COMUNE DI RIETI
POR FESR LAZIO 2007-2013
Piano Locale Urbano di Sviluppo (P.L.U.S.) : “Fare centro - Fare città”
1
SINTESI GENERALE
A.T.P. STUDIO PITONI capogruppo mandatario
PITONI & P
Arch. Fabio PITONI
Arch. Giovanni BAIOCCHI
Arch. Carlo ROSATI
Arch. Guglielmo ROVERSI
Ing. Ubaldo VALENTINI
Responsabile progetto P.L.U.S.:
Ing. Maurizio PERON
PROGETTO: PITONI & P
STUDIO PITONI capogruppo mandatario
Arch. Fabio PITONI
PARTNERS
Arch. Alessandro CAPATI
Associati
Arch. Mauro MARCHETTI
PARTNERS
Arch. Giovanni BAIOCCHI
Arch. Andrea PAOLINI
Arch. Carlo ROSATI
Arch. Luca ROSATI
Arch.
Arch.Alessandro
GuglielmoCAPATI
ROVERSI
Arch.
Mauro
MARCHETTI
Arch. Gaelle VERMEIRE
Ing. Ubaldo VALENTINI
Arch. Andrea PAOLINI
Responsabile progetto P.L.U.S.:
Arch. Luca ROSATI
Ing. Maurizio PERON
Arch. Gaelle VERMEIRE
02010 Labro
Via V. Emanuele 23b
t. 0746 636175
m. [email protected]
GLI AMBITI D’INTERVENTO DEL PLUS
Cosa sono i P.L.U.S.
Art. 8 – REG. n. 1080/2006 FESR
Fondo Europeo di Sviluppo Regionale
Il FESR può sostenere lo sviluppo di strategie partecipative,
integrate e sostenibili per far fronte all’elevata concentrazione
di problemi economici, ambientali e sociali che colpiscono
le aree urbane. Tali strategie promuovono lo sviluppo urbano
sostenibile mediante attività quali:
- il rafforzamento della crescita economica il recupero
dell’ambiente fisico la riconversione dei siti industriali in
abbandono
- la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale
la promozione dell’imprenditorialità, l’occupazione e lo sviluppo
delle comunità locali
- la prestazione di servizi alla popolazione
3
2
5
1
Interventi materiali ed immateriali
6
1. ascensore - via san Pietro Martire
2. piazza Vittorio Emanuele piazza Cesare Battisti
3. via Cintia- piazza Mariano Vittori
5. piazza San Rufo
6. area Santa Lucia
3
4
GLI AMBITI DELL’INTERVENTO DEL PLUS
N
scala 1:2000
3
5
ambito 1
REALIZZAZIONE ASCENSORE
PUBBLICO E RIQUALIFICAZIONE SPAZI ANNESSI IN VIA
SAN PIETRO MARTIRE
ambito 2
RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZA
CESARE BATTISTI - PIAZZA
VITTORIO EMANUELE II
2
1
ambito 3
RIQUALIFICAZIONE DI LARGO
MARIANO VITTORI
ambito 5
RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZA SAN
RUFO
ambito 6
RIQUALIFICAZIONE E RIASSETTO
DELLA VIABILITA’ NELL’AMBITO
DEL POLO CULTURALE
SANTA LUCIA
5
6
I LUOGHI CENTRALI DELLA CITTA’:
FORMAZIONE ED EVOLUZIONE
aximus
decumano m
fig 1 - La città in epoca Romana
6
I LUOGHI CENTRALI DELLA CITTA’:
FORMAZIONE ED EVOLUZIONE
fig 2 - La città nell’alto medioevo (secoli VII-XI)
7
VI° sec. - IX° sec.
2. Veduta di Rieti rappresentante la città nel 1200
1. Veduta di Rieti attribuita al Piccolpasso
8
I LUOGHI CENTRALI DELLA CITTA’:
FORMAZIONE ED EVOLUZIONE
fig 3 - La città nei secoli XIII-XIV
9
8. Estratto del catasto gregoriano
10
8. Piazza Vittorio Emanuele: il Palazzo Comunale e l’Albergo
della Croce Bianca oggi demolito
LA CONFIGURAZIONE DEGLI SPAZI CENTRALI:
percezione, uso, funzioni
Da una lettura, anche sommaria, delle trasformazioni che ha conosciuto nel tempo il
“sistema delle piazze”, sul quale si articolano gli spazi urbani della parte alta della città,
emerge con chiarezza come essi abbiano perduto la complessa e ricca configurazione
stratificatasi nel tempo, con l’impoverimento e la semplificazione che ne sono seguiti.
La scomparsa della chiesa di S. Giovanni in Statua ha privato la piazza del comune di
una presenza significativa; la successiva scomposizione del fronte del palazzo municipale ed il suo arretramento verso via Pennina con la costruzione della torre, hanno
determinato una profonda trasformazione della piazza, che però ha conservato nel
tempo il suo carattere e la sua funzione. In anni recenti la ricollocazione al suo centro
della fontana dei delfini, unita alla parziale chiusura al traffico veicolare, le hanno restituito il ruolo di centro della vita sociale della città, rafforzandone la connotazione di spazio
pubblico di relazione e di incontro.
Meno pesanti gli interventi che hanno interessato piazza M. Vittori, privata “solo” della
grande scala di accesso all’episcopio; la successiva realizzazione dei marciapiedi, che
delimitano la corsia di attraversamento (via Cintia), rappresenta, pur essendo solo un
intervento di superficie, un elemento di forte discontinuità, che impedisce di fatto la
percezione unitaria del suo spazio e di conseguenza anche la fruizione, riducendolo a
mero luogo di passaggio.
La trasformazione più significativa è senz’altro quella conosciuta da piazza C. Battisti,
la cui configurazione attuale deriva dall’eliminazione dei volumi che fino all’inizio del
secolo scorso la dividevano in due ambiti distinti, collegati solo da uno stretto passaggio. Il grande vuoto che ne è derivato non è mai riuscito a darsi un carattere proprio,
ed è andato via via assumendo una destinazione di servizio, essendo da anni utilizzato
esclusivamente come parcheggio. La piazza non presenta nessuno di quegli elementi
che possono caratterizzarla come tale: è di fatto il “retro” di luoghi, spazi, funzioni che
le risultano estranei. E anche l’adiacente giardino, che si affaccia sulla parte bassa
della città, risente della stessa marginalità, configurandosi come appendice separata e
avulsa dal contesto urbano.
La via Cintia, asse sul quale si innesta il sistema delle piazze, è caratterizzata da una
percorrenza pedonale difficoltosa, disturbata dal traffico veicolare, vista la mancanza di
qualsiasi separazione tra i due ambiti. Ne deriva una percezione distorta e distratta del
contesto, una difficile lettura e individuazione delle emergenze architettoniche presenti
lungo il percorso.
9. Veduta dall’alto delle piazze centrali
11
10. La piazza del Comune nel 1870
11. La piazza Vincentini nei primi anni del ‘900
12
12. I resti di mura romane rinvenuti sotto la chiesa di
S.Giovanni in Statua
13. Vista del muro che chiudeva il giardino di Palazzo
Vincentini verso Piazza Battisti
13
EVOLUZIONE E DEMOLIZIONI
N
scala 1:2000
Albergo della Croce Bianca
(fine anni ‘30)
Chiesa di San Giovanni in Statua
ed edificio adiacente (1928)
Edificio con giardini (fine ‘800)
Scala dell’Episcopio (1925-1935)
14
14. Immagine della chiesa di S. Giovanni in Statua demolita nel
1928
15. Immagine della piazza del Comune dopo la demolizione
16. Piazza Vincentini (1900): prospetto dei nuovi edifici e pianta
dello stato di fatto
15
LARGO MARIANO VITTORI: EVOLUZIONE
scala 1:1000
ambito della piazza
demolizioni
16
N
La trasformazione più significativa della piazza è consistita nei vari adattamenti che la
scalinata d’ingresso al Palazzo Vescovile ha subito negli anni.
Appena realizzato l’edifico era posta adiacente alla navata laterale della Cattedrale, in
modo da collegare il piano nobile del Palazzo con lo slargo antistante. Poi, probabilmente
per la realizzazione di una cappella gentilizia sul lato nord del Duomo, la scalinata è stata
modificata portandola al centro del fronte dell’Episcopio, chiudendo il bellissimo portico
adornato di volte a sesto acuto.
Tra il 1925 ed il 1935 viene realizzato un ripristino “in stile” della Loggia realizzato da F.
Palmegiani, che recupera il piano terra con il bellissimo porticato a volte e riporta la facciata
al suo aspetto originario.
Nel 1926 viene qui collocata la statua di S. Francesco realizzata dall’artista Nicoletti.
In alto
17. Disegno che riproduce la Cattedrale con l’ingresso originario all’Episcopio.
in basso
18. Vista dell’ingresso all’Episcopio come modificato nel ‘600,
per poi essere riportato allo stile originario con i lavori tra il
17
PIAZZA V.EMANUELE II: EVOLUZIONE
scala 1:1000
ambito della piazza
edifici demoliti
nuovi edifici
18
N
19. Piazza Vittorio Emanuele: il Palazzo Comunale e l’Albergo
della Croce Bianca
Anche l’aspetto della piazza del Comune ha conosciuto un radicale cambiamento
con demolizioni e successive ricostruzione di importanti edifici: intorno agli anni trenta
è stata demolita la chiesa di San Giovanni in Statua e l’edifico adiacente, sostituita
dall’albergo Quattro Stagioni che ha completato la piazza dotandola di un nuovo fronte;
successivamente (fine anni trenta, inizio quaranta) è stata la volta dell’albergo della Croce
Bianca, sul cui sedime, ma su fronte arretrato, è stata costruita la nuova Torre comunale,
simbolo civico del regime fascista.
Al centro della Piazza è oggi presente di nuovo la fontana dei Delfini, dopo un periodo
in cui è stata collocata in periferia subito dopo la demolizione della chiesa di San
Giovanni.
20. Piazza Vittorio Emanuele: nuova Torre comunale
19
PIAZZA CESARE BATTISTI: EVOLUZIONE
scala 1:1000
ambito della piazza
giardini di proprietà comunale
mura di confine demolite
edifici demoliti
nuovi edifici
20
N
La configurazione attuale della piazza Battisti deriva dalla profonda trasformazione
subìta dalla piazza Vincentini a seguito della demolizione (fine ‘800) dell’edificio
che ne occupava lo spazio, rimasto pericolante dopo il terremoto del 1703, e dei
giardini interni all’isolato, di proprietà comunale, liberando lo spazio di fronte alla
cattedrale e realizzando di fatto le dimensioni della piazza attuale.
Successivamente (metà anni trenta del secolo scorso) la piazza si è ancora di
più “aperta” con la demolizione del muro che la separava dai giardini di Palazzo
Vincentini.
Nel 1928, dopo vari rinvii e ipotesi di progetto, viene demolita la Chiesa di S.Giovanni
in Statua con il fabbricato adiacente, per realizzare l’Albergo Quattro Stagioni nella
forma in cui la vediamo oggi. Interessante notare dalle foto d’epoca che insieme
alla nuova costruzione sono state realizzate delle aiuole, antistante il fronte verso
Palazzo Vincentini, in modo da dotare la piazza di verde decorativo, poi rimosso
probabilmente per fare maggiore spazio al parcheggio degli autoveicoli.
In senso orario
21. Vista della Cattedrale con in evidenza i giardini antistanti
delimitati da muro di cinta.
22. Foto del nuovo Albergo con le aiuole antistanti.
23. Foto dei vecchi edifici che occupavano la piazza.
24. Planimetria della Piazza Vincentini prima di essere liberata
dagli edifici
21
25. Immagine di Via Roma all’inizio del secolo
26. Immagine diVia Cintia all’inizio del secolo: in evidenza la
pavimentazione in lastre grandi disposte a schiena e con smaltimento delle acque laterali
22
CRONOLOGIA
tecniche e materiali impiegati nelle pavimentazioni di strade e piazze cittadine
(rif. R. Lorenzetti, Pietra su pietra, Città di Castello 1993)
1793/94 - Via di Ponte viene pavimentata con “pallenti” e parte centrale con mattoni a
“biscotto”.
1793/94 - Asse via Cintia-via Garibaldi pavimentato “cogli antichi selci legati colla pietra
a libretto, come è stata costruita la strada di Ponte”.
1820 - Indicazioni tecniche per la posa in opera della pietra a libretto ed i pallenti.
1820 - Via di Ponte ripavimentata con selciato (pallenti?), con libertà dell’appaltatore dei
lavori di utilizzare al centro “la pietra a libretto” o i “mattoni a biscotto”.
1840 - Ripavimentazione di via di Ponte con una pietra proveniente da cave della famiglia Cappelletti, considerato “un materiale migliore dei ciottoli che si sono fino ad ora
adoperati”.
1853 - Progetto della via di Ponte di Vincenzo Angelucci con “ ricostruzione a schiena
con due terzi di pietra nel mezzo, uguale a quella che esiste nella pubblica piazza, proveniente dal territorio di Canetra, Regno di Napoli, ed un terzo a pallenti”.
1853 - Pavimentate con pietra tufacea delle cave di Ponte (Canetra) anche via Garibaldi,
via Cintia e la Piazza del Comune.
1858 - Norme comunali in cui si stabiliscono le dimensioni minime delle lastre di pietra:
28 cm di lunghezza per 14 cm di spessore.
1874 - Nuovo lastricato della via di Ponte con “doppio sistema a lastrico e a terreno”.
Progettazione dei marciapiedi
1890/1900 - La pietra delle cave di Ponte è sostituita dalle “grandi lastre di Città i
Castello”.
1899 - Via Cintia e via Centurioni vengono lastricate con la pietra di Città di Castello
1915 - Via Garibaldi viene lastricata in travertino delle cave di Orte.
1930(?) - Bitumazione della via Garibaldi, via Porta Conca, via Terenzio Varrone, via
Roma (rif. F. Pamegiani, Rieti e la Regione Sabina, 1930)
1933 - I blocchetti in porfido dell’Alto Adige sostituiscono le pavimentazioni di via Cintia
e della piazza comunale.
1993 e succ. - Progetto di sistemazione di via Roma, via Terenzio Varrone e via Tancredi
con lastre in porfido del Trentino.
23
27. Residui della pavimentazione otto-novecentesca, realizzata
con basole calcaree, ancora presenti lungo la via Garibaldi
28. Frammenti di analogo lapideo rinvenuti, nel corso di recenti
lavori, a ridosso del teatro Flavio Vespasiano in ambiti contigui a
quelli interessati dall’intervento
INDAGINE SULLE PAVIMENTAZIONI STORICHE
s5
s5
s2
s2
s3
s3
s1
s1
3,49
s6
s6 numero sondaggio
s4
punto di sondaggio
s4
s4
24
perimetro costruito catasto gregoriano
perimetro orti catasto gregoriano
rilievo costruito esistente
B2
E7
E5
SP2
rif. sito
C3
25
sito
rif. fotogr.
pavimentazione
in esercizio
sottofondi esito sondaggio
s1
P. Battisti 01
B2
manto bituminoso
breccia sciolta / roccia
s2
via Cintia
C3
cubetti porfido
sabbie /congl. cementizio
s3
P. V. Emauele
E5
cubetti porfido
sabbie /congl. cementizio
s4
P. V. Emanuele
E7
cubetti porfido
sabbie /congl. cementizio
s5
P. S. P. Martire
SP2
acciottolato
sottofondo in terre sciolte
PAVIMENTAZIONI: STATO DI FATTO
5a
2d
3a
3d
3b
2f
3c
2a
2b
1a
6a
6b
26
5b
5c
2c
1b
2e
1a. via San Pietro Martire
localizzazione dell’ambito
via S. P
ietro Mar
tire
c
s
caratteristiche delle pavimentazioni
s. selciato costituito da ciottoli calcarei, varie dimensioni, posati su letto di malta di
sabbia e cemento, disposto in fasce di varia profondità sui ridossi di fabbricati e/o
di ingombri fisici
c.
conglomerato bituminoso - strato di usura
caratteristiche delle pietre impiegate
“ciottoli calcarei” riferibili a litotipi di natura calcarea della successione umbro sabina
costituiti da calcari micritici, silicei e rari elementi arenacei
pianta, scala 1:100
27
1b. via S. Pietro Martire via Sant’Anna
localizzazione dell’ambito
via S
. Pie
tro M
artir
e
caratteristiche delle pavimentazioni
t3
s
l
via
S. A
nna
c
pianta, scala 1:100
28
t3. pietra travertino in blocchi per gradini monolitici larghezza 25/28, spessore
cm.18/20, varie lunghezze, ingallettati, posati con malta di sabbia e cemento
s.
selciato costituito da ciottoli calcarei, varie dimensioni, posati su letto di m a l t a
di sabbia e cemento, disposto in fasce di varia profondità sui ridossi di fabbricati
e/o di ingombri fisici
l.
laterizi 6/27/13 posti in coltello su letto di sabbia e cemento
c. conglomerato bituminoso - strato di usura
caratteristiche delle pietre impiegate
“travertino” roccia sedimentaria di origine chimica di colore chiaro, biancastra e/o
rossiccia, a carattere vacuolare - peso di volume t/mc 2.40/2.50 - peso specifico t/mc
2.69/2.72 - porosità vera % volume 5/12 - r.za alla compressione Kg/cmq 200/600 - r.za
al taglio kg/cmq 60/80
“ciottoli calcarei” riferibili a litotipi di natura calcarea della successione umbro sabina
costituiti da calcari micritici, silicei e rari elementi arenacei
2b. piazza Cesare Battisti
localizzazione dell’ambito
p1
p4
t3
ti
piazza C. Battis
c
caratteristiche delle pavimentazioni
p2. cubetti di porfido lato 8/10 posati su letto di sabbia e/o di sabbia e cemento
disposti con apparecchio ad arco e/o in linea in corrispondenza dei ridossi di
ingombri fisici
p4. cordolini in porfido con superficie in vista a spacco sezione 9/10 x 25, disposti a
raso con le pavimentazioni circostanti
t3. pietra travertino in blocchi per gradini monolitici larghezza 33/35, spessore cm.
13/15, varie lunghezze, posata con malta di sabbia e cemento
c.
conglomerato bituminoso - strato di usura
caratteristiche delle pietre impiegate
“porfido quarzifero” roccia di colore scuro, brunastra o rossiccia, con fenocristalli di
quarzo - peso di volume t/mc 2.55/2.80 - peso specifico t/mc 2.58/2.83 - permeabilità
cm/sec 0.001/0.0001 - porosità apparente % volume 0.4/1.8 - r.za alla compressione Kg/
cmq 1800/3000 - r.za alla flessione Kg/cmq 150/200 - r.za all’urto cm Kg/cmc 130/240 (urti
11/13) - usura: all’attrito radente cmc 5/8, al getto di sabbia cmc 2.6/3.5
“travertino” roccia sedimentaria di origine chimica di colore chiaro, biancastra e/o
rossiccia, a carattere vacuolare - peso di volume t/mc 2.40/2.50 - peso specifico t/mc
2.69/2.72 - porosità vera % volume 5/12 - r.za alla compressione Kg/cmq 200/600 - r.za
al taglio kg/cmq 60/80
pianta, scala 1:100
29
2e. piazza Vittorio Emanuele II - via Roma
localizzazione dell’ambito
piazza
uele II
n
V. Ema
p2
caratteristiche delle pavimentazioni
p4
p3
p1
p1. cubetti di porfido lato 6/7 posati su letto di malta di sabbia e cemento disposti in
linea
p2. cubetti di porfido lato 8/10 posati su letto di sabbia e/o di sabbia e cementodisposti con apparecchio ad arco, in linea in corrispondenza dei ridossi di ingombri
fisici
p3. lastre in porfido varie dimensioni, spessore cm. 3/5, con disposizione a correre su
letto di malta di sabbia e cemento
p4. cordolini in porfido con superficie in vista a spacco, sezione 9/10 x 25 disposti a
raso con le pavimentazioni circostanti
caratteristiche delle pietre impiegate
oma
via R
pianta, scala 1:100
30
“porfido quarzifero” roccia di colore scuro, brunastra o rossiccia, con fenocristalli di
quarzo - peso di volume t/mc 2.55/2.80 - peso specifico t/mc 2.58/2.83 - permeabilità
cm/sec 0.001/0.0001 - porosità apparente % volume 0.4/1.8 - r.za alla compressione Kg/
cmq 1800/3000 - r.za alla flessione Kg/cmq 150/200 - r.za all’urto cm Kg/cmc 130/240 (urti
11/13) - usura: all’attrito radente cmc 5/8, al getto di sabbia cmc 2.6/3.5
3c. piazza M. Vittori
localizzazione dell’ambito
caratteristiche delle pavimentazioni
piazza M. Vittori
p1
p4
p2
g
t3
p1. cubetti di porfido lato 6/7 posati su letto di malta di sabbia e cemento disposti
con apparecchio ad arco, in linea in corrispondenza dei ridossi di ingombri fisici
p2. cubetti di porfido lato 8/10 posati su letto di malta di sabbia e cemento disposti
con apparecchio ad arco, in linea in corrispondenza dei ridossi di ingombri fisici
g. lastre a correre in granito finite in vista alla bocciarda, l. cm. 63/65, sp. 5/6 posate
su letto di malta di sabbia e cemento
p4. cordolini in porfido con superficie in vista a spacco, sez. 10x25
t3. pietra travertino in blocchi per gradini monolitici larghezza 38/40, spessore cm.
13/15, varie lunghezze, posata con malta di sabbia e cemento
caratteristiche delle pietre impiegate
“porfido quarzifero” roccia di colore scuro, brunastra o rossiccia, con fenocristalli di
quarzo - peso di volume t/mc 2.55/2.80 - peso specifico t/mc 2.58/2.83 - permeabilità
cm/sec 0.001/0.0001 - porosità apparente % volume 0.4/1.8 - r.za alla compressione Kg/
cmq 1800/3000 - r.za alla flessione Kg/cmq 150/200 - r.za all’urto cm Kg/cmc 130/240 (urti
11/13) - usura: all’attrito radente cmc 5/8, al getto di sabbia cmc 2.6/3.5
“granito” roccia ignea intrusiva di colore chiaro, biancastra e/o grigia, con fenocristalli
di quarzo e biotite - peso di volume t/mc 2.60/2.80 - peso specifico t/mc 2.62/2.85 porosità apparente % volume 0.4/1.4 - r.za alla compressione Kg/cmq 1600/2400 - r.za
alla flessione Kg/cmq 100/200 - r.za all’urto cm Kg/cmq 110/120 (urti 10/12) - usura
all’attrito radente cmc 5/8 - usura al getto di sabbia cmc 3.3/5.0
“travertino” roccia sedimentaria di origine chimica di colore chiaro, biancastra e/o
rossiccia, a carattere vacuolare - peso di volume t/mc 2.40/2.50 - peso specifico t/mc
2.69/2.72 - porosità vera % volume 5/12 - r.za alla compressione Kg/cmq 200/600 - r.za
al taglio kg/cmq 60/80
pianta, scala 1:100
31
3d. via Cintia
localizzazione dell’ambito
via Cintia
caratteristiche delle pavimentazioni
p2
p4
p3
i
p1
p1. cubetti di porfido lato 6/7 posati su letto di malta di sabbia e cemento disposti in linea
p2. cubetti di porfido lato 8/10 posati su letto di sabbia e/o di sabbia e cemento disposti con apparecchio ad arco, in linea in corrispondenza dei ridossi di ingombri
fisici
p3. lastre in porfido dimensioni cm. 25 x 45, spessore cm. 3/4, con disposizione a cortina su letto di malta di sabbia e cemento
p4. cordolini in porfido con superficie in vista a spacco, sez. 9/10 x 25 disposti a raso
e/o in risalto con le pavimentazioni vicine
i.
lastrine in ignimbrite lati cm. 20 x 10, spessore cm. 2/3, posate su letto di
malta di sabbia e cemento con apparecchio a cortina disposto con andamento
normale e/o parallelo alla direzione principale del marciapiede
caratteristiche delle pietre impiegate
“porfido quarzifero” roccia di colore scuro, brunastra o rossiccia, con fenocristalli di
quarzo - peso di volume t/mc 2.55/2.80 - peso specifico t/mc 2.58/2.83 - permeabilità
cm/sec 0.001/0.0001 - porosità apparente % volume 0.4/1.8 - r.za alla compressione Kg/
cmq 1800/3000 - r.za alla flessione Kg/cmq 150/200 - r.za all’urto cm Kg/cmc 130/240 (urti
11/13) - usura: all’attrito radente cmc 5/8, al getto di sabbia cmc 2.6/3.5
pianta, scala 1:100
32
“ignimbrite” roccia di colore grigio scuro di origine vulcanica a struttura vitroclastica
con fenoclasti di quarzo inclusi in matrice porosa - peso di volume t/mc 2.55/2.80 - peso
specifico t/mc 2.58/2.83
5a. via San Rufo - via Garibaldi
localizzazione dell’ambito
caratteristiche delle pavimentazioni
p2
p4
p3
p1
b1
s
p1. cubetti di porfido lato 6/7 posati su letto di malta di sabbia e cemento disposti con
apparecchio ad arco
p2. cubetti di porfido lato 8/10 posati su letto di sabbia e/o di sabbia e cemento disposti con apparecchio in linea in corrispondenza dei ridossi di ingombri fisici
p3. lastre di porfido dimensioni cm. 15 x 20, spessore cm. 3/4 posati su letto di malta
di sabbia e cemento
p4. cordolini in porfido con superficie in vista a spacco sezione 9/10 x 25
b1. lastre in basaltina, superficie in vista spazzolata, dimensioni cm. 45 x 90, spessore
cm. 4/5 posati su letto di malta di sabbia e cemento
s. selciato
caratteristiche delle pietre impiegate
“porfido quarzifero” roccia di colore scuro, brunastra o rossiccia, con fenocristalli di
quarzo - peso di volume t/mc 2.55/2.80 - peso specifico t/mc 2.58/2.83 - permeabilità
cm/sec 0.001/0.0001 - porosità apparente % volume 0.4/1.8 - r.za alla compressione Kg/
cmq 1800/3000 - r.za alla flessione Kg/cmq 150/200 - r.za all’urto cm Kg/cmc 130/240 (urti
11/13) - usura: all’attrito radente cmc 5/8, al getto di sabbia cmc 2.6/3.5
“basaltina” roccia vulcanica di colore grigio - peso di volume t/mc 2.22 - peso specifico
t/mc 2.22/2.30 - porosità apparente % volume 0.4/1.4 - r.za alla compressione Kg/cmq
841 - r.za alla flessione Kg/cmq 141 - r.za all’urto cm Kg/cmq 110/120 (urti 10/12) - usura
all’attrito radente cmc 5/8 - usura al getto di sabbia cmc 3.3/5.0
“ciottoli calcarei” riferibili a litotipi di natura calcarea della successione umbro sabina
costituiti da calcari micritici, silicei e rari elementi arenacei
pianta, scala 1:100
33
5c. piazza San Rufo
localizzazione dell’ambito
caratteristiche delle pavimentazioni
p2
b1
b2
p2. cubetti di porfido lato 8/10 posati su letto di sabbia e/o di sabbia e cemento disposti con apparecchio ad arco e/o in linea in corrispondenza dei ridossi di ingombri fisici
b1. lastre in basaltina, superficie in vista levigata, dimensioni cm. 55 x 160, spessore
cm. 4/5 posati su letto di malta di sabbia e cemento
b2. gradoni in basaltina, superficie in vista levigata, dimensioni cm. 45 x 90, spessore
cm. 6/7 posati su letto di malta di sabbia e cemento
b3. fianchi in basaltina, superficie in vista spazzolata, spessore cm. 5, altezza var.
t1. lastre di travertino, superficie in vista levigata, con rilevanti lacune colmate con
riprese di conglomerato cementizio
caratteristiche delle pietre impiegate
b3
t1
“basaltina” roccia vulcanica di colore grigio - peso di volume t/mc 2.22 - peso specifico
t/mc 2.22/2.30 - porosità apparente % volume 0.4/1.4 - r.za alla compressione Kg/cmq
841 - r.za alla flessione Kg/cmq 141 - r.za all’urto cm Kg/cmq 110/120 (urti 10/12) - usura
all’attrito radente cmc 5/8 - usura al getto di sabbia cmc 3.3/5.0
“porfido quarzifero” roccia di colore scuro, brunastra o rossiccia, con fenocristalli di
quarzo - peso di volume t/mc 2.55/2.80 - peso specifico t/mc 2.58/2.83 - permeabilità
cm/sec 0.001/0.0001 - porosità apparente % volume 0.4/1.8 - r.za alla compressione Kg/
cmq 1800/3000 - r.za alla flessione Kg/cmq 150/200 - r.za all’urto cm Kg/cmc 130/240 (urti
11/13) - usura: all’attrito radente cmc 5/8, al getto di sabbia cmc 2.6/3.5
“travertino” roccia sedimentaria di origine chimica di colore chiaro, biancastra e/o
rossiccia, a carattere vacuolare - peso di volume t/mc 2.40/2.50 - peso specifico t/mc
2.69/2.72 - porosità vera % volume 5/12 - r.za alla compressione Kg/cmq 200/600 - r.za al
taglio kg/cmq 60/80
pianta, scala 1:100
34
6b. via del Burò - via del Forno
localizzazione dell’ambito
rò
el Bu
via d
c
via
del
Forn
o
caratteristiche delle pavimentazioni
c. pianta, scala 1:100
35
conglomerato bituminoso - strato di usura
DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA
36
2
1
37
3
5
4
38
6
7
39
8
10
9
11
40
12
14
13
15
41
16
18
17
19
IL PROGETTO
42
I MATERIALI: LE PAVIMENTAZIONI
In funzione del conseguimento degli obiettivi sopra indicati, tesi alla valorizzazione
e riqualificazione del centro urbano, un ruolo preminente è asseganto al rifacimento
completo delle pavimentazioni. Particolare attenzione è stata quindi riservata alla
individuazione dei materiali da utilizzare, e le variabili considerate nella scelta, verificate
secondo i principali criteri sia storico-critici che tecnici, possono essere riassunte come
di seguito:
• riferimento, su basi filologiche, a pavimentazioni originarie rilevabili nei luoghi o rilevabili con certezza storiografica;
• condizioni percettive legate alle principali direzioni di osservazione, da controllare
in funzione delle dimensioni dei singoli elementi, degli orientamenti degli appa-recchi
di posa, delle serie e/o motivi ricorrenti, delle caratteristiche cromatiche delle altimetrie, della ricerca di continuità superficiale, modularità o interruzioni;
• condizioni di fruizione riferite al grado di utilizzazione delle superfici per percorrenze
pedonali, ciclabili, carrabili in forma medio/leggera o pesante;
• caratteri di deperimento in relazione all’uso e all’azione degli agenti esterni;
• caratteri di resistenza meccanico/chimica e ingelività;
• caratteristiche sonore legate alla produzione e/o all’attenuazione di rumore per rotolamento.
PIETRA DI PIANELLO
Il lapideo selezionato per la copertura della quasi totalità delle superfici a “stesa” è stato
individuato nella “Pietra di Pianello”, calcare umbro cavato in località San Savino
(Perugia) ottenibile in formati riquadrati a coste rifilate e/o tranciate, con superfici in vista
a spacco, piano cava, levigato, etc.,con tonalità cromatiche estese dal grigio intenso al
giallo/grigio in funzione del banco geologico e/o del piano di estrazione.
Nella tonalità grigio intenso la pietra individuata avvicina decisamente per cromatismi e
grane i lapidei delle pavimentazioni storiche in lastre (Pietra di Città di Castello) posate in
Città fino agli anni trenta, ben inserendosi nel contesto dei suoi diversi ambiti.
Esempi di
Pietra di Pianello
43
Le lastre avranno uno spessore medio di circa cm.6/8, una larghezza fissa a scelta
di cm.15/20/25/30, lunghezze a correre possibilmente non inferiori alle larghezze. La
faccia in vista sarà essere naturalmente ruvida e cioè a piano di cava, le coste fresate
(segate) e/o tranciate (spaccate).
Le caratteristiche fisico/meccaniche del “Pianello” (come ricavabili dai certificati di prova)
raggiungono i requisiti utili alla posa anche in condizioni medio/pesanti di carrabilità e in
ambienti climatici caratterizzati da frequenti cicli invernali di gelo/disgelo, e le capacità di
coltivazione della cava assicurano nel tempo sufficienti garanzie di fornitura e stabilità di
caratteristica del prodotto.
L’intervento previsto per il sistema costituito dalle piazze centrali, dal tratto terminale
di riconnessione di via Cintia e dall’intorno del complesso di santa Lucia, affida alle
nuove pavimentazioni il compito di definire un primo livello di ricostituzione di un senso
unitario dei luoghi interessati, impiegando materiali, apparecchi di posa e geometrie
generati da un coerente sistema espressivo, sulla base sia del riconoscimento delle
tipologie storiche delle pavimentazioni (fig. pagg. 20, 26) , sia dell’intenzione di riproporre
le memorie storiche e le stratificazioni del centro urbano.
Le nuove superfici vengono interpretate come componenti discrete di caratterizzazione
dei luoghi, indagando attraverso il disegno i sensi percettivi originari e le attitudini
funzionali di ogni spazio e contemporaneamente stabilendo geometrie di relazione che
producano continuità e uniformità di lettura.
La percezione unitaria dei luoghi viene recuperata anche attraverso la ridefinizione delle
altimetrie con la rinuncia a linee e bordi fisici in rilevato, stendendo le nuove pavimentazioni
a raso fin sotto i ridossi dei palazzi di quinta, differenziandosi in formati diversi (lastre a
correre nella parte centrale, blocchetti in quella perimetrale.
44
LAVORAZIONI DI SUPERFICIE
La definizione di diversi ambiti di progetto nonché la realizzazione di fasce, nastri, etc. a
perimetro e bordo di geometrie di pavimentazioni a “stesa” impone diffrenziazioni nella
natura del materiale o nella sua lavorazione di superficie.
La scelta progettuale si è indirizzata piuttosto nella diversificaziuone della lavorazione di
superficie delle lastre lapidee, che a quella di comporre differenti materiali e cromatismi.
Questo al fine di caratterizzare con omogeneità l’area di progetto.
A tal fine sono state individuate diverse tipologie di finitura:
• le pavimentazioni “a stesa” avranno una finitura a piano di cava / spacco naturale
che offre notevoli caratteristiche di naturalezza ed inserimento del materiale, nonché di
antiscivolo anche in caso di pioggia;
• bordature e fasce saranno caratterizzate dallo stesso materiale con finitura detta
a “fiammatura” che conferisce al piano un aspetto omogeneo e ruvido sempre
antiscivolo;
• pavimentazioni inerenti ad aree di sedime di precedenti demolizioni ( vedi piazza Cesare
Battisti, area centrale, e Piazza Vittorio Emanuele, area adiacente al Palazzo Comunale)
saranno caratterizzate da un trattamento di superficie con lieve bocciardatura, in modo
da evidenziarne in modo discreto la differente origine dei sedimi.
I MATERIALI: APPARECCHI DI POSA
La pavimentazione di via Cintia in una foto risalente all’inizio del secolo
Esempio di applicazioni della Pietra di Pianello
45
Tratto via Cintia
edificio
tratto Via Cintia
Pavimentazione in lastre a piano cava coste fresate pietra tipo Pianello
larghezza 30 sp 6/8 lunghezza a correre a 45°con giunti di 0,6 cm
Pavimentazione in cubetti tranciati pietra tipo
Pianello cm 10x10 c.a. sp 8/10 con giunti di 0,6 cm
allettamento in sabbia e cemento
fascia di compluvio
in pietra
giunto
in pietra
edificio
caditoia
a fessura
m n. 1,5%
46
calcestruzzo con rete elettrosaldata
stabilizzato
giunto
in pietra
m n. 1,5%
Pavimentazione in cubetti
tranciati pietra tipo Pianello
cm 10x10 c.a. sp 8/10
con giunti di 0,6 cm
I MATERIALI: TECNOLOGIE SMART
La riqualificazione delle piazze centrali è l’opportunità per implementare i servizi attraverso
l’utilizzo di nuove tecnologie, migliorando così l’attrattività e le opportunità offerte da
questi spazi. L’utilizzo di queste tecnologie permetterà anche di dotare gli spazi pubblici
di servizi smart sempre più necessari per modernizzare la città e le sue funzionalità.
Piazze WiFi con accesso libero
Il centro storico e i suoi spazi pubblici devono poter essere funzionali e vivibili anche
nell’utilizzo delle nuove tecnologie, soprattutto permettendo l’accesso gratuito alla rete in
modo che ogni device degli utenti possa usufruire di una connessione veloce e potente.
L’accesso alla rete, per il rispetto della legge, potrebbe essere comunque regolato da
un’iscrizione preventiva al servizio in modo da avere solo accessi individuali e autorizzati
tramite password personale. La WiFi libera è anche una piattaforma necessaria per il
funzionamento di ulteriori servizi basati sulla tecnologia on line.
Software di realtà aumentata per la valorizzazione turistica e la pubblicizzazione
dei servizi
La realtà aumentata è una tecnologia in forte espansione perchè permette di esteriorizzare
tutta una serie di informazioni che renderebbero l’esperienza della fruizione del centro
storico più interessante e completa, sia per il cittadino che per il visitatore occasionale.
Il software permette di integrare informazioni istituzionali (descrizione e storia degli
edifici, pubblicizzazione dei servizi comunali, publicizzazione di notizie ed eventi, etc)
con altre commerciali (descrizione di negozi e servizi commerciali); l’interesse dei privati
renderebbe il servizio gratutito per l’amministrazione comunale.
Sistema guida per persone ipovedenti integrato nella pavimentazione
Per favorire l’accessibilità degli spazi pubblici alle persone ipovedenti, senza dover
utilizzare il sistema di guide a terra impiegate solitamente, è previsto l’utilizzo di una
tecnologia invisibile, nascosta nella pavimentazione, che permette di dialogare con i
device di ultima generazione (bastone “sensibile”, smartphone) attraverso semplici
vibrazioni e fare così da guida al disabile.
47
I MATERIALI: IL VERDE
Un’importanza fondamentale nel disegno delle nuove piazze è stata data al verde,
utilizzato come elemento architettonico nella composizione del progetto.
La vegetazione, oltre ad essere una delle componenti più significative della scena urbana,
è anche comunemente tra le più apprezzate, tanto che il verde viene considerato,
nell’accezione generale, sinonimo di qualità urbana.
Finora il centro storico si è caratterizzato per la pressochè totale assenza del verde,
utilizzato solamente in elementi impropri come le fioriere/spartitraffico. Questa significativa
assenza, oltre a rendere lo spazio pubblico non confortevole e poco funzionale, influisce
sulla bellezza e sull’attrattività di questi spazi aperti, dando la sensazione di mancanza di
vitalità e di abbandono. Anche il giardino di Palazzo Vincentini, pur essendo un esempio
di cura e di testimonianza storica, perde di valore e di importanza perchè è rimasto
purtroppo un caso isolato nel centro della città.
La vegetazione è sempre stata una presenza costante del centro storico, sia nei gairdini
privati, che negli orti inclusi, che negli spazi pubblici, ed è stata progressivamente
eliminata attraverso demolizioni, distruzioni, ripavimentazioni, per fare spazio in buona
sostanza alla circolazione delle automobili.
Ripensando tutta la mobilità del centro storico, l’intervento è l’occasione per ridare
al verde pubblico la sua giusta importanza ed il suo ruolo, funzionale ed estetico,
assolutamente irrinunciabile per la vivibilità del centro storico.
Il verde è declinato nel progetto secondo le varie possibilità, utilizzando il manto erboso
come superficie a terra, le siepi come elementi scultorei al pari dell’arredo urbano
principalmente costituito dalle sedute, gli alberi come presenze che occupano lo spazio
e ne disegnano le direttrici.
Inoltre il verde ha anche un valore testimoniale, in quanto memoria storica dei giardini
e orti privati confinati da muri che li rendevano parte dell’isolato, e quindi presenze
importanti al pari del costruito.
48
ARREDO URBANO
La riscoperta dello spazio urbano come luogo di relazione e di riaffermazione della
ritualità collettiva, uno degli obiettivi principali del processo di riqualificazione degli spazi
urbani del centro, passa anche attraverso l’introduzione di elementi di arredo urbano
capaci di restituire una giusta immagine alla città.
L’arredo urbano è stato trattato come elemento di dettaglio ed allo stesso tempo
l’espressione più immediata e più appariscente dell’organizzazione dello spazio
pubblico.
L’occasione di poter riqualificare in un unico intervento le piazze più importanti del centro
storico permette di poter dare armonia ed omogeneità agli spazi attraverso non solo
il disegno della pavimentazione ma anche per mezzo degli elementi di arredo urbano
come panchine, corpi illuminanti, e altro.
Questi elementi sono stati quindi scelti o progettati in modo coerente all’architettura
complessiva.
Le panche sono state progettate con disegno originale appositamente per l’intervento
in oggetto, con l’obiettivo di unire le due caratteristiche fondamentali che deve avere
l’arredo urbano, e cioè estetica e funzionalità. Si compongono di struttura in pietra, in
modo da essere fortemente integrati al futuro contesto, e di sedute in listelli di legno. La
parte superiore disegna una leggera curva sui due assi, senza soluzione di continuità tra
i materiali, per caratterizzare di più l’elemento e per permettere soste confortevoli anche
d’inverno. Il sistema a listelli drena naturalmente l’acqua piovana.
49
50
I MATERIALI: L’ILLUMINAZIONE
L’intervento, nel suo senso architettonico, viene completato e integrato con un nuovo
sistema per l’illuminazione artificiale degli ambiti interessati.
La luce è stata considerata come vero e proprio materiale di composizione architettonica
in relazione agli effetti che derivano dalla sua distribuzione sulle superfici orizzontali
e verticali, evidenziando le emergenze, esaltando i volumi e le articolazioni plastiche,
definendo le differenze cromatiche, sottolineando prospettive e direzioni.
Le soluzioni illuminotecniche individuate si articolano secondo le caratteristiche spaziali
proprie di ogni ambito e in funzione degli eventi architettonici presenti.
Allo stato, in relazione alla fase di approfondimento degli studi progettuali, è stato
individuato un sistema su palo per gli ambiti aperti delle Piazze C. Battisti , V. Emanuele
II° e M. Vittori, con l’utilizzazione di supporti integrati, ove le emergenze architettoniche lo
richiedano, con sistemi “wall-washer”, con l’impiego di proiettori studiati specificamente
per lilluminazione delle facciate, caratterizzati da emissioni contenute nei limiti prescritti
dalle vigenti normative contro l’inquinamento luminoso.
Gli elementi illuminanti a palo sono stati scelti per il loro disegno contemporaneo ma
di ispirazione classica, in modo da coniugare la coerenza al progetto, differenziando le
stratificazioni in assenza di precedenti elementi illuminanti storicizzati, con l’integrazione
all’intorno, e contribuendo così all’armonia generale del progetto. Bisogna infatti
considerare che attualmente tutta l’area è illuminata da proiettori appesi su fili posti tra
le facciate contrapposte, le cosiddette tesate, che creano un ambiente notturno non
aderente alla qualità del contesto, caratterizzato da pochi punti luce di potenza posti al
centro delle piazze che creano zone d’ombra sui perimetri delle stesse e non valorizzano
le qualità architettoniche esistenti.
Caratteristica del sistema di illuminazione stradale, è quindi l’elemento illuminante,
costituito da un palo tipo BEGA mod. 7283, caratterizzato da luce a LED con distribuzione
asimmetrica, una tecnologia che offre durabilità e funzionalità unita al basso consumo
di energia. Particolare attenzione verrà anche riposta nell’illuminazione degli specchi
d’acqua e/o fontane presenti nell’area progetto e degli spazi verdi.
Per gli ambiti stradali “nastriformi” e per quelli con questi strettamente connessi, nei
luoghi ove non siano praticabili architettonicamente sistemi i su palo e/o su braccio,
viene proposta una soluzione di illuminazione mediante sistemi sottogronda.
Le reti per la distribuzione dell’energia elettrica sono previste con l’utilizzazione di cavidotti
in posa interrata, e pozzetti di derivazione orizzontale e verticale finiti in superficie mediante
chiusini ad invaso colmati con i medesimi lastricati delle pavimentazioni circostanti.
51
52
53
Ambito 1
REALIZZAZIONE ASCENSORE PUBBLICO
E RIQUALIFICAZIONE SPAZI ANNESSI
IN VIA SAN PIETRO MARTIRE
54
Ambito 1
REALIZZAZIONE ASCENSORE PUBBLICO E RIQUALIFICAZIONE SPAZI ANNESSI IN VIA S.PIETRO MARTIRE
N
scala 1:2000
55
56
A
B
C
57
D
USO DEI MATERIALI - SPAZI - PAVIMENTAZIONI ESTERNE
c
b
a
d
58
CARATTERISTICHE DEL PROGETTO
Le modalità in cui si verrà attuato il rivestimento dell’ascensore fanno riferimento ad
alcuni elementi principali:
a. il materiale di rivestimento: il progetto prevede l’utilizzo di un materiale lapideo che
a livello cromatico e di trattamento di superficie sia in rapporto con le preesistenze. In
particolare, in considerazione del fatto che la maggior parte degli edifici prospicienti
l’area è intonacato, ci si è indirizzati sulla tessitura della torre campanaria della cattedrale
sia per quanto riguardo le caratteristiche del materiale che per quanto riguarda la
lavorazione a piccole lesene della superficie di facciata.
e.
b. il chiaroscuro creato dalle lesene delle facciate del campanile viene riproposto nel
progetto con singole lesene che articolano e compongono i prospetti dell’ascensore.
c. all’ingresso dell’ascensore dalla parte alta si godrà per un breve momento la vista dei
tetti della zona attorno all’ex-convento di S. Lucia mediante un’apertura dimensionalmente
rapportata alle finestre dei palazzi prospicienti la piazza Cesare Battisti.
d. il prospetto del sistema-ascensore su piazza S. Pietro Martire verrà arricchito da un
un filtro verde composto da essenze poste nella parte terminale del tetto giardino di
copertura, questo al fine di operare una parziale schermatura dell’insieme dalla piazza
stessa.
e. particolare del campanile della Cattedrale di Rieti: la tessitura della pietra e le piccole
lesene.
f./g. particolari della pietra Santa Fiora chiara con trattamento di superficie lievemente
bocciardato alternato a spacco naturale, che riprende cromaticamente e materialmente
le caratteristiche della pietra preesistente nonchè si presta per caratteristiche fisiche
ad essere utilizzata come rivestimento a facciata ventilata per l’esterno della struttura
dell’ascensore.
59
f.
g.
N
1:500
1a
1b
60
ANGOLI DELLE VISUALI
1
4
2
61
3 5
STATO DI FATTO
62
63
STATO DI FATTO
64
STATO DI FATTO E
PROGETTO PRELIMINARE APPROVATO
65
STATO DI FATTO
66
67
STATO DI FATTO
68
69
STATO DI FATTO
70
71
72
73
74
Ambito 2
RIQUALIFICAZIONE DI:
PIAZZA CESARE BATTISTI
PIAZZA VITTORIO EMANUELE II
75
GLI AMBITI DELL’INTERVENTO DEL PLUS:
Ambito 2
RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZA CESARE BATTISTI - PIAZZA VITTORIO EMANUELE II
scala 1:2000
76
N
LA CONFIGURAZIONE DEGLI SPAZI CENTRALI:
percezione, uso, funzioni
Veduta aerea di Piazza Battisti
Da una lettura, anche sommaria, delle trasformazioni che ha conosciuto nel tempo il
“sistema delle piazze”, sul quale si articolano gli spazi urbani della parte alta della città,
emerge con chiarezza come essi abbiano perduto la complessa e ricca configurazione
stratificatasi nel tempo, con l’impoverimento e la semplificazione che ne sono seguiti.
La scomparsa della chiesa di S. Giovanni in Statua ha privato la piazza del comune di
una presenza significativa, sostituita dall’albergo Quattro Stagioni che ha ricomposto il
ftronte dell’isolato sulle due piazze. La successiva scomposizione del fronte del palazzo municipale ed il suo arretramento verso via Pennina con la costruzione della torre,
segno lasciato dall’architettura fascista, hanno determinato una profonda trasformazione della piazza, che però ha conservato nel tempo il suo carattere e la sua funzione.
In anni recenti la ricollocazione al suo centro della fontana dei delfini, unita alla parziale
chiusura al traffico veicolare, le hanno restituito il ruolo di centro della vita sociale della
città, rafforzandone la connotazione di spazio pubblico di relazione e di incontro.
La trasformazione più significativa è senz’altro quella conosciuta da piazza C. Battisti,
la cui configurazione attuale deriva dall’eliminazione dei volumi che fino all’inizio del
secolo scorso la dividevano in due ambiti distinti, collegati solo da uno stretto passaggio. Il grande vuoto che ne è derivato non è mai riuscito a darsi un carattere proprio,
ed è andato via via assumendo una destinazione di servizio, essendo da anni utilizzato
esclusivamente come parcheggio. La piazza non presenta nessuno di quegli elementi
che possono caratterizzarla come tale: è di fatto il “retro” di luoghi, spazi, funzioni che
le risultano estranei. E anche l’adiacente giardino del Palazzo Vincentini, che si affaccia
sulla parte bassa della città e che sono stati reintegrati allo spazio urbano solo dopo
l’abbattimento del muro di separazione, risente della stessa marginalità, configurandosi
come appendice separata e avulsa dal contesto urbano.
La presenza del loggiato del Vignola e del fronte principale del Duomo rendono però
questa piazza la più importante e rappresentativa della città, quindi anche quella che in
fase progettuale richiede maggiore attenzione ai fini della riqualificazione e della rifunzionalizzazione.
77
CRONOLOGIA DELLE TRASFORMAZIONI
Piazza Vincentini (Piazza C. Battisti)
1598 - Acquisto dei Vincentini del Palazzo Poiani sull’attuale piazza Cesare Battisti.
Formazione di Palazzo Blasetti (XVI).
Formazione di Palazzo Cappelletti (XVIII).
1617 - Acquisto da parte di Annibale Vincentini del Palazzo Dosi.
1624 - Intonacatura della facciata del Palazzo Vincentini.
1774 - Arretramento della chiesa di S. Giovanni
1820 - Catasto Gregoriano
1898 - Demolizione di alcune costruzioni appartenenti ai Vincentini e dell’Orto dei Preti
di fronte alla Cattedrale.
1900 - Progetto Blasetti in relazione a questi lavori in cui si riportano i prospetti della
scuola e della casa parrocchiale dopo le demolizioni
1928 - Palazzo Vincentini diviene il Palazzo del Governo.
Sostituzione del muro di cinta dei Giardini con una cancellata
Costruzione dell’Albergo Quattro Stagioni
1940/45 - Apertura dei rifugi sotterranei tra la Prefettura ed il Palazzo Comunale.
Piazza del Comune (Piazza V. Emanuele II)
1703 - Terribile terremoto che danneggia il Palazzo Comunale.
1748/1752 - L’edificio Comunale assume la fisionomia attuale ad opera dell’architetto
Brioni. La facciata sulla piazza viene terminata da Viscardi e Sublerays.
La costruzione dell’Albergo della Croce Bianca avverrà successivamente
1763 - Presentazione da parte dell’Ing. Amati di un progetto di ampliamento della piazza
che prevede la riedificazione della chiesa di S. Giovanni in Statua.
1865 - Abbassamento del piano stradale della Piazza e spostamento della fontana al
centro.
1898 - Forte terremoto con conseguente grave lesionamento dell’edificio comunale.
1904 - Progetto Blasetti con l’idea di arretrare il fronte del Palazzo Comunale.
1909 - Nuovi interventi alla facciata del Palazzo Comunale, ad opera dell’arch. Bazzani,
e nel portico, con la demolizione di due botteghe nel lato ovest e l’apertura di due archi
a sesto ribassato
1928 - Demolizione della Chiesa di S. Giovanni in Statua.
1930 - Costruzione dell’Albergo Quattro Stagioni ad opera di Gentiloni e Silveri.
1930 - Trasferimento della fontana a Piazza XXIII° Settembre.
(?) - Demolizione dell’Albergo della Croce Bianca.
1935 - Apertura dell’arco del portico comunale su via Pennina.
1940 - Costruzione dell’odierna Torre del Comune da parte di G. Battistrada, arretrata
rispetto al Palazzo
1953 - Apertura dell’arco dell’atrio comunale su via Pescheria.
1989 - Ricollocamento della Fontana dei Delfini sulla piazza, in posizione centrale.
78
Piazza Vittorio Emanuele: il Palazzo Comunale e l’Albergo della
Croce Bianca oggi demolito
Veduta dall’alto delle piazze centrali
LA MEMORIA DELLE PREESISTENZE
confini degli edifici preesistenti
confini dei giardini preesistenti
79
N
scala 1:500
Il centro storico di Rieti, come evidenziato nella parte introduttiva, è il risultato di
un processo lungo millenni, e l’attuale configurazione della piazza Battisti è dovuta
alle demolizioni avvenute alla fine dell’800 per eliminare gli edifici rimasti pericolanti
dopo il terremoto del 1700 (fig. C), compresi i giardini interni all’isolato di proprietà
comunale (fig. A), per liberare lo spazio e dotare così la città di una piazza di fronte
agli edifici più di valore (Cattedrale, P.Vincentini). Intorno al 1930 poi la Chiesa di
S.Giovanni in Statua fu demolita insieme al fabbricato adiacente per realizzare
l’Albergo Quattro Stagioni così come lo vediamo oggi (fig. B)
Nell’affrontare il progetto si è quindi voluto rilevare la preesistenza degli edifici che
qui insistevano, e nel disegno della nuova piazza e delle pavimentazioni si è seguito
il segno delle memorie storiche; questo principio progettuale si ritrova in tutto
l’intervento, in quanto il progetto, oltre ad unificare l’immagine del centro storico di
Rieti, intende anche ricostruire l’identità di questi spazi rivalutando il percorso storico
che li ha prodotti.
Il disegno della piazza fa riemergere queste preesistenze, diffenziando il tipo di
materiale (fiammato nel sedime degli edifici demoliti, a spacco naturale per il resto)
o la disposizione degli elementi, alternando il verde alle sedute o ai percorsi: tra le
trame del disegno e dei materiali si narra quindi il racconto del centro storico e della
sua storia.
Questo è anche il motivo per cui sono stati inseriti anche gli spazi verdi: non solo
per equilibrare ed addolcire lo spazio aperto con la presenza di piante ma anche per
ricordare che proprio qui avevano luogo dei giardini comunali, probabilmente lascito
di orti posizionati entro le mura che avevano un ruolo fondamentale nel passato
per la sussistenza degli abitanti quando la città era messa sotto assedio da eserciti
nemici. Anche in occasione della costruzione dell’albergo, erano state pensate delle
aiuole con alberi, posizionate nello stesso punto previsto dal progetto come cornice
della piazza corrispettiva ai giardini di Palazzo vincentini, poi rimosse per far spazio
al posteggio delle automobili.
80
a
b
N
1:500
2d
2c
2a
2b
c
c’
d
d’
b’
a’
81
STATO DI FATTO
1
82
83
STATO DI FATTO
2
84
85
STATO DI FATTO
3
86
87
LA MEMORIA DELLE PREESISTENZE
N
confini dell’edificio preesistente
88
scala 1:500
Come ricordato anche sopra per la Piazza C.Battisti, nell’affrontare il progetto si
è voluto rilevare attraverso il disegno della nuova piazza e delle pavimentazioni
il segno delle memorie storiche; questo principio progettuale si ritrova in tutto
l’intervento, in quanto il progetto, oltre ad unificare l’immagine del centro storico
di Rieti, intende anche ricostruire l’identità di questi spazi evidenziando il percorso
storico che li ha prodotti.
Nella piazza Vittorio Emanuele esisteva un edificio importante, l’albergo e ristorante
della “Croce Bianca”, attribuito da alcuni al Valadier ma che subì grossi danni
nell’ultimo terremoto. La sua demolizione è stata generatrice di un grosso dibattito
architettonico/urbanistico che ha portato all’inserimento della nuova torre comunale
in epoca fascista.
Il progetto ricalca il sedime di questo edificio che non esiste più rendendolo linea
generatrice dello spazio della nuova piazza: inoltre il materiale scelto per questa
pavimentazione è diverso rispetto al resto della piazza, con trattamento fiammato.
Inoltre viene data nuova centralità e risalto alla Fontana dei Delfini, un monumento
molto importante per i reatini: la fontana riemerge attraverso il nuovo disegno
della pavimentazione, ne viene integrata come elemento generatore del disegno e
acquista nuovo valore come centro prospettico rispetto alle posizioni delle sedute.
89
N
1:500
2e
2g
2f
2h
90
STATO DI FATTO
5
91
92
STATO DI FATTO
6
93
94
STATO DI FATTO
7
95
96
Ambito 3
RIQUALIFICAZIONE DI
LARGO MARIANO VITTORI
97
Ambito 3
RIQUALIFICAZIONE DI LARGO MARIANO VITTORI
N
scala 1:2000
98
CRONOLOGIA DELLE TRASFORMAZIONI
1050 - Distruzione dell’antica basilica paleocristiana di S. Maria.
1109 - Il Vescovo Benincasa inizia la costruzione “ex novo” della Cattedrale.
1157 - Anno di consacrazione della Cripta.
1225 - Anno di consacrazione della parte superiore della chiesa.
1252 - Inizio della costruzione del Campanile ad opera degli architetti Pietro, Andrea,
Enrico, forse appartenenti alla scuola dei Cosmati.
920 - Documenti farfensi riportano l’esistenza di un antico nucleo.
1109 - Ampliamenti successivi legati alla costruzione della Cattedrale.
2da metà XIII° sec. - Prima costruzione dell’attuale Palazzo dei Priori
1283 - Inizio della costruzione del Palazzo Papale con la realizzazione dell’Arco del
Vescovo e della Loggia Papale, dalla quale si accedeva al Salone con una scala esterna.
1298 - Terremoto distruttivo al quale fa seguito un primo ampliamento.
1394 - Allargamento della piazza di fronte al Palazzo dei Priori (Sacchetti Sassetti, V.
Di Flavio).
1484 - Lavori di ampliamento del Palazzo attraverso l’incorporazione di due case contigue sul lato occidentale.
1494 - Costruzione della residenza del Governatore e dei Priori e della cappella della
Concezione, distrutta dal terremoto del 1898.
1458 - Costruzione dell’Atrio di fronte la Cattedrale voluta dal Vescovo Capranica.
1925/35 - Lavori del F. Palmegiani all’Episcopio, ripristino “in stile” della Loggia Papale
con abbattimento della scala esterna svuotamento del Salone inferiore pieno di reinterri
e tramezzi.
1926 - Inaugurazione del monumento a S. Francesco (opera dello scultore Nicoletti).
1995 - Restauro del corpo laterale della cattedrale
99
Una rappresentazione del complesso dell’Episcopio e del Duomo, probabilmente la
più antica esistente. Intorno la città non si è ancora formata e appare come accumulo
disordinato di rovine romane e di nuove costruzioni medievali.
Ricostruzione del complesso della Cattedrale ed Episcopio in epoca medievale
LA MEMORIA DELLE PREESISTENZE
confini dell’edificio preesistente
Nel contesto di Largo Vittori, il progetto intende evocare
la preesistenza della scalinata che portava al piano nobile
dell’Episcopio, sia la versione originale costruita in epoca
medievale, sia quella che la sostituì in epoca tardo rinascimentale
stravolgendo l’impianto del Palazzo Vescovile.
Solo l’intervento di ripristino di inizio secolo ha riportato ordine
ed armonia in questo contesto, pur dovendo così cancellare
l’elemnto architettonico che più caratterizzava lo spazio.
L’intervento qui presentato richiama quella scalinata attraverso
il disegno della pavimentazione, che diventa un segno unico
con l’altro elemento importante della piazza, la statua di San
Francesco.
Così facendo il progetto ripristina anche le altezze del piano di
calpestio che erano state stravolte dagli interventi precedenti,
tanto da interrare alcuni gradini di ingresso al sagrato della
Cattedrale.
100
Foto che rappresenta la scalinata dell’Episcopio che occupava lo spiazzo in posizione
centrale e chiudeva il portico al piano terra
a
c
101
LARGO MARIANO VITTORI - VIA CINTIA
N
1:1000
3b
3a
102
SISTEMAZIONE DELLA STATUA DEL SANTO
A lato: attuale sistemazione della statua del santo con una
sistemazione del verde approssimata e poco curata.
Sotto: foto d’epoca raffigurante la scultura che poggia su
un basamento diverso ricoperto di vegetazione e avente
una differente altezza.
103
Nella ricorrenza del VII centenario dalla morte di Francesco
d’Assisi, il Venerabile Massimo Rinaldi vescovo di Rieti conferì al
giovane scultore Cristo Giordano Nicoletti l’incarico di realizzare
per il sagrato settentrionale della cattedrale il bel monumento
che è raffinata trasfigurazione dell’alter Christus che si scarnifica
identificandosi radicalmente nella sua testimonianza di umiltà,
poggiando i piedi nudi sulla roccia che evoca i santuari della
Custodia Reatina.
Nel tempo la statua è stata più di una volta spostata e appoggiata
su un basamento diverso, come testimoniato anche dalle foto
d’epoca; in entrambi i casi comunque il santo poggia su un
elemento naturale, che sia vegetazione o che sia roccia, quasi a
testimoniare il forte legame tra San Francesco e la natura.
L’attuale collocazione è divenuta inadeguata, con un disegno
del verde approssimato e poco curato, e lo sarà ancor di più
all’interno del nuovo progetto.
La nuova sistemazione progettata per la statua rimane nel solco
della tradizione, pur con un disegno più attuale e sicuramente
più integrato al futuro contesto, e si ispira al famoso Cantico
delle Creature, richiamato dalla compresenza degli elementi
naturali: il santo, che guarda verso l’alto e indica il cielo, poggia
sul basamento di roccia, da dove sgorga uno specchio acqua in
movimento continuo, incorniciato da un fazzoletto di verde che
evoca la terra.
Sul lato del basamento un elemento in pietra incastrato, modellato
a calco sulla mensola destra della facciata principale della
Cattedrale (pag. 143, c), sottolinea il legame della sistemazione
con il monumento.
104
c
STATO DI FATTO
105
106
STATO DI FATTO
107
108
STATO DI FATTO
109
110
STATO DI FATTO
111
112
STATO DI FATTO
113
114
STATO DI FATTO
115
116
Ambito 6
RIQUALIFICAZIONE E RIASSETTO DELLA
VIABILITA’ NELL’AMBITO DEL
POLO CULTURALE SANTA LUCIA
194
GLI AMBITI DELL’INTERVENTO DEL PLUS:
Ambito 6
RIQUALIFICAZIONE E RIASSETTO DELLA VIABILITA’ NELL’AMBITO DEL POLO CULTURALE SANTA LUCIA
N
scala 1:2000
195
LA CONFIGURAZIONE DEGLI SPAZI:
percezione, uso, funzioni
Il convento prima e dopo il restauro
Gli spazi urbani della parte bassa della città, compresa tra il tracciato di via san Pietro
Martire ed il corso del fiume Velino, sono caratterizzati dalla fitta trama degli edifici e
delle vie che l’attraversano. Prevalente è la presenza di residenze e botteghe artigiane,
tra le quali risalta il complesso di Santa Lucia, il più rilevante e rappresentativo di questa
parte di città, sia per le dimensioni che per le funzioni che ha svolto nel tempo, e che
potrà assumere di nuovo, una volta che si sarà consolidato il ruolo di centro culturale
che negli ultimi anni si è andato formando all’interno dei suoi spazi.
Anche in questo ambito l’intervento si propone, nella prospettiva di una significativa
riduzione della commistione tra traffico veicolare e pedonale, di ristabilire gerarchie e
valori, volendo configurare l’intero ambito come accesso sia al polo culturale che al
nuovo collegamento meccanizzato con la parte alta della città.
Interno del museo archeologico
196
AREA S.LUCIA: STORIA E TRASFORMAZIONI
notizie tratte da:
“Rieti: ieri ed oggi” di Lugi Bernardinetti
“Rieti e la Regione Sabina” di F. Palmegiani
Spazio della corte orima e durante i lavori di rifacimento
Al 1237 si può datare l’inizio della costruzione della chiesa di Santa Lucia, cui seguì,
intorno alla metà del secolo, quella del monastero. La chiesa fu arricchita successivamente con la dotazione di nuovi altari, statue e tele, e con la costruzione della cupola
con lanternino (16282); anche il monastero conobbe successivi ampliamenti, fino a
raggiungere le dimensioni e l’aspetto attuali.
Ha ospitato il convento delle clarisse di S.Lucia dalla seconda metà del sec. XVI fino al
1860, quando il regio commissario generale decretò la soppressione delle corporazioni
religiose, e la conseguente attribuizione dei patrimoni immobiliari allo stato e ai comuni;
così accadde anche per la chiesa di S.Lucia. Le religiose rimasero nella loro sede fino
al 1882, anno nel quale il monastero fu definitivamente trasferito al comune di Rieti.
Da quel momento la chiesa ed il chiostro furono abbandonati a sè stessi e solo nel
1924 la chiesa fu riaperta al culto, e la parte conventuale del monastero fu adibita ad
usi scolastici e culturali, prevalentemente musicali. Il comune stesso si riservò una larga
porzione dell’immobile adibendolo a proprio deposito.
Negli ampi spazi ebbero sede un asilo, una scuola elementare, una scuola media, ed
infine l’Isituto Tecnico Commerciale.
Quando fu decisa la costruzione di un nuovo edificio apposito per l’ITC, lo stabile
dell’ex monastero di S.Lucia ritornò nel grigio esistenziale, perse la sua importanza e
diventò nuovamente sede provvisoria di varie attività. Solo nell’ottobre del 1998 iniziò
un rinnovamento quasi totale della sua struttura e l’arch. Vittorio De Feo e l’ing. Renzo
Carlucci progettarono la ristrutturazione del complesso cinquecentesco.
La ristrutturazione è ancora in fase di completamento, ma sono già operativi gli spazi
della biblioteca e del museo civico.
197
N
6a
1: 500
6b
6d
6c
198
APPARECCHI DI POSA
particolare 6a
particolare 6b
m
c
b1
b1
d
c
199
d
b1- lastre di pietra di pianello larghezza cm. 30, lunghezze variabili (cm. 30/70), spessore cm. 8, superficie filo sega, apparecchio “a correre”, con fuga 0,6 cm
c - lastre di pietra di pianello larghezza cm. 25, lunghezza cm. 50, spessore cm. 8, superficie filammata, apparecchio “a cortina”, accostate
d - blocchetti di pietra di pianello 10 x 10 superficie filo sega
e - cordolo di pietra di pianello larghezza cm. 12, lunghezze variabili, spessore cm. 8
h - tappeto erboso
m - rampa realizzata con lavato antisdrucciolo
particolare 6c
particolare 6d
h
b1
e
b1
200
REALIZZAZIONE DEL GIARDINO INTERNO DEL MUSEO
L’intervento del PLUS rappresenta anche l’opportunità per completare il Museo
Archeologico attraverso la realizzazione del giardino negli spazi della corte.
In questo modo la corte, un interno/esterno dell’edificio, sarà realizzata scegliendo gli
stessi elementi stilistici dell’intervento generale, creando un continuum tra spazi esterni
ed interni.
L’omogeneità rispetto al resto del progetto viene così realizzato per mezzo della
pavimentazione, che riprende le pietre e gli apparecchi di posa utilizzati nelle strade
adiacenti e utilizzando le stesse sedute che caratterizzano le piazze, in modo da non
interrompere la continuità visiva dei percorsi e degli elementi dell’arredo urbano.
Anche il verde sarà disegnato in modo stilisticamente armonico rispetto agli altri spazi
verdi che caratterizzeranno le nuove piazze, con l’uso limitato di elementi vegetativi, sia
alberi che siepi, di essenze congrue alle altre utilizzate, e con un disegno essenziale ma
volutamente contemporaneo.
Un’altra componente che contraddistinguerà questi spazi sarà l’illuminazione, con
elementi illuminanti disposti in modo irregolare rispetto al disegno della pavimentazione,
con diverse inclinazioni, e rivestiti in acciaio corten per una maggiore assonanza con il
verde.
f
e
e’
f’
201
STATO DI FATTO
202
203
STATO DI FATTO
204
205
STATO DI FATTO
206
207
STATO DI FATTO
208
209
Ambito 5
RIQUALIFICAZIONE DI
PIAZZA SAN RUFO
210
Ambito 5
RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZA S.RUFO
N
scala 1:2000
211
CRITICITA’
5
5
1
1
2
3
4
1. Scala dell’oggetto rispetto allo spazio
2. Barriera architettonica
3. Stato di manutenzione/opacità del cristallo
4. Arredo urbano di scarso valore
5. Limitazione delle trasparenze da e verso la piazza
6. Oggetto non congruo rispetto la specificità del luogo,
con eccesso di disegno e di parti cieche
212
1
ELEMENTI PER UNA “NORMA D’IMMAGINE”
2
L’intervento di riqualificazione della piazza non può prescindere da una riflessione
sugli oggetti, le quinte edilizie e gli arredi di interesse privato che attualmente/in futuro
concorrono/concorreranno a determinarne l’immagine.
Al lato della proposta concorsuale si ritiene opportuno che a regime venga definita una
sorta di “norma d’immagine” che, mediante meccanismi incentivanti, codifichi i futuri
interventi sugli edifici privati che si aprono sulla piazza, definendo le compatibilità di
materiali, forme, colorazioni, plastiche secondarie, ecc.
Nella proposta concorsuale, pur non ricomprendendoli nelle quantificazioni economiche,
si è ritenuto utile affrontare alcuni elementi di rilettura di varie componenti dell’ambito, e
ipotizzare quale possa essere il ruolo e l’immagine sostenibile/compatibile con lo spazio
ridisegnato della piazza; tra questi i più significativi per ruolo e potenzialità sono:
- il box in ferro e vetro del ristorante “il Bistrot” riletto in forma di teca neutra e trasparente
restituirebbe visibilità alla facciata retrostante e attenuerebbe il ruolo intrusivo nel sistema
delle immagini delle nuova piazza;
- il portone principale della quinta alle spalle di Via Garibaldi, per il quale si propone la
realizzazione di un atrio in vetro strutturale che consentirebbe la visuale della profondità
della retrostante corte e, in particolare nelle ore notturne con appropriata illuminazione,
un’espansione percettiva dello spazio della piazza e, sempre sulla stessa quinta, i due
vani ad arco che si aprono sul retrostante portico voltato a crociera che, chiusi con
cristalli a tutta luce, permetterebbero la vista del pregevole interno porticato.
2
LE PIETRE
6
213
Nella riqualificazione della piazza gli ambiti pavimentati sono risolti in pietra di Pianello nel
formato 15/45 con apparecchio a cortina, confinati tra bordi a raso, a correre, in masselli della stessa pietra che disegnano 4 ambiti all’interno dei quali ruotano le direzioni
di posa – le fasce che proseguono in direzione Est/Ovest l’allineamento dell’incisione
centrale recano incisa l’iscrizione “UMBILICUS ITALIAE”.
Gli elementi laterali all’incisione centrale che formano i bordi in risalto, sono
realizzati in blocchi di Pietra di Cardoso mentre le placche planari che completano la
composizione centrale sono risolte in lastroni di pietra Aurisina di grandi dimensioni e
spessore; all’interno di una delle aree in Cardoso è stata ridefinita la “finestra” che mette
in luce gli esiti della campagna di scavi archeologici effettuata nell’ambito della piazza nel
1986.
N
5a
1:500
+405,33
+406,11
5b
+406,71
+406,68
+406,74
decumanus
+406,66
+406,95
+406,37
piazza S.Rufo
+406,22
+406,27
+406,06
+406,02
+406,05
5c
+405,19
+404,43
5d
214
SAN RUFO: L’IDEA DELLA NUOVA PIAZZA
Il progetto muove dalla scelta di considerare l’intero lo spazio della nuova piazza come
luogo della tradizione dell’ “umbilicus italie”, negando decisamente tutte le scorciatoie
che passano per una qualche forma fisica di rappresentazione del simbolo, approccio
semplicistico ad un tema dai contenuti quasi esclusivamente immateriali.
La prima azione progettuale è stata quella di “liberare” lo spazio della piazza dagli
oggetti e dalle sistemazioni che l’hanno interessata negli anni recenti, così da recuperare
continuità in termini spaziali e di rapporti con le quinte edilizie.
La ricerca compositiva si è mossa successivamente nella selezione di un approccio
al tema che, come sempre accade quando ci si confronta con la “storia”, misuri un
corretto rapporto tra trasformazioni introdotte e contesto, privilegiando una adeguata
quota di neutralità degli oggetti e delle forme utilizzate.
Sulla “tela vuota” dello spazio della piazza si è operato un unico deciso gesto producendo
un’incisione della superficie sull’asse dimensionalmente più grande, anche a memoria
della tessitura a “soli decumani” del cuore antico della città circostante.
L’incisione è stata poi manipolata allontanando tra loro i lembi e scoprendo, come in
una frattura tettonica, gli strati sottostanti, memoria anche degli scavi effettuati nel
sottosuolo della piazza nell’autunno del 1986 che hanno messo in risalto alcuni resti
romani visualizzabili da una apertura esistente sul piano di calpestio.
Le superfici dei lembi dell’incisione sono state ulteriormente destrutturate in una lieve
deformazione altimetrica che con andamento ad onda muove dallo 0,00 di un vertice,
cresce per 40/45 cm. e ridiscende sullo 0,00 del vertice opposto, nel continuo gioco di
affermazione/negazione della regolarità nel piano e nello spazio.
La composizione si completa anche mediante elementi a contenuto architettonico/
funzionale, come i cinque piccoli monoliti in pietra che alloggiano proiettori a LED che,
nelle ore notturne, annunciano le variazioni altimetriche dei calpestii, o le quattro sedute
in pietra e legno, le cui forme generano da un blocco grezzo per poi variare nei prismi
regolari degli appoggi.
Due delle quattro sedute alloggiano un contenitore per l’impianto di essenze arboree
e/o cespugli, per completare lo spazio della piazza mediante un minimo sistema del
verde, integrando i due impianti esistenti lungo la risalita della Via S. Rufo, che vengono
reinquadrati nelle nuove pavimentazioni.
I nuovi calpestii della piazza sono interamente percorribili e accessibili dal disabile senza
soluzione di continuità altimetrica, così come per l’accesso dalla risalita di Via S. Rufo e
della chiesa, la salita che riguadagna la quota della piazza; l’ambito, anche se esterno
all’area messa a concorso, obbliga comunque il progettista ad una riflessione compositiva,
data la stretta relazione funzionale e percettiva con la piazza e la barriera architettonica
che rimarrebbe in esercizio.
Il sistema di illuminazione dello spazio della rinnovata Piazza S. Rufo è stato curato con
particolare attenzione riguardo alle interferenze di immagini tra contesto ed elementi di
nuovo inserimento, selezionando forme per quanto possibile neutre ed essenziali.
Sono stati collocati in posizioni perimetrali pali in acciaio con testa luminosa a LED e,
oltre ai già citati dissuasori luminosi, si prevedono due proiettori wall washer per
215
la facciata della chiesa e piccole sorgenti LED internamente al sistema centrale di
pavimentazione.
Nella riqualificazione della piazza gli ambiti pavimentati sono risolti in pietra di Pianello nel
formato 30/45 con apparecchio a cortina, confinati tra bordi a raso, a correre, in masselli
della stessa pietra che disegnano 4 ambiti all’interno dei quali ruotano le direzioni di posa
– le fasce che proseguono in direzione Est/Ovest l’allineamento dell’incisione centrale
recano incisa l’iscrizione “UMBILICUS ITALIAE”.
Gli elementi laterali all’incisione centrale che formano i bordi in risalto, sono realizzati in
blocchi di Pietra di Cardoso, mentre le placche planari che completano la composizione
centrale sono risolte in lastroni di pietra Aurisina di grandi dimensioni e spessore;
all’interno di una delle aree in Cardoso è stata ridefinita la “finestra” che mette in luce gli
esiti della campagna di scavi archeologici effettuata nell’ambito della piazza nel 1986.
STATO DI FATTO
216
217
STATO DI FATTO
218
219
STATO DI FATTO
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STATO DI FATTO
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STATO DI FATTO
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Slide di presentazione dei progetti Plus