oggi 10-11/2015 www.samaritani.ch Il volontariato pagina 4 Tema speciale I principi base del Servizio sanitario Buono a sapersi Primi soccorsi in caso di ustioni Associazione Samaritani, annunciate gli interventi pagina 11 pagina 16 pagina 21 Testé et certifié par un physiothérapeute indépendant Le bandage d’acupression pour mollet Physio Belt a été testé et certifié par un physiothérapeute. Ce bandage peut atténuer les douleurs lombaires en une seule utilisation. En conséquence, votre besoin en antidouleurs diminue. AIDE POUR STOPPER LES DOULEURS IMMÉDIATEMENT NOUVEAU BANDAGE D’ACUPRESSION POUR MOLLET PHYSIO BELT Interruption du signal de douleur Le nerf sciatique est le nerf de la moelle épinière le plus long et le plus large dans le corps. Celui-ci va de la région lombaire, passe par les fesses puis continue le long des jambes. 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Nel corso degli anni, ho prestato e presto ancora del volontariato in associazioni e società sportive e culturali varie, o in enti attivi nella regione dove abito. L’ho sempre fatto e lo faccio spontaneamente e con molto piacere. Riunioni di comitato, magari anche lunghe, ore di sorveglianza a bordo di una piscina in occasione di un evento di sensibilizzazione al nuoto di salvataggio o controlli all’arrivo di una gara di sci nordico, magari al freddo e sotto la neve, oppure ancora aiutare nei lavori di preparazione per la costruzione di una capanna alpina. Se cito queste cose, è perché sono dentro di me e ricordo questi e molti altri eventi con molto piacere. Tuttavia penso che il volontariato non deve essere dato per scontato da chi ne beneficia. Pur agendo «col cuore in mano» e felice di quel che fa, il volontario non è «persona acquisita». È una persona, invece, che mette volontariamente parte del suo tempo libero a disposizione degli altri. E questo fatto va profondamente rispettato. Mai dimenticato. Va anzi apprezzato. A volte basta un piccolo gesto da parte di chi ne beneficia: un sorriso e una sincera stretta di mano; “grazie!”. Questo apprezzamento espresso ha un vero e potente effetto motivante per il volontario, che si sente ancora meglio in quel che fa, si sente utile e ricarica le sue energie. Mara Zanetti Maestrani 11 Il Servizio sanitario e le nuove formazioni I Servizi sanitari sono una tra le più importanti prestazioni delle Sezioni Samaritane. Ora grazie alle misure di scarico del sistema di milizia, anche nei Servizi sanitari proposti dai Samaritani sono previsti dei cambiamenti che riguardano i ruoli e le competenze dei Samaritani stessi, attivi nel posto sanitario. Buono a sapersi 16 Ustioni, come comportarsi Le ustioni non vanno mai sottovalutate. Cosa fare in caso di scottature e bruciature di primo, secondo e terzo grado? Ecco i corretti consigli e le indicazioni su quando bisogna assolutamente rivolgersi al medico. Associazione, Sezioni 21 Fate un intervento? Annunciatelo all’ASSTM Appello dell’Associazione Sezioni Samaritane Ticino e Moesano (ASSTM) ad annunciare gli interventi effettuati da Samaritani e/o First Responder. La Sezione di Blenio sensibilizza i bimbi ai Primi soccorsi. «oggi Samaritani» 10/11 2015 Data di apparizione: 4 novembre 2015 Editore Federazione svizzera dei Samaritani FSS Martin-Disteli-Strasse 27 Casella postale, 4601 Olten Telefono 062 286 02 00 Telefax 062 286 02 02 [email protected] www.samaritani.ch Segretaria centrale: Regina Gorza Abbonamenti, cambiamenti d’indirizzo per scritto all’indirizzo citato Redazione centrale Olten: Sonja Wenger Segretariato: Monika Nembrini Telefono 062 286 02 67 Redazione Ticino e Moesano Mara Maestrani Casa Vescovi, 6717 Dangio Telefono e fax 091 872 17 47 [email protected] Consegna articoli: entro il 15 di ogni mese Inserzioni Zürichsee Werbe AG Verlag und Annoncen Seestrasse 86, 8712 Stäfa Telefono 044 928 56 11 Telefax 044 928 56 00 Prezzo d’abbonamento Singolo abbonamento per terzi: Fr. 33.– annuali Impaginazione, stampa, spedizione AVD GOLDACH AG, 9403 Goldach 10 numeri all’anno Tiratura: 4800 copie Organizzazione di salvataggio della CRS oggi samaritani 10-11/2015 3 Volontariato Alla ricerca di un senso Quali sono i limiti del volontariato, sia in ambito organizzativo che giuridico e quali conseguenze può avere il superamento di questi limiti? Era questo il tema della giornata d’approfondimento organizzata a fine settembre dalla Croce Rossa svizzera e durante la quale si è anche cercato di capire cosa motiva la gente a prestare del volontariato. Redatto da Sonja Wenger Il professor Theo Wehner, emerito psicologo presso il Centro del Politecnico di Zurigo per le Scienze dell’organizzazione e del lavoro, è anche professore ospite all’Università di Brema, in Germania. Si occupa del tema del volontariato e, in collaborazione con il suo gruppo di lavoro, ha appena pubblicato un libro. L’articolo seguente è la versione accorciata e leggermente adattata della sua relazione sul tema della psicologia nel volontariato. «Per lungo tempo, si è omesso di considerare che il volontariato pone l’accento non solo sulla libera volontà di agire, ma anche sull’attività, ossia sul lavoro. Dove non si tiene conto di questa distinzione e dove i volontari vengono considerati solamente come persone volonterose che si impegnano liberamente, si va incontro ai limiti al volontariato. I volontari invece si impegnano soprattutto per essere attivi e per una sorta di collocamento organizzativo. Da circa 15 anni, noi psicologi del lavoro siamo interessati a capire con precisione cosa spinge e motiva la gente a fare del volontariato. A me interessa soprattutto la domanda: cosa c’è da una parte e dall’altra del lavoro retribuito? Da una parte del lavoro retribuito, c’è lo stipendio oppure le feste aziendali. Dall’altra, si ritrovano sia di nuovo una parte di volontariato sia la questione che sta caratterizzando fortemente il 21.mo secolo, ossia: la ricerca e la creazione di un senso. Nel mio lavoro ho visto molti superamenti di limiti – da parte dei volontari stessi ma anche da parte di coloro che necessitano del Per i volontari, il tipo d’attività che svolgono dice molto anche sul tipo di persona che vogliono essere. (Foto: Shutterstock) 4 oggi samaritani 10-11/2015 Attualità volontariato. Per questa ragione, qui si pone la domanda in merito agli incentivi e agli stimoli verso il volontariato. Secondo la nostra esperienza, le organizzazioni di volontari stesse riflettono fin troppo sugli incentivi e sui loro limiti invece di lasciar andare le cose per il loro corso naturale. Un altro punto che mi interessa molto nella mia ricerca, è la discussione attorno ad una forte professionalizzazione all’interno di molte organizzazioni di volontariato. La professionalizzazione del volontariato potrebbe significare la fine di quest’ultimo, poiché per la gente comune l’apporto di conoscenze personali fa parte del volontariato. Ovviamente ci sono ambiti dove non tutti i non professionisti possono essere impiegati da soli, ad esempio nell’assistenza delle persone. Limitare questo fatto e coordinare le cose con buon senso sono piuttosto problemi dell’organizzazione e non delle persone che offrono il loro sostegno a titolo di volontario. Il volontariato è un’importante risorsa sociale, economica e politica. (Foto: Shutterstock) Nuove forme di volontariato Parte dell’Umanità Quello che, per motivi di tempo, dovremmo escludere da questa relazione ma punta il dito proprio sui limiti e le possibilità di estenderli, sono le nuove forme di volontariato, rispettivamente il tema del ‹Volonturismo›; in altre parole della combinazione tra volontariato e turismo. Questa formulazione è stata coniata dalle giovani generazioni e proviene da persone che desiderano un’attività di volontariato legata a degli eventi. Possiamo osservare questa forma di volontariato proprio in questi tempi con la manifestazione di grande aiuto ai migranti, una cosa che stupisce molta gente. E infatti è così: in questi eventi vengono reclutate nuove persone disposte a impegnarsi in un’attività di volontariato e nella relativa esperienza anche al di là dell’evento individuale. Ora tocca alle organizzazioni di volontari cercare il buon sistema per attirare a sé in modo duraturo queste persone. Un’altra, nuova forma di volontariato si manifesta nella tendenza in atto dal 2011 circa e che riscuote successo proprio tra i rappresentanti della famosa Generation Y, ossia i nati tra il 1976 e il 1999. Queste persone sono sì pronte e disposte al volontariato, ma lo prestano spesso al di fuori delle organizzazioni classiche del volontariato. Delle interviste hanno dimostrato che queste persone temono soprattutto l’aspetto burocratico delle organizzazioni. Addirittura, certune lasciano proprio per questo le organizzazioni di volontari per organizzarsi in modo indipendente, offrendo loro in prima linea aiuto ai migranti nel loro quartiere; oppure organizzando servizi di trasporto. A questo punto vorrei introdurre un po’ di teoria. In tutte le culture, i cittadini sembrano essere stati ed essere tuttora in grado di assumersi compiti da parte dello Stato per il benessere della comunità. Hannah Arendt, una tra le più grandi studiose europee, disse che: ‹I cittadini dell’antica Polis (città) erano più o meno tutti disposti a prender parte alla giustizia, alla difesa e all’amministrazione della città e ciò per la possibilità di compiere o veder compiuto lo straordinario.› Ciò apre però interrogativi interessanti: perché in una società le persone che si impegnano per il benessere comune sono di regola solo tra il 20 e il 40% e non l’80 o il 90%? Si può aumentare questa percentuale e se sì, come? O ancora, cosa è diventato frustrante, se il numero dei volontari cala? Troppo spesso, quando si affronta questo tema, si sente dire che l’essere umano è egoista. Ma noi abbiamo anche le capacità per agire aldilà dei nostri propri egoismi. Il filosofo Ernst Tugendhat è uno dei pochi che si impegna con tenacia nella difesa del concetto che ambedue le qualità sono in noi. L’uomo è fortemente centrato su di sé, ciò che è bene per la formazione dell’identità e per l’anima. Nel contempo, l’uomo ha però anche la capacità di relativizzare e di ritrarsi. Secondo il filosofo Tugendhat ciò appartiene specificatamente all’essere umano e non può essere semplicemente e interamente distrutto e non ha bisogno di ricevere qualsiasi stimolo esterno. Realizzarsi Ora, se compariamo il volontariato al lavoro remunerato, giungiamo a delle conclusioni sorprendenti. In veste di psicologi del lavoro, noi consideriamo che nel lavoro remunerato non si tratta semplicemente di svolgere un compito nell’ambito dell’attività lavorativa. Non si tratta solo di preparare, ad esempio, una riunione o di compilare una richiesta di trasferta. Il modo in cui voi lo fate si riflette su di voi, vi cambia come pure forma la vostra identità. Nessuno può dire: ‹Si tratta solo del mio lavoro e quando l’ho finito, sono di nuovo di nuovo una persona completa.› È invece molto più valida la constatazione che mentre – e come – voi svolgete il vostro lavoro, diventate interamente umani. In uno studio di un collega francese è stata formulata la seguente domanda: quali sono le ragioni più importanti del lavoro remunerato? Tre sono stati i motivi principali individuati. Innanzitutto vi è il desiderio di ‹condurre una vita normale›. Un altro fattore, ovviamente, è quello di guadagnare dei soldi. Tuttavia è interessante notare come oggi in quasi tutte le categorie professionali il fatto di ‹potersi realizzare› è la motivazione più importante. Oggi, una persona su tre conferisce più importanza ad una professione che ha un senso rispetto al fatto di far carriera. I risultati di un altro studio – che chiedeva cos’è il buon lavoro – erano addirittura più chiari. Per molti, la risposta è infatti stata: ‹Un buon lavoro, è un lavoro al quale posso portare una qualità eccellente e dove posso impegnarmi personalmente, un lavoro che ha senso e dove io possa agire sentendomi eticamente e moralmente corretto.› Importante nel lavoro è anche il sentimento di coerenza nell’attività svolta, ossia devo poter svolgere un lavoro che capisco e che posso oggi samaritani 10-11/2015 5 Attualità gestire, che mi dà un senso e che è utile e significativo per la collettività. Autonomia o sfide Il volontariato comprende quindi molti dei fattori sopracitati. Tuttavia il paragone diretto tra volontariato e lavoro remunerato mostra dei risultati sorprendenti. Abbiamo chiesto a delle persone attive sia a titolo di volontari, sia impiegate in attività stipendiate, di elencare i vantaggi dell’una e dell’altra attività. Ecco, in sintesi, le risposte date: Nel volontariato •Non ricevo ordini da nessuno sulle cose da fare o da non fare; •Posso permettermi anche di fare una volta degli errori; •Posso contribuire ai cambiamenti della società; •Mi assumo senza condizioni i risvolti morali dei miei atti; •Mi occupo di tematiche che sono importanti nella mia vita; •Il lavoro dice molto sul tipo di persona che sono. Nel lavoro remunerato • Dipende da prestazioni di alta qualità; •Capita che mi sento trattato ingiustamente; •Mi vengono offerte delle sfide che mi permettono di crescere. Proprio quest’ultima considerazione ci ha sorpresi, ma osservando meglio la cosa, la risposta non è stupefacente più di quel tanto. E questo poiché il volontariato non necessariamente permette di crescere in questo senso, dato che già moralmente concordiamo con l’attività che svolgiamo e non vogliamo diventare professionisti in questo settore. Nel volontariato possono sorgere eventuali problemi in relazione ai fattori tipo ‹non ricevo ordini da nessuno, su cosa fare o non fare› oppure ‹posso permettermi a volte di sbagliare›. Anche nel campo del volontariato ci sono dei compiti complessi che necessitano Spesso i volontari hanno un miglior equilibrio tra il lavoro e la vita privata. (Foto: Shutterstock) di determinate qualifiche o che sono soggetti a precise procedure. Più un’organizzazione di volontari esige però delle qualifiche, delle direttive di lavoro o delle procedure, più allo stesso modo limita la motivazione all’autonomia del volontario. Per questa ragione, in questo settore bisogna agire con molta prudenza e sensibilità. Quale ultimo punto, mi voglio chinare sul sottile equilibrio tra lavoro e vita privata, un equilibrio oggigiorno molto ‹strapazzato›. Ci sono persone che sostengono che questo equilibrio inizia a vacillare quando assumiamo troppi ruoli, ad esempio sul lavoro, o in privato o ancora nel volontariato. Desidera- Buono a sapersi Definizione di volontariato secondo Theo Wehner Un’attività a scopo generale e non lucrativo è un lavoro sociale, organizzato e non retribuito. Si intende una prestazione di interesse comune, fornita di persona e in modo regolare e che in principio potrebbe venir prestata da una terza persona e potenzialmente potrebbe essere pagata. 6 oggi samaritani 10-11/2015 vamo sapere quindi se il volontariato influisce in modo negativo sull’equilibrio tra lavoro e vita privata. Con nostra sorpresa abbiamo constatato che le persone attive a titolo di volontariato hanno addirittura un miglior equilibrio di vita, con meno conflitti tra il lavoro e altre sfere della vita. Ovviamente i volontari dedicano il loro tempo e la loro energia all’attività di volontariato, ma in questo modo rafforzano le loro risorse personali più di quanto le stesse attività volontarie non le stanchino ed esauriscano.» È anche importante sottolineare che ciò vale per un’attività di volontariato regolare, dove gli impegni alla settimana o al mese non sono né troppo corti ma nemmeno troppo lunghi. Anche qui, si tratta di trovare il giusto equilibrio. Su questo tema, leggete anche l’articolo a pagina 7: «Sinergie tra professionisti e non professionisti». Theo Wehner & Stephan Güntert: «Psychologie der Freiwilligenarbeit». Springer Verlag. Berlino 2015. 291 pagine. 47.90 franchi. • Attualità L’intervistato: professor Theo Wehner, psicologo e professore emerito presso il Centro per le Scienze organizzative e occupazionali del Politecnico di Zurigo Sinergie tra professionisti e non professionisti La garanzia della qualità nell’offerta formativa e di corsi è al momento un tema importante all’interno della Federazione svizzera dei Samaritani. Numerosi Samaritani percepiscono questa evoluzione come una maggiore professionalizzazione delle loro attività. Ma quali forme di professionalizzazione esistono nell’ambito del volontariato? 1. Theo Wehner, nella sua relazione sulla psicologia del lavoro, lei afferma che una crescente professionalizzazione potrebbe significare la fine del volontariato, poiché è in contrasto con l’apporto di conoscenze non professionali. I due aspetti sono realmente incompatibili tra loro? Risultano incompatibili solo se, nel rispettivo campo d’intervento, non si considera un arricchimento il fatto che anche persone non qualificate specificamente in tale settore, possano apportare le loro esperienze e ulteriori competenze su base volontaria e non retribuita. Infatti, non è assolutamente necessario ricorrere a giudici non professionisti per pronunciare una buona sentenza considerata equa, bensì occorre guardare al di là dei paragrafi vigenti e considerare anche la comunità o la (re)integrazione delle persone. 2. Determinate forme di volontariato, come quello svolto dalle Sezioni Samaritane, presuppongono una qualificazione. In che modo la Federazione svizzera dei Samaritani può raggiungere un equilibrio a riguardo? Non c’è nulla che parli a sfavore di una qualificazione, o addirittura di una formazione, nel contesto di un impegno volontario. Noi esseri umani siamo creature capaci di apprendere e ci qualifichiamo, anche senza accorgercene, dedicandoci all’ozio o aiutando i nostri figli a fare i compiti. Tuttavia, alcuni aspetti parlano a sfavore della professionalizzazione dei campi di attività d’interesse generale, ovvero la regolamentazione delle condizioni di accesso e, alla fine, la standardizzazione delle procedure e degli iter che sono propri di qualsiasi mestiere, e più che mai di una professione. La Federazione svizzera dei Samaritani deve quindi ponderare accuratamente dove conviene ricorrere a personale specializzato salariato, e dove è invece possibile proporre offerte per volontari non specializzati ma disposti ad apprendere. Se ciò viene comunicato chiaramente, e se l’interazione delle persone viene coordinata bene, allora possono nascere delle sinergie tra professionisti e non professionisti. 3. Lei fa distinzione nel tipo o nel grado di una professionalizzazione? Sì, è necessario differenziare. Purtroppo oggi si tende ad amalgamare connotazioni positive e l’uso in parte abusivo. Le professioni in senso stretto (giurisprudenza, medicina, teologia) costituiscono organizzazioni di categoria, per avere e mantenere il potere. Esse, d’altro canto, disciplinano l’accesso, formano, verificano le competenze e controllano le prestazioni: ma è questo che vogliamo anche per l’impegno civico, a favore della società civile? 4. Esiste una forma di volontariato in cui i volontari percepiscono in modo particolarmente spiccato l’acquisizione di conoscenze specifiche come un reale vantaggio? Nel caso del Telefono Amico, dove operano solo volontari e qualche coordinatrice, si riceve ad esempio un’eccellente formazione, in seguito anche una supervisione, per poter condurre colloqui telefonici con persone in crisi, dare conforto e speranza ed, eventualmente, segnalare le offerte di aiuto istituzionali. Ma, anche in questo caso, non parlerei di professione, perché si tratta di un’offerta di solidarietà, fondata su una motivazione personale, e non di un’offerta professionale. Inoltre, i volontari fanno tra l’altro esperienze al di fuori del loro mestiere o di altri campi di attività, e seguono i loro interlocutori non con distanza professionale. 5. Oltre all’aspetto della conoscenza, c’è ancora qualcosa da Theo Wehner: «Non si dovrebbe far passare la voglia alle persone di impegnarsi nella società civile per via di troppe regole o procedure standardizzate.» considerare che potrebbe compromettere il volontariato per via della professionalizzazione? Sì, perché in questo modo viene seriamente minato il principio che è alla base della motivazione per la volontarietà. I volontari sono infatti i professionisti della motivazione intrinseca, quindi che agisce dall’interno, dell’autodeterminazione e della padronanza delle loro azioni. Si potrebbe anche dire che i loro servizi non sono in vendita, di certo almeno finché potranno permettersi la volontarietà. Se però il volontariato viene considerato come un trampolino per la carriera, come possibile vantaggio nel curriculum, come porta di accesso verso un mestiere o una riconversione professionale, allora la promessa della professionalizzazione può risultare allettante. E poi entrano in gioco anche fattori di motivazione estrinsechi, ovvero che agiscono dall’esterno, che non sono a vantaggio dell’impegno. oggi samaritani 10-11/2015 7 I Save My Life: informazioni vitali sotto forma di codice QR Immaginate di perdere conoscenza in un incidente e di non poter comunicare ai soccorritori informazioni vitali su di voi quali allergie, malattie, gruppo sanguigno, farmaci o anche il nome dei vostri parenti e dei vostri medici curanti. La soluzione si chiama «I Save My Life». Con uno smartphone i primi soccorritori possono scannerizzare il vostro codice QR e visualizzare sul display tutti i dati più importanti. Come funziona I Save My Life Acquistate un abbonamento su www.isml.ch, scontato per i membri del Club qualsiasi cellulare che abbia installato della sicurezza myBaloise, e l’app QR. registrate online i vostri dati vitali. Siete solo voi a decidere quali dati potranno essere letti in un secondo tempo. I vostri dati vengono poi trasformati in un codice QR che verrà stampato su un certo numero di adesivi, da incolla- re sul cellulare, sul casco, sulla carta d’identità, sul portafoglio, ecc. Per la prova del nove, scannerizzate semplicemente gli adesivi con la relativa app QR gratuita che avete scaricato sul vostro smartphone. Gli adesivi si applicano sugli oggetti Prevenzione con la Basilese personali. 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Un monitore o una monitrice si sentono ancora parte di un’organizzazione volontaria quando lo svolgimento dell’attività ha richieste sempre più elevate? Dove sono i limiti di una qualificazione professionale? E soprattutto: si può ancora parlare di attività volontaria quando vengono pagati degli indennizzi? E come definiamo esattamente un lavoro remunerato? Quante ore di impiego possono ancora essere intese come attività volontaria? E come delimitare la propria attività di volontariato dal lavoro stipen diato? Lo scarico, o alleggerimento, dei compiti dei Comitati, dei Samaritani volontari come pure dei quadri della formazione assume forme sempre più concrete. Nel corso della Conferenza d’autunno dei presidenti, i partecipanti verranno informati sul punto attuale della realizzazione dei progetti parziali di scarico del sistema di milizia. Tra le altre cose, saranno informati sul primo progetto pilota formativo nel settore della formazione dei quadri. Verrà illustrato anche il progetto dei quadri della Gioventù, con le funzioni future previste in questo specifico settore, i relativi percorsi formativi e le formazioni complementari o nuove per l’anno 2016. Ci sarà poi un blocco informativo che riguarderà il progetto, pure parziale, che tocca i comitati/funzionari, dove sono previsti degli adattamenti del catalogo dei compiti di quelli che finora erano gli istruttori dello sviluppo dell’Organizzazione, rispettivamente dei coordinatori o delle coordinatrici delle Sezioni. Dato che la base del movimento samaritano fornisce esempi ed esperienze concrete molto utili, verranno presentati anche durante questa Conferenza i migliori esempi pratici riscontrati. Così due Associazioni cantonali spiegheranno come, grazie a dei Workshop, sono state discusse ed esaminate diverse possibilità di scarico di compiti nel normale lavoro di milizia e come le stesse hanno pianificato l’introduzione degli obiettivi strategici. In seguito, si parlerà anche del lavoro di volontariato e dello sviluppo dell’Organizzazione. In questo ambito, si discuterà su quei cambiamenti che risulteranno dall’implementazione della Strategia 2020 e dalle esigenze della garanzia di qualità. Lo scambio di opinioni sarà qui molto importante. L’Organizzazione centrale e le Associazioni cantonali, infatti, hanno il compito congiunto di accompagnare e sostenere le Sezioni Samaritane in questi processi. All’ordine del giorno figurano poi le trattande relative al Programma d’attività e al Budget di dettaglio per il 2016. Il Comitato centrale informerà sugli aggiornamenti fatti a seguito dell’Assemblea generale dei Delegati dello scorso 20 giugno. Infine, un rappresentante di TEXAID informerà sugli sviluppi della raccolta di abiti usati e illustrerà le attuali possibilità di collaborazione con le Sezioni e le Associazioni cantonali. Il Comitato centrale riferirà poi sullo stato dei lavori in merito all’offerta di servizi di visita e accompagnamento (uno degli aspetti del Settore d’attività chiave Assistenza della Strategia 2020) e parlerà della collaborazione in questo senso tra le Associazioni cantonali della FSS e le Associazioni cantonali CRS. Essere Samaritano è un «affare di cuore». Essere Samaritano significa soccorrere, imparare e insegnare, aiutare e assistere. In questa «faccenda di cuore» i Samaritani devono sentirsi sicuri e per questa ragione hanno bisogno di conoscenze aggiornate. A questo scopo, mettono molto del loro tempo a disposizione. È quindi legittimo indennizzarli per determinati compiti. Qui dobbiamo valutare assieme i limiti, allo scopo di garantire sempre un buon e salutare equilibrio. Regina Gorza 10 oggi samaritani 10-11/2015 Sonja Wenger • Agenda Appuntamenti importanti della FSS per il 2016 Giornata quadri I (ted) Giornata quadri II (ted/i) Conferenza dei presidenti cantonali Giornata quadri III (ted/f) Apertura dei festeggiamenti 150 anni CRS Giornata mondiale della Croce Rossa Campo giovanile Gruppi Help (ted/f) Assemblea generale Delegati Colletta samaritana Giornata internazionale dei Primi soccorsi Conferenza d’autunno Giornata degli Ex Sabato 20.02 e domenica 21.02 Sabato 27.02 e domenica 28.02 Sabato 19.03 e domenica 20.03 Sabato 12.03 e domenica 13.03 Sabato 02.04 Domenica 08.05 Sabato 14.05 fino a lunedì 16.05 Sabato 18.06 a Heiden Lunedì 22.08 fino a sabato 03.09 Sabato 10.09 Sabato 12.11 Giovedì 01.12 Tema speciale Principi fondamentali del Servizio sanitario I Servizi sanitari sono per molti aspetti una tra le prestazioni più importanti delle Sezioni Samaritane: Con la presenza in pubblico e i loro servizi in occasione di manifestazioni sportive, culturali o aziendali in tutta la Svizzera, i Samaritani dimostrano e mettono in pratica le loro competenze specialistiche. Nel contempo mostrano anche l’importanza della loro attività a titolo di volontariato. La presenza nei Servizi sanitari caratterizza anche sempre il modo in cui viene recepita – dalla popolazione – la Federazione svizzera dei Samaritani. E non da ultimo, questi servizi rappresentano anche un’importante fonte di entrate per le Sezioni. Tuttavia, prima di allestire un Servizio sanitario ci sono molte cose da pianificare e organizzare. Sia nella valutazione del rischio nell’ambito di un incarico che nella necessaria richiesta di autorizzazioni o ancora nella preparazione di tutto il materiale e l’equipaggiamento necessario, o ancora nell’organizzazione del rifornimento ai Samaritani che saranno impiegati nel Servizio sanitario: le cose da pensare e fare sono parecchie. Al termine, inoltre, anche i lavori amministrativi per le fatturazioni richiedono parecchio investimento di tempo. Da «Posto samaritano» a «Servizio sanitario» La definizione «Posto samaritano» usata per molto tempo si fonda sull’uso interno ai Samaritani; in futuro questa definizione cambia in «Servizio sanitario». Questo concetto viene correntemente usato anche al di fuori del movimento samaritano, nel contesto delle prestazioni nell’am bito dei Primi soccorsi. Ripartire meglio i compiti, alleggerire Una grossa parte di questo lavoro oggi spetta spesso ai monitori. Il loro compito principale è tuttavia in prima linea quello della pianificazione e della realizzazione degli esercizi come pure delle formazioni e formazioni continue dei soci delle Sezioni. Proprio per questa ragione, nell’ambito delle nuove formazioni e formazioni continue della Federazione svizzera dei Samaritani, si va nella direzione di un «alleggerimento» (scarico) delle funzioni dei Samaritani interessati, senza per questo dover rinunciare alla qualità delle prestazioni. Il risultato sono due nuove offerte di formazione che in futuro permetteranno ai Samaritani di dividere meglio i diversi compiti necessari per la conduzione e gestione del Servizio sanitario. Nel contempo vengono create nuove possibilità di impiego per i membri della Sezione. Chi si presta per i Servizi sanitari Oggi, un Samaritano deve aver frequentato e superato le seguenti formazioni per poter esercitare in un Servizio sanitario: • Corso soccorritore • Corso base BLS-AED • Corso samaritano • Esercizio Posto sanitario • 5 esercitazioni di Sezione all’anno In media, quindi, bisogna investire circa 36 ore di tempo, senza contare qui il tempo necessario per gli esercizi di Sezione. I nuovi regolamenti dell’Interassociazione di Salvataggio (IAS) e le nuove linee guida che rappresentano la base per gli adattamenti Il materiale giusto al posto giusto: organizzare un Servizio sanitario è Per poter prendere le misure corrette sul posto in caso di intervento, impegnativo e richiede tempo. (Foto: FSS) occorre una buona coordinazione. (Foto: Shutterstock) 12 oggi samaritani 10-11/2015 Attualità Requisiti per chi è attivo nel Servizio sanitario e nuove offerte Requisiti per chi presta servizio al Servizio sanitario Corso soccorritori Corso base BLS-AED Corso samaritano Base del Servizio sanitario (una volta: esercizio Servizio sanitario) 5 esercizi di Sezione all’anno 40h di esperienza al Servizio sanitario Organizzare un Servizio sanitario Condurre un Servizio sanitario (8 h in un solo giorno) (8 h in un solo giorno) odierni nell’ambito delle formazioni e della formazione continua della FSS, entrano in vigore dal 1.1.2017. Fino ad allora valgono le disposizioni per un Servizio sanitario attualmente in atto: stesura di contratti oppure la ripartizione e la coordinazione dei Samaritani che parteciperanno al Servizio. Il corso dura 8 ore e può essere frequentato in una sola giornata. I requisiti sono identici a quelli necessari per chi già presta servizio nei Posti sanitari. Oltre a ciò, i partecipanti devono avere alle spalle almento 40 ore di Servizio sanitario. • Corso soccorritori • Corso base BLS-AED • Corso samaritano • Base del Servizio sanitario (una volta: esercizio Servizio sanitario) • 5 esercizi di Sezione all’anno E’ importante che i Samaritani assolvano queste formazioni e che acquisiscano attraverso le regolari esercitazioni la necessaria «routine» e sicurezza nell’agire. Questo perché nei Servizi sanitari può succedere, in caso estremo, di dover agire per salvare una vita umana. Fornendo le proprie prestazioni in un Servizio sanitario, ogni Samaritano si assume coscientemente la responsabilità e l’obbligo di essere preparato al meglio possibile. Nuovo offerte di formazione «Organizzare un Servizio sanitario» Questa formazione si concentra sui compiti organizzativi e amministrativi nell’ambito di un Servizio sanitario: tra questi figurano ad esempio la valutazione del rischio e la preparazione di offerte, la «Condurre un Servizio sanitario» In questo corso ci si concentra sulla conduzione di un Servizio sanitario: valutazione della situazione e del luogo, ritmo di condotta e l’adozione di misure immediate. Il corso dura 8 ore e può essere frequentato in una sola giornata. I requisiti sono quelli necessari per poter prestare servizio nei Posti sanitari. Oltre a ciò, i partecipanti devono avere alle spalle almeno 40 ore di Servizio sanitario. Testo: Stephan Hoenner • Ulteriori informazioni si trovano www.samaritani.ch (sotto formazione) sul sito Internet oggi samaritani 10-11/2015 13 Miradent contenitore dentale SOS Dentobox Miradent contenitore dentale SOS Dentobox La SOS Dentobox è una scatola per trasportare denti e pezzi di ponte dentale rotti. Contiene una soluzione nutritiva che consente alle cellule dentali di sopravvivere Art. 2489 CHF 42.65 Prezzi IVA inclusa Promozione autunnale dal 1.10 al 31.12.2015 Borsa sanitaria • In pregiato nylon • Dimensioni esterne: ca. 36 x 18 x 20 cm • Borsa sanitaria: riempita contenuto dello Shop Art. 3321 Vecchio CHF 249.– Nuovo CHF 199.– Prezzi IVA inclusa Sconto autunnale del 20% per tutti i clienti Per ulteriori informazioni consultare lo Shop della FSS. 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Non è una formula magica tratta da un libro per fattucchiere, ma un rimedio che è stato studiato e testato e i cui effetti sono stati provati scientificamente. Lo zenzero è ricco di minerali, di vitamina B6 e soprattutto di antiossidanti estremamente potenti. Nessun altro frutto o spezia è così efficace contro tanti disturbi diversi. Nel suo nuovo libro “Zenzero, un tesoro dimenticato”, Sandra Bierstedt ci svela tutti i segreti dell’antichissima pianta. Per esempio: come alleviare o bloccare le crisi di emicrania senza effetti collaterali e con risultati migliori rispetto al rimedio chimico come eliminare il mal di mare, di macchina e le nausee qual è il segreto di Angelina Jolie che ha perso 11 chili in qualche settimana appena qual è la ricetta per alleviare i dolori alle articolazioni, per i gonfiori e le infiammazioni come risolvere problemi di indigestione, dolori allo stomaco e aerofagia in appena mezz’ora qual è la semplice ricetta, più efficace dei medicinali chimici, contro i bruciori di stomaco come preparare uno spray efficace contro l’acne Se pensava di conoscere tutto sul limone, sarà sorpreso di scoprire che questo frutto solare è ben di più di un concentrato di vitamina C. come mettere fuori gioco un’eccessiva freddolosità e un ciclo mestruale doloroso per quanto concerne la sessualità: rivela l’arma assoluta da secoli contro l’impotenza o la mancanza di libidine come farla finita con i disturbi del sonno.... qual è la ricetta per preparare una bevanda afrodisiaca qual è l’alternativa efficace contro artrosi, artrite e reumatismi come preparare un bagno contro la cellulite e per ringiovanire la pelle come bloccare l’acidificazione del corpo che è pericolosa quanto il consumo eccessivo di alcol e tabacco come combattere i postumi della sbornia come far funzionare il sistema immunitario a pieno regime e non lasciare alcuna chance alle influenze come preparare un astuccio di emergenza con rimedi a base di zenzero Il libro “Zenzero, un tesoro dimenticato” Le farà scoprire decine di rimedi e ricette per curare numerosi problemi di salute grazie alle straordinarie virtù dello zenzero. Il grande vantaggio dello zenzero è che è in vendita in tutti i supermercati. Economico, efficace e senza effetti collaterali. Il Suo farmacista gliene ha già parlato? Ordini urgenti Tel 091 252 00 98 Fax 022 552 09 42 [email protected] Tutti conoscono le proprietà benefiche degli agrumi. E, per la maggior parte di noi, il limone è spesso sinonimo di vitamina C. Nel libro “Molto più che vitamina C” imparerà a conoscere i numerosi benefici sconosciuti di questo agrume straordinario che arriva dal sud, le sue numerose virtù e come preparare delle ricette estremamente efficaci e semplici da usare. Il limone può attenuare disturbi e problemi più inaspettati. Dall’herpes labiale ai postumi di un’ubriacatura, senza dimenticare l’acne, i problemi di prostata, l’arteriosclerosi, la disintossicazione e la perdita di peso... solo per citarne alcuni. C’è acido e...acido Il nostro attuale modo di vivere porta all’acidificazione del corpo (acidosi) che si accompagna, tra l’altro, all’apatia, all’invecchiamento precoce, all’aumento del colesterolo, alla perdita dei capelli e all’esaurimento nervoso. Malgrado il suo gusto acido, il succo di limone è alcalino (antiacido), quindi ha l’effetto opposto. Ciò lo rende una delle armi più temibili per combattere contro numerose malattie. E molto di più ancora Il libro è una fonte inesauribile di trucchi e astuzie pratiche come per esempio come eliminare le lentiggini avere delle belle unghie bianche far sparire la forfora tagliare le cipolle senza piangere lenire gli effetti dannosi sulla pelle provocati dall’esposizione al sole respingere i moscerini, ecc. Il libro La soprenderà e si rivelerà un punto di riferimento ogni qual volta avrà un piccolo problema da risolvere. Un libro indispensabile in ogni biblioteca! Buono di lettura da rispedire a Body Best Casella postale 2622-1260 Nyon 2 – Tel 091 252 00 98-Fax 022 552 09 42 [email protected] – www.bodybest.ch Per favore inviatemi il (i) libro(i) seguente (i) __ copia(e) di « Zenzero, un tesoro dimenticato » al prezzo di Fr. 39,- per 1 copia __ copia(e) di « Molto piu che vitamina C! » al prezzo di Fr. 39,- per 1 copia ❑ Partecipazione alle spese di porto e imballaggio Fr. 6,95 Risparmio di Fr. 19.- ordinando 2 copie al prezzo offerta di Fr. 59,-. Diritto di recesso 30 giorni Nome/Cognome _________________________________________________ Indirizzo ________________________________________________________ Cap./Località ____________________________________________________ Tel. ______________________ Data di nascita ________________________ GCIP015 Il fuoco dà calore e luce, ma può anche causare gravi ferite. (Foto: Shutterstock) Danni da calore Come comportarsi in caso di ustioni? Il corpo umano è in grado di reagire agli influssi del freddo e del calore. Se la differenza di temperatura è modesta, può adattarvisi da solo, in modo da mantenere costante la temperatura interna, che è di importanza vitale. Se però il corpo viene esposto a temperature esterne eccezionali, le alterazioni che ne derivano possono essere gravi. Testo: Ivo Breitenmoser Il presente testo è parte del capitolo 13 «Effetti del calore e del freddo» tratto dal libro «Prestare i Primi soccorsi – Agire in modo sicuro», che la casa editrice Careum Verlag di Zurigo mette a disposizione della rivista «oggi Samaritani». I danni da calore si verificano quando il corpo resta esposto per periodi prolungati e senza protezione a temperature ambientali molto elevate. Tali temperature possono costituire un rischio per la salute e, nel peggiore dei casi, portare a situazioni potenzialmente letali. Insolazione Se la testa rimane esposta per parecchio tempo a luce solare intensa, può derivarne un’infiammazione della meninge con congestione 16 oggi samaritani 10-11/2015 cerebrale. I sintomi che si manifestano vengono chiamati insolazione o colpo di sole. Sintomi • testa fortemente arrossata e calda • mal di testa, vertigini • nausea, vomito • sfinimento e stanchezza • dolori alla nuca o addirittura rigidità della nuca • diminuzione del livello di coscienza fino a perdita della coscienza Prime misure • cercare frescura in un posto ombreggiato • assumere una posizione rilassata con il tronco sollevato • raffreddare la testa con acqua o panni umidi Se cosciente: • bere bevande fresche analcoliche In caso di rigidità della nuca, aumento dei disturbi, perdita di coscienza: • chiamate immediatamente un’ambulanza (144) Perdita di coscienza con respirazione normale: • posizione laterale di sicurezza Se i sintomi non scompaiono entro mezz’ora o, malgrado le prime cure, addirittura peggiorano, chiamate un’ambulanza. Colpo di calore e collasso da calore Il centro di regolazione della temperatura nel cervello cerca di mantenere la temperatura corporea interna a 36,8 °C circa. Per ridurre la temperatura il corpo aumenta l’irrorazio- Buono a sapersi ne sanguigna della pelle in modo da favorire la dispersione di calore; inoltre con l’evaporazione del sudore si ha un ulteriore effetto refrigerante. Peraltro questo meccanismo di regolazione porta anche a una crescente disidratazione del corpo. Se tutto questo non basta più per regolare la temperatura, si verifica un pericoloso surriscaldamento dell’intero corpo. Data la massiccia disidratazione, si manifestano poi disturbi circolatori con caduta della tensione arteriosa e polso accelerato. Se la temperatura interna del corpo supera 40 °C, si può avere anche un edema cerebrale con conseguente perdita di coscienza (collasso da calore), il che costituisce una situazione potenzialmente letale. Misure preventive Per evitare un tale surriscaldamento del corpo si consigliano pertanto le seguenti misure preventive: • portare un copricapo di colore chiaro • bere molta acqua, preferibilmente acqua minerale salata • indossare indumenti chiari e ariosi • mantenersi il più possibile all’ombra ed evitate la calura del mezzogiorno • se si devono compiere sforzi fisici, cercare di farlo al mattino presto o alla sera Non dimenticare che i bambini e gli anziani, come pure le persone con disturbi dell’irrorazione sanguigna o forte sovrappeso, sono particolarmente a rischio in caso di forte calura e perciò devono assolutamente bere a sufficienza. Sintomi • forte mal di testa e vertigini • febbre alta, grande sete • pelle secca e calda • polso rapido e debole • caduta della pressione arteriosa (oscuramento della vista, vertigini) • stato di esaurimento • diminuzione del livello di coscienza fino a perdita della coscienza Prime misure • portare la persona all’ombra e aprirle gli indumenti • raffreddare tutto il corpo con acqua o panni umidi • tenere sollevato il tronco Se cosciente: • far bere alla persona abbondanti liquidi freschi In caso di disturbi persistenti o che si aggravano, caduta della pressione arteriosa, perdita di coscienza: • chiamare immediatamente un’ambulanza (144) In caso di caduta della pressione arteriosa: • sdraiarsi con le gambe in posizione sollevata Perdita di coscienza con respirazione normale: • posizione laterale di sicurezza Perdita di coscienza senza respirazione normale: • massaggio cardiaco Un collasso da calore rappresenta una situazione potenzialmente letale. Chiamate immediatamente un’ambulanza. Scottatura solare (ustione di 1° grado) Oltre alla sua funzione di organo sensoriale, la pelle ha soprattutto una funzione protettiva. Separa il corpo dall’ambiente circostante Da sapere Pronto soccorso per ustioni 1. Raffredda la ferita da ustione almeno per dieci minuti sotto acqua corrente fredda Raffreddare la ferita da ustione lenisce i dolori, i gonfiori e riduce il rischio di cicatrici. Quanto prima e più a lungo viene raffreddata una ferita da ustione, tanto minori saranno le conseguenze. Esaminare la ferita e in caso di bisogno allarmare il 144. Raffreddare le ustioni. 2. Se la ferita da ustione deve essere curata anche a livello medico, coprila con la pellicola trasparente o con un sacchetto di plastica pulito, senza stringerla. Altrimenti non è necessaria nessuna copertura di plastica. Questo mantiene l’area più pulita e contribuisce a proteggerla dalle infezioni. Il materiale è l’ideale, perché non si attacca alla ferita da ustione e protegge la superficie della ferita dall’aria, producendo così un’azione lenitiva. 3. Chiama all’occorrenza il numero d’emergenza 144 o incarica un’altra persona di farlo. In linea di massima chiama il 144, se un bambino ha subito un’ustione, se la ferita da ustione forma delle vesciche, se l’ustione si estende su più zone del Coprire le ferite da ustioni con un foglio di plastica. corpo risp. su mani, piedi, articolazioni o sul viso, o se sono visibili gli strati di tessuto sottostanti. Fonte: App Primi soccorsi della CRS Foto: Croce rossa britannica oggi samaritani 10-11/2015 17 Buono a sapersi adulti e bambini: il palmo della mano del paziente ha una superficie pari a circa l’1% della sua superficie corporea. e lo protegge dagli influssi ambientali. Agenti esterni, come calore, radiazione o sfregamento possono però causare alla pelle danni acuti o cronici (secondo la durata della loro azione) e quindi comprometterne la funzione protettiva. Ustione di secondo grado: possono anche essere eventualmente indolori ma devono essere trattate da un medico. (Foto: FSS) Sintomi • arrossamento della pelle • vesciche doloranti piene di liquido limpido Ustioni di primo grado: un forte colpo di sole è già un’ustione di primo grado. (Foto: FSS) Se la pelle si ustiona, la profondità di penetrazione è di importanza decisiva. Generalmente le ustioni superficiali guariscono senza conseguenze, mentre quelle più profonde distruggono la pelle, che può guarire soltanto con la formazione di cicatrici. Le scottature solari sono la conseguenza dell’azione eccessivamente prolungata e/o intensa sulla pelle degli invisibili raggi ultravioletti (radiazione UV). Sintomi • arrossamento cutaneo chiaramente delimitato • sensazione di calore più o meno intenso •prurito •dolori Prime misure • evitate di esporsi ulteriormente alla luce solare • raffreddare con panni umidi la pelle scottata • per la cura della pelle si consigliano speciali emulsioni olio-in-acqua • assunzione di analgesici Le scottature solari in età infantile sono particolarmente pericolose e aumentano il rischio di contrarre un cancro della pelle più avanti negli anni. Ustioni di 2° grado Un’ustione di 2° grado è causata da calore, raggi UV o sollecitazioni meccaniche: le conseguenze sono una formazione di vesciche accompagnate da forti dolori. In questo stadio la pelle può ancora guarire senza o soltanto con piccole cicatrici. 18 oggi samaritani 10-11/2015 Prime misure Se la lesione è poco estesa: • raffreddare la regione cutanea ustionata con acqua corrente tiepida a ca. 20 °C (raffreddando con acqua ghiacciata si rischia un’ipotermia!) • applicare sull’ustione una benda asciutta e pulita • lasciare le vesciche (non apritele) Se le vesciche sono scoppiate: • coprire la regione cutanea ustionata con compresse sterili, le pellicine possono essere tolte In caso di ustioni al viso, sulle articolazioni o ai genitali: • chiamate immediatamente un’ambulanza (144) Ustione di terzo grado: queste ustioni devono sempre essere trattate dal medico. (Foto: FSS) Sintomi • distruzione della pelle fino alla carbonizzazione • pelle dura, bianca e secca • assoluta mancanza di sensibilità nelle zone ustionate • non si sente nessun dolore Prime misure • chiamare immediatamente un’ambulanza (144) • NON raffreddare con acqua (rischio di ipotermia!) • applicare sull’ustione un bendaggio asciutto • vietare alla persona di mangiare e bere (in vista di un possibile intervento chirurgico urgente) Le ustioni di 3° grado devono essere trattate in una clinica specializzata e spesso quando guariscono lasciano cicatrici. Chiamate immediatamente un’ambulanza. Le ustioni al volto e sulle articolazioni dovrebbero essere curate subito in ospedale. Chiamate immediatamente un’ambulanza. Ustioni di 3° grado Se il calore ha modo di agire per lungo tempo o con particolare intensità, la pelle viene danneggiata fin nel suo strato più profondo (ipoderma), dove vengono distrutte anche le terminazioni nervose, così che non si sente più nessun dolore. Il danno della pelle è tanto grave che non può più rigenerarsi (ustione di 3° grado). L’estensione delle ustioni rispetto alla superficie del corpo è di grande importanza per la terapia, perché quanto più è estesa l’area ustionata, tanto più vengono perturbati gli equilibri fisiologici (composizione del sangue, circolazione, ecc). Se in un adulto è ustionato circa il 10% della superficie corporea (bambini: circa il 5%), possono esserci complicazioni potenzialmente letali (infiammazione, shock circolatorio). La seguente regola empirica serve a valutare rapidamente l’estensione delle ustioni di Illustraione: questa sezione mostra quanto un’ustione può danneggiare la pelle in profondità. (Foto: FSS) • Il cerotto di fissaggio delicato sulla pelle, senza adesivi – aderenza piacevole e rimozione indolore 3M Silicone Tape ™ L‘età non importa – proteggete la vostra pelle! L’ideale per pelli sensibili Non irrita la pelle quando si stacca Riposizionabile Traspirante Ipoallergenico www.3M.com/ch Attualità Campagna di vaccinazione dell’Ufficio federale della Sanità pubblica (UFSP) Eliminazione del morbillo: colmare le lacune vuol dire prevenire la sofferenza L’obiettivo di una Svizzera senza morbillo è a portata di mano. Attualmente, tuttavia, è ancora possibile che si sviluppino focolai di morbillo in qualsiasi momento. Il che significa che vale la pena di continuare ad agire. La vaccinazione è per tutti un investimento per la salute, facile, sicuro, efficace e che, non da ultimo, fa anche risparmiare sui costi. Grazie alla strategia nazionale per l’eliminazione del morbillo 2011– 2015, il morbillo in Svizzera dovrebbe essere scomparso entro la fine dell’anno. Questa strategia è sostenuta dalla Confederazione, dai Cantoni, da organizzazioni mediche specializzate e da associazioni professionali. Gli obiettivi principali: 1. vaccinare in ogni nuova coorte di nascita almeno il 95 per cento dei bambini di 2 anni con due dosi del vaccino contro il morbillo, 2. colmare entro la fine del 2015 le lacune nella copertura vaccinale delle persone nate dopo il 1963 e 3. arginare tempestivamente i focolai di morbillo con misure uni formi in tutti i Cantoni. Le ultime cifre sono assai positive: come dimostrano i dati del 2014 di otto Cantoni, ormai il 93% dei bambini di due anni hanno ricevuto una prima dose di vaccino contro il morbillo, e l’87% anche la seconda. Attualmente si stima che in Svizzera ci sono ancora circa un milione di lacune vaccinali che riguardano soprattutto le persone di età compresa tra i 20 e i 50 anni, le quali spesso non sanno di non essere protette o di esserlo in maniera insufficiente. Come proteggere se stesso e i suoi bambini? L’Ufficio federale della Sanità pubblica (UFSP) raccomanda come vaccinazione di base la vaccinazione combinata contro morbillo, parotite e rosolia (MPR): la prima dose all’età di 12 mesi e la seconda tra i 15 e i 24 mesi. Una vaccinazione di recupero (MPR) è possibile a qualunque età ed è consigliata a tutte le persone nate dopo il 1963, che non sono state vaccinate due volte e non hanno ancora contratto il morbillo. Per i neonati esposti a un maggior rischio di contrarre il morbillo (prematuri, bambini che frequentano asili nido o mamme diurne) o nel caso di un’epidemia, si consiglia di somministrare la prima dose di vaccino MPR a 9 mesi e la seconda tra i 12 e i 15 mesi. La prima dose può essere somministrata già a 6 mesi in caso Il morbillo è una malattia molto contagiosa. di contatto diretto con una persona www.stopmorbillo.ch ammalata. Controllo del rIsChIo. Adesso. Può avere serie conseguenze soprattutto tra la popolazione adulta. Focolai di morbillo si manifestano regolarmente anche in Svizzera. Siete sufficientemente protetti? Fate un controllo sul sito www.stopmorbillo.ch. 20 oggi samaritani 10-11/2015 La distanza mi nima tra due dosi deve essere in qualunque caso di un mese. Importante da sapere: nel caso si sviluppi un focolaio di morbillo, i bambini non vaccinati possono essere provvisoriamente allontanati dall’asilo o dalla scuola. A tal proposito le autorità sanitarie cantonali inviano, per esempio, delle lettere Il morbillo è una malattia molto contagiosa. personali ai genitori e gli asili nido e www.stopmorbillo.ch le scuole danno informazioni specifiche al momento dell’inizio della scuola. Nel corso di una consultazione con i genitori di bambini piccoli, gli studi medici pediatrici fissano già un appuntamento alla data consigliata per la vaccinazione MPR, o invitano attivamente alla vaccinazione. Consiglio: il libretto di vaccinazione elettronico segnala automaticamente eventuali vaccinazioni mancanti. È consultabile in qualunque momento con accesso protetto da password, non può essere perso e si può stampare. Una volta convalidato da un medico o da un farmacista, ha la stessa validità di un certificato di vaccinazione in forma cartacea. Lo si può creare da soli mediante un’app o su www.lemievaccinazioni.ch oppure ricorrere all’aiuto di uno specialista del settore medico, per i neonati, idealmente già al momento delle prime vaccinazioni nel studio medico pediatrico. La «Giornata nazionale di vaccinazione contro il morbillo 2015» è prevista per venerdì 6 novembre (in contemporanea con la Giornata di vaccinazione contro l’influenza). La vaccinazione contro il morbillo è esente da franchigia della Cassa malati fino alla fine del 2015. È quindi il momento giusto per colmare le proprie lacune vaccinali. Ulteriori informazioni sono disponibili su: www.stopmorbillo.ch, www.bag.admin.ch/morbillo e www.lemievaccinazioni.ch Controllo del rIsChIo. Adesso. Può avere serie conseguenze soprattutto tra la popolazione adulta. Focolai di morbillo si manifestano regolarmente anche in Svizzera. Siete sufficientemente protetti? Fate un controllo sul sito www.stopmorbillo.ch. Fonte: Ufficio federale della Sanità pubblica (UFSP) • Sezioni, Associazione ASSTM, collaborazione dell’Associazione cantonale nell’ambito dei FR Fondazione Cuore e Samaritani First Responder Da diverso tempo, l’ASSTM collabora, tramite le singole Sezioni Samaritane, con la Fondazione. Ora l’Associazione cantonale invita i Samaritani ad annunciare alla sede di Rivera i loro interventi di rianimazione, questo anche per ricevere importanti aiuti di tipo psicologico. lanza per arrivare sul posto. Se un First Responder può raggiungere il paziente in minor tempo, risponde alla chiamata attivandosi immediatamente. Per far parte delle rete di FR è necessario rispondere ai seguenti requisiti: • 18 anni compiuti • essere in possesso di un Certificato di abilitazione alla rianimazione e defibrillazione valido, riconosciuto dalle maggiori società scientifiche internazionali (ERC/AHA) e/o dall’istituzione nazionale preposta (SRC per la Svizzera). •accettare le condizioni contrattuali previste dal Regolamento First Responder Sempre più la Fondazione Cuore sta puntando sull’invio degli allarmi tramite smartphone, ma è ancora possibile riceverli con un telefonino di vecchia generazione via SMS. First Responder e Samaritani L’ASSTM, tramite le singole Sezioni, già collabora con la Fondazione. Numerosi (un migliaio) sono i partecipanti ai corsi BLS-DAE organizzati dai Samaritani e tante sono le Sezioni che hanno contribuito alla posa di apparecchi DAE in tutto il Ticino. La Fondazione Ticino Cuore è stata costituita nel 2005 su iniziativa della Federazione Cantonale Ticinese Servizi Autoambulanze (FCTSA) e del Cardiocentro Ticino ed ha, quale scopo principale, l’aumento della sopravvivenza delle persone colpite da arresto cardiaco improvviso. A livello territoriale si può oggi contare sulla presenza di oltre 950 defibrillatori di cui oltre 315 di pubblico accesso. In conformità alle direttive emanate dal medico cantonale, ognuno di questi è inserito in una banca dati gestita da Ticino Soccorso 144 che, in attesa dell’arrivo dei soccorsi professionisti, è in grado di mobilizzare le risorse presenti sul territorio. Interventi di Samaritani in servizio o fuori servizio Rete di «First Responder» (FR) Hai praticato un massaggio cardiaco? Si tratta di un modello organizzativo innovativo ideato dalla Fondazione Ticino Cuore e dalla FCTSA nell’ambito del «piano cantonale di intervento in caso di arresto cardiaco e rianimazione precoce». La rete FR è costituita da un insieme di persone e/o istituzioni (polizia, pompieri, guardie di confine, Samaritani, …) che, su base volontaria, hanno dato la propria disponibilità ad essere allarmati da Ticino Soccorso 144 per situazioni di arresto cardiaco. Sia che tu l’abbia rianimato in servizio o no, sia che tu sia stato allarmato o semplicemente ti sia trovato per caso sul luogo di una rianimazione e sei un Samaritano affiliato ad una Sezione chiama nei giorni seguenti l’intervento il segretariato dell’ASSTM o manda un’e-mail (091 930 68 61 o [email protected]), indicando la data, il luogo dell’intervento, l’orario, i nomi delle persone intervenute, la Sezione di appartenenza, un recapito e-mail. Questo ci permetterà di inviare il volantino informativo per eventuali problemi psicologici post-intervento e il link al modulo di feedback online. Potremo avere una panoramica più corretta del contributo dei Samaritani, sostenere chi fosse in difficoltà e invitare tutti i Samaritani intervenuti alla cerimonia Cavaliere del Cuore. Il link al modulo online e al volantino di sostegno per coloro che sono intervenuti in qualità di FR si trova sul sito www.ticinocuore.ch I principi strutturanti del modello si fondano su tre elementi: 1.casualità: ossia il fatto di trovarsi «casualmente» in prossimità dell’evento 2.volontarietà: basato sulla libera decisione del FR se dare o meno seguito all’allarme ricevuto 3.aiuto spontaneo Al verificarsi di un arresto cardiaco, Ticino Soccorso attiva la rete di FR indicando il luogo dell’intervento e i minuti necessari all’ambu- Molti Samaritani intervengono (sia in veste ufficiale sia privatamente) in caso di arresti cardiaci improvvisi, ma spesso i loro interventi passano in sordina. Questo è peccato. Ovvio, la priorità è salvare la vita al paziente, ma è pure importante dare visibilità all’importante lavoro dei Samaritani. Non dimentichiamoci, inoltre, che spesso può essere importante anche offrire un sostegno psicologico a chi interviene. Ecco perché sono state elaborate, in accordo con Ticino Cuore, nuove procedure post-intervento per Samaritani in servizio o fuori servizio. Nicodemo Cannavò, presidente ad interim ASSTM • oggi samaritani 10-11/2015 21 Sezioni, Associazione Colonna Lumino Lì … restiamo sempre Samaritani L’altro giorno, in occasione di un Posto samaritano, è stata la folla stessa a rispondere a parte delle domande che mi pongo sul ruolo del Samaritano nella nostra società. Un bimbetto, a spasso con suo padre, ha puntato il suo ditino nella nostra direzione gridando: «Giallo!» Allora il papà gli ha spiegato chi siamo e che se lui dovesse cadere o farsi male, un Samaritano verrebbe subito ad aiutarlo e curarlo. Il piccolo ha ascoltato con gli occhi spalancati e, gioiso, ha risposto solennemente: «Giallooo!» Ecco, il messaggio resterà impresso. Più tardi, alla mensa durante una pausa, un signore anziano si siede di fronte a me e si annuncia come Samaritano di lungo corso. Proviene da un altro Cantone, dall’accento penso intuire Alto Vallese o da quelle parti. Mi racconta la sua vita di Samaritano, con tutte le emozioni vissute. Ho allora capito che, in fondo, nulla è cambiato a livello di valori. Nell’ascoltarlo, ho inteso che è ancora oggi attivo. Congedandomi da lui, ha puntato il suo cucchiaino pieno di «crème brûlée» in direzione del mio cuore e mi ha detto: «Sai, lì restiamo sempre Samaritani.» Più tardi ancora, un caso richiede le nostre competenze di Samaritani, in attesa dell’ambulanza. Alcune persone tra la folla mi hanno impressionata: «Circolate, non c’è nulla da vedere; signora ho chiamato il 144, arriveranno tra 6 minuti.» Ma guarda … da dove viene? E questo lavoro di squadra? Alla fine della giornata, l’organizzatore dell’evento che ci ha regalato un grande sorriso con il suo pollice alzato! Ci invade un buon sentimento! Dagmar Bättig, membro del Comitato FSS 22 oggi samaritani 10-11/2015 Gita all’Eremo di Santa Caterina del Sasso e a Villa Bozzolo La Sezione Samaritani di Lumino ha voluto dare un segno tangibile di riconoscenza ai nostri anziani offrendo loro una giornata fuori dal comune (nel vero senso della parola!) e in compagnia. Per la cinquantina di persone in età AVS che ha accolto il nostro invito, la giornata – organizzata il 5 settembre scorso – inizia con la partenza di buon mattino da Lumino in direzione di Stresa. Le previsioni meteo, dopo qualche incertezza iniziale, volgono apparentemente verso il bello ma lasciano comunque ancora spazio a qualche dubbio. A Stresa tutti pronti per l’imbarco sui due battelli che ci porteranno a S. Caterina del Sasso che, solcando un lago non troppo agitato e un’aria non proprio estiva, raggiungiamo in pochi minuti. Sbarco a S. Caterina, visita all’eremo e alle sue bellezze che, grazie ai ragguagli di due preparatissime guide, ora non hanno più segreti. Poi, per i più coraggiosi ancora in buona forma fisica, la sfida della lunga scala di 286 gradini e i suoi 50 metri di dislivello per raggiungere chi ha approfittato del comodo ascensore e arrivare al bar dell’eremo. Una doverosa pausa rigenerante prima di salire sul nostro bus che nel frattempo ha raggiunto il posteggio. Breve viaggio fino al ristorante ed inizio … del banchetto con un pranzo davvero abbondante e di buona qualità. Fuori piove ma nessuno se ne preoccupa, la compagnia è bella e si discute animatamente. Trascorrono così un paio d’ore in allegria e nel frattempo anche il meteo volge di nuovo al bello. Perfetto! Ci aspetta ancora la visita ai particolari giardini di Villa Bozzolo e la villa stessa arricchita dagli interessanti affreschi, dalla sua storia di dimora rurale e dalle vicende legate ai personaggi caratteristici del 19° secolo che vi hanno soggiornato. Un grazie a chi ci ha aiutato ad organizzare questa giornata ma soprattutto un grazie particolare ai partecipanti che hanno saputo cogliere tutti gli aspetti positivi della giornata e trasformare in allegria tutti i momenti trascorsi insieme. Nonostante la non più giovane età dei partecipanti i momenti gioviali e la voglia di stare assieme hanno avuto il sopravvento sulla stanchezza ed è davvero grande piacere per noi l’aver visto tutti sereni e soddisfatti al termine di questa giornata. Gian Enrico • Sezioni, Associazione Blenio Sensibilizzazione dei bambini al Pronto soccorso Due bimbe cercano di ripetere i gesti della fasciatura … Promosso da «Tre Valli Soccorso», si è svolto il 10 settembre scorso a Olivone un pomeriggio sui Primi soccorsi nella sede delle locali Scuole elementari (SE). Erano presenti gli enti di Primo soccorso disponibili nella nostra regione, ossia: Samaritani, Ambulanza, Pompieri, Polizia e Rega, e tutti I soccorritori professionisti di Tre Samaritane e bimbi al lavoro per curare una ferita alla gamba. hanno mostrato ai piccoli ma molto interessati allievi il lavoro che svolgono sul nostro territorio. È stata una bella iniziativa per far capire ai ragazzi che i Primi soccorsi non sono svolti da un solo ente ma vengono eseguiti a catena in modo da ottimizzare il soccorso a favore dell’infortunato prima di giungere all’ospedale. I ragazzi hanno potuto eseguire dei piccoli soccorsi sui loro compagni e fare il giro nelle varie postazioni di lavoro. Interessante è stato osservare come i bambini erano attenti, entusiasti e partecipi sia nell’eseguire le fasciature e i trasporti, come pure nel porre diverse domande. Ben vengano quindi queste giornate di sensibilizzazione e grazie di cuore ai promotori. In conclusione, ogni ente ha sempre la speranza di acquisire, fra qualche anno, alcune giovani leve. Valli Soccorso spiegano come si posiziona il ferito nella barella. La Sezione • Blenio Riuscita ed apprezzata la gita con gli anziani a Ligornetto Il folto gruppo di partecipanti all’uscita estiva. Il 27 agosto scorso la Sezione Samaritani di Blenio ha organizzato la gita con gli anziani del Comune a Ligornetto. Solitamente la gita si svolge ogni due anni. Il programma prevedeva la visita al Museo Vela, il pranzo in comune al ristorante «Le Fontanelle» di Genestrerio e, nel pomeriggio, visita alla Galleria Baumgartner a Mendrisio. Tutti o quasi i partecipanti si ricordavano ancora le gite scolastiche di 50 anni orsono, quando la meta tradizionale era, solitamente, proprio il Museo Vela. Ma nel corso degli anni tante cose sono cambiate, proprietaria del Museo ora è la Confederazione e la casa dell’artista ticinese è stata trasformata in un vero gioiello. Dopo un buonissimo pranzo, organizzato da Massimo, l’autista, ci siamo spostati a Mendrisio per la visita della galleria Baumgartner, pure interessante e divertente. Sono esposti modellini di treni, federali, regionali e automezzi di ogni epoca anche di collezionisti privati. Possiamo dire di aver trascorso una giornata magnifica all’insegna del bel tempo e dell’allegria con i nostri anziani, che prima del rientro hanno avuto il tempo di gustarsi un caffè o un gelato nel magnifico borgo. La Sezione • oggi samaritani 10-11/2015 23