Poste Italiane S.p.A. - Sped. in Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 2, DCB Trento TAXE PERCUE In caso di mancato recapito inviare al CPO di Trento per la restituzione al cliente Rivista missionaria per le famiglie fondata dalla Beata Maria Teresa Ledóchowska nel 1895 SOMMARIO In ascolto del Papa Il suo “messaggio” non è altro che Gesù... 181 In cammino con la Chiesa Andiamo a Betlemme a imparare l’arte di amare… 182 In breve India, Benin Guatemala 184 185 In diretta “Bisogna aver cura che l’amore per le missioni non si spenga mai nei nostri cuori, anzi, aumenti sempre più. Una pianta che non viene innaffiata di tanto in tanto, inaridisce.” La Bibbia è pronta... Come celebriamo il Santo Natale a Mondombe... 186 188 Intenzione missionaria Intenzione di dicembre 2011 190 Pagina della gratitudine Un grazie dalle Ande Grazie per vostro aiuto 192 192 Pagina della solidarietà Le Scuole per gli adulti Il cibo per bambini 193 193 Zoom La “Missione” è questione di vita 194 Spazio giovani Un albero di vita 196 Notizie claveriane Giorni missionari a Madrid 198 Bacheca In copertina: Presepe africano Foto: sspc Grazie alla Beata Maria Teresa Ledóchowska Ricordiamo i nostri defunti 200 200 In ascolto del Papa IL SUO “MESSAGGIO” non è altro che Gesù… C ari fratelli e sorelle! Siamo raccolti intorno a questo storico monumento, che oggi è tutto circondato da fiori, segno dell’amore e della devozione del popolo romano per la Madre di Gesù. E il dono più bello, e a Lei più gradito, che noi offriamo è la nostra preghiera, quella che portiamo nel cuore e che affidiamo alla sua intercessione. Sono invocazioni di ringraziamento e di supplica: ringraziamento per il dono della fede e per tutto il bene che quotidianamente riceviamo da Dio; e supplica per le diverse necessità, per la famiglia, la salute, il lavoro, per ogni difficoltà che la vita ci fa incontrare. Ma quando noi veniamo qui… è molto più importante quello che riceviamo da Maria, rispetto a ciò che le offriamo. Lei, infatti, ci dona un messaggio destinato a ciascuno di noi, alla città di Roma e al mondo intero… Il suo “messaggio” non è altro che Gesù, Lui che è tutta la sua vita. E’ grazie a Lui e per Lui che lei è l’Immacolata… E come il Figlio di Dio si è fatto uomo per noi, così anche lei, la Madre, è stata preservata dal peccato per noi, per tutti, quale anticipo della salvezza di Dio per ogni uomo. Così Maria ci dice che siamo tutti chiamati ad aprirci all’azione dello Spirito Santo per poter giungere, nel nostro destino finale, ad essere immacolati, pienamente e definitivamente liberi dal male. Ce lo dice con la sua stessa santità, con uno sguardo pieno di speranza e di compassione, che evoca parole come queste: “Non temere, figlio, Dio ti vuole bene; ti ama personalmente; ti ha pensato prima che tu venissi al mondo e ti ha chiamato all’esistenza per ricolmarti di amore e di vita; e per questo ti è venuto incontro, si è fatto come te, è diventato Gesù, Dio-Uomo, in tutto simile a te, ma senza il peccato; ha dato se stesso per te, fino a morire sulla croce, e così ti ha donato una vita nuova, libera, santa e immacolata” (cfr Ef 1,3-5). …Grazie, o Madre Immacolata, di essere sempre con noi! Veglia sempre sulla nostra Città: conforta i malati, incoraggia i giovani, sostieni le famiglie. Infondi la forza per rigettare il male, in ogni sua forma, e di scegliere il bene, anche quando costa e comporta l’andare contro-corrente. Donaci la gioia di sentirci amati da Dio, benedetti da Lui, predestinati ad essere suoi figli. Vergine Immacolata, dolcissima Madre nostra, prega per noi! Benedetto XVI (dal messaggio in piazza di Spagna 8.12.2010) 181 In cammino con la Chiesa ANDIAMO A BETLEMME a imparare l’arte di amare… Madonna con Bimbo - Guinea-Bissau L 'Avvento, preparazione premurosa e intensa, interiore e ecclesiale, orante e di conversione, al santo Natale, ci mette in cammino verso il Presepe. Dovremmo arrivare lì nella notte di Natale, con i pastori, per adorare il Bambino e offrirgli regali, ma soprattutto per consegnarci noi stessi. l'Avvento non può essere l'emblema del consumismo, delle compere, delle preoccupazioni di vestiti, di viaggi, di pranzi, di gioielli. Non può essere nemmeno la preoccupazione dell'albero di Natale, del presepio, della "messa di mezzanotte". Questo 182 è ridurre tutto alle esteriorità, lasciando da parte l'essenza del mistero, il nucleo dell'amore e della vita. Andiamo a Betlemme a conoscere con il Dio Bambino il mistero della povertà e dell'umiltà, a imparare la grandezza di essere umile, la ricchezza di essere povero, a imparare l'arte divina di essere "piccolo", di essere spoglio di tutto, di essere semplice, di essere ricco di Dio. Andiamo a Betlemme a imparare l'arte di amare, contemplando ciò che significa fraternità, relazioni amiche, carità come dono e come consegna e abbandono. Andiamo a Betlemme, nella notte in cui gli Angeli cantano "pace in terra", a imparare ad essere pace per gli altri, a contemplare il Principe della Pace, a imparare a costruire la pace dentro e fuori di noi stessi. Andiamo a Betlemme, uniti a Gesù, Maria e Giuseppe, ad imparare ad essere famiglia, a vivere in famiglia dove regni l'amore, l'armonia, la gioia, la comunione amica e fraterna, ad imparare a fare tutto per difendere la famiglia da tutto quello che la possa distruggere. Andiamo a Betlemme, per vedere la Vita che è nata per noi, a imparare a amare questa vita, a difenderla, a proteggerla, a ottenere più dignità per la vita di ogni uomo e di ogni donna, soprattutto per la vita dei bambini semplici e innocenti. Andiamo a Betlemme, a contemplare il volto umile del Bambino e imparare come sono ridicole le nostre attitudini di vanità, di orgoglio, di superbia, di autosufficienza, di egoismo, di avarizia, di desiderio di possesso disordinato. Andiamo a Betlemme… P. Dario Pedroso S.J. 183 In breve IN D IA Suora uccisa per il suo impegno missionario fra i tribali: "autentica discepola di Cristo", abbandonata dalle autorità civili. Era una delle tante religiose che dal Kerala (stato nel Sud dell'India, fiorente di vocazioni) si sono sparse in India e nel mondo come missionarie: suor Valsha John, 53 anni, delle "Suore della Carità di Gesù e Maria", è stata uccisa la notte del 15 novembre nella sua casa, in circostanze non ancora chiare, nel villaggio di Pachwara, distretto di Pakur, nello stato di Jharhkand (India settentrionale). La religiosa svolgeva da 20 anni la sua opera pastorale soprattutto fra i poveri, gli emarginati, i tribali nel distretto di Pakur, nel territorio della diocesi di Dumka. Il gesuita p. Varkey Chenna, durante i funerali ha ricordato "il discepolato e la missione della religiosa", affermando: "ha dato la vita per Cristo, da autentica discepola. E' un esempio per tutti noi: la sua testimonianza è un invito a porci alla sequela radicale di Gesù Cristo, come veri discepoli". P. Nirmal Raj SJ, Provinciale dei Gesuiti a Dumka, ha raccontato: "Suor Valsha viveva con i poveri, dava la sua testimonianza cristiana e li evangelizzava, condividendo le loro fatiche e difficoltà. Stava accanto alle comunità tribali più emarginate, i gruppi di etnia santhal nel distretto di Pakur. Si era impegnata soprattutto nel difendere gli indigeni dall'alienazione della loro terra, operata dalle compagnie minerarie di estrazione del carbone. Questo impegno le è costato la vita". 184 Come segnalano fonti locali di Fides, due le ipotesi seguite nelle indagini, per la ricerca dei colpevoli: quella delle organizzazioni criminali che sostengono lo sfruttamento dei tribali e il business delle compagnie estrattive (che potrebbero aver visto nella religiosa un ostacolo ai loro progetti); quella di gruppi all'interno delle stesse comunità indigene, che si sono divisi fra favorevoli e contrari a un accordo siglato fra le parti, che la suora aveva contribuito a promuovere. Secondo una nota inviata a Fides dal "Global Council of Indian Christians" (GCIC), "la suora era stata più volte minacciata da criminali che l'avevano diffidata dal contrastare l'opera di compagnie come la Panem Limited, e aveva anche avvisato le autorità competenti delle minacce ricevute. Ma le autorità statali, che appartengono a partiti nazionalisti indù, hanno ignorato le sue richieste di aiuto e l'hanno abbandonata a se stessa, lasciandola senza protezione". Agenzia Fides BEN I N Il Benin è un paese dove oltre 3 milioni di persone vivono al di sotto della soglia di povertà. La metà della popolazione del paese, circa quattro milioni, hanno meno di 18 anni e, tra questi, il 33% vive con meno di un dollaro al giorno. Inoltre la malnutrizione nei bambini con meno di cinque anni supera il 20%. A causa della povertà, la maggior parte dei minori fugge dalle famiglie, viene abbandonata o stuprata. Un bambino su tre lavora in condizioni disumane e senza garanzie nei grandi mercati di Cotonou o Porto Novo, e circa 800 mila vivono per le strade. A questa emergenza cercano di far fronte, tra gli altri, i missionari Salesiani che hanno alcuni centri di accoglienza nei mercati di Cotonou, Porto Novo e Semé. In questi centri i bambini e i giovani si avvicinano a persone con cui condividono i loro problemi e ricevono le prime lezioni scolastiche. Inoltre a Porto Novo e a Kandi i Salesiani hanno altri due centri di accoglienza di breve permanenza, dove ricevono orientamenti e possono partecipare a workshop e corsi. Il Centro Magone è invece un centro di accoglienza di lunga permanenza dove i bambini ricevono una istruzione formale oltre alla formazione professionale che li prepara a confrontarsi con la realtà esterna. L'impegno dei missionari Salesiani coinvolge oltre 2 mila bambini e giovani con l'obiettivo di farli reinserire nella società e tornare con le rispettive famiglie. Agenzia Fides GUATEMALA Donne indigene: le più povere dei poveri, emarginate e discriminate. "Creating Opportunities" è un programma lanciato dalla ong internazionale americana sulla salute pubblica, Population Council, nelle province guatemalteche di Alta Verapaz, Chimalte- nango, Sololá, Totonicapán, Quetzaltenango e Chiquimula e rivolto alle ragazze tra gli 8 e i 18 anni di età, con l'obiettivo di rafforzare le comunità rurali e creare "spazi sicuri" dove possano riunirsi e sviluppare la propria autostima, le proprie capacità, e pianificare il futuro. Lanciato nel 2004, il programma vuole interrompere il ciclo di povertà e rendere le ragazze guatemalteche consapevoli dei loro pieni potenziali. In Guatemala, infatti, dove vivono 14 milioni di persone, la metà delle quali in condizioni di povertà, le donne indigene sono le più povere dei poveri, e vivono emarginazione e discriminazione. Secondo le statistiche ufficiali, il 40% della popolazione del paese è costituito da indigeni, anche se i gruppi nativi e le ong internazionali sostengono che siano il 60%. Tra le donne si registrano 7 morti materne su 10, il tasso di gravidanze adolescenziali più elevato nelle aree rurali dell'America latina, con 114 madri che hanno meno di 20 anni ogni 1000 nati. Solo il 26% delle ragazze indigene che parlano le lingue native completa la scuola primaria, rispetto al 45% dei ragazzi indigeni e al 62% delle ragazze che parlano spagnolo. Secondo il Population Council le ragazze maya sono le più svantaggiate del paese, soggette a matrimoni precoci, scolarizzazione limitata, gravidanze frequenti, emarginazione sociale e povertà cronica. Inoltre nel paese la popolazione sta crescendo a ritmi vertiginosi: secondo il recente rapporto di The State of the World Population 2011, il Guatemala ha il più alto tasso di fertilità dell'America latina. Le donne guatemalteche tra i 15 e i 49 anni hanno una media di 3.8 figli, rispetto alla media di 2.2 di tutta l'America latina. Agenzia Fides 185 In diretta LA BIBBIA è pronta... G entili Benefattori, care sorelle, prima di tutto chiedo scusa se ho tardato a scrivere per ringraziarvi per la vostra generosità nel contribuire alla realizzazione del progetto Bibbia in Malgascio. In questi mesi passati siamo state veramente molto occupate per poter mantenere l’impegno preso con i Vescovi di far uscire la Bibbia nel più breve tempo possibile. Comunque vi posso assicurare che, sin dall’inizio, vi abbiamo sempre avuto presenti nelle nostre preghiere. Il nostro grazie, anche se profondo e sincero, non potrà mai essere sufficiente per esprimere la nostra gratitudine! Per questo chiediamo al Signore che ricompensi ognuna di voi e i vostri benefattori, come Lui solo sa fare! Mi sembra ieri che sono passata da voi prima del mio rientro a Madagascar con timore ma anche con una grande speranza nel cuore certe che il progetto Bibbia avrebbe trovato posto nel vostro cuore e in quello dei vostri benefattori. Da un altro punto di vista mi sembra invece che siano passati anni e non mesi tanto è stato il lavoro che questo progetto ha richiesto! Ora la Bibbia è pronta e Sr. Noemi ve ne porterà una copia. Mi sembra già di vederla esposta insieme alle altre Bibbie che avete nel vostro parlatorio! Anche noi abbiamo ricevuto qualche copia che abbiamo dato a qualche Vescovo e una l’abbiamo messa in libreria così alla gente che chiede la Bibbia possiamo dire: Eccola! Presto arriverà! Infatti, se non ci sono imprevisti, pensiamo che il container arriverà giusto per il 21 agosto, giorno del 150° anniversario dell’arrivo della fede qui a Madagascar. In 186 quell’occasione il Vescovo di Antananarivo la presenterà durante la celebrazione che sarà trasmessa in diretta a livello nazionale sia alla radio che alla televisione. Per me, per noi tutte questo impegno di preparare la Bibbia è stata un’esperienza unica e indimenticabile! Per questo progetto abbiamo messo davvero tutte le forze, capacità, tempo e tanta fede! Tutto! Ma con noi ci siete tutti voi che ci avete aiutato a realizzare questo progetto.Ora che la Bibbia è pronta ci impegniamo ad accompagnare il Libro con tanta preghiera affinché la Parola possa trovare un buon terreno nel cuore della gente e possa così portare frutto. Rinnovo ancora il mio grazie unito a quello di tutta la comunità. Ci facciamo anche interpreti della riconoscenza di tutte le persone che riceveranno la Bibbia. Sr. Rosa Maffina e comunità delle Figlie di San Paolo a Madagascar CHE NE DICI SIGNORE? Tu che ne dici o Signore, se in questo Natale faccio un bell'albero dentro il mio cuore e ci attacco, invece dei regali, i nomi di tutti i miei amici? Gli amici lontani e vicini. Gli antichi e i nuovi. Quelli che vedo tutti i giorni e quelli che vedo di rado. Quelli che ricordo sempre e quelli che, alle volte, restano dimenticati. Quelli costanti e intermittenti. Quelli delle ore difficili e quelli delle ore allegre. Quelli che, senza volerlo, mi hanno fatto soffrire. Quelli che conosco profondamente e quelli dei quali conosco solo le apparenze. Quelli che mi devono poco e quelli ai quali devo molto. I miei amici semplici ed i miei amici importanti. I nomi di tutti quelli che sono già passati nella mia vita. Un albero con radici molto profonde perché i loro nomi non escano mai dal mio cuore. Un albero dai rami molto grandi, perché nuovi nomi venuti da tutto il mondo si uniscano ai già esistenti. Un albero con un'ombra molto gradevole, la nostra amicizia sia un momento di riposo durante le lotte della vita. Anonimo 187 In diretta C O M E C EL EB R I A M O I L S A N T O NA T A L E a Mondombe (Congo) O ggi è 24 dicembre, vigilia di Natale. La santa Messa comincia alle ore 18, benché sia già buio. Una semplice rappresentazione della natività introduce la festività liturgica. La processione comincia all’entrata della chiesa con due giovani vestiti come Maria e Giuseppe. Maria tiene una bambola nelle sue mani e Giuseppe l’accompagna appoggiato ad un bastone da viandante. Dietro di loro seguono, come schiere di angeli, piccole bambine vestite di bianco. Il presepe è costruito davanti all’altare. Con passo di danza e canti ritmici il corteo si muove verso il presepe e là, nella culla, Maria depone il bambinello. Una danza d’esultanza completa e conclude la bella rappresentazione... Qui non è ancora arrivata la luce elettrica, noi abbiamo comprato per le speciali occasioni un generatore con annesse cinque lampade, ma non è ancora in funzione. In questo momento nella chiesa regna il buio e soltanto le candele dell’altare danno e diffondono una debole luce. D’improvviso risuona il canto natalizio: Stille Nacht, heilige Nacht nella lingua Lingala. Ogni persona accende la propria lampada e il sacerdote con i chierichetti entra in chiesa passando in mezzo ai fedeli. I bambini siedono davanti all’altare sul pavimento di cemento e i fratelli più grandi prendono per mano i più piccoli. I tamburi danno il ritmo per i canti. Tutto si muove con cadenza e tutti battono le mani nella regolare scansione musicale. La chiesa si è ormai ben riempita ed alcuni sono costretti a rimanere fuori davanti alla porta. Per questa festa notturna il consiglio pastorale parrocchiale ha nominato le guardie per la buona riuscita della celebrazione: dentro la chiesa ogni persona 188 riceve un posto per sedere e, fuori, vengono garbatamente allontanati i disturbatori e gli ubriaconi, che gridano ad alta voce ed alcuni individui, che cercano di lanciare le pietre sul tetto di latta. Oggi si accostano al banchetto eucaristico 250 persone, altre volte i partecipanti sono 200. Le giovani mamme vengono con i baby sul petto e il sacerdote posa su di loro le mani. Verso la fine della santa Messa si nota che alcuni bambini si sono addormentati. Alle ore 20 s’intona il canto finale: “Cristo è nato, Alleluia!” Al termine della ben riuscita festa, il missionario domanda: ”Dove sono i regali?” e riceve come risposta: “Quali regali?”. “La cena?” No. Nessuna cena per il Natale, ma solo cibo cucinato con la manioca di ieri, la verdura e una mano piena di bruchi asciutti. Nessun cioccolato, né focaccia natalizia, né alcun biscotto. Per bere e brindare c’è l’acqua della sorgente. Con tanta gioia nel cuore inizia il viaggio di ritorno al villaggio. La strada non è senza pericolo. Calpestare nel buio un serpente può causare una disgrazia mortale, per cui gli adulti prendono per mano i bambini. Alcune persone hanno con loro le lampade da tasca ed indicano agli altri la strada. E’ il 25 dicembre: solennità del Santo Natale! La santa Messa comincia con l’adattato rito indigeno. All’inizio della celebrazione il sacerdote s’inginocchia sul pavimento con le braccia allargate ed esegue il canto di lode per la gloria di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. Il Kyrie eleison viene intonato prima della presentazione delle offerte. Con questo canto sono sottolineate le parole di Gesù: “Prima di portare il tuo dono all’altare, va a riconciliarti col tuo nemico”. Nel giorno di Natale i cristiani indossano gli abiti più belli per esprimere la loro più grande gioia. I capelli delle donne sono eccezionalmente ben intrecciati. A volte sembra che in chiesa ci sia una sfilata di moda. Dopo la santa Messa, i bambini danzano in cerchio ed eseguono i canti natalizi, mentre gli adulti si salutano e si scambiano gli auguri: “Bonne Féte, Fetu elamu, Buon Natale”. Per il pomeriggio viene annunciato un banchetto particolare: sono invitati gli anziani, i malati e i poveri della comunità. Grazie al contributo offerto dalla cassa parrocchiale è cucinata una capra, i pesci e alcune galline sono comperate, mentre le giovani donne della parrocchia portano il riso e la manioca. Quanta gioia e soddisfazione nella semplicità dei festeggiamenti! (da una lettera di P. Peter Laschan) Il giorno di festa Foto: Parocchia di Bibwa, RD Congo 189 Intenzione missionaria di p. Fiorenzo Felicetti, mccj INTENZIONE MISSIONARIA di Dicembre 2011 Perché i bambini e i giovani siano messaggeri del Vangelo e perché la loro dignità sia sempre rispett ttaata e preservata da ogni violenza e sfr fruutt ttaamento I n questo mese saremo ancora invitati a contemplare il mistero di Dio che, nel suo Figlio Gesù, nacque piccolo bimbo, accolto amorosamente, curato da Maria sua Madre. Al contrario, nel periodo moderno troppi sono i crimini che si infliggono ai più piccoli e indifesi: senza numero sono i bimbi abortiti; troppi coloro che vengono sfruttati con lavori non adatti alla loro età; quanti ancora avviati alla prostituzione per una maledetta manciata di soldi; in tanti paesi in guerra quanti sono i bambini rapiti e costretti a fare i soldati, aizzati a commettere le più barbare atrocità e nei nostri paesi chiamati “civili” quanto danno ha provocato la piaga della pedofilia dentro e fuori della Chiesa, bambini e adolescenti svuotati del loro valore nella più intima realtà della persona e quant’altro che ora non vogliamo enumerare. 190 In contrapposizione a questo male, quanta serenità e bellezza i bambini nelle scuole materne e primarie sanno esprimere nelle recitazioni in occasione di celebrazioni civili o religiose. Non dimenticherò mai la rappresentazione di Natale che ragazzi e bambini recitavano prima della Messa della notte di Natale in Centro Africa. Quanto entusiasmo e gioia hanno espresso i tantissimi giovani nella GMG di Madrid, dello scorso agosto e quanta generosità, spirito di adattamento e apertura di cuore in tutti quei giovani che in estate sono partiti in Africa o America Latina per condividere un piccolo tratto di cammino con tanti altri fratelli per imparare da loro la gioia del vivere anche in situazioni di povertà. Segni positivi che esprimono la forza del Vangelo quando coinvolge le loro giovani vite! 191 Pagina della gratitudine UN GRA RAZ ZIE dalle Ande Carissimi Benefattori, da questa lontana Cordigliera delle Ande in Perù ricevano il mio più cordiale saluto unito a quello di tutti i Missionari e le Missionarie Servi dei poveri e, soprattutto, unito a quello dei numerosi bambini che accogliamo nelle nostre case. Il nostro lavoro sulla Cordigliera delle Ande continua più intenso che mai, le nostre suore continuano il loro assiduo servizio nelle missioni dell’Alta Cordigliera, visitando i numerosi villaggi indios e lavorando nella casa di Cuzco che ospita numerosi bambini handicappati. I nostri sacerdoti e fratelli si dedicano con grande entusiasmo all’educazione dei bambini accolti nella casa S. Tarcisio, spingendosi anche oltre i 4.000 m. s.l.m. per portare i sacramenti in tutti quei villaggi che altrimenti rischierebbero di rimanere privi di questi grandi doni. Le nostre famiglie missionarie seguono con grande professionalità la gestione delle scuole Benefiche che accolgono bambine e ragazzi in un numero sempre maggiore. Inoltre si dedicano all’organizzazione dei laboratori professionali, già riconosciuti dallo stato, da cui ogni anno escono ragazzi e ragazze preparati per affrontare il mondo GRA RAZ ZIE per vostro aiuto Carissimi Benefattori, quest’anno nella nostra missione in Mongolia grazie a voi… siamo riusciti a realizzare molti progetti. Abbiamo distribuito cibo e farina, carbone, animali, abbiamo piantato alberi e costruito vari locali docce e bagni. Siamo riusciti a provvedere alla realizzazione di tende-ger e all’educazione dei bambini. Successivamente 192 del lavoro e per assicurare loro e alle famiglie un degno avvenire. Con la presente voglio ringraziarvi per la grande generosità rivolta verso questa zona molto povera della Cordigliera delle Ande. Ogni giorno i bambini delle nostre case, di fronte a Gesù Eucaristia, pregano per tutti i nostri benefattori. Padre Giovanni Salerno, msp Cuzco - Perù allo studio della lingua mongola abbiamo preparato incontri di formazione, di catechesi e di preghiera per la nostra gente. Grazie ancora per il vostro prezioso aiuto! Di cuore vi auguriamo un Santo Natale e Felice Anno Nuovo. Missionari della Consolata in Mongolia P. Ernerio, P. Daniele, P. Giorgio Pagina della solidarietà LE SCUOLE per gli adulti VIVA LA ESCOLA! La Diocesi di Lichinga, durante e dopo gli anni della guerra civile, tra il 1976 ed il 1992, si interessò alla realizzazione di 34 scuole di alfabetizzazione per adulti e di scuole comunitarie, affidandole alla comunità cristiana del luogo. La Chiesa cercò di andare incontro alle necessità del popolo, lì, dove la presenza dello Stato non era ancora arrivata. Le organizzazioni OXFAM e INTERMON e alcune organizzazioni non governamentali, che inizialmente ci supportavano, hanno sospeso i loro aiuti, pertanto attualmente stiamo cercando di risolvere il problema con l’appoggio, fragile ed esiguo, della Diocesi. Purtroppo non è sufficiente per risolvere tutti i problemi. Per ognuno dei 28 centri di alfabetizzazione degli adulti in funzione occorrono circa 1500,00 - 2000,00 euro da spendere per la IL CIBO per bambini Carissimi Benefattori, nella nostra Arcidiocesi, oltre al gran lavoro di evangelizzazione, siamo molto impegnati nella testimonianza della Carità di Cristo perché sono molti i poveri, specialmente bambini e anziani, che non ricevono il dovuto sostegno e che hanno bisogno di nutrizione, assistenza sanitaria ed educazione. Abbiamo un asilo che può ospitare circa una cinquantina di bambini e bambine che vivono in una collina chiamata “7 ottobre”. Grazie alle iniziative intraprese in collaborazione con la Caritas fornitura di materiale scolare, per le spese di manutenzione degli edifici e per il pagamento dei salari del personale incaricato. Mentre cerchiamo soluzioni possibili e definitive la vostra carità potrebbe essere una valvola di speranza e di conforto. Non desideriamo chiuderle! Mons. Elio Greselin Vescovo di Lichinga - Mozambico Lima, siamo riusciti a costruire su quella collina 52 casette di legno per le famiglie più disagiate. L'asilo comprende una grande sala con servizi, dove i bambini trascorrono il giorno svolgendo attività proprie e di studio, un piccolo piazzale attrezzato con giochi ed, infine, una cucina con mensa e deposito. É nostra responsabilità trovare gli alimenti per i 5 pasti del giorno e contattare le mamme e le altre persone che con il loro servizio aiutano a portare fin lassù gli alimenti. Confido pienamente nella vostra carità. Mons. Adriano Tomasi, ofm Vescovo ausiliare di Lima - Perù Vi preghiamo di indirizzare le offerte a: Congregazione delle Suore Missionarie di S. Pietro Claver - Via della Collina 18 - 38121 TRENTO CCP n. 35483452 Le eventuali offerte che risulteranno in eccedenza rispetto alle richieste che abbiamo presentato saranno destinate a progetti analoghi a noi comunicati dai missionari sparsi in tutto il mondo. 193 Zoom LA “MISSIONE” è questione di vita T empo fa ho letto il seguente proverbio: “Dove non arriva il tuo piede, arrivi il tuo cuore”. Come due bagliori esso richiamò alla mia mente la figura della beata Maria Teresa Ledóchowska e un segreto, dei miei tempi di ragazza. La beata Maria Teresa Ledóchowska, fondatrice delle Suore missionarie di San Pietro Claver, lavorò incondizionatamente oltre 30 anni, per consolidare l’opera evangelizzatrice della Chiesa in Africa, continente travagliato da tantissime sofferenze purtroppo poco conosciute, allora, in Europa: donne maltrattate, bambini venduti o sacrificati, culto agli 194 idoli, schiavitù in corso, la fame che mieteva migliaia di vittime ecc… Tutti questi fratelli, redenti dal sangue prezioso di Cristo, Maria Teresa voleva condurli alla fonte della felicità, al cuore di Dio. Il suo zelo apostolico le meritò il titolo di “Mamma degli Africani”, eppure… lei stessa mai è stata in Africa. La “Missione” infatti non è questione di luogo, ma di vita! Di vita piena… di cuori che palpitano di amore per Dio e per i figli suoi, spesso tanto sfigurati nella loro bellezza originaria. Il segreto dei tempi di ragazza, fu suscitato dalla mia insegnante di storia, quando parlava dell’epoca delle scoperte marittime dei portoghesi e degli spagnoli. Era palese in lei l’entusiasmo, riconoscendo l’eroico contributo che queste due nazioni diedero nel campo dell’evangelizzazione. Con un’ampia visione usava dire che oltre a questioni politiche, commerciali, esse cercavano di favorire l’annuncio della fede cristiana. Stando ai fatti, nel suo viaggio marittimo verso India, nel 1480, Vasco da Gama, portò due sacerdoti trinitari: uno morì durante il viaggio, l’altro morì martire predicando il Vangelo a Calicut. Anni più tardi, Alfonso de Albuquerque, nel 1503, eresse a Cochin la prima Chiesa cattolica in terra indiana, destinata ai sei padri domenicani che aveva con sé. Da allora si accese in me il desiderio di andare in India, di attraversare le strade percorse da quegli uomini, e perchè no, da quelle donne, che diedero la vita pur di fare risplendere la Luce della verità: Gesù il Verbo del Padre, il “Sole” che nasce dall’Oriente. Ricordando oggi questa insegnante, mi viene spontaneo pregare per gli insegnanti cristiani, poiché la “missione”, qualunque essa sia, mai è questione di luogo, di carriera, di soddisfazione personale, di… è questione di vita, di una vita che si dona, che rigenera altre vite. Comincia nel cuore di Dio e passa ai cuori nostri e da questi ai fratelli che si amano in Lui. Alla bella età di 61 anni ho avuto la grazia e la gioia di arrivare alla tanta sognata India. Un viaggio lungo fatto prima col cuore… diventato, poi, realtà il 9 settembre u.s. quando, con la Superiora generale, madre Maria Moryl, sono arrivata a Bangalore nella casa di formazione, dove ci aspettava un bel numero di giovani, 23 in tutto, desiderose di consacrarsi al Signore. Qui, tre giorni dopo, secondo il programma prestabilito, iniziava una settimana intensiva di studio sulla Vita Consacrata, aperta anche ad altre Congregazioni Religiose. Hanno partecipato una ottantina di suore di 11 Istituti diversi. I temi: La vita Consacrata, nostra Missione; La Missione scaturisce dal Carisma; Voti religiosi oggi; Secolarismo e Vita Religiosa; Vita Comunitaria: generazioni differenti attuando insieme ecc… sono stati presentati da quattro professori dell’Ateneo Pontificio “Regina Apostolorum” di Roma, in collaborazione con la Conferenza delle Religiose in India e le Missionarie di San Pietro Claver. La settimana, al dire delle partecipanti, è stata una ampia apertura di orizzonti nuovi sulla “Missione” della Vita Consacrata oggi. Inoltre, è stata una presa di coscienza sulle realtà del secolarismo e delle sue conseguenze, nefaste, sia per la vita religiosa sia per quella cristiana. Addirittura, la settimana è stata un tempo per un vero e proprio rinnovamento spirituale, tanto che una delle partecipanti, alla fine del corso, ha detto entusiasticamente a nome di tutte: “Non ci ardeva il petto come ai discepoli di Emmaus, mentre ascoltavamo i professori che condividevano con noi, Orientali, la ricchezza della loro esperienza di vita e i valori della nostra Consacrazione al servizio del Regno?”. Nel mio breve soggiorno in India ho visitato il santuario della Madonna della Salute, nella città di Bangalore, molto conosciuto e visitato, pure da non cristiani. Quel giorno anche loro stavano lì per chiedere grazie di guarigione. Ho provato emozione al pensare: dove sta la “Mamma”, lì si radunano i figli. Un’altro grande piacere è stato quello di vedere, sebbene da lontano, mentre viaggiavo verso l’aeroporto di Cochin, la prima chiesa costruita in India. Nutro la speranza che, come l’antica chiesa dopo tanti secoli ora rinnovata, si rinnovi nei cuori dei cristiani indiani l’amore a Gesù Eucaristico e la fortezza evangelica per testimoniarlo come unico Salvatore in mezzo alle tante prove e perfino al martirio di cui alcuni sono vittime. Sr. Silvia Simas SSPC 195 Spazio giovani Un albero di vita L a neve, il vento, il freddo… Una casa calda, un albero di Natale nel salotto, le candeline sul tavolo, i regali, il profumo dalla cucina richiamano in noi il ricordo di Natale. È bellissimo pensare che in quel giorno, così normale e nello stesso tempo così speciale e misterioso, la famiglia si riunisce attorno al tavolo e ad un albero. Diventa difficile immaginare il Natale nei paesi missionari dove il freddo, a cui noi siamo abituati, lascia spazio al caldo torrido e dove nelle piccole case la gente non riesce a collocare l’albero di Natale. Inoltre perché in questi paesi, dove molti vanno a dormire non sufficientemente sfamati, non conoscono questa tradizione. Chissà, probabilmente non hanno neppure sentito che Dio ha tanto amato il mondo da 196 dare il suo unico Figlio, Gesù Cristo – Dio fatto uomo - per la nostra salvezza. In quel piccolo Bambino è nata la speranza per ogni persona sulla terra, la “Luce” che illumina i passi dell’umanità. Qualche giorno fa ho sentito un missionario raccontare le tradizioni natalizie in Guatemala. I giovani là vivono il Natale offrendo servizio ai più bisognosi. Vanno di casa in casa a visitare gli anziani abbandonati dalle famiglie e si fermano lungo le strade per prendersi cura dei bambini orfani e dei più poveri. Li spinge la voglia di vivere pienamente la fede e di ricordare a tutti che Gesù è nato in una stalla, povero e bisognoso; si è consegnato completamente nelle mani dell’uomo. Ogni anno invece un gruppo di giovani, che collabora con l’Ufficio di Evangelizzazione della diocesi di Tanjavur nello stato indiano di Tamilnadu, adotta un villaggio povero della diocesi per festeggiare il Natale con la gente del posto. Preparano insieme la liturgia e, per rendere più festoso quel giorno, preparano qualcosa da mangiare e regalano vestiti ai bambini e ai bisognosi. Tante volte mi confronto con le domande dei giovani riguardo al modo di vivere con grande fede il Natale. Probabilmente non esiste un’unica risposta per tutti anche perché siamo molto diversi. E’ chiaro, però, che ogni giovane, non importa se vive in Europa, in Africa, in Asia, in Oceania o in America, è invitato ad aprire la porta del suo cuore a quel Piccolo Grande Amore, Gesù Cristo, che si rivela a dicembre come un semplice bambino, per crescere dentro di noi e diventare finalmente il Tutto nella nostra vita. Radicati in Lui e nella Sua Parola, noi saremo capaci di aprirci agli altri per donare l’amore sia alle persone vicine sia a quelle lontane che spesso hanno bisogno di una mano disponibile. La nostra vita diventerà sempre più trasparente e bella, ricca di entusiasmo e di voglia di donarsi affinché tutti diventino una grande famiglia radunata attorno ad un tavolo. Perché proprio quest’anno non apriamo le porte della nostra casa a qualcuno che non sa dove andare? Magari ad un nostro compagno di università che da poco vive in Italia. Perché non apparecchiare il tavolo in mezzo ad una strada dove c’è la gente che dorme sul marciapiede anche nel giorno di Natale? Sr. Jolanta Plominska 197 Notizie claveriane GIORNI MISSIONARI a Madrid Nel mese di agosto, u.s. ho avuto l’occasione speciale di partecipare alla GMG svolta a Madrid. I giorni di preparazione a questo evento, trascorsi a Toledo assieme ad un gruppo di giovani collaboratori dei Missionari della Consolata e provenienti da tutto il mondo, sono stati molto rilevanti. Nella scuola di Toledo si sono riuniti giovani provenienti da diversi paesi del mondo. In un’atmosfera così diversificata potevano vivere la propria esperienza missionaria. Eravamo quasi 130 persone... ma dopo alcune ore eravamo diventati un’unica grande famiglia. E' stato un periodo di intensa formazione spirituale e missionaria. quotidianamente. Per molti di loro la famiglia è stata la culla della fede in Dio. Per altri non è stato così; non furono altrettanto fortunati e hanno cercato Dio da soli, spesso nel buio e con considerevole sforzo. A volte hanno trovato un "segnale stradale" tra i sacerdoti o tra le suore, oppure nella comunità giovanile dove sono stati aiutati a prendere decisioni giuste e a risolvere coraggiosamente i problemi della vita. Al vertice di queste riflessioni era posta "l'immagine della fede" che i giovani erano invitati a dipingere. A dire il vero sono stati creati veri e propri capolavori d'arte... dipinti con pennellate divine nelle anime umane. Beati i giovani.... Il primo giorno siamo andati in un ospedale e in una casa di cura per visitare i malati e le persone abbandonate, portando loro gesti e parole di consolazione. I malati, sorpresi della nostra presenza, con gioia hanno espresso la loro gratitudine e cordialità, invitandoci a portare anche agli altri la gioia e la speranza donata da Cristo. Abbiamo condiviso le nostre esperienze in piccoli gruppi e al termine della condivisione abbiamo scritto altre nuove beatitudini cominciando dalle parole: "Beati sono i giovani che... perché...” L’impegno e la musica La fase finale della formazione riguardava gli impegni specifici che i giovani dovevano concretizzare nel proprio paese e a livello internazionale. Sono apparse molte proposte interessanti sia a livello personale sia a livello spirituale. Immagini di fede Un altro giorno, dopo aver visitato la bella Toledo, la città “delle tre culture”, abbiamo avuto l'opportunità di riflettere e condividere la nostra fede. I giovani, dopo la preghiera e la riflessione personale, con commovente sincerità hanno espresso i loro dubbi e le varie difficoltà nel vivere la fede 198 Finalmente l’ultimo compito: creare una musica e un testo che racconti la storia del giovane ricco che tornò da Gesù pronto e disponibile per il servizio del Regno di Dio. Testimonianza Trascorso questo tempo di gioia, divertimento, riflessione e preghiera, siamo partiti verso Madrid per continuare lì il nostro impegno missionario e per incontrare, soprattutto, il successore di Cristo, Benedetto XVI. Da Lui abbiamo ricevuto il catechismo, la sua parola d’incoraggiamento perché, radicati in Cristo, possiamo seguirlo con coraggio ed essere testimoni della fede nei vari ambienti, inclusi i luoghi dove regnano il rifiuto o l’indifferenza. Il Santo Padre ha ricordato a tutti noi: “Non è possibile incontrare Cristo senza farlo conoscere agli altri. Non conservate Cristo per voi stessi! Comunicate agli altri la gioia della vostra fede. Il mondo ha bisogno della vostra testimonianza di fede, ha bisogno certamente di Dio. Penso che la vostra presenza qui, giovani venuti dai cinque continenti, sia una meravigliosa prova della fecondità del mandato di Cristo alla Chiesa: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura» (Mc 16,15). Anche a voi spetta lo straordinario compito di essere discepoli e missionari di Cristo in altre terre e paesi dove vi è una moltitudine di giovani che aspirano a cose più grandi e, scorgendo nei propri cuori la possibilità di valori più autentici, non si lasciano sedurre dalle false promesse di uno stile di vita senza Dio”. Quali frutti? Devo ammettere che ogni giorno ero entusiasta nel vedere l’impegno dei giovani, la loro gioia e il loro raccoglimento nella preghiera. Sotto il calore del sole i giovani, nonostante la stanchezza, erano capaci di Sr. Monika con i giovani a Madrid Foto: sspc aspettare in piedi molte ore prima di entrare nella cappella dell’Adorazione del Santissimo Sacramento. Nel Parco “Retiro” sono stati messi a disposizione dei giovani centinaia di confessionali per il servizio della riconciliazione. Con i miei occhi ho potuto constatare che non sono mai rimasti vuoti. Ciò indica che i giovani erano coscienti dello scopo del loro pellegrinaggio. Vorrei, inoltre, descrivere una scena: al termine, mentre aspettavamo l'aereo di ritorno, si avvicinarono due ragazzi; mi chiesero di insegnare loro la preghiera del rosario. Essi, dovendo attendere a lungo il loro volo, desideravano pregare. Ambedue ricevettero un rosario missionario e, come dono di Padre Ashenafi, anche un libretto con le riflessioni sui misteri del rosario. Dirigendoci verso l’aereo, li abbiamo sentiti recitare il rosario ad alta voce. Ho ammirato il loro coraggio e con tutto il cuore gli auguro molta grazia di fedeltà al Signore. Lui stesso si prenderà cura di fruttificare la loro vita. Sr. Monika Czapska SSPC 199 Bacheca GRAZ RAZIE alla Beata Maria Teresa Ledóchowska Infinite grazie per le Vostre preghiere alla Beata Maria Teresa Ledóchowska. Il mio nipotino Massimiliano dopo grave operazione del cuore è completamente sano. Non ha bisogno più delle medicine – è un miracolo! Mai abbiamo invano invocato l’intercessione della beata Maria Teresa Ledochowska. B. + G.L. Ringrazio Dio, perché, per la mediazione della beata Maria Teresa Ledóchowska mio padre ha superato bene l’esame di scintigrafia e non è stato costatato il temuto cancro delle ossa. In segno di gratitudine mando un’offerta per i bambini orfani dell’Africa. A.V. d.C. Grazie alla Madonna, alla beata Maria Teresa Ledóchowska e a santa Chiara per il buon esito dell’esame clinico eseguito dopo l’asportazione di un cancro. Chiedo ancora di pregare per me la Beata Maria Teresa, perché ora mi trovo in una triste situazione finanziaria. E.S. Ho inviato un’offerta per le missioni in ringraziamento dell’aiuto ricevuto per intercessione della Beata Maria Teresa Ledóchowska. L. W. Beata Maria Teresa, prega per noi Il 28 di ogni mese fino al 6 del mese seguente preghiamo la novena in tutte le nostre comunità, chiedendo l'intercessione della nostra Beata Madre Fondatrice per tutte le intenzioni che ci vengono inviate. Le intenzioni si possono mandare compilando il formulario nel nostro sito: www.missionarieclaveriane.org oppure telefonando o scrivendo a uno dei nostri indirizzi. RICORDIAMO i nostri defunti Sr. Speranza Schlauri SSPC - Zug (Svizzera) Anna Danieli - Argegno (CO) Albina Tavernar - Capriana (TN) Fabiola Sartori - Lavis (TN) Virginia Pancher - Castelfondo (TN) Marisa Tiraboschi - Buttigliera Alta (TO) Don Angelo Uglione - Borgomanero (NO) Teresa Fossati - Milano (MI) L’eterno riposo dona loro, o Signore, risplenda a essi la luce perpetua, riposino in pace. Amen 200 Anno CXVI n. 12 Dicembre 2011 Direttore responsabile mons. Ernesto Menghini Redazione sr. Silvia Simas - sr. Renata Szawara Collaboratori sr. Maria Paola Wojak - sr. Jolanta Plominska Maria Elena Caridi - Vincenza Zangara Maria Teresa Rinaldi - Patrizia Raffi SUORE MISSIONARIE DI SAN PIETRO CLAVER www.missionarieclaveriane.org A Natale offri… REDAZIONE 00184 ROMA - Via dell’Olmata 16 Tel. 06 4880450 - fax: 06 4871953 E-mail redazione: [email protected] l’abbonamento all’Eco dell’ Africa alle persone care. Porterai nelle loro famiglie la freschezza del mondo missionario e la testimonianza di quanti annunziano Gesù come vero Salvatore! Sii anche tu un apostolo per i tuoi amici. Una sola scintilla può diventare un gran fuoco e, quale fuoco maggiore della carità!? AMMINISTRAZIONE 38121 TRENTO - Via della Collina 18 Tel. 0461 263645 - fax: 0461 268435 E-mail: [email protected] CCP n. 35483452 C/C n. 11723769 Banca di Trento e Bolzano B.I.C. BATBIT2T IBAN: IT95 G032 4001 8010 0001 1723 769 L’Eco dell’Africa ha bisogno del tuo aiuto. SVIZZERA - 1700 FRIBOURG Route du Grand-Pré 3 Tel. 026 4254595 CCP 17/246/7 E-mail: [email protected] A Dicembre celebriamo: 1 Giornata Internazionale contro l’Aids 2 Giornata Internazionale per l’abolizione della schiavitù 3 Memoria di S. Francesco Saverio Giornata missionaria dei sacerdoti 10 Giornata internazionale dei diritti umani 20 Giornata Internazionale per la solidarietà umana 10042 NICHELINO - Via San Matteo 1 Tel. 011 6279513 Poste Italiane s.p.a. Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n°46) art. 1, comma 2, DCB Trento. Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 148 del 25 marzo 1986. Informiamo i Lettori che i loro dati personali sono utilizzati solo per le finalità della rivista. Il responsabile del loro trattamento è l’amministratore, cui gli interessati possono rivolgersi per chiederne la verifica o la cancellazione (D.LGS. 196/2003). La pubblicazione non è in libero commercio. Stampa: Nuove Arti Grafiche Via dell’òra del Garda 25 - 38121 TRENTO E' Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi una mano. E' Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l'altro. E' Natale ogni volta che non accetti quei principi che relegano gli oppressi ai margini della società. E' Natale ogni volta che speri con quelli che disperano nella povertà fisica e spirituale. E' Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza. E' Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri." Madre Teresa di Calcutta Per informazioni: www.missionarieclaveriane.org Suore Missionarie di S. Pietro Claver Via della Collina 18 38121 TRENTO Tel. 0461 263645 E-mail: [email protected] Soeurs Missionnaires de St-Pierre Claver Route du Grand-Pré 3 1700 FRIBOURG Tel. 0264254595 E-mail: [email protected]