SCUOLA DELL’INFANZIA “Sacra Famiglia” Quaderno del 2010/2011 “SALITE SULLE SPALLE DEI GIGANTI E TENETEVI FORTE… …IL MONDO CI ASPETTA!” Un grande viaggio, per terra e per mare, ha spalancato gli occhi e il cuore dei nostri bambini, ha avuto come certezza la compagnia dei loro maestri; mossi dalla curiosità, la stessa che ha stimolato Delfio, il delfino curioso alla scoperta del mondo, i piccoli si sono affidati alla strada segnata dai loro “giganti “e grandi sono state le scoperte e le conquiste . Il percorso di quest’anno ha focalizzato, in particolare, l’attenzione su: lo sviluppo della parola, quale strumento con cui il bambino si spalanca alla realtà e diventa grande scoprendo la capacità d’intendere e di farsi intendere la scoperta logica con cui si sono svelati i segreti della realtà e sono stati affrontate le concrete situazioni problematiche che quotidianamente, anche un bambino dell’infanzia, si trova a dover risolvere, utilizzando inconsciamente strategie risolutive attraverso operazioni numeriche. Il cammino è stato finalizzato a far fiorire un modo di usare la parola, di giocare con i numeri, di conoscere ed esplorare il proprio corpo, di stringere legami di amicizia vera. La parola si è dimostrata lo strumento più bello, un bellissimo gioco con cui dare un nome a tutte le cose. Nella scuola dell’infanzia la crescita va di pari passo con il rispetto di un fiorire dentro uno spazio lasciato al bambino che, ad un certo punto, come descrive il quadro che abbiamo scelto “Primi passi” di Van Gogh, da solo rischia. Il papà e la mamma, in compagnia dei maestri, hanno la possibilità di mettere “in tasca” al bambino la parola. Pian piano la parola esce dalla tasca; il bambino la tiene, la prende, la tiene, la prende e la capisce. E, così facendo, i nostri piccoli “delfini” hanno scoperto il mondo! “ Nel passaggio da casa a scuola ci sono braccia che lasciano andare, ma ci sono braccia che prendono, che accolgono, che sostengono il bambino in questo delicato passaggio di mani e di menti” (R. Bosi) Laboratorio dei linguaggi “LA PAROLA LETTA E ASCOLTATA NUTRE IL BAMBINO “ Esperienze di linguaggio….in crescita! “…per un bambino piccolo il linguaggio è un gioco, è magia, inventiva, mistero della parola.” R.V. Merletti Il laboratorio dei linguaggi nella nostra scuola è nato in questo anno scolastico come ampliamento del laboratorio di narrazione, per permettere ai nostri bambini di incontrare la realtà e farne esperienza attraverso gli occhi che guardano, le mani e i piedi che toccano, le domande ed i giochi con essa, affinché il bambino possa così fare esperienza di vera conoscenza. … … L’utilizzo di diverse forme espressive quali i colori, la recitazione, la fiaba, le rime, i suoni, i giochi con il corpo ed i suoi movimenti sono stati per i nostri bambini una preziosa risorsa per conoscere, incontrare le cose belle che ci circondano ed avere la possibilità di chiamare queste cose con il loro nome. Abbiamo inoltre, come insegnanti, avuto il desiderio grande che i nostri bambini potessero imparare a raccontarsi, a dirsi attraverso i colori della loro voce, gli sguardi ed il corpo, solo così rafforzeranno la loro identità e troveranno tutta la loro libertà. SEZIONE DELFINI (3 ANNI) La parola è sicuramente ciò che ci aiuta di più ad essere e comunicare con gli altri. In questo nuovo anno abbiamo accolto i bimbi piccoli e il nostro desiderio più grande è stato che stessero bene e che si fidassero di noi adulti fino a chiederci e a comunicare la più piccola cosa: dall’esigenza dell’andare a fare la pipì fino a dirci cosa avevano fatto il giorno prima, oppure facendoci vedere la maglietta , dirci: “Guarda, maestra, ho la maglia di Ben10”. Ma non è così automatico che ciò avvenga: è necessario che accada qualcosa, che avvenga ciò che di più misterioso e a volte inspiegabile c’è: che il bambino si apra a te si comunichi ,ti consideri “familiare”, come uno di famiglia. Ecco che è entrata in gioco la parola, il suono, ma per poter imparare a parlare bisogna anche ascoltare e per ascoltare è necessario che il bambino lo voglia fare, lo desideri. Accidenti! Ma allora il saper parlare nasconde un mondo interiore che il bambino cela e che noi siamo bramosi di conoscere! Ogni giorno abbiamo sperato che accadesse e l’abbiamo stimolato affinché ciò avvenisse e che il bambino, desideroso di conoscere e comunicarsi, si svelasse per quel meraviglioso tesoro che è. Allora ci siamo chiesti cosa potevamo fare con i bambini di tre anni, che ci sembrano così fragili e impauriti, i primi giorni di scuola, e che a volte, vorremmo che non facessero mai fatica! Siete pronti ad entrare nel mondo delle fiabe? Abbiamo pensato, all’interno del nostro laboratorio dei linguaggi , di lavorare con le fiabe. Ed ecco che ogni bambino ha portato un cuscino, ha preso un posto nell’aula dove e come voleva: seduto, sdraiato, a pancia sotto, pancia sopra, ecc. “Oggi non ci sono regole per stare seduti perché la protagonista è la parola!” Oggi niente regole! E’ quel rapporto che si crea tra chi legge e chi ascolta, è la magia della fiaba. Quando ciascuno aveva trovato il suo posto la storia di Pollicino è cominciata, e con l’aiuto delle immagini e della musica il racconto pian piano ha preso corpo e mentre la maestra leggeva la parola Orco ha assunto una forma e ha impaurito i bambini. Pollicino, si sa, la soluzione l’ha trovata e come tutte le fiabe anche questa ha avuto il suo lieto fine. Pensate che la storia è durata più di 20 minuti e nessuno si è stancato, questo accade ogni volta che racconti una fiaba. Ma cosa avranno provato, e il loro pensiero dove sarà volato? Quelle parole lette, ascoltate, sentite avranno lasciato il segno? Parole, suoni che liberano la fantasia e fanno fiorire quelle immagini mentali che il pensiero può elaborare e creare. Il tempo è volato…! Il giorno dopo abbiamo costruito con la plastilina i sassolini di Pollicino che gli sono serviti per tornare a casa. Poi abbiamo drammatizzato la storia nei locali della scuola (la sezione era la casa, il corridoio il sentiero che finiva nel salone dove c’era la casa dell’orco). Una bambina che faceva Pollicino, da sola, ha distribuito i sassolini nel corridoio per ritrovare la strada di casa. In seguito con la plastilina abbiamo provato a realizzare il percorso di Pollicino fino a casa sul foglio e abbiamo ripreso la storia insieme. Abbiamo costruito gli stivali dell’orco con il cartoncino e la carta velina rossa e i bambini lo hanno disegnato. Che paura! Qualcuno in quei giorni non dormiva, altri non volevano fare l’orco. Il nostro laboratorio ha avuto come percorso anche un’altra storia: I tre porcellini da cui ha preso spunto un’altra meravigliosa esperienza… FIABA E MATEMATICA: UN’ESPERIENZA DI…GEOMETRIA Parlare di matematica nella scuola dell’infanzia sembra un argomento molto lontano dai bambini ma è proprio il contrario. In particolare la geometria prende le mosse dall’esperienza spaziale, visiva, tattile (vedere toccare gli oggetti), o anche motoria (noi ci muoviamo tra gli oggetti e li spostiamo). Il primo approccio alla Geometria è di tipo fisico. Prima di passare alla geometria piana il bambino ha il contatto nella realtà con la palla non con il cerchio, con il dado non con il quadrato, ecc. E questo è più vero tanto più se si lavora con i bimbi piccoli che vivono e imparano dall’esperienza quotidiana. Riflettendo su questo e lavorando sulla fiaba dei “Tre porcellini” abbiamo pensato di costruire insieme a loro la casa dei porcellini. L’intenzione è stata quella di far vivere ai bambini l’emozione della fiaba, suscitare interesse e coinvolgere chi magari rimane più in disparte. Inoltre ci sarebbe piaciuto che imparassero a collaborare che non è così scontato per bimbi così piccoli. L’idea era quella di raccontare ancora la fiaba dei Porcellini poi entrare in classe con dei pannelli di cartone a forma quadrata e rettangolare e domandare a loro che cosa erano e a che cosa sarebbero potuti servire. Forse qualcuno avrebbe potuto dire: “si potrebbe fare una casa”. Ma di chi? “Dei Porcellini immaginiamo e quale”? Non sapevamo se sarebbero riusciti a dire di mattoni subito, allora abbiamo domandato qual era quella più sicura e così via. Come hanno reagito i bambini? Per un lavoro di questo tipo abbiamo avuto un po’ di preoccupazione perché dobbiamo sempre avere chiaro lo scopo ma la strada da percorrere non la puoi decidere prima : puoi solo ipotizzarla. E’ questa la sfida affascinante quando si lavora con i bambini. Infine è arrivato il momento di cominciare a realizzare la casetta: dopo aver raccontato di nuovo la storia dei Porcellini abbiamo portato dentro la sezione i pannelli di cartone e alla domanda a che cosa potrebbero servire è seguita subito la risposta della casa ma quella di mattoni perché è più robusta. In seguito alla domanda: “Ma come si fa a costruire una casa, da dove si comincia?” ecco allora quasi tutti i bambini hanno cominciato a fare delle ipotesi (badate bene sono bambini di 3-4 anni). C’era chi diceva dal tetto, oppure no dal pavimento, dai muri e così via perché nessuno costruisce nulla senza pensare prima a come fare. Poi ad un certo punto una bambina ha detto: “Non si può partire dal tetto perché altrimenti cade”. Ma che considerazione straordinaria per una bimba di 4 anni pensate a come ha lavorato il suo pensiero che ragionamento ha fatto! Pian piano tutti i bambini si sono alzati (e questo è già un traguardo) perché avevano il desiderio di provare a costruire la casa e verificare quindi l’ipotesi e non è stato facile cercare di contenerli e dare un ordine al lavoro. Così la casa prendeva forma , cominciando dal pavimento, poi dalle pareti e così via. E questo qui dove lo mettiamo? “Forse potremmo partire dal pavimento” “Che fatica, abbiamo fatto le pareti”. E’ stato veramente uno spettacolo vedere i bambini in azione ed è questo l’imprevisto del percorso: la domanda e il desiderio di rispondere che muove l’ “io” a cercare una soluzione perché “la casa io la voglio costruire veramente per poterci andare dentro e sentirmi al sicuro come lo sono stati i Porcellini! UN’ESPERIENZA…DA NON DIMENTICARE: LA CASTAGNATA DEI PRIMI GIORNI DI SCUOLA Appena iniziato il nuovo anno scolastico , come sempre, ci chiediamo cosa fare con i nostri bambini, dove li vogliamo portare? Non è facile rispondere a queste domande soprattutto quando, per la prima volta, prendi per mano i bambini del primo anno della scuola dell’Infanzia. Ti sembrano così piccoli, fragili, impauriti e quasi incapaci di cogliere quello che tu comunichi. Poi, col passare del tempo, ti accorgi che non è così, che ognuno di loro è come un piccolo tesoro nascosto che aspetta solo di essere scoperto. E allora a quel punto tutta la fatica quotidiana sembra quasi passare in secondo piano e cominci a “rischiare” e decidi di portarli in gita. Dopo solo due mesi di scuola, alla fine di ottobre, li porti in montagna a raccogliere le castagne perché sei certo che quello che più conta è che aprano il loro cuore a ciò che li circonda. Allora fai di tutto per organizzare la giornata nel migliore dei modi. Guardi le previsioni, ti preoccupi del pranzo, di quello che devono indossare e finalmente si parte. Il tempo è bellissimo, i colori fantastici tipici dell’autunno, le foglie meravigliose, ci sono castagne a non finire. Tutto è perfetto e subito pensi è fatta, meglio di così non poteva andare per i bambini! Poi ti fermi e cominci ad osservare i bambini e così accade l’inaspettato: vedi occhi spalancati verso ciò che li circonda da sembrare volerlo possedere, mani tese indaffarate a raccogliere di tutto (foglie, castagne, legnetti, ecc.), piedi piccolini che camminano a fatica e ti vengono dietro perché certi di chi seguire. Da tutto questo capisci che ciò che spalanca al reale è lo stupore, magari lo sai ma hai bisogno che riaccada continuamente perché tutto ciò che vedi di bello e di buono non diventi semplice routine scontata e senza senso. Sicuramente questa giornata fantastica è stata faticosa per tutti ma intensa e posso proprio dire che: “Nutre la mente solo ciò che rallegra il cuore”… Tutti noi, insegnanti e bambini insieme, abbiamo fatto esperienza di questo ed è ciò che accade a chi rischia e si mette in gioco perché il nostro cuore ha bisogno di trovare risposte e senso alle cose. Se un bambino fa un piccolo passo noi lo facciamo con loro perché dopo quella giornata in montagna a raccogliere le castagne credo che nessuno di noi sia tornato a casa come prima. Insegnanti e bambini camminano insieme lungo la strada della conoscenza e dell’esperienza e continuare a percorrerla è proprio un’avventura incredibile ricca di incontri e di cose inaspettate. “…vedi occhi spalancati verso ciò che li circonda da sembrare volerlo possedere…” “…vedi.. mani tese indaffarate a raccogliere di tutto…” L’ESPERIENZA PIU’ BELLA: LA STORIA DI GESU’ Nel percorso di quest’anno scolastico, tra tutte le esperienze che i nostri bambini hanno vissuto, merita sicuramente una riflessione particolare la storia di Gesù. Tutti i bambini della sezione Delfini conoscevano Gesù, ma ben pochi (direi quasi nessuno) conosceva la sua storia e noi insegnanti abbiamo provato a raccontargliela. All’inizio poteva sembrare un progetto ambizioso ma, partendo dall’ Annunciazione a Maria (utilizzando le immagini dei quadri di Duccio) proseguendo poi con la visita ad Elisabetta e la costruzione sia del Presepe che del calendario dell’Avvento, ci siamo resi conto che i bambini si stavano appassionando sempre di più. Erano desiderosi di conoscere Gesù bambino: chi era il suo papà e che mestiere faceva, così abbiamo parlato dei loro papà e del loro lavoro. E’ venuto a scuola il babbo di un bambino di 5 anni a raccontarci il suo mestiere e una bambina ha detto: “Fa il falegname come il babbo di Gesù”. Sono riusciti a paragonare la loro vita con quella di Gesù e a domandarsi se aiutavano i loro genitori così come Gesù probabilmente aveva fatto con il suo papà Giuseppe e la sua mamma Maria . La seconda parte del percorso è quella che ci ha colpito di più per le risposte che abbiamo avuto dai bambini. Abbiamo incontrato Gesù ragazzo che era rimasto al Tempio a parlare con i Dottori della Legge e faceva preoccupare i genitori perché non lo trovavano. Certo Lui aveva un compito ben preciso da assolvere che ai bambini non abbiamo esplicitato ma qui loro si sono sentiti chiamati in causa perché a volte non ascoltano i loro genitori. Quando poi Gesù da grande chiama i suoi amici perché nessuno è fatto per stare da solo neanche Gesù, anche i bambini hanno pensato ai loro compagni e hanno raccontato del loro amico preferito. Continuando il racconto sull’ingresso di Gesù a Gerusalemme trionfante alcuni si sono stupiti perché non tutti accoglievano Gesù con entusiasmo, c’erano anche “i birichini” (così li chiama un bambino) che non “sono felici di Gesù”. Molti bambini hanno cominciato a raccontare a casa la storia di Gesù e durante le conversazioni a scuola hanno definito un amico finto Giuda e dei birichini e soldati che lo hanno arrestato. In loro è scattata la voglia di condividere con le famiglie questa esperienza, una bambina si è fatta comprare dalla mamma un libro che parlava della storia di Gesù perché proprio non riusciva a rassegnarsi alla morte di Gesù in croce. La morte e resurrezione di Gesù per molti è stata difficile da accettare (ma forse non è semplice neanche per noi adulti) anche se ne abbiamo parlato insieme diverse volte. E’ stata anche per noi maestri una bella esperienza che ci ha accompagnato per quasi tutto l’anno scolastico e che i bambini hanno sempre vissuto con grandissima curiosità. GESU’ AL TEMPIO: “Gesù che era grande” parla ai Dottori della legge. Anche Gesù aveva i suoi amici e li chiama uno ad uno sulla riva del lago. IL PRIMO MIRACOLO DI GESU’: LE NOZZE DI CANA “Erano al matrimonio non c’è più il vino e Gesù dice ai servitori di mettere l’acqua nelle botti e si trasforma in vino”. A Gerusalemme c’erano anche: “…i birichini perché sono molto arrabbiati e non sono felici di Gesù.” “Gesù muore e risorge per noi perché è nostro Amico e ci vuole bene” “Da uno spunto narrativo nascono parole, colori, suoni…” Sezione Api (4 anni) Il bambino costruisce il suo bagaglio di parole ascoltando l’adulto che parla con lui. Per questo, quando ci siamo rivolte ai bambini, il nostro linguaggio è stato ricco, chiaro, preciso, bello perché le parole hanno una potenza espressiva infinita che permette di incontrare gli altri, chiedere spiegazioni, fare progetti e lasciare tracce. … TUTTI A TEATRO con “JACK E IL FAGIOLO MAGICO” … … e proprio a proposito di tracce, è stato bellissimo, all’interno della conversazione, vedere i nostri bambini alzare la mano e raccontare, raccontare di una storia, quella del teatro, quella di Jack e il fagiolo magico, raccontare un pezzetto della propria storia che torna alla mente grazie a …Jack. … la voce li caratterizza e li rende unici, il loro modo di parlare è unico: c’è chi decide di esserci e dare il suo contributo nonostante una grande timidezza ed allora la sua manina per chiedere di intervenire è molto spesso nascosta dietro i capelli ed io ed Erika dobbiamo essere veloci a notarla perché altrimenti ci ripensa e la posa nuovamente sul tavolo… quando è lei ad avere la parola c’è silenzio, un grande silenzio, perché il sottilissimo filo della sua voce rischia di spezzarsi. Racconta con lo sguardo sul nostro in cerca di conferma e poi si ferma… “Benissimo , complimenti, ricordavi proprio bene le parole di Donna Mery…” e lei altrettanto timidamente sorride, ci sembra soddisfatta! “ E poi un bimbo con la mano sempre in alto ed il corpo anche quello in alto, ha talmente desiderio di raccontare e raccontarsi che si alza in piedi, i suoi occhi sono spalancati è sicuro di quello che dice, lo è la sua voce, ricorda perfettamente le parole che l’orco usa quando di ritorno dalla caccia pensa che ci sia un bambino in casa sua…”Ucci Ucci sento odor di bambinucci!” ripete ridendo, poi si ferma un attimo , riflette e dice: “Ieri, a teatro , però, non mi faceva ridere l’orco, quando ha fatto l’urlo perché era inciampato sullo scalino rotto, mi è caduto il giubbotto dalla sedia!”…Quando racconta il bimbo ha in mano il “filo rosso della storia”, è padrone di ogni prima, di ogni dopo, è in grado di andare avanti e indietro sulla storia come sui tasti di un pianoforte, ne è padrone, quando lui racconta si sente la musica, è felice. … … E poi un altro ancora, a teatro non ha mosso ciglio e come tutti i suoi amici, nel momento più spaventoso, è rimasto incollato alla sedia, senza fiato, ma quando si è accorto che l’orco non poteva più fare del male a Jack , perché era caduto a terra coi piedi legati ed il ragazzo era riuscito a scendere dal fagiolo magico e a mettersi in salvo, si è girato verso di me e ha detto: “l’orco è sconfitto!” ed ha alzato il pollice in segno di vittoria! APE CLEMENTINA HA TANTI DONI PER NOI Ape Clementina, è un burattino a forma di ape che prende vita dalla mano della maestra e che dallo scorso anno ci accompagna attraverso i momenti più significativi della nostra vita scolastica… E’ Clementina che ci ha portato, una mattina d’inverno, un lunghissimo “filo rosso, il filo di tutte le storie” a cui rimanere ben saldi per non perdere nemmeno la più piccola briciola di una fiaba. Ci ha riempito anche di libri magici… La ballata di Hansel e Gretel (la fiaba tutta in rima), una mappa geografica della storia di Baincaneve con la via che la matrigna compie per raggiungere Biancaneve alla casa dei 7 nani, ma anche con la via che Biancaneve compie con il suo principe per raggiungere il castello, tante filastrocche sul mare ed i suoi meravigliosi abitanti dal momento che abbiamo fatto, in questo anno scolastico, la conoscenza di Delfio, delfino birichino. La fiaba de “I tre orsi” ed anche “I sette capretti” perché in ogni storia che si rispetti si può incontrare un po’ di matematica!……Ed infine una grande e bella scatola verde tutta… … vuota! “Non è vuota!” dice Clementina mostrandola ai bambini “è piena! Guardate con attenzione! È piena di parole!” “è pesantissima e piena di parole!” “E’ vero” dice un bimbo “le parole sono come il vento: ci sono ma non si vedono! Si sentono!” e così lì dentro c’è la parola “generoso” che abbiamo incontrato con la lettura della vera storia di san Martino e ne abbiamo scoperto il significato; ma c’è anche la parola “scure” incontrata tra le rime di Hansel e Gretel e ci saranno tutte quelle parole che susciteranno l’interesse e la curiosità dei nostri bambini, perché non conoscendole avranno desiderio di scoprirne il significato…… I TRE ORSI La storia dei tre orsi è conosciuta da tutti come “Riccioli d’oro” una bambina birichina e piuttosto dispettosa che entra nella casa di Orsone, Orsa ed Orsetto e ne combina di tutti i colori. Per i nostri bambini è stata stimolo per vivere un’esperienza con il corpo in cui parole e matematica si sono incontrate. Abbiamo ricreato la casa dei tre orsi dentro la sezione: la cucina con il tavolo su cui erano sistemate una ciotola grande, una ciotola media ed una piccola piene di zuppa calda per la colazione; il salotto con una sedia grande, quella di Orsone, una sedia media quella di Orsa ed una sedia piccina piccina quella di Orsetto su cui riposare; infine la camera da letto con tre letti, uno grande, uno medio ed uno piccino per dormire sonni profondi. A questo punto a turno i bambini sono diventati Riccioli d’oro ed hanno sperimentato con il corpo e raccontato con le loro parole le differenze incontrate nel sedersi ad esempio sulla sedia grande grande di Orsone, oppure nel riposare sul lettino piccino piccino di Orsetto… … e a questo punto è arrivata una domanda molto interessante “ma medio che cosa vuol dire?” Allora abbiamo fatto un sacco di esperimenti e ci siamo accorti come ha ben spiegato Jacopo che “per fare la tazza media ci deve essere una tazza più grande e una più piccola!” oppure come ha detto Filippo “medio è quello che sta in mezzo tra una cosa piccola e una cosa grande, medio non è piccolo piccolo e non è grande grande!” LA STORIA VERA DI GESU’: “GESU’ CRESCE IN FAMIGLIA CON MARIA E GIUSEPPE” Ascoltare la storia vera di Gesù è per i nostri bambini un evento sempre pieno di emozione e grande curiosità. Dopo il Natale la storia del nostro amico Gesù continua, sappiamo che cresce proprio come tutti i bambini, con la sua mamma Maria, il suo babbo Giuseppe, che impara tante cose ed è molto curioso… … che aiuta la mamma nei lavori di casa ed il papà nel suo lavoro di falegname. Questo racconto è stato motivo di una ricchissima conversazione fra i nostri bambini su come ognuno di loro aiuta la mamma, e il babbo; i bambini avevano grande desiderio di dire e di essere ascoltati dagli amici. Al termine di tutte queste parole abbiamo invitato i nostri bambini a rappresentare con il disegno quanto avevano raccontato… … L’ESPERIENZA PIU’ BELLA: SUL FILO ROSSO DELLA STORIA COME HANSEL E GRETEL “La vita stessa è la fiaba più bella”. Hans Christian Andersen Il laboratorio dei linguaggi è uno strumento di esperienza prezioso perché storie, filastrocche, canzoni e conversazioni rappresentano per noi voci, tempo, ascolto e pensiero. Attraverso il piacere della narrazione di storie i bambini sono rapiti da parole che li portano lontano fino a crescere e scoprire se stessi. Dopo la lettura della ballata di Hansel & Gretel, una filastrocca piena di musica rime e parole, abbiamo proposto ai nostri bambini di giocare ad essere i due protagonisti che vivono l’avventura narrata. In salone avevamo preparato sul lungo filo rosso che tiene unite tutte le parole e gli avvenimenti delle storie, l’ambientazione della fiaba: la piccola ed umile casetta in cui Hansel e Gretel vivono con il padre e la matrigna perfida e cattiva, il bosco dove i bambini purtroppo si perdono, abbandonati dal taglialegna, la casetta di marzapane colorata e golosa che nasconde però un segreto pericoloso, la strega cattiva che vuole mangiare i fratellini. A turno un maschietto ed una femminuccia, Hansel e Gretel appunto, sostenuti dal gruppo degli amici che narrava la fiaba si sono avventurati lungo gli avvenimenti della fiaba provando qualche timore nel camminare tra gli alberi del bosco, festeggiando al momento della sconfitta della strega ed esultando al ritrovamento del tesoro! Tutti bambini hanno partecipato con entusiasmo a questa speciale narrazione animata ed anche i meno coraggiosi si sono sentiti sostenuti dalla voce narrante degli amici che infondeva sicurezza e prometteva un gioioso lieto fine. Tornati in sezione poi abbiamo riprodotto su di un lungo foglio a cui era stato precedentemente applicato un bellissimo filo rosso, la storia dei due bambini……Hansel e Gretel ma anche di tutti i maschietti e le femminucce della nostra sezione. Ognuno di loro si è sentito protagonista, ognuno di loro ha camminato dentro la storia! Ogni storia parla al cuore dei bambini e gli lascia la certezza del lieto fine perché dopo la paura, l’allontanamento dalla sicurezza dell’amore dei genitori si torna sempre a casa arricchiti da un’esperienza che li ha fatto crescere. È ciò che accade quotidianamente quando i nostri bambini lasciano mamma e papà e “si tuffano” nelle proposte delle maestre. Hansel e Gretel ovvero i nostri bambini protagonisti nel bosco! Hansel e Gretel ovvero i nostri bambini protagonisti nella casetta di marzapane. Sul filo rosso della storia ogni bambino rappresenta con il disegno la sua avventura da protagonista. IN CITTA’ A CACCIA DI FORME GEOMETRICHE La matematica è presente inconsciamente nei bambini e proprio attraverso la logica essi possono svelare i segreti della realtà ed affrontare le situazioni problematiche che le giornate scolastiche propongono, utilizzando strategie risolutive attraverso operazioni numeriche che, come insegnanti, intendiamo stimolare ed educare progressivamente. E proprio perché la matematica ci spinge alla ricerca di ciò che è nuovo ed è dappertutto: a casa, a scuola, nella natura, negli oggetti più buffi ed impensati che ci circondano abbiamo deciso di vivere l’esperienza della conoscenza delle forme geometriche come la forma rotonda, la forma del dado e quella della piramide(dalle forme tridimensionali che sono presenti nella realtà per arrivare poi a quelle bidimensionali…) partendo da una passeggiata in città a caccia appunto di forme geometriche. Prima della partenza abbiamo indossato gli occhiali colorati del matematico che ci consentono di vedere cose misteriose, di fare scoperte entusiasmanti ed armati di macchina fotografica siamo partiti a piedi per le vie della città…ad occhi spalancati! Appena usciti da scuola in attesa del verde al semaforo pedonale ecco i primi gridi entusiasti: “Ecco un rotondo! Il semaforo rosso!” e poi via di nuovo a caccia… Ogni bambino ha spulciato gli angoli più impensati per trovare forme geometriche. E così abbiamo scoperto che il campanello può essere rotondo, che le mattonelle della strada hanno la forma del dado, che il segnale stradale è come la piramide… Quante scoperte, che entusiasmo! Non c’era il tempo di scattare una fotografia che subito era ora della successiva…I bambini sono stati protagonisti di questa ricerca in città e grazie alle fotografie abbiamo potuto riportare tutto a scuola senza perdere nulla. Persino le scie lasciate in cielo dagli aerei abbiamo portato con noi…erano come piramidi! Arrivati a scuola, dopo avere raccontato e disegnato l’esperienza vissuta, abbiamo giocato con i legnetti e le costruzioni ed abbiamo costruito noi le forme geometriche. Poi con il proiettore sul muro della nostra aula abbiamo rivisto le fotografie e riprodotto coi pennarelli i contorni delle forme geometriche…le abbiamo ritagliate e ci abbiamo giocato!!! Che bel gioco la matematica! Tutti pronti a partire: indossiamo gli occhiali colorati del matematico! Abbiamo trovato tanti “rotondi”! Tutti al lavoro: ritroviamo le forme geometriche della città! IN GITA A RACCOGLIERE CASTAGNE La nostra gita a raccogliere castagne è iniziata con i giorni dell’attesa, con la gioia negli occhi dei bambini nel vedere correre la freccia sulla settimana colorata che abbiamo in sezione, fino a sentirli gridare: “Evviva! È domani!” Ed ecco giovedì mattina: tanti visi eccitati, imbacuccati dentro grandi berrette arrivare a scuola. “Finalmente si parte, mamma vado nel bosco a raccogliere le castagne!” Ci siamo lasciati alle spalle la nebbia della città e le sue case per scoprire un sole autunnale fare capolino dentro al bosco…che bello osservare i nostri piccoli bambini dalla grande curiosità muoversi tra i castagni e spalancare gli occhi e le mani per toccare questa natura così immensa, così profumata tutta per noi. C’è nel nostro cuore di insegnanti il desiderio di proporre ai bambini “un’esperienza d’autunno” vera dentro una realtà bella e speciale che cambia, si muove, muta ed è ricca di tesori tutti da scoprire … … anche quando è un riccio a pungere le mani di una piccola bambina! Incontrare la realtà, starci dentro, toccarla, annusarla è fondamentale perché i nostri bambini hanno un cuore grande capace di meravigliarsi ed una mente altrettanto grande capace di lasciarsi coinvolgere nell’esperienza di conoscenza. Esperienza che diviene più bella e più autentica perché fatta in compagnia di amici con cui condividere la scoperta e di maestri con cui raccontarsi. Ed infine una sorpresa bellissima davanti a noi: un albero dal tronco cavo! “Che meraviglia, ci entriamo dentro?” “E’ grande! “qua dentro è piccolo, è un po’ buio!” ….La realtà è diventata occasione di un’esperienza vissuta con tutta la persona! E le parole di un bambino ci sembrano significative a conclusione di una giornata in cui la grande eccitazione non ha permesso neppure di schiacciare un pisolino nel viaggio di ritorno: “la gita ci fa diventare proprio grandi!” I bambini nel castagneto di Acquapartita. I bambini impegnati nella raccolta delle castagne! LO SVILUPPO DELLA PAROLA: SEZIONE COCCINELLE (5 ANNI) Siamo immersi in un mondo di parole. Siamo consapevoli che saper comunicare e saper utilizzare la parola è una necessità indispensabile per i nostri bambini. La parola è un mezzo per liberare la creatività, per elaborare pensieri, per entrare in relazione con i compagni e con gli insegnanti ed è un mezzo indispensabile per esprimere se stessi, le proprie idee, i propri sentimenti e i propri stati d’animo. Fin dal primo anno scolastico, quindi, lo sviluppo della parola e del linguaggio è stato uno dei principali obiettivi che ci siamo prefissate. Abbiamo dato infatti rilievo alle conversazioni in grande gruppo, alle verbalizzazioni degli elaborati ed alla lettura di storie. In quest’ultimo anno scolastico l’uso della lingua orale è diventato un obiettivo primario perché è il primo passo verso l’accostamento alla lingua scritta. Quest’anno abbiamo attivato il laboratorio dei linguaggi intitolato “Un filo brilla fra le parole…rime, storie e fantasia”. Abbiamo programmato e svolto una serie di importanti attività: Il nostro filo conduttore è la storia de “Il delfino e l’anguillina”, creando una giusta atmosfera, con luci soffuse e con i bambini in posizione comoda attorno a noi insegnanti, abbiamo letto la storia suddividendola in varie puntate, ci siamo soffermati sulle parole difficili e nuove, abbiamo cercato insieme il loro significato ed abbiamo provato ad inserirle in nuovi contesti. I nostri bambini ci hanno poi chiesto di scrivere le parole sconosciute in un cartellone, “Le parole nuove” che è diventato un “nostro vocabolario” dove annotiamo tutte le parole sconosciute che incontriamo nelle nostre attività quotidiane. Ad ogni incontro riprendiamo la puntata precedente, facendola riassumere ai bambini, sviluppando il ricordo, la capacità di sintesi e la capacità di creare la successione degli eventi. Parallelamente abbiamo scelto altre storie più brevi. Le storie vengono lette, vengono ricercati i personaggi e tra loro i protagonisti, drammatizzate e messe in successione alcune immagini significative. Abbiamo poi costruito le marionette dei personaggi e le abbiamo utilizzate per inventare nuove storie recitate nel nostro teatrino di sezione. Al mattino durante il gioco delle presenze i bambini vengono chiamati a presentare un amico o se stessi, i loro desideri, le loro preferenze riguardo i cibi, i giochi, le canzoni, i programmi in tv. Questo è un modo per conoscere a fondo se stessi e gli altri ma soprattutto per imparare ad esprimersi utilizzando vocaboli appropriati e per sviluppare la corretta costruzione della frase arricchita di termini ed aggettivi. Durante il gioco delle presenze poi ci soffermiamo sul suono dei nostri nomi che utilizziamo per ricercare rime o altri nomi che iniziano con lo stesso suono. CONCLUDENDO… Il nostro lavoro ci ha dato risultati concreti e molte soddisfazioni. Osservandoli durante il gioco libero, durante le conversazioni guidate e libere, o ascoltando le spiegazioni dei loro elaborati ci siamo accorte che il linguaggio dei nostri bambini si è notevolmente arricchito ed è migliorato il modo di strutturare le frasi. Lo stesso riscontro ce lo comunicano i genitori sempre più sorpresi dalla crescita dei loro bimbi. L’ESPERIENZA PIU’ BELLA: IL MIO SEGNO SUL FOGLIO! - Maestra - “ Bambini qual è stata l’esperienza o l’attività che vi e’ piaciuta di più quest’anno?” Bambini – “ A me è piaciuto quando abbiamo fatto i cerchi, le righe e le onde nel muro!” “ A me piace ripassare il tratteggio “ “A me quando ci avete insegnato tutte quelle cose che ci servono per la scuola elementare! E quando abbiamo giocato con le letterine!” La ginnastica del mattino: “Il piccolo aratore scrive…….( la nonna ammira) ara bel bello guida l’aratro con la mano lenta; semina col suo piccolo marrello: il campo e’ bianco, nera la sementa. d’inverno egli ara: la sementa nera d’ inverno spunta, sfronza a primavera; fiorisce ,ed ecco il primo tuon di marzo rotola in aria, e il serpe esce dal balzo.” Giovanni Pascoli Come il piccolo aratore anche i nostri bambini nella scuola dell’infanzia seminano, per raccogliere i loro frutti durante gli anni della scuola primaria….Anche il gesto grafico ha bisogno di seguire un suo percorso. A 5 anni e’ il corpo che scrive! La ginnastica del mattino ha permesso ai nostri bimbi di prendere sempre piu’ consapevolezza dei gesti che il corpo può compiere nello spazio. Questi ampi movimenti si sono poi trasformati in cerchi, linee, onde su un grande foglio appeso al muro, creati da un prolungamento del nostro braccio: il pennello. Il gesto ampio del nostro braccio è poi scivolato sulla nostra mano, che abbracciando una penna ci ha permesso di completare piccole figure, di unire tanti puntini e di riempire spazi vuoti. Abbiamo scoperto poi che questi gesti liberi e senza un apparente preciso significato possono diventare poi dei segni ben organizzati ed ordinati che si trasformano in suoni! “Questi suoni tutti insieme si trasformano in un nome… …..magari proprio il mio!!!” CON L’UVA FACCIAMO MATEMATICA! “ Il bisogno di sviluppare la mente non e’ un’ invenzione degli adulti ma sono i bambini che vogliono conoscere e capire…” Per strada , a scuola,in casa i bambini entrano presto in contatto con i numeri ed imparano ad usarli per i loro giochi. Il nostro laboratorio di matematica parte dall’esplorazione della realtà che ci circonda per scoprire che il nostro quotidiano è ricco di numeri e quantità. Abbiamo colto dalle varie esperienze vissute a scuola aspetti matematici. In autunno, dopo aver vendemmiato abbiamo “ giocato” con i grappoli d’uva. Ogni bimbo aveva sul proprio banchino grappoli neri e bianchi. Li abbiamo osservati (“sono tondi, rotolano”) , abbiamo giocato con loro… ..li abbiamo raggruppati ( formando insiemi di chicchi bianchi e neri, di chicchi grandi e piccoli), contati ( quanti in tutto?, quanti in più? ). Questa esperienza ha aiutato i nostri bimbi a livello linguistico ad un approccio ai termini matematici. Su questi termini i nostri bambini hanno riflettuto e ragionato con la logica e sono diventati sempre più consapevoli loro valore : con i numeri possiamo giocare ma ancor di più: conquistare il mondo! LA CASTAGNATA DELLE COCCINELLE: UN’ESPERIENZA DAVVERO ENTUSIASMANTE! Lo scopo principale delle nostre gite scolastiche e’quello di aiutare il bambino a scoprire e vivere in prima persona la realtà che lo circonda, osservare la natura ed il paesaggio ricco di meravigliosi colori che ci è stato donato. I bambini hanno sempre tante domande da porre,e un forte desiderio di conoscere e scoprire! le risposte così sono arrivate direttamente dall’esperienza che insieme abbiamo vissuto durante la castagnata. guardare, osservare, toccare, annusare, ascoltare hanno permesso ai nostri bimbi di ricevere le risposte che aspettavano. I bambini hanno corso liberamente tra i castagni, hanno raccolto i ricci, in alcuni casi si sono punti le manine, hanno fatto a gara per raccogliere il maggior numero di castagne che hanno posto poi in apposite ceste. Si sono sentiti dei piccoli cappuccetti rosso che vagavano per il bosco aspettando spavaldi tra i castagni l’arrivo del lupo, rifugiandosi all’interno della tana naturale che un albero cavo offriva. Ricordando l’esperienza vissuta ci siamo accorte che i nostri bambini hanno fatto proprie alcune conoscenze, hanno imparato parole nuove e hanno avuto un primo approccio con il mondo delle scienze. il loro ora non è più un semplice ricordo di un’ esperienza ma un’evocazione che chiama in causa le immagini, i suoni, le sensazioni ma soprattutto le emozioni. ESPERIENZE CONDIVISE DA TUTTE LE SEZIONI IL LABORATORIO DI PSICOMOTRICITA’ Il laboratorio di motricità, guidato dalla maestra Daniela Onofri, ha utilizzato il gioco, il corpo e il movimento come mezzi per esprimersi, conoscere e comunicare. L’insieme delle esperienze motorie e corporee sono state divise in rapporto all’età’ dei bambini e alle loro diverse esigenze. I bambini hanno svolto giochi che favoriscono la conoscenza del proprio corpo e la sperimentazione degli schemi motori di base; con il supporto di alcune canzoncine hanno nominato e toccato varie parti del corpo. Tramite i percorsi con ostacoli da saltare, scavalcare,da superare strisciando o rotolando hanno iniziato a sviluppare la capacità di autocontrollo e di organizzazione dei propri movimenti ed impulsi. Sono stati proposti, oltre ai giochi di conoscenza del proprio corpo, attività che favoriscono l’orientamento spaziale (dentro, fuori, sopra, sotto, aperto, chiuso, alto, basso, davanti, dietro). Con questi giochi i bambini hanno imparato a percepire e distinguere col corpo direzioni e posizioni statiche e dinamiche; essi hanno coinvolto tutta la persona, permesso di conoscere e apprendere la realtà, stabilire relazioni, confrontarsi con se stessi e con gli altri. IL LABORATORIO TEATRALE: “ Il delfino e l’anguillina” condotto da Roberto Fabbri Il viaggio del piccolo delfino, sfondo integratore di questo anno scolastico, dentro una realtà tanto sorprendente quanto insidiosa, ha accompagnato i piccoli alla scoperta di un mondo grande e pieno di vita, a volte fonte di pericoli ma molto spesso scrigno di tesori , perché occasione d’incontro con tanti amici, compagni di viaggio, di adulti da cui imparare i segreti della vita e di una realtà che, allargandosi, spalanca gli occhi fino a farci desiderare di andare sempre più in là, alla scoperta di ciò che si nasconde allo sguardo ma che ci aspetta per essere afferrato e conosciuto. Il laboratorio, ha favorito un percorso di crescita e di conoscenza di sé, attraverso: l’esperienza dell’ amicizia, la rielaborazione dei pericoli e delle paure e il potenziamento delle proprie capacità mediante la certezza della compagnia degli adulti e dei compagni. L’elaborazione delle esperienze vissute nel laboratorio confluirà nella rappresentazione teatrale di fine anno scolastico TANTE FESTE VISSUTE INSIEME: 2 OTTOBRE: LA FESTA DEGLI ANGELI E DEI NONNI Che bello ballare la mazurca dei nonni! Una mazurca sta ballando la mia nonna: quella bella donna fiori gli occhi azzurri da Madonna. Ecco mio nonno: quel signore lì impettito tutto ben vestito con la fede al dito è il mio nonno preferito. Come son belli questi nonni qui tra noi! Oh, che giovincelli! Oh , che birboncelli! Son davvero i nostri eroi. Oh, cari nonni, vi vogliamo ringraziare per tutto l’amore per tutte le ore che ci sapete dare. Sì, nonni cari, vi vogliamo festeggiare e oggi vi chiediamo, mentre noi balliamo, di guidarci ancor per mano! ( filastrocca realizzata dagli insegnanti ) IL GRANDE NATALE : NASCE GESU’ IL PRESEPE VIVENTE Tanti piccoli bambini oggi il cuore han stretto vicini: stelle, stelline dal cielo gioite piccine per quel caro bambino che ha trasformato il nostro destino. Angioletti dalle ali piumate con le vostre voci dorate una gran gioia cantate: “Gesù è nato, il nostro cuore per sempre sarà amato!” E ancora nel deserto i colori a quel piccino fanno l’inchino perché Egli è Re e per sempre sarà con me. Poi ancora i pastori apriranno i loro cuori perché una stella li ha chiamati là fuori nel cielo infinito c’è per loro un dono gradito. Ed infine le pecorelle corrono da Gesù per vedere solo cose belle! Un semplice presepe questi bambini hanno animato perché il loro cuore ha già tanto amato quel Bambino dal sorriso divino. (Elisa Alessandri) CARNEVALE A SCUOLA PASQUA: GESU’ MUORE E RISORGE PER NOI Abbiamo conosciuto il nuovo vescovo durante la benedizione pasquale Abbiamo accompagnato Gesù sulla via della croce alla Madonna del Monte MARIA, LA MAMMA PIU’ BELLA E BUONA CI HA ACCOLTO TRA LE SUE BRACCIA: LA NOSTRA VISITA ALLA MADONNA DEL POPOLO “Ave , mamma tutta bella sei, come neve al sol, il Signore è con te, piena sei di grazia e di amor!” FINALMENTE ABBIAMO CONOSCIUTO IL MONDO DI DELFIO: AL MUSEO DELLA MARINERIA, A CESENATICO. AL DELFINARIO, A RIMINI, ABBIAMO AMMIRATO LE SUE ACROBAZIE AL MARE, PER FINIRE, ABBIAMO GIOCATO SULLA SABBIA E ASCOLTATO LA VOCE DELLE ONDE. Ed ora il mare ci aspetta per giocare sulle onde con Delfio siam pronti per salpare il mondo si spalanca: non facciamolo aspettare! Ciao, maestri, vi vogliamo ringraziare! Arrivederci al prossimo anno! La SFILATA DELLE SEZIONI: I PICCOLI I MEZZANI I GRANDI GLI INSEGNANTI: SEZIONE DEI PICCOLI: CINZIA BALDACCI ALBERTO BRASCHI SEZIONE DEI MEZZANI: ELISA ALESSANDRI ERICA CANGINI SEZIONE DEI GRANDI: DANIELA ONOFRI ALESSANDRA ARGENTA