Centro Culturale
Don Ettore Passamonti
Biassono
Cenacolo
dei Poeti e Artisti
di Monza e Brianza
PREMIO ANNUALE DI POESIA IN DIALETTO LOMBARDO
IL SOLCO
RACCOLTA DELLE POESIE VINCITRICI
DELLA 19^ EDIZIONE
25 GENNAIO 2009
con il patrocinio di
Assessorato alla Cultura
Comune di Biassono
Parco Regionale
Valle del Lambro
con il contributo di
Banca di Credito Cooperativo
di Triuggio e della Valle del Lambro
“UN POPOLO CHE NON HA MEMORIA
NON HA STORIA”
Peppino e
Gipo
“Lo stesso uso del dialetto, che in poesia è
strumento elegante di espressione al pari della lingua,
è veicolo agevole di comprensione nel racconto
poetico dei sentimenti, delle consuetudini, delle
riflessioni sulla trascorsa quotidianità e delle emozioni
sulle vicende dei giorni nostri. Il tutto in una garbata
sintesi di memoria e di stimolo culturale che è ancora
oggi un patrimonio insolito al quale attingere per
momenti di serenità.” (Giuseppe Villa)
“La lingua parla, la poesia dialettale canta e
racchiude in sè la vera essenza delle più genuine
tradizioni popolari e la saggezza più pura e semplice,
garantendo la conservazione di un patrimonio da
riscoprire, studiare ed evidenziare attraverso, l’alta
espressione della poesia.” (Giuseppe Pozzi)
Le due frasi sopra riportate sono di due grandi
amici del concorso Il Solco: la prima è dell’ex sindaco
di Biassono Giuseppe Villa e la seconda di Giuseppe
Pozzi (Gipo), promotore insieme al centro culturale del
concorso. Abbiamo voluto utilizzare questi “stralci di
memoria” per introdurre la prefazione del libretto di
quest’anno non solo per onorare la memoria dei nostri
amici ma per trarre lo spunto e l’occasione di
sottolineare alcune ragioni per le quali la poesia, in
questo caso quella dialettale, ci è cara.
La poesia come aiuto per riflettere su quanto
accade intorno a noi, sulla realtà che ci circonda, sui
fatti e gli avvenimenti belli o difficili da comprendere.
La poesia perché ci fa guardare le cose di tutti i giorni
con un occhio diverso. La poesia come memoria e
stimolo culturale, come patrimonio da cui attingere e
che racchiude l’essenza delle tradizioni popolari e
della saggezza semplice del popolo. La poesia come
patrimonio da riscoprire e studiare, per imparare dai
maestri, per educarsi ad un giudizio ed avvicinarsi alla
verità della realtà ed al suo significato…
… la poesia come occasione di amicizia, che in
tutti questi anni è fiorita tra chi si è prodigato in questa
avventura.
Centro Culturale
Don Ettore Passamonti
In cammino,
sulla strada
della memoria
La poesia dialettale ha il dono di farci sentire ed
assaporare immagini e ricordi nell’immediato scorrere
dei suoi versi. Il poeta diviene subito un personaggio
familiare: la sua storia entra in noi, ci conquista,
penetra nella nostra anima e allora sentiamo come un
impulso irrefrenabile il desiderio di tornare a leggere i
suoi versi. Il Premio di Poesia dialettale lombardo “Il
Solco”, giunto ormai alla sua diciannovesima edizione,
ha il pregio di stimolarci nella ricerca delle storie,
degli aneddoti che oltre le peculiarità del lessico
dialettale, ci comunicano l’emozione della vita vissuta
a contatto con una realtà che riesce sempre a
sorprenderci.
Un esempio in tal senso ce l’offre la poesia
vincitrice di quest’edizione “Mèssa granda” di
Francesco Gottardi di Erba (Como) in cui l’autore vive
un momento drammatico e nonostante ciò riesce, con
la poesia dialettale, a renderlo unico, emozionante!
Nelle poesie che hanno partecipato a questa edizione,
si possono trovare altri esempi di questa forma poetica
che individua nella psicologia degli autori il bisogno
d’interrogarsi sui valori fondamentali dell’esistenza.
La forma poetica risponde però a determinati quesiti
che vanno rispettati: pensiero ed espressione devono
coincidere. Non mi stancherò mai di proporre a tutti di
leggere ed approfondire gli altri autori perché,
personalmente, trovo che la lettura dei poeti ci pone in
uno stato di grazia che ci aiuta a meditare e a
ridimensionare noi stessi. Il valore del quotidiano
vivere ci viene incontro nella poesia “A la fì de
l’agòst” di Marino Ranghetti di Bergamo giunta
seconda, ma anche Graziella Molinari con la sua
“Donn” ci racconta uno spaccato di vita dove sogni e
desideri si alternano ai rimpianti.
La natura viene cantata dai poeti e sebbene ci
accompagna da sempre, loro riescono a trovare
l’immagine nuova che sa stupire e colmare il cuore di
gioia. In poesia, tutto è vivo e ci appartiene.
Quindi, è opera meritoria di questo Premio di Poesia
dialettale che ci accompagna ancora una volta a
percorrere la strada della memoria, che ci fa assaporare
antichi e nuovi vocaboli a testimonianza delle nostre
radici.
Maria Organtini
IL SOLCO
Si ringraziano
Banca di Credito Cooperativo di Triuggio
Parco Regionale della Valle del Lambro
Rovagnati S.p.A.
Regione Lombardia
Provincie di Monza e Brianza, Como, Varese e
Bergamo
Comuni di Milano, Como e Bergamo
Tutti gli amici che hanno contribuito alla buona
riuscita del concorso
IL SOLCO
Denominazione
CONCORSO per POESIE
in DIALETTO LOMBARDO
Presidente giuria
Maria Organtini
Giuria
Giuseppe Beretta
Mario Biscaldi
Paola Cazzola
Alfredo Colombo
Antonia Colombo
Giuseppe Consonni
Roberto Marelli
Giulio Redaelli
Elvio Saini
Organizzazione
Centro Culturale Don Ettore Passamonti
Biassono
Coordinamento e
progetto grafico
Marino Tremolada
Segreteria
Marilena Monguzzi
Info
Per informazioni rivolgersi alla sede del Centro
Culturale Don Ettore Passamonti
Piazza San Francesco n. 13
20046 Biassono (MI)
tel/fax 039/2754007
[email protected]
E’ possibile richiedere presso il centro culturale le
precedenti raccolte di poesie premiate
Nota
Nella stesura dei testi delle poesie è stata
mantenuta la versione consegnata dagli autori
Testi e traduzioni delle poesie premiate
1° PREMIO
Francesco Maria GOTTARDI di Erba (CO)
MÈSSA GRANDA
Settada sö ‘n basèll
dananz da lee la piazza
da dree di spall la gesa
la man slungada in cerca da muneda
Sö i banch da scöla
l’incantava l’ura.
In la sua vus
cipé da rusignöö.
Quan’ la cantava
s’inundava l’aria.
In di sò öcc
ul ciel.
In di sò pass
la danza
e inturnu a lee
prufömm da magg
carèzz da sû
sö la sua trèzza biunda.
Slunghi ‘na man
sa vardum
e in un’uggiada
dessedum sessant’ann
da tribüleri…
Vusa ‘l silenzi
ma in di sò öcc
‘na lacrima la parla.
Dentar da mè
sa pizza ‘na dumanda…
Suna i campann
ciaman a mèssa granda.
“I versi chiari e ben armonizzati mettono a fuoco una situazione di dramma femminile dove “...una lacrima parla...” e fa rivivere ricordi e immagini che appartengono al passato. Il suono delle campane aiuta a considerare il valore della fede.”
2° PREMIO
Marino RANGHETTI di Colzate (BG)
A LA FI’ DE L’AGÒST
Sö la còsta del dòss
a la fi de l’agóst
la giornada l’è piéna
de culùr e de lüs
e mé stó bèl pacìfech
che denàcc al vidùr
‘do me ‘nturce pò töt
in d’ü ciàr isberlènt
tra sturnèi e piumbì
ch’i fa fèsta tra i ram
e i regala ‘l concèrt
di sò nòte piö dólse,
compagnàcc finamai
de la banda di grì.
E po’ quando a belase
l’ómbra frèsca di plàtegn
töta ‘n vèrs a matina
la se slónga piö tant
e la placa la sit
del trefòi e di fiùr,
mé me fèrme amò ché
sö la còsta del dòss
a ‘mpienìm di culùr
del tramónt de la dé,
quase come tecàt
al madèr de la ìt,
gna se föss chèla grata
a la fì de l’agost…
“La natura e la bellezza del creato stimolano l’autore che si lascia andare con serena
poesia, quasi un ringraziamento corale a cio’ che l’avvolge e gli fa dono di un
tramonto racchiuso in un “... grappolo alla fine di agosto.”
3° PREMIO
Giovanni Gigi PASTA di Bagnatica (BG)
CÓME Ü BÓF DE VÈNT!
Ó robàt
i tò làcrime de giòia
per bagnà ‘l mé cör.
Ó robàt la lüs di tò öcc
per fa crèss
dét de mé ol fiùr piö bèl.
Ó robàt al cél
öna stèla cóme té
per turnà a gód emossiù ògne nòcc.
Ó robàt al rümùr
di tò pass, i tò grignade,
i tò ànsie, i tò speranse.
Ò robàt al tép
ai tò dé e
ai tò nòcc.
Ò robàt
del tò cör
la mé felicità.
Se per combinassiù te scapèsset vià,
l’só mia cóme pödirèss troàt
sènsa respirà al tò saùr,
sènsa la magéa de la tò pèl,
sènsa chèl pìcol incànt
che té te sé... in ògne laùr.
L’só mia… cósa l’söcederà.
Ma l’ sarà assé
ön àtem
per passà amò ‘n del tò cör…
cóme ü bóf de vènt!
“L’autore descrive come immagina d’aver rubato all’amore della sua vita diversi
momenti per la propria felicita’ e cosa diventerebbe senza di lei, ma e’ certo che
bastera’ un attimo, come un soffio di vento, per ritrovarla.”
MÈSSA GRANDA (dialetto dell’Alta Brianza)
Seduta su un gradino/ davanti a lei la piazza/ alle sue spalle la chiesa/ la
mano allungata/ mendicando una moneta.// Sui banchi di scuola/
incantava l’ora di lezione./ Nella sua voce/ il cinguettare di un usignolo./
Quando cantava/ inondava l’aria./ Nei suoi occhi/ il cielo./ Nei suoi
passi/ la danza/ e intorno a lei/ profumo di maggio/ carezze di sole/ sulla
sua treccia bionda.// Allungo una mano/ i nostri occhi si allacciano/ e in
un’occhiata/ svegliamo sessant’anni/di tribolazioni…/ Urla il silenzio/
ma nei suoi occhi/ una lacrima parla./ Dentro me/ s’accende una
domanda…// Suonano le campane / chiamano a mèssa granda.
ALLA FINE DI AGOSTO (dialetto bergamasco)
Sul versante del colle/ alla fine d’agosto/ la giornata è ricolma/ di colori
e di luce/ ed io sto bel tranquillo/ qui davanti alla vigna/ dove tutto
m’avvolgo/ dentro un chiaro abbagliante/ tra stornelli e piombini/ che
fan festa tra i rami/ regalando un concerto/ dalle note più dolci,/
sostenuti ad oltranza/ dalla schiera dei grilli.// E anche quando pian
piano/ l’ombra fresca dei platani/ tutta verso ad oriente/ si distende più
tanto/ mitigando la sete/ del trifoglio e dei fiori,/ io mi fermo ancor qui/
sul versante del colle/ a gustare i colori/ del tramonto del giorno,/ quasi
come attaccato/ ad un tralcio di vite,/ manco fossi quel grappolo/ alla
fine d’agosto…
COME UN SOFFIO DI VENTO! (dialetto bergamasco)
Ho rubato/ le tue lacrime di gioia/ per bagnare il mio cuore./ Ho rubato
la luce dei tuoi occhi/ per far crescere/ dentro di me il fiore più bello.//
Ho rubato al cielo/ una stella come te/ per tornare a godere emozioni
ogni notte./ Ho rubato il rumore/ dei tuoi passi, i tuoi sorrisi,/ le tue
ansie, le tue speranze.// Ho rubato il tempo/ ai tuoi giorni e/ alle tue
notti./ Ho rubato/ dal tuo cuore/ la mia felicità.// Se per combinazione
scappassi via,/ non so come potrei ritrovarti/ senza respirare il tuo
sapore,/ senza la magia della tua pelle,/ senza quel piccolo incanto/ che
sei…in ogni cosa.// Non so … cosa accadrà./ Ma basterà/ un attimo/ per
passare ancora nel tuo cuore…/ come un soffio di vento!
PREMIO SPECIALE a.m. GIUSEPPE POZZI (GIPO)
Enrico SALA di Albiate (MI)
IN UN CANTÒN DEL MÈ COEUR
In un cantòn del mè coeur
gh’è ‘n sentee,
un fünerâl de foeuj
che ‘l me sprega
a un casìnòtt bandunaa,
un scorr de vüs e rümûr luntàn
che tremen, ogni tânt,
a l’umbra del silenzi.
In un cantòn del mè coeur
gh’è ‘n camp,
‘na zapa, ‘na vanga, ‘na ranza
a pregà gótt de südûr
che sgrànen rusari
soeu la crusta del pan
cumpraa ai lòtt.
In un cantòn del mè coeur
gh’è ‘n praa,
un muron dal temp sbiutaa
che ‘l cunsèrva, tra i so radîs,
un tesòr metuu là dai noster vècc.
Antich valûr:
“scapigliaa” che se volten indree
a la mudernità del dé d’incoeu.
“Sul sentiero del cuore la memoria rivive la fatica del vivere; un tesoro nascosto dai
nostri padri che si ribella al modo di pensare e di agire dei nostri giorni. Una
riflessione sul passato, una certezza per il futuro”.
PREMIO SPECIALE “IL CENACOLO”
Graziella MOLINARI di Montorfano (CO)
DONN
L’òmm luntan a laurà,
che la tera l’è avara,
metüü in cumpra
ogni volta che lüü ‘l turna a cà.
Veduuv bianch,
senza oman de piang.
Deparluur a guernà
bagaj, vecc, tera, cà.
Lassaa senza carezz
in la stagiùn
fughenta di passiùn.
Ul témp de l’amuur
passaa in d’un lett tropp grand,
a suspirà denanz a’n quei ritratt
e ‘na cadrega vöia.
“Lo scorrere quotidiano della donna che vive sola quel percorso che e’ demandato
alle sue forze: il governo della casa, la cura dei bimbi e degli anziani. Il tutto fatto
con dedizione, consapevole che le attenzioni verso di lei sono purtroppo solo un
sogno. Grande e’ il letto... solo qualche foto ed una sedia purtroppo vuota, sono la
sua desolante compagnia che la poetessa riesce ad esprimere con sensibilita’ e
precisione.”
PREMIO SPECIALE a.m.“LUIGIA PIROTTA”
Carlo ALBERTARIO di MILANO
SILENZI
Proeuvi in quèsta nòtt con la stellada
a brascià sù cont i oeucc el firmament.
Tutt l’è silenzi. Intorna se moeuv nient
cont i praa che se bagnen de rosada.
Fil d’èrba crèssen con la serenada
vesin a i fior e m’en incòrgi nanca.
Intant la passa ‘na nivola bianca
denanz a la luna illuminada.
Vorarissi coi oeucc sbusà ‘l firmament
per vedè se gh’è anmò oltra, de là,
per cercà Lù, Quèll che l’univèrs l’ha faa.
In del silenzi intorna se moeuv nient.
Son pròppi soll in mèzz a la natura.
El silenzi ‘l me fa leg denter de mì
e voeuri comprend chi son e se foo chì.
Son de l’infinii ona creatura?
El silenzi ‘l me pòrta a rimirà
con l’anima tusscòss che me circonda
e l’emozion adèss a l’è profonda.
Son ‘dree scoltà la vos de l’eternità?
“La note stellata, descritta con passion e musicalita’, suscita nell’autore sentimenti
che lo portano a riflettere sul senso della vita”
IN UN ANGOLO DEL MIO CUORE (dialetto della Brianza Valle Lambro)
In un angolo del mio cuore/ c’è un sentiero,/ un funerale di foglie/ che mi
trascina/ ad un casolare abbandonato,/ fluire di voci e rumori lontani/
che tremano, qualche volta,/ all’ombra del silenzio.// In un angolo del
mio cuore/ c’è un campo,/ una zappa, una vanga, una falce/ a pregare
gocce di sudore/ che sgranano rosari/ sulla crosta del pane/ comprato
alle zolle.// In un angolo del mio cuore/ c’è un prato,/ un gelso denudato
dal tempo/ che conserva, tra le sue radici,/ un tesoro messo là dai nostri
vecchi./ Antichi valori:/ “scapigliati” che si ribellano/ alla modernità del
nostro tempo.
DONNE (dialetto comasco)
L’uomo lontano a lavorare,/ chè la terra è avara,/ messa incinta/ ad ogni
suo ritorno a casa.// Vedove bianche,/ senza uomini da piangere./ Sole a
governare/ bambini, vecchi, terra, casa.// Lasciate senza carezze nella
stagione/ ardente delle passioni./ Il tempo dell’amore/ passato in un letto
troppo grande,/ a sospirare davanti a qualche foto/ e ad una sedia vuota.
SILENZIO (dialetto milanese)
Provo in questa notte stellata/ ad abbracciare con gli occhi il
firmamento./ Tutto è silenzio. Intorno nulla si muove/ con i prati che si
bagnano di rugiada.// Fili d’erba crescono con la serenata/ vicino ai fiori
e neanche me ne accorgo./ Intanto passa una nuvola bianca/ davanti alla
luna illuminata.// Vorrei con gli occhi bucare il firmamento/ per vedere
che cosa c’è ancora oltre, al di là,/ per cercare Lui, Colui che l’universo
ha fatto./ Nel silenzio attorno non si muove niente.// Sono proprio solo in
mezzo alla natura./ Il silenzio mi fa leggere dentro di me/ e voglio
comprendere chi sono e cosa faccio qui./ Sono dell’infinito una
creatura?// Il silenzio mi porta a rimirare/ con l’anima tutte le cose che
mi circondano/ e l’emozione adesso è profonda./ Sto ascoltando la voce
dell’eternità?
CENTRO CULTURALE DON ETTORE PASSAMONTI DI BIASSONO
Il Centro Culturale Don Ettore Passamonti fondato nel 1975 (con il nome di
Don Minzoni) è un’opera di Cultura, Educazione e Solidarietà.
Esso si propone come luogo di incontro e di dialogo con tutti, senza schemi né
pregiudizi; compagnia di persone pronte a rispondere alla provocazione della
realtà sulla strada del comune destino; presenza di laici e cristiani che accettano
l'invito e il rischio di testimoniare la fede affrontando le circostanze e i bisogni
dell'uomo.
Tra le iniziative del Centro Culturale si segnalano:
§ Il Rischio Educativo: l’emergenza educazione, un compito per tutti
§ Europa Quo Vadis: momenti di riflessione (corsi, visite,
pellegrinaggi,…) sull’Europa e le sue radici cristiane
§ “Ritratti di Santi” (affronto delle figure dei santi con dibattiti, film, gite)
§ “Spazio Musica”, “Cose dell’Altro Mozart” (ascolto guidato alla
musica, concerti dal vivo)
§ “Luoghi d'Autore” (visita ai luoghi dei grandi autori)
§ “Sui sentieri della memoria: luoghi sacri e significativi dei nostri monti”,
“Sulle vie degli antichi pellegrini” (escursioni in montagna)
§ “La via Francigena” (visite guidate a città d’arte)
§ Incontri con personalità su temi di attualità
§ Incontri sui documenti del magistero della Chiesa
§ Organizzazione del concorso Il Solco
§ Visite guidate a mostre d'arte, realizzazione – proposta - guide a mostre
realizzate dai soci o da altri enti
§ Partecipazione a spettacoli lirici all’Arena di Verona
§ Aiuto alla compilazione della dichiarazione dei redditi
§ Corsi pratici di informatica
§ Pellegrinaggi nei luoghi significativi della fede cristiana (Gerusalemme,
Santiago de Compostela, Roma, …)
§ Promotore di convegni, tra cui: “Biassono Paese Citta’ quale sviluppo”
(1980); “Biassono 2001 Quo Vadis? – Famiglia, scuola, lavoro, tempo
libero … nel paese, all’inizio del terzo millennio.” (2001)
§ Open day: giornata di inizio anno sociale
Collabora con l’Associazione Stand By Me (aiuto e compagnia allo studio),
AVSI (Associazione Volontari per il Servizio Internazionale, riconosciuta
dall’ONU), Banco Alimentare (raccolta alimenti per la distribuzione ad enti
caritativi), Banco di Solidarietà (aiuti alle famiglie bisognose), Centri di
Solidarietà (sportello domanda-offerta di lavoro), e diverse associazioni
presenti sul territorio Brianzolo.
E’ iscritto all’Associazione Italiana Centri Culturali (AIC) e partecipa
attivamente al coordinamento dei Centri Culturali di Brianza.
Presidente
Vice presidente
Segretario
Marino Tremolada
Luigi Porta
Luciano Sangiorgio
IL CENACOLO DEI POETI E ARTISTI DI MONZA E BRIANZA
Nato nel 1981 all’interno dell’Università Popolare Monzese, come Cenacolo dei Poeti
di Monza e Brianza; acquisisce la sua autonomia giuridica il 14 ottobre 1983 con la
definitiva denominazione “Cenacolo dei Poeti e Artisti di Monza e Brianza”, la sede
provvisoria è nell’abitazione della presidente Maria Organtini (poetessa,
collaboratrice giornalistica, editoriale e radiofonica), in via Tolomeo, 10 – Monza,
tel/fax 039 2020175.
Sito: www.cenacolopambmonza.it; e-mail: [email protected]
Possono aderire all’associazione Poeti, Scrittori in genere, Pittori, Scultori, Fotografi e
tutti coloro il cui fine sia: rinnovare se stessi e quanti sono ad essi vicini nello spirito
del vero e del bello, senza prevaricazione alcuna e che verseranno, all’atto
dell’ammissione, la quota di Associazione che sarà determinata dal Consiglio (art. 4
dello Statuto).
Da sempre, le Manifestazioni pubbliche si effettuano periodicamente a Monza da
ottobre a giugno in Sala Comunale S. Maddalena al numero 7 dell’omonima via, con
ingresso libero. L’attività del Cenacolo si esplica attraverso incontri su poesia, arte,
fotografia,musica, teatro e recitazione rivolti ad un pubblico che comprende il bacino
della Brianza con ospiti che giungono da diverse parti d’Italia e dell’estero.
Tra questi ricordiamo: Enzo Catania (giornalista, scrittore, già direttore del quotidiano
“Il Giorno” di Milano); Guglielmo Zucconi (scrittore, giornalista); Giancarlo Nava
(già redattore de “Il Cittadino”); il dott. Cesare Cavalleri (dir. Della rivista “Studi
Cattolici”); Daniele Giancane (dir. De “La Vallisa” di Bari); Padre Guido Sommavilla
S.J. (germanista e saggista); Madame Lucie Samsoen (fu editrice); la dott.ssa Janne
Rossi Lecerf (fondatrice dell’Accademia di Grafologia di Roma); il prof. Pier Franco
Bertazzini (critico d’arte); tra i musicisti: il M° Alfredo Speranza (pianista di fama
internazionale); il M° Angelo Bellisario (compositore, direttore e critico musicale); il
concertista M° Matteo Napoli (fondatore dell’Accademia Internazionale di Musica
“Mozarteum” di Salerno); il M° Dino Siani (pianista direttore d’orchestra); attori,
cantanti, sportivi e molti altri.
Il Cenacolo è dal 1999 ideatore e promotore del Premio Internazionale di Poesia
“Città di Monza” giunto alla sua undicesima edizione; il concorso è istituito con la
collaborazione de “Il Club degli Autori” di Melegnano e con il Patrocinio
dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Monza; è presieduto ad onorem dallo
scrittore e saggista Vincenzo Consolo (premio Strega).
In campo artistico promuove nel mese di giugno, in collaborazione con l’USSM
(Unione Società Sportive Monzesi) la Mostra all’Autodromo Nazionale di Monza sul
tema di “Sport, Natura e Brianza”, giunta alla sua 11ª edizione ottenendo un notevole
successo. Durante l’anno sociale ci sono incontri mensili per la presentazione di poeti,
pittori, musicisti e fotografi. Conferenze e dibattiti oltre che Mostre opportunamente
evidenziate sul Notiziario inviato a tutti i Soci e gli enti culturali.
Oltre alla presidente Maria Organtini il Cenacolo è condotto dal Consiglio attualmente
formato da Mario Biscaldi, Margherita Dapri Colombo, Sandro Citterio prof.ssa
Francesca Milazzo (settore arte e poesia); Maria Grazia Crespi (settore musica);
Roberto Piva, Giuseppe Gittini (sezione giovani e foto); Giuseppe Forgia (tesoriere);
Milena Scaccabarozzi (segretaria del Cenacolo); Riccardo Corio (presidente probiviri)
arch. Angelo Cellura, Gianna Gatti poetessa.
Ognuno di noi traccia quel solco in cui nasconde i sogni, le sue
speranze ma, anche i timori e gli affanni propri del genere umano.
Forse quel tenero virgulto che farà capolino fra le zolle, avrà il
potere di creare momenti di serenità e fratellanza per tutto il genere
umano.
E’ il mio augurio.
Mario Biscaldi 2009
I disegni di questo libretto sono opera
dell’artista Mario Biscaldi di Lissone
Albo d’oro
1990 “Trè paroll nel goss” di Negrotti Mario, Garbagnate M.se (MI)
1991 “Sinfonia per on mond noeuv” di Renato Beretta, Cassago (CO)
1992 “A l'só!...” di Lucia Rottigni Tamanza, Bergamo
1993 “Concert Stonaa” di Pino Mazzola, Milano
1994 “Ve zó fòie” di Luciano Pisati, Quintano (CR)
1995 “La surtida” di Lucia Rottigni Tamanza, Bergamo
1996 “Agonia” di Antonio Dossena, Besozzo (VA)
1997 “Frazion de segond” di Mirella Zagni Sarto, Milano
1998 “Na sira sül laagh” di Renato Monetti, Malnate (VA)
1999 “Ciclo continuo” di Maddalena Negri, Casalpusterlengo (LO)
2000 “Ave” di Silverio Signorelli, Bergamo
2002 “Meditassiù” di Amleto Facheris, Bergamo
2003 “Vos” di Matteo Beretta, Biassono (MI)
2004 “Tra i s•lch de la mé tèra posterò …” di Silverio Signorelli, Bergamo
2005 “De sera” di Carlo Albertario, Milano
2006 “L’ó sircàt
depertöt” di Marino Ranghetti, Colzate (BG)
2007 “Prise de lüna” di Carmen Fumagalli, Pedrengo (BG)
2008 “Pö a stanòt ‘l vét” di Anna Maria Marscegaglia, Edolo (BS)
Centro Culturale
Don Ettore Passamonti
Piazza San Francesco, 13
20046 Biassono (MI)
Tel/fax 039 2754007
eMail: [email protected]
web: www.ccdepassamonti.it
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