ISSR
Sant’Apollinare
Pastorale Familiare
La Teologia del Matrimonio e
della Famiglia
Riprendiamo alcuni concetti fondamentali;
Lettura di Lumen Gentium e di Gaudium et
Spes.
In specifico:
Lumen Gentium, il capitolo V ai numeri 39
- 42: la vocazione universale alla santità
nella Chiesa;
Gaudium et Spes, il capitolo I della 2ª
parte, ai numeri 47 - 52: Dignità del
matrimonio e della famiglia.
Lumen gentium
Costituzione Dogmatica sulla Chiesa, 21
novembre 1964;
“Ovviamente” è CRISTO la luce di tutti i
popoli, e la Chiesa (che è in Lui come
sacramento, cioè segno e strumento
dell’intima unione con Dio e dell’unità di
tutto il genere umano) è il riflesso di questa
luce!
Grosse novità
Capitolo I: Il MISTERO della Chiesa (realtà
complessa, duplice elemento umanodivino);
Capitolo II: fra le tanti immagini, risalto a
quella di POPOLO di Dio (sacerdozio
comune battesimale, con diversi ministeri
al servizio dell’unico popolo);
Capitolo III: c’è una gerarchia (Collegio
episcopale e Primato petrino).
E i laici?
Capitolo IV: a loro modo partecipi della
missione di Cristo e della Chiesa (carattere
secolare);
Vera uguaglianza quanto alla dignità e
all’azione nell’edificare il corpo di Cristo;
Chiamati a rendere presente la chiesa là
dove loro operano (sale della terra).
Capitolo V
Vocazione universale alla santità nella
Chiesa;
Capitolo messo PRIMA dei numeri dedicati
ai religiosi: non è più solo per chi
appartiene ad uno “stato di perfezione”, la
santità è possibile a tutti!
Santità oggettiva e Santità soggettiva:
Santità oggettiva: la Chiesa è
indefettibilmente santa perché lavata nel
sangue del Cristo suo Sposo;
quindi la santità della Chiesa si manifesta
e si deve continuamente manifestare nei
singoli in forme diverse, perché ognuno
tende alla perfezione della carità e edifica
gli altri nel proprio genere di vita.
Maestro e modello, autore e perfezionatore = Gesù
«Siate perfetti come è perfetto il vostro
Padre celeste» (Mt 5,48);
Resi figli con il Battesimo e quindi partecipi
della vita divina, con l’aiuto di Dio bisogna
mantenere, perfezionare e vivere la santità
ricevuta;
Risulta così un livello “etico” della vita
cristiana, che scaturisce direttamente dal
Battesimo.
Per tutti!!!
«Tutti i fedeli cristiani, di qualsiasi stato o
ordine, sono chiamati alla pienezza della
vita cristiana e alla perfezione della carità:
«Per raggiungere questa perfezione, i
fedeli impegnino le forze ricevute secondo
la misura del dono di Cristo, affinché
seguendo le sue orme (…) si dedichino
con tutto il cuore alla gloria di Dio e al
servizio del prossimo» (LG 40).
Quindi una Santità non “solo” per il Paradiso…
… quanto un modo di vivere che
promuova a sua volta un tenore di vita più
“umano”, una testimonianza che
contribuisca anche a rendere migliore il
mondo:
Imitazione di Gesù + grazia divina +
testimonianza + carità viva e concreta.
Ad ognuno la propria “forma” di vita santa
«Nei diversi generi di vita e di occupazione
è sempre l’unica santità che viene vissuta
da coloro che sono mossi dallo Spirito di
Dio (…) Conformemente ai propri doni e
alle proprie funzioni, ognuno deve
avanzare senza esitazioni sulla via della
fede viva, che tiene desta la speranza e
opera mediante la carità» (LG 41);
Così i Vescovi, i Preti, gli altri Ministri, i
Chierici, i Laici dedicati a tempo pieno alle
opere apostoliche…
Ma… quale lo specifico per
gli sposi???
Certamente la vita del credente è una vita
buona ad imitazione del Maestro, Gesù, e
quindi espressione concreta (pratica) delle
tre virtù teologali di Fede-Speranza-Carità;
Ma ad ogni FORMA di vita (≠ Stato)
corrisponde un modo originale di vivere
questa imitatio Christi…
Sposi (e Genitori) cristiani [LG 41 / EV 394]
«Seguendo la via che è loro propria, si
sostengano vicendevolmente nella grazia
per tutta la vita, e istruiscano nella dottrina
cristiana e nelle virtù evangeliche i figli che
hanno amorevolmente accettato da Dio»;
Elementi delle Promesse matrimoniali…
Prosegue…
«In tal modo essi offrono l’esempio di una
dedizione instancabile e generosa,
edificando la fraternità dell’amore e
diventando testimoni e cooperatori della
fecondità della madre chiesa, in segno e
partecipazione di quell’amore che Cristo
ha avuto per la sua chiesa dando se
stesso per lei».
Testimonianza + “cooperazione” all’opera
della salvezza!
Una vita praticamente buona, secondo il Vangelo
«Nelle varie condizioni, occupazioni e
circostanze in cui vivono, anzi proprio per
mezzo di esse, i fedeli cristiani saranno
sempre più santificati, se sapranno
prendere tutto con fede dalla mano del
Padre celeste e cooperare con la volontà
divina. Col loro stesso servizio temporale,
manifesteranno la carità con cui Dio ha
amato il mondo».
Quindi:
La vita quotidiana del Cristiano è la strada
stessa attraverso la quale si diventa santi:
per entrare in Paradiso bisogna vivere
bene la propria vita (non quella degli
altri…);
La spiritualità cristiana non è (di regola)
una fuga mundi, quanto un “prendersi
cura” manifestando l’amore del Padre!
i mezzi per attingere a questa carità divina [LG
42 / EV 397]
«Ogni fedele ascolti volentieri la Parola di
Dio» (per compiere la Sua volontà);
«Partecipi frequentemente ai sacramenti,
specialmente all’eucaristia, e alle altre
celebrazioni liturgiche»;
«Si applichi con costanza alla preghiera,
all’abnegazione di se stesso, al servizio
attivo dei fratelli e all’esercizio di ogni
virtù».
«Perciò il vero discepolo di cristo si caratterizza per la
carità verso Dio e verso il prossimo»
«Tutti i fedeli cristiani sono quindi invitati alla
santità e alla perfezione del proprio stato, e
sono tenuti a tendervi».
Questo in generale…
Ma in specifico per gli Sposi?
LG 11: «… essi possiedono così nel loro
stato di vita e nel loro ordine, il proprio
dono di grazia in mezzo al popolo di Dio»;
«Dalla loro unione infatti procede la
famiglia, nella quale nascono nuovi
cittadini per la società umana; per la grazia
dello Spirito Santo e mediante il battesimo
essi diventeranno i figli di Dio e
perpetueranno lungo i secoli il suo
popolo».
Ancora LG 11 / EV 314-315
«In questa per così dire chiesa domestica i
genitori siano per i loro figli i primi
annunziatori della fede con la parola e
l’esempio, e assecondino la vocazione
propria di ognuno, specialmente la
vocazione sacra»;
«Provvisti di tanti e così grandi mezzi di
salvezza, tutti i fedeli di ogni stato e
condizione sono chiamati dal Signore,
ognuno per la sua via, a quella perfezione
di santità di cui è perfetto il Padre celeste».
Liturgia e sacramenti
Un modo finalmente interessante di
intendere la liturgia ma soprattutto i
Sacramenti (in specie quello del
Matrimonio):
in essa (in esso) si realizza un incontro
personale con Cristo (≠ “canali della
grazia”) che include gli uomini nel suo
Ministero, abilitandoli così alla loro propria
missione!
Ancora…
Quanto affermato da LG è gravido di
conseguenze: tutti sono chiamati alla
perfezione (non solo qualcuno) pur con
compiti differenti nell’unico Popolo di Dio;
I “mezzi” per compiere bene, nella propria
“forma” di vita, l’unica missione della
Chiesa sono la normale vita cristiana e,
principalmente, il Sacramento stesso.
Cosa ci dice Gaudium et
Spes?
Dapprima uno sguardo “fugace” al suo
schema;
Una vera novità: Costituzione Pastorale
sulla chiesa nel mondo contemporaneo
Gaudium et spes.
Schema
Parte prima: la Chiesa e la vocazione
dell’uomo.
Cap. I: La dignità della persona umana;
Cap. II: La comunità degli uomini;
Cap. III: L’attività umana nell’universo;
Cap. IV: La missione della chiesa nel
mondo contemporaneo.
Parte seconda: Alcuni problemi più urgenti.
Cap. I: Dignità del matrimonio e della
famiglia e sua valorizzazione;
Cap. II: La promozione del progresso
della cultura;
Cap. III: Vita economico-sociale;
Cap. IV: La vita della comunità politica;
Cap. IV: La promozione della pace e la
comunità dei popoli.
Perché questo schema?
Composta di due parti, ma intesa come un
tutto unitario;
Detta “pastorale” appunto perché sulla
base di alcuni principi dottrinali (la prima
parte) vuole esporre l’atteggiamento della
chiesa in rapporto al mondo ed agli uomini;
Nella seconda parte, alla luce dei principi,
si prendono in esame alcuni aspetti
contingenti, della vita mutevole di ogni
giorno…
Metodo “pastorale”
Alla prima parte (dottrinale) non manca
l’indole pastorale, così come alla seconda
(pastorale) non manca la base dottrinale;
«Dopo aver esposto di quale dignità è
insignita la persona dell’uomo e quale
compito, individuale e sociale, egli è
chiamato ad adempiere in tutto il mondo, il
Concilio, alla luce del Vangelo e
dell’esperienza umana, attira ora
l’attenzione di tutti su alcuni problemi
contemporanei particolarmente urgenti che
toccano in modo specialissimo il genere
umano». (GS 46)
Parte II, Capitolo I
Dignità del Matrimonio e della
Famiglia [GS 47]
Perché un’attenzione così alta?
Motivazione di ordine pastorale;
«La salvezza della persona e della società
umana e cristiana è strettamente
connessa con una felice situazione della
comunità coniugale e familiare»...
“Salvare” la famiglia, per salvare la
società!
Serie di luci e di ombre…
«Però non dappertutto la dignità di questa
istituzione brilla con identica chiarezza»;
«Tuttavia il valore e la solidità dell’istituto
matrimoniale e familiare prendono risalto
dal fatto che le profonde mutazioni
dell’odierna società, nonostante le difficoltà
che con violenza ne scaturiscono, molto
spesso rendono manifesta in maniere
diverse la vera natura dell’istituto stesso».
Scopo di questo capitolo I
«Perciò il concilio, mettendo in chiara luce
alcuni punti capitali della dottrina della
chiesa, si propone di illuminare e
rafforzare i cristiani e tutti gli uomini che si
sforzano di salvaguardare e promuovere la
dignità naturale e l’altissimo valore sacro
dello stato matrimoniale»;
{Ecco perché “passiamo” anche da GS…}.
Elementi della Teologia del
Matrimonio e della Famiglia in GS
«Perciò i cristiani, assieme a quanti hanno
alta stima dei questa stessa comunità, si
rallegrano sinceramente dei vari sussidi
grazie ai quali gli uomini oggi
progrediscono nel favorire questa
comunità di amore e nel rispetto della
vita»; [GS 47 / EV 1468]
“Perde” tutto il contorno giuridico e
finalistico: famiglia come insieme di
persone riunite dall’amore.
GS 48: Santità del Matrimonio e della
Famiglia
«L’intima comunità di vita e d’amore
coniugale, fondata dal Creatore e
strutturata con leggi proprie, è stabilita col
patto coniugale, cioè l’irrevocabile
consenso personale»;
«E così, dall’atto umano col quale i coniugi
mutuamente si danno e si ricevono, nasce,
anche davanti alla società, un istituto che
ha stabilità per ordinamento divino»;
continua… [sempre EV 1471]
«Questo vincolo sacro ordinato al bene sia
dei coniugi e della prole sia della società,
non dipende dall’arbitrio umano. Perché è
Dio stesso l’autore del matrimonio, dotato
di molteplici beni e fini»;
«Questa intima unione, in quanto mutua
donazione di due persone, come pure il
bene dei figli, esigono la piena fedeltà dei
coniugi e ne reclamano l’indissolubile
unità».
Solo “a questo punto”, il Sacramento!
[EV 1472]
«Cristo Signore ha effuso l’abbondanza
delle sue benedizioni su questo amore
multiforme, sgorgato dalla fonte della
divina carità e strutturato sul modello della
sua unione con la chiesa (…) L’autentico
amore coniugale è assunto nell’amore
divino ed è sostenuto e arricchito dalla
forza redentiva del Cristo e dall’azione
salvifica della chiesa…»;
Istituto “naturale” assunto dalla Grazia.
Mezzo di santificazione
«(I coniugi cristiani) compiendo in forza di
tale sacramento il loro dovere coniugale e
familiare, penetrati dallo spirito di Cristo,
per mezzo del quale tutta la loro vita è
pervasa di fede, speranza e carità,
tendono a raggiungere sempre di più la
propria perfezione e la mutua
santificazione, e perciò insieme
partecipano alla glorificazione di Dio».
Visione “Sacramentale” [EV 1474]
«Perciò la famiglia cristiana, poiché nasce
dal matrimonio, che è l’immagine e la
partecipazione del patto d’amore del Cristo
e della chiesa, renderà manifesta a tutti la
viva presenza del Salvatore nel mondo e
la genuina natura della chiesa, sia con
l’amore, la fecondità generosa, l’unità e la
fedeltà degli sposi, sia con l’amorevole
cooperazione di tutti i suoi membri».
Fecondità = con-Creazione [GS 50 /
EV 1479]
«Nel compito di trasmettere la vita umana e di
educarla, che deve essere considerato come
la loro propria missione, i coniugi sanno di
essere cooperatori dell’amore di Dio creatore
e come suoi interpreti»;
«Il matrimonio, tuttavia, non è stato istituito
soltanto per la procreazione; ma il carattere
stesso di patto indissolubile tra persone e il
bene dei figli esigono che anche il mutuo
amore dei coniugi abbia le sue giuste
manifestazioni, si sviluppi e arrivi a
maturità»[EV 1480].
Elementi “sparsi” di Teologia del
Matrimonio e della Famiglia
Che comunque segnano un passaggio,
quello del Vaticano II appunto, di
linguaggio, quindi un modo differente di
intendere la realtà familiare e soprattutto il
Sacramento del Matrimonio;
Passaggio che proviamo ad affrontare la
prossima volta!!!
Dimenticavo…
AUGURI !!!
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