Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L.353\2003 (conv.in L.27\02\2004 n° 46) art.1, comma 1, DCB Trento Città Futura è certificata Città Futura Coop. Sociale s.c.s. Via G. Romagnosi, 26 • 38100 Trento Tel. 0461.263155 • Fax 0461.263894 e-mail: [email protected] • www.citta-futura.it Editore Città Futura, Via Romagnosi, 26 - 38100 Trento - Direttore responsabile: Renzo Grosselli - Redazione: Angela Ventin, Dirce Pradella e Silvana Buono, Via Romagnosi, 26 - 38100 Trento - Publistampa (TN) carta ecologica Garda Matt N° 14 Anno dicembre 2008 quadrimestrale - Registrazione tribunale di Trento n°1232 del 21.12.2004 - contiene I.P. VERSO UNA CULTURA PER L’INFANZIA - n° 14 DICEMBRE 2008 PERIODICO Il bambino è fatto di cento. Il bambino ha cento lingue cento mani cento pensieri cento modi di pensare di giocare e di parlare cento sempre cento modi di ascoltare di stupire di amare cento allegrie per cantare e capire cento modi da inventare cento modi da sognare. Il bambino ha cento lingue (e poi cento cento cento) ma gliene rubano novantanove. La scuola e la cultura gli separano la testa dal corpo. Gli dicono: di pensare senza mani di fare senza testa di ascoltare e di non parlare di capire senza allegrie di amare e di stupirsi solo a Pasqua e a Natale. Gli dicono: che il gioco e il lavoro la realtà e la fantasia la scienza e l’immaginazione il cielo e la terra la ragione e il sogno sono cose che non stanno insieme. Gli dicono insomma che il cento non c’è. Il bambino dice: invece il cento c’è. Vi raccontiamo le emozioni dei bambini Un’edizione speciale di questo notiziario per parlare di creatività, relazioni, stupore e crescita dei bimbi che frequentano i vari nidi gestiti da Città Futura. Stimolati dalle tante iniziative previste dal progetto educativo, i piccoli costruiscono giorno dopo giorno il loro futuro. Il notiziario che oggi leggete è dedicato ai bambini, ai genitori, alle educatrici e alle ausiliarie, che vivono quotidianamente i nostri servizi. Noi di Città Futura abbiamo pensato di avvicinarci al Natale e ai suoi significati in modo diverso... più autentico, valorizzando la creatività, l’affettività, le relazioni, le emozioni, la capacità di stupirsi e di apprendere, il desiderio di esplorare e di conoscere propri dei bambini e delle bambine di ogni tempo, epoca e luogo. È con questo spirito che ogni gruppo di lavoro di Città Futura, aprendo la propria porta ai lettori, racconta un’esperienza ricca e piena di contenuti e di passione, vissuta nel corso dello scorso anno educativo. Le esperienze, diverse fra loro si collocano all’interno di una progettualità pedagogico-educativa che è cornice dell’essere e del fare all’interno del nido e dei servizi educativi all’infanzia. Il comune denominatore è l’approccio corale che dà voce e spazio a tutti i protagonisti mettendo in risalto i diversi timbri, i colori, le sfumature, per accogliere le differenze. Le immagini e i racconti che leggerete nelle prossime pagine spero spingano alla riflessione sul senso profondo della vita e al distacco dagli oggetti che, lo sanno tutti, nulla hanno a che fare con la serenità, la felicità o addirittura con la conoscenza e il progresso. Molti dei bisogni di oggi sono vuoti e in questo periodo, di disastrosa crisi economica e valoriale, abbiamo l’occasione di voltare pagina e recuperare il senso del cosa si fa, qui ed ora, nel rapporto con gli altri. Loris Malaguzzi Buon Natale a tutti. Sandra Dodi, presidente 3 Nido d’infanzia di Ala Attenzione: arrivano i pompieri! Al nido “Gli orsetti” un’esperienza stimolante che ha originato un proficuo scambio tra bambini e comunità. Il nido d’infanzia “Gli orsetti” di Ala ha ricevuto una visita emozionante… i pompieri! Queste occasioni di incontro fra il nido e la comunità sono opportunità molto ricche, per i bambini e per la società stessa. Le educatrici guidano i bambini nell’avventura della scoperta di questi nuovi mondi, con la possibilità di creare occasioni di incontro “a misura di bimbo”. Lo spazio delle relazioni create all’interno del nido permette infatti ai bambini di vivere queste esperienze serenamente e di inserirle in modo armonico nel loro percorso di crescita. “Ci vuole un intero villaggio per crescere un bambino”: questo proverbio africano ci invita a riflettere sulla ricchezza che può arrivare ad ogni bimbo grazie e buone relazioni con il territorio. Il terreno del confronto, della condivisione e dello scambio fra la “comunità nido” e la comunità in cui l’asilo è inserito è una risorsa che permette ai bambini di sperimentare contesti stimolanti e al tempo stesso consente alla comunità di crescere nel rapporto con i più piccoli. La mattina in cui i bambini “grandi” hanno ricevuto la visita dei pompieri, le emozioni e il divertimento hanno coinvolto il nido creando un momento di crescita e di ricchezza importante. I bambini, accompagnati da Rosanna, Federica, Mara, Marzia, Sara, Marisa e Silva, hanno incontrato i tre pompieri giunti con i loro affascinanti mezzi proprio nel piazzale del nido. La mattina è stata ricca di proposte, i bambini hanno potuto giocare a “far finta di essere pompieri” indossando i caschi e salendo sul camion; il suono della sirena ha suscitato in loro intense emozioni, dal divertimento a qualche momento di sorpresa e timore, superato con la vicinanza delle educatrici. L’avventura è poi proseguita con la possibilità di “sparare acqua” con le potenti lance verso un bersaglio, e con la grande soddisfazione di riuscire a far suonare la sirena ad ogni centro! I pompieri sono stati molto disponibili e i bambini hanno accolto con grande entusiasmo la loro presenza, entrando in relazione con loro, esplorando e partecipando a tutte le proposte con libertà e serenità. La mattina si è conclusa con un’ultima foto di gruppo sul motocarro storico; la maglietta donata dai pompieri ad ogni bambino e le immagini di questa esperienza sono così diventate la traccia di una narrazione che ogni bambino ha costruito dentro di sé e raccontato con piacere al nido e a casa. Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che è dentro di sé (Pablo Neruda) Crescere insieme diventa possibile organizzando occasioni in cui i bambini ricordano agli adulti il piacere dell’entrare in relazione, creare e sperimentare giocando. 4 Nido d’infanzia di Lavis La magia delle canzoni! Cantare è comunicare, esprimersi, fare rumore, socializzare. A Lavis un cd con libretto delle melodie del nido. L’esperienza musicale è legata alla sfera emotiva ed affettiva di adulti e bambini, consente di vivere e rivivere emozioni ed attiva un coinvolgimento sensoriale e corporeo favorendo l’espressione creativa e l’apprendimento. La scoperta ed il gioco con gli elementi sonori, ritmici e vocali sono aspetti molto importanti nella vita di ogni bambino. Per questo essi caratterizzano la vita quotidiana del nido, trovando modo di esprimersi anche attraverso le numerose canzoni e filastrocche che si cantano durante la giornata. Per un bambino giocare con i suoni ed i ritmi dell’ambiente che lo circonda è un’esperienza naturale, piacevole, fonte di interesse e ricerca. Il piccolo vive i giochi sonori, in particolare quelli creati dalle persone intorno a lui, come qualcosa da ascoltare, ma anche da vivere, riconoscere e magari riprodurre. Il mondo della musica, del canto e del gioco sonoro ha una particolare valenza educativa ed è fondamentale per l’acquisizione di diverse competenze. Cantare semplici canzoni, accompagnate da movimenti che interessano tutto il corpo, espressioni di animazione e drammatizzazione, contribuisce alla strutturazione dell’immagine corporea e al miglioramento della coordinazione (ad esempio tra l’occhio e la mano, tra una mano e l’altra, tra mani e piedi, ecc…) oltre a favorire lo sviluppo dell’area espressivo-linguistica. L’esperienza musicale stimola l’espressione e la comunicazione e contribuisce perciò a far sì che il bambino stia bene con se stesso e con gli altri: come ogni attività artistica stimola l’autonomia e la creatività; cantare tutti insieme delle canzoncine ha come valore aggiunto quello di offrire la possibilità di riconoscere e rispettare determinate regole (le parole da pronunciare, l’alternarsi di suoni e silenzi, e così via). La musica contribuisce fortemente, inoltre, alla creazione di un clima positivo dell’ambiente educativo, preparando e dando rilievo ai momenti di rilassamento necessari per ristorare le energie messe in gioco nel corso delle varie attività, e caratterizzando i momenti più vivaci. Cantare è innanzitutto comunicare. Attraverso la musica, la poesia del testo e il coinvolgimento di più persone nell’espressione del canto si instaurano veri e propri atti comunicativi e di socializzazione. Il bambino che ascolta musica con la propria mamma o con il proprio papà sperimenta in un modo tutto speciale le emozioni che l’ascolto suscita. Tramite la presenza dell’adulto il bimbo può espandere l’universo percettivo accompagnato dalla voce del genitore che canta liberamente. Considerando la valenza educativa dell’esperienza musicale, il desiderio dei bambini di cantare insieme ai genitori e il valore della continuità affettiva nido-famiglia, il gruppo di lavoro del nido d’infanzia di Lavis ha proposto un momento del tutto singolare per e con le famiglie. Nell’anno educativo 2007/2008, le educatrici hanno deciso di preparare, come regalo di Natale, un cd musicale completo di libretto ed immagini contenente i testi delle canzoncine cantate e animate al nido. Per realizzarlo è stata organizzata una serata, nella quale sono stati coinvolti tutti i genitori dei 52 bambini che frequentano il nido. Tutto il personale, le ausiliarie, le educatrici e la coordinatrice dell’asilo hanno cantato e animato le canzoni più ascoltate e conosciute dai bambini. Durante la serata, grazie alla disponibilità di un papà che ha portato il suo computer ed un software specifico per creare cd musicali, il gruppo di lavoro ha inciso il disco. Mamme e papà, allegramente coinvolti hanno trasformato l’appuntamento annuale della serata dei genitori in un momento particolarmente divertente che si è svolto in un clima molto positivo, di collaborazione e coinvolgimento generale. Le canzoni incise sono state: • • • • • Lo sceriffo I nanetti I pirati Attenti bambini Il leprottino • • • • Beato te galletto L’elefante con le ghette Tocca le spalle Il pesciolino Issa Issa Sul libretto allegato al cd sono stati scritti i testi per fare in modo che i genitori possano imparare le parole e fare proprie le canzoni che piacciono ai loro piccoli. Il coinvolgimento delle famiglie ha contribuito alla creazione dell’importante “ponte socializzante” che collega nido d’infanzia e famiglia: mamme, papà e fratellini hanno potuto canticchiare con il proprio bambino le canzoni imparate con la propria educatrice di riferimento. La realizzazione di un momento di partecipazione come questo favorisce il consolidarsi di nuove amicizie che integrano e arricchiscono la rete di rapporti sociali della famiglia, rinforzando nel contempo il forte legame che unisce nido e famiglia. La melodia del nido diventa così la melodia di casa. Nido d’infanzia Rodari A spasso per la città Un modo per conoscere Trento, vedere gli effetti delle stagioni, imparare a distinguere le professioni. Insieme. Educatrici e bambini del nido Rodari di Trento hanno avviato un’esperienza di territorialità per scoprire la città in tutte le sue sfumature. La città dei mille colori, la città che cambia secondo le stagioni, la città che accoglie tanti lavori. Una realtà da esplorare e da conoscere. L’idea è nata dalle educatrici del gruppo dei bambini grandi, Arianna, Lorenza e Tania, che hanno voluto sperimentare, con impegno e divertimento, le uscite attraverso un percorso di gioco. Le visite sono state momenti di condivisione non solo per i bambini, per i quali rimarrà un’esperienza comune ricca di emozioni e di stimoli, ma anche per gli adulti. Tutti, infatti, hanno avuto l’opportunità di sperimentare direttamente ambienti e situazioni poco conosciute, di cogliere odori, colori, sapori di un determinato periodo dell’anno. Le educatrici ogni mattina accolgono attentamente e dolcemente i bambini. Loro sanno che mamma e papà vanno al lavoro. Ma le domande si ripetono sempre: «Cos’è il lavoro? E dove vanno a lavorare? E quanti lavori ci sono?» E poi ancora: «Quali sono i colori e i profumi durante l’anno? Che cosa sono le stagioni?» A Gennaio è pioggia e gelo e bianca neve giù dal cielo a febbraio ecco puntuale è arrivato carnevale. Marzo ventoso fa volare il mantello Marzo piovoso fa aprire l’ombrello. I tulipani sono ad aprile un bel mazzo primaverile. A maggio vado ai giardini. A giugno con gli amici andiamo sulla bici. A luglio vedo passare una vela in mezzo al mare. Ad agosto mi mangio senza fretta d’anguria una bella fetta. A settembre l’uva è matura. A ottobre il vento toglie dagli alberi tutte le foglie. A novembre nel terriccio cadono le castagne chiuse nel riccio. Dicembre brilla con il Natale l’albero, il presepe, l’allegria che sale. Io so i colori dei mestieri: sono bianchi i panettieri, s’alzano prima degli uccelli e han la farina nei capelli; sono neri gli spazzacamini, di sette colori son gli imbianchini ; gli operai dell’officina hanno una bella tuta azzurrina, hanno la mani sporche di grasso: i fannulloni vanno a spasso, non si sporcano nemmeno un dito ! curiosità e attenzione e il ricordo di tutte queste esperienze è rimasto vivo per tutto l’anno. Un’emozione intensa ha sempre caratterizzato il momento precedente all’uscita espressa dai bimbi con frasi come: «Che bello! Oggi andiamo in….» «Oggi sono contento!» «Adesso andiamo?!?»…. E dopo l’uscita, appena svegli, i vari com- Dopo aver osservato la crescita straordinaria e l’acquisizione di molte nuove competenze autonome da parte dei bambini, le educatrici hanno voluto offrire loro l’opportunità di esplorare e vivere nuove attività all’esterno dal nido. L’entusiasmo di vestirsi per andare a “spasso per Trento” era enorme. Durante tutte le visite i bambini hanno dimostrato 6 menti erano questi: «È stato proprio bello!» «Ma domani ci torniamo?» «Quando viene la mamma glielo racconto!» Quattro le tappe che hanno fatto conoscere meglio le stagioni ai bambini: in novembre con giacca, sciarpa e cappello siamo andati a raccogliere le foglie al parco di piazza Venezia. In dicembre, ben vestiti, abbiamo assaporato il clima frizzante ai mercatini di Natale di piazza Fiera. In primavera una passeggiata lungo il Fersina ci ha fatto apprezzare il tepore del sole. In estate, in maniche corte e sandaletti, siamo andati a gustarci un gelato delizioso. Sole, vento, neve, pioggia, foglie color marrone, rosso, giallo o verde, fiori colorati, caldo o freddo. Trento dai mille colori. Dopo le stagioni ci siamo dedicati alla scoperta delle professioni. Siamo andati al panificio, in farmacia, in fioreria, in biblioteca, dal gelataio, dalla parrucchiera, al mercato, in pizzeria e in visita nelle varie scuole materne. In panificio i bambini hanno potuto conoscere il panettiere e acquistare un appetitoso pezzo di pane; in farmacia si sono pesati sulla bilancia, hanno comprato dei cerotti, delle garze per poi giocare al dottore con le bamboline al nido. In fioreria hanno acquistato dei bellissimi fiori per le loro mamme; dal gelataio ecco pronto un buon gelato. In biblioteca i bambini hanno potuto avvicinarsi al mondo della lettura in modo approfondito: erano loro stessi a scegliere i libretti più graditi e a mettersi sui divanetti a leggere, condividendo le immagine con i loro compagni. Al mercato hanno potuto conoscere più lavori, passeggiando tra le varie bancarelle. Il più apprezzato è stato il fruttivendolo, grazie alla sua proposta colorata e profumata! Ma l’Oscar delle uscite si può assegnare alla parrucchiera e al pizzaiolo! Da Grazia, la parrucchiera (mamma di un bimbo che ha frequentato il nido negli anni scorsi), i bambini si sono accomodati sul divanetto d’attesa a osservare incuriositi la professionista all’opera con alcune signore. Poi, a turno, si sono accomodati sulla poltrona e Grazia ha chiesto loro cosa volessero fare ai loro capelli. I maschietti hanno chiesto il gel, possibilmente colorato, e si sono guardati allo specchio soddisfatti. Le femminucce hanno preferito chiedere codini, ciuffetti, treccine e mettersi dei brillantini. Alcune hanno chiesto alla parrucchiera se poteva metter loro lo smalto rosso! L’emozione dei bambini era immensa. Prima di salutare i bimbi, Grazia ha regalato a tutti una borsina con accessori come bigodini, pettine, spazzola, elastici decorativi. Visto l’interesse e l’entusiasmo, l’educatrice Arianna ha pensato di proporre al suo gruppo una pizzata di fine anno. Alle ore 10.45, dopo l’attività in giardino, il gruppo dei bambini grandi si è preparato per andare alla pizzeria Veruscka. Arrivati, i bimbi si sono seduti e hanno ordinato le pizze al cameriere. Nell’attesa ciascuno ha cantato a turno una canzone a scelta, intrattenendo gli amici. Poi sono arrivate le pizze e tutti hanno iniziato a mangiare di gusto! Alcuni genitori hanno raccontato che dopo queste esperienze i figli vogliono andare solo dalla parrucchiera Grazia e a mangiare la pizza da Veruscka. Il loro ricordo è stato sicuramente entusiasmante! I genitori hanno dato grande valore a questa esperienza della territorialità e soprattutto hanno dimostrato molta collaborazione con il nido. Grazie alla gioia dei bambini, all’impegno del personale e al sostegno dei genitori si è potuta esplorare la città di Trento in molte sue sfaccettature. 7 Nido d’infanzia di Vigolo Baselga L’arcobaleno che unisce bambini e anziani Grande successo per la visita al nido dei nonni speciali della Casa di Soggiorno. Un’emozione per tutti. titubante e aiutati dalle educatrici, pronunciando i loro nomi. L’animatore ha presentato l’iniziativa alle educatrici. Il programma, chiamato “Progetto Arcobaleno”, è portato avanti da sei anni. Esso ha l’obiettivo di mantenere il rapporto degli ospiti della Casa di Soggiorno con la realtà che li circonda, tenendo presente in particolare i desideri, le richieste e la curiosità, migliorando così il benessere psico-fisico dell’anziano. All’ente ospitante (finora sono state coinvolte scuole dell’infanzia, elementari, medie, nidi d’infanzia, ecc.) viene chiesto, dove possibile, di contraccambiare la visita alla Casa di Soggiorno. Ecco perché il nome del progetto è Arcobaleno. I nonnini hanno cantato dei brani tratti dalla tradizione dialettale, suonando con forza e vigore alcuni strumenti (maracas, cembalo, legnetti) che poi hanno offerto ai bambini stupiti, emozionati e incuriositi. Naturalmente non potevano mancare le canzoncine del nido, cantate, ballate e perfino suonate con gli strumenti dei “nonni”. Gli ospiti, sorridenti nel vedere i movimenti dei bambini nel mimare le canzoni, hanno accompagnato il tutto battendo le mani a ritmo di musica. Gli anziani sono stati coinvolti anche nel gioco spontaneo e quotidiano dei bambini: nella sezione dei grandi hanno aiutato i bimbi a costruire dei magnifici castelli con torri alte fino al cielo con i lego, hanno accudito le bambole ed indossato sciarpe speciali dell’angolo dei travestimenti. Nella sezione dei medi invece, bambini e nonni hanno preparato dei deliziosi pranzetti nell’angolo della cucinetta e giocato con gli animali della fattoria. I bambini hanno avuto la possibilità di esplorare quelle strane sedie (a rotelle) su cui erano seduti gli ospiti e il “girello-carrello” al quale si sorreggeva una nonna. Ma anche quest’ultimo si è poi trasformato in un gioco: il cestello porta oggetti si è rivelato un posto ideale anche per i lego del nido! La mattinata si è svolta in allegria ed è terminata con un piccolo spuntino preparato dalla cuoca Patrizia aiutata da Lucia, che ha appagato sete e golosità di grandi e piccini. Prima di andare via i nonnini sono andati nella sezione dei piccoli, dove hanno consegnato al nido in dono uno splendido cartellone ricordo da appendere (nella foto). Nonni e bambini si sono salutati, con la promessa di rivedersi presto, magari per organizzare insieme attività e laboratori. «È bellissimo – ha commentato Bruno – vedere come la vecchiaia non sia un momento della vita triste e grigio, ma anzi, una immensa risorsa di esperienza e possibilità dai mille colori». La creazione di una cultura educativa per la prima infanzia deve considerare le opportunità formative e sociali del territorio che costituiscono il sistema educativo e formativo di una comunità. Un sistema che parte dalle singole famiglie, passa per il nido, la scuola, intreccia i servizi educativi e culturali dell’associazionismo, per arrivare, infine, ad includere quelle occasioni non istituzionalmente formative, ma altrettanto importanti quali le agenzie socio-culturali presenti sul territorio. Ma non solo! Per un bambino è essenziale vivere insieme ad adulti diversi, sentirsi affettuosamente circondato, accompagnato nella conquista del mondo. Come sappiamo, la presenza dei nonni e delle nonne nelle famiglie è quanto mai significativa perché segnala, prima di tutto ai bambini ed alle bambine, il senso di continuità, la storia familiare, che conferma a ciascuno le proprie origini, essenziale per costruire l’autonomia personale. In questo contesto, a partire dalla curiosità dei bambini e dalla motivazione delle famiglie, il Gruppo di lavoro del nido “Padre Vittorio Tonini” di Vigolo Baselga ha pensato di inserire nel fare quotidiano alcuni dei luoghi educativi decentrati del territorio. Tra questi, la visita al nido degli anziani della Casa di soggiorno “Residenza Molino” di Dro. Appuntamento il 17 novembre alle 9.45: i bambini della sezione dei medi e dei grandi stavano aspettando con gioia l’arrivo di questi nonni speciali. Dopo un primo e naturale momento di timidezza e curiosità da parte dei bimbi, gli ospiti, accompagnati dall’animatore Bruno e dai volontari Angiolino, Graziella, Antonietta e Sabrina, si sono presentati, dicendo anche dove sono nati e che lavoro hanno fatto. I bambini hanno contraccambiato, con voce 8 Nido d’infanzia della Vigolana Si gioca con la musica Il suono è un linguaggio di relazione che aiuta a comunicare con i bambini. Per esplorare e conoscere la realtà, per esprimersi, per affermare la propria personalità, il bambino produce suoni: da qui si può partire per un percorso di esplorazione del mondo della musica… Le possibilità comunicative del suono nella relazione adultobambino lo rendono una risorsa privilegiata per la trasmissione di affetti ed emozioni. La ricchezza di un percorso sull’esplorazione degli strumenti musicali con i bambini nei primissimi anni di età trova le sue radici nell’importanza, per così dire primordiale e arcaica, che il suono riveste per il bambino sin dalla vita prenatale, rappresentando infatti un veicolo privilegiato di contatto tra madre e figlio. Il bambino piccolo produce rumori diversi per richiamare l’attenzione dell’adulto che se ne prende cura e manifestare i suoi bisogni, esprimendosi attraverso il pianto, la voce o utilizzando gli oggetti. Il suono è quindi un linguaggio di relazione che ci guida a sperimentare nuovi modi per comunicare con i bambini oltre la parola. Un aspetto fondamentale del lavoro di chi opera nei servizi alla prima infanzia consiste nell’osservazione delle produzioni spontanee dei bambini. Dopo l’ascolto può prendere vita la ricerca di risposte adeguate a valorizzare i modi differenti di vivere l’esperienza musicale. Un percorso sulla musica al nido si traduce in un processo di scoperta delle diverse modalità di interazione sonora, nella ricerca di un linguaggio comune, che vede intrecciarsi il piacere di esprimersi e sperimentarsi dei bambini e la curiosità di conoscere ed approfondire approcci e strumenti che coinvolgono l’area musicale degli adulti. Attraverso le parole della coordinatrice interna e delle educatrici è possibile ricostruire l’esperienza che ha coinvolto, durante l’anno educativo 2007-2008, il nido intercomunale della Vigolana: «A grande richiesta dei bambini e delle famiglie della Vigolana e grazie alla disponibilità della cooperativa Città Futura, è tornata anche quest’anno Paola Moschini, musicologa della scuola musicale di Levico, per farci rivivere un coinvolgente percorso. Protagonisti tutti i bambini del nido divisi per gruppi a cui sono state proposte delle attività sonore adatte alla loro età. Ad ogni incontro Paola si è presentata con una borsa carica di strumenti musicali sempre diversi e con l’obiettivo di far rivivere ai bambini un’armonia di emozioni differenti grazie alla sua voce, alla mimica e alla capacità di coinvolgere il personale educativo e anche i bambini più piccoli! La sua amatissima chitarra ha avuto un ruolo di primo piano: attraverso gli accordi musicali Paola ha cantato il nome di ogni bambino e educatrice presente ripetendolo come se ci fosse l’eco. Questa è stata una modalità per coinvolgere i bambini per farli sentire “nominati” e quindi veri protagonisti del momento. Ogni incontro si è concluso con un momento di rilassamento favorito da un sottofondo musicale scelto ad hoc per far vivere “una doccia di suoni, con tante carezzine, ascoltando una dolce musica”. Con il suo intervento Paola ha aiutato grandi e piccini a dare un nome e una voce alle emozioni che accompagnano le nostre giornate. Vista la forte richiesta l’esperienza è stata ripetuta per il secondo anno educativo e si è conclusa con successo, favorendo nei bambini l’uso di rime e filastrocche. Anche le educatrici hanno interiorizzato una nuova sensibilità musicale e di movimento da riproporre in altre situazioni». Il percorso ha potuto promuovere i potenziali di espressione e comunicazione sonora di bambini e bambine e al contempo ha sviluppato, negli adulti coinvolti, il campo di conoscenze riguardanti gli atteggiamenti musicali dei bambini e le metodologie per proporre interventi educativo-musicali volte a valorizzarli. «Dove le parole finiscono, inizia la musica» afferma Heine H.; suoni ed esperimenti musicali dei bambini raccontano di loro, poche le parole, poiché le note più belle ai nostri occhi sono i loro gesti, i sorrisi, gli occhi stupiti, in ascolto. Chi ha il privilegio di entrare nella musica della relazione con un bambino sentirà una tonalità in più, coglierà le vibrazioni delle proprie corde emotive accordarsi in risonanza con un tono arcaico, spontaneo, che appartiene ad uno spartito antico, a volte silenzioso, quello del nostro io bambino. Nido d’infanzia di Pergine Nonni, amici di oggi con l’esperienza di ieri Mediatori, narratori, compagni di gioco. I bambini hanno potuto beneficiare della loro compagnia anche all’asilo. … I nonni sono coloro che vengono da lontan o, sono il passato che viv e nel presente… …ed i bambini sono il presente che vedrà il futuro… Negli ultimi due anni il personale del nido Bucaneve di Pergine ha dedicato particolare attenzione all’importante figura dei nonni. Il rapporto che tra nipoti e nonni è di tipo diretto, emozionale, istintivo; in esso predomina un legame affettivo libero da ansie e da aspettative troppo elevate. Oltre ad offrire spesso un supporto pratico alla famiglia, i nonni possono essere veri e propri mediatori nella relazione tra genitori e figli, grazie alla loro esperienza, alla visione d’insieme e ai tanti aneddoti che sanno trasformare in consigli per tutti. Attraverso i nipoti, i nonni possono trovare ulteriori stimoli di vita e d’impegno; viceversa i piccoli hanno a disposizione un bagaglio di vita di notevole importanza: i nonni, dunque, svolgono a tutti gli effetti una funzione educativa e di crescita. Partendo da questo presupposto, e con il desiderio di gratificare e valorizzare questa figura, le educatrici hanno pensato di coinvolgere i nonni in alcune attività del nido. Avvicinare i nonni all’asilo ha inoltre lo scopo di far conoscere loro le opportunità formative ed educative, rendendoli maggiormente partecipi e protagonisti, e attenuando eventuali dubbi che coinvolgono chi desidererebbe occuparsi dei propri nipoti a tempo pieno. Il primo anno Irene e Alida, educatrici di due gruppi di bambini “grandi”, hanno proposto una serie di esperienze con la partecipazione diretta dei nonni alle attività di gioco. Il “programma” è stato definito durante una serata organizzata insieme ai nonni, che hanno aderito con sincero entusiasmo. Ecco quindi che i bimbi hanno potuto costruire bambole di stoffa con nonna Gina, cucinare biscotti con le nonne Rosa, Raffaella e Graziella e nonno Franco, giocare con la farina gialla e preparare la polenta con nonna Maria Luisa o gli gnocchi con nonna Ornella, scoprire la macchina da scrivere e seguire il racconto di una favola con nonno Roberto. Nei mesi prima- verili le attività si sono spostate all’aperto: nonno Marco ha realizzato alcune bellissime fioriere in legno all’interno delle quali, con l’aiuto di nonna Maria, sono stati piantati fiori di vari tipi e gustose verdure da assaporare nei mesi estivi. Questo particolare percorso si è concluso con una bella merenda in giardino, con canti, balli e girotondi per la felicità di bambini, nonni ed educatrici. Questa esperienza ha suscitato emozioni forti negli adulti coinvolti ma soprattutto nei bambini: c’è chi è stato messo alla prova nel dover condividere l’affetto dei propri cari con gli amici; chi invece, non potendo godere di un nonno disponibile, ha potuto gradire le coccole e la presenza di un nonno “in prestito”. Per gli adulti invece è stata l’occasione per ritornare un po’ piccini e apprezzare la spensieratezza e la gioia di giocare e divertirsi attraverso la voglia di scoprire tipica dei bambini. Un’altra attività che ha coinvolto e coinvolge direttamente i nonni è l’allestimento del nido in occasione delle festività natalizie; in ben tre occasioni, negli ultimi anni, i nonni hanno a messo a disposizione la loro creatività, fantasia e manualità nella creazione di addobbi, tra cui pendenti costruiti con i pop corn o bellissimi fiocchi di carta per decorare l’albero. Per lo scorso Natale hanno anche realizzato un presepe davvero originale, costruito con bicchieri di carta e cartoncini colorati che potrà essere riallestito nel corso delle prossime festività. Per queste attività le educatrici hanno preparato lo spazio, fornito il materiale e partecipato attivamente al lavoro avendo la possibilità di condividere questi preziosi momenti. 10 Per quest’anno è gia in programma un’ulteriore serata di lavoro che vedrà nonni e nonne intenti nella preparazione di un regalo da consegnare a tutti i bambini il giorno della Festa di Natale. Nonno Marco, un po’ per somiglianza naturale e un po’ per particolare attitudine al ruolo, è ormai “il Babbo Natale” del nido nonostante la propria nipotina frequenti ormai la scuola materna; il suo arrivo è atteso con emozione da grandi e piccini ed è accolto da tutti con grida ed applausi mentre i nonni presenti, disposti su due file, formano un lungo corridoio illuminandolo con dei piccoli bengala. L’anno scorso la festa è stata allietata anche da musica e canzoni suonate da una simpatica band composta da papà Emiliano, cantante-sassofonista, e nonno Giovanni, chitarrista. Oltre a queste esperienze vissute all’interno del nido, il gruppo di lavoro ha pensato di proporre, in collaborazione con i responsabili della casa di riposo Santo Spirito di Pergine, alcune visite ai “nonni speciali” ospitati dalla struttura. Il primo appuntamento è stato programmato in una giornata in cui gli anziani erano impegnati nelle loro attività di laboratorio; emozionante e commovente è stato osservare la semplicità e naturalezza con la quale tutti i bambini, liberi da qualsiasi pregiudizio, si sono avvicinati alle nonnine che stavano lavorando a maglia donando loro un fiorellino che avevano portato dal nido; in seguito, accolto da un lungo applauso, è stato scartato un quadro dipinto sulla stoffa dai bambini, subito appeso alla parete della loro sala. Sulla scia della bella esperienza vissuta si è pensato di riproporre una seconda visita in occasione delle festività pasquali, portando dal nido una speciale collana di pasta-pane creata per ogni nonnino da bambini ed educatrici; una giornata allegra e spensierata, con un momento dedicato a simpatiche canzoncine mimate. Tante sono state le coccole e le carezze che si sono scambiati vicendevolmente nonni e bambini, qualche lacrima ma soprattutto tanti sorrisi carichi di gioia. Quest’esperienza ha avuto alto valore educativo: per i bambini si è trattato di un approccio con una nuova realtà e un modo di conoscere tempi e bisogni diversi dai propri. Per gli anziani è stato un modo per rivivere sensazioni dimenticate, rievocare momenti di gioia vissuti nella propria infanzia e un’occasione per dedicare le proprie attenzioni e cure a qualcuno che le accettasse con felicità. Per le educatrici infine è stato un momento carico di emozioni e di grande soddisfazione. Considerata la ampia e attiva partecipazione e l’apprezzamento di bambini e famiglie, si cercherà di organizzare anche in futuro nuovi momenti dedicati a queste figure così importanti. 11 Nido d’infanzia di Tione Un picnic tutti insieme Un’occasione speciale per salutarsi a fine anno. Bimbi, educatrici e genitori all’aperto in armonia. Una vivace partecipazione e tanta voglia di fare sono stati gli ingredienti di una bella compagnia di mamme e papà che, insieme al personale del nido, si sono incontrati l’ultimo giorno di asilo per la festa di fine anno. Si tratta di un’occasione speciale, per salutarsi prima delle vacanze estive, in particolare per quei bambini che concludono il loro percorso al nido e sono pronti per cominciare la scuola materna. La festa è stata progettata all’aperto: un picnic in piena regola, con coperte sul prato, canzoni e allegria. Il posto è stato scelto con cura: la Madonna del Larice, una vasta zona verde, raggiungibile facilmente con le auto, con tanti tavoli e panchine accanto ad una piccola e caratteristica chiesetta. I bambini hanno potuto pranzare in compagnia di mamma e papà con una ricca e colorata insalata di riso inaugurando così l’arrivo dell’estate. La cuoca Marcella ha inoltre preparato un ricco buffet di dolci per allietare questo magico e particolare momento. Prima di pranzo, le educatrici hanno portato un regalo per tutti i bambini del gruppo grandi che a settembre avrebbero iniziato la loro nuova avventura alla scuola dell’infanzia. Questi, con entusiasmo e molta curiosità, hanno cercato di scartare questo enorme pacco per scoprirne l’affascinante sorpresa e, come per magia, eccoli trovare tanti libroni! Uno per ciascuno, personalizzato e unico, per racchiudere le storie, i luoghi e mantenere la memoria della propria esperienza al nido, attraverso una ricca documentazione fotografica, dalle attività alle routine. Oltre alla consegna del librone, sono stati restituiti ad ogni bimbo i capolavori che ha realizzato durante la permanenza al nido, tappe importanti del suo percorso di crescita. I genitori sono stati molto contenti e le famiglie del gruppo dei grandi, dopo essersi ben accordate, hanno voluto stupire il personale del nido regalando ad ogni educatrice un pensiero per ringraziare della disponibilità, professionalità e simpatia che hanno dimostrato in questi anni. A mezzogiorno la cuoca Marcella e l’ausiliaria Loredana sono arrivate con il pranzo, richiamando subito l’attenzione dei bambini. D’altronde con tante emozioni la fame si fa sentire! Il personale ha distribuito i pasti ai bambini, mentre i genitori stendevano le coperte sul prato, per poter mangiare insieme in armonia, in un contesto nuovo, allegro e rilassante. Che gioia per i bambini poter condividere un momento così delicato con le loro educatrici ma soprattutto in compagnia di mamma e papà! Il pranzo si è concluso gustando le prelibatezze della cuoca Marcella e la macedonia preparata con tanta cura insieme a Loredana. Dopo pranzo i bambini hanno potuto continuare a giocare saltellando e correndo in un grande prato verde sotto i caldi raggi del sole ormai estivo. Mentre i piccoli si divertivano in compagnia, i genitori hanno potuto rilassarsi in un clima sereno e disteso confrontandosi e chiacchierando allegramente. Attraverso questi momenti di festa ed incontro la famiglia si sente accolta, curata e ascoltata. È proprio il suo essere “luogo di relazioni” il senso profondo del nido d’infanzia che la Cooperativa sociale Città Futura, vuole proporre e condividere con le famiglie e le educatrici. Il servizio vuole infatti proporsi ogni giorno come luogo creativo e diversificato di crescita e cura, nel quale è possibile stabilire relazioni positive e buone, sia per i piccoli che per i loro genitori. Ogni giorno le famiglie arrivano al nido per condividere con le educatrici e con altri bambini un’esperienza educativa in cui il valore di riferimento più importante è la “conferma affettiva” del bambino stesso! All’interno del servizio le famiglie si sentono accolte e parte integrante dell’attività educativa del figlio: all’interno del nido infatti i genitori possono condividere la responsabilità della crescita e dell’educazione dei bambini sia con le educatrici sia con altri genitori. L’ educatore è chiamato a mediare le possibili difficoltà relazionali, a supportare la famiglia nella problematicità del vivere quotidiano, condividendone e sostenendone le fatiche. Educatrici e famiglie collaborano così durante tutto l’anno per l’armonico sviluppo della personalità del bambino, promuovendone l’autonomia e la socializzazione; i genitori si sentono accolti e sono parte integrante del servizio, anche durante questi momenti di festa e condivisione. Al termine della giornata, nel momento dei saluti, le educatrici hanno consegnato a tutte le famiglie la “documentazione finale”, come racconto anche attraverso le immagini, dei momenti di partecipazione dei genitori alla vita del nido. La festa si è così conclusa con un allegro scambio di saluti tra le educatrici e le famiglie che hanno ringraziato con calore il personale. Freschezza, dolcezza ed armonia sono stati gli ingredienti speciali per la condivisione di una giornata nuova e spensierata che ha visto unite tante famiglie in un contesto relazionale semplice e spontaneo. 12 Nido d’infanzia di Oltrecastello Il libro, compagno d’infanzia Proseguono le attività di avvicinamento alla lettura. Un contributo alla formazione della personalità dei bambini. Al nido Oltrecastello di Povo prosegue con convinzione ed entusiasmo la collaborazione con la Biblioteca comunale locale per la promozione della lettura. Siamo giunti infatti al terzo anno di attività ed è quindi possibile tracciare un primo bilancio. L’esperienza si sviluppa attraverso il prezioso macro-progetto nazionale ”Nati per leggere”, che ha l’obiettivo di promuovere la lettura ad alta voce ai bambini in età prescolare. Caratteristica forte dell’iniziativa è la così detta “progettualità di comunità”: la lettura diventa un elemento trasversale, un fattore di sviluppo e di attivazione delle competenze del bambino, dei genitori e della comunità locale, quindi anche del nido nel suo complesso. Leggere è importante al nido come a casa; la lettura consente infatti di sostenere la piacevole intimità che si crea tra chi legge e chi ascolta, promuovendo le relazioni; inoltre, attraverso la lettura si incoraggia l’acquisizione del linguaggio arricchendo il vocabolario, e si stimola la capacità di pensare e comprendere. Il nido di Oltrecastello, con l’aiuto della bibliotecaria, coinvolge i bambini e le loro famiglie nelle esperienze di lettura in diversi modi: tre volte al mese (una per sezione) le bibliotecarie svolgono al nido alcune letture di libri per la prima infanzia differenziate a seconda dell’età dei bambini alle quali sono rivolte. Tra le proposte vi sono anche le visite da parte dei bambini alla Biblioteca di Povo almeno due volte all’anno e le letture di Natale, appuntamenti in cui la libreria ospita un “narratore” che legge brani a tema sulla Natività. Altro elemento caratteristico del progetto sono i percorsi di gioco che condividono il filo comune, rappresentato dalla lettura. Ogni libro illustra e descrive oggetti e situazioni con le immagini, oltre che raccontare una storia, ed offre quindi infiniti spunti narrativi a chi legge e a chi ascolta, ricollegabili al vissuto di ciascuno. I libri diventano punto cardine delle diverse esperienze e contribuiscono alla formazione della personalità individuale e della competenza sociale: ciò che viene letto e rappresentato sulle pagine, infatti, riflette le esperienze vissute dal bambino aiutandolo a interpretarle e a dare loro un senso. L’emozione di cogliere e capire il senso delle cose attraverso i libri è uno dei modi migliori per incentivare la lettura anche pro futuro, insegnando ad amare i libri! La grande mole di libri letti, sfogliati e osservati assieme ai bambini, ha offerto infiniti spunti e motivi di narrazione, portando ad un grande coinvolgimento dei bambini. Dall’esperienza è nata l’idea di realizzare all’interno del nido una Mostra Bibliografica che si è svolta dal 16 al 20 giugno 2008, allestita con il materiale utilizzato dalle educatrici e dalle bibliotecarie con i bambini. L’evento ha riscosso particolare successo da parte delle famiglie ed ha raccolto curiosità, in- teresse e gradimento; è per questo che la collaborazione tra il nido d’infanzia e il sistema bibliotecario continuerà in modo fertile e creativo, dando la possibilità ai bambini e alle famiglie di conoscere e avventurarsi nel magico e fantastico mondo della lettura. 13 I bambini non sono mai troppo piccoli per incontrare i libri e la lettura. (...) Proprio perché non ancora capaci, o non abbastanza capaci di leggere, i vostri bambini hanno bisogno di voi; e nella soddisfazione di questo bisogno scoprono tutto il piacere che un libro può regalare loro (...) È il piacere della relazione, del meraviglioso contatto che il libro è capace di realizzare tra adulto e bambino, grazie alla dedizione totale che richiede all’uno e all’altro. (...) Coi libri si semina, si predispone il terreno al raccolto. Si racconta del buio perché un giorno quel bambino si troverà al buio, si affronta un lupo perché qualche lupo, prima o poi, anche senza coda e zampe, si incontrerà. Si raccolgono raggi di sole perché l’inverno, prima o poi, arriva. E i raggi del sole, come insegna Federico, il topo di Leo Lionni, sono caldi e vibranti come oro fuso... (Eros Miari) Nido d’infanzia di Clarina Cibo, che passione! I bimbi coinvolti nell’organizzazione di un “pizza day”, un pasto condiviso per scambiarsi sguardi, sorrisi, parole. L’incontro con il cibo e l’atto di nutrirsi marcano in modo rilevante i passaggi di crescita dei bambini piccoli: nell’esperienza del mangiare il bambino accoglie o rifiuta l’ambiente circostante, lo decodifica, lo conosce e lo sceglie. Il cibo è la prima relazione significativa tra cure materne e bisogni del bambino, un legame in equilibrio fra la necessità di nutrimento e la gratificazione del piacere che si colloca nella fase orale, che rimane presente, anche se con varia intensità, in tutta la vita psichica dell’individuo. Al nido il rapporto con il cibo è un indicatore che fa cogliere il grado di benessere, o malessere, del bambino. Il pasto ha infatti un’importante funzione educativa e sociale. Durante il pranzo c’è un rapporto diretto educatore-bambino, un dialogo faccia a faccia che si realizza con scambi intensi, dove l’attenzione è condivisa verso le azioni del nutrire e del nutrirsi, sostenute da sguardi, commenti che verbalizzano e attribuiscono significato e intenzionalità ai gesti e ai vocalizzi del bambino. Questa routine è scandita e strutturata con sequenze regolari di azioni: preparare, prepararsi, scegliere il cameriere, accogliere il carrello e salutare la cuoca, distribuire il cibo, guardare, guardarsi, assaggiare, raccontare e raccontarsi... Il pasto diventa così un momento conviviale: stare insieme con gli amici, scambiandosi sguardi, osservandosi e imitandosi, nel piacere di farlo. Lo scorso 13 giugno il personale del nido Clarina di Trento ha organizzato un pranzo particolare, che ha offerto un’occasione per favorire l’autonomia dei bambini e per farli sentire “grandi e responsabili”, all’interno di un contesto educativo pensato. Questo momento ha coinvolto tutti gli operatori del nido sia nella fase progettuale, sia in quella operativa sia nella consumazione del pasto. Ciascuno ha così potuto portare parte di sé, del proprio vissuto e delle proprie emozioni e l’ha potuta condividere con gli altri. Il momento è stato organizzato nel salone, in quanto spazio significativo per l’incontro, lo scambio e la condivisione. È un’area di passaggio all’interno della vita del nido, situata nella zona centrale, adiacente all’entrata: è un po’ la “piazza” del nido, un luogo capiente che ha permesso una collocazione comoda e funzionale dei tavoli. Protagonista in menù è stata la pizza margherita, cibo amato che favorisce la manipolazione e il godimento dei profumi sia per i piccoli che per gli adulti. I bambini, soprattutto i più grandi, sono stati coinvolti nell’allestimento della sala: hanno spostato le seggiole e cominciato a respirare un’atmosfera di collaborazione, di piacere nel darsi da fare per realizzare un momento speciale di condivisione di cibo, sguardi, parole e sorrisi. I bambini, incuriositi da questo piacevole trambusto hanno collaborato dimostrando grande attenzione ed entusiasmo, percependo stava per accadere qualcosa di nuovo. Finiti i preparativi, tutti si sono seduti attorno al grande tavolo. Grandi e piccoli si sono “mescolati” in modo da offrire nuove occasioni di scambio, sguardo, relazione e interazione. Qualche bimbo dei “grandi” ha aiutato i “piccoli”, incoraggiandoli a gustare l’ottimo cibo. È stato un gran divertimento prendere i pezzettini con le mani, portarli alla bocca, affondare i dentini e gustare quel suo sapore. Che bel momento: tutti seduti a raccontare le emozioni vissute durante la mattinata, con la pizza fra le mani. Un’occasione di crescita e condivisione davvero importante per tutti. 14 Nido d’infanzia di Spiazzo Il nido, un posto in famiglia Genitori coinvolti nel laboratorio pomeridiano “Spazio aperto”, fianco a fianco con bimbi e educatrici. Dagli anni Cinquanta ad oggi, con il passaggio dalla società tradizionale alla società moderna, i concetti di infanzia e famiglia hanno assunto nuovi significati. Con il termine “infanzia” infatti, si rimanda ad uno specifico universo simbolico che considera “l’essere bambini” una fase particolare del ciclo di vita individuale, transitoria e caratterizzata dalla differenziazione rispetto agli adulti e nello stesso tempo dalla dipendenza da essi in quanto unici soggetti in grado di accompagnare il bambino nel suo percorso di crescita e maturazione. Oggi si sta sviluppando una nuova concezione che riconosce l’infanzia come età specifica in sé e che ritiene ogni nato un soggetto attivo, autonomo nelle esplorazioni e rielaborazioni della realtà e competente. L’affacciarsi di questa nuova rappresentazione sociale è un segnale chiaro di come, nella nostra società, stiano cambiando gli atteggiamenti, i comportamenti e gli interventi, anche di diversa natura, verso il mondo del bambino. Di fronte a ciò le istituzioni educative ed in particolar modo il nido d’infanzia (spesso prima realtà extra-domestica con cui genitori e bambini entrano in relazione), riconoscendo la centralità e l’importanza del ruolo educativo svolto da madri e padri, è chiamato a creare delle occasioni d’incontro con le famiglie che permettano di valorizzare le loro capacità e promuovere la cooperazione e la partecipazione fra le diverse figure di riferimento. Alle istituzioni educative viene dunque richiesto di creare spazi e momenti in cui accogliere non solo i bambini ma anche i genitori in quanto soggetti con i quali discutere e costruire insieme delle esperienze condivise in vista di un fine comune: lo sviluppo armonico ed integrale di ogni bambino. Educatrici e genitori devono basare la loro collaborazione sulla comune consapevolezza che è necessario costruire esperienze educative integrate fra il contesto familiare e quello educativo. Il nido d’infanzia e le famiglie sono così chiamate a condividere la responsabilità educativa attraverso concrete forme di partecipazione, nel pieno rispetto delle funzioni e dei ruoli di ciascuna agenzia educativa. Il progetto educativo del nido d’infanzia sovraccomunale di Spiazzo si muove proprio in questa direzione; esso infatti prevede momenti in cui le educatrici accolgono non solo i bambini ma anche i loro genitori. Si tratta di incontri pensati, progettati e realizzati per stabilire un nuovo e positivo equilibrio nella relazione nidofamiglia partendo proprio dal concetto che bambino, educatrice e genitore intrattengono fra loro una relazione di forte interdipendenza per cui il benessere dell’uno è correlato a quello dell’altro. Le occasioni istituzionali e non, formali ed informali, in cui nido e famiglia si incontrano, sono moltissime: si inizia con l’assemblea per i genitori dei nuovi iscritti per continuare poi con i colloqui pre e post inserimento, gli incontri di sezione, le feste, le serate di lavoro, i momenti e gli spazi di informazione quotidiana. Un’attenzione particolare come momento di incontro con le famiglie merita lo Spazio aperto. Questo laboratorio pomeridiano è rivolto al gruppo dei bambini, alle loro mamme o ai loro papà; si svolge all’interno del nido d’infanzia e si struttura in due tempi. Durante la prima parte l’educatrice, regista fondamentale di questo momento, propone ai genitori ed ai loro figli delle attività di gioco strutturate, pensate e già sperimentate dai bambini durante la loro permanenza al nido. Queste proposte ludiche sono selezionate dopo un’attenta valutazione dei bisogni e delle risorse del gruppo, al fine di favorire la relazione genitore-bambino. Terminato “il gioco”, le mamme o i papà accompagnano i loro figli in bagno. Questo momento di cura, all’apparenza banale, permette invece ai bambini di interiorizzare il passaggio da una situazione all’altra, dall’attività alla merendina. Nella seconda parte dello Spazio aperto infatti i genitori ed i bambini possono assaporare, in un clima di condivisione, un piccolo spuntino generalmente a base di tè e biscotti. Tale proposta “ricreativa” permette di favorire la relazione fra genitori. In questo momento mamme e papà possono chiacchierare e confrontarsi condividendo così le loro molteplici esperienze di genitori. I laboratori pomeridiani, così come dimostrato dai dati relativi alla partecipazione delle famiglie, sono dei momenti sempre più valorizzati ed apprezzati da entrambe le parti. Lo Spazio aperto infatti è un’autentica occasione di comunicazione, cooperazione e partecipazione in cui i soggetti della triade bambino-genitore-educatrice si incontrano ed in cui gli adulti si confrontano in un clima di valorizzazione delle competenze familiari ed educative. Durante questi incontri le educatrici lavorano fianco a fianco con i genitori “agendo con e per la famiglia” in una prospettiva basata sul “fare” comune. Adottando una prospettiva promozionale, il personale educativo del nido cerca di attivare delle relazioni fra le famiglie, dei legami solidali fra adulti all’interno della loro “rete” sociale di riferimento rispondendo così ad una delle funzioni istituzionali a cui oggi il nido è chiamato: il sostegno alla genitorialità. 15 Nido d’infanzia Europa Leggere è un po’ come sognare Ridere, pensare, capire. Visitare la “casa dei libri” e portarne a casa uno dal nido per condividerlo con mamma e papà. «Mi leggi un libretto?» «Leggiamo il libro del Bruco?» ed ecco che dallo scaffale l’educatrice prende un libro e tutti i bambini seduti al tappeto ascoltano affascinati la storia. Il vivo interesse dei bambini nei confronti dei libri, cartonati, tattili, illustrati e narrativi; con le richieste di leggerli, sfogliarli, ascoltarli, condividerli con un amico, è stato di stimolo alle educatrici che, cogliendo gli spunti e le suggestioni emerse dai bambini, hanno dato vita ad un progetto legato all’iniziativa “Nati per leggere”. Il percorso, costituito da tre diverse attività legate tra loro ha coinvolto tutti i bambini del nido Europa di Trento in particolare i medi e grandi. La proposta è stata realizzata da gennaio ad aprile, “dentro” e “fuori” dal nido, coinvolgendo le realtà sociali e formative del territorio, favorendo la conoscenza e la collaborazione tra le istituzioni. L’entusiasmo dei bambini non si è manifestato solo al nido ma anche a casa, coinvolgendo così le famiglie in alcune tappe del progetto. Visitiamo la casa dei libri. Ma da dove arrivano questi libri foderati, di chi sono? Ed ecco che il lungo treno di bambini medio-grandi con le educatrici esce dal nido e facendo attenzione a macchine, autobus, passando davanti alla cantina, al fioraio, alla caserma dei vigili… è arrivato fino in Biblioteca “Clarina”: la casa dei libri. Una volta accomodati tra i grandi scaffali di libri colorati e profumati, i bambini hanno avuto la possibilità di conoscere questo luogo, di immagini, fiabe e magie con l’aiuto di Chiara, la bibliotecaria. I bambini hanno scelto alcuni libri da portare al nido per condividerli con gli amici per poi riportarli in biblioteca durante l’uscita successiva. Per consolidare la rappresentazione mentale della biblioteca e del prestito si sono svolte più visite nella casa dei libri. Nelle varie uscite si è provveduto a fare una tessera personale per ogni bambino per il prestito interbibliotecario presso tutte le biblioteche del Trentino, in modo da offrire la possibilità di proseguire il percorso avviato dal nido con i genitori. La casa dei libri. Ogni mese le educatrici hanno aggiunto alle letture presenti al nido dei libri presi in prestito presso le biblioteche di Trento, prediligendo quelli che fanno parte della proposta “Nati per leggere”. I bambini hanno così trovato negli scaffali dell’asilo dei testi nuovi, che hanno subito imparato a riconoscere grazie alla particolare copertina lucida. Questi testi sono stati toccati, letti, sfogliati con cura dai piccini, che hanno “gustato” nuove immagini, colori e storie. Ciascuno ha raccomandato all’amico di stare attento a non rovinarli! Attorno al libro si è creata un’atmosfera calda e coinvolgente, capace di trasmettere ai bimbi il piacere di “leggere”. Questi libri sono stati proposti più volte in diversi momenti della giornata educativa, anche in risposta alle continue richieste dei bambini di leggerli e rileggerli ritrovando emozioni, paure e suggestioni. Chi legge i libri come si stanno ad ascoltare gli amici, tesori vedrà come essi gli sveleranno i loro esso. e diventeranno per lui un intimo poss à via, Quello che egli leggerà non scivoler io trar con al né andrà perduto, ma gli rimarrà e gli apparterrà, lo allieterà e lo consolerà . come soltanto gli amici sanno fare (H.Hesse) …la ripetizione rassicura. È prova di intimità. E lui ha proprio bisogno di ritrovare questo soffio: «Ancora» «Ancora, ancora …» vuol dire su per giù: «Dobbiamo proprio volerci bene, noi due, per accontentarci di quest’unica storia, ripetuta all’infinito!» (D.Pennac) I libri a casa. E perché non portare a casa i libri del nido per leggerli tra le braccia di mamma e papà o per sfogliarli con sorelle e fratelli? Al nido nella stanza del gioco euristico è stata allestita una libreria dove i bambini medio-grandi, ogni venerdì, con la propria educatrice, hanno scelto un libro da portare a casa. La selezione del libretto ha rispettato i tempi ed i gusti dei bambini, oltre ad esser stato un momento molto curato: prima di decidere, infatti, i bimbi hanno esaminato diversi libretti, condividendoli con gli amici per poi riporre quello scelto nella borsetta personale da portare a casa. Al momento del ricongiungimento del venerdì, i bambini andavano incontro ai genitori felici di portar a casa un libretto ricco non solo di storie ma di ricordi del nido, da leggere con mamma e papà durante il fine settimana. Il lunedì successivo i 16 piccoli riconsegnavano al nido i libretti letti a casa, raccontando di quei momenti passati con genitori in compagnia del libro. Le giornate del venerdì sono diventate così un momento molto atteso da bambini e genitori che hanno chiesto di proseguire con questa tappa per altre settimane. Il progetto di lettura ha avuto un riscontro positivo ed è stato accolto da grandi e piccini con entusiasmo. Non solo. La soddisfazione del gruppo di lavoro ha raggiunto l’apice quando, dopo qualche mese, alcuni bambini sono arrivati al nido raccontando di essere stati alla casa dei libri con la mamma. Altri hanno mostrato all’educatrice il libro preso in prestito dalla biblioteca con i genitori chiedendo di leggerlo al nido con gli amici, ribaltando così il percorso proposto. con il piacere di farsi cullare dalle rime ed una grande voglia di storie da ascoltare da mamma e papà per ridere insieme... per pensare insieme... per capire insieme... e per sognare e fantasticare insieme... Conosco un bambino che non è più un bambino: oggi è un adulto laborioso e indaffarato, ma capace di comunicare ai suoi piccoli la magia delle parole, dei suoni, delle immagini, di tutte le storie che ha ascoltato quando era un “bambino”. Conosco un bambino con le guance paffute e gli occhi vispi e curiosi, affamato di pappe e giochi, tenero ed indifeso ma deciso e prepotente. Con una incredibile voglia di conoscere e capire. Con le sue grandi, indomabili paure. Con il suo mondo bambino popolato di amici simpatici... Ma anche... di mostri, veri da combattere o immaginari da fare scomparire... Circondato e coccolato da una atmosfera piena di tenerezza e sentimento, 17 Nido d’infanzia Scarabocchio Obiettivo famiglia Al nido interaziendale tante iniziative per rendere forte la sinergia con le famiglie e il territorio. Quando sei bambino vedi gli oggetti, gli spazi, le persone adulte da una prospettiva diversa... e tutto quello che vivi, incontri, vedi, ascolti e tocchi ha un’importanza vitale e determinante per lo sviluppo della personalità. Le esperienze sono mattoncini che formano le fondamenta della tua casa, dove costruirai non solo i muri e i pavimenti, ma anche le finestre, e i poggioli dove esporrai i tuoi fiori... (Anna Seviroli) Nell’era della modernità riflessiva i rapporti di coppia e le relazioni genitori-figli sono investite da profondi cambiamenti. Oggi infatti, l’essere ed il fare famiglia, può portare i genitori a vivere sentimenti di fragilità o insicurezza. Queste emozioni non vanno interpretate solo come un segnale di crisi, ma possono diventare dei veri e propri punti di forza. I genitori che riflettono, pensano e scelgono di “fare e diventare” una famiglia, accettando la sfida della società attuale e scegliendo di essere genitori in modo consapevole, si mettono in gioco, sperimentano un nuovo compito ed è quindi naturale che possano vivere sentimenti di incertezza. L’emergere di queste sensazioni genera negli adulti un crescente bisogno di sostegno, soprattutto nel compimento della loro funzione educativa. Madri e padri di oggi, non certo disposti a delegare ad altri il loro principale ruolo, chiedono quindi momenti di incontro e confronto non solo con esperti ma soprattutto con soggetti che condividono la loro stessa situazione; ricercano occasioni formative che, partendo dai loro bisogni e attraverso la promozione delle proprie risorse, permettano di sviluppare competenze, capacità ed abilità. Superando la logica di agire “sulla famiglia”, il nido d’infanzia di qualità deve quindi dotarsi di modalità operative volte ad agire “con e per” i genitori creando e ricercando occasioni volte a sostenere la genitorialità. In tal senso, il nido può essere considerato come un servizio a sostegno delle famiglie ed in particolare al meraviglioso nonché altrettanto difficile mestiere dell’essere genitore. Partendo da questi presupposti, il gruppo di lavoro del nido d’infanzia interaziendale “Lo Scarabocchio”, servizio inaugurato nel 2005 a Trento, ha cercato di sostenere e promuovere la partecipazione delle famiglie attraverso numerose e diversificate situazioni di incontro e conoscenza tra educatrici e genitori; ciò che infatti accomuna l’utenza del nido “Scarabocchio” non è la provenienza o il comune di residenza ma le aziende per cui i genitori lavorano. Durante l’anno educativo il personale ha quindi consolidato un rapporto di fiducia reciproca con le famiglie, ha condiviso con madri e padri la cura e la crescita dei loro bambini. Il gruppo ha considerato come “interlocutori di esperienze” non solo i bambini, ma anche i loro genitori, fratelli, nonni, zii, e per questo, nel tempo, ha costruito con l’intera rete familiare relazioni positive di scambio, confronto e collaborazione. Trattandosi di un servizio rivolto in particolare ai bambini di genitori entrambi lavoratori, uno dei primi intenti del gruppo di lavoro del nido interaziendale è stato quello di garantire alle famiglie il tempo per il nido, ovvero promuovere momenti di “ritrovo” necessari per conoscersi e farsi conoscere. L’innovazione e la sperimentazione, principali caratteristiche del servizio in questione, hanno così permesso alle educatrici di pensare e progettare apposite occasioni di incontro con l’obiettivo di rendere attivamente partecipi i genitori alla vita del nido e di restituire loro il vissuto dei bambini al nido attraverso nuovi canali di comunicazione. Tra i molteplici incontri che si sono svolti in questi anni si segnalano ad esempio i laboratori genitori-bambini presso la biblioteca comunale dei Ragazzi di Trento, le uscite con i bambini presso l’Acquario di Trento, le visite alle diverse realtà commerciali (fioreria, panificio, gelateria, distretto Vigili del Fuoco e dei Vigili Urbani, ecc...), le serate di cucina promosse in collaborazione con la cuoca del nido. E anco- 18 ra gli appuntamenti con “l’esperto” durante i quali si sono approfonditi temi diversi (l’aggressività, il distacco, la relazione con il cibo ecc.), le serate di Natale strutturate in due momenti (prima per realizzare con i genitori i doni per i bambini e poi per festeggiare insieme la Natività). La grande partecipazione delle famiglie ha testimoniato come queste iniziative siano state accolte positivamente, con impegno ed entusiasmo da parte dei genitori che ne hanno riconosciuto l’utilità e l’importanza. Gli appuntamenti si sono rivelati altrettanto validi anche per le educatrici; esse hanno progettato e realizzato ogni anno nuove e piacevoli esperienze di crescita, confronto e divertimento per tutti. I diversi incontri erano infatti rivolti non solo alla coppia genitoriale ma anche alla diade genitori-bambini. D’altronde gli obiettivi erano ambiziosi: stimolare la curiosità, creare spazi di scambio, confronto e comunicazione tra il servizio e le famiglie, incentivare rapporti positivi, condividere esperienze sul piano affettivo, pratico ed emotivo. Il tutto assicurando agli utenti ascolto, confronto e rispetto del loro ruolo genitoriale in un clima positivo ed allegro! Questi incontri hanno inoltre valorizzato i genitori stessi poiché hanno permesso loro di conoscersi, confrontarsi e sostenersi vicendevolmente in un ambiente sereno e divertente, capace di trasformare le conoscenze e le rappresentazioni sui bambini, in relazioni di ascolto ed espe- rienze educative per tutte le figure coinvolte. Le famiglie, i bambini ed il gruppo di lavoro, veri protagonisti di tutti questi momenti, hanno dato vita ad esperienze uniche e irripetibili per tutti coloro che vi hanno partecipato! Riprendendo le parole di un’educatrice: «All’interno dei servizi educativi è importante credere e investire nella relazione e valorizzare questa grande risorsa: il dialogo, la sinergia e la cooperazione tra il nido, le famiglie e il territorio rendono possibili molti progetti!». 19 Nido d’infanzia di Giovo Gita alla serra con gli animali Al nido un percorso di visite pensato per stringere un forte legame con le realtà del territorio. Quanti fiori colorati nei giardini, in mezzo ai prati! Fiordaliso è tutto blu, io gli parlo a tu per tu. C’è la rosa tutta gialla, ci si posa una farfalla e la stella vellutata stella alpina vien chiamata. Il nido di Giovo è nato nel 2006 in convenzione con la cooperativa Città Futura, offrendo il servizio di cura anche dei bambini di Cembra, Lisignago, Faver, Palù, Segonzano. L’obiettivo del progetto educativo, pensato insieme alla pedagogista, è stato impostato sul potenziamento del rapporto con il territorio, basandosi su un’idea di educazione dei bambini come “progetto della comunità”, nell’intento di trasmettere un sapere che appartiene al nido ma che può trasformarsi in un sapere condiviso. Un nido d’infanzia che è parte integrante di un territorio si fa portavoce dell’idea di bambino che per crescere ha bisogno di incontrare e vivere esperienze arricchenti e formative attraverso i “luoghi educativi decentrati” appartenenti alla natura socio-culturale della realtà territoriale stessa. Proprio per questo sono state pensate e organizzate varie uscite che si sono svolte durante l’intero anno educativo: visite alle scuole dell’infanzia di Verla, di Cembra e di Palù, per garantirne la continuità, un’uscita con tutti i bambini alla serra di Lisignago e, da ultima la visita alla biblioteca. La più ricca di emozioni, sia dal punto di vista dell’entusiasmo manifestato dai bambini che dal racconto delle educatrici, è stata la visita alla serra di Lisignago: una realtà particolare poiché al suo interno non si trovano solo piante e fiori di ogni tipo e qualità, ma anche tanti animali come galline, anatre, caprette, maiali e cavalli. Dal racconto delle educatrici e della coordinatrice interna: E così è partita la nostra avventura. Il 21 maggio alle 9.30 di mattina, il pulmino, che era stato prenotato per il noleggio, era già pronto ad aspettarci nel piazzale del nido. A bordo dodici bambini, con il loro zainetto in spalla, e sei educatrici; tutti carichi di gioia e di curiosità. Lungo il tragitto i bambini sono rimasti in silenzio, incantati dal paesaggio ma soprattutto dalle numerose e grandi ruspe apparse davanti ai loro occhi. Ad accoglierci alla serra c’e- rano Alex, il proprietario, insieme al suo fratellino che ci ha fatto da cicerone per gran parte della mattinata. I bambini non stavano più nella pelle! Entrati nel negozio Alex non ha esitato ad accompagnare tutti a vedere gli animali. Quanti e, soprattutto, che affamati! La mamma di Alex ci aveva preparato un sacco enorme, pieno di pane secco da dare ai nuovi amici. Ogni bimbo, con il suo panino in mano, era radioso dalla felicità. C’è chi glielo ha lanciato e chi, con un po’ più di coraggio, lo ha portato direttamente alla bocca dell’animale. Ma tra galline, pecore e maiali non si vedevano i cavalli. Dov’erano? Alex, sorridente, aveva pensato di stupire tutti con una sorpresa. Con un enorme ascensore ci ha portati nel giardino sottostante e… magia!!! In un prato finalmente sono apparsi i cavalli, bianchi, neri, marroni, a macchie!! Erano così belli che non volevamo andare più via. Ma un lavoro ci stava attendendo: in mezzo alla serra, fra piante verdi e profumate, ci avevano preparato tante panchine e poltroncine fatte a forma di vagoni del treno, tutte in legno. Dopo un piccolo spuntino a base di tè e biscotti e tante foto ricordo, era giunto il momento di metterci all’opera: quindici vasetti, la terra e i semini erano pronti per essere piantati. Grazie alle semplici e chiare spiegazioni di Alex e alla sua disponibilità ad assicurarsi che ogni bambino potesse sperimentare l’attività, si è data la possibilità a tutti di piantare il proprio semino direttamente dalle loro manine e di portare al nido il vasetto per veder nascere una piantina o un fiorellino. Ma non finisce qui. Alex ha fatto un regalo anche per il nido: tanti fogli di riso dai quali, con l’aggiunta dell’acqua, nascono piccole piante verdi. Con un po’ di rammarico, ma con tanta gioia e un’esperienza da portare a casa, ci siamo incamminati lungo la via del ritorno. Il nostro pulmino era pronto per ricondurci al nido. 20 Durante il viaggio di rientro insieme ai bambini abbiamo cantato tante canzoncine, in particolare una, a cui loro erano molto legati: ci son due coccodrilli ed un orango tango, e, due piccoli serpenti, un’aquila real il gatto, il topo, l’elefante non manca più nessuno… !!!! solo non si vedono i due leocorni Questa esperienza ha lasciato ai bambini un ricordo meraviglioso; i più grandi hanno espresso le loro emozioni attraverso la parola, con frasi di stupore, di curiosità, di gioia, di punti interrogativi. Quanto ai più piccini… Beh, bastava guardare il loro viso per capire quanto fossero felici. Vedere da vicino tanti animali che i bambini avevano conosciuto soprattutto attraverso le storie e le immagini, ha reso possibile l’avverarsi di tante fantasie. Conoscere persone disponibili e sorridenti ha dato l’opportunità a grandi e piccini di sentirsi a proprio agio, di osservare le piante, sentire il profumo del legno vivo, stare a contatto con la natura, toccare la terra e sentirne la consistenza, l’odore particolare, la temperatura. Sono esperienze che creano ricordi piacevoli da portare dentro di sè e che andranno a far parte del bagaglio di conoscenza di ciascun bambino. Rimane al nido il ricordo fotografico, utile ai genitori per vedere ciò che realmente è stato fatto. Ai proprietari della serra resta l’emozione di una mattinata passata insieme ai bambini del nido di Giovo che ha portato una ventata di aria fresca ad un luogo che già trasmette gioia e serenità alle persone che vi entrano. Questa esperienza è stata realizzata grazie al sostegno economico del comune di Giovo, per il noleggio del pulmino che ci ha accompagnati durante tutte le nostre uscite, ma anche grazie ai genitori, che ci hanno sostenuti sempre affinché le attività potessero essere svolte in piena serenità e fiducia. 21 Nido d’infanzia di Gardolo È qui la festa! Tante occasioni per valorizzare i bambini e coinvolgere i genitori con allegria. Il nido di Gardolo ospita 32 bambini ed è stato inaugurato nel settembre del 2007. All’interno del progetto educativo ha avuto un particolare rilievo la realizzazione di momenti conviviali e di gioco caratterizzati dal coinvolgimento dei genitori insieme alle educatrici nell’organizzazione dell’evento. Anzitutto sono stati definiti i principali momenti di festa da celebrare all’interno del contesto educativo, come il compleanno, il Natale, il Carnevale, l’inaugurazione e la fine dell’attività. Tutte occasioni semplici di partecipazione per favorire la conoscenza tra adulti, trasmettere il senso di appartenenza e la coesione del gruppo, rafforzare la collegialità della conduzione del sistema-nido e instaurare legami personalizzanti e significativi. FESTA DI COMPLEANNO Ogni educatrice ricorda i compleanni dei bambini appendendo sulle pareti delle stanze tanti piccoli fiori fatti con carta ondulina che al centro contengono il primo piano di ogni singolo bambino. Questa occasione viene festeggiata in maniera molto semplice: l’educatrice prepara una coroncina in cartone per il/la festeggiato/a e, insieme agli altri bambini del gruppo, viene intonata la canzone “buon compleanno”. FESTA DI NATALE - 18 dicembre 2007 Dal racconto di una educatrice: «Nascosti da un telo, per non farsi vedere da mamma e papà e da parenti vari, ci sono trentadue bambini vestiti o di rosso o di bianco che, con la propria educatrice, aspettano con ansia che il sipario si apra. E così si comincia a cantare: Facciamo un pupazzo di neve, di neve che bello è arrivata la neve, le neve dal ciel! Facciamolo tutto ciccione con la testa grossa e il pancione In testa mettiamo il cappello, al braccio appendiamo un ombrello. La bocca è una buccia di mela, di mela, di mela Il naso è una grossa carota, carota arancion È proprio un simpaticone degli occhi ha i bottoni posto Al Facciamo un bel girotondo Al pupazzo più bello del mondo! Qualche bambino corre felice verso i genitori, qualcun altro rimane seduto a cantare o guarda con sorpresa tutte le persone che stanno entrando nel salone allestito per la festa. È un momento speciale! Tutti i genitori e parenti applaudono e chiedono il bis. Cantiamo di nuovo e, questa volta, sembra che anche i bambini siano più allegri: cantano a squarciagola, ridono e ballano. Ad un tratto si sente un campanello che suona: è Babbo Natale che, con un sacco in spalla porta i regali ad ogni bambino. Che stupore. Qualche bimbo piange e si accoccola fra le braccia di mamma o papà. Ma il buonumore torna subito! Babbo Natale entra nel salone e va a sedersi sulla sedia a dondolo vicino all’albero addobbato dai bambini; è stanco e si siede volentieri raccontando che arriva da molto lontano e che ha fatto tanta strada per portare tutti quei regali. Chiede: “Siete stati bravi quest’anno? O avete fatto i “monelli” con mamma e papà?” Dal salone si sente un timido “sì”. Lui ride e comincia a distribuire i doni: un calendario con la foto del bimbo, una palla e qualche dolce. Aspettando di essere chiamati i bambini si avvicinano al Babbo, chi da solo chi accompagnato. Quando Babbo Natale ci saluta promettendoci di tornare l’anno successivo, in salone arrivano i carrelli pieni di cose buone: pizza, torta, pandoro e anche la cioccolata calda (preparate dalla nostra cuoca). È stata una bella festa che si è svolta in un clima sereno e di gioia. Un’occasione pensata e programmata dal gruppo di lavoro mediante prove di canto ma soprattutto facendo conoscere ai bambini la storia di Babbo Natale, esplorando parti del suo vestito (prima il cappello, poi la morbida barba...) nei giorni precedenti ai festeggiamenti permettendo ai bambini gradatamente di conoscerlo e di superare quel timore che a volte questo personaggio può incutere. Infatti per più di una settimana abbiamo mostrato il vestito del Babbo ai bambini lasciandoglielo provare e indossandolo noi stesse». FESTA DI CARNEVALE - 5 febbraio 2008 È una giornata particolare che si svolge all’interno del nido e a cui partecipano bambini ed educatrici. Al genitore viene chiesto di portare il vestito di Carnevale che, con il consenso del bambino, viene indossato per parte della mattinata. La festa si svolge in salone con tutti i bambini delle varie sezioni: si balla, si canta, si mette musica, si lanciano coriandoli e stelle filanti. Tutti insieme con allegria. INAUGURAZIONE - 17 maggio 2008 L’inaugurazione si è svolta un sabato mattina del mese di maggio. Erano presenti alcune autorità istituzionali come 22 Renato Pegoretti, assessore del Comune di Trento, Corrado Paolazzi, presidente della Circoscrizione, Marta Dalmaso, assessore provinciale, Lara Zambaldi, pedagogista del Comune di Trento, Sandra Dodi, presidente della cooperativa Città Futura, Silvana Buono, pedagogista della cooperativa, Andrea Guastella, presidente dei genitori. E ancora tutto il personale del nido, altri rappresentanti della cooperativa, genitori con bambini frequentanti il nido e persone esterne incuriosite dall’evento. Dopo numerosi interventi e il tradizionale taglio del nastro, la festa è proseguita con un rinfresco preparato dalla cuoca del nido insieme ad impresa sociale “Progetto Infusione” che si occupa di ristorazione. Un’occasione per far vedere il nido anche ai genitori che volevano semplicemente informazioni. lato, succhi fatti “in casa” e bevande di altro tipo), sono stati predisposti degli spazi gioco in vari punti del giardino, con quattro attività strutturate: pasta pane, pittura su telo con gli spruzzini, gessetti colorati e sale da mettere nelle bottigliette di vetro. Per i più piccoli tante costruzioni. La festa è stata bellissima; le attività sono piaciute sia ai bambini sia ai genitori, che hanno potuto passare gran parte del tempo a giocare insieme ai loro figli. FESTA DI FINE ANNO - 30 luglio 2008 Ad ogni fine anno educativo al nido viene programmata la festa di chiusura. Occasione alla quale possono partecipare genitori e parenti. È il momento per augurare buone vacanze ai bambini che torneranno a settembre e per salutare quelli che cominceranno una nuova avventura alla scuola dell’infanzia. La festa è stata organizzata in giardino, allestito per l’occasione con palloncini colorati e festoni. Oltre al buffet preparato dalla cuoca del nido (pizza, torte, macedonia con ge- 23 Nido d’infanzia di Ponte Arche Vi racconto com’era il primo nido del Trentino La visita di nonna Bianca è stata una preziosa occasione di riflessione. Il nido di Ponte Arche è sovra-comunale, un’esperienza di gestione oggi sempre più sperimentata in provincia di Trento. Gestito da Città Futura dal 2007, esso infatti offre servizi ai comuni di Lomaso, Bleggio Inferiore e Superiore, Stenico, Fiavè, San Lorenzo e Dorsino. Insieme alle agenzie educative locali, il nido vuole realizzare l’idea di realtà territoriale intesa come “luogo di servizio educativo” di comunità, di socializzazione e di partecipazione alla costruzione di una “cultura per l’infanzia”, nell’ottica di una migliore accoglienza dei bambini e delle loro famiglie. Per questo durante l’anno il nido si “aprirà” al territorio creando occasioni di dialogo con le famiglie che ancora non conoscono la proposta dedicata alla prima infanzia. Attraverso laboratori, spazi aperti, feste ed altre attività, il nido incontrerà il territorio e tutti i suoi protagonisti. Tra questi momenti vogliamo in particolar modo ricordare un’occasione speciale che i bambini hanno potuto assaporare: grazie all’accordo con la Casa di Soggiorno per Anziani di Santa Croce, verso la fine di febbraio, i bimbi hanno avuto l’opportunità di avvicinarsi ad una realtà lontana, raccontata da Bianca Speranza di Duvredo, classe 1918. L’idea di far conciliare il presente col passato è nata dalla volontà del servizio di avvicinare il bambino a realtà differenti tra loro ma per molti aspetti simili. La signora Bianca è arrivata al nido alle 15; i bambini medi e grandi la stavano aspettando emozionati. Lei si è presentata come una bisnonna e ha cominciato a narrare, rivivendoli, esperienze ed aneddoti legati al suo vissuto con i bambini. Ha raccontato di aver lavorato per 20 anni all’asilo nido di Arco, il primo aperto in Trentino, come puericultrice con mansioni di responsabilità, e poi, per altri 7 anni, in un nido di Trento. «L’asilo nido ed i bambini – ha detto – sono stati la mia vita». Bianca ha raccontato ai bambini la sua storia con grande passione e dovizia di dettagli; è stato impressionante notare come i ricordi del passato sembrano attuali attraverso la narrazione di questa simpatica e tenera nonnina. I bimbi l’hanno ascoltata a bocca aperta quando ha parlato della situazione di Arco nell’immediato dopoguerra, quando i Sanatori venivano invasi da reduci di guerra con grandi problemi di salute. Proprio a causa del grande impegno delle donne, spesso madri, nella cura di questi malati che l’amministrazione comunale di Arco ha deciso di aprire un nido. Era il 1951, la signora Bianca si trovava a Roma quando le venne proposto l’impiego in Trentino. Felice di potersi riavvicinare a casa accettò ed iniziò così il suo lungo rapporto di lavoro con la struttura di Arco. Ma com’era diversa allora la gestione dei nidi! Grandi stanzoni, poche educatrici. Osservando l’arredo del nido di Ponte Arche e la funzionalità degli spazi, Bianca si è complimentata per il servizio e per l’attenzione dimostrata. In particolare l’hanno colpita le foto, grandi e colorate, che raccontano la storia del nido e dei suoi bambini. Ai suoi tempi era proprio diverso! Al momento della merenda, la nonnina è stata invitata ad unirsi ai bambini. Osservando con simpatia il piccolo gruppetto, ha ri- cordato quando in tre educatrici, supportate da inservienti, dovevano gestire una media di 40 piccoli. C’erano grandi box di legno nei quali venivano messi i più piccoli. Spesso arrivavano in visita gli ispettori. Anche i giochi erano differenti rispetto a quelli di oggi: allora erano quasi inesistenti o improvvisati. Oggi le attività vengono documentate alle famiglie, che sono ormai parte integrante del nido e collaborano a pieno ritmo per un’attenta attività educativa. Questo ai suoi tempi non accadeva. Le maggiori attenzioni date ai bambini erano di tipo fisico e fisiologico e le famiglie non potevano nemmeno entrare ed avere contatti col personale del nido! Come passa in fretta il tempo, e quante cose cambiano. La stessa visione del bambino per esempio, è mutata, e tutto quello che c’è all’interno del servizio lo dimostra. Bianca ha anche cantato alcune canzoni e filastrocche, proponendo giochi con le mani. Con sorpresa bambini e educatrici hanno scoperto di conoscerne tante: ieri e oggi, per certe circostanze così differenti e lontani, sono ancora così simili e vicini! Attraverso gli occhi lucidi e brillanti di una signora, il nido ha avuto l’opportunità di ascoltare racconti di vita emozionando e addolcendo grandi e piccini. Viaggiare nel tempo mantenendo le tracce è un’occasione che purtroppo oggi va scomparendo ma che educatrici e famiglie dovrebbero saper regalare ai piccini, attraverso il dialogo e l’organizzazione di momenti come questi. In un dialogo aperto con le agenzie culturali ed educative, anche quest’anno, il nido attiverà momenti differenti ma di uguale importanza, che vedranno i piccini addentrarsi in esperienze nuove ed emozionanti pensate e strutturate appositamente per loro. Accompagnati costantemente dalla propria figura di riferimento, affronteranno la scoperta e l’elaborazione di nuove e svariate realtà. Di volta in volta questi ed altri momenti custodiranno in modo un po’ speciale piccole storie di crescita e di amicizia tra adulti e bambini, un percorso condiviso e partecipato in cui l’attenzione del nido alla famiglia e al territorio, è soprattutto rivolta alla “comunicazione affettiva” tra bambini e adulti, dove si superano i confini tra “chi educa” e “chi è educato”, con uno sguardo comune verso l’ascolto creativo del bambino. 24 Nido d’infanzia di Folgaria Nuovo nido, cuore delle relazioni Luogo dove i bambini possono avere conferme affettive e sviluppare la propria personalità. Da ottobre Città Futura gestisce l’asilo nido di Folgaria in convenzione con il Comune. L’Amministrazione pubblica e la Cooperativa sociale, presente da oltre 10 anni nei servizi all’infanzia in Trentino, condividono alcuni importanti obiettivi: occuparsi della famiglia nella sua interezza, accogliendone i bisogni a tutto tondo. Il nido, infatti, è un servizio socio-educativo per la prima infanzia, con diverse finalità. Anzitutto riconosce il diritto delle bambine e dei bambini ad uno sviluppo psicofisico ed affettivo equilibrato. Poi valorizza la centralità della famiglia, facilitando la conciliazione delle scelte professionali e familiari di entrambi i genitori, favorendo un’equa ripartizione delle responsabilità tra donne e uomini in un quadro di pari opportunità. Il nido garantisce una pluralità di opportunità socio-educative diffondendo una cultura di rispetto e di cura verso l’infanzia ed infine offre un forte sostegno alla famiglia nell’educazione dei figli e la prevenzione di ogni forma di difficoltà e emarginazione. È proprio il suo essere “luogo di relazioni” il senso profondo del nido d’infanzia che la Cooperativa sociale Città Futura vuole proporre e condividere con le famiglie, l’Amministrazione comunale, gli educatori. Un servizio che si propone ogni giorno come luogo di crescita e cura, creativo e diversificato, nel quale è possibile stabilire relazioni buone, sia per i piccoli che per le loro famiglie. I genitori, infatti, desiderano far vivere ai propri figli un’esperienza educatica in cui il valore di riferimento più importante è la “conferma affettiva” della persona del bambino. È insieme al territorio e alle agenzie educative locali che l’asilo di Folgaria vuole pensare di realizzare un’idea di nido intesa anche come “luogo di servizio”, di comunità, di socializzazione e di partecipazione alla costruzione di una “cultura educativa”. Durante il corso dell’anno saranno dunque numerose le occasioni di incontro che il nido proporrà alle famiglie e anche a quei genitori semplicemente interessati: laboratori, spazi aperti, feste ed altre attività. In un dialogo aperto con le agenzie culturali ed educative, il nido attiverà un percorso di continuità con la scuola d’infanzia. Di volta in volta questi ed altri movimenti promuoveranno in modo speciale piccole storie di crescita e di amicizia tra adulti e bambini, dove l’attenzione delle educatrici è rivolta soprattutto alla “comunicazione affettiva”, in cui si supera il confine fra “chi educa” e “chi è educato”, con uno sguardo comune verso l’ascolto creativo del bambino. Uno degli obiettivi che in questa fase di avvio ha visto maggiormente impegnate le educatrici è stato lo sforzo di creare uno spazio che fosse un luogo delimitato con caratteristiche specifiche, che lo differenziassero e lo connotassero rispetto a qualsiasi altro luogo frequentato dai bambini e dalle loro fami- glie. In questo senso nulla può essere lasciato al caso o all’improvvisazione quando strutturiamo, organizziamo, arrediamo, allestiamo l’ambiente in cui i bambini verranno accolti per trascorrere la loro giornate in compagnia di altri bambini e delle educatrici. Lo spazio, la sua organizzazione e il significato che ad esso si vuole attribuire, rappresentano un fondamentale veicolo educativo. Lo spazio non è un contenitore neutro: esso parla, suggerisce comportamenti, determina e favorisce stati d’animo, trasmette messaggi visivi, veicola significati e simboli. Lo spazio è anche luogo di relazione, di rapporto e di comunicazione. Al nido è un luogo di relazioni con altri bambini, altri adulti, veicola vissuti individuali, di coppia e di gruppo. L’altro aspetto è stato l’accoglienza delle famiglie (attualmente 11, a febbraio si raggiungerà la capienza, 15) attraverso il periodo di inserimento e ambientamento, che hanno permesso un’entrata graduale al servizio sia per i bambini che per i genitori, con l’obiettivo di creare un rapporto di fiducia e di collaborazione con il personale. Attualmente i gruppi sono due: i piccoli, con educatrice di riferimento Alessia Lorenzatti, e i medio-grandi con educatrice Letizia Bolognani; l’educatrice del pomeriggio è Sabrina Trombini. La coordinatrice interna è Chiara De Simone e la pedagogista Ginevra Rella. La cuoca è Marta Tambosi, le ausiliarie Marisa Valle e Milena Filz. Tanti sono ancora gli appuntamenti che a livello di progetto educativo ci impegneranno durante l’anno, con la certezza che la collaborazione di tutti (famiglie, Amministrazione e cooperativa) permetterà di condividere un’esperienza piacevole, positiva e di crescita. 25 La Ludoteca Spazio alla creatività e fantasia Alla ludoteca di Pergine tante iniziative per incentivare il gioco sotto tutti gli aspetti educativi. dei bellissimi e coloratissimi ciondoli con il supporto della ludotecaria e di alcune volontarie: animaletti, simpatiche stelline e cuoricini da appendere. L’attività, accolta con entusiasmo da bambini e genitori è stata un’occasione di scambio e condivisione della ludoteca “nella comunità”. Ma ci sono state tante altre occasioni e attività. Vediamole brevemente di seguito. Nel gioco si manifesta lo slancio vitale della personalità che domanda di darsi e costruirsi, l’intero mondo interiore del bambino con i suoi bisogni, le sue tendenze, le sue idee e sentimenti… Mediante il completo possesso del gioco vivo, il bambino si muove e si compie (Frochel) La ludoteca comunale Quiquoqua di Pergine propone anche quest’anno iniziative curiose ed interessanti che coinvolgeranno i bambini in giochi, esperienze ed attività del tutto particolari. Le iniziative realizzate lo scorso anno, la gioia dei bambini ed il coinvolgimento dei genitori sono stati motivi di soddisfazione ma anche di stimolo per continuare con entusiasmo. Grazie alla disponibilità dei volontari, che dedicano il loro tempo ai bambini durante l’apertura della ludoteca, il servizio ha potuto rappresentare per i bambini un luogo per ritrovarsi e riscoprirsi nelle ore pomeridiane, anche attraverso la creazione di legami di fiducia tra adulti e bambini. Ma la ludoteca offre anche occasione di confronto tra adulti, che hanno formato ben presto un gruppo coeso, caratterizzato dalla voglia di stare insieme anche in momenti ricreativi come cene e feste. Oltre ai numerosi giochi da tavolo, le costruzioni, la possibilità di dipingere e colorare usando tecniche e materiali diversi, i giochi di ruolo, in ludoteca c’è il giardino con i suoi grandi spazi e i giochi all’aria aperta. «Per i bambini – racconta la ludotecaria – l’accesso al giardino è occasione per molte attività di conoscenza e consapevolezza dei propri limiti. Arrivare in ludoteca e sapere che il giardino è aperto, rappresenta un motivo d’allegria, serenità e solarità che anima tutto il pomeriggio. Il giardino è stato una grande fonte d’idee: per divertirsi i bambini non hanno utilizzato solo i giochi disponibili ma ne hanno creati di nuovi con fantasia e creatività. Percorsi ad ostacoli, giochi con le palline di giornale, con la slitta, la ruota e altro». In questi primi mesi dell’anno educativo, la ludoteca ha sperimentato un modo tutto particolare di incontro con “il territorio”: in occasione della festa delle famiglie all’oratorio di Pergine il 5 ottobre 2008, ha proposto un’attività laboratoriale con la “pasta di mais”. I bambini hanno potuto realizzare I GIOCHI NELLE GIORNATE D’INVERNO Sono momenti di gioco dedicato ai bambini in fascia 0-3 anni insieme ai loro genitori o nonni. Per i bambini è un’opportunità per sperimentare il rapporto con gli altri, conoscere e utilizzare spazi e materiali di gioco, conoscere altri adulti che, con il tempo, potrebbero anche diventare nuovi amici. Per i genitori è occasione per conoscere altre persone, scambiare le proprie esperienze, prendersi un po’ di tempo per giocare con il proprio bambino. CREA E COLORA L’iniziativa dà la possibilità di accedere al laboratorio ai bambini iscritti dai 6 ai 12 anni. I bambini aspettano sempre con impazienza questo momento perché essere protagonisti all’interno di uno spazio artistico-manipolativo creato e pensato per rispondere alle loro esigenze, li trasforma in piccoli operai ed artisti. Nel momento in cui lo spazio del giardino viene a mancare per l’arrivo della stagione fredda, sembra che il passaggio nel laboratorio sia del tutto naturale. Tra le proposte: creare candele colorate multi-colore, realizzare delle formine di vario genere con il gesso liquido, utilizzare il traforo per ritagliare targhette con scritto il proprio nome, creare braccialetti di perline utilizzando un telaio, ricamare su un biglietto di carta. I bambini, assieme all’operatore e ai volontari, scelgono quale attività realizzare, solitamente non più di due al giorno per poter dare la possibilità a tutti i bambini di essere seguiti nel modo adeguato e poter terminare durante la giornata il proprio lavoro. Spesso però è difficile conciliare solamente due attività tra i presenti, e gli indecisi sono più attratti da un lavoro semplice, ma di gran creatività come il disegno. Dal racconto della ludotecaria: «Un venerdì, tutti i tavoli del laboratorio erano occupati, ma i bambini avevano una gran voglia di fare un disegno. Per poterli accontentare abbiamo creato una parete ricoperta di carta, da dedicare ai loro disegni. È davvero bello poter leggere nei loro occhi la soddisfazione e la gioia, stelle polari che hanno consigliato a noi adulti di approfondire quest’attività. Per il momento rimane il nostro sogno nel cassetto». 26 HALLOWEEN Notte magica per eccellenza, Halloween è l’occasione in cui tutti hanno la possibilità di trasformarsi, magari con una maschera mostruosa! In ludoteca è stato proprio così. Venerdì 31 ottobre è stata indetta la festa più paurosa dell’anno: tanti bambini con dei travestimenti davvero particolari. Chi è passato in negozio all’ultimo minuto, chi ha riutilizzato il vestito di carnevale da spavento, chi lo ha costruito assieme a mamma e papà. Anche qualche genitore si è presentato con una maschera davvero paurosa! L’atmosfera creata in ludoteca ha reso l’accoglienza molto particolare, anche per chi ormai frequenta abitudinariamente il servizio: all’entrata una tenda con raffigurato uno scheletro e sul soffitto tante ragnatele e i rispettivi ragni. Sembrava di addentrarsi nei meandri dei castelli di magici stregoni, raffigurati nei libri. Per rimanere in tema “dolcetto scherzetto” ogni bambino aveva la possibilità di realizzare un piccolo scherzetto da portare a casa: un ragno peloso da nascondere per spaventare mamma e papà. Non è mancata la tombola con luci soffuse, a lume di candela, con premi paurosi e scherzosi. Per concludere è stata letta al buio una storia paurosa, davvero sorprendente per i bambini presenti che sono rimasti a bocca aperta. FESTA DI SANTA LUCIA In preparazione della festa di S.Lucia costruiremo la strozega, tipica del paese di Pergine in cui si attaccano dei barattoli di latta a del filo che verrà trascinata da tutti i bambini per chiamare S. Lucia. Tutto si conclude con il suo arrivo in piazza e la consegna di un regalino. FESTA DI NATALE Quest’anno ci sarà una novità: oltre alla tradizionale tombola natalizia, tutti i bambini potranno portare un gioco da casa che non utilizzano più per scambiarlo con gli amici. A gennaio, poi, ci sarà il momento più atteso dai bambini: il laboratorio di cucina! Quest’anno il tema conduttore sarà il carnevale e le specialità provenienti da alcuni paesi del mondo, come il Paraguay e la Colombia. Ad ogni bambino iscritto verranno consegnate le ricette proposte e indicato il materiale che dovranno portare da casa (mattarello, cucchiaio, frustino ecc.) in base al dolce che sceglieranno. I bambini potranno iscriversi in ludoteca in orario d’apertura del servizio. INCONTRO CON LE SCUOLE La ludoteca è un servizio educativo e ricreativo incentrato sul gioco in tutte le sue valenze formative e arricchito dalla partecipazione attiva dei bambini con le loro famiglie, delle scuole, delle associazioni e dei servizi del territorio. Oltre ad essere un luogo fisico in cui si gioca, la ludoteca è anche un contesto privilegiato per liberare la fantasia, dare spazio alla creatività, permettendo attraverso il gioco di crescere e imparare a conoscersi. Non si tratta solo un luogo dove passare il tempo divertendosi, ma anche di un punto di confronto, partecipazione e crescita, visto che il gioco è stato, è e sarà una parte fondamentale della vita di tutti noi. Vivere la ludoteca attraverso e con la partecipazione attiva della scuola consente di avviare percorsi educativi innovativi supportati dall’idea che il gioco del bambino è apprendimento e il suo apprendimento è gioco. 27 I nidi di infanzia gestiti da Città Futura • Ala-Avio dal 1993 in convenzione con il Comune di Ala Viale 4 novembre - 38061 Ala Tel. 0464 670177 E-mail: [email protected] Coordinatrice Interna: Rosanna Zanoni • Lavis dal 1994 in convenzione con il Comune di Lavis Via Clementi, 24 - Tel. 0461 245141 Via Garibaldi, 3 - Tel. 0461 245579 Via Cembra, 26 - Tel. 0461 241311 38015 Lavis E-mail: [email protected] Coordinatrice Interna: Valentina Merlo • Rodari dal 1996 in convenzione con il Comune di Trento Via Giovanelli, 6 - 38100 Trento Tel. 0461 233192 E-mail: [email protected] Coordinatrice Interna: Elisabetta Pisoni • Vigolo Baselga dal 1996 in convenzione con il Comune di Trento Via Don Luca Deflorian, 20 38100 Vigolo Baselga - Tel. 0461 866291 E-mail: [email protected] Coordinatrice Interna: Elisa Marcantoni • Vigolana dal 1998 in convenzione con il Comune di Bosentino, Vattaro e Vigolo Vattaro Piazza San Giuseppe, 2 - 38040 Bosentino Tel. 0461 847497 E-mail: [email protected] Coordinatrice Interna: Chiara Desimone • Pergine dal 2002 in convenzione con il Comune di Pergine Via Dolomiti, 54 - 38057 Pergine Tel. 0461 548503 E-mail: [email protected] Coordinatrice Interna: Elisabetta Libardi • Tione dal 2003 in convenzione con il Comune di Tione Via Dante, 25 - 38079 Tione Tel. 0465 326403 E-mail: [email protected] Coordinatrice Interna: Deborah Litterini • Oltrecastello dal 2004 in convenzione con il Comune di Trento Via Borino, 1 - 38050 Povo Tel. 0461 342169 E-mail: oltrecastello@città-futura.it Coordinatrice Interna: Silvia Tomasi CQ-COC-000016 Questa pubblicazione è stampata su carta FSC Misto Fedrigoni Symbol Free Life. Publistampa Arti Grafiche è certificata FSC-Chain of Custody CQ-COC-000016 • Clarina dal 2004 in convenzione con il Comune di Trento Via Einaudi, 24 - 38100 Trento Tel. 0461 925060 E-mail: clarina@città-futura.it Coordinatrice Interna: Francesca Boratti • Europa dal 2004 in convenzione con il Comune di Trento Via Fermi, 23\A - 38100 Trento Tel. 0461 924622 E-mail: [email protected] Coordinatrice Interna: Carla Ciotola • Scarabocchio dal 2005 Nido aziendale Corso Buonarroti, 32 - 38100 Trento Tel. 0461 420800 E-mail: [email protected] Coordinatrice Interna: Silvia Tomasi • Spiazzo dal 2005 in convenzione con il Comune di Spiazzo Via S. Vigilio, 5 - 38088 Spiazzo Tel. 0465 802149 E-mail: [email protected] Coordinatrice Interna: Romina Tomasini • Giovo dal 2006 in convenzione con il Comune di Giovo Via Devigili, 4 - 38030 Giovo Tel. 0461 695078 E-mail: [email protected] Coordinatrice Interna: Elena Di Cristina • Gardolo dal 2007 in convenzione con il Comune di Trento Via 4 Novembre, 98\B - 38014 Gardolo Tel. 0461 994364 E-mail: [email protected] Coordinatrice Interna: Elena Di Cristina • Ponte Arche dal 2007 in convenzione con l’Unione dei Comuni di Bleggio Inferiore e Lomaso Via Cesare Battisti, 40\Q - 38077 Ponte Arche Tel. 0465 701205 E-mail: [email protected] Coordinatrice Interna: Deborah Litterini • Folgaria dal 2008 in convenzione con il Comune di Folgaria Via Roma, 68 - 38064 Folgaria Tel. 0464 720241 E-mail: [email protected] Coordinatrice Interna: Chiara Desimone