno
soltanto (Fregona) a Treviso.
E tra i dati più choccanti c’è
quello relativo all’uso di sostanze stupefacenti: il 5 per
cento degli studenti “montanari” dichiara di aver usato
cocaina almeno una volta
nella vita. E questo, contro il
2,6 per cento della media
veneta. Ma c’è anche l’al-
Alcool, droga e… gioco d’azzardo:
le dipendenze dei giovani altopianesi
Ma ci sono anche dati positivi: la nostra gioventù dimostra un forte attaccamento al proprio
territorio che spinge molti ad impegnarsi nel sociale, nel volontariato, nello sport amatoriale
tra faccia della medaglia. C’è una gioventù “sana”, propensa al sacrificio,
al lavoro autonomo
e alla volontà di realizzarsi tra le proprie montagne. Per
non parlare del
volontariato
e
dell’associazionismo
sportivo. E di giovani che esprimono
senza riserve una
scala valoriale molto solida.
E l’altopiano? Qual
è la situazione dei
giovani che vivono
nei Sette Comuni?
“La fotografia emersa dallo
studio regionale è abbastanza veritiera anche se qualche
dato si discosta in maniera
significativa – spiega l’assessore alle politiche sociali di
Asiago Diego Rigoni – Da
noi l’isolamento è meno sentito per la vicinanza alla pianura quindi le opportunità di
studio sono buone, tanto che
il 78% degli studenti delle superiori prosegue con gli studi, e anche il numero dei suicidi è più basso rispetto alla
pianura”. Sul fronte degli
“abusi e dipendenze”, gli uf-
fici delle politiche
sociali comunali e
l’asl segnalano una
g i o v e n t ù
altopianese che fa
uso di droghe, in
particolare
cannabinoidi, superiore alla media
nazionale con un
39% rispetto alla media di
36%. Anche l’uso di psicofarmaci, in particolare da parte delle femmine, è superiore di 5 punti percentuali rispetto alle medie nazionali.
Rimane poi un uso maggiore
di alcool a cui si aggiunge un
abbassamento dell’età della
prima “sbronza” nei giovani
di montagna, 13,6 anni per i
maschi e 14,8 anni per le femmine.
Nuove insidie poi arrivano
E’ partita la campagna contro l’abuso di Slot Machine
L’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune
di Asiago ha attivato una
campagna
di
sensibilizzazione contro
l’abuso delle slot machine
e dei video giochi. Un
apposito manifesto sarà
affisso in città e distribuito a tutte le scuole di
Asiago e con oltre 500 volantini, ad ogni studente. L’Assessore Diego Rigoni ha voluto realizzare questa campagna in
quanto si è notato, soprattutto tra i più giovani, una forte tendenza all’uso delle macchinette “mangiasoldi” distribuite nei
vari bar. A tal fine, l’assessore ha indetto una riunione con i commercianti per
informarli dell’iniziativa, ottenendo piena collaborazione oltre ad un plauso per il
progetto.
“Non vogliamo proibire nulla - dice l’Assessore Diego
Rigoni - ma solo informare
adulti e giovani sui rischi che slot machine e un uso improprio
di internet e video giochi comportano non solo a livello personale ma anche famigliare.” “A questa prima campagna –
conclude - se ne aggiungeranno delle altre a tema”.
Servizio consegna pasti caldi:
Asiago e Lusiana si associano
Avviato un nuovo progetto
di servizi associati tra Comuni sull’altopiano. Proprio
per garantire un servizio uniforme su tutto il territorio
per tutti i cittadini
altopianesi, i Comuni sono
sempre più portati a sottoscrivere convenzioni tra di
loro. Ne è esempio la convenzione tra Asiago e
Lusiana per la consegna dei
pasti caldi nella zona di
Campomezzavia, località
nel territorio comunale di
Lusiana ma molto più vicino al centro di Asiago.
Quello del servizio dei pasti a domicilio è stato istituito ad Asiago da parecchi
anni a sostegno delle persone anziane o in situazione di perdita di autonomia.
Un servizio avviato da gennaio anche dal Comune di
Lusiana a cui hanno aderito
immediatamente alcuni residenti di Campomezzavia.
Considerato che il servizio
asiaghese, per raggiungere la
fazione di Sasso, deve passare per Campomezzovia i
servizi sociali lusianesi hanno chiesto, ed ottenuto,
che ai suoi concittadini
provvedesse il servizio di
Asiago.
“E’ una piccola ma significativa convenzione –
commenta l’assessore al
sociale di Asiago, Diego
Rigoni – che getta le basi
per future intese secondo
criteri di efficienza e
economicità”.
G.R.
dalle nuove tecnologie; internet in
primis. “Il rischio di
isolarsi ulteriormente è forte così come
stanno emergendo
“emergenze” legate al gioco d’azzardo con i giovani attratti dai poker
online – prosegue
Rigoni – Per ora ci
sono stati pochi casi
ma significativi; abbiamo
avuto notizia
di giovani che
hanno speso
migliaia di
euro in una
settimana o
che hanno
venduto persino i libri di
scuola per
continuare a
giocare”.
“Quella della
dipendenza al
gioco è una
problematica emergente della cui gravità credo non ci sia
ancora piena consapevolezza – continua Diego Rigoni
– Il problema lo si percepisce ma ancora non si segnalano ufficialmente numeri che
possono giustificare interventi istituzionali. Viene gestito
all’interno delle famiglie, quasi con vergogna. Però il problema c’è e bisogna intervenire. Tra l’altro, questa dipendenza è spesso legata ad altre forme di disagio come
l’abuso d’alcool quindi è necessario costituire con le asl
delle unità specifiche per affrontarla”. “Non è però con
la proibizione che si risolvono questi problemi ma con
l’informazione
e
la
sensibilizzazione – considera
Rigoni – Infatti ci stiamo attivando con gli altri Comuni
per avviare assieme al Sert
un progetto per gli esercenti
e gestori di sala giochi e ricevitorie. Come con l’abuso
d’alcool, tra l’altro spesso
correlato alla dipendenza al
gioco, chiediamo agli esercenti di essere coscienziosi
nei confronti degli utenti dei
giochi. Infatti il progetto prevede anche, con l’aiuto dell’istituto alberghiero, la formazione dei baristi nel mescere cocktail analcolici proprio per permettere agli stessi
gestori di lavorare meglio
senza essere indicati come
parte del problema bensì essere considerati parte della
soluzione”. Tra i dati positivi
però i giovani altopianesi dimostrano un forte attaccamento al proprio territorio, un
dato che spinge molti ad impegnarsi nel sociale, nel
volontariato, nello sport
amatoriale. Sull’altopiano si
contano oltre 120 tra società
sportive e associazioni benefiche. I giovani montanari
svelano un senso del dovere
e del sacrificio superiore ed
esprimono una forte volontà
di realizzarsi tra le proprie
montagne quindi disposti al
lavoro autonomo, al
precariato, dimostrando una
spiccata creatività nel “inventarsi” un mestiere. “La
Coldiretti dell’altopiano è
quella con il più alto numero
di agricoltori sotto i 40 anni –
prosegue Rigoni – Sempre in
campo agricolo stiamo assistendo a giovani che integrano il loro reddito con attività
agricole, per esempio con la
coltivazione di frutteti, con
l’allevamento bovino da carne, con la ricerca di colture
di nicchia come a Gallio dove
un giovane ha “recuperato”
un genere di patata tipica
dell’Altopiano e ora lo
commercializza nei ristoranti
della zona”.
Gerardo Rigoni
I LEONI SONO TORNATI!
Una Notte da Leoni II
Mercoledì 1 giugno
Giovedì 2 giugno
Venerdì 3 giugno
Sabato 4 giugno
Domenica 5 giugno
Lunedì 6 giugno
ore 21.00 (al Cinema Grillo Parlante)
ore 17.00 21.00 (al Cinema Lux Asiago)
ore 17.00 21.00 (al Cinema Lux Asiago)
ore 20.00 22.00 (al Cinema Grillo Parlante)
ore 16.00 18.00 21.00 (al Cinema Grillo Parlante)
ore 20.45 (al Cinema Lux Asiago)
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Sabato 28 maggio 2011
l’Altopiano
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Le osservazioni degli albergatori al PAT di Asiago
Confermando la piena approvazione del documento, la categoria sottolinea la necessità di avere, per
ristrutturazioni e adeguamenti, agevolazioni comparate a quelle per chi costruisce. Chiede inoltre di
tenere in giusto conto l’importanza del turismo della terza età e delle famiglie con bambini piccoli
Che il Piano di Assetto del Territorio adottato recentemente dal Consiglio comunale di Asiago fosse gradito
alla categoria degli albergatori aveva già avuto modo
di dirlo anche attraverso queste pagine il presidente
mandamentale Alberto Vescovi, che si era comunque
riservato di commentarlo più nello specifico dopo la
presentazione del documento da parte dell’amministrazione comunale. “Il Pat, mettendo un freno alle
seconde case e prevedendo una serie di azioni per il
rilancio del turismo alberghiero – conferma e ribadisce oggi Vescovi – ci soddisfa pienamente. Comunque, come richiesto alle varie categorie, abbiamo stilato e fatto pervenire al Sindaco alcune osservazioni in merito,
dopo esserci incontrati e averne discusso come Consiglio direttivo.
Fra le indicazioni emerse, la principale riguarda gli incentivi per la
costruzione di nuovi alberghi e la ristrutturazione dell’esistente.
Pur auspicando che possano venire costruite nuove strutture,
siamo consapevoli del fatto che non sarà facile trovare qualcuno
disponibile a farlo, quindi reputiamo che la via maestra per migliorare l’offerta sia quella di adeguare, integrare e ristrutturare
l’esistente. Per questo abbiamo chiesto che vengano date, a chi
decide di sistemare il proprio albergo, agevolazioni comparate a
quelle offerte a chi costruisce, come l’azzeramento degli eventuali oneri di urbanizzazione; deroghe a cubature, altezze e distanze; esenzione della tassa di occupazione del suolo pubblico e da
imposte comunali per un numero di anni da concordare”. Altra
osservazione presentata dagli albergatori riguarda le direttrici su
cui sviluppare il rilancio turistico. “Nel PAT vengono indicati i
settori del turismo attivo, ambientale, storico e culturale, sfruttando giustamente quelle che sono le caratteristiche peculiari del
nostro territorio, i nostri punti di forza che ci possono far distinguere dai competitors. Condividiamo queste direttrici ma nella
speranza e nell’attesa che queste nicchie di mercato possano portarci un soddisfacente numero di presenze non possiamo dimen-
ticare i due segmenti di mercato
che hanno favorito la nascita del
turismo ad Asiago e che riteniamo tuttora quelli strategicamente
più importanti: la terza età e le famiglie con bambini piccoli. Il clima, la bellezza del centro, la vicinanza alla pianura, la sicurezza
data dall’avere un ospedale a portata di mano, sono i fattori che
hanno portato storicamente ad
avere questo tipo di clientela. Una
clientela che non ha grandi esigenze, ma alla quale non possiamo
offrire un’ospitalità improvvisata, bensì servizi adeguati alle esigenze: panchine, marciapiedi ben tenuti, centro curato e libero dal
traffico, spazi di svago estivi ed invernali per i più piccoli. Non
dimentichiamoci poi di quanti bambini, in passato, sulle nostre
facili e vicine piste da sci hanno imparato a sciare: oggi nel periodo invernale si registra un grande calo di questo tipo di clientela, è
necessario avere ben chiaro che si tratta di un settore che merita
rilancio, e agire conseguentemente, da questo punto di vista lo
sviluppo del Kaberlaba è di fondamentale importanza”. Riguardo
Sapor d’acqua natia
agli “ambiti sciistici” nelle osservazioni al Pat
stilate dagli albergatori si legge che sarebbe necessario valorizzare maggiormente le piste per
lo sci da fondo, sviluppando nuovi tracciati ai
confini comunali, prevedendone anche l’utilizzo estivo come percorsi da trekking, mountain
bike e passeggiate a cavallo. “I percorsi di mobilità dolce individuati vanno benissimo – aggiunge Vescovi – ma ci permettiamo indicare l’importanza di creare
un percorso pedonale Asiago –
Gallio, in collaborazione tra i due
comuni, rendendo fruibile quanto
già esiste”. Infine gli albergatori indicano l’opportunità di prevedere
nuovi campi da calcio, dei parcheggi da destinare ai clienti degli alberghi, e di trovare una soluzione per
poter alleggerire il traffico, offrendo a chi viene in montagna la possibilità di godere di ciò che cerca,
come tranquillità e aria non inquinata. “La circonvallazione di cui da
tanti anni si parla, con il suggestivo passaggio in galleria – conclude Vescovi – è una soluzione
molto costosa e per questo, probabilmente, irrealizzabile. Riteniamo però che si tratti di un’opera strategica per il turismo della
nostra zona, e quindi sia importante venga sviluppato un piano
dettagliato il più condiviso possibile. A nostro avviso, coinvolgendo Roana e Gallio che sono gli altri due comuni interessati, si deve
studiare bene la soluzione e preparare, nei documenti che seguiranno al PAT, un progetto cantierabile per poter procedere senza
tentennamenti qualora in futuro si rendessero disponibili le risorse
per la sua realizzazione”.
Silvana Bortoli
L’ingenuità del Cardinale
Dalle intercettazioni sta
sagire qualche sospetto anDon Riccardo Seppia e il Cardinal
Angelo Bagnasco
uscendo un catechismo
che nella madre più ingenua.
riaggiornato della vita naNon è che di molti preti oggi
scosta di don Riccardo
si badi a lavarsi le mani appeSeppia, parroco genovena sono stati mandati ad ocse dalle abitudini eclettiche
cupare uno dei posti rimasti
in viaggio tra sesso, paleliberi nel territorio di compestre e stupefacenti. E’ il
tenza del vescovo? Nulla giuvolto di una fetta di Chiestifica l’abominevole pastorasa che lentamente sta
le infantile firmata da questo
emergendo in questi anni
confratello, ma forse a monbui: forse siamo davvero
te ci sta anche un abbandono
all’inizio di un cammino di
umano e spirituale che a qualpurificazione della memoria che ci costringe a che teologo ha fatto pure rileggere il destino di
prendere atto di una storia compromessa e com- quel Giuda evangelico troppo presto bollato come
promettente interna alla Chiesa. Tanto s’è det- bastardo. Un prete solo, a maggior ragione in
to, scritto e riflettuto sul sacerdote genovese , questo contesto culturale, è sempre un prete
non certamente l’unico con questi passatempi potenzialmente a rischio. Perchè anche laddove
originali. A stupire è la riflessione del cardinale c’è una vita di preghiera e di fede un cuore neAngelo Bagnasco, arcivescovo di Genova non- cessita anche di piccole attenzioni e di non senché Presidente della Conferenza Episcopale Ita- tirsi dimenticato. Pena la dispersione dell’aniliana, cioè il capo di tutti i vescovi. La sua rifles- ma. La seconda considerazione è una constatasione è disarmante nell’ingenuità che manifesta: zione che ormai appare sempre più manifesta e
“dolore tanto più sconvolgente perchè improv- lapalissiana. Quando nel 1517 Martin Lutero rupviso e inatteso, perchè nulla lo lasciava presagi- pe con la Chiesa Cattolica e firmò lo scisma,
re ai nostri occhi”. Un’affermazione che merita tutti seppero (anche nei secoli a venire) quali
d’essere snocciolata. Che il dolore sia sconvol- erano stati i motivi di tale gesto: bastava affacgente è il minimo che si possa affermare, am- ciarsi alla cattedrale di Wittemberg e leggere le
messo che davvero lo sia di questi tempi nei 95 tesi ivi affisse. Fu un dramma ma almeno
quali tali crimini sembrano diventare il era chiara la situazione. Oggi l’episodio di don
companatico quotidiano di una frangia eccle- Riccardo (solo l’ultimo di una lunga serie ancosiale sempre più incapace di tenere a bada ra lunga a dirsi conclusa) mostra l’esistenza di
l’ecletticità del loro ministero. Il fatto che di tale uno scisma nascosto che è infinitamente più
situazione – già nota da tempo alle Forze del- pericoloso di quello di Lutero: sotto un’appal’Ordine e nei tabulati delle intercettazioni – si rente obbedienza e correttezza formale (guardate
dica che “nulla la lasciava presagire” lascia tan- bene le foto impeccabilmente sacerdotali che rito più sbigottiti quanto il fatto che a dirlo sia il traggono don Riccardo e altri casi simili) sta nacapo dei vescovi italiani. Uno dei compiti fon- scosto come un fiume carsico un vivere strapazdamentali di un vescovo è quello di conoscere i zato e scoraggiante. La situazione è drammatica
suoi preti: incontrarli, parlarci, seguirne le trac- per chi non accetta di appoggiare la “teologia dello
ce del loro ministero, incoraggiarne l’evoluzio- struzzo” (o insabbiamento, ndr): perchè la formane positiva delle intuizioni. Come fa un vescovo lità del comportamento non sempre attesta anche
(a patto che si prenda cura dei suoi preti) non la verità di una vita. Che un cardinale pecchi di
accorgersi di una vita nascosta così complica- tale ingenuità, è cosa urgente su cui riflettere.
ta, becera e compromessa fino a quel punto? Attutita solamente dall’immediatezza della preLe pupille dilatate di uno sguardo lasciano pre- sa di responsabilità.
Don Marco Pozza
8
Sabato 28 maggio 2011
ATTUALITA’
Si è tenuto al Grillo Parlante di
Asiago un incontro sul tema
acqua e sul referendum del 12
e 13 giugno. Coordinato dal
giornalista RAI Giovanni
Stefani ha visto la relazione di
Rosario Lembo. Lembo (laurea in Economia politica in Bocconi), è Segretario Generale del
Comitato per il contratto Mondiale dell’Acqua, scrittore e direttore della rivista “Solidarietà
Internazionale” e Presidente
CIPSI (Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale) e ha collaborato a missioni di solidarietà in 15 paesi, per
33 ONG del settore cooperazione riconosciute da UE e MEA
(Menagement Energia/Ambiente). Ha esordito affermando che
oggi, le risorse idriche sono sufficienti ma sperequate in quanto
molti paesi che non hanno accesso diretto all’acqua, ma non
lo saranno più nel 2025 quando
la popolazione mondiale toccherà i 9 miliardi! Dallo spazio, il
nostro è definibile “Pianeta blu”:
71% acqua di cui solo il 3% dolce, i 2/3 in ghiacciai e nevi perenni. Solo lo 0,08 della massa
totale è acqua dolce e deriva soprattutto dalle precipitazioni. Le
l’Altopiano
“L’acqua è l’oro blu del XXI secolo”
Rosario Lembo al Grillo Parlante
10 anni fa non si parlava di crisi: oggi l’acqua è considerata
l’oro blu del XXI secolo. Dal
1900 a oggi il consumo mondiale di acqua, è raddoppiato e
addirittura triplicato tra il 1960
e il ’90. In Africa la disponibilità di acqua da allora ad oggi, è
diminuita dei 3/4 e in Asia dei 2/
3. Agricoltura e industria, usano acqua potabile e restituiscono acqua inquinata, in più l’agricoltura provoca grande dispersione nelle falde e genera acqua
ad alta salinità. Fra le popolazioni più ricche c’è il maggior
consumo e intanto 1,3 miliardi
di persone non hanno accesso
all’acqua, 800 milioni non hanno l’acqua potabile in casa, 2,3
miliardi di persone sono a rischio idrico e ogni giorno muoiono in 10.000 per problemi
legati all’acqua. Nel ricco NordAmerica il consumo annuo è di
1798 mt cubi pro-capite, mentre in Africa è di solo 250. In
Italia - dove una sola doccia incide per 40 litri - il consumo
individuale è di 213 lt gg. di cui
solo 3 per bere. E, orrore: per
produrre un Kg di grano servono 1000 lt d’acqua e per un
Kg di carne, ben 13.000! Dopo
Una sede ad Asiago per il
Direttivo del Partito Democratico
Da non molto tempo si è costituito in Altopiano un Direttivo del
Partito Democratico. Adesso è in attesa
di aprire anche una sede ufficiale, che
troverà spazio ad Asiago, tuttavia, chi
lavora e si da fare c’è già ed infatti sono
già in programma interessanti iniziative
che prevedono dibattiti ed incontri su temi
particolarmente delicati ed importanti. Il
primo appuntamento organizzato PD
Altopiano dei 7 Comuni è previsto per venerdì 3 giugno alle 20.30,
presso l’hotel Milano di Asiago. Il tema che sarà trattato è particolarmente vivo in questo periodo, “Il federalismo Municipale, a che punto
siamo?” All’incontro parteciperanno: Marco Stradiotto senatore del
PD, Paolo Franco senatore della Lega Nord, moderatore sarà Diego
Marchioro responsabile provinciale PD Enti Locali e sindaco di
Torri di Quartesolo. A breve inoltre, sarà organizzato anche un
appuntamento dove verrà dibatto il delicato tema del futuro della
scuola in Altopiano.
Stefania Simi
la lunga e complessa introduzione del Dott. Lembo, è stato
proiettato un video su Cile (Terra del fuoco ricca di ghiacciai)
e Bolivia (che a causa del forte
indebitamento aveva ceduto
per 30 anni la concessione delle risorse idriche, ma grazie
alla rivolta popolare, che ha
portato morti e incriminazioni
e la rescissione anzitempo
(dopo 5 anni dalla firma) da
parte del governo, con dimissioni del capo dello stato, ma
che ha portato alla sanzione da
parte delle 2 multinazionali di
200 milioni di dollari: le 2 società in causa sono l’america-
trice ha raccolto non solo le
proprie impressioni, ma anche
quelle dei compagni di viaggio,
corredando il proprio racconto
con alcune foto. In questo agile volume, sono raccolte anno
per anno le esperienze, i temi e
le immagini relative all’Università della Terza Età, che ha avuto
inizio in Comunità Montana nell’anno accademico 2000/2001,
trattando di temi di attualità come
l’avvento dell’euro e le riforme
costituzionali. L’esperienza di questa istituzione, abilmente raccontata da Josè Polato Rigoni, ha investito anche la realizzazione di alcuni seminari letterari e artistici,
laboratori di manualità e di scrittura, lezioni di astronomia e di
musica, cineforum e viaggi
d’istruzione come quello al
na Becthel e l’italiana Edison.
Ogni campesino, con la
privatizzazione si era visto aumentare il costo dell’acqua
del 300% e ogni cittadino
boliviano, deve ora pagare 200
dollari di penale quando il suo
guadagno è di 30 al mese. Così
i milanesi – che avrebbero
beneficiato attraverso la loro
municipalizzata (Metropolitana Milanese) dell’uso dell’acqua boliviana – si sono spartiti il debito, incassando in cambio la promessa da entrambi i
candidati sindaci - Pisapia e
Moratti - che l’acqua resterà
pubblica...) Laddove si
Musei a cielo aperto
Otto domeniche per otto itinerari, accessibili anche ai
bambini, dal 5
giugno al 25
settembre, organizzate dalla
Rete Museale
Alto Vicentino.
E’ l’iniziativa “Musei a cielo
aperto”, che propone visite a
musei ma anche panoramiche
passeggiate e si scoprono le
tradizioni gastronomiche e artigianali, con insolite attività di
animazione. In calendario anche due appuntamenti
sull’Altopiano: domenica 3 luglio 2011 a Roana e domeni-
Dieci candeline per l’Università della Terza Età:
ecco il Diario di una giovane Università
Compie dieci anni l’Università della Terza Età e, per l’occasione, Josè Polato Rigoni ha
voluto raccogliere e pubblicare una sorta di diario di questa
giovane scuola, che, nel tempo, è arrivata a costituire
un’esperienza formativa e
aggregativa importantissima
per l’Altopiano, un sogno che,
come dice nella presentazione della sua pubblicazione
Josè, è diventato realtà. In
questo diario sono raccolti i
fondamenti di questa istituzione per adulti/anziani, nata sia
a scopo culturale che come
intrattenimento sociale: alle lezioni (di quattro ore settimanali) si alternano infatti altre
esperienze importanti come le
escursioni o le gite, di cui l’au-
5
MART di Rovereto coinvolgendo di volta in volta ambiti disciplinari differenti e creando così
uno stimolo non indifferente tra
i frequentanti, proprio come dovrebbe fare oggi la scuola italiana. Questa pubblicazione ha
dato rilievo all’importanza di
questa giovane istituzione che
è diventata nel tempo fondamentale per la nostra cittadinanza, attraverso gli occhi di una
sua utente e fondatrice: “Alla
mia età, oggi definita età dell’oro
– scrive Josè – è difficile aggrapparsi ai sogni, ma l’allungarsi della vita per le persone che la raggiungono vuole anche dire partecipare a delle realtà che aiutino
a trovare nuovi argomenti e la serenità per viverla al meglio”.
Martina Rossi
ca 24 luglio a
Lusiana. Il 3 luglio appuntamento
con
“L’Altopiano dei
cimbri e le sue
storie”, la ricc h e z z a
folkloristica dei
7 Comuni, dai
“Cuchi”, i tradizionali fischietti
in terracotta, ai canti della tradizione Cimbra. Il 24 luglio a
Lusiana “Dalla preistoria all’arte contemporanea”.
Un’appassionante passeggiata tra arte, storia e natura, dal
Parco del Sojo al Villaggio
Preistorico del Monte
Corgnon.
Info
su
www.retemusealealtovicentino.it
privatizzano le risorse, la popolazione perde ogni diritto: l’hanno ben capito anche i cileni, altro che “acqua bene comune”!
In Europa, va sottolineato, vi
sono le maggiori multinazionali
dell’Acqua al mondo (9 su 10,
come le francesi Vivendi e
Suez). In Italia dal 2002 leggi
bipartysan tendono alla
privatizzazione: un bussiness
inimmaginabile, superiore a
quello del petrolio: l’oro blu del
XXI secolo batte nettamente
l’oro nero del XX. Due interventi hanno spiegato al pubblico rispettivamente aspetti ambientali e tecnici dell’acqua:
Corrado Corradin (Museo dell’Acqua) in un breve excursus
sul carsismo, sul significato dell’inquinamento delle falde e sul
valore delle sorgenti del massiccio, in particolare l’Oliero e
sul fatto che l’acqua è un diritto umano prima che civile e
Mario Polato (Etra), che ha
sottolineato come i comuni soci
non incamerano il 7% che ci
ritroviamo in bolletta, ma l’importo va a a finanziare impianti
fognari, depuratori, scolmatori.
(Etra S.p.a. è incaricata da
ATO Brenta a governare e con-
trollare il “sistema acqua” x
captazione, distribuzione, raccolta e depurazione. Etra
Spa,”multiutility” a totale proprietà pubblica, è nata nel 2006
dalla fusione delle Società:
Altopiano servizi, Brenta Servizi e Seta e i 75 comuni divisi
fra VI, PD, TV, più le 2 Comunità Montane Altopiano e
Brenta. L’acqua ci costa 1,42
euro al mt cubo contro i 3
euro della Francia e i 4 euro
della Germania - di proprietà privata). Ricorda Polato
che senza scolmatore ci poteva toccare a dicembre la
sorte della pianura ( ci accadde nel ’66!) e chiude
esternando il suo “Sì” contro la privatizzazione. Tutte
argomentazioni, che han tenuto i presenti col fiato sospeso: in gioco c’è la nostra
vita e la sopravvivenza delle
future generazioni. Ecco
perchè i comitati referendari
chiedono i “Sì” il 12 e 13
giugno per ripubblicizzare
l’acqua “BENE non MERCE!”
ambito dove - come nel nucleare
- sono state allungate le mani del
bussiness privato.
Beppa Rigoni Scit
Serata in ricordo
di Pierantonio Rossi
“Esulta coro festoso dei cieli, esulta terra inondata di luce…”.
Viene un brivido a pronunciare queste parole! Sono quelle che
per anni nella veglia pasquale sono state intonate, con una voce
baritonale che rimarrà unica e inimitabile, da Pierantonio Rossi,
compianto presidente della Schola Cantorum San Matteo. Queste
stesse parole formano significativamente il titolo della serata programmata per il 2 giugno proprio in memoria dell’indimenticato
cantore ad un anno dalla sua scomparsa. L’appuntamento che si
terrà alle 21 nel duomo di Asiago, è organizzato dalla Comunità
parrocchiale di Asiago e dalla Schola Cantorum San Matteo e vede
la partecipazione anche del Piccolo coro San Matteo. Un appuntamento al quale sono stati invitati anche tutti gli ex coristi, quale bel
momento di ritrovo e di condivisione della passione per il canto che
in tanti anni ha accomunato e tuttora accomuna tanti asiaghesi. Una
serata di canti e ricordi nel nome di colui che per più di 70 anni ha
messo a servizio della comunità il suo dono più grande: la sua
voce. Un baritono che sapeva però cimentarsi anche in parti da
tenore e da basso e che per tanti e tanti coristi è stato come un
padre, un esempio da imitare per passione, dedizione e serietà.
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Sabato 28 maggio 2011
l’Altopiano
6
Un dono dell’artista Gianangelo Longhini
Un crocifisso d’autore per la
chiesetta di contrada Pennar
Una contrada, la
sua gente, la sua
chiesetta con tutti
i valori che in
esse si possono
ancora riscontrare: unità, fede genuina e laboriosità. Così contrada
Pennar, il mio
borgo natìo, si
presentava nella
serata di lunedì
23
maggio.
Un’occasione
speciale ha chiamato a raduno gli
Il momento dello
abitanti, ma anscoprimento
che molti che lì
non abitano più, ma in l’abside, dietro l’altare.
questo luogo hanno il Dopo il fioretto di magloro cuore e le loro radi- gio, che tradizionalmenci: l’inaugurazione del te si recita in questo piccrocifisso in legno dona- colo tempio dedicato a
to alla comunità dallo San Benedetto e a Maria
scultore
locale Ausiliatrice, il momento
più carico di emozione
Gianangelo Longhini.
La bella scultura in stile ovvero lo scoprimento
classico, realizzata in della croce, gesto affidaqualche mese di lavoro to a chi più di tutti ha vodurante l’inverno, è sta- luto e sollecitato questa
ta affissa alla parete del- “necessaria” presenza:
Roberto Longhini,
uno dei componenti
del nucleo storico del
Comitato per la
chiesetta (riunito nella foto). Poi la benedizione impartita dal
par roco di Asiago
don Roberto Bonomo
e quindi la Messa, momento comunitario
per eccellenza.
“Grazie a chi l’ha
scolpito – ha detto don
Roberto prima della
benedizione – ma anche a tutta la contrada
che l’ha fortemente
voluto. Attraverso le
mani di chi ha lavorato
questo legno arriva un
dono prezioso per tutta la
comunità”.
Al termine della celebrazione Gianangelo è stato
invitato a dire due parole. “Inizialmente - ha
spiegato - volevo farlo
più stilizzato, come piace
a me, poi ho deciso di
andare sul classico. Questo è il secondo Cristo che
realizzo, dopo quello fatto per la chiesetta del
Carmine di Marostica.
Spero rimanga qui sempre, in ricordo di un
Longhini che amava scolpire il legno. Devo ringraziare anche mio figlio
che ha realizzato la croce su cui il Cristo poggia”. Tutti i presenti sono
poi stati invitati ad un rinfresco preparato dalle infaticabili donne della
contrada. La comunità di
contrada Pennar si riunirà nuovamente l’11 luglio
prossimo, giorno in cui si
festeggia San Benedetto,
per l’inaugurazione dei
recenti
lavori
di
ristrutturazione della
chiesetta.
Stefania Longhini
FRA ARTE E CUCINA
“Berto” Tomasi ospite all’alberghiero
con i suoi «intagli artistici»
Il pluridecorato ex
cuoco é da anni un
guru riconosciuto a
livello mondiale di
questa specialità
Il Comitato per la chiesetta
con don Roberto Bonomo e
Gianangelo Longhini (primo a destra in prima fila)
*
* Mediante uno strumento testato dall’Università di Ferrara (centro di riferimento
per la cosmetologia italiana), è possibile esaminare lo stato di salute di pelle e
capelli, valutando parametri quali idratazione, sebo, elasticità, fototipo, età biologica, cellulite, indice di melanina L’analisi dura circa 15 minuti e permette di consigliare in modo mirato il prodotto cosmetico più adeguato, compresi i solari.
Presenza d’eccezione mercoledì 1 giugno all’Alberghiero di Asiago; per tutta la giornata sarà ospite Alberto
“Berto” Tomasi, il 70enne
valdagnese, grande chef dalla
prestigiosa carriera che poi
ha deciso di liberare il suo innato senso estetico ed artistico per diventare, primo in
Italia, un sempre più apprezzato “scultore dell’alimento”;
i suoi intagli artistici di formaggio, frutta e verdura (ma
non solo, visto che si cimenta con successo anche col
legno e con altri materiali) ne
hanno fatto un’icona della
specialità, una maestria che
gli è valsa svariati riconoscimenti a livello internazionale
da parecchi lustri. Facciamo
solo un breve stralcio di citazioni (leggi medaglie), di respiro mondiale, tratte dal suo
palmares: argento al concorso mondiale Basilea nel 1987;
argento al concorso mondiale a Francoforte nel 1992;
bronzo alle Olimpiadi a Berlino 1996; oro alla Coppa del
Mondo in Lussemburgo
1998; oro e argento al concorso mondiale a Basilea
1999; argento alle Olimpiadi
a Erfurt (Germania) 2000; 3
volte oro alle Olimpiadi di
Cucina ad Erfurt 2004; 4 ori,
3 argenti ed 1 bronzo alla
Coppa Mondiale in Lussemburgo 2006; 1 oro, 1 argento
e 1 bronzo alle Olimpiadi
Erfurt Germania 2008; 4 argenti ai Campionati Mondiali
in Lussemburgo 2010.
Tomasi è anche autore del
libro “Suchè”dove “l’artista, con la sua semplicità e
maestria, illustra con immagini e storie di vita personale tecniche ed aneddoti dell’intaglio”. Da oltre 15
anni porta le sue conoscenze di cucina in Tanzania e
parte del ricavato da consulenze e corsi di aggiornamento viene devoluto all’orfanotrofio tanzanese MoroGoro
dove “Berto” personalmente si reca ogni anno per portare professionalità e il ricavato delle offerte.
“Sarà sicuramente un onore ed un gran piacere poter averlo qui con noi, accompagnato dal presidente della sezione vicentina
della Federazione Italiana
Cuochi, Sergio Prebianca
– afferma orgogliosamente il
prof. Mariano Meneghini,
uno dei docenti dell’Alberghiero, che ha condotto la
“trattativa” per avere ospite
Tomasi – una ghiotta opportunità per i nostri ragazzi per apprezzare dal
vivo ed imparare qualcosa
di veramente nuovo”.
“Tomasi sarà gratuitamente all’alberghiero per tutta
la giornata di mercoledì 1°
giugno – precisa ancora
Meneghini - e darà ai ragazzi delle due seconde, di
quarta e di quinta (ovviamente della sezione alberghiera) nozioni e dimostrazioni pratiche della sua
maestria, oltre che far provare a loro l’ebbrezza di
lavorare con lui. Nel corso della giornata verrà
anche realizzata una composizione artistica che farà
bella mostra di sé al “Ballo di fine anno”, programmata per la serata dello
stesso giorno presso la palestra dell’Istituto e riservata agli studenti e al personale”.
Cesare Pivotto
8
l’Altopiano
Sabato 28 maggio 2011
ATTUALITA’
A fare una Condotta Slow
Food in Altopiano ci si sta
provando seriamente e i risultati fin qui raggiunti, fanno ben sperare. Come riferito nel precedente articolo, il gruppo promotore si
sta attivando per centrare
7
“Slow Food Altopiano”, apre i battenti
la Condotta del nostro territorio
l’obiettivo delle 60/70 iscrizioni necessarie per far partire una condotta negli 8 Comuni. A tale scopo si è tenuto martedì 24 allo Sporting di
Asiago, un nuovo incontro
per fare il punto, dove son state già raccolte 30 adesioni.
Mauro Pasquali Mirko Rigoni Lisa Cantele relatori SlowFood
Presente il Dott. Mauro Pasquali, Presidente di Slow
Food Veneto. Finché non si
raggiunge il numero previsto,
gli iscritti attuali saranno
aggregati alla condotta del
Veneto. A numero completato, il territorio farà parte
della grande
famiglia dove
mancavamo
solo noi e finalmente
avremo anche
qui, la nostra
Condotta Slow
Food! Ci teniamo a sottolineare che in
Altopiano è
presente il
presidio
dell’Asiago Stravecchio
di Malga, prodotto da
sette malghesi, il cui responsabile è Dino
Panozzo, presente alla
serata assieme all’assessore Diego Rigoni neoiscritti - e a molte figure operanti nel settore alberghiero, nella
ristorazione, nella produzione e nella formaA sinistra Carlo Petrini fondatore del movimento culturale
zione settoriale. Per
Slow Food, assaggia il “sidro novello” di Antonio Cantele (a destra)
meglio chiarire il senso di questa iniziativa e la biodiversità, per acquabenecomune); il “piacoinvolgere un numero Emergency, per Medici cere
del
sapere”:
sempre maggiore di asso- senza Frontiere, per la “cit- degustazioni, master of food,
ciati, elenchiamo quelli che tà della Speranza”, per l’ado- laboratori del gusto oltre e quelli
sono i “piaceri” insiti nella zione a distanza; il “piacere della convivialità, della festa,
filosofia Slow Food: il “pia- dell’impegno”: raccolta di della partecipazione. Per inforcere solidale”- raccolta di firme e attivismo sui “temi cal- mazioni 349 8430948.
fondi per la Fondazione per di” di attualità (come
Beppa Rigoni Scit
Il progetto “Mille orti in Africa”
Nei giorni scorsi, è stato in zona (Bassano e Schio) il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, che ha relazionato in
merito a uno dei grandi progetti cui Slow Food lavora da
oltre un anno: “Mille orti in Africa”. Non si fa che parlare di: “...aiutare le popolazioni svantaggiate a casa
loro...” e allora, quale migliore opportunità? “Mille orti in
Africa” è una costola del progetto principale: “Terra Madre”, rete ormai planetaria di contadini, produttori e comunità del settore alimentazione, che oggi credono in un’agricoltura sostenibile, rispettosa dell’ambiente e attenta all’utilizzo delle risorse naturali. Forse qualcuno ricorderà la
First Lady Michelle Obama, lavorare nell’orto della Casa
Bianca per promuovere l’iniziativa. Grazie alla diffusione
di “Terra Madre”, migliaia di agricoltori nel mondo, hanno
rafforzato le loro conoscenze, migliorato le tecniche di produzione e preso coscienza del proprio ruolo. “Slow Food”,
vuol dar voce a questa rete e sostenerla con azioni concrete. Gli “orti” sono in via di realizzazione nei paesi dove il
progetto “Terra Madre” è già consolidato: Kenya, Uganda,
Costa d’Avorio, Mali, Marocco, Etiopia, Senegal, Tanzania,
Egitto, etc. Gli “orti” possono essere: scolastici, comunitari e urbani e si attengono alle tecniche ecosostenibili come
compostaggio, protezione naturale da infestanti e insetti eliminando i prodotti chimici, gestione razionale dell’acqua e
quant’altro. Le coltivazioni sono gestite dalle comunità, assistite da africani laureati all’Università italiana di Scienze Gastronomiche. (Molti di loro, grazie alle borse di studio
finanziate da Slow Food, hanno infatti studiato in Italia
e sono successivamente tornati nei loro paesi; attraverso il progetto Mille Orti, altri avranno questa opportunità). Le varietà vegetali ivi impiantate: quelle locali assieme ad alberi da frutta, verdura ed erbe medicinali. I fondi
raccolti da Slow Food servono alla formazione dei contadini
e a fornire le attrezzature (sementi, zappe, casse per
compostaggio, etc.). La somma annuale necessaria alla “Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus” per la realiz-
La Notte dei Musei,
luci accese sulla cultura
Musei d’Europa con battenti
aperti ed ingresso gratuito la
notte del 14 maggio scorso
con l’intento di avvicinare
maggiormente i cittadini alla
cultura
e
attraverso
l’intrattenimento, i giovani.
“Cultura fa rima con divertimento, cultura non è costo, è investimento”. 3.000
musei e siti archeologici
aperti in contemporanea in
40 paesi. Un’iniziativa internazionale giunta alla sesta
edizione, alla terza, in Italia.
In Altopiano son rimasti
aperti i Musei del territorio.
E’ stato bello fare un giro di
ricognizione e vedere una
volta tanto luci accese non
solo in bar e locali! Abbiamo così voluto seguire il
programma denso di interventi,
musica,
intrattenimento, proposto al
Museo dell’Acqua. La
kermesse si è aperta con un
tour attraverso le sale
espositive, per poi ascoltare
la musica dal vivo del Grup-
po Scouts Altopiano, con intermezzi di lettura di Bruno
Carli. Quindi tutti in saletta
proiezioni per seguire le relazioni di Filippo Canova
(referente per l’area
vicentina del “Comitato per
l’acqua bene comune”) che
ha riportato le ultime notizie
sull’andamento referendario
locale e nazionale e invitato
nuovamente al voto del 12 e
13 giugno; poi, quella di
Manuel Cunico, storico, che
ha riferito sul tema: “Il Novecento e l’acqua”. La sua,
una singolare ed innovativa
lettura del valore dell’acqua
sia
come
elemento
nutrizionale e mezzo di sopravvivenza, che come luogo di insediamento umano
(fluviale, lacustre e marino)
e via di trasporto, anche nel
corso di tutte le guerre. Meglio, le guerre come mezzo
per il possesso del bene principe, appunto l’acqua. Così
è stato dagli Assiri/
Babilonesi, agli Egizi, all’antica Roma, alle attuali rivolte sulla sponda sud del Mediterraneo. Il terzo e ultimo
intervento quello della rap-
Valentina Dovigo
zazione di un orto è di 900 euro; per attrezzature: 250 euro;
formazione coordinamento e scambio informativo e culturale in loco: 200 euro; stampa e distribuzione materiale didattico informativo nelle lingue locali: 100 euro; coordinamento generale ed assistenza tecnica: 250 euro, etc. Per adottare un orto inAfrica, basta compilare l’apposito modulo scaricabile
da Internet ed effettuare il versamento tramite bonifico, assegno o
carta di credito. (www.fondazioneslowfoood.it
[email protected] - wwwslowfood.it) Anche in Italia è
stato attivato lo stesso progetto, nelle scuole elementari e medie e
i ragazzi stanno già utilizzando i vegetali da loro prodotti coltivati in
modo naturale, riscoprendo i sapori, il gusto autentico del cibo,
dopo anni di merendine. Solo in Veneto sono stati recentemente avviati 400 orti e prevediamo, una volta partita la
Condotta, anche quassù.
B.R.S.
Manuel
Cunico
Filippo
Canova
presentante di “Legambiente
Veneto” Valentina Dovigo,
che ha parlato dell’energia
nucleare e rinnovato il voto
referendario, sottolineando
che il quesito non è affatto
Gruppo Scout Asiago
stato cancellato. Riportiamo
le questioni sollevate: “Il nucleare serve ed è sicuro?” e:
“Il nucleare fa risparmiare?” Doppio no, la risposta.
Primo, perchè quando una
reazione a catena è stata avviata è impossibile fermarla
(vedi
Cernobyl
e
Fukushima);
secondo,
perchè la costruzione di centrali è onerosissima e lo
smaltimento delle scorie non
ha ancora trovato soluzione,
non ce n’è proprio idea, figurarsi un progetto. E questo, fa pensare! A seguire e
con l’intento di stemperare
momenti così intensi, la
cena sotto il tendone allestito all’ingresso, preparata dai
membri
del
Gruppo
speleologico: minestrone e
carne alla griglia allietata dai
“Free Spirit”, che hanno poi
suonato fino all’una. Ha infine avuto luogo la proiezione del film “Water makes
money: come le multinazionali fanno profitti sull’acqua”. La “notte” si è
protratta fino alle 3 del
mattino all’interno del museo e ha contato oltre 150
presenze, per un terzo ragazzi under 25: “...tutti insieme appassionatamente!”
Beppa Rigoni Scit
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Sabato 28 maggio 2011
l’Altopiano
8
Mobilità Dolce per conoscere il territorio:
l’esempio dei “Percorsi Colline Bassanesi”
Valrovina, uno dei quartieri bassanesi promotori del progetto,
una volta era Altopiano. A dispetto del nome malamente tradotto dal cimbro ( ruen/roan: argine/riva), Valrovina è una
località ridente, una gemma incastonata con affaccio sulle
colline alle pendici dell’Altopiano, della cui Federazione (che
si estendeva non a caso fino al Brenta), faceva parte ancora
nel 1725 assieme a Campolongo, Campese, Valstagna, Oliero,
anche riguardo i contributi economici per la milizia. La prima
volta in cui la si cita ufficialmente è nel Codice Eceliniano
(tale: Martinelus de Valruvina, anno 1175) e negli scritti dell’Abate Dal Pozzo, che la elenca fra i siti che godevano di
privilegi, fin dal 1300. Un antico documento indica inoltre
un’offerta di cera per il Corpus Domini, nel 1389. Da 50 anni
Valrovina è frazione di Bassano; prima con Rubbio, faceva
comune a se stante (l’ambito territoriale di Rubbio è tuttora
suddiviso fra Conco, Marostica, Bassano). Da Valrovina si
dipartono molti sentieri “up & down” e il borgo è in effetti un
passante fra il monte e il piano. Fra questi, uno, passando per
Ronchi, Cortese, Rubbio, Biancoia, Sasso, Col del Rosso,
Melagon, Eckar, Bertigo, Stellar, Laiten, porta fino ad Asiago.
Ed è a Valrovina, nel suo “Centro Civico” nuovo di zecca
aperto per l’occasione, che si è tenuta il 13 maggio scorso (a
1 anno esatto dalla presentazione del progetto), una relazione sulle vie di comunicazione fra la zona montana e quella
pedemontana, area di transizione dove l’Altopiano e la sua
Reggenza fecevano da padroni. Il progetto di recupero delle
vecchie vie, non intese come
Andrea Cunico Jegary
meri sentieri ma come itinerari dove si transitava per vivere, commerciare, comunicare, denominato: “Percorsi Colline Bassanesi”, è una rete di
mobilità dolce per conoscere il territorio. Il progetto, ventilato da anni, proviene dal coordinamento dei quartieri di
Angarano,
Campese,
S.Eusebio, S. Michele e
Valrovina e ha avuto una svolta di accelerazione all’inizio
dell’anno scorso. A febbraio
2010 si è infatti creato un tavolo territoriale di coordinamento dei quartieri, subito sottoposto all’Assessore ai lavori
pubblici di Bassano Bernardi,
che lo accoglieva con grande
interesse e sollecitava la stesura di un documento illustrativo. Il gruppo di coordinamento
si decide per un unico “format” e il 13 maggio seguente, lo
presenta ufficialmente. Il Comune di Bassano e il territorio
(IPA Pedemontana del Brenta) lo fanno proprio, sotto il nome
di “AQUAS 1”, estendendolo anche a
Marostica. Il progetto viene pertanto
accolto a finanziamento da parte della
Regione Veneto (DGR 3535 Area 7 Progetto Aquas 1 Pedemontana del
Brenta, per 689.000 euro - finanziamento al 70%, a fronte di un costo previsto
di 950.000 euro). Perché sottolinere
l’evento? Primo, perché ci riguarda da
vicino, quale attuale area confinaria ed
antica proprietà; secondo, perché è un
esempio che possiamo prendere e calare anche nella nostra di realtà; terzo,
perché vi ha collaborato in modo determinante un nostro conterraneo, appassionato di mobilità dolce ed esperto di
marketing: Andrea Cunico. Son toccati
a lui l’onore e l’onere di illustrare
“AQUAS 1” ai suoi concittadini. (Prossimo incontro a Valrovina, il 27/05:
relatore eccellente il Prof.
Angelo Chemin, già Docente
Universitario a Padova). Per
chiudere “AQUAS 1” e portare a casa il finanziamento,
l’aspetto comunicazionale è
stato determinante quanto il
coordinamento e la volontà
univoca degli attori coinvolti.
E qui viene spontaneo chiedersi: ma noi qua, riusciremmo a fare altrettanto, con altrettanta identità di vedute,
intenti ed armonia, tenendo
presenti le esigenze territoriali
e non “parrocchiali”? In attesa della data del 25/05 (termine ultimo per la presentazione dei progetti di mobilità
dolce avviati sul nostro territorio, di cui vi daremo
debitamente conto), elenchiamo alcuni fra gli interventi infrastrutturali ammessi a contributo regionale della montagna confinante, della
pedemontana, della pianura: Prealpi bellunesi-Comunità
Montana Alpago: “Percorso per la fruizione delle aree Ponte
di Legno/S.Croce” (750.000 euro); Montagna veronese: Comune di Selva di Progno: “La via delle marmotte” (483.947
euro); Dolomiti venete- Comunità Montana Cadore
Longarone Zoldo: “Progetto integrato di sviluppo locale...”
(749.700 euro); Alto Vicentino - Comune di Valli del Pasubio:
“Sentiero di collegamento Piccole Dolomiti: Recoaro, Valli, Posina” (750.000 euro); Terre alte Marca trevigianaComunità Montana Prealpi trevigiane: “Valorizzazione
turistica colli del prosecco dal M. Cesen al Piave” (750.000
euro); Bassa padovana-Comune di Pernumia: “Itinerario storico/ambientale dai Colli Euganei all’Adige”
(750.000 euro). Importo totale di contribuzione regionale
pari a 11.292.450 euro. ALTOPIANO DEI 7 COMUNI:
“Itinerari geologici tra l’Altopiano e il Brenta” (750.000
euro) - progetto presentato però dal COMUNE DI
VALSTAGNA, comune inserito di fatto nell’IPA
altopianese (Intesa Programmatica d’Area 8 Comuni +
Valstagna, storicamente legata all’Altopiano attraverso
la Calà del Sasso, quale ex porto fluviale sul Brenta).
Beppa Rigoni Scit
Appello a tutti gli agricoltori altopianesi:
“Eliminate i “valari” dal vostro fieno!”
E’ sempre emergenza valari in Altopiano,
per questo anche quest’anno lanciamo da
queste pagine un appello a tutti gli agricoltori affinchè eliminino queste piante infestanti e velenose dai nostri prati. In gergo
rurale vengono chiamate valari le piante, il
cui nome reale è “veratro”, (dal latino
veratrum). Se ne parla sempre al plurale
perchè sono piante infestanti che non crescono mai da sole, anzi si moltiplicano ogni
anno, fino a ricoprire l’intera superficie dei
campi. L’argomento è poco conosciuto ed
è piuttosto articolato, ma cercheremo comunque di spiegare ai lettori di cosa si tratta e quali sono le complicazioni di tale
problematica. Spesso i valari vengono lasciati crescere e vengono falciati insieme al resto dell’erba: finiscono così nelle mangiatoie delle povere mucche che, riconoscendone la nocività, sono costrette ad avanzare il fieno contaminato. Di conseguenza l’allevatore, dopo aver lavorato inutilmente per giorni e giorni per procurarsi il fieno nei propri campi,
deve ricorrere ad altro fieno, acquistandolo da fuori con ulteriore spesa economica. Inoltre, il fieno avanzato nelle stalle contamina il letame: così, al momento della concimazione, le sementi
velenose vengono sparse nuovamente nei campi. Appare chiara quindi la formazione di un circolo vizioso che non lascia scampo: il valaro ricresce e si moltiplica, le sue radici aumentano
notevolmente di anno in anno oltre i 30cm di profondità e nel
giro di poco tempo i campi ne sono infestati. A quel punto, il coltivatore-allevatore
che vuole evitare che la propria fatica nel
fare il fieno sia sprecata e che le sue bestie non lo mangino, deve affrettarsi a tagliare i valari prima che l’erba sia alta, in
modo che le piante e le loro sementi marciscano prima del tempo del fieno e non
vadano a contaminare il buono che la nostra terra offre. Qualcuno potrebbe obiettare che in termini economici conviene
acquistare il fieno piuttosto che fare fatica
per tagliare i valari ogni anno: con questo
tipo di comportamento però si alimenta il
bestiame con foraggi di provenienza incerta,
con conseguente risultato sui prodotti animali (carne e latte), senza contare il fatto che l’incuria e il degrado dei prati abbandonati pregiudicano la bellezza del nostro
altopiano. La crescita del veratro è infatti una delle conseguenze della diminuzione dei coltivatori e del sempre maggiore stato
di abbandono dei nostri prati.
Inoltre, attenzione agli acquisti! Non bisogna sottovalutare l’azione
di chi, non avendo bestiame, non elimina gli infestanti, produce
fieno contaminato e poi lo vende: in questo modo non solo vende un prodotto scadente ad acquirenti ignari, ma anche -ed è
cosa più grave- contribuisce alla diffusione del valaro in zone
che fino a quel momento non ne sono interessate, ampliando
così il problema dell’infestazione. I valari dovrebbero essere
tagliati anche nei campi che non vengono coltivati a fieno, per
almeno tre motivi: innanzitutto, si tratta di erba pericolosa che
potrebbe nuocere alle persone ignare che ne vengano a contatto (l’incidente si è già verificato alcuni anni fa ai danni di una
bimba altopianese, fortunatamente salvata). Inoltre, sappiamo
che il vento contribuisce allo spargimento delle sementi, e quindi
la sola presenza di valari trascurati vanifica il lavoro di chi
invece se ne prende cura ogni anno per arginare il problema.
Infine, chiunque possieda un pezzo di terra dovrebbe occuparsene, se non altro per il bene dell’ambiente e per la buona immagine dell’altopiano.
Mi faccio quindi promotrice di un appello per tutti gli agricoltori
e per chi possiede dei terreni in altopiano: diamoci da fare per
l’estinzione di questa pianta infestante e velenosa! E’ necessario continuare a tagliare i valari per renderli più deboli e per
fermare la loro diffusione. Credo comunque che per risolvere
un problema di tale portata sarebbe necessario l’intervento di
chi ha l’autorità di prendere delle iniziative concrete, come per
esempio la formulazione di un regolamento generale, o qualcosa
di simile che induca tutti a farsi carico della questione. Spero
inoltre che l’aver richiamato l’attenzione su questo argomento
possa interessare qualche volonteroso studente di agraria: approfondire lo studio del veratrum e proporre qualche soluzione
potrebbe essere un ottimo argomento di tesi, in quanto non fine
a se stesso, ma di pubblica utilità.
Ilaria Panozzo
8
Sabato 28 maggio 2011
l’Altopiano
9
Il PAT e il futuro di Gallio: un po’di
chiarezza sugli ultimi provvedimenti
L’intervista all’arch. Fantin del gruppo di lavoro per la stesura del documento di pianificazione
PAT di Gallio, a che punto siamo? Sugli interventi attuati dall’amministrazione Rossi e dei
quali abbiamo parlato in vari
articoli, vedi per esempio il
documento preliminare della
Variante al PAT, sembra sia sorta
un po’ di confusione, tanto da
indurre più di qualcuno a pensare che a Gallio si andrà incontro
ad un nuovo aumento della
cementificazione. Per cercare
dunque di fare chiarezza abbiamo sentito l’architetto Maurizio
Fantin che con i colleghi Fabio
Pellizzer, Marisa Fantin e Francesco Sbetti, fa parte del gruppo
di lavoro che ha collaborato con
l’amministrazione Stella e collabora con l’attuale per la stesura
del PAT. “Intanto – inizia Fantin
– facciamo una brevissima premessa che potrà aiutarci ad inquadrare meglio quanto si sta facendo. La Legge Regionale 11
del 2004 ha introdotto il PRC,
Piano Regolatore Comunale: si ricorderà che prima si chiamava
PRG, Piano Regolatore Generale, naturalmente non è solamente una questione di parole ma di
contenuti e procedure diversi introdotti in adeguamento alle mutate esigenze comuni e alla disciplina urbanistica attuale. Il PRC
si compone di due parti, il PAT,
Piano d’Assetto del Territorio,
con valenze di tutela, strutturali e
strategiche, adottato dal comune e approvato dalla Regione o
dalla Provincia, presiede ed indirizza la redazione del PI, Piano
degli Interventi, quest’ultimo ha
carattere più operativo ed è adottato e approvato in sede comunale. Entrambi gli strumenti hanno una procedura di redazione
ed approvazione ben codificata,
non solo da norme regionali, ma
anche da normative nazionali ed
europee. Il comune di Gallio, allora presieduto daAntonella Stella,
a cavallo tra il dicembre 2008 e il
gennaio 2009, ha approvato il suo
primo PAT. Qualche mese dopo
la stessa amministrazione, ha
adottato ed approvato il primo PI,
che riguardava una parte del territorio comunale, con l’esclusione della zona centrale afferente al
contesto urbano del capoluogo.
In seguito, insediatasi l’Amministrazione del sindaco Pino Rossi,
sono state attivate due procedure
di pianificazione urbanistica generale. La prima è la redazione del
PI del capoluogo con la revisione
di tutti gli altri ambiti territoriali; la
seconda è la variante al PAT, di
cui il 26 aprile scorso, in occasione del consiglio comunale, si è
dato avvio, con la presentazione
del Documento Preliminare, alle
forme di concertazione e partecipazione di enti, associazioni e cittadini. Il Documento Preliminare
contiene gli intenti dell’Amministrazione e le scelte strategiche che
si vogliono perseguire, è messo a
disposizione di tutti in ragione di
un “contraddittorio” su contenuti
e modalità con cui s’intendono
perseguire gli obiettivi dati: il fine
è di delineare delle strategie di
gestione del territorio il più possibile condivise. Naturalmente
spetta all’Amministrazione, a
compimento di un periodo che
si darà e nel quale avrà raccolto
e documentato tutti i contributi, trarne le dovute conclusioni
e portare a chiusura il lavoro.
La stesura di un PAT non si limita a questi primi passi iniziali,
ma comporta molti altri passaggi tecnici necessari a definire un
quadro ben preciso a supporto
e verifica delle scelte che spettano all’azione politica. Su questi per chiarezza espositiva non
mi posso qui dilungare”.
Entro quanto tempo avremo
dunque il quadro definito?
“Sono molte le variabili che incidono sulla definizione dei tempi, nuovi temi che entrano in
gioco oppure la necessità, ri-
A Gallio la Festa Provinciale
dello Sci Vicentino
Sarà l’Auditorium di Gallio ad ospitare domenica 29 maggio la
Festa Provinciale 2011 dello Sci Vicentino. La manifestazione
dedicata a ripercorrere l’ ultima stagione bianca lasciata alle
spalle è itinerante e, quindi, ad ogni edizione cambia sede. Anche grazie a questa scelta, col trascorrere del tempo è ormai
diventata un appuntamento fisso per il mondo dello sci berico
come per quello altopianese. Serve a fare il punto sulla stagione
trascorsa, a consegnare i riconoscimenti che atleti, dirigenti,
società e sponsor hanno saputo meritarsi durante l’inverno, a
far incontrare sportivi ed appassionati in un momento non convenzionale e senza l’assillo di gare, cronometri od allenamenti.
Il programma prevede l’inizio per le 15,30. Al termine degli
indirizzi di saluto da parte delle autorità sportive ed amministrative, nello specifico il Comune di Gallio che con la Fisi vicentina
organizza la manifestazione, il via alle premiazioni. Riguarderanno atlete ed atleti laureatisi Campioni Provinciali nella stagione
2010-11 sia per lo sci alpino come per il fondo ed i vincitori dei
circuiti giovanili sostenuti dagli indispensabili sponsor TradeOff, Zaupa Moda e Punto Sport. A festeggiare con i premiati
l’azzurra galliese Giulia Gianesini. Si farà il possibile per avere in
sala anche il combinatista azzurro Alessandro Pittin “bronzo”
alle Olimpiadi di Vancouver 2010 prima storica medaglia italiana della specialità cui potrebbe aggiungersi anche qualche altro
nome noto in campo nazionale.
R.A.
scontrata in corso d’elaborazione, d’approfondimenti o altro,
spesso rendono difficile stabilire con precisione dei tempi precisi. In linea di massima entro
l’anno è programmata l’adozione e l’approvazione del PI,
mentre per quanto riguarda il
PAT, che procede in parallelo,
è probabile si possa parlare
d’adozione per l’inizio del prossimo anno”. Il sindaco Pino
Rossi sostiene, al contrario
di quanto è stato affermato
su un articolo da noi pubblicato, che, per quanto riguarda la possibilità di edificare,
non si allentano i vincoli imposti inizialmente da
Antonella Stella, bensì se ne
pongono di ancora più
restrittivi e che quindi le
scelte attuali non possono incentivare l’edificazione, anzi
le pongono un freno. Come
possono essere sostenute
queste affermazioni del sindaco? “Alcuni dei vincoli imposti sono per così dire istituzionali, derivanti da fattori
morfologici, ambientali,
paesaggistici, da pianificazioni
di livello superiore, che non
possono essere modificati se
non quando viene meno l’oggetto che li ha determinati, sono
indipendenti dalla volontà o
meno di un’amministrazione e
in un territorio come
l’Altopiano sono giustamente
molti; altri possono servire a
supporto delle strategie che
un’amministrazione mette in
atto in relazione alla propria
idea di sviluppo e gestione del
territorio. Una parziale revisione di questi ultimi trova un senso logico in ragione delle politiche territoriali che una comunità per mezzo dei suoi amministratori intende darsi, questo
non significa necessariamente
un cambiamento di rotta. Di
fatto l’attuale amministrazione
non ha dato alcuna indicazione
che vada nella riduzione dei vincoli posti dal vigente PAT.
In merito all’incentivare l’edificazione, l’amministrazione nel
Documento Preliminare ha
esplicitamente dichiarato la propria volontà di non incrementare le volumetrie in carico al
vigente PAT. Sono le prime righe del Documento. L’incentivo è rivolto a favorire l’inse-
diamento, lo sviluppo, d’attività produttive d’altro tipo rispetto
a quelle che hanno caratterizzato l’Altopiano negli ultimi decenni, più verso attività di servizio, in sintonia con i caratteri
che possono costituire l’offerta di un territorio come questo,
verso un’economia che non sia
soltanto di consumo. Le risorse sono limitate e il loro utilizzo
dovrà essere in ragione della
riproducibilità. Già con il nuovo Piano degli Interventi, l’Amministrazione ha reso particolarmente oneroso il consumo di
territorio”. Quali sono, secondo lei, i punti qualificanti di
questo PAT? “Esistono nel territorio di Gallio alcune contrade
che non sono state toccate dallo sviluppo immobiliare che ha
permeato l’Altopiano negli ultimi decenni, hanno una loro individualità nella quale si possono riconoscere alcuni caratteri
dell’edilizia storica della comunità, antecedente agli eventi della Grande Guerra. La loro conservazione può rappresentare
una risorsa da proporre al visitatore guidato alla scoperta
d’angoli meno noti, ma d’altrettanta bellezza. Dal punto di vista delle risorse, la messa a punto di politiche territoriali che
servano a ridurre la pressione
delle aree maggiormente soggette per indirizzarle verso altre
modalità produttive. La ricerca
una maggiore razionalizzazione
del tessuto insediativo esistente, la dotazione d’infrastrutture
che non mettono al centro della
mobilità esclusivamente l’uso
dell’automobile, ma che rappresentino un opportunità per la
creazione di maggiori spazi di
relazione, riconoscendo alla
“strada” il ruolo di spazio pubblico che l’ha da sempre caratterizzata. Il favorire l’insediamento o
la ristrutturazione di attività di tipo
economico – ricettive in
adeguamento dei livelli d’offerta
oggi in uso. Attenzione alla stretta relazione che esiste tra il paesaggio antropizzato, quello
agricolo e naturale”. Come
sarà dunque il quadro futuro
per Gallio? “Credo che i cittadini debbano approfittare dell’opportunità offerta per fornire un
serio contributo d’idee all’interno di un dibattito aperto e attivato
con la pubblicazione del Documento Preliminare. L’Amministrazione ha esposto i temi sui
quali intende lavorare e sulla base
dei quali ha ritenuto necessaria la
variante. A cappello su tutto un
principio guida delle scelte di politica territoriale, la transizione da
un’economia di sfruttamento del
territorio verso un’economia di
servizi e di un uso ponderato delle risorse. A guidare le attività in
genere sono sempre dei processi
economici che richiedono del tempo per essere avviati, inoltre, per
questo servono anche risorse che
Stato e Regione non sono in grado di fornire. Una possibilità sta
nell’attivare delle politiche di
incentivazione
e
di
disincentivazione volte a favorire
tale processo. Collaboriamo con
leAmministrazioni dell’Altopiano
ormai da diversi anni, la sensazione è che spira un’aria di cambiamento che va nella direzione
giusta. Il territorio prima di tutto,
la principale risorsa”.
Stefania Longhini
Il «Gallio Film Festival» si farà ad Asiago
“E’la strada per provare a farlo decollare”
Dopo essere nato ed aver vissuto «giovinezza e pre-adolescenza» nella Sala Parrocchiale di Gallio il “Festival del Cinema Opere Prime” quest’anno vivrà la sua prima esperienza fuori dal
Cineghel puntando a diventare “grande”. Un’iniziativa di carattere culturale apprezzabile ed apprezzata ma che, dopo 14 anni,
non è ancora riuscita a decollare, a trovare una sua identità qualificata e qualificante, o almeno non quanto ci si poteva e doveva
aspettare. Così è maturata la decisione di provare la strada di
Asiago come vetrina e trampolino di lancio alla ricerca delle “luci
della ribalta”. Il Festival si svolgerà al Grillo Parlante dal 21 al 30
luglio. L’Assessorre alla Cultura del Comune di Asiago, Roberto
Rigoni, così inquadra la questione: “Asiago ha da tempo nei suoi
programmi di creare un evento cinematografico di largo respiro,
prova ne sia la collaborazione con la Biennale di Venezia e col suo
direttore Muller “vecchia” ormai di tre anni, consapevole anche
che per far questo si doveva creare un “contenitore”, un ambito
entro cui operare ma che avesse
un respiro non solo paesano e limitativo, ma di più ampi spazi e confini”. “Il fatto – continua Rigoni che da Gallio si sia sentito il bisogno di provare una strada diversa
per aumentare il target della manifestazione e che questo possa averci coinvolto ci fa piacere, tant’è che
con entusiasmo abbiamo dato il
patrocinio della Città a questa edizione 2011". “Tengo però a preci-
sare e sottolineare - conclude l’assessore - come questo non sia
assolutamente un tentativo di Asiago di spogliare Gallio di un qualcosa di suo ma, semmai, un momento di collaborazione fattiva e
ci auguriamo produttiva”. Sulla stessa linea le sottolineature dei
sindaci di Asiago e Gallio. “Una tale concordia d’intenti – dice il
sindaco di Gallio Pino Rossi – sarebbe stata impensabile fino a
poco tempo fa. Ora è possibile grazie alla coesione in atto tra le
amministrazioni. Va riconosciuta poi l’importante azione di tessitura fatta da Mario Polato, membro del Comitato organizzatore,
per giungere a questo risultato”. “Mi piace l’idea di questo festival
condiviso con Asiago – aggiunge Andrea Gios – credo che l’evento
meriti una serata di gala al Millepini. Da parte nostra c’è la massima disponibilità a contribuire alla crescita di questa manifestazione”. Dal canto suo il parroco di Gallio, don Lauderio Dal Bianco,
parlando anche a nome del Comitato di Gestione del Cineghel,
ribadisce “Alla richiesta degli organizzatori noi avevamo dato la
nostra disponibilità per l’effettuazione del Gallio Film
Festival nella sala del
Cineghel anche per il 2011;
prendiamo atto di questa
voglia di crescere da parte
della manifestazione ed
auspichiamo che questa edizione possa realmente ottenere i risultati ed i consensi
che sono nelle speranze e nelle
aspettative della vigilia”.
8
Sabato 28 maggio 2011
l’Altopiano
Roana si prepara all’estate
con proposte di qualità e il
miglioramento di viabilità
e arredo urbano
L’assessore Martello: “Le Pro Loco sono molto
collaborative, mentre le categorie di operatori
del settore partecipano molto poco alla formazione
della politica turistica e alla vita del paese”
“I problemi del turismo e le difficoltà di varia natura sono noti,
da parte nostra ci siamo preparati all’imminente stagione estiva continuando sulla strada intrapresa negli ultimi tempi: accrescere il livello qualitativo
delle proposte, con eventi
accattivanti e internazionali che
possano anche essere di complemento a quanto organizza
Asiago per una visione
comprensoriale dell’offerta turistica. Ci siamo concentrati su
un’offerta che possa garantire
al turista di varie età la scelta di
come impegnare le proprie
giornate, a seconda di gusti ed
esigenze”. A parlare è Luigi
Martello, assessore al turismo
di Roana, che abbiamo incontrato per fare il punto della situazione. “Proprio per capire
meglio come rispondere ai vari
trend – continua – abbiamo fatto degli studi sull’utenza turistica già presente e su quella
che vorremmo avere. Mentre
per ottimizzare l’offerta e non
disperdere i pochi fondi a disposizione abbiamo coinvolto le
Pro Loco, garantendo una ri-
partizione delle disponibilità economiche che premia chi cerca
di differenziarsi, dando direttive
e indicando la linea di condotta
da seguire per poter contare
sugli aiuti. Fra queste l’apertura garantita dell’ufficio informazioni frazionale, l’assistenza logistica per le manifestazioni
e il mantenimento di alcuni sentieri cittadini: maggiore sarà la partecipazione e maggiore sarà il contributo. Ancora, vista la disponibilità di fondi da impegnare per i
parchi gioco, il comune fornirà
attrezzatura e materiale, mentre
le Pro Loco dovranno occuparsi
con propria mano d’opera del
mantenimento. Intendiamo così
affidare ad ognuno le proprie competenze, con azioni che del resto
sono previste dagli statuti delle associazioni stesse. Dal canto loro
le Pro Loco sono molto
collaborative, mentre manca
l’interesse da parte delle categorie di operatori del settore,
che partecipano molto poco alla
formazione della politica turistica e alla vita del paese. Sembra
mancare la volontà di uscire
dalla non facile situazione in cui
Ristorante
CASA
ROSSA
località Kaberlaba - Asiago
info 0424-462017
BIRRERIA
PIZZERIA
Musica dal Vivo
SABATO 19 FEBBRAIO:
Sabato 28 DEA
Sabato 11 giugno
tornano I BANDICJO
ci troviamo, si aspetta sempre
che sia il Comune a fare, credo
che sarà dura proseguire così”.
Esiste invece collaborazione
con gli altri comuni? “Insieme si cerca soprattutto di proporre eventi che siano complementari e non sovrapposti. Una
collaborazione diretta si ha poi
all’interno del Consorzio Turistico, dove nascono delle
sinergie e strategie di medio e
lungo termine e sulla promozione. A questo proposito vorrei invitare le categorie interessate al turismo a credere nella
nuova formula societaria del
Consorzio, e a parteciparvi per
unire le forze, condividendo gli
obiettivi”. Vogliamo anticipare gli eventi di maggior rilievo che riguardano Roana?
“Tornano Hoga Zait, il festival
cimbro (dal 7 al 17 luglio) e
Artemusica con la stagione
concertistica e gli eventi culturali dedicati all’arte e agli incontri letterari: progetti riconosciuti
dalla Regione come manifestazioni di grande interesse. A fine
luglio Cesuna ospiterà Venigallia
Celtic Festival, straordinaria
kermesse celtica che dopo
una breve pausa sceglie la
nostra frazione per questo
evento che nelle trascorse
edizioni ha registrato presenze da record. A inizio agosto
a Roana è in programma lo
spettacolo circense del
Norwegian Food Cirque,
menttre a fine mese avremo
una rassegna di spettacoli di
teatro di strada con artisti internazionali, in vari momenti
della giornata nelle diverse frazioni. Per far conoscere queste manifestazioni abbiamo in
serbo delle campagne promozionali estese e di livello. Ci
sono poi tutti gli appuntamenti
e le serate organizzate dalle
varie Pro Loco, mentre
un’accoglienza migliore al turista verrà data da due progetti già appaltati che, con un
impegno di spesa di circa un
milione di euro, prevedono la
sistemazione di strade e marciapiedi e il miglioramento dell’arredo urbano. Partirà anche
il progetto messo a punto
qualche anno fa per una dozzina di percorsi di mobilità
dolce, finanziato in parte dalla Regione. Verrà inoltre sistemata l’area dei graffiti per
quanto di competenza comunale: l’aula didattica, il percorso, indicazioni e segnalazioni.
10
Ricordo che la parete con le
incisioni rupestri è invece di
competenza dello Stato (argomento, questo che approfondiremo in un prossimo dettagliato articolo, ndr)”. Parliamo
dello stadio del ghiaccio, di
cui è slittata l’apertura: c’è
chi sostiene che sarà un’opera troppo gravosa da mantenere. “Finora sono stati realizzati tutti i lavori previsti, rientrando nella spesa preventivata. Mancano le opere di
completamento che comunque
non graveranno sulle casse
comunali, perché verranno realizzate con contributi specifici e con recuperi fiscali, prevedo entro la fine dell’anno. E’
una struttura su cui contiamo
molto
per
la
destagionalizzazione dell’offerta, e per l’uso della quale abbiamo già richieste che nel
contempo dovrebbero portare
presenze alberghiere. Un luogo coperto, con cinquecento
posti a sedere dove si potranno
svolgere eventi importanti. Per
quanto riguarda i costi di mantenimento, la struttura sarà fra
quelle di competenza della
Roana Servizi o della società di
gestione che la sostituirà, e
sono convinto che se gestita nel
modo previsto, con il ghiaccio
che verrà fatto solo d’inverno
a favore degli sportivi che
Asiago non riesce a volte a sod-
disfare, i bilanci comunali non
peggioreranno”. Lo chalet turistico a Treschè Conca, alle
porte dell’Altopiano, è diventato importante punto di informazioni per coloro che
arrivano quassù. Un servizio
che va a vantaggio di tutto il
territorio. “Un’informazione
completa e di qualità, che non
si limita solo al nostro comune
ma a tutto l’Altopiano, con personale competente, che parla
diverse lingue. Lo chalet è attualmente in carico solo alla
Roana Servizi, e viste le nuove
disposizioni di legge non sappiamo quanto potrà durare.
Abbiamo chiesto alla provincia
che ci desse una mano facendolo diventare un punto
“I.A.T.” ma per il momento ci
è stato negato. E’ nostra intenzione comunque insistere su
questo”. Infine un accenno
alla questione dei profughi
che avrebbero dovuto essere ospitati a Mezzaselva.
“Umanamente è tutto comprensibile, ma turisticamente sarebbe molto pericoloso, lo dimostrano le telefonate di turisti
preoccupati pervenute allo
chalet nei giorni in cui si è diffusa la notizia. Auspico che,
come sembra, ciò non avvenga, proprio per non danneggiare
irreparabilmente la stagione turistica che sta per iniziare”.
Silvana Bortoli
Gli Alpini rinnovano la chiesetta
della Beata Giovanna a Canove
Sarà pronta per la giornata della “Sensa” con il tradizionale
appuntamento per la messa e il pranzo all’aperto alla Cattedra
Per il giorno della “Sensa” saranno terminati i lavori di manutenzione alla cappella dedicata alla
Beata Maria Giovanna Bonomo,
di cui si stanno
curando i volontari del Gruppo
Alpini di Canove.
Un “regalo” di
cui potranno godere tutti i paesani che il prossimo
5 giugno, giornata dell’Ascensione, si ritroveranno per i consueti appuntamenti della ricorrenza. La mattinata prevede,
dopo la celebrazione eucaristica
delle 10.30 in chiesa parrocchiale, la benedizione delle
autovetture all’esterno. La messa sarà celebrata anche a mezzogiorno presso la chiesetta
della Beata Giovanna, alla quale seguirà il tradizionale pranzo
all’aperto nei dintorni. L’intervento che il Gruppo Alpini di
Canove sta effettuando consiste nella manutenzione esterna
dell’oratorio, nonché dell’area
circostante delimitata dal muretto e lungo la stradina di accesso. Nei giorni scorsi si è
provveduto al taglio di due
abeti posti vicino alla
chiesetta (che saranno sostituiti da piante cedue), inoltre il
tetto è stato trattato
con del convertitore
di ruggine e successivamente tinteggiato
con uno strato
di smalto verde. Ripulito dal muschio
che lo copriva, il muretto è stato intonacato con colore bianco, mentre la
recinzione con reticolato è stata rimossa e sarà sostituita con staccionata di legno trattato. I lavori effettuati dai volontari del
Gruppo Alpini, sono stati resi
possibili anche grazie alla colla-
borazione del Comune di Roana,
che ha fornito materiale vario e
si è occupato della pulizia dalle
ramaglie, della ditta Frigo
Valentino per quanto concerne
la staccionata, dei vigili del fuoco per il lavaggio di parte del
muretto. Tornando al programma del giorno dell’Ascensione,
la Pro Loco di Canove si occuperà, per coloro che lo vorranno, di preparare il pasto;
serve prenotarsi rivolgendosi ai
responsabili dell’associazione
(340 3169005)
Silvana Bortoli
8
Sabato 28 maggio 2011
ROANA
Il parco fotovoltaico realizzato all’ex stalla modello “La
cattedra” di Canove di
Roana è stato ufficialmente
inaugurato. Un’inaugurazione in sordina avvenuta nella
mattinata di sabato 14 maggio. Metà del terreno è di
proprietà del Comune di
Roana e l’altra metà è del
Consorzio dei Comuni proprietari dell’ex stalla modello. Terreno della Cattedra
che Roana affitta con un
l’Altopiano
11
Inaugurazione in sordina per il
parco fotovoltaico della cattedra
canone annuale di 25 mila
euro; convenzione sottoscritta per 20 anni e che permette così al prospettato Istituto
europeo per la montagna, da
realizzarsi proprio negli ambienti della Cattedra, di costituire un fondo per i lavori
di ristrutturazione.
L’impianto di 1 megawatt,
che copre circa 50 mila metri quadrati di prati, è costituito da 4160 pannelli solari
distribuiti su 208 linee ed è in
grado di produrre 1,3 milioni
di kw/h all’anno, il che tradotto in cifre significa energia per circa 600 mila euro
che in parte sarà utilizzata
dagli edifici comunali e per
l’illuminazione pubblica ed il
rimanente ceduto alla rete
elettrica.
“Con quest’opera è stata intrapresa una strada nuova –
ha sottolineato Matteo Dal
Pozzo, sindaco di Rotzo –
Tutti i Comuni altopianesi si
sono mossi unitariamente per
superare ostacoli burocratici
complessi. I benefici saranno enormi, sia sotto il profilo
ambientale sia come aiuto a
quell’Istituto europeo per la
montagna che dovrebbe essere realizzato nella struttura della cattedra”.
Sull’aspetto dell’impatto ambientale, numerosi cittadini e
la minoranza consigliare
roanese avevano però
espresso seri dubbi.
“Quando l’impianto arriverà
alla fine della sua efficacia,
circa tra 20 anni, i pannelli saranno rimossi, i supporti me-
tallici levati e attorno rimarranno solo i prati e i
pascoli di prima – hanno spiegato il sindaco
attuale di Roana
Valentino Frigo e quello
della passata amministrazione Mario Porto –
E lasciando un beneficio per tutta la comunità sia in termini di risparmio energetico sia
in termini prettamente
economici con un ricavo di circa 200 mila
euro dall’impianto stesso”.
Gerardo Rigoni
Stefano Frigo nuovo presidente
della Polisportiva Comune di Roana
Ricicla e crea: lo dicono i ragazzi delle scuole di Roana
nelle opere presentate al 14° Concorso di Pittura
Sensibilizzare i ragazzi delle scuole alla salvaguardia dell’ambiente e della salute, oltre che al
risparmio energetico e al riciclo: è la strada scelta dall’amministrazione comunale di Roana in
occasione della 14^ edizione del concorso di pittura riservato agli studenti del comune. “ArtAmbiente – un’idea riutilizzabile” è il tema proposto per stimolare bambini e ragazzi ad esprimere la loro creatività attraverso opere originali, sia pittoriche che di “design”, apposita sezione
riservata ai lavori dei più piccoli e introdotta quest’anno,vista la particolarità della materia trattata.
Come abbiamo avuto più volte modo di dire attraverso queste pagine, è fondamentale che le
generazioni future possano crescere con la consapevolezza dell’importanza del riciclo dei rifiuti e
dell’utilizzo di energie alternative, facendo loro capire quanto le piccole azioni quotidiane e le
scelte dell’uomo influiscano sul futuro del pianeta. Lavorando in gruppo fra loro per realizzare le
opere da presentare al concorso, i piccoli hanno potuto avere una prima dimostrazione di come,
da oggetti comuni che hanno già fatto il loro uso possano nascerne altri, in questo caso opere
artistiche. Ne è nata, come sempre, una mostra fantasiosa, variopinta e allegra, che sarà inaugurata sabato 28 maggio alle ore 16.00 presso la sala consiliare del Municipio di Roana a Canove. Subito
dopo si terranno le premiazioni con i premi in denaro sotto forma di libretti postali, ripartiti fra le sezioni
delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. La mostra rimarrà poi aperta al
pubblico, in orario di apertura degli uffici comunali, per quindici giorni.
Silvana Bortoli
E’ Stefano Frigo del
Canoce Calcio il nuovo presidente della
Polisportiva Comune
di Roana, eletto lo
scorso 2 maggio nell’ambito dell’assemblea per il rinnovo del
direttivo dell’associazione che raggruppa
le varie società sportive presenti in ambito comunale. Frigo
subentra a Maurizio
Magnabosco, che ha
assunto ora la carica
di vicepresidente.
Voluta dall’amministrazione comunale
precedente all’attuale, in particolare da Domenico De
Guio (allora delegato allo
sport), che non ha mai fatto mancare le sua collaborazione al sodalizio, la
Polisportiva oltre a dare
un’immagine unitaria delle
varie realtà sportive locali
con il suo logo e i colori giallo – blu, si prefigge di offrire un maggior confronto
tra coloro che si occupano
Nuovo altare al Magnaboschi
Continua a migliorare il prestigio della zona sacra in Val
Magnaboschi. Recentemen-
3^ Festa dei Panozzo
Domenica 19 giugno a Treschè Conca si terrà la 3^ Festa dei Panozzo, organizzata da
Parrocchia e Pro Loco. Il programma prevede la santa messa alle ore 10.30, a cui seguirà
la benedizione del “Cippo ricordo”; alle 12.30 pranzo presso l’Albergo Belmonte aperto a
tutti i simpatizzanti (prenotazione obbligatoria entro il 14 giugno presso Albergo Belmonte o
Pasticceria Corbin); alle 14.00 proiezione del filmato della prima festa dei Panozzo tenutasi
in Brasile nel 2010. Alle ore 16.00 infine sono previste la visita alla collezione Rovini con
ingresso gratuito e la visita al Forte Corbin con ingresso a prezzo ridotto per tutti i Panozzo.
delle diverse discipline, che
vanno dal calcio allo sci, dal
volley al pattinaggio, fino al
nuoto. “La Polisportiva dice il neo presidente Frigo
– ha permesso una maggiore comunicazione tra i vari
gruppi, dando modo a persone che sono legate allo
sport in genere di ritrovarsi
per discutere di problemi e
proporre idee, cercando insieme
soluzioni.
Ciononostante, credo si possa fare meglio, auspico infatti
che in futuro ci possa essere una collaborazione ancora
maggiore tra le varie società, visto che
tutto ciò va soprattutto a beneficio della crescita dello
sport e dei nostri ragazzi”. I rappresentanti delle società
continueranno a incontrarsi regolarmente per portare
avanti questo progetto che, come sottolinea Stefano Frigo, “Ha avuto vita ed è continuato grazie anche al fondamentale
contributo offerto dagli
sponsor, Rigoni di Asiago,
Cassa Rurale ed Artigiana
di Roana e Consorzio fra i
Caseifici, che vorrei ringraziare ancora una volta a
nome di tutti i ragazzi, dirigenti e responsabili delle
nostre società sportive”.
Silvana Bortoli
te il cimitero italo-austriaco è
stato dotato di un nuovo altare che verrà utilizzato nelle
celebrazioni liturgiche e durante i raduni che periodicamente si tengono in questo
luogo dedicato alla memoria
della Grande Guerra. L’ara
bocciardata in marmo rosso
dell’Altopiano è stata offerta da Gianpietro Frigo
“Reich” della “Marmi
Canove”. La posa in opera
del manufatto ha visto impegnati alcuni volontari del Comitato Recupero Storico
Cesunese e della Sezione
Fanti 7 Comuni. In particolare si son distinti nei lavori:
Guido Frigo, Giuseppe
Panozzo, Bruno Rossi, Francesco Spiller, Giovanni Valente, Dino Zordan e Mauro Frigo.
G.D.F.
8
l’Altopiano
Sabato 28 maggio 2011
12
Lucio Spagnolo nuovo sindaco
“Impegno e disponibilità da parte di tutti”
ROTZO
Mercoledì 1 giugno il primo consiglio comunale con il giuramento e la nomina della giunta
E’ convocato per la sera di mercoledì 1
giugno il primo consiglio comunale della
neoeletta amministrazione Spagnolo. All’ordine del giorno il giuramento del sindaco, il programma per il mandato e la
nomina della giunta “che - afferma il sindaco - potrà essere di due o tre assessori
più il sottoscritto, ma ancora non mi sbilancio”. Lucio Spagnolo è stato eletto con
250 voti contro i 177 ottenuti da Michele
Arcangelo Iuliani e i 23 della Lista “La
Destra” di Livio Toldo.
Qual è la prima dichiarazione del nuovo sindaco?
“W la gente di Rotzo e del nostro bellissimo altopiano. Grazie a tutti coloro che
hanno garantito, nel recente passato attraverso la gratuità del volontariato, un
servizio prezioso al paese che, essendo
piccolo, non potrebbe progredire con i soli
mezzi istituzionali ma che ha potuto e potrà farlo ancora, attraverso il cuore grande della sua gente!”
Quali sono le prime urgenze che questa amministrazione
dovrà affrontare?
“La prima patata bollente che subito ci siamo trovati a gestire è
l’emergenza profughi, per la quale si sono concordate le azioni
con i comuni vicini, Roana in primis visto che ci confiniamo e
visto che l’Istituto di Mezzaselva è in territorio roanese. Altra
emergenza per il paese: rimettere in piedi il Consorzio degli usi
Civici attraverso il quale il Comune amministra la maggior parte
del proprio territorio assieme alle frazioni di San Pietro e Pedescala
site in come di Valdastico . Qui le problematiche sono complesse
e difficilmente comprensibili per il cittadino comune, ma Rotzo può programmare opere e trarre
beneficio da esse sul proprio territorio “in alto”
quello dei boschi e delle malghe per capirci, solo
attraverso la programmazione effettuata dal Consorzio per gli Usi Civici che al momento è bloccato per le mutate situazioni “amministrativopolitiche “ in Val d’Astico e per le quali Rotzo
non ha nessuna responsabilità. Su questa questione abbiamo già avuto i primi incontri nei giorni scorsi”.
Quale sarà lo stile con il quale intendete
amministrare?
“Sul programma che abbiamo presentato avevamo messo tra le priorità la condivisione dei
problemi amministrativi tra tutti i cittadini. è davvero una priorità. Nei paesi piccoli come il nostro poco ha da dire la politica urlata, poco significato hanno le dichiarazioni altisonanti, non
serve essere gli uni contro gli altri. Non abbiamo NIENTE da imparare dalla politica sfacciata che tante volte ci
propongono i tg nazionali. E’ invece necessario e addirittura conveniente per me, credo per tutti, ascoltare, condividere fare assieme le scelte ritenute più giuste per il nostro amato paese. I problemi di Rotzo non hanno colore politico e neppure le loro soluzioni.
Serve solo impegno e responsabilità di TUTTI, di noi amministratori eletti per primi e poi i cittadini che vorranno darci una mano.”
Un amministrare insieme alla gente…ma com’è, secondo
lei, questa gente di Rotzo?
“E’ difficile descriverla in poche parole e forse sarebbe comunque riduttivo. Posso dire come mi piace pensarla la Gente di Rotzo.
Nel 1973 io rimasi orfano perchè mio papà se ne andò in una sola
notte per infarto. A casa rimanemmo in quattro figli ancora piccoli e mia madre che aveva un piccolo negozietto appena aperto e
con debiti da pagare, di ferramenta, articoli casalinghi, colori un
po’ di tutto come si faceva allora nei piccoli paesi. La gente di Rotzo
ci aiutò con grande cuore in quell’anno e nei successivi e questo ci
permise di continuare e aiutò ad allevarci. La “botteghetta” come la
chiamavamo fu chiusa dopo sei - sette anni, senza arricchirci ma il più
era fatto. Ecco è questa la gente che mi piace descrivere del mio
paese: lavoratrice, generosa, onesta... buona gente. E in questa gente
ci metto anche gli emigranti, cuore di Rotzo che batte in ogni parte del
mondo. Sono sempre nei nostri cuori!”
Stefania Longhini
Il responso delle urne
Lista civica “Per Rotzo”: Michele Arcangelo Iuliani 177
voti; preferenze: Lauro Tondello 16; Costantino Slaviero 22;
Patrizio Costa 17; Massimiliano Sartori 39; Christian Sartori
6; Mirco Sartori 15; Luca Toldo 13; Massimo Vellar 21; Roland
Spagnolo 5.
Lista “La destra”: Livio Toldo 23 voti con 4 preferenze
per Paolo Marzari.
Lista “Insieme per Rotzo”: Lucio Spagnolo 250 voti; preferenze: Giovanni Battafarano 19; Luciano Caldognetto 7;
Luciano Cunico 36; Giorgio Dal Pozzo 21; Sergio Marangoni
29; Aldo Pellizzari 17; Massimiliano Pretto 38; Andrea
Rebeschini 15; Aldo Sacco Comis Dell’Oste 17.
Risultano eletti
Sindaco: Lucio Spagnolo. Consiglieri di maggioranza:
Massimiliano Pretto, Luciano Cunico, Sergio Marangoni,
Giorgio Dal Pozzo , Giovanni Battafarano, Aldo Pellizzari.
Consiglieri di minoranza: Michele Arcangelo Iuliani,
Massimiliano Sartori, Costantino Slaviero.
ENEGO
Il Comitato “Enego e la sua Marcesina” risponde al vice
sindaco“Cantele documenti con prove scritte quanto affermato”
Riteniamo opportuno rispondere, attraverso le pagine del vostro Giornale, a delle accuse
rivolte al Comitato Enego e la
sua Marcesina, dal vicesindaco
di Enego Giovanni Cantele
Sul numero del 14/05/2011 è
stata pubblicata una risposta del
signor Cantele, ad un articolo
che, democraticamente, esprimeva la sensazione dell’autore
di un disinteresse generale, e più
gravemente, degli amministratori, su un problema che riteniamo di grande importanza e
che può essere riassunto in poche parole: il progetto per la
rivalutazione della Piana della
Marcesina, voluto dall’attuale
amministrazione, provocherà
danni all’ambiente! E’ veramente utile a qualcuno? Avrà
una ricaduta economica positiva per la popolazione
eneghese? L’attuale vice sindaco afferma che dopo l’esperienza negativa della precedente riunione pubblica indetta dal
Comitato, si è ritenuto di non
partecipare più a nostre iniziative. Ricordiamo che proprio
nella citata riunione, del 27/12/
2009, il signor Cantele rispondeva a domande precise e dirette, poste dalla professoressa Dalla Pozza, presidente di
Italia Nostra, con un simpatico
collage di “…non so…” ,
“…non sono al corrente…” ,
“…non me ne occupo…” , risposte che, a nostro parere, date
da un amministratore, non co-
stituiscono sicuramente un’immagine di preparazione, sicurezza ed impegno. Continua il
Cantele affermando che le nostre sono solo trovate politiche.
Ricordiamo al vicesindaco che
noi non ci presentiamo né
come lista e nemmeno come
un partito, ma solo come gruppo di persone preoccupato del
futuro di Enego e della
Marcesina. Il viaggio lisergico
continua, asserendo che noi
avremmo affermato baggianate
del tipo “parcheggi multipiano”,
“mega
parcheggio”
e
“aereoporto in Marcesina”.
Mentire sulle affermazioni di
altre persone è già di per sé grave, ma un tale comportamento
da parte di un amministratore
lo troviamo indecoroso. Che il
Cantele dia prova di quanto affermato, porti uno scritto che
attesti quanto da lui pubblicamente asserito, o sia disposto
ad accettarne le conseguenze.
Sembra invece più logico che
l’attuale vicesindaco si sia risentito di essere stato pubblicamente smentito da una accurata documentazione fotografica, quando, orgogliosamente, asseriva di essere riuscito in breve tempo a fare di
Enego un paese ordinato e pulito. Nel suo scritto, il Cantele,
afferma che abbiamo delle idee
confuse sul recupero dello stabile della Croce Rossa. Ci siamo sentiti denigrare quando
proponemmo questa alternativa alla costruzione di nove parcheggi all’interno della Piana. In
seguito, sui giornali si scrisse
“…Proposta di vendita già prospettata anche all’amministrazione comunale eneghese che
però trova un grosso ostacolo
proprio nel valore dato all’immobile dalla stessa Croce Rossa: ovvero oltre 1,7 milioni di
euro per un area totale di 33.350
metri quadrati su cui è posta
una struttura in cemento armato
e muratura comprendente 11
vani, circa 800 posti letto, per
una superficie coperta totale di
2050 metri quadrati…” (ricordiamo che il progetto
Marcesina è stato finanziato
con oltre tre milioni di euro), si
prosegue negli articoli con
“…Ottima idea, infatti anche
l’amministrazione comunale
vorrebbe realizzare qualcosa di
importante per la comunità ma
i costi sono insostenibili - commenta il sindaco Igor
Rodeghiero -, Stiamo comunque dialogando con la Croce
Rossa regionale…”. A questo
punto viene spontaneo pensare che le idee non sono ottime
di per sé, ma solamente in base
a chi ne è il proponente. Denigrare quanto afferma il Comitato, indipendentemente dai
concetti. Continua il Cantele
asserendo che si sarebbe parlato di impianti a biomasse da
realizzare nella Piana e proposti, si evince, dal Comitato.
Come sopra, che ne dia la prova, che si assuma la responsabilità di quanto affermato. Viene più volte sostenuto che questa amministrazione ha il meri-
to di informare, come nessun
altro, i cittadini. Nei pochissimi dati forniti e sovente incompleti, vengono spesso omessi
particolari che potrebbero risultare scomodi o insinuare negli
eneghesi dubbi legittimi. Viene
sovente nominata con entusiasmo la Commissione consiliare
che l’amministrazione ha voluto per poter discutere sul progetto Marcesina. Come mai è
stata convocata una sola volta? Come mai, rileggendone il
verbale, ci si accorge che sono
state date delle informazioni inesatte, o addirittura false? Il Co-
mitato non gode più dell’attenzione della gente, continua il
Cantele. I nostri manifesti
lasciano il tempo che trovano,
prosegue. Non siamo ascoltati
dall’amministrazione, diciamo
noi, e nella nostra stessa situazione si trova il capogruppo dell’opposizione. I nostri manifesti vengono regolarmente strappati da mani “ignote” e “civili”,
diciamo noi, fatto per cui esistono querele contro i soliti
ignoti. Concludiamo dicendo
che il Comitato Enego e la sua
Marcesina conta su circa trecento iscritti, gente a cui sta a
cuore il futuro del nostro paese e della Marcesina. Certo, non
è facile interloquire con persone che non sono disposte ad
accettare sempre le risposte
fornite, ma l’attuale vicesindaco
Cantele dovrebbe essere conscio del fatto che, decidendo di
diventare amministratore, oltre
che crogiolarsi negli assensi, deve
anche essere in grado di confrontarsi con persone che non hanno
la sua stessa idea. La democrazia
è anche questo.
Pierangelo Noscardi
Vice presidente del Comitato
“Enego e la sua Marcesina”
Lavori in corso sulla strada Valgadena
e la circolazione va a singhiozzo
Lavori in corso lungo la strada provinciale 76 Valgadena nei
Comuni di Foza ed Enego. La ditta Coop Popolo di Rotzo,
che si è aggiudicata l’appalto, sta eseguendo lavori di sistemazione e allargamento a causa dei quali chiede la sospensione temporanea della circolazione stradale a fasce orarie. Il
tratto interessato è compreso tra il km 17+070 e il km 17+320
circa, lungo il quale fino al 10 giugno la circolazione sarà così
regolata: i mezzi provenienti dalle due direttrici potranno transitare lungo il tratto indicato a senso unico alternato regolato
da semaforo esclusivamente per i primi 15 minuti di ogni ora
a partire dalle ore 8 del mattino; la sospensione della circolazione avverrà per 45 minuti consecutivi a partire dalle ore 8.15 fino alle ore 9 e così ogni ora fino alle 13; riprenderà poi a partire dalle
ore 14.15 fino alle ore 15 e così ogni ora fino alle 18. Dalle 18 alle 8.15 la circolazione avverrà a
senso unico alternato, così come nei giorni di sabato, domenica e festivi. Sono, naturalmente,
esclusi dall’ordinanza di divieto i mezzi di soccorso e polizia esclusivamente in caso di pronto
intervento urgente. “Una sospensione a singhiozzo non usuale –commenta l’amministratore unico di Vi.Abilità Mariano Vantin - che però permette di soddisfare due esigenze: da un lato l’esecuzione dei lavori in condizioni di sicurezza, dall’altro la circolazione stradale, pur se limitata e
condizionata, ma essenziale per gli utenti di questa strada, in particolare i residenti e gli studenti
che devono percorrerla per andare a scuola. L ‘obiettivo è di terminare i lavori prima dell’inizio
della stagione turistica, restituendo una strada più sicura e in buone condizioni di percorribilità.”
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Al Ristorante con ill’Altopiano
Caseificio Pennar Asiago
Sabato 28 maggio 2011
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Locanda Cavour: i gusti del territorio in piatti semplici e leggeri
Stavolta ci fermiamo in
centro ad Asiago, precisamente in Via Valbella, laterale di Corso 4 Novembre, per conoscere un po’
meglio la Locanda
Cavour e farci suggerire
un paio di ricette in cui
vengono utilizzati formaggi del Caseificio Pennar.
Qui troviamo la famiglia Compagno: Luca, la moglie Rita
Bortoli, i figli Giorgia, studentessa al liceo e Davide che invece frequenta l’alberghiero; poi c’è mamma Antonia,
che Luca definisce la sua grande maestra. Luca e Rita
gestiscono da 5 anni questo locale a conduzione
famigliare, la cui sala da pranzo può ospitare poco più di
una trentina di persone. Compagno è “figlio d’arte”: suo
padre aveva un ristorante di pesce a Dolo. La sua fami-
glia proviene infatti dal
veneziano, ed è arrivata
sull’altopiano nella seconda metà degli anni ’60,
dopo l’alluvione che ha
colpito quel territorio e
costretto molti a trasferirsi. Tramite l’allora parroco di Lusiana, che conosceva la famiglia per essere già stato parroco di Campagna Lupia, il padre di Luca
venne a sapere che al Monte Corno c’era la possibilità di
gestire un nuovo rifugio. L’idea era di trovare un’occupazione temporanea, invece si innamorò di questi luoghi e ci
si stabilì. Ben venti sono gli anni che Luca ha passato al
monte Corno, poi è arrivato ad Asiago alla “Fina”, fino a
quando si è presentata l’occasione di prendere in gestione il Cavour, locale di piccole dimensioni in zona centrale.
“Sui prodotti del Pennar si può sempre contare”
“Avendo vissuto vent’anni in mezzo alle
malghe al Monte Corno – dice Luca –
ho imparato ad apprezzare carni e formaggi genuini. Nei prodotti del Pennar
si trova la massima qualità che ci si
possa aspettare dai formaggi, li uso in
preparazioni semplici, come sono tutti i
miei piatti, che preparo sempre al momento. Per i taglieri di formaggi misti
con salsa di cipolle di Tropea e arance
scelgo soprattutto le caciotte insaporite
e il Vezzena dei Pennar; la crema di formaggio dà quel tocco in
più a molti primi, il Pennarone si adatta a mille lavorazioni, nelle
formaggiere c’è il Gran Pennar, con la ricotta preparo qualche
dolce”. Il menù del Cavour è fotografico, dunque chi ordina un
piatto può scegliere anche vedendo com’è. Tra i piatti proposti,
giusto per nominarne alcuni, l’antipasto di selvaggina, gli
gnocchetti ai formaggi, i tagliolini ai funghi, il
formaggio fuso, le grigliate. Da non dimenticare poi, viste le origini veneziane, che il
locale è conosciuto anche per il pesce che a
Luca riesce piuttosto bene. Il venerdì sera
si può sempre gustare uno scoglio o una
frittura, per cene complete serve invece la
prenotazione. Due i piatti semplicissimi e
veloci, ma molto apprezzati dalla clientela,
che Luca ci insegna a preparare. Il
“Carpaccio di carne salada con Pennarone
e valeriana e porcini in crosta di Gran Pennar” è un piatto unico,
estivo, che volendo si può proporre anche come antipasto, nel
quale il sapore deciso della carne salada si abbina benissimo
con la dolcezza e morbidezza del Pennarone. E poi i saporitissimi “Fusilli con carne secca e Vezzena dei Pennar”, primo
molto gustoso e invitante.
LA RICETTA
Carpaccio di carne salada con Pennarone, valeriana e porcini in crosta di Gran Pennar di Montagna
Si copre il piatto con le fette di carne salada. Sopra ci va una bella manciata di valeriana, irrorando con un filo d’olio d’oliva. Quindi ci si grattugia sopra abbondante Pennarone,
con la grattugia a julienne. Si tagliano i porcini freschi (quando è stagione) a fettine sottili. Si passano prima nell’uovo sbattuto e poi in un misto di pan grattato e Gran Pennar, in dosi uguali. Le
fettine di fungo vanno cotte velocemente in un padella antiaderente, fatta scaldare sul fuoco senza alcun condimento, visto che in pochissimo tempo il formaggio si scioglie e forma la crosta. Si
completa il piatto con le fettine di fungo e si porta in tavola.
Fusilli con carne secca e Vezzena dei Pennar
Mentre cuoce la pasta, si taglia la carne secca a fettine e poi a julienne. Si fa poi saltare in padella dove si sarà fatto scaldare un po’ d’olio con uno spicchio d’aglio in camicia (che va
tolto prima di mettere la carne). Una spruzzatina di vino bianco, quindi un cucchiaio di crema di formaggi dei Pennar, si spegne il fornello e si aggiunge una noce di burro. Scolata la pasta
la si mette nella padella, una grattugiata di Vezzena e un po’ di pepe, quindi si fa saltare il tutto. Si mette la pasta nel piatto e si completa con scaglie di Vezzena prima di servire.
SERVIZIO REDAZIONALE
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Sabato 28 maggio 2011
l’Altopiano
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Abisso Corno di Campo Bianco
Un pozzo da record nelle viscere dell’Altopiano
Si prospetta come una delle vie sotterranee più lunghe del Veneto. Per ora l’esplorazione ha fermato
l’altimetro a quota – 846 metri. Non si esclude che l’apertura di nuove vie porti a delle novità
Caparbietà, risolutezza ed un
pizzico di incoscienza, sembrano questi gli ingredienti fondamentali per raggiungere molti
obiettivi che ci poniamo in questo nostro mondo. Ma in natura ci sono tante variabili, e
quando si entra in una voragine non si sa mai dove condurrà l’angusto cunicolo che sembra dare sfogo alle recondite
viscere della Terra. Ben lo sanno i soci del Gruppo Speleologi
CAI di Malo, che dopo anni di
esplorazioni faticose hanno
portato l’altimetro a - 800 metri dall’entrata della grotta, posta a quota 1966 metri, sotto ai
bastioni rocciosi del Corno di
Campo Bianco (versante
ovest), in alta Val Galmarara. Il
buco era stato segnalato nel lontano 1984 da due giovani allievi del Gruppo Grotte Trevisiol
(CAI Vicenza), durante una
escursione finalizzata alla ricerca di residuati bellici. All’epoca, quello che parve subito uno
dei tanti pozzi tipici del sistema
carsico altopianese, fu esplo-
rato per 44 metri. Ad animare
le speranze degli speleologi di
essere al cospetto di un abisso
veramente degno di questo termine era l’aria che soffiava costante dal fondo. Seguirono numerose spedizioni, accompagnate dalla scoperta di nuove
vie, a cui si accedeva allargando passaggi e disostruendo condotti bloccati da frane.
“Nel 1989 – spiega Stefano
Costalunga – andare all’Abisso del Corno era una impresa,
si aveva a disposizione solo il
fine settimana e bisognava
scendere e risalire in fretta,
troppo per una grotta difficile,
freddissima, bagnatissima e
strettissima come quella. Pensando di non trovar più soddisfazioni in termini di proseguimento, nel ’96 recuperammo
tutto il materiale che era servito a dieci anni trascorsi nel
tentativo di trovare nuove vie.
Come punto d’appoggio avevamo il prezioso Bivacco “Tre
Fontane”.
E veniamo quindi al 2005,
quando il Gruppo si rianimava
e decideva di riprovare l’impresa. Il riarmo procedette fino a
quota – 430 metri, nel dicembre del 2007 si toccò quota 500
e in marzo 2008 si superarono
i 600 metri di profondità, con
la garanzia dettata dal tempo
che un sasso lanciato nel vuoto impiega per toccare il fondo, di esser di fronte ad un ulteriore salto di 100 metri. Nell’estate dello stesso anno numerose squadre attaccarono il
“Corno” portando il fondo
esplorato a circa -700, per
quanto la fine del tunnel sembrasse presentarsi ad ogni anfratto, ad ogni pozzetto, il percorso continuava. E continuavano i viaggi di andata e ritorno per Galmarara, anche con
la neve ed un gelo da steppa
russa. Lo stop esplorativo attuale è segnato a quota - 846
metri ed uno sviluppo di 2554.
“Nel salone finale – si legge nella relazione di Stefano Panizzon
– sembrano non esserci vie di
Il CAI Altopiano propone
Domenica 5 giugno: uscita in Altopiano con itinerario Monte
Interotto, Busa del Taio, Mosciagh, Bassa Gruba, Monte
Interotto (difficoltà E). Responsabile: Antonio Paganin. Iscrizioni entro il 2 giugno telefonando in sede (0424- 644122).
Mercoledì 8 giugno per “I Mercoledì del CAI”, alle ore 20,45
presso l’Aula di Musica della Scuola Elementare di Asiago: “Il
cammino di Santiago” di Carlo Pilati e Enzo Angonese. Domenica 12 giugno: Ritrovo sezionale al Baito Campoluzzo con
intervento di manutenzione sul sentiero 840 Monte Ortigara.
Ritrovo alle ore 7,45 presso il parcheggio antistante lo Stadio del
Ghiaccio di Asiago. Consigliato l’equipaggiamento di…torte fatte
in casa. Iscrizioni entro il 9 giugno sempre telefonando in sede .
prosecuzione. Bisogna verificare la via attiva a quota – 780,
con una angusta ma profonda
spaccatura che inghiotte il
rivolo d’acqua. Probabilmente allo stato attuale le possibilità esplorative più interessanti sembrano essere localizzate
nella zona che si trova circa a
– 500, dove la grotta ha cambiato aspetto e dimensioni. Infatti qui c’è una forte corrente
d’aria che sembra non prendere
l’attuale via del fondo, ma forse
viene traghettata in nuove vie da
un paio di finestre e camini che
dobbiamo ancora verificare”.
Non ci resta che attendere le prossime discese, per vedere l’abisso
del Corno di Campo Bianco associato alle voragini da Guinness.
Giovanni Dalle Fusine
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Sabato 28 maggio 2011
l’Altopiano
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CONCO
CONCO
Le cave non aiutano più il bilancio comunale
“Nel 2011 – sottolinea l’assessore al bilancio Roberto Rigoni - sono previste entrate per soli 57.000 euro,
mentre negli anni 2005-2009 le entrate erano state in media di 500.000 euro all’anno”
Il consiglio comunale
di Conco ha approvato il bilancio di previsione 2011. Come in
tutti i Comuni, specie
se piccoli, anche qui si
continua a risentire di
una situazione economica generale difficile. Situazione che si riflette anche sul bilancio dell’amministrazione comunale che deve
inoltre subire gli effetti dei tagli e delle ristrettezze della finanza statale e regionale.
Da diversi anni, a causa delle insufficienti entrate
dalle tasse e dai trasferimenti
dello Stato, si deve ricorrere
alle entrate straordinarie derivanti dalle concessioni per
le cave di estrazione del marmo anche per la copertura di
spese correnti. Oggi la crisi
dell’edilizia ha bloccato il settore ed in più i contratti per
lo sfruttamento delle vecchie
cave sono scaduti o in scadenza e le ditte hanno completato l’estrazione nei lotti
loro assegnati.
“Nel 2011 – sottolinea l’assessore al bilancio Roberto
Rigoni - sono previste entrate per soli 57.000 euro, mentre negli anni 2005-2009 le
entrate erano state in media
di 500.000 euro all’anno. Ci
sono inoltre problemi ad incassare alcuni crediti resi-
dui”.
Per l’apertura di nuove cave
bisognerà attendere l’approvazione del progetto del nuovo polo estrattivo di
Montagnanova di Dietro, che
è fermo in Regione da oltre
quattro anni.
“Finora – aggiunge Rigoni sono rimasti senza esito gli
interventi per sollecitare
l’esame della documentazione depositata e la definizione, una volta per tutte, della
sorte del progetto stesso”.
Le minori entrate sono state
in parte compensate da maggiori proventi dalla gestione
del patrimonio, in particolare dai tagli di legname.
“Nonostante ciò – dice
l’assessore - il bilancio di
quest’anno non prevede
aumenti di tasse per i cit-
tadini”.
Per l’ICI, esentate le abitazioni principali o prime case,
viene mantenuta l’aliquota
ordinaria del 6 per mille. Per
l’Irpef viene confermata
l’aliquota dello 0,5%. Sono altresì confermate le tariffe
della tassa raccolta e
smaltimento dei rifiuti solidi
urbani, in attesa del rinnovo
dell’appalto. “Attualmente
abbiamo una copertura del
servizio che raggiunge il
96%.” Anche per il 2011 viene poi usata la possibilità, consentita dal decreto mille proroghe, di utilizzare il 75%
delle entrate degli oneri di
urbanizzazione per spese
correnti e di manutenzione
per strade e patrimonio comunale. Sempre dalla parte
delle entrate, per poter pro-
grammare gli investimenti in opere
pubbliche, è previsto di sfruttare al
massimo le entrate da contributi statali e regionali e dalla
vendita di alcuni lotti di terreno. Sulla
parte delle spese si
è cercato di contenere il più possibile, con
un attento esame delle varie voci, risparmiando o tagliando il
massimo, senza però
ridurre i servizi per i
cittadini, soprattutto
sul sociale. Viene mantenuto
il sostegno alle famiglie con i
bonus per le nascite, con 600
euro per il primo figlio e 300
per il secondo. Rimane anche
il sostegno a chi intende avviare una attività, con aiuti eco-
nomici per tre anni, con maggiori agevolazioni per i giovani
sotto i 35 anni e i lavoratori in
cassa integrazione. Le spese
per il personale rimangono ferme a circa 600.000 euro, pari
al 30% delle entrate correnti;
con uno sforzo, attraverso
l’individuazione di obiettivi di
miglioramento e la previsione
di incentivi, per accrescere la
qualità e l’efficienza delle prestazioni.
Le spese per interessi sui
mutui sono in diminuzione e
sono pari a 84.000 euro, 3,5%
delle entrate correnti, contro
un limite massimo consentito superiore all’8%. Così
pure sono in diminuzione le
spese per i rimborsi di prestiti. Per il 2011 il piano
triennale delle opere pubbliche approvato prevede: la
sistemazione di un vecchio
La Via Crucis messa in scena
dai Giovanissimi di Conco
La Giornata Nazionale della Bicicletta
Domenica 8 maggio il Comune di Conco ha partecipato alla seconda Giornata
nazionale della bicicletta indetta dal ministero dell’ambiente che ha visto la partecipazione di oltre 1000 comuni in tutta Italia. È stata
un’occasione di festa e di
partecipazione popolare ma
anche un modo per sottolineare come una mobilità alternativa può essere effettivamente realizzabile.
L’uso della bicicletta non è solo
finalizzato allo sport ma è anche un modo per riacquistare
un contatto con la natura alla
riscoperta del proprio territorio. Questa manifestazione è
stata organizzata dall’Associazione Sportiva Conco con
SPAZIO CINEGHEL
FAST & FURIOUS 5
Sabato 28 maggio ore 20,30
Domenica 29 mag. ore 17,30 e 20,30
BEASTLY
Sabato 4 giugno ore 20 e 22
Domenica 5 giugno ore 17,30 e 20,30
RED
Sabato 11 giugno
Domenica 12 giugno
ore 20 e 22
ore 20,30
Trovate la programmazione anche sul sito www.parrocchiadigallio.it
la collaborazione del Comune di Conco ed ha coinvolto
persone di tutte le età in particolare le famiglie con i propri
bambini. Il ritrovo è avvenuto
nella piazza del capoluogo, da
qui il gruppo si è spostato nella
frazione di Rubbio e dopo una
sosta dedicata a un momento
giocoso per i bambini nel campo polivalente del paese ha proseguito lungo la bella vallata di
Val Lastaro. Nella strada del rientro si è proseguito il percorso attraverso i nostri bellissimi antichi
sentieri per concludere, stanchi
ma soddisfatti, la bella giornata.
immobile storico in piazza a
Conco, l’ex casa Sivocci; il
completamento del recupero di
un rustico in località Verde; alcuni lavori di completamento
della nuova palestra; opere
idrauliche di ripristino a seguito di danni dell’alluvione; interventi su viabilità e consolidamento di muri stradali. Nel
2011 sarà affidato l’incarico
per la redazione del primo piano degli interventi attuativi del
PAT.
“In sintesi – conclude Roberto Rigoni - un bilancio che risente delle difficoltà dei tempi
che stiamo vivendo, ma che
rappresenta anche un grande
sforzo di questa amministrazione, impegnata ad attuare il programma di mandato e a dare
risposte alle attese dei cittadini. Insomma in due parole: prudenza e ottimismo”.
La sera del 22 aprile, Venerdì Santo, i
giovani della Parrocchia di Conco hanno rievocato con la Via Crucis la passione e morte di Gesù. Nella preparazione della rappresentazione i ragazzi
sono stati seguiti dalle catechiste, che
da sempre li accompagnano con grande disponibilità, ed hanno contribuito a
rendere suggestiva la solennità della
Pasqua. Nel piccolo paese di Conco i
nostri ragazzi sanno fare delle cose
grandi, grazie al prezioso lavoro di altri
animatori adulti, che offrendo loro delle occasioni di incontro e di amicizia
stanno creando una catena di iniziative che si propongono anche obiettivi
di solidarietà.
A.D.N.
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Sabato 28 maggio 2011
l’Altopiano
16
LUSIANA
Bilancio comunale: si cercano risorse
anche con l’apertura di nuove cave
Gli interventi più onerosi del piano delle opere pubbliche riguardano principalmente
lavori di ripristino viario e di consolidamento preventivo del territorio
Priorità prima: riassetto
idrogeologico. E’ quasi una parola d’ordine per il Comune di
Lusiana duramente colpito da frane nel novembre scorso. Frane
poi proseguite per quasi tutto l’inverno, fino al congelamento
completo del terreno. E’ proprio
il riassetto idrogeologico la voce
più consueta nel piano delle opere pubbliche del Comune tanto
da pesare economicamente per
circa la metà sui 4,2 milioni di euro
di opere previste. Opere che saranno realizzate in buona parte
con il cofinanziamento provinciale e regionale se si considera
che il bilancio lusianese si ferma
a 2,3 milioni di euro. “Un bilancio
che sarà gestito in maniera molto accorta. – spiega il sindaco
Antonella Corradin - Causa entrate minori rispetto agli anni precedenti, in particolare dalle cave,
abbiamo avuto la necessità di ridurre le spese correnti e
razionalizzare le uscite senza però
intaccare i servizi e la loro qualità. Anche l’elenco delle opere
pubbliche ne ha risentito quindi
la nostra prossima priorità sarà
proprio quella di individuare nuove risorse anche con l’apertura
di nuove cave”. L’importanza
delle cave per il bilancio lusianese
è grande, costituendo la seconda voce di entrate, circa 800 mila
euro, dopo i trasferimenti statali
e regionali. Quindi quando la richiesta di marmo cala diminuisce
anche la capacità di spesa del
Comune. E nonostante la minoranza ritenga che, come dichiarato da Massimo Frello, “sia una
pianificazione di interventi irrilevante per il territorio, senza alcuna ricaduta positiva nel territorio
comunale”, l’amministrazione lo
ritiene un piano importante soprattutto quale base per interventi futuri. Le opere comunque ci
saranno e saranno principalmente lavori di ripristino viario e di
consolidamento preventivo del
territorio. Perché Lusiana si è trovata con molti dei suoi 150 km di
strade bloccati e numerose
contrade isolate dalle frane che
scendevano la montagna alimentate dalle copiose piogge. La spe-
sa comunale per l’anno in corso
prevede: 90 mila euro per
contrada Sasso, 400 mila per la
strada di collegamento Velo con
Valli di Sopra, 160 mila per strada
Marzari, 250 mila per contrada
Coghi, 320 mila per Cà Vecchia.
“Tutta la zona meridionale è fragile idrogeologicamente – spiega
l’assessore ai lavori pubblici
Ronny Villanova – Una fragilità a
cui dobbiamo fare fronte anche
con spese importanti lungo vie
magari poco frequentate che portano a contrade poco abitate ma
comunque necessarie. Per fortuna la Provincia ha capito la situazione e ci ha sostenuti economicamente ma anche con i propri
uffici tecnici”.
Tra le altre opere che vedranno la
luce c’è il completamento della
vecchia “casa del segretario”
dove troveranno spazio ambulatori medici dell’Asl, numerose associazioni e, in collaborazione con
la Riserva di caccia, una mostra
permanente degli ambienti alpini
di caccia che possa essere utilizzata anche dalla Provincia duran-
CERIMONIA DI CONSEGNA DEI BUONI NASCITA,
BORSE DI STUDIO E COSTITUZIONI AI NEO
MAGGIORENNI DEL COMUNE DI LUSIANA
Si è svolta sabato 21 maggio presso la sala consiliare del Palazzon
una cerimonia nella quale il
vicesindaco Marco Dalle Nogare
insieme all’assessore alle politiche sociali Sabrina Passuello
hanno consegnato a tutti i nuovi nati del Comune un libretto
postale come “buono nascita”,
le borse di studio per i ragazzi
che si sono distinti nello studio
e le costituzioni ai neo
maggiorenni.Il “buono nascita”
è un sostegno pensato per tutti i
bambini nati nel 2010 istituito ex
novo dall’amministrazione
Corradin e che rientra nel programma di interventi a favore
delle famiglie con l’intento di dare
un contributo economico ma
anche come segno di accoglienza dei nuovi nati nella comunità.
Dopo il boom dei 42 nati nel 2009
per l’anno 2010 invece i bimbi nati
sono stati 23. Il “buono nascita”
è stato erogato alle famiglie attraverso l’apertura di un libretto
postale presso l’ufficio postale
di Lusiana attraverso una con-
te la formazione di aspiranti nuovi cacciatori.
“Anche il bike resort, finanziato
con i patti territoriali, sarà avviato – prosegue Villanova – Lo abbiamo spostato dalla zona di
Fontanella, troppo lontana dai
centri abitati di Lusiana secondo
noi, a Val Fontana che darà 40
posti auto a servizio del centro
storico e 5 posti per le corriere
del Ftv che lì hanno il capolinea”.
Sarà completato, per una spesa
di 500 mila euro, anche il 2°
stralcio di consolidamento e messa in sicurezza della strada comunale per Laverda. Saranno altresì sistemate numerose aree tra
cui località Piazza con opere di
abbellimento; sarà sistemato il lastricato di fronte al municipio e
sarà riassettato il campo di calcio
di Valle. E’ altresì in attesa di finanziamento la messa in sicurezza del marciapiede a Pilastro e
saranno fatti asfalti per 100 mila
euro. “Infine abbiamo rimesso a
nuovo le scuole con il rifacimento del tetto, la messa a norma
antincendio, la sostituzione dei
Per il turismo Lusiana sta avviando uno studio (assieme ai Comuni
di Asiago, Calvene, Caltrano e Lugo) per la valorizzazione di
Granezza. Uno studio che prevede anche un progetto di percorsi
letterario – naturalistici che spaziano dalla Grande Guerra alla guerra
partigiana e da Mario Rigoni Stern a Jacopo da Ponte. Il progetto,
che scaturisce da uno studio di valorizzazione dell’area di Granezza
ed è all’esame del GAL per il cofinanziamento, prevede la realizzazione di percorsi culturali avvalorando la presenza delle truppe
inglesi nella zona durante al Grande Guerra che si collega con il
fatto che sulla zona durante la guerra partigiana fosse paracadutato l’ufficiale inglese “Freccia”, ovvero il maggiore Wilkinson. Dal
punto di vista letterario, le vicende storiche possono essere collegate all “Anno della vittoria” di Stern e a “Testimony of Youth”
dell’autrice inglese Vera Brittain il cui fratello è caduto e sepolto a
Granezza (e dove lei stessa fece spargere le sue ceneri nel 1970).
Per quanto riguarda il Da Ponte (originario di Gallio), Lusiana costituisce una delle “tappe” del suo percorso artistico custodendo
due sue opere “giovanili”: la pala nella chiesa di Santa Caterina e
quella della chiesa di San Giacomo dove pare che Stern si
soffermasse spesso in contemplazione e dove scrisse la sua bellissima “Lettera a Jacopo”.
G.R.
serramenti e il rinnovo dei servizi
– conclude Villanova – Con in
più la realizzazione di due impianti fotovoltaici sul tetto della scuo-
la di quasi 20 kw all’uno che permetteranno una quasi autonomia
della scuola e del palazzo municipale”.
Gerardo Rigoni
Il 2 giugno torna l’Eco Day
Per il secondo anno consecutivo è stato promosso l’”Eco day”, ovvero un giorno dedicato alla
pulizia dei sentieri e delle valli di Lusiana riscoprendo l’ambiente naturale. Lo scorso anno era
stata scelta la zona a nord di Vitarolo con tappa ai Labioli. Quest’anno è stato deciso di togliere
cartacce, vetri, bussolotti e plastica dalla zona del Covolo e Valle di Sopra. L’appuntamento per
gli ecologisti è per le ore 9,30 di giovedì 2 giugno a Valle di Sopra. I paladini dell’ambiente pulito
torneranno, dopo aver fatto pulizia lungo le valli del Chiavone e i sentieri attorno a Covolo e Valle
per le 12,30 a Valle di Sopra per un ristoro rifocillante. Alle 16 interverrà il coro “L’Eco delle Valli”
che offrirà un repertorio di canti di montagna. In caso di maltempo la giornata ecologica si
svolgerà il 4 giugno.
E.Z.
La giornata della bici
venzione fatta tra l’ente e Poste
Italiane.Dai piccoli Lusianesi si è
passati poi alla consegna delle
borse di studio di • 200 ciascuna
per 6 studenti delle scuole medie
che si sono particolarmente distinti nell’impegno scolastico, i
ragazzi premiati sono stati
Cantele Simone, Carollo Paola,
Cecchin Maria, Marolla
Riccardo,
Michelon
Gianantonio
e
Pozza
Francesco.A concludere la cerimonia la consegna delle Costituzioni della Repubblica ita-
liana ad altri 23 ragazzi che sono
già diventati o diventeranno nel
corso del 2011 maggiorenni. Il
Comune di Lusiana ha deciso di
fare un regalo ai giovani che diventano maggiorenni come occasione di invitare gli studenti a
una riflessione sui temi della legalità e della democrazia. Un gesto concreto per lanciare un
messaggio di responsabilità
verso la cittadinanza attiva a chi
inizia ad assumersi a pieno titolo diritti e doveri nei confronti dello
stato in cui vive.
Il gruppo ciclistico “Frezza Arredamenti”
in collaborazione con il Comune di
Lusiana ha organizzato la seconda “Giornata della bicicletta”, una pedalata lungo
le principali strade del paese. Un centinaio i partecipanti che si sono ritrovati in
piazza IV Novembre e sono partiti da via
Roma. Dopo un’escursione verso
Vitarolo, i ciclisti hanno percorso la strada di via Cobbaro, Tratte, Xausa, Monte
Xausa e sono ritornati in via Roma dove ai partecipanti più giovani (in gran parte bambini) il
presidente del “Frezza” Pier Luigi Ronzani e altri membri del direttivo hanno consegnato una
medaglia ricordo.
E.Z. Nella foto, il gruppo di ciclisti alla partenza da via Roma
La biblioteca scende in piazza
Domenica 29 maggio per tutta la mattinata, dalle 9 alle 12, la piazza IV Novembre diventerà un centro
culturale per una manifestazione organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune, il gruppo
“Albatros” della Civica biblioteca e il “Centro per il libro e la lettura”. In pratica la biblioteca scende in
piazza con i motti: “Ti regalo un libro” e “Vuoi leggere un libro che mi è piaciuto” per uno scambio dei
volumi tra gli appassionati della lettura.
E.Z.
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l’Altopiano
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l’Altopiano
Sabato 28 maggio 2011
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LA RUBRICA DELLA MEDICINA
La Spalla dolorosa
Una patologia molto comune ed invalidante trasversale a tutte le età
Nel dettaglio tutte le cause e i possibili rimedi a questo disturbo
Una patologia molto comune ed invalidante trasversale a tutte le età è rappresentata dalla spalla dolorosa: sotto questa
definizione rientrano vari quadri clinici, spesso concomitanti:
la borsite sottoacromiale, la tendinopatia calcifica, la sindrome del conflitto e la rottura della cuffia dei rotatori.
La sintomatologia clinica è assai simile nelle le diverse condizioni patologiche e comprende caratteristicamente un dolore intenso alla spalla, localizzato nella parte anteriore o laterale con frequenti irradiazioni a tutto il braccio. Tipica è poi
l’insorgenza notturna e l’associazione con attività lavorative
(es. tinteggiatura o lavavetri) o sportive (es. lanciatori o nuotatori) che richiedono movimenti ripetuti e frequenti con il
braccio al di sopra del livello della testa.
Per comprendere nel dettaglio le cause ed i possibili rimedi di
queste patologie è necessario avere una minima conoscenza
di quella che è l’anatomia della spalla.
Per semplicità consideriamo la spalla formata solo da due
ossa, l’omero e la scapola, escludendo la clavicola poiché
poco interessata dalle patologie in questione.
L’omero costituisce l’osso del braccio mentre la scapola si
trova a contatto della parete toracica e fa da supporto ai
movimenti dell’omero. Una protuberanza della scapola,
l’acromion, forma inoltre un tetto osseo di protezione al
di sopra dell’omero.
Tra l’acromion e l’omero, nel sottotetto diciamo, troviamo una borsa (borsa sottoacromiale) cioè un cuscinet-
to che funge da ammortizzatore per lo scorrimento dei
tendini della cuffia dei rotatori, tendini che provengono
dai muscoli posteriori della scapola e che sono responsabili dei principali movimenti della spalla.
Borsite sotto acromiale
La borsa sottoacromiale, la cui funzione è quella di ridurre l’attrito tra i tendini e l’osso sovrastante può infiammarsi in seguito ad un trauma diretto o a movimenti ripetuti che causano sfregamento dei tendini su di essa. La
borsa si infiamma e si gonfia di liquido o sangue nel caso
vi siano lesioni con versamento ematico.
La semplice radiografia non mostra nulla di patologico
essendo il liquido radiotrasparente e la diagnosi è clinica
in base alla visita ed al racconto del paziente. Il trattamento si avvale di farmaci antiinfiammatori o di infiltrazioni con corticosteroidi e di un adeguato riposo funzionale. La tendenza alla recidiva è bassa.
Tendinite calcifica
Le alterazioni degenerative dei muscoli della cuffia dei
rotatori, soprattutto in seguito al sovra utilizzo ripetitivo
tipico di certi lavori che richiedono di mantenere a lungo
il braccio alzato (es. l’imbianchino) posso portare ad una
infiammazione cronica con il deposito di sali di calcio. Il
dolore è intenso ed improvviso e disturba il sonno; una
radiografia è molto spesso diagnostica, infatti queste raccolte sono ben evidenti come dei piccoli sassi.
LA RUBRICA DELL’ECONOMIA
CHI PUO’ FALLIRE?
Il termine fallimento è usato
talvolta in modo improprio.
Quante volte, in una discussione con un amico, abbiamo
usato l’espressione “fallimento” senza tuttavia comprenderne a pieno il suo vero
significato? In gergo giuridico, con il termine fallimento
s’indica un procedimento giudiziario attraverso cui il patrimonio di un imprenditore
insolvente è sottratto alla sua
disponibilità e liquidato per
soddisfare i creditori. Il fallimento di un imprenditore può
essere disposto su iniziativa
di uno o più creditori, dallo
stesso imprenditore (si parla
di fallimento in proprio) o dal
Pubblico Ministero. Dobbiamo sapere che non tutti gli
imprenditori possono essere
assoggettati al fallimento. È
la legge fallimentare ad indicare chi può essere, tra gli
imprenditori, sottoposto a fallimento, e pone come condizione che essi versino in uno
stato di insolvenza e che superino anche solo una delle tre
soglie dimensionali di fallibilità.
E‘ inoltre previsto un limite
generale di ammontare dei
debiti sotto al quale è esclusa
l’apertura del fallimento. In
generale possono fallire gli
imprenditori che svolgono
un’attività commerciale, siano
essi persone fisiche (imprenditori individuali), società (imprenditori collettivi), ed altri
«enti», quali associazioni e fondazioni. Sono invece esclusi dal
fallimento gli imprenditori agricoli e gli enti pubblici.
L’imprenditore può fallire se si
trova in stato d’insolvenza cioè
quella situazione nella quale
non si è più in grado di adempiere alle proprie obbligazioni
in maniera regolare nei termini pattuiti e con normali mezzi
di pagamento. Lo stato
d’insolvenza non è da confondersi con lo stato di crisi: quest’ultimo è solamente temporaneo, mentre lo stato
d’insolvenza s’intende permanente. L’imprenditore che
esercita un’attività commerciale non può fallire se dimostra di rimanere contemporaneamente al di sotto delle tre
soglie dettate dall’art. 1
comma 2 L.F., che riguardano l’attivo patrimoniale, i ricavi lordi e i debiti. E‘ sufficiente che una sola soglia sia superata perché l’imprenditore
possa fallire. In primo luogo,
per essere esente da fallimento, l’imprenditore non deve
aver avuto un attivo
patrimoniale di ammontare
complessivo annuo superiore
a 300.000 euro, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento o,
comunque, dall’inizio dell’attività, se di durata inferiore. Tale
soglia non deve essere superata per nessuno dei tre esercizi precedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento (o del minor periodo di riferimento). In secondo luogo,
per essere esente da fallimento, l’imprenditore non deve
aver realizzato, in qualunque
modo risulti, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito
dell’istanza di fallimento o dall’inizio dell’attività se di dura-
ta inferiore, dei ricavi lordi per
un ammontare complessivo
annuo superiore a 200.000
euro. In terzo e ultimo luogo,
sempre al fine di poter essere
esente da fallimento, l’imprenditore non deve avere debiti di
ammontare complessivamente superiore a 500.000 euro.
In tale ammontare devono essere inclusi anche i debiti non
scaduti e quelli non
definitivamente accertati con
efficacia di giudicato. Un ulteriore limite alla possibilità di
poter essere assoggettati alla
procedura è dettato dall’art. 15
comma 9 L.F. il quale dispone
che è esclusa l’apertura del
fallimento se l’ammontare dei
debiti scaduti e non pagati, risultanti dall’istruttoria fallimentare, risultano inferiore ad euro
30.000. Il creditore che fa richiesta di fallimento può limitarsi a provare la natura d’imprenditore commerciale del
debitore. Il debitore, se vuole
sottrarsi al fallimento, ha invece l’onere di provare di non
aver superato nel periodo di
riferimento alcuna delle soglie
esaminate sopra. Egli è, infatti, l’unico a possedere tutti i dati
e i documenti necessari (so-
prattutto le scritture contabili,
ma anche le dichiarazioni fiscali) per accertare i requisiti
patrimoniali ed economici che
valgono a esentarlo da fallimento. In particolare tali dati
possono desumersi almeno dai
bilanci riguardanti gli ultimi tre
esercizi, al cui deposito il debitore è tenuto ai fini della decisione sulla richiesta di fallimento. L’imprenditore potrebbe
comunque anche avere interesse a fallire per beneficiare
dell’esdebitazione o, più semplicemente, per sottrarsi alle
azioni esecutive dei creditori:
può cioè scegliere di non difendersi per ottenere l’apertura del fallimento anche in mancanza dei requisiti dimensionali.
Una volta aperto il fallimento viene nominato un curatore fallimentare, il quale ha il compito di
liquidare il patrimonio dell’imprenditore (se esistente) e pagare i creditori in ordine dei loro
diversi gradi di privilegio.
Dott. Riccardo Mosele
Dottore Commercialista e
Revisore Legale dei Conti
Dott. Andrea Benetti
Commercialista Esperto
Contabile e Revisore Legale
dei Conti
Il trattamento si avvale di analgesici in fase acuta; in questo
modo si controllano bene i sintomi ma si ha un alto tasso di
recidiva, non essendo stata rimossa la causa.
E’ possibile quindi procedere alla rimozione definitiva di questi depositi con metodiche quali i lavaggi articolari.
Conflitto subacromiale
Il conflitto subacromiale può essere definito come un
intrappolamento dei tessuti molli nello spazio subacromiale,
cioè tra acromion e omero: i tessuti molli sono rappresentati
dalla cuffia dei rotarori e dalla borsa subacromiale. Tale spazio, di norma sufficiente a contenere tutte queste strutture,
può restringersi a causa di deformazioni artrosiche
degenerative o può essere morfologicamente ristretto
per natura in un discreto numero di persone.
Tipicamente il dolore localizzato sulla faccia laterale e
superiore della spalla si avverte quando il braccio viene alzato e ruotato all’esterno.
Test clinici ed opportune radiografie che dimostrano
eventuali deformazioni anatomiche consentono di diagnosticare con accuratezza questo tipo di lesione il cui
trattamento è inizialmente farmacologico o fisioterapico, e in caso di persistenza dei sintomi si può procedere invece a decompressione e pulizia chirurgica dello
spazio subacromiale anche in artroscopia.
Lesioni della cuffia dei rotatori
La cuffia dei rotatori è costituita da tre tendini, ma il più importante sia dal punto di vista funzionale che patologico è il
tendine sopraspinato, tendine responsabile del sollevamento
del braccio.
Le tre condizioni patologiche precedenti sono tutte possibili concause di rottura della cuffia, ma frequentemente
vi sono anche rotture causate da traumi diretti o a cadute
sul braccio. Esistono dei test clinici molto sensibili per
diagnosticare la rottura della cuffia ma è d’obbligo eseguire una risonanza magnetica per definire l’entità della
lesione.
Nelle lesioni di piccola entità è utile seguire un attento
percorso fisioterapico in quanto è possibile una guarigione funzionale spontanea. Nelle lesioni più estese di
fatto è necessario procedere all’intervento chirurgico
di ricostruzione della cuffia in seguito al quale va portato un tutore per circa 30 giorni prima di iniziare a
muovere nuovamente la spalla. Il recupero completo
avviene in circa 3-4 mesi. La prevenzione della spalla
dolorosa è molto difficile, essendoci spesso dei motivi
anatomici individuali alla base dell’insorgenza di questa
condizione. E’ possibile però
in qualche modo “sfavorire”
l’insorgenza di certe lesioni
avendo l’accortezza di non
sovraccaricare l’articolazione
della spalla evitando di eseguire in modo continuativo lavori
con il braccio alzato oppure
utilizzando dei ponteggi e scale
per trovarsi sempre nella posizione più ergonomica e confortevole anche quando si fanDott. Christian Comelato
no lavori al di sopra della proMedico Chirurgo
pria altezza. Esistono anche
Specialista in Ortopedia e
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8
Sabato 28 maggio 2011
Nella serata di sabato 7 maggio
il gruppo teatrale dell’Istituto
Superiore di Asiago “Made as
Rage” ha offerto alla cittadinanza un momento di autentico
divertimento proponendo un
classico del nostro Settecento,
“Le baruffe chiozzotte” con la
regia, come ormai consuetudine, affidata all’amatissima e gagliarda GiuliaAllodi. Ne parliamo
con Silvia Borgo, docente anima
(coadiuvata da Miretta Amort) di
questa ennesima avventura del
gruppo teatrale altopianese che
ormai ci ha abituato a
performances sempre “professionalmente” di valore a dispetto
dell’assoluto dilettantismo di cia-
l’Altopiano
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I “Made as Rage” a confronto con le
baruffe chiozzotte di Goldoni ed è successo!
scuno dei suoi protagonisti. “Il
sipario si è aperto su un
campiello pittoresco – ci racconta – teatro di schermaglie amorose, addii e sospirati sposalizi. I
nostri studenti-attori hanno interpretato con maestrìa e naturalezza il testo goldoniano, immedesimandosi senza sforzo apparente in questo attualissimo
microcosmo di passioni grazie al
ritmo serrato di prove tenuto
durante l’intero anno
scolastico”.Goldoni, tanto conosciuto quanto non certo facile da interpretare con efficacia. “Si trattava - ecco la sfida
avvincente - di elaborare strategie di avvicinamento, di approdare sulle rive di un altrove
letterario senza rimanerne stranieri, diventandone anzi paesani… Lento, graduale, vincente il lavorìo di decodifica
di giochi di parole e facezie
gergali, alla conquista della ca-
denza chiozzotta e della sua specificità,
rispetto
al
venezianissimo eloquio di
Isidoro, alter ego del giovane
Goldoni. I nostri interpreti hanno così dato corpo e voce a un
vocabolario astruso e desueto,
preso a prestito dalla polverosa soffitta della Letteratura”.
Ancora un successo, dunque!
“Generoso il pubblico, sia quello scolastico dei compagni che
quello convenuto a sera – conclude con la consueta modestia ma con il doveroso orgoglio per la qualità del risultato
finale la professoressa Borgo –
testimone della crescita di questo gruppo di amici che sulla
scena e dietro le quinte cerca,
trova e affina gli strumenti
del vivere. Si smontano le
scenografie, il cielo di stoffa
azzurra finisce in una scato-
la di cartone. E già leggi negli occhi dei ragazzi l’attesa
per il prossimo lavoro teatrale, mentre tra le quinte della
mente, nella memoria del corpo, nel ritmo dei giorni, le
Baruffe, indimenticabili,
stanno in attesa di replica”.
A testimonianza di questo successo un carnet che già prevede repliche, dopo quella di
venerdì 13 maggio a Canove
(dove il successo è stato ancora una volta più che lusinghiero), a luglio presso il
Palatenda di Roana e … altre
stimolanti proposte stanno
maturando.
Foto Roberto Costa Ebech
Le antiche fiabe di Gallio
nel nuovo libro di Danillo Finco
Il volume verrà presentato lunedì 30 maggio alle ore 20,30 al Cineghel
La bibliografia dell’Altopiano
si arricchisce di un nuovo
volume intitolato “Qui fremono arcane ed antiche istorie
…”. Sono 18 fiabe raccolte e
riproposte da Danillo Finco,
già docente di Lettere all’Istituto Tecnico di Asiago e da
tempo dedicatosi alla ricerca,
raccolta e pubblicazione di
materiale che fa parte della storia e della tradizione del suo
paese, Gallio. Questa volta
la sua attenzione è rivolta al
mondo del fantastico, delle
favole che tanta parte hanno avuto nella vita dei bambini
di tante generazioni, specie
quando la favola, quella che
scaturisce dall’immaginario
popolare e dai racconti tramandati oralmente, era animata ed
imperniata su luoghi, personaggi, protagonisti legati alla terra
ed alle tradizioni popolari.
Danillo Finco è andato a cercare, a riscoprirne attraverso il
ricordo personale e di chi oralmente era ancora testimone di
quei racconti i testi e a
riproporli, stavolta scritti nero
su bianco e fissati a futura memoria, ma facendo anche molto di più. Ognuna delle fiabe ha
infatti una premessa che inquadra la fonte e soprattutto il contesto e i protagonsiti della fiaba
stessa ed è seguita da una
legenda in cui l’autore sviluppa
una ricca spiegazione di
toponimi, di località e di tradizioni (spesso legati indissolubilmente all’antico idioma cimbro)
che sicuramente appaga e va
oltre tutte le curiosità e gli interrogativi che la lettura può
indurre nel lettore.
Non solo un libro di favole della tradizione orale locale ma
molto di più; un insieme di storia, cultura, tradizione e lingua
che rende le 264 pagine del
volume, riccamente illustrato
con le splendide foto di Denis
Lunardi ed i caldi disegni di
Susy Finco, non solo fotogramma attento e scrupoloso
della storia di un popolo e di
una comunità, quella galliese,
ma anche un ulteriore strumento per conoscere e valorizzare
radici e cultura locale. Nella premessa il prof. Sergio Bonato
sottolinea fra l’altro “Gallio
racconta, Gallio sogna…
Danillo Finco va raccontando in questi anni molti aspetti
della storia e della cultura del
suo paese e ora ha raccolto e
ci affida favole e leggende da
lui ascoltate quand’era piccolo, ora salvate da tanta distrazione e da tanta dimenticanza” ed ancora “Il libro vuole
essere l’omaggio non tanto a
un mondo passato, ma a un
mondo vivo nel cuore dell’autore, un mondo dove ho imparato ad amare le persone
care…dove ho saputo guardare il cielo per scoprire la mia
stella…dove ho saputo riscaldare la freddezza con l’amore
e vincere la tristezza con il tramonto”. La risposta al perché
di un libro come questo la fornisce lo stesso autore nell’introduzione «Il bisogno di “salvare la memoria del passato”
è divenuto urgente soprattutto
in questi ultimi decenni,
durante i quali massiccio è
divenuto “il degrado della
memoria collettiva” con la
conseguente perdita della
cultura orale nelle sue complesse espressioni … Le favole, dunque, possono essere importanti perché trasmettono valori morali, ma
sono essenziali e vitali soprattutto perché concorrono al recupero della nostra
identità culturale. Coltivare
le fiabe, le leggende e i miti
della propria terra e del proprio ambiente è come salvaguardare la nostra dignità di
uomini, è come recuperare la
nostra identità culturale, le
nostre radici. Come le piante
crescono e si moltiplicano se
hanno radici solide e profonde, così ogni popolo che cura
le proprie radici culturali, la
propria identità, è un popolo
che avrà futuro; diversamente
quei popoli che lasciano perdere
le proprie radici sono destinati a
tramontare. La dimenticanza uccide la storia e l’anima dei popoli, rendendoli facile preda dell’altrui arroganza ed aggressività». E conclude la sua introduzione con una dedica «Questo libro di “favole” lo dedico soprattutto ai miei nipoti, Gabriele,
Matteo e Andrea, ma anche a tutti
i bambini del mio paese con l’intendimento che i valori e i consigli in esso contenuti li aiutino a
crescere e a diventare adulti, migliori, se possibile, anche dei loro
genitori». Il volume verrà presentato ufficialmente, fresco di stampa, lunedì 30 maggio alle ore 20,30
presso la Sala Parrocchiale del
“Cineghel” a Gallio; incontro
aperto a tutti, ovviamente. In quell’occasione verrà consegnata una
copia omaggio del libro a tutti i
capofamiglia galliesi presenti.
Cesare Pivotto
Cinema: inAltopiano
un interesse crescente
Non poteva andare meglio la
rassegna di Cineforum organizzata al Cinema Lux dal Circolo
Effetto Cinema, in collaborazione con la Parrocchia di Asiago;
proprio quest’anno il Cinema
Lux festeggia 100 anni e sono
in cantiere alcune iniziative per
onorare al meglio la ricorrenza.
I soci e gli appassionati di cinema dell’Altopiano hanno risposto con entusiasmo alla rassegna proposta (770 tessere!),
aperta a metà ottobre dallo
splendido “Il Concerto” di
R.Mihaileanu e continuata poi
con titoli ritenuti idonei ad un
pubblico variegato che va dai
14 ai..90 anni!
Alcuni titoli sono stati graditi
particolarmente: “Gli spietati” di
Clint Eastwood, con il quale si
è aperta la serie dei classici, e
poi “La passione”, “Inception”,
“The tourist”. “Vallanzasca” di
Michele Placido è stato presentato e approfondito da Walter
Pigato, presidente del
Cineforum di Nove che è intervenuto poi in aprile in occasione del musical “Jesus Christ
Superstar”.
La rassegna si è chiusa in bellezza con “Sanctum”, ottimo
lavoro che gli spettatori hanno
potuto apprezzare in 3D. Dopo
ben 21 film, si è poi voluto proseguire con “Inafferrabile
Gesù”, 2 film in preparazione
La sala del Lux gremita, durante
la rassegna “Inafferrabile Gesù”
Una scena
del film
“Gli Spietati”
1992
alla Pasqua, con ospiti il già citato Walter Pigato e poi Gianni
Novelli e Alberto Vitali per il film
“Romero”: pur essendo film
religiosi, la risposta del pubblico è stata numerosa e molto
interessata. A fine aprile poi è
partita la rassegna “Maggio da
Oscar”, 6 film che hanno avuto il maggior numero di
nomination e premi oscar nel
2011: anche in questa occasione si è potuta constatare una
partecipazione numerosa e
compiaciuta.
“Ce l’abbiamo messa tutta per
offrire una rassegna equilibrata, con proposte serie ma anche divertenti, azione, riflessione, cultura, spiritualità – sottolineano gli organizzatori - Ringraziamo di cuore coloro che
ci seguono con entusiasmo e
passione:
nel
sito
www.cinemaluxasiago.it è
possibile trovare e scaricare un
questionario che ci sarà molto
utile per organizzare la rassegna 2011-12".
Andrea Manzardo
8
Sabato 28 maggio 2011
l’Altopiano
20
HOCKEY GHIACCIO
l’Asiago Hockey Supermercati Migross
Ospite del Panathlon Club di Cittadella
Venerdì 20 maggio al Ristorante del Centro Sportivo Al
Sole di Fontaniva (Padova) si
è tenuto il periodico appuntamento del Panathlon Club di
Cittadella, dedicato all’Hockey
su Ghiaccio e con ospite la
squadra tre volte Campione
d’Italia (2001 2010 2011) “Supermercati Migross Asiago”.
Alla prestigiosa serata organizzata dal sodalizio cittadellese,
fondato nel 1975 e presieduto da Flavio Dal Maso, la delegazione societaria era composta dal presidente avv.
Piercarlo Mantovani, il general
manager Renato Tessari, il
vice allenatore Franco Vellar
e dai giocatori Michele
Strazzabosco, Federico
Benetti,
Enrico
Miglioranzi, Gianfilippo
Pavone, Mirco Presti,
Michele Stevan e dai cugini Nicola e Matteo
Tessari. Spettacolare il
filmato sui play off scudetto e la festa dell’ultimo match lasciato scorrere nel maxi schermo
per tutta la serata e durante le interviste, che
hanno entusiasmato e
catturato l’attenzione
della folta platea.
Pierluigi Basso, con la
poliedrica maestria e
consueta capacità di
coinvolgere il pubblico,
Serata di successo e di grandi valori sportivi - Presente una prestigiosa delegazione societaria
ha infatti proposto molte domande di carattere tecnico e
gestionale al presidente
Mantovani e al manager
Tessari, spaziando dai riscontri di popolarità ottenuti dal
consecutivo bis tricolore, all’importanza degli sponsor,
alle emozioni scudetto, ai
programmi futuri ed alla
squadra per il nuovo Campionato, al recente viaggio
nord americano di contatti e
ricerca di nuovi talenti, al
progetto della nuova
Kontinental League, ai ricordi di ex giocatore per il g.m.
Tessari (compagno di linea
del sindaco di Asiago Andrea
Gios), alle quali i due dirigenti hanno risposto senza
sottrarsi e con chiare spiegazioni e dettagliati riscontri. A Franco Vellar, grande
ex azzurro e protagonista del
primo scudetto 2001, sono
state chieste le differenti sensazioni tra lo scudetto vissuto in campo e dalla panchina ed i cambiamenti tecnico tattici tra il suo periodo
agonistico e l’hockey attuale, oltreché i ricordi a fianco
di importanti giocatori tra cui
il “mito” dell’altopiano Lucio
“falco” Topatigh e l’esperienza di vice allenatore a
fianco del leggendario oro
olimpico di Lake Placid 1980
Harrington.
Sono stati quindi presentati
i protagonisti dello storico
bis tricolore con in
testa
Michele
Strazzabosco, di cui
è stata evidenziata la
ventennale esemplare carriera di vertice e pluri scudettata
e che lo ha portato
anche a provare nella celebre Nhl e che
inoltre ha ricordato
l’episodio, balzato
agli onori delle cronache sportive, della mancata convocazione azzurra ai
recenti Mondiali
Gruppo B (che ha
visto l’Italia pro-
foto di Alberto Zonta
SPORT
Asiago Hockey con (in centro) il presidente Panathlon Flavio Dal Maso,
il presidente Cittadella Calcio Andrea Gabrielli e Pierluigi Basso (in basso a sx)
mossa nel top Gruppo A) per
un leggero ritardo dopo la…
“sacrosanta” festa tricolore,
assieme ai due giovani colleghi Federico Benetti e Enrico
Miglioranzi.
Presenti in sala numerosi ospiti e dirigenti territoriali, tra
questi il presidente Andrea
Gabrielli ed il
vicepresidente Giancarlo
Pavin del “Cittadella Calcio”
(con cui già il 5 maggio 2010
al Gala di Presentazione del
Trofeo Ciclistico Internazionale Grand Prix Città Murata
si erano “gemellati” con
scambio di maglie e
Secondo posto in classe N per Cesko Pozza
di Canove al Rally Città di Schio
Ha mancato la vittoria di
classe per un soffio, ma comunque il secondo posto in
gruppo N e il 17° assoluto
di Cesko Pozza al Rally Città di Schio (vinto dai francesi Pierre Campana e
Sabrina De Castelli) conferma le buone potenzialità del
giovane pilota di rally di
Canove. Dopo un anno di
pausa per impegni di lavoro, dopo aver cambiato scuderia e anche navigatore,
Pozza è tornato a correre e
a ben figurare. Come sempre del resto nelle gare fin
qui disputate, nelle quali non
ha mai mancato il podio, tanto da pensare seriamente al
cambio di categoria per il
“Bassano” del prossimo settembre. Ma cosa comporta
questo sport, a livello di organizzazione, preparazione e costi, per un giovane che, non
ancora ventiquattrenne, ha già
corso numerosi rally, seppur
tutti a livello locale? “Per diventare pilota di rally – spiega – bisogna, dopo aver fatto le visite
necessarie, prendere la licenza,
quindi trovare un buon
navigatore, affittare l’auto e…
soprattutto trovare qualcuno di-
sponibile ad aiutarti come sponsor, visto che tutto questo comporta una spesa non indifferente. Quando si entra nell’ambiente, dove ci si conosce un po’
tutti, diventa comunque più facile. Così è stato anche quest’anno, sia per il cambio di
team che di navigatore. Ho corso, come in precedenza, con
una Clio RS, rivolgendomi al
SMD Racing Team di Varese,
che ringrazio moltissimo per
l’auto fornitami. A fianco mi si
è seduta Valerie Ottaviani di
Bassano
del
Grappa,
navigatrice dalla buona esperienza con la quale mi sono trovato subito molto bene. Per
correre un rally qualche sacrificio economico si deve fare,
ma trovi comunque qualcuno
che ti aiuta, e vorrei qui ringraziare moltissimo i miei sponsor,
in particolare Luca Marchesini
della RDZ e Hi Tech energie
rinnovabili. Per quanto riguarda invece la preparazione fisica, un po’ di tempo prima della
gara intensifico gli allenamenti
facendo palestra, corsa, bicicletta. Quando si corre è fon-
damentale la concentrazione ed essere mentalmente preparati e tranquilli, ma tutto ciò viene garantito anche dalla
preparazione fisica, se
non c’è questa, dopo un
po’ si rischia di cedere,
tanta è la tensione a cui
si viene sottoposti. Su
auto ci si allena dove è
possibile, mentre il percorso di gara lo si prova nelle giornate consentite per la ricognizione”. Prossimo impegno, il “Bassano” di
settembre, per il quale stai meditando il
cambio di categoria. “Stiamo
valutando questa possibilità assieme allo sponsor, mi auguro
proprio ciò possa realizzarsi.
Intanto è confermato che il
navigatore sarà ancora Valerie.
Per il resto, contiamo di prendere una decisione a breve”.
Non mancano infine i consueti ringraziamenti ai fedeli sostenitori. “Ringrazio i miei genitori – conclude Cesko Pozza –
che mi seguono in tutte le gare, il
mio “manager” Filippo e tutti gli
amici del Team Sekele, sempre
presenti”.
Silvana Bortoli
gagliardetti e madrina l’azzurra di sci alpino Giulia
Gianesini) , il presidente della
“Luparense” Campione d’Italia di calcio a 5 Stefano
Zarattini, l’ex giocatore ed
allenatore di serie A
Gianfranco Bellotto e rappresentanti di varie associazioni. Consegnata la Targa
del Panathlon Cittadella al
presidente Mantovani, il quale ha ricambiato con una
spilla ricordo al presidente
del Panathlon Flavio Dal
Maso, ai presidenti del
Cittadella e della Luparense
Gabrielli e Zarattini, al presi-
dente del Gruppo Alpini
Cittadella Ivan Pontarollo ed
la socio anziano del
Panathlon Giovanni Pieressa.
Sollecitato da Basso, a fine
serata un reciproco scambio
di sinceri elogi ed auguri di
successi tra i tre presidenti
Mantovani (Asiago), Gabrielli
(Cittadella) e Zarattini
(Luparense). Uno scrosciante applauso in sala ha concluso un appuntamento di
notevoli significati etico morali e di autentici valori sportivi e di amicizia molto sottolineati dal presidente del
Panathlon Dal Maso.
GOLF
E’ partita, con qualche novità,
l’attività annuale del Club dei giovani
Un’autentica rivoluzione: è quella in corso al Golf di Asiago,
dove tra i cantieri aperti per importanti lavori di riqualificazione
della struttura, è iniziata la stagione con l’apertura del campo,
l’avvio del calendario gare e l’inizio, avvenuto domenica 22
maggio, anche dell’attività del Club dei Giovani. Un gruppo di
aspiranti golfisti, anche se tra loro c’è già chi si può qualificare come “Probabile agonista” (così viene chiamato da quest’anno chi ha già ottenuto l’handicap) composto da una trentina di atleti tra giovani e giovanissimi suddivisi in gruppi non
in base all’età, bensì al livello di preparazione raggiunto. Il
responsabile organizzativo del Club dei Giovani è Luca
Longhini, mentre il responsabile professionista, di lunga esperienza, che si occuperà della loro preparazione tecnica,
coadiuvato da Edoardo Nobili, è Niccolò Bisazza del Bisazza
Golf di Padova. L’obiettivo già dichiarato l’anno scorso da
Irene Gemmo, la presidente, in occasione della sua nomina, è
quello non solo di far crescere sempre di più questi giovani,
ma di diffondere tra le nuove leve la passione per questa disciplina per la quale Asiago riserva il più bel campo di montagna d’Europa e che gli stessi asiaghesi non conoscono abbastanza. “Credo – ha avuto modo di affermare Irene Gemmo che tantissimi dei bambini che abitano qui non siano mai venuti al golf e insieme a tutto lo staff del Club dei giovani vedremo di trascinarli qui intanto per fare in modo che prendano confidenza con questa struttura, se poi si appassionano a
questo sport ancora meglio”.
S.L.
8
l’Altopiano
Sabato 28 maggio 2011
21
SPORT - HOCKEY INLINE
I BLACK VIPERS PRECISANO
In seguito all’articolo apparso sul numero precedente. Dall’Oglio:
<< Non siamo quelli degli ultimi 3’ della gara con il Piacenza >>
« E’ vero, negli ultimi
3’ della partita con il
Piacenza abbiamo
perso la testa, ma non
ci va giù di essere etichettati come una
squadra che va in cerca di risse o grane ».
Così
Alessandro
Dall’Oglio, uno dei giocatori storici degli
Asiago Black Vipers,
che, dopo l’articolo apparso sul precedente
numero de l’Altopiano,
ha chiesto di poter replicare, dando la sua versione dei fatti. « Nei giorni successivi
ci siamo confrontati ed abbiamo capito gli sbagli, ma quello che mi preme sottolineare è che il vero volto di questo
gruppo non è affatto quello del finale di partita con il
Piacenza ». Sulla stessa lunghezza d’onda il fratello Andrea: «
Mai come quest’anno abbiamo lavorato duramente,
autogestendoci e compiendo notevoli sforzi organizzativi (con
oggettivo successo) per ospitare i raggruppamenti di coppa e
campionato ed economici (trasferte in Campania, Toscana e
Sicilia!!!) e riuscendo ad ottenere risultati estremamente positivi, anche se nei momenti cruciali come in Coppa di Lega e nel
gironcino-promozione non siamo riusciti a gestire al meglio la
pressione. In sintesi, qualche volta abbiamo sbagliato, ma alla
fine abbiamo fatto anche cose buone in questo campionato ».
Messaggio inviato, anche se nessuno aveva mai pensato che i
Black fossero solo quelli degli ultimi 3’ del match con il Piacenza
o quelli del velenoso derby in Coppa di Lega o di altre situazioni
sopra le righe. Si trattava semplicemente di una considerazione
legata al fatto che non era la prima volta (e le 19 giornate di
squalifica complessive in stagione sono una conferma) che questa squadra era stata purtroppo vittima di un “black out” nervoso pagato a caro prezzo, anche in termini di immagine. Ai Black
Vipers, comunque, nessuno può e vuole togliere i meriti per una
stagione positiva, impreziosita da qualche bella soddisfazione sul
campo (vittoria nel derby con gli “amatori” o la rimonta-qualificazione a Forte dei Marmi) e fuori, con il “gruppo di lavoro” che
ha già presentato l’offerta per l’assegnazione del “Trofeo delle
Regioni”, in programma nel mese di settembre. Non solo.
Dall’Oglio e compagni hanno già dato il via libera per appoggiare le Asiago Pink Vipers nell’organizzazione della “Final Four” per
il titolo femminile (4-5 giugno) che si svolgerà ad Asiago. I Black
sono anche tutto questo.
Stefano Angonese
IL ROSA CHE BRILLA
Le Asiago Pink Vipers in testa al girone. Sconfitte
anche le campionesse d’Italia. Adesso è caccia al
primo posto. E la "Final Four" si svolgerà ad Asiago
Meglio di così non
Confu
poteva (ri)partire Agnese
Tartaglione
l’avventura delle
Asiago Pink Vipers
nell’inline rosa: due
gare, altrettante vittorie, l’ultima addirittura contro le
campionesse d’Italia
del Torino, per la
verità presentatesi
sull’Altopiano con
un organico decisamente ridotto. E le
rosanero, trascinate
dalla
scatenata
Tartaglione (6 reti finora), non si sono lasciate sfuggire l’occasione, aggiudicandosi l’incontro alla
distanza (4-2) e guadagnan- (ore 20), ci sarà la sfida con
do così il passaggio alla il Piacenza (già sconfitto 3-9
“Final Four” scudetto che al debutto); mentre il 2 giusi svolgerà proprio ad gno (ore 18) è in programAsiago nei giorni 4 e 5 giu- ma la trasferta a Torino,
gno (per il calendario degli in- dove si decideranno le sorti
contri, al momento non an- del girone. Nell’altro girone
cora disponibile, consultare Ariccia e Latina sembrano
nei prossimi giorni il nostro essere le altre due protagosito
internet niste del “film” scudetto.
www.giornalealtopiano.it). Praticamente fuori dai gioIntanto, sabato 28 maggio chi la Molinese
S.A.
SCUDETTO IN BILICO
In A1 servirà gara 5 per stabilire gli eredi al trono degli Asiago Vipers
Bisognerà attendere fino
a mercoledì 1 giugno per
conoscere il nome del
successore degli Asiago
Vipers
alla
guida
dell’inline italiano dopo
7 anni di regno incontrastato. Servirà, infatti,
gara 5, in programma
appunto l’1 giugno (ore
21, con diretta su Rai
Sport) al PalaChiarbola
di Trieste tra l’Edera ed i
Ghosts Padova. Sembrava tutto pronto per la fe-
sta patavina mercoledì
scorso, con la formazione di Marobin e, soprattutto,
degli
altri
altopianesi
Frigo,
Mantese, Mosele e Rigoni
che, dopo il blitz esterno
di gara 3, aveva la grande occasione di chiudere
la serie davanti al
numerosissimo pubblico
di casa. E, invece, i
giuliani, che nel frattempo avevano sollevato dall’incarico il tecnico
Rusanov (squadra affidata a Kos, faro dei
rossoneri in pista, ma al
momento out per infortunio), hanno disputato una
gara 4 praticamente perfetta, riuscendo a mettere
in difficoltà fin da subito
i “fantastici quattro”, apparsi, anche a causa del
clima torrido, stanchi e
per una volta in una stagione incredibile fuori
giri. E nemmeno il golfantasma
(mai
più
azzeccata la definizione
trattandosi di Ghosts) di
Mantese nel finale di primo tempo (1-2) ha
rigenerato la squadra
patavina, sempre costretta ad inseguire ed alla
fine meritatamente battuta (3-7) da un’Edera Trieste davvero “bella”, solida e concreta. Per la prima volta nella storia dei
playoff, dunque, si va a
gara 5. Tutto in una not-
te, tutto da rifare, per tutti. L’Edera mentalmente
forse ora sta meglio, ma il
Padova delle ex “vipere”
ha ancora un po’ di veleno
nella coda. Tutto, insomma,
è ancora possibile
S.A.
VIPERETTE DI BRONZO
Gli Under 15 degli Asiago Vipers hanno chiuso al terzo
posto le finali nazionali. Gran bella stagione!
Ristorante
Foto Corà
Un po’ di amaro in bocca è inevitabile, soprattutto se ti chiami Asiago Vipers, hai vinto tutte le
partite della fase Veneto-Friuli ed almeno un posticino in finale-scudetto pensi di strapparlo. E,
invece, alle finali nazionali di Civitavecchia le “piccole vipere” si sono fermate ad un terzo posto
(che vale moltissimo, sia chiaro), figlio, forse, di quel debutto (sconfitta 2-3 con il Novi Hockey)
che ha complicato il cammino verso l’epilogo tricolore. Dopo le due vittorie-fotocopia (5-0) ai
danni di Forlì e Molinese, infatti, nella semifinale c’è stato l’incrocio con la corazzata Real
Torino. Una “finale anticipata” (lo stesso scontro di un anno fa a livello Under 13 vinto dai piccoli
asiaghesi) in cui la formazione arancionero ha dato tutto, passando anche in vantaggio nel primo
tempo, prima di subire il ritorno dei piemontesi che nei minuti conclusivi sono riusciti ad operare
l’allungo decisivo (4-1). Nella sfida per il bronzo, però, gli Asiago Vipers hanno reagito, spuntandola
ai rigori (4-2) sul Buja. Scudetto, manco a dirlo, al Real Torino (2-1 al Novi Hockey). Bravi boce!
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Loc.Kaberlaba Asiago
8
Sabato 28 maggio 2011
l’Altopiano
C siamo anche noi!
VOLLEY
Come ormai consuetudine
termina con l’annuale cena
sociale l’attività agonistica
della P.G.S. Pallavolo
Cesuna, anche se concretamente spetta ai più piccoli l’ultimo colpo di coda
quando a metà giugno parteciperanno alla Festa finale del minivolley; in tale occasione la Federazione
vicentina organizza anche
la Festa delle premiazioni,
tradizionale appuntamento
di chiusura della stagione
agonistica indoor. Una stagione particolarmente intensa per il Cesuna, durante la quale l’attenzione era
catturata dai resoconti delle squadre di vertice dell’associazione che per la
prima volta hanno calcato
entrambe i parquet di Prima Divisione, la massima
serie provinciale. Ma evidentemente l’attività del
Cesuna non si esaurisce lì
22
Andrea Magnabosco
Proprio così, C come serie C dove militano tre atleti punta d’orgoglio
del Cesuna: il Zanè di Andrea Magnabosco ed il Rossano di Barbara
Stella hanno infatti ottenuto la promozione nel campionato in cui gioca
Christian Rebeschini, atleta del San Giorgio in Bosco
coinvolgendo numerosi atleti che partecipano ai vari
campionati indetti dalla Federazione: dall’U18 all’U13
passando per U16 e U14.
Non mancano poi i fiori all’occhiello: chi per lavoro,
chi per studio, tutti spinti
dalla passione, hanno colto l’occasione di approfondire l’ABC della
pallavolo. Andrea, Barbara e Christian sono la punta d’orgoglio del Cesuna
visto che, pur militando in
altre società, continuano a
far parte dell’associazione portandone alto il vessillo per tutta la regione.
È a loro dedicato il titolo
di questo articolo, visto
che il Zanè di Andrea
Magnabosco
ed
il
Rossano di Barbara Stella hanno raggiunto in serie
C
Christian
Rebeschini, atleta che milita nella formazione pa-
dovana di San Giorgio in
Bosco. Insomma una società in continuo fermento, composta da un centinaio di atleti che coprono
un’ampia fascia d’età per
dare a tutti la possibilità di
esprimersi, accompagnati
nel percorso formativo da
allenatori qualificati dalla
Federazione ai quali si aggiungeranno 4 nuove reclute impegnate nell’ultimo corso di formazione.
Nonostante l’impegnativo
numero di partecipanti
l’associazione è sempre
riuscita a mantener fede
ai princìpi che ne hanno
ispirato la fondazione e
cioè “far vivere l’esperienza dello sport come
momento di educazione, di
maturazione e di impegno”.
Ad aiutarla sotto l’aspetto
finanziario, oltre alle singole imprese che sponsorizzano le varie squadre, il Co-
mune di Roana ed i contributi dei sostenitori della
Polisportiva Comune di
Roana: Rigoni di Asiago,
Cassa Rurale ed Artigiana di Roana e Consorzio
fra
i
Caseifici
dell’Altopiano di Asiago,
tutti convinti delle finalità
sociali perseguite dall’associazione. In tempo di dichiarazioni dei redditi ricordiamo l’opportunità di devolvere la quota del 5
per mille indicando nella
casella dedicata alle associazioni sportive dilettantistiche il codice fiscale del
Volley
Cesuna
(93011530248). Come di
rito spetta al Presidente
Maurizio Magnabosco l’ultima parola che spende per
“mettere in risalto il significativo apporto, in termini di disponibilità, offerto dai genitori senza i
quali sarebbe molto pro-
Christian Rebeschini
Barbara Stella
blematico sviluppare le
varie attività proposte.
Inoltre non posso che
elogiare l’indiscutibile
impegno di quanti dedicano le proprie energie
ed il tempo libero alla crescita della società parten-
do dai collaboratori del
consiglio direttivo, allenatori e responsabili delle squadre, arbitri,
segnapunti, e, per finire,
gli atleti che sono il terminale ricettivo dei nostri
propositi.”
VOLLEYASIAGO ALTOPIANO
Chiusura di stagione con il titolo Provinciale Under 13
“E’ stata per noi una soddisfazione enorme, il
completamento di un percorso iniziato tre anni fa, con
la costituzione della società e culminato con questa
importante conquista che ripaga i grandi sforzi e i
grandi investimenti che abbiamo affrontato sul settore giovanile, vera linfa vitale della nostra società.
Voglio ringraziare tutto il gruppo Under 13 per aver
onorato il nome del Volley Asiago Altopiano ed averlo inciso sull’albo d’oro della loro categoria nei registri dell’AICS”. Con queste parole il presidente del Volley
Asiago Altopiano Roberto Galante esprime tutta la sua
soddisfazione per il titolo, appena conquistato, di Campioni Provinciali Under 13 AICS. Un titolo inseguito e
sofferto nel finale quando alle semifinali play-off il
Castellana Volley ha azzardato una mossa che ha totalmente violato il regolamento pur di contrastare lo strapotere della squadra dell’Altopiano. Ma di questo abbiamo
già parlato e non entriamo in ulteriori dettagli. Piuttosto ci
pare più meritevole allacciarsi alle parole, giustissime, del
presidente Galante che ha sottolineato come il settore giovanile sia il vero motivo trainante di questa giovane società. Un settore cresciuto moltissimo in questi tre anni di
vita del sodalizio asiaghese. Ricordiamo il secondo e il
terzo posto delle Under 16 nelle stagioni 2008-2009 e 20092010 e ora il primo posto nella categoria Under 13. Questa è solo la vetrina della società, ma esiste tutto un
“retrobottega” fatto di grande passione per questo sport
e di grande disponibilità da parte di molte persone, a partire dagli allenatori per finire con i genitori che, con pazienza certosina, accompagnano i loro figli a tutti gli allenamenti e a tutte le partite sia in Altopiano che in pianura.
E poi c’è una società, il Volley Asiago Altopiano, che in
un territorio non certo favorevole allo sviluppo di questo
sport ha senza dubbio trovato una propria dimensione; lo
dimostrano i numeri, lo stanno dimostrando i risultati, lo
dimostra l’attività svolta in questa stagione che non si manifesta soltanto in un mero compitino da svolgere disciplinatamente in palestra o in partita, ma attraverso l’organizzazione di eventi che richiamano in Altopiano molte
persone da tutta la provincia. Ricordiamo ad esempio la
“Giornata delle Finali” svoltasi a Maggio dell’anno scorso in cui l’IPSIA fu teatro di una intera giornata di
pallavolo culminata con le finali Open nel pomeriggio, vero
spettacolo pallavolistico di alto livello con un pubblico da
“curva Sud”. Ma lo dimostra anche l’organizzazione del
raduno Mini Volley di Domenica 13 Marzo, sempre
all’IPSIA, in cui la società ricevette i complimenti
dall’AICS per la cura del dettaglio nel preparare a questi
giovanissimi atleti la palestra in totale conformità con le
direttive AICS. Per questo non finiremo mai di ringraziare il Comune di Asiago per la disponibilità accordataci
nell’apportare alcune modifiche necessarie. Ma lo dimostrano anche le attività che la Società pratica nelle scuole, diffondendo la pallavolo tra i ragazzini delle scuole elementari dell’Altopiano nell’ambito del progetto “Più sporta
a scuola”. Gli istruttori del Volley Asiago, mettendo a disposizione il proprio materiale (palloni, cinesini, ecc.), portano
due ore di lezione/allenamento in palestra per gettare le prime basi a chi, un domani, avrà voglia di approfondire questa
esperienza. Una Società giovane ma sicuramente attiva, consapevole che la pallavolo non è solo uno sport ma è soprattutto un gioco. I ragazzi devono giocare, divertirsi, sentirsi a
proprio agio, condividere emozioni, stati d’animo, entusiasmo e perché no, se succede, anche vincere: “Le politiche
della nostra società sono ben chiare: i ragazzini devono
tutti, e sottolineo tutti, divertirsi e giocare.” Prosegue il
presidente Galante “Nel settore giovanile non deve esistere il più bravo o il più scarso, ma sono tutti uguali di
fronte ai loro allenatori. Non dimentichiamo però che
tutti i bambini, anche i più piccoli, hanno un loro senso
innato della vittoria. A tutti i bambini piace vincere e
questo è un primo germoglio di agonismo che ognuno di
noi si porta a spasso dalla nascita. Quindi il compito
dei nostri allenatori è anche quello di riuscire a bilanciare queste due situazioni, ovvero rispettare i diritti
di ogni atleta, ma dare loro anche la soddisfazione di
qualche vittoria, e non sempre è un compito così facile come sembra.” Con la fine di Maggio si è conclusa
l’attività agonistica 2010-2011 e oltre al titolo delle Under
13 ricordiamo anche il bellissimo miglior quinto ottenuto
dalle ragazze della Terza Divisione FIPAV nel loro campionato d’esordio in Federazione, e la bella stagione del
Mini e Gioca Volley che hanno dato il loro importante contributo nei cinque raduni AICS che si sono svolti durante
la stagione. Ora è tempo di rinnovi; Sabato 28 ci sarà
l’Assemblea Ordinaria dei soci/atleti per l’elezione del
nuovo Consiglio Direttivo e il rinnovo delle cariche: “E’
ora che si inseriscano nuove leve all’interno della dirigenza.” Sottolinea ancora Galante “La società è cresciuta moltissimo nel numero di atleti e quindi c’è la
necessità di aumentare il numero di persone e di rappresentanti delle varie categorie. Credo comunque che
chiunque entri a far parte della dirigenza saprà allinearsi e proseguire il bel lavoro che è stato svolto
sino ad ora o, se possibile, migliorarlo.”
8
l’Altopiano
Sabato 28 maggio 2011
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Il Vicenza torna in ritiro a Gallio
Annullato in extremis l’accordo con il Bassano. Ma l’amministrazione ribatte: “Con il Vicenza
esisteva un accordo verbale già a gennaio, il club giallorosso si è fatto vivo due settimane fa”
Sembrava ormai fatta per il ritiro precampionato del Bassano Virtus
sull’Altopiano di Asiago, tanto che tutti gli accordi di rito erano stati
consensualmente trovati tra l’amministrazione comunale e la società
bassanese. Ma poco prima del fischio d’inizio della penultima gara di
campionato contro la Cremonese, ecco la notizia che meno ti aspetti:
l’Amministrazione Comunale di Gallio ha scelto di ospitare nuovamente il Vicenza Calcio durante il periodo estivo, chiudendo cosi la
porta in faccia alla formazione guidata da Osvaldo Jaconi. Una situazione venutasi a creare per ragioni ancora non del tutto note alla
società giallorossa, anche se in città i tifosi non tardano ad esprimere
il proprio disappunto su quanto accaduto: “E’ forte il rammarico, –
commenta un abbonato- c’era la possibilità di seguire la squadra a
pochi chilometri di distanza e questo ci rattrista perché ci eravamo
illusi. Noi tifosi, -continua- siamo convinti che la causa principale di
tutto questo sia l’entrata in scena degli organi politici della Provincia
di Vicenza. Si sa, nel calcio vige la legge del più ricco”.
Dal Comune di Gallio non tarda ad arrivare la risposta.”Già nel mese di
gennaio – spiega l’assessore al turismo Nicola Pertile - il Vicenza
Calcio si era fatto avanti per effettuare il ritiro ancora nella nostra
località, cosi come successivamente abbiamo trattato anche con una
squadra di un certo spessore come il Siena. Sono progetti che richiedono tempistiche lunghe e impegno collettivo. La formazione toscana
era in cima ai nostri desideri, il Comune sarebbe stato disposto a
mettere sul piatto una cifra attorno ai 20.000 euro ma alla fine le strade
si sono divise. In seguito, abbiamo avviato una trattativa anche con il
calcio Casale, il cui staff tecnico si era espresso in termini lusinghieri
sul complesso di strutture messe a disposizione. Vista la situazione di
standby venutasi a creare, la decisione è stata quella di tenere aperte
più piste, valutando di conseguenza la proposta più allettante per noi
in termini economici”.
Ed ecco che arriva puntuale la chiamata del club virtussino: “L’offerta
presentata dal Bassano Virtus, -osserva Pertile- ci è pervenuta circa
due settimane fa ed è stata immediatamente accolta considerato che
ospitare il Vicenza Calcio, fino a poco prima richiedeva una spesa di
circa 15.000 euro, quota che il Comune però aveva deciso di gestire in
altro modo. Comunicata la notizia al club biancorosso, gli stessi ci
hanno risposto che avrebbero provveduto loro al sostenimento delle
spese necessarie, chiedendo solamente una quota pari a 5000 euro
per il rifacimento del terreno di gioco dove necessario. Da qui, la
decisione di ospitare anche quest’anno il Vicenza”.
Un’operazione che ha fatto storcere il naso al club bassanese: “Preciso nuovamente che già a gennaio avevamo un accordo con la società biancorossa e alla fine ci è sembrato corretto premiarla. Valutati i costi di gestione, alla fine abbiamo preso una decisione definitiva. Il nostro errore è stato forse quello di non chiudere prima la
trattativa con il Vicenza e continuare su due binari. Mi auguro
comunque che questo fatto non precluda eventuali rapporti futuri
con la società bassanese.”
Fabio Pernechele
Continua in Seconda Categoria il sogno del Canove
E’ ancora vivo il sogno promo- Per il Canove, dunque, un solo
zione del Canove, impegnato “segno” a disposizione: il 2. «
nei playoff del campionato di La nostra stagione – commenSeconda categoria. Chiusa la ta Fabio Rebeschini, presidente
stagione regolare in terza posi- del club – può considerarsi sodzione (in virtù di una miglior disfacente in quanto l’obiettivo
differenza reti generale nei con- che ci eravamo preposti è stato
fronti del Lugo Calvene), la for- centrato: i playoff. Naturalmente
mazione di Baù ha eliminato ora che siamo in ballo ci proviaproprio i pari classifica,
Foto di Matteo
grazie all’1-1 in rimonta di
Caldieraro
domenica scorsa. Prossima tappa, il 29 maggio alle
ore 16.30, Marola, contro
la seconda forza del girone F, che in questi 90’ senza appello avrà due risultati utili a disposizione. In
caso di parità, infatti, sarebbero gli uomini di
Marcolongo ad avanzare
allo scontro finale per il
salto di categoria contro la
vincente del confronto
(girone E) tra Quinto
Vicentino e Costabissara.
mo e sono convinto che il Canove
venderà cara la pelle ». Il bilancio
dei confronti in campionato è in
perfetta parità: il colpo di Fioretto consegnò la vittoria esterna agli altopianesi all’andata;
mentre il bomber del Marola
Mazzuoccolo riuscì a fare altrettanto nel ritorno giocato sul neutro di Zanè. Che partita sarà?
« Dovremo cercare di imporre subito il nostro gioco –
spiega Rebeschini – e cercare
di non esporci ai contropiede
degli avversari. Sono convinto delle potenzialità del nostro
reparto offensivo (a segno 86
volte nell'arco dell'anno!) e che
potremo “far male” al
Marola; poi la nostra difesa
saprà di sicuro fra fronte ai
loro attacchi. L'ambiente all'interno del nostro spogliatoio è sereno e credo che la
partita con il Lugo Calvene
abbia insegnato che non si
Giovanissimi Immobiliare Neve Gallio, ad un soffio dalla finale
Bellissimo campionato dei Giovanissimi Immobiliare Neve Gallio allenati anche quest’anno da
Piercarlo Munari e Nico Pertile. Con 11 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte, 71 goals fatti e 28 subiti
hanno chiuso al 3° posto del campionato provinciale giovanissimi - Bassano girone C, mancando
per un soffio la qualificazione al torneo finale. Si ringraziano il Canove Calcio per la collaborazione,
gli allenatori Piercarlo e Nico, Giovanni Munari, Sara Pertile, i genitori che in ogni partita hanno
sostenuto la squadra, ma in particolar modo i ragazzi: Riccardo Cunico, Andrea Rivetta, Marco
Minuzzo, Mattia Tura, Egzon Vehapi, Elia Costa, Elia Artuso, Matteo Segafredo, Riccardo Munari,
Ruben Sambugaro, Tania Rossi, Riccardo Spiller, Ilirjan Vehapi, Nicholas Vescovi, Marco
Sambugaro. Grazie ragazzi. Arrivederci al prossimo campionato.
P.S.
Luca Rigoni nel gruppo “Osservati”
della nazionale junior di sci di fondo
Il consiglio federale svoltosi a Santo Stefano Belbo (CN) ha deliberato la composizione delle squadre nazionali di sci di fondo per la
stagione sciistica 2011-2012 e in tempi velocissimi è rimbalzata ad
Asiago la notizia della presenza di un atleta Asiaghese fra le fila
della nazionale: Luca Rigoni, giovane talento dell’Unione Sportiva
Asiago, è infatti entrato a far parte come osservato nel gruppo juniores
maschile della nazionale italiana. Una grande soddisfazione per lui,
per la famiglia, i tecnici, gli amici e la società, che ricompensa il
grande e costante lavoro fatto con perseveranza da questo ragazzo,
sia nella stagione invernale che in quella estiva. A Luca un forte “in
bocca al lupo” e un sincero augurio di buon lavoro.
M.T.
può sottovalutare nessuno.
"Pano" (Il capitano Andrea
Panozzo, ndr) nell'intervallo ha
alzato la voce e la partita nel secondo tempo è cambiata a nostro favore con lo stesso giocatore che ha preso in mano la
squadra. In ogni caso, a nome
della società, voglio ringraziare
fin d’ora l’allenatore ed i giocatori per quanto hanno fatto
fino a questo momento e per
quanto sapranno fare domenica. Anche in caso di eliminazione – conclude il pres – non
faremo drammi e saremo pronti
a partire ancora più motivati; abbiamo visto che ripartendo dai nostri giovani abbiamo ottenuto risultati importanti e continueremo
sulla stessa strada ». Intanto,
però, vietato fermarsi. C’è la tra-
sferta di Marola e la tifoseria
altopianese si mobilita per spingere Panozzo e compagni verso
la sfida promozione. I sostenitori
del Canove, infatti, stanno organizzando un pullman per domenica 29 maggio, con partenza
alle ore 14.45 dal campo di
Canove. Informazioni ed iscrizioni presso la Pizzeria
Sgrebani’s.
S.A.
CALCIO: Terza Categoria
Per l’Asiago c’è la finale-promozione
Domenica 29 maggio (ore 16.30) sul campo del Galvanauto Motta
Chi l’avrebbe detto?
L’Asiago Calcio Altopiano è
in finale e domenica 29 maggio (ore 16.30) si giocherà
la promozione in Seconda
categoria. Alla vigilia c’era
sicuramente ottimismo per
riuscire a disputare un buon
campionato che potesse
cancellare così le ultime due
annate negative della storia
del club altopianese, ma in
pochi, sinceramente, avrebbero pensato che i giallorossi
potessero arrivare fin qui e,
soprattutto, in questo modo.
Campionato chiuso al terzo
posto, grazie al secondo attacco più prolifico (57 reti),
e
semifinale-playoff
stravinta (4-1 alla bestia nera
Monte di Malo). « Risultati
sopra le aspettative – dice il
tecnico Lorenzo Lorenzi, al
primo anno sulla panchina
giallorossa – ma in cuor mio lo
speravo. Anche domenica scorsa dentro di me sentivo che i
ragazzi avrebbero vinto e in
modo netto. Avrei detto 3-0, ho
sbagliato di poco (e ride) ».
E adesso ci si gioca tutto in 90’,
fuori casa contro il Galvanauto
Motta contro cui in stagione il
bilancio è in parità: sconfitta
interna (0-1) all’esordio, ma
perentoria affermazione ester-
na (0-3) poco più di un mese
fa. « Nella prima gara di campionato eravamo ancora in
versione “lavori in corso” –
spiega Lorenzi – tant’è che poi
abbiamo cambiato modulo,
adattandolo alle caratteristiche
dei giocatori, crescendo ed arrivando ad essere una squadra
in grado di giocarsela contro
tutti. Nella sfida di ritorno avevo chiesto ai ragazzi di affrontarla come se fosse una partita
di playoff, perché di lì a qualche settimana poteva diventarlo
davvero e infatti… ».
Ma che squadra è questo
Motta? « Costruita per
vincere, con elementi
d’esperienza e con un attaccante come Dalla Pozza che ha duellato in vetta
alla
classifica
marcatori con il nostro
Gheller ». Asiago condannato a vincere, perché in
caso di parità al 90’ salirà il
Motta, avendo chiuso il campionato al secondo posto,
davanti ai giallorossi. « Per
noi non cambia nulla, andiamo sempre e comunque
in campo per vincere! Anche contro il Monte di Malo
non avremmo mai giocato
per il pari, siamo una squadra che per natura prova
sempre ad andare in gol (solo in
cinque occasioni quest’anno il reparto offensivo è rimasto a secco, ndr), anche quando è in vantaggio. E’ difficile chiedere ad
una formazione giovane di giocare difensivamente e quindi anche contro il Motta, proprio come
un mesetto fa, scenderemo in campo con tre punte, sperando di avere anche un pizzico di fortuna,
che in queste partite secche è
una componente importante. In
ogni caso, i ragazzi sono davvero carichi, testa e gambe girano a dovere, insomma ci crediamo! ».
S.A.
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Sabato 28 maggio 2011
l’Altopiano
24
Torna la Corsa del Trenino
in una versione tutta ecologica
Dopo quattro anni di stop, il 12 giugno prossimo si svolgerà la manifestazione
podistica lungo il percorso dell’antica ferrovia - L’arrivo in centro ad Asiago
Torna la Corsa del Trenino:
22 km da correre su territorio montano, con un dislivello di 800 metri da Cogollo
del Cengio ad Asiago. In occasione della sesta edizione
diventa “eco”, aderendo alla
campagna promossa da Spirito Trail per sensibilizzare gli
atleti al rispetto dell’ambiente. Dopo quattro anni di stop,
il 12 giugno prossimo si svolgerà la manifestazione
podistica che si era tenuta
con notevole successo dal
2002 al 2006, percorrendo
gran parte del percorso del-
l’antica ferrovia RocchetteAsiago. A tenere i contatti fra
i vari gruppi che collaborano
all’organizzazione dell’evento
(ASD Purosport, Pro Loco di
Canove, Cesuna, Treschè
Conca e Cogollo del Cengio,
Protezione Civile di Roana e
Asiago, numerosi volontari) è
Franco Morello, appassionato podista che aveva dato
vita alla corsa nel 2002. “La
manifestazione non si era
più ripetuta dopo l’edizione
del 2006 – dice – per problemi legati soprattutto alla
logistica e alla difficoltà di
avere, a livello locale, il sostegno necessario per poter
garantire lo svolgimento
della corsa nel modo migliore. Non ho mai smesso comunque di pensarci, ci tenevo molto a riproporla, anche perché molti appassionati lo chiedevano. Gli stimoli giusti mi sono arrivati
dal Comune di Asiago, in
particolare dall’assessore
Franco Sella che mi ha
spronato a riprendere l’iniziativa, oltre che dall’impegno di collaborazione di tante persone, amici e appas-
Chiusura di stagione
sugli all”ORI” per
il karate altopianese
A Jesolo Lisa Crestani, Andrea Bedin e
Matteo Frigo Campioni Italiani
Il mese di maggio è un po’ l’anticamera della
pausa estiva per
il nostro karate
che in questa
chiusura di stagione vede gli atleti dell’A.S.D.
F u j i - Ya m a
Karate-Do Sette Comuni ancora protagonisti, altre due gare
di questo mese (tra cui un Campionato Nazionale) che hanno
confermato il buon momento
della <formazione> allenata dal
M° Marino Rossi.
Domenica 15 maggio nella2^
Tappa del Trofeo Interregionale
della Libertas disputata nel
Palazzetto dello Sport di
Sandrigo tutti gli altopianesi
schierati sono saliti sul podio (in
qualche occasione monopolizzandolo), un successo per certi
versi inaspettato almeno nelle
proporzioni; questi i risultati,
tutti maturati nel kumite:
Lisa Crestani 1^ nella cl.
Esordienti -37 kg cint. blumarrone-nere; Lara Pozza 1^
nella cl. Esordienti -53 kg cint.
blu-marrone-nere; Giuliano
Pozza 2^ nella cl. Esordienti 45 kg cint. blu-marrone-nere;
Rebecca Rigoni 2^ nella cl.
Esordienti -53 kg cint. blu-marrone-nere; Matteo Rigoni 2°
nella cl. Esordienti
-68 kg; Andrea
Bedin 1° nella cl.
Cadetti -54 kg;
Davide Bedin 2^
nella cl. Seniore 67 kg; Nicola
Rossi 1° nella cl.
Seniores -84 kg;
Claudio Pozza 2°
nella cl. Juniores -84 kg; Andrea Bedin 1° nella cl. Cadetti
Open; Nicola Rossi 2° nella cl.
Seniores Open; Davide
Bedin 3^ nella cl. Seniore
Open; Claudio Pozza 3° nella
cl. Juniores Open.
Sabato 21 e domenica 22 maggio intensa due giorni per dar
vita ai Campionati Nazionali
dell’Ente di Promozione Sportiva Libertas, andati in scena nel
Palazzetto dello Sport di Jesolo;
la manifestazione ha visto la
presenza di più di 650 atleti provenienti da varie regioni d’Italia ed il sodalizio altopianese ha
chiuso con un bottino di tutto
rispetto: tre ori (quindi campioni
nazionali), due argenti e cinque
bronzi:
Ad insediarsi sul gradino più
alto del podio tricolore Lisa
Crestani nel kumite cl.
Esordienti -37 kg cint. blu-marrone-nere, Andrea Bedin
nel kumite cl. Cadetti -54 kg e
Matteo Frigo nella prova del
combattimento dimostrativo cl.
Ragazzi cinture verdi-blu-marroni.
Ancora messe di podi con gli
argenti di Matteo Frigo nella
prova del percorso cl. Ragazzi2 cint. verdi-blu-marroni e di
Andrea Lombardo nel kumite
cl. Cadetti -75 kg, ed i bronzi
di Giovanni Pertile nella prova del percorso cl. Fanciulli2
cint.
verdi-blu-marroni,
Matteo Frigo nella prova del
palloncino cl. Fanciulli2 cint.
verdi-blu-marroni, Andrea Frigo nel kumite cl. Esordienti 45 kg cint. blu-marrone-nere,
Nicola Rossi nel kumite cl.
Seniores -84 kg e Claudio Pozza nel kumite cl. Juniores -84
kg.
Tutte la storia, le foto ed i risultati li trovate su
www.karatesettecomuni.com
o su Fb karatesettecomuni .
Ora tutti in vacanza; si riprenderà a settembre. In chiusura
di stagione A.S.D. Fuji-Yama
Karate.Do Sette Comuni ritiene giusto e doveroso rivolgere
un grazie a tutti i genitori che
hanno accompagnato i propri
figli alle gare, ma anche ai Comuni di Asiago e di Gallio, oltre
che a tutti coloro che hanno
contribuito raggiungere questi
prestigiosi risultati.
Cesare Pivotto
sionati di sport e natura.
Pur lasciando di base
l’impostazione già collaudata, abbiamo scelto una formula un po’ diversa, dando
all’evento un maggior prestigio con l’arrivo previsto,
dopo il transito davanti all’ex stazione ferroviaria, in
Piazza II° Risorgimento ad
Asiago. Il percorso, che si
snoderà in ampia parte lungo il tracciato della ferrovia,
è stato modificato rispetto
alle edizioni precedenti per
non dover attraversare la provinciale e intralciare il traffico, optando di arrivare a
Treschè Conca percorrendo la
suggestiva Val di Gevano. Un
grande incentivo è venuto poi
dalla sicurezza di poter contare sulla collaborazione delle Pro Loco coinvolte nel territorio del tracciato: quella
di Cogollo del Cengio, e
quelle di Treschè Conca,
Cesuna e Canove, nelle quali ho trovato persone attive e
disponibili. Per questo genere di manifestazioni serve il
contributo di tanta gente, e
visto gli appoggi più che positivi riscontrati lo scorso
anno nella corsa in notturna
La Vaca Mora (che verrà
riproposta il 6 agosto, ndr),
ho potuto superare ogni titubanza”. Una nuova attenzione viene posta inoltre quest’anno al rispetto dell’ambiente, chiedendo a coloro
che disputeranno la corsa di
non gettare rifiuti per terra,
pena la squalifica. Troppo
spesso durante le gare si vedono rifiuti lasciati dai partecipanti, si è scelto dunque
di fare un’azione di
sensibilizzazione per fare
capire ad organizzatori ed atleti che le corse non possono prescindere dalla semplice regola di non abbandona-
re bicchieri di plastica, o altro, lungo il percorso o a lato
dello stesso. “In più, l’organizzazione – continua
Franco Morello – fornirà
bicchieri biodegrabili o di
carta, invitando altresì gli
atleti a usare la propria borraccia o il proprio bicchiere, evitando quelli di plastica, che non sono riciclabili”.
Le iscrizioni alla Corsa del
Trenino, che saranno chiuse al
raggiungimento dei 600 iscritti, sull’Altopiano si ricevono
presso Aessegarden in via Patrioti e presso lo I.A.T. Ufficio
Informazioni Turistiche in Viale Stazione 5; ci si può iscrivere inoltre online, accedendo al
sito www.lacorsadeltrenino.it,
dove sono disponibili tutte le informazioni necessarie.
Silvana Bortoli
I podisti biancoverdi si fanno onore
Si sta rivelando un successo dai
contorni sempre più interessanti la decisione del Gruppo Sportivo Alpini Asiago di creare al
suo interno una sezione “corsa”. Va ad affiancarsi allo sci di
fondo da sempre “ragione sociale” della società operante in
seno alla Sezione Ana “Monte
Ortigara”.
“La nostra scelta – afferma il
presidente Fabrizio Dalle Ave –
è direttamente collegata a precise richieste pervenuteci, per
così dire, dalla “base”, cioè dagli appassionati locali della disciplina che, in mancanza di una
società di atletica leggera in
altopiano, per poter praticare il
loro sport preferito si
tesseravano altrove. Una volta
provveduto all’affiliazione del
Gsa Asiago alla Fidal (Federazione Italiana di Atletica Leggera) per il settore “master” l’attività agonistica è partita subito
e per mobilitarci anche sul piano organizzativo è nata la Sleghe
Lauf corsa su strada all’interno del centro storico asiaghese
“battezzata” lo scorso anno
con successo”.
Sull’abbrivio dell’attività
“master “ è di quest’ultimo periodo l’inserimento del Gsa
Asiago anche nella sezione che
la Fidal dedica ai giovani visto
che, anche in questo caso, la
richiesta esiste. L’obiettivo si
allarga quindi alla creazione di
un vivaio oltre a consentire la
partecipazione all’attività agonistica anche per le giovani leve.
“Attualmente – è ancora il pre-
sidente biancoverde a sottolinearlo – siamo su trentacinque
tesserati, altri quattro o cinque
atleti lo faranno a breve e per
fine anno contiamo di arrivare
a toccare quota cinquanta. Stiamo perciò provvedendo ad attrezzarci anche in termine di
divise societarie in modo che i
nostri colori siano subito
individuabili. Quanto all’attività agonistica vera e propria è
ormai in pieno svolgimento”.
E prosegue: “Ciascuno sceglie
la specialità della corsa cui si
sente più portato: da quelle su
strada, alle podistiche, dalle
corse in montagna a quelle di
lunga e lunghissima lena. A breve saremo in grado di trarre un
primo bilancio dei risultati raggiunti nei confronti del
cronometro. Di certo - conclude – alla seconda edizione
della Sleghe Lauf, il prossimo
17 settembre, saremo presenti
in forze”. Nell’immediato i
“runners” altopianesi cercheranno di far bene alla 7° edizione della “Campolonga” in programma domenica 29 maggio
con partenza ed arrivo dall’
omonimo Centro Fondo.
Renato Angonese
8
Sabato 28 maggio 2011
l’Altopiano
25
Via Patrioti di Asiago, s’invocano
provvedimenti per la sicurezza dei pedoni
Puntuale e prevedibile come
il sabato e la domenica, la
sera del 21 maggio scorso,
alle ore 20 circa, in Via Patrioti, all’altezza del civico
157, è arrivato l’ennesimo
incidente sulle strisce pedonali, appena rinnovate. Per
puro caso non è successa
la tragedia. Il signore anziano che abita nel condominio contraddistinto dal civico 157 stava attraversando
lentamente la strada sulle
strisce pedonali per rientra-
re nella sua abitazione.
Quando è stato investito da
una grossa auto, riportando gravi conseguenze, fra
le quali la rottura del bacino e di una spalla. Che altro dobbiamo ancora aspettarci? Si deve pensare che
Asiago nell’immediata vicinanza del centro , in zona
ad alta intensità abitativa,
non sia più consigliata ad
ospitare persone anziane,
bambini o disabili che non
potendo correre come atleti
in gara, per ritornare nelle
loro case rischiano la pelle? Che forse prima di uscire sia meglio fare testamento, data l’incertezza di rientrare tutti interi?
Mi rivolgo al sindaco di
Asiago, persona che ritengo cosciente ed amante
della sua città. E’ mai possibile che non si possano
prendere provvedimenti per
una doverosa e buona qualità della vita anche per noi,
sfortunati abitanti di questa
strada?
Non credo, solo perché la
via è provinciale, come è
stato fatto presente ad ogni
nostra rimostranza, che si
debba rischiare giornalmente la nostra incolumità
e attendere, incrociando le
dita, che il “fato” sia compiuto senza poter far nulla.
Clementina Lucarini
Per il Comitato viabilità
in Viale Patrioti e in Via
Rendola
Risponde il sindaco di Asiago Andrea Gios
Non posso che ribadire, non per scaricabarile o
per semplice opportunità, ma perché purtroppo
questa è la realtà, che essendo quella in oggetto
una strada provinciale, come Comune non possiamo fare niente. Anche recentemente abbiamo presentato alla Provincia, assieme al Comune di Gallio, un progetto per la realizzazione in
alcuni punti strategici di barriere pedonali e rallentatori di traffico, ma è stato bocciato. L’unica
cosa che possiamo fare è un’azione di repres-
sione e controllo con i vigili. Anche nei
giorni scorsi abbiamo attuato una postazione con autovelox che per altro non ha
portato ad alcuna sanzione visto che non
sono state riscontrate velocità anomale.
Posso solo aggiungere che sperimenteremo a breve il posizionamento di una rotonda all’incrocio davanti all’ex Caserma Riva che induca i mezzi a rallentare
almeno in quel punto.
In Via Ceresara mancano le strisce pedonali
Vorrei segnalare che in Via Ceresara, all’altezza
n°108, era presente una striscia pedonale ormai
irriconoscibile, da parecchio tempo, con mia sorpresa ho visto che è stata tinteggiata tutta la città mentre Via Ceresara è stata trascurata. Ora, qualcuno
mi può dire come si fa a rispettare l’attraversamento
sulle strisce, visto che il marciapiede e’ sulla sponda
opposta? Inoltre qui siamo su una semicurva che gli
automobilisti vedono all’ultimo momento. Alla mia
richiesta del perché non si tinteggiava mi è stato risposto che il Comune non ha più soldi. Mi auguro
che nel frattempo non succeda un incidente, perché
la responsabilità civile ricadrebbe sul Comune. Mi
risulta che l’Immobiliare Asiago abbia a sua volta
sollecitato la tinteggiatura delle strisce, senza nessun esito.
Umberto Cav. Savelli
Risponde l’assessore ai lavori pubblici Giampaolo Rigoni
Le strisce verranno realizzate quanto prima. Nel programma di rifacimento della segnaletica orizzontale in atto è
prevista anche via Ceresara. Prima si provvede a sistemare il centro della città e poi la periferia e le contrade. Si
tratta solo di pazientare un po’. Sia chiaro però che, a tutela della sicurezza dei pedoni e degli automobilisti, le strisce non possono essere posizionate all’altezza o in prossimità di una curva.
ROANA
Cercasi
“pirata della
strada”
Giovedì 19 maggio, intorno
alle 16.30, in via Maggiore a
Roana, un ragazzo 13enne
che viaggiava sulla sua bici
in direzione Roana è stato
urtato da una macchina in
fase di sorpasso. In seguito
alla rovinosa caduta provocata dall’urto, il giovane ha
riportato contusioni varie.
Nulla di grave per fortuna. Il
conducente
dell’auto,
un’Alfa 156 Cross 4x4, probabilmente perché non si è
accorto di aver fato cadere
il ciclista, non si è neppure
fermato. La famiglia del giovane lancia un appello
affinchè l’autista si faccia
vivo e, attraverso la nostra
redazione, possa mettersi in
contatto con essa al semplice fine di chiarire le dinamiche dell’episodio. In caso
contrario si vede costretta a
sporgere denuncia per procurate lesioni e omissione di
soccorso.
Sull’Altopiano di Asiago
“Sono una turista innamorata di Asiago e spero di farvi
cosa gradita nell’inviarvi questo scritto, uscito di getto dalla
mia penna”. Presentandosi semplicemente così, la signora
Paola Milillo di San Daniele del Friuli ha inviato all’ufficio
IAT di Asiago la lettera-racconto che qui di seguito pubblichiamo, in modo che questa sua narrazione possa venire
letta e apprezzata anche dai nostri lettori.
Asiago è famosa per tre cose:
l’altopiano, Mario Rigoni
Stern e l’orso Dino. Ho imparato ad amare questa ridente località e quando ne
sono lontana mi riprometto di
ritornarci. Solitamente dormo
bene là come fra le braccia
di Morfeo. Ma l’altra notte
ero insonne e non c’era niente che riuscisse a farmi dormire. Così sono uscita ed ho
girovagato per l’altopiano.
Ho lasciato alle spalle il centro scintillante di vetrine e di
luci e mi sono addentrata in
mezzo alle distese immense
di abeti, faggi e betulle. Il silenzio era rotto soltanto dal
fruscio del vento in mezzo
agli alberi e dalla fuga precipitosa di qualche animale dei
boschi. Fiocchi di neve danzavano nell’aria, ma non sentivo freddo. I miei passi lasciavano sul sentiero bianco
orme, che la neve subito cancellava. Cervi, caprioli, galli
cedroni si muovevano come
ombre sullo sfondo: raggiungevano le loro tane senza far
rumore. Mi addentravo sempre più nel bosco, ma non
avevo paura. Non ne provai
nemmeno quando mi vidi davanti improvvisamente Dino,
l’orso sloveno sconfinato
chissà come sull’altopiano.
Una statura di quasi tre metri, pelame marrone, un muso
simpatico. Si dice che gli orsi
siano di indole pacifica, diventano pericolosi solo se
spaventati o feriti e, immagino , aggressivi quando
hanno lo stomaco vuoto, che reclama. Mi
sono fermata a parlare
con lui. Mi ha raccontato com’è dura la sua vita
ed insieme bella, perché
ama scorrazzare in mezzo ai boschi e non gli dispiace affatto vivere in
Italia. Spera soltanto che i giornalisti la smettano
con quelle notizie
catastrofiche su
di lui e prive di fondamento.
Hanno scritto tante volte che
è caduto sotto i tiri dei
forestali e di qualche abitante dell’ altopiano, che ce l’ha
a morte con gli orsi soprattutto se stranieri. “Non è vero
niente” mi dice “vedi che
sono vivo e vegeto”. Da parte mia, amica dichiarata degli animali, mi sono rallegrata con lui. Del resto non facciamo parte anche noi del
regno animale? Poi ci siamo
salutati come vecchi amici ed
ho ripreso il mio cammino.
Un’altra sosta l ‘ho fatta davanti alla casa rosa del cantore dell’altopiano: Mario
Rigoni Stern. Chi non conosce i suoi libri, da “Il sergente nella neve” del 1953 a
“Stagioni” uno degli ultimi
bellissimi scritti edito nel
2006? Mario Rigoni Stern ha
amato la sua terra, dove ha
vissuto fino alla morte. La
porta della sua casa era aperta e lui era lì -o era come se
fosse lì- a testimoniare sulla
sua vita, sui suoi ricordi, sul
suo amore immenso per la
natura, per gli animali e per
il suo Altopiano. Sono rientrata dal mio vagabondaggio nel bosco portandomi
per sempre nel cuore
Asiago, le opere piene di
poesia di Mario Rigoni
Stern ed il simpatico orso
Dino, ormai mezzo italiano,
ucciso proprio dagli Sloveni
il primo giorno di primavera del suo malaugurato ritorno alla
terra d’origine.
Paola
Milillo
8
Sabato 28 maggio 2011
l’Altopiano
26
Hockey Inline
a cura di Giovanni Dalle Fusine
Da sabato 28 maggio a venerdì 10 giugno 2011
Il 27 maggio è il 148° giorno del calendario Gregoriano, mancano 217 giorni alla fine del 2011
Sabato 28 S. Emilio
Domenica 29 S. Massimino
Lunedì 30 S. Ferdinando
Martedì 31 Visitaz. S.V.
Mercoledì 1 Giugno S. Giustino
Giovedì 2 Festa della Repubblica
Venerdì 3 S. Carlo
Sabato 4 S. Quirino
Domenica 5 Ascensione
Lunedì 6 S. Norberto
Martedì 7 S. Gilberto
Mercoledì 8 S. Medardo
Giovedì 9 S. Efrem
Venerdì 10 S. Asterio
Sabato 28 maggio il sole sorge alle 4.40 e tramonta alle 20.00. Venerdì
10 giugno il sole sorge alle 4.30 e tramonta alle 20.10
Proverbi del mese di giugno: -Biondo ondeggia di giugno il grano,
pronto sta il contadino con falce in mano. -Giugno la falce in pugno.
-Giugno ha tesori in pugno: raccolti e promozioni, nozze e delusioni.
-Chi semina in ottobre miete in giugno. –Giugno ciliegie a pugno. Fave e piselli sono la spia della buona annata. -Giugno ventoso,
porta presto il grano sull’aia. -Acqua di giugno rovina il mugnaio. Per San Vittorino, ciliege a quattrino. -Per San Barnaba, l’uva viene e
il fiore va. -Quando piove per San Vito, il raccolto dell’uva va fallito.
-A San Vito il castagno è incardito. -Per San Vito il merlo becca moglie
e marito. -Per San Paolino, c’è il grano e manca il vino.
Aforismi sulla natura: -”L’erbaccia è una pianta di cui non sono
state ancora scoperte le virtù”, Ralph Waldo Emerson. – “E gli
uomini se ne vanno a contemplare le vette delle montagne, i flutti
vasti del mare, le ampie correnti dei fiumi, l’immensità dell’oceano, il corso degli astri, e non pensano a sé stessi”, Sant’Agostino. –
“Se si concede alla natura nulla di più dello stretto indispensabile, la vita dell’uomo vale meno di quella di una bestia”, William
Shakespeare. -”L’arte è natura concentrata”, Honoré de Balzac. –
“Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata”, Albert
Einstein.
Un santo per volta: 9 giugno, Sant’Efrem. Nacque nel 306 a Nisibi,
città della Mesopotamia governata con la forza della armi da Roma.
Dei primi anni della sua vita si conoscono racconti molto diversi tra
loro: certo, invece, il sacramento del battesimo ricevuto verso i 18
anni. Strinse una profonda e spirituale amicizia con il vescovo della
città, Giacomo (santo, 15 luglio), con il quale contribuì a costruire e a
guidare una scuola di teologia. Ordinato diacono prima del 338 dal
vescovo Giacomo (303-338), visse e operò a Nisibi fino alla conquista persiana: Efrem, alternando la vita ascetica all’insegnamento, si
ritirò gli ultimi anni presso Edessa dove morì il 9 giugno dell’anno
373. Etimologia: Efrem = che porta frutto, fertile, dall’ebraico. Stando
al Martirologio Romano: Sant’Efrem, diacono e dottore della Chiesa,
dapprima in patria a Nisibi esercitò il ministero della predicazione e
dell’insegnamento della sacra dottrina, poi, rifugiatosi a Edessa
nell’Osroene con i suoi discepoli dopo l’invasione da parte dei Persiani, pose le fondamenta di una scuola teologica. Esercitò il suo
ministero con la parola e con gli scritti e rifulse a tal punto per austerità di vita e dottrina da meritare per l’eleganza degli inni da lui composti l’appellativo di cetra dello Spirito Santo.
Festa della Repubblica. La Festa della Repubblica italiana viene celebrata il 2 giugno a ricordo della nascita della Repubblica. Il 2 e il 3
giugno 1946 si tenne, infatti, il referendum istituzionale indetto a suffragio
universale con il quale gli italiani venivano chiamati alle urne per esprimersi su quale forma di governo,
monarchia o repubblica, dare al
Paese, in seguito alla caduta del
fascismo. Dopo 85 anni di regno,
con 12.718.641 voti contro 10.718.502 l’Italia diventava repubblica e i monarchi di casa Savoia venivano esiliati. Il 2 giugno dunque celebra la nascita della nazione, in maniera simile al 14
luglio francese (anniversario della Presa della Bastiglia) e al 4 luglio
statunitense (giorno in cui nel 1776 venne firmata la dichiarazione
d’indipendenza). In tutto il mondo le ambasciate italiane tengono un
festeggiamento cui sono invitati i Capi di Stato del Paese ospitante.
Da tutto il mondo arrivano al Presidente della Repubblica italiana gli
auguri degli altri capi di Stato e speciali cerimonie ufficiali si tengono
in Italia. Prima della fondazione della Repubblica, la festa nazionale
italiana era la prima domenica di giugno, anniversario della concessione dello Statuto Albertino. Con la legge 5 marzo 1977, n.54, soprat-
tutto a causa della congiuntura economica sfavorevole, la Festa della
Repubblica fu spostata alla prima domenica di giugno. Solamente nel
2001 su impulso dell’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio
Ciampi, il secondo governo Amato, con la legge n. 336 del 20 novembre 2000, riportò le celebrazioni al 2 giugno che divenne nuovamente
festivo.
Accadde 100 anni fa: il 2 giugno 1911 con Regio decreto venne concessa al Corpo della Guardia di Finanza la Bandiera di Guerra conforme a quella adottata per i reggimenti di fanteria.
La consegna materiale del Vessillo da parte del Re Vittorio Emanuele
III al Comandante Generale del tempo ebbe poi luogo il 7 giugno 1914
a Tor di Quinto, in Roma, nella ricorrenza della Festa dello Statuto, alla
presenza di due battaglioni in armi, di Autorità e di folte rappresentanze. La cerimonia memorabile si svolse secondo le formalità regolamentari. Il Re consegnò la Bandiera al Comandante generale del Corpo, maggiore generale Oreste Zavattari, pronunziando le seguenti
parole: “Alla Regia Guardia di Finanza, che nelle lotte per la indipendenza nazionale e nella recente guerra libica diede tante prove di
patriottismo e di valore, consegno questa Bandiera, con la fiducia
che saprà, in ogni occasione, gelosamente custodirla e mostrarsi
degna dell’altissimo onore che le viene oggi conferito “. Quindi il
cappellano maggiore di Corte, monsignor Beccaria, celebrò il rito della
benedizione religiosa.
La proprietà della frutta da acquistare dal mese di giugno. Frutta e
verdura dovrebbero essere una componente costante nella nostra
alimentazione. Anche la moderna scienza dietetica infatti raccomanda
di inserire regolarmente verdura nei due pasti principali e frutta almeno in tre occasioni giornaliere. Che questi cibi siano le fonti privilegiate di vitamine e minerali è cosa risaputa.
Ma oltre a garantirci un apporto adeguato di questi nutrienti, le numerose specie di vegetali che compaiono sulla nostra tavola possono
aiutarci anche in qualità di veri rimedi terapeutici, ognuno con le sue
peculiarità. Di seguito le proprietà di alcuni frutti di stagione. Albicocca: sui benefici investono l’intero organismo: migliora la forza, la vitalità, la resistenza alle malattie, l’equilibrio nervoso, la visione notturna
e la capacità digestiva. Contenendo rilevanti quantità di acido ossalico,
è sconsigliata a chi presenta problemi renali/calcoli e anche a chi ha
difficoltà a metabolizzare gli zuccheri. L’albicocca é un frutto consigliato a chi segue una dieta ipocalorica. Ciliegia: ricche di flavonoidi,
sono utili contro i radicali liberi. Contiene buone quantità di fibre,
potassio, calcio, fosforo e vitamine A e vitamina C. È un frutto molto
dissetante ed ha un indice di sazietà mediamente buono. È indicata
nella cura di artriti, arteriosclerosi, disturbi renali e gotta. Fragola:
aiuta ad aumentare la riserva alcalina e possiede proprietà dissetanti,
rinfrescanti, diuretica e depurativa. Essendo in grado di stimolare la
produzione di ormoni che rafforzano il sistema immunitario, è indicata
per chi soffre di reumatismi e di ipertensione. Pesche: questo frutto
contiene buone quantità di vitamina A e
C. Ottima ausiliaria
per l’attività dei
reni e dell’intestino, è in
grado di stimolare anche la secrezione dei succhi
gastrici favorendo così di
conseguenza la digestione.
Domenica 29 maggio
ENEGO: MOVE 2 – Via Roma
Giovedì 02 giugno
ASIAGO: AGIP – Via Verdi
LUSIANA: IP – Via Europa
Domenica 05 giugno
ASIAGO: TOTAL – Via Autieri d’Italia
Citazioni Francescane
Il Giornale pubblica le Vostre lettere!
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devono riportare sempre firma e indirizzo e numero di
telefono del mittente. La redazione si riserva anche
eventualmente di ridurre, modificare o non accettare
eventuali testi di cattivo gusto.
ARIETE
Potete permettervi una trasgressione con cui
iniziare un periodo impegnativo e redditizio:
rinunciando agli sprechi è facile ristabilire un
perfetto equilibrio finanziario e organizzativo.
Nell’amore potrete contare su Venere e Nettuno nel vostro segno, che aprono la strada a novità contraddittorie, ma proprio
per questo molto eccitanti.
TORO
Potete mettervi a tavolino e studiare un progetto impegnativo,
con il quale dare il via a un periodo positivo ed equilibrato. I
sentimenti vanno esaminati con coraggio e spirito di iniziativa:
un momento di riflessione e di pacatezza serve anche a farvi
sentire a vostro agio in un rapporto di lavoro che potrebbe
trovare una soluzione soddisfacente.
GEMELLI
La vostra buona fede non deve essere messa in discussione da
nessuno. Se qualcuno sospetta di voi, potete fare piazza pulita
di ogni equivoco, dicendo pane al pane e vino al vino. Specialmente nei sentimenti, non è il caso di fingere una indifferenza
che non provate. Si intende se sentite che il destinatario delle
vostre attenzioni è sensibile ai vostri desideri.
CANCRO
Parlando con chiarezza anche a chi fa fina di non capire, riuscirete ad ottenere di più che non tacendo i vostri segreti desideri.
Urano, Mercurio e Giove in aspetto positivo vi aprono una porta
che finora vi è sembrata inaccessibile. Se l’amore è in cima ai
vostri pensieri, chiarendo le vostre intenzioni potete aspettarvi
la massima sincerità da chi vi sta a cuore.
LEONE
L’imminente ingresso di Nettuno nel vostro segno può essere
favorito da una maggiore disponibilità alle novità più spericolate.
Se siete in coppia non avete che da dedicarvi con accresciuto
affetto al partner. Se invece siete single, potete permettervi di
sollecitare un incontro con qualcuno che….non si sa mai, potrebbe essere la persona giusta.
VERGINE
Siete in grado di affrontare una prova con un progetto preciso,
mettendoci tutta la vostra buona volontà per dimostrare la vostra buona fede e il vostro disinteresse. Non dimenticate che
“chi ben comincia è a metà dell’opera” e proseguite con sicurezza strada iniziata, se ha già dato buoni frutti. In caso negativo
cambiate progetto.
BILANCIA
La vostra attenzione può essere diretta a qualcuno o a qualcosa
che finora avete trascurato e che invece merita di essere valorizzato. Se si tratta di una relazione in crisi, potrete esaminarla alla
luce di una notizia recente, cambiando forse idea non soltanto
per quel che riguarda l’amore, ma anche il lavoro, gli acquisti o i
rapporti di amicizia.
SCORPIONE
Potete cominciare subito a mettere in atto i buoni propositi per
l’immediato futuro. Dimostrando la vostra buona volontà di cambiare quello che è superato, potrete liberarvi di ciò che ormai è
diventato un peso. Negli affetti, se avete qualche dubbio, sospendete ogni iniziativa e attendete la mossa del partner. Evitare
un confronto talora è positivo.
SAGITTARIO
La vostra gentilezza e il vostro intuito vi aprono nuove iniziative
e interessanti prospettive. Sfruttando un’occasione preziosa per
inserirvi in un gioco difficile ma affascinante, riuscirete a ottenere, se non tutto, molto di ciò che desiderate. Potrete così consolidare gli affetti esistenti se siete in coppia o, se siete single,
porre le basi di un progetto impegnativo.
CAPRICORNO
La settimana inizia positivamente, se sapete cogliere al volo un’occasione propizia sia per l’amore che per il lavoro, secondo quello
che giudicate più urgente. Non immischiatevi in affari che non vi
riguardano personalmente e puntate all’essenziale. Muovendovi con leggerezza farete centro. In amore evitate di criticare il
partner.
ACQUARIO
Plutone consiglia di programmare attentamente non soltanto il
lavoro e le eventuali spese, ma soprattutto l’amore. Non sprecate tempo e denaro in attività inutili e costose, se non volete
sbilanciare le finanze, la famiglia e gli affetti più importanti. Se
avete qualche dubbio, non fatevi mancare i consigli di chi merita
la vostra stima.
PESCI
Un divertente scherzetto vi attende, se sapete accettare con
disinvoltura un piccolo sacrificio capace di procurarvi un piacevolissimo riconoscimento. Godete della massima stima da parte
di qualcuno che conta. Muovendovi con buon gusto riuscirete
anche a cogliere l’occasione di fare un affaruccio da non buttare
via, anche se non si tratta di grandi cose.
Dalle ore 8.45 di sabato 28 maggio
alle ore 8.34 di sabato 04 giugno
ASIAGO: Farmacia Chimica Bortoli sas del dr. Vittorino
Ballici Molini- Piazza II° Risorgimento
Dalle ore 8.45 di sabato 04
alle ore 8.45 di sabato 11 giugno
LUSIANA: Farmacia del dr. Mario Balduzzo - Viale
Europa 27
ROANA: Farmacia di Roana sas della dr.ssa Silvia
Passuello – Piazza S. Giustina 23
a cura della fraternità dell’Ordine Francescano Secolare di Roana
“Denigrare è la
passione
dei mediocri.”
Alphonse de
Lamartine
1790-1869
8
Sabato 28 maggio 2011
l’Altopiano
Filippo Povoledo chef al MotoGP
Abbiamo avuto più volte modo di raccontare particolari
esperienze di lavoro di giovani chef diplomatisi all’alberghiero di Asiago. Quella che sta vivendo Filippo Povoledo
di Canove piacerebbe a molti giovani (e non!) appassionati di motori, visto che è stato assunto come chef dal
Speedup Team (per cui corre il pilota spagnolo Espargarò)
in occasione di gare e test del MotoGP. Il che significa
girare il mondo, essere a contatto con tanta gente diversa, conoscere da vicino un ambiente particolare attorno
al quale girano interessi enormi, guadagnare bene. E in
più avere la possibilità di incontrare i propri beniamini del
motociclismo. Le foto pubblicate su Facebook dopo le
prime trasferte lo ritraggono con Marco Simoncelli e
Valentino Rossi, scatti che
qualsiasi
amante delle
moto aspirerebbe avere.
“Avevo già fatto delle esperienze nel mondiale rally –
racconta Filippo – e speravo
proprio di poter fare altrettanto con le
moto, per questo mi sono
dato da fare,
inviando
curriculum e
proponendomi.
Quando sono stato contattato da un
catering che si occupa di preparare
i pasti in occasione delle gare per
le squadre e i loro
ospiti, non ci ho
pensato due volte
e ho preso l’occasione al volo, anche se si trattava
di essere pronti a
partire nel giro di
due giorni”. Filippo è già stato a Jerez (Spagna) a Estoril
(Portogallo), Le Man (Francia) ed ora si appresta a tornare in Spagna, e poi Inghilterra, Olanda, e via di seguito,
con numerose trasferte in programma in un periodo, come
quello di giugno – luglio, in cui il calendario delle gare è
molto fitto. “I ritmi a volte sono molto veloci – dice – ma
è un lavoro che mi soddisfa e mi piace, a contatto diretto
con un mondo entusiasmante. L’Hospitality delle squadre
viene montato e smontato continuamente su enormi camion, dove la cucina e la sala da pranzo nulla hanno da
invidiare a quelle dei ristoranti. Si cucina per i piloti e per
tutti i componenti della squadra, oltre che per gli ospiti, in
media un centinaio di persone. Ma si ha anche il tempo
per seguire le gare da punti privilegiati, oltre che di visitare importanti città nei pressi dei circuiti”. Una curiosità:
cosa si cucina in questi ristoranti così particolari?
“Per dirigenti, meccanici, ospiti, qualsiasi cosa, purché
veloce da preparare e non troppo elaborata. I piloti invece mangiano solo pasta, in bianco o al pomodoro, e petto
di pollo o altra carne ai ferri”.
Silvana Bortoli
Settino a coppie
L’8° Trofeo Cassa Rurale Roana
vinto da Albino Segafredo e Diego Piotto
Vincente la scelta di mettere in palio, come si faceva un tempo,
premi in natura: un maiale, un tacchino gigante, polli e galletti
Si è svolto nei giorni
13 e 14 maggio al
Bar alla Pesa di
Gallio, per l’8° anno
consecutivo, il “Trofeo Cassa Rurale ed
Artigiana di Roana”,
gara di settino a coppie, che ha visto la
partecipazione di 32
coppie di giocatori di
Asiago, Lusiana,
Foza e Gallio. Il successo del torneo, che
ha visto una così folta partecipazione, è
stato determinato fra
l’altro dal tipo di premi in palio: rifacendosi a “sti anni”, si
sono scelti premi in natura!
Ai primi classificati è andato infatti un maiale (di circa 150kg. al vivo),
ai secondi un tacchino gigante, ai
terzi due polli e ai
quarti due galletti.
Come
sempre
l’organizzazione, a
cura dei gestori
del Bar alla Pesa
Mariuccia
e
Klaus, è stata ottima e tutto si è
svolto nel migliore
dei modi. Dopo
qualificazioni mol-
to combattute, si è giunti
alle finali del sabato sera,
che hanno visto aggiudicar-
si il trofeo la bella
coppia formata da
Albino Segafredo
e Diego Piotto di
Gallio. Al secondo
posto
Sergio
Pesavento e Vittorio Benetti di
Asiago, terzi i
galliesi Domenico
Rossi e Ornella
Rossi, prima ed
unica donna in
gara. Al quarto posto, infine, Eddi
Pernecchele e
Giorgio Zenoni di
Lusiana. Tutti
soddisfatti i partecipanti che si sono
dati l’arrivederci al prossimo anno!
S.B.
Nozze
d’oro per
Nico e
Linda
Lo scorso 14 maggio Nico
e Linda Pesavento hanno
festeggiato il 50° anniversario di matrimonio. A rinnovare loro gli auguri per il bel
traguardo raggiunto sono i
figli Johnny, Roberto, Lisa,
Fabio e Stefania uniti alle
famiglie., con un grosso bacio in particolare da tutti i nipoti. Agli auguri si uniscono
tutti i famigliari e gli amici.
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l’Altopiano
Sabato 14 maggio 2011
L’Altopiano srl - Società unipersonale
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Redazione: Via Iacopo Scajaro, 23 - 36012 Asiago (Vi)
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In redazione: Stefano Angonese, Giovanni Dalle Fusine
Cesare Pivotto, Giulia Panozzo, Beppa Rigoni Scit,
Gerardo Rigoni, Martina Rossi,
Stefania Simi, Egidio Zampese
Hanno collaborato:
don Marco Pozza, Virginia Gianello,
Aurora Carli, Ilario De Guio, Ilaria Panozzo,
Pierangelo Noscardi, Renato Angonese,
Christian Comelato, Andrea Benetti, Riccardo Mosele,
Andrea Manzardo, Fabio Pernechele,
Alessandro Siviero, Anna Dalle Nogare,
Morena Turetta
Responsabile grafico ed impaginazione: Fabrizio Favaro
Impaginazione giornale: Davide Degiampietro
Foto: Manuela Rossi, Roberto Costa Ebech,
Matteo Caldieraro, Archivio Giornale
Stampa: Centro Stampa delle Venezie
Via Austria, 19/b - 35217 Padova
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Sabato 28 maggio 2011
l’Altopiano
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Alcool, droga e… gioco d`azzardo: le dipendenze dei giovani