Un patto per il curricolo
I.C. eSpazia, Collegio Docenti, 21 maggio 2008
Lo scenario e la sfida
3
Lo scenario delle Indicazioni




Il disagio giovanile e la frammentazione
dell’essere
I risultati negativi dell’OCSE-PISA
L’inadeguatezza della scuola di fronte
alle sfide del terzo millennio
La necessità di una scuola diversa che
sappia rispondere alle nuove esigenze
della formazione
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
4
La sfida per tutti

Aiutare i ragazzi a superare le paure, le
incertezze, la solitudine, l’idea di una
vita vuota e senza senso: sottofondo di
un malessere diffuso, espressione di un
eccesso di avere e di una carenza di
essere
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
5
Il compito della scuola



Essere in prima linea nella battaglia contro
questo vuoto
Tornare ad essere un luogo dove è possibile
la trasmissione/costruzione dei valori che
danno appartenenza, identità, passione
individuare un senso dentro la trasmissione
dei saperi e delle abilità che rappresentano
una condizione indispensabile per la
maturazione delle competenze.
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
6
Il ruolo dei docenti


Accettare un surplus di responsabilità:
perché per i docenti, come per i
genitori, “educare istruendo” si declina
nell’essere maestri di vita, vale a dire
testimoni di ciò che si trasmette
perché “educare” è sempre una
comunicazione di sé, e del proprio
modo di rapportarsi con il reale
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
7
La passione, di nuovo
In una parola,
occorre che la scuola e i docenti:


tornino a “coltivare la passione
educativa” che da sempre caratterizza
la nostra professione e
tornino ad assumere su di sé la
responsabilità, e la voglia, di “costruire
il futuro” per le nuove generazioni
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
8
La scuola e la famiglia


Nessuna educazione è possibile, a
scuola, se non attraverso una forte
condivisione di princìpi, valori, finalità e
obiettivi
Per questo occorre:
– ricostruire nei Collegi delle vere e proprie
comunità professionali educanti
– costruire una nuova e più forte alleanza
educativa tra la scuola e la famiglia
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
Il curricolo: come e perché
10
Curricolo e autonomia



Definire il curricolo è una conseguenza
diretta dell’Autonomia riconosciuta alle
scuole con il DPR 275/99;
è una operazione indispensabile in un
sistema decentrato, non del tutto
definito dalle autorità centrali;
contribuisce ad individuare i limiti della
libertà individuale entro criteri condivisi
all’interno del Collegio Docenti
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
11
Perché il curricolo/1
(I. Fiorin, inedito 2007)

Per pensare alla formazione come un
percorso:
– cognitivo e relazionale nello stesso tempo,
– culturale e valoriale,
– organizzato dalla comunità professionale
(che torna a riassumere un ruolo
fondamentale come comunità educante),
– ma assunto dallo studente, e dalla famiglia,
in modo sempre più consapevole
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
12
Perché il curricolo/2

Per rendere concreto e visibile,
all’interno di questo percorso, il
progressivo passaggio
– dall’imparare facendo
(tipico della sc. dell’infanzia,
dei primi anni della sc. primaria e di alcuni stili di
apprendimento)
– alla capacità di riflettere e formalizzare
l’esperienza utilizzando, in modo
consapevole, gli strumenti culturali come
chiavi di lettura della realtà
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
13
Perché il curricolo/3


Perché il curricolo è il cuore didattico
del Piano dell’Offerta Formativa, che la
comunità professionale è chiamata a
predisporre per i propri alunni,
e la sua elaborazione è il terreno su
cui si misura concretamente la
capacità progettuale di ogni scuola per
rispondere ai bisogni di tutti e di
ciascuno
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
14
Il Programma
(C. Pontecorvo, 1978*)

C. Pontecorvo definisce il programma
“… una serie più o meno organica
(talvolta addirittura una congerie o un semplice
elenco) di argomenti di studio, elencati
in una forma che spesso è troppo
specifica sul piano dei contenuti ma
troppo generica rispetto agli esiti
richiesti e alle modalità di realizzazione
…”
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
15
Il curricolo

Subito dopo la Pontecorvo afferma che
“… la nozione di curricolo è assai più
comprensiva, perché include tutti gli
elementi essenziali del processo didattico, e
soprattutto è basata su criteri di flessibilità,
di scelta ragionata, di considerazione delle
circostanze ambientali e delle situazioni di
fatto, relative alla scuola, alla disponibilità
delle risorse e in particolare delle
conoscenze, abilità, motivazioni degli
allievi”
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
La prospettiva contenutistica
16
(C. Pontecorvo, 1978)



Sostanzialmente equivale ad un programma,
anche se è definito dalla singola Scuola
Recupera il valore educativo delle discipline
rispetto a impostazioni pedagogiche più
centrate sulla socializzazione
Dà molto valore ai contenuti disciplinari, anche
se ripensa radicalmente i modi del loro
insegnamento (cfr., ad esempio, l’attenzione che, con i
Progetti Poseidon, ISS e mat@bel, il MIUR dedica
all’insegnamento delle lingue, delle scienze e della matematica
Monterotondo, 21 maggio 2008
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17
La prospettiva metodologica
(C. Pontecorvo, 1978)

“… utilizza la nozione di curricolo in
alternativa a quella di programma (da
“svolgere” ), come una modalità per
riuscire a considerare
complessivamente tutti i fattori che
intervengono nel processo didattico e
a rilevarne le alterazioni, le relazioni
reciproche, i meccanismi di feed-back”
Monterotondo, 21 maggio 2008
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18
La prospettiva metodologica
Questa prospettiva ha due risvolti:
 Il processo di costruzione del curricolo, e la sua
realizzazione, sono finalizzati al conseguimento
di precisi esiti formativi, definiti
preventivamente: oggi possiamo identificarli
con i traguardi di competenza

Non può essere definito “dall’alto”, né “a priori”:
è un compito specifico dei docenti che lo
realizzano e nasce a conclusione di una
progettazione collegiale che lo articola in piani
di lavoro collettivi e individuali.
Monterotondo, 21 maggio 2008
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19
Prevede due condizioni/1

La prima condizione è legata, a sua
volta,
– da una parte, alla capacità dei docenti di
utilizzare la flessibilità e l’ampia possibilità
di scelta insita in questa impostazione
– dall’altra, al rigore interno che la stessa
flessibilità impone sul piano delle
definizioni, delle verifiche, della messa a
punto degli strumenti didattici
Monterotondo, 21 maggio 2008
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20
Prevede due condizioni/2

La seconda condizione è data dal
rapporto che essa chiede di stabilire
– tra il piano di lavoro individuale del singolo
insegnante e la progettazione collegiale, cioè
– tra il principio della “libertà di insegnamento”
e l’altro principio della “responsabilità
collegiale” che coinvolge gli stessi docenti in
quanto componenti il Collegio di una
Istituzione Scolastica (non dimentichiamo che tutte le
delibere sono collegiali)
Monterotondo, 21 maggio 2008
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21
Che cos’è, allora,
la libertà di insegnamento?

C. Pontecorvo la definisce una libertà di
progettazione, cioè la libertà di costruire,
realizzare e verificare un piano di lavoro
individuale entro un quadro di riferimento che
richiede:
– la pubblicità e la discussione collegiale (fare scuola
non è una faccenda privata)
– la progettazione concordata in vista di un curricolo
generale (perché il curricolo è della scuola)
– l’esplicitazione di una ipotesi di lavoro didattico da
verificare negli esiti formativi degli allievi
Monterotondo, 21 maggio 2008
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22
Il curricolo, in concreto

Il curricolo della scuola va quindi inteso
come:
– l’organizzazione e l’articolazione interna del
un corso di studi nel suo complesso;
– un itinerario formativo, con aspetti
sincronici e diacronici, nell’ambito del quale
si collocano i curricoli specifici;
– un modo per individuare le connessioni tra
il generale (il curricolo complessivo) e il
particolare (il curricolo della singola disciplina)
Monterotondo, 21 maggio 2008
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23
Curricolo e contenuti


La necessità di discutere il curricolo nel suo
insieme non esclude infatti l’altra necessità di
articolarsi in contenuti, e quindi in curricoli
disciplinari, tenendo conto dell’interazione
reciproca che lega l’uno agli altri
Anzi, la valenza educativa di una disciplina
risulterà determinata dai rapporti organici che
essa può stabilire con le altre in un quadro di
riferimento generale
Monterotondo, 21 maggio 2008
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Indicazioni e curricolo
25
Indicazioni e curricolo/1

Rispetto al curricolo, le Indicazioni
rappresentano:
– le istanze nazionali, e internazionali, cui la
singola scuola deve rispondere
– il quadro di riferimento, volutamente
aperto, che la comunità professionale è
chiamata ad assumere e a contestualizzare
– la cornice valoriale e culturale entro cui va
iscritta la formazione per tutto il territorio
nazionale
Monterotondo, 21 maggio 2008
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26
Indicazioni e curricolo/2

Rispetto alle Indicazioni, il curricolo
rappresenta:
– il terreno su cui si misura la capacità progettuale
di ogni scuola per rispondere ai bisogni di tutti e
di ciascuno;
– il percorso che deve essere costruito, qui ed ora,
come un’impresa collettiva e collegiale nello
stesso tempo;
– la capacità di vivere la dimensione sociale della
collaborazione e negoziazione delle scelte (che
sono sempre impegnative per tutti, ma
diventano significative per tutti quando da tutti
sono condivise)
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
27
L’orientamento alle
competenze …
Il testo delle Indicazioni propone:




un curricolo verticale da 3 a 14 anni,
essenziale e progressivo,
orientato alle competenze, declinate per
ciascuna disciplina a conclusione della scuola
dell’infanzia, della scuola primaria e della
scuola secondaria di 1° grado
in continuità con il biennio della scuola
superiore
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
28
… e l’obbligo di istruzione
Il segno concreto della continuità è dato:


dall’adozione delle competenze funzionali,
riferite cioè ad un uso funzionale delle
conoscenze e delle abilità disciplinari, sia a
conclusione della 3^ media che a
conclusione del biennio
dall’uso delle competenze chiave, poste a
conclusione dell’obbligo di istruzione, come
criterio di organizzazione di una didattica
disciplinare curvata alla loro acquisizione
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
29
Le competenze chiave
Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio
adottata il 18 Dicembre 2006








Comunicazione nella madrelingua
Comunicazione nelle lingue straniere
Competenza matematica e competenze di
base in scienza e tecnologia
Competenza digitale
Imparare ad imparare
Competenze sociali e civiche
Spirito di iniziativa e imprenditorialità
Consapevolezza ed espressione culturale
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
Regolamento sull’obbligo di
istruzione (D.M. 22 agosto 2007)
30
Competenze chiave di cittadinanza








Imparare ad imparare
Progettare
Comunicare
Collaborare e partecipare
Agire in modo autonomo e responsabile
Risolvere problemi
Individuare collegamenti e relazioni
Acquisire ed interpretare l’informazione
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
Otto tappe
per un curricolo
32
Uno schema possibile */1

Individuazione e descrizione: (**)
– del contesto socioculturale e scolastico,
– e delle condizioni “di partenza” degli allievi
relativamente a conoscenze, abilità, motivazioni …
In questa prima fase è opportuno prendere in
considerazione le condizioni della società attuale
(contesto socioculturale) e l’’inadeguatezza più
volte dimostrata del nostro sistema di Istruzione
(condizioni di partenza) rispetto ad una formazione
che sia in grado di rispondere ai nuovi bisogni
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
33
Uno schema possibile */2

Definizione degli obiettivi educativi generali
e degli obiettivi didattici specifici
Gli obiettivi educativi generali sono rappresentati
dal quadro valoriale proposto nel documento
“Cultura, scuola, persona”
Gli obiettivi specifici possono essere individuati nei
traguardi di competenza e, strumentalmente,
negli obiettivi di apprendimento indicati per le
singole discipline
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
34
A proposito di obiettivi
Nella stesura del Curricolo di Istituto:
 Con quale criterio saranno individuati?
 A chi spetta il compito di definirli?
 Una volta definiti, resteranno fissi per sempre o
potranno essere modificati?
 Con quale criterio? Con quale cadenza?
 Chi li definisce operativamente?

Di certo, c’è una connessione vitale tra i fini
dell’educazione, gli obiettivi (definiti in termini di
competenze e abilità cognitive generali) e i
procedimenti didattici da mettere in atto per
conseguirli
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
35
Uno schema possibile */3

Descrizione dei contenuti di insegnamento:
discipline di studio e argomenti specifici.
In realtà, le discipline sono già fissate dalle Indicazioni
Nazionali; esse infatti rappresentano il quadro
generale di competenza del Ministro (DPR 275/99, art.
8). C’è però la quota del 20% da utilizzare e progettare.
Gli argomenti specifici, invece, saranno individuati dai
gruppi di progetto a partire da quanto è indicato
nella descrizione di ciascuna disciplina e negli
“obiettivi di apprendimento”.
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
36
Uno schema possibile */4

Individuazione e descrizione delle procedure
didattiche, dei metodi e delle strategie di
insegnamento/apprendimento, delle modalità
di comunicazione e di interazione didattica
Questo è un aspetto fondamentale al quale non sempre
dedichiamo la dovuta attenzione: occorre infatti
imparare a riconoscere le diverse intelligenze e i
diversi stili di apprendimento per scegliere, di volta in
volta, percorsi e approcci coerenti con le
caratteristiche dei diversi gruppi di alunni
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
37
A proposito di contenuti/a
I contenuti, sono poi così neutri, come a volte si crede?


Infatti, quando ci si chiede “che cosa una società vuole
insegnare alle giovani generazioni”, intendiamo
affermare che attraverso l’educazione scolastica non ci
proponiamo solo di “sviluppare abilità” generali, ma
anche di trasmettere criticamente un patrimonio di
esperienze e conoscenze
Non è quindi secondario il rapporto che si può stabilire
tra obiettivi generali e contenuti di un curricolo, e non
va considerato a posteriori. Questi due aspetti della
progettazione del curricolo interagiscono in un
rapporto di scambio e, quindi, non possono essere
separati
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
38
A proposito di contenuti/b
Curricolo e contenuti/discipline


Riflettere su questa relazione implica anche la
riflessione sulle discipline come essenziali e
differenziati modi dell’esperienza umana, come corpi
di conoscenze sistematicamente organizzate
È un’attenzione che ci deriva dalla prospettiva
“contenutistica” (che fa capo, in ogni caso, ad una
teoria della conoscenza); essa infatti, tende a
valorizzare le discipline non solo come aggregazioni
più o meno sistematiche di teorie e di concetti, ma
anche come specifiche metodologie di ricerca,
modalità peculiari di raccolta dei dati, uso consapevole
di materiali e strumenti
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
39
A proposito di contenuti/c
“educare istruendo”
Non dimentichiamo che le Indicazioni citano
ed esplicitano entrambi i termini di questa
espressione: è la valenza educativa delle
discipline, infatti, e l’interconnessione tra le
discipline umanistiche e quelle scientifiche
che consente la realizzazione del nuovo
umanesimo e orienta la cittadinanza attiva
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
40
A proposito di contenuti/d
Il “nuovo umanesimo”
Propone che la scelta dei contenuti del
conoscere nel loro insieme (il curricolo come
organizzazione generale del corso di studi) sia
determinata non tanto e non solo dalle
“teorie della conoscenza” (che rappresenta
l’uomo ad una dimensione), ma da un “modello
di uomo” multidimensionale, capace di
comprendere e di intervenire in un’ampia
gamma di campi e di fenomeni
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
41
Uno schema possibile */5

Scelta e organizzazione dei materiali di
lavoro, dei sussidi didattici, dei libri di
testo, delle apparecchiature e delle
tecnologie, comprese le TIC
Sappiamo tutti che non è indifferente restare
nell’ambito degli strumenti tradizionali o
introdurre le Nuove Tecnologie in modo
sistemico e sistematico, come strumento
della didattica ordinaria
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
42
Uno schema possibile */6

Definire l’organizzazione istituzionale e
sociale della scuola:
– la strutturazione dello spazio e del tempo,
della classe, dei gruppi di apprendimento
– i rapporti tra il Preside e gli insegnanti, tra
gli insegnanti, tra gli insegnanti e gli
alunni, tra la scuola e la famiglia …
– le relazioni di autorità/collaborazione, a
tutti i livelli
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
43
Uno schema possibile */7

Individuare e utilizzare in modo sistematico
strumenti, modalità e sistemi di valutazione,
interni ed esterni.
Occorre definire criteri, indicatori (di processo e di
prodotto), modalità e strumenti:
– per misurare e valutare gli esiti formativi:
intermedi, finali, nel grado di scuola successivo
– per la valutazione di sistema: la percezione
interna, la valutazione esterna
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
44
Uno schema possibile */8

Conoscere e realizzare collegamenti di continuità:
– con i livelli di scolarità, precedenti e successivi
– con le forme e i percorsi della formazione
professionale
– con il mondo del lavoro tout court
Anche quando il mondo del lavoro sembra assolutamente
distante (come a volte si pensa, ad es., nella scuola
primaria), la visione di insieme e di lungo termine è
indispensabile alla pianificazione strategica di un
curricolo che risponda realmente agli attuali bisogni
formativi
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
45
La flessibilità

La flessibilità è l’elemento
fondamentale nella costruzione del
curricolo, a partire dallo schema
proposto che infatti non va inteso in
modo prescrittivo e, men che meno,
tassonomico
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
46
La flessibilità

Infatti, l’individuazione di tutte le
relazioni e le interazioni possibili tra i
diversi elementi, piuttosto che ad una
sequenza univoca e ordinata, deve dar
luogo ad una operazione ricorsiva, a
spirale, che permetta di tornare alla
rivalutazione di elementi già definiti
qualora l’analisi dei successivi imponga
una nuova riflessione.
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
47
La flessibilità

Inoltre, solo scelte organizzative e
didattiche molto flessibili consentono di
attuare concretamente quelle situazioni
formative multiple che sono
indispensabili per rispondere in modo
costruttivo a stili di apprendimento
molto diversificati
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
Curricolo e
comunità professionale


48
La costruzione del curricolo delinea una
professionalità docente fortemente
valorizzata, nella sua dimensione sociale
oltre che individuale.
È la comunità professionale, infatti, che è
chiamata ad assumersi le responsabilità
progettuali all’interno di una dimensione
sociale di collaborazione, negoziazione delle
scelte, condivisione di una peculiare idea di
scuola.
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
49
Il curricolo:
la dimensione sociale
È solo attraverso il lavorare insieme che si
costruisce una comunità professionale
ed educativa nella quale la libertà
culturale di ciascuno si coniuga,
attraverso un confronto responsabile,
con un progetto alto di scuola,
impegnativo per tutti, ma per tutti
significativo perché costruito da tutti e
da tutti condiviso
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
La dimensione sociale
dell’apprendimento
50
La dimensione sociale del curricolo richiama la
dimensione sociale dell’apprendimento.
Perché si impara in un contesto sociale,
cioè in una specifica situazione storica
e culturale, ma soprattutto
si impara con gli altri.
Solo attraverso il confronto con gli altri
si prende atto progressivamente delle
proprie competenze e
delle specificità di ciascuno
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
La dimensione sociale
della competenza
51
Anche la competenza ha un carattere sociale:
Io ho bisogno dell’altro perché la mia
competenza si manifesti e si strutturi
Non basta che io sappia fare bene una cosa e
non basta che io ne sia consapevole; se
nessuno lo sa, e nessuno mi restituisce e mi
convalida questa consapevolezza, non è
possibile parlare di competenza
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
52
Competenza e
comunità professionale
In sostanza, se la dimensione sociale
dell’apprendimento richiama un contesto
capace di riconoscere e validare ciò che so,
e so fare, il mio saper fare richiede, quando
gli altri me lo riconoscono, la disponibilità a
porgere agli altri la mia competenza, in una
reciprocità che arricchisce e costruisce la
comunità professionale.
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
53
Il curricolo:
work in progress
Il processo di costruzione del curricolo
non si conclude una volta per tutte.
Si configura piuttosto come una ricerca
continua che vede i docenti, nella loro
qualità di professionisti riflessivi,
impegnati in un costante lavoro di
analisi della realtà e di rielaborazione
delle pratiche didattiche.
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
Il parere dei docenti
Acquisito attraverso l’organizzazione di
due seminari di formazione condotti dal
dott. Massimiliano Santoro
Da due gruppi di riflessione:
55
meriti, risorse, criticità e proposte

Meriti e Risorse:
– Una professionalità qualificata diffusa tra tutto il
personale: dirigente, docenti, personale ATA, esperti
esterni, formatori
– Processi di formazione continua che proiettano la scuola
verso una innovazione costantemente coerente con il
quadro legislativo
– Una organizzazione flessibile che consente di accogliere,
sostenere e risolvere, con grande competenza, situazioni
molto complesse (stranieri, disabilità, disagio grave …)
– Forte presenza del Dirigente in tutte le situazioni critiche, a
supporto dei docenti e delle famiglie
– Una pregevolissima scuola dell’infanzia
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
Da due gruppi di riflessione:
56
meriti, risorse, criticità e proposte

Meriti e risorse:
– Ricchezza e varietà di risorse umane e professionalità
aggiunte (docenti di sostegno, educatori, esperti esterni,
GRID, MERCURIO, Gruppo Prospecta, Butera & Partners,
Italia Forma, DIESSE, prof.ssa Ajello …)
– Atteggiamento propositivo dei docenti, sempre favorevoli
ad iniziative di ricerca-azione, e del personale ATA sempre
disposto a supportare tutte le iniziative della scuola
– Capacità di realizzare progetti di avanguardia:
Orientamento, Autonomia, DM 100/02, Sezione Primavera
– Generale soddisfazione da parte delle famiglie, degli ospiti
e del personale a t.d. che arriva nella scuola
– Grande apprezzamento e riconoscimento nella filiera
istituzionale, compreso il Comune di Monterotondo
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
Da due gruppi di riflessione:
57
meriti, risorse, criticità e proposte

Criticità:
– Spazi insufficienti per la complessità del Progetto
di Istituto
– Percezione diffusa di un carico di lavoro al di sopra
della media, cui non corrispondono adeguati
riconoscimenti economici
– Alcuni pregiudizi esterni molto radicati e difficili da
“smontare” (che, a volte, inducono allo scoraggiamento)
– Troppe chiacchiere, su questioni banali
– Un certo atteggiamento ambivalente da parte
delle famiglie, e dei cosiddetti “stakeholders”
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
Da due gruppi di riflessione:
58
meriti, risorse, criticità e proposte

Criticità:
– Alte aspettative del Dirigente sulle prestazioni
professionali del personale, docente e non
docente, che generano ansia e “voglia di
normalità”
– Forte controllo del Dirigente sui comportamenti e
sugli esiti di apprendimento degli alunni, che a
volte genera insofferenza, tra i docenti e tra le
famiglie
– Piccole sacche di dissenso e di resistenza interna
che producono una comunicazione distorta
(dentro e fuori la scuola) e una sorta di diffidenza e
di sospetto nei confronti della Preside
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
Da due gruppi di riflessione:
59
meriti, risorse, criticità e proposte

La proposta a conclusione del dibattito:
– Siamo molto soddisfatti della nostra scuola così
com’è, per tutte le cose positive che sono state
appena elencate
– Anche se è molto faticosa, è tuttavia molto
stimolante e molto gratificante sul piano
professionale; e intendiamo proseguire sulla
medesima strada
– Dobbiamo però fare chiarezza tra di noi su alcuni
punti per rendere pienamente efficace la
comunicazione verso l’esterno
Monterotondo, 21 maggio 2008
Collegio Docenti
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