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N° 14 Anno dicembre 2008 quadrimestrale - Registrazione tribunale di Trento n°1232 del 21.12.2004 - contiene I.P.
VERSO UNA CULTURA PER L’INFANZIA - n° 14
DICEMBRE 2008
PERIODICO
Il bambino
è fatto di cento.
Il bambino ha cento lingue
cento mani
cento pensieri
cento modi di pensare
di giocare e di parlare
cento sempre cento
modi di ascoltare
di stupire di amare
cento allegrie
per cantare e capire
cento modi da inventare
cento modi da sognare.
Il bambino ha cento lingue
(e poi cento cento cento)
ma gliene rubano novantanove.
La scuola e la cultura
gli separano la testa dal corpo.
Gli dicono:
di pensare senza mani
di fare senza testa
di ascoltare e di non parlare
di capire senza allegrie
di amare e di stupirsi
solo a Pasqua e a Natale.
Gli dicono:
che il gioco e il lavoro
la realtà e la fantasia
la scienza e l’immaginazione
il cielo e la terra
la ragione e il sogno
sono cose
che non stanno insieme.
Gli dicono insomma
che il cento non c’è.
Il bambino dice:
invece il cento c’è.
Vi raccontiamo le emozioni dei bambini
Un’edizione speciale di questo notiziario per parlare di
creatività, relazioni, stupore e crescita dei bimbi che frequentano i vari nidi gestiti da Città Futura. Stimolati dalle
tante iniziative previste dal progetto educativo, i piccoli costruiscono giorno dopo giorno il loro futuro.
Il notiziario che oggi leggete è dedicato ai bambini, ai genitori, alle educatrici e alle ausiliarie, che vivono quotidianamente i nostri servizi.
Noi di Città Futura abbiamo pensato di avvicinarci al Natale
e ai suoi significati in modo diverso... più autentico, valorizzando la creatività, l’affettività, le relazioni, le emozioni, la
capacità di stupirsi e di apprendere, il desiderio di esplorare
e di conoscere propri dei bambini e delle bambine di ogni
tempo, epoca e luogo.
È con questo spirito che ogni gruppo di lavoro di Città Futura, aprendo la propria porta ai lettori, racconta un’esperienza
ricca e piena di contenuti e di passione, vissuta nel corso dello scorso anno educativo.
Le esperienze, diverse fra loro si collocano all’interno di una
progettualità pedagogico-educativa che è cornice dell’essere
e del fare all’interno del nido e dei servizi educativi all’infanzia. Il comune denominatore è l’approccio corale che dà voce e spazio a tutti i protagonisti mettendo in risalto i diversi
timbri, i colori, le sfumature, per accogliere le differenze.
Le immagini e i racconti che leggerete nelle prossime pagine
spero spingano alla riflessione sul senso profondo della vita e
al distacco dagli oggetti che, lo sanno tutti, nulla hanno a che
fare con la serenità, la felicità o addirittura con la conoscenza e il progresso. Molti dei bisogni di oggi sono vuoti e in
questo periodo, di disastrosa crisi economica e valoriale, abbiamo l’occasione di voltare pagina e recuperare il senso del
cosa si fa, qui ed ora, nel rapporto con gli altri.
Loris Malaguzzi
Buon Natale a tutti.
Sandra Dodi, presidente
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Nido d’infanzia di Ala
Attenzione: arrivano i pompieri!
Al nido “Gli orsetti” un’esperienza stimolante
che ha originato un proficuo scambio tra bambini e comunità.
Il nido d’infanzia “Gli orsetti” di Ala ha ricevuto una visita
emozionante… i pompieri! Queste occasioni di incontro fra
il nido e la comunità sono opportunità molto ricche, per i
bambini e per la società stessa.
Le educatrici guidano i bambini nell’avventura della scoperta di questi nuovi mondi, con la possibilità di creare occasioni di incontro “a misura di bimbo”. Lo spazio delle relazioni create all’interno del nido permette infatti ai bambini di
vivere queste esperienze serenamente e di inserirle in modo
armonico nel loro percorso di crescita.
“Ci vuole un intero villaggio per crescere un bambino”: questo proverbio africano ci invita a riflettere sulla ricchezza che
può arrivare ad ogni bimbo grazie e buone relazioni con il
territorio.
Il terreno del confronto, della condivisione e dello scambio
fra la “comunità nido” e la comunità in cui l’asilo è inserito
è una risorsa che permette ai bambini di sperimentare contesti stimolanti e al tempo stesso consente alla comunità di crescere nel rapporto con i più piccoli.
La mattina in cui i bambini “grandi” hanno ricevuto la visita dei
pompieri, le emozioni e il divertimento hanno coinvolto il nido
creando un momento di crescita e di ricchezza importante.
I bambini, accompagnati da Rosanna, Federica, Mara, Marzia,
Sara, Marisa e Silva, hanno incontrato i tre pompieri giunti con
i loro affascinanti mezzi proprio nel piazzale del nido.
La mattina è stata ricca di proposte, i bambini hanno potuto
giocare a “far finta di essere pompieri” indossando i caschi e
salendo sul camion; il suono della sirena ha suscitato in loro intense emozioni, dal divertimento a qualche momento di sorpresa e timore, superato con la vicinanza delle educatrici.
L’avventura è poi proseguita con la possibilità di “sparare acqua” con le potenti lance verso un bersaglio, e con la grande
soddisfazione di riuscire a far suonare la sirena ad ogni centro!
I pompieri sono stati molto disponibili e i bambini hanno accolto con grande entusiasmo la loro presenza, entrando in relazione con loro, esplorando e partecipando a tutte le proposte con libertà e serenità.
La mattina si è conclusa con un’ultima foto di gruppo sul motocarro storico; la maglietta donata dai pompieri ad ogni
bambino e le immagini di questa esperienza sono così diventate la traccia di una narrazione che ogni bambino ha costruito dentro di sé e raccontato con piacere al nido e a casa.
Il bambino che non gioca non è un bambino,
ma l’adulto che non gioca
ha perso per sempre il bambino che è dentro di sé
(Pablo Neruda)
Crescere insieme diventa possibile organizzando occasioni
in cui i bambini ricordano agli adulti il piacere dell’entrare in
relazione, creare e sperimentare giocando.
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Nido d’infanzia di Lavis
La magia delle canzoni!
Cantare è comunicare, esprimersi, fare rumore, socializzare.
A Lavis un cd con libretto delle melodie del nido.
L’esperienza musicale è legata alla sfera emotiva ed affettiva
di adulti e bambini, consente di vivere e rivivere emozioni ed
attiva un coinvolgimento sensoriale e corporeo favorendo l’espressione creativa e l’apprendimento.
La scoperta ed il gioco con gli elementi sonori, ritmici e vocali sono aspetti molto importanti nella vita di ogni bambino. Per
questo essi caratterizzano la vita quotidiana del nido, trovando
modo di esprimersi anche attraverso le numerose canzoni e filastrocche che si cantano durante la giornata. Per un bambino
giocare con i suoni ed i ritmi dell’ambiente che lo circonda è
un’esperienza naturale, piacevole, fonte di interesse e ricerca.
Il piccolo vive i giochi sonori, in particolare quelli creati dalle
persone intorno a lui, come qualcosa da ascoltare, ma anche
da vivere, riconoscere e magari riprodurre.
Il mondo della musica, del canto e del gioco sonoro ha una
particolare valenza educativa ed è fondamentale per l’acquisizione di diverse competenze. Cantare semplici canzoni, accompagnate da movimenti che interessano tutto il corpo,
espressioni di animazione e drammatizzazione, contribuisce
alla strutturazione dell’immagine corporea e al miglioramento della coordinazione (ad esempio tra l’occhio e la mano, tra
una mano e l’altra, tra mani e piedi, ecc…) oltre a favorire lo
sviluppo dell’area espressivo-linguistica.
L’esperienza musicale stimola l’espressione e la comunicazione e contribuisce perciò a far sì che il bambino stia bene
con se stesso e con gli altri: come ogni attività artistica stimola l’autonomia e la creatività; cantare tutti insieme delle
canzoncine ha come valore aggiunto quello di offrire la possibilità di riconoscere e rispettare determinate regole (le parole da pronunciare, l’alternarsi di suoni e silenzi, e così via).
La musica contribuisce fortemente, inoltre, alla creazione di
un clima positivo dell’ambiente educativo, preparando e
dando rilievo ai momenti di rilassamento necessari per ristorare le energie messe in gioco nel corso delle varie attività, e
caratterizzando i momenti più vivaci.
Cantare è innanzitutto comunicare. Attraverso la musica, la
poesia del testo e il coinvolgimento di più persone nell’espressione del canto si instaurano veri e propri atti comunicativi e di socializzazione. Il bambino che ascolta musica
con la propria mamma o con il proprio papà sperimenta in
un modo tutto speciale le emozioni che l’ascolto suscita.
Tramite la presenza dell’adulto il bimbo può espandere l’universo percettivo accompagnato dalla voce del genitore che
canta liberamente.
Considerando la valenza educativa dell’esperienza musicale,
il desiderio dei bambini di cantare insieme ai genitori e il valore della continuità affettiva nido-famiglia, il gruppo di lavoro del nido d’infanzia di Lavis ha proposto un momento
del tutto singolare per e con le famiglie.
Nell’anno educativo 2007/2008, le educatrici hanno deciso
di preparare, come regalo di Natale, un cd musicale completo di libretto ed immagini contenente i testi delle canzoncine
cantate e animate al nido. Per realizzarlo è stata organizzata
una serata, nella quale sono stati coinvolti tutti i genitori dei
52 bambini che frequentano il nido.
Tutto il personale, le ausiliarie, le educatrici e la coordinatrice dell’asilo hanno cantato e animato le canzoni più ascoltate e conosciute dai bambini. Durante la serata, grazie alla disponibilità di un papà che ha portato il suo computer ed un
software specifico per creare cd musicali, il gruppo di lavoro
ha inciso il disco.
Mamme e papà, allegramente coinvolti hanno trasformato
l’appuntamento annuale della serata dei genitori in un momento particolarmente divertente che si è svolto in un clima
molto positivo, di collaborazione e coinvolgimento generale.
Le canzoni incise sono state:
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Lo sceriffo
I nanetti
I pirati
Attenti bambini
Il leprottino
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Beato te galletto
L’elefante con le ghette
Tocca le spalle
Il pesciolino Issa Issa
Sul libretto allegato al cd sono stati scritti i testi per fare in
modo che i genitori possano imparare le parole e fare proprie
le canzoni che piacciono ai loro piccoli. Il coinvolgimento
delle famiglie ha contribuito alla creazione dell’importante
“ponte socializzante” che collega nido d’infanzia e famiglia:
mamme, papà e fratellini hanno potuto canticchiare con il
proprio bambino le canzoni imparate con la propria educatrice di riferimento.
La realizzazione di un momento di partecipazione come questo favorisce il consolidarsi di nuove amicizie che integrano e
arricchiscono la rete di rapporti sociali della famiglia, rinforzando nel contempo il forte legame che unisce nido e famiglia.
La melodia del nido diventa così la melodia di casa.
Nido d’infanzia Rodari
A spasso per la città
Un modo per conoscere Trento, vedere gli effetti delle stagioni,
imparare a distinguere le professioni. Insieme.
Educatrici e bambini del nido Rodari di Trento hanno avviato un’esperienza di territorialità per scoprire la città in tutte le
sue sfumature. La città dei mille colori, la città che cambia secondo le stagioni, la città che accoglie tanti lavori. Una realtà
da esplorare e da conoscere.
L’idea è nata dalle educatrici del gruppo dei bambini grandi,
Arianna, Lorenza e Tania, che hanno voluto sperimentare,
con impegno e divertimento, le uscite attraverso un percorso
di gioco. Le visite sono state momenti di condivisione non solo per i bambini, per i quali rimarrà un’esperienza comune
ricca di emozioni e di stimoli, ma anche per gli adulti.
Tutti, infatti, hanno avuto l’opportunità di sperimentare direttamente ambienti e situazioni poco conosciute, di cogliere
odori, colori, sapori di un determinato periodo dell’anno.
Le educatrici ogni mattina accolgono attentamente
e dolcemente i bambini.
Loro sanno che mamma e papà vanno al lavoro.
Ma le domande si ripetono sempre:
«Cos’è il lavoro? E dove vanno a lavorare?
E quanti lavori ci sono?»
E poi ancora: «Quali sono i colori
e i profumi durante l’anno? Che cosa sono le stagioni?»
A Gennaio è pioggia e gelo
e bianca neve giù dal cielo
a febbraio ecco puntuale
è arrivato carnevale.
Marzo ventoso fa volare il mantello
Marzo piovoso fa aprire l’ombrello.
I tulipani sono ad aprile
un bel mazzo primaverile.
A maggio vado ai giardini.
A giugno con gli amici
andiamo sulla bici.
A luglio vedo passare
una vela in mezzo al mare.
Ad agosto mi mangio senza fretta
d’anguria una bella fetta.
A settembre l’uva è matura.
A ottobre il vento toglie
dagli alberi tutte le foglie.
A novembre nel terriccio
cadono le castagne chiuse nel riccio.
Dicembre brilla con il Natale
l’albero, il presepe, l’allegria che sale.
Io so i colori dei mestieri:
sono bianchi i panettieri,
s’alzano prima degli uccelli
e han la farina nei capelli;
sono neri gli spazzacamini,
di sette colori son gli imbianchini
;
gli operai dell’officina
hanno una bella tuta azzurrina,
hanno la mani sporche di grasso:
i fannulloni vanno a spasso,
non si sporcano nemmeno un dito
!
curiosità e attenzione e il ricordo di tutte queste esperienze è
rimasto vivo per tutto l’anno.
Un’emozione intensa ha sempre caratterizzato il momento
precedente all’uscita espressa dai bimbi con frasi come: «Che
bello! Oggi andiamo in….» «Oggi sono contento!» «Adesso
andiamo?!?»…. E dopo l’uscita, appena svegli, i vari com-
Dopo aver osservato la crescita straordinaria e l’acquisizione
di molte nuove competenze autonome da parte dei bambini,
le educatrici hanno voluto offrire loro l’opportunità di esplorare e vivere nuove attività all’esterno dal nido.
L’entusiasmo di vestirsi per andare a “spasso per Trento” era
enorme. Durante tutte le visite i bambini hanno dimostrato
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menti erano questi: «È stato proprio bello!» «Ma domani ci
torniamo?» «Quando viene la mamma glielo racconto!»
Quattro le tappe che hanno fatto conoscere meglio le stagioni ai bambini: in novembre con giacca, sciarpa e cappello siamo andati a raccogliere le foglie al parco di piazza
Venezia. In dicembre, ben vestiti, abbiamo assaporato il
clima frizzante ai mercatini di Natale di piazza Fiera. In primavera una passeggiata lungo il Fersina ci ha fatto apprezzare il tepore del sole. In estate, in maniche corte e sandaletti, siamo andati a gustarci un gelato delizioso. Sole, vento,
neve, pioggia, foglie color marrone, rosso, giallo o verde,
fiori colorati, caldo o freddo. Trento dai mille colori.
Dopo le stagioni ci siamo dedicati alla scoperta delle professioni. Siamo andati al panificio, in farmacia, in fioreria, in biblioteca, dal gelataio, dalla parrucchiera, al mercato, in pizzeria e in visita nelle varie scuole materne.
In panificio i bambini hanno potuto conoscere il panettiere e
acquistare un appetitoso pezzo di pane; in farmacia si sono
pesati sulla bilancia, hanno comprato dei cerotti, delle garze
per poi giocare al dottore con le bamboline al nido.
In fioreria hanno acquistato dei bellissimi fiori per le loro
mamme; dal gelataio ecco pronto un buon gelato. In biblioteca i bambini hanno potuto avvicinarsi al mondo della
lettura in modo approfondito: erano loro stessi a scegliere
i libretti più graditi e a mettersi sui divanetti a leggere, condividendo le immagine con i loro compagni. Al mercato
hanno potuto conoscere più lavori, passeggiando tra le varie bancarelle. Il più apprezzato è stato il fruttivendolo,
grazie alla sua proposta colorata e profumata!
Ma l’Oscar delle uscite si può assegnare alla parrucchiera e
al pizzaiolo! Da Grazia, la parrucchiera (mamma di un bimbo che ha frequentato il nido negli anni scorsi), i bambini si
sono accomodati sul divanetto d’attesa a osservare incuriositi la professionista all’opera con alcune signore. Poi, a turno,
si sono accomodati sulla poltrona e Grazia ha chiesto loro
cosa volessero fare ai loro capelli. I maschietti hanno chiesto
il gel, possibilmente colorato, e si sono guardati allo specchio
soddisfatti. Le femminucce hanno preferito chiedere codini,
ciuffetti, treccine e mettersi dei brillantini. Alcune hanno
chiesto alla parrucchiera se poteva metter loro lo smalto rosso! L’emozione dei bambini era immensa. Prima di salutare i
bimbi, Grazia ha regalato a tutti una borsina con accessori
come bigodini, pettine, spazzola, elastici decorativi.
Visto l’interesse e l’entusiasmo, l’educatrice Arianna ha pensato di proporre al suo gruppo una pizzata di fine anno. Alle
ore 10.45, dopo l’attività in giardino, il gruppo dei bambini
grandi si è preparato per andare alla pizzeria Veruscka. Arrivati, i bimbi si sono seduti e hanno ordinato le pizze al cameriere. Nell’attesa ciascuno ha cantato a turno una canzone a scelta, intrattenendo gli amici. Poi sono arrivate le pizze
e tutti hanno iniziato a mangiare di gusto!
Alcuni genitori hanno raccontato che dopo queste esperienze i figli vogliono andare solo dalla parrucchiera Grazia e a
mangiare la pizza da Veruscka. Il loro ricordo è stato sicuramente entusiasmante!
I genitori hanno dato grande valore a questa esperienza della territorialità e soprattutto hanno dimostrato molta collaborazione con il nido. Grazie alla gioia dei bambini, all’impegno del personale e al sostegno dei genitori si è potuta
esplorare la città di Trento in molte sue sfaccettature.
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Nido d’infanzia di Vigolo Baselga
L’arcobaleno che unisce bambini e anziani
Grande successo per la visita al nido dei nonni
speciali della Casa di Soggiorno. Un’emozione per tutti.
titubante e aiutati dalle educatrici, pronunciando i loro
nomi.
L’animatore ha presentato l’iniziativa alle educatrici. Il programma, chiamato “Progetto Arcobaleno”, è portato avanti
da sei anni. Esso ha l’obiettivo di mantenere il rapporto degli ospiti della Casa di Soggiorno con la realtà che li circonda, tenendo presente in particolare i desideri, le richieste e la curiosità, migliorando così il benessere psico-fisico
dell’anziano. All’ente ospitante (finora sono state coinvolte
scuole dell’infanzia, elementari, medie, nidi d’infanzia,
ecc.) viene chiesto, dove possibile, di contraccambiare la
visita alla Casa di Soggiorno. Ecco perché il nome del progetto è Arcobaleno.
I nonnini hanno cantato dei brani tratti dalla tradizione
dialettale, suonando con forza e vigore alcuni strumenti
(maracas, cembalo, legnetti) che poi hanno offerto ai bambini stupiti, emozionati e incuriositi. Naturalmente non potevano mancare le canzoncine del nido, cantate, ballate e
perfino suonate con gli strumenti dei “nonni”. Gli ospiti,
sorridenti nel vedere i movimenti dei bambini nel mimare
le canzoni, hanno accompagnato il tutto battendo le mani
a ritmo di musica.
Gli anziani sono stati coinvolti anche nel gioco spontaneo e
quotidiano dei bambini: nella sezione dei grandi hanno aiutato i bimbi a costruire dei magnifici castelli con torri alte fino al cielo con i lego, hanno accudito le bambole ed indossato sciarpe speciali dell’angolo dei travestimenti. Nella
sezione dei medi invece, bambini e nonni hanno preparato
dei deliziosi pranzetti nell’angolo della cucinetta e giocato
con gli animali della fattoria.
I bambini hanno avuto la possibilità di esplorare quelle
strane sedie (a rotelle) su cui erano seduti gli ospiti e il “girello-carrello” al quale si sorreggeva una nonna. Ma anche
quest’ultimo si è poi trasformato in un gioco: il cestello
porta oggetti si è rivelato un posto ideale anche per i lego
del nido!
La mattinata si è svolta in allegria ed è terminata con un
piccolo spuntino preparato dalla cuoca Patrizia aiutata da
Lucia, che ha appagato sete e golosità di grandi e piccini.
Prima di andare via i nonnini sono andati nella sezione dei
piccoli, dove hanno consegnato al nido in dono uno splendido cartellone ricordo da appendere (nella foto).
Nonni e bambini si sono salutati, con la promessa di rivedersi presto, magari per organizzare insieme attività e laboratori.
«È bellissimo – ha commentato Bruno – vedere come la
vecchiaia non sia un momento della vita triste e grigio, ma
anzi, una immensa risorsa di esperienza e possibilità dai
mille colori».
La creazione di una cultura educativa per la prima infanzia
deve considerare le opportunità formative e sociali del territorio che costituiscono il sistema educativo e formativo di
una comunità. Un sistema che parte dalle singole famiglie,
passa per il nido, la scuola, intreccia i servizi educativi e culturali dell’associazionismo, per arrivare, infine, ad includere
quelle occasioni non istituzionalmente formative, ma altrettanto importanti quali le agenzie socio-culturali presenti sul
territorio.
Ma non solo! Per un bambino è essenziale vivere insieme ad
adulti diversi, sentirsi affettuosamente circondato, accompagnato nella conquista del mondo. Come sappiamo, la presenza dei nonni e delle nonne nelle famiglie è quanto mai significativa perché segnala, prima di tutto ai bambini ed alle
bambine, il senso di continuità, la storia familiare, che conferma a ciascuno le proprie origini, essenziale per costruire
l’autonomia personale.
In questo contesto, a partire dalla curiosità dei bambini e dalla motivazione delle famiglie, il Gruppo di lavoro del nido
“Padre Vittorio Tonini” di Vigolo Baselga ha pensato di inserire nel fare quotidiano alcuni dei luoghi educativi decentrati del territorio. Tra questi, la visita al nido degli anziani della
Casa di soggiorno “Residenza Molino” di Dro.
Appuntamento il 17 novembre alle 9.45: i bambini della
sezione dei medi e dei grandi stavano aspettando con
gioia l’arrivo di questi nonni speciali. Dopo un primo e
naturale momento di timidezza e curiosità da parte dei
bimbi, gli ospiti, accompagnati dall’animatore Bruno e dai
volontari Angiolino, Graziella, Antonietta e Sabrina, si sono presentati, dicendo anche dove sono nati e che lavoro
hanno fatto. I bambini hanno contraccambiato, con voce
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Nido d’infanzia della Vigolana
Si gioca con la musica
Il suono è un linguaggio di relazione che aiuta
a comunicare con i bambini.
Per esplorare e conoscere la realtà,
per esprimersi,
per affermare la propria personalità,
il bambino produce suoni:
da qui si può partire per un percorso
di esplorazione del mondo della musica…
Le possibilità comunicative del suono nella relazione adultobambino lo rendono una risorsa privilegiata per la trasmissione di affetti ed emozioni.
La ricchezza di un percorso sull’esplorazione degli strumenti musicali con i bambini nei primissimi anni di età trova le
sue radici nell’importanza, per così dire primordiale e arcaica, che il suono riveste per il bambino sin dalla vita prenatale, rappresentando infatti un veicolo privilegiato di contatto
tra madre e figlio. Il bambino piccolo produce rumori diversi per richiamare l’attenzione dell’adulto che se ne prende
cura e manifestare i suoi bisogni, esprimendosi attraverso il
pianto, la voce o utilizzando gli oggetti. Il suono è quindi un
linguaggio di relazione che ci guida a sperimentare nuovi
modi per comunicare con i bambini oltre la parola.
Un aspetto fondamentale del lavoro di chi opera nei servizi
alla prima infanzia consiste nell’osservazione delle produzioni spontanee dei bambini. Dopo l’ascolto può prendere
vita la ricerca di risposte adeguate a valorizzare i modi differenti di vivere l’esperienza musicale. Un percorso sulla musica al nido si traduce in un processo di scoperta delle diverse modalità di interazione sonora, nella ricerca di un
linguaggio comune, che vede intrecciarsi il piacere di esprimersi e sperimentarsi dei bambini e la curiosità di conoscere
ed approfondire approcci e strumenti che coinvolgono l’area
musicale degli adulti.
Attraverso le parole della coordinatrice interna e delle educatrici è possibile ricostruire l’esperienza che ha coinvolto,
durante l’anno educativo 2007-2008, il nido intercomunale
della Vigolana:
«A grande richiesta dei bambini e delle famiglie della Vigolana e grazie alla disponibilità della cooperativa Città Futura,
è tornata anche quest’anno Paola Moschini, musicologa della scuola musicale di Levico, per farci rivivere un coinvolgente percorso. Protagonisti tutti i bambini del nido divisi per
gruppi a cui sono state proposte delle attività sonore adatte
alla loro età.
Ad ogni incontro Paola si è presentata con una borsa carica
di strumenti musicali sempre diversi e con l’obiettivo di far rivivere ai bambini un’armonia di emozioni differenti grazie alla sua voce, alla mimica e alla capacità di coinvolgere il personale educativo e anche i bambini più piccoli!
La sua amatissima chitarra ha avuto un ruolo di primo piano:
attraverso gli accordi musicali Paola ha cantato il nome di
ogni bambino e educatrice presente ripetendolo come se ci
fosse l’eco. Questa è stata una modalità per coinvolgere i
bambini per farli sentire “nominati” e quindi veri protagonisti
del momento.
Ogni incontro si è concluso con un momento di rilassamento favorito da un sottofondo musicale scelto ad hoc per far vivere “una doccia di suoni, con tante carezzine, ascoltando
una dolce musica”. Con il suo intervento Paola ha aiutato
grandi e piccini a dare un nome e una voce alle emozioni che
accompagnano le nostre giornate.
Vista la forte richiesta l’esperienza è stata ripetuta per il secondo anno educativo e si è conclusa con successo, favorendo nei bambini l’uso di rime e filastrocche. Anche le educatrici hanno interiorizzato una nuova sensibilità musicale e di
movimento da riproporre in altre situazioni».
Il percorso ha potuto promuovere i potenziali di espressione
e comunicazione sonora di bambini e bambine e al contempo ha sviluppato, negli adulti coinvolti, il campo di conoscenze riguardanti gli atteggiamenti musicali dei bambini e le
metodologie per proporre interventi educativo-musicali volte
a valorizzarli.
«Dove le parole finiscono, inizia la musica» afferma Heine
H.; suoni ed esperimenti musicali dei bambini raccontano di
loro, poche le parole, poiché le note più belle ai nostri occhi
sono i loro gesti, i sorrisi, gli occhi stupiti, in ascolto. Chi ha
il privilegio di entrare nella musica della relazione con un
bambino sentirà una tonalità in più, coglierà le vibrazioni delle proprie corde emotive accordarsi in risonanza con un tono
arcaico, spontaneo, che appartiene ad uno spartito antico, a
volte silenzioso, quello del nostro io bambino.
Nido d’infanzia di Pergine
Nonni, amici di oggi con l’esperienza di ieri
Mediatori, narratori, compagni di gioco.
I bambini hanno potuto beneficiare della loro compagnia anche all’asilo.
… I nonni sono coloro
che vengono da lontan
o,
sono il passato che viv
e nel presente…
…ed i bambini sono il
presente
che vedrà il futuro…
Negli ultimi due anni il personale del nido Bucaneve di
Pergine ha dedicato particolare attenzione all’importante figura dei nonni.
Il rapporto che tra nipoti e nonni è di tipo diretto, emozionale, istintivo; in esso predomina un legame affettivo
libero da ansie e da aspettative troppo elevate. Oltre ad
offrire spesso un supporto pratico alla famiglia, i nonni
possono essere veri e propri mediatori nella relazione tra
genitori e figli, grazie alla loro esperienza, alla visione
d’insieme e ai tanti aneddoti che sanno trasformare in
consigli per tutti.
Attraverso i nipoti, i nonni possono trovare ulteriori stimoli di vita e d’impegno; viceversa i piccoli hanno a disposizione un bagaglio di vita di notevole importanza: i
nonni, dunque, svolgono a tutti gli effetti una funzione
educativa e di crescita.
Partendo da questo presupposto, e con il desiderio di
gratificare e valorizzare questa figura, le educatrici hanno pensato di coinvolgere i nonni in alcune attività del
nido. Avvicinare i nonni all’asilo ha inoltre lo scopo di
far conoscere loro le opportunità formative ed educative, rendendoli maggiormente partecipi e protagonisti, e
attenuando eventuali dubbi che coinvolgono chi desidererebbe occuparsi dei propri nipoti a tempo pieno.
Il primo anno Irene e Alida, educatrici di due gruppi di
bambini “grandi”, hanno proposto una serie di esperienze con la partecipazione diretta dei nonni alle attività di
gioco. Il “programma” è stato definito durante una serata
organizzata insieme ai nonni, che hanno aderito con sincero entusiasmo. Ecco quindi che i bimbi hanno potuto
costruire bambole di stoffa con nonna Gina, cucinare biscotti con le nonne Rosa, Raffaella e Graziella e nonno
Franco, giocare con la farina gialla e preparare la polenta con nonna Maria Luisa o gli gnocchi con nonna
Ornella, scoprire la macchina da scrivere e seguire il racconto di una favola con nonno Roberto. Nei mesi prima-
verili le attività si sono spostate all’aperto: nonno Marco
ha realizzato alcune bellissime fioriere in legno all’interno delle quali, con l’aiuto di nonna Maria, sono stati
piantati fiori di vari tipi e gustose verdure da assaporare
nei mesi estivi.
Questo particolare percorso si è concluso con una bella
merenda in giardino, con canti, balli e girotondi per la
felicità di bambini, nonni ed educatrici.
Questa esperienza ha suscitato emozioni forti negli adulti coinvolti ma soprattutto nei bambini: c’è chi è stato
messo alla prova nel dover condividere l’affetto dei propri cari con gli amici; chi invece, non potendo godere di
un nonno disponibile, ha potuto gradire le coccole e la
presenza di un nonno “in prestito”. Per gli adulti invece è
stata l’occasione per ritornare un po’ piccini e apprezzare la spensieratezza e la gioia di giocare e divertirsi attraverso la voglia di scoprire tipica dei bambini.
Un’altra attività che ha coinvolto e coinvolge direttamente i nonni è l’allestimento del nido in occasione delle festività natalizie; in ben tre occasioni, negli ultimi anni,
i nonni hanno a messo a disposizione la loro creatività,
fantasia e manualità nella creazione di addobbi, tra cui
pendenti costruiti con i pop corn o bellissimi fiocchi di
carta per decorare l’albero.
Per lo scorso Natale hanno anche realizzato un presepe
davvero originale, costruito con bicchieri di carta e cartoncini colorati che potrà essere riallestito nel corso delle prossime festività. Per queste attività le educatrici hanno preparato lo spazio, fornito il materiale e partecipato
attivamente al lavoro avendo la possibilità di condividere questi preziosi momenti.
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Per quest’anno è gia in programma un’ulteriore serata di
lavoro che vedrà nonni e nonne intenti nella preparazione di un regalo da consegnare a tutti i bambini il giorno della Festa di Natale. Nonno Marco, un po’ per somiglianza naturale e un po’ per particolare attitudine al
ruolo, è ormai “il Babbo Natale” del nido nonostante la
propria nipotina frequenti ormai la scuola materna; il
suo arrivo è atteso con emozione da grandi e piccini ed
è accolto da tutti con grida ed applausi mentre i nonni
presenti, disposti su due file, formano un lungo corridoio
illuminandolo con dei piccoli bengala.
L’anno scorso la festa è stata allietata anche da musica e
canzoni suonate da una simpatica band composta da
papà Emiliano, cantante-sassofonista, e nonno Giovanni,
chitarrista.
Oltre a queste esperienze vissute all’interno del nido, il
gruppo di lavoro ha pensato di proporre, in collaborazione
con i responsabili della casa di riposo Santo Spirito di Pergine, alcune visite ai “nonni speciali” ospitati dalla struttura.
Il primo appuntamento è stato programmato in una giornata
in cui gli anziani erano impegnati nelle loro attività di laboratorio; emozionante e commovente è stato osservare la
semplicità e naturalezza con la quale tutti i bambini, liberi
da qualsiasi pregiudizio, si sono avvicinati alle nonnine che
stavano lavorando a maglia donando loro un fiorellino che
avevano portato dal nido; in seguito, accolto da un lungo
applauso, è stato scartato un quadro dipinto sulla stoffa dai
bambini, subito appeso alla parete della loro sala.
Sulla scia della bella esperienza vissuta si è pensato di riproporre una seconda visita in occasione delle festività
pasquali, portando dal nido una speciale collana di pasta-pane creata per ogni nonnino da bambini ed educatrici; una giornata allegra e spensierata, con un momento dedicato a simpatiche canzoncine mimate.
Tante sono state le coccole e le carezze che si sono scambiati vicendevolmente nonni e bambini, qualche lacrima
ma soprattutto tanti sorrisi carichi di gioia. Quest’esperienza ha avuto alto valore educativo: per i bambini si è
trattato di un approccio con una nuova realtà e un modo di conoscere tempi e bisogni diversi dai propri. Per
gli anziani è stato un modo per rivivere sensazioni dimenticate, rievocare momenti di gioia vissuti nella propria infanzia e un’occasione per dedicare le proprie attenzioni e cure a qualcuno che le accettasse con felicità.
Per le educatrici infine è stato un momento carico di
emozioni e di grande soddisfazione.
Considerata la ampia e attiva partecipazione e l’apprezzamento di bambini e famiglie, si cercherà di organizzare anche in futuro nuovi momenti dedicati a queste figure così importanti.
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Nido d’infanzia di Tione
Un picnic tutti insieme
Un’occasione speciale per salutarsi a fine anno.
Bimbi, educatrici e genitori all’aperto in armonia.
Una vivace partecipazione e tanta voglia di fare sono stati gli
ingredienti di una bella compagnia di mamme e papà che, insieme al personale del nido, si sono incontrati l’ultimo giorno
di asilo per la festa di fine anno. Si tratta di un’occasione speciale, per salutarsi prima delle vacanze estive, in particolare per
quei bambini che concludono il loro percorso al nido e sono
pronti per cominciare la scuola materna.
La festa è stata progettata all’aperto: un picnic in piena regola,
con coperte sul prato, canzoni e allegria. Il posto è stato scelto
con cura: la Madonna del Larice, una vasta zona verde, raggiungibile facilmente con le auto, con tanti tavoli e panchine
accanto ad una piccola e caratteristica chiesetta. I bambini
hanno potuto pranzare in compagnia di mamma e papà con
una ricca e colorata insalata di riso inaugurando così l’arrivo
dell’estate. La cuoca Marcella ha inoltre preparato un ricco buffet di dolci per allietare questo magico e particolare momento.
Prima di pranzo, le educatrici hanno portato un regalo per tutti i bambini del gruppo grandi che a settembre avrebbero iniziato la loro nuova avventura alla scuola dell’infanzia. Questi,
con entusiasmo e molta curiosità, hanno cercato di scartare
questo enorme pacco per scoprirne l’affascinante sorpresa e,
come per magia, eccoli trovare tanti libroni! Uno per ciascuno, personalizzato e unico, per racchiudere le storie, i luoghi
e mantenere la memoria della propria esperienza al nido, attraverso una ricca documentazione fotografica, dalle attività
alle routine. Oltre alla consegna del librone, sono stati restituiti ad ogni bimbo i capolavori che ha realizzato durante la
permanenza al nido, tappe importanti del suo percorso di
crescita.
I genitori sono stati molto contenti e le famiglie del gruppo dei
grandi, dopo essersi ben accordate, hanno voluto stupire il personale del nido regalando ad ogni educatrice un pensiero per
ringraziare della disponibilità, professionalità e simpatia che
hanno dimostrato in questi anni.
A mezzogiorno la cuoca Marcella e l’ausiliaria Loredana sono
arrivate con il pranzo, richiamando subito l’attenzione dei
bambini. D’altronde con tante emozioni la fame si fa sentire! Il
personale ha distribuito i pasti ai bambini, mentre i genitori
stendevano le coperte sul prato, per poter mangiare insieme in
armonia, in un contesto nuovo, allegro e rilassante. Che gioia
per i bambini poter condividere un momento così delicato con
le loro educatrici ma soprattutto in compagnia di mamma e
papà! Il pranzo si è concluso gustando le prelibatezze della
cuoca Marcella e la macedonia preparata con tanta cura insieme a Loredana.
Dopo pranzo i bambini hanno potuto continuare a giocare saltellando e correndo in un grande prato verde sotto i caldi raggi
del sole ormai estivo. Mentre i piccoli si divertivano in compagnia, i genitori hanno potuto rilassarsi in un clima sereno e disteso confrontandosi e chiacchierando allegramente. Attraverso questi momenti di festa ed incontro la famiglia si sente
accolta, curata e ascoltata. È proprio il suo essere “luogo di relazioni” il senso profondo del nido d’infanzia che la Cooperativa sociale Città Futura, vuole proporre e condividere con le
famiglie e le educatrici.
Il servizio vuole infatti proporsi ogni giorno come luogo creativo e diversificato di crescita e cura, nel quale è possibile stabilire relazioni positive e buone, sia per i piccoli che per i loro
genitori. Ogni giorno le famiglie arrivano al nido per condividere con le educatrici e con altri bambini un’esperienza educativa in cui il valore di riferimento più importante è la “conferma affettiva” del bambino stesso! All’interno del servizio le
famiglie si sentono accolte e parte integrante dell’attività educativa del figlio: all’interno del nido infatti i genitori possono
condividere la responsabilità della crescita e dell’educazione
dei bambini sia con le educatrici sia con altri genitori. L’ educatore è chiamato a mediare le possibili difficoltà relazionali, a
supportare la famiglia nella problematicità del vivere quotidiano, condividendone e sostenendone le fatiche. Educatrici e
famiglie collaborano così durante tutto l’anno per l’armonico
sviluppo della personalità del bambino, promuovendone
l’autonomia e la socializzazione; i genitori si sentono accolti e
sono parte integrante del servizio, anche durante questi momenti di festa e condivisione.
Al termine della giornata, nel momento dei saluti, le educatrici
hanno consegnato a tutte le famiglie la “documentazione finale”, come racconto anche attraverso le immagini, dei momenti
di partecipazione dei genitori alla vita del nido. La festa si è così conclusa con un allegro scambio di saluti tra le educatrici e le
famiglie che hanno ringraziato con calore il personale.
Freschezza, dolcezza ed armonia sono stati gli ingredienti speciali per la condivisione di una giornata nuova e spensierata che
ha visto unite tante famiglie in un contesto relazionale semplice
e spontaneo.
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Nido d’infanzia di Oltrecastello
Il libro, compagno d’infanzia
Proseguono le attività di avvicinamento alla lettura.
Un contributo alla formazione della personalità dei bambini.
Al nido Oltrecastello di Povo prosegue con convinzione ed entusiasmo la collaborazione con la Biblioteca comunale locale
per la promozione della lettura. Siamo giunti infatti al terzo anno di attività ed è quindi possibile tracciare un primo bilancio.
L’esperienza si sviluppa attraverso il prezioso macro-progetto
nazionale ”Nati per leggere”, che ha l’obiettivo di promuovere la lettura ad alta voce ai bambini in età prescolare. Caratteristica forte dell’iniziativa è la così detta “progettualità di
comunità”: la lettura diventa un elemento trasversale, un fattore di sviluppo e di attivazione delle competenze del bambino, dei genitori e della comunità locale, quindi anche del
nido nel suo complesso.
Leggere è importante al nido come a casa; la lettura consente infatti di sostenere la piacevole intimità che si crea tra chi
legge e chi ascolta, promuovendo le relazioni; inoltre, attraverso la lettura si incoraggia l’acquisizione del linguaggio arricchendo il vocabolario, e si stimola la capacità di pensare
e comprendere.
Il nido di Oltrecastello, con l’aiuto della bibliotecaria, coinvolge i bambini e le loro famiglie nelle esperienze di lettura
in diversi modi: tre volte al mese (una per sezione) le bibliotecarie svolgono al nido alcune letture di libri per la prima infanzia differenziate a seconda dell’età dei bambini alle quali
sono rivolte. Tra le proposte vi sono anche le visite da parte
dei bambini alla Biblioteca di Povo almeno due volte all’anno e le letture di Natale, appuntamenti in cui la libreria ospita un “narratore” che legge brani a tema sulla Natività. Altro
elemento caratteristico del progetto sono i percorsi di gioco
che condividono il filo comune, rappresentato dalla lettura.
Ogni libro illustra e descrive oggetti e situazioni con le immagini, oltre che raccontare una storia, ed offre quindi infiniti spunti narrativi a chi legge e a chi ascolta, ricollegabili al
vissuto di ciascuno. I libri diventano punto cardine delle
diverse esperienze e contribuiscono alla formazione della
personalità individuale e della competenza sociale: ciò che
viene letto e rappresentato sulle pagine, infatti, riflette le
esperienze vissute dal bambino aiutandolo a interpretarle e a
dare loro un senso. L’emozione di cogliere e capire il senso
delle cose attraverso i libri è uno dei modi migliori per incentivare la lettura anche pro futuro, insegnando ad amare i
libri!
La grande mole di libri letti, sfogliati e osservati assieme ai
bambini, ha offerto infiniti spunti e motivi di narrazione, portando ad un grande coinvolgimento dei bambini. Dall’esperienza è nata l’idea di realizzare all’interno del nido una Mostra Bibliografica che si è svolta dal 16 al 20 giugno 2008,
allestita con il materiale utilizzato dalle educatrici e dalle bibliotecarie con i bambini. L’evento ha riscosso particolare
successo da parte delle famiglie ed ha raccolto curiosità, in-
teresse e gradimento; è per questo che la collaborazione tra
il nido d’infanzia e il sistema bibliotecario continuerà in modo fertile e creativo, dando la possibilità ai bambini e alle famiglie di conoscere e avventurarsi nel magico e fantastico
mondo della lettura.
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I bambini non sono mai troppo piccoli per
incontrare i libri e la lettura. (...)
Proprio perché non ancora capaci, o non
abbastanza capaci di leggere,
i vostri bambini hanno bisogno di voi;
e nella soddisfazione di questo bisogno scoprono
tutto il piacere che un libro può regalare loro (...)
È il piacere della relazione, del meraviglioso
contatto che il libro è capace di realizzare tra
adulto e bambino, grazie alla dedizione totale
che richiede all’uno e all’altro. (...)
Coi libri si semina,
si predispone il terreno al raccolto.
Si racconta del buio perché un giorno quel
bambino si troverà al buio, si affronta un lupo
perché qualche lupo, prima o poi, anche senza
coda e zampe, si incontrerà.
Si raccolgono raggi di sole perché l’inverno,
prima o poi, arriva. E i raggi del sole,
come insegna Federico, il topo di Leo Lionni,
sono caldi e vibranti come oro fuso...
(Eros Miari)
Nido d’infanzia di Clarina
Cibo, che passione!
I bimbi coinvolti nell’organizzazione di un “pizza day”,
un pasto condiviso per scambiarsi sguardi, sorrisi, parole.
L’incontro con il cibo e l’atto di nutrirsi marcano in modo rilevante i passaggi di crescita dei bambini piccoli: nell’esperienza del mangiare il bambino accoglie o rifiuta l’ambiente
circostante, lo decodifica, lo conosce e lo sceglie. Il cibo è la
prima relazione significativa tra cure materne e bisogni del
bambino, un legame in equilibrio fra la necessità di nutrimento e la gratificazione del piacere che si colloca nella fase orale, che rimane presente, anche se con varia intensità, in
tutta la vita psichica dell’individuo.
Al nido il rapporto con il cibo è un indicatore che fa cogliere il grado di benessere, o malessere, del bambino. Il pasto ha
infatti un’importante funzione educativa e sociale. Durante il
pranzo c’è un rapporto diretto educatore-bambino, un dialogo faccia a faccia che si realizza con scambi intensi, dove
l’attenzione è condivisa verso le azioni del nutrire e del nutrirsi, sostenute da sguardi, commenti che verbalizzano e attribuiscono significato e intenzionalità ai gesti e ai vocalizzi
del bambino.
Questa routine è scandita e strutturata con sequenze regolari
di azioni: preparare, prepararsi, scegliere il cameriere, accogliere il carrello e salutare la cuoca, distribuire il cibo, guardare, guardarsi, assaggiare, raccontare e raccontarsi... Il pasto
diventa così un momento conviviale: stare insieme con gli
amici, scambiandosi sguardi, osservandosi e imitandosi, nel
piacere di farlo.
Lo scorso 13 giugno il personale del nido Clarina di Trento ha
organizzato un pranzo particolare, che ha offerto un’occasione
per favorire l’autonomia dei bambini e per farli sentire “grandi
e responsabili”, all’interno di un contesto educativo pensato.
Questo momento ha coinvolto tutti gli operatori del nido sia
nella fase progettuale, sia in quella operativa sia nella consumazione del pasto. Ciascuno ha così potuto portare parte di
sé, del proprio vissuto e delle proprie emozioni e l’ha potuta
condividere con gli altri.
Il momento è stato organizzato nel salone, in quanto spazio
significativo per l’incontro, lo scambio e la condivisione. È
un’area di passaggio all’interno della vita del nido, situata
nella zona centrale, adiacente all’entrata: è un po’ la “piazza” del nido, un luogo capiente che ha permesso una collocazione comoda e funzionale dei tavoli.
Protagonista in menù è stata la pizza margherita, cibo amato che favorisce la manipolazione e il godimento dei profumi sia per i piccoli che per gli adulti. I bambini, soprattutto
i più grandi, sono stati coinvolti nell’allestimento della sala:
hanno spostato le seggiole e cominciato a respirare un’atmosfera di collaborazione, di piacere nel darsi da fare per
realizzare un momento speciale di condivisione di cibo,
sguardi, parole e sorrisi. I bambini, incuriositi da questo piacevole trambusto hanno collaborato dimostrando grande attenzione ed entusiasmo, percependo stava per accadere
qualcosa di nuovo.
Finiti i preparativi, tutti si sono seduti attorno al grande tavolo. Grandi e piccoli si sono “mescolati” in modo da offrire nuove occasioni di scambio, sguardo, relazione e interazione. Qualche bimbo dei “grandi” ha aiutato i “piccoli”,
incoraggiandoli a gustare l’ottimo cibo.
È stato un gran divertimento prendere i pezzettini con le mani, portarli alla bocca, affondare i dentini e gustare quel suo
sapore. Che bel momento: tutti seduti a raccontare le emozioni vissute durante la mattinata, con la pizza fra le mani.
Un’occasione di crescita e condivisione davvero importante
per tutti.
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Nido d’infanzia di Spiazzo
Il nido, un posto in famiglia
Genitori coinvolti nel laboratorio pomeridiano “Spazio aperto”,
fianco a fianco con bimbi e educatrici.
Dagli anni Cinquanta ad oggi, con il passaggio dalla società tradizionale alla società moderna, i concetti di infanzia e famiglia
hanno assunto nuovi significati. Con il termine “infanzia” infatti,
si rimanda ad uno specifico universo simbolico che considera
“l’essere bambini” una fase particolare del ciclo di vita individuale, transitoria e caratterizzata dalla differenziazione rispetto
agli adulti e nello stesso tempo dalla dipendenza da essi in quanto unici soggetti in grado di accompagnare il bambino nel suo
percorso di crescita e maturazione.
Oggi si sta sviluppando una nuova concezione che riconosce
l’infanzia come età specifica in sé e che ritiene ogni nato un soggetto attivo, autonomo nelle esplorazioni e rielaborazioni della
realtà e competente. L’affacciarsi di questa nuova rappresentazione sociale è un segnale chiaro di come, nella nostra società,
stiano cambiando gli atteggiamenti, i comportamenti e gli interventi, anche di diversa natura, verso il mondo del bambino. Di
fronte a ciò le istituzioni educative ed in particolar modo il nido
d’infanzia (spesso prima realtà extra-domestica con cui genitori
e bambini entrano in relazione), riconoscendo la centralità e
l’importanza del ruolo educativo svolto da madri e padri, è chiamato a creare delle occasioni d’incontro con le famiglie che permettano di valorizzare le loro capacità e promuovere la cooperazione e la partecipazione fra le diverse figure di riferimento.
Alle istituzioni educative viene dunque richiesto di creare spazi
e momenti in cui accogliere non solo i bambini ma anche i genitori in quanto soggetti con i quali discutere e costruire insieme
delle esperienze condivise in vista di un fine comune: lo sviluppo armonico ed integrale di ogni bambino. Educatrici e genitori
devono basare la loro collaborazione sulla comune consapevolezza che è necessario costruire esperienze educative integrate
fra il contesto familiare e quello educativo. Il nido d’infanzia e le
famiglie sono così chiamate a condividere la responsabilità educativa attraverso concrete forme di partecipazione, nel pieno rispetto delle funzioni e dei ruoli di ciascuna agenzia educativa.
Il progetto educativo del nido d’infanzia sovraccomunale di
Spiazzo si muove proprio in questa direzione; esso infatti prevede
momenti in cui le educatrici accolgono non solo i bambini ma anche i loro genitori. Si tratta di incontri pensati, progettati e realizzati per stabilire un nuovo e positivo equilibrio nella relazione nidofamiglia partendo proprio dal concetto che bambino, educatrice e
genitore intrattengono fra loro una relazione di forte interdipendenza per cui il benessere dell’uno è correlato a quello dell’altro.
Le occasioni istituzionali e non, formali ed informali, in cui nido e
famiglia si incontrano, sono moltissime: si inizia con l’assemblea
per i genitori dei nuovi iscritti per continuare poi con i colloqui pre
e post inserimento, gli incontri di sezione, le feste, le serate di lavoro, i momenti e gli spazi di informazione quotidiana.
Un’attenzione particolare come momento di incontro con le famiglie merita lo Spazio aperto. Questo laboratorio pomeridiano
è rivolto al gruppo dei bambini, alle loro mamme o ai loro papà;
si svolge all’interno del nido d’infanzia e si struttura in due tempi. Durante la prima parte l’educatrice, regista fondamentale di
questo momento, propone ai genitori ed ai loro figli delle attività
di gioco strutturate, pensate e già sperimentate dai bambini durante la loro permanenza al nido. Queste proposte ludiche sono
selezionate dopo un’attenta valutazione dei bisogni e delle risorse del gruppo, al fine di favorire la relazione genitore-bambino. Terminato “il gioco”, le mamme o i papà accompagnano i loro figli in bagno. Questo momento di cura, all’apparenza banale,
permette invece ai bambini di interiorizzare il passaggio da una
situazione all’altra, dall’attività alla merendina.
Nella seconda parte dello Spazio aperto infatti i genitori ed i
bambini possono assaporare, in un clima di condivisione, un
piccolo spuntino generalmente a base di tè e biscotti. Tale proposta “ricreativa” permette di favorire la relazione fra genitori.
In questo momento mamme e papà possono chiacchierare e
confrontarsi condividendo così le loro molteplici esperienze di
genitori.
I laboratori pomeridiani, così come dimostrato dai dati relativi alla partecipazione delle famiglie, sono dei momenti sempre più valorizzati ed apprezzati da entrambe le parti. Lo Spazio aperto infatti è un’autentica occasione di comunicazione,
cooperazione e partecipazione in cui i soggetti della triade
bambino-genitore-educatrice si incontrano ed in cui gli adulti
si confrontano in un clima di valorizzazione delle competenze familiari ed educative. Durante questi incontri le educatrici lavorano fianco a fianco con i genitori “agendo con e per la
famiglia” in una prospettiva basata sul “fare” comune. Adottando una prospettiva promozionale, il personale educativo
del nido cerca di attivare delle relazioni fra le famiglie, dei legami solidali fra adulti all’interno della loro “rete” sociale di
riferimento rispondendo così ad una delle funzioni istituzionali a cui oggi il nido è chiamato: il sostegno alla genitorialità.
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Nido d’infanzia Europa
Leggere è un po’ come sognare
Ridere, pensare, capire. Visitare la “casa dei libri”
e portarne a casa uno dal nido per condividerlo con mamma e papà.
«Mi leggi un libretto?» «Leggiamo il libro del Bruco?» ed ecco che dallo scaffale l’educatrice prende un libro e tutti i
bambini seduti al tappeto ascoltano affascinati la storia. Il
vivo interesse dei bambini nei confronti dei libri, cartonati,
tattili, illustrati e narrativi; con le richieste di leggerli, sfogliarli, ascoltarli, condividerli con un amico, è stato di stimolo alle educatrici che, cogliendo gli spunti e le suggestioni
emerse dai bambini, hanno dato vita ad un progetto legato all’iniziativa “Nati per leggere”. Il percorso, costituito da tre diverse attività legate tra loro ha coinvolto tutti i bambini del nido Europa di Trento in particolare i medi e grandi.
La proposta è stata realizzata da gennaio ad aprile, “dentro”
e “fuori” dal nido, coinvolgendo le realtà sociali e formative
del territorio, favorendo la conoscenza e la collaborazione
tra le istituzioni. L’entusiasmo dei bambini non si è manifestato solo al nido ma anche a casa, coinvolgendo così le famiglie in alcune tappe del progetto.
Visitiamo la casa dei libri. Ma da dove arrivano questi libri foderati, di chi sono? Ed ecco che il lungo treno di bambini medio-grandi con le educatrici esce dal nido e facendo attenzione
a macchine, autobus, passando davanti alla cantina, al fioraio,
alla caserma dei vigili… è arrivato fino in Biblioteca “Clarina”:
la casa dei libri. Una volta accomodati tra i grandi scaffali di libri colorati e profumati, i bambini hanno avuto la possibilità di
conoscere questo luogo, di immagini, fiabe e magie con l’aiuto
di Chiara, la bibliotecaria. I bambini hanno scelto alcuni libri da
portare al nido per condividerli con gli amici per poi riportarli
in biblioteca durante l’uscita successiva.
Per consolidare la rappresentazione mentale della biblioteca
e del prestito si sono svolte più visite nella casa dei libri. Nelle varie uscite si è provveduto a fare una tessera personale per
ogni bambino per il prestito interbibliotecario presso tutte le
biblioteche del Trentino, in modo da offrire la possibilità di
proseguire il percorso avviato dal nido con i genitori.
La casa dei libri. Ogni mese le educatrici hanno aggiunto alle
letture presenti al nido dei libri presi in prestito presso le biblioteche di Trento, prediligendo quelli che fanno parte della
proposta “Nati per leggere”. I bambini hanno così trovato negli scaffali dell’asilo dei testi nuovi, che hanno subito imparato a riconoscere grazie alla particolare copertina lucida.
Questi testi sono stati toccati, letti, sfogliati con cura dai piccini, che hanno “gustato” nuove immagini, colori e storie.
Ciascuno ha raccomandato all’amico di stare attento a non
rovinarli! Attorno al libro si è creata un’atmosfera calda e
coinvolgente, capace di trasmettere ai bimbi il piacere di
“leggere”. Questi libri sono stati proposti più volte in diversi
momenti della giornata educativa, anche in risposta alle continue richieste dei bambini di leggerli e rileggerli ritrovando
emozioni, paure e suggestioni.
Chi legge i libri come si stanno
ad ascoltare gli amici,
tesori
vedrà come essi gli sveleranno i loro
esso.
e diventeranno per lui un intimo poss
à via,
Quello che egli leggerà non scivoler
io
trar
con
al
né andrà perduto, ma
gli rimarrà e gli apparterrà,
lo allieterà e lo consolerà
.
come soltanto gli amici sanno fare
(H.Hesse)
…la ripetizione rassicura.
È prova di intimità.
E lui ha proprio bisogno di ritrovare
questo soffio: «Ancora» «Ancora, ancora …»
vuol dire su per giù:
«Dobbiamo proprio volerci bene,
noi due, per accontentarci di quest’unica
storia, ripetuta all’infinito!»
(D.Pennac)
I libri a casa. E perché non portare a casa i libri del nido per
leggerli tra le braccia di mamma e papà o per sfogliarli con
sorelle e fratelli? Al nido nella stanza del gioco euristico è stata allestita una libreria dove i bambini medio-grandi, ogni venerdì, con la propria educatrice, hanno scelto un libro da
portare a casa. La selezione del libretto ha rispettato i tempi
ed i gusti dei bambini, oltre ad esser stato un momento molto curato: prima di decidere, infatti, i bimbi hanno esaminato diversi libretti, condividendoli con gli amici per poi riporre quello scelto nella borsetta personale da portare a casa.
Al momento del ricongiungimento del venerdì, i bambini andavano incontro ai genitori felici di portar a casa un libretto ricco non solo di storie ma di ricordi del nido, da leggere con
mamma e papà durante il fine settimana. Il lunedì successivo i
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piccoli riconsegnavano al nido i libretti letti a casa, raccontando di quei momenti passati con genitori in compagnia del libro.
Le giornate del venerdì sono diventate così un momento molto atteso da bambini e genitori che hanno chiesto di proseguire con questa tappa per altre settimane.
Il progetto di lettura ha avuto un riscontro positivo ed è stato accolto da grandi e piccini con entusiasmo. Non solo.
La soddisfazione del gruppo di lavoro ha raggiunto l’apice
quando, dopo qualche mese, alcuni bambini sono arrivati
al nido raccontando di essere stati alla casa dei libri con la
mamma. Altri hanno mostrato all’educatrice il libro preso
in prestito dalla biblioteca con i genitori chiedendo di leggerlo al nido con gli amici, ribaltando così il percorso proposto.
con il piacere di farsi cullare dalle rime ed una grande
voglia di storie da ascoltare da mamma e papà
per ridere insieme... per pensare insieme...
per capire insieme...
e per sognare e fantasticare insieme...
Conosco un bambino che non è più un bambino:
oggi è un adulto laborioso e indaffarato,
ma capace di comunicare ai suoi piccoli
la magia delle parole, dei suoni,
delle immagini, di tutte le storie che ha ascoltato
quando era un “bambino”.
Conosco un bambino con le guance paffute
e gli occhi vispi e curiosi, affamato di pappe e giochi,
tenero ed indifeso ma deciso e prepotente.
Con una incredibile voglia di conoscere e capire.
Con le sue grandi, indomabili paure.
Con il suo mondo bambino popolato
di amici simpatici...
Ma anche... di mostri, veri da combattere
o immaginari da fare scomparire...
Circondato e coccolato da una atmosfera
piena di tenerezza e sentimento,
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Nido d’infanzia Scarabocchio
Obiettivo famiglia
Al nido interaziendale tante iniziative per rendere
forte la sinergia con le famiglie e il territorio.
Quando sei bambino vedi gli oggetti, gli spazi,
le persone adulte da una prospettiva diversa...
e tutto quello che vivi, incontri, vedi, ascolti
e tocchi ha un’importanza vitale e determinante
per lo sviluppo della personalità.
Le esperienze sono mattoncini che formano
le fondamenta della tua casa, dove costruirai
non solo i muri e i pavimenti, ma anche le finestre,
e i poggioli dove esporrai i tuoi fiori...
(Anna Seviroli)
Nell’era della modernità riflessiva i rapporti di coppia e le
relazioni genitori-figli sono investite da profondi cambiamenti. Oggi infatti, l’essere ed il fare famiglia, può portare
i genitori a vivere sentimenti di fragilità o insicurezza.
Queste emozioni non vanno interpretate solo come un segnale di crisi, ma possono diventare dei veri e propri punti di forza. I genitori che riflettono, pensano e scelgono di
“fare e diventare” una famiglia, accettando la sfida della
società attuale e scegliendo di essere genitori in modo
consapevole, si mettono in gioco, sperimentano un nuovo
compito ed è quindi naturale che possano vivere sentimenti di incertezza.
L’emergere di queste sensazioni genera negli adulti un
crescente bisogno di sostegno, soprattutto nel compimento della loro funzione educativa. Madri e padri di oggi,
non certo disposti a delegare ad altri il loro principale ruolo, chiedono quindi momenti di incontro e confronto non
solo con esperti ma soprattutto con soggetti che condividono la loro stessa situazione; ricercano occasioni formative che, partendo dai loro bisogni e attraverso la promozione delle proprie risorse, permettano di sviluppare
competenze, capacità ed abilità.
Superando la logica di agire “sulla famiglia”, il nido
d’infanzia di qualità deve quindi dotarsi di modalità
operative volte ad agire “con e per” i genitori creando e
ricercando occasioni volte a sostenere la genitorialità.
In tal senso, il nido può essere considerato come un servizio a sostegno delle famiglie ed in particolare al meraviglioso nonché altrettanto difficile mestiere dell’essere genitore.
Partendo da questi presupposti, il gruppo di lavoro del
nido d’infanzia interaziendale “Lo Scarabocchio”, servizio inaugurato nel 2005 a Trento, ha cercato di sostenere e promuovere la partecipazione delle famiglie attraverso numerose e diversificate situazioni di incontro e
conoscenza tra educatrici e genitori; ciò che infatti accomuna l’utenza del nido “Scarabocchio” non è la provenienza o il comune di residenza ma le aziende per
cui i genitori lavorano.
Durante l’anno educativo il personale ha quindi consolidato un rapporto di fiducia reciproca con le famiglie,
ha condiviso con madri e padri la cura e la crescita dei
loro bambini. Il gruppo ha considerato come “interlocutori di esperienze” non solo i bambini, ma anche i loro genitori, fratelli, nonni, zii, e per questo, nel tempo,
ha costruito con l’intera rete familiare relazioni positive
di scambio, confronto e collaborazione.
Trattandosi di un servizio rivolto in particolare ai bambini
di genitori entrambi lavoratori, uno dei primi intenti del
gruppo di lavoro del nido interaziendale è stato quello di
garantire alle famiglie il tempo per il nido, ovvero promuovere momenti di “ritrovo” necessari per conoscersi e
farsi conoscere. L’innovazione e la sperimentazione, principali caratteristiche del servizio in questione, hanno così
permesso alle educatrici di pensare e progettare apposite
occasioni di incontro con l’obiettivo di rendere attivamente partecipi i genitori alla vita del nido e di restituire
loro il vissuto dei bambini al nido attraverso nuovi canali
di comunicazione.
Tra i molteplici incontri che si sono svolti in questi anni si
segnalano ad esempio i laboratori genitori-bambini presso
la biblioteca comunale dei Ragazzi di Trento, le uscite con
i bambini presso l’Acquario di Trento, le visite alle diverse
realtà commerciali (fioreria, panificio, gelateria, distretto Vigili del Fuoco e dei Vigili Urbani, ecc...), le serate di cucina
promosse in collaborazione con la cuoca del nido. E anco-
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ra gli appuntamenti con “l’esperto” durante i quali si sono
approfonditi temi diversi (l’aggressività, il distacco, la relazione con il cibo ecc.), le serate di Natale strutturate in due
momenti (prima per realizzare con i genitori i doni per i
bambini e poi per festeggiare insieme la Natività).
La grande partecipazione delle famiglie ha testimoniato
come queste iniziative siano state accolte positivamente,
con impegno ed entusiasmo da parte dei genitori che ne
hanno riconosciuto l’utilità e l’importanza. Gli appuntamenti si sono rivelati altrettanto validi anche per le educatrici; esse hanno progettato e realizzato ogni anno
nuove e piacevoli esperienze di crescita, confronto e divertimento per tutti. I diversi incontri erano infatti rivolti
non solo alla coppia genitoriale ma anche alla diade genitori-bambini.
D’altronde gli obiettivi erano ambiziosi: stimolare la curiosità, creare spazi di scambio, confronto e comunicazione tra il servizio e le famiglie, incentivare rapporti positivi, condividere esperienze sul piano affettivo, pratico
ed emotivo. Il tutto assicurando agli utenti ascolto, confronto e rispetto del loro ruolo genitoriale in un clima positivo ed allegro!
Questi incontri hanno inoltre valorizzato i genitori stessi
poiché hanno permesso loro di conoscersi, confrontarsi e
sostenersi vicendevolmente in un ambiente sereno e divertente, capace di trasformare le conoscenze e le rappresentazioni sui bambini, in relazioni di ascolto ed espe-
rienze educative per tutte le figure coinvolte. Le famiglie,
i bambini ed il gruppo di lavoro, veri protagonisti di tutti
questi momenti, hanno dato vita ad esperienze uniche e
irripetibili per tutti coloro che vi hanno partecipato! Riprendendo le parole di un’educatrice: «All’interno dei servizi educativi è importante credere e investire nella relazione e valorizzare questa grande risorsa: il dialogo, la
sinergia e la cooperazione tra il nido, le famiglie e il territorio rendono possibili molti progetti!».
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Nido d’infanzia di Giovo
Gita alla serra con gli animali
Al nido un percorso di visite pensato per stringere
un forte legame con le realtà del territorio.
Quanti fiori colorati
nei giardini, in mezzo ai prati!
Fiordaliso è tutto blu,
io gli parlo a tu per tu.
C’è la rosa tutta gialla,
ci si posa una farfalla
e la stella vellutata
stella alpina vien chiamata.
Il nido di Giovo è nato nel 2006 in convenzione con la cooperativa Città Futura, offrendo il servizio di cura anche dei
bambini di Cembra, Lisignago, Faver, Palù, Segonzano.
L’obiettivo del progetto educativo, pensato insieme alla pedagogista, è stato impostato sul potenziamento del rapporto
con il territorio, basandosi su un’idea di educazione dei bambini come “progetto della comunità”, nell’intento di trasmettere un sapere che appartiene al nido ma che può trasformarsi in un sapere condiviso. Un nido d’infanzia che è parte
integrante di un territorio si fa portavoce dell’idea di bambino che per crescere ha bisogno di incontrare e vivere esperienze arricchenti e formative attraverso i “luoghi educativi
decentrati” appartenenti alla natura socio-culturale della
realtà territoriale stessa.
Proprio per questo sono state pensate e organizzate varie
uscite che si sono svolte durante l’intero anno educativo: visite alle scuole dell’infanzia di Verla, di Cembra e di Palù, per
garantirne la continuità, un’uscita con tutti i bambini alla serra di Lisignago e, da ultima la visita alla biblioteca.
La più ricca di emozioni, sia dal punto di vista dell’entusiasmo manifestato dai bambini che dal racconto delle educatrici, è stata la visita alla serra di Lisignago: una realtà particolare poiché al suo interno non si trovano solo piante e fiori
di ogni tipo e qualità, ma anche tanti animali come galline,
anatre, caprette, maiali e cavalli.
Dal racconto delle educatrici e della coordinatrice interna: E
così è partita la nostra avventura. Il 21 maggio alle 9.30 di
mattina, il pulmino, che era stato prenotato per il noleggio,
era già pronto ad aspettarci nel piazzale del nido. A bordo
dodici bambini, con il loro zainetto in spalla, e sei educatrici; tutti carichi di gioia e di curiosità.
Lungo il tragitto i bambini sono rimasti in silenzio, incantati
dal paesaggio ma soprattutto dalle numerose e grandi ruspe
apparse davanti ai loro occhi. Ad accoglierci alla serra c’e-
rano Alex, il proprietario, insieme al suo fratellino che ci ha
fatto da cicerone per gran parte della mattinata.
I bambini non stavano più nella pelle! Entrati nel negozio Alex
non ha esitato ad accompagnare tutti a vedere gli animali.
Quanti e, soprattutto, che affamati! La mamma di Alex ci aveva
preparato un sacco enorme, pieno di pane secco da dare ai nuovi amici. Ogni bimbo, con il suo panino in mano, era radioso
dalla felicità. C’è chi glielo ha lanciato e chi, con un po’ più di
coraggio, lo ha portato direttamente alla bocca dell’animale.
Ma tra galline, pecore e maiali non si vedevano i cavalli.
Dov’erano? Alex, sorridente, aveva pensato di stupire tutti
con una sorpresa. Con un enorme ascensore ci ha portati nel
giardino sottostante e… magia!!! In un prato finalmente sono
apparsi i cavalli, bianchi, neri, marroni, a macchie!! Erano
così belli che non volevamo andare più via. Ma un lavoro ci
stava attendendo: in mezzo alla serra, fra piante verdi e profumate, ci avevano preparato tante panchine e poltroncine
fatte a forma di vagoni del treno, tutte in legno.
Dopo un piccolo spuntino a base di tè e biscotti e tante foto
ricordo, era giunto il momento di metterci all’opera: quindici
vasetti, la terra e i semini erano pronti per essere piantati. Grazie alle semplici e chiare spiegazioni di Alex e alla sua disponibilità ad assicurarsi che ogni bambino potesse sperimentare l’attività, si è data la possibilità a tutti di piantare il
proprio semino direttamente dalle loro manine e di portare al
nido il vasetto per veder nascere una piantina o un fiorellino.
Ma non finisce qui. Alex ha fatto un regalo anche per il nido:
tanti fogli di riso dai quali, con l’aggiunta dell’acqua, nascono piccole piante verdi.
Con un po’ di rammarico, ma con tanta gioia e un’esperienza da portare a casa, ci siamo incamminati lungo la via del ritorno. Il nostro pulmino era pronto per ricondurci al nido.
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Durante il viaggio di rientro insieme ai bambini abbiamo
cantato tante canzoncine, in particolare una, a cui loro erano molto legati:
ci son due coccodrilli
ed un orango tango,
e,
due piccoli serpenti, un’aquila real
il gatto, il topo, l’elefante
non manca più nessuno…
!!!!
solo non si vedono i due leocorni
Questa esperienza ha lasciato ai bambini un ricordo meraviglioso; i più grandi hanno espresso le loro emozioni attraverso
la parola, con frasi di stupore, di curiosità, di gioia, di punti
interrogativi. Quanto ai più piccini… Beh, bastava guardare
il loro viso per capire quanto fossero felici. Vedere da vicino
tanti animali che i bambini avevano conosciuto soprattutto attraverso le storie e le immagini, ha reso possibile l’avverarsi di
tante fantasie. Conoscere persone disponibili e sorridenti ha
dato l’opportunità a grandi e piccini di sentirsi a proprio agio,
di osservare le piante, sentire il profumo del legno vivo, stare a
contatto con la natura, toccare la terra e sentirne la consistenza, l’odore particolare, la temperatura.
Sono esperienze che creano ricordi piacevoli da portare dentro di sè e che andranno a far parte del bagaglio di conoscenza di ciascun bambino. Rimane al nido il ricordo fotografico, utile ai genitori per vedere ciò che realmente è stato
fatto. Ai proprietari della serra resta l’emozione di una mattinata passata insieme ai bambini del nido di Giovo che ha
portato una ventata di aria fresca ad un luogo che già trasmette gioia e serenità alle persone che vi entrano.
Questa esperienza è stata realizzata grazie al sostegno economico del comune di Giovo, per il noleggio del pulmino
che ci ha accompagnati durante tutte le nostre uscite, ma anche grazie ai genitori, che ci hanno sostenuti sempre affinché
le attività potessero essere svolte in piena serenità e fiducia.
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Nido d’infanzia di Gardolo
È qui la festa!
Tante occasioni per valorizzare i bambini
e coinvolgere i genitori con allegria.
Il nido di Gardolo ospita 32 bambini ed è stato inaugurato nel
settembre del 2007. All’interno del progetto educativo ha
avuto un particolare rilievo la realizzazione di momenti conviviali e di gioco caratterizzati dal coinvolgimento dei genitori insieme alle educatrici nell’organizzazione dell’evento.
Anzitutto sono stati definiti i principali momenti di festa da
celebrare all’interno del contesto educativo, come il compleanno, il Natale, il Carnevale, l’inaugurazione e la fine
dell’attività. Tutte occasioni semplici di partecipazione per
favorire la conoscenza tra adulti, trasmettere il senso di appartenenza e la coesione del gruppo, rafforzare la collegialità
della conduzione del sistema-nido e instaurare legami personalizzanti e significativi.
FESTA DI COMPLEANNO
Ogni educatrice ricorda i compleanni dei bambini appendendo sulle pareti delle stanze tanti piccoli fiori fatti con carta ondulina che al centro contengono il primo piano di ogni
singolo bambino. Questa occasione viene festeggiata in maniera molto semplice: l’educatrice prepara una coroncina in
cartone per il/la festeggiato/a e, insieme agli altri bambini del
gruppo, viene intonata la canzone “buon compleanno”.
FESTA DI NATALE - 18 dicembre 2007
Dal racconto di una educatrice: «Nascosti da un telo, per non
farsi vedere da mamma e papà e da parenti vari, ci sono trentadue bambini vestiti o di rosso o di bianco che, con la propria educatrice, aspettano con ansia che il sipario si apra. E
così si comincia a cantare:
Facciamo un pupazzo di neve, di neve
che bello è arrivata la neve, le neve dal ciel!
Facciamolo tutto ciccione
con la testa grossa e il pancione
In testa mettiamo il cappello,
al braccio appendiamo un ombrello.
La bocca è una buccia di mela,
di mela, di mela
Il naso è una grossa carota, carota arancion
È proprio un simpaticone
degli occhi ha i bottoni
posto
Al
Facciamo un bel girotondo
Al pupazzo più bello del mondo!
Qualche bambino corre felice verso i genitori, qualcun altro
rimane seduto a cantare o guarda con sorpresa tutte le persone che stanno entrando nel salone allestito per la festa. È
un momento speciale! Tutti i genitori e parenti applaudono e
chiedono il bis. Cantiamo di nuovo e, questa volta, sembra
che anche i bambini siano più allegri: cantano a squarciagola, ridono e ballano.
Ad un tratto si sente un campanello che suona: è Babbo Natale che, con un sacco in spalla porta i regali ad ogni bambino. Che stupore. Qualche bimbo piange e si accoccola fra le
braccia di mamma o papà. Ma il buonumore torna subito!
Babbo Natale entra nel salone e va a sedersi sulla sedia a
dondolo vicino all’albero addobbato dai bambini; è stanco e
si siede volentieri raccontando che arriva da molto lontano e
che ha fatto tanta strada per portare tutti quei regali. Chiede:
“Siete stati bravi quest’anno? O avete fatto i “monelli” con
mamma e papà?” Dal salone si sente un timido “sì”. Lui ride
e comincia a distribuire i doni: un calendario con la foto del
bimbo, una palla e qualche dolce.
Aspettando di essere chiamati i bambini si avvicinano al
Babbo, chi da solo chi accompagnato. Quando Babbo Natale ci saluta promettendoci di tornare l’anno successivo,
in salone arrivano i carrelli pieni di cose buone: pizza, torta, pandoro e anche la cioccolata calda (preparate dalla
nostra cuoca).
È stata una bella festa che si è svolta in un clima sereno e
di gioia. Un’occasione pensata e programmata dal gruppo
di lavoro mediante prove di canto ma soprattutto facendo
conoscere ai bambini la storia di Babbo Natale, esplorando parti del suo vestito (prima il cappello, poi la morbida
barba...) nei giorni precedenti ai festeggiamenti permettendo ai bambini gradatamente di conoscerlo e di superare
quel timore che a volte questo personaggio può incutere.
Infatti per più di una settimana abbiamo mostrato il vestito
del Babbo ai bambini lasciandoglielo provare e indossandolo noi stesse».
FESTA DI CARNEVALE - 5 febbraio 2008
È una giornata particolare che si svolge all’interno del nido e
a cui partecipano bambini ed educatrici. Al genitore viene
chiesto di portare il vestito di Carnevale che, con il consenso
del bambino, viene indossato per parte della mattinata.
La festa si svolge in salone con tutti i bambini delle varie sezioni: si balla, si canta, si mette musica, si lanciano coriandoli e stelle filanti. Tutti insieme con allegria.
INAUGURAZIONE - 17 maggio 2008
L’inaugurazione si è svolta un sabato mattina del mese di
maggio. Erano presenti alcune autorità istituzionali come
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Renato Pegoretti, assessore del Comune di Trento, Corrado
Paolazzi, presidente della Circoscrizione, Marta Dalmaso,
assessore provinciale, Lara Zambaldi, pedagogista del Comune di Trento, Sandra Dodi, presidente della cooperativa Città
Futura, Silvana Buono, pedagogista della cooperativa, Andrea Guastella, presidente dei genitori. E ancora tutto il personale del nido, altri rappresentanti della cooperativa, genitori con bambini frequentanti il nido e persone esterne
incuriosite dall’evento.
Dopo numerosi interventi e il tradizionale taglio del nastro,
la festa è proseguita con un rinfresco preparato dalla cuoca
del nido insieme ad impresa sociale “Progetto Infusione”
che si occupa di ristorazione. Un’occasione per far vedere
il nido anche ai genitori che volevano semplicemente informazioni.
lato, succhi fatti “in casa” e bevande di altro tipo), sono stati
predisposti degli spazi gioco in vari punti del giardino, con
quattro attività strutturate: pasta pane, pittura su telo con gli
spruzzini, gessetti colorati e sale da mettere nelle bottigliette
di vetro. Per i più piccoli tante costruzioni.
La festa è stata bellissima; le attività sono piaciute sia ai bambini sia ai genitori, che hanno potuto passare gran parte del
tempo a giocare insieme ai loro figli.
FESTA DI FINE ANNO - 30 luglio 2008
Ad ogni fine anno educativo al nido viene programmata la festa di chiusura. Occasione alla quale possono partecipare genitori e parenti. È il momento per augurare buone vacanze ai
bambini che torneranno a settembre e per salutare quelli che
cominceranno una nuova avventura alla scuola dell’infanzia.
La festa è stata organizzata in giardino, allestito per l’occasione con palloncini colorati e festoni. Oltre al buffet preparato dalla cuoca del nido (pizza, torte, macedonia con ge-
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Nido d’infanzia di Ponte Arche
Vi racconto com’era il primo nido del Trentino
La visita di nonna Bianca è stata
una preziosa occasione di riflessione.
Il nido di Ponte Arche è sovra-comunale, un’esperienza di gestione oggi sempre più sperimentata in provincia di Trento. Gestito da Città Futura dal 2007, esso infatti offre servizi ai comuni
di Lomaso, Bleggio Inferiore e Superiore, Stenico, Fiavè, San
Lorenzo e Dorsino.
Insieme alle agenzie educative locali, il nido vuole realizzare l’idea di realtà territoriale intesa come “luogo di servizio educativo” di comunità, di socializzazione e di partecipazione alla costruzione di una “cultura per l’infanzia”, nell’ottica di una
migliore accoglienza dei bambini e delle loro famiglie. Per questo durante l’anno il nido si “aprirà” al territorio creando occasioni di dialogo con le famiglie che ancora non conoscono la
proposta dedicata alla prima infanzia. Attraverso laboratori, spazi aperti, feste ed altre attività, il nido incontrerà il territorio e tutti i suoi protagonisti.
Tra questi momenti vogliamo in particolar modo ricordare un’occasione speciale che i bambini hanno potuto assaporare: grazie
all’accordo con la Casa di Soggiorno per Anziani di Santa Croce, verso la fine di febbraio, i bimbi hanno avuto l’opportunità di
avvicinarsi ad una realtà lontana, raccontata da Bianca Speranza di Duvredo, classe 1918. L’idea di far conciliare il presente
col passato è nata dalla volontà del servizio di avvicinare il bambino a realtà differenti tra loro ma per molti aspetti simili.
La signora Bianca è arrivata al nido alle 15; i bambini medi e
grandi la stavano aspettando emozionati. Lei si è presentata come una bisnonna e ha cominciato a narrare, rivivendoli, esperienze ed aneddoti legati al suo vissuto con i bambini. Ha raccontato di aver lavorato per 20 anni all’asilo nido di Arco, il
primo aperto in Trentino, come puericultrice con mansioni di responsabilità, e poi, per altri 7 anni, in un nido di Trento. «L’asilo
nido ed i bambini – ha detto – sono stati la mia vita».
Bianca ha raccontato ai bambini la sua storia con grande passione e dovizia di dettagli; è stato impressionante notare come i
ricordi del passato sembrano attuali attraverso la narrazione di
questa simpatica e tenera nonnina.
I bimbi l’hanno ascoltata a bocca aperta quando ha parlato della situazione di Arco nell’immediato dopoguerra, quando i Sanatori venivano invasi da reduci di guerra con grandi problemi
di salute. Proprio a causa del grande impegno delle donne,
spesso madri, nella cura di questi malati che l’amministrazione
comunale di Arco ha deciso di aprire un nido. Era il 1951, la
signora Bianca si trovava a Roma quando le venne proposto
l’impiego in Trentino. Felice di potersi riavvicinare a casa accettò ed iniziò così il suo lungo rapporto di lavoro con la struttura di Arco.
Ma com’era diversa allora la gestione dei nidi! Grandi stanzoni,
poche educatrici. Osservando l’arredo del nido di Ponte Arche e
la funzionalità degli spazi, Bianca si è complimentata per il servizio e per l’attenzione dimostrata. In particolare l’hanno colpita le foto, grandi e colorate, che raccontano la storia del nido e
dei suoi bambini. Ai suoi tempi era proprio diverso!
Al momento della merenda, la nonnina è stata invitata ad unirsi
ai bambini. Osservando con simpatia il piccolo gruppetto, ha ri-
cordato quando in tre educatrici, supportate da inservienti, dovevano gestire una media di 40 piccoli. C’erano grandi box di legno nei quali venivano messi i più piccoli. Spesso arrivavano in
visita gli ispettori. Anche i giochi erano differenti rispetto a quelli di oggi: allora erano quasi inesistenti o improvvisati. Oggi le attività vengono documentate alle famiglie, che sono ormai parte
integrante del nido e collaborano a pieno ritmo per un’attenta attività educativa. Questo ai suoi tempi non accadeva. Le maggiori attenzioni date ai bambini erano di tipo fisico e fisiologico e le
famiglie non potevano nemmeno entrare ed avere contatti col
personale del nido! Come passa in fretta il tempo, e quante cose cambiano. La stessa visione del bambino per esempio, è mutata, e tutto quello che c’è all’interno del servizio lo dimostra.
Bianca ha anche cantato alcune canzoni e filastrocche, proponendo giochi con le mani. Con sorpresa bambini e educatrici
hanno scoperto di conoscerne tante: ieri e oggi, per certe circostanze così differenti e lontani, sono ancora così simili e vicini!
Attraverso gli occhi lucidi e brillanti di una signora, il nido ha
avuto l’opportunità di ascoltare racconti di vita emozionando e
addolcendo grandi e piccini. Viaggiare nel tempo mantenendo le
tracce è un’occasione che purtroppo oggi va scomparendo ma
che educatrici e famiglie dovrebbero saper regalare ai piccini,
attraverso il dialogo e l’organizzazione di momenti come questi.
In un dialogo aperto con le agenzie culturali ed educative, anche quest’anno, il nido attiverà momenti differenti ma di uguale
importanza, che vedranno i piccini addentrarsi in esperienze
nuove ed emozionanti pensate e strutturate appositamente per
loro. Accompagnati costantemente dalla propria figura di riferimento, affronteranno la scoperta e l’elaborazione di nuove e
svariate realtà.
Di volta in volta questi ed altri momenti custodiranno in modo
un po’ speciale piccole storie di crescita e di amicizia tra adulti
e bambini, un percorso condiviso e partecipato in cui l’attenzione del nido alla famiglia e al territorio, è soprattutto rivolta
alla “comunicazione affettiva” tra bambini e adulti, dove si superano i confini tra “chi educa” e “chi è educato”, con uno
sguardo comune verso l’ascolto creativo del bambino.
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Nido d’infanzia di Folgaria
Nuovo nido, cuore delle relazioni
Luogo dove i bambini possono avere conferme affettive
e sviluppare la propria personalità.
Da ottobre Città Futura gestisce l’asilo nido di Folgaria in convenzione con il Comune. L’Amministrazione pubblica e la
Cooperativa sociale, presente da oltre 10 anni nei servizi all’infanzia in Trentino, condividono alcuni importanti obiettivi:
occuparsi della famiglia nella sua interezza, accogliendone i
bisogni a tutto tondo.
Il nido, infatti, è un servizio socio-educativo per la prima infanzia, con diverse finalità. Anzitutto riconosce il diritto delle bambine e dei bambini ad uno sviluppo psicofisico ed affettivo equilibrato. Poi valorizza la centralità della famiglia, facilitando la
conciliazione delle scelte professionali e familiari di entrambi i
genitori, favorendo un’equa ripartizione delle responsabilità tra
donne e uomini in un quadro di pari opportunità.
Il nido garantisce una pluralità di opportunità socio-educative
diffondendo una cultura di rispetto e di cura verso l’infanzia ed
infine offre un forte sostegno alla famiglia nell’educazione dei figli e la prevenzione di ogni forma di difficoltà e emarginazione.
È proprio il suo essere “luogo di relazioni” il senso profondo del
nido d’infanzia che la Cooperativa sociale Città Futura vuole
proporre e condividere con le famiglie, l’Amministrazione comunale, gli educatori.
Un servizio che si propone ogni giorno come luogo di crescita e cura, creativo e diversificato, nel quale è possibile stabilire relazioni buone, sia per i piccoli che per le loro famiglie. I
genitori, infatti, desiderano far vivere ai propri figli un’esperienza educatica in cui il valore di riferimento più importante
è la “conferma affettiva” della persona del bambino.
È insieme al territorio e alle agenzie educative locali che l’asilo di Folgaria vuole pensare di realizzare un’idea di nido intesa anche come “luogo di servizio”, di comunità, di socializzazione e di partecipazione alla costruzione di una
“cultura educativa”.
Durante il corso dell’anno saranno dunque numerose le occasioni di incontro che il nido proporrà alle famiglie e anche a
quei genitori semplicemente interessati: laboratori, spazi aperti, feste ed altre attività.
In un dialogo aperto con le agenzie culturali ed educative, il
nido attiverà un percorso di continuità con la scuola d’infanzia. Di volta in volta questi ed altri movimenti promuoveranno
in modo speciale piccole storie di crescita e di amicizia tra
adulti e bambini, dove l’attenzione delle educatrici è rivolta
soprattutto alla “comunicazione affettiva”, in cui si supera il
confine fra “chi educa” e “chi è educato”, con uno sguardo comune verso l’ascolto creativo del bambino.
Uno degli obiettivi che in questa fase di avvio ha visto maggiormente impegnate le educatrici è stato lo sforzo di creare
uno spazio che fosse un luogo delimitato con caratteristiche
specifiche, che lo differenziassero e lo connotassero rispetto a
qualsiasi altro luogo frequentato dai bambini e dalle loro fami-
glie. In questo senso nulla può essere lasciato al caso o all’improvvisazione quando strutturiamo, organizziamo, arrediamo,
allestiamo l’ambiente in cui i bambini verranno accolti per trascorrere la loro giornate in compagnia di altri bambini e delle
educatrici.
Lo spazio, la sua organizzazione e il significato che ad esso si
vuole attribuire, rappresentano un fondamentale veicolo educativo. Lo spazio non è un contenitore neutro: esso parla, suggerisce comportamenti, determina e favorisce stati d’animo, trasmette messaggi visivi, veicola significati e simboli. Lo spazio è
anche luogo di relazione, di rapporto e di comunicazione. Al
nido è un luogo di relazioni con altri bambini, altri adulti, veicola vissuti individuali, di coppia e di gruppo.
L’altro aspetto è stato l’accoglienza delle famiglie (attualmente
11, a febbraio si raggiungerà la capienza, 15) attraverso il periodo di inserimento e ambientamento, che hanno permesso
un’entrata graduale al servizio sia per i bambini che per i genitori, con l’obiettivo di creare un rapporto di fiducia e di collaborazione con il personale.
Attualmente i gruppi sono due: i piccoli, con educatrice di riferimento Alessia Lorenzatti, e i medio-grandi con educatrice Letizia Bolognani; l’educatrice del pomeriggio è Sabrina Trombini.
La coordinatrice interna è Chiara De Simone e la pedagogista
Ginevra Rella. La cuoca è Marta Tambosi, le ausiliarie Marisa
Valle e Milena Filz.
Tanti sono ancora gli appuntamenti che a livello di progetto
educativo ci impegneranno durante l’anno, con la certezza che
la collaborazione di tutti (famiglie, Amministrazione e cooperativa) permetterà di condividere un’esperienza piacevole, positiva e di crescita.
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La Ludoteca
Spazio alla creatività e fantasia
Alla ludoteca di Pergine tante iniziative
per incentivare il gioco sotto tutti gli aspetti educativi.
dei bellissimi e coloratissimi ciondoli con il supporto della ludotecaria e di alcune volontarie: animaletti, simpatiche stelline e cuoricini da appendere. L’attività, accolta con entusiasmo da bambini e genitori è stata un’occasione di scambio e
condivisione della ludoteca “nella comunità”. Ma ci sono state tante altre occasioni e attività. Vediamole brevemente di
seguito.
Nel gioco si manifesta lo slancio vitale
della personalità che domanda di darsi
e costruirsi, l’intero mondo interiore
del bambino con i suoi bisogni,
le sue tendenze, le sue idee e sentimenti…
Mediante il completo possesso del gioco
vivo, il bambino si muove e si compie
(Frochel)
La ludoteca comunale Quiquoqua di Pergine propone anche
quest’anno iniziative curiose ed interessanti che coinvolgeranno i bambini in giochi, esperienze ed attività del tutto particolari. Le iniziative realizzate lo scorso anno, la gioia dei
bambini ed il coinvolgimento dei genitori sono stati motivi di
soddisfazione ma anche di stimolo per continuare con entusiasmo.
Grazie alla disponibilità dei volontari, che dedicano il loro
tempo ai bambini durante l’apertura della ludoteca, il servizio ha potuto rappresentare per i bambini un luogo per ritrovarsi e riscoprirsi nelle ore pomeridiane, anche attraverso la
creazione di legami di fiducia tra adulti e bambini. Ma la ludoteca offre anche occasione di confronto tra adulti, che
hanno formato ben presto un gruppo coeso, caratterizzato
dalla voglia di stare insieme anche in momenti ricreativi come cene e feste.
Oltre ai numerosi giochi da tavolo, le costruzioni, la possibilità di dipingere e colorare usando tecniche e materiali diversi, i giochi di ruolo, in ludoteca c’è il giardino con i suoi
grandi spazi e i giochi all’aria aperta. «Per i bambini – racconta la ludotecaria – l’accesso al giardino è occasione per
molte attività di conoscenza e consapevolezza dei propri limiti. Arrivare in ludoteca e sapere che il giardino è aperto,
rappresenta un motivo d’allegria, serenità e solarità che anima tutto il pomeriggio. Il giardino è stato una grande fonte
d’idee: per divertirsi i bambini non hanno utilizzato solo i
giochi disponibili ma ne hanno creati di nuovi con fantasia e
creatività. Percorsi ad ostacoli, giochi con le palline di giornale, con la slitta, la ruota e altro».
In questi primi mesi dell’anno educativo, la ludoteca ha sperimentato un modo tutto particolare di incontro con “il territorio”: in occasione della festa delle famiglie all’oratorio di
Pergine il 5 ottobre 2008, ha proposto un’attività laboratoriale con la “pasta di mais”. I bambini hanno potuto realizzare
I GIOCHI NELLE GIORNATE D’INVERNO
Sono momenti di gioco dedicato ai bambini in fascia 0-3 anni insieme ai loro genitori o nonni. Per i bambini è un’opportunità per sperimentare il rapporto con gli altri, conoscere e
utilizzare spazi e materiali di gioco, conoscere altri adulti
che, con il tempo, potrebbero anche diventare nuovi amici.
Per i genitori è occasione per conoscere altre persone, scambiare le proprie esperienze, prendersi un po’ di tempo per giocare con il proprio bambino.
CREA E COLORA
L’iniziativa dà la possibilità di accedere al laboratorio ai bambini iscritti dai 6 ai 12 anni. I bambini aspettano sempre con
impazienza questo momento perché essere protagonisti all’interno di uno spazio artistico-manipolativo creato e pensato per rispondere alle loro esigenze, li trasforma in piccoli
operai ed artisti.
Nel momento in cui lo spazio del giardino viene a mancare
per l’arrivo della stagione fredda, sembra che il passaggio
nel laboratorio sia del tutto naturale. Tra le proposte: creare
candele colorate multi-colore, realizzare delle formine di
vario genere con il gesso liquido, utilizzare il traforo per ritagliare targhette con scritto il proprio nome, creare braccialetti di perline utilizzando un telaio, ricamare su un biglietto di carta.
I bambini, assieme all’operatore e ai volontari, scelgono
quale attività realizzare, solitamente non più di due al giorno per poter dare la possibilità a tutti i bambini di essere seguiti nel modo adeguato e poter terminare durante la giornata il proprio lavoro. Spesso però è difficile conciliare
solamente due attività tra i presenti, e gli indecisi sono più
attratti da un lavoro semplice, ma di gran creatività come il
disegno.
Dal racconto della ludotecaria: «Un venerdì, tutti i tavoli del laboratorio erano occupati, ma i bambini avevano una gran voglia di fare un disegno. Per poterli accontentare abbiamo creato una parete ricoperta di carta, da dedicare ai loro disegni.
È davvero bello poter leggere nei loro occhi la soddisfazione
e la gioia, stelle polari che hanno consigliato a noi adulti di
approfondire quest’attività. Per il momento rimane il nostro
sogno nel cassetto».
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HALLOWEEN
Notte magica per eccellenza, Halloween è l’occasione in cui
tutti hanno la possibilità di trasformarsi, magari con una maschera mostruosa! In ludoteca è stato proprio così. Venerdì
31 ottobre è stata indetta la festa più paurosa dell’anno: tanti bambini con dei travestimenti davvero particolari. Chi è
passato in negozio all’ultimo minuto, chi ha riutilizzato il vestito di carnevale da spavento, chi lo ha costruito assieme a
mamma e papà. Anche qualche genitore si è presentato con
una maschera davvero paurosa!
L’atmosfera creata in ludoteca ha reso l’accoglienza molto
particolare, anche per chi ormai frequenta abitudinariamente il servizio: all’entrata una tenda con raffigurato uno scheletro e sul soffitto tante ragnatele e i rispettivi ragni. Sembrava di addentrarsi nei meandri dei castelli di magici stregoni,
raffigurati nei libri.
Per rimanere in tema “dolcetto scherzetto” ogni bambino
aveva la possibilità di realizzare un piccolo scherzetto da
portare a casa: un ragno peloso da nascondere per spaventare mamma e papà. Non è mancata la tombola con luci soffuse, a lume di candela, con premi paurosi e scherzosi.
Per concludere è stata letta al buio una storia paurosa, davvero sorprendente per i bambini presenti che sono rimasti a
bocca aperta.
FESTA DI SANTA LUCIA
In preparazione della festa di S.Lucia costruiremo la strozega,
tipica del paese di Pergine in cui si attaccano dei barattoli di
latta a del filo che verrà trascinata da tutti i bambini per chiamare S. Lucia. Tutto si conclude con il suo arrivo in piazza e
la consegna di un regalino.
FESTA DI NATALE
Quest’anno ci sarà una novità: oltre alla tradizionale tombola natalizia, tutti i bambini potranno portare un gioco da
casa che non utilizzano più per scambiarlo con gli amici. A
gennaio, poi, ci sarà il momento più atteso dai bambini: il
laboratorio di cucina! Quest’anno il tema conduttore sarà il
carnevale e le specialità provenienti da alcuni paesi del
mondo, come il Paraguay e la Colombia. Ad ogni bambino
iscritto verranno consegnate le ricette proposte e indicato il
materiale che dovranno portare da casa (mattarello, cucchiaio, frustino ecc.) in base al dolce che sceglieranno. I
bambini potranno iscriversi in ludoteca in orario d’apertura
del servizio.
INCONTRO CON LE SCUOLE
La ludoteca è un servizio educativo e ricreativo incentrato sul
gioco in tutte le sue valenze formative e arricchito dalla partecipazione attiva dei bambini con le loro famiglie, delle
scuole, delle associazioni e dei servizi del territorio. Oltre ad
essere un luogo fisico in cui si gioca, la ludoteca è anche un
contesto privilegiato per liberare la fantasia, dare spazio alla
creatività, permettendo attraverso il gioco di crescere e imparare a conoscersi.
Non si tratta solo un luogo dove passare il tempo divertendosi, ma anche di un punto di confronto, partecipazione e
crescita, visto che il gioco è stato, è e sarà una parte fondamentale della vita di tutti noi. Vivere la ludoteca attraverso
e con la partecipazione attiva della scuola consente di avviare percorsi educativi innovativi supportati dall’idea che il
gioco del bambino è apprendimento e il suo apprendimento è gioco.
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I nidi di infanzia gestiti da Città Futura
• Ala-Avio dal 1993
in convenzione con il Comune di Ala
Viale 4 novembre - 38061 Ala
Tel. 0464 670177
E-mail: [email protected]
Coordinatrice Interna: Rosanna Zanoni
• Lavis dal 1994
in convenzione con il Comune di Lavis
Via Clementi, 24 - Tel. 0461 245141
Via Garibaldi, 3 - Tel. 0461 245579
Via Cembra, 26 - Tel. 0461 241311
38015 Lavis
E-mail: [email protected]
Coordinatrice Interna: Valentina Merlo
• Rodari dal 1996
in convenzione con il Comune di Trento
Via Giovanelli, 6 - 38100 Trento
Tel. 0461 233192
E-mail: [email protected]
Coordinatrice Interna: Elisabetta Pisoni
• Vigolo Baselga dal 1996
in convenzione con il Comune di Trento
Via Don Luca Deflorian, 20
38100 Vigolo Baselga - Tel. 0461 866291
E-mail: [email protected]
Coordinatrice Interna: Elisa Marcantoni
• Vigolana dal 1998
in convenzione con il Comune di Bosentino,
Vattaro e Vigolo Vattaro
Piazza San Giuseppe, 2 - 38040 Bosentino
Tel. 0461 847497
E-mail: [email protected]
Coordinatrice Interna: Chiara Desimone
• Pergine dal 2002
in convenzione con il Comune di Pergine
Via Dolomiti, 54 - 38057 Pergine
Tel. 0461 548503
E-mail: [email protected]
Coordinatrice Interna: Elisabetta Libardi
• Tione dal 2003
in convenzione con il Comune di Tione
Via Dante, 25 - 38079 Tione
Tel. 0465 326403
E-mail: [email protected]
Coordinatrice Interna: Deborah Litterini
• Oltrecastello dal 2004
in convenzione con il Comune di Trento
Via Borino, 1 - 38050 Povo
Tel. 0461 342169
E-mail: oltrecastello@città-futura.it
Coordinatrice Interna: Silvia Tomasi
CQ-COC-000016
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• Clarina dal 2004
in convenzione con il Comune di Trento
Via Einaudi, 24 - 38100 Trento
Tel. 0461 925060
E-mail: clarina@città-futura.it
Coordinatrice Interna: Francesca Boratti
• Europa dal 2004
in convenzione con il Comune di Trento
Via Fermi, 23\A - 38100 Trento
Tel. 0461 924622
E-mail: [email protected]
Coordinatrice Interna: Carla Ciotola
• Scarabocchio dal 2005
Nido aziendale
Corso Buonarroti, 32 - 38100 Trento
Tel. 0461 420800
E-mail: [email protected]
Coordinatrice Interna: Silvia Tomasi
• Spiazzo dal 2005
in convenzione con il Comune di Spiazzo
Via S. Vigilio, 5 - 38088 Spiazzo
Tel. 0465 802149
E-mail: [email protected]
Coordinatrice Interna: Romina Tomasini
• Giovo dal 2006
in convenzione con il Comune di Giovo
Via Devigili, 4 - 38030 Giovo
Tel. 0461 695078
E-mail: [email protected]
Coordinatrice Interna: Elena Di Cristina
• Gardolo dal 2007
in convenzione con il Comune di Trento
Via 4 Novembre, 98\B - 38014 Gardolo
Tel. 0461 994364
E-mail: [email protected]
Coordinatrice Interna: Elena Di Cristina
• Ponte Arche dal 2007
in convenzione con l’Unione dei Comuni
di Bleggio Inferiore e Lomaso
Via Cesare Battisti, 40\Q - 38077 Ponte Arche
Tel. 0465 701205
E-mail: [email protected]
Coordinatrice Interna: Deborah Litterini
• Folgaria dal 2008
in convenzione con il Comune di Folgaria
Via Roma, 68 - 38064 Folgaria
Tel. 0464 720241
E-mail: [email protected]
Coordinatrice Interna: Chiara Desimone
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