Centro Culturale Don Ettore Passamonti Biassono Cenacolo dei Poeti e Artisti di Monza e Brianza PREMIO ANNUALE DI POESIA IN DIALETTO LOMBARDO IL SOLCO RACCOLTA DELLE POESIE VINCITRICI DELLA 19^ EDIZIONE 25 GENNAIO 2009 con il patrocinio di Assessorato alla Cultura Comune di Biassono Parco Regionale Valle del Lambro con il contributo di Banca di Credito Cooperativo di Triuggio e della Valle del Lambro “UN POPOLO CHE NON HA MEMORIA NON HA STORIA” Peppino e Gipo “Lo stesso uso del dialetto, che in poesia è strumento elegante di espressione al pari della lingua, è veicolo agevole di comprensione nel racconto poetico dei sentimenti, delle consuetudini, delle riflessioni sulla trascorsa quotidianità e delle emozioni sulle vicende dei giorni nostri. Il tutto in una garbata sintesi di memoria e di stimolo culturale che è ancora oggi un patrimonio insolito al quale attingere per momenti di serenità.” (Giuseppe Villa) “La lingua parla, la poesia dialettale canta e racchiude in sè la vera essenza delle più genuine tradizioni popolari e la saggezza più pura e semplice, garantendo la conservazione di un patrimonio da riscoprire, studiare ed evidenziare attraverso, l’alta espressione della poesia.” (Giuseppe Pozzi) Le due frasi sopra riportate sono di due grandi amici del concorso Il Solco: la prima è dell’ex sindaco di Biassono Giuseppe Villa e la seconda di Giuseppe Pozzi (Gipo), promotore insieme al centro culturale del concorso. Abbiamo voluto utilizzare questi “stralci di memoria” per introdurre la prefazione del libretto di quest’anno non solo per onorare la memoria dei nostri amici ma per trarre lo spunto e l’occasione di sottolineare alcune ragioni per le quali la poesia, in questo caso quella dialettale, ci è cara. La poesia come aiuto per riflettere su quanto accade intorno a noi, sulla realtà che ci circonda, sui fatti e gli avvenimenti belli o difficili da comprendere. La poesia perché ci fa guardare le cose di tutti i giorni con un occhio diverso. La poesia come memoria e stimolo culturale, come patrimonio da cui attingere e che racchiude l’essenza delle tradizioni popolari e della saggezza semplice del popolo. La poesia come patrimonio da riscoprire e studiare, per imparare dai maestri, per educarsi ad un giudizio ed avvicinarsi alla verità della realtà ed al suo significato… … la poesia come occasione di amicizia, che in tutti questi anni è fiorita tra chi si è prodigato in questa avventura. Centro Culturale Don Ettore Passamonti In cammino, sulla strada della memoria La poesia dialettale ha il dono di farci sentire ed assaporare immagini e ricordi nell’immediato scorrere dei suoi versi. Il poeta diviene subito un personaggio familiare: la sua storia entra in noi, ci conquista, penetra nella nostra anima e allora sentiamo come un impulso irrefrenabile il desiderio di tornare a leggere i suoi versi. Il Premio di Poesia dialettale lombardo “Il Solco”, giunto ormai alla sua diciannovesima edizione, ha il pregio di stimolarci nella ricerca delle storie, degli aneddoti che oltre le peculiarità del lessico dialettale, ci comunicano l’emozione della vita vissuta a contatto con una realtà che riesce sempre a sorprenderci. Un esempio in tal senso ce l’offre la poesia vincitrice di quest’edizione “Mèssa granda” di Francesco Gottardi di Erba (Como) in cui l’autore vive un momento drammatico e nonostante ciò riesce, con la poesia dialettale, a renderlo unico, emozionante! Nelle poesie che hanno partecipato a questa edizione, si possono trovare altri esempi di questa forma poetica che individua nella psicologia degli autori il bisogno d’interrogarsi sui valori fondamentali dell’esistenza. La forma poetica risponde però a determinati quesiti che vanno rispettati: pensiero ed espressione devono coincidere. Non mi stancherò mai di proporre a tutti di leggere ed approfondire gli altri autori perché, personalmente, trovo che la lettura dei poeti ci pone in uno stato di grazia che ci aiuta a meditare e a ridimensionare noi stessi. Il valore del quotidiano vivere ci viene incontro nella poesia “A la fì de l’agòst” di Marino Ranghetti di Bergamo giunta seconda, ma anche Graziella Molinari con la sua “Donn” ci racconta uno spaccato di vita dove sogni e desideri si alternano ai rimpianti. La natura viene cantata dai poeti e sebbene ci accompagna da sempre, loro riescono a trovare l’immagine nuova che sa stupire e colmare il cuore di gioia. In poesia, tutto è vivo e ci appartiene. Quindi, è opera meritoria di questo Premio di Poesia dialettale che ci accompagna ancora una volta a percorrere la strada della memoria, che ci fa assaporare antichi e nuovi vocaboli a testimonianza delle nostre radici. Maria Organtini IL SOLCO Si ringraziano Banca di Credito Cooperativo di Triuggio Parco Regionale della Valle del Lambro Rovagnati S.p.A. Regione Lombardia Provincie di Monza e Brianza, Como, Varese e Bergamo Comuni di Milano, Como e Bergamo Tutti gli amici che hanno contribuito alla buona riuscita del concorso IL SOLCO Denominazione CONCORSO per POESIE in DIALETTO LOMBARDO Presidente giuria Maria Organtini Giuria Giuseppe Beretta Mario Biscaldi Paola Cazzola Alfredo Colombo Antonia Colombo Giuseppe Consonni Roberto Marelli Giulio Redaelli Elvio Saini Organizzazione Centro Culturale Don Ettore Passamonti Biassono Coordinamento e progetto grafico Marino Tremolada Segreteria Marilena Monguzzi Info Per informazioni rivolgersi alla sede del Centro Culturale Don Ettore Passamonti Piazza San Francesco n. 13 20046 Biassono (MI) tel/fax 039/2754007 [email protected] E’ possibile richiedere presso il centro culturale le precedenti raccolte di poesie premiate Nota Nella stesura dei testi delle poesie è stata mantenuta la versione consegnata dagli autori Testi e traduzioni delle poesie premiate 1° PREMIO Francesco Maria GOTTARDI di Erba (CO) MÈSSA GRANDA Settada sö ‘n basèll dananz da lee la piazza da dree di spall la gesa la man slungada in cerca da muneda Sö i banch da scöla l’incantava l’ura. In la sua vus cipé da rusignöö. Quan’ la cantava s’inundava l’aria. In di sò öcc ul ciel. In di sò pass la danza e inturnu a lee prufömm da magg carèzz da sû sö la sua trèzza biunda. Slunghi ‘na man sa vardum e in un’uggiada dessedum sessant’ann da tribüleri… Vusa ‘l silenzi ma in di sò öcc ‘na lacrima la parla. Dentar da mè sa pizza ‘na dumanda… Suna i campann ciaman a mèssa granda. “I versi chiari e ben armonizzati mettono a fuoco una situazione di dramma femminile dove “...una lacrima parla...” e fa rivivere ricordi e immagini che appartengono al passato. Il suono delle campane aiuta a considerare il valore della fede.” 2° PREMIO Marino RANGHETTI di Colzate (BG) A LA FI’ DE L’AGÒST Sö la còsta del dòss a la fi de l’agóst la giornada l’è piéna de culùr e de lüs e mé stó bèl pacìfech che denàcc al vidùr ‘do me ‘nturce pò töt in d’ü ciàr isberlènt tra sturnèi e piumbì ch’i fa fèsta tra i ram e i regala ‘l concèrt di sò nòte piö dólse, compagnàcc finamai de la banda di grì. E po’ quando a belase l’ómbra frèsca di plàtegn töta ‘n vèrs a matina la se slónga piö tant e la placa la sit del trefòi e di fiùr, mé me fèrme amò ché sö la còsta del dòss a ‘mpienìm di culùr del tramónt de la dé, quase come tecàt al madèr de la ìt, gna se föss chèla grata a la fì de l’agost… “La natura e la bellezza del creato stimolano l’autore che si lascia andare con serena poesia, quasi un ringraziamento corale a cio’ che l’avvolge e gli fa dono di un tramonto racchiuso in un “... grappolo alla fine di agosto.” 3° PREMIO Giovanni Gigi PASTA di Bagnatica (BG) CÓME Ü BÓF DE VÈNT! Ó robàt i tò làcrime de giòia per bagnà ‘l mé cör. Ó robàt la lüs di tò öcc per fa crèss dét de mé ol fiùr piö bèl. Ó robàt al cél öna stèla cóme té per turnà a gód emossiù ògne nòcc. Ó robàt al rümùr di tò pass, i tò grignade, i tò ànsie, i tò speranse. Ò robàt al tép ai tò dé e ai tò nòcc. Ò robàt del tò cör la mé felicità. Se per combinassiù te scapèsset vià, l’só mia cóme pödirèss troàt sènsa respirà al tò saùr, sènsa la magéa de la tò pèl, sènsa chèl pìcol incànt che té te sé... in ògne laùr. L’só mia… cósa l’söcederà. Ma l’ sarà assé ön àtem per passà amò ‘n del tò cör… cóme ü bóf de vènt! “L’autore descrive come immagina d’aver rubato all’amore della sua vita diversi momenti per la propria felicita’ e cosa diventerebbe senza di lei, ma e’ certo che bastera’ un attimo, come un soffio di vento, per ritrovarla.” MÈSSA GRANDA (dialetto dell’Alta Brianza) Seduta su un gradino/ davanti a lei la piazza/ alle sue spalle la chiesa/ la mano allungata/ mendicando una moneta.// Sui banchi di scuola/ incantava l’ora di lezione./ Nella sua voce/ il cinguettare di un usignolo./ Quando cantava/ inondava l’aria./ Nei suoi occhi/ il cielo./ Nei suoi passi/ la danza/ e intorno a lei/ profumo di maggio/ carezze di sole/ sulla sua treccia bionda.// Allungo una mano/ i nostri occhi si allacciano/ e in un’occhiata/ svegliamo sessant’anni/di tribolazioni…/ Urla il silenzio/ ma nei suoi occhi/ una lacrima parla./ Dentro me/ s’accende una domanda…// Suonano le campane / chiamano a mèssa granda. ALLA FINE DI AGOSTO (dialetto bergamasco) Sul versante del colle/ alla fine d’agosto/ la giornata è ricolma/ di colori e di luce/ ed io sto bel tranquillo/ qui davanti alla vigna/ dove tutto m’avvolgo/ dentro un chiaro abbagliante/ tra stornelli e piombini/ che fan festa tra i rami/ regalando un concerto/ dalle note più dolci,/ sostenuti ad oltranza/ dalla schiera dei grilli.// E anche quando pian piano/ l’ombra fresca dei platani/ tutta verso ad oriente/ si distende più tanto/ mitigando la sete/ del trifoglio e dei fiori,/ io mi fermo ancor qui/ sul versante del colle/ a gustare i colori/ del tramonto del giorno,/ quasi come attaccato/ ad un tralcio di vite,/ manco fossi quel grappolo/ alla fine d’agosto… COME UN SOFFIO DI VENTO! (dialetto bergamasco) Ho rubato/ le tue lacrime di gioia/ per bagnare il mio cuore./ Ho rubato la luce dei tuoi occhi/ per far crescere/ dentro di me il fiore più bello.// Ho rubato al cielo/ una stella come te/ per tornare a godere emozioni ogni notte./ Ho rubato il rumore/ dei tuoi passi, i tuoi sorrisi,/ le tue ansie, le tue speranze.// Ho rubato il tempo/ ai tuoi giorni e/ alle tue notti./ Ho rubato/ dal tuo cuore/ la mia felicità.// Se per combinazione scappassi via,/ non so come potrei ritrovarti/ senza respirare il tuo sapore,/ senza la magia della tua pelle,/ senza quel piccolo incanto/ che sei…in ogni cosa.// Non so … cosa accadrà./ Ma basterà/ un attimo/ per passare ancora nel tuo cuore…/ come un soffio di vento! PREMIO SPECIALE a.m. GIUSEPPE POZZI (GIPO) Enrico SALA di Albiate (MI) IN UN CANTÒN DEL MÈ COEUR In un cantòn del mè coeur gh’è ‘n sentee, un fünerâl de foeuj che ‘l me sprega a un casìnòtt bandunaa, un scorr de vüs e rümûr luntàn che tremen, ogni tânt, a l’umbra del silenzi. In un cantòn del mè coeur gh’è ‘n camp, ‘na zapa, ‘na vanga, ‘na ranza a pregà gótt de südûr che sgrànen rusari soeu la crusta del pan cumpraa ai lòtt. In un cantòn del mè coeur gh’è ‘n praa, un muron dal temp sbiutaa che ‘l cunsèrva, tra i so radîs, un tesòr metuu là dai noster vècc. Antich valûr: “scapigliaa” che se volten indree a la mudernità del dé d’incoeu. “Sul sentiero del cuore la memoria rivive la fatica del vivere; un tesoro nascosto dai nostri padri che si ribella al modo di pensare e di agire dei nostri giorni. Una riflessione sul passato, una certezza per il futuro”. PREMIO SPECIALE “IL CENACOLO” Graziella MOLINARI di Montorfano (CO) DONN L’òmm luntan a laurà, che la tera l’è avara, metüü in cumpra ogni volta che lüü ‘l turna a cà. Veduuv bianch, senza oman de piang. Deparluur a guernà bagaj, vecc, tera, cà. Lassaa senza carezz in la stagiùn fughenta di passiùn. Ul témp de l’amuur passaa in d’un lett tropp grand, a suspirà denanz a’n quei ritratt e ‘na cadrega vöia. “Lo scorrere quotidiano della donna che vive sola quel percorso che e’ demandato alle sue forze: il governo della casa, la cura dei bimbi e degli anziani. Il tutto fatto con dedizione, consapevole che le attenzioni verso di lei sono purtroppo solo un sogno. Grande e’ il letto... solo qualche foto ed una sedia purtroppo vuota, sono la sua desolante compagnia che la poetessa riesce ad esprimere con sensibilita’ e precisione.” PREMIO SPECIALE a.m.“LUIGIA PIROTTA” Carlo ALBERTARIO di MILANO SILENZI Proeuvi in quèsta nòtt con la stellada a brascià sù cont i oeucc el firmament. Tutt l’è silenzi. Intorna se moeuv nient cont i praa che se bagnen de rosada. Fil d’èrba crèssen con la serenada vesin a i fior e m’en incòrgi nanca. Intant la passa ‘na nivola bianca denanz a la luna illuminada. Vorarissi coi oeucc sbusà ‘l firmament per vedè se gh’è anmò oltra, de là, per cercà Lù, Quèll che l’univèrs l’ha faa. In del silenzi intorna se moeuv nient. Son pròppi soll in mèzz a la natura. El silenzi ‘l me fa leg denter de mì e voeuri comprend chi son e se foo chì. Son de l’infinii ona creatura? El silenzi ‘l me pòrta a rimirà con l’anima tusscòss che me circonda e l’emozion adèss a l’è profonda. Son ‘dree scoltà la vos de l’eternità? “La note stellata, descritta con passion e musicalita’, suscita nell’autore sentimenti che lo portano a riflettere sul senso della vita” IN UN ANGOLO DEL MIO CUORE (dialetto della Brianza Valle Lambro) In un angolo del mio cuore/ c’è un sentiero,/ un funerale di foglie/ che mi trascina/ ad un casolare abbandonato,/ fluire di voci e rumori lontani/ che tremano, qualche volta,/ all’ombra del silenzio.// In un angolo del mio cuore/ c’è un campo,/ una zappa, una vanga, una falce/ a pregare gocce di sudore/ che sgranano rosari/ sulla crosta del pane/ comprato alle zolle.// In un angolo del mio cuore/ c’è un prato,/ un gelso denudato dal tempo/ che conserva, tra le sue radici,/ un tesoro messo là dai nostri vecchi./ Antichi valori:/ “scapigliati” che si ribellano/ alla modernità del nostro tempo. DONNE (dialetto comasco) L’uomo lontano a lavorare,/ chè la terra è avara,/ messa incinta/ ad ogni suo ritorno a casa.// Vedove bianche,/ senza uomini da piangere./ Sole a governare/ bambini, vecchi, terra, casa.// Lasciate senza carezze nella stagione/ ardente delle passioni./ Il tempo dell’amore/ passato in un letto troppo grande,/ a sospirare davanti a qualche foto/ e ad una sedia vuota. SILENZIO (dialetto milanese) Provo in questa notte stellata/ ad abbracciare con gli occhi il firmamento./ Tutto è silenzio. Intorno nulla si muove/ con i prati che si bagnano di rugiada.// Fili d’erba crescono con la serenata/ vicino ai fiori e neanche me ne accorgo./ Intanto passa una nuvola bianca/ davanti alla luna illuminata.// Vorrei con gli occhi bucare il firmamento/ per vedere che cosa c’è ancora oltre, al di là,/ per cercare Lui, Colui che l’universo ha fatto./ Nel silenzio attorno non si muove niente.// Sono proprio solo in mezzo alla natura./ Il silenzio mi fa leggere dentro di me/ e voglio comprendere chi sono e cosa faccio qui./ Sono dell’infinito una creatura?// Il silenzio mi porta a rimirare/ con l’anima tutte le cose che mi circondano/ e l’emozione adesso è profonda./ Sto ascoltando la voce dell’eternità? CENTRO CULTURALE DON ETTORE PASSAMONTI DI BIASSONO Il Centro Culturale Don Ettore Passamonti fondato nel 1975 (con il nome di Don Minzoni) è un’opera di Cultura, Educazione e Solidarietà. Esso si propone come luogo di incontro e di dialogo con tutti, senza schemi né pregiudizi; compagnia di persone pronte a rispondere alla provocazione della realtà sulla strada del comune destino; presenza di laici e cristiani che accettano l'invito e il rischio di testimoniare la fede affrontando le circostanze e i bisogni dell'uomo. Tra le iniziative del Centro Culturale si segnalano: § Il Rischio Educativo: l’emergenza educazione, un compito per tutti § Europa Quo Vadis: momenti di riflessione (corsi, visite, pellegrinaggi,…) sull’Europa e le sue radici cristiane § “Ritratti di Santi” (affronto delle figure dei santi con dibattiti, film, gite) § “Spazio Musica”, “Cose dell’Altro Mozart” (ascolto guidato alla musica, concerti dal vivo) § “Luoghi d'Autore” (visita ai luoghi dei grandi autori) § “Sui sentieri della memoria: luoghi sacri e significativi dei nostri monti”, “Sulle vie degli antichi pellegrini” (escursioni in montagna) § “La via Francigena” (visite guidate a città d’arte) § Incontri con personalità su temi di attualità § Incontri sui documenti del magistero della Chiesa § Organizzazione del concorso Il Solco § Visite guidate a mostre d'arte, realizzazione – proposta - guide a mostre realizzate dai soci o da altri enti § Partecipazione a spettacoli lirici all’Arena di Verona § Aiuto alla compilazione della dichiarazione dei redditi § Corsi pratici di informatica § Pellegrinaggi nei luoghi significativi della fede cristiana (Gerusalemme, Santiago de Compostela, Roma, …) § Promotore di convegni, tra cui: “Biassono Paese Citta’ quale sviluppo” (1980); “Biassono 2001 Quo Vadis? – Famiglia, scuola, lavoro, tempo libero … nel paese, all’inizio del terzo millennio.” (2001) § Open day: giornata di inizio anno sociale Collabora con l’Associazione Stand By Me (aiuto e compagnia allo studio), AVSI (Associazione Volontari per il Servizio Internazionale, riconosciuta dall’ONU), Banco Alimentare (raccolta alimenti per la distribuzione ad enti caritativi), Banco di Solidarietà (aiuti alle famiglie bisognose), Centri di Solidarietà (sportello domanda-offerta di lavoro), e diverse associazioni presenti sul territorio Brianzolo. E’ iscritto all’Associazione Italiana Centri Culturali (AIC) e partecipa attivamente al coordinamento dei Centri Culturali di Brianza. Presidente Vice presidente Segretario Marino Tremolada Luigi Porta Luciano Sangiorgio IL CENACOLO DEI POETI E ARTISTI DI MONZA E BRIANZA Nato nel 1981 all’interno dell’Università Popolare Monzese, come Cenacolo dei Poeti di Monza e Brianza; acquisisce la sua autonomia giuridica il 14 ottobre 1983 con la definitiva denominazione “Cenacolo dei Poeti e Artisti di Monza e Brianza”, la sede provvisoria è nell’abitazione della presidente Maria Organtini (poetessa, collaboratrice giornalistica, editoriale e radiofonica), in via Tolomeo, 10 – Monza, tel/fax 039 2020175. Sito: www.cenacolopambmonza.it; e-mail: [email protected] Possono aderire all’associazione Poeti, Scrittori in genere, Pittori, Scultori, Fotografi e tutti coloro il cui fine sia: rinnovare se stessi e quanti sono ad essi vicini nello spirito del vero e del bello, senza prevaricazione alcuna e che verseranno, all’atto dell’ammissione, la quota di Associazione che sarà determinata dal Consiglio (art. 4 dello Statuto). Da sempre, le Manifestazioni pubbliche si effettuano periodicamente a Monza da ottobre a giugno in Sala Comunale S. Maddalena al numero 7 dell’omonima via, con ingresso libero. L’attività del Cenacolo si esplica attraverso incontri su poesia, arte, fotografia,musica, teatro e recitazione rivolti ad un pubblico che comprende il bacino della Brianza con ospiti che giungono da diverse parti d’Italia e dell’estero. Tra questi ricordiamo: Enzo Catania (giornalista, scrittore, già direttore del quotidiano “Il Giorno” di Milano); Guglielmo Zucconi (scrittore, giornalista); Giancarlo Nava (già redattore de “Il Cittadino”); il dott. Cesare Cavalleri (dir. Della rivista “Studi Cattolici”); Daniele Giancane (dir. De “La Vallisa” di Bari); Padre Guido Sommavilla S.J. (germanista e saggista); Madame Lucie Samsoen (fu editrice); la dott.ssa Janne Rossi Lecerf (fondatrice dell’Accademia di Grafologia di Roma); il prof. Pier Franco Bertazzini (critico d’arte); tra i musicisti: il M° Alfredo Speranza (pianista di fama internazionale); il M° Angelo Bellisario (compositore, direttore e critico musicale); il concertista M° Matteo Napoli (fondatore dell’Accademia Internazionale di Musica “Mozarteum” di Salerno); il M° Dino Siani (pianista direttore d’orchestra); attori, cantanti, sportivi e molti altri. Il Cenacolo è dal 1999 ideatore e promotore del Premio Internazionale di Poesia “Città di Monza” giunto alla sua undicesima edizione; il concorso è istituito con la collaborazione de “Il Club degli Autori” di Melegnano e con il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Monza; è presieduto ad onorem dallo scrittore e saggista Vincenzo Consolo (premio Strega). In campo artistico promuove nel mese di giugno, in collaborazione con l’USSM (Unione Società Sportive Monzesi) la Mostra all’Autodromo Nazionale di Monza sul tema di “Sport, Natura e Brianza”, giunta alla sua 11ª edizione ottenendo un notevole successo. Durante l’anno sociale ci sono incontri mensili per la presentazione di poeti, pittori, musicisti e fotografi. Conferenze e dibattiti oltre che Mostre opportunamente evidenziate sul Notiziario inviato a tutti i Soci e gli enti culturali. Oltre alla presidente Maria Organtini il Cenacolo è condotto dal Consiglio attualmente formato da Mario Biscaldi, Margherita Dapri Colombo, Sandro Citterio prof.ssa Francesca Milazzo (settore arte e poesia); Maria Grazia Crespi (settore musica); Roberto Piva, Giuseppe Gittini (sezione giovani e foto); Giuseppe Forgia (tesoriere); Milena Scaccabarozzi (segretaria del Cenacolo); Riccardo Corio (presidente probiviri) arch. Angelo Cellura, Gianna Gatti poetessa. Ognuno di noi traccia quel solco in cui nasconde i sogni, le sue speranze ma, anche i timori e gli affanni propri del genere umano. Forse quel tenero virgulto che farà capolino fra le zolle, avrà il potere di creare momenti di serenità e fratellanza per tutto il genere umano. E’ il mio augurio. Mario Biscaldi 2009 I disegni di questo libretto sono opera dell’artista Mario Biscaldi di Lissone Albo d’oro 1990 “Trè paroll nel goss” di Negrotti Mario, Garbagnate M.se (MI) 1991 “Sinfonia per on mond noeuv” di Renato Beretta, Cassago (CO) 1992 “A l'só!...” di Lucia Rottigni Tamanza, Bergamo 1993 “Concert Stonaa” di Pino Mazzola, Milano 1994 “Ve zó fòie” di Luciano Pisati, Quintano (CR) 1995 “La surtida” di Lucia Rottigni Tamanza, Bergamo 1996 “Agonia” di Antonio Dossena, Besozzo (VA) 1997 “Frazion de segond” di Mirella Zagni Sarto, Milano 1998 “Na sira sül laagh” di Renato Monetti, Malnate (VA) 1999 “Ciclo continuo” di Maddalena Negri, Casalpusterlengo (LO) 2000 “Ave” di Silverio Signorelli, Bergamo 2002 “Meditassiù” di Amleto Facheris, Bergamo 2003 “Vos” di Matteo Beretta, Biassono (MI) 2004 “Tra i s•lch de la mé tèra posterò …” di Silverio Signorelli, Bergamo 2005 “De sera” di Carlo Albertario, Milano 2006 “L’ó sircàt depertöt” di Marino Ranghetti, Colzate (BG) 2007 “Prise de lüna” di Carmen Fumagalli, Pedrengo (BG) 2008 “Pö a stanòt ‘l vét” di Anna Maria Marscegaglia, Edolo (BS) Centro Culturale Don Ettore Passamonti Piazza San Francesco, 13 20046 Biassono (MI) Tel/fax 039 2754007 eMail: [email protected] web: www.ccdepassamonti.it